PAROLE CHIAVE DEL FILM
EDUCARE
LENTEZZA
AMICIZIA E COLLABORAZIONE
RIDERE E PIANGERE
IMPEGNO E DISCIPLINA
ATTENDERE E FARSI CARICO
“Un elogio del lavoro di insegnante.
Un mestiere che, l’avevamo dimenticato, è
il più bello del mondo”
(Libération)
EDUCARE
• Educare = liberare, rendere libero l'altro
• L'essere libero del maestro, l'essere
intellettualmente onesto, il nutrire autentico rispetto
verso l'allievo, è anche il miglior presupposto per
aiutarlo a divenire. L'esperienza grande dell'essere
reso libero, esperienza insostituibile per diventare
educatori, si trasmette. Educare è portare al bivio,
indicare le strade, non scegliere al posto dell'allievo.
• Se si educano degli esseri liberi, non esiste
un'educazione senza rischi. Ma questo rischio è
l'altro nome della libertà.
LIBERTA’ – AUTORITA’
• Chi ha bisogno di essere educato ha bisogno
di un'autorità .
• E' stato detto che l'identità dell'uomo moderno
passa attraverso l'omicidio simbolico del padre.
Ma senza padri non si è più liberi, si è
semplicemente più soli. Così, senza maestri,
senza l'autorevolezza del maestro che
genera ammirazione, senza modelli è più
difficile crescere e divenire adulti. Con
questa aggiunta però: il fine dell'educazione
è di imparare a fare a meno dell'autorità .
AUTORITA’ E AUTONOMIA- RIGORE E GRAZIA
• L’insegnante è colui - come ci ha insegnato
la Montessori e ci ha ricordato Bruner - che
ci aiuta a fare le cose per proprio conto, colui
che ci aiuta a fare da soli.
• Educare è esigere: da se stessi e dagli altri, il
che significa anche aspettarsi il meglio, e
sempre di più , e questa è un'attesa
motivante.
• Una capacità che dobbiamo tutti imparare è
quella di gestire emozioni e conflitti forti. Un
aspetto importante dei limiti è che aiutano a
sviluppare le nostre risorse.
• Non si può essere insegnanti senza essere
ottimisti nei confronti degli allievi. Credere e
suscitare la fede nell'uomo e nelle sue
potenzialità di perfezionamento più che nel
suo sviluppo generico.
• E questa componente fondamentale della
"deontologia " dell'insegnante mal si concilia con
quella che abbiamo chiamato con lo IARD il
"pessimismo etico", forse il peggiore
attributo per chi fa l'insegnante, perché chi
ne è affetto lancia costantemente agli alunni
un metamessaggio negativo che getta
discredito sulle loro possibilità di farcela.
MARIA MONTESSORI
Il metodo:
• 1. L’ambiente adatto
• 2. La libera scelta e l’interesse
• 3. L’adulto come mèntore
• 4. La normalizzazione
(ossia“un fenomeno psicologico il quale ricorda le guarigioni
che si ottengono nell’adulto con la psicoanalisi", nel senso di
riportare il bambino alla sua natura originaria)
Didatticamente parlando ciò avviene quando l'insegnante
riesce ad affascinare il bambino, a suscitare in lui interesse che
lo porta un po’ alla volta a concentrare la sua attenzione.
“Può dire per esempio con tono allegro:
“Perché non si cambierebbe oggi di posto ai mobili? E lavorare
con i bimbi incoraggiando tutti e apprezzando tutti. Oppure 'E
se si lustrasse quel bel vaso di ottone? O ancora , ‘Vogliamo
andare in giardino a raccogliere un po’ di fiori?'”
Oppure può far divertire i bambini con canzoni, rime e racconti.
“Può far più o meno quello che vuole - dice Maria – per
accendere la scintilla dell’interesse, ma appena la
concentrazione ha inizio deve "fare come se il bambino non
esistesse", cioè "non interferire sotto nessuna forma”.
“Perfezione e sicurezza devono svilupparsi nel
bambino da sorgenti interne con le quali il maestro
non ha nulla a che fare”.
ESSERE INSEGNANTI
DIVENIRE MAESTRI
• Si può insegnare bene solo ciò che si
conosce e ciò che si ama.
• L’incontro autentico tra un maestro e un allievo non
può prescindere dalla passione e dall’amore.
• «Non si impara a conoscere — ricorda Max Scheler
citando le parole da lui attribuite a Goethe — se non
ciò che si ama, e quanto più profonda e completa ha
da essere la conoscenza, tanto più forte, energico e
vivo deve essere l’amore, anzi la passione».
IL MAESTRO
(Lettera agli insegnanti italiani di James Hillman, 2002)
• “L’insegnare e l’imparare non devono essere confusi con
l’educazione e possono persino essere impediti
dall’educazione.”
• DESIDERIO DI IMPARARE / DESIDERIO DI INSEGNARE
SONO INNATI NELLA SPECIE UMANA
• La relazione fra l’imparare e l’insegnare è animale, naturale,
data, dotata di ubiquità; non è tanto il prodotto della
civilizzazione e della cultura quanto la loro base.
• La cultura chiama questa relazione tradizione; la
civilizzazione, educazione.
•
•
La relazione tra chi impara e chi insegna dura per tutta la vita in molte
forme naturali e spontanee.
Fra questi due impulsi e la loro affinità l’uno per l’altro viene
l’Educazione.
• “Soprattutto l’educazione esteriorizza e sistematizza la
relazione nella "scuola" (istituzioni educative). Tenta di mettere
in contatto i giusti (qualificati) insegnanti con i giusti
(selezionati) allievi. L’educazione richiede un intero esercito di
amministratori, esperti, specialisti; divisioni in classi, unità,
soggetti, discipline, dipartimenti; conseguimento di traguardi,
gradi, prove, valutazioni; e naturalmente bilanci preventivi,
supervisione, responsabilità misurabile… Il misterioso lavoro
emotivo di insegnare e imparare viene cooptato nelle forme
esteriori che mirano a farlo avvenire.”
• “Cerco di descrivere ciò che giace nell’anima dell’educazione
piuttosto che prescriverne la forma. Voglio solo che l’affinità
innata fra l’insegnare e l’imparare, e l’idea di ciò come di un
fatto primordiale, restino vive nell’anima.”
• “Qualcosa si sta ammalando nel cuore dell’educazione; è
malata nel cuore, e questo cuore non può essere ristabilito con
semplici esercizi di base o con una nuova dieta dell’anima, né
questo cuore può essere sostituito da una macchina ad alta
tecnologia.”
• …C’è un modo di valutare indipendente dagli esami.
L’insegnare vede con l’occhio del cuore (vedi esempi su Baldwin,
Kazan e Capote citati anche nel libro)
Colui che condivide con l’allievo una
passione comune e lo aiuta a scoprire il
proprio destino.
Miss Miller e Miss Wood e Miss Shank
nutrivano le anime degli studenti e
mettevano il fuoco nei loro spiriti.
Si tratta di “eros” cioè di amore nel senso
generale del termine
Pennac e la metafora delle rondini
ferite (finale del libro “Diario di scuola”)
“E’ vero, da noi è sconveniente parlare d’amore nell’ambito
dell’insegnamento. Provateci un po’. E’ come parlare di corda in casa
dell’impiccato.
Meglio ricorrere alla metafora per descrivere il tipo di amore che anima
la professoressa G., Nicole H., gli insegnanti di cui ho parlato in tutte
queste pagine, la maggior parte di quelli che mi invitano nelle loro
classi e tutti gli infaticabili che non conosco.
Metafora, quindi.
Una metafora alata, per l’occasione.
[……………………]
Ecco, la mia metafora vale quel che vale, ma è questo l’amore in
materia d’insegnamento, quando gli studenti volano come uccelli
impazziti. A questo la professoressa G. o Nicole H. hanno dedicato
tutta la loro esistenza: salvare dal coma scolastico una sfilza di
rondini sfracellate…”
CURARE LE PROPRIE FERITE CURANDO QUELLE DEGLI ALTRI.
“L’anima, o caro,
si cura con certi incantesimi
e questi sono i discorsi belli”
(Platone, Carmide 157a)
“Signori bambini,
se fossi in voi, la prima cosa che chiederei
alla maestra entrando in classe al mattino
sarebbe:
‐ Maestra, per favore, raccontaci una storia.
Non c’è modo migliore per cominciare una
giornata di lavoro. E, al termine della
giornata, l’ultima cosa che chiederei
all’adulto che mi sta accanto sarebbe:
‐ Per favore, raccontami una storia.
Non c’è modo migliore per scivolare fra le
pieghe della notte.
Più avanti, quando sarete grandi, le
leggerete ad altri bambini quelle storie.
Da che mondo è mondo, e da quando i
bambini crescono, tutte queste storie
scritte e lette hanno un nome molto bello:
letteratura.”
(Daniel Pennac, Signori bambini)
Narrativa Psicologicamente Orientata
(N.P.O.)
Per l’educazione emotiva di un gruppo classe, essa è
basata sull’individuazione di storie e spunti narrativi
che aiutino i bambini nel processo di riconoscimento
delle proprie emozioni utilizzando «l’artificio» di un
racconto. Le storie di NPO raccontano eventi molto
vicini al «qui e ora» della storia personale dei
bambini, usando come «pre-testo» le vicende di un
protagonista molto simile a loro, che, nello svolgersi
della trama, vive esperienze probabilmente
sovrapponibili.
Queste esperienze, dall’intenso significato e
pregnanza emotiva, solitamente compaiono presto
nella narrazione della storia e servono a favorire il
processo di identificazione.
Tappe fondamentali di una storia NPO
•
Scegliere un protagonista che abbia un problema simile a quello dei
bambini;
•
Creare un problema che il protagonista deve risolvere;
•
Inventare una soluzione che spieghi i pensieri e i comportamenti;
•
Inventare un finale positivo, realistico e soprattutto emotivamente
competente.
•
I vari capitoli della favola possono essere presentati dall’insegnante e
i bambini si possono disporre in cerchio secondo la modalità didattica
del circle-time.
•
La scuola dell'infanzia rappresenta il luogo naturale per coltivare,
riconoscere e valorizzare la propria intelligenza emotiva proprio
perché costituisce il contesto formativo privilegiato dove "scoprire" se
stessi e gli altri nella globalità dei comportamenti.
Per gli adolescenti
uso del romanzo di formazione e dei classici
“I libri sovvertono ogni regola e, a volte, più dell’esperienza diretta, riescono a
farci comprendere quell’ammasso di emozioni e di vite che riempie le nostre
speranze.
Leggere non è un hobby, leggere è vivere un’altra vita.” (dal sito Letteratu.it)
Lista di 100 libri della BBC "rivisitata", secondo il documento che gira su Facebook.
1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
2 Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
3 Il Profeta – Kahlil Gibran
4 Harry Potter – JK Rowling
5 Se questo è un uomo – Primo Levi
6 La Bibbia
7 Cime Tempestose – Emily Bronte
8 1984 – George Orwell
9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni
10 La Divina Commedia – Dante Alighieri
…………………
• "Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi
leggiamo e scriviamo poesie, perché siamo membri della razza
umana. E la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni,
necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il
romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in
vita!
• Citando Walt Whitman:
"Oh me, oh vita! Domande come queste mi perseguitano.
Infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti, che v'è di nuovo
in tutto questo, oh me, oh vita?
Risposta: che tu sei qui, che la vita esiste, e l'identità. Che il
potente spettacolo continua e tu puoi contribuire con un
verso." …
Quale sarà il tuo verso?
(dal film L’attimo fuggente)
Ringraziare desidero il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
[….]
per l'amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità…
(“Altra poesia dei doni” di J. L. Borges)
RIFLETTERE SULLE DIVERSITA’ ATTRAVERSO
L’ARTE E L’EMOZIONE ESTETICA.
“Amare gli altri è una pesante croce…”
(B. Pasternak)
«La felicità, - diceva, è la destrezza della mente
e delle mani.
Tutte le anime goffe
sono note per la loro infelicità…
(Serghej Esenin)
Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune.
(Sandro Penna)
… per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità, di verità …
(F. De André)
Osare, cambiare, cercare nuove
strade
LA VERA SFIDA EDUCATIVA E’
L’EDUCAZIONE ALLA LIBERTA’,
AL PENSARE CON LA PROPRIA
TESTA,
CERCARE NUOVE STRADE PER LA
PROPRIA ESPRESSIONE
PERSONALE
Valore dell’emozione estetica come collegamento con la dimensione
cognitiva:
EMOZIONE NELL’ALLIEVO
PASSIONE NELL’INSEGNANTE
CARISMA
Profilo dell’insegnante
• Il cambiamento della professionalità del docente
muove i suoi passi all’interno di una cornice di
riferimento contraddistinta da una serie di
emergenze che la scuola si trova oggi a vivere (vedi
Premessa alle Indicazioni Nazionali del 2012)
• INSEGNANTE = professionista riflessivo. Ha un
approccio nuovo dunque di fare didattica, che
richiede consapevolezza nel
• sapere disciplinare
• pedagogico
• didattico
• socio-culturale
L’INSEGNANTE
(Contributo da “Essere insegnanti, divenire maestri” di Raniero Regni,
professore associato di Pedagogia sociale, Facoltà di Scienze delta Formazione LUMSA di Roma)
•
Essere o dover essere?
•
L’essere degli insegnanti (ovvero, come sono)
•
Il dover essere (ovvero potrebbe essere un insegnante)
•
Autorità, autonomia, rigore e grazia
•
Insegnamento di ritorno ed educazione ad essere
•
La passione come forza anticurricolare
Fare scuola come una volta non
basta più
• Si pone la questione di un insegnamento in situazione, che
tenga conto dei contesti sociali dell'apprendimento
•
un insegnamento che mette però quotidianamente in
discussione le sicurezze professionali degli insegnanti,
soprattutto gli stili di leadership e il mito dell’uguaglianza, vista
l’ eterogeneità sociale culturale degli allievi
NUOVE PROBLEMATICHE SOCIALI =
CRISI DELLA SOCIETA’ E DELLA SCUOLA
CRISI DELL’INSEGNANTE
TOGLIAMO IL DISTURBO?
MAL DI SCUOLA
La scuola appare spesso
un'istituzione che fa star male quelli
che ci lavorano, sia per insegnare sia
per imparare.
Ambiguità , incertezza, precarietà ,
contraddizione, gli insegnanti sono
alle prese con una istituzione ed una
professione in crisi di identità :
crisi di identità istituzionale
crisi di identità tecnico - professionale
RAGIONI DELLA CRISI ISTITUZIONALE
1. il calo della qualità dell'istruzione seguito dalla crescita dei
costi;
2. l’inflazione dei titoli di studio;
3. l'equazione lineare "più istruzione uguale più sviluppo uguale
più mobilità uguale più occasioni di lavoro uguale più
qualificazione", è entrata parzialmente in crisi;
4. demotivazione e perdita di status (gli indicatori sono il reddito,
il potere, il prestigio, e sono in calo da tempo tutti e tre);
5. delegittimazione dei modelli culturali e di valori trasmessi;
6. deficit di educazione indiretta (più complicata, difficile ed
esigente diventa la vita moderna, tanto più grande diventa il
bisogno di buona educazione);
7. la crisi della scuola è contenuta nella crisi dell'educazione e
della socializzazione, cioè dei processi di assimilazione degli
individui ai gruppi, di come si diventa membri di una società .
RAGIONI DELLA CRISI TECNICO-ISTITUZIONALE
1.
2.
3.
4.
5.
Gli indici di delusione o disillusione
le scarse prospettive di carriera
il reddito basso
la scarsa differenza tra reddito iniziale e finale
la rigidità assoluta e la mobilità selvaggia dei
meccanismi di reclutamento e di assegnazione alle
scuole.
Queste sono alcune delle ragioni che fanno
dell'insegnamento
un mestiere a debole specificità professionale, una
“semiprofessione”
E' una professione in cui le tensioni e contraddizioni tra ideali
artigianali e realtà burocratica è molto forte, provocando:
•
•
•
•
•
•
perdita dell'autostima
depressione
pessimismo etico
impoverimento del senso della partecipazione sociale
relativa deresponsabilizzazione
asservimento alle logiche burocratiche.
SINDROME DEL BURNOUT
• affaticamento fisico ed emotivo,
• atteggiamento distaccato e apatico nei rapporti interpersonali,
• sentimento di frustrazione per mancata realizzazione delle
proprie aspettative
• perdita della capacità del controllo
Reazioni al burnout da evitare
Coping strategies che i singoli insegnanti adottano per far
fronte al burnout, nel tentativo di reagire a una situazione che,
se non affrontata per tempo e adeguatamente, può degenerare
in malattia psico-fisica.
Una classificazione delle coping strategies è stata proposta
diversificando le stesse in azioni:
• dirette, miranti cioè ad affrontare positivamente la situazione
• diversive, cioè tese a schivare l’evento assumendo un
atteggiamento apatico, impersonale, distaccato nei confronti di
terzi
• di fuga o abbandono dell’attività, per sottrarsi alla situazione
stressogena
• palliative cioè incentrate sul ricorso a sostanze come caffè,
fumo, alcool, farmaci
Reazioni da assumere
• diminuire la componente onirico- idealista rispetto al
proprio lavoro, ridimensionando le proprie
aspettative e riconducendole a un piano più attinente
alla realtà
• evidenziare gli aspetti positivi del lavoro e non
concentrarsi solo su quelli negativi
• coltivare interessi al di fuori dal lavoro per distrarsi e
non focalizzare l’attenzione esclusivamente sui
problemi professionali
• lavorare in compagnia di altre persone per non
sentirsi soli e condividere lo stress.
(dal sito Educazione&Scuola)
Malessere degli allievi
•“A Barbiana tutti i ragazzi andavano a scuola dal
prete. Da mattina presto fino a buio, estate e inverno.
Nessuno era “negato” per gli studi.”
“La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde.”
“Solo i figlioli degli altri qualche volta paiono cretini. I
nostri no. E neppure svogliati. O per lo meno
sentiamo che sarà un momento, che gli passerà, che
ci deve essere un rimedio. Allora è più onesto dire
che tutti i ragazzi nascono eguali e se in seguito non
lo sono più, è colpa nostra e dobbiamo rimediare.”
“Avete presentato la scuola come un male e
dovevano riuscire a amarla i ragazzi?”
“Una scuola che seleziona distrugge la cultura. Ai
poveri toglie il mezzo d'espressione. Ai ricchi toglie la
conoscenza delle cose.”
(Lettera…. 1967)
Diritto allo studio
• La scuola è aperta a tutti.
• L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è
obbligatoria e gratuita.
• I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di
raggiungere i gradi più alti degli studi.
• La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di
studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono
essere attribuite per concorso.
(Articolo 34 della Costituzione italiana)
DISPERSIONE SCOLASTICA
L’ITALIA RISULTA ATTUALMENTE
• 22esima per giovani con basso livello d’istruzione – il 28,7% tra
i 25 e i 34 anni (1 su 4), per dispersione scolastica, pari al 18,2%
di under 25; (1 su 5);
• all’ultimo posto per tasso di laureati, il 20% dei giovani fra 30 e
34 anni, pari a 760.000;
• con un tasso di disoccupazione giovanile del 38, 4% degli
under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i
NEET (giovani che non lavorano e non sono in formazione)
sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il nostro paese al
25esimo posto su 27
• "La mancanza di mezzi - ha detto il Ministro Carrozza tramite la
sua pagina FaceBook - non può continuare a tradursi, come
invece sta accadendo sempre di più, in esclusione sociale e
culturale. Per questo ci impegniamo ad affrontare come
un’emergenza il fenomeno della dispersione scolastica e a
mettere la scuola e l’istruzione in cima alle priorità dell’azione
di governo.
(dal sito OrizzonteScuola.it)
Ruolo sociale della scuola
“I meccanismi della costituzione democratica sono
costruiti infatti per essere adoprati non dal gregge dei
sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini
responsabili: e trasformare i sudditi in cittadini è
miracolo che solo la scuola può compiere.”
(Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso
dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN),
Roma 11 febbraio 1950)
Per combattere la mafia io ho una cura
antichissima: buoni Maestri elementari..., sì
buoni maestri elementari e...libri, libri, libri!
(Gesualdo Bufalino)
POESIA E CANTO
Per bambini e ragazzi
"Batticuore e altre emozioni",
testi di Roberto Piumini e illustrazioni di
AnnaLaura Cantone.
Il libro fa parte della collana "Io sto bene",
edita da Giunti Progetti Educativi, Regione
Toscana e Fondazione Ospedale Meyer di
Firenze.
NEL CATALOGO ERIKSON CI SONO MOLTI TITOLI DISPONIBILI PER LA
NPO
Scarica

Scarica file