« I diritti umani non sono un dono,
ma un compito. »
www.csdu.ch
Centro svizzero di competenza
per i diritti umani
4
Prefazione della Presidente della Confederazione
6
La Svizzera
e la protezione internazionale dei diritti
dell’uomo
7
C’è
bisogno di un Centro di competenza per i diritti umani?
10
Ci
presentiamo
nostra struttura organizzativa
13
La nostra segreteria generale
14
La nostra rete
15
I nostri servizi
12
La
16
Il nostro
obiettivo
17
Le
nostre competenze
Migrazione
22
Polizia e Giustizia
26 Politica di Genere
30
Politica dell’infanzia e della gioventù
34
Questioni Istituzionali
40
Diritti Umani e Economia
44
Informazione e Sensibilizzazione
46 Educazione sui diritti umani
18
50
Che
cosa sono i diritti umani?
della protezione internazionale dei diritti dell’uomo
53
Meccanismi di controllo internazionali: Glossario
52
L’origine
56
Gli
impegni internazionali della Svizzera
62
Indirizzi,
Contatti e Siti Web utili
Prefazione
La missione affidata al Centro in questa fase pilota di cinque anni
che inizia adesso è di rinforzare le capacità esistenti. Il Centro aiuterà
i diversi attori a condividere il loro know-how e la loro esperienza,
offrirà consigli pratici e un quadro completo, fungerà d’aggancio
e stimolerà la riflessione in materia.
Care amiche, cari amici
Il Centro si distingue per la qualità delle competenze e delle prestazioni che offre, per l’esperienza convalidata e l’approccio visionario
in materia di politica e di governanza in materia dei diritti dell’uomo.
Dotato di una buona copertura nazionale, il Centro offre, come
ulteriore vantaggio, la sua interdisciplinarità ed il suo pluralismo.
La creazione del Centro svizzero di competenza per i diritti umani
risale ad una discussione iniziata più di 10 anni fa dalla società civile
ed il Parlamento riguardo all’attuazione di un’istituzione nazionale
per i diritti umani in Svizzera. L’inaugurazione del centro è il risultato
d’anni di consultazioni e corrisponde al desiderio espresso dal
Consiglio federale.
La creazione del Centro non sarebbe stata possibile senza la partecipazione costruttiva di tutti gli attori e gruppi interessati nel corso
degli ultimi dieci anni. Siamo sicuri che alla fine di questa fase pilota
il Centro sarà diventato un attore indispensabile che permetterà di
consolidare la posizione della Svizzera nel suo ruolo d’avanguardia
nella promozione e nel rispetto dei diritti dell’uomo.
I diritti dell’uomo sono al centro della Costituzione federale e delle
nostre costituzioni cantonali. Sono profondamente ancorati nella
cultura politica della Svizzera che ha riconosciuto che questi diritti
rappresentano la base della coesistenza pacifica in seno ad uno
Stato di diritto rispettoso della dignità di ogni individuo e rivestono
un ruolo importante nel funzionamento socio-economico di una
democrazia moderna. Con la globalizzazione, il mondo si vede
confrontato a nuove sfide da sostenere collettivamente: i cambia­
menti sociali, la convivenza in una società multiculturale, gli effetti
della migrazione o delle nuove tecnologie. Il diritto e la giurispru­
denza internazionali inoltre evolvono continuamente. Per questo
motivo diversi attori svizzeri – il Consiglio federale, i cantoni,
le associazioni della società civile ed i rappresentanti dell’economia –
hanno ritenuto fosse necessario avvalersi dei servizi di un centro
che li possa sostenere con competenza, indipendenza e innovazione,
nei loro compiti e responsabilità riguardo alla messa in opera
dei diritti dell’uomo nelle varie attività statali e private che fanno
funzionare la nostra società.
4
Micheline Calmy-Rey
Presidente della Confederazione
5
La Svizzera
e la protezione internazionale
dei diritti dell’uomo
C’è bisogno
di un Centro di competenza
per i diritti umani?
La Svizzera contribuisce in modo importante allo sviluppo delle
norme di diritto internazionale pubblico per la protezione dell’essere
umano. Il ruolo centrale che il nostro paese ha giocato nel 19esimo
secolo all’epoca della creazione del diritto internazionale umanitario
ed il sostegno al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) in
quanto guardiano delle norme relative alla protezione dei civili in
tempo di guerra sono ampiamente noti al pubblico.
Nonostante tutto, l’implementazione completa dei diritti dell’uomo
in Svizzera rimane una sfida: come mettere in atto le misure restrittive
ritenute necessarie nella politica in materia d’asilo e di stranieri, senza
contraddire gli standard sui diritti dell’uomo? Come risolvere le difficoltà
nei rapporti con le minoranze religiose immigrate in conformità con le
norme in materia di diritti dell’uomo? La violenza contro le donne e la
presenza di vittime del traffico di esseri umani sono meno visibili, ma
restano una triste realtà particolarmente difficile da combattere.
Più di recente, la Svizzera si è impegnata in vari modi per il rafforzamento della protezione internazionale dei diritti dell’uomo sorta dopo la
Seconda Guerra Mondiale e sviluppatasi fino ai nostri giorni. I trattati
del Consiglio d’Europa e l’ONU in materia di prevenzione della tortura
derivano da un’iniziativa privata svizzera e la Svizzera ufficiale è riuscita
a promuovere la creazione del Consiglio dei diritti dell’uomo delle
Nazioni Unite, dove spesso riveste il ruolo di mediatrice in discussioni
difficili. Le Svizzere e gli Svizzeri sono stati e sono ancora membri di
comitati importanti nell’ambito dei diritti umani del Consiglio d’Europa
e delle Nazioni Unite. La promozione dei diritti umani nella pratica
fa parte della politica di cooperazione allo sviluppo della Svizzera. Con
la ratificazione della maggior parte delle Convenzioni in materia dei
diritti dell’uomo, la Svizzera sostiene, a livello mondiale, la base del
quadro legislativo per la protezione delle persone civili.
6
Sul piano interno pure, la Svizzera ha fatto prova di prestazioni
notevoli: le Costituzioni federali del 1848 e del 1874 erano tra le prime
costituzioni in Europa a contenere delle disposizioni relative ai diritti
dell’uomo e fino ad oggi la Svizzera si trova, nel confronto internazionale, in testa fra gli Stati che offrono uno standard elevato in materia
di diritti umani. Delle istituzioni forti, dal punto di vista dello Stato di
diritto, così come il fatto che i nostri tribunali applicano ed impon­
gono direttamente la maggior parte delle garanzie dei diritti umani vi
contribuiscono in modo essenziale.
Esistono inoltre sfide nell’ambito dell’economia e dei diritti dell’uomo,
dove, per esempio, ci si chiede come le nostre imprese possano
evitare di sostenere involontariamente violazioni dei diritti umani
attraverso i loro investimenti all’estero.
Date le circostanze, esiste un bisogno chiaro di un Centro
svizzero di competenza per i diritti umani
. . . p
erché le lacune in materia d’informazione e di capacità
nell’implementazione dei diritti dell’uomo devono essere
colmate.
7
Le ragioni delle difficoltà nell’implementazione degli obblighi internazionali in materia dei diritti umani sono molteplici. Dall’esterno, la
Confederazione appare responsabile dell’attuazione, mentre in pratica
i diritti dell’uomo sono applicati prevalentemente dai cantoni. Questi
sono infatti competenti, in primo luogo, dei settori relativi ai diritti
umani, come l’educazione, l’assistenza sociale, la sanità pubblica, la
polizia e l’esecuzione delle pene, eppure spesso non hanno a disposizione né le informazioni né le analisi necessarie circa gli sviluppi internazionali in materia. Esiste inoltre un bisogno d’informazione, d’analisi, di
consulenza e di formazione presso la Confederazione, i tribunali, le
organizzazioni non governative oppure quelle del mondo economico.
. . . p
erché la Svizzera auspica rispondere alla propria esigenza
di perseguire una politica esemplare per la protezione e la
promozione dei diritti umani.
. . . p
erché senza esperienza e sostegno mirati è difficile
garantire la coerenza tra la politica interna e la politica estera
in materia dei diritti dell’uomo.
Da anni le Nazioni Unite rilevano il ruolo centrale delle istituzioni
nazionali per i diritti dell’uomo nell’attuazione a livello nazionale degli
obblighi internazionali in materia. L’assemblea generale delle Nazioni
Unite nel 1993 ha dunque adottato i « Principi di Parigi », i quali
formano la base dell’organizzazione di istituzioni nazionali in materia
dei diritti umani cosi come per la definizione dei loro compiti. Le
regole sul finanziamento, la composizione, le compe­tenze, la base
legale e l’indipendenza di tali istituzioni fanno parte di questi principi.
A livello mondiale esistono oggi già più di 50 istituzioni nazionali
in materia dei diritti umani che osservano i requisiti dei Principi di
Parigi, in particolare in numerosi Stati europei.
Secondo la Costituzione federale, la Confederazione « si adopera
per salvaguardare l’indipendenza e il benessere del Paese; contribuisce in particolare ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare
contro la povertà nel mondo, contribuisce a far rispettare i diritti
umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza
pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della
vita ».
La promozione dei diritti umani è uno dei cinque obiettivi della
politica estera ancorati nella Costituzione federale. Infatti un alto
standard in tutto ciò che riguarda i diritti dell’uomo è indispensabile
per assicurare la pace e la stabilità nel mondo. In questo senso
la protezione e la promozione dei diritti umani sono centrali per
salvaguardare gli interessi della Svizzera.
Con la sottoscrizione del programma d’azione della Conferenza
di Vienna del 1993, la Svizzera ha riaffermato il suo chiaro impegno
a favore di un’istituzione nazionale per i diritti umani. Finora
però non ha ancora concretizzato l’impegno preso. In questi ultimi
anni i diversi organi di controllo internazionali dei diritti umani
hanno ripetutamente richiamato l’attenzione sulla mancanza di una
tale istituzione.
A livello interno, le critiche provenienti dall’esterno vengono spesso
giudicate ingiustificate. Nonostante il fatto che il sistema giuridico
svizzero offre in generale una buona protezione ai singoli individui,
le violazioni dei diritti umani restano sempre un tema attuale, anche
in Svizzera. Spesso i gruppi più vulnerabili della nostra società ne
sono particolarmente colpiti.
Nella sua attuale funzione e forma, il CSDU rappresenta una
soluzione intermedia dato che non si tratta di un’istituzione nazionale
dei diritti umani nel senso dei Principi di Parigi. Il suo compito,
in quanto progetto pilota, è di preparare il terreno per la creazione
di una tale istituzione.
8
Non sono solo le persone interessate a soffrire di questo divario tra
la politica interna e quella estera, ne patisce pure la credibilità e la
reputazione della Svizzera. Il CSDU aiuta a tener conto delle critiche
giustificate ed a facilitare l’attuazione degli obblighi internazionali.
9
Ci presentiamo
Noi siamo . . .
. . . n
ati come progetto pilota lanciato dal Consiglio federale
e sostenuti dal DFAE e il DFGP con un credito-quadro
. . . u
n consorzio costituito da istituti universitari che dispongono
di competenze riconosciute in materia di diritti umani così
come nelle questioni trasversali.
. . . u
n centro di servizi che agisce soprattutto sulla base di mandati
. . . o
rientati verso la pratica
. . . p
resenti in tutta la Svizzera
. . . p
oliticamente indipendenti
Il Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) è
un consorzio delle quattro Università di Berna, Neuchâtel, Friburgo
e Zurigo in collaborazione con l’istituto universitario Kurt Bösch
(IUKB), il centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB) dell’alta
scuola pedagogica della svizzera centrale Lucerna (PHZ Lucerna)
e l’associazione humanrights.ch / M ERS.
In quanto progetto pilota con una durata limitata di cinque anni,
il CSDU dovrà, su mandato del Dipartimento federale degli affari
esteri (DFAE) ed il Dipartimento federale di giustizia e polizia
(DFGP), rafforzare e sostenere le competenze necessarie all’attuazione degli obblighi internazionali della Svizzera in materia dei diritti
umani su ogni livello dell’apparato statale, in seno alla società civile
e all’economia, nonché promuovere la discussione pubblica riguardo
ai diritti umani. A questo fine il CSDU si occuperà in particolare
della realizzazione di ricerche su incarico del settore pubblico, della
società civile oppure del settore economico, organizzerà conferenze,
trasmetterà informazioni e creerà dei programmi d’educazione.
Il CSDU non offre consultazioni in casi specifici.
Noi non siamo . . .
. . . u
n’istituzione nazionale per i diritti umani nel senso
dei Principi di Parigi adottati dall’Assemblea generale delle
Nazioni Unite nel 1993
. . . r esponsabili per il trattamento di casi individuali
. . . u
n’autorità morale
. . . u
n’autorità giudiziaria
. . . n
on assicuriamo un monitoring sistematico della situazione
in materia dei diritti umani in Svizzera
. . . n
on assumiamo alcun compito statale, ma agiamo nel ruolo
di consulenti e sostenitori.
. . . c
ollaboriamo con le commissioni federali specializzate in
materia (menzionate nell’allegato), cosi come con i servizi
cantonali e federali, senza tuttavia sostituirli.
Per assicurare un’ottima attuazione di questi compiti, sei settori
tematici sono stati messi in rilievo nel CSDU: migrazione, giustizia
e polizia, politica di genere, politica dell’infanzia e della gioventù,
questioni istituzionali così come diritti umani e economia.
10
11
La nostra struttura organizzativa
La nostra segreteria generale
La segreteria generale del CSDU agisce come « sportello unico »
ed è l’interlocutore privilegiato per ricevere richieste e mandati.
Comitato Direttivo
Direttore
Direzione amministrativa
Delegati /e delle università partner
Delegati /e degli istituti partner
Il Centro si trova all’indirizzo seguente:
Università di Berne – Uni-S
Schanzeneckstrasse 1 – D018 (EG)
CH-3012 Bern
Tel: 031 631 86 51 / 031 631 86 55
[email protected]
Segreteria generale
Direttrice amministrativa
Segreteria
Per ulteriori informazioni:
www.csdu.ch
Comitato consultativo
Personalità della pubblica
amministrazione, della politica
e della società civile
Settori tematici
Compiti trasversali
Migrazione
(Università di Neuchâtel)
Centro per l’educazione
sui diritti umani
(ZMRB, PHZ Lucerna)
Polizia e Giustizia
(Università di Berna)
Politica di Genere
(Università di Berna)
Informazione
e Sensibilizzazione
(humanrights.ch / M ERS)
Politica dell’Infanzia e della
Gioventù (Istituto
­universitario Kurt Bösch)
Questioni istituzionali
(Università di Friburgo)
12
Diritti Umani e Economia
(Università di Zurigo)
13
Il direttore del CSDU
L’amministratrice delegata del CSDU
Prof. Walter Kälin
Università di Berna
Professore di diritto pubblico inter­
nazionale e di diritto costituzionale
all’Università di Berna. 1991/ 92: Relatore
speciale della Commissione dei diritti
umani dell’ONU sull’occupazione del
Kuwait da parte dell’Iraq. Dal 2003
al 2008: membro del Comitato dei diritti
dell’uomo dell’ONU. Dal 2004 al 2010:
Inviato del Segretario Generale dell’ONU
per i diritti umani delle persone sfollate
all’interno del proprio paese.
Anne Grethe Nielsen LL.M
Studi di giurisprudenza a Copenhagen
(Danimarca) e Cambridge (Regno
Unito). Dopodiché attiva nell’ambito
della protezione dei rifugiati, della
migrazione e dei diritti umani in generale,
in parte per l’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i rifugiati ed in parte
in quanto responsabile degli affari
internazionali all’Ufficio federale dei
rifugiati /delle migrazioni.
La nostra rete
I nostri servizi
Le prestazioni
Su base di mandati offriamo delle prestazioni concrete. A seconda
dell’incarico, varie forme di collaborazione sono possibili, come
per esempio:
• E
laborazione di studi pertinenti alla prassi ed orientati verso
l’applicazione
• C
orsi d’educazione e formazione continua
• R
icerche per colmare le lacune esistenti
• I nformazione sugli standard e le best practices internazionali
• C
onsulenza riguardo i processi interni ( p. e. follow-up dopo le
raccomandazioni)
• A
nalisi e traduzione delle norme internazionali in un contesto
d’impresa specifico.
Il CSDU inoltre pubblica regolarmente una Newsletter ed offre un
newsalert gratuito alle persone interessate, organizza delle conferenze
e informa il pubblico sul proprio sito web. (www.csdu.ch).
Destinatari
• A
mministrazione Federale
• C
antoni e conferenze intercantonali
• C
omuni
• I mprese private
• O
mbudsman
• C
onsultori per le vittime
• I stituzioni private /fondazioni
• O
rganizzazioni non governative (ONG)
• U
niversità, scuole universitarie professionali, Scuole universitarie
per la formazione e l’apprendimento, scuole
• I media
• A
ssociazioni, sindacati, partiti politici
• A
ltri gruppi interessati
14
15
Il nostro obiettivo
Le nostre competenze
Il CSDU offre il suo sostegno e delle
­raccomandazioni professionali a tutti gli attori
che s’impegnano nell’attuazione degli obblighi
­internazionali della Svizzera in materia dei
diritti umani.
Migrazione
Polizia e Giustizia
Politica di genere
Politica dell’infanzia e della gioventù
Questioni istituzionali
Diritti umani e economia
Informazione e sensibilizzazione
Educazione sui diritti umani
16
17
Migrazione
Il compito centrale del settore tematico Migrazione del CSDU
è di offrire agli attori responsabili i servizi utili all’attuazione degli
obblighi nell’ambito della politica in materia di migrazione.
Il fenomeno della migrazione è una sfida per tutti gli interessati:
lo Stato d’origine, lo Stato ospite così come gli immigrati stessi
e le loro famiglie. Nel ruolo dello Stato ospite, la Svizzera si impegna
a costituire ed implementare una legislazione in materia di migra­
zione in conformità con i diritti dell’uomo. In modo analogo, anche
l’applicazione della suddetta legislazione deve rispettare i diritti
umani. Il punto cruciale della politica svizzera in materia di migra­
zione concerne innanzitutto il rispetto dei diritti delle varie categorie
d’immigranti presenti sul territorio elvetico. A questo proposito,
la Svizzera ha ratificato diversi strumenti internazionali, tra i quali la
Convenzione di Ginevra del 1951, relativa allo status dei rifugiati,
la quale sancisce una tutela particolare dei diritti dei rifugiati.
Il fenomeno della migrazione è una
sfida per tutti gli interessati: lo Stato
d’origine, lo Stato ospite così come
gli immigrati stessi e le loro famiglie.
18
Questioni importanti per la Svizzera al riguardo sono per esempio:
• L
a tutela dei diritti umani nelle procedure d’asilo e il rispetto del
principio di non-espulsione secondo la Convenzione di Ginevra.
• L
a protezione dei diritti economici, sociali e culturali degli immigranti
tramite l’accesso senza discriminazioni ai servizi sanitari, al sistema
scolastico, al mercato del lavoro ed ad altri settori sociali.
• I l divieto di discriminazione etnico-culturale degli stranieri in tutti
i settori della vita civile.
• L
a tutela dei diritti umani per gruppi d’immigranti particolarmente
vulnerabili, come i bambini e le vittime del traffico di esseri umani.
• L
a tutela dei diritti delle famiglie (ricongiungimento familiare).
• L
’integrazione degli immigranti che soggiornano da molto tempo
in Svizzera.
19
Istituzioni responsabili
L’Università di Neuchâtel è responsabile per il settore tematico
Migrazione per conto del CSDU. L’Università di Neuchâtel ospita
due istituzioni importanti in quest’ambito di specializzazione
ed è dunque particolarmente adatta come centro di competenza:
• i l Forum Svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione
(SFM) della Facoltà di lettere e scienze umane
• i l Centro BENEFRI di diritto delle migrazioni, legato alla cattedra
di diritto pubblico della Facoltà di giurisprudenza.
I due enti si distinguono grazie alle loro competenze nell’ambito
dell’istruzione, della ricerca e della consulenza nel campo dei diritti
umani e della migrazione ed entrambi mettono le loro capacità
di ricerca a disposizione del CSDU.
20
Prof. Gianni D’Amato
Università di Neuchâtel
Professore di migrazione e cittadinanza
all’Università di Neuchâtel; direttore
del Forum Svizzero per lo studio delle
migrazioni e della popolazione (SFM)
all’Università di Neuchâtel. Dopo gli
studi di sociologia a Zurigo dal 1994 al
1998, entra all’Università di Potsdam
per redigere la sua tesi sul tema « Dallo
straniero al cittadino ». Dal 1999: capo
progetto del SFM e professore incaricato
in diverse Università.
Prof. Pascal Mahon
Università di Neuchâtel
Professore di diritto costituzionale e di
diritto pubblico, Università di Neuchâtel.
Studi di giurisprudenza a Losanna,
assistente scientifico all’Ufficio federale
della giustizia (1988 –1996), vice-preside
e preside della Facoltà di giurisprudenza
dell’Università di Neuchâtel (2003 –2007).
Presidente dell’associazione « Accademia
svizzera della magistratura » e del
Comitato direttivo del Centro BENEFRI
di diritto delle migrazioni.
Foto: Walter Bieri / Keystone
Responsabili per il settore tematico
Polizia e Giustizia
Il settore tematico Polizia e Giustizia del CSDU si occupa
dell’attuazione degli obblighi in materia dei diritti dell’uomo nel
campo della polizia, della detenzione e della giustizia. Numerosi
trattati internazionali sui diritti dell’uomo, come la CEDU, il
Patto II dell’ONU II o la Convenzione contro la tortura, stabiliscono diverse garanzie per la tutela dei diritti delle persone in
detenzione, sia durante la procedura giudiziaria che nell’esercizio
delle misure coercitive della forza pubblica. La Svizzera è inoltre
parte contraente di accordi europei e universali per la prevenzione
alla tortura ed altri trattamenti o pene inumani o degradanti,
i quali prevedono indagini condotte da organizzazioni indipendenti.
Dette istanze internazionali hanno più volte costatato in Svizzera
delle difficoltà nell’attuazione di queste norme, specialmente
nel campo della polizia e giustizia.
In tale ambito, le problematiche principali del CSDU sono
le seguenti:
Diverse organizzazioni internazionali
hanno costatato più volte delle difficoltà
nell’attuazione di queste norme nel
­campo della polizia e giustizia in Svizzera.
22
• U
so della forza da parte della polizia (l’uso di armi da fuoco,
affidamento ad imprese private di compiti di pubblica sicurezza,
protezione giuridica in caso di abusi)
• L
’attuazione di condizioni di detenzione conformi agli standard
in materia dei diritti umani
• T
rattamento delle persone in detenzione in conformità con gli
standard in materia dei diritti dell’uomo
• G
aranzia dei diritti di procedura
• L
’attuazione degli obblighi in materia dei diritti umani da parte
della giustizia ed, in particolare, garantire la possibilità alle persone
di invocare i diritti umani economici, sociali e culturali.
23
Istituzione responsabile
L’istituto di diritto pubblico dell’Università di Berna è responsabile
per il settore tematico Polizia, Detenzione e Giustizia per conto
del CSDU. Con la sua esperienza nel campo della prevenzione della
tortura, dell’affidamento ad imprese private di compiti della polizia,
delle riforme della giustizia e dell’attuazione nazionale dei diritti
dell’uomo internazionali (giustiziabilità), l’istituto è particolarmente
qualificato per questo compito. Grazie alle perizie dei propri esperti
svolte per la confederazione, l’ONU e le ONG, l’istituto gode di
un’ottima reputazione. Inoltre l’istituto vanta una lunga esperienza
nell’ambito della formazione di professionisti in materia dei diritti
dell’uomo. Grazie a queste diverse attività, si è creato una rete
nazionale e internazionale d’ampia portata.
24
Prof. Jürg Künzli
Università di Berna
Studi di giurisprudenza all’Università
di Berna e Leiden (Paesi Bassi) (LL.M
in public international law). Brevetto
di avvocato nel Cantone di San Gallo.
Dottorato nell’ambito della protezione
internazionale dei diritti dell’uomo nel
1999. Abilitazione nel 2007. Dal 2005
al 2009: professore assistente e dal 2010,
professore ordinario di diritto pubblico
e diritto internazionale pubblico
all’Università di Berna.
Foto: Martin Ruetschi / KEYSTONE
Responsabile del settore tematico
Politica di Genere
Il settore tematico Politica di Genere del CSDU si occupa
dell’attuazione degli obblighi in materia dei diritti umani per la
prevenzione della discriminazione fondata sul genere, l’identità
di genere oppure l’orientamento sessuale.
Il principio di non-discriminazione e la parità di trattamento per
quanto concerne il genere è una delle norme fondamentali della
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e tutti gli altri trattati
dell’ONU e del Consiglio d’Europa riguardo ai diritti dell’uomo
che sono stati ratificati dalla Svizzera. La convenzione sull’elimina­
zione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna
(CEDAW) richiede infine la parità totale della donna.
Il principio di non-discriminazione e la
parità di trattamento per quanto concerne
il genere è una delle norme fondamentali
della Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo e tutti gli altri trattati dell’ONU
e del Consiglio d’Europa riguardo ai diritti
dell’uomo che sono stati ratificati dalla
Svizzera.
26
Le seguenti questioni sono tra l’altro al centro delle attività più
importanti del CSDU:
• L
’eliminazione di ogni forma di violenza basata sul sesso, in
­particolare la violenza sulle donne ed il traffico di esseri umani
• d
iscriminazione strutturale e istituzionale basata sul sesso (nelle
attività professionali, l’istruzione, nell’ambito politico e la
­partecipazione nella vita civile, ecc.)
• l a gestione di discriminazioni multiple e della discriminazione
indiretta sulla base del sesso o dell’orientamento sessuale
• i nter- e transsessualità
• i dentità di genere e culturale alla luce delle garanzie in materia
dei diritti fondamentali e umani
• q
uestioni specifiche riguardo ai diritti di donne immigrate
• l ’uguaglianza nel contesto del matrimonio e la famiglia (custodia,
legge in materia di divorzio, diritto al nome, ecc.)
27
Istituzione responsabile
Il centro interdisciplinare per gli studi genere dell’Università di
Berna (IZFG) è responsabile per il settore tematico Politica di Genere
all’interno del CSDU. Nell’insegnamento, la ricerca ed i servizi che
offre, il centro si occupa della tematica dei diritti umani delle donne
e della discriminazione fondata sul genere, l’identità di genere oppure
l’orientamento sessuale. Esso fornisce inoltre diversi servizi in
materia alle pubbliche collettività. Tramite corsi pubblici, workshop
e conferenze, il centro approfondisce i diversi aspetti dei diritti
umani delle donne, come per esempio gli standard internazionali,
la portata dell’impegno dello Stato nell’attuazione dei diritti umani
delle donne, l’importanza del sesso nelle questioni di diritto in
materia di migrazione e politica di sviluppo. L’IFZG inoltre ha molti
anni d’esperienza nell’ambito della collaborazione con le autorità
e le ONG sul tema della politica di genere.
Dr. Brigitte Schnegg
Università di Berna
Studiosa di storia, direttrice del Centro
interdisciplinare per gli studi genere
dell’Università di Berna (IZFG). Punti
chiave della sua attività: genere e sviluppo,
migrazione, cure, povertà e assistenza
sociale, nonché diritti umani. Vice-presidente
della Società svizzera per gli studi genere
(SGGF)
28
Foto: Lukas Lehmann / KEYSTONE
Responsabile del settore tematico
Politica dell’infanzia
e della gioventù
Il settore tematico Politica dell’Infanzia e della Gioventù del CSDU
si impegna soprattutto ad assistere la Svizzera nell’attuazione dei
diritti dell’infanzia. Da un punto di vista giuridico, i bambini non solo
godono della tutela offerta dai vari accordi generali sul rispetto dei
diritti umani, ma sono inoltre protetti dalla Convenzione ONU sui
diritti dell’infanzia del 1989, la quale risponde alle loro esigenze specifiche, e costituisce il testo di referenza, che ogni persona che non ha
ancora compiuto 18 anni e vive in uno degli stati contraenti può
invocare. La Svizzera ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti
dell’infanzia nel 1997 e dunque deve impegnarsi a garantire che:
• I diritti sanciti nella convenzione siano rispettati e che ogni
bambino soggetto alla sua sovranità ne possa godere senza alcuna
forma di discriminazione.
• I n ogni decisione che riguarda il minorenne, l’interesse superiore
del bambino deve primeggiare.
• L
a sopravvivenza e lo sviluppo del bambino sia assicurato nel
migliore dei modi.
• I bambini possano esprimere la loro opinione liberamente in tutti
i procedimenti che li riguardano e che queste opinioni siano tenute
in adeguata considerazione.
Da un punto di vista giuridico, i bambini
godono non solo della tutela offerta
dai vari accordi generali sul rispetto dei
diritti umani, ma sono inoltre protetti
­dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 1989, la quale risponde alle
loro esigenze specifiche.
30
Il settore tematico Infanzia e Gioventù del CSDU si occupa tra
l’altro degli aspetti seguenti:
31
• P
rotezione dei minorenni da ogni forma di discriminazione, abuso o
negligenza (fisica, psicologica, sessuale, istituzionale, strutturale, ecc.)
• F
ornire meccanismi indipendenti che, a livello cantonale e federale,
veglino sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia
e siano autorizzati ad accettare azioni individuali o collettive inoltrate
da minorenni.
• U
na gestione differenziata delle strutture di diritto civile, penale
e tutelare così come amministrative per realizzare una giustizia adatta
ai bambini
• I l ricorso a procedure che favoriscano la partecipazione dei bambini
quali soggetti di diritto nelle diverse situazioni di vita (familiare,
scolastica, locale, ecc.)
Istituzione responsabile
L’istituto universitario Kurt Bösch (IUKB) e l’Istituto internazionale
sui diritti dell’infanzia (IDE) a Sion sfruttano le loro competenze
professionali in maniera sinergica per promuovere le attività nel
campo della politica dell’infanzia e della gioventù. I due istituti, attivi
nell’ambito dell’educazione, della ricerca e dei servizi al pubblico,
si avvalgono di un’esperienza in diverse reti e istituzioni nazionali
e internazionali, quali la Commissione ONU sui diritti dell’infanzia
o i gruppi d’esperti che elaborano raccomandazioni per il Consiglio
d’Europa. Organizzano corsi di formazione continua generici e specialistici su vari temi legati all’infanzia e alla gioventù diretti a persone
che lavorano nella prassi. Inoltre i due istituti sono regolarmente
consultati su questioni attuali nel campo della politica dell’infanzia
e della gioventù da autorità comunali, cantonali e federali così
come da organizzazioni della società civile.
32
Prof. Philip D. Jaffe
Istituto universitario Kurt Bösch (IUKB)
(Sion, VS)
Professore di psicologia, direttore dell’IUKB,
responsabile dell’unità di formazione e ricerca
in materia dei diritti dell’infanzia. 1978 –1988
Università di Friburgo, Università di Ginevra,
Yeshiva (Nuova York), Harvard (McLean
Hospital). 1989 –2004 sistema penitenziario
(Massachusetts, Ginevra). Dal 1993: docente
di psicologia clinica e processuale all’Univer­
sità di Ginevra. In privato attivo come psicoterapeuta ed esperto di diritto penale e civile.
Parlamento dei bambini, Foto: Peter Klaunzer/ KEYSTONE
Responsabile del settore tematico
Questioni Istituzionali
Questo settore tematico del CSDU si occupa delle questioni istitu­
zionali legate all’attuazione degli obblighi internazionali in materia di
diritti dell’uomo in Svizzera. La struttura statale a più livelli della
Svizzera e la stretta interdipendenza dei compiti tra Confederazione,
cantoni e comuni presentano ogni volta una sfida importante per
l’attuazione dei diritti dell’uomo in Svizzera. Anche la dimensione
svizzera dei diritti del popolo e la giurisdizione costituzionale limitata
sono spesso in contrasto con gli obblighi internazionali in materia
dei diritti dell’uomo. Nel settore tematico « Questioni Istituzionali », il
CSDU affronta i rischi e le opportunità legati alla struttura statale
federale della Svizzera e la democrazia semi-diretta, illustra le difficoltà
nell’attuazione e i conflitti con gli obblighi in materia dei diritti
dell’uomo e propone delle soluzioni per migliorare la situazione.
Le seguenti problematiche sono al centro del programma di lavoro
di questo settore tematico:
La struttura statale a più livelli della
­Svizzera e la stretta interdipendenza dei
compiti tra Confederazione, cantoni
e comuni presentano ogni volta una sfida
importante per l’attuazione dei diritti
dell’uomo in Svizzera.
34
• D
ifficoltà per quanto riguarda i resoconti e l’attuazione delle
­raccomandazioni dettate dalle istituzioni internazionali e le sentenze
della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;
• D
ifferenze e particolarità cantonali (e comunali) su tematiche
rilevanti in materia dei diritti dell’uomo, quali: diritto degli
stranieri, aiuto d’emergenza, protezione delle minoranze religiose
o linguistiche;
• C
oordinazione e cooperazione nell’ambito dei diritti dell’uomo,
per esempio cooperazione interdipartimentale, tavole rotonde;
• G
estione di iniziative e leggi federali contrarie ai diritti umani;
• D
emocrazia diretta nell’applicazione del diritto (per esempio
decisioni di naturalizzazione);
• A
spetti istituzionali della realizzazione dei diritti umani economici,
sociali e culturali.
35
Istituzioni responsabili
lo sviluppo di meccanismi per l’attuazione del diritto europeo
in Svizzera, sono al centro delle attività dell’istituto. Sotto il nome
Istituto-BENEFRI, l’istituto di Diritto Europeo opera in lingua
tedesca e francese e collabora con diversi istituti dell’Università di
Berna e di Neuchâtel. Inoltre l’Istituto collabora strettamente con
l’Ufficio dell’integrazione della confederazione per la coordinazione
della politica europea svizzera, l’Ufficio federale di giustizia, il
Dipartimento federale degli affari esteri, la Conferenza dei governi
cantonali e diversi altri uffici e servizi federali e cantonali.
L’istituto per lo studio del Federalismo dell’Università di Friburgo
è responsabile per il settore tematico « Questioni Istituzionali » per
conto del CSDU. L’istituto bilingue e interdisciplinare da anni si
occupa di questioni d’organizzazione dello Stato, della separazione
verticale dei poteri e compiti, la cooperazione nello Stato federale
così come lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti umani. È attivo
nella ricerca, l’insegnamento e la documentazione e offre una ricca
esperienza a livello nazionale e internazionale per quanto riguarda
la prestazione di servizi (perizie, consultazione, formazione, monitoring, ecc.). Lavora in stretta cooperazione con i cantoni, i comuni
e le istituzioni intercantonali così come la DSC e numerosi partner
universitari all’estero.
Per meglio esercitare i propri compiti per conto del CSDU l’Istituto
per lo studio del Federalismo collabora strettamente con altre due
istituzioni di Friburgo:
36
L’Istituto di Diritto Europeo dell’Università di Friburgo vanta anni
d’esperienza scientifica, pratica e didattica nel campo dell’attuazione
del diritto dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa nel
sistema giuridico svizzero e particolarmente nella legge cantonale.
La questione degli effetti dell’integrazione europea sulle istituzioni
nazionali e cantonali, nonché la democrazia svizzera, ma anche
Naturalizzazione, Foto: Martin Ruetschi / KEYSTONE
L’Istituto interdisciplinare di etica e dei diritti dell’uomo (IIEDH)
dell’Università di Friburgo che offre competenze scientifiche
e pratiche nell’ambito dei diritti culturali (dichiarazione di Friburgo,
Osservatorio della diversità dei diritti culturali), l’etica economica
(diritti umani, economia e sviluppo politico) così come nel campo
della teoria in materia dei diritti dell’uomo (universalità dei diritti
dell’uomo e della diversità culturale, cittadinanza e migrazione).
L’istituto è presente in Svizzera così come a livello internazionale
e collabora con istituti universitari, attori politici (DFAE, ONU,
UNESCO, Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale della
francofonia), imprese e ONG.
Responsabili del settore tematico
>
37
Prof. Eva Maria Belser
Università di Friburgo
Studi di giurisprudenza all’Università
di Friburgo; dottorato (2000). Venia
legendi in diritto internazionale pubblico,
diritto privato e diritto economico
(2006). 2004 –2008 professoressa
associata e /o ordinario di diritto civile.
Dal 2008 professoressa ordinaria di
diritto pubblico e amministrativo
et direttrice del Centro internazionale
dell’Istituto del Federalismo dell’Uni­
versità di F
­ riburgo.
Prof. Peter Hänni
Università di Friburgo
Studi di giurisprudenza all’Università
di Friburgo; dottorato (1982). Brevetto
di avvocato del cantone di Zurigo.
Venia legendi in diritto pubblico e
amministrativo svizzero e internazionale
(1988). Dal 1992 professore ordinario
di diritto pubblico e amministrativo.
Dal 2008, direttore dell’Istituto del
Federalismo dell’Università di Friburgo.
Diritti Umani e Economia
Al centro delle attività del settore tematico Economia e Diritti
Umani del CSDU si trova l’inserimento dei diritti dell’uomo nelle
attività economiche.Gli appalti pubblici, la politica economica
estera o gli investimenti delle imprese private possono influenzare
i diritti dell’uomo e la loro attuazione. Ciò nonostante le direttive
giuridiche in materia siano spesso insufficienti e poco chiare.
La Svizzera come parte contraente di numerosi trattati sui diritti
dell’uomo è obbligata a proteggere i diritti dell’uomo nelle proprie
attività economiche e allo stesso tempo deve garantire che la tutela
dei diritti dell’uomo non sia pregiudicata dalle attività di imprese
private. Diversi strumenti e concetti, come i principi elaborati
dal rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni
Unite sui diritti dell’uomo e imprese multinazionali John Ruggie
o quelli della United Nations Global Compact, si rivolgono inoltre
direttamente alle organizzazioni private e pubbliche.
La Svizzera, in quanto parte contra­
ente di numerosi trattati sui diritti
dell’uomo, è obbligata a promuoverne
il rispetto nelle proprie attività eco­
nomiche e, allo stesso tempo, deve
­garantire che la tutela dei diritti
dell’uomo non sia pregiudicata dalle
attività di imprese private.
Per rendere più incisivi i diritti umani nell’ambiente economico,
occorre concretizzarli e « tradurli » per gli utenti. Questa è una
delle attività più importanti del settore tematico Economia e Diritti
Umani che riguarda sia le autorità statali che gli attori privati.
Il settore tematico Economia e Diritti Umani attualmente si occupa
tra l’altro delle tematiche seguenti:
• C
oncretizzazione e « traduzione » delle disposizioni in materia dei
diritti dell’uomo nel contesto economico
• R
ispetto dei diritti umani nelle attività delle autorità pubbliche, per
esempio appalti pubblici della Confederazione e dei cantoni così
come nella politica economica estera
• A
ttuazione dei principi di John Ruggie: assistenza per imprese
(incl. PMI) nell’analisi dell’impatto delle proprie attività economiche
sulla tutela dei diritti dell’uomo, supporto nello sviluppo di una
propria politica in materia dei diritti dell’uomo, sviluppo di mecca­
nismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie in casi di
­violazioni dei diritti dell’uomo.
40
41
Istituzione responsabile
Il settore tematico Economia e Diritti Umani del CSDU è gestito
dal Centro di Competenza per i Diritti dell’Uomo dell’Università di
Zurigo (MRZ) (http://www.menschenrechte.uzh.ch). Dispone delle
competenze e dell’esperienza interdisciplinare dei propri membri
e si basa su una rete stabilita di rappresentanti di imprese, organiz­
zazioni non governative e autorità pubbliche. Grazie alla direzione
del settore Corporate Governance nell’ambito di una priorità
di ricerca nazionale ( NCCR Trade Regulation, nccr-trade.ch) e la
cooperazione con istituzioni per i diritti dell’uomo all’estero, l’MRZ
fa inoltre parte di una potente rete nel campo della ricerca ed
a livello internazionale.
42
Prof. Christine Kaufmann
Università di Zurigo
Professoressa di diritto pubblico e diritto
costituzionale all’Università di Zurigo.
1991– 2000: servizio giuridico e del
personale presso la Banca nazionale
svizzera, poi direttrice. 2000 –2001:
visiting scholar all’Università di Michigan.
2001– 2002: Director of Legal Research,
World Trade Institute, Berna. Iniziatrice
del centro di competenza per i diritti
dell’uomo dell’Università di Zurigo
e presidente del comitato direttivo.
Prof. Hans Peter Wehrli
Università di Zurigo
Professore ordinario d’economia aziendale all’Università di Zurigo e titolare
della cattedra di Marketing. 2002–2008,
preside della facoltà di scienze econo­
miche dell’Università di Zurigo. Preside
di altre istituzioni di formazione.
Consiglio d’amministrazione di diverse
imprese (tra l’altro) quotate in borsa.
Vice-presidente del comitato direttivo
del centro di competenza per i diritti
dell’uomo dell’Università di Zurigo.
Foto: Caroline Bennett / KEYSTONE
Responsabili del settore tematico
Informazione
e Sensibilizzazione
Istituzione responsabile
Il team di humanrights.ch / M ERS si occuperà del compito trasversale « Informazione e Sensibilizzazione » per conto del CSDU.
Humanrights.ch / M ERS è un’organizzazione professionale indipendente che s’impegna a promuovere l’attuazione delle norme inter­
nazionali dei diritti umani in Svizzera. Tra l’altro l’associazione
humanrights.ch / M ERS gestisce dal 1999 la piattaforma d’informa­
zione www.humanrights.ch e, dal 2002, invia una Newsletter
ononima molto apprezzata dagli esperti del settore. La piattaforma
humanrights.ch è uno degli strumenti on-line più importanti per
la documentazione della politica dei diritti dell’uomo svizzera.
La trasmissione d’informazioni riguardo la tutela dei diritti dell’uomo
internazionali e l’attuazione di queste norme in Svizzera è uno
dei più importanti compiti trasversali del CSDU. Per assicurare che
queste informazioni, ampiamente ramificate, rimangano gestibili,
devono essere selezionate secondo la loro rilevanza e documentate
in maniera comprensibile ed, inoltre, messe a disposizione dei
gruppi interessati e /o coinvolti.
Il CSDU si pone come compito:
Responsabile del compito trasversale
• d
i trasmettere informazioni rilevanti riguardo la situazione in
materia dei diritti umani in Svizzera e gli sviluppi attuali nell’ambito
della tutela dei diritti dell’uomo a livello internazionale
• d
i sensibilizzare certi gruppi target riguardo gli obblighi della
Svizzera in materia dei diritti umani.
Dr. Alex Sutter
Humanrights.ch / M ERS
Co-direttore di humanrights.ch / M ERS
e coordinatore della piattaforma d’informazione humanrights.ch. Attività collaterale
di docente alla Scuola Universitaria per
l’Assistenza sociale di Berna ed a corsi di
formazione basati sul discorso culturale,
i diritti delle minoranze e dell’uomo.
44
45
Educazione sui diritti umani
• C
orsi di formazione ed educazione continua sui diritti umani diretti
a gruppi target specifici
• S
viluppo di strumenti di formazione ed educazione continua sui
diritti umani diretti a gruppi target specifici
• A
ttuazione dei requisiti internazionali nel campo dell’educazione
sui diritti umani.
Istituzione responsabile
46
Il Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB) dell’Alta
scuola pedagogica della Svizzera centrale a Lucerna (PHZ Lucerna)
è responsabile per il compito trasversale « Educazione sui diritti
umani ». Il centro si avvale di competenze professionali nel campo
dell’educazione sui diritti umani per diversi gruppi target (tra l’altro,
scuole, autorità, servizi sanitari, ONG, imprese, media), nella
Responsabili del compito trasversale
Trattative informali al Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, Foto: Christian Lutz
L’educazione sui diritti umani riguarda tutti i settori tematici del
CSDU e ne rappresenta uno dei principali compiti trasversali.
A questo proposito, il CSDU prevede formazioni specifiche sui diritti
umani rivolte a diversi gruppi di utenti: autorità, società civile, gruppi
professionali, ecc. Offrirà inoltre corsi di formazione e educazione
continua così come lo sviluppo di strumenti adeguati. A livello
europeo ed internazionale, l’educazione sui diritti umani è considerata come un processo d’apprendimento continuo ed un contributo
importante per la concreta attuazione dei diritti umani, il che la rende
sempre più importante. Anche dalla Svizzera ci si aspetta che faccia
di più per far sì che gli individui conoscano i loro diritti e doveri per
poter difendere i propri diritti, nonché, in maniera solidale, i diritti
degli altri. A questo proposito il CSDU si concentra soprattutto su:
trasmissione di temi in materia di diritti dell’uomo, nello sviluppo
di materiali e strumenti per la formazione e per la sensibilizzazione
alle problematiche dell’attuazione dei diritti umani. Il Centro vanta
inoltre una lunga d’esperienza nell’ambito del dibattito pubblico sui
diritti umani e lo scambio di informazioni tra i diversi attori del
settore. La ricerca dello ZMRB in materia è molto apprezzata a livello
nazionale e internazionale. Lo ZMRB offre servizi di consulenza
e concepisce progetti per le istituzioni nazionali e internazionali, tra
cui: la Confederazione, l’ONU, ONG, il Consiglio d’Europa, l’OSCE,
l’UE, e riesce ad integrare con successo la sua vasta rete nazionale
e internazionale nella propria attività.
>
47
Dr. Peter G. Kirchschläger
Centro per l’educazione sui diritti umani
(ZMRB) del PHZ Lucerna
Cofondatore e codirettore del Centro
per l’educazione sui diritti umani (ZMRB),
docente. Co-direttore del Foro internazionale per i diritti umani Lucerna (IHRF);
esperto consulente per organizzazioni
nazionali e internazionali e incaricato di
corsi per diverse università nazionali
e internazionali. 2005 –2006 soggiorno di
studio all’Università di Chicago Divinity
School, grazie ad una borsa di studio
del Fondo nazionale svizzero (FNS)
Thomas Kirchschläger, lic.iur, Avvocato
Centro per l’educazione sui diritti umani
(ZMRB) del PHZ Lucerna
Cofondatore e codirettore del Centro per
l’educazione sui diritti umani (ZMRB),
docente. Co-direttore del Foro internazionale per i diritti umani Lucerna (IHRF);
esperto consulente per organizzazioni
nazionali e internazionali e incaricato di
corsi per diverse università nazionali
e internazionali. Studi di giurisprudenza
all’Università di Berna e Louvain-LaNeuve; 2003 –2005 avvocato.
Che cosa sono i diritti umani?
Spesso sono rappresentati in categorie
I diritti umani sono . . .
. . . n
ati da tragedie umane, dalla paura, dall’indignazione o dal
disprezzo dei bisogni elementari
. . . p
arte integrante del diritto internazionale, ancorati in contratti
internazionali e nel diritto consuetudinario
. . . d
iritti garantiti a livello internazionale contro lo Stato che
servono a proteggere le libertà e i bisogni elementari delle
persone
. . .
. . .
. . .
. . .
Nelle mani dello Stato
DIRITTO AD UN PROCESSO EQUO
E DIVIETO DI TORTURA
Vita economica
DIRITTO AL LAVORO
TUTELA DELLA
PROPRIETÀ
Partecipazione politica
DIRITTI POLITICI
E LIBERTÀ DI PAROLA
Vita intellettuale e spirituale
LIBERTÀ DI COSCIENZA
E DI RELIGIONE DIRITTO
ALL’ISTRUZIONE
Esistenza umana
DIRITTO ALLA VITA
•Esempi: Diritto alla vita,
Divieto di tortura,
Uguaglianza davanti
alla legge
•Esempi: Diritto all’istruzione,
Diritto a un livello di
vita sufficiente, Diritto alla
sicurezza sociale
•Soprattutto « negativi »,
perché richiedono
l’astinenza da parte dello
Stato
•Non solo « negativi », ma
anche « positivi » dato
che richiedono l’intervento
dello Stato
Diritti collettivi
•Esempi: Diritto
allo Sviluppo
•Diritto alla
partecipazione
•Esistenza
­controversa
Questa separazione però è solo a scopo illustrativo visto che tutti
I diritti umani …
h
anno una portata universale
s
ono indivisibili
s
ono uno il presupposto dell’altro
e
formano un’unità.
Esempio:
• I l diritto al voto (diritto civile e politico) presuppone che gli elettori
abbiano avuto un’educazione formale (diritto economico, sociale e
civile) per potere esprimere un’opinione competente ed indipendente.
• I l diritto ad un livello di vita sufficiente (diritto economico, sociale
e culturale) non si può raggiungere, se le persone interessate sono
discriminate e non hanno modo di far rispettare i loro diritti (diritto
civile e politico).
• I l divieto della tortura presuppone che lo Stato punisca la persona
che tortura (azione diretta)
• I l diritto all’istruzione non si può raggiungere senza rinunciare
a misure discriminatorie nel sistema educativo (omissione)
Deportazione, fuga
e esilio
I DIRITTI DEI
RIFUGIATI E DELLE
PERSONE DISLOCATE
Vita privata
TUTELA DELLA
VITA PRIVATA
Questi diritti possono essere assoluti ( per esempio divieto
di tortura e trattamento inumano ) o limitati da interessi pubblici
prevalenti oppure dai diritti degli altri.
50
Diritti economici, sociali
e culturali
(« universal, indivisible and interdependent and interrelated »: World Conference on Human Rights 1993)
Livello di vita sufficiente
DIRITTO AL CIBO
DIRITTO ALLA SALUTE
DIRITTO ALL’ABITAZIONE
Identità umana
DIVIETO DI
DISCRIMINAZIONE
Diritti civili e politici
51
L’origine della protezione internazionale dei diritti dell’uomo
1945: Carta
delle Nazioni Unite
1948:
Dichiarazione
Universale
dei Diritti Umani
52
CEDU > Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
•Elaborata subito dopo la fine della Seconda Guerra
Mondiale
•Art. 55, lit. c « Al fine di creare le condizioni di stabilità
e di benessere che sono necessarie per avere rapporti pacifici
ed amichevoli fra le nazioni, basate sul rispetto del principio
dell’uguaglianza dei diritti o dell’autodecisione dei popoli,
le Nazioni Unite promuoveranno: … il rispetto e l’osservanza
universale dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. »
Comitato consultativo sulla Convenzione-quadro per la protezione delle
minoranze nazionali Comitato del Consiglio d’Europa composto da 18 esperti
indipendenti (membro svizzero: Prof. Barbara Wilson) con l’incarico di seguire
l’attuazione della Convenzione-quadro negli Stati membri tramite una > procedura
di rapporti statali (ultimo rapporto sulla Svizzera: 2008; documento
ACFC / OP / I I(2008)002; il prossimo rapporto atteso dal 2010).
Comitato d’esperti della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie Comitato del Consiglio d’Europa composto da 25 esperti indipendenti (membro
svizzero: Dr. Claudine Brohy) con l’incarico di controllare l’attuazione della
Carta per i stati membri tramite una > procedura di rapporti statali (ultimo rapporto
sulla Svizzera: 2010; documento ECRML (2010) 8. La Svizzera dovrà sottoporre
il prossimo rapporto nel 2012).
•Concretizzazione ed enumerazione dei diritti specifici
•Tuttavia la dichiarazione non è vincolante, dato che si tratta
di una risoluzione presa dall’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite.
•I paesi in via di sviluppo erano sottorappresentati nella
creazione e la ratificazione.
1950: CEDU
•La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)
•Contesto: comunità dei valori delle democrazie dell’Europa
occidentale
•Vincolanti a livello internazionale
•Giustiziabili
1966: Patti delle
Nazioni Unite
•Contesto: Guerra Fredda
•Due patti diversi: Il Patto sui Diritti Economici, Sociali
e Culturali (Patto I) e il Patto sui Diritti Civili e Politici
(Patto II)
•Vincolanti a livello internazionale
•Meccanismi di controllo
1965–2006
Meccanismi di controllo internazionali: Glossario
Comitato dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite uno degli > organi contrattuali
Comitato Europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti
inumani o degradanti (CPT) Comitato del Consiglio d’Europa composto da
47 esperti indipendenti (membro svizzero: Dr. Jean-Pierre Restellini). Ogni quattro
anni il CPT visita i luoghi di detenzione (di ogni tipo) degli Stati membri per
verificare come le persone private della loro libertà sono trattate e produce un rapporto
con raccomandazioni dettagliate (ultima visita in Svizzera: 2007; vedi documento
CPT / Inf (2008) 33. La prossima visita prevista per il 2011).
Commenti conclusivi Raccomandazioni (non vincolanti) stabilite nel quadro
della > procedura dei rapporti statali in seno al Consiglio d’Europa
Commissione per i diritti umani delle Nazione Unite predecessore del
> Consiglio dei diritti umani.
Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) Comitato
del Consiglio d’Europa composto da 47 esperti indipendenti (membro svizzero:
Prof. Daniel Thürer) con lo scopo di lottare contro il razzismo, la discriminazione
razziale, la xenofobia, l’antisemitismo e l’intolleranza in Europa. Ogni cinque anni
l’ECRI produce dei rapporti che contengono delle raccomandazioni pertinenti
alla situazione dei diritti umani negli Stati membri del Consiglio d’Europa (ultimo
rapporto sulla Svizzera: 2009, documento CRI(2009)32).
•Altre sette convenzioni sui diritti umani riguardo temi
specifici:
–C
onvenzione sull’eliminazione di ogni forma
di discriminazione razziale
–C
onvenzione sull’eliminazione di ogni forma
di discriminazione nei confronti della donna
–C
onvenzione contro la tortura
– Convenzione sui diritti del fanciullo
– Convenzione per la protezione dei diritti di tutti
i lavoratori migranti
– Convenzioni sui diritti delle persone con disabilità
–C
onvenzione per la protezione di tutte le persone contro
la sparizione forzata.
Concluding Observations Osservazioni finali /Commenti conclusivi
53
Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite Organo intergovernativo
(47 membri, attualmente compresa la Svizzera) dell’ONU con sede a Ginevra che
ha sostituito la Commissione per i diritti umani dell’ONU nel 2006. Il Consiglio
dei diritti umani elabora nuovi strumenti per la protezione dei diritti umani, si occupa
di soggetti specifici in materia e può esprimersi su concrete situazioni nei diversi
paesi (senza però poter ricorrere a mezzi vincolanti). Questi strumenti includono:
> le procedure speciali; > gli esami periodici universali; il comitato consultativo
(Advisory Committee: membro svizzero: Prof. Jean Ziegler).
(CEDAW; Convenzione sull’eliminazione d’ogni forma di discriminazione nei
confronti della donna. Membro svizzero: Patricia Schulz); Comitato contro la tortura
e sotto-­comitato per la prevenzione della tortura (CAT; Convenzione contro la
tortura e protocollo); Comitato dei diritti dell’infanzia (CRC; Convenzione per i diritti
dell’infanzia. Membro svizzero: Dr. Jean Zermatten). A livello del Consiglio d’Europa:
Comitato d’esperti della Carta europea sulle lingue regionali o minoritarie (membro
svizzero: Dr. Claudine Brohy); Comitato europeo per la prevenzione della tortura
e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT. Membro svizzero: Dr. Jean-Pierre
Restellini); Comitato consultativo sulla Convenzione-quadro per la protezione delle
minoranze nazionali (membro svizzero: Prof. Barbara Wilson).
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) Organo giudiziario del Consiglio
d’Europa composto da 47 giudici (membro svizzero fino al 2011: Prof. Giorgio
Malinverni; a partire dal ottobre 2011: Prof. Helen Keller) con l’incarico di decidere
su > richieste individuali depositate da persone private contro gli Stati membri
del Consiglio d’Europa per violazioni della Convenzione europea sui diritti dell’uomo.
Le sentenze della Corte sono vincolanti e attuabili in Svizzera.
CPT > Comitato europeo per la prevenzione della tortura
ECRI > Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza
EPU > Esame periodico universale
Procedura dei rapporti statali Le convenzioni dell’ONU in materia dei diritti
umani, la Carta europea sulle lingue regionali e minoritarie così come la Convenzionequadro europea per la protezione delle minoranze nazionali obbligano la Svizzera
a sottoporre regolarmente agli > organi convenzionali pertinenti un rapporto riguardo
ai provvedimenti attuati per garantire il rispetto dei diritti ancorati nei diversi trattati.
Gli organi convenzionali verificano i rapporti ricevuti dagli Stati membri così come
le informazioni comunicate dalle varie fonti in presenza di una delegazione dello Stato
interessato. Alla fine di questo esame sono adottate delle > « osservazioni finali »
oppure « commenti conclusivi » (o « presa di posizione ») nei quali figurano le riflessioni
dell’organo convenzionale, accompagnate da raccomandazioni concrete (ma non
vincolanti) riguardo ai provvedimenti da prendere in futuro.
Esame periodico universale (EPU) L’esame periodico universale (Universal Periodic
Review – UPR) è un nuovo strumento del Consiglio dei diritti umani per controllare
la situazione riguardo ai diritti umani in tutti gli Stati membri dell’ONU così come
il rispetto degli obblighi degli stessi Stati in materia. L’esame è eseguito dai membri del
Consiglio dei diritti umani, i quali hanno poi l’occasione di sottoporre raccomandazioni
per un miglioramento nel campo dei diritti umani agli Stati sotto esame che questi
ultimi possono accettare o rifiutare. L’esame avviene ogni 4 anni e si basa su tre rapporti:
un rapporto dello Stato sotto esame; un rapporto composto da informazioni provenienti
da esperti nel campo dei diritti umani (comitati per la protezione dei diritti umani,
relatori speciali, ecc.) e un rapporto composto da informazioni provenienti da altre fonti
(organizzazioni non governative [ONG] e istituzioni nazionali in materia di diritti
umani). La Svizzera è stata esaminata nel 2008 (Documento NU A / H RC / 8 / 41) e sarà
sottoposta al prossimo esame nel 2012.
Procedure speciali Per controllare la situazione dei diritti umani in tutte le regioni
del mondo e, a volte, intervenire in certi casi specifici, il Consiglio dei diritti umani
incarica Relatori / -trici speciali nel ruolo di esperti indipendenti per effettuare delle visite
nei paesi stessi e produrre un rapporto, in certi casi specifici possono anche intervenire
con richieste scritte e realizzare dei lavori concettuali per la promozione della protezione
dei diritti umani. Al momento esistono più di 40 mandati di questo tipo. Maggiormente
si tratta di incarichi tematici (p.es. Relatore speciale sulla tortura; Relatore speciale
sul diritto all’istruzione), altri sono definiti a secondo del paese (p.es. Relatore speciale
sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica popolare democratica della Corea,
Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Myanmar). Il relatore speciale
sulle forme contemporanee del razzismo ha visitato la Svizzera nel 2006 (Documento
ONU A / H RC / 4 / 19/Add.2).
General Comments > Osservazioni generali
Osservazioni finali Raccomandazioni (non vincolanti) che emanano dagli >
organi convenzionali dell’ONU
Osservazioni generali Spiegazioni fornite dagli > organi convenzionali dell’ONU
per quanto riguarda gli obblighi specifici degli Stati membri derivanti dalle diverse
convenzioni in questione (p.es. commenti riguardo alle diverse garanzie in materia di
diritti umani). Queste osservazioni non sono vincolanti, ciò nonostante la loro autorità
è indiscussa, dato che si tratta delle opinioni degli organi responsabili per il controllo
della convenzione in questione, ed in quanto servono da strumento ausiliare per
l’interpretazione delle norme delle diverse convenzioni.
54
Organi convenzionali Organi indipendenti con l’incarico di sorvegliare l’attuazione
delle convenzioni in questione. Questi organi intervengono soprattutto nel quadro
delle > procedure di rapporti statali e > le procedure di richieste individuali, in maggior
parte tramite la pubblicazione di > osservazioni generali. I membri di questi organi
(tra 10 e 25 a seconda della convenzione in questione) sono esperte e esperti indipendenti
eletti dagli Stati membri. La Svizzera fa parte dei seguenti organi convenzionali:
a livello delle Nazioni Unite: Comitato dei diritti dell’uomo (HRC; Patto internazionale
relativo ai diritti civili e politici. Membro svizzero fino al 2011: Prof. Helen Keller);
Comitato dei diritti economici, sociali e culturali (CESCR; Patto internazionale relativo
ai diritti economici, sociali e culturali); Comitato per l’eliminazione della discriminazione
razziale (CERD; Convenzione sull’eliminazione d’ogni forma di discriminazione
razziale); Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna
Relatore speciale > Procedure speciali
Richieste individuali Le richieste individuali corrispondono a richieste depositate
da persone private presso gli organi internazionali in materia di diritti umani in
seguito ad una violazione dei propri diritti in un caso specifico. La Svizzera riconosce
le seguenti possibilità di denuncia: (1) presso la Corte europea dei diritti dell’uomo
per la violazione della CEDU (sentenze vincolanti); (2) presso il Comitato contro
la tortura delle Nazioni Unite per le violazioni della Convenzione contro la tortura
dell’ONU (costatazioni autoritative); (3) presso il Comitato per l’eliminazione della
discriminazione razziale dell’ONU (costatazioni autoritative); (4) presso il Comitato
per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna dell’ONU
(costatazioni autoritative).
55
Gli impegni internazionali
della Svizzera
Le principali convenzioni internazionali in materia di diritti
umani e di diritto internazionale umanitario
1992Ratificato il 18.6.1992,
in vigore dal 18.9.1992
(RS 0.103.1; FF 1991 I 925)
Patto internazionale relativo ai
diritti civili e politici del 16.12.1966
(Patto II)
1992Ratificato il 18.6.1992,
in vigore dal 18.9.1992
(RS 0.103.2; FF 1991 I 925)
Protocollo facoltativo relativo
al Patto internazionale II del 16.12.1966
(comunicazioni provenienti da
individui)
Ratificazione della Svizzera
1948Convenzione per la prevenzione
e la repressione del delitto di genocidio,
del 9.12.1948 (Convenzione sul
Genocidio)
2000Ratificata il 6.9.2000;
in vigore dal 6.12.2000
(RS 0.311.11, FF 1999 4611)
1967Protocollo sullo statuto dei
rifugiati del 31.1.1967
1968Ratificato il 20.5.1968,
in vigore dal 20.5.1968
(RS 0.142.301; FF 1967 II
721)
1949Convenzioni di Ginevra della Croce
Rossa del 12.8.1949 (in particolare la
Convenzione di Ginevra relativa
alla protezione delle persone civili in
tempo di guerra)
1950Ratificata il 31.3.1950;
in vigore dal 21.10.1950
(RS 0.518.51, BBl 1949 II
1181 e FF 1949 II 1121)
1977Protocolli aggiuntivi relativi alle
convenzioni di Ginevra della
Croce Rossa del 1949 del 8.6.1977
1982Ratificati il 17.2.1982;
in vigore dal 17.8.1982
(RS 0.518.521 e 0.518.522,
FF 1981 I 901)
1951Convenzione sullo statuto dei
rifugiati del 28.7.1951 (Convenzione
sui Rifugiati)
1955Ratificata il 21.1.1955;
in vigore dal 21.4.1955
(RS 0.142.30, BBl 1954 II 69
e FF 1954 II 49)
1979Convenzione sull’eliminazione
di ogni forma di discriminazione
nei confronti della donna del
18.12.1979
1997Ratificata il 27.3.1997;
in vigore dal 26.4.1997
(RS 0.108, FF 1995 IV 809)
1954Convenzione sullo statuto degli
apolidi del 28.9.1954
1972Ratificata il 3.7.1972;
in vigore dal 1.10.1972
(RS 0.142.40, FF 1971 II 181)
1984Convenzione contro la tortura ed
altre pene o trattamenti crudeli,
inumani o degradanti del 10.12.1984
1986Ratificata il 2.12.1986,
in vigore dal 26.6.1987
(RS 0.105, FF 1985 III 263)
1956Accordo addizionale concernente
l’abolizione della schiavitù, della
tratta degli schiavi, e delle istituzioni
e pratiche analoghe alla schiavitù
del 7.9.1956
1964Ratificata il 28.7.1964;
in vigore dal 28.7.1964
(RS 0.311.371, FF 1963 II
1953)
1989Convenzione sui diritti del fanciullo
1997Ratificata il 24.2.1997,
in vigore dal 26.3.1997
(RS 0.107, FF 1994 V 1)
1960Convenzione UNESCO contro
la discriminazione nell’istruzione
del 14.12.1960
Non ratificata
1989Secondo protocollo facoltativo al
Patto internazionale relativo ai
diritti civili e politici, volto ad abolire
la pena di morte del 15.12.1989
1992Ratificata il 16.6.1994;
in vigore dal 18.9.1992
(RS 0.103.22, FF 1993 I 787)
1990Convenzione internazionale sulla
la protezione dei diritti di tutti
i lavoratori migranti e dei membri
delle loro famiglie del 18.12.1990
Non ratificato
1965Convenzione sull’eliminazione
1994Ratificata il 29.11.1994;
di ogni forma di discriminazione razziale
in vigore dal 29.12.1994
(RS 0.104; FF 1992 III 217)
del 21.12.1965
56
1966Patto internazionale relativo
ai diritti economici, sociali e culturali
del 16.12.1966 (Patto Sociale o
Patto I)
57
1999Protocollo facoltativo alla Convenzione
sull’eliminazione di ogni forma
di discriminazione nei confronti della
donna del 6.10.1999 (comunicazioni
provenienti da individui)
2008Ratificato il 29.9.2008,
in vigore dal 29.12.2008
(RS 0.108.1, FF 2006 8961)
2000Protocollo facoltativo alla Convenzione
sui diritti del fanciullo relativo alla
partecipazione di fanciulli a conflitti
armati del 25.5.2000
2002Ratificato il 26.6.2002,
in vigore dal 26.7.2002
(RS 0.107.1, FF 2001 5595)
2000Protocollo facoltativo alla Convenzione
sui diritti del fanciullo concernente
la vendita di fanciulli, la prostituzione
infantile e la pedopornografia del
25.5.2000
2006Ratificato il 19.9.2006,
in vigore dal 19.10.2006
(RS 0.107.2, FF 2005 2513)
Le principali convenzioni del Consiglio d’Europa
in materia dei diritti umani
Ratificazione della Svizzera
2002Protocollo facoltativo alla Convenzione 2009Ratificato il 20.3.2009,
contro la tortura ed altre pene o
in vigore dal 24.10.2009
(RS 0.105.1, FF 2007 259)
trattamenti crudeli, inumani o degradanti
del 18.12.2002
2006Convenzione sui diritti delle persone
con disabilità del 13.12.2006
2006Protocollo facoltativo relativo alla
Non ratificato
Convenzione sui diritti delle persone
con disabilità del 13.12.2006
(comunicazioni provenienti da individui)
2008Protocollo facoltativo relativo al Patto I
(Patto Sociale) del 10.12.2008
Non ratificato
(firmata il 19.01.2011)
Aggiornamento: 31.03.2011, Fonte: www.humanrights.ch
58
1974Ratificata il 28.11.1974,
in vigore dal 28.11.1974
(RS 0.101, FF 1974 I 1008)
1952Protocollo addizionale relativo alla
CEDU del 20.3.1952 (protezione
della proprietà, del diritto all’istruzione
e il diritto a libere e segrete elezioni)
(firmato il 19.5.1976)
1961Carta sociale europea del 18.10.1961
(firmata il 6.5.1976; primo
messaggio sulla ratificazione
in BBI 1983 II 1241)
1963Protocollo n. 4 relativo alla CEDU
Non ratificato
del 16.9.1963 (divieto di privazione della
libertà per non adempimento di un
obbligo contrattuale, diritto di libertà di
circolazione e di scelta della propria
residenza, divieto di espulsione collettiva
di stranieri)
Non ratificata
2006Convenzione per la protezione di
tutte le persone contro la sparizione
forzata del 20.12.2006
1950Convenzione europea sui diritti
dell’uomo del 4.11.1950
59
1983Protocollo n. 6 della CEDU del
28.4.1983 relativo all’abolizione della
pena di morte
1987Ratificato il 13.10.1987;
in vigore dal 1.11.1987
(RS 0.101.06; FF 1986 II 417)
1984Protocollo n. 7 alla CEDU del
22.11.1984 (garanzie procedurali in
caso di espulsione di uno straniero dal
territorio di uno Stato, diritto a non
essere perseguito o condannato
penalmente per un reato per il quale
si sia già stati condannati o prosciolti,
l’uguaglianza dei diritti e delle
responsabilità degli sposi)
1988Ratificato il 24.2.1988;
in vigore dal 1.11.1988
(RS 0.101.07; FF 1986 II 417)
1987Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene
o trattamenti inumani o degradanti
del 26.11.1987 (Convenzione Europea
contro la Tortura)
1988Ratificata il 7.10.1988,
in vigore dal 1.2.1989
(RS 0.106; FF 1988 II 789)
1988Protocollo addizionale alla carta sociale Non ratificato
europea del 5.5.1988 (diritto all’ugua­
glianza di trattamento in materia di
impiego e di professione senza discriminazioni basate sul sesso, diritto
all’informazione nell’ambito dell’azienda,
diritto di ogni persona anziana ad
una protezione sociale)
2004Protocollo n. 14 alla CEDU il quale
emenda il sistema di controllo della
Convenzione
2005Convenzione del Consiglio d’Europa
(firmata il 8.9.2008)
sulla lotta contro la tratta di esseri umani
del 16.5.2005
2007Convenzione del Consiglio d’Europa
per la protezione dei minori contro lo
sfruttamento e l’abuso sessuale del
25.10.2007
1992Convenzione sulla partecipazione
Non ratificato
degli stranieri nella vita pubblica a livello
locale del 5.2.1992
1992Carta europea delle lingue regionali
o minoritarie del 5.11.1992
1998Ratificata il 23.12.1997,
in vigore dal 1.4.1998
(RS 0.441.2; FF 1997 I 1053)
1995Convenzione-quadro per la
protezione delle minoranze nazionali
del 1.2.1995
1998Ratificata il 21.10.1998,
in vigore dal 1.2.1999
(RS 0.441.1; FF 1998 903)
1996Convenzione europea sull’esercizio
dei diritti dei minori del 25.1.1996
Non ratificato
1996Carta sociale europea riveduta del
3.5.1996
Non ratificato
1997Convenzione sui diritti dell’uomo
e la biomedicina del 4.4.1997
2008Ratificata il 27.4.2008,
in vigore dal 1.11.2008
(RS 0.810.2; FF 2002 245)
1997Convenzione europea sulla nazionalità
del 6.11.1997
Non ratificato
2000Protocollo n. 12 relativo alla CEDU
del 4.11.2000 (divieto generale della
­discriminazione)
Non ratificato
60
(firmata il 16.06.2008)
Aggiornamento: 31.03.2011, Fonte: www.humanrights.ch
Abbreviazioni
FF Foglio federale della Confederazione Svizzera
(www.admin.ch /ch / i / ff /index.html)
CEDUConvenzione Europea sui Diritti dell’Uomo
SR Raccolta sistematica del diritto federale (http: //www.admin.ch /ch / i / rs / rs.html)
2002Protocollo aggiuntivo alla Convenzione 2009Ratificato il 10.11.2009,
sui diritti dell’uomo e la biomedicina
in vigore dal 1.3.2010
(RS 0.810.22; FF 2008 6957)
relativo al trapianto di organi e di tessuti
di origine umana del 24.1.2002
2002Protocollo n. 13 alla CEDU del
3.5.2002 (abolizione della pena
di morte)
2006Ratificato il 25.4.2006,
in vigore dal 1.6.2010
(RS 0.101.094; FF 2005 1913)
2002Ratificato il 3.5.2002,
in vigore dal 1.7.2003
(RS 0.101.093; BBl 1997 IV 1)
61
Indirizzi, Contatti
e Siti Web utili
Commissioni federali
Amministrazione Federale
Commissione federale contro
il Razzismo – CFR
Schwanengasse 2, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0)31 324 12 93
Fax +41 (0)31 322 44 37
[email protected]
www.ekr.admin.ch
Dipartimento Federale degli Affari Esteri
Divisione politica IV
Sicurezza umana
Bundesgasse 32, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0)31 322 30 50
Fax +41 (0)31 323 89 22
[email protected], www.eda.admin.ch
Commissione federale
per le questioni femminili – CFQF
Schwarztorstrasse 51, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0)31 322 92 75
Fax +41 (0)31 322 92 81
[email protected], www.ekf.admin.ch
Dipartimento Federale di Giustizia
e Polizia
Ambito direzionale Diritto pubblico
Bundesrain 20, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0)31 322 41 37
Fax +41 (0)31 322 84 01
www.bj.admin.ch
Commissione federale per l’infanzia
e la gioventù – CFIG
Ufficio federale delle assicurazioni
sociali (UFAS)
Effingerstrasse 20, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0)31 322 92 26
[email protected]
www.ekkj.admin.ch
62
Brigitte Schnegg
[email protected]
Universität Bern, Interdisziplinäres
Zentrum für Geschlechterforschung
Hallerstrasse 12, CH-3012 Bern
Eva Maria Belser
[email protected]
Universität Freiburg
Institut für Föderalismus
Route d’Englisberg 7, Büro A2-207
CH -1763 Granges–Paccot
Peter Hänni
[email protected]
Universität Freiburg
Institut für Föderalismus
Route d’Englisberg 7
CH -1763 Granges-Paccot
Simone Zurbuchen
[email protected]
Universität Freiburg, IIEDH
Av. de Beauregard 13, CH -1700 Fribourg
Samantha Besson
[email protected]
Universität Freiburg
Institut für Europarecht
Av. de Beauregard 11, CH -1700 Fribourg
I nostril Partner
Pascal Mahon
[email protected]
Université de Neuchâtel, Faculté de droit
Avenue du 1er-Mars 26, CH-2000 Neuchâtel
Commissione federale
della migrazione
Quellenweg 6, CH-3003 Bern-Wabern
Tel. +41 (0)31 325 91 16
[email protected]
www.ekm.admin.ch
Gianni D’Amato
[email protected]
Université de Neuchâtel
Forum suisse pour l’étude des migrations
et de la population
Fbg de l’Hôpital 106, CH-2000 Neuchâtel
Commissione nazionale
per la prevenzione della tortura
Bundesrain 20, CH-3003 Bern
Tel. +41 (0)31 325 16 20
Fax +41 (0)31 322 37 46
www.nkvf.admin.ch
Jörg Künzli
[email protected]
Universität Bern
Institut für öffentliches Recht
Schanzeneckstrasse 1, Postfach 8573
CH-3001 Bern
Christine Kaufmann
christine.kaufmann@
menschenrechte.uzh.ch
Universität Zürich
Rechtswissenschaftliches Institut
Rämistrasse 74 / 5, CH-8001 Zürich
Hans Peter Wehrli
[email protected]
Universität Zürich, Lehrstuhl Marketing
Plattenstrasse 14, CH-8032 Zürich
63
Philipp Jaffé
[email protected]
Institut Universitaire Kurt Bösch
Case postale 4176, CH-1950 Sion 4
Alex Sutter
[email protected]
Humanrights.ch / M ERS
Hallerstrasse 23, CH-3012 Bern
Thomas Kirchschläger
[email protected]
PHZ Luzern
Zentrum für Menschenrechtsbildung
(ZMRB)
Bellerivestrasse 19, CH-6006 Luzern
Peter G. Kirchschläger
[email protected]
PHZ Luzern
Zentrum für Menschenrechtsbildung
(ZMRB)
Bellerivestrasse 19, CH-6006 Luzern
Organizzazioni Internazionali
Consiglio d’Europa: www.coe.int
Alto Commissariato delle Nazioni Unite
per i diritti umani: www.ohchr.org
Banche dati pertinenti
HUDOC: http://cmiskp.echr.coe.int/
tkp197/search.asp?skin=hudoc-en
(Decisioni della Corte Europea dei
Diritti dell’Uomo)
SIM (Utrecht): http://sim.law.uu.nl/sim/
Dochome.nsf (Decisioni degli organi
convenzionali dell’ONU, della Corte
europea dei diritti dell’Uomo e le corti
penali internazionali)
Treaty body document search:
http://tb.ohchr.org/default.aspx
(Documenti degli organi convenzionali
ONU)
Universal Human Rights Index:
www.universalhumanrightsindex.org
(Organi convenzionali e procedure
speciali ONU)
Rilasciato dal
Centro svizzero di competenza
per i diritti umani (CSDU)
Redazione: Walter Kälin, Anne Grethe Nielsen
Assitenza: Serap Akgül-Demirbas
Creazione: Integral Lars Müller, Lars Müller e Martina Mullis
Stampa: Kösel, Altusried-Krugzell, Germania
© 2011 SKMR
© 2011 KEYSTONE per le immagini, Christian Lutz per l’immagine pag. 48
Stampato in Germania
Quest’opuscolo è disponibile in lingua tedesca, francese, italiana
e inglese all’indirizzo seguente:
CSDU
Schanzeneckstrasse 1
CH-3012 Bern
[email protected]
Berna, 2011
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