Natale 2013 Rivista degli exallievi di Lombriasco 2 Il Saluto del Delegato Cari amici exallievi, è già passato un anno da quando ho ricevuto l'incarico di delegato degli exallievi. Ho trovato una unione che risponde con puntualità alle iniziative e alle programmazioni della Presidenza. La partecipazione alle riunioni è numerosa e vivace per la presenza di tanti bambini che mantengono allegro l'Istituto. Guardo con ottimismo tanti ragazzi che un giorno potranno riempire le nostre aule e i nostri cortili. Penso che i nostri exallievi hanno il futuro della nostra casa nelle loro mani. Il vostro esempio e la vostra professionalità sono la strada per Lombriasco. Vorrei proporvi una considerazione che ho preso dalla nostra rivista ufficiale "Voci Fraterne" sulla situazione in cui stiamo vivendo. Il nostro Paese sembra percorso da una condizione di instabilità politica ed economica che mette in pericolo posti di lavoro e crea disagi a molte famiglie. Si ha l'impressione che i governanti non siano in grado di porre basi stabili condivise per una ripresa orientata alla crescita del bene comune. E' proprio il bene comune che non viene individuato. Il termine "bene comune" ha bisogno di una mentalità che orienti e che aiuti a distinguere il bene dal male. In concreto c'è bisogno 3 di una mediazione culturale che possa ridare fiducia, speranza ma soprattutto visibilità a ciò che si propone. Il nostro vissuto può diventare palestra per creare una nuova mentalità. La crisi di dialogo è prima di tutto crisi di ascolto, manca la capacità e la volontà di "ascoltarsi". C'è bisogno di essere, ma l'essere esige impegno che non è frutto di improvvisazione, significa competenza, attenzione e capacità di ascolto. La famiglia, la scuola devono ritornare ad essere luoghi educativi. L'autore dell'articolo invita gli exallievi in momenti così critici a dimostrare la propria preparazione e a vivere secondo gli insegnamenti ricevuti. Non ci mancano esempi concreti di vita cristiana e di impegno dettati dalla presenza di Papa Francesco che ogni settimana da piazza San Pietro ci lancia degli insegnamenti formidabili. Per noi è anche l'anno del passaggio dell'urna di Don Bosco di cui verranno date delle indicazioni più precise. Siamo invitati a conoscere e a vivere la spiritualità di Don Bosco. Colgo l'occasione per formulare gli auguri più cordiali per il Santo Natale e per un Felice anno Nuovo. Brizio Arlian 4 Il Saluto del Direttore Carissimi exallievi, ancora una volta risuona l'annuncio del Natale: la nascita di Gesù. Ogni anno che passa ed ogni volta che mi accingo a scrivere su questo tema, ho l'impressione che la voce si faccia sempre più flebile, sempre più feriale. Immediatamente il mio pensiero va a quella lontana notte in cui, rifiutati da tutti, Giuseppe e Maria dovettero accamparsi in una grotta al di fuori delle mura della città, protagonisti di quell'evento che avrebbe cambiato le sorti della storia. Oggi più di ieri, questa voce si mescola a quelle tante che, assordanti e provenienti da ogni dove, rischiano di soffocarne il suono, ma nello stesso tempo emerge sovrana la certezza, l'energia e la potenza di quel Bambino che un giorno, divenuto adulto, ha rassicurato i suoi discepoli: "sarò con voi fino alla fine dei tempi". Abbiamo concluso l'anno della fede. Noi cristiani, che tentiamo di seguirne le orme e praticarne gli insegnamenti, siamo ormai divenuti minoranza, ma non viene meno la fiducia in Lui e nella sua promessa. Allora celebrare il Natale vuol dire lasciarci rischiarare dalla sua luce e saper leggere le vicende della nostra vita con i suoi occhi, sorretti da quella speranza che proprio lui infonde nei nostri cuori ed alimentati da quell'amore che lui per primo ci 5 ha insegnato e testimoniato. Da qui prendono significato quei gesti di bontà e di solidarietà che proprio a Natale siamo invitati a compiere, ma soprattutto da qui nasce quello stupore che pervade la nostra vita, quando ci apriamo a questo mistero così disatteso e così decisivo per il destino dell'umanità. Il Natale di Gesù è un "già ed un non ancora", che è affidato agli uomini di buona volontà, a quei piccoli che si lasciano catturare da Dio e dal suo mistero, a cui gli angeli annunciano: "Gloria Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama". Il mio augurio più cordiale e più sincero è che ciascuno di noi possa fare questa esperienza in maniera definitiva, ancorando la propria vita a Gesù di Nazareth, che è l'unico in assoluto che può dare risposte certe ai nostri interrogativi più profondi e dirci con verità: "anche tu sarai con me in Paradiso". Il Signore vi benedica, benedica le vostre famiglie, il vostro lavoro, dia compimento a quel desiderio di bene che portate nel cuore. Buon Natale a tutti con l'affetto e l'amicizia di sempre. Sac. Genesio Tarasco 6 Il Saluto del Presidente A voi tutti che mi siete amici…cari exallievi… in occasione di questo Natale desidero presentarvi un amico. Non possiamo definirlo un amico comune, ma mi piacerebbe aveste anche voi l'opportunità di conoscerlo e di apprezzarlo attraverso le mie parole. Un amico caro vive lontano da me. Un amico e' lontano dal mio quotidiano e dalle mie consuetudini. Un amico possiede grande misericordia ed ha il coraggio di metterla in pratica. Un amico lotta fiero e dona la sua forza all'Africa. Un amico trascina una gamba, ma corre senza indugio verso l'altro che domanda il suo aiuto. Un amico sopporta torrenziali piogge senza sole, accogliendo in casa gli altri in attesa delle bonacce. Un amico conta il denaro che gli occorre tutti i mesi, e lungimirante ricerca continue possibilità per i miseri. Un amico è in Africa, nel pieno dell'Africa. Un amico è in Etiopia. Un amico lotta ogni giorno. Un amico vince ogni giorno. Un amico è missionario di don Bosco nel mondo. L'ho incontrato l'estate passata: non accadeva da lunghissimi anni, nel luglio scorso sono stato suo ospite in Etiopia. Questo amico si chiama Mario. Don Mario Robustellini. La sua obbedienza a don Bosco la esercita in missione, a Zway, una piccola 7 cittadina, o meglio un enorme villaggio posto a ridosso di un lago nebuloso, nel sud dell'Etiopia. L'Etiopia è un grande stato africano, variegato nell'aspetto e problematico per l'alta natalità, le malattie e le carestie. Mario opera come salesiano da sempre. Ha più di 60 anni ed è originario del Trentino Alto Adige. Mario è un uomo forte, serafico, tratti accomodanti, capelli folti e arruffati e zigomi pronunciati. La sua stretta di mano è pregnante, sembra trarti verso di lui. Tante altre cose sembrano trasportarti nel suo impegno e nel suo mondo; le problematiche, che egli illustra dell'Africa e delle persone che lo aiutano; le storie delle donne etiopi, a cui ha portato cure; esistenze sofferte dei suoi tanti scolari col viso tondo e le guance sporgenti, i contributi di temerari confratelli, alleati vecchi e giovani, figli della sua terra e figli dell'Africa. Trascorrere del tempo in sua compagnia, miei cari amici exallievi è stato come vivere in un altra realtà. Una bella, preziosa e abilitante realtà...... Don Mario ha quel carisma, quell'ascendente che, probabilmente, noi tutti dovremmo ritrovare. I suoi passi, a tratti indecisi e a tratti incalzanti, ti conducono al suo seguito. La sua messa è un canto continuo, un grido di gioia che accende il vuoto più buio. La missione di Zway è nata circa trent'anni fa, per opera di don Elio Bonomi, compianto fratello salesiano. Don Mario è direttore del grande Istituto Scolastico Salesiano, che interessa tutte le fasce d'età, dall'infanzia alle superiori. All'interno del nucleo educativo operano volontari locali o provenienti da ogni parte del mondo e sono differenti le iniziative sorte sotto l'impulso della casa di Zway. Grazie ai volontari, ad esempio, si è creato il progetto "wid" e cioè "women in development", donne in movimento, donne raccolte dalla strada, in genere ragazze madri o prostitute che, 8 grazie ad un'accoglienza e una formazione, operano nella realizzazione di manufatti e utensili. Il loro lavoro diventa forma concreta di sostentamento per loro stesse e per i loro bimbi, strumento di nuove possibilità di vita. Don Mario ha un grande orto, ad esso si dedica con scrupolo e impegno, in modo tale che il suo raccolto sia fonte per la comunità. Ha qualche mucca; e un toro ancora giovane. Accudire bestiame è divenuto il suo sentirsi etiope: l'essere allevatore infatti è una delle aspirazioni massime in questo luogo. Durante i mesi in cui la scuola è chiusa, luglio e agosto, accoglie adolescenti, in particolare italiani, che organizzano con gioia e zelo l'estate ragazzi. Ad essa vi prendono parte quasi tutti i bambini della città. Ho assistito a momenti di intensa vita. Ricordo con affetto sincero le camminate lente, ritmate dalle calorose conversazioni con don Mario mentre attorno, impegnati nei giochi, tante scure braccia agitate contornavano sorrisi candidi. Alcuni di questi giovani hanno formato un coro e inciso un album. Provano entusiasti i loro pezzi e li celebrano in un'Eucarestia pregna di intenzioni. Ho assistito a momenti di tale intensità che mi pervade l'idea che la forza di don Mario abbia coinvolto tutti a Zway: egli non si scaglia contro il mondo, ma cerca di analizzarlo e comprenderlo. Per colmare i bisogni dei poveri che gli stanno attorno, non gli riempie tasche, ma offre loro piccoli incarichi o posti d'impiego, nei quali essi possano adoperarsi con responsabilità. Don Mario, perchè questo avvenga, non si risparmia: escogita idee e vaglia eventualità , siano esse contro la siccità, che quasi tutto l'anno minaccia l'Etiopia, o contro l'abuso delle molte categorie fragili. 9 Don Mario festeggia San Giovanni Bosco il 31 gennaio, la Santa Pasqua e il Santo Natale con tutta la sua Comunità di ragazzi e confratelli, come ci apprestiamo a compiere noi ora; proprio il Natale, mi è parso, sembra egli riprodurlo e rievocarlo ogni giorno. Don Mario attua e porta nascite continue di speranza e di cambiamento: opera dalla sua piccola missione, ma trasmette l'ardore salesiano ad un continente intero, grande e nero: l'Africa.... Per questo Santo Natale chiedo a voi tanti cari amici exallievi un regalo..... consentitemi di farvelo conoscere il mio sentito amico…. di potervi dire: "Questo e' don Mario! Un grande Salesiano di don Bosco al servizio dei giovani nel cuore dell'Africa…" A voi, a don Mario, all'Africa un vero Natale di condivisione. Marziano Bertino Gli indirizzi di don Mario sono: don Mario Robustellini don Bosco p.o. box 76 Zway -Ethiopia. mail:[email protected] 10 sari Anniver onio di matrim 11 Anniversari Tra vecch i di matrimon amici io 12 "DON BOSCO RITORNA TRA I GIOVANI ANCOR" Il passaggio dell’Urna, occasione per scoprire le radici dell’essere Exallievi Nell'ambito della preparazione alle celebrazioni del secondo centenario della nascita di San Giovanni Don Bosco è stato organizzato il pellegrinaggio con l'URNA contenente le sue spoglie mortali attraverso le opere salesiane sparse nel mondo e le Diocesi cui esse appartengono. Se si leggono le cronache di tale passaggio è possibile cogliere un grande entusiasmo da parte della gente e, in particolare, dei giovani di tutti i continenti nei confronti del Padre, Maestro ed Amico della gioventù. A tal proposito riprendiamo il Bollettino Salesiano dell'agosto 2013 la testimonianza di tre universitari che studiano presso una facoltà laica a Santiago del Cile: "Siamo venuti a pregare. L'Università che frequentiamo ci dà una buona preparazione, ma soltanto Gesù ci comunica la forza per vivere. Don Bosco è bellissimo esempio per dare la nostra vita per i più poveri" Durante quest'anno il Rettor Maggiore invita tutta la Famiglia Salesiana ad approfondire l'esperienza spirituale di Don Bosco secondo la specifica vocazione di ciascuno. 13 Solitamente chi non è troppo esperto riguardo alla persona di questo grande Santo Sociale dell'Ottocento si concentra sugli aspetti più esteriormente evidenti della sua azione educativa. Alcuni, infatti, restano colpiti dalle sue capacità organizzative, specialmente nel dare inizio alle scuole professionali finalizzate all'apprendimento dei mestieri per decine di ragazzi che affluivano nella Torino della seconda rivoluzione industriale in cerca di una occupazione lavorativa. Altri vengono affascinati dalla sua lungimirante preveggenza dimostrata attraverso l'utilizzo degli strumenti di Comunicazione Sociale per la formazione culturale e religiosa dei giovani e dei ceti popolari. Atri imitano in Lui la disponibilità nell'andare incontro ai ragazzi più poveri e più abbandonati, in un periodo storico nel quale anche i Sacerdoti manifestano un certo distacco nei loro confronti. Forse, più di uno di voi, carissimi exallievi, si è chiesto, quando ha soggiornato nell'Istituto Salesiano di Lombriasco, quali fossero le motivazioni profonde che animavano gli insegnanti e i formatori che l'hanno accompagnato nel periodo della sua crescita intellettuale umana e cristiana. Don Bosco, Santo fondatore della famiglia salesiana è portatore di un carisma speciale nella Chiesa. Nella prima lettera di San Paolo ai Corinzi i carismi sono definiti come doni dello Spirito Santo distribuiti agli uomini per il bene di tutti. Dio ha suscitato questo "ragazzo" residente ai Becchi frazione di Castelnuovo d'Asti, arricchendolo delle virtù necessarie affinché fosse iniziatore di una modalità nuova di vita evangelica capace di dedicarsi all'educazione dei giovani. Il motto che egli ha lasciato come programma e che è stato la molla di ogni sua attività suona così: "Da mihi animas, coetera tolle" (Dammi anime da condurre a Te, o Signore, e tieniti tutto il resto). 14 L'esperienza spirituale vissuta da quest'uomo, dotato delle virtù tipiche della sua gente onesta e laboriosa, definito da un autore "l'unione con Dio" per la sua relazione intensa con Cristo Signore, ruota attorno ad alcuni nuclei importanti che, a ben vedere, appartengono o dovrebbero appartenere all'esistenza di ogni vero discepolo del Salvatore. L'amore verso Gesù Sacramentato per cui suggeriva ai suoi seguaci la frequente visita all'Eucaristia in chiesa. La sua tenera devozione alla Vergine Maria, che lo ha sostenuto nelle sue immani fatiche apostoliche. In riferimento a ciò, mi piace ricordare il noto episodio al tempo in cui fu posta la prima pietra per la costruzione della futura basilica di M. Ausiliatrice a Valdocco. Consegnando quattro monete nelle mani del capo-mastro, rispose a lui fortemente perplesso sulla possibilità del sacerdote di pagare le spese per tali lavori: "Non ti preoccupare, la Madonna ci penserà a pagare quanto sarà necessario per fare la Sua casa!" All'inaugurazione di tale edificio puntualmente Don Bosco saldò il conto presentatogli da chi aveva effettuato i lavori. La filiale obbedienza al papa, Vicario di Cristo e Successore di San Pietro, per cui il "il preive dle maraie" ha sempre messo al primo posto la volontà del Pontefice romano, subordinando ad essa ogni altra decisione. Per amore verso il Santo Padre accettò di sobbarcarsi la responsabilità di portare a termine l'edificazione della chiesa del Sacro Cuore in Roma, incombenza che minò ulteriormente il suo fisico, già provato da un lavoro assiduo ed instancabile. Il segreto della fecondità apostolica del "prete amico dei ragazzi" sta nella sua costan- 15 te familiarità con il Signore, tanto che un suo biografo ebbe a scrivere di Lui: "camminava come se vedesse l'Invisibile". Benché immerso nelle faccende di questo mondo, intraprendente come nessuno quando si trattava del bene dei suoi destinatari, egli celebrava la liturgia della vita, trasformando ogni suo pensiero in offerta gradita a Dio per la diffusione del Regno. Per tutti noi che amiamo Don Bosco e gli siamo riconoscenti per quanto abbiamo ricevuto attraverso i continuatori della sua opera educativa, ritornare a Lui può significare l'esigenza di attuare uno stile di vita impostato sui valori più importanti, essere fedeli alla Messa festiva e alla preghiera quotidiana, relazionarci positivamente con gli altri, ricordare che il lavoro non è un "idolo" al quale sacrificare tutti o quasi gli aspetti ugualmente prioritari per l'esistenza nostra e di chi sta al nostro fianco. Allorché andremo a pregare presso la sua urna, chiediamogli di accompagnarci nel cammino di ogni giorno ed affidiamo alla sua intercessione quei propositi buoni che albergano nel nostro cuore. Don Paolo Audisio di Somma 16 DON BOSCO RITORNA... A SALUZZO Certamente negli anni del suo ministero sacerdotale a favore dei ragazzi di Torino, Don Bosco venne più volte nel Saluzzese: in alcuni dei nostri paesi aveva degli amici che sostenevano, sia moralmente sia economicamente, la sua opera educativa. Di sicuro anche lui, quando arrivava da Torino nella nostra città, avrà ammirato la bellezza dei paesaggi ringraziando Dio per l'imponenza del Monviso o per le terre fertili delle pianure locali. Dopo la morte di Don Bosco, la Famiglia salesiana da lui fondata ha segnato profondamente la vita del Saluzzese: quanti giovani delle nostre valli e delle nostre pianure hanno frequentato, negli ultimi decenni, le scuole salesiane di Lombriasco, Bra e Fossano o hanno soggiornato nei convitti prima a Cuneo e poi a Torino! Quanti bambini sono stati seguiti negli anni della Scuola Materna dalle suore Figlie di Maria Ausiliatrice negli asili di Rossana, Bagnolo Piemonte e Falicetto di Verzuolo! E poi la significativa presenza per vari decenni dei Salesiani nell'Oratorio di Saluzzo, dove tanti ragazzi hanno appreso da questi religiosi ad essere "buoni cristiani e onesti cittadini"! Da tutte queste realtà sono uscite tante vocazioni di suore, sacerdoti e coadiutori salesiani che, sia in Italia sia in terra di missione, hanno portato il carisma di Don Bosco a tante persone. Ai giorni nostri lo spirito salesiano è più che mai vivo nel Saluzzese: le scuole sopra citate hanno numerosi allievi di questa zona, l'Oratorio saluzzese continua la sua grande opera educativa sotto la guida del dinamico sacerdote diocesano don Marco Gallo e di numerosi animatori e, da qualche anno, a Saluzzo hanno sede alcuni corsi di formazione professionale gestiti dalla Congregazione di Don Bosco nella persona di don Gabriele Miglietta. Visto quanto è stato brevemente esposto, possiamo dire che il pellegrinaggio dell'urna di Don Bosco a Saluzzo nel gennaio 2014 avrà tutte le caratteristiche del ritorno di 17 un amico in mezzo a tanta gente che gli vuole bene. Come credo un po' tutti sapremo, l'urna con la reliquia del braccio di Don Bosco sta girando il mondo in preparazione alla grande festa del 16 agosto 2016, in cui si ricorderanno i duecento anni della nascita del santo dei giovani; in questo periodo la reliquia attraversa l'Italia e nei mesi di dicembre e gennaio prossimi passerà in tutte le Diocesi piemontesi. Don Bosco arriverà a Saluzzo la sera di mercoledì 8 gennaio, accolto verso le ore 20 all'Oratorio a lui dedicato; lì si terrà una veglia di preghiera per i giovani animata dalla Comunità Cenacolo di Suor Elvira. Il mattino di giovedì 9 gennaio, sempre all'Oratorio, sarà celebrata la santa Messa alle ore 7 per tutti gli exallievi: data l'eccezionalità dell'evento, possiamo prendere in considerazione anche una "levataccia"! Verso le 8,15 la reliquia si sposterà solennemente in Duomo, dove alle 9 il Vescovo e l'Ispettore salesiano concelebreranno l'Eucaristia alla quale parteciperanno gli allievi delle scuole salesiane di Lombriasco e dei centri salesiani di formazione professionale di Saluzzo e Savigliano. Al temine della liturgia si terrà un momento di preghiera per i sacerdoti della Diocesi, mentre nel pomeriggio si potrà passare in Cattedrale a venerare personalmente Don Bosco. Alle 18 la Messa presieduta dal Vescovo chiuderà gli appuntamenti intorno alla reliquia, che verso le 19,15 partirà dalla città. La macchina organizzativa che si sta muovendo coinvolge varie realtà: dall'Oratorio stesso all'Unione Exallievi di Saluzzo, dalle scuole salesiane del circondario ai mezzi di comunicazione locali alla stessa Diocesi: ci si sta preparando per un grande evento di preghiera e di amicizia che ogni exallievo certamente attende, con il cuore colmo di gratitudine verso un uomo che ha segnato la vita di tante persone, confidando sempre nell'aiuto di Dio e nella protezione di Maria Ausiliatrice. Enrico Forestello 19 Terza Media A ia B d Terza Me 20 50° ITA 50° ITG 21 22 25° ITG 20° ITA 23 25° IT A 20° ITG 24 Le nostre attività estive CESENATICO… Il soggiorno estivo al mare è diventato maggiorenne! Quest'anno, infatti, per la diciottesima volta consecutiva, l'Istituto salesiano di Lombriasco ha dato vita alla meravigliosa esperienza di vacanza a Cesenatico, in Emilia Romagna, sul mare Adriatico. Quindici intensi giorni fra sole, sabbia e mare, con 76 nuovi amici, coinvolti dalla collaudata equipe di animatori, coordinati da Peter Ottenga e saggiamente organizzati dall'esperienza di Enzo Mottinelli, insostituibile salesiano insegnante nella scuola media. Giornate intense di amicizia, divertimento e formazione, lezioni di vita con tante avventure per crescere insieme, una sana distensione assistita e organizzata da simpatici, affiatati, creativi, coinvolgenti e infaticabili animatori. La casa che ci ospita, gestita dalla Diocesi di Cremona, è ai piedi del grande parco di ponente, a duecento metri dalla sua spiaggia privata, strutturata per gruppi giovanili, ha una piscina, campo da calcio e camere da 3 a 10 persone, esemplari la pulizia, l'ordine e l'attenzione per gli ospiti. Una caratteristica difficilmente eguagliabile è la sua cucina, apprezzata per la notevole scelta di menu, abbondanza e prelibatezza tipica della riviera romagnola. Nell'estate del 1996 con Enzo riprogettammo, con stile salesiano, un soggiorno al mare, simile a quello organizzato dai 25 salesiani di Lombriasco negli anni ottanta e da allora fu un successo graduale e travolgente. Circa 1600 ragazzi e ragazze in questi anni hanno potuto godere di questa magica esperienza, ricca di passione per un sano divertimento fra valori autentici, nello stile di Don Bosco. Alcuni dei giovani animati, sull'esempio di chi li ha preceduti, sono diventati a loro volta animatori, continuando una tradizione caratteristica del coinvolgente metodo educativo salesiano. Questa vacanza è uno stimolo maturante all'autonomia, lontani dalle quotidiane cure famigliari, con la vera opportunità di esplorare il mondo intorno, collaudando le proprie capacità di gestione personale, del proprio tempo e delle proprie cose, in relativa libertà. Il soggiorno, con le sue attività ludico formative, ogni anno si orienta su un tema attuale, prendendo spunto da una storia proposta quotidianamente, dalla quale si attingono giochi, serate e spunti di riflessione. Il filo conduttore di quest'anno era "Ice summer", rivisitazione del film "L'era glaciale 4". Fra i temi proposti vi erano: accoglienza, amicizia, condivisione, rispetto delle regole, impegno, ascolto, coraggio, disponibilità e gratitudine, sottolineati nel momento del buon giorno e della buona notte. Il divertimento era continuo grazie ai giochi a squadre proposti in spiaggia, in mare, in piscina e nelle serate con balli, scherzi e giochi notturni. Il momento clou è stato la visita ai parchi divertimento, con attrazioni sempre più tecnologiche e stupefacenti: Mirabilandia, Aquafan, Atlantica, alcune rivisitate un secondo giorno perché sempre adrenaliniche. 26 Il soggiorno marino era offerto, come sempre, a ragazzi/e di età compresa fra i 9 e i 14 anni, selezionati fra quelli dell'istituto di Lombriasco e loro amici, desiderosi di vivere una arricchente esperienza di crescita, di amicizia e di vita di gruppo. Giorni indimenticabili fra atmosfere fiabesche e vicende coinvolgenti, proiettati in un mondo fantastico, che permette di liberare la creatività e di vivere valori veri con tanti nuovi e simpatici amici. Fra i progetti per la prossima estate perché non mettere anche Cese 2014; pensateci… è un'esperienza "tosta". Nel frattempo buon anno scolastico, perché Cesenatico è un premio per chi se lo merita, ma attenti… i posti sono quasi esauriti! Ilaria Aimonetto 27 A Lombriasco si parla anche inglese! Carissimi lettori, L'estate scorsa, per il secondo anno consecutivo, è stato organizzato l'"English Summer Camp" per approfondire, divertendosi, lo studio della lingua inglese. Al campo erano presenti 56 ragazzi dalla prima elementare alla seconda superiore provenienti da Lombriasco e dai comuni limitrofi. Il Direttore don Genesio Tarasco, promotore dell'iniziativa, mi ha assegnato il compito di coordinare tutte le attività, affiancata dal disponibile chierico indiano Amal che si è occupato di preparare due momenti di preghiera al giorno in inglese. I tutors, due irlandesi e due inglesi, sono stati selezionati e formati dall'associazione culturale "Lingue senza Frontiere" di Sanremo. Oltre allo studio della lingua e della grammatica inglese, sono stati ideati giochi molto fantasiosi che hanno co involto sia i più piccoli che i più grandi affinché lavorassero insieme e comunicassero esclusivamente in inglese. Durante le ricreazioni i ragazzi sono stati costantemente assistiti e soprattutto l'orario è stato studiato per le necessità dei genitori e le coincidenze degli autobus. 28 La giornata cominciava alle 9.00 del mattino con la possibilità di arrivare in Istituto alle 8.00 e terminava alle 16.30, ma era consentito fermarsi fino alle 18.00 o oltre. L'ultimo giorno abbiamo festeggiato con lo spettacolo finale a cui è seguito un momento conviviale in refettorio arricchito dalle prelibatezze cucinate dalle mamme e dalle nonne. Questa esperienza è stata per me molto formativa e soddisfacente perché mi ha permesso di conoscere nuove realtà. Colgo l'occasione per ringraziare il Direttore Don Genesio Tarasco per la fiducia accordatami e tutti i Salesiani per la stima e l'amicizia che ogni giorno mi dimostrano. Penso che sia opportuno da parte mia concludere con un pensiero a Don Sandro, un carissimo amico che mi ha aiutata a crescere come donna e come educatrice. Negli ampi spazi che l'Istituto di Lombriasco offre si respira un'aria amica, familiare, si avverte la presenza paterna di Don Bosco che, sotto lo sguardo attento e premuroso di Maria Ausiliatrice, ci protegge. Con affetto, prof.ssa Valentina Prato 29 5° ITA 5° ITG 5° LS 30 SPERIMENTAZIONE AGRARIA A LOMBRIASCO Diciotto campagne di sperimentazione agraria presso il nostro Istituto di Lombriasco a partire dal 1996 sino ad oggi senza interruzioni e nel medesimo appezzamento. Una collaborazione continua e infaticabile tra la Scuola, la Regione Piemonte e l'Università di Agraria di Torino e, inizialmente, con i tecnici delle Associazioni di Categoria degli agricoltori. Una grande quantità di dati raccolti, di esperienze fatte, di agricoltori passati su questi campi nelle varie giornate divulgative. Tanti studenti della nostra scuola e dell'università si sono susseguiti per dare una mano nella gestione, nella raccolta dei dati per produrre delle tesi di laurea, degli articoli da dare alla stampa nazionale di settore (Terra e Vita, L'Informatore Agrario), per produrre opuscoli e monografie curate dal settore Agricoltura della Regione Piemonte. Tanti scambi di opinioni tra tecnici di campo e professori universitari, divergenze di idee che non hanno mai portato a uno scontro ma bensì alla mediazione e alla verifica delle varie tesi che ognuno portava. Perché è proprio la verifica di tante informazioni, innovazioni e iniziative lo scopo di queste diciotto 31 campagne di attività che sono diventate un vanto non solo per la nostra Scuola ma anche per la regione Piemonte e la Facoltà di Agraria che porta questi campi di lunga data come esperienza positiva. Facciamo un po' la storia di questa avventura. Si è iniziato nel 1996 scegliendo un appezzamento condotto a prato per avere, come base di partenza, un terreno non lavorato da almeno 2 anni su cui sono state gestite prove di minima lavorazione (basso input) confrontate con tesi a conduzione tradizionale con aratura e concimazione classiche dell'areale e tesi con adozione di produzione integrata caratterizzate da riduzione degli elementi fertilizzanti e trattamenti diserbanti eseguiti in post-emergenza. La rotazione colturale, susseguitasi su due quadrienni, comprendeva sempre mais e frumento, colture tipiche della pianura piemontese, ed una leguminosa (soia o pisello proteico). Nel 2004, con la chiusura dei primi otto anni di sperimentazione, vengono pubblicati i primi dati utili con incontro in campo e coinvolgimento di tecnici e agricoltori e si modifica la rotazione inserendo le " nuove" colture arrivate in zona, barbabietola da zucchero e pomodoro da industria, in seguito alla crisi dei prezzi dei cereali da granella nonché della soia. È un'avventura anche per alcuni tecnici che imparano ad avere dimestichezza con coltivazioni studiate più sui libri che 32 viste in campo. Restano comunque inalterati gli appezzamenti a basso input dove l'aratura continua a non essere eseguita e la rotazione resta sempre la medesima (frumento, mais, pisello proteico e mais) per capire la dinamica delle infestanti e l'evoluzione della sostanza organica che nei nostri terreni sta diminuendo a causa delle eccessive lavorazioni. Con il 2007 inizia un nuovo ciclo e vengono pubblicati i risultati della sperimentazione precedente e l'appezzamento viene ulteriormente suddiviso in 36 parcelle più piccole di circa 300 mq di superficie per avere le ripetizioni delle tesi in più parti del campo. Il nuovo triennio sperimentale abbraccia l'avvento della produzione energetica che può essere operata anche dal settore agricolo e vengono ideati sistemi colturali preposti alla produzione di biodisel, inserendo nella rotazione frumentomais colza e girasole e un sistema colturale potenzialmente tipico di un'azienda con allevamento e produttrice di biogas, inserendo colture energetiche quali sorgo e mais da biomassa. Tale sistema prevede l'utilizzazione del digestato proveniente dall'impianto di biogas come fonte di fertilizzazione. Dal 2010 con l'obiettivo di incrementare la sostanza organica nel suolo cercando la tecnica colturale migliore che permetta cioè di mantenere anche dei discreti livelli produttivi, si ritorna alla rotazione iniziale (frumento, mais, soia, mais) e si speri- 33 menta l'impiego di un possibile fertilizzante del futuro , il compost da RSU. Nella gestione del sistema basso input la semina su sodo viene limitata al frumento in quanto, grazie all'esperienza acquisita nel corso degli anni, si è notato che in questo terreno la semina diretta penalizza molto le produzione colturali soprattutto a causa di ristagni idrici che possono verificarsi in corrispondenza di alcune fasi dello sviluppo colturale (accestimento del frumento, emergenza di soia e mais). Per cui si è preferito combinare le operazioni di minima lavorazione, eseguite su mais e soia, con la semina diretta del frumento. I risultati ottenuti sono stati ottimi. Le misure eseguite nel corso degli anni hanno riguardato i classici livelli produttivi e qualitativi delle colture ma anche misure più fini relative le caratteristiche agronomiche dei suoli. I risultati ottenuti sono stati molteplici, riportati in pubblicazioni di diversi livelli: regionali , nazionali ed internazionali. Molta importanza è stata attribuita allo studio delle perdite delle forme minerali degli elementi nutritivi N,P e K. I risultati ottenuti sono stati interessanti ed hanno permesso di concludere che è possibile aumentare l'efficienza della concimazione se essa viene eseguita secondo gli asporti delle colture. Surplus di bilanci determinano accumuli delle forme minerali N e P potenzialmente sottoposte a perdite per lisciviazione nei terreni molto sciolti della Scuola. Inoltre informazioni importanti si sono ottenute sulla concimazione fosfatica evidenziando che in suoli particolarmente ricchi di tale elemento è possibile sospendere l'apporto di P anche per lunghi periodi senza visibili riduzioni produttive e con risparmi economici tangibili. Durante il lungo periodo sperimentale sono stati eseguiti anche rilevamenti sulla fauna tellurica, cioè sugli organismi che vivono nel suolo, soprattutto quelli preposti alla decomposizione della materia organica e precursori dell'attività di mineralizzazione della sostanza organica e della disponibilità degli elementi nutritivi, rilevando delle differenze importanti di numero e di specie tra i diversi sistemi confrontati. Si sono inoltre eseguiti conti economici ed energetici delle varie tesi giungendo alla conclusione che si può limare su alcune voci di spesa mantenendo il reddito costante. 34 Una nuova avventura è iniziata con il nuovo progetto iniziato quest'anno che ha come obbiettivo il lancio di prodotti a basso impatto ambientale. Il nuovo ciclo sperimentale avrà una durata di soli due anni (anche la sperimentazione sull'agricoltura sta risentendo della crisi globale e dei conseguenti numerosi tagli eseguiti in ambito pubblico). Si vedrà in futuro se ci sarà ancora per questo tipo di sperimentazione nuova linfa, soprattutto per consentirci di stare al passo e di mediare le richieste incalzanti della comunità europea. Chi ha seguito la sperimentazione in questi anni ha avuto sicuramente delle conferme o smentite su alcune pratiche agronomiche adottate e sicuramente sono ancora molte le prove che si possono fare e le tematiche da affrontarsi e sicuramente la volontà nel proseguire e l'entusiasmo dei protagonisti non è ancora venuto meno. Sicuramente ci è mancata in questi ultimi tre anni la figura di don Sandro, figura a cui si poteva far riferimento per qualsiasi problema tecnico e organizzativo e che ha sempre sostenuto questa sperimentazione cercando di creare anche un gruppo di lavoro in cui ci fosse un rapporto di amicizia e non solo professionale, come vuole lo stile salesiano. 35 A Barbero Geom. Pier Renzo e P.A. Dott. Fabrizio per la morte della moglie e mamma A Berta Geom. Massimo per la morte del papà A Campra Alessandra e Alessia per la morte del nonno A Galli P.A. Riccardo per la morte della mamma A Marocco P.A. Francesco e P.A. Dott. Silvio per la morte del papà A Montobbio P.A. Andrea per la morte del papà A Pautasso Geom. Maurilio per la morte del papà A Rosati Umberto per la morte della moglie Non restare a piangere sulla mia tomba. Non sono lì, non dormo. Sono mille venti che soffiano. Sono la scintilla diamante sulla neve. Sono la luce del sole sul grano maturo. Sono la pioggerellina d’autunno. Quando ti svegli nella quiete del mattino… Sono le stelle che brillano la notte. Non restare a piangere sulla mia tomba. Non sono lì, non dormo. A Sola Simona per la morte del papà 36 I NOSTRI MORTI Donetto Geom. Antonio Ghio P.A Dott.Aurelio Marocco P.A. Dott. Paolo Mosso Giovanni Battista Nota Geom. Giuseppe Vallauri Geom. Giancarlo PAOLO MAROCCO una vita laboriosa, una testimonianza luminosa Esistono persone che lasciano una traccia indelebile nella memoria e nel cuore degli altri perché hanno saputo comunicare attorno a loro saggezza pratica, cultura tecnica e ricchezza interiore. Uno di questi individui è stato indubbiamente il Dottor 37 Marocco, amico dell'Opera Salesiana di Lombriasco, buon cristiano ed onesto cittadino, secondo quei lineamenti tratteggiati da Don Bosco per i suoi Exallievi. Nato e cresciuto in una famiglia chierese profondamente cristiana, nella quale sbocciano alcune vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata (un fratello, Giuseppe divenne sacerdote e docente di Sacra scrittura presso la facoltà di Teologia della Diocesi di Torino; la sorella Maria fu religiosa tra le Figlie di Maria Ausiliatrice, la sorella Anna è appartenente all'Istituto Secolare delle Volontarie di Don Bosco), manifestò fin da ragazzo ottime qualità in intellettive ed una spiccata predisposizione nel voler conoscere le leggi che regolano la vita all'interno della creazione. Essendo suo padre veterinario di Riva Presso Chieri, il giovane Paolo si appassionò ben presto all'agricoltura e alla cura degli animali domestici, per cui fu abbastanza naturale la scelta della Scuola Agraria Salesiana per avere una buona preparazione anche in vista di una potenziale continuazione degli studi. Nel 1946 si diplomò Perito Agrario presso il nostro centro studi di Lombriasco, coronando la sua formazione tecnica e culturale con la Laurea in Scienze Agrarie presso la facoltà di Torino nel 1951. A partire dal 1° Gennaio 1957 diventò direttore dell'Istituto Podere Pignatelli, incarico che svolse fino al 1996, anche se continuò a seguire le varie iniziative fino agli ultimi mesi della sua vita. Il Podere Pignatelli è un Ente Morale dotato di un'azienda agraria di 40 ettari specializzata nella coltivazione di cereali, in particolare del mais. Con l'assunzione di tale compito di responsabilità ben presto emerse la sua intelligenza imprenditoriale, che provocò un sostanziale miglioramento nell'organizzazione delle diverse attività con la sistemazione dei terreni (spianamento ed installazione di impianti per l'irri- 38 gazione) e con il ripensamento del settore zootecnico, trasformandolo in allevamento avicolo con la specializzazione nella riproduzione. Fin dai primi anni Sessanta iniziarono le collaborazioni con le ditte sementiere con la realizzazione di campi sperimentali che hanno portato il Pignatelli ad essere ancora oggi il centro di riferimento per la maiscoltura del nostro areale. La sua attenzione e si concentrò anche sulla necessità di formare i giovani della zona dal punto di vista agrario in vista di una preparazione sufficientemente completa affinché potessero svolgere il lavoro rurale con competenza ed apertura mentale. A tal proposito è doveroso ricordare che presso il Podere Pignatelli fu fissata la sezione dell'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura, che fu poi trasferita ad Osasco, per cui il prof. Marocco fu direttore e docente all'interno di tale struttura scolastica dal 1959 al 1982. Fu altresì insegnante stimato ed apprezzato da tutti nel nostro Istituto Tecnico Agrario per circa dieci anni e successivamente ricoprì la carica di Presidente dell'Unione Exallievi per oltre venticinque anni, proseguendo come membro attivo del Consiglio direttivo finché la salute lo accompagnò. La sua presenza a Lombriasco fu segnata dalla sua attitudine ad intessere amicizie fraterne non soltanto con gli alunni di un tempo ma anche con i salesiani, sentendosi membro attivo della famiglia donboschiana. La sua disponibilità fu costante nel mettere a disposizione le competenze acquista a vantaggio dei giovani, degli agricoltori e dei tecnici, spesso Exallievi, infatti accettò di essere il referente dei gruppi 3P (giovani agricoltori presenti in vari centri del Piemontese), poi scomparsi dopo il 1971 in seguito alla creazione dell'assistenza agricola da parte delle organizzazioni sindacali. Fu anche Sindaco della Cooperativa Vigonese dal 1977 al 1994. Non possiamo, però, trascurare la sua forte identità cri- 39 stiana, che ha manifestato sempre con spontanea naturalezza partecipando costantemente alla vita della comunità parrocchiale di Villafranca Piemonte, lasciandosi coinvolgere nelle attività caritative come incaricato della segreteria presso l'asilo infantile delle suore di San Giuseppe e come amministratore nella gestione economica della chiesa della frazione Madonna degli Orti. A livello della comunità civile villafranchese svolse con saggezza il ruolo di giudice conciliatore nel quinquennio 1986-1991. Chi scrive queste brevi note biografiche ha incontrato Paolo Marocco spesso e volentieri in diversi Santuari Mariani, notando in lui una fede robusta e concreta, che certamente illuminava le scelte quotidiane da farsi in famiglia e nelle varie occupazioni da lui adempiute con lungimiranza e creatività positiva. Come figli di Dio sappiano di essere chiamati a far fruttificare quei talenti che il Creatore ci ha elargito per il bene di tutti; pensando al Dottor Marocco, possiamo constatare come egli abbia saputo corrispondere all'amore gratuito di Dio comunicando agli altri le conoscenze assimilate a quei valori umani e cristiani che sono indispensabili per vivere in modo costruttivo la propria esistenza. La nostra Opera Salesiana di Lombriasco nutre una sincera riconoscenza verso questa cara persona, che ha testimoniato una profonda rettitudine di cuore ed una fraterna condivisione nelle occasioni liete e nelle vicende tristi che hanno segnato la vita di questa comunità dedita all'educazione della gioventù. Grazie, carissimo Paolo, per quello che sei stato e per quanto hai donato a tutti noi. Don Paolo Audisio di Somma 40 ITA Liceo scientifico 41 ITG 42 Se Jesus voltasse hoje, vocÍ estaria preparado? Se Cristo tornasse quest'oggi, tu saresti pronto? Questa frase, che campeggia, a fianco della statua di Gesù risorto, dietro l'altare della parrocchia di una favelas Brasiliana, credo che renda bene l'idea di cosa voglia dire "scuotere la propria fede, dal torpore dell'ordinario". È la terza volta che accompagno un gruppo di giovani, tra i 18 e i 25 anni, a vivere un'esperienza missionaria in un paese povero del mondo. Ogni volta sono costretto a rimettere in discussione il mio modo di vivere la vita cristiana da credente, il mio sguardo sul mondo e il valore del tempo, che mi scorre tra le dita come i grani del rosario. Sì, l'avevo già sentito dire, viaggiare apre la mente, aiuta a ridimensionare l'importanza delle cose che l'abitudine ci fa sembrare così necessarie … ma un mese in missione è una cosa ben diversa dal "viaggio organizzato", che ti fa vedere quello che vuoi vedere e non ti lascia vedere ciò che non devi vedere. Un mese, fianco a fianco con i missionari salesiani che lavo- 43 rano con i bambini e i ragazzi poveri, condividendo le loro stesse difficoltà, il loro entusiasmo e anche la loro rabbia di fronte alle ingiustizie, contro cui non si può fare niente, è una cosa molto diversa. A tutto questo si aggiunge la difficoltà di una lingua che non conosci che ti porta a parlare di meno e ad ascoltare di più, a guardare maggiormente negli occhi delle persone che incontri perché attraverso lo sguardo si ascolta il cuore molto di più di quanto con le orecchie si senta la voce. Ed è più difficile mentire o rimanere ingannati. Quest'anno il mio gruppo era composto di cinque ragazze e un ragazzo. Ognuno con un'esperienza di vita diversa; chi aveva fatto un corso alberghiero ci ha permesso di fare bella figura quando abbiamo voluto preparare una cena all'italiana, con uno squisito "tiramisù" finale (anche se vi assicuro che non è facile trovare il mascarpone in Brasile!); qualcuno sapeva ballare e ha animato bans e danze oratoriane e, ovviamente, ha dovuto imparare a ballare la "samba". Qualcuno aveva una bella voce, e lo sapeva, e non si è fatto pregare troppo per valorizzarla. Una delle ragazze, un vero "genio artistico" ha insegnato ai bambini a realizzare personaggi dei fumetti e animali vari, con i palloncini e ancora braccialetti e piccole sculture con la "pasta di sale". Purtroppo nessuno di noi sapeva suonare, ma a questo ha provveduto il gruppo di dieci "aspiranti salesiani" (prenovizi) che dimoravano nella comunità salesiana che ci ha ospitato. Perfino io, che non so fare niente, l'ho potuto fare in tutte le occasioni che ho avuto… e non finivano più di ringraziarmi. "Obrigado… obrigado… obrigado… Non sto scherzando! È impressio- 44 nante come le persone povere, soprattutto i bambini sappiano, essere riconoscenti per le più piccole attenzioni che ricevono, anche solo il passare del tempo con loro, ascoltarli, accettare che ti insegnino a dire qualcosa in portoghese li faceva sentire importanti e li riempiva di gioia. Credo però che la cosa che i miei giovani missionari abbiano apprezzato di più sia stata l'intensa esperienza di vita comunitaria che si è instaurata nel nostro gruppo e con la comunità salesiana che ci ha ospitato. Per alcuni di loro," figli unici", era la prima volta che vivano per così tanto tempo "in simbiosi" in un gruppo, giorno e notte, giorno dopo giorno senza vie di fuga. Organizzare le attività, dividersi i compiti, preparare il materiale, soccorrersi negli imprevisti e qualche volta consolarsi, quando qualcosa non aveva funzionato, ha spinto il gruppo ad una profonda confidenza. La messa quotidiana, con la possibilità di condividere le proprie riflessioni sulle letture ascoltate, divenne l'occasione per condividere anche la propria fede. Ebbene sì, qui è tornato utile anche il prete che parla italiano, nonostante mi fossi dimenticato di portare il messale nella nostra lingua. Ho condiviso questi ricordi della mia estate perché mi piacerebbe che anche qualche gruppo di exallievi di 45 Lombriasco facesse questa esperienza. Scoprireste quanto don Bosco sia amato e stimato anche in paesi lontanissimi dalla sua patria e forse per questo sareste più orgogliosi di essere suoi ex. Magari un'esperienza in missione potrebbe dischiudere in voi nuove prospettive di vita o di lavoro. Se foste interessati chiedete altre informazioni in Istituto oppure a Valdocco dove, ogni anno, si tiene un corso di preparazione al "Mese in Missione". Prende una decina di incontri, serali il lunedì e due week end, interessanti anche per chi non potesse partire. Per i più pazzi si può anche fare un anno di volontariato civile, in una missione salesiana, con il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) l'ONG salesiana per i paesi in via di sviluppo. Per saperne di più visita i siti internet: www.pastorale.valdocco.it www.volint.it www.donbosconelmondo.org d. Danilo Allasia 46 30° ITA 35° ITG 3 35° ITA 47 30° ITG 48 CONGRATULAZIONI A Audi Grivetta P.A. Dott. Umberto e Claudia per la nascita di Stefano A Bertinetti Geom. Enrico e Chiaudano Geom. Serena per la nascita di Lorenzo A Bertolotto P.A. Silvia e Valter per la nascita di Marco A Bonino Geom. Dario e Silvia per la nascita di Giacomo A Carena Geom. Luca e Silvia per la nascita di Emanuele A Chiabrando P.A. Dott. Alessio e Serena per la nascita di Viola Margherita A Chicco P.A. Luca e Cristina per la nascita di Emma A Garello Geom. Ing. Marco e Maura per la nascita di Lorenzo A Quaranta Geom. Ing. Emanuele per la Laurea Magistrale in Ingegneria Civile A Serafino P.A. Giuseppe e Cristina per la nascita di Michele A Zappino P.A. Dott. Enrico e Elena per la nascita di Rebecca 49 90 anni pieron! m a Z . g i S del tutta Auguri da tà la Comuni e dai tanti evi suoi exalli ! affezionati Auguri a artini Don De M ppezzo e a Don O per il 60° a. di S. Mess 50 40° ITA 45° ITA 51 40° ITG 45° ITG 52 ARRIVI… Pravin Joseph Pravin Joseph è il nuovo chierico indiano giunto a Lombriasco l'estate scorsa. Ha 27 anni e proviene da Cuddalore, un villaggio vicino a Pondicherry. Ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio all' Università Salesiana di Vellore e ha studiato Filosofia a Salem. Ha insegnato Inglese, Storia e Catechismo al Collegio Salesiano di Redhills nella Regione di Chinnai, occupandosi anche dell'assistenza. Pravin è in Italia per il Tirocinio, per imparare la lingua e studiare Teologia. È contento di essere in Piemonte perché è la patria di Don Bosco e perché la Comunità di Lombriasco è molto gentile ed accogliente. … e PARTENZE Botalla Alessandro Il chierico Alessandro Botalla Buscaglia, dopo due anni trascorsi a Lombriasco nell'animazione del convitto e nell'insegnamento della Religione, lascia il nostro istituto per trasferirsi nella comunità salesiana di Torino-Crocetta, dove si occupa del collegio universitario. A lui un grazie e un augurio di buon lavoro. 53 D. Rol Luigi Don Luigi Rol, dopo dodici anni passati a Lombriasco come preside della Scuola Media, oltre che come preparato e sempre aggiornato insegnante di Lettere e Religione, è stato inviato nella Scuola Media Salesiana di TorinoMonterosa con l'incarico di Preside. A lui il grazie di docenti ed exallievi per la precisione e la dedizione con cui ha svolto il suo servizio. La presidenza della nostra Scuola Media è stata affidata al prof. Marziano Bertino, già preside delle Superiori, che sarà coadiuvato nella gestione della scuola dalle prof.sse Margherita Capello e Rosangela Chiavazza. 54 In ricordo di don Sandro Un giorno passando da Lombriasco per salutare alcuni dei miei vecchi professori e aver fatto due parole con loro, mi sono fermata a guardare la gigantografia di don Sandro che c'è sotto il porticato e ripensavo a lui. Di don Sandro mi vengono in mente alcune sue affermazioni come "chi fuma raccoglie cicche!" durante gli intervalli, oppure salendo velocemente le scale gridava "largo ai giovani!", o ancora alla fermata dell'autobus ci invitava a "lasciar scendere!"gli altri passeggeri e a non fare quindi i "baluba" e al sabato ci augurava una "buona e Santa domenica!". Durante le interrogazioni era solito dire "man en sacocia e pipa en buca" quando avevamo un atteggiamento poco consono alla situazione, oppure "sputa, sputa!" spronandoci a dare una risposta alla sua domanda. In classe era un insegnante severo ed esigente, però sempre pronto alla battuta per rendere meno pesanti le lezioni; famosa era la sua "tecnica del pulcino" per tenerci attenti: perché una volta che ti ritrovavi pulcino certamente avresti mangiato il "verme più grosso" ma ti saresti preso presto le "beccate più forti". Nell'aula di agronomia aveva un altro metodo, ovvero la lunga canna di bambù con la quale ho avuto un incontro molto ravvicinato perché al posto di seguire la spiegazione del ciclo del fosforo guardavo le diverse varietà di cereali presenti nella vetrina, credo che la canna sia ancora là appoggiata alla parete dietro la cattedra in suo ricordo. Era un professore giusto che si complimentava quando avevi lavorato bene e ti sgridava se era necessario, ma la cosa importante è che dopo, magari non proprio subito, eravamo amici come prima, anzi di più. A Lombriasco ha lasciato un grande vuoto, perché era un punto di riferimento costante, una persona sempre disponibile in qualsiasi occasione, sempre pronto a darti un consiglio, dal più semplice, a quello necessario per risolvere le grandi difficoltà che, ogni tanto, la vita ci ha presentato; capi- 55 va al volo se c'era qualcosa che non andava per il verso giusto e riusciva sempre a tirarti su il morale incoraggiandoti a dare sempre il meglio di te in qualsiasi situazione. In nome e sull'esempio di don Bosco ha dedicato tutta la sua vita ai giovani con il preciso obiettivo di formarli buoni cristiani e onesti cittadini. "I salesiani passano, don Bosco resta", questo era solito dire don Sandro agli exallievi che puntuali e frequentemente tornavano a Lombriasco per i diversi raduni, ma da come si è potuto vedere nei momenti di preghiera prima e al funerale poi, don Sandro è rimasto nel cuore dei moltissimi allievi, exallievi, colleghi, amici e conoscenti. Un'incredibile manifestazione d'affetto, rispetto ed amicizia, frutto del tanto lavoro svolto da don Sandro con impegno, entusiasmo e passione per allievi, exallievi e non; tutto questo perché don Sandro era un amico speciale, era una persona speciale che la malattia ci ha portato via troppo presto. Battisti P.A. Michela 56 Per l’Unione e l’Amicizia Abbà Geom. Federico Borghino P.A. Roberto Aimaretti Roberto Alesina Geom. Luigino Arfelli P.A Dott.Romano Aschieris P.A Geom. Prof.Renato Baldioli Geom. Gianfranco Baraldi Geom. Jures Barassi P.A. Dott. Giorgio Barberis Geom. Augusto Barbero Enot. Ernesto Barbieri Geom. Alessandro Baritello Flora Barra P.A. Alessandro Bertello P.A Franco Bettati Dott.Gianni Biancotto Valeria Boretto Romano Bosio Geom. Alberto Bovetti Geom.Paolo e Ing. Marco Capella Dott.Carlo Cardani Adriano Carle Geom. Enzo Cavaglià P.A. Giacomo Cavallotto P.A. Armando Chenal P.A. Dott. Gianmarco Chiapetto P.A. Maurizio Chiavazza Rag. Luigi Chinasi Mario Chiodi Geom. Roberto Ciomei P.A. Filiberto Citossi Sergio Dalmasso Paolo Dominici Geom. Silvio Ducco Geom. Maurizio Eichholzer Geom. Carlo Favaro Geom. Giuseppe Ferrero P.A. Giuseppe Frassa P.A.Giuseppe Garello Ing.Geom. Marco Garlando P.A. Eusebio Garnero P.A. Roberto Genre Geom. Gabriele Musso Piantelli Geom. Cristoforo Gerbino Geom. Davide Giordana Bartolo Giuseppina Barbera ved. Chiaretta Grassero P.A. Pier Luigi Lomello Paolo Longo Vaschetti P.A Andrea Geom. Davide Lorenzato Geom. Renato Magnanini P.A. Federico Malagoli P.A Luigino Manassero Geom. Valerio Marcato P.A. Virginio Marenda P.A. Stefano Marguerettaz P.A. Dott. Fabio Massimino P.A. Giuseppe 57 Meinardi Geom. Fabrizio Mennuni Geom. Giovanni Mignacca P.A. Gianmaria Montrosset Geom. Ing. Ivo Novaroli P.A. Emiliano Ostorero Geom. Giuseppe Pansa P.A. Augusto Paravisi Geom. Marco Paruzzo P.A. Giovanni Pasta P.A. Roberto Pautasso P.A. Dott. Giacomo Pedrale P.A. Prof. Massimo Perino Geom. Piero Perotti P.A. Mario Perotti P.A. Marco Pezzani P.A. Dott. Giampiero Pianca Geom. Guido Pistono Giacomo Remo Pitet Augusta Pochettino Giovanni Poletto Geom. Cesare Pollano Geom. Giovanni Portis P.A. Alberto Racca Bernardino Ragaccio Geom. Giangiacomo Raglia P.A. dott. Ugo Rivoira Frat. Michele Rosati P.A. Umberto Rosso P.A. Giuseppe e Daniela Ruffinatto P.A. Fabrizio Sciandra P.A Oddone Serafini P.A Giuseppe Sosso Geom. Luca e Geom. Alberto Squarotti Geom. Massimo Succo Geom. Ing.Daniele Taliano Carlo Tesse Geom. Mattia Tosco P.A. Valentino Vanzetti Geom. Dott.Domenico Vanzetti-Tamagnone Vaudano Giovanni Vergnano P.A. Giovanni Verra Rag. Franco Viviani Geom. Narcisio Yeuilla P.A. Remo Zappa Geom. Giovanni Un grazie sincero per la generosa collaborazione. Ci scusiamo per eventuali dimenticanze. 58 ITG ITA Liceo scientifico 59 TA C C U I N O Giovedi’ 9 gennaio 2014 ritrovo a Saluzzo per la venerazione dell'urna di Don Bosco e Messa Solenne alle ore 9.15 nel Duomo Sabato 5 aprile 2014 S.Messa a Breolungi in ricordo di Don Rossi e Don Pellerino Ritrovo ore 10 - S. Messa ore 11.Per ulteriori informazioni e prenotazione del pranzo contattare: Giovanni Aime: tel. 0175/230138 - 3403331724 e-mail: [email protected] oppure Corrado Allena tel. 0174/681421 Sabato 12 aprile 2014 Preparazione alla Pasqua per i giovani exallievi Domenica 11 maggio 2014 CONVEGNO ANNUALE EXALLIEVI Per la prenotazione utilizzare la cartolina allegata oppure telefonare al 011-2346311 o inviare una mail alla [email protected] Vi aspettiamo numerosi anche se sono giornate ricche di impegni. Non lasciamo morire questo importante appuntamento per tutti gli exallievi!!. È un momento di grande unità tra le varie generazioni di studenti e insegnanti. Auguri di Buon Natale! elledi - Arti Grafiche - Carmagnola RIVISTA MARIA AUSILIATRICE - Direttore Responsabile: Sergio Giordani - Reg. Trib. Di Torino n. 2954 del 21/04/1980. Amministrazione e redazione: Via Maria Ausiliatrice, 32 - 10152 Torino tel. 011.5224203 - COL TEMPO E COL PO - Rivista degli exallievi di Lombriasco - Redazione: Elvira Carena, Claudia Sola, Guido Meinardi. Stampa: elledi - Arti Grafiche - Carmagnola Supplemento a: "Maria Ausiliatrice" rivista della Basilica di Torino-Valdocco - Torino - Anno 35 - numero 1 / 2014 Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27-02-2004 n. 46) art.1, comma 2 e 3 - CB-NO/TORINO PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE In caso di mancato recapito rinviare all'ufficio C.M.P. TO NORD per la restituzione al mittente che si impegna a corrispondere la relativa tassa. Grazie. ISTITUTO TECNICO SALESIANO - Via S. Giovanni Bosco, 7 - 10040 Lombriasco