Carissimo confratello questo opuscolo puoi usarlo come “lezionario”durante l’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Inoltre per le preghiere di colletta ecc. puoi usare i formulari proposti nel messale romano. In Cristo il delegato don Antonio Stranges 1 TESTO BIBLICO Il Signore mi parlò: “Ezechiele, prendi un bastone e scrivici sopra queste parole: Giuda e le tribù d’Israele unite a lui. Poi prendi un altro bastone e scrivici sopra: Giuseppe e tutte le altre tribù d’Israele unite a lui. Poi accostali l’uno all’altro in modo da formare un solo bastone nella tua mano. I tuoi compatrioti ti chiederanno che cosa significa. Tu dirai loro quel che io, il loro Dio, il Signore, dichiaro: Sto per prendere il bastone che rappresenta Giuseppe e le tribù d’Israele unite a lui e lo metto vicino al bastone che rappresenta Giuda. Uniti nella mia mano formeranno un solo bastone. E tu, Ezechiele, sotto i loro occhi, tieni in mano tua quei pezzi di legno sui quali hai scritto. Riferisci quel che io, Dio, il Signore, dichiaro: Sto per prendere gli Israeliti dalle nazioni dove sono andati, li radunerò da ogni luogo e li condurrò nella loro terra. Li unirò e formeranno una sola nazione sulle montagne d’Israele. Un solo re regnerà su tutti loro. Non esisterà più la divisione in due popoli e in due regni. Non si contamineranno più con i loro sporchi idoli, con riti disgustosi e con ogni sorta di peccato. Li libererò da tutte le loro infedeltà di cui si sono resi colpevoli verso di me. Li purificherò: essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Il mio servo Davide sarà il loro re, il loro unico pastore. Ubbidiranno alla mie leggi, osserveranno e applicheranno gli ordini che ho dato loro. Vivranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe e dove hanno vissuto i loro antenati. Vi abiteranno per sempre loro, i figli e tutti i discendenti. Il mio servo Davide regnerà su di loro per sempre. Farò con loro un’alleanza valida per sempre, che assicurerà la pace. Li insedierò stabilmente e li renderò molto numerosi. Stabilirò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. Abiterò con loro: essi saranno il mio popolo, io sarò il loro Dio. Quando avrò messo il mio santuario in mezzo a loro per sempre, allora le nazioni riconosceranno che io sono il Signore e che ho consacrato Israele al mio servizio. (Ezechiele 37, 15-28) 2 PRESENTAZIONE “Essere riuniti nella tua mano” (cfr. Ezechiele 37, 17) La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 parte da uno sforzo unitario di cristiani di varie parti del mondo. In primo luogo si tratta dei cristiani coreani che ci offrono come spunto di meditazione questo versetto tratto dalla seconda grande visione del profeta Ezechiele. I Coreani citano questa visione perché si trovano nella situazione da cui era partito Israele prima dell’esperienza dell’esilio fatto da Ezechiele e dalla sua generazione. Anche la Corea, come Israele di allora, è un paese diviso in due stati: quello del nord e quello del sud, che malgrado la divisione e una terribile guerra di oltre cinquant’anni fa, si sente un’unica nazione. Ma questa è anche la realtà della cristianità di oggi, una realtà divisa ma che ha come speranza centrale quella di “formare un solo bastone nella mano di Dio” (cf Ez 37, 17). Nella storia d’Israele il periodo dell’esilio e del post-esilio fu senz’altro difficile e sentito come un’immane sciagura, ma fu in quel periodo che il monoteismo si espresse definitivamente e Israele, che era stato uno dei tanti piccoli regni della sponda asiatica del Mediterraneo, diventa il porta bandiera del Dio Creatore e Signore e l’annuncio di una nuova speranza per l’umanità. Il miracolo fu che un popolo disperso dalla zona di Assuan fino alla Tracia, dall’India fino alla Libia, poté portare, anche per il contributo dei persiani, un messaggio unitario al mondo. Il dono che quel popolo portò a termine in quegli anni è la Bibbia ed è un dono di cui non possiamo che dover riconoscenza agli uomini del tempo di Ezechiele e di Esdra. Anche oggi il mondo cerca unità. È un altro momento in cui sembra impossibile l’intervento di Dio; il mondo occidentale, dove non mancano i mezzi di sussistenza, corre dietro a sogni irraggiungibili e sembra dimenticare quali siano i significati veri della vita. Il cosiddetto terzo mondo si trova nella quasi impossibilità di vivere per la mancanza assoluta dei beni di sostentamento. La natura stessa è così condizionata dall’inquinamento prodotto dalle grandi nazioni che rende più visibile e di attualità stringente il gemito di cui parla l’apostolo Paolo (“Tutto 3 l’universo aspetta con grande impazienza il momento in cui Dio mostrerà il vero volto dei suoi figli” Rm 8, 19). Questi ultimi, spesso disorientati e ben divisi sentono l’urgenza di fare propria la visione di Ezechiele: essere riuniti in modo di formare un solo bastone nella mano di Dio. In questa direzione essi hanno una sola arma: la preghiera, che rivolgono a Dio da ogni parte della terra e che esige da loro una conversione all’amore e ad alla giustizia che trovano insieme la loro realizzazione sulla croce di Cristo. I titoli proposti per ciascuno dei giorni della Settimana sembrano registrare questo schema appena indicato perché pongono le comunità cristiane di fronte alle vecchie e alle nuove divisioni, alla guerra e alla violenza, all’ingiustizia economica e alla povertà, alla crisi ecologica, alla discriminazione e al pregiudizio sociale, alla malattia e alla sofferenza, alla pluralità delle religioni per giungere infine a proclamare la speranza cristiana in un mondo di separazione. Siamo dunque in attesa dello splendido annuncio di Apocalisse 21 “Ora faccio nuova ogni cosa”. Con cuore rinnovato prepariamoci a questa particolare settimana di preghiera per l’unità. Chiesa Cattolica Vincenzo Paglia Vescovo di Terni-Narni-Amelia Presidente, Commissione CEI per l'Ecumenismo e il Dialogo Federazione delle Chiese Evangeliche in italia Prof. Domenico Maselli Presidente 4 Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta ed Esarcato per l’Europa Meridionale Gennadios Zervos Arcivescovo-Metropolita Ortodosso d’Italia e di Malta ed Esarca per l’Europa Meridionale SUGGERIMENTI PER L’ORGANIZZAZIONE DELLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI Cercare l’unità: un impegno per tutto l’anno La data tradizionale per la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, nell’emisfero nord, va dal 18 al 25 gennaio, data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico. Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento Fede e Costituzione nel 1926), tempo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa. Consapevoli di una tale flessibilità nella data della Settimana, incoraggiamo i fedeli a considerare il materiale presentato in questa sede come un invito a trovare opportunità in tutto l’arco dell’anno per esprimere il grado di comunione già raggiunto tra le chiese e per pregare insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso. Adattamento del testo Il testo viene proposto nella convinzione che, ove possibile, venga adattato agli usi locali, con particolare attenzione alle pratiche liturgiche nel loro contesto socio-culturale e alla dimensione ecumenica. In alcune località già esistono strutture ecumeniche in grado di realizzare questa proposta, ma ove non esistessero se ne auspica l’attuazione. Utilizzo del testo — Per le chiese e comunità cristiane che celebrano la Settimana di preghiera in una singola liturgia comune viene offerto un servizio di culto ecumenico. 5 — Le chiese e comunità cristiane possono anche inserire il testo della Settimana di preghiera in un servizio liturgico proprio. Le preghiere della celebrazione ecumenica della parola di Dio, gli “otto giorni”, nonché le musiche e le preghiere aggiuntive possono essere utilizzate a proprio discernimento. — Le comunità che celebrano la Settimana di preghiera in ogni giorno dell’ottavario, durante la loro preghiera, possono trarre spunti dai temi degli “otto giorni”. — Coloro che desiderano svolgere studi biblici sul tema della Settimana di preghiera possono usare come base i testi e le riflessioni proposte negli “otto giorni”. Ogni giorno l’incontro può offrire l’occasione per formulare, preghiere d’intercessione conclusive. — Chi desidera pregare privatamente per l’unità dei cristiani può trovare utile questo testo come guida per le proprie intenzioni di preghiera. Ricordiamo che ognuno di noi si trova in comunione con i fedeli che pregano nelle altre parti del mondo per costruire una più grande e visibile unità della Chiesa di Cristo. 6 INTRODUZIONE TEOLOGICO PASTORALE “Essere riuniti nella tua mano” (cfr. Ezechiele 37, 17) Il tema biblico La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 scaturisce dall’esperienza delle chiese cristiane in Corea. Nel contesto di divisione nazionale del paese, le chiese hanno trovato ispirazione nel profeta Ezechiele, che visse in una nazione tragicamente divisa e che desiderava ardentemente l’unità del suo popolo. Ezechiele, profeta e sacerdote, fu chiamato da Dio alla giovane età di trent’anni. Egli operò dal 594 fino al 571 a.C. e fu perciò fortemente influenzato dalle riforme politiche e religiose che il re Giosia aveva intrapreso nel 621 a.C.. Il re Giosia aveva inteso eliminare l’eredità distruttiva della conquista di Israele da parte dell’Assiria, attraverso riforme che avevano ricostituito la legge e il vero culto del Dio di Israele. Ma dopo la morte del re Giosia in battaglia, suo figlio, re Ioiachìm, pagò il tributo all’Egitto e fece fiorire un culto volto ad una varietà di dei. I profeti che osarono criticare Ioiachìm furono brutalmente ridotti al silenzio: Uria fu ucciso e Geremia fu arrestato. Dopo l’invasione babilonese e la distruzione del Tempio, nel 587 a.C., i responsabili e gli artigiani del paese - fra cui il giovane Ezechiele - furono catturati e deportati a Babilonia. Lì Ezechiele, come Geremia, criticò i “profeti” che offrivano false speranze, e per questo motivo dovette soffrire, durante l’esilio, l’ostilità e il disprezzo da parte dei compaesani Israeliti. In questa grande sofferenza l’amore di Ezechiele per il suo popolo crebbe. Egli criticò i capi che agivano contro i comandamenti di Dio e volle riportare il popolo a Dio, sottolineando la fedeltà del Signore all’alleanza e la solidarietà con il suo popolo. Seppure in una situazione apparentemente senza speranza, Ezechiele non cedette alla disperazione e proclamò un messaggio di speranza: l’intenzione originaria di Dio di rinnovare ed unificare il suo popolo poteva ancora essere realizzata. Ezechiele trasse coraggio nel suo annuncio da due visioni, la prima delle quali è la visione ben nota della valle di ossa aride 7 che, attraverso l’azione creatrice dello Spirito di Dio, sono riportate alla vita (Ez 37, 1-14). Il materiale della Settimana dell’unità di quest’anno prende ispirazione dalla seconda visione, che descrive due pezzi di legno, simboleggianti i due regni in cui Israele era divisa. I nomi delle tribù di ciascuno dei due regni divisi (originariamente dodici, poi divise in dieci al nord e due al sud) sono scritti sui due pezzi di legno, che tornano ad essere uno (Ez 37, 15-23). Secondo Ezechiele la divisione del popolo era riflesso e risultato del loro peccato e del loro allontanamento da Dio. Essi avrebbero potuto tornare ad essere un solo popolo rinunciando al loro peccato, abbracciando una conversione e tornando a Dio; dopotutto è Dio stesso che unisce il suo popolo purificandolo, rinnovandolo e liberandolo dalle divisioni. Per Ezechiele questa unione non è semplicemente un mettere insieme due gruppi previamente divisi, ma costituisce una nuova creazione, la nascita di un nuovo popolo che dovrebbe essere segno di speranza per gli altri popoli e per tutta l’umanità. Il tema della speranza è anche espresso in un’altro testo che è molto caro alle chiese coreane. Si tratta di Apocalisse 21, 3-4, che presenta la purificazione del popolo di Dio per incarnare la vera pace, la riconciliazione e l’unità che si deve trovare laddove Dio dimora: “Ecco l’abitazione di Dio fra gli uomini; essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio con loro. Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. La morte non ci sarà più. Non ci sarà più né lutto né pianto né dolore”. Questi temi biblici - cioè unità come volontà di Dio per il suo popolo, unità come dono di Dio che richiede conversione e rinnovamento, unità come nuova creazione, insieme alla speranza che il popolo di Dio possa nuovamente essere uno - sono i temi che hanno particolarmente ispirato le chiese coreane nell’offrire il materiale per la Settimana di quest’anno. Il tema teologico Nel 2009 i cristiani nel mondo pregheranno per l’unità meditando sul tema “Essere riuniti nella tua mano” (cfr. Ez 37, 17). Ezechiele, il cui nome significa “Dio mi ha reso forte”, fu chiamato a infondere speranza al suo popolo durante un periodo di disperazione religiosa e politica che era seguito alla caduta e all’occupazione di Israele e all’esilio di molti. Il gruppo ecumenico locale della Corea ha ravvisato nel testo di Ezechiele forti corrispondenze con la situazione della propria nazione divisa e di tutta la Cristianità divisa. Le parole di Ezechiele danno loro la 8 speranza che Dio radunerà un giorno il suo popolo e lo renderà nuovamente uno, lo chiamerà suo popolo e lo benedirà rendendolo una nazione potente. Una nuova speranza nasce: Dio creerà un nuovo mondo. Proprio come nel testo di Ezechiele, dove il peccato è visto in tutte le sue diverse ramificazioni nel popolo che si era corrotto con l’idolatria e le trasgressioni, così anche noi vediamo la peccaminosità della disunione fra cristiani, che causa grande scandalo oggi nel mondo. Leggendo questo brano dell’Antico Testamento noi cristiani possiamo riflettere su come, alla luce di esso, si possa comprendere la nostra situazione di separazione, e, in particolare, possiamo meditare su come Dio è colui che ristabilisce l’unità, riconcilia il popolo, porta all’esistenza una nuova situazione. Il ruolo di Israele unito, perdonato e purificato diviene segno di speranza per tutto il mondo. Come accennato precedentemente, la profezia dei due pezzi di legno riuniti in uno è la seconda profezia che si trova in Ezechiele 37. La prima, che probabilmente è la più conosciuta, è quella delle ossa aride che tornano alla vita attraverso l’azione dello Spirito di Dio. In entrambe le profezie Dio è visto come l’artefice della vita, del nuovo inizio. Nella prima profezia lo Spirito di Dio è spirito di vita. Nella seconda, Dio stesso ristabilisce l’unità, la riconciliazione e la pace all’interno della nazione. In altre parole, una nuova vita viene data attraverso l’unione di due parti divise. I cristiani possono vedere in questo una prefigurazione di ciò che Cristo porterà, cioè una nuova vita che nasce dall’aver vinto la morte, in obbedienza alla volontà salvifica di Dio. Dai due pezzi di legno che formano la sua croce, Gesù ci riconcilia a Dio, così l’umanità è ricolma di nuova speranza. Nonostante il peccato, la violenza e le guerre, nonostante la disparità fra ricchi e poveri e l’abuso della creazione, nonostante il dolore, la sofferenza, la discriminazione, e nonostante le divisioni e la disunione, Gesù Cristo, nelle sue braccia inchiodate sulla croce, abbraccia tutta la creazione e offre a noi la shalom di Dio. Nelle sue mani noi siamo uno, siamo attratti a lui che è innalzato sulla croce. La nostra riflessione durante gli “otto giorni” della Settimana, scaturiti dal testo centrale di Ezechiele, ci porta ad una più profonda consapevolezza di come l’unità della Chiesa sia anche per il bene della comunità umana. Con tale consapevolezza nasce anche una grande responsabilità: tutti coloro che confessano Cristo Signore dovrebbero 9 cercare di realizzare la sua preghiera: “che siano tutti una cosa sola [...] così il mondo crederà che tu mi hai mandato” (Gv 17, 21). Per questo motivo gli otto giorni cominciano tutti con una riflessione sull’unità dei cristiani. Nel primo, e in tutti gli otto giorni, siamo invitati a pregare per tutte le situazioni in cui sia necessaria una riconciliazione, e ad essere particolarmente attenti al ruolo che l’unità dei cristiani avrà nel realizzarla. Meditando sulle nostre divisioni dottrinali, e sulla vergognosa storia di separazione - talvolta persino di odio - fra i cristiani, nel primo giorno preghiamo perché Dio, che soffia lo Spirito di vita sulle ossa aride e plasma nelle sue mani la nostra unità nella diversità, soffi vita e riconciliazione sulle nostre sofferenze e divisioni. Il secondo giorno le chiese pregheranno per porre fine alla violenza e alla guerra. Preghiamo che, quali discepoli del Principe della pace, i cristiani che si trovano in mezzo ai conflitti possano portare una riconciliazione fondata sulla speranza. Il terzo giorno offre una meditazione sulla grave disparità fra ricchi e poveri. Il nostro rapporto con il denaro, la nostra attitudine verso i poveri, sono la misura del nostro discepolato e della sequela di Gesù, che è venuto fra noi per liberarci e farci proclamare la buona novella ai poveri, la libertà agli schiavi, la giustizia per tutti. Nel quarto giorno si prega affinché i cristiani comprendano che, solamente insieme, saranno in grado di conservare i doni che Dio ci ha dato nella creazione: l’aria che respiriamo, la terra che produce frutti e la natura che rende gloria al suo Creatore. Nel quinto giorno si chiede che cessi ogni pregiudizio e discriminazione che segnano la nostra società. Come riconosciamo che la nostra dignità viene da Dio, così anche la nostra unità come cristiani testimonia l’unità di Colui che ha creato ciascuno di noi come creatura unica del suo amore. Il regno che siamo chiamati a costruire è un regno di giustizia e amore che rispetta le differenze poiché in Cristo siamo uno. Il sesto giorno ricordiamo in preghiera tutti coloro che soffrono e coloro che li assistono. I salmi ci svelano che anche il grido disperato, elevato a Dio nel dolore o nella rabbia, può essere un’espressione di profonda e fedele relazione con lui. La risposta compassionevole dei cristiani alla situazione di coloro che soffrono è una testimonianza del regno. Insieme le chiese cristiane possono fare la differenza ed aiutare ad ottenere per i poveri il sostegno, sia materiale che spirituale, di cui necessitano. Nel settimo giorno i cristiani, di fronte al pluralismo, pregano per la loro unità in Dio. Senza di essa sarebbe difficile costruire un regno di pace con uomini e donne di buona volontà. Le nostre intenzioni di preghiera si concentrano 10 l’ottavo giorno, quando preghiamo che lo spirito delle Beatitudini vinca lo spirito di questo mondo. I cristiani testimoniano la speranza che tutte le cose possano essere rese nuove nell’ordine istituito da Cristo. Ciò permette ai cristiani di essere portatori di speranza e artefici di riconciliazione fra guerre, discriminazioni, e in tutti i contesti in cui gli esseri umani soffrono e la creazione geme. La preparazione del materiale della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2009 Il materiale primario La prima stesura del materiale della Settimana è stata preparata da un gruppo di rappresentanti della Conferenza episcopale della Corea (Catholic Bishops Conference of Korea, CBCK) e del Consiglio nazionale di chiese in Corea (National Council of Churches in Korea, NCCK): - il Reverendo Dott. Chai Soo-il, professore presso la Han Shin University, PROK/NCCK; - il Reverendo Dott. Kim Woong-Tae, presidente della Dong-Sung High School, CBCK; - il Reverendo Dott. Shim Kwang-Sup, professore presso il Methodist Theological Seminary, KMC/NCCK; - la Signora Jung Hae-Sun, segretaria esecutiva della NCCK; - il Reverendo Padre Kang Diego, membro dei Missionari della Consolata in Corea; - la Signora Han Mi-Sook, membro del Movimento Focolare in Corea, CBCK. A loro il nostro più vivo ringraziamento per l’intenso lavoro e per la dedizione. L’incontro della Commissione Marsiglia, Francia preparatoria internazionale a Da alcuni anni, un membro della Commissione preparatoria internazionale aveva suggerito di tenere l’incontro a Marsiglia, a motivo della presenza di un interessante movimento sociale nella città: alcuni capi religiosi di diverse confessioni, fedi e culture, avevano, infatti, formato un 11 gruppo attorno all’ufficio del Sindaco, con lo scopo di garantire la comunicazione fra i diversi gruppi religiosi, di migliorare le relazioni e prevenire la polarizzazione fra le varie fasce della popolazione nella città. L’organizzazione è nota come Marseille Espérance (Speranza di Marsiglia). Prendendo posizione insieme, i membri dell’associazione hanno denunciato azioni, sia a livello locale che internazionale, che avessero elementi di odio o intolleranza religiosa (violazioni di tombe, l’attacco dell’11 settembre a New York, ecc...) e ritengono che la loro opzione a favore della tolleranza abbia aiutato ad evitare alcuni dei problemi fra diverse fedi o diverse culture che hanno segnato altre città europee. Non legata ad alcun partito politico, l’organizzazione ha mantenuto massimo riserbo durante il periodo di elezioni (il secolarismo è uno dei principi ferrei della vita pubblica francese). Lasciato il dialogo teologico ad altri gruppi, il loro primo interesse è la pace nella città. La Commissione preparatoria internazionale, composta da protestanti, ortodossi e cattolici, insieme a due rappresentanti e due consulenti del Gruppo locale coreano che ha prodotto la prima stesura del testo, si è riunita dal 24 al 29 settembre 2007 al Centre Notre Dame du Roucas, una residenza assolata davanti al mare e vicino alla basilica di Notre Dame de la Garde. Il Centro è gestito da Chemin Neuf, una comunità cattolica con vocazione ecumenica che si è mostrata molto ospitale. Il lavoro di adattamento del testo originale coreano, tradotto in inglese e riadattato per l’uso internazionale, si è svolto in un’atmosfera di gioiosa fiducia, generata da un reciproco rispetto fra i componenti del gruppo. Al termine dell’incontro i rappresentanti del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani hanno ringraziato calorosamente Tom Best e Carolyn McComish, entrambi prossimi al pensionamento, per i molti anni di collaborazione nel lavoro della Commissione preparatoria internazionale. Durante la sessione il gruppo è stato invitato ad un incontro con Marseille Espèrance per conoscere meglio le loro iniziative e visitare alcuni luoghi della città di particolare interesse per questa associazione, inclusa l’antica chiesa di Saint Victor, e la moschea locale. Desideriamo ringraziare Marseille Espèrance per il loro benvenuto, l’ospitalità e la presentazione delle loro iniziative, nonché per il loro interesse nel lavoro della Commissione preparatoria. Il gruppo prega che l’opera di Marseille Espèrance possa continuare non solo a mantenere la pace nella città, ma 12 anche che costituisca, con il suo esempio di tolleranza religiosa, una ricca risorsa per la vita dei marsigliesi. LETTURE BIBLICHE PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA PRIMO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” Le comunità cristiane di fronte a vecchie e nuove divisioni Prima lettura dal libro di Ezechiele Ezechiele 37, 15-19.22-24 a Uno nella tua mano Il Signore mi parlò: “Ezechiele, prendi un bastone e scrivici sopra queste parole: Giuda e le tribù d’Israele unite a lui. Poi prendi un altro bastone e scrivici sopra: Giuseppe e tutte le altre tribù d’Israele unite a lui. Poi accostali l’uno all’altro in modo da formare un solo bastone nella tua mano. I tuoi compatrioti ti chiederanno che cosa significa. Tu dirai loro quel che io, il loro Dio, il Signore, dichiaro: Sto per prendere il bastone che rappresenta Giuseppe e le tribù d’Israele unite a lui e lo metto vicino al bastone che rappresenta Giuda. Uniti nella mia mano formeranno un solo bastone. [….] Li unirò e formeranno una sola nazione sulle montagne d’Israele. Un solo re regnerà su tutti loro. Non esisterà più la divisione in due popoli e in due regni. Non si contamineranno più con i loro sporchi idoli, con riti disgustosi e con ogni sorta di peccato. Li libererò da tutte le loro infedeltà di cui si sono resi colpevoli verso di me. Li purificherò: essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Il mio servo Davide sarà il loro re, il loro unico pastore. Parola di Dio Salmo 103(102), 8-13 (o 8-18) Rit: Il Signore è bontà e misericordia Benedici il Signore, anima mia, 13 quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Rit. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia. Rit. Egli sazia di beni i tuoi giorni e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza. Rit. Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d'Israele le sue opere. Rit. Dal Vangelo secondo Giovanni 17, 17-21 Fa’ che siano tutti una cosa sola [...] così il mondo crederà Gesù prega suo Padre: “Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.” Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, il Signore ci ha invitato a pregare sempre, senza stancarci mai. Rivolgiamoci a lui con fiducia per ricevere la sua benedizione e l’abbondanza dei suoi doni. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, insegnaci a pregare. - Per la Chiesa, perché sia una comunità di preghiera in cui gli uomini possano trovare Dio e lodare il suo santo nome, preghiamo: 14 - Per tutti i credenti, perché nella preghiera trovino la forza di superare ogni difficoltà, il coraggio di testimoniare la propria fede e l’occasione per rafforzare la speranza, preghiamo: - Per le comunità ecclesiali, perché nelle loro diversità etniche e nella multiforme ricchezza dei doni diventino luogo in cui si riconosce e si accoglie la potenza dell’amore di Dio, preghiamo: - Per noi qui presenti, perché siamo fedeli e costanti nella preghiera, e perché le preoccupazioni e gli impegni non ci allontanino dall’incontro con Dio, preghiamo: O Dio, nostro Padre, donaci uno Spirito di figli che sentono la gioia di ascoltarti e di rivolgersi sempre a te chiedendoti con fiducia tutto quello di cui abbiamo bisogno. Per Cristo nostro Signore. Amen. Preghiera dopo la Comunione Dio Padre compassionevole, Tu ci hai amato e perdonato in Cristo, e hai voluto, in quell’amore redentivo, perdonare l’intera umanità. Guarda con benevolenza a noi che lavoriamo e preghiamo per l’unità delle comunità cristiane divise. Donaci l’esperienza di essere fratelli e sorelle nel tuo amore, affinché noi possiamo essere uno, uno nella tua mano. Amen. 15 SECONDO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” I cristiani di fronte alla guerra e alla violenza Prima lettura Isaia 2, 1-4 Cesseranno di prepararsi alla guerra Ecco il messaggio per Gerusalemme e Giuda che Dio comunicò ad Isaia, figlia di Amoz. Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: «Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci indichi le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra. Parola di Dio Salmo 74(73), 18-23 Rit. Non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri Ricorda: il nemico ha insultato Dio, un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome. Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda, non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Rit. Sii fedele alla tua alleanza; gli angoli della terra sono covi di violenza. L'umile non torni confuso, l'afflitto e il povero lodino il tuo nome. Rit. 16 Sorgi, Dio, difendi la tua causa, ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno. Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine. Rit. Vangelo Matteo 5, 38-48 Pregate per quelli che vi perseguitano Gesù disse: “Avete inteso che nella Bibbia fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle. Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, come un tempo ai suoi discepoli, così anche oggi, Gesù chiede di credere nella sua parola. Invochiamo il Signore perché ci ottenga una fede docile e riconoscente. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rafforza la nostra fede. - Per la Chiesa di Dio, perché viva con speranza e coraggio le vicende del nostro tempo, fiduciosa nella presenza di Cristo e nell’incessante azione dello Spirito Santo, preghiamo: - Per gli uomini che governano, perché lo Spirito di Dio li aiuti a comprendere che il governare deve essere un servizio ai propri fratelli, preghiamo: 17 - Per tutti i credenti in Cristo, perché il pluralismo e la diversità di opinioni non siano per loro causa di divisione o di opposizione nel cammino di fede, ma di crescita nell’unità, preghiamo: - Per noi qui presenti, perché il Signore conceda ad ognuno la capacità di vedere e leggere con gli occhi della fede la propria vita e così lodarlo e ringraziarlo sempre, preghiamo: O Dio, che con la tua sapienza guidi la storia e ci ricolmi della tua benedizione, ascolta la nostra fiduciosa preghiera e ravviva in noi la memoria dei prodigi che hai compiuto in Cristo crocifìsso e risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. Preghiera dopo la Comunione O Signore, fa’ che tutti i cristiani possano operare insieme per portare la tua giustizia nel mondo. Dacci il coraggio di aiutare il nostro prossimo a portare la croce, invece che mettere la nostra sulle loro spalle. Signore, insegnaci la saggezza di trattare i nostri nemici con amore, invece che con odio. Amen. 18 TERZO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” I cristiani di fronte all’ingiustizia economica e alla povertà Prima Lettura Levitico 25, 8-14 Il giubileo che libera Il Signore disse: “Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel giorno dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo. Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello. Parola di Dio Salmo 146 (145), 1-10 Rit. Il Signore difende la causa dei perseguitati Loda il Signore, anima mia: loderò il Signore per tutta la mia vita, finché vivo canterò inni al mio Dio. Rit. Non confidate nei potenti, in un uomo che non può salvare. Esala lo spirito e ritorna alla terra; in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. Rit. 19 Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, chi spera nel Signore suo Dio, creatore del cielo e della terra, del mare e di quanto contiene. Rit. Egli è fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Rit. Vangelo Luca 4, 16-21 Gesù e il giubileo come liberazione Poi Gesù si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, sappiamo bene quanto è difficile convertirsi; tuttavia non dobbiamo scoraggiarci, perché la pazienza di Dio è sempre grande. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, ascolta la nostra preghiera. - Per la Chiesa, perché con la sua incessante preghiera illuminata dallo Spirito Santo, sappia condurre tutti gli uomini sulla via della conversione e della santità, preghiamo: 20 - Per i peccatori, perché si lascino prendere dalla parola del vangelo e si convertano guardando le opere buone di coloro che osservano i precetti del vangelo, preghiamo: - Per gli uomini che hanno potere sugli altri uomini, perché il loro potere non sia strumento per il male, ma lo usino per la crescita della dignità di tutti gli uomini, preghiamo: - Per noi che partecipiamo a questa eucaristia, perché ogni volta che ci rivolgiamo a Dio, sappiamo rimanere nell’umiltà, invocando con fede la sua misericordia, preghiamo: Donaci, o Signore, la sapienza del vangelo, affinchè gli avvenimenti lieti e tristi della vita siano per noi l’occasione di una vera conversione. Per Cristo nostro Signore. Amen. Preghiera dopo la Comunione O Dio di giustizia, in questo mondo ci sono luoghi che sovrabbondano di ogni bene, ed altri dove manca il necessario, e sono molti gli affamati e i malati. O Dio di pace, ci sono molti in questo mondo che traggono profitto dalla violenza e dalla guerra, e altri che a causa della guerra e della violenza sono costretti a lasciare le loro case, esuli. O Dio di compassione, aiutaci a comprendere che non possiamo vivere solo per la ricchezza, ma che possiamo vivere per la parola di Dio; aiutaci a comprendere che non possiamo ottenere l’autentica vita e la vera prosperità, eccetto che nell’amore per Dio e nell’obbedienza ai suoi insegnamenti. Ti preghiamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen. 21 QUARTO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” I cristiani di fronte alla crisi ecologica Prima lettura Genesi 1, 31 - 2, 3 E Dio vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello E Dio vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello. Venne la sera poi venne il mattino: sesto giorno. Così Dio completò il cielo e la terra E ciò che vi si trova: tutto era in ordine. Il settimo giorno, terminata la sua opera, Dio si riposò. Il settimo giorno aveva finito il suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e disse: “E’ mio!” Quel giorno si riposò dal suo lavoro: tutto era creato. Parola di Dio. Salmo 148, 1-5 Rit. A un suo comando foste creati Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell'alto dei cieli. Lodatelo, voi tutti suoi angeli, lodatelo, voi tutte, sue schiere. Rit. Lodatelo, sole e luna, 22 lodatelo, voi tutte, fulgide stelle. Lodatelo, cieli del cieli voi acque al di sopra dei cieli. Rit. Lodino tutti il nome del Signore, perché egli disse e furono creati. Rit. Vangelo Matteo 13, 31-32 Il più piccolo di tutti i semi Poi Gesù raccontò un'altra parabola: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami». Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, la parola di Dio ci ha invitati a metterci al servizio gli uni degli altri. Preghiamo il Padre per avere uno spirito di accoglienza verso tutti, riconoscendo il bene presente nel prossimo. Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, o Signore, la forza del tuo Spirito. - Per la Chiesa di Dio, perché si presenti al mondo come portatrice di giustizia e di pace, desiderosa solo di mettersi al servizio degli uomini per la loro piena salvezza e liberazione, preghiamo: - Per coloro che governano le nazioni, perché si facciano, costruttori di un mondo fondato sulla pace e sulla giustizia, preghiamo: - Per coloro che sono impegnati nel sociale, nella politica e nella cultura, perché con saggezza e onestà, abbiano sempre come unico e principale obiettivo quello di costruire un mondo più giusto e più umano, preghiamo: - Per i presenti, perché ci sia in tutti noi l’impegno a pensare ed agire sempre con giustizia, onestà, nobiltà, verità e bontà, preghiamo: O Dio, nostro Padre, accogli le nostre invocazioni e concedi a tutti i tuoi figli di percorrere, liberi dal peccato, un cammino di verità, di giustizia e di pace per giungere, un giorno, a cantare in eterno la tua misericordia. Per 23 Cristo nostro Signore. Amen. Preghiera dopo la Comunione O Dio nostro creatore, il mondo è stato creato dalla tua parola e Tu vedesti che era buono, ma oggi noi stiamo diffondendo morte e distruzione nell’ambiente. Concedici il pentimento per la nostra avidità, aiutaci a rispettare tutto ciò che Tu hai fatto. Insieme, desideriamo proteggere la tua creazione. Amen. 24 QUINTO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” I cristiani di fronte alla discriminazione e al pregiudizio sociale Prima lettura Isaia 58, 6-12 Non abbandonare il proprio simile Dice il Signore: “Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne? Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!». Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi. Parola di Dio. Salmo 133(132), 1-4 Rit. Come è bello e piacevole che i fratelli vivano insieme Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! E’ come olio profumato sul capo che scende sulla barba sulla barba di Aronne, che scende sull'orlo della sua veste. Rit. E' come rugiada dell'Ermon, 25 che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre. Rit. Vangelo Luca 18, 9-14 Per alcuni che si ritenevano giusti Poi Gesù raccontò un’altra parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri. Disse: due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà innalzato». Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, ogni giorno siamo chiamati ad esercitare con tutto il cuore l’amore verso Dio e verso il prossimo. Chiediamo l’aiuto allo Spirito Santo, che è Spirito d’amore, perché ci educhi e ci guidi sulla strada tracciata da Cristo. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, vieni in nostro aiuto. - Per la Chiesa, perché sia, come il suo maestro e Signore, attenta sempre ai bisogni e alle esigenze degli uomini, preghiamo: - Per il mondo politico e sociale, perché sia gestito da persone che cercano veramente il bene comune e difendono soprattutto la giustizia, condizione indispensabile per raggiungere il vero progresso e la pace fra i popoli, preghiamo: - Per coloro che sono afflitti da varie necessità, perché non abbiano paura di affidarsi a Cristo, Che veglia su chi lo teme per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame, preghiamo: - Per noi qui presenti, perché il Signore ci aiuti a utilizzare i suoi doni, quali la salute, l’intelligenza e il tempo, per il bene di tutti, in particolare 26 per i fratelli più bisognosi, preghiamo: O Signore, che conosci tutte le nostre necessità materiali e spirituali e ascolti con pazienza le nostre suppliche, donaci la grazia di sentire il bisogno di pregare e, soprattutto, insegnaci a pregare come piace a te. Per Cristo nostro Signore. Amen. Preghiera dopo la Comunione O Signore, aiutaci a riconoscere la discriminazione e l’emarginazione che reca danno alla società; dirigi il nostro sguardo e aiutaci a riconoscere i nostri pregiudizi. Insegnaci a bandire ogni disprezzo e a gustare la gioia di vivere insieme in unità. Amen. 27 SESTO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” I cristiani di fronte alla malattia e alla sofferenza Prima lettura 2 Re 20, 1-6 Ricordati di me, o Signore! In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia figlio di Amoz si recò da lui e gli parlò: «Dice il Signore: Dà disposizioni per la tua casa, perché morirai e non guarirai». Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore: «Su, Signore, ricordati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che a te sembra bene». Ed Ezechia fece un gran pianto. Prima che Isaia uscisse dal cortile centrale, il Signore gli disse: «Torna indietro e riferisci a Ezechia, principe del mio popolo: Dice il Signore, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera e visto le tue lacrime; ecco io ti guarirò; il terzo giorno salirai al tempio. [6]Aggiungerò alla durata della tua vita quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città per amore di me e di Davide mio servo». Parola di Dio Salmo 22(21), 1-12 Rit. Perché mi hai abbandonato? «Dio mio Dio mio, perché mi hai abbandonato? Tu sei lontano dalla mia salvezza»: sono le parole del mio lamento. Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo. Rit. Eppure tu abiti la santa dimora, tu, lode di Israele. In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati; Rit. a te gridarono e furono salvati, sperando in te non rimasero delusi. 28 Ma io sono verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo. Rit. Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: «Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico». Rit. Vangelo Marco 10, 46-52 Gesù gli domandò: Che cosa vuoi che io faccia per te? Gesù erano a Gerico. E mentre parti da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Maestro, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada. Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, Gesù ci ha mostrato che Dio Padre ascolta il grido di chi si rivolge a lui con fede e speranza. Chiediamo al Signore di fare nostri tali sentimenti. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore. - Per la Chiesa, perché possa aiutare ogni uomo a progredire nella conoscenza di Dio e di colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo, preghiamo: - Per tutti i cristiani, perché non manchi mai loro il coraggio di annunciare Cristo in ogni situazione e così diventare messaggeri del regno di Dio, preghiamo: - Per tutti coloro che nel mondo soffrono per la fame, la guerra, l’ingiustizia e la povertà, perché ricevano la forza per sperare e lottare per 29 un mondo migliore, preghiamo: - Per i presenti, perché lo Spirito di Dio ci aiuti ad eliminare ogni divisione, discordia, invidia, contesa e quanto altro divide, per crescere invece nella concordia e in Dio, preghiamo: O Padre, che ci hai insegnato a rivolgerci a te in ogni necessità, ascolta la nostra preghiera, perché la comunione con Cristo renda presente in noi quella novità di vita che Egli è venuto a portare sulla terra. Per Cristo nostro Signore. Amen. Preghiera dopo la Comunione O Dio, ascolta il tuo popolo quando grida a te nella malattia e nel dolore. Possano i sani renderti grazie per la loro salute, e intendano servire i malati con cuore amorevole e mani aperte. O Dio, fa’ che tutti noi viviamo nella tua grazia e provvidenza, divenendo una vera comunità che sana e ti loda insieme. Amen. 30 SETTIMO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” I cristiani di fronte alla pluralità delle religioni Prima lettura Isaia 25, 6-9 Egli è il Signore! Abbiamo riposto in lui la nostra fiducia Sul monte Sion preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza. Parola di Dio. Salmo 117(116), 1-2 Rit. Lodate il Signore, nazioni tutte! Lodate il Signore, popoli tutti, * voi tutte, nazioni, dategli gloria; Rit. perché forte è il suo amore per noi * e la fedeltà del Signore dura in eterno. Alleluia, gloria al Signore! Rit. 31 Vangelo Marco 7, 24-30 Hai risposto bene. Torna a casa tua felice Poi Gesù, partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato. Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, illuminati dalla parola di Dio rivolgiamo fiduciosi la nostra preghiera a Dio Padre, perché conceda la grazia di poter vivere sempre meglio e mettere in pratica i suoi comandamenti. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore. - Per la Chiesa, perché con la forza dello Spirito si presenti al mondo come Sapienza incarnata che continua l’opera e la dedizione di Cristo a favore di tutti gli uomini, preghiamo: - Per tutti i popoli della terra, perché, illuminati dallo Spirito Santo, riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre, e siano radunati nell’unica Chiesa, preghiamo: - Per i responsabili della vita civile e sociale, perché, illuminati dalla luce di Dio, si impegnino a operare per il vero bene della comunità, favorendo le condizioni per una convivenza serena e pacifica, preghiamo: - Per i presenti, perché ciascuno assecondi la grazia di Dio che vuole rinnovare il mondo nella giustizia e nella solidarietà, preghiamo: O Signore, nostro Padre, che ci hai riuniti attorno alla tua mensa per lodarti e benedirti, esaudisci le nostre preghiere e assistici con la tua grazia perché, nelle vicende della vita, possiamo essere sempre fedeli e vivere in 32 continuo rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. Amen. Preghiera dopo la Comunione O Signore Dio nostro, Ti ringraziamo per la saggezza che apprendiamo dalle Scritture. Infondici il coraggio di aprire il nostro cuore e la nostra mente al prossimo, ai vicini di altre confessioni cristiane e di altre fedi. Concedici la grazia di superare le barriere dell’indifferenza, del pregiudizio o dell’odio; donaci la visione degli ultimi giorni, quando i cristiani potranno camminare insieme verso la festa finale, quando le lacrime e il dissenso saranno superati attraverso l’amore. Amen. 33 OTTAVO GIORNO “Essere riuniti nella tua mano” Proclamazione cristiana della speranza in un mondo di separazione Prima lettura Ezechiele 37, 1-14 Aprirò le vostre tombe La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio. Parola di Dio 34 Salmo 104(103), 24-34 Rit. Rinnovi la faccia della terra Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature. Rit. Ecco il mare spazioso e vasto: lì guizzano senza numero animali piccoli e grandi. Rit. Lo solcano le navi, il Leviatàn che hai plasmato perché in esso si diverta. Rit. Tutti da te aspettano che dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni. Rit. Vangelo Matteo 5, 1-12 Beati siete voi... Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, 35 perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Parola del Signore PREGHIERA DEI FEDELI Fratelli e sorelle, grati a Dio che ci ha scelti ed amati fin dall’origine dei tempi, rivolgiamoci a lui con fiducia di figli perché illumini il nostro cammino verso il suo regno di gioia e di pace nello Spirito. Preghiamo insieme e diciamo: Signore, dona pace ai nostri giorni. - Per la Chiesa pellegrina sulla terra, perché nel suo cammino diffonda con coraggio la buona novella in un mondo ancora lacerato da conflitti ed ingiustizie, facendosi portatrice di pace e di libertà per tutti gli uomini, preghiamo: - Per tutti i credenti in Cristo, perché le varie confessioni cristiane si impegnino a vivere il nuovo comandamento dell’amore e anelino ad essere in Cristo un solo corpo e un solo spirito, preghiamo: - Per coloro che reggono le nazioni, perché rispondendo all’invito di Cristo di diventare nel mondo operatori di pace, si sforzino di appianare ogni conflitto sul nascere creando le basi per una società più giusta, preghiamo: - Per noi qui presenti, perché siamo tutti sempre assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere, preghiamo: O Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, esaudisci le nostre preghiere e donaci lo Spirito di amore e di pace, perché tutti i tuoi figli siano unanimi nel confessare le fede e concordi nel renderti lode. Per Cristo nostro Signore. Amen. 36 Preghiera dopo la Comunione O Dio ricco di grazia, Tu sei sempre con noi, anche in mezzo alle sofferenze e alle fatiche, e sarà così fino alla fine dei tempi. Aiutaci ad essere un popolo profondamente permeato di speranza, che viva le beatitudini e serva l’unità che Tu desideri. Amen. 37 APPENDICE I PREGHIERE PROPOSTE DALLE CHIESE LOCALI Woo-Ri Gi-Do - Ascolta la nostra preghiera Preghiera coreana O Signore, ascolta la nostra preghiera. Tu sai ciò di cui abbiamo bisogno e ci esaudisci. Donaci la pace. Comune preghiera per la pace e la riunificazione della penisola coreana Speriamo che la nostra riunificazione sarà salda e splendida. Speriamo che la nostra storia di dolore e sofferenza, rechi unità alla nostra nazione e offra speranza al mondo. O Signore, in te, ancora una volta, culliamo un alto sogno il tuo stesso sogno sulla croce, nei tempi antichi, il grande sogno che ogni persona e tutta la storia dimori in te. È anche il nostro sogno. Preghiera di Pasqua, comune alle chiese del sud e del nord: O Signore, che hai vinto la morte e sei risorto alla vita! (“Io ho vinto il mondo”, Gv 16, 33) Preghiera scritta congiuntamente dal Consiglio nazionale delle chiese in Corea (NCCK) e dalla Federazione cristiana coreana (KCF). Lodiamo il nostro Dio, il Signore risorto, Che il Terzo giorno ha vinto la croce ha lasciato dietro di sé, vuota, la tomba ed è risorto, in bianche vesti. Il nostro Signore risorto, le cui lacrime del Getsemani hanno fatto fiorire boccioli di fiori, il cui dolore sul Golgota ha portato luce nelle tenebre, Che ha trasformato la disperazione attorno alla tomba 38 in gioia, Egli è la speranza eterna dell’umanità intera. Ora, noi che siamo senza forze per la lunga oscurità della divisione, noi che, portando la croce, abbiamo vagato su questa terra come in un luogo selvaggio, noi che abbiamo camminato lungo la strada coronata di spine, attendendo l’alba, qui, oggi, attraverso ogni valle della nostra vasta terra, chiese del nord e del sud, riunite come fossero una, cristiani del nord e del sud che uniscono i loro cuori lodano Dio per il nuovo mattino della Pasqua. O Dio, fa’ che noi diventiamo testimoni viventi della resurrezione, lascia che le nostre mani, insanguinate per aver conficcato il chiodo dell’odio e inferto la lanciata della condanna, divengano mani capaci di fasciare le ferite, mani reciprocamente tese nella riconciliazione. Nel cammino di sofferenza, fa’ che torniamo ad avere voce di conforto, passi di pace. A capire, finalmente, che possiamo cambiare la nostra storia di morte. E, come la croce e la resurrezione sono uno, come il fiume Daedong nel nord e il fiume Han nel sud confluiscono nello stesso mare, fa’ che la nostra incompleta liberazione, dal monte Halla nel sud al monte Baekdu nel nord, dai monti Kaesong a ovest, fino ai monti Keumgang ad est, possa divenire perfetta riunificazione. E infine, che il nostro saluto pasquale nel Signore: “La pace sia con te” (Gv 20, 19) possa raggiungere oltre l’Asia, tutto il mondo, e unirci tutti nella pace, in grida di gioia, in esultanza, in abbracci fraterni. Possano i giorni incerti del villaggio globale, divenire, invece, il Terzo giorno di speranza. Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo risorto, Che guida la nostra terra a divenire un solo paese, una nuova creazione. 39 La croce di Yun Dongju, poeta e martire che combatté per l’indipendenza della Corea nel periodo coloniale giapponese, fu condannato a morte nel 1945. La luce del sole che mi seguiva fino ad un istante fa si è ora impigliata sopra la croce in cima alla chiesa. Mi chiedo come abbia potuto scalare un così alto pinnacolo. Camminavo su e giù senza posa, sospirando nessuna campana di chiesa suonava. E se si stesse preparando una croce la stessa di quell’Uomo agonizzante di Cristo Gesù, beato, stillerei sangue lungo il collo, in silenzio, come un fiore che sboccia sotto il cielo che volge al crepuscolo. Che possano essere uno O Padre mio, Dio santo, proteggili per la potenza del tuo nome, per il nome che Tu hai dato loro, che possano essere uno come io e te siamo uno. Come Tu mi hai mandato nel mondo, io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me stesso, perché anch’essi possano essere santificati in verità. Io in loro e Tu in me. Possano essere condotti alla piena unità perché il mondo sappia che Tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. 40 APPENDICE II SITUAZIONE ECUMENICA IN COREA Il popolo coreano: cinquemila anni di storia come nazione unita Al fine di comprendere la situazione ecumenica in Corea, è necessario capire la peculiare storia della nazione e del popolo coreani. La Corea, fondata nel 2333 a.C. dai Dankun, rimase una nazione etnicamente omogenea per cinquemila anni. Nonostante avesse dovuto sopportare gravi minacce da parte della Cina durante i primi duemila anni, la Corea mantenne la propria dignità e libertà come nazione (antico Choson). Nel periodo che va dal I secolo a.C al VII secolo d.C., si susseguirono varie dinastie in Corea. Dal 57 a.C. al 935 d.C., le dinastie Koguryô (37 a.C. - 668 d.C.), Paekche (18 a.C. - 660 d.C.) e Silla (57 a.C. - 935 d.C.) diedero vita a quello che sarà chiamato, nella storia coreana, il periodo dei “Tre regni” (Samguk). Nel X secolo, nel nord, alla dinastia Balhae (698-926 d.C.) succedette la dinastia Koryô (918 d.C. 1392 d.C.), seguita, nel XIV secolo, dalla dinastia Choson (1392 d.C. - 1910 d.C.). Durante l’intero periodo la Corea non solo rimase una nazione omogenea, ma raggiunse anche un grande sviluppo culturale. Nel 1897 venne fondata la Corea imperiale (Daehan Jeguk) che segnò l’inizio dell’era moderna nella storia coreana. Dal 1910 al 1945 la Corea fu occupata dai Giapponesi; nonostante ciò i Coreani non persero mai la speranza e non smisero mai di lottare per la propria indipendenza. Questa lotta e tutto l’impegno che ne derivò, li condussero alla liberazione dall’occupazione giapponese nel 1945, con la fine dell Seconda Guerra mondiale. La storia riflette la sorte della Corea; a motivo, infatti, della sua strategica ubicazione geo-politica, ha dovuto sopportare molte ingerenze e invasioni da parte delle grandi potenze mondiali. La Corea ha anche dovuto combattere con conflitti interni che riflettevano le varie ideologie. Il perdurare di questa situazione per molti anni ha portato all’istituzione, al nord, della Repubblica popolare di Corea (Democratic People’s Republic of Korea, DPRK), basata sul Comunismo, e, al sud, alla fondazione della Repubblica di Corea (Republic of Korea, ROK), basata sulla democrazia e sulla libertà. Il contrasto e il conflitto fra queste due ideologie hanno portato alla tragedia della guerra coreana (1950-53), che ha mietuto molte vittime. Nel 1953 fu firmato un armistizio, e il confine fra la Corea del Nord e la Corea del Sud, con la sua zona smilitarizzata (DMZ), divenne il simbolo visibile della tragedia della storia coreana. Il numero di famiglie divise dalla guerra e dalle sue conseguenze raggiunge quasi i dieci milioni. Solo recentemente a queste famiglie sono state concesse limitate opportunità di incontro, ma nella maggior parte dei casi le famiglie non sanno neppure se i loro membri che si trovano aldilà della divisione nord-sud, siano ancora 41 vivi o meno. Il loro dolore rimane nel cuore di ognuno e costituisce una profonda ferita all’onore e all’identità della nazione. Riconciliazione e collaborazione fra nord e sud Il 4 luglio del 1972, la penisola coreana ha vissuto una svolta storica. La Dichiarazione congiunta firmata in quell’occasione ha cambiato l’atmosfera di conflitto e ostilità, attenuando il clima di reciproca violenza, facilitando la discussione e muovendo passi concreti verso l’unificazione nazionale, come un compito comune. Il Consiglio ecumenico delle chiese e la Chiesa cattolica si sono impegnati nell’alleggerire la tensione e facilitare il processo di pace. Nel 1988 l’Assemblea generale del Consiglio nazionale di chiese in Corea (National Council of Churches in Korea, NCCK) ha reso nota la Dichiarazione delle chiese coreane sulla riunificazione nazionale e sulla pace (Korean Churches’ Declaration on the National Reunification and Peace); e la Conferenza episcopale coreana (Catholic Bishops Conference of Korea, CBCK) ha organizzato una Commissione per la riconciliazione nazionale (Committee on National Reconciliation). Facendo seguito a questi eventi sono state fondate molte chiese nel nord Corea (come la chiesa cattolica Changchungdang e la chiesa Chilkok) dove si sono tenute celebrazioni. In questo contesto il premio Nobel per la Pace Kim Dae-Jung, già Presidente della Repubblica di Corea (ROK), ha tenuto un summit con il leader Nord coreano Kim Jong-Il. Da questo incontro è scaturita la pubblicazione della Dichiarazione del 15 giugno 2000, che rafforzò il governo Sud coreano nella sua politica di distensione denominata “del sole splendente” (sunshine policy) nei confronti del nord. Nonostante ciò, la situazione nella zona demilitarizzata (DMZ) mostra l’alto livello di tensione fra nord e sud. Le energie spese per ricostituire la pace nella penisola coreana, guidate dai paesi coinvolti nelle “trattative delle sei nazioni” (six party talks) hanno portato frutti di cooperazione e collaborazione in vari ambiti, ad esempio: sostegno materiale a livello governativo e civile, scambi a livello culturale, ma anche sportivo, religioso e artistico, così come a livello accademico ed economico. Superare i conflitti e le divisioni per progredire verso l’unità Nonostante i molti sforzi per raggiungere la pace e la riconciliazione nella penisola coreana, rimangono ancora profonde radici di conflitto, divisione e contrasto. Per realizzare un’unificazione pacifica, i due paesi devono affrontare insieme alcune realtà: la tensione fra liberalismo e socialismo, il divario fra ricchezza e povertà, l’oppressione a danno della fede e della religione. Vi è un muro fra la popolazione del nord e quella del sud, un muro che sembra difficile abbattere. La speranza e il desiderio ardente di unificazione sono pur sempre presenti da entrambe le parti, come espresso dal comune canto: Uri Ui Sowon Eun Tongil!. Tutti i Coreani, anche se devono affrontare ancora la separazione e la tensione, sperano in una riunificazione di pace e in una autentica riconciliazione per 42 la loro penisola. Come cristiani attendiamo con speranza il giorno in cui Dio renderà le due parti ora divise una sola, e noi potremo lodare Dio e rendergli grazie per questo atto di nuova creazione. La cornice della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: il movimento ecumenico in Corea. La comunità cattolica coreana fu fondata nel 1784 dal primo battezzato cattolico coreano: Lee Sung-Hun, che divulgò la dottrina cristiana fra i suoi compatrioti. Il Protestantesimo fu introdotto in Corea verso il 1880. Nel 1919 i cristiani coreani cooperarono con i loro vicini di altre fedi, ad esempio con i leader del Buddismo, dei Taoismo Chon, e delle Religioni tradizionali, per resistere contro il potere giapponese, per amore della propria indipendenza. La nascita del movimento ecumenico in Corea può ricondursi alle raccomandazioni e allo spirito del Concilio Vaticano II (1962-65), e soprattutto al Decreto sull’ecumenismo Unitatis Redintegratio, che ha sottolineato l’importanza di unificare gli sforzi di tutti i cristiani per l’unità fra le chiese. Le chiese e gli organismi che, in Corea, prendono parte a colloqui interconfessionali sono: la Metropolia Ortodossa di Corea, la Conferenza episcopale coreana, il Consiglio nazionale di chiese in Corea e le sue chiese membro: la Chiesa presbiteriana in Corea, la Chiesa metodista coreana, la Chiesa presbiteriana nella Repubblica della Corea, l’Esercito della salvezza nel territorio della Corea, la Chiesa anglicana di Corea, la Chiesa evangelica in Corea, le Assemblee di Dio Full Gospel in Corea e la Chiesa luterana in Corea. Il Consiglio di chiese nazionale in Corea, che rappresenta il Protestantesimo, e la Chiesa cattolica in Corea, hanno ospitato alternativamente celebrazioni congiunte per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sin dall’inizio degli anni settanta. La preghiera comune ha costituito uno spazio per pregare e lavorare insieme, rafforzando il movimento ecumenico coreano. Nel 1977 biblisti di tradizione protestante e cattolica hanno ultimato la traduzione comune della Bibbia, in modo che, per la prima volta, tutte le Chiese coreane hanno potuto avere la medesima versione della Bibbia in lingua coreana. Il movimento ecumenico in Corea si avvale oggi di programmi congiunti diversificati per differenti gruppi: per l’organico di varie denominazioni, per teologi, studenti di seminari, e per moderatori di diverse denominazioni. Un gruppo di studio di teologi ha ospitato un Forum Ecumenico dal 2000, che tratta dei diversi temi teologici al fine di incoraggiare la reciproca comprensione fra chiese cattoliche e protestanti. Inoltre, un gruppo organizzato da seminaristi studenti ha portato avanti programmi di reciproche visite a vari seminari e ha ospitato gare di atletica per sviluppare l’amicizia fra i membri delle varie chiese. I moderatori di varie confessioni si incontrano e pranzano insieme normalmente per approfondire la loro amicizia, comprensione e per uno scambio di idee. 43 Un seminario sull’unità dei cristiani in Asia, che si è tenuto dal 24 al 28 luglio 2006 alla Aaron’s House, si è rivelato essere un evento memorabile per la storia del movimento ecumenico coreano. Il seminario era ospitato dal cardinal Walter Kasper, Presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità fra i cristiani. Responsabili ecumenici da diversi paesi asiatici si sono riuniti e hanno discusso sulla visione dell’unità. Il 23 luglio 2006, alla XIX Conferenza metodista mondiale che si è tenuta proprio in Corea, a Seul, il Consiglio mondiale metodista ha firmato la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione che era già stata firmata dalla Chiesa cattolica e dalla Federazione mondiale luterana nel 1999. Questo evento ragguardevole per l’unità della chiesa a livello internazionale, ha quindi avuto luogo in Corea. Radicati sull’esperienza di reciproca fiducia che si è costruita negli anni attraverso programmi congiunti e attività, i capi delle chiese protestanti e cattoliche in Corea hanno compiuto un pellegrinaggio ecumenico dall’8 al 16 dicembre 2006, che includeva una visita a Benedetto XVI e al Vaticano, una visita al Segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese a Ginevra, e a Sua Santità il Patriarca ecumenico a Istambul, Turchia. A Roma hanno anche incontrato l’organico del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità fra i cristiani, e, similmente, a Ginevra membri dello staff della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese. Durante queste visite è stata avanzata la proposta che le chiese coreane avrebbero potuto preparare il materiale per la Settimana di preghiera del 2009. I due organismi hanno valutato positivamente la proposta e hanno concordato, affidando loro la stesura del materiale preparatorio. Il 23 gennaio 2007 le chiese coreane hanno celebrato la Settimana di preghiera presso la chiesa anglicana di Chongiu, cui è seguito un incontro fra teologi di entrambe le confessioni, cattolica e protestante, durante il quale sono state nominate due persone da parte protestante e tre da parte cattolica come membri della Sottocommissione preparatoria per la stesura del testo della Settimana di preghiera 2009. La Sottocommissione ha avuto il suo primo incontro l’8 febbraio 2007 e ha scelto come tema il brano di Ezechiele 37, 15-28 che contiene la profezia della riunificazione del regno di Israele, esso infatti, evoca la situazione della penisola coreana. È stato poi stabilito che ciascuna denominazione avrebbe scritto una riflessione biblica o una preghiera per ciascuno degli otto giorni. Così ha avuto inizio il lavoro che ha portato alla redazione del materiale per la Settimana 2009. Conclusione Lo stato attuale della penisola coreana - che impedisce ai Coreani che vivono in una parte di essere in contatto con i loro genitori, figli, fratelli e sorelle, parenti e amici che vivono nell’altra parte - è inaccettabile e deve essere superato e risolto definitivamente. La situazione politica nella Corea del Nord, che non permette alle 44 persone di scegliere la propria fede religiosa, rappresenta una situazione oppressiva, che condiziona la coscienza umana. Queste situazioni di confronto, antagonismo, conflitto, violenza, guerra radicati nelle ostilità religiose, razziali, etniche, non sono limitate alla sola penisola coreana, ma accadono in molte parti del mondo oggi. L’esperienza coreana di divisione e di sofferenza è certamente rilevante per i cristiani e per le società di tutto il mondo. I cristiani in Corea - cattolici, ortodossi, protestanti lavorano insieme per il bene comune, e per portare un’autentica pace alla penisola, anche ai i vicini di altre fedi, Buddisti, Confuciani e altre Religioni tradizionali, incluse il Buddismo Won e il Taoismo Chon (ChonDoGyo). Durante la Settimana di preghiera, i cristiani sono chiamati a pregare per la promozione dell’unità e della pace, compiti che sono importanti responsabilità per i cristiani in questo mondo. La speranza che ispira questa preghiera è che tutti i popoli nel mondo possano diventare il popolo di Dio, così Dio sarà il loro Dio e al popolo sarà data la felicità della gioia e della prosperità quando il contrasto, il conflitto e la divisione saranno superate e sarà stata raggiunta l’unità. I cristiani devono pregare con pazienza per “i nuovi cieli e la nuova terra”, e allora si realizzerà la parola del Signore: “Essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio” (Ez 37, 23). 2. La descrizione delle chiese in Corea e della situazione ecumenica locale è stata preparata da un gruppo locale, sotto la cui responsabilità viene pubblicato il testo. 45 Per informazioni rivolgersi al delegato don Antonio Stranges cell. 328.9581476 – 340.8044014 46 Click – Conflenti 0968 664808 47