Gesù tornerà!
Allora apparirà nel cielo
il segno del Figlio dell’uomo;
e allora tutte le tribù della terra
faranno cordoglio
e vedranno il Figlio dell’uomo
venire sulle nuvole del cielo
con gran potenza e gloria.
E manderà i suoi angeli
con gran suono di tromba
a radunare i suoi eletti
dai quattro venti
da un capo all’altro dei cieli.
(Matteo 24:30-31)
Distribuzione gratuita.
Stampato in proprio. Aprile 2011.
Comunità Cristiana
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Il rITORNO
DI
GESÙ
CRISTO
Perché, come,
dove e quando
IL RITORNO DI GESÙ CRISTO
31
Il ritorno di Gesù Cristo è stato ed è tuttora uno dei
pilastri della fede cristiana.
La speranza nel ritorno di Gesù è stata una lampada
costantemente accesa nei cuori dei Cristiani, la cui fiamma,
oggi, è più viva che mai, considerato il tempo in cui viviamo
ed i relativi segni, che preludono all’avvento più
straordinario di tutti i tempi.
Molto si è scritto sul ritorno di Cristo e parecchie sono le
dottrine che ne sono scaturite, alcune delle quali hanno
gettato luce su tale evento, mentre altre sono risultate
complicate, astruse e lontane dal vero messaggio biblico.
La verità sul ritorno di Cristo è semplice, molto più
semplice di quel che viene teorizzato ed insegnato in tante
chiese.
Col presente opuscolo ci proponiamo di presentare con
chiarezza e semplicità ciò che la Parola di Dio, la Bibbia,
effettivamente testimonia in merito a tale interessante ed
appassionante argomento.
INDICE
pagina
1) Caduta dell’uomo e sua redenzione
mediante il riscatto di Cristo ....................................... 3
2) La promessa del ritorno ............................................. 6
3) L’attesa dei primi Cristiani .......................................... 6
4) Il ritorno di Gesù sarà visibile o invisibile? ..................... 7
5) Gesù ritornerà proprio sulla terra? ............................... 8
6) Ma Gesù e i santi dimoreranno in cielo o sulla terra? ..... 11
7) Qual è il vero significato della parola “Parousìa”? .......... 11
8) Insegnamenti errati, incredulità e
disinteresse sul ritorno di Cristo .................................. 12
9) È l’anima che va in cielo o
è Gesù che scenderà dal cielo? ................................... 14
10) I primi discepoli chiesero “Quando?” ............................ 15
11) I segni del tempo della fine ....................................... 16
12) E allora, a che punto siamo? ...................................... 25
13) Il settimo millennio .................................................... 27
14) L’esame finale .......................................................... 29
15) Il Regno eterno ........................................................ 30
E Colui che siede sul trono disse:
“Ecco, io faccio ogni cosa nuova”, ed aggiunse: “Scrivi,
perché queste parole sono fedeli e veraci”.
Poi mi disse: “È compiuto. Io sono l’Alfa e l’Omega, il
principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della
fonte dell’acqua della vita. Chi vince erediterà queste cose; e
io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo”» (Apocalisse 21:1-7).
«E non vidi in essa [cioè nella nuova Gerusalemme] alcun
tempio, perché il Signore Iddio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono
il suo tempio. La città non ha bisogno di sole, né di luna che
risplendano in lei, perché la illumina la gloria di Dio, e
l’Agnello è il suo luminare.
E le nazioni cammineranno alla sua luce; e i re della terra
vi porteranno la loro gloria. E le sue porte non saranno mai
chiuse di giorno (la notte quivi non sarà più); e in lei si porterà
la gloria e l’onore delle nazioni.
E niente di immondo e nessuno che commetta abominazione
o falsità vi entreranno; ma quelli soltanto che sono scritti nel
libro della vita dell’Agnello.
Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come
cristallo, che procedeva dal trono di Dio e dell’Agnello.
In mezzo alla piazza della città e d’ambo i lati del fiume
stava l’albero della vita, che dà dodici raccolti e porta il suo
frutto ogni mese; e le foglie dell’albero sono per la guarigione
delle nazioni.
E non ci sarà più alcuna cosa maledetta; e in essa sarà il
trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servitori gli serviranno ed
essi vedranno la sua faccia e avranno in fronte il suo nome. E
non ci sarà più notte; ed essi non avranno bisogno di luce di
lampada, né di luce di sole, perché li illuminerà il Signore
Iddio, ed essi regneranno nei secoli dei secoli» (Apocalisse
21:22-27 e 22:1-5).
Cari lettori,
leggendo questo opuscolo, avete potuto constatare che sul
ritorno di Cristo non vi sono misteri, né cose incomprensibili,
né mezze verità, ma un’unica e sola verità:
Gesù deve ritornare, e tutti lo vedranno!
La Bibbia parla chiaro. E come avete visto, le prove che
Essa ci dà sono tantissime e tutte armoniose!
Se desiderate conoscerci o avere ulteriori chiarimenti o del
materiale informativo su altri argomenti biblici, scriveteci agli
indirizzi riportati in ultima pagina.
Dio vi benedica.
30
Che cos’è lo stagno di fuoco?
La Parola di Dio dice: «Quanto ai codardi, agl’increduli,
agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni,
agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello
stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda»
(Apocalisse 21:8).
Lo stagno di fuoco e zolfo fu chiamato da Gesù Geenna.
Essa era la Valle di Hinnom, (Geh Hinnòm) a sud di
Gerusalemme, ove era situato l’immondezzaio sempre acceso.
Lì, erano gettati i cadaveri degli empi giustiziati, i quali
venivano consumati lentamente dal fuoco alimentato dallo
zolfo che vi si spargeva per la combustione dei rifiuti.
A volte i cadaveri finivano in zone in cui il fuoco era debole
o quasi spento, e imputridivano consumati dai vermi.
Quindi, la geenna, o stagno di fuoco, non è affatto un luogo
di tormenti eterni per anime dannate, come hanno fatto
credere tante chiese. Essa era e sarà anche nel Millennio un
mezzo di distruzione completa degli empi.
Gesù è chiarissimo. Egli, infatti, disse: «Temete colui che,
dopo aver ucciso, ha potestà di gettar nella geenna. Sì, vi dico,
temete lui» (Luca 12:5).
La profezia di Isaia è quanto mai chiara e precisa. Essa,
riferendosi al Giudizio del Millennio, dice:
«Quando gli adoratori usciranno, vedranno i cadaveri degli
uomini che si sono ribellati a me; poiché il loro verme non
morirà, e il loro fuoco non si estinguerà; e saranno in orrore a
ogni carne» (Isaia 66:24).
Compiuta la restaurazione d’ogni cosa, Gesù consegnerà «il
Regno nelle mani di Dio Padre» (1 Corinti 15:24).
15) IL REGNO ETERNO.
La nuova terra, cioè la terra restaurata, sarà la dimora
degli uomini giusti, per sempre. È scritto:
«Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo
cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più.
E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere giù
dal cielo d’appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per
il suo sposo. E udii una gran voce dal trono, che diceva:
“Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà
con loro, ed essi saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con
loro e sarà loro Dio; e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro
e la morte non sarà più; né ci saranno più cordoglio, né grido,
né dolore, poiché le cose di prima sono passate”.
3
1) CADUTA DELL’UOMO E SUA REDENZIONE
MEDIANTE IL SACRIFICIO DI CRISTO.
Il ritorno di Gesù Cristo rientra nel grande piano divino di
restaurazione di tutte le cose. È la parte più gloriosa di tale
piano, perché allora avrà inizio e sarà portata a compimento la
grandiosa opera di rigenerazione del creato.
Allora, sarà manifestata la pienezza dell’amore, della
sapienza, della giustizia e della potenza di Dio, per mezzo del
suo diletto Figliuolo Gesù, esecutore della sua volontà.
Quindi, prima di entrare nel vivo della trattazione sul
ritorno di Cristo, riteniamo utile esporre brevemente il piano di
Dio predisposto a seguito della caduta dell’uomo nel peccato.
Ciò, per dare un quadro più completo del messaggio biblico.
La creazione.
La Bibbia ci fa conoscere il Creatore e la sua volontà. Essa
rivela che un tempo Dio creò il suo primogenito Figlio spirituale
Gesù Cristo. Vedi: Colossesi 1:15; Apocalisse 3:14.
Poi, mediante questo Figlio glorioso e potente, Dio creò i
cieli e la terra, gli esseri celesti e terrestri. (Ebrei 1:2).
Tutti gli esseri viventi furono creati perfetti, per vivere in
eterno. Ad essi fu data una dimora ideale in cui vivere e la
facoltà di esprimere la loro intelligenza e la loro creatività. Ciò,
nel sano princìpio di rispetto per il Creatore e per le altre
creature viventi.
La ribellione in cielo.
Ma un tempo, in cielo, una potente creatura celeste, un
cherubino, si insuperbì e, ritenendo di essere uguale a Dio,
cominciò ad avere la presunzione di farsi adorare dagli angeli a
lui sottoposti. Si ribellò e trascinò nella sua ribellione molte
creature celesti e poi anche i primi uomini, Adamo ed Eva.
Vedi Isaia 14:12-14.
Diventò così Satana (ebraico: Satan, avversario - di Dio) e
Diavolo (greco: Diabolos, calunniatore). Vedi Apocalisse 12:9.
Con la menzogna ha sempre cercato di farsi adorare pure
dagli uomini. Vedi: 2 Corinti 11:14. Tentò di farsi adorare
persino da Gesù. (Luca 4:1-13).
Adamo ed Eva.
La Scrittura dichiara che Dio aveva stabilito che Adamo ed
Eva e la loro discendenza dovevano vivere felici per sempre su
una Terra di delizia (in ebraico: Eden, cioè il Paradiso terrestre).
4
29
Per la libertà di cui erano dotati, stava a loro stessi il
perpetuare la loro vita o scegliere la morte. Tutto dipendeva
dal seguire o meno la Legge dell’amore, che Dio aveva messa
nei loro cuori e nelle loro menti.
Fra gli alberi da frutto di cui potevano deliziarsi nel
Paradiso terrestre, Iddio aveva posto due alberi particolari:
l’albero della vita: a cui i due potevano accedere, se
continuavano a seguire la legge dell’amore. Mangiando il frutto
di tale albero, essi perpetuavano la loro esistenza;
l’albero della conoscenza del bene e del male: mangiare il
frutto di questo albero equivaleva a ribellarsi a Dio e andare
incontro alla morte.
Dio li aveva informati ed avvertiti di ogni cosa.
Entro il Millennio gli uomini passeranno dalla degenerazione
alla perfezione. Così sarà per la natura e gli animali.
È scritto: «Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e
saranno sturati gli orecchi dei sordi; allora lo zoppo salterà
come un cervo, e la lingua del muto canterà di gioia; perché
delle acque sgorgheranno nel deserto, e dei torrenti nella
solitudine; il miraggio diventerà un lago, e il suolo assetato,
un luogo di sorgente d’acqua...» (Isaia 35:5-7).
«Il lupo abiterà con l’agnello, e il leopardo giacerà col
capretto; il vitello, il giovane leone e il bestiame ingrassato
staranno assieme, e un bambino li condurrà. La vacca
pascolerà con l’orsa, i loro piccini giaceranno assieme, e il
leone mangerà la paglia come il bue.
Il lattante si trastullerà sul buco dell’àspide, e il divezzato
stenderà la mano sul covo del basilìsco.
Non si farà né male né guasto su tutto il mio monte santo,
poiché la terra sarà piena della conoscenza dell’Eterno, come
il fondo del mare dalle acque che lo coprono» (Isaia 11:6-9).
Gesù chiama il Giorno del Giudizio “rigenerazione” (o nuova
creazione), nel greco biblico palinghenesìa. (Matteo 19:28). E
il Millennio sarà realmente un tempo di rigenerazione, perché
Gesù e gli eletti effettueranno la restaurazione di tutte le cose.
La caduta dell’uomo, la degenerazione e la morte.
Un giorno, l’avversario di Dio, cioè Satana, con l’inganno
(Giov. 8:44) indusse Adamo ed Eva a mangiare del frutto
mortale, lusingandoli che essi sarebbero diventati come Dio. I
due incorsero così nel peccato.
Col peccato di ribellione, i due incorsero nella condanna di
Dio. Per non essersi opposti fermamente al tentatore,
dovettero, da allora, sperimentare gli effetti del male: persero
la santità, la perfezione e la vita perpetua e patirono
degenerazione, malattie, afflizioni di ogni genere ed infine la
morte. Essi trasmisero gli effetti nefasti del peccato anche ai
loro discendenti. Vedi: Genesi capitoli 2 e 3; Romani 5:12.
Tutto ciò ha da durare per un tempo stabilito.
Il piano divino di redenzione dell’uomo.
Considerato l’inganno di cui furono vittime, ma non senza
colpa, Dio volle concedere agli uomini una nuova possibilità.
Predispose quindi un piano di redenzione della durata di
settemila anni.
seimila anni di travaglio dell'umanità (ancora in corso),
affinché essa sperimenti gli effetti del peccato, del male.
un millennio, il settimo, di rigenerazione, in cui l’umanità
potrà riacquistare la santità, la perfezione e la vita perdute.
Nel piano di redenzione era previsto il riscatto dell’uomo
dalla condizione mortale in cui è caduto. (Giovanni 3:16).
Per compiere questo riscatto redentore si offrì il Figlio
spirituale primogenito e unigenito di Dio, Gesù Cristo, donando
se stesso in sacrificio. (Giovanni 10:17-18).
14) L’ESAME FINALE.
Che cosa accadrà quando i mille anni saranno terminati ed
ogni cosa sarà stata restaurata?
Gli uomini che nel Millennio, dopo aver ricevuto lo Spirito
Santo di Dio e l’ammaestramento dei santi, raggiungeranno la
perfezione umana, dovranno superare una prova finale.
Satana ed i suoi angeli malvagi saranno sciolti per breve
tempo, prima della loro definitiva distruzione, ed istigheranno
per l’ultima volta gli uomini alla ribellione contro Dio. Allora si
vedrà se l’amore, la fede, la giustizia e la pace saranno
veramente radicati nei cuori e nelle menti degli uomini.
Ecco ciò che Gesù rivelò in visione a Giovanni apostolo:
«E quando i mille anni saranno compìti, Satana sarà
sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni... Poi
vidi un gran trono bianco e Colui che vi sedeva sopra... E vidi i
morti, grandi e piccoli, che stavano ritti davanti al trono; ed i
libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro
della vita; ed i morti furono giudicati dalle cose scritte nei
libri, secondo le opere loro... E se qualcuno non fu trovato
scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco»
(Apocalisse 20:7-15).
28
5
Il Millennio viene chiamato anche Giorno del Giudizio
(Matteo 10:15), perché in esso avverrà il giudizio dei vivi e dei
morti risuscitati. Vedi Atti 17:31.
Ma il giudizio non è, come molti pensano, una semplice
emissione di verdetti di condanne o assoluzioni.
Non avrebbe senso, infatti, risuscitare i morti per
condannarli subito dopo a morte!
Dovendo però il sacrificio di Gesù essere di uguale valore
alla vita perfetta perduta da Adamo, Dio mutò la natura di Lui,
e da Figlio spirituale lo fece diventare Figlio umano.
Gesù diventò perciò uomo perfetto, come era Adamo prima
di peccare, e donò questa sua vita di uomo perfetto per la
redenzione di Adamo e dei suoi discendenti.
In tal modo, Egli poté offrire, o pagare, un prezzo di
riscatto esattamente corrispondente, come afferma la Bibbia,
divenendo il mediatore fra Dio e gli uomini.
Vedi: 1 Timoteo 2:6 e Giovanni 3:16.
Compiuto il riscatto, Gesù fu risuscitato dal Padre il terzo
giorno dalla morte e da allora siede alla sua destra. Ma Egli è
spiritualmente operante sulla terra, nella sua Chiesa,
guidandola e sostenendola, fino al tempo stabilito del suo
ritorno in gloria. (Matteo 28:18-20).
La parola giudizio, in greco krisis, ha il più ampio significato
di sentenza a seguito di una prova. Per cui, sarebbe più esatto
se il Giorno del Giudizio fosse chiamato Giorno della Prova.
Infatti, nel tempo del Giudizio, cioè nel Millennio, verrà
applicata una severa disciplina verso i malvagi che non
vorranno sottostare alle leggi di giustizia.
Gesù, mentre era sulla terra, profetizzò:
«Beati voi che ora piangete, perché riderete...
Guai a voi che ora ridete, perché farete cordoglio e
piangerete» (Luca 6:20-26).
I malvagi che daranno segni di perversione irreversibile,
andranno incontro alla seconda e definitiva morte a cent’anni,
entro lo stesso Millennio, come è scritto:
«Chi morirà a cent’anni morirà giovane, e il peccatore sarà
colpito dalla maledizione a cent’anni» (Isaia 65:20).
E dato che Satana sarà legato, nessuno potrà dire di essere
tentato, quindi non ci saranno scusanti: chi andrà incontro alla
morte, se la sarà cercata da sé.
Gli uomini, dunque, saranno ammaestrati nelle vie
dell’amore, della giustizia e della pace.
In quel tempo di grazia, le nazioni saliranno al monte Sion,
dove è situata Gerusalemme, sede del futuro governo
mondiale, e diranno:
«“Venite, saliamo al monte dell’Eterno, ed alla casa
dell’Iddio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi
cammineremo nei suoi sentieri”.
Poiché da Sion uscirà la Legge e da Gerusalemme la parola
dell’Eterno. Egli sarà giudice fra molti popoli, e sederà come
arbitro fra nazioni potenti e lontane.
Delle loro spade fabbricheranno vòmeri, delle loro lance
ròncole; una nazione non leverà più la spada contro l’altra e
non impareranno più la guerra.
Sederanno ciascuno sotto la sua vigna e sotto il suo fico,
senza che alcuno li spaventi; poiché la bocca dell’Eterno degli
eserciti ha parlato» (Michea 4:1-4).
La rigenerazione dell’umanità
e la restaurazione della terra.
Per mezzo del sacrificio di riscatto compiuto da Gesù circa
duemila anni fa, l’intera umanità avrà, dunque, la possibilità di
riacquistare la vita eterna perduta e di vivere in una terra
restaurata e riportata allo splendore originario. Apoc. 21:1-8.
Tutto ciò, non appena sarà concluso il tempo della
condanna stabilito da Dio.
L'opera di restaurazione della terra e di rigenerazione
dell'umanità sarà compiuta da Gesù e da una Assemblea, o
Chiesa, di uomini fedeli a Dio, scelti nel corso dei secoli. Tali
uomini, chiamati eletti o santi, riceveranno da Dio il dono di
diventare creature celesti (Filippesi 3:20-21), appunto per
adempiere il compito ad essi affidato, assieme a Gesù.
Vedi Apocalisse 2:26-28; 3:21; 5:9-10.
Ecco, dunque, perché Gesù deve ritornare!
All'inizio del settimo millennio Gesù tornerà per adempiere
la fase finale del piano di redenzione di Dio.
Allora, Egli condurrà con sé i suoi eletti vivi e morti
risuscitati (1 Tessalonicesi 4:13-17; 1 Corinti 15:51-52).
Stabilirà il suo Regno, imprigionando Satana e i suoi angeli.
Risusciterà i morti (Giovanni 5:28).
Regnerà con i santi, restaurando ogni cosa.
Vedi Apocalisse 20:1,6.
6
27
2) LA PROMESSA DEL RITORNO.
Gesù parlò varie volte ai discepoli del suo ritorno in gloria.
Egli promise: «ll vostro cuore non sia turbato; abbiate fede
in Dio e abbiate fede in me! Nella casa del Padre mio ci sono
molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vado a prepararvi un
luogo; e quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo,
tornerò, e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io
siate anche voi» (Giovanni 14:1-3).
«Il Figliuolo dell’uomo [Gesù stesso] verrà nella gloria del
Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno
secondo l’opera sua» (Matteo 16:27).
Vedi che cosa disse l’apostolo Pietro in Atti 3:20-21.
E anche se sono già stati messi in conto errori relativi a
calendari e di vario genere, la prudenza è sempre d’obbligo,
perché si tratta di stime approssimative.
Comunque, i seimila anni di tribolazione umana sono
prossimi al termine e il ritorno del Signore è vicino.
Ciò ci è confermato, come già detto, dall’adempimento in
corso, proprio nel nostro tempo, della gran parte dei segni
profetici previsti per il tempo della fine.
Il successivo settimo millennio viene indicato dalla Bibbia
come «il riposo di Dio» e da Essa chiamato «settimo giorno», in
cui è bene studiarsi di entrare (Ebrei 4:1-11) o «l’ultimo
giorno» o anche «giorno del Signore» (Giovanni 6:40 e 11:24).
3) L’ATTESA DEI PRIMI CRISTIANI.
Fra i primi Cristiani vi era l’ardente attesa del ritorno di
Gesù entro brevissimo tempo. Ciò, perché le parole ed i primi
scritti degli apostoli non erano stati compresi bene.
Verso il 51 d. C., Paolo scrisse una lettera ai cristiani di
Tessalonica, nella quale parlò brevemente del ritorno di Cristo
(1 Tessalonicesi capitoli 4 e 5). Ma, avendo essi frainteso le
sue parole, credendo che la venuta di Gesù dovesse avvenire
da un giorno all’altro, l’apostolo in una seconda lettera chiarì:
«Or, fratelli, circa la venuta del Signor nostro Gesù Cristo e
il nostro adunamento con lui, vi preghiamo di non lasciarvi
così presto travolgere la mente, né turbare sia da ispirazioni,
sia da discorsi, sia da qualche epistola data come nostra,
quasi che il giorno del Signore fosse imminente.
Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel
giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasìa e non sia
stato manifestato l’uomo del peccato, il figliuolo della
perdizione, l’avversario, colui che si innalza sopra tutto quello
che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi
a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e dicendo che
egli è Dio» (2 Tessalonicesi 2:1-5).
Comunque, i fedeli credevano che le cose prospettate da
Paolo dovevano accadere entro pochi anni. In effetti, nel primo
secolo stesso, si manifestarono l'apostasia e molti anticristi e
falsi profeti. Ma non si manifestò l'uomo del peccato.
Si verificò, cioè, l’adempimento tipico (in misura ridotta)
della profezia. Per cui, i primi Cristiani attesero la venuta di
Gesù in quel tempo. 1 Pietro 4:7; 1 Giovanni 2:18; Giacomo 5:8-9.
Ai nostri giorni si sta verificando l’ultimo adempimento
della profezia, o antitipico, cioè in grande misura.
Ritorno improvviso.
Gesù esorta i suoi servitori ad esser vigilanti ed operosi,
perché il suo ritorno sarà improvviso.
Egli dice: «Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso
e l’altro lasciato; due donne macineranno al mulino: l’una
sarà presa e l’altra lasciata. Vegliate, dunque, perché non
sapete in qual giorno il vostro Signore sia per venire.
Ma sappiate questo, che se il padrone di casa sapesse a
qual vigilia il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe
forzare la sua casa. Perciò, anche voi siate pronti; perché
nell’ora che non pensate, il Figliuolo dell’uomo verrà» (Matteo
24:40-44). Vedi: Marco 13:35-37 e Luca 21:34-36; 12:35-40.
È scritto: «Il giorno del Signore verrà come viene un ladro
nella notte» (1 Tessalonicesi 5:2). Vedi 2 Pietro 3:10.
Per i Cristiani è importante scrutare i segni dei tempi, per
comprendere se la loro liberazione è vicina.
Ma è ancor più importante vegliare. Il Signore ci esorta ad
esser pronti, ad aspettarlo in qualsiasi momento.
La venuta del Figlio di Dio deve essere improvvisa per il
mondo, non per i credenti.
13) IL SETTIMO MILLENNIO (di rigenerazione).
La Sacra Scrittura dice che Cristo Gesù, assieme ai suoi
eletti, stabilirà sulla terra un regno di restaurazione della
durata di mille anni. Dopodiché seguirà il regno eterno.
Essa dice che gli eletti «saranno sacerdoti di Dio e di Cristo
e regneranno con lui quei mille anni» e che «regneranno sulla
terra» (Apocalisse 20:6; 5:10). Vedi Apocalisse 2:26-27.
Vedi anche Luca 19:11-27 e confronta con Matteo 25:14-30.
Vedi pure Matteo 19:28-29.
26
7
La generazione che non passerà prima che accadano gli
eventi profetizzati, è l’umanità corrotta che, dal tempo della
ribellione in Eden, è destinata a passare tribolazioni sempre
crescenti, frutto del peccato, sino al ritorno di Cristo.
Da diversi decenni ad oggi, i nostri occhi stanno vedendo
molti segni profetici manifestarsi. Il segno più straordinario di
questa epoca è indubbiamente il ritorno d’Israele nella terra
dei padri.
Questo fatto ci indica che siamo alla svolta finale e che le
ultime profezie che precedono la venuta di Cristo e riguardanti
tale popolo ed il mondo intero si adempiranno presto.
Ma Gesù precisò che in terra e in cielo nessuna creatura sa
il giorno e l’ora del suo ritorno. Nemmeno Egli stesso li
conosce. Gli saranno rivelate da Dio a suo tempo. Matteo 24:36.
Non è cosa saggia, dunque, stabilire date sulla venuta del
Signore. Nessuno può dire: avverrà fra sei mesi, fra un anno,
fra cinque anni.
Il Signore, mediante la similitudine del fico, ci dice che
quando vedremo i segni adempiersi, Egli sarà alle porte.
Oggi stiamo vedendo quasi tutti i segni del tempo della fine
realizzarsi giorno dopo giorno. Certo, vi sono ancora diverse
cose che debbono avvenire, ma non tarderanno a verificarsi.
Possiamo dire che ci troviamo in primavera inoltrata e che
l’estate è vicina! Il ritorno di Gesù è quindi davvero vicino.
Non è, dunque, da saggi essere sonnacchiosi e noncuranti
in merito. Molti dicono che basta saper attendere e pregare.
Ma noi diciamo che ciò non basta. È pure necessario saper
individuare i segni, vigilare ed operare attivamente.
4) IL RITORNO DI GESÙ SARÀ VISIBILE O INVISIBILE?
Gesù stesso disse che il suo ritorno sarà visibile a tutti.
Dio aprirà gli occhi degli uomini per vedere la magnificenza
della gloria di suo Figlio, degli eletti e degli angeli santi.
Gesù profetizzò:
«Ecco, egli [Gesù stesso] viene colle nuvole, ed ogni occhio
lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le
tribù della terra faranno cordoglio per lui» (Apocalisse 1:7).
«Ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio, e
vedranno il Figliuolo dell’uomo venire sulle nuvole del cielo
con gran potenza e gloria» (Matteo 24:30). Vedi Luca 21:27.
«E allora si vedrà il Figliuolo dell’uomo venire sulle nuvole
con gran potenza e gloria» (Marco 13:26).
«Come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente,
così sarà la venuta del Figliuolo dell’uomo» (Matteo 24:27).
Le parole di Gesù non hanno bisogno di interpretazioni!
Ma alcune chiese insegnano che il Signore sarà visto
simbolicamente o, come dicono loro, “con gli occhi della fede”.
In pratica, dicono che non sarà visto.
Chiediamo loro: che senso ha la manifestazione di gran
potenza e gloria di Gesù, se nessuno lo vedrà?
La verità è che Gesù deve venire proprio «nella sua gloria»
(Matteo 25:31-32), e tutti lo vedranno, «anche quelli che lo
trafissero». Questi ultimi sono non solo coloro che lo uccisero
letteralmente, ma in generale tutti i peccatori e quelli che non
hanno creduto in Lui. Essi lo vedranno con i loro occhi di carne
e non “con gli occhi della fede”, perché non avranno fede
quando Egli tornerà (Luca 18:8).
Infatti, il Signore disse che «faranno cordoglio per Lui»,
cioè saranno nell’afflizione, nel dolore più profondo per il
timore di Lui, perché saranno sorpresi dalla sua improvvisa
manifestazione e avranno paura delle conseguenze.
Ma chi avrà fede non avrà nessun motivo d’essere nel
dolore all’apparizione del Signore.
La venuta reale e visibile di Cristo è pure dimostrata dalla
risposta che Egli diede al sommo sacerdote che lo interrogò
nel Sinedrio, prima di essere messo a morte:
«Daccapo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: “Sei
tu il Cristo, il Figliuolo del Benedetto?”.
E Gesù gli disse: “Si, lo sono: e vedrete il Figliuolo
dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle
nuvole del cielo”» (Marco 14:61-62).
Il piano di salvezza di settemila anni.
Dio ha stabilito un piano di salvezza per l’umanità che deve
adempiersi entro settemila anni dal tempo in cui Adamo ed
Eva peccarono (e non dal tempo della loro creazione, come
pensano alcuni).
Seimila sono gli anni di travaglio previsti per l’umanità
corrotta, poi seguirà un Millennio di riposo/rigenerazione.
La settimana è rappresentativa del piano di Dio: in essa vi
sono, infatti, sei giorni di fatica e uno, il settimo, di riposo.
Dalle indicazioni della cronologia biblica, si stima, che dal
peccato di Adamo alla venuta di Cristo-uomo siano trascorsi
circa quattromila anni. Da Cristo ad oggi si stima che ne siano
passati circa duemila.
8
25
Come si può notare, anche il sommo sacerdote, che fu uno
di coloro che lo condannarono, vedrà Gesù al suo ritorno, alla
risurrezione generale dei morti. Ancora una dimostrazione.
Paolo apostolo profetizzò: «…Gesù apparirà dal cielo con
gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per
far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che
non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali
saranno puniti di eterna distruzione, respinti dalla presenza
del Signore e dalla gloria della sua potenza…» (2 Tess. 1:6-10).
Qui, non solo è detto che Gesù «apparirà dal cielo con gli
angeli», ma anche che i malvagi lo vedranno, dato che saranno
«respinti dalla presenza del Signore», cioè dal suo cospetto.
Paolo, evidentemente, si riferiva alle parole di Gesù:
«Ma chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini, sarà
rinnegato [da Lui] davanti agli angeli di Dio» (Luca 12:9).
Anche le parole di Paolo apostolo, come quelle di Gesù,
sono chiarissime e non hanno bisogno di interpretazioni.
Ma daremo molte altre prove del ritorno visibile di Cristo.
E questa sarà la piaga con la quale l’Eterno colpirà tutti i
popoli che avranno mosso guerra a Gerusalemme: la loro
carne si consumerà mentre stanno in piedi, gli occhi si
struggeranno loro nelle orbite, la loro lingua si consumerà
nella loro bocca. E avverrà in quel giorno che vi sarà tra loro
un gran tumulto prodotto dall’Eterno; ognuno d’essi afferrerà
la mano dell’altro, e la mano dell’uno si leverà contro la mano
dell’altro...» (Zaccaria 14:2-4, 6-7, 12-13).
5) GESÙ RITORNERÀ PROPRIO SULLA TERRA?
L’apostolo Paolo profetizzò:
«Questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i
quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non
precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore
stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba
di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i
primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con
loro rapiti sulle nuvole, ad incontrare il Signore nell’aria; e
così saremo sempre col Signore» (1 Tessalonicesi 4:15-17).
Dunque, non sarà né l’ombra, né la sembianza, né la
presenza invisibile a manifestarsi, ma sarà «il Signore stesso»
che «scenderà dal cielo», cioè personalmente Lui!
Le parole di Paolo non si possono equivocare.
In Atti 1:9-11 è scritto: «Mentre essi guardavano, fu elevato
e una nuvola, accogliendolo, lo tolse d’innanzi agli occhi
loro. E come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se
ne andava, ecco che due uomini in vesti bianche si
presentarono loro e dissero:
‘Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo?
Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà
nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo’.
Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato
dell’Uliveto, il quale è vicino a Gerusalemme».
Vedi anche Gioele 3:1-2 e Apocalisse 19:11-21.
Alla fine della battaglia, il Re dei re, Gesù, farà imprigionare
il Diavolo e i suoi angeli malvagi per mille anni, come è scritto:
«Poi vidi un angelo che scendeva dal cielo e aveva la chiave
dell’abisso e una gran catena in mano. Ed egli afferrò il
dragone, il serpente antico, che è il Diavolo e Satana, e lo legò
per mille anni, lo gettò nell’abisso che chiuse e suggellò sopra
di lui, onde non seducesse più le nazioni finché fossero
compìti i mille anni; dopo di che egli ha da essere sciolto per
un po’ di tempo» (Apocalisse 20:1-3).
Sconfitte le potenze del male, il Figlio di Dio ristabilirà il
regno in Israele e il trono di Davide in Gerusalemme, per
governare il mondo. Si adempirà così la profezia pronunciata
dall’angelo Gabriele quando annunziò la nascita di Gesù:
«Il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre ed
egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno
non avrà mai fine» (Luca 1:32-33).
12) E ALLORA, A CHE PUNTO SIAMO?
La similitudine del fico.
Nel suo discorso profetico (Matteo cap.24; Marco cap.13;
Luca cap.21 e 17:20-37; 12:35-48), dopo aver indicato gli
eventi che avrebbero preceduto il suo ritorno, Gesù disse:
«Or imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi
rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l’estate
è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose,
sappiate che egli [Gesù stesso] è vicino, proprio alle porte.
Io vi dico in verità che questa generazione non passerà
prima che tutte queste cose siano avvenute. Il cielo e la terra
passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Ma quant’è a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa,
neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre
solo» (Matteo 24:32-36).
Come già detto, i primi discepoli non potevano assistere
durante loro vita a tutte le cose prospettate da Gesù, perché la
profezia del Signore abbraccia un ampio arco di tempo.
24
9
Tutto quel che sta accadendo sotto i nostri occhi, ci indica
che la profezia di Gesù è giunta ormai al suo epilogo: i tempi
dei Gentili stanno per terminare, e le profezie finali si
adempiranno fra breve.
Gli angeli, dunque, assicurarono ai discepoli che Gesù
dovrà ritornare «nella medesima maniera». Basta immaginare
la scena al contrario: Egli, scendendo, attraverserà l’atmosfera
e quindi le nuvole. Sarà allora visibile a tutti. Scenderà in
prossimità del suolo e poserà i suoi piedi a terra. Gli angeli lo
accompagneranno. Le parole degli angeli sono semplici e
chiare, non lasciano adito ad equivoci o a dubbi.
LE PROFEZIE FINALI E IL RITORNO DEL SIGNORE.
Fra non molto, Iddio accoglierà nuovamente il popolo
d’Israele ed esso si convertirà a Cristo. È infatti scritto:
«E spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di
Gerusalemme lo spirito di grazia e di supplicazione; ed essi
riguarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne
faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figliuolo unico, e
lo piangeranno amaramente come si piange un primogenito»
(Zaccaria 12:10). Vedi: Romani 11:26 e Gioele 2:28-32.
Duemila anni fa Gesù agli Israeliti increduli disse: «Vi dico
che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto
colui che viene nel nome del Signore» (Matteo 23:39).
Bene, fra breve, quando essi si convertiranno e lo
acclameranno così, vedranno di nuovo Gesù.
Poco prima, il Diavolo capirà che il ritorno del Signore sarà
vicinissimo e si opporrà a Lui con tutte le sue forze. Aizzerà le
nazioni contro Israele, al fine di sterminarlo (già diversi
tentativi sono stati fatti dai paesi arabi). Vi sarà uno scontro
fra le forze del male, capeggiate da Satana, e le sante forze
celesti di Cristo.
Satana agirà con i suoi «spiriti di demoni che fanno dei
segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la
battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente... Ed essi li
radunarono nel luogo che si chiama in ebraico Harmaghedòn»
(Apocalisse 16:14, 16).
Sarà per Israele e per il mondo un tempo di grandi dolori.
Gerusalemme sarà circondata da eserciti, come fu ai tempi dei
Romani (Luca 21:20). È infatti scritto:
«”Io adunerò tutte le nazioni per far guerra a Gerusalemme,
e la città sarà presa, le case saranno saccheggiate, e le donne
violate; la metà della città andrà in cattività, ma il resto del
popolo non sarà sterminato dalla città”.
Poi l’Eterno si farà innanzi e combatterà contro quelle
nazioni, come egli combatté, le tante volte, il dì della
battaglia. I suoi piedi si poseranno in quel giorno sul monte
degli Ulivi che è dirimpetto a Gerusalemme a levante...
E in quel giorno avverrà che non vi sarà più luce; gli astri
brillanti ritireranno il loro splendore. Sarà un giorno unico,
conosciuto dall’Eterno...
Ma un altro fatto straordinario è che Gesù scenderà sul
Monte degli Ulivi (o Monte dell’Uliveto), cioè proprio sul
monte da dove salì al cielo!
Infatti Zaccaria, parlando del ritorno del Signore, profetizzò:
«I suoi piedi si poseranno in quel giorno sul monte degli Ulivi
che è dirimpetto a Gerusalemme a levante» (Zaccaria 14:4).
L’angelo Gabriele, annunciando la nascita di Cristo, disse:
«Il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre ed egli
regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non
avrà mai fine» (Luca 1:32-33).
Gesù era della discendenza del re Davide, servo di Dio, che
regnò sul popolo d’Israele dal trono di Gerusalemme.
Il glorioso trono di Davide fu un tipo del più glorioso trono
di Gesù. Egli, ristabilirà il trono di Davide con maggior gloria e
in eterno, in Gerusalemme, e sarà Re d’Israele e del mondo
(Apocalisse 21:22-27 e 22:1-5).
Il trono di Davide non era in cielo, ma sulla terra. Perciò è
qui, sulla terra, che il Signore verrà a ristabilirlo.
Al riguardo, è da notare che circa duemila anni fa, quando
Gesù entrò in Gerusalemme a cavallo di un asinello, il popolo
lo accolse gridando: «Osanna al Figliuolo di Davide! Benedetto
colui che viene nel nome del Signore!» (Matteo 21:4-9).
Alcuni giorni dopo, Gesù rimproverò gli Israeliti increduli:
«Vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» (Matteo 23:39).
Attenzione: il Signore non disse che gli Israeliti non lo
avrebbero più visto, ma disse che non dovevano vederlo più
finché, cioè fino a che (e fino a quando) essi non si sarebbero
convertiti a Lui. Quando ciò avverrà, lo vedranno di nuovo!
Quindi, le parole di Gesù non si sono ancora adempiute. Si
adempiranno al suo ritorno. Allora si ripeterà la scena del suo
ingresso trionfale in Gerusalemme e il popolo lo acclamerà con
le stesse parole, perché allora molti Israeliti si convertiranno a
Lui e lo riconosceranno quale Figlio di Dio, Messia e Re.
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In Luca 13:35 le parole di Gesù agli Ebrei sono più chiare:
«E io vi dico che non mi vedrete più, finché venga il giorno che
diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».
Gesù, dunque, verrà proprio sulla terra, visibilmente. Sarà
riconosciuto ed acclamato da Israele e ristabilirà il trono di
Davide in Gerusalemme. Vediamo altre prove.
Parabola delle mine. Luca 19:11-27. Vedi Matteo 25:14-30
Spiegazione.
L’uomo nobile è Gesù stesso, che dopo la risurrezione
doveva salire in cielo per ricevere dal Padre l’investitura
ufficiale del Regno universale, per poi ritornare a suo tempo.
Le mine che Egli ha affidato ai suoi servitori sono i beni
spirituali, cioè i doni spirituali che ogni credente ha ricevuto.
Tali beni devono essere trafficati, cioè utilizzati per produrre
frutti spirituali e nuovi discepoli.
Al suo ritorno, Gesù farà i conti con i suoi servitori: ripudierà
i servi malvagi e infedeli, ma loderà i servitori fedeli, che
hanno fatto fruttare i doni spirituali, e li premierà investendoli
di autorità regale per governare le nazioni della terra.
I nemici che vengono stroncati sono i malvagi che si
opporranno all’instaurazione del Regno di Dio.
La parabola testimonia che Gesù tornerà proprio sulla terra,
dove affiderà il governo delle nazioni ai suoi servitori, i santi.
A conferma che Gesù verrà proprio sulla terra a regnare
assieme ai santi, è scritto che essi «saranno sacerdoti di Dio
e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni» e «regneranno
sulla terra» (Apocalisse 20:6 e 5:9).
Gesù promette ai suoi servitori: «E a chi vince e persevera
nelle mie opere sino alla fine io darò potestà sulle nazioni, ed
egli le reggerà con una verga di ferro frantumandole a mo’ di
vasi d’argilla» (Apocalisse 2:26-27).
Sarà, perciò, sulla terra, sul genere umano, che i santi,
assieme a Gesù, eserciteranno la loro «potestà sulle nazioni»
quali sacerdoti e re.
Nella notte in cui Gesù istituì la Santa Cena, disse ai suoi
discepoli: «Io vi dico che d’ora in poi non berrò più di questo
frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel
regno del Padre mio» (Matteo 26:29).
La qual cosa vuol dire che quando Egli stabilirà il Regno sulla
terra, verrà proprio qui a bere nuovamente il vino con i santi.
Sarà il vino nuovo, quello che si produrrà nel nuovo Regno.
23
ISRAELE ABBANDONATO. - I TEMPI DEI GENTILI.
Per questo suo delitto, Israele fu abbandonato da Dio, e il
Signore decise di scegliersi i suoi santi (o eletti) non più da
questo popolo, ma dai Gentili, cioè dai popoli non israeliti, per
cui aprì la chiamata alla elezione (dei santi) a tutti gli uomini.
Matteo 21:43 ed Atti 13:46.
Gesù profetizzò che su Israele dovevano abbattersi grandi
sciagure, che esso sarebbe scomparso come popolo e disperso
fra le nazioni della terra. Egli disse: «Quando vedrete
Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la
sua desolazione è vicina... Perché vi sarà gran tribolazione nel
paese ed ira su questo popolo. E cadranno sotto il taglio della
spada, e saranno condotti in cattività fra tutte le genti; e
Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi dei
Gentili siano compiuti» (Luca 21:20, 23-24).
Dalla profezia di Gesù sulla caduta d’Israele, l’esilio e la
distruzione di Gerusalemme e del Tempio non passarono
neanche quarant’anni che tutto si verificò alla lettera: nel 70
E. V. ad opera dei Romani. Da allora Israele ha subìto grandi
tribolazioni, fra cui il tremendo olocausto nazista.
Secondo la profezia di Gesù, l’abbandono di Israele da
parte di Dio non doveva essere definitivo, ma sarebbe durato
«finché i tempi dei Gentili siano compiuti», cioè fino alla
scadenza del tempo entro cui Dio avrebbe completato la scelta
dei suoi eletti fra le persone delle nazioni.
L’apostolo Paolo confermò: «Un indurimento parziale si è
prodotto in Israele, finché sia entrata la pienezza dei Gentili»
(Romani 11:25). La qual cosa significa che l’incredulità
d’Israele riguardo a Cristo (l’indurimento) terminerà quando il
numero completo (la pienezza) degli eletti Gentili entrerà a far
parte della schiera dei figli di Dio.
I TEMPI DEI GENTILI STANNO PER TERMINARE.
Nei primi cinquant’anni del secolo appena passato, sono
accaduti gli eventi più straordinari della storia recente: è stato
dapprima riconosciuto agli Israeliti il diritto alla patria, per cui
ebbe inizio l’immigrazione degli Ebrei in terra di Palestina; poi
vi fu la nascita d’Israele quale Stato sovrano nel territorio dei
padri (nel 1948).
L’immigrazione continua tuttora, e vediamo che proprio ai
nostri giorni si sta adempiendo la profezia del profeta Isaia, la
quale dice che Dio «raccoglierà gli èsuli d’Israele e radunerà i
dispersi di Giuda dai quattro canti della terra» (Isaia 11:12).
22
11
Infatti, allora faranno cordoglio o, come è precisato in
Apocalisse 1:7, «faranno cordoglio per lui», letteralmente: “si
batteranno il petto per lui”, cioè a causa di Cristo; perché le
genti, non aspettando la sua venuta, saranno sorprese dalla
sua improvvisa comparsa.
E, consapevoli del loro stato di peccatori, saranno
nell’angoscia (Apocalisse 6:14-17). Sarà proprio come ai tempi
che precedettero il diluvio. Matteo 24:37-42.
6) MA GESÙ E I SANTI DIMORERANNO
IN CIELO O SULLA TERRA?
La Bibbia dice che il Padre ha dato a Gesù ogni autorità in
cielo e sulla terra (Matteo 28:18), per cui Egli è Re dell’intero
creato. Quindi, Gesù alla destra del Padre governa già il reame
celeste (Efesini 1:20-21; 1 Pietro 3:22).
E non appena sarà completata la chiamata e l’elezione della
Chiesa dei santi, Egli instaurerà il Regno anche sulla terra e la
governerà dal trono di Gerusalemme (Luca 1:32-33; Salmo
2:6-9) assieme ai santi (Daniele 7:27) e, dopo il Millennio di
rigenerazione [vedi appresso], dal trono della Gerusalemme
celeste che scenderà dal cielo per essere il Tabernacolo di Dio
con gli uomini (Apocalisse 21:1-3; 22:1-4).
In conclusione, il trono di Gesù sarà sia in cielo, alla destra
del Padre, sia sulla terra, nella nuova Gerusalemme, perché
Egli, quale esecutore della volontà del Padre, adempirà il piano
divino governando in eterno in cielo e sulla terra.
La “cittadinanza” dei santi è celeste (Filippesi 3:20-21), per
la natura spirituale che essi assumeranno. I santi avranno il
privilegio di vedere e adorare Dio personalmente, nel trono
celeste; ma il compito loro affidato è di regnare e governare
l’umanità sulla terra. Vedi: Apocalisse 2:26-27; 5:10 e 20:6;
Matteo 19:28-29; Luca 22:30 e 19:11-27; Isaia 2:3.
11 - PACE E SICUREZZA.
L’apostolo Paolo predisse:
«Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete
bisogno che vi se ne scriva; perché voi stessi sapete molto bene
che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte.
Quando diranno: Pace e sicurezza, allora subito una
improvvisa rovina verrà loro addosso, come le doglie alla
donna incinta; e non scamperanno affatto» (1 Tess. 5:1-3).
Proprio mentre in Israele e nel mondo verranno assicurate
pace e sicurezza, gli eventi rovinosi finali si verificheranno
improvvisamente, e inaspettatamente il Signore verrà, come
un ladro di notte, con tutte le conseguenze che ne seguiranno.
12 - LA FINE DEI TEMPI DEI GENTILI E LE PROFEZIE
FINALI CHE RIGUARDANO ISRAELE E IL MONDO.
ISRAELE, IL POPOLO DI DIO.
È noto che Israele fu il popolo che Dio formò e consacrò
come suo popolo, affinché mediante esso Egli facesse
conoscere il suo nome e la sua gloria fra le nazioni.
Vedi: Deuteronomio 26:18-19; Salmo 105:1-6.
Israele fu benedetto da Dio: ricevette la Legge [la Legge
mosaica], osservando la quale poteva mantenere la sua
integrità; il Sacerdozio, attraverso il quale poteva accostarsi a
Dio; il Tabernacolo, mediante il quale aveva il privilegio della
presenza di Dio. Vedi: Esodo capitoli 24-30 e Numeri capitolo 3.
ISRAELE RIGETTA GESÙ CRISTO.
Ma quando Dio mandò suo Figlio in Israele a compiere il
riscatto in favore dell’umanità, il suo stesso popolo lo rigettò,
non gli credette e lo uccise. Per cui, Pietro apostolo rinfacciò
agli Israeliti:
«Voi rinnegaste il Santo ed il Giusto e chiedeste che vi fosse
concesso un omicida [Barabba], e uccideste il Principe della
vita, che Dio ha risuscitato dai morti» (Atti 3:14-15).
7) QUAL È IL VERO SIGNIFICATO
DELLA PAROLA “PAROUSÌA”?
La parola greca Parousìa (italiano: Parusìa) nel greco
biblico vuol dire: Venuta, Arrivo o Presenza personale
constatabile e visibile. Tale parola è usata nella Bibbia per
indicare sia la prima venuta, sia la seconda venuta di Cristo. E
in ambedue i casi indica venuta reale e tangibile.
Riguardo alla PRIMA VENUTA di Gesù, Pietro apostolo scrisse:
«Non è con l’andare dietro a favole artificiosamente composte
che vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta
[parousìa] del nostro Signor Gesù Cristo, ma perché siamo
stati testimoni oculari della sua maestà» (2 Pietro 1:16).
Riguardo alla FUTURA VENUTA di Gesù, Paolo apostolo scrisse:
«Questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i
quali saremo rimasti fino alla venuta [parousìa] del Signore,
non precederemo quelli che si sono addormentati; poiché il
Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con
la tromba di Dio, scenderà dal cielo» (1 Tessalonicesi 4:15-16).
12
Come personale e reale fu la prima venuta di Gesù, tanto
che molti ne furono «testimoni oculari», così altrettanto
personale e reale sarà la sua futura seconda venuta, tanto che
«il Signore stesso scenderà dal cielo»!
A comprova di quanto detto, riportiamo di seguito altri
passi biblici non riferiti alla venuta di Cristo, dove è usata la
parola parousìa, per dimostrare che essa ha sempre il
significato di venuta (o arrivo) o presenza reale e personale.
L’apostolo Paolo scrisse ai Corinti ed ai Filippesi:
«Io mi rallegro della venuta [parousìa] di Stefana, di
Fortunato e d’Acaico» (1 Corinti 16:17).
«Iddio che consola gli abbattuti, ci consolò con la venuta
[parousìa] di Tito» (2 Corinti 7:6).
«Dice taluno, ben sono le sue lettere gravi e forti; ma la sua
presenza personale [parousìa] è debole» (2 Corinti 10:10).
«...Onde il vostro gloriarvi abbondi in Cristo Gesù a motivo
di me, per la mia presenza [parousìa] di nuovo in mezzo a voi»
(Filippesi 1:26). Vedi: Filippesi 2:12.
Non v’è alcun dubbio che la parousìa, cioè la venuta di Gesù
sarà reale, vera, autentica, concreta, personale, percettibile,
visibile. Ragion per cui, le dottrine che teorizzano un ritorno
invisibile di Gesù non sono in linea con gli insegnamenti biblici.
8) INSEGNAMENTI ERRATI, INCREDULITÀ E
DISINTERESSE SUL RITORNO DI CRISTO.
Certuni dicono che il ritorno di Gesù
avvenne subito dopo la risurrezione.
Vi è chi afferma che il secondo ritorno del Signore sia da
individuare nella sua manifestazione ai discepoli dopo la
risurrezione. Ma vediamo come stanno le cose.
Gesù si manifestò ai discepoli per quaranta giorni (Atti 1:3),
per dimostrare loro l’adempimento delle profezie sulla sua
risurrezione e, quindi, per confermarli nella fede. Nient’altro.
Si sarebbe potuto parlare di seconda venuta, se entro quei
quaranta giorni Egli fosse asceso al Padre ed avesse fatto
ritorno instaurando il regno di Dio. Ma Gesù salì al cielo dopo i
quaranta giorni, e da allora non è più tornato. Vedi Atti 1:1-11.
Perciò la seconda venuta di Gesù è ancora futura.
Ma chi crede che la seconda venuta di Cristo sia avvenuta
al tempo degli apostoli risponda a queste domande:
- Come mai in quei quaranta giorni non si verificò nessuna
profezia relativa al tempo della fine ed al suo ritorno per la
restaurazione di tutte le cose?
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8 - PERSECUZIONE DEI CRISTIANI.
Gesù predisse persecuzioni per i suoi seguaci: «Vi metteranno
le mani addosso e vi perseguiteranno, dandovi in mano delle
sinagoghe e mettendovi in prigione, traendovi dinanzi a re e
governatori, a cagione del mio nome» (Luca 21:12).
«Vi getteranno in tribolazione e vi uccideranno, e sarete
odiati da tutte le genti a cagione del mio nome» (Matteo 24:9).
I Cristiani sono stati sempre perseguitati, specialmente nel
periodo dell’impero romano e in quello dell’inquisizione
cattolica. Ma è predetto che in un futuro non lontano «la forza
del popolo santo sarà interamente infranta» (Daniele 12:7).
Vedi anche: Apocalisse 13:7 e Daniele 7:24-25.
9 - PREDICAZIONE MONDIALE DELL’EVANGELO DEL REGNO.
Gesù Cristo predisse: «E questo evangelo del Regno sarà
predicato per tutto il mondo, onde ne sia resa testimonianza a
tutte le genti; e allora verrà la fine» (Matteo 24:14).
L’impegno di tanti Cristiani in quasi duemila anni ha fatto si
che l’annunzio del Vangelo toccasse ogni angolo della terra,
grazie anche al lavoro di copiatura e traduzione della Sacra
Scrittura in molte lingue.
Ma il dato straordinario è che ai nostri giorni la Bibbia è
disponibile in più di 2.000 lingue, coprendo l’intera popolazione
mondiale! Dio si è servito e si serve tuttora di profeti,
predicatori, copisti, traduttori e di ogni uomo che ha avuto ed
ha a cuore l’annunzio della sua Parola.
Oggi possiamo dire che la profezia di Gesù relativa alla
predicazione a livello mondiale è quasi adempiuta! E questo è
uno dei grandi segni del termine di questo sistema di cose.
10 - IL SEGNO DEL FIGLIO DELL’UOMO
E IL CORDOGLIO DELLE GENTI.
Gesù profetizzò: «E allora apparirà nel cielo il segno del
Figliuolo dell’uomo; ed allora tutte le tribù della terra faranno
cordoglio, e vedranno il Figliuolo dell’uomo venire sulle
nuvole del cielo con gran potenza e gloria» (Matteo 24:30).
È noto che quando Gesù nacque apparve in cielo, visibile a
tutti, un astro molto luminoso, quale segno del grande evento.
Riguardo al suo ritorno, Gesù non dà indicazioni sul suo
segno, che comparirà in cielo appena prima della sua venuta.
Sarà indubbiamente un segno straordinario, che gli eletti
riconosceranno subito.
Ma anche le genti capiranno che si tratterà di un evento
soprannaturale, al quale seguirà l’apparizione di Cristo.
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13
L’apostasìa.
- Perché Gesù non portò i santi con sé quando salì al cielo?
- Perché mai Paolo apostolo, anni dopo la risurrezione di Gesù,
diceva ancora che i fedeli lo aspettavano? (Filippesi 3:20).
Già leggendo le pagine precedenti si accorgerà di essere in
errore. Ma vada, per favore, anche a leggersi le parole
pronunciate dall’apostolo Pietro proprio pochi giorni dopo
l’ascesa di Gesù al cielo: Atti 3:20-21.
(L’apostasìa è l’allontanamento dalla verità,
da Dio, dalla fede, per seguire false dottrine)
L’apostolo Paolo profetizzò: «Lo Spirito dice espressamente
che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando
retta a spiriti seduttori, e a dottrine di demoni per via della
ipocrisia di uomini che proferiranno menzogna, segnati di un
marchio nella loro propria coscienza; i quali vieteranno il
matrimonio e ordineranno l’astensione da cibi che Dio ha
creati affinché quelli che credono e hanno ben conosciuta la
verità, ne usino con rendimento di grazie. Poiché tutto quel
che Dio ha creato è buono; e nulla è da riprovare, se usato con
rendimento di grazie; perché è santificato dalla parola di Dio
e dalla preghiera» (1 Timoteo 4:1-5).
L’apostasìa manifestatasi ai tempi dei primi Cristiani si è
via via sviluppata sino ad arrivare ai livelli obbrobriosi dei
nostri tempi. È noto che vi sono chiese che vietano il
matrimonio ai loro ministri ed altre che vietano i rapporti fra
coniugi ai loro aderenti. Altre ancora vietano di mangiare cibi
ritenuti “impuri”. Tutto ciò in aperto contrasto con le Scritture.
7 - L’UOMO DEL PECCATO.
Paolo apostolo profetizzò: «Quel giorno non verrà se prima
non sia venuta l’apostasìa e non sia stato manifestato l’uomo
del peccato, il figliuolo della perdizione, l’avversario, colui che
si innalza sopra tutto quello che è chiamato dio od oggetto di
culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio,
mostrando sé stesso e dicendo che egli è Dio.
…E ora voi sapete quel che lo ritiene onde egli sia
manifestato a suo tempo. Poiché il mistero dell’empietà è già
all’opera: soltanto v’è chi ora lo ritiene e lo riterrà finché sia
tolto di mezzo. E allora sarà manifestato l’empio, che il Signor
Gesù distruggerà col soffio della sua bocca, e annienterà con
l’apparizione della sua venuta.
La venuta di quell’empio avrà luogo per l’azione efficace di
Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e prodigi
bugiardi; e con ogni sorta d’inganno d’iniquità» (2 Tess.2:3-10).
Ai tempi degli apostoli, lo spirito dell’anticristo (del Diavolo)
era già operante e lottava contro la vera Chiesa. Lo testimonia
anche l’apostolo Giovanni. Vedi: 1 Giovanni 2:18-23 e 4:1-6.
L’uomo del peccato, di cui parla Paolo è l’anticristo, cioè un
personaggio, un uomo, che riceverà da Satana potenza per
compiere prodigi di menzogna, facendo credere che egli è
Cristo ritornato. Molti gli crederanno, perché l’inganno sarà
ben congegnato.
Altri dicono che Gesù è ritornato in modo invisibile nel 1914
“nei pressi della terra”. Da tale anno “intronizzato” e
regnante, secondo loro avrebbe accolto i santi morti in cielo.
A questi diciamo di riflettere, e facciamo notare:
1) Gesù è stato «sovranamente innalzato» (Filip.2:9-10) alla
risurrezione, non nel 1914. E allora ha ricevuto ogni autorità in
cielo e sulla terra. Vedi: Matteo 28:18; 1 Pietro 3:22; Efesini 1:21.
2) Nel 1914, anno del presunto ritorno invisibile di Gesù, chi
ha visto e qual è stato in cielo «il segno del Figlio dell’uomo»?
3) Come mai nel 1914 nessuno ha fatto «cordoglio per Lui»?
È errato dire che la 1^ guerra mondiale costituì il cordoglio
delle nazioni. Infatti, il cordoglio che le genti faranno sarà «per
Lui», per Cristo, cioè a causa della apparizione del «segno del
Figlio dell’uomo» e poi della Sua stessa apparizione. Le genti
faranno ”cordoglio” (letteralmente: si batteranno il petto) in
segno di colpevolezza, per il timore d’essere state sorprese a
compiere opere malvagie, come ai tempi di Noè. Non c’entra
niente, quindi, la 1^ guerra mondiale. Matteo 24:29-31.
4) Se Gesù è già tornato, come mai non ci sono
testimonianze di persone che hanno visto sparire qualcuno che
stava accanto a loro, rapito al cielo da Cristo? (Matteo 24:40).
5) In 1 Corinti 11:26 è scritto che bisogna commemorare
la morte di Gesù «finché egli venga». Chi crede che Egli è
tornato nel 1914, non dovrebbe più commemorarla!
6) Se Gesù è ritornato nel 1914, cioè più di 90 anni fa,
come mai in tutto questo tempo Egli non ha proceduto a
sconfiggere le forze del male e ad instaurare il Regno? Perché
se ne sta inattivo da oltre 90 anni?
7) Sostenere che Gesù è già ritornato vuol dire annullare la
sorpresa della sua venuta, che sarà improvvisa e inattesa,
come un ladro di notte. Significa pure annullare l’attesa del
suo avvento, togliere l’aspettativa e la speranza ai credenti,
cose che sono la fiamma della fede; e significa anche svuotare
il messaggio biblico, rendendolo sterile e privo di interesse.
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Disinteresse e incredulità di molti.
Molti dicono che Cristo non verrà addirittura più. Questo è il
“pensiero” di quelli che, pur dicendosi cristiani, non hanno mai
letto un rigo della Bibbia, o che, anche avendo conoscenza del
messaggio biblico, ritengono il ritorno di Cristo solo un’utopia.
Nelle pagine precedenti abbiamo dimostrato ampiamente
che Gesù deve ritornare sicuramente.
9) È L’ANIMA CHE VA IN CIELO O
È GESÙ CHE SCENDERÀ DAL CIELO?
È credenza diffusa che l’uomo possegga dentro di sé
un’entità immateriale, chiamata “anima”, che alla morte
abbandonerebbe il corpo per involarsene al Signore, in cielo.
Secondo tale credenza, l’anima, una volta ascesa al cielo,
verrebbe immediatamente giudicata e riceverebbe la vita
eterna, se anima pia, la pena del purgatorio, se anima impura,
o la pena dell’eterno inferno di fuoco, se anima dannata.
Ma la Bibbia dice che l’anima è l’uomo stesso (Gen. 2:7) e
che la morte è l’esatto contrario della vita. Per cui, alla morte
cessa ogni attività corporea e mentale dell’essere umano.
Quando il primo uomo, Adamo, peccò, Iddio gli disse: «Sei
polvere, e in polvere ritornerai» (Genesi 3:19).
Dell’uomo che muore è scritto: «Il suo fiato se ne va, egli
torna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi disegni»
(Salmo 146:4). L’uomo è, dunque, una creatura mortale.
Se l’uomo possedesse davvero un’anima che sopravvive
alla morte, sarebbe, invece, una creatura immortale.
Nel qual caso, il sacrificio di riscatto fatto da Cristo per
l’uomo risulterebbe inutile, in quanto Egli sarebbe venuto a
morire per far riavere la vita ad uomini di per sé immortali!
Ma la verità è che Gesù è venuto a riscattarci proprio dalla
morte, e non dalla immortalità che non possediamo.
Egli infatti disse: «Io sono venuto perché abbiano la vita e
l’abbiano ad esuberanza» (Giovanni 10:10).
Nessun uomo, in nessun tempo, in nessun modo e in
nessuna forma è salito in cielo presso Dio.
Lo dichiarò Gesù stesso: «Nessuno è salito in cielo, se non
colui che è disceso dal cielo» (Giovanni 3:13).
E ai discepoli disse: «Tornerò, e vi accoglierò presso di me,
affinché dove sono io siate anche voi» (Giovanni 14:3).
La qual cosa vuol dire che prima del suo ritorno nessuno
può essere con Lui in cielo.
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Più volte i governi hanno preso accordi per porre un qualche
rimedio a questa situazione, ma nessuno li ha poi rispettati a
causa di interessi economici. E per l’immediato futuro le
previsioni non sono affatto ottimistiche!
5 - PESTILENZE, CARESTIE E FAME NEL MONDO.
Gesù predisse: «Vi saranno... in diversi luoghi pestilenze e
carestie» (Luca 21:11).
Il cibo sarà scarso e costerà molto: «Una chènice (circa un
litro) di frumento per un denaro e tre chènici d’orzo per un
denaro» (Apocalisse 6:6). (Il denaro: moneta d’argento
romana equivalente alla paga di un giorno di lavoro).
Carestie, fame e pestilenze non sono mancate nel corso dei
secoli. Però, oggi che vantiamo progressi scientifici e
tecnologie avanzatissime in qualsiasi campo, è inconcepibile
che la fame nel mondo e i morti per inedia siano in aumento,
che la gente muoia a milioni per AIDS, per tumori vari, per
infarto (ora spesso anche a vent’anni), per malattie mentali e
per malattie varie. È pure incredibile che con tutta la scienza di
oggi si muoia ancora di influenza!
6 - MANIFESTAZIONE DI FALSI CRISTI E DI FALSI
PROFETI. L’APOSTASIA E L’UOMO DEL PECCATO.
FALSI CRISTI. Gesù predisse: «Molti verranno sotto il mio
nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e ne sedurranno molti...
Allora, se alcuno vi dice: “Il Cristo eccolo qui, eccolo là”,
non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e
faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile,
anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto.
Se dunque vi dicono: “Eccolo, è nel deserto”, non v’andate;
“Eccolo, è nelle stanze interne”, non lo credete; perché, come il
lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la
venuta del Figliuolo dell’uomo» (Matteo 24:5, 23-27).
FALSI PROFETI. Gesù avvertì: «Guardatevi dai falsi profeti,
i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi
rapaci. Voi li riconoscerete dai loro frutti» (Matteo 7:15).
Rispetto al passato, nel nostro tempo si è moltiplicato
grandemente il numero dei personaggi che hanno dichiarato di
essere l’incarnazione di Cristo, trascinando alla rovina e spesso
alla morte i loro seguaci.
I falsi profeti non si contano più. Le religioni proliferano
come non mai e molti lupi ne approfittano, schiavizzando e
tosando le loro “pecore”, arricchendosi e creando potenti
imperi “teocratici” ove signoreggiano da onnipotenti.
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3 - FENOMENI SPAVENTOSI NELLA NATURA
E SEGNI NEL CIELO.
Il Signore Iddio dice: «Ecco, il giorno dell’Eterno giunge:
giorno crudele, di indignazione e di ira ardente, che farà della
terra un deserto, e ne distruggerà i peccatori.
Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non faranno più
brillare la loro luce; il sole si oscurerà fin dalla sua levata, e
la luna non farà più risplendere il suo chiarore.
Io punirò il mondo per la sua malvagità, e gli empi per la
loro iniquità; farò cessare l’alterigia dei superbi e abbatterò
l’arroganza dei tiranni. Renderò gli uomini più rari dell’oro
fino, più rari dell’oro d’ofir. Perciò farò tremare i cieli, e la
terra sarà scossa dal suo luogo...» (Isaia 13:9-13).
Il Figlio di Dio profetizzò:
«Vi saranno gran terremoti, e in diversi luoghi pestilenze e
carestie; vi saranno fenomeni spaventevoli e gran segni dal
cielo... E vi saranno dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle;
e sulla terra, angoscia delle nazioni, sbigottite dal rimbombo
del mare e delle onde; gli uomini venendo meno per la paurosa
aspettazione di quel che sarà per accadere al mondo; poiché le
potenze dei cieli saranno scrollate» (Luca 21:11,25-26).
4 - ROVINA DELLA TERRA.
È scritto: «È giunto il tempo... di distruggere quelli che
distruggono la terra» (Apocalisse 11:18).
Da decenni ormai l’uomo sta irresponsabilmente rovinando
il pianeta in cui vive, in nome del progresso e del benessere (=
consumismo). Ecco il quadro dei problemi che oggi affliggono
la terra ed i suoi abitanti:
inquinamento atmosferico, delle falde acquifere, dei fiumi, dei
laghi e dei mari, a causa degli scarichi tossici delle industrie e
dei veicoli a motore; distruzione delle aree boschive e verdi in
favore della cementificazione; fughe frequenti di nubi tossiche
dalle industrie chimiche; abbandono di rifiuti tossici e
radioattivi nell’ambiente; effetto serra e buchi nell’ozonosfera;
clima sconvolto e piogge acide; pericolo di scioglimento dei
ghiacciai polari; uso sempre più frequente di pesticidi e di
fertilizzanti chimici in agricoltura e cibi geneticamente
modificati; estinzione continua di razze animali; inquinamento
da onde elettromagnetiche e dell’immediato spazio circostante
la terra per affollamento di apparecchi satellitari ecc.; aumento
dei decessi per tumori da inquinamento…
Fra non molto si avrà l’esaurimento dei pozzi petroliferi,
con grande disagio per ogni settore a livello mondiale.
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La Sacra Scrittura, infatti, dichiara che sarà proprio al suo
ritorno che «il Signore stesso... scenderà dal cielo» e tutti i
credenti vivi e morti risuscitati andranno ad «incontrare il
Signore nell’aria» (1 Tessalonicesi 4:16-17).
Ma prima del suo ritorno nessuno può andare a Cristo in
cielo, in nessuna maniera. La Bibbia è chiarissima.
La dottrina dell’immortalità dell’anima e dell’ascesa
dell’anima in cielo dopo la morte, non solo rende vano il
sacrificio di Cristo, ma rende inutile anche il suo ritorno.
Infatti, se tutte le anime degli uomini, buoni e cattivi,
fossero già in cielo, e già giudicate e collocate ognuna al
proprio posto, che bisogno ci sarebbe che Cristo ritorni?
La verità è, invece, che Gesù deve ritornare sulla terra per
«giudicare i vivi e i morti» (2 Timoteo 4:1). Quindi, le cose
stanno al contrario: cioè, non le “anime” salgono a Cristo, ma
è Cristo che scenderà sulla terra per il giorno del giudizio.
La Scrittura conferma: «Quando il Figliuolo dell’uomo sarà
venuto nella sua gloria, avendo con sé tutti gli angeli, allora
sederà sul trono della sua gloria. E tutte le genti saranno
radunate dinanzi a lui ed egli separerà gli uni dagli altri,
come il pastore separa le pecore dai capri» (Matteo 25:31-32).
Quindi, prima del ritorno di Gesù nessuno può essere
giudicato e nessuno può andare in cielo. E poi, qui è detto che
dinanzi a Cristo non saranno radunate “tutte le anime”, ma
«tutte le genti» fisicamente intese.
Perciò, chi crede nell’immortalità dell’anima e nell’ascesa di
essa a Dio, subito dopo la morte, è in grande errore, perché
tale dottrina è in netto contrasto col piano di salvezza di Dio
ed annulla il ritorno di Cristo per il giudizio.
10) I PRIMI DISCEPOLI CHIESERO “QUANDO?”.
Nel Vangelo di Matteo è scritto: «I discepoli gli si
accostarono in disparte, dicendo: “Dicci: quando avverranno
queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine
dell’età presente?”» (Matteo 24:1-3). Marco 13:1-4; Luca 21:5-7.
Gesù rispose alla domanda dei discepoli, parlando di una
lunga serie di avvenimenti che dovevano verificarsi.
I discepoli stessi avrebbero visto svolgersi alcuni di tali
avvenimenti, quali: la manifestazione dei primi falsi cristi e
falsi profeti dell’era cristiana, le prime persecuzioni, la caduta
del popolo d’Israele, la distruzione di Gerusalemme e del
Tempio. E dall’adempimento di queste cose, in seguito, essi
pensarono che Gesù sarebbe ritornato in quel tempo.
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Ad altri avvenimenti, che non dovevano accadere subito,
ma che riguardavano il tempo della fine, il ritorno di Cristo e
l’instaurazione del Regno, i discepoli non potevano assistervi
nel loro tempo. Infatti, dopo la sua risurrezione, alla loro
domanda: «Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno
in Israele?», Gesù rispose: «Non sta a voi di sapere i tempi o i
momenti che il Padre ha riserbato alla sua propria autorità»
(Atti 1:6-7). Leggi il discorso profetico di Gesù nei Vangeli:
Matteo cap.24; Marco cap.13; Luca cap.21 e 17:20-37.
11) I SEGNI DEL TEMPO DELLA FINE.
Parleremo ora degli eventi, o segni, profetizzati da Gesù e
da altri santi profeti, riguardanti sia il tempo della fine sia il
ritorno di Lui. L’esame di tali segni consentirà di comprendere
meglio sia la situazione del tempo attuale sia quella che verrà
a determinarsi nel prossimo futuro.
I mali che hanno già cominciato ad affliggere il mondo, e
che si aggraveranno sempre più, sfoceranno, fra non molto, in
quella che Gesù chiama «grande afflizione» che non avrà
uguali nella storia dell’umanità.
Cristo predisse: «Allora vi sarà una grande afflizione; tale,
che non v’è stata l’uguale dal principio del mondo fino ad ora,
né mai più vi sarà» (Matteo 24:21). Vedi Daniele 12:1.
«E se il Signore [il Padre] non avesse abbreviato quei giorni,
nessuno scamperebbe; ma a cagione dei suoi propri eletti, egli
ha abbreviato quei giorni» (Marco 13:20).
ECCO, DUNQUE, I SEGNI DEL TEMPO DELLA FINE
(L’ordine numerico non è necessariamente l’ordine cronologico):
1 - IMMORALITÀ E MANCANZA DI FEDE IN DIO.
Gesù profetizzò:
«E come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del
Figliuolo dell’uomo. Infatti, come nei giorni innanzi al diluvio
si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e si andava a
marito, sino al giorno che Noè entrò nell’arca, e di nulla si
avvide la gente, finché venne il diluvio che portò via tutti
quanti, così avverrà alla venuta del Figliuolo dell’uomo»
(Matteo 24:37-39). Vedi Genesi capitoli 6, 7 e 8.
«Nello stesso modo che avvenne anche ai giorni di Lot; si
mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si
edificava; ma nel giorno che Lot uscì di Sodoma piovve dal
cielo fuoco e zolfo, che li fece tutti perire. Lo stesso avverrà nel
giorno che il Figliuolo dell’uomo sarà manifestato» (Luca
17:28-30). Vedi Genesi 19:1-29.
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«E il fratello darà il fratello alla morte, e il padre il
figliuolo; e i figliuoli si leveranno contro i genitori e li faranno
morire» (Marco 13:12).
«E perché l’iniquità sarà moltiplicata, l’amore dei più si
raffredderà» (Matteo 24:12).
L’apostolo Paolo predisse: «Negli ultimi giorni verranno dei
tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del
danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai
genitori, ingrati, irreligiosi, senza affezione naturale,
mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza
amore per il
bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del
piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma
avendone rinnegata la potenza» (2 Timoteo 3:1-5).
Nella società odierna i sani valori quasi non esistono più. Al
loro posto vi sono: corruzione ad ogni livello, sete di potere e
di onori, violenza, razzismo, ipocrisia, disgregazione della
famiglia, ricerca dei piaceri e del lusso, mangiare, bere, droga,
sesso, omosessualità, pedofilia, sadismo, vizi, idolatria,
occultismo... e si può continuare.
La situazione di oggi fa impallidire quella dei tempi di Noè e
di Sodoma e Gomorra! Non per niente Gesù aveva detto:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli la fede sulla
terra?» (Luca 18:8).
2 - GUERRE E RUMORI DI GUERRE.
Gesù profetizzò: «Or voi udirete parlare di guerre e di
rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che
questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Poiché si leverà
nazione contro nazione e regno contro regno» (Matteo 24:6-7).
Vedi: Apocalisse 6:4; Daniele 7:23.
Si dirà che le guerre nella storia ci sono sempre state. È
vero, ma il XX secolo è stato particolare. Sono scoppiate due
guerre mondiali a distanza di poco più di vent’anni l’una
dall’altra! Incredibile! Vi sono stati quasi 70.000.000 di morti!
La distruzione è stata tremenda! I danni incalcolabili!
Vi saranno altre guerre globali prima della venuta di Cristo?
Non c’è da augurarselo!
Una battaglia si combatterà di sicuro, al ritorno del
Signore: la battaglia di Harmaghedòn, tra le forze del male e
Cristo col suo esercito celeste, quando il Diavolo si opporrà
all’instaurazione del Regno sulla terra, aizzando le nazioni
contro Gerusalemme (Apocalisse 16:16; 19:11-21). Tale
battaglia sarà spaventosa! (Zaccaria 14:1-5; Gioele 3:1-17).
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