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Azioni pilotA per lA sAlvAguArdiA di Anfibi, rettili e chirotteri del sic Monte cAlvo - piAnA di Montenero
M o n t e
c A l v o
-
p i A n A
d i
M o n t e n e r o
C
on questo opuscolo,
che ha il pregio di essere
molto approfondito e nel
contempo accessibile a tutti, il
progetto LiFE Montenero mostra come
il Parco nazionale del Gargano si offra ad una continua
scoperta dei tanti giacimenti naturalistici in esso presenti,
di rilievo nazionale e internazionale.
Questo a sottolineare, ancora una volta, che la via dello sviluppo
della nostra terra non può prescindere dalla conservazione e dalla equilibrata valorizzazione delle tante valenze naturalistiche di cui dispone.
Ai tanti che avranno la fortuna di imbattersi in questa pubblicazione,
l’augurio di sentirsi, come noi, custodi responsabili delle ricchezze
in essa accuratamente trattate.
Stefano Pecorella
COMMISSARIO STRAORDINARIO
DELL’ENTE PARCO NAZIONALE DEL GARGANO
S
copo del progetto Life+ “Fauna di Montenero” è garantire
la sopravvivenza e l’aumento della popolazione di alcune specie di anfibi, rettili e chirotteri nell’area di Monte
Calvo-Piana di Montenero, sul promontorio del Gargano.
Oltre ad essere parzialmente compresa nel perimetro del Parco
Nazionale del Gargano, l’area di Monte Calvo - Piana di Montenero per le sue caratteristiche di elevata naturalità, è incluso
in due siti della Rete Natura 2000 (SIC “Monte Calvo - Piana di
Montenero” e ZPS “Promontorio del Gargano”).
Il paesaggio è un altopiano carsico con un’altitudine media di
900 m s.l.m. con numerose depressioni (doline), grave e grotte fra le più imponenti dell’intero Gargano, in un ambiente di
pascoli steppici e boschi misti, con predominanza di Cerro e
Roverella.
Il mosaico di habitat favorisce la presenza di una fauna ricca e
diversificata tra cui diverse specie di chirotteri, grazie alle numerose cavità carsiche e, nonostante la relativa scarsità di corsi
d’acqua superficiali, numerosi anfibi che si radunano nei “cutini” nel periodo riproduttivo.
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Raganella
Italiana
Tritone
italico
Testuggine
comune
Cervone
Tritone
crestato
italiano
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
specie obiettivo
ANFIBI
e rettili
IL PROGETTO LIFE+ PER gli anfibi E RETTILI
L’area di progetto, insieme all’intero Gargano, è una delle più importanti
del meridione d’Italia per il Tritone crestato meridionale, il Tritone italico, la Raganella italiana e per alcuni rettili quali il Cervone e la Testuggine comune. In considerazione che, per Tritone crestato meridionale e
Tritone italico la maggioranza delle popolazioni si concentrano nell’Italia
meridionale, l’area progettuale rappresenta un key site a livello europeo
e mondiale per queste due specie.
Le azioni di conservazione previste dal progetto LIFE+ prevedono il ripristino delle condizioni idrauliche e strutturali di 10 cutini, cioè raccolte
d’acqua utilizzate nel passato per abbeverare il bestiame e per irrigare
i piccoli orti presenti nelle valli carsiche, creando al contempo idonee
rampe di salita per la fauna, il potenziamento della funzionalità degli
habitat, con la piantumazione di siepi in prossimità dei muretti a secco
e la realizzazione di un centro temporaneo per l’allevamento di Anfibi
e Rettili.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
ANFIBI e RETTILI
5.
CLASSE
Amphibia
ORDINE
Caudata
FAMIGLIA
Salamandridae
NOME SCIENTIFICO
Triturus carnifex
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Tritone crestao
italiano
6.
Come si riconosce
E’ il tritone più grande presente in Italia
che può raggiungere anche i 20 cm di
lunghezza. La livrea sul dorso è bruna o
grigia scura, spesso con chiazze scure e
piccole macchie bianche, mentre il ventre è giallo-arancio con chiazze scure di
forma molto varia. La gola presenta sfumature bianche e nere. La pelle è coperta da minute verruche.
Convenzione di BERNA
Sulla conservazione della vita
selvatica dell’ambiente naturale
in Europa, adottata a Berna
il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Dove vive
Vive in raccolte d’acqua stagnante, naturali o artificiali. La specie si può trovare
in acqua anche tutto l’anno, ma nei periodi di maggior freddo o caldo può condurre vita terrestre.
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
Allegati 2 e 4
Cosa mangia
Si nutre di qualsiasi animale di dimensioni appropriate comprese larve e piccoli della stessa specie.
Status di protezione legale
Status di conservazione
nazionale
LR “Lower Risk”
Lista Rossa degli Anfibi e Rettili
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riproduce
La riproduzione ha luogo in primavera.
Le femmine depongono le uova a più
riprese, attaccandole alla vegetazione
sommersa. Le uova, di diametro fino a
4,5 mm, sono di colore giallo-grigio e
sono circondate da un involucro gelatinoso. La schiusa si verifica dopo una
decina di giorni e la metamorfosi dopo
quattro mesi. Sono noti casi di popolazioni neoteniche.
Stato di conservazione
Il Tritone crestato italiano è una specie
di indubbio interesse conservazionistico,
tenuto conto che buona parte del suo
areale distributivo interessa il territorio
italiano.
E’ presente nel Gargano e nel SIC monte
Calvo piana di Montenero con popolazioni isolate e legate a piccole raccolte
d’acqua (cutini, piscine) che facilmente
possono essere oggetto di introduzioni
di pesci esotici (carpe, pesci gatto) o inquinamento da prodotti chimici, cause
che rendono il Tritone crestato localmente minacciata.
CLASSE
Amphibia
ORDINE
Caudata
FAMIGLIA
Salamandridae
NOME SCIENTIFICO
Lissotriton italicus
Status di protezione legale
Convenzione di BERNA
Sulla conservazione della vita
selvatica dell’ambiente naturale
in Europa, adottata a Berna
il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
Allegati 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
LR “Lower Risk”
Lista Rossa degli Anfibi e Rettili
Italiani (criteri IUCN)
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Tritone italico
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
Il Tritone italico è più piccolo del Tritone
crestato italiano, non superando i 10 cm,
anche se nel territorio nell’area del Gargano sono noti animali di taglia superiore a 8 cm. La pelle è liscia. La livrea sul
dorso è bruna, talora con chiazze scure,
dietro il capo in genere è presente una
macchia dorata, il ventre è di color gialloarancio, in genere con piccole macchie
scure, la gola è scura. Il maschio è di dimensioni minori rispetto alla femmina.
Dove vive
Vive in raccolte d’acqua stagnanti, naturali o artificiali, prediligendo i siti privi di
pesci o temporanei di una certa profondità.
Si può trovare in acqua anche tutto l’anno, ma nei periodi di maggior freddo o
caldo può condurre vita terrestre.
Nell’ambito del SIC la specie è presente
sia nelle pozze naturali che si formano
negli impluvi delle doline che nelle raccolte d’acqua piovana le cosiddette “cisterne e cutini” in cui vive trattenendosi
in vicinanza della vegetazione sommersa
o al suo interno. Nelle pozze si mantiene
nelle aree periferiche, portandosi verso il
fondo nelle ore più calde o se disturbato. Durante la stagione calda di solito se
l’acqua va in eccessiva eutrofizzazione o
si prosciuga, il tritone va incontro a una
muta e si porta a terra dove conduce vita
notturna o va in quiescenza, nascondendosi in rifugi naturali sotto pietre, tronchi
o altri rifugi naturali. Se le temperature,
invece, diventano troppo rigide la specie
entra in ibernazione, a terra o nell’acqua,
sotto il fango o la vegetazione.
Cosa mangia
Si nutre di qualsiasi animale di dimensioni appropriate, comprese larve e piccoli
della stessa specie.
Come si riproduce
Il corteggiamento, che avviene con una
complessa danza ritualizzata, può iniziare in autunno e a questo può seguire subito una prima deposizione. In primavera
si può avere una ulteriore deposizione. Le
femmine depongono uova a più riprese
attaccandole alla vegetazione sommersa. La schiusa si verifica dopo una decina
di giorni e la metamorfosi dopo tre quattro mesi. Sono noti casi di popolazioni neoteniche.
Stato di conservazione
E’ presente nel territorio del Gargano
con popolazioni isolate e legate a piccole
raccolte d’acqua (cutini, piscine) che facilmente possono essere oggetto di introduzioni di pesci esotici (carpe, pesci gatto)
o inquinamento da prodotti chimici, cause
che rendono il Tritone italico localmente
minacciata.
ANFIBI e RETTILI
7.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Raganella
Italiana
8.
CLASSE
Amphibia
ORDINE
Anura
FAMIGLIA
Hylidae
NOME SCIENTIFICO
Hyla intermedia
Status di protezione legale
Convenzione di BERNA
Sulla conservazione della vita
selvatica dell’ambiente naturale
in Europa, adottata a Berna
il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
Allegati 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
DD “Data Deficient”
Lista Rossa degli Anfibi e Rettili
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riconosce
Piccolo anfibio che non supera i 6 cm di
lunghezza, con parti dorsali a pelle liscia
di colore verde brillante. Sui fianchi vi è
una banda scura per lato bordata superiormente di bianco, che può estendersi
dalla punta del muso alle zampe posteriori. Il ventre ha pelle granulosa ed è di
colore biancastro uniforme. Il colore può
cambiare rapidamente, diventando sia
più chiaro che scuro. Le dita sono munite
di dischi adesivi. Il maschio è più piccolo
della femmina e presenta un sacco vocale golare e piccole escrescenze sui pollici
in epoca riproduttiva.
Dove vive
Vive sulla vegetazione nei pressi di raccolte d’acqua e stagni dove si mimetizza
grazie alla colorazione verde.
Nell’area progettuale è presente con popolazioni che vivono per la maggioranza
del tempo nella vegetazione naturale,
utilizzando le raccolte d’acqua quasi
esclusivamente durante i periodi riproduttivi.
Cosa mangia
La raganella si alimenta a terra prevalentemente di insetti. Nella prima parte
della sua vita, cioè allo stadio di girino, è
invece erbivora.
Come si riproduce
Entra in acqua solo in epoca riproduttiva in primavera estate. Dopo l’accoppiamento la femmina depone le uova in
masserelle di qualche cm di diametro,
attaccandole alla vegetazione sommersa. Lo sviluppo si completa in due-tre
settimane. I girini sono riconoscibili per
via di una cresta lungo il dorso, gli occhi
sporgenti ben distanziati e una colorazione dai riflessi metallici. La metamorfosi
avviene in due-tre mesi.
Stato di conservazione
La Raganella è presente nel territorio del
promontorio garganico con popolazioni
abbastanza isolate e localmente minacciate. In particolare nell’area di progetto
la specie è presente con popolazioni localizzate, essendo molto sensibile alle
trasformazioni ambientali e all’uso di
biocidi in agricoltura.
classe
Reptilia
ORDINE
Testudines
FAMIGLIA
Testudinidae
NOME SCIENTIFICO
Testudo hermanni
Status di protezione legale
Convenzione di BERNA
Sulla conservazione della vita
selvatica dell’ambiente naturale
in Europa, adottata a Berna
il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
E “Endangered”
Lista Rossa degli Anfibi e Rettili
Italiani (criteri IUCN)
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Testuggine
comune
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
E’ una testuggine dalla lunghezza media
che non supera generalmente i 20 cm in
Italia, con abitudini terrestri. Il carapace è bombato, a profilo semicircolare.
L’animale può ritrarvi il capo, gli arti e la
coda. Il piastrone ha il lobo anteriore leggermente ricurvo verso l’alto. Il capo è di
dimensioni moderate, con occhi e narici
in posizione laterale. Gli arti, di forma cilindrica, presentano 5 dita prive di palmatura con robuste unghie. La coda ha un
astuccio corneo. La testuggine comune
ha una colorazione di fondo giallo bruna,
con macchie nere più o meno estese, che
sul piastrone si dispongono su due fasce
laterali. Il maschio si riconosce per le dimensioni minori, l’estremità posteriore
del carapace molto convessa con margine libero ripiegato sulla coda, il piastrone
leggermente concavo per facilitare l’accoppiamento.
Dove vive
Frequenta habitat a macchia mediterranea, foresta sempreverde, zone sabbiose
a duna con vegetazione tipica degli ambienti salmastri.
Nel sito di intervento la Testuggine comune è risultata presente anche se con
popolazioni rarefatte e localizzate.
Cosa mangia
é prevalentemente vegetariana ma, soprattutto in condizioni di siccità, non disdegna piccoli invertebrati (insetti, crostacei, anellidi, chiocciole, queste ultime
utili per il calcio del guscio).
Come si riproduce
L’attività riproduttiva si svolge tra marzo e giugno. La deposizione avviene 2-3
mesi dopo l’accoppiamento, quando la
femmina scava due o più buche di 5-8 cm
deponendovi fino a 26 uova ovali, di 28-35
mm x 21-26 mm. La schiusa avviene in
90-130 giorni a seconda delle condizioni
climatiche.
Stato di conservazione
La Testuggine comune è una specie in
forte calo in tutto il territorio del promontorio del Gargano. Nel passato la specie
veniva raccolta sia per motivi alimentari che per commercio e tale prelievo ha
determinato, insieme alle trasformazioni
del territorio, la scomparsa di diverse popolazioni locali. Attualmente è molto rara
nell’area di Montenero e risulta seriamente minacciata di estinzione a livello
locale.
ANFIBI e RETTILI
9.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Cervone
10.
classe
Reptilia
ORDINE
Squamata
FAMIGLIA
Colubridae
NOME SCIENTIFICO
Elaphe quatuorlineata
Status di protezione legale
Convenzione di BERNA
Sulla conservazione della vita
selvatica dell’ambiente naturale
in Europa, adottata a Berna
il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
LR “Lower Risk”
Lista Rossa degli Anfibi e Rettili
Italiani (criteri IUCN)
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Come si riconosce
E’ il più grande serpente italiano (fino a
250 cm di lunghezza totale) con un corpo robusto, squame dorsali debolmente
carenate. Gli adulti hanno colore dorsale
di fondo bruno-giallastro e quattro strie
longitudinali scure. Il ventre è chiaro.
I giovani hanno colore di fondo grigio
chiaro, con grosse macchie scure dorsali, che in seguito scompaiono lasciando il
posto alle strie. Il maschio è più piccolo
e ha coda più lunga della femmina.
E’ un serpente per lo più diurno ed è
maggiormente attivo tra marzo e ottobre.
Dove vive
Vive in molti habitat, dalle paludi ai boschi ombrosi, con preferenza per la
macchia mediterranea. Nell’area progettuale la specie è stata rilevata, ma
risulta raro e localizzato.
Cosa mangia
Si muove soprattutto a terra (anche se
talvolta si arrampica sugli alberi) dove
caccia mammiferi di varie dimensioni
(dal minuscolo toporagno ai ratti), uccelli
e uova. Non essendo velenoso, uccide le
prede per soffocamento.
Come si riproduce
Gli accoppiamenti avvengono tra aprile e giugno. La femmina depone da 3
a 18 uova di 20-30 mm x 30-60 mm tra
giugno e luglio in siti caldo umidi, come
buche, tane, vegetazione marcescente.
La schiusa avviene entro 6-8 settimane.
Stato di conservazione
Il Cervone è una specie ben rappresentata in tutto il territorio del promontorio
del Gargano. In particolare le popolazioni più numerose sono quelle legate alla
presenza di zone umide (come l’Oasi
Lago Salso e la palude di Frattarolo).
Nell’area di studio la specie è presente
ed è legata principalmente alla presenza
di muretti a secco che vengono utilizzati
sia per rifugio che per aree di caccia. La
principale minaccia è la persecuzione
indiretta o diretta da parte dell’uomo;
spesso infatti si ritrovano esemplari investiti lungo le strade oppure uccisi illegalmente.
Rinofolo
Minore
Pipistrello
albolimbato
Nottola
comune
Miniottero
Molosso
di Cestoni
Vespertilio
di Blyth
Rinofolo
Maggiore
Vespertilio
maggiore
Serotino
comune
Pipistrello
di Savi
Vespertilio
di Capaccini
Rinolofo
eurìale
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
specie obiettivo
CHIROTTERI
IL PROGETTO LIFE+ PER I CHIROTTERI
L’area di progetto, per le sue caratteristiche morfologiche e per la presenza di numerose cavità naturali dovute al carsismo (grotte, inghiottitoi,
grave, etc.) e di numerosi ruderi di manufatti rurali, rappresenta uno dei
siti di maggiore idoneità per la maggioranza delle specie di Chirotteri del
promontorio del Gargano (key site nazionale per la conservazione di queste specie). Infatti nel SIC è stata accertata la presenza di 12 specie di pipistrelli. Tale numero è probabilmente sottostimato a causa della generale
carenza di dati (che costituisce una grave minaccia per la fauna) sui chirotteri in Italia e in alcune Regioni tra cui la Puglia. Con le attività di monitoraggio previste dal progetto si sta migliorando il quadro delle conoscenze sul
gruppo con un incremento del numero di specie rilevate che già oggi conta
tre specie nuove (Nottola di Leisler, Pipistrello pigmeo e Pipistrello nano).
Le altre azioni di conservazione previste per i chirotteri consistono nella installazione di 1000 bat-box per l’aumento di siti di rifugio/riproduttivi/ibernacoli dei chirotteri forestali, nella messa in sicurezza di grotte e grave
onde rimuovere le problematiche determinate da chiusure arbitrarie, usi
impropri (discarica di rifiuti) o non corretta fruizione da parte di escursionisti o di speleologi poco informati e nella realizzazione di un regolamento
per la corretta fruizione dei siti carsici all’interno del Parco Nazionale del
Gargano.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
CHIROTTERI
ANFIBI
e RETTILI
11.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Rinolofo
eurìale
12.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Rinolofidi (Rinolophidae)
NOME SCIENTIFICO
Rhinolophus euryale
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla
conservazione delle specie
migratorie appartenenti alla
fauna selvatica adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
VU “vulnerabile”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riconosce
Tra i rinolofi è quello meno conosciuto
ma, come tutti i membri della famiglia,
è caratterizzato da un muso provvisto di
appendici nasali fogliacee, la cui forma
ricorda quella di un ferro di cavallo, con
lati paralleli e apici molto appuntiti. Il profilo e la forma della foglia nasale costituisce il carattere distintivo dei rinolofidi e la
chiave di riconoscimento delle specie. È
di taglia media e presenta apertura alare
fino a 320 mm, avambraccio di 45-51 mm
e un peso di 8-17,5 g.
I sessi sono simili, ma facilmente riconoscibili attraverso l’osservazione dei caratteri sessuali secondari.
Dove vive
Dalle informazioni esistenti sembra
preferire ambienti mediterranei ove frequenta aree calde come boschi di latifoglie ai piedi di colline e montagne a bassa
o media quota (segnalato fino a 1.000 mt
s.l.m. ), soprattutto se situate in zone calcaree ricche di grotte e con presenza di
acqua.
I siti di rifugio e riproduzione sono prevalentemente cavità ipogee naturali e,
talvolta, edifici (in particolare sottotetti). I
siti di ibernazione sono localizzati in cavità ipogee.
Tipico dell’area mediterranea europea,
in Italia è presente praticamente in tutto il territorio ad eccezione delle regioni
settentrionali, tuttavia la carenza di informazioni non permette una definizione
adeguata della sua distribuzione attuale.
Questo rinolofo è assai meno frequente
dei due congenerici (R. ferrumequinum,
R. hipposideros).
Cosa mangia
Si alimenta di Lepidotteri e altri insetti
che cattura in volo o da posatoio, tra gli
alberi o nei pressi della vegetazione.
CoME si riproduce
Gli accoppiamenti iniziano da fine luglio
(a volte anche nel periodo invernale).
Forma colonie riproduttive di 50-400
femmine frequentate da esemplari di
sesso maschile, talvolta insieme a varie
altre specie di chirotteri troglofili (ossia
che frequentano le grotte). Tra metà giugno e metà luglio viene partorito un unico piccolo, che pesa alla nascita circa 4
grammi.
Stato di conservazione
In declino per la scomparsa di siti di rifugio ipogei utili e di habitat di foraggiamento per deforestazione nelle aree planiziali del nord.
In Italia è designato come specie vulnerabile, a rischio di estinzione.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Rinofolo
maggiore
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Rinolofidi (Rinolophidae)
NOME SCIENTIFICO
Rhinolophus ferrumequinum
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
VU “vulnerabile”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
Come si riconosce
Come tutti i membri della famiglia, è caratterizzato da un muso provvisto di appendici nasali fogliacee, la cui forma ricorda quella di un ferro di cavallo con lati
paralleli e apici molto appuntiti. Il profilo e
la forma della foglia nasale costituisce il
carattere distintivo dei rinolofidi e la chiave
di riconoscimento delle specie. Il Rinolofo
maggiore è un chirottero di grandi dimensioni con apertura alare fino a 400 mm,
avambraccio di 53-61 mm e peso tra 17 e
34 g. Le colonie invernali ed estive possono
riunire parecchie centinaia di esemplari.
Dove vive
Frequenta sia ambienti aperti che forestali
fino a 2.000 mt s.l.m. (più frequente tra 0 e
800 mt s.l.m.), con mosaici di vegetazione
e abbondanti insetti anche vicino ad insediamenti umani. Preferisce le zone calde
in aree calcaree con presenza di zone
umide. Come siti di rifugio, riproduzione e
svernamento utilizza cavità ipogee naturali
ed edifici (sottotetti, scantinati); raramente
è stata rinvenuta anche in cavità di alberi.
E’ una specie a diffusione centro-asiaticoeuropeo mediterranea, segnalata in tutte
le regioni italiane, è probabilmente il Rhinolophus più comune.
anche Coleotteri), catturati in volo o, più raramente, al suolo.
Come si riproduce
I maschi raggiungono la maturità sessuale a partire dalla fine del secondo anno di
vita. L’accoppiamento è prevalentemente
autunnale, più raramente durante il periodo d’ibernazione (e forse all’inizio della
stagione primaverile). A partire da maggio si costituiscono le colonie riproduttive
formate da poche decine a circa 200 femmine con alcuni maschi di due-tre anni.
A seconda dell’area geografica, i parti avvengono dalla metà di giugno all’inizio di
agosto. Prevalentemente viene partorito
un unico piccolo, raramente due. I piccoli
diventano completamente indipendenti a
7-8 settimane.
Stato di conservazione
La perdita di ambienti di alimentazione
dovuta ad intensificazione dell’agricoltura e all’uso di pesticidi oltre che la riduzione di siti di rifugio utili (ipogei e negli
edifici), sono tra le cause di una notevole
rarefazione della specie. Sono molto rare
le colonie di grandi dimensioni (di solito
pochi individui per colonia, raramente oltre i 100 individui).
Cosa mangia
Si nutre prevalentemente di insetti di grosse dimensioni (soprattutto Lepidotteri ma
CHIROTTERI
13.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Rinofolo
minore
14.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Rinolofidi (Rinolophidae)
NOME SCIENTIFICO
Rhinolophus hipposideros
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
EN “in pericolo”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riconosce
È il più piccolo rinolofide europeo con
apertura alare fino a 254 mm, avambraccio di 37-42,5 mm e peso di 6-9 g. Come
tutti i membri della famiglia, è caratterizzato da un muso provvisto di appendici nasali fogliacee, la cui forma ricorda
quella di un ferro di cavallo. Il profilo e la
forma della foglia nasale costituisce il carattere distintivo dei rinolofidi e la chiave
di riconoscimento delle specie.
Dove vive
Le aree di foraggiamento comprendono ambienti forestali o mosaici con alternanza di nuclei forestali, spazi aperti
e zone umide dal livello del mare fino a
2.000 mt di altitudine (con preferenza
per le basse o medie altitudini). Predilige
le aree carsiche in relazione alla disponibilità di cavità ipogee, utilizzate ai fini
di rifugio, riproduzione e svernamento.
Utilizza in alternativa edifici, costituendo
colonie nei sottotetti. Specie a diffusione
soprattutto centro e sud europea (inclusa
la Gran Bretagna); in Italia è segnalata in
tutte le regioni.
Cosa mangia
Il contributo maggiore alla dieta è fornito
da insetti di piccole dimensioni (Ditteri,
Lepidotteri e Neurotteri) e ragni. Le prede
vengono catturate in volo, generalmente
entro 5 m dal suolo, oppure mentre sono
posate sulla vegetazione o sul terreno. A
volte caccia da posatoio.
Come si riproduce
La maturità sessuale è raggiunta in entrambi i sessi a 1-2 anni di vita. Gli accoppiamenti avvengono in autunno, anche se
sono segnalati accoppiamenti anche nel
periodo invernale. In primavera si costituiscono le colonie riproduttive formate
più frequentemente da 10-100 femmine
(a volte anche diverse centinaia), presenti anche alcuni maschi giovani. Il parto,
unico nel corso dell’anno, ha luogo da
giugno all’inizio di agosto. Viene partorito
un solo piccolo. Le cure parentali sono a
carico della femmina. I piccoli vengono
svezzati a 4-5 settimane e sono completamente indipendenti a 6-7 settimane.
Stato di conservazione
La carenza di dati sulle colonie della
specie rende difficile una corretta valutazione, tuttavia i dati disponibili in ambito
regionale e locale portano a concludere
che la specie è andata incontro negli ultimi decenni a una riduzione della propria
distribuzione spaziale. Le cause: perdita
di siti di alimentazione per agricoltura intensiva e uso di pesticidi e perdita di rifugi
ipogei e negli edifici.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Myotis blythii
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
VU “vulnerabile”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Vespertilio
di Blyth
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
Tra i più grandi vespertilionidi europei con
apertura alare fino a 408 mm, avambraccio di 52-59 mm e peso di 15-28,5 g. Le
femmine presentano taglia mediamente
superiore a quella dei maschi. La specie è
morfologicamente affine a Myotis myotis
(specie gemella), con cui forma spesso
colonie riproduttive miste.
Dove vive
Le aree di foraggiamento sono costituite
da ambienti erbacei come steppe, pascoli
e praterie che rappresentano gli habitat caratteristici delle specie. Le colonie
riproduttive sono localizzate in edifici o
ambienti ipogei; in questi ultimi avviene
anche l’ibernazione.
L’areale di diffusione è mediterraneo e
centroasiatico. Il Vespertilio di Blyth è
presente in tutte le regioni italiane, eccetto alcune isole mediterranee.
no e, forse, si protraggono durante l’ibernazione. Il periodo dei parti cade tra fine
maggio e giugno.
Stato di conservazione
A livello europeo è stato rilevato un forte
declino della specie in termini di numerosità delle colonie. In Italia, i pochi dati
disponibili, confermerebbero il calo demografico dovuto principalmente al disturbo antropico presso i rifugi utilizzati
per il riposo o la riproduzione.
Cosa mangia
L’alimentazione è costituita da Insetti
(principalmente Ortotteri Tettigonidi ma
anche larve di Lepidotteri e Coleotteri
Melolontidi), catturati sulla vegetazione
erbacea.
Come si riproduce
Gli accoppiamenti hanno luogo in autun-
CHIROTTERI
15.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Vespertilio
di Capaccini
16.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Myotis capaccinii
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
EN “in pericolo”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riconosce
Pipistrello di taglia media, ha apertura
alare fino a 260 mm, avambraccio di 39-44
mm e peso di 6-15 g. Colorazione più pallida e più grigia degli altri vespertilionidi.
Dove vive
Presente quasi esclusivamente in contesti mediterranei e interessati da fenomeni carsici (specie troglofila), frequenta
formazioni vegetazionali arboreo-arbustive associate a zone umide, (queste ultime rappresentano gli ambienti preferiti
di foraggiamento), in aree calde dal livello
del mare fino a un’altitudine massima di
825 mt s.l.m. In tutti i periodi dell’anno si
rifugia in cavità ipogee naturali o artificiali, più raramente in parti sotterranee di
edifici.
Cosa mangia
Le prede sono costituite prevalentemente da Ditteri, Neurotteri, Tricotteri ma anche da larve acquatiche di Ditteri e avannotti di pesci.
Come si riproduce
Le colonie riproduttive sono generalmente composte da 100 - 1.000 femmine ma per questa specie, anche se non
in Italia, è stata trovata una colonia con
10.000 femmine. I parti, con un solo piccolo, eccezionalmente due, avvengono in
maggio-giugno.
Stato di conservazione
Specie minacciata d’estinzione è attualmente considerata molto rara e in declino demografico, per lo meno nella parte
settentrionale del suo areale. A causa
della carenza di informazioni e in relazione alla posizione centrale dell’Italia
nell’ambito dell’areale della specie, è urgente una verifica dello status attuale nel
nostro Paese per la sua conservazione.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Myotis myotis
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
VU “vulnerabile”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Vespertilio
maggiore
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
Il più grande tra i Myotis e tra i più grandi
vespertilionidi (secondo solo alla Nottola
gigante), ha un’apertura alare fino a 450
mm, un avambraccio di 58-66 mm e un
peso di 28- 40,7 g. Le femmine sono mediamente più grandi dei maschi. Difficile
distinguerlo dalla specie gemella (Myotis
blythii) se non attraverso procedure specialistiche.
Dove vive
Il foraggiamento, prevalentemente ad altitudini inferiori a 700 mt s.l.m., avviene in
ambienti forestali con sottobosco rado e
anche in ambienti aperti come pascoli e
praterie sfalciate, purché non distanti dai
boschi. Le colonie riproduttive, spesso
molto numerose, sono situate in edifici o
in ambienti ipogei; in questi ultimi avviene
anche l’ibernazione durante la quale la
specie denota generalmente un comportamento meno gregario. Questo chirottero forma colonie riproduttive miste con la
specie gemella M. blythii e altre specie.
Il Vespertilio maggiore è diffuso nell’Europa meridionale, centrale e orientale
(con estensione a est fino all’Ucraina),
nell’Inghilterra meridionale, nella maggior parte delle isole mediterranee, in
Asia minore, Libano e Palestina, nel Nord
Africa (Marocco, Algeria, Tunisia). L’Italia
è interamente compresa nel suo areale.
Cosa mangia
Si nutre essenzialmente di insetti (principalmente Coleotteri Carabidi, in misura
minore: larve di Lepidotteri, Grillotalpidi,
Grillidi, Melolontini, Tettigonidi e Stafilinidi), catturati sulla superficie del suolo.
Come si riproduce
I maschi raggiungono la maturità sessuale a 15 mesi e le femmine molto prima,
ma solo una piccola parte di esse si riproduce nel primo anno di vita. Gli accoppiamenti sono estivo-autunnali, raramente
invernali. Le colonie riproduttive (da poche decine a centinaia o, a volte, migliaia
di femmine), si costituiscono a partire da
marzo e le nascite (un solo parto all’anno
e un solo piccolo) avvengono in maggiogiugno. I piccoli raggiungono la completa
indipendenza intorno ai 40 giorni.
Stato di conservazione
La contrazione dell’areale, specie nella
porzione settentrionale, denota un generale declino delle popolazioni e la specie
risulta prossima al pericolo di estinzione.
Anche localmente si rilevano decrementi
nella consistenza di singole colonie e la
scomparsa totale di alcune colonie un
tempo numerose, il che fa pensare a una
rarefazione della specie rispetto al passato.
CHIROTTERI
17.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Pipistrello
albolimbato
18.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Pipistrellus kuhlii
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
LC “non minacciata”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riconosce
Pipistrello di taglia piccola (ma più grande del Pipistrello nano, il più piccolo chirottero europeo), con apertura alare fino
a 240 mm, avambraccio di 31-36 mm e
peso di 5-10 g.
Dove vive
Le aree di foraggiamento frequentate sono molto varie e comprendono gli
ambiti urbani, dove è il chirottero più comune. Presente dal livello del mare fino
a quasi 2.000 mt di altitudine, è più frequente al di sotto dei 700 mt s.l.m.
Caccia comunemente sotto i lampioni, presso le fronde degli alberi o sopra
superfici d’acqua. I rifugi naturali sono
rappresentati da cavità arboree e fessure delle rocce, ma spesso trova rifugio
negli interstizi dei manufatti antropici
(cassonetti, fessure dei muri, spazi dietro
i frontalini metallici e altri interstizi), in
fessure artificiali di cave e miniere (fori di
mina) e nelle bat box. Il Pipistrello albolimbato è diffuso in Europa meridionale e
centro-meridionale, Africa settentrionale
e orientale, Asia meridionale. Presente in
tutta l’Italia.
Cosa mangia
Le prede (piccoli Ditteri, Lepidotteri, Tricotteri, Coleotteri, Emitteri), vengono catturate in volo.
Come si riproduce
La maturità sessuale viene raggiunta
nelle femmine già nel primo anno di vita.
Gli accoppiamenti hanno luogo in tarda
estate e autunno. Le colonie riproduttive
(costituite da poche unità fino ad oltre 100
femmine adulte, in rari casi più centinaia), solo occasionalmente sono frequentate da maschi adulti. Partoriscono prevalentemente due piccoli, più raramente
uno solo, in giugno-luglio.
Stato di conservazione
Specie comune e abbondante in molte
aree. Visto il forte adattamento di questa
specie agli ambienti antropici, si ritiene
che sia meno sensibile di altri chirotteri
alle alterazioni ambientali.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Nyctalus noctula
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
VU “vulnerabile”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Nottola
comune
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
Specie di grandi dimensioni con apertura alare fino a 400 mm, avambraccio di
48-58,5 mm e peso di 19-40 g, dal caratteristico pelo marrone dorato. E’ tra i
pochissimi pipistrelli migratori, effettua
spostamenti stagionali mediamente di
900-1.600 km. Lo spostamento più lungo
sinora noto è di 2.347 km.
Dove vive
Gli ambienti di foraggiamento sono localizzati intorno alle chiome degli alberi
e, spesso, sulle zone umide. Frequenta
aree a bassa e media altitudine (dal livello del mare a 500-1.000 m di quota), ma
durante gli spostamenti migratori può
raggiungere altitudini superiori. Specie
forestale, frequenta anche ambienti antropizzati. Utilizza come rifugio le cavità
arboree ma anche bat box e altri manufatti antropici.
Specie a diffusione centroasiatico-europea, presente in tutta Europa, nell’Africa
maghrebina e in Asia. In Italia sembra
essere presente in tutte le regioni tranne,
forse, le due isole maggiori.
gono catturati e consumati in volo.
Come si riproduce
Le femmine raggiungono la maturità
sessuale a partire dal secondo anno di
vita. Il periodo degli accoppiamenti è in
tarda estate e in autunno. Le colonie riproduttive, con 20 femmine, solo occasionalmente sono frequentate da maschi
adulti. Le femmine partoriscono due piccoli, più raramente uno, in giugno-luglio.
Stato di conservazione
Anche se diffusa e abbondante, la specie
ha subito locali decrementi demografici
in diversi Paesi europei. Tali fenomeni
sono stati messi in relazione con le trasformazioni o la riduzione degli habitat
(p. es. perdita di zone umide, interventi
forestali, etc.).
Cosa mangia
Si nutre di insetti di grandi e piccole dimensioni (prevalentemente Tricotteri,
Ditteri, Lepidotteri e Coleotteri), che ven-
CHIROTTERI
19.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Pipistrello
di Savi
20.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Hypsugo savii
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
LC “non minacciata”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
www.lifemontenero.it
Come si riconosce
Specie di piccole dimensioni con apertura
alare fino a 250 mm, avambraccio di 3037 mm e peso di 5-10 g. Il pelo del dorso è nerastro, con sfumature dorate che
partono dalla fronte e scendono verso le
spalle. Mentre la parte ventrale e la mandibola sono di colore bianco sporco e le
parti nude (faccia, orecchie, patagio) sono
di colore nero lucido.
Dove vive
Per il foraggiamento frequenta vari ambienti, comprese le aree urbane, dal livello del mare a oltre 2.000 m di quota; in
montagna predilige le vallate più calde. I
rifugi naturali principalmente utilizzati
sono gli interstizi delle pareti rocciose e,
più raramente, quelli delle cavità ipogee.
Questa specie è stata segnalata anche in
cavità di alberi e sotto cortecce sollevate.
Anche negli edifici ritrova condizioni analoghe a quelle naturali: fessure dei muri,
spazi dietro le imposte, piccoli volumi fra
le tegole e il rivestimento dei tetti.
Cosa mangia
Si nutre di insetti di piccola taglia, (in particolare: Ditteri, Lepidotteri, Imenotteri e
Neurotteri), che caccia sia a bassa altezza (sul pelo dell’acqua, o sulle chiome degli alberi), sia a parecchie decine di metri
dal suolo.
Come si riproduce
Le femmine diventano mature sessualmente a un anno di vita. Gli accoppiamenti avvengono in agosto-settembre.
Nelle colonie riproduttive, composte da
5-70 individui e poste in cavità delle rocce
o edifici abbandonati, in giugno-luglio le
femmine partoriscono due gemelli (più
raramente un unico piccolo).
Stato di conservazione
In passato considerata più rara di quanto
sia in realtà, a causa di problemi di rilevamento, in Italia la specie è considerata
frequente. In molte città è il chirottero di
più frequentemente rilevato negli edifici
dopo Pipistrellus kuhlii. Attualmente non
ci sono dati sufficienti ad una corretta e
attendibile definizione del suo status.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Vespertilionidi (Vespertilionidae)
NOME SCIENTIFICO
Eptesicus serotinus
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
NT “minacciata”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Serotino
comune
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
Specie di medie dimensioni con apertura
alare fino a 380 mm, avambraccio di 4856 mm e peso di 14-33 g.
Dove vive
Frequenta vari ambienti di foraggiamento
dal livello del mare sino a circa 1.800 m
di quota (ma preferisce aree di bassa e
media altitudine) come: margini forestali,
agroecosistemi tradizionali con presenza
di siepi e filari, nelle aree urbane, frequenta parchi e giardini anche intorno ai
lampioni.
I rifugi estivi sono localizzati negli edifici (fra le travi dei tetti, fessure dei muri,
interstizi dietro i rivestimenti), più raramente nei cavi degli alberi e nelle bat
box. I rifugi invernali si trovano in edifici o
cavità ipogee.
La specie è diffusa dall’Europa occidentale (Gran Bretagna meridionale compresa), centrale e meridionale all’Asia
centromeridionale; presente inoltre
nell’Africa maghrebina e in Libia. L’areale della specie comprende tutta l’Italia.
Odonati, Ortotteri, Ditteri, Emitteri e Imenotteri. Si nutre anche di ragni e, occasionalmente, Molluschi Gasteropodi.
Come si riproduce
Le femmine raggiungono la maturità
sessuale al primo o al secondo anno di
età. Gli accoppiamenti hanno luogo in tarda estate, in autunno e forse anche nella
stagione invernale. Le colonie riproduttive sono composte fino a qualche centinaia di esemplari, ma più comunemente da
10-50 femmine accompagnate solo raramente, da qualche maschio adulto.
Stato di conservazione
Lo stato di conservazione del Serotino
comune non è senza rischi. Infatti come
tutte le specie di chirotteri risente, soprattutto indirettamente, dell’inquinamento che agisce pesantemente sugli invertebrati di cui si nutre. Un altro pericolo
è rappresentato dall’azione di disturbo da
parte dell’uomo nei rifugi abituali (grotte
e costruzioni).
Cosa mangia
Preda sia in volo che al suolo o sulla vegetazione diverse specie di invertebrati.
La dieta comprende vari tipi di insetti:
Coleotteri, Lepidotteri (Sfingidi, Nottuidi),
CHIROTTERI
21.
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Miniottero
22.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Miniotteridi (Miniopteridae)
NOME SCIENTIFICO
Miniopterus schreibersii
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Come si riconosce
Piccolo chirottero con apertura alare fino a
350 mm, avambraccio di 45-48 mm e peso
di 8-17 g, è l’unico rappresentante in Europa della famiglia dei Miniotteridi. Caratteristico per il muso molto corto, la fronte
bombata e le orecchie piccole. Volo veloce
e con battito frequente.
Forma colonie anche numerose che possono raccogliere migliaia di individui, sia
nei siti di svernamento sia nelle colonie
riproduttive. Le popolazioni delle aree più
settentrionali effettuano movimenti migratori.
Status di conservazione
nazionale
Dove vive
Frequenta per il foraggiamento varie tipologie ambientali, sia aree forestali, che
aree aperte, soprattutto in zone calcaree
o tufacee caratterizzate da clima mediterraneo o submediterraneo a bassa o media
altitudine, da quelle litoranee a quelle di
mezza montagna. È legato agli ambienti
ipogei (cavità naturali e artificiali) sia per
la riproduzione sia per l’ibernazione, solo
raramente utilizza cavità artificiali.
Si tratta di una specie ad amplissima distribuzione geografica. In Italia, presente
in tutte le regioni, è tendenzialmente mediterranea, abbastanza rara e sporadica al
nord.
VU “vulnerabile”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
Cosa mangia
Ha una dieta molto specializzata, preda
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
www.lifemontenero.it
soprattutto Microlepidotteri che cattura
in volo tra 10 e 20 metri dal suolo su aree
aperte. Tra le sue prede sono segnalate
anche componenti non volatrici come larve
di Lepidotteri e ragni.
Come si riproduce
Le femmine raggiungono la maturità sessuale nel secondo-terzo anno di vita. Gli
accoppiamenti avvengono in autunno e,
contrariamente a tutti gli altri chirotteri,
sono direttamente seguiti dalla fecondazione; lo sviluppo embrionale è poi rallentato o interrotto durante l’ibernazione e
riprende in primavera. Tra la fine di giugno
e l’inizio di luglio, in colonie riproduttive
composte da centinaia o migliaia di femmine e spesso numerosi maschi, le femmine
partoriscono un unico piccolo, solo molto
raramente due.
Stato di conservazione
La specie è localmente scomparsa o si è
drasticamente rarefatta in diverse zone
del suo areale europeo in meno di un decennio. Anche in Italia molte grandi colonie
storiche sono scomparse o sono in diminuzione. Il miniottero è una specie particolarmente sensibile al disturbo e, come il
resto della chirotterofauna, risente dell’alterazione e della distruzione degli habitat,
della diminuzione e della contaminazione
delle sue prede a causa dei pesticidi.
CLASSE
Mammiferi (Mammalia)
ORDINE
Chirotteri (Chiroptera)
FAMIGLIA
Molossidi (Molossidae)
NOME SCIENTIFICO
Tadarida teniotis
Status di protezione legale
Legge 157/92
Specie protette dalla legge
dell’11 febbraio 1992.
Convenzione di BERNA
Convenzione sulla conservazione
della vita selvatica dell’ambiente
naturale in Europa, adottata a
Berna il 19 settembre 1979.
ALLEGATO 2
Convenzione di BONN
Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie
appartenenti alla fauna selvatica
adottata a Bonn
il 23 giugno 1979. ALLEGATO 2
Direttiva Habitat
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”,
aggiornata con la Direttiva
97/62/CE del Consiglio
del 27 ottobre 1997.
ALLEGATI 2 e 4
Status di conservazione
nazionale
LIFE + FAUNA DI MONTENERO
Molosso
di Cestoni
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Come si riconosce
Specie di grandi dimensioni (uno dei più
grossi chirotteri europei), con apertura
alare fino a 440 mm, avambraccio di 5765 mm e peso di 25-50 g, è l’unico rappresentante in Europa della famiglia dei
Molossidi e del genere Tadarida.
Caratterizzato da una lunga coda che si
estende molto oltre la membrana caudale e da orecchie grandi, unite e rivolte
in avanti.
Le emissioni sonore di questa specie
sono riconoscibili anche dall’orecchio
umano e molto simili al canto ripetuto del
Beccamoschino.
Dove vive
Aree di foraggiamento dagli ambienti
costieri alle vallate alpine dal livello del
mare fino a oltre 2.000 m di altitudine.
Specie rupicola, che utilizza come siti di
rifugio le fenditure rocciose mentre in
alternativa, negli ambienti urbani, trova
condizioni idonee al suo insediamento
negli interstizi degli edifici, principalmente a livello delle pareti esterne dei piani
alti.
Specie centroasiatico-mediterranea è
diffusa nei Paesi del bacino mediterraneo, in gran parte dell’Asia. In Italia è
presente in tutte le regioni.
Cosa mangia
Caccia Lepidotteri, Coleotteri e Ditteri a
notevole distanza dal suolo, spesso a diverse centinaia di metri di altezza.
Come si riproduce
Le femmine raggiungono la maturità
sessuale nel primo anno di vita, ma le conoscenze sulla biologia riproduttiva sono
alquanto carenti. Gli accoppiamenti avvengono probabilmente in periodo tardo
invernale-primaverile. Le colonie riproduttive sono generalmente di piccola dimensione, con 5-50 femmine adulte, ma
in taluni casi possono superare il centinaio di esemplari. Le femmine partoriscono
un unico piccolo in giugno-luglio.
Stato di conservazione
Lo stato di conservazione del Molosso di
Cestoni non è senza rischi anche perché
considerata specie a basse densità demografiche. Infatti come tutte le specie
di chirotteri risente, soprattutto indirettamente, dell’inquinamento che agisce
pesantemente sugli invertebrati di cui si
nutre. Un altro pericolo è rappresentato
dall’azione di disturbo da parte dell’uomo
nei rifugi in manufatti antropici.
LC “non minacciata”
Lista Rossa dei Mammiferi
Italiani (criteri IUCN)
CHIROTTERI
23.
24.
glossario
Specie troglofila
Frequenta le grotte in modo non esclusivo
utilizzandole per una parte del suo ciclo
biologico (p. es. rifugio, riproduzione, ibernazione), mentre altre attività (alimentazione) si svolgono all’esterno.
Specie forestale
Frequenta quasi esclusivamente aree
boscose per tutte o gran parte delle fasi
del suo ciclo biologico (p. es. rifugio, riproduzione e ibernazione nelle cavità degli
alberi, alimentazione nel bosco o presso i
margini forestali, etc.).
Rifugio ipogeo
Grotta, inghiottitoio o, se di origine artificiale, anche piano interrato, cantina, etc.
utilizzato dai chirotteri per il rifugio temporaneo, la riproduzione o l’ibernazione.
A livello internazionale qualsiasi tipo di
rifugio per chirotteri (anche negli alberi o
nelle abitazioni) è definito roost (letteralmente “posatoio”).
I rifugi utilizzati per la riproduzione (detti
nursery) sono particolarmente delicati, il
disturbo anche momentaneo può intralciare gli accoppiamenti, la cura dei piccoli
o, peggio, provocarne la caduta e la morte. Per questo nel periodo riproduttivo (a
seconda delle specie) l’accesso ai rifugi va
opportunamente regolamentato.
www.lifemontenero.it
Ibernazione
E’ uno stato fisiologico di torpore (simile al letargo) utilizzato da alcune specie
di chirotteri per superare i periodi sfavorevoli (ridotta disponibilità di prede in
inverno), che prevede l’abbassamento
della temperatura corporea in modo da
ridurre al minimo le funzioni fisiologiche
e quindi il consumo di energia.
Si tratta di un momento delicatissimo
per questi piccoli animali che, se risvegliati (con luci, rumori e relativo innalzamento della temperatura della grotta),
consumerebbero una quantità di grasso
equivalente a diverse settimane di ibernazione, e sarebbero quindi destinati a
morire. Per questo nel periodo invernale l’accesso ai rifugi va opportunamente
regolamentato.
SIC
Sito di Importanza Comunitaria (SIC),
è un concetto della direttiva comunitaria “Habitat” 92/43/CEE per definire
un’area:
1. che contribuisce in modo significativo a mantenere o ripristinare una delle
tipologie di habitat definite nell’allegato
1 o a mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente una delle specie
definite nell’allegato 2 della Direttiva
Azioni pilota per la salvaguardia di anfibi, rettili e chirotteri del SIC Monte Calvo - Piana di Montenero
Lo status di conservazione
a livello nazionale delle specie di chirotteri, secondo i criteri stabiliti
dall’International Union of Nature Conservation (IUCN), tratti
dall’ultima revisione della Lista Rossa dei Mammiferi (Ministero Ambiente in collaborazione con il GIRC per la parte sui
chirotteri), è riportato nella scheda di ciascuna specie.
La lista rossa è considerata come il più autorevole e obiettivo
sistema di classificazione delle specie a rischio di estinzione.
La lista viene spesso utilizzata per identificare le priorità di
conservazione a livello nazionale, per concordare programmi
ed accordi internazionali ed altre attività relative alla protezione della natura.
Qui sotto si riporta il criterio di classificazione di minaccia stabilito dall’IUCN e la relativa abbreviazione riportata nelle schede delle specie.
Criteri IUCN
EXtinct/Extinct
in the Region
Habitat;
2. che può contribuire alla coerenza di
Natura 2000;
3. e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della biodiversità della regione in cui si trova.
Rete Natura
Natura 2000 è il nome di una “rete” di
aree destinate alla protezione della biodiversità nel territorio dei Paesi appartenenti all’Unione Europea attraverso il
mantenimento o il ripristino degli habitat
naturali d’interesse comunitario.
Essa punta alla tutela di una serie di habitat e specie animali e vegetali indicati
nella Direttiva comunitaria “Habitat” e
di una serie di aree da destinarsi alla
conservazione degli uccelli selvatici individuate dalla Direttiva comunitaria “Uccelli”.
Agroecosistemi
Ecosistemi di origine seminaturale o artificiale come coltivazioni arboree (oliveti, frutteti, etc.), erbacee o pascoli. Possono avere diversi gradi di naturalità (dal
minimo di una immensa distesa di cereali ai massimi di ambienti a mosaico con
coltivazioni arboree, erbacee e pascoli
inframmezzati da siepi e filari arborei) e,
quindi, di diversa utilità per la fauna.
Abbreviazione
EX/ER
Descrizione
Quando l’ultimo individuo della
specie è deceduto (EX) a livello
regionale (ER).
Extinct
in the Wild
EW
Quando una specie sopravvive solo
in zoo o altri sistemi di mantenimento in cattività.
Critically
endangered
CR
Quando la popolazione di una specie
è diminuita del 90% in dieci anni.
ENdangered
EN
Quando la popolazione di una specie
è diminuita del 70% in dieci anni.
VUlnerable
VU
Quando la popolazione di una specie
è diminuita del 50% in dieci anni.
Near Threatened
NT
Quando i suoi valori non riflettono
ma si avvicinano in qualche modo
ad una delle descrizioni di cui sopra.
Least Concern
LC
Quando i suoi valori non riflettono
in alcun modo una delle descrizioni
di cui sopra, specie abbondanti e
diffuse.
Data Deficient
DD
Quando non esistono dati sufficienti
per valutare lo stato di conservazione della specie.
Not Evaluated
NE
Specie non valutata.
CREDITS
© 2011 a cura del CSN Onlus Centro Studi Naturalistici
[email protected] - www.centrostudinatura.it
TESTI: Maurizio Gioiosa, Michela Ingaramo,
Vincenzo Rizzi, Matteo Caldarella
FOTO: Matteo Caldarella, Francesco Grazioli, Maurizio Marrese,
Mauro Mucedda, Pamela Priori, Vincenzo Rizzi
GRAFICA: sinkronia studio / fg - www.sinkronia.it
stampa: Grafiche Grilli - FG
Stampato in n. 20.000 copie su carta ecologica.
25.
M o n t e
c A l v o
-
p i A n A
d i
M o n t e n e r o
Il Centro Studi Naturalistici nasce nel 1995.
E’ una O.N.L.U.S. (Organizzazione non lucrativa di utilita’
sociale) ed e’ associata alla Federazione Nazionale Pro
Natura, la piu’ antica associazione ambientalista italiana,
(costituita nel 1948). Il CSN è l’associazione ambientalista
leader in Puglia nelle azioni concrete di conservazione della
natura e nelle attività di sensibilizzazione ed educazione
ambientale.
Il Parco Nazionale del Gargano è l’ente territoriale preposto
alla tutela e conservazione delle risorse naturali dell’area
progettuale, l’impegnato, dalla sua istituzione, in attività
concrete di monitoraggio e conservazione delle risorse
naturali sull’intero promontorio garganico.
L’Azienda Agricola Montenero si estende per circa 300 ha,
interamente certificata a biologico dal 2003 e certificata ISO
14001 per le seguenti attività cura dei boschi, allevamento
del bestiame, foraggio.
All’interno dell’azienda sono presenti molte grotte che
garantiscono la sopravvivenza di importanti popolazioni di
chirotteri.
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Opuscolo - Life Fauna di Montenero