Unione Europea
Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale
L’Europa investe nelle zone rurali
Agenzia Regionale per lo sviluppo
e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio
IL PSR 2007-2013
A ROMA
CON
CON L’EUROPA
L’EUROPA IL
IL LAZIO
LAZIO CAMBIA.
CAMBIA.
ANCHE
ANCHE IN
IN AGRICOLTURA.
AGRICOLTURA.
PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE
CON L’EUROPA IL LAZIO CAMBIA. ANCHE IN AGRICOLTURA.
INDICE
INTRODUZIONE
pag.4
L’AGRICOLTURA A ROMA
Il quadro generale
pag.6
IL PSR 2007-2013 A ROMA : UN’ANALISI COMPLESSIVA
pag.11
LE MISURE PER LA COMPETITIVITÀ
Come funzionano
L’insediamento dei giovani (Misura 112)
I risultati della Misura 112 nella provincia di Roma
I progetti di investimento delle imprese agricole (Misura 121)
I progetti di investimento delle imprese alimentari (Misura 123)
pag.14
INTERVENTI AGROAMBIENTALI E FORESTALI
Come funzionano
Il sostegno agroambientale e forestale nel Lazio
Le Misure dell’Asse II in provincia di Roma
pag.25
LE MISURE PER LA QUALITÀ
pag.37
Come funzionano
Il contributo alle spese di certificazione dei prodotti di qualità (Misura 132)
Il sostegno alla promozione e pubblicità (Misura 133)
L’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, in collaborazione con ARSIAL, ha lanciato una campagna comunicativa dedicata ai
temi delle politiche agricole e del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.
Obiettivi principali della campagna: informare e sensibilizzare, il pubblico
e i potenziali beneficiari, sulle scelte strategiche che sono state adottate e
che oggi hanno determinato la crescita del contributo del settore agricolo al
prodotto interno lordo regionale.
Seguendo questo intento, l’opuscolo “Il PSR 2007-2013 a Roma” tratteggia
una panoramica del sistema agricolo e agroalimentare a livello provinciale
ed espone un quadro di sintesi di come il Programma di Sviluppo Rurale
ha funzionato a livello locale, approfondendo alcuni temi quali: le cosiddette misure a investimento, le misure dell’Asse II dedicate al miglioramento
dell’ambiente e dello spazio rurale e l’approccio integrato e collettivo (PIF,
PIT e LEADER).
I risultati ottenuti sono molto importanti perché sono stati raggiunti gli obiettivi di spesa del Programma utilizzando tutti i fondi a disposizione, evitando
l’applicazione del noto meccanismo del disimpegno automatico consistente
nella restituzione delle risorse alla comunità europea.
DIVERSIFICAZIONE E MULTIFUNZIONALITÀ
Come funziona
Il sostegno all’agriturismo e alla multifunzionalità (Misura 311)
pag.45
Una testimonianza concreta della fiducia dei territori verso un importante
strumento economico di rilancio del settore agricolo.
L’APPROCCIO INTEGRATO (PIF, PIT E GAL)
Come funziona
La Progettazione Integrata nel Lazio
I PIF nella provincia di Roma
I PIT nella provincia di Roma
I GAL nella provincia di Roma
pag.52
La Regione Lazio, insieme ad ARSIAL, ha lavorato sin da subito con l’obiettivo di utilizzare in modo concreto e mirato il piano finanziario del Programma di Sviluppo Rurale, recuperando il ritardo accumulato precedentemente.
In poco più di un anno e mezzo sono stati erogati circa 200 milioni di euro,
su un totale di 560 milioni di pagamenti effettuati dall’avvio della Programmazione.
Un risultato ottenuto grazie all’introduzione di un processo virtuoso costituito
da tre azioni chiave: sburocratizzazione, velocizzazione e liquidazione.
Tutte le province hanno partecipato da protagoniste. A partire dai pagamenti
totali, che sono stati a Viterbo 188,503 milioni (33,5%), a Roma 117,276
3
4
milioni (20,82%), a Latina 98,126 milioni (17,42%), a Frosinone 84,382
milioni (14,98%), a Rieti 75,062 milioni (13,32 %).
Le misure che hanno riscontrato maggiore interesse sono i cosiddetti pagamenti agroambientali (misura 214), vale a dire i contributi agli agricoltori
che hanno scelto di introdurre o mantenere in azienda metodi di produzione biologici e/o ecocompatibili, e i pagamenti agli agricoltori che hanno
investito per l’ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) e
hanno introdotto tecnologie innovative per migliorare il rendimento economico delle loro imprese.
Il lavoro di semplificazione amministrativa fatto dalla Regione, ha dato la
possibilità di individuare i fabbisogni dei territori, le priorità degli interventi e
gli strumenti da adottare nella nuova Programmazione 2014-2020.
Si parte dai risultati per creare “l’agricoltura che ci piace”: l’agricoltura
semplice, innovativa e solidale, capace di essere una risorsa preziosa per
i nostri giovani, in grado di rendere competitivo il sistema imprenditoriale
del Lazio. Dando forza e fiducia alle start up d’impresa, all’aggregazione di
più soggetti per la realizzazione di progetti di integrazione territoriale, allo
sviluppo della multifunzionalità del settore agricolo per far nascere nuove
opportunità di reddito e occupazione, alla valorizzazione della qualità delle
produzioni agroalimentari e alla promozione di un patrimonio ricco di eccellenze.
La campagna di comunicazione, realizzata dalla Regione Lazio in collaborazione con ARSIAL, è basata concretamente sull’impatto suscitato nel mondo agricolo e in particolare nelle singole persone, spina dorsale del sistema
laziale.
Le loro storie, raccontate da volti veri, sono l’esperienza di tanti che, come
loro, hanno saputo cogliere un’opportunità di crescita per il proprio futuro,
trasformando un’idea e un progetto in azioni concrete, capaci di migliorare
lo spazio, l’ambiente, la vita e il futuro di tutti.
Roma, aprile 2015
5
L’AGRICOLTURA A ROMA
Il quadro generale
Il sistema agricolo della provincia di Roma conta oltre 21.000 imprese rilevate nell’ultimo Censimento ISTAT del 2010, corrispondente ad una quota del
22% sul totale delle aziende attive a livello regionale.
Sul registro delle imprese della Camera di Commercio, dove si iscrivono gli
agricoltori professionali, sono presenti 12.599 unità produttive attive pari al
3,7% di quelle iscritte a livello provinciale.
Roma è al primo posto nel Lazio per numerosità delle aziende agricole e
occupa la quindicesima posizione in Italia.
Gli addetti impegnati nel settore primario sono 13.956, meno dell’1% della
forza lavoro presente nella provincia, dove prevale chiaramente il settore
terziario, in particolare, industria e servizi pubblici.
Sotto questo profilo, quella romana è una delle provincie italiane dove risulta
più bassa l’incidenza del lavoro agricolo.
Tuttavia, in termini assoluti, l’agro romano è al diciottesimo posto in Italia
per numero di lavoratori impegnati nel settore primario e, nell’ambito della
regione Lazio, si colloca solo dietro la provincia di Latina.
Il territorio provinciale conta oltre 175.000 ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Questo dato posiziona Roma al secondo posto nel Lazio dopo
Viterbo.
La dimensione media delle aziende agricole è di 8 ettari, in linea con il dato
medio nazionale e superiore di circa 1,5 ettari alla media regionale.
In provincia sono 800, il 3,7% del totale, le imprese agricole organizzate
come società di persone o di capitali, contro una media del 2,6% nel Lazio.
Esse conducono il 21% della superficie agricola disponibile.
Dai primi dati di natura strutturale emerge il peculiare carattere dell’agricoltura dell’agro romano che presenta una dimensione contenuta, per non
dire marginale, rispetto alle altre attività economiche; ma riveste, di contro,
un ruolo importante per il territorio e per la salvaguardia dell’ambiente e del
paesaggio e registra la presenza di imprese agricole con una dimensione
fisica più grande rispetto alla media regionale. A ciò si aggiunge il non trascurabile fenomeno dell’elevato numero di imprese a carattere societario,
6
la cui azione risulta, in genere, più dinamica e maggiormente orientata a
investire e innovare.
Molto diffusa e importante economicamente è la presenza dell’industria di
trasformazione alimentare e delle bevande che conta quasi 2.100 unità, occupando il primo posto a livello regionale che registra 3.732 imprese attive.
Pertanto, il 56% delle società operanti nell’industria alimentare nel Lazio è
localizzata nel territorio romano.
La vocazione alimentare della provincia è avvalorata da altri due indicatori
strutturali: il 10,2% delle imprese industriali iscritte alla Camera di Commercio appartiene alla filiera alimentare e delle bevande; e Roma è la seconda
provincia in Italia per numero di imprese che producono alimenti e bevande
(Tabella 1). Il valore aggiunto ottenuto dall’agricoltura romana ammonta a
455 milioni di euro: il secondo importo più elevato nel Lazio, il diciottesimo a
livello nazionale. La produzione agricola rappresentaz tuttavia solo lo 0,36%
della ricchezza prodotta a livello provinciale.
Le esportazioni di materie prime agricole e zootecniche sono pari a 27,3
milioni di euro e collocano la provincia di Roma al terzo posto a livello regionale. Più consistente risulta l’export di prodotti alimentari e di bevande che
ammonta a 233 milioni di euro, ovvero il 43% del totale regionale .
Nel complesso, il sistema agroalimentare romano esporta prodotti per un
valore di 260 milioni di euro, su un totale regionale di 764 milioni di euro il
34% (Tabella 2) .
Quattro sono i comparti produttivi più rappresentativi dell’agricoltura romana: la zootecnia bovina da latte, l’allevamento ovino, la produzione di olio di
oliva e la viticoltura. In alcune aree del territorio provinciale è molto attiva e
dinamica la produzione di ortaggi e di frutta. Un ruolo di rilievo ha acquisito
la coltivazione del kiwi che occupa 1.500 ettari, una estensione pari al 20%
del totale regionale.
A Roma si raccoglie il 38% del latte bovino prodotto ogni anno nel Lazio.
Nella campagna 2013-2014 sono state consegnate 123.000 tonnellate di
materia prima, per lo più destinata alle imprese attive nella produzione di
latte pastorizzato e altri derivati freschi lattiero-caseari.
Gli allevamenti in attività sono 294 e registrano una produzione media di 420
tonnellate l’anno: un dato più elevato del 30% rispetto alla dimensione media
nazionale e più alto del doppio nei confronti della media regionale.
7
Pertanto, gli allevamenti dell’agro romano sono strutturalmente comparabili
con quelli presenti nelle aree più forti dal punto di vista zootecnico a livello
italiano e sono gestiti con modelli imprenditoriali analoghi, anche se non
mancano elementi di fragilità come dimostrano i dati sull’andamento produttivo: nel corso dell’ultimo decennio si è registrata una contrazione dell’offerta
del 29% (Tabella 3).
L’allevamento ovino della provincia di Roma è il secondo nella regione Lazio,
dopo Viterbo, per numerosità della mandria e per volume della produzione
di latte. Gli allevatori romani sono 695 ed allevano oltre 166.000 capi ovini (il
28% del totale regionale). La produzione di latte è pari a circa 150.000 ettolitri, per lo più destinati alla produzione di Pecorino Romano DOP, caciotte
e ricotta fresca.
Nel settore dell’olio di oliva, la provincia di Roma ricopre un ruolo dominante
nel contesto regionale, con una quota di produzione superiore al 35%. Gli
ettari a oliveto sono circa 17.000 e occupano quasi il 10% della Superficie
Agricola Utilizzata SAU a livello provinciale. Le aziende agricole attive nel
settore sono 15.500, la maggior parte ha una produzione finalizzata a soddisfare le esigenze dell’autoconsumo famigliare. Numerosi sono, tuttavia, le
aziende olivicole specializzate, orientate al mercato e con una buona propensione agli investimenti.
Anche nella vitivinicoltura l’agro romano riveste una posizione dominante nel
contesto regionale. Oltre il 50% dei vigneti sono localizzati nella provincia di
Roma, in particolare nella zona dei Colli Albani. Le aziende vitivinicole sono
5.114, pari a circa ¼ del numero complessivo presente nell’intera regione,
ma la loro produzione di vino è pari al 60% di quella laziale. La dimensione
media è di 2,4 ettari di superficie vitata per azienda, un dato pari al doppio
della media regionale.
Le aziende viticole della provincia di Roma sono in genere specializzate e
maggiormente orientate verso il segmento dei vini di qualità. In base ai dati
dell’ARSIAL, il 71% dei vini DOC, l’85% dei DOCG e il 36% delle IGT prodotti
nel Lazio sono ottenuti nel territorio romano.
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Tabella 1. I dati strutturali dell’agroalimentare a Roma
Tabella 3. Le principali produzioni dell’agricoltura di Roma
Numero di imprese agricole Censimento 2010
21.631
Numero imprese agricole iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio 2013
12.599
Quota delle imprese attive in agricoltura sul totale delle imprese iscritte
alla Camera di Commercio
3,7%
Numero di occupati in agricoltura
13.956
Quota degli occupati in agricoltura sul totale provinciale
0,83%
Superficie Agricola Utilizzata (SAU in ettari)
SAU media per azienda
Tipo di produzione
Latte bovino
La produzione di latte bovino (consegne all’industria di trasformazione nel 2013-2014) ammonta a 123.421 tonnellate,
pari al 38% dell’intera produzione regionale.
Negli ultimi 10 anni, il settore ha conosciuto un sensibile ridimensionamento, avendo perso a livello provinciale il 29%
della produzione commercializzata (-33% per il Lazio nel complesso). Risultano in attività 294 allevatori, la cui produzione
media annuale ammonta a 420 tonnellate, circa il doppio rispetto alla dimensione media delle stalle per l’intera regione e
un 30% più elevato rispetto al dato medio nazionale.
Allevamento ovino
In provincia di Roma sono allevati 166.654 capi ovini, corrispondenti al 28% dell’intera mandria regionale composta da
592.115 capi.
Le stalle attive sono 695, a fronte di 3.154 allevamenti ovini
presenti nel Lazio.
La produzione provinciale è di 150.000 ettolitri di latte, al secondo posto nel Lazio dopo Viterbo.
Olivicoltura
La produzione di olio di oliva in provincia di Roma ammonta a
70.000 quintali, il 36% dell’intero volume prodotto a livello regionale. Roma occupa la prima posizione, sia come superfici
coltivate che come volume della produzione ottenuta.
Il 9,5% della SAU della provincia di Roma è occupata da oliveti. Nel complesso ci sono oltre 16.600 ettari a oliveto, con
15.495 aziende impegnate nel settore. In media, ogni azienda
olivicola conduce poco più di 1 ettaro di superficie con olivi:
un dato analogo alla media dell’intera regione (0,99 ettari).
175.978
8,2
Numero di imprese attive nel settore dell’industria alimentare e delle
bevande
2.094
Quota delle imprese attive nel settore alimentare e delle bevande sul
totale provinciale
10,2%
Fonte: Censimento dell’agricoltura e Istituto Tagliacarne
Tabella 2. I dati economici dell’agroalimentare a Roma (milioni di euro)
Valore aggiunto agricolo
Quota del valore aggiunto agricolo sul totale provinciale
Caratteristiche del comparto
455
0,36%
Esportazioni di prodotti agricoli e silvicoli
27
Esportazioni di alimentari e bevande
233
Totale esportazioni agroalimentari
260
Viticoltura
La provincia di Roma conta oltre 12.000 ettari di vigneti e una
produzione di 955.000 ettolitri di vino. È la prima tra le provincia
del Lazio, avendo una quota del 51% in termini di superficie e di
oltre il 60% come produzione vinicola.
Sono 5.114 le aziende agricole romane impegnate nel settore
vitivinicolo (20.529 è il numero complessivo a livello regionale).
In provincia di Roma le aziende vitivinicole hanno una dimensione media pari a circa il doppio rispetto al dato regionale e si
registra una prevalenza di aziende specializzate.
Fonte: Censimento dell’agricoltura e Istituto Tagliacarne
Fonte: ISTAT, Istituto Tagliacarne, Regione Lazio, ARSIAL
9
10
IL PSR 2007-2013 A ROMA: UN’ANALISI COMPLESSIVA
Sulla base dei dati aggiornati all’autunno 2014, la provincia di Roma ha intercettato il 20% degli aiuti pubblici concessi con il PSR 2007-2013. Si tratta di
poco meno di 130 milioni di euro, grazie ai quali le imprese agricole, quelle
dell’industria alimentare e delle bevande e gli altri beneficiari della politica
per lo sviluppo rurale hanno realizzato investimenti per consolidare la competitività e rafforzare la capacità di stare sul mercato e hanno sottoscritto impegni per rendere più sostenibile l’attività agricola migliorare le prestazioni
ambientali, la qualità della vita e la vitalità del territorio rurale.
Si stima che i beneficiari dei finanziamenti pubblici messi a disposizione dal
PSR siano 2.600, il 19% del totale regionale. Ognuno di loro ha incassato, in
media, 48.000 euro: un importo leggermente superiore alla media regionale.
I contributi del PSR hanno generato un sostegno medio indicativo annuo
pari a 103 euro per ogni ettaro di SAU nell’agro romano (Tabella 4). Tale
importo risulta più contenuto rispetto al valore medio regionale che è di 142
euro per ettaro (-27%).
I giovani agricoltori che si sono insediati per la prima volta in una impresa
agricola a seguito dei contributi erogati con il PSR sono stati 308 nella provincia di Roma; mentre gli agricoltori che hanno potuto realizzare progetti
di investimento in azienda grazie ai fondi pubblici sono stati 462 e quelli che hanno ricevuto finanziamenti per aver sottoscritto impegni di natura
agro-ambientale e forestale sono stati 647 (Tabella 5).
Questi dati certificano come la politica europea per lo sviluppo rurale, attuata dalla Regione Lazio tramite il Programma settennale 2007-2013, rappresenti una interessante opportunità e un punto di riferimento importante per
orientare le scelte degli agricoltori romani e per favorire le condizioni per uno
sviluppo equilibrato del settore.
Gli agricoltori romani hanno utilizzato in maniera equilibrata le Misure ad
investimento e quelle a superficie, anche se si riscontra una spesa complessivamente inferiore per queste ultime. I dati a consuntivo dicono che, nel periodo 2007-2013, il territorio romano ha intercettato 87 milioni di euro per gli
interventi per la competitività (Tabella 6) e 40 milioni di euro per operazioni
agroambientali e forestali (Misure a superficie).
Particolarmente apprezzati dalle imprese agricole dell’agro romano sono gli
11
interventi del PSR che favoriscono il primo insediamento dei giovani agricoltori, gli investimenti nelle aziende agricole e nell’industria alimentare e, tra le
Misure a superficie, gli impegni agroambientali e gli incentivi per il miglioramento del benessere degli animali. In questo caso l’intervento si adatta bene
alla vocazione zootecnica del territorio provinciale.
Importante è stata anche la partecipazione degli operatori romani ai progetti
collettivi che vedono il coinvolgimento di più soggetti per la realizzazione
di interventi coordinati. In particolare, le imprese dell’agro romano hanno
apprezzato e proficuamente utilizzato l’approccio di filiera (PIF) e la Progettazione Integrata Territoriale (PIT).
Tabella 4. Gli aiuti del PSR 2007-2013 in provincia di Roma
Roma
Lazio
%Roma
127
635
20%
Stima del numero di soggetti beneficiari del PSR 2007-2013
2.600
13.800
19%
Stima del contributo riconosciuto in
media a ogni soggetto beneficiario
nel periodo di Programmazione 20072013 (euro)
48.446
46.014
+5%
Stima del contributo pubblico riconosciuto in media per ogni ettaro di
SAU nel periodo di Programmazione
2007-2013 (euro per ettaro)
103
142
-27%
Contributi complessivi riconosciuti
(milioni di euro)
12
Tabella 5. Il numero di beneficiari del PSR 2007-2013 per le principali Misure
MISURA
Roma
Lazio
%Roma
Misura 112
Numero di giovani agricoltori che si sono insediati
grazie al PSR 2007-2013
308
1.511
20%
Misura 121
Numero di agricoltori che hanno realizzato un progetto di investimento aziendale grazie al PSR 2007-2013
462
2.380
19%
Misura 123
Numero di imprese di trasformazione e di commercializzazione che hanno realizzato un progetto di investimento aziendale grazie al PSR 2007-2013
40
218
18%
Misura 214
Numero medio di agricoltori che hanno beneficiato di
pagamenti agroambientali grazie al PSR 2007-2013
647
3.178
20%
Misura 311
Numero di agricoltori che hanno realizzato un progetto di investimento per la diversificazione e la multifunzionalità aziendale grazie al PSR 2007-2013
63
382
17%
Tabella 6. Risorse pubbliche intercettate dalla provincia di Roma per le Misure a
investimento e per le Misure a superficie con il PSR 2007-2013 (milioni di euro)
Spesa complessiva del PSR 2007-2013 in provincia di Roma e incidenza % rispetto al totale regionale
127 (20% del
totale regionale)
Spesa riconosciuta in provincia di Roma per le Misure a investimento (interventi per la competitività, la diversificazione e le infrastrutture) e incidenza % rispetto al totale regionale
87 (20% del
totale regionale)
Spesa riconosciuta in provincia di Roma per le Misure a superficie
(interventi ambientali e forestali) e incidenza % rispetto al totale
regionale
40 (20% del
totale regionale)
13
LE MISURE PER LA COMPETITIVITÀ
Come funzionano
Le Misure per la competitività prevedono l’erogazione di un contributo alle
spese sostenute dal soggetto beneficiario (azienda agricola, impresa di trasformazione, cooperativa, OP, ecc.) sulla base di progetti che contribuiscano ad ammodernare le imprese, a migliorare la sostenibilità e favorire lo
sviluppo territoriale regionale.
I contributi vengono concessi o in conto capitale o in conto interessi o con
altre forme di ingegneria finanziaria, a copertura parziale delle spese sostenute.
Rientra nell’ambito degli interventi per la competitività anche la misura che
agevola il primo insediamento dei giovani nel settore agricolo, in modo da
favorire il ricambio generazionale e combattere il fenomeno della senilizzazione dell’imprenditoria agricola.
Di seguito si descrive come sono state applicate tali misure e quali risultati sono scaturiti dai rispettivi interventi previsti dal PSR Lazio 2007-2013.
L’attenzione è dedicata, in particolare, a tre operazioni: il premio unico per
l’insediamento di giovani agricoltori (Misura 112), il sostegno per i progetti di ammodernamento delle aziende agricole (Misura 121), gli aiuti per gli
investimenti delle imprese di commercializzazione e di trasformazione dei
prodotti agricoli (Misura 123).
I dati utilizzati sono aggiornati al mese di ottobre 2014.
L’insediamento dei giovani (Misura 112)
L’ingresso delle forze giovanili in agricoltura è stato ottenuto nel Lazio con il
Pacchetto Giovani, un’iniziativa rivolta agli agricoltori di un’età compresa fra
i 18 e i 40 anni non compiuti al momento della presentazione della domanda,
per i quali il PSR prevede tre tipi di incentivi:
• un premio unico di primo insediamento, per favorire il ricambio generazionale nella conduzione delle imprese agricole;
• un sostegno finanziario per la realizzazione di un progetto di ammodernamento dell’azienda, la cui finalità è migliorare il rendimento economico e la competitività, in particolare attraverso l’introduzione di tecnologie
innovative;
14
•
una terza forma di aiuto scegliendo tra diverse possibilità, come la partecipazione ad un intervento di formazione (Misura 111), il finanziamento
di un progetto per la diversificazione delle attività aziendali (esempio
agriturismo), il ricorso alla consulenza aziendale (Misura 114), il rimborso per la partecipazione dell’azienda ai sistemi di qualità (Misura 132).
Le risorse finanziarie messe a disposizione con il PSR 2007-2013, per l’intero periodo di programmazione, sono state circa 58 milioni di euro. Nel
complesso, sono state approvate 1.511 domande di nuovo insediamento
presentate dai giovani aspiranti agricoltori laziali, ai quali è stato concesso
un contributo di 53 milioni di euro (Tabella 7).
FIG 1. DOMANDE AMMESSE PER PROVINCIA IN %
24%
20%
12%
Tabella 7. Risultati della Misura 112 nel Lazio
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
CONTRIBUTO AMMESSO
(milioni di euro)
BANDO SINGOLO
66
2.147.145
PACCHETTO GIOVANI
1.445
50.791.500
TOTALE
1.511
52.939.245
Dei 1.511 giovani agricoltori beneficiari, 1.445 hanno usufruito del Pacchetto
Giovani e quindi hanno presentato un progetto di insediamento e di sviluppo
aziendale articolato, tale da prevedere anche operazioni di investimento.
Solo 66 hanno utilizzato l’approccio singolo, chiedendo di beneficiare unicamente del premio unico di primo insediamento. Da segnalare come 72
beneficiari si sono insediati a seguito del prepensionamento di agricoltori.
Dei 1.445 giovani che hanno usufruito del cosiddetto Pacchetto Giovani,
102 hanno beneficiato dell’intervento di formazione (Misura 111) come terza
misura a scelta; 1.203 hanno usufruito di un servizio di assistenza tecnica
(Misura 114); 129 hanno scelto di farsi rimborsare il costo per la certificazione dei prodotti di qualità (Misura 132) e, infine, 11 hanno realizzato un
intervento di diversificazione verso attività extra agricole (Misura 311).
Il grafico sottostante (Figura 1) riporta come si sono distribuite a livello provinciale le domande ammesse a finanziamento.
15
23%
21%
FROSINONE
LATINA
RIETI
ROMA
VITERBO
I risultati della misura 112 nella provincia di Roma
I giovani agricoltori della provincia di Roma che si sono insediati nel settore
agricolo grazie ai contributi del PSR Lazio 2007-2013 sono 308. Tutti hanno
utilizzato la modalità del Pacchetto Giovani attivando contemporaneamente
più misure e dimostrando in tal modo una capacità progettuale che va oltre
la semplice richiesta di premio unico di primo insediamento.
L’ammontare complessivo del contributo riconosciuto è stato di oltre 11 milioni di euro, equivalenti al 19% del totale concesso sul territorio regionale.
Il valore medio corrisposto a ciascun beneficiario è stato di 36 mila euro. A
tale importo si deve aggiungere l’aiuto erogato per l’esecuzione del piano di
investimenti aziendale, il cui ammontare medio per beneficiario è stato poco
meno di 70.000 euro.
Pertanto ogni singolo agricoltore della provincia di Roma, che ha utilizzato
la formula del Pacchetto Giovani, ha incassato in media circa 105.000 euro
dalle misure considerate obbligatorie, ovvero la 112 e la 121 (Tabella 8).
Tabella 8. Risultati della misura 112 nella provincia di Roma (euro)
Domande
ammesse a
contributo
Spesa
pubblica
misura 112
Spesa
pubblica in
% rispetto
al totale
regionale
308
11.124.245
19%
ContribuValore medio
to medio
del premio
erogato per
di primo inil piano di
sediamento
investimenti
(Misura 112)
(Misura 121)
36.117
69.253
Contributo
medio per
beneficiario
del Pacchetto Giovani
105.370
16
La Tabella 9 specifica i settori nei quali i giovani agricoltori della provincia
di Roma si sono insediati grazie ai finanziamenti concessi dal PSR. Prevale
l’indirizzo produttivo delle coltivazioni permanenti con 92 nuovi insediamenti,
seguito dal settore delle coltivazioni varie con 59 giovani imprenditori. Anche
l’orticoltura, con 50 nuovi insediamenti, è un settore di attività privilegiato.
I progetti di investimento delle imprese agricole (Misura 121)
La tabella 10 riporta la spesa pubblica sostenuta nell’ambito della Misura
121 nel corso del periodo di Programmazione 2007-2013.
Tabella 10. La Misura 121 nel Lazio
Tabella 9. Settori di insediamento nella provincia di Roma
PROCEDURA
N° DOMANDE AMMESSE
CONTRIBUTO
CONCESSO
BANDO SINGOLO
752
54.205.942
SETTORE AGRICOLO
ROMA
LAZIO
GRANDI COLTURE
30
110
PACCHETTO GIOVANI
1.445
112.040.852
ORTICOLTURA
50
308
PIF
183
18.305.701
VINO
28
60
TOTALE
2.380
184.552.496
COLTIVAZIONI
PERMANENTI
92
363
SETTORE LATTIERO
CASEARIO
8
96
ANIMALI DA PASCOLO
27
344
SUINI
1
2
POLLAME
0
5
AZIENDE MISTE
(coltivazione-allevamento)
13
106
ALTRE
59
117
TOTALE
308
1.511
Sono 2.380 le imprese agricole che hanno realizzato un progetto di investimento grazie ai finanziamenti del PSR. Nel complesso, i contributi erogati
sono ammontano a oltre 184 milioni di euro. Gli agricoltori che hanno avuto i
finanziamenti grazie alla classica domanda individuale (bando singolo) sono
stati 752, con un contributo di 54 milioni di euro. A questi si aggiungono
1.445 nuovi insediati che hanno aderito al “pacchetto giovani”, con un contributo di 112 milioni di euro. Ci sono, infine, 183 agricoltori che hanno partecipato ai progetti integrati di filiera (PIF) con un contributo di 18 milioni di euro.
La ripartizione degli investimenti programmati in funzione della tipologia di
interventi è la seguente:
•
•
•
il 38% delle domande ha riguardato investimenti per i fabbricati
il 18% delle domande ha riguardato investimenti il miglioramento delle
produzioni.
il 79% delle domande ha riguardato investimenti per l’acquisto di macchinari;
Le domande ammesse per aziende che operano nel campo dell’agricoltura
biologica, 351 su 2.380, sono attive prevalentemente nel settore delle coltivazioni permanenti e in quello degli animali da pascolo.
Il 61% delle domande ammesse riguarda i giovani agricoltori di primo inse17
18
diamento, mentre il 42% del totale delle domande finanziate dalla Misura
121 sono state presentate da donne imprenditrici (Tabella 11).
La Figura 2 dettaglia come si sono distribuite a livello provinciale le domande ammesse a finanziamento: la Provincia di Viterbo primeggia con una
quota del 30%; le province di Frosinone, Latina e Roma seguono appaiate
con il 20% ciascuna; chiude Rieti con una percentuale più contenuta.
Tabella 11. La tipologia di beneficiari della Misura 121 nel Lazio
Tipologia di beneficiario
Numero di beneficiari
Percentuale
Agricoltura biologica
351
15%
Giovani agricoltori
1.445
61%
Donne imprenditrici
999
42%
Beneficiari
per bando singolo
752
31%
Beneficiari dei Progetti
Integrati di Filiera (PIF)
183
7%
La risposta degli agricoltori della provincia di Roma ai bandi pubblici per
la concessione degli aiuti agli investimenti aziendali è stata soddisfacente,
sia in termini di numero di domande approvate che di finanziamenti pubblici
concessi.
Nel complesso, a Roma sono andati poco meno di 32 milioni di euro, pari
al 17% della spesa pubblica concessa sul territorio regionale. Grazie al sostegno assicurato dal PSR, si è registrato un volume complessivo di investimenti da parte delle aziende agricole di circa 77 milioni di euro. In aggiunta
al contributo pubblico è stata richiesta anche la partecipazione finanziaria
dei beneficiari, i quali hanno contribuito con oltre 45 milioni di euro di risorse
proprie.
Gli agricoltori della provincia di Roma che hanno beneficiato del contributo
della Misura 121 del PSR Lazio 2007-2013 sono 462, di cui 308 hanno utilizzato il Pacchetto Giovani.
Il contributo medio ricevuto da ogni beneficiario è stato di circa 70 mila euro,
mentre la quota di investimento finanziata con risorse dello stesso agricoltore è stata in media di 98.420 euro (Tabelle 12a e 12b). Pertanto, l’investimento medio realizzato dai 462 progetti attivati grazie al PSR 2007-2013 è
stato di 167.673 euro.
Tabella 12a. Risultati della Misura 121 nella provincia di Roma (euro)
FIG 2. Domande ammesse per provincia in percentuale
30%
20%
20%
19%
19
Domande ammesse
a contributo
472
FROSINONE
LATINA
RIETI
ROMA
VITERBO
Contributo pubblico Contributo pubbliconcesso
co concesso in %
rispetto al totale
regionale
31.994.886
17%
Contributo pubblico
medio per beneficiario
69.253
Tabella 12b. Risultati della Misura 121 nella provincia di Roma (euro)
Partecipazione
finanziaria dei
beneficiari
45.470.040
Valore complessivo
degli investimenti
realizzati
77.464.926
Contributo privato
medio per beneficiario
98.420
Valore medio dell’investimento realizzato per beneficiario
167.673
11%
20
Gli interventi di ammodernamento delle aziende hanno interessato in particolare un settore preferenziale: quello delle coltivazioni permanenti, con 112
domande finanziate. Le coltivazioni varie occupano il secondo posto, con
100 domande ammesse e finanziate. Seguono l’orticoltura e la viticoltura,
rispettivamente con 62 e 51 progetti finanziati (Tabella 13).
Tabella 13. Settori interessati dai progetti di investimento
nella provincia di Roma
SETTORE AGRICOLO
ROMA
LAZIO
GRANDI COLTURE
40
164
ORTICOLTURA
62
457
VINO
51
126
COLTIVAZIONI
PERMANENTI
112
544
SETTORE LATTIERO
CASEARIO
27
184
ANIMALI DA PASCOLO
54
583
SUINI
1
2
POLLAME
0
4
AZIENDE MISTE
(Coltivazione-allevamento)
15
134
ALTRE
100
182
TOTALE
21
462
2.384
I progetti di investimento delle imprese alimentari (Misura 123)
Le Tabelle 14, 15 e 16 riportano il numero di domande ammesse e l’entità
della spesa pubblica sostenuta per finanziare i progetti di ammodernamento
delle imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli e forestali.
La Tabella 14 si riferisce alle imprese alimentari, la 15 a quelle forestali e la
16 contiene i dati complessivi.
Tabella 14. La Misura 123, Azione 1, nel Lazio
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
INVESTIMENTO
PREVISTO
CONTRIBUTO
CONCESSO
BANDO SINGOLO
104
196.155.924
43.987.917
PIF
62
71.849.375
21.340.810
TOTALE
166
268.005.299
65.328.728
Tabella 15. La Misura 123, Azione 2, nel Lazio
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
INVESTIMENTO
PREVISTO
CONTRIBUTO
CONCESSO
BANDO SINGOLO
50
14.289.163
2.502.248
PIF
2
3.981.504
210.553
TOTALE
52
18.270.667
2.712.802
Tabella 16. La Misura 123 nel complesso (Azione 1 e Azione 2) nel Lazio
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
INVESTIMENTO
PREVISTO
CONTRIBUTO
CONCESSO
BANDO SINGOLO
154
210.445.087
46.490.166
PIF
64
75.830.879
21.551.364
TOTALE
218
286.275.967
68.041.530
22
Le domande complessivamente finanziate sono 218, il 70% nella modalità
bando singolo e il resto come PIF.
Tra le due Azioni disponibili si è registrata una netta prevalenza di quella
destinata alle imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli che ha intercettato il 94% del finanziamento pubblico, con un
numero di domande complessive di 166, su un totale di 218, pari al 76%.
Da segnalare come 64 progetti finanziati siano stati presentati nell’ambito
della Progettazione Integrata di Filiera, avvalorando la strategia regionale
di puntare su questo strumento di progettazione per favorire il processo di
aggregazione dei vari soggetti economici che operano nelle zone rurali: dal
produttore di base, all’impresa di trasformazione/commercializzazione, fino
al consumatore.
La Figura 3 riporta come si sono distribuite a livello provinciale le domande
ammesse e finanziate.
di euro che ha consentito di realizzare investimenti complessivi di circa 29
milioni di euro, a fronte di un co-finanziamento da parte dei privati di quasi
18 milioni di euro (Tabelle 17a e 17b).
In media, ogni impresa di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli della provincia di Roma che ha beneficiato del PSR 207-2013,
per realizzare progetti di investimento, ha ottenuto un aiuto pubblico di oltre
278.000 euro.
Tabella 17a. Risultati della Misura 123 nella provincia di Roma (euro)
Domande ammesse Contributo pubblico
concesso
40
11.132.801
Contributo pubblico concesso in %
rispetto al totale
regionale
Contributo pubblico
medio per beneficiario
16%
278.320
FIGURA 3. DOMANDE AMMESSE PER PROVINCIA IN %
Tabella17b. Risultati della Misura 123 nella provincia di Roma (euro)
11%
29%
%
21
18%
FROSINONE
LATINA
RIETI
ROMA
VITERBO
Partecipazione
finanziaria
dei beneficiari
Valore complessivo
degli investimenti
realizzati
Partecipazione
finanziaria media
per beneficiario
Valore medio dell’investimento realizzato per beneficiario
17.947.084
29.079.885
448.677
726.997
21%
Le imprese di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli
e forestali della provincia di Roma che hanno beneficiato dell’intervento finanziario del PSR per realizzare progetti di investimento sono state 40 (17%
del totale regionale).
A favore di tali imprese è andato un finanziamento pubblico di oltre 11 milioni
23
24
INTERVENTI AGROAMBIENTALI E FORESTALI
Come funzionano
Con il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Lazio ha sostenuto gli interventi che preservano e migliorano l’ambiente, il territorio e il
clima.
A tale fine è stata messa a disposizione una dotazione di circa 238 milioni di
euro: il 34% dell’intera disponibilità finanziaria.
La Regione ha puntato sulle azioni che consentono di razionalizzare e ridurre l’impiego di concimi e fertilizzanti chimici e di migliorare la gestione del
suolo (ad esempio attraverso l’agricoltura integrata, il recupero di tecniche
di coltivazione tradizionali, l’agricoltura conservativa) e di incentivare l’imboschimento e la cura degli ambiti forestali.
A questo scopo, sono state attivate 12 diverse Misure (Tabelle 18 e 19), le
quali si possono suddividere in due categorie. Alla prima appartengono le
operazioni rivolte essenzialmente alle imprese agricole, comprendenti gli
impegni agroambientali (Misura 214); il primo imboschimento delle superfici
agricole (Misura 221); le indennità compensative erogate agli agricoltori le
cui aziende sono localizzate in aree con svantaggi naturali (la montagna, le
altre aree disagiate e i siti Natura 2000).
L’altra categoria riguarda invece gli interventi indirizzati ad una platea di beneficiari più eterogenea (agricoltori, soggetti privati proprietari di boschi e
superfici forestali, enti pubblici, ecc.) ed ha come finalità quella di agire sugli
elementi del paesaggio, sul territorio e sulle aree forestali, conservandone
l’integrità e migliorandone le condizioni.
25
Tabella 18. Operazioni rivolte prevalentemente alle imprese agricole
MISURA
BENEFICIARI
BREVE DESCRIZIONE
Misura 211
Indennità per svantaggi naturali a favore
di agricoltori delle
zone montane
Imprenditori agricoli
singoli o associati,
titolari di partita IVA
E’ erogato un contributo compreso tra 80 e 150
euro per ettaro e per anno a favore degli agricoltori le cui aziende sono localizzate in montagna,
come forma di compensazione per i maggiori costi e i mancati redditi
Misura 212
Indennità a favore di
agricoltori in zone
svantaggiate, diverse
dalle zone montane
Imprenditori agricoli
singoli o associati,
titolari di partita IVA
E’ erogato un contributo compreso tra 50 e 100
euro per ettaro e per anno a favore degli agricoltori le cui aziende sono localizzate nei territori
svantaggiati, come forma di compensazione per
i maggiori costi ed i mancati redditi
Misura 213
Indennità Natura 2000
(superfici agricole)
Imprenditori agricoli
singoli o associati,
titolari di partita IVA
E’ erogato un contributo di 100 euro per ettaro e
per anno a favore degli agricoltori le cui aziende
sono localizzate nei siti Natura 2000, come forma
di compensazione per i maggiori costi e i mancati
redditi
Misura 214
Pagamenti agroambientali
Imprenditori agricoli, singoli e associati, e soggetti pubblici che conducono
attività di impresa
agricola
Gli agricoltori che sottoscrivono impegni di natura agroambientale pluriennali ricevono un contributo erogato annualmente, quantificato per ettaro
coltivato o per capo allevato a copertura dei maggiori costi e i mancati redditi che ne conseguono
Misura 215
Pagamenti per il benessere degli animali
Imprenditori
agricoli, singoli o associati, in possesso di
partita IVA
Gli allevatori che attuano interventi finalizzati a
migliorare in modo significativo le condizioni di
benessere degli animali, assumendo impegni
quinquennali, ricevono un contributo in funzioni
delle operazioni svolte e del relativo impatto sulla
mandria
Misura 221
Primo imboschimento
di terreni agricoli
Imprenditori
agricoli professionali,
altre persone fisiche
o entità di diritto
privato, Comuni o
loro
associazioni,
Università Agrarie
e altri enti di diritto
pubblico
Sono concessi contributi a coloro che realizzano
nuovi imboschimenti sulle superfici agricole
Misura 222
Primo impianto di
sistemi agroforestali
su terreni agricoli
Imprenditori agricoli, singoli o associati
La misura prevede la realizzazione di sistemi
agroforestali estensivi su terreni agricoli attraverso l’impianto di essenze arboree forestali.
Per impianto agroforestale si intende una superficie in cui si attua una combinazione fra agricoltura estensiva e silvicoltura, tale da consentire sia
l’utilizzo agricolo della stessa che la produzione
di legname di pregio o altri prodotti silvicoli non
legnosi, con esclusione dei castagneti o altre
piante da frutto
26
Tabella 19. Operazioni rivolte prevalentemente a beneficiari pubblici e privati
MISURA
BENEFICIARI
BREVE DESCRIZIONE
Misura 216
Imprenditori agricoli,
Sostegno ad investi- singoli o associati,
menti non produttivi
soggetti pubblici che
gestiscono le aree
protette, Comuni
I contributi sono destinati a coloro che realizzano
sulle loro superfici agricole interventi di natura
non produttiva (ad sempio siepi, filari, boschetti,
muretti a secco, ecc.). Tali interventi producono
benefici per l’ambiente, la tutela degli habitat e la
conservazione dello spazio naturale
Misura 223
Privati e loro assoPrimo imboschimento ciazioni con regolare
di terreni non agricoli titolo di possesso,
enti pubblici singoli o
associati
I contributi sono concessi per interventi di imboschimento dei terreni non agricoli e degli ex
coltivi
Misura 224
Proprietari
forestali
Indennità Natura 2000 privati, singoli e as(superfici forestali)
sociati
Sono concesse indennità volte a compensare i
proprietari o i gestori delle aree forestali dei mancati guadagni e dei maggiori costi che devono
supportare a seguito di obblighi e vincoli previsti
nelle disposizioni comunitarie e nazionali
Misura 226
Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi
Soggetti pubblici e
privati, singoli o associati, possessori di
boschi o conduttori di
superfici forestali
Sono erogati contributi per interventi di ripristino delle foreste danneggiate da disastri naturali
e incendi
Misura 227
Soggetti pubblici e
Investimenti non pro- privati, singoli o asduttivi
sociati
La misura favorisce una gestione multifunzionale del territorio, assicurando un migliore assetto
ecologico e idrogeologico ed esaltando il valore
sociale, ricreativo e turistico degli ecosistemi forestali
Gli impegni agroambientali (Misura 214), che hanno beneficiato della maggiore dotazione finanziaria (160 milioni di euro), sono stati applicati nel Lazio
attraverso 10 diverse Azioni (Tabella 20). Queste comprendono l’agricoltura biologica, quella integrata, gli interventi per mantenere la biodiversità in
campo vegetale e animale, più alcune operazioni per la gestione del suolo e
il miglioramento della fertilità.
L’obiettivo della Misura consiste nella promozione di sistemi di produzione
agricola, di tecniche colturali e di allevamento orientate alla gestione sostenibile delle risorse naturali, alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio agricolo.
I soggetti beneficiari assumono impegni volontari che vanno al di là delle
specifiche norme obbligatorie e ricevono un premio annuo (per ettaro o per
capo) che compensa i maggiori costi sostenuti o i minori ricavi registrati con-
27
seguenti agli impegni assunti. Il Lazio è stata una delle 5 Regioni italiane che
ha introdotto un intervento specifico per favorire la diffusione delle tecniche
di agricoltura conservativa (Azione 12), la quale assicura benefici in termini
ambientali, di tutela del suolo e di fertilità. L’agricoltura conservativa si basa
su tre principi fondamentali:
1. l’alterazione minima del suolo, realizzata con la semina su sodo o la
lavorazione ridotta del terreno;
2. la copertura permanente del terreno con residui colturali o con colture
secondarie;
3. la rotazione delle colture.
Tabella 20. Le Azioni della Misura 214
DENOMINAZIONE
BREVE DESCRIZIONE
IMPORTO PREMI
Azione 214.1
Produzione integrata
Promozione di tecniche/metodi di pro- L’aiuto annuale, distinto in base
duzione integrata presso le aziende alla tipologia d’intervento, è comagricole in zone vulnerabili o in aree ad preso tra 110 e 920 euro a ettaro
agricoltura intensiva
Azione 214.2
Agricoltura biologica
Sostenere l’introduzione o il manteni- L’aiuto annuale, distinto in base
mento dei metodi di agricoltura biolo- alla tipologia d’intervento, è comgica
preso tra 150 e 320 euro a ettaro
Azione 214.3
Gestione del suolo
Inerbimento permanente delle coltiva- L’aiuto annuale, distinto in base
zioni arboree e realizzazione di “colture alla tipologia d’intervento, è comdi copertura”
preso tra 100 e 150 euro a ettaro
Azione 214.4
Conversione dei
seminativi in prati
Incentivare la conversione delle superfi- L’aiuto concesso è pari a 300
ci agricole destinate attualmente a semi- euro per ettaro di superfici connativi in prati permanenti, prati-pascoli e vertite
pascoli permanenti
Azione 214.5
Incentivare la realizzazione di interven- Premio massimo erogabile 450
Miglioramento
am- ti volti alla conservazione dei paesaggi euro per ettaro
bientale e conserva- agrari
zione del paesaggio
rurale
Azione 214.6
Sostegno alle pratiche favorevoli all’ali- Aiuto annuale di 270 euro
Coltivazioni a perdere mentazione della fauna selvatica
a ettaro
Azione 214.8
Incentivare l’allevamento di razze locali L’aiuto previsto varia da 200
Tutela della biodiver- in via di estinzione
euro/UBA al 100% delle spese
sità agraria animale
sostenute
Incentivare la coltivazione di specie ve- L’aiuto annuale, distinto in base
Azione 214.9
Tutela della biodiver- getali locali in via di estinzione
alla tipologia d’intervento, è comsità agraria vegetale
preso tra 300 e 900 euro a ettaro
Azione 214.11
Promuovere l’adozione di tecniche di L’aiuto annuale, distinto in base
Conservazione e in- conduzione dei terreni finalizzate al alla tipologia d’intervento, è comcremento della so- mantenimento e/o all’incremento della preso tra 100 e 250 euro ettaro
stanza organica
sostanza organica nel suolo
Azione 214.12
Salvaguardare la biodiversità, migliora- L’aiuto annuale, distinto in base
Tecniche di agricoltu- re la qualità dell’aria, limitare il dissesto alla tipologia d’intervento, è comra conservativa
idrogeologico, migliorare le risorse idri- preso tra 250 e 400 euro a ettaro
che
28
Il sostegno agroambientale e forestale nel Lazio
Tabella 21. I finanziamenti concessi nell’ambito dell’Asse II del PSR 2007-2013
Gli impegni agroambientali (Misura 214) hanno intercettato oltre l’80% del
finanziamento pubblico complessivo.
Mediamente, durante l’intero periodo di Programmazione 2007-2013, sono
state circa 4.500 le aziende agricole del Lazio che hanno beneficiato ogni
anno dei pagamenti agroambientali, per un importo di contributi erogati di
quasi 23 milioni di euro in media per anno.
Pertanto, ogni agricoltore beneficiario della Misura 214 ha incassato mediamente oltre 5.000 euro di premi per anno.
Prendendo a riferimento i dati del 2013, si riscontra che la provincia di Viterbo (Figura 4) è quella con il maggior numero di domande presentate (1.907),
seguita da Rieti (1.045), Roma (848), Frosinone (402) e Latina (245).
Le indennità corrisposte per compensare gli svantaggi naturali a favore di
agricoltori con aziende localizzate in montagna (Misura 211) sono state di
18 milioni di euro (pari al 9,3% della spesa complessiva); mentre l’intervento
per il primo imboschimento di terreni agricoli (Misura 221) ha intercettato un
finanziamento pubblico di 10,5 milioni di euro (Tabella 21).
Le rimanenti 9 misure agroambientali e forestali hanno registrato una spesa
nettamente inferiore alla soglia di 10 milioni di euro e per due di esse non è
stata finanziata alcuna domanda.
Nel complesso, la spesa pubblica sostenuta dalla Regione Lazio per attivare
gli interventi a superficie di natura agroambientale e forestale ammonta a
quasi 200 milioni di euro. I dati sono aggiornati al mese di ottobre 2014.
2500
2000
FIGURA 4. Beneficiari Misura 214 PSR 2007-2013 nell’anno 2013
VITERBO
1500
1000
500
0
29
RIETI
ROMA
FROSINONE
LATINA
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
MISURA
TOTALE PAGAMENTI
%
Misura 211
Indennità per svantaggi naturali a
favore di agricoltori delle zone montane
18.477.133
9,3
Misura 212
Indennità a favore di agricoltori in
zone svantaggiate, diverse dalle
zone montane
1.636.653
0,8
Nessun pagamento
erogato
0
160.308.852
80,4
Misura 215
Pagamenti per il benessere degli animali
4.547.606
2,3
Misura 216
Sostegno ad investimenti non produttivi
412.890
0,2
Misura 221
Primo imboschimento di terreni agricoli
10.494.063
5,2
Misura 222
Primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli
Nessuna domanda
ammessa
0
Misura 223
Primo imboschimento di terreni non
agricoli
Nessuna domanda
ammessa
0
Misura 224
Indennità Natura 2000 (superfici forestali)
52.351
0,02
Misura 226
Ricostituzione del potenziale
forestale e interventi preventivi
1.109.818
0,6
Misura 227
Investimenti non produttivi
2.203.543
1,1
199.242.932
100%
Indennità
agricole)
Misura 213
Natura 2000
(superfici
Misura 214
Pagamenti agroambientali
TOTALE FINANZIAMENTI
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
30
Le Misure dell’Asse II in provincia di Roma
La provincia di Roma nel corso dell’attuazione della Programmazione per lo
Sviluppo Rurale 2007-2013 ha beneficiato di circa 40 milioni di euro a valere
sull’Asse II.
In particolare, l’intervento che ha destato maggiore interesse riguarda gli
impegni agroambientali (Misura 214) che, con circa 34 milioni di euro, hanno
assorbito l’86% dei pagamenti a superficie intercettati a livello provinciale
(Figura 5). Le aziende agricole romane hanno beneficiato di oltre il 21% della
spesa complessiva regionale per tale intervento (Tabella 22).
Meno successo hanno avuto presso gli imprenditori agricoli della provincia,
le restanti operazioni come il benessere degli animali (Misura 215), le indennità compensative a favore delle zone montane e non (Misure 211 e 212) e i
contributi per il primo imboschimento (Misura 221).
Nel complesso i quattro interventi indicati hanno assorbito appena il 14%
della spesa sostenuta per le misure a superficie. A fronte di una incidenza
pari a circa il 18% a livello regionale.
FIGURA 5. Pagamenti totali erogati in provincia
di Roma Asse II PSR 2007-2013
85,9%
212
221
215
211
214
0,5%
2,9%
3,1%
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
31
7,6%
Tabella 22. I finanziamenti concessi (euro) per interventi agroambientali e
forestali del PSR 2007/2013 in provincia di Roma
MISURA
PAGAMENTI
TOTALI ROMA €
PAGAMENTI
TOTALI LAZIO €
INCIDENZA
% ROMA
Misura 211
Indennità per svantaggi
naturali a favore di agricoltori delle zone montane
3.005.086
18.477.133
16,2%
Misura 212
Indennità per svantaggi
naturali a favore di agricoltori delle zone svantaggiate, diverse dalle zone
montane
207.039
1.636.653
12,6%
Misura 214
Pagamenti agroambientali
33.953.112
160.308.852
21,2%
Misura 215
Pagamenti per il benessere degli animali
1.218.347
4.547.606
26,7%
Misura 216
Sostegno ad investimenti
non produttivi sui terreni
agricoli
0
412.890
0%
Misura 221
Primo imboschimento di
terreni agricoli
1.151.294
10.494.063
11%
Misura 224
Indennità Natura 2000
(superfici forestali)
0
52.351
0%
Misura 226
Ricostituzione del potenziale forestale e interventi
preventivi
0
1.109.818
0%
Misura227
Investimenti non produttivi
sulle superfici forestali
0
2.203.543
0%
Totale ASSE II
39.534.879
199.242.912
19,8%
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
32
L’interesse mostrato dagli imprenditori nei confronti delle misure ambientali
– fatta eccezione per la Misura 214 - è stato al di sotto delle potenzialità del
territorio, considerando che quella di Roma è la più estesa tra le province del
Lazio, con il 31% della superficie territoriale; dove opera il 22% delle aziende
agricole censite a livello regionale. L’agro romano vanta la maggiore estensione in termini di superficie agricola totale (quasi il 28%) ed è seconda solo
a Viterbo in termini di Superficie Agricola Utilizzata (quasi il 28%). Non solo,
ma con 51.729 ettari di superficie agricola su 128.530 ettari, pari al 40%
della sua superficie totale, Roma è il più grande comune agricolo d’Europa
(Tabella 23).
A differenza di provincie come Latina e Frosinone, nelle quali si riscontra
una netta preferenza degli agricoltori verso le misure ad investimento e della
provincia di Viterbo, dove, al contrario, a prevalere nelle scelte dei beneficiari sono le misure a superficie, nell’agro romano, si presenta una situazione
di sostanziale equilibrio tra le due categorie di interventi (ad investimento e a
superficie). In entrambi i casi, la provincia di Roma ha intercettato un volume
di risorse pari a poco più del 9% dei contributi erogati con il PSR regionale
(Figura 6).
FIGURA 6. PAGAMENTI TOTALI PER PROVINCIA
INTERO PERIODO DI PROGRAMMAZIONE
35%
Tabella 23. Dimensione territoriale delle aziende e
delle superfici della provincia di Roma al 2010
19,75%
30%
ROMA
LAZIO
INCIDENZA
% ROMA
25%
AZIENDE N°
21.631
98.216
22%
20%
SAU ha
175.978
638.601
27,6%
15%
SAT ha
249.124
901.466
27,6%
10%
KM²
5.363
17.232
31,1%
5%
0%
% Superficie
% Strutturali
9,25%
3%
10%
2,85%
13,40%
5,80%
10,83%
9,36%
0,00%
9,79%
6,01%
Frosinone Latina
Rieti
Roma
Viterbo
Dir. Agr.+
Dir. Amb.
Fonte: elaborazioni su
dati Regione Lazio
Fonte: Sesto Censimento generale dell’agricoltura 2010
L’andamento delle domande di aiuto annuale per le diverse Misure a superficie indica un crescente interesse da parte degli agricoltori romani nei
confronti dei pagamenti agroambientali (Figura 7). Il massimo è stato raggiunto nel 2013, con 848 domande ammesse a finanziamento. Al contrario,
i pagamenti per il benessere degli animali (Misura 215 attivata a partire dal
2011) hanno registrato una tendenza opposta: il massimo successo nel primo anno, ma poi si è verificato un declino.
Discreto è l’interesse suscitato tra gli agricoltori romani dai contributi per
compensare gli svantaggi di cui soffrono le aziende agricole montane (Misura 211), con quasi 300 domande annuali ammesse ai finanaziamenti pubblici.
33
34
FIGURA 7. Numero di domande a valere sull’Asse II nella provincia di Roma
900
848
800
748
700
618
600
600
661
569
500
211
212
483
214
400
215
221
300
287
279
268
200
100
0
In relazione alla Misura 214 (pagamenti agroambientali), la provincia di
Roma ha fatto registrare il 19% delle domande presentate, collocandosi al
terzo posto dopo Viterbo (43%) e Rieti (23%).
Nel corso dell’intero settennio di Programmazione, nella provincia di Roma,
sono state ammesse a finanziamento 4.527 domande di aiuto (Tabella 25).
In particolare nel 2013, sono stati erogati a favore degli agricoltori beneficiari
oltre 5,6 milioni di euro, corrispondenti al 26% di quanto speso nella medesima annualità per l’intero territorio regionale.
308
287
Tabella 25. Pagamenti agroambientali nella provincia di Roma (Misura 214)
PROVINCIA
297
162
73
2007
73
26
72
24
2008
64
25
2009
2010
68
50
23
18
2011
21
2012
56
ROMA
2013
Tabella 24. Indennità per svantaggi naturali a favore di agricoltori
delle zone montane (Misura 211) della provincia di Roma
PROVINCIA
CAMPAGNA
ROMA
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
TOTALE
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
35
N° DOMANDE
PRESENTATE
0
287
279
268
287
308
297
1.726
IMPORTO EROGATO
TOTALE (euro)
0
500.916
483.672
478.448
510.351
531.702
499.994
3.005.086
N° DOMANDE
PRESENTATE
IMPORTO EROGATO
TOTALE (euro)
2007
600
4.283.059
2008
483
4.369.710
2009
569
4.605.685
2010
618
4.873.260
2011
661
4.894.920
2012
748
5.313.636
2013
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
In particolare, per questa tipologia di intervento, in provincia di Roma sono
state finanziate complessivamente 1.726 domande presentate tra il 2008 e il
2013 (Tabella 24). La spesa totale è stata di oltre 3 milioni di euro, il 16% del
totale erogato sull’intero territorio regionale (18,4 milioni di euro).
CAMPAGNA
TOTALE
848
5.612.838
4.527
33.953.112
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
La Misura 215 (pagamenti per il benessere degli animali) ha portato agli allevatori della provincia di Roma oltre 1,2 milioni di euro di contributi pubblici,
su una spesa complessiva a livello regionale di 4,5 milioni di euro (Tabella
26).
Tabella 26. Pagamenti per il benessere degli animali
nella provincia di Roma (Misura 215)
PROVINCIA
ROMA
CAMPAGNA
N° DOMANDE
PRESENTATE
IMPORTO EROGATO
TOTALE (euro)
2011
162
460.463
2012
68
368.341
2013
56
389.542
286
1.218.347
TOTALE
Fonte: elaborazioni su dati Regione Lazio
36
LE MISURE PER LA QUALITÀ
Come funzionano
Il PSR sostiene i prodotti agricoli e alimentari di qualità (DOP, IGP, biologici,
vini DOC e DOCG) con distinte modalità:
•
•
concessione di contributi agli agricoltori che aderiscono ai sistemi di
qualità ufficialmente riconosciuti a livello comunitario (Misura 132), per
la copertura parziale di costi inerenti la certificazione delle produzioni.
L’aiuto è erogato annualmente ed è pari all’80% dei costi fissi realmente
sostenuti dall’imprenditore per la partecipazione al sistema di qualità; è
erogabile nella misura massima di 3.000 euro/anno, per un periodo non
superiore a 5 anni;
finanziamento di interventi per la valorizzazione delle produzioni e la
ricerca di nuovi sbocchi sui mercati nazionali ed internazionali (Misura
133). I beneficiari dell’intervento sono le Organizzazioni dei Produttori e
i consorzi che attuano azioni di informazione, pubblicità e promozione
rivolte ai consumatori e agli operatori economici. Le iniziative devono
riguardare prodotti di qualità tutelati e riconosciuti dalla normativa comunitaria. L’aiuto viene erogato in conto capitale da calcolarsi in percentuale sul costo ammissibile. Il livello del sostegno copre fino al 70%
della spesa. Il contributo massimo concedibile per operazione è di euro
400.000.
Il contributo alle spese di certificazione dei prodotti di qualità (Misura 132)
Nella Regione Lazio per la Misura 132 sono stati attivati due bandi: il primo
con DGR 412 del 30 maggio 2008 (chiusosi definitivamente il 15/09/2011)
e il secondo con DGR 368 del 2 settembre 2011 (la raccolta si è chiusa il
30/03/2012).
Le domande raccolte con DGR 412/2008 potevano essere presentate attraverso la modalità del bando singolo, con quello dell’approccio integrato
aziendale, con il Pacchetto Giovani e, infine, nell’ambito della Progettazione
Integrata di Filiera (PIF).
Con la DGR 368/2011 sono state previste due modalità di presentazione
delle domande: il bando singolo e il Pacchetto Giovani.
37
Come si può evincere dalla Tabella 27, riassuntiva dell’andamento della Misura 132, al mese di ottobre 2014 sono state ammesse a finanziamento
322 domande: il 49% presentate nella modalità bando singolo, il 40% nel
Pacchetto Giovani e il rimanente 11% tramite la Progettazione Integrata di
Filiera (PIF).
Tabella 27. La Misura 132 nella Regione Lazio
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
INVESTIMENTO
AMMESSO
CONTRIBUTO
AMMESSO
BANDO SINGOLO
157
404.578
327.131
PACCHETTO
GIOVANI
129
223.525
178.558
PIF
36
80.157
64.211
TOTALE
322
708.260
569.902
Come mostrato nella Tabella 28, Roma e Viterbo detengono la maggioranza
delle azioni ammesse e finanziate, segue Rieti e chiudono la panoramica
Latina e Frosinone.
L’ortofrutta è il settore predominante nella regione per ciò che riguarda l’adesione degli imprenditori agricoli a sistemi di qualità riconosciuti, con il 33,2%
delle domande.
Circa il 73% delle domande finanziate riguarda prodotti ottenuti con il metodo dell’agricoltura biologica.
38
Tabella 28. La Misura 132 per singole Province
CATEGORIE
DI PRODOTTO
ROMA
CARNE FRESCA
2
1
9
FORMAGGI
2
0
PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE (latte e
uova)
2
2
OLI E GRASSI
12
4
14
0
30
60
FRUTTA, ORTAGGI,
CEREALI
24
15
51
2
15
107
BEVANDE OTTENUTE DA ESTRATTI DI
PIANTE
39
LATINA VITERBO FROSINONE
RIETI
TOTALE
0
5
17
1
0
0
3
3
0
3
10
Nel complesso, la partecipazione degli agricoltori laziali ha fornito un risultato non esaltante.
In particolare, la provincia di Roma ha avuto un numero di domande finanziate più rilevante rispetto alle altre Province. Tuttavia, anche in questo caso
il tasso di adesione alla Misura è risultato complessivamente al di sotto delle
aspettative.
Su un totale di spesa pubblica realizzata dalla Misura 132 pari a 570.000
euro, a Roma sono stati ammessi e finanziati 180.000 euro, a favore di 111
agricoltori beneficiari.
La Tabella 29 pone l’attenzione sulle categorie di prodotto che hanno trovato
maggiore spazio. A prevalere sono state le aziende che producono prodotti
alimentari.
Tabella 29. La Misura 132 nella provincia di Roma
0
0
1
0
0
1
ALTRI PRODOTTI
ALIMENTARI
66
PRODOTTI A BASE
DI CARNE COTTA
3
0
0
0
0
3
Totale
complessivo
111
30
101
7
73
322
%
34,5%
9,4%
31,4%
2,1%
22,6%
100%
8
22
5
20
121
CATEGORIE DI PRODOTTO
ROMA
CARNE FRESCA
2
FORMAGGI
2
PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE (latte e uova)
2
OLI E GRASSI
12
FRUTTA, ORTAGGI, CEREALI
24
ALTRI PRODOTTI ALIMENTARI
66
PRODOTTI A BASE DI CARNE COTTA
3
TOTALE COMPLESSIVO
111
Si stima che appenacirca il 7% delle aziende agricole potenzialmente beneficiarie abbia richiesto e ottenuto il sostegno pubblico.
Le Tabelle 30a e 30b riportano l’elenco dei prodotti agroalimentari della
provincia di Roma che hanno ottenuto un riconoscimento ufficiale da parte
dell’Unione Europea. Per ogni prodotto è specificata l’indicazione ufficiale
della denominazione, la zona di produzione e il numero di aziende che utilizzano la denominazione tutelata e quindi certificano la loro produzione.
Oltre a quanto riportato, esistono altri prodotti annoverati nel sistema di qualità: la Nocciola Romana Dop, il Vino Orvieto Doc e il Bianco Capena Doc
che però non trovano nessuna rivendicazione.
40
Tabella 30a. Prodotti inseriti nel sistema di qualità per la Provincia di Roma
TIPO DI
TUTELA
200
VINO NETTUNO
DOC
Anzio, Nettuno
7
DOC
Affile, Albano Laziale, Allumiere, Anguillara Sabazia, Anzio, Arcinazzo
Romano, Ariccia, Artena, Bracciano,
Campagnano di Roma, Canale Monterano, Capena, Castel Gandolfo, Castelnuovo di Porto, Cave. Cerveteri,
Civitavecchia, Colonna, Fiano Romano, Formello, Frascati, Gallicano nel
Lazio, Genazzano, Genzano di Roma,
Grottaferrata, Guidonia Montecelio,
Lanuvio, Manziana, Marcellina, Marino, Mentana, Montecompatri, Montelibretti, Monte Porzio Catone, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone,
Morlupo, Nemi, Nerola, Nettuno, Olevano Romano, Palestrina, Palombara
Sabina, Pomezia, Rocca di Papa, Rocca Priora, Roiate, Roma, San Polo dei
Cavalieri, Santa Marinella, Sant’Angelo Romano, San Vito Romano, Tolfa,
Trevignano Romano, Velletri, Zagarolo, Lariano, Ladispoli, Ardea, Ciampino, San Cesareo, Fiumicino
27
VINO TARQUINIA
DOC
Allumiere, Anguillara Sabazia, Bracciano, Casale Monterano, Cerveteri,
Civitavecchia, Manziana, Santa Marinella, Tolfa, Trevignano Romano, Ladispoli, Fiumicino
4
VINO VELLETRI
DOC
Castel Gandolfo, Velletri, Lariano,
Ciampino
12
VINO ZAGAROLO
DOC
Gallicano nel Lazio, Zagarolo
2
VINO CANNELLINO DI FRASCATI
DOC
Frascati, Grottaferrata, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Roma
19
TIPO DI
TUTELA
ABBACCHIO
ROMANO
IGP
Intera provincia
CARCIOFO
ROMANESCO
DEL LAZIO
IGP
Allumiere, Cerveteri, Civitavecchia,
Santa Marinella, Tolfa, Lariano, Ladispoli, Fiumicino
1
AGNELLO DEL
CENTRO ITALIA
IGP
Intera provincia
6
PORCHETTA DI
ARICCIA
IGP
Ariccia
14
PANE CASERECCIO DI GENZANO
IGP
Genzano di Roma
6
PECORINO
ROMANO
DOP
Intera provincia
1
RICOTTA
ROMANA
DOP
Intera provincia
4
DOC
Albano Laziale, Ariccia, Artena, Castel Gandolfo, Colonna, Frascati,
Genzano di Roma, Grottaferrata, Marino, Montecompatri, Monte Porzio
Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca
Priora, Velletri,
618
VINO CERVETERI
DOC
Allumiere, Cerveteri, Civitavecchia,
Santa Marinella, Tolfa, Ladispoli
105
VINO CESANESE
DI AFFILE
DOC
Affile, Arcinazzo Romano, Roiate
VINO CASTELLI
ROMANI
VINO ROMA
8
VINO CESANESE
DI OLEVANO
ROMANO
DOC
Genazzano, Olevano Romano
28
VINO COLLI
ALBANI
DOC
Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Lanuvio, Pomezia, Ardea
83
VINO COLLI
LANUVINI
DOC
Genzano di Roma, Lanuvio
12
VINO FRASCATI /
FRASCATI
SUPERIORE
DOC
Frascati, Grottaferrata, Montecompatri, Monte Porzio Catone
448
VINO
GENAZZANO
DOC
Cave, Genazzano, Olevano Romano,
San Vito Romano, Paliano
1
VINO MARINO
DOC
Castel Gandolfo, Marino, Ciampino
VINO MONTECOMPATRI
COLONNA
DOC
Colonna, Montecompatri, Rocca Priora, Zagarolo
41
N°
AZIENDE
COINVOLTE
PRODOTTO
PRODOTTO
ZONA DI PRODUZIONE
Tabella 30b. Prodotti inseriti nel sistema di qualità per la Provincia di Roma
N°
AZIENDE
COINVOLTE
121
2
ZONA DI PRODUZIONE
Il sostegno alla promozione e pubblicità (Misura 133)
A partire dal 2008, nella regione Lazio, sono stati effettuati quattro cicli di
presentazione delle domande tramite la modalità approccio individuale e un
bando attraverso la Progettazione Integrata di Filiera.
Come riassunto nella Tabella 31, al mese di ottobre 2014, risultano complessivamente risultano ammesse 21 domande: 10 inserite nei PIF e 11 presentate singolarmente.
42
Tabella 31. La Misura 133 nella Regione Lazio
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
INVESTIMENTO
AMMESSO
CONTRIBUTO
AMMESSO
BANDO SINGOLO
11
2.416.310
1.690.157
PIF
10
2.582.325
1.809.727
TOTALE
21
4.998.635
3.499.884
Il sostegno alla promozione dei prodotti di qualità è un intervento che ha
avuto un indubbio successo nell’ambito del PSR Lazio 2007-2013. I risultati
sono stati soddisfacenti sia in termini di progetti presentati, sia in termini di
spesa ammessa a finanziamento.
Questo è senz’altro un segnale incoraggiante, indice di interesse da parte
dei consorzi, delle cooperative e delle Organizzazioni dei Produttori del Lazio, desiderose di valorizzare sempre più la produzione agricola regionale e
di conquistare nuovi mercati.
Nella provincia di Roma, come descritto nella Tabella 32, sono stati finanziati
6 progetti di promozione, con un contributo pari a quasi 1,2 milioni di euro.
Tabella 32. La Misura 133 nella Provincia di Roma
DOMANDA AMMESSA
ASSOCIAZIONE PER LA GESTIONE
DELLA STRADA DEL VINO TERRA DEL
CESANESE DI OLEVANO ROMANO
CONSORZIO VOLONTARIO TUTELA E
VALORIZZAZIONE VINO
DOC COLLI LANUVINI
PRO. BIO ASSOCIAZIONE PRODUTTORI
BIOLOGICI LAZIALI
FONTANA DI PAPA VINI D’ITALIA CANTINA SOCIALE COLLI ALBANI
SOC COOP ARL
FONTANA DI PAPA VINI D’ITALIA CANTINA SOCIALE COLLI ALBANI
SOC COOP ARL
SOCIETA’ COOPERATIVA AGRICOLA
NUOVA CANTINA SOCIALE
DI GENAZZANO
TOTALE
43
INVESTIMENTO
AMMESSO
CONTRIBUTO
AMMESSO
100.000
70.000
89.143
62.400
361.000
252.700
378.100
264.670
571.428
399.999
154.018
107.813
1.653.689
1.157.582
L’Associazione per la Gestione della Strada del Vino Terra del Cesanese di
Olevano Romano, ha strutturato un piano d’azione complesso e vario, tale
da raggiungere segmenti differenti di pubblico.
Innanzitutto l’Associazione ha impegnato parte del contributo nella realizzazione di supporti di immagine coordinata (sito web, brochure/depliant, gadgets). A tal fine è stato studiato un restyling del sito internet che consente
una gestione autonoma e più immediata dei contenuti e offre la possibilità
all’utente finale di ricevere informazioni dettagliate ed utilizzare servizi di
newsletter. Con l’obiettivo di rafforzare la visibilità sul territorio del “marchio”
Vino Terra del Cesanese di Olevano Romano e di promuoverne il consumo
presso il più vasto pubblico, l’Associazione ha pianificato una campagna
outdoor che ha preso in considerazione due strumenti principali: cartellonistica stradale e spazi promozionali sui quotidiani.
Notevole è stata anche la pianificazione delle attività di promozione, con la
partecipazione a Fiere internazionali (Pro Wein), l’organizzazione di workshop per i soci e degustazioni guidate per gli appassionati, azioni in store
promotion (Eataly). Ancora più ampio il progetto messo in atto da PRO BIO Associazione Produttori Biologici Laziali che, con ETICA WINE, ha dato vita
ad una serie di attività rivolte all’informazione e sensibilizzazione dei consumatori circa le caratteristiche e le proprietà dei prodotti vitivinicoli di origine
biologica. Il progetto Etica Wine ha avuto durata di 18 mesi e ha trovato la
sua principale applicazione nella partecipazione alle principali fiere nazionali ed internazionali con l’obiettivo di attivare azioni di promozione rivolte
al business e al consumer. Le manifestazioni hanno visto la realizzazione di
uno spazio espositivo dedicato ai produttori biologici del Lazio che in questo modo hanno potuto promuovere i prodotti anche attraverso momenti di
degustazione. Gli eventi individuati sono stati i seguenti: Vinitaly (Verona),
Vinòforum (Roma), Bio Fac (Norimberga), Millesime Bio (Montpellier).
Una parte del contributo è stata impegnata nella realizzazione di strumenti
di immagine coordinata, come brochure e depliant descrittivi per ogni azienda, che sono stati distribuiti durante la presenza alle fiere e hanno supportato il processo di informazione e promozione pianificato.
Un’attenzione particolare è stata poi dedicata all’ideazione e progettazione
di un sito internet (www.probio.it), dotato di una struttura flessibile e dinamica in grado di coinvolgere l’utente.
44
Duplice è stata l’attività messa in atto dalla Cooperativa Sociale Fontana
di Papa che sul fronte Business ha partecipato a fiere ed eventi dedicati al
settore, tra cui il Vinitaly.
Sul lato Consumer, invece, la Cantina ha attivato due canali di promozione.
Il primo che ha visto la pianificazione di attività promozionali nella GDO
attraverso la realizzazione di materiali di comunicazione cartacei, distribuiti
a tutti i clienti, e corner informativi posizionati in supermercati e centri commerciali. Il secondo canale utilizzato per la promozione al vasto pubblico ha
contemplato l’utilizzo di strumenti outdoor come l’acquisto di spazi pubblicitarie nel campionato di calcio S.S Lazio.
DIVERSIFICAZIONE E MULTIFUNZIONALITÀ
Come funziona
L’agricoltura multifunzionale è un approccio gestionale in base al quale l’azienda agricola svolge, oltre alla funzione principale di produzione di beni
destinati al mercato (alimenti, fibre, legname, ecc.), anche una serie di altre funzioni non agricole ma strettamente connesse con il settore primario.
Queste funzioni possono comprendere:
• attività agrituristiche e di commercializzazione diretta dei prodotti aziendali;
• attività didattiche, ricreative, culturali, sociali e terapeutiche-riabilitative;
• attività di produzione e vendita di energia da fonti rinnovabili;
• attività di tutela ambientale e paesaggistica.
In questo scenario, la diversificazione delle attività ha lo scopo di assicurare
un’integrazione del reddito agricolo vero e proprio e generare nuove opportunità di occupazione. Tale diversificazione si può realizzare offrendo una
serie di servizi aggiuntivi alla popolazione, all’economia e al territorio.
Nella programmazione 2007-2013 del PSR sono state predisposte una serie
di apposite Misure per stimolare gli investimenti nelle attività extra-agricole.
Tra queste la più significativa è certamente la Misura 311 (diversificazione
verso attività non agricole), la quale si articola in quattro Azioni distinte.
Azione 1 - Sostegno alla plurifunzionalità: investimenti per attività di carattere sociale, didattico e di produzione di altri servizi. Sono oggetto di fi45
nanziamento pubblico, ad esempio, la realizzazione di strutture e l’acquisto
di attrezzature o macchinari necessari allo svolgimento di attività quali fattorie sociali, fattorie didattiche, agrinidi, strutture per la riabilitazione, centri
anziani, attività di custodia e di addestramento degli animali domestici.
Azione 2 - Sostegno alle produzioni tipiche artigianali: investimenti per
l’implementazione delle produzioni tipiche artigianali non agricole. I contributi pubblici finanziano progetti per il recupero delle attività e dei prodotti della
tradizione locale come, ad esempio, il mastro sellaio o il maniscalco.
Azione 3 - Sostegno all’offerta agrituristica: investimenti finalizzati a
migliorare l’offerta agrituristica in termini di qualificazione delle strutture
utilizzate e di introduzione di strumenti innovativi per l’informatizzazione e
l’adeguamento tecnologico dell’azienda. Il PSR interviene, ad esempio, per
sostenere la realizzazione di piscine, sale polifunzionali o di impianti sportivi.
Azione 4 - Sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili (FER):
realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica o termica alimentati da fonti energetiche rinnovabili (es. solare, eolico, ecc.) e realizzazione di piccoli impianti per la produzione e la vendita di biocombustibili. Tale
azione concorre agli obiettivi strategici della Politica Agricola Comune (PAC)
e può beneficiare anche delle risorse aggiuntive cosiddette Health Check.
La Misura 311 si rivolge agli imprenditori agricoli, sia come azienda che come
membri della famiglia agricola. Questi ultimi sono tuttavia esclusi dall’accesso alle Azioni 3 e 4.
La tipologia di sostegno erogato consiste nel cofinanziamento dell’intervento
in conto capitale (calcolato in percentuale sul costo totale dell’investimento
ammissibile), oppure in conto abbattimento interessi sui mutui concessi dagli
istituti di credito. Il contributo massimo concedibile ammonta a 200.000 euro.
La Misura 311 può essere attivata mediante tre diverse modalità: attraverso
un’iniziativa autonoma (bando singolo), attraverso la progettazione integrata
aziendale (Pacchetto Giovani) e all’interno dei Progetti Integrati Territoriali
(PIT).
Il sostegno all’agriturismo e alla multifunzionalità (Misura 311)
Gli investimenti per la multifunzionalità, negli ultimi anni, hanno assunto nel
Lazio un valore strategico sempre più rilevante per lo sviluppo e la valoriz-
46
zazione del territorio, tanto che anche il nuovo Piano Casa, recentemente
approvato dalla Regione Lazio, ha recepito in pieno il principio della ruralità
multifunzionale. Analizzando i dati, si può vedere chiaramente come la Misura 311 abbia riscosso un notevole successo nella regione Lazio, confermando l’interesse che suscita la diversificazione delle attività nel comparto
agricolo, soprattutto sul fronte dell’offerta agrituristica. La misura in questione, infatti, è quella che ha generato di gran lunga il più elevato volume
di investimenti nell’ambito dell’Asse III, andando anche oltre le aspettative,
tanto più se consideriamo il fatto che nella Programmazione 2007-2013 erano state notevolmente aumentate le risorse a disposizione, rispetto al precedente periodo 2000-2006. I bandi per l’accesso alla Misura 311 sono stati
due: il primo nel 2008 e il secondo nel 2011. Entrambi risultano conclusi e le
graduatorie definitivamente approvate.
Al mese di ottobre 2014, sono state ammesse in tutto 382 domande: di cui
279 con il bando singolo (73%), 82 all’interno del Pacchetto Giovani (21,5%)
e solo 21 attraverso le PIT (5,5%). La modalità del bando singolo è stata
quella di gran lunga più utilizzata. L’investimento totale ammesso è stato di
oltre 93 milioni di euro, mentre il contributo pubblico riconosciuto ammonta
a quasi 34 milioni di euro (Tabella 33).
Tabella 33. Riepilogo per modalità di accesso (euro)
PROCEDURA
N° DOMANDE
AMMESSE
INVESTIMENTO
AMMESSO
CONTRIBUTO
AMMESSO
BANDO SINGOLO
279
79.161.423
28.305.706
PACCHETTO
GIOVANI
82
10.432.108
4.179.929
PIT
21
3.730.861
1.503.460
TOTALE
382
93.324.392
33.989.097
Particolarmente interessante risulta la distribuzione delle domande in relazione ai settori di intervento previsti dalla Misura 311. I dati riepilogati nella
Tabella 34 ci dicono chiaramente che la parte del leone l’ha avuta il settore
dell’agriturismo che ha totalizzato ben 295 domande, pari ad oltre il 77%.
Considerato che nel Lazio sono attivi quasi 900 agriturismi, si può dedurre
che circa un terzo di questi abbia beneficiato dei contributi del PSR per
47
avviare o riqualificare le strutture. Al secondo posto troviamo le energie rinnovabili con 63 domande ammesse, pari ad oltre il 16%. La plurifunzionalità
si attesta in terza posizione con 22 domande, ovvero quasi il 6%, mentre si
è rivelata molto deludente la domanda per l’artigianato tipico.
Tabella 34. Riepilogo per settore di intervento
AZIONE
N° DOMANDE
AMMESSE
%
PLURIFUNZIONALITÀ
22
5,8%
ARTIGIANATO TIPICO
2
0,5%
AGRITURISMO
295
77,2%
ENERGIE RINNOVABILI
63
16,5%
TOTALE
382
100%
Andando poi ad analizzare la distribuzione territoriale (Tabella 35), va rilevato che oltre un terzo delle domande ammesse sono concentrate nella provincia di Viterbo che totalizza ben 128 progetti finanziati. Al secondo posto
si attesta la provincia di Frosinone con 88 domande, mentre quasi appaiate
si posizionano le provincie di Rieti e di Roma, rispettivamente con 56 e 63
domande. Chiude la classifica la provincia di Latina con 47 progetti, risultando il territorio nel complesso meno interessato all’utilizzo di questa misura.
Tabella 35. Riepilogo per provincia
PROVINCIA
N° DOMANDE
AMMESSE
%
LATINA
47
12,3%
VITERBO
128
33,5%
ROMA
63
16,5%
RIETI
56
14,7%
FROSINONE
88
23%
TOTALE
382
100%
48
Infine, per quanto riguarda la ripartizione delle domande in base al genere
(Tabella 36), va segnalato positivamente che la risposta alla Misura 311 ha
riscontrato tra le donne un successo notevolmente superiore (52%), rispetto
alla media generale realizzata dal PSR regionale (37%).
Tabella 36. Riepilogo per differenza di genere
GENERE
N° DOMANDE
AMMESSE M.311
AMMESSE % PSR LAZIO
% DI MISURA DOMANDE
PSR LAZIO
DONNE
199
52%
1724
37%
UOMINI
183
48%
2886
63%
TOTALE
382
100%
4610
100%
La provincia di Roma, come si evince dalla Figura 8, si attesta in una posizione intermedia rispetto al quadro generale della regione, in merito alla
capacità di saper cogliere le opportunità di sviluppo offerte dalla Misura 311.
Il dato che emerge è che delle 382 domande ammesse in tutto il Lazio,
quelle finanziate in provincia di Roma sono 63, circa il 16% del totale. Va
però segnalato che l’ambito di applicazione della Misura 311 escludeva i poli
urbani, pertanto il territorio del comune di Roma rimaneva comunque fuori
dalla realizzazione degli interventi.
FIGURA 8. Distribuzione delle domande per provincia in %
15%
34%
16%
23%
49
%
12
VITERBO
LATINA
FROSINONE
ROMA
RIETI
Piuttosto interessanti sono i risultati che derivano dall’analisi della distribuzione delle domande ammesse in relazione agli ambiti di intervento previsti
dalla Misura 311. Come evidenziato nella Tabella 37, in termini assoluti il
settore dell’agriturismo è quello che ha ottenuto nettamente il maggior successo con 53 domande finanziate, pari al 18% delle 295 domande ammesse
nel Lazio ed all’84% dei progetti finanziati a livello provinciale. Considerato
il fatto che in provincia di Roma risultano attive circa 200 strutture, si può affermare che oltre un quarto di queste hanno usufruito dei contributi del PSR.
Tuttavia, il dato forse più rilevante è che, per quanto riguarda la plurifunzionalità (servizi sociali e culturali), la provincia di Roma copre da sola circa
un terzo delle domande ammesse a finanziamento nel Lazio. Del tutto marginali risultano invece le domande per le energie rinnovabili (5%), mentre
praticamente nulle quelle per l’artigianato tipico.
Tabella 37. Riepilogo domande ammesse per settore di intervento
AZIONE
ROMA
LAZIO
% ROMA/LAZIO
PLURIFUNZIONALITÀ
7
22
32%
ARTIGIANATO
0
2
0%
AGRITURISMO
53
295
18%
ENERGIE RINNOVABILI
3
63
5%
TOTALE
63
382
16%
I progetti attivati grazie al PSR in provincia di Roma hanno prodotto un investimento complessivo di circa 13 milioni di euro, a fronte di un dato regionale
di oltre 93 milioni di euro. Il contributo pubblico totale ammesso ammonta a
4,8 milioni di euro, pari a circa il 14% del totale regionale, che si attesta intorno ai 34 milioni di euro. Possiamo inoltre facilmente desumere che la quota
di investimenti privati, generati dalla Misura, ammonta ad oltre 8 milioni di
euro, anche qui circa il 14% del totale regionale (Tabella 38).
50
Tabella 38. Riepilogo investimenti ammessi (euro)
L’APPROCCIO INTEGRATO (PIF, PIT E GAL)
TIPOLOGIA DI INVESTIMENTO
ROMA
LAZIO
% ROMA/LAZIO
INVESTIMENTO PUBBLICO
4.841.144
33.989.097
14,2%
INVESTIMENTO PRIVATO
8.188.853
59.335.295
13,8%
INVESTIMENTO TOTALE
13.029.997
93.324.392
14%
A fronte di questo quadro generale, emerge chiaramente come il comparto dell’agriturismo abbia assorbito in provincia di Roma oltre l’80% delle
domande, confermando la naturale vocazione turistica del territorio. Da
un’analisi più approfondita con gli operatori del settore, si può rilevare che
gli investimenti del PSR si sono indirizzati in prevalenza verso interventi di
valorizzazione immobiliare attraverso la ristrutturazione di edifici rurali preesistenti, ma anche verso l’ampliamento della gamma dei servizi offerti mediante la realizzazione di strutture di completamento, come ad esempio sale
polifunzionali per convegni, degustazioni e attività didattiche. Altri interventi
richiesti sono stati l’acquisto di arredi e di attrezzature per l’ampliamento o la
realizzazione ex novo delle cucine per lo sviluppo di attività di ristorazione.
Sul versante dei servizi culturali e sociali, va segnalato che alcune aziende
agricole hanno utilizzato i finanziamenti della Misura 311 per ristrutturare
vecchie stalle o edifici rurali e adibirle anche ad attività di fattoria didattica o
sociale. In questo caso, gli interventi hanno riguardato prevalentemente la
messa a norma degli impianti e la realizzazione dei servizi igienici per poter
ospitare i ragazzi delle scuole e le persone disabili.
Per quanto riguarda, infine, il settore delle energie rinnovabili, in provincia di
Roma il numero di domande risulta essere piuttosto esiguo. L’orientamento
delle aziende agricole è stato quello di preferire l’utilizzo della Misura 121,
che finanzia progetti per la produzione destinata in prevalenza all’autoconsumo aziendale.
51
Come funziona la Progettazione Integrata
Il Programma di Sviluppo Rurale 2007–2013 per la prima volta dà ampio
spazio all’integrazione, alla concertazione e alla collaborazione tra i diversi
attori del territorio e dei settori produttivi, per lo svolgimento di progetti condivisi.
Attraverso la Progettazione Integrata si vuole promuovere l’obiettivo di incrementare la cooperazione tra tutti gli attori del comparto agricolo e rurale:
dai produttori, ai consumatori, agli operatori, sia pubblici che privati.
Quello che si vuole sostenere e portare avanti è l’idea secondo cui una più
profonda collaborazione e interazione tra tutte le parti possa migliorare e
sviluppare le grandi potenzialità del territorio regionale. L’approccio integrato
può assumere diverse conformazioni a seconda del livello in cui viene applicato. Parliamo di Piano Integrato Aziendale (PIA) quando la progettazione è
applicata a livello aziendale (per esempio il Pacchetto Giovani), di Progetto
Integrato di Filiera (PIF) quando viene applicata ad una filiera produttiva, di
Progetto Integrato Territoriale (PIT) quando applicata a un territorio.
Tra le tipologie di Progettazione Integrata va sottolineato anche il Programma Leader (Asse IV del PSR) che si pone l’obiettivo di favorire lo sviluppo e
ridare vitalità alle zone rurali dell’Unione europea tramite la realizzazione di
un Piano di Sviluppo Locale (PSL) attivato da attori pubblici e privati del territorio (Gruppo di Azione Locale – GAL). Si tratta di un piano pluriennale che
individua le iniziative da intraprendere con l’indicazione dei soggetti attuatori
e delle relative dotazioni finanziarie.
Grazie alla Progettazione Integrata è possibile mettere insieme le diverse
realtà del territorio e farle convogliare verso un unico obiettivo.
La Progettazione Integrata nel Lazio
Con la Programmazione 2007–2013, la Regione Lazio ha investito con convinzione nell’approccio integrato per sostenere il sistema produttivo regionale. Attraverso la Progettazione Integrata, i vari territori del Lazio hanno così
avuto l’opportunità di pianificare la crescita di una determinata area agricola
e sviluppare una consolidata rete di rapporti, puntando sulle peculiarità lo-
52
cali e mettendo a sistema le risorse del territorio.
Un metodo di lavoro innovativo che numerosi imprenditori hanno fatto proprio e attuato grazie al PSR 2007-2013.
Lo dimostra la grande partecipazione con la quale il territorio regionale ha
risposto alle opportunità offerte dalla Progettazione Integrata.
Nella regione Lazio, al mese di ottobre 2014, sono state attivate 20 PIF, 17
PIT e 8 GAL (Tabella 39).
Tabella 40. Le Progettazioni Integrate di Filiera nel Lazio
Tabella 39. I PIF, i PIT e i GAL approvati per provincia con il PSR 2007 – 2013
NUMERO DI PIF
20
INVESTIMENTO TOTALE
102 milioni di euro
SPESA PUBBLICA
45 milioni di euro
DOMANDE FINANZIATE
417
OPERATORI DI FILIERA COINVOLTI
1109
PIF Progetti Integrati
di Filiera
PIT Progetti Integrati
Territoriali
GAL
GRUPPI DI
AZIONE LOCALE
Approccio LEADER
AZIENDE AGRICOLE BENEFICIARIE
262
AZIENDE AGROINDUSTRIALI BENEFICIARIE
104
VITERBO
7
4
2
FILIERE INTERESSATE
8
RIETI
3
2
1
ROMA
5
6
2
FROSINONE
2
3
2
LATINA
3
2
1
TOTALE
20
17
8
Nella Programmazione dello Sviluppo Rurale 2007-2013, la Regione Lazio
ha voluto interpretare in maniera originale lo strumento della Progettazione
Integrata di Filiera, chiedendo l’elaborazione di progetti che contenessero
obbligatoriamente elementi di innovazione in termini di prodotti, processi e
tecnologie. I 20 progetti hanno attivato investimenti totali per oltre 102 milioni
di euro e hanno beneficiato di una spesa pubblica complessiva con i fondi
del PSR di circa 45 milioni di euro, finanziato 417 domande e coinvolto 262
aziende agricole e 104 imprese agroindustriali per un numero totale di 1.109
operatori di filiera (Tabella 40).
53
La Tabella 41 riporta i dati sui PIF approvati in ciascuna provincia. Viterbo e
Roma hanno intercettato la maggior parte della spesa pubblica (oltre 23 milioni di euro su 45 totali). La provincia di Viterbo è quella cha ha coinvolto più
operatori economici (469 su 1.109 totali) e un maggior numero di domande
finanziate (154 su 417 totali).
Tabella 41. I PIF approvati nel Lazio in numeri (euro)
INVESTIMENTO
TOTALE
SPESA
PUBBLICA
OPERATORI
COINVOLTI
DOMANDE
FINANZIATE
VITERBO
27.328.640
11.471.915
469
154
RIETI
20.737.475
9.220.675
138
73
ROMA
26.798.306
12.244.658
278
113
FROSINONE
6.683.742
3.009.135
84
51
LATINA
20.458.262
8.908.385
140
26
TOTALE
102.006.425
44.854.768
1.109
417
54
Figura 9. Filiere interessate dai PIF
4 CARNE BOVINA, SUINICOLA,
AVICOLA E UOVA
1 CEREALICOLA
2 LATTIERO CASEARIA, LATTE
BUFALINO E LATTE FRESCO
3 OLIVICOLA
5 ORTOFRUTTA, PATATE E
FRUTTA A GUSCIO
1 OVICAPRINA
3 VITIVINICOLA
1 ALTRI COMPARTI
La Progettazione Integrata Territoriale (PIT) si basa sulla capacità e volontà di aggregare più idee e/o soggetti attivi sul territorio, affinché si giunga
alla realizzazione di un fine comune, fondato su una strategia condivisa a
livello locale. Le operazioni individuate dai PIT fanno riferimento ad una o
più misure del PSR e identificano delle linee d’intervento che siano coerenti
alle priorità territoriali specificate dalla Regione Lazio. In particolare, la PIT
impiega le misure previste nell’Asse III.
Il territorio sul quale ricade questo tipo di progettazione viene valorizzato
sia nelle sue peculiarità socio – economiche, sia in quelle agro–ambientali.
Le PIT approvate nel Lazio sono 17 e coinvolgono 475 enti pubblici (Province, Comuni, Comunità Montane, Enti Parco, Università Agrarie) e 272
soggetti privati (aziende agricole, microimprese, cooperative e onlus).
A seguito della delibera del 5 giugno 2013 è stato dato il via alla rimozione
dei vincoli che pregiudicavano l’ammissibilità di molte delle 747 richieste di
aiuto contenute nelle PIT, con uno sblocco complessivo di 41 milioni di euro
di finanziamento pubblico previsto dal PSR Lazio.
55
Obiettivi principali delle PIT sono: favorire processi di sviluppo locale con
azioni tese a mettere in rete le produzioni di qualità agroalimentari e le valenze ambientali, naturali, paesaggistiche, architettoniche, culturali e sociali
dei territori interessati nella progettazione.
Almomento della pubblicazione, sono state emesse autorizzazioni al finanziamento per 10 PIT, per complessivi 29,5 milioni di euro di spesa pubblica
corrispondenti a 35,8 milioni di investimenti ammessi.
La strategia di sviluppo locale nelle aree marginali è, invece, individuata ed
attuata dalla Regione Lazio attraverso i Gruppi di Azione Locale (GAL).
I GAL approvati nella regione Lazio complessivamente sono 8, ai quali sono
stati destinati 46 milioni di euro di contributo pubblico tra fondi del PSR e
risorse aggiuntive regionali (overbooking).
Le specifiche misure attivate dell’ASSE IV del PSR sono destinate, in
particolar modo, allo svolgimento di strategie per lo sviluppo integrato dei
territori, alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità, alla
multifunzionalità dell’impresa agricola, alla valorizzazione del paesaggio e
dell’ambiente in termini di sviluppo sostenibile.
Non a caso, la misura che ha richiesto e ottenuto un maggior finanziamento pubblico totale tra tutti i GAL del Lazio è quella che incentiva le attività
turistiche con oltre 14,5 milioni di euro. Segue la Misura che promuove l’ammodernamento delle aziende agricole con oltre 7 milioni di euro. Alla diversificazione verso attività non agricole sono stati destinati 3,3 milioni di euro
e 3,2 milioni di euro all’intervento per il miglioramento e creazione di nuove
infrastrutture (Tabella 42).
56
I comuni interessati dai GAL sono in tutto 96, distribuiti su tutte le province
(Figura 11), e corrispondono ad oltre il 25% della superficie complessiva del
Lazio.
Tabella 42. L’approccio Leader nel Lazio (euro)
GAL ATTIVATI
8
SPESA PUBBLICA
46 milioni
COMUNI INTERESSATI
FIGURA 11. Comuni coinvolti dai GAL a livello provinciale
96
SUPERFICIE COMPLESSIVA DEL LAZIO
25%
SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA ATTIVITÀ
TURISTICHE (MISURA 4.1.313)
40
30
SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA
AMMODERNAMENTO AZIENDE AGRICOLE
(MISURA 4.1.121)
7 milioni
25
3,3 milioni
SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA MIGLIORAMENTO E CREAZIONE DI NUOVE INFRASTRUTTURE
(MISURA 4.1.124)
3,2 milioni
15
57
121
311
124
321
ROMA
VITERBO
10
5
LATINA
0
FIGURA 10. Spesa pubblica misure attivate dai GAL
313
RIETI
20
SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA DIVERSIFICAZIONE VERSO ATTIVITÀ NON AGRICOLE (MISURA
4.1.311)
16000
14000
12000
10000
8000
6000
4000
2000
0
FROSINONE
35
14,5 milioni
322
323
121
ALTRE
MISURE
I Piani di Sviluppo Locale (PSL), elaborati dai GAL si basano sull’integrazione, la concertazione e la collaborazione consentendo ai territori l’adozione
di una programmazione dal basso bottom-up, ovvero realizzata sulla base
delle esigenze di sviluppo che vengono manifestate e pianificate direttamente a livello locale.
La volontà è quella di dover imprimere una forte inversione di tendenza e
contribuire a generare in ogni territorio rurale del Lazio delle dinamiche di
sviluppo omogenee ed equilibrate, costruite sulla storia e sui migliori fattori
competitivi che la regione è in grado di offrire. Dinamiche generate direttamente da coloro che in questi luoghi vivono e lavorano.
Una progettazione, dunque, su scala prettamente locale, con la partecipazione spontanea e volontaria di soggetti pubblici e privati, con un forte radicamento sul territorio e una conoscenza approfondita dei reali bisogni di
sviluppo locali.
58
I PIF nella provincia di Roma
Nella Provincia di Roma i Progetti Integrati di Filiera (PIF) finanziati con i fondi del PSR sono 5, per una spesa pubblica totale di oltre 12,2 milioni di euro,
con 113 domande finanziate e 278 operatori coinvolti. Di seguito si riporta un
descrizione di ciascun progetto.
Carne bovina Valmontone
Il progetto riguarda il settore della carne bovina e coinvolge 63 operatori dei
Comuni di Genazzano, Palestrina, Artena, Segni, Gaviano, Anagni, Paliano,
Montecompatri, Valmontone.
Capofila del PIF è la Società Cooperativa Latte Casilina. Il progetto si pone
l’obiettivo di migliorare la commercializzazione delle carni derivanti dagli animali macellati e provenienti dagli allevamenti da latte dei soci, potenziando il
già esistente canale di vendita diretta.
Prima del PIF, solo una quota parte delle carni degli animali dei soci veniva
venduta al consumatore finale nel punto vendita di Valmontone.
La Misura 121 mira all’ammodernamento delle strutture aziendali in termini
di opere strutturali, acquisto di macchinari e mezzi, ammodernamento della
stalle.
L’investimento riguardante la Misura 123 è stato finalizzato alla ristrutturazione del locale da adibire a punto vendita, incluse le attrezzature necessarie
alla vendita al pubblico dei prodotti derivanti dagli allevamenti.
La Misura 121 ha attivato un finanziamento pubblico di oltre 500 mila euro;
mentre la Misura 123 ha mosso quasi 130 mila euro. La Misura 124, con un
investimento pubblico di oltre 17 mila euro, ha avuto come obiettivo quello di
definire un sistema di allevamento non più a prevalente produzione di latte,
ma anche di carne da destinare al nuovo punto di vendita.
Un sistema di allevamento basato sulla duplice produzione di latte e carne
determina una ottimizzazione della qualità e sostenibilità economica.
Il PIF ha comportato un miglioramento organizzativo nelle aziende aderenti
che ingrassano i vitelli portati poi alla macellazione, un ampliamento della
clientela di riferimento, grazie all’apertura del nuovo punto vendita, il consolidamento del rapporto tra cooperativa e soci i quali possono aumentare
la quota di animali macellati e venduti direttamente con importanti benefici
economici.
59
Il successo ottenuto dal nuovo punto vendita consolida la convinzione della
Cooperativa di poter vendere quote ancora più rilevanti di carne bovina attraverso il canale della vendita diretta, aumentando il numero di vitelli allevati. Il progetto, nel complesso, ha finanziato 11 domande e ha comportato un
investimento complessivo di circa 1,6 milioni di euro, corrispondente ad una
spesa pubblica di oltre 660 mila euro, completamente erogata.
Carne bovina dell’Agro Romano
Il progetto riguarda il settore della carne bovina dell’Agro Romano e coinvolge 43 operatori dei Comuni di Campagnano di Roma, Fiumicino, Roma
Vejano, Canale Monterano, Monterosi.
Capofila del PIF è la Confagricoltura Roma.
Il progetto è stato indirizzato al miglioramento della qualità della carne ed
a promuovere una filiera corta del prodotto valorizzando i vitelli altrimenti
venduti a terzi per l’ingrasso.
Alla base di tale obiettivo, la constatazione che la carne dell’Agro Romano
proviene già da capi nati, allevati e macellati nello stesso territorio e pertanto con il PIF si è inteso valorizzare un prodotto già presente sul mercato e
apprezzato dai consumatori, come già confermato dai numeri degli spacci
aziendali attivi e dalle buone relazioni con la GDO.
Gli investimenti della Misura 121 sono stati utilizzati per il miglioramento
delle macchine e delle attrezzature destinate agli allevamenti delle aziende
aderenti. Per quanto riguarda la Misura 123, la cooperativa Testa di Lepre
ha migliorato le dotazioni del proprio punto vendita.
Inoltre, è anche intervenuta su alcune strutture della stalla di sosta per il
bestiame destinato al macello e ha acquistato un mezzo specializzato per il
trasporto dello stesso.
La Frigocarni ha migliorato il proprio impianto di macellazione con interventi
su strutture e impianti.
La Misura 121 ha attivato un finanziamento pubblico di quasi 1,7 milioni di
euro, mentre la Misura 123 un investimento di 600 mila euro. E’ stata anche
attivata la Misura 124, con un finanziamento pubblico di 35 mila euro, per la
realizzazione di uno studio di fattibilità finalizzato al miglioramento qualitativo del prodotto, in particolare, attraverso l’incremento del benessere animale e la formazione del personale.
60
Le nuove opportunità emerse grazie al PIF sono il rafforzamento del legame
con la GDO che è interessata ad avere in assortimento carni genuine e tipiche, legate al territorio, e la creazione di un nuovo punto di vendita diretta.
Il progetto, nel complesso, ha finanziato 20 domande e ha comportato un
investimento complessivo di oltre 5,7 milioni di euro, corrispondente ad una
spesa pubblica di quasi 2,7 milioni
Latte fresco dell’Agro Romano
Il progetto riguarda il settore del latte fresco dell’Agro Romano e coinvolge
36 operatori dei Comuni di Roma, Canale Monterano, Fiumicino e Guidonia
Montecelio.
Capofila del PIF è la Fattoria Latte Sano S.p.A. Il progetto si incentra sull’acquisizione di tre nuove macchine per il confezionamento del latte fresco di
alta qualità in contenitore di cartone poliaccoppiato, dotato di tappo a vite
pluriuso e angolo smussato (Misura 123).
Si tratta di un tipo di confezione giudicata necessaria per rispondere alla
concorrenza e per mettere in risalto il valore del prodotto anche in termini
di comunicazione. Va tenuto presente che la Latte Sano ha circa il 25% del
mercato del latte fresco nel mercato romano (Capitale e Provincia).
Le aziende agricole partecipanti hanno utilizzato, invece, la Misura 121 per
alcuni miglioramenti di macchine e infrastrutture.
La Misura 121 ha ricevuto un finanziamento pubblico di oltre 500 mila euro,
mentre la Misura 123 ha attivato un investimento pubblico di quasi 2 milioni
di euro. Il progetto, attraverso la Misura 124 che ha attivato un finanziamento
pubblico di circa 35 mila euro, prevede anche un concomitante potenziamento dei sistemi di qualità lungo tutta la filiera con la redazione di un apposito “disciplinare di filiera” che diviene elemento tecnico di riferimento di tutti
i produttori aderenti al PIF.
Le ricadute di maggior peso del PIF sono il consolidamento dei canali di
commercializzazione tradizionali, la fidelizzazione del cliente e il consolidamento del rapporto tra Latte Sano e produttori, con garanzia di un prezzo di
acquisto più remunerativo e tempi di pagamento certi e ridotti.
Il nuovo packaging, inoltre, ha ampliato le modalità di comunicazione, promozione e fidelizzazione verso i consumatori anche attraverso l’inserimento
del QR code sulle confezioni.
61
Il progetto, nel complesso, ha finanziato 9 domande e ha comportato un
investimento complessivo di oltre 6 milioni di euro, corrispondente ad una
spesa pubblica di quasi 2,5 milioni.
L’olio extravergine di qualità del Lazio
Il progetto riguarda la filiera dell’olio di oliva di qualità del Lazio e coinvolge 95 operatori dei Comuni di Santoreste, Stimigliano, Carbognano, San
Polo dei Cavalieri, Roma, Civitella San Paolo, Riano, Montelibretti, Velletri,
Cori, Castelnuovo di Farfa, Rocca Massima, Vicovaro, Guidonia Montecelio, Piglio, Magliano Sabina, Sonnino, Formia, Viterbo, Tivoli, Priverno, San
Vittore del Lazio, Nepi, Artena, Campodimele, Latina, Marcellina, Vetralla,
Sermoneta, Marino.
Capofila del PIF è la Società cooperativa Frantoi del Lazio.
Il progetto coinvolge aziende olivicolo-oleiche e oleifici in 4 province del
Lazio (Roma, Viterbo, Latina, Frosinone) e presenta un elevato numero di
interventi afferenti alle Misure 121 e 123 proprio in conseguenza della sua
ampiezza e diffusione territoriale. Obiettivo del PIF è la valorizzazione commerciale dell’olio extravergine regionale, soprattutto delle produzioni certificate.
Il PIF consiste in un insieme di interventi riguardanti sia la produzione (compresa la realizzazione di nuovi oliveti), sia la trasformazione (con interventi
sugli impianti), sia la commercializzazione.
Gli investimenti della Misura 121 riguardano, in particolare, l’acquisto di
mezzi e macchinari. Vi sono, inoltre, due interventi di notevole ampiezza
comprensivi di nuovi impianti arborei, nuovi edifici, nuovi impianti per la trasformazione, opere irrigue e di miglioramento fondiario.
Gli investimenti della Misura 123 riguardano, invece, diversi interventi migliorativi alle strutture esistenti. Di particolare rilievo, il rinnovo degli impianti di
trasformazione dei prodotti.
La Misura 121 ha ricevuto un finanziamento pubblico di oltre 1,7 milioni di
euro, mentre la Misura 123 ha attivato un investimento pubblico di quasi 850
mila di euro.
Il PIF ha attivato anche la Misura 124, con un finanziamento pubblico di quasi 92 mila euro, per l’ottimizzazione dei processi di estrazione e di conservazione, al fine di esaltare la formazione dell’aroma e mantenere il potenziale
62
antiossidante dell’olio extravergine di oliva. Tutto questo è stato sviluppato
dalla capofila del PIF in accordo con alcuni frantoi, diverse aziende e con
l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione - INRAN.
Le ricadute di maggiore importanza del PIF sono il miglioramento degli impianti e della qualità dei prodotti, il consolidamento della vendita diretta, il
rafforzamento di una mentalità aggregativa fra le diverse strutture (aziende
agricole e frantoi) per promuovere e vendere olii che facciano riferimento al
Lazio quale brand aggregante.
Il progetto, nel complesso, ha finanziato 53 domande e ha comportato un investimento complessivo di 7,5 milioni di euro, corrispondente ad una spesa
pubblica di oltre 3,6 milioni.
La viticoltura dei Castelli Romani
Il progetto intende valorizzare la filiera vitivinicola dei Castelli Romani sviluppandone la competitività e coinvolge 41 operatori dei Comuni di Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Rocca di Papa, Frascati, Genzano di Roma,
Rocca Priora, Velletri, Cisterna di Latina, Latina, Aprilia, Cori, Ciampino.
Capofila del PIF è il Consorzio Ad Maiora. Gli obiettivi del PIF sono lo sviluppo della competitività delle produzioni vitivinicole tradizionali dell’area dei
Castelli Romani, il rilancio del caratteristico vino frizzante dei Castelli Romani “Romanella”, attraverso innovativi metodi di vinificazione, la diversificazione dell’offerta mediante studi e investimenti per lo sviluppo di vini di qualità
e delle produzioni biologiche, il miglioramento dei processi di lavorazione e
gestione aziendale, la valorizzare delle attività connesse alle produzioni con
basso impatto ambientale e all’agricoltura sociale.
Inoltre, il PIF prevede azioni informative e promozionali nei confronti delle
produzioni vinicole dell’area dei Castelli Romani legandole alle caratteristiche della sua storia e tradizione. Gli investimenti sulla Misura 121 hanno
interessato 9 aziende agricole, mentre la Misura 123 è stata utilizzata da 2
imprese vinicole. Gli investimenti hanno determinato un miglioramento complessivo dell’impiantistica e delle tecniche per la produzione di vini frizzanti,
creando indirettamente nuove opportunità di mercato. In alcuni casi gli investimenti della Misura 121 hanno riguardato l’ammodernamento della cantina, proprio per dare seguito alle azioni previste dalla Misura 124 e la creazione ex novo di un punto vendita di alto valore tecnologico e architettonico.
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La Misura 121 ha ricevuto un finanziamento pubblico di oltre 1,7 milioni di
euro, mentre la Misura 123 ha attivato un investimento pubblico di quasi 430
mila di euro.
Attraverso la Misura 124, con un finanziamento pubblico di oltre 140 mila
euro, è stata promossa la realizzazione di progetti pilota e studi per implementare la qualità delle produzioni biologiche e dei vini frizzanti. Le ricadute di maggior peso sono la realizzazione di nuovi prodotti (vini frizzanti,
vini senza solfiti) e quindi ampliamento della platea dei potenziali consumatori, il miglioramento dell’attività di promozione del prodotto e di relazione
con il consumatore finale, l’accrescimento delle capacità commerciali delle
aziende singole in una cornice di integrazione territoriale. In questo senso è
emerso un miglior approccio ai mercati (canale vendita diretta e filiera corta)
grazie alla ottimizzazione delle attività di produzione e promozione.
Il progetto, nel complesso, ha finanziato 20 domande e ha comportato un
investimento complessivo di quasi 5,8 milioni di euro, corrispondente ad una
spesa pubblica di oltre 2,8 milioni.
I PIT nella provincia di Roma
Nella provincia di Roma sono stati consegnati gli atti di autorizzazione al
finanziamento di 6 PIT.
Valle del Tevere - Soratte
Il PIT dei Comuni della Valle del Tevere - Soratte prevede un investimento
complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, di cui il contributo pubblico concesso
è di 1,5 milioni. I comuni beneficiari sono Sant’Oreste, Nazzano, Ponzano
Romano, Rignano Flaminio. A questi si aggiungono l’amministrazione della
Provincia di Roma e le Università Agrarie di Capena e di Nazzano.
L’area d’intervento è rappresentata dal territorio a Nord di Roma compreso
tra la via Cassia e la Valle del Tevere. Il territorio è caratterizzato da una qualità omogenea di risorse tutte afferenti la sfera turistica, residenziale, commerciale e ambientale. Il territorio, si caratterizza, inoltre, per la presenza di
quattro parchi o riserve, quali la Riserva Tevere – Farfa, il Parco Provinciale
del Soratte, il Parco del Treja e il Parco Regionale di Vejo.
Gli obiettivi principali del progetto sono: l’attuazione di un accordo pubblico-privato esteso a tutti i comuni del PIT in grado di aggregare le forze
produttive agricole locali; la creazione di nuove opportunità di reddito per le
imprese agricole multifunzionali; la realizzazione di un Centro Multifunzionale Agricolo (CMA) presso il nuovo Outlet di Sant’Oreste.
A questi vanno aggiunti il recupero e la fruibilità dell’ambiente attraverso
ippovie, piste ciclabili, percorsi di trekking attrezzati e la valorizzazione naturalistica e turistica dei parchi per incentivare un diffuso sviluppo del turismo
rurale.
XVIII Comunità montana dei Monti Lepini Area romana
Gli investimenti complessivi del PIT sono di quasi 3,5 milioni di euro, di cui il
contributo pubblico concesso è di oltre 2,8 milioni.
I comuni beneficiari sono: Artena, Carpineto Romano, Cave, Gavignano,
Gorga, Valmontone e l’amministrazione della Provincia di Roma. L’obiettivo
dell’iniziativa è quello di migliorare i fattori di attrattività delle imprese locali,
mantenendo e incrementando le fonti di reddito e occupazionali esistenti
nelle aree rurali coinvolte attraverso percorsi di marketing territoriale volti
all’incremento di politiche di agricoltura multifunzionale.
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Gli interventi previsti riguardano lo sviluppo di forme di agricoltura ad alto
contenuto innovativo individuando percorsi nuovi e incentivando percorsi già
esistenti, come le ippovie dei Monti Lepini, al fine di riqualificare i territori
interessati.
Castel Madama e l’Agro Tiburtino e Prenestino
Il PIT prevede investimenti complessivi di circa 4,1 milioni di euro, di cui il
contributo pubblico concesso è di 3,9 milioni.
I comuni beneficiari sono: Casape, Castel Madama, Cicigliano, Pisognano,
San Vito Romano. A questi si aggiungono la Provincia di Roma e l’Università
Agraria di Castel Madama.
L’obiettivo è promuovere un miglioramento della qualità della vita e dell’economia locale, potenziando infrastrutture e servizi delle attività agricole e
agroalimentari, sviluppando l’attrattività turistica, ricreativa, sociale e culturale rivolta ai cittadini dell’area metropolitana romana e ai suoi visitatori.
Gli interventi riguardano l’incremento dei servizi e della formazione per i settori agroalimentare e turistico e la valorizzazione e la commercializzazione
dei prodotti locali; l’aumento della capacità ricettiva dei territori rurali e dei
centri storici per l’accoglienza del turismo ambientale e scolastico; la tutela
e la valorizzazione del paesaggio rurale.
Le linee di azione principali del progetto sono la diversificazione in attività
non agricole delle aziende e l’utilizzo ricettivo dei centri storici, il recupero di
bellezze naturali e la riqualificazione del patrimonio artistico e culturale, la
realizzazione di una porta commerciale-turistica, sfruttando nel migliore dei
modi la vigente infrastruttura autostradale di Castel Madama per concentrare l’offerta di prodotti locali e di informazioni turistiche.
Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini
Gli investimenti complessivi del PIT sono di oltre 5,2 milioni di euro, di cui il
contributo pubblico concesso è di 4 milioni.
I comuni beneficiari sono: Camerata Nuova, Cervara di Roma, Jenne, Vallepietra.
Il progetto prevede iniziative di sviluppo rurale nel comprensorio dell’Area
Protetta dei Monti Simbruini a sostegno dell’occupazione e delle imprese del
settore agricolo e non.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sostenere le imprese presenti nell’area
protetta, con particolare riferimento al settore agroalimentare e al turismo,
anche attraverso la dotazione di servizi ed infrastrutture per la popolazione.
Inoltre sono previste azioni per incrementare il reddito delle imprese agricole attraverso la multifunzionalità e valorizzare la dimensione paesaggistica
dell’area anche mediante investimenti per una migliore fruizione delle risorse ambientali.
Comunità montana dell’Aniene
Il PIT prevede investimenti complessivi di oltre 1,3 milioni di euro, contributo
totalmente pubblico concesso è di circa 1,3 milioni.
I comuni beneficiari sono Anticoli Corrado, Cineto Romano, Licenza, Percile, Riofreddo, Roviano, Sambuci, Subiaco, Vicovaro e Vivaro Romano.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di realizzare, nell’ambito della valorizzazione delle risorse agroambientali e culturali della Valle dell’Aniene, un percorso di rafforzamento del sistema ricettivo, turistico e di fruizione territoriale,
attraverso la diversificazione delle attività agricole e la creazione di infrastrutture strategiche.
Il paesaggio dell’area, infatti, si presenta ricco di attrattori turistici di natura
agricola, ambientale, archeologica, storica e culturale.
Attraverso il PIT si intende realizzare un paniere di offerta, che va dal prodotto all’erogazione di servizi di accoglienza, in grado di convogliare un flusso turistico e di consumo stabile, sostenibile e duraturo nel tempo.
Comune di Saracinesco
Il PIT prevede investimenti complessivi di oltre 3,5 milioni di euro, di cui
il contributo pubblico concesso è di quasi 3,3 milioni. I comuni beneficiari sono Agosta, Canterano, Cerreto Laziale, Gerano, Marano Equo, Rocca
Canterano, Rocca Santo Stefano e Saracinesco.
Il progetto prevede il recupero e la valorizzazione, dal punto di vista storico,
territoriale, turistico e rurale, del comprensorio della Media Valle dell’Aniene
– Terre Benedettine.
L’obiettivo dell’iniziativa è la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali,
culturali e imprenditoriali del territorio, al fine di utilizzare il potenziale locale
intorno alla funzione trainante svolta dall’attività eco–turistica.
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Lo scopo della progettazione è di definire un itinerario che immerga il visitatore nella natura, nei centri storici sapientemente valorizzati, nelle botteghe
artigiane a contatto diretto con la gente del luogo, con l’architettura, con il
saper fare, con le testimonianze orali della tradizione locale.
Nascono così progetti di ristrutturazione e restauro conservativo di immobili rurali altrimenti destinati al completo abbandono, progetti di ripristino e
adeguamento degli itinerari naturalistici, progetti di realizzazione di percorsi
attrezzati per escursionismo, trekking, orienteering, birdwatching, mountain
bike, progetti di individuazione degli itinerari tematici (culturali, storici, enogastronomici) e progetti di realizzazione, ristrutturazione e adeguamento di
strutture per l’accesso alle aree naturali.
I GAL nella provincia di Roma
Nel territorio della provincia di Roma rientra integralmente il GAL Castelli
Romani e Monti Prenestini, con sede a Rocca Priora, e il GAL Tuscia Romana, con sede a Bracciano, che coinvolge parzialmente anche la provincia
di Viterbo.
Castelli Romani e Monti Prenestini
Il GAL Castelli Romani e Monti Prenestini è il soggetto responsabile dell’attuazione del Piano di Sviluppo Locale (PSL) dal titolo “Terre di Qualità” e
comprende i Comuni di Colonna, Frascati, Monte Compatri, Monte Porzio
Catone, Palestrina, Rocca di Papa, Rocca Priora, Capranica Prenestina.
Gli altri soci del partenariato sono: Comunità Montana Castelli Romani e
Prenestini, Provincia di Roma, Banca Credito Cooperativo del Tuscolo, Parco Regionale dei Castelli Romani, Confcommercio Roma sud est, Ass. Terra
Nostra, Confcooperative Unione provinciale di Roma, Lega Cooperative e
Mutue del Lazio, Associazione per la gestione Strada Vini Castelli Romani,
Associazione produttori Uve Frascati, Carchitti Coop. Agricola arl, VES. Vivaro Equestrian Service.
La superficie territoriale interessata dal GAL è di 221,12 Km² complessivi,
di cui 126,11 Km² (57%) sono classificati come zona montana, ovvero con
limitata possibilità di utilizzazione delle terre.
Nel territorio del GAL, inoltre, si estendono 8.525 ettari (34,2%) di aree protette, di cui 7.585 ettari compresi nel perimetro del Parco regionale dei Ca-
stelli Romani (1.629 ettari corrispondenti a 4 Siti di Interesse Comunitario
- SIC). L’area è caratterizzata da un lato dai sedimenti di origine marina del
basamento calcareo dei Monti Prenestini, dall’altro dai prodotti dell’attività
del Vulcano Laziale dei Castelli Romani.
Il territorio si mantiene sostanzialmente rurale, con la presenza di grossi
centri, ma anche di ampie aree agricole e naturalistiche. La popolazione
residente nell’ambito del territorio delimitato dal GAL è di 93.367 abitanti.
Al GAL Castelli Romani e Monti Prenestini è stato approvato un Piano di
Sviluppo Locale che prevede un costo di oltre 9,9 milioni di euro, per un
contributo pubblico di quasi 6 milioni di euro.
Il tema del Piano di Sviluppo Locale del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini è la “Qualità dell’offerta alimentare e territoriale”.
L’obiettivo principale e le strategie operative attuative del PSL sono l’incremento del valore aggiunto prodotto dalle imprese agricole e delle produzioni
tipiche locali attraverso il miglioramento della competitività delle imprese nei
circuiti commerciali brevi, l’incremento delle produzioni certificate di qualità
e il miglioramento dell’attrattività e della fruibilità del territorio per iniziative
legate al tempo libero.
In questo senso, le Misure più significative attivate dal PSL sono: l’ammodernamento delle aziende agricole, con un investimento totale di 3 milioni
di euro, di cui quasi 1,4 milioni di contributo pubblico; la Misura per l’accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali, con un investimento totale di 1,6 milioni di euro di cui 640 mila di contributo pubblico; la
Misura per l‘incentivazione di attività turistiche, con un investimento totale
di oltre 1,3 milioni di euro e un contributo pubblico di 1,1 milioni e la Misura
per la diversificazione verso attività non agricole, con un investimento totale
di oltre 1,1 milioni di euro, di cui più di 500 mila euro di contributo pubblico.
Tuscia Romana
IL GAL Tuscia Romana è il soggetto responsabile dell’attuazione del Piano
di Sviluppo Locale (PSL) dal titolo “Segnali di qualità per una ruralità multifunzionale” e comprende 13 Comuni distribuiti tra le province di Roma e Viterbo: Allumiere, Anguillara Sabazia, Barbarano Romano, Bassano Romano, Blera, Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Oriolo Romano, Tolfa,
Trevignano Romano, Vejano, Villa San Giovanni in Tuscia.
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Gli altri soci del partenariato sono la Provincia di Roma, l’Università Agraria
di Allumiere, il Consorzio di navigazione Lago di Bracciano, la Banca di
Credito Cooperativo di Roma, la Banca di Credito Cooperativo di Formello e
Trevignano Romano, la Banca di Credito Cooperativo di Barbarano Romano, la Confcooperative Roma, la Lega Regionale Cooperative e Mutue del
Lazio, Bracciano Ambiente srl, il Parco naturale di Bracciano e Martignano,
il Parco Marturanum di Barbarano Romano, la Provincia di Viterbo, l’Università Agraria di Bassano.
La superficie territoriale interessata dal GAL è di 813,96 Km² complessivi, di
cui il 78,72% sono ricompresi in aree protette. Il territorio, inoltre, presenta
tre parchi, diversi Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone a Protezione
Speciale (ZPS).
Oltre alla naturale attrattiva ambientale e paesaggistica, l’area della Tuscia
Romana presenta una particolare conformazione geografica, caratterizzata dalla presenza di tre centri urbani agli estremi del territorio interessato
(Roma, Civitavecchia e Viterbo).
Un posizionamento territoriale strategico che offre interessanti potenzialità
per i flussi legati al turismo e per lo sviluppo economico dell’intera area.
La popolazione residente nell’ambito del territorio delimitato dal GAL è di
78.828 abitanti. Il Piano Sviluppo di Locale prevede un costo di quasi 9 milioni di euro, per un contributo pubblico di circa 6 milioni.
Il tema catalizzatore del Piano di Sviluppo Locale del GAL Tuscia Romana è
il “Turismo rurale”. L’obiettivo principale e le strategie operative attuative del
PSL sono quelle di migliorare la qualità della vita della popolazione; recuperare e valorizzare il patrimonio storico, culturale e ambientale; adeguare i
servizi per migliorare la fruibilità del territorio ed incrementare e differenziare
le presenze turistiche.
Le Misure più significative attivate dal PSL sono: i servizi essenziali per l’economia e la popolazione, con un investimento totale di quasi 2,5 milioni di
euro, di cui oltre 1,5 milioni di contributo pubblico; la diversificazione verso
attività non agricole, con un investimento totale di oltre 2 milioni di euro, di
cui oltre 770 mila di contributo pubblico e la Misura per l’incentivazione di
attività turistiche, con una spesa totale di oltre 1,7 milioni di euro e un contributo pubblico di più di 1,1 milioni.
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