Natale 2013
Rivista degli exallievi di Lombriasco
2
Il Saluto
del Delegato
Cari amici exallievi,
è già passato un anno da quando ho
ricevuto l'incarico di delegato degli exallievi. Ho trovato una
unione che risponde con puntualità alle iniziative e alle programmazioni della Presidenza.
La partecipazione alle riunioni è numerosa e vivace per la presenza di tanti bambini che mantengono allegro l'Istituto.
Guardo con ottimismo tanti ragazzi che un giorno potranno
riempire le nostre aule e i nostri cortili. Penso che i nostri exallievi hanno il futuro della nostra casa nelle loro mani.
Il vostro esempio e la vostra professionalità sono la strada per
Lombriasco. Vorrei
proporvi una considerazione che ho
preso dalla nostra rivista ufficiale "Voci Fraterne" sulla situazione in cui stiamo vivendo. Il nostro Paese sembra percorso
da una condizione di instabilità politica ed economica che
mette in pericolo posti di lavoro e crea disagi a molte famiglie.
Si ha l'impressione che i governanti non siano in grado di
porre basi stabili condivise per una ripresa orientata alla crescita del bene comune.
E' proprio il bene comune che non viene individuato. Il termine "bene comune" ha bisogno di una mentalità che orienti e
che aiuti a distinguere il bene dal male. In concreto c'è bisogno
3
di una mediazione culturale che possa ridare fiducia, speranza ma soprattutto visibilità a ciò che si propone. Il nostro vissuto può diventare palestra per creare una nuova mentalità.
La crisi di dialogo è prima di tutto crisi di ascolto, manca la
capacità e la volontà di "ascoltarsi".
C'è bisogno di essere, ma l'essere esige impegno che non è
frutto di improvvisazione, significa competenza, attenzione e
capacità di ascolto. La famiglia, la scuola devono ritornare ad
essere luoghi educativi.
L'autore dell'articolo invita gli exallievi in momenti così critici a dimostrare la propria preparazione e a vivere secondo gli
insegnamenti ricevuti.
Non ci mancano esempi concreti di vita cristiana e di impegno
dettati dalla presenza di Papa Francesco che ogni settimana
da piazza San Pietro ci lancia degli insegnamenti formidabili.
Per noi è anche l'anno del passaggio dell'urna di Don Bosco di
cui verranno date delle indicazioni più precise. Siamo invitati a conoscere e a vivere la spiritualità di Don Bosco.
Colgo l'occasione per formulare gli auguri più cordiali per il
Santo Natale e per un Felice anno Nuovo.
Brizio Arlian
4
Il Saluto
del Direttore
Carissimi exallievi,
ancora una volta risuona l'annuncio del Natale: la nascita di
Gesù.
Ogni anno che passa ed ogni volta che mi accingo a scrivere
su questo tema, ho l'impressione che la voce si faccia sempre
più flebile, sempre più feriale. Immediatamente il mio pensiero va a quella lontana notte in cui, rifiutati da tutti, Giuseppe
e Maria dovettero accamparsi in una grotta al di fuori delle
mura della città, protagonisti di quell'evento che avrebbe
cambiato le sorti della storia.
Oggi più di ieri, questa voce si mescola a quelle tante che,
assordanti e provenienti da ogni dove, rischiano di soffocarne
il suono, ma nello stesso tempo emerge sovrana la certezza,
l'energia e la potenza di quel Bambino che un giorno, divenuto adulto, ha rassicurato i suoi discepoli: "sarò con voi fino alla
fine dei tempi".
Abbiamo concluso l'anno della fede. Noi cristiani, che tentiamo di seguirne le orme e praticarne gli insegnamenti, siamo
ormai divenuti minoranza, ma non viene meno la fiducia in
Lui e nella sua promessa.
Allora celebrare il Natale vuol dire lasciarci rischiarare dalla
sua luce e saper leggere le vicende della nostra vita con i suoi
occhi, sorretti da quella speranza che proprio lui infonde nei
nostri cuori ed alimentati da quell'amore che lui per primo ci
5
ha insegnato e testimoniato.
Da qui prendono significato quei gesti di bontà e di solidarietà che proprio a Natale siamo invitati a compiere, ma soprattutto da qui nasce quello stupore che pervade la nostra vita,
quando ci apriamo a questo mistero così disatteso e così decisivo per il destino dell'umanità.
Il Natale di Gesù è un "già ed un non ancora", che è affidato
agli uomini di buona volontà, a quei piccoli che si lasciano catturare da Dio e dal suo mistero, a cui gli angeli annunciano:
"Gloria Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che
Egli ama".
Il mio augurio più cordiale e più sincero è che ciascuno di noi
possa fare questa esperienza in maniera definitiva, ancorando
la propria vita a Gesù di Nazareth, che è l'unico in assoluto
che può dare risposte certe ai nostri interrogativi più profondi e dirci con verità: "anche tu sarai con me in Paradiso".
Il Signore vi benedica, benedica le vostre famiglie, il vostro
lavoro, dia compimento a quel desiderio di bene che portate
nel cuore.
Buon Natale a tutti con l'affetto e l'amicizia di sempre.
Sac. Genesio Tarasco
6
Il Saluto
del Presidente
A voi tutti che mi siete amici…cari exallievi… in occasione di
questo Natale desidero presentarvi un amico. Non possiamo
definirlo un amico comune, ma mi piacerebbe aveste anche
voi l'opportunità di conoscerlo e di apprezzarlo attraverso le
mie parole.
Un amico caro vive lontano da me.
Un amico e' lontano dal mio quotidiano e dalle mie consuetudini.
Un amico possiede grande misericordia ed ha il coraggio di
metterla in pratica.
Un amico lotta fiero e dona la sua forza all'Africa.
Un amico trascina una gamba, ma corre senza indugio verso
l'altro che domanda il suo aiuto.
Un amico sopporta torrenziali piogge senza sole, accogliendo
in casa gli altri in attesa delle bonacce.
Un amico conta il denaro che gli occorre tutti i mesi, e lungimirante ricerca continue possibilità per i miseri.
Un amico è in Africa, nel pieno dell'Africa.
Un amico è in Etiopia.
Un amico lotta ogni giorno.
Un amico vince ogni giorno.
Un amico è missionario di don Bosco nel mondo.
L'ho incontrato l'estate passata: non
accadeva da lunghissimi anni, nel
luglio scorso sono stato suo ospite in
Etiopia.
Questo amico si chiama Mario. Don
Mario Robustellini.
La sua obbedienza a don Bosco la esercita in missione, a Zway, una piccola
7
cittadina, o meglio un enorme villaggio posto a ridosso di un
lago nebuloso, nel sud dell'Etiopia.
L'Etiopia è un grande stato africano, variegato nell'aspetto e
problematico per l'alta natalità, le malattie e le carestie.
Mario opera come salesiano da sempre. Ha più di 60 anni ed
è originario del Trentino Alto Adige.
Mario è un uomo forte, serafico, tratti accomodanti, capelli
folti e arruffati e zigomi pronunciati. La sua stretta di mano è
pregnante, sembra trarti verso di lui.
Tante altre cose sembrano trasportarti nel suo impegno e nel
suo mondo; le problematiche, che egli illustra dell'Africa e
delle persone che lo aiutano; le storie delle donne etiopi, a cui
ha portato cure; esistenze sofferte dei suoi tanti scolari col viso
tondo e le guance sporgenti, i contributi di temerari confratelli, alleati vecchi e giovani, figli della sua terra e figli
dell'Africa.
Trascorrere del tempo in sua compagnia, miei cari amici exallievi è stato come vivere in un altra realtà. Una bella, preziosa
e abilitante realtà......
Don Mario ha quel carisma, quell'ascendente che, probabilmente, noi
tutti dovremmo ritrovare.
I suoi passi, a tratti indecisi e a tratti incalzanti, ti conducono al suo
seguito.
La sua messa è un canto continuo,
un grido di gioia che accende il
vuoto più buio.
La missione di Zway è nata circa trent'anni fa, per opera di
don Elio Bonomi, compianto fratello salesiano. Don Mario è
direttore del grande Istituto Scolastico Salesiano, che interessa
tutte le fasce d'età, dall'infanzia alle superiori.
All'interno del nucleo educativo operano volontari locali o
provenienti da ogni parte del mondo e sono differenti le iniziative sorte sotto l'impulso della casa di Zway. Grazie ai
volontari, ad esempio, si è creato il progetto "wid" e cioè
"women in development", donne in movimento, donne raccolte dalla strada, in genere ragazze madri o prostitute che,
8
grazie ad un'accoglienza e una formazione, operano nella realizzazione di manufatti e utensili. Il loro lavoro diventa forma
concreta di sostentamento per loro stesse e per i loro bimbi,
strumento di nuove possibilità di vita.
Don Mario ha un grande orto, ad esso si dedica con scrupolo
e impegno, in modo tale che il suo raccolto sia fonte per la
comunità. Ha qualche mucca; e un toro ancora giovane.
Accudire bestiame è divenuto il suo sentirsi etiope: l'essere
allevatore infatti è una delle aspirazioni massime in questo
luogo.
Durante i mesi in cui la
scuola è chiusa, luglio e
agosto, accoglie adolescenti, in particolare italiani, che organizzano
con gioia e zelo l'estate
ragazzi. Ad essa vi
prendono parte quasi
tutti i bambini della
città. Ho assistito a
momenti di intensa vita. Ricordo con affetto sincero le camminate lente, ritmate dalle calorose conversazioni con don
Mario mentre attorno, impegnati nei giochi, tante scure braccia agitate contornavano sorrisi candidi. Alcuni di questi giovani hanno formato un coro e inciso un album. Provano entusiasti i loro pezzi e li celebrano in un'Eucarestia pregna di
intenzioni. Ho assistito a momenti di tale intensità che mi
pervade l'idea che la forza di don Mario abbia coinvolto tutti
a Zway: egli non si scaglia contro il mondo, ma cerca di analizzarlo e comprenderlo. Per colmare i bisogni dei poveri che
gli stanno attorno, non gli riempie tasche, ma offre loro piccoli incarichi o posti d'impiego, nei quali essi possano adoperarsi con responsabilità.
Don Mario, perchè questo
avvenga, non si risparmia:
escogita idee e vaglia eventualità , siano esse contro la
siccità, che quasi tutto l'anno
minaccia l'Etiopia, o contro
l'abuso delle molte categorie
fragili.
9
Don Mario festeggia San Giovanni Bosco il 31 gennaio, la
Santa Pasqua e il Santo Natale con tutta la sua Comunità di
ragazzi e confratelli, come ci apprestiamo a compiere noi ora;
proprio il Natale, mi è parso, sembra egli riprodurlo e rievocarlo ogni giorno. Don Mario attua e porta nascite continue di
speranza e di cambiamento: opera dalla sua piccola missione,
ma trasmette l'ardore salesiano ad un continente intero, grande e nero: l'Africa....
Per questo Santo Natale chiedo a voi tanti cari amici exallievi
un regalo..... consentitemi di farvelo conoscere il mio sentito
amico…. di potervi dire: "Questo e' don Mario! Un grande
Salesiano di don Bosco al servizio dei giovani nel cuore
dell'Africa…"
A voi, a don Mario, all'Africa un vero Natale di condivisione.
Marziano Bertino
Gli indirizzi di don Mario sono:
don Mario Robustellini
don Bosco p.o. box 76 Zway -Ethiopia.
mail:[email protected]
10
sari
Anniver
onio
di matrim
11
Anniversari
Tra vecch
i
di matrimon
amici
io
12
"DON BOSCO RITORNA
TRA I GIOVANI ANCOR"
Il passaggio dell’Urna, occasione
per scoprire le radici dell’essere Exallievi
Nell'ambito della preparazione alle celebrazioni del
secondo centenario della nascita di San Giovanni Don
Bosco è stato organizzato il pellegrinaggio con l'URNA
contenente le sue spoglie mortali attraverso le opere
salesiane sparse nel mondo e le Diocesi cui esse appartengono.
Se si leggono le cronache di tale passaggio è
possibile cogliere un grande entusiasmo da parte della
gente e, in particolare, dei giovani di tutti i continenti nei
confronti del Padre, Maestro ed Amico della gioventù.
A tal proposito riprendiamo il Bollettino Salesiano
dell'agosto 2013 la testimonianza di tre universitari che
studiano presso una facoltà laica a Santiago del Cile:
"Siamo venuti a pregare. L'Università che frequentiamo
ci dà una buona preparazione, ma soltanto Gesù ci
comunica la forza per vivere. Don Bosco è bellissimo
esempio per dare la nostra vita per i più poveri"
Durante quest'anno il Rettor Maggiore invita tutta
la Famiglia Salesiana ad approfondire l'esperienza spirituale di Don Bosco secondo la specifica vocazione di
ciascuno.
13
Solitamente chi non è troppo esperto riguardo
alla persona di questo grande
Santo Sociale
dell'Ottocento si concentra sugli aspetti più esteriormente evidenti della sua azione educativa.
Alcuni, infatti, restano colpiti dalle sue capacità
organizzative, specialmente nel dare inizio alle scuole
professionali finalizzate all'apprendimento dei mestieri
per decine di ragazzi che affluivano nella Torino della
seconda rivoluzione industriale in cerca di una occupazione lavorativa. Altri vengono affascinati dalla sua lungimirante preveggenza dimostrata attraverso l'utilizzo
degli strumenti di Comunicazione Sociale per la formazione culturale e religiosa dei giovani e dei ceti popolari. Atri imitano in Lui la disponibilità nell'andare incontro ai
ragazzi più poveri e più abbandonati, in un periodo storico nel quale anche i Sacerdoti manifestano un certo
distacco nei loro confronti.
Forse, più di uno di voi, carissimi exallievi, si è chiesto, quando ha soggiornato nell'Istituto Salesiano di
Lombriasco, quali fossero le motivazioni profonde che
animavano gli insegnanti e i formatori che l'hanno
accompagnato nel periodo della sua crescita intellettuale umana e cristiana.
Don Bosco, Santo fondatore della famiglia salesiana è portatore di un carisma speciale nella Chiesa.
Nella prima lettera di San Paolo ai Corinzi i carismi sono
definiti come doni dello Spirito Santo distribuiti agli uomini per il bene di tutti. Dio ha suscitato questo "ragazzo"
residente ai Becchi frazione di Castelnuovo d'Asti, arricchendolo delle virtù necessarie affinché fosse iniziatore
di una modalità nuova di vita evangelica capace di
dedicarsi all'educazione dei giovani. Il motto che egli ha
lasciato come programma e che è stato la molla di ogni
sua attività suona così: "Da mihi animas, coetera tolle"
(Dammi anime da condurre a Te, o Signore, e tieniti tutto
il resto).
14
L'esperienza spirituale vissuta da quest'uomo, dotato
delle virtù tipiche della sua gente onesta e laboriosa,
definito da un autore "l'unione con Dio" per la sua relazione intensa con Cristo Signore, ruota attorno ad alcuni
nuclei importanti che, a ben vedere, appartengono o
dovrebbero appartenere all'esistenza di ogni vero discepolo del Salvatore. L'amore verso Gesù Sacramentato
per cui suggeriva ai suoi seguaci la frequente visita
all'Eucaristia in chiesa. La sua tenera devozione alla
Vergine Maria, che lo ha sostenuto nelle sue immani fatiche apostoliche. In riferimento a ciò, mi piace ricordare
il noto episodio al tempo in cui fu posta la prima pietra
per la costruzione della futura basilica di M. Ausiliatrice a
Valdocco. Consegnando quattro monete nelle mani del
capo-mastro, rispose a lui fortemente perplesso sulla possibilità del sacerdote di pagare le spese per tali lavori:
"Non ti preoccupare, la Madonna ci penserà a pagare
quanto sarà necessario per fare la Sua casa!"
All'inaugurazione di tale edificio puntualmente Don
Bosco saldò il conto presentatogli da chi aveva effettuato i lavori.
La filiale obbedienza
al papa, Vicario di Cristo
e Successore di San
Pietro, per cui il "il preive
dle maraie" ha sempre
messo al primo posto la
volontà del Pontefice
romano, subordinando
ad essa ogni altra decisione. Per amore verso il Santo Padre accettò di sobbarcarsi la responsabilità di portare a termine l'edificazione
della chiesa del Sacro Cuore in Roma, incombenza che
minò ulteriormente il suo fisico, già provato da un lavoro
assiduo ed instancabile. Il segreto della fecondità apostolica del "prete amico dei ragazzi" sta nella sua costan-
15
te familiarità con il Signore, tanto che un suo biografo
ebbe a scrivere di Lui: "camminava come se vedesse
l'Invisibile". Benché immerso nelle faccende di questo
mondo, intraprendente come nessuno quando si trattava del bene dei suoi destinatari, egli celebrava la liturgia
della vita, trasformando ogni suo pensiero in offerta gradita a Dio per la diffusione del Regno.
Per tutti noi che amiamo Don Bosco e gli siamo riconoscenti per quanto abbiamo ricevuto attraverso i continuatori della sua opera educativa, ritornare a Lui può
significare l'esigenza di attuare uno stile di vita impostato
sui valori più importanti, essere fedeli alla Messa festiva e
alla preghiera quotidiana, relazionarci positivamente
con gli altri, ricordare che il lavoro non è un "idolo" al
quale sacrificare tutti o quasi gli aspetti ugualmente prioritari per l'esistenza nostra e di chi sta al nostro fianco.
Allorché andremo a pregare presso la sua urna, chiediamogli di accompagnarci nel cammino di ogni giorno ed
affidiamo alla sua intercessione quei propositi buoni che
albergano nel nostro cuore.
Don Paolo Audisio di Somma
16
DON BOSCO RITORNA... A SALUZZO
Certamente negli anni del suo ministero sacerdotale a
favore dei ragazzi di Torino, Don Bosco venne più volte
nel Saluzzese: in alcuni dei nostri paesi aveva degli amici
che sostenevano, sia moralmente sia economicamente,
la sua opera educativa. Di sicuro anche lui, quando arrivava da Torino nella nostra città, avrà ammirato la bellezza dei paesaggi ringraziando Dio per l'imponenza del
Monviso o per le terre fertili delle pianure locali.
Dopo la morte di Don Bosco, la Famiglia salesiana da lui
fondata ha segnato profondamente la vita del
Saluzzese: quanti giovani delle nostre valli e delle nostre
pianure hanno frequentato, negli ultimi decenni, le scuole salesiane di Lombriasco, Bra e Fossano o hanno soggiornato nei convitti prima a Cuneo e poi a Torino!
Quanti bambini sono stati seguiti negli anni della Scuola
Materna dalle suore Figlie di Maria Ausiliatrice negli asili
di Rossana, Bagnolo Piemonte e Falicetto di Verzuolo! E
poi la significativa presenza per vari decenni dei
Salesiani nell'Oratorio di Saluzzo, dove tanti ragazzi
hanno appreso da questi religiosi ad essere "buoni cristiani e onesti cittadini"! Da tutte queste realtà sono uscite tante vocazioni di suore, sacerdoti e coadiutori salesiani che, sia in Italia sia in terra di missione, hanno portato il carisma di Don Bosco a tante persone. Ai giorni
nostri lo spirito salesiano è più che mai vivo nel Saluzzese:
le scuole sopra citate hanno numerosi allievi di questa
zona, l'Oratorio saluzzese continua la sua grande opera
educativa sotto la guida del dinamico sacerdote diocesano don Marco Gallo e di numerosi animatori e, da
qualche anno, a Saluzzo hanno sede alcuni corsi di formazione professionale gestiti dalla Congregazione di
Don Bosco nella persona di don Gabriele Miglietta.
Visto quanto è stato brevemente esposto, possiamo dire
che il pellegrinaggio dell'urna di Don Bosco a Saluzzo nel
gennaio 2014 avrà tutte le caratteristiche del ritorno di
17
un amico in mezzo a tanta gente che gli vuole bene.
Come credo un po' tutti sapremo, l'urna con la reliquia
del braccio di Don Bosco sta girando il mondo in preparazione alla grande festa del 16 agosto 2016, in cui si
ricorderanno i duecento anni della nascita del santo dei
giovani; in questo periodo la reliquia attraversa l'Italia e
nei mesi di dicembre e gennaio prossimi passerà in tutte
le Diocesi piemontesi.
Don Bosco arriverà a Saluzzo la sera di mercoledì 8 gennaio, accolto verso le ore 20 all'Oratorio a lui dedicato; lì
si terrà una veglia di preghiera per i giovani animata
dalla Comunità Cenacolo di Suor Elvira. Il mattino di giovedì 9 gennaio, sempre all'Oratorio, sarà celebrata la
santa Messa alle ore 7 per tutti gli exallievi: data l'eccezionalità dell'evento, possiamo prendere in considerazione anche una "levataccia"! Verso le 8,15 la reliquia si
sposterà solennemente in Duomo, dove alle 9 il Vescovo
e l'Ispettore salesiano concelebreranno l'Eucaristia alla
quale parteciperanno gli allievi delle scuole salesiane di
Lombriasco e dei centri salesiani di formazione professionale di Saluzzo e Savigliano. Al temine della liturgia si
terrà un momento di preghiera per i sacerdoti della
Diocesi, mentre nel pomeriggio si potrà passare in
Cattedrale a venerare personalmente Don Bosco. Alle
18 la Messa presieduta dal Vescovo chiuderà gli appuntamenti intorno alla reliquia, che verso le 19,15 partirà
dalla città. La macchina organizzativa che si sta muovendo coinvolge varie realtà: dall'Oratorio stesso
all'Unione Exallievi di Saluzzo, dalle scuole salesiane del
circondario ai mezzi di comunicazione locali alla stessa
Diocesi: ci si sta preparando per un grande evento di
preghiera e di amicizia che ogni exallievo certamente
attende, con il cuore colmo di gratitudine verso un
uomo che ha segnato la vita di tante persone, confidando sempre nell'aiuto di Dio e nella protezione di
Maria Ausiliatrice.
Enrico Forestello
19
Terza Media A
ia B
d
Terza Me
20
50° ITA
50° ITG
21
22
25° ITG
20° ITA
23
25° IT
A
20° ITG
24
Le nostre attività estive
CESENATICO…
Il soggiorno estivo al mare è diventato maggiorenne!
Quest'anno, infatti, per la diciottesima volta consecutiva,
l'Istituto salesiano di Lombriasco ha dato vita alla meravigliosa esperienza di vacanza a Cesenatico, in Emilia
Romagna, sul mare Adriatico.
Quindici intensi giorni fra sole, sabbia e mare, con 76 nuovi
amici, coinvolti dalla collaudata equipe di animatori, coordinati da Peter Ottenga e saggiamente organizzati dall'esperienza di Enzo Mottinelli, insostituibile salesiano insegnante
nella scuola media.
Giornate intense di amicizia, divertimento e formazione,
lezioni di vita con tante avventure per crescere insieme, una
sana distensione assistita e organizzata da simpatici, affiatati, creativi, coinvolgenti e infaticabili animatori.
La casa che ci ospita, gestita dalla Diocesi di Cremona, è ai
piedi del grande parco di ponente, a duecento metri dalla
sua spiaggia privata, strutturata per gruppi giovanili, ha una
piscina, campo da calcio e camere da 3 a 10 persone,
esemplari la pulizia, l'ordine e l'attenzione per gli ospiti.
Una caratteristica difficilmente eguagliabile è la sua cucina,
apprezzata per la notevole scelta di menu, abbondanza e
prelibatezza tipica della riviera romagnola.
Nell'estate del 1996 con Enzo riprogettammo, con stile salesiano, un soggiorno al mare, simile a quello organizzato dai
25
salesiani di Lombriasco negli anni ottanta e da allora fu un
successo graduale e travolgente.
Circa 1600 ragazzi e ragazze in questi anni hanno potuto
godere di questa magica esperienza, ricca di passione per
un sano divertimento fra valori autentici, nello stile di Don
Bosco.
Alcuni dei giovani animati, sull'esempio di chi
li ha preceduti, sono
diventati a loro volta
animatori, continuando
una tradizione caratteristica del coinvolgente
metodo educativo salesiano.
Questa vacanza è uno
stimolo
maturante
all'autonomia, lontani dalle quotidiane cure famigliari, con
la vera opportunità di esplorare il mondo intorno, collaudando le proprie capacità di gestione personale, del proprio
tempo e delle proprie cose, in relativa libertà.
Il soggiorno, con le sue attività ludico formative, ogni anno
si orienta su un tema attuale, prendendo spunto da una storia proposta quotidianamente, dalla quale si attingono giochi, serate e spunti di riflessione.
Il filo conduttore di quest'anno era "Ice summer", rivisitazione del film "L'era glaciale 4".
Fra i temi proposti vi erano: accoglienza, amicizia, condivisione, rispetto delle regole, impegno, ascolto, coraggio,
disponibilità e gratitudine, sottolineati nel momento del
buon giorno e della buona notte.
Il divertimento era continuo grazie ai giochi a squadre proposti in spiaggia, in mare, in piscina e nelle serate con balli,
scherzi e giochi notturni.
Il momento clou è stato la visita ai parchi divertimento, con
attrazioni sempre più tecnologiche e stupefacenti:
Mirabilandia, Aquafan, Atlantica, alcune rivisitate un secondo giorno perché sempre adrenaliniche.
26
Il soggiorno marino era offerto, come sempre, a ragazzi/e di
età compresa fra i 9 e i 14 anni, selezionati fra quelli dell'istituto di Lombriasco e loro amici, desiderosi di vivere una
arricchente esperienza di crescita, di amicizia e di vita di
gruppo.
Giorni indimenticabili fra atmosfere fiabesche e vicende
coinvolgenti, proiettati in un mondo fantastico, che permette di liberare la creatività e di vivere valori veri con tanti
nuovi e simpatici amici.
Fra i progetti per la prossima estate perché non mettere
anche Cese 2014; pensateci… è un'esperienza "tosta". Nel
frattempo buon anno scolastico, perché Cesenatico è un
premio per chi se lo merita, ma attenti… i posti sono quasi
esauriti!
Ilaria Aimonetto
27
A Lombriasco
si parla
anche inglese!
Carissimi lettori,
L'estate scorsa, per il secondo anno consecutivo, è stato
organizzato l'"English Summer Camp" per approfondire, divertendosi, lo studio della lingua inglese. Al campo
erano presenti 56 ragazzi dalla prima elementare alla
seconda superiore provenienti da Lombriasco e dai
comuni limitrofi.
Il Direttore don Genesio Tarasco,
promotore dell'iniziativa, mi ha
assegnato il compito di coordinare
tutte le attività, affiancata dal disponibile chierico indiano Amal che si è occupato di preparare due momenti di preghiera al giorno in inglese.
I tutors, due irlandesi e due inglesi, sono stati selezionati e formati dall'associazione culturale "Lingue senza
Frontiere" di Sanremo.
Oltre allo studio della lingua e della grammatica inglese, sono stati ideati giochi molto
fantasiosi che hanno co involto sia
i più piccoli che i più grandi affinché lavorassero insieme e comunicassero esclusivamente in inglese.
Durante le ricreazioni i ragazzi
sono stati costantemente assistiti e
soprattutto l'orario è stato studiato
per le necessità dei genitori e le
coincidenze degli autobus.
28
La giornata cominciava alle 9.00 del mattino con la
possibilità di arrivare in Istituto alle 8.00 e terminava
alle 16.30, ma era consentito fermarsi fino alle 18.00 o
oltre. L'ultimo giorno abbiamo festeggiato con lo spettacolo finale a cui è seguito un momento conviviale in
refettorio arricchito dalle prelibatezze cucinate dalle
mamme e dalle nonne.
Questa esperienza è stata per me molto formativa e soddisfacente perché mi ha permesso di conoscere nuove
realtà. Colgo l'occasione per ringraziare il Direttore Don
Genesio Tarasco per la fiducia accordatami e tutti i
Salesiani per la stima e l'amicizia che ogni giorno mi
dimostrano. Penso che sia opportuno da parte mia concludere con un pensiero a Don Sandro, un carissimo
amico che mi ha aiutata a crescere come donna e come
educatrice.
Negli ampi spazi che l'Istituto di Lombriasco offre si
respira un'aria amica, familiare, si avverte la presenza
paterna di Don Bosco che, sotto lo sguardo attento e
premuroso di Maria Ausiliatrice, ci protegge.
Con affetto,
prof.ssa Valentina Prato
29
5° ITA
5° ITG
5° LS
30
SPERIMENTAZIONE
AGRARIA A LOMBRIASCO
Diciotto campagne di sperimentazione agraria presso il nostro
Istituto di Lombriasco a partire dal 1996 sino ad oggi senza
interruzioni e nel medesimo appezzamento. Una collaborazione continua e infaticabile tra la Scuola, la Regione Piemonte e
l'Università di Agraria di Torino e, inizialmente, con i tecnici
delle Associazioni di Categoria degli agricoltori. Una grande
quantità di dati raccolti, di esperienze fatte, di agricoltori passati su questi campi nelle varie giornate divulgative. Tanti studenti della nostra scuola e dell'università si sono susseguiti per
dare una mano nella gestione, nella raccolta dei dati per produrre delle tesi di laurea, degli articoli da dare alla stampa
nazionale di settore (Terra e Vita, L'Informatore Agrario), per
produrre opuscoli e monografie curate dal settore Agricoltura
della Regione Piemonte.
Tanti scambi di opinioni tra tecnici di campo e professori universitari, divergenze di idee che non hanno mai portato a uno
scontro ma bensì alla mediazione e alla verifica delle varie tesi
che ognuno portava. Perché è proprio la verifica di tante informazioni, innovazioni e iniziative lo scopo di queste diciotto
31
campagne di attività che sono diventate un vanto non solo per
la nostra Scuola ma anche per la regione Piemonte e la Facoltà
di Agraria che porta questi campi di lunga data come esperienza positiva.
Facciamo un po' la storia di questa avventura. Si è iniziato nel
1996 scegliendo un appezzamento condotto a prato per
avere, come base di partenza, un terreno non lavorato da
almeno 2 anni su cui sono state gestite prove di minima lavorazione (basso input) confrontate con tesi a conduzione tradizionale con aratura e concimazione classiche dell'areale e tesi
con adozione di produzione integrata caratterizzate da riduzione degli elementi fertilizzanti e trattamenti diserbanti eseguiti in post-emergenza. La rotazione colturale, susseguitasi su
due quadrienni, comprendeva sempre mais e frumento, colture tipiche della pianura piemontese, ed una leguminosa (soia o
pisello proteico). Nel 2004, con la chiusura dei primi otto anni
di sperimentazione, vengono pubblicati i primi dati utili con
incontro in campo e coinvolgimento di tecnici e agricoltori e
si modifica la rotazione inserendo le " nuove" colture arrivate
in zona, barbabietola da zucchero e pomodoro da industria, in
seguito alla crisi dei prezzi dei cereali da granella nonché della
soia. È un'avventura anche per alcuni tecnici che imparano ad
avere dimestichezza con coltivazioni studiate più sui libri che
32
viste in campo. Restano comunque inalterati gli appezzamenti
a basso input dove l'aratura continua a non essere eseguita e
la rotazione resta sempre la medesima (frumento, mais, pisello proteico e mais) per capire la dinamica delle infestanti e l'evoluzione della sostanza organica che nei nostri terreni sta
diminuendo a causa delle eccessive lavorazioni.
Con il 2007 inizia un nuovo ciclo e vengono pubblicati i risultati della sperimentazione precedente e l'appezzamento viene
ulteriormente suddiviso in 36 parcelle più piccole di circa 300
mq di superficie per avere le ripetizioni delle tesi in più parti
del campo. Il nuovo triennio sperimentale abbraccia l'avvento
della produzione energetica che può essere operata anche dal
settore agricolo e vengono ideati sistemi colturali preposti alla
produzione di biodisel, inserendo nella rotazione frumentomais colza e girasole e un sistema colturale potenzialmente
tipico di un'azienda con allevamento e produttrice di biogas,
inserendo colture energetiche quali sorgo e mais da biomassa.
Tale sistema prevede l'utilizzazione del digestato proveniente
dall'impianto di biogas come fonte di fertilizzazione.
Dal 2010 con l'obiettivo di incrementare la sostanza organica
nel suolo cercando la tecnica colturale migliore che permetta
cioè di mantenere anche dei discreti livelli produttivi, si ritorna alla rotazione iniziale (frumento, mais, soia, mais) e si speri-
33
menta l'impiego di un possibile fertilizzante del futuro , il compost da RSU. Nella gestione del sistema basso input la semina
su sodo viene limitata al frumento in quanto, grazie all'esperienza acquisita nel corso degli anni, si è notato che in questo
terreno la semina diretta penalizza molto le produzione colturali soprattutto a causa di ristagni idrici che possono verificarsi in corrispondenza di alcune fasi dello sviluppo colturale
(accestimento del frumento, emergenza di soia e mais). Per cui
si è preferito combinare le operazioni di minima lavorazione,
eseguite su mais e soia, con la semina diretta del frumento. I
risultati ottenuti sono stati ottimi.
Le misure eseguite nel corso degli anni hanno riguardato i
classici livelli produttivi e qualitativi delle colture ma anche
misure più fini relative le caratteristiche agronomiche dei suoli.
I risultati ottenuti sono stati molteplici, riportati in pubblicazioni di diversi livelli: regionali , nazionali ed internazionali.
Molta importanza è stata attribuita allo studio delle perdite
delle forme minerali degli elementi nutritivi N,P e K. I risultati ottenuti sono stati interessanti ed hanno permesso di concludere che è possibile aumentare l'efficienza della concimazione se essa viene eseguita secondo gli asporti delle colture.
Surplus di bilanci determinano accumuli delle forme minerali
N e P potenzialmente sottoposte a perdite per lisciviazione
nei terreni molto sciolti della Scuola. Inoltre informazioni
importanti si sono ottenute sulla concimazione fosfatica evidenziando che in suoli particolarmente ricchi di tale elemento
è possibile sospendere l'apporto di P anche per lunghi periodi
senza visibili riduzioni produttive e con risparmi economici
tangibili. Durante il lungo periodo sperimentale sono stati eseguiti anche rilevamenti sulla fauna tellurica, cioè sugli organismi
che vivono nel suolo, soprattutto quelli preposti alla decomposizione della materia organica e precursori dell'attività di
mineralizzazione della sostanza organica e della disponibilità
degli elementi nutritivi, rilevando delle differenze importanti di
numero e di specie tra i diversi sistemi confrontati. Si sono
inoltre eseguiti conti economici ed energetici delle varie tesi
giungendo alla conclusione che si può limare su alcune voci di
spesa mantenendo il reddito costante.
34
Una nuova avventura è iniziata con il nuovo progetto iniziato
quest'anno che ha come obbiettivo il lancio di prodotti a basso
impatto ambientale. Il nuovo ciclo sperimentale avrà una durata di soli due anni (anche la sperimentazione sull'agricoltura
sta risentendo della crisi globale e dei conseguenti numerosi
tagli eseguiti in ambito pubblico). Si vedrà in futuro se ci sarà
ancora per questo tipo di sperimentazione nuova linfa, soprattutto per consentirci di stare al passo e di mediare le richieste
incalzanti della comunità europea.
Chi ha seguito la sperimentazione in questi anni ha avuto sicuramente delle conferme o smentite su alcune pratiche agronomiche adottate e sicuramente sono ancora molte le prove
che si possono fare e le tematiche da affrontarsi e sicuramente la volontà nel proseguire e l'entusiasmo dei protagonisti
non è ancora venuto meno.
Sicuramente ci è mancata in questi ultimi tre anni la figura di
don Sandro, figura a cui si poteva far riferimento per qualsiasi
problema tecnico e organizzativo e che ha sempre sostenuto
questa sperimentazione cercando di creare anche un gruppo
di lavoro in cui ci fosse un rapporto di amicizia e non solo professionale, come vuole lo stile salesiano.
35
A Barbero Geom. Pier Renzo
e P.A. Dott. Fabrizio
per la morte della moglie e mamma
A Berta Geom. Massimo
per la morte del papà
A Campra Alessandra e Alessia
per la morte del nonno
A Galli P.A. Riccardo
per la morte della mamma
A Marocco P.A. Francesco
e P.A. Dott. Silvio
per la morte del papà
A Montobbio P.A. Andrea
per la morte del papà
A Pautasso Geom. Maurilio
per la morte del papà
A Rosati Umberto
per la morte della moglie
Non restare a piangere
sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti
che soffiano.
Sono la scintilla
diamante sulla neve.
Sono la luce del sole
sul grano maturo.
Sono la pioggerellina d’autunno.
Quando ti svegli
nella quiete del mattino…
Sono le stelle
che brillano la notte.
Non restare
a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì,
non dormo.
A Sola Simona
per la morte del papà
36
I NOSTRI MORTI
Donetto Geom. Antonio
Ghio P.A Dott.Aurelio
Marocco P.A. Dott. Paolo
Mosso Giovanni Battista
Nota Geom. Giuseppe
Vallauri Geom. Giancarlo
PAOLO MAROCCO
una vita laboriosa,
una testimonianza luminosa
Esistono persone che lasciano una traccia indelebile nella
memoria e nel cuore degli altri perché hanno saputo comunicare attorno a loro saggezza pratica, cultura tecnica e ricchezza interiore.
Uno di questi individui è stato indubbiamente il Dottor
37
Marocco, amico dell'Opera Salesiana di Lombriasco, buon cristiano ed onesto cittadino, secondo quei lineamenti tratteggiati da Don Bosco per i suoi Exallievi.
Nato e cresciuto in una famiglia chierese profondamente cristiana, nella quale sbocciano alcune vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata (un fratello, Giuseppe divenne sacerdote e
docente di Sacra scrittura presso la facoltà di Teologia della
Diocesi di Torino; la sorella Maria fu religiosa tra le Figlie di
Maria Ausiliatrice, la sorella Anna è appartenente all'Istituto
Secolare delle Volontarie di Don Bosco), manifestò fin da
ragazzo ottime qualità in intellettive ed una spiccata predisposizione nel voler conoscere le leggi che regolano la vita all'interno della creazione.
Essendo suo padre veterinario di Riva Presso Chieri, il
giovane Paolo si appassionò ben presto all'agricoltura e alla
cura degli animali domestici, per cui fu abbastanza naturale la
scelta della Scuola Agraria Salesiana per avere una buona preparazione anche in vista di una potenziale continuazione degli
studi.
Nel 1946 si diplomò Perito Agrario presso il nostro
centro studi di Lombriasco, coronando la sua formazione tecnica e culturale con la Laurea in Scienze Agrarie presso la
facoltà di Torino nel 1951.
A partire dal 1° Gennaio 1957 diventò direttore
dell'Istituto Podere Pignatelli, incarico che svolse fino al 1996,
anche se continuò a seguire le varie iniziative fino agli ultimi
mesi della sua vita.
Il Podere Pignatelli è un Ente Morale dotato di un'azienda agraria di 40 ettari specializzata nella coltivazione di
cereali, in particolare del mais. Con l'assunzione di tale compito di responsabilità ben presto emerse la sua intelligenza
imprenditoriale, che provocò un sostanziale miglioramento
nell'organizzazione delle diverse attività con la sistemazione
dei terreni (spianamento ed installazione di impianti per l'irri-
38
gazione) e con il ripensamento del settore zootecnico, trasformandolo in allevamento avicolo con la specializzazione nella
riproduzione. Fin dai primi anni Sessanta iniziarono le collaborazioni con le ditte sementiere con la realizzazione di campi
sperimentali che hanno portato il Pignatelli ad essere ancora
oggi il centro di riferimento per la maiscoltura del nostro areale. La sua attenzione e si concentrò anche sulla necessità di
formare i giovani della zona dal punto di vista agrario in vista
di una preparazione sufficientemente completa affinché potessero svolgere il lavoro rurale con competenza ed apertura mentale.
A tal proposito è doveroso ricordare che presso il
Podere Pignatelli fu fissata la sezione dell'Istituto
Professionale di Stato per l'Agricoltura, che fu poi trasferita ad
Osasco, per cui il prof. Marocco fu direttore e docente all'interno di tale struttura scolastica dal 1959 al 1982.
Fu altresì insegnante stimato ed apprezzato da tutti nel
nostro Istituto Tecnico Agrario per circa dieci anni e successivamente ricoprì la carica di Presidente dell'Unione Exallievi
per oltre venticinque anni, proseguendo come membro attivo
del Consiglio direttivo finché la salute lo accompagnò.
La sua presenza a Lombriasco fu segnata dalla sua attitudine ad intessere amicizie fraterne non soltanto con gli alunni di un tempo ma anche con i salesiani, sentendosi membro
attivo della famiglia donboschiana.
La sua disponibilità fu costante nel mettere a disposizione le competenze acquista a vantaggio dei giovani, degli
agricoltori e dei tecnici, spesso Exallievi, infatti accettò di
essere il referente dei gruppi 3P (giovani agricoltori presenti in
vari centri del Piemontese), poi scomparsi dopo il 1971 in
seguito alla creazione dell'assistenza agricola da parte delle
organizzazioni sindacali. Fu anche Sindaco della Cooperativa
Vigonese dal 1977 al 1994.
Non possiamo, però, trascurare la sua forte identità cri-
39
stiana, che ha manifestato sempre con spontanea naturalezza
partecipando costantemente alla vita della comunità parrocchiale di Villafranca Piemonte, lasciandosi coinvolgere nelle
attività caritative come incaricato della segreteria presso l'asilo
infantile delle suore di San Giuseppe e come amministratore
nella gestione economica della chiesa della frazione Madonna
degli Orti.
A livello della comunità civile villafranchese svolse
con saggezza il ruolo di giudice conciliatore nel quinquennio
1986-1991.
Chi scrive queste brevi note biografiche ha incontrato Paolo
Marocco spesso e volentieri in diversi Santuari Mariani, notando in lui una fede robusta e concreta, che certamente illuminava le scelte quotidiane da farsi in famiglia e nelle varie occupazioni da lui adempiute con lungimiranza e creatività positiva.
Come figli di Dio sappiano di essere chiamati a far fruttificare quei talenti che il Creatore ci ha elargito per il bene di
tutti; pensando al Dottor Marocco, possiamo constatare come
egli abbia saputo corrispondere all'amore gratuito di Dio
comunicando agli altri le conoscenze assimilate a quei valori
umani e cristiani che sono indispensabili per vivere in modo
costruttivo la propria esistenza.
La nostra Opera Salesiana di Lombriasco nutre una sincera riconoscenza verso questa cara persona, che ha testimoniato una profonda rettitudine di cuore ed una fraterna condivisione nelle occasioni liete e nelle vicende tristi che hanno
segnato la vita di questa comunità dedita all'educazione della
gioventù.
Grazie, carissimo Paolo, per quello che sei stato e per
quanto hai donato a tutti noi.
Don Paolo Audisio di Somma
40
ITA
Liceo scientifico
41
ITG
42
Se Jesus voltasse hoje,
vocÍ estaria preparado?
Se Cristo tornasse quest'oggi,
tu saresti pronto?
Questa frase, che campeggia, a fianco della statua di Gesù
risorto, dietro l'altare della parrocchia di una favelas
Brasiliana, credo che renda bene l'idea di cosa voglia dire
"scuotere la propria fede, dal torpore dell'ordinario". È la
terza volta che accompagno un gruppo di giovani, tra i 18
e i 25 anni, a vivere un'esperienza missionaria in un paese
povero del mondo. Ogni volta sono costretto a rimettere in
discussione il mio modo di vivere la vita cristiana da credente, il mio sguardo sul mondo e il valore del tempo, che
mi scorre tra le dita come i grani del rosario. Sì, l'avevo già
sentito dire, viaggiare apre la mente, aiuta a ridimensionare
l'importanza delle cose che l'abitudine ci fa sembrare così
necessarie … ma un mese in missione è una cosa ben
diversa dal "viaggio organizzato", che ti fa vedere quello che
vuoi vedere e non ti lascia vedere ciò che non devi vedere.
Un mese, fianco a fianco con i missionari salesiani che lavo-
43
rano con i bambini e i ragazzi poveri, condividendo le loro
stesse difficoltà, il loro entusiasmo e anche la loro rabbia di
fronte alle ingiustizie, contro cui non si può fare niente, è
una cosa molto diversa.
A tutto questo si aggiunge la difficoltà di una lingua che non
conosci che ti porta a parlare di meno e ad ascoltare di più,
a guardare maggiormente negli occhi delle persone che
incontri perché attraverso lo sguardo si ascolta il cuore
molto di più di quanto con le orecchie si senta la voce. Ed è
più difficile mentire o rimanere ingannati.
Quest'anno il mio gruppo era composto di cinque ragazze e
un ragazzo. Ognuno con un'esperienza di vita diversa; chi
aveva fatto un corso alberghiero ci ha permesso di fare bella
figura quando abbiamo voluto preparare una cena all'italiana, con uno squisito "tiramisù" finale (anche se vi
assicuro che non è
facile trovare il
mascarpone
in
Brasile!); qualcuno
sapeva ballare e
ha animato bans e
danze oratoriane
e, ovviamente, ha
dovuto imparare a ballare la "samba". Qualcuno aveva una
bella voce, e lo sapeva, e non si è fatto pregare troppo per
valorizzarla. Una delle ragazze, un vero "genio artistico" ha
insegnato ai bambini a realizzare personaggi dei fumetti e
animali vari, con i palloncini e ancora braccialetti e piccole
sculture con la "pasta di sale". Purtroppo nessuno di noi
sapeva suonare, ma a questo ha provveduto il gruppo di
dieci "aspiranti salesiani" (prenovizi) che dimoravano nella
comunità salesiana che ci ha ospitato. Perfino io, che non so
fare niente, l'ho potuto fare in tutte le occasioni che ho
avuto… e non finivano più di ringraziarmi. "Obrigado…
obrigado… obrigado… Non sto scherzando! È impressio-
44
nante come le
persone povere,
soprattutto
i
bambini sappiano, essere riconoscenti per le
più piccole attenzioni che ricevono, anche solo il
passare
del
tempo con loro,
ascoltarli, accettare che ti insegnino a dire
qualcosa in portoghese li faceva
sentire importanti
e li riempiva di
gioia.
Credo però che la cosa che i miei giovani missionari abbiano apprezzato di più sia stata l'intensa esperienza di vita
comunitaria che si è instaurata nel nostro gruppo e con la
comunità salesiana che ci ha ospitato. Per alcuni di loro,"
figli unici", era la prima volta che vivano per così tanto
tempo "in simbiosi" in un gruppo, giorno e notte, giorno
dopo giorno senza vie di fuga. Organizzare le attività, dividersi i compiti, preparare il materiale, soccorrersi negli
imprevisti e qualche volta consolarsi, quando qualcosa non
aveva funzionato, ha spinto il gruppo ad una profonda confidenza. La messa quotidiana, con la possibilità di condividere le proprie riflessioni sulle letture ascoltate, divenne l'occasione per condividere anche la propria fede.
Ebbene sì, qui è tornato utile anche il prete che parla italiano, nonostante mi fossi dimenticato di portare il messale
nella nostra lingua.
Ho condiviso questi ricordi della mia estate perché mi piacerebbe che anche qualche gruppo di exallievi di
45
Lombriasco facesse questa esperienza. Scoprireste quanto
don Bosco sia amato e stimato anche in paesi lontanissimi
dalla sua patria e forse per questo sareste più orgogliosi di
essere suoi ex.
Magari un'esperienza in missione potrebbe dischiudere in
voi nuove prospettive di vita o di lavoro.
Se foste interessati chiedete altre informazioni in Istituto
oppure a Valdocco dove, ogni anno, si tiene un corso di preparazione al "Mese in Missione". Prende una decina di
incontri, serali il lunedì e due week end, interessanti anche
per chi non potesse partire.
Per i più pazzi si può anche fare un anno di volontariato civile, in una missione salesiana, con il VIS (Volontariato
Internazionale per lo Sviluppo) l'ONG salesiana per i paesi
in via di sviluppo.
Per saperne di più visita i siti internet:
www.pastorale.valdocco.it
www.volint.it
www.donbosconelmondo.org
d. Danilo Allasia
46
30° ITA
35° ITG
3
35° ITA
47
30° ITG
48
CONGRATULAZIONI
A Audi Grivetta P.A. Dott. Umberto e Claudia
per la nascita di Stefano
A Bertinetti Geom. Enrico e Chiaudano Geom. Serena
per la nascita di Lorenzo
A Bertolotto P.A. Silvia e Valter
per la nascita di Marco
A Bonino Geom. Dario e Silvia
per la nascita di Giacomo
A Carena Geom. Luca e Silvia
per la nascita di Emanuele
A Chiabrando P.A. Dott. Alessio e Serena
per la nascita di Viola Margherita
A Chicco P.A. Luca e Cristina
per la nascita di Emma
A Garello Geom. Ing. Marco e Maura
per la nascita di Lorenzo
A Quaranta Geom. Ing. Emanuele
per la Laurea Magistrale in Ingegneria Civile
A Serafino P.A. Giuseppe e Cristina
per la nascita di Michele
A Zappino P.A. Dott. Enrico e Elena
per la nascita di Rebecca
49
90 anni
pieron!
m
a
Z
.
g
i
S
del
tutta
Auguri da
tà
la Comuni
e dai tanti
evi
suoi exalli
!
affezionati
Auguri a
artini
Don De M
ppezzo
e a Don O
per il 60°
a.
di S. Mess
50
40° ITA
45° ITA
51
40° ITG
45° ITG
52
ARRIVI…
Pravin Joseph
Pravin Joseph è il nuovo chierico indiano giunto a Lombriasco
l'estate scorsa. Ha 27 anni e
proviene da Cuddalore, un villaggio vicino a Pondicherry.
Ha frequentato la Facoltà di
Economia e Commercio all'
Università Salesiana di Vellore e
ha studiato Filosofia a Salem.
Ha insegnato Inglese, Storia e
Catechismo
al
Collegio
Salesiano di Redhills nella
Regione di Chinnai, occupandosi anche dell'assistenza.
Pravin è in Italia per il Tirocinio,
per imparare la lingua e studiare Teologia.
È contento di essere in Piemonte perché è la patria di Don
Bosco e perché la Comunità di Lombriasco è molto gentile ed accogliente.
… e PARTENZE
Botalla Alessandro
Il chierico Alessandro Botalla
Buscaglia, dopo due anni trascorsi a Lombriasco nell'animazione
del convitto e nell'insegnamento
della Religione, lascia il nostro
istituto per trasferirsi nella comunità salesiana di Torino-Crocetta,
dove si occupa del collegio universitario. A lui un grazie e un
augurio di buon lavoro.
53
D. Rol Luigi
Don Luigi Rol, dopo dodici anni passati a Lombriasco come
preside della Scuola Media, oltre che come preparato e
sempre aggiornato insegnante di Lettere e Religione, è
stato inviato nella Scuola Media Salesiana di TorinoMonterosa con l'incarico di Preside. A lui il grazie di docenti ed exallievi per la precisione e la dedizione con cui ha
svolto il suo servizio.
La presidenza della nostra Scuola Media è stata affidata al
prof. Marziano Bertino, già preside delle Superiori, che sarà
coadiuvato nella gestione della scuola dalle prof.sse
Margherita Capello e Rosangela Chiavazza.
54
In ricordo di don Sandro
Un giorno passando da Lombriasco per salutare alcuni dei
miei vecchi professori e aver fatto due parole con loro, mi sono
fermata a guardare la gigantografia di don Sandro che c'è
sotto il porticato e ripensavo a lui.
Di don Sandro mi vengono in mente alcune sue affermazioni
come "chi fuma raccoglie cicche!" durante gli intervalli, oppure salendo velocemente le scale gridava "largo ai giovani!", o
ancora alla fermata dell'autobus ci invitava a "lasciar scendere!"gli altri passeggeri e a non fare quindi i "baluba" e al
sabato ci augurava una "buona e Santa domenica!". Durante
le interrogazioni era solito dire "man en sacocia e pipa en
buca" quando avevamo un atteggiamento poco consono alla
situazione, oppure "sputa, sputa!" spronandoci a dare una
risposta alla sua domanda.
In classe era un insegnante severo ed esigente, però sempre
pronto alla battuta per rendere meno pesanti le lezioni; famosa era la sua "tecnica del pulcino" per tenerci attenti: perché
una volta che ti ritrovavi pulcino certamente avresti mangiato
il "verme più grosso" ma ti saresti preso presto le "beccate più
forti". Nell'aula di agronomia aveva un altro metodo, ovvero
la lunga canna di bambù con la quale ho avuto un incontro
molto ravvicinato perché al posto di seguire la spiegazione del
ciclo del fosforo guardavo le diverse varietà di cereali presenti nella vetrina, credo che la canna sia ancora là appoggiata
alla parete dietro la cattedra in suo ricordo. Era un professore giusto che si complimentava quando avevi lavorato bene e
ti sgridava se era necessario, ma la cosa importante è che
dopo, magari non proprio subito, eravamo amici come prima,
anzi di più. A Lombriasco ha lasciato un grande vuoto, perché
era un punto di riferimento costante, una persona sempre disponibile in qualsiasi occasione, sempre pronto a darti un consiglio, dal più semplice, a quello necessario per risolvere le
grandi difficoltà che, ogni tanto, la vita ci ha presentato; capi-
55
va al volo se c'era qualcosa
che non andava per il verso
giusto e riusciva sempre a
tirarti su il morale incoraggiandoti a dare sempre il
meglio di te in qualsiasi situazione.
In nome e sull'esempio di don
Bosco ha dedicato tutta la sua
vita ai giovani con il preciso
obiettivo di formarli buoni
cristiani e onesti cittadini. "I
salesiani passano, don Bosco
resta", questo era solito dire
don Sandro agli exallievi che
puntuali e frequentemente
tornavano a Lombriasco per i
diversi raduni, ma da come si
è potuto vedere nei momenti
di preghiera prima e al funerale poi, don Sandro è rimasto nel cuore dei moltissimi
allievi, exallievi, colleghi,
amici
e
conoscenti.
Un'incredibile manifestazione
d'affetto, rispetto ed amicizia,
frutto del tanto lavoro svolto
da don Sandro con impegno,
entusiasmo e passione per
allievi, exallievi e non; tutto
questo perché don Sandro era
un amico speciale, era una
persona speciale che la
malattia ci ha portato via
troppo presto.
Battisti P.A. Michela
56
Per l’Unione e l’Amicizia
Abbà Geom. Federico
Borghino P.A. Roberto
Aimaretti Roberto
Alesina Geom. Luigino
Arfelli P.A Dott.Romano
Aschieris P.A Geom.
Prof.Renato
Baldioli Geom. Gianfranco
Baraldi Geom. Jures
Barassi P.A. Dott. Giorgio
Barberis Geom. Augusto
Barbero Enot. Ernesto
Barbieri Geom. Alessandro
Baritello Flora
Barra P.A. Alessandro
Bertello P.A Franco
Bettati Dott.Gianni
Biancotto Valeria
Boretto Romano
Bosio Geom. Alberto
Bovetti Geom.Paolo
e Ing. Marco
Capella Dott.Carlo
Cardani Adriano
Carle Geom. Enzo
Cavaglià P.A. Giacomo
Cavallotto P.A. Armando
Chenal P.A. Dott. Gianmarco
Chiapetto P.A. Maurizio
Chiavazza Rag. Luigi
Chinasi Mario
Chiodi Geom. Roberto
Ciomei P.A. Filiberto
Citossi Sergio
Dalmasso Paolo
Dominici Geom. Silvio
Ducco Geom. Maurizio
Eichholzer Geom. Carlo
Favaro Geom. Giuseppe
Ferrero P.A. Giuseppe
Frassa P.A.Giuseppe
Garello Ing.Geom. Marco
Garlando P.A. Eusebio
Garnero P.A. Roberto
Genre Geom. Gabriele
Musso Piantelli Geom.
Cristoforo
Gerbino Geom. Davide
Giordana Bartolo
Giuseppina Barbera
ved. Chiaretta
Grassero P.A. Pier Luigi
Lomello Paolo
Longo Vaschetti P.A Andrea Geom. Davide
Lorenzato Geom. Renato
Magnanini P.A. Federico
Malagoli P.A Luigino
Manassero Geom. Valerio
Marcato P.A. Virginio
Marenda P.A. Stefano
Marguerettaz P.A.
Dott. Fabio
Massimino P.A. Giuseppe
57
Meinardi Geom. Fabrizio
Mennuni Geom. Giovanni
Mignacca P.A. Gianmaria
Montrosset Geom. Ing. Ivo
Novaroli P.A. Emiliano
Ostorero Geom. Giuseppe
Pansa P.A. Augusto
Paravisi Geom. Marco
Paruzzo P.A. Giovanni
Pasta P.A. Roberto
Pautasso P.A. Dott. Giacomo
Pedrale P.A. Prof. Massimo
Perino Geom. Piero
Perotti P.A. Mario
Perotti P.A. Marco
Pezzani P.A. Dott. Giampiero
Pianca Geom. Guido
Pistono Giacomo Remo
Pitet Augusta
Pochettino Giovanni
Poletto Geom. Cesare
Pollano Geom. Giovanni
Portis P.A. Alberto
Racca Bernardino
Ragaccio Geom.
Giangiacomo
Raglia P.A. dott. Ugo
Rivoira Frat. Michele
Rosati P.A. Umberto
Rosso P.A. Giuseppe
e Daniela
Ruffinatto P.A. Fabrizio
Sciandra P.A Oddone
Serafini P.A Giuseppe
Sosso Geom. Luca
e Geom. Alberto
Squarotti Geom. Massimo
Succo Geom. Ing.Daniele
Taliano Carlo
Tesse Geom. Mattia
Tosco P.A. Valentino
Vanzetti Geom.
Dott.Domenico
Vanzetti-Tamagnone
Vaudano Giovanni
Vergnano P.A. Giovanni
Verra Rag. Franco
Viviani Geom. Narcisio
Yeuilla P.A. Remo
Zappa Geom. Giovanni
Un grazie sincero
per la generosa
collaborazione.
Ci scusiamo
per eventuali
dimenticanze.
58
ITG
ITA
Liceo scientifico
59
TA C C U I N O
Giovedi’ 9 gennaio 2014
ritrovo a Saluzzo per la venerazione dell'urna
di Don Bosco e Messa Solenne alle ore 9.15 nel Duomo
Sabato 5 aprile 2014
S.Messa a Breolungi in ricordo di Don Rossi e Don Pellerino
Ritrovo ore 10 - S. Messa ore 11.Per ulteriori informazioni e prenotazione
del pranzo contattare: Giovanni Aime: tel. 0175/230138 - 3403331724
e-mail: [email protected] oppure Corrado Allena tel. 0174/681421
Sabato 12 aprile 2014
Preparazione alla Pasqua per i giovani exallievi
Domenica 11 maggio 2014
CONVEGNO
ANNUALE EXALLIEVI
Per la prenotazione utilizzare la cartolina allegata oppure telefonare al 011-2346311 o
inviare una mail alla [email protected]
Vi aspettiamo numerosi anche se sono giornate ricche di
impegni. Non lasciamo morire questo importante
appuntamento per tutti gli exallievi!!. È un momento di
grande unità tra le varie generazioni di studenti e insegnanti.
Auguri di
Buon Natale!
elledi - Arti Grafiche - Carmagnola
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE - Direttore Responsabile: Sergio Giordani - Reg. Trib. Di Torino n. 2954 del 21/04/1980. Amministrazione e redazione: Via Maria Ausiliatrice, 32 - 10152 Torino
tel. 011.5224203 - COL TEMPO E COL PO - Rivista degli exallievi di Lombriasco - Redazione: Elvira Carena, Claudia Sola, Guido Meinardi. Stampa: elledi - Arti Grafiche - Carmagnola
Supplemento a: "Maria Ausiliatrice" rivista della Basilica di Torino-Valdocco - Torino - Anno 35 - numero 1 / 2014
Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27-02-2004 n. 46) art.1, comma 2 e 3 - CB-NO/TORINO
PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE
In caso di mancato recapito rinviare all'ufficio C.M.P. TO NORD per la restituzione
al mittente che si impegna a corrispondere la relativa tassa. Grazie.
ISTITUTO TECNICO SALESIANO - Via S. Giovanni Bosco, 7 - 10040 Lombriasco
Scarica

Col Tempo Col Po - Natale 2013