Angelo Napoliello - Marinella Cavalieri Alessio Moscato Il Fagiolo “OCCHIO NERO” di Oliveto Citra PICCOLA GUIDA ALLA COLTIVAZIONE E CONSUMO presentazione L’agricoltura del nostro comune è stata da sempre un settore trainante e vitale. La stasi degli anni settanta e la crisi post terremoto ne hanno offuscato in parte la valenza economica. Gli obiettivi nella nuova politica agraria europea volgono però una nuova attenzione alle zone interne e svantaggiate. Negli ultimi anni abbiamo assistito nel nostro comune alla rivitalizzazione del settore con decine di aziende agricole che hanno effettuato importanti investimenti con l’aiuto dei contributi del Patto Territoriale Sele Tanagro, del Pop e Por Campania 20002006. Nel 1995 l’allora Amministrazione Comunale ha patrocinato la nascita della Associazione Agroliveto che mette ad oggi insieme un centinaio di aziende che condividono servizi associati e attività di promozione e valorizzazione dei prodotti tipici del nostro comprensorio. Per queste motivazione l’Amministrazione Comunale che rappresentiamo ha sposato questa importante iniziativa che tende a stimolare le capacità imprenditoriali dei nostri agricoltori con l’auspicio che vi sia nuova e giovane linfa che investa nel settore. il fagiolo occhio nero Il Sindaco Italo Lullo 2piccola guida alla coltivazione e consumo Il Consigliere all’Agricoltura Raffaele Palmieri premessa Uno degli impegni assunti nella splendida serata di inaugurazione della filiale di Oliveto Citra della BCC di Aquara, del 10 settembre 2005 è stato quello di adoperarsi affinché la nuova Banca si integrasse all’interno di tutte le occasioni di promozione e valorizzazione del territorio in quanto queste riteniamo possano contribuire e sono alla base di una rinascita anche economica. È con grande piacere che abbiamo accolto l’invito della amministrazione comunale di Oliveto Citra e della Associazione Agroliveto a patrocinare la manifestazione “PRODUZIONI ALTERNATIVE E TIPICHE” OCCASIONE DI SVILUPPO E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO che si svolgerà ad Oliveto Citra dal 23 al 26 febbraio 2006. La stampa di questo volumetto è un fattivo contributo che la BCC di Aquara vuole testimoniare affinché uno dei prodotti storici della agricoltura dell’Alta Valle del Sele possa risorgere a nuovo interesse economico e ritornare ad essere trainante dell’economia agricola del territorio. il fagiolo occhio nero Il Direttore Antonio Marino 3 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero cenni storici 4piccola guida alla coltivazione e consumo cenni storici il fagiolo occhio nero Il fagiolo “occhio nero” di Oliveto Citra è un legume da granella tra i più rinomati e conosciuti dell’Alta Valle del Sele sia per l’alta qualità che per la quantità del prodotto realizzato nei vari anni. La produzione e vendita dei fagioli “occhio nero” fino al 1940, secondo dati raccolti da vecchi agricoltori della zona, erano di circa 7.000 ql e i mercati che maggiormente ritiravano il prodotto erano quello locale, quello di Milano (circa 5.000 ql all’anno) e quello inglese, attraverso i monaci della Badia di Cava dei Tirreni. Negli anni settanta, nella zona, la produzione e la superficie coltivata a fagiolo si ridussero notevolmente sia per gli alti costi di produzione che per l’introduzione di attività agricole più remunerative (allevamento bovino a stabulazione fissa per la produzione di latte). Alla contrazione contribuì anche l’abbandono dell’agricoltura da parte di molti giovani attirati dal miraggio del “posto fisso”. Tale abbandono dell’agricoltura verso altre attività produttive (industria, commercio, pubblico, impiego, ecc.) si è ulteriormente accentuato con l’evento sismico del 1980 (terremoto del Salernitano e dell’Irpinia). Nella mente dei vecchi coltivatori e commercianti di Oliveto Citra, paese capo fila per la coltivazione e commercializzazione, sono rimasti molti ricordi legati a questo legume quando l’alimentazione umana era basata principalmente sui vegetali. 5 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero 6piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero 7 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero 8piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero 9 piccola guida alla coltivazione e consumo Si ricorda soprattutto che: a) Un elevato numero di commercianti locali, regionali, nazionali e internazionali venivano ad acquistare i fagioli ad Oliveto Citra in occasione del mercato settimanale (del giovedì ) e nelle più importanti fiere dell’anno; b) gli abitanti delle zone limitrofe venivano a barattare a Oliveto Citra altri prodotti agricoli o zootecnici con fagioli; c) i fagioli prodotti annualmente venivano venduti, consumati o barattati con altri prodotti di prima necessità per la vita dalla famiglia contadina; d) il reddito ricavato dalla vendita veniva accantonato dagli agricoltori per l’acquisto degli imprevisti (medicine ecc.), lo studio o matrimonio dei figli ecc. Ancora oggi gli agricoltori di Oliveto Citra e delle altre aree irrigue dell’Alta valle del Sele, data l’importanza storica della coltura, manifestano sempre una particolare attenzione alla coltivazione del fagiolo occhio nero, inoltre si vantano di possedere questo ecotipo e di essere ancora preferito dai consumatori locali, nazionali ed internazionali. Questo prodotto di pregio legato alle tradizione contadina e alla tipica cucina povera dell’Alta Valle del Sele, ancora oggi, può svolgere un ruolo importante per la valorizzazione dell’agricoltura di questa importante area dell’entroterra della Campania ed inoltre può riscuotere lo stesso consenso nella cucina dell’ era moderna date le sue qualità organolettiche e nutrizionali. 10 piccola guida alla coltivazione e consumo Particolari di un filare di fagiolo “occhio nero” con palo tutore e rete in plastica Foglie rigogliose del fagiolo occhio nero Fiori di fagioli occhio nero di Oliveto C. Fagioli occhio nero in vari stadi di maturazione caratteristiche della specie e area di produzione Il Fagiolo occhio nero è una pianta rampicante che raggiunge e supera, in condizione di buona fertilità del terreno, i 2 mt. d’altezza. La foglia è grande a forma di cuore allungato ed il fiore è di colore bianco. Il baccello (frutto del fagiolo) è di media lunghezza, il colore del guscio passa dal verde, al giallo, al paglierino a completa maturazione e contiene mediamente un numero da 5 o 6 semi. Il seme è di media grandezza, dalla forma ovale, di colore bianco con la tipica macchia nera posizionata nel punto (ileo) d’attacco al guscio del baccello. Ciclo vegetativo Il ciclo vegetativo del fagiolo occhio nero è di circa 120 giorni. Area di produzione L’area di produzione del fagiolo occhio nero ricade nel comprensorio Alto Sele e precisamente nei territori dei comuni di: Oliveto Citra, Senerchia, Calabritto, Caposele, Valva, Colliano e Contursi Terme. Tali territori si caratterizzano per la presenza d’importanti sorgenti d’acqua (la sorgente del Sele, Acqua Bianca ecc) che soddisfano le esigenze idriche della specie. I terreni sono di buona fertilità, irrigui e con una pendenza media che va dal 2 al 5%. Il clima è quello tipico delle aree interne della Campania che consente al fagiolo occhio nero di fruttificare e fornire un prodotto con particolari proprietà organolettiche. 11 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero tecniche colturali 12 piccola guida alla coltivazione e consumo tecniche colturali Terreni idonei alla coltivazione Il Fagiolo occhio nero per le sue caratteristiche vegetative preferisce i terreni subacidi (pH 6,5-7), profondi, di medio impasto, fertili, freschi o irrigui, ma non ama quelli umidi con ristagni di acqua. Semina Epoca di semina. Il fagiolo occhio nero è una coltura intercalare estivo-autunnale che segue una foraggera (sulla, prato, erbai misti ecc.) e precede una graminacea. Và seminato, dopo lo sfalcio e raccolta del fieno, dalla seconda decade di giugno fino alla fine dello stesso mese. Questo ecotipo di fagiolo è sensibile ai forti calori estivi, alle piogge prolungate, al vento e alle basse temperature. I forti calori estivi possono incidere negativamente sull’allegagione e formazione dei baccelli, le piogge prolungate, il vento e le basse temperature sullo sviluppo e maturazione del prodotto (baccelli e semi). Foto n° 5 Piante di fagiolo occhio nero idonee per la raccolta del seme Foto n° 6 Seme di fagiolo occhio nero selezionati per la semina Foto n° 7 Seme di fagiolo occhio nero selezionato e trattato con geodisinfestanti il fagiolo occhio nero Preparazione del letto di semina Il terreno per la semina dei fagioli và preparato con un’aratura meccanica alla profondità di circa 30-40 cm, una concimazione minerale presemina (circa kg 100 di perfosfato minerale 19/21 e kg 40 di solfato di potassio per 1.000 mq) e una fresatura (meccanica) per interrare i concimi e sminuzzare lo strato di terreno interessato dall’apparato radicale della specie. 13 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero tecniche colturali Quindi, in riferimento a quanto precedentemente menzionato, l’epoca di semina può subire delle variazioni a secondo della zona di coltivazione per far si che la spece vegeti e produca nelle migliore condizioni climatiche. Scelta e preparazione del seme Il seme, in mancanza di prodotto selezionato e certificato deve essere : a) raccolto nella campagna precedente dalle piante più produttive e con baccelli uniformi (vedi foto n° 5) che non hanno manifestato sull’intera pianta sintomi di malattie contagiose (virosi ecc) durate il ciclo vegetativo; b) selezionato , con controlli visivi: i semi devono essere perfetti e non presentare danni da parassiti (vedi foto n° 6) c) trattato con geodisinfestanti e fungicida per impedire ai parassiti (insetti e funghi) presenti nel terreno di danneggiare le giovani piantine (vedi foto n° 7) La distanza di semina La scelta della distanza di semina del fagiolo occhio nero, in riferimento alle caratteristiche della specie (molto vigorosa), và effettuata con i seguenti obiettivi: a) far vegetare e produrre la pianta nelle migliore condizioni d’esposizione ai raggi del sole e far circolare l’aria all’interno della massa fogliare; b) ottenere un prodotto di qualità con la massima produzione per mq di superficie; 14 piccola guida alla coltivazione e consumo Foto n° 5 Distanza di semina tra i file di fagiolo occhio nero Foto n° 5 Distanza di semina lungo fila di fagiolo occhio nero Foto n° 5 Piante di fagiolo occhio nero alla giusta distanza di semina Profondità di semina La semina del fagiolo occhio può essere eseguita a mano (con l’aiuto del cavicchio per poggiare e interrare il seme) o con macchine alla profondità di 4- 6 cm, per avere una germinazione uniforme e senza fallanze. Foto n° 6 Apertura buca con cavicchio per interrare il seme di fagiolo occhio nero tecniche colturali c) accelerare e facilitare alcune operazioni colturali (difesa fitosanitaria raccolta ecc.). Le distanze di semina, in riferimento ai suddetti obiettivi, più indicate per il fagiolo occhio nero sono: cm 20 -30 sulla fila e cm 140-150 tra le file. Operazioni complementari alla semina Le operazioni di semina vanno completate con un’irrigazione al terreno per avvicinarlo al seme e facilitarne la germinazione. Foto n° 7 posizionare il seme di fagiolo occhio nero nella buca cavata con cavicchio Foto n° 8 chiusura buca e interramento seme il fagiolo occhio nero Sarchiatura La prima sarchiatura va eseguita dopo qualche settimana dalla semina quando le piantine hanno raggiunto un’altezza di circa 20 cm, la seconda e la terza quando le erbe infestanti o il terreno (compattato dalle irrigazioni o dalle piogge) ostacolano l’attività vegetativa e produttiva della specie in oggetto. Le operazioni di sarchiatura possono essere eseguite manualmente sulle file e con motozappa tra le file. 15 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero tecniche colturali Strutture di sostegno La pianta di fagiolo occhio nero è un rampicante molto vigoroso che per poter vegetare e fruttificare nelle migliori condizioni deve essere affidata fin dalla nascita ad una struttura di sostegno (piante di mais, canne, frasche, rete di plastica con pali tutori ecc.) per alzare gli apici vegetativi dal terreno. Alla luce delle attuali conoscenze la struttura di sostegno da preferire è la rete di plastica con pali tutori (di legno, di resina , di ferro trattato ecc.) sia per il facile montaggio che per la convenienza economica. La struttura di sostegno con reti di plastica e pali tutori deve avere le seguenti caratteristiche: a) rete in plastica (a maglie larghe) alta circa mt. 2; b) pali tutori (di legno, di resina, di ferro trattato ecc.) alti circa 2,50 mt. e dal diametro di cm 5-7 per quelli in legno e 3-4 cm per quelli in resina o ferro trattato; c) la distanza dei pali tutori lungo la fila variare da mt. 3 a mt. 8; d) filo di ferro cromato all’estremità superiore della rete di plastica, teso lungo la fila e fissato ai pali per renderla più stabile e non farla cedere sotto il peso della massa produttiva. Foto n° 9 Struttura di sostegno con canne per la coltivazioni del fagiolo occhio nero di Oliveto Citra Foto n° 10 Consociazione del fagiolo occhio nero di Oliveto Citra con il mais La consociazione con il mais o l’utilizzo di altre strutture di sostegno (canne, frasche ecc) vanno sconsigliati per una coltivazione specializzata. 16 piccola guida alla coltivazione e consumo Foto n° 11 Struttura di sostegno con reti in plastica e pali di legno per la coltivazione del fagiolo occhio nero di Oliveto Citra Difesa fitosanitaria Il Fagiolo occhio nero è molto sensibile ad alcuni parassiti quali: ruggine, antracnosi afidi e ragnetto rosso. Il controllo dei parassiti elencati deve essere metodico e operare all’occorrenza con tempestivamente con trattamenti per non compromettere l’intera coltivazione in poco tempo. - Ragnetto rosso comune (Tetranychus urticae) è un acaro che attacca molte specie vegetali, ma le più colpite sono le piante ortive (fagioli, melanzane, pomodori, peperoni, meloni ecc). I sintomi degli attacchi si manifestano con decolorazioni e ingiallimento delle foglie (vedi foto n° 16) che finiscono spesso per disseccare e cadere. Su di esse si trovano frequentemente anche abbondanti ragnatele, formate da fili sericei, che possono ricoprire completamente le foglie. tecniche colturali Foto n° 12 Campo di fagiolo occhio nero con impianto d’irrigazione a goccia Foto n° 13 filari di fagiolo occhio nero con ala gocciolante Foto n° 14 Campo di fagiolo occhio nero con impianto d’irrigazione a pioggia il fagiolo occhio nero Irrigazione Il Fagiolo occhio nero, è molto esigente di acqua e ai primi sintomi di carenza idrica bisogna irrigare per non compromettere la produzione. I turni d’irrigazione, in riferimento a quanto detto, si devono ripetere con una cadenza media di 15 giorni nel primo periodo ed alla comparsa di sintomi di stress idrico nell’ultimo periodo. I sistemi di irrigazioni più indicati sono quelli localizzati (ala gocciolante) sia per ridurre il consumo di acqua che per non creare erosioni al terreno. 17 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero tecniche colturali La lotta - Campionamento, settimanali a partire dalla prefioritura, con un esame attento su 100 foglie scelte a caso sul 1015% delle piante da proteggere. - Intervenire con trattamenti antiparassitari al rilevamento delle prime infestazioni; - Impiegare acaricidi autorizzati. Ruggine del fagiolo (Uromyces appendiculatus) Questa malattia colpisce le foglie e solo raramente i fusti ed i baccelli provocando inizialmente delle piccole aree clorotiche (vedi foto n° 18) in corrispondenza delle quali si formano, in breve tempo, soprattutto nella pagina inferiore, delle pustole (sori) di color ruggine (vedi foto n° 20), a volte circondate da un alone giallastro. Dopo 10-15 giorni dalla comparsa delle pustole le foglie colpite tendono ad ingiallire e infine a disseccare. Nelle infezioni tardive le pustole si presentano di colore bruno-scure e non più polverulente in quanto si evolvono nella forma teleutosorica (Vedi foto n° 20). La diffusione delle uredospore, anche a notevole distanza, avviene prevalentemente per mezzo del vento. Le condizioni climatiche ottimali per lo sviluppo di queste sono rappresentate da un’elevata umidità relativa e temperature variabili da 20 a 24° C. L’incubazione è di circa 14 giorni. 18 piccola guida alla coltivazione e consumo Foto n° 15 Foglia di fagiolo occhio nero con inizio decolorazione ingiallimento per infestazioni di Ragnetto Rosso Foto n° 16 Foglia di fagiolo occhio nero con evidente decolorazione ingiallimento per infestazioni di Ragnetto Rosso Foto n° 17 Uova e forme giovanili di Ragnetto Rosso Foto n° 18 Foglia di fagiolo occhio nero con i primi sintomi d’infezione di Ruggine Foto n° 19 Foglia di fagiolo occhio nero con numerosi macchie d’infezione di Ruggine Foto n° 20 Pustole di Ruggine sulla pagine inferiore di una foglia di fagiolo occhio nero. il fagiolo occhio nero Antracnosi del fagiolo (Colletotrichum lindemuthianum) L’antracnosi rappresenta la più grave avversità fungina del fagiolo, provocando, in alcune annate, danni di notevole entità. I sintomi della malattia si possono riscontrare su tutti gli organi della pianta e soprattutto sui baccelli e sugli steli ove provoca la comparsa di tacche leggermente depresse, circolari o allungate, di colore marrone scuro con al centro passerelle rosate di consistenza mucillaginosa (vedi foto n° 23). Sulle foglie l’atracnosi si manifesta con tacche necrotiche nerastre localizzate prevalentemente sulle nervature e sui piccioli; sulle foglie giovani l’alterazione può portare anche ad un ingiallimento o al disseccamento parziale o totale della lamina. Sui semi l’attacco si rivela con tacche rotondeggianti, più o meno ampie, prima decolorate, poi bruno nerastre, circondate da un alone porporino (vedi foto n° 22). Lo sviluppo e la diffusione del patogeno sono fortemente influenzati dalle condizioni climatiche ed in particolare da elevata umidità e piovosità ; sembrano infatti necessari almeno 10 mm di pioggia perchè possa instaurarsi il processo infettivo. tecniche colturali La lotta Intervenire con prodotti rameici, thiram, triazolici ecc., in presenza di condizioni ottimali di umidità e temperatura, ed in presenza di sintomi che ne giustificano il trattamento. 19 piccola guida alla coltivazione e consumo tecniche colturali I valori di temperatura ottimali si aggirano sui 16-18 °C.; al di sopra dei 3032 °C la malattia si arresta. La lotta Contro questa malattia è necessario in primo luogo impiegare seme sano; l’eventuale disinfestazione con Thiram o derivati benzimidazolici del seme non sempre offrono sufficienti garanzie. Fot. n° 22 Baccello e foglie di fagiolo occhio nero con macchie di Antracnosi (Colletotrichum) il fagiolo occhio nero Foto n° 23 Baccello di fagiolo occhio nero con macchie di Antracnosi (Colletotrichum) 20 piccola guida alla coltivazione e consumo Foto n° 24 Semi di fagioli occhio nero con macchie di Antracnosi (Colletotrichum L) tecniche colturali Raccolta Il fagiolo occhio nero viene coltivato per la produzione di granella e come tale viene raccolto quando i baccelli e i semi sono secchi (con umidità non superiore al 13%). L’epoca di raccolta va dalla seconda quindicina di ottobre alla prima di novembre (in relazione alla data di semina) ma in alcuni anni può essere ostacolata e ritardata dalle condizioni climatiche (piogge e freddi precoci) con notevole perdita di prodotto. Quindi anticipare la semina alla seconda decade di giugno è utile per non fare coincidere la raccolta con il periodo delle piogge. Foto n° 25 Filari di fagioli occhio nero pronti per la raccolta. Le operazioni di raccolta vengono eseguite manualmente in quanto il metodo di coltivazione non permette la meccanizzazione. L’unica operazione che può essere eseguita meccanicamente, con delle apposite trebbie, è la battitura e separazione dei semi dal guscio del baccello. Foto n° 27 semi di fagiolo occhio nero pronti per la vendita il fagiolo occhio nero Foto n° 26 Particolari di un filare di fagiolo occhio nero pronti per la racolta 21 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero come conservare i fagioli secchi 22 piccola guida alla coltivazione e consumo Foto n° 28 Fagioli occhio nero in vari stadi di maturazione come conservare i fagioli secchi I fagioli secchi si possono conservare per lungo tempo senza subire danni o perdere proprietà nutritive, con l’unica attenzione di tenere sotto controllo gli attacchi di Tonchio, un piccolo coleottero le cui larve si sviluppano all’interno dei semi. Gli attacchi di Tonchio si possono contenere: a) con il freddo, conservando i fagioli in contenitori (barattoli di vetro o sacchetti di plastica sigillati) a temperature inferiori a 0° C. per un lungo periodo; b) con il calore, riscaldando i semi di fagioli nel forno a 55°- 60° C. per circa mezz’ora per uccidere le larve di Tonchio ma senza compromettere la facoltà germinativa dei semi; c) sotto vuoto. Etichetta proposta dall’Associazione Agroliveto il fagiolo occhio nero Foto n° 29 Fagioli occhio nero pronti per la vendita 23 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero come come cuocere cuocere il il fagiolo fagiolo “occhio “occhio nero” nero” 24 piccola guida alla coltivazione e consumo a) Prima della cottura tenere i fagioli a bagno (in acqua a temperatura ambiente) per una notte. b) Fate cuocere i fagioli per due o tre ore a fuoco basso in una pentola di coccio con l’aggiunta d’erbe aromatiche e digestive. c) Durante la cottura in pentola, il coperchio va lasciato leggermente sollevato. d) Evitare durante la cottura l’aggiunta di sale o sostanze acide. come cuocere il fagiolo occhio nero Semi di fagioli occhio nero il fagiolo occhio nero Da sempre alla base dell’alimentazione contadina, è utilizzato nella preparazione di tanti piatti tipici locali, tra cui primeggiano le zuppe contadine con olio extravergine d’oliva crudo. Il Fagiolo Occhio Nero si presta, più di altre varietà, a cotture brevi e quindi è in grado di mantenere inalterate tutte le sue proprietà organolettiche. Il seme, di colore bianco, è caratteristico per l’evidente macchia scura che circonda l’ilo. La coltivazione si effettua su appezzamenti di terreno non troppo ampi, dove coesistono altre attività come la zootecnia e la olivocoltura; la pianta di fagiolo, sostenuta da tutori, raggiunge anche i due metri di altezza e produce una trentina di baccelli che arrivano a maturazione all’inizio del mese di novembre. Eseguita la raccolta a mano, i baccelli, essiccati al sole, vengono sgranati: il Fagiolo Occhio Nero è dunque pronto per essere consumato o conservato per l’inverno. 25 piccola guida alla coltivazione e consumo Le qualità organolettiche del fagiolo occhio nero vengono esaltate dalla buccia molto sottile che facilita la cottura, non si spacca e lo rende più digeribile rispetto agli altri fagioli. In cucina, può essere utilizzato da solo o in miscuglio con vari tipi di pasta, ortaggi ecc. Composizione chimica e valore energetico dei fagioli per 100 g di parte edibile il fagiolo occhio nero caratteristiche organolettiche Caratteristiche organolettiche e consumo dei fagioli occhio nero. 26 piccola guida alla coltivazione e consumo FAGIOLI AL TRAPPETARA LAGANE E FAGIOLI Ingredienti per n° 4 persone 200 g di fagioli occhio nero 600 g di fagioli occhio nero 400 g di farina 2-3 spicchi d’aglio 2-3 spicchi d’aglio prezzemolo quanto basta prezzemolo quanto basta olio extravergine di oliva a volontà. olio extravergine di oliva. Ingredienti per n° 4 persone: Preparazione: preparate un impasto di acqua e farina sulla spianatoia, stendetelo con il matterello in una sfoglia sottile e tagliatela a strisce di circa 2-3 cm (comunemente chiamate lagane). Le lagane vanno lessate in abbondante acqua e sale ed al giusto grado di cottura si scola l’acqua, si aggiungono i fagioli, precedentemente cotti, il prezzemolo, l’olio extra vergine d’oliva e gli spicchi d’aglio soffritti a parte in un padellina. il fagiolo occhio nero Preparazione: fate cuocere i fagioli in una pentola di coccio e a cottura ultimata versateli in una terrina, aggiungete il prezzemolo fresco (tagliato a piccoli pezzetti) e gli spicchi d’aglio schiacciati con una leggera pressione della mano, versate sopra olio extravergine di oliva, mescolate il tutto con un mestolo e infine serviteli in tavola. le ricette tradizionali Le ricette tradizionali dell’area di produzione del fagiolo Occhio Nero di Oliveto Citra 27 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero Articolo tratto da: GLI ALIMENTI E LE LORO ASSOCIAZIONI Edito da VIS SANATRIX NATURAE Roma - maggio 2000 28 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero Articolo tratto da: CAMPANIA TERRA DELL’ORTOFRUTTA Realizzato in collaborazione con “IL SOLE 24 ORE” 29 piccola guida alla coltivazione e consumo il fagiolo occhio nero Articolo tratto da: CAMPANIA È ORTAGGI, tipicità e qualità Realizzato in collaborazione con “IL SOLE 24 ORE” e la Regione Campania 30 piccola guida alla coltivazione e consumo Articolo tratto da: LA TERRA DEL TARTUFO Realizzato dalla Pro Loco Colliano - 2003 il fagiolo occhio nero OLIVETO CITRA 31 piccola guida alla coltivazione e consumo ringraziamenti Questo opuscolo rappresenta la sintesi del progetto sperimentale sul “Fagiolo occhio nero” iniziato nel 2000 su impegno dell’allora Assessore all’Agricoltura della Regione Campania Dr. Antonio Lubritto. Il progetto è stato attuato con la fattiva collaborazione dell’ ISTITUTO SPERIMENTALE PER LE COLTURE INDUSTRIALI di Battipaglia, del CESA di Contursi Terme e dello STAPA CEPICA di Salerno. In questi anni sono stati realizzati diversi campi sperimentali coinvolgendo molte aziende agricole e con eccellenti risultati sulle metodiche di selezione, sanificazione del seme e tecnica. SI RINGRAZIANO VIVAMENTE: Onorevole Dr. Antonio Lubritto Dr. Italo Giordano (Direttore Istituto Sperimentale di Battipaglia) Dr. Francesco Landi e Dr. Antonio Verdoliva (STAPA CEPICA di Salerno). L’infaticabile Angelo Napoliello (CESA di Contursi Terme) LE AZIENDE AGRICOLE DI OLIVETO CITRA: Piscitiello Speranza, Lullo Vito, Bruno Esposito, Dell’Orto Santina, Senese Antonio, Iannarella Franchina, Sarro Antonietta, Rufolo Michela, Prosapio Michele, Fuoco Michele, Senese Gerardo, Cozzi Antonietta, Antoniello Angela Maria, Insalata Teresa, Calzaretta Lucia,Vece Felice, Imbrogno Ida, Russo Felice, Russo Caldino, Giuseppe Clemente, Cilmo Giovanna, Calzaretta Gerardina, Prosapio Carmine, Lullo Raffaela, Calabrese Eliana, Azienda Agricola Mulino Cavalieri. I soci e il consiglio di Amministrazione dell’Associazione Agroliveto Il Dr. Antonio Marino Direttore della Banca di Credito Cooperativo di Aquara L’amministrazione Comunale di Oliveto Citra 32 piccola guida alla coltivazione e consumo