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INDICE
INDICE
Indice
1 Informazioni Generali
3
2 Geografia
3
3 Storia
3
4 Una miniera d’oro e le sue fonti termali
4.1 Chiesa parrocchiale . . . . . . . . . . . .
4.2 Casa parrocchiale . . . . . . . . . . . . .
4.3 Torre di Battiggio . . . . . . . . . . . . .
4.4 Complesso Giacchetti . . . . . . . . . . .
4.5 Ponte Pertuso . . . . . . . . . . . . . . .
4.6 La latteria turnaria . . . . . . . . . . . .
4.7 Altri siti di interesse storico . . . . . . .
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5 Escursionismo alpino
6 Dove Mangiare
6.1 Ristoranti .
6.2 Osterie . . .
6.3 Pizzerie . .
6.4 Fast-Food .
6.5 Paninoteche
6.6 Pasticcerie .
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7 Dove Dormire
7.1 Hotel 4 stelle .
7.2 Hotel 3 stelle .
7.3 Hotel 2 stelle .
7.4 Affittacamere .
7.5 Bed Breakfast
7.6 Agriturismo . .
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8 Prodotti tipici
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8.1 Vendita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
8.2 Produzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
8.3 Panetterie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
9 Altri operatori
22
9.1 Noleggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
9.2 Agenzie immobiliari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
9.3 Guide e accompagnatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
2
4 UNA MINIERA D’ORO E LE SUE FONTI TERMALI
1
Informazioni Generali
Vanzone con San Carlo (Vanzon e San Carl
in piemontese, Vanzun in dialetto ossolano) è
un comune di 443 abitanti della provincia del
Verbano Cusio Ossola.
2
Geografia
Il comune è situato a circa metà della Valle
Anzasca, sul lato sinistro dell’Anza, un torrente che scorre rispetto al comune in un profondo
canalone. Il doppio toponimo rileva che storicamente non si trattava di un’unica unità amministrativa: Vanzone e San Carlo d’Ossola, la
cui unificazione risale al 1865. Il capoluogo ha
sede a Vanzone, anticamente detto Avanzone
o Vantionum, la cui etimologia risale ad una
leggenda secondo cui il comune venne sempre
risparmiato, avanzato, superato, dalle epidemie che storicamente si succedevano. L’ultima
in ordine di tempo è la Spagnola del 1920, che
fece diverse vittime ad Antrona Schieranco e
a Calasca-Castiglione comune precedente Vanzone, e a Ceppo Morelli, comune successivo.
Vanzone anche in questa occasione denunciò
nessun decesso. Più a valle di trova San Carlo,
un tempo chiamato Ciola o Civola.
3
Storia
Questi luoghi iniziarono ad ospitare insediamenti umani già in epoca romana. Lo testimoniano numerosi reperti databili attorno al I
secolo d.C., rinvenuti in seguito a scavi archeologici di fine Ottocento.
Durante il Medioevo, le vicende che hanno caratterizzato Vanzone e San Carlo sono del tutto simili a quelle degli altri centri dell’intero
territorio dell’Ossola: in un primo tempo feudo
posto sotto la signoria vescovile, passato poi al
comune di Novara, e successivamente, nel 1381
possesso visconteo.
Fino al 1433 il comune dipese, in ambito religioso, dalla chiesa di Bannio Anzino, finchè
3
non ottenne il diritto di costituirsi parrocchia
autonoma. L’oratorio dell’Annunziata svolse
funzioni parrocchiali fino alla metà del XVII
secolo; all’interno di questa chiesa è conservata
una serie di affreschi molto interessanti risalenti al XV secolo.
Tra il 1642 e il 1649 venne edificata l’odierna parrocchia di Santa Caterina, ricordata per
il grande portale ligneo scolpito, mentre l’altare maggiore è opera dei fratelli Pozzi. Alla parrocchiale di San Carlo si accede da una
scalinata imponente: nella chiesa va segnalato l’ottimo barocco espresso dagli intagli lignei
dell’altare maggiore.
4
Una miniera d’oro e le sue
fonti termali
Nel territorio a circa 1.500 m s.l.m. È presente
una miniera d’oro, abbandonata nei primi anni
del novecento, nota come la miniera dei Cani,
dal nome del celebre condottiero Facino Cane.
Nella galleria è presente una sorgente di acqua
minerale, ricca soprattutto di ferro e di arsenico. Quest’acqua arsenicata ha caratteristiche
curative e terapeutiche, conosciute fin dal Medioevo, ottima per le cure di diverse patologie,
come le malattie della pelle ma anche per curare lo stress con impacchi di fango.
La fonte è soprannominata -dei Cani-, si pensa, in memoria del celebre condottiero ducale
di Arbetolo Visconti, Facino (Bonifacio) Cane che, insieme alla sua famiglia, intraprese attività di estrazione nelle miniere in questione nel XIV secolo, oppure è denominata acqua -Vanzonis. Secondo analisi chimiche svolte nel 1962, le acque erano definite
di origine meteorica, fredde, minerali ipotoniche solfato-arsenicali-ferruginose-alluminose
con tracce ponderabili di manganese, rame,
zinco, nichel e cobalto. Queste fonti sono utili per trattare affezioni cutanee, molto estese,
croniche o recidivanti scarsamente sensibili alla
terapia tradizionale, come la Psoriasi a chiazze
o diffusa, l’Eczema atopico cronico dell’adulto,
4 UNA MINIERA D’ORO E LE SUE FONTI TERMALI
gli Eczemi localizzati, le Neurodermiti, le Prurigo e molte altre patologie degli apparati locomotore, circolatorio e ginecologico. Alcuni reputano la scoperta delle sorgenti, erroneamente, a un certo Giovanni Albasini che in realtà
scoprì le acque di Bognanco, in tutt’altra valle.
Non si conosce con certezza chi abbia trovato
per la prima volta le acque: senza alcun dubbio, si tratta di una scoperta antichissima.
La storia dei tentativi di utilizzazione delle fonti è lunga e travagliata. Colui che diede un
formidabile impulso per la loro valorizzazione,
agli inizi del Novecento, fu l’allora medico condotto di Vanzone Attilio Bianchi, il quale costituì nel 1909 un’apposita società con sede a
Stresa, denominata -Società Miniere ed Acque
arsenicali-, scrivendo un opuscolo dicendo che
in Vanzone sarebbe stato aperto un -Kurhausper la cura delle malattie cutanee, nervose,
anemiche e di nevriti, per mezzo di bagni e
fanghi. E così avvenne. Sei anni dopo, infatti, le cure si svolgevano presso l’albergo Regina
di Vanzone, dove l’acqua veniva portata interamente a spalla dalle donne, in recipienti di
vetro e legno, dai 1473 metri delle miniere ai
quasi 700 del paese. La sua società ottenne numerosi riconoscimenti alle Esposizioni di Milano, Firenze, Roma, Parigi, Anversa. L’acqua
fu persino imbottigliata e commercializzata in
bottigliette per uso domestico, ma non ci fu
il boom sperato, mentre si sviluppavano velocemente le località termali (con acque simili a
quelle del paese anzaschino) di Levico, Vetriolo
e Roncegno che nel frattempo, con la vittoria
della prima guerra mondiale, vennero annesse
all’Italia facendo decadere l’importanza dell’uso della sorgente vanzonese.
Nel periodo fra le due guerre ci fu un interessamento da parte della società Ceretti, la quale
acquistò (tutt’oggi di sua proprietà) dei terreni in località Campaccio, dove ebbe l’intenzione di costruire delle vere e proprie strutture
per la cura termale. Ma con lo scoppio della
seconda guerra mondiale tutto si azzerò e ci
riprovò, solo nel 1961, il farmacista di Vanzone Piero Fabris che fondò la -S.p.A. Terme del
4
Monterosa- grazie anche al sostegno della Comunità Montana. Solo allora si mise in atto
un progetto ambizioso: canalizzare la sorgente
fino al paese. Anche il progresso sembrò dalla
loro parte: infatti, in commercio, si trovavano
tubi in PVC che risolvevano il problema della
corrosione da parte dell’acqua altamente acida
(pH 2,5 circa). Così si acquistarono i tubi e
si fecero gli scavi, ma non si riuscì a compiere
l’opera per il fallimento della società e l’immatura scomparsa di Fabris.
Soltanto nel 1979, ritornò in auge l’idea delle terme. La Comunità Montana promosse un
simposio a Macugnaga dal titolo -Le miniere
d’oro e le acque arsenico-ferrugginose della Valle Anzasca- per -prendere in considerazione la
possibilità di avviare prospezioni atte a saggiare la redditività estrattiva- dell’oro e -lo sfruttamento terapeutico delle acque-. Proprio da
questo convegno si materializzò il futuro del
Comune di Vanzone con San Carlo che con la
delibera n◦ 76 del 18.12.1980, volle esprimere
la volontà di pervenire alla valorizzazione delle
-acque dei Cani-.
La Regione richiese delle analisi sulle fonti
(presiedute dal Prof. Giorgio Leigheb, attuale
Direttore della Clinica Dermatologica di Novara) per avere una valutazione certa in termini
chimico-terapeutici, ma questa non portò esiti
che potessero essere comparati alle analisi degli anni sessanta, siccome una frana ostruiva
il passaggio e di conseguenza la sorgente pura.
Con un contributo della Regione Piemonte si
riuscì a togliere di mezzo le macerie. A quel
punto, si fecero nuove analisi, sia sulle acque
sia sui fanghi presenti, questa volta da parte
dell’Università di Pavia, che confermò sostanzialmente i valori delle precedenti e sottolineò
un forte incremento nella mineralizzazione totale delle acque. Nel 1994 cominciarono i rapporti con il Ministero della Salute, il quale, solo
nel 2004, decretò che l’acqua era idonea ad uso
in campo clinico. Le autorizzazioni ministeriali
attualmente in possesso del comune anzaschino
sono relative alle cure in ambito dermatologico e per le malattie dell’apparato locomotore.
4.2 Casa parrocchiale
4 UNA MINIERA D’ORO E LE SUE FONTI TERMALI
Un dato veramente rilevante sono le conclusioni delle recenti analisi dell’Università di Pavia
(2005) che hanno evidenziato, nell’acqua, ben
65 elementi metallici: le fonti di Vanzone con
San Carlo sono le più ricche di minerali al mondo, un primato assoluto.
Nell’autunno 2006 sono terminati i lavori di
canalizzazione delle acque che oggi arrivano in
paese, nella casa -del Dottore-, donazione di
Gabriele Garbagni, già scuola elementare, ora
adibita a centro termale sperimentale, con la
presenza di tre vasche per i fanghi.
Si pongono ora problemi logistici per la gestione della piccola struttura: direzione sanitaria,
servizio medico specialistico, personale addetto, convenzione con il servizio sanitario nazionale.
Una strada individuata qualche anno fa avrebbe portato a uno stretto legame con la scuola di specializzazione in dermatologia e venerologia dell’Università del Piemonte Orientale
-Amedeo Avogadro-. L’obiettivo era il convenzionamento, affinchè gli specializzandi avrebbero potuto, per un periodo del loro iter formativo, seguire in loco le attività balneo termali e la fango terapia. Si sarebbe potuto in
tal modo anche continuare la ricerca scientifica relativa all’efficacia clinica dei trattamenti
balneo e fango terapici.
L’altra opzione attualmente allo studio è la collaborazione con privati che possano investire
loro capitali ed energie nella gestione del centro.
Nel mese di luglio 2011, il Comune di Vanzone
con San Carlo ha affidato a uno studio tecnico
l’incarico di redigere uno studio di fattibilità
per la messa a bando della gestione del centro
termale sperimentale e l’eventuale successiva
costruzione di un nuovo centro termale posto
in un’area già vincolata a tale scopo dal PRG.
quale furono spese centomila lire. L’edificio
è monumento nazionale, in stile basilicale con
due matronei. All’interno si possono ammirare: l’altare maggiore in marmi policromi, l’artistico tabernacolo con cupola sorretta da otto
colonnine, adorno da sei angeli e un Cristo risorto in bronzo, la statua di Santa Caterina,
una scultura in marmo di Carrara raffigurante l’Ultima Cena, la balaustra dell’altare del
Sacro Cuore, il pulpito in noce scolpito, l’organo tubolare a millequattrocento canne. All’ingresso si può ammirare l’artistica porta in
noce massiccio con scolpito, nelle due formelle
centrali, il martirio di Santa Caterina. Si ricorda, inoltre, la presenza nella chiesa di una
Santa Spina che si ritiene appartenere alla corona di Cristo che indossò durante la crocifissione. Questa insigne reliquia fu donata alla
parrocchiale dal Signor Giovanni Bartolomeo
Gardellino di Bannio il 14 aprile 1721, come
risulta dal rogito del notaio Francesco Maria
Ferrini. Il Gardellino l’ebbe dal vescovo di Terracina, Monsignor Bernardo Maria Conti. Fu
anticamente riconosciuta dal Cancelliere Bernardo Castellini della Curia Vescovile di Novara, con rogito del 4 maggio 1721, reggendo
la diocesi Monsignor Giberto Borromeo. Della
Santa Spina si fece un primo solenne trasporto
nel 1759 e si celebrò il primo centenario della
donazione nel luglio 1821. In passato, questa
reliquia veniva esposta a richiesta dei fedeli che
avessero in casa un familiare in fin di vita, allo
scopo di chiedere al Cielo di lasciarlo morire
ponendo fine a lunghe sofferenze.
4.2
Casa parrocchiale
La casa parrocchiale si trova su un piano rialzato di fronte alla chiesa di Santa Caterina.
Si può ritenere contemporanea alla costruzione della chiesa parrocchiale nel 1642. È una
costruzione con un loggiato a portico retto da
4.1 Chiesa parrocchiale
colonne di pietra con tre archi inferiori che soPrima fra le -ricchezze- vanzonesi è la chiesa stengono sei archetti superiori. Sono da osserparrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, vare e rilevare i due stemmi vescovili dipinti
terminata nel 1649, per la costruzione della sulla facciata sud della casa.
5
4.5 Ponte Pertuso
4.3
5 ESCURSIONISMO ALPINO
Torre di Battiggio
4.5
La torre di Battiggio, detta dei Cani è monumento nazionale ed è costruita in pietre locali
squadrate: una caratteristica della Valle Anzasca. La torre è stata recentemente ristrutturata, ricostruendo per intero la parte alta della
muratura e il tetto crollati: i suoi quattro piani sono adibiti a ecomuseo, sede di mostre ed
eventi temporanei. Non è conosciuta la data di
edificazione e nemmeno il motivo della sua presenza: si può pensare che servisse come rifugio
momentaneo a qualche signorotto del luogo oppure a deposito sicuro per la conservazione di
derrate alimentari che dovevano essere distribuite in valle. Giovanni Battista Fantonetti,
nel suo volume del 1836 assicura di aver visto
scolpito l’anno 1408 sull’architrave di una finestra ora rovinata. Secondo la tradizione, questa torre fu il deposito dei tesori della famiglia
di Facino Cane, che sfruttò le miniere d’oro
della vallata e battè anche moneta. Leggende
non ne mancano: si dice ci sia un collegamento
sotterraneo con la torre di Lancino. Forse fu
il luogo dove venivano trattenuti i nemici dei
Cani.
4.4
Complesso Giacchetti
Riveste particolare interesse l’unico mulino
del comune visitabile, chiamato -Mulin ad
Giachet-, -Complesso Giacchetti-, dal nome
della famiglia proprietaria. È affascinante per
l’insieme dei meccanismi, tuttora utilizzabili,
per la lavorazione dei prodotti agricoli coltivati in loco. Esso è concentrato in due costruzioni
in muratura che si trovano sul Rio Roletto, tra
le frazioni Roletto e Ronchi Fuori: nella costruzione più piccola si trova un mulino per cereali
con ruota idraulica orizzontale, mentre in quella più grande sono collocate una molazza per lo
schiacciamento dei gherigli di noce, un camino
per riscaldare la pasta di noci, un torchio a vite
azionato a mano per ricavare l’olio di noce o il
sidro dalla spremitura delle mele, una molazza
per schiacciare le fibre di canapa e separarle
dalle parti legnose.
6
Ponte Pertuso
Opera di pregio è inoltre il cosiddetto -Punt
Partus-, ponte Pertuso, sull’Anza, definito romano- per la sua tipica costruzione ad arco.
Ma di romano non ha niente a che vedere poichè venne costruito nel 1537 dai Borromeo per
unire le due sponde, probabilmente sostituendo
un ponte di legno precedente.
4.6
La latteria turnaria
Particolare è anche il piccolo museo della lavorazione del latte, sito in Vanzone, in passato sede di latteria turnaria, il quale conserva al proprio interno molti strumenti per la lavorazione
del latte e dei formaggi.
4.7
Altri siti di interesse storico
Altri siti di interesse sono: la chiesa della SS.
Annunziata (Vanzone), la chiesa di San Carlo, l’oratorio di Santa Lucia e San Ignazio
da Loyola (Roletto), l’oratorio di San Giuseppe (Ronchi Dentro), l’oratorio della Madonna
d’Oropa (Valeggio), l’oratorio dei Santi Giulio e Filippo (Pianezza), la chiesetta di S. Michele, datata 1720, recentemente restaurata ed
affrescata.
5
Escursionismo alpino
Interessante meta turistica è il rifugio Lamè
in Valle Anzasca, raggiungibile da Vanzone,
posto a 2422 m s.l.m. con 6 posti letto di
proprietà della Pro Loco di Vanzone.
6 DOVE MANGIARE
6
6.1
Dove Mangiare
Ristoranti
7
6.2 Osterie
6.2
6 DOVE MANGIARE
Osterie
8
6.3 Pizzerie
6.3
6 DOVE MANGIARE
Pizzerie
9
6.4 Fast-Food
6.4
6 DOVE MANGIARE
Fast-Food
10
6.5 Paninoteche
6.5
6 DOVE MANGIARE
Paninoteche
11
6.6 Pasticcerie
6.6
6 DOVE MANGIARE
Pasticcerie
12
7 DOVE DORMIRE
7
7.1
Dove Dormire
Hotel 4 stelle
13
7.2 Hotel 3 stelle
7.2
7 DOVE DORMIRE
Hotel 3 stelle
14
7.3 Hotel 2 stelle
7.3
7 DOVE DORMIRE
Hotel 2 stelle
15
7.4 Affittacamere
7.4
7 DOVE DORMIRE
Affittacamere
16
7.5 Bed Breakfast
7.5
7 DOVE DORMIRE
Bed Breakfast
17
7.6 Agriturismo
7.6
7 DOVE DORMIRE
Agriturismo
18
8 PRODOTTI TIPICI
8
8.1
Prodotti tipici
Vendita
19
8.2 Produzione
8.2
8 PRODOTTI TIPICI
Produzione
20
8.3 Panetterie
8.3
8 PRODOTTI TIPICI
Panetterie
21
9 ALTRI OPERATORI
9
9.1
Altri operatori
Noleggio
22
9.2 Agenzie immobiliari
9.2
9 ALTRI OPERATORI
Agenzie immobiliari
23
9.3 Guide e accompagnatori
9.3
9 ALTRI OPERATORI
Guide e accompagnatori
24
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