SCHOOL OF MUSIC AND NEW TECHNOLOGIES SCUOLA DI MUSICA E NUOVE TECNOLOGIE O U T S I D E A N O M A L I E S I I Videoconcert Videoconcerto M N T SALA VICTOR DE SABATA DEL RIDOTTO DEL TEATRO VERDI TRIESTE 2.04.2012 h. 19.30 / 7.30 pm. - 22 - ! ! VIDEOCONCERT PROGRAMME ENTROPY SWING! ! visuals and music by Ivan Penov (2010, dur. 5ʼ55”) EMOTIONAL FLOW! ! visuals by Paola Pisani, music by Tiziano Bole " " (2012, dur. 5ʻ 30”) ! visuals and music by Annalisa Metus (2012, dur. 5ʼ) COME SULLʼACQUA" " visuals by Margherita Pevere, music by Ivan Penov " " " " (2010, 4ʼ 54”) HI.LA! ! ! ! visuals and music by Fabrizio Fiore (2012, dur. 6ʼ18”) EKPHONOSIS" " " visuals and music by Giacomo Bisaro (2012, dur. 8ʼ) " " LETTERA AMOROSA! ! ! LONTANO GIACE IL MONDO! visuals and music by Tiziano Bole (2011, dur. 6ʼ) HYLE! ! ! ! visuals by Francesca Bergamasco, " " " " music by Alessandro Fogar (2012, dur. 9ʼ) SYNAPTICA R.I.P. ! ! (Real time Interpolation Patch)! ! ! ! ! visuals and sound by the R.I.P. Laptop Band: Francesco Garbo, Francesco Gavosto, Marco Godeas, Carlo Marzaroli, Federico Müllner (2012) Sound and image direction by the authors ☺ No intermission - 23 - ! ! VIDEOCONCERT NOTES NOTE DI PRESENTAZIONE VIDEOCONCERTO Entropy Swing, visuals and music by Ivan Penov (2012, dur. 6') Simple acoustic and visual materials become radicalized until they uncover their internal properties. By doing this, the percussive sounds of bandir reveal the harmonic component, while the repellent liquids become forms, colours and lights. In their evolution, they undergo alterations across intermediate phases, without losing their own identity. Materiali acustici e visivi semplici vengono radicalizzati fino a mostrare le loro proprietà interne. Così il suono percussivo del bandir rivela le componenti armoniche, mentre liquidi repellenti tra di loro diventano forme, colore e luce. Nel loro sviluppo subiscono alterazioni attraverso fasi intermedie, senza perdere la loro identità. Emotional Flow, visuals by Paola Pisani, music by Tiziano Bole (2012, dur. 5ʻ 30”) Both physical and abstract, She evolves into a space that refers to freedom, infinity, and to the Nature's iridescence. As a rhizome that can penetrate horizontally the soil and grow in adverse weather conditions bringing new life and new forms, so She runs not into an identity that does not exist except through the symbols and structures of a given language, but into the emotions of shapes, space and colour. Thus, without entry or exit defined points, nor positions or internal hierarchies, during ʻEmotional flowʼ a vision about inside and outside, man and machine, active and passive, comes in succession in a personal way, through the dialogue between thought and emotion. This establishes a new level, that is an almost uncontrolled stratification, an overflowing exuberance of the Nature, and that allows, into walking fragments, emotional reflex without interference. The composition is made procedural rather than substantive, suggesting an alternative possibility: the overcoming of the foundation, of the clear and well defined figure, of the fragrant or velvety flower, of the gray or cemented road, and the entry into a kind of chaos that is not disorder, rather the infinite speed at which any outlining shape dissipates, becoming nomadic and multiple.The images are inspired by Karl Blossfeldt's photographs and Olivier Debre's paintings. Fisica e astratta lei corre, scorre, evolve verso una spazialità che rinvia alla libertà, allʼinfinito, alla cangianza della natura. Come un rizoma capace di penetrare il terreno orizzontalmente e di crescere in condizioni climatiche avverse portando nuova vita e nuove forme, così lei corre non verso unʼidentità che esiste soltanto grazie a codici linguistici prestabiliti, ma verso le emozioni delle forme, dello spazio e dei colori. Senza punti di entrata o uscita definiti né posizioni o gerarchie interne, in ʻEmotional flowʼ si sussegue in maniera personale una visione sul dentro ed il fuori, lʼuomo e la macchina, lʼattivo e il passivo attraverso lʼalternate dialogo tra ragione ed emozione. Si instaura il registro di una stratificazione quasi incontrollata, di unʼesuberanza e debordamento della natura che concede, in frammenti ambulanti, un riflesso emotivo privo di interferenze. // rappresentazione individuale, priva dei fattori che possono interferire nello scorrere delle emozioni. La composizione resa processuale piuttosto che sostanziale, suggerisce così una possibilità alternativa: il superamento del fondamento, della figura chiara e ben delineata, del fiore profumato o vellutato, della strada grigia o di cemento, per entrare in un caos che non è disordine, ma la velocità infinita con cui si dissipa qualunque forma che vi si profili rendendola nomade e molteplice. Le immagini traggono ispirazione dalle foto di Karl Blossfeldt ed i quadri di Olivier Debré. Lettera amorosa, visuals and music by Annalisa Metus (2012, dur. 5ʼ) With simple words or cultivated metaphors, lovers entrust their thoughts to paper, disperding in that way space and time that keep them separated. Con parole semplici o con ricercate metafore gli amanti affidano i loro pensieri alla carta, disperdendo così lo spazio e il tempo che li separa. - 24 - ! ! Come sull'acqua, visuals by Margherita Pevere, music by Ivan Penov, (2010, 4ʼ 54”) "We shall keep on seeking, wandering, going forth. It's like moving on water, without a path" wrote Luigi Nono to Emilio Vedova and Massimo Cacciari while they were working on his "Prometeo". When you move on water you follow an invisible path, which is indicated on astral maps and requests you the bravery of facing the unknown. This is the way the Artist goes, following "the future's nostalgic lure". Vision overlap one other, melting into each other. On watery depths it is possible to glimpse light surges and human traces. Interrogative pauses interrupt the flow of music and erode the sound up to the imperceptible, revealing thus new layers, where energy gathers before stretching out towards the Pure, the Essential. “Dobbiamo continuare a cercare, vagare, ad andare avanti; andiamo come sull'acqua, senza una via”. Così scriveva Luigi Nono ad Emilio Vedova e Massimo Cacciari preparando il Prometeo. Andare come sull'acqua è percorrere una via non visibile agli occhi, indicata da conoscenze astrali e dal coraggio di spingersi verso l'ignoto. L'artista si muove così, rispondendo al richiamo di una lingua di cui si è dimenticato il significato, ma il cui suono è un ricordo vivido, seguendo il nostalgico richiamo del futuro. Le visioni emegono sovrapponendosi, mescolandosi, lasciando intravedere, su profondità acquatiche, fiotti di luci e tracce umane. Lo scorrimento degli eventi sonori viene interrotto da pause interrogative. La sospensione del fluire della musica permette di scoprire nuovi strati, erodendo il suono fino all' impercettibile. Si creano, così, degli addensamenti di energia che si estendono nella tensione verso il puro, verso l'essenziale. Hi.La, visuals and music by Fabrizio Fiore (2012, dur. 6ʼ18”) Hi.La. is a dance of abstract figures which take their own consciousness by the movement. Their path carries them onto an introspective discover of new shapes and colours. Every movement is strongly connected with its very near past and future; so we have an augmented reality which is the sum of instant action, memory and premonition. The passage of time is not perceived as a juxtaposition of events anymore but as a magmatic flux of sensations. Hi.La. è una danza di figure astratte che prendono coscienza di sé nel movimento. Il loro percorso le spinge ad una scoperta introspettiva di nuove forme e colori. Ogni movimento è fortemente connesso con il suo passato e futuro prossimo; si ha dunque una realtà aumentata che è la somma di azione istantanea, ricordo e premonizione. Lo scorrere del tempo non viene percepito come una giustapposizione di eventi ma come un magmatico flusso di sensazioni. Ekphonosis, visuals and music by Giacomo Bisaro (2012, dur. 8ʼ) Title is a mix between two ancient greek words: ekpyrosis and phonos (sound). The first term in Stoic usage means “conversion to fire”, and is the periodic destruction (and then reborn) of the cosmos: fire destroys everything, but also releases the energy to get a new world. The basic idea of this work is to take an object, in this case a common coffee can, to give it life by allowing it to emit sound (by surrounding it with an elastic rubber), and then to explore every acoustic possibility I can get from this instrument, till the ones that can cause the death (breaking) of it. Then, the title: sounding possibility can give new life to the object, but this is going to waste and destroy it. The periodic element inherent the Stoic belief is obtained by using the same sound in the beginning and at the end of the piece. Video is all made with photographs that interact with and portray the music. Movement vs. static, lights that brake the darkness, from chaotic movements and pictures to well-defined structures. Interactions between images are both of visual type (chromatic, geometric) and evocative (wind that moves the sea). Il titolo è una fusione tra i termini greci ekpyrosis e phonos (suono). Il primo termine è la conflagrazione universale che secondo gli stoici segna sia l'inizio che la fine di un ciclo di vita: il fuoco, pyros, è sì distruttore del mondo, ma è anche creatore del mondo che verrà. L'idea del brano è di prendere un oggetto, in questo caso un comune barattolo da caffè, dargli vita rendendolo capace di suonare - 25 - ! ! (circondandolo con un elastico, per poter essere pizzicato come uno strumento a corda) ed esplorarlo in tutte le sue possibilità acustiche, fino a quelle che potenzialmente, per essere attuate, possono portare alla rottura dello strumento. Da qui il titolo: la capacità di suonare dona nuova vita all'oggetto, ma questo lo porterà ad essere consumato e distrutto. Il concetto di ciclicità insito nel significato di ekpyrosis è reso con l'utilizzo dello stesso tipo di suono in apertura ed in chiusura del pezzo. Il video dona movimento ad immagini fisse (è interamente composto di sequenze di fotografie), che si articolano interpretando il materiale sonoro. Movimento contro staticità, luce che squarcia il buio, da movimenti e figure caotiche a strutture ben delineate. I rapporti tra le immagini vanno dal puramente visivo (cromatico, geometrico) all'evocativo (il vento che muove il mare). Lontano giace il mondo, visuals and music by Tiziano Bole (2011, dur. 6ʼ) A steadily moving mosaic gives a glimpse of a night scene, whose characters are in order a flame, a musician and a girl. The title, taken from the first Hymn to the Night by Novalis, is a tribute to that kind of magic space the composer identifies during spending the evenings in the woods. The big dissimilarity experienced between those moments and the everyday and ordinary world, could even make this magic space closer to the ancient art of mosaic, the alchemical symbols, the hieroglyphs and the prehistoric pictograms depicted here inside the tiny mosaic pieces. Un mosaico in continuo movimento lascia intravvedere una scena notturna i cui protagonisti sono nell'ordine la fiamma, un musicista e una ragazza. Il titolo, preso dal primo Inno alla Notte di Novalis, è un omaggio a quell'angolo magico che il compositore individua nelle serate boschive, e la cui distanza dal mondo dell'ordinaria quotidianità lo può anche rendere vicino all'antica arte del mosaico, nonché ai simboli alchemici, ai geroglifici e ai pittogrammi preistorici raffigurati qui nei minuscoli tasselli. Hyle, visuals by Francesca Bergamasco, music by Alessandro Fogar (2012, dur. 9ʼ) Hyle (matter, stuff as pure potentiality in the Aristotelian sense) theoretically relies on such listening concepts which agree on the necessity of giving up with the romantic myth of demiurgic composer, suggesting a new musical aesthetics, no more subjectivist, narrative or strictly consequential. Hyle: matter as potentiality as such, the openness of listening and of experience. Performer movements switch on distant auroral sounds, the noise of the elements: the voice of nature beyond thought, the utopian effort to catch its primordial intensity, a sort of aurora consurgens put into sonic event. Hyle usually is performed live: a performers plays with a graphic tablet and an iPhone, controlling interactive algorithmic compositional processes, the other performer plays a Shuukaze (a series of sensors positioned on some oscillating wooden shrubs placed over a plinth) interacting with the first performer and triggering new sound objects. The video is based on an audio recording of a live Hyle performance. We decided to use images of our region landscape focusing on the Isonzo, the river that flows partly in the Slovenian side of Gorizia region and then in Friuli Venezia Giulia, in order to visualize the material of these sounds and emotions. Water, rocks, trees, flowers but also the fire of a pagan celebration. Hyle refers to matter both as actuality, to enérgheia, which is the force who determines and accomplishes it, and to matters as stoichéia (air, water, earth, fire), which by nature combine and reveal theirselves beginning from their encounter, in a fusion creating life, meaning, world, in the eternal process of becoming, of generation and corruption. Hyle (la materia intesa in senso aristotelico come pura potenza) è innestato teoricamente su quelle concezioni dellʼascolto che concordano sulla necessità di abbandonare il mito romantico del musicistademiurgo, per unʼestetica non più soggettivistica e non narrativa, consequenziale. Hyle: materia come potenzialità, apertura, dellʼascolto e dellʼesperienza. Movimenti dei performers attivano lontane sonorità aurorali, rumori degli elementi: la voce della natura al di là del pensiero, utopia di poterne catturare la pienezza primordiale, una sorta di aurora consurgens tradotta in evento sonoro. - 26 - ! ! Hyle è, di norma, rappresentato sotto forma di performance, con due esecutori: il primo controlla ed influenza, tramite una tavoletta grafica e un iPhone, processi compositivi interattivi e autoreferenziali, il secondo, interagendo con il sistema Shuukaze (basato su una serie di sensori posti su fuscelli di legno innestati su una base che permette a loro di oscillare) innesca altri oggetti sonori ed interagisce con il primo. Il video è basato su una registrazione live di Hyle. Per rendere visivamente il materiale di questi suoni ed emozioni abbiamo deciso di utilizzare immagini del panorama della nostra regione focalizzandoci sullʼIsonzo, il fiume che scorre in parte nella regione goriziana della Slovenia e poi nel Friuli Venezia Giulia. Acqua, rocce, alberi, fiori ma anche il fuoco di una cerimonia pagana. La materia come hyle rimanda sia allʼatto, allʼenérgheia che la determina e la realizza, sia agli elementi, agli stoichéia (aria, acqua, terra, fuoco), che si combinano e si manifestano naturalmente a partire dal loro incontrarsi, in una fusione creatrice di vita, di senso, di mondo, nel movimento eterno del divenire, della generazione e della decomposizione. Synaptica R.I.P (Real time Interpolation Patch), visuals and sound by the R.I.P. Laptop Band (2012) The idea on which the “Synaptica ,Real time Interpolation Patch” perfornance is based, is to create four flux remote control stations, with four inter-linked lap tops which interact with a fifth one, that changes the sound and its execution parameters into a video, creating in this way the poetics and dramaturgy of the piece. Lʼidea su cui si fonda “ Synaptica, Realtime Interpolation Patch “ è quella di creare quattro stazioni di controllo di flusso, con quattro laptops tra loro interfacciati, i quali interagiscono con un quinto computer, il quale traduce il suono ed i suoi parametri di esecuzione in video, creando in questo modo la poetica e la drammaturgia della piece. AUTHORS BIOGRAPHIES BIOGRAFIE DEGLI AUTORI Francesca Bergamasco was born in Trieste, Italy, in 1974. She is primarily a singer performer with a wide and diversified experience, from jazz, improvised and electronic music to tango, cabaret and theatre. She studied vocal technique in Trieste and took several vocal jazz masterclasses with different professional singers abroad. Interested in various artistic forms of expression, she is currently focusing on multimedia, developing connections among voice, sound and visuals, also at an interactive level. Francesca Bergamasco nasce a Trieste, Italia, nel 1974. Cantante e performer con una vasta esperienza in diversi generi musicali (jazz, contemporanea, etnica e cabaret) si forma a Trieste nella tecnica vocale e in vari seminari con singoli artisti nella la tecnica jazz. Attualmente frequenta il corso Musica e Nuove Tecnologie presso il conservatorio Tartini di Trieste. Interessata alle molteplici forme artistico-espressive, è impegnata nello sviluppo di progetti multimediali che si concentrano sulla connessione tra voce, suono, materiale visivo, anche a livello interattivo. Giacomo Bisaro. Born in 1989, has always been fascinated by the simultaneous simplicity and complexity of nature. He discovered music at eleven years old, when he started to learn classical guitar. He participated to many guitar contests, as soloist and as a member of a guitar quartet, with which reached the first place at the national contest “Città di Ortona” (CH) in 2005 and the second place (first unclassified) at the “Concorso nazionale di chitarra Ansaldi-Servetti” of Mondovì (CN) in 2007. In this period of intense guitar activity he started to experiment with electronic music: every piece is a sort of 'study', on many musical genres, and on the possibilities granted by the electronic working, especially extreme tone shiftings, overlapping huge quantity of sounds and spatialization. In 2008 stopped studying guitar and went to Trieste to study Music and New Technologies at the G. Tartini Conservatory. His works are characterized by the sole use of acoustic (instead of pure synthetic) sounds as raw material, coming from ethnic, prepared or self-made instruments (made with common recycled objects). ! ! - 27 - Giacomo Bisaro Nato nel 1989, ha da sempre provato fascino verso la natura e la sua contemporanea semplicità e complessità. La musica è stato un mondo a lui sconosciuto fino all'età di undici anni, quando prese in mano la sua prima chitarra classica. Ha partecipato a vari concorsi chitarristici sia da solista che in un quartetto, aggiudicandosi con quest'ultimo nel 2005 il primo posto al concorso nazionale “Città di Ortona” (CH) e il secondo posto (con primo non classificato) al “Concorso nazionale di chitarra Ansaldi-Servetti” di Mondovì (CN) del 2007. Contemporaneamente a questa attività con la chitarra si hanno le prime esperienze con la musica elettronica: ogni brano prodotto è una sorta di 'studio', su vari generi musicali e sulle possibilità offerte dal lavoro elettronico, soprattutto i cambi di timbro estremi, l'addensamento di molto materiale sonoro e la spazializzazione. Nel 2008 si è iscritto al corso di Musica e Nuove Tecnologie al Conservatorio G. Tartini di Trieste, abbandonando così lo studio della chitarra classica. I suoi lavori sono caratterizzati dal prevalente uso di materiale sonoro acustico (come elemento da elaborare) proveniente da strumenti etnici o preparati, talvolta anche costruiti con materiali di scarto o oggetti comuni. Difficilmente utilizza suoni totalmente sintetici. Tiziano Bole was born in 1985 in Trieste, and recently graduated in "Music and New Technologies" (II level diploma) at Trieste Conservatory of Music "G. Tartini", with the highest grades and honors, after obtaining the I level diploma with the same score. In the same institute he studied also composition, and in 2005 graduated in classical guitar with full marks and honors. In fact, as a guitar player he is often involved in concerts and radio/television programs, and as a teacher he has many students of both classical and jazz music. Some of his acousmatic and audiovisual works were presented in Italian art festivals, and he published articles for national conferences in the computer music field. Tiziano Bole è nato nel 1985 a Trieste e si è da poco diplomato in “Musica e Nuove Tecnologie” (ciclo di II livello) al Conservatorio di Musica “G. Tartini” di Trieste con il massimo dei voti e lode, dopo aver ottenuto il diploma di I livello con lo stesso punteggio. Nello stesso istituto ha in passato studiato composizione, e nel 2005 si è diplomato anche in chitarra classica con il massimo dei voti e lode. Infatti come chitarrista è spesso impegnato in concerti e trasmissioni radio/televisive, e conta numerosi allievi come insegnante sia di classica che di jazz. Alcuni dei suoi lavori acusmatici e audiovisivi sono stati presentati in festival d'arte italiani; ha scritto e pubblicato inoltre articoli per convegni nazionali nel campo della computer music. Fabrizio Fiore (Gorizia,1983) has attended Musicology at DAMS in Gorizia and Music, Sound and New Technologies at the Conservatory of Trieste. He has attended several electronic music and composition masterclasses with Alessandro Solbiati, Agostino Di Scipio, Rainer Bischof, Roberto Doati, Nuria Schoenberg Nono, Alvise Vidolin, Michelangelo Lupone and Ivar Frounberg. Actually he is attending the course of Digital Videomusic Composition at the Conservatory of Trieste. After classical and electric guitar studies he has performed with various bands as guitarist and bassist. Since 2006 his production is focused on digital art such as fixed media, instrumental and tape music, live electronics, music for videos, audio installation for art exibitions, audio sculptures, interactive performances and videoart. In 2010 and 2011 he has performed in several events, such as “A Vista!”, a futuristic and acmeist music concert for voice, live electronics, lights and two tugboats; “Generazioni Elettroniche”, a contemporary electroacoustic music review in Nova Gorica (SLO); “Omaggio a Bruno Maderna” with “Lorenz II - Musica su due dimensioni” for instruments, hydraulics wheel and live electronics and “Omaggio a Ferenc Liszt” with “Prométhée 2.0” for voice, canvas and live electronics, at Centro Culturale Candiani of Mestre (Venice); “Pixxelmusic 2011” with “Prométhée 2.0” at Galleria Metropolitana in Gorizia. Fabrizio Fiore (Gorizia,1983) ha frequentato Musicologia presso il DAMS di Gorizia per poi diplomarsi al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste in Musica e Nuove Tecnologie. Ha partecipato a numerosi masterclass e seminari di musica elettronica e composizione con Alessandro Solbiati, Agostino - 28 - ! ! Di Scipio, Rainer Bischof, Roberto Doati, Nuria Schoenberg Nono, Alvise Vidolin, Michelangelo Lupone e Ivar Frounberg. Attualmente frequenta il biennio specialistico di Musica e Nuove Tecnologie, indirizzo videomusicale. Dopo studi di chitarra classica ed elettrica si è esibito con varie band nel ruolo di chitarrista e poi di bassista. Dal 2006 la produzione musicale si è spostata in campo elettroacustico con opere per nastro, musica elettronica e strumentale, live electronics, musica per il video, installazioni sonore per mostre d'arte, sculture sonore, performance interattive e videoarte. Nel 2010 e 2011 ha suonato in diversi eventi, tra cui "A Vista!", concerto di musica futurista acmeista per voce, live electronics, luci e due rimorchiatori; "Generazioni Elettroniche", rassegna di musica elettronica contemporanea a Nova Gorica (SLO) a cura del DAMS di Gorizia; “Omaggio a Bruno Maderna” con “Lorenz II - Musica su due dimensioni” per strumenti, ruota idraulica e live electronics e “Omaggio a Ferenc Liszt” con “Prométhée 2.0” per voce, tela e live electronics, presso il Centro Culturale Candiani di Mestre; “Pixxelmusic 2011” con “Prométhée 2.0” presso la Galleria Metropolitana di Gorizia. Alessandro Fogar works in the field of electronic music and multimedia art, with a marked interest in natural sounds, soundscapes, spatialization and interactive systems. He has explored various approaches to sound generation, recording and production: the resulting compositions are often studies in transforming, mutating existing sounds.The techniques range from the construction of original instrument and the capturing of acoustic phenomenon through environmental field recordings to digital multi-tracking and manipulation. Main works: Isole (1988), Fele (1992), Sky Waves (1995), Songlines (1998) , The stars circle (2001), Prakriti (2002), Transmutations (2002), Surface Study #1 – Sand (2003), Soundframes (2004/2005) Divisioni del Corpo (2007), Chaos, prologo di Chaos, Logos, Kronos (2009), Halo (2010), Boreas (2010), h (2011). His works have been published on several labels (Frog Peak records, S'Agita, AUA, Ants, AFE records) and broadcasted worldwide. He composed the soundtrack of the film Voda/Water by Simon Oblescak and of the documentary film “Il Duomo di Udine. Secoli XIII-XV”. He lives in Grado (Go), Italy, studies electronic music and new media technologies at Conservatorio G. Tartini, Trieste where he undergraduated in electronic music. He attended courses and workshops held by Barry Truax, Agostino Di Scipio, Albert Mayr, Akio Suzuki, Pierre Mariétan and others. Info: http://www.fogar.it Alessandro Fogar opera nel campo della musica elettronica e delle arti multimediali, con uno spiccato interesse verso i suoni naturali, i paesaggi sonori, la spazializzazione ed i sistemi interattivi. Ha esplorato vari approcci per la generazione, registrazione e produzione del suono: le composizioni che ne risultano sono spesso studi sulla trasformazione, mutazione di suoni esistenti. Le tecniche utilizzate variano dalla costruzione di strumenti musicali virtuali all'assemblaggio e manipolazione di field recordings. Tra i suoi lavori ricordiamo: Isole (1988), Fele (1992), Sky Waves (1995), Songlines (1998) , The stars circle (2001), Prakriti (2002), Transmutations (2002), Surface Study #1 – Sand (2003), Soundframes (2004/2005) Divisioni del Corpo (2007), Chaos (2009), Halo (2010), Boreas (2010), h (2011). Suoi lavori sono stati pubblicati su diverse etichette italiane e straniere (Frog Peak records, S'Agita, AUA, Ants, AFE records) e trasmessi da radio in tutto il mondo. Ha composto la colonna sonora del film Voda/Water di Simon Oblescak e del documentario “Il Duomo di Udine. Secoli XIII-XV”. Vive a Grado (Go), studia musica elettronica e nuove tecnologie multimediali presso il Conservatorio G. Tartini di Trieste, dove ha conseguito il diploma di primo livello in musica elettronica. Ha inoltre approfondito la sua preparazione attraverso corsi e masterclass con Barry Truax, Agostino Di Scipio, Albert Mayr, Akio Suzuki, Pierre Mariétan ed altri. Info : http://www.fogar.it Annalisa Metus. Born in Trieste in 1978, Annalisa Metus studied architecture in Ferrara and singing at the Conservatorio G.Tartini. She continued her studies under the guidance of Claudia Caffagni (La Reverdie), Claudine Ansermet and Laura Antonaz, devoting herself to the baroque and early repertoire. She plays in several baroque choirs and ensembles. She never stopped drawing since she was a child, and the audiovisual production is for her a way to combine her passions infusing movement into - 29 - ! ! drawing and inquiring into its craftmade details. She is experimenting with sounding popables books for children. At present she is attending the last year of the Master Course of Music and New Technologies at the Conservatorio G.Tartini under Nicola Buso, Paolo Pachini and Pietro Polotti. Her works have appeared in festivals such as Ascoltare lo schermo (Roma-Tor Vergata, 2008), Catodica (Trieste, 2010), Elettrosensi (Como, 2010) and La Biennale Diffusa (Trieste, 2011). Annalisa Metus. Nata a Trieste nel 1978, Annalisa Metus ha studiato architettura a Ferrara e canto al Conservatorio G.Tartini. Ha proseguito gli studi di prassi della musica antica con Claudia Caffagni (La Reverdie) e di vocalità barocca con Claudine Ansermet e Laura Antonaz. Collabora con diversi ensembles di musica antica e barocca. Ama disegnare da quando era bambina, e la produzione audiovisiva rappresenta per lei un modo di unire le sue passioni infondendo movimento al disegno e potendolo indagare nei suoi particolari artigianali. Sta lavorando inoltre sulla possibilità di sonorizzare i libri pop up per bambini. Attualmente è iscritta all'ultimo anno del Biennio di Musica e Nuove Tecnologie, sotto la guida di Nicola Buso, Paolo Pachini e Pietro Polotti. I suoi lavori sono apparsi nelle rassegne Ascoltare lo schermo (Roma-Tor Vergata, 2008), Catodica (Trieste, 2010), Elettrosensi (Como - Conservatorio G.Verdi, 2010) e La Biennale Diffusa (Trieste, 2011). Ivan Penov, composer, was born in Macedonia in 1985 and is currently living in Trieste (IT). He studied piano and cello in Skopje and continued his musical education at the Conservatory of Trieste, in the School of Music and New Technologies with Roberto Doati, Paolo Pachini, Pietro Polotti and Nicola Buso. His electroacoustic and audiovisual compositions were presented at many international festivals and competitions including Concours de Musique Electroacoustique – Bourges (France), Festival Synthése, Concurso Internacional de Miniaturas Electroacústicas – Andalucia (Spain), EMUFest Electroacústicas – Andalucia (Spain), EMUFest – Rome (Italy) and others. Ivan Penov (Macedonia, 1985), inizia la sua attività musicale con lo studio del violoncello all'età di 10 anni. Dopo aver finito il liceo musicale nel suo paese, si trasferisce a Trieste dove prosegue i suoi studi di musica elettronica al Conservatorio "G. Tartini" con Roberto Doati, Paolo Pachini, Pietro Polotti e Nicola Buso. Le sue composizioni elettroacustiche e audiovisive sono state presentate a vari festival e concorsi internazionali come Concours de Musique Electroacoustique – Bourges, Festival Synthése, Concurso Internacional de Miniaturas Electroacústicas – Andalucia, EMUFest – Roma e altri. Dal 2008 frequenta il Biennio Specialistico a Indirizzo Videomusicale presso il Conservatorio Tartini. Margherita Pevere, visual artist, obtained the Master Degree in Audio-Visual Studies at the Trieste Conservatory in 2012. Her creation focuses on the duality light/shadow as metaphor for the subtle border between the perceptible and the imperceptible. Her works move from photography and works on paper to digital media in video and installations. Margherita Pevere, artista visiva, consegue il diploma di Biennio Specialistico presso la Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio G. Tartini di Trieste nel 2012. Per il suo lavoro, incentrato sulla dualità luce/ombra come metafora per il sottile limite tra percepibile ed impercettibile, utilizza diversi media, dalle opere su carta alla fotografia alle tecniche digitali per i video e le installazioni. Paola Pisani was born in 1978 in Trieste. In 2005 she graduated in History of religions at the Literature and Philosophy Faculty in Trieste. Her interest in the subjects of identity and language analysis leads her to complete her studies in visual anthropology between Trieste and Paris where she specifises in the analyses of the psychological and communicative aspect in the relationships with “the other” and focuses on the connection between sight and sound. Since the young age she was interested in arts, in particular she studied etching, drawing, graphic art, ballet and theatre and in 2007 she staged her first drama: Muttata Wira. The Egg, of which she was both author and director. Inspired by the new means of communication related to IT and new technologies, since 2006 she has turned her attention to the electronic world, first within the group organizing the International Festival of - 30 - ! ! Electronic Art 404-On tour, then enrolling at the Conservatory Tartini of Trieste where she is currently attending a specialization course in Music and New Technologies studying sound, video and electronic interaction. In 2009 she plans and realizes the project Bit.PaesaggioSonoro (Bit.Sound Landscape), an interactive sound walk around that goes through a historic and visionary Trieste. The project is approachable in www.bitpaesaggiosonoro.org. In 2010 she won the Young Artists prize of the Foreign Ministry and co-operated with artists BiancoValente for an interactive audio-visual installation at the Museum of Contemporary Art “Palazzo della Penna”, Perugia. In 2011 she exhibits her work “Nido” (Nest) in the Italian Pavilion of the “Biennale diffusa di Venezia” an architectural and audiovisual installation and in 2012 she intends to represent Italy in the Biennial Exhibition of Art of Dakar ( Senegal ). Paola Pisani. Nata a Trieste. nel 1978, Paola Pisani si laurea nel 2005 in Storia delle religioni nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Trieste. Lʼinteresse nei confronti della questione dellʼidentità e dellʼanalisi del linguaggio la porta a completare i suoi studi in antropologia visiva tra Trieste e Parigi, dove approfondisce lʼaspetto psicologico e comunicativo della relazione con “lʼaltro” ponendo particolare attenzione alla connessione tra visivo e sonoro. Da sempre interessata alla sfera artistica, studia acquaforte, disegno, arte grafica, danza e teatro e nel 2007 realizza la sua prima opera teatrale: Muttata Wira. LʼUovo, di cui è autrice e regista. Attratta dai nuovi mezzi di comunicazione dal 2006 volge la sua attenzione al mondo elettronico, prima allʼinterno del gruppo organizzativo di 404.Festival di arte elettronica On tour , poi iscrivendosi al Conservatorio Tartini di Trieste dove frequenta il corso di specializzazione in Musica e Nuove Tecnologie. Nel 2009 idea e crea il progetto Bit.PaesaggioSonoro, un percorso sonoro che attraversa una Trieste storica e visionaria accessibile ed interattiva attraverso il sito www.bitpaesaggiosonoro.org, e nel 2011 produce il primo CD dal titolo Inter-mittente. Nel 2010 vince il premio Giovani Artisti del Ministero degli Esteri e lavora con gli artisti Bianco-Valente per una installazione audio-visiva interattiva presso il Museo dʼArte Contemporanea “Palazzo della Penna” a Perugia. Nel 2011 espone lʼopera “Nido” nel Padiglione Italia della Biennale diffusa di Venezia, unʼinstallazione architettonica e audiovisiva. Nel 2012 è invitata a rappresentare nel prossimo maggio lʼItalia alla Biennale di Dakar ( Senegal ). R.I.P. Laptop Band: the perfomers are Carlo Marzaroli, Marco Godeas, Federico Mullner, Francesco Garbo and Francesco Gavosto, all musicians coming from different paths, joined by the passion for research about new kind of sounds and musical interfaces. They all attend to the conservatory “G. Tartini” in Trieste, conservatory where they are at present attending the course in Music and New Technologies . R.I.P. Laptop Band: i performers sono Carlo Marzaroli, Marco Godeas, Federico Mullner, Francesco Garbo e Francesco Gavosto, musicisti provenienti da diverse esperienze accomunati dalla passione per la ricerca di nuove sonorità ed interfacce musicali. Frequentano tutti il conservatorio “ G. Tartini “ di Trieste, dove seguono il corso di Musica e Nuove Tecnologie. ! ! - 31 -