MODELLI E STRUMENTI PER L’ATTUAZIONE DI POLITICHE PER LA FAMIGLIA EFFICACI E SUSSIDIARIE
FARE RETE
Strumenti e azioni per il networking
Progetto
“ Mi affido a te ”
servizio di appoggio familiare
Valerio Valeriani
Coordinatore Ambito territoriale sociale XVI
26/06/2013
Responsabile del progetto: Della Ceca Lucia – Staff ATS XVI
www.ats16.it
L’AMBITO TERRITORIALE SOCIALE XVI: tra programmazione sociale e territorio
L’Ambito territoriale sociale XVI di San Ginesio corrisponde al Distretto Sanitario di Macerata, ASUR
Zona n. 9 Macerata e comprende 15 Comuni: Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo,
Cessapalombo, Colmurano,Gualdo, Loro Piceno, Monte San Martino, Penn San Giovanni , Ripe San
Ginesio, Sant’Angelo in Pontano,Sarnano, Serrapetrona e Tolentino i cui sindaci compongono l’organismo
politico di indirizzo: il Comitato dei Sindaci. A livello tecnico, invece, l’ATS XVI è guidato dal Coordinatore di
Ambito il dott. Valerio Valeriani coadiuvato da uno staff. Il Comitato dei Sindaci dell'Ambito ha individuato
quale Ente Capofila la Comunità Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio. La densità demografica
varia di Comune in Comune da un minimo di 20,30 abitanti per kmq di Camporotondo di Fiastrone ad un
massimo di 213,87 abitanti per kmq di Tolentino, su un territorio piuttosto esteso e prevalentemente
montano contro una media regionale di 160,21 abitanti per kmq.
Che cos’è l’ Ambito territoriale sociale:
cellula vitale e principale che manifesta l’integrazione,la programmazione,il social planning e che supera la
logica del frazionamento comunale dei Servizi Sociali. Luogo deputato alla costruzione del piano di zona
tramite un modello decisionale di riferimento quello della governance in cui le decisioni sono l’esito di
processi di consultazione e concertazione di soggetti pubblici, privati e della cosiddetta società civile, che si
contrappone al termine policy riconducibile a quello di governament assai gerarchico, esclusivo dell’Ente
Pubblico e in cui cittadini sono esclusi dai processi decisionali.
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Identificazione del progetto: ridare senso e significato alla famiglia
Titolo del progetto: “Mi affido a te – servizio di appoggio familiare” (brochure)
Obiettivo generale ridare senso e significato al minore e alla famiglia per migliorare il benessere della comunità e del territorio, attraverso
una proposta di tipo culturale generata da una rete solidale capace di rimuovere le cause del bisogno delle famiglie e del minore
attraverso una logica di tipo incrementale.
Obiettivi specifici: creare un servizio di appoggio familiare, che si attua per sopperire alla difficoltà di un bambino e della sua famiglia
che, temporaneamente non è in grado di occuparsi completamente delle sue necessità affettive, accuditive ed educative attraverso
un’alleanza educativa tra pubblico e privato sociale capace di realizzare un reciproco rispetto e riconoscimento dei ruoli e delle
competenze, una sinergia di valori, professioni e competenze volta ad identificare le risorse nel bisogno manifestato dalla famiglia. Il
servizio di appoggio familiare intende valorizzare la famiglia ed i singoli cittadini rendendoli risorse attive per costruire una rete solidale.
Azioni:
- realizzazione di spot, brochure, volantini e manifesti (video);
- realizzazione di incontri tra gli operatori dell’equipe integrata di Ambito e del privato sociale;
- realizzazione di un protocollo d’intesa tra soggetti pubblici (Asur ed Ente) e del privato sociale;
- incontri pubblici tra pubblico e privato sociale aventi come tema “Il minore e la famiglia accogliente”;
- percorso formativo per famiglie;
- colloqui individuali con le famiglie che vogliono diventare accoglienti;
- Realizzazione del regolamento di appoggio familiare;
- attivazione del servizio di “Appoggio familiare”;
- strutturazione di una rete solidale di famiglie e realizzazione di un centro per la Famiglia.
Risultati raggiunti: n. 18 famiglie formate, n. 6 famiglie che hanno dato subito la piena disponibilità ad effettuare servizio di appoggio
familiare, n. 3 famiglie che attualmente stanno effettuando il servizio di appoggio familiare, creazione di una rete stabile e sostenibile del
tempo, realizzazione di buone prassi strutturare e creazione di due centri per la famiglia.
Target : nuclei familiari anagrafici e persone singole con o senza figli.
Stakeolder: famiglie, agenzie educativi, operatori socio-sanitari, enti del privato sociale, parrocchie, tribunale e provincie, sale
cinematografiche e distributore/produttore video
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La rete corresponsabile: luogo definito ed un spazio intermedio di senso
Per avviare il progetto l’ATS XVI, ha cercato di circoscrivere meglio un tema generale quale “La tutela del minore” attraverso l’analisi degli
Stakeholder, cercando di comprendere quali le loro aspettative ed il loro contributo rispetto al problema manifestato. Tra gli Stakeholder
fondamentale è stato ed è il contributo dell’ Associazione La Goccia onlus di Macerata (foto) capace di:
- portare ad una maggiore identificazione del problema : generare famiglie accoglienti;
- dare valore aggiunto al servizio mettendo a disposizione professionisti ed idee;
- aiutare ad innescare un processo capace di elaborare un luogo definito ed uno spazio intermedio di senso tra operatori socio-sanitari e
del privato sociale per trovare una sintesi progettuale capace di attivare buone prassi a favore delle famiglie e del minore;
- promuovere la cultura dell’accoglienza tra famiglie attraverso un dialogo continuo con le “Api regine” (attori del privato sociale);
- avviare un percorso formativo e di accompagnamento/tutoraggio per la famiglie.
SOSTENIBILITA’
La fiducia innescata tra gli operatori dell’associazione e quelle del pubblico ha generato, durante l’implementazione del progetto livello di
impatto territoriale successi importanti tali da favorire una nuova collaborazione attraverso la realizzazione di due servizio stabili nel tempo
denominati “Centri per la famiglia” situati a Tolentino ed a San Ginesio. I centri avranno come obiettivo quello di offrire una risposta ai
bisogni e alle della famiglia mettendo in rete una insieme di interventi e iniziative di più associazione presenti nel territorio per migliorare le
competenze genitoriali, la qualità della vita e dare risposte ai bisogni e alle difficoltà della famiglia nel suo ciclo evolutivo. La finalità de
Centro è quella di promuovere le risorse della famiglia e dei suoi membri, nonché di prevenire i fattori di rischio che possono essere
presenti nei percorsi di crescita dell’individuo e del sistema familiare (foto WWF e Girasole).
I centri sono la rappresentanza concreta di una rete strutturata tra le associazioni del territorio e del privato, dove ogni attore
diventa corresponsabile nella risposta ad un bisogno manifestato e nel generare una cultura che metta al centro il valore
della famiglia che la sappia ascoltare, orientare ed accompagnare.
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La rete: alleanza educativa
Il progetto MI affido a te! ha generato un ponte tra la comunità e l’ente locale, un’alleanza educativa volta a superare
. il «NOI» ed il «VOI» e capace di costruire un servizio sociale volto alla famiglia, al suo sostegno e generare una logica
integrata di rete.
Finalità della rete:
- promuovere, sensibilizzare il territorio sul tema della famiglia accogliente;
- lavorare insieme per il progetto famiglie di sostegno;
- creare un punto di riferimento per la famiglia portatrice di bisogno;
- studiare il territorio capace di orientare gli interventi socio-sanitari sulla base di una logica di tipo follow-up;
- orientare decisioni politiche e risorse economiche sulla scala di una priorità d’intervento indirizzata al bisogno del territorio
Attori coinvolti:
- Operatori socio-sanitario (equipe integrata di ambito territoriale sociale);
- Operatori dell’associazione LA Goccia ONLUS;
- Associazioni del terzo settore “Api regine” del territorio dell’ATS XVI;
- Politici;
- Parrocchie;
- Agenzie educative;
- Produttori video, grafici, mezzi di comunicazione sociale;
- Credia WWF;
- Assoc. Girasole.
Ruolo della rete:
- essere luogo di senso tra pubblico e privato sociale per trovare una sintesi progettuale strutturata nel tempo nel riconoscimento delle
potenzialità dell’altro al fine di soddisfare i bisogni della famiglia e del minore;
- essere un ruolo dove ci si incontra, si riflette sui temi, per stabilire priorità d’intervento insieme sui bisogni, per vivere una rete
piuttosto che fermarsi a parlarne;
- essere un ponte per generare alleanze educative tra pubblico e privato sociale;
- essere luogo di dialogo tra diversi ruoli per generare nuove relazioni.
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Costruire la rete
Le azioni realizzate per la costruzione della rete sono le seguenti:
-
Incontri con gli stakeholder;
Scelta degli stakeolder;
Incontri scadenzati con gli operatori dell’equipe integrata d’ ambito socio-sanitaria e operatori dell’associazione;
Incontri con gli operatorio dell’ Associazione La goccia per definire le fasi del percorso progettuale;
Incontri politico intitolato «I perché di una progettualità organica dato il quadro delle complessità del disagio minorile»
Incontri nel territorio con le “Api regine” (associazioni del terzo settore presenti nel territorio dell’ATS XVI sensibili al tema
della famiglia e tutela del minore) intitolato «Ospitalità: un modo per essere accoglienti o una scelta di vita?»;
azione di coordinamento costante;
azioni di accompagnamento e tutoraggio delle coppie.
Si evidenziano inoltre due documenti fondamentali di governance con cui vengono strutturate e standardizzate buone
prassi sostenibili nel tempo tra gli attori della rete :
• realizzazione del protocollo d’intesa Protocollo d'intesa Equipe integrata d'Ambito disagio Minori Equipe integrata d'Ambito
Adozioni e definizione di un percorso integrato e condiviso di interventi socio-sanitari nell’area dell’infanzia e
dell’adolescenza;
• realizzazione regolamento per il servizio DI “AFFIDO FAMILIARE” e di “APPOGGIO FAMILIARE”.
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Criticità e punti di forza del governo con la rete
Le modalità di coinvolgimento esteso a soggetti non istituzionali ha portato alle seguenti criticità e punti di forza.
Punti di forza:
- la pluralità di attori crea una sinergia di valori, professioni, competenze e risorse volta a dare una risposta adeguata ai
bisogni manifestati dalla famiglia;
- sostenibilità del servizio, ottimizzazione delle risorse e valorizzazione delle potenzialità;
- la titolarità del bisogno / caso, è di un gruppo di lavoro, in cui compiti, competenze, e relative responsabilità sono ben
distribuite e concertate;
- la pluralità di attori consente, tramite un continuo brainstorming, di riflette sui temi, per stabilire priorità d’intervento
insieme sui bisogni, per vivere una rete piuttosto che fermarsi a parlarne
Criticità:
- mantenere costantemente alta l’attenzione, sul piano motivazionale, tra i diversi operatori;
- coordinare la relazione diverse figure socio-sanitarie;affinché si riaccendano gli scambi significativi che erano diventati
problematici o insufficienti;
- Definire nuove buone prassi adattabili alle esigenze del bisogno sulla base di una logica incrementale che si ridefinisce
continuamente nel corso dell’azione, sotto la spinta di particolari soggetti in campo, per cui la conflittualità e la necessità
di negoziazione accompagnano tutto il percorso di elaborazione e attuazione del piano.
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Quella del progetto “Mi affido a te” è una metodologia di lavoro di rete basato sulla logica
incrementale, un know how nato dall’esperienza sempre in divenire ed aperta a contributi
evolutivi volti verso obiettivi comuni.
Dobbiamo riuscire anche solo una volta a non parlare dei bisogni ma a farci interrogare da essi.
L’idea che la comunità possa partecipare
alla costruzione delle politiche
di cui essa in primo luogo è la principale beneficiaria
è un passaggio culturale di grandissima rilevanza,
perché solo rinnovando a fondo i meccanismi
di costruzione dei programmi di intervento
è possibile adattare le politiche alle esigenze
della società e delle sue istituzioni.
- Pierpaolo Donati
25/03/13
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Webinar mi Affido a te_26.06.2013 03