CINEFORUM F.I.C.
e MOVIEPLANETGROUP
2° RASSEGNA 21° EDIZIONE 2014-2015
Proiezioni presso la Multisala Movie Planet
BELLINZAGO NOVARESE
Viale della libertà 231
Inizio delle proiezioni alle ore 21,15
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Biografie cinematografiche
Cari soci e care socie, il primo film di questo nuovo anno solare 2015 si apre con le parole
che Wim Wenders dedica all’arte di Salgado - la fotografia - spiegandone il significato :
photos (dal greco φῶς, -φωτός, luce) e grafia (dal greco γραϕία, disegno). Quindi:
disegnare con la luce.
Vedremo Salgado che col suo bianco e nero per anni ha disegnato il mondo degli umani,
da lui definiti :“Il sale della terra”, viaggiando in tutti i continenti per descrivere il loro
operato, denunciarne gli orrori e l’incoscienza nei confronti del pianeta. Le sue fatiche
approdano all’ultima mostra-progetto Genesi, un messaggio di speranza dedicato al 46%
della terra
ancora vergine. Un messaggio etico ed estetico che ci stimola
all’autocoscienza per ciò che stiamo perdendo. Infine ci dona l’esempio concreto e
rigenerante della sua famiglia impegnata a ripiantare una foresta pluviale.
La fotografia dinamica del cinema ci mostrerà con i successivi due film la “memoria della
Shoah” attraverso due opere, anche loro quasi delle semibiografie. La prima
“Hanna Arendt” è dedicata alla filosofa tedesca il cui lavoro è ben descritto da
wikipedia: “la filosofia (dal greco φιλεῖν (philêin), "amare", e σοφία (sophía),
"sapienza", ossia "amore per la sapienza") è un campo di studi che si pone
domande e riflette sul mondo e sull'uomo, indaga sul senso dell'essere e
dell'esistenza umana”. La regista Margarethe Von Trotta ci mostrerà la
partecipazione della Arendt al processo del burocrate nazista Eichmann:
questo lavoro la porterà con coraggio a scrivere il libro “La banalità del
male” che le inimicherà la comunità ebraica e intellettuale. Seguirà - sempre in tema - il
film della regista argentina Lucia Puenzo che si occuperà di “The German doctor”, il
medico di Auschwitz dott. Mengele rifugiatosi in Sud America e preoccupato di condurre
una vita “normale”. Torneremo in Italia con l’opera “Fuori scena” di Massimo Donati e
Alessandro Leone, che ci aprirà le porte dell’Accademia del Teatro alla Scala per
mostrarci il vitale impegno nello studio dei giovani artisti e artiste di domani, ballerini,
cantanti, scenografi, costumisti. Un altro adolescente, Kiko, un ragazzo con padre italiano
e mamma filippina, sarà il protagonista del nuovo film di Vittorio Moroni : “Se chiudo gli
occhi non sono più qui” è la storia di una crisi adolescenziale con attenzione al tema
dell’abbandono scolastico e alla necessità di trovare una guida amica nei momenti di
difficoltà. Kiko la incontrerà e “comincerà a capire che dai libri non arrivano solo nozioni,
ma possibili risposte alle sue angosce, ai suoi interrogativi più urgenti”. Vi troveremo una
citazione a Giacomo Leopardi con la poesia "Canto notturno di un pastore errante
dell'Asia" che ci introduce al successivo film di Mario Martone: “Il giovane favoloso”, un
Leopardi interpretato magnificamente da Elio Germano. Il film in costume ci racconta la
contemporaneità del pensiero erudito di un ragazzo geniale che abita in un corpo
sofferente e cerca di fuggire da una società chiusa e conformista. Seguirà “Mommy” di
Xavier Dolan,( premio della giuria a Cannes), enfant prodige del cinema contemporaneo
che ci proporrà la storia un ragazzo con disturbi mentali: nella violenza che caratterizza il
rapporto con la madre lentamente emerge una delle forme d'amore più genuine che si
possano immaginare. Una sospensione di 140’ all’interno di un mondo dove non è facile
entrare. Temi complessi, delicatissimi, profondi, gestiti con tatto e rispetto.
Quest’anno affidiamo la giornata della donna alla storia di 4 donne del Salento alle prese
con la riconversione della loro vita e il ritorno ai ritmi del lavoro in campagna: “In grazia di
dio” con la regia di E. Winspeare. Segue, in occasione del 30° della scomparsa di
François Truffaut, il capolavoro della Nouvelle Vague : “I quattrocento colpi”, un grande
classico restaurato nella versione digitale. E’ la storia di Doinel, un ragazzino vivace alle
prese con la vita in riformatorio negli anni ‘60. Concludiamo la seconda rassegna con
un’opera collettiva di registi palestinesi e israeliani, dedicata alla giornata mondiale
dell’acqua . La nostra associazione FIC tramite Lab 80 distribuisce, dopo il passaggio a
Venezia, il film “Water”, per far capire con documentari e storie una delle ragioni
dell’interminabile conflitto in Medioriente. Buona visione!
Paolo Rizzi
(NB la civetta di Minerva è simbolo della filosofia, il suo occhio è il nostro logo)
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Giovedì 15 gennaio 2015
IL SALE DELLA TERRA di Wim Wenders – Sebastiano
Salgado Documentario, durata 100 min. - Brasile, Italia,
Francia 2014. - Officine Ubu
IL FILM: un documentario monumentale, che traccia
l'itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto
da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio
dell'artista, Il sale della terra è un'esperienza estetica
esemplare e potente, un'opera sullo splendore del mondo e
sull'irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Quella
di Salgado è un'epopea fotografica ha esplorato ventisei
paesi e concentrato il mondo in immagini bianche e nere di
una semplicità sublime e una sobrietà brutale. Interrogato
dallo sguardo fuori campo di Wenders e accompagnato sul
campo dal figlio, l'artista si racconta attraverso i reportages
che hanno omaggiato la bellezza del pianeta e gli orrori che
hanno oltraggiato quella dell'uomo. A Wenders concerne
invece la riproduzione dei suoi scatti, che ritrovano energia e
fiducia nella natura, le sue foreste vergini, le terre fredde, le
altezze perenni. Il regista tedesco, converte in cinema le immagini fisse. Wenders rappresenta col
suo cinema la 'forma' dell'idea di cui gli scatti sono portatori. Scatti radicali e icastici che penetrano
le foreste tropicali dell'Amazzonia, del Congo, dell'Indonesia e della Nuova Guinea, attraversano i
ghiacciai dell'Antartide e i deserti dell'Africa, scalano le montagne dell'America, del Cile e della
Siberia. Un viaggio epico quello di Salgado che testimonia l'uomo e la natura, che non smette di
percorrere il mondo e ci permette di approcciare fotograficamente le questioni del territorio, la
maniera dell'uomo di creare o distruggere, le storie di sopraffazione scritte dall'economia, l'effetto
delle nostre azioni sulla natura, intesa sempre come bene comune.
Giovedì 22 gennaio 2015
giornata della memoria
HANNA ARENDT
Di Margarethe von Trotta.
Con Barbara Sukowa, Axel Milberg, Janet McTeer, Julia
Jentsch, Ulrich Noethen. Drammatico, durata 113 min. Germania, Lussemburgo, Francia 2012. – Nexo
IL FILM: Il film ricostruisce un periodo fondamentale della vita
di Hannah Arendt: quello tra il 1960 e il 1964. All'inizio della
vicenda, la cinquantenne intellettuale ebrea - tedesca,
emigrata negli Stati Uniti nel 1940, vive felicemente a New
York con il marito, il poeta e filosofo tedesco Heinrich Blücher.
Ha già pubblicato testi fondamentali di teoria filosofica e
politica, insegna in una prestigiosa Università e vanta una
cerchia di amici intellettuali. Nel 1961, quando il Servizio
Segreto israeliano rapisce il criminale di guerra nazista Adolf
Eichmann, nascosto sotto falsa identità a Buenos Aires, la
Arendt si sente obbligata a seguire il successivo storico
processo che si tiene a Gerusalemme. Nonostante i dubbi di
suo marito, la donna, sostenuta dall'amica scrittrice Mary
McCarthy, chiede e ottiene di essere inviata in loco come
reporter della prestigiosa rivista 'New Yorker'. Hannah nota che Eichman, uno dei gerarchi artefice
dello sterminio degli ebrei nei lager, è un mediocre burocrate, che si dichiara semplice esecutore di
ordini odiosi e, d'altro canto, si sorprende nell'ascoltare testimonianze di sopravvissuti che mettono
in evidenza la condiscendenza dei leader delle comunità ebraiche in Europa, di fronte ai nazisti.
Dai suoi resoconti, e in seguito dal suo libro, "La banalità del male: Eichman a Gerusalemme"
(1963), emerge la controversa teoria per cui proprio l'assenza di radici e di memoria e la mancata
riflessione sulla responsabilità delle proprie azioni criminali farebbero sì che esseri spesso banali
(non persone) si trasformino in autentici agenti del male. Gli amici non riescono a perdonarla per
quegli scritti, mentre lo scandalo si diffonde in Israele e negli USA. La sua Università è fortemente
contrariata, la stampa la attacca, ma il marito, la sua devota allieva tedesca Lotte Köhler e molti
studenti approvano e sostengono l'essenza, apparentemente paradossale, del suo pensiero.
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Giovedì 29 gennaio 2015
giornata della memoria
THE GERMAN DOCTOR
Lucía Puenzo. Con Alex Brendemühl, Natalia Oreiro, Diego
Peretti, Elena Roger, Guillermo Pfening.Drammatico, durata
93 min. - Argentina, Francia, Spagna, Norvegia,
Germania 2013. - Academy2
IL FILM:Un uomo misterioso si aggira per l'Argentina degli
anni Sessanta.. Pur essendo un medico si offre come
veterinario. Quell'uomo è il dottor Josef Mengele, fuggito in
Argentina e inseguito dagli uomini del Mossad, che lo
pedinano da anni senza riuscire ad acciuffarlo, perché
Mengele è maestro nell'infiltrare le piccole comunità dove si
nasconde, spesso con il sostegno di espatriati dalla Germania
nazista ancora devoti al Fuhrer.
LA RECENSIONE Lucía Puenzo, mantiene un controllo saldo
sulla storia evitando ogni sensazionalismo e creando
un'atmosfera ipnotica reminescente di quella che sapeva
suscitare il vero medico di Auschwitz. La sua è la seduzione
(e la banalità) del Male, e Puenzo ci mostra come nessuno ne
sia immune. Il miraggio dell'eugenetica inseguito da Mengele attraverso gli esperimenti umani sia
nei campi di concentramento che durante la sua fuga in Sud America si fonde con quel desiderio di
omologazione, ancora oggi ben presente, che mira ad annientare l'unicità degli individui in favore
di uno standard di perfezione seriale. Lucia Puenzo avanza anche una critica sottile al suo popolo
che ha accolto gli ex criminali nazisti senza porsi troppe domande, spesso diventando complice
della loro fuga dalla giustizia. E guarda allo spettatore dicendo: Che cosa avreste fatto voi? Che
cosa fareste, se succedesse ancora?
Giovedì 5 febbraio 2015
FUORISCENA
Di Massimo Donati, . Documentario,
durata 83 min. - Italia 2013. – experia produzione
IL FILM:Un anno di corsi all'Accademia Teatro alla Scala.
Gli allievi che vi sono stati ammessi, dopo una severa
selezione, sono impegnati in full immersion per tutto il
tempo. La danza, il canto, la scenografia, la concezione e
preparazione dei costumi sono attività a cui si affiancano i
corsi di lingue e le materie previste dalle varie fasce d'età.
Donati e Leone ci accompagnano in un anno di intenso
lavoro e di passione.
LA RECENSIONE:Questo lavoro che, pur svolgendosi
prevalentemente in interni, si preoccupa di ricordarci lo
scorrere del tempo e il divenire delle stagioni che entrano
in sinergia con la crescita degli allievi seguiti nei rispettivi
campi di attività. I ragazzi e le ragazze dicono di sé, ad
esempio, in una video connessione con il padre coreano o
in un breve colloquio con un'anziana cantante che vive
nella Casa di risposo per musicisti Giuseppe Verdi e
vengono colti nel loro rapporto con i docenti grazie alla diretta complicità dei due registi che, lo si
avverte, hanno raggiunto una tale empatia con l'ambiente da riuscire a non far più avvertire la loro
presenza.
Uno dei più giovani studenti viene dalla montagna e alla montagna ritorna quando ci sono i periodi
di vacanza, occupandosi delle mucche e smuovendo il fieno messo ad essiccare. La vocazione
per l'arte che ha dentro non lo ha allontanato dalla vita quotidiana né ha fatto sì che si ritenga
superiore. L'Accademia gli sta dando il modo di sviluppare un talento senza fagocitarlo e questa è
una delle più importanti lezioni che possa ricevere.
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Giovedì 5 febbraio 2015
SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIU’ QUI
di Vittorio Moroni
Con Giorgio Colangeli, Beppe Fiorello, Mark Manaloto, Hazel
Morillo, Vladimir Doda. Drammatico, durata 100 min. Italia 2013. - Maremosso
IL FILM: Sedicenne con una forte passione per l'astronomia,
trasmessagli dal padre, morto in un incidente stradale, Kiko
vive con la madre filippina, Marilou, e il suo nuovo compagno,
Ennio, un caporale che gestisce cantieri edili, sfruttando
manodopera clandestina. A scuola rischia di essere bocciato
per il secondo anno consecutivo e il rapporto con il patrigno,
che lo forza a lavorare come manovale, è quanto mai teso
anche per via dei suoi modi violenti. Un giorno, Kiko incontra
Ettore, un insegnante in pensione sulla sessantina, che gli
dice di essere un vecchio amico del padre e di volerlo aiutare
nello studio. LA RECENSIONE: È la storia di un'adolescenza
tremante quella raccontata da Vittorio Moroni, la cronaca sincera e diretta di un'esistenza incerta,
dispersa nella periferia friulana tra cantieri, scuola e una bar-stazione di benzina in cui, insieme
all'anomala famiglia di Kiko, vive un gruppo di immigrati clandestini. Lavoro di accensioni e di
inganni, di incontri e scontri, Se chiudo gli occhi non sono più qui si interroga su temi abnormi quali
la solitudine dell'uomo di fronte all'universo (apertamente citato il Giacomo Leopardi di "Canto
notturno di un pastore errante dell'Asia"), il bisogno di redenzione insito nel carattere umano,
l'importanza di avere una guida nel momento cruciale della crescita.
Giovedì 19 febbraio 2015
IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone.
Con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo
Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
Biografico, durata:137 min. - Italia 2014. - 01 Distribution
IL FILM Il giovane favoloso inizia con la visione di tre bambini
che giocano dietro una siepe, nel giardino di una casa
austera. Sono i fratelli Leopardi, e la siepe è una di quelle
oltre le quali Giacomo cercherà di gettare lo sguardo,
trattenuto nel suo anelito di vita e di poesia da un padre
severo e convinto che il destino dei figli fosse quello di
dedicarsi allo "studio matto e disperatissimo" nella biblioteca
di famiglia, senza mai confrontarsi con il mondo esterno.
Attraverso un salto temporale, ritroviamo Leopardi a Firenze,
dove avvengono gli incontri con l'amata Fanny e con l'amico
Antonio Ranieri. È del periodo fiorentino anche il confronto
con la società intellettuale dell'epoca, che invece di cogliere la
capacità visionaria di Leopardi in termini di grandezza
artistica ne intuiscono la pericolosità in termini "politici. L'atto
conclusivo, dopo una breve sosta a Roma, si svolge a Napoli, città per cui Martone prova un
trasporto emotivo evidente nel rinnovato vigore delle immagini. Martone racconta un Leopardi
vulnerabile e struggente, dalla salute cagionevole e l'animo fragile, ma dalla grande lucidità
intellettuale e l'infinita ironia. Elio Germano "triangola" brillantemente con le sensibilità di Leopardi
e di Martone, prestando voce e corpo, sul quale si calcifica l'avventura umana e intellettuale del
poeta, alla creazione di un personaggio che abbandona la dimensione letteraria, e la valenza di
icona della cultura nazionale, per abbracciare a tutto tondo quella umana.
Il giovane favoloso è un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori
del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione.
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Giovedì 26 febbraio 2015
MOMMY
Di Xavier Dolan.
Con Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon, Suzanne Clément
Drammatico, dur. 140. - Francia, Canada 2014. - Good Films
Festival di Cannes: premio della giuria
IL FILM: Diane è una madre single, una donna dal look
aggressivo, ancora piacente ma poco capace di gestire la
propria vita. Sboccata con scarse capacità di autocontrollo
ne subisce le conseguenze. Suo figlio è come lei ma ad un
livello patologico, ha una seria malattia mentale che lo rende
spesso ingestibile, vittima di impennate di violenza
incontrollabili che lo fanno entrare ed uscire da istituti. Nella
loro vita, tra un lavoro perso e un improvviso slancio
sentimentale, si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente e
remissiva che in loro sembra trovare un inaspettato
complemento.
LA RECENSIONE: Dopo tre film che in un modo o nell'altro
mettevano in contrasto madri disamorate con figli bisognosi di
comprensione, ora Dolan è passato dall'altra parte della barricata e il risultato ne guadagna. Steve
è il meno gestibile dei figli possibili, malato e bisognoso d'affetto e sua madre forse è il soggetto
meno indicato per curarlo. Da qui Mommy parte verso i lidi meno prevedibili, perchè nella violenza
che caratterizza il loro rapporto lentamente emerge una delle forme d'amore più genuine che si
possano immaginare, comunicato senza nessuna sottigliezza, solo urlando e passando per
clamorose scenate. Mentre il mondo intorno a loro pensa che si odino, lo spettatore lentamente
comprende che non è così. La grande dote del cineasta ragazzino è di immaginare archi narrativi
diversi da quelli cui siamo abituati, storie che cercano il coinvolgimento senza ricorrere al consueto
ma anzi stimolando curiosità nuove, e di saper condire tutto ciò con una capacità di generare
immagini come pochi altri sanno inventare.
Giovedì 5 marzo 2015 Giornata internaz. della donna
IN GRAZIA DI DIO
di Edoardo Winspeare.
Con Celeste
Casciaro, Laura
Licchetta, Gustavo
Caputo, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis. Amerigo
Russo, Angelico Ferrarese, Antonio Carluccio
Drammatico, durata 127 min. - Italia 2013. - Good Films
IL FILM:Non c’è concorrenza con i cinesi, così una famiglia
artigiani tessili è costretta a chiudere la propria fabbrica di
fronte ai debiti e alla bancarotta. Mentre l'unico fratello cambia
paese assieme alla sua famiglia, le due sorelle tornano dalla
madre in campagna, una insegue le sue aspirazioni d'attrice e
l'altra che prima si occupava della fabbrica per non essere
sormontata dai debiti comincia a lavorare le proprie terre. La
figlia di quest'ultima infine, non intende prendere la maturità e
vive tutto con atteggiamento futile e superficiale, in contrasto
con ogni cosa.
LA RECENSIONE: Ci sono 4 donne
nell'ultimo film di Edoardo Winspeare e molte situazioni che
non si chiuderanno. Il regista riprende i tentativi di Sangue
vivo mescolandoli con qualche suggestione di Il miracolo per
giungere ad un'inedita sintesi all'insegna di un tipo di cinema europeo estremamente moderno e
che rielabora il classicismo della narrazione per mostrare una serie di situazioni senza la minima
pretesa di tirarne le fila o scioglierne gli intrecci. Delle sue 4 donne Winspeare ammira incertezze e
sicurezze, dubbi e volontà ma soprattutto sembra affascinato dalla maniera in cui 4 caratteri
completamente diversi convivano al tempo stesso male e bene, conciliando accordi e disaccordi.
Un cinema in grado di annullare le divisioni ideologiche e le banali posizioni di buono o cattivo,
bene e male, per giungere a rappresentare il reale per com'è
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Giovedì 12 marzo 2015
I QUATTROCENTO COLPI
di
Francois
Trouffaut
Con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire
Maurier, Patrick Auffay, Georges Flamant.
Drammatico,
durata 93 min. - Francia 1959.
IL FILM: A trent'anni dalla morte di Truffaut (il 21 ottobre
1984) torna nei cinema italiani, distribuita dalla Cineteca di
Bologna in collaborazione con BIM, la versione restaurata
da Mk2 del film con cui il 27enne François Truffaut
realizzava il film-manifesto della Nouvelle Vague che rivelò
la modernità e il talento unico del suo autore e di un
adolescente,
Jean-Pierre
Léaud,
destinato
ad
accompagnare, nei panni di Antoine Doinel, l’avventura
cinematografica di François Truffaut
LA RECENSIONE: Manifesto della Nouvelle Vague francese,
il primo film di Truffaut è un inno alla libertà dell'infanzia, in
parte autobiografico, che disegna e descrive le vicende di un
bambino, nel quartiere in cui il regista è nato. La forma filmica
è immediata, viva, realista, strizza l'occhio a Rossellini, e rappresenta i volti e le vite dei piccoli
uomini nelle strade parigine, nelle sue sfaccettature più intime, nei discorsi fra amici che
condividono gli stessi luoghi. La poesia dei primi anni dell'esistenza risulta apparentemente rotta
dalla coercizione del riformatorio, insieme di rigide regole che dovrebbero indicare la retta via; è
però nell'ultima magica sequenza, mostrata secondo dopo secondo nel più classico stile della
"Nouvelle Vague", in quella corsa di Doinel verso il mare, che lo sguardo Può finalmente perdersi
senza paura verso gli anni dell'età adulta. una sequenza fatta con una carrellata/camera
car che fa storia anche della tecnica cinematografica,
W A T H E R
giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo:
Giovedì 19 marzo 2015
WATER
LAB 80 rassegna conflitti
Water, di Yael Perlov, Nir Sa’Ar e Maya Sarfaty, Yona
Rozenkier, Mohammad Bakri, Ahmad Barghouti, Pini
Tavger, Tal Haring (Israele/Palestina 2012, 120’)
Il film ha aperto la Settimana della Critica alla Mostra del
Cinema di Venezia 2012.
Uno straordinario progetto unisce cinque registi israeliani e
tre palestinesi in un film che raccoglie sette cortometraggi
che raccontano la difficile convivenza di due popoli
attraverso il tema dell’acqua, tra documentario e fiction,
drammatico e grottesco.
Una giovane coppia di Tel Aviv è costretta a condividere la frescura di una fonte con un gruppo di
lavoratori palestinesi tra paure ataviche e sprazzi di solidarietà (Still Waters). Un venditore d’acqua
palestinese rifornisce pozzi e serbatoi nella zona di Betlemme lasciata all’asciutto dai coloni (The
Water Seller). Un soldato israeliano e un contadino palestinese, arrestato per aver violato il
coprifuoco annaffiando i propri cocomeri, cercano di addomesticare un’asina (Raz and Raja).
Un attore famoso e i suoi figli intrattengono un rapporto singolare con l’anziana vicina di casa, a
base di equivoci e gocce di collirio (Eye Drops). Un anziano arabo gestisce una piscina frequentata
da famiglie palestinesi e da gruppi di coloni che la fanno da padroni (Kaarem’s Pool). Un soldato
israeliano rivive un momento della sua infanzia immaginandosi immerso nella vasca da bagno
mentre la madre gli lava i capelli (Drops). Una giovane e timida ebrea ortodossa, destinata al
matrimonio combinato, intrattiene una bizzarra conversazione con un idraulico arabo (Now and
Forever).
NB: Su You tube è visibile un documentario che ho girato in Palestina nel settembre del 2011, La
Carovana del diritto all’acqua: https://www.youtube.com/watch?v=bq4u_KgWZ Paolo Rizzi
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CINEFORUM F.I.C.
2° RASSEGNA 21 EDIZIONE 2014
Multisala Movie Planet
Giovedì 15 gennaio
Giovedì 22 gennaio
Giovedì 29 gennaio
Giovedì 5 febbraio
Giovedì 12 febbraio
Giovedì 19 febbraio
Giovedì 26 febbraio
Giovedì 5 marzo
Giovedì 12 marzo
Giovedì 19 marzo
BELLINZAGO NOVARESE
IL SALE DELLA TERRA Wim Wenders / S. Salgado
HANNA ARENDT
Von Trotta giornata della memoria
THE GERMAN DOCTOR Lucia Puenzo giornata della memoria
FUORI SCENA
Massimo Donati
SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIU’ QUI V.Moroni
IL GIOVANE FAVOLOSO Francesco Martone
MOMMY
Xavier Dolan
IN GRAZIA DI DIO
E. Winspeare giornata della donna
I QUATTROCENTO COLPI
Francois Trouffaut
WATER
reg. palestinesi e israeliani giornata dell’acqua
Approfondimenti su
www.cineforumilpostodellefragole.it
Contatti telefonare al 3405273720
e mail : [email protected]
Con tessera FIC dal costo di 7,00 euro valida per 20 film Ingresso soci 4,00 euro
Ingressi con biglietto ai non soci 6,50 euro
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21 ediz. opuscolo 2 RASSEGNA - Il cineforum "Il posto delle fragole"