« I diritti umani non sono un dono, ma un compito. » www.csdu.ch Centro svizzero di competenza per i diritti umani 4 Prefazione della Presidente della Confederazione 6 La Svizzera e la protezione internazionale dei diritti dell’uomo 7 C’è bisogno di un Centro di competenza per i diritti umani? 10 Ci presentiamo nostra struttura organizzativa 13 La nostra segreteria generale 14 La nostra rete 15 I nostri servizi 12 La 16 Il nostro obiettivo 17 Le nostre competenze Migrazione 22 Polizia e Giustizia 26 Politica di Genere 30 Politica dell’infanzia e della gioventù 34 Questioni Istituzionali 40 Diritti Umani e Economia 44 Informazione e Sensibilizzazione 46 Educazione sui diritti umani 18 50 Che cosa sono i diritti umani? della protezione internazionale dei diritti dell’uomo 53 Meccanismi di controllo internazionali: Glossario 52 L’origine 56 Gli impegni internazionali della Svizzera 62 Indirizzi, Contatti e Siti Web utili Prefazione La missione affidata al Centro in questa fase pilota di cinque anni che inizia adesso è di rinforzare le capacità esistenti. Il Centro aiuterà i diversi attori a condividere il loro know-how e la loro esperienza, offrirà consigli pratici e un quadro completo, fungerà d’aggancio e stimolerà la riflessione in materia. Care amiche, cari amici Il Centro si distingue per la qualità delle competenze e delle prestazioni che offre, per l’esperienza convalidata e l’approccio visionario in materia di politica e di governanza in materia dei diritti dell’uomo. Dotato di una buona copertura nazionale, il Centro offre, come ulteriore vantaggio, la sua interdisciplinarità ed il suo pluralismo. La creazione del Centro svizzero di competenza per i diritti umani risale ad una discussione iniziata più di 10 anni fa dalla società civile ed il Parlamento riguardo all’attuazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani in Svizzera. L’inaugurazione del centro è il risultato d’anni di consultazioni e corrisponde al desiderio espresso dal Consiglio federale. La creazione del Centro non sarebbe stata possibile senza la partecipazione costruttiva di tutti gli attori e gruppi interessati nel corso degli ultimi dieci anni. Siamo sicuri che alla fine di questa fase pilota il Centro sarà diventato un attore indispensabile che permetterà di consolidare la posizione della Svizzera nel suo ruolo d’avanguardia nella promozione e nel rispetto dei diritti dell’uomo. I diritti dell’uomo sono al centro della Costituzione federale e delle nostre costituzioni cantonali. Sono profondamente ancorati nella cultura politica della Svizzera che ha riconosciuto che questi diritti rappresentano la base della coesistenza pacifica in seno ad uno Stato di diritto rispettoso della dignità di ogni individuo e rivestono un ruolo importante nel funzionamento socio-economico di una democrazia moderna. Con la globalizzazione, il mondo si vede confrontato a nuove sfide da sostenere collettivamente: i cambia menti sociali, la convivenza in una società multiculturale, gli effetti della migrazione o delle nuove tecnologie. Il diritto e la giurispru denza internazionali inoltre evolvono continuamente. Per questo motivo diversi attori svizzeri – il Consiglio federale, i cantoni, le associazioni della società civile ed i rappresentanti dell’economia – hanno ritenuto fosse necessario avvalersi dei servizi di un centro che li possa sostenere con competenza, indipendenza e innovazione, nei loro compiti e responsabilità riguardo alla messa in opera dei diritti dell’uomo nelle varie attività statali e private che fanno funzionare la nostra società. 4 Micheline Calmy-Rey Presidente della Confederazione 5 La Svizzera e la protezione internazionale dei diritti dell’uomo C’è bisogno di un Centro di competenza per i diritti umani? La Svizzera contribuisce in modo importante allo sviluppo delle norme di diritto internazionale pubblico per la protezione dell’essere umano. Il ruolo centrale che il nostro paese ha giocato nel 19esimo secolo all’epoca della creazione del diritto internazionale umanitario ed il sostegno al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) in quanto guardiano delle norme relative alla protezione dei civili in tempo di guerra sono ampiamente noti al pubblico. Nonostante tutto, l’implementazione completa dei diritti dell’uomo in Svizzera rimane una sfida: come mettere in atto le misure restrittive ritenute necessarie nella politica in materia d’asilo e di stranieri, senza contraddire gli standard sui diritti dell’uomo? Come risolvere le difficoltà nei rapporti con le minoranze religiose immigrate in conformità con le norme in materia di diritti dell’uomo? La violenza contro le donne e la presenza di vittime del traffico di esseri umani sono meno visibili, ma restano una triste realtà particolarmente difficile da combattere. Più di recente, la Svizzera si è impegnata in vari modi per il rafforzamento della protezione internazionale dei diritti dell’uomo sorta dopo la Seconda Guerra Mondiale e sviluppatasi fino ai nostri giorni. I trattati del Consiglio d’Europa e l’ONU in materia di prevenzione della tortura derivano da un’iniziativa privata svizzera e la Svizzera ufficiale è riuscita a promuovere la creazione del Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, dove spesso riveste il ruolo di mediatrice in discussioni difficili. Le Svizzere e gli Svizzeri sono stati e sono ancora membri di comitati importanti nell’ambito dei diritti umani del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite. La promozione dei diritti umani nella pratica fa parte della politica di cooperazione allo sviluppo della Svizzera. Con la ratificazione della maggior parte delle Convenzioni in materia dei diritti dell’uomo, la Svizzera sostiene, a livello mondiale, la base del quadro legislativo per la protezione delle persone civili. 6 Sul piano interno pure, la Svizzera ha fatto prova di prestazioni notevoli: le Costituzioni federali del 1848 e del 1874 erano tra le prime costituzioni in Europa a contenere delle disposizioni relative ai diritti dell’uomo e fino ad oggi la Svizzera si trova, nel confronto internazionale, in testa fra gli Stati che offrono uno standard elevato in materia di diritti umani. Delle istituzioni forti, dal punto di vista dello Stato di diritto, così come il fatto che i nostri tribunali applicano ed impon gono direttamente la maggior parte delle garanzie dei diritti umani vi contribuiscono in modo essenziale. Esistono inoltre sfide nell’ambito dell’economia e dei diritti dell’uomo, dove, per esempio, ci si chiede come le nostre imprese possano evitare di sostenere involontariamente violazioni dei diritti umani attraverso i loro investimenti all’estero. Date le circostanze, esiste un bisogno chiaro di un Centro svizzero di competenza per i diritti umani . . . p erché le lacune in materia d’informazione e di capacità nell’implementazione dei diritti dell’uomo devono essere colmate. 7 Le ragioni delle difficoltà nell’implementazione degli obblighi internazionali in materia dei diritti umani sono molteplici. Dall’esterno, la Confederazione appare responsabile dell’attuazione, mentre in pratica i diritti dell’uomo sono applicati prevalentemente dai cantoni. Questi sono infatti competenti, in primo luogo, dei settori relativi ai diritti umani, come l’educazione, l’assistenza sociale, la sanità pubblica, la polizia e l’esecuzione delle pene, eppure spesso non hanno a disposizione né le informazioni né le analisi necessarie circa gli sviluppi internazionali in materia. Esiste inoltre un bisogno d’informazione, d’analisi, di consulenza e di formazione presso la Confederazione, i tribunali, le organizzazioni non governative oppure quelle del mondo economico. . . . p erché la Svizzera auspica rispondere alla propria esigenza di perseguire una politica esemplare per la protezione e la promozione dei diritti umani. . . . p erché senza esperienza e sostegno mirati è difficile garantire la coerenza tra la politica interna e la politica estera in materia dei diritti dell’uomo. Da anni le Nazioni Unite rilevano il ruolo centrale delle istituzioni nazionali per i diritti dell’uomo nell’attuazione a livello nazionale degli obblighi internazionali in materia. L’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993 ha dunque adottato i « Principi di Parigi », i quali formano la base dell’organizzazione di istituzioni nazionali in materia dei diritti umani cosi come per la definizione dei loro compiti. Le regole sul finanziamento, la composizione, le competenze, la base legale e l’indipendenza di tali istituzioni fanno parte di questi principi. A livello mondiale esistono oggi già più di 50 istituzioni nazionali in materia dei diritti umani che osservano i requisiti dei Principi di Parigi, in particolare in numerosi Stati europei. Secondo la Costituzione federale, la Confederazione « si adopera per salvaguardare l’indipendenza e il benessere del Paese; contribuisce in particolare ad aiutare le popolazioni nel bisogno e a lottare contro la povertà nel mondo, contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita ». La promozione dei diritti umani è uno dei cinque obiettivi della politica estera ancorati nella Costituzione federale. Infatti un alto standard in tutto ciò che riguarda i diritti dell’uomo è indispensabile per assicurare la pace e la stabilità nel mondo. In questo senso la protezione e la promozione dei diritti umani sono centrali per salvaguardare gli interessi della Svizzera. Con la sottoscrizione del programma d’azione della Conferenza di Vienna del 1993, la Svizzera ha riaffermato il suo chiaro impegno a favore di un’istituzione nazionale per i diritti umani. Finora però non ha ancora concretizzato l’impegno preso. In questi ultimi anni i diversi organi di controllo internazionali dei diritti umani hanno ripetutamente richiamato l’attenzione sulla mancanza di una tale istituzione. A livello interno, le critiche provenienti dall’esterno vengono spesso giudicate ingiustificate. Nonostante il fatto che il sistema giuridico svizzero offre in generale una buona protezione ai singoli individui, le violazioni dei diritti umani restano sempre un tema attuale, anche in Svizzera. Spesso i gruppi più vulnerabili della nostra società ne sono particolarmente colpiti. Nella sua attuale funzione e forma, il CSDU rappresenta una soluzione intermedia dato che non si tratta di un’istituzione nazionale dei diritti umani nel senso dei Principi di Parigi. Il suo compito, in quanto progetto pilota, è di preparare il terreno per la creazione di una tale istituzione. 8 Non sono solo le persone interessate a soffrire di questo divario tra la politica interna e quella estera, ne patisce pure la credibilità e la reputazione della Svizzera. Il CSDU aiuta a tener conto delle critiche giustificate ed a facilitare l’attuazione degli obblighi internazionali. 9 Ci presentiamo Noi siamo . . . . . . n ati come progetto pilota lanciato dal Consiglio federale e sostenuti dal DFAE e il DFGP con un credito-quadro . . . u n consorzio costituito da istituti universitari che dispongono di competenze riconosciute in materia di diritti umani così come nelle questioni trasversali. . . . u n centro di servizi che agisce soprattutto sulla base di mandati . . . o rientati verso la pratica . . . p resenti in tutta la Svizzera . . . p oliticamente indipendenti Il Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) è un consorzio delle quattro Università di Berna, Neuchâtel, Friburgo e Zurigo in collaborazione con l’istituto universitario Kurt Bösch (IUKB), il centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB) dell’alta scuola pedagogica della svizzera centrale Lucerna (PHZ Lucerna) e l’associazione humanrights.ch / M ERS. In quanto progetto pilota con una durata limitata di cinque anni, il CSDU dovrà, su mandato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ed il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), rafforzare e sostenere le competenze necessarie all’attuazione degli obblighi internazionali della Svizzera in materia dei diritti umani su ogni livello dell’apparato statale, in seno alla società civile e all’economia, nonché promuovere la discussione pubblica riguardo ai diritti umani. A questo fine il CSDU si occuperà in particolare della realizzazione di ricerche su incarico del settore pubblico, della società civile oppure del settore economico, organizzerà conferenze, trasmetterà informazioni e creerà dei programmi d’educazione. Il CSDU non offre consultazioni in casi specifici. Noi non siamo . . . . . . u n’istituzione nazionale per i diritti umani nel senso dei Principi di Parigi adottati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993 . . . r esponsabili per il trattamento di casi individuali . . . u n’autorità morale . . . u n’autorità giudiziaria . . . n on assicuriamo un monitoring sistematico della situazione in materia dei diritti umani in Svizzera . . . n on assumiamo alcun compito statale, ma agiamo nel ruolo di consulenti e sostenitori. . . . c ollaboriamo con le commissioni federali specializzate in materia (menzionate nell’allegato), cosi come con i servizi cantonali e federali, senza tuttavia sostituirli. Per assicurare un’ottima attuazione di questi compiti, sei settori tematici sono stati messi in rilievo nel CSDU: migrazione, giustizia e polizia, politica di genere, politica dell’infanzia e della gioventù, questioni istituzionali così come diritti umani e economia. 10 11 La nostra struttura organizzativa La nostra segreteria generale La segreteria generale del CSDU agisce come « sportello unico » ed è l’interlocutore privilegiato per ricevere richieste e mandati. Comitato Direttivo Direttore Direzione amministrativa Delegati /e delle università partner Delegati /e degli istituti partner Il Centro si trova all’indirizzo seguente: Università di Berne – Uni-S Schanzeneckstrasse 1 – D018 (EG) CH-3012 Bern Tel: 031 631 86 51 / 031 631 86 55 [email protected] Segreteria generale Direttrice amministrativa Segreteria Per ulteriori informazioni: www.csdu.ch Comitato consultativo Personalità della pubblica amministrazione, della politica e della società civile Settori tematici Compiti trasversali Migrazione (Università di Neuchâtel) Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB, PHZ Lucerna) Polizia e Giustizia (Università di Berna) Politica di Genere (Università di Berna) Informazione e Sensibilizzazione (humanrights.ch / M ERS) Politica dell’Infanzia e della Gioventù (Istituto universitario Kurt Bösch) Questioni istituzionali (Università di Friburgo) 12 Diritti Umani e Economia (Università di Zurigo) 13 Il direttore del CSDU L’amministratrice delegata del CSDU Prof. Walter Kälin Università di Berna Professore di diritto pubblico inter nazionale e di diritto costituzionale all’Università di Berna. 1991/ 92: Relatore speciale della Commissione dei diritti umani dell’ONU sull’occupazione del Kuwait da parte dell’Iraq. Dal 2003 al 2008: membro del Comitato dei diritti dell’uomo dell’ONU. Dal 2004 al 2010: Inviato del Segretario Generale dell’ONU per i diritti umani delle persone sfollate all’interno del proprio paese. Anne Grethe Nielsen LL.M Studi di giurisprudenza a Copenhagen (Danimarca) e Cambridge (Regno Unito). Dopodiché attiva nell’ambito della protezione dei rifugiati, della migrazione e dei diritti umani in generale, in parte per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ed in parte in quanto responsabile degli affari internazionali all’Ufficio federale dei rifugiati /delle migrazioni. La nostra rete I nostri servizi Le prestazioni Su base di mandati offriamo delle prestazioni concrete. A seconda dell’incarico, varie forme di collaborazione sono possibili, come per esempio: • E laborazione di studi pertinenti alla prassi ed orientati verso l’applicazione • C orsi d’educazione e formazione continua • R icerche per colmare le lacune esistenti • I nformazione sugli standard e le best practices internazionali • C onsulenza riguardo i processi interni ( p. e. follow-up dopo le raccomandazioni) • A nalisi e traduzione delle norme internazionali in un contesto d’impresa specifico. Il CSDU inoltre pubblica regolarmente una Newsletter ed offre un newsalert gratuito alle persone interessate, organizza delle conferenze e informa il pubblico sul proprio sito web. (www.csdu.ch). Destinatari • A mministrazione Federale • C antoni e conferenze intercantonali • C omuni • I mprese private • O mbudsman • C onsultori per le vittime • I stituzioni private /fondazioni • O rganizzazioni non governative (ONG) • U niversità, scuole universitarie professionali, Scuole universitarie per la formazione e l’apprendimento, scuole • I media • A ssociazioni, sindacati, partiti politici • A ltri gruppi interessati 14 15 Il nostro obiettivo Le nostre competenze Il CSDU offre il suo sostegno e delle raccomandazioni professionali a tutti gli attori che s’impegnano nell’attuazione degli obblighi internazionali della Svizzera in materia dei diritti umani. Migrazione Polizia e Giustizia Politica di genere Politica dell’infanzia e della gioventù Questioni istituzionali Diritti umani e economia Informazione e sensibilizzazione Educazione sui diritti umani 16 17 Migrazione Il compito centrale del settore tematico Migrazione del CSDU è di offrire agli attori responsabili i servizi utili all’attuazione degli obblighi nell’ambito della politica in materia di migrazione. Il fenomeno della migrazione è una sfida per tutti gli interessati: lo Stato d’origine, lo Stato ospite così come gli immigrati stessi e le loro famiglie. Nel ruolo dello Stato ospite, la Svizzera si impegna a costituire ed implementare una legislazione in materia di migra zione in conformità con i diritti dell’uomo. In modo analogo, anche l’applicazione della suddetta legislazione deve rispettare i diritti umani. Il punto cruciale della politica svizzera in materia di migra zione concerne innanzitutto il rispetto dei diritti delle varie categorie d’immigranti presenti sul territorio elvetico. A questo proposito, la Svizzera ha ratificato diversi strumenti internazionali, tra i quali la Convenzione di Ginevra del 1951, relativa allo status dei rifugiati, la quale sancisce una tutela particolare dei diritti dei rifugiati. Il fenomeno della migrazione è una sfida per tutti gli interessati: lo Stato d’origine, lo Stato ospite così come gli immigrati stessi e le loro famiglie. 18 Questioni importanti per la Svizzera al riguardo sono per esempio: • L a tutela dei diritti umani nelle procedure d’asilo e il rispetto del principio di non-espulsione secondo la Convenzione di Ginevra. • L a protezione dei diritti economici, sociali e culturali degli immigranti tramite l’accesso senza discriminazioni ai servizi sanitari, al sistema scolastico, al mercato del lavoro ed ad altri settori sociali. • I l divieto di discriminazione etnico-culturale degli stranieri in tutti i settori della vita civile. • L a tutela dei diritti umani per gruppi d’immigranti particolarmente vulnerabili, come i bambini e le vittime del traffico di esseri umani. • L a tutela dei diritti delle famiglie (ricongiungimento familiare). • L ’integrazione degli immigranti che soggiornano da molto tempo in Svizzera. 19 Istituzioni responsabili L’Università di Neuchâtel è responsabile per il settore tematico Migrazione per conto del CSDU. L’Università di Neuchâtel ospita due istituzioni importanti in quest’ambito di specializzazione ed è dunque particolarmente adatta come centro di competenza: • i l Forum Svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione (SFM) della Facoltà di lettere e scienze umane • i l Centro BENEFRI di diritto delle migrazioni, legato alla cattedra di diritto pubblico della Facoltà di giurisprudenza. I due enti si distinguono grazie alle loro competenze nell’ambito dell’istruzione, della ricerca e della consulenza nel campo dei diritti umani e della migrazione ed entrambi mettono le loro capacità di ricerca a disposizione del CSDU. 20 Prof. Gianni D’Amato Università di Neuchâtel Professore di migrazione e cittadinanza all’Università di Neuchâtel; direttore del Forum Svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione (SFM) all’Università di Neuchâtel. Dopo gli studi di sociologia a Zurigo dal 1994 al 1998, entra all’Università di Potsdam per redigere la sua tesi sul tema « Dallo straniero al cittadino ». Dal 1999: capo progetto del SFM e professore incaricato in diverse Università. Prof. Pascal Mahon Università di Neuchâtel Professore di diritto costituzionale e di diritto pubblico, Università di Neuchâtel. Studi di giurisprudenza a Losanna, assistente scientifico all’Ufficio federale della giustizia (1988 –1996), vice-preside e preside della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Neuchâtel (2003 –2007). Presidente dell’associazione « Accademia svizzera della magistratura » e del Comitato direttivo del Centro BENEFRI di diritto delle migrazioni. Foto: Walter Bieri / Keystone Responsabili per il settore tematico Polizia e Giustizia Il settore tematico Polizia e Giustizia del CSDU si occupa dell’attuazione degli obblighi in materia dei diritti dell’uomo nel campo della polizia, della detenzione e della giustizia. Numerosi trattati internazionali sui diritti dell’uomo, come la CEDU, il Patto II dell’ONU II o la Convenzione contro la tortura, stabiliscono diverse garanzie per la tutela dei diritti delle persone in detenzione, sia durante la procedura giudiziaria che nell’esercizio delle misure coercitive della forza pubblica. La Svizzera è inoltre parte contraente di accordi europei e universali per la prevenzione alla tortura ed altri trattamenti o pene inumani o degradanti, i quali prevedono indagini condotte da organizzazioni indipendenti. Dette istanze internazionali hanno più volte costatato in Svizzera delle difficoltà nell’attuazione di queste norme, specialmente nel campo della polizia e giustizia. In tale ambito, le problematiche principali del CSDU sono le seguenti: Diverse organizzazioni internazionali hanno costatato più volte delle difficoltà nell’attuazione di queste norme nel campo della polizia e giustizia in Svizzera. 22 • U so della forza da parte della polizia (l’uso di armi da fuoco, affidamento ad imprese private di compiti di pubblica sicurezza, protezione giuridica in caso di abusi) • L ’attuazione di condizioni di detenzione conformi agli standard in materia dei diritti umani • T rattamento delle persone in detenzione in conformità con gli standard in materia dei diritti dell’uomo • G aranzia dei diritti di procedura • L ’attuazione degli obblighi in materia dei diritti umani da parte della giustizia ed, in particolare, garantire la possibilità alle persone di invocare i diritti umani economici, sociali e culturali. 23 Istituzione responsabile L’istituto di diritto pubblico dell’Università di Berna è responsabile per il settore tematico Polizia, Detenzione e Giustizia per conto del CSDU. Con la sua esperienza nel campo della prevenzione della tortura, dell’affidamento ad imprese private di compiti della polizia, delle riforme della giustizia e dell’attuazione nazionale dei diritti dell’uomo internazionali (giustiziabilità), l’istituto è particolarmente qualificato per questo compito. Grazie alle perizie dei propri esperti svolte per la confederazione, l’ONU e le ONG, l’istituto gode di un’ottima reputazione. Inoltre l’istituto vanta una lunga esperienza nell’ambito della formazione di professionisti in materia dei diritti dell’uomo. Grazie a queste diverse attività, si è creato una rete nazionale e internazionale d’ampia portata. 24 Prof. Jürg Künzli Università di Berna Studi di giurisprudenza all’Università di Berna e Leiden (Paesi Bassi) (LL.M in public international law). Brevetto di avvocato nel Cantone di San Gallo. Dottorato nell’ambito della protezione internazionale dei diritti dell’uomo nel 1999. Abilitazione nel 2007. Dal 2005 al 2009: professore assistente e dal 2010, professore ordinario di diritto pubblico e diritto internazionale pubblico all’Università di Berna. Foto: Martin Ruetschi / KEYSTONE Responsabile del settore tematico Politica di Genere Il settore tematico Politica di Genere del CSDU si occupa dell’attuazione degli obblighi in materia dei diritti umani per la prevenzione della discriminazione fondata sul genere, l’identità di genere oppure l’orientamento sessuale. Il principio di non-discriminazione e la parità di trattamento per quanto concerne il genere è una delle norme fondamentali della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e tutti gli altri trattati dell’ONU e del Consiglio d’Europa riguardo ai diritti dell’uomo che sono stati ratificati dalla Svizzera. La convenzione sull’elimina zione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) richiede infine la parità totale della donna. Il principio di non-discriminazione e la parità di trattamento per quanto concerne il genere è una delle norme fondamentali della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e tutti gli altri trattati dell’ONU e del Consiglio d’Europa riguardo ai diritti dell’uomo che sono stati ratificati dalla Svizzera. 26 Le seguenti questioni sono tra l’altro al centro delle attività più importanti del CSDU: • L ’eliminazione di ogni forma di violenza basata sul sesso, in particolare la violenza sulle donne ed il traffico di esseri umani • d iscriminazione strutturale e istituzionale basata sul sesso (nelle attività professionali, l’istruzione, nell’ambito politico e la partecipazione nella vita civile, ecc.) • l a gestione di discriminazioni multiple e della discriminazione indiretta sulla base del sesso o dell’orientamento sessuale • i nter- e transsessualità • i dentità di genere e culturale alla luce delle garanzie in materia dei diritti fondamentali e umani • q uestioni specifiche riguardo ai diritti di donne immigrate • l ’uguaglianza nel contesto del matrimonio e la famiglia (custodia, legge in materia di divorzio, diritto al nome, ecc.) 27 Istituzione responsabile Il centro interdisciplinare per gli studi genere dell’Università di Berna (IZFG) è responsabile per il settore tematico Politica di Genere all’interno del CSDU. Nell’insegnamento, la ricerca ed i servizi che offre, il centro si occupa della tematica dei diritti umani delle donne e della discriminazione fondata sul genere, l’identità di genere oppure l’orientamento sessuale. Esso fornisce inoltre diversi servizi in materia alle pubbliche collettività. Tramite corsi pubblici, workshop e conferenze, il centro approfondisce i diversi aspetti dei diritti umani delle donne, come per esempio gli standard internazionali, la portata dell’impegno dello Stato nell’attuazione dei diritti umani delle donne, l’importanza del sesso nelle questioni di diritto in materia di migrazione e politica di sviluppo. L’IFZG inoltre ha molti anni d’esperienza nell’ambito della collaborazione con le autorità e le ONG sul tema della politica di genere. Dr. Brigitte Schnegg Università di Berna Studiosa di storia, direttrice del Centro interdisciplinare per gli studi genere dell’Università di Berna (IZFG). Punti chiave della sua attività: genere e sviluppo, migrazione, cure, povertà e assistenza sociale, nonché diritti umani. Vice-presidente della Società svizzera per gli studi genere (SGGF) 28 Foto: Lukas Lehmann / KEYSTONE Responsabile del settore tematico Politica dell’infanzia e della gioventù Il settore tematico Politica dell’Infanzia e della Gioventù del CSDU si impegna soprattutto ad assistere la Svizzera nell’attuazione dei diritti dell’infanzia. Da un punto di vista giuridico, i bambini non solo godono della tutela offerta dai vari accordi generali sul rispetto dei diritti umani, ma sono inoltre protetti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 1989, la quale risponde alle loro esigenze specifiche, e costituisce il testo di referenza, che ogni persona che non ha ancora compiuto 18 anni e vive in uno degli stati contraenti può invocare. La Svizzera ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia nel 1997 e dunque deve impegnarsi a garantire che: • I diritti sanciti nella convenzione siano rispettati e che ogni bambino soggetto alla sua sovranità ne possa godere senza alcuna forma di discriminazione. • I n ogni decisione che riguarda il minorenne, l’interesse superiore del bambino deve primeggiare. • L a sopravvivenza e lo sviluppo del bambino sia assicurato nel migliore dei modi. • I bambini possano esprimere la loro opinione liberamente in tutti i procedimenti che li riguardano e che queste opinioni siano tenute in adeguata considerazione. Da un punto di vista giuridico, i bambini godono non solo della tutela offerta dai vari accordi generali sul rispetto dei diritti umani, ma sono inoltre protetti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 1989, la quale risponde alle loro esigenze specifiche. 30 Il settore tematico Infanzia e Gioventù del CSDU si occupa tra l’altro degli aspetti seguenti: 31 • P rotezione dei minorenni da ogni forma di discriminazione, abuso o negligenza (fisica, psicologica, sessuale, istituzionale, strutturale, ecc.) • F ornire meccanismi indipendenti che, a livello cantonale e federale, veglino sull’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e siano autorizzati ad accettare azioni individuali o collettive inoltrate da minorenni. • U na gestione differenziata delle strutture di diritto civile, penale e tutelare così come amministrative per realizzare una giustizia adatta ai bambini • I l ricorso a procedure che favoriscano la partecipazione dei bambini quali soggetti di diritto nelle diverse situazioni di vita (familiare, scolastica, locale, ecc.) Istituzione responsabile L’istituto universitario Kurt Bösch (IUKB) e l’Istituto internazionale sui diritti dell’infanzia (IDE) a Sion sfruttano le loro competenze professionali in maniera sinergica per promuovere le attività nel campo della politica dell’infanzia e della gioventù. I due istituti, attivi nell’ambito dell’educazione, della ricerca e dei servizi al pubblico, si avvalgono di un’esperienza in diverse reti e istituzioni nazionali e internazionali, quali la Commissione ONU sui diritti dell’infanzia o i gruppi d’esperti che elaborano raccomandazioni per il Consiglio d’Europa. Organizzano corsi di formazione continua generici e specialistici su vari temi legati all’infanzia e alla gioventù diretti a persone che lavorano nella prassi. Inoltre i due istituti sono regolarmente consultati su questioni attuali nel campo della politica dell’infanzia e della gioventù da autorità comunali, cantonali e federali così come da organizzazioni della società civile. 32 Prof. Philip D. Jaffe Istituto universitario Kurt Bösch (IUKB) (Sion, VS) Professore di psicologia, direttore dell’IUKB, responsabile dell’unità di formazione e ricerca in materia dei diritti dell’infanzia. 1978 –1988 Università di Friburgo, Università di Ginevra, Yeshiva (Nuova York), Harvard (McLean Hospital). 1989 –2004 sistema penitenziario (Massachusetts, Ginevra). Dal 1993: docente di psicologia clinica e processuale all’Univer sità di Ginevra. In privato attivo come psicoterapeuta ed esperto di diritto penale e civile. Parlamento dei bambini, Foto: Peter Klaunzer/ KEYSTONE Responsabile del settore tematico Questioni Istituzionali Questo settore tematico del CSDU si occupa delle questioni istitu zionali legate all’attuazione degli obblighi internazionali in materia di diritti dell’uomo in Svizzera. La struttura statale a più livelli della Svizzera e la stretta interdipendenza dei compiti tra Confederazione, cantoni e comuni presentano ogni volta una sfida importante per l’attuazione dei diritti dell’uomo in Svizzera. Anche la dimensione svizzera dei diritti del popolo e la giurisdizione costituzionale limitata sono spesso in contrasto con gli obblighi internazionali in materia dei diritti dell’uomo. Nel settore tematico « Questioni Istituzionali », il CSDU affronta i rischi e le opportunità legati alla struttura statale federale della Svizzera e la democrazia semi-diretta, illustra le difficoltà nell’attuazione e i conflitti con gli obblighi in materia dei diritti dell’uomo e propone delle soluzioni per migliorare la situazione. Le seguenti problematiche sono al centro del programma di lavoro di questo settore tematico: La struttura statale a più livelli della Svizzera e la stretta interdipendenza dei compiti tra Confederazione, cantoni e comuni presentano ogni volta una sfida importante per l’attuazione dei diritti dell’uomo in Svizzera. 34 • D ifficoltà per quanto riguarda i resoconti e l’attuazione delle raccomandazioni dettate dalle istituzioni internazionali e le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo; • D ifferenze e particolarità cantonali (e comunali) su tematiche rilevanti in materia dei diritti dell’uomo, quali: diritto degli stranieri, aiuto d’emergenza, protezione delle minoranze religiose o linguistiche; • C oordinazione e cooperazione nell’ambito dei diritti dell’uomo, per esempio cooperazione interdipartimentale, tavole rotonde; • G estione di iniziative e leggi federali contrarie ai diritti umani; • D emocrazia diretta nell’applicazione del diritto (per esempio decisioni di naturalizzazione); • A spetti istituzionali della realizzazione dei diritti umani economici, sociali e culturali. 35 Istituzioni responsabili lo sviluppo di meccanismi per l’attuazione del diritto europeo in Svizzera, sono al centro delle attività dell’istituto. Sotto il nome Istituto-BENEFRI, l’istituto di Diritto Europeo opera in lingua tedesca e francese e collabora con diversi istituti dell’Università di Berna e di Neuchâtel. Inoltre l’Istituto collabora strettamente con l’Ufficio dell’integrazione della confederazione per la coordinazione della politica europea svizzera, l’Ufficio federale di giustizia, il Dipartimento federale degli affari esteri, la Conferenza dei governi cantonali e diversi altri uffici e servizi federali e cantonali. L’istituto per lo studio del Federalismo dell’Università di Friburgo è responsabile per il settore tematico « Questioni Istituzionali » per conto del CSDU. L’istituto bilingue e interdisciplinare da anni si occupa di questioni d’organizzazione dello Stato, della separazione verticale dei poteri e compiti, la cooperazione nello Stato federale così come lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti umani. È attivo nella ricerca, l’insegnamento e la documentazione e offre una ricca esperienza a livello nazionale e internazionale per quanto riguarda la prestazione di servizi (perizie, consultazione, formazione, monitoring, ecc.). Lavora in stretta cooperazione con i cantoni, i comuni e le istituzioni intercantonali così come la DSC e numerosi partner universitari all’estero. Per meglio esercitare i propri compiti per conto del CSDU l’Istituto per lo studio del Federalismo collabora strettamente con altre due istituzioni di Friburgo: 36 L’Istituto di Diritto Europeo dell’Università di Friburgo vanta anni d’esperienza scientifica, pratica e didattica nel campo dell’attuazione del diritto dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa nel sistema giuridico svizzero e particolarmente nella legge cantonale. La questione degli effetti dell’integrazione europea sulle istituzioni nazionali e cantonali, nonché la democrazia svizzera, ma anche Naturalizzazione, Foto: Martin Ruetschi / KEYSTONE L’Istituto interdisciplinare di etica e dei diritti dell’uomo (IIEDH) dell’Università di Friburgo che offre competenze scientifiche e pratiche nell’ambito dei diritti culturali (dichiarazione di Friburgo, Osservatorio della diversità dei diritti culturali), l’etica economica (diritti umani, economia e sviluppo politico) così come nel campo della teoria in materia dei diritti dell’uomo (universalità dei diritti dell’uomo e della diversità culturale, cittadinanza e migrazione). L’istituto è presente in Svizzera così come a livello internazionale e collabora con istituti universitari, attori politici (DFAE, ONU, UNESCO, Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale della francofonia), imprese e ONG. Responsabili del settore tematico > 37 Prof. Eva Maria Belser Università di Friburgo Studi di giurisprudenza all’Università di Friburgo; dottorato (2000). Venia legendi in diritto internazionale pubblico, diritto privato e diritto economico (2006). 2004 –2008 professoressa associata e /o ordinario di diritto civile. Dal 2008 professoressa ordinaria di diritto pubblico e amministrativo et direttrice del Centro internazionale dell’Istituto del Federalismo dell’Uni versità di F riburgo. Prof. Peter Hänni Università di Friburgo Studi di giurisprudenza all’Università di Friburgo; dottorato (1982). Brevetto di avvocato del cantone di Zurigo. Venia legendi in diritto pubblico e amministrativo svizzero e internazionale (1988). Dal 1992 professore ordinario di diritto pubblico e amministrativo. Dal 2008, direttore dell’Istituto del Federalismo dell’Università di Friburgo. Diritti Umani e Economia Al centro delle attività del settore tematico Economia e Diritti Umani del CSDU si trova l’inserimento dei diritti dell’uomo nelle attività economiche.Gli appalti pubblici, la politica economica estera o gli investimenti delle imprese private possono influenzare i diritti dell’uomo e la loro attuazione. Ciò nonostante le direttive giuridiche in materia siano spesso insufficienti e poco chiare. La Svizzera come parte contraente di numerosi trattati sui diritti dell’uomo è obbligata a proteggere i diritti dell’uomo nelle proprie attività economiche e allo stesso tempo deve garantire che la tutela dei diritti dell’uomo non sia pregiudicata dalle attività di imprese private. Diversi strumenti e concetti, come i principi elaborati dal rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sui diritti dell’uomo e imprese multinazionali John Ruggie o quelli della United Nations Global Compact, si rivolgono inoltre direttamente alle organizzazioni private e pubbliche. La Svizzera, in quanto parte contra ente di numerosi trattati sui diritti dell’uomo, è obbligata a promuoverne il rispetto nelle proprie attività eco nomiche e, allo stesso tempo, deve garantire che la tutela dei diritti dell’uomo non sia pregiudicata dalle attività di imprese private. Per rendere più incisivi i diritti umani nell’ambiente economico, occorre concretizzarli e « tradurli » per gli utenti. Questa è una delle attività più importanti del settore tematico Economia e Diritti Umani che riguarda sia le autorità statali che gli attori privati. Il settore tematico Economia e Diritti Umani attualmente si occupa tra l’altro delle tematiche seguenti: • C oncretizzazione e « traduzione » delle disposizioni in materia dei diritti dell’uomo nel contesto economico • R ispetto dei diritti umani nelle attività delle autorità pubbliche, per esempio appalti pubblici della Confederazione e dei cantoni così come nella politica economica estera • A ttuazione dei principi di John Ruggie: assistenza per imprese (incl. PMI) nell’analisi dell’impatto delle proprie attività economiche sulla tutela dei diritti dell’uomo, supporto nello sviluppo di una propria politica in materia dei diritti dell’uomo, sviluppo di mecca nismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie in casi di violazioni dei diritti dell’uomo. 40 41 Istituzione responsabile Il settore tematico Economia e Diritti Umani del CSDU è gestito dal Centro di Competenza per i Diritti dell’Uomo dell’Università di Zurigo (MRZ) (http://www.menschenrechte.uzh.ch). Dispone delle competenze e dell’esperienza interdisciplinare dei propri membri e si basa su una rete stabilita di rappresentanti di imprese, organiz zazioni non governative e autorità pubbliche. Grazie alla direzione del settore Corporate Governance nell’ambito di una priorità di ricerca nazionale ( NCCR Trade Regulation, nccr-trade.ch) e la cooperazione con istituzioni per i diritti dell’uomo all’estero, l’MRZ fa inoltre parte di una potente rete nel campo della ricerca ed a livello internazionale. 42 Prof. Christine Kaufmann Università di Zurigo Professoressa di diritto pubblico e diritto costituzionale all’Università di Zurigo. 1991– 2000: servizio giuridico e del personale presso la Banca nazionale svizzera, poi direttrice. 2000 –2001: visiting scholar all’Università di Michigan. 2001– 2002: Director of Legal Research, World Trade Institute, Berna. Iniziatrice del centro di competenza per i diritti dell’uomo dell’Università di Zurigo e presidente del comitato direttivo. Prof. Hans Peter Wehrli Università di Zurigo Professore ordinario d’economia aziendale all’Università di Zurigo e titolare della cattedra di Marketing. 2002–2008, preside della facoltà di scienze econo miche dell’Università di Zurigo. Preside di altre istituzioni di formazione. Consiglio d’amministrazione di diverse imprese (tra l’altro) quotate in borsa. Vice-presidente del comitato direttivo del centro di competenza per i diritti dell’uomo dell’Università di Zurigo. Foto: Caroline Bennett / KEYSTONE Responsabili del settore tematico Informazione e Sensibilizzazione Istituzione responsabile Il team di humanrights.ch / M ERS si occuperà del compito trasversale « Informazione e Sensibilizzazione » per conto del CSDU. Humanrights.ch / M ERS è un’organizzazione professionale indipendente che s’impegna a promuovere l’attuazione delle norme inter nazionali dei diritti umani in Svizzera. Tra l’altro l’associazione humanrights.ch / M ERS gestisce dal 1999 la piattaforma d’informa zione www.humanrights.ch e, dal 2002, invia una Newsletter ononima molto apprezzata dagli esperti del settore. La piattaforma humanrights.ch è uno degli strumenti on-line più importanti per la documentazione della politica dei diritti dell’uomo svizzera. La trasmissione d’informazioni riguardo la tutela dei diritti dell’uomo internazionali e l’attuazione di queste norme in Svizzera è uno dei più importanti compiti trasversali del CSDU. Per assicurare che queste informazioni, ampiamente ramificate, rimangano gestibili, devono essere selezionate secondo la loro rilevanza e documentate in maniera comprensibile ed, inoltre, messe a disposizione dei gruppi interessati e /o coinvolti. Il CSDU si pone come compito: Responsabile del compito trasversale • d i trasmettere informazioni rilevanti riguardo la situazione in materia dei diritti umani in Svizzera e gli sviluppi attuali nell’ambito della tutela dei diritti dell’uomo a livello internazionale • d i sensibilizzare certi gruppi target riguardo gli obblighi della Svizzera in materia dei diritti umani. Dr. Alex Sutter Humanrights.ch / M ERS Co-direttore di humanrights.ch / M ERS e coordinatore della piattaforma d’informazione humanrights.ch. Attività collaterale di docente alla Scuola Universitaria per l’Assistenza sociale di Berna ed a corsi di formazione basati sul discorso culturale, i diritti delle minoranze e dell’uomo. 44 45 Educazione sui diritti umani • C orsi di formazione ed educazione continua sui diritti umani diretti a gruppi target specifici • S viluppo di strumenti di formazione ed educazione continua sui diritti umani diretti a gruppi target specifici • A ttuazione dei requisiti internazionali nel campo dell’educazione sui diritti umani. Istituzione responsabile 46 Il Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB) dell’Alta scuola pedagogica della Svizzera centrale a Lucerna (PHZ Lucerna) è responsabile per il compito trasversale « Educazione sui diritti umani ». Il centro si avvale di competenze professionali nel campo dell’educazione sui diritti umani per diversi gruppi target (tra l’altro, scuole, autorità, servizi sanitari, ONG, imprese, media), nella Responsabili del compito trasversale Trattative informali al Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, Foto: Christian Lutz L’educazione sui diritti umani riguarda tutti i settori tematici del CSDU e ne rappresenta uno dei principali compiti trasversali. A questo proposito, il CSDU prevede formazioni specifiche sui diritti umani rivolte a diversi gruppi di utenti: autorità, società civile, gruppi professionali, ecc. Offrirà inoltre corsi di formazione e educazione continua così come lo sviluppo di strumenti adeguati. A livello europeo ed internazionale, l’educazione sui diritti umani è considerata come un processo d’apprendimento continuo ed un contributo importante per la concreta attuazione dei diritti umani, il che la rende sempre più importante. Anche dalla Svizzera ci si aspetta che faccia di più per far sì che gli individui conoscano i loro diritti e doveri per poter difendere i propri diritti, nonché, in maniera solidale, i diritti degli altri. A questo proposito il CSDU si concentra soprattutto su: trasmissione di temi in materia di diritti dell’uomo, nello sviluppo di materiali e strumenti per la formazione e per la sensibilizzazione alle problematiche dell’attuazione dei diritti umani. Il Centro vanta inoltre una lunga d’esperienza nell’ambito del dibattito pubblico sui diritti umani e lo scambio di informazioni tra i diversi attori del settore. La ricerca dello ZMRB in materia è molto apprezzata a livello nazionale e internazionale. Lo ZMRB offre servizi di consulenza e concepisce progetti per le istituzioni nazionali e internazionali, tra cui: la Confederazione, l’ONU, ONG, il Consiglio d’Europa, l’OSCE, l’UE, e riesce ad integrare con successo la sua vasta rete nazionale e internazionale nella propria attività. > 47 Dr. Peter G. Kirchschläger Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB) del PHZ Lucerna Cofondatore e codirettore del Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB), docente. Co-direttore del Foro internazionale per i diritti umani Lucerna (IHRF); esperto consulente per organizzazioni nazionali e internazionali e incaricato di corsi per diverse università nazionali e internazionali. 2005 –2006 soggiorno di studio all’Università di Chicago Divinity School, grazie ad una borsa di studio del Fondo nazionale svizzero (FNS) Thomas Kirchschläger, lic.iur, Avvocato Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB) del PHZ Lucerna Cofondatore e codirettore del Centro per l’educazione sui diritti umani (ZMRB), docente. Co-direttore del Foro internazionale per i diritti umani Lucerna (IHRF); esperto consulente per organizzazioni nazionali e internazionali e incaricato di corsi per diverse università nazionali e internazionali. Studi di giurisprudenza all’Università di Berna e Louvain-LaNeuve; 2003 –2005 avvocato. Che cosa sono i diritti umani? Spesso sono rappresentati in categorie I diritti umani sono . . . . . . n ati da tragedie umane, dalla paura, dall’indignazione o dal disprezzo dei bisogni elementari . . . p arte integrante del diritto internazionale, ancorati in contratti internazionali e nel diritto consuetudinario . . . d iritti garantiti a livello internazionale contro lo Stato che servono a proteggere le libertà e i bisogni elementari delle persone . . . . . . . . . . . . Nelle mani dello Stato DIRITTO AD UN PROCESSO EQUO E DIVIETO DI TORTURA Vita economica DIRITTO AL LAVORO TUTELA DELLA PROPRIETÀ Partecipazione politica DIRITTI POLITICI E LIBERTÀ DI PAROLA Vita intellettuale e spirituale LIBERTÀ DI COSCIENZA E DI RELIGIONE DIRITTO ALL’ISTRUZIONE Esistenza umana DIRITTO ALLA VITA •Esempi: Diritto alla vita, Divieto di tortura, Uguaglianza davanti alla legge •Esempi: Diritto all’istruzione, Diritto a un livello di vita sufficiente, Diritto alla sicurezza sociale •Soprattutto « negativi », perché richiedono l’astinenza da parte dello Stato •Non solo « negativi », ma anche « positivi » dato che richiedono l’intervento dello Stato Diritti collettivi •Esempi: Diritto allo Sviluppo •Diritto alla partecipazione •Esistenza controversa Questa separazione però è solo a scopo illustrativo visto che tutti I diritti umani … h anno una portata universale s ono indivisibili s ono uno il presupposto dell’altro e formano un’unità. Esempio: • I l diritto al voto (diritto civile e politico) presuppone che gli elettori abbiano avuto un’educazione formale (diritto economico, sociale e civile) per potere esprimere un’opinione competente ed indipendente. • I l diritto ad un livello di vita sufficiente (diritto economico, sociale e culturale) non si può raggiungere, se le persone interessate sono discriminate e non hanno modo di far rispettare i loro diritti (diritto civile e politico). • I l divieto della tortura presuppone che lo Stato punisca la persona che tortura (azione diretta) • I l diritto all’istruzione non si può raggiungere senza rinunciare a misure discriminatorie nel sistema educativo (omissione) Deportazione, fuga e esilio I DIRITTI DEI RIFUGIATI E DELLE PERSONE DISLOCATE Vita privata TUTELA DELLA VITA PRIVATA Questi diritti possono essere assoluti ( per esempio divieto di tortura e trattamento inumano ) o limitati da interessi pubblici prevalenti oppure dai diritti degli altri. 50 Diritti economici, sociali e culturali (« universal, indivisible and interdependent and interrelated »: World Conference on Human Rights 1993) Livello di vita sufficiente DIRITTO AL CIBO DIRITTO ALLA SALUTE DIRITTO ALL’ABITAZIONE Identità umana DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE Diritti civili e politici 51 L’origine della protezione internazionale dei diritti dell’uomo 1945: Carta delle Nazioni Unite 1948: Dichiarazione Universale dei Diritti Umani 52 CEDU > Corte Europea dei Diritti dell’Uomo •Elaborata subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale •Art. 55, lit. c « Al fine di creare le condizioni di stabilità e di benessere che sono necessarie per avere rapporti pacifici ed amichevoli fra le nazioni, basate sul rispetto del principio dell’uguaglianza dei diritti o dell’autodecisione dei popoli, le Nazioni Unite promuoveranno: … il rispetto e l’osservanza universale dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. » Comitato consultativo sulla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali Comitato del Consiglio d’Europa composto da 18 esperti indipendenti (membro svizzero: Prof. Barbara Wilson) con l’incarico di seguire l’attuazione della Convenzione-quadro negli Stati membri tramite una > procedura di rapporti statali (ultimo rapporto sulla Svizzera: 2008; documento ACFC / OP / I I(2008)002; il prossimo rapporto atteso dal 2010). Comitato d’esperti della Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie Comitato del Consiglio d’Europa composto da 25 esperti indipendenti (membro svizzero: Dr. Claudine Brohy) con l’incarico di controllare l’attuazione della Carta per i stati membri tramite una > procedura di rapporti statali (ultimo rapporto sulla Svizzera: 2010; documento ECRML (2010) 8. La Svizzera dovrà sottoporre il prossimo rapporto nel 2012). •Concretizzazione ed enumerazione dei diritti specifici •Tuttavia la dichiarazione non è vincolante, dato che si tratta di una risoluzione presa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. •I paesi in via di sviluppo erano sottorappresentati nella creazione e la ratificazione. 1950: CEDU •La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) •Contesto: comunità dei valori delle democrazie dell’Europa occidentale •Vincolanti a livello internazionale •Giustiziabili 1966: Patti delle Nazioni Unite •Contesto: Guerra Fredda •Due patti diversi: Il Patto sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (Patto I) e il Patto sui Diritti Civili e Politici (Patto II) •Vincolanti a livello internazionale •Meccanismi di controllo 1965–2006 Meccanismi di controllo internazionali: Glossario Comitato dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite uno degli > organi contrattuali Comitato Europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) Comitato del Consiglio d’Europa composto da 47 esperti indipendenti (membro svizzero: Dr. Jean-Pierre Restellini). Ogni quattro anni il CPT visita i luoghi di detenzione (di ogni tipo) degli Stati membri per verificare come le persone private della loro libertà sono trattate e produce un rapporto con raccomandazioni dettagliate (ultima visita in Svizzera: 2007; vedi documento CPT / Inf (2008) 33. La prossima visita prevista per il 2011). Commenti conclusivi Raccomandazioni (non vincolanti) stabilite nel quadro della > procedura dei rapporti statali in seno al Consiglio d’Europa Commissione per i diritti umani delle Nazione Unite predecessore del > Consiglio dei diritti umani. Commissione Europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) Comitato del Consiglio d’Europa composto da 47 esperti indipendenti (membro svizzero: Prof. Daniel Thürer) con lo scopo di lottare contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia, l’antisemitismo e l’intolleranza in Europa. Ogni cinque anni l’ECRI produce dei rapporti che contengono delle raccomandazioni pertinenti alla situazione dei diritti umani negli Stati membri del Consiglio d’Europa (ultimo rapporto sulla Svizzera: 2009, documento CRI(2009)32). •Altre sette convenzioni sui diritti umani riguardo temi specifici: –C onvenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale –C onvenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna –C onvenzione contro la tortura – Convenzione sui diritti del fanciullo – Convenzione per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti – Convenzioni sui diritti delle persone con disabilità –C onvenzione per la protezione di tutte le persone contro la sparizione forzata. Concluding Observations Osservazioni finali /Commenti conclusivi 53 Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite Organo intergovernativo (47 membri, attualmente compresa la Svizzera) dell’ONU con sede a Ginevra che ha sostituito la Commissione per i diritti umani dell’ONU nel 2006. Il Consiglio dei diritti umani elabora nuovi strumenti per la protezione dei diritti umani, si occupa di soggetti specifici in materia e può esprimersi su concrete situazioni nei diversi paesi (senza però poter ricorrere a mezzi vincolanti). Questi strumenti includono: > le procedure speciali; > gli esami periodici universali; il comitato consultativo (Advisory Committee: membro svizzero: Prof. Jean Ziegler). (CEDAW; Convenzione sull’eliminazione d’ogni forma di discriminazione nei confronti della donna. Membro svizzero: Patricia Schulz); Comitato contro la tortura e sotto-comitato per la prevenzione della tortura (CAT; Convenzione contro la tortura e protocollo); Comitato dei diritti dell’infanzia (CRC; Convenzione per i diritti dell’infanzia. Membro svizzero: Dr. Jean Zermatten). A livello del Consiglio d’Europa: Comitato d’esperti della Carta europea sulle lingue regionali o minoritarie (membro svizzero: Dr. Claudine Brohy); Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT. Membro svizzero: Dr. Jean-Pierre Restellini); Comitato consultativo sulla Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali (membro svizzero: Prof. Barbara Wilson). Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) Organo giudiziario del Consiglio d’Europa composto da 47 giudici (membro svizzero fino al 2011: Prof. Giorgio Malinverni; a partire dal ottobre 2011: Prof. Helen Keller) con l’incarico di decidere su > richieste individuali depositate da persone private contro gli Stati membri del Consiglio d’Europa per violazioni della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Le sentenze della Corte sono vincolanti e attuabili in Svizzera. CPT > Comitato europeo per la prevenzione della tortura ECRI > Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza EPU > Esame periodico universale Procedura dei rapporti statali Le convenzioni dell’ONU in materia dei diritti umani, la Carta europea sulle lingue regionali e minoritarie così come la Convenzionequadro europea per la protezione delle minoranze nazionali obbligano la Svizzera a sottoporre regolarmente agli > organi convenzionali pertinenti un rapporto riguardo ai provvedimenti attuati per garantire il rispetto dei diritti ancorati nei diversi trattati. Gli organi convenzionali verificano i rapporti ricevuti dagli Stati membri così come le informazioni comunicate dalle varie fonti in presenza di una delegazione dello Stato interessato. Alla fine di questo esame sono adottate delle > « osservazioni finali » oppure « commenti conclusivi » (o « presa di posizione ») nei quali figurano le riflessioni dell’organo convenzionale, accompagnate da raccomandazioni concrete (ma non vincolanti) riguardo ai provvedimenti da prendere in futuro. Esame periodico universale (EPU) L’esame periodico universale (Universal Periodic Review – UPR) è un nuovo strumento del Consiglio dei diritti umani per controllare la situazione riguardo ai diritti umani in tutti gli Stati membri dell’ONU così come il rispetto degli obblighi degli stessi Stati in materia. L’esame è eseguito dai membri del Consiglio dei diritti umani, i quali hanno poi l’occasione di sottoporre raccomandazioni per un miglioramento nel campo dei diritti umani agli Stati sotto esame che questi ultimi possono accettare o rifiutare. L’esame avviene ogni 4 anni e si basa su tre rapporti: un rapporto dello Stato sotto esame; un rapporto composto da informazioni provenienti da esperti nel campo dei diritti umani (comitati per la protezione dei diritti umani, relatori speciali, ecc.) e un rapporto composto da informazioni provenienti da altre fonti (organizzazioni non governative [ONG] e istituzioni nazionali in materia di diritti umani). La Svizzera è stata esaminata nel 2008 (Documento NU A / H RC / 8 / 41) e sarà sottoposta al prossimo esame nel 2012. Procedure speciali Per controllare la situazione dei diritti umani in tutte le regioni del mondo e, a volte, intervenire in certi casi specifici, il Consiglio dei diritti umani incarica Relatori / -trici speciali nel ruolo di esperti indipendenti per effettuare delle visite nei paesi stessi e produrre un rapporto, in certi casi specifici possono anche intervenire con richieste scritte e realizzare dei lavori concettuali per la promozione della protezione dei diritti umani. Al momento esistono più di 40 mandati di questo tipo. Maggiormente si tratta di incarichi tematici (p.es. Relatore speciale sulla tortura; Relatore speciale sul diritto all’istruzione), altri sono definiti a secondo del paese (p.es. Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica popolare democratica della Corea, Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Myanmar). Il relatore speciale sulle forme contemporanee del razzismo ha visitato la Svizzera nel 2006 (Documento ONU A / H RC / 4 / 19/Add.2). General Comments > Osservazioni generali Osservazioni finali Raccomandazioni (non vincolanti) che emanano dagli > organi convenzionali dell’ONU Osservazioni generali Spiegazioni fornite dagli > organi convenzionali dell’ONU per quanto riguarda gli obblighi specifici degli Stati membri derivanti dalle diverse convenzioni in questione (p.es. commenti riguardo alle diverse garanzie in materia di diritti umani). Queste osservazioni non sono vincolanti, ciò nonostante la loro autorità è indiscussa, dato che si tratta delle opinioni degli organi responsabili per il controllo della convenzione in questione, ed in quanto servono da strumento ausiliare per l’interpretazione delle norme delle diverse convenzioni. 54 Organi convenzionali Organi indipendenti con l’incarico di sorvegliare l’attuazione delle convenzioni in questione. Questi organi intervengono soprattutto nel quadro delle > procedure di rapporti statali e > le procedure di richieste individuali, in maggior parte tramite la pubblicazione di > osservazioni generali. I membri di questi organi (tra 10 e 25 a seconda della convenzione in questione) sono esperte e esperti indipendenti eletti dagli Stati membri. La Svizzera fa parte dei seguenti organi convenzionali: a livello delle Nazioni Unite: Comitato dei diritti dell’uomo (HRC; Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. Membro svizzero fino al 2011: Prof. Helen Keller); Comitato dei diritti economici, sociali e culturali (CESCR; Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali); Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD; Convenzione sull’eliminazione d’ogni forma di discriminazione razziale); Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna Relatore speciale > Procedure speciali Richieste individuali Le richieste individuali corrispondono a richieste depositate da persone private presso gli organi internazionali in materia di diritti umani in seguito ad una violazione dei propri diritti in un caso specifico. La Svizzera riconosce le seguenti possibilità di denuncia: (1) presso la Corte europea dei diritti dell’uomo per la violazione della CEDU (sentenze vincolanti); (2) presso il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite per le violazioni della Convenzione contro la tortura dell’ONU (costatazioni autoritative); (3) presso il Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale dell’ONU (costatazioni autoritative); (4) presso il Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna dell’ONU (costatazioni autoritative). 55 Gli impegni internazionali della Svizzera Le principali convenzioni internazionali in materia di diritti umani e di diritto internazionale umanitario 1992Ratificato il 18.6.1992, in vigore dal 18.9.1992 (RS 0.103.1; FF 1991 I 925) Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 16.12.1966 (Patto II) 1992Ratificato il 18.6.1992, in vigore dal 18.9.1992 (RS 0.103.2; FF 1991 I 925) Protocollo facoltativo relativo al Patto internazionale II del 16.12.1966 (comunicazioni provenienti da individui) Ratificazione della Svizzera 1948Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, del 9.12.1948 (Convenzione sul Genocidio) 2000Ratificata il 6.9.2000; in vigore dal 6.12.2000 (RS 0.311.11, FF 1999 4611) 1967Protocollo sullo statuto dei rifugiati del 31.1.1967 1968Ratificato il 20.5.1968, in vigore dal 20.5.1968 (RS 0.142.301; FF 1967 II 721) 1949Convenzioni di Ginevra della Croce Rossa del 12.8.1949 (in particolare la Convenzione di Ginevra relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra) 1950Ratificata il 31.3.1950; in vigore dal 21.10.1950 (RS 0.518.51, BBl 1949 II 1181 e FF 1949 II 1121) 1977Protocolli aggiuntivi relativi alle convenzioni di Ginevra della Croce Rossa del 1949 del 8.6.1977 1982Ratificati il 17.2.1982; in vigore dal 17.8.1982 (RS 0.518.521 e 0.518.522, FF 1981 I 901) 1951Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28.7.1951 (Convenzione sui Rifugiati) 1955Ratificata il 21.1.1955; in vigore dal 21.4.1955 (RS 0.142.30, BBl 1954 II 69 e FF 1954 II 49) 1979Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna del 18.12.1979 1997Ratificata il 27.3.1997; in vigore dal 26.4.1997 (RS 0.108, FF 1995 IV 809) 1954Convenzione sullo statuto degli apolidi del 28.9.1954 1972Ratificata il 3.7.1972; in vigore dal 1.10.1972 (RS 0.142.40, FF 1971 II 181) 1984Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10.12.1984 1986Ratificata il 2.12.1986, in vigore dal 26.6.1987 (RS 0.105, FF 1985 III 263) 1956Accordo addizionale concernente l’abolizione della schiavitù, della tratta degli schiavi, e delle istituzioni e pratiche analoghe alla schiavitù del 7.9.1956 1964Ratificata il 28.7.1964; in vigore dal 28.7.1964 (RS 0.311.371, FF 1963 II 1953) 1989Convenzione sui diritti del fanciullo 1997Ratificata il 24.2.1997, in vigore dal 26.3.1997 (RS 0.107, FF 1994 V 1) 1960Convenzione UNESCO contro la discriminazione nell’istruzione del 14.12.1960 Non ratificata 1989Secondo protocollo facoltativo al Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, volto ad abolire la pena di morte del 15.12.1989 1992Ratificata il 16.6.1994; in vigore dal 18.9.1992 (RS 0.103.22, FF 1993 I 787) 1990Convenzione internazionale sulla la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie del 18.12.1990 Non ratificato 1965Convenzione sull’eliminazione 1994Ratificata il 29.11.1994; di ogni forma di discriminazione razziale in vigore dal 29.12.1994 (RS 0.104; FF 1992 III 217) del 21.12.1965 56 1966Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali del 16.12.1966 (Patto Sociale o Patto I) 57 1999Protocollo facoltativo alla Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna del 6.10.1999 (comunicazioni provenienti da individui) 2008Ratificato il 29.9.2008, in vigore dal 29.12.2008 (RS 0.108.1, FF 2006 8961) 2000Protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti del fanciullo relativo alla partecipazione di fanciulli a conflitti armati del 25.5.2000 2002Ratificato il 26.6.2002, in vigore dal 26.7.2002 (RS 0.107.1, FF 2001 5595) 2000Protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti del fanciullo concernente la vendita di fanciulli, la prostituzione infantile e la pedopornografia del 25.5.2000 2006Ratificato il 19.9.2006, in vigore dal 19.10.2006 (RS 0.107.2, FF 2005 2513) Le principali convenzioni del Consiglio d’Europa in materia dei diritti umani Ratificazione della Svizzera 2002Protocollo facoltativo alla Convenzione 2009Ratificato il 20.3.2009, contro la tortura ed altre pene o in vigore dal 24.10.2009 (RS 0.105.1, FF 2007 259) trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 18.12.2002 2006Convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 13.12.2006 2006Protocollo facoltativo relativo alla Non ratificato Convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 13.12.2006 (comunicazioni provenienti da individui) 2008Protocollo facoltativo relativo al Patto I (Patto Sociale) del 10.12.2008 Non ratificato (firmata il 19.01.2011) Aggiornamento: 31.03.2011, Fonte: www.humanrights.ch 58 1974Ratificata il 28.11.1974, in vigore dal 28.11.1974 (RS 0.101, FF 1974 I 1008) 1952Protocollo addizionale relativo alla CEDU del 20.3.1952 (protezione della proprietà, del diritto all’istruzione e il diritto a libere e segrete elezioni) (firmato il 19.5.1976) 1961Carta sociale europea del 18.10.1961 (firmata il 6.5.1976; primo messaggio sulla ratificazione in BBI 1983 II 1241) 1963Protocollo n. 4 relativo alla CEDU Non ratificato del 16.9.1963 (divieto di privazione della libertà per non adempimento di un obbligo contrattuale, diritto di libertà di circolazione e di scelta della propria residenza, divieto di espulsione collettiva di stranieri) Non ratificata 2006Convenzione per la protezione di tutte le persone contro la sparizione forzata del 20.12.2006 1950Convenzione europea sui diritti dell’uomo del 4.11.1950 59 1983Protocollo n. 6 della CEDU del 28.4.1983 relativo all’abolizione della pena di morte 1987Ratificato il 13.10.1987; in vigore dal 1.11.1987 (RS 0.101.06; FF 1986 II 417) 1984Protocollo n. 7 alla CEDU del 22.11.1984 (garanzie procedurali in caso di espulsione di uno straniero dal territorio di uno Stato, diritto a non essere perseguito o condannato penalmente per un reato per il quale si sia già stati condannati o prosciolti, l’uguaglianza dei diritti e delle responsabilità degli sposi) 1988Ratificato il 24.2.1988; in vigore dal 1.11.1988 (RS 0.101.07; FF 1986 II 417) 1987Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti del 26.11.1987 (Convenzione Europea contro la Tortura) 1988Ratificata il 7.10.1988, in vigore dal 1.2.1989 (RS 0.106; FF 1988 II 789) 1988Protocollo addizionale alla carta sociale Non ratificato europea del 5.5.1988 (diritto all’ugua glianza di trattamento in materia di impiego e di professione senza discriminazioni basate sul sesso, diritto all’informazione nell’ambito dell’azienda, diritto di ogni persona anziana ad una protezione sociale) 2004Protocollo n. 14 alla CEDU il quale emenda il sistema di controllo della Convenzione 2005Convenzione del Consiglio d’Europa (firmata il 8.9.2008) sulla lotta contro la tratta di esseri umani del 16.5.2005 2007Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale del 25.10.2007 1992Convenzione sulla partecipazione Non ratificato degli stranieri nella vita pubblica a livello locale del 5.2.1992 1992Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del 5.11.1992 1998Ratificata il 23.12.1997, in vigore dal 1.4.1998 (RS 0.441.2; FF 1997 I 1053) 1995Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del 1.2.1995 1998Ratificata il 21.10.1998, in vigore dal 1.2.1999 (RS 0.441.1; FF 1998 903) 1996Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori del 25.1.1996 Non ratificato 1996Carta sociale europea riveduta del 3.5.1996 Non ratificato 1997Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina del 4.4.1997 2008Ratificata il 27.4.2008, in vigore dal 1.11.2008 (RS 0.810.2; FF 2002 245) 1997Convenzione europea sulla nazionalità del 6.11.1997 Non ratificato 2000Protocollo n. 12 relativo alla CEDU del 4.11.2000 (divieto generale della discriminazione) Non ratificato 60 (firmata il 16.06.2008) Aggiornamento: 31.03.2011, Fonte: www.humanrights.ch Abbreviazioni FF Foglio federale della Confederazione Svizzera (www.admin.ch /ch / i / ff /index.html) CEDUConvenzione Europea sui Diritti dell’Uomo SR Raccolta sistematica del diritto federale (http: //www.admin.ch /ch / i / rs / rs.html) 2002Protocollo aggiuntivo alla Convenzione 2009Ratificato il 10.11.2009, sui diritti dell’uomo e la biomedicina in vigore dal 1.3.2010 (RS 0.810.22; FF 2008 6957) relativo al trapianto di organi e di tessuti di origine umana del 24.1.2002 2002Protocollo n. 13 alla CEDU del 3.5.2002 (abolizione della pena di morte) 2006Ratificato il 25.4.2006, in vigore dal 1.6.2010 (RS 0.101.094; FF 2005 1913) 2002Ratificato il 3.5.2002, in vigore dal 1.7.2003 (RS 0.101.093; BBl 1997 IV 1) 61 Indirizzi, Contatti e Siti Web utili Commissioni federali Amministrazione Federale Commissione federale contro il Razzismo – CFR Schwanengasse 2, CH-3003 Bern Tel. +41 (0)31 324 12 93 Fax +41 (0)31 322 44 37 [email protected] www.ekr.admin.ch Dipartimento Federale degli Affari Esteri Divisione politica IV Sicurezza umana Bundesgasse 32, CH-3003 Bern Tel. +41 (0)31 322 30 50 Fax +41 (0)31 323 89 22 [email protected], www.eda.admin.ch Commissione federale per le questioni femminili – CFQF Schwarztorstrasse 51, CH-3003 Bern Tel. +41 (0)31 322 92 75 Fax +41 (0)31 322 92 81 [email protected], www.ekf.admin.ch Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia Ambito direzionale Diritto pubblico Bundesrain 20, CH-3003 Bern Tel. +41 (0)31 322 41 37 Fax +41 (0)31 322 84 01 www.bj.admin.ch Commissione federale per l’infanzia e la gioventù – CFIG Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) Effingerstrasse 20, CH-3003 Bern Tel. +41 (0)31 322 92 26 [email protected] www.ekkj.admin.ch 62 Brigitte Schnegg [email protected] Universität Bern, Interdisziplinäres Zentrum für Geschlechterforschung Hallerstrasse 12, CH-3012 Bern Eva Maria Belser [email protected] Universität Freiburg Institut für Föderalismus Route d’Englisberg 7, Büro A2-207 CH -1763 Granges–Paccot Peter Hänni [email protected] Universität Freiburg Institut für Föderalismus Route d’Englisberg 7 CH -1763 Granges-Paccot Simone Zurbuchen [email protected] Universität Freiburg, IIEDH Av. de Beauregard 13, CH -1700 Fribourg Samantha Besson [email protected] Universität Freiburg Institut für Europarecht Av. de Beauregard 11, CH -1700 Fribourg I nostril Partner Pascal Mahon [email protected] Université de Neuchâtel, Faculté de droit Avenue du 1er-Mars 26, CH-2000 Neuchâtel Commissione federale della migrazione Quellenweg 6, CH-3003 Bern-Wabern Tel. +41 (0)31 325 91 16 [email protected] www.ekm.admin.ch Gianni D’Amato [email protected] Université de Neuchâtel Forum suisse pour l’étude des migrations et de la population Fbg de l’Hôpital 106, CH-2000 Neuchâtel Commissione nazionale per la prevenzione della tortura Bundesrain 20, CH-3003 Bern Tel. +41 (0)31 325 16 20 Fax +41 (0)31 322 37 46 www.nkvf.admin.ch Jörg Künzli [email protected] Universität Bern Institut für öffentliches Recht Schanzeneckstrasse 1, Postfach 8573 CH-3001 Bern Christine Kaufmann christine.kaufmann@ menschenrechte.uzh.ch Universität Zürich Rechtswissenschaftliches Institut Rämistrasse 74 / 5, CH-8001 Zürich Hans Peter Wehrli [email protected] Universität Zürich, Lehrstuhl Marketing Plattenstrasse 14, CH-8032 Zürich 63 Philipp Jaffé [email protected] Institut Universitaire Kurt Bösch Case postale 4176, CH-1950 Sion 4 Alex Sutter [email protected] Humanrights.ch / M ERS Hallerstrasse 23, CH-3012 Bern Thomas Kirchschläger [email protected] PHZ Luzern Zentrum für Menschenrechtsbildung (ZMRB) Bellerivestrasse 19, CH-6006 Luzern Peter G. Kirchschläger [email protected] PHZ Luzern Zentrum für Menschenrechtsbildung (ZMRB) Bellerivestrasse 19, CH-6006 Luzern Organizzazioni Internazionali Consiglio d’Europa: www.coe.int Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani: www.ohchr.org Banche dati pertinenti HUDOC: http://cmiskp.echr.coe.int/ tkp197/search.asp?skin=hudoc-en (Decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) SIM (Utrecht): http://sim.law.uu.nl/sim/ Dochome.nsf (Decisioni degli organi convenzionali dell’ONU, della Corte europea dei diritti dell’Uomo e le corti penali internazionali) Treaty body document search: http://tb.ohchr.org/default.aspx (Documenti degli organi convenzionali ONU) Universal Human Rights Index: www.universalhumanrightsindex.org (Organi convenzionali e procedure speciali ONU) Rilasciato dal Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU) Redazione: Walter Kälin, Anne Grethe Nielsen Assitenza: Serap Akgül-Demirbas Creazione: Integral Lars Müller, Lars Müller e Martina Mullis Stampa: Kösel, Altusried-Krugzell, Germania © 2011 SKMR © 2011 KEYSTONE per le immagini, Christian Lutz per l’immagine pag. 48 Stampato in Germania Quest’opuscolo è disponibile in lingua tedesca, francese, italiana e inglese all’indirizzo seguente: CSDU Schanzeneckstrasse 1 CH-3012 Bern [email protected] Berna, 2011