Ringrazio la Dr.ssa Irene Capasso e il Dr. Antonio Rosselli per i consigli e suggerimenti che mi hanno permesso la stesura di questo libretto. “Non facciamolo assomigliare troppo all’uomo affinchè non possa perdere la virtù di essere un cane”. Victor Hugo Guido Bianco è un istruttore professionista ed educatore cinofilo, si avvale dell'esperienza acquisita presso una delle scuole più premiate d'Europa: C.R. Roma. Dal 1968 al 1973 allievo dell'istruttore riconosciuto a livello mondiale Mario Rezzo. Ha partecipato a numerose gare di lavoro sia nazionali che internazionali riportando numerosi successi. Ha collaborato con scuole in Germania e Francia dove ha approfondito studi sia di psicologia cinofila comportamentale che di caratteristiche asimmetriche di razza. ll cane invece non è dotato di intelletto, ma le sue azioni sono scaturite esclusivamente dal suo istinto. Le nuove teorie cinofile affermano che questo istinto è andato perso, allora ci poniamo una domanda: "Se nell'uomo la ragione ha sopraffatto l'istinto, nel cane esso da cosa è stato sostituito?" PREFAZIONE Il cane non è un essere umano e non possiede le stesse capacità intellettuali ed emotive dell’uomo. Tuttavia il cane non è una macchina priva di sentimenti e incapace di comprendere. Dopo quarant'anni di esperienza cinofila resto sconcertato quando leggo o sento parlare di teorie e metodologie di educazione e correzione che tendono ad abbinare al cane capacità proprie dell'uomo come intelligenza, socializzazione e propensione al gioco. ln realtà credo che queste nuove teorie e metodologie tendano a semplificare le tecniche che permettono all'uomo di istaurare col cane un rapporto di intesa e rispetto reciproco. L' uomo rispetta il cane in quanto cane e il cane rispetta l' uomo in quanto uomo, senza distorcere le proprie nature. Nel corso dei secoli l'uomo ha avuto la capacità di apprendere dall'esperíenza di altri uomini le leggi del mondo e della natura grazie al suo intelletto. Col passare del tempo però l'uso della ragione si è imposto su quello dell' istinto. facoltà che non possiede come gioco o Descrivere tecniche di educazione o adde - ISTINTO psicologia filosofia e pratica cinofila lntroduzione. Per istinto si intende l'insieme delle disposizioni naturali, per lo più comuni agli esseri di una stessa specie, per cui nelle medesime circostanze essi agiscono in un determinato modo comune a tutti, indipendentemente dalla ragione, per dell'individuo o della specie. L'educazione del cane è ormai diventata oggetto di teorie diverse e contrastanti, di conseguenza ci troviamo ad assistere all'utilizzo di metodologie educative non corrette. Le notizie che ci giungono dai media di cani che aggrediscono i loro padroni, che sbranano bambini, sono sempre più frequenti. Allora sorge un dubbio: com'è possibile che le nuove teorie, i nuovi metodi di re questo scempio? La risposta è semplice ed è frutto di quarant'anni di esperienza sul campo. È sempre più frequente che l'uomo faccia sì che il cane si adegui alle proprie esigenze, per cui attribuire al cane cani non è lo scopo di questo progetto visto che sarebbe un atto di estrema presunzione, ma l'obiettivo reale è quello di portare il proprietario a riconoscere il carattere del proprio cane che si forma in base alle esperienze e al contesto sociale in cui vive. AGGRESSIVITA' Mostrare i denti, mordere, ringhiare sono tutti comportamenti aggressivi normali e naturali per i cani, ma non accettati dall’uomo. Dal punto di vista del cane c’è sempre un motivo, ma dato che uomini e cani hanno diversi modi di comunicare, spesso si creano incomprensioni. Dal punto di vista etologico con il termine di aggressività si intende l’impulso istintivo ad aggredire animali di altre specie o della propria, al fine di difendere la propria vita, il territorio, o per organizzare la scala sociale gerarchica all’ interno del gruppo. Le maniere in cui si esprimono le varie forme di aggressività sono molteplici e complesse, le sue origini sono oggetto di dibattiti e teorie che possiamo racchiudere in maniera generica sotto due posizioni principali: la prima accomuna l’aggressività come elemento innato sia nell’uomo che nell’ animale, la seconda che nell’ uomo l’aggressività è da ricondurre alla sua evoluzione come specie. Lorenz definisce l’aggressività come un accumulo autonomo di energia che anche in assenza di stimoli esterni finisce per dar luogo a comportamenti aggressivi con una notevole differenza tra esseri umani ed animali. Nei primi l’ aggressione può avere volontariamente un esito mortale e spesso avere carattere prettamente distruttivo, mentre nei secondi raramente l’ aggressione tende ad uccidere, anzi essa assume caratterisitiche ritualizzate. Sicuramente l’ aggressività è universale e palesemente visibile ai giorni nostri sia nella vita quotidiana, sia nelle competizioni sportive. Comprendere che lo stimolo dell’ aggresività sviluppato in un cane col fine di incutere terrore, dimostra l’ incapacità dell’ uomo nella comprensione dell’ animale stesso. Se prendiamo come esempio un cacciatore che dotato di un’ arma (fucile di precisione), uccide una tigre, viene considerato coraggioso e abile, se viceversa una tigre uccide un uomo o un cacciatore, viene definita una belva feroce. La verità è che ogni essere vivente ha il diritto e l’ istinto di difendere la propria esistenza. PAG. 02 INTELLIGENZA ISTINTIVA DEL CANE Se il cane possiede un’ intelligenza, questa può essere chiamata intelligenza istintiva. L’ intelligenza istintiva del cane è rivolta al passato e al presente, mai al futuro, per cui le sue proprietà istintive non gli consentono di memorizzare azioni di altri cani. L’uomo osserva gli atteggiamenti del cane come se fossero atteggiamenti umani attribuendogli stati emotivi che egli non concepisce, ecco il cane non concepisce ma agisce solo ed esclusivamente in funzione del suo istinto. Dimostreremo ora la visione errata che l’uomo ha degli atteggiamenti del cane. L’ intelligenza istintiva del cane fa si che esso memorizzi più velocemente le azioni negative rispetto a quelle positive. L’ esperienza del cane viene fornita delle azioni memorizzate nell’ arco della sua vita. Per comprendere meglio l’ intelligenza istintiva, partiremo dai primi giorni di vita del cane. Nei primi giorni di vita il cucciolo attraverso il suo istinto è costretto a farsi spazio tra gli altri membri della cucciolata per raggiungere il capezzolo della fattrice e nutrirsi. Dopo circa venti giorni dalla nascita possiamo già osservare come il cucciolo più forte cerchi di prendere il sopravvento sugli altri. All’ inzio dello svezzamento nel momento in cui un essere umano offrisse del cibo ai cuccioli, potremmo constatare la dominanza del più forte (capobranco) che ostacolerà gli altri cuccioli per raggiungere per primo la scodella. L’ intelligenza istintiva del cane porta la fattrice dei cuccioli a non riconoscerli dopo il periodo di svezzamento. Un allevatore competente deve consigliare un cane adatto al contesto sociale in cui andrà a vivere. INTERPETAZIONE UMANA INTERPRETAZION E ANIMALE Madre Padre Bambino lntelligenza Socializzazione Giocattolo Lancio della pallina Fattrice Riproduttore Cucciolo lstinto Sottomissione Preda Rincorrere la preda Gioco Capobranco Coccole e carezze Segnale di debolezza lstinto naturale represso Metodologie educative non corrette Sopravvento Timido /pauroso Nevrotico Ringhiare a conoscenti COMPORTAMENTO E’ bene sapere che relazionarsi con un cane richiede prima di tutto una corretta disciplina comportamentale dell’ uomo verso il cane. Eccessive carezze, coccole e manifestazioni di dolcezza vengono interpretate dal cane come segni di debolezza. Quando il cane raggiungerà il diciottesimo mese di età e terminerà il suo sviluppo fisico, se non riconoscerà nelle persone che vivono nel suo contesto sociale la figura del capobranco, assumerà esso stesso quel ruolo. Dall’ osservazione di una cucciolata si possono già individuare le caratteristiche istintive dei cuccioli dominanti. In relazione a quest’ultimi è fondamentale l’ applicazione di metodologie educative corrette onde evitare in età adulta forme di aggressività verso le persone che faranno parte del loro contesto sociale. Nel caso in cui, invece, si tratti di un cucciolo dominato la sua educazione deve essere simile a quella del cucciolo dominante anche se nell’ arco della sua vita mostrerà una minore aggressività. Nella pratica non è affatto difficile vedere atteggiamenti quali il raspare, il rizzare la testa, le orecchie, il pelo, muovere la coda, ecc.. Il linguaggio del corpo dipende proprio dalla postura delle orecchie, della coda, della bocca e degli arti. Se prestassimo più attenzione al comportamento del cane, ci accorgeremmo che odorare le feci di un suo simile o fare lo schizzo di urina più in alto degli altri cani non sono azioni inutili. Molti pensano che l’ atteggiamento del cane nell’ annusare dove gli atri cani hanno lasciato marchi di urina sia disgustoso, e ci sono molti cinofili ignoranti che richiamano o puniscono il loro animale quando si verifica questo atteggiamento. Un altro comportamento è quello del cane che per esprimere la sua dominanza tende ad appoggiarsi contro un suo simile. Se quest’ ultimo accetta il gesto e si sposta leggermente vuol dire che ammette la superiorità del cane. Allo stesso modo un cane che tende ad appoggiare una zampa su di una persona cerca di esprimere dominanza, oppure un cane maschio che monta un altro maschio non mostra una tendenza omosessuale ma semplicemente dominanza. PAG. 04 RICEZIONE E FREQUENZA E’ importante fare una distinzione fra educazione e addestramento. La prima si pone l’ obiettivo di educare il cane ai comandi base quali seduto, a terra, a cuccia, mentre il secondo ha lo scopo di integrare il cane nel contesto sociale addestrandolo ai lavori di pubblica utilità o a svolgere funzioni di difesa o guardia. Dire che il cane deve imparare è un grave errore. Istintivamente esso già assume determinate posizioni, per cui sta a noi utilizzare metodologie corrette per fargli memorizzare la frequenza della voce in modo che il cane la abbini ad un gesto che già conosce. Il cane non va mai punito, ma incoraggiato, ed è essenziale usare un tono dolce per dimostrargli la nostra soddisfazione, mentre un tono secco e deciso per rimproverarlo. L’ addestramento richiede professionalità e competenza ed è contro ogni forma di coercizione come l’ uso di collari elettrici, bastoni, catene. L’ uso della ricompensa è allo stesso modo una forma di condizionamento, in quanto il cane agisce per soddisfare il suo istinto di voracità e non per aver memorizzato un comando. Attraverso l’ addestramento possiamo migliorare le attitudini del cane sia che si tratti di un cane di razza pura sia di un meticcio. In ogni caso il ripetto dell’ uomo verso il cane è alla base di un buon addestramento. SCELTA DEL CANE Nel momento in cui si decide di allevare un cane bisogna considerare aspetti importanti del proprio contesto sociale e di vita. Bisogna essere consapevoli delle proprie esigenze, della propria condizione economica e dello spazio in cui si vive. Quando andiamo a prendere il cane in un allevamento dobbiamo procurarci una coperta e lasciarla nel luogo in cui si trova la cucciolata per almeno una ventina di minuti. Tale azione è mirata a far si che il cane avverta l’ odore da lui già conosciuto per evitare che subisca un distacco improvviso. Non bisogna mai commettere l’ errore di chiudere il cucciolo nel portabagagli, anzi dobbiamo fare in modo che esso ci veda. Una volta arrivati a casa, lasceremo il cucciolo insieme alla coperta nel posto scelto. Durante la giornata il cucciolo deve avere un perimetro ben circoscritto per evitare che possa sporcare ovunque. Nelle ore notturne il cucciolo potrà dare segnali di irrequietezza abbaiando o emettendo uggiolii. Un escamotage per evitare tali inconvenienti è quello di utilizzare una sveglia a corda in modo che il ticchettio continuo attiri la sua attenzione tranquillizzandolo. In presenza di un bambino, è importante prendere in considerazione alcuni accorgimenti: - Non bisogna mai dire ad un bambino di voler allevare un cane e bisogna evitare di portarlo in un canile o in un allevamento. - Bisogna portare il cane a casa in assenza del bambino e al suo rientro dobbiamo dimostrargli l’ affetto di sempre. - L’ incontro tra il cane e il bambino deve avvenire in completa libertà. - Il nome del cane va scelto insieme al bambino. - Se il bambino chiederà la provenienza del cucciolo, è giusto dirgli che non si tratta di un regalo. - E’ fondamentale far comprendere al bambino che il cane non è un giocattolo ma è un animale che ha bisogno delle sue cure e che va rispettato. Questi accorgimenti eviteranno che il bambino possa diventare geloso del cane e arrecargli eventuali maltrattamenti. E’ importante che il bambino instauri un rapporto sano con il proprio cane evitando che sostituisca la figura del suo cucciolo con quella di un amico o fratello ecc... Il bambino che vive con un cane fortifica il proprio carattere e sviluppa responsabilità nel prendersi cura dell’ animale. PAG. 06 ATTEGGIAMENTO Descriviamo ora alcuni atteggiamenti frequenti che possiamo osservare in un cucciolo: - L’ atteggiamento istintivo di un cucciolo quando prepara il proprio giaciglio è quello di grattare all’ interno della propria cuccia. - Un cucciolo rovescia la scodella del cibo perchè istintivamente preferisce mangiare a terra. - Un cucciolo corre scuotendo la testa con un oggetto tra i denti, ad esempio una ciabatta perchè considera quell’ oggetto come una preda e lo porterà in un luogo per lui sicuro. - Un cucciolo che gratta mobili, divani, porte dimostra un buon istinto di predatore. Tale gesto rappresenta l’ istinto di voler superare un ostacolo, in quanto il sistema di apprendimento non gli permette di aggirarlo in quanto non ha memorizzato quell’ esperienza. Nel caso in cui, invece, il cucciolo gratti un oggetto che non rappresenta per lui un ostacolo, lo fa perchè percepisce un odore particolare che attira la sua attenzione. Riportiamo di seguito alcuni consigli sul comportamento da assumenre con un cucciolo: - Evitare di chiamarlo quando gli prepariamo la scodella con il cibo. - Evitare scodelle in plastica che il cane può rompere facilmente e ingoiarne i pezzi, quelle in acciaio sono più indicate. - Cercare di sviluppare il suo istinto naturale cambiando il posto abituale della scodella per permettere al cucciolo di cercarla. - Per vaccinazioni e altre visite mediche rivolgersi sempre a medici veterinari. - E’ consigliabile fare entrare il cucciolo in contatto con altri cani solo dopo aver terminato il ciclo di vaccinazioni. - E’ consigliato recarsi dal veterinario per una visita di controllo ogni due mesi fino al raggiungimento dei dodici mesi di vita. - Evitare la tosatura del pelo se non per necessità mediche. - Evitare di cambiare e variare la sua alimentazione. - Evitare qualsiasi forma di punizione, ma se è proprio necessario, rimproverarlo cambiando il tono della voce pronunciando un no secco e sollevandolo per la collottola. - Nel caso in cui il cucciulo prenda un calzino o qualsiasi altro oggetto, colpirlo leggermente in testa con l’ oggetto in questione, associando il gesto ad un no secco. La punizione più umiliante per lui è essere colpito dalla sua stessa preda. - Abituare il cucciolo a rimanere da solo fin dai primi mesi. - La prima volta che bisogna mettergli il collare evitare di farlo improvvisamente. lasciare il collare a terra in modo che il cucciolo possa annusarlo e riconoscerlo. - Alle prime esperienze assecondatelo e seguitelo evitando di strattonarlo e tirarlo. GIOCO Un mito da sfatare è quello che il cane giochi. Se osserviamo un cane alle prese con un calzino, possiamo notare come esso lo prenda tra i denti, scuotendolo in aria per poi matenerlo con le zampe anteriori e morderlo fino a strapparlo. Questo dimostra che il cane non concepisce il gioco, ma considera l’oggetto in questione una preda, assumendo così lo stesso atteggiamento del lupo in natura. E’ bene sapere che i giocattoli, pupazzetti, palline e oggetti del genere vengono visti dal cane come prede. La differenza tra le prede reali e questi accessori è la loro capacità di muoversi. I giochi, non essendo mobili, porteranno col tempo il cucciolo a sopprimere il suo istinto di predatore. Dopo alcuni mesi il cane crescendo inizierà a mostrare disturbi psichici proprio perchè l’immobilità degli oggetti rende la simulazione dell’attacco alla preda non reale e di conseguenza il suo istinto di predatore sarà sempre più represso. Il cane che vedremo una volta adulto sarà timido, pauroso, oppure svilupperà una forma di aggressività che lo renderà nevrotico e pericoloso. Il padrone del cane dovrà perciò assumere un comportamento disciplinato sin dall’inizio affinchè il cane diventi sicuro e coraggioso. La disciplina cinofila educativa ci insegna che il cane è un animale ed accetta più volentieri una disciplina adeguata anzichè coccole e carezze. PAG. 08 Nel caso in cui il mangime secco viene inumidito, ricordate di non utilizzarlo il giorno successivo. Consigliamo di conservare il mangime in contenitori a chiusura ermetica. Evitare di usare le scodelle in plastica, bensì in metallo, dato che il cane potrebbe romperle e ingerirne i pezzi. ALIMENTAZIONE e SPAZZOLATURA La crescita armoniosa del cucciolo è strettamente legata ad un’alimentazione equilibrata ed adatta alle sue necessità. Fino a quattro mesi del cucciolo l’ideale è distribuirgli la sua razione giornaliera in tre pasti, per passare a due pasti giornalieri fino ad un anno di età e successivamente ad un unico pasto giornaliero. Il cucciolo deve consumare la sua razione di cibo immediatamente (se non la consuma tutta la volta successiva la razione sarà ridotta). L’ alimentazione del cane non è un aspetto da sottovalutare e bisogna fare attenzione. Ogni anno vengono spesi milioni di euro da parte dei consumatori, in tutti i tipi di commercio c’è speculazione e quindi bisogna controllare bene cosa dare da mangiare al proprio cane, bisogna diffidare delle grandi promozioni, scegliere il cibo rivolgendosi a rivenditori specializzati e competenti. Ad ogni modo consigliamo di usare solo mangime secco e di controllarne la scadenza. SPAZZOLATURA Il cane va spazzolato tutti i giorni usando spazzole di buona qualità e adatte al tipo di pelo. Per assicurarsi di non commettere errori rivolgersi sempre a rivenditori competenti e specializzati. Ricordate che la spazzolatura richiede dei movimenti particolari e che il cane non va mai spazzolato contro pelo. sono entrambi segni di debolezza, egli non memorizzerà altro che di tenerci in pugno e di poterci sopraffare e la volta seguente se avvertirà uno stimolo più interessante lo seguirà senza prestare alcuna attenzione al nostro comportamento. RICHIAMO Illustreremo di seguito come le moderne metodologie di educazione consigliano di comportarsi nel caso in cui bisogna insegnare al cane il “richiamo”, cioè a venire da noi quando lo chiamiamo. La pratica si compone di quattro azioni: battere le mani in modo da attirare la sua attenzione; assumere una posizione accovacciata per incitarlo a venire; una volta che il cane è davanti a noi porgergli un bocconcino; ed infine accarezzarlo per premiare il suo comportamento. Ora analizziamo come realmente il cane interpreta queste nostre quattro azioni: Il gesto di battere le mani lo proietta in uno stato di allerta, quindi istintivamente si volterà nella nostra direzione. Vederci accovacciati è per lui un segno di sottomissione. E’ da sfatare la convinzione che abbassandoci impediamo al cane di vederci inducendolo così a venirci a cercare, se fosse così egli annuserebbe in giro in cerca del nostro odore e non camminerebbe veso di noi in linea retta. Offrirgli una ricompensa e accarezzarlo PAG. 10 propone una figura completamente distorta del cane creando nella mente umana una visione ben lontana dalla realtà. L’atteggiamento del cane ha uno scopo ben preciso e umanizzarlo è contro ogni sua attitudine psichica. Il rispetto della sua vera natura è il segreto di un rapporto sano con l’uomo. UMANIZZAZIONE Il fenomeno di umanizzazione del cane ha portato ad una semplificazione delle tecniche educative generando metodi che non hanno fatto altro che confondere la vera natura del cane, con l’unico scopo di alimentare un commercio ormai aperto ad ogni forma di speculazione. Il settore cinofilo vede protagonisti operatori che si avvalgono di metodologie educative non corrette che tendono soltanto a soddisfare le esigenze quotidiane dell’uomo. Questi metodi educativi, mossi esclusivamente dall’interesse economico, prevedono l’uso di ricompense, di psicofarmaci e giocattoli alterando così la vera natura del cane che a fronte di tutto questo reprime sempre più il suo istinto di predatore manifestando disturbi psichici. Inevitabilmente si è creato un circolo vizioso di domanda e offerta che ha alimentato la presenza di speculatori nel settore. Ben più complesso è il mondo televisivo che attraverso format, film, documentari dell’ uomo. La nostra moralità che ci distingue dagli animali dovrebbe spingerci a rispettarli e a non utilizzarli per scopi sbagliati o pericolosi. UTILITA'DEL CANE Da sempre il cane è stato utilizzato dall’uomo per svolgere vari compiti di interesse sociale ma purtroppo anche come arma mortale nelle missioni di guerra. E’ stato mandato nello spazio e usato per la sperimentazione scientifica. Ancora oggi esso prende parte a missioni militarie viene usato per trovare mine antiuomo, perlustrare aree rischiose e sventare attentati. L’ impiego del cane da parte dell’uomo in particolari situazioni nasconde una crudele verità. Il cane istintivamente si fida di chi lo accudisce e lo rispetta ed è pronto a sacrificare la propria vita per difenderlo. L’uomo grazie alla sua intelligenza ha compreso che il cane poteva sostituirlo nelle situazioni pericolose, consapevole di mettere in pericolo la sua vita a causa del suo agire puramente istintivo. Bisogna riflettere sulla capacità di tradimento che l’uomo ha dimostrato nei confronti del cane e ancor più sull’agire istintivo del cane che non è consapevole di quello che lo aspetta perchè si fida PAG. 12 CANILI ASSOCIAZIONI VOLONTARIATO Le strutture per ospitare i cani randagi sono costruite sia da comuni che da privati. Questi ultimi attraverso le gare d’appalto ricevono fondi dagli organi competenti. Pur di accaparrarsi i fondi questi signori ribassano il prezzo per il mantenimento quotidiano di ogni singolo cane. Le conseguenze sono facili da immaginare, spazi inadeguati, cibo di bassissima qualità, mancanza di cure, frequenza di pasti irregolari (a volte anche a giorni alterni), acqua esposta al sole. I volontari, attraverso donazioni da parte di cittadini, cercano di limitare questo degrado, ma nonostante le buone intenzioni, spesso peccano di mancata competenza nel settore e questo fa sorgere altre tipologie di problemi. L’uomo quando abbandona un cane gli arreca un grave danno psichico. Per la sicurezza dei cittadini i cani randagi vengono rinchiusi sempre dall’uomo in canili autorizzati, ma ciò non è sempre un bene per loro. Molto spesso, infatti, essi sono costretti a vivere in box non adeguati o in recinti insieme ad altri cani, malnutriti e malcurati. In questo modo l’uomo dimostra sempre più la sua crudeltà e la sua mancanza di rispetto verso il cane. Ancora una volta ci appelliamo al buon senso e proponiamo la gestione dei canili da parte del Comune e non dei privati, offrendo alle persone che vogliono adottare un cane corsi di educazione a bassissimo prezzo per fa si che la convivenza non presenti problemi. Per i cani più idonei, invece, si può pensare ad addestrarli per la pubblica utilità; entrambe le soluzioni risolverebbero inoltre il problema del sovraffollamento. E’ chiaro che i privati non hanno nessun interesse al benessere del cane, ma hanno un unico scopo: il lucro. Poche sono le strutture che hanno come scopo il benessere del cane e poche sono le persone che non agiscono per interesse ma per umanità. EDUCATORE COMPORTAMENTALISTA E ISTRUTTORE Prima di affidare il vostro cane ad un educatore, comportamentalista o istruttore cinofilo è fondamentale chiedere delle credenziali che possano dimostrare l’affidabilità e la competenza di costui. Perchè un addestramento o educazione sbagliata può causare al cane problemi seri e non facili da recuperare. Ma qual è la differenza fra educatore cinofilo, comportamentalista e istruttore? Per educatore cinofilo si intende colui che ha gli strumenti per impostare una felice convivenza tra cane e padrone. Per diventare educatore cinofilo attualmente quasi tutti i centri cinofili propongono corsi di formazione ,ma solo di recente sono state istituite anche altre due alternative professionali: - corsi organizzati dall’ Enci - corso in allevamento ed educazione cinofila presso l’Università di Pisa della durata di 3 anni. A differenza dell’educatore cinofilo c’ è la figura del comportamentalista, che deve possedere conoscenze in campo scientifico dell’anatomia, della fisiologia e sull’etologia del cane. L’ iter formativo per quest’ ultimo è più complesso. Per diventare comportamentalista bisogna conseguire una laurea in campo biologico, una specializzazione post laurea in etologia canina e in seguito un tirocinio presso un istruttore cinofilo. Per istruttore cinofilo, invece, si intende un educatore specializzato in particolari attività come le prove di utilità e difesa e prove di lavoro. Per diventare istruttori cinofili bisogna frequentare corsi di educazione e di addestramento al fine di preparare il proprio cane per le gare ufficiali e ottenere i relativi brevetti. PAG. 14 CONSIGLI Da istruttore cinofilo, con un’ esperienza di circa quarant’ anni, voglio rivolgermi a coloro che intendono intraprendere professionalmente la mia stessa attività. Innanzitutto è bene sottolineare che non basta avere una grande passione per i cani, bensì particolari attitudini, cioè atteggiamenti che nascono naturalmente come l’approccio al cane, il modo in cui ci avviciniamo al suo mondo completamente diverso dal nostro. Bisogna avere dentro di sè un innato rispetto per la natura e gli animali, ed essere audaci e sicuri nel voler intraprendere questa strada. Il punto di partenza è lo studio della psicologia e della filosofia cinofila che ci guideranno in un percoso sia teorico che pratico, permettendoci di percepire e conoscere l’approccio al cane e al suo istinto. Iniziare questo percorso lavorando direttamente con il cane è un grave errore, perchè bisogna prima comprendere il suo sistema si di memorizzazione e i suoi vari atteggiamenti. Inoltre è importante rendersi conto che non è possibile determinare una durata per questo tipo di studi dato che esso è strettamente connesso all’attitudine personale e alle esperienze che nel tempo si presenteranno. Non è saggio frequentare corsi aperti a tutti che rilasciano attestati in breve tempo, senza permettere alla persona interessata di maturare la giusta esperienza. Il modo migliore per accedere all’insegnamento cinofilo è rivolgersi a scuole per cani con istruttori professionisti che possano dimostrare la propria competenza. Per critiche, dibattiti e ulteriori suggerimenti di psicologia, filosofia e pratica cinofila l’associazione è disponibile a tutti. Guido Bianco