Con il Patrocinio
Comunità
Montana
Feltrina
CITTÀ DI
FELTRE
Ufficio per i Beni Culturali e l’Arte Sacra Diocesi di Belluno - Feltre
con la collaborazione
Il Fondaco per Feltre
Centrum Latinitatis Europae
Associazione Santi Martiri Vittore e Corona
LA VIA AL SANTUARIO
sesta edizione
Ideazione: Elena Modena e Orazio Cirri
1
Ideata nel 2005 da Elena Modena e Orazio Cirri, La via
al Santuario giunge quest’anno alla sesta edizione, con
costanza d’intendimenti volti a un luogo di culto di assoluta rappresentatività artistica e spirituale, la Basilica–Santuario dei Ss. Vittore e Corona.
Quest’anno la Città di Feltre celebra due eventi di assoluto rilievo: l’anno giubilare della Basilica-Santuario e il
quinto centenario della ricostruzione della Città, sempre sotto l’egida dei Santi Patroni Vittore e Corona. I
momenti in programma rispondono pienamente ad entrambe le ricorrenze. In Basilica si svolge il tema della dedicazione del luogo sacro con il concerto d’apertura de La via al Santuario, collocato nel mese di luglio;
la riflessione sul Santuario come “ponte fra Oriente e
Occidente” con la Mostra d’iconografia Arte e Preghiera;
l’esperienza musicale e testuale del repertorio monodico di più antica tradizione occidentale con il Seminario
di Musica e Spiritualità, che si terrà anch’esso nel mese di agosto; infine, l’inaugurazione dell’organo storico
Giovan Battista De Lorenzi, la cui ubicazione contrassegna il luogo sacro nelle fasi più recenti della sua storia. Il Duomo di Feltre celebra la ricostruzione cinquecentesca della Città con un concerto-evento, Messa sopra
La Battaglia: l’intervento non ha solo un taglio musicale
ma costituisce anche un rimando liturgico al modo antico di solennizzare in chiave religiosa fatti di portanza
sociale e politica.
Come ulteriore segno di riconoscimento dell’anno giubilare, ad opera di musicisti locali si prepara una produzione contemporanea che sarà appositamente scritta intorno alla storia dei Santi Martiri e sul luogo sacro
ad essi dedicato. Il protrarsi dell’Anno Giubilare sino al
2012 consentirà di presentare il lavoro nei tempi ad esso necessari.
Siamo lieti, e grati, di tanto concorso di energie e di presenze, sostenuti dallo spessore progettuale che La via al
Santuario di anno in anno acquisisce e rinsalda.
Ilario Gregoletto
Presidente del Centro Studi Claviere
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Basilica Ss. Vittore e Corona
giovedì 21 luglio 2011, ore 20.45
Guillaume Dufay
In Dedicatione Ecclesiae
Introitus
Terribilis est locus iste Gregoriano
G. Dufay
Kyrie
Gloria - Missa Se la face ay Pale
Graduale
Locus iste Gregoriano
ca. 1400-1474
Alleluia
Domine, dilexi decorem Gregoriano
G. Dufay
Credo - Missa Se la face ay Pale
Offertorium
Domine Deus Gregoriano
G. Dufay
Sanctus
Agnus Dei - Missa Se la face ay Pale
Communio
Domus mea Gregoriano
G. Dufay
Nuper Rosarum Flores Motectus
Cappella Altoliventina
Sandro Bergamo, controtenore e direzione
Claudio Zinutti, Danilo Zeni, tenori
Gianfranco Cisilino, basso
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Il mottetto Nuper rosarum flores che chiude questo programma ne è
anche la sintesi e il nucleo ispiratore. Scritto nel 1436 per essere cantato in occasione della cerimonia inaugurale della cupola progettata da Filippo Brunelleschi per Santa Maria del Fiore, è un mottetto
isoritmico, strutturato cioè su un tenor che si ripete più volte sempre
uguale. Il tenor, costruito con le prime quattordici note dell’introito
Terribilis est locus iste, da cantarsi nella Messa In dedicatione ecclesiae,
viene ripetuto quattro volte, determinando nel mottetto altrettante
sezioni. Di volta in volta, tuttavia, il tenor, e con esso l’intera sezione, assume, per effetto della sempre variata indicazione di tempo,
una durata diversa, creando tra le parti le proporzioni 6:4:2:3. Alcuni
hanno riconosciuto in queste proporzioni le misure della stessa Santa Maria del Fiore, altri quelle del tempio di Salomone (I Re, 6,2), alle quali peraltro molti architetti si sono ispirati. Quale che sia la soluzione, è evidente l’intenzione di Dufay di rimandare, attraverso le
proporzioni musicali, a quelle architettoniche.
Brano conclusivo del programma, il mottetto Nuper rosarum flores
suggerisce l’intera struttura del concerto, dove la messa Se la face ay
pale diventa liturgia per la Consacrazione della Chiesa grazie al proprio gregoriano. Anche la messa è costruita su tenor, anch’esso riproposto più volte in diverse proporzioni: un tenor, tuttavia, derivato da
una chanson profana, opera dello stesso Dufay: Se ho la faccia impallidita, ne è causa amore: e vano sarebbe ogni tentativo di vedere, sotto le apparenze di un amore carnale, l’immagine di quello spirituale, così come i commentatori dell’epoca, sulla scorta dei Padri, erano
abituati a leggere i versi della Sulamita nel Cantico biblico attribuito
a Salomone.
Solo apparente, però, il contrasto tra i testi biblici del canto gregoriano (particolarmente significativi quelli dell’Intr. Terribilis est Gn.
28,17, parole pronunciate da Giacobbe dopo aver sognato la scala che
congiungeva cielo e terra, e dell’Off. Domine Deus 1 Chron. 29, 17.18,
tratto dalla preghiera di Davide nell’istituire il rito del sacrificio) e
la derivazione profana del tenor: è la musica stessa, nella perfetta
geometria delle sue proporzioni, a farsi immagine di un mondo altro,
quasi preludio, nel già e non ancora di questa vita, della gioia eterna
in cui ogni fedele si farà cantore della gloria divina.
Sandro Bergamo
4
INTROITO (Gen. 22, 17.22; ps. 83)
A. Terribile è questo luogo! Qui è la casa di Dio, la porta del cielo, e sarà chiamata dimora di Dio.
Ps. Quanto amabili sono le tue dimore, o Signore altissimo! La mia anima brama e si
strugge per la casa del Signore.
GRADUALE (4 Esd. 8, 21-24)
A. Questo luogo è fatto da Dio, un mistero inestimabile, infinitamente santo.
Ps. O Dio, alla cui presenza sta il coro degli Angeli, esaudisci le preghiere dei tuoi
servi.
ALLELUIA (Ps. 25,8)
Signore, ho amato la casa dove dimori e il luogo della tua gloria.
OFFERTORIO (1 Chron. 29, 17.18)
O Signore Dio, in semplicità di cuore Ti ho offerto con gioia ogni cosa; con incontenibile letizia ho visto raccolto il tuo popolo. Dio di Israele, custodisci
questa volontà. Alleluia.
COMMUNIO
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera, dice il Signore. Chiunque in essa
domanda riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Nuper rosarum flores
Da poco ghirlande di rose
per dono del pontefice
a dispetto del rigido inverno
hanno adornato in perpetuo
il tempio di grande architettura
dedicato pienamente e santamente
a te, vergine celeste.
Oggi Eugenio, vicario di Gesù Cristo,
successore di Pietro,
questo vastissimo tempio
volle consacrare
con le sue sacre mani
e con i santi olii.
Dunque alma genitrice
del tuo Figlio e figlia,
Vergine, gloria delle vergini,
il tuo popolo di Firenze ti prega devoto,
affinché chi ti implora
puro di mente e di corpo
per tua intercessione
e per i benefici della Crocifissione
del tuo figlio secondo la carne
meriti di ricevere
i graditi doni
del padre suo
e il perdono dei peccati.
Amen
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Con il Patrocinio
Diocesi di Vittorio Veneto
Basilica Santi Vittore e Corona
giovedì 4 - domenica 28 agosto 2011
MOSTRA di ICONE
Arte e preghiera
Iconografa: Nikla De Poli
Dopo l’evento vittoriese, ospitato dal Museo diocesano “Albino Luciani” (18
settembre 2010 - 30 gennaio 2011), ecco che il Santuario dei Santi Vittore e Corona di Feltre si fa nuova cornice per la mostra ICONE. Arte e preghiera. Icone scritte da Nikla Fadelli De Polo, offrendo una preziosa occasione per godere del fascino di queste immagini ma soprattutto per compiere un vero e proprio percorso contemplativo, una meditazione sui grandi dogmi del Cristianesimo.
Nikla Fadelli De Polo è un’iconografa vittoriese che, con la sua ricerca personale e il suo anelito a Dio, accostatasi alla sensibilità dei nostri fratelli orientali, ha avviato un cammino, personale e con la sua Chiesa diocesana, verso
la comprensione dell’alto valore simbolico dell’icona, manifesto dell’invisibile nel visibile, fonte di una vera e propria teologia figurata, che si fa materia e
luce mediante il lavoro paziente, alacre e devoto dell’iconografo. Sono numerosi i luoghi di culto che in diocesi di Vittorio Veneto custodiscono le sue affascinanti immagini, ma è altrettanto cospicua la produzione visibile a pochi,
perché destinata a cappelle o abitazioni private o, ancora, riservata alla più intima quotidianità di questa nostra iconografa, apprezzata ormai a livello nazionale.
Le icone saranno presentate da Nikla stessa, affinché questa speciale forma di
dialogo con Dio sia valorizzata appieno mediante un accompagnamento qualificato; in tal modo la visita costituirà una vera e propria esperienza di catechesi e di recupero del valore delle immagini sacre.
L’esposizione è corredata da un accurato catalogo che finalmente dà ampio e
adeguato respiro all’instancabile preghiera che da molti anni Nikla Fadelli De
Polo esprime mediante la scrittura delle icone.
inaugurazione: giovedì 4 agosto, ore 17.45
orario di visita: giovedì ore 16.00–19.00; da venerdì a domenica ore 10.00–12.00;
16.00–19.00. Visite guidate per gruppi su prenotazione: cell. 340 2122409.
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Basilica Santi Vittore e Corona
mercoledì 17 – domenica 21 agosto 2011
Seminario di musica e spiritualità
canto gregoriano, monodia e polifonia medievale
Il seminario ha l’obiettivo di avvicinare al repertorio medievale letto
sia in chiave liturgica e musicale sia nella ricchezza testuale e nelle implicazioni simboliche in esso racchiuse. In programma vi sono brani
appartenenti al repertorio gregoriano, testi di Hildegard von Bingen
ed esempi da uno dei codici più importanti dei secoli XIII–XIV, il codice Las Huelgas (monastero cistercense di Burgos).
Il seminario prevede momenti di studio teorico (semiologia e modalità), analisi del testo, pratica di lettura, apprendimento ed esecuzione, vocalità. Il seminario è aperto a quanti siano già indirizzati al canto gregoriano e/o alla monodia medievale, a soggetti forniti di competenze musicali a vario titolo, a interessati che desiderino accostarsi
per la prima volta ad un repertorio che è ad altissima valenza musicale e spirituale.
Repertorio: Canto Gregoriano (Ufficio delle Ore), Hildegard von Bingen (1098–1179, (Symphonia harmoniae celestium revelationum), Codex
Las Huelgas (XIII/XIV secolo).
Temi:
Spiritus, flatus e musicalità del creato.
Santa Ildegarda di Bingen: l’inudibile rivelato tramite l’intelligenza dei sensi.
Le tavole miniate raccolte nel Lucca codex (Codex Latinum 1942, Lucca, Biblioteca Statale) nelle visioni di Ildegarda di Bingen (Liber divinorum operum).
Gli strumenti musicali come rappresentazione visibile della lode al Divino.
La dedicazione del luogo sacro.
Docenti:
Gianmartino Maria Durighello (Conservatorio di Musica A. Steffani, Castelfranco Veneto, Biennio di Musica Sacra): musicologia liturgica; spiritualità ed
estetica del Canto Gregoriano.
Elena Modena (Università Ca’ Foscari, Venezia): vocalità e repertorio.
Attività collaterali sono affidate ai docenti ospiti: Prof.ssa Lucia Tancredi
(scrittrice, Macerata); Prof.ssa Paola Folicaldi (pittrice, Fermo); Prof. Ilario
Gregoletto (Conservatorio di Musica J. Tomadini, Udine); Don Giorgio Maschio (Facoltà di Teologia del Triveneto).
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Calendario delle lezioni:
l’articolazione delle lezioni per temi consente ai partecipanti due possibilità
di inizio del seminario:
mercoledì 17 agosto, dalle ore 15.00, per un totale di quattro giorni e mezzo
di frequenza;
venerdì 19 agosto, dalle ore 9.30, per un totale di tre giorni di frequenza.
Orario delle lezioni:
mattina ore 9.30 - 13.00; pomeriggio ore 15.00 - 18.30.
interventi serali: ore 20.30 - 22.00, nei giorni di mercoledì, giovedì e sabato.
Basilica Santi Vittore e Corona
domenica 21 agosto 2011, ore 17.45
L’invisibile rivelato
Il manifestarsi della santità profetica di Ildegarda di Bingen
Percorso musicale sulle tavole miniate raccolte nel Lucca codex
Codex Latinum 1942, Lucca, Biblioteca Statale
su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Musiche e testi di Hildegard von Bingen (1098-1179)
Symphonia harmoniae celestium revelationum
Liber divinorum operum
Considerare le fasi più antiche del repertorio musicale sacro permette di riconoscere la forza spirituale che lo contraddistingue e di nutrire l’afflato al divino che anima la creatura umana; tale infatti è la densità poetico–musicale di
quei brani.
Esperienze di ascolto di questo tipo rappresentano di per sé un viaggio, pur
senza il fisico transitare da luogo a luogo.
A tutt’oggi, ben oltre il tempo e lo spazio, Ildegarda addita esemplarmente alla capacità di raccordo delle diverse nature insite nella creatura umana, dal
materico al sottile, che nella molteplicità dei suoi ritmi interni nasce già musicale, di riflesso alla realtà cosmica.
Questo contatto con il metafisico conferisce ulteriore dignità alla corporeità,
sicché il dialogo con la quota parte di divino ch’è in noi svela la pienezza della natura umana e la inserisce nel cerchio della creazione perennemente rinnovata. Così grande è l’intuizione esperita da Ildegarda, consegnata al suo futuro - il nostro presente - in forme profeticamente visibili e udibili.
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In unum ensemble
Elisabetta Tiso, voce
Elena Modena, voce, arpa romanica, viella grande, lyra
Ilario Gregoletto, lettore, campane, flauti, cialamello, organistrum
Programma
1a visione
O CORUSCANS LUX STELLARUM, Antifona
O luce vibrante delle stelle, o forma lucentissima e speciale di nozze regali, o fulgida gemma, sei ornata in alta condizione, tu che sei priva di ruga e di macchia.
Sei compagna degli Angeli e cittadina dei luoghi santi. Fuggi, rifuggi dalla spelonca dell’antico distruttore, e avanzando entra nel palazzo del Re.
“Io sono la suprema infuocata energia, che ho acceso tutte le scintille viventi …”
2a visione
“Dio, che a gloria del suo nome ha composto il mondo per mezzo degli
elementi, lo ha stabilizzato coi venti …”
AER ENIM, Antifona
L’aria vola e svolge i suoi compiti con tutte le creature, e sostiene il firmamento,
traendone sostentamento dalla sua stessa vigorosa natura.
“Nella struttura del mondo l’uomo è come nel centro, poiché è grande per
la virtù dell’anima …”
O FELIXA ANIMA, Responsorio
O anima felice, il cui corpo è sorto dalla terra, poiché tu nel peregrinare hai calcato con i piedi questo mondo. Pertanto sei coronata di razionalità divina, la quale
ti ha fatto suo specchio. Anche lo Spirito Santo ti ha considerato come sua dimora. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
3a visione
“Come il sole, quando nel meriggio ascende verso l’alto brucia al massimo del suo calore …”
O VIS AETERNITATIS, Responsorio
O forza dell’eternità, che tutto hai ordinato nel tuo più intimo sentire, tramite la
tua parola tutte le cose sono state create, esattamente come le hai volute, e il tuo
stesso verbo s’è vestito di carne nella configurazione che derivò da Adamo, sicché
il suo stesso involucro è ripulito dalla maggior pena. O com’è grande la benevo9
lenza del Signore: ha liberato ogni cosa tramite la sua incarnazione che la divinità
ha esalato senza residuo di peccato. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
4a visione
“E vidi che il firmamento, con tutte le cose infisse in esso, aveva tanto
spessore da un’estremità all’altra quanto ne aveva la terra …”
O MAGNE PATER, Antifona
O Padre grande, siamo in grande necessità. Ora dunque ti supplichiamo tramite la tua parola, per la quale ci hai formato pieni di ciò di cui manchiamo. Ora
ti piaccia, Padre, poiché ti è possibile, guardare a noi tramite tuo Figlio, affinché
non si persista nella mancanza, e per evitare che il tuo nome sia oscurato in noi
medesimi; per il tuo stesso nome degnati di aiutarci.
“L’uomo rivolga lo sguardo a Dio come a un sigillo …”
5a visione
“Dio ha sospeso l’orbe terrestre in mezzo ai tre elementi e in ciò si è mostrato mirabile e potente …”
O VIRGO ECCLESIA, Antifona
O vergine Chiesa, dobbiamo piangere, poiché il lupo crudelissimo ha strappato i
tuoi figli dal tuo fianco. O, guai a te, infido serpente! Ma quanto è prezioso il sangue del Salvatore, che nel vessillo del Re ha promesso la Chiesa a se medesimo, ragion per cui ha richiesto che i suoi figli fossero restituiti.
“Dio fece bello il mondo col cielo e lo rese solido con la terra, e per suo tramite glorificò se stesso…”
6a visione
“Dio nella sua prescienza conosce tutte le cose, poiché prima che le creature ricevessero la loro forma, le conobbe …”
O QUAM MIRABILIS, Antifona
O quant’è mirabile la prescienza della mente divina che concepì da prima ogni
creatura. Infatti, quando Dio guardò al volto dell’uomo, che plasmò, nella medesima forma umana vide integra ogni sua opera. O quant’è mirabile l’ispirazione
che così agendo diede vita all’uomo.
7a visione
“Dopo che l’esercito degli angeli perduti fu caduto, Dio ordinò che l’uomo prendesse nella gloria il posto di quelli che l’avevano persa …”
O IGNIS SPIRITUS PARACLITI, Sequenza
O fuoco dello Spirito Santo, vita di ogni creatura che è viva, sei santo poiché ne
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vivifichi le forme. Sei santo ungendo coloro che sono pericolosamente deboli, sei
santo lavando le fetide ferite. O soffio di santità, o fuoco di carità, o dolce gusto
nei petti e infuso nei cuori in buon odore di virtù. O fonte purissima, nella quale
si è riflessi, poiché Dio ha radunato gli estranei e chiamato a sé i dispersi. O scudo della vita e speranza per l’insieme di tutti i membri, cingolo di onestà, salva i
beati. Custodisci coloro che sono ostaggio del nemico e libera chi è in catene, che
la potenza divina vuole redimere. O via solidissima, hai penetrato ogni cosa nei
luoghi più elevati, nella terra e in tutti gli abissi, tu componi e riunisci tutti. Per
tuo tramite le nubi scorrono, l’etere vola, le pietre gocciano, le acque formano i rivoli, la terra trasuda di viridità. Tu inoltre trai sempre da te i dotti, resi fecondi
dall’illuminazione sapienziale.
Pertanto sia a te riconoscimento, tu che sei suono di lode e gioia di vita, speranza
e onore nel massimo del vigore, tu che concedi premi di luce.
8a visione
“E udii di nuovo la voce dal cielo che mi diceva: “Tutte le opere che Dio
ha fatto, le ha portate a perfezione nella carità, nell’umiltà e nella pace …”
CARITAS ABUNDAT, Antifona
La carità trabocca in ogni cosa, dal fondo più profondo fino alle stelle, e tutto vivifica d’amore poiché al Re altissimo ha dato il bacio della pace.
9a visione
“Poi vidi un’immagine il cui volto e i piedi irradiavano un fulgore così
grande che risplendeva anche il mio viso …”
O VIRTUS SAPIENTIAE, Antifona
O virtù della Sapienza, che in una visione totale hai abbracciato comprendendo
ogni cosa nella medesima via, che ha vita, tre sono le tue ali: una vola in alto, l’altra trasuda dalla terra, la terza si spiega ovunque. Sia lode a te, o Sapienza, come si addice.
10a visione
“Umana creatura, ascolta e comprendi le parole di colui che era ed è e non
muta come il tempo …”
O NOBILISSIMAVIRIDITAS, Responsorio
O nobilissima viridità, hai radici nel sole e riluci nella ruota in candida serenità;
nessuna eccellenza terrena può comprenderti. Sei circondata dagli abbracci dei
divini misteri. Tu rosseggi come l’aurora e ardi come la fiamma del sole.
(programma a cura di Elena Modena)
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In collaborazione con
Associazione Musicale Feltrina
“G.B. Maffioletti”
Inaugurazione del restaurato organo del Santuario
G. B. De Lorenzi (1861)
Basilica Santi Vittore e Corona, sala Binotto
giovedì 15 settembre 2011, ore 20.45
Conferenza
Giovan Battista De Lorenzi:
le sue opere nel Veneto e in terra feltrina
Presentazione del lavoro di restauro
(Laboratorio Artigiano Organi, 2009-2011)
Relatori:
Claudio Caretta
Ispettore onorario presso la Soprintendenza BAAS di Venezia
Umberto Forni
Docente di organo al Conservatorio di Verona
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Basilica Santi Vittore e Corona
sabato 17 settembre 2011, ore 20.45
Concerto
J. SPETH (1664-1719)
Partite diverse sopra l’Aria detta la Pasquina
D. BUXTEHUDE (1637-1707)
Ciacona (BuxWV 160)
Toccata (BuxWV 164)
Th. BABOU (1656-1740)
Rècit de cornet
Fantaisie pour la trompette basse et haute
A. MARCELLO (1669-1747)
Concerto in re
[trascrizione per tastiera di J. S. Bach]
(Andante e spiccato, Adagio, Presto)
G. B. TOMADINI (1738-1799)
Allegro spiritoso
G. GHERARDESCHI (1759-1815)
Cantabile
Rondò
G. QUIRICI (1824-1896)
Andante per l’elevazione
Allegretto per dopo la messa
F. MORETTI [P. Davide da Bergamo] (1791-1863)
Elevazione [Cantabile affettuoso]
G. QUIRICI
Suonata per l’Offertorio
Claudio Caretta, organo
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Fondazione per
l’Università e
l’Alta Cultura
in Provincia
di Belluno
Chiesa Concattedrale di San Pietro Apostolo, Feltre
giovedì 6 ottobre 2011, ore 20.45
Concerto celebrativo nel Quinto Centenario
della Ricostruzione di Feltre
Missa sopra La Battaglia
Introito
G. Croce (1557-1609)
Percussit Saul a 8 voci in 2 cori*
Kyrie
G. Croce
Kyrie-Missa Secunda Sopra la Battaglia a 8 voci in 2 cori
Gloria
A. Grandi (1577-1630)
Gloria-Messa a 4 (solisti) a 8 voci e 4 strumenti in 3 cori*
Infra lect.
L. Balbi (1544-1604)
Prope est Dominus a 4 voci*
Alleluia G. Diruta (1559-1610)
Ricercare dell’Undecimo Tuono a 4 strumenti
Credo
G. Croce
Credo-Missa Secunda Sopra la Battaglia a 8 voci in 2 cori
Offertorio A. Gabrieli (1533-1585)
Benedictus Dominus Deus Sabaoth a 8 voci in 2 cori
Sanctus
G. Croce Sanctus-Missa Secunda Sopra la Battaglia a 8 voci in 2 cori
Elevazione A. Grandi O salutaris hostia a 2 voci*
Benedictus G. Croce Benedictus-Missa Secunda Sopra la Battaglia a 8 voci in 2 cori
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Agnus Dei
Communio
Finale
G. Croce Agnus Dei-Missa Secunda Sopra la Battaglia a 8 voci in 2 cori
A. Balbi(1565-1621)
Percusso Philisteo a 8 voci in 2 cori*
A. Gabrieli Deus misereatur a 12 voci in 3 cori*
* Prima esecuzione in tempi moderni
I cantori di San Marco
Soprani: Alice Borciani, Elena Modena, Susan Anne Proctor
Alti: Julio Fioravanti, Gabriele Petruzzo, Lucia Zigoni
Tenori: Marco Mustaro, Jonathan Pradella, Claudio Zinutti
Bassi: Yiannis Vassilakis, Marcin Wyszkowski, Velthur Tognoni
Cornetto: Pietro Modesti
Trombe rinascimentali: Corrado Colliard, Davide Giacuzzo
Tromboni rinascimentali: Valerio Bassanello, Francesco Nigris,
Sergio Bernetti, Ivo Pezzuti, Saverio De Cian
Organo: Nicola Lamon
Direttore: Marco Gemmani
La distruzione del Duomo di Feltre nel 1510 per opera delle truppe di
Massimiliano I d’Austria è un fatto che segna la storia della città veneta. Pur essendo un atto vandalico di nessuna importanza dal punto di
vista militare, l’incendio del luogo di culto più importante di Feltre dimostra l’intento di scoraggiare qualunque resistenza.
è un periodo di continui scontri e battaglie. Il Veneto è percorso da imponenti eserciti. è in atto una vera e propria guerra con l’intento di distruggere la Serenissima e il suo strapotere politico - economico, ma,
come spesso avvenne nella storia della repubblica veneta, il conflitto
verrà risolto più per via diplomatica che tramite la forza. Venezia riuscì in poco tempo a rovesciare gli equilibri politici e ben presto i nemici del giorno prima diventarono i nuovi alleati in un gioco continuo di
nuovi accordi in cui le regole cambiavano continuamente.
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Il Concerto “Sopra la Battaglia” vuole testimoniare come la Serenissima sia stata la prima entità politica in grado di condizionare la cultura, in questo caso la musica, e di servirsene come mezzo per giustificare il proprio operato. Fino ad allora la musica aveva avuto una funzione prevalentemente liturgica oppure ricreativa. Ebbene, proprio nel
‘500, nascono a Venezia le prime opere musicali che noi, oggi, potremmo definire di propaganda. Le strutture retoriche, sia dei testi che delle musiche, vengono modellate per portare tutti alla conoscenza di un
preciso messaggio “politico”.
Per operazioni di questo tipo non c’è niente di più immediato e comunicativo che la musica. In quel momento l’arte dei suoni ha raggiunto
un affinamento tecnico tale da permetterle di esplicare diversi tipi di
messaggi. I compositori veneziani furono in grado di trasformare gli
ormai criptici mottetti rinascimentali in strutture ampiamente comunicative dove si alternano, con ritmi sempre più veloci, situazioni musicali ben delineate e diversificate, atte a comunicare la magnificenza
della Serenissima.
Il programma percorre una ipotetica ricostruzione delle musiche eseguite durante una Messa di ringraziamento, celebrata in seguito ad un
successo politico – militare. Non è possibile determinare quali furono
effettivamente i canti eseguiti durante la riconsacrazione del Duomo
di Feltre dopo la sua ricostruzione, ma si può dare un’idea abbastanza
precisa di come si svolgeva un evento di tale portata in ambito veneziano. Gli autori scelti, tutti attivi nell’area veneta, coprono un periodo
che va dal 1575 al 1630, ovvero il periodo in cui la cattedrale fu portata a termine. In particolare Lodovico Balbi fu Maestro di Cappella del
Duomo di Feltre dal 1594 al 1597 e il nipote, Alvise Balbi fu suo allievo. I rimanenti autori sono alcuni tra i massimi esponenti della cultura
musicale veneziana del periodo che precede Monteverdi.
La Messa, celebrata in una cattedrale europea, prima del Concilio Vaticano II, si svolgeva quasi sempre con il determinante apporto della relativa Cappella musicale che solitamente era stata istituita nella seconda metà del XV secolo. Durante la celebrazione vi era uno stretto dialogo tra il Celebrante, il “Choro” formato dai canonici del Capitolo e
la Cappella cui faceva riferimento costante anche l’organo. I fedeli, come bene si sa, partecipavano al momento in un atteggiamento di preghiera e di ascolto.
In occasioni eccezionali, come quella di cui stiamo parlando, la liturgia eucaristica assumeva connotati di particolare pompa e sontuosità.
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La Cappella veniva coadiuvata da cantanti e da strumentisti aggiunti, ingaggiati appositamente. I brani eseguiti venivano scelti tra quelli con organici molto complessi. Gli interventi della Cappella divenivano particolarmente elaborati. L’ordinarium missae - nel nostro caso
la Missa secunda sopra la Battaglia visto che stiamo parlando di una vittoria politico/militare - veniva scelto tra il repertorio “a doppio coro”,
una particolare configurazione musicale veneziana destinata a divenire molto famosa. Nonostante ciò, il Gloria in excelsis Deo, ovvero il momento in cui si esprimeva il massimo della letizia per quanto si stava ricordando, veniva a sua volta sostituito da una composizione ancora più sontuosa (nel nostro caso il Gloria a 4 concertato di Alessando Grandi). Il proprium missae veniva analogamente scelto tra il repertorio appositamente scritto dai compositori veneziani per queste occasioni, dove musiche particolarmente trionfali sottottolineano testi,
spesso tratti dalla Bibbia, in cui viene esaltata la potenza “militare” dei
figli di Dio. In occasioni come queste, la musica procedeva come un
unicum inglobando quasi tutta la celebrazione. Solo gli interventi della liturgia della parola e poco altro interrompevano il flusso continuo
di note. Per il resto della celebrazione il celebrante pronunciava a voce sommessa quanto gli competeva coordinandosi eventualmente con
la Cappella. In definitiva, dal punto di vista liturgico si può affermare che in quel periodo si era fatto molto investimento sul potere comunicativo ed educativo della musica. Ciò spiega il grande spiegamento
di forze, anche economico, che i liturgisti di allora utilizzavano per le
grandi celebrazioni.
Marco Gemmani
G. Croce Percussit Saul Percussit Saul mille et David decem millia
quia manus Domini erat cum illo
Percussit Philistaeum et abstulit opprobium ex Israel
Nonne iste David de quo canebat in choro dicentes:
Percussit Saul mille et David decem millia
quia manus Domini erat cum illo.
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Saul ne ha uccisi mille e Davide diecimila
poiché la mano del Signore era con loro.
Uccise il Filisteo ed eliminò il malvagio da Israele.
Ne cantava lo stesso Davide mentre in coro dicevano:
“Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila”.
Poiché la mano del Signore era con loro.
G. Croce A. Grandi
Kyrie-Missa Secunda Sopra la Battaglia
Gloria-Messa a 4
L. Balbi Prope est Dominus
Prope est Dominus omnibus invocantibus eum
omnibus qui invocant eum in veritate
Laudem Domini loquetur os meum
et benedicat omnis caro nomen sanctum eius.
Il Signore è vicino a tutti coloro che lo invocano
a tutti quelli che lo invocano nella verità.
La mia bocca faccia lode al Signore
e ogni creatura benedica il suo santo nome.
G. Diruta
G. Croce Ricercare dell’Undecimo Tuono
Credo-Missa Secunda Sopra la Battaglia
A. Gabrieli Benedictus Dominus Deus Sabaoth
Benedictus Dominus Deus Sabaoth
Benedicti qui pugnant in nomine Domini.
Manus enim Domini fortis et terribilis
manus Domini pugnat pro eis,
manus Domini protegit illos.
Pugnavit Sanson Pugnavit Gedeon
vicit Sanson vicit Gedeon.
Pugnaverunt nostri in nomine Domini
pugnavit Dominus pro nobis
et vicit Dominus inimicos eius.
Laetamini, laetamini, et exultate et psallite.
Benedetto il Signore Dio Sabaoth
benedetti coloro che combattono nel nome del Signore.
La mano del Signore, infatti, è forte e terribile
la mano del Signore lotta a loro vantaggio e li protegge.
18
Combattè Sansone, combattè Gedeone
Vinse Sansone e vinse Gedeone.
Lottarono i nostri nel nome del Signore
lottò il Signore per noi
e vinse i suoi nemici.
Gioiamo, gioiamo, esultate e cantate salmi.
G. Croce Sanctus-Missa Secunda Sopra la Battaglia
A. Grandi O salutaris hostia
O salutaris hostia,
quae caeli pandis hostium
Bella praemunt hostilia
Da robur, fer auxilium.
O Vittima di salvezza,
che apri la porta del cielo,
temibili conflitti ci minacciano.
Rendici forti, portaci soccorso.
G. Croce Benedictus-Missa Secunda Sopra la Battaglia
Agnus Dei–Missa Secunda Sopra la Battaglia
A. Balbi Percusso Philisteo (1 Sam 18,6-7)
Percusso Philisteo David
[et ferret caput eius in Hierusalem]
egresse sunt mulieres de universis urbibus Israel,
cantantes, chorosque ducentes in occursum Saul Regis,
in tympanis laetitiae et in sistris.
Et praecinebant mulieres ludentes, atque dicentes:
Saul percussit mille et David decem millia.
Dopo aver sopraffatto il Filisteo,
mentre Davide portava la sua testa a Gerusalemme,
uscirono le donne da tutte le città di Israele
a cantare e a danzare incontro al Re Saul
accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri.
Le donne danzavano e cantavano alternandosi:
“Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila”.
19
A. Gabrieli Deus misereatur (Ps 66)
Deus misereatur nostri et benedicat nobis;
illuminet vultum suum super nos, et misereatur nostri.
Ut cognoscamus in terra viam tuam:
in omnibus gentibus salutare tuum.
Confiteantur tibi populi Deus: confiteantur tibi populi omnes.
Laetentur et exultent gentes,
quoniam iudicas populos in aequitate
et gentes in terra dirigis.
Confiteantur tibi populi Deus: confiteantur tibi populi omnes;
terra dedit fructum suum.
Benedicat nos Deus, Deus noster:
et metuant eum omnes fines terrae.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto e abbia pietà di noi,
perché si conosca sulla terra la tua via,
fra tutte le genti la tua salvezza.
Ti lodino i popoli Dio, ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si rallegrino,
perché giudichi i popoli con giustizia,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio
e lo temano tutti i confini della terra.
20
Si ringrazia
21
Si ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto La via al Santuario,
rendendo possibile la realizzazione di questa sesta edizione.
Si ringrazia per il contributo
Si ringrazia per il supporto stampa
BASILICA Ss. MARTIRI VITTORE E CORONA
LA VIA AL SANTUARIO
sesta edizione
LUGLIO-OTTOBRE 2011
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da martedì a venerdì, ore 9.30 – 10.30
Foto di copertina: Il Santuario di San Vittore.
Foto di Tita Rossi tratta da “Feltre” Agorà Libreria Editrice.
Grafica SMAA - Stampa DBS - 07.11
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opuscolo - Nuove Tendenze