OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:48 Pagina 1 Polizia di Stato L’educazione alla sicurezza con la Polizia di Stato OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:48 Pagina 2 U n operatore della Polizia Stradale nel suo turno di servizio oggi è chiamato non solo a svolgere i propri compiti d’istituto ma ad assicurare anche accoglienza, comprensione, assistenza sociale. Nel processo di evoluzione che Polizia di Stato ha investito l’uomo-poliziotto, ci si è resi conto infatti che per proteggere e rassicurare non è più sufficiente agire, ma occorre saper ascoltare e comunicare. Solo mantenendo aperto il canale della comunicazione con il cittadino si può creare condivisione ed attivare la sua partecipazione, facendolo sentire al centro di un’efficace rete di prevenzione. La comunicazione della Polizia Stradale si è sviluppata anche su di un ulteriore fronte, quale leva di cambiamento sociale per correggere e migliorare i comportamenti di guida: è opinione, ormai, unanimemente condivisa che essi siano legati allo stile di vita e che per migliorare la sicurezza sulle strade occorra anzitutto un cambiamento culturale. In tale prospettiva, da molti anni la Polizia Stradale entra nelle scuole, nelle discoteche, scende nelle piazze per incontrare i giovani e contrastare le idee e i comportamenti che li mettono troppo di frequente a rischio sulle strade. La convinzione è che la regola non può essere semplicemente calata dall’alto in modo autoritario: per essere rispettata, la norma va anzitutto compresa e una corretta informazione diventa il presupposto necessario per instaurare da subito un rapporto di fiducia tra il poliziotto e il (giovane) cittadino. La continua ricerca di un dialogo convincente con i ragazzi è diventata così uno strumento irrinunciabile per educare e costruire un “cittadino attivo” ed i giovani in età scolare sono i primi destinatari della comunicazione: non soltanto perché l’incidente stradale costituisce per loro la principale causa di morte – prima della malattia, del suicidio e della droga – ma soprattutto perché i ragazzi, già protagonisti della strada come pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori, rappresentano la generazione dei futuri automobilisti ed i migliori portavoce con il mondo degli adulti. Se l’obiettivo è quello di parlare in modo efficace ai ragazzi per contrastare i comportamenti negativi del mondo degli adulti, il linguaggio deve essere in sintonia con il loro mondo, passare attraverso le loro emozioni per attivare pensieri, sentimenti e volontà. È il percorso tracciato dal Progetto Icaro, la più importante campagna di sicurezza promossa dalla Polizia Stradale insieme ad una rete di soggetti pubblici e privati, e ripresa da una serie di innumerevoli iniziative successive, qualificate scientificamente anche dall’incontro con la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma. Continueremo su questa strada con rinnovata determinazione, anche e non solo perché è l’Europa a chiedercelo come primo dei sette pilastri per dimezzare le vittime degli incidenti stradali entro il 2020. ROBERTO SGALLA Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato 2 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:48 Pagina 3 I l Progetto ICARO, giunto quest’anno alla sua 15a edizione, è una campagna di prevenzione per l’educazione stradale basata sulla ricerca e sulla formazione. Nato nel 2001 e promosso dal Ministero dell’Interno, servizio di Polizia Stradale insieme a numerosi Enti e Istituzioni, fra i quali, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Fondazione ANIA e il MoIGe, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia, “Sapienza” Università di Roma, nelle precedenti quattordici edizioni ha coinvolto oltre 150.000 studenti di Scuole di ogni ordine e grado in tutto il territorio nazionale. Le campagne di educazione stradale ICARO promosse ogni anno nelle Scuole italiane a partire dal 2001 hanno consentito di realizzare un’azione sistematica e continua che può aver favorito la costruzione della consapevolezza relativa alle conseguenze dei comportamenti sul piano del rischio alla guida sia proprio che altrui. Infatti, il “fattore umano” (errori, violazioni del codice, condizioni psico-fisiologiche del guidatore) è riconosciuto fra le principali cause di incidenti stradali. Per questa ragione è importante la prevenzione e la costruzione di modelli di formazione efficaci e scientificamente validati. Per la realizzazione delle attività formative proposte, sono state utilizzate metodiche e approcci basati sulla misurazione e validati scientificamente, che hanno previsto l’ideazione e l’allestimento di una strumentazione utile per coloro che si trovano a svolgere funzioni di sensibilizzazione e di educazione al corretto comportamento sulla strada, tenendo presenti le caratteristiche psicologiche della popolazione target, il contesto di applicazione e gli Operatori coinvolti nel programma formativo. ANNA MARIA GIANNINI Docente di Psicologia, Facoltà di Medicina e Psicologia “Sapienza” Università di Roma 3 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:49 Pagina 4 I l concetto di sicurezza, nel 2014, ha ormai assunto un significato multidimensionale e probabilmente molto più complesso di quello che gli si attribuiva solo poche decine di anni fa. La sicurezza non è più solo e semplicemente quella Polizia di Stato “reale” ma anche – e forse soprattutto – quella “percepita”, intesa, ovviamente, non come mero simulacro di una tranquillità virtuale bensì come corretta percezione da parte del cittadino del costante controllo del territorio – di ogni territorio – che le Forze dell’Ordine garantiscono. Il concetto è tanto più importante se si pensa che, in una realtà mutevole ed interconessa quale quella di oggi, proprio questa corretta percezione è punto di partenza imprescindibile per il raggiungimento dell’unico modello di sicurezza davvero efficace ossia la sicurezza “partecipata”: un modello in cui le Forze dell’Ordine non agiscono in modo isolato bensì all’interno di una rete composta da enti privati e pubblici ma soprattutto da cittadini i quali, come vere e proprie sentinelle, costituiscono uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalità. In quest’ottica risulta di importanza strategica il ruolo della Questura, centro nevralgico del coordinamento finalizzato alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in ambito provinciale. In questi anni massimo impulso è stato dato affinché la presenza della Polizia sul territorio fosse al tempo stesso capillare e costante ma al tempo stesso discreta e non invasiva, quale difesa sempre pronta ad intervenire tempestivamente ad ogni richiesta di soccorso da parte dei cittadini ma senza apparire in modo eccessivo. Fra le varie articolazioni nelle quali la Questura si sviluppa, i principali attori di quella che possiamo chiamare vera e propria alleanza fra cittadinanza e Polizia di Stato, sono senza dubbio i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, la cd. Squadra Volanti. Grazie a loro viene garantito un monitoraggio continuo e diffuso su tutto il territorio e una forza di intervento immediata che risponde alle segnalazioni dei cittadini, ormai – ed è questo uno dei risultati a cui si aspirava – sempre più tempestive e dettagliate. Controllo del territorio sulle strade ma non solo. Nella provincia di Verona la zona del Lago di Garda costituisce un centro di primario interesse e di cospicuo afflusso di visitatori da tutto il mondo, motivo per cui all’U.P.G.S.P. della Questura fa capo anche la Squadra Nautica di Peschiera del Garda, le cd. “Volanti del Lago”, che con le proprie unità navali tutelano il regolare e sicuro svolgimento di tutte le molteplici attività che si susseguono sulle acque del Benaco. Come le Volanti in città, ed anzi ancora di più operando in un luogo di villeggiatura e quindi di riposo e tranquillità, le “Volanti del Lago” sanno agire mimetizzandosi fra il traffico lacustre senza farsi notare dai turisti ma assicurandone la serenità durante la permanenza, rendendone così l’operato universalmente apprezzato. DANILO GAGLIARDI Questore di Verona 4 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:49 Pagina 5 Q uando a metà settembre il Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Verona, Francesca Montereali, mi ha prospettato l’idea di realizzare in collaborazione con la Polizia Municipale del capoluogo un’intera settimana dedicata alla sicurezza stradale, scandita da incontri con studenti e genitori, dalla formazione per gli operatori di polizia e del soccorso e persino arricchita dal contributo artistico di una compagnia teatrale, ho pensato che fosse un progetto troppo ambizioso e quasi impossibile da realizzare. Poi, immediatamente dopo, percependo l’entusiasmo del Dirigente e del suo staff – per tutti cito il Capo Ufficio Incidenti ed esperto di comunicazione ed educazione alla sicurezza stradale, Andrea Scamperle – ho capito che dovevo sostenerli, anzi spronarli, in nome dei tanti e ancora troppi giovani che in questi anni, sono morti sulle nostre strade. Ragazzi e ragazze che hanno perso la vita, nonostante l’ottimo lavoro svolto su più fronti in questo territorio e nonostante l’impegno nell’opera di educazione nelle scuole, a contatto con gli studenti e con i loro genitori. L’idea è stata via via condivisa da tutti, Comune, Polizia Locale, Facoltà di Psicologia e dai tanti partners, vecchi e nuovi, senza i quali non avrebbe potuto prendere corpo e svilupparsi. In questi anni la Polizia Stradale del Veneto – e quella di Verona in particolare – ha raggiunto traguardi importanti sul piano della prevenzione e dell’educazione alla sicurezza, in linea con gli obiettivi delineati a livello centrale ed in armonia con gli impegni assunti in ambito europeo: ne è espressione la diminuzione nel complesso del fenomeno infortunistico, che, in ambito autostradale, si è tradotto in un dimezzamento degli incidenti e delle vittime. Ma ancora molto impegno è richiesto nell’azione di contrasto alle condotte di guida pericolose (alcool, stupefacenti, velocità). Si è reso necessario un particolare sforzo, nell’ultimo anno, e sono state consistenti le risorse dispiegate sul territorio e nelle scuole, a contatto diretto con quegli adolescenti, che, come Icaro, sono pronti a spiccare il volo, ma troppo spesso senza precauzioni e consapevolezza del pericolo. Nel Veneto sono 8.840 gli studenti incontrati nel corso di questi primi dieci mesi dell’anno, un terzo (2.400) nella provincia di Verona: un dato importante che deve crescere ulteriormente, anche cercando nuovi modelli d’intervento coordinato e congiunto ed anche attraverso iniziative – come quella formativa di “RED” del 13 novembre – rivolta a tutti gli operatori di Polizia e del Soccorso, quei “comunicatori della legalità e della sicurezza stradale” che vogliono cambiare i comportamenti e lasciare il segno nelle coscienze dei nostri figli, per salvargli la vita. MARIO NIGRO Dirigente del Compartimento Polizia Stradale per il Veneto 5 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:49 Pagina 6 P arlare di educazione alla sicurezza stradale significa innanzitutto rinunciare ad uno stile di guida individualista per cedere il passo ad un rinnovato atteggiamento più proteso a condividere la strada che a contenderla con gli altri. Se la bontà delle regole viene il quanto più possibile diffusa e partecipata con i cittadini, ecco che la persona sull’attraversamento pedonale non è più un fastidioso ostacolo da evitare, bensì un utente che, alla stregua degli altri, è destinatario di diritti e doveri finalizzati alla serena convivenza sulla strada. Partendo da queste semplici considerazioni, le molteplici espressioni istituzionali e associative che nel panorama veronese si occupano di istruzione, sicurezza e soccorso, hanno saputo integrarsi e far confluire delle semplici intuizioni in progettualità pluriennali rivolte alla sensibilizzazione sui pericoli della strada anche per contrastare il tragico fenomeno dell'abuso di alcolici e dell'assunzione di droghe alla guida di un veicolo. Su quest’ultimo aspetto, nell'ultimo decennio, sono stati raggiunti buoni risultati, frutto di sinergie sia sul fronte repressivo, pensiamo al progetto “Drugs on street”, sia sul fronte della prevenzione con un secondo progetto che vede tra i principali promotori la Polizia Stradale, il SUEM 118, la Provincia di Verona, le ULSS 20, 21 e 22, l'Ufficio Scolastico Provinciale, gli atleti disabili del GSC GIAMBENINI ed i Familiari dei 5. L’iniziativa si integra perfettamente nell'ampia gamma d'interventi curati dalle polizie municipali, dall'ACI, dall'ACAT, dai singoli Comuni e dalle molteplici associazioni che operano sul territorio scaligero. Verona è conscia che le attività di prevenzione devono essere costanti ed è per questo che la Polizia di Stato e la Polizia Municipale dedicano un'intera settimana ad eventi di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. Appuntamento quindi dall’11 al 16 novembre con il RED Road Educational Development. FRANCESCA MONTEREALI Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Verona 6 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:49 Pagina 7 Q uando si parla di sicurezza stradale scatta quasi automatica l'associazione di idee con scuole e studenti, quasi che i giovani fossero gli unici destinatari di interventi e campagne di sensibilizzazione. Non è più così, è necessario prenderne atto. Se fino a qualche anno fa si contavano gravissimi incidenti stradali nel fine settimana con protagonisti giovani e giovanissimi, oggi la situazione è molto cambiata: di positivo c'è che negli ultimi dieci anni controlli ed interventi hanno permesso di dimezzare il numero di vittime da incidente stradale. E questa è la buona notizia. La cattiva è che gli ottimi risultati raggiunti tra i giovani non sono paragonabili a quelli di altre fasce d'età. Mentre tra i ragazzi alcolzero e guidatore designato, ad esempio, sono concetti ormai assodati, genitori e persone più mature non hanno ancora recepito questi messaggi di sicurezza e prevenzione. In città, inoltre, se da un lato sono diminuiti gli incidenti gravi e gravissimi del week end (le chiamavamo “stragi del sabato sera”), sulla strada si muore ancora: andando a scuola, attraversando una strada sulle strisce, rientrando a casa dal lavoro. Tra le cause primarie anche la distrazione. Sono situazioni meno confortanti perchè ci obbligano a fare i conti col fatto che il fenomeno è in mezzo a noi e riguarda tutti, non solo pochi giovani nottambuli. La sicurezza stradale è una responsabilità di tutti e solo con questa consapevolezza ciascuno può fare la sua parte per proteggersi e proteggere chi gli sta a fianco. Per questo motivo è necessario estendere iniziative, formazione e campagne anche ad altre fasce d’età, per creare una vera e propria cultura della sicurezza. Questa settimana di informazione, formazione e sensibilizzazione alla sicurezza stradale va proprio nella direzione che condividiamo: allargare la portata del messaggio di sicurezza a tutti i cittadini. LUIGI ALTAMURA Comandante della Polizia Municipale di Verona 7 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:50 Pagina 8 E ducare deriva dal latino e vuol dire “condurre fuori”, “tirare fuori” e credo non ci sia niente di più bello al mondo che educare, trasmettere, insegnare. Sono stato per anni, più meno operativo e in uffici molto diversi tra loro, alla Questura di Verona e solo dopo essere stato assegnato alla Scuola di Polizia di Peschiera del Garda mi sono reso conto quanto sia importante educare e quanto alle volte sia addirittura inutile conoscere, sapere e imparare se poi non si trova il tempo o il modo di trasmettere ciò che si sa. Un uomo che non educa è un libro che nessuno apre o, per essere più tecnologici, è una televisione che nessuno accende. Presso la scuola di Polizia invitiamo spesso classi scuole e gruppi di giovani e, oltre a fargli capire meglio chi siamo e cosa facciamo, cercando di abbattere quei pregiudizi che ci sono, purtroppo, anche nei nostri confronti, sfruttando le diverse e preziose professionalità presenti, gli parliamo di sicurezza stradale, droghe, bullismo e cyberbullismo e di tutto ciò che in un mondo così veloce e “aperto” come il nostro può far cadere alberi di pericoli sulla loro strada. Non basta, però, perchè il compito principale mio e dei miei collaboratori è quello di cercare di formare altri formatori, che andando in giro per tutta l'Italia, a fine corso, possano “educare”, in qualunque ufficio si ritroveranno a lavorare e in qualunque momento della loro vita, anche quando il servizio è finito e anche quando si sta in vacanza. La mia missione è quella di fargli capire che bisogna essere poliziotti e non stare in Polizia e questa è la neanche tanto sottile differenza che c'è tra un poliziotto inutile e un poliziotto prezioso e importante per la società. Sono convinto che il concetto di “Educare alla sicurezza” non si debba fermare alla sicurezza stradale, ma possa essere un concetto più ampio che spinga a una nuova rivoluzione culturale da far crescere soprattutto tra i più giovani, coloro che sono il nostro futuro. Bisogna insegnare loro, ma bisogna anche essere capaci di sentirli e spesso ascoltare è la cosa più difficile da fare. Le vittime sulla strada sono tante, troppe e quando le guerre sono difficili bisogna essere in tanti a combatterle e per questo è fondamentale la sinergia di enti e istituzioni che sanno guardare il mondo con gli occhi del cuore e non attraverso lo schermo di una videocamera per educare, soprattutto quando gli insegnamenti possono salvare le vite e i sorrisi di tante persone, che sull'asfalto non hanno perso i loro affetti, ma anche i loro stessi cuori e restano in vita, come Luna Park senza luce. GIANPAOLO TREVISI Direttore della Scuola Allievi Agenti di Peschiera del Garda 8 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:50 Pagina 9 I n relazione alle peculiarità naturali ed alla considerevole vocazione turistica del più grande lago d’Italia, il lago di Garda, è significativa l’attività di vigilanza e controllo posta in essere dal personale della Squadra Nautica della Polizia di Stato con sede a Peschiera del Garda – nei settori del diporto nautico, della ricerca e soccorso in acqua, del demanio pubblico, della protezione e salvaguardia dell’ambiente lacustre e della pesca. La Squadra Nautica abbraccia poi anche iniziative promosse dai vari Comuni, dagli Enti di Volontariato in servizio sul lago, le Associazioni, le scuole nautiche e i cantieri navali, finalizzate a sensibilizzare gli utenti e soprattutto i giovani nell’utilizzo responsabile e consapevole delle unità da diporto, sia a motore che a vela. Prendendo spunto dall’esperienza maturata negli anni dalle molteplici espressioni istituzionali e di Volontariato in servizio sul Lago di Garda, soprattutto nell’ottica di ottimizzare le risorse e sfruttare al meglio il personale e i mezzi disponibili sul territorio, sì è cercato di recente di confluire le varie idee in tema di sicurezza e soccorso in un progetto denominato “Lago sicuro”, che coinvolge tutte le Forze presenti sulle acque del Benaco, ottenendo dei buoni risultati. All’interno di queste iniziative gli specialisti della Squadra Nautica hanno cercato di illustrare, oltre che il rispetto della normativa in vigore, i pericoli e le principali insidie che si nascondono “dietro l’angolo” per i bagnanti e soprattutto per chi va in barca. L’obiettivo quindi è cercare di trasmettere una sorta di Decalogo alla collettività, in modo tale da consentire il più possibile una navigazione sicura ai tantissimi diportisti presenti, ponendo particolare attenzione alla sicurezza di quelle innumerevoli persone che si trovano sul lago e che fruiscono dei più svariati servizi offerti sul territorio lacustre. SQUADRA NAUTICA DI PESCHIERA DEL GARDA 9 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:50 Pagina 10 V IVA! è l’iniziativa voluta dalla Comunità Europea che si svolge la seconda settimana di ottobre con la finalità di diffondere il più possibile alla popolazione le manovre di rianimazione cardiopolmonare poiché la sicurezza ha inizio dalla prevenzione e dalla preparazione. La Polizia di Stato con il 118 di Verona e grazie alla collaborazione dell’Ass.ne Italiana Soccorritori ha potuto formare tutto il personale degli Allievi Agenti della Scuola di Polizia di Peschiera dei corsi 2012, 2013 e 2014 (in totale circa 600 persone) e tutto il personale delle Volanti della Questura di Verona al BLSD. BLSD sta per Basic Life Supportand Defibrillation, significa che il personale è stato certificato per svolgere le manovre indispensabili a salvare una vita nei casi di arresto cardiaco ed è stato inoltre autorizzato ad utililizzare il defibrillatore. La popolazione è così più sicura, essendo la Polizia presente in maniera capillare sul territorio e tra la gente ha la possibilità di intervenire in tanti casi ancor prima dei mezzi di soccorso sanitario per prestare le prime manovre che triplicano la possibilità di ripresa. A livello nazionale la Polizia ha patrocinato la settimana VIVA! per essere ancor più vicina alla gente e poterle essere d’aiuto in un ambito che non deve essere prerogativa esclusiva del personale sanitario, perché tutti davanti ad un arresto cardiaco devono sentirsi in dovere di intervenire appoggiando le due mani al centro del torace e premendo per circa 5 cm con una velocità di 100 compressioni al minuto per poter dare una chance di ripresa a quel cuore che tutto ad un tratto ha deciso di fermarsi. Info: www.settimanaviva.it MASSIMILIANO MACULAN Coordinamento nazionale VIVA! 10 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:50 Pagina 11 L a più importante campagna di sicurezza stradale promossa dal Servizio Polizia Stradale, in partnership con una rete di soggetti pubblici e privati, i Ministeri dell’Istruzione e dei Trasporti, ANIA, il MOIGE ed il Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma e, per quest’anno, nella 15^ Edizione del progetto, la Federazione Ciclistica Italiana. “La comunicazione cambia i comportamenti”, secondo il paradigma del noto psicologo austriaco Paul Watzlawic, “la condizione è che il linguaggio sia in sintonia con il sentire dei giovani”, deve cioè riuscire a passare attraverso le loro emozioni per generare pensieri, sentimenti e volontà. La Polizia Stradale lo ha capito da tempo ed ha deciso di investire le sue migliori risorse, non solo nella prevenzione e repressione delle condotte di guida pericolose, ma anche nell’opera di sensibilizzazione ed informazione, incontrando quei giovani in età scolare pronti a spiccare il volo per sfidare i propri limiti fisici e spaziali per i quali l’incidente stradale rappresenta ancora la principale causa di morte. Ed è in questo contesto che pensando ai giovani è nato il progetto “Icaro”, un percorso iniziato nel 2001 e che, in 15 anni di vita, ha esplorato sempre nuove strade ed ha obbligato i nostri operatori a rivedere il modo di “fare comunicazione” adeguando il linguaggio del poliziotto autorevole, al sentire dei giovani coinvolti (il linguaggio dei pari, i percorsi di guida di ANIA Campus, le immagini live di incidenti e ricostruzioni tridimensionali). E dal 2005 al 2010 Icaro ha incontrato il teatro, mettendo in scena nei più bei teatri italiani (“La città senza regole”, “Icaro Junior” e “Icaro Young”) numerosi spettacoli teatrali con la partecipazione di noti personaggi dello spettacolo e dello sport supporter della sicurezza stradale e della legalità. E dal 2007 il Progetto Icaro si è arricchito della qualificata collaborazione del Dipartimento di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma che ha avviato un progetto di ricerca finalizzato a misurare l’efficacia della nuovo modello di comunicazione ed una formazione specifica per gli operatori di Polizia Stradale chiamati a gestire gli incontri nelle scuole: sono nate delle linee guida per l’educazione stradale specifiche per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Nessuna formula magica ma “cassette degli attrezzi” con video tutorial, giochi di ruolo, esercizi, espedienti divertenti a disposizione degli operatori per aiutare i giovani a cambiare prospettiva e a guardare la strada nel rispetto delle regole e con gli occhi della sicurezza. A tutte le edizioni del progetto è abbinato un concorso bandito dal Ministero dell’Istruzione che invita i bambini e gli adolescenti a produrre elaborati in materia di sicurezza stradale, da disegni a poesie, da spot a cartelli pubblicitari e la premiazione dei vincitori a Roma in occasione di una cerimonia dedicata è anche l’occasione ogni anno per presentare in Italia e all’estero la nuova edizione della campagna. 11 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:50 Pagina 12 Dal 2009 ICARUS (Inter-Cultural approches for Road Users Safety) si è fatto strada ed è diventato un progetto pilota in Europa condividendo con 16 Paesi partner il percorso formativo elaborato dalla Facoltà di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, in trenta mesi di lavoro, tre meeting internazionali e un film dal titolo YangEurope che racconta le storie di giovani europei ambientate in Italia, Francia, Spagna e Slovenia. L a campagna di sicurezza stradale La campagna di sicurezza stradale “Guido con prudenza”, giunta nel 2013 alla sua 10a edizione, è l’iniziativa realizzata dalla Polizia Stradale in collaborazione con Fondazione ANIA e con il SILB (associazione degli imprenditori dei locali da ballo), nata undici anni fa per diffondere in Italia la figura del “Bob”, il guidatore designato, ovvero colui che nelle serate di festa tra amici, si impegna a non bere per riportare tutti a casa in sicurezza. L’edizione 2013 del progetto è partita il 19 luglio proseguendo per tutti i week end fino a metà agosto. Quattro le zone d'Italia interessate dal progetto: la Riviera romagnola (Rimini e Riccione),la Versilia, il litorale veneto e friulano (Jesolo e Lignano Sabbiadoro) e il litorale pugliese (Lecce e Taranto). All'ingresso delle discoteche è stato consegnato un braccialetto di gomma blu al ragazzo scelto dal proprio gruppo come la persona che non berrà alcolici per tutta la serata ed il Bob di turno, mantenendo il suo impegno, si impegna a guidare l'auto in modo sicuro, riaccompagnare gli amici a casa e ricevendo in premio una maglietta. “Non berti la vita!” Questo lo slogan utilizzato per promuovere l'iniziativa con l'obiettivo di far capire ai giovani che è possibile divertirsi senza rischiare. E nell’estate 2014 a “Guido con prudenza” è seguita “#non rischio perché” che ha interessato alcune tra le zone d’Italia maggiormente frequentate dai giovani ed esposte al fenomeno infortunistico (Forte dei Marmi, Tropea, Vieste, Rimini, Lignano Sabbiadoro) e che ha visto i nostri operatori della Polizia Stradale affiancare nell’attività di informazione e sensibilizzazione hostess e stewards della Fondazione impegnanti a realizzare un’attività di “guerrilla marketing” proponendo instant quiz sulla sicurezza stradale e distribuendo gadgets, alcol test monouso e materiale informativo e nei van allestiti da ANIA con simulatori di guida sui quali i giovani si sono cimentati in prove di guida sicure. E con lo stesso obiettivo di richiamare l’interesse dei giovani sui tema della sicurezza stradale e di valorizzare la memoria e tradizione della Specialità, all’iniziativa è stata abbinata la mostra fotografica itinerante della Polizia Stradale “Altra strada non c’è”. 12 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:51 Pagina 13 D rive in Italy, una campagna di integrazione e sicurezza stradale realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Fondazione Ania ed il Ministero dell’Integrazione e con il coinvolgimento di decine di comunità di stranieri residenti in Italia. Partita da Brescia il 12 giugno l'iniziativa, che ha coinvolto 9 città d’Italia, non poteva non passare dall’accogliente e multietnica città di Verona per poi, attraversando Padova, dirigersi al centro e al sud (Reggio-Emilia, Pisa, Perugia, Salerno, Lecce e Crotone). Un corso di guida on line multilingue (inglese, romeno, albanese, cinese e arabo) accessibile tramite il sito internet http://driveinitaly.smaniadisicurezza.it e gratuito, rivolto a tutti gli stranieri in possesso di una patente valida in Italia, che ha dato la possibilità ai 2500 iscritti, in 20 giorni di manifestazione, e a svariate altre migliaia di stranieri che hanno contattato il Pulman Azzurro nel corso delle 9 tappe del tour, non solo di approfondire la conoscenza della normativa ma anche dei comportamenti più opportuni da tenere quando si è alla guida per evitare situazioni di pericolo per se e per gli altri utenti della strada. Ai mille partecipanti più meritevoli che hanno superato il corso di guida on line, è stato offerto gratuitamente un corso di guida sicura per apprendere le tecniche di guida utili ad affrontare situazioni di rischio sulla strada e per migliorare le proprie capacità al volante. I l progetto Biciscuola, giunto nel 2014 alla sua tredicesima edizione, è l’iniziativa correlata al Giro d’Italia e promossa da RCS Sport - La Gazzetta dello Sport”, in collaborazione con la Polizia di Stato e la Federazione Ciclistica Italiana rivolta in esclusiva ai bambini delle Scuole Primaria di tutta Italia. La Polizia Stradale, da sempre scorta di sicurezza del Giro d’Italia, scende in campo anche con il Pullman Azzurro e con l’equipe dei poliziotti/educatori di “Icaro” per incontrare i bambini tra i 6 e i 10 anni, prima nelle scuole e poi negli stand Biciscuola dell’open village in località di arrivo di tappa e per sensibilizzarli all’uso della bicicletta, al fair play, al rispetto per l’ambiente, ai temi della sicurezza e della educazione stradale. Il progetto abbinato ad un concorso, ha offerto la possibilità ai vincitori di partecipare ad una lezione di guida a bordo del Pullman Azzurro della Polizia di Stato e di fare una “gita” con la Polizia che li ha portati dalla partenza all’arrivo di tappa per fargli vivere l’atmosfera del Giro d’Italia. Novità del 2014 è la svolta interattiva di Biciscuola con la presenza sul sito per bambini www.twigis.it che ha permesso un importante incremento dell’interazione e della partecipazione al progetto. 13 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:51 Pagina 14 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:51 Pagina 15 OpuscoloPolizia:Layout 1 04/11/14 10:51 Pagina 16