CINEFORUM F.I.C. e MOVIEPLANETGROUP 2° RASSEGNA 21° EDIZIONE 2014-2015 Proiezioni presso la Multisala Movie Planet BELLINZAGO NOVARESE Viale della libertà 231 Inizio delle proiezioni alle ore 21,15 1 Biografie cinematografiche Cari soci e care socie, il primo film di questo nuovo anno solare 2015 si apre con le parole che Wim Wenders dedica all’arte di Salgado - la fotografia - spiegandone il significato : photos (dal greco φῶς, -φωτός, luce) e grafia (dal greco γραϕία, disegno). Quindi: disegnare con la luce. Vedremo Salgado che col suo bianco e nero per anni ha disegnato il mondo degli umani, da lui definiti :“Il sale della terra”, viaggiando in tutti i continenti per descrivere il loro operato, denunciarne gli orrori e l’incoscienza nei confronti del pianeta. Le sue fatiche approdano all’ultima mostra-progetto Genesi, un messaggio di speranza dedicato al 46% della terra ancora vergine. Un messaggio etico ed estetico che ci stimola all’autocoscienza per ciò che stiamo perdendo. Infine ci dona l’esempio concreto e rigenerante della sua famiglia impegnata a ripiantare una foresta pluviale. La fotografia dinamica del cinema ci mostrerà con i successivi due film la “memoria della Shoah” attraverso due opere, anche loro quasi delle semibiografie. La prima “Hanna Arendt” è dedicata alla filosofa tedesca il cui lavoro è ben descritto da wikipedia: “la filosofia (dal greco φιλεῖν (philêin), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza", ossia "amore per la sapienza") è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull'uomo, indaga sul senso dell'essere e dell'esistenza umana”. La regista Margarethe Von Trotta ci mostrerà la partecipazione della Arendt al processo del burocrate nazista Eichmann: questo lavoro la porterà con coraggio a scrivere il libro “La banalità del male” che le inimicherà la comunità ebraica e intellettuale. Seguirà - sempre in tema - il film della regista argentina Lucia Puenzo che si occuperà di “The German doctor”, il medico di Auschwitz dott. Mengele rifugiatosi in Sud America e preoccupato di condurre una vita “normale”. Torneremo in Italia con l’opera “Fuori scena” di Massimo Donati e Alessandro Leone, che ci aprirà le porte dell’Accademia del Teatro alla Scala per mostrarci il vitale impegno nello studio dei giovani artisti e artiste di domani, ballerini, cantanti, scenografi, costumisti. Un altro adolescente, Kiko, un ragazzo con padre italiano e mamma filippina, sarà il protagonista del nuovo film di Vittorio Moroni : “Se chiudo gli occhi non sono più qui” è la storia di una crisi adolescenziale con attenzione al tema dell’abbandono scolastico e alla necessità di trovare una guida amica nei momenti di difficoltà. Kiko la incontrerà e “comincerà a capire che dai libri non arrivano solo nozioni, ma possibili risposte alle sue angosce, ai suoi interrogativi più urgenti”. Vi troveremo una citazione a Giacomo Leopardi con la poesia "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" che ci introduce al successivo film di Mario Martone: “Il giovane favoloso”, un Leopardi interpretato magnificamente da Elio Germano. Il film in costume ci racconta la contemporaneità del pensiero erudito di un ragazzo geniale che abita in un corpo sofferente e cerca di fuggire da una società chiusa e conformista. Seguirà “Mommy” di Xavier Dolan,( premio della giuria a Cannes), enfant prodige del cinema contemporaneo che ci proporrà la storia un ragazzo con disturbi mentali: nella violenza che caratterizza il rapporto con la madre lentamente emerge una delle forme d'amore più genuine che si possano immaginare. Una sospensione di 140’ all’interno di un mondo dove non è facile entrare. Temi complessi, delicatissimi, profondi, gestiti con tatto e rispetto. Quest’anno affidiamo la giornata della donna alla storia di 4 donne del Salento alle prese con la riconversione della loro vita e il ritorno ai ritmi del lavoro in campagna: “In grazia di dio” con la regia di E. Winspeare. Segue, in occasione del 30° della scomparsa di François Truffaut, il capolavoro della Nouvelle Vague : “I quattrocento colpi”, un grande classico restaurato nella versione digitale. E’ la storia di Doinel, un ragazzino vivace alle prese con la vita in riformatorio negli anni ‘60. Concludiamo la seconda rassegna con un’opera collettiva di registi palestinesi e israeliani, dedicata alla giornata mondiale dell’acqua . La nostra associazione FIC tramite Lab 80 distribuisce, dopo il passaggio a Venezia, il film “Water”, per far capire con documentari e storie una delle ragioni dell’interminabile conflitto in Medioriente. Buona visione! Paolo Rizzi (NB la civetta di Minerva è simbolo della filosofia, il suo occhio è il nostro logo) 2 Giovedì 15 gennaio 2015 IL SALE DELLA TERRA di Wim Wenders – Sebastiano Salgado Documentario, durata 100 min. - Brasile, Italia, Francia 2014. - Officine Ubu IL FILM: un documentario monumentale, che traccia l'itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell'artista, Il sale della terra è un'esperienza estetica esemplare e potente, un'opera sullo splendore del mondo e sull'irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Quella di Salgado è un'epopea fotografica ha esplorato ventisei paesi e concentrato il mondo in immagini bianche e nere di una semplicità sublime e una sobrietà brutale. Interrogato dallo sguardo fuori campo di Wenders e accompagnato sul campo dal figlio, l'artista si racconta attraverso i reportages che hanno omaggiato la bellezza del pianeta e gli orrori che hanno oltraggiato quella dell'uomo. A Wenders concerne invece la riproduzione dei suoi scatti, che ritrovano energia e fiducia nella natura, le sue foreste vergini, le terre fredde, le altezze perenni. Il regista tedesco, converte in cinema le immagini fisse. Wenders rappresenta col suo cinema la 'forma' dell'idea di cui gli scatti sono portatori. Scatti radicali e icastici che penetrano le foreste tropicali dell'Amazzonia, del Congo, dell'Indonesia e della Nuova Guinea, attraversano i ghiacciai dell'Antartide e i deserti dell'Africa, scalano le montagne dell'America, del Cile e della Siberia. Un viaggio epico quello di Salgado che testimonia l'uomo e la natura, che non smette di percorrere il mondo e ci permette di approcciare fotograficamente le questioni del territorio, la maniera dell'uomo di creare o distruggere, le storie di sopraffazione scritte dall'economia, l'effetto delle nostre azioni sulla natura, intesa sempre come bene comune. Giovedì 22 gennaio 2015 giornata della memoria HANNA ARENDT Di Margarethe von Trotta. Con Barbara Sukowa, Axel Milberg, Janet McTeer, Julia Jentsch, Ulrich Noethen. Drammatico, durata 113 min. Germania, Lussemburgo, Francia 2012. – Nexo IL FILM: Il film ricostruisce un periodo fondamentale della vita di Hannah Arendt: quello tra il 1960 e il 1964. All'inizio della vicenda, la cinquantenne intellettuale ebrea - tedesca, emigrata negli Stati Uniti nel 1940, vive felicemente a New York con il marito, il poeta e filosofo tedesco Heinrich Blücher. Ha già pubblicato testi fondamentali di teoria filosofica e politica, insegna in una prestigiosa Università e vanta una cerchia di amici intellettuali. Nel 1961, quando il Servizio Segreto israeliano rapisce il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, nascosto sotto falsa identità a Buenos Aires, la Arendt si sente obbligata a seguire il successivo storico processo che si tiene a Gerusalemme. Nonostante i dubbi di suo marito, la donna, sostenuta dall'amica scrittrice Mary McCarthy, chiede e ottiene di essere inviata in loco come reporter della prestigiosa rivista 'New Yorker'. Hannah nota che Eichman, uno dei gerarchi artefice dello sterminio degli ebrei nei lager, è un mediocre burocrate, che si dichiara semplice esecutore di ordini odiosi e, d'altro canto, si sorprende nell'ascoltare testimonianze di sopravvissuti che mettono in evidenza la condiscendenza dei leader delle comunità ebraiche in Europa, di fronte ai nazisti. Dai suoi resoconti, e in seguito dal suo libro, "La banalità del male: Eichman a Gerusalemme" (1963), emerge la controversa teoria per cui proprio l'assenza di radici e di memoria e la mancata riflessione sulla responsabilità delle proprie azioni criminali farebbero sì che esseri spesso banali (non persone) si trasformino in autentici agenti del male. Gli amici non riescono a perdonarla per quegli scritti, mentre lo scandalo si diffonde in Israele e negli USA. La sua Università è fortemente contrariata, la stampa la attacca, ma il marito, la sua devota allieva tedesca Lotte Köhler e molti studenti approvano e sostengono l'essenza, apparentemente paradossale, del suo pensiero. 3 Giovedì 29 gennaio 2015 giornata della memoria THE GERMAN DOCTOR Lucía Puenzo. Con Alex Brendemühl, Natalia Oreiro, Diego Peretti, Elena Roger, Guillermo Pfening.Drammatico, durata 93 min. - Argentina, Francia, Spagna, Norvegia, Germania 2013. - Academy2 IL FILM:Un uomo misterioso si aggira per l'Argentina degli anni Sessanta.. Pur essendo un medico si offre come veterinario. Quell'uomo è il dottor Josef Mengele, fuggito in Argentina e inseguito dagli uomini del Mossad, che lo pedinano da anni senza riuscire ad acciuffarlo, perché Mengele è maestro nell'infiltrare le piccole comunità dove si nasconde, spesso con il sostegno di espatriati dalla Germania nazista ancora devoti al Fuhrer. LA RECENSIONE Lucía Puenzo, mantiene un controllo saldo sulla storia evitando ogni sensazionalismo e creando un'atmosfera ipnotica reminescente di quella che sapeva suscitare il vero medico di Auschwitz. La sua è la seduzione (e la banalità) del Male, e Puenzo ci mostra come nessuno ne sia immune. Il miraggio dell'eugenetica inseguito da Mengele attraverso gli esperimenti umani sia nei campi di concentramento che durante la sua fuga in Sud America si fonde con quel desiderio di omologazione, ancora oggi ben presente, che mira ad annientare l'unicità degli individui in favore di uno standard di perfezione seriale. Lucia Puenzo avanza anche una critica sottile al suo popolo che ha accolto gli ex criminali nazisti senza porsi troppe domande, spesso diventando complice della loro fuga dalla giustizia. E guarda allo spettatore dicendo: Che cosa avreste fatto voi? Che cosa fareste, se succedesse ancora? Giovedì 5 febbraio 2015 FUORISCENA Di Massimo Donati, . Documentario, durata 83 min. - Italia 2013. – experia produzione IL FILM:Un anno di corsi all'Accademia Teatro alla Scala. Gli allievi che vi sono stati ammessi, dopo una severa selezione, sono impegnati in full immersion per tutto il tempo. La danza, il canto, la scenografia, la concezione e preparazione dei costumi sono attività a cui si affiancano i corsi di lingue e le materie previste dalle varie fasce d'età. Donati e Leone ci accompagnano in un anno di intenso lavoro e di passione. LA RECENSIONE:Questo lavoro che, pur svolgendosi prevalentemente in interni, si preoccupa di ricordarci lo scorrere del tempo e il divenire delle stagioni che entrano in sinergia con la crescita degli allievi seguiti nei rispettivi campi di attività. I ragazzi e le ragazze dicono di sé, ad esempio, in una video connessione con il padre coreano o in un breve colloquio con un'anziana cantante che vive nella Casa di risposo per musicisti Giuseppe Verdi e vengono colti nel loro rapporto con i docenti grazie alla diretta complicità dei due registi che, lo si avverte, hanno raggiunto una tale empatia con l'ambiente da riuscire a non far più avvertire la loro presenza. Uno dei più giovani studenti viene dalla montagna e alla montagna ritorna quando ci sono i periodi di vacanza, occupandosi delle mucche e smuovendo il fieno messo ad essiccare. La vocazione per l'arte che ha dentro non lo ha allontanato dalla vita quotidiana né ha fatto sì che si ritenga superiore. L'Accademia gli sta dando il modo di sviluppare un talento senza fagocitarlo e questa è una delle più importanti lezioni che possa ricevere. 4 Giovedì 5 febbraio 2015 SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIU’ QUI di Vittorio Moroni Con Giorgio Colangeli, Beppe Fiorello, Mark Manaloto, Hazel Morillo, Vladimir Doda. Drammatico, durata 100 min. Italia 2013. - Maremosso IL FILM: Sedicenne con una forte passione per l'astronomia, trasmessagli dal padre, morto in un incidente stradale, Kiko vive con la madre filippina, Marilou, e il suo nuovo compagno, Ennio, un caporale che gestisce cantieri edili, sfruttando manodopera clandestina. A scuola rischia di essere bocciato per il secondo anno consecutivo e il rapporto con il patrigno, che lo forza a lavorare come manovale, è quanto mai teso anche per via dei suoi modi violenti. Un giorno, Kiko incontra Ettore, un insegnante in pensione sulla sessantina, che gli dice di essere un vecchio amico del padre e di volerlo aiutare nello studio. LA RECENSIONE: È la storia di un'adolescenza tremante quella raccontata da Vittorio Moroni, la cronaca sincera e diretta di un'esistenza incerta, dispersa nella periferia friulana tra cantieri, scuola e una bar-stazione di benzina in cui, insieme all'anomala famiglia di Kiko, vive un gruppo di immigrati clandestini. Lavoro di accensioni e di inganni, di incontri e scontri, Se chiudo gli occhi non sono più qui si interroga su temi abnormi quali la solitudine dell'uomo di fronte all'universo (apertamente citato il Giacomo Leopardi di "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"), il bisogno di redenzione insito nel carattere umano, l'importanza di avere una guida nel momento cruciale della crescita. Giovedì 19 febbraio 2015 IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone. Con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco. Biografico, durata:137 min. - Italia 2014. - 01 Distribution IL FILM Il giovane favoloso inizia con la visione di tre bambini che giocano dietro una siepe, nel giardino di una casa austera. Sono i fratelli Leopardi, e la siepe è una di quelle oltre le quali Giacomo cercherà di gettare lo sguardo, trattenuto nel suo anelito di vita e di poesia da un padre severo e convinto che il destino dei figli fosse quello di dedicarsi allo "studio matto e disperatissimo" nella biblioteca di famiglia, senza mai confrontarsi con il mondo esterno. Attraverso un salto temporale, ritroviamo Leopardi a Firenze, dove avvengono gli incontri con l'amata Fanny e con l'amico Antonio Ranieri. È del periodo fiorentino anche il confronto con la società intellettuale dell'epoca, che invece di cogliere la capacità visionaria di Leopardi in termini di grandezza artistica ne intuiscono la pericolosità in termini "politici. L'atto conclusivo, dopo una breve sosta a Roma, si svolge a Napoli, città per cui Martone prova un trasporto emotivo evidente nel rinnovato vigore delle immagini. Martone racconta un Leopardi vulnerabile e struggente, dalla salute cagionevole e l'animo fragile, ma dalla grande lucidità intellettuale e l'infinita ironia. Elio Germano "triangola" brillantemente con le sensibilità di Leopardi e di Martone, prestando voce e corpo, sul quale si calcifica l'avventura umana e intellettuale del poeta, alla creazione di un personaggio che abbandona la dimensione letteraria, e la valenza di icona della cultura nazionale, per abbracciare a tutto tondo quella umana. Il giovane favoloso è un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione. 5 Giovedì 26 febbraio 2015 MOMMY Di Xavier Dolan. Con Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon, Suzanne Clément Drammatico, dur. 140. - Francia, Canada 2014. - Good Films Festival di Cannes: premio della giuria IL FILM: Diane è una madre single, una donna dal look aggressivo, ancora piacente ma poco capace di gestire la propria vita. Sboccata con scarse capacità di autocontrollo ne subisce le conseguenze. Suo figlio è come lei ma ad un livello patologico, ha una seria malattia mentale che lo rende spesso ingestibile, vittima di impennate di violenza incontrollabili che lo fanno entrare ed uscire da istituti. Nella loro vita, tra un lavoro perso e un improvviso slancio sentimentale, si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente e remissiva che in loro sembra trovare un inaspettato complemento. LA RECENSIONE: Dopo tre film che in un modo o nell'altro mettevano in contrasto madri disamorate con figli bisognosi di comprensione, ora Dolan è passato dall'altra parte della barricata e il risultato ne guadagna. Steve è il meno gestibile dei figli possibili, malato e bisognoso d'affetto e sua madre forse è il soggetto meno indicato per curarlo. Da qui Mommy parte verso i lidi meno prevedibili, perchè nella violenza che caratterizza il loro rapporto lentamente emerge una delle forme d'amore più genuine che si possano immaginare, comunicato senza nessuna sottigliezza, solo urlando e passando per clamorose scenate. Mentre il mondo intorno a loro pensa che si odino, lo spettatore lentamente comprende che non è così. La grande dote del cineasta ragazzino è di immaginare archi narrativi diversi da quelli cui siamo abituati, storie che cercano il coinvolgimento senza ricorrere al consueto ma anzi stimolando curiosità nuove, e di saper condire tutto ciò con una capacità di generare immagini come pochi altri sanno inventare. Giovedì 5 marzo 2015 Giornata internaz. della donna IN GRAZIA DI DIO di Edoardo Winspeare. Con Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis. Amerigo Russo, Angelico Ferrarese, Antonio Carluccio Drammatico, durata 127 min. - Italia 2013. - Good Films IL FILM:Non c’è concorrenza con i cinesi, così una famiglia artigiani tessili è costretta a chiudere la propria fabbrica di fronte ai debiti e alla bancarotta. Mentre l'unico fratello cambia paese assieme alla sua famiglia, le due sorelle tornano dalla madre in campagna, una insegue le sue aspirazioni d'attrice e l'altra che prima si occupava della fabbrica per non essere sormontata dai debiti comincia a lavorare le proprie terre. La figlia di quest'ultima infine, non intende prendere la maturità e vive tutto con atteggiamento futile e superficiale, in contrasto con ogni cosa. LA RECENSIONE: Ci sono 4 donne nell'ultimo film di Edoardo Winspeare e molte situazioni che non si chiuderanno. Il regista riprende i tentativi di Sangue vivo mescolandoli con qualche suggestione di Il miracolo per giungere ad un'inedita sintesi all'insegna di un tipo di cinema europeo estremamente moderno e che rielabora il classicismo della narrazione per mostrare una serie di situazioni senza la minima pretesa di tirarne le fila o scioglierne gli intrecci. Delle sue 4 donne Winspeare ammira incertezze e sicurezze, dubbi e volontà ma soprattutto sembra affascinato dalla maniera in cui 4 caratteri completamente diversi convivano al tempo stesso male e bene, conciliando accordi e disaccordi. Un cinema in grado di annullare le divisioni ideologiche e le banali posizioni di buono o cattivo, bene e male, per giungere a rappresentare il reale per com'è 6 Giovedì 12 marzo 2015 I QUATTROCENTO COLPI di Francois Trouffaut Con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier, Patrick Auffay, Georges Flamant. Drammatico, durata 93 min. - Francia 1959. IL FILM: A trent'anni dalla morte di Truffaut (il 21 ottobre 1984) torna nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut realizzava il film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò la modernità e il talento unico del suo autore e di un adolescente, Jean-Pierre Léaud, destinato ad accompagnare, nei panni di Antoine Doinel, l’avventura cinematografica di François Truffaut LA RECENSIONE: Manifesto della Nouvelle Vague francese, il primo film di Truffaut è un inno alla libertà dell'infanzia, in parte autobiografico, che disegna e descrive le vicende di un bambino, nel quartiere in cui il regista è nato. La forma filmica è immediata, viva, realista, strizza l'occhio a Rossellini, e rappresenta i volti e le vite dei piccoli uomini nelle strade parigine, nelle sue sfaccettature più intime, nei discorsi fra amici che condividono gli stessi luoghi. La poesia dei primi anni dell'esistenza risulta apparentemente rotta dalla coercizione del riformatorio, insieme di rigide regole che dovrebbero indicare la retta via; è però nell'ultima magica sequenza, mostrata secondo dopo secondo nel più classico stile della "Nouvelle Vague", in quella corsa di Doinel verso il mare, che lo sguardo Può finalmente perdersi senza paura verso gli anni dell'età adulta. una sequenza fatta con una carrellata/camera car che fa storia anche della tecnica cinematografica, W A T H E R giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo: Giovedì 19 marzo 2015 WATER LAB 80 rassegna conflitti Water, di Yael Perlov, Nir Sa’Ar e Maya Sarfaty, Yona Rozenkier, Mohammad Bakri, Ahmad Barghouti, Pini Tavger, Tal Haring (Israele/Palestina 2012, 120’) Il film ha aperto la Settimana della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia 2012. Uno straordinario progetto unisce cinque registi israeliani e tre palestinesi in un film che raccoglie sette cortometraggi che raccontano la difficile convivenza di due popoli attraverso il tema dell’acqua, tra documentario e fiction, drammatico e grottesco. Una giovane coppia di Tel Aviv è costretta a condividere la frescura di una fonte con un gruppo di lavoratori palestinesi tra paure ataviche e sprazzi di solidarietà (Still Waters). Un venditore d’acqua palestinese rifornisce pozzi e serbatoi nella zona di Betlemme lasciata all’asciutto dai coloni (The Water Seller). Un soldato israeliano e un contadino palestinese, arrestato per aver violato il coprifuoco annaffiando i propri cocomeri, cercano di addomesticare un’asina (Raz and Raja). Un attore famoso e i suoi figli intrattengono un rapporto singolare con l’anziana vicina di casa, a base di equivoci e gocce di collirio (Eye Drops). Un anziano arabo gestisce una piscina frequentata da famiglie palestinesi e da gruppi di coloni che la fanno da padroni (Kaarem’s Pool). Un soldato israeliano rivive un momento della sua infanzia immaginandosi immerso nella vasca da bagno mentre la madre gli lava i capelli (Drops). Una giovane e timida ebrea ortodossa, destinata al matrimonio combinato, intrattiene una bizzarra conversazione con un idraulico arabo (Now and Forever). NB: Su You tube è visibile un documentario che ho girato in Palestina nel settembre del 2011, La Carovana del diritto all’acqua: https://www.youtube.com/watch?v=bq4u_KgWZ Paolo Rizzi 7 CINEFORUM F.I.C. 2° RASSEGNA 21 EDIZIONE 2014 Multisala Movie Planet Giovedì 15 gennaio Giovedì 22 gennaio Giovedì 29 gennaio Giovedì 5 febbraio Giovedì 12 febbraio Giovedì 19 febbraio Giovedì 26 febbraio Giovedì 5 marzo Giovedì 12 marzo Giovedì 19 marzo BELLINZAGO NOVARESE IL SALE DELLA TERRA Wim Wenders / S. Salgado HANNA ARENDT Von Trotta giornata della memoria THE GERMAN DOCTOR Lucia Puenzo giornata della memoria FUORI SCENA Massimo Donati SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIU’ QUI V.Moroni IL GIOVANE FAVOLOSO Francesco Martone MOMMY Xavier Dolan IN GRAZIA DI DIO E. Winspeare giornata della donna I QUATTROCENTO COLPI Francois Trouffaut WATER reg. palestinesi e israeliani giornata dell’acqua Approfondimenti su www.cineforumilpostodellefragole.it Contatti telefonare al 3405273720 e mail : [email protected] Con tessera FIC dal costo di 7,00 euro valida per 20 film Ingresso soci 4,00 euro Ingressi con biglietto ai non soci 6,50 euro 8