Carissimo confratello questo opuscolo puoi usarlo come
“lezionario”durante l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani.
Inoltre per le preghiere di colletta ecc. puoi usare i formulari proposti nel
messale romano.
In Cristo il delegato
don Antonio Stranges
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TESTO BIBLICO
Il Signore mi parlò: “Ezechiele, prendi un bastone e scrivici sopra
queste parole: Giuda e le tribù d’Israele unite a lui. Poi prendi un altro
bastone e scrivici sopra: Giuseppe e tutte le altre tribù d’Israele unite a lui.
Poi accostali l’uno all’altro in modo da formare un solo bastone nella tua
mano. I tuoi compatrioti ti chiederanno che cosa significa. Tu dirai loro
quel che io, il loro Dio, il Signore, dichiaro: Sto per prendere il bastone
che rappresenta Giuseppe e le tribù d’Israele unite a lui e lo metto vicino al
bastone che rappresenta Giuda. Uniti nella mia mano formeranno un solo
bastone. E tu, Ezechiele, sotto i loro occhi, tieni in mano tua quei pezzi di
legno sui quali hai scritto. Riferisci quel che io, Dio, il Signore, dichiaro:
Sto per prendere gli Israeliti dalle nazioni dove sono andati, li radunerò da
ogni luogo e li condurrò nella loro terra. Li unirò e formeranno una sola
nazione sulle montagne d’Israele. Un solo re regnerà su tutti loro. Non
esisterà più la divisione in due popoli e in due regni. Non si
contamineranno più con i loro sporchi idoli, con riti disgustosi e con ogni
sorta di peccato. Li libererò da tutte le loro infedeltà di cui si sono resi
colpevoli verso di me. Li purificherò: essi saranno il mio popolo e io sarò
il loro Dio. Il mio servo Davide sarà il loro re, il loro unico pastore.
Ubbidiranno alla mie leggi, osserveranno e applicheranno gli ordini che ho
dato loro. Vivranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe e dove
hanno vissuto i loro antenati. Vi abiteranno per sempre loro, i figli e tutti i
discendenti. Il mio servo Davide regnerà su di loro per sempre. Farò con
loro un’alleanza valida per sempre, che assicurerà la pace. Li insedierò
stabilmente e li renderò molto numerosi. Stabilirò il mio santuario in
mezzo a loro per sempre. Abiterò con loro: essi saranno il mio popolo, io
sarò il loro Dio. Quando avrò messo il mio santuario in mezzo a loro per
sempre, allora le nazioni riconosceranno che io sono il Signore e che ho
consacrato Israele al mio servizio.
(Ezechiele 37, 15-28)
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PRESENTAZIONE
“Essere riuniti nella tua mano”
(cfr. Ezechiele 37, 17)
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 parte da uno
sforzo unitario di cristiani di varie parti del mondo. In primo luogo si tratta
dei cristiani coreani che ci offrono come spunto di meditazione questo
versetto tratto dalla seconda grande visione del profeta Ezechiele. I
Coreani citano questa visione perché si trovano nella situazione da cui era
partito Israele prima dell’esperienza dell’esilio fatto da Ezechiele e dalla
sua generazione. Anche la Corea, come Israele di allora, è un paese diviso
in due stati: quello del nord e quello del sud, che malgrado la divisione e
una terribile guerra di oltre cinquant’anni fa, si sente un’unica nazione. Ma
questa è anche la realtà della cristianità di oggi, una realtà divisa ma che ha
come speranza centrale quella di “formare un solo bastone nella mano di
Dio” (cf Ez 37, 17).
Nella storia d’Israele il periodo dell’esilio e del post-esilio fu senz’altro
difficile e sentito come un’immane sciagura, ma fu in quel periodo che il
monoteismo si espresse definitivamente e Israele, che era stato uno dei
tanti piccoli regni della sponda asiatica del Mediterraneo, diventa il porta
bandiera del Dio Creatore e Signore e l’annuncio di una nuova speranza
per l’umanità. Il miracolo fu che un popolo disperso dalla zona di Assuan
fino alla Tracia, dall’India fino alla Libia, poté portare, anche per il
contributo dei persiani, un messaggio unitario al mondo. Il dono che quel
popolo portò a termine in quegli anni è la Bibbia ed è un dono di cui non
possiamo che dover riconoscenza agli uomini del tempo di Ezechiele e di
Esdra.
Anche oggi il mondo cerca unità. È un altro momento in cui sembra
impossibile l’intervento di Dio; il mondo occidentale, dove non mancano i
mezzi di sussistenza, corre dietro a sogni irraggiungibili e sembra
dimenticare quali siano i significati veri della vita. Il cosiddetto terzo
mondo si trova nella quasi impossibilità di vivere per la mancanza assoluta
dei beni di sostentamento. La natura stessa è così condizionata
dall’inquinamento prodotto dalle grandi nazioni che rende più visibile e di
attualità stringente il gemito di cui parla l’apostolo Paolo (“Tutto
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l’universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà
il vero volto dei suoi figli” Rm 8, 19).
Questi ultimi, spesso disorientati e ben divisi sentono l’urgenza di fare
propria la visione di Ezechiele: essere riuniti in modo di formare un solo
bastone nella mano di Dio. In questa direzione essi hanno una sola arma: la
preghiera, che rivolgono a Dio da ogni parte della terra e che esige da loro
una conversione all’amore e ad alla giustizia che trovano insieme la loro
realizzazione sulla croce di Cristo.
I titoli proposti per ciascuno dei giorni della Settimana sembrano
registrare questo schema appena indicato perché pongono le comunità
cristiane di fronte alle vecchie e alle nuove divisioni, alla guerra e alla
violenza, all’ingiustizia economica e alla povertà, alla crisi ecologica, alla
discriminazione e al pregiudizio sociale, alla malattia e alla sofferenza,
alla pluralità delle religioni per giungere infine a proclamare la speranza
cristiana in un mondo di separazione. Siamo dunque in attesa dello
splendido annuncio di Apocalisse 21 “Ora faccio nuova ogni cosa”.
Con cuore rinnovato prepariamoci a questa particolare settimana di
preghiera per l’unità.
Chiesa Cattolica
Vincenzo Paglia
Vescovo di
Terni-Narni-Amelia
Presidente, Commissione CEI
per l'Ecumenismo e il Dialogo
Federazione delle Chiese
Evangeliche in italia
Prof. Domenico Maselli
Presidente
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Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia
e di Malta ed Esarcato per l’Europa Meridionale
Gennadios Zervos
Arcivescovo-Metropolita Ortodosso d’Italia
e di Malta ed Esarca per l’Europa Meridionale
SUGGERIMENTI PER L’ORGANIZZAZIONE
DELLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
Cercare l’unità: un impegno per tutto l’anno
La data tradizionale per la celebrazione della Settimana di preghiera per
l’unità dei cristiani, nell’emisfero nord, va dal 18 al 25 gennaio, data
proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa
della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume
quindi un significato simbolico. Nell’emisfero sud, in cui gennaio è
periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre
date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento
Fede e Costituzione nel 1926), tempo altrettanto simbolico per l’unità della
Chiesa.
Consapevoli di una tale flessibilità nella data della Settimana,
incoraggiamo i fedeli a considerare il materiale presentato in questa sede
come un invito a trovare opportunità in tutto l’arco dell’anno per esprimere
il grado di comunione già raggiunto tra le chiese e per pregare insieme per
il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso.
Adattamento del testo
Il testo viene proposto nella convinzione che, ove possibile, venga
adattato agli usi locali, con particolare attenzione alle pratiche liturgiche
nel loro contesto socio-culturale e alla dimensione ecumenica.
In alcune località già esistono strutture ecumeniche in grado di
realizzare questa proposta, ma ove non esistessero se ne auspica
l’attuazione.
Utilizzo del testo
— Per le chiese e comunità cristiane che celebrano la Settimana di
preghiera in una singola liturgia comune viene offerto un servizio di culto
ecumenico.
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— Le chiese e comunità cristiane possono anche inserire il testo della
Settimana di preghiera in un servizio liturgico proprio. Le preghiere della
celebrazione ecumenica della parola di Dio, gli “otto giorni”, nonché le
musiche e le preghiere aggiuntive possono essere utilizzate a proprio
discernimento.
— Le comunità che celebrano la Settimana di preghiera in ogni giorno
dell’ottavario, durante la loro preghiera, possono trarre spunti dai temi
degli “otto giorni”.
— Coloro che desiderano svolgere studi biblici sul tema della Settimana di
preghiera possono usare come base i testi e le riflessioni proposte negli
“otto giorni”. Ogni giorno l’incontro può offrire l’occasione per formulare,
preghiere d’intercessione conclusive.
— Chi desidera pregare privatamente per l’unità dei cristiani può trovare
utile questo testo come guida per le proprie intenzioni di preghiera.
Ricordiamo che ognuno di noi si trova in comunione con i fedeli che
pregano nelle altre parti del mondo per costruire una più grande e visibile
unità della Chiesa di Cristo.
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INTRODUZIONE TEOLOGICO PASTORALE
“Essere riuniti nella tua mano”
(cfr. Ezechiele 37, 17)
Il tema biblico
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 scaturisce
dall’esperienza delle chiese cristiane in Corea. Nel contesto di divisione
nazionale del paese, le chiese hanno trovato ispirazione nel profeta
Ezechiele, che visse in una nazione tragicamente divisa e che desiderava
ardentemente l’unità del suo popolo.
Ezechiele, profeta e sacerdote, fu chiamato da Dio alla giovane età di
trent’anni. Egli operò dal 594 fino al 571 a.C. e fu perciò fortemente
influenzato dalle riforme politiche e religiose che il re Giosia aveva
intrapreso nel 621 a.C.. Il re Giosia aveva inteso eliminare l’eredità
distruttiva della conquista di Israele da parte dell’Assiria, attraverso
riforme che avevano ricostituito la legge e il vero culto del Dio di Israele.
Ma dopo la morte del re Giosia in battaglia, suo figlio, re Ioiachìm, pagò il
tributo all’Egitto e fece fiorire un culto volto ad una varietà di dei. I profeti
che osarono criticare Ioiachìm furono brutalmente ridotti al silenzio: Uria
fu ucciso e Geremia fu arrestato. Dopo l’invasione babilonese e la
distruzione del Tempio, nel 587 a.C., i responsabili e gli artigiani del paese
- fra cui il giovane Ezechiele - furono catturati e deportati a Babilonia. Lì
Ezechiele, come Geremia, criticò i “profeti” che offrivano false speranze, e
per questo motivo dovette soffrire, durante l’esilio, l’ostilità e il disprezzo
da parte dei compaesani Israeliti. In questa grande sofferenza l’amore di
Ezechiele per il suo popolo crebbe. Egli criticò i capi che agivano contro i
comandamenti di Dio e volle riportare il popolo a Dio, sottolineando la
fedeltà del Signore all’alleanza e la solidarietà con il suo popolo. Seppure
in una situazione apparentemente senza speranza, Ezechiele non cedette
alla disperazione e proclamò un messaggio di speranza: l’intenzione
originaria di Dio di rinnovare ed unificare il suo popolo poteva ancora
essere realizzata. Ezechiele trasse coraggio nel suo annuncio da due
visioni, la prima delle quali è la visione ben nota della valle di ossa aride
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che, attraverso l’azione creatrice dello Spirito di Dio, sono riportate alla
vita (Ez 37, 1-14).
Il materiale della Settimana dell’unità di quest’anno prende ispirazione
dalla seconda visione, che descrive due pezzi di legno, simboleggianti i
due regni in cui Israele era divisa. I nomi delle tribù di ciascuno dei due
regni divisi (originariamente dodici, poi divise in dieci al nord e due al
sud) sono scritti sui due pezzi di legno, che tornano ad essere uno (Ez 37,
15-23). Secondo Ezechiele la divisione del popolo era riflesso e risultato
del loro peccato e del loro allontanamento da Dio. Essi avrebbero potuto
tornare ad essere un solo popolo rinunciando al loro peccato, abbracciando
una conversione e tornando a Dio; dopotutto è Dio stesso che unisce il suo
popolo purificandolo, rinnovandolo e liberandolo dalle divisioni. Per
Ezechiele questa unione non è semplicemente un mettere insieme due
gruppi previamente divisi, ma costituisce una nuova creazione, la nascita
di un nuovo popolo che dovrebbe essere segno di speranza per gli altri
popoli e per tutta l’umanità.
Il tema della speranza è anche espresso in un’altro testo che è molto
caro alle chiese coreane. Si tratta di Apocalisse 21, 3-4, che presenta la
purificazione del popolo di Dio per incarnare la vera pace, la
riconciliazione e l’unità che si deve trovare laddove Dio dimora: “Ecco
l’abitazione di Dio fra gli uomini; essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio
con loro. Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. La morte non ci sarà
più. Non ci sarà più né lutto né pianto né dolore”.
Questi temi biblici - cioè unità come volontà di Dio per il suo popolo,
unità come dono di Dio che richiede conversione e rinnovamento, unità
come nuova creazione, insieme alla speranza che il popolo di Dio possa
nuovamente essere uno - sono i temi che hanno particolarmente ispirato le
chiese coreane nell’offrire il materiale per la Settimana di quest’anno.
Il tema teologico
Nel 2009 i cristiani nel mondo pregheranno per l’unità meditando sul
tema “Essere riuniti nella tua mano” (cfr. Ez 37, 17). Ezechiele, il cui
nome significa “Dio mi ha reso forte”, fu chiamato a infondere speranza al
suo popolo durante un periodo di disperazione religiosa e politica che era
seguito alla caduta e all’occupazione di Israele e all’esilio di molti.
Il gruppo ecumenico locale della Corea ha ravvisato nel testo di
Ezechiele forti corrispondenze con la situazione della propria nazione
divisa e di tutta la Cristianità divisa. Le parole di Ezechiele danno loro la
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speranza che Dio radunerà un giorno il suo popolo e lo renderà
nuovamente uno, lo chiamerà suo popolo e lo benedirà rendendolo una
nazione potente. Una nuova speranza nasce: Dio creerà un nuovo mondo.
Proprio come nel testo di Ezechiele, dove il peccato è visto in tutte le sue
diverse ramificazioni nel popolo che si era corrotto con l’idolatria e le
trasgressioni, così anche noi vediamo la peccaminosità della disunione fra
cristiani, che causa grande scandalo oggi nel mondo.
Leggendo questo brano dell’Antico Testamento noi cristiani possiamo
riflettere su come, alla luce di esso, si possa comprendere la nostra
situazione di separazione, e, in particolare, possiamo meditare su come
Dio è colui che ristabilisce l’unità, riconcilia il popolo, porta all’esistenza
una nuova situazione. Il ruolo di Israele unito, perdonato e purificato
diviene segno di speranza per tutto il mondo.
Come accennato precedentemente, la profezia dei due pezzi di legno
riuniti in uno è la seconda profezia che si trova in Ezechiele 37. La prima,
che probabilmente è la più conosciuta, è quella delle ossa aride che
tornano alla vita attraverso l’azione dello Spirito di Dio. In entrambe le
profezie Dio è visto come l’artefice della vita, del nuovo inizio. Nella
prima profezia lo Spirito di Dio è spirito di vita. Nella seconda, Dio stesso
ristabilisce l’unità, la riconciliazione e la pace all’interno della nazione. In
altre parole, una nuova vita viene data attraverso l’unione di due parti
divise.
I cristiani possono vedere in questo una prefigurazione di ciò che Cristo
porterà, cioè una nuova vita che nasce dall’aver vinto la morte, in
obbedienza alla volontà salvifica di Dio. Dai due pezzi di legno che
formano la sua croce, Gesù ci riconcilia a Dio, così l’umanità è ricolma di
nuova speranza. Nonostante il peccato, la violenza e le guerre, nonostante
la disparità fra ricchi e poveri e l’abuso della creazione, nonostante il
dolore, la sofferenza, la discriminazione, e nonostante le divisioni e la
disunione, Gesù Cristo, nelle sue braccia inchiodate sulla croce, abbraccia
tutta la creazione e offre a noi la shalom di Dio. Nelle sue mani noi siamo
uno, siamo attratti a lui che è innalzato sulla croce.
La nostra riflessione durante gli “otto giorni” della Settimana, scaturiti
dal testo centrale di Ezechiele, ci porta ad una più profonda
consapevolezza di come l’unità della Chiesa sia anche per il bene della
comunità umana. Con tale consapevolezza nasce anche una grande
responsabilità: tutti coloro che confessano Cristo Signore dovrebbero
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cercare di realizzare la sua preghiera: “che siano tutti una cosa sola [...]
così il mondo crederà che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21).
Per questo motivo gli otto giorni cominciano tutti con una riflessione
sull’unità dei cristiani. Nel primo, e in tutti gli otto giorni, siamo invitati a
pregare per tutte le situazioni in cui sia necessaria una riconciliazione, e ad
essere particolarmente attenti al ruolo che l’unità dei cristiani avrà nel
realizzarla. Meditando sulle nostre divisioni dottrinali, e sulla vergognosa
storia di separazione - talvolta persino di odio - fra i cristiani, nel primo
giorno preghiamo perché Dio, che soffia lo Spirito di vita sulle ossa aride
e plasma nelle sue mani la nostra unità nella diversità, soffi vita e
riconciliazione sulle nostre sofferenze e divisioni. Il secondo giorno le
chiese pregheranno per porre fine alla violenza e alla guerra. Preghiamo
che, quali discepoli del Principe della pace, i cristiani che si trovano in
mezzo ai conflitti possano portare una riconciliazione fondata sulla
speranza. Il terzo giorno offre una meditazione sulla grave disparità fra
ricchi e poveri. Il nostro rapporto con il denaro, la nostra attitudine verso i
poveri, sono la misura del nostro discepolato e della sequela di Gesù, che è
venuto fra noi per liberarci e farci proclamare la buona novella ai poveri, la
libertà agli schiavi, la giustizia per tutti. Nel quarto giorno si prega
affinché i cristiani comprendano che, solamente insieme, saranno in grado
di conservare i doni che Dio ci ha dato nella creazione: l’aria che
respiriamo, la terra che produce frutti e la natura che rende gloria al suo
Creatore. Nel quinto giorno si chiede che cessi ogni pregiudizio e
discriminazione che segnano la nostra società. Come riconosciamo che la
nostra dignità viene da Dio, così anche la nostra unità come cristiani
testimonia l’unità di Colui che ha creato ciascuno di noi come creatura
unica del suo amore. Il regno che siamo chiamati a costruire è un regno di
giustizia e amore che rispetta le differenze poiché in Cristo siamo uno. Il
sesto giorno ricordiamo in preghiera tutti coloro che soffrono e coloro che
li assistono. I salmi ci svelano che anche il grido disperato, elevato a Dio
nel dolore o nella rabbia, può essere un’espressione di profonda e fedele
relazione con lui. La risposta compassionevole dei cristiani alla situazione
di coloro che soffrono è una testimonianza del regno. Insieme le chiese
cristiane possono fare la differenza ed aiutare ad ottenere per i poveri il
sostegno, sia materiale che spirituale, di cui necessitano. Nel settimo
giorno i cristiani, di fronte al pluralismo, pregano per la loro unità in Dio.
Senza di essa sarebbe difficile costruire un regno di pace con uomini e
donne di buona volontà. Le nostre intenzioni di preghiera si concentrano
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l’ottavo giorno, quando preghiamo che lo spirito delle Beatitudini vinca lo
spirito di questo mondo. I cristiani testimoniano la speranza che tutte le
cose possano essere rese nuove nell’ordine istituito da Cristo. Ciò permette
ai cristiani di essere portatori di speranza e artefici di riconciliazione fra
guerre, discriminazioni, e in tutti i contesti in cui gli esseri umani soffrono
e la creazione geme.
La preparazione del materiale della Settimana di preghiera
per l’unità dei cristiani 2009
Il materiale primario
La prima stesura del materiale della Settimana è stata preparata da un
gruppo di rappresentanti della Conferenza episcopale della Corea (Catholic
Bishops Conference of Korea, CBCK) e del Consiglio nazionale di chiese
in Corea (National Council of Churches in Korea, NCCK):
- il Reverendo Dott. Chai Soo-il, professore presso la Han Shin
University, PROK/NCCK;
- il Reverendo Dott. Kim Woong-Tae, presidente della Dong-Sung
High School, CBCK;
- il Reverendo Dott. Shim Kwang-Sup, professore presso il Methodist
Theological Seminary, KMC/NCCK;
- la Signora Jung Hae-Sun, segretaria esecutiva della NCCK;
- il Reverendo Padre Kang Diego, membro dei Missionari della
Consolata in Corea;
- la Signora Han Mi-Sook, membro del Movimento Focolare in Corea,
CBCK.
A loro il nostro più vivo ringraziamento per l’intenso lavoro e per la
dedizione.
L’incontro della Commissione
Marsiglia, Francia
preparatoria
internazionale
a
Da alcuni anni, un membro della Commissione preparatoria
internazionale aveva suggerito di tenere l’incontro a Marsiglia, a motivo
della presenza di un interessante movimento sociale nella città: alcuni capi
religiosi di diverse confessioni, fedi e culture, avevano, infatti, formato un
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gruppo attorno all’ufficio del Sindaco, con lo scopo di garantire la
comunicazione fra i diversi gruppi religiosi, di migliorare le relazioni e
prevenire la polarizzazione fra le varie fasce della popolazione nella città.
L’organizzazione è nota come Marseille Espérance (Speranza di
Marsiglia). Prendendo posizione insieme, i membri dell’associazione
hanno denunciato azioni, sia a livello locale che internazionale, che
avessero elementi di odio o intolleranza religiosa (violazioni di tombe,
l’attacco dell’11 settembre a New York, ecc...) e ritengono che la loro
opzione a favore della tolleranza abbia aiutato ad evitare alcuni dei
problemi fra diverse fedi o diverse culture che hanno segnato altre città
europee. Non legata ad alcun partito politico, l’organizzazione ha
mantenuto massimo riserbo durante il periodo di elezioni (il secolarismo è
uno dei principi ferrei della vita pubblica francese). Lasciato il dialogo
teologico ad altri gruppi, il loro primo interesse è la pace nella città.
La Commissione preparatoria internazionale, composta da protestanti,
ortodossi e cattolici, insieme a due rappresentanti e due consulenti del
Gruppo locale coreano che ha prodotto la prima stesura del testo, si è
riunita dal 24 al 29 settembre 2007 al Centre Notre Dame du Roucas, una
residenza assolata davanti al mare e vicino alla basilica di Notre Dame de
la Garde. Il Centro è gestito da Chemin Neuf, una comunità cattolica con
vocazione ecumenica che si è mostrata molto ospitale. Il lavoro di
adattamento del testo originale coreano, tradotto in inglese e riadattato per
l’uso internazionale, si è svolto in un’atmosfera di gioiosa fiducia, generata
da un reciproco rispetto fra i componenti del gruppo. Al termine
dell’incontro i rappresentanti del Pontificio consiglio per la promozione
dell’unità dei cristiani hanno ringraziato calorosamente Tom Best e
Carolyn McComish, entrambi prossimi al pensionamento, per i molti anni
di collaborazione nel lavoro della Commissione preparatoria
internazionale.
Durante la sessione il gruppo è stato invitato ad un incontro con
Marseille Espèrance per conoscere meglio le loro iniziative e visitare
alcuni luoghi della città di particolare interesse per questa associazione,
inclusa l’antica chiesa di Saint Victor, e la moschea locale. Desideriamo
ringraziare Marseille Espèrance per il loro benvenuto, l’ospitalità e la
presentazione delle loro iniziative, nonché per il loro interesse nel lavoro
della Commissione preparatoria. Il gruppo prega che l’opera di Marseille
Espèrance possa continuare non solo a mantenere la pace nella città, ma
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anche che costituisca, con il suo esempio di tolleranza religiosa, una ricca
risorsa per la vita dei marsigliesi.
LETTURE BIBLICHE
PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA
PRIMO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
Le comunità cristiane di fronte a vecchie e nuove divisioni
Prima lettura dal libro di Ezechiele
Ezechiele 37, 15-19.22-24 a
Uno nella tua mano
Il Signore mi parlò: “Ezechiele, prendi un bastone e scrivici sopra queste
parole: Giuda e le tribù d’Israele unite a lui. Poi prendi un altro bastone e
scrivici sopra: Giuseppe e tutte le altre tribù d’Israele unite a lui. Poi
accostali l’uno all’altro in modo da formare un solo bastone nella tua
mano. I tuoi compatrioti ti chiederanno che cosa significa. Tu dirai loro
quel che io, il loro Dio, il Signore, dichiaro: Sto per prendere il bastone
che rappresenta Giuseppe e le tribù d’Israele unite a lui e lo metto vicino al
bastone che rappresenta Giuda. Uniti nella mia mano formeranno un solo
bastone. [….]
Li unirò e formeranno una sola nazione sulle montagne d’Israele. Un solo
re regnerà su tutti loro. Non esisterà più la divisione in due popoli e in due
regni. Non si contamineranno più con i loro sporchi idoli, con riti
disgustosi e con ogni sorta di peccato. Li libererò da tutte le loro infedeltà
di cui si sono resi colpevoli verso di me. Li purificherò: essi saranno il mio
popolo e io sarò il loro Dio. Il mio servo Davide sarà il loro re, il loro
unico pastore.
Parola di Dio
Salmo 103(102), 8-13 (o 8-18)
Rit: Il Signore è bontà e misericordia
Benedici il Signore, anima mia,
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quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici. Rit.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia. Rit.
Egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza. Rit.
Il Signore agisce con giustizia
e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d'Israele le sue opere. Rit.
Dal Vangelo secondo
Giovanni 17, 17-21
Fa’ che siano tutti una cosa sola [...]
così il mondo crederà
Gesù prega suo Padre:
“Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato
nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me
stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola
crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in
me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda
che tu mi hai mandato.”
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, il Signore ci ha invitato a pregare sempre, senza stancarci
mai. Rivolgiamoci a lui con fiducia per ricevere la sua benedizione e
l’abbondanza dei suoi doni.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, insegnaci a pregare.
- Per la Chiesa, perché sia una comunità di preghiera in cui gli uomini
possano trovare Dio e lodare il suo santo nome, preghiamo:
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- Per tutti i credenti, perché nella preghiera trovino la forza di superare
ogni difficoltà, il coraggio di testimoniare la propria fede e l’occasione per
rafforzare la speranza, preghiamo:
- Per le comunità ecclesiali, perché nelle loro diversità etniche e nella
multiforme ricchezza dei doni diventino luogo in cui si riconosce e si
accoglie la potenza dell’amore di Dio, preghiamo:
- Per noi qui presenti, perché siamo fedeli e costanti nella preghiera, e
perché le preoccupazioni e gli impegni non ci allontanino dall’incontro con
Dio, preghiamo:
O Dio, nostro Padre, donaci uno Spirito di figli che sentono la gioia di
ascoltarti e di rivolgersi sempre a te chiedendoti con fiducia tutto quello di
cui abbiamo bisogno. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
Dio Padre compassionevole,
Tu ci hai amato e perdonato in Cristo,
e hai voluto, in quell’amore redentivo, perdonare l’intera umanità.
Guarda con benevolenza a noi
che lavoriamo e preghiamo per l’unità delle comunità cristiane divise.
Donaci l’esperienza di essere fratelli e sorelle nel tuo amore,
affinché noi possiamo essere uno, uno nella tua mano. Amen.
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SECONDO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
I cristiani di fronte alla guerra e alla violenza
Prima lettura
Isaia 2, 1-4
Cesseranno di prepararsi alla guerra
Ecco il messaggio per Gerusalemme e Giuda che Dio comunicò ad Isaia,
figlia di Amoz.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima
dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli.
Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non
alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte
della guerra.
Parola di Dio
Salmo 74(73), 18-23
Rit. Non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri
Ricorda: il nemico ha insultato Dio,
un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome.
Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Rit.
Sii fedele alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.
L'umile non torni confuso,
l'afflitto e il povero lodino il tuo nome. Rit.
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Sorgi, Dio, difendi la tua causa,
ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno.
Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici
il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine. Rit.
Vangelo
Matteo 5, 38-48
Pregate per quelli che vi perseguitano
Gesù disse: “Avete inteso che nella Bibbia fu detto: Occhio per occhio e
dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti
percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare
in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti
costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a
chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i
malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno
così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che
cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi
dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, come un tempo ai suoi discepoli, così anche oggi, Gesù
chiede di credere nella sua parola. Invochiamo il Signore perché ci ottenga
una fede docile e riconoscente.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rafforza la nostra fede.
- Per la Chiesa di Dio, perché viva con speranza e coraggio le vicende del
nostro tempo, fiduciosa nella presenza di Cristo e nell’incessante azione
dello Spirito Santo, preghiamo:
- Per gli uomini che governano, perché lo Spirito di Dio li aiuti a
comprendere che il governare deve essere un servizio ai propri fratelli,
preghiamo:
17
- Per tutti i credenti in Cristo, perché il pluralismo e la diversità di opinioni
non siano per loro causa di divisione o di opposizione nel cammino di
fede, ma di crescita nell’unità, preghiamo:
- Per noi qui presenti, perché il Signore conceda ad ognuno la capacità di
vedere e leggere con gli occhi della fede la propria vita e così lodarlo e
ringraziarlo sempre, preghiamo:
O Dio, che con la tua sapienza guidi la storia e ci ricolmi della tua
benedizione, ascolta la nostra fiduciosa preghiera e ravviva in noi la
memoria dei prodigi che hai compiuto in Cristo crocifìsso e risorto. Egli
vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
O Signore, fa’ che tutti i cristiani possano operare insieme
per portare la tua giustizia nel mondo.
Dacci il coraggio di aiutare il nostro prossimo a portare la croce,
invece che mettere la nostra sulle loro spalle.
Signore, insegnaci la saggezza di trattare i nostri nemici con amore,
invece che con odio.
Amen.
18
TERZO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
I cristiani di fronte all’ingiustizia economica e alla povertà
Prima Lettura
Levitico 25, 8-14
Il giubileo che libera
Il Signore disse:
“Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste
sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo
giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel
giorno dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese.
Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel
paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi
tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà
per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi
produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è
il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che
daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso
del suo. Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando
acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al
fratello.
Parola di Dio
Salmo 146 (145), 1-10
Rit. Il Signore difende la causa dei perseguitati
Loda il Signore, anima mia:
loderò il Signore per tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio. Rit.
Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.
Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. Rit.
19
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,
creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene. Rit.
Egli è fedele per sempre,
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati. Rit.
Vangelo
Luca 4, 16-21
Gesù e il giubileo come liberazione
Poi Gesù si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo
solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del
profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di
tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire:
«Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri
orecchi».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, sappiamo bene quanto è difficile convertirsi; tuttavia non
dobbiamo scoraggiarci, perché la pazienza di Dio è sempre grande.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, ascolta la nostra preghiera.
- Per la Chiesa, perché con la sua incessante preghiera illuminata dallo
Spirito Santo, sappia condurre tutti gli uomini sulla via della conversione e
della santità, preghiamo:
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- Per i peccatori, perché si lascino prendere dalla parola del vangelo e si
convertano guardando le opere buone di coloro che osservano i precetti del
vangelo, preghiamo:
- Per gli uomini che hanno potere sugli altri uomini, perché il loro potere
non sia strumento per il male, ma lo usino per la crescita della dignità di
tutti gli uomini, preghiamo:
- Per noi che partecipiamo a questa eucaristia, perché ogni volta che ci
rivolgiamo a Dio, sappiamo rimanere nell’umiltà, invocando con fede la
sua misericordia, preghiamo:
Donaci, o Signore, la sapienza del vangelo, affinchè gli avvenimenti lieti e
tristi della vita siano per noi l’occasione di una vera conversione. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
O Dio di giustizia,
in questo mondo ci sono luoghi che sovrabbondano di ogni bene,
ed altri dove manca il necessario, e sono molti gli affamati e i malati.
O Dio di pace,
ci sono molti in questo mondo che traggono profitto dalla violenza e dalla
guerra, e altri che a causa della guerra e della violenza sono costretti a
lasciare le loro case, esuli.
O Dio di compassione,
aiutaci a comprendere che non possiamo vivere solo per la ricchezza,
ma che possiamo vivere per la parola di Dio;
aiutaci a comprendere che non possiamo ottenere l’autentica vita e la vera
prosperità,
eccetto che nell’amore per Dio e nell’obbedienza ai suoi insegnamenti.
Ti preghiamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore.
Amen.
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QUARTO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
I cristiani di fronte alla crisi ecologica
Prima lettura
Genesi 1, 31 - 2, 3
E Dio vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello
E Dio vide che tutto quel che aveva fatto
era davvero molto bello.
Venne la sera poi venne il mattino:
sesto giorno.
Così Dio completò
il cielo e la terra
E ciò che vi si trova:
tutto era in ordine.
Il settimo giorno,
terminata la sua opera,
Dio si riposò.
Il settimo giorno
aveva finito il suo lavoro.
Dio benedisse il settimo giorno
e disse: “E’ mio!”
Quel giorno si riposò dal suo lavoro:
tutto era creato.
Parola di Dio.
Salmo 148, 1-5
Rit. A un suo comando foste creati
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell'alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere. Rit.
Lodatelo, sole e luna,
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lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
Lodatelo, cieli del cieli
voi acque al di sopra dei cieli. Rit.
Lodino tutti il nome del Signore,
perché egli disse e furono creati. Rit.
Vangelo
Matteo 13, 31-32
Il più piccolo di tutti i semi
Poi Gesù raccontò un'altra parabola: «Il regno dei cieli si può paragonare a
un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo.
Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande
degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del
cielo e si annidano fra i suoi rami».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, la parola di Dio ci ha invitati a metterci al servizio gli uni
degli altri. Preghiamo il Padre per avere uno spirito di accoglienza verso
tutti, riconoscendo il bene presente nel prossimo.
Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, o Signore, la forza del tuo
Spirito.
- Per la Chiesa di Dio, perché si presenti al mondo come portatrice di
giustizia e di pace, desiderosa solo di mettersi al servizio degli uomini per
la loro piena salvezza e liberazione, preghiamo:
- Per coloro che governano le nazioni, perché si facciano, costruttori di un
mondo fondato sulla pace e sulla giustizia, preghiamo:
- Per coloro che sono impegnati nel sociale, nella politica e nella cultura,
perché con saggezza e onestà, abbiano sempre come unico e principale
obiettivo quello di costruire un mondo più giusto e più umano, preghiamo:
- Per i presenti, perché ci sia in tutti noi l’impegno a pensare ed agire
sempre con giustizia, onestà, nobiltà, verità e bontà, preghiamo:
O Dio, nostro Padre, accogli le nostre invocazioni e concedi a tutti i tuoi
figli di percorrere, liberi dal peccato, un cammino di verità, di giustizia e di
pace per giungere, un giorno, a cantare in eterno la tua misericordia. Per
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Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
O Dio nostro creatore,
il mondo è stato creato dalla tua parola e Tu vedesti che era buono,
ma oggi noi stiamo diffondendo morte e distruzione nell’ambiente.
Concedici il pentimento per la nostra avidità,
aiutaci a rispettare tutto ciò che Tu hai fatto.
Insieme, desideriamo proteggere la tua creazione. Amen.
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QUINTO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
I cristiani di fronte alla discriminazione e al pregiudizio sociale
Prima lettura
Isaia 58, 6-12
Non abbandonare il proprio simile
Dice il Signore:
“Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni
giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne? Allora la tua luce
sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.
Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli
dirà: «Eccomi!». Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito
e il parlare empio, se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il
meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine,
ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di
brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi.
Parola di Dio.
Salmo 133(132), 1-4
Rit. Come è bello e piacevole che i fratelli vivano insieme
Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
E’ come olio profumato sul capo
che scende sulla barba sulla barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste. Rit.
E' come rugiada dell'Ermon,
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che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre. Rit.
Vangelo
Luca 18, 9-14
Per alcuni che si ritenevano giusti
Poi Gesù raccontò un’altra parabola per alcuni che presumevano di esser
giusti e disprezzavano gli altri. Disse: due uomini salirono al tempio a
pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi,
pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini,
ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due
volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano
invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo,
ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi
dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi
si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà innalzato».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, ogni giorno siamo chiamati ad esercitare con tutto il
cuore l’amore verso Dio e verso il prossimo. Chiediamo l’aiuto allo Spirito
Santo, che è Spirito d’amore, perché ci educhi e ci guidi sulla strada
tracciata da Cristo.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, vieni in nostro aiuto.
- Per la Chiesa, perché sia, come il suo maestro e Signore, attenta sempre
ai bisogni e alle esigenze degli uomini, preghiamo:
- Per il mondo politico e sociale, perché sia gestito da persone che cercano
veramente il bene comune e difendono soprattutto la giustizia, condizione
indispensabile per raggiungere il vero progresso e la pace fra i popoli,
preghiamo:
- Per coloro che sono afflitti da varie necessità, perché non abbiano paura
di affidarsi a Cristo, Che veglia su chi lo teme per liberarlo dalla morte e
nutrirlo in tempo di fame, preghiamo:
- Per noi qui presenti, perché il Signore ci aiuti a utilizzare i suoi doni,
quali la salute, l’intelligenza e il tempo, per il bene di tutti, in particolare
26
per i fratelli più bisognosi, preghiamo:
O Signore, che conosci tutte le nostre necessità materiali e spirituali e
ascolti con pazienza le nostre suppliche, donaci la grazia di sentire il
bisogno di pregare e, soprattutto, insegnaci a pregare come piace a te. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
O Signore, aiutaci a riconoscere la discriminazione
e l’emarginazione che reca danno alla società;
dirigi il nostro sguardo e aiutaci a riconoscere i nostri pregiudizi.
Insegnaci a bandire ogni disprezzo
e a gustare la gioia di vivere insieme in unità.
Amen.
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SESTO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
I cristiani di fronte alla malattia e alla sofferenza
Prima lettura
2 Re 20, 1-6
Ricordati di me, o Signore!
In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia figlio di
Amoz si recò da lui e gli parlò: «Dice il Signore: Dà disposizioni per la tua
casa, perché morirai e non guarirai». Ezechia allora voltò la faccia verso la
parete e pregò il Signore: «Su, Signore, ricordati che ho camminato
davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che a te
sembra bene». Ed Ezechia fece un gran pianto.
Prima che Isaia uscisse dal cortile centrale, il Signore gli disse: «Torna
indietro e riferisci a Ezechia, principe del mio popolo: Dice il Signore, Dio
di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera e visto le tue lacrime; ecco
io ti guarirò; il terzo giorno salirai al tempio. [6]Aggiungerò alla durata
della tua vita quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re
d'Assiria; proteggerò questa città per amore di me e di Davide mio servo».
Parola di Dio
Salmo 22(21), 1-12
Rit. Perché mi hai abbandonato?
«Dio mio Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza»:
sono le parole del mio lamento.
Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,
grido di notte e non trovo riposo. Rit.
Eppure tu abiti la santa dimora,
tu, lode di Israele.
In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati; Rit.
a te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi.
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Ma io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo. Rit.
Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico». Rit.
Vangelo
Marco 10, 46-52
Gesù gli domandò: Che cosa vuoi che io faccia per te?
Gesù erano a Gerico. E mentre parti da Gerico insieme ai discepoli e a
molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a
mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare
e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano
per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di
me!».
Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco
dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello,
balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti
faccia?». E il cieco a lui: «Maestro, che io riabbia la vista!». E Gesù gli
disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a
seguirlo per la strada.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, Gesù ci ha mostrato che Dio Padre ascolta il grido di chi
si rivolge a lui con fede e speranza. Chiediamo al Signore di fare nostri tali
sentimenti.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.
- Per la Chiesa, perché possa aiutare ogni uomo a progredire nella
conoscenza di Dio e di colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo, preghiamo:
- Per tutti i cristiani, perché non manchi mai loro il coraggio di annunciare
Cristo in ogni situazione e così diventare messaggeri del regno di Dio,
preghiamo:
- Per tutti coloro che nel mondo soffrono per la fame, la guerra,
l’ingiustizia e la povertà, perché ricevano la forza per sperare e lottare per
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un mondo migliore, preghiamo:
- Per i presenti, perché lo Spirito di Dio ci aiuti ad eliminare ogni
divisione, discordia, invidia, contesa e quanto altro divide, per crescere
invece nella concordia e in Dio, preghiamo:
O Padre, che ci hai insegnato a rivolgerci a te in ogni necessità, ascolta la
nostra preghiera, perché la comunione con Cristo renda presente in noi
quella novità di vita che Egli è venuto a portare sulla terra. Per Cristo
nostro Signore. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
O Dio,
ascolta il tuo popolo quando grida a te nella malattia e nel dolore.
Possano i sani renderti grazie per la loro salute,
e intendano servire i malati con cuore amorevole e mani aperte.
O Dio, fa’ che tutti noi viviamo nella tua grazia e provvidenza,
divenendo una vera comunità che sana e ti loda insieme.
Amen.
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SETTIMO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
I cristiani di fronte alla pluralità delle religioni
Prima lettura
Isaia 25, 6-9
Egli è il Signore! Abbiamo riposto in lui la nostra fiducia
Sul monte Sion preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli
un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le lacrime
su ogni volto;
la condizione disonorevole del suo popolo
farà scomparire da tutto il paese,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse;
questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza.
Parola di Dio.
Salmo 117(116), 1-2
Rit. Lodate il Signore, nazioni tutte!
Lodate il Signore, popoli tutti, *
voi tutte, nazioni, dategli gloria; Rit.
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in eterno.
Alleluia, gloria al Signore! Rit.
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Vangelo
Marco 7, 24-30
Hai risposto bene. Torna a casa tua felice
Poi Gesù, partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in
una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto.
Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito
immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. Ora, quella donna
che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine
siro-fenicia. Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è
bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma essa replicò:
«Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole
dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da
tua figlia». Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio
se n'era andato.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, illuminati dalla parola di Dio rivolgiamo fiduciosi la
nostra preghiera a Dio Padre, perché conceda la grazia di poter vivere
sempre meglio e mettere in pratica i suoi comandamenti.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.
- Per la Chiesa, perché con la forza dello Spirito si presenti al mondo come
Sapienza incarnata che continua l’opera e la dedizione di Cristo a favore di
tutti gli uomini, preghiamo:
- Per tutti i popoli della terra, perché, illuminati dallo Spirito
Santo, riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre, e siano radunati
nell’unica Chiesa, preghiamo:
- Per i responsabili della vita civile e sociale, perché, illuminati dalla luce
di Dio, si impegnino a operare per il vero bene della comunità, favorendo
le condizioni per una convivenza serena e pacifica, preghiamo:
- Per i presenti, perché ciascuno assecondi la grazia di Dio che vuole
rinnovare il mondo nella giustizia e nella solidarietà, preghiamo:
O Signore, nostro Padre, che ci hai riuniti attorno alla tua mensa per lodarti
e benedirti, esaudisci le nostre preghiere e assistici con la tua grazia
perché, nelle vicende della vita, possiamo essere sempre fedeli e vivere in
32
continuo rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera dopo la Comunione
O Signore Dio nostro,
Ti ringraziamo per la saggezza che apprendiamo dalle Scritture.
Infondici il coraggio di aprire il nostro cuore e la nostra mente al prossimo,
ai vicini di altre confessioni cristiane e di altre fedi.
Concedici la grazia di superare le barriere dell’indifferenza,
del pregiudizio o dell’odio;
donaci la visione degli ultimi giorni,
quando i cristiani potranno camminare insieme verso la festa finale,
quando le lacrime e il dissenso saranno superati attraverso l’amore.
Amen.
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OTTAVO GIORNO
“Essere riuniti nella tua mano”
Proclamazione cristiana della speranza in un mondo di separazione
Prima lettura
Ezechiele 37, 1-14
Aprirò le vostre tombe
La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e
mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno
accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della
valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa
rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza
su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore.
Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e
rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di
voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io
sono il Signore». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io
profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si
accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed
ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non
c'era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio
dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai
quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come
mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si
alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco,
essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è
svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il
Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe,
o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono
il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri
sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò
riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo
farò». Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio
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Salmo 104(103), 24-34
Rit. Rinnovi la faccia della terra
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza,
la terra è piena delle tue creature. Rit.
Ecco il mare spazioso e vasto:
lì guizzano senza numero
animali piccoli e grandi. Rit.
Lo solcano le navi,
il Leviatàn che hai plasmato
perché in esso si diverta. Rit.
Tutti da te aspettano
che dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono,
tu apri la mano, si saziano di beni. Rit.
Vangelo
Matteo 5, 1-12
Beati siete voi...
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava
dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
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perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno
perseguitato i profeti prima di voi.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
Fratelli e sorelle, grati a Dio che ci ha scelti ed amati fin dall’origine dei
tempi, rivolgiamoci a lui con fiducia di figli perché illumini il nostro
cammino verso il suo regno di gioia e di pace nello Spirito.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, dona pace ai nostri giorni.
- Per la Chiesa pellegrina sulla terra, perché nel suo cammino diffonda con
coraggio la buona novella in un mondo ancora lacerato da conflitti ed
ingiustizie, facendosi portatrice di pace e di libertà per tutti gli uomini,
preghiamo:
- Per tutti i credenti in Cristo, perché le varie confessioni cristiane si
impegnino a vivere il nuovo comandamento dell’amore e anelino ad essere
in Cristo un solo corpo e un solo spirito, preghiamo:
- Per coloro che reggono le nazioni, perché rispondendo all’invito di Cristo
di diventare nel mondo operatori di pace, si sforzino di appianare ogni
conflitto sul nascere creando le basi per una società più giusta, preghiamo:
- Per noi qui presenti, perché siamo tutti sempre assidui nell’ascoltare
l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane
e nelle preghiere, preghiamo:
O Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, esaudisci le nostre preghiere
e donaci lo Spirito di amore e di pace, perché tutti i tuoi figli siano unanimi
nel confessare le fede e concordi nel renderti lode. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
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Preghiera dopo la Comunione
O Dio ricco di grazia,
Tu sei sempre con noi,
anche in mezzo alle sofferenze e alle fatiche,
e sarà così fino alla fine dei tempi.
Aiutaci ad essere un popolo profondamente permeato di speranza,
che viva le beatitudini
e serva l’unità che Tu desideri.
Amen.
37
APPENDICE I
PREGHIERE PROPOSTE DALLE CHIESE LOCALI
Woo-Ri Gi-Do - Ascolta la nostra preghiera
Preghiera coreana
O Signore, ascolta la nostra preghiera.
Tu sai ciò di cui abbiamo bisogno
e ci esaudisci.
Donaci la pace.
Comune preghiera per la pace e la riunificazione della penisola coreana
Speriamo
che la nostra riunificazione sarà salda e splendida.
Speriamo
che la nostra storia di dolore e sofferenza,
rechi unità alla nostra nazione
e offra speranza al mondo.
O Signore,
in te, ancora una volta, culliamo un alto sogno
il tuo stesso sogno sulla croce, nei tempi antichi,
il grande sogno che ogni persona e tutta la storia dimori in te.
È anche il nostro sogno.
Preghiera di Pasqua, comune alle chiese del sud e del nord: O Signore, che hai
vinto la morte e sei risorto alla vita! (“Io ho vinto il mondo”, Gv 16, 33)
Preghiera scritta congiuntamente dal Consiglio nazionale delle chiese in Corea
(NCCK) e dalla Federazione cristiana coreana (KCF).
Lodiamo il nostro Dio, il Signore risorto,
Che il Terzo giorno
ha vinto la croce
ha lasciato dietro di sé, vuota, la tomba
ed è risorto, in bianche vesti.
Il nostro Signore risorto,
le cui lacrime del Getsemani hanno fatto fiorire boccioli di fiori,
il cui dolore sul Golgota ha portato luce nelle tenebre,
Che ha trasformato la disperazione attorno alla tomba
38
in gioia,
Egli è la speranza eterna dell’umanità intera.
Ora,
noi che siamo senza forze
per la lunga oscurità della divisione,
noi che, portando la croce,
abbiamo vagato su questa terra come in un luogo selvaggio,
noi che abbiamo camminato lungo la strada coronata di spine,
attendendo l’alba,
qui,
oggi,
attraverso ogni valle della nostra vasta terra,
chiese del nord e del sud, riunite come fossero una,
cristiani del nord e del sud che uniscono i loro cuori
lodano Dio per il nuovo mattino della Pasqua.
O Dio,
fa’ che noi diventiamo testimoni viventi della resurrezione,
lascia che le nostre mani, insanguinate per aver conficcato
il chiodo dell’odio
e inferto la lanciata della condanna,
divengano mani capaci di fasciare le ferite,
mani reciprocamente tese nella riconciliazione.
Nel cammino di sofferenza,
fa’ che torniamo ad avere voce di conforto, passi di pace.
A capire, finalmente, che possiamo cambiare
la nostra storia di morte.
E,
come la croce e la resurrezione sono uno,
come il fiume Daedong nel nord e il fiume Han nel sud
confluiscono nello stesso mare,
fa’ che la nostra incompleta liberazione,
dal monte Halla nel sud al monte Baekdu nel nord,
dai monti Kaesong a ovest, fino ai monti Keumgang ad est,
possa divenire perfetta riunificazione.
E infine,
che il nostro saluto pasquale nel Signore: “La pace sia con te” (Gv 20, 19)
possa raggiungere oltre l’Asia, tutto il mondo,
e unirci tutti nella pace,
in grida di gioia, in esultanza, in abbracci fraterni.
Possano i giorni incerti del villaggio globale,
divenire, invece, il Terzo giorno di speranza.
Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo risorto,
Che guida la nostra terra a divenire un solo paese,
una nuova creazione.
39
La croce
di Yun Dongju, poeta e martire che combatté per l’indipendenza della Corea nel
periodo coloniale giapponese, fu condannato a morte nel 1945.
La luce del sole
che mi seguiva
fino ad un istante fa
si è ora impigliata sopra la croce
in cima alla chiesa.
Mi chiedo
come abbia potuto scalare
un così alto pinnacolo.
Camminavo su e giù senza posa,
sospirando
nessuna campana di chiesa suonava.
E se si stesse preparando una croce
la stessa di quell’Uomo agonizzante
di Cristo Gesù, beato,
stillerei sangue lungo il collo,
in silenzio,
come un fiore che sboccia
sotto il cielo che volge al crepuscolo.
Che possano essere uno
O Padre mio, Dio santo,
proteggili per la potenza del tuo nome,
per il nome che Tu hai dato loro,
che possano essere uno come io e te siamo uno.
Come Tu mi hai mandato nel mondo,
io ho mandato loro nel mondo.
Per loro io santifico me stesso,
perché anch’essi possano essere santificati in verità.
Io in loro e Tu in me.
Possano essere condotti alla piena unità
perché il mondo sappia che Tu mi hai mandato
e che li hai amati come hai amato me.
40
APPENDICE II
SITUAZIONE ECUMENICA IN COREA
Il popolo coreano: cinquemila anni di storia come nazione unita
Al fine di comprendere la situazione ecumenica in Corea, è necessario capire la
peculiare storia della nazione e del popolo coreani.
La Corea, fondata nel 2333 a.C. dai Dankun, rimase una nazione etnicamente
omogenea per cinquemila anni. Nonostante avesse dovuto sopportare gravi minacce
da parte della Cina durante i primi duemila anni, la Corea mantenne la propria dignità
e libertà come nazione (antico Choson).
Nel periodo che va dal I secolo a.C al VII secolo d.C., si susseguirono varie
dinastie in Corea. Dal 57 a.C. al 935 d.C., le dinastie Koguryô (37 a.C. - 668 d.C.),
Paekche (18 a.C. - 660 d.C.) e Silla (57 a.C. - 935 d.C.) diedero vita a quello che sarà
chiamato, nella storia coreana, il periodo dei “Tre regni” (Samguk). Nel X secolo, nel
nord, alla dinastia Balhae (698-926 d.C.) succedette la dinastia Koryô (918 d.C. 1392 d.C.), seguita, nel XIV secolo, dalla dinastia Choson (1392 d.C. - 1910 d.C.).
Durante l’intero periodo la Corea non solo rimase una nazione omogenea, ma
raggiunse anche un grande sviluppo culturale.
Nel 1897 venne fondata la Corea imperiale (Daehan Jeguk) che segnò l’inizio
dell’era moderna nella storia coreana. Dal 1910 al 1945 la Corea fu occupata dai
Giapponesi; nonostante ciò i Coreani non persero mai la speranza e non smisero mai
di lottare per la propria indipendenza. Questa lotta e tutto l’impegno che ne derivò, li
condussero alla liberazione dall’occupazione giapponese nel 1945, con la fine dell
Seconda Guerra mondiale. La storia riflette la sorte della Corea; a motivo, infatti,
della sua strategica ubicazione geo-politica, ha dovuto sopportare molte ingerenze e
invasioni da parte delle grandi potenze mondiali.
La Corea ha anche dovuto combattere con conflitti interni che riflettevano le varie
ideologie. Il perdurare di questa situazione per molti anni ha portato all’istituzione, al
nord, della Repubblica popolare di Corea (Democratic People’s Republic of Korea,
DPRK), basata sul Comunismo, e, al sud, alla fondazione della Repubblica di Corea
(Republic of Korea, ROK), basata sulla democrazia e sulla libertà. Il contrasto e il
conflitto fra queste due ideologie hanno portato alla tragedia della guerra coreana
(1950-53), che ha mietuto molte vittime. Nel 1953 fu firmato un armistizio, e il
confine fra la Corea del Nord e la Corea del Sud, con la sua zona smilitarizzata
(DMZ), divenne il simbolo visibile della tragedia della storia coreana.
Il numero di famiglie divise dalla guerra e dalle sue conseguenze raggiunge quasi i
dieci milioni. Solo recentemente a queste famiglie sono state concesse limitate
opportunità di incontro, ma nella maggior parte dei casi le famiglie non sanno
neppure se i loro membri che si trovano aldilà della divisione nord-sud, siano ancora
41
vivi o meno. Il loro dolore rimane nel cuore di ognuno e costituisce una profonda
ferita all’onore e all’identità della nazione.
Riconciliazione e collaborazione fra nord e sud
Il 4 luglio del 1972, la penisola coreana ha vissuto una svolta storica. La
Dichiarazione congiunta firmata in quell’occasione ha cambiato l’atmosfera di
conflitto e ostilità, attenuando il clima di reciproca violenza, facilitando la
discussione e muovendo passi concreti verso l’unificazione nazionale, come un
compito comune.
Il Consiglio ecumenico delle chiese e la Chiesa cattolica si sono impegnati
nell’alleggerire la tensione e facilitare il processo di pace. Nel 1988 l’Assemblea
generale del Consiglio nazionale di chiese in Corea (National Council of Churches in
Korea, NCCK) ha reso nota la Dichiarazione delle chiese coreane sulla riunificazione
nazionale e sulla pace (Korean Churches’ Declaration on the National Reunification
and Peace); e la Conferenza episcopale coreana (Catholic Bishops Conference of
Korea, CBCK) ha organizzato una Commissione per la riconciliazione nazionale
(Committee on National Reconciliation). Facendo seguito a questi eventi sono state
fondate molte chiese nel nord Corea (come la chiesa cattolica Changchungdang e la
chiesa Chilkok) dove si sono tenute celebrazioni.
In questo contesto il premio Nobel per la Pace Kim Dae-Jung, già Presidente della
Repubblica di Corea (ROK), ha tenuto un summit con il leader Nord coreano Kim
Jong-Il. Da questo incontro è scaturita la pubblicazione della Dichiarazione del 15
giugno 2000, che rafforzò il governo Sud coreano nella sua politica di distensione
denominata “del sole splendente” (sunshine policy) nei confronti del nord.
Nonostante ciò, la situazione nella zona demilitarizzata (DMZ) mostra l’alto livello di
tensione fra nord e sud. Le energie spese per ricostituire la pace nella penisola
coreana, guidate dai paesi coinvolti nelle “trattative delle sei nazioni” (six party talks)
hanno portato frutti di cooperazione e collaborazione in vari ambiti, ad esempio:
sostegno materiale a livello governativo e civile, scambi a livello culturale, ma anche
sportivo, religioso e artistico, così come a livello accademico ed economico.
Superare i conflitti e le divisioni per progredire verso l’unità
Nonostante i molti sforzi per raggiungere la pace e la riconciliazione nella penisola
coreana, rimangono ancora profonde radici di conflitto, divisione e contrasto. Per
realizzare un’unificazione pacifica, i due paesi devono affrontare insieme alcune
realtà: la tensione fra liberalismo e socialismo, il divario fra ricchezza e povertà,
l’oppressione a danno della fede e della religione.
Vi è un muro fra la popolazione del nord e quella del sud, un muro che sembra
difficile abbattere. La speranza e il desiderio ardente di unificazione sono pur sempre
presenti da entrambe le parti, come espresso dal comune canto: Uri Ui Sowon Eun
Tongil!. Tutti i Coreani, anche se devono affrontare ancora la separazione e la
tensione, sperano in una riunificazione di pace e in una autentica riconciliazione per
42
la loro penisola. Come cristiani attendiamo con speranza il giorno in cui Dio renderà
le due parti ora divise una sola, e noi potremo lodare Dio e rendergli grazie per questo
atto di nuova creazione.
La cornice della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: il movimento
ecumenico in Corea.
La comunità cattolica coreana fu fondata nel 1784 dal primo battezzato cattolico
coreano: Lee Sung-Hun, che divulgò la dottrina cristiana fra i suoi compatrioti. Il
Protestantesimo fu introdotto in Corea verso il 1880. Nel 1919 i cristiani coreani
cooperarono con i loro vicini di altre fedi, ad esempio con i leader del Buddismo, dei
Taoismo Chon, e delle Religioni tradizionali, per resistere contro il potere
giapponese, per amore della propria indipendenza.
La nascita del movimento ecumenico in Corea può ricondursi alle
raccomandazioni e allo spirito del Concilio Vaticano II (1962-65), e soprattutto al
Decreto sull’ecumenismo Unitatis Redintegratio, che ha sottolineato l’importanza di
unificare gli sforzi di tutti i cristiani per l’unità fra le chiese. Le chiese e gli organismi
che, in Corea, prendono parte a colloqui interconfessionali sono: la Metropolia
Ortodossa di Corea, la Conferenza episcopale coreana, il Consiglio nazionale di
chiese in Corea e le sue chiese membro: la Chiesa presbiteriana in Corea, la Chiesa
metodista coreana, la Chiesa presbiteriana nella Repubblica della Corea, l’Esercito
della salvezza nel territorio della Corea, la Chiesa anglicana di Corea, la Chiesa
evangelica in Corea, le Assemblee di Dio Full Gospel in Corea e la Chiesa luterana in
Corea.
Il Consiglio di chiese nazionale in Corea, che rappresenta il Protestantesimo, e la
Chiesa cattolica in Corea, hanno ospitato alternativamente celebrazioni congiunte per
la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sin dall’inizio degli anni settanta. La
preghiera comune ha costituito uno spazio per pregare e lavorare insieme,
rafforzando il movimento ecumenico coreano. Nel 1977 biblisti di tradizione
protestante e cattolica hanno ultimato la traduzione comune della Bibbia, in modo
che, per la prima volta, tutte le Chiese coreane hanno potuto avere la medesima
versione della Bibbia in lingua coreana.
Il movimento ecumenico in Corea si avvale oggi di programmi congiunti
diversificati per differenti gruppi: per l’organico di varie denominazioni, per teologi,
studenti di seminari, e per moderatori di diverse denominazioni. Un gruppo di studio
di teologi ha ospitato un Forum Ecumenico dal 2000, che tratta dei diversi temi
teologici al fine di incoraggiare la reciproca comprensione fra chiese cattoliche e
protestanti. Inoltre, un gruppo organizzato da seminaristi studenti ha portato avanti
programmi di reciproche visite a vari seminari e ha ospitato gare di atletica per
sviluppare l’amicizia fra i membri delle varie chiese. I moderatori di varie confessioni
si incontrano e pranzano insieme normalmente per approfondire la loro amicizia,
comprensione e per uno scambio di idee.
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Un seminario sull’unità dei cristiani in Asia, che si è tenuto dal 24 al 28 luglio
2006 alla Aaron’s House, si è rivelato essere un evento memorabile per la storia del
movimento ecumenico coreano. Il seminario era ospitato dal cardinal Walter Kasper,
Presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità fra i cristiani.
Responsabili ecumenici da diversi paesi asiatici si sono riuniti e hanno discusso sulla
visione dell’unità. Il 23 luglio 2006, alla XIX Conferenza metodista mondiale che si è
tenuta proprio in Corea, a Seul, il Consiglio mondiale metodista ha firmato la
Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione che era già stata firmata
dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione mondiale luterana nel 1999. Questo evento
ragguardevole per l’unità della chiesa a livello internazionale, ha quindi avuto luogo
in Corea.
Radicati sull’esperienza di reciproca fiducia che si è costruita negli anni attraverso
programmi congiunti e attività, i capi delle chiese protestanti e cattoliche in Corea
hanno compiuto un pellegrinaggio ecumenico dall’8 al 16 dicembre 2006, che
includeva una visita a Benedetto XVI e al Vaticano, una visita al Segretario generale
del Consiglio ecumenico delle chiese a Ginevra, e a Sua Santità il Patriarca
ecumenico a Istambul, Turchia. A Roma hanno anche incontrato l’organico del
Pontificio consiglio per la promozione dell’unità fra i cristiani, e, similmente, a
Ginevra membri dello staff della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio
ecumenico delle chiese. Durante queste visite è stata avanzata la proposta che le
chiese coreane avrebbero potuto preparare il materiale per la Settimana di preghiera
del 2009. I due organismi hanno valutato positivamente la proposta e hanno
concordato, affidando loro la stesura del materiale preparatorio.
Il 23 gennaio 2007 le chiese coreane hanno celebrato la Settimana di preghiera
presso la chiesa anglicana di Chongiu, cui è seguito un incontro fra teologi di
entrambe le confessioni, cattolica e protestante, durante il quale sono state nominate
due persone da parte protestante e tre da parte cattolica come membri della
Sottocommissione preparatoria per la stesura del testo della Settimana di preghiera
2009. La Sottocommissione ha avuto il suo primo incontro l’8 febbraio 2007 e ha
scelto come tema il brano di Ezechiele 37, 15-28 che contiene la profezia della
riunificazione del regno di Israele, esso infatti, evoca la situazione della penisola
coreana. È stato poi stabilito che ciascuna denominazione avrebbe scritto una
riflessione biblica o una preghiera per ciascuno degli otto giorni. Così ha avuto inizio
il lavoro che ha portato alla redazione del materiale per la Settimana 2009.
Conclusione
Lo stato attuale della penisola coreana - che impedisce ai Coreani che vivono in
una parte di essere in contatto con i loro genitori, figli, fratelli e sorelle, parenti e
amici che vivono nell’altra parte - è inaccettabile e deve essere superato e risolto
definitivamente. La situazione politica nella Corea del Nord, che non permette alle
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persone di scegliere la propria fede religiosa, rappresenta una situazione oppressiva,
che condiziona la coscienza umana. Queste situazioni di confronto, antagonismo,
conflitto, violenza, guerra radicati nelle ostilità religiose, razziali, etniche, non sono
limitate alla sola penisola coreana, ma accadono in molte parti del mondo oggi.
L’esperienza coreana di divisione e di sofferenza è certamente rilevante per i cristiani
e per le società di tutto il mondo. I cristiani in Corea - cattolici, ortodossi, protestanti lavorano insieme per il bene comune, e per portare un’autentica pace alla penisola,
anche ai i vicini di altre fedi, Buddisti, Confuciani e altre Religioni tradizionali,
incluse il Buddismo Won e il Taoismo Chon (ChonDoGyo).
Durante la Settimana di preghiera, i cristiani sono chiamati a pregare per la
promozione dell’unità e della pace, compiti che sono importanti responsabilità per i
cristiani in questo mondo. La speranza che ispira questa preghiera è che tutti i popoli
nel mondo possano diventare il popolo di Dio, così Dio sarà il loro Dio e al popolo
sarà data la felicità della gioia e della prosperità quando il contrasto, il conflitto e la
divisione saranno superate e sarà stata raggiunta l’unità. I cristiani devono pregare
con pazienza per “i nuovi cieli e la nuova terra”, e allora si realizzerà la parola del
Signore: “Essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio” (Ez 37, 23).
2. La descrizione delle chiese in Corea e della situazione ecumenica locale è stata
preparata da un gruppo locale, sotto la cui responsabilità viene pubblicato il testo.
45
Per informazioni rivolgersi al delegato don Antonio Stranges
cell. 328.9581476 – 340.8044014
46
Click – Conflenti
0968 664808
47
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