V EDIZIONE
«LE
(ovvero: Le confessioni di un
tirocinante in 9 Atti)
SICILIA
IL MIO TIROCINIO
ULTIME SUL TIROCINIO»
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
Sommario
Presentazione .........................................................................2
Area Vocazionale .....................................................................4
ma non solo…
Tirocinio: i contenuti...............................................................4
Area Metodologica ...................................................................5
TIROCINIO: I soggetti coinvolti — Compiti ............................11
TIROCINIO: I soggetti coinvolti — Tempi6..............................12
per accogliere
Tirocinio: le modalità ..............................................................7
nuovamente i ragazzi,
Area Associativa ......................................................................6
Tabella riassuntiva .................................................................14
gruppi scout Agesci
Conclusioni e ringraziamenti .................................................6
riaprono le sedi dei
Quindi a livello nazionale si è formata una commissione composta dagli Incaricati
regionali alla Formazione Capi di diverse regioni, i quali raccogliendo le esperienze
pregresse in tema di tirocinio e pensando al percorso reale che un capo fa dal
momento in cui entra in Comunità Capi e aderisce al Patto Associativo, fino al
momento in cui termina la prima fase del percorso formativo, hanno elaborato
un quadro sinottico che spiega, passo, passo, nella concretezza, cosa deve fare
un capo e chi lo accompagna in questo suo percorso.
Dovete sapere
Tutto questo non poteva non comportare un mandato specifico per la Formazione
Capi da parte del Consiglio Generale del 2008: rivalutare alla luce del nuovo
percorso e della nuova logica formativa il periodo, forse, più importante nel
cammino formativo di un capo scout, il periodo del Tirocinio.
che ogni anno, fra
come già anticipato nella relazione della Fo.Ca. 2008/2009, grandi fermenti sono
in atto nella formazione capi a livello nazionale ormai da un paio di anni, dai
Principi Fondanti del Nuovo Iter, all’elaborazione dei nuovi Modelli unitari per
tutti i campi di formazione previsti dallo stesso.
Settembre e Ottobre,
Carissimi capi della Regione Sicilia,
3
Ovviamente la mozione che arriverà in Consiglio Generale nel 2010 sarà
accompagnata da un testo esplicativo che spieghi adeguatamente le
finalità e i soggetti interagenti in questo percorso formativo che chiamiamo
Tirocinio, lavoro che la commissione sta continuando a svolgere e che
presenterà in bozza quasi definitiva all’Incontro Nazionale per Incaricati
del prossimo gennaio 2010, prima di arrivare al Consiglio Generale.
Concordi con tutti gli altri Incaricati Regionali e con gli Incaricati Nazionali,
la Commissione ha intanto girato alle varie regioni il quadro sinottico
elaborato in bozza all’incontro nazionale degli incaricati del febbraio del
2009 per dare un orientamento comune rispetto al tirocinio da tenere
presente e seguire, fino a quando la mozione non verrà compiutamente
presentata al Consiglio Generale e lo stesso non delibererà in merito. Il
quadro sinottico a cui facciamo riferimento costituisce una delle novità
del Libretto del Tirocinio che vi stiamo riproponendo in chiave aggiornata
e adeguata al nuovo percorso di Formazione del Capo e deve essere
conosciuto da tutti i tirocinanti, ma anche e soprattutto dai capi gruppo,
dai responsabili di zona, dai formatori che insieme concorrono alla loro
formazione, oltre che da tutte le comunità capi.
Salve! Mi chiamo Osvaldo, ho 21 anni, sono stato
scout nel gruppo Vattelapesca 1, ho preso la partenza
!"#$%&$'($&(()$*%$*+&$%&$'($$,)-$%"$.*/,)$01*$()($
passavo dalla sede, mi piacerebbe entrare in co.ca. …
Il percorso tracciato dalla formazione capi regionale e divulgato in più
occasioni, attraverso gli IZT, i Responsabili di Zona nei Consigli Regionali
si muove di fatto già lungo questa logica condivisa a livello nazionale ed
è importante che le zone ci aiutino, in questo senso, a valorizzare il nuovo
percorso fungendo da collante tra la regione e i singoli capi in un’ottica
di piena condivisione dei meccanismi e delle finalità formative che ne
stanno alla base. E’ per questo che ribadiamo ancora una volta alle zone
la possibilità di segnalare capi che hanno i requisiti per iniziare il percorso
di formazione per formatori spingendoli ad inviare la scheda compilata
in segreteria, in qualsiasi momento dell’anno (secondo quando recitano le
linee guida del listone 2009 già in rete) per poter essere invitati al campo
per nuovi formatori e nutrire gli staff dei CFT che sono stati incrementati
nel nuovo calendario regionale 2009-2010.
Annalisa Spadaro - Franco Tarantino - Padre Marcello Pulvirenti
Incaricati e Assistente Regionale alla Formazione Capi
3.09 SICILIASCOUT
Con l’augurio che quanto divulgato possa rendere sereno e lineare il
percorso di formazione dei nostri tirocinanti evitando di offrire loro eventi
simili o uguali nei contenuti, rispettando così in primis le loro esigenze, vi
auguriamo un buon lavoro ricordandovi che comunque la Fo.Ca. regionale
è sempre a disposizione per chiarimenti ulteriori o possibili suggerimenti.
1° Atto — l’adescamento
"(4(*;$01*$()($7&+<$7)5)$"($='*7.)$
dare per primi l’esempio, mi garantisce
del vangelo, che educare comporta
cattolica dove i capi sono veri testimoni
evidenzia che l’agesci è un’associazione
6"6*+*$5-&77)0"&8")(*$97*+6*(%):;$/"$
vivere l’associazione da educando e
sottolinea la profonda differenza tra
il capo. Arturo ne è entusiasta, ma
che stavo valutando l’idea di fare
2&,)$3+',,)$(*$&,,+)4..)$,*+$%"+!5"$
Entrando in sede incontro Arturo, il
3.09
09
SPECIALE: IL TIROCINIO SICILIASCOUT
0&//"()$01*$$/"$,)+.*+#$&%$*77*+*$'($
Per questo motivo il cammino che aiuterà il tirocinante a scoprire giorno
per giorno il progetto che Dio ha su di lui, non può essere improvvisato, ma
educatore e non un intrattenitore...
Il tirocinio diviene, quindi, l’occasione per il nuovo arrivato per comprendere
se l’essere educatore scout costituisca o meno la propria vocazione; perché
ciò accada, sarà necessario che chi accoglie sappia individuare tempi
ed occasioni idonee per dare al nuovo arrivato la capacità di scegliere
consapevolmente.
Ho chiesto ad Arturo, quanto tempo
Se proposto in questi termini, l’anno di tirocinio diventa un’esperienza
di accoglienza feconda dove gli adulti possono, con chiarezza e lealtà,
esplicitarsi a vicenda obiettivi, aspirazioni, bisogni ed aspettative.
dovrei dedicare al servizio, per poter
Il Tirocinio è il momento iniziale dell’Iter di Formazione Capi che coinvolge
il tirocinante in merito alle scelte vocazionali e lo conduce alla redazione
del proprio Progetto del Capo.
organizzare meglio le altre cose.
Area Vocazionale
Arturo mi ha risposto che il servizio in
Partendo da questa enunciazione possiamo facilmente individuare tre aree
prioritarie all’interno delle quali si muoveranno i vari soggetti coinvolti dal
percorso del tirocinio: un’area “vocazionale”, una “metodologica” ed una
“associativa”.
associazione richiede qualche piccolo
“lo scopo del periodo di tirocinio è: permettere la verifica, nella CoCa,
delle proprie scelte e del processo di maturazione del “Progetto del Capo”
nella quotidianità dell’impegno e nel realismo della propria organizzazione
personale; permettere la verifica della propria competenza metodologica
con l’aiuto del Capo Unità attraverso la comprensione delle relazioni
esistenti tra i diversi livelli di progetto associativo e di questi con le
progettualità presenti nel territorio. […omissis…..]
7&0+"40")$*$7),+&..'..)$0)7.&(8&>$
Così il regolamento di formazione capi:
Ho deciso di investire buona parte del
Il regolamento di Formazione Capi, d’altronde, nell’enunciare gli scopi
del Tirocinio propone un cammino che non si rivolge semplicemente agli
aspetti “tecnici” dell’essere capo, ma che mira ad aiutare il tirocinante a
verificarsi, da adulto, in relazione alle scelte ed alla vocazione di essere capo
ed educatore.
tempo libero nel servizio del prossimo.
Capi scout non si nasce, si diventa. Ovvero, non è possibile improvvisarsi
educatori sin dal primo momento in cui si entra a far parte di una comunità
capi; quella dell’educazione è un’arte che deve essere appresa nei tempi
e con le modalità adeguate. Un po’ come gli artisti anche gli educatori
devono, infatti, possedere da un lato le competenze che permettono loro di
mettere in pratica le intenzioni e realizzare i sogni e dall’altro l’indispensabile
sensibilità che nasce dal cuore e che può essere certamente “scoperta”, ma
non imparata.
4
Tirocinio: i contenuti
Tirocinio: i contenuti
5
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
richiede un’adeguata progettazione e la compartecipazione di più soggetti
nel suo svolgersi oltre che un atteggiamento di accoglienza da parte di
tutta la comunità capi.
«Lo stile dell’accoglienza è il saper rischiare sulle persone accogliendone
le diversità ed è un modo di essere , un clima che deve permeare tutta la
comunità capi (…e tutta l’associazione) e che quando c’è, è tangibile non
solo nei rapporti con i nuovi arrivati, ma anche in quelli che intercorrono
fra tutti i membri della stessa».1
Alla luce di queste riflessioni crediamo che il Tirocinio, se proposto in
maniera adeguata, diventi una sorta di investimento di lungo periodo per
il futuro della comunità capi e dell’intera associazione perché pone le basi
per una permanenza duratura e consapevole all’interno dell’associazione.
L’esperienza, invece, ci ha insegnato che quelle volte in cui questi percorsi
sono stati tralasciati per la fatidica “carenza di capi” o per scarsa sensibilità
della comunità capi, i problemi non hanno tardato ad insorgere.
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&00)5.)$0)/*$7"$0)(6"*(*;$0"$7&+#$'(&$,"00)5&$
alla prossima riunione di Co.Ca. dove sarò
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Area Metodologica
L’obiettivo del tirocinio è di contribuire alla formazione di un educatore
scout, non certo quello di preparare un buon intrattenitore di giovani. Un
anno da far vivere, quindi, con lo spirito dell’imparare facendo, ma nel
quale il supporto di chi è più esperto diviene indispensabile perché fa si
che ogni esperienza vissuta venga inquadrata nella giusta dimensione, a
cominciare dagli strumenti metodologici, che andranno presentati alla luce
del concetto di intenzionalità educativa.
Ovviamente ciò non significa che l’anno di tirocinio sarà un anno vissuto da
“osservatore” magari posto all’esterno degli staff o addirittura immaginando
una sorta di rotazione nelle branche! Al contrario al tirocinante sarà
chiesto di mettere, da subito, le mani in pasta coinvolgendosi in uno staff e
giocandosi nei rapporti con altri capi e con i ragazzi.
L’attenzione formativa, quindi, dovrà essere quella di trasmettere dello
scoutismo non solo come, ma soprattutto perché usare un determinato
strumento del metodo piuttosto che un altro.
È stato osservato, inoltre, che l’adulto apprende a partire da una varietà di
3.09 SICILIASCOUT
«L’adulto apprende a partire dalla sua esperienza. Egli, infatti, non arriva
al momento formativo come “tabula rasa”, ma con una serie di esperienze
precedenti a cui fa riferimento. Le conseguenze per l’accompagnatore
diventano: -la necessità di fargli percepire che la sua esperienza è realmente
riconosciuta e valorizzata. – l’aver presente che l’esperienza precedente di
ogni capo adulto può giocare in modo diverso nel percorso di formazione
permanente».2
2° ATTO — Una grande
Famiglia – L’accoglienza
Sin dal suo ingresso in comunità capi il tirocinante deve sentire di entrare a
far parte di una “grande famiglia”.
Superando la semplice enunciazione di principio, pensiamo che sia
particolarmente utile che il nuovo entrato senta di essere accolto da tutta
l’associazione: da un lato per sentirsi più coinvolto ed iniziare a sperimentare
la partecipazione alle scelte, dall’altro avendo l’opportunità di percepire le
strutture, ad esempio attraverso le occasioni formative che gli verranno
offerte, come un valido supporto al proprio servizio.
In tale quadro la Zona e la regione hanno un ruolo estremamente strategico
proprio perché sarà la prima struttura attraverso cui il tirocinante scoprirà
l’associazione. L’attenzione ai tirocinanti, ad esempio con l’organizzazione
degli appositi incontri (ma non solo), costituisce un primo momento nel
quale il tirocinante potrà trovare confronto e sostegno dall’incontro con
altri adulti che stanno sperimentando un cammino simile.
Ovviamente, come per gli altri ambiti formativi, anche per questo vale
il principio della testimonianza. Il capo gruppo è il primo “formatore
associativo” e quindi, se egli stesso non è profondamente convinto
dell’importanza della partecipazione e del confronto fra capi, difficilmente
potrà incoraggiare alla partecipazione associativa.
Certo la riunione di accoglienza è stata bella,mi sono
sentito accolto in una grande famiglia con mille doveri
,*+<A$@+.'+)$1&$%*..)$01*$5&$,+)77"/&$+"'(")(*$7&+#$
diversa, mi presenteranno il Patto Associativo”.
3° ATTO — I Valori di Fondo
3.09
09
SPECIALE: IL TIROCINIO SICILIASCOUT
“Un documento importantissimo - continua Arturo
- infatti, ogni Capo sceglie di essere tale aderendo ai
valori che sono espressi nel Patto e che costituiscono la
base, comune a tutti i Capi, su cui costruire la propria
identità di educatore:>$
Area Associativa
6
bisogni, potrà capitare quindi che nello slancio di dare risposte ai ragazzi/e
con i quali si rapporterà, il tirocinante sembri più interessato ad imparare
le parole del ban o le regole dello scout-ball piuttosto che le motivazioni
pedagogiche di tali attività. Ciò non deve sconvolgere e richiede la capacità,
da parte del capo unità, da un lato di porre l’adeguata attenzione ai bisogni
ed agli interessi del tirocinante, dall’altro di far leva su questi bisogni per
offrire occasioni nelle quali si possano approfondire temi metodologici.
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
Tirocinio: i contenuti
Tirocinio: le modalità
7
Abbiamo appena affermato che il Capo Gruppo, nel suo ruolo di tutor, è
chiamato ad essere un vero e proprio formatore associativo a lui, infatti,
spetterà il compito di leggere i bisogni formativi del nuovo entrato e di
ipotizzare adeguati percorsi in grado di soddisfare questi bisogni. Percorsi
formativi, dunque, che nascono dal dialogo fra adulti e che più saranno
caratterizzati dalla personalizzazione del percorso tanto più saranno efficaci.
In questi anni, inoltre, l’associazione ha individuato alcune modalità che
si sono rivelate efficaci e che possono validamente costituire un punto di
partenza nell’approccio al tirocinio.
Innanzitutto abbiamo già osservato che <<lo stile tipico del tirocinio è
prettamente sperimentale; è necessario che si metta quotidianamente
in pratica l’interdipendenza tra pensiero ed azione passando dal pensare
(progetto) al fare (programma). Si tratta, quindi, di un periodo di
apprendistato in cui il tirocinante impara a progettare ed a progettarsi come
adulto, come membro di una Co.Ca. per acquisire competenza pedagogica
e metodologica.
In Co.Ca egli può mettere in pratica ciò che ha progettato attraverso
l’assunzione graduale della responsabilità in una unità; per questo motivo il
servizio educativo deve essere continuativo in un unica branca per l’intera
durata del tirocinio, seguendo le aspirazioni, le tendenze ed il Progetto del
Capo del soggetto.
Il tirocinante è un capo che opera in unità come aiuto senza avere la
diretta responsabilità dell’unità. Il rispetto della gradualità si attua anche
opponendosi a tutti i livelli associativi ad ogni forma di deroga, anche per
motivi seri, ai tempi del tirocinio: né fretta a giocarsi subito in un ruolo
di eccessiva responsabilità né flemma nel lanciarsi come capo. Bisogna,
comunque stimolare la riflessione critica del proprio operato, proprio per
far risaltare la gradualità del cambiamento>>3
3.09 SICILIASCOUT
Sta innanzitutto al tutor garantire che il percorso formativo rispetti i tempi
di ognuno e che le proposte vengano dosate in maniera adeguata. In questo
percorso il tutor accompagnerà il tirocinante offrendogli gradualmente
adeguati stimoli sia dal punto di vista delle esperienze (l’inserimento
attivo nelle dinamiche della comunità capi, la preghiera comunitaria,
la partecipazione ad eventi), sia dal punto di vista della conoscenza dei
concetti (approfondimento sui contenuti del Patto Associativo, del Progetto
Educativo di gruppo, di documenti associativi ecc.).
4° ATTO — il segreto del “tutor”-Il
tirocinio: percorso di formazione
“E’ un documento che ti introdurrà nella realtà associativa e
che ti farà meglio comprendere qual è il tuo ruolo “
Riteniamo, inoltre, possibile individuare alcuni passaggi “temporali”
nell’itinerario formativo appena descritto che costituiscono vere e proprie
fasi dello stesso:4
la fase dell’accoglienza e del” contratto”.
percorso per aiutarmi a maturare la vocazione di
7)()$'($9."+)0"(&(.*:;$01*$5&$0)>0&>$1&$,+)(.)$'($
All’ultima riunione di Co.Ca. mi hanno detto che
La fase della prova e della verifica.
È la fase dell’imparare facendo, vivendo lo scoutismo attraverso la fatica
del servizio di tutti i giorni, la sfida di instaurare relazioni significative (fra
adulti e con i ragazzi/e), la delusione del fallimento e la consapevolezza che
l’educazione ha i suoi tempi.
educatore. Inoltre, in questo percorso non sarò
3.
solo, Arturo, il Capo Gruppo è il mio tutor.
Quello progettuale è uno stile del quale lo scoutismo è permeato e sul quale
non ci soffermeremo in questa sede se non per ribadire che il regolamento
di formazione capi in tema di tirocinio parla di processo di maturazione
del “Progetto del Capo”, ciò significa che nel corso dell’anno di tirocinio il
nuovo arrivato dovrà essere messo in condizione, quanto meno, di realizzare
il suo primo progetto del capo. Affinché questo processo vada a buon
fine, è indispensabile che il capo gruppo e l’intera comunità capi aiutino
l’interessato nella progettazione di una serie di “passaggi” ed occasioni
formative (la partecipazione agli eventi istituzionali di formazione CFT e
CFM, l’incontro per tirocinanti di zona o lo stage regionale di branca o di
catechesi o…) da affiancare all’indispensabile esperienza vissuta all’interno
dello staff.
B&+#$7*/,+*$&$/"&$%"7,)7"8")(*;$!")+()$*$()..*;$
La fase del progetto.
7*!'"+#$5&$/"&$0+*70".&$"($='*7.-&(();$7),+&..'..)$
2.
,*+$='&(.)$+"!'&+%&$5&$0)(."('&$6*+"40&$
Alcune comunità capi prevedono, per l’ingresso in comunità capi, una vera e
propria cerimonia (vicina allo stile del “contratto” previsto dai modelli unitari
di CFM e CFA) nella quale la comunità capi accoglie il tirocinante da un lato
presentandogli ciò che l’associazione “offre” e dall’altro però evidenziando
(con gesti che richiamano la simbologia scout) cosa l’associazione “chiede”:
il rispetto delle regole a cominciare dal Patto Associativo (del quale in questa
occasione si potrebbe una consegnare copia), la disponibilità a donare un
po’ del proprio tempo, la voglia di confrontarsi con altri adulti e di formarsi
per servire, di essere parte attiva della Chiesa…ecc.ecc.
%*55&$7)5"%".#$%*55&$/"*$70*5.*;$5&$,)77"C"5".#$%"$
È la fase nella quale vengono instaurati i primi contatti con l’adulto che
chiede di entrare a far parte della comunità capi. Crediamo utile che in
questa primissima fase si faccia riferimento al capo gruppo che provvederà
a fornire le prime spiegazioni. Nel caso di adulti di provenienza extraassociativa potrà essere utile una panoramica dei valori e degli obiettivi
dello scoutismo, mentre per i giovani che hanno vissuto l’esperienza scout
generalmente sarà più utile sottolineare la necessità di ridefinire il proprio
essere scout escludendo automatismi nelle scelte (dal clan alla comunità
capi).
avere spazi in cui potermi progettare e il mio
1.
sentirmi parte attiva dell’Associazione …
3.09
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SPECIALE: IL TIROCINIO SICILIASCOUT
8
Tirocinio: le modalità
Tirocinio: le modalità
9
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
Tutto ciò sarà vissuto, spesso, con un entusiasmo ed una partecipazione
da parte del tirocinante capace di contagiare anche i più “stanchi”, ma
richiederà da parte dei componenti della comunità capi la capacità di
testimoniare i valori comuni.
La verifica, infine, nelle sue varie forme e momenti costituisce una delle
modalità di crescita privilegiata da noi scouts perché non ci si ferma alla
semplice elencazione di errori e successi, ma è presupposto necessario per
riprogettare il proprio percorso.
La precedente edizione di questo opuscolo proponeva alcune osservazioni
sulla fase della verifica che ci sembra utile riportare, si parlava di:
- verifica a dimensione personale (autovalutazione). Consiste nel confronto
intimo tra la situazione iniziale in cui si trovava il tirocinante all’inizio
dell’anno e la propria attuale figura.
- verifica a dimensione comunitaria (in Co.Ca.) in itinere e alla fine del
tirocinio. A tal proposito bisogna sottolineare l’importanza della figura dei
Capi Gruppo e dell’ AE nel creare la giusta atmosfera in Co.Ca. che possa
smorzare fortemente i toni di un’eventuale verifica-processo verso cui si
può facilmente scivolare;
-verifica a dimensione associativa ,in Zona e in Regione, attraveso il
confronto allargato con altri membri dell’Associazione, utile otre che a
verificare la propria solidità vocazionale e formativa, ad alimentare un sano
sentimento di partecipazione associativa..
Reputiamo, infine, che analogamente a quanto avvenuto per l’inizio del
tirocinio, la comunità capi sancisca con una cerimonia semplice, ma solenne
anche la fine di tale periodo offrendo lo slancio e la prospettiva tipica della
formazione permanente.
3.09 SICILIASCOUT
Ci sembra utile, inoltre, dedicare poche righe alle problematiche riscontrate,
anche in passato, in merito alla durata del tirocinio ed alla collocazione
(temporale) del Campo di Formazione per Tirocinanti e del Campo di
Formazione Metodologica. L’associazione in questi anni si è data un nuovo
assetto nell’iter di formazione, ma in attesa delle modifiche specifiche
sul tirocinio, ancora una volta, richiamiamo l’attuale regolamento di
formazione capi che sottolinea che il periodo del tirocinio dura 12 mesi,
tale periodo ha inizio nel momento in cui il tirocinante comincia il suo
servizio in Unità. Appare poi evidente che da un punto di vista pratico è
preferibile che i tirocinanti inizino la loro esperienza in coincidenza con
l’inizio delle attività poiché ciò permetterà loro di vivere con gradualità le
proposte zonali e le attività con i ragazzi.
branca, nel mio caso nella Branca E/G
tirocinio si fa sempre nella stessa
Pasquale mi spiegava inoltre che il
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8!.+).9!'.%"!+1#)6:7%+!;%<=#>'.#5'#
PERCHE’, mi accennava ad una certa
COME si fanno le cose, ma soprattutto
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metodologia della Branca
!"#$%&'#()&%*+',#-!#!./)0.)*1#"%#
sono aiuto capo reparto. Pasquale
chiarito cosa devo fare quest’anno,
Sono molto contento, la co.ca. mi ha
5° ATTO — Non ti preoccupare un paio di
ore la settimana…- L’impegno:staff-co.ca.Zona-Regione
come Risposta ad una Chiamata…
/'"!6!+1#6)""%#-!%#/7)"+%#6!#)//)*)#$%&'#
saranno occasioni per approfondire la
Pasquale ha detto anche che ci
Sottolineiamo, ancora una volta, quanto sia importante il ruolo del capo
gruppo-tutor anche rispetto a questo specifico aspetto della partecipazione
ai campi scuola. È evidente che un tirocinante che partecipa ai campi scuola
adeguatamente preparato trarrà il massimo beneficio dall’esperienza e ben
presto l’investimento della comunità capi sarà ripagato da una maggiore
qualità del servizio prestato. Per “adeguata preparazione” non intendiamo
nulla di astratto, ma una serie di attenzioni concrete a cominciare dal
verificare le aspettative che il tirocinante ha rispetto al campo scuola ed
eventualmente re-indirizzarle verso quelle che (secondo quanto stabilito
dall’associazione nel Modello Unitario di CFT e di CFM) saranno le proposte
che riceverà.
Sono meritevoli di tali attenzioni sia coloro che hanno già vissuto (da
educandi) l’esperienza scout che coloro che da adulti si accostano a questo
tipo di esperienza, sebbene le difficoltà riscontrate siano, talvolta, di genere
diverso.
Il ruolo del tutor, che indirizza ed accompagna alla partecipazione dei due
eventi formativi, rimane fondamentale.
che si occupa di noi e delle nostre esigenze.
c’è addirittura un incaricato Zonale al Tirocinio
li si vive il senso dell’ appartenenza associativa,
capire che la Zona è una cosa molto importante,
devo sostenere un esame, ma Arturo mi ha fatto
Zona! Ho chiesto ad Arturo se poteva evitarmeli,
Ah mi aiuteranno a capire anche gli incontri di
Rispetto ai capi che provengono dall’interno dell’associazione, può
riscontrarsi la difficoltà di “passare dall’altro lato”, compiere quel processo
di “inversione” per cui le attività vissute da educando debbono ora essere
inquadrate nell’ottica dell’intenzionalità educativa. Un tutor che abbia già
affrontato questo tema con il giovane capo che progetta di partecipare
al CFT e al CFM, certamente lo aiuterà ad entrare sin dal primo giorno
di campo nell’ottica giusta rispetto alle tematiche proposte, siano esse a
sfondo motivazionale e vocazionale, che metodologico .
“
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09
SPECIALE: IL TIROCINIO SICILIASCOUT
10
In merito alla partecipazione al CFT e al CFM si osservi come tali esperienze
vanno considerate centrali e qualificanti dal punto di vista vocazionale
e metodologico (insieme alla partecipazione alla vita della co.ca ed agli
incontri specificamente organizzati da zona e/o regione) del periodo di
tirocinio; il CFT, infatti, viene effettuato «entro pochi mesi dall’ingresso in
comunità capi per favorire la riflessione motivazionale e vocazionale nel
giovane capo, mentre la partecipazione al CFM nell’anno di tirocinio per
favorire l’acquisizione degli strumenti metodologici utili a svolgere un
servizio con i ragazzi».
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
Tirocinio: le modalità
Tirocinio: i soggetti
11
CHI
Tutor
!
Capi Gruppo
COSA
"#Garantiscono alla Co.Ca.:
il collegamento con la Zona, affinché le attività di supporto siano rispondenti alle necessità delle Comunità Capi;
la realizzazione dell’itinerario di accoglienza, accompagnamento e
verifica.
Co.Ca.
"#Formula l’itinerario suddetto i cui elementi chiave sono:
chiarezza delle responsabilità del mandato di un Capo;
proposta di un percorso (formazione istituzionale, permanente, Progetto del Capo,ecc.).
Staff Unità
"#Assicura:
il coinvolgimento del tirocinante verso una piena responsabilità nella
realizzazione educativa;
la sperimentazione nell’uso del metodo;
la costruzione del rapporto con i ragazzi;
IZT
Incaricato
Zonale
al
Tirocinio
"#Garantisce il Comitato per:
il collegamento tra i Capi Gruppo, Zona e Regione sulla problematica
del tirocinio;
il supporto diretto/indiretto alle Co.Ca.;
l’attuazione degli specifici incontri organizzati dalla Zona;
la verifica in CdZ del supporto alle Co.Ca. riguardo il tirocinio;
le esperienze di scoperta dell’appartenenza associativa, di partecipazione, di confronto e di formazione;
la collaborazione con gli IIAABB, per il coinvolgimento e l’attenzione ai
tirocinanti.
6° ATTO — Il progetto del capo
vivendone la dimensione comunitaria …
ed offrire il mio contributo all’Associazione,
3.09 SICILIASCOUT
E ci saranno anche occasioni di partecipare
Incaricati
Fo.Ca.
Regionali
"#Provvedono:
alla realizzazione dei CFT e dei CFM
alla formazione dei formatori
alla realizzazione di Incontri Specifici
al Coordinamento degli IZT e al loro inserimento e coinvolgimento nella
rete formatori (partic. nei cft)
di vista vocazionale….dovrò fare il CFT.
vivere un momento importante dal punto
$%&!#*)0!'.%")#'@@*).6'-!#"%#&'//!G!"!+1#6!#
D=!.#E:)/+'#-!#%!:+)*1#%.75)#"%#F'*-%9!'.)#
3° Quadrimestre
"#verifica
le condizioni iniziali (disponibilità nei confronti
delle scelte del P.A.;
disponibilità alla relazione
con altri adulti e con i ragazzi; disponibilità a formarsi come educatore).
"#fa vivere
nella Co.Ca. la democrazia associativa.
"#verifica
che si sia sviluppato il
sensodell’appartenenza
associativa.
"#sottolinea
(di fronte a tutta la comunità)
l’importanza del cammino fatto con una semplice cerimonia o con una
fiesta.
"#indirizza
(quale branca, quali documenti associativi ecc.)
deve progettarsi…..e anche le parole dei capi campo
"#verifica
la capacità di applicazione metodologica
"#favorisce
la lettura della realtà dei
ragazzi e la “traduzione”
metodologica
capo, E’ stato molto istruttivo non so se ne sarò capace,
H).)*6I#!.#$'=$%=#'0.:.'#6)!#$%&!#5%#&*)/).+%+'#!"#&*'&*!'#
"#presenta
gli “strumenti”
(metodologia di branca,
rapporto capo-ragazzo)
*agevola l’acquisizione
e la sperimentazione del
concetto di intenzionalità
educativa.
che voleva dire Arturo quando mi spiegava che un capo
"#accoglie
nello staff (dinamiche,
ruoli, rapporti)
al CFT stanno avendo un senso diverso..importante..
Capo Unità
"#ascolta
(quali esigenze, aspettative, motivazioni )
progetto del Capo, Arturo mi ha detto che quest’anno
"#compie
gesti concreti di accoglienza (cerimonia/festa
in co.ca; preparazione
promessa per gli extraassociativi;
"#verifica
la rispondenza fra disponibilità iniziale ed effettiva
accettazione delle scelte
del P.A. - la maturazione
del Progetto del Capo.
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"#stimola
la formazione vocazionale del tirocinante proponendo la partecipazione
al CFT
"#garantisce
l’acquisizione di una visione unitaria dell’Agesci
attraverso l’attenzione al
Progetto Educativo ed
alla PPU.
"#agevola
il processo di maturazione del Progetto del
Capo.
"#stimola
nel tirocinante l’acquisizione degli strumenti metodologici proponendo la
partecipazione al CFM
ma farò del mio meglio…. Adesso capisco un po’ di più
Capo
Gruppo
2° Quadrimestre
non solo per le risate e gli incontri fatti al campo!
3.09
09
SPECIALE: IL TIROCINIO SICILIASCOUT
1° Quadrimestre
7° ATTO — IL CFM
CHI
12
Tirocinio: i tempi
Tirocinio: i tempi
13
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
CHI
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.)""%#-!%#;)*!?7%===/'.'#/!7:*'#
accorti i capi della co.ca. anche
Incaricato di zona al Tirocinio
1° Quadrimestre
2° Quadrimestre
3° Quadrimestre
"#accoglie
nella zona mostrando
che anche fuori della propria co.ca c’è interesse
per il tirocinante
"#segue
il percorso di formazione
del tirocinante, stimolandolo alla partecipazione
associativa
attraverso
i momenti formativi di
zona e regionali (laboratori regionali, incontri
capi, bazar di branca
regionali, assemblea).
"#verifica
la valenza degli eventi di
formazione istituzionale
vissuti e l’intero percorso
di tirocinio,
il cui termine viene sottolineato con un momento
di festa o di cerimonia
"#CFM
-area vocazionale
-area metodologica
-area associativa
"# “ricaduta” dell’esperienza nella co.ca
"#
autovalutazione
"# stage metodologici
ed incontri regionali di
branca o interbranca
"#CFM
-area vocazionale
-area metodologica
-area associativa
"# “ricaduta” dell’esperienza nella co.ca
"#autovalutazione
"# stage metodologici
ed incontri regionali di
branca o interbranca
"#agevola
il confronto fra persone
che si trovano nella
stessa condizione,con
le quali è più facile condividere impressioni e
sensazioni
"#garantisce
il crearsi di un rapporto
positivo
zona-capo,
regione-capo.
"#garantisce
che nel Programma di
Zona vi sia lo spazio adeguato alla formazione dei
tirocinanti
toranato entusiasto se ne sono
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sono contento e confuso! Lo ero
che mi hanno spinto a partire …
sono convinto delle motivazioni
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della metodologia...mi sembra un
gruppo alla luce del metodo e
"#presenta
l’importanza dell’iter formativo istituzionale.
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3.09 SICILIASCOUT
REGIONE (FO.CA; Area Metodo)
che devo essere capace di leggere
"#propone
un evento formativo
(campo di formazione
tirocinanti CFT) vocazionale per far riflettere il tirocinante sulla vocazione al
servizio, sull’appartenenza ad un’associazione
educativa, sulla specificità scout dell’educare con
progettualità
consigli, mi dicono soprattutto
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scheda, ma per fortuna c’è il mitico
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Formazione Metodologica, ho
Che bello, parto per il Campo di
14
Obiettivo
Accoglienza
-Far sentire il tirocinante parte della comunità
-Rendere consapevole il tirocinante
del percorso formativo
Partecipazione
al CFT
-vedi modello unitario
Servizio e vita
di CoCa
-consolidare la scelta di servizio,
-vivere pienamente il ruolo di capo
-consapevolezza dell’appartenenza associativa
Partecipazione
CFM
-vedi modello unitario
Servizio e vita
di CoCa
-Verificare le proprie conoscenze metodologiche
-Continuare a sperimentare la progettualità
con consapevolezza secondo l’intenzionalità
educativa nella branca
-Ricercare il confronto metodologico
ai vari livelli associativi
Verifica di
fine anno
Verificare il proprio essere capo alla luce delle scelte
del patto associativo, degli eventi formativi vissuti
e dell’esperienza di servizio educativo acquisita
8° ATTO — Ma quando finisce ‘sto tirocinio...
12 mesi intensi verificati in itinere e da
verificare in staff, Co.Ca. zona
Fase
K'.'#+'*.%+'#6%"#$@-#6%#:.#&'A,#5'#;)*!?7%+'#7'.#"'#
staff e la co.ca l’esperienza vissuta e le cose imparate,
insieme abbiamo rivisto il senso di alcune cose che
facciamo da anni… anche in zona ci siamo rincontrati
noi tirocinanti è stato bello vedere quanto siamo
cresciuti e come siamo entusiasti delle cose fatte e
del servizio che stiamo facendo..sono contento…
SPECIALE: IL TIROCINIO SICILIASCOUT
3.09
sPECIALE: Le confessioni di un tirocinante in 9 Atti
Il tirocinio alla luce del nuovo iter formativo
*Nella nostra regione sono previsti dei questionari di fine campo che danno una lettura da parte dell’allievo dell’esperienza fo
Il tirocinio alla luce del nuovo iter formativo
Contenuti
Attori
Tempi
Verifica
-Concetto di comunità
educante e progettuale;
-progettualità nel proprio
percorso di formazione
La Co.Ca.
La Zona
Primo trimestre
La Co.Ca.
La Zona
-vedi modello unitario
La Co.Ca.
La Zona
La Regione
Come da
regolamentoin tempi
relativamente
brevi-
La Co.Ca.
- conoscenza e
applicazione del metodo
-concetto dell’intenzionalità
educativa
Lo staff
La Co.Ca.
La Zona
La Regione
Durante tutto
l’anno di tirocinio,
Fino al CFM
La Co.Ca.
-vedi modello unitario
La Co.Ca.
La Zona
La Regione
Come da
regolamentoin tempi
relativamente brevi
La Co.Ca.
La
Regione*
Vita di staff e di Co.Ca.
Lo Staff
La Co.Ca.
La Zona
La Regione
Dopo il cfm
fino alla verifica
dell’anno di
tirocinio
La Co.Ca.
Verifica del proprio progetto
del capo in relazione alle
esperienze vissute
Il capo e la
Co.Ca.
Il capo e
la Zona
Il capo e
la Fo.Ca.
istituzionale
Alla fine del
periodo di tirocinio
Co.Ca.
Zona
Regione
Ora sono pronto ad affrontare l’im-possibile
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Abbiamo fatto anche una piccola cerimonia
giusto peso e sostanza alla mia crescita di capo.
mio angelo custode il tutor ha permesso di dare
co.ca. non mi avesse sostenuto, la presenza del
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Nel corso dell’anno ci sono stati altri momenti
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progettato, mi sono giocato, confrontato ed anche
Certo che il tempo è passato in fretta, mi sono
9°Atto Evviva è Finita
3.09 SICILIASCOUT
*Nella nostra regione sono previsti dei questionari di fine campo che danno una lettura da parte dell’allievo dell’esperienza formativa vissuta.
Le vignette e la copertina iniziale sono state realizzate da Riccardo Francaviglia.
La redazione è stata curata da Annalisa Spadaro (IRFC )
Risulta chiaro che tali atteggiamenti, alla lunga, non portano alla reale soluzione
dei problemi dei nostri gruppi, ma costituiscano semplicemente dei palliativi; il
tutor che immaginiamo è un formatore di adulti, capace di seminare pur sapendo
che il raccolto arriverà, probabilmente, alla stagione successiva.
Ha collaborato tutta la pattuglia Fo.Ca. regionale: Franco Tarantino (IRFC ) p.
Marcello Pulvirenti, Luigi Consoli, Antonio Campagna, Eliana Grasso, Orazio Rizzo,
Tiziana Tornabene, Gaetano Russo.
Qualche volta abbiamo riscontrato come l’attenzione formativa abbia ceduto il
passo alla premura di conseguire “il diplomino” per poter essere a posto rispetto ai
censimenti ecc.
Ringraziamo, inoltre, la pattuglia Fo.ca. 2005-2006 che ha elaborato la IV edizione
del libretto qui rivisto alla luce del nuovo iter; Sergio Lombardo della redazione di
Sicilia Scout per la collaborazione nell’impostazione grafica.
Finito di stampare nel novembre 2009
SPECIALE: IL TIROCINIO
Considerazioni
Note Bibliografiche:
2001- Atti del Seminario di formazione capi nazionale “Introduzione al servizio
e accoglienza in comunità capi” (contributo al seminario della regione Sicilia di
Nunzio Zagara).
2000. Relazione Pattuglia Reg. Fo.Ca. Veneto. (don Francesco Marconato, Lorenzo
Pinton, Daniela Perazzolo- Veneto).
1999. Il Tirocinio in Agesci –terza edizione- (Patt. Reg.le Fo.Ca. Sicilia).
2001. cf. su questo tema la relazione contenuta in Atti del Seminario di formazione
capi nazionale “Introduzione al servizio e accoglienza in comunità capi” (a cura di
Pasquale Zagarese –Campania).
2001 Tirocinio un peso in più o un’occasione da sfruttare? (QuadrAgenda — Nunzio
Zagara)
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Libretto Tirocinio Regionale, V edizione