La voce del
mandracchio
STAMPE
TISKOVINA
Mensile della comunità italiana d’Isola
15 agosto 2015
www.ilmandracchio.org
No. 107
BOLLO PAGATO ALL’UFFICIO POSTALE 6310 ISOLA
POŠTNINA PLAČANA PRI POŠTI 6310 IZOLA
La nostra storia: Primo Maggio 1945 - IV puntata IL CAPITANO CHELLERI
L’intervista al prof. dott. Ervin Kocjančič
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
L’opinione
di Silvano Sau
Che si tratti di dabbenaggine? Mah!...
Devo dire che appena letta, nel mezzo della prima ondata di adeguamento alle calure
africane, mi è venuta una gran voglia di ridere: quella sui due alti rappresentanti della Slovenia
nelle cattedrali del potere europeo che si sono fatti pizzicare mentre, dialogando tranquillamente
al telefono, stavano violando il principio della segretezza in fatto di arbitrato internazionale su
questioni di carattere territoriale. E che si son fatti pizzicare dalla controparte avversa proprio
nel palazzo dove, si sa, tutti controllano e spiano tutti, amici e nemici. Ma, arrivati dalla provincia
dell’Europa Centrale, forse, non erano stati informati delle caratteristiche dell’ambiente in cui
erano stati inviati, e dove anche Obama era autorizzato a spiare la Merkel, con le dovute scuse
a posteriori, e dove i funzionari dei rispettivi governi sono sorvegliati, sempre da amici e nemici,
anche quando si recano alla toilette (nel caso in cui, non si sa mai...).
Dapprima, ho pensato ad un colpo improvviso di tramontana (con tutto il dovuto rispetto
per la professionalità dei due “pizzicati”) poi, visto che la faccenda si faceva seria anche nel corso
della seconda ondata di caldo africano, mi son chiesto se non c’entrasse lo zampino di qualche
agente esterno: forse l’Italia che, comunque, un qualche interesse nella zona dovrebbe pur averlo.
Ve lo ricordate il discorso di De Gasperi all’indomani del’accordo tra Jugo e Italia sul triangolo
della pesca in Alto Adriatico? “...ora che abbiamo fatto la pace tra i pesci, pensiamo a come fare
la pace tra le persone,..” e ripetuto da Giulio Andreotti durante l’incontro a Buie con i rappresentanti della minoranza italiana ancora affiliata, ma son tempi lontani, all’UIIF. Poi, dopo un
attimo di riflessione, ho concluso che, a parte la rappresentatività istituzionale dei personaggi,
tanta capacità d’intuito non riuscivo ad immaginarla né nella Mogherini, né in Gentiloni, e - meno
che mai - nell’omologo sloveno Erjavec.
Conclusione, senza via di scampo: per i due esperti si è trattato soltanto di vera e pura
dabbenaggine! Per degli esperti, non è cosa da poco! A meno che.....
A meno che... a meno che il clamore della notizia non dovesse servire a coprire qualche
altro elemento, per esempio sulla situazione sociale ed economica interna del Paese. Vi ricordate
dell’importanza che sulla stampa assunse il Giro d’Italia negli anni ‘50, vinto da Coppi, il giorno
stesso in cui venne ferito Togliatti e quando orde di comunisti stavano per prendere in mano il
fucile?
Qualche giorno fa, al’inizio della terza ondata di caldo africano, alcuni importanti quotidiani sloveni hanno pubblicato, quasi in sordina, le seguenti informazioni:
“Tra tutti i Paesi europei, nel periodo della crisi, la maggiore crescita delle persone ai limiti della
povertà si è avverata proprio in Slovenia, grazie alle continue misure di contenimento della spesa
pubblica che hanno colpito soprattutto il settore sociale. Come commenta il prof. Srečo Dragoš,
dell’Università di Lubiana,l’eliminazione abbastanza rapida dello Stato sociale ha avuto il suo
momento felice quando, sotto gli auspici del neoliberalismo imperante, ha dato inizio alla drastica riduzione dei diritti sociali, in un sistema che continua a richiamarsi all’onnipotenza del
mercato.”
Che ci sia da essere allegri non crediamo proprio. Con la prospettiva di un aumento della
miseria,forse, il governo ha pensato bene di indirizzare l’attenzione della popolazione al problema
della pace tra i pesci - almeno nel periodo quando tutti stanno pensando al mare - la compagnia dei
pesci e delle limpide acque dell’Adriatico da difendere, può contribuire a dare a tutti una piccola
rinfrescata.
Comunque sia, si tratta solo di ipotesi, probabilmente provocate dall’impaziente attesa
della quarta ondata africana, anche se finora nessuno l’ha ancora pronosticata. Nemmeno il
Mandracchio!
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
Finanze e attività all’esame del Consiglio della
CAN di Isola
Mercoledì 15 luglio Il Consiglio della Comunità Autogestita
della Nazionalità Italiana di Isola
ha preso in esame le relazioni
semestrali sul realizzo finanziario
e sull’attività svolta. Discusse le
proposte di modifica dello statuto.
È stata inoltre nominata la commissione per gli investimenti. Veloce e di carattere amministrativo
l’ottava seduta del Consiglio della
Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola, guidata dal
presidente Marko Gregorič. Tra i
primi punti dell’ordine del giorno
la relazione finanziaria e quella
sull’attività svolta nei primi sei
mesi del 2015, ambedue approvate
all’unanimità. È stato costatato un
realizzo finanziario del 47% con
un valore delle entrate di 191 mila
e quello delle spese di 185 mila
euro – dunque nei giusti canoni di
bilancio. L’attività del Consiglio si
svolge in base a quanto pianificato.
Altrettanto dicasi per quella culturale: le mostre, le serate letterarie e
gli altri eventi sono stati realizzati
come da programma ed i finanzia-
menti alle Comunità degli Italiani procedono in secondo il piano finanziario approvato. Alla disamina pure le proposte di modifica dello statuto
della C.A.N. inoltrate dall’apposito gruppo di lavoro. Trattandosi di lievi
modifiche di adeguamento della Carta alle nuove norme legislative e
alla nuova realtà comunitaria di Ancarano, i consiglieri hanno deciso
di non stringere i tempi e di trattare il punto quale informazione per
arrivare all’approvazione, previa consultazione di un legale, il prossimo
autunno. Nel prosieguo della riunione, dopo l’approvazione di alcuni
documenti amministrativi, è stato approvato il cofinanziamento di una
pubblicazione del Centro Italiano di Promozione, Cultura, Formazione
e Sviluppo “Carlo Combi” di Capodistria. Sono stati pure nominati i
membri della Commissione per gli investimenti nelle persone di Teura
Raschini (presidente), Ferdinando Possega e Fiorenzo Dassena. Alcuni
degli investimenti di manutenzione all’edificio, già approvati dai finanziatori, inizieranno tra qualche mese.
Con Agata Tomšič e Fulvia Grbac il premio
“Istria Nobilissima” approda a Isola
Tra i premiati della 48.esimo edizione del premio di arte e cultura “Istria Nobilissima” anche due
connazionali Isolane: Agata Tomšič, vincitorice del
primo premio nella categoria “Saggi di argomento
Umanistico o scientifico” con “Chi è? Da dove viene?
Dove l’ho incontrata prima? (Studio della parabola
mitologica di Ninfa attraverso secoli di sopravvivenze
in filosofia, storia dell’arte e psicologia)”. Motivazione: “Il lavoro si presenta come un saggio scientifico
di argomento umanistico, scritto in modo chiaro e
brillante. La solidità dello scritto è garantita da un
apparato critico notevole, che fa ampio ricorso a fonti
letterarie e alla bibliografia esistente sul tema. Da
elogiare l’approccio interdisciplinare, attento alle ‘sopravvivenze’ della parabola mitologica di Ninfa nella
filosofia, nelle arti, nella psicologia, nella letteratura e
nel teatro. Il saggio è originale ed evidenzia la buona
capacità di analisi, il fatto che sia a suo agio con un
tema non facile da maneggiare, oggetto d’attenzione
di varie interpretazioni e approcci metodologici, con
i quali l’autrice dimostra di sapersi ben controllare”.
Una menzione onorevole, è andata a Fulvia Grbac,
con il premio intestato a Romolo Venucci, nella categoria “Pittura, scultura e grafica” per 3 grafiche
- collografie, dal ciclo “Sterpaglia”.
Festeggiati i 40 anni del coro “Haliaetum”
Il Coro misto “Haliaetum” della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” di Isola ha
celebrato sabato 27 giugno il suo 40.esimo anniversario con un concerto nella chiesa di S. Maria d’Alieto
di Isola. In occasione dei quarant’anni di attività ininterrotta è stato pubblicato un opuscolo che rappresenta
una traccia di storia degli ultimi cinque anni del coro. Numerose le persone che hanno voluto festeggiare
insieme al coro misto “Haliaetum” della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” il loro
40.esimo anniversario di attività e l’hanno palesemente dimostrato riempendo ogni angolo della chiesa di
S. Maria d’Alieto. Numerose anche le autorità che hanno voluto essere presenti in quest’avvenimento così
importante non soltanto per il coro, ma anche per la cittadina di Isola e la Comunità nazionale italiana, come
hanno ricordato Marko Gregorič, presidente della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola,
e Maurizio Tremul, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana. Dopo il saluto introduttivo di
Agnese Babič, coordinatrice culturale della C.A.N. di Isola, sono seguiti i discorsi di Fabrizio Somma, presidente dell’Università Popolare di Trieste, del vicesindaco di Isola Gregor Perič e della Console generale
d’Italia a Capodistria Iva Palmieri, la quale ha sottolineato l’importanza dell’attività corale non soltanto per
quanto riguarda l’aggregazione sociale, ma anche per lo scambio linguistico.
Il coro misto “Haliaetum”,
fondato nel 1975, prende il nome
dall’antica denominazione latina
della cittadina istriana e vanta
molteplici concerti negli stati
limitrofi - Italia, Austria, Ungheria e Croazia, ben cinquantadue
negli ultimi cinque anni. Nei quarant’anni di vita il coro ha avuto
tre maestri: dal 1975 al 1980 Amina Dudine, dal 1980 sino al 2004
Claudio Strudthoff e dall’2004 ad
oggi Giuliano Goruppi, gli ultimi
due assegnati dall’Università Popolare di Trieste, come rammentato dal presidente del coro, noché
corista sin dalla sua costituzione,
Mario Carboni.
“Un bravo corista aiuta quello
che sta vicino a lui”, questo è un ottenuto un riconoscimento anche Sonja Maranzin, Vojko Čok e Mirko
verso della poesia “Scintille...” Fortuna, per esser stati attivi nel coro per vent’anni. Ieri sera sono stati
di Elvino Chicco, anch’esso nel assegnati anche i riconoscimenti “Jacobus Gallus”. A consegnarli è
coro da quarant’anni. Il canto stata Zvonka Radojevič, la responsabile della filiale isolana del Fondo
corale è una delle esperienze più della Repubblica di Slovenia per le attività culturali.
entusiasmanti e coinvolgenti che
Il concerto è stato diviso in tre parti, nella prima è stata eseguita
una persona possa vivere, è di la “Messa breve in do” di Charles Gounod. La seconda parte è stata
per sé un importante momento dedicata ai brani solistici di Britten, Purcell e Leskovar, cantati dal
di aggregazione, socializzazione contralto Silvia Mosco e dal basso Stelio Grbec. Nella terza parte
e condivisione di valori, come il pubblico ha potuto udire canti popolari della tradizione istriana,
l’amicizia, la collaborazione, la italiana, slovena e croata, tra i quali il più applaudito è stato “Da te
solidarietà e ciò l’hanno senz’al- mogu pismom zvati”. Nell’ultima canzone presentata, al coro si sono
tro capito Sonja ed Elvino Chicco, uniti anche gli ex coristi e tutti insieme hanno eseguito “Me compare
Fedora e Feručo Radojković e Giacometo”. È seguita una standing ovation con sonori applausi per
Mario Carboni, i quali cantano il coro, i solisti Gabriella Bencich (soprano), Silvia Mosco, Fabio
insieme sin dal 1975, premiati da Zubin (baritono), Stelio Grbec, Alessandra Esposito alla clavinova e
Katja Dellore, presidentessa della il maestro Giuliano Goruppi.
C.I. “Besenghi”, la quale ha dediNell’opuscolo, a cura di Božo Mohorko, creato in occasione
cato a tutti i coristi ed ex coristi dell’anniversario sono documentati i successi del coro negli ultimi
una poesia composta da lei stessa cinque anni attraverso fotografie scattate da Danilo Božič, Claudio
dal titolo “A coloro che...”. Hanno Chicco e da lui stesso.
Isola, festa comunale: riconoscimento al Coro
“Haliaetum” della CI “Besenghi” per i suoi 40
anni di attività
Nell’ambito delle manifestazioni in occasione della Festa del Comune di Isola, sono stati consegnati i
tradizionali riconoscimenti ai singoli e alle organizzazioni che si sono particolarmente distinti. Accanto al
gruppo corale della Pasquale Besenghi degli Ughi, ha ricevuto il riconoscimento d’argento pure l’associazione
di arti figurative “Lik”. Riconoscimento d’oro all’Orchestra di fiati isolana per il suoi 140 anni di attività. Il
Premio comunale è andato all’operatrice culturale Zvonka Radojevič.
“Il Comune di Isola celebra l’11 luglio la sua festa comunale. Giornata in cui, 71 anni fa, la popolazione
di Isola si era aggregata in massa alle forze partigiane al fine di liberare la loro cittadina dall’occupatore
tedesco.” È stato questo il prologo del discorso del sindaco Igor Kolenc all’inizio dell’evento celebrativo
tenutosi in Piazza Manzioli. Un discorso puntato più sull’attualità che sulla storia, una disamina della situazione del Comune, uno sprono a quanti operano per lo sviluppo della propria città a continuare a farlo,
un invito a quanti remano contro lo sviluppo stesso in modo aprioristico a rimboccarsi le maniche e a dare
il loro contributo fattivo.
È seguita la consegna, da parte del sindaco Kolenc, dei riconoscimenti e dei premi del Comune
di Isola. Il Riconoscimento d’oro è stato assegnato
all’Orchestra di fiati di Isola per i 140 anni di attività
ininterrotta, a ritirare il premio il presidente dell’associazione Denis Lovrečič e il direttore del gruppo
Mirko Orlač. Per l’occasione è stata data lettura del
lungo ed importante curriculum della “Bandina”,
come si chiamava il gruppo quando nel lontano 1875
Niccolò e Domenico Benvenuti lo costituirono e lo
affidarono alla direzione artistica al Maestro Luigi
Boccia. Una “bandina” diventata l’orgoglio della
nostra cittadina, specialmente con la nuova direzione
artistica. Altrettanto orgoglio suscitano i due gruppi
culturali a cui è stato consegnato il Riconoscimento
d’argento per i loro 40 anni di attività: l’Associazione culturale di arti figurative “Lik” rappresentata da
Zorko Dežjot e il Coro misto “Haliaetum” della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi”,
diretto attualmente da Giuliano Goruppi – a ritirare
l’onorificenza il presidente del gruppo Mario Carboni
(foto sopra a destra). Il Premio del Comune di Isola
è andato all’operatrice culturale Zvonka Radojevič,
responsabile del Fondo della Repubblica di Slovenia
per le attività culturali amatoriali – sezione di Isola,
per i suoi instancabili 40 anni di attività. La serata è
continuata con la 3Big Band Orchestra diretta da Aleš
Bolje. La big band isolana ha scelto un programma
molto innovativo per questo genere di eventi: coadiuvata dall’ottimo cantante Samuel Lucas, da musicisti
singoli aggiuntivi e da una decina di archi dell’Orchestra da camera costiera ha eseguito numerosi e noti
brani di musica leggera spaziando, come non mai, in
ambito internazionale e terminando la performance
con un bis da brivido – un applauditissimo “Caruso”
di Lucio Dalla. Un’esecuzione da pelle d’oca!
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
L’intervista de “La voce del mandracchio”:
Ervin Kocjančič
Il prof. dott. Ervin Kocjančič, direttore del centro di Urologia ricostruttiva presso la clinica Urologica dell’Università di Chicago negli
USA è un isolano che ha scelto di realizzarsi all’estero, ma che sempre
volentieri torna alla sua amata città. Il dott. Ervin Kocjančič è figlio di
madre italiana, maestra di scuola, e padre sloveno, maestro di musica.
Ha studiato medicina, prima a Trieste e poi a Milano, specializzandosi
in urologia. Attualmente è Professore Associato di Urologia, direttore
della Divisione di salute pelvica, incontinenza urinaria e urologia
ricostruttiva e direttore del programma urologia presso l’Università
dell’Illinois a Chicago. Egli è anche vicepresidente del Dipartimento del
collegio di Urologia. Il dott. Kocjančič è un esperto di fama mondiale
nel campo della salute pelvica, dell’incontinenza urinaria e dell’urologia
ricostruttiva. Lavora spesso con pazienti (uomini e donne) che hanno
già avuto diversi interventi chirurgici ed è specializzato in chirurgia
ricostruttiva. Il prof. Kocjančič ha anche pubblicato più di 200 articoli,
studi e conferenze a livello internazionale e ha insegnato e praticato
in tutta Italia. Recentemente, il dottor Kocjančič ricevette la cattedra
Lawrence S. Ross, MD in Urologia. Il dott. Kocjančič parla otto lingue, tra cui italiano, spagnolo, sloveno
e croato, il che gli permette di servire meglio i pazienti della grande comunità internazionale di Chicago.
Come dice lo stesso professor Kocjančič, tre sono i suoi grandi amori: la famiglia, Isola e la medicina.
Lei è cresciuto in ambiente
bilingue - quali, a suo avviso, i
vantaggi e gli svantaggi di vivere
in un ambiente mistilingue?
Io vedo solo vantaggi nell’apprendere più lingue. L’ambiente
mistilingue apre le menti, fa cadere
barriere e unisce le genti.
Il vantaggio di vivere in una
città cosmopolita come Chicago è
che quasi tutti veniamo da qualche
parte diversa del mondo. Le scuole
sono organizzate tenendo conto
di questa diversità e mettono gli
alunni in condizione di imparare
l’inglese, molto in fretta. Paradossalmente la mia trasferta a Udine
I figli delle famiglie nazional- (ultima località in Italia dove
mente miste hanno spesso problemi abbiamo vissuto) è stato moto più
con la definizione della loro appar- travagliata.
tenenza nazionale...
Com’è stata la sua giovinezza
Questo è verissimo. Lo vivo
ancora adesso quando mi chiedono a Isola?
Serena.
delle mie origini. Inizio, chiedendo
quanto tempo ha l’interlocutore
Quali sono (stati) i rapporti
perché io possa spiegare il passato
travagliato delle nostre terre. Spes- con la Comunità Italiana?
La nostra vita familiare era
so devo risalire fino all’AustriaUngheria che in fondo rappresentò improntata dalla presenza delle
forse il momento culturalmente più due culture: slovena, quella di
florido, una piccola Europa unita papà e italianissima quella della
ante litteram, multilinguistica e mamma.
multinazionale.
In che senso trova Isola camLa sua famiglia ha vissuto biata rispetto a quella che è l’imper diversi anni in Italia e ora, magine impressa nella sua meda qualche anno, vive negli stati moria?
Beh sicuramene più pulita, il
Uniti, a Chicago. Quali gli impatti
recupero del centro storico è stato
linguistici e culturali?
fantastico. Piazza Manzioli ne è
un esempio. Prima non c’era nulla,
non si notava neppure lo splendido
palazzo veneziano che domina la
piazza e la chiesa era un rudere.
L’abbattimento dei confini ha fatto inoltre arrivare gente da tutto
il mondo. Cosa che sicuramente
non guasta.
Perché la specializzazione in
urologia?
Perché è una branca della
medicina veramente fantastica,
molto completa. È possibile fare,
ad esempio, attività solo ambulatoriale, ci sono poi la grossa
chirurgia oncologica, la chirurgia
ricostruttiva, quella funzionale.
Un’altra grossa differenza con le
altre branche della chirurgia è il
fatto che noi non operiamo il paziente e non lo vediamo più, ma ci
prendiamo cura del paziente per il
resto della sua vita.
Che differenza passa fra la dottrina medica europea e quella americana e, in concreto, si potrebbe
fare un paragone fra le medicine
slovena, italiana e statunitense?
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
È un piacere e anche una missione poter portare e divulgare ciò
che ho imparato negli anni tra i
colleghi più giovani, ma molto
volenterosi di apprendere e portare
le novità della scienza urologica
a Isola.
Lei collabora con numerosi
istituti scientifici (cliniche e università) di tutto il mondo - dove
si sente più a suo agio?
Dappertutto.
Non avendo mai praticato
la medicina in Slovenia non mi
permetto di giudicare. In Italia
abbiamo un ottimo livello di preparazione medica per i pazienti,
ma il sistema non è molto “friendly” per loro. Ad esempio, trovo
assurdo che il paziente non possa
scegliersi il chirurgo che lo opererà ma questo venga scelto dal
primario. È un po’ come affidare
la propria salute ad un ingranaggio con poche possibilità di scelte
attive e consapevoli da parte del
paziente. Non molto umano. Negli
States il rapporto medico paziente
è molto più “personale”.
Lei viene sempre volentieri a
Isola; in un’intervista aveva detto
che lei ha tre amori; la famiglia,
la medicina, e Isola.
In realtà sono 4. Aggiungerei
la musica classica.
Mantiene rapporti professionali con l’ospedale di Isola
(in particolare con il reparto di
urologia)?
Sì, abbiamo fatto molti interventi in collaborazione con il
reparto di Urologia dell’Ospedale
di Isola. È l’ospedale con le sale
operatorie con la più bella vista
nelle quali io abbia mai operato.
Come convive con la tecnologia d’avanguardia in medicina:
oggi molte operazioni si svolgono con robot, anche a notevole
distanza, le apparecchiature elettroniche sono ormai una “conditio
sine qua non”. Che rapporto ha
con queste tecnologie?
Adoro le novità. Questa è in
realtà una caratteristica che accomuna moltissimi urologi. Noi
siamo stati tra i primi al mondo ad
introdurre una sonda ottica all’interno del corpo umano per potere
diagnosticare e curare le malattie
dell’apparato urinario. Gli urologi, sono tra i primi ad adottare le
nuove tecnologie. Non ultima la
chirurgia robotica. Il boom della
chirurgia robotica è avvenuto
solo dopo che questo strumento
chirurgico è stato adottato dagli
urologi. Bisogna però sempre
ricordare che questi sono solo
strumenti chirurgici che ci fanno
fare un migliore lavoro per i nostri
pazienti. Non sono nostri sostituti. Per fortuna abbiamo ancora
bisogno della scienza e dell’arte
medica per poterci prendere cura
dei pazienti che hanno deciso di
affidarsi a noi.
Secondo lei in che direzione
va la medicina: di più verso la
“cyborganizzazione” (il ricambio
di arti e organi con “macchinari
cibernetici”) o di più verso la
“clonazione” (lo sviluppo di tessuti e organi “in vitro”)?
Non sono un esperto della
chirurgia rigenerativa. Stanno
uscendo articoli scientifici molto
interessanti. Ne vedremmo delle
belle nei prossimi anni.
Su che cosa sta lavorando
attualmente?
Attualmente sono molto impegnato nel mio ruolo di Chair
of Education Committee of International Continence Society. In
questo ruolo sono responsabile
della divulgazione scientifica nei
paesi che fanno fatica a tenersi
aggiornati con le moderne tecniche diagnostiche e terapeutiche
delle disfunzioni degli organi del
cavo pelvico. Mi riferisco all’incontinenza urinaria, ma non solo.
Ci sono moltissime malattie che
interagiscono pesantemente con la
qualità di vita. Stiamo organizzando corsi, congressi letteralmente
in tutto il mondo. Dal Nepal al
Brasile. Sono anche molto impegnato nella gestione degli specializzandi del mio istituto, nella
veste di direttore della scuola di
specializzazione in Urologia.
ro?
Quali i piani per il suo futu-
Vorrei continuare ad avere un
ruolo nella formazione globale dei
medici, infermieri, terapisti fisici.
A livello mondiale. Inoltre ho la
fortuna di lavorare in un’università che ci mette a disposizione un
fantastico laboratorio di bioingegneria dove stiamo sviluppando
nuovi strumenti da utilizzare nella
chirurgia e nella diagnostica.
Cosa vorrebbe dire ai nostri
lettori?
Vorrei ringraziare tutti quelli
che hanno reso la serata con l’intervista così speciale. Vorrei dire
loro di prendersi cura della mia
città e di portare alto il nome di
Isola in giro per il mondo.
Andrea Šumenjak
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
La nostra storia: Primo Maggio 1945 - IV puntata
- IL CAPITANO CHELLERI
La testimonianza del Capitano Carlo Chelleri su come è stata liberata Isola il primo maggio del 1945,
era stata pienamente accettata dallo storico sloveno Janez Kramar che la pubblicò nel suo poderoso volume
sulla storia di Isola. La testimonianza del Chelleri, che pubblichiamo in ampi stralci, è stata depositata il 6
luglio 1945 presso l’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione del Friuli Venezia Giulia. Negli anni
che seguirono, il nome del capitano Chelleri, era stato messo al bando in Istria dal potere popolare per non
aver voluto cedere, nei primi giorni del maggio 1945, alle pressioni che volevano l’annessione dell’Istria
alla Jugoslavia, e, negli anni successivi, per la sua attività nel CLN dell’Istria con sede a Trieste. A Isola,
i contatti avuti con lui per favorire la presenza italiana, portò al famoso processo contro Luigi Drioli ed il
suo gruppo, organizzato nel 1948 dal tribunale militare della STT VUJNA. Drioli venne condannato per
terrorismo, assieme a Perentin, a undici anni di carcere duro.
Nel prossimo numero pubblicheremo la versione dell’Associazione combattentistica slovena del Litorale.
Silvano Sau
“Quando venni a conoscenza che nell’interno
dell’Istria si andava sviluppando un inizio di movimento partigiano guidato da alcuni elementi slavi fra cui
un ufficiale (certo Franz Dermotta) ed un Commissario
politico (certo Franz Scischa di sopranome Certo), mi
interessai subito di tale movimento e cercai di aiutarlo
con un po’ di denaro e del vestiario
“Nei vari colloqui ch’io ebbi con i dirigenti del
movimento partigiano, tenni a precisare loro la mia
posizione di ufficiale italiano ed i miei profondi sentimenti di italianità. La mia netta presa di posizione e
la fermezza con la quale la mantenni durante tutto il
periodo di comune lavoro, fecero sì che ottenni da essi
la massima stima e fiducia anche se più tardi sorsero,
su alcune importanti questioni, divergenze di vedute.
“Per procurarsi le armi e le munizioni fummo
costretti ad ingaggiare la lotta contro i piccoli gruppi isolati di tedeschi e di fascisti. La presenza nella
regione dei partigiani costrinse le autorità militari a
varie operazioni di rastrellamento lungo la costa e
nell’interno dell’Istria con risultati però quasi sempre
negativi.
“Due colpi di mano ben riusciti furono portati
a termine a Umago e ad Isola d’Istria, dove, previo
accordi con alcuni elementi locali, furono disarmati
gli effettivi della Guardia Civica e catturati oltre 120
moschetti con le relative munizioni. La reazione del
Comando nazi-fascista questa volta fu violenta, ma
inconcludente.
“Nei primi giorni di aprile, d’accordo con i capi
del movimento partigiano sloveno, decidemmo di
formare un battaglione misto di partigiani sloveni, da
essi reclutati nell’interno dell’Istria (circa 30), e di patrioti italiani del Litorale Istriano da me reclutati (oltre
120). In seguito ad accordi fra me e l’ufficiale sloveno
che prese il comando del battaglione, le bandiere del
battaglione stesso furono quella italiana e quella slava,
entrambe con la stella rossa.
“Il 28 aprile, all’alba, una parte del Battaglione
durante un giro di perlustrazione ebbe uno scontro
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
nei pressi di Isola con una forte colonna motorizzata
tedesca che si dirigeva verso Trieste. Lo scontro costò
la vita a tre partigiani italiani e ad uno sloveno, oltre
ai diversi feriti. Il nemico riportò 8 morti e due autotrasporti semidistrutti.
“Io non ho partecipato a tale combattimento perché
trattenuto fin dalla sera prima, d’autorità, dal Commissario sloveno in un casolare di montagna per il motivo
che a mio carico gravavano alcune accuse di carattere
politico. Infatti, il mattino precedente in una riunione
che ebbi con i capi del partito comunista di Pirano
ed Isola, rispettivamente avv. Paolo Sema e Bruno
Deste, mi lasciai trasportare ed esternai tutta la mia
soddisfazione; ho trovato però una forte contrarietà di
opinione da parte dei due comunisti. Durante l’accesa
discussione si parlò anche del C.L.N. di Trieste che
io cercavo di difendere con una certa energia, mentre
i due comunisti l’accusavano di molteplici errori. La
nostra discussione fu udita ed in seguito riportata dalla
segretaria del Commissario politico slavo (certa “Mira
Slava”) e fu per questo che alla sera fui chiamato al
Comando in montagna, interrogato non molto amichevolmente e quindi trattenuto per quanto forti fossero
le mie proteste e la mia indignazione.
“Dopo un rapido studio della situazione fu deciso
che io prendessi il comando di un gruppo di patrioti
con il compito di liberare la cittadina di Isola d’Istria,
mentre altri due gruppi dopo di me avrebbero occupato
le cittadine di Capodistria e Pirano.
“Io accettai tale incarico solo dopo una lunga discussione durante la quale ottenni che il mio gruppo
fosse formato esclusivamente da istriani italiani, che la
bandiera fosse quella italiana con la stella rossa e che io
potessi indossare la mie divisa di ufficiale italiano.
“Dopo una lunga marcia, giunsi con il mio gruppo
alle porte del paese verso mezzanotte, ma l’entrata mi
fu preclusa dalla presenza di un camion armato tedesco.
Mentre due miei uomini fingevano di prepararsi alla
battaglia facendo rumore con le armi, io con gli altri
feci il giro della posizione e piombai improvvisamente
in mezzo ai tedeschi che, presi di sorpresa, non fecero
alcuna resistenza. Essi avevano già piazzato una mitragliatrice tipo “Schartz” pronta per difendersi ed i loro
fucili mitragliatori erano pronti per il tiro.
“Superato tale ostacolo, entravo nella cittadina di
Isola d’Istria ed il mattino seguente ne assumevo il
comando militare. Per due giorni tenni i miei uomini,
ormai bene armati e militarmente vestiti, lungo la strada litorale dove riuscì a catturare parecchi prigionieri
tedeschi. Il giorno seguente alla presa di Isola d’Istria,
caddero anche le cittadine di Capodistria e di Pirano.
Durante il mio comando il paese fu imbandierato soltanto con bandiere tricolori italiane e bandiere rosse.
“Il 4 maggio sera, quando le operazioni militari
erano cessate lungo tutta la costa istriana e si erano già
costituiti i Comitati di liberazione per l’amministrazione e l’ordine pubblico delle cittadine, fui chiamato
al comando partigiano insediatosi a Portorose e qui
mi si annunciò che tutte le truppe partigiane istriane
passavano a far parte delle truppe regolari di Tito.
Inoltre, mi furono offerti incarichi più importanti ed
onorifici a condizione però che rinunciassi alla mia
divisa italiana per indossare quella di Capitano di Corvetta della marina da guerra della nuova Jugoslavia.
Rifiutai decisamente tale proposta sostenendo che non
erano state quelle le condizioni di collaborazione al
movimento partigiano da parte dell’elemento italiano
e che, perciò, ritenendo che il mio compito fosse terminato, chiedevo anche in nome dei miei dipendenti,
di ottenere l’esonero da ulteriori incarichi.
“Dopo lunghe discussioni, ottenni l’esonero per
me, ma non quello per i miei uomini, per i quali anzi
fui invitato a non più interessarmi, non solo, ma mi si
fece capire che tutta la mia attività precedente a nulla
sarebbe valsa se io mi fosse compromesso in questioni di carattere propagandistico nazionale nell’ambito
dell’Istria.
“Raggiunti ormai gli scopi per cui mi ero legato
al movimento partigiano slavo, sorse davanti a me un
altro e non meno grave pericolo per la difesa della
nostra terra italiana. Non volevo essermi sacrificato
e aver combattuto invano. Due giorni dopo partii per
Trieste e mi presentai al Comandante della Brigata
Timavo per fare il mio rapporto sulla attività militare
svolta in Istria.
“Esposta la nuova situazione creatasi in Istria
ad alcuni esponenti del C.L.N. di Trieste, accettai
l’incarico di organizzare la costituzione di Comitati
di Liberazione regionali clandestini nelle cittadine di
Capodistria, Isola e Pirano; di organizzare attraverso
i singoli partiti la propaganda italiana e di raccogliere
attraverso un’organizzata rete di spionaggio, tutte le
notizie di carattere militare, politico ed economico
dell’amministrazione slava (allego documento rilasciatomi dal C.L.N. di Trieste.
“Fu un lungo, faticoso e pericoloso periodo, durante il quale venni a contatto con tutte le persone
esponenti dei vari partiti delle tre cittadine, alle quali
portai le direttive del C.L.N. di Trieste e, dopo non lievi
difficoltà, i C.L.N. regionali furono costituiti.”
Silvano Sau
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
Accademia musicale estiva 2015
Dal 7 al 14 luglio Isola ha ospitato l’Accademia musicale estiva, portata avanti dai professori Selma Chicco Hajdin
(pianoforte) e Antonije Hajdin (violoncello). La ventina di partecipanti all’iniziativa della Comunità Autogestita della
Nazionalità Italiana al termine dell’Accademia ha regalato al folto pubblico presente al Manzioli due ore di buona
musica e ottime esecuzioni.
Sala nobile del Manzioli gremita per applaudire gli allievi della quarta edizione dell’Accademia musicale estiva organizzata dalla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola al loro concerto conclusivo dello stage svoltosi dal
7 al 14 luglio nei palazzi Manzioli e Besenghi. Si tratta di un’iniziativa rivolta ad alunni e studenti dotati, che desiderano
migliorare la loro conoscenza di due importanti strumenti quali sono il pianoforte ed il violoncello. La direzione artistica è stata affidata, come sempre, alla professoressa Selma Chicco per il pianoforte e il professor Antonije Hajdin per il
violoncello. “Sette giorni intensi per gli allievi che hanno deciso di dedicare una settimana delle loro vacanze allo studio.
“Siamo veramente soddisfatti della qualità raggiunta, che arriva in certi casi a livelli d’accademia. Grande il lavoro svolto
ma grandi anche il divertimento e la voglia di stare insieme.” Così i due mentori, che con la loro confermata esperienza
hanno guidato gli allievi in intensive lezioni individuali, in seminari di gruppo e in lezioni di musica da camera in diverse
formazioni. Dopo il concerto di lunedì 13 luglio alla Casa Tartini di Pirano, i musicisti hanno dato la sera dopo il meglio di
sé a Palazzo Manzioli: due ore di bella musica molto bene eseguita da solisti e da formazioni cameristiche. Ben 22 i brani
di noti autori eseguiti dai bravi Zala Ažbe, Loti Feltrin, Zara Grmavšek, Vita Hofinger Mihelič, Maja e Vid Ibic, Neža e
Tine Ivančič, Noel Kleva, Lucija Matijašić, Ana Mittendorfer, Maša Mlakar, Lana Petrovič, Hana Požrl, Eva Radić Kocjan,
Christian Špringer, Leban Maj Šturm e Kaja Veselko. La bella e apprezzata manifestazione è stata condotta dalla coordinatrice culturale della CAN, Agnese Babič. Presente all’evento pure il presidente della CAN medesima, Marko Gregorič.
Al Manzioli il laboratorio artistico creativo per
ragazzi “Gnam gnam... che estate!”
Anche quest’estate la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana ha organizzato a Palazzo Manzioli il laboratorio artistico creativo guidato dalla mentore Fulvia Grbac. In programma cinque giorni di creatività e divertimento
con diversi ospiti. Il tema di quest’anno verteva intorno al cibo e all’alimentazione.
Dal 29 giugno al 3 luglio si è tenuto l’ormai tradizionale laboratorio artistico guidato da Fulvia Grbac e organizzato
dalla Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Isola che ha visto partecipi i ragazzi dai 6 agli 11 anni d’età.
Una trentina di bambini si è cimentata nella realizzazione di diverse opere con varie tecniche e utilizzando strumenti e
materiali che è consuetudine usare nel settore culinario. Hanno ascoltato una favola appositamente scritta dalla Grbac
e drammatizzata da Katja Dellore, nonché hanno avuto il piacere di conoscere diverse professioni, grazie agli ospiti
che hanno fatto loro visita ogni giorno. Il ricco programma aveva previsto la visita dell’infermiera Tadeja Bizjak, della
pasticcera Ingrid Štrancar, del barista Rok Čoga, della cuoca istriana Emilija Pavlič e del pianista Claudio Chicco.
Il laboratorio si è concluso con una gita all’Agriturismo Fatorić e al parco aquatico Istralandia, mentre l’iniziativa è
terminata effettivamente con l’inaugurazione della mostra, in cui sono stati esposti i lavori creati dai partecipanti.
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
Isola Music Festival 2015
Da lunedì 20 a mercoledì 22 luglio Isola ha ospitato
un ciclo di tre concerti intitolato Isola Music Festival e
organizzato dalla Comunità Autogestita della Nazionalità
Italiana di Isola. Ad aprire il festival Rudy Rotta, chitarrista, cantante, storico blues man della scena italiana, ma
soprattutto europea e internazionale, assieme a Pippo
Guarnera - tastiere, Renato Marciano – basso e Raffaele
Veronesi – batteria, che ha ben riscaldato Piazza Manzioli
con quasi due ore di musica blues rock. Una musica, il
blues rock, per amanti del genere ma - per la bravura degli
esecutori - anche per intenditori delle performance forti,
quelle vere, quelle che ti fanno accaponare la pelle.
Martedì 21 luglio, sempre in Piazza Manzioli, è stata la
volta del duo “People time” con l’isolano Renato Chicco
al pianoforte e Nevio Zaninotto al sax; ospite Emilia Mårtensson che hanno creato un’atmosfera intima e colorata,
molto apprezzata dal pubblico. Tutti e tre i personaggi sono
conosciuti nel nostro territorio. Renato Chicco, isolano
purosangue, si è già presentato numerose volte al pubblico
isolano, tra una tournée europea o mondiale e l’altra, con
diverse formazioni e con altrettanto diversi tipi di jazz,
questa volta al “suo” pianoforte. Pure Nevio Zaninotto,
friulano,anche lui tra i suoi numerosi impegni musicali,
l’abbiamo già potuto ascoltare in Piazza Manzioli, pure con
il Chicco, in belle ed interessanti esecuzioni jazzistiche.
Giovedì sera, sempre in Piazza Manzioli, per l’ultimo
concerto, è stato di scena il gruppo folk lombardo “I Luf”,
una compagine dal suono inconfondibile che nel 2012 ha
inciso “I Luf cantano Guccini”. I brani rifatti non perdono
la loro vera identità, sono semplicemente vestiti a nuovo
con naturalezza, quasi come si adattassero come una
seconda pelle alla band camuna, che inserisce la propria
energia e vitalità nel riproporre questi brani di immutata
bellezza. Non c’è che dire, Isola Music Festival ha fatto
colpo un’altra volta, riempiendo Piazza Manzioli fino
all’ultimo.
Il gruppo di chitarra e canto a TV Capodistria
Dopo l’esibizione di Lubiana, davanti ai presidenti di
Italia e Slovenia, il Gruppo di chitarra e canto della
Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi di
Isola”, guidato da Enzo Hrovatin, è stato chiamato da TV
Capodistria a registrare un concerto per la trasmissione
“Musica sotto l’ulivo”. La trasmissione, la cui redattrice
è Luisa Antoni per la regia di Renato Alessio, rientra nel
programma estivo dell’emittente capodistriana ed è stata
registrata nell’atrio all’aperto della stessa TV Capodistria
e trasmessa il 17 luglio. I chitarristi e i cantanti hanno
eseguito un programma di oltre un’ora comprendente
musica leggera pop e popolare, canzoni italiane, americane
e di altre nazioni.
La voce del mandracchio - mensile della Comunità italiana di Isola
Caporedattore responsabile: Andrea Šumenjak
Redazione: Corinne Brenko, Claudio Chicco, Kris Dassena, Marino Maurel, Silvano Sau, Andrea Šumenjak
Sede: Piazza Manzioli 5, Isola, Slovenia
tel., fax: (+386 5) 616 21 30, 616 21 32, sito Internet: www.ilmandracchio.org
(Il giornale è iscritto nel Registro dei media del Ministero per la cultura della Repubblica di Slovenia al No. 1143.)
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La voce del mandracchio, 15/8/2015
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