L’ abbraccio di Gesù disegnato in copertina è l’esperienza del suo amore per ognuno di noi: «Amatevi come io vi ho amato» raccomanda nel vangelo di Giovanni da cui è stato tratto lo slogan per la Quaresima di questo 2007. Nell’introduzione al sussidio per le parrocchie preparato dagli uffici della Conferenza Episcopale Italiana si legge una frase che Paolo VI pronunciò nel Giovedì Santo del 1968: «All’amore ricevuto da Cristo deve seguire il nostro per i nostri simili, per la comunità che ci trova uniti d’intorno a lui. […] Quel come dà le vertigini. Ci avverte che non avremo mai amato abbastanza». L’abbraccio di Dio ci cambia dentro, ci converte, ci rende sicuri di essere amati; il risultato è che ci sentiamo chiamati a restituire l’amore ricevuto al mondo intero… Nell’illustrazione questa esperienza genera un vento che muove le foglie e le sparge, raggiungendo tutti, perché tutti sono nostri fratelli. «In questo tempo di grazia – si legge nella stessa introduzione – il discepolo si lascia purificare dal fuoco della carità divina e, spinto dallo stesso Spirito, diviene apostolo sino ai confini della terra affinché ogni essere umano possa scoprire, anche lui, di essere così tanto amato dal Signore». Sempre guidati dalla Parola di Dio, particolarmente ricca in questo tempo quaresimale, mettiamoci in ascolto di persone che hanno vissuto un’esperienza di amore, e di altre che hanno saputo narrarla e cantarla, per arrivare a trasformare in gesti e atteggiamenti le riflessioni scaturite: vogliamo amare… come tu ci hai amato. Quotidianamente le riflessioni di tanti compagni di strada si fanno preghiera… e siamo invitati a partecipare anche noi, aggiungendo qualcosa sulle righe appositamente lasciate vuote. Nella Settimana Santa lasciamo esprimere chi è stato capace di narrare e cantare l’amore, per meglio prepararci alla Pasqua e alle altre due feste che la richiamano: l’Ascensione di Gesù e la Pentecoste. Nelle pagine centrali è suggerito un piccolo strumento per pregare e… giocare con i nostri bambini. Il cubo della preghiera può diventare un modo simpatico per coinvolgerli: possono aiutare a costruirlo, riempirlo di colori, “tirare il dado” e leggere la preghiera. Iniziamo, insieme, il cammino… «V olgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto». Guardiamo con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono “sangue e acqua” (Gv 19,34)! I Padri della Chiesa hanno considerato questi elementi come simboli dei sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia. Con l’acqua del Battesimo, grazie all’azione dello Spirito Santo, si dischiude a noi l’intimità dell’amore trinitario. Nel cammino quaresimale, memori del nostro Battesimo, siamo esortati ad uscire da noi stessi per aprirci, in un confidente abbandono, all’abbraccio misericordioso del Padre (cfr S. Giovanni Crisostomo, Catechesi, 3,14 ss.). Il sangue, simbolo dell’amore del Buon Pastore, fluisce in noi specialmente nel mistero eucaristico: «L’Eucaristia ci attira nell’atto oblativo di Gesù… veniamo coinvolti nella dinamica della sua donazione» (Enc. Deus caritas est, 13). Viviamo allora la Quaresima come un tempo “eucaristico”, nel quale, accogliendo l’amore di Gesù, impariamo a diffonderlo attorno a noi con ogni gesto e parola. Contemplare “Colui che hanno trafitto” ci spingerà in tal modo ad aprire il cuore agli altri riconoscendo le ferite inferte alla dignità dell’essere umano; ci spingerà, in particolare, a combattere ogni forma di disprezzo della vita e di sfruttamento della persona e ad alleviare i drammi della solitudine e dell’abbandono di tante persone. La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell’amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta “ridonare” al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua. Maria, la Madre del Bell’Amore, ci guidi in questo itinerario quaresimale, cammino di autentica conversione all’amore di Cristo. A voi, cari fratelli e sorelle, auguro un proficuo itinerario quaresimale, mentre con affetto a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica. SS. Papa Benedetto XVI Mercoledì delle Ceneri, 21 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura. «La parola “misericordia” è la composizione di due parole: “miseria” e “cuore”. Misericordia allora ha questo significato fondamentale: amore che guarda alla miseria della persona umana, cioè ha compassione, si prende cura della miseria della persona umana per liberarla» (Card. Carlo Caffarra Arcivescovo di Bologna). Ecco perché Dio è tardo all’ira, benigno e ha pietà! Sceglie sempre la strada del prendersi cura, del liberare perché il suo è un amore misericordioso, che non si stanca mai di aspettare il nostro ritorno a casa, come è ben descritto dall’evangelista Luca nella parabola del figliol prodigo. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Gioele 2,13) Narrare e cantare l’amore «Da chi altri andremo, Signore? Solo Tu hai parole di vita», eppur sempre la strada ci porta a fuggire dal monte del sangue. Il sepolcro ha pesante la pietra e il tuo fianco è squarciato per sempre: come dunque possiamo capire il mistero, se tu non lo sveli? (D.M. Turoldo, Neanche Dio può stare solo, Casale Monferrato, Piemme, 1991) 4 Giovedì 22 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… Signore, il Disegno voluto dal Padre per la nostra salvezza doveva realizzarsi attraverso il tuo dolore e la tua morte. Hai voluto condividere le paure e le angosce che derivano dalle umane sofferenze e dalle nostre piccole “morti” quotidiane. Dacci la capacità d’intravedere la luce e la vita del “terzo giorno”, perché con la Tua morte e resurrezione noi non siamo più destinati ad “una vita senza speranza ma ad una speranza senza fine”. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno. ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 5 (Luca 9,22) Venerdì 23 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza distogliere gli occhi dalla tua gente? Il digiuno che Dio chiede al suo popolo è forse quello di cercare di risolvere alla radice le ingiustizie congenite nel mondo. Non accontentarsi soltanto di curare i feriti delle innumerevoli guerre che insanguinano la terra ma comprenderne le cause e gli interessi di fondo che le hanno generate. Il sentimento di una profonda empatia con le sofferenze di chi è costretto a vedere martoriata la propria famiglia, il proprio popolo, dovrebbe essere la molla di un’indignazione così forte che costringe ad attivarsi per non rassegnarsi più a nessuna guerra. Forse Dio ci chiede proprio questo: coraggio e non rassegnazione! … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Isaia 58,6-7) 6 Sabato 24 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… Gesù non sceglie la via più semplice, non sceglie i “giusti” (anche se forse non ci sono veri “giusti” al mondo). Lui sceglie un impegno diverso, profondo… verso chi è lontano da Lui. Un impegno di amore incondizionato. La Sua è una chiamata per tutti. Anche noi, nella nostra quotidianità, proviamo a scegliere la via che spesso ci sembra più scomoda, proviamo a lasciare le nostre false sicurezze spinti dal Suo esempio: è questo il cammino che ci porterà a comprendere l’impegno che ci riempie davvero la vita. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi. ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 7 (Luca 5,31-32) Prima domenica 25 febbraio Un’esperienza di amore La Parola... Gli egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono, e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele. Molti volontari sono per me riferimenti da cui ricevo aiuto e vicinanza sincera. Non è questione di un aiuto materiale: certo, quando patisci il disagio della strada e a poco a poco cerchi il modo per uscirne, hai bisogno di tutto. Ma quello che più ti manca – o meglio – quello che più manca a me è il rispetto della dignità, anche in condizioni così difficili. I buoni volontari – perché non tutti, malgrado le intenzioni, riescono ad esserlo – sono quelli che sanno trasmetterti questo rispetto per la tua persona e vengono a cercarti per testimoniarti la loro presenza, in assoluta semplicità. Così una o due volte a settimana, al diurno o in dormitorio, si ricreano per te piccole abitudini, piccole frequentazioni, amicizie discrete che ti incoraggiano a riprendere fiducia in te stesso. Penso che chi decide di fare il volontario in un centro per persone senza dimora non può rimanere, poi, chiuso in se stesso, costruire muri – per timidezza o per carattere non so – e farti sentire lontano. Così si diventa volontari “armadi”, volontari “appendiabiti”. Al contrario, il volontario mette in gioco tutta la sua umanità e questo ti aiuta, al di là che si accompagni al pacco viveri o alla sigaretta. Mi commuove sapere che c’è gente che sa andare oltre le apparenze e sa far valere ancora il proprio senso di fratellanza. Un ospite di un centro di ascolto (Deuteronomio 26,6-9) 8 Come tu ci hai amato Il Signore ha ascoltato il grido del suo popolo e le sue sofferenze… In questa testimonianza la nostra buona volontà è giudicata da chi fa parte di quegli “ultimi” che intendiamo servire. All’inizio di questa Quaresima vogliamo scegliere la vita, la dignità delle persone, fuggendo dalla tentazione di una vita più comoda. Il volontariato è un modo concreto per esprimere questa intenzione, ma “mettendo in gioco la nostra umanità”, “facendo valere il nostro senso di fratellanza”, evitando di diventare “armadi” o “appendiabiti”. Narrare e cantare l’amore Non si può amare a distanza, restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere. (Don Luigi Di Liegro) 9 Lunedì 26 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Matteo 25,40) Gesù non ha dubbi: dice di scegliere il più piccolo, l’ultimo, proprio come Lui per primo ha accolto le nostre miserie, le nostre povertà, la nostra debolezza e si è identificato con noi e ci ha amati incondizionatamente. La scelta, l’impegno e il servizio per i più poveri devono nascere dalla consapevolezza che ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa di grande per l’altro. Attraverso atti di carità, saremo benedetti e riceveremo in eredità il Regno preparato per noi fin dalla fondazione del mondo. Non dobbiamo allora avere paura: lasciamoci scomodare dal “piccolo”, apriamo il nostro cuore, diventiamo protagonisti di Amore, e accogliamo con umiltà chiunque chiede il nostro aiuto, seguendo l’esempio di Gesù, diventando così testimoni autentici. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 10 Martedì 27 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… «Come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12)… lo ripetiamo spesso, Signore! Tu stesso ci suggerisci un metro di paragone che non ci lascia scampo! Eppure quanti macigni sono ancora lì alla porta della nostra anima. Quella situazione, quella persona… Come posso usare la stretta giustizia per mio fratello e chiedere per me misericordia? Insegnami a perdonare perché ho gustato la Tua tenerezza, perché anch’io mi scopro fragile, infedele, anch’io continuo a sbagliare. Insegnami a perdonare non dall’alto della mia giustizia, ma dall’umiltà che viene dal tuo perdono. Concedimi di non tradire il Tuo Amore. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe. ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 11 (Matteo 6,14-15) Mercoledì 28 febbraio ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece. (Giona 3,10) Giona è ciascuno di noi. Chiamati ogni giorno a dare testimonianza della speranza che è in noi, fino agli estremi confini della terra. E quando la nostra testimonianza non è accolta, o peggio è apertamente disprezzata, viene da pensare come Giona: perché non li punisci? Eppure Dio non è vendetta, non sceglie la punizione che umilia, diminuisce, disumanizza. Lui è sempre per l’uomo. Dietro la sua misericordia c’è l’amore per l’uomo, per il suo riscatto umano e sociale, non le catene ma la libertà. Siamo noi che invece a volte scegliamo le catene, incapaci come siamo di perdonare gli altri e noi stessi, consegnandoci a tristi circoli viziosi capaci di tirar fuori da noi il peggio e il peggio ancora. Basterebbe alzare gli occhi dal nostro ombelico, conoscere e riconoscere la pietà del Padre che ci accoglie di nuovo. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 12 Giovedì 1° marzo ... si fa riflessione e preghiera… Il Signore dona sempre più di quello che noi desideriamo, aspettiamo o possiamo pensare: è il centuplo, è l’inatteso che nella vita di tutti i giorni riceviamo, a volte senza neanche rendercene bene conto, quasi considerando il dono come un qualcosa di dovuto. L’importante, allora è saper chiedere al Signore, in atteggiamento di umiltà e fiducia, ciò che di più bello ha disegnato per noi e per la nostra vita. E poi, sempre, ringraziare, certi che solo un Padre buono può rispondere con tanta generosità alla nostra preghiera. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 13 (Matteo 7,11) Venerdì 2 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Nessuno di noi è un criminale, tanto meno un omicida. Eppure la nostra lingua! quanto può ferire! Quante volte, anche senza volerlo, le nostre parole hanno il solo risultato di ferire, spegnere, abbattere, smorzare entusiasmi; oppure siamo portati a giudicare, dall’alto della nostra “giustizia”, soprattutto quando aiutiamo qualcuno. Ma come facciamo noi a sapere cosa è giusto, cosa è meglio per lui, quale è il bene per tutti? Come possiamo senza metterci davanti al Signore? Perdonaci, Signore, fa’ che la nostra giustizia, il nostro modo di valutare possa superare la giustizia dei “farisei”, degli uomini che eravamo prima di incontrarTi. Quell’incontro che ci rende servi simili al Tuo Figlio Gesù, disposti a fermarci a pensare prima di aprire bocca «… non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta...» (Is 42,3) a guardare negli occhi ognuno con il massimo rispetto della sua dignità di uomo e figlio di Dio. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Matteo 5,21-22) ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 14 Sabato 3 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Quanto mi costa salutare quella persona che non sopporto! E ancora di più perdonare quel tizio che mi ha fatto quel torto. Non lo sopporto, mi sta antipatico a pelle! Perché dovrei amarlo? Già, perché?! Umanamente siamo portati a voler bene alle persone che ci sono vicine nei momenti di difficoltà, a ricambiare la loro gratitudine, insomma a pareggiare i conti. Ma Gesù ci dice che l’amore non ha prezzo, non può essere una merce di scambio. L’amore va condiviso, l’amore va donato. Quando si ama si è sulla via della perfezione ed è solo non dettando delle condizioni che questo amore ci porta a Lui. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. (Matteo 5,46-48) 15 Seconda domenica 4 marzo Un’esperienza di amore La Parola... La nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose. Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi! (San Paolo ai Filippesi, 3,20-4,1) Tutto procedeva normalmente. I nostri tre figli, Francesco, Vincenzo e Gabriele, da crescere, la casa e il lavoro. Il nostro rapporto con Dio e con gli altri, non immediatamente prossimi, relegato al tempo “libero”, cioè quando non c’era altro di più “importante” da fare. E per una mamma che lavora il tempo libero è poco. All’età di due anni, il più piccolo, Gabriele, in seguito a un tumore intramidollare entra in coma e così inizia una precipitosa e tragica discesa nel baratro del non senso di un dolore innocente, dell’inutilità di tutte quelle certezze che in quel momento si rivelarono vanità. La speranza di un miracolo ci portò a rivolgerci con fiducia a Maria e così lentamente iniziò una salita verso quella che cominciavamo a intuire come una luce gentile. Maria ci ha fatto, e lo fa a ciascuno di noi, il dono più importante della nostra vita: suo figlio Gesù. Cominciò così la nostra salita verso il Tabor. La legge e i profeti dell’Antico Testamento iniziavano nella nostra vita ad assumere il sapore nuovo dell’Amore e la passione e morte di Cristo ci rivelavano il grande mistero del donarsi, aprendoci una strada impensabile e piena di gioiose sorprese nella nostra sofferenza. Nel tenero e materno grembo della Chiesa che ci custodisce, ci nutre e ci “educa” all’amore, il Padre indica il Figlio manifestando il suo amore per noi. Gesù offre il suo dolore innocente perché ogni creatura possa diventare figlia di Dio. In questo modo ci è svelato che l’amore del Padre per noi è così grande da assumere la fragilità della condizione umana, così grande da diventare compagno nelle tante strade della sofferenza: Dio onnipotente si fa fragile per amore! Questa rivelazione non può che trasfigurare la nostra vita, la nostra maniera di essere. Il tempo “libero” è colmato dalla gioia del condividere con i fratelli, la sorpresa per un Bene infinito e universale: il tempo dedicato agli altri diventa importante. Per me 16 questa scoperta ha significato l’impegno nell’ufficio pastorale disabili e nella Chiesa di Palermo. I tanti fratelli incontrati in questo faticoso ma irrinunciabile servizio sono dei piccoli pezzi unici e originali che insieme costituiscono il volto di Cristo trasfigurato dall’amore. Una famiglia Come tu ci hai amato Il corpo di Gesù si trasfigura facendo vivere una straordinaria esperienza agli apostoli che lo hanno accompagnato. Questa famiglia ha saputo trasfigurare la difficoltà e il dolore trasformandoli in un’esperienza di condivisione. Guardare il proprio figlio, e chiunque soffre di una disabilità, con gli occhi di chi sa vedere oltre, vuol dire restituire dignità e valore in una società in cui conta solo l’esteriorità. Siamo interrogati sul nostro rapporto con la disabilità: accanto a noi una famiglia sta facendo fatica, forse noi stessi abbiamo un’esperienza diretta da rivalutare e dalla quale trarre forza per impegnarci e mettere così a servizio di tutti la sensibilità che ne deriva. Dedichiamo del tempo a questi fratelli “piccoli pezzi unici e originali che insieme costituiscono il volto di Cristo trasfigurato dall’amore”. Narrare e cantare l’amore Una volta si insegnava che bisognava amare il prossimo “per amore di Dio”. A me non sarebbe piaciuto, di essere amato per amore di qualcun altro! Poi mi è stato spiegato: “Ama il prossimo come Dio ti ha amato”, con quello stesso Amore, così mi va bene. (Mons. Giovanni Nervo) 17 Lunedì 5 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato. (Luca 6,36-38) Signore, vivendo insieme ogni giorno scopriamo che perdonarci non è un atto che facciamo per sentirci buoni, per obbedire a una Tua legge; il Tuo è un consiglio di Padre amorevole, un Padre che sa che solo vivendo di amore l’uomo giunge al proprio bene. Quando ci sono contrasti tra noi e ognuno resta arroccato nel proprio orgoglio stiamo male, per salvare il nostro amor proprio facciamo del male alla parte più profonda di noi stessi. Quando invece superiamo il nostro egoismo e ci ricordiamo che ci siamo scelti per amarci e onorarci tutti i giorni della nostra vita e ci perdoniamo, ecco che il cuore riprende fiato, lo stomaco si riapre, la mente si libera: la nostra unione torna ad essere una lode, un inno all’Amore! … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 18 Martedì 6 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Nelle nostre preghiere siamo soliti dirti: «Signore, se hai bisogno di noi, delle nostre mani per aiutare qualcuno, della nostra casa per ospitare qualcuno, della nostra dispensa per sfamare qualcuno, vieni, bussa alla nostra porta, serviti di noi». Tu ci hai fatto il dono di venire nella nostra famiglia, di servirti della nostra piccolezza. Ma forse oggi ci stai dicendo che non è sufficiente aprirti la porta di casa e del cuore quando ci vieni a cercare, forse vuoi da noi qualcosa di più: «Ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova». Tu ci inviti a fare noi il primo passo, ad essere ricercatori, a desiderare di alleviare le sofferenze di chi non ha la forza di venire a chiedere aiuto, ad anticipare le richieste dei nostri fratelli più piccoli, per portare nel nostro tempo il tuo Regno e far assaporare fin da ora le cose di Dio. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. ___________________________________________________________________________________________________________ (Isaia 1,16-17) ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 19 Mercoledì 7 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti. Ci siamo seduti una di fronte all’altro e ci siamo chiesti reciprocamente: «ti senti mai dominato da me? Ti sembra qualche volta che voglia essere più forte e “vincere” su di te?». Con gioia ci guardiamo e siamo concordi nello scuotere il capo: no, questo non avviene mai. Ma alla domanda successiva: «Mi avverti al tuo servizio, in piena libertà e per scelta d’amore servo e schiavo, in ascolto delle tue esigenze e dei tuoi bisogni più profondi, pronto a dare fino in fondo la mia vita per te?». Ci sorridiamo e ci guardiamo con misericordiosa e sincera onestà: abbiamo ancora tanta strada da fare sulla via dell’amore, c’è ancora tanto da imparare alla scuola del tuo Vangelo! Signore, accompagnaci in questo cammino perché solo Tu, che hai dato la Tua vita per la nostra salvezza, puoi esserci maestro e guida. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Matteo 20,25-28) 20 Giovedì 8 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La nostra giornata trascorre al ritmo del lavoro, del portare i figli a scuola, dell’andare a prenderli a basket, del pediatra e del dentista, del ripassare le tabelline, stendere il bucato mentre si aspetta che la pasta sia cotta… come possono essere vissute le parole del salmo che ci invita a meditare la legge del Signore giorno e notte? Che sia un invito rivolto solo a chi abita i monasteri o le sacrestie? Troppo spesso diamo a Dio ritagli del nostro tempo, gli sgoccioli della nostra giornata: ma Colui davanti al quale abbiamo promesso di amarci ogni giorno e dal quale ci proviene la forza per mantenere l’impegno preso, Lui che ha scelto di incarnarsi nel nostro quotidiano e di amare e salvare ogni momento della nostra vita, deve essere il centro della nostra giornata! Allora proviamo a ribaltare il nostro modo di “vedere” il tempo quotidiano: i dieci minuti in cui leggiamo la Parola al mattino, la S. Messa domenicale, i momenti di preghiera comunitaria a cui partecipiamo durante la settimana, la preghiera ai pasti e gli attimi in cui nel cuore ci rivolgiamo al Padre per raccomandare i nostri figli, i familiari, il mondo intero con i suoi conflitti, questi sono il centro della nostra giornata! Gli sgoccioli e i ritagli di tempo diamoli al “daffare”, tenendo sempre al centro Gesù e il suo amore per gli uomini. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 21 La Parola... Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. (Salmo 1,1-2) Venerdì 9 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”? (Matteo 21,42) La nostra vita a due, l’amicizia e l’amore tra noi, sono il centro della nostra famiglia, è ciò per cui tutto quello che viviamo ha un senso: è paragonabile ad una casa che abbiamo cercato di costruire fidandoci della Parola di Dio, attingendo energia, amore e forza dal Padre. Ma se osserviamo bene questa costruzione, vediamo che in mezzo alle pietre lisce e squadrate dell’ascolto, della comprensione, del perdono, ci sono anche le pietre irregolari e ruvide della crisi, del pianto, dell’incomunicabilità. E queste pietre sorreggono e fortificano la nostra casa al pari delle altre, la rendono vera e autentica, icona della misericordia infinita di Dio, testimonianza vivente della Sua onnipotenza. Contemplandola anche noi, come Maria, cantiamo il Magnificat e sappiamo che niente è andato perduto, Signore, del nostro cammino! … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 22 Sabato 10 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Nessuno è come te, Signore. Tu ci ami a tal punto da perdonarci sempre. Il tuo amore per noi è così grande e il desiderio di stare con noi così forte che rinunci all’ira e vieni a noi con misericordia. Signore, ti preghiamo perché anche noi ci possiamo amare come tu ci ami. Donaci il tuo amore perché il nostro desiderio di amarci possa aprirci e farci perdonare l’un l’altro. Quando siamo offesi da qualcosa che il nostro coniuge ci ha fatto, è meraviglioso ritrovarsi dopo essere perdonati. Fa’ che si riducano sempre di più, fino a sparire, i momenti in cui ci facciamo prendere dall’ira, perché abbiamo provato che è piacevole usar misericordia. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Qual dio è come te, che togli l’iniquità e perdoni il peccato al resto della tua eredità; che non serbi per sempre l’ira, ma ti compiaci d’usar misericordia? ___________________________________________________________________________________________________________ (Michea 7,18) ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 23 Terza domenica 11 marzo Un’esperienza di amore La Parola... Allora disse al vignaiolo: Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché io lo zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai. (Luca 13,7-9) Da novembre sto prestando servizio in un progetto Caritas chiamato Progetto Lacè che interviene sui minori rom nel quartiere di Quinto Romano. Il progetto prevede anche sostegno e rapporti con le famiglie e gli adulti, ma il mio intervento e quello dell’équipe in cui sono inserita è rivolto soprattutto a minori, e in particolare ad adolescenti rom maschi e femmine. Con le adolescenti femmine che non hanno mai avuto la possibilità di andare a scuola, o che hanno frequentato la scuola solo per poco tempo, svolgiamo attività di alfabetizzazione ogni mercoledì mattina, recandoci al campo dove vivono. Questo è uno dei momenti più belli: le ragazze sono molto contente di vederci e di fare scuola. Ci accolgono sempre sorridenti ed hanno tantissima voglia di leggere e scrivere, ma non solo: con loro facciamo anche laboratori creativi, per creare anelli con perline, scatole con il découpage, uncinetto… Accumulato un po’ di materiale, abbiamo deciso di vendere la nostre creazioni allestendo una bancarella: le ragazze si sono scatenate a vendere e a parlare italiano! Con il ricavato siamo andate tutte insieme a mangiare una pizza al ristorante… loro erano bellissime ed elegantissime e le loro mamme le hanno lasciate con noi fino alle 23.30: una conquista dato che le prime volte dovevano rientrare entro le 21.30! Con gli adolescenti maschi le attività vengono svolte all’oratorio del quartiere di Quinto Romano, poco distante dal campo. L’attività principale è il supporto scolastico. Non si fanno semplicemente i compiti per il giorno dopo, ma attività complementari di supporto. All’inizio ero molto tesa e insicura in tutte queste attività. Il supporto è particolarmente difficile, perché richiede l’instaurasi di un rapporto uno a uno, e questo non è facile! Ma in realtà, superate le prime difficoltà di ambientamento, anche questo momento è molto bello. Ho imparato a essere contenta e soddisfatta (anzi, al settimo cielo!) per cose che forse in altri contesti sono 24 insignificanti o banali, ma che in questa esperienza rappresentano i segni di un apprezzamento e di una fiducia notevoli nei confronti di una come me: in fondo sono gagie (non-rom) ed ho pure i capelli corti, fatto inconcepibile per le donne rom che di solito li hanno lunghi! È stata ed è un’esperienza totale, mi ha cambiata nel profondo, mi ha segnato e messo in gioco fino in fondo. Non saprei dire esattamente cosa mi porto a casa… una ricchezza immensa a livello formativo, umano e culturale. Un’umanità così forte e presente che non può lasciarti indifferente, che ti trascina con la sua energia, con i suoi colori forti e vivaci e non sempre allegri, con la sua forza e i suoi sguardi, con i suoi riti e le cose non dette… Una ragazza in Servizio Civile Come tu ci hai amato In risposta alla pazienza proposta nell’odierna pagina del vangelo, una ragazza ci racconta un’esperienza di paziente, perseverante educazione dei giovani rom che diventa occasione di crescita e di conversione per sé. Proporre ai giovani esperienze forti, in cui verificarsi e contemporaneamente sentirsi utili, mettendo a disposizione le proprie risorse, può essere più importante di tante raccomandazioni e paternali. Nelle famiglie, nelle parrocchie, senza paura che si trasformino in “tempo perso”, andiamo alla ricerca di queste esperienze, organizzando poi momenti in cui gli stessi giovani trovino occasione di condividere quanto appreso con gli altri. 25 Narrare e cantare l’amore No, credere a Pasqua non è giusta fede: troppo bello sei a Pasqua! Fede vera è al venerdì santo quando Tu non c’eri lassù! Quando non una eco risponde al tuo alto grido e a stento il Nulla dà forma alla tua assenza. (D.M. Turoldo, Canti ultimi, Milano, Garzanti, 1991) Lunedì 12 marzo San Massimiliano ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito. Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e si presentò a lui dicendo: “Ebbene, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele”. Se mi sento forte, Signore, ricordami di inginocchiarmi, se parlo, ricordami le mie parole inutili, se mi sento arrivato, ricordami di ripartire, se mi sento giusto, ricordami che aspetti di potermi perdonare. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Secondo libro dei Re 5,14-15) 26 Martedì 13 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Quando ascoltiamo i nostri figli, o Dio, mostriamo la tua delicatezza, quando li perdoniamo, parliamo loro della Tua fedeltà, quando soffriamo, testimoniamo la Tua croce, quando ci inginocchiamo, raccontiamo il Tuo desiderio di intimità, quando ci commuoviamo, riveliamo il Tuo cuore. La Parola... … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ Allora Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. (Matteo 18,21-22) 27 Mercoledì 14 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Quando amiamo, i nostri figli mostriamo loro la Tua bontà, o Dio, quando giochiamo, parliamo della Tua simpatia, quando li accarezziamo, testimoniamo la Tua tenerezza, quando li lasciamo essere se stessi, raccontiamo la Tua libertà, quando li correggiamo, riveliamo la Tua giustizia. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Matteo 5,19) 28 Giovedì 15 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Se rincorro illusioni, Signore, ricordami la Tua speranza, se ti credo assente, ricordami che mi cammini accanto, se mi riconosco peccatore, ricordami che stai festeggiando, se temo le critiche, ricordami che mi vuoi libero, se mi sento confuso, ricordami di fidarmi. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. ___________________________________________________________________________________________________________ (Luca 11,23) ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 29 Venerdì 16 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Se mi sento importante, Signore, ricordami che preferisci gli ultimi, se mi sento stanco, ricordami il dolore di chi non può aspettare, se la mia fede è poca, ricordami di pregare, se tento di salvare la mia vita, ricordami di perderla. La Parola... Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Marco 12,32-34) 30 Sabato 17 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Se mi sento solo, Signore, ricordami che stai bussando alla mia porta, se mi sento invidioso, ricordami i talenti che mi hai riservato, se mi sento deluso, ricordami che aspetti di consolarmi, se ti rimprovero, ricordami che non so cosa è meglio per me, se rincorro illusioni, ricordami la Tua speranza. La Parola... … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà. Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci farà rialzare e noi vivremo alla sua presenza. ___________________________________________________________________________________________________________ (Osea 6,1-2) 31 Quarta domenica 18 marzo Un’esperienza di amore La Parola... Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò… E cominciarono a far festa. (Luca 15,20.24b) Da fidanzati parlavamo spesso di come sarebbe stata la nostra famiglia e ci chiedevamo che cosa il Signore avesse in serbo per noi: ci siamo conosciuti in un gruppo di volontariato, camminando insieme con i giovani disabili della nostra diocesi, e non ci ha mai sfiorato l’idea che il matrimonio fosse una faccenda che riguardasse solo noi due. Non c’è stato il tempo di soffermarci su questi interrogativi, perché dopo nemmeno quattro anni dal giorno in cui ci siamo sposati avevamo già tre figlie, risposta chiara ed inequivocabile del servizio che il Signore ci chiedeva di fare. Un servizio nascosto, più normale rispetto ad altre scelte di vita, “giocato” dentro le pareti di casa tra pannoloni, bagnetti, tabelle di svezzamento e inserimenti al nido, un servizio che per anni ci ha voluto (e a volte ci è sembrato che ci costringesse) tagliati fuori dagli amici, dalla parrocchia, da momenti di svago, perché ogni volta che programmavamo di uscire c’era Anna o Maria o Teresa con la febbre… A distanza di qualche anno, la nascita di Tommaso ci ha definitivamente “consacrato” famiglia numerosa, agli occhi della gente una famiglia strana, esagerata (“ancora con la pancia!?!”… “volevate il maschio, eh?!”… “ma come si fa col mondo che c’è oggi?!”), ai nostri occhi una famiglia che aveva senso solo perché si fidava di Dio e da Lui riceveva forza, vita, energia, amore. L’amicizia con le famiglie dell’Associazione Famiglie Numerose, che come noi si sono aperte alla vita con generosità e fiducia, ci ha scaldato il cuore e ci ha fatto dire tante volte «Quant’è bello e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!» (salmo 132). Guardiamo Anna che muove i primi passi nel mondo, intesse relazioni e amicizie in cui noi non abbiamo parte, con la stessa emozione con cui l’abbiamo guardata staccarsi e fare qualche passetto incerto verso di noi. Ci rendiamo conto della nostra paura di vederla fragile, traballare e cadere in qualche scelta 32 Narrare e cantare l’amore sbagliata. Vincendo la tentazione di “trattenerla” e proteggerla, scegliam,o per lei e per gli altri figli, di partorirli ogni giorno alla vita e di affidarli alla protezione del Padre. Una “famiglia numerosa” Come tu ci hai amato Partorire i figli ogni giorno, affidandoli alla protezione del Padre può voler dire accettare anche scelte diverse e difficili, che non condividiamo, senza perdere la speranza. Questa famiglia ha deciso di sfidare i ragionamenti che troppo spesso tutti fanno sul costo dei figli in termini di tempo, di occasioni perdute, di garanzia economica… Invece di giudizi, le famiglie numerose o quelle che faticano a provvedere ai propri bambini hanno bisogno di vicini ospitali e disponibili, pronti a mettersi a servizio, anche per piccole necessità. Qualche nonno o nonna soli possono così ritrovare la gioia di un nipotino… Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere anche oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, mi piacerebbe che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a quel Paese. (…) E anche te, amico dell’ultimo minuto, che non sapevi quel che facevi. Sì anche per te voglio prevedere questo Grazie e questo Addio. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in Paradiso, se piacerà a Dio, nostro Padre comune. Amen. Insciallah. (P. Christian De Chergé, priore di Notre-Dame d’Atlas, assassinato il 21 maggio 1994 33 Lunedì 19 marzo San Giuseppe ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Ma il funzionario del re insistette: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”. Gesù gli risponde: “Va’, tuo figlio vive”. Quell’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. Credere e mettersi in cammino sono le declinazioni dell’amore. Così fece anche Giuseppe, l’uomo giusto che ha amato quell’insolito disegno rivelatogli dal Signore. È possibile amare tutto: una parola, un gesto, una speranza, un’attesa, una promessa. Che sempre crediamo e chiediamo a te, Signore, di scendere, di venire prima che si spenga qualcosa nella nostra vita e nella vita del fratello, della sorella e possa fiorire e diventare visibile quell’amore col quale tu ci hai amati. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Giovanni 4,49-50) 34 Martedì 20 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Continua il nostro pellegrinaggio dell’amore, oggi con l’invito a prendere su “qualcosa” che è il segno della nostra fragilità, ma accompagnato da un interrogativo che è già compimento: «Vuoi guarire?» Sappiamo che in tutti noi la risposta è pronta: «Sì, Signore, vogliamo guarire, ma…». C’è sempre un ma che in noi blocca il nostro desiderio. Nel cammino dell’amore possa diventare, Signore, più libera e pronta la nostra adesione a nuovi percorsi che dicono la svariata fantasia del dono e della condivisione. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Gli disse: “Vuoi guarire?”. Gli rispose il malato: “Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me”. Gesù gli disse: “Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina”. E sull’istante quell’uomo guarì e, preso il suo lettuccio, cominciò a camminare. (Giovanni 5,6-9) 35 Mercoledì 21 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio del suo grembo? Anche se vi fosse una donna che si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai. Nella Tua custodia materna, o Signore, possiamo camminare e crescere nella fede; per arrivare a gioire della realtà più semplice e grande che colma tutta la nostra vita: quella di sentirci e di essere figli amati, figli che abitano il pensiero di Dio. Che in questo tuo pensiero si incontrino i vicini e i lontani, e nessun confine, di ogni genere, faccia più da ostacolo alle nostre relazioni: come figli amati ci scambieremo il dono ricevuto e anche noi sapremo ricordarci di chi ci è accanto, di chi attende di sentirsi chiamare “Figlio”. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Isaia 49,15) 36 Giovedì 22 marzo ... si fa riflessione e preghiera… È vero, Signore, che siamo tuoi, siamo il tuo popolo, i tuoi figli e il tuo ricordo ci fa vivere. È un ricordo che si trasmette di generazione in generazione, è un amore che si fa cura e dedizione. Aiutaci ad abbandonare tutti i nostri propositi di male e rendici tuoi servi, fedeli a quella parola che ha costruito la storia della salvezza e che anche oggi chiede di passare di padre in figlio, da fratello a fratello, da vicino a lontano. Aiutaci ad entrare nella generazione dei figli salvati perché amati e perché amanti. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricordati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi… ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 37 (Esodo 32,12-13) Venerdì 23 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né credono alla ricompensa delle anime pure. Dimorare nel Tuo pensiero, Signore, è conoscere anche il “Tuo” segreto, il Tuo sogno, la Tua sete di salvezza per ogni uomo. Quando la nostra malizia ci acceca, Tu apri i nostri occhi; quando ci dimentichiamo di essere chiamati alla santità vera, Tu riaccendi la nostra speranza; quando non cerchiamo la purezza del cuore, Tu rendi più forte la nostra fede. Allora i nostri pensieri assomiglieranno ai Tuoi pensieri e il Tuo segreto sarà il nostro segreto. Allora anche noi avremo un’unica sete di salvezza e saremo con Te e come Te dalla parte dell’uomo. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Sapienza 2,21-22) 38 morte di Mons. Romero, memoria dei martiri missionari Sabato 24 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Il Tuo nome, Signore, è “Dio salva”, questa è la nostra scorta nel viaggio della fede, questo il nutrimento del nostro debole amore. Sappiamo di avere in Te una difesa, poiché Tu stai per essere “innalzato” a nostra difesa per sempre, fino alla fine dei secoli. La Tua vita donata e immolata non sarà causa di tristezza e di sconfitta, ma lode e gaudio, principio di ogni giustizia: perché la verità dimora nell’amore, e l’amore è dono senza misura. Tu ci hai parlato così, come altri nostri fratelli e sorelle: i testimoni dell’amore ci dicono che è possibile non trattenere niente per noi stessi, neanche la nostra vita. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 39 La Parola... La mia difesa è nel Signore, egli salva i retti di cuore. Loderò il Signore per la sua giustizia e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. (Salmo 7,11.18) Quinta domenica 25 marzo Un’esperienza di amore La Parola... Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanche io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”. (Giovanni 8,10-11) Un giorno un uomo si è avvicinato e mi ha detto: «lo sai, ieri mi è nato un figlio ed ora è lì nella tenda… ma ancora non ha un nome. Puoi suggerirmene qualcuno?» … ho pensato ad un bambino fortunato e mi è venuto in mente Luca. Non pensavo a nessuno di mia conoscenza, ma quel nome mi è sembrato adatto. Gliel’ho detto e a lui è piaciuto subito. Probabilmente lo scriveranno con la K perché qui la C è solo un suono dolce (infatti spesso pronunciano Ciaritas), ma non importa, va bene lo stesso! Insomma ora in quel campo c’è un piccolo Luca… Dopo pranzo il padre mi ha chiesto se volevo andare nella tenda a conoscerlo. Ho accettato subito e siamo andati. Passo spesso tra queste tende ma mai fino a quel momento mi era capitato di entrare, invitata, in una di esse. Il piccolo Luca era in braccio alla mamma: una bella ragazza indonesiana, di Nias, dall’aria forte e sana, nonostante tutto. E intorno a lei c’erano altri quattro bambini. Cinque figli ora, con Luca. Erano contenti di vedermi o almeno così sembrava. I bambini sorridevano e scherzavano con me: spesso gioco con loro e forse un po’ hanno imparato a conoscermi. Ero lì con la mamma e i bambini nello spazio di circa quattro metri quadri in cui vivono e ricevono ospiti. La donna mi raccontava di aver partorito da sola, nella tenda, quest’ultimo bambino così come tutti gli altri. Ero lì, esterrefatta, ad ascoltarla e intanto la osservavo: un corpo sano, credo ancora molto giovane nonostante le tante gravidanze e una solidità nello sguardo e nel fisico che deve essere il suo segreto. Queste mamme sono lì, quasi tutto il giorno con i bambini in braccio, senza impazienza nello sguardo e nelle movenze: come belle statue di gesso! E mentre prendevo in braccio Luca, che nel frattempo ha deciso di farmi un regalino di benvenuto…, uno degli altri bambini ha iniziato a chiedermi soldi in maniera scherzosa e sorridente, perché potevo vedere da sola come erano poveri. Il tutto scher40 zoso, breve, diretto, con il sorriso sulle labbra e nei movimenti del corpo: senza recriminare né offendere. Ancora con Luca in braccio, ma questa volta lo sguardo rivolto a lui, ho iniziato a spiegare: «Non sono molto ricca io, non così tanto da potervi aiutare tutti da sola. Ma… lo vedi, sono qui (saya disini) per Caritas. E stiamo costruendo nuove case per voi. Quindi a piccoli passi, la vostra vita migliorerà. Si passerà dalla tenda ad una casa con pavimento e finestre. Una bella casa in legno e ferro. E poi un po’ più in là nel tempo ad un’altra casa un po’ più grande che costruiremo… insieme. Dovremo collaborare nel modo migliore ed essere amici». Mi hanno lasciata andare ringraziando e sorridendo. Un’operatrice di Caritas Come tu ci hai amato Questa ragazza ha accettato con semplicità l’invito inconsueto di una famiglia poverissima. Non si è azzardata a giudicare le loro intenzioni, ma ha partecipato con gioia ai loro momenti felici, spiegando pazientemente, al momento opportuno, quello che poteva condividere con loro. Spesso parliamo dei poveri come fossero altro da noi, e stigmatizziamo i loro comportamenti criticandoli pesantemente. Scivolare nella povertà, anche da condizioni fortunate, è più semplice di quanto sembri: un licenziamento, una spesa improvvisa e inaspettata, una separazione coniugale, un figlio in difficoltà, un parente con una pesante dipendenza da alcool, droga o altro… Proviamo ad impegnarci in un servizio di mensa o di dormitorio per senza-dimora: scopriremo così una dimensione nuova della povertà e comprenderemo meglio i drammi di chi vive sulla strada. 41 Narrare e cantare l’amore Sono stasera insieme a voi per dire: in questa sala siede una quota di assassini, di ladri, di bugiardi, di suicidi e io sono fratello di ogni peggio che sta in un uomo, dentro di me e in ognuno, da fratello gemello. Non sono il giudice del figlio di mio padre, non sono il suo guardiano. Amo chi d’improvviso si vergogna butta le mani in faccia e così sconta. (Erri De Luca) Lunedì 26 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Signore, che io possa riconoscerti ogni giorno come lampada ai miei passi e luce sul mio cammino; come l’unica luce che può illuminare la mia mente, il mio cuore, le mie parole, le mie azioni. La Parola... … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Giovanni 8,12) 42 Martedì 27 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Questa parola la sentiamo vicina anche oggi, nel presente che viviamo. Signore Tu non ti stanchi di ascoltare il gemito del nostro cuore prigioniero. Cosa ci imprigiona? L’egoismo, la gelosia, l’invidia, la sfiducia, la tristezza, la maldicenza. Vieni, Signore, a liberare il cuore di ogni uomo e di ogni donna da queste insidie mortali: soltanto Tu puoi guarirci. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario, dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il gemito del prigioniero, per liberare i condannati a morte. ___________________________________________________________________________________________________________ (Salmo 102,20-21) 43 Mercoledì 28 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Se rimarrete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. Vogliamo amarti e seguirti, Signore; ma come desideri essere amato? In primo luogo attraverso l’ascolto costante della Tua parola. Un bisogno fondamentale di ogni cuore è quello di essere ascoltato dalla persona amata e anche il Tuo cuore desidera essere ascoltato: «Rimanete fedeli alla mia parola!» Vogliamo prenderci cura di Te e della Tua parola, ogni giorno donaci la capacità di dimorare con la Parola, di sostare in/con essa. La Tua parola ci guidi alla vera libertà interiore. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Giovanni 8,31-32) ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 44 Giovedì 29 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Signore, Tu per primo ci hai cercato e hai messo nel nostro cuore la nostalgia per Te. Tu da sempre hai compiuto meraviglie in coloro che hanno saputo accoglierTi con un cuore docile e umile. L’esempio dei nostri Padri nella fede, dei profeti, di Maria, testimoniano questo e insieme a loro desideriamo farne memoria; vogliamo custodire il ricordo dei Tuoi prodigi e cantare con la vita le meraviglie che hai compiuto in ciascuno di noi. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca. (Salmo 15,4-5) 45 Venerdì 30 marzo ... si fa riflessione e preghiera… La Parola... Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore. Che io possa sentire risuonare nel mio cuore, durante questa giornata, le parole di questo salmo. Anch’io con il salmista voglio ripetere «Ti amo, Signore, in Te trovo forza e vigore, Tu sei l’unica roccia che non viene mai meno, a Te voglio appartenere. Ti affidiamo le nostre debolezze, sapendo che Tu ci aiuterai a portarle senza vergogna, e con forza libererai il nostro cuore». … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Salmo 18,2-3) ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 46 Sabato 31 marzo ... si fa riflessione e preghiera… Tu sei un Dio che ama la pace e hai voluto instaurare con noi una alleanza di pace. Le relazioni tra noi sono fondate sulla pace o sono una lotta per il potere e per la prevaricazione? Resta con noi, Signore, perché solo se ti custodiamo nel cuore sapremo donare pace a chi incontriamo e scopriremo che ogni giorno sarà possibile vivere relazioni pacifiche. … per ognuno di noi ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Farò con loro un’alleanza di pace, che sarà con loro una alleanza eterna. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. (Ezechiele 37,26) 47 Domenica delle Palme 1° aprile Un’esperienza di amore La Parola... Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati. (Isaia 50,4) Non fanno clamore i miracoli dei nostri tempi, anzi, spesso non li vede nessuno. Eppure sono dell’ordine del quotidiano. Come Lionel, dietro al volante di quell’unica macchina che passa su quella stradina sperduta sulla quale ci ritroviamo senza alcun’idea della direzione da prendere. Facciamo l’autostop per Lione: come raggiungere la strada nazionale che ci fa andare avanti? Il suo sguardo meravigliato, “siete proprio fuori circuito”, due minuti di silenzio, capisce che senza di lui siamo bloccate, esita ancora un istante e poi: «salite, vi porto all’incrocio che vi fa ripartire». Lo fa dopo una giornata, una settimana di lavoro; sta rientrando ora, parte alle quattro del mattino col suo camion che gli fa percorrere la Francia in lungo e in largo. È uno che viaggia, Lionel, e forse è per questo che la vita gli pone ancora delle domande. Non si aspetta risposte da noi, gli basta quello spazio di ascolto nel quale far cadere come gocce le sue parole, le sue frasi ancora informi che dice, che ridice, si interrompe… Procede a tentoni Lionel, la verità bisogna toccarla, lui lo sa senza che nessuno gliel’abbia mai detto. È da tanto che abbiamo ritrovato la nazionale sette, è da tanto che doveva farci scendere. Ma non si ferma, in fin dei conti non aveva alcun programma per il pomeriggio, può portarci fino a Lione, uno spazio di cento chilometri, gratuito come la fiducia che ci permette di entrare nel mistero di un uomo. Entrarci in punta dei piedi, senza sandali. “Non si può parlare con gli amici di queste cose, mi prenderebbero per matto. Ma io credo. Lo so che esiste, Dio. Lo prego anche. Ma non bisogna chiedergli delle cose. Solo parlargli. Non è che Dio ci dà delle cose – è solo lì. Io ci parlo”. Cosa gli dici, Lionel? Quasi si arrabbia un po’. “Non sono cose che si dicono, non si dicono a nessuno queste cose”. Non conosce i tempi liturgici Lionel, non sa che è venerdì di Quaresima quando prima di lasciarci ci dice: 48 Narrare e cantare l’amore «non era normale quel tizio, farsi inchiodare su una croce, lo sapete? Una cosa terribile, inchiodato su una croce. Era pazzo quel Gesù a farsi fare questo». Qualche tempo prima, una giovane artista magrebina ci aveva chiesto perché avessimo scelto questa vita. Mi aveva detto con stupore una sorella, parlando di Tommaso: «Toccando l’umanità tocca la divinità». È toccando l’uomo che Dio si fa toccare. Una Piccola Sorella di Gesù Come tu ci hai amato Inizia la Settimana Santa… mettiamoci in ascolto del Signore e di chi lo cerca con cuore sincero. Proviamo ad invitare un amico a vivere con noi i momenti di riflessione e preghiera in attesa della Pasqua. I miei giorni camminano davanti ai Tuoi e danno loro un senso. Essi Ti hanno strappato alla Tua dimora eterna facendoTi il primogenito dei perduti. Tu ora non sei che un nostro fratello, hai sofferto in Te ogni nostro dolore. Noi ti sentiamo vicino nel Tuo lamento e nel Tuo pianto sulla fossa di Lazzaro. Ora la nostra carne non Ti abbandona; sei un Dio che si consuma in noi. Un Dio che muore. (D.M. Turoldo, O sensi miei…, Milano, Rizzoli, 1993) 49 Lunedì 2 aprile Narrare e cantare l’amore La Parola... Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. Gesù è travestito e mascherato in mezzo agli uomini, nascosto nei poveri, negli infermi, nei prigionieri, nei forestieri. Molti che lo servono ufficialmente, non seppero mai chi egli è; ma molti che non lo conoscono neppur di nome, udranno l’ultimo giorno le parole che spalancheranno loro le porte della gioia: «Ero io, quei figliuoli, ero io, quegli operai; io piangevo su quel letto di ospedale, ero quell’assassino nella sua cella, quando tu lo consolavi». (F. Mauriac, Vita di Gesù, Milano, Mondadori, 1950) … la nostra preghiera ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Isaia 42,6-7) 50 Martedì 3 aprile Narrare e cantare l’amore Io vorrei donare una cosa al Signore, ma non so che cosa. Andrò in giro per le strade zufolando, così, fino a che gli altri dicano: è pazzo! E mi fermerò soprattutto coi bambini a giocare in periferia, e poi lascerò un fiore ad ogni finestra dei poveri e saluterò chiunque incontrerò per via inchinandomi fino a terra. La Parola... (D.M. Turoldo, O sensi miei…, Milano, Rizzoli, 1993) … la nostra preghiera ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 51 (Isaia 49,6) Mercoledì 4 aprile Narrare e cantare l’amore La Parola... Vedano gli umili e si rallegrino; si ravvivi il cuore di chi cerca Dio, poiché il Signore ascolta i poveri e non disprezza i suoi che sono prigionieri. (Salmo 69,33-34) Anche a coloro che non credono, che deridono questa follia e che perfino la odiano, Cristo vivo si dona, se essi ne sono degni. Perché non è solo su di un pezzo di pane o su un calice di vino che Egli ha detto «Questo è il mio corpo e il mio sangue…». Egli l’ha detto, con lo stesso accento e la stessa precisione dell’affamato a cui date da mangiare o al quale rifiutate il nutrimento. «Questo affamato, sono io; questo ammalato, sono io; questo straniero, questo prigioniero che voi avete visitato – o avete torturato – sono io». (F. Mauriac, Il Figlio dell’Uomo, Bologna, Nigrizia, 1963) … la nostra preghiera ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ 52 Giovedì Santo, 5 aprile Narrare e cantare l’amore Gesù lava i piedi agli apostoli, insegnando loro ad amarsi vicendevolmente, non a parole, ma a fatti; Gesù lava i piedi di Giuda; sa di essere prossimo all’agonia, ad un abisso di dolori, e si inginocchia davanti a coloro dei quali conosce l’abbandono, lo spergiuro, il tradimento. Aveva già loro insegnato che il Figlio dell’Uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e li serve; e nella persona di quei poveri uomini inquieti, che nella notte incombente lo circondano e tempestano di domande. Gesù serve tutti noi. (F. Mauriac, Giovedì Santo, Brescia, Morcelliana, 1932) … la nostra preghiera ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ La Parola... Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. (Giovanni 13,12-15) 53 Venerdì Santo, 6 aprile Narrare e cantare l’amore Non aveva gridato sotto la faccia spergiura; (…) non aveva gridato sotto le facce d’ingiuria; non aveva gridato sotto le facce dei carnefici romani. Allora perché gridò; davanti a cosa gridò. La Parola... Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. Essendo il Figlio di Dio, Gesù sapeva tutto, e il Salvatore sapeva che Giuda, l’amato, non lo salvava, dandosi interamente. Ed è allora che seppe la sofferenza infinita, è allora che conobbe, è allora ch’egli apprese, è allora che sentì l’infinita agonia, e gridò come un folle la spaventosa angoscia, clamore che fece vacillare Maria ancora in piedi, e per pietà del Padre ebbe la sua morte umana. (C. Péguy, I Misteri, Milano, Jaca Book, 1994) … la nostra preghiera ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________________________________________ (Ebrei 5,7-9) 54 Sabato Santo, 7 aprile Narrare e cantare l’amore Splende nella maestà del tuo martirio d’una perfetta dedizion la luce; rassegnazione – libertà assoluta –, con “La tua volontà sia fatta!” veste d’uno splendente velo il tuo patire. Silenzio, nudità, riposo, notte T’avvolgono, Gesù, come vegliando la morte tua; nudo si tace Iddio e muto nella tenebra. Il fedele silenzio solo s’ode del tuo Padre: s’ode il richiamo dell’amor che invita con un sussurro al dolce nostro nido, nido ch’è fatto delle braccia tue distese sulle tenebre, ove il sole sorge ad illuminar la nostra vita! (M. de Unamuno, Il Cristo di Velàsquez, Brescia, Morcelliana, 1948) 55 Pasqua di Resurrezione 8 aprile Un’esperienza di amore La Parola... Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. Là dove una grande città come Milano diventa paese, c’è un condominio che è diventato casa per persone che a lungo non sono state ritenute tali. In questo luogo, da sei mesi, mi reco quasi ogni giorno, con il sole, la pioggia e la neve. Sfreccio con il mio motorino ripercorrendo fisicamente la strada fatta da queste persone: dal manicomio ad una comunità. Per me il passaggio è rapido, veloce, per loro non lo è stato e non lo è: da esclusi a condomini, da malati a persone. Arrivo, ogni movimento è frenetico, ma c’è sempre il tempo per fermarsi stupiti del mio arrivo, ed io mi sento importante, perché? Ogni volta me lo chiedo, in fondo non passo lì che alcune ore di un anno della mia vita, ma credo che lo ricorderò come un anno in cui mi sono giocata fino in fondo, in cui ho lasciato che alcune delle mie domande rimanessero, per ora, senza risposta, in cui non ho scelto ogni momento cosa fare ed in cui ho riso, chiacchierato, rifatto i letti, pulito i tavoli, spazzato, dipinto, passeggiato, mi sono divertita e sentita a mio agio, molto più di quanto avrei potuto immaginare iniziando, ma in cui sicuramente ho ricevuto più di quanto ho dato e ringrazio meno di quanto dovrei. Sono felice. Una ragazza in Servizio Civile (Romani 6,8-11) 56 Narrare e cantare l’amore Come tu ci hai amato Possiamo anche noi dire oggi: «Sono felice?» Di quella felicità che deriva dall’incontro, dalla relazione con gli altri, dalla consapevolezza di essere utile a qualcuno, di ricevere tanto, più di quanto si sia dato? Siamo viventi in Gesù, se la nostra vita da oggi cambia davvero, orientandosi alla condivisione e alla solidarietà. Parliamone insieme, in famiglia, rendendo anche gli altri partecipi delle nostre intenzioni, coinvolgendoli in questa nuova avventura di amore. E come noi suoniamo a distesa la nostra Pasqua, a gran distesa, nelle nostre povere, nelle nostre trionfanti chiese, nel sole e nel bel tempo del giorno di Pasqua, così Dio per ogni anima che si salva suona a gran distesa una Pasqua eterna. E dice: Ah non m’ero sbagliato, avevo ragione d’aver fiducia in quel ragazzo… (C. Peguy, I misteri, Milano, Jaka Book, 1994) 57 Ascensione del Signore 20 maggio Un’esperienza di amore La Parola... Avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero in pienezza di fede, con il cuore purificato dalla cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. (Lettera agli Ebrei 10,21-23) Il mattino successivo, io e Ani andiamo verso le otto e mezza da baba Velika per accendere la stufa. Fa freddo. Il ghiaccio scricchiola sotto i nostri passi veloci. Apriamo un cancelletto e poi l’altro; una voce maschile proviene dall’interno della casa. In effetti, baba Velika parla sempre di un certo Angel che va da lei al mattino. Un giovane uomo sta trafficando alla stufa, ha portato del pesce e della legna. Come ci vede, dice che tornerà più tardi e se ne va. Baba Velika è nella stessa posizione in cui l’abbiamo lasciata il giorno prima, solo il viso più nero di fuliggine. Entrambe ci togliamo la giacca per avere più libertà di movimento. Ani si dedica alla stufa, io chiacchiero un po’ con la baba. Dice che le fa male il cuore e che è affamata. Un vapore, finalmente la zuppa fuma! A piccole cucchiaiate la imbocco, dandole soprattutto il pane. Si stufa quasi subito di mangiare, «Haide, ima hlyab!» le dico per incoraggiarla un po’. Accetta di mangiare il pane che le offro e vuole altro pesce. Le pulisco le labbra con un fazzoletto di carta, diventa nero di fuliggine. Mangia come un uccellino, ma rispetto a ieri si è fatta una mangiata!! Ani continua ad aggiungere carbone, si consuma velocemente. Ho i piedi che sono due pezzi di ghiaccio, posso immaginarmi il freddo che ha lei. Ogni tanto baba Velika sussurra «Occicciu!!» che è l’esclamazione che i bulgari usano per esprimere il freddo che provano. È di nuovo tardi, dobbiamo andare. Baba Velika vuole che ci fermiamo ancora, ma di nuovo le assicuriamo che nel pomeriggio altri ragazzi verranno a trovarla per parlare un po’ con lei e per ravvivarle la stufa che ora crepita allegramente. Usciamo, Ani con le mani sporche di carbone, le mie che puzzano di pesce. Camminiamo a braccetto, infreddolite ma contente, il ghiaccio che scricchiola sotto i nostri piedi. Per quasi tre settimane, tutti i giorni, con i giovani della parrocchia abbiamo visitato baba Velika. Siamo 58 riusciti anche a convincerla a lasciarsi lavare, un dottore l’ha visitata gratuitamente dicendo che era sana con un pesce. Evidentemente stava meglio, i massaggi ai piedi hanno fatto sì che potesse camminare di nuovo da sola, anche se a noi non voleva farlo vedere. Ormai tutti ci eravamo affezionati a lei ed anche ai suoi molteplici capricci… Ma una fredda mattina di febbraio, quando di notte la temperatura è scesa a -18°C, baba Velika si è spenta, da sola, in silenzio. Una vicina se ne è accorta e ce l’ha comunicato. L’abbiamo accompagnata al camposanto, poche persone le hanno dato l’ultimo saluto, pochi fiori intorno alla sua magra figura. Una ragazza si avvicina e mi dice: «Se non fosse stato per lei, non avrei mai saputo che delle persone vivessero così male qui, nel mio paese…» Una ragazza in Servizio Civile Come tu ci hai amato Dio è fedele nella sua cura dell’uomo, non ci lascia soli. Avere cura di qualcuno spesso è difficile, pesante, eppure ogni piccolo gesto può avere molta importanza per chi lo riceve e vive di quello. Riscopriamo il valore della cura delle persone, a partire da chi vive nella nostra casa, superando anche scontrosità e voglia di isolamento. Rendiamo presente l’amore di Dio, non permettendo che le persone si rinchiudano nella propria solitudine. Narrare e cantare l’amore Mentre il sole già volge al declino, sei ancora il viandante che spiega le scritture e ci dona il ristoro con il pane spezzato in silenzio. Cuore e mente illumina ancora perché vedano sempre il tuo volto e comprendano come il tuo amore ci raggiunge e ci spinge più al largo. (D.M. Turoldo, Neanche Dio può stare solo, Casale Monferrato, Piemme, 1991) 59 Pentecoste 27 maggio Un’esperienza di amore La Parola... Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore che rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Giovanni 14,15-16.23) All’uscita della metropolitana il mio sguardo è catturato dai riflessi delle finestre dell’imponente Hotel Continental, situato a pochi metri dalla stazione dei treni. Ma all’istante distolgo la vista per soffermarmi sulle mani arrossate dal freddo di un’anziana signora. Con costanza vende calze appoggiata alla siepe che delimita il parcheggio dell’hotel. Cammino frettolosamente ed oltrepasso la via che accede al mercato Piata acache, dove si affollano persone che si fanno spazio tra bancarelle, vetrina di ogni tipo di merce, e le nuvole di fumo dei mitch appena cotti. Sull’angolo osservo come sempre incuriosita la scritta arrugginita di un vecchio cinema; le finestre rotte della porta a vetri lasciano intravedere all’interno un bancone e i cartelloni di qualche polveroso film. Dal lato opposto della via si susseguono antichi palazzi, di alcuni è rimasto solo lo scheletro, divenuti dimora dei senzatetto. Mi viene incontro una bambina zingara: occhi scuri che risaltano sul viso contornato da due lunghe trecce nere. Attraversa correndo la strada, tenendo tra le mani la gonna sgargiante di colori, per poi d’improvviso sparire nell’angolo buio di qualche palazzo. Affretto il passo lasciandomi alle spalle la chiesa ortodossa, oltrepasso con un accenno di timore e presunta indifferenza il cane che sonnecchia in mezzo alla strada. Immagini, pensieri legati ad una realtà che continua ad affascinarmi. Ed ecco che mi travolge l’abbraccio di Claudiu e Tibi, il sorriso di Leo, il salto al collo di Mishu, il baciamano di Giovani… sono arrivata a Casa St. Joan. Una ragazza in Servizio Civile 60 Come tu ci hai amato In un tragitto breve, si incrociano le esistenze di persone diverse per provenienza, situazione sociale, fede religiosa. Prima dell’arrivo e della calda accoglienza nel luogo dove svolge il suo servizio, questa ragazza presta attenzione all’umanità che incontra, provando, nel suo cuore, a fare unità. Ci stiamo abituando faticosamente a convivere con persone che sembrano così lontane da noi… Nella festa di Pentecoste dobbiamo renderci consapevoli del dono dello Spirito che può insegnarci a comprendere la lingua di ognuno. Da oggi deve nascere in noi una consapevolezza nuova, una volontà di convivere fraternamente con tutti. Narrare e cantare l’amore A te, Cristo, risorto e vivente, dolce amico che mai abbandoni con il Padre e lo Spirito santo noi cantiamo la gloria per sempre. (D.M. Turoldo, Neanche Dio può stare solo, Casale Monferrato, Piemme, 1991) 61 Hanno collaborato: Arnaldo, Grazia Bizzotto, Rosa ed Ezio Buzzi, Mirko Casu, Daniela Cocco, Alessandra Credazzi, Simona D’Amore, Paola De Lena, Nicoletta Fasano, Marco Franchin, Barbara Giammatteo, Caterina Inglima, piccola sorella Katia, sr. Maria Grazia della Trasfigurazione, Rossandra ed Emanuele Mannile, Silvana Piccinini, Mauro Pizzale, Ilaria Presutti, Raffaela Riccelli, Manuela Salari, Lisa e Giovanni Sbolci, Tonino e Rosaria Solarino, Maria Grazia Vergari Da… Agrigento, Alghero, Bucarest (Romania), Catanzaro, Chieti, Genova, Leivi (GE), Latina, Lione (Francia), Milano, Monsummano Terme (PT), Nias (Indonesia), Otranto (LE), Palermo, Palestrina (Roma), Ragusa, Rakovsky (Bulgaria), Sassari, Sulmona (AQ), Termoli (CB). Fonti: Gianfranco Ravasi, La Settimana Santa, edizioni San Paolo, 2005 Sito Caritas Italiana: www.caritasitaliana.it Sito Caritas Ambrosiana: www.caritas.it Notizie della Fraternità - Piccole Sorelle di Gesù Supplemento al n. 15, II sem. 2006, del bollettino “I piccoli Fratelli di Gesù” Rielaborazione grafica da un disegno di Cinzia Ratto a cura di Publistampa Arti Grafiche - Pergine Valsugana (TN) Via Aurelia, 796 - 00165 Roma - Italia www.caritasitaliana.it Via Aurelia, 468 - 00165 Roma - Italia www.chiesacattolica.it/famiglia