1 28 gennaio 1998 ore 3.46 Nicola: “Mamma, ti chiamo a scrivere quando il tuo pensiero, il tuo cuore, tutto il tuo essere è proteso verso lo stato dolorosissimo ed incerto della malattia di zia Cenzina. Ma questa tua adesione ti mette in sintonia col Nostro amore infinito e contribuisce ad una soluzione più sollecita che vedrà il trionfo della volontà santa del Padre di cui Io, Nicola, sono il portavoce. Ieri, mamma, il tuo cuore è stato inondato da una gioia incontenibile. Dalla stessa bocca di Padre Raffaele hai saputo come la Parrocchia di Trieste dei servi di Maria, in una revisione totale del loro atteggiamento che ha visto lo stesso, fatto oggetto per tantissimi anni di un ostracismo assurdo, abbia accolto il martire con tutti gli onori e riconsegnato a lui l’onore dell’altare. Oggi Padre Raffaele celebra anche due messe al giorno, mentre tante anime accorrono a lui chiedendo implorazione ed aiuto. Il tuo cuore è stato doppiamente felice per il martire che aveva seguito la strada della umiliazione, del nascondimento e dell’obbedienza passiva, e per me, perché ne sono stato l’artefice, preposto dalla stessa Mamma di cui Padre Raffaele è il servo fedele. Maria SS.ma stessa nel viaggio di ritorno da Medjugorje e proprio a Loreto ti aveva rivelato come fosse passato per Padre Raffaele il lungo periodo di sofferenze e fosse iniziato quello della gioia, perché mentre la sua implorazione al Padre sarebbe stata sempre più potente, sarebbero cessati i segni esteriori di sofferenza fisica a causa dei quali era stato allontanato dall’altare. Tu conosci, mamma, le varie fasi di lotta, di sofferenza fisica, di attacchi satanici di cui Padre Raffaele era fatto segno dall’inferno tutto, solo quel poco che Io ti rivelavo perché mi era indispensabile il tuo aiuto vivo e reale e di questo Maria SS.ma ti è riconoscente, ma la realtà del Nostro intervento di protezione e della sua patita e sofferta adesione a quel sì pronunciato quando era ancora diacono, solo lui la conosce e tutto il Cielo. Ora, Padre Raffaele, libero come il vento dello Spirito si appresta a seminare ed a raccogliere, nello stesso tempo, i frutti dell’intenso patire come il Cristo, che sull’altare rinnova continuamente la Sua offerta non più cruenta ma di propiziazione per il Suo popolo che da Lui solo aspetta la salvezza. Mamma, apriti anche tu ad una fede più grande, e non temere mai, perché Io sono con te ed in te”. 30 gennaio 1998 ore 3.22 Nicola: “Mamma giornata tormentata quella di ieri; eppure non sono mancati brevi sprazzi di luce che ti impedivano di essere presa e stretta nelle spire del tuo nemico. Oh, come grande e benefica per te la preghiera notturna che ristabilisce l’equilibrio infranto spingendoti pentita tra le braccia del Padre! Allora, il dolore vivo che tu provi per aver ferito Gesù stesso presente nel cuore dei tuoi fratelli, si trasforma in purificazione e giubilo per il perdono ottenuto. Allora Padre Raffaele non temerà di assolverti per i peccati che non conosce perché il dolore li ha tutti mondati. Mamma, mammuzza mia, tu non puoi accontentarti di atti di pietà approssimativi perché fai parte attiva di avvenimenti eccezionali che ti coinvolgono, di cui Io, tuo figlio sono il postulatore. Ogni giorno, è un giorno nuovo per te pieno di luci nuove, di conquiste nuove, ma anche di lotte, di cadute e di riprese. Dona a tutti gioia con generosità, non scoraggiarti per le incomprensioni, ma vai sempre avanti, man mano ti dirò cosa chiederti. Senti presente Padre Raffaele che ti dà forza e non temere mai, mamma, perché più che mai ti sono vicino con Padre Pio e il Cielo tutto”. 2 febbraio 1998 ore 6.32 Nicola: “Mamma, scrivi, oggi ti chiamo a testimoniare un miracolo”. Pina: Circa un mese fa mia cognata Cenzina è stata nostra ospite per qualche giorno. Non la vedevo da tempo e sono stata colpita dalla sua magrezza, pesava poco più di quaranta chili, aveva le estremità gonfie, respirava con la bombola di ossigeno, si nutriva pochissimo e cadeva improvvisamente in un torpore da cui a stento, si riusciva a svegliarla. Il quadro anche all’occhio meno critico era allarmante. La rivedo ad Alatri il 6 gennaio e la situazione non era migliorata nonostante fosse sotto controllo di medici che la seguivano da tempo. Maria Tecla, la figlia, anch’essa medico, molto preoccupata aveva contattato un primario del Gemelli che avrebbe dovuto visitare la madre il mercoledì 14 gennaio. 2 La mattina dell’11, era venuta a trovarmi Caterina col marito ed il piccolo Daniele e mi ero trattenuta con loro fino alle due. Nel pomeriggio mi concedo un breve riposo, quando mi sento svegliare da Nicola che, con tono perentorio, mi dice di rintracciare Maria Tecla, che era in clinica, e dirle testualmente di partire per Alatri, prendere la madre e la mattina seguente presentarsi al pronto-soccorso del Gemelli, perché non c’era più tempo essendo la madre gravissima ed in questo modo ricoverarla. Maria Tecla si attiene perfettamente al comando di Nicola avvertendo il primario che sposta la visita la sera stessa del giorno 11, confermando come la madre fosse gravissima al punto tale da temere che non potesse arrivare neppure all’ospedale. Il 16 alle quattro del mattino, dopo una notte di preghiera, Nicola stesso mi spinge a scrivere il seguente messaggio alla cugina. Nicola: “Maria Tecla, ho implorato per te la misericordia del Padre e sono venuto in tuo aiuto. Tua madre ti sarà resa perfettamente guarita e così la tua anima perché tu possa serenamente e coscientemente aprirti alla nuova vita che ti attende. Voglimi bene come io te ne voglio”. Tuo cugino Nicola. Gli avvenimenti al Gemelli si susseguono con ritmo accelerato e Cenzina è sempre oggetto di grandi preoccupazioni. I medici non sanno più cosa fare, si teme la fine da un momento all’altro; sembra proprio che le forze del Male si siano accanite su quel povero corpo. Il giorno 18 alle 9,05 ancora Nicola mi fa scrivere: ”Rincuora Maria Tecla, ogni parola che tu scrivi è legge e comando per le forze del Male e tutto fa parte del nostro disegno d’amore”. Giorgio è con me, vive la tragedia della moglie e della figlia in un primo tempo come chi, colpito alla testa, stordito per il gran dolore non si rende conto di niente. In un secondo momento entra nella realtà, si ricorda che Dio è amore, comincia ad accostarsi ai messaggi di Nicola alla figlia; Giorgio Frongia s’insinua nel suo animo con la testimonianza di tutta la sua vita, ma l’attesa è sempre drammatica. I medici del Gemelli spediscono l’ammalata al Forlanini. Il polmone d’acciaio, ultima speranza, non funziona, manca di un pezzo che richiesto è montato senza alcun controllo perché non c'è tempo: Cenzina è moribonda. Ed all’improvviso tutto va per il meglio, ogni atto, come da copione, segue i ritmi ed il tempo prestabiliti. Nicola il 28 alle tre di notte si fa vivo e conferma ancora una volta la soluzione positiva del suo costante intervento amoroso. Già il 30 si vedono i primi risultati positivi; i medici cominciano ad essere ottimisti. Si delinea il miracolo nella sua eccezionalità ed è un tripudio di gioia. Ieri, 1febbraio, vado in ospedale e trovo Cenzina serena, lucidissima, perfettamente sgonfia. La conversazione si snoda piena di gioia, mi prega di ringraziare Nicola, mi chiede di Padre Raffaele sapendo che le sue preghiere sono state determinanti. Maria Tecla è raggiante, così Giorgio. Grazie, Nicola mio, grazie a te a Padre Pio, a Maria SS.ma, a Gesù al Cielo tutto. Grazie ancora, grazie sempre. 2 febbraio 1998 ore 9.05 Nicola: “Ora ti porterò a leggere con i miei occhi la diagnosi di un miracolo. Il miracolo è un atto isolato nella vita di un uomo che, nell’angoscia di una sofferenza, invoca il Padre e chiede aiuto, ed il Padre, nel Suo amore infinito, dimentica l’offesa e si piega pietoso in suo soccorso. Ecco perché ti avevo fatto scrivere che il nostro primo passo è quello di implorare per voi la misericordia del Padre e che solo in un secondo tempo siamo noi stessi a gestirlo. Ma in ciascuno di voi quali i riflessi, quale l’accoglienza, quali i frutti di questo dono meraviglioso, che partendo dal Padre si realizza attraverso il nostro intenso operare, che è solo amore puro, non più soggetto ai limiti dell’umano? Sì, primo punto di partenza è la fede. Ma non la fede come voi ancora viventi credete di possedere, ma come la vediamo Noi, immersi nella luce del vero. Gesù: tu credi che Io possa guarirti? ed alla risposta affermativa, Vai, la tua fede ti ha salvato. Come l’hai recepito tu, mamma? In piena totalità di spirito, mentre la gioia più grande invadeva il tuo cuore, o costretta a difenderlo nei miei fratelli, ti sentivi oppressa e triste, mentre remore lontane smorzavano il tuo slancio? E Maria che pur essendo felice per Cenzina, per zio Giorgio, per Tecla che amava, si chiudeva come un riccio per proteggere se stessa e i suoi punti di vista, rifugiandosi in un mondo che crede le dia quella gioia che solo un atto di umiltà le darebbe? 3 E Antonella, che ieri, nella constatazione reale del miracolo eclatante del marito, (mi aveva accompagnato al Forlanini), ne torna ancora più disperata in un rifiuto-accettazione, mentre la verità che la incalza troverebbe il suo giusto epilogo in un atto di umiltà e di coraggio? E Padre Raffaele, l’asceta così in alto nella spiritualità raggiunta, che non trova la sintonia indispensabile con la proclamazione di un miracolo strepitoso, che pure non riesce a negare, perché anche lui ne fa parte e si accontenta delle coccole di Anna Maria, che più aperta di tutti voi, arriva là dove tu mamma ancora non sei arrivata? E l’elenco potrebbe continuare all’infinito per ciascuna anima, capolavoro unico ed irripetibile, la quale aderisce al dono in maniera particolarissima ed unica, perché non confondibile con nessun’altra creatura partorita dall’amore infinito del Padre. Mamma, ricordi che ti dicevo che in Cielo anche se milioni e milioni di beati portano il mio nome, io sono Nicola, non confondibile con nessun altro, come tu sei Pina e così Filippo e via dicendo? Ecco perché se un’anima si danna, per il Padre che l’ha creata in un atto d’amore, è come se perdesse l’unico figlio”. 4 febbraio 1998 ore 8.15 Nicola: ”Mamma, mentre Bossi, in nome di Maroni, reclama i diritti come deputato del Parlamento italiano, rappresentante legittimo della Nazione italiana, libera, indipendente ed inscindibile nella sua unità, ne tradisce la costituzione cui aveva giurato fedeltà nelle mani del Presidente. Grave, gravissimo atto di tradimento che se fosse stato perpetrato in tempo di guerra, li avrebbe portati immediatamente davanti al plotone di esecuzione. Grave, grave responsabilità dei politici che pure erano a custodia dell’unità di un popolo che a loro avevano affidato la salvaguardia dell’unità della Nazione. I miei lumi, i miei richiami, testimoniati da inviti pressanti, attraverso messaggi indirizzati a Buttiglione non sono stati ascoltati. Il dovere si compie sino in fondo a costo della propria vita, perché al vostro sì, è legata la sorte di tantissime anime. Adesso non vi resta che supplicare il Padre che ha donato tutta la Sua potenza di liberazione a Maria SS.ma che vostra Condottiera, grandi cose opera in vostro favore”. 7 febbraio 1998 ore 8.20 Nicola: ”Sì, scrivi, Mamma a Padre Giovanni dei Servi di Maria di Monte Berico al quale è legato un disegno ancora più grande, che io ti rivelerò passo passo. A me occorre la vostra adesione totale; i tempi sono maturi ed ogni vostra perplessità o dubbio intralcia il nostro operato”. Reverendo Padre Giovanni, sono Pina Reina di Roma e le scrivo dietro suggerimento di Nicola. Accludo alla presente tre lettere che dalla data testimoniano il periodo in cui sono state scritte ed inviate fedelmente ai destinatari. Ancora Nicola non era presente in questo disegno d'infinito amore del Padre che si serviva di me, piccolo strumento per arrivare con lettere personalissime ai Suoi figli in difficoltà. La ringrazio per il tempo che mi dedica e la fiducia che mi dimostra. Qualora desiderasse avere anche l’ultimo libro di Nicola, che dovrebbe la tipografia consegnarmi tra qualche giorno, glielo spedirò. Mi ricordi nell’Offerta del S.Sacrificio. Con simpatia. Pina Reina. 8 febbraio 1998 ore 16.20 Mia cara Lorenza, Avrei voluto rispondere alla tua lettera del 29 gennaio a stretto giro di posta, ma mi è stato impossibile per motivi non molto lieti, ma l’intervento rapidissimo ed amorosissimo di Nicola oggi mi fa ripetere: grazie Nicola portavoce di Gesù e di Maria SS.ma, tua madre ti vuole tanto bene, e ti dice grazie. Ma ora sono tutta protesa verso la tua anima in pena, nel vivo desiderio di comunicarti la gioia che la tua lettera mi ha procurato. Una linfa nuova ha pervaso il tuo spirito, forse ancora non te ne accorgi, ma essa scorre benefica e lava, rinnova, sana, placa il dolore vivo. È come l’unguento prezioso sulle ferite che se ancora sanguinano pure ne avvertono il ristoro e spingono il tuo spirito verso orizzonti sereni e pieni di luce. Non passerà molto e voltandoti indietro dirai: oh come accidentato, brutto e pieno di insidie e pericoli, quel percorso! 4 Ma col tuo aiuto, Nicola amico mio, ce lo ho fatta, sono stata brava, nevvero? Ma adesso non lasciarmi più, perché devo correre per recuperare il tempo perduto. E Nicola ti risponderà: “Non sai Lorenza che anch’io ho dovuto correre, per recuperare il tempo perduto? Anch’io ho dovuto recidere lacci in una sofferenza d’amore inaudita ed erano legami santi ma che mi tenevano legato alla terra mentre un richiamo possente mi invitava a salire ed andare incontro alla luce”. Non temere, Lorenza, Dio non si lascia vincere in generosità ed avrai quello che il tuo cuore desidera. Ancora di una cosa voglio rassicurarti, ogni parola, ogni verità di cui è pieno il libro di Nicola, parte dal Cuore del Padre, dal Cuore di Gesù, egli ne è il portavoce fedele. Nicola è il capolavoro di Maria SS.ma. La verità non contraddice mai se stessa, ma lo Spirito Santo l’amplifica e la rende più consona alle nostre esigenze di oggi. Ti manderò gli altri libri e ti accorgerai come essi, man mano che li porti alla conoscenza del tuo spirito ti renderanno più forte nella fede e quindi più felice. Adesso smetto pregandoti di abbracciarmi la tanto cara Santina, mentre io ti stringo al mio cuore con affetto. Pina. Roma 8 febbraio 1998 ore 17.08 Mia cara Alfonsa, Ho tra le mani la tua lettera del 4 febbraio e una enorme tristezza ha invaso il mio cuore per te mamma che soffri per la tua Cristina come solo un’altra mamma può capire. Ma in te c’è una luce nuova. Mi dici che credi fermamente in Nicola. Questo apre il mio cuore ad una speranza; io so che Nicola non delude mai chi a lui si affida. Non penso sia saggio ricorrere alla forza e Nicola me ne dà conferma. Sarebbe come infrangere un rapporto d’amore che ti lega a tua figlia, è come tradirla, mentre è proprio l’amore che salva. L’amore tuo verso Dio, l’amore del Padre verso la creatura che ha generato in un atto di amore, l’amore di Gesù che per lei si è offerto vittima di espiazione. E la Madre dove la metti? Non è Maria la Madre SS.ma di Gesù che pur di salvare Cristina, te, me, ogni figlio generato dal suo amore, offre il suo unico figlio in un olocausto totale al Padre, su di un legno di Croce? Ascoltami Alfonsa, per la potenza di Dio non esiste nessun male inguaribile, ha bisogno solo della nostra fede. Vai, la tua fede ti ha salvato, dice Gesù ai tanti ammalati. Il Vangelo ne è pieno. Vieni tu sola a trovarmi, e Nicola ci consiglierà concretamente. Intanto ti mando Nicola come balsamo al tuo dolore di madre. Pina Reina. 11 febbraio 1998 ore 6.00 Nicola: ”Mamma l’altro giorno ti sei chiesta se Padre Raffaele, ora che è stato reintegrato a pieno titolo nell’ordine dei Servi di Maria, ne vestirà l’abito oppure tornerà a vestire gli abiti secolari come era partito da Roma. Ti chiarirò anche questo problema, che a prima vista potrebbe sembrare di secondaria importanza, ma non è così. Padre Raffaele a Monte Berico, dove si apprestava a diventare sacerdote faceva già parte dell’ordine dei Servi di Maria e proprio a Maria SS.ma di Monte Berico aveva promesso fedeltà assoluta. È stato lì, che ancora diacono, sente l’invito di Gesù e della fusione dei due SS.mi nomi: Gesù e Maria ne fa il suo programma di vita, cui mai è venuto meno. Se ha smesso l’abito che lo distingueva dagli altri ordini e che per tanto tempo ha portato con amore, dignità e fedeltà assoluta non è certo imputabile alla sua persona. Ora, in una revisione totale del loro operato i suoi superiori e confratelli lo riabbracciano in un tripudio di gioia. Oh sì, Padre Raffaele sarà felice di riportare il suo saio, ma i tempi sono cambiati. L’abito sacerdotale è indispensabile quando si presenta ad una autorità ecclesiastica o ad una Parrocchia qualsiasi, ed è come il distintivo per le forze dell’ordine, non così tra il popolo di oggi fortemente laicizzato, che vede nel sacerdote il nemico da combattere. Come vedi, mamma, la medaglia ha due facciate. Come regolarsi? Padre Raffaele, cui non manca lo spirito di discernimento, saprà regolarsi volta per volta; a te eseguire passo passo i miei comandi che vi portano immuni da ogni pericolo, verso la luce. Messaggio di Madre Elisa: Davanti al Signore siamo tutti uguali, non ci sono divise, ognuno verrà giudicato secondo i talenti ricevuti e questo vale per coloro che indossano indegnamente l’abito da suora o sacerdotale. 5 13 febbraio 1998 ore 4.45 Nicola: ”Mamma, ti stai chiedendo se partire per il Veneto in treno o in macchina. Mamma, per chi ha fede il mezzo non ha importanza tanto più se sono io che vi mando. Cosa pensi che non accompagnerò lo stesso Maria, che va in gita di piacere? Mamma perché dubiti, perché mi fai soffrire? Sì, è per te il messaggio dettato a Lidia il 30 luglio del ‘96: in te coabita la SS.ma Trinità. Lo scopo era doppio, confermare te, che uscivi da un lungo periodo di torpore e spingere lei alle prese con attacchi sempre più invadenti ad accettarmi in te quale unica fonte di verità. Mamma, ieri Maria Tecla senza mezzi termini ti ha detto della gravità del male che ha colpito i tuoi occhi; glaucoma cronico semplice, il cui limite massimo è stato stravolto, addirittura raddoppiato (18 il limite massimo ancora controllabile, oggi 32 occhio sx, 30 occhio dx), come dire condannata a breve scadenza alla cecità. Il tuo spirito è rimasto non solo sereno ma addirittura gioioso e rivolgendoti a me hai detto: Nicolù se ti occorro perché è chiaro non posso né scrivere né leggere senza occhi, allora guariscimi, se invece la mia cecità rientra nel piano di purificazione di Dio, allora ti dico Eccomi Signore. Mamma, Dio Padre ha gradito la tua offerta e festante ti benedice”. 13 febbraio 1998 ore 7.00 Mamma, sono costretto a mettere assieme vari argomenti che andrebbero al contrario fissati nel momento in cui te li comunico, ma debbo approfittare del poco spazio di tempo che mi dedichi, perché non vadano perduti. L’altra sera A.M. sentiva avversione e sofferenza per i messaggi di Lidia, mentre in te una voce subdola ti spingeva a conservarli perché provenienti dal Cielo; ti sei però ricordata che non avevi bisogno di estranei e bastava che ti rivolgessi a me, tuo figlio. Ti chiarii che tu avevi già fatto quello che dovevi fare e nella maniera consigliata dal Vescovo; spettava ora solo a lei, trarne le conseguenze, in piena libertà di spirito. Hai ripetuto con amore e con chiarezza quello che io ti suggerivo di dire perché si fosse liberata dalla catena che la legava al nemico. Ti ho chiarito come dannosi e apportatori di turbamento sono i messaggi di un’anima così presa nelle spire dell’invidioso e che il distruggerli è un bene, così come avviene per un unguento salutare e prezioso che può trasformarsi in elemento apportatore di male se incapsulato in un involucro contaminato. Ora sai quello che devi fare: distruggerli. Grazie mamma. 15 febbraio 1998 ore 3.45 Nicola: “Mamma scrivi: Sì, i tuoi occhi sono gravemente malati e la tua vista è in pericolo. A questa notizia con slancio hai accettato ed offerto questa infermità fino alle estreme conseguenze ed il Padre la ha gradita benedicendoti. Ma attenta, mamma, non crogiolarti in essa come se tu fossi già una vincitrice perché, al contrario, potresti essere una perdente. Non è facile gestire alla tua età una menomazione così grande e tu non sei abituata alla sofferenza fisica. Vedi, come i lacci del seduttore sono sempre pronti per agganciarvi? Adesso, con umiltà, ripeti al tuo Gesù: sono malata, guariscimi, Gesù mio. Non dimenticare che Gesù nella salita al Calvario non rifiutò l’aiuto del Cireneo, anzi, riconoscente, lo gratificò di infinite grazie facendo di lui un apostolo dell’ultima ora”. 16 febbraio 1998 ore 10.00 Nicola: “Mamma scrivi: Caro Dottore, visto che il protagonista principale della mia stupenda avventura è proprio mio figlio, chiedo a lui di suggerirmi le parole convincenti per arrivare al suo cuore. Sì, la fede è proprio come un piccolo chicco di grano che a suo tempo interrato, aspetta paziente ed umile che la stagione propizia, dopo varie fasi di crescita affidate al coltivatore solerte, gli conceda la gioia di frutti abbondanti. È proprio l’autore della vita che pone quel piccolissimo seme in ciascun uomo, a noi spetta il compito di custodirlo, seguirlo nella sua crescita, togliere le erbacce che vorrebbero soffocarlo e fiduciosi attendere la mietitura che ci ricompenserà del nostro incessante lavoro. 6 I suoi tanti perché non trovano la risposta che placa il suo spirito e lei continua a cercare conferme in altri spiriti che, tormentati dalla stessa angoscia, non più capaci di vederla semplicemente nel mondo visibile che li circonda, affondano sempre più nella scienza umana che pasce il loro orgoglio. Lei ama Anna Maria ma in lei ama proprio quello che non riesce a raggiungere, quella freschezza, quella purezza che le lascia intravedere orizzonti non ancora esplorati. Attratto e sempre più dolorosamente respinto. Si è mai chiesto come mai spiriti intelligenti ed evoluti si commuovono davanti ad un fiorellino o ad un ciuffetto di erba, che riesce a spaccare e a nutrirsi di pochissimo umore nell’asfalto cittadino di una grande metropoli? Lei gira, gira attorno alla mela proibita che per fortuna non è quella fatidica che ha perso Eva, ma il desiderio del possesso del Bene Infinito che in Anna Maria intravede e che brama raggiungere. Ci rivedremo ancora? Non so! C’è anche su di lei un disegno che parte da Nicola. Per adesso rimandiamo tutto alla prossima puntata; gli elisir di lunga vita vanno bevuti a piccoli sorsi. Grazie dottore. Pina Reina. 19 febbraio 1998 ore 1.45 Nicola: ”Mammuzza, i tuoi occhi malati non servono solo per leggere e scrivere i miei messaggi, ma anche per piangere di dolore, quando ti accorgi di aver ferito il tuo Gesù, o di gioia quando il tuo spirito da me illuminato recepisce e scorge negli avvenimenti che si susseguono nello scacchiere mondiale, le varie fasi di conquista della Mamma che vi porta all’imminente vittoria. Al Suo servizio, anime forti e fedelissime avanzano fendendo le tenebre. Esse, attratte e guidate dalla forza trainante di Papa Wojtjla, La seguono senza chiedersi il perché. A volte a vittoria avvenuta, con gioioso stupore si chiedono come ciò si sia potuto realizzare e non sanno che anch’esse sono artefici di tanto imprevedibile successo. Così ogni vostro piccolo atto d’amore, ogni dubbio dissolto, ogni sofferenza, ogni umiliazione offerta, ogni vostro anelito di bene, ogni vostra preghiera vanno ad ingrossare quel fiume dirompente, che trascina con sé tanto male, per tutto riversarlo nel mare infinito della Misericordia del Padre. Oh, Padre Raffaele, cosa non è stata la tua vita, i tuoi cinquant’anni di Sacerdozio trascorsi nella sofferenza più grande di un corpo martoriato e di uno spirito così umiliato! Oggi, ti trascini ancora questi due gravami, ma l’alba di un giorno radioso rende più leggero il tuo passo, ed anche tu voli e stendi le ali di aquila come nella favola dei pulcini covati assieme all’uovo di aquila che vorrebbe tornare ad essere pulcino, ma che la paura di precipitare lo spinge ad aprire le ali e questa volta per la conquista di spazi infiniti. Grazie, Padre Raffaele, perché non hai deluso la mia attesa, raccogli anche le piccole briciole così presenti al tuo spirito e non dimenticare i miei fratelli di sangue, e soprattutto mia madre e nipoti per i quali lei soffre tanto. La mia protezione e quella della Mamma Celeste ti ricopre tutto, vai in pace, tuo Nicola. 21 febbraio 1998 ore 3.40 Nicola: ”Padre Raffaele non dimenticare che non sei pulcino, ma aquila. Stendi le tue ali e scendi per liberare i tuoi fratellini che aspettano il tuo aiuto; prendili con i tuoi artigli e portali in alto verso il sole e se gridano impauriti non mollarli, stringili più forte, perché tu sei un’aquila, Padre Raffaele, non dimenticarlo mai. Ti voglio bene. Nicola”. 21 febbraio 1998 ore 10.40 Nicola: ”Mamma, ora più serena e più forte in me, devi cominciare a testimoniare i vari miracoli che ininterrottamente si sono succeduti durante la tua lunga e variegata esistenza. È meglio che tu cominci da quelli ancora in atto, perché così facendo rendi testimonianza alla fede che in te grida: Così sarà perché nessuno può limitare o porre ostacoli alla Potenza di Dio che così ha decretato, ed anche perché gli avvenimenti che lo hanno determinato sono recenti e quindi li puoi meglio ricordare. Comincia con quello di Carmen e Luigi lasciando a te la narrazione degli avvenimenti che si sono verificati a partire dall’ 8 novembre 1996”. Pina: “Vally mi aveva avvertito dell’arrivo di Carmen, Luigi e Gino che, provenienti dal Veneto, venivano per pregare sulla tomba di Nicola. Mi comunica la sua perplessità nei confronti di Carmen, mentre Nicola perentorio: Accoglila come una regina, mamma! 7 Fugata ogni incertezza, con Maria andiamo loro incontro. Punto di riferimento il Cimitero. Aperto e cordialissimo Gino, lo stesso Luigi, molto chiusa Carmen, ma superato il primo impatto, una corrente di simpatia, ha pervaso tutti noi e l’incontro si è trasformato in vera gioia. Maria, artefice di spontaneità e comunicativa li ha conquistati mostrando loro i luoghi suggestivi di Sabaudia. Ma il momento più drammatico si è verificato la sera, quando Luigi sotto la spinta di un’azione emotiva intensa, mi rivela la sua angoscia che, per tanti anni aveva tenuta chiusa in sé: Carmen aveva avuto quattro gravidanze portate a termine naturalmente e i bambini morti solo dopo poche ore dalla nascita. La causa di tanta tragedia, una fattura ad opera della madre di Luigi, che non aveva mai accettato come nuora Carmen e della quale era particolarmente invidiosa. Luigi quella sera aveva raggiunto il diapason più alto della sofferenza, che mi comunicò tutta con l’interrogativo: perché proprio mia madre? Invocai Nicola con accenti più sentiti come mai mi era capitato prima e Nicola mi risponde: chiedi a Carmen se il suo ciclo mestruale è ancora in atto. Al solito, dopo aver avuto una risposta affermativa, dimenticai ogni cosa come se ciò non mi riguardasse. Qualcosa di importante si era verificato sulla spiaggia del Circeo: le foto scattate da mia figlia dopo che il rullino fu sviluppato presentavano delle anomalie: la figura di un uomo tanto rassomigliante a Nicola, che si sovrapponeva a quella della sorella, sollevata da terra per ben quaranta cm. Solo alla distanza di qualche mese potemmo rivedere il filmato. 24 febbraio 1998 ore 2.49 Nicola: “Mamma, come facilmente vi impigliate nelle risacche di una teologia resa nebulosa da verità deformate! Ma non è più tempo di contrapposizioni, ti ho sempre ripetuto e continuo a ripeterti: la verità vi fa liberi. Adesso ascoltami, Mamma, perché è in atto lo Spirito Santo e ogni Sua luce deve fendere le tenebre che pesano ancora sulla Sua Chiesa. Mamma, la frattura terribile che ha avuto inizio con la ribellione di Lucifero tra la creatura ed il Creatore, è stata saldata dalla Passione e Morte di Gesù su di un legno di Croce. Nel momento in cui Egli spirava con quel suo ultimo atto: tutto è compiuto, riconsegnava al Padre l'umanità da Lui redenta. Quindi, la Redenzione si è chiusa duemila anni fa. Ma gli effetti di essa hanno coinvolto tutti gli uomini di tutti i tempi a cominciare da Eva e da Adamo fino all’ultimo uomo, che pentito invocherà il Suo perdono. Tutto si è realizzato nel tempo. La parola di Dio eterna ed incorruttibile: a te Lucifero una donna ti schiaccerà il capo, da Lei nascerà il Redentore ecc. ecc. Ma con la Morte del Redentore non era ancora soddisfatta la giustizia del Padre. Gesù aveva convogliato a Sé i meriti di tutti i Santi, di tutti i giusti che nell’arco di tanti millenni, fedeli alla promessa antica avevano aspettato quel giorno, e dato ad essi un valore infinito. Maria sorge come stella fulgidissima e ricapitola a sé la redenzione del Figlio Suo e alla di Lui morte raccoglie e sostiene i nuovi martiri e guida la Chiesa verso la restaurazione. La giustizia del Padre è stata saldata e Maria, Vostra Condottiera, procede di vittoria in vittoria versa la vittoria finale: nuovi Cieli, nuove terre”. 2 marzo 1998 ore 2.10 Nicola: ”Mamma, avresti dovuto scrivere subito per fermarli nel tempo gli avvenimenti che si sono succeduti, che hanno portato alla vittoria nel Golfo Persico. Non più scontro di armi, ma una luce radiosa che mostra sempre Lei, la Condottiera che su tutti i fronti a capo del Suo esercito invincibile. Incalza il nemico spingendolo sempre più nel suo regno di morte. La figura meravigliosa del Papa si staglia nella sua grandezza, artefice visibile, che nel silenzio coordina e realizza ogni parte del disegno di Maria SS.ma la Madre, in una sottomissione totale, amorosissima di figlio. Chiede aiuto al Presidente della Russia, nazione che per prima aveva visto la sconfitta del l’ateismo; tutti i canali umani sono utili e indispensabili; Fidel Castro, già conquistato al suo amore, rende testimonianza liberando duecento prigionieri politici; spinge Clinton umiliato a più miti consigli, mentre la di lui moglie dà esempio di fedeltà coniugale. 8 I fili riallacciati nel silenzio, nascosti ai più, suscitano livore nei nemici della Chiesa, ma ancora più fede nei semplici che subiscono i loro attacchi malefici. A vittoria avvenuta tutti se ne attribuiscono i meriti e in effetti non si sono resi conto che sono stati manovrati a loro insaputa dallo Spirito Santo, che si è servito anche del negativo per realizzare questo meraviglioso disegno d’amore. E così, nelle famiglie c’è ancora più sofferenza, perché i fili del male vengono tagliati e la carne geme per il dolore, ma una linfa nuova serpeggia in esse, e così in ogni parte del mondo, e così nella Chiesa di Cristo, e così tra le nazioni, tra i politici, che ne reggono le sorti. Mamma, se voi poteste scorgere l’opera dello Spirito che in Maria realizza ogni desiderio della SS.ma Trinità! Anche voi ripieni di Spirito Santo non vi rattristerete per mille futili cose, ma volereste ripieni di una gioia incontenibile verso Gesù che viene”. 3 marzo 1998 ore 5.10 Nicola: “Mamma, conferma il nostro Vescovo Domenico che sono Io, Nicola, che a lui direttamente mi rivolgo con questo messaggio: Ascoltami sacerdote di Dio, eterno, come Gesù eterno sacerdote, che ti ha rivestito di doni e privilegi eccezionali, ai quali non sempre hai risposto con vigile attenzione ma che non hanno impedito al tuo Gesù una costante amorosa fiducia in te. I tempi sono maturi; più che mai la Mamma dolcissima bussa al tuo cuore di Apostolo. È da molto che Lei lavora sul tuo spirito portando alla tua conoscenza il Suo disegno grandioso di restaurazione, che Lei stessa ha affidato a me Nicola. Tutta l’eccezionalità della mia conversione su di un letto di ospedale è una prova inconfutabile della mia presenza in questo preciso momento storico. Sacerdote anch’io, come te, costituito da Gesù, eterno Sacerdote, qui, prima che lasciassi questa terra, dopo di averlo imitato fino a identificarmi con Lui. La difficoltà di attuare una totale revisione nel cuore di ogni credente, di ogni figlio di Dio, è data soprattutto dall’ignoranza, dal non conoscere la verità, e il grido di dolore e di implorazione di Gesù morente: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno, ne è la prova più certa. Purificare la teologia della Chiesa di Cristo, resa così opaca e nebulosa attraverso l’opera di falsi profeti, falsi teologi è assolutamente indispensabile oltre che urgente. La verità arriva al suo popolo attraverso i miei messaggi che sono la voce stessa di Gesù, ma perché la Sua parola non trovi ostacoli è indispensabile che l’Autorità costituita della Sua Chiesa, ne confermi l’origine santa. Tu sei il Vescovo prescelto da Gesù stesso, designato dal Padre cui Maria SS.ma la Madre fa appello perché il Suo grido di dolore non venga ancora una volta disatteso. Non chiedere più segni, ogni segno cancellato dal tuo cuore, dalla tua mente, suona come ulteriore responsabilità e condanna. Il mio corpo integro che un medico ancora vivente potrà testimoniare è quanto di più grande e di inconfutabile Gesù offre ai suoi fedeli che con cuore puro cercano la verità. A te la scelta. Il tuo amico Nicola che ti segue e ti protegge continuamente”. 5 marzo 1998 ore 3.45 Nicola: ”Mamma, non ti meravigliare se a volte la stessa santità raggiunta da Padre Raffaele lo porta a dubitare della mia opera in lui. I mistici, che raggiungono alte vette attraverso l’esercizio costante ed ininterrotto dell’umiltà, a contatto poi della potenza di Dio si trovano disarmati, e la stessa virtù si trasforma in essi in un ostacolo gravissimo. Perché a me? Maria SS.ma, la creatura -prescelta da Dio per la sua grande umiltà oltre che per la sua purezza, la sua fede e tutte le altre virtù che come corollario la rendevano l’eccelsa agli occhi di Dio, al contatto della Sua onnipotenza che le si rivela tramite l’Angelo dell’Annunciazione, trema e non sa opporre che quella frase insignificante: Io non conosco uomo. E così Padre Raffaele: Io sono un povero cristiano. E così tutti coloro che attratti e trasportati dagli artigli dello Spirito Santo in vette dove la luce della conoscenza si fa più intensa e ferisce i loro occhi carnali, davanti ad avvenimenti eccezionali si fermano ed anche la loro accettazione si trasforma quasi in incubo. Oh, come proprio essi hanno bisogno del miracolo! Loro che con l’implorazione costante al Padre delle Misericordie ne sono gli artefici più prossimi. 9 Così, ti puoi spiegare la gioia di Padre Raffaele che vittorioso finalmente sulla sua stessa umiltà, stringe il piccolo Daniele ed è felice di diffondere il calendario che così lo raffigura. Un attento esame del mio intervento nei vostri confronti, testimoniato dai miei messaggi, diverso per ciascun’anima, diverso nel tempo, vi aprirebbe l’anima ad orizzonti sempre più letificanti! Come vere le parole di Gesù: Padre, ti ringrazio perché hai rivelato queste cose ai piccoli e le hai nascoste ai grandi! Grazie, mamma, non dubitare mai delle mie parole, perché parole eterne di Dio stesso. Sì, Carmen avrà il bambino, perché così sta scritto!” Sì, Nicolù, fortifica la mia fede, accendi la mia speranza siimi di rifugio. Grazie amor mio, mio grande Martire. 5 marzo 1998 ore 5.15 Nicola: “Padre Raffaele, ascoltami, sono sempre Nicola che direttamente o indirettamente ti parla tramite mamma. Tu ti ostini nell’invocazione all’Arcangelo che guidò il piccolo Tobia; parti da lontano e sei nella verità, perché la verità non contraddice mai se stessa, essa fortifica la fede negli altri, ma in te la limita, e te ne rivelo il perché. Gesù, che è Dio, agli uomini di ieri parlava un linguaggio adatto al loro tempo, rispondeva ai loro perché inerenti alle difficoltà che essi incontravano; oggi risponde ai vostri perché, e la luce che vi dona, perché la vostra sete di conoscenza sia per voi fonte di gioia, è proprio il cammino che lo Spirito Santo ha operato e continua ad operare in seno al suo popolo. Tu vivi, Padre Raffaele, una realtà tua, di oggi, perché ti ostini a vederti sempre nel passato come se la verità in cui sei immerso, che puoi constatare continuamente, ti fa paura? Maria SS.ma che con tanta dolcezza tu chiami Mamma, ti spinge, ti esorta ad avere più coraggio. Ti ha affidato a Me Nicola, ma è come se il mio nome ti desse fastidio, vorresti avvolgermi in un foglio di carta magari argentata, quella dei pacchetti regalo per intenderci e mettermi nel cassetto. Eppure mi ami, a volte nel segreto della confessione spingi le anime a fidarsi di me. Sarai sempre l’uovo d’aquila covato dalla chioccia, e ti sentirai sempre pulcino? Ma tu non sei pulcino, Padre Raffaele, sei aquila perché così ti ha creato Dio”. 10 marzo 1998 ore 3.45 Pina: Ieri alle 10,45 Irene, mia sorella ha reso la sua anima al Padre. Un male terribile l’aveva colpita sette anni fa causandole sofferenze indescrivibili. Tutto ha sopportato ed offerto in olocausto totale, mentre ininterrottamente attingeva aiuto da Gesù Eucaristia che tutti i giorni riceveva. Radio Maria pasceva la sua anima e riempiva la sua solitudine di inferma. I suoi figli erano il centro dei suoi pensieri e con invocazione sempre viva li raccomandava al Dio delle Misericordie perché potessero aprirsi alla luce del Vero. Io so, Nicola e tu questa notte me ne dai conferma, come a capo di questa lunga e dolorosa conversione ci fossi tu, e in un secondo momento Masino, poi papà. Il vostro lavorio ininterrotto per trasformare tutta la sua sofferenza in dono di purificazione, per poter entrare da vincitrice nel regno dei Beati. E ieri tutto è stato realizzato e come il Cristo sulla Croce, anche Irene, come prima Nicola, anima trainante, e poi Masino e Peppino ha potuto ripetere: tutto è compiuto, nelle tue mani raccomando il mio spirito. Amen, anche da parte mia. 10 marzo 1998 ore 4.10 Nicola: “Mamma, il tuo ringraziamento al Padre per la vittoria di zia sul male e la implorazione perché usasse misericordia per te per le tante mancanze nei suoi riguardi, hanno spazzato dal tuo cuore remore e ricordi lontani ed aperto il tuo animo ad una luce nuova. Oggi è tripudio di festa in Cielo e saremo Noi della sua stessa famiglia ad accoglierla al suo arrivo. Anche Padre Raffaele è artefice di tanto bene e la prima Messa sarà lui ad offrirla per zia. Ma adesso con cuore lieto, gioioso e riconoscente, anche se velato di lacrime per il distacco, concedimi un pò di tempo, perché non vadano perduti i miei lumi. Tu sai che sono sempre io che creo le circostanze, suscito interrogativi per creare in voi uno spirito nuovo. Spesso nelle vostre anime, anche negli spiriti più aperti, sorgono spontanei giudizi nei confronti del vostro prossimo che, a ragion di logica, sembrerebbero ineccepibili. Perché quella tale persona ha agito in quel modo dimostrando chiusura ed egoismo ecc. ecc.? 10 E quando il vostro giudizio si ferma lì, transeat, ma a volte si arriva ad accusarla di ipocrisia, perché, dite, si batte il petto ecc. Mamma, grave, gravissimo il vostro giudizio e ti mostrerò dov’è l’errore. L’anima di ogni creatura possiede dei doni di cui Dio Padre la ha arricchita nel momento della creazione, doni che la medesima ha più o meno custoditi, arricchiti o deformati. Questi talenti sono dati alla persona, la quale è unica ed irrepetibile. Il voler mettere a confronto una prerogativa della vostra personalità, che si manifesta in un determinato modo, con l’atteggiamento di un vostro prossimo per quella stessa virtù che va identificata in maniera tutta diversa, ti porta ad un giudizio tutto negativo, lesivo della verità e quindi dell’amore. Seguimi: mamma, se tu, per il tuo carattere generoso ed espansivo, trovi naturale compiere un atto d’amore nei confronti di chi ti chiede un piccolo favore, cui non dai nessuna importanza, non puoi confrontare il tuo atto a quello di un’altra persona che raggiunge, magari, quella stessa virtù nel silenzio, nella donazione di sé, in maniera costante e nascosta, frutto di intensa ricerca e di intimo patire solo a Dio nota. E se il tuo più prossimo eccelle in una virtù che tu non possiedi, puoi tu tacciarlo di ipocrisia e pretendere di giudicarlo, mentre l’occhio del Padre si posa pieno di dolore sulla tua anima che non usa amore nei confronti di un suo figlio? Riflettete anime che usate una misura piccola per voi ed una stragrande per il vostro prossimo. Fate il contrario e sarete salvi”. 12 marzo 1998 ore 3.10 Nicola: “Mamma, la testimonianza di fede della tua anima che in pieno aveva recepito la gioia del Cielo tutto per la vittoria riportata da zia Irene è stata gradita da Dio Padre che te ne rende merito. Lungo il cammino della sua anima attraverso vittorie e sconfitte, anch’essa inserita in questo grande disegno d’amore del Padre cui anche tu, povera mamma, hai contribuito, non sempre accettata, spesso a tua insaputa ma che vedeva le vostre anime unite e protese verso un unico fine di bene: La salvezza delle vostre creature! Alla gioia di ieri, attinta a piene mani dalla visione di zia Irene, che tramite la nostra luce tu vedevi nella gloria eterna, è subentrata oggi in te una enorme tristezza. Irene non c’è più. La tua umanità ha preso il sopravvento, così come è stato per papà. Ma qui ci sono ancora i suoi figli che tu proteggerai con la tua preghiera, che seguirai come hai fatto finora, e questa volta zia Irene unita più che mai alle Nostre suppliche al Padre, ti sarà viva e presente, così come lo sono Io, zio Masino e papà uniti dallo stesso vincolo di sangue. Tergi le tue lacrime, mamma, e che le sante messe che tu farai celebrare siano messe di ringraziamento e di lode cui Noi ci uniremo e presenteremo al trono della SS.ma Trinità”. Grazie mamma. 16 marzo 1998 ore 12.10 Pina: “Ieri trionfo dell’amore di Maria SS.ma di Monte Berico che dall’alto del Suo trono nella Sua bellissima Basilica guardava benedicente i Suoi figli che festeggiavano il loro 50.mo anniversario di sacerdozio. La mia commozione era intensa; vittoria della Mamma, ma anche di Nicola che era stato l’artefice paziente ed amoroso, estroso e tempestivo. A me era dato scorgerne i vari tempi di attuazione, le varie sconfitte, le varie vittorie, mentre questo disegno sconvolgente che parte da molto lontano, vede un Suo figlio, il più provato, forse il più fedele, stagliarsi come fulgida stella a conferma del Suo intenso ed affettuoso operare. Non solo in Cielo c’era tripudio di festa, ma anche qui in terra, Padre Raffaele circondato da tanti amici venuti da varie parti. Il gruppo romano, il più compatto, il più chiassoso il più esuberante, i veneti compassati ma non meno affettuosi e fedeli, legati a lui da legami antichi di sangue e di terra e tutto ciò sotto un cielo divenuto anch’esso luminoso ed assolato a conferma della gioia che inondava il cuore di ognuno. A cerimonia avvenuta cercavo Padre Giovanni per ringraziarlo a nome di Nicola e mio, ma non mi è stato possibile rintracciarlo. Lo farò quanto prima. La festa si è poi spostata su di una fila ininterrotta di tavoli, dove la famiglia, con squisita cortesia aveva apprestato un ottimo pranzo. 19 marzo 1998 ore 3.45 Nicola: “Mamma ascoltami, se Padre Raffaele ha il dono dell’ubiquità, e tu lo hai potuto constatare, pensi che Maria SS.ma non possa essere accanto a te in ogni momento che tu la invochi, e così accanto ad ogni figlio, in ogni parte del mondo? 11 Sei ancora ripiena di Lei, e della sua gioia quando domenica quindici ultimo corrente, nella Basilica di Monte Berico dall’alto del Suo trono benediceva i Suoi figli che festeggiavano il 50.mo del loro Sacerdozio. Come dolce il Suo sguardo si posava su ciascuno di essi ed in particolare su Padre Raffaele che forze avverse volevano tenere lontano da quella festa, proprio lui il martire fedele e gioioso che nascondeva ogni suo intenso patire fatto di spirito e di corpo sotto una serenità che donava a tutti indistintamente ma con lo sguardo rivolto sempre a Lei, la Mamma? Ai margini c’eri tu che raccoglievi le briciole dell’intenso ed amoroso colloquio tra la Madre ed il figlio fedele, ma anche tu sei stata necessaria, col tuo piccolissimo sì, e la Mamma dolcissima ti ha reso compartecipe della Sua gioia e del Suo trionfo, della mia gioia e della mia vittoria. Grazie mamma, non temere Maria SS.ma sarà accanto a Carmen e così a Stefania e così ai nostri più cari, ed io Nicola con Lei, non ti ho detto che non la lascio mai?” Roma 19 marzo 1998 ore 10.00 Pina: Qui le cose si complicano; stamani mentre Padre Raffaele faceva colazione gli leggo il messaggio della Mamma Celeste che parla del dono dell’ubiquità donato da tempo al Suo figlio prediletto. Reazione immediata del Padre: No, Dio solo è contemporaneamente in tutti i luoghi, questa è la teologia della Chiesa. Immediatamente Nicola chiarisce il problema: “Mamma, era così fino a quando la giustizia del Padre non era ancora soddisfatta, ma dopo che alla Passione Redentrice del Figlio sono stati accomunati i meriti dei Martiri di duemila anni di Cristianesimo arricchiti dal valore infinito della Sua morte di Croce, i doni del Padre si sono riversati anche su tutti i figli, prima peccatori”. Mentre Nicola così mi spiegava squilla il telefono. Era Padre Raffaele che mi fa: “Pina, è la prima telefonata che ricevo col mio nuovo telefonino, e questa sei tu, tra l’altro il telefonino era spento. Grande meraviglia da parte mia: ma io non ti ho chiamato, Padre Raffaele, anche perché non conosco il nuovo numero del tuo telefono; sai Nicola mi stava spiegando che anche tu hai il dono dell’ubiquità così come l'aveva Padre Pio e tanti Santi i cui meriti, arricchiti dai meriti infiniti di Gesù te li trovavi contemporaneamente in luoghi lontanissimi da te. “Pensa a me che in un’aula dell’Università di Pechino accanto a Marco risolvevo i cento quiz allo stesso completamente inaccessibili, mentre in altri posti aiutavo tanti altri studenti in difficoltà a cominciare da Maria Alessandra e da Elena. Perché vi ostinate a mettere in dubbio quanto Noi dal Cielo per un dono particolare di Dio stesso, vi riveliamo?”. 20 marzo 1998 ore 4.25 Nicola: ”Mamma lo so, la lotta è dura e nonostante i nostri sforzi, oppressi da tanto male a volte soccombete. Ma tu lo sai, mamma, che non vi teniamo nella prova per molto tempo e lo sa bene Padre Raffaele che proprio dal suo corpo malato trova la forza per rialzarsi più forte di prima. Ieri sera Mariangela ti confermava l’origine dell’attacco mirato ai miei libri. Portato avanti con sottilissima perfidia satanica servendosi della pedina che purtroppo conosci così bene, è arrivato all’attacco della fortezza costituita da Padre Raffaele e da te, utilizzando una pedina occasionale, la pedicure, e purtroppo anche Maria, ma il sacerdote è arrivato a casa nostra già preda dell’altro e così Anna. Mariangela e Gina hanno combattuto la loro battaglia ma come possono, sia il sacerdote sia quel giovane che dirige il gruppo giudicare ed emettere sentenze quando il mio libro non lo hanno neppure sfogliato? Grave la loro responsabilità ed incauti perché si espongono a gravi pericoli. Voi rifugiatevi tra le braccia amorosissime del Padre, di Gesù e della Madonna Celeste ed andate sempre avanti perché la vostra forza siamo Noi”. 21 marzo 1998 ore 4.20 Nicola: “Mamma la settimana prima che avesse inizio la Sua Passione, Gesù fu portato in trionfo e tutto un popolo festante ed osannante Lo seguiva. Lo stesso popolo che una settimana dopo avrebbe gridato: crucifige, crucifige. Non ti dice niente tutto questo? Padre Raffaele, il martire dell’ultima ora ha avuto il suo giorno di trionfo e voi tutti con lui. 12 Siete stati fortificati con miracoli nella fede, con doni eccezionali che non meritavate, sarete fedeli sino in fondo a questo Gesù che sale al Calvario trascinando la Croce resa così pesante dalle vostre colpe o come gli apostoli di duemila anni addietro lo lascerete solo? Allora la Redenzione non era stata ancora compiuta, né il Sangue dei martiri cristiani aveva irrorato la terra, né i Sacramenti, dono preziosissimo della Passione di Gesù, avevano arricchito la Sua Chiesa. La Mamma nostra piange lacrime di sangue perché vuole salvarvi a tutti i costi, ma voi vi ostinate in un rifiuto demenziale esponendovi ad un pericolo talmente grave la cui conoscenza vi porterebbe alla pazzia. Come è dolce il ritorno a Dio, alla Sua pace, alla Sua gioia! Egli è lì sul Calvario che vi attende ma per condurvi sul Tabor in questa vita e nel Cielo trasfigurati come Lui, in una gioia senza fine”. 21 marzo 1998 ore 8.05 Nicola: “Mamma scrivi, ti parlerò ancora dei doni e carismi che Dio Padre dona alla sua creatura nel momento della sua creazione. Sono i famosi talenti del Vangelo. Essi sono dati alla persona che può farli fruttare, o lasciarli inerti, o peggio trasformarli in elementi di male. Si attuano sempre attraverso la vostra volontà libera che può aderire al Bene ed essere così inseriti in un piano molto più vasto di cui venite a conoscenza man mano che gli avvenimenti si susseguono e voi ne prendete consapevolezza. Ti parlerò adesso in modo particolare dei carismi di Monsignore Milingo. Egli è un africano e ha in sé l’ardore, la potenza, la purezza ancora non contaminata della sua terra. Inserito a pieno titolo nel Sacerdozio Regale del Cristo, eterno Sacerdote, è una forza potente ed invincibile che lo differenzia dagli altri sacerdoti. Attaccato con furore dall’Inferno tutto, diventa vittima di espiazione per il popolo di Dio, così come lo è Padre Raffaele. Le pedine sempre le stesse; piegarlo attraverso l’ubbidienza al loro volere, accusandolo di presunte gravi mancanze che feriscono l’apostolo ma non lo piegano anzi lo rendono più forte, della stessa forza del Figlio di Dio. Assomma in sé i doni di discernimento dati ai docenti della Chiesa Cattolica essendo anche lui Vescovo anzi Arcivescovo che nella purezza della sua anima acquistano splendore di luce e guida sicura. Mamma, pregate per i denigratori perché grande è la loro responsabilità”. 27 marzo 1998 ore 16.30 Nicola: “Mamma, il 25 marzo era una data particolarissima per te, per me, per la nostra famiglia; anniversario della mia nascita. Giorno di grazia, e in una visione globale ti ho mostrato l’inizio e se non la fine, almeno lo svolgersi ininterrotto di questi avvenimenti eccezionali della durata di 61 anni della tua lunga vita. Sei stata sollecitata a partire ancora una volta per S.Giovanni Rotondo con Padre Raffaele, Anna Maria ed Anna. Non ne conoscevi lo scopo, solo a Noi noto, mentre una grande angoscia aveva preso possesso del tuo cuore di madre. Eri a terra, avevi un bisogno impellente di Padre Raffaele, mentre lo sentivi sempre più lontano. Il nemico aveva atterrato le tue ultime resistenze, ne scorgevi gli attacchi, difficile il tuo abbandono in Noi che vegliavamo prudenti, ma è bastato un tuo piccolo accenno di ripresa e subito ti abbiamo inondato della Nostra luce. Hai sentito la gioia del perdono del Padre, la gioia del tuo Gesù che ritrovava la sua piccola amante, la gioia immensa della Mamma dolcissima che, ancora una volta, ti stringeva tra le sue braccia amorosissime, facendoti rivivere momenti indimenticabili della Sua presenza in te. La presenza di Padre Raffaele ha inizio da molto lontano, e si concretizza in questo vivervi accanto, con la potenza della sua azione liberatrice. Avete bisogno di liberazione, chi meglio di lui che unisce in sé tale potere sacerdotale con la purezza dell’offerta? E tale dono ti viene proprio da Maria SS.ma che questo ha realizzato donandoti me che, con papà e zio formiamo una unione perfetta. Stamani, dopo il dolore di purificazione durante il Sacrificio della S.Messa di ieri e la ricerca affannosa dell’amore del tuo Gesù di Nazareth, c’è stato il colloquio illuminante con Padre Pio. Come avevi trascurato proprio lui, il Santo che è stato così importante nella tua vita? Tutto ti ha fatto rivivere: gli avvenimenti di Montreal ed anche quelli che li precedettero fino ad arrivare a me Nicola. Sei rimasta colpita quando ti rivelò che era stato lui ad aiutarmi a salire gli ultimi scalini del mio Calvario che precedettero la mia fine terrena”. 13 Pina: ma il colloquio con Padre Pio non si è fermato il giorno ventisette; esso è continuato ininterrotto per demolire tutti gli ostacoli che rendevano sempre più opaco ed ottuso il mio spirito. Ero proprio ad una brutta svolta, avevo bisogno di Padre Raffaele ed allo stesso tempo lo sfuggivo come se un muro di gelo mi impedisse di accostarmi a lui. Tutti i problemi della mia famiglia mi si paravano davanti, spegnendo perfino il ricordo dei tanti benefici ricevuti, dei passi bui superati per portarmi verso lo sconforto. La capitolazione aveva cominciato la sua opera quando ho dovuto prendere una decisione immediata: restare con Padre Raffaele fino a giovedì. Era stata Maria la Madre a saldare il mio spirito a quello del Martire perché l’inferno tutto nulla potesse contro il suo piano di salvezza. Ma la capitolazione totale c’è stata stamani in Chiesa quando ogni parola del Celebrante, che illustrava il Vangelo del giorno: l’adultera, mi sono riconosciuta in lei. Anch’io come lei avevo tradito l’amore del mio Gesù, la sua fiducia, non una sola volta ma tante volte nella mia vita, ed Egli era tornato a perdonarmi, a inondarmi di luce, a ricoprirmi di doni. Come stentato il mio grazie, ma questa volta il dolore mi ha triturato l’anima ed una confessione sintetica ma chiara e precisa senza mezzi termini, fatta proprio all’amico della mia anima, Padre Raffaele, mi ha ridato la gioia, la serenità, la pace. 30 marzo 1998 ore 10.00 Caro Don Abbà, L’ho seguita sempre nonostante il periodo di silenzio che ha caratterizzato i nostri rapporti. Le lascio quindi immaginare la mia gioia nel ricevere la sua missiva di auguri per la Pasqua del 1998! Sono ben lieta di saperla in ottima salute, anch’io nonostante il mio ingresso nello ottantatreesimo anno godo di buona salute. Se verrò a Torino, e lo desidero molto per onorare la Sacra Sindone, verrò a trovarla. La prego di ricordarmi quando unisce la sua offerta a quella del Cristo. Con viva simpatia ed affetto in Cristo Pina Reina. San Giovanni Rotondo, 30 marzo 1998 ore 17.15 Nicola: “Mamma, ti confermo la narrazione degli avvenimenti che, man mano si realizzano, prendono un respiro sempre più ampio. Papa Wojtyla è l’araldo di questi ultimi tempi. Preso nel vortice dello Spirito Santo, sotto la potente guida di Maria SS.ma si staglia, figura portentosa, abbatte ostacoli, arriva là dove neppure la fantasia più sbrigliata avrebbe osato arrivare ed acquista sempre più spazi. La Chiesa del Cristo si impone, mentre le altre chiese guardano attonite e tacciono. L’Italia, questa nazione privilegiata, su cui tutte le forze del Male si accaniscono per demolire, resta sempre faro di luce per tutto il mondo. Passano gli uomini, ognuno sceglie la sua strada, ma la parola di Dio, eterna ed incorruttibile resta a monito e condanna per i reprobi. Mamma, sii fedele sino in fondo, non temere e non dubitare mai, la Trinità SS.ma è connaturata in te e neppure una piccola briciola della nostra famiglia che tu hai generato andrà perduta”. San Giovanni Rotondo, 31 marzo 1998 ore 17.10 Nicola: “Antonella Villani, sono il tuo nuovo amico Nicola, cui chiedi un messaggio tutto per te. Conosco le tue ambasce quelle passate e quelle recenti, vorresti esserne completamente fuori e io corro sollecito in tuo aiuto. Ascoltami, Gesù al malato che si accostava a Lui per essere guarito chiedeva: tu pensi che Io possa guarirti? ed alla risposta affermativa rispondeva: vai, la tua fede ti ha salvato. Ora pensi che Gesù non sia sempre lo stesso? Rifletti, Egli è l’eterno ed ogni Sua parola è eterna ed incorruttibile. Prova a pensare che sei guarita, totalmente guarita perché, anche a te che chiedi a Lui di guarirti, ha risposto: vai, la tua fede ti ha salvata. Vedi come è semplice guarire? Ma devi crederci, perché è sempre Lui che dice: vai la tua fede ti ha salvato”. Tuo Nicola. San Giovanni Rotondo, 3 aprile 1998 ore 17.45 Pina: Non sto ancora bene; stanotte ho chiamato in aiuto Padre Raffaele; ha scoperto il nemico che ben nascosto cercava di distruggermi. 14 Oggi, primo venerdì del mese, tanti ricordi affiorano nel mio animo, ricordi di un amore e di una fedeltà non mantenuta. Era il mio giorno il venerdì, era il Nostro giorno, col mio Gesù, e l’aspettavo con grande ansia perché giorno di grazia, giorno di doni. Cosa sono diventata, un relitto? Eppure Lui, mai mi ha lasciata. Con infinita pazienza mi ha aspettato, e i Suoi doni forse meno appariscenti ma più essenziali non mi sono mai mancati. Stamattina ne ho avuto la conferma. Ero nella chiesa grande di Padre Pio, avevo ricevuto Gesù Eucaristia, mi ero accostata ad un banco per ringraziarlo del dono, la fusione era completa, quando vicino a me una giovane ragazza raggomitolata nella sua carrozzina emetteva delle urla angosciate, era un’indemoniata. Istintivamente ho cominciato a fare dei segni liberatori sulla sua persona. Ho sentito subito che non ero più io che operavo su quella povera creatura, ma Gesù stesso, presente in me, e come la Sua SS.ma presenza connaturata alla mia povera fragilità operasse direttamente: Lui Dio, nella Persona redentrice del Figlio, l’offeso, e la creatura tanto amata che a tutti i costi voleva salvare. Aveva bisogno dell’adesione del padre che reggeva la carrozzina, perché anche la giustizia di Dio Padre fosse soddisfatta, ma non venne e Gesù fu ancora una volta lo sconfitto. Nicola mio, aiutami a non morire di dolore quando scene come queste colpiscono il tuo cuore e rendimi disponibile fino all’estremo sacrificio quando Gesù te lo chiede. San Giovanni Rotondo, 3 aprile 1998 ore 18.10 Caro Francesco, anche se non ti telefono, il mio pensiero, il mio cuore, il mio spirito è costantemente proteso verso di te. Sei il mio Francesco e col mio amore ti ho seguito anche quando piccolino sgattaiolavi sotto il tavolo a Rocca di Papa rendendo difficile a me imboccarti. Poi sei cresciuto, ma non per questo ti ho lasciato solo a lottare in un mondo così impazzito e convulso in cui il limite tra il bene ed il male era così labile e confuso. Poi il grande dono di Nicola e con Nicola si apre un’era nuova per la nostra famiglia ed essa si concretizza con tuo nonno e zio Masino. Se con spirito semplice rivanghi il tuo passato ti accorgerai quanti avvenimenti importantissimi si sono verificati non solo nella tua famiglia, nella nostra famiglia ma nel mondo intero. Anche Padre Raffaele ha una importanza così grande con la sua offerta di vittima pura e liberatrice per tutto il periodo che è stato e che starà con noi. Francesco, tuo zio Nicola con la potenza della sua implorazione ti è particolarmente vicino. Invocalo quando fai gli esami, sarà lui ad aiutarti a risolverli. Invocalo quando difficoltà di qualsiasi genere rattristano il tuo cuore, troverai in lui non solo lo zio che ti ama e vuole vederti felice, ma l’amico di tutti i giorni. Nonna ti aspetta a Pasqua con mamma e papà. Ti abbraccio tua nonna. 13 aprile 1998 ore 2.34 Nicola: “Mamma, in seguito alla constatazione di essere fatta oggetto di una gelosia che arriva all’invidia e non solo da parte di una sola persona, ieri sera hai chiesto a Padre Raffaele l’esorcista illuminato, forte nella liberazione e puro nell’offerta, se potevi rimanere ferita da tanto male. Lui ti ha risposto di sì, ed alla tua richiesta, come combatterlo, ha risposto di usare i sacramentali, ma soprattutto, la preghiera. Mamma, adesso ascoltami. Fermo restando che la tua arma di difesa è la preghiera che, unendoti a Noi, accresce la tua fede ed ancora più salda il tuo spirito alla volontà santa della SS.ma Trinità, quello che si può verificare nelle altre anime anch’esse carismatiche, fossero più dotate di doni di te, non si può verificare in te, perché così ha voluto la SS.ma Trinità che ti ha scelta per Sua dimora, canale non inquinato. È come se a Gesù che, direttamente operava scacciando Satana dai posseduti, lo stesso si fosse rivoltato contro di Lui. Connaturato vuol dire tramite diretto come può essere il bisturi nella mani del medico che opera. La docilità dell’oggetto è data dalla volontà precisa del medico che lo utilizza secondo il fine che si prefigge di raggiungere, in questo caso, la salute del paziente. Ma qualora l’oggetto non dovesse rispondere ai fini per i quali è stato creato e tenuto in perfetta efficienza, allora viene subito sostituito, perché non è possibile aspettare o ritardare, ne va di mezzo l’esito definitivo dell’intervento che ha come scopo la salvezza e la vita stessa dell’ammalato. Se tu alla luce di questa immagine riallacci tutti gli episodi che ti hanno coinvolta in prima persona fino ad arrivare a me, vittima e sacerdote, connaturata in te, mia madre, ti renderai conto come le migliaia 15 di volte che attraverso i miei scritti, che sono soltanto di Gesù, ti ripeto che neppure l’inferno tutto può scalfire la tua persona, sentirai in te quella stessa forza che Noi stessi ti comunichiamo. Padre Raffaele stenta a librarsi in una dimensione che pure gli è connaturata, ma quando è scosso da un attacco ancora più forte, allora istintivamente cerca te, perché attraverso te recepisce la mia forza”. 15 aprile 1998 ore 4.54 Nicola: “Mamma, nel Vangelo di Giovanni del mattino di Pasqua, Gesù si rivela a Maria di Magdala che Lo riconosce al suono della voce ed esclama: Rabboni! Gesù le dice: non mi toccare, perché ancora non sono salito al Padre Mio ...! Ti ho fatto notare questo particolare importantissimo perché conferma, come Gesù appena morto non poteva scendere agli inferi per liberare i Santi che attendevano da millenni per entrare nel Regno promesso se prima, Gesù stesso il liberatore, non fosse entrato per primo. Mamma, è lento il nostro operare nel vostro spirito che si attarda in zone di ombra. A Noi non è consentito forzare i vostri tempi, ma quanto bene verrebbe all’umanità tutta che soffre le doglie del parto! A volte ti spingo con argomenti più che convincenti a riunire messaggi profetici che illuminerebbero le coscienze e rafforzerebbero la fede dei fedeli. Ti accorgi come i laici sono più aperti alla luce? L’altro giorno ti ho fatto notare come Padre Raffaele così legato alla tradizione teologica della Chiesa, ad un dato momento è esplosa in lui la visione della donna ed il posto che essa ha occupato e maggiormente occuperà nella Chiesa rinnovata di domani. E tutto ciò in rapporto al posto che Maria SS.ma occupa nella Redenzione. Anch’essa, come il Figlio, Sacerdote e vittima! È il dono che la SS.ma Trinità ha fatto al figlio fedele che durante la quaresima aveva provato e saggiato durante i dieci giorni in ospedale. Anche te ha saggiato il Padre, così Anna ed Anna Maria ma i frutti di bene sono grandi. Che il vostro grazie non manchi mai, mamma, un grazie che parte dall’intimo del vostro cuore”. Roma, 22 aprile 1998 ore 9.30 Nicola: “Mamma, se mi lasci solo pochi minuti del tuo tempo, ti parlerò dei sacramentali. I sacramentali sono doni che Gesù dà alla Sua Chiesa affinché essi siano di aiuto, protezione, conforto, ai suoi figli che vivono e lottano in un mondo così avulso da Dio stesso. Essi sono amministrati dalla Autorità costituita che ne garantisce l’autenticità e in virtù del dono specifico del discernimento di cui Gesù stesso la ha dotata è in grado di diffonderli a beneficio del popolo di Dio. Ma è grave errore attribuire alla stessa Chiesa costituita, il potere di tali doni come fonte della medesima per il comando di Gesù stesso: tutto ciò che legherai, sarà legato e tutto ciò che scioglierai sarà sciolto; perché è sempre Gesù il solo che tale potere detiene e che potrebbe anche togliere, se essa nei suoi rappresentanti avesse abusato di tale potere. Mamma, se attribuite tale potere alla gerarchia ecclesiastica prescindendo dalla volontà santa di Gesù non solo Vero Uomo, ma anche Dio, sarebbe come renderLo schiavo del volere di uomini che solo da Lui attingono tale potere. Ricordati che, dal momento in cui i sommi sacerdoti, scribi e farisei e capi del popolo, si resero indegni davanti a Dio, il potere fu loro tolto e donato ai gentili. Mamma, ti illuminerò su di un altro aspetto che riguarda l’uso dei sacramentali da parte di anime di falsa pietà. Essi lungi da essere di aiuto e protezione diventano lacci del nemico che sempre più le attira nella sua orbita di menzogna assopendo la loro anima che non riesce più a scorgere la luce della verità”. 6 maggio 1998 ore 21.30 Nicola: “Mamma, in seguito agli interrogativi che Giorgio ti ha suscitato, vengo in tuo aiuto in modo che la verità, spazzando dubbi, rafforzi ancora di più la tua fede. Nel momento in cui Dio Padre in un atto d’amore crea una nuova vita, alla sua creatura chiede l’adesione libera al Suo infinito atto d’amore. Questa prova d’amore ha inizio con il nostro ingresso alla vita. Da quel momento il Padre non lascerà più quella Sua creatura che fa parte di Sé. La seguirà passo passo in tutto lo svolgersi della sua vita nel tempo, non verrà mai meno il Suo amore perfettissimo e previdente anche se mille volte questo Suo figlio lo rinnegherà, e quando superate 16 sconfitte e vittorie tornerà al Padre, grande sarà la sua gioia e come il Padre del Vangelo se lo stringerà al Suo Cuore e farà grande festa e nulla più ricorderà dei suoi peccati. In sommi capi è questo l’obiettivo del nostro percorso in questa vita: raggiungere il fine per cui siamo stati creati, che è il Bene Supremo con la felicità totale che tale possesso comporta. Ma la strada è lunga e tortuosa e le tappe sono tante in cui ci è richiesta una volontà decisa a proseguire il cammino anche con le ossa rotte, anche col freddo nel cuore sapendo che non siamo mai soli e che quel Padre che ci ha dato la vita è accanto a noi e ci esorta a non fermarci mai”. 9 maggio 1998 ore 3.12 Nicola: “Mamma, hai davanti a te il messaggio del 12 02 1998 e leggi come in quel giorno essendoti recata alla Clinica Città di Roma, per disturbi che accusavi alla vista, Maria Tecla che ti ha visitata, senza mezzi termini ti disse che, essendosi raddoppiato il limite massimo ancora controllabile, a breve scadenza, potevi restare cieca. Tu conosci il seguito e come attraverso il mio intervento e i miei lumi, la mia accorta implorazione al Padre e soprattutto quella alla Madre Celeste, tutto è stato capovolto. Tu hai testimoniato la prima parte del Nostro intervento amoroso ma hai taciuto la parte più importante. Padre Raffaele aveva celebrato quel giorno e nell’asciugare il Calice una macchia del SS.mo Sangue di Gesù, molto ben visibile su quel piccolo lino, era lì a testimoniare il miracolo. Ti dissi di prenderlo e passartelo sugli occhi malati, mi hai chiesto se dovevi farlo da sola e ti suggerii che potevi farlo ma che potevi chiedere a Padre Raffaele di esserci anche lui. Tutto questo hai fatto ma hai taciuto la parte più importante, l’intervento diretto di Gesù che attraverso il Suo Sangue ti guariva ancora una volta come nel 1937! Mamma, mammuzza mia, quello che tu vivi ogni giorno è una realtà, come faccio a fartelo capire? Dimentichi che basta credere e tutte le tue angosce scomparirebbero in un attimo perché grande è la potenza di Dio come grande è il Suo amore per te, così come grande è la Sua misericordia. Mamma ieri, 8 maggio aspettavi fiduciosa che Maria SS.ma di Pompei si manifestasse con la Sua potenza. È Lei che rivelandoti come grave è stata la tua mancanza ha suscitato in te il dolore necessario per meritare il dono del perdono. Ringrazia sempre questa Mamma dolcissima che è così vicina ai Suoi figli e non disperare mai, ma chiedi sempre più fede perché di fede avete bisogno”. Roma, 10 maggio 1998 ore 3.45 Nicola: “Mamma, non ti sei chiesta mai perché Padre Raffaele, quando celebra nella nostra casa, al momento di prendere le Sante Particole per la consacrazione, non domanda mai se i presenti sono in grazia per ricevere l’Eucaristia, ma ne vuole solo conoscere il numero? Il sacerdote santo che tutto conosce, per il potere conferitogli direttamente da Gesù che in quel momento impersona, si fa mallevadore presso il Padre e tutto assolve e così fa singolarmente quando vi accostate a ricevere Gesù. Poi, al momento dell’offerta, il suo spirito si fonde con l’offerta di Gesù in una sofferenza fin troppo palese, in una implorazione al Padre così potente che vi coinvolge per potervi poi rimandare in pace; forse tra i presenti c’era pure un sacrilego, forse, un arrogante, forse qualcuno di falsa pietà, forse un impuro e tutto carica sulle sue spalle perché a nessuno venisse a mancare quella fonte di vita, così come Gesù nell’ultima cena non la negò a Giuda che si apprestava a tradirlo. Mamma il dono, che la SS.ma Trinità ci ha fatto, di Padre Raffaele che giornalmente vi dona Gesù fonte di vita allontanando da voi il gravissimo pericolo di abusare della Misericordia del Padre con i vostri peccati, è talmente grande che non basterebbe una esistenza intera per implorare perdono. Il vostro grazie, mamma, che strano, dovrebbe partire dai vostri cuori, ed invece parte proprio da Padre Raffaele!” 16 maggio 1998 ore 3.24 Nicola: “Mamma, scrivi, ti parlerò ancora dell’Eucaristia, del mistero che si attua sul nostro tavolo al momento della Consacrazione attraverso le parole del Sacerdote, Padre Raffaele. La tavola è imbandita, gli invitati attratti dalla sua voce, che chiama, sono venuti da lontano, sono arrivati stanchi, sono zoppi, ammalati, angosciati, il cumulo dei loro dolori, dei lori peccati li opprime, hanno tanta fame, fame di Te Gesù, e Tu sei lì pronto a saziarli col Tuo Corpo, a dissetarli col Tuo Sangue, come chiedere a loro quanti peccati hanno commesso? Non sei Tu che hai imbandita la tua mensa per loro? 17 Non sei Tu che li solleciti attraverso le parole del Tuo Sacerdote: prendetene e mangiatene tutti, questo è il Mio Corpo, bevetene tutti, questo è il Mio Sangue? Oh! Mamma, quel tutti che Padre Raffaele sottolinea con tanto fervore, come è gradito al Cuore di Gesù, del Padre e della Trinità tutta, e rende felice e riconoscente la Mamma Celeste che ancora più si china benigna sul Suo figlio prediletto! Come Gesù, anche lui si unisce nell’offerta al Padre per implorare perdono, anche lui fa sue le pene dei suoi fratelli che sono venuti a cercarlo e dona conforto pace e gioia. E ringrazia, ringrazia sempre continuamente, ringrazia te, mamma, te Maria, dei piccoli atti d’amore che gli prodigate, ma il suo grazie ininterrotto va al Padre, va alla Trinità tutta, va alla Mamma Celeste, grazie prezioso perché in esso è racchiuso il dolore per le incomprensioni, per le umiliazioni, per le accuse ingiuste che con generosità gli vengono soprattutto da coloro che ama di più, dai più prossimi. È il destino, mamma, dei martiri della fede, e tu ne sai qualcosa. Anime preziose che sorreggono la Chiesa di Cristo, ma che anch’esse sono sorrette dal Cielo tutto. Vai in pace, mamma, perché non sei sola, non ti accorgi quante anime sempre nuove vengono a te e consolano il tuo cuore che soffre? Ti amo, mamma”. Sabaudia, 31 maggio 1998 ore 18.30 Nicola: “Mamma, provi difficoltà a testimoniare un avvenimento avvenuto tempo fa e che solo da qualche giorno trova il suo epilogo a conferma della verità di cui noi soli siamo gli artefici. Ti rimando al 27 09 1997 che tratta fin nei minimi particolari l’episodio che illustra la missione tra te e Sua Eccellenza il Vescovo Serafino Spreafico che in quel giorno celebrava nella basilica di S.Maria delle Grazie in S. Giovanni Rotondo”. Pina: Padre Raffaele era partito per S.Giovanni Rotondo perché doveva effettuare un controllo sullo stato della sua salute, alla Casa sollievo della sofferenza. Doveva effettuarsi solo in un giorno per ripartire la domenica con Gaetano Bellezza, ma la macchina di Gaetano, che tra l’altro era in garanzia, si ferma per un guasto e non arrivano in tempo per il prelievo del sangue. Costretto a fermarsi per tre giorni concelebra nella Basilica dei Cappuccini con Sua Eccellenza il Vescovo, e così sa che il medesimo otto mesi prima aveva avuto il libro il mio amico Nicola e la cassetta registrata della sua testimonianza. Felice mi comunica che Sua Eccellenza stava partendo per Milano dove si sarebbe fermato per venti giorni e che al ritorno avrebbe presentato direttamente al Vescovo di Latina una sua petizione in favore di Nicola. Padre Raffaele deve ritornare a Roma e chiede di andarlo a prendere. Parto io ed Anna Maria, ma per una interruzione sulla strada, imbocchiamo la statale che ci porta verso Lecce allungando di 130 Km, partiti alle nove e mezzo da Roma, arriviamo a S. Giovanni Rotondo alle 16.30. Anna Maria ha guidato ininterrottamente senza accusare stanchezza; mi testimonia che è Nicola che guida la macchina. Invitati quella sera dai coniugi Villani che non conoscono ancora Nicola, la signora mi prega di chiedergli un messaggio tutto per lei. Nicola sollecito dà il messaggio richiestogli: meraviglioso nella sua semplicità ed Antonella Villani guarisce all’istante. Roma, 3 giugno 1998 Pina: Mentre un impulso mi spinge ad accompagnare Padre Raffaele che doveva partire per Vicenza con Filippo ed Anna, un’altra spinta mi sollecita a recarmi con Antonella e Renata a Torino per vedere la Sacra Sindone. Durante la notte Nicola mi solleva dall’incertezza, risolve tutti i miei perché, mi dice che un legame particolare mi unisce alla Sacra Sindone e che ho bisogno di accrescere la mia fede. Sono pronta per partire quando il giorno quattro mattina mi telefona Maria Tecla che con grande commozione mi racconta come il giorno prima aveva operato Giorgio Frongia con l’aiuto straordinario di Nicola. Giorgio doveva essere operato di cataratta all’unico occhio, ma l’operazione si presentava difficilissima perché l’occhio aveva subito ferite ed altro. La difficoltà di eseguire correttamente e senza complicazioni l’intervento era dovuta alla impossibilità di poter mettere bene a fuoco e quindi di visualizzare bene tutte le strutture oculari che entravano in gioco durante l’intervento ciò a causa di una cornea opaca e di una eccessiva profondità della camera anteriore e del sacco capsulare. 18 In conclusione l’operazione era resa difficile dalla necessità di dover operare al buio, eppure procedevo con estrema e insolita calma (per un intervento non troppo semplice) durante tutte le fasi che si risolvevano una dopo l’altra nel migliore dei modi mentre le sue mani operavano in queste condizioni di scarsissima visibilità controllate senza che sene rendesse conto come. L’infermiera ed i colleghi si erano meravigliati, di come avesse reagito con tanta serenità e fermezza. La mattina seguente riferii a Maria Tecla che Nicola mi aveva assicurato che si sarebbe messo al suo fianco e avrebbe guidato le sue mani. Dopo non poche difficoltà finalmente con Antonella e Renata prendiamo il treno per Torino. Viaggio ottimo, cerco di assopirmi, non ci riesco, prendo il libro di Nicola che portavo in borsa e mi immergo nella lettura; solo molto tempo dopo mi accorgo di aver letto con gli occhiali da lontananza! I miei occhi malati erano guariti completamente? L’incontro con la Sacra Sindone si svolgeva gradatamente. Man mano che mi inoltravo nel percorso, più chiaro e più intimo si rivelava al mio spirito il rapporto tra me e quel Gesù morto e resuscitato, tra quell’avvenimento così lontano nel tempo ma così vivo e reale nella mia vita, tra quel lenzuolo che ha ricoperto il corpo del mio Gesù e che oggi mi rivela il mistero della Sua Passione sofferta in tutti i suoi particolari più dolorosi per salvarmi. Quel velo che mi impediva di vedere fino a che punto il mio Gesù, quello stesso Gesù che mi aveva dissetato col Suo stesso Sangue era una realtà, una verità che non ammetteva dubbi, è caduto dai miei occhi malati, ha dato certezza ad ogni sua parola la Trinità coabita in te. Ora so che è tutto vero, come ogni parola dei messaggi che attraverso Nicola arriva al mio spirito, l’invito pressante: vai alla Sacra Sindone, hai bisogno di accrescere la tua fede. Quel dubbio che quel messaggio non fosse per me, non era umiltà ma foschia di tenebre, non accettavo le perfezioni dell’amore del Padre, perfettissimo nell’amore verso le Sue creature, e quel Gesù che mi si presenta disteso nella Sua lunghezza prima cadavere inanimato e poi trionfatore sulla morte, sulla materia inanimata mi immerge in un dolore che è gioia, è commozione che è abisso di mistero. Quale il legame intimo, perfetto tra Padre Raffaele, me, il Vescovo di Latina? È quel lenzuolo, lì presente che nel silenzio totale dei visitatori attoniti parla un linguaggio personalissimo rivolto a te sola? Solo in questo momento, di ritorno dalla S.Messa dove un Sacerdote vecchio ma dallo sguardo luminoso nell’omelia ti dà conferma e sai quale l’eredità che investe specificatamente la tua persona saldata al sacerdote che impersona il Cristo di ieri, di oggi, in una fusione totale di spirito. Ma quale il compito, la richiesta che quella Trinità SS.ma che coabita in noi ci chiede? Il mistero avvolge ogni cosa grande e la nostra attesa è umile attesa. Rumori di guerra non turbano più il mio spirito, ed ancora una volta Maria SS.ma, nostra Condottiera si staglia luminosissima per ricondurci ad una realtà sempre presente: è Lei la vittoriosa che ci conduce alla vittoria definitiva in un attimo, così come Gesù in un attimo passa dalla morte alla vita. Roma, 10 giugno 1998 ore 4.15 È proprio vero! Le riflessioni, la presa di coscienza avvengono dopo che qualcosa di eccezionale ha investito il tuo spirito, ed ha segnato una svolta nella tua vita. Così è stato a Medjugorje, quando ho stretto tra le mie braccia Nicola, nella sua realtà umana e tangibile causandomi stupore, commozione, spasimo d’amore. Così è stato nel mio impatto con la Sacra Sindone il giorno cinque a Torino. Alla nostra umanità ferita dal peccato, occorre proprio il contatto sensibile, e quel corpo di Gesù disteso in tutta la sua lunghezza, e che ci mostra sangue e ferite, e quel lenzuolo che lo ha ricoperto, ma che alla distanza di duemila anni ce lo mostra nella sua realtà di allora, ma nella verità di oggi, causa anch’esso stupore, commozione e tormento d’amore. Non volevo accettare fino in fondo, il messaggio di Gesù che testimoniava il Suo amore infinito, di Padre amorosissimo che in un arco di tempo abbastanza lungo plasma, modella la sua creatura amata come fa il vasaio con l’argilla grezza, perché possa essere elemento attivo nel disegno di insieme in cui il Suo amore previdente lo ha posta. Ancora un’altra conferma era arrivata a me da Gesù tramite un’altra voce, ma io, sedotta dall’afa dello spirito infernale, restavo quasi scettica, come se la cosa non mi riguardasse. Tante anime erano legate a me, alla validità del mio credo, tantissime positive, altre negative e la lotta si prospettava sempre più accesa. Resta con me, Nicolù, non lasciarmi mai sola, la Trinità è in me, ma a te posso ricorrere senza il terrore di dovermi presentare nuda per aver rifiutato i tantissimi doni di cui il Suo Amore mi aveva rivestita. 19 11 giugno 1998 ore 4.30 Nicola: “Mamma, scrivi, ti parlerò delle tentazioni. Stai appena uscendo dalla tentazione forse la più forte a livello di conoscenza e sei in grado di capirne la portata. Tu sai, mamma, come il vostro più acerrimo nemico cerca la parte più vulnerabile della vostra difesa, e lì vi attacca. L’anima vacilla, si dibatte, spesso sotto i colpi concentrici del seduttore, cade, si rialza, e dalla forza della sua fede che attinge direttamente da Gesù, il liberatore, ricomincia a lottare, per essere vincitrice e non una soccombente. Una delle cause principali per cui l’anima soccombe a volte per non più rialzarsi, è la mancanza di conoscenza di un nemico, così intelligentissimo ed astuto che si serve perfino degli opposti pur di distruggervi. Insinua il demone dell’invidia e della superbia che esclama perché a te sì ed a me no? Insinua il demone del dubbio per i tanti doni gratuitamente ricevuti e le fa esclamare: perché a me sì e a te no? Entrambe pericolosissime queste tentazioni il cui effetto è il medesimo, cui Gesù risponde: perché eri tu. L’attacco è sempre diretto alla fede, la fede che ti rende forte ed invincibile di cui l’arma più potente è la preghiera. Ma la preghiera deve essere umile e fiduciosa, prudente e silenziosa perché sotto gli attacchi dell’inferno può dare vita alla falsa pietà. Così la fede può trasformarsi in arroganza. Vedi, mamma, quanti pericoli circondano e tengono d’assedio le vostre anime? Ecco l’imperativo che continuamente ti lancio: accresci la tua fede e non temere perché tutto il Cielo è con te. Comprendi adesso il dono grande dell’esorcista santo che snida il tuo nemico dall’angolo buio della tua anima e lo inchioda in piena luce perché tu possa meglio conoscerlo e quindi vincerlo? E quando alla sua forza di liberazione unisce l’implorazione a Gesù che tutto opera, all’amore del Padre che tutto perdona, se tu ti unisci al suo spirito, chi può vincerti? Vai in pace, mamma, noi siamo in te”. 14 giugno 1998 ore 10.40 Pina: Primo viaggio missionario Roma-Fatima. Maria SS.ma che da tempo aveva sollecitato questo viaggio, mi attende a Fatima. Piccolo gruppo di undici persone con a capo il Suo servo fedele, Padre Raffaele. L’imperativo tramite Nicola, il suo portavoce, era chiaro e preciso: vi attendo a Fatima. Cosa ci chiederai ancora, Mamma bellissima? Un giorno ormai lontano nel tempo, mi hai detto: dovrai testimoniare la mia opera ininterrotta di Mediatrice potente, in favore di questi miei figli che devo ricondurre al Padre. Aggiungerai una corona di gloria al mio intenso operare. E così ogni atto il cui raggio d’azione avvolgeva e coinvolgeva tutto il mondo visibile, aveva il carattere dell’universalità. Ogni popolo come ogni singolo uomo ne faceva parte; tutto era coordinato con saggezza perfettissima e lungimirante. La docilità ad ogni comando di Nicola, ne garantiva la vittoria certa. I tempi di attuazione erano sempre vari e sempre nuovi, a volte potevano sembrare in contraddizione, ma se anche per strade diverse essi approdavano ad un medesimo risultato: una vittoria di Colei che tutto utilizzava per attuarla. Ogni anima a Lei fedele aveva la sua piccola azione di restauro in seno alla sua zona di attuazione come quella piccola rotellina quasi insignificante nel meraviglioso ingranaggio di perfezione e d’amore che parte dalla SS.ma Trinità, tutto al soffio poderoso dello Spirito Santo che, in Maria SS.ma la Sposa, ne trova l’attuazione pratica. E mentre volo col gruppo verso Lisbona, come alla Sacra Sindone di Torino, mi chiedo: quale la tua richiesta, Mamma bella? Eccoci, aiutaci ad esserti fedeli. Fatima, 14 giugno 1998 ore 17.00 Pina: Un disegno meraviglioso e sempre sconvolgente si dipanava giorno, dopo giorno. Partito da molto lontano: Medjugorje: ti rivelerò cose nuove; Loreto: Padre Raffaele: è passato il periodo della sofferenza ora raccoglierà i frutti del suo intenso patire. 20 Veneto: Padre Raffaele raccoglie i frutti e il cinquantesimo del suo sacerdozio è un trionfo per lui. Ma le anime incalzano e chiedono aiuto, e l’apostolo sente il loro accorato richiamo e corre in loro soccorso, non si risparmia, invoca, supplica, soffre, si offre. Come un piccolo uccellino impaurito, tremo e più che mai mi appoggio a lui. La Mamma Celeste non mi ha saldata a lui? E Gesù: che temi, piccola anima che sei al riparo nel mio cuore? L’attacco dell’invidioso è terribile, sente la sua impotenza e sferra i suoi attacchi concentrici. L’urto è atroce e mi lascia barcollante. L’Apostolo tace, mi lascia sola a lottare ma nel silenzio raddoppia la sua supplica. La prima vittoria meravigliosa, sfolgorante: Francesco. Preparata da tempo, nel silenzio su di un tavolo della mia casa trasformato in mensa; la mensa su cui il mio Gesù Eucaristico al comando del Suo santo Sacerdote si offre anche Lui nello annientamento totale di un’ostia e di un calice contenente vino. Padre, non allontanarli da te, essi sono Miei, se allontani loro allontani Me. Maria, la Madre: vai a Fatima ti aspetto a Fatima. E la sera di quel 14 giugno nella Chiesetta accanto allo hotel Pax, l’incontro con Lei la Mia Madre Carissima, ai piedi dell’altare, è tangibile è fusione di anime, è fusione di Madri. Abbraccia assieme me e Francesco, ci stringe forte, forte al Suo Cuore e mi dice: Figlia mia, non sei tu che lotti contro l’inferno tutto, non la tua fragile fede, ma la Trinità tutta che è in te e di cui Io e lo Spirito Santo, Mio Sposo, ne siamo gli artefici. 16 giugno 1998 ore 4.15 Nicola: “Mamma scrivi”. Pina. Le riflessioni, la presa di coscienza avvengono dopo che qualcosa di eccezionale ha investito il tuo spirito ed ha segnato una svolta nella tua vita. Così è stato a Medyugorje quando ho stretto tra le mie braccia Nicola nella sua realtà umana e tangibile causandomi stupore, commozione, spasimo d’amore. Così è stato col mio impatto con la Sacra Sindone il giorno cinque a Torino. Alla nostra umanità ferita dal peccato occorre proprio il contatto sensibile. Quel corpo di Gesù, disteso in tutta la sua lunghezza che ci mostra sangue e ferite, quel lenzuolo che lo ha ricoperto, ma che alla distanza di duemila anni lo mostra nella sua realtà di allora, ma nella verità di oggi, causa anch’essa stupore, commozione tormento d’amore. L’imperativo di Nicola era chiaro ed urgente: ”Mamma, vai con Antonella a Torino a vedere la Sacra Sindone, hai bisogno di accrescere la tua fede”. Come sottile l’inganno satanico che sotto l’apparenza di una presunta umiltà mi spingeva a ricorrere nei due messaggi di Gesù; quello riguardante l’ereditarietà che investe la tua persona saldata al sacerdote che impersona il Cristo di ieri, di oggi in una fusione totale di spirito. Non volevo accettare fino in fondo il messaggio di Gesù che testimoniava il suo amore infinito di Padre amorosissimo che in un arco di tempo abbastanza lungo plasma, modella la sua creatura amata come fa il vasaio con l’argilla grezza, perché possa essere elemento attivo nel disegno di insieme in cui il Suo amore previdente lo ha posta. Ancora un’altra conferma era arrivata a me da Gesù tramite un’altra voce, ma io, sedotta dall’afa dello spirito del male restavo quasi scettica come se la cosa non mi riguardasse. Tante anime erano legate a me alla validità del mio credo, tantissime positive, altre negative e la lotta si prospettava sempre più accesa. Ma quale il compito, la richiesta che quella Trinità SS.ma che coabita in noi, ci chiede? Il mistero avvolge ogni cosa grande, è la nostra attesa, è umile attesa. Rumori di guerra non turbano più il mio spirito ed ancora una volta Maria SS.ma, Nostra Condottiera, si staglia luminosissima per ricondurci ad una realtà sempre presente: è Lei la vittoriosa che ci conduce alla vittoria definitiva così come Gesù in un attimo passa dalla morte alla vita. 18 giugno 1998 ore 22.10 Nel 1969 andai per la prima volta a Fatima con mio marito. Una sera ci portarono in un locale dove una donna cantava il fado. Era la storia di una sposa il cui uomo si era imbarcato e non faceva ritorno. La donna tutte le sere andava sulla spiaggia e scrutava a lungo l’oceano atlantico in una attesa senza fine, poi stanca e delusa tornava nel suo letto per riprendere l’indomani il suo posto di vedetta e questo per tanti anni. 21 Ma un giorno lei non andò più e le sue comari vocianti andarono da lei per dirle di correre sulla spiaggia perché era tornato il suo uomo. Ma lei non volle andare, aveva troppo atteso e troppo sofferto e temeva che quell’uomo che tornava da così lontano non fosse il suo sposo, non credette che quell’oceano così infinito che le aveva strappato il suo amore e disseccato le sue lacrime glielo avesse potuto restituire. Il patos di quella donna mi ritorna vivo alla memoria e me ne comunica la sofferenza struggente. La paragono al dolore atroce della madre che, ormai tarda negli anni, aspetta invano il ritorno della figlia o dei figli e si chiede se quell’oceano così pieno di pericoli un giorno glieli ridarà sani e salvi. La paragono alla speranza del padre che dopo tanta attesa e sofferenza preferisce scappare all’annuncio del loro possibile ritorno e dimentica che proprio quell’oceano infinito, sinonimo dell’amore del Padre spingerà quel relitto di uomo che ormai vinto torna tra le braccia di Colui che non si è stancato di attendere. 21 giugno 1998 ore 4.20 Nicola: “Mamma scrivi, è Gesù che ti parla. Gesù: ”Figlia mia, ti ho chiamata ad una missione troppo grande e la tua fragilità stenta a librarsi nelle sfere del possente, della luce che, ad un tratto, ti strappa alle tenebre. Si, Nicola ha preso possesso del corpo e dello spirito di Francesco. Il suo corpo e il suo spirito facevano parte di se stesso, della sua stessa natura umana perché anche lui figlio di tua figlia, della tua stessa carne. Ecco perché ancora non nato alla vita, fu fatto segno dell’odio più feroce di Satana. Rimase impigliato nei suoi lacci, ma il disegno del Padre che Mia Madre portava sempre avanti si realizzava a Fatima. Era necessario una purificazione, perché come il fratino polacco che ti accompagnò nel Krizevac, fosse anche lui puro e santo. Ora, forte della presenza del mio Nicola, sostenuto dal mio sacerdote che ne garantirà la crescita umana, arriverà là dove tu non sei arrivata, al cuore del padre, della madre, degli zii, ma soprattutto di Antonella che nel suo abbraccio sentirà il suo Nicola. L’unione spirituale con Elena a cui ti avevo accennato diventerà un fatto concreto, ecco perché saranno una forza invincibile perché connaturata a Nicola così come lo sei tu come madre di Nicola stesso, Figlia mia, le cose che ti rivelo non sono cose fantasiose del tuo Gesù, cui nulla come Dio è impossibile, ma fatti veri che trovano riscontro nella vita dei miei Santi”. 22 giugno 1998 ore 8.30 Attraverso Lella, Gesù: “Pina, è il tuo Gesù che ti parla. Lascia libero il tuo cuore al Mio amore e non preoccuparti per il Mio figlio, Padre Raffaele. La vita terrena è sofferenza, sofferenza provocata dal Male ma attraverso di essa se accettata, sofferta, offerta si arriva alla santità. Non temere, immergiti nel Mio amore, e nel medesimo in quello di Nicola e lasciati guidare, nell’umiltà e nel silenzio del tuo cuore, ascolta la Nostra parola. Ama, sei libera nel farlo, testimonia la verità e lascia che siamo Noi ad operare. Il tuo Gesù, il Nazareno che mai ti lascia e con Me la Madre Mia e Nicola mia luce. Amen, alleluia, alleluia”. 27 giugno 1998 ore 10.40 Nicola: “Mamma scrivi, è Gesù che ti parla attraverso il tuo Nicola. Stai soffrendo molto, senti freddezza, rifiuto in Lalla, Maria, ma senti soprattutto il loro rifiuto nei confronti di Padre Raffaele che incarna il Cristo vivente. L’Apostolo Santo non demorde e tiene incollato Lucifero stesso perché non produca altro male. L’odio del nemico infernale è terribile ed attacca a più riprese le anime che amiamo di più, le più fragili. Il ricordo della vittoria riportata a Fatima da Maria SS.ma su Francesco lo rende pazzo di dolore e paventa altre vittorie ed altre sue sconfitte. Ieri sera la Trinità tutta con a capo Maria SS.ma ha consolato il Martire Santo che sentiva il peso della sofferenza del Tuo e Suo Gesù facendoti esclamare: Padre Raffaele ti amo. E lui ha risposto: non è ancora il tempo. Mamma, mammuzza mia, tu non sai cosa Io soffra nel vedere e recepire in pieno tutto il tuo dolore per questi miei fratelli che, povere vittime, soffrono anche loro tanto e si dibattono in una lotta impari. 22 L’implorazione costante ed accorata di Padre Raffaele spinge sempre più la Misericordia del Padre che in Maria SS.ma la Madre opera con lo Spirito cose sempre nuove e meravigliose. Cosa pensi che sia il loro rifiuto davanti alla potenza di Dio? È come la cera che rapidamente si scioglie al calore del sole. Vai in pace, mamma, Io ti aiuto, dimezzo le tue sconfitte, perché tu soffra di meno, mentre corro in aiuto, di ogni anima per cui implori il mio soccorso. Certo, Tecla, Antonella, Filippo, Teresa, è lunga la lista, ma io tutto conosco”. 2 luglio 1998 ore 18.00 Nicola: “Spesso ti senti ripetere anche da consacrati che i demoni a cominciare da Lucifero potrebbero anch’essi essere suscettibili di salvezza. Mamma questa è l’eresia più grande, l’offesa più atroce all’amore infinito del Padre, l’inganno più temibile che colpisce e si riversa proprio su coloro che incautamente la accettano o ne presumono l’attendibilità. L’Amore infinito del Padre che crea altri esseri per renderli compartecipi della Sua tessa gloria, del Suo stesso potere cui chiede solo una prova d’amore, che è solo assenso al Suo stesso atto senza il quale non vi può essere libertà di scelta, è stata rivolta primo fra tutti a Lucifero. Nel creare Lucifero tutti gli attributi a lui inerenti erano al grado massimo della perfezione. Era il bellissimo, apportatore di luce, intelligentissimo, a capo di tutti gli altri puri spiriti, aveva dato a lui poteri che gli altri non avevano, era l’amato in cui il Padre trovava la Sua compiacenza. Come pensare che questo Padre ferito nel Suo amore da questo figlio ribelle non avesse messo in atto qualsiasi mezzo, qualsiasi risorsa adatta a farlo rientrare in sé stesso pur di non perderlo? E quando come ultima possibilità di salvezza gli offre il sacrificio cruento del Suo Unigenito viene umiliato al punto di rifiutarlo, perché inferiore a lui puro spirito, allora la frattura è divenuta insanabile, e le conseguenze tremende e purtroppo eterne come eterni, erano i doni a loro destinati. Comprendi mamma, come spesso accecati da una falsa pietà possiamo ferire proprio l’amore di Dio Padre che tutto dimentica, tutto perdona ed è sempre pronto a stringere a sé il figlio che pentito implora il Suo perdono? E non gli sottrae i doni di cui l’aveva arricchito ed aspetta il figlio fino all’ultimo istante della sua vita terrena pur di vederlo tornare al Suo amore. Mamma, siamo alla fine dei tempi; la Redenzione si è chiusa duemila anni fa, su quel legno di Croce su cui il Figlio unigenito del Padre esala l’ultimo respiro ed esclama: tutto è compiuto, nelle Tue mani raccomando il Mio Spirito. Come grande infinito l’Amore del Padre per noi figli ribelli, e come grande infinito l’Amore di Gesù che accetta una prova così terribile dal Padre Suo che Lui ama e da cui è tanto amato! E la Sua infinita misericordia si riversa su questa umanità ferita che in Maria SS.ma trova, la Madre, la speranza, la salvezza, l’ultima spiaggia. Hai sofferto e continui a soffrire per il Vescovo, nel cui cuore avevi trovato conforto, rifugio. Anche lui soffre stretto nelle spire di un nemico che non demorde, piegato ad una ubbidienza che solo a Dio è dovuta, ma io Nicola e Maria la Madre non lo lasciamo solo e nella sofferenza troverà la purificazione ai sì non detti o ai no che non ha avuto il coraggio di pronunciare. Mamma, appoggiati sempre più a Padre Raffaele e nella fusione totale al suo spirito ritroverai la forza di continuare la mia battaglia di cui Maria SS.ma è la vera protagonista”. Sabaudia, 5 luglio 1998 ore 6.20 Nicola: “Mamma mia tanto cara, non lasciarti vincere dallo scoraggiamento; lo scoraggiamento non si addice ai forti, e tu sei forte, mammuzza, forte della Nostra forza. Maria SS.ma vera protagonista di questo disegno grandioso che fa capo a Me Nicola, sconvolgerà con la Sua potenza ogni aspettativa dei più incerti e dubbiosi a cominciare da coloro che detentori di un potere gerarchico nella stessa Chiesa di Cristo non hanno avuto il coraggio di portare avanti questo progetto. Servi inutili dirà di loro Gesù stesso; servi pavidi che, nonostante i segni, che continuamente cercavate ed Io vi donavo, opponevate sempre una resistenza a conforto del vostro operare dove si nascondeva il vostro io maledetto. Ma tu, mamma, continua la tua opera in mio favore senza stancarti come se nulla fosse cambiato, perché nel silenzio Maria SS.ma opera cose grandi. Io ti sarò sempre accanto. Già anche al tuo spirito un pò assonnato e stanco ti si rivelano luci abbaglianti; La Sacra Sindone, Fatima, Francesco e il posto che lui occuperà d’ora innanzi in questo disegno. 23 Gesù ancora ti sussurra: cosa temi piccola anima, che hai trovato riparo nel Mio cuore? Non sono Io il Potente e tu il mio piccolo tabernacolo vivente? Animo, mamma, e non scoraggiarti mai, Io sono in te”. Francesco voleva sapere se eri realmente tu, Nicola, che prima ti eri presentato con gli occhi neri e poi con gli occhi azzurri. “Mamma, anche le piante nella pienezza del loro rigoglio cambiano veste, le loro foglie acquistano toni diversi mentre captano in pieno la luce del sole”. Sabaudia, 14 luglio 1998 ore 5.45 Nicola: “Mamma ti avevo sollecitato a fermare su carta tutti gli avvenimenti che si sono succeduti nella giornata di ieri, in cui il tuo spirito viveva delle realtà a te non ancora note, ma che col passare delle ore, come luci che fendono le tenebre illuminavano zone d’ombra. Lino e la sua famiglia. La sorella di Padre Raffaele. Verità che liberandoti dai dubbi, più chiaro si rivelava al tuo spirito l’opera mia ininterrotta in favore delle persone che tu mi solleciti ad aiutare. Dove, i punti deboli, dove, anche una fede incerta, che alimenta il flusso della grazia può evitare disgrazie irreparabili, dove i pericoli che si annidano in anime addormentate che si lasciano cullare dalla musichetta così seducente del nemico che esalta il loro io e lo coccola ad arte. Mi avevi chiesto che, come per Sergio, io liberassi Lino dal condizionamento del russare, e proprio ieri ti risposi che quello non era il male più importante, ma che la situazione della sua famiglia in ciascun membro di essa sollecitava il mio preciso intervento in suo favore, e che l’opera di Padre Raffaele, presente in quella famiglia da tanto tempo, e che non ha mai abbandonato costituiva una protezione insostituibile. Si, ti ho spinto a guardare quei bambini, belli, veramente belli, su cui il nemico non era riuscito ancora a sferrare il suo attacco, protetti dalla loro innocenza, che bisognava a qualsiasi costo salvare. Quella fotografia mia che ti è tanto piaciuta e che avresti desiderato avere, ma hai capito che apparteneva a loro, sarei contento che Lino la facesse incorniciare a testimonianza della mia presenza protettiva in quella casa”. 16 luglio 1998 ore 17.00 Padre Raffaele da qualche tempo accusa una enorme stanchezza di cui se ne rende conto. Stamani si poneva degli interrogativi a voce alta: cosa pensano di fare di me nel Segretariato dei Celesti? Anch’io sono stata un poco preoccupata nel vederlo così a terra e subito passo a Nicola la domanda. Nicola: “Mamma, Padre Raffaele è da un pò di tempo che innalza a Dio Padre la supplica chiedendo una definitiva conversione. Noi la chiamiamo una pienezza di Santità, le rifiniture perché l’anima diventi più bella. Ma questo comporta una ulteriore sofferenza che, se accettata ed offerta, diventa purificazione, diventa fusione d’amore. I frutti allora sono più copiosi e si irradiano all’infinito, abbracciano anime che umanamente parlando sono tetragone a qualsiasi influsso della grazia mentre l’animo dell’Apostolo ancorato al Cristo delle vittorie ed alla Madre Dolcissima, diventa sempre più forte della Nostra stessa forza”. 18 luglio 1998 ore 14.45 Nicola: “Mamma, attenta, il nemico ti circuisce, non riuscendo ad attaccarti in Padre Raffaele, si serve dell’amore che a lui ti lega per dividerti da Maria. Lui sente questo pericolo, e storna la tua attenzione da lui e diventa umile vittima, vorrebbe addirittura scomparire tanto si fa piccolo nella sua umiltà. Questa notte hai sentito la tua impotenza ed alla tua implorazione accorata è venuta in tuo aiuto la Madre. Ascoltala, mamma”. Maria SS.ma: “Figlia mia, non temere per Padre Raffaele perché questo Mio figlio, tanto amato, è tutto Mio e più nessuna forza avversa potrà strapparlo al Mio amore. Ho mandato in vostro aiuto il mio Nicola che, in Francesco porterà ai vostri spiriti stanchi gioia e pace. Sarà come un’onda di nuova energia. Tu sai come nel silenzio opero grandi cose e nulla trascuro di quello che ho iniziato. Ho solo bisogno della vostra fede. Vai in pace, figlia mia”. Maria SS.ma, tua Madre. 24 18 luglio 1998 ore 15.15 Nicola: “Mamma, il mio rimprovero di sempre è quello di scrivere al momento stesso in cui arriva al tuo cuore e poi alla tua intelligenza quanto mi preme farti conoscere. L’altra sera, ancora una volta, ti facevo presente come attardarvi nel ricordo di un passato ormai trascorso da tempo, importante si, perché ha trovato conferma negli avvenimenti successivi, ma che tarpa le ali allo Spirito Santo che opera incessantemente, sia un vero errore. Esso ferisce l’Amore che tutto opera con una dinamicità impossibile a seguire ai vostri spiriti assonnati ma i cui frutti copiosissimi si realizzano solo con la vostra adesione vigile ed anch’essa rapida nella sintesi dei fatti che vi vengono proposti. Mamma, Padre Raffaele anch’esso inglobato in un disegno che parte da lontano, da sempre, lui, anima guida, fedele servo di Maria, stenta a vivere la sua realtà di oggi come se avesse paura di prendere il suo posto, quel posto che solo la volontà del Padre gli ha riservato. Ritarda così l’attuarsi di quel disegno, mentre nemici agguerriti smorzano il suo ardore e fiaccano la sua resistenza fisica. Anche a te, mamma, quante volte ho rivolto lo stesso rimprovero? Si può tradire in due modi: o dicendo no, o dicendo si, ma poi non facendo niente o ben poco”. 19 luglio 1998 ore 4.10 Nicola: “Carmen è Maria SS.ma che ti parla, ascoltala”. Figlia mia, sento la tua angoscia, davanti al mistero così grande che si attua in te, difficile da capire ed ancora più difficile da accettare nelle varie fasi e nei vari momenti in cui si va attuando. Un bimbo voluto dal Cielo che chiede solo fede! Anch’Io ho vissuto questi momenti terribili di sconforto, di solitudine il cui superamento era affidato alla mia fragile fede. Anche se intimamente legata al Padre che amavo, l’eccezionalità dell’evento rendeva ancora più fragile la fede di una misera creatura umana quale Io ero. Dubbi, incertezze, rifiuti, il terrore di poter perdere il frutto dell’Amore del Padre del dono stesso di Dio perché leggi inique volevano l’adultera lapidata, il tormento del mio sposo Giuseppe che si dibatteva nel dubbio più atroce, e così l’adempiere fino all’ultimo il mio dovere di cittadina mentre il tempo si compiva ed imminente sentivo la nascita del mio Gesù. Non un tetto per accogliere il figlio di Dio, ma solo rifiuti da cuori duri chiusi all’amore. Non pensi Carmen, figlia mia che anche tu stai vivendo questi stessi momenti? Che anche a te Dio Padre non chieda fede ed abbandono? Ma tu hai Me, Io sono tua Madre e sono a protezione della tua fede, a consolazione dei tuoi momenti di sconforto perché il disegno di Dio si compia. E la tua gioia sarà grande perché frutto del tuo intenso patire, e del grande amore che ti lega al frutto del tuo amore”. Sabaudia, 19 luglio 1998 ore 16.30 Nicola: “Scrivi, mamma, ti parlerò di Carmen, molto succintamente, ma in maniera tale che tu possa inquadrarla negli avvenimenti di oggi che ne confermano l’importanza nel disegno di Dio. Anche lei dotata di doni eccezionali, venuta a conoscenza della possibilità di utilizzarli in favore del suo prossimo, è terapeuta, con grande generosità li dona e si dona completamente libera da qualsiasi attrazione di lucro. In casa di Padre Raffaele a Poiana dove si recava per curarlo, fu attratta dal titolo di un libro: Il mio amico Nicola, ne viene in possesso e ne resta conquisa. Poco alla volta attraverso la conoscenza dei messaggi entra nella dinamica della grazia che opera nelle anime. Rivive, alla luce di tali verità la sua vita, le prove dolorose che hanno inciso profondamente nella sua psiche, vede quale il punto debole, quale la strada per una liberazione totale. Decide di venire a Sabaudia e pregare sulla tomba di Nicola. Avvenimenti eccezionali maturano in quei due giorni che col marito Luigi e un loro amico, Gino, sono ospiti nella villetta di Maria e Lalla. Ma tutto si è svolto nel silenzio più completo come i grandi disegni di cui Dio solo è lo artefice. Solo alla distanza di un anno, il disegno prende una connotazione precisa. Rimase incinta dopo diciannove anni dalla morte del bambino, il terzo e quasi al limite fisiologico: ha 50 anni! 25 Sabaudia, 20 luglio 1998 Nicola: “Mamma, non lasciarti avvincere ancora dallo scoraggiamento per gli accenni negativi alla salute di Elena. Non ti accorgi che è sempre lui che sferra attacchi diretti soprattutto a te, alla tua fede in me? Tu sai che Elena è perfettamente guarita e ne hai avuto conferma da quella frase di Dio Padre: perché così ha decretato Dio! Vuoi mettere in dubbio anche la parola di Dio, eterna ed incorruttibile? Guarita nel corpo, abbiamo iniziato la guarigione totale dello spirito, perché la sua anima risplenda come fiamma di luce per illuminare gli altri. È questo il motivo per cui permettiamo gli attacchi del maligno ed ogni attacco vinto è un accrescimento di fede. Vai in pace, mamma, tutto il Cielo è con te”. Pina: Mi stavo chiedendo cosa significasse l’espressione riferentesi ad Elena, fiamma di luce, Nicola me né da la risposta: Mamma, la fiamma manda calore, la luce illumina. Sabaudia, 21 luglio 1998 ore 11.05 Nicola: “Mamma, tempo fa quando la frattura tra te e Lidia diventò quasi insanabile, lei che venne fino a casa nostra a Roma, nei tuoi riguardi disse testualmente: Io vedo in te tanta superbia, perché il canale che ti lega a Nicola , è esente da interferenze, mentre il mio no? Anch’io ricevo messaggi dal Cielo, anch’io ho il dono dell’ascolto. È la stessa frase che Lucifero disse a Dio: perché tu sì e io no? E la risposta che Dio da a ciascuna anima che vuole giudicare al posto di Dio è: perché sei tu! Mamma, la conferma all’interrogativo di Lidia te la da lei stessa: io vedo in te tanta superbia! Forse ora comprenderai meglio perché proprio attraverso Lidia hai avuto Il Mio messaggio in cui Gesù stesso ti elencava i doni che tu avevi meritato in sessanta anni di fede e docilità alla Sua SS.ma volontà: la Trinità coabita in te. Volevamo attirare e convincere lei che tu, mia madre, per volere di Dio eri stata investita di tale missione, e confermare in te questa verità cui tu appunto per quell’umiltà che ti rendeva gradita a Dio rifuggivi dal credere. È stata necessaria la conferma di Paola, perché non avessi avuto ulteriori dubbi, mentre il nemico si serviva del tuo stesso rifiuto per spingerti sulla riva opposta della negazione. Ma l’intervento diretto di Maria SS.ma la Madre dolcissima che vegliava su te e sulla nostra famiglia prima a Medjugorje, poi a Loreto, poi alla Sacra Sindone ed non ultimo a Fatima ha sventato l’attacco. Vai in pace, mamma, Noi siamo con te e protetti da Padre Raffaele, tutto avrà un esito positivo”. Sabaudia, 24 luglio 1998 ore 4.30 Nicola: “Mamma scrivi, la sclerosi a placche o multipla è una malattia stranissima che sfugge al controllo della scienza umana. Manovrata ad arte dallo spirito del Male colpisce l’uomo che ne diventa vittima inconsapevole. Ma a difesa di esso si erge potente ed invincibile Dio stesso che trasforma la vittima in strumento potentissimo di salvezza non solo per se stessa ma per tutti coloro che colpiti dallo stesso odio satanico sanno opporre anche un briciolo di fede in quel Padre amorosissimo che in un attimo guarisce. Mamma, Elena è lo strumento prescelto da Dio stesso, è lei che col suo credo autentico ha già sconfitto il Male non solo in lei ma nelle povere vittime che soffrono ancora e che si aprono ad un bagliore di speranza. La scienza medica troverà la sua strada per sconfiggere il Male ma solo in virtù della fede di queste eroine che si sono buttate a capofitto tra le braccia del Dio delle misericordie fidandosi solo della Sua parola: Elena è guarita, perché così ha decretato Dio. Mamma ti ho sempre ripetuto che nulla è affidato al caso e che tutto trova il suo tempo di attuazione in ragione della nostra disponibilità alla volontà santa di Dio che ci vuole partecipi e corresponsabili attivi al Suo disegno d’amore. Non ti dice niente Fatima che vede la conversione totale di Francesco realizzando così quella unione spirituale tra Elena e Francesco che già, tempo fa, ti avevo annunciato? In questo momento così delicato per la Chiesa, per l'umanità tutta, per la nostra famiglia quanto più valido ed indispensabile è la voce di Gesù che assicura: quando due persone o più si uniscono in preghiera nel Mio nome, Io sono in mezzo a loro”. 26 Sabaudia, 25 luglio 1998 ore 16.30 Nicola: “Mamma scrivi, ti parlerò della Genesi. Le mie luci che vi portano alla conoscenza del mistero delle origini del mondo visibile sono frammentarie, come lampi in una notte di tempesta. Ma esse rischiarano quel tanto per impedirvi di perdervi per strade sbagliate dove ombre che sono solo fantasmi vi incutono paura. Adesso ascoltami: Ti ho detto che Dio crea l’universo visibile in un attimo, ma la Genesi parla di sei giorni e l’uomo semplice può pensare che ci sia contraddizione nella rivelazione di cui è custode la Chiesa. Ma se quell’unico atto creativo rapidissimo e potentissimo potessimo vederlo al rallentatore come è avvenuto per la Sacra Sindone attraverso le meravigliose scoperte dell’uomo di oggi, vedreste che esso si scinde in vari atti consequenziali perfettamente logici ma che la Potenza di Dio riunisce in un unico atto. Vengo incontro alla limitatezza della tua conoscenza in materia teologica ma anche culturale, ma aperta agli stimoli della fede. Se tu, mamma, devi portare avanti un qualsiasi progetto, hai bisogno di elementi indispensabili, prima di tutto della luce, poi del calore per fondere i vari elementi e far nascere la vita, l’acqua anch’essa fonte di vita ecc., ecc. Se fai lavorare la tua intelligenza poco alla volta ti accorgerai come i sei giorni che la Genesi tramanda alla distanza di millenni non sono altro che atti consequenziali di quell’unico atto col quale in un attimo Dio crea tutte le meraviglie che noi adesso ammiriamo. Leggi perfettissime regolano l’universo tutto, forza di coesione è l’amore. Ecco come grave, gravissimo è l’atto della creatura che, servendosi proprio dei doni che essa ha gratuitamente ricevuto dal Creatore ne fa abuso, infrangendo così quell’ordine che è solo perfezione di amore”. 25 luglio 1998 Nicola: “Mamma, comunica a Francesco quanto sto per dirti: Francesco, il dono della SS.ma Trinità, di cui Maria SS.ma è l’artefice, è grandioso e sublime nello stesso tempo. Portato avanti da lontano nel tempo, di cui Padre Raffaele ne è stato lo strumento amorosissimo e paziente, si è concretizzato a Fatima e tu ne hai visto gli effetti. Guarito nel corpo, guarito nello spirito hai sentito la potenza dell’invasione dello Spirito Santo e tutto in te ha acquistato una dimensione diversa. Ora sei forte della mia forza, hai in te sete di conoscenza, ma a questa devi attingere direttamente dai miei messaggi a nonna perché anche tu sei diventato strumento della missione di purificazione della teologia della Chiesa, di cui Io sono il portavoce, mentre Maria SS.ma, immersa nella potenza dello Spirito Santo, ne è l’artefice e Padre Raffaele ne è il custode”. Sabaudia, 4 agosto 1998 ore 15.45 Nicola: “Mamma scrivi, ti aprirò un capitolo importantissimo della conoscenza che illuminerà meglio il messaggio del 24 07 1998 che tratta della sclerosi a placche di cui Elena è lo strumento voluto da Dio per debellare quel male terribile. L’uomo, davanti ad un ostacolo insormontabile che limita terribilmente la possibilità di realizzare quello stato di ordine e di equilibrio infranto che gli darebbe la gioia, cerca disperatamente di trovarne la causa. E così in tutti i campi dello scibile umano, ma soprattutto nella medicina perché la sofferenza ed il dolore attaccano l’uomo proprio nella sua stessa carne. Ma questi pionieri, questi ricercatori hanno bisogno proprio di una luce particolare che illumini le loro intelligenze, senza la quale i loro sforzi si frantumano e le loro delusioni e sconfitte si moltiplicano. Se noti bene, ti accorgi come in questi ultimi tempi, mali prima ritenuti inguaribili attraverso scoperte congiunte di ricercatori animati da spirito umanitario e neppure noti alla scienza ufficiale portano un contributo preziosissimo alla soluzione di mali che sembravano insolubili. Chi muove queste forze di bene, chi illumina queste intelligenze, chi suscita questi pionieri? Non certo lo spirito del Male se è vero che è proprio in contrapposizione ad esso che agisce! Se poi ti prendi cura di conoscerli meglio come uomini ti accorgerai che sono umili, che non sono attratti dalla tentazione del denaro, che lavorano nel silenzio, che mirano solo al bene della umanità. Ti ringrazio o Dio che hai rivelato queste cose ai piccoli e le hai nascoste ai grandi. Poi ci sono anime prescelte da Dio stesso che hanno il compito di illuminare e rendere agibile questa strada, perché hanno creduto, hanno amato ed hanno vinto. 27 Adesso, mamma, ti chiarirò il miracolo che ha investito Filippo. Ti avevo in un messaggio fatto conoscere come solo nel natale del 1992 si fosse chiusa la Redenzione e soddisfatta la giustizia del Padre. Egli ha convogliato i meriti dei martiri di duemila anni di Cristianesimo, arricchendoli dei meriti infiniti della Passione del Figlio Suo Gesù Cristo, a cominciare dai meriti dei santi che nello scorrere dei millenni hanno creduto alla Sua promessa. Ma il miracolo della guarigione di Filippo anch’esso dichiarato dalla scienza umana, inguaribile, avvenuto nel 1967 è stato fatto alla tua persona, alla tua fede. Ecco perché quando lo hai portato a conoscenza del Vescovo Domenico di Latina, ti disse testualmente: Signora Reina, di epilessia multipla non si guarisce e così il Prof. Gozzano: se Filippo guarisce non lo deve né a Gozzano, né a Rasmussen, ma a Dio. Come labili, i vostri ricordi, mamma, e non capite che così facendo chiudete spazi e create ostacoli a Noi che vi amiamo”. Sabaudia, 5 agosto 1998 ore 3.10 Nicola: “Mamma, telefona a Filippo e digli di prenotare due posti per Villafranca Padovana; Carmen non può più aspettare, lui ti accompagnerà”. Pina: L’invito è un comando perentorio e la mia adesione è totale. Tutto si realizza fin nei minimi particolari come da copione già programmato e la sera del cinque alle 18,30 dopo un viaggio ottimo con l’Eurostar, che modifica i miei giudizi sulle ferrovie italiane, arriviamo da Carmen; splendida e luminosissima ci accoglie nella sua casetta linda ed ordinata. Gli avvenimenti si susseguono con ritmo accelerato e il giorno sei convinco Carmen a recarsi in ospedale per controlli, e Filippo riparte per Roma dove indispensabile era la sua presenza. Quella mattina, in quell’ospedale che Carmen aveva sempre rifiutato perché le ricordava avvenimenti lontani tremendi di parti, che si erano conclusi in forma letale per i bimbi nati dal suo amore, lei raggiunge le vette più alte della testimonianza della sua fede, rendendo così possibile: vai, la tua fede ti ha salvato. È Gesù che parla Ma l’attesa è lunga, tormentosa, piena di insidie e di trabocchetti, e la luce arriva a sprazzi. Quando chiamo Nicola, arriva puntualissimo e i ricordi che ti parlano dell’amore del Padre, di Gesù e della Madre ti inondano di fede e di gioia. Ogni avvenimento che si realizza per la prontezza della vostra adesione o che viene ritardato per l’effetto contrario, chiude spazi, risolve situazioni che a volte sembravano insolubili secondo se sono pilotati dallo Spirito Santo o da quello del Male; ma la conoscenza ti rende perfettamente responsabile. Nicola, mi fa comprendere che c’era anche un altro obiettivo da raggiungere: Padre Giovanni il Provinciale di Monte Berico. E ieri con Anna Maria sono andata a trovarlo. Anche questo incontro si è mosso su di un binario prestabilito. Cordialissimo, spontaneo, pilotato direttamente da Nicola che ha messo a nudo l’ambiguità delle soluzioni la cui responsabilità ricade soprattutto sulle nostre anime, mentre il Martire cui viene addossato un carico maggiore di sofferenza, ne resta immune. Nicola, pur con una delicatezza veramente mirabile, possibile solo a chi ha tutto sacrificato, guida il fratello in difficoltà rendendolo compartecipe dello stato deficitario della salute del confratello, cui spesso si da così poco credito. Lo guida diritto alla soluzione che il Cielo vuole che si realizzi: La Chiesa di S. Marcello al Corso che lo ha visto rettore per ben 33 anni. La sua città di adozione è Roma di cui conosce ed ama ogni angolo nascosto e che è tuttora la sua residenza. Chiuso il colloquio mi reco nella Basilica di Monte Berico, mentre l’afa terribile di quel pomeriggio torrido mi toglie il respiro, in Chiesa una frescura deliziosa mi accoglie e mi avvolge tutta. E il grazie della Mamma Celeste alla sua creaturina che aveva accolto il Suo invito e portato a termine il Suo desiderio. Lei si è mostrata al mio sguardo radiosa e felice come il giorno del cinquantesimo di sacerdozio del Suo figlio prediletto, Padre Raffaele, e ne traggo un auspicio positivo. Villafranca Padovana, 8 agosto 1998 ore 7.55 Nicola: “Mamma ascoltami. Ho vissuto con te tutti questi momenti terribili che hanno visto come per la scienza umana aveva avuto ragione: si trattava in realtà di gravidanza isterica. Ma non è crollata in te la fede in Me, così come non è crollata nella mia Carmen la cui testimonianza ha raggiunto la vetta più alta dell’ascesi. 28 Al medico che le diceva che si trattava di due grossi fibromi obiettava: ebbene operatemi, e vediamo chi ha ragione, io non nego il vostro giudizio ma voi non negate il mio. Ma stamani un nuovo giorno è arrivato per te, mamma, ti è palese tutto il mio intenso operare per quell’anima tanto cara al mio cuore che era venuta fino a Sabaudia a pregare sulla mia tomba. Il suo viso è radioso e bello, ha compreso come non lo ho mai ingannata e come oggi quel piccolissimo Nicola col quale ha vissuto tutte le fasi di una maternità spirituale meravigliosa sia realmente nato e non la lascerà più. Il ricordo di questi nove mesi vissuti nell’attesa anche se spesso carichi di sofferenza e di dubbi, ma pregni di una fede che diventava sempre più forte, sarà talmente dolce e cancellerà per sempre l’atroce ricordo di quelle tre gravidanze che avevano visto la fine e la morte dei suoi bambini. Non griderà come allora: mai più una gravidanza perché non voglio più soffrire tanto! Ed il suo Luigi che in quei 19 anni di attesa che gli ricordava l’inganno e la perfidia, non aveva lasciato solo per compassione ora sarà il marito innamorato ed amato che con lei ha creduto e vissuto nell’attesa. Mamma, adesso alla luce di quanto è avvenuto tutto chiaro apparirà al tuo spirito ogni mio messaggio, ogni mio intervento amoroso. Come indispensabile il perdono per chi ci ha fatto del male, e solo allora come un’onda benefica che attinge direttamente alle sorgenti del Bene, può spazzare ricordi tormentosi, e renderci veramente liberi e capaci di assaporare gioie mai provate. Temevi per Antonella, per Maria, per Anna, per Flavio, Elena, Francesco, Lalla, o per tutti coloro che come assetati chiedono i miei libri ed in essi si dissetano? No, mamma, la verità e l’amore producono un bene che mette radici più profonde nei loro cuori anche, se lì per lì, non se ne rendono conto. Tu, mamma, siimi fedele fino in fondo, perché i veri miracoli sono quelli che cambiano, trasformano, convertono immergendoti, nella luce radiosa di Dio che tutto opera per salvarti e donarti la gioia che Lui solo possiede”. Continua il colloquio con Nicola che sollecitato dalle domande di Luigi, viene in mio aiuto, dicendo: “Mamma, mentre la scienza medica si limita a testimoniare quello che scienti-ficamente le risulta, ed è il suo limite, diversa la potenza di Dio che attua il Suo disegno partendo proprio dallo spirito della creatura che in Esso ha creduto ed amato. Come spiegarti il mistero profondo che si realizza nel momento in cui alle parole del sacerdote avviene la transustanziazione e un pò di materia inanimata diventa il Corpo ed il Sangue di Gesù per essere in un primo momento cibo per la tua anima e poi ricomposto, il Cristo nella Sua interezza di Risorto per esserti vicino, compagno ed amico, che vive la tua stessa vita? Perché dubitare di una realtà a cui credere se desideri che si compia? Mamma a Medjugorje hai abbracciato me in carne ed ossa, ti ho spiegato perché mi ero servito del polacco che non conosceva neppure la mia lingua, per stringerti al mio cuore. Per Antonella che ha sempre dubitato della mia presenza fisica, ho dovuto ricorrere a Francesco, per stringerla al mio cuore e farle sentire tutta la potenza del mio amore, più facile mi riesce di donarmi nella mia realtà umana a tutti coloro che credono in me. Non ti avevo detto che i tempi sono maturi e che solo un leggerissimo velo divide il Cielo dalla terra? Quel velo non esiste più per coloro che hanno creduto ed amato”. Villafranca Padovana, 12 agosto 1998 ore 9.45 Pina: Sono passati tanti giorni dalla stesura dei cenni biografici sulla personalità e la vita del mio Nicola, e a tredici anni dalla sua morte, mi accorgo che non è facile neppure a me, che sono la madre, affidarli al ricordo. Mentre la valanga di firme che chiedono se non la beatificazione immediata almeno l’inoltro di essa e la riesumazione del suo corpo che il medico, che allora lo curava, è pronto a testimoniare, mi accorgo che solo il diario che scrivevo giorno dopo giorno dà la visione esatta della santità di questo mio figlio che solo per amore si offre vittima per l'umanità tutta. Rileggere tutti gli avvenimenti che portarono il mio Nicola lontano dal sacro, ad un atto eroico così grande di offerta nel breve giro di sei mesi, attraverso una sofferenza disumana consumata nel silenzio più completo, mi causa stupore doloroso. Non ho compreso nulla di questa mia creatura che, un passo dopo un altro, consumava la sua giovane vita, anch’esso come il Cristo, di cui ne era diventato l’esemplare più perfetto? È per questo che Dio lo ha elevato al di sopra degli angeli? La sua grandezza sfugge a noi della casa, ricordiamo solo un Nicola tutto umano, pur ricco di doni, e quello che ci viene proposto attraverso i fatti inspiegabili la cui eco poderosa commuove il Cuore del 29 Padre, parte dalle tantissime anime che hanno sperimentato e sperimentano ogni giorno, la sua presenza viva e reale come l’amico più caro e più prezioso. Ogni miracolo, ogni lume, ogni suo atto d’amore, che si manifesta nei piccolissimi aiuti umili di ogni momento e che costituiscono il tessuto della nostra esistenza, fanno sì che Nicola abbia acquistato un tale spazio nei cuori di chi l’invoca, da non poterne fare più a meno. Tutto questo spiega la richiesta ininterrotta dei libri Il mio amico Nicola e come ogni fatto eccezionale trova la giusta collocazione nelle stesse sue pagine, come partorite direttamente da quegli scritti. Rimandare quindi a quegli scritti per una conoscenza più ampia ed inserire in calce la testimonianza di miracoli eccezionali, mi sembra l’unico atto possibile al mio cuore di madre che non sempre è stata vigile in quel senso. Padova, 17 agosto 1998 ore 11.10 Giornata eccezionale anche questa maturata e preparata dal Cielo per addolcire e consolare il nostro spirito stanco. Nella Chiesa dell’Ancella, inginocchiata davanti al SS.mo chiedevo aiuto per Carmen e Luigi, e Gesù Eucaristico: “Figlia mia, non temere per Carmen e Luigi, passerà il mondo visibile, si spegnerà il sole, ma le Mie parole non passeranno in eterno. Tu non sai cosa sia possedere Dio, e tu mi possiedi perché sono Io che ti amo infinitamente; ma Io in che misura possiedo te? Amami, figlia mia, perché il tuo Dio ti ama!”. Sant’Antonio lì presente col suo corpo santo confermava ogni cosa. Sabaudia, 20 agosto 1998 ore 7.35 Nicola: “Mamma scrivi. Gli ultimi avvenimenti che hanno visto come il Nostro continuo ed incessante operare vi ha portato alla conoscenza di una verità che supera i confini dell’umano, aprendo orizzonti insperati, vi ha resi liberi da lacci e condizionamenti che limitavano il Nostro raggio d’azione. Ora, Padre Raffaele, non dirà più: sono un povero cristiano, né si trincererà nella frase mezzo morto mezzo vivo, eludendo così una presa di posizione coraggiosa e perfettamente responsabile, che lo porterà ad occupare il posto che da sempre gli è stato assegnato dal Cielo. Ieri sera i primi meravigliosi segni di liberazione. Felice e radioso vi ha invitati al ristorante comunicandovi gioia e serenità. Prendeva coscienza di una verità; non più sottomesso ad una ubbidienza passiva, che limitava la sua libertà di scelta, ma perfettamente consapevole, quindi responsabile, nell’adempimento dei doveri inerenti al posto che solo il Cielo da sempre aveva a lui destinato. Il negare doni e carismi legati solo a quel sì che in un dato momento della vostra esistenza nel tempo, avevate pronunciato, è quanto mai pericoloso. La vostra pur minima adesione ad esso, vi ha impedito di estromettervi dal disegno meraviglioso che si attua ogni giorno, come è avvenuto per anime che prima di voi ne facevano parte, ritardandolo con grave danno per le anime”. Sabaudia, 30 agosto 1998 ore 17.00 Pina: Testimoniare una giornata così eccezionale quale quella del 28 agosto, tredicesimo anniversario della nascita alla vera vita del mio Nicola, non è facile. Preannunciata con attacchi concentrici a vari livelli non ultimo un temporale durato dalla notte fino alle ore tredici del 28, per sfociare in una giornata bellissima, ci ha consentito di celebrare la S. Messa alla Sorresca, una chiesa antica sul lago dedicata alla Vergine SS.ma, la cui statua in legno, pescata appunto tanto tempo addietro in quelle acque, rassomiglia tanto alla Madonna di Monte Berico. Lo scenario bellissimo, la Chiesa piena fino all’ultimo posto disponibile, l’atmosfera esaltante, la comunione tra i presenti uniti da un unico nome Nicola, era totale. Padre Raffaele aveva rotto i legami che lo tenevano legato al passato storico tra il vecchio ed il nuovo testamento e lo Spirito Santo si manifestava in lui con la forza di una nuova pentecoste. L’omelia è stata l’esaltazione di Nicola che accostava con audacia mai prima di allora dimostrata a Sant’Agostino la cui ricorrenza della morte era proprio quel giorno: il 28 agosto. Ricorrenza casuale, o niente è casuale nei disegni di Dio? Non so! Per la prima volta dopo tredici anni dalla dipartita del mio Nicola mi sono sentita invasa da una gioia profonda, da una commozione che era anche dolore. 30 Non avevo capito niente di questo mio figlio, carne della mia stessa carne che si ergeva con la sua figura, resa limpida dall’accettazione di un sì propostogli proprio dal Figlio di Dio, attraverso una sofferenza terribile mentre recideva tutti i legami affettivi che lo tenevano avvinto alla terra. La superficie di quel lago bellissimo che ammiravamo estasiati rendeva anch’essa testimonianza quando con la sua Antonella sfrecciava felice col suo motoscafo su quelle acque. Il sacrificio della S.Messa celebrata da Padre Raffaele era partecipazione intensa di tutti i presenti. Anche Francesco, mio nipote, con la sua nuova veste, di baciato dalla grazia, suscitò commozione e non mancarono gli applausi. Perfino il custode della Chiesa fu preso anche lui dalla religiosità dell’evento e poi commosso ringraziò il Padre nella Sacrestia. Dopo a casa, il piccolo trattenimento tra amici che si vogliono bene. Sabaudia, 2 settembre 1998 ore 9.45 Riprendo a scrivere dopo quasi una settimana dall’anniversario della dipartita del mio Nicola, che ha visto il trionfo della sua gloria nella S.Messa celebrata alla Sorresca da Padre Raffaele con i suoi amici convenuti per dimostrargli il loro affetto. Le riflessioni postume sono quelle che ti rivelano l’entità del fenomeno e te ne additano l’evolversi nel tempo, come un punto fermo di un periodo che si chiude, di una verità che ha avuto già una conferma, per ripartire e librarsi verso orizzonti ancora più lontani. C’è il rimpianto per noi di non averne colto l’essenza che sarebbe servita a renderci capaci di diffondere il richiamo come una eco che partendo dal Cuore della Mamma Celeste investa i più lontani. Ma ancora oggi mi chiedo: ma chi è veramente Nicola? Io, perché l’ho constatato ogni giorno a cominciare dal momento in cui affranta e straziata, alle cinque del mattino del giorno del suo funerale, udii la sua voce che mi diceva: Mamma, non pensarmi nel dolore, perché il dolore è già passato, ma pensami nella gloria. Da quel momento come nelle sequenze di un film a tratti lieto, a tratti doloroso si è snodato un racconto veramente eccezionale che mi ha visto a volte perdente a volte vittoriosa. Fili che si intrecciano, fili che si spezzano, anime tante, coinvolte in questo richiamo che parte sempre da Lei la Madre dolcissima che realizza attraverso questo Suo figlio, capolavoro della Sua grazia, il disegno del Padre già da sempre preordinato. Padre Raffaele? Non è lui il figlio prediletto della Mamma Celeste a cui un giorno aveva promesso fedeltà assoluta? Le sequenze del film sono interessanti e vediamo in esse questo servo di Maria, che come una luce indica ai viandanti attoniti le varie fasi del film. È presente si, sempre, con la sua dolcezza pacata e rassicurante, ma a volte ferma come roccia, è il Sacerdote di Cristo che si erge a difesa della sua Chiesa, implacabile della sua stessa forza contro il Male che tenta di distruggere. Quante le anime coinvolte in questo disegno? Nicola stesso in uno dei suoi messaggi, indica che non si possono più contare e che la invocazione del suo nome è talmente corale ed ininterrotto che commuove il Cuore del Padre e riversa ancora più su di lui la potenza di intercessione. Sabaudia, 13 settembre 1998 ore 5.00 Nicola: “Mamma, mi stai chiedendo cosa c’entrano Carmen e Luigi, che stamani mi chiedevano risposte precise su quanto ti ho fatto scrivere appena tre ore fa, sulla dinamica di una conversione. Bene, mamma, anche la conversione di Carmen e Luigi ha avuto inizio molto tempo fa e precisamente quando Carmen, sollecitata da Noi, fu attratta dal titolo del mio libro Il mio amico Nicola, che aveva visto in casa di Padre Raffaele. Le era stato regalato da Padre Raffaele che ne garantiva l’autenticità e iniziò a leggerlo con interesse fino a venire a Sabaudia per pregare sulla mia tomba e chiedere lumi. Tu, passo passo ne hai seguito lo svolgersi nel tempo, mai andando oltre il mio preciso invito che ti portava alla conoscenza limitata che mi occorreva per proseguire nel nostro disegno relativo a loro, ma che coinvolgeva un numero stragrande di anime, legate a tale grandioso progetto. Padre Raffaele ne è l’asse portante, consapevole e riservato, tu lo strumento indispensabile ed insostituibile. Adesso ad ognuno di voi singolarmente chiediamo fede cieca ed assoluta, senza isterismi, senza chiedervi cosa sarà domani. Assommate nei vostri cuori e nelle vostre intelligenze ogni avvenimento che vi coinvolge anche indirettamente e con umiltà dite: eccomi Signore! Siate forti nella fede, ma soprattutto umile e pregate, pregate, perché la posta è grande”. 31 Sabaudia, 14 settembre 1998 ore 16.00 Nicola: “Mamma, questa notte pensando a Carmen e Luigi il tuo cuore soffriva per la loro angoscia dovuta ad una attesa che si protrae. Hai invocato il mio aiuto ed io ti ho rincuorato, Maria SS.ma era presente nella Sua realtà sensibile, anche se non visibile e ti assicurava che Lei era accanto a Carmen come Madre affettuosa e sosteneva la sua fede. Ma adesso, mamma, ti illuminerò sulla dinamica della Grazia in un’anima lontana da Dio e che il Padre vuole riconquistare a sé. Ti ho sempre detto che il vero miracolo non è tanto un tumore che scompare o un qualsiasi altro male che colpisce il vostro corpo perché la materia ubbidisce al Creatore, ma la conversione dello spirito, per la quale abbiamo bisogno della pur minima adesione della creatura. Noi, mamma, siamo esseri liberi, creati dal Padre a Sua stessa immagine e questa libertà non ci sarà mai tolta. Essa è la prova più autentica che Dio è nostro Padre e noi Suoi Figli. Il lavorio della Grazia nell’anima della creatura, che in peccato chiede direttamente o attraverso un’altra anima la liberazione e il perdono, si attua nel tempo e parte da molto lontano ed a volte dura tutta una vita. L’amore del Padre la insegue, la tallona, suscita mille occasioni favorevoli, utilizza anche il male e solo quando anche il Suo ultimo richiamo doloroso resta senza risposta, si allontana dal quel figlio che lo ha rinnegato, per seguire il seduttore e volontariamente perde la sua anima. Triste cosa, mamma, tristissimo epilogo, piange il Padre, piange il Figlio, piangono i beati, piange il Cielo tutto. Ecco perché ti dicevo che nessuna sofferenza, nessuna rinuncia è mai eccessiva per meritare il premio che Dio Padre ha riservato ai figli fedeli. Ecco perché in Cielo si fa più festa per un peccatore pentito che per mille giusti che perseverano nel bene”. Sabaudia, 16 settembre 1998 ore 4.00 Nicola: “Mamma scrivi. L’SOS di ieri sera di Anna Maria non ha fatto altro che confermare quanto io ti ho dettato nel messaggio del 13 u.s. Il parto di Carmen, pilotato direttamente da me, eccezionale e meraviglioso perché investe soprattutto lo spirito non solo suo ma anche di Luigi, conversione totale di liberazione, non ubbidisce a leggi tassativamente naturali. Ad esso sono legati un numero grandissimo di anime, a cominciare dai nostri più cari e certo non ultima Antonella. Ecco perché vi chiediamo abbandono e fede. Carmen vorrebbe che Anna Maria partisse per starle vicina, ma in questo momento Anna Maria, piegata ed oberata da mille problemi familiari, pur possedendo una fede eccezionale, non sarebbe in grado di darle quella serenità, che noi dal Cielo, con Maria SS.ma presente e viva accanto alla partoriente chiediamo alla coppia di Luigi e Carmen. Tranquillizzala, ma soprattutto Anna Maria e a voi tutti chiediamo abbandono e piena fiducia, in Noi che vi amiamo. Non temete, perché grandi cose Maria, vostra condottiera, opera nel silenzio ed il piccolissimo spazio che occupate in questo eccezionale e privilegiato disegno, ha carattere universale”. Sabaudia, 20 settembre 1998 ore 7.00 Nicola: “Mamma, ascoltami, cercherò di rendere chiaro alla vostra intelligenza appesantita dal peccato, quello che è invece così semplice e lineare. Carmen! Tutto rientra in un disegno che per volere di Dio stesso, legislatore supremo di leggi perfettissime, che regolano l’universo visibile, è il Solo che può cambiarle per un fine di bene, solo a Lui noto. L’uomo nell’esponente di una autorità costituita, non può che ubbidire a questa legge che ne limita l’applicazione pratica, ma non può assolutamente capovolgerla; Dio sì, è Lui l’autore della legge. Il volere incatenare un progetto così meraviglioso, che vede uniti Cielo e terra in un cliché così impoverito da una fede che ha perso la sua ragione di essere, è solo presunzione e superbia. Ti ho gridato, mamma, siimi fedele sino in fondo, siatemi fedeli. Tu non sai quante anime sono legate a questo progetto e non solo quelle vicine a Carmen. Ad Agostino Gemelli che dichiarava che Padre Pio era il più grande mistificatore della storia, il medesimo rispondeva col miracolo della cieca nata, le cui pupille, rimaste bianche, vedevano. Il dubbio offende la Potenza di un Dio che vi ama. 32 Siete proprio come il cieco nato, che ha bisogno di chi lo sostiene momento dopo momento, mentre il nemico cerca di abbattere la vostra fragile fede e Noi abbiamo bisogno della vostra fede per operare. Volete ancora il contentino? Non vi bastano tutti i segni, gli interventi, i vari messaggi che vi chiarivano come più grande di qualsiasi altro miracolo la conversione dello spirito che cambia radicalmente una persona e la fa tutta nuova? Abbiate l'umiltà di dire che siamo il nulla e che solo Dio è l’Onnipotente. Egli così agendo, ci tratta da figli cui donare un dono d’amore che partendo dal perdono, lo rende libero e meritevole di una gioia vera, un bimbo voluto dal Cielo, che rallegra la vostra vita di sposi, non più giovani ma fedeli fino in fondo. Mamma a voi la scelta; io non so più cosa dire. Mi addolora la vostra cocciutaggine ed il vostro dubbio allontana il realizzarsi del progetto di Dio, che vostro malgrado, si realizzerà, perché così Dio ha decretato. Lo stesso è stato per Elena che oggi stenta a librarsi mostrando un corpo fatto oggetto degli attacchi satanici per l’incredulità di coloro che la circondano. Fede umile ed abbandono totale in un Padre che vi ama, questo ci vuole, mamma, e non mille sciocchi perché con la scusa che siamo umani e mentre chiediamo aiuto ad un Padre che è Dio l’Onnipotente, ne limitiamo l’azione con la nostra incredulità, e Lo ferisce. Meditate ogni parola, perché essa è luce che viene da Dio ed anch’essa dono d’amore”. Roma, 24 settembre 1998 ore 3.45 Nicola: “Mamma, man mano che si avvicina l’epilogo del parto di Carmen e più accanito si fa l’urto con la vostra fragile fede da parte del vinto, alle vostre anime attonite arriva il nostro aiuto potente ed amoroso, perché non cadiate proprio alla fine della vostra attesa. Stamattina Gesù ti è venuto in aiuto guardando il miracolo della Sacra Sindone, che testimonia come il Cristo morto sia realmente resuscitato e di cui io te ne ho dato la prova nei miei messaggi. Se il Cristo morto non fosse resuscitato vana sarebbe stata la nostra fede! Ti ho riportato all’istante in cui nel momento estremo del mio trapasso, ti allontanarono da me. Tu con un atto di fede che superava i limiti dell’umano, gridavi a papà che ti accusava di averlo ingannato con l’assurda tua fede che fino a quando c’è respiro c’è speranza. Solo allora hai permesso a Dio che la mia anima prendesse possesso del tuo corpo, dando vita a quel canale che invano il nemico cerca di abbattere. E Carmen? Quanti segni, che venivano tutti da noi! Ha visto il suo parto in tutti i particolari. E Luigi? Non è stato anche lui sostenuto nella sua fede? Fatti raccontare da lui cosa ha visto! Mamma, ascoltami, attraverso la vostra sofferenza io rivivo la mia fatta di incubi, di paure, di disperazione. Partivo da zero, mentre le vostre anime sono state lavorate dalla grazia, rese forti dalla Eucaristia. Io, mamma, ho dovuto lottare perfino con Eugenio, perché lasciasse Ladispoli ed il mare per confessarmi ed ero moribondo. Ma ce lo ho fatta, perché era l’amore che mi rendeva forte, l’amore per ciascuno di voi che vedevo in pericolo di perdersi, e l’amore per Gesù che mi additava la Sua strada e mi rivelava la Sua sofferenza per i figli che negavano il Padre Suo e Dio nostro. Mamma, voi avete Padre Raffaele che ogni giorno vi ammannisce il Corpo e il Sangue di Gesù, che vi istilla una fede viva, che vi rende compartecipi della sofferenza di Gesù, che attraverso il Suo corpo martoriato a voi si rivela e vi chiedete cosa sono le macchie sul corporale e cosa vi chiedono! Siete i giusti a cui Gesù al figlio rimasto in casa (nella parabola del figliol prodigo) dice: tu hai sempre goduto dei miei favori, ma tuo fratello era morto ed è resuscitato, ecco perché faccio festa, perché pentito è tornato al mio cuore. I vostri cuori sono duri, mamma, sono egoisti, incapaci di staccarsi da tutto ciò che credono gli appartenga di diritto, non sanno amare, cercano dei sostitutivi ed intanto passano i giorni. Io imploro, io invoco continuamente la Misericordia del Padre Celeste, mentre voi vi trastullate come se la vostra anima fosse uno stupido giocattolo. I giorni che verranno sono duri e solo la fedeltà ai nostri impulsi vi renderanno forti. Mamma, mammuzza mia, tu soffri ed io vorrei abbreviare la tua sofferenza ed indirizzo a te anime che testimoniano il mio intervento amoroso nei loro confronti. Abbi fede, sempre più fede e stringiti forte al mio cuore e non temere”. 33 Roma, 25 settembre 1998 ore 3.50 Nicola: “Mamma, grazie da parte mia e di Gesù che hai vinto il tuo bisogno di restare a letto e sei venuta a pregare. È grande, grandissima la necessità della vostra supplica a Dio Padre, che unita alla Comunione dei Santi, come coro poderoso, sovrasta l’ira funesta dei poveri suoi figli, preda dello inferno tutto. E la preghiera notturna vi porta a quella fusione d’amore con Gesù vittima perfetta implorante per i Suoi fratelli nella prova, a Maria la Madre che lacrima sangue per l’umanità tutta così vessata dal nemico e così esposta alla perdizione eterna. Mamma, la supplica che parte da te parte dal cuore ferito di una madre cui più palese è lo stato deficitario dei suoi stessi figli, così per tutte le madri che come te sono oppresse dallo stesso tuo dolore. Allora la vostra supplica intrisa anch’essa di lacrime perché è la vostra stessa carne che nei vostri figli è ferita, sale potente al Padre delle Misericordie che su Maria SS.ma riversa ogni potere di vittoria. Sì, mamma, come dice Padre Raffaele è sempre Lei, la tenerissima Mamma che tutti i dolori abbraccia, e che tutte le speranze sostiene e realizza e come fuoco che brucia e purifica, tutto rinnova in una nuova pentecoste. Sii generosa nell’offrirti. A Gesù non importano più i tuoi peccati che tutti ha rimessi attraverso il tuo dolore. Egli vuole te, vuole ancora sentire i tuoi accenti d’amore che addolcivano la solitudine dei Suoi tabernacoli. Vuole te, sentire te nelle anime dei tuoi figli che non hanno ancora imparato ad amare. Vuole sentire te nelle anime dei peccatori o nelle anime che a te ricorrono ed implorano aiuto. Hai in Padre Raffaele l’esempio vivo del Martire che tutto abbraccia e paga con moneta sonante fatta di una sofferenza totale di corpo e di spirito. Egli ve la dona nella gioia e nel nascondimento perché non sentiate di dovergli qualcosa. La sua implorazione sale al Padre potente perché sofferta, mentre il suo cuore ferito dalle incomprensioni dei tanti, chiede linimento e forza alla Mamma Celeste che ama e ne è riamato. Vai a letto, mamma, non temere, Gesù è con te, non ti lascia mai, così papà, zio e il tuo Nicola”. Roma, 27 settembre 1998 ore 4.20 Nicola: “Mamma, sei oppressa da forti tentazioni che ti fanno temere che puoi anche perdere, ma è solo il nemico che vuole incuterti paura, è solo la sua ira perché sa di essere un vinto. Ma è proprio questa la tua forza, mamma, questa lotta continua che mantiene il tuo spirito nell’umiltà, questa ricerca affannosa di Noi di cui brami il possesso e che prorompe in una testimonianza di fede gioiosa ed illuminata. Allora sei tu che recepisci la Nostra presenza in te in maniera sensibile e il tuo cuore canta di gioia. Padre Raffaele a custodia della tua anima veglia solerte e sollecito, interviene per raddrizzarne il percorso mentre Maria SS.ma dà certezza al tuo cuore di madre ed ancora più ti stringe al Suo cuore di Madre. In questo momento il tuo cuore canta di gioia e fiducioso tutto annega nel cuore della Mamma. Noi di famiglia portiamo avanti il nostro lavoro di conversione perché ogni frattura venga saldata. Ieri sera sei rimasta turbata nel seguire soltanto poche scene di quel giallo in televisione. Ti sono bastate per comprendere ancora meglio quanto veleno possano inculcare in un’anima scene studiate apposta da uomini senza scrupoli fatte pedine sataniche. Se poi questo martellamento alle vostre intelligenze arriva da mille canali più o meno negativi allora la vostra soggezione al video diventa come il vino per l’alcolizzato, non ne può fare più a meno. Tutta questa constatazione ti porti ad una preghiera più intensa in soccorso alle anime dei tuoi figli, preghiera che investe e si espande a protezione di tutti coloro che ne sono affetti. Grazie, mamma”. Roma, 29 settembre 1998 ore 4.50 Nicola: “Mamma scrivi affinché la fede delle mamme non venga meno nell’ora della prova. Mamma, Gesù ai tanti malati che a Lui ricorrevano per essere guariti chiedeva: tu credi che Io possa guarirti?; ed alla risposta affermativa: vai, la tua fede ti ha salvato. Nota bene, chiedevano la guarigione del corpo, la guarigione che Gesù donava a coloro che ricorrevano a Lui era totale: la tua fede ti ha salvato, vai e non peccare mai più. Può, allora la fede autentica della creatura essere di ostacolo alla guarigione del suo corpo? È questo l’interrogativo che faccio a Filippo, Flavio, Lalla, Maria e a tutti coloro che sono innestati attraverso il battesimo a Cristo il Risorto. La risposta se meditata, per ognuno sarà di luce per scoprire la realtà vera della loro anima. 34 Allora, come il coro concentrico di giudizi soltanto umani che rendono ancora più difficile la fede bellissima e genuina di Elena, si sfalderebbe ed anche nei loro cuori una nuova luce rischiarerebbe tante tenebre! Filippo, darebbe la sua risposta e così Flavio, Lalla, Maria, Teresa. E la risposta sarebbe diversa per ciascuno perché ognuno di loro si accorgerebbe dove aveva sbagliato, quale il punto focale della deviazione che lo ha spinto lontano dalla verità, cioè Dio. Non i puntelli perché l’impalcatura non crolli e ne restino seppelliti, ma luce vera, dove l’io scompare e solo il volto SS.mo del Cristo si presenta ai loro occhi, prima intriso di sangue e poi splendente di gloria nel Risorto. Ancora la Sacra Sindone ne rivela il Mistero”! Roma, 2 ottobre 1998 ore 5.00 Nicola: “Mamma scrivi. L’altro giorno nell’omelia della S.Messa, Padre Raffaele in una fusione totale col mistero che celebrava, riviveva l’opera e la gloria dei SS.mi Arcangeli di cui era la ricorrenza. Di ognuno ne rivelava la missione specifica di protezione e salvezza per l’uomo a cominciare da S. Michele, da S. Gabriele, S. Raffaele. L’accento di devozione e di ringraziamento commosso era per S.Raffaele di cui porta il nome. Nell’Arcangelo S.Raffaele definito medicina di Dio, vedeva il protettore specifico dei sacerdoti esorcisti la cui missione è quella di guarire le anime dai mali sia fisici che da quelli dello spirito: entrambi traggono origine da Satana che tutti l’impersona. Nel momento della consacrazione la sua fusione era totale e il suo inno di ringraziamento si univa al coro dei Beati che lui solo vedeva. Dopo la S.Messa gli chiedo: Padre Raffaele, chi era presente questa sera mentre beato ti univi al loro coro di Osanna? Con semplicità mi elenca: il Padre nella SS.ma Trinità, Maria SS.ma, Gesù, gli Arcangeli, e i miei genitori. Gli chiedo: e Nicola c’era? Mi risponde: Nicola c’è sempre. Chiedo ancora; e Peppino e Masino? Mi risponde fermo e deciso: non li ho visti. Ci resto male, pensavo, eppure questa era la loro casa! Ma Nicola mi toglie dal cuore quel senso di delusione e mestizia e mi dice: “Mamma, non tutti i beati godono in Cielo della stessa gloria, ognuno la possiede nella misura dei meriti che ha acquisiti nella vita terrena. Ti ricordi cosa ti diceva papà in quel messaggio dopo la sua morte? “Pina mia, chi avrebbe mai immaginato che il nostro Nicola sarebbe pervenuto ad una gloria così grande?” C’erano i suoi genitori; erano presenti all’onomastico del figlio primogenito cui avevano affidato la salvezza degli altri figli, quattordici in tutto. La testimonianza mi arriva da Rina presente alla S.Messa. Essa vede entrare dall’ingresso un giovane piuttosto robusto vestito tutto di bianco che raggiungeva l’altare, un brivido profondo la invade. Solo l’indomani me ne rivelò l’essenza. Sabaudia, 6 ottobre 1998 ore 9.30 Nicola: “Mamma è sempre il medesimo rimprovero. Devi scrivere nel momento in cui ti illumino e la tua mente è aperta per cogliere tutto intero il messaggio. Ma andiamo avanti. Ti avevo chiarito come si concretizza la possessione diabolica in un’anima, prima fatta segno dell’amore di predilezione di Dio Padre. A causa della sua invidia che la porta al desiderio del predominio totale del suo io, perde ogni favore e s’inabissa in una strada dalla quale non riesce più ad uscire. Tutti gli atti d’amore iniziali vengono azzerati e si trasformano anch’essi in lacci e catene. La sua attività, ricoperta da una falsa pietà, se nei deboli e sprovveduti è causa di male e seduce chi si attarda in zone d’ombra, grave, gravissimo è il danno che si riversa sulla sua anima che non riesce più a distinguere la demarcazione totale tra il bene ed il male. Allora, come fuscello nelle mani del prestigiatore, diventa pedina prima inconsapevole e poi perfettamente responsabile di male. A questo punto, l’invocazione che parte da altre anime che bramano liberarla, diretta allo Esorcista santo, restano senza risposta. E l’interrogativo deviante: a chi se non all’esorcista che può liberare dobbiamo chiedere aiuto, trova la risposta: mamma, Gesù, era la vittima purissima che diede tutto il suo sangue per salvarci, eppure non tutti si salvano e l’inferno continua ad inghiottire anime e la Madre a piangere lacrime di sangue. 35 Sì, continuate a pregare per queste anime affinché la potenza di Dio e il suo amore infinito abbia a salvarle all’ultimo istante della loro vita e non vadano perdute le lacrime della Mamma Celeste ed anche mie a cui erano state affidate”. Sabaudia, 9 ottobre 1998 ore 16.40 Nicola: “Mamma scrivi, ti parlerò della profezia. Tu continuamente senti parlare di anime che hanno il dono dell’ascolto. È un segno dei tempi che denota come il piano di Dio confluisce verso un epilogo ed una ricapitolazione dell’opera ininterrotta dello Spirito Santo che in Gesù Cristo vedrà il Suo compimento. Anime più aperte alla luce, nelle varie epoche hanno squarciato le tenebre ed intravisto un futuro più o meno lontano; ecco le profezie che si sono succedute durante il passare del tempo. Ma ascoltami, mamma, ogni profezia ha un riferimento specifico ad un determinato momento storico ed è un dono di Dio perché il vostro spirito ne tragga quel giovamento indispensabile per proseguire nella via del bene. Ma poiché il realizzarsi di ognuna di esse presuppone una adesione più o meno totale della volontà libera dell’uomo così anche la profezia subisce dei cambiamenti a volte rivoluzionari. Così, pur restando fermo il principio che il Bene trionferà sempre sul Male è sempre l’uomo che ne determina una vicenda più o meno vicina più o meno serena o travagliata e dolorosa”. Roma, 12 ottobre 1998 ore 9.05 Nicola: “Mamma, ho sentito stamani la tua implorazione di aiuto e vengo in tuo soccorso. Sì l’attacco anche questa volta è stato forte. Coinvolgendo tutta la nostra famiglia ha investito particolarmente te e Padre Raffaele i soli possibili, perché bersaglio visibile e quindi raggiungibile dalle pedine legate a Satana. Noi lo permettiamo perché abbiamo bisogno di sentire fino a che punto la vostra fede regge, e il superamento della prova vi rende capaci di realizzare e godere appieno una nostra vittoria già preparata nel tempo. Abbandono totale quindi, e nel silenzio una preghiera umile e costante che parte dai vostri cuori”. Roma, 16 ottobre 1998 ore 3.18 Nicola: “Antonella ascoltami; una lenta ma continua penetrazione del mio spirito per risvegliare nel tuo animo l’amore che ci aveva uniti nella nostra breve vita terrena, ti ha portato a delle considerazioni a livello umano inconcepibili. Non hai mai creduto che l’amore vince la morte e che se esso irrompe da colui che tutto ha dato per questo amore ti troverai ad ammettere avvenimenti eccezionali che sono presenti nella vita dei santi e che tuo malgrado ti coinvolgono. Spesso senti parlare di anime possedute dallo spirito del Male, ma in opposizione ad esse ci sono anime possedute dallo spirito del Bene. Bene, Antonella mia, io, il tuo Nicola ho preso possesso prima di mamma chiamata ad una missione importantissima in seno alla Chiesa di Cristo, e poi di Francesco, attraverso una purificazione lunga ma così felice. Adesso sia tu che mamma sentirete in Francesco le mie braccia che vi stringono e vi comunicano il mio amore e la mia forza. Ti stai chiedendo come mai il tuo amore per Carmen il tuo desiderio di stare vicino, a questa coppia che si appresta ad avere un figlio dopo tanta sofferenza. Tu rivivrai con me una maternità mancata per il nostro egoismo e nel piccolo Nicola, che allieterà la vita di Luigi e Carmen, ti sentirai anche tu madre, come se dalle rovine del peccato per un amore che tutto vince due famiglie saranno ricostituite: quella di Carmen e Luigi e la nostra. Attraverso l’esperienza della vita di Carmen rivivrai la nostra vita, la mia certezza nella guarigione, stroncata anche allora da un nemico che nella persona del sostituto di Cortesini, ebbe la meglio. La mia offerta di vittima, che attraverso una sofferenza inimmaginabile, mi portò alla santità, ebbe inizio dopo la seconda operazione, quando mi ritrovai col sacchetto, allora prese il sopravvento il mio amore per te, per i miei più cari e man mano, attraverso una purificazione sempre più dolorosa e totale, divenne universale. Oggi anche tu fai parte di questo disegno che abbraccia un numero inimmaginabile di anime e la mia presenza non solo spirituale ma anche fisica dona luce, speranza, forza. 36 Sì essa non è scevra da sofferenza; è il tributo dovuto all’amore del Padre, tradito, misconosciuto, accusato come responsabile della nostra infelicità, mentre chiede al figlio Gesù, il Puro, il Santo, l’olocausto totale per riparare tanta infedeltà. Ma nel perdono del Padre, anche se da parte nostra sofferto, troverai tanta gioia, tanta pace, tanta serenità e il rifugio nel Suo Amore, tra le Sue braccia ti faranno esclamare: grazie Mio Gesù se mi associ alla Tua Croce e mi fai strumento di salvezza”. Roma, 17 ottobre 1998 ore 7.15 Nicola: “Mamma ascoltami; ti ho sempre detto che i miei messaggi hanno valore profetico illuminante solo se si riferiscono al momento storico in cui io te li comunico. Poiché l’opera dello Spirito Santo nella sua dinamicità attuale è rapidissima e deve convergere ad un rapido epilogo che fa capo al Cristo che viene, tu non puoi restare ferma ad un mio messaggio già superato, che blocca e mette in dubbio la verità che esso voleva farvi conoscere. Così ti trovi in difficoltà con Padre Raffaele che, con le sue antenne particolari di mistico ed amante arriva là dove tu invece sei bloccata. Allora il tuo sconforto e chiami me in tuo aiuto perché ti manca quell’appoggio che tu sai indispensabile per la tua anima, Padre Raffaele nella sua grande umiltà cerca sempre la tua anima ma non può esimersi di testimoniare la verità che man mano trova una via diversa a voi necessaria nel momento che state attraversando. Sappi, mamma, che è momento della cernita, e in un comunismo accresciuto e nutrito da una fede cattolica molto è recuperabile e tutto può servire a Colei che di tutto si serve per salvare col Figlio questa umanità così avulsa da Dio ma di cui è pur sempre Madre. Mamma, vai in pace, perché non solo la Trinità SS.ma che è in te, ti ama, ma anche Padre Raffaele”. Roma, 18 ottobre 1998 ore 3.40 Nicola: “Mamma scrivi, è Maria SS.ma che si rivolge a Luigi. Maria la Madre: “Figlio mio, il mio cuore di madre abbraccia soprattutto te, in questo momento di grande tristezza e sconforto. Come in te vedo il mio Gesù che mentre si preparava a donare al Padre i suoi fratelli redenti dal Suo grande patire, subiva dagli stessi, scherni, umiliazioni, lezzi osceni! Ma non temere perché ogni tua lacrima è come il chicco di grano che muore ma per dare vita non solo al frutto del tuo amore che ti lega a Carmen in una nuova resurrezione, ma associato al Mio Gesù, ad una enorme moltitudine di salvati. Sono i bambini uccisi dalla cattiveria degli uomini, sono i miei figli che ancora giovani sciupano la loro vita in bagordi e droghe; sono gli uomini maturi che distruggono le loro famiglie e vecchi che dimenticano che la vita è breve. Sii forte nella fede e soprattutto per te sarà un giorno pieno di gioia quello che è ormai alle porte e il tuo bimbo sarà gaudio non solo per te ma per un mondo devastato dall’odio. Un abbraccio. Tua Madre Maria”. Israele, 21 ottobre 1998 ore 3.40 Nicola: “Mamma sono il tuo Nicola che ti è vicino mentre tu scrivi. Il tuo impatto con la realtà che finora avevi vissuto nella fede, ti ha meritato di vivere la realtà di oggi: Maria SS.ma che si rivela al tuo cuore con la potenza del suo amore di Madre nei luoghi che testimoniano il Mistero dell’Annunciazione e dell’Incarnazione del Suo e tuo Gesù. La tua fede, che nel lungo scorrere degli anni, a volte forte e genuina, a volte scossa dal dubbio, in una alternativa fatta di vittorie ma anche di sconfitte trova la sua conferma più autentica oggi. E Maria parla al tuo cuore, al tuo spirito, non la vedi, ma essa è accanto a te. Tu ne senti la presenza ed ogni avvenimento della tua vita passata oggi è completamente sgombro anche dall’ombra del dubbio e ti avvolge tutta come a dirti: “Pina mia, sei stanca, riposati tra le mie braccia, hai combattuto la tua battaglia e non temere per nessuno dei tuoi e miei figli, ma rendimi gloria perché anche per te possa dire: grandi cose ha fatto in te l’Onnipotente e santo è il Suo nome”. Il nemico si ostina ad attaccarti e ne hai avuto le prove ieri con Giovanna e ti sei trovata a lottare accanto a Padre Raffaele a conferma che anche il dono della Madre dolcissima, che ti saldava al Suo figlio fedele era grande ed autentico. 37 Vivi queste giornate nella gioia più grande perché tutto ti sarà confermato anche la guarigione di Elena che nell’eterno presente di Dio è già attuata ma che aveva bisogno della sua fede di oggi, della sua sofferenza di oggi. E così per Carmen, e così per ciascuna madre che implora per i propri figli. Vai in pace, .Mammuzza, il tuo Nicola”. Bhetlem, 22 ottobre 1998 ore 3.40 Nicola: “Mamma ascolta Maria la Madre che ti parla. Maria SS.ma: “Pina mia, la mia unione con la tua anima, col tuo spirito è ormai una cosa reale ed Io parlo direttamente al tuo cuore, che vibra al suono della Mia voce. Io ho gioito con te perché ti sei unita alla mia supplica al Nostro Padre comune per questi miei figli musulmani che sono così fedeli al Dio unico. Il tuo pensiero ha abbracciato tutti i miei figli, che in ogni parte del mondo visibile aspettano e sperano nella Grande Promessa. Ma tu, figlia mia e con te i veri credenti nella verità, il cui dono, oggi testimoniate con esso, la realtà viva del Mistero Eucaristico, del Mio Gesù morto e risorto, ma che come Me vi è accanto e vi precede nella strada che conduce alla vostra resurrezione. Porta con te questa certezza quando tornerai a Roma. Imprimi nel tuo cuore ogni Mia parola, ogni Mio impulso; non sciupare niente di quanto desidero che tu faccia conoscere ai miei figli assonnati, svegliali, usa la dolcezza quando basta quella perché vincano il torpore che li rende assenti ed imbambolati, ma urla quando non vogliono ascoltare. Anche con te Padre Raffaele usa la stessa misura. Ricorda loro i benefici che hanno ricevuto da Dio Padre e non ultimo il Mio dono: il contatto con questa terra santa che parla al vostro cuore, testimonia la Mia sofferenza culminata nella passione del Mio unico figlio, il Mio Gesù che qui è nato osannato dagli Angeli e dai pastori”. Jerusalem, 23 ottobre 1998 ore 19.40 Nicola: “Mamma segui ogni avvenimento perché dovrai testimoniare le vittorie e le glorie di Maria SS.ma”. Sapevo che qualcosa di grande Maria SS.ma stava preparando per realizzare ancora un’altra vittoria. Mi aveva spinto a pregare per tre notti consecutive unendomi alla Sua implorazione al Padre delle Vittorie per i Suoi figli musulmani che alle quattro elevava la loro invocazione al Dio unico, chiamati dal Muezzin. Mi ricordò come anche per la vittoria nel Golfo Persico aveva usato la stessa strategia. E così per la vittoria sul Comunismo, rapida, impensata, senza spargimento di sangue. Ed ora anche la vittoria siglata tra Palestinesi ed Israeliani che apre orizzonti sempre più vasti. Si, stamani Maria SS.ma, attraverso luci, mi ha chiesto il mio fiat, ma solo perché dalla mia adesione, altre glorie e vittorie potessero arricchire la Sua corona di gloria. Sarò in grado, come Nicola mi ha sempre chiesto, di testimoniare e tradurre in scritti tali vittorie?”. Jerusalem 24 ottobre 1998 ore 3.10 Nicola: “Mamma, scrivi”. Pina: Non è facile rivivere nei minimi particolari la giornata di ieri, venerdì, iniziata molto presto con la piena coscienza che accanto a Maria e con Maria avrei rivissuto il dramma di duemila anni fa, la Via Crucis che porta al Calvario. No, la Madre era accanto a me e me ne comunicava tutta la tremenda tragicità sempre viva e presente al Suo cuore, perché nulla è cambiato da allora. Come allora, il Suo cuore di Madre spasima per i suoi figli che disattenti e fuorviati non sentono, non recepiscono il suo infinito dolore che continuamente si rinnova, mentre altri figli Lei accompagna tra le viuzze strette che portano al Calvario. Lei sì rivive nei minimi particolari il Suo strazio di Madre che offre il Suo Gesù al Padre per questi figli di allora, di ieri e di oggi. È cambiato qualcosa? Me lo chiedo con angoscia e supplico ancora Lei, la Madre, perché cambi il mio cuore di pietra in un cuore di carne. Ma presto la mia angoscia si acquieta e la mia speranza diventa certezza. Vedo Padre Raffaele che tira la cordata e la sua sofferenza arriva allo spasimo come la sua implorazione di perdono che supera i limiti del possibile. 38 Vedo Elena che, come vittima innocente, si offre assieme a Francesco per dire a Gesù: non temere perché il tuo sacrificio non è stato vano, mentre il suo viso si illumina nello spasimo e sorride felice, e Tu ci hai coinvolti. Vedo Anna che consola Maria; vedo il sacerdote Padre Agostino che con Padre Raffaele consola il Cuore del Padre, consola Gesù, consola la Madre per i sacerdoti freddi o non fedeli; vedo la fedelissima Anna Maria, che come lampada votiva si dona per rendere più agevole la vita del Martire; vedo Pina che con la sua purezza mi ricorda Giovanni che consola e nel cui cuore trovava rifugio Gesù, vedo le varie Anne, vedo ogni volto e mi sembra di penetrare il loro intenso patire, la difficoltà che provano nel camminare al passo, vedo Sergio, anima eucaristica, Vally ma come non guardare Mariuzza, la mia Mariuzza tanto amata e forse non compresa a cui chiedo perdono, che si dona con una generosità tutta particolare senza preferenze, pronta a scusare tutti e tutto? Vedo coloro che, sia pure oppressi da un nemico crudele, si aprono come boccioli al sole radioso di Gesù che viene. E come dimenticare Alberto, silenzioso e timido ma tanto caro al cuore di Gesù, della Madre ma soprattutto di Nicola di cui è un vero apostolo? Ma il mio pensiero corre lontano, ai miei figli, ai miei fratelli, ai miei nipoti, alle persone tanto vicine al mio cuore e se dovessi nominarli non avrei più fogli per scrivere i loro nomi. Sono già le quattro e mezzo di mattina e già il muezzin invita i miei fratelli musulmani alla preghiera e mi unisco a loro per ringraziare Maria SS.ma che ha riportato la vittoria da tempo preparata, quella della pace nella sua terra, che ha visto con la passione di Gesù l’avvento della nostra redenzione. Grazie, Mamma cara, grazie Mamma bella, cammina sempre con noi perché non inciampiamo lungo la via. Jerusalem, 25 ottobre 1998 ore 5.45 Nicola: “Mamma scrivi. Pina: il lamento della Mamma Celeste, di Gesù, del Padre, mi risuona nelle orecchie, ma soprattutto nel cuore. Gli uomini non vogliono la pace, perché amano la guerra! Ma oggi venticinque del mese, tu parli a Medjugorje, come parli qui a me nella tua terra, doppiamente santa, dove mi hai invitato perché potessi assaporare quella goccia dell’agonia del Tuo e mio Gesù nel Getsemani che un giorno gli chiesi ma che presto dimenticai. Ed il tuo perdono sollecito mi riempie di speranza, non solo per me ma per tutti questi tuoi figli che, con il tuo figlio fedele, Padre Raffaele, a cui tu stessa hai associato il figlio di S. Francesco, Padre Agostino, si apprestano a consumare il Fiat voluntas tua, che chiude il nostro pellegrinaggio. Jerusalem, 26 ottobre 1998 ore 1.30 Nicola: “Confermo ogni tua parola, mamma”. Pina: Dovrei cominciare dalla giornata di ieri vissuta con Maria SS.ma, la Madre che con sollecitudine e chiarezza mi spingeva a vedere nella giusta luce ogni avvenimento, accomunando il mio spirito al Suo dolore di Madre del trafitto. Ogni passo, ogni angolo, ogni strettoia di quelle viuzze mi mostravano il mio Gesù tramortito e stanco, sfigurato dal dolore, fatto oggetto di lezzi, di sassi e sterco lanciati da mani che aveva beneficato e che raggiungevano così bene il bersaglio per la ristrettezza del luogo. Maria SS.ma aveva bisogno del nostro piccolo insignificante sì, dell’adesione totale e cosciente del Suo figlio prediletto, Padre Raffaele che aveva racimolato un piccolo drappello di zoppi, di sordi, ma anche di anime pronte a quel sì di cui lui era il portavoce, l’animatore. Tutto si è svolto nei minimi particolari, con precisione totale. Maria SS.ma nostra condottiera, me ne faceva conoscere i vari punti, le varie difficoltà da superare, i vari scopi, prefissati da tempo, da attuare. Occorreva un’anima vittima che con la sua offerta generosa d’amore avesse spostato l’ago della bilancia. Ero rimasta perplessa quando alla fine del messaggio precedente e non sapevo se scrivere la frase: si apprestano a consumare il Fiat voluntas tua, che chiude il nostro pellegrinaggio. Temevo per Elena, per Anna la madre, e vivevo il contrasto tra una gioia intima e una sofferenza troppo umana. E stamani l’epilogo. All’una e mezza sono stata svegliata dallo SOS per Elena investita da una emorragia paurosa. Mai tanto sangue! Le sue parole: Sembrava il Giordano che scorreva impetuoso investendo ogni cosa. Tutto il sesto piano sotto choc; arriva un medico chiamato urgentemente, mentre il pensiero dell’imminente partenza in aereo mozzava il respiro. Ma Lei la Madre, trasformava ogni difficoltà in una autentica vittoria. 39 Riuniva i vari tasselli del mirabile mosaico perché ne scorgessi il filo conduttore. Esso mi riportava indietro nel tempo. Le mie colpe acquistavano un volto nuovo e si scontravano con l’amore infinito di questo Padre che non mi ha mai mollato e nel Figlio Suo Gesù che realizzava modellando giorno dopo giorno la mia anima grezza. Ogni episodio della mia vita, a volte triste, a volte lieto è coordinato con perfezione mirabile allo avvenimento che lo segue. È Lui l’amore del Mio Gesù di Nazaret che mi ha portato, attraverso il tempo ormai alla fine, a Nazaret, a Maria la Madre che mi ha seguito nell’ombra e solo ora me ne rivela il mistero. Nicola presente, me ne addita la via, ma ora è Lei che entra di prepotenza ed esce dall’ombra e rompe il silenzio. I tempi sono maturi, non è possibile più nessuna sosta, mentre lo Spirito irrompe con la potenza del Suo amore e tutto travolge in una nuova pentecoste. Padre Raffaele, Nicola, Francesco, Elena, Maria, Anna Maria e tutte le altre anime, a volte indispensabili come elementi portanti, a volte solo di contorno in quel determinato momento storico, ma sempre preziosissime per la tragedia in atto nel palcoscenico del mondo che ci circonda. L’eccomi preziosissimo di ognuno di noi ci inserisce nel piano salvifico di Gesù morto e risorto, mentre grati diciamo: Alleluia. Tra breve arriviamo a Roma con un programma nuovo irrorato dall’acqua del Giordano dove abbiamo rinnovato le promesse battesimali. Roma, 27 ottobre 1998 ore 5.00 Nicola: “Mamma scrivi. Isaia conferma Gesù, ma è Gesù che conferma Isaia. Così è per Carmen, così per Elena, per Antonella, per tutte le anime che hanno creduto ed amato e testimoniato con la sofferenza la loro fede. Esse sono meritevoli del dono promesso loro in virtù della loro fede: vai la tua fede ti ha salvato. Rileggi con spirito nuovo ogni mia parola, essa è veritiera perché parola di Dio e non dubitare mai. Oggi hai conosciuto la verità in Israele, rivivi con me ogni momento vissuto con Maria e testimoniami sempre“. Roma, 27 ottobre 1998 ore 6.20 Nicola: “Questa notte ho dato una grande spallata alla tua fede che in Israele aveva ricevuto il crisma dell’autenticità. Lo strazio di Antonella per una verità piantatale addosso ma non confermata dalla fede che l’aveva generata: Carmen ai medici dell’ospedale, dove io l’avevo condotta, che fanno la ecografia e le dicono che ci sono due fibromi, ma non è incinta risponde: operatemi e io vi dimostrerò il contrario; non ha fatto che confermare che solo in virtù della fede, Gesù dice: la tua fede ti ha salvato. E solo allora si realizza il dono promesso: avrai un figlio cui porrai nome Nicola, perché così hai creduto. Quando? I tempi appartengono a Dio perché Lui solo è autore delle leggi. Andiamo ad Elena. In virtù dell’accettazione della sua sofferenza avvenuta all’inizio, Dio Padre, nel Suo eterno presente, decreta la guarigione totale di Elena. Ne fa la paladina per tutte le anime che come lei sono state colpite da tanto odio satanico. Ma l’inizio e la realizzazione di tale dono è avvenuto in Israele, quando la sua fede e la sua testimonianza ha raggiunto il grado eroico. Oggi Elena è la prima che ha il diritto di utilizzare le ultime scoperte della scienza umana, che lei stessa con la sua offerta ha meritato di donare alla medesima. Rileggete, mamma, con spirito nuovo tutti i miei messaggi che riguardano Carmen, Antonella ed Elena e la verità vi farà liberi”. Roma, 28 ottobre 1998 ore 8.15 Nicola: “Mamma, all’insegna, della verità vi fa liberi, darò ancora una picconata alla vostra fragile fede. Comincerò col chiederti cosa è la fede? 40 La fede è il credere alle cose non viste. Ma la vostra umanità ferita dal peccato si ferma ad una fede fatta di parole, ed ha bisogno di toccare con mano ogni evento che parte dal Cielo e solo si arrende ad opera compiuta. Il nostro aiuto è costante nel momento in cui vi arenate e non riuscite ad andare avanti, ma Noi abbiamo bisogno sia pure di un filo di fede per operare. Ma adesso ascoltami. La gravidanza isterica da che cosa trae origine? La donna che bramosa di realizzare un bisogno intimo della sua stessa natura e del suo spirito, ne è impedita ad accedervi per vie naturali, per motivi al di fuori della sua volontà, si serve della sua stessa fantasia per attuarla. I pericoli, gravissimi, che potrebbero portarla alla pazzia. Ti pare, mamma, che sia questo il caso di Carmen? Lei che al ginecologo interpellato per rendersi conto di una situazione non più sostenibile che le conferma come Luigi è ormai sterile, e le prospetta di scegliersi un partner per una nuova gravidanza, urla disperata: mai più una nuova gravidanza, perché ho troppo sofferto? Carmen, mamma, è venuta a Sabaudia per implorare il mio aiuto, chiedeva liberazione, chiedeva lumi, amava ancora il suo Luigi, ma lui era terribilmente oppresso da due amori in contrasto: quello della madre vecchia e bisognosa e quello di Carmen che sempre più le sfuggiva. Carmen per tutti quei 19 anni, era vissuta accanto al marito e non voleva lasciarlo perché forse nel suo cuore ancora l’amava, ma egli le ricordava la perfidia della madre, la morte dei suoi bambini e la sua sofferenza era diventata insopportabile. Come liberarla, come ridarle pace? Il suo cuore, il suo spirito è saturo di odio, è oppresso da un peso troppo grosso che non riesce più a controllare. Il suo stesso lavoro fatto di generosità, le pesa, la opprime: la suocera è sempre là a due passi e le incute paura. Non è più libera, sente l’inferno tutto che la perseguita, nei locali dove entra, persino nelle Chiese dove va a pregare cercando conforto. Da dove iniziare la restaurazione di un’anima così in pericolo di dannazione eterna perché deve prima perdonare per poi meritare il dono del perdono? E qui, mamma, quanto di grande, di eccelso poteva escogitare l’amore infinito del Padre, che nel Sangue del Suo Unigenito trova la fonte della salvezza del Suo popolo, e in Maria la Madre che tutto assomma alla Sua sofferenza, in una donazione totale alla sofferenza di tutte le mamme del mondo e nella potenza dello Spirito Santo che tutto opera? Come cancellare il ricordo di quelle gravidanze tragiche il cui epilogo letale per i suoi bambini le impedisce di perdonare? Occorreva una gravidanza felice, nella gioia, vissuta assieme al suo sposo, anche se intrisa di sofferenza. E qui, mamma, tu conosci i vari momenti di cui tu, guidata da me ne attui lo svolgimento fino a quando maturato il dono, con una testimonianza di fede totale, Gesù possa dire anche a Carmen: vai, avrai un bambino cui porrai nome Nicola, perché così hai creduto. Quale il vostro handicap? Non riuscite a trovare la connessione tra il vostro presente limitato ed il presente eterno di Dio. Egli vede già nel Suo eterno presente quale sarà la vostra libera adesione al Suo progetto d’amore che ci vuole salvi, ma ce ne anticipa gli effetti benefici con una conoscenza che consente a Dio stesso o ai Santi a cui vi rivolgete di aiutarvi ad attuarlo”. Roma, 30 ottobre 1998 ore 3.40 Nicola: “Mamma, hai chiamato in aiuto anche papà che sei anni fa proprio a quest’ora era in procinto di consegnare la sua anima al Padre, redenta dalla sua sofferenza e dal mio amore perché anche tu potessi dare la tua testimonianza di fede. Con me hai lottato e sofferto e con me ripeti: se anche tutto quello che si è verificato per Carmen ed in Carmen aveva il solo scopo di salvare quell’anima, ebbene il vostro grido di ringraziamento superi il fragore dell’inferno tutto, perché l’amore e la misericordia del Padre ha operato in lei grandi cose. Un giorno ti dissi che se a Me fosse stato richiesto di soffrire ancora quello che ho sofferto in quei mesi d’ospedale per conseguire quello che ora godo, avrei risposto che ero pronto a farlo per mille volte ancora. Dio Padre vi vuole salvi a tutti i costi, e il Suo strazio è enorme quando, Suo malgrado, vi avviate per quella strada che porta alla dannazione eterna. Allora, Noi, guidati da Maria SS.ma escogitiamo qualsiasi mezzo pur di strapparvi agli artigli del vostro e nostro nemico e quando vi riusciamo il Nostro grido è un tripudio di festa che echeggia in Cielo, ma anche in terra con le anime che con Noi hanno lottato e vinto. Sii felice anche tu, Mamma, e non temere mai, e fiduciosa aspetta che ogni cosa si compia”. 41 . Roma, 30 ottobre 1998 ore 10.40 Nicola: “Mamma scrivi. Papà non si è chiesto se quel figlio morto nell’85, che si comunicava al suo spirito sia pure attraverso di te, mamma, fosse un fantasma e facesse soltanto parte della tua fantasia, ma ha creduto, perché con me, aveva vissuto la mia terribile agonia. Tu sai che per piegare il suo orgoglio che per lunghissimi anni aveva subito l’umiliazione del Dottor Maio, sono stato costretto a servirmi proprio di Maio che nel giorno del vostro onomastico lo invitava al perdono e solo dopo il suo assenso tornarono amici. Non potete pretendere il perdono da Dio se anche voi non avete perdonato! La luce vi arriva a sprazzi, ma è costante , come costante è il nostro amore, e niente è casuale nei disegni di Dio. In tuo aiuto stamani arriva la testimonianza di Vally che, per i medici lei non era incinta, mentre il figlio maschio ha smentito il loro verdetto. Ancora più eclatante il parto gemellare di Minni che per la scienza medica i due figli maschi non dovevano esistere. Ancora conferma da Carlotta di Lecce, e chi sa quanti che vi invitano ad una fede più grande. Animo, mamma, e con Carmen siatemi fedeli sino in fondo!”. Roma, 1 novembre 1998 ore 9.30 Nicola: “Mamma, dopo la confessione di stamani, più chiara e limpida la tua anima si offre alla conoscenza della mia parola, mentre Maria SS.ma con la sua presenza reale, te ne conferma l’autenticità. Il richiamo continuo a Lei, la Madre, che in Israele ti additava la via da seguire, perché non inciampaste nell’ultimo tratto, ti è di luce e di sprone ad andare sino in fondo. Sei stata chiamata a testimoniare le varie vittorie di Maria SS.ma che iniziate con l’apparizione a Fatima ai tre pastorelli, attraverso un lungo percorso te ne additava le varie tappe. Ti ha condotto in Israele per renderti ancora una volta compartecipe dell’ultima vittoria. Iniziata proprio da Israele patria di Maria SS.ma e di Gesù figlio di Maria come Uomo, oltre che Dio, il 13 maggio del 1948 con la rinuncia dell’Inghilterra al suo protettorato su Israele, si è conclusa, dopo 50 anni, con la vittoria strepitosa di Maria che ne attuava l’epilogo. La Palestina tornava ad essere uno Stato sovrano riconosciuto dal contesto delle nazioni e non più un piccolo popolo disperato, asserragliato in uno spazio limitato di terra, che pure era stato oggetto e testimone dell’amore del figlio di Dio”. Roma, 6 novembre 1998 ore 1.10 Nicola: “Mamma, ti sei svegliata al mio imperativo: Elena deve andare dal Prof. Di Trapani. Hai chiesto conferma a Maria SS.ma che, esortandoti ad immergerti nella comunione dei Santi di cui Lei è regina, ti fa notare come ogni tua supplica, ogni implorazione che parte dal tuo cuore, essendo unita ad un numero grandissimo di anime che fanno capo a me, tuo figlio, e con me al progetto che io porto avanti nel Suo nome, ogni vostro atto va verso l’epilogo definitivo e risolutivo di bene. Ti eri chiesta in questi giorni, come mai tutte le persone che testimoniano me nella loro vita, ti dicono che invocando il mio nome sono spinti a pregare per te. E Padre Raffaele, l’anima guida che come dono la Madre ha messo al tuo fianco, cosa fa se non alzare continuamente la sua supplica al Padre, a Gesù, alla Mamma Celeste perché il disegno Nostro si realizzi al più presto? Mamma, Elenuccia con la sua offerta d’amore al Padre testimoniata in Terra Santa, ha dato inizio e vita al progetto di restaurazione a cominciare dal suo stesso corpo. Sarà lei a spingere l’équipe del Gemelli a trovare la soluzione rapida alle loro ricerche, perché la promessa di Gesù: Elena è guarita, perché così ha decretato Dio stesso è ormai maturata e tante anime che come lei soffrono non possono più aspettare. Elenuccia, non pensare in questo momento allo studio, recupererai in un momento quello che ora ti costa tanto sacrificio, te lo promette tuo zio Nicola. Aiuterai anche Carmen che in questo momento generosamente si pone al tuo servizio, ma la strada è quella che ti ho indicata. Sii generosa come lo sei stata finora e ritroverai quella gioia che hai gustato in Israele perché è sacrificio d’amore. 42 Grazie mamma, a te perché ascoltando la mia voce, ti poni al mio servizio, ma soprattutto a Padre Raffaele per la sua supplica innaffiata così generosamente da una sofferenza così nascosta che la rende preziosa a Gesù, vittima divina. Non disperdete, mamma, questi doni, dillo pure a Maria, ad Antonella, ad Elena, ed a tutti i nostri cari, così a tutte le anime che fanno con voi unità, perché sono doni preziosi che l’amore del Padre vi dona”. Roma, 7 novembre 1998 ore 5.20 Nicola: “Mamma, la tua fede resa più forte e diamantina dalla presenza reale in te della Madre dolcissima che in Israele ha fuso la tua anima alla Sua, non è neppure sfiorata dai dubbi di Maria, sulla realtà di un bimbo nel seno di Carmen. Ma desidero che in Maria, come in Antonella, Filippo e tutti coloro che cozzano con un mistero così eccelso ma la cui realtà è così semplice come semplice è Dio stesso, ti ringrazio o Padre, perché hai rivelato queste cose ai piccoli, e le hai nascoste ai grandi, il dubbio ceda il posto alla verità. Ti ho sempre detto che l’uomo, capolavoro dell’Onnipotente, è formato di corpo e di spirito e che tu non puoi dividere queste due componenti senza distruggere l’entità di esso e lo scopo ultimo per cui è stato creato. L’uno si fonde nell’altro e così il corpo aiuta lo spirito a manifestarsi all’esterno. Quando questa armonia viene infranta, allora abbiamo un essere anomalo, mutilato, deforme; esso non è più in grado di captare la luce che lo ha generato e che lo fa simile al suo Creatore. Entro in argomento e ti spiego come in Carmen investita da una luce particolare che la vuole salva, attraverso un contatto reale con il marito avvenuto a Roma l’ 8 dicembre (bada bene alle date) ha inizio una nuova gravidanza che dovrà cancellare il ricordo terribile delle precedenti. L’opera nostra di restaurazione in quell’anima così soggetta all’opera nefanda del nemico ha inizio parallelamente sul corpo e sullo spirito. Ma ad un dato momento lo spirito non è più in grado di irrorare il corpo fragile, a causa di dubbi, del ritorno di paure e la crescita del frutto del loro amore si arresta, ma non muore. È il momento in cui Filippo il medico, conferma il battito del nascituro e dice: non ha più di quattro mesi. Ma la Grazia che ha investito quell’anima non si arrende e continua la Sua opera di conversione fino al giorno in cui Carmen testimonia la sua fede ed ai medici che le gridano che è pazza, risponde con altrettanta veemenza, operatemi ecc,ecc. Ti ho fatto scrivere che solo in quel momento Carmen ha meritato quel dono; ed il suo bimbo che lei ha sempre sentito vivo e di cui non aveva mai dubitato ha ripreso la sua crescita naturale ed allieterà i loro giorni. So che è difficile ad anime così ferite dal peccato seguire l’evolversi dell’opera di Dio nelle vostre anime, ma essa è meravigliosa, mamma credimi, e solo a vittoria ottenuta ve ne rendete conto. Ecco perché vi esorto sempre ad andare avanti, a non fermarvi. Buona notte, mamma, vai a letto”. Roma, 8 novembre 1998 ore 3.15 Nicola: “Padre Raffaele, ieri sera durante il S. Sacrificio ti ho costretto ad uscire allo scoperto; non più mimetizzato da un accenno veloce al mio nome mi sono imposto alla tua conoscenza con l’imperativo di araldo della Condottiera degli Angeli, Maria SS.ma di cui tu stesso ti dichiari servo. La mia azione costante di protezione ed aiuto alla tua persona ha avuto inizio con la mia ascesa al Cielo, essa parte da molto lontano. Nell’eterno presente di Dio, alla tua nascita, cioè quando il Padre ti ha creato, ero già al tuo fianco. Perché opponi tanta resistenza alla mia luce? Mentre accetti, come un flash la mia realtà nella tua vita, te ne allontani quando te ne addito i limiti che tu stesso mi poni. Mentre felice ti bei e sei continuamente attratto dagli spazi infiniti, ti rifiuti nello stesso tempo di ammettere che ne fai parte. Così facendo costringi il tuo spirito, creato da Dio stesso per le vette, per captare verità sublimi da donare ai tuoi fratelli di oggi, a vivere in un ghetto, legato ad un passato che, appunto perché passato ti mostra le crepe e non certo la verità a cui aspiri. Ti ho rimandato a mia madre, a quello che lei scrive, perché le parole passano e non lasciano segno, tu a volte ne testimoni la provenienza ma per tornare poi con i piedi per terra come tu stesso dici. Scrolla da te, Padre Raffaele, quel bagaglio di conoscenze storiche che occupa il tuo spirito come se fosse verità rivelata. 43 Oggi attraverso l’opera ininterrotta dello Spirito Santo anche le coscienze più ottuse si aprono alla Sua luce e lo Spirito rivolge a te l’imperativo: vai, non porre ostacoli alla mia voce, sei stato creato per questo, grida anche tu perché i tempi sono maturi. Un solo popolo, un solo Dio, è per questo che il figlio dell’Uomo si è immolato, perché nessuno fosse escluso dal banchetto che tu attui sull’altare della mia casa. Vai in pace Padre Raffaele e così anche tu mamma, ma non tradite la missione per cui siete stati creati”. Roma, 8 novembre 1998 ore 5.58 Nicola: “C. cara, ascoltami, sono il tuo Nicola che ti è sempre vicino vigile e protettivo. Tu vorresti venire a Roma fosse pure per un fine settimana; ciò è pericoloso per vari motivi. Il tuo nemico che non ti lascia mai facendoti tanto soffrire, creerebbe le circostanze per impedire anche a noi di portare ad una soluzione positiva, nel più breve tempo possibile, come è la vostra implorazione il nostro disegno d’amore, il tuo bambino che tu ami. A questo evento sono legate non solo Elena, Maria, Padre Raffaele, Antonella, Filippo, ecc. ecc., ma un numero grandissimo di anime e tu anche per loro non devi esporti a tale pericolo. Sii serena e felice aspetta il lieto evento. Io sono con te “. Il tuo Nicola. Roma, 9 novembre 1998 ore 2.50 Nicola: “Mamma, scrivi ti farà bene”. Pina: L’impatto della mia anima che ha visto il rifiuto di Padre Raffaele al messaggio di Nicola a lui diretto e che proprio lui aveva a mia insaputa sollecitato, è stato così terribilmente doloroso e traumatico da temere questa notte un collasso. Non penso che tutta quella sofferenza non fosse stata permessa da Maria la Madre nostra dolcissima che tutto coordina per il nostro bene, se proprio Lei stanotte è venuta in mio soccorso quando non ce la facevo più. Quel dono prezioso che mi saldava alla persona ed all’anima del figlio Suo prediletto Padre Raffaele aveva un doppio scopo, proteggere per essere protetta. Solo allora siamo invincibili come lo sono Elena e Francesco, ma come dura la lotta! È come se a forza ti strappano una parte di te che ti è intimamente legata e la ferita gocciola sangue vivo. È da tempo che il nemico ci attacca su due fronti per dividere me da Padre Raffaele, me da Maria. La lotta è sempre ai ferri corti ma la nostra comune Madre non ci lascia soli un minuto. Sono ancora dolorante ma piena di speranza e la mia implorazione di aiuto sale dal mio cuore ancora più forte dopo il pericolo appena scampato”. Roma, 10 novembre 1998 ore 5.05 Nicola: “Mamma scrivi per ringraziare Maria SS.ma, che con tanto amore ti ha intrattenuta e fatta partecipe della Sua presenza mentre con Lei recitavi il Santo rosario tutto intero”. Maria SS.ma: “Pina mia, figlia mia tanto cara. Sì, la Mia fusione con la tua anima avvenuta in Israele, è sempre viva, e più che mai ti sono vicina mentre più ancora ti unisco al Mio fedele figlio, Padre Raffaele. Egli soffre tanto e nella carne e nello spirito e non si risparmia in una offerta continua. A volta ti sembra che si allontani da te e tu ne soffri, ma egli ti segue ed è presente nei tuoi vari stati d’animo e corre in tuo aiuto, in vostro aiuto. Mi chiedevi a chi è servita la tua sofferenza così forte dell’altra notte. A te, perché purificata la tua anima, essa fosse accetta al Padre; a Padre Raffaele, perché fosse servita a liberarlo dai lacci che il nemico con arte gli tesseva. Non mi avevi chiesto questo e pregato a questo scopo? Non ti ho saldata a lui a tua protezione ed a sua protezione? Sì, vai a S.Giovanni Rotondo, non puoi lasciare sola Anna Maria perché ognuno di voi ha bisogno dell’altro, nessuno escluso. La cordata d’Israele che ha visto tutti i ventisei partecipanti uniti in un cuore solo, guidati da Padre Raffaele e da Frate Agostino possa diventare un esercito invincibile guidato da Me vostra condottiera e da Nicola che ne segue le sorti ed ascolta i Miei comandi. Grazie, figlia mia, vai in pace con la Mia Benedizione”. Tua Madre Maria. 44 Roma, 12 novembre 1998 ore 4.15 Nicola: “Mamma scrivi, la Mamma Celeste ascolta la tua intensa supplica per Maria e per Padre Raffaele e la fa Sua; così per tutti i bisogni della tua anima sofferente di madre. Quale accettazione più sollecita da parte di Dio Padre di questa che Maria SS.ma, la figlia Sua tanto amata gli presenta? Sii serena e fiduciosa, mamma ed unisciti sempre di più al cuore della Madre che, come te, soffre per tutti i Suoi figli in pericolo di perdersi. Ieri mattina ti ho comunicato la mia angoscia per questa nostra Patria fatta oggetto di tanto odio satanico che nei suoi figli trova proprio i più accaniti adepti per cancellare la sua identità di Nazione perfettamente Cristiana, Cattolica, Apostolica, Romana, nata dal sangue dei suoi martiri continuamente vivificata dalla passione di Gesù, Redentore. Affluiscono a lei popoli interi spinti dalla fame e l’esodo ha carattere messianico. La parte migliore del suo popolo si apre sempre di più all’amore e la generosità prorompe spontanea e sentita. La parte più ambigua diventa strumento di annientamento della identità che ne fa una Nazione perfettamente Cristiana, faro di luce per il mondo intero. Crollato l’impero romano divenuto corrotto, subentra l’impero di Cristo e le Basiliche e le bellezze artistiche che in ogni campo fioriscono, ne rendono testimonianza. Ma il veleno è nel cuore dell’uomo e l’oro ancora una volta diventa un dio che seduce ed il nemico ad arte lo esalta fino al parossismo. Non ti dice niente, mamma, questo attacco frontale di vincite miliardarie volute da uno stato corrotto ed ateo che si serve proprio di questi proventi illeciti per dare il contentino ai più bisognosi e farli ancora più schiavi? L’attaccamento alle poltrone è quello che a loro preme e tutti sono d’accordo. Come è duro il giudizio di Dio, mamma, le leggessero le pagine del Vangelo: Gesù che piange su Gerusalemme!”. Roma, 13 novembre 1998 ore 4.33 Nicola: “Mamma scrivi perché ogni lume che arriva al tuo spirito deve essere testimoniato con la Parola eterna ed incorruttibile di Gesù stesso che attraverso me si rivela al tuo cuore. Maria, la Madre ti segue passo passo, ti comunica la Sua intima sofferenza ti fa conoscere le anime che in questo preciso momento vuole raggiungere con la tua voce. È Lei che conoscendo quale sia il dramma che impedisce loro di tornare pentite al Padre, che brama il loro possesso, ti suggerisce ogni parola, quella che colpisce la loro intelligenza, che le spinge ad un momento di pausa. Ma adesso ascoltami, mamma. Ieri da Luisa hai rivisto Don Antonio. Non ti sei resa conto come quell’anima, poco alla volta, sia scivolata verso una china troppo pericolosa in cui le parole di perbenismo non riescono più a nascondere una verità deformata, che purtroppo è diventata credo ed illusione di tante anime sacerdotali. L’Inferno c’è ma nessuno ci va. Ma come atroce e terribile è questo inganno satanico che usa la Misericordia di Dio per assopire le loro anime! Ma forse che Dio Padre, Lui che aveva creato Lucifero e tutti gli altri Angeli dotandoli di doni eccelsi non abbia usato per loro quella Misericordia che pretendiamo usi per noi? E perché mai ha chiesto al Suo Unigenito di lasciare il Cielo, di assumere la condizione umana, di chiedere al Suo Amore l’immolazione totale su di un legno di Croce, che era il castigo riservato ai delinquenti? Don Antonio fa appello alla Chiesa ed alla sua infallibilità. Ma a quale Chiesa si riferisce? Quella dei Martiri che per essere fedeli al Cristo hanno scelto il martirio e la morte? Quella assonnata che si è adagiata in una cuna e non accetta gli interventi reali di una Madre che lacrima sangue, anzi cerca di metterli a tacere perché disturbano i loro sonni tranquilli? Tutta la loro preoccupazione è spegnere quelle voci che gridano per il loro bene, che paventano la loro perdizione. Mentre il nemico aumenta il suo furore satanico ed attraverso cataclismi e distruzioni spinge ancora l’uomo ad accusare Dio stesso: dove sei, Dio? E Dio resta impotente davanti al figlio che lo ricusa come Padre! Mamma, ancora un’altra cosa vorrei dirti. Attraverso una luce ininterrotta, ti ho fatto conoscere le varie fasi, della gravidanza di Carmen 45 Maria SS.ma personalmente ti ha introdotta nelle verità di un evento eccezionale che deve concludersi nella maniera più semplice. Stamani ti ho fatto rileggere i messaggi che riguardavano la maternità di Maria di Giacomo e come in quella occasione, anche se con circostanze diverse, la verità sia alla base di entrambe. Abbi fede, mamma e come in un mosaico bellissimo quando il tassellino mancante occuperà il posto assegnatogli, tutto risulterà perfetto e ringrazierete il Padre esultanti di gioia”. Roma, 15 novembre 1998 ore 4.00 Nicola: “Confermo quanto stai per scrivere. Mamma la vittoria di Maria SS.ma conferma la tua fede: anche questa volta è Lei la vincitrice su Saddam Hussein e non ci sarà un nuovo conflitto. La tua gioia è grande, prende possesso del tuo cuore, ti fa dimenticare le amarezze di ieri, Zippo e tutto il resto. Ancora una volta Lei la Madre Celeste che con la Sua dolcezza ti dà la forza di andare sempre avanti. Come dolce il Suo amplesso! Io lo ho sperimentato sul mio povero corpo piagato e sofferente, sul mio spirito che si ritraeva pauroso davanti al Suo invito di seguire Gesù per la strada del Calvario, la sola che porta alla gioia vera. Vai in pace, mamma, gioisci anche della giornata di oggi che vi vede tutti riuniti con Padre Raffaele il vostro angelo tutelare e con me che prendo il mio posto di figlio, di fratello, di sposo, di zio, di amico in seno alla mia famiglia che si appresta a consumare il pranzo dopo il banchetto eucaristico che tutti ci ha visti riuniti. O sì, anche papà e zio Masino, non temere, mamma, nessuno è escluso, nemmeno i lontani per i quali la tua anima soffre tanto”. San Giovanni Rotondo, 19 novembre 1998 ore 17.30 Nicola: “Non eri molto disponibile al mio invito di accompagnare Padre Raffaele a S. Giovanni Rotondo, ma ce la hai fatta ed io ti ringrazio. Vedi, quando il nemico ti intralcia il cammino, tu sei sicura di non sbagliare solo se non ti chiedi mai dei perché e fiduciosa ti abbandoni al mio comando. Credimi, c'è sempre un obiettivo che stai per raggiungere, voluto e preparato da Noi. Ora, serenamente ne scorgi i contorni e ti rendi conto che esso era importante. Antonella, che si dibatte nel rifiuto di un Nicola Santo, ma viene a S.Giovanni Rotondo ed a Padre Pio chiede quello che a Me, suo marito, non chiederà mai: il superamento del suo stato d’angoscia. Ma Padre Pio è Santo a tutti gli effetti, mentre a suo avviso, Io no! Secondo obiettivo: Padre Raffaele che mi accetta a metà e non si rende conto della contraddizione palese tra me Nicola presente quando c’è da sbloccare una situazione di stallo, ed un Nicola scomodo quando demolisce convinzioni errate e stratificate nel tempo. La tua gioia è stata grande quando l’infermiera Filomena, che si apprestava a ricoverarlo, in seguito al mio intervento che si serviva della tua stessa voce, la convinceva come inutile il ricovero per appurare certezze umane ad un qualcosa che esula dall’umano e ne fa conoscenza divina: il segreto di un’anima mistica che della sofferenza del suo stesso corpo, ne fa il mezzo per raggiungere vette più eccelse. Stamani altre luci, altri obiettivi ti si rivelano che tu piccolissima voce fai tuoi e l’emozione è grande perché senti la tua limitatezza umana, mentre ricordi lontani nel tempo rivivono e tu ne scorgi il nesso con gli avvenimenti di oggi che ti rivelano il filo conduttore che li unisce e li conferma”. Sulla strada per Roma, 20 novembre 1998 ore 11.00 Nicola: “Non so se riuscirai a fermare su carta questo scorcio di vita di Padre Raffaele che oggi, meglio stamani come un flash ha colpito la tua intelligenza, data la precarietà e del momento e della posizione scomoda in macchina. Tu avevi intuito come un rapporto intimo, personale legava Padre Raffaele a Padre Pio. Iniziato quando ancora giovane studente attraverso una foto del Frate restò colpito dalle mani coperte di guanti che nascondevano le stigmate. Più ancora in seguito all’approssimarsi del sacerdozio, venne in possesso della coroncina che Padre Pio recitava ogni giorno. Si concluse poi con l’incontro personale a mezzogiorno del 4 ottobre 1956 quando esplicitamente chiese al Padre se l’avesse accettato come figlio spirituale. Padre Pio rispose: Ecchè! e non hai capito ancora? e che posso fare di più per te? Grazie, Padre. 46 Quel colloquio con il Frate di Pietrelcina continuò ininterrotto tra lui e Padre Raffaele. L’opera più grande di Padre Pio: la casa sollievo della sofferenza, il cui stesso nome è indicativo dello scopo per cui era stata costruita; alleviare la sofferenza dei più poveri, si trasformò ben presto in esca potente di attrazione per gli arrivisti e gli impuri che vedevano in essa un mezzo di potere e di dominio. I frati cappuccini i migliori, i fedeli cercarono di arginare e contrastare tale pervertimento ma anche una parte di essi, sebbene minima, voleva raggiungere lo stesso scopo: attingere a quella enorme fonte di ricchezza che la generosità dei fedeli di tutto il mondo faceva affluire all’opera di Padre Pio. Si sono così stabiliti due blocchi in contrasto ed in lotta. La scienza medica che forte della sua funzione specifica ne reclamava il predominio e la parte spirituale rappresentata dai discepoli di Padre Pio che non poteva rinnegare la funzione dello Spirito Santo, che ne era la sua forza motrice. Ma quale l’intervento specifico di Padre Raffaele? Cosa diceva a lui Padre Pio, a questo sacerdote che non era neppure cappuccino, ma solo fedele servo di Maria? Il sacerdote che in un giorno lontano aveva detto sì a quel Gesù che gli chiedeva di seguirLo per la sua via dell’immolazione e dell’umiltà nel nascondimento più completo? Ma i tempi erano diventati pressanti perché il Male aveva preso posizioni allarmanti. Era necessario agire. Ma come penetrare nella roccaforte del nemico? Padre Raffaele, scelse la via più breve: malato tra i malati. Offerse il suo corpo malato alle loro indagini; sapeva che era soltanto una copertura, sapeva chi era di fronte a lui, ma da buon combattente, da buon esorcista, non demorde e continua la sua lotta. Sa che deve iniziare la sua opera di restauratore dal basso e tra una ricerca ed un prelievo corre a confessare. Le anime assetate di Dio, passano la voce, si riconoscono in lui, e il suo nome corre di bocca in bocca: Padre Raffaele, Padre Raffaele ... Ma la sua opera esce fuori le mura dell’ospedale e raggiunge altre anime di S. Giovanni Rotondo. Ma sulle sue gambe stanche, sul suo corpo vessato da un nemico crudele, impera uno spirito temprato dalla sofferenza ripieno di una gioia di Cielo che gli fa esclamare: Io sto sempre benissimo, mentre la sua implorazione sale potente al Padre delle Misericordie ed in una offerta totale a Gesù Sacerdote e vittima, chiude il sacrificio della S.Messa”. Roma, 23 novembre 1998 ore 3.15 Nicola: “Mamma, scrivi; ti ho sempre detto che sei stata chiamata a vivere momenti eccezionali e che hai bisogno di una fede eccezionale. Non per niente ti abbiamo saldata a Padre Raffaele che supplisce con la sua supplica e la immolazione sua quello che a te manca. Egli si rivela a te, a voi, ogni giorno di più, e Maria SS.ma rasserena il tuo spirito nei riguardi dei miei fratelli. Maria sta combattendo la sua battaglia e non è una perdente, anche se non è facile per lei azzerare una concezione di vita che ormai le sta stretta. Mamma, mi chiedi a chi far giungere il messaggio sull’Italia. Non certo a D’Alema ma a Buttiglione si, perché esso sia efficace e solleciti in seno alla opposizione una forte reazione. Sono verità che loro già percepiscono ed il pericolo è presente alle forze cattoliche che siedono in Parlamento. Volevo pure aggiungere al messaggio illuminante su Padre Raffaele, come nella sua opera di restaurazione in seno alla Casa sollievo della sofferenza, importantissima è l’opera dello Spirito Santo che attraverso i miei libri, mantiene viva, ogni conquista di Padre Raffaele attraverso un legame affettivo personalissimo che altrimenti andrebbe dissolto dall’inesorabilità del tempo che passa. Buona notte, mamma”. Roma, 25 novembre 1998 ore 3.10 Nicola: “Mamma, tante volte ti sei chiesta come mai Maria SS.ma che pure era intimamente legata al Padre e la cui fede non aveva mai vacillato, dall’inizio della Sua adesione al progetto del Padre che attraverso l’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele le comunicava come fosse stata prescelta per essere la Madre del Figlio di Dio, solo allora le paure, i dubbi tormentarono il Suo Spirito, la Sua stessa umiltà faceva da schermo alla Sua fede. 47 Ma nel momento in cui spirato il Suo Gesù sul quel legno di Croce, e chiusasi così attraverso il Suo sì la Redenzione dell’umanità di tutti i tempi, divenne roccia e fortezza e guida per la Chiesa di cui divenne Madre. Mamma, Maria SS.ma era pur sempre una creatura umana, proprio come te, anche se avesse meritato per le Sue eccelse virtù di essere prescelta come Madre del figlio di Dio, ma, appunto perché creatura perfettamente umana doveva, attraverso un superamento continuo della Sua umanità arrivare a fondersi con la Seconda persona della SS.ma Trinità cui dare la sua stessa carne, il suo stesso sangue. La fusione tra l'umanità del Figlio e la divinità che in Lui coabitavano dovevano portare Maria alla perfezione totale tanto da renderla degna di essere la Madre del Figlio di Dio, più che creatura. Nel momento dell’Annunciazione al Suo Sì, libero e consapevole, si fa palese al Suo spirito la fragilità della sua stessa natura, la sua infinita miseria davanti ad una degnazione così grande che le fa esclamare: Sono l’ancella del Signore sia fatto di me secondo la Sua Parola. Da quel momento la lotta tra la sua umiltà e la grandezza degli avvenimenti che era chiamata a vivere a cui sempre doveva opporre il suo sì, si fa sempre più aspra e finisce solo quando ai piedi della Croce raccoglie l’ultimo respiro del Suo Gesù che muore e Lo presenta al Padre: ecco mio figlio, mentre la divinità che non muore conferma: Ecco la Madre”. Roma, 29 novembre 1998 ore 3.30 Nicola: “Maria SS.ma man mano che cresceva, si apriva alla luce ed al calore del Sole Divino come una conchiglia chiusa che si schiude per mostrare la perla preziosissima che essa racchiude. Essa innamorò di se stessa Dio Padre, che, in un impeto d’amore non vuole che lo spirito del Male sfiori e lordi con la sua bava sia pure per un’istante quel candore, e la preserva dal peccato d’origine. È Maria che ha meritato quel dono nel Magnificat. Maria stessa conferma: è perché ha guardato all’umiltà della Sua serva, che d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Lucifero, prima ancora che l’invidia e la superbia maturassero nel suo spirito, sapeva che era stato creato e che solo da quel momento cominciò ad esistere. Come poteva opporsi al Dio Creatore e ritenersi uguale a Lui, se prima non esisteva?”. Roma, 2 dicembre 1998 ore 6.15 Nicola: ”Mamma ieri sera nell’omelia del Santo Sacrificio, Padre Raffaele tolti i lacci che tenevano imbrigliato il suo spirito, si è librato nelle sfere alte dell’ascesi. Il suo volto aveva perso quel senso di costrizione e timore ed era diventato sicuro, radioso e forte. Forte perché era in possesso di verità a cui sempre aveva creduto, ma mai avuto il coraggio di testimoniare ad alta voce, senza il timore che la sua umiltà fosse in pericolo. Tu ne hai gioito, mamma, perché anche a te il suo atto ha infuso quella pienezza di gioia che ti rende più forte. Ma adesso, mamma, ascoltami perché voglio dare ancora una spallata a coloro che credono che i trapianti di organi siano un fatto positivo. I miei messaggi sui trapianti di organi dovresti diffonderli perché partono dalla verità stessa che è Dio, condannano in maniera perentoria tale manipolazione del corpo umano, tempio dello Spirito Santo. Dal momento in cui te li ho fatti scrivere ad oggi, tutte le argomentazioni ed i pericoli gravissimi che in essi ti elencavo, hanno avuto conferma. Satana si è servito proprio dell’intelligenza di questa creatura privilegiata per distruggerla (vedi ingegneria genetica ecc. ecc.). Maria SS.ma non demorde nella sua opera di restaurazione e dà la possibilità a Messori di testimoniare un miracolo eccezionale avvenuto a Saragozza in Spagna che proprio Padre Raffaele portò alla vostra conoscenza ieri sera. Un arto già amputato e seppellito che viene restituito al suo legittimo proprietario! Non un organo rubato ad un altro corpo, mamma, perché nessuno può arrogarsi il diritto di trasformare, manomettere l’identità di una creatura che il Padre nel Suo amore ha creata perfetta nella sua efficienza, e capovolgere leggi perfettissime, camuffando tale sacrilegio in amore del prossimo. Dio nella Sua potenza può sanare o ridare un arto mancante come ha fatto nel miracolo in Spagna, come fa la madre che genera un altro figlio, ma non toglie ad un figlio quello che appartiene all’altro. Comprendi, mamma? Non ti fermare, sei stanca? Sei oppressa da un nemico che ti tallona? Ma non vedi come al momento buono corriamo in tuo aiuto? Sì che la tua preghiera sia costante così la tua fede. Apriti alla gioia e in un abbandono totale, aspetta che le nostre promesse si realizzino. 48 Hai scritto senza occhiali e senza fatica, sentimi vicino anche in questo”. Roma, 4 dicembre 1998 ore 2.45 Nicola: “Mamma ieri giornata di attacchi terribili ma anche di grandi vittorie. Il tuo cuore pieno di gioia perché sia pure con grande tuo sacrificio e di Anna Maria, che tutto stemperava con la sua fede e la sua dolcezza, ma soprattutto di Padre Raffaele, martire silenzioso e paziente, siete arrivati a vincere la nostra battaglia: Padre Raffaele non avrà più da temere dalla prostata, attraverso la cura di Enzo che io ho inviato. Poi ieri sera l’attacco di cui Maria è stata vittima designata, mentre la mattina l’aveva subito la mia Antonella. Ti sei svegliata da poco e ti sei ritrovata con quella sottile angoscia di impotenza; hai stretto a te il Pargoletto Divino ed ancora una volta hai chiesto ai miei scritti aiuto per riacquistare quella serenità di cui avevi bisogno. Hai trovato a pag. 29 del II volume quello che ti occorreva. L’arroganza dimostrata dal nemico quando tu incautamente hai svelato il nome della pedina di cui lui si serve, è dovuta al fatto che paventa la sua sconfitta e per Carmine e per Elena. Lui ama operare al buio, sottotraccia, non alla scoperto, affinché la sua azione possa colpire in profondità, ottundendo anche le facoltà, sia pure umane dell’intelligenza. Ma tu mamma non temere, anche noi lavoriamo in profondità e le nostre vittorie silenziose ed improvvise sono come fasci di luce vivida che, colpendo i vostri occhi carnali, hanno il potere di svegliarvi dal vostro sonno e dal vostro torpore. Adesso vai a ringraziare Gesù che tanto ti ama”. Roma, 5 dicembre 1998 ore 3.40 Nicola: “Mamma, so quanto ti è costato di sofferenza ieri sera vedere come abbia lavorato bene il nemico sull’anima del tuo amico più caro, che tu consideri figlio! Tu conosci la gravità di questi attacchi, ma non temere, mamma, per lui, perché Dio ha gradito la tua implorazione accorata e sofferta ed io non lo lascerò un minuto solo. Mamma, gli avvenimenti si susseguono rapidi e due forze sempre in conflitto premono e chiedono il tuo libero all’assenso. Mentre il nemico ti prospetta sconfitte e persecuzioni, il Nostro Amore ti dice: mamma, non temere perché proprio dall’adesione totale al Nostro progetto la luce più sfolgorante investirà le vostre anime e cadranno le bende che impedivano ai vostri occhi malati di vedere, come ai ciechi nati del Vangelo. Mamma che la tua generosità sia grande specialmente nei riguardi dei miei fratelli, mi avrai sempre al tuo fianco e ricordati che non sono soltanto un puro spirito perché anch’io come Gesù resuscitato da morte, posseggo un corpo sensibile, capace di intervenire quando voglio: non ti ho detto che Gesù ha permesso che io potessi utilizzare delle cellule che tu mi hai ridato al posto delle mia morte? E come se tu, mamma mi avessi partorito due volte, ecco perché sono in te. Così è Maria la Madre che partorisce il Suo Gesù nel cuore di coloro che sono pronti per accoglierlo, e il partorire è un atto reale che solo una Madre può compiere e Gesù diventa anch’esso una presenza reale in quell’anima. Non sono io che vivo, ma è Cristo che vive in me - San Paolo. Nel tuo respiro c’è il cuore di un Dio fatto carne. Gesù alla tua anima”. Roma, 9 dicembre 1998 ore 3.50 Nicola: “Mamma, scrivi, non temere io ti sono accanto e convalido ogni tua parola. È sempre forte la lotta tra la verità che il mio Nicola mi rivela continuamente, perché io non soggiaccia a lungo nelle strette di un nemico, che non si da per vinto. Ma è sempre Nicola il vittorioso”. Caro Peppino, scusami se in punta di piedi entro, ancora una volta, nell’intimità della tua famiglia, meglio del tuo stesso intimo. È Nicola stesso che mi sollecita a farlo. Avrei voluto avere con te un colloquio liberatore, liberatorio per entrambi, per te perché ti sentivo sofferente, per me perché mi sentivo impotente di venirti in aiuto. Volevo scriverti al nostro ritorno da S.Giovanni Rotondo, ma non credere che anche nella mia famiglia sia tutto idilliaco. La tua forza è nella fede, che attinge dalla preghiera ed è appunto la tua fede che impedisce il disgregarsi dell’unità della tua famiglia. 49 Soltanto ad essa devi il dono di tre belle ragazze, che, pure con i limiti dell’umano, possiedono delle doti eccezionali di coesione, di amore reciproco, disponibilità e purezza di intenti. Ma fino a quando reggerai? Tua moglie ti ama, ma è sofferente più di te. Ha bisogno di te, delle tue attenzioni, del tuo amore. È gelosa perché tu le manchi. Tu prendi a tua scusa il lavoro di medico a tempo pieno nell’ospedale Casa sollievo della sofferenza. Si, quella del medico è una vera missione, ma allora non dovevi sposare, non puoi, per curare gli altri, distruggere te stesso o peggio la famiglia, che benedetta da Dio te ne fa il capo, l’asse portante. Sai, qual’è il pericolo più grave? Che tua moglie, dopo di essersi accostata alla fede ed alla preghiera, vista la inutilità della medesima, attribuisca proprio a Dio la sua sconfitta e la sua sofferenza. Non pensare che questo pericolo sia un caso isolato, tutt’altro; è il cancro che divora e distrugge i figli di Dio. A mio avviso, e Nicola me ne da conferma, il punto focale è proprio quello. Il medico, che pure deve dare amore, disponibilità, attenzione vigile ed amorosa al paziente a lui affidato, finito il tempo indispensabile, che lo lega all’impegno ospedaliero, deve creare nel suo spirito una perfetta divisione tra l’impegno e il dovere del medico e i doveri e diritti suoi in seno alla famiglia, che ristabiliranno quell’equilibrio indispensabile per una perfetta realizzazione dell’identità di una persona tanto amata da Dio. Sforzati di entrare in quest’ottica, hai abbastanza luce di fede, ma chiedi allo Spirito Santo il coraggio e la forza di tagliare i lacci che ti impediscono di realizzarla. Ed adesso, chiedendoti scusa del mio ardire, faccio a te ed alla tua famiglia gli auguri più cari per il Santo Natale a cui si associa Padre Raffaele e mia figlia Maria. Con affetto, Pina Reina. Roma, 11 dicembre 1998 ore 2.50 Nicola: “Mamma, tu ami Carmen e la sua sofferente attesa si ripercuote su te causando con la tua impotenza uno stato di angoscia che fiacca la tua fede. Anch’io soffro per te, perché l’inferno tutto si scaglia sulla tua fragile fede; fede che pure ha toccato le vette più alte dell’umano, superandolo e che ha permesso a Gesù di traslare il mio spirito che lasciava il mio povero corpo in quello tuo, ancora vivo e pieno di Lui. Tu, mamma, hai meritato tutto questo e sai pure che l’inferno tutto nulla può su di te perché Noi siamo in te. Così è stato ed è per Carmen. Anche lei ha superato i confini dell’umano con quell’atto di fede quando alla scienza umana opponeva la potenza di Dio ed avrà il suo bambino perché così ha creduto. Al tuo risveglio son venuto in tuo aiuto riportandoti a meditare sul messaggio del 1-6-1985-. Allora era il tuo Gesù che sosteneva la tua fede e tu da Lui attingevi forza e coraggio, fino ad arrivare all’istante ultimo della mia offerta di vittima consapevole. Sei tu, mamma, che hai permesso il realizzarsi del progetto di Dio su di me e che Maria SS.ma portava avanti a mia insaputa, a tua insaputa. Così è stato per Carmen, anche se con finalità soltanto apparentemente differenti. Il nesso? Padre Raffaele! Anche lui con la sua potenza di sacerdote, poco alla volta dà il carisma della autenticità ad ogni avvenimento che si sussegue nel tempo, fino ad occupare un posto ben definito in questo mosaico meraviglioso che la potenza della SS.ma Trinità nel Suo eterno presente ha già realizzato. È Maria SS.ma la condottiera, e il Suo servo fedele Padre Raffaele ne è l’asse portante, a volte timoroso, ma pronto a rimettersi al passo quando Noi dal Cielo lo incalziamo. Mamma, gioisci e ringrazia sempre perché ogni Nostra luce che vi porta ad una conoscenza più ampia che abbraccia orizzonti sempre più vasti, trovano una conferma man mano che si realizzano e denotano la fonte di verità da cui provengono che è Dio stesso. Non disperdere queste luci esse sono come la trama di un tessuto prezioso che durerà inalterato nel tempo come è avvenuto per la Sacra Sindone. Vai a riposare, mamma, e non temere mai”. Roma, 12 dicembre 1998 ore 4.00 Nicola: ”Mamma, non stancarti di testimoniare gli avvenimenti che si susseguono con ritmo sempre più veloce, attraverso questi scritti che confermano verità, che altrimenti andrebbero perdute” Hai proprio ragione, Nicò. Già dopo l’annuncio di Carmen di ieri sera che sentiva l’approssimarsi del lieto evento, mi sento come ubriaca ed a stento riesco a coordinare le idee ed a ricordare tutti i tuoi vari intervanti di salvataggio nel difficile superamento degli attacchi satanici. Tutto serviva per sostenere la mia fede e la fede degli altri. A volte ero strizzata come un limone che non ha più sugo, ma tu eri in me, e la SS.ma Trinità mi aveva rivelato che anch’essa coabitava in me. 50 Ma come difficile ad accettarla quando l’impuro si serviva del suo soffio malefico sotto la spinta di una falsa pietà! Ora più chiaro si dipana l’intervento della Madre dolcissima che in te trova la voce che mi guida e mi da certezza. Da dove cominciare, Nicola? Da lontano nel tempo, o da vicino, da Carmen? Tu mi hai detto che solo quando gli avvenimenti che si susseguono nel tempo trovano conferma, sono validi. Così Isaia conferma Gesù, ma è Gesù che conferma Isaia. Così Maria SS.ma conferma Carmen ma è Carmen con un bambino vero, amato nell’attesa che infrange tutte le leggi naturali, che conferma Maria la Madre. Non più titubanza di fede in me ma gioiosa attesa. Sono la quattro del mattino e attendo notizie. Roma, 13 dicembre 1998 ore 3.06 Nicola: “Mamma scrivi, io confermo ogni tua parola”. Mia cara Antonella il tuo SOS della sera del 10 c.m. mentre Padre Raffaele celebrava il Santo Sacrificio, mi è penetrato nel cuore. Ho elevato al Dio delle misericordie la mia implorazione di aiuto per te, assieme a Padre Raffaele, pregando Nicola di farla sua come la prima volta e presentarla a Maria SS.ma la nostra dolcissima Madre. Avevo intuito nel breve contatto avuto con te a S.Giovanni Rotondo come ti dibattevi in uno stato di angoscia da cui non riuscivi a tirarti fuori. Volevo venirti in aiuto, farti comprendere come il punto focale non fosse la piena reintegrazione nelle sue funzioni nel posto di lavoro anche se sacrosante, ma solo il rapporto con tuo marito che ami e che nonostante i tuoi sforzi non riesci a realizzare. Tutto questo ti porta ad una instabilità emotiva accentuando il desiderio del possesso e quindi della gelosia. Tutti elementi perfettamente contrari che bloccano qualsiasi sforzo di tuo marito che pure ti ama e che anche lui brama quella pace e quella gioia a cui tu pure aspiri. È come il cane che si morde la coda! Tuo marito cerca di sopravvivere buttandosi a capofitto nel lavoro aiutato dalla fede e dalla preghiera, tu corri il rischio di rifiutare una fede che diventa sterile. A parte l’aiuto che chiediamo al Cielo e di cui non possiamo fare a meno, resta il fatto che spetta a noi eliminare le cause che determinano tanto malessere. Nel vivo desiderio di venire in aiuto ad entrambi ho scritto anche a Peppino. Siete abbastanza intelligenti per capire che questo primo passo spetta a voi, anche se dovete rimetterci prestigio, interessi o altro. Io pregherò Nicola che vi dia il coraggio di realizzarlo e soprattutto di non stancarvi di portarlo avanti. Credetemi, non c’è bene più grande! Adesso, con il mio affetto più grande auguro a te, Peppino e le ragazze, assieme a Padre Raffaele ad Anna, mia nuora che tu conosci e a Maria mia figlia un Natale sereno e felice. Tanti cari saluti e baci per tutti voi. Pina. Roma, 15 dicembre 1998 ore 9.54 Nicola: “Mamma, quando tu preghi per un’anima a cui hai fatto del bene ma che si rivela nemica, non fai che attivare in essa una corrente di Grazia che smorza l’aggressività provocata dal tuo intervento. Mamma non dimenticare che noi ci serviamo anche del Male che pieghiamo per attuare il bene. Sì, stai all’erta e non dimenticare che l’attuazione del progetto di cui voi fate parte si realizza vostro malgrado, voi potete solo ritardarlo, ma non annullarlo. Vai in pace, mamma”. Roma, 16 dicembre 1998 ore 3.00 Nicola: “Mamma scrivi, sono accanto a te. Pina: Non avrei mai immaginato che dopo lo scossone di ieri, iniziato con la presa di coscienza che il male che mi aveva colpito aveva radici più profonde in quell’anima sacerdotale così ottenebrata, una grande serenità si sarebbe impossessata di me. Sono così piena di luce, della tua luce Mio Gesù, ed essa mi arriva donatami da Maria SS.ma la Madre dolcissima che ancora una volta conferma la sua presenza reale in me, la totale fusione del suo spirito col mio, che vibra al suono di ogni sua parola. Così è in Carmen. Anche la sua anima è posseduta dalla soavità della dolcezza di ogni impulso o parola che parte dalla Mamma Celeste, che la invita a credere come ha fatto a Cittadella. 51 Questo senso di liberazione e di pace meravigliosa mi è venuta tramite mia figlia Maria, smobilitando il timore che, con il coraggio della fedeltà a Nicola, mi fossi resa responsabile di gravi offese nei confronti dei detentori del potere civile ed anche religioso. Libertà di opinioni a confronto che non ammettono alcun dubbio sia che si riferiscano ai due schieramenti opposti: il bene ed il male, vero l’uno, vero l’altro. Nessuno potrà negare che l’ateo è colui che nega Dio, mentre il credente è colui che crede nell’Altissimo, Creatore di tutto il mondo sensibile e soprattutto di Se stesso. In Parlamento i due schieramenti non fanno che accusarsi a vicenda e certo non vanno per questo in galera perché dovrebbero ammettere che non c’è democrazia e che è solo regime dittatoriale. Ma l’evoluzione negli animi è sempre costante e così nelle folle. Il Vangelo te ne rende testimonianza. La stessa storia te ne rende testimonianza. L’eppur si muove di Galileo ed il detto piove, governo ladro, sono emblematici. Lasciamo che la luce dei Beati e Santi del Cielo fendano le fitte tenebre dei cuori e fiduciosi attendiamo nuovi Cieli, nuove terre”. Roma, 19 dicembre 1998 ore 2.00 Nicola: “Mamma, scrivi, io sono accanto a te. Pina: Non è facile rendere in concetti concreti, sensazioni ed impulsi che fanno parte dello intimo del tuo io, che te ne rivela il pericolo e ti pone in stato di all’erta. Così è stato fin dal primo momento dell’ingresso nell’intimità della mia famiglia di Raffaele che non conoscevo. Non un motivo plausibile poteva giustificare questo mio inconscio rifiuto che sentivo di protezione e non solo per me e la mia famiglia, ma, ancora più strano per Padre Raffaele. La sua invadenza, il suo acquistare più spazio, seguendo un disegno ben chiaro che non capivo ma che creava delle ombre nel rapporto tra me e Padre Raffaele mi causava dolore. Con l’aiuto della Madre Celeste invertii la rotta: amare in lei Gesù che soffriva, offrire le mie sconfitte perché Lui e la Madre potessero essere vittoriosi. Ma quanto male aveva seminato in quell’anima sacerdotale! Dov’era il mio Padre Raffaele così dolce che non calcava mai la mano sulle tue colpe, ma che ti rialzava all’istante perché lo sconforto e la tristezza non invadessero il tuo spirito? Padre Raffaele era il dono che la Mamma Celeste mi aveva fatto tramite Nicola: saldare al suo sacerdote la mia anima per proteggerlo ed essere protetta. Ora mi è chiaro il progetto del nemico, dividere per meglio vincere. Ora mi sono chiari i vari attacchi a G., a Don A., attraverso Radio Maria a Padre Raffaele, ad A. e così via. Ieri sera i primi risultati del mio incessante pregare, mi arrivano proprio da R. che mi racconta come un giovane dal viso di angelo a cui lei si era accostata per chiedere il prezzo di un vaso di fiori che usciva dal normale come confezione, e a lei che si rammaricava di non avere soldi in tasca per acquistarlo, rispondeva non importa me li darà domani. Ma io posso non tornare; ebbene glielo regalerò. Mi ha promesso che mi farà conoscere il seguito. Ma Nicola mi conferma: Ero Io, mamma, non potevo permettere che il nemico potesse dividerti da Padre Raffaele, solo uniti siete una forza invincibile. Roma, 19 dicembre 1998 ore 8.45 Nicola: “Mamma scrivi, confermo ogni tua parola”. Pina: Eccellenza Reverendissima, sento il bisogno, dopo tanto silenzio, farle pervenire il mio accorato rimpianto per quel rapporto di fede che ci univa in Nicola. Mi permetto farle pervenire due messaggi che sicuramente lei giudicherà validi, aiutato dal suo carisma di discernimento tanto necessario in questo momento così fitto di tenebre. Li affido al Dott. Tozzi, è lo stesso che le aveva portato i libri che parlavano della Sacra Sindone, il primo ed il quinto e che Lei stesso ritenne di estrema importanza. Tante cose avrei bisogno di chiarire. Sono arrivate altre firme e tantissime testimonianze. Maria SS.ma conferma, come Lei sola è la vincitrice e ci conduce di vittoria in vittoria verso il Figlio Gesù che viene. Il Santo Natale porti a Lei, a tutti noi, al mondo intero pace e salvezza. Mi ricordi nell’Offerta del Santo Sacrificio. 52 Roma, 19 dicembre 1998 Mia cara Lorenza, che strano, avevo messo da parte la tua lettera del 1 12 nel vivo desiderio di trovare un pò di tempo, quando nel correggere le bozze dell’ultimo libro che dovrei dare alle stampe, mi ritrovo a leggere la tua dell’ 8 febbraio. Vai anche tu a rileggerla e troverai come l’intervento di Nicola non è stato vano, così come le promesse che vedo bene mantenute. Ora spetta a te non lasciarti sfuggire il dono perché non sempre Dio passa due volte: temi Dio che passa! Ringrazia e sii grata a questo Padre che non ti ha lasciata mai sola, a Maria SS.ma la Madre che ti tiene sempre più stretta al suo cuore di Madre ed a Nicola che ne è l’artefice. Auguri per il Santo Natale estensibili a tua madre che ha avuto fiducia in te, a Santina tua e mia cara amica alla quale ti prego di rinnovare i miei auguri sinceri. Affettuosissimi baci da Pina Reina. Roma, 24 dicembre 1998 ore 4.10 Nicola: “Mamma, scrivi pure, in nome della SS.ma Trinità che è in te, confermo ogni tua parola”. Pina: Il tuo costante invito a telefonare al Padre Provinciale che per tutta la giornata di ieri non mi lasciò un momento, mi fece capire come urgente e tempestivo doveva arrivare il tuo intervento a protezione di Padre Raffaele. Il mio colloquio telefonico, lungo ed illuminante ha portato Padre Giovanni a fissare per le otto e mezzo di sera un contatto con Padre Raffaele. Nell’attesa di quel momento Nicola mi fa comprendere come necessaria fosse la comunione dei Santi e mentre mi accingevo a fare delle telefonate come spinte da un impulso particolare, mi arrivano telefonate da anime pronte che confermano ulteriormente l’intervento diretto di Nicola. Ma occorreva l’adesione totale della mia volontà alla volontà santa di Dio che, in Maria SS.ma, trovava la voce più amorosa e persuasiva ma anche più forte perché il Suo disegno non trovasse ostacoli. È sempre vero, ogni tua vittoria è preceduta da una sofferenza a volte lacerante, ma è proprio quella sofferenza che libera e purifica la tua richiesta rendendola accetta a Dio. Il risultato momentaneamente limitato; Padre Giovanni verrà a trovare Padre Raffaele ai primi di Gennaio se può prima che parta per l’Uganda. Ma Nicola mentre mi spinge al ringraziamento, consola il mio cuore oppresso e triste. “Mamma, il dono della Madre che ti ha saldato a Padre Raffaele è autentico e ciò non permetterà che nessuna forza avversa possa separarti da lui. Egli è l’asse portante di un disegno che esula dalla volontà degli uomini, e si snoda giorno dopo giorno. Vi chiediamo fedeltà assoluta, docilità e flessibilità, perché le forze avverse non ci consentono un percorso lineare. Sì, anche un pò più di silenzio e prudenza, ma che questi accorgimenti non smorzino il vostro ardore di lotta e la costanza nell’eseguire i nostri comandi. La certezza della nostra vittoria sia per voi causa di gioia e di serenità”. Grazie Nicolù mio, perché grande è il dono che mi fai con i tuoi lumi che mi guidano tra le fitte tenebre del mondo che mi circonda. Roma, 26 dicembre 1998 ore 2.12 Nicola: “Mammuzza credimi, solo se ricorri a me, ogni parola, ogni virgola che tu scrivi è veritiera, perché proveniente dalla fonte unica, Gesù Cristo che in Maria SS.ma la Madre, trova l’attuazione perfettissima d’amore. A conferma ti svelo la tattica satanica che usa le pedine a lui soggette; L. ed R. purtroppo, anime un tempo fedeli ma ora pericolose, per dividere te da Padre Raffaele che costituite un caposaldo invincibile. Angela, anima carismatica e bella ma che dà ad Anna Dolce messaggi come provenienti dal figlio morto legandola a sé, mentre Dio non permette questo contatto con le madri o parenti ancora viventi perché la verità sull’Aldilà riguardante i cari trapassati, diversa da anima ad anima, che non siete in grado di comprendere, produrrebbe tanto turbamento e danno. Ti sia di conferma Anna Dolce che prega per i dannati, mentre è proprio il nemico presente in quei messaggi. 53 Paola, anima bellissima di carismatica, ma anch’essa soggetta ad interferenze che alla richiesta pressante di Anna Maria per C. le dice che solo Padre Raffaele dovrà chiedere alla Mamma Celeste e saprà la risposta, prescindendo da me Nicola, come se Io agissi da solo e non immerso nella luce del vero. Hai gioito, mamma, alla risposta di rifiuto di Padre Raffaele che ha intuito e sentito l’inganno. Mamma, ti dirò Io quello che chiedete a Padre Raffaele o incautamente ad altri carismatici. L’otto dicembre del 1997 Carmen resta incinta a Roma. A rigore di termini, 270 giorni, il tempo utile per partorire doveva finire l’8 settembre. Ma al quarto mese, data ultima in cui, Filippo, il medico credente ed amico sente il battito del nuovo esserino, la crescita del medesimo si arresta. Il bambino continua a vivere ed a dare segni della sua presenza nel seno materno rendendo gioiosa e felice la gravidanza di Carmen che matura la sua fede e rende possibile il dono nell’agosto scorso. Solo a quel punto il bambino riprende a crescere ed a maturare; la gravidanza di Carmen finisce l’8 gennaio. Mamma non credere che queste siano cose assurde, ne hai avuto conferma dal Dott. Villani, ginecologo della Casa sollievo della sofferenza in S.Giovanni Rotondo, che ti diceva come pericoloso fosse l’arresto della crescita che dava origine a malformazioni e il cui intervento con cure appropriate era indispensabile”. Roma, 30 dicembre 1998 ore 4.00 Nicola: ”Mamma scrivi. Se Padre Raffaele dovesse per ubbidienza tornare a Trieste tu devi seguirlo, è questa la tua forza, è questa la sua forza. Mamma, mammuzza mia, sì, io soffro per te, per Padre Raffaele, per Francesco, per Maria, siete tutti imbrigliati da tanti tentacoli che vi stringono in una morsa, impedendovi di agire liberamente, ma il vostro spirito è tutto proteso verso l’amore del Padre, verso l’Eucaristia, che racchiude il tuo Gesù, ed Egli continuamente si offre nella umiliazione totale, per possedere te, che sei l’oggetto primario del Suo amore, mentre la Madre dolcissima ti stringe al suo cuore di Madre e come per Padre Raffaele, salda il tuo spirito al Suo come ha fatto a Fatima con Francesco ed in Israele con Elena e Francesco. E Gesù ti ripete: cosa temi piccola anima del Mio cuore, non sono Io il tuo Gesù di Nazareth? Tutto passerà, ma le mie promesse no, Io sono un Dio fedele. Mamma ti amo”. Continua il colloquio con Nicola. “Mamma, hai sentito la freddezza di Giorgio e una enorme tristezza ha invaso il tuo cuore. Hai messo a confronto L. e R. e hai capito quanto male possano produrre queste anime un tempo fatte segno di un amore di predilezione da parte di Gesù, del Padre, della Mamma celeste, mentre ora mandano un odore acre come tizzoni affumicati, incapaci di ardere ed illuminare. Padre Raffaele spinto dal suo amore sacerdotale di Apostolo, verso queste anime che Maria SS.ma ha poste sul suo cammino, si serve dell’opposto, un amore di predilezione che faccia rimpiangere lo stato di grazia perduto ed ancora anelare ai doni un tempo con tanta generosità a loro elargiti dall’amore di Colui che da sempre le ha amate. Assecondalo, mamma, e non pensare che trascuri te o i tuoi fratelli, egli è proteso soprattutto verso tutti voi che considera la sua famiglia e con arte magistrale di conoscenza indirizza i suoi sforzi per impedirvi cadute irreparabili. La sua implorazione costante è foriera di grandi vittorie”. Roma, 2 gennaio 1999 ore 3.55 Nicola: “Mamma, sono sempre io che confermo quello che tu scrivi, vai in pace. La Mamma Celeste, nel comunicare alle mamme, oppresse e sconfortate, il Suo desiderio di alzarsi la notte e, nel silenzio che smorza l’agitarsi convulso della vita di oggi; invocare il perdono e la misericordia al Padre per i loro figli, c’è tutto il Suo dolore di Madre. Così facendo il coro di implorazione diventa poderoso, innesta la comunione di tutti i Santi del Cielo e Noi che vi amiamo con amore terreno perché figli, o padri, o fratelli, riviviamo la nostra avventura terrena sempre presente al Nostro Spirito e con voi ci uniamo in ardente supplica ed il Padre commosso, perdona e concede. Oh, come potente e sentito il lamento delle mamme per i figli della stessa carne! È lo stesso grido di implorazione e di aiuto di Maria SS.ma che ottiene dal Padre l’invio di un Angelo per consolare Gesù nell’agonia del Getsemani. È lo stesso grido atroce, silenzioso e smorzato ai piedi della Croce per il Figlio agonizzante che viene consolato dal pentimento del ladrone, mentre invano aveva atteso il ritorno di Giuda. È l’implorazione 54 della Madre che esplode non più trattenuta ed ottiene che la Resurrezione del Figlio morto avvenga con anticipo sull’ora stabilita. Mamma, non ti stancare di far conoscere questo invito di Maria SS.ma rivolto a tutte le mamme del mondo, non ti accorgi come lacrima sangue per le mamme che dimenticano di essere madri?”. Roma, 4 gennaio 1999 ore 5.06 Nicola: “Maria Alessandra, sono tuo zio Nicola, ascoltami. Stai buttando con superficialità ed insipienza tutti i doni che il mio amore ti aveva ottenuti dalla misericordia del Padre. Sì, anche quelli dell’esperienza che tu credevi amore ma che era solo maturazione del sentimento vero che deve durare tutta una vita. Vedi in una difficoltà così banale, quella dei capelli, che il nemico ti mostra come ostacolo alla tua felicità, il crollo di tutti i tuoi sogni e metti a repentaglio il dono grande del vero amore che Io ti ho ottenuto. Hai dimenticato tutti i miei interventi amorosi, chiari, inequivocabili che ti hanno accompagnato nello studio, ma anche quando il dubbio tormentava il tuo cuore. Non ascoltare la voce infame del tuo nemico che spinge te a dubitare di Alberto e spinge lui a dubitare di te rendendovi entrambi infelici. I capelli ricrescono non ti preoccupare, è il tuo stato di ansietà che gioca il suo ruolo negativo, distaccati col pensiero da questo trabocchetto, ritroverai la tua pace, la serenità e col rifiorire della salute anche tanti capelli. Ma ti supplico, non sciupare i doni che col mio soffrire ti ho ottenuti, soprattutto quello dell’amore. Tuo zio Nicola”. Roma, 7 gennaio 1999 ore 3.47 Nicola: “Mamma, scrivi. Hai seguito prima con grande apprensione l’azione di accerchiamento e seduzione delle due pedine sataniche che con arte si imponevano all’attenzione di Padre Raffaele, poi con un senso di impotenza mentre anche tu ne subivi lo stordimento. Ma appena hai cambiato tattica e consolato Gesù che in quelle anime soffriva, mentre la tua ardente preghiera chiedeva aiuto per Padre Raffaele, hai permesso a Noi di intervenire con urgenza. Abbiamo spinto l’apostolo a porre attenzione a quel messaggio rivelatore che ne denunciava il pericolo, e solo dopo che, fiaccato il suo corpo con 51 di minima e 99 di massima ne siamo usciti vittoriosi. Poi l’attacco terribile dell’Inferno tutto contro il martire che lo spingeva a dubitare della capacità di celebrare il Santo Sacrificio della Messa. Non ricordava più una parola, chiedeva aiuto ai confratelli perché gli passassero il Messale ma gli davano altri libri mentre sentiva sghignazzare Satana. E così per tutta la notte. Il momento cruciale fu quando Nicola mi spinse ad alzarmi perché Padre Raffaele era in pericolo. Liberato lui, il nemico si rivolse con accanimento contro di me con un terribile attacco perché, mi prospettava Maria in una luce negativa di tormento. Ma l’aiuto di Nicola , Peppino e Masino non mi è mancato mentre Gesù e Maria, la Madre mi stringevano al loro cuore. È finita la lotta? No, è lotta continua e stamani ho dovuto lottare con lo scoraggiamento per Elena che vedo sciupata e come peggiorata, ma tutto il Cielo viene in mio soccorso spiegandomi come è proprio questo il suo atto eroico, prestarsi come cavia per permettere ai ricercatori di fermare e concretizzare le loro scoperte. Ed è il dono più grande che Dio abbia concesso a lei, la certezza: tu sei guarita perché così ha decretato Dio”. Roma, 8 gennaio 1999 ore 4.29 Nicola: “Mamma scrivi. Sì la lotta continua ai ferri corti. L’imminenza dell’epilogo della nascita del piccolo Nicola rende Satana più aggressivo e furente. Tutti siete investiti dalla sua ira ed ognuno reagisce in virtù della sua fede, ecco perché ti dico di chiamare a raccolta le anime fedeli a Me come hai fatto per il Padre Provinciale. I risultati li hai conosciuti; apertura totale a Padre Raffaele che trovò proprio sull’Altare mentre celebrava, e perfetta fiducia ed adesione a quanto tu gli prospettavi. Nubi ed oscurità nei confronti di Giorgio, mentre R. continua la sua lotta nei tuoi confronti. Sii con lei dolce ma decisa. La verità vi fa liberi. Prega e fai pregare e non temere mai, perché tutto il Cielo è con te”. 55 Roma, 9 gennaio 1999 ore 5.23 Nicola: “Mamma, sono accanto a te, scrivi. Pina: Sono appena passati una manciata di minuti dal mio risveglio e le sensazioni sono vive. Non mi ricordo di aver dormito tanto da moltissimo tempo, e nel destarmi mi sento invasa da una gioia profonda come se fossi uscita da un incubo che durava da tanto, da troppo: C. sta per partorire. Non rifletto, non penso, aspetto. Nella mia mente si affollano ricordi che fanno sempre parte di quel meraviglioso mosaico che fa parte delle vittorie della Mamma Celeste di cui Nicola è il portavoce. Viva, vivissima è l’immagine che i miei occhi hanno captato degli avvenimenti di ieri trasmessi dalla televisione: D’Alema in visita dal Papa con la moglie e i figli che ai giornalisti dichiara di essere commosso. Capitolazione su tutta la linea, le forze del Male si arrendono davanti a Maria SS.ma Regina degli Angeli che conduce le sue schiere di vittoria, in vittoria. Mi ritorna alla mente un’altra vittoria: Gorbaciov, il primo capo comunista in visita al Papa, che diede inizio ad una sequela di vittorie strepitose della Mamma Celeste che, a detta di Nicola, io, povera penna spuntata dovrò testimoniare. Ma alle spalle di D’Alema c'è Padre Raffaele. Da un pò di tempo Padre Raffaele mi dice: Pina, D’Alema è buono, agisce bene, suscitando in Maria una reazione violenta: Tu Padre Raffaele sei comunista, ed in me: Padre Raffaele, sino a quando non leggo nei suoi occhi una minima apertura di luce, non ci credo. Ma Padre Raffaele non faceva passare occasione per non parlarmi della bontà di D’Alema e finalmente arrivo a capire che lui, stava lavorando quell’anima. Anche tu Padre Raffaele immesso in questo disegno che fa a capo a Nicola dovrai testimoniare le vittorie della Nostra Mamma Celeste e questa volta mi devi essere accanto”. Roma, 11 gennaio 1999 ore 2.25 Nicola: “Mamma scrivi, ti parlerò del dolore. Mamma, tu stai soffrendo tanto, tantissimo per Padre Raffaele fatto oggetto di tanto odio satanico. Vorresti proteggerlo col tuo corpo, col tuo sangue, proteggerlo dai miei stessi fratelli, ma loro lo amano anche se a volte si lasciano prendere da considerazioni umane ma che nascondono un sentimento più profondo. Il dolore, mamma, è il sentimento che più degli altri mette a nudo la vostra anima. Esso è la forza che penetra in profondità e porta a galla quanto di più nascosto ci sia di negativo, ma anche di potenzialità di bene, di talenti dimenticati, doni preziosissimi dati dal Creatore al momento dell’ingresso alla vita della Sua creatura. Solo attraverso il dolore l’uomo prende coscienza della sua entità. È come se leggesse per la prima volta la carte di identità che lo riguarda: nascita, infanzia, malattie inerenti alle varie fasi della sua crescita, superamenti, vittorie o sconfitte. Il curriculum in una sola parola, dimenticato o voluto dimenticare mentre esso costituisce e dà vita a quel rapporto intimo tra il Creatore che tutto conosce della Sua creatura, e l’anima che inconsciamente anela a quel possesso, a quell’Amore da cui proviene. Non disprezzate il dolore, mamma, ma amatelo come il dono più grande di un Padre che si serve appunto di esso e chiede al Suo Unigenito quell’offerta cruenta e terribile indispensabile per salvarvi. Offri ogni dolore piccolo o grande che sia, ogni incomprensione, ogni delusione, ogni umiliazione, sono come scalini che ti fanno salire sempre più in alto, sempre più vicina a quel Gesù che ti guarda con desiderio amoroso, che vorrebbe staccare un braccio dalla Croce che lo tiene legato per stringerti al Suo Cuore. Mamma, nessuna forza avversa potrà staccarti da Padre Raffaele, egli fa parte di te, egli è il dono della sua e tua Madre Maria”. Nicò, e C.? “No, non potrò mai deluderti, anch’essa fa parte della verità che continuamente vi comunico anche se ostacolata dall’Inferno impazzito per tanta luce”. Roma, 13 gennaio 1999 ore 0.37 Nicola: “Mamma, scrivi, confermo ogni tua parola”. Pina: Mi sveglio all’inizio del nuovo giorno pervasa da una gioia indescrivibile: C. sta per partorire, il trionfo della Mamma Celeste è imminente ed è Nicola l’artefice paziente che lo ha gestito nei minimi particolari alternando la sofferenza, e lo sconforto a momenti di luce e di gioia. Padre Raffaele sornione, fa finta di niente a volte si apre, ma sono solo sprazzi, poi si richiude e tu sei sola ancora una volta 56 a lottare, ma sai che c'è lui che prega e vai avanti con la sola certezza che c'è Nicola che ti guida ed a cui sei fedele”. 14 gennaio 1999 ore 4.00 Nicola: “Mamma, tu mi chiami ed io corro in tuo aiuto, ma non mi fare attendere molto perché mi fai stare in pena per te. Ti avevo reso noto come sono stato impedito di agire nei confronti di C. perché voi eravate prigionieri dell’Inferno tutto e da soli con la vostra fragile fede non ce l’avete fatta. Ho dovuto ricorrere alla maniera forte nei confronti di R., ma in quella precisa occasione l’altra pedina P. per intenderci, ha voluto strafare e si è tradita, dando a te, Mamma ed a Anna Maria la cognizione precisa del pericolo. Gli attacchi sempre più furiosi hanno investito la famiglia di L. ma hai preso coscienza che in quei casi la Comunione dei Santi è l’arma più potente. Poi, hai scelto la via di consolare Gesù che soffre in queste anime prima privilegiate ed arricchite di doni che poi ubriacate come Lucifero della stessa loro bellezza sono diventate preda di Satana. Mamma a questo punto, dato che hai deciso di andare da Luciana ti dirò la differenza tra Lidia e Luciana. La prima crede che gli attacchi satanici sono una prova della sua santità, Luciana al contrario sa che è lei l’indegna e se sotto la furia satanica rinnega me, la Madonna o Dio stesso, ne riconosce l’origine e subito libera ne chiede perdono, ma lei è già stata perdonata. Ieri sera hai assistito agli effetti della preghiera liberatoria nei confronti di R. I demoni da cui è posseduta a cui era stato imposto di lasciare quell’anima rendevano come pazza quella povera creatura che si agitava in un tormento senza fine, lei non trovava più la porta per scappare tanto la nostra casa gli era diventata ostile, ma attenta Mamma, perché il Male non demorde e più che mai avete bisogno di unità e di fede”. 17 gennaio 1999 ore 5.16 Nicola: “Mamma scrivi: ieri 16 gennaio un grande miracolo si è attuato ad opera di Padre Pio, che si è servito del suo fedele Padre Raffaele e di te, piccolissimo strumento che agivi sotto il Mio impulso. La prima figlia spirituale di Padre Pio, mamma Giovanna, compiva 94 anni ed aveva atteso fino ad oggi la conversione della figlia, e ieri è stata esaudita. Non è facile per te rendere testimonianza di un avvenimento così eccezionale che ha origine in un tempo così lontano, anche se Padre Raffaele te ne aveva più volte fatto conoscere la trama”. Pina: In casa di Mamma Giovanna erano convenuti la figlia con il marito e due nipoti per festeggiare il compleanno della madre. Padre Raffaele artefice del miracolo servendosi di Filippo pedina a momenti riluttante ma positiva ed infine docile e di te che eri la mia voce ha portato a termine quanto nel suo intimo Padre Pio gli suggeriva. Anna ed Anna Maria elementi preziosissimi di difesa e copertura. La giornata luminosissima e piena di sole faceva da corona all’evento eccezionale, e Padre Raffaele ce ne rendeva consapevoli. La figlia di Mamma Giovanna si è rivelata subito, dall’atteggiamento di rifiuto verso la madre, come se a stento, solo per educazione sopportasse la nostra presenza e soprattutto il Sacerdote ed il Santo Sacrificio che Padre Raffaele si apprestava a celebrare. Il genero di Giovanna era all’unisono con Padre Raffaele, perfetto nel dosaggio delle parole divine all’omelia e sofferente ma contenuto nella solennità dell’offerta. Ma qualcosa stava cambiando. La figlia si stava sciogliendo: alla fine della S. Messa mi avvicino a lei, le dono in regalo un libro di Nicola, il quinto che all’ultimo momento avevo sottomano, e messo nella borsa. Non sapeva come ringraziarmi, mi vuole dare un’offerta che io non volevo accettare ed insiste dicendo: la dia ai poveri, lei sa meglio di me a chi darli. Era trasformata, mi parla della figlia, dei nipoti, ne ha uno di otto anni, le dico che anch’io ne ho uno di vent’anni, Francesco, ci salutiamo baciandoci, mentre con Mamma Giovanna è un arrivederci in Cielo. Si è conclusa così una giornata eccezionale con un ritorno felice alle nostre case. Adesso, Padre Pio, a te per C. e L., assieme a Nicola, grandi cose, l'umanità aspetta da voi”. 57 Roma, 19 gennaio 1999 ore 2.45 Nicola: “Mamma, ieri era il limite massimo per una gravidanza normale, ed a cominciare da te, ti sei lasciata prendere da un senso di ansia, anche se subito la mia gioia ha preso il sopravvento nel tuo cuore. Col mio aiuto avevi individuato le forze avverse che si erano scatenate contro questo avvento eccezionale voluto e protetto da Maria SS.ma di cui Io ero il regista ed artefice. Ma solo stamani, stretta da una domanda che non trovava risposta ti sei aperta ad una luce che invano cercava la sua via. Noi possiamo agire in virtù della vostra fede, la nostra potenza si arresta davanti al vostro dubbio. Filippo è guarito di epilessia perché tu a tutto l’inferno opponevi: se tu Gesù sei con me, chi sarà contro di me? Ma C. nel suo intimo ha paura del male che potrebbe ancora una volta portarle via il suo bambino ed inconsciamente è come se lo sentisse più protetto nel suo grembo. Sono i famosi semafori rossi di cui ti parlavo; e così L., mentre una corona di anime sante li spingono a buttarsi nel vortice dell’amore infinito del Padre. Ma il piccolo Nicola anela alla luce, egli è già pronto per il suo ingresso alla vita ed aspetta proprio dai genitori quel lasciapassare che sarà per lui protezione sicura anche dopo, non solo nei giorni immediati della sua vita terrena, ma tutto il tempo in cui non avrà più bisogno della protezione dei genitori ma solo del loro amore e della sua fede nel Dio che lo ha creato. Come essere veramente liberi dal timore e dalla paura? Quando, amando chi ti ha fatto del male, amando in lui quel Cristo che per il suo amore si è fatto crocefiggere, e che coinvolge te, C. e L. nel suo amore infinito donandovi un dono così grande, il piccolo Nicola, che vi ha dato anche tanta gioia nell’attesa felice. Io sono sempre accanto a voi con la mia guida sicura, così Maria SS.ma la Madre e vegliamo su di voi, ma abbiamo bisogno del vostro si autentico. Va bene Padre Raffaele col suo carisma specifico di liberatore vi sarà di grande aiuto, ma l’amore che libera deve partire dai vostri cuori. Grazie, mamma vai in pace”. Roma, 21 gennaio 1999 ore 3.55 Nicola: “Mamma, mamma mia, ti supplico scrivi sotto la mia dettatura, invasa dalla mia luce pervasa dalla potenza di Maria SS.ma Regina dell’universo che a te si è rivelata perché tu non soccombessi sotto i colpi dell’inferno tutto, assieme a Padre Raffaele. Caro L., ti supplico, vai da tua madre, parla a lei con gli accenti più toccanti, dille che questa volta non e solo il piccolo Nicola che uccide ma uccide anche te, suo figlio. Ricordale il tuo amore di figlio, la tua sofferenza, sarò Io Nicola a suggerirti ogni parola, ma vai senza perdere tempo. L., ricordati che quest’atto lo devi non solo a C., a mia madre, a Padre Raffaele che porta il peso della vostra fragile fede e che consuma la sua esistenza e paga un prezzo così alto di sofferenza col suo corpo cosi malato, ma a tutte le anime che fanno capo a me, il cui numero non si può più contare e che come corona vi proteggono ed implorano la Misericordia di Dio. Non potete tirarvi indietro, dillo a C. non potete, annullereste il piano meraviglioso della Mamma Celeste di cui anche voi fate parte e che abbraccia tutta l'umanità. È piccolissimo, insignificante il vostro contributo di dolore paragonato al dolore di tante vittime innocenti di cui la televisione vi mostra l’orrore, ma è assolutamente indispensabile perché il trionfo di Maria SS.ma si attui. Ricordati che Noi non veniamo meno alle Nostre promesse ed in cambio avrai non solo la salvezza dell’anima che è quanto di più grande può una creatura desiderare, ma il piccolo Nicola che aspetta di nascere alla vita per compensarvi di tanta vostra sofferenza. Vai in pace, L. Io sono con te, Nicola”. Roma, 22 gennaio 1999 ore 1.44 Nicola: ”Mammuzza sono con te non temere e con me è Maria SS.ma la Madre tua e mia, la Madre la cui potenza è infinita e che è tutta protesa su tutti voi, su te in particolare modo. Non temere, mamma e Gesù che te lo ripete, il tuo Gesù Eucaristico che brama il tuo possesso, che vuole te, non gli importano le tue colpe, è Lui che salva, è Lui che riscatta, è Lui che ti dice: sei mia, Io sono in te. È Lui che ti dice: chi potrà strapparti al Mio amore? Mamma, Padre Raffaele sa che tu lo ami, e soffre nel vedere come a volte la tua stessa lotta è intrisa di tristezza che appanna la tua vista e non ti fa scorgere il lavorio della Grazia non solo in te, ma in 58 Maria, Filippo, e in tutti coloro che da te aspettano forza, luce, accrescimento di fede. Donati senza riserva, con coraggio, con generosità e dando amore, riceverai amore. Non trovi più il messaggio. L’Altare, prima che Mensa, che convito è pietra sacrale dove si consuma l’Offerta, il Sacrificio, ma se colui che vi prende parte non si offre con Lui e per Lui è come il beccaio che uccide l’Agnello ma solo per mangiare le sue carni. Vivetela in pieno questa realtà, mamma tu sei una anima eucaristica e io con papà e zio, vivo questa realtà attraverso te a cui sono connaturato. Un’altra realtà volevo puntualizzare. Ti ho accennato come questo confluire di gente nella nostra patria proveniente da tutte le parti del mondo con ritmo continuo e inarrestabile sia a carattere messianico. Ti ho fatto intravedere come punto di attrazione sia proprio Roma, sede e centro della cristianità, preparato nel tempo da Maria SS.ma vostra Condottiera, che ha suscitato il Papa polacco e ne ha fatto l’apostolo delle genti. Ora è in atto la manifestazione dell’Islam che prelude all’unione di tutti i popoli dell’unico Dio, in Gesù Cristo, ma attenti che questa maturazione non avvenga a discapito dei veri credenti che attratti, dalla novità, tornano indietro nel tempo ritardando così l’avvento dell’unità, ma da anime pronte che guidate da Maria SS.ma siano come i reparti di avanguardia idonei per il primo urto che aprirà la strada alle forze che seguiranno. Prudenza quindi e nel silenzio le opere di Dio maturano affidate a Maria SS.ma che da perfetta stratega vi conduce di vittoria in vittoria. E così per C. e L.”. Roma, 24 gennaio 1999 ore 3.10 Nicola: ”Mamma ti ho portato a rileggere quanto tu hai fedelmente scritto sugli avvenimenti che si sono succeduti durante il vostro pellegrinaggio in Terra Santa, perché rivivendoli la tua fede fosse ancora una volta resa forte e diamantina. Ti porterò adesso a rivivere quanto hai provato di sconvolgente ed anche di illuminante su R. che da tempo circuiva Padre Raffaele. Ne percepivi il pericolo e temevi per l’apostolo, ma lui sapeva tutto ed anche lui aveva il suo programma per attuare il salvataggio di quell’anima infelice. Tu hai toccato con mano il tormento di queste anime che un giorno erano state oggetto di predilezione dell’Amore del Padre, arricchite di tanti doni ed ora costrette ad ubbidire ai comandi del padrone infernale, mentre davanti ai loro occhi si consuma l’offerta del Cristo attraverso l’offerta congiunta del sacerdote che sull’altare ne attua il compimento. È veramente terribile mamma, quello che provano o che sentono, può essere in un certo senso salutare, ma hanno bisogno proprio della Comunione dei Santi. Ecco perché ti ho spinto, prima di tutto a consolare Gesù che soffre in loro e poi a supplicare il Padre, e la SS.ma Trinità che accetti la vostra implorazione e renda sempre più forte Padre Raffaele di cui Io Nicola sono stato posto da Maria la Madre a sua protezione. Vedi come tutto rientra in un disegno logico di liberazione? Non temere però per C. e L. perché tutto è dosato perfettamente dalla sapienza dell’amore di Dio Padre che in Maria SS.ma ha riversato ogni Suo Potere di salvezza. Vai ora a pregare, Noi ti siamo vicini”. ore 7.05 Nicola: “Mamma, Maria Alessandra ti faceva notare che se corregge i messaggi che formano il VI libro che dovrai dare presto alla stampa, essi non riflettono più gli originali. A te io rispondo: essendo tu stessa che ne raddrizzi la forma, essi sono maggiormente preziosi perché più limpidi, scorrevoli e comprensibili al lettore. Tu li hai scritti quasi sempre durante la notte, in condizioni precarie a volte ti mancavano persino gli occhiali e non ti era possibile badare alla forma, anzi ancora una volta ne imprimi il sigillo dell’autenticità. Diverso quando era papà che voleva imprimere il suo stile, allora ti dissi di no. Vai in pace mamma”. Roma, 25 gennaio 1999 ore 5.10 Nicola: ”Mammuzza, il Mio cuore è triste come il tuo, perché soffre della tua stessa tristezza. Sei oppressa dal male che ti circonda, dall’impotenza tua di suscitare nei cuori delle persone che ami la speranza fosse pure quella umana, di trovarti come prigioniera in uno spazio che sempre più si restringe e ricorri ai ricordi. 59 Ma i ricordi, mamma, ti parlano di tanto amore di questo Padre che ha profuso su te a piene mani le Sue grazie e i Suoi doni, di questo Gesù che ha scelto il tuo cuore per Sua dimora, dimentico dei tuoi peccati per ricordare solo le tue espressioni d’amore, che Lo consolavano e facevano di te la sua piccolissima amante, la sua piccolissima voce. E Maria SS.ma che rimaneva nel silenzio e non si rivelava al tuo spirito mentre felice ascoltava i colloqui amorosi che saldavano il tuo cuore a quello del Suo Gesù. Oh! Mamma, la tua vita è intessuta di avvenimenti troppo grandi, che dovrebbero costituire il substrato di una certezza che fa di te una forza invincibile per l’inferno tutto. E le prove ogni giorno non ti mancano, prove di vittorie anche se ottenute con combattimenti estenuanti. Mi chiedi se mettere il nome di Padre Raffaele per intero o soltanto le iniziali come vorrebbe lui, ti sarò preciso e spero illuminante. Padre Raffaele è l’asse portante in questo disegno così eccezionale che fa capo a Maria SS.ma, di cui Io sono il portavoce e lui il servo fedele. È l’obiettivo principale su cui si scaglia l’inferno tutto per demolire questo capolavoro invincibile, ma è anche punto di riferimento per le anime che sopraffatte dal Male cercano una mano, un cuore, una luce per risalire a galla e non sprofondare. Mimetizzarsi, Mamma, mentre l’eroismo della scelta ti viene richiesto non solo dai pericolanti ma dal Cielo tutto? Ti viene richiesto da Maria SS.ma che ti promette di portarti di vittoria in vittoria, di Gesù che ti preannuncia la Sua vittoria sul male e la Sua venuta da trionfatore nel fulgore della Sua gloria, te ne addita la strada il vicario di Cristo che vecchio e macilento, impavido condottiero ed apostolo solca i mari in tempesta sulla navicella di Pietro ed unisce popoli lontani in una unica certezza: Gesù viene, egli è risorto. Mamma, non essere triste, Padre Raffaele sii forte della tua stessa forza, Sacerdote del Dio possente, quando ti rannicchi su quel tavolo trasformato in altare, in pietra sacrale, implorante nella tua umiltà la Misericordia di Dio, fai tremare tutto l’inferno. Poco alla volta, nel silenzio demolisci i capisaldi satanici, e non ti arrendi mai; sei di conforto a mamma che ti vorrebbe più sollecito nei suoi confronti, vede nel lavoro che le chiedo una montagna da superare, mentre io glielo sminuzzo, giorno dopo giorno come fa la madre con gli uccellini implumi. È tardi mamma, e la tua giornata ha inizio troppo presto, io ti sostengo e corro sempre in tuo aiuto anche nelle piccole cose, ma non essere triste, te ne prego”. Roma, 26 gennaio 1999 ore 1.28 Nicola: ”Stai rileggendo per correggere eventuali errori il messaggio dell’otto agosto 1998 e ti trovi in difficoltà e mi chiedi lumi perché non capisci più niente. La tua domanda è la seguente: la scienza medica chiamata a constatare lo stato di gravidanza di Carmen che aveva già raggiunto il tempo massimo e prossima a partorire, risponde, attraverso l’ecografia che non c’è il bambino ma che si tratta di gravidanza isterica. Ci sono solo due grossi fibromi. Tu mi chiedi se rispondeva a verità dato che questo verdetto era in opposizione a quanto io avevo sostenuto. Mamma ascoltami, spero che mi comprenderai. Ci sono sempre due verità in contrasto, quella esterna visibile, recepibile alla scienza umana guidata da apparecchi e mezzi di ausilio, e c’è un’altra più profonda e costituisce il nucleo centrale che ubbidisce solo a Colui che lo ha creato e che cresce e si sviluppa e viene accettato solo quando non è più possibile negarlo. Pensa ad una mela o ad un frutto qualsiasi. Se tu studi la parte esterna essa ha delle caratteristiche, colore, granulosi della buccia, maturazione avanzata o meno, se tu l’apri e ne studi la parte più profonda trovi i semi ecc..... Come vedi l’una non contraddice l’altra entrambi fanno parte di un’insieme che formano il tutto, applica questo concetto al mistero che tale chiamiamo del bimbo di Carmen, che aspettiamo con ansia e che vorremmo fare rientrare in un cliché nostro prescindendo dalla fede. Eppure l’uomo è formato di spirito e di corpo, ubbidisce a leggi di cui solo Dio è il legislatore. Noi le applichiamo restringendo la nostra indagine a quanto di conosciuto finora, mentre ogni giorno attoniti ci chiediamo come era possibile quel determinato evento. Allora diciamo: è un miracolo. Ma miracolo è il continuo ininterrotto operare di Dio Amore che si concretizza in un determinato momento della tua vita a cui noi Santi è chiesto di collaborare non prescindendo dalla vostra libera adesione. Se tu rileggi i vari miei interventi riguardanti Carmen ti accorgerai come essi fossero sempre per sostenere la vostra fede e portare a compimento quel progetto voluto dal Padre che brama il vostro possesso per rendervi liberi e felici”. 60 Roma, 27 gennaio 1999 ore 2.24 Nicola: ”Carmen cara, sento la tua angoscia che rasenta la disperazione e non solo il mio spirito che tramite mamma ti consola con parole vive ed illuminanti, ma anche la mia presenza fisica ti è accanto e ti protegge. Ripeti anche tu con mamma: se tu Mio Gesù, sei con me, chi sarà contro di me? La nostra Mamma Celeste ti è vicina ed a Lei, riverente, cedo la parola, ascoltala: Maria SS.ma: Figlia mia tanto amata, tanto provata; ogni tua lacrima, ogni tuo dolore vivo che sgorga dal tuo cuore sanguinante, Io lo raccolgo e lo faccio Mio per donarlo al Mio Gesù che spasima per i suoi fratelli che più che mai lo mettono ancora in croce e lo rinnegano. Io, figlia mia, ti dico grazie, grazie perché con la tua sofferenza consoli il mio Gesù. Sei stata chiamata a consolare il dolore dell’Uomo-Dio, così come Io creatura umana col mio sì, identico al tuo si sono stata posta come mezzo di unione tra il figlio di Dio e l'umanità ferita dal peccato. Vieni sul mio cuore, Io ti stringo a Me, riposati, ti cullerò come se tu fossi tornata bambina ed assieme a te stringerò al mio seno il piccolo Nicola e Luigi che soffre tanto. Tra le Mie braccia non sentirai più lo sghignazzare del nemico che vorrebbe distruggerti, ma solo il calore protettivo del Mio amore di Madre. Nel silenzio Io opero grandi cose, abbi fede. Tua Madre Maria”. Roma, 28 gennaio 1999 ore 2.00 Nicola: “Mamma, siete stati fatti oggetto del gioco più sottile e perverso di Satana. Di tutto si è servito per dividere te da Padre Raffaele che costituisce l’ostacolo insormontabile attaccando le pedine più deboli, ma unite a te da vincoli di sangue e preziose per Padre Raffaele che nella sua santità ne scorgeva il pericolo. Io, vi illuminavo, paravo i colpi vi tracciavo la strada da seguire, per impedirvi di cadere nella sua rete. Satana spingeva i miei fratelli a guardare con occhio sempre più dimensionato la santità di Padre Raffaele, dono preziosissimo voluto dal Padre e da Maria SS.ma a vostra protezione. Tu, mamma, resistevi, soffrivi, ma Satana incalzava con pedine estranee per atterrare la tua resistenza fisica ed arrivare allo sconforto. Anime sante inviate da me venivano per ristabilire un equilibrio precario, ti sei trovata davanti ad un Padre Raffaele che ai tuoi occhi offuscati, sembrava rifiutasse la realtà di me Nicola, dei miei messaggi mentre portava avanti altri messaggi, di altre anime. Anche questo un rimedio azzardato che metteva in atto altre sconfitte. Tu, mammuzza, mi sei stata fedele, ai miei comandi immediati hai risposto di sì anche se ti sono costati sofferenze e lacrime. Siete degli sconfitti? No, mamma, siete dei vittoriosi. Il tuo cuore, la tua anima, è legata indissolubilmente all’Apostolo Santo; Francesco, Elena, scogli insormontabili, di cui Satana ne paventa la forza. Così Maria che a volte sembra una vinta ma che si rivela apostola a pieni titoli ed ama Padre Raffaele, e Filippo, ed Anna la dolce, mentre Antonella punta cruciale dello scontro non sa resistere all’attrazione del mio amore che la spinge sempre più nella nostra casa. Giorgio, anima troppo vicina al tuo cuore e tanto preziosa per Me, non sa resistere al tuo richiamo ed è felice quando sente la tua presenza. Siete dei perdenti, mamma? No siete dei vincenti. Padre Raffaele ha bisogno di Anna Maria, come Gesù, aveva bisogno di Giovanni, e tu stessa hai bisogno nello stesso modo di lei che ti dice: hai, Nicola, non temere, vai avanti, e così vi dico io ad ognuno di voi, a Carmen a Luigi, non temete, Maria SS.ma è con tutti voi, la Trinità SS.ma è con tutti voi e con tutte le anime che, legate a Me, vi fanno corona”. Roma, 31 gennaio 1999 ore 1.35 Nicola: “Mamma, Mammuzza mia ad ogni tuo risveglio immancabilmente l’inferno tutto si scaglia sulla tua fragile fede per tastare le tue risorse. Ma tu, ti alzi e ricorri alla preghiera mentre, io vengo sollecito in tuo aiuto, ti stringo al mio cuore e ti preparo per affrontare il nuovo giorno. Tu non scorgi le vittorie silenziose che con Maria SS.ma vostra e Nostra Condottiera portiamo avanti. Le pedine sataniche vi circuiscono, vi tolgono la pace con piccoli espedienti ma non possono andare oltre. Quel tavolo santo dove ogni giorno un sacerdote altrettanto santo si immola col Cristo, è una barriera insormontabile. 61 La forza che emana dalla sua implorazione sorretta dalla Nostra potenza, che trova l’alimento in una volontà, che accetta il dolore e la sofferenza fisica del suo povero corpo malato in una offerta totale di donazione, è garanzia di vittoria. Tu povera mammuzza mia, fai la tua parte, ti fondi con Padre Raffaele sei il canale su cui possiamo contare, vigile ed attenta e soprattutto scrivi; tu fermi nel tempo gli avvenimenti, che si succedono e che, man mano che si realizzano, trovano conferma. Carmen e Luigi anch’essi troveranno conferma nell’epilogo di una realtà, che fa capo a me Nicola, a Maria SS.ma che ha sostenuto e sostiene la loro fede, in Padre Raffaele che si è affacciato nella loro vita a custodia di un progetto divino, che si snoda nel tempo. Non vi è possibile nessuna defezione; un numero inimmaginabile di anime sono legate a questo progetto che fa capo a me e di cui Maria SS.ma è la Condottiera invincibile. Il tempo siamo Noi a determinarlo e sarà come un fragore di tuono che scuoterà le coscienze assopite, rinvigorirà le fedi anemiche, purificherà e guarirà ferite vecchie e nuove. Carmen ed Elena si sono chieste cosa significhi questa comunione di sofferenza che si verifica in maniera così palese al loro spirito e che trova anch’essa conferma. Mamma, dimmi quando c'è un rapporto d’amore tra due anime, non pensi che l’una vada in aiuto dell’altra nei momenti un pò critici da superare? È proprio la comunione dei Santi che è in atto”. Pina: Avevo raccontato a Padre Raffaele come anch’io, ad imitazione di Abramo, avessi offerto mia figlia Maria di soli dieci giorni, in pericolo di vita, a Dio Padre chiedendoli con grande fede di usarmi la stessa misericordia che aveva avuto con Abramo. Non mi ero mai chiesta perché mi avesse esaudita. Stamani la risposta. Gesù: “Pina mia, se non ti avessi esaudita, la tua fede sarebbe morta in quella circostanza e così tutte le volte che con grande fede mi chiedevi di esaudirti, ma dovevi arrivare a Nicola perché tutto il Mio disegno d’amore si attuasse. Ecco perché ti spingo di andare sempre avanti e non dubitare mai.” Il tuo Gesù di Nazaret. Roma, 3 febbraio 1999 ore 4.45 Nicola: “Mamma sì, ero io che ti svegliavo per dirti come non era più possibile attendere perché il bambino di Carmen era cresciuto abbastanza. Volevi conferme e ti ho assicurato che avresti avuto conferma. I ritardi che si sono verificati erano dovuti alle vostre incertezze, alla vostra così fragile fede dando la possibilità al vostro acerrimo nemico di infiltrarsi persino nel santuario della nostra casa dove un sacerdote santo si immolava ogni giorno col Cristo per arginare tanto male. Anche Zippo ha pagato la sua fedeltà con tanta sofferenza; temevi che fosse morto e ne hai provato tanto dolore ma hai anche compreso come ognuno di noi fa parte, fosse pure un piccolo cane, del meraviglioso mosaico che fa capo a Dio creatore che, nella dinamicità dello Spirito Santo tutto porta a compimento. Ora viene la parte più importante e risolutiva. Attieniti ai miei suggerimenti con fedeltà assoluta. Padre Raffaele, a cui spesso rimproveri di non venirti in aiuto, è perfettamente consapevole che tu, mamma hai bisogno di camminare con le tue gambe, perché gli aiuti non ti mancano certo, e veglia su di te come su Maria, Filippo e tutta la famiglia. Adesso vai un poco a letto perché senti freddo. Io sono accanto a te”. Roma, 6 febbraio 1999 ore 2.40 Nicola: ”Mamma, scrivi: ci sono si , in Carmen due fibromi e un bambino che ha bisogno di essere liberato per nascere. Il momento è delicatissimo ed ha bisogno di tutta la vostra fede e serenità, ma a vostra consolazione sappiate che la comunione dei Santi è in atto ed Io, Nicola, sono pronto ad indossare il camice bianco e dirigere le mani del chirurgo come ho fatto con Tecla quando ha operato Giorgio all’unico occhio. Adesso anche se con l’animo sospeso vai a pregare perché è l’ora della Misericordia, e tutti avete bisogno di Misericordia”. Roma, 7 febbraio 1999 ore 3.51 Nicola: ”Mamma, ti riesce difficile ricordare e scrivere messaggi ed illuminazioni alla distanza di giorni che servono a documentare il continuo ed ininterrotto lavorio della Grazia nei vostri cuori. Lo Spirito Santo te ne rivela la fonte, ti illumina e ti mostra i passi bui da superare, i nemici insiti nella vostra stessa natura e quelli in agguato pronti a colpirvi alle spalle, a volte ne uscite vittoriosi, a volte 62 con le costole rotte, ma tutto viene utilizzato dall’amore infinito del Padre che coordina ogni cosa e dalla Trinità SS.ma che in Cristo, ostia purissima di propiziazione unisce cielo e terra in un tripudio di festa. Hai tanto sofferto per Padre Raffaele, ma non temere, mamma, perché né io, preposto a sua custodia, né Maria SS.ma, la Madre, che l’ama con un amore di predilezione, direi totale, avrà alcun danno, perché troppo caro e prezioso è per tutto il Cielo. E, io Nicola, oh come il mio sguardo si posa su di lui innamorato e compiaciuto per l’amore e la predilezione che ha per la mia famiglia; per te, mamma, per Maria, per Filippo, per i miei nipoti anche se a volte per la vostra superficialità non riuscite a scoprire i suoi gesti di un amore profondo che va oltre il convenevole. La tua preghiera, mamma, così ardente ed accorata per l’apostolo che con Gesù Eucaristia tutto ti ha dato, sale potente al Padre che questa volta ti ringrazia e ti benedice”. Roma, 7 febbraio 1999 ore 7.27 Pina:Avevo chiesto a Nicola perché la mia vita fosse stata caratterizzata da sofferenza dello spirito, e poco di quella fisica. Nicola: ”Mamma, quella fisica ti è stata risparmiata perché tutta io l’ho addossata sul mio povero corpo nello strazio della mia lunga agonia e così per papà”. Roma, 9 febbraio 1999 ore 2.21 Nicola: ”Mamma scrivi. Ancora più ardente ed implorante sale al Padre la tua supplica per Padre Raffaele. Ancora non riesci a capire come da te lui aspetta quella donazione d’amore totale che dovrebbe essere il risultato naturale di tanto amore da parte della SS.ma Trinità tutta che in te coabita. Lui, Padre Raffaele ce la mette tutta con la sua offerta e la sua sofferenza, ma molto lenta è la tua apertura verso i miei fratelli e tuoi figli e verso tutti coloro che implorano il tuo aiuto. E così facendo, mamma, ritardi i tempi di Dio, e la tristezza invade il tuo cuore, e senti la tua impotenza mentre il nemico ti gioca brutti tiri. Ma pensi proprio che la Nostra potenza possa arrestarsi davanti ad ostacoli così insignificanti, quando l’amore tuo prorompe in un desiderio infinito del Nostro totale possesso? Come Maria SS.ma, creatura come te, tu tremi e ti rifugi nell’apostolo santo che ti abbiamo dato come dono, e quando non te lo senti vicino dubiti persino del suo amore. Mamma, rialza la tua testa, e vivi le tue vittorie conseguite perché così ha voluto Dio Padre, mentre Maria SS.ma attraverso il tuo Nicola continua a realizzare quel meraviglioso disegno d’amore, sconvolgente si, per le vostre anime così poco fuse col fuoco dello Spirito Santo. Apri il tuo cuore alla gioia mammuzza mia tanto amata e così preziosa, perché anche tu tanto mi hai dato e tanto continui a darci. Grazie Mamma mia”. Pina: che strano mi ero seduta per scrivere la lettera al Vescovo Pecile come da suggerimento di Anna Tucci, e mi ritrovo a scrivere tutt’altra cosa. Dimentico che è proprio il tuo stile questo, ed è a conferma che la mia volontà non influisce minimamente nei tuoi messaggi, Nicola. Roma, 10 febbraio 1999 ore 3.21 Nicola: “Mamma, mammuzza mia tanto amata, oggi tuo ingresso nell’ottantaquattresimo anno della vera vita, più che mai vengo a te per risollevare il tuo spirito così stanco e provato. Con quell’atto di fede che aveva superato i limiti dell’umano, hai permesso a Dio Padre di traslare il mio spirito in procinto di lasciare il mio povero corpo malato nel tuo, vivo ed operante, che mi ha accolto con gioia. In quello stesso istante tu, mamma, hai dato vita ad un nuovo atto generativo ed hai ricostituito con le tue stesse cellule le mie già morte. Grande portento della fede, mamma, che affonda le radici nell’Onnipotenza di Dio, Uno e Trino. Oggi, io Nicola, vivo la mia vita con un corpo fatto di carne e di sangue, santificato e reso puro dalla sofferenza nella mia straziante e lunga agonia, culminata nella mia offerta di vittima. Come il Cristo che mi è stato compagno sono entrato in possesso dei doni preternaturali e domino la materia, ecco perché ti dicevo che tra i Beati sono l’unico, con papà e zio a ricevere Gesù Eucaristia mentre tu lo ricevi e tutto questo è realtà. Tremi per Carmen, o per Elena o per Francesco? No mamma, il disegno di Dio si compie vostro malgrado, potete allontanarlo e spostarlo nel tempo con i vostri dubbi e tentennamenti, ma mai annientarlo. 63 Stamani Maria ti chiederà se andare da C.; interroghi il suo cuore, la sua generosità a prescindere da un atto di fede totale che cerca conferma, a lei la scelta, libera, senza condizionamenti, se va, in Cielo le sarà ascritto a merito. Il bene genera il bene, così, purtroppo il male. Buon compleanno Mamma, non temere per Carmen e per Luigi, e più che mai stai fusa con Padre Raffaele, l’Angelo che vi abbiamo messo accanto a vostra protezione”. Roma, 10 febbraio 1999 ore 6.10 Nicola: “Mamma ascoltami, l’uomo è formato di spirito e di corpo. Le due componenti che ne determinano l’entità sono soggette ad una scelta continua tra lo spirito che lo spinge verso le origini stesse cioè Dio purissimo Spirito, e la materia che pur venendo anch’essa da Dio Creatore è attratta da tutto ciò che è pesante, terreno a causa del peccato di origine. Ne consegue, direi, una scissione, un equilibrio sempre precario. Se nella parte spirituale dell’uomo prevale la fede in un Padre che è perfettissimo nell’Amore come lo è nella Sua Potenza, e così in tutti i Suoi attributi, allora la creatura serenamente si affida e fiduciosa opera senza tema di sbagliare. Ma se crede e non ha il coraggio della propria fede, grave è la sua responsabilità perché può distruggere ciò che Dio ha creato. È questa la posizione del medico che deve operare Carmen. È questa la vostra posizione quando dovete fare una scelta responsabile le cui conseguenze vanno oltre il vostro utile egoistico, immediato, di prestigio, ma investono un numero incalcolabile di anime legate a quel credo, sorrette da quella fede, ma più ancora perché ritardano ed adombrano il piano di salvezza di Dio stesso. Come agire? Il chirurgo operi credendo fermamente che il bimbo c’è e penserà in un secondo momento ai fibromi. Libererà così la sua anima da una gravissima responsabilità, tremenda nel giudizio di Dio terribile nelle conseguenze. La fede è credere in ciò che non si vede, né potete opporre gli strumenti sofisticati che vengono smentiti da altri più potenti man mano che la vostra conoscenza si allarga; anche questa è non fede. Vai, mamma, manda il fax a Carmen dopo averlo letto a Padre Raffaele”. Roma, 12 febbraio 1999 ore 10.40 Nicola: “Mamma scrivi: ritorno ancora una volta sull’argomento dei trapianti che sono tornati ahimè attuali. Ti avevo chiarito senza tema di equivoci come l’uomo è solo custode del suo corpo di cui deve risponderne a Dio Creatore, che lo ha creato in un atto d’amore per renderlo compartecipe della Sua gloria. Come potete pretendere di donare una parte di esso, che non vi appartiene ad un’altro vostro simile, come se voi stessi ne foste i proprietari infrangendo leggi perfettissime che regolano l’equilibrio tra spirito e materia? E se nel frattempo quegli stessi organi di cui eravate soltanto i custodi a causa dei vostri stessi vizi li avete resi apportatori di sventura? Pensa ad un cuore già stanco per aver corso la cavallina, o dedito a stress sovreccitanti, ad organi logori per la droga per non elencare danni provocati da tantissimi altri vizi? Proprio un bel regalo fate al ricevente con quell’atto che credete sia di grande generosità ed è il vostro io che si pasce di esso. Come il giudizio di Dio è diverso dal vostro!”. Roma, 14 febbraio 1999 ore 9.40 Nicola: “Mamma scrivi, Io confermo ogni tua parola. Pina: Caro Padre Raffaele è da tempo che Satana tesse le sue arti perverse per abbattere la fortezza invincibile costituita da te e da Nicola che servendosi del mio tramite costituiva un caposaldo inespugnabile. La mia partecipazione era marginale, eri tu l’osso duro con la tua forza di implorazione, con la tua fusione alla Passione del Cristo che ogni giorno si attuava su quel tavolo del nostro studio. Io ubbidivo ai comandi del mio Nicola che mi illuminava quel tanto perché fossi edotta del pericolo che ci sovrastava e senza timore potessi eseguire i suoi ordini. Le contraddizioni che a giudizio umano si verificavano nel mio operato erano per una ulteriore lotta che richiedeva da parte mia sofferenza, accorata implorazione e silenziosa preghiera. A volte vincevo a volte perdevo, ma sempre l’aiuto del Padre, di Maria SS.ma che a te mi aveva saldato, e di Nicola preposto da Gesù stesso a tua protezione non mi è mai mancato. 64 Mi era dato vedere il tormento nelle anime già un tempo privilegiate dall’amore del Padre, ora trasformate in pedine sataniche costrette ad ubbidire ai comandi del loro nuovo padrone. E quando, fedele a Nicola, ero dura con loro, sapevo bene che colpivo il nemico in esse ormai padrone e non la loro povera anima di vittima che tanto dolore suscitavano nel Cuore di Gesù. Vedevo, la tua sofferenza, il tuo ardore di offerta, ma vedevo pure i danni che esse causavano al tuo corpo malato, ed imploravo la Comunione dei Santi. Attraverso richiami d’amore chiedevo aiuto ai Santi ancora vivi e tutti mi rispondevano, pronti, prontissimi. Forse ora potrai capire come dolorosissima sia stata per me la tua frase che non voglio più ricordare, ma che non poteva venire dal tuo cuore così proteso verso la luce, ma era il ben servito del nostro nemico. L’umiliazione mi è servita molto perché moneta sonante di purificazione che ha spinto Dio Padre attraverso un messaggio del 94 a consolare il mio cuore ferito, che ti prego di leggere. Ti voglio troppo bene, Padre Raffaele e mi avrai sempre accanto e solo tu potrai dire: Pina vai per la tua strada, io mai”. Roma, 15 febbraio 1999 ore 5.15 Nicola: ”Mamma è stata necessaria la presa di posizione di Padre Raffaele nei tuoi confronti in difesa di R. che se anche ha causato una sofferenza terribile al tuo cuore a cui nulla pensavi di rimproverare, attraverso l’intervento pronto ed amorosissimo di Dio Padre, sei arrivata a capire che la SS.ma Trinità tutta ti chiedeva di buttarti nel vortice del suo amore misericordioso, mamma, lo stesso amore pietoso, tenerissimo, che Dio Padre ha avuto per te così sofferente, a cui la coscienza nulla rimproverava perché aveva solo ubbidito ai miei comandi, chiede a te nei confronti dei tuoi fratelli in pericolo di perdersi. Così lo chiede a Luigi ed a Carmen nei confronti della madre, amore che liberando i loro cuori dalla paura preparerà, al bimbo che nasce, una vita serena e felice. Sì mamma, sono doni gratuiti che Dio Padre ci dona, il cui costo a volte è alto in sofferenza, perché noi continuiamo a peccare e Gesù continua a soffrire per salvarci, Lui il Puro, noi peccatori incalliti. Mamma ti ho sempre detto che la SS.ma Trinità tutta molto ti chiede, perché molto ti ha dato, ma la Sua Misericordia infinita nel chiederti, ancora più ti dona”. Roma, 16 febbraio 1999 ore 2.45 Nicola: ”Mamma, mammuzza mia scrivi. Pina: Come tarda la mia intelligenza, come piccolo e povero d’amore il mio cuore! E tu mio Gesù, mi riveli Te stesso a piccolissimi bocconi come fa la mamma col suo bambino ammalato. Nel dolore atroce provato quando non sentivo più l’appoggio del mio angelo custode, Padre Raffaele, ecco Dio Padre che mi stringe a Sé e mi offre il Suo stesso Cuore perché vi appoggi la mia testa stanca. Stamani mi fa rileggere il messaggio del 10 02, giorno del mio compleanno, e mi rivela il dono eccelso che la Trinità tutta mi aveva fatto e che io non avevo neppure capito: il mio Nicola con Peppino, suo padre, e mio fratello Masino, connaturati a me; quel mio atto di fede perfetto nel momento che mio figlio spirava, aveva permesso alla Potenza del Padre di donare a loro che costituivano famiglia, Gesù Eucaristia mentre io lo ricevevo, dono unico tra tutti i Beati. Stamattina, ancora dolorante mi porta a leggere il messaggio del 4 3 del 1994, rivelandomi che come per Angelina anche per Carmen è necessario piegare l’arroganza della scienza medica che non riesce a vedere nella fede di Carmen la Potenza di Dio. E così sarà fatto, perché così ha decretato Dio stesso”! ore 5.06 Elenuccia sono zio Nicola, ieri avevi meritato il 30 e lode per la fatica e l’impegno che avevi messo per una materia così difficile, ti hanno dato 25. La professoressa, che sapeva quanto tu fossi preparata, ti spingeva a rifiutare quel voto ed a farti interrogare, ma tu non ti sei lasciata sedurre dalla prospettiva di una vittoria ed hai accettato il 25. Gesù che parlava al tuo cuore, ti aveva chiesto di regalare a Lui quella piccola parte della tua fatica e della tua sofferenza e ti ringrazia”. 65 Roma, 19 febbraio 1999 ore 2.13 Nicola: ”Mamma scrivi, Io confermo. Ieri è stata una giornata particolarissima. Venivi fuori da una crisi terribile che aveva visto il tuo cuore vicino al collasso ma che lo amore infinito del Padre ha stretto a Se in una donazione totale riportando in esso serenità e pace. Avevi bisogno urgente di una giornata di sole accanto al tuo angelo custode Padre Raffaele e ad Anna Maria e la hai avuta. Ma quali altri doni il Padre ti ha donato! A Latina, mentre Padre Raffaele era costretto a fare tanta strada con i suoi piedi così sofferenti per raggiungere lo studio oculistico di Paolo, figlio di Anna Maria tu, mamma sei stata unita alla sua sofferenza fisica, ogni suo passo suscitava anche in te lo stesso strazio che provava lui e che manifestava con gemiti che cercava di soffocare. Quali altri doni? Il contatto col segretario particolare del nuovo Vescovo di Latina che era lo stesso del Vescovo Pecile e che ti ha subito riconosciuto dalla voce, sbloccando una situazione di stallo. La gioia di rivedere di li a poco Pina zia di Lino, anima a te tanto cara e consumare il pasto con lei. Ma dono tra i doni, è capire che il punto cruciale, il nodo da sciogliere è la conversione di Maria che causa tanta sofferenza al Martire ed a te mamma, suscitando nel tuo cuore quella accorata supplica al Padre delle Misericordie che commosso ti benedice. Non puoi dividere questi due nomi: Padre Raffaele - Maria, essi fanno parte di te saldati a te dall’amore della SS.ma Trinità che di te ha preso possesso, essi rientrano in quel disegno meraviglioso voluto dal Padre Celeste che in Maria SS.ma ha riversato tutto il Suo potere di salvezza e di vittoria. Padre Raffaele dopo due ore di visita oculistica ha saputo che i suoi occhi sono perfettamente sani e che è passato da 7 a 10 diottrie dall’ultima visita”. Io Pina ne traggo un ragionamento di fede anche se umano: in Cielo i Beati non hanno bisogno di occhi validi ma una buona vista occorre ai Santi ancora viventi su questa terra, dunque Padre Raffaele è necessario ancora qui, e perfettamente guarito anche dagli altri guai. Mi sbaglio, Nicola, o sono nel vero? Roma, 20 febbraio 1999 ore 9.40 Ho bisogno di te e entro subito in argomento. Tu sai che presto sarete chiamati ad esprimere la vostra libera scelta sulla donazione degli organi argomento delicatissimo che investe principi fondamentali non solo della vostra fede, ma della appartenenza al mondo sensibile, che fa capo al Creatore. Nel quarto volume del libro da pag. 50 a pag. 53 è trattato ampiamente questo grosso problema. Ci sono ancora altri due messaggi ma l’urgenza e la brevità di tempo disponibile mi impediscono di farteli pervenire. Ti prego vivamente di trascriverli e farli pervenire a coloro che già conoscono Nicola e sensibilizzali perché anche loro li diffondano tra i loro conoscenti. Tu comprenderai benissimo e l’urgenza e la necessità quanto non solo Nicola ma la SS.ma Trinità tutta, ci chiedono. Roma, 22 febbraio 1999 ore 3.20 Nicola: ”Mamma scrivi, ti sono accanto. I medici dell’ospedale di Vicenza nonostante si professino credenti, e nonostante la chiarezza del mio intervento con il quale rendevo loro noto la responsabilità che si assumevano ritardando l’intervento, hanno spostato ancora una volta l’operazione, dicendo che non c’è posto. Carmen ti chiede: nuocerà al bambino questo ulteriore ritardo? Ti dico subito di no, e te ne spiego i motivi. Ci fu un momento che la crescita del piccolo Nicola si è arrestata senza peraltro suscitare danni, pronto a ricrescere quando in Carmen si è realizzato quell’equilibrio che era stato infranto per i noti motivi. Nel frattempo il piccolo Nicola se ne starà beato godendosi il calduccio e l’amore del seno materno. C’è sempre una ulteriore dose di sofferenza non imputabile a Dio, ma che prelude a nuove conquiste perché Dio è perfettissimo nell’Amore così nella Giustizia. Quello che Dio decreta nessuna forza umana potrà cambiare, neppure l’inferno tutto. Non dimenticare che a monte c’è una conversione, guarire ferite radicate nel tempo e mettere al posto dell’odio l’amore. Il danno invece del ritardo colpisce anime che nell’attesa di un evento eccezionale si lasciano prendere dal dubbio e tutto rimettono in causa, anche certezze di fede che credevano salde”. 66 Roma, 25 febbraio 1999 ore 2.52 Nicola: “Mamma scrivi, ti sono particolarmente vicino perché in questo momento è il tuo cuore di madre che soffre. Mia cara Teresa, la tua missiva speditami a Natale mi è arrivata soltanto ieri l’altro, causandomi, purtroppo, tanta sofferenza. Sai qual’è la differenza tra me e te? Tua madre, non ha dimenticato ancora di esserti madre, né lo dimenticherà mai, tu hai dimenticato di essermi figlia. Ieri sera rileggevo i versi di tuo padre diretti a Nicola, quelli dell’ultima ora, intrisi di una enorme sofferenza, essi sono la più grande testimonianza della santità di questo nostro figlio che sul letto del dolore consumò la sua offerta di vittima imitando il Cristo tanto da diventare un’altro Cristo, lui, il padre non dimenticò mai di essergli padre, e alla sua morte, non si chiese se quel figlio fosse solo parte della mia fantasia malata, perché con Nicola aveva vissuto la sua terribile agonia, mentre una infermiera piangendo gridò: non chiamatelo Nicola, ma S. Nicola perché è santo. E quando tu, nella tua fuorviante cecità a lui che ti implorava di non lasciarlo partire da questa vita senza dargli il conforto di riabbracciare tua madre, come condizione gli hai risposto di bruciare tutti i libri di Nicola, testualmente ti rispose: non lo farò mai, egli è santo”. Mi auguro, Teresa mia, che la luce che si sprigiona da quegli scritti di cui io sono soltanto la biro che ha investito un numero incalcolabile di anime che amano tuo fratello, possa investire la tua anima, anzi folgorarla, anche se per me non ci sarà neppure il più piccolo briciolo d’amore. A te, a tuo marito, ai tuoi figli auguro ogni bene in Cristo. Tua madre. Roma, 28 febbraio 1999 ore 1.50 Nicola: ”Mamma scrivi. L’eresia, che oggi serpeggia in seno alla Chiesa di Cristo e persino tra i consacrati: dove sei Dio se permetti tanto male, non sei forse Tu l’Onnipotente? Sì, mamma, Dio si è allontanato dal cuore, dalla vita dei suoi figli, che non lo riconoscono più per Padre ed essi gemono nella disperazione piombati nel buio più profondo di cui i tre giorni profetizzati nel ‘59 da Padre Pio sono solo una pallida idea. Ai fautori che sostengono che Giuda essendo stato elemento indispensabile per la nostra redenzione, è meritevole di premio, Dio Padre tuona allora, come oggi: così avverrà perché così è scritto, ma guai a colui per il quale ciò avverrà, era meglio che non fosse mai nato. Non ti pare, mamma, che quello che si sta verificando per Carmen non rifletta quella stessa sentenza? Alla fede genuina di Carmen oppongono la loro scienza medica e si ergono a negatori della potenza di Dio che sfidano. Dacci tu una prova della tua potenza e noi ti crederemo. Terribile giuoco, mamma, è lo stesso urlo satanico ai piedi della Croce, dove il Cristo moriva per salvarci: Se sei il figlio di Dio scendi da quella Croce e noi ti crederemo. Il bambino di Carmen nascerà perché così è scritto ma guai a coloro per i quali tante anime provate così fortemente nella loro fragile fede cadranno. Implorate per i titubanti, i perdenti e soprattutto per i fautori di tanto male che la Misericordia di Dio non venga loro meno nell’ultima ora”. ore 4.45 Mamma scrivi. La televisione in questi tre giorni del Festival della canzone di Sanremo ha portato alla ribalta Gorbaciov. Avvenimento importantissimo non certo casuale né mimetizzato anche dalla stampa contraria. C’era un messaggio chiaro e preciso che faceva riferimento al Papa, messaggio a carattere universale. Tutto questo ti ha portato a rivivere avvenimenti di cui sei stata protagonista quando Gorbaciov venne per la prima volta in Italia, come capo di una Nazione atea e comunista e fu ricevuto dal Papa. Fu allora una grande vittoria per il Papato di Carlo Wojtila e io ti dissi che, anche tu col piccolo gruppo di cui tu facevi parte eravate state gli artefici anche se non ve ne eravate neppure rese conto. Solo la sofferenza che ne è derivata, quella si, non l’avete dimenticata; essa ne è stata la conferma. Allora ti dissi che Gorbaciov sarebbe ritornato sulla scena del mondo. Pensi che quello che si è realizzato ora sia un fatto casuale o non parta piuttosto da lontano? Non scorgi l’opera ininterrotta della Celeste Condottiera che nel silenzio opera grandi cose? È come il filo di Arianna, seguilo senza stancarti e troverai sempre Lei, la invitta Condottiera, Maria SS.ma. 67 ore 5.50 Mamma, Giacomo chiamato da te per Padre Raffaele, è freddo come un ghiacciolo. Al contatto dell’esorcista Santo si scioglie, è sempre Maria SS.ma la Madre che non demorde col suo Amore: “A chi potevo affidare questo mio figlio tanto amato se non al mio servo prediletto, Padre Raffaele?”. Roma, 1 marzo 1999 ore 2.31 Nicola: “Mamma sei turbata perché la Chiesa Gerarchica accetta la donazione degli organi in opposizione a quanto Io affermo da tempo e specialmente oggi che siete chiamati a pronunciarvi al riguardo. Se è vero che dai frutti siete chiamati a giudicare se l’albero è buono, è Gesù che parla nel Vangelo, frutti peggiori di questi non è possibile immaginarli, te li ho elencati tutti nei vari messaggi che trattano questo argomento. Ma voglio ancora farvi riflettere a livello solo umano. Se i trapianti di organi sono non solo leciti ma auspicabili a chi vanno i proventi? Chi c’è dietro le quinte di questo affare nefasto che supera quello della droga per cui si uccide senza pietà, del sesso e via discorrendo, che per alimentare le banche degli organi si servono persino dei neonati? Mamma, persino i morti uscirebbero dalle loro tombe a tanto orrore. Ma chi è questa Chiesa di Cristo che si pronuncia in tal senso? È la stessa dei martiri, dei confessori della fede, delle anime vittime? O è quella del Sinedrio che decretò la morte dell’Innocente? Povero uomo, creatura di un Dio perfettissimo nell’Amore che per salvarlo accetta l’offerta libera del Suo Unigenito che muore Crocifisso su di un legno infame riservato ai peggiori delinquenti!”. Roma, 8 marzo 1999 ore 4.00 Nicola: “Mamma scrivi pure, ti aiuterò a rendere chiaro al tuo spirito assonnato l’evolversi della tua anima verso la conoscenza di avvenimenti che hanno segnato dei punti fermi attraverso il dolore. È da molto tempo che ti chiedi: ma, Padre Raffaele, crede davvero a Nicola? E in che misura? Perché cerca sempre di smorzare in me o limitare qualsiasi riferimento al suo nome? Teme forse che possa scivolare nel compiacimento e nella superbia e mette i freni per questo? Ma perché quando anelo al suo appoggio stretta e circuita dall’Inferno tutto perché sostenga la mia fede in Nicola, e confermi la verità che Nicola stesso mi propone, si ritira come un riccio? I tuoi perché mamma, non sono solo questi a cui tu stessa hai dato una risposta, ma tanti, e che man mano che trovano conferma si trasformano in nuove conquiste. È come una scala che man mano sali, diventa sempre più faticosa, e il respiro sempre più affannoso e temi proprio di non farcela tanto grande la sofferenza. Allora, privata dell’appoggio di Padre Raffaele, senza rendertene conto cerchi con più costanza il Nostro aiuto, rinserri con il tuo Gesù il tuo legame d’amore, ed Egli torna a consolare con parole soavissime il tuo cuore ferito. È un altro piccolo passo verso la luce. Ma lui il santo, non demorde e ti spinge verso una revisione più profonda della tua vita. Non solo ti nega il suo appoggio ma ti oppone il suo rifiuto, ti umilia, ti insulta, ti taccia di mancanza di carità. Tu gli chiedi di confessarti, ma lui si rifiuta e ti manda da un altro confessore. Il tuo animo è arrivato al limite massimo della sofferenza, ma ancora non eri al culmine. L’altro confessore ti rimanda con un Pater, Ave e Gloria, davanti a Gesù Eucaristico nella Cappella del Sacramento (S. Maria Maggiore). Lì una grande luce ha investito il tuo spirito affranto, ma se al tuo Gesù era bastata quella prova, non così per Padre Raffaele che ha raddoppiato la dose. Avevi finalmente capito che dovevi distaccarti dalla sua persona, che al tuo Gesù dovevi pure quel sentimento umano che ti legava a Padre Raffaele e che ti faceva tanto soffrire. Oh, si, ci sei riuscita, ora guardi con serenità la tua strada e i tuoi impegni e vai avanti, perché ogni giorno è un nuovo cammino, irto e faticoso, e sai chi hai accanto? Proprio Padre Raffaele a cui Maria SS.ma ti aveva affidato perché tu non smarrissi quella scia di luce. Vai in pace, Mamma, hai tanto cammino da fare, ci sono i miei fratelli, ci sono le anime che hanno bisogno di te, c'è Antonella. Vai da Carmen e Luigi che ti aspettano né puoi esimerti di accompagnare Padre Raffaele, anch’egli fa parte integrante di questo disegno meraviglioso che si snoda giorno dopo giorno e di cui te ne faccio scoprire solo un piccolissimo lembo”. 68 Villafranca Padovana, 18 marzo ore 3.00 Nicola: “Mamma, mammuzza mia, perché sei triste? Sei accanto a Carmen e Luigi che ami, accanto a Padre Raffaele ad Anna Maria che ami, circondata da anime che amando me amano te e te ne sei accorta nelle Messe di Padre Raffaele. Mamma, siete uniti da un amore che supera l’umano e affonda le radici nell’amore infinito del Padre, nell’amore salvifico di Gesù che si appresta a consegnarsi ai carnefici per ridarvi con la Sua Pasqua quella gioia e felicità che vi aveva promesso, siete tra le braccia della Mamma Celeste che vi protegge con il suo amore di Madre, perché temete? Non è anche questa fede? Questa è l’ora del Getsemani, è l’ora della prova anch’io ho tremato nella mia agonia, anche Gesù ha tremato nella sua agonia e cercava la Mamma, e solo in Lei si placava la Sua angoscia. Anch’io cercavo te, le tue mani, lo ricordi? Attingevo solo in te la forza ed il coraggio che mi venivano meno, ma voi tutti siete uniti da un amore che trascende ogni amore di questa terra, siete compartecipi dell’amore del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo che in Maria SS.ma trova la realizzazione più completa, Lei è la Madre! Non mi dire che non ti ho fatto arrivare i miei lumi e quasi sempre attraverso i messaggi che partono dal Cuore del tuo Gesù di Nazareth, dal Padre e da Maria SS.ma. Doni preziosissimi, mamma, in quanto scritti assumono il carisma dell’autenticità. Essi non sono affidati al ricordo, che è tanto labile in un tempo così travagliato in cui siete immersi, ma da segni indelebili che testimoniano la fonte man mano che trovano la conferma negli avvenimenti che si susseguono così rapidamente. Siete dei fortunati, mamma, anzi dei privilegiati perché non dovete attendere millenni per vedere realizzati le promesse antiche come per i padri nostri, oggi tutto converge al Cristo con una rapidità inimmaginabile, e quel velo che ci separava dal Cristo è stato rotto in più parti, e la fusione per le anime aperte alla luce è quasi totale. Dì alla mia Carmen, a Luigi che presto, prestissimo la luce invaderà la loro casa e osanneranno al Dio delle vittorie, a Gesù Eucaristia, a Maria SS.ma la Madre che attraverso me, Nicola, sono stati fatti degni di tanto amore”. Villafranca Padovana, 19 marzo 1999 ore 5.20 Nicola: “Mamma, Carmen aveva sollecitato una parola di conforto per questo momento particolare della sua vita, e chi più di San Giuseppe, di cui oggi si festeggia il nome, può venirle in aiuto? Come vicino al cuore di Luigi, al cuore di Maria SS.ma, la sposa fedele chiamata a tacere mentre tutta l’angoscia e il dubbio tormentavano il cuore del suo amato Giuseppe, in Lei palpitava il Suo Gesù, ma in Giuseppe, suo sposo c’era solo il tormento del dubbio con tutte le tremende risposte che quel dubbio comportava. Non una luce particolare che avesse dato sollievo a quel cuore martoriato, era lui solo con la fede che lo legava a Maria mentre tutto il Cielo taceva. Quale terribile prova chiedeva il Padre Celeste da questo suo figlio che sempre gli era stato fedele? Ma Dio è fedele e superata la prova irrompe col Suo amore con la Sua luce che in un attimo dissolve ogni tenebra e ricolma di gioia il figlio che nel buio ha saputo attendere. E San Giuseppe era soltanto il padre putativo di Gesù, ma quale degnazione per questo israelita chiamato a custodire, nutrire del suo umile lavoro di carpentiere, coprire della sua persona la Madre ed il figlio di Dio stesso! Come radioso sarà anche per Carmen e Luigi il giorno in cui anche per loro si realizzerà la promessa della Mamma Celeste! Dimenticheranno la lunga attesa, le sofferenze, le umiliazioni patite e i cuori che li hanno sempre amati, sostenuti e protetti parteciperanno alla loro gioia in un tripudio di festa. Vai in pace, mamma, auguri anche a te dai tuoi figli ma in particolare da papà e da zio e dal tuo Nicola che ti stringe forte, forte al suo cuore”. Roma, 22 marzo 1999 ore 3.05 Nicola: “Mammuzza mia, tanto amata scrivi perché ti parlerò dell’amore Trinitario. Esso irrompe dal Padre ed investe le Tre Persone della SS.ma Trinità in una fusione totale e si comunica al Figlio che lo fa suo e in Maria SS.ma lo dona ad ognuno di voi e con voi al mondo intero. È questo Amore infinito e perfettissimo che unisce a Sé ogni molecola del mondo visibile, unisce i vostri cuori in un anelito di pace e di gioia. 69 È questo Amore che salva che redime, che brucia tutte le brutture nella fornace ardente dell’Amore salvifico di Gesù, nel suo sangue che si offre al Padre per voi. Amore Trinitario, mamma che vi stringe a Sé, che vi fa compartecipi della Sua potenza, della Sua certezza e che tutto dissolve, paure, nebbie, tormenti, e tutto cambia e trasforma. È l’onda benefica che ininterrottamente partendo dal Padre si fonde con l’Amore del Figlio, liberamente si offre senza posa attraverso i suoi sacerdoti in un olocausto totale di Carne e di Sangue. Come prezioso è al Cuore del Padre l’olocausto del figlio fedele che immerso in quest’onda d’amore ne moltiplica gli effetti e lo dona alle anime le più restie, ai ciechi, ai sordi, ai disperati e dice loro, come Gesù disse a Lazzaro, esci dal sepolcro e cammina. Come preziosa la persona di Padre Raffaele che nel Suo infinito amore Gesù ha posto al tuo fianco a protezione tua e della nostra famiglia e che questa mattina dice a Francesco, non temere per i tuoi genitori, e lo dice ad Anna, per la sua famiglia, a te per i miei fratelli tutti e così a Carmen, a Luigi a tutte le anime che mi invocano. Quell’onda meravigliosa d’amore Trinitario, purifica e salva; non temere, mamma, non temere Anna Maria, tergete le vostre lacrime perché la salvezza è vicina. Buona notte, mamma!” Roma, 27 marzo 1999 ore 3.15 Nicola: “Mamma bella, non temere pensi di essere sola domani quando prenderai il treno per raggiungere Carmen, ma ci sono io accanto a te realmente vivo e presente e la mia protezione è totale quale non potrebbe essere quella di Anna o di qualsiasi altra persona. Immergiti in questa realtà, mamma, tu stenti ancora a prenderne possesso nonostante arrivano lumi ed aiuti da tante anime che io spingo verso di te. Attorno a te c'è un tessuto meraviglioso di anime che costituiscono la tua protezione, a protezione di questo disegno eccezionale voluto dal Padre che in Maria SS.ma ha riversato la Sua potenza e di cui io tuo figlio sono il portavoce. Se Gesù è con te, se la Madre Celeste è con te, cosa temi? Tutto si snoda con una precisione perfettissima, ed ogni avvenimento trova conferma nei fatti. La parola di Gesù che io ti rivelo e che tu testimoni con gli scritti sono la prova più tangibile della verità che essi annunciano. Una donna ti schiaccerò il capo, sentenziò Dio Padre al ribelle Lucifero, e questa donna è Maria SS.ma che oggi, alla fine dei millenni opera ininterrottamente e ricondurrà il popolo fedele al Padre delle Misericordie, anche Lei Corredentrice col figlio Suo Gesù l’Uomo-Dio. Fai spaziare il tuo spirito, mamma, la Trinità tutta ha un rapporto personalissimo con ogni anima creata a Sua stessa immagine e nessuna occasione trascura per attirarla nella Sua orbita. Essa è l’Amore del Padre, l’Amore del Figlio, l’Amore dello Spirito Santo. Amore Trinitario! Riposati in me, mamma bella, nel tuo Gesù che tanto ti ama, e nella Madre che con te abbraccia, ogni tuo figlio, ogni suo figlio. Padre Raffaele è l’apostolo fedele posto dal Cielo a vostra protezione, a tua protezione, sia sereno anche lui, non tema di smarrire la sua identità, nel ricercarla, la renda più palese al suo spirito e l’azione scaturisce più genuina e ferma. Egli è l’apostolo degli ultimi tempi. Villafranca Padovana, 29 marzo 1999 ore 11.00 Nicola: “Mamma scrivi e testimonia gli avvenimenti che scorrono ogni giorno nella tua vita. Pina: Da un pò di giorni mentre io ero ferma nella mia fede in Nicola e continuavo a sostenere che non ci sarebbe stata una nuova guerra ma che Maria SS.ma sarebbe intervenuta come da promessa e ci avrebbe portato alla vittoria definitiva, sentivo Padre Raffaele oppresso da una angoscia troppo grande e continuava a ripetermi che i Celesti avevano le traveggole. Le scene atroci che vedeva sui teleschermi di una vera guerra che colpiva senza discriminazione donne, vecchi e bambini, suscitavano in lui degli interrogativi terribili a cui non sapeva dare una risposta di fede altrettanto grande. Erano i passi bui del Martire che, come a Gesù nell’agonia del Getsemani faceva esclamare: Padre perché mi hai abbandonato, ma per subito dire: Non la Mia volontà sia fatta ma la Tua, faceva dire a Padre Raffaele: Pina, ma chi sono io? Ho smarrito la mia identità, e io lo incalzavo: Padre tu sei il servo di Maria, è lei la vincitrice! Ma ieri l’altro, Padre Raffaele nell’offerta della sua sofferenza nel mistero Eucaristico, si è librato nelle sfere dell’unione con la SS.ma Trinità, ed è diventato ancora una volta luce e roccia. Mi ha detto: Vai parti per il Veneto devi andare. Nicola, mi ha rincuorato e sono partita. Il viaggio è stato ottimo sotto tutti i rapporti; Maria e stata affettuosissima, alleviando ogni difficoltà. 70 Luigi è venuto all’arrivo insieme a Carmen, affettuosissimi come sempre, più di sempre. In chiesa, dove siamo andati per la S.Messa, mi ha sorpreso una grande aridità. Non un cenno di emozione nell’ascoltare il racconto della Passione di Gesù. Cosa stava succedendo? Ma al momento della Comunione chiamo in aiuto Nicola; mi cibo dell’Ostia consacrata ed Essa mi comunica un fuoco vivo, un vero fuoco che brucia e purifica rendendomi serena e sensibile. A casa abbiamo pregato; mi son detta: qui si prega, ma io ero molto stanca ed andai a letto. Verso le tre, ora della Misericordia mi sono unita in preghiera con Padre Raffaele e con tutte le anime che fanno capo a Nicola e più viva e chiara si è rivelata la strada che conduce alla gioia della Resurrezione Pasquale. In ospedale a Vicenza ho incontrato il chirurgo che deve operare Carmen: Nicola ha già preso possesso di lui e cosi di un altro medico che Nicola ha contattato. Nicola mi dice che il Dottor Filippo la cui moglie partorirà proprio in questi giorni, dovrà difendere Nicola in questo intervento per poterlo poi testimoniare, mentre il parto della moglie è solo un inno di ringraziamento. Villafranca Padovana, 1 aprile 1999 ore 10.31 Nicola mi conferma. Pina: Sono in attesa della telefonata che mi comunicherà la nascita alla vita del bambino di Carmen e Luigi; il piccolo Nicola. La mia attesa è serena e gioiosa. Approfitto di questo tempo, cosi pieno di misterioso silenzio per riordinare e coordinare gli avvenimenti, in vero cosi eccezionali, non privi di momenti bui che solo la fede certa e l’aiuto costante di Nicola ti faceva superare. Le due forze sempre presenti erano in atto in uno scontro all’ultimo sangue: Satana che non si dava per vinto, Maria SS.ma di cui Nicola era l’Araldo che sapeva di aver vinto e noi, povere creature ancora viventi, a cui veniva chiesto almeno un briciolo di fede attonite, seguivamo gli eventi. La preghiera e l’implorazione ti sosteneva e la comunione dei Santi era in atto. Carmen doveva essere operata martedì scorso, ma il lunedì le cose si complicano; due tesi in contrasto; il primario dice che lui non opera perché non essendoci una ecografia che denota la presenza del bambino come asserisce Carmen, lui è costretto a togliere assieme ai fibromi anche il feto. L’altro professore che crede assieme al Dottor Filippo alla tesi di fede di Carmen e pronto a fare lui il parto cesareo, ma il Primario si oppone vuole dimettere Carmen, mandando per aria ogni aspettativa. Siamo cosi arrivati a mercoledì mattina. Durante la notte Nicola mi dice che è più urgente l’incontro a Monte Berico con Padre Giovanni, il Provinciale di Padre Raffaele. La sera prima Vally aveva chiesto un appuntamento e ieri mattina l’incontro cordialissimo, illuminante ed illuminato che mi riempì di gioia. Anche lui sì e unito nella S.Messa in preghiera per Carmen. Il pomeriggio in ospedale, Nicola mi spinge ad abbordare il primario; bisognava ottenere di trattenere Carmen ancora per altri due giorni, fino a venerdì. L’incontro si è subito presentato un pò burrascoso: dopo aver esposto le mie argomentazioni non solo di fede ma anche logiche sul piano umano, esplode dicendomi che aveva ricevuto una telefonata che lo avvertiva di avere a che fare con una signora romana la quale aveva dei contatti medianici con un figlio morto e teneva sotto possesso Carmen. Reazione immediata mia, ma ormai il bubbone era esploso, e Carmen veniva sottoposta al controllo dello psichiatra che doveva accertare lo stato di pazzia della pseudo partoriente. La mia pazzia e la grave responsabilità che mi si attribuiva erano accettate da me con totale noncuranza. Lo psichiatra sbroglia l’equivoco: Carmen non solo è sanissima di mente ma possiede un equilibrio molto più del normale. Sono ancora in attesa dell’esito dell’operazione. Il Primario ha chiesto come contropartita che io non mi facessi vedere in ospedale. Villafranca Padovana, giovedì Santo Nicola, conferma. La telefonata è arrivata, ma traumatica e ti lascia totalmente svuotata e senza vita. L’operazione è stata eseguita con tutti i crismi come dalla nostra richiesta: parto cesareo effettuato dal Professore che credeva in Carmen assistito dal Dottor Filippo. Ci sono i fibromi ma non il bambino, Renzo e Stefania mi circondano di infinite attenzioni, vado da Stefania resto da loro mentre le telefonate si incrociano in tutti i sensi. Vally si sposta e tiene i legami, ma dall’ospedale fanno sapere che Luigi non voleva più vedermi, non mi resta che partire. 71 Prima delle nove dovrò ritirare le mie cose dalla loro casa, non vuole vedermi quando rincasa. Nel frattempo, grazia insperata, vado in Chiesa con Stefania, Gesù Eucaristia non mi lascia senza il dono di Sé nel giorno in cui l’aveva istituita. Eravamo già a cena e pensavo di dormire da loro, quando arrivano Luigi, Vally e Sergio. Luigi in preda ad un pianto accorato mi dice che Nicola gli aveva detto di raggiungermi e lui era venuto e desiderava che io dormissi ancora una volta nella sua casa. Non ho saputo dirgli di no, mi ha circondato delle attenzioni, le più delicate. Ho dormito stanotte? Troppi gli interrogativi che attendono risposta, ma anche tanta luce, prendo il treno per Roma, credevo di avere la prenotazione anche per il ritorno, ma Nicola con un dono eccezionale mi procura un posto come se fosse stato prenotato prima, nel corridoio del treno non c’era neppure lo spazio per mettere un piede accanto all’altro! Tra breve sarò arrivata a Roma nella mia casa. Roma, 3 aprile 1999 ore 4.27 Nicola: “Mamma bella sei nella tua casa, ne godi già la pace che Gesù stesso ti comunica. Le ombre paurose che hanno oppresso il tuo spirito nella settimana già trascorsa vissuta da sola, al contatto della luce radiosa del Cristo che risorge da morte, si dissolvono e torni a sperare. Il contatto con te, mia madre, tanto amata, che non è venuto mai meno, specialmente quando più avevi bisogno di me; oggi sarà ancora più sensibile perché darò risposta ai tanti interrogativi di cui il tuo cuore e il tuo spirito hanno urgente bisogno. Dovrò iniziare dal giorno in cui nell’autunno 1996 vennero a Sabaudia per pregare sulla mia tomba Carmen, Luigi e Gino. Ognuno di loro aveva qualcosa da chiedere che tu non conoscevi; il solo che la sera, oppresso da un’angoscia che non riusciva più a contenere, vinse qualsiasi pudore e con grande umiltà si aprì a te e ti svelò la sua intima ambascia, fu Luigi. Il tuo cuore colpito da tanta sofferenza implorò il mio aiuto, e ti dissi di chiedere a Carmen se aveva ancora il flusso mestruale ed alla risposta affermativa dimenticasti ogni cosa. Fedele alla promessa che come Gesù non ignorava mai le richieste della mamma Sua, ho iniziato così a tessere un disegno che ancora non è finito anche se gli avvenimenti che si sono verificati giovedì nell’ospedale di Vicenza sono stati completamente contrari alla vostra aspettativa. Chi implorava aiuto con tanta veemenza, chi si sentiva cosi ingiustamente ferito dalle persone che più di tutte amava? Luigi da chi era stato ferito, in che misura? Lui stesso in quella confessione cosi veritiera e piena di spasimo ti rivelò come la madre e Carmen fossero artefici del suo grande patire e come entrambe lo rifiutassero animate dal loro risentimento ed odio che mano mano cresceva nei loro cuori. La vittima quindi era proprio lui, Luigi, da salvare. Ma per arrivare a questo bisognava partire proprio da Carmen la più possibile da avvicinare. Mi stai chiedendo in che misura la madre e Carmen hanno influito negativamente su Luigi tanto da farne una vittima? Mamma, inizialmente i doni di amore e sensibilità di cui è vivo il cuore della madre in genere, è un vero e proprio dono di Dio, ma se mirato ad accrescere il suo ascendente sul figlio si trasforma in laccio scorsoio che stringe in una morsa, ed uccide l’essere amato; e cosi per gli altri doni, quelli di Carmen per esempio, essi la pongono in stato di privilegio e gradatamente la portano a ritenersi qualcuno indispensabile ad altri, e quindi anch’essa elemento di corruzione e di oppressione. Conferme in questi ultimi tempi dagli accenni larvati di Luigi li avevi avuti. Erano entrambe quindi, vittime, perché schiave dei loro stessi egoismi, ambizioni, desiderio di possesso e distruggendo l’oggetto del loro contendere, distruggevano loro stesse e sempre più chiudevano spazi. il mio intervento era quindi diretto soprattutto a mettere in salvo le loro anime, a stabilire un contatto con l’amore ferito del Padre, con la Misericordia infinita del Figlio, con l’opera ininterrotta dello Spirito che in Maria SS.ma trovava il cuore aperto all’amore di Madre. Io, Nicola, ne sono stato l’artefice paziente, puntiglioso, anche instancabile. Ho immesso nel giro Padre Raffaele; sono arrivato a loro con i miei libri tramite il sacerdote che Carmen curava, e cosi sono venuti a Sabaudia e le loro richieste non erano convergenti ed ognuno di loro chiedeva cose diverse, i loro desideri erano anch’essi diversi. Occorreva una nuova maternità che unendo ancora le loro vite avesse loro fatto dimenticare le precedenti gravidanze il frutto delle quali era stato letale; tre bambini morti appena nati. Tu, mamma, conosci le varie fasi del mio intervento che a volte poteva sembrarti contraddittorio, ma che tale non era perché dovevamo tener conto dei loro desideri ed impulsi che spesso cambiavano di direzione. 72 Il dono era eccelso: un bimbo nell’età fisiologica ormai al limite che avrebbe allietato la vita di questa coppia cosi provata e ridare serenità e gioia attraverso una fede ritrovata. Vi siete spesso chiesti se c’era il bambino visto che nessuna ecografia ne aveva rivelato la presenza. Si, mamma, fino al quinto mese era vivo e il dottor Filippo ne aveva sentito il battito, ma quel dono non sarebbero stati in grado di gestirlo con quell’amore che Maria SS.ma aveva sperato nel donarlo loro e cosi, l’esito che tu conosci. Ora dovrebbero almeno accettare con riconoscenza il dono di sentirsi ancora vivi, ancora ritrovarsi per ricominciare daccapo una vita nuova perché Carmen ha bisogno di Luigi e così Luigi di lei e benediranno la sofferenza che hanno patito e che li vede ancora uniti. Mamma, l’amore che a voi tutti ci lega e un amore santo, alimentato da Maria SS.ma che mai si è allontanata da loro e che spesso li ha gratificati con messaggi pieni di infinita tenerezza. Di loro che siano grati di tanta predilezione, io, Nicola, starò loro sempre vicino. Buona Pasqua mamma, grazie anche a te”. Nicola. Roma, 11 aprile 1999 ore 17.40 Nicola: “Mamma, ferma nel tempo avvenimenti, impulsi, luci, che ti serviranno domani a conferma del nostro ininterrotto operare in vostro favore. Si, solo quando il disegno si delinea con chiarezza riuscite a vederne i contorni, ad individuare la portata e solo dopo, acquista per voi il valore della verità. Tra luci ed ombre cominci ad avvicinarti alla personalità lineare e complessa nello stesso tempo di Padre Raffaele. La hai seguita per due anni e mezzo, hai scorto in lui momenti di ascesi sublimi, ne hai colto l’intenso suo soffrire in una offerta totale che tanto mi somigliava con la costanza eroica dei Santi, ma solo ora ne scorgi il volto. Tutti i miei richiami avevano un solo scopo, fortificare la tua fede, rialzarti dallo sconforto che in quel preciso momento opprimeva il tuo spirito, darti la certezza che c’era al tuo fianco un santo che ti proteggeva. Dono grande, mamma, dono grandissimo di cui solo domani, nella luce del vero ne verrete a conoscenza. Ti sei seduta pronta a scrivere nell’intento di fermare tre tempi importanti della sua vita, della tua vita. Il primo periodo, Sabaudia, contatto col vescovo Pecile: Pregate per la mia definitiva conversione, a cui faceva eco il vescovo: pregate per la mia definitiva conversione. Secondo tempo: Pregate per la mia risurrezione a cui rispondevi, Padre Raffaele per risorgere bisogna prima morire. Terzo tempo: Pregate per la mia giustificazione. Padre Raffaele: è Maria SS.ma che ci giustifica, prima presso il figlio, perché madre, presso il Padre, perché figlia e presso lo Spirito Santo perché sposa. Immersa tutta nell’amore Trinitario, tutto ottiene, su tutto vince e salva”. Roma, 11 aprile 1999 ore 22.00 Nicola conferma. Pina: Leggevo il messaggio del 13 aprile 1998: Connaturato vuol dire tramite diretto come può essere il bisturi nelle mani del medico che opera. Per associazione di idee mi chiedo: era Carmen l’ammalata che Gesù voleva operare? Nicola: “Si, mamma, il bimbo era solo strumento docile manovrato da Dio Padre per il fine per il quale era stato creato: la salvezza di Carmen. Ma qualora l’oggetto (il bimbo) non avesse risposto al fine per il quale era stato creato, sarebbe stato sottratto per non compromettere la vita stessa dell’ammalata”. Roma, 17 aprile 1999 ore 5.15 Nicola: “Mamma sei turbata per Padre Raffaele che domani dovrà affrontare l’operazione alla prostata che presenta dei rischi. Non lasciarti attrarre nelle zone d’ombra in cui vuole cacciarti il nemico per toglierti quella piena fiducia ed abbandono in me, in Gesù, nella Mamma dolcissima di cui Padre Raffaele è il figlio fedele. Non ricordi cosa disse Dio Padre, quando angosciata per me implorasti il Suo aiuto: “Posso prendermi Nicola ora perché Mi glorifichi in cielo, o lasciarlo ancora perché Mi glorifichi sulla terra, sono entrambi due atti d’amore.” Il suo corpo come il suo spirito è protetto da schiere infinite di angeli a cui fa eco la invocazione di tutte le anime che lo hanno conosciuto ed amato e di quelle che sono legate a me perché io sono stato posto a sua custodia, unisciti anche te a questo coro osannante e vai in pace”. 73 ore 8.35 Nicola: “Mamma ascoltami. Gli atti d’amore di cui parla Dio Padre, sono due e vi mettono nella condizione se accettati entrambi, di rimettervi completamente alla Sua SS.ma volontà in un abbandono totale. Non fate l’errore di dirottarli secondo il vostro preciso desiderio perché non fareste più la Sua SS.ma volontà. Ricordi cosa ti costò di sofferenza questo tuo atteggiamento nei miei confronti? Dovette passare più di un anno e mezzo prima che si ristabilisse quella piena fiducia in Gesù stesso! E il tuo grido di protesta lo sento ancora nel mio cuore: “Gesù, tu mi hai ingannata e il tuo Gesù che grandi cose aveva operato nei miei confronti, ti rispose : “Pina mia, se tu potessi vedere la gloria che ho riservato a Nicola, in ginocchio piangendo mi ringrazieresti”. Diversa la reazione nei confronti di papà, sapevi che una nuova stella si sarebbe accesa in Cielo alla sua morte e il tuo cuore ha sussultato di gioia e non hai pianto al suo funerale, ma gioivi con lui che presente ti benediceva per l’amore che tu gli avevi donato e con la fedeltà, la fede a quel Dio che ama di amore infinito le sue creature che nella prova terrena Gli sono stati fedeli. Due erano i doni che Dio Padre poneva alla tua attenzione perché in te si compisse in pieno la Sua SS.ma volontà: o accettare la morte di Padre Raffaele ed anche la tua per raggiungere un bene desiderato da tempo, o restare ancora qui sulla terra a lottare tra sofferenze e pericoli . Il tuo cuore inconsciamente optava per il primo, il martire chiedeva invece di essere giustificato ed ancora una volta offriva il suo povero corpo sofferente alle mani ed al bisturi del chirurgo che impersonava la volontà del Padre. Poi, il trionfo, con una operazione felice che ci ha riempiti di gioia, mentre l’inferno tutto scornato e vinto, prorompeva in attacchi concentrici. Grazie, Mio Gesù del dolore di pentimento di questa notte che mi testimonia come ancora e sempre tu mi ami e come più chiara è al mio spirito la via da ricominciare a percorrere per esserti fedele, ma soprattutto amante per consolarti ed esserne consolata. Grazie a te Madre Santa che mi spingi a consolare chi soffre ancora, generosamente come Tu generosamente Ti doni a me. E grazie a te, mio piccolo fiore, Nicoluzzo mio che tutto ci hai donato di te attraverso quello squallido letto di ospedale. 19 aprile 1999 ore 3.15 Nicola: “Si, Mamma, attraverso l’incontro con il tuo Gesù che ti chiama la notte per immergerti ancora una volta nel Suo Amore trepidante e spesso angosciato, tu ritrovi la pace. È come se un’onda purificatrice ti investisse poco alla volta, man mano che tu procedi nella implorazione di perdono. Unita al tuo Gesù sofferente, che si fa scudo della Sua agonia straziante del Golgota, della Sua inutile attesa per Giuda ed implora ancora e sempre Dio Padre: Padre non allontanarli da Te, perché allontaneresti Me, Tu me li hai dati ed Io a Te li ridono, trovi l’equilibrio, la serenità per ricominciare a lottare. Maria SS.ma ti è vicina e ti sostiene e riaccende in te la fiducia, sgombrando il tuo cuore dalle ombre buie nelle quali non riesci più a scorgere la realtà del Suo Amore di Madre, sempre presente”. 24 aprile 1999 ore 4.35 Nicola: “Mamma scrivi con serenità e con gioia perché grandi sono le grazie che Maria SS.ma ti ha donato in questo giorno appena nato. I Suoi doni di cui aveva arricchito la tua anima che attraverso la voce di me, tuo figlio, arrivavano alla tua intelligenza e al tuo cuore, trovavano ostacoli a volte insormontabili, alimentati il più delle volte proprio dalle persone che più ti erano care e il nemico faceva il resto. Gesù, che nutriva di Sé continuamente la tua anima, consolava il tuo cuore oppresso e sconfortato, continuava ad irrorarti della Sua luce, ad immergerti nel Suo Amore infinito, tagliava i nodi scorsoi che ti impedivano di procedere con la rapidità che gli avvenimenti del momento attuale richiedevano. La fedeltà ai miei suggerimenti ed impulsi ti hanno portato a godere oggi di questa gioia che apre orizzonti nuovi. Si, mamma, Maria SS.ma che ti ha comunicato questa notte come l’abisso della Sua sofferenza in ogni atto della nostra redenzione attuata col Suo Gesù, abbia alimentato un amore infinito per questi figli peccatori, sia stata determinante a saldare la giustizia del Padre che in Lei ha riversato tutto il Suo Potere. 74 Maria SS.ma sarà ancora una volta Lei, la Regina del Cielo e della Terra, Lei, vostra Condottiera, Lei Madre dei peccatori a condurvi di vittoria in vittoria. Ecco perché l’implorazione del Sangue del Figlio Suo Gesù, del Sangue di tutti i martiri, del Sangue degli innocenti, di cui già da tempo ti avevo fatto scrivere. Questa notte hai preso coscienza del dono della Madre che ti legava al Suo figlio prediletto Padre Raffaele anche nella sofferenza. Oh, si, in maniera addolcita dal mio amore, che ti vede così stanca e provata, e poi devi anche scrivere per testimoniare. La luce che arriva a te e che investe tante anime su cui l’amore del Padre continua ad agire, sono canali portanti che irrigheranno altre zone deserte, vedi Elena e Francesco, Lalla e Flavio, Teresa e Piergiorgio, nipoti, fratelli per parlare della nostra famiglia, ma tutte le anime che come raggiera vengono investite della mia conoscenza e del mio amore, dove li metti? Sono proprio quelle che più libere da condizionamenti si aprono alla parola del nostro Gesù che attraverso gli scritti tu fai loro arrivare. Mamma c'è Antonella, c'è Carmen che aspetta una nostra parola che dia conferma a quanto loro già sanno. Carmen che quando venne con Luigi e Gino a Sabaudia a pregare sulla mia tomba non chiedeva no, un figlio. Solo dopo un lungo travaglio suo e Nostro, cominciò ad amare quel frutto del suo seno, ma non seppe liberarsi dall’angoscia di perderlo e si chiuse sempre più, riducendo lo spazio verso l’amore che l’avrebbe salvata mentre la paura di perderlo la rendeva sempre più schiava. Chiedeva a me Nicola quello che né Maria SS.ma la Madre, né Gesù il Redentore potevano darle, quell’adesione totale, quell’abbandono che proprio Noi chiedevamo a lei, creatura libera, perché figlia di Dio. Non era facile, lo so, ecco perché l’intervento amorosissimo della Madre Celeste, tutti i miei messaggi che sostenevano la sua fede. Non c'è la fatta, ma non per questo l’abbiamo abbandonata, libera ormai da quell’angoscia che l’avrebbe attanagliata per tutta la vita e che si sarebbe ripercossa sul bambino condizionandolo terribilmente, può guardare serenamente ad un dono anch’esso grande, forse più grande, dare il suo amore ad un bimbo che non ha più i genitori e che chiede amore. Non sarà più condizionata dal terrore della suocera perché non essendo un figlio suo carnale, non sarà più oggetto del suo odio e il suo cuore si aprirà alla gioia. Più facile era la situazione di Luigi anche se più drammatica, quando implorò il tuo aiuto a Sabaudia. Lui amava la madre, ed amava la moglie, il resto lo sai. La verità vi fa liberi, ma se la verità con umiltà viene accettata e testimoniata. Vai a letto, mamma, anche se è ormai tardi oppure fatti un buon caffè, lo gusterò anch’io con te”. 2 maggio 1999 ore 3.59 ora legale Nicola: “Mamma mia tanto amata; come dura la lotta per la conquista della vera vita e come la tua sofferenza nella prova mi ricorda la mia ultima lotta prima di arrivare al possesso di essa! No, mamma, non sarai mai una perdente. Ricuci gli strappi, riordina e fai rivivere gli avvenimenti che hanno smorzato la tua fede alla luce di una verità che ridarà al tuo spirito stanco e provato una nuova fonte di gioiosa fiducia, e vai sempre avanti, perché il tuo Gesù di Nazareth è un Dio fedele. Non piangere di dolore ma di gioia, tu hai dato quanto di più non potevi, ma adesso corri per recuperare il tempo perduto. Anch’io ho dovuto correre, mamma, ma ho vinto e tu sei stata l’artefice della mia vittoria. Oggi Padre Pio testimonia la sua vittoria sul Male in un tripudio di festa. Anch’egli mi è stato particolarmente vicino nell’ultima lotta e Lui stesso te ne ha dato conferma a San Giovanni Rotondo così come sempre ti ha seguito durante la tua vita. Chiedigli di mettere un pò di ordine nella nostra casa. La tua implorazione di aiuto per Padre Raffaele ed Anna Maria trova il Cuore aperto del Padre, che ti ringrazia perché atto d’amore mentre come onda benefica investe tantissime anime, che legate a me ricevono amore per dare amore. E la nostra famiglia? Lento ma costante è il loro cammino verso la Luce vera. Siate uniti e non trascurate i più lontani, è questa la vostra forza. Buona preghiera mamma!” 3 maggio 1999 ore 8.35 TG1: una signora del Kossovo parla dell’adozione a distanza di un bambino del Kossovo che non ha più i genitori. Il mio pensiero corre a Carmen e Luigi. 75 7 maggio 1999 ore 2.45 Nicola: “Mamma, mi è doloroso stamattina portare alla tua conoscenza in una visione globale l’opera tremenda di distruzione che portata avanti dall’inferno tutto ha visto cadere ad uno, ad uno i capisaldi di un progetto divino che partito da lontano trovava il suo compimento nella mia immolazione. Né sono valsi i miei ininterrotti interventi, i miei miracoli, la luce che arrivava così fulgida per svegliarvi dai vostri prolungati torpori, la strategia usata nel legare a me le anime che continuamente sorreggevo e che non rinunciano ad avermi per amico. La comunione dei Santi ha impedito la soppressione fisica delle persone che fanno capo a me, Nicola per poter operare una ripresa, ma solo se lo volete. Il caposaldo, l’asse portante era il sacerdote fedele, Padre Raffaele, e proprio da lui ha avuto inizio l’opera di distruzione. Poi l’attacco si è spostato in seno alla nostra famiglia, perfido, sottile, captando la superficialità e la fragilità di una fede diventata sclerotica. I doni eccezionali, guarda la guarigione di Filippo, per non parlare della conversione di papà, di zio Masino e di tantissimi miracoli strepitosi che arrivano a te con testimonianze precise, documentate. Il nemico si è insediato anche nella nostra casa di via Bausan dove prima la gente trovava pace e ristoro. Una lotta impari portata avanti dall’amore infinito della Madre dolcissima che non si rassegna a perdere e dal mio amore di figlio che vede nella vostra passività un pericolo gravissimo. Paragonata alla distruzione in atto nel Kossovo o dei focolai di guerra su tutto il pianeta, ti dico, mamma che quella che ha investito il progetto di Dio Padre di cui la nostra famiglia era portatrice e io, tuo figlio il realizzatore, è infinitamente più grande, perché è in gioco la salvezza eterna. Tutto si può ancora salvare, perché avete a vostra disposizione la Potenza stessa di Dio Padre, il Sangue del Martire Divino, l’amore della Madre dolcissima, ma dovete avere il coraggio di tagliare senza pietà i lacci che vi legano alla perdizione. Fate tacere il vostro io maledetto, non accusatevi l’uno con l’altro, rientrate in voi stessi e con profonda umiltà dite: mio Dio ho sbagliato, ho peccato contro di Te, perdonami, e senza perdere un minuto di tempo partite alla ricostruzione. Cieli nuovi e nuove terre ti ho sempre ripetuto, basta crederlo in Colui che ogni giorno si offre sul tavolo del nostro studio, perché è un Dio che si offre attraverso l’Immolazione del Figlio Suo Gesù Cristo”. Roma, 9 maggio 1999 ore 3.30 Nicola: “Mamma la mia dura presa di posizione nel messaggio di ieri 8 maggio, festa della Madonna di Pompei, per lo stato lacrimevole della nostra famiglia era necessario ed inderogabile. Troppo vi siete trastullati nel considerare i doni che nell’infinito amore di Dio Padre vi ha abbondantemente elargiti come se vi spettassero di diritto mentre erano costati dolore di sangue a Gesù Crocefisso e dolore di sangue a me, tuo figlio, che per salvarvi tutto lo ho donato. I danni li conoscete: un sacerdote Santo ridotto ad una larva, tu mamma che barcolli sotto la spinta dell’inferno tutto ed a stento riesci ad invocare il mio nome che vi salverebbe, mentre la fede viene smorzata nelle anime elette della nostra casa Francesco, Elena, Maria Vittoria. Anna sopporta il peso doppio di madre e di moglie, gli altri o assenti, o imbrigliati più che mai in lacci tentacolari che non riescono neppure a vedere. Come vedi, mamma, il panorama non è dei più lieti. Vorreste uscirne fuori, ma non sapete come fare, perché qualsiasi soluzione è a doppio taglio. Anna Maria vuole salvare e consolare il Sacerdote e nello stesso tempo lo danneggia, esponendolo a critiche che ne diminuiscono la forza di penetrazione nelle anime; Maria vuole risolvere i suoi problemi di fondo esorcizzando il male, immergendosi nelle frivolezze di un mondo che non è più quello in cui vivete; Lalla e Flavio distruggono da ciechi dei beni conquistati con sacrificio di entrambi e spingono il dono più grande, un figlio che tutti gli invidiano verso lo sconforto, per non parlare di Teresa. Ma c'è Lei, la Madre, che si erge a difesa non solo di tutta l’umanità ma di ciascun uomo e così di ciascuno di voi. Cosa potreste fare da soli? Nulla! Ma il vostro assenso lo vuole, la vostra totale disponibilità ai suoi voleri è indispensabile perché la posta è grossa e niente vi viene regalato neppure il Paradiso. Ascoltate la voce del Sacerdote che vi ama, tuffatevi nella Misericordia di Dio che è Nostro Padre e vi vuole salvi, e non dimenticatevi che il Sangue che per volere di Gesù e della Madre Celeste, Io, Nicola, raccolgo nelle mie mani e lo riverso sul mondo intero, lo riverso anche e soprattutto su di voi che siete i miei più cari per i quali sono morto, proprio come il Cristo”. 76 Roma, 10 maggio 1999 ore 21.20 Nicola: “Mamma scrivi. Eccellenza reverendissima, è passato del tempo da quando le inviai una lettera alla sede di Roma in S. Giovanni in Laterano ma ancora sono al punto di prima. Ho ancora con me oltre gli originali delle firme che chiedevano la beatificazione di Nicola altre firme ma non so a chi consegnarle. Spero lei conservi di me quella stima che una volta era alla base dei nostri incontri animati dalla consapevolezza che colui che ci univa era Nicola, il Santo dei nuovi tempi. A conferma di questa verità ci sono gli attacchi concentrici del nostro nemico, ma lo imperativo della Mamma Celeste che in Nicola trova l’espressione più vera e letificante, mi impone di andare sempre avanti nella gioia aspettando Gesù che viene. Avrei tanto bisogno del suo conforto. Padre Raffaele è stato operato di prostata, ed è in convalescenza da 15 giorni, ma è molto giù. È possibile realizzare con lei un incontro per avere lumi su come muovermi in maniera concreta? Il Male avanza, divide e distrugge e la nostra povera fede vacilla. Ma c'è Lei, la Madre che ci esorta a non mollare. Cieli nuovi, Terre nuove, e Gesù è vicino. Roma, 10 maggio 1999 ore 5.00 Nicola “Mamma scrivi. Nuovi Cieli, nuove Terre. Maria Santissima, si staglia con la sua potenza di condottiera, figura gloriosissima nei Cieli del mondo tutto e va diritta alla conquista di questa umanità cosi peccatrice ed avulsa da Dio. Avvenimenti eccezionali si susseguono, si impongono e colpiscono le menti assonnate degli uomini della fine di questo secolo che si chiedono: dove eravamo noi? Preparati nel tempo, oggi ti mostrano folle enormi che come per magia vengono alla ribalta per gridarti: vedi ci siamo anche noi, siamo noi la forza perché quel Gesù che abbiamo ucciso è risorto e viene a prendere possesso di questa terra che gli appartiene di diritto e viene nel fulgore della Sua luce, e viene da trionfatore. Svegliati, uomo della strada , non restare indietro, non essere l’ultimo della cordata. Non vedi quelle folle enormi che con ordine e dignità ti testimoniano la loro fede; è passata solo una settimana dall’avvento di Padre Pio, i teleschermi hanno portato fino alla tua casa queste immagini, perché tu non potessi dire: io non c’ero ed ora ancora folle, ancora trionfi in Romania, e le folle gridano: verità e pace. Ma è sempre Lei che si serve del dolce Cristo in terra Papa Woytila e riunisce popoli divisi da secoli, suscita uomini guida, arriva ai cuori più restii all’amore e va sempre avanti, perché non c'è tempo da perdere. Il Vieni Gesù è l’anelito dei sofferenti, dei bramosi di pace, delle vittime dell’odio satanico che non possono più aspettare. Vieni, Signore Gesù. Amen”. Roma, 16 maggio 1999 ore 14.00 Nicola: “Mamma scrivi. Pina: L’impatto con verità cosi crude che hanno sconvolto le nostre apparenti certezze, mentre affannosamente cercavamo una risposta ai nostri interrogativi che avesse dato pace al nostro spirito, si è risolta con un imperativo: fede, sempre più fede in Colui che ci ama da sempre. Ritornare come bambini e lasciarci cullare da Colei che sempre ci ha amati. Oggi più che mai è necessario stringere le fila, ritrovarci uniti in difesa di un bene inalienabile: la famiglia che la SS.ma Trinità ha voluto nella persona di Nicola, Peppino e Masino, presenti più che mai in me e in ciascun membro di essa. La consapevolezza del pericolo da cui è minacciata debbono spingerci ininterrottamente al superamento dei passi bui, con la certezza assoluta che siamo già vittoriosi perché immersi nell’amore del Padre nel Sangue redentivo di Gesù, nella sofferenza di Maria la Madre che ci vuole salvi, e non ultimo di Nicola che ci segue e corre in nostro aiuto al solo nominare il suo nome. Cominciare a nominare il nome di Maria SS.ma dolcemente, marcando ogni sillaba come facevamo da bambini, ritrovarci indifesi e bramosi solo delle Sue braccia protettive, del Suo calore, delle Sue carezze, dei Suoi baci. Sì, tornare bambini per cominciare daccapo, scoprire le cose belle che mai ci sono mancate, ed allontanare con coraggio le cose brutte che parlano di violenze e di morte. Una forza nuova prenderà possesso del nostro spirito e l’amore sarà il cemento della nostra unione. Basta avere il coraggio di tagliare senza pietà i tentacoli che ci tengono prigionieri ed avere la forza e la costanza di non fermarci alla prima difficoltà. È un imperativo che non possiamo eludere, perché, come dice Nicola il pericolo c'è, e la verità è una sola. 77 Ospedale “Città di Roma” Roma, 17 maggio 1999 ore 23.15 Nicola, mamma scrivi. Sono al bagno e scrivo, non posso disturbare la mia compagna di camera. Mi apprestavo a passare un’altra notte nel tormento più atroce, quello di poter perdere Dio per sempre, quando sento Nicola che mi dice: “Mamma prega, sai che quando preghi ti senti meglio, ti prego, non mi tradire”. Cominciai a dire il Rosario, quando una luce improvvisa investe la mia mente e in un attimo compresi tutta la verità. Mi era mancata quella luce e brancolando nel buio più fitto ero arrivata sull’orlo della disperazione. Il naufragio del progetto di Dio mi stava davanti in tutta la sua tragicità e solo contemplando l’immagine di Maria SS.ma nella Chiesetta dell’ospedale ritrovavo un pò di pace. Ma gli avvenimenti incalzavano e il timore di affrontare l’operazione e con essa la morte mi riempiva di terrore. La comunione dei Santi era attiva e presente, ma ahimè anche le forze dell’inferno erano attivissime. Era necessaria la confessione, e in questa luce compresi quello che non avevo mai compreso. Padre Raffaele mi si rivelò nella sua vera luce, con le sue prese di posizione, a volte dure, a volte senza via d’uscita, spingendomi a delle conclusioni che sembravano logiche ma i cui frutti mi hanno portato così lontano da Nicola. Mancanza di carità ed amore verso chi come me lottava per risalire la china. Occorre una conversione totale, una confessione prima che faccia l’operazione, se dovrò farla, ma essa sarà liberatoria. Grazie Madre mia dolcissima perché come Madre sei perfettissima nell’amore! Grazie mio Gesù, grazie Padre mio, grazie Spirito che operi, e soprattutto grazie Padre Raffaele mio dolce Gesù in terra. Ed a te Nicola il mio grazie per le tue vene piatte perché tutto il tuo sangue l’avevi dato per noi, proprio come Gesù. Ospedale “Città di Roma” Roma, 20 maggio 1999 ore 4.00 Nicola conferma. Pina: Sono stordita, incapace ancora di scorgere nella sua interezza il dramma che mi ha colpito con la rivelazione di Nicola del giorno 7-5..”Mamma ti dico che la distruzione del Kossovo o dei focolai di guerra è niente rispetto alla distruzione che si è attuata nella nostra famiglia perché è in gioco la salvezza eterna”. Brancolavo nel buio più fitto come un animale ferito a morte, il terrore aveva preso il sopravvento. Tutti i doni, tutti gli interventi amorosi che nell’arco della mia lunga vita il mio Dio mi aveva con tanto infinito amore elargiti, rievocati dalla mia memoria, si ergevano a mia condanna spingendomi verso la disperazione. Ora capisco perché il mio Gesù nell’agonia del Getsemani abbia dovuto subire l’angoscia dell’abbandono del Padre per liberarci dalla disperazione. Era venuto a trovarmi in ospedale Giorgio Frongia ed a lui mi appoggiai ed a lui volevo raccontare e rivelare il mio tormento intimo, atroce, terribile; mi sei stato tanto caro Giorgio ed ora ti voglio bene di più. Cosa è stata un’immagine, un quadro della Vergine col Bambino nella piccola Chiesetta dell’ospedale! La guardavo, la guardavo e basta. Poi è arrivata la luce, la Sua luce che mi ha colpito in pieno. Dovevo confessarmi, dovevo abbordare Padre Raffaele. Telefonai ad Anna Maria alle sei del mattino: fai in modo di portarmi Padre Raffaele, debbo confessarmi. Arriva il Padre verso le undici, sfinito stanco si siede un attimo ma non vuole confessarmi, è forte, è sicuro, sa quello che fa. Il mio tormento aumenta, leggo negli occhi dei medici il timore che si tratti proprio di un male brutto e che sia necessario l’intervento. Allora l’abbandono totale, Padre Raffaele uscendo dalla mia stanza in latino aveva bisbigliato: Signore nelle Tue mani raccomando il mio spirito. E così si era aperta una finestra che lasciava filtrare un pò di luce, nell’abbandono totale a quel Padre che non vuole perderci, e che chiede al Figlio l’olocausto totale per salvarci. Poco alla volta gli interventi amorosissimi di Gesù, della Mamma dolcissima, del mio Nicola uno alla volta arrivano al mio spirito tratti fuori dal ricordo, vivi, presenti ma non per condannarmi, ma per dirmi: vedi, non sei sola, ci siamo Noi che ti amiamo, e il Nostro potere è infinito. Cominciavo ad uscire dalle tenebre verso la luce. Vivere o morire, soffrire o aver pace, tutto, ma solo con Te, mio Gesù. Ora che il verdetto dei medici è stato assolutorio e stamani rientrerò nella mia casa, al mio inno di ringraziamento e di lode si aggiungerà quello dell’invocazione di aiuto perché ogni suggerimento, ogni impulso, ogni comando trovino il loro giusto assenso in una volontà decisa, in una fede più viva e soprattutto umile, perché niente venga perduto. 78 Da sola nulla posso, sono il nulla totale, nelle tue mani raccomando il mio spirito. Roma, 21 maggio 1999 ore 8.46 Nicola: ”Mamma confermo ogni tua parola”. Pina: Reverendissimo Padre Giovanni, solo ieri sera sono rientrata nella mia casa dopo una settimana trascorsa in ospedale per accertamenti. Un dolore acutissimo all’addome aveva spinto il medico di famiglia ed un chirurgo al ricovero urgente. Gli accertamenti eseguiti a lungo raggio hanno escluso il peggio e confermato diverticoli, il cuore un pò disagiato ma ben compensato e qualche altro piccolo malanno. Ma cosa invece ha portato alla luce dello spirito, un Nicola vigile prontissimo ad impedire il peggio? In un messaggio del 7-5 di cui le trascrivo solo una frase: l’amore infinito della Madre dolcissima che non si rassegna a perdere, e dal mio amore di figlio che vede nella vostra passività un pericolo gravissimo, ti dico, Mamma, che la distruzione in atto del Kossovo o dei focolai di guerra su tutto il pianeta è niente paragonata alla distruzione del progetto di Dio che io, Nicola, tuo figlio portavo avanti e che ha investito in pieno la nostra famiglia. Da questo accenno può capire come, sia io che i miei siamo piombati nella disperazione più grande: poter perdere Dio per sempre! Mi auguro che lei non l’abbia mai provata e che non la provi mai! Tutti i doni, tutte le grazie, tutti i miracoli di cui ero stata oggetto nella mia lunga vita si trasformavano in accusa, l’inferno tutto era presente! Ma c’era Lei, la Madre dolcissima, che nel silenzio operava attraverso il figlio fedele: Padre Raffaele. Cosa non è stato per me Padre Raffaele! Invoco il suo aiuto, viene zoppicando, sfinito, aveva subito un ulteriore prelievo di sangue, lo supplico di confessarmi, si rifiuta, ma in quel preciso momento mi si rivela nella sua vera luce di Apostolo e Martire, forte della forza che gli viene da Colui che impersona e con cui si fonde, il dolce Cristo in terra. Ora capisco quale suo tormento, salvare, liberare a cominciare dai suoi, da coloro che si accaniscono a considerarlo pazzo, dai più cari, da tutti coloro che vedono nella sua sofferenza il giusto castigo perché non sa ubbidire e vedo in lui il mio Gesù di Nazareth, esposto al ludibrio delle genti che non vogliono perdersi lo spettacolo. Perché non scende dalla Croce, se è vero Dio, il Padre lo salverà e noi crederemo in lui. E così per il Martire dell’ultima ora: Perché non torna a Trieste, se è santo sarà il banco di prova e noi crederemo in lui. Ma lui non teme la sofferenza, gli è stata compagna quando pronunciò il suo primo sì, ma teme l’ira del Padre, il basta, per coloro che colpiscono il Martire tanto prezioso, addossando sul suo corpo vacillante ancora più sofferenza per giustificare le loro opinioni, le loro verità. Padre Raffaele, come stai? “Io, benissimo, sempre bene”. Hai dormito? “Come un ghiro, così per dire, ma non riesco a respirare e mi alzo e sto in poltrona e prego”. Al C.T.O si chiedono come mai non erano stati messi al corrente che aveva passato quattro anni in sanatorio e vogliono conferme e lo spediscono al Forlanini. La salita si fa più ripida. La voce di Nicola che è quella della Mamma Celeste: “Andate sempre avanti, la verità vi fa liberi”. Ed è a questa voce che io mi attacco e chiudo gli occhi e cerco le braccia protettive di Maria SS.ma. Nicola continua ad illuminarmi: “Mamma, non possono tarpare le ali al sacerdote puro, il solo che può liberare ed essere mezzo vivo ed operante per liberare gli altri sacerdoti che brancolano nel buio più atroce. Si renderebbero essi stessi responsabili di tanto male. Mamma, Padre Raffaele non è il ladro che ha rubato a loro qualcosa, sono loro che lo hanno privato persino del diritto sacrosanto del Sacerdote di celebrare. Sai, quando Padre Raffaele incrocia le mani sul petto e supplica la Misericordia del Padre, l’inferno tutto trema”. Padre Giovanni, mi accorgo di aver scritto molto e sono tanto, ma tanto stanca. La prego si ricordi di me nell’offerta del Sacrificio della S. Messa. Grazie dell’ascolto. Pina Reina Roma, 22 maggio 1999 ore 7.00 Nicola: Mamma sì, scrivi a Carmen. Pina: Mia cara Carmen, è il secondo giorno che mi ritrovo con i miei pensieri, dopo quella settimana traumatica trascorsa in ospedale. Il consiglio illuminato ed illuminante di Padre Raffaele che categoricamente mi diceva: “Dì a Carmen che tutti abbiamo sbagliato e che per il momento dobbiamo solo dimenticare”. Ora, riconosco che era l’unico mezzo per riacquistare quella serenità indispensabile per risalire in superficie. 79 Come potevamo trovare la risposta ai nostri infiniti perché se non eravamo riusciti a trovarla allora quando essa era illuminata momento per momento dal Cielo tutto? Son dovuta passare attraverso il fuoco del dubbio atroce, che era anche avvertimento: puoi perdere Dio per sempre! e per potere anche oggi dire a me stessa ed a tutta la mia famiglia, ad Antonella ed a te che ho sempre amato ed amo. Chiudiamo questo periodo doloroso, dimentichiamo e il tempo farà il resto. Qualsiasi atto d’amore che parte dal cuore è un dono di Dio, e noi ci siamo veramente amati; adesso, con profonda umiltà diciamo al nostro Dio: “Eccomi, Signore, non la mia ma la Tua volontà si compia”. Ti abbraccio assieme a Luigi. Tua Pina. Roma, 23 maggio 1999 ore 5.00 Nicola: ”Mamma, mi stai chiedendo con insistenza se seguire Padre Raffaele che con forza ti dice di chiudere definitivamente con Carmen perché si farebbe dell’altro male a Nicola, o scrivere a Carmen e spedire quella lettera. Mamma, ma guarda che non c'è contraddizione alcuna tra quello che dice Padre Raffaele e ogni parola che io ho confermato. Senti come superata la prova terribile ti trovi accanto il sacerdote esorcista Santo, prontissimo e più che mai forte a rintuzzare l’inferno tutto? Ti ho sempre detto che uniti siete invincibili; seguitelo in tutti i suoi consigli, io vi sarò sempre vicino”. Roma, 25 maggio 1999 ore 2.42 Nicola: ”Mamma, in un momento di sconforto facendo il paragone con Luciana che ti diceva di essere guarita dall’angoscia al convegno di Rimini del Rinnovamento dello Spirito ti sei chiesta se anche tu dovresti seguire quella via. Mamma, ma molto più potente di Tardif sono io, tuo figlio Nicola immerso totalmente nella luce di Dio e connaturato a te mia madre. Io vivo in te, che temi? Vivi nella gioia mamma perché ogni giorno è sempre un giorno nuovo e il passato non esiste più”. Roma, 30 maggio 1999 ore 5.00 Nicola: ”Mamma, sono accanto a te e confermo ogni parola. Sei ancora invasa dalla luce del tuo Gesù trionfatore sulla morte e sul peccato e il tuo dolore è grande perché ti è stata rivelata la causa della pena che tormenta il tuo amico Padre Raffaele. Dovevi anche tu passare attraverso la disperazione che ha demolito tutte le tue certezze per ritornare piccola bambina balbettante tra le braccia protettive della Mamma Celeste. Quando hai letto a Padre Raffaele i messaggi che Gesù ti aveva direttamente dati su Maria SS.ma che demolivano tutte le sue certezze ancorate ad un credo totale sulle verità della rivelazione che la Chiesa di Cristo avrebbe dovuto custodire integre, hai sentito Padre Raffaele che ti chiedeva se provenivano da Nicola. È lì il suo tormento. Gli interrogativi sulla mia presenza reale nella sua vita si mescolano e si frappongono alle sue conoscenze di studioso storico che, sono sì meravigliose nel darti la certezza del Cristo vissuto nel tempo e testimoniato dai Profeti, ma ti rivelano altresì come gli uomini di ieri e di oggi sono soggetti ad errori. Solo oggi alla fine del secondo millennio lo Spirito Santo che ininterrottamente opera per l’avvento del Regno di Dio, attraverso un canale unico quello che unisce me a te mia madre rivela gli errori che si sono accumulati ad opera degli uomini di tutti i tempi e specialmente di questi tempi. Tu, P.R.., cerchi la tua identità che ti sfugge e l’interrogativo ti tormenta. Mentre, sei tu, Padre Raffaele, quando celebri e ti offri, sia pure sul tavolo di una casa privata dove i tuoi ti hanno relegato, tu, con tutti i doni di cui il tuo Dio ti ha arricchito come Gesù vittima e sacerdote, non ti ritrovi a lottare col tuo io che ti incolla al passato storico che è diventato per te come una seconda religione. Mamma, a cui proprio in questo momento ho rivelato la situazione particolare della tua anima, ha urlato di dolore implorando per te dal suo Gesù di sempre la tua liberazione totale. Il suo spasimo ha raggiunto il diapason più alto del dolore ed io e il Padre gliene siamo grati e così Maria SS.ma che ti ama con amore particolarissimo. Raffaele, tu sei dono per Dio Padre così come lo è l’Arcangelo Raffaele di cui porti il nome, ma non dormire, svegliati, è urgente lo stesso dico a mamma, seguite i miei consigli, perché le anime possono anche perdersi mentre voi dormite”. 80 Roma, 30 maggio 1999 ore 6.45 Nicola: ”Mamma so che ti chiedo molto e alla distanza di così poco tempo, e il tuo dolore preme sulla tua intelligenza ma soprattutto sul tuo cuore, perché so quanto ami Anna Maria Ma è indispensabile, ed Anna Maria costituisce un anello importantissimo di una catena che ti lega a Padre Raffaele e che fa parte di questo disegno che fa capo a me, Nicola. Essa è non solo elemento di conforto, di necessità, di aiuto, ma anche elemento di pericolo per il Martire che attaccato da un nemico da cui è terribilmente odiato di tutto si serve, anche della purezza del sentimento che la lega a Padre Raffaele per spegnere in lei qualsiasi reazione positiva. I miei lumi non ti sono mancati, e tu, come tutti gli altri hai soggiaciuto all’afa del nemico. Gesù è un Dio geloso, mamma è Lui il creatore, è Lui che reclama i Suoi diritti su ciascuno dei Suoi figli, è Lui che vi rende consapevoli del ruolo piccolo o grande che sia nel Suo disegno salvifico. Voi non potete dire, io non c’entro è qualcosa che riguarda gli altri, perché ad ognuno di noi ci chiederà cosa abbiamo fatto dei Suoi doni. Mamma, una volta che ti spinsi ad implorare Maria SS.ma per Padre Raffaele ed Anna Maria alla tua domanda cosa ci entrasse in quella richiesta Anna Maria, ti risposi: mamma, non sottovalutare Anna Maria, lei possiede una fede più forte della tua, è più vicina a Padre Raffaele, tu pensi che Satana non la consideri degna del suo interesse? Se il Martire è sotto un attacco che dura da tanto tempo e trova la sua forza solo nella sua offerta di vittima sacerdotale, pensi che proprio lei ne sia esente? Anna Maria, rifletti, anche a te dico Dio è un Dio geloso. Il tuo sentimento, le tue necessità, fanno capo a Dio solo, è Lui solo l’artefice del nostro vero bene e per il Suo amore eterno e perfettissimo può privarci dell’appoggio terreno in cui avevamo riposto tutta la nostra richiesta facendo leva sulla nostra fede così, purtroppo, manovrata ad arte da un nemico che non demorde. Se rivedi in te stessa tutti gli elementi che si sono succeduti in questi ultimi tempi, e che hanno spostato l’ago della bilancia al negativo, mi darai ragione. Ma con dolcezza, senza traumi, con la certezza che il Nicola che tu ami è sempre presente nella tua vita e non si allontana da te. Vai in pace Anna Maria, tuo Nicola”. Roma, 2 giugno 1999 ore 4.30 Nicola: “Mamma scrivi. Ti dovevi convincere che la tua presa di posizione nei confronti di Padre Raffaele che ti ha fatto urlare di dolore in una implorazione a Dio Padre di aiuto, che attraverso la Comunione delle anime legate a Me, è diventata corale, doveva suscitare in Satana la volontà di ucciderti. E da qui la tua gioia nel costatare come più forte della sua ira funesta è la Nostra Potenza che tutto trasforma in un aumento di grazia. La nuova malattia di Padre Raffaele con i pericoli che la scienza medica paventa e che servirà a spingere i suoi superiori a riflettere sulla loro responsabilità nei confronti del confratello malato e bisognoso di cure, sarà soprattutto fortissimo richiamo alle loro anime così prive d’amore. Ma anche per voi tutti c'è un imperativo urgente; tutti i vostri sforzi, debbono essere diretti a portare avanti la mia beatificazione. Ogni mio suggerimento, ogni mio impulso deve essere attuato con tempestività. Nulla deve passare inosservato o lasciato cadere. Ieri sera hai visto Elena ancora più dimagrita e stanca, ricordatevi che anche lei e la sua vittoria è legata alla vostra fede, a quello che siete, riuscite a rinunciare di vostro che è parte del vostro egoismo, del vostro lassismo. La tua esperienza sull’abbandono del Padre che ti ha portato alla disperazione, sia per te stimolo continuo all’Amore e ringraziamento a Gesù che implorava per te il Padre. Riattiva tutti i canali interrotti, essi contribuiranno a portare luce e forza al vostro operato. Ricordatevi che solo Dio è forte e che io, portavoce di Maria SS. ma e così immerso nella luce della Trinità, vi sono vicino e vi aiuto”. Roma, 2 giugno 1999 Nicola: “Mamma, non temere di dare consigli su cose che il più delle volte non sai neppure a che cosa si riferiscono, perché in quel momento sono io che ti illumino. Adesso prestami la tua attenzione perché devi scrivere al vescovo di Latina. Eccellenza Reverendissima, mi permetta di presentarmi: sono la mamma di Nicola Reina, di cui sicuramente le avrà parlato il suo segretario nel farle pervenire i libri Il mio amico Nicola. Col suo predecessore, Sua Eccellenza Mons. Pecile, si era portato avanti una richiesta di beatificazione di questo mio figlio morto nel 1985, partita da tantissime persone che ne avevano sperimentato l’aiuto costante, con firme autenticate, più di 900, lavoro sospeso per i noti motivi. Le sarò infinitamente gra- 81 ta se vorrà fissarmi un appuntamento, trattandosi di un argomento che merita un approfondimento di conoscenza che solo io, la madre, posso darle. Nel ringraziarla, le chiedo una pastorale benedizione nella gioia del Cristo Risorto. Pina Reina. Via G. Bausan 12 00195 Roma. Tel. 06/3720320 Roma, 6 giugno 1999 ore 3.00 Nicola: ”Mamma scrivi, io confermo. Pina: Padre Raffaele anch’io come te vado alla ricerca della mia identità. Chi sono io, cosa ho fatto dell’esperienza vissuta alla luce di avvenimenti che durante il lento scorrere di tanti anni (67 anni) hanno trovato conferma? Cosa è stato per me questo Gesù di Nazareth sempre presente nella mia vita, pronto a sostenermi, a confortarmi, a dividere con me sconfitte e vittorie fino a fare di me la sua piccola voce, il suo piccolo tabernacolo vivente? Oggi mi ritrovo come te in cerca della mia vera identità smarrita strada facendo in cui credevo di fare sì la mia volontà del mio Gesù di Nazareth ma, ancora peggio, dirottavo la Sua SS.ma volontà a fare la mia volontà. A sprazzi captavo la luce che Gesù mi donava per comprendere avvenimenti, richiami, pericoli, ma tutto veniva assorbito e disperso da fatti giornalieri di poca importanza e tutto si risolveva in un nulla di fatto. Ma il ricordo di ogni Sua parola, di ogni Sua promessa, quello no, non è scomparso. Ed esso ritorna alla mia memoria o per suscitare in me dolore, o manovrato ad arte dal nemico angoscia e condanna. La tua presenza, Padre Raffaele nella mia vita! La conoscenza attraverso le tue omelie di un Dio che non ammette trasposizioni, testimoniato da te in quella cassetta che ha registrato la mia e la tua verità, la verità di questo mio figlio morto quindici anni fa, ma più che mai vivo, offertosi per salvarci. Tutto mi ritorna alla mente e mi sento sconfortata e triste. Dovevo passare attraverso il pericolo di poter perdere Dio per sempre, per risalire in superficie, ed è sempre Lei, la Madre, che mi attira tra le Sue braccia protettive e mi sussurra: Vieni, piccola mia, non ascoltare le voci malvagie del seduttore, perché, tu sei sempre la piccola amante del Mio Gesù, lo hai sempre amato così come Lui ti ama, e nessuno può infrangere questo rapporto d’amore. Ecco perché ti ho saldata al Mio fedele Padre Raffaele, perché uniti in Nicola poteste sfidare incolumi l’inferno tutto. Dì a Padre Raffaele che si apra di più a Nicola che ho messo a sua protezione e consolerà me ed anche te, Pina mia, perché anche tu hai bisogno di sentirti protetta ed amata. La liberazione avverrà al più presto e dovrà coinvolgere ogni tuo figlio, ogni uomo, ogni nazione. Siimi fedele, perché con Gesù, il Padre e lo Spirito siamo in te così come Nicola il padre e lo zio in te fanno famiglia. Ti benedico tua Madre Maria”. Roma, 8 giugno 1999 ore 0.58 Nicola: ”Mamma, scrivi pure. È da un pò di tempo che continuavi a non riuscire a liberarti dalla presenza molesta del tuo nemico, né le prove che ti davamo del Nostro continuo aiuto ti riportavano alla pace e alla gioia. Questa notte l’intervento diretto della Mamma Celeste ha sbloccato una situazione di stallo. Ti sei chiesta: si tratta di sogno o di visione? L’uno e l’altro, mamma. Adesso continua tu la narrazione perché più viva risulti essendo tu la protagonista in prima persona”. Pina: Ero assieme a mio marito e un pò tallonati da un tizio di nostra conoscenza che ci mostrava tre macchine che aveva ripitturate con colori smaglianti e che suscitavano in me un certo interesse. Mio marito intervenne puntualizzando che si trattava di macchine rubate. A che io con coerenza dicevo, a maggior ragione può darcene una visto che non gli sono costate niente. Ma mio marito mi sollecita ad allontanarci perché dovevamo raggiungere la sommità della montagna e la strada era lunga e disagiata e dovevamo arrivare in tempo per la S.Messa”. Questo il sogno, visione, ma Maria SS.ma interviene con infinito amore e svelandomi come il nemico ci abbia rigirato facendoci credere che tutto veniva da Nicola a cui attribuiva ogni sconfitta, mentre era lui l’autore di ogni divisione. Maria SS.ma: ”Pina mia, io sono la Regina dei Confessori, e chi più del mio figlio fedele Padre Raffaele è confessore, lui che ha passato trentatré anni chiuso in un confessionale?” Grazie, Mamma dolcissima, aiuta questo tuo figlio che soffre tanto!” 82 Roma, 10 giugno 1999 ore 11.00 Nicola: ”Mamma, ti sono accanto non temere, scrivi pure. Pina: Questa notte mentre il mio cuore faceva le bizze, sentivo Nicola che, dopo di avermi invitato alla preghiera notturna, mi esorta a tornare a letto e di non trascurare le necessità del mio corpo affaticato. Offrii il nuovo giorno che si affacciava alla mia vita, erano le 0.49 e mi rincantucciai tra le braccia della Mamma Celeste, assaporando tutta la dolcezza del Suo amore di Madre. Nicola mi invitava a scrivere la storia della mia vita a cominciare dalla mia infanzia, in cui si snodava nel tempo la mia personalità evidenziata da due forze bivalenti ugualmente forti, il Bene ed il Male che testimoniavano come qualcosa usciva dal normale. Il Bene mi spingeva a realizzare un vero e proprio controllo sulle mie possibilità inerenti al mio carattere in modo da accrescere e potenziare la mia volontà. Il Male mi spingeva a realizzare il mio io alla ricerca di soddisfazioni prettamente sensuali che mi faceva credere legittime e naturali. Lotta tra queste due forze sempre viva e presente che forgiavano il mio carattere, tra sconfitte e vittorie, il Bene per fare di me una donna di fede, il Male per annullare gli impulsi che mi venivano dal Cielo e di cui io sola ero l’arbitra per la libertà di scelta a cui ogni creatura ha diritto come figlia di Dio. Dico vittorie e sconfitte, ma soprattutto nelle sconfitte, un rapporto che credevo amore in cui avrei potuto soccombere, ma che lasciò il mio animo e soprattutto il mio corpo incolume ed integro portandomi alla conoscenza dell’amore infinito del Padre che nel figlio Gesù trovava il Suo compiacimento più grande. Anni, anni, che affiorano dal mio ricordo con mille avvenimenti, a volte lieti, a volte tristi ma in cui non è possibile ignorare qualcosa di eccezionale data la nullità della mia persona che viene pilotata verso un disegno a me sconosciuto e che trova conferma solo quando esso si realizzava, sia pure scaglionato nel lungo trascorrere del mio tempo. Crisi di fede verso i 19, 20 anni, ma già bagliori di una predilezione di cui non mi chiedevo grandi perché, fino ad arrivare al vero amore, mio cugino, che poi mi fu compagno fedele per ben 52 anni. Ricordo un episodio avvenuto nel dicembre del 1939. Per un equivoco grossolano fui pilotata a parlare a più di 200 persone riunite nella sala della Canonica del paese di mia sorella ed assiste ad un fatto eccezionale. Sentivo in me tre voci, la mia che portava avanti tutto un programma chiaro e coerente di cui non capivo neppure una parola, una seconda voce che scandiva il ritmo rafforzando i punti più salienti come avrebbe fatto l’oratore più smaliziato, mentre il mio spirito ascoltava il tutto da una posizione d’interesse formale come un qualsiasi spettatore presente nella sala. Dopo l’oblio più completo, non ricordavo più nulla. Medesimo episodio alla distanza di tanti anni, ma questa volta si era svolto in circostanze diverse. Don Eugenio Martorano allora mio direttore spirituale, mentre aspettavo che una sua paziente fosse andata via, mi invita a scrivere sul convegno indetto allora dalla Autorità ecclesiastica sul tema: Evangelizzazione e Promozione umana. Resto di stucco perché nulla conoscevo al riguardo, ma lui insiste: invoca lo Spirito Santo e vedrai che scriverai. Di lì a poco raggiungo mio marito che mi aspettava in macchina e partiamo per Rocca di Papa dove avevamo una casa. La stessa sera, con mia grande meraviglia mi trovo a scrivere tutta una conferenza ma ancora non sapevo quale fosse la destinazione della medesima. La sera in Chiesa il parroco Don Giuseppe dice nell’omelia come il giorno appresso ci sarebbe stato un convegno a Frascati indetto dal Vescovo Liverati nel Cinema-Teatro della città a cui potevano partecipare non solo i sacerdoti ed ecclesiastici ma anche i laici. Chiedo al medesimo se anch’io potevo prendervi parte e mi risponde di sì e che lui stesso sarebbe venuto a prendermi. Ma al suo posto puntualissimo arriva Renzo, un convertito che io conoscevo e mi dice che sarebbe stato lui ad accompagnarmi, Don Giuseppe era partito perché doveva andare dalla madre. La sala del Cinema-Teatro di Frascati: pienissima, troviamo posto nel loggione. L’attesa era enorme dato l’interesse suscitato dall’argomento in se stesso: due tesi a confronto, portare la Chiesa ad unirsi al Comunismo allora imperante che si camuffava come partito stesso del lavoratore che idealmente si identificava col Gesù lavoratore, o seguire il Papa legittimo successore di Pietro. Alla fine del dibattito quanto mai acceso, Liverati invita i laici a prenotarsi. Come un automa mi faccio avanti per prima e salgo sul palcoscenico; ma dove era il mio accompagnatore? Sparito nel nulla! Inizio a leggere e l’attenzione è visibile. Erano concessi solo tre minuti ad intervento, mentre io ero arrivata ad otto minuti e i contrari facevano sentire le loro rimostranze mentre il Vescovo mi invitava a continuare; volle poi che gli lasciassi il manoscritto. La folla dei partecipanti alla fine mi dimostrò una adesione calorosa. 83 Roma, 12 giugno 1999 Reverendissimo Padre Giovanni, mi perdoni se torno sul problema Padre Raffaele che sta tanto a cuore a me ed anche a Lei per l’affetto che a lui ci lega. Nella conversazione telefonica di ieri sera mi è sembrato di capire che lei vorrebbe portarlo al Nord per affidarlo ad una struttura ospedaliera che potesse seguire l’ammalato e prestare al medesimo assistenza e cure adeguate. Mentre le faccio presente che Padre Raffaele è affidato a strutture ospedaliere di prim’ordine anche a livello europeo come il C.T.O per urologia, il Forlanini per i polmoni e il centro diabetico di cui mi sfugge il nome, a livello affettivo essendo stato per trentatré anni confessore a S. Marcello al Corso è amato da tantissime persone che tutte si fanno in quattro per arrivare ai grossi nomi della scienza medica. D’altro canto chi potrebbe seguire Padre Raffaele se non il Prof. Ferdinandi che lo ha operato? E chi può seguire Padre Raffaele se non il Prof. Farinelli del Forlanini che usa nei suoi confronti tante attenzioni o il Prof. Licuori per il diabete? Dovrebbero i medici del Nord ricominciare con ricerche tanto dolorose che lo prostrerebbero ancor di più. A mio avviso il caro Padre Raffaele, va ricercato in una sfera ancora più alta, la sola che chiarisce zone d’ombra che senza fatica recepiscono i piccoli ma sfuggono ai grandi. In tutto questo il cemento è sempre l’amore. Lei che ne ha scoperto l’essenza, lo usi in abbondanza anche per i suoi confratelli che ne sono privi. Maria SS.ma vince sempre e noi ne dobbiamo testimoniare le vittorie. Tenga duro, Gesù è alle porte e con la Sua venuta tutto il male sarà spazzato via. Mi perdoni e mi benedica. Pina Reina. Sabaudia, 10 luglio 1999 Pina: Oggi, dopo una notte meravigliosa passata accanto al mio piccolo Gesù che mi riscaldava col Suo corpicino e parlava al mio spirito trasportandolo in zone altissime di conoscenza del vero, mi ritrovo a testimoniare l’opera incessante dello Spirito Santo che in Maria, la Madre servendosi di Nicola, sua parola rivelata, mi spinge ad una fede più grande. Giovanna me né dà conferma; le avevo mandato Nicola che le dice di prendere la corona e che insieme avrebbero recitato il santo rosario, aggiunge che la Madonna lo ha affidata a lui. Ancora Nicola, riferendosi a Padre Giovanni il provinciale da cui dipende Padre Raffaele. Da molto lontano ha inizio la persecuzione in atto dell’inferno tutto contro questo servo fedele di Maria SS.ma, Padre Raffaele, ma sanno essi fino a che punto la vittima designata è disposta ad accettare e ad offrire tanta ingiusta sofferenza? E se la sua reazione dovesse essere negativa e culminare in una ribellione, sanno suoi persecutori quale è la loro tremenda responsabilità? Squarci profondi di verità che mi spingono ancora più a stringere il mio cuore Gesù Bambino, ad implorare perdono per me, per la Chiesa, per l'umanità tutta. Sono sola, è proprio vero; davanti alla prova che Dio Padre ti chiede sei sola, la tua carne si consuma nello spasimo del dolore, ma la tua anima purificata è illuminata da una luce nuova e ritrovi il tuo Gesù piccolino che ti dice: Non sei più sola perché Io sono con te. Come sei dolce mio piccolo Gesù e come con parole semplici mi facevi capire cose così sublimi. Sabaudia, 28 luglio 1999 ore 6.30 Nicola: “Mamma, ti prego, donami tutta la tua attenzione perché solo ora sei in grado di comprendere, meglio accostarti, ad avvenimenti così sublimi ed eccezionali che pure da tanto tempo continuo a ripeterti. Si, stamattina, alle mie rivelazioni ti senti come ubriaca. Hai passato una notte serena, hai conservato con gioia il ricordo dell’incontro con Don Renato, vicegerente del Vescovo, la telefonata di Padre Raffaele alla sorella a cui chiedeva notizie della cognata Giuseppina che con mia grande gioia, avete affidato alla mia intercessione: il male si è arrestato ti ha ricaricato di fede, ed eccomi a te. Mamma l’interrogativo che ieri sera sollecitato da Anna Maria, ti sei posta è il seguente: tu Nicola affermi che, unico tra i Beati, ricevi Gesù Eucaristia mentre io, tua madre lo ricevo, e ti sei chiesta se anche tuo padre e zio Masino lo ricevono. Tu, mamma, sai che questo si realizza così per impulso come quando sei chiamata a testimoniare una realtà che sfugge alla verifica della tua intelligenza e non ti interessa sapere il meccanismo attraverso il quale ciò si realizza. Solo dopo, riallacciando avvenimenti vissuti a cui avevi dato così poca credibilità, 84 ma che solo oggi trovano conferma, ti accorgi come tutto aveva un valore essenziale per rendere chiaro quel meraviglioso progetto di cui io ero a capo. L’immagine di un meraviglioso mosaico formato da piccoli tassellini che determinano e ne rivelano la costruzione mirabile dell’architetto è quanto mai eloquente per comprendere come ognuno di essi è assolutamente indispensabile alla realizzazione del progetto stesso. Niente è superfluo, niente cervellotico, esso ci rappresenta singolarmente e nessuno può a piacere spostare quel piccolissimo spazio ad esso riservato, gravissima sarebbe la sua responsabilità. Ecco l’imperativo per te, mamma, mia voce, essere fedele sino all’inverosimile scrivere e documentare. Ecco l’imperativo per Padre Raffaele, sacerdote, e servo fedele; ecco per Maria: apostola mia nella sua doppia luce di Maria e Marta, ecco per Anna Maria, soprattutto madre anche per il sacerdote a cui donare aiuto e conforto e così per ognuno dei miei fratelli. Nessuno può deformare questo meraviglioso mosaico che vede nell’insieme l’opera incessante dello Spirito Santo. La famiglia! Mamma ti sei chiesta cosa urge salvare se vuoi salvare questa umanità peccatrice? Ti è chiara l’opera nefanda di Satana che da molto lontano cerca di distruggere questo caposaldo insostituibile che trae origine da Dio stesso? E quale l’origine di tanto male? Comprendi adesso perché proprio Maria SS.ma a cui Dio Padre ha dato tutto il Suo potere di salvezza, ha creato un canale perfetto che, connaturato a te mia madre, a papà ed a zio sono il fondamento di una vera famiglia? Ti è chiaro adesso perché questo privilegio eccezionale ed unico tra tutti i beati, una vera famiglia connaturata a te, viva e reale che agisce non spiritualmente come sono portati a credere anche spiriti eccelsi? I doni? Tantissimi, preternaturali, sovrannaturali, naturali. Se fossi stesso soltanto puro spirito pensi che avrei potuto ricevere Gesù Eucaristia che, se anche Dio, è pure materia, fatto di carne e di sangue? Gli altri Santi? Posseggono si, gli stessi doni in maniera diversa secondo i talenti a cui sono stati fedeli, ma non sono famiglia. I trapianti! Non ti avevo spiegato come solo i trapianti di organi tra consanguinei sono preziosi anche per Dio, perché è come un atto generativo che si rinnova per amore e che parte dal padre e dalla madre e non teme rigetto. E le tue cellule vive che mi hai donato in cambio delle mie già morte non sono come se tu mi avessi già dato una seconda volta la vita? Il corpo che al cimitero occupa quel loculo e che mi è stato compagno e nelle sconfitte e nelle vittorie sarò resuscitato nell’ultimo giorno come tutti gli altri corpi, ma oggi non mi occorre perché oggi sono più vivo che mai ecco perché tutti mi sentono presente nella loro vita come un amico, di cui non possono fare a meno”. Sabaudia, 29 luglio 1999 ore 9.00 Nicola: “Mamma scrivi, quando confermo ogni tua parola, tu rendi testimonianza a Gesù stesso che in Maria SS.ma la Madre, tutto opera. Pina: Alla luce degli avvenimenti che si susseguono a ritmo velocissimo, ieri mattina, Nicola mi aveva resa edotta con quel suo messaggio che confermava l’intervento eccezionale ed urgentissimo della Mamma Celeste mirava a liberare il Suo figlio fedele Padre Raffaele e con lui Anna Maria dalle spire avvolgenti di un nemico che non demorde. Non riuscivo assolutamente a trovare un punto di convergenza tra la necessità impellente, la sofferenza fisica, ma soprattutto spirituale del Martire che gli faceva esclamare: Chi sono io? Ho perso la mia identità. Ma la sua implorazione saliva potente verso il Padre delle Misericordie verso la Mamma dolcissima che intervenivano in nostro aiuto. Potente, Misericordioso, il Loro aiuto. Quale amore chiedevano a Loro queste due creature tanto amate e preziose? Non un sentimento su cui riposare umanamente, ma qualcosa di più grande che avrebbe acquietato la loro ansia, il loro bisogno di aiuto, di conforto, amore materno di Anna Maria verso il sacerdote che non restringeva o la allontanava dalla sua vera identità di madre in seno alla sua famiglia che ne reclamava i suoi diritti. Mamma, solo in cielo comprenderete il portento dell’Amore del Padre che si manifesta in seno alla nostra famiglia e che investe soprattutto il servo fedele Padre Raffaele ed Anna Maria e non solo le loro famiglie, ma tutte le famiglie del mondo su cui l’odio del nemico si è da tempo accanito. Ecco perché ha tentato l’ultima carta: uccidervi per sopprimere ed annientarvi come persone fisiche. Se rivivete con spirito sereno gli ultimi avvenimenti, evidenziando il nostro continuo ed ininterrotto operare in vostro aiuto, tutto vi sarà chiaro”. 85 Sabaudia, 31 luglio 1999 ore 10.30 Nicola: “Mamma, sempre più potente sale al Padre la tua implorazione di aiuto per Padre Raffaele ed Anna Maria mentre la mia luce fortifica la tua fragile fede e il nemico vorrebbe distruggerti per distruggere. Ogni vostra conquista richiede una ulteriore dose di sofferenza, e tagliare tentacoli e lacci sono strappi anche alla vostra carne che urla di dolore. Ieri è stata una giornata particolare. Iniziata col suggerimento di Nicola di chiedere a Maria Di Spirito di venirci a prendere nel pomeriggio per portarci in parrocchia a Sabaudia vincendo così il suo forte handicap alla guida, siamo andati a confessarci. Ma ancora non ero riuscita a comprendere appieno il messaggio del mattino. Trionfo di Maria SS.ma sull’inferno tutto che da tantissimo tempo lottava per distruggere la famiglia”. Sabaudia, 1 agosto 1999 ore 10.30 Nicola: “Mamma, scrivi pure. Pina: Questa notte, mentre il mio pensiero passava in rassegna avvenimenti antichi e altri vicinissimi nel tempo, il mio animo era inondato di una grande gioia e il mio spirito cantava il suo inno di ringraziamento. Mamma, ti stai chiedendo da quanto tempo l’inferno tutto si è accanito contro di voi. Ma non ti sei chiesta da quanto tempo Maria SS.ma prepara la Sua vittoria”. Tarvisio, 9 agosto 1999 ore 6.10 Nicola: “Mamma ascoltami. L’amore materno è il solo che più degli altri sentimenti umani, si avvicina all’amore di Dio Padre verso la sua creatura che ha creato in un atto d’amore purissimo. La madre dona senza chiedere nulla per sé. Ama un figlio perché è buono ama un figlio perché è bello, l’altro perché è handicappato, o perché la fa soffrire. Passano gli anni ma le sue creature partorite in un atto d’amore, sono sempre piccole ai suoi occhi. Quando questo sentimento sublime si trasforma in distruzione e danno per se e per la creatura che ne è l’oggetto? Quando tutto asservisce per il possesso totale di esso. Allora qualsiasi sacrificio è diretto per quello scopo; si ammanta di legittimità, e nulla la ferma pur di arrivare allo scopo. Esso è privo del vero sentimento che nulla chiede e tutto dona e trascina la creatura che ne è l’oggetto verso la distruzione della vera entità a cui il Creatore l’aveva destinata. Senti l’anima ferita che lotta, che cerca di reagire, a volte intravede la trappola mortale, ma tante volte stanca ne resta sedotta. Mamma a questo punto la preghiera intensa e la comunione dei Santi sono l’unica certezza della liberazione”. Roma, 14 agosto 1999 ore 0.45 Nicola: “Elenuccia, tu chiedi a me tuo zio, un messaggio che consoli il tuo cuore ferito nell’amore. Ti ringrazio, Elenuccia mia tanto amata per la fiducia che mi dimostri, ma io ti faccio un dono più grande, chiedo a Gesù stesso di farlo. Gesù: “Piccola apostola del Mio amore, che solo guardandoti consoli il Mio Cuore ferito da tanto male. Tu chiedi conforto a Nicola e non sai che sei proprio tu che con il tuo soffrire consoli il Cuore di un Dio fatto Uomo. Stringimi al tuo cuore, comunicaMi tutti i tuoi impulsi d’amore, sono tanto triste, la tua bramosia di donarMi agli altri accresce in Me il desiderio di donarMi ancora di più a te, Mia preziosa, piccola amante e supplirai tu sola alle infedeltà di tutti coloro che pure avendomi giurato fedeltà si lasciano travolgere dalle lusinghe fallaci di amori terreni. Stringiti al Cuore della Mia e tua Madre e come balsamo prezioso sentirai che con Lei lenirai tutti i dolori delle persone che ami. Vai in pace il tuo Gesù”. Sabaudia, 25 agosto 1999 ore 6.30 Nicola: “Mamma scrivi, renderò chiaro, ancora una volta al tuo spirito la strategia usata dalla Grazia per arrivare a realizzare il Suo progetto d’amore. Esso include ogni anima creata libera da Dio Padre per il fine ultimo e prioritario che è quello della salvezza dell’anima. 86 Dono eccelso, Mamma, di cui solo in Cielo ne comprenderete il valore, che può risolversi in maniera positiva se aderite totalmente alla volontà del Padre che lo ha messo in atto per salvarvi: l’intervento cruento del Figlio Suo Gesù o purtroppo un esito anche negativo. Il rapporto tra l’anima e il Padre, è un rapporto intimo, personalissimo, diverso da creatura a creatura perché ognuno dei suoi figli è capolavoro unico e irripetibile. Ogni anima chiede al Padre quello di cui ha bisogno o che lei crede essenziale per la sua anima, per le necessità del momento. Ma non sempre quello che chiede è un bene per l’anima che spesso si fa forte della sua stessa fede, il cui ardore e fedeltà rendono felice Dio Padre, ma il Padre non può dare alla medesima un cibo che è solo veleno. Gesù nel Vangelo dice: “Se un figlio chiede alla madre del pane (o quello che lui crede tale) può la madre dargli uno scorpione? Ma se ciò è possibile all’uomo non lo è al Padre Celeste che tutto vede.” Allora rispondo al quesito posto all’inizio del messaggio: quale la strategia usata dalla Grazia? L’anima che oppressa da un bisogno chiede con insistenza di essere esaudita, poiché è sempre un atto di fiducia e di amore nei riguardi del Padre che ama e di cui è amata, il Medesimo trasforma la sua richiesta in accrescimento di Grazia che investendola soddisferà appieno il suo bisogno di pace e di gioia. Non raggiungerà il suo obiettivo ma comprenderà che quello che chiedeva era in antitesi con l’amore del Padre e riconoscente eleverà il suo inno grata al Dio delle Misericordie”. Sabaudia, 27 agosto 1999 ore 5.00 Nicola: “Mamma ogni parola che tu scrivi e io confermo parte dal Cuore di Gesù, dal Cuore della SS.ma Trinità che in Maria SS.ma trova il Suo compimento. La notte, col favore delle tenebre, come dice Padre Raffaele le forze del Male si danno da fare. Ma vigile e potente il Nostro amore costante corre in vostro aiuto e la luce di cui vi inondiamo vi arricchisce ancor di più e si trasforma in Grazia di dono. Il 25 appena trascorso, giorno in cui la Mamma Celeste scende nella Sua realtà umana e divina dal Cielo e detta alla Sua fedele Vischa un messaggio diretto ai Suoi figli immersi nelle foschie della terra, di luce, pace ed amore. Non aveva né un foglio di carta bianca, né una biro. La Sua parola arrivava al cuore, all’intelligenza di Vischa, che, fedele strumento, la trasmetteva servendosi sì di carta e biro, al mondo intero. La stessa scena si è presentata ai tuoi occhi: Anna Maria aveva davanti a se un foglio bianco e una biro, mentre tu e Padre Raffaele seguivate attenti le preghiere e le suppliche di un popolo orante, Vischa traduceva nelle varie lingue il messaggio di Maria SS.ma al Mondo intero. Quale sentimento d’amore, di fede era presente al cuore di Anna Maria? Lo stesso che albergava nel cuore di Vischa. Se per un motivo qualsiasi il messaggio non fosse arrivato in quel momento, l’attesa sarebbe stata vana. O sì, l’avreste conosciuto forse l’indomani, o forse mai come tutti coloro che lo rifiutano o tutti coloro che stanchi di aspettare si assopiscono come le spose stolte del Vangelo. Cosa dice la Mamma Celeste a ciascuno di voi? O quanto diverso il vostro chiedere, Mamma; Lei sola conosce i vostri veri bisogni, gli aneliti del vostro cuore, o come sensibile alle implorazioni del vostro cuore di Madre per i vostri figli in difficoltà, Lei che non si è fermata ad offrire il Suo Unico Figlio al Padre in un olocausto totale, per salvarvi! Un’altra verità voglio confermarti perché la tua fede purificata dai dubbi che l’altro ti ispira, diventi più forte. Vally aveva chiesto a Nicola una conferma su di un problema che la turbava servendosi di Vischa. La medesima le ha sviscerato la verità servendosi di un messaggio del ‘90 che lei aveva ricevuto dalla Gospa. Mamma e non fa lo stesso con i miei libri arrivando al cuore della creatura che chiede aiuto aprendo a caso un mio libro? Non pensi che tutto ciò confermi l’intervento del Cielo tutto?”. Sabaudia, 29 agosto 1999 ore 11.25 Nicola: “Mamma il testimoniare avvenimenti eccezionali che richiedono una tua presa di coscienza totale non è cosa da poco. Hai sofferto, hai pagato, continui a pagare, ma la luce radiosa che ha investito il tuo spirito ti ha messo a contatto dell’eccezionalità del momento, la fusione totale tra cielo e terra che si realizzava su quell’altare ad opera di Maria SS.ma che rivolta al figlio suo dice: “Non hanno più vino, e rivolta ai servi: fate quello, che Lui vorrà.“ Mamma, il servo a cui Maria si rivolge è Padre Raffaele; ha un momento di titubanza ma solo un attimo e poi pallido, ma deciso, opera la moltiplicazione del Pane e spezzetta in piccolissimi frammenti metà di quell’Ostia Grande e l’altra piccolissima e sfama più di ottanta persone. Gesù con due pesci e 87 cinque pani d’orzo ha sfamato più di diecimila persone, ieri nel mio nome, ne ha sfamate un numero infinitamente più grande. Erano le anime legate a me che come funghi, si riproducono e crescono nel lasso di una sola notte. Tu pensi che tutto ciò fosse dovuto al caso? No, Mamma. Ti avevo accennato come Padre Raffaele asse portante in questo disegno di Amore, fin dal suo Si, all’invito del Cristo Gesù, fosse stato oggetto dell’odio satanico ma non conoscete da quanto tempo Maria SS.ma la Madre preparava la Sua vittoria. Si, Mamma, ieri mi hai chiesto di sciogliere tanti nodi, la tua invocazione era forte, le pedine sataniche erano più che mai attive, ma l’abbiamo permesso perché più chiara fosse al tuo spirito anche la strategia dell’eterno invidioso. Vai in pace, Mamma io sono con te”. Roma, 4 settembre 1999 ore 1.20 Nicola: “Mamma scrivi, io sono qui e confermo ogni tua parola. Sei ancora invasa dalla luce sfolgorante del mio trionfo del giorno 28 alla Sorresca che si è manifestato con la moltiplicazione dell’Ostia ed ha visto Padre Raffaele vinto e vincitore. La tua implorazione, ancora una volta, forte e sofferta è salita al Padre che nel Suo amore infinito tutto ha concesso. Una nuova fase si schiude ai tuoi occhi, sì mamma, nuovi Cieli e nuove terre. Nei momenti bui ti guardavi il Cielo e ti beavi di scoprire in esso l’azzurro fondo, puro e incontaminato mentre la natura tutta prorompeva in un canto di gioia. Mi hai chiesto che sciogliessi tutti i nodi che opprimevano il tuo spirito provato e stanco. Avevo già iniziato l’opera di restaurazione in seno alla nostra famiglia, lenta ma costante. Ogni membro di essa si apriva alla luce con grande fatica e tu ne sentivi il peso e lo scontro, poco capivi, ne potevo fare di più. L’angoscia più grande ti era data da Padre Raffaele che continuava a dirti: Chi sono io? Ho perso la mia identità! Abbiamo permesso che tu scendessi nel baratro profondo della disperazione perché tu potessi capire lo sconforto e la desolazione del tuo prossimo, perché stamani tu potessi comprendere come la preghiera incessante che parte dall’intimo del cuore di Padre Raffaele ed Anna Maria si fonda in un inno d’amore gradito al Padre Celeste. Filippo era il tuo ostacolo, soffrivi per lui non per le ferite che arrecava al tuo cuore di madre, ma per quelle che arrecava a Gesù a Maria SS.ma al Padre Celeste che così prodighi erano stati nei suoi confronti. Si, ci sono dei feriti, anime tanto care al mio cuore, così preziose, così indispensabili, e tu ne soffri, ma quante altre che si rivelano a te per consolarti! Vai in pace, mamma, la luce poco alla volta investirà anche loro, le conquiste si ottengono solo se combatterete, apriti sempre più all’amore, io sono con te. Guarda, Elena, Francesco, Maria Vittoria. Guarda Anna e gioisci con loro”. Roma, 14 settembre 1999 ore 4.00 Nicola: “Mamma, come in un flash ti ho mostrato a lunghi tratti tutti gli avvenimenti che si sono succeduti nella tua esistenza, sconfitte e vittorie e che ti hanno portato al Perdono di Assisi, di domenica. Dono eccelso, mamma, epilogo del dono di Grazia nell’anniversario della mia dipartita il 28 Agosto, che ha sancito la vittoria di Maria SS.ma nel mio nome, su Padre Raffaele con il miracolo della moltiplicazione delle Ostie. Domenica hai dovuto pagare con una buona dose di sofferenza tanta luce, ma il conforto ti è venuto da Mario, una persona che tu non conoscevi, e che mi ha rappresentato egregiamente. La stessa luce ha investito Anna Maria che poco alla volta comprenderà come amare sia donare senza chiedere nulla per sé, mentre Padre Raffaele vinto e vincitore non avrà più a temere: crisi di identità. E tu, povera mamma proiettata in una dimensione che non ti è naturale, sei stata invitata a dire il tuo si, libero e sofferto alla volontà del Padre che ti chiedeva la vita di Filippo, così come l’aveva chiesto a Maria SS.ma, ecco perché gli attacchi non si sono fatti attendere. Tu, mamma, hai sentito la forza di Padre Raffaele nel pronunciare il suo no categorico a qualsiasi contatto con Carmen, egli sa ormai che non ha più nulla da temere dall’inferno tutto e che si erge come roccia a difesa dei più poveri che chiedono aiuto. Il colloquio con Eugenio che io avevo sollecitato ti ha aperto uno spiraglio di luce, ma non avevi capito come io stesso arrivo a lui per captare l’anima di Antonella che rifiuta i miei messaggi perché provengono tuo tramite. 88 Avevo promesso a ciascuno di coloro che erano venuti alla ricorrenza della mia festa un dono particolare, oltre al profumo di rose; ebbene ne avrai conferma, già da Vally ti ha detto che aveva chiesto di riappacificarsi con la sorella, ed è già avvenuto in maniera bellissima”. Roma, 14 settembre 1999 ore 10.50 Nicola: “Scrivi tranquilla, ti farò ricordare ogni parola”. Pina: giornata eccezionalissima questa che ricorda il Sacrificio del mio Gesù e l’esaltazione della Croce trasformata da patibolo infame in mezzo di salvezza. Una prima telefonata da Vicenza di Anna (l’architetto) l’amica di Carmen e poi di Nicola che l’aveva spinta a riprendere gli studi con esito favorevole. Mi racconta come da molto tempo non riesce di avvicinare Carmen spinta da due forze in contrasto e come solo il 15 Agosto è spinta da Nicola ad andare alla messa a Monte Berico assieme al fidanzato. Stamani superata ogni perplessità riesce a telefonarmi e una grande gioia ha invaso il suo cuore. Seconda telefonata da Adina Mazzanti che abita a Primavalle e della quale ne avevo perso il ricordo, mi comunica, piena di una gioia incontenibile come avendo prestato il quarto volume del libro di Nicola all’amica Roberta Dicenzo attraverso la meditazione di esso lei sente viva la chiamata, lascia il posto che occupava in una oreficeria grandissima di S. Paolo che rifornisce tutte le oreficerie della Capitale e il 15 Agosto nel Battistero Nuovo di Tarquinia ed assieme ad altre ragazze si offre a Dio. Una suora anziana di 82 anni le guida. Hanno la missione di Adoratrici del Sangue di Gesù per i sacerdoti. I voti saranno il 3 ottobre. Chiedo a Adina chi le avesse dato i libri e mi dice che circa un anno fa era venuta da me in via Bausan a trovare Padre Raffaele, aveva ascoltato la S. Messa e io le avevo dato i libri. Ora mi ricordo che all’inizio mi telefonava dicendo: dica al suo Santo Nicola... Chiedo se le notizie che mi da su Roberta, la quale adesso prenderà il nome: Suor Maria Amata sono esatte, e mi dice che era stata al telefono per più di un’ora, mi dà il suo numero telefonico ed aggiunge che Roberta era molto occupata perché doveva andare a ritirare la liquidazione, che lei non tratterrà per se neppure un soldo e tutto sarà devoluto ai poveri. Roma, 16 settembre 1999 ore 9.20 Nicola: “Mamma, confermo ogni tua parola”. Pina: Questa notte, era molto presto sento Nicola che mi dice: “Mamma, staccati da tutti quelli che ti circondano perché con le loro paure, dubbi, e lotte interiori creano in te tristezza e sconforto, stato d’animo quanto mai contrario alla luce ed alla serenità e gioia di cui ho bisogno per portarvi verso la vittoria. Ti ho dato un programma preciso: l’invocazione alla SS.ma Trinità che tu avevi già sperimentato, e la meditazione della Passione di Gesù e del Suo SS.mo Sangue”. In questo momento da radio Maria sento come la moglie di Gorbaciov, Raissa, colpita anche lei di leucemia sia gravissima e il marito confessa che per la prima volta il suo pensiero va a Dio e il ricordo della nonna che era credente si presenta con insistenza al suo cuore. Tutti i ricordi si fanno strada alla mia mente. La prima visita di Gorbaciov al Papa che diede vita all’intervento di Maria SS.ma per strappare la S. Russia agli artigli satanici. La parte avuta dal piccolo gruppo dell’Ave Maria che fece esclamare a Nicola: “Mamma, anche voi avete contribuito alla vittoria della Chiesa”. Un mese fa, o forse più, la stampa portò alla conoscenza come Gorbaciov fosse venuto in televisione per chiedere aiuti per poter sconfiggere il male di cui la moglie era affetta: leucemia. D’impulso dissi a Nicola di operare lui la guarigione anche per Raissa come aveva fatto per la cognata di Padre Raffaele. Si muove qualcosa? Io credo bene. Roma, 24 settembre 1999 ore 1.56 Nicola: “Mamma, quando tu scrivi, sono io accanto a te che ti dono il carisma della verità. È sempre Gesù che parla al tuo cuore e rende chiaro al tuo spirito ogni parola che tu scrivi. È lo Spirito Santo che rende palese a te stessa i moti del tuo animo liberandoli dalle nebbie da cui vengono investiti man mano che affiorano in superficie a contatto di elementi esterni positivi o negativi. Ecco perché gli anacoreti si rifugiava in luoghi solitari per ritrovare nel loro intimo la voce primaria da cui ripartire per risalire in superficie. 89 Anche tu questa sera, mamma, ti ritrovi ad interrogare il tuo io, prima con un senso di angoscia poi più serena, sempre più serena man mano che il tuo Gesù da sempre viene avanti per metterti a contatto del Suo amore infinito e misericordioso. Allora la tua lunga vita ti si mostra illuminata da una luce viva che mette in evidenza le tue colpe ma anche gli effetti benefici della Grazia che ha operato ininterrottamente in te, con amore sempre costante e che mai ti ha lasciato sola, anche se come questa notte hai sperimentato con Gesù la solitudine del Getsemani. Riportare in superficie le colpe passate perché possa scaturire un dolore sincero, profondo, il dolore che salva e che ti riporta a considerare quanta ingratitudine verso un Padre che ti ha tanto amato è salutare ma lasciarsi prendere dallo sconforto, quando il tuo Gesù attende ansioso il tuo ritorno, bramoso ancora delle parole d’amore che tu gli sussurravi e che lo rendevano felice, è anch’essa mancanza di fede in Colui che tutto distrugge nella fornace ardente del Suo amore, non solo le colpe, ma persino il ricordo di esse. Oggi, guardando Filippo, guardando Maria, Teresa, Lalla, ti rivedi ancora nelle varie fasi, nei vari avvenimenti che si sono succeduti durante l’arco della tua lunga vita. Anche stanotte hai rivissuto le varie mancanze, le varie incomprensioni nei confronti del sacerdote che la bontà della Mamma Celeste ha messo al tuo fianco e il tuo cuore è triste, è infinitamente triste. Per ciascuno dei miei fratelli ti chiedi dove hai sbagliato, vorresti ricominciare daccapo ma il tempo ti sfugge, ma quella luce che non si è mai spenta ti dice: “Piccola mia, il Padre ti ama, la Mia e tua Madre ti ama, che cosa temi?”. Non sai cosa sia essere amata dal tuo Gesù di sempre che ancora una volta ti ha associata alla Sua agonia del Getsemani? Vai in pace, mamma”. Roma, 27 settembre 1999 ore 0.58 Nicola: “Mamma scrivi. L’esposizione del teologo Mons. Gianfranco Ravasi il più grande biblico contemporaneo sul volto reale del Cristo nella storia del Vecchio Testamento quale è arrivata fino a noi che a volte si realizza con il Cristo vissuto nel tempo, ma a volte se ne distacca, ti sta portando a rivivere un mio messaggio rivolto a Padre Raffaele. In esso con dolce rimprovero gli dicevo: “Perché ti ostini a rivangare la storia di Tobia che se anche bella e piena di luci di verità ti incatena ad avvenimenti così lontani nel tempo, quando tu vivi una realtà di oggi, dove tu sei immerso e che puoi constatare e trovare conferma, mentre così facendo corri il rischio di restare imbrigliato nelle sacche del passato che ti tarpano le ali dello spirito e ti spingono ad un fedeltà dalla quale non ne resti fuori ma che ti condiziona? Lo Spirito Santo matura i tempi ed è Gesù stesso che dice: “Per ora non potete capire queste cose, ma quando verrà lo Spirito rivelatore comprenderete la verità tutta intera”. Mamma, quando Gesù nel lontano 1937 ti si è rivelato nella Sua realtà di Uomo-Dio accanto al tuo capezzale di ammalata, hai conservato nel tuo cuore quell’immagine. Poi sono passati tanti anni e solo attraverso la Sacra Sindone ne hai riconosciuto il volto. Ecco perché il Vescovo Pecile nel vedere quel trittico ricavato da fotografie venute da apparecchi sofisticati usati nello studio della Sacra Sindone ti disse che esse erano la prova più evidente che il Cristo morto e resuscitato fosse il Cristo del Vangelo”. Roma, 29 settembre 1999 ore 9.10 Nicola: “Mamma, confermo ogni parola. Tempo fa ti dettai un messaggio relativo ai mistici in cui adombravo la figura di Padre Raffaele. Tu mi chiedesti allora se quel messaggio si riferiva a Padre Raffaele ed io ti risposi che si semina in questa vita ma i frutti si raccolgono a mietitura avvenuta. Oggi tutti fanno degli accostamenti tra Padre Pio e Padre Raffaele, ma ciò è completamente errato anche se il legame d’amore che li lega si snoda nel tempo a cominciare dal suo primo incontro a San Giovanni Rotondo. Tu sai, mamma, che ognuno di noi siamo dei capolavori unici e irripetibili. Puoi fare il confronto tra quello che si manifesta all’esterno, mai tra i moti dello Spirito che investono l’anima nella sua unicità . Puoi notare come la sofferenza di Padre Raffaele si manifesta ai vostri sguardi carnali e come essa differisce da quella di Padre Pio. Martire dell’ultima ora ti avevo fatto scrivere riferendomi a Padre Raffaele e le conferme ti sono arrivate a San Giovanni Rotondo proprio da Padre Pio. L’ostracismo di cui è stato fatto segno anche Padre Pio e dalla Gerarchia Ecclesiastica e dai suoi stessi confratelli, non ha niente a che vedere con la solitudine del Golgota di Padre Raffaele che tanto lo ha 90 immedesimato al Cristo che sull’altare attrae con l’implorazione di una sofferenza che arriva allo spasimo. Le stimmate di Padre Pio rivelavano una sofferenza visibile, quelle di Padre Raffaele invisibili, sono solo note al Cielo. Padre Pio poteva celebrare, Padre Raffaele gli era stato negato questo diritto sacrosanto, costretto a chiedere asilo in una casa privata come un ladro, un sacrilego, un immorale. Limitato nel suo apostolato, condizionato nel tempo si è visto poco alla volta diminuire il numero di coloro che bramosi di verità, bisognosi di conforto e di aiuto continuavano a tempestarlo di richiami telefonici. Emblema di una sofferenza fisica che faceva esclamare ad un luminare della scienza medica: Chiediamo cosa non ha perché Padre Raffaele ha tutto, tutto nascondeva sotto una frase: Come stai? Io sto benissimo. Come il Cristo bisognoso di conforto umano, bisognoso di cure, di necessità inerenti alla sua condizione di una realtà contingente entrava nello sconforto fino a fargli esclamare: Chi sono io? Ho perso la mia identità. I confronti tra due anime così elette non finirebbero qui. Padre Pio, protetto dai suoi stessi confratelli, servito, assistito, amato. Padre Raffaele che ogni giorno carica sulle sue spalle i peccati di coloro che offendono il Cristo, in una donazione totale, egli espia le vostre colpe ecco perché ti dicevo che non bastano tante vite per ringraziare il dono di Maria SS.ma che a vostra protezione ha messo quel Santo Sacerdote. Mamma, il miracolo del 28 Agosto della moltiplicazione delle Ostie di cui Padre Raffaele ne è l’esecutore e il beneficiario vi porti a quella gioia intima, perfetta che liberandovi da qualsiasi remora apra il vostro cuore ad un amore più grande ad una certezza assoluta che solo Noi siamo dei vincitori”. Roma, 4 ottobre 1999 ore 19.20 Nicola: “Mamma, scrivi tranquilla. Sei sotto attacco e ti senti come menomata nelle tue facoltà. Padre Raffaele continua a spingerti verso una fede più grande e in apparenza sembra che ti lasci sola ma nel silenzio supplica noi, implora la Madre dolcissima di starti vicina. Ieri sera hai ascoltato con vivo interesse l’intervista a Iacov il veggente di Medyugorie, ti sono arrivate tante conferme perché anche tu hai vissuto una analoga esperienza di premorte: beatitudine eterna, visione limitatissima dell’inferno il cui ricordo ti ha terrorizzata per più di venti anni. Il nemico con accanimento vuole spingerti allo sconforto e sai perché? Perché sa di essere un vinto. Egli trova sul suo cammino Padre Raffaele e Noi che in te gli impediamo qualsiasi anche minima illusione di vittoria. Mamma, poco alla volta ti rivelo la figura lineare e complessa nello stesso tempo di Padre Raffaele messo come dono dalla Madre dolcissima a protezione della nostra casa. Egli sa tutto, conosce tutto, vi lascia completamente liberi, liberi della stessa libertà di figli di Dio, ma ripara con la sua intensa supplica al Padre e come il Cristo si carica delle vostre stesse colpe. Ogni persona a lui chiede aiuto trova un cuore pronto ad accoglierla e gli dona serenità e pace. Sa perfettamente come ogni parola che io ti detto e ti confermo parte dal Cuore di Gesù e tutto registra portando alla vostra conoscenza quel tanto che vi è salutare, sollecita ogni vostro impulso di bene mentre nell’omelia della Santa Messa vi spinge al vero possesso del Cristo col quale assieme a Lui si offre. Mamma vai in pace serena e fiduciosa e prega con lui e per lui, perché grande è l’amore di Dio per voi”. Roma, 16 ottobre 1999 ore 5.33 Nicola: “Mamma, si, grandi sono le opere di Dio Onnipotente e Santo il Suo Nome. Si, mio Gesù di Nazareth, grande è la Tua opera e immenso il Tuo Amore. Ma dovevo passare attraverso l’agonia Tua del Getsemani che come dono mi avevi fatto vivere. Ieri l’epilogo col rifiuto totale di Teresa che ha generato lo schianto del mio povero cuore umano di madre, morto in quello stesso momento di dolore come il tuo, Gesù mio, nell’orto del Getsemani. Questa volta sull’altare della nostra casa dove Padre Raffaele si offriva con me al Cristo c'è stata la vittoria di Nicola, la promessa fatta il 28 Agosto alla Sorresca, ogni nodo sarà sciolto e così Filippo, e così Teresa. La liberazione di un’anima dal nemico che da tempo la tiene soggetta, è condizionata dalla adesione totale o anche parziale della medesima all’afflusso della Grazia. Teresa vi aveva aderito partendo da Cagliari, sola, per correre in aiuto del fratello che doveva subire una operazione difficile. 91 Il giorno prima avevo avuto una visione alle cinque del mattino, una giovane radiosa e bella che mi diceva: “sono passata da qui e mi son detta: vado a salutare mia madre”. Io la guardo e le dico: sai non ti riconoscevo, sei così cambiata, si, so che sei mia figlia...... Grazie, Padre Raffaele mio, nello schianto del cuore c’eri tu, e la sera prima, quando tutto l’inferno si era scatenato sul mio corpo per atterrare la mia fragile fede, sei entrato nella mia stanza e mi hai imposto le tue mani. Eri possente e forte, ti ho sentito, roccia e difesa. Grazie a te Maria SS.ma che mi hai dato Nicola, e che ci conduci di vittoria, in vittoria. Grazie SS.ma Trinità. Un giorno ormai lontano ti chiesi se l’esorcismo di Padre Raffaele nel nome della SS.ma Trinità fosse più potente degli altri, mi hai risposto che non erano soltanto le parole evocate per imporre al nemico di lasciare quell’anima, ma la fusione più o meno totale dell’Apostolo con la potenza della vittima divina Gesù Cristo che opera attraverso il Suo SS.mo sangue. Roma, 18 ottobre 1999 ore 17.00 Nicola: “Mamma, io confermo. Pina: Avevo pregato Vally che doveva incontrare Padre Fozov, veggente di Meujugorie di parlargli di me. Lui le dice che ha già sentito parlare di Nicola e riferendosi a me dice che sono molto combattuta ma di non temere, di avere il coraggio della verità nelle parole che testimonio. Roma, 18 ottobre 1999 ore 5.27 Nicola: “Mamma scrivi è Gesù che ti parla. Gesù: “Pina mia, un giorno ormai lontano, mentre eri in adorazione del Mio Cuore Eucaristico nella chiesetta delle suore tedesche a Rocca di Papa e balbettavi parole d’amore ti dissi di ringraziarmi perché avevo scelto il tuo cuore per Mia dimora. Son passati lunghissimi anni, anni di vittorie e sconfitte, in cui hai provato delusioni e dolori, anch’Io ho assaporato la amarezza dei tuoi rifiuti, l’agonia del Mio Cuore che invano cercava la comunione col tuo cuore”. Ma questa sera, atterrata nello spirito, barcollante come ero Io nell’agonia del Getsemani ti offro il Mio cuore per tua dimora. Troverai in Esso, conforto, rifugio riparo, ti inabisserai in un mare di gioia infinita, si placheranno le tue angosce, troveranno risposta i tuoi perché senza fine e solo in Me i tuoi figli troveranno pace. Il tuo sacerdote, Padre Raffaele? O, no, non ti sarà tolto, è Mia Madre che te lo ha donato. Ti accorgi adesso come è necessaria la sofferenza, perché l’anima prenda coscienza di un bene che gli stava sfuggendo di mano? Adesso riposa in Me, piccola apostola del Mio amore, le anime che Nicola ti ha donato attendono le Mie perle, quelle che tu donerai ancora a loro, sii generosa perché hanno sete, tanta sete. Il tuo Gesù di Nazareth”. Pina: la mia risposta, Gesù eccomi, ti amo, tanto. Gesù: “Sì ogni tuo figlio, troverà spazio nel Mio cuore, Anna Maria sarà madre nel cuore dei suoi figli, troverà nel cuore del suo sacerdote il posto di amante e di sposa, tutto donando di sé senza chiedere niente per sé. Ogni tassellino occuperà il suo spazio e non sarà più deformato dal vostro volere, e la terra sarà inondata da una nuova luce; è Mia Madre che vi porterà verso la vittoria definitiva, e tutto utilizzerà anche i piccolissimi frammenti così insignificanti e restii del cuore di ogni creatura, come ha fatto alla Sorresca nella moltiplicazione delle Ostie. Vai in pace, Pina mia il tuo Gesù di Nazareth”. Roma, 20 ottobre 1999 ore 5.30 Nicola: “Mamma scrivi, vi darò il programma, è quello che Gesù vuole da voi. Elena e Francesco si occuperanno della mia Beatificazione, diffonderanno i miei messaggi, ci saranno altre anime che verranno in loro aiuto. Maria Vittoria curerà tutto quello che è stato pubblicato prima di me Nicola, esso renderà più chiara l’opera incessante dello Spirito Santo che porta avanti Maria SS.ma. Tutto il resto vi sarà più chiaro man mano che ne prenderete conoscenza. Padre Raffaele sarà il vostro Angelo Custode, le difficoltà verranno superate man mano che progredite nella luce del vero”. Roma, 22 ottobre 1999 ore 1.54 Nicola: “Mamma scrivi, è Gesù che ti parla. Gesù: Pina mia, Mi hai seguito nel dolore della Mia Agonia del Getsemani, ti sei con Me inabissata nel disfacimento totale del Mio Essere Uomo, hai creduto nel dono del Mio Amore infinito che tutto fa risorgere ed in cambio ti ho donato il Mio cuore per tua dimora. Gioisci nella gioia più pura gioisci con Me perché non ti lascerò mai più, piccola anima del Mio Cuore, tanto amata. Le anime legate a Nicola, tuo figlio, ti fanno corona, allietano i tuoi giorni, così Maria che 92 non sa come esprimerti il suo amore, così gli altri tuoi figli, Lalla, Filippo, Teresa, essi hanno lasciato la loro scorza esterna e da bruchi sono diventati farfalle. Mia Madre ti fa vivere con anticipo i cieli nuovi e le terre nuove, mentre Padre Raffaele con occhio vigile veglia sulla tua anima e con te è roccia. Dona gioia, sempre più gioia, perché Io sono la gioia. Il tuo Gesù di Nazareth. Roma, 25 ottobre 1999 ore 3.40 Nicola: “Mamma scrivi. Tu conosci la causa del tuo malessere che ha origine dallo spirito anche se è proprio il tuo fisico che ne subisce le conseguenze. Ma sappi, mamma, che anche questa sofferenza ti sarà accreditata a tuo favore perché Gesù ama di amore di predilezione queste anime così provate che invocano aiuto. La preziosità dell’Apostolo Santo ti si è rivelata quella sera quando Padre Raffaele entrò nella tua camera e con potenza impose le sue mani comandando al nemico di lasciarti. Mi chiedi, Mamma, di farti conoscere con anticipo gli avvenimenti che riguardano Padre Raffaele, i suoi superiori, il ruolo che ha nella mia beatificazione che lui con tanta forza invoca durante il S. Sacrificio: ti dico subito che non mi è possibile farlo, non perché non ne conosca l’esito, ma perché lo snodarsi di questo progetto ha bisogno della vostra libera volontà che ne determina l’azione, subisce continui cambiamenti perché solo Noi ne siamo i vincitori. Padre Raffaele ti esorta sempre ad una fede più forte: è lì il punto nevralgico, è la vostra fede che determina le vittorie o anche le sconfitte”. Roma, 26 ottobre 1999 ore 8.20 Nicola: “Mamma scrivi, confermo ogni parola. Conoscere il progetto, che nel Suo amore infinito Dio Padre ha per la sua creatura, è quanto mai essenziale. Esso si snoda nell’arco della vostra vita e ne prendete coscienza man mano che gli avvenimenti si vanno concretizzando, occupando il posto assegnatogli da un Padre previdente ed amorosissimo. Ti stai chiedendo in questo momento così difficile in cui è necessaria una scelta precisa illuminata e responsabile, quale sia il rapporto tra te, mia madre e il progetto che fa capo a me Nicola, che vede totalmente inglobato questo sacerdote santo posto al tuo fianco da Maria SS.ma di cui lui è il servo fedele. Possono, superiori, confratelli, mettere il veto in virtù di una autorità di cui loro stessi ne hanno fissato i termini? No, mamma, assolutamente no, perché gravissima sarebbe la loro responsabilità. L’esperienza che tu hai vissuta e che ti ha fatto toccare con mano l’abisso di sconforto per non essere stata fedele a quel progetto a cui Dio ti aveva chiamato, ti mette nelle condizioni di non sbagliare una seconda volta. Se vagli con serenità quale posto occupa Padre Raffaele in questo disegno non voluto né da te, né da lui, ti accorgi come indispensabile sia la sua presenza affinché esso si realizzi nei tempi solo a Dio noti, ma che voi potete attuare in un tempo più o meno breve. Troppe sono state le defezioni e non valgono le vostre giustificazioni che tanto di umano risentono. Rendine compartecipe Padre Giovanni, che più sensibile degli altri, possa agire di conseguenza”. Roma 26 ottobre 1999 ore 11.00 Risposta di Viska al mio interrogativo. “Il Padre (Raffaele) è una persona molto protetta. L’ubbidienza prima di tutto ma che non abbia timore perché gli avvenimenti potrebbero avere corsi diversi”. Roma, 27 ottobre 1999 ore 3.25 Nicola: “Mamma, scrivi pure, io confermo. Gli avvenimenti che si susseguono con una rapidità eccezionale, denotano come il vento dello Spirito Santo soffi impetuoso. Esso abbatte barriere, libera grandi zone ostruite da grossi macigni, sana ferite laceranti in seno a popoli vissuti nell’odio e nella negazione di Dio. È l’opera incessante di Maria SS.ma che prepara l’avvento, ormai prossimo del Figlio Suo Gesù che viene nel Suo fulgore di gloria. Se tutto questo avviene nel mondo visibile, quando lo Spirito investe le anime non è più irruente, ma dolcissimo come un alito appena percettibile. 93 Le anime più sensibili lo percepiscono, non si turbano e vanno serene e gioiose incontro allo Sposo, le meno pronte, si dibattono, soffrono, debbono tagliare liane che impediscono loro i movimenti per essere libere di correre anch’esse felici verso Gesù che viene. Se tu mamma, con animo sereno ti lasci invadere dalla mia luce, comprenderai come anche il dolore per un eventuale distacco da Padre Raffaele sia fonte di una Grazia ancora più grande perché la nostalgia per un bene mai compreso abbastanza vi porterà ad una supplica più ardente perché possa tornare a sostenervi con la sua forza di implorazione. E per Padre Raffaele? O, mamma, anche per lui servirà un distacco fosse pure per pochissimo tempo perché riveda il valore immenso dei tanti doni e carismi che Gesù ha riversato su di lui e che aspettano di essere utilizzati nella potenzialità voluta dal Donatore”. Roma, 29 ottobre 1999 ore 3.25 Nicola: “Mamma non temere di scrivere, sono qui per aiutarti a veder chiaro nei movimenti della Grazia”. Pina: Ieri, ore sedici, Padre Raffaele accetta di confessarmi. Mi ero preparata da qualche giorno, volevo cominciare dall’inizio della mia esistenza, ma lui mi blocca, va diritto al l’essenziale e da la prima picconata alla mia superbia. La sua assoluzione è parziale, come imperfetta e disorientata la mia accusa. Ma quanto fermento ha suscitato nel mio cuore, nella mia intelligenza! È un ribollire di sensazioni, di richiami, si sciolgono concezioni passate, si scioglie il gelo del mio cuore, e l’anima invasa da una nuova luce torna a sperare. Peppino ci ha messo una vita per abbattere il suo io, ma allora i tempi non erano ancora maturi e il vento dello Spirito non soffiava così forte. Pietà di me, o Signore, perché contro Te ho peccato, inondami con la Tua misericordia e fai che essa si riversi sui miei figli soprattutto, i primi che più di tutti hanno sofferto per la mia cecità. Abbattere è più facile, ma ricostruire ahimè, è più difficile. Silenzio e preghiera è il consiglio di Madre Teresa di S. Colombano. Roma, 30 ottobre 1999 ore 4.20 Nicola: “Mamma, nella luce nuova che poco alla volta invade la tua anima e il tuo spirito, le mie parole trovano ulteriore conferma nel tuo cuore. Si, mammuzza, tanto amata, non solo da me tuo figlio, ma da Gesù e da Maria la Madre dolcissima che con te e per te ha patito le doglie del parto. Risalire in superficie quando stavi per inabissarti in un mare cupo di tenebre che pilotato ad arte dall’inferno tutto, si serviva persino delle mie stesse parole per confermare il male che operava a mio danno e a danno soprattutto delle vostre anime, non è grazia di poco conto. Districare grovigli che si intrecciano e che coinvolgono ogni persona separatamente ma che costituiscono un insieme essenziale perché facente parte di un medesimo progetto e legati dalla vostra libera scelta era ed è opera incessante dello Spirito Santo. La tua conversione sta iniziando con la prima picconata infertati dal tuo angelo custode Padre Raffaele il giorno 28 scorso. Il dolore provato e vissuto come dono nell’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi ha preparato questo evento. Da quella fusione con Gesù che agonizza e muore nello Spirito abbracciato a quel tronco di ulivo nel Getsemani, non allontanarti, perché essa si rinnova più che mai oggi come allora, e che vede unito il Servo fedele Padre Raffaele che nel S.Sacrificio spasima col Cristo su quel tavolo dello studio della nostra casa di Via Bausan”. Roma, 3 novembre 1999 ore 3.52 Nicola: “Mamma, lo so, man mano che la Nostra luce fende le tenebre delle vostre anime, tutte le cose prendono un contorno reale, ma vi sentite come sotto l’effetto di una ubriacatura e la testa vi gira, e traballate ancora. Così è stato per te, mamma, prendere coscienza del posto che io, tuo figlio occupo nel tuo cuore, quali le cause remote o non che hanno determinato avvenimenti così importanti nella tua vita, la relazione con un numero stragrande di anime che con una entità ben definita sono passate come meteore ma indispensabili in quel determinato momento, fette di un tempo ormai passato. Oggi, siete chiamati ad assumere la vostra responsabilità, così tu, così Padre Raffaele, il quale non può più trincerarsi sul credo di una ubbidienza che ha perso il valore della verità. 94 I martiri che lui, nelle omelie delle Messe, esalta commosso, tali non sarebbero stati se non ci fosse stata la loro opposizione a quella autorità costituita che fa della Chiesa di Cristo la Sposa pura ed incontaminata in virtù proprio del loro sacrificio. Il tempo urge e non potete fare come le vergini stolte che si attardano per andare in cerca dell’olio per le loro lampade, mentre anche voi potreste perdere l’ultimo treno. I doni che il Cielo vi dona sono eccezionali, rendetene grazie e fiduciosi andate incontro a Gesù che viene, Sii umile, prudente e silenziosa, e ritroverai con spirito nuovo l’amore e la fede nella verità che ti farà libera. Buona giornata, mamma”. Roma, 5 novembre 1999 ore 5.15 Nicola: “Mamma, mammuzza tanto amata. Lo schianto nel tuo cuore che ha preso coscienza come con la ferma decisione di Padre Giovanni si sarebbe allontanato da te Padre Raffaele, ha posto solo in questo momento degli interrogativi. Essi ti erano stati già proposti ed avevano avuto la risposta da Gesù stesso che, con infinita dolcezza te ne rivelava l’arcano. Il progetto, a cui sempre con tanta insistenza ti riportavo con i miei scritti, essendo voluto da Dio stesso e dalla SS.ma Trinità tutta, continua a realizzarsi nell’opera incessante di Maria SS.ma, vostra Condottiera attraverso il soffio dello Spirito Santo. Tale progetto, irrorato dalla potenza di intercessione di Padre Raffaele, l’apostolo santo, dono mai compreso abbastanza, trova la sua attuazione nella volontà dei nuovi germogli, Elena, Francesco, Maria Vittoria, cresciuti e nutriti con infinito amore da me e sorretti nello spirito da Padre Raffaele. Piange il tuo cuore, lo so, come piange il cuore di Anna Maria, ma una nuova luce più potente si irradierà sulle nostre famiglie, nelle anime di coloro che fanno capo a me, Nicola, ma soprattutto sul mondo intero. Soffrire con Cristo, è gioire con Cristo, chi potrà dividerci da questo amore? Ti avevo esortato a supplicare la SS.ma Trinità perché lo Spirito Santo potesse a piene mani seminare questa terra arida, l’avete fatto ed è stata abbondantemente irrorata dalle lacrime di Sangue della Madre Celeste, del Sangue di Gesù stesso, dalla sofferenza delle anime vittime. Tu hai potuto constatare come la sofferenza dell’anima e dello spirito tutto del sacerdote che ti ho messo accanto, attraverso un corpo così sofferente sia stato pegno di sicura vittoria. O no, non lo perderete il vostro sacerdote, egli fa parte di voi, andrà ad irrorare altre terre, a sanare altre ferite e l’abbraccio che vi scambierete, abbraccio di corpo e di spirito vi darà una gioia mai provata. Cieli nuovi, terre nuove, è Maria che trionfa. Ti stringo al mio cuore, mamma, apriti sempre più all’amore e gioisci perché è tempo di raccolta”. Nicola interviene ancora alle ore 9.25 Pina: ero in procinto di telefonare al Provinciale di Monte Berico, Padre Giovanni per leggergli il messaggio delle ore cinque, e quindici di stamani, quando Nicola mi blocca: “Mamma, ci occorreva il tuo distacco totale e doloroso da Padre Raffaele per poter portare avanti il progetto di cui lui è l’asse portante. Così è stato per me, mamma, così per Filippo, così per Teresa, così tutte le volte che il Nostro intervento è assolutamente indispensabile e non venga intralciato dalla vostra stessa umanità così deficitaria e assonnata. Seguite con sottomissione i miei suggerimenti, giorno dopo giorno perché il tempo è quanto mai prezioso”. Roma, 7 novembre 1999 ore 3. Nicola: “Mamma, ti avvii, anche lentamente, al totale risveglio dopo tanto torpore e la comunione con Gesù, con Maria, la Mamma Celeste e col Padre ti apre il cuore alla gioia. Flash rapidissimi di luce riportano alla tua memoria avvenimenti passati, persone che avevano segnato un tempo ben definito ed incisivo che testimoniano come anche dopo la loro morte continuano ad operare in vostro favore. Ieri è stato il ricordo di Suor Maria Roberta, che ha segnato l’ingresso di Padre Raffaele nel vostro tempo, del progetto che fa capo a Maria SS.ma e di cui io, tuo figlio sono l’esecutore. Oggi, mi preme ricordarti come un giorno parlando di Padre Giovanni, il Provinciale, ti dissi che anche su di lui Dio Padre aveva un progetto che lo inglobava nel disegno che fa capo a me, Nicola. Ed è proprio questo che stamani voglio confermarti. Se tu, serenamente, riallacci i vari episodi che ti hanno portato a contattare questo Servo di Maria anche lui dotato di carismi, così legato a Padre Raffaele che da lui dipende come suo superiore, ti accorgi subito come quel mio accenno si è realizzato in pieno. 95 Padre Giovanni, sa ormai che ogni sua decisione, ogni sua presa di posizione nei riguardi di Padre Raffaele, fa parte di questo progetto di cui anche lui ne è diventato l’esecutore. Gli sviluppi? Con grande umiltà e nel silenzio operate con Maria SS.ma vostra Condottiera. Si è affacciata nella tua vita un’altra Roberta, porterà anch’essa il suo fervore alla mia causa, non più condizionata come la prima dall’inferno tutto, ma si schiererà a difesa dei sacerdoti, fusa con Gesù Eucaristia in una adorazione costante ai Tabernacoli. Vai a letto, mamma, riprenderai un pò di sprint”. Roma, 9 novembre 1999 ore 4.10 Nicola: “Mamma, scrivi: Elena, ardore di conquista, Francesco identificarsi con la sua missione, Maria Vittoria sublimarsi ad imitazione della famiglia di Nazareth. Padre Raffaele, tu, Mio pastore raduna le pecore smarrite del Mio popolo, Israele. Tu, mia voce, ricostruisci gli spazi vuoti in cui non c’era più l’eco della Mia voce. Gesù di Nazareth”. Roma, 10 novembre 1999 ore 3.00 ora della Misericordia Nicola: “Mamma scrivi. Gesù nel Suo Amore personalissimo per ogni creatura, ripete per ciascuna di esse i Suoi infiniti atti d’amore sempre diversi, ma sempre attuali e perfettissimi. Il Suo Amore, partorito nell’istante in cui aderiva totalmente e liberamente alla Volontà del Padre che Gli chiedeva la Sua immolazione dolorosissima su di un legno di Croce per salvare l'umanità di tutti i tempi, ricalca oggi, come allora la Sua strategia di conquista. In Pietro possono riconoscersi coloro che, spinti da ardore e generosità, crollano all’accusa di una servetta ma trova la forza di rialzarsi nel pentimento più sincero e diventa, a contatto della Grazia figura gloriosissima a capo della sua stessa Chiesa. In Matteo, coloro che attaccati al denaro non si chiedono se è lecito servire due padroni, coloro che soggiacciono alle lusinghe del mondo ingannatore e dimenticano il grido dell’umile che chiede aiuto il popolo minuto, oppresso di cui lui stesso fa parte. I puri come Giovanni da cui Gesù attinge la forza per continuare la Sua opera di Redentore. In ogni figura del Vangelo tu trovi ogni elemento di riflessione ma stamani mi preme parlarti della figura più saliente, la prostituta di alta classe Maria di Magdala che si accosta a Lui prima per sedurlo ma che a contatto della Sua infinita purezza ne resta sedotta. Essa ne diventa l’amante fedele che tutto dona di se senza chiedere nulla per se, e rientrando nell’ambito della sua stessa famiglia che aveva tradito e disonorato merita per prima di vedere Cristo risorto. C'è, Maria, la Madre che con Lui e per Lui si offre vittima per salvare tutti gli altri Suoi figli infelici, ad imitazione di tutte le mamme del mondo che nel silenzio pregano e soffrono. Ci sono poi purtroppo i traditori che come Giuda non vogliono sentire l’invito pressante di Gesù, che agonizzante sulla croce invoca il Padre: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno. Gesù, mamma, con l’amore di una volta, tutto azzerando è tornato a te desideroso solo del tuo amore, ti ha offerto il Suo Cuore per tua dimora. Stringiti a Lui e non sentirai più il freddo della solitudine e tutto ti verrà reso, l’amore dei miei fratelli, il conforto delle anime che unite a me, sentono in te la mia voce, la gioia del Suo possesso, l’amore e il conforto di Padre Raffaele che a giusta ragione ti da picconate salutari per spingerti sempre più verso la conquista dell’amore. Adesso, mamma, vai a letto, più che mai con papà e zio ti sono vicino e ti stringo forte al mio cuore”. Roma, 10 novembre 1999 ore 11.00 Nicola: “Mamma scrivi perché quello che ti voglio dire è più importante delle zucchine che devi cucinare o delle bistecche che aspettano di scongelarsi per cuocerle. Il vocato è colui che un giorno lontano o in questo stesso momento sente la voce di Gesù che lo chiama. Lui sa che non è la voce del vicino, né del suo superiore, ma quella voce è rivolta a lui solo, può rispondere di sì oppure di no, è libero di aderire o rifiutare. Quanti si sono chiesti nello scorrere dei millenni, perché Gesù proprio a me? e la risposta è sempre uguale: Perché sei tu. Ed Eugenio, non era a Ruini che doveva ubbidire, ma a quella Voce che lo chiamava al sacerdozio ed a cui aveva dato il suo assenso. 96 Così Padre Raffaele, così ogni vocato. I doni, i carismi che in virtù di quel sì, Dio Padre, è stato così largo e magnanime di doni li ha inseriti in un progetto di cui fanno parte: un grandissimo numero di anime che potrebbero anche perdersi se loro per primi venissero a mancare. Comprendi, mamma, quale grave responsabilità grava su tutti i chiamati, anche laici perché inseriti in un disegno d’amore che vi fa angeli e cooperatori e compartecipi del mistero di salvezza? Riguarda la tua vita, mamma, e se soffri per aver ferito l’Amore ringrazia ininterrottamente l’Autore dell’Amore e della vita che ti offre ancora il perdono e l’Amore”. Roma, 13 novembre 1999 ore 4.00 Nicola: “Mamma ti sei chiesta come mai ieri, cambiando il programma iniziale sei finita anche tu al Policlinico Gemelli per rivedere Suor Paola dopo diciassette anni dalla morte di Margherita? E perché proprio con Padre Raffaele a cui Suor Paola confessa di non riuscire ad amare e chiede il suo aiuto? Mamma, Suor Paola conserva intatto il ricordo di Margherita, di ogni sua parola, della stanza che ti ha mostrato, ma di un’anima terribilmente posseduta che genera in lei difficoltà ad aprirsi all’amore, ecco la necessità di liberazione dell’esorcista santo, di Padre Raffaele che ieri nell’offerta del Santo Sacrificio chiede proprio per lei a Gesù quell’aiuto alla sua opera di esorcista. Niente è causale nel disegno di Dio”. Roma, 15 novembre 1999 ore 5.43 Nicola: “Man mano che la tua anima, il tuo spirito si aprono alla luce, la Grazia, dono preziosissimo dell’Amore infinito del Padre, ti svela gli avvenimenti, le colpe che alla base della tua stessa esistenza hanno dato impulso alla tua stessa vita. Solo ora ti cominci a rendere conto dell’Opera incessante dello Spirito Santo che operava in te servendosi della Madre Dolcissima, affidando a me, tuo figlio ogni intervento diretto. Il salvataggio di Teresa, anima ferita che nel momento del bisogno implorava il tuo aiuto, Maria, Filippo, Lalla, che vessate da un nemico atroce, che nella loro sete di giustizia spostavano la loro attenzione proprio sulla creatura mortalmente ferita, Margherita. Rivedere alla base tutti questi avvenimenti è essenziale, è quella presa di coscienza che vi rende consapevoli del perché del rifiuto istintivo, quasi inconscio dei vostri figli e in particolare di uno sugli altri. E quando vi trincerate nella scusante che di nulla avete mancato nei loro confronti, non vi rendete conto che prima di tutto avete mancato a Dio stesso che di tanti doni vi aveva arricchito! Quante volte vi ho detto che bisognava prima di tutto staccarsi dal dono, prima che esso stesso si trasformasse in cappio, togliendovi quella liberta che vi rendeva mezzi e strumenti di salvezza. E la missione a cui eravate stati chiamati? Un giorno a Tarvisio ti ho fatto segnare: possesso dell’oggetto. Ieri rimasta molto turbata tanto grande era l’interrogativo che ti apriva quello spiragli di luce, non sei stata neppure in grado di andare con loro in Austria, ti ricordi? Ora tanti avvenimenti si sono succeduti che rendono più chiaro quel richiamo. Amore di possesso, anzi peggio, amore che vede nella creatura l’oggetto da possedere a tutti i costi e tutto ciò credendo che il suo amore è puro. Mamma, soffri per la Gerarchia della Chiesa di Cristo, apostata in questo preciso momento che tutto converge al Cristo ecco perché la vostra preghiera è urgente, perché Padre Raffaele deve prendere il suo posto e non più, dormire è il Martire dell’ultima ora, è il Sacerdote di Cristo, non ci sono mezze frasi, comprendi?”. Roma, 16 novembre 1999 ore 2.32 Nicola: “Mamma se scrivi, io confermo. Pina: Giornata particolarissima quella di ieri, iniziata da un temporale che non accennava a finire, ma che ha visto Padre Raffaele deciso e forte nella fede, ad andare alla Madonna del Divino Amore come da programma. Difatti appena usciti dalla porta di casa neppure una goccia di acqua e poi anche il sole a conferma che Maria SS.ma ci voleva nella Sua Chiesa. Il mio cuore era terribilmente oppresso per la presa di posizione del Cardinale Martini che vorrebbe azzerare il Primato di Pietro: gioco quanto mai satanico! La mia sofferenza era al colmo, la mia implorazione a Maria SS.ma rasentava lo spasimo: Mamma, salva la Tua Chiesa. Sentivo Padre Raffaele unito a me, sofferente, di una sofferenza fin troppo visibile. Gli chiedo se vuole concelebrare, mi dice:vai tu a chiedere. Una signora a cui mi ero rivolta mi accompagna da una suora, a cui accenno del desiderio del Padre, mi dice subito che mancavano solo cinque minuti alle dodici e che lei avrebbe telefonato. 97 Padre Raffaele, come si era verificato a Loreto, è lui stesso a celebrare; la sua omelia è toccante i fedeli la recepiscono in pieno, a Messa finita, molti vanno in sacrestia a chiedere di essere benedetti si chiude per Padre Raffaele un’epoca quella della semina e si apre quella del raccolto. Si erge, figura possente a protezione di quella porta, da cui non entrerà mai l’eterno perdente, Satana, perché con Maria SS.ma c'è lui il servo fedele, e il Papa ultimo baluardo in difesa di quella Pietra: “Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la Mia Chiesa e le porte dell’Inferno mai prevarranno su Essa”. Amen, grazie Nicola. Roma, 16 novembre 1999 ore 3.31 Mia cara Teresuccia, il libro che tu mi hai spedito, ha suscitato nel mio cuore un’onda di pace e di gioia. Si chiude per me un periodo di tenebre in cui non era facile dare risposta ai tanti perché che, per si lungo tempo, avevano tormentato il mio cuore di madre. La luce del Cristo Risorto ci conferma come indispensabile salutare, dono preziosissimo sia la sofferenza, che precede la Resurrezione, morire col Cristo per poter risorgere con Lui. Manca ancora l’abbraccio che ci vedrà piangenti, ma felici, e tutti riuniti, perché siamo famiglia. Ti voglio tanto bene, mamma. Roma, 17 novembre 1999 ore 2.20 Nicola: “Mamma, confermo ogni tua parola. Maria SS.ma: “Raffaele, figlio tanto amato e prediletto, la Mia Casa del Divino Amore ti ha accolto, qui puoi venire quando puoi, più spesso che puoi. Il periodo buio è passato, ti ostini a chiedere di essere giustificato ed Io, che conosco ogni tuo spasimo fatto di carne e di spirito, ancora più ti stringo al Mio Cuore. Anch’Io, con il Mio Gesù, ti dico: Mio Pastore e Mio Apostolo ergiti in difesa della Mia Chiesa, per questo ti ho saldato al Mio fedele Padre Pio, ed al Mio Nicola, con Loro sei roccia inespugnabile, e la Mia benedizione scenda su questa casa. Tua Madre Maria SS.ma” Roma, 18 novembre 1999 ore 6.00 Nicola: “Mamma scrivi e non temere perché ogni parola è verità. Questo che state attraversando è il momento più doloroso per voi perché qualsiasi distacco affettivo è lacerazione di carne. Eppure, mamma, è proprio questa sofferenza che prelude alla liberazione. Ognuno di voi rientra in possesso di quella identità, di quella consapevolezza che nulla vi appartiene, ma che la vostra libera accettazione vi reinserisce in quel progetto meraviglioso voluto da Dio Padre per ciascuno di voi da sempre. Mamma, tutte le deformazioni che voi, nell’arco della vostra vita, breve o lunga che sia, avete apportato a questo progetto, tutte le vostre sconfitte, tutti i vostri tradimenti, vengono ricomposti, perché Gesù, tutto ha redento con la Sua morte. Ora siete liberi, ed ognuno riprende il suo posto di combattimento in rapporto ai talenti ai doni da Dio stesso assegnati. Forti come roccia inespugnabile contro cui invano l’agonizzante Lucifero si scaglierà. Vedi, mamma, non dico Satana, ma Lucifero, perché è lui lo sconfitto dal Si di una fanciulla ebrea, la tutta umile, mentre lui il tutto superbo, apportatore un giorno di luce, ora solo di tenebre. Gioite, mamma, perché grandi cose opera Maria SS.ma nel silenzio”. Roma, 19 novembre 1999 ore 6.00 Nicola: “Mamma, ieri sera sei stata colpita a morte dell’agonizzante Lucifero, hai creduto che fossi stata tu a morire e ti dibattevi come un animale ferito a morte, ma era lui che moriva in te. Hai sentito ad un dato momento il telefonino squillare, barcollante, al buio, sei arrivata a sollevarlo e ti è arrivata una voce: Che succede?. Era Padre Raffaele che veniva in tuo aiuto. Oggi, venerdì, Gesù unito a te nell’agonia del Getsemani, ti fa udire ancora la sua voce: “Piccola mia, non ti avevo detto che non ti avrei lasciata mai più?”. Mamma, ascoltami, Maria SS.ma alla Chiesetta del Divino Amore l’altro giorno mio tramite, rivolgendosi al figlio Suo prediletto Padre Raffaele gli dice che per lui si chiudeva un’epoca, quella della semina e iniziava quella del raccolto: “Mio pastore e Mio apostolo, ergiti in difesa della Mia Chiesa, per questo ti ho saldato al Mio fedele Padre Pio ed al Mio Nicola, con loro sei roccia inespugnabile e la Mia benedizione scenda su questa casa, e oggi aggiungo, su di ogni componente di essa”. Mamma, anche per te inizia un’era nuova: una conoscenza più profonda di questo Gesù di Nazareth che con Padre Raffaele vi immerge nell’abisso della sofferenza della Sua agonia del Getsemani e vi fa 98 con Lui e per Lui cumredentori. Anche Anna Maria, anima eletta e preziosa, fa passi da gigante anche in seno alla sua famiglia e così tutte le anime che attingono a questa fonte di vita perenne, e così, Anna la dolce che papà amava perché non gli faceva mancare le caramelle per diabeti che addolcivano le sue notti di ammalato e Padre Raffaele per le noci. Mamma, Gesù, confermandoti Sua voce, continua a sollecitarti di non porre tempo a fare arrivare i Suoi messaggi, perché le anime hanno tanta sete e languano, mentre esorta Padre Raffaele a radunare le pecore smarrite del Suo popolo. Mamma, anche un’altro desiderio pressante Gesù ti ha comunicato questa notte stringendoti a Sé: I tabernacoli viventi; il vostro cuore di amanti trasformato in stabile dimora di un Gesù non più vittima passiva esposto a tutti i pericoli, ma nella Sua realtà di Uomo-Dio, con la Sua dolcezza infinita dell’Uomo dei dolori, ma con la potenza stessa di Dio. Adesso hai la risposta per Maddalena”. Roma, 20 novembre 1999 ore 3.45 Nicola: “Si, mamma, inabissarvi nell’agonia del Getsemani di Gesù, non è cosa da poco. Dono preziosissimo riservato ai più intimi, ma come Lui nel momento del distacco dai suoi, si apprestava a fare la volontà del Padre fino in fondo, fino al disfacimento del Suo corpo, la Sua implorazione sale al Padre: Padre tu che nulla mi hai negato, fai che Io resti con loro fino alla consumazione dei secoli. Anche tu, mamma, hai barcollato come Gesù nell’Orto degli ulivi, ed accanto a te c’era Gesù vivo in Padre Raffaele che nel distacco da coloro che ama, invoca: fai che io resti con loro fino alla fine dei miei giorni. Strappi di carne viva, ti dicevo mamma, così come anch’io li ho vissuti, come Maria SS.ma la Madre, li ha vissuti e continua a viverli nel tuo cuore di madre, nel cuore di ogni madre che implora ed offre, e soffre per ogni figlio nato dalla sua stessa carne. Ma a voi, anime elette che siete passate con Gesù attraverso la purificazione della prova più dura della Sua agonia, vi è riservata la gioia di vederlo per prime quando, sfolgorante di luce si manifesterà alle genti assonnate di questo fine millennio. Abbandonatevi fiduciosi tra le braccia della Nostra Mamma Celeste e con Lei aspettate il Suo arrivo”. Vieni Gesù. Roma, 25 novembre 1999 ore 3.25 Nicola: “Mamma non temere per Padre Raffaele ti ho sempre asserito che lui è il Martire dell’ultimora, ed è per questo che Satana lo tormenta facendogli credere che ha demeritato per portarlo allo sconforto. Questa sua sofferenza lo rende sempre più forte e le anime che strappa all’eterno seduttore sono un numero sempre più grande. Non tema Anna Maria perché è proprio Padre Raffaele che vuole conquistare la sua anima ed attraverso la sofferenza la purifica perché sia madre in seno alla sua famiglia non solo, ma anche madre, con la delicatezza e l’amore previdente della madre per il suo sacerdote”. Roma, 26 novembre 1999 ore 2.40 Nicola: “Mamma, non aver paura di scrivere di verità così grandi, perché, la profondità sublime di esse è testimonianza dell’origine divina. Maria mia figlia ha avanzato l’interrogativo: perché Dio Padre al rifiuto di Lucifero della salvezza attraverso Gesù, uomo come noi fatto di spirito e di corpo, non lo ha chiuso nell’inferno e gli consente tuttora di sedurre altre anime? Mamma ascoltami: Dio Padre non è solo Amore ma anche Giustizia infinita, così tutti i Suoi attributi che sono eterni e perfettissimi. A Gesù, vero Uomo, anche se vero Dio, chiede una prova d’amore come l’aveva chiesta a Lucifero e così la chiede a ciascuna creatura nel breve tratto della sua esistenza. L’adesione ad essa, anche se attraverso una sofferenza grandissima a causa soprattutto dell’opera di distruzione dello stesso Satana, ha come premio una felicità senza fine. Quanti martiri, quanti salvati, quanti beati nello scorrere dei millenni, hanno creduto a quella promessa e popolano il Paradiso osannando alla SS.ma Trinità che nella Immolazione del Figlio Unigenito tale liberazione ha operato? Un numero che non è più numero, ma è gioia sempiterna è gaudio che scuote le radici stesse del Male. È la risposta stessa di Dio a Lucifero: Una donna ti schiaccerà il capo. Ecco perché il perdente con più furia si scaglia sulle anime fedeli che si ergono, come roccia, in difesa dei più fragili e gli contendono il passo. Mamma, è gioia di vita la promessa di Gesù: “Non temete non vi lascerò mai più, ho troppo sofferto e continuo a soffrire ininterrottamente per voi, non cederò mai il passo all’eterno seduttore, perché vi amo troppo”. 99 San Giovanni Rotondo, 4 dicembre 1999 Pina: Mia tanto cara Anna, mi trovo a San Giovanni Rotondo dove abbiamo accompagnato Padre Raffaele che doveva sottoporsi ad accertamenti alla Casa Sollievo della Sofferenza. Avevo ricevuto solo qualche giorno prima, la tua lettera che ho portato con me per risponderti. Sono sola in camera e la tua lettera è sotto i miei occhi e ne seguo ogni frase, ogni riga. Essa ricalca in maniera così precisa, la mia esperienza vissuta nello stesso periodo, come se fosse una fotocopia della medesima. Uguale nella foschia, nei dubbi, nelle paure, negli attacchi satanici, Nicola assente, eppure sentivo che c’era, momenti terribili in cui ho temuto perdere Dio per sempre. Ma c’era lui, Padre Raffaele che nel Sacrificio della Santa Messa si fondeva con la vittima Divina ed implorava la Misericordia del Padre per tutti noi e per il mondo intero. Siamo fuori dalla prova? Non completamente, ma Nicola ci dice che il nostro avversario è alle corde, ecco perché la sua ira è l’ira del vinto. La Vergine SS.ma sulla quale Dio Padre ha riversato tutta la Sua potenza, opera nel silenzio e ci conduce verso la vittoria definitiva. Alza il capo, Anna cara, perché niente è perduto e Nicola è sempre lo stesso. Nuovi cieli e nuove terre e con me dici: vieni Signore Gesù. Un abbraccio tua Pina. San Giovanni Rotondo, 8 dicembre 1999 ore 16.00 Nicola: “Mamma, grande attesa nel tuo cuore per questo giorno così fausto per tutta l'umanità: il trionfo della Vergine Immacolata, la tutta pura, sul Dragone Rosso Lucifero, il tutto superbo. Già dal 19 novembre ti avevo annunciato come egli fosse agonizzante in te attraverso quell’attacco che ti ha visto unita a Padre Raffaele. Gli avvenimenti successivi ancora improntati a grandi schiarite ma non scevre di ombre hanno richiesto da parte tua una ulteriore presa di posizione in difesa degli obiettivi di Bene raggiunti. Piccole scaramucce, necessarie per tastare la vostra fede, un pò di sale in più, un pò di amaro in meno, perché il tuo custode Padre Raffaele potesse tenere a bada e sottocontrollo la tua anima. Momenti bellissimi si sono succeduti ad avvenimenti eccezionali: la dipartita di zia Cenzina che ha visto zio Giorgio e Tecla vibrare ancora di fede e di amore; il trionfo di Luisa che rappaciata col Dio delle vittorie si addormenta e serena lascia questa terra dopo tanta sofferenza di purificazione. L’anelito vibrante di Padre Raffaele che freme di raggiungere S.Giovanni Rotondo perché l’invito della Madre dolcissima e di Padre Pio è quanto mai insistente e non ammette rinvii: “Mio apostolo, vai a radunare le pecore smarrite del Mio popolo di Israele, è tempo di lotta, perché il nemico è già alle corde, non permettere che ti strappi neppure un anima, essa è preziosa e Mi è costata tutta la Passione”. L’invito coinvolge Suor Pasqualina, è necessario che si svuoti l’intero ospedale, per dar posto ad altri ammalati in un avvicendamento indispensabile perché la Grazia e la liberazione investa più anime possibili. Il regista sono io, Nicola al comando diretto di Maria SS.ma vostra condottiera che apre orizzonti sempre più ampi. Preghiera e silenzio, ma anche, o meglio azione, affinché le montagne vengano abbassate, i dirupi colmati, e la pecora smarrita, e quella zoppa ritrovino la strada del ritorno. Buona notte, Mamma, ti voglio bene”. S. Giovanni Rotondo, 10 dicembre 1999 Pina: Non riuscivo a scrivere questo concetto quando Maria, mia figlia, il 26-11- aveva formulato quell’interrogativo, riuscii a farlo in data 10-12 a S. Giovanni Rotondo. Nicola: “Mamma, quando Lucifero nella sua aberrante follia suicida rifiuta la salvezza attraverso Gesù perché Uomo come noi anche se Dio, osa ancora sfidarlo: “Gli uomini seguiranno me perché donerò loro tutti i beni della terra e non Te che vuoi salvarli attraverso la sofferenza di Tuo figlio”. Dio Padre accetta la sfida e gli dà un tempo ben definito e la Sua condanna suona terribile: “Satana, una Donna ti schiaccerà il capo”. S. Giovanni Rotondo, 10 dicembre 1999 Madonna di Loreto Nicola “Sì mamma, testimonia il mio intervento rapidissimo e miracoloso in favore di Salvatore De Angelis affetto da atassia spino cerebrale”. Pina : giorni fa ho conosciuto la madre di Salvatore anch’essa ospite dei Napolitano. Ero rimasta colpita dalla sua storia,un unico figlio, buono, religiosissimo, colpito da un male così grave, approdato come ultima speranza a S. Giovanni Rotondo, dopo di avere sperimentato tanti inutili rico- 100 veri. Gli ho parlato di Nicola, gli ho dato un opuscolo con la sua fotografia, mi sono calata nella sua angoscia, ho supplicato Nicola. Ieri sera al mio rientro a casa Napolitano arriva lei, la madre che con accenti commossi nel suo dialetto salernitano grida: Nicola ha miracolato mio figlio, è scomparsa in un attimo la borsa di liquido che era sulla gamba atrofizzata e domani torniamo a casa. Grazie Nicola. In fede Pina Testimone oculare a quanto scritto sopra: Anna Maria De Simma Marado Napolitano Grazia Mamma di Salvatore Biotta Malfido - Via Damiano Chiesa 97 84082 Bracigliano (Salerno) S. Giovanni Rotondo, 10 dicembre 1999 Nicola “Mamma, è sempre una sofferenza più o meno grande che prelude ad una successiva nostra vittoria. Così è stato ieri sera, non riuscivi a capirne l’origine, gli occhi così sofferenti e tutta la tua persona immersa in uno stato di abbattimento confusionale. Tornata a casa la mamma di Salvatore proclama a gran voce la guarigione del figlio avvenuta per il mio diretto intervento. Sì , mamma, si sta realizzando in pieno lo svuotamento dell’ospedale. Mentre Padre Raffaele senza sosta, tra un prelievo di sangue ed un intervento sempre dolorosissimo, confessa, libera un numero sempre crescente di anime, la mia opera agisce a beneficio di ammalati non solo del corpo, ma anche dello spirito in forma globale. Ieri sono stati dimessi ben 24 ammalati di cuore. L’attacco a detentori del potere, i luminari si attua nel silenzio così come avviene nelle cose grandi di cui Maria SS. ma ne è la protagonista e la depositaria del progetto: una donna ti schiaccerà il capo, Lucifero. L’otto dicembre, festa di Maria Immacolata anche il tuo cuore ha sussultato di gioia. Era passato il tempo delle tenebre, e una nuova luce si riversava su questa terra così arsa ed assetata che a lunghi sorsi beveva la pioggia benefica che scendeva dal cielo”. S. Giovanni Rotondo, 14 dicembre 1999 ore 9.20 Nicola : mamma, ti ringrazio che questa mattina sei stata sollecita al mio invito di testimoniare gli avvenimenti, invero importanti, di questi ultimi giorni. I tempi ed i modi con cui essi si svolgono, essi stessi ti confermano quale è il regista che ne determina l’esito. Al tuo spirito attonito a cui è consentito di scorgerne solo piccolissimi tratti, esso si rivela in tutta la sua bellezza solo al compimento dei medesimi. I binari sono sempre due: l’umano su cui primeggia l’opera satanica, e quello spirituale che vede la potenza di Dio in atto che tutto piega al Suo volere. Quali le figure salienti che predominano nell’inizio del terzo millennio? Padre Pio, il santo travolgente che si impone e piega le volontà avverse e si manifesta in una dimensione universale, ed io, Nicola, che vede l’infinitamente piccolo, travolto dalla volontà del Padre, a realizzare un progetto infinitamente grande di cui Maria SS.ma ne è l’artefice. Chi sono gli strumenti operanti, vivi, in questo scacchiere del mondo chiamati a raccogliere gli inviti, gli impulsi che provengono dal cielo? In prima persona Padre Raffaele il servo fedele, a cui Padre Pio aveva rivolto il suo appello di aiuto, legato con amore filiale a Maria la Madre, e tu, povera mamma, chiamata ad una fede assoluta alla mia parola che ti ha resa idonea ad intravedere le vittorie di Maria SS.ma nel tempo, anche se non ne capivi la portata, ma che ti hanno impedito di sprofondare nell’abisso delle tenebre che ti circondavano. I singoli avvenimenti? Ti dicevo che non bastavano mille vite per comprendere quanto grande fosse stato l’amore della Madre SS.ma che ci ha visti protagonisti in prima persona in questo sconvolgente progetto. A voi si sono unite tantissime anime dotate di doni particolarissimi a farvi di supporto, ma Colei che ne era la stratega e la regista era sempre Maria SS.ma a cui Dio Padre aveva dato tutto il potere di conquista e di vittoria. Ieri sera Padre Raffaele ha celebrato nella chiesetta delle suore nella Casa sollievo della sofferenza. Tutto rientrava in un programma solo a Noi noto, l’attuazione a livello umano non era facile, prerogative di potere, scaramucce a contatto personale, ma nessuno, dico nessuno, può opporsi al nostro volere. 101 Padre Raffaele, limitatissimo e quanto mai controllato ha visto le anime delle persone presenti partecipare e fondersi con lui in unione a Gesù all’offerta del santo sacrificio e nella comunione al Corpo e al Sangue di Gesù che ha donato loro nelle due specie. Era molto stanco, ma quando una coppia di sposi gli hanno portato un bambino di otto anni, si è di nuovo ricaricato, tale la gioia che prova nel benedire i suoi bambini. Hai portato a termine la conoscenza sui trapianti di organi, ed hai anche seminato affinché, poco alla volta, faccia presa tra i medici la necessità di non ricorrere alla chemioterapia tanto devastante in un corpo così provato dal tumore, ma portare avanti l’indagine conoscitiva in modo di potere asportare il male, prima che esso entri in metastasi. Adesso,mamma, vai a riposarti. Grazie, il tuo Nicola”. S. Giovanni Rotondo, 16 dicembre 1999 ore 8.20 Nicola “Mamma scrivi, questa mattina a maggior ragione confermo ogni parola che tu scrivi. La presa di coscienza di ieri dei miei messaggi a cominciare dalle due lettere che Padre Raffaele ti aveva inviato da Poiana con le quali chiedeva il parere mio, era una ulteriore conferma del ruolo importantissimo non solo mio ma sopratutto suo. Nel rileggere i messaggi ultimi, del 5° libro che hai messo a confronto di questi ultimissimi che ne confermano le verità in essi contenuti, il tuo cuore e la tua mente si sono aperti come irradiati da una luce che non ammetteva più alcun dubbio. Le perle vere del Vangelo di cui le anime assetate di Gesù hanno un imprescindibile bisogno, sono queste. Padre Raffaele consapevole fino in fondo del ruolo a lui assegnato da Padre Pio e da Maria SS.ma, continua a liberare, a convertire. Sintomatico è stato per te il momento in cui Padre Raffaele pronunciò quella frase: “Si, adesso che mi sono riconciliato torno a pregare”. Era l’esorcista santo che riprendeva impavido la sua missione di liberazione. In un flash rapidissimo ti ho mostrato chi fosse stato il primo ad usufruire di tale dono: don S. ora arcivescovo che un giorno ti aveva detto: “L’inferno esiste come ipotesi, ma non come realtà”. Ieri avresti dovuto dare una ulteriore conferma delle verità dei miei messaggi: è Gesù che parla, mamma servendosi di te! Tu sai come l’attacco frontale satanico sia stato diretto alla famiglia. Atterrare il nucleo primogenito che unisce la creatura al Creatore. La distruzione e le conseguenze che ne sono derivate non è necessario che io te li mostri. Il Papa si è levato in difesa dello stesso uomo, a prescindere dalla religione, dal credo professato, dal colore della pelle. Era l’uomo il ferito a morte nella sua realtà di figlio dello stesso Dio, dello stesso Padre. Ora comprendi come sia stato grande il disegno di Dio nei confronti della nostra famiglia: creare in te una famiglia formata da papà , te, mamma, che avete generato un figlio, me Nicola, in un atto d’amore perché fosse con la mia offerta di vittima perfetta, un canale non corruttibile come la famiglia di Nazareth e tutto questo per opera dello Spirito Santo che ciò ha realizzato in Maria SS.ma. Quando ti dicevo che unico tra i beati del cielo potevo consacrare assieme a Padre Raffaele, cibarmi dell’Eucaristia assieme a te, papà, e zio Masino, vivo e realmente presente come lo era Gesù dopo la Resurrezione, non più schiavo dei limiti della materia, era questa verità che volevo rivelarti. Quando sarai totalmente posseduta da questa verità, il dolore perfetto prenderà stabile dimora nel tuo cuore e il ricordo del pericolo corso ti spingerà sempre più tra le braccia della Mamma SS.ma che non ti ha abbandonato nell’ora della prova. Ora, se mi segui docilmente, a larghi tratti ti mostrerò come sia indispensabile cambiare le regole del gioco. Se siamo tutti figli dello stesso Padre come è uguale l’eredità promessa a ciascuno di loro, pur nella varietà dei carismi ad essi attribuiti (sono i famosi talenti del Vangelo) uguali sono i beni che il Padre mette a disposizione di tutti i Suoi figli nell’affidare loro la gestione e la cura del mondo visibile. Il pretendere che una parte di essi che hanno avuto molto di più, non come privilegio, ma perché ne facessero parte ai meno favoriti, si trasformi in diritto per opprimere i più deboli, è una offesa talmente grande che ferisce il cuore, la giustizia e l’Amore del Padre. Se tu scendi un po più a fondo nel cuore dell’uomo ti accorgi come alla base di ogni sofferenza c'è sempre la stessa colpa che ha perduto Lucifero, la superbia, l’io maledetto: perché tu si ed io no? Le conseguenze? il caos, il disordine, la perdizione, la morte. La natura si ribella, essa soffre in unione al suo Creatore, ferita anch’essa dalla tracotanza del vinto Lucifero, ma tutto si piega al volere di Dio Padre che nella sempre Vergine fanciulla d’Israele ha chiuso il ciclo della Redenzione. Nuovi cieli, nuove terre”. 102 Roma, 24 dicembre 1999 ore 1,55 Nicola: Mamma, sono accanto a te, non temere, non ti lascio sola, lo so che non è facile ricreare uno spirito nuovo, un cuore nuovo, ma ci riuscirai, perché in te è la Trinità tutta che opera nel Suo amore infinito. Gli strappi che operiamo in te, procurano alla tua umanità ferita dolore di carne, ma superata la prova, come balsamo portentoso la gioia più grande invade il tuo cuore. È la nostra gioia. Si, alla base c'è sempre la superbia. Non prendere mai il posto di Dio Padre, il Solo che ama di un amore perfettissimo la Sua creatura con la quale ha un rapporto unico di conoscenza e di protezione. Qualsiasi tuo atteggiamento di giudizio non è mai veritiero, perché anche tu sei un’anima ferita e questa ferita ce la portiamo dall’origine della colpa, ma con infinito amore consola Gesù che nell’anima dei miei fratelli soffre. Non ti ho detto che la preghiera è più potente della bomba atomica? Prega mamma, come pregavi per Filippo, senza mai stancarti, come hai fatto per me. Gesù mantiene le Sue promesse. “Pina mia, non ti lascerò mai più, ho troppo sofferto per te “. Roma. 26 dicembre 1999 ore 8.50 Nicola: Mamma, sono qui accanto a te per consolare il tuo cuore di madre che vedeva nei miei fratelli la sconfitta del nostro amore. Luisa, con i suoi doni, così male recepiti da voi, era accanto a te a sollevarti dalla tua angoscia. Voleva dirti, con il suo grazie senza sosta, tutto il bene che nutre per Maria, per te, per Padre Raffaele. Vede, adesso, nella luce del vero, come preziosissima sia stata la vostra presenza nel l’ultimo scorcio della sua vita terrena. E tu, mamma, non odierai più gli oggetti che Maria ha ereditati da Luisa, perché è proprio lei che in uno slancio d’amore e di infinita gratitudine, incessantemente supplica Dio Padre perché si realizzino in suoi desideri di bene. Essa sarà voce implorante perché Padre Raffaele realizzi appieno il progetto di Dio Padre di cui lui è l’asse portante: la mia beatificazione, in unione a Padre Pio. Ora, cominci a capire cosa significhi vivere i miei messaggi .a sia concelebrare e cosa sia celebrare, come grande, infinito è il dono di Padre Raffaele per la nostra famiglia, per te, mamma, chiamata a reggere avvenimenti così eccezionali, da capogiro. Tu gli hai dato una casa dove senza timore lui potesse celebrare il Santo Sacrificio e fondersi con la vittima divina, mentre il suo spirito si inabissa nell’Amore Trinitario. Non avevi capito niente, povera mamma, e così i miei fratelli, come tutto il cielo vegliava su di te,su tutti voi, ma sopratutto sul servo fedele anche lui vittima e sacerdote!”. Roma 30 dicembre 1999 ore 14 Nicola “Mamma, la morte di Luisa con quello che ne è seguito ha causato al tuo spirito un vero scompiglio. In quella notte memoranda di tentazioni, ti eri distaccata totalmente da qualsiasi desiderio di possesso, e la verità tornava ad inondarti di gioia. L’abbiamo permesso perché più chiaro fosse al tuo spirito come indispensabile sia il distacco dall’oggetto amato fosse pure da un figlio per non infrangere il rapporto prioritario d’amore dovuto al Padre che ti ha creato. L’altra sera ed anche ieri sera hai sperimentato quanto grande, infinito sia il dolore di Dio Padre per quelle due creature talmente possedute dallo spirito del male che si contorcevano durante il Santo Sacrificio della santa messa che Padre Raffaele celebrava a casa nostra. Hai supplicato il Padre, chiesto aiuto a Maria SS.ma che intercedesse presso Gesù perché, se ci fosse stata solo una possibilità di salvezza per quelle sciagurate, usasse nei loro confronti quella misericordia infinita indispensabile per la loro salvezza. Il mio dolore è stato grande nel vedere che si sono accostate all’Eucaristia, Gesù vittima pura e incontaminata impotente perché in stato di vittima ha subito l’affronto dei sacrileghi e degli impuri. Pietà per loro”. 103