La figura di Marcello Rodonò nella ricerca Astrofisica
Strumentazione Ultravioletta e
ottica
Ovvero
Marcello Rodonò e la sfida
tecnologica per la strumentazione
astrofisica
Giovanni Bonanno -
L’attività di ricerca del Prof. Marcello Rodonò
Catania 23-24 Ottobre 2006
Tutto cominciò nel 1987 quando il CCD controller per lo
spettrografo Echelle del telescopio di 91-cm cominciava
ad acquisire i primi spettri ed il prof. Rodonò diventava
direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Catania.
L’idea di rafforzare il gruppo tecnologico dell’Osservatorio e di poter contribuire ai progetti nazionali ed
internazionali che cominciavano a delinearsi in quel
periodo fu subito sposata in pieno dal prof. Rodonò che
incoraggiò l’impresa sia moralmente che fattivamente.
L’idea era semplice: dotare l’Osservatorio Astrofisico di
Catania delle competenze migliori possibili sia hardware
che software ad elevato contenuto tecnologico da
impiegare nello sviluppo di strumentazione astrofisica.
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L’attività di ricerca del Prof. Marcello Rodonò
Catania 23-24 Ottobre 2006
I progetti tecnologici degli anni ’90 a cui il prof.
Rodonò volle dedicare grande attenzione, oltre
ai telescopi automatici, sono stati:
• Il progetto spaziale Spectrum-UV (SUV)
• Il Telescopio Nazionale Galileo (TNG)
Il contributo del Prof. Rodonò per i telescopi automatici è
trattato dal dr. Messina, per il TNG è trattato dal dr. Oliva
mentre quello per il progetto Spectrum UV è trattato dal Prof.
Sedmak.
Una prima pubblicazione tecnologica su SUV che vede tra gli autori
Marcello Rodonò è:
The Italian Project Team, The Spectrum-UV Project,
Proc. IAU Coll. No. 123, “Observatories in Earth Orbit
and Beyound”, Greenbelt, MD,1990
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Quello che nel frattempo
succedeva nel nostro istituto
per il progetto Spectrum UV
era la nascita di un sistema di
caratterizzazione di rivelatori
(destinato in futuro a dare un
contributo positivo non solo
alla comunità scientifica) che
aveva la peculiarità di coprire
oltre all’intervallo spettrale
del
visibile
anche
quello
dell’UV da vuoto.
Caratteristica
quest’ultima
molto importante in generale
per le osservazioni dallo
spazio.
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L’attività di ricerca del Prof. Marcello Rodonò
Catania 23-24 Ottobre 2006
Il prof. Rodonò, nella doppia veste di ricercatore
fortemente interessato/coinvolto e di direttore
dell’istituto, si è adoperato sia dal punto di vista
scientifico che organizzativo affinché il laboratorio
ed il gruppo scientifico-tecnologico dedicato alle
problematiche dei rivelatori ed alla strumentazione
astrofisica si espandesse durante gli anni ’90:
Sono state potenziate le risorse tecnologiche
del laboratorio
Sono stati assunti due ricercatori per il gruppo
tecnologico
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L’attività di ricerca del Prof. Marcello Rodonò
Catania 23-24 Ottobre 2006
A questo punto le risorse
umane e
tecnologiche dell’Osservatorio Astrofisico di
Catania erano ad un punto tale da poter
contribuire fattivamente ai vari progetti
scientifico-tecnologici che stavano partendo in
quel periodo. Uno di questi è stato il
Telescopio Nazionale Galileo ….
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Mentre il Prof. Marcello Rodonò era presidente
del Consorzio Nazionale per l'Astronomia e
l'Astrofisica (CNAA) e direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Catania il progetto TNG ha
raggiunto l’apice. E l’Osservatorio Astrofisico di
Catania ha fortemente contribuito.
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L’attività di ricerca del Prof. Marcello Rodonò
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L’Osservatorio
Astrofisico
di
Catania in collaborazione con
altri osservatori italiani si è
occupato della progettazione dei
Controller CCD per la strumentazione sia ausiliaria che diretta
del TNG.
L’assemblaggio l’ottimizzazione
dei parametri di funzionamento
e la caratterizzazione di tutti i
CCD attualmente in funzione
presso il TNG è stata fatta
presso il laboratorio rivelatori
dell’Osservatorio Astrofisico di
Catania.
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La collaborazione al progetto TNG da parte
dell’Osservatorio Astrofisico di Catania è stata molto
proficua non solo grazie all’apporto scientifico del
prof. Rodonò ma anche all’incoraggiamento che ha
dato al gruppo tecnologico.
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La ricompensa al lavoro svolto da tutti ed in
particolare da Marcello Rodonò come
presidente del CNAA e come direttore e
ricercatore dell’Osservatorio Astrofisico di
Catania non è mancata:
la strumentazione del TNG a tutt’oggi funziona
perfettamente ed efficientemente
con tale strumentazione sono state studiate molte
problematiche astrofisiche e sono stati prodotti un
gran numero di pubblicazioni, alcune delle quali
hanno avuto come autore lo stesso Rodonò ed
hanno portato l’INAF ai livelli elevati a cui si trova
attualmente.
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Il lavoro di Marcello Rodonò nel campo della
tecnologia ovviamente continua anche se lui
non è più presente:
Il progetto SUV si è trasformato in World Space
Observatory UV (WSO-UV), il P.I. Italiano è I.
Pagano (INAF-Catania) e sono coinvolti parecchi
ricercatori dell’INAF di Catania sia nella parte
tecnologica che scientifica.
Il gruppo tecnologico che si occupa dei rivelatori,
grazie alle varie risorse implementate, permette
all’INAF di Catania non solo di collaborare con
altri istituti per lo studio di strumentazione
astronomica ma anche con diverse realtà
industriali sia italiane (ST Microelectronics) che
europee (e2v).
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Attualmente l’INAF - Osservatorio
Catania nel campo tecnologico:
di
•contribuisce all’innovazione tecnologica per lo sviluppo
di strumentazione scientifica
•collabora ai progetti nazionali ed internazionali di
strumentazione astronomica con risorse umane e
tecnologiche adeguate
•opera trasferimento tecnologico verso l’industria e la
piccola e media impresa
•contribuisce all’alta formazione nel campo tecnologico
E questo grazie a CHI ha saputo investire anche in
questa direzione.
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