Metti una sera a cena …. Memoria di un’esperienza per un’altra e possibile socialità Fratellanza Popolare Peretola (Firenze) Venerdì 14 Ottobre 2011 A cura dell’Esecutivo ACAT Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Peretola (Firenze) Novembre 2011 1 2 La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione G.Gaber 3 4 INDICE 1. Il perché di un'iniziativa ..................................................................................................... 7 2. Tutti a cena ...................................................................................................................... 8 3. Il perché del questionario: ricerca e memoria come creazione di valore ......................... 10 4. Risultati questionari di gradimento.................................................................................. 11 4.1 Partecipanti ................................................................................................................. 11 4.2 Età e genere dei partecipanti ........................................................................................ 12 4.3 Gradimento della serata ................................................................................................ 13 4.4 Motivazioni alla partecipazione ..................................................................................... 15 4.5 Percezione del benessere ............................................................................................... 16 5. Bilancio di un'esperienza di socialità libera da bevande alcoliche .................................... 17 6. Ringraziamenti ................................................................................................................ 19 7. ACAT Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Peretola: info ................................................. 20 5 6 1. Il perché di un’iniziativa Certo che andare in una cena già di per sé insolita, in quanto analcolica, e trovarsi pure un questionario di gradimento da compilare come dessert, può essere considerato un po’ troppo per alcuni, mentre per altri può rappresentare un momento di gioia e di innovazione. Ma ripercorriamo le cose con ordine. Organizzare una cena sociale, ovviamente analcolica, da tempo era desiderio dell’Esecutivo, ed in particolare di alcuni membri del Club ospitato presso La Fratellanza Popolare di Peretola. Un’iniziativa del genere avrebbe confermato la radicalizzazione positiva del Club in quel contesto, nonché maturato ulteriormente la stima riconosciuta dalla Fratellanza ad alcuni membri di Club che nel frattempo hanno intrapreso un’esperienza di volontariato presso la stessa. Inoltre in una riunione dell’Esecutivo della nostra ACAT, tenuta dopo la scorsa pausa estiva, un servitore insegnante presente chiede un sostegno dell’Associazione per un corso di sensibilizzazione all’Approccio Ecologico Sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (Metodo Hudolin) che si dovrebbe tenere ad Atene nel Febbraio 2012, il condizionale era d’obbligo considerata la situazione greca. Per chi non lo sapesse, questa ACAT ha dei legami storici con i Club greci che considera dei “propri figli”. Infatti, già nel 2000, due gruppi di amici greci vennero all’Interclub, ospitato nel Centro Civico “Casa del Guidi” del Comune di Sesto Fiorentino. Questa partecipazione permise loro di osservare e conoscere il metodo Hudolin. Successivamente gli stessi hanno organizzato due corsi sui problemi alcol correlati tenuti rispettivamente nella città di Patrasso e in quella di Iraklion e un Corso di Sensibilizzazione all’Approccio Ecologico Sociale (Metodo Hudolin) tenuto a Creta. Tutti i corsi greci furono tenuti da formatori della nostra ACAT. La richiesta per un sostegno all’iniziativa greca e il desiderio preesistente hanno stimolato l’Esecutivo ad organizzare una cena sociale. Da quell’Esecutivo è iniziata un’avventura molto bella. Si sono organizzati dei gruppi di lavoro con compiti a mansioni precise e con l’obiettivo di predisporre al meglio questo evento che rappresenta una novità per tutti e per tutte noi, ma anche per il mondo dei Club in generale. Si sono fatte diverse riunioni organizzative, nelle quali i vari membri dei Club e non solo, si sono impegnati per preparare tutto nel migliore dei modi, fino alla tanto attesa cena sociale. 7 2. Tutti a cena … Già nel primo pomeriggio del giorno prima, alcuni membri dei Club ACAT, nonché alcuni Volontari della Fratellanza Popolare di Peretola, si sono messi all’opera per la preparazione della cena, tutti coordinati da Andrea, il nostro “chef di categoria”. Il giorno stesso della cena, di nuovo tutti nella cucina messa a disposizione dalla Fratellanza, altri nelle cucine di casa propria per cuocere dolci e altre prelibatezze. Altri ancora, di corsa, meglio di “volata”, a completare gli ultimi acquisiti. Verso le venti sono arrivate le prime famiglie, accompagnate anche da parenti ed amici. La cena è stata per molti l’occasione per far conoscere ai propri cari la realtà dei Club e gli altri membri dell’Associazione, diventati persone altrettanto familiari. In poco tempo la sala si è riempita di persone molto diverse fra loro, soprattutto famiglie, che si sono ritrovate o conosciute per la prima volta. I buoni piatti e il servizio, genuino ed impegnato, il sottofondo musicale, hanno contribuito a creare un’atmosfera ed un clima allegro e divertito. Erano presenti, in nome dell’amicizia che gli lega alla nostra ACAT, anche alcuni operatori del Centro Alcologico Regionale Toscano e del SAT del SerT di Villa Basilewsky (Firenze). Gli operatori del servizio pubblico sono stati invitati a prendere la parola. Con il loro intervento hanno sottolineato l’importanza di ACAT e dei Club. Hanno inoltre evidenziato come la collaborazione con i servizi sanitari territoriali ed i Club ha dato nel tempo risultati significativi anche perché le relazioni che si sviluppano all’interno dei Club forniscono alla persona e alla sua famiglia un sostegno fondamentale nel percorso verso la sobrietà e nell’acquisizione di fattori di tutela della propria salute. L’organizzazione di questa cena ha rappresentato per la nostra ACAT l’occasione per misurare le proprie forze e mettersi alla prova, soprattutto nella capacità di coinvolgere la comunità ed agire sul territorio. Inoltre è stato possibile valutare la risposta della cittadinanza ad iniziative che mirano a sensibilizzare la comunità in generale, ma con caratteristiche diverse rispetto ad altre più ufficiali e strutturate come ad esempio gli Interclub, che restano occasioni importanti di apertura e di incontro con il territorio. 8 9 3. Il perché del questionario: ricerca e memoria come creazione di valore Come molti sanno, lo stesso Hudolin ritiene che i Club devono prestare la dovuta attenzione al lavoro di ricerca1. Si conviene che chiedere ai partecipanti ad una cena sociale il grado soddisfazione della cena stessa non ha i crismi di una ricerca scientifica. Tuttavia, a nostro avviso, è stato una sperimentazione di nuove pratiche associative finalizzate alla necessità di inventarsi nuovi strumenti di indagine. Il coraggio di fare ricerca da parte dell’ACAT non solo significa un’auto rappresentazione orientata all’autostima, ma permette di approfondire concretamente la conoscenza di noi stessi e della comunità di riferimento. L’ambizione di fare ricerca, inoltre, permette di fotografare lo stato di salute dell’ACAT, facendo emergere punti di forza (da rafforzare e coltivare) ma anche criticità, da affrontare serenamente e, in forma condivisa, individuarne possibili risoluzioni. Il desiderio di fare ricerca può rappresentare il punto dal quale partire per rinnovati programmi di prevenzione primaria rivolti alle realtà territoriali e metropolitane di riferimento. Programmi di prevenzione, prevalentemente orientati alla proposta culturale per nuove forme di socialità senza l’additivo rappresentato dall’uso di bevande alcoliche. La volontà di fare ricerca può rappresentare un mezzo per ridurre il rischio di chiusura dei Club, i quali, con i risultati delle loro ricerche, si fanno sentinelle, credibili ed abili, della necessità di mantenere alta la guardia sulle problematiche alcol correlate con gli interlocutori delle Istituzioni locali, in generale, e della rete dell’associazionismo in particolare. La consapevolezza di fare ricerca conferma la necessità di aver premura per la memoria associativa perché questo rappresenta creazione di valore relazionale, esperienziale, oltre che di concreta testimonianza. 1 V Hudolin (1991) Manuale di Alcologia, “il club e le ricerche scientifiche” (Pag. 334), Erickson, Trento 10 4. Risultati dei questionari di gradimento 4.1 Partecipanti Totale partecipanti 130 Totale appartenenti ai Club 65 Totale non appartenenti ai Club 65 Totale questionari 106 Totale bambini (< 11 anni) 10 Tab 1 Numero partecipanti Dai dati riportati in Tab. 1 si evince una buona e soddisfacente partecipazione. In particolare si sottolinea la partecipazione (50%) di persone non afferenti ai Club territoriali e questo sottolinea come una iniziativa del genere superi il rischio di autoreferenzialità dell’associazionismo e scongiuri il rischio di isolamento dei Club stessi. Preme evidenziare anche la disponibilità a compilare il questionario da parte della quasi totalità dei partecipanti adulti (solo 14 persone non hanno compilati il questionario proposto). La presenza dei bambini, gioiosa e perfino collaborante, ribadisce la necessità di permettere e garantire loro la possibilità di sperimentare modelli di socialità adulta liberi dalla consueta, talvolta scontata, presenza di bevande alcoliche. 11 4.2 Età e genere partecipanti Grafico 1 Genere partecipanti Grafico2. Classe anno di nascita degli intervistati Dalle rappresentazioni grafiche sul genere, si evince una presenza lievemente maggiore di donne. In merito all’età preme evidenziare la significativa assenza di persone al di sotto dei venti anni (esclusi i bambini). Questo, probabilmente, ci informa sulla necessità di ideare iniziative ad hoc per adolescenti e/o giovani adulti e rappresenta indirettamente la limitata, se non inesistente presenza di giovani (< 40 anni) nei Club e più in generale nell’ACAT territoriale. 12 4.3 Gradimento della serata Grafico 3 Pensando a questa serata, qual è il tuo livello di gradimento rispetto ai seguenti aspetti? Grafico 3Valori media del gradimento Dal Grafico 3 è possibile notare come la media dei punteggi sia abbastanza alta, ciò significa che i soggetti si ritengono abbastanza soddisfatti per ciascun aspetto proposto. Più nel dettaglio andiamo a vedere, tramite un ordinamento dei valori in percentuale rispetto al punteggio massimo di ogni domanda, come si distribuiscono i soggetti in relazione ad ogni aspetto e se vi sono questioni che pesano di più rispetto ad altri. PUNTEGGIO 1 2 3 4 5 Assenza di bevande alcoliche 4% 1% 4% 11% 80% Cibo 1% 1.9% 9.7% 16.5% 70.9% Atmosfera/clima 1% 2.9% 10.7% 21.4% 64.1% Bevande analcoliche 2.1% 1.1% 11.6% 23.2% 62.1% Altro 40% 6.7% Tab. 2. Ordinamento dei valori in percentuale 13 53.3% Grafico 4 Gradimento di altri aspetti specifici Il gradimento specifico sugli aspetti logistici ci informa sulle buone capacità organizzative delle famiglie e delle persone dei Club, in questa specifica occasione affiancati dagli incomiabili volontari della Fratellanza Popolare di Peretola, che hanno concretamente contribuito alla buona riuscita della cena. Preme evidenziare la mitica minestra di pane della Sig.ra Manila (Club Campi) e l’arte del nostro “chef di categoria” Andrea (Club “Il Melograno” di Sesto). L’abilità di deliziare gli altri con buone e gradevoli pietanze, a nostro parere, rappresenta l’undicesima life skills, trasversale alle altre e non ancora riconosciuta dall’OMS2. 2 Il termine di Life Skills viene generalmente riferito ad una gamma di abilità cognitive, emotive e relazionali di base, che consentono alle persone di operare con competenza sia sul piano individuale che su quello sociale. In altre parole, sono abilità e capacità che ci permettono di acquisire un comportamento versatile e positivo, grazie al quale possiamo affrontare efficacemente le richieste e le sfide della vita quotidiana. "... Le Life Skills sono le competenze che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni”. Il nucleo fondamentale delle Life Skills identificato dall’OMS è costituito da 10 competenze: 1. Consapevolezza di sé 2 Gestione delle emozioni 3 Senso critico 4 Prendere buone decisioni 5 Gestione dello stress 6 Risolvere problemi 7 Empatia 8 Creatività 9 Comunicazione efficace 10 Relazioni efficaci 14 4.4 Motivazioni alla partecipazione3 Qual è il motivo per cui hai partecipato a questo evento? Grafico 5 Rappresentazione valori medi motivazione della partecipazione Dalla rappresentazione grafica dei valori medi delle motivazioni sottese alla partecipazione si evince il desiderio di stare con gli altri. Il desiderio di socialità ben si correla all’assenza di bevande alcoliche che si accompagna alla possibilità di trascorrere una serata con amici e/o parenti dove la sobrietà è elemento possibile. 3 Per una maggiore chiarezza la non risposta è stata codificata come assenza di quella specifica motivazione, mentre il punteggio da 1 a 5 è stato codificato come presenza di quella specifica motivazione, questo per comprendere quali sono le principali motivazioni che hanno spinto i soggetti a partecipare a tale evento, a prescindere da quanto siano stati spinti da quella motivazione. 15 4.5 Percezione del benessere Quanto ritieni di esser stato bene? Grafico 7 Rappresentazione grafica percentuali percezione del benessere Sintesi gradimento 81.6% 13.3 5.1 L’81 % di “sorrisi” ci rende tutti e tutte felici e convinti che darsi da fare per organizzare iniziative di altra socialità possibile, libera da alcol, ma gioiosa e costruttiva, sia una buona pratica associativa. Con l’augurio di poter strappare un “sorriso” anche alle faccine così e due sorrisi a quelle così 16 5. Bilancio di un’esperienza di socialità libera da bevande alcoliche “Comunque vada sarà un successo !!!”, ci ripetevamo per farci coraggio. Questo nostro opuscolo testimonia che è stato, a conti fatti, un vero successo. Successo che rafforza la nostra autorappresentazione ed autostima. Organizzare una cena sociale non è certo una novità in un contesto, come quello toscano e quello della piana fiorentina, dove le cene sono una tradizione consolidata e consueta del movimento dell’associazionismo. Tuttavia ACAT si è proposta ed ha proposto una cena che ha come valore fondante lo stare insieme senza la presenza di bevande alcoliche, facendo di questo motivo di peculiare orgoglio e sfida cultuale. Dunque, una cena sociale, la nostra, portatrice di molteplici significati e funzioni. I Club, nonché ACAT che li unisce, amplificandone la funzione sociale, rappresentano una testimonianza di umanità e socialità possibili. Testimonianza alternativa ad una cultura del bere pervasiva che supera le differenze generazionali, culturali e socio-economiche. Cultura del bere bevande alcoliche tollerata e rafforzata dal messaggio che il danno prodotto dall’alcol è causato da un piccolo gruppo di devianti che non sono in grado di gestire l’alcol 4. Da qui la necessità di fare ed essere testimonianza orgogliosa di chi ha sperimentato che avere dei problemi con l’alcol non è marginalità sociale, malattia, ma, parafrasando Hudolin, peculiare condizione di vecchi e nuovi problemi umani. Da qui la necessità di passare dallo slogan “meno alcol è meglio” all’ambizioso e forse anche visionario “zero alcol è meglio”. Le iniziative dell’ACAT, anche una semplice cena sociale, hanno un valore di testimonianza attiva e concreta per promuovere possibili culture di socialità libere da bevande alcoliche. La forza dei Club è anche stimolare ad uscirne a testa alta nella comunità e assumersi la responsabilità come persone, genitori, familiari, cittadini, di farsi costruttori di autotutela e autopromozione della salute di tutti5. Le cene sociali sono, inoltre, necessario e legittimo mezzo di autofinanziamento per il mantenimento dell’autonomia e la ricerca di risorse necessarie per le attività di prevenzione rivolte alla cittadinanza. La riuscita della serata ci informa anche della positiva radicalizzazione del Club che, da tempo, si tiene proprio presso la Fratellanza Popolare di Peretola. Piace concludere ricordando la presenza gioiosa e perfino collaborante dei bambini dei Club. Una semplice cena sociale per loro si fa vero modello educativo adulto, dà concretezza e trasforma in azioni le nostre molte parole. 4 5 A questo proposito si veda “I sette messaggi chiave dell’industria dell’alcol”. Eurocare Italia, Padova Si veda il Manifesto sull’Approccio Ecologico Sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi 17 18 RINGRAZIAMENTI Centro Alcologico Regionale Toscano Per il supporto nella definizione del questionario e per l’inserimento dei dati Fratellanza Popolare di Peretola Per l’accoglienza, la condivisione, l’ospitalità e l’aiuto nella realizzazione dell’iniziativa Alle Famiglie, alle persone e ai servitori insegnanti dei nostri Club 19 SCHEDA INFORMATIVA Il Club è una comunità multifamiliare che, una volta la settimana, si ritrova insieme ad un servitore-insegnante per affrontare i disagi personali e familiari legati a problemi alcol correlati. Il consumo di bevande alcoliche crea problemi e sofferenza all’individuo, alla sua famiglia e al suo ambiente sociale. I primi Club degli alcolisti in trattamento nascono a Zagabria nel 1964 per opera del Prof. Vladimir Hudolin (1922–1996) Psichiatra di fama mondiale, consulente dell’OMS. L'aspetto rivoluzionario dell'approccio del Prof.Vladimir Hudolin derivò dal fatto che non si occupava solo dell'alcolismo di poche persone ma del bere di tutti. Questo modello, che negli anni è andato definendosi come Approccio Ecologico Sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi, interpreta i problemi derivati dall’uso di bevande alcoliche né come una debolezza morale di pochi né come una malattia, ma come un comportamento, uno stile di vita, determinato da molteplici fattori interni che esterni alla persona tra i quali particolare importanza riveste la famiglia e la cultura generale e sanitaria della comunità dove le persone vivono e lavorano. Dal 1979 i Club si diffondono progressivamente su tutto il Territorio italiano. I club di un territorio sono inclusi nell’Associazione dei Club Alcologici Territoriali (ACAT); tutti i Club si riconoscono nell’Associazione Regionale dei Club Alcologici Territoriali (ARCAT www.arcattoscana.it) e in quella nazionale, Associazione Italiana dei Club Alcologici Territoriali (AICAT www.aicat.net). Le associazioni, nelle loro diverse articolazioni, hanno la finalità di promuovere la salute e la consapevolezza delle persone e delle comunità di riferimento attraverso iniziative coordinate con le Istituzioni e la rete dei servizi socio-sanitari territoriali. Con il XIX Congresso nazionale AICAT (Paestum 2010), l’Assemblea delle famiglie e dei servitori-insegnanti ha fatto proprie le conclusioni della Consultazione Nazionale, “Chiamiamo il cambiamento col proprio nome”, avviata nei mesi precedenti, accogliendo la necessità del passaggio, non solo nominale, dai Club degli Alcolisti in Trattamento a Club Alcologico Territoriale (Metodo Hudolin). Nel territorio di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Peretola sono presenti 9 Club ACAT Sesto Fiorentino – Campi Bisenzio - Peretola Via Veronelli n. 2 Sesto F.no Tel. 055 421074 [email protected] – Facebook ACAT_Sesto.Campi.Peretola (Firenze) 20 Club 1 Servitore Insegnate MARA TALLINI Il Melograno–Via F.lli Bandiera 6 –Sesto F.no Lunedì ore 21.00 – cell. 349 2229732 Club 2 Servitore Insegnate VALENTINO PATUSSI Casa Guidi – Via Veronelli, 2 - Sesto F.no Lunedì ore 21.00 – cell. 3494597915 Club 3 Servitore Insegnate ARIANNNA BORSACCHI Casa Guidi – Via Veronelli,2 - Sesto F.no Martedì ore 21.00 – cell. 333 1013108 Club 4 Servitore Insegnate LUIGI MASSINI Centro Anziani–Via Mazzini 12 -Sesto F.no Lunedì ore 21.00 – cell. 339 8187707 Club 5 Servitore Insegnate GIARNCARLO TALLINI Centro Anziani–Via Mazzini 12 -Sesto F.no Martedì ore 21.00 – cell. 333 9754162 Club 6 Servitore Insegnate JANNIS ANIFANTAKIS Via Castronella, 140 - Campi Bisenzio Lunedì ore 21.00 – cell. 349 2946207 Club7 Servitore Insegnate GRAZIANO GIUSTINI Pubblica Assistenza Via Vittorio Veneto 47 –Campi Bisenzio Martedì ore 21.00 – cell. 339 7234460 Club 8 Servitore Insegnate GERARDA PASQUARELLO Chiesa di Santa Maria, Via Lavagnini 26 – Campi Bisenzio Lunedì ore 21.00 – cell. 339 8150140 Club 9 Servitore Insegnate IVANO CENTRONE Fratellanza Popolare Peretola Via Di Peretola,68 - Firenze Martedì ore 21.00 – cell. 338 7775030 21 “…capì questo: che le associazioni rendono l’uomo più forte e mettono in risalto le doti migliori delle singole persone e danno la gioia che raramente s’ha restando per proprio conto, di vedere quanta gente c’è onesta e brava e capace per cui vale la pena di volere cose buone (mentre vivendo per proprio conto capita più spesso il contrario, di vedere l’altra faccia della gente, quella per cui bisogna tener sempre la mano alla guaina della spada) … “ Da Il Barone Rampante Italo Calvino 22