1 David Sadava, David M. Hillis, H. Craig Heller, May R. Berenbaum La nuova biologia.blu L’ambiente, le cellule e i viventi S 2 Capitolo A2 Gli ecosistemi del pianeta Terra 3 Sadava et al. Biologia.blu © Zanichelli editore 2011 Che cosa studia l’ecologia L’ecologia è la scienza che studia le interazioni degli esseri viventi tra di loro e con l’ambiente in cui vivono. Il principale oggetto di studio dell’ecologia sono gli ecosistemi, formati da una componente biotica e da una componente abiotica. 4 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I biomi terrestri Precipitazioni annuali (cm) I biomi sono i più grandi ecosistemi terrestri: sono distribuiti su più continenti e sono classificati in base al tipo di vegetazione dominante, che è correlata alle condizioni climatiche. Media delle temperature (°C) 5 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La distribuzione dei biomi 6 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La tundra La tundra si trova a latitudini e altitudini elevate, dove la temperatura è quasi sempre inferiore a 0 °C. È abitata da piante e animali che hanno sviluppato adattamenti al freddo. 7 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La foresta boreale Gli alberi sempreverdi, con una ridotta superficie fogliare che limita la perdita d’acqua per evaporazione, dominano le foreste boreali e le foreste temperate sempreverdi. 8 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La foresta temperata decidua Le foreste temperate decidue, tipiche dell’Europa centro-settentrionale, cambiano con le stagioni: le piante perdono le foglie e gli animali migrano, vanno in letargo o in diapausa. 9 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La prateria temperata Le comunità tipiche delle praterie temperate ricche di piante erbacee sono state in gran parte sostituite da ecosistemi agricoli artificiali come coltivazioni di mais e grano. 10 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 Il deserto freddo I deserti freddi sono poveri di specie, ma le piante presenti producono una grande quantità di semi, che danno sostentamento a molte specie di uccelli, insetti e roditori. 11 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 Il deserto caldo I deserti caldi sono caratterizzati dalla totale assenza di acqua per lunghi periodi durante l’anno. 12 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La macchia mediterranea La macchia mediterranea è dominata da arbusti sempreverdi capaci di resistere alla perdita di acqua e ai frequenti incendi naturali. 13 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La savana tropicale La savana è popolata da mandrie di erbivori che, spostandosi durante la stagione secca, impediscono l’espansione della foresta spinosa. 14 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La foresta decidua tropicale La foresta decidua tropicale si sviluppa nelle pianure calde, ricche di flora e fauna. L’attività biologica è intensa durante la stagione calda e piovosa. 15 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La foresta pluviale tropicale Le foreste pluviali sono i biomi con la massima ricchezza di specie, ma la deforestazione provoca un impoverimento irreversibile del suolo. 16 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I biomi marini e di acqua dolce I biomi marini non hanno confini netti, ma è possibile distinguere ambienti molto diversi, a seconda che ci si trovi nell’oceano aperto, nel mare, in un lago o in un fiume. All’interno di ognuno di questi ambienti le condizioni cambiano in relazione a fattori abiotici come la disponibilità di luce e di ossigeno, la salinità, le correnti o la temperatura; di conseguenza, variano anche gli esseri viventi che li abitano. 17 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 Le regioni oceaniche 18 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 Le specie del bioma marino 19 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I biomi di acqua dolce Gli ecosistemi di acqua dolce sono ricchi di specie e vengono classificati in base al movimento delle acque in laghi e stagni, fiumi e ruscelli, zone umide. 20 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I fattori fisici e chimici di un ecosistema La componente abiotica è l’insieme dei fattori fisici e chimici che caratterizzano un ambiente e condizionano la presenza e la sopravvivenza degli organismi: • luce • temperatura • acidità • caratteristiche del suolo • presenza di sali minerali • disponibilità di ossigeno e di acqua. 21 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La componente abiotica (1) 22 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 La componente abiotica (2) 23 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I fattori abiotici principali: la luce Uno dei fattori abiotici più importanti è la luce del Sole; essa è la fonte di energia alla base di quasi tutti gli ecosistemi terrestri e acquatici, perché è utilizzata dagli organismi produttori per costruire le biomolecole attraverso la fotosintesi. Adattamento alla luce: le piante riescono a sfruttare buona parte della radiazione luminosa grazie ai pigmenti fotosintetici che si trovano nei fotosistemi fogliari. 24 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I fattori abiotici principali: la temperatura La temperatura è un fattore abiotico strettamente collegato all’intensità dell’irraggiamento solare. Le specie criofile vivono a temperature molto basse, le mesofile vivono a temperature intermedie e le termofile resistono a temperature anche molto elevate. 25 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015 I fattori abiotici principali: la disponibilità di ossigeno A livello del suolo l’atmosfera terrestre contiene circa il 21% di ossigeno. Non tutti gli organismi, però, si sono adattati alla presenza di questo gas. Gli organismi aerobi obbligati vivono solo se c’è ossigeno nell’aria, gli aerobi facoltativi anche in assenza di ossigeno, gli anaerobi obbligati vivono solo in assenza di ossigeno. 26 Sadava et al. La nuova biologia.blu © Zanichelli 2015