SCRITTORI
D'ITALIA
OPUSCOLI
E LETTERE
DI
RIFORMATORI
DEL
ITALIANI
CINQUECENTO
A
CURA
GIUSEPPE
DI
PALADINO
VOLUME
PRIMO
BARI
GIUS.
LATERZA
TIPOGRAFI-KDITORI-LIBRA
1913
"
FIGLI
I
D'ITALIA
SCRITTORI
OPUSCOLI
E
LETTERE
DI
ITALIANI
RIFORMATORI
DEL
CINQUECENTO
I
E LETTERE
OPUSCOLI
DI
ITALIANI
RIFORMATORI
CINQUECENTO
DEL
CURA
A
GIUSEPPE
DI
PALADINO
PRIMO
VOLUME
BARI
GIUS;.
"
LATERZA
TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI
1913
FIGLI
390
PROPRIETÀ
OTTOBRE
LETTERARIA
MCMXIIJ
36458
-
I
TRATTATO
UTILISSIMO
GIESÙ
DEL
BENEFICIO
CRISTO
DI
VERSO
I
CRISTIANI
CROCIFISSO
Essendoci
alle
venuta
nostri
che
CRISTIANI
LETTORI
ALLI
delle
un'opera
mani
più
dotte,
pie
e
si
tempi
siano
il
fatte,
titolo
della
quale
Del
è:
a
beneficio
di
Giesù
Cristo
i
consolazione
utilità
e
scrittore,
acciocché
darla
vostra
in
è
paruto
il
istampa,
e
più
vi
la
cosa
dell'autore.
ci
cristiani,
verso
a
dello
crocifisso
che
muova
nome
senza
l'autorità
Capitolo
Del
Scrittura
La
iusto,
vinto
proibito
da
diventò
e
simile
in
perciocché,
e
crudele,
impio
passibile
simile,
gli
ma
nostri
primi
beno
lasciato,
cosi,
essendo
eredità
modo
come
a
nostri,
quello,
che,
ci
né
corruppe,
e
cio
il
e,
divenne
della
del
male
la
si
come
bene,
e
si
prima
a
tutte,
perdette,
alle
e
le
cominciossi
cose
e
false
per
di
Dio:
amar
inimici,
siamo
punisce
li
peccati
misericordia.
a
dello
dire
vere
somma
In-
Adamo
tutta
le
tutte
peccato
inferno.
il
le
iudi-
Il
male
bene
e
si
creature,
del
dimonio,
per
santità;
verso
di
a
avereb-
lasciato
li
peccato
miserie
se
come,
possiamo
sua
del
si
iustizia
giudice,
serva
solamente
né
hanno
anzi
superiore
era
diventò
ci
nostre
della
lo
per
condennata
stimandosi
fidar
mendace
Dio,
loro
forze
giusto
natura
ci
volontà,
sua
mai
loro
l'odio
le
nato:
ingan-
corpo,
E,
a
Dio,
e
esser
per
la
a
con
la
suggetta
morte,
tutto
che
possiamo
nostra
bruti.
ubbidienti
impietà
con
questa
cosi
disubbidienti
conformarci
e
stati
al
infirmità,
animali
agli
pomo
divina,
ingiusto,
quanto
e
ereditaria,
impossibile
è
in
incomodi
cosa
iniustizia,
che
Dio
come
e,
quel
l'avea
che
divenne
ché
poi-
Ma,
similitudine
e
e
quanto
e,
di
mangiò
demonio,
Dio;
fussero
padri
stati
la
mille
inferiore
ancora
al
immagine
santo.
e
sapere,
all'animo,
di
a
ad
impassibile,
corpo,
immagine
e
quanto
suggetto
e
bestie
inimico
e
al
quella
alle
l'uomo
creò
del
cupidità
perdette
dell'omo.
misericordioso
pio,
dalla
Dio,
Dio
quanto
verace,
miseria
della
e
che
facendolo,
sua,
egli,
dice
santa
similitudine
all'animo,
originale
peccato
I
vere
e
false;
6
I
che
e
pacificamente,
demonio
del
mondo,
questo
Non
divenuti
siamo
con
cosa
noi
volendo
grave^
dalla
grazia
e
noi
dal
li vizi
tutti
dalli
la
immagine
non
la
esser
medico
delli
abbiamo
suoi
che
gli
e
anime
può
dee
deve
la
conosce
mortale:
se
non
e
contagione
niun
cosi
la
se
se
non
quali
discende
della
infirmità
de'
nostri
di
iniustizia
con
ha
e
di
fonte
e
vogliamo
se
ricuperando
seria
mi-
prima
la
il
medico,
cerca
la
eccellenzia
non
conosce
del
che
Cristo,
conosce
l'anima
conosce
eccellenzia
quando
dell'ira;
cagione
mai
peccato
portiamo
conosciamo
avere,
conoscer
peccati
per
né
è
ogni
innocenzia,
niuno
nostre,
avere,
è
ser
es-
per
privazione
quale
dalle
che
come
il
fiutando
ri-
e
farlo,
a
ad
ed
prima
infermo,
che
gravissimi
contratta
si
pestifera
né
gli
quella
e,
figliuoli
padri,
necessario
esser
delle
inferma;
l'obbligo
è
»,
commettiamo;
a
è
l'obbligo
infirmità
unico
Dio,
di
né
sua
nascendo
Perciocché,
conosce
medico,
madre,
che
dispiace;
prontezza
originale
primi
vuole,
non
e
sima
mede-
una
esso
Questa
impediti.
e
e
pronto
le
con
immagine
spirito,
sia
non
peccato
ritornar
di
nostra.
se
e
noi
della
Dio
da
divina
lui
a
maligno
siamo
nostri
iniquità
e
liberati,
esser
«
della
origine
avuto
di
inclinazione
chiama
ventre
cosi
a
non
questa
si
impietà
Dio
di
e
preda
ciascun
che
tanto
giustizia
in
che
quello
tutto
creati
che
cioè
parte
connaturali
quello
il
signore.
e
millesima
quella
tutto
dace
men-
palagio,
suo
principe
stati
fatti
diavolo,
lui,
dati
cosi
perduta
al
parimente
noi
essendo
simili
il
la
è
uomo
signoriggiando
bene,
divenne
ne
abbiamo
ogni
armato,
esprimere
potesse
mani,
proprie
sue
esso
perché,
calamità,
nostra
quale
che
lingua
è
forte
come
che
il
operi
che
alcuno
è
non
CRISTIANI
I
dice
profeta
il
considerando,
ciò
onde,
VERSO
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
di
nella
Cristo,
né
cognizione
pestifera,
primi
sua
che
parenti.
I
BENEFICIO
-
DI
CRISTO
Capitolo
la
Che
fu
Legge
di
poterci
di
Volendo
e
farli
Egitto
amiamo
le
in
Dio,
vita
di
condizione
siamo
de
fatto
medesimi,
uomini,
specchio,
in
impotenza
dovuto
di
onore
che
fa
se
a
fare
e
amare
ubbidire
la
san
non
è
Paulo;
la
le
altrui
risguardando,
tosto
comandamenti
suo
Creatore.
questo:
e
altrove
Legge
di
».
che
dice:
e
il
Il secondo
Io
non
che
un
lucido
sua
e
rendere
il
primo
ficio,
uf-
il peccato,
conoscere
«
ogni
»
le nostre
l'infirmità
Dio
tezza
pron-
desideramo
Adunque
fa
nostro
volendo
in
conosce
metter
com-
e
come
come
per
il nostro
che
quello
cose
al
prossimo
nemici,
quanto
bra,
mem-
di
che
amiamo
«
stra
no-
onori
e
allegrezza
per
sia
la
piaccia
che
Legge
l'anima
nelle
morire
ogni
manda
co-
e
speranza
tormento
non
ognuno
tutte
al
Legge,
per
amici
ad
alli
amore
la
mezzo
abbandonar
di
che
con
Legge,
santa
questa
ad
intendendo
cosi
adunque,
e
afferma
il peccato
noi,
a
L'uomo
proprie.
cose
poi
nostra
facultà, dignità
picciola,
titi
par-
per
tutta
con
la
prima
popolo
concupiscenzia
patire ogni
eleggendo
seme
fumo
diede
cuore,
tutta
nostre
queste
apparecchiati
sia
le
tutte
noi
il
che
di
Comanda
come
la
cui
che
i
prima
suo
per
Faraone,
apparecchiati
Dio,
tutte
cuore.
prossimo
modo
quantunque
facendo
Iddio,
di
Dio,
di
liberar
a
nel
quali, dopo
tutto
con
ricordia
mise-
bontà
bisognava
accettò
e
alli
servitù
siamo
di
il nostro
cosa,
come
che
privarci
onorar
Dio
forze,
genti,
lui,
alla
Figliuolo
Abramo,
quale proibisse
il nostro
per
di
dalla
la
Legge,
tutte
riposta
che
liberati
e
la
che
con
di
li discendenti
particolare
e
le
tutte
sperando
di-
e
infinita
sua
che
elesse
miseria,
benedire
di
Moisé
loro
la
per
conoscendo
e
ricorressimo
opere,
unigenito
suo
peccato
fede.
Iddio,
il
Adamo,
le
con
il nostro
il
noi, conoscendo
della
giustizia
mandare
della
capaci
di
giustificare
adunque
II
acciocché
Dio,
alla
e
figliolidi
promise
di
Dio
misericordia,
miseri
da
data
CRISTIANI
I
VERSO
ho
conosciuto
ufficio della
Legge
8
è
I
fa
che
affetti
Dio,
di
la
concupiscenzia,
Onde
risuscitò
Legge,
eterna
Legge».
Perciò
di
e
morte
peccato
il
si
adira
di
esser
che
è
la
il
è
parli
alla
noi,
e
faremo
E
e
non
fra
la
porrò
cose
parole
ch'io
mie,
mia
profeta
parola
quali
altro
si
Dio.
Signor
essi
e
che
E
perciò
del
mezzo
delli
nella
sua
bocca,
e
punirò
egli parlerà
tu
lodati,
il
ad
avea
Dio
mio
Dio,
noi,
«
Hanno
quale
che
e
tati,
spavennon
remo
ubbidi-
e
parlato
mandarono
do-
Moisé.
era
avvocato
esser
non
della
perché
non
parlerà
nome».
perché
Signor
a
se
san
ufficio
Il
a
fratelli
chiunque
a
dice
disse
loro
e
come
«
rispose:
Dio,
temendo
li ebrei,
come
parla
potendo.
necessario,
e
dicendo:
furon
Cristo,
li comanderò,
le
il
tra
e
Cristo:
satisfare
quinto
eccellente
Moisé
E
per
l'uomo
un
a
spaventando
di
Il
può.
moriamo:
».
Iesù
represeniava
gli susciterò
cosa
mediatore
un
mediatore
andar
non
ogni
più
e
dimandar
a
acciocché
ottimamente».
che
di
né
di
fusse,
lui,
inimica
è
carne
Dio,
fine,
suo
sforzati
a
di
Legge
all'uomo
furono
della
prudenzia
da
perto
sco-
furor
e
non
e,
Egli
che
acerbamente
punito
e
può.
non
vorrebbe
non
e
ira
vorrebbe
e
della
Legge
ufficio,
disperazione
che
libro
la
la
quarto
Legge,
administrazion
adunque
il
chiaramente
proprio
necessità
in
Dio,
a
suggetta
Legge
dà
contro
fa
e
osserverà
non
è
dimostrato
e
che
è
sua
nel
Legge
Avendo
morte,
viene
castigato
Paulo
non
la
vede
ma
chela
ira.
chi
la
morte
la
scritte
sono
accresciutolo
e
quale
Legge;
Paulo
san
Legge
minaccia
Maledetto
«
che
cose
opera
minaccia
che
l'uomo,
alla
le
dice
ch'ella
dice:
Il peccato
venendo
della
qual
la
proibita.
«
ma,
pienamente
osservano
santa
tutte
constantemente
il
Dio,
è
peccante.
ufficio
viciosi
di
proibisca
più
morto;
era
terzo
di
non
la Scrittura
perciocché
il
che
quelli
a
Il
ci
quanto
divenne
—
iudicio
il
e
medesimo
Dio
dalla
separati
pieni
e
che
cresce
modo
sopra
crebbe».
e
l'ira
manifesta
Dio,
il
più
noi
diavolo,
tollerare
tanto
che
dice
come
—
pena
dice
Paulo
san
quale
essendo
del
servi
possiamo
appetiti, non
e
fatti
e
CRISTIANI
I
VERSO
perché,
il peccato,
crescere
ubbidienzia
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
e
Moisé:
«Io
simile
loro
ubbiderà
tutte
a
te.
le
alle
DI
BENEFICIO
CRISTO
Capitolo
Che
la
ci
che
liberi
Dio,
abbiamo
perduta
noi
conoscendo
nel
uomini,
Cristo:
ii
corriamo
ci
quale
in
allegrezza
qual,
peccati, ode
firmità
miseria
e
me
E
peccatore
e
pensare
adunque
simo,
del
abrogando
sanando
ha
non
sia
di
e
tutte
e
Battista
«
il
Ecco
ci
qual, dico,
annichilando
le
nostre
che,
della
imitar
di
ci libera
le
sue
dito
Dio,
dal
che
da
cosi
la
può
non
il
grave
maledizioni
infirmità, riformando
l'ufficio
della
e
Se
Legge,
benignis-
lieva
giogo
suave
vita.
il medico
qual
sce
cono-
gustare
sia
quanto
ha
venga
si
non
in-
non
sete,
santissima
sua
per
col
mostra
l'uomo
Cristo,
la
Dio,
chi
ha
il
suoi
dadovero
alcuno
se
colui,
degli
di
il bene
fannati
af-
quale
liberarlo
e
giustizia,
nostra
l'agnello
Figliuol
Se
«
siete
di
quella
a
gusta
Iesù
la infirmità
Gioan
»,
lui
del
Giesù
braccia,
che
intollerabile
non
dire
nostro
voi
agli
di
nome
e
;
nome
lui nelle
conosciamo
Cristo:
la sete
questo
parlar
dicendo:
mondo
dice
perciò
conoscemo
che
ecco
e
dolce
quanto
perché
parenti
consolazione,
ricrearlo
che
quasi voglia
beva»,
e
consiste
nostra,
il male.
sentito
a
il tutto
Ma
peso?
di
primi
'1
a
Qual
parole
opere,
immagine,
tutti
me
gravezza
benignamente
tanto
fede
bone
altro
che
assimigliare
può
suavi
e
a
ricreare»».
dalla
dolci
cosi
gli promette
grave
vi
oppresso
fuori
lo
con
divina
dato
è
viva
Venite
«
si
vita
questa
sentendosi
io
e
della
alle
nostri
non
salvar,
passi
gridando:
aggravati,
e
li
con
invita
cielo
possiamo
riconcilii
e
quella
de'
colpa
profeta
gran
Figlio, acciocché
suo
volontà
nostra
al
sotto
ci
quale
la
quel
Legge,
ci restituisca
e
Cristo.
mandato
della
la
per
che
da
l'unigenito
è
abile
arbitrio,
il libero
sanando
che
faccia
e
Dio
maledizion
dalla
iustificazione,
la
e
depende
nostra
che
CRISTIANI
III
peccati,
il nostro
promesso,
avea
nostro
delli
salute
adunque
ci
esso
la
tutta
e
Avendo
remission
I
VERSO
li
della
aspere
il libero
peccati
Legge,
minacce,
arbitrio,
I
IO
BENEFICIO
-
non
il
quale
abbiamo
dolere
potesse
in
peccato
la
morte
in
è
bellissimo
la
morte,
tutti
la
e
in
molti
sono
dono,
che
da
molti
delitti
la
il
dono,
la
vita
per
lo
peccato
loro
molto
da
la
in
vita.
siano
molti
diventeranno
viene
molti;
qual
e
il
si
non
dono,
per
di
fu
si
Iesù
in
tutti
come
la
Ma
cosi
la
uomini
alla
inubbidienzia
per
Legge
la
si
Dio
il
e
uomo,
che
il dono
da
di
quelli, che
della
giustizia,
si
Adunque,
in
uno
il peccato
per
tutti
giustificazione
gli
per
peccatori,
giusti.
la
per
Cristo.
di
condenna-
ma
dono
il male
propagato
cosi
il bene
divenuti
solo
per
del
e
come
uno,
maggiormente
grazia
della
uno
molto
uno,
ricazione
preva-
un
la
perciocché
se,
di
per
condennazione,
a
cora
an-
non
da
come
giustificazione; perciocché,
Perciò,
molti
ci
la
Moisé
peccato
grazia,
cato
pec-
ci essendo
ma
grazia
si
il peccato
della
lo
per
un
ché
percioc-
a
la
procedette
regneranno
diffonde
se
lo
per
non
futuro;
per
ciò
legge
maggiormente
cosi
morte,
condennazione,
e
perciocché,
e
Perciò,
«
insino
del
venuta
sopra
similitudine
figura
è
alla
Adamo
alla
quale
l'abbondanzia
per
da
è
e
imputato,
è
non
lamento,
la morte,
venne
sino
peccorno
il
regnò
morte
uomini
gli
morte
non
delitto
alia
tutti
fa
mondo,
nel
regnava
Cristo,
scrivere:
sotto
entrò
il peccato
che
la
voglio
si
concetto
ogni
per
Paulo
san
qual
la
e
cagione
eterna
conciossiacosaché
abbondò
un
ricevono
della
a
procede
zione
a
cosi
morti,
venne
la
uomo
cosi
è
Cristo,
uno,
un
Adamo,
il peccato,
peccò,
per
regnò
quelli
di
Iesù
qual
ma
anzi
legge,
Onde
morte.
il
peccarono,
mondo;
nel
era
la
vita
la
e
Adamo,
quali
via
nostra
senza
i
per
per
l'uomo
nato
tolto
è
ora
di
che
fosse
la
come
Cristo,
Pareva
parenti,
ma
noi,
a
discorso,
il peccato
come
suoi
modo
istesso
occisa
stata
dei
di
giustizia
noi
vivificati,
il peccato
cagione,
sua
senza
Cristo
la
ereditata.
gli uomini;
quello
di
fede
iniquità
tutti
giustizia
esso
che,
che
si
siamo
tutti
efficacia
maggior
per
nella
in
poiché
di
in
Paulo,
san
Cristo
per
ereditato,
abbiamo
parimente
la
sia
crediamo
e
cosi
moriamo,
tutti
Adamo
instaurando
e
secondo
perciocché,
Dio:
di
immagine
CRISTIANI
I
VERSO
innocenzia
pristina
nella
ritornandoci
CRISTO
DI
di
gli
uno
come
uomini
si propaga
giustificazione
di
uno
uomo
ubbidienzia
di
interpose,
acciocché
uno
I
dagli uomini,
schiffato
l'innrmità
nostre,
da
Dio;
le
battiture
le
per
errammo
noi; egli
fatto
stato
bocca
abbominevole
ch'el
i
quali
di
le
di
le
da
tosto
dai
Dio
fa
san
predicatori,
non
che
menacce
fede
fusse
Cristo
legge;
il
bastante
ancora
voi
fede
la
la
cercare
aspettiamo
giustizia
della
diede
sua,
che
nel
vuol
dare
la
noi
a
il
di
Dio
de'
Iddio
quale
è
le
e
e
che
giungerne
agprio,
pro-
più
ingannati
quali,
dice:
loro
leggi
e
diano
poi
lo
lo
gloria
la
per
di
e
la
osservanzie?
alla
e
se
servazione
os-
parato
ap-
grazia
volersi
giudizio:
rito
spi-
E,
».
gloria
Cristo
la
per
con
giustizia
tanta
con
per
volersi
di
Paulo
noi
pretendono
questa
vi
pensiamo
non
peccati
perder
un
stizia,
giu-
amore
giustificati
della
remissione
con
onore
vi
speranza
quelli
paragone,
questo
la
la
abbiamo
san
grazia, perciocché
Sinai,
monte
appresso
non
la
e
Legge,
diremo
costoro
dalla
de'
giustificazione
quali
che
voi,
a
la
E
i
tendiamo
pre-
non
pretendevano
Alli
legge.
se
quali
galati,
che
tutti gli peccati
di
premio.
stessa,
se
niente
caduti
séte
alli
credendo
la
per
che
Paulo
le
per
cosa
dendo
inten-
e
meriti,
i
macchiate
e
oh
remissione
la
basti,
non
vanità,
perdono
per
giova
non
per
mille
a
giustificare
«
di
e
far
cosi
nondimeno
che
Quasi
giustizie
sozze
domandare
falsi
la
nostre
ciò
condotto,
preciosissimo
suo
impetrare
opere.
a
col
ha
muta,
sé
in croce,
noi
e
sta
di
tutti
di
non
cristiani,
sopra
core
pe-
rivolto,
è
ingratitudine!
scanzellati
per
nostre
Cristo
di
interesse
tutti
ha
tolto
si
sera
di
e
come
iniquità
suoi
grande
ha
giustificare
con
il sangue
Die
via
macello
al
per
nostra,
nondimeno
professione
gastigare
volerci
peccati
nostri
noi
di
esso
Oh
».
noi
e
tonsori
li
a
facendo
lasciandosi
sangue,
agnello
sua
Figliuolo
nostri,
alle
Come
Tutti
le
afflitto
percosso
pace
lui
ingiuriato,
innanzi
! se,
di
e
noi
E
e
la
propria
sopra
e
la bocca
aprirà
non
concorrere
che
alla
noi
provato
percosso
per
sani.
ha
sostenuto.
e
castigato
di
che
e
iniquità
nostre
divenuti
siamo
sua.
piagato
le
stato
oppresso
pecora
come
egli
è
la
aperto
e
ha
lui
è
ha
esso
stato
per
ciascuno
e
Signor
il
e
egli
di
nostri
sia
ferito
stato
scelerità:
nostre
dolori
i
dolori,
di
pieno
CRISTIANI
I
VERSO
uomo
ch'esso
è
ma
è
e
creduto
abbiamo
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
stificare
giuciano
Fac-
se
Legge
Dio
sua,
I
dà
si
onore
dia
la
al
noi
e
la
giustizia
Onde
dice
secondo
Ma
«
le
sia
ogni
cosa
Iesù
signor
danno
Cristo,
fede
nella
giustizia
lui
nelle
di
della
Oh
».
nel
suo
Ecco
in
fida
che
nelle
né
si
sia
con
la
tutto
rifiuta
nella
che
Cristo
egli
osservazione
dona
egli
ha
Dio
della
per
gastigato
la
con
Cristo,
il
fanno
sog-
sto
Cri-
Legge,
a
si
chiunque
non
dagna
gua-
E, perciocché
fede,
dire,
tutti i
in
esse
lui.
in
fede
Legge
guadagnare
acciocché
glio
me-
soggionge
giustificazione esteriore,
ogni
che
sentenzia,
che
della
voleva
gustar
della
e
sua,
per
giustificarsi
lo misterio
dovrebbe
fiducia
questa
sterco,
di
chiaramente
salute
la
cognizione
le opere
incorporato
che
quello
giustizia,
in
trova
consiste
fondata
che
mai
dico
Dio,
gliele facesse
lui, dinotando
di
pretende
e
intendessimo
che
in
consiste
cristiano
dalla
la
tutta
un
di
alla
giudica
l'uomo
cosa
dono
cosa
giustizia,
che
quella
che
essagerando
incorporato
opere
ch'egli
Ed,
ogni
giudica
verità
questa
sviano
constituire
stesso.
se
Cristo,
in
deve
ritrovarsi
e
elle
quanto
in
Cristo
per
la mia
dimostra
Paulo
san
veramente
quale egli
confidare
come
guadagnar
pervenga
Dio
Cristo
di
sterco
quali ogni
le
pregando
cuore,
conosce
dannose
gionge
io
che
giudico
ogni
ma
è
dicato
giu-
giudicato
avendo
non
quale giustizia
la
fede, acciocché
perfettamente.
chiunque
lui;
che
ho
cognizione
di
luogo
a
presso
io
anzi
ho
Legge,
parole notabilissime,
scolpire
nel
in
della
opere
Cristo,
in
peccati,
detto
guadagno,
della
amore
ho
cosa
ritrovato
essere
per
consiste
che
ogni
cui
dei
irreprensibile, sog-
dannose,
esser
la eccellenzia
lo
per
di
erano
Cristo
per
mio,
dannosa,
essere
di
vivuto
era
che
all'anima
giusti
e
agli
volta
Cristo
filippensi, avendo
Legge
mi
ogni
remissione
buoni
agli
che
cose,
rispetto
per
della
i nostri
Paulo
san
di
solo
esso
tutti
per
dimostra
come
sto
Que-
Figliuolo;
soddisfatto
diventiamo
della
constituzioni?
e
soddisfazione
questa
Paulo
san
13
prima epistola; onde,
sua
lui
giustizia
la
gionge:
di
CRISTIANI
leggi
ha
indubitatamente
godemo
per
Dio.
nella
I
unigenito
suo
futuri,
e
applichiamo
fede
per
nostra,
e
Giovanni
san
loro
passione
sua
peccati passati, presenti
ebrei
VERSO
alle
solamente
della
sacrificio
col
che
questi
vogliono
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
ogni
e
culca
in-
giustizia
abbracciandosi
coloro
che
peccati nostri,
dono
cre-
e
che
I
Cristo,
sapienzia
acciocché,
e
e
Scrittura
della
contradicano
attribuiscano
che
alle
giustizia
ottimamente
che
l'hanno
stolta
la
quale
e
dalla
col
per
donarci
eterna
della
insegna
e
cioè
tutti
a
donato
ha
i veri
sicuramente
del
ci
in
noi
nel
ci
della
peccato
della
sendo
della
stata
da
vinta
san
con
vittoria,
o
del
è
la
da
noi, che
siamo
Paulo
e
Ove
».
Inferno?
Lo
è
la
è
Cristo
aculeo
Legge;
liberati
ma
della
di
morte
sia
liberati
dalla
rio
dall'impe-
tirannide
o
è
La
Morte?
e
che
possiamo
ove
Dio,
seguente
con-
per
morte
il peccato,
ringraziato
del
oppressi,
tener
modo
«
il
annullato
e
resurrezione,
aculeo,
della
stizia
giu-
chirografo,
Cristo
più
può
profeta:
il tuo
della
maledizione
ch'el
da
suoi;
Osea
con
rere
compa-
aumentare
la
membri
possono
bri,
mem-
né
ci
per
i suoi
gli adpetiti,
ci ha
Cristo
superata
spirito
condennare,
Paulo
non
berati
li-
o
il nostro
quale
lo
vestiti
dalla
scanzellato
stato
ci ha
accusare
san
consequente
morte,
peccato
dice
e
condotti
che
tutti
essendo
più
può
affetti
Avendoci
per
destrutta
e
gli
ha
Legge
perfettamente
che
lui
per
ci
donato
a
modo
Dio,
ci
non
però
croce.
Legge,
e
Legge
contrario,
era
di
liberati
e
e
soddisfazione
cazione
giustifiFigliuolo,
Dico
ha
segna
c'in-
della
soddisfatto
ha
e
cristiani, di
irritare
più
il peccato;
legno
dire
la
cotal
tribunale
Cristo
Adunque
può
quale
al
suo
verità,
non
che
suo
e
felicità.
tamente
aper-
nostra
del
chiarate
di-
già
seguitiamo
non
imperio
ci
peccati
senso,
verità
morte,
perché
Legge,
ogni
dallo
Paulo
san
de'
della
meriti
della
di
questo
la
tese,
in-
male
dimostrato
ma
gloria
cune
al-
state
dilettissimi,
liberati
di
Legge,
né
ci ha
e
ci
in
agli
e
peccato
che
Legge.
Dio
del
dall'imperio
alla
di
suo
Dio
intese
Signore
sono
sono
hanno
la
tutta
se
stra
no-
trovano
remissione
o
quali
fratelli
si
santa
autorità
i
nel
glori
che
dottrina
tirannide
regno
suo,
quali,
hanno
diamo
sangue
le
galati insensati,
misericordia
alla
il
le
che
e
santa,
alcuni,
delli
Paulo,
vero
queste
adunque,
openione
san
nel
Noi
intese.
il
lui
redenzione,
e
si
gloria,
questa
ma
da
quelli,
si
che
da
fatto
stato
santificazione
e
giustificazione
carità;
alla
e
opere
è
ben
a
la
CRISTIANI
I
Paulo,
san
proprie. È
opere
che
pare
VERSO
scritto, colui
è
autorità
stesso
nostra
e
come
nelle
non
lo
dice
come
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
è
stata
è
la tua
la
e
il
tenzia
po-
quale
I
ci
è
la
cioè
serpente,
Cristo,
Dio
il
la
peccato,
maledizione:
forze
di
a
sopportarla.
mosso
che
fratelli
facciamola
nostra
suo
di
le
Figliuolo
Dio.
ma
Figliuolo
sicuri
e
Il
la
per
opere
quale,
fede,
non
figliuoli
come
di
tutte
le
del
giustizia
della
ingiustizie
nostre
di
cospetto
Adamo,
per
allegri
le
tutte
la
ha
nostre,
che
del
e
ci
ci
suoi,
ricchezze
ci
i
e
vede
considera
e
per
sue.
fa
Cristo,
fermo
di
Cristo
eredi
giusti
sto,
Cri-
santi
e
nel
figliuoli
come
con
di
chila
anni-
incorporati
più
ci
Abrac-
meriti
di
buoni
quando
tiamo,
l'accet-
Iesù
per
suo
serpente,
esteriori.
giustizia
fa
il
purché
nostro
ma
la
bastanti
donato
teniamo
fede,
le
che
misericordie,
veleno
giustificazioni
nostre
mezzo
per
non
viviamo
e
le
tutte
dilettissimi,
giusti,
esser
nel
a
delle
giustificazione,
e
stesso
se
erano
ci
dal
tamente
separa-
grave,
non
padre
liberati
ha
tanto
Questo
promesso
liberasse
miserie,
nostre
benedizione
nostra
rinonciando
ciamo,
ci
Dio,
nostro
delle
figliuolo,
fatta
è
il
Adunque
ciascuno
insieme,
raccolte
mondo,
che
era
vincono
inferno.
avea
e
impresa
questa
compassione
a
unigenito
ed
il
serpente,
credono
lui,
quale
Bisognava
velenoso
che
di
lo
e
nel
orribil
quel
al
capo
grazia
diavolo
sto
Que-
nostro.
quelli
nella
il
genti.
il
tutti
fiducia
15
Signor
percosso
Abraamo,
le
ma
tutto
ha
morte,
di
seme
percotesse
dalla
loro
la
tutte
Cristo
Iesù
che
CRISTIANI
I
perciocché
tutta
benedire
di
VERSO
per
diavolo,
al
benedetto
quel
vittoria
seme,
ponendo
Cristo
CRISTO
DI
felicissimo
quel
è
con
BENEFICIO
conceduto
ha
in
-
il
suo
gittimo
le-
16
I
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
Capitolo
effetti
Degli
Tanto
simile
inferno.
E
fidele,
anima
è
medesima
amendue
è
sposa
altramente
fusse
che
si
non
santissimo
matrimonio,
Cristo
dice
i suoi
peccati,
di
e
lei, l'audacia
tutti
gli
mia
in
mi
più
e
altri
suoi
perciò
peccati
croce;
cielo
similmente
a
è
dell'uno
della
ed
dice
lo
terra
con
lo
e
suo
morte
collocandolo
mia
questo
di
cioè
cara,
Dio
contro
dell'inferno
mio
di
e
sono
essa
della
come
mia
Figliuolo
croce
tutto
grandissima
ed
destra
allegrezza:
—
brattato
im-
sopra
ubbi-
vita, dandogli
alla
la
con
in
dilettissimo
a
di
Figliuol
flagellò uccidendolo
era
da
suo
cosa
dell'altro.
poter
fuoco
il
Dio
sposa,
suscitò
nel
tissimo
dilet-
suo
ancora
negoziare
a
gettarla
perché
ma,
in
sta
Scrittura
ch'è
carcere
in
e
casa
sposa
l'ira
lei, lo
devenuti
la
il
sposa
Legge,
a
adunque
sua
è
la
avendo
non
unione
dell'anima,
me
voglio
della
Figliuolo,
in
e
Vedendo
—
della
dientissimo
e
ciie
dote
la
il
diletta
la
di
veramente;
sono
sposato
per
per
sono
che
dice
qual
una
tutte
che
il peccato,
non
contro
mali
piace,
legno
sposa
diavolo
facultà,
annichilarla.
podestà
del
la
e,
transgressioni
propria
de'
al
le
cosi
ha
pigliarla
dote
dice
come
Noi
lei.
facultà
le
lo
e
ciascuna
di
dice
E
diventa
divengono
sposo
Dio
se
cioè
due
quaie
diavolo
sposo
e
lo
fidele,
di
La
—
è
carne,
modo
quello
adunque:
Chiesa,
de
carne,
il peccato;
ch'è
dote,
propria
il
sue.
una
disdegnato
è
morte,
che
sono
propria
sua
la
similmente
l'anima
con
peccati,
la
onde
sposo
medesimo
questo
li suoi
Cristo
e
una
sposa
sarebbono
Figliuolo
alcuna
la
e
dello
non
In
santa.
in
communi,
sua,
le ricchezze
Dio
due
divengono
della
Cristo,
il
colui,
sé
che
matrimonio,
del
sendo
cosa,
peccato,
ragione
di
sposa
il costume
sappiamo
tutte
la
è
questa
di
Cristo.
con
che
viva,
e
sopra
il
dell'anima
unione
santa
tolto
vince
e
IV
della
e
fede
abbia
Cristo
Cristo,
a
fede
viva
questa
opera
che
crede
della
CRISTIANI
I
VERSO
ogni
sua.
Gli
La
reami
I
BENEFICIO
-
la
perciò
in
mio,
tutto
quelle
sancte
sono
La
puerizia
la vita
amata
del
l'anima
di amendue
«
ha
Cristo
sono
communi
lui
si dice
fisso
stato
le
figliuolo
Dall'altro
lato
di
ed
la
con
allegra
virtù
siano
del
suo
Oh
immensa
a
Dio!
è
è
amore
Onde
cristiano.
di
Riformatori
italiani
Dio
Dio,
diletta
sua
vuol
cosa
che
quale
diletto
sposa,
-
I.
e
sono
si
natura.
che
amò
offerse
di
opere
sono
perfette
im-
alcuna,
stia sempre
le
quantunque
Dio,
per
rispetto
risguarda.
ha
il cristiano
si
dell'anima
Cristo
e
divina
sposa
a
è
in cielo,
asceso
perché
e,
per
cristiano
continuamente
grande,
che
cristiano:
il
obbligazione
tanto
dice
che
sua
mòni,
de-
dalli
imperfetta
grate
egli
! quanta
Cinquecento
la
dal
medesime
Perciocché,
però
sono
sposo
Paulo
del
fine
sue;
si dice:
queste
cristiano,
cose
tema.
umano
san
anima
non
non
il
di
fa il
l'opere
in cielo »;
della
partecipe
ha
asceso
del
resuscitato,
e
come
e
dire
che
che
uomini
fatto
della
essaudito
stato
opere
può
che
perfette,a
sopra
bontà
Non
vuole
defettuose,
Figliuolo,
si
opere,
l'unione,
resuscitato,
sono
ficato
giusti-
quando
gli
ha
in peccato.
ha
Cristo,
è
quella
imperfette
Onde,
ed
ciando
Comin-
con
sposo
e
liberato
fatto
e
che
sposo
orato
Cristo
perfetto
e
all'amor
ciascuna
le
le fa
contenta
e
sue
opere
egli
sua
le
suo
'1 cristiano
sepolto,
Dio,
l'amore
perché
e,
».
ha
sendo
e,
concetta
dello
è
morto,
di
e
tutte
Cristo, perciocché
ha
pura
sua,
amendue.
Veramente
croce,
fatto
e
è
che
opere
tutte.
in
il
i morti,
gli infermi,
fatte
l'ha
Cristo
e
l'operazioni
e
con
sancta
sposa
simo
dilettis-
mie,
sono
natività, egli
tanto
ad
suscitato
perché
opere,
giovenile
perciocché
medesimamente
divento
innocente
e
e
cose
gioventù
cristiano
sanati
sue
della
vero
ha
le
imbrattata
digiunato,
Padre,
suo
e
puerile
sposa,
bello,
innocentissima
la natività
santificato
formoso
ma
e
macula
il mio
e
sua
facultà;
bella, perciocché
io
pure,
dalla
adunque
sua
e
mie
sono
e
marito,
giustizia, la
alcuna
tutte
conseguente
per
mio
divina;
giusta
e
regina
son
del
sua
potenzie
e
maculato,
è
non
sposo
virtù
sue
formosa
son
me;
le ricchezze
la
17
io
miei,
innocenzia,
sua
CRISTIANI
I
sono
terra,
innocente,
sancta,
son
è
non
le
tutte
con
VERSO
sposo
della
e
santità, la
sua
divinità
diletto
cielo
del
imperatrice
cioè
mio
del
gli imperi
e
CRISTO
DI
possa
di
la
per
ogni
Chiesa,
quella
parare
com-
fidel
cioè
alla
2
l8
I
della
morte
croce,
che
chiesa,
simile,
Dio.
Il
l'unigenito
perisca,
suo
figliuol
il mondo
nel
mia
unita
onore
gloria;
e
grazie,
tante
credito
in
e
il
usato
la crede
della
Dio,
si
e
fa
unigenito
Figliuolo
di
Dio
dono
la
dona
e
Questa
è
che
e
io
Dio,
quelli,
a
glorificarli
«
di
e
dar
la
i
volontà
di
ne
la
l'ultimo
di
questa
più
volte
eterna,
Colui
e
crede
giorno
».
sé
Cristo
mi
in
ha
è
stata
che
Dio
nova
la
diventa
nel
regno
col
quale
Paolo.
san
de'
d'ira
entra
è
suo
opera
E
Dio
giuscificarli
per
e
testifica,dicendo:
mandato,
lui, abbia
Similmente
in
castigando
l'anima
fede,
a
come
che
Dio,
sposa
chiama
esso
come
la remissione
figliuolo
dice
la
che
buona
questa
di
qual
cioè
gode
di
e
il
Dio,
Figliuolo
e
immagine
come
vita
il
Dio,
mezzo
quali
accetta
seria
mi-
mia
che
Cristo,
a
doni
Dio
consiste
nova
contro
questo
quale,
fede
il mondo,
fede,
vera
con
loro
vede
il suscitarò
per
tutto
la
di
tempio
per
la
con
felice
fatto
rispondo
Questa
Chiunque
ricupera
e
alla
secu-
ha
la
conosco
fede,
i cuori.
giustizia
sua
riconciliato
è
viva
e
sposa
l'anima
quali
ti
cuno
Al-
questo
ricevano
ai
quei,
io
di
sopra
altri
fratello,
cioè
Dio
ha
veramente,
figliuoldi grazia,
di
de
parte
peccati nostri.
ed
peccati,
vera
purifica
Dio
rigore
tutt'i
lui
Dilettissimo
—
all'Evangelio,
da
di
si salvi
potrò
di
gli
persuadere:
posso
il
io che
come
come
che
uno
mandò
giudicato.
avere
sua?
sue,
sia
io
lui,
dell'anima
copula
sposa
credere
me
nella
consiste
pubblicata
ha
mei
Pietro,
san
a
fetta
in
si fa l'unione
potrò
diede
che
perché
è
di
figliuola
non
ma
se
a
crede
Dio
cuna
al-
cosa
simile
che
lui, non
questa
ricchezze
che
ma
non
certezza
dice
è
fa
certezza
e
delle
imperfezione.
e
che
cioè
Cristo,
giudichi,
maniera
che
si
dice
in
né
legittima
e
Perché
lo
gloriosa
alcuna,
ciascuno,
crede
In
—
Cristo
cosa
che
eterna.
che
come
con
Facil
sposa?
dar
dire:
gloriarmi
ramente
tua
colui,
vera
l'acqua
del-
lavacro
stesso:
se
crespa
come
perché
Cristo?
sposo
sia
la
lui:
divino?
suo
vita
mondo,
potrebbe
matrimonio
col
abbia
ma
per
mi
e
mondo,
il
amò
a
col
irrepreensibile,
e
Figliolo, affine
suo
non
santa
né
innocenzia,
e
cosi
quale
macchia,
fosse
ma
CRISTIANI
I
congiungerla
per
avesse
santità
in
stesso
parola,
non
VERSO
santificarla, purificandola
per
la
per
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
che
vita
dice:
«
scuno,
cia-
eterna,
Si
come
1
20
che
e
more
del
Re
in
far
possiamo
non
il
ingannatore,
Oh
sue.
quale,
è
quanto
oltra
perfezione,
vero
lui
nella
senza
quello,
lodando
vita
esso
Dio,
di
ci
per
il
e
né
Dio,
lo
e
in
andiamo
che
non
gettar
di
premio.
santo,
divino;
che
e
Dio,
di
con
via
della
dei
animosa
incita,
la
Questa
qui
fiducia
della
nel
cuore,
e
con
lasciando
suoi
alcuni
al
trono
fiducia
procede
per
che
la
da
noi,
di
Dio
Paulo
quale
ha
grande
nel
né
questa
e
viva
ci
evacua
verso
tutto
modo
questa
dilata
verso
esorta
conforta
a
retribuzione
dallo
cuore
mai
ci
ha
paura
E
morte.
grazia
fede,
in
abbiamo
della
è generata
la
di
san
di
viva
del
affetti lo indrizza
Perciò
gli
Dio
noi
misericordia
carità.
fiducia,
nostra
santa
della
a
gloria
una
qual
non
della
né
gloria
quale
di
cura
Dio,
dolcissimi
ardentissima
fiducia
la
tutto
Figliuolo
genera
la
per
di
che
alla
il
misericordia
di
ministri,
fiducia
fede
lui
a
benivolenzia
ci è comunicato
di
santissima
con
allegrezza,
del
il sangue
misera
promesse
eletto
cioè
tinuo
con-
Dio
a
certo
l'ha
certissimo,
dilettissimo,
questa
la
vita
continua
che
la
sua
del
e
per
in
e
Dio,
il pegno
della
e
costui, dico, dà
pace
e
incredulità,
alle
tenendo
zia
disgra-
promesse
accosta
credendo
conseguirà;
operando
né
fede,
e
bugiardo
alle
questa
si
sua
perciocché
dannazione
che
la
in
gloria
sua
in
sente
sempre
suo
E
e
l'empie
che
continua
constante
e
della
propria
della
avendo
diavolo,
il core,
in
securi
ferma
della
questo
diavolo,
farlo
peccato
suspizione,
cuore.
una
sendo
tanto
della
mente,
sposo
repossiamo
del
danno
vive
noi, vivendo
che,
al
che
fede
Dio
priva
promette,
eterna,
inebriato
speranza
sé,
ringraziando
e
della
in
del
dando
non
questo
certezza
Dio
costui
Dio,
grave
minima
una
che
è
Dio
a
è governato
a
morendo
e
quale
per
ma
meritatamente,
e
all'opposito colui
Ma
cuore
facciamo
ed
fede
tirannide
vivendo
offesa
maggiore
dà
non
dal
Dio,
generale;
alla
terra;
di
regno
Chi
que
adun-
Chiunque
suo.
primi parenti,
Dio.
sotto
della
e
della
cruciato
conscienzia.
perdono
esilio
che
quanto
nostri
miseria,
cielo
al
questo
estrema
del
ritorna
di
in
rimane
incredulità
vive
di
CRISTIANI
I
regno
spirito
dallo
gode
non
al
colpa de'
la
per
felicemente
bando
bando,
questo
a
scacciati
fummo
VERSO
tutti ritorniamo
securamente
crede
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
Spirito
dell'amor
efficacia
siamo
I
incitati
a
al
ciò
ogni
bene
il
Dio,
e
Questa
vera
fede
da
spinto
frutti
quale
fuori
mandi
la
che
tutti
santi
i
del
dice:
Abraamo
«
E
credette
dice
perciò
giustificarsiper
dice:
Cosi
«
la
adunque
Legge
iusto
chi
E
E
e
opere
dottori
bocca
Paulo
V
la
confesserai
nel
salvo,
tuo
perché
che
Né
con
col
alla
la
dietro
e
la
salute.
solamente
a
rebbe
sa-
per
'1
ma
detta
per
giustificare
fede
di
Iesù
giustificare
può
agli romani,
parando
com-
consiste
questa
bocca
Dio
si
cuore
fede
non
giustizia dell'Evangelio,
che
cuore
si confessa
vennero
E
morto.
si
sono
fede;
può
la
per
liquie
re-
perciocché
nella
si
le
che
viverà
l'uomo
se
con
grazia
Dio,
non
nell'operare,
giusto.
che
è
Legge
dimostra
uomo
santi,
tu
l'uomo
altrove
grazia
manifesta
comanda,
che,
indarno
la
consiste
solamente
dice
poi
se
che
l'uomo
E
la
per
a
non
essa
ma
consiste
sarai
la
con
fa
Legge,
crederai
e
tu
san
dice
giustizia della
Cristo
Legge
che
sopra
Cristo
perché,
morte,
la
e
se
appresso
zia».
giusti-
a
salvate
sono
cosa
esser
quale
Scrittura
la
legge».
perché
opere,
la
adunque
si
e,
quale
salvati,
imputato
della
grazia,
giustifica
fu
non
la
sono
quale
Crediamo
tempo
per
si
del
opere
dice
galati
cose,
da
quella
credere,
da
di
Legge,
che
Iesù
le
vive,
puoco
la
dice
non
della
opere
la
della
quelle
osserverà
Cristo.
per
elezione
si
la fede
per
le
questo
nessuno
osservazione.
per
in
ahi
E
le
per
e
si
ch'egli
senza
Dio,
a
rendere
a
albero:
legna,
fede,
gli
«
e
ottimo
di
ch'egli
all'uomo,
opere
santa
e
innanti:
senza
adunque
grazia».
la
fede
Dio,
figliuoli.
carissimi
come
Abraamo,
a
puoco
la
secondo
salvate,
di
abbondante
cosi
Testamento
novo
e
di
tosto
piacer
tollerare
e
benignissimo
nostro
buone
quella
è
possa
Paulo
cosi
fascio
un
alcuno
san
Dio
inclinazione
fare
a
nemici,
prossimo,
Questa
vecchio
testifica
come
al
e
del
arricchiti
alle
accendere
luce.
impossibile
da
amore
Dio
a
impossibile
è
donata
è
violento
un
ci ha
fattici, de
e
non
dolcissimi
come
Cristo
per
gloria
e
21
tanta
e
paratissimi
amor
per
CRISTIANI
I
potenzia,
siamo
benevolenzia,
grazia
è
che
VERSO
tanta
e
operare,
intollerabile
cosa
CRISTO
DI
consequiamo,
Patre
è
BENEFICIO
-
lui, hanno
Signor
suscitato
crede
alla
stizia
giu-
mente
chiara-
come
alcuno
san
ha
lo
Ecco
senza
il
tua
nel
aiuto
Paulo,
ma
confirmata
delle
gli
e
22
1
fede,
fede
quali
tra'
delle
e
delle
Trattato
nel
sentenzia,
questa
aiuto
senza
cagione,
di
parole
libro
Sopra
la
che
la fede
voglia
che
sola
abbia
fatto alcuna
giustificato
ricercò
quello
che
alcuna
operasse
giustificato per
entrare
tuoi
fede
confessione
in
paradiso.
di
luoghi
dell'Evangelio
che
la fede
l'uomo
è
della
opere
è
giustifica
il
credente,
comanda
la
Legge,
non
è
sarà
a
de
il
colui
Dio
una
per
il
si
Della
umiltà
'1
la
fede
salute
fede,
che
Ogni
benché
le
della
croce
espressamente
de
vuole
modo,
che
que
Adun-
».
giovano
è
Dio.
che
come
San
che
buone,
la
un
solamente
Cristo.
qual
edificate
mancandoli
è
la
opere
giustizia, udendo
sua
Adunque
molti
siano
da
tua
In
sono
vista
giustizia
nostra
».
in
La
«
«
le
giustificati
sono
udì:
fede,
la
non
fa,
Cristo
niente
abbia
esse
vendo
dobrata
cele-
di
è
che
cosi
credente
non
non
avendolo
poi:
quale
dove
che
gloriare
della
fusse
Signor
Origine:
del
al
perché
colui
quelli
«
che
aspettò
Iesù
Signor parlò
l'uomo
fede,
menstruata?
della
che
quantunque
possa
profeta:
femina
gloriazione
omilia
che
modo
tutto
ma,
da
puoco
soggiunge
All'incontro,
della
di
segnacolo
Paulo
compagno,
di
piedi
E
della
cagione
giustificare
possono
eh'
vede
né
per
Poi
nondimeno,
fondamento
al
sopra
san
quella femina,
ai
Luca,
».
'1
creduto;
eziandio
E
giustificato per
Legge.
quarto
il ladrone
sola, l'accettò
pace
si
nel
giusto,
operato,
ebbe
rimessi».
in
le
contrarie
che
diventa
avesse
che
san
sono
va'
salvata,
mostrava
le
ti
peccati
t'ha
poi
la
non
che
Origine
legge: perciocché
adietro
da
cosa
nell'Evangelio
«Li
lo
per
ficati
giusti-
.
delia
le opere
senza
siamo
sono
conciossiacosaché
opera
fende
di-
giustificazione, di
alla
creder
lo
luoghi
mostra
e
affirmando
romani,
per
nifacio,
Bo-
esse
non
difende
quello
papa
a
altri
la fede
per
intese,
bastante
sia
molti
giustificazione,
ancora
ai
scrive
Della
in
e
conciossiacosaché
opere,
quale
in
e
che
della
Epistola
solamente
31,
sanamente
La
l'uomo
non
salmo
Giacomo,
santo
lettera,
e
!a
per
libro
nel
e
quello ch'egli
in
buone
effetto
ma
spirito
mostrando
delle
sentenzia.
questa
del
giustificazione
Agostino:
Dello
quello
CRISTIANI
I
della
santo
q?iestioni, e
Ottantatré
sono
in
e
VERSO
verità
principale
è
opere,
e
a
santissima
questa
approvata
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
fede,
Echi
dire
panno
giusta
Basilio
'1 cristiano
la
nella
si tenga
I
solamente
giusto
«
Cristo
è
in
gloriazione
Dio,
giustizia, ma
la
per
sola
la
disprezzare
la
giustizia,
nel
canone
dice
da
Cristo
solamente
come
Legge
remettere
non
Santo
Ambrosio,
che
crede
sua
a
in
la
giustizia
in
Cristo,
ad
come
di
al
a
stato
essere
l'ingiusto
grazia di
la
per
Dio,
dice
come
detto
con
dell'uomo,
al
quale
Dio
che,
fede
che
senza
sola, siano
la beatitudine
coloro
fatica
il
dimanda
sua
imputa
la
tempo
sua
i
senza
nel
quale
alcuna
a
è
fede
la
come
cora
an-
imputa
crede
giustizia,si
giudei
la
sola
grazia
c
nato
Cristo,
di
fede
la
non
stificato
giu-
è
la
le
per
Legge
Dio.
Legge,
della
conferma
la beatitudine
le
opere'.
Dio
ha
osservazione,
Adunque
le
per
giustificazione
apostolo
Dio.
cosi
che
cessando
quali
la
colui,
giustificato
profeta:
delli
che
A
Dio
a
giustizia senza
beati,
sono
e
del
Lo
Iesù
«
Dio,
solamente
esempio
che
giustifica».
colui
della
che,
David.
ancora
lo
Dio
Cristo
Matteo,
san
la fede
per
proposito
da
in
quale
a
di
gloria
quello
Adunque
l'empio
che
e
dico, scrive
fu
la fede?
per
giustificatipresso
del
al
giustificarsi nella
determinato
salute
di
fede
non
propria
imputata
è
adunque
Abraamo
la
Paulo:
grazia
la
intiera
fede
sola
san
che
maniera
secondo
ha
David
che
solo
che
quello
riputata
è
che
Dio,
dice
ed
perturbavano
Ambrosio,
Paulo
gloria
consideravano
l'uomo,
Santo
»;
conciossiacosaché
presso
dice
de
pensavano
ma
della
proposito
San
In
Legge,
necessaria,
Cosi
«
vedendo
della
si
la fede
di
si
si
rimesso
quelle parole
gentile,
Legge
la
avea
perciocché
opere'
Abraamo.
Abraamo,
opere
è
cioè
per
I scribi
ch'egli
e
beatitudine
parole:
della
opere
il
cLa
Paulo
giustifical'impio, gli
che
le
senza
queste
sopra
«
E
Ilario, Sopra
«
ficazione
santi-
e
giustizia
perciocché
uomo,
isponendo
David:
Santo
per
vera
cercare
parole:
poteva,
giustizia, secondo
dice
di
e
uomo
quello
la
Dicendo
».
perfetta
si innalza
non
manca
Dio.
un
la
è
queste:
sono
scritto, chi
è
come
sue
giustizia
sapienzia,
si
23
Signore'
giustificato.
è
queste
rimesso
sia
li
da
viene
nel
questa
che
giustizia
che
glori
l'uomo
Cristo
parole
Le
noi
a
Perciocché
in
nono
'1 peccato
Dio
quando
sua
si
CRISTIANI
I
in Cristo.
acciocché,
conosce
fede
VERSO
gloria
da
fatto
Signore.
nel
glori
si
redenzione,
e
si
la fede
per
stato
CRISTO
DI
l'apostolo: fChi
Dice
che
BENEFICIO
-
tende
In-
minato
deterper
la
egli predica
si
come
dice
24
X
esso
Signore:
che
voi
vedete
fede
la
sola
ad
ha
la
la
fede
beato,
E
san
al
la
queste
con
che
libera
ci
qual
servitù
fa
del
la
Ma,
beata
dice
del
fratello
suavissimo
cosi
per
è
la
con
fratello
di
senza
o,
degni
di
della
santi
quella
per
Dio.
E
la
e
di
dubbio
ogni
coloro,
osservanza
vestiamo
di
della
che
Dio
Cristo,
non
dubbio
senza
pretendono
degli comandamenti
E
di
ci
di Dio,
i
nostro
giustizia
tutti
ci
grande
alla
del
se
accetterà
è
Cristo
di
perciocché,
Dio
certamente
pervenire
persona;
nel
della
vestiti
per
giusti
per
il vero,
all'incontro,
se,
eterna.
purità
un
padre
giustizia
giudicati
saremo
al
ricevuti
è
l'abito
mandava
l'altrui
la
vita
avendo
non
sotto
qual
preziosa
essere
questo
alcuno
vita
la
vogliamo
a
de
alle
della
e
occultò
sotto
delle
sentenzia
s'appresentò
sotto
supplicio. Ma,
giustizia
degni
ci
si
e
fine
farò
Iacob,
lui, la
benedizione
la
certamente
innanzi
di
modo
questo
noi
se
genitura,
dalla
merito
Iacob
come
grazia,
l'anima
bellissima
Di
il
alcuna
libera
alcun
una
si
alla
sposa
lungo,
intitola
veste
occultiamo
compariremo
Crisi
e
ci
primogenito,
cospetto
noi
che
e
prima
utilità
necessario
si
che,
della
in
e
sua
fede,
la
detto
che
uomo
ornò
odore,
ricevere
libro
santo
si
e
averò
parte
ci
Cristo
molto
perdono».
attribuire
intervenendo
non
colui
conferma
hanno
modo
che
Adunque
il
xxvn,
non
questo
giusto
è
Cristo, perché
tutta
esser
prima
meritato
stesso
se
in
e
non
Nel
questo
per
fede,
per
Ambrosio.
san
dee
chi
Cristo.
sermone
in
delle
glori
ma
donato
e
nostri
si
quale
nel
soggionge
la
allegazioni, quando
di
i meriti
e
per
nostre.
opere
che
giusti giatis,
di
per
afferma
si
opere;
sangue
Cristo
in
stesso
Niuno
sue
prima
ricevendo
alcuno,
rimesso
è
Cantica,
la
peccato;
lo
della
crede
giustificatoper
la
Sopra
unisce
le
cose
le udirno».
non
chiunque
«
le
vedere
capitolo
primo
parole:
è
per
il peccato
quale
giustificazione,
seco
perché
dono,
e
peccati. Questo
giustificatoper
è
di
udite,
merito
senza
Ireneo
affermando
medesimo,
e
de'
Bernardo,
nella
che
quella
è
è
apertissimamente
remissione
in
giustizia
voi
che
cose
opere
CRISTIANI
I
profeti desiderano
e
il
niuno
perché
opere,
le
VERSO
esponendo
senza
la
epistola
una
udir
e
dice
giustificato
è
giusti
Ambrosio,
corinzi,
CRISTO
DI
«Molti
Il medesimo
alli
BENEFICIO
-
di
ingiusti
vedrà
per
e
nati
or-
giusti
temerità
giustificazione
quali tutti si
com-
I
nell'amar
prendono
con
Dio
tutte
le forze,
cosi
arrogante
il
prossimo
e
mentecatto,
e
di
Legge
richiedendo
Dio,
in
quali
si debbono
tosto
voci
perché
tuo,
E
Salomone
E
Iob
suoi
cospetto
Signor
con
il
di
servi
fatto
Legge
Ora,
molo
altri?
di
essendo
tutti
meriti
alla
consideri,
immondo,
dico, che
sono
possono
di
al
gloriarsi
pretende
tutte
anco
alcune
di
né
grate
e
a
la
perfetta
vazione,
osser-
da
nel
da
né
tanto
donare
cu-
agli
il peccatore
conspetto
del
di
Dio;
cospetto
impure,
Dio,
abbiamo
inutili.
consideri
vengono
immonde
esse
esser
n'abbia
opere
che
siamo
servi
aggiunto
giustificarsi al
le opere,
Noi
fare,
questa
proposito,
nostro
averete
perfettamente
avere
che
eziandio
—
chiamare
da
di
misura,
facendo
quale,
laudevoli,
lontanissimi
di
stultizia
presumendo
dite:
osservassimo
e
Dimetti
«
la
il
E
Quando
a
il
dice:
ma
«
obbligati
giudicare
nel
Giovanni
opere,
comandate,
eravamo
giusta
ritornando
il
che
fra
che
inganniamo».
dicesse:
non
state
sono
li uomini
alcuno
Ma,
Signor
lato,
immacu-
l'uomo,
inutile
medesimi,
se
»?
mondi
oravamo:
loro
».
—
sia
sono
raccogliere
può
pur
ci doveremmo
ardirà
de
non
vi
ci
tuo
Ecco
san
che
delle
non
il
E
».
volta
si
qui
che, quantunque
Dio,
arrogante,
mondo
che
Quello,
Ecco
».
se
cose
inutili.
—
salvare
come
le
tutte
ogni
Di
femina?
peccato,
senza
egli
e
servo
mondo
è
sonano
ri-
qui
cospetto
non
più
santa,
col
giudicio
mio
i cieli
iniquità!
Legge
in
cuor
razioni,
ope-
ch'esse
Di
nel
danna
con-
sue
imperfette.
e
della
e
mercatanzia
poter
prossimo,
fatte
e
nostri».
fanno
che
la
dicessimo
che
i debiti
esse
esser
della
abbominabile
è
più
""
perché
l'uomo,
è
l'acqua,
di
Il
le
la
che
veda
non
troverà
intrare
—
di
credere
a
e
e
que
dun-
sarà
ognuno
giustificato
immutabile,
è
diremo
impure
il nasciuto
giusto
come
buone,
dire:
cosa
che
e
adunque
Non
«
può
Quanto
insegnò
coloro
:
sarà
Chi
Che
«
suo.
noi
noi
«
niuno
bee,
quale
a
dice:
apparisca
i santi
«Se
vivente
esclama:
e
David
niun
darsi
transgressioni
«
Chi
perfetta dilezione,
una
operazioni
di
ardisca
l'anima
tutta
con
precetti?
gli paiano
parte
sono
quelle
due
Consideri
chiamare
conciossiacosaché
che
25
medesimo.
se
dall'uomo
ogni imperfezione?
le
il cuore,
come
questi
CRISTIANI
I
VERSO
tutto
con
intieramente
osservare
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
impuro
e
guente
conse-
per
efficaci
cuore
a
giusti-
26
I
ficare.
nostre
fede,
Non
bisogna
le
dire
buoni
ci
fa
le
nostre
a
Sua
di
diventa
sue
come
non
fragilità
la
immondizie
nostre
la
purità
al
della
fede,
nostra
siamo
ancora
ha
la
per
ci
ha
e
giustizia,
nostra
grato
nostre
tanto
dona
dono
quella
quale
E
e
che
tesoro
grazia
che
riceve
e
con
la
la
giustizia
può
quanto
è
cotal
e
Cristo
?
dono,
e
ci
fa
noi
remo
sa-
che
eterno,
del
misericordia,
sua
dell'Evangelio,
col
genito
uni-
suo
santificazione,
vogliono
non
far
l'uomo
che
giusto
ci offerisce
e
della
delle
meriti
si
tesoro
di Dio,
fessare
con-
merito
senz'alcun
godere
noi
fede
benevolenzia
Questo
misericordia
Cristo
creazione
l'uomo,
operare
pure
im-
che
regno
nostra
a
paterna
sua
sua
cosa
favore
stessa
opere
testimonio
la
sempiterno
e
né
avendo
per
grazia
quelli, che
se
per
per
in
e
la
sotto
da
e
dalla
per
nostro,
di
già
bastante
Cristo
opere.
per
è
il
Dio,
a
e
sia
Signor
non
ma
ma
alle
stesse
se
Perché,
del
genito
primo-
suo
le nostre
per
Cristo,
alla
imputate,
frutto
alla
glorificarci
dioso
misericor-
approvate
e
infino
chiamati
e
Cristo
Iesù
ch'ella
e
eletti
figliuoli
chiaramente
di
meriti,
i nostri
per
giustificatiper
Figliuolo
siano
Dio
nostro
piacciano
coperte
che
salviamo.
fratelli
che
sopplisse
sono
avviene
perfetta possessione
il
ci ha
qual
ci
dimostraremo
e
del
stando
saranno
ci
quale
fedeli
nella
già
non
la
quanto
peccati,
compassione
quali,
lodate
ma
fa
patre
perfezione
non
qui
saranno
Cristo,
apparecchiato
mondo,
Di
in
per
stati
introdotti
e
tuttavia
di
li fratelli
amato
le
tutti
diventati
membro
fede, quantunque
vera
imperfette,
la fede
come
e
Dio;
defettuose,
avendo
Cristo,
Dio.
giudicio universale,
nel
ci
di
giudicio
dalla
precedenti
e
di
l'innocenzia
e
vengono
giustizia
cui
peccatore
a
da
Paulo.
conseguente
e
come
imperfezioni,
e
cuori
per
giudice,
consiste
san
e
grato
e
opere
considerandoci
Figliuolo,
e
per
nostre
severo
e
ingiusto
li nostri
noi
di
bocca
buono
e
vogliamo
se
purificazione
per
imperfette
le
considera
il cuore,
la
e
santo
Dio,
a
essendo
Perché,
Egli
e
grati
e
CRISTIANI
l'uomo
purifica
quantunque
opere,
Dio,
che
giusto
fede
giusti
e
Maiestà.
nostra
la
che
Dio;
a
Spirito
dire
adunque
opere
bisogna
lo
I
purificare
prima
affirma
come
VERSO
piacciano
opere
nella
per
adunque
Bisogna
le
che
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
dà
un
mente
sola-
la fede
remessione
sola
28
I
BENEFICIO
-
di
figliuoli carissimi
nella
inserisce
scenzie,
morti
che
alli
membri
attendiamo
Evangelio,
coscienzia
mantiene
e
abita
nei
cuori
nostri
alle
cose,
quali
dico
gli uomini,
di
alla
Dio,
la
di
esser
star
e
che
di
e
noi
perciò quasi
chiamiamo
sono
e,
se
hanno
dovemo
può
fa
di
le
opere
Dio,
di
e
il vero,
non
si
più
cosi
le
di
quali,
Cristo,
essi, quantunque
sola, diventino
può
è
dalle
può
non
giustificato per
giustificarsiche
imbratta
la fede
la
fede
siamo
dello
amore
non
per
spirito
stiani;
cri-
governa,
di
essere
buone
nelle
la
e
buone
amore
quelli
»
sono
e
regge
carità,
la
giusti
lo
hanno
non
mai
Cristo
«santi
conoscano
di
può
come
per
che
buisce
attri-
beatitudine
E
chiama
se
riamo
recupe-
se
pigri
spirito
cessare
l'uomo
ubbidienzia
Cristo
conseguentemente
e
spirito
conosce
per
Paulo
san
Cristo
né
dire
per
e
con
quali
santità.
la
e
Adunque
i
le
proprio
Dio
innanzi
e
di
se
opere,
Per
e
non
anzi,
buone
fede.
di
opere.
carità
opere;
far
e
medesime
inspirata, la qual
santo,
»:
stesso,
conversava
alla
per
la
egli
che
se
meritamente
sia
non
Cristo,
che
fede
oziosa,
prima
opere
sempre
lo
la
spirito
essere
vogliamo
se
di
dubitare
giustificatiper
lo
buone
cristiani
«
non
Perché
fede
fa
quelle
ch'egli
perfezioni,
pacifica
spirituale
di
a
tissima
san-
pubblica
ci
e
mansuetudine,
questa
'1 cristiano
Cristo,
non
le
Dio
muove
Adunque
santificazione?
sua
santi,
a
senza
che
vero
diventa
Dio.
che
e
nostra
mentre
alla
altre
alle
carità,
beatitudine
può
non
Cristo,
all'umiltà,
l'immagine
si
suo
Dio,
con
quella
a
Questa
allegrezza
unisce
Cristo,
con
generale
di
regno
l'anima
veste
spirito
moveva
perdon
ci
dell'animo
resurrezione.
perpetua
una
e
lo
conseguente
per
del
fede
medesima
Questa
l'ultima
care
mortifi-
di
simile
e
fede,
mondo,
col
e
santa,
e
concupi-
della
resuscitati
spirituale
seguente
con-
per
le
con
gli affetti viziosi
nel
in
e
appartiene
conoscendoci
introduce
ci
e
Cristo
cioè
godere
e
medesimi
noi
con
vita
Cristo,
ci
che
quella
è
efficacia
la
per
con
cielo, dopo
in
fede, facendoci
santa.
noi,
e,
una
di
gli affetti
con
morti
carne;
vivere
a
viveremo
lo
carne
terrestri,
della
fede
risurrezione
Cristo, ci risolviamo
con
gli appetiti
che
la
CRISTIANI
I
divina
Questa
nella
e
VERSO
conoscendoci
perché,
i loro
e
morte
intendiamo
e
Dio.
mortifica
ci
CRISTO
DI
gloria
proprio
I
la
per
né
di
cioè
cristiano,
colui
domanda
commosso
bene
ch'abbiamo
che
detto
ha
non
che
incredulità!
dicendo:
s'inganni,
buone
io
tisca
Giacomo.
falsa
l'hai.
non
di
bisogno
e
Dio
Tu
dici:
alcuna.
affocato
oro
di
acciocché
opere,
cioè
innocenzia
vergogna
della
tua
Adunque
la
la
qual
fiamma
la
fede
sola
abbrucia
E
opere.
luce,
vedendo
se
come,
conosciamo
in
legno
può
e
alcuno
bruttura
è
come
i
fede
luce
può
non
vedendo
la
peccati
noi
esser
delle
una
dipinta
buone
e
da
di
buone
fuoco,
vero
che
luce,
e
esser
senza
e
è
dimeno
non-
che
aiuto
delle
le buone
di
vana,
la
vero
è
lo
fiamma
la
peccati.
di
cosi
opere,
chi,
bian-
appara
senza
e
bile
misera-
e
tuoi
della
e
ho
non
vestimenti
è
luce,
senza
in
giustifica,
fiamma
come
dice
comprare
delli
l'aiuto
esser
quella
e,
avver-
conoscere
non
una
senza
abbrucia
questa
si
la
a
di
quale
paradiso?
misero
acciocché
risplendere;
non
non
nondimeno
noi
cioè
in
affocata
ti vesti
e
Cristo,
di
il
estingue
perché,
opere;
non
sola
ricco
nelle
Al
arricchito,
fede
vera
mia
come
che
persuado
zione
ora-
la
che
fratello,
sei
la
—
ma
essi
fede
conosca
affatichi
con
che
ti
la
giustifica,
che
può
fiamma
cioè
nudità,
non
la
Io
divenghi
della
sai
non
nudo.
e
fuoco,
tu
fede,
E
mi
temono,
e
effetti,
giustifica, non
e
la
aver
ricco
sono
—
cieco
e
povero
Io
—
di
dal
cessa
con
paradiso.
puoi,
tu
ma,
risce
s'offe-
aiuta
paradiso,
insieme
pensi
tu
in
credono
tu
io
in
manda
sola
conclusione
sii;
cosa
mandarmi
a
no,
inspirata,
sola
che
è
o
instanzia
fede
la
vero
Cristo,
i mirabili
Signore,
—
bisogno
andrai
tua
tu
errore
che
ancora
Oh!
questa
quanto
fede
la
gli demòni
che
san
Da
che
respondo
Che
la fede
Basta
opere?
dire
—
faccia
di
mai
né
sente
la fede
e
'1
divino,
amor
non
dicendo:
dia,
udendo
E,
—
cristiana,
la
gli
fede
che
precetto
di
opera
proprio,
amor
giustizia
cristiane,
e
fede,
avviene
la
li meriti
per
la
per
di
cristiano
nel
la fede
ancora
Dio
a
fa
che
non
per
sono
sua
29
per
qui
giusto
sante
la
per
e
Di
violenzia
opere
chi
E
operare.
tiene
una
sua
Cristo,
opere
da
alle
prontissimo
si
fa
quale
di
CRISTIANI
giustificato
stesso.
se
I
conosce
la
e
buone
incitato
e
si
Dio
che
le
se
che
di
giustificazione
VERSO
CRISTO
Cristo,
di
amore
per
per
non
colui,
giustizia
solamente
DI
dove
là
interesse;
e
BENEFICIO
-
fuoco
cosi,
segno
che
non
che
!
quel
tale
suoi
eletti
BENEFICIO
-
Giacomo
Cede
dalle
Intendendo
piaceri
del
mondo,
in
peccato,
i
Figliuolo
Dio,
esser
gli
ma
viva
è
non
buono,
diventar
per
la
per
fede,
non
fanno
che
egli
Cristo
buone
diceva
tali
di
Cristo:
alla
dato
uomo,
Verbo
da
podestà
ogni
aveva,
divino
la
fu
morte,
e
per
la
si
del
opere
il
Dio
in
cielo
questo
unione
merito
per
Cristo:
che
ha
divinità
operando
E,
di
lezione,
di-
per
si
si
come
la
cosi
dissimo
gran-
dogli
essen-
quale innanzi,
unione
fa
la
l'anima,
—
ubbidiente
resurrezione,
la
con
di
ancora
essendo
quale,
terra,
di
fa
Dio,
dimostrano
la
furono
in
e
cristiano
quest'altro miracolo;
e
nella
premiato
giusto,
era
ma
come
queste
operazioni
cristiano.
glorificano Dio,
com'uomo,
è
buone
la fede,
cosi
fatto quello
ha
l'umanità
con
qual,
miracoli,
che
Cristo
Adunque,
rabilmente
mi-
necessario,
era
buono,
e
fede
opera
cioè
queste
fosse
vera
cristiano,
divinità,
la
per
giusto
buone
Egli
oltra
a
non
suoi
delle
—
miracoli,
onore
insino
di
cagione
sia
qual
egli, perché
ma
onde
la
Ma
non
e
Dio,
era
opere.
lui
a
opere;
giusto.
e
sia
E
uomo,
'1 cristiano
cagione
era
cotali
operazioni:
buono
è
Dio.
a
Cristo
come
che
è
e
tale, far
quelle
tutte
gratissimo
santo,
il
buone
cristiano
che'l
cagione
dalle
Dio
Cristo
Cosi
cristiano,
stanco
egli
che
Dio.
fosse
necessario,
era
perché
vero
del
nell'animo
gli
Ma
Cristo
egli era
facevano
era
illuminando
che
non
senza
i morti.
cose
ma
non
egli
si truova
mai
sono
miracoli;
che
divinità
una
e
divinità
ma
suscitando
queste
di Dio,
miracoli
questi
dimostravano
né
opere
cotali
di
ché
poi-
ancora
uomo,
cagione
alcuna
unigenito
e
operare
onde
operava:
Dio,
gl'infermi,
operasse
legittimo
Possiamo
sanando
erano
e
crede,
non
stupende,
non
fede
all'ambizione
vero
e
tua
la
giustifica,alla
all'acque
che
la
mie
opere
essendo
sopra
che
che
alti
fermo
Mostrami
«
fede.
della
dona
per
qual,
il
miracolose
Innanzi
per
cose
tengo
credere,
di
fede,
Dio
qual
attende
quale
effetti
santissima
Cristo,
opere
Dio.
la
dalle
dica
gli
camminando
ciechi,
queste
sé
questa
operava
il
colui,
CRISTIANI
dicea:
ti mostrerò
quantunque
in
Iesù
quando
io
e
che
mostra
ch'era
I
inspirata,
questo,
tue,
mia».
assimigliare
fede
vera
intese
opere
non
VERSO
giustificarlie glorificarli. E
per
san
la
ha
non
CRISTO
DI
che
fede
come
ha
nel
quello,
il
stiano,
criche
I
è
dell'uno,
buone
opere
Cristo
abbraccia
Cristo
l'anima
per
i suoi
per
le
apostoli,
loro:
parole
ancora
creda
che
ho
data
cosa
».
essendo
una
fede
la
per
può
la
siamo
che
buone
opere;
quelli,
che
In
lo
senza
perché
la
e
diciamo
le
delle
la
per
santità
giustizia
fede,
questo
aiuto
noi
giustizia
la
e
di
differenzia,
noi
che
giustifica,
che
siamo
differenti, che
fede
sua,
Cristo,
ed
non
vestiamo
essendo
è
di
vero
possiamo
essere
le
la
opere,
senza
fede
che
è
la fede
tanto
in
sono
chiamare
possono
diciamo
per
quelli
opere:
essere
per
ragione
e
le
Cristo, facendo
che
qual
al
noi
tra
può
noi
la
il
Cristo
cose,
delle
e
si
giustifica; e
ci
eh'
non
veramente
per
per
ineffabili
gli giustificati
che
dicavano
pre-
Cristo,
stabiliamo
ancora
opere
opere
quali
cristiano,
fede
che
una
questi ragionamenti
Da
della
i
ancora
quelle
vedere!
giustificazione
fanno
«buone».
di
la
conformi,
affermando
posseder
conoscer
siamo
con
del
in
désti,
resuscitato
e
siamo
mi
tu
noi
cosa
una
io
il mondo
e
che
nostri
lui
essi,
e
me
parlare degli apostoli,
Dio,
in
parlar loro,
cosa,
come
Padre
per
in
gloria,
cosa,
con
di
al
lo
per
gloria stupenda
gli angeli
chiaramente
questo
Oh
conceduto
è
defendano
che
sola
Dio.
la
diventiamo
cosa
con
io
questa
credere
una
dice
testimonianza
Padre
siano
quello
Di
orazione
me
fede,
la
però
e
solamente
tu
gli peccati
per
cioè
che
rende
—
in
una
al
nostra,
desiderano
quali
si
sola
cosa
siano
che
una
dice
—
e
fede
dovevano
che
noi
mandato;
santissima
suoi.
facendo
come
cosa,
fuoco,
tre,
i doni
fede
crederanno
in
morto
giustificazione
quale,
priego
credendo
Cristo
la
quelli
ancora
Adunque,
la
per
per
una
affine
noi
in
fede
del
merita,
il
e
Non
tutt'e
e
sue,
della
fiamma
questa
santa
opere
istessa; di modo
Giovanni,
abbi
mi
loro,
cosa
san
«
essi
tu
una
in
siano
tutti
acciocché
te,
l'anima,
corona
quelli che
per
acciocché
con
Cristo
con
Cristo
il medesimo
ma
Dio
dell'anima
unione
dalla
E
sopra.
buone
testimonio
e
medesimamente
che
Agostino
le
per
31
la Scrittura
talora
la luce
di
CRISTIANI
I
frutti
come
diventano
Cristo,
merita
lei
lo unisce
e
l'anima,
e
santo
da
eterna
sono
già detto
abbiamo
come
vita
la
procedono
e
VERSO
CRISTO
all'altro; onde
cristiano
le
perciocché
DI
s'attribuisce
e
al
promette
viva,
BENEFICIO
-
in
la fede
pronto,
nostra
la
ci è donato
ingrati, ciechi
I
32
bastante
farci
a
della
della
lo
spirito
Ora
sia
opinioni
la
o
più
l'arroganzia
gloria
di
stessa
non
giustificata gratis
È
—
si
fa
le buone
sua
liberalità
le
quelle
quali
le
l'albero
non
è
giustificatiper
la
se
Dio,
esequita
buone
opere,
in
fatte
buono,
a
meriti
fare
la
volontà
proprio
amor
bene
che
operare
li
peccati
Padre
legno
gli
il quale
croce
il
quale,
e
e
sempre
per
al
amor
stino,
Agoperché,
Oltre
la
per
Dio
da
lui
la
del
da
soddisfatto
intercede
del
suo
lui per
per
per
dono
ca-
di
considerando
razione
incorpo-
i membri
essi
unigenito
allo
disiosi
la loro
tutti
i
studio
quando
più
Dio,
suo
di
contro
E,
tanto
stificazi
giu-
tutti
ogni
con
di
delle
desiderosi
e
i
che,
giustizia
con
diavolo.
per
che
san
virilmente
imputati
ha
ch'egli
fede;
la
attendono
risurgono
innamorati
sono
noi
diciamo
ma
Dio
l'uomo
giustificati, donandogli
mondo
carne,
più
non
Cristo,
eterno,
della
tanto
della
al
di
essere
ancora
e
comprar
combattono
e
che
mercanzia
di
che
buoni.
giusti
ricchezze,
Dio,
diranno:
mi
ancora
per
frutti
amore
ha
gli
sue
contro
e
e
in
sul
di
far
esse
dello
qual
le
fragilità
per
con
infiammati
tutte
e
giustificati
fanno
non
dice
come
può
non
Cristo,
il
li
paradiso;
conoscendosi
fede,
glorificare Cristo,
suoi
da
pretendendo
ma,
in
opere,
Oh
Dio
a
Cristo
di
il dire
grate
se
per
di
Rispondo
—
sono
opere
buone
sono
Dio.
a
la
contra
patire
può
opere
abbassa
e
beneficio
nostro.
buone
alle
cata:
predi-
la fede
che
non
Signor
remunererà
veramente
sono
opere
il
e
quale
Cristo
appresso
che
confessiamo
mera
giusto
sue
dicendo
gloria
la
incitamento
grande
pur
esse
per
la
Iesù
Cristo
a
due
queste
essere
di
Dio,
servire
di
di
qual
a
per
qual
le
nere
ce-
alla
il
Cristo,
di
più degna
e
quale,
umana,
per
cristiano
esaltar
l'altra, la
superbia
pio
la
e
quanto
morte
il beneficio
giustifica,oscura
la
opere
santa
becchi,
immaculato
stesso
dalle
il
diciamo
e
santificava
il sangue
se
Dio,
di
sia
non
opere
degli
e
maculati
vuole
che
umana,
o
tori
più
illustra
che
Cristo;
innalza
e
più
vera,
nostra,
dei
nostra
giudichi
nostre
conspetto
offerto
ha
le
nel
quanto
carne,
CRISTIANI
I
senza
gli
sparta
eterno
vivente?».
Dio
ella
sangue
conscienza
la
purgherà
VERSO
giusti
e
S'el
«
giuvenca
purificazione
per
grati
apostolo:
lo
con
che
crediamo
che
impii,
e
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
appresso
suoi
al
Figliuolo, gli
1
risguarda
BENEFICIO
-
carissimi
come
volto
con
sempre
facendoli
conformi
Questi
incitamenti
amorosi
bone
la fede
per
dallo
conviene
a
studio
ogni
facendo
del
lui
tutti
Dio
del
desidèri
e
de'
giustificati,e
in
parte
al
mondo,
questi
divini
tenga
Cristo,
conseguente
non
è
per
cristiano.
l 'oppugnare
gloria
ci
della
vestiamo
Riformatori
la
Adunque
giustizia
italiani
ch'egli
la
di
è
non
cessi
della
Cinquecento
la
santissima
-
1.
ai
e
chi
animi
lo
prudenzia
meriti
nelli
di
tutto
o
carne
e
fede
la
non
e
viviamo
simili
alla
ha
fede,
ogni
altri
in
ancora
non
Cristo;
ormai
fede.
dei
ha
non
e
cuore
debito
è
ma
Paulo:
san
l'apparizione
e
suo
Cristo, perché
giustificazione
nostra
per
effetti,
e
conspetto
inspirata
nel
sente
non
di
membro
fede
senza
pietà
e
Questi
».
nella
annegata
speranza
la
nel
con
santità
salvatore
e
opera
affetti
è
beata
in
Zaccaria:
acciocché
Dicono
».
Iesù
e
con
giustizia
sobrietà,
la
fermo
per
ignominie
nemici,
in
e
mettono
gli fratelli,
per
dicono
nostri
nostra
Iddio
chi
E
di
cercando
apparita, acciocché,
è
affetti
e
giustifica,né
e
vita
aspettando
pensieri
suoi
dei
disii,con
grande
nelle
Cristo.
santità
in
Signore
l'anima
si
come
fratello
mansuetudine,
e
sono
vergognano
primogenito
gloriandosi
mani
divina,
si
e
stiani
cri-
diventati
vivere
a
del
Cristo.
nobiltà, e però
ponendo
Iesù
della
giorni
secolo,
gloria
Dio,
dalle
i mondani
e
questo
della
di
a
del
grazia
impietà
in
i
umiltà
nemici,
liberati
loro
di
sono
natura
essi,
celeste
del
Signore
nostro
serviamo
timore
La
alli
siamo
Noi
loro
somma
gloria
bene
croce
di
in
la
cosa
della
eredità
i veri
che
Signore,
tanto
un
imitazione
nella
vivendo
Cristo,
«
il decoro
abita
che
la
movono
partecipi della
e
difende
e
immagine
quali, considerando
santo,
figliuoli di
servare
ogni
«
Spirito
'i regge
e
che
quelli
33
donerà
gli
gloriosa
sono
figliuoli di Dio
incitati
non
alla
i
opere,
fine
alla
CRISTIANI
I
VERSO
placidissimo,
figliuoli,e
mondo,
alle
CRISTO
DI
che
spirito
è
di Cristo
dal-
umana
diamo
Cristo,
di
tutta
del
la
qual
I
34
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
VERSO
Capitolo
benché,
E,
le
per
intendere
e
doni
delli
né
Dio,
fa
certamente
che
nel
di
sia
che
per
sua
cristiano
è
mio
il
che
crede,
tutte
le
ogni
può
le
con
ciò
avere
grazie
cosa
dire
fratello, io
Dio
con
con
son
e
proprie
forze
ci
senza
fede
Cristo
di
donato'^Cristo,come
lui?
Se
verità:
signore
questo
—
Io
del
sono
cielo
è
vero,
e
della
sia
di
riarci,
glo-
acquistato
fallo
sono
verissimo
Adunque
che
di
terra
ciocché,
per-
che
è
come
tutti
sue,
essere
figliuolo
ogni
operato
lecito
può
e
come
che
persuasione
e
e
accetti
egli,
dimostrato.
abbiamo
ricchezze
ha
sia
è
fermo
e
vuole
l'avessimo
troverà
ferma
e
che
crediamo),
che
e
fede
veste;
grati
può
e
che
sopra
le
è
La
per
il
siamo
Figliuolo,
suo
modo
una
noi
di
guito
conse-
propria
certissimo
è
crede
di
come
deve
noi
e
tenere
se
della
quello
tutto
spetto
con-
meriti
nei
sua
è,
vero
una
appresenta
meritato.
che
è
di
al
meritato
la
non
ch'egli
di
si
confidandosi
e
sua
coperto
e
perfezioni,
veste
quello
noi
avendoci
doni
donato
ornato
'1
la
si veste
appresentarsi
e
che
tutta
con
avesse
lungo
Dico
vuole
sue
Perciocché
Chiunque
il cristiano
ci
celeste
volte.
Cristo
né
alcuno
Cristo
nel
di
parer
fede
possedè
(come
mai
conseguito
altro
nondimeno
ragionar
mille
mente
chiara-
assai
come
esso
ha
Cristo
ha
se
se
noi
giurisdizione:
operato.
i beni,
di
tutto
e
le
'1
per
possediamo
Dio.
ci
Padre,
nostra
quello
noi
questa
di
che
può
si
e,
Cristo
nostro
conspetto
come
e
Cristo,
suo
tinte
che
di
il vestirsi
giustizia
di
dell'universo,
ciascun
come
ottimo
di
e
che
che
Cristo
creder
si veste
il cristiano,
cosi
signor
quello
tutto
perciò
possa
quando
veste,
altramente
non
lui,
si
non
essere
Cristo.
sopra,
replicato
innocenzia;
e
Cristo
di
a
Cristo
di
Cristo
signore,
un
innocenzia
innanzi
fosse
preziosa
e
di
di
cristiano
pio
quantunque
santità
bellissima
di
veste
il cristiano
al
conosce
giustizia,
dette
cose
come
suoi
molesto,
cristiano
si
parlare alquanto, sapendo
vogliamo
ne
V
il cristiano
Come
CRISTIANI
I
vero,
Dio,
e
non
Cristo
dell'in-
il
36
I
armi
della
lascivie,
e
luce,
contenzioni;
della
conto
avendo
dare
voglio
si
e,
ha
mie
io
facultà.
E,
—
cristiano,
perciocché
Cristo,
se
—
amiamo
suo
il
non
alla
noi
a
possiede.
In
donare
le
prossimi
che
che
consistono
le
li nemici
nostra
per
Cristo,
come
come
suoi
orare
sempre
cosa
i falsi
per
la
e
nostra
san
con
loro.
mondo
cristiani
in
e
questo
le
sue
e
croce,
ponere
è
ricchezze
loro
fu
biamo
dob-
tudine,
mansue-
non
meno
che
quelle
le
tutte
gloria
le
ignominie
di
coloro
secuzioni
per-
Dio,
che
volentieri
sua
la
vita
vestigia
conosciamo
(il che
gliono
vo-
debbiamo
noi
le
le
e
l'anima
puose
seguitar
quando
i
noi
nella
e
e
e
ahi
la
tutti
Cristo
Pietro; perché,
tutte
a
che
Cristo
cosi
tollerò
per
se
dei
tutti
dispute,
sostenere
nostri
E
nelle
e
loro
per
li nemici
salute
dice
orò
umilità
fino
in-
offerire
e
come
contenzioni,
Cristo.
in
Si
Cristo
debbiamo
piamente
le
e
come
del
fanno
nella
parole
Si
confusioni
che
vivere
per
fatti.
allegramente
persecuzioni,
risse
nelle
nei
contenzioni,
amiamo
quello
in
dalle
studio
le
tutte
consistono
noi
il nostro
tutto
e
cosi
remotissimo
il
medesimi
servendoli
Cristo.
non
abbondanti
noi
altro
amo
donando
Dio,
e
vero
al Padre
e
a
è
sparso
che
tutto
con
nostra
cosa
un
e
delle
noi
ha
dire
noi, ricchi
Cristo,
in
quasi
e
fuggendo
quelle
nostri
essendoli
metter
ogni
e
opere
Se
lo
e
Io
—
redenti,
e
ubbidienti
essere
dica:
fu ubbidiente
opere
modo
dobbiamo
mansueto
sue
medesimo
fratelli
ed
bisogni
le
non
Cristo.
mi
per
me
ancora
di
simo;
pros-
che
di
Cristo
amati
del
Cristo,
in
verità
Dio,
a
io
amore
vesta
amore
con
ci ha
e
tutte
con
nostre
e
eguale
croce,
questo
Cristo,
di
umile,
della
morte
medesimo
beni
possiamo
non
sangue,
lo cui
per
lo
alcuno
fratelli
proprio
suo
salute
per
maniera,
che
vero
Cristo,
Poiché
e
Cristo, si
gli
e
nostro,
quale, essendo
il
Cristo,
i membri
ama
amore
prossimo
questa
il
medesimamente
di Cristo
bisogna
non
prossimo
proprio
fa in
Cristo,
Onde
col
nelle
e
Iesu
».
—
me,
per
di
amore
per
non
se
arricchir
letti
signor
stesso:
se
'1 mio
che
nel
ricuperato
vestito
io
li porto
fra
propria
sono
voglio
cosi
che
mi
ne'
non
concupiscenzie
per
la vita
e
io
come
portato,
umore
povero
la roba
ebrietà,
m'ha
me,
CRISTIANI
vestitevi
nelle
di
ed è divenuto
sangue,
ed
Cristo, dice
di
bisogno
VERSO
ma
carne
cristiano, innamorato
non
CRISTO
banchetti
in
non
nelle
non
fate
non
DI
BENEFICIO
-
di
Cristo
è
vestirci
I
di
Cristo,
resta
se
di
membri
veri
ch'Egli gode
del
«
opera
vita
la
esso
disse:
e
tolga
«
ogni
principale
vuol
Se
ciò
vuole
la
sua,
che
e
vasi
e
di
da
non
noi;
in
soffocati;
siamo
non
periamo,
che
tutte
siamo
persecuzioni,
ma
tribulazioni
san
affine
risplenda
ma
sempre
e
le
non
«
siamo
portando
ma
la incorporazione
per
laude
tanto
potenzia
la
sta,
robu-
si
fa
questo
della
potenzia sia
non
tribulazioni,
siamo
abbandonati;
attorno
la
quando
divenne
più
oltre
e
sua;
noi,
in
l'oro,
Abbiamo
patiamo
bisognosi,
zione,
quella perfe-
illustriamo
oppressa,
sublimità
cose
gli appetiti della
persecuzioni,
e
dice:
Paulo
la
a
dispetto vede
suo
esercizio
affinata, come
nostra,
infirmità
abbattuta
è
Onde
terra,
la fede
stesso
cagione
La
Cristo
da
di tribolazioni
come
se
questo
con
tazione
imi-
conformarci
me».
e
cui
la croce,
medesimi
noi
compresi
nostre
al
le
per
più
quanto
constante.
le
con
Dio
dell'animo
in
tribulazioni,
il mondo
qual
affetti
che
séguiti
e
che
piena
disprezzi
me,
'1 nostro
stati
vuole
delle
fragilitànostra,
e
gli
siamo
lui; e
fornace
che
è
noi
sua
della
croce
continuo
dopo
comprendiamo
quale
in
venire
croce
croce
in
acciocché
nella
la
di
portare
vorrà
giorno
di questa
nella
a
alcuno
mortificare
carne,
bisogna
ci
sua,
Paulo
vogliamo
se
finta
non
san
Cristo,
perpetua
una
persecuzioni,
e
di
Questo
fede
dice
quale
membri
sono
dalla
la vita
perché
vestire, fu
ignominie
con
eletti, della
lezione
di-
per
il capo.
è
nasce
Cristo
ch'abbiamo
cura,
Cristo
alli
quanto
veste
loro, i quali
Iesù
qual
Ma,
debbiamo
si
di
in
come
esser
medesima
quella
carità, che
e
la carità».
per
debbiamo
aver
alli suoi
Dio
inspira
che
amore
Adunque,
stiani
cri-
male
Cristo,
a
accetta
li veri
né
a
tutto
lo
Egli
bene
né
male
o
suoi.
noi
cosi
del
nostro,
corpo
bene
membri
nelli
debbiamo
quello divino
è
facciamo
fratelli, e
nostro,
far
possiamo
fatto
che
essendo
dubbio,
Cristo,
ha
esso,
nostri,
e
senza
non
fede,
per
E
di
ci
non
di
Cristo
che
parole
suoi
altro
imitazione
la
con
le
37
macula),
fratelli
fratelli
lui.
a
patisce
e
veste
corpo
veri
alli
non
a' nostri
del
per
Cristo,
ciistiani, che
nostra
sapendo
CRISTIANI
1
d'ogni
Dio
nostri
fatto
beneficio
come
netti
e
alli
facciamo
che
quello,
VERSO
glorificar
non
massimamente
noi,
è
puri
medesimo
quello
CRISTO
DI
diventar
e
fare,
a
far
e
BENEFICIO
-
forte
di
ma
distituti;
siamo
in
tesoro
Dio,
non
tiamo
pa-
vilipesi,
la mortificazione
del
38
I
signore
BENEFICIO
-
nel
Iesù
discepoli
suoi
cari
abbracciamole
«
Dio
Cristo!
Iesù
nostro
grado
suo
dello
E
coloro
Evangelio;
roba,
e
la
le
Dio
santo
per
adversa
lodandolo
simo
padre
sapendo
mamente
pazienzia
la
confonde.
Dio
Dico
che
la
lui, il conosciamo
forze
'1
che
e
di
favore,
sapere
che
immagine
di
perciocché,
Cristo
abbiamo
Ma
Cristo
vestiremo
si
abbondarà
insieme
come
poi
regnaremo.
tante
cristiani
crocifisso.
della
abbondano
ancora
ha
promesso
la
per
nelli
passioni
consolazione
di
stanti,
co-
nostre
troppo
quello
trovato
ci
deve
lentieri,
vo-
glorioso;
Cristo,
e,
stare
ba-
si vestono
Cristo
nostra,
aiuto
tanto
porteremo
se
di
e
bisogni,
sarebbe
Assai
qual
immagine
le
le
con
le tribulazioni
La
avendo
esperimentiamo
esperienzia
parole?
non
forti
innanzi
lo
per
la
confidano
che
perciocché
la
per
perché
li veri
pazienzia
maxi-
speranza
perché,
la
speranza;
aspettar
non
che
che
pazienzia,
fare
il che
e
patir principalment
la
stiamo
che
Dio;
per
l'aiuto,
la nostra
constante.
ci
di
mano
il
Cristo,
coloro
lui
giusto,
di
la prova,
mentre
di
benignis-
e
la
e
soli
prospera
cosa
Iddio
speranza,
opera
prova
per
opera
tribulazioni
Adunque
ingratitudine
quel
della
la
porge
si conferma
grande
certo
da
Signore
donde
nelle
per
potremmo.
non
pazienzia
d'aiutare
promesso
la
prova
buono,
di
corpo
essi
mani
imitazione
la
per
del
ottimo
dono
della
perdita
delle
ogni
come
tribulazione
la
la
e
prova,
sostentati
e
che
e
in
e
gran
per
Evangelio
lo
fa,
quanta
come
veggano
grazia
con
le infirmità
per
ringraziandolo
e
riconoscendo
e
per
in
quello ch'Egli
tutto
la
la
mal
a
effetti, che
mondo
sopportano
tenendo
e
'1 mondo
stupendi
del
gli
e
Signore
abbracciano
cristiani;
gli avviene,
che
i
nel
Paulo:
san
del
che
occhi
gli
Iesù
tribulazioni,
con
verità, accettando
e
Cristo
croce
maniera
cristiani
falsi
spirito
in
quello
tutto
e
dei
persecuzioni
adorano
nella
non
figliuoli,le ignominie,
dei
che
dicendo
dico, gli uomini
i veri
di
le loro
con
sinceramente
veggano,
morte
Dio
di
con
che
tranquillità d'animo
se
facciamo
vegga
e
in
glori
vita
vedendo
allegramente,
mi
».
conosca
Iddio
opera
ch'io
la
ancora
glorificato
noi
CRISTIANI
I
Adunque,
hanno
ancora
guardi
mi
acciocché
corpo,
manifesti».
si
nostro
corpo
VERSO
CRISTO
DI
se
cosi
per
tiamo,
soppor-
I
BENEFICIO
-
VERSO
CRISTO
DI
Capitolo
Alcuni
di
che
di
spogliarci
che
e
il demonio
perché
Ma,
da
l'anima
della
abbia
vita.
sua
le orazioni,
nione,
Nelle
diremo
orazioni
incredulità
nostra
la
fede
fede,
in
ordina
che
di
la
alle
crederà
giustizia
sua
sima
noi
né
a'
coperti
quali
!
Beato
e
nel
tutti
quella
sono
beatitudine
remesse
l'uomo,
al
Dio,
del
le
quale
nostra
come
che
Signor
i
non
vente
fer-
battesimo
Pietro
san
nell'arca
battesimo
l'ira
delil
Cristo,
di
E
salvo».
Cristo
di
si
gionevolmente
ra-
come
fatti partecipi della
la
salmo
ci
un
salvò
sarà
sotto
iniquità, e
il
che
parola
E
e,
scere
cre-
Adunque,
nel
siamo
commette
di
la
come
del
ci vestiamo
beni.
da
taci
aumen-
si
Dio,
nella
battesimo
imputati
sono
Signore,
battesimo.
battezzato,
suoi
«
perché
salviamo
conseguente
li
che
del
fondata
sarà
e
per
peccati,
ci
tocca
di
e
li
veste
coperti,
a
Paulo,
san
è
ci
aiuta
altro
Dio,
di
fede
la
fede
perché
afferma
figura
commu-
desiderio
è
tentissime
po-
Signore,
la memoria
promesse
per
qual
«Chi
fu
siano
oraremo
non
Con
Dio.
che
privar
«
continuo
pacificati con
Noè
noi
cosi
di
di
fendersi
di-
predestinazione.
continuo
un
orazione
la
in
credendo
Dio,
dice:
qual
di
gli apostoli:
carità,
e
fondato
l'arca
diluvio,
dal
regnerà
d'esser
Noè,
come
noi
perché
confermeremo
dice
con
in
lunatico:
di
cerca
santissima
della
e
del
patre
diremo
speranza
desiderio
ci
E
se
Paulo;
san
battesimo
col
».
E,
».
frequente
del
memoria
la
e
qual
della
Dio,
con
l'armi
giudico
armi
questi
l'uso
e
la
diamo
cre-
peccati
reconciliati
tentazione,
cano
cer-
qual
li nostri
apparecchiate
sempre
Fra
la
per
tutti
siamo
sangue
pessima
questa
fede,
castigati
stati
sempremai
umana
santissima
siano
'1 cristiano
che
bisogna
dimdenzia.
la
prudenzia
la
e
preciosissimo
suo
VI
contra
questa
Cristo
in
lo
per
remedi
CRISTIANI
I
preciosis-
questa
fragilità,stanno
dice
dice:
peccati
imputa
san
«
de'
Paulo,
Beati
loro
co-
quali
sono
il peccato
!
».
I
40
Ma
BENEFICIO
-
il cristiano
guardasi
del
licenzia
i
coloro
Cristo
e
col
mondo
costretti
A
dire
a
noi
costoro
ci
da
mondi
dei
a
nostra
conscienzia
di
fu
morte
della
il velame
sotto
e
afflitte conscienzie
Cristo
è
il corpo
mio,
il
molti
mio,
quale
in
ma
nel
dopo
col
dice
è
sua
la
testamento,
suo
che
Cristo
Perciocché,
è
valido
con
questo
la
erano
ricevano
è
mediatore
morte
sotto
la
il testamento,
di
Cristo,
grazia
la
promissione
è necessario
vita
e
l' ha
san
di
eterna;
Paulo
quelle
Testamento,
che
be-
la
Testamento,
nuovo
della
e
confirmato
Onde
morte.
primo
sopraggionge
adunque
alla redenzione
il
meno,
nondi-
morte,
valido,
del
mento,
testa-
la
misericordia
propria
e
'1
uomo,
o
per
sparge
innanzi
peccati,
promette
Questo
il sangue
che
di
disprezza
la
quali
dov'è
sia
fosse
per
chiamati,
e
si
quale
stre
no-
con
«
è
sappiamo,
dico, acciocché
intervenendo
le
sono
Padre,
le
disse:
il
de'
quale
della
rendessimo
Il testamento
remissione
precioso
sangue
il
Noi
nessuno
il
questo
e
quantunque
validissimo.
del
e
».
testamento
nessuno
e
promette
acciocché,
che
autenticato,
sarà
nivolenzia
peccati
Paulo,
san
voi,
per
tima
nell'ul-
memoria
quando
per
bitamente,
su-
reconciliazione
Testamento,
dei
la morte
qual
dato
è
nuovo
dice
cosa,
questo
quale
del
è
come
alcuna
il
la
Cristo,
Iesù
la
nostra
testamento,
che
e
sacramento;
visibile
della
sol-
distribuito
celebrassimo
sacramento
fece
remissione
se
santissimo
la
e
ricorriamo
di
a' fideli
e
».
non
saremo
peccati,
croce,
sicure
benedetto
nostri
sangue
del
questo
con
quando
precioso
instituito, perché
sua,
Dio.
al
ornati,
nostri
l'advocato
perturbare,
a
sono
Cristo
di
sia
non
de*
carne
e
debiti
gli
'1 sangue
Adunque,
remissione
giorno,
veri
sostentarli, acciocché
e
Egli
cominciarà
l'altare
su
suoi.
della
si
che
noi
che
quasi
e
membri
fede
Cristo
da
consolarli
per
ogni
a
la
con
a
parole
alli
tocca
ma
cadono
le
con
virilmente
Remetti
«
peccato,
dubitare
cena
pur
disperazione,
licitati
sparso
diavolo,
continuo:
ogni
propiziazione
noi
combattino
parliamo
in
cadano
non
di
appartiene
non
negano;
la
parole
queste
per
cristiano,
nome
che
tutto
CRISTIANI
dottrina
questa
fatti il
i
I
pigliarsi
del
con
col
e
VERSO
non
onorandosi
quali,
cristiani, i quali,
e
di
perché
peccare,
confessano
CRISTO
DI
eterna
vi
varicazioni
pre-
coloro,
eredità.
intervenga
I
la
BENEFICIO
-
del
morte
la
nel
vale,
salute
eterna,
nostra
carne,
divenne
fede,
ella
partecipe.
gli
se
viziosi,
esso
la
in
Paulo:
la
mangia
del
bee
Signore
questo
Figliuolo
profana,
i
Dio,
lo
avendo
Cristo,
fa
cosa:
e
quel
del
sarà
e
punito
questa
la
fiducia
di
accusa
per
vita
se
se
eterna,
Cristo
della
la
qual
sia
ficata
santi-
dice
come
di
san
questo
del
lice
ca-
Signore,
del
il
Signore,
Signore,
vita
sua
e
tiene
fa
e
quale
perché
la
pur-
conculca
come
il
cosa
ingiuria allo spirito
da
giustificazione
sua
questo
la
ed
si
perché
è
testimonio
condanna
Dio
li
sua
a
promette
non
nella
santissimo
fiducia
in
pasmento,
sacra-
nessuna
della
morte
di
Dio
ippocrisia. Perché,
metter
medesimo
d'infideltà,
acerbissimamente
medesimo,
rituale,
spi-
il corpo
testamento
ricevendo
non
umori
ma
bugiardo,
scelerata
il
come
discernendo
la
santificato,
stato
di
sia
fede,
cibo
sua,
beve
del
cena
corpo
il sangue
non
questa
da
e
sangue
il corpo
la
usurpa
nondimeno,
onde
la
discerne
fa
è
del
e
propria,
si
benché
e
pane
corpo
peccati suoi,
professione
iniquità, e
rifutando
che
quale
egli posto
di
non
e
grazia,
del
reo
carità
infideltà
questa
altra
di
colui
crede
tutti
questo
dannazione
senza
per
della
sion
e
non
di
gazion
E
di
mangia
malizia
Perché,
essa
questa
questo
colpa
Signore.
quella
per
senza
monda,
è
della
di
carne
cosi
per
cosa
del
sarà
la
».
fede
senza
in
e
niuna
benedizione
che
non
della
da
occupato
di
ha
il
nostre
Perché,
nuoce;
viziosa
ruina,
infideli
indegnamente,
e
anima
divina
stomaco
e
ci
ciò,
immortalità
partecipa
lo
corrompe
una
e
Colui,
«
si
di
vivificata
veleno.
truova
siamo
immortalità
della
ne
'1 testamento
anime
è
di questa
per
sacramento,
della
modo
mortifero
maggior
immondi
per
in
fede
alle
ella
mato,
confir-
è
iniquità,e
divinissimo
ora
chi
ma
che
e
securi
da
partecipa
ancora
precipita
agli
Chi
quando
truova
se
fa
certo
un
converte
corporale,
cibo
in
in eterno;
perirà
non
ci
infino
perché
e
segno
fiducia
certa
morti
Adunque
le nostre
tutte
in
41
ne'
certissimi
e
E,
ancora
ma
immortale
carne
dà
CRISTIANI
il testatore.
sigillo questo
solamente
non
securi
eterna.
di
luoco
vive
rimesse
sono
I
il testamento
mentre
siamo
vita
della
in
lasciato
quale
ci
quale
eredi
fatti
Cristo
di
morte
vale
non
VERSO
perché
testatore,
poiché
CRISTO
DI
pria
pro-
eterna,
in
questo
I
42
santissimo
della
l'accusazione
che
maniera
l'abbia
da
alli
rispondendo
la
nissimo
remissione
Dio.
che
io
mi
non
miei
Cristo
averla
nel
la
mentire
salvo
e
mie
e
di
Non
ha
egli
morte
per
mortale
le
per
sue
far
noi
in
cielo,
è
farci
seco
anima
ti
ha
ha
suo
in
pigliato
immortali,
divenuto
figliuoli
la
con
di
è
Dio.
ti
tutte
contristi?
che,
amore,
il
disceso
la
di
Adunque
è
chi
sé
venuto
di-
perché
terra
dell'uomo
genito
uninostra
sopra
in
per
suo
fortezza,
sua
io
li peccati
per
stesso
vento
di-
dato
mondare
tolto
figliuolo
io
Egli
ha
mora
ha
ricchezze,
non
quale
la
per
Non
se
di
fede
perché
che
nelle
il patto,
per
voluto
fo,
io
simo
sicuris-
son
sangue
tanto
la mia
certissimo
peccatori
porta
dubbio
il sangue
per
Cristo,
mia,
certo
che
de'
mani
il
mai
fatto
tranquilla.
confirmarci
per
ascendiamo
per
qual
quale
donarci
infirmità
o
eterna,
il
Figliuolo,
si
sparso
il
Signore,
di
né
constante
questa
giustizia
è
quanto
e
divie
non
sono
sua,
mille
risguardo
io
tanto
e
riconciliazione
opere,
se
promesso
per
sicuro
promette
grazia
nelle
corpo
iniquità? Adunque,
dalla
noi
la
è
mi
peccati,
ha
fa
le
per
cuore
questo
della
e
Ma,
qual
conscienzia
suo
liberarti
nostra
che
E
mi
fanni,
af-
santissimo
merito
ma
condennato,
credendo
la
io
miei,
ghiottire
innon
suo
operazioni,
e
ingannare.
questa
mie
il
nel
lui, di
questi
questo
a
e
che
debbia
sente
che
iniquità
peccatore
che
eternalmente
peccati
perdonati.
Colui,
Dio,
ricevo,
alle
avere
noi
confesso
mie
Dio,
l'inferno
dico,
non
e
di
contra
dicendo
ora
de'
di
e
mia
la
nel
povertà
le
tutte
patto
né
Confidati
con
quale
siano
che
certo
nostri?
noi
il
mi
l'innocentissimo
la
li
remissione
giusto,
le
per
quieta,
impetrata
e
son
eterna
tentazioni,
sue
fiducia
di
Cristo,
prevale
di
con
«Io
conosca
peccati
e
e
risguardo
sarà
promesse
può
io
per
quando,
suoi:
di
Se
conscienzia
di
morte
peccati
divotamente,
nemici
sacramento,
della
con
animo
ricevalo
suoi
che
che
sente
dubita
le
l'ira
per
il cristiano
quando
dubbia
uccidere;
buon
e
e
morte,
e
con
sacramento,
gli
la
CRISTIANI
cioè
con
dubitare
a
vincere
vada
inferni
conscienzia
comincia
che
e
delli
il diavolo
sopportar
poter
non
remissione
la
I
quando
soverchiare,
vogliono
conseguito
avere
di
il
VERSO
Adunque,
sacramento.
nemici
li suoi
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
insieme
sarà
colui
I
44
divino
cosi
l'anima
e
di
vincolo
costuma
di
di
»
il misterio
riceve
carità
della
abbiamo
solo
ancora
e
e
il
Signore
in
partecipar
del
corpo
suo,
noi,
noi
e
del
corpo,
tutti
noi
unità
di
uniti
egli
la
pane
e
Questo
pane
».
della
siamo
corpo
Adunque,
considerare
membra
che
di
maniera
alcuno
delli
e
tutti
avemo
siamo
del
fratelli,i quali
nostro
sono
corpo,
membra
amiamo
tanta
del
corpo
ne
noi
che
Un
di
tutti
di
o
siamo
Cristo,
miamo
infa-
Cristo;
fratelli.
debbiamo
nostro.
discordia
aver
con
avere
Si
di
disprezzare
offendiamo,
nelli
un
debbiamo
dico,
non
è
non
Cristo?
Cristo,
l'abbiamo
lo
quando
partecipiamo
possiamo
non
non
non
lui
e
intervenire
di
infamare
offendere,
parimente
che
in
si
congiunti
pane,
corpo
membra,
Cristo;
non
comunione,
incorporati
in
l'uno
Paulo,
il
e
tutti
perché
parimente
Iesù
Cristo,
amare
del
corpo;
fratelli, che
disprezziamo
Cristo?
fatto
è
benediciamo,
noi
che
qual
La
come
ci possa
san
uno
ancora
corpo.
esser
dimostra
con
che
che
si
fa
ci
cosa
che
non
la santissima
possiamo
gli fratelli, che
possiamo
molti,
ricevendo
non
ci
comunione
medesimo
un
che
la
egli
è
non
che
di
sangue
modo,
ma
fraterna,
altro
qual,
debbiamo
benedizione,
del
il
di
noi
cosi
divisione.
comunione
un
confusi
d'animo,
11 calice
un
sacramento;
concordia
tanta
rompiamo,
cura
dall'altro,
minima
«
e
peccati,
medesima
diventiamo
que
Adun-
sacramento
necessario
è
non
maniera
tal
Egli
riceve
sé».
carità
e
di
san
pace,
a
de'
unione
una
partecipi,
del
della
questo
avendo
non
partecipazione
il pane
discernere
dice:
tutti
mescolati
grani
alcuna
con
cotale
rappresenta
con
fa
alla
diventa
che
Adunque,
ci
qual
per
molti
può
lui.
con
ordinò
Chi
«
contro
sacramento
questo
dice:
e
»,
remissione
pace,
che
a
sacramento
il vincolo
della
alla
perciocché
unità
Signore
sicuri
infiammarci
per
'1
fine
metta
il cristiano
la testimonianza
ma
io
che
mente
inebria
liquore
divinissimo
questo
conserva
che
renderci
per
salutifero
avvertire
di
la
pasce
innanzi
Ma,
scienzia
della
e
sempre
e
prima
non
sapere
che
misterio
«
sé,
per
a
Dio!
CRISTIANI
sapienzia
dolce
chiamare
unità
il misterio
colui,
voglio
I
VERSO
della
si
con
ragionamento,
Agostino
non
dico,
dell'amor
sua
questo
«
cibo
CRISTO
li tesori
tutti
e
reposti! Felice,
sono
di
grazie
le
tutte
DI
KENEFICIO
"
come
non
Quanta
delli
niuna
I
del
parte
BENEFICIO
-
nostro
in
le
noi
ancora
incitare
può
allo
tutti
che
ancora
noi
desiderare
solo
un
cuore
in
e
pensieri,
nelle
parole
ogni
volta
che
che,
ci
obblighiamo
offendiamo
alcuna
alienati
dalli
indegnamente
e
loro
per
essendo
la
Cristo.
e
a
finalmente
per
la
Cristo
battesimo
ottimo
della
peccati nostri,
e
nutrire
remedio
unione
nostro.
all'uso
contro
per
la mutua
che
Oltre
alla
sangue
del
di
della
diffidenzia
la
gli
e
e
animi
nel
alla
santissima
e
timore,
di
cevendo
ri-
credere
che
di
unione
e
pane,
per
sostentare
per
della
certezza
del
tutti
orazione
membri
celeste
e
Cristo,
di
li
testificarla
abbiamo
Signore,
nondimeno,
Signore,
e
divisi
mangiano
del
da
bontà
carità,
alcuni
se
il corpo
Cristo,
eccitare
cosa
Conciossiacosaché
questo
infinita
alla
frequente
del
la fede
la
predicare
strettissima
e
e
E,
partecipazione
passione
fare
che
certo
monstrano
ricevere
non
essendo
per
in
nella
memoria
questa
di
necessità.
fratelli, cioè
comunione,
a
lasciamo
lacerare
e
alcuna
parte
adunque
lodare
e
che
maniera
dannazione.
li
consiste
salute
con
Signor
da
l'odio
per
loro
per
corpo
dividere
la memoria
nostre
del
sacramento,
Signore,
tengano
di
santissima
dei
del
rimane
avendo
fortificare
loro
propria
Andiamo
celebrare
nelle
nelli
cristiano
ogni
carità, di
anima,
uniti
e
santissimo
né
mensa
rei
sono
non
la
tutta
celeste
concordi
alcuna
la
non
e,
della
bevendo
divisi
Cristo;
cosa
fratelli, questi
e
mangiando
uffici
biamo
deb-
sola
una
fa
noi,
onde
cosa;
nando
do-
donarci
a
tutti
avvertisca
E
maggiore
invita
sia
uno
Cristo,
a
noi
essendo
nostri
che
comune
questo
aiutarli
e
questa
a
vengono
e
giovarli
per
in
stimolo
medesima
opere?
riceviamo
gli
qual
muova
debbiamo
ci
animi
ci
in tutti
lingua,
ci
non
nelli
vedere
fa
una
che
nelle
e
noi
fratelli
i
lui siamo
tutti
a
si
quanto
sola
qual
solamente
non
procurare
una
e
noi,
in
ma,
che
fonda
si dif-
non
comportare
pensieri
Perché
prossimo.
mutuo,
a
l'altro,
a
questi
eccitando
amor
medesimo
se
l'uno
il
verso
il
alcuno,
sacramento,
ardente
amore
ci
tanto
a
preparare
qual
debbiamo
non
Con
compassione.
a
45
il
alcuno,
cosi
male
senta
nostro
CRISTIANI
I
dolore
parti,
altre
VERSO
CRISTO
sente
corpo
tutte
'1 fratello
che
DI
e
le
missione
re-
lingue
nostro
Dio,
l'uno
all'altro
di
corpo
memoria
Iesù
del
comunione,
che
non
e
è
amico
è
4/i
I
della
elezione
ed
nemici:
nostri
in
vita,
che
in
e
qualche
la
e
di
libro
essere
conformi
di
fa
alla
che,
dice
sempre
nel
alla
gloria
de'
noi
per
a
fine
che
abbiamo
che
Dio
mantiene
il
Accresce
in
lui
mai
Dio.
l'ha
un
del
chi
vilissimo
mondo,
Questi
cielo?
Padre
pio, giusto
del
non
Non
suo
temono
sanno
Dio
e
la
che
le
in
del
e
cose
le
della
né
morte,
sia
'1 peccato,
l'ira
di
Dio,
delli
sericordia
mi-
sua
di
tutto
in
dalla
come
del
spirito
padre
predestinazione,
'1 diavolo,
né
in
non
Dio
e
del
mano
Questi, innamorati
loro
perché
Chi
le ricchezze
Dio
sue.
della
l'amore
del-
cittadino
ringraziandolo
né
noi,
giudichi
non
tutte
adverse
e
per
arda
non
Dio
veramente
operazioni
notizia
da
fatto
e
sempre
il
peccato.
che
pusillanime,
prospere
che
siamo
Dio
che
figliuolo,
stato
mandato
L'infiamma
opere.
sapendo
ch'adorano
tutte
armati
cosa
e
Anzi,
».
allegrezza spirituale.
mondo
suo
essere
lodandolo
santo
e
del
Dio
predestinazione
santa
le delizie, tutti li onori,
quelli
Dio,
buone
vile
cosi
di
tutte
delle
noi?
Evangelio,
continova
aeterno
tutte
sono
verità, ricevendo
loro
ab
sapendo
dello
costui
«Se
—
ha
noi,
l'ha
qual
predestinato
e
sicurissimo
pegno
Questa
una
nimico
sarà
fango
è
ferreo, che,
e
fatto
divino?
amor
fa
Il
fiero
cosi
in
in
qual
la
sua;
di
contro
adimpita
qual
il
mano
eletto
ad
fabile
inef-
per
impedire?
sarà
eterna.
studio
lo
chi
grazia
vita
a
cristiano
vero
di
sarà
eletti
ha
Dio
continovo
di
Dio,
la
mi
sono
consolazione
rivolge
potrà
sia
la
accettato
figliuoli di
Dio
—
il
Oh
sostenta
Se
Paulo,
da
eletti
Padre
suo
figlioli,chimi
san
quali
predestinazione,
il
sente
precaduto
o
dei
nomi
che
e
nomi
questa
tentato
i
predestinazione,
sua
».
quale
uccidere
in
e
stati
sono
la
i vostri
che
—
afflitto
i
Dio,
possiamo
allegrezza
fede,
—
dilettissimo,
Figliuol
suo
Signor,
sempre
predestinazione
la
il
di Cristo
questa
cuore:
suoi
dice
—
quale
che
e
eterna,
suo
la
quelli,
egli cada,
vita
a
di
della
dolcissima
quantunque
predestinato
è
vita
questa
cuore
di
uno
ha
parola
memoria
immagine
che
nella
maggior
la
esser
della
colui
suo
che
predestinazione,
il cristiano
più
CRISTIANI
nostra
dice
—
1
della
con
è
non
consoli
certezza
nel
nel
cielo;
peccato,
scritti
santo,
Rallegratevi
«
scritti
sono
fondata
eterna
Spirito
dello
spada
la
è
vita
a
VERSO
memoria
la
cristiana,
carità
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
l'inferno.
veggono
I
che
altro
BENEFICIO
-
le
tribulazioni,
pericolo,
il
o
tutto
il
tutte
queste
non
senza
i
dovere
la
loro
ad
elezione
loro
animi
eletti.
nomi
cui
Ma
forse
allegrezza
io
s'io
so
non
dalla
peccare,
quasi
violenza
afflitto
spesso
occhi
gli
con
l'ira
rispondendo,
fermo
che
di
preziosa
fa
alle
peccati
la
e
Dico
persuade
e
da
lui
Dio,
di
parole
sa
che
ferma
fede
di
che
è
per
Dio
fiducia
per
per
ogni
qual
Dio.
Di
se
questa
del
l'anima
non
di
di
Dio,
indulgente
eredità
dalla
nasce
promesse
la
veggo
tenga
dello
aspetta
che,
tu
grazia
e
che
tuoi
la
accettò
al
questi
remissione
gli sia propizio
non
frale
A
fidele
veramente
queste
il
il diavolo
Ma
aggionge
che
di
petua
per-
difendere,
si
i
perpetuo
e
fiducia, che
la
in
opere.
in
vivo
diavolo,
promette
chiunque
e
flagella ».
della
spogliare
quale
a
e
vivere
tribulazioni,
benevolenzia
niuno
chiunque,
certamente
con
il
sua
pace
che
del
quelli,
debole
carissimo,
pendo
sa-
edificazione
parole
diverse
mi
che
fratello
della
sicuri
perciocché
Dio,
della
s'ingegna
veste
da
tentazioni
sono
spogliarci
ci
che
e
di
di
questo
a
medesima
la
che
tanto
posso
E
vessato
e
dico,
queste
cerca
vinto.
negli
opere
conosco
molto
mi
esorta
efficacissima
alla
essa
perciò
numero:
non
rimanga
non
dubbi
fede
questo
fiducia
predestinazione,
le
con
conoscendomi
cui
giorno
vedendomi
via
in
sia
Dio
cristiani
commemorare
per
cagione
cielo, hanno
glorificar
massimamente
timore,
ogni
mi
in
di
e
Io
—
in
ma
veri
buone
santa
dirai:
morti
Adunque
cosa
benedetto
di
siamo
quando
di
come
cognizione
la nudità,
questa
Paulo,
bulazioni,
tri-
Le
o
te
per
delle
questa
mi
tu
scritti
sono
di
Dio?
gli
costuma
Cristo
E
gridano
ci amò».
che
san
studio
lo
e
delle
macello;
che
santa,
e
e
la
importa
quanto
degli
Dio
pubblico
in
parlava
cagione
che
E
santo.
pia
cristiani.
veramente
di
predestinazione,
e
di
l'amor
eccitare
è
vita
alla
pecore
gloriosi, e
e
Cristo
Per
Giovanni
san
Dio,
la fame,
o
Colui
per
hanno
di
scritto?
come
salvi
essere
discepoli
suoi
dice
come
è
se
E,
carità
la
47
loro
del
da
come
superiamo
cagione
loro.
persecuzione,
tenuti
siamo
cose
santificano
si
la
o
di
favori
separerà
il coltello,
o
giorno,
di
sanno
ci
«Chi
CRISTIANI
I
verso
come
l'angustia,
o
VERSO
paterna
accettano
Paulo:
san
con
carità
e
amore
CRISTO
DI
del
stiano,
cri-
crede
tutti
i
gelio.
Evannon
si
padre,
regno
4b
I
celeste,
di
dice
Onde
Dio.
purché
mantegniamo
insino
al
fine.
ha
qual
la
Dio
attendiamo
buoni
come
più possiamo;
dallo
del
Spirito
il
Agostino,
la santità.
della
di
parole
debbiamo
della
il
autentica
delle
stabilirle
e
santo
della
Ecco
come
santo
Spirito
santo
più
che
come
da
lo
è
una
dato
da
il
quale
gli
cuori
è
della
dell'Evangelio,
nuova,
—
l'arra
di
che
ci
tempio
e
fare
Spirito
divine,
nelle
menti,
d'arra.
della
che
dallo
lo
autentica
abbiamo
la
».
chiama
perché
come
a
e
Spinto
impressi
maniera
la
eredità
nostra
sono
che
Dopo
«
lo
per
santo,
promesse
sigillati in
promette
diletta,
sigillo,
fideii
qual,
che
un
vece
sete
ceve
ri-
debbiamo
possono
come
in
—
Evangelio,
Dio
dello
promissione»,
il
dello
Cristo
impresse
Dio
anzi
conoscendo
si
non
è
delli
sigillo,
un
Salomone
di
quelle
ha
l'apostolo
«Spirito
felice
ed
diamo
cre-
dice
e,
doni
cuori
ci
è
dice
mostra
promissione
volte,
ci
promissione,
Spirito
la
—
fede
nostri
innanzi
confirmarle
creduto
avete
la
con
non
nemico,
grazia
vita
sono
e
figliuolo ch'egli
Dio,
cose
ma
per
nei
quali
queste
ritenga
ci sia
figliuolidi
siamo
umana,
noi
sigilla
e
della
san
peccato,
senza
figliuolo,non
per
di
che
perché
prudenzia
in
Dio
imitazione
fermo
per
la
li
per
di
tribulati,
—
flagella ogni
benevolenza
e
è
purché
Signor
accettato
da
giusto
perché
Il
«
e
ama,
noi
la
e
santo,
certezza
che
grazia
abita
quale
egli
è ricevuto
Dio
Spirito
padre.
appresso
sentenzia
quella
afflitti e
siamo
se
quanto
propiziazione
santo,
e
le tabulazioni
avendo
tenere
opera
perciò,
qual
l'uomo
qual
dubitare
dello
il
e
giusto
esser
ci mandi
Adunque,
».
la
E
santo
volontà
abbandonati
nostro
la
tello
fra-
fragilità,non
d'essere
è
fratelli, di
niuno
clementissimo
colui
castiga
le
Dio
ci è
perché
di
quale
la
peccati
nostra
o
fiducia
la
far
a
l'avvocato
il
giusto,
che
resta
non
che
per
dice
d'ira
abbiamo
perché
Ricordiamoci,
qual
nondimeno
vasi
speranza
via
dai
la
per
Dio,
Adunque,
studio
guardiamoci
zia
gra-
di
casa
della
gettar
non
ogni
peccamo
essere
Cristo
nostri.
l'affetto
di
la
retribuzione.
con
pur
santo,
Iesù
Padre,
peccati
se
e,
a
di
figliuoli,e
crediamo
questo
per
esorta
premio
gran
dilettissimo,
di
ci
siamo
gloriazione
e
della
indegno
tutto
noi
che
la fiducia
altrove
CRISTIANI
I
è si del
Paulo
san
ferma
E
VERSO
fedele:
è veramente
non
nostra,
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
remissione
detto
dei
1
peccati
BENEFICIO
-
la vita
e
eterna
castigati tutti
stati
i
siamo
figliuoli di
perché
siamo
figliuoli,ha
cuori
«
che
Quelli,
di
Dio».
giudicati
sono
voi
Perché
un'altra
adozione,
noi
figliuoli di
siamo
eredi.
Ed
da
è
tutti
ha
predestinati,
noi?
Se
adunque
a
adunque
io
o
mortificazione
la
scienzia,
in tutto
o
predestinato?
in
cristiani, cioè
non
lo
ae
la
per
da
donate
ab
spirito
niuno
cui
Dio:
debba
di
di
misericordia
d'essere
di
cosi
arrogante
dicono
del
avuto
Dio,
cristiano,
Riformatori
vita
Questo
averlo
e
è
donato
essere
Cristo.
gloriasse
meraviglia
e
che
come
alcuno
Cinquecento*!.
mi
le
che
cose
adunque
eterna?
se
Ma
si
che
fosse
possa
non
esser
che
tutti
e
arroganzia
essere
da
state
sono
che
Dio
dicono
di
che
lo
aver
rito
Spi-
'1 cristiano
non
per
si
mera
il confessare
cristiano,
i
ricevono
sappiamo
se
rito,
spi-
viene
loro
glori
con-
dello
che
alcuni
suoi
ha
contra
della
di
Spirito
lo
ha
chiamato,
ha
Paulo
san
i meriti
se
sarà
la pace
questi tali, come
per
Dio
all'Evangelio,
ma
fanno
inspirazione
noi, chi
Dio
con
di
chiamati,
io dubitare
credono
eredi
vivificazione
la
debbio
mondo,
questo
che
e
que
adun-
glorificati».Che
fede, cioè
diciamo
che
quelli
li abbia
terno
noi
Se
che
ha
ancora
che
ma
predestinazione?
che
è per
carne
perché
parte,
di
Dio
della
della
Appresso,
veri
Dio,
effetti
gli
e
Se
Paulo
a
figliuolied
quelli,
cora
an-
comunamente
nostra
chiaramente
conosco
la fede
donandomi
cose?
queste
nostro,
san
Evangelio.
giustificati,ha
ha
desimo
me-
speciale,
epistola: « Quelli,
e
il
spirito
luoghi
santo
della
chiamati;
ancora
lo
vitù
ser-
spirito della
alcuna
siamo
dubitare
della
perciocché
due
dello
che
medesima
giustificati
; e quelli,che
diremo
certi
noi
nella
dice
stesso
fa
ci
santo
Spirito
figliuoli
figliuoli,siamo
questi
grazia
lo
con
siamo
se
romani:
sono
spirito
»:
rivelazione
lo
la
debbiamo
perché
Dio,
fa
accettano
Spirito
lo
Lo
che
quelli
in
di
che
testimonianza,
pater
insieme
che
Dio,
e,
Figliolo
alli
ricevuto
Abba,
«
e,
non
di
Iesù
Paulo,
san
E
lo
avete
ma
Dio,
notare
parla
chiarissimamente
della
timore,
in
spirito del
pater».
ricevuto
siano
crediamo
dice
lo
Spirito
testimonianza
Spirito rende
che
dallo
qual gridiamo
lo
per
Abba,
«
avete
non
in
volta
Dio
Cristo
in
che
che
mandato
49
che
noi,
secondo
grida:
che
nostri,
Dio,
CRISTIANI
credono
Tutti
loro.
peccati
I
VERSO
quelli che
a
Cristo,
nei
CRISTO
DI
non
avendo
4
I
50
Cristo
Signore
«
il
muove
cuore
Dio
ci
dona
ci
e
la
Spirito
Se
comanda
perché
in
è
i
loro?
Ma
Cristo
è
i
appresso
che
e
cristiani, depongano
grazia dell'Evangelio,
santo
e
che
e
sapere
d'essere
in
sapere
d'essere
predestinato,
quelle
parole
chiaramente,
openione
per
due
queste
si
di
sentenzia
che,
comune
leggendo
chiaramente
questa
vita
A
deeno
intendere
benché
Salomone,
transazione,
tutto
ch'egli
presente
le
sopra
vuol
dire
in
di
è
s'alcuno
per
sia
che
ella
amato
data,
fon-
è
alla
Quanto
tradotta
cosi
uomo
non
che
sopra
quella
che
fedelmente
Salomone,
giudicare
non
brevemente
senso.
non
che,
di
santa,
non
io
questo
dimostrato
sia
degno
è
«Io
principalmente
non
può
non
alli corinzi:
questo
ella
può
non
s'egli
sa
avere
nondimeno
il discorso
vuol
in
forse
potrebbe
il mostrare
quali
lo
allegare principalmente
Scrittura
solamente
la
hanno
rivelazione
nondimeno
della
parole
veri
costoro
dadovero
Ma
Paulo
di
è
suo
conosciuto,
è
i cristiani
non
san
pare
me
resta
autorità,
non
nella
falsa:
è
di
alcuna:
cosa
le
L'uomo
«
santo,
consistere.
conseguente
per
potrebbe
e
'arroganzia
Spirito
abbraccino
particolare
e
lo
la
Cristo
Spirito
adunque
averlo.
Dio,
quelle
giustificato».
son
di
Salomon:
e
coloro
che
senza
grazia
di
consapevole
son
mi
'1 cristiano
d'amore»
o
da
ebrei,
di
d
noi,
hanno
se
può
che
in
che
non
Diventino
conoscono
sia
dello
dice
conosceranno
dire
di
quale
dallo
propria?
Cristo
incolpare
lo
ce
fede
conoscono
presenzia
solamente
alcuno
d'odio
che
il
animi
gli
non
non
santo
tentino
il cristianesimo
dimora.
Egli
quali
di
che
che
ma
la
separare
cecità
della
mentire,
mondo
al
se
gran
gloriarsi
può
non
incognito
Spirito
reprobi,
noster,
Spirito
corinzi
dimeno
non-
solamente
Pater
esso
E
diciamo
perché
Spirito
lo
alli
quale glorificazione
la
Ma
che
certamente
osano
di
ci
non
voce.
non
giorno
opera
sono
dolce
santo,
possibile
è
Paulo
che
cristiani, che
senza
ella
san
affirmando
fede,
ogni
il credere
arroganzia
è
Spirito
Spinto
lo
se
»,
arroganti,
come
essendo
santo,
lo
diciamo
dicami:
Ma
Padre
profferire cosi
a
dire
ippocrisia, possiamo
«
tengono
fede
la
che
proibiscono
ci
CRISTIANI
I
mera
Dio
lingua
che
VERSO
senza
chiamare
o
con
comandano.
che,
o
»
costoro,
CRISTO
DI
Cristo,
di
Spirito
lo
BENEFICIO
-
possa
rozzo
vedere
li accidenti
o
odiato
di
da
I
52
egli
fede
la
corona
dallo
giustizia,
né
non
acerrimamente,
Paulo,
san
i
santa,
potrebbono
si
quali
contrario
oltra
Ma,
Signore.
alla
tutti
particolarmente
dico
vecchio
lo
spirito
della
lo
spirito
dell'adozione
E
quello
ma
e
dice
Timoteo
a
servitù
fatte
per
che
noi
fatto
simili
della
penale
per
la
qual
Paulo
san
pace
e
entra
fede,
e
produce
e
nel
Da
lo
il
dalla
da
e
del
allegrezza
della
E
nello
grazia
gode
padre
».
timore,
le
messe
pro-
Cristo,
nostri
presenzia
molti
altri
mici,
ne-
sua,
luoghi
'1 timore
che
che
ci conferma
allegrezza spirituale,
che
dimostra
'1 regno
di
santo,
evangelica
pace
del
donato
in
alla
Spirito
la
ricevuto
de'
secondo
dicendo
ricevuto
secondo
questo
è contrario
cristiano,
testifica
spirito
mano
Ma
Testamento
cAbba,
ci ha
sia
rare
dichia-
avete
ma
giustizia,
questi
che
avete
quale,
profeti,
Scrittura
come
raccoglie apertamente
alli romani,
regno
dato
con
del
di
e
lungo.
troppo
non
ravano
misu-
di Cristo
volessi
si
Voi
al cristiano.
conseguentemente
una
e
timore
propria
giustizia
la
si
quale
S'io
timore;
liberati
conviene
non
è
suoi
nostra.
questo
chiaramente
chiunque
vita
pare
proprio
«
amore,
santità
perciocché
la
dello
timore,
in
quale
gridiamo
ci ha
delli
Scrittura
santa
servile
e
ancora,
e
della
giorni
li
:
quale
non
bocca
lui
a
e
della
nuovo,
nel
lo
Dio
senza
serviamo
tutti
che
la
romani
novamente
potenzia
della
del
proprio
per
e
egli
Salomone
di
sarei
è
che
luoghi
il
timore,
che
la fede
con
altri
penale
alli
dice
quando
se
fede,
quello
autorità
questi luoghi,
è
la
coloro
predestinazione.
'1 timore
filiale
l'amor
e
Paulo,
san
che
generale
in
non
alcuni
al
della
certezza
e
due
queste
l'omo
false,
per
anzi
riprendendo
allegare
esortano
dico
di
certo
sarebbono
mai,
le opere
a
separarlo
a
fratelli dilettissimi, di far dire
pensò
non
giustificazione con
la
nostro
egli
creatura
sapendo
tutte
giusto,
esser
niuna
bastante
morire,
e
apparicchiato
era
che
era
cose
adunque,
che
gli
certo
di
l'intera
conservando
cielo
era
quali
di
Cessiamo
oppugnò
sempre
le
certo
quello
Paulo
ed
desiderava
e
stato
in
infernale
né
Cristo:
con
l'opere.
per
san
Dio,
fusse
non
sapeva
terrestre,
di
essere
egli
a
di
amore
dover
che
e
CRISTIANI
1
giustificato,
cristiana,
celeste,
né
d'essere
questa
VERSO
CRISTO
DI
certissimo
era
pura
BENEFICIO
-
è
della
perfetta allegrezza spirituale e
cioè
Dio
che
giustificato
coscienzia,
santa.
Onde
I
il
medesimo
allegri;
inenarrabile
allegrezza
figliuoli di
infin
timore,
fede
faccia
in
filiale, che
perché,
che
rende
ha
chiamati
ed
misericordia
onde
Egli
collocati.
servile
offendere
la
il decoro
delli
che
dimora
nostra
nell'animo
mortali
farci
che
la Scrittura
che
noi;
stiamo
noi
quale
avari
Scrittura
la
esorta
è
quanto
all'imitazione
di
quale
è
nimico,
buoni
si
con
chiaramente
di
spogliarsi
della
lei
può
che
'1
pio
carne
di
cristiano
le
non
di
questa
ci
non
e
nemici
come
il
di
si
questo
timore
si
da
hanno
vanno
al
stato
gu-
studio
gliando
spo-
deeno
mai
filiale, il
il servile
come
dette
timore,
ogni
con
Non
ha
santo,
nostra
vecchio.
cose
non
contro
mai
è
tanto
cristiana,
Per
di
s'ingegnano
e
Questo
timore
tutto
carità
stare.
al timore
Spirito
nella
attendono
questo
del
quale
alcuna
e
insidie
dell'uomo
spogliano
amicissimo
né
e
medesima
costoro
cristiani, i quali già
e
per
felicità, nella
lo
gli
non
e
la
per
vigilanti
sensuali.
e
Dio
depravazione
abitano
Signore,
Cristo,
e
dannarli,
con-
per
che
cosa
la
fanno
i veri
il
soave
quanto
i cristiani
ci
sia
sanno
gli affetti, i quali,
e
debbiano
testimonianza
la
per
stiana
cri-
tura
Scrit-
che
egli
contristare
di
perché
superbi, ambiziosi,
medesima
la
amore
figliuoliguardiamo
attenti
spirito, sempre
la
commettere
e
gli appetiti
nostro
dello
di
sempre
medesimi,
pietà
esorta
non
conoscendo
che,
e
della
nella
buoni
come
e
decoro
che
punto
mantenerli
figliuoli di Dio,
in
di
dubitano
per
di
misericordia,
mera
che
e
tanto
che
in
tenuti
e
Signore,
spirito loro,
sua
per
pietà cristiana,
natura,
fidiamo
ciò
sia
non
Si
già detto,
allo
santo
quasi
Dio,
servi
intende
non
il decoro
abbino
Quando
timore,
di
ira
non
filiale,cioè
ma
al
abbiamo
e
nel
tura
Scrit-
intendere
servando
il
che
e
Cristo.
di
come
eletti;
loro:
suoi
d'una
la
debbano
come
soave
conservarli
a
la
Spirito
lo
li meriti
effetti
veri
e
è
Cristo,
quando
non
trattati
quanto
imitazioni
giudicio
il
ha
quali,
i cristiani
esorta
gli
li
esser
sempre
in
esultano
tentazioni,
licenziosi,
gli
vivano
credono
che
cristiani,
bastante
sia
diverse
53
che
i
gustino
loro
nelle
e
temere
che
coloro
che
deeno
Dio,
cristiani
spaventa
e
alli cristiani
parla
i
CRISTIANI
I
glorificata.Adunque,
e
menaccia
santa
delli
dice
afflitti da
siano
VERSO
esorta
Pietro
san
quantunque
che
volte
più
e
CRISTO
DI
BENEFICIO
-
si
può
dubitare
dere
inten-
della
1
54
suoi
dei
remissione
DI
BENEFICIO
"
peccati,
del
più soddisfazione
per
Ilario, Sopra
noi,
che
Dio
la
d'impetrarla;
dubita
venti,
da'
nel
quale
ci
che
tu?
ottenere?
è
verace
e
può
la
Il
la
fare
il
mio
merito,
meriti
sicuro
».
se
che
l'infinite
Il
per
mia
noi
per
desidero
ma
quella
questi
due
che
è del
luoghi
Tutta
«
nel
la nostra
venire
tuo
a
per
i
non
precioso
salvare,
salute.
te, Padre,
Iesù
chiaramente
grandi
non
che
il
non
cherà.
man-
son
molto
son
io
suoi
quale
In
la mia
Santo
di
più
dice
e
per
E
poi
la certezza
tutta
respiro.
».
mia.
incarnato.
suo,
avendo
Cristo
merito
il
Dio,
con
peccati
si fusse
lui
io
tanto
speranza,
In
tutta
povero
son
altrove
sangue
peccati
resurrezione
misericordie
parlando
la mia
Figliuolo
dimostra
a
promette,
è
molte,
so
che
so
Signore:
Non
sei
doverla
miei
sua
la
sono
potente
s'il Verbo
sue,
è posta
e
più
disperare
parole:
queste
delle
che
del
Signore.
Signore
Agostino,
potuto
fiducia
sparso
del
è
medesimo
negligenzie
soggionse
della
egli
del
e
chi
creduto,
dei
morte
vita
la
Signore
quel
le misericordie
quanto
:
salute,
di
tu
ho
ciò
morte
La
sua.
E
—
figliuolo,
suo
dare
nel
alla
penso
morte
la
fatto
cui
moltitudine
La
la misericordia
è
s'avrebbe
che
mio,
mentre
E,
nella
ha
possente
s'io
paura,
è
mi
vuole.
ch'Egli
mia
refugio
merito
carità
So
Mormori
«
dicendo:
—
stolto,
pensier
speri
cevere
ri-
dover
Agostino,
santa:
meriti
quali
con
che
agitata
e
santo
e
agitazione,
rispondo:
promissione,
fare
può
gloria?
pia
dubitatam
in-
colui
di
il
non
crede
non
sbattuta
è
scacciare
certezza
a
la stolta
gran
quel
speranza
nei
sua
nella
mio,
quel
se
adunque
insegna
confidatamente
Io
per
mi
non
di
quella
è
—
ch'egli
e'
vuole
quanto
quanto
e
manuale
s'impetra,
quell'uomo
Ascoltiamo
vuole
speriamo,
perché
quale
pensi
non
Dio.
privare
—
cosa
da
suo
vuol
dice
—
qual
alcuna
cosa
il
la
per
Santo
Dio
non
peccati,
la
mare,
rità
auto-
Ilario, l'uomo
meritamente,
e
del
all'onda
simile
è
fede
secondo
suoi
che
volontà,
la
per
dei
remissione
alcune
verità.
dice
quinto,
che,
nondimeno,
questa
d'incerta
Ecco
Dio;
scrivere
sotto
canone
giustificazione
ambigua.
di
grazia
confermano
dubbietà
la
è
da
impetra
nel
alcuna
senza
fede
essa
se
della
né
CRISTIANI
I
lettore, voglio
Matteo,
san
altrimenti
perché
VERSO
santi, li quali
dottori
de'
CRISTO
è stato
lui
dandomi,
confi-
giustizia,
Agostino
'1 cristiano
non
in
dee
1
temere,
da
ci monda
Bernardo,
dice
i
tutti
della
sua
basta
né
credere
s'anche
credere
tu
essa
(dice
creda
remissione
te
a
è in
ragione
i meriti
di
sono
di
la
di
della
non
Dio
per
per
Bernardo,
peccati,
fede.
indubitatamente
e
in
Dio,
della
s'intende
e
Cristo,
giusto
i
quali
e
in
credere
darai
ti
di
che
ti
non
a
dico
che,
la
certezza
mercede,
ma
tue:
ti
ma
il peccato
diventano
e
consiglio
di
san
di
remissione
la
le tue
tutte
e
nel
santo
fede
e
perle
cose
della
conspetto
confessione,
al
tornando
Ora,
quità;
iniricordioso
mise-
confessandolo
Dio,
questa
Cristo.
la
particolare, credendo
tuo
giusto
bito
du-
che
imputa
donati
sono
per
credo
ma
verace,
perdonate
sono
per
Iesù
predestinazione,
chiaramente
al
diventerai
e
la
fai
Io
—
opere
generale
gloria
comunicata,
delle
E
rispondo
il santo
seguendo
Cristo
modo
ti
è
grazia,
e
dignità
solamente
per
la santità
dono
colare
parti-
conseguente
Ti
—
in
giustificazione
dirai:
Dio
che
generale
giustificato
per
Mi
dono.
la
per
e
tu
come
Cristo.
la
essere
sua.
so
sarebbe
non
questo
verace,
e
tanto
Adunque,
questo
essendoti
giustizia
di
per
di
che
e
liberalità
e
ti accetta
applica
bugiardo,
Ecco
in
per
Dio
di
che
creda
tu
iniquità
credi
non
peccati
creder
non
ma
Dio
concedesse
i meriti
la
fai
degno
peccati
Dio
che
replico
tuoi
la
te
tu
de'
esser
de'
se
grazia
remissione
remissione
se
tu
che
tue
cose,
necessario
credere
promettendoti
perché,
Cristo,
indignissimo
le
opere,
giudicare
peccati.
basta
non
bisogna
ma
remesse
Cristo,
i
basta
queste
a
di
derio,
desi-
né
debbono
è
rimessi
sono
che
peccati,
pronto:
i meriti
ti
buon
le tue
oltre
si
puoi
non
indulgenzia
con
fede,
della
tu
la dona,
eterna
tosto
primo,
alcun
non
ma,
più
quali
confessa
dei
che
bene
le
dono:
la
quale
Santo
sermone
avere
la vita
in
ancora
uomo
puoi
il
Dio.
con
che
per
non
non
fondamento
e
lui
per
santo
questo
data
Bernardo),
che
tu
al
credere
se
meritare
ti è
principio
Signore,
questo
Cristo,
pacifica
operazione, s'Egli
puoi
non
san
incerto
per
bona
non
peccati
che
ci
basta
non
delli
alcuna
che
del
annunciazione
di
sangue
e
55
fondando
giustificazione,
nostri
che
CRISTIANI
1
VERSO
precioso
nel
peccati
remissione
né
la
CRISTO
ma
sue,
Della
la
Dio,
di
DI
apertissimamente
avere
te
certo
esser
ma
nell'opere
non
la
BENEFICIO
-
dette
mento
ragionadi
sopra,
predestinazione
56
I
alli
BENEFICIO
-
cristiani
veri
reprobi
falsi
e
perché,
di
darsi
non
lo
delli
sono
de'
mi
salverò.
mai
già
per
per
l'opere
suoi
gli
industria
dottrina
S'io
per
l'amore
salverò
Dio,
forse
di
conspetto
più
la
discopre
il
vorrei
salvo,
ammalati,
perché
non
quello,
—
Perché
che
dicono:
predestinato,
dicono:
che
Io
—
ha
non
non
perché
onde
che
voglio
opere
dicendo:
operava
non
sue
opere
Dio
bevono?
di
si
sanare.
può
perché
destinazion
pre;
Ma
bene,
affatichi,
quando
né
non
arano
ché
per-
nascosa
operare
medico
e
della
sta
me,
nel
ma
malvage
mentre
perché,
la
per
uomini,
mi
ci
buone
erano
io
né
non
delle
le
voglio
non
non
quale
alli falsi cristiani
dicessero
determinato
mangiano?
'Io
fermo
quale
la dottrina
quale,
nelle
per
bene,
degli
che
senza
mi
che
dico,
—
lenti
dipendesse
che
intenzione,
esteriori,
opere
farli
buone
la fatica
senza
la
per
il
il
operar
noccia
ippocrisia,
che
son
vorrei,
—
loro
di
cogliere
potrà
giova
tosto
costoro
s'io
perché,
si
delle
manto
che
qui
la
quale
sua
colui,
Ma
conspetto
guarda
che
Di
nel
sante
il
salvare,
alle
proprio,
amor
Dio,
ar-
misericordia,
sua
chiaramente
per
ma
e
Dio,
abbominevoli.
sotto
dimostra
opere,
loro
tiene
salute
la
se
mi
di
buone
erano
come
S'io
quei
non
Dio,
attende
cosi
rimane
costui, dico,
—
di
la
predestinazione
predestinato,
sono
opere,
Cristo,
e
doversi
la elezione
lato
di
lato
un
di
e
diligenzia propria.
e
della
da
monstrare
per
buone
con
pronti
S'io
—
opere?
predestinazione,
Dio,
eterna
per
dall'altro
di
imitazion
ma
ma
e
di
vita
alla
nostre,
della
quale
stinazione
prede-
dire:
nelle
l'ira
sé
la
della
buone
che
rispondo
cristiano
vero
meriti,
predestinati;
dalla
la notizia
predestinati,
sogliono
le
di
si sforzassero
dottrina
m'affatichi
contro
il
predestinato
esser
ti
nell'amore
Onde
perché
io
che
cere,
nuo-
possa
conscienzia,
la
giovano
mi
aumentano
freddi
non
opere.
alla
che
a
la
dei
loro
che
coloro,
a
che
numero
alla
Agli
sommamente.
fatti uomini
cosi
bene
par
alli cristiani
e
buone
Ma
CRISTIANI
pare
nel
essere
brievemente
Io
diabolici
serventi
non
persuadere
reprobati,
rivelato
—
di
I
giova
ma
questi
nuocere
—
VERSO
me
predestinati, senza
gumenti
e
a
riclamarebbe.
sono
ha
cristiani
quantunque
possa
di
nuoce,
potrebbono
sempre
ha
non
credere
a
CRISTO
DI
sarò
sono
medicine,
può
care.
man-
la terra,
I
le
piantano
BENEFICIO
-
vigne
del
fatiche
nostre
possibile
li fa
non
li
avvenga?
non
negligenti
fare
doverà
Ma,
La
quale
perché
nelli
magnificare,
e
che
stupendo
e
dimostrare
che
giusti
per
soddisfatto
avere
separabile
opere
dalla
si
non
abbassa
la
cristiani
che
imitando
vestito,
terra,
gli
altra
comparere
quale
fu
lui
la
col
suo
sia
abbruscia,
si
sarà
animi
di
spoglia
giustizia
Ma
tutte
che
quella
sicurissimamente
benedizione
e
unigenito
gloria
in
di
Iesù
buone
stifica.
giu-
Cristo
Iesù
Amen.
e
dagli
il
quale,
zioni,
giustificadella
di
cielo
Cristo
è
non
sola
conspetto
del
ceve
ri-
Cristo
le
se
Cristo,
l'eredità
sempiterno.
Dio
luce
proprie
sue
nel
Figliolo
crocifisso,
colui,
beato
le
brare
cele-
oppugnata
sempre
ebrei.
namenti,
ragio-
che
per
di
è
il beneficio
cosi
esalta
quale
ella
Iesù
come
che
fede,
dalo
scan-
di
la
sola
la
e
cioè
Dio
stinazione
prede-
stato
Cristo
si
dottrina,
lo
nostri
forze,
benché,
portuna
opdi
la
credono
dalla
verità
che
è
Iesù
Paulo
per
questi
giustifica,
se
per
umana,
Paulo,
insieme
al
che
da
veramente
peccati;
santissima
da
riceverà
che
di
che
san
predicare
picciole
stessa
se
noi
intento
cristiano
nobile
la
veduto
fine
al
nostre
separare
hanno
potrà
per
lor
possono
vuole
né
il
fiamma
superbia
san
le
quegli,
alli
Questa
e
tutti
di
zione
perfe-
Figliuolo
né
croce;
principal
nostro
fede
la
né
il
abbiamo
giunti
ricevuto
ha
in
poiché
secondo
Cristo
Dio
perché
alla
più
è
di
corpo,
predicare
restare
siamo
il
quali
al
è
eletti, essendo
che
non
provvidenzia
Iesù
di
dobbiamo
Noi
nostra,
pertinenti
né
morto
e
cristiani,
veri
edificazione.
tanta
uomo
la
queste
quello,
morte
e
cose
restorno
Tutte
—
comparazione
degli
cristiani
a'
nelle
opportune
cose
pertinenti
cose
che
reprobi
fatto
falsi
de'
se
veggiamo
de'
loro
amor
per
Adunque
senza
edificazione
alla
vita
nelle
le
perciocché
della
ociosi
e
scandalo
lo
per
—
ociosi
e
ignavi
cristiana?
'1 corpo.
Dio
57
dicono:
non
soverchie,
sono
CRISTIANI
diligenzia
Perché
deliberato
e
che
corpo?
I
VERSO
tanta
con
industrie
e
anteveduto
ha
fanno
e
sostentazione
alla
CRISTO
DI
e
nostro
qual
Dio,
della
gnore,
Si-
ÓO
I
BENEFICIO
-
IV.
Capitolo
DI
L'
fidele
l'anima
tutti
i
del
tesori
suo
fatte
l'opere,
Tutte
fatta
Dio
di
CRISTIANI
la
come
sposa
Cristo,
ricuperiamo.
fatta
è
di
padrona
Cristo.
sposo
s'attribuiscono
Cristo,
di
I
VERSO
di
immagine
—
Essendo
CRISTO
fidele,
all'anima
sua
sposa.
L'anima
si
come
che
Evangelio
Ouello
fideli,
che
La
della
cagione
Come
il
s'intende
la
genera
Capitolo
coi
meriti
da
umani.
Dio.
a
della
e
opere
cono
di-
Ilario
e
fede.
imitarlo.
fideli.
detto
Paulo
di
che
Iacobo
san
e
la
pazienzia
pruova.
remedi
Quattro
di
croce
fare
cristiano
al
esempio
Cristo
Bernardo
piacciono
delle
intenda
—
che
avere
imperfette,
Iacomo
V.
Cristo.
Origine,
non
ancorché
santo
Capitolo
Ambrosio,
giustificazione
de'
di
sposa
sia.
Agostino,
la
L'opere
d'esser
certa
cosa
Basilio,
San
fa
diffidenzia.
alla
Memoria
Orazione.
VI.
battesimo.
del
—
Uso
del
d'essere
Sapere
Chi
riceve
predestinato.
l'Evangelio
adversità
Che
le
Che
l'uomo
può
Le
autorità,
che
levano
La
la
Scrittura
filiale
dell'Eucaristia.
sacramento
non
ne
certo
segno
certo
della
timore
al
esortano
predestinato.
d'esser
certo
sono
essere
della
grazia
di
di
Dio
reprobazione.
Dio.
menacce,
con
non
predestinazione.
col
santa
esorta
è
li
buoni
timore
servile
cristiani.
Finis.
menaccia
li
tristi,
e
con
il
II
LETTERE
DI
VALDESIANI
I
Lettera
di
i
quelli,
quali
di
carità
vi
molti,
alcuni
meglio
degli
divinamente
abbi
hanno
libri,
inconvenienti
io
dico
da'
altri.
libri,
Poi
In
prima
questi
gran
fra
vero,
si
adunque,
di
ne
fuggir
scrittori
e
hanno
ne
hanno
eziandio
di
ne
hanno
le
scritto
le
menzogne,
tutta
fatto
la
una
a
accademia,
portanza,
imdi
pieni
mille
si
perché
convenienti
in-
quei
giudizio
follie
di
poca
di
de'
Scrittura
stoli
apo-
alcuni
E,
alcuni
più
vare.
ritro-
quali
sono.
far
essi
gli
ma
dalle
agevolmente
puotrà
perché
potuto
molti,
qui
proporrò
di
e
dopo
necessari,
nati
fra
e
e
disputazioni,
Cristo
Hanno
diffìcile
operosi
cristiano
le
saldamente
forse
molti
quelli
del
Valdesso
dechiararvi.
più
sarebbe
filosofiche
quali
disputazioni,
la
e
novelle
Valdesso,
ed
vivere
Chiesa
il
hanno
non
e
di
nella
che
Giovanni
certamente,
al
e
chiamati
pace
Cento
cristiane,
cose
meglio,
chi
ma
che
ma
molto
inutili
questioni
tutti
a
e
la
del
a
vengo
evangelisti,
lasciati;
né
veda
altri;
le
non
delle
nuovi,
e
ed
grandi
De'
salvati
e
co7isiderazio7ti
siano,
scritto
Signore
del
loro
antiqui
qui
dieci
e
importanza
e
Cristo,
Giesù
misericordia,
la
diamo
Cento
le
quanta
scritto
vi
noi
ma
di
derazioni
consi-
moltiplicata.
sia
fratelli:
Boccaccio,
divine
dieci
e
Padre
Dio
da
Signore,
nostro
di
servo
santificati
sono
Dio
Ecco,
quai
Curione,
Cristo
Giesù
da
Cento
Valdés.
Giovanni
Secondo
Celio
alle
Curione
Secondo
Celio
da
preposta
dedicatoria
degli
grandissimi
le
e
tirata
vanità.
a
dubitando
stioni
que-
64
II
di
quasi
ogni
dottrina
la
dirò
uomini
e
dalla
de
alienati
e
venuti
eterni
dottrina
la
a
i
e
La
ha
della
il dono
cosi
gusto,
che
alcuni
altri
vi
pochi
puri,
ma
virtù
e
ragionato
né
Venatorio;
Tomaso
ne
con
veramente
cristiani,
il libro
né
grazia,
tanta
degno
delle
speculazioni.
ha
di
cristiane
Egli
di
ma
tanta
con
come
esser
ha
di
pochi
scritti
pochi,
bene,
come
Ambrosio
e,
ne
ha
torità,
au-
degli offici
il libro
delle
di
ha
Questo,
nostro.
e
ne
tanta
con
ma
delle
molti
costoro
né
ed
derar
consi-
a
efficacemente,
il Valdesso
movimento,
vero
già
ma
da
e
maestà,
chiamato
che
ben
scritto
niun
demonstrazioni
ogni
che
non
cioè
spero
date
e
cristiani,
si
suavi
e
siderazioni
Hanno
dimostrato
chiari
Co
ìi
è
verdeggianti
e
piccioli,
fra"
e,
vita
hanno
savio
uomo
Cristo,
Cristo
Egli
ma
divini.
Cicerone,
e
piede.
Dio
il talento,
cristiano,
il
uno
puri,
considerate
dell'uomo
di
dolcemente,
è
divine
offici
a'
divine
sue
ben
veramente
ma
altamente,
si
queste
di
di
gli occhi,
loro
pare,
dottrina
scartafacci,
e
me
cazione,
edifi-
propria
secondo
a
plice
sem-
la
è
Giesù
a'
siano
alla
signor
sue
mano
si chia-
non
che
aperto
ed
Ma
avanti
volumi
e
età,
si
trattato
questo
gli uffici
Panezio
questa
ed
ognuno
cosi
mettere
costumi
Aristotele,
in
suoi
la
siamo
che
Chiesa
che
cara
sante
della
che
quei
nella
pecorelle
affaticato.
è
nostro,
chiari,
le
Qui
scritti, ha
grandi
più
Scritture
quei
possano
cotanto
Chiesa
Dio.
si
tutti
noi
a
in
di
questo
suoi
il nostro
fatti,
atalché
a
gli
sante
hannogli
Chiesa),
volumi
vedendo
delle
tutti
a
immensi
che
ritirati
utilità, questa
la
è
riducessero
ricevuto,
si dà
risvegliato alcuni,
piano
parola
parrà
Questa
che
veramente
uomini;
della
maestri
e
hanno
gli apostoli
e
libile
infal-
questo,
verità, ed
fede
la
e
inconvenienti:
volumi
degli
Cristo
se
altri
suoi
Ma
scritture
maggior
sua
e
pascoli
salubri
discepoli
cosa
della
escitato
quali pian
fonti
semplice
quelli
da
qual
salute
la
stata,
della
Cristo.
quale
ridondata.
cui
delle
dottori
di
vita.
studio
(come
»
eterna
delli
dubbiosa
tutta
apostoli
della
e
renduta
delli
infiniti
più
che
dottori
ed
i veri
Cristo,
tanto,
a
«
è
dallo
di
e
quasi
e
contemplazione
discepoli
hanno
importante
meno
amplissimi
suoi
con
Dio
speranza
è
non
ora,
che
di
Pigliuol
del
VALDKSIANI
DI
talmente
cosa,
certissima
e
LETTERE
-
veramente
ogni
azione,
II
di
ogni
dall'uomo
o
i
tanto
e
definizioni, che
debbe
sia
e
la
talmente
Cristo,
la
con
tesoro
della
tutti
da
d'Italia
qual
al
composizioni,
della
casa
dove
ognuno
si
più
quelle
tesori
più
rari
o
Signor
le
i
si
terreni,
excellenti
tanto
più
a
Cristo,
cosa
recò
ne
servir
poi
seco
de' più
uno
sapendo
egli
belli
che
le
megliori
e
e
lasciommi
comunicate,
acciocché
che
cose,
avendo
maggiori
sono
persone
città,
qualche
portossene
è
molte
incendio
per
non
e
E,
stolato,
apo-
di
allargarla
ne
sono
dieci considerazioni
e
ed
immaginare.
potesse
vero
seco
o
Giesù
divini, fra' quali questo
e
al
più preziose
nostro
venendo
Egli,
di
Vergerio,
illustrarla
tesori
stampare,
fare,
e
care
ste
cele-
e
farlo
venir
esterminio
e
io le facessi
pare;
stam-
,
potuto
una
ad
quali
adunque
il che,
forono
più
del
gloria
ed
Cento
le
il nostro
più lodevoli, quanto
queste
ed
suol
grandi
Vergerio,
posseduto.
per
si
sacco
per
in
intenderai
Paolo
Cristo, portò
come
cosi
che
buone
cose
da
fece
e
Pietro
vescovato,
in casa;
cose,
celesti
grande
con
Lasciò
teano.
si
scampa
la
che
cara
seco
e
propria
trova
questo
chiamato
belle
egli
Or
provvidenza,
tificazione
mor-
e
coi
e
la
chiaramente,
che
messer
cosa
e
santa
a
essere
reprobazione,
Scrittura
di
belli
infirmità
sia, la
e
dubitati
in-
si
grandezza,
elezione
veduto
il finto
era
la
e
gione,
ca-
prossimo;
suo
meglio
molti.
esser
lasciando
e
al
utile
la
Che
libro
divina
potesse
cui
questo
tutti debitori
stromento
acciò
della
di
siamo
ne
di
pratica
commentari
che
dal
divisioni
e
consentirvi.
a
sua
la
di
vogliamo
non
pur
o
ed
certi
chiari,
comparazioni
e
a
bassezza
Dio
origine,
luoghi qui s'imparano
necessarie
cose
ponderosi
come
utili
sé
e
vivificazione,
ed
da
comune)
Cristo,
la
mostra
e
a
da
o
accompagnati
(se
cosa
la
facci,
ciò
sante,
senso
di
che
le
tutte
del
il beneficio
belli
impio,
è necessario
che
e
si
tutto
e
65
VALDESIANI
similitudini
Dio,
nostra
altri
fine;
e
egli
di
dall'
o
Scritture
delle
a
potenzia
mille
il cielo
il
e
fuori
e
l'uomo
quanto
sotto
esempi
propri
e
ostentati
DI
pio
progressi
principi
più
LETTERE
che
evento,
diavolo,
-
e
come
fare.
saputo
Queste
dall'autore
prima
certa
persona
Riformatori
del
ho
vedete,
pia
Cinquecento
degna
-
1.
con
quanta
Considerazioni,
scritte
e
fatto
in
in
lengua
lengua
come
sanno
spagnola,
italiana
ho
diligenza
ma
molti,
da
poi
tradotte;
5
e
66
II
però
della
che
in
hanno
non
parole,
Giovanni
perciocché
vie
però
onorato
egli seguitò
molto
se
sua
in
in
Napoli,
dove
vita
della
santità
gentiluomini
di
egli
di
era
rozza
si
ogni
ad
l'anno
quanto
Ha
per
comunicate.
novi
Dio
nel
e
tesoro,
e
nell'uso
ma
belle
ma
per
esecuzione.
di
ogni
vertù
novelle
ed
vertù
arte
del
la
cosa
frutto
che
se
ne
cose,
non
ciò,
arte
dar
che
avea
scienzia
consiste
E
ed
altri
nella
voi, che
simili
tutti
a
mente
sola-
non
più famosi
né
desimi.
me-
attendeva
nella
e
pie
e
nella
nella
e
alla
perciocché
e
ginazione,
imma-
risolto,
scienzia
tutta
nelle
lezione
spendete
derate
consi-
ha
sola
considerato
pratica
carità
possederlo,
e
alla
ma
saran-
pigliate questo
l'averlo
si,
sizioni,
compo-
spero,
sorelle
pasto
circa
Napoli
belle
com'io
per
giusti,
de'
raccoglie. Egli
pratica insieme;
convenienti.
Boccaccio
la
aver
la
per
ne
e
coi
in
Cristo,
Giesù
sta
non
Bisogna
e
fratelli
di
sangue
mandar
accompagnar
Vergerlo,
adunque,
che
nel
queste
del
E
bassa
mortificato,
Morse
altre
alcune
anco
Dio
e
resurrezione
Signore.
nostro
da
piccola
de'
perfettamente
nella
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mortificazione,
vera
la
Benché
continentissimo,
alla
vita
con
conversato
aver
Non
illustri.
Cristo.
alcuni
sare,
Ce-
massime
e
debitore,
a
ad
per
vivificato
opera
precioso
e
fu
ma
fu
Orsù
pensate
so,
morte,
lasciato
talento
lume
che
Cristo
quali
io
ogni
a
guadagnar
poteva,
la
con
1540.
le
in
il che
che
suo
dato
ha
poi perfettamente
godersene
del
moglie,
trovandolo
esser
di
ebbe
altro, per
quale
e
egli
ma
carità,
e
fosse
ed
di
Cristo,
ogni
costui
nobili
persone
tutti
per
d'Italia,
Non
che
rendeva
cosa
questo,
predicatori
Pareva
in
rentado
pa-
della
Cristo,
a
grandi.
e
rivelato
dottrina
discepoli
di
Cristo.
parte
della
signore
di
anco
dell'autore;
di
maggior
alcune
pastore
sono
cavaliere
li fu
e
benignità
tanta
persona
faceva
si
e
parlar
spagnuolo,
che
la
molti
di
vi
cavaliere
soavità
la
ciò
splendido
dopo
fece
e
di
nazione
e
la corte
con
e
di
maniere
lenguaggio
splendido
e
cavalieri
e
del
onorato
guadagnò
dottore
per
fu
le
oltre
però,
Italia
lodatissime
lode
dato
e
stette
ne
ma
fra
grado
più
ma
Ed
Valdesso
di
nobile,
lasciar
sono.
poche
ma
VALDESiAM
potuto
tutto
proprie
Spagna
qualche
DI
LETTERE
-
tutto
la
azioni
delle
'1
sogna
bilode
alla
Cento
vostro
68
II
DI
1.I.T1HRE
-
VALDESIANI
II
Flaminio
Marcantonio
Dell'orazione
L'affezione,
porta
io
che
è
tanto
lettera, ch'io
imitare
la
tre
mia.
tre
fervente
cose
facciamo.
di
giustizia
del
ed
di
nel
entra
di
figliuolo
di
regno
governato
conscienza;
Dio,
carnale,
grazia;
dallo
crede
nuova,
si
Spirito
attende
a
santo,
mortificare
di
gli
una
affetti
a
tutte
gelio
L'Evan-
cata
pubbli-
satisfatto
alla
nostri.
Chi
dando
fede
e,
del
regno
mondo
generale;
venta,
di-
figliuolo d'ira,
di
giocondissima
e
la
l'unigenito
figliuolo
Adamo,
sente
credito
ha
di
quali
Paolo
san
hanno
perdono
derio
desi-
rare,
deside-
sempre
che
spirituale;
creatura
figliuolo
di
del
godendo
Dio,
peccati
dal
rituale.
spistiana
cri-
un
Cristo.
di
i
vita
sono
Evangelio,
parte
rienza
espe-
da
dar
carne,
lo
qualche
le
affermando
tutti
per
parte,
le cose,
che
nostra
all'Evangelio,
creatura
di
della
Padre
eterno
Dio
nel
ad
in
ci esorta
nuova
gli apostoli,
felicissima
questa
felicissima
vestitosi
suo
consiste
meglio
intendo
può
come
orare,
che
della
e
cosa;
l'uomo
sua
l'adorazione
»
particolare all'Evangelio
la
per
d'impetrare
E, perché
cristiana
che
Dio,
alcuna
sempre
il mondo
tutto
Figliuolo
in
e
altro
è
dono
fede
La
Dio,
di
non
per
può
conseguente
so
mentale
desiderare
la carità.
e
Dio
farei
mentale,
orazione
«
da
debbiamo
fede, la speranza
parole
Per
nella
fondamento
edificazione
l'orazione
sono:
Vostra
ubbidire
per
quali
alla
sommamente
quello
arrogante,
ch'io
nondimeno,
le
scrivere
quel
conosca
brevemente,
ch'Ella
pregandomi,
sopra
benché
d'impetrare
principalmente
per
edificare
a
l'amore
fece
e
modesta,
tacendo,
cose
mi
Sauli
meditazione.
per
presontuoso
e
della
e
Signoria
Signore,
fui
E,
la meditazione.
e
per
umile
giovano
Queste
crede
più
umiltà
sua
che
le
s'io
nella
proporrò
che
ma,
cristiana
Vostra
a
nostro
insegni
le
si contiene
porto
Cristo
scrissi;
le
Signoria
le
ch'io
Giesù
a
dell'adorazione
mentale,
Teodorina
sigxora
alla
appetiti
della
Dio;
e,
pace
di
carne.
II
conoscendosi
spirito
fa la fede
l 'aspettare
che
Dio
del
veniat
regnimi
al
regno
le
La
e
chi
cosa
ogni
e
tutte
il cristiano
gli
figliuolo
di
Dio
la
e
è
e
La
L'anima,
celesti
nella
viva
e
dolcissimi,
la
della
bontà,
che
è
come
si
frutti, tengo
la
la
vita
per
del
fermo
gli
forte
carità,
il
e
e
che
non
La
che
fedeltà
l'uomo
fa
nelle
Cristo,
quale
pace,
e
di
questi
ha
in
sé
carità
che
conseguente
in
la
il
tutto
con
paziente
il
giusti;
eterna
per
gaudio,
la
fatto
la speranza,
cristiano
vero
sterile
tutto
Dio
vita
Cristo,
del
Dio
che
de'
fa
incorporati
di
que
Adun-
peccato.
presente,
spirito
Evangelo
accresca
ami
della
e
Maestà.
desiderio
l'amore
speranza
mansuetudine,
sente
eterna.
d'ogni
perché
nell'animo
perciò
vita
la resurrezione
fonte
il
pensieri,
giustificato e
quale
Ad-
Dio
divina
all'
Dio
ne'
e
«
i
crede
della
che
la
per
mantiene
dallo
non
desiderio
prosperità
ci
vivificati
fecondissimo,
La
quando,
nell'amar
Sua
conosca
Cristo;
speranza;
cura
umile
fede
conseguente
frutti
si
non
modesto
la
si
proprio,
facilmente.
spera
'1 cristiano
e
con
di
formi
con-
consegnerà
tutti
continovo
uno
carità,
la
l'amor
fede
di
chi
i beni
quale
li meriti
accresca
odiando
sostenta
la
quale aspetti
gli
cuore,
crede
per
in
vivere
fede, per
Dio
la
per
che
dee
la
accresca
la speranza
fargli
perfettamente,
consiste
gloria
a
tutti
a
cuore:
verrà
drizzando
Dio,
fare
mai
col
universale
carità
l'operazioni
con
allora
giudicio
per
di
adempito,
sempre
regno
La
cosa
potrà
gusta
non
Padre.
e
non
grida
il
continova
fatto
ha
e
nel-
glorificati nell'anime
saremo
qual
dopo
eterno
parole
qual
il
consiste
allegrezza
sarà
doni
la
ce
promettendo
lui: il che
speranza,
Cristo
suo
di
che
ch'Egli
promesse,
debbiamo
perciò
e
cristiana
e
suscitat
ri-
stupendi
altri
e
Dio
Signor
Figliuolo,
giusti,
tuum»;
stesso
se
tutte
questa
Giesù
quando
per
ha
de'
cristiano;
desiderio
quelle
gloriosa
Questi
speranza
con
diletto
suo
la resurrezione
Chi
e
in noi
immagine
corpi.
al
La
pazienza
adempia
alla
fatta
l'orazione
l'abbiamo.
con
i membri
del
ficare
vivi-
a
conoscendosi
celeste,
Cristo.
nell'anima
con
se
vita
attende
Cristo;
Giesù
una
Giesu
69
VALDESIANI
capo
vivere
a
viva
instare
l'accresca,
ce
e
DI
suo
medesimo
col
sempre
col
morto
lo
effetti
LETTERE
-
la
e
lo
è
e
versità.
av-
per
spirito
produce
gnità,
la benisperanza.
altri simili
spirito
di
II
70
Cristo;
dice
chi
e
verità,
e
santo
il
cristiano
sotto
la
potente
gli
in
nome
cosi
avversa
avviene
diventa
vengano
di
vuol
il
le
anime
paradiso
Giesù
Figliuolo
e
alle
tutte
consiste
e
nel
Cristo
Giesù
nel
cristiano
vero
il cristiano
del
e
suo
mondo,
per
la
pigliare
le
della
Signore.
In
da
esaltato
che
pontefice,
è
sopra
paziente
ogni
croce
Giesù
una
ogni
perciocché
suo
ubbidiente
esser
ad
il
Cristo
e
constante
intercede
per
e
impassibile
altissima
altro
per
la
ognora
per
umile,
tribolazioni,
ha
cato
glorifi-
e
è
stato
acquistato
ch'Egli
noi
il
arditamente
obbedienza
considera
nome;
giorno
la vergogna
immortale
e
la
minie
igno-
diventare
seguire
sublimità,
passibile
ogni
vincere
sua
a
mente
acerbissima-
nelle
e
;
e
le continove
maestro,
Dio,
mortale
mansuetudine,
considera
per
e
cristiani
Cristo
cose
giorno,
mamente
liberalissi-
l'uccisero
a
ch'Egli
e
a
potenza,
onni-
sua
a' veri
la
umiltà,
suo
pensare
dalla
Giesù
povertà
Queste
croce.
nel
quali
In
del
l'unigenito
passibile
finalmente
quali
il cristiano
Dio
la
l'estrema
imitare
per
sua
considera
nome
Dio,
a
amorevole,
mansueto,
immortale.
e
zioni
tabula-
felicità
comunicati
Cristo
che
quel
delle
consiste
sono
lontà
vo-
per
alla
particolarmente
e
Giesù
a
impassibile
legno
bontà
le riceve
tutto
fornace
i
e
povertà,
egli
volendo
a' benefici,
e
la
vengono
condusse
che
Dio,
Perciocché,
che
che
meditazione
La
pensare
persecuzioni,
e
via
volontà
tranquillissima
mondo.
nella
cosa
cosa
con
persecuzioni,
sua,
suo
niuna
quale
una
eletti, conducendogli
le creature,
considera
mortale
unirsi
avversità,
fatto
ha
infinita
e
carità, l'obbedienza
il
suoi
ad
del
le
purificare
di
usa
perfezioni
sapienza
e
egli
la
sapendo
serena,
Cristo.
sue
a
e
quella medesima
per
errori
l'altre
tutte
quale
de'
ed
con
gode
e
lui le infirmità,
di
quale
;
viene
lui,
esso
i tumulti
allegra
la
Dio
ogni
che
e
quando
il
per
certo
per
di
cristiano
figliuoli e
Dio,
ringraziandolo
e
spirito
verità,
e
come
benedicendo
Dio,
tenendo
con
tutti
sopra
de'
Dio,
Dio
da
faccia
la
con
spirito
pur
perdita
il
in
consiste
spinto
di
volontà
sua,
in
mano
tempo,
la
la
sicuro
adora
Cristo,
di
è
non
cristiana
prospera,
senza
uno
quiete,
ogni
come
conformando
la
L'adorazione
ANI
Cristo,
di
spirito
lo
VALDESI
DI
allora
umilia
si
ha
non
Paolo.
san
LETTERE
-
;
che
è
è
nostro
nostro
un
II
perché
Signore,
che
sangue;
cosi
nostro
capo,
virtù,
vivifica
gli
ne'
d'una
vita
spirituali
finalmente
che
ad
queste
che
della
ricchezze
consacri
non
Cristo?
rete
farete
vita
ogni
cosa
tenga
e
tutti
cosa
Ma
siami
mio
ad
Prego
e
Sua
di
Napoli,
divina
mi
errare
Egli
giorno
e
xu
che
gloria
di
questa
Signor
parla
vi
ogni
sua.
kdxLII.
divino?
Cristo?
Giesù
tutti
del
gli onori,
Dio
suo
al
e
Cristo:
a
e
che
mondo?
Dio
cosa
e
suo
vive-
Cristo,
e
ogni
amerete
in
mia
Cristo
servandissima,
os-
presentuosamente
conosco
Dio
sempre
esperto.
poco
volta:
secretamente
faccia
considerando
di
Cristo,
impresa,
tanta
febraro
mi
quali
il
Dio
condotto
per
a
al
Signora
son
nelle
di
e
Cristo.
di
Maestà
in
Dio
pregando
che
onore
il
di
sufficienti
quello
a
vedrete
terra,
glorificandoci
fango
suo
corpo
nostre,
d'amor
e
piaceri
e
sempre
ubbidirvi,
silenzio,
ad
il
e
e
vilissimo
contenti
spirituali,
cose
udir
meditare
In
Dio
persone
nel
i
Dio
le
tutte
anime
che,
abbrusci
non
un
nelle
colui,
sarà
noi
sua
paradiso,
di
per
gloria
conceduto
cercherete
me
in
per
di
delle
parlare
fede,
pensate
celeste
per
a
con
sua
mia,
amor
per
e
l'anima
Signora
una
Chi
nito
infi-
uno
abbiamo
perfezione
in
seco
che
menti
senti-
e
porta
non
spirito
suo
sua.
che
e
ardentissimamente
giudichi
le
col
abitar
gloria
s'innamori
non
tutte
farà
noi
purità
abita
stupendissime
cose
non
che
che
ci
immagine
la
con
copre
di
doni
ci
Egli
che
cura
di
gli empie
e
Cristo
divina,
virtù
una
una
da
cosi
è
che
discende
il corpo,
mistici
Spirito
suo
spirituali;
umano
capo
considera
;
col
governa
tutto
a
preziosissimo
suo
nelle
dal
come
membri
più
imperfezioni,
nostre
e
ha
che
medesimi,
ci
sempiterna
celesti
e
che
amore,
suoi
col
come
sentimento
e
discende
glorioso
si
71
comperati
e
temporali
cose
vita
VALDES1ANI
perciocché
re,
perciocché,
dà
che
DI
redenti
nostro
nelle
santo,
ha
ci
è
LETTERE
-
per
e
che
l'avvenire
Iascierete
mi
al
orare,
stare
dia
mio
chie
orec-
core.
adorare
II
72
DI
LETTERE
-
VALDESIANI
III
Marcantonio
Flaminio
Consiglia
Ho
avuto
la
mia,
invero
di
è
vedere
sollevata
Vostra
ch'ella
sopporta
volentieri
che
dimandate
mi
vi
forse
mia
la
alcuno
libro
di
coscienzia,
libretto
quel
curiosità,
ma
né
per
cristiano
nella
accettato
la
È
che
o
di
e
Cristo
futuri,
giudicio
santità
di
è
di
noi
Dio,
di
facciano
se
per
ch'io
sia
diventata
essere
vero
al
fare
i miei
temendo
alcuna
cosa
s'io
tema
s'io
mia
per
cristiano.
che
di
indegna
la
per
si
spesso
biasimi
quale
è
da
credo
ogni
segno
dovero,
credo
la
condannato
esser
che
fede,
la
debbo
il timor
conveniente
che
viva
li suoi
della
nel
giustizia
come
Adunque
il cristiano
sempre
ha
libro, cioè
egli
io
il
viver
peccati passati, presenti
cristiano, essendo
è conveniente
stesso,
penale,
Perché,
tutti
massimamente
conveniente
bene
debolissima.
possibile
è
Cristo
filiale. Ma
timore
fede
del
l'uomo
detto
che
per
cristiane,
cose
quale
già
il timor
non
pratica
in
utile
più
giustificazione
la
Non
secondo
vero
come
della
timore,
che
cosa
leggere
le
alla
desidero
cosa
del
voi
somma
cioè
avvertito.
satisfatto
voglio
se
non
abbia
non
via
biasimo
ma
di
o
la
tutta
consiglio
fosse
che
disputare
grave,
saprei proporvi
non
santa)
attendere
e
una
esserne
timore,
d'infedeltà
che
la
basta
ma
sorte
che
vero
appruovo
serve;
vostra
al
il
per
peso
una
dire
Io
l'utilità
ancora
del
dirò
volendo
e
dell'Evangelio,
grazia
il
dica.
la
Scrittura
consiste
quale
bene
non
l'anima
io
Vostra
per
Quanto
volendo
ma,
ragionare
saper
mio.
Christi,
imitatìone
edificare
per
fede.
De
dato
ma
parte
una
Hbrorum,
della
parlo
(non
di
ch'io
forza
è
m'ha
solamente
non
amor
sciocca;
e
che
importanza,
qualche
per
Lhristi.
imitalìone
bolle,
genere
strana
Gualteruzzi
dell'avviso
Signoria
de
parerà
De
delle
spedizione
quale
del
lettura
piacere
gran
della
Signoria
la
Carlo
a
a
in
affetti
professione
la
dere,
cre-
penale
lui
un
e
l'amor
perpetuo
e
e
appetiti
dignità
II
la
sua,
buon
contristi
quale
figliuolo,
di
guarda
dee
Dio,
in
non
è
in
Cristo;
che
e
tengo
tutti
coloro
cristiano
per
dello
e
più
hanno
mia
conscienzia,
danno
dire
che
altro,
e
a
alli
xxvm
eli
febraro
vi
ho
meriti
vi
mondo;
non
Signoria
mdxi.ii.
attenzione
il
E
io
dottrina
ha
Scrittura
con
tutto
bro
li-
più
del
santa,
molti
parlerei
vi
il
seculare,
che
Non
errare.
trovano
quanto
nominare
che
insegna,
massimamente
alla
fermo
per
la
Cristo.
di
come
detto.
ma
egli
perché
egli
quello
potrei
non
fidare
con-
che
con
che
e
simile
più
è
raccomando.
[Napoli],
ciò
come
questo
Vostra
li
e
eloquenzia
Io
nel
in
che
non
se
ed
tengo
credo
io
letto,
perfetto.
perché
santo,
circostanzie,
della
autorità
grande
utile,
che
spirituale,
conseguente
che
nevo
esser
e
il
considera
quello
utilissimo,
queste
di
il
per
si
che
dee
quale
tutti
pratica
con
pompa
di
degno
più
è
tanto
del
dalla
lontano
più
leggono
il
di
troverete
Si
sempre
e
assiduamente
in
vel
Dio,
giusto
partecipe
mettere
avvertito
voi
fa
più
sempre
ma
è
libretto
che
il
che
essendo
è
di
fermo
per
il
di
un
tanto
temendo
sé,
cristiano
come
dispiacere.
stesso,
se
si
lui;
padre,
padre,
in
il
dal
figliuoli
è
prefato
desiderio
il
con
io
il
leggerete
voi
egli
Cristo
in
incorporazione
Se
de'
Cristo
in
e
di
in
è
possa
indulgentissimo
suo
quello
per
gli
sopra
indegna
cosa
che
trattato
che
stare
73
santo,
meglio
alcuna
sempre
commettere
Spirito
è
cosa
VALDESIANI
DI
lo
quanto
fare
cristiano
LETTERE
-
contra
farebbono
mi
e
libri
la
più
a
occorre
il
cuore
mi
li
74
VALDESIANI
DI
LETTERE
-
IV
Flaminio
Marcantonio
Del
dell'uso
e
AUi
mesi
Sacramento
santissimo
l'abbominevol
seguendo
d'
e
del
coloro
impietà
che
della
nostra
cose,
che
fede
noi
dicemmo
noi, avendo
possiamo
che
pii, occorrendoci
la
falsità
nostri
i
soddisfatto
molto
e
ch'Ella
tal
lezione, giudico
essere
gli consideri
si
Cristo
nel
creduto
Pighio
della
messa
predetta
non
si
insieme
contra
il medesimo
(capitolo v);
opera
può
libro
riprendere
quella
di
tutti
la
i
dove
Chiesa
tempi
libro
del
La
dimostra
del
e,
oltre
a
di
cora
an-
sacrificio
libro
questa
non
clesiastica
ec-
sangue
Del
in
gnoria
Si-
Chiesa
la
dimostra
secondo
che
certo
obbiezioni,
che
che
moderna,
antichi,
i medesmi
hierarchia
cosa
nel
visarne
d'av-
Vostra
l'Ecolampadio.
Pighio
mio
le
e
qual
rimaso
rendo
De
corpo
dono
rispon-
son
mi
chiaramente
la realità
dell'altare.
nel
vegga
vedrà
che
Adunque
primo
nel
i
confutare
legga
tutte
niera,
ma-
verità
debito
a
contrario.
dove
sempre
Sacramento
il Rossense
in
di
nella
facendo,
dissima
gran-
Chiesa,
della
perché
Essa
rispondere
fare
vogliono
(capitolo vi),
ha
il che
bene;
Alberto
vegga
catolica
eh 'anco
gagliardamente
potrà
oggidì
affine
persona
sono
quello
E,
dette
Signoria,
Vostra
scrittori
di
veder
le
che
di
eziandio
ma
materie.
nelle
ogni
confermare
voluto
ragione
informarcene
occasione,
ho
avversari,
ad
dottrina
debbiamo
dere
rispon-
paia
materie
nella
Vostra
deve
me
bastare
solamente
non
a
queste
la messa,
render
a
molti,
e
cosa
si
quantunque
ozio,
opportuna
degli
loro
che
E,
essenzialissima
e
qual
apparecchiati
esser
perché
tutto,
come
sapere
perché
comodità
la
del
messa,
d'idolatria
allora, possano
ed
importanza
e
noi
pia; nondimeno,
veramente
per
Per
di
ciascune.
a
crescendo
l'ascoltano.
dovendo
costoro,
della
condannano
desidera
insieme
volte
dell'uso
e
va
Lutero,
meritamente
Signoria
a
zuingliana
l'opinion
alcune
parlammo
dell'altare
setta
gli zuingliani.
contro
messa,
noi
passati
dell'altare
Sacramento
della
Carnesecchi
Pietro
a
si
ciò,
della
materia
riprenda
risponde
76
II
E
autem
sententiam
Nostra
spiritus.
Dei,
rebus
duabus
sententiam
iam
gratias
Il medesimo
Quando
nel
tur
capacem
replica
appresso
Christi, nutritur,
sentenzie
dalla
usava
d'offerire
specie
del
fu
«
introdotta
quando
suum,
et
creduto,
mondo
e
pane
usano
del
di
vino.
dicens
credendo
secolo
offerir
verbuvt
quibus
ex
auge-
negant
cameni
sanguine
quae
La
in
ha
secolo
tuttavia
Cristo.
che
terza,
et
i
gratias
esse
offerto
infino
di
e
greci, gli armeni,
cose
Ireneo
tempo
instituita
in
hoc
gli
e
la
da
Cristo,
esse
corpus
».
le
tutte
nostri;
sotto
d'oblazione
sorte
suum
ci
ch'ella
Cristo
egit, dicens
tempi
tre
seconda,
La
questa
la Chiesa
accecato
nell'Eucarestia
sanguinem
ai
cui
se
per
è
non
nel
il sangue
e
Queste
conoscere
che
certo
dagli apostoli
hunc
»
può
esse
sangui*
bastanti
sono
chiunque
di
est
eius, augetur-».
primitiva,
il corpo
Chiesa
nella
«
sed
modo:
calice, qui
parere,
per
ipse accepit panem
e
resur-
panis percipit
de
corpus
per
il sangue
e
Dio
a
e
calicem,
nostra
creaturam.
aeterna,
«
perché
;
teneva
il corpo
carne
il mio
la Chiesa
Lione,
di
realmente
sia
che
prima
vescovo
est
invo-
indigenti,
quomodo
vita
et
ex
corpora
questo
fractus
est
demonio
dal
o
la
qui
pane,
gli avversari
passione
La
che
secondo
d'Ireneo,
notabili.
fu
de
e
confutare
a
et
quasi
in
scrive
qui
carnis
nutritur?
Christi
poco
sic
non
substantia,
Dei,
eius,
sunt
quae
Eucharistia
corporis Christi,
et
uostrae
donationis
esse
corpore
E
carnis
consistit
et
sed
sanctificantis
sa?iguinis
Eucharistia
corruptibilia spem
ci,
et
sunt.
et
enint
panis,
sunt
calix
predieta
panis, percipiens
coelesti;
libro
Ergo
praedieantes
terra
a
non
Eius,
mixtus
et
ergo
est
autem
quinto
fit Eucharistia
Dei,
sole
iam
donationi
agentes
offerimus
et
offerimus
:
Eucharistiae,
communis
terrena
Eucharistiam
habentia
rectionis
qui
est
non
constans
percipientia
et
enint
quae
et
alitar?
sanguine
et
imitatevi
et
devenire
corruptionem
offerendo
nostrani:
Quemadmodum
cationem
Domini
sententia
est
communicationem
congruenter
i?i
cameni
abstineant,
ani
consona
confirmat
VAI.DF.SIANI
corpore
quae
mutent,
autem
rursus
dicunt
rursus
percipere vitam,
aut
DI
soggiunge:
appresso
poco
Quomodo
71011
LETTERE
-
E
cosi
parti
del
credono
cosi
indiani
ha
e
tutti
gli
II
fedeli
altri
secoli
si
e
sparsi
divisi
vedere
può
la
dal
Benché
avete
materia
dotis
dice
né
ad
tantum
la
vedrete,
De'
nefanda
illa, missaiu
sacerdotis,
mereatur
remissionem
ritrovarsi
mai
questo
senso,
Quid
Item
il tale
per
de'
Bucero
dell'altare,
nondimeno
atti
e
potrebbono
è
e
attri-
rato
openobis
afferma
antico
non
moderno
né
Chiesa
la
in
molti
uno
de'
poi,
colloquio
devono
Or
E
di
molti
conosciuto
il
smnus
Deo
suo
ratisponense,
E,
».
ciossiacosaché
con-
siano
del
giori
pegche
'1
Sacramento
del
più
stampati
non
perché
manifesta
errore,
il tale
se
Signore,
quanto
cosa
».
se
po-
malizia,
per
del
nociuto
ha
lui,
ciusdem
condannare;
vedete
discepoli.
servi
anliquissimum
mutare
principali impugnatori
giudicio
da
sii
o
nostri.
unusquisque
«
pudoris
memoriam
corpus
reconciliati
l'orazione
condannare
ob
et nos,
offerimusque
medesimo,
«Suscipe,
Uomini
unde
ignoranza
si
dicimus:
Christi
aucioritate
per
maestri
egli
del
messa
abusano.
per
cuius
propria
molti
stato
il
potest,
la
ella
mali
falso
sacerdos
offerinius
Iesu
sacrificium
dice
Ecclesiae
questo
libro
opere
cosa
missae
Ubi
guaiti
Christi,
union
come
abusa
parimenti
negli
quod
existimare
tolius
morem
che
nel
ex
Chrisli
commemorationem,
passionis
per
ipsius
canone
et ascensionis
tneam
certamente,
facile
o
in
facile
sangui?iem,
?iobis
quod
né
crede
non
gli autori,
qual
autore
oblationem,
nane
venerandae
Ma
in
resurrectionis
hoc
memores
alcuno
Nonne
plura?
passionis,
La
».
sacer-
soggiunge:
e
Trinitas,
sancta
da
cosa
Contareno
sacrifica
peccalorum
detta
operaio
sacrificium
esse
aemulo
luti
ve
quo
scilicet
questa
calunnie,
mere
qual
il cardinal
«
del
d'essa.
in
opere
la
superbia
l'oblazion
sono
ex
«
avversari
gli
la
cosa
la realità
dimostrano
come
eziando
accusando
che
cose
peccalorum:
afferma
come
qual
appongono
vaglia
messa
la
d'impugnare
delle
universale,
sacramenti,
buant
et
la
che
per
Per
e
tanti
già
grande
sia
avversari
gli
remissione™,
chiesa
e
che
e
latina.
nell'Eucaristia
universale
dir
77
quanto
ch'ardiscono
sapere
a
DESIAMI
AI.
Chiesa
mano
Cristo
di
Chiesa
sarebbe
come
con
coloro,
a
alla
della
toccar
sangue
\
parti dell'Oriente,
le
commerzio
di
del
e
corpo
DI
tutte
per
e
temerità
LETTERE
-
s'è
in
Zuinglio;
ritratto,
Argentina,
e
;S
II
afferma
che
dottrina
esso
farsi
si
dalla
di
usasse
esse
in
de'
suoi
buona,
dalla
accecati
delle
fatte
novità
la vita:
dalla
ganzia
e
fa
e
di
molti
che
Dio
da
noi,
signor
E
questi
pericolosissimi
ne
ci lasciando
paresse,
con
edoce
David:
me,
a
«
quia
e
a
mio,
indurre
separarci
Vias
tu
tuas,
es
Deus
quello
Dio
cari;
scogli,
da
ragione
Domine,
demonstra
salvator
meus
con
a
tenuti
per
superba
credere
idolatri
nimico
preson-
di
verisimile
Cattolica,
senza
sono
in
naufragio
cospetto
mìhi,
e
vera
essi,
far
chiesa
»;
che
contrario,
loro
che
della
l'usanze
e
e
nel
della
Iddio,
umiltà,
tanta
vogliamo
dall'unione
arro-
Signore
è, per
alcuna,
Chiesa
questa
credono
umiliamoci
nando
condan-
comincino
che
questa
non
se
Da
quelli
e
nelle
della
uso
e
ingannati
s'indurano
condannati
sono
seguita
chiunque
zione.
non
essi
credono
religiosi, pii
odiato
seguitano;
e
cosi
la roba
prossimo,
e
sono
l'onore,
dogmi
tutti
rigidamente
da
non
i
facilmente
inganni
Nostro
spirito,
nimica
e
per
opinioni.
liberi
di
le riveriscono
impii, perché
loro
temerariamente
si
coloro,
del
hanno
la
imparar-
d'esser
più
e
persone
perpetuo
e
gli
dolcezza
giudicar
cuore
di
zeli
le
perder
censori
delle
servo
i suoi
ognora
senso
amari
carità
dal
veramente
e
si
condannando
Chiesa,
che
l'universal
allora
immaginar
cosi
e
loro
novità
nasconde
di
pericolo
Bucero
immaginazioni,
si
quando
si possono
non
questi
s'astengano
in
acerbissimi
non
loro
scoprire,
diavolo;
impietà
da
e
doni
dal
e
da
loro
delle
superbia
religione,
da
allora
diventano
e
chiunque
umiltà
della
nelle
non
observatum
vogliono
non
ciò
egli
del
quelli, che
amatrice
qual
mettono
e
carne
d'
e
si
perché
falsità,
e
La
difficili
sommamente
di
medesimi
umana,
antica
Varie
«
che
e
afferma
e
ritrattazione
ostinatissimi
stanno
zelo
la
molti
dai
adorare,
dice:
è
Signore,
chiesa
nel
si comunica,
che
nostro
nella
solamente
Questa
superbia
il falso
sotto
che
niega,
ma
comuni.
vie
Né
dottrina,
si
ma
Cristo,
si dee
nondimeno
; e
falsa
la
di
la
che
noi,
con
colui,
a
esaminar
ad
protestanti
d'accordo
sacramento
veleria.
aderenti
stati
sangue
osservare,
Ecclesìa
imparata
vero
loro.
parte
da'
si esibisce
santissimo
in questo
Egli
il
e
corpo
eletti
sono
dell'Eucaristia
vero
VALDESIANI
DI
gli altri,
e
religione,
della
sacramento
il
LETTERE
-
et
Dio,
ch'ella
dicendo
semitas
dubbio
saremo
tnas
II
esauditi.
le
in
e
giudicio
tenebre
«
la
qual
al
Di
Trento,
scienza
sia
il
dimanderemo
primo
d'esser
per
lo
di
in
gennaro
non
spirito
sempiterno.
mdxliii.
saper
di
ci
accosteremo
del
perderemo
la
luce
ricchi
tenebre
«
e
Amen.
beati,
tutto
»
non
si
e
le
saremo
preciosum
separar
Cristo
dicar
giu-
abbandonati
talmente
che
mcw-
volendo
dove,
saremo
l'altra,
senza
gloria
Là
suas».
persuadendoci
diriget
propterea
contenzioso
miserabili,
e
qual
e
79
ANI
umano,
odiaremo
e
e,
»,
miseri
poveri,
vili',
luce
vias
discorso
col
carità,
la
e
mìtes
secolo
parti
VALDESI
Dominus,
rectus
docebit
questo
delle
DI
LETTERE
et
divine
cose
Dio,
all'una
il
bonus
iudicio,
in
suetos
da
Nani
«
-
può
a
parare,
im-
So
11
LETTURE
-
VALDESIAN1
DI
Y
Flaminio
Marcantonio
all'
Gode
Galeazzo
illustre
egli abbia
che
felice
La
il
Signoria
Vostra
diede
reverendissimo
al
confermare
di
vedete,
molti
sono
non
nobili;
molto
confondere
i
savi,
confondere
per
mondo
che
sono
mi
vili
»;
dico
di
pare
molto
particolare
quanto
da
Dio,
è
figliuoli
di
Dio,
grazia
in
'1
è
e
stato
Signor,
la
sono,
Signore
il
qual
la
per
Dio
abbia
che
seminato
quale
a
che
le
a
ha
vivere
spine,
nel
cor
cominciato
perfezione
in
voi
un
a
animo
nobiltà
suoi
figliuoli.
ha
ricevuto
i
piaceri
il
gloria
laude
tanto
della
e
ai
ganni
gl'in-
l'Evangelo,
del-
seme
Benché
a
nel
si conviene
come
suo.
sia
d'una
Ella
cioè
favor
un
Ella
soffochino
non
parole,
fatto
che
del
quelle
notabili
fede,
viva
il favore
mondo
ignobili
orna
non
per
del
che
egli
e
vera
l'ambizione,
crearà
queste
voi
mondo
distruggere
per
san
potenti,
del
volendo
nobili,
di
fra
che
cose
io
Signoria,
guardando
voi, la condurrà
sua,
non
più obbligata
ricchezze
che
buona
il
Vostra
la veggo
delle
che
che
le
ficazione
rati-
una
scritto.
deboli
cose
per
Signoria
parole
molto
stolte
eletto
più particolare
stato
tanto
ha
ora,
quasi
quelle
non
le
considerando
che
a
eletto
Dio
e
facendogli,
incomparabile,
E
ha
e
Vostra
vocazione;
cose
ancora
m'avevano
io
la carne,
quelli pochissimi
di
numero
certo
che,
signori
le
ma
signori:
è
di
Francesco,
me,
quale
vostra
eletto
quelle
vedere
predetti
ha
sorti,
e
altri
considerando
Dio
e
le
le
e
Dio
ma
a
allegrezza,
nostra
secondo
savi,
Giovan
solamente
fratelli, la
vocazione
santa
signor
lettera, la
i
colendissimo,
«Voi
Paolo:
il
questi
a
sua
che
quello
mio
Signor
e
d'una
degno
della
e
non
questa
accrescere
e
fatto
m'ha
legato
gli indica
e
percorrere.
Ferrante
allegrezza
luce
alla
diedero
mi
signor
grandissima
da
via
che
nuova,
gli occhi
aperti)
la
Caracciolo
mi
sua
rendo
l'opera
gloria
generoso,
della
che,
Il
si
come
l'addietro
per
de'
il decoro
la
vostra
a'
quali
conviene
santa
la
in
e
in
Giesù
per
e
le
tutte
Cristo
di
Dio:
è
perciocché,
che
egli
David,
figliuolidi
il
occulti
sarebbe
piacere
che
una
che
biasimo
ad
e
naturai
croce,
le
infamie
perché
santa
membri
le
del
non
le
di
e
dei
Cristo,
italiani
del
nemici
derisioni
che
la
altrui
Dio?
loro
Cinquecento
loro
-
Se
i.
quel
tutti
ma
que
dunche
Dio
a
al
piacere più
Cristo, unigenito
patire
acerbissimo
della
di
Si
sposo,
suo
solamente
non
Cristo
che,
tollerare
signor mio,
armiamoci
derisioni;
di
i
il Dio.
mondo
vorrà
mondo,
compassione
doni
che
ella
gloria
di
dovendo
vergognosissima
sposo?
del
delle
abbiamo
Dio
per
cosa
Essendo
cosa
se
è
dispiacere
il tormento
ma
noi
ridendoci
di
a
dice
giudicio
del
e
tre
men-
come
operazioni,
voluto
ha
mondo,
derisioni
il nostro
Rìfoi~mat"yri
Dio,
il
uomini
piacere
Dio,
laonde
cuore.
agli
nostra,
vorremo
calunnie
superbia,
di
piacere,
Giovanni,
san
giudicio,
nostro
stimiamo
tosto
gna
inde-
appresso
quali,
gli occhi
dilettissimo
suo
Figliuolo
e
se
l'anima
Cristo,
a
allegramente
contra
più
meriterà
che
noi
E,
voglia
loro
eleggessimo
se
mondo?
sposa
Dio
a
il nostro,
al
altri
per
piacere
ci
non
cosa
in
i
le nostre
del
in
vanità;
a
tutte
Cristo,
veramente
del
innanzi
governata
vogliamo
Cristo
medesima
profondi pensieri
e
per
credere
solamente
non
impossibile
furore
possa
.fare stima
parole
diventati
gloriosi
esser
per
della
vandissimo,
osser-
vostre
alcuna
noi
se
vita
dispiacere agli uomini,
a
Giesù
sempre
aver
vede
quale
gli
Dio
quale
mondo
di
pensare
dimostra
vani
vilissima
e
Al
né
mio
memoria,
spirito
loro
quella
siamo
che
gloria degli uomini,
la
più
dire
né
alcuno
cerca
sono
stoltissima
del
come
che
dallo
le
tutte
questa
e
disponiamo
ci
gloria
impossibile
Dio:
Cristo.
di
che
la
fare
in
ricordatevi
nostra
né
imitazione
disprezzare
Signor
figliuolidi
leggieri
necessario
in
cielo.
tutta
del
perfezione
in terra
pensieri,
vare
conser-
figliuolidi Dio,
rappresentando
operazioni
nell'anima
della
è
i vostri
vostre
conservata
lascerà
tutti
e
la
in
porrete
ora
de'
studio
ogni
viveremo
quale
cosi
il decoro
con
esprimendo
divina,
e
mondo,
conservare
imitare
Padre,
del
studio
il vostro
tutto
ponevate
in
Si
VALDHSIANI
Di
cavallieri
diligenza
celeste
LETTERK
-
alla
suo
anzi,
loro
santo
d'una
come
cecità,
lume,
veri
gando
pre-
che
6
82
II
donato
ha
la
resiste
della
e
che
ella
vita
eterna;
essendo
certi
ella
viva,
ma
non
che
umana
della
preciosissimo
santissimo
la
Sua
la
il
dole
fa
quale
Adoriamo
Giesù
spirituali per
di
nostra
carne,
nostro
Cristo
mortificandola
Moriamo,
anzi,
la
siamo
se
Cristo
con
viviamo
acciocché
mondo,
nostra
e
risuscitati
ritratto
bello
e
più
sia
e
potente.
de'
veri
gli angeli,
vedere
un
fragilità della
natura
umana
il
voi,
Oh
noi
la vanità
di
séte
le
al
Cristo;
noi
morti
un
signor
insaziabile
cose
un
cellentissimo
ec-
più
tanto
di
Dio
quale, considerando
tutte
in
e
già
sarà
occhi
il
piscenze,
concu-
Cristo
di
in
anzi
agli
della
lui, acciocché
esso
e
vostro,
sue
Giesu
a
si vegga
voi
veri
medesimi
giocondo
cristiani,
e
spirito
ritratto
quanto
che
pari
e
vittime
come
le
con
con
qual
le
conosciamoci
cielo
celeste
tutta
in
occhi
agli
in
Cristo;
di
maraviglioso
ricco
tutti
ascesi
e
conversazione
Cristo,
di
consecran-
sacrificio
un
nignità,
bei rei.
sopra
esso
e
suo
ineffabile
Anzi,
Dio
a
noi
'1
che
e
in
lo
a
felicemente
membra
vere
viva
volentieri
mio,
pegno
verità,
e
facciamo
noi,
morta
che
i buoni
a
buone
non
sua
crucifiggendola
e
morendo
signor
la
Signore.
nostro
di
sempre
offerendo
e
predestinati
Mostriamo
spirito
pontefice celeste,
questo
acciocché,
noi.
core
frutti,
conseguente
per
sopra
in
Maestà
i
vera,
ma
imitando
e
il sole
nascere
divina
del
tempio
membri
glorificato
sia
nome
la faccia
e
feconda
desiderando
Dio,
giorno
felicissimi
di tutti
felicità.
eterna
nostra
mondo
preghiamo
fede
e
destinati
pre-
del
diavolo,
e
finta
è
de*
questa
la fede,
nostra
divina,
legittimi figliuoli di
siamo
la
salute
veramente
accresca
terra
non
ma
del
dolcissimi
buona
acciocché,
siamo
opere,
ci
quei
nella
ha
colendissimo,
che
nostra
produrre
suol
mio
eterno
nell'anima
produrre
Chiunque
suoi
essendo
Cristo,
per
persecuzioni
signor
Padre
il nostro
notte
patire
in
e
sto:
Cri-
de*
e
Cristo
quale
di
demonio
di
il
membra
le
e
del
gloria
di
alle
Però,
carne.
in
Cristo.
con
facilmente
Cristo
luce, siano
tenebre,
delle
prencipe
malgrado
quali godono
regnare
a
e
i
suoi,
figliuoli della
perseguita
finalmente
ridonda
membri
del
persecuzione,
qual
ministri,
fede
ministri
VAI.DESIANI
diventando
servitù
misera
suoi
questi
con
DI
noi, acciocché,
a
dalla
liberati
LETTERE
-
bilissimo,
no-
tacolo
spete
di
la
temporali,
Ni
II
Tua
è, Signore,
vittoria,
cielo
terra,
tutti
sopra
sei
in
e
di
tua
qual
cosa
inclito.
tutte
i
nostri;
se
tua
giorni
fuggono
ne
insieme
che
sotto
la
potente
tutta
la
gloria,
della
grazia
si
glori
io
e
la
dice
nelle
del
in
ricchezze
e
colui
'1
simo
bontà,
servo
facendovi
del
finalmente
cosa
con
le
lui; di
di
peccato
il
suo
maniera
vive
nel
séte
entrato
abbia
usato
vostre
vili
Si
figliuolo d'ira
unigenito
che,
come
nelle
piacciono
vi
di
la
del
dice
Giesù
san
cose
carne
Dio,
e
riatevi
glo-
cordia,
miseri-
sua
la
conoscere
figliuolo
Figliuolo
queste
regno
cittadino
»,
vogliate,
della
voi
ciocché
per-
misericordia
in
facendovi
tenebre,
nobilissimo
il ricco
plebei, gloriar
e
regno
con
presso
apsua,
me
glori
nel
doni
sapienza
la
a
Dio
a
Signor
gloriare, non
animi
dovero
conoscermi;
cose
di
agli umili,
glori
nel
carnale.
che
che
Dio
vostro
illuminando
sua
nobiltà
voi,
ma
volete
della
i beati
il
esercito
queste
gli
Dio
nella
si
glori
quale
hanno
nella
vanissime
peccato:
che
che
e
il
vi
adunque
coloro
si
gloria,
pregate
da
dice
parole
né
terra
lasciando
da
il savio
padri
potenza
solamente
fortezza,
perciocché
terra,
Se
glori
sua
si
comunica
i
mio,
umiliate
Maestà,
Queste
Signore,
il
Signore.
vilissime
chi
vi
siamo
cognizione
ricevere
per
si
Non
nella
sono
fanno
come
superbi.
«
il forte
giustizia
il
i
ma
divina
egli
signor
tanta
re
dalla
che
della
incomprensibile
gran
Sua
quale
Gieremia:
ricchezze;
sue
la
sua,
dia
vi
della
e
O
tuo
possiamo
tutti
sopra
dimora».
che
ti
come
la
nome
perciocché
un'ombra
come
la potenza
tutta
vacui
a
né
di
mano
dato:
Per
quello,
e
forestieri, si
e
questo
con
tue,
t'abbiamo
Dio
che
mio,
sono
il
Tu
potenza;
ciascuno.
lodiamo
sei
gloria.
la
e
di
e
popolo
Tutte
temporale
Dio,
lasciandone
il
alcuna
Signor
bassezza
vostra
è
sono
senza
il
continovo
di
ringraziamo
presenza
nostri
l'imperio
e
ti
ricevuto,
virtù
la
in
tu
e
è la
tua
la
e
sono
il regno,
ricchezze,
è
quali
le
cose,
gloria,
la
e
Signore,
mano
cose?
queste
nella
le
tua
chi
e
le
è,
sono
nostro,
abbiamo
peregrini
e
Dio
potenza,
tutte
grandezza
son'io
tua
mano
la
è
Che
promettere
tue
la
e
Tuo
tue.
tutti; nella
ora,
VALDESIANI
perciocché
sono
mano
DI
magnificenza,
principi,
i
Signor
nella
la
laude;
la
e
LETTERE
-
di
suo,
cielo,
Cristo
Paulo,
vilis-
dovi
donane
ogni
il mondo,.
II
la
vita,
la
Questa
esalta
la
quale
di
modesti
immoderato
di
il
tutto
mettere
volendo
Dio
conosco
abbia
che
la
mia
e
deliberazione,
ogni
sima
pregando
mano,
di
faccia
diventare,
spirito
acciocché
e
Di
ch'Ella
la
la
con
non
povertà
signora
il
è
grazia
ricca
la
faccia
e
Viterbo,
il
giorno
xiv
di
febraro
del
xliii.
gnoria
Si-
Vostra
ama
e
gratis-
avrà
di
Iddio,
Signoria
rendissima
reve-
le
basciano
la
Signore
Iddio
lunga
di
ricchissima
sempiterni.
che
la
gran
castella
voluto
ho
Pescara
meco
nostro
di
sua,
di
spirituale
con
parlare,
di
marchesa
il
cuore
Sua
cienza,
insuffi-
non
Signore
il
di
Signoria
Cristo,
suo.
gentiluomini
tutto
con
in
mia
e
fatto
favore
volta
legato
l'amor
la
Vostra
manderà
gli
e
udire
di
ho
per
questa
spetto
ri-
colendissimo,
Signoria,
fratello
effetti
altri
studio,
Vostra
desiderio
illustrissima
la
ogn'altro
mio
per
mente
final-
e
Signor
reverendissimo
che
gli
questi
e
il
dilettissimo
con
e
salutano,
11
occasione,
mostrare
poter
la
forza
dell'amore
dobbiamo
conoscendo
Ma
venti
fer-
imitazione
conviene
me
a
forti
speranza,
mondo,
imperfezione
maestro.
non
suo
di
grande
che
maggior
come
vano.
perciocché,
ancora
discepolo
esser
quale
nelle
avversità,
del
cose
umana,
umili
vacui
Dio,
riputando
lettera
mia
la
di
nella
e
alla
instituto;
più
ognora
Cristo;
superfluo
mio
al
nella
delle
e
studio,
ubbidire
io
contro
di
nostro
questo,
a
medesimi
imitatori
veri
stabili
dell'amore
pieni
noi
nelle
quale
gloriarsi
fa
ci
pazienti
ognuno,
la
per
volendo
Dio,
gloriazione
prosperità,
verso
nell'orazione,
di
nostra.
superbia
la
è
cosa
dell'anima
annichila
cognizione
ogni
e
cristiani,
ai
Questa
nella
benefici
pericoli,
si
e
medesima.
se
felicità
conviene
Dio
la
contro
in
si
gloriazione
future
le
e
unica
Cristo,
per
s'innalza
grandezze,
presenti
cose
misericordia
la
confidare
nei
e
di
sorte
si
e
Cristo
in
vostra
le
morte,
85
VAI.DESIANI
DI
LETTERE
-
'beni
più
che
povera
temporali,
de'
beni
vini
di-
86
II
LETTERE
-
DI
VALDESIANI
VI
Flaminio
Marcantonio
Lo
esorta
perdonare
a
carissimo,
Cugino
della
parte
vi
dato
sia
da'
facilmente;
in
se
ancor
risolviate
vi
volete
esser
de'
e
perciocché
cristiano,
mondo
v'ingannate,
nella
lui
di
morte
lo
per
da
lui è
di
vedervi
in
In
verità
mostrate
che
di
quelli
che
vita.
far
di
pericolo
d'aver
la
fede
ella
l'Evangelo.
adiraste
contro
a
i vostri
nimici
non
del
nelle
Vorrei
voi
vi
in
fare
molto
in
possono
voi
coloro
adunque
medesimo
cosi
e
mai
che
non
far
vi
con
tanta
questo
altramente
noi
morto
come
Giesù,
la
o
esso
scitò
risu-
niamo
cammi-
sto,
Cri-
con
confessate
che
vendicarvi?
per
poco
che
in
Cristo
ancora
male
poco
volete
Cristo
come
séte
gran
Se
sepolti con
ingiurie,
qualche
fatto
in
gli
de-
medesimo,
Perciocché,
si
adunque
gustato
abbia
suol
padre,
Se
Dio;
a
verete
tro-
dati
vivere
siamo
acciocché,
voi
Se
non
stesso.
battezzato
perciocché
sensitivo
tanto
voi
vivo
è
mondo.
saranno
da
cristiano.
che
morte,
della
séte
noi,
gloria
la
novità
perché
e
nella
per
nella
di
vi
dovete
come
vero
battezzato,
battesimo
morte
e
d'esser
ciascuno
di
mette
bisogna,
che
certo
più
che
sapere
mondo
al
pensate
se
Paolo,
san
bisogna
morto
come
dice
vi
del
sarete,
nimico
mi
che
che
uomo
ma
sione,
compas-
più distesamente,
anco
per
mondo,
maggior
avrete
non
tenete
credere
fragilità. Nondimeno
o
ovunque
dal
travagli
d'avervi
carissimo,
cugino
mondo,
quello travaglio
quello
parlerei
cristiano
quiete:
né
vi
e
Dio.
l'ultima
potrei ciò
non
liberamente
o
del
che
mia
in
molestia
niego
non
della
dico,
d'essere
pace
affanni
esser
Vi
uomo
mai
dirvi
Dio;
più tempo.
sia,
fiducia
aver
fermo
padroni
conscio
di
Signor
nostro
avessi
che
io
rimanere
cuore
si
Flaminio
grande
per
de'
che
ad
e
con
tengo
e
comunque
ma,
debbo
letto
servidori,
essendo
non
ho
lettera,
vostra
ricevute
ingiurie
le
Cesare
messer
a
dottrina
effetto
nessuno
mente
sincera-
accettano
vergognaste
altrui;
stiana,
cri-
e
vi
perciocché
ingiuria
né
tanto
II
danno,
se
Cristo,
di
Spirito
dar
vorrete
non
Dio
e
vero
è
come
tutte
non
infamare
cristiano,
dovereste
danno
che
e
dalla
infinita
sua
niuna
manda
benignità
esercitar
per
la
vostra
assiduamente
grande
vostra
con
non
che
si
in
cosi
voi
Creatore,
Dio
usati
da
per
purgare
E
imitereste
si
volse
in
furore;
aspro
infamato
offeso
e
di
Sua
Maestà
l'anima
il
il maledicesse.
quale,
dicendo
E
dalla
Iob,
superbia
essendo
che
essendo
di
vi
Dio
strani
che
percosso
tutte
volte
non
di
ture,
crea-
il
stro
vo-
peggio,
e
istrumenti
come
e
le
volte
tante
la
sieri
pen-
pieno
da
vostra
dalla
maledetto
avea
la
umiltà
quella
prometto
mille
mortificare
rere
ricor-
arroganzia,
cosi
tuttavia
perseguitassero,
per
vostra
David,
vendicare,
vi
che
cioè
siacosaché,
superbia. Concios-
perseguitato
meritare
vi
non
di
conoscendovi
offendendo
per
scoprirvi
per
parte
ma,
e
come
necessità
verrebbono
cristiana,
spere
pro-
giovarvi,
notabile
minima
una
siderando
con-
le dovete
che
per
suo,
una
faranno
cose
tutte
credere
gran
voi
vi
ne
confessareste
coloro,
amereste
la vostra
e
professione
d'esser
peccati, degno
avendo
all'aiuto
aveste
alla
conviene
entrareste
l'orazione
le
padre,
darvi
come
vedendo
voi
a
Dio,
ma
per
non
quali,
Tutte
dovete
per
cristiano,
vostro
pazienza,
regnasse
Se
cuore.
è
secuzione
per-
Cristo,
odio,
che
di
sostenne
paragonata
a'
non
;
veretto,
po-
volontà,
sua
vero
nuocervi,
per
impaziente,
cosi
sareste
nel
non
Dio
essere,
imperfezione
se
a
volontà
se
degna
tribul azioni
queste
voi
a
caso.
e,
sua;
la
e
viene
per
voi
vostra
di
fratelli?
da
vengono
mano
far
vostri
non
la
amore
governarvi
vi
cosa
vi
che
d'acqua,
per
per
e
saperete
avverse
ricevere
loro
a
in
crocifisso,
salute
vostra
compassione
portare
se
la
voi
de'
Cristo
cruciati,
nome,
ingiurie
le
utilità,
grande
santo
suo
abiterà
non
di
picciolissima goccia
e
contra
pensieri. Risvegliatevi,
per
tanti
dell'oceano;
il
fanno
si
quale
vitupèri,
che
membro
séte
il
una
sostener
vorrete
vi affermo,
fieri
signoreggiare
spirito maligno
lo
cuore
cosi
a
che
tanti
l'acque
con
che
luogo
uomo,
ingiurie,
tante
vostro
quale,
considerate
e
vero
il
lasciando
medesimo,
voi
nel
vituperosamente
cosi
lo
fate
vi
quanto
87
VALDESIANI
DI
LETTERE
-
vivezza
e
presonzione.
da
comandato
dal
di
Semei,
che
diavolo,
non
stui
conon
8t"
II
dice
il diavolo
che
m'ha
Signore
ogni
cheti
stanno
che
fa
Dio
che
prevagliano
impii
che
tocca
la
giudei
i
e
i
affliggono
ci
che
afflitti,consolazione
siamo
purché
il
aspettando
Deuteronomio
che
Dio
di
superbamente,
da
rigidamente
e
difeso,
bene
a
se
Sua
io
vi
dire,
a
confesso
la
senza
loro
ogni
virtù
dico,
che
nel
e
fondando
che
può
Ma
non
noi
le
non
agli amici,
il
che
è
cosa
la
Padre
volte
ricorriamo
parenti;
e
facciamo
a
Dio,
ci
nel
ogni
ma
suo
dal
cosa
il
ricorriamo
disperiamo,
bene
Giesù
che
Cristo
queste
cose
pratica.
Anzi
natura
corrotta
che,
il
diffidando
solo
quale
fedeli;
ai
concederà
a
dà
Colui,
benigna
Dimandiamo
nome.
Padre
di
Cristo,
impetreremo.
contrario:
alla
punito
favorito
promissioni
nelle
tutto
l'ufficio
facendo
in
possibile
che
maniera
lei, rendendo
e
coloro,
ci
mente,
viril-
e
a
Colui
a
mentanee,
mo-
nel
lo averebbe
nostra
a
derà
ren-
siamo
usurpa
direte
alla
suo
fede
nostra
si
mettere
a
fede
dimanderemo
mentire;
più
a'
ogni
mi
facili
con
di
comanda
ci
pii,
espressamente
operare
forse
sono
ricorrono
che
adunque,
ma
quale
portiamo
persecutori
impossibili
quale
ci
quale
difficili
il
abbandonato
come
Ma
molto
Dio,
promette
cosa
li suoi
i
tocca
tribulazioni
le
ingiurie
la
Saul
noi, che
a
vendetta;
lasciato
odio,
sono
di
virtù,
ogni
mente
che
grazia
della
per
ma
che
e
cose
guai agli
Ma
Signore,
dice
d'esser
Maestà,
Matteo.
san
il
la
proprie
avesse
orando
in
espressamente
facili
divina
gli portano
che
coloro
«colui,
quale
merita
e
pazienza
con
male,
per
sono
le
Non
gli
Iacob,
santi.
per
appartiene
vendicare
vuol
chiunque
de'
pazienti, purché
lui
a
che
e
alle
e
contra
afflizione,
Il
pendo
sa-
che
vuole
carne
Esaù
eterna
Signore.
stimolo,
Dio
dice
»,
vita
la
e
si
conseguente
persecuzioni,
alla
pii! perciocché
affliggono,
dico,
allo
il Santo
mio
pii: ricevono,
per
mondo
Abel,
dell'occhio
pupilla
dei
figliuoli gli flagella.
pii, quanto
contra
mano
nelle
e
come
contra
e
contro
questo
i
Cairn
quelli,
a
in
contra
come
David,
contra
il calcitrare
favore, quando
ancora
temporali?
Signore,
ingiurie
nelle
cosa
gran
voi
impii
dura
è
gli uomini
del
«La
dice:
ma
fanno
mano
pazienti
VALDESIANI
percosso,
Cosi
».
santa
e
loro
sapete
l'abbia
tócco...
dalla
cosa
DI
LETTERE
-
nelle
nostra
ci lamentiamo,
zioni
tribula-
prudenza,
minacciamo
II
chi
fa
ci
siamo
oltraggio,
con
mora
fede
in
la
Dio,
essendo
cristiano,
quasi
e
viviamo
ci
gli
come
santissimo
suo
vi
mi
Io
deliberato;
mie
del
insino
d'ogni
dignissimo
possiate
a
darà
fortezza
al
Signore.
Di
Roma,
alti
XV
di
febraro
del
più
mdxliv.
Dio
Dio,
il
vostro
giudei
:
acciocché
il
etnici
che
fine
Signore,
cuore.
non
che
e
avea
le
per
parole
non
considerate
vituperio;
darà
Aspettate
sostenere.
Esso
Dio
e
nome
vituperiamo
cristiano,
d'ogni
de'
come
forse
Pregate
e
umile,
e
dover
qui.
ingiuria
paziente
mansueto,
che
il
Evangelo,
scrivere
pento,
sione
profes-
e
vituperosamente
ne
nostra
usurpare
perché
e
nello
la
nostra
turchi
suo
mondo
disteso
me
avuto
de'
al
vivendo
sentimento
più
darà
acciocché
del
sono
di
e
nimico
nostro
la
vergogniamo
chiamati
uomini
non
ma
d'aver
séte
abbia
Cristo,
peggiori
e
nome,
pubblicani.
ci
non
simili
Cristo
che
poi
'1
orazioni,
nostre
di
vendetta,
la
purché
le
sono
fare
del
morire,
imitazione
nostra
evangelica;
di
Queste
noi.
esso
modo
il
contenti
»9
VALDESIANI
DI
pensiamo
volte
spesse
LETTERE
-
e
alla
strate
mo-
che
rete
divente-
tentazione,
portatevi
Aspettate
lorosamente.
va-
il
li
90
LETTERE
-
DI
VALDESIANI
VII
Marcantonio
Flaminio
Della
penitenza
del
Per
dico
vi
mio,
fanno
che
mondo
profession
della
factis
appartiene
non
avendo
mentre
fede, né
sia
riconoscer
santificato,
orazione
la
con
d'orare
è
Deum
mettendo
nella
Dio,
misericordia
riconoscono
divina
in
Maestà,
cielo.
nell'ultimo
resurgere
niteat
vos
molti
remission
da
igitur
altri
de'
il
Dio,
se
Luca:
san
si
non
«
in
peccatorum
convertimi
luoghi
peccati,
si
/ti, ut
della
comincia
hi
omnes
in,
dice
deleantur
Scrittura,
dalla
in
quando
fede,
terra
Sua
come
peccatore
però
nomine
non
scritto
è
pati
eius
gentes
al
storo
co-
della
Christum
Oportebat
degli apostoli, capitolo
et
'1
A
con
gloria
pente:
die. et praedicari
tertia
confidando
e
orano
cosi
che
damenti
coman-
Signore.
la
volere
suo
cristiani,
dei
perché
considerare
a
remissionem
Atti
fatto
avete
mortuis
ac
negli
in
sia
la
modo
qual
buoni
e
nostro
desiderano
e
fatta
santissima
il
peccati,
Cristo
nome
factis confitentur
et
loro
con
suo
sia
questa
pii
dominicale,
padre,
di
de'
volo,
dia-
orar
che
cuore;
storo
co-
del
ma
'1
nell'osservazion
Giesù
per
per
che
e
capitolo
Pietro
E
Dio
perdono
a
nitentiam
di
Appresso
impetrar
può
pentendosi
Dio
col
veramente
e
l'orazion
dir
«verbis
studio
che
A
perché,
possono
né
ben
Altri
sono
né
suo,
già
non
Cristo,
di
con-
Paulo.
san
desiderar
possono
verbis
dominicale,
vita,
il regno
principale
appartiene
e
né
ma
che
quanto
di
padre,
simulato.
e
il loro
e
costoro
bocca,
vano
in
»,
che
pensieri
venga
dice
sono
non
d'uomini,
Alcuni
«
come
Ulisse
messer
maniere
l'orazion
Cristo,
per
che
né
Si
volontà.
sua
Jiegaut»,
di
Dio
due
religion cristiana.
mutano
non
magnifico
si ritrovano
propriamente
Spirito
lo
noster.
richiesta,
autem
Bassiano
interpetrazione
retta
Pater
vostra
al
che
jitentur Deum,
non
alla
rispondere
della
e
Ulisse
messer
a
».
popolo:
peccata
si
penitenzia.
poe-
E
san
Poe-
«
vestra
parla
et
».
della
Appresso
è
II
92
misericordie,
lo
perdono,
dimandò
che
noi
vogliamo
fronte
che
Dio,
ci
il
Adunque
suoi
Cristo,
Dimitte
bìtoribus
Figliuolo
dal
ricevute
hai
Tu
:
la
A
da
me
adunque
che
dal
altri,
non
v'ho
le
ingiurie
con
esso
Cristo,
tuo
cosi
tu
difficultà,
vi
dette
che
molesteranno
di
sopra.
per
noi
e,
la
si
mera
più,
lo
i
nostri
misericordia,
tua
noi
voi.
se
che
mediante
fatte
perdona
vorrete
e
Le
condo
se-
debito
per
schietta
proponete
quelle
noi,
grazia
semplice,
genito
uni-
l'offese
noi
hanno
come
de-
il tuo
mio,
Signor
ci
che
cendo:
di-
dimittimus
nos
mio,
alla
sua
perdonerai
noi
a
Signor
Ecco,
esposizione
questa
m'inganno,
cose
noi.
usa
promessa
quelle
Tu
dimanda
perdonando
che,
fatta
ricorre
fede,
et
«
perdono
l'orazione
la
sicut
dicesse:
promesso
perdoniamo
pare
tutte
ha
da
agli
si
come
talenti?
il
con
fonda
nostra,
prossimo,
nostro
tuo,
prossimi
è
orare
simo,
pros-
dimandare
dimandare
d'essa
sopra
debita
ed
ci
ricevute
spirito
e
»;
poter
per
al
diecimila
che
Dio
di
amor
noi
di
volendo
perdono,
danari
possiamo
debito
un
al
per
cento
considerando
e
nobis
nostris
noi
Dio,
a
di
fede
penitente,
infruttuosa,
di
«
con
a
peccatore
è
promessa
e
se
l'odio
e
s'oppone
perché,
che
che
l'impenitenzia
debito
il
rimetta
peccati
fede
senza
Dio:
a
che
l'impedimento,
dirittamente
rimettere
che
con
de'
peccatore
all'uomo
peccati
via
cioè
odio
qual
i
toglia
perdono,
Il
il
non
egli
d'esso
prossimo.
il
VALDESIANI
rimettere
a
purché
incapace
fa
verso
a
prontissimo
è
dimanda
DI
LETTERE
-
doniamo
per-
noi».
a
vera
quali,
considerar
libera
e
se
non
le
II
LETTKRE
-
VAI.
DI
ANI
DESI
93
Vili
Colonna
Vittoria
La
invita
recarsi
a
del
e
Illustrissima
cortesia
trovai
a
umanità
per
di
di
malissima
ser
Luigi
causa
Priuli
carità,
senza
Si
che,
che
obbligata,
un
io
se
la
per
può
averia
si
troppo:
lo ho
lo
ho
fusse
per
visto
messer
se
Dio
dico
scusato;
ma
non
Luigi
la
per
solo
due
Priuli
ottimo
volte
ed
il
poi
signor
cosa.
spirito
che
mi
che
e
del
mal
corpo
governo
or
E,
Carnesecchi,
che
di
la
se
che,
gnora
siche
or
avendo
imparare
comunicato,
rarli
deside-
occupatissimo
Flaminio
messer
venne;
vire,
ser-
spero
bisogna
è
piacerli.
com-
Signoria
cortesia,
li ha
Che
loro.
monsignor,
il nostro
ed
massime
mezzi
dato
posserlo
lei, anzi
con
ottimi
di
per
qui,
qui?
esser
zione
affe-
averneli
quella
cristiana
sua
conferire
necessità
gran
non
ragionevol
potessi
di
che
cosi
con
Dio
di
sin
della
tanta
Sua
a
desidero
se
mes-
onorarla
l'altra
concesso
a
tanto
grazia
quel
veramente
non
iìexibile
di
di
accettare
cose
vedendo
e
Signoria
mai
consolazione
mia
dell'anima
Vostra
le
sono
superstizione,
per
stato
più
poco
assente
sarà,
è
che
di
com-
mattina
preso
di
gior
mag-
che
tiene,
desiderio
ed
partecipato
causa
Signoria
io,
zione
consola-
un'altra
questa
ha
Sua
mia,
salute
che
piacere,
continuo
signora
l'una
mi
non
e
sarà
col
periculo,-pensi
in
era
che
a
parere
della
reverendissima
detto
sia
perché
presente,
ha
che
altro,
consuetudine,
ogni
ho
ne
non
cardinale
abbia
ne
Signoria
Vostra
grandissimo
con
io
che
che
molta
signor
al
fecv
mi
sa
dato
ha
cose
oltre
Fundi
reverendissimo,
che
me
Signoria
in
mi
or
suo
rivederla.
viddi
buone
si
certa
voglia
con
lei, ed
desiderio
il vivo
Vostra
la
perché,
una
Vostra
Signoria
e
e
cioè
perdere
a
tante
di
sempre
che
monsignor
satisfazione,
mensi
in
signori,
altri
quelli
non
se
mandare
a
volta
prima
Polo
mia,
Gonzaga
manifesta
le
e
cardinal
signora
Dalla
grazia.
Viterbo
a
Giulia
a
si
che,
e
non
se
io starei
non
male-
II
94
E
saria
certo
di
sua
patria
ben
informata,
qui,
se
a
di
me
lei,
ha
Viterbo,
S.
sopra
n'ho
vedrò,
da
la
questa
San
Paulo,
bisogno:
piacendo
a
8
di
Signoria
ch'era
Dio.
di
e
molto
più
ne
li
ha
ed
verso
il
bacio
tutti
che
di
piacer
la
mano.
1541.
mandato
desiderata,
la
che
dicembre
di
satisfarli,
di
monsignor
longa,
si
sione
occa-
pensando,
di
è
passando
monsignor
ha
E,
più
troppo,
a
Vostra
però
che
voluntà
lettera
patria
e,
;
a
servirla.
ottima
pur
che
dando
desiderio,
di
e
assai
pure
la
poco
un
celeste
vera
mesi,
Caterina,
Santa
inceso
più
lei
transportato
in
Ho
far
della
di
il
revedesse
signora
che
par
Signoria
di
la
giovare
effetto
grazie
mi
P.
un
in
ardirò
non
potria
firmare
Vostra
a
Di
la
or
ricevere
scriverli
che
Lombardia,
li
VALDESIANI
DI
che
mostrarli
scrivano
LETTERE
conveniente
che
potria
di
"
ringrazio,
la
e
e
zione
Esposi-
più
da
più
quando
me,
II
DI
LETTERE
-
VAl.DESIANI
95
IX
Iacopo
Bonfadio
di
Bellezze
inteso
Ho
ha
sia
alla
morte,
del
fuor
di
ordine
i romani
cosi
E
terra
lo
dunque
con
un
intimo
affetto
Chiaia
col
rive, quella
cellenzia;
nel
e
rida.
tanto
quei
Ora,
lodata,
cuore.
mare,
Mi
bella
la
da
tutta
mille
ricordo
o
mi
di
mostrano
e
ogni
la
vitali
che
Ella
fusse
spiritise
volte
per
le
la
lo
si
imperio
della
d'ogn'
seno
Vostra
e,
allegri
torre
intorno
moltiplicherebbono
sua
d'ec-
grado
con
spaziato
può
sito, quelle
alto
fenestre
partita
cordare
ripure
non
quel
più
la vista
volgesse
innanzi
fuori,
Napoli,
alle
Cosi
vederla
piacevolissimamente
parte
stendesse
di
or
spesse
signoreggi
natura
con
confessiamo
e
un
vivere
Napoli.
par
in
Signoria
e
in
paese,
dentro
e
Signoria
quando
lieti giardini,
ridente
che
pare
E
di
estingua
Vostra
Pusillipo. Monsignor,
Vostra
se
quel
si
eravamo
cielo,
beneficio
per
non
come
dal
loro
ristorarsi
compagnia.
primavera
eterna
là
felice
quando
delle
Iddio,
Toscana.
a
quell'amenità
signoreggiare,
noi
al
e
soleva,
tutta
nondimeno
negare;
attenda
sospirare
è
di
regolato
complessione;
cadde
tempo
per
vissimo
gra-
causa
Doveria
Signoria
virtù
Dio
bel
Fiorenza
vero:
di
la
con
ora
della
che
con
Vostra
cosi
lumi
presidio
allegria
fussimo
di
nobile
che
statua,
letto,
Vostra
quanto
altra
troppo
del
come
con
divino.
suo
farà, acciocché
col
ci
vita
di
l'ha
debbo,
come
trovare
so
è
e
stra
Vo-
quale
fuor
è
stesso
me
che
la
non
sentito,
fra
che
non
quella
primi
ho
non
l'animo
la
de'
uno
quella
se
conservavano
conservare
molti.
governi,
dimostra
ben
il che
Ne
ancora
temperatissima
cosa
sue,
che
e
Flaminio
acutissima,
considerando
e,
si
vivere
febbre
Valdés.
del
morte
Marcantonio
pericolo.
ogni
infirmità
tante
il
in
è
la
per
messer
una
dispiacere,
Signoria
di
avuto
appresso
benché
Rimpianto
lettere
per
Signoria
condotta
Napoli.
Carnesecchi
Pietro
a
di
da
per
quel
intorno
Signoria
96
II
più
di
disse
volte
Iddio
ci
che
certo,
Y
sopra
i
tutti
suoi
divine.
che
beni
tanti
facciano
di
Però
al
insieme
a
volta
un
tante
guerra
salire
me
che
non
Dal
lago
lettere
e
corpo
e
faccia.
di
Le
alla
di
Garda.
vita,
unite
perché
mi
io
ch'Ella
la
mano.
desidera.
:
cosi
Nostro
stava
cose
egli
signor,
più
più
quando
che
animo,
un
tosto
egli
dubiterei
lasciassero
potessi
maggior
perché
in
ticella
par-
delle
e
in
e
corpo,
verità
onde
stanza,
poche:
bacio
del
par,
quanto
e
se
me
sono
cerchino,
averne
vivere,
A
virtù
l'animo
incresce
prosperità
quella
ammirava.
faranno
una
la
con
Marcantonio,
sciato
la-
parole
con
fuor
come
ha
ne
nelle
magro;
delle
messer
e
con
Vorrei
che
quasi
s'ammutinassero
non
goffo.
con
l'amava
e
e
Valdés
ch'egli
David,
e
questa,
signor
Reggeva
contemplazione
alla
di
fatti
ne'
debole
suo
il
a
parte,
stata
scritti,
uomo.
intelletto,
puro
altro
ogni
dubbio
corpo
que'
i Salmi
e
È
perché
e
compiuto
un
condoglio
Mi
mondo;
Paolo
san
senza
il
sollevato
sempre
di
Era
col
e
al
e
d'Europa,
consigli
poi
noi
dall'altra
morto?
è
Piacesse
volte.
più
pensando
Valdés
signor
a
Epistole
dell'animo
parte
'1
uomini
fede.
pienissima
invitò
m'
e
Benché,
e
rari
VALDESIANI
tornare,
che
poi
dei
un
era
volervi
perdita
gran
DI
tornassimo!...
noi,
andremo
LETTERE
-
possano,
è
sceso.
qualche
interra
come
gnoria
Si-
Vostra
esorto
Signore
le
dia
II
LETTE
-
RK
97
VALDKS1ANI
DI
X
Gonzaga
Giulia
la
Smentisce
conoscendo
pur
Mi
le
detto
ha
il papa.
ed
fare
per
uomini
neria
tanto
più
mi
voluntà
torto
conto
detto
di
Sua
se
dubbio,
al
Ed
parer
Riformatori
21
maggio
del
1558.
Cinquecento
-
I.
paesi riformati,
Paolo
è
IV
nei
e
poi
piace, perché
una
son
cosa
Dio
proprio
più
tempo
mio,
non
molti
lei
Carafa
lassare
ed
cosi
son
sa
come
E
la
il papa
di
te-
e
opinione,
l'aspirasse.
è
non
diversi;
ch'essa
lei.
Morone
che
;
per
di
riguardi
seguire
per
immaginazioni
il cardinal
nullo.
Napoli,
che
eh' è
non
Santità.
li
seguire
quello
contra
altro,
senza
ingannarsi,
mai
che
sopra
conveniente
di
che
quello
fondate
ad
un'altra
ha
Giulia
Dio
mutazioni
gli
farne
donna
nei
fuga
sua
intenzioni
buone
poco
Faccia
facili
della
voce
Carnesecchi
Pietro
a
scrivere
non
poca
hanno
per
98
II
LETTERE
-
VALDESIANI
DI
XI
La
medesima
Chiede
Signoria
Isabella
Signoria
che
volere
simil
suo,
tante
crede
poi
giovare,
per
Napoli,
[7
Giulia,
febbraio
il
forse
hanno
Ricordesi
che
donna
che
forse
che
che
furono
più
si
baie,
la
togliere
1565.
viceré
me
di
lui
abbi
il
che
quel
l'animo
levare
maraviglia
detto
cosi
essere:
gli
fare,
delle
a
me.
lei
che
temevano
già
a
Vostra
come
non
di
diceva
per
l'ha
può
né
perché
scritto
ha
quello
vero
qua
Vostra
Mario.
mondo,
voglia
che
che
del
gnoria
Si-
attendevano
signor
fu,
non
mi
che
sia
che
persone
sarà
causa
basti.
cose,
volesse
la
la
questo
le
Credesi
quello
per
di
triste
peccato.
utile;
detto,
stato
tanto
nullo
di
Vostra
che
Saluto
del
bolle
che
quello
modo,
certo
che
so
San
verità
la
quella
inteso
ho
in
intendere
sia
abbate
cose
conto
a
esserli
fussero
molto
e
crede
farmi
che
stare
non
Galeota.
di
signor
le
valdesiani,
alcuni
Mario
patriarca
il
ma
pagasse
non
scrive
di
Del
sa;
ch'el
Signoria
non
pò
remediate
erano
mi
che
pensa.
ne
di
di
manchi
non
Brisegna,
non
notizie
specialmente
e
Vostra
dà
e
medesimo
al
persone.
fuor
è
fatto
saper
altro;
per
cardinale
a
chi
Cosi
li
li
IOO
da
che
si
egli
sia,
si
ed
pio
un
in
da
avvisamela;
di
detto
più
che
e
né
col
altri
che
nociuto
aria
Dio
lo
similmente
di
suoi
Priuli
che
quale
si
ordinato
che
stava
del
fallito
a
Sua
che
fussino
bene
La
li saria
aveva
e
un
di
che
l'onore
perdonarli
si
ormai
può
del
e
Rullo
potria
ma
nuovo,
dubbio
con
Priuli
il chiudere
essere
dovendo
questa,
suol
portare
dato
trovava
scrive
li
Rullo
quivi
ed
aveva
ed
alcuno.
cavati
con
dei
sempre
certi
non
lui.
del
12
essendo
sato
pas-
della
meglio
stava
Roma,
disturbo
Del
che
termine
di
Maestà
Priuli
signor
regina
l'usanza
pagati.
si
del
quali
le
per
solito.
ben
di
avanti
lettere
cardinale
non
nulla
e
secondo
Del
tere
permet-
senza
bisogna
pur
persona.
d'Augusta,
avendoli
del
Orsù,
dal
abbia
non
voluto
spada,
sua
di
mente
che
qual
quella
ritenuto
stato
né
la
mente,
onorata-
di
in
bia
ab-
1559.
son
qui,
la
lui
egli
d'Inghilterra.
e
Ci
quartana,
l'esequie
dire
cosa
gennaio
-
minor
della
l'ordinario
Poscritto..
sua
da
Fiandra
Venezia,
che
armi,
dell'animo,
men
di
vedendo
sarò
mancherò
più
penna,
che
più
che
fusse
fusse
le
la
con
di
venuto
non
con
cristianità.
non
qualche
oggi
alli
e
ho
non
intendessi
lettere
della
se
altro
intenda
che
era
collera,
il papa
molto
dall'opere,
giudicare
arrivare
lui
al nemico
piccirillo
a
in
son
li
nova-
alcuno
non
più degna
che
effetto,
castigasse
beneficio
e
come
quale
castigar
saputo
scrive
in
fatta
aria
cattolico,
re
mi
sono
intendere
giudizio
da
e
quando
Signoria,
finalmente
né
santa,
mio
a
E
dovere
spero
che
cosa,
Signoria
Vostra
fare,
che
fatto
che
d'Inghilterra,
Vostra
come
d'amici
inteso
ultimamente.
di
non
ho
non
cardinale
amor
per
benché
né
né
che
del
curioso
quali
bene
E,
stesso.
se
quelli
a
dubito
Ma
coppia
rara
comparare
li scrissi
notabile
più
ancora
una
Inghilterra, di
che
di
troppo
sono
modo
l'amico.
verso
poco
che
poi
alcuna
cosa
dire
in
particolare
un
certo
un
morti
mente
di
prometta
a
VALIJESIANI
DI
affetto
amorevole
torno
potersi
LETTERE
-
stato
timo
l'ul-
promesso
di frare
assecurato
il detto
eredità
Nella
argenti,
dice
però
aveva
altro,
del
se
non
H
LETTERE
-
VALDES1ANI
Di
IO!
XIII
Il
debba
estasi
Quaie
di allontanarsi
quella
cielo,
e
sorte
dice
esso,
scrivendo
quivi parlare
parlare quasi
mi
che
quello
li vien
buoni
non
ed
poi,
esso
giudizio
di Sua
forzato
son
innanzi
ch'io
stato
casa,
fusse
non
interpreti
mie
delle
nelle
che
sia
stato
Ed,
balordaggine.
di
causa
errore,
nella
sua
fare
che
tale
ho
penultima
per
estasi
affinché
Vostra
protestazione,
di
commesso
di 7,
avendo
che
di
nando
tor-
li confessarò
nuovo
inteso
da
mò
che
quel
son
errore
cifra
della
sarà
non
proceduto
intenda
ho
che
spontaneamente
circa
lui
però
qualche
forse
Signoria
a
mò
l'Inquisizione
costume,
quel
cose
da
esser
interpretazione
nella
il mio
a
fatto
venendomi
o
le
acciocché,
scriverli
nel
Pur,
altre, che,
obbligato
essere
accurato
lettere
lui.
a
fra
spasso,
a
ch'io
guarderò
mi
cosi
se
di retractazione,
bisogno
e
al
obbietto,
suo
prigione. Protestandomi
in
secondo
sue,
molte
cervello
questo
più
e
intendo,
vero,
messo
per
cauto
data
sarà
per
sia
l'addietro, acciocché,
per
che
che
il mio
intendo
più
nella
credere
oltre
partorire
simili
notato
in
andare
eccellenzia
ed
di
e
immaginare
possa
visto
hanno
medesima,
essere
di
militudi
si-
la
per
né
col
qual
provato
perché,
concetti
e
averlo
secondo
sono,
mandare
non
innanzi
ne
Santità
a
di
a
un
che
e
dice
dico,
mente
degnità
della
li pare,
che
la
pensieri
di
Signoria
vedere
quella
talvolta
pensare
non
so
ha
proibito,
unisce
di
riempie
la
pioibite,
non
faccia;
modo,
qual
al
pensiero
a
di
di
intenda
l'ali del
che
della
pericolare
si
dell'altro,
a
quanto
essendo
Vostra
poiché
bene,
effetti, in
presuppongo,
o
niuno
che
quanto
fusse
che
strano
potersi costringere
non
11
angelo.
un
parrebbe
in
Giulia,
ringrazio
potuto
faccia
Gonzaga.
avvertirmi
in
con
a
immaginazione
e
con
salire
quella,
esser
la
verso
credere
angeli
Carnesecchi
amore
altrimenti
posso
li
donna
a
io
suo
carità
sua
talvolta
con
Carnesecchi
dell'uno
estasi
fa
del
colendissima,
mia
della
non
ne
pel
patrona
e
benché
che
buona,
in atto
messo
l'estasi, avendo
colpa:
medesima
proibita. Proposito
illustrissima
de
mia
senza
non
signora
Signoria
proibizione
alla
essere
dall'Italia,
Illustrissima
Vostra
.medesimo
la
in
cifra,
luogo
che
di
era
donna
103
II
Isabella; del
quale
Signoria,
a
lettere.
E,
altrimenti
aver
come
se
de
in
mettere
mio
nel
la
dubitando
qualche
esecuzione
del
forza
ed
mi
quale
ch'io
che
tanto,
è
perché
che
veemente,
massime
umani
presto
è
grafia
che
di
questo
Signoria
avendo
che,
se
ne
tenere
e
so
donna
più
ultimamente,
per
chiariremo.
che
sia
ch'io
Venezia,
mi
non
8
nel
la
11 che
istarsi
Di
in
che
nascano,
sia
inganno.
1559.
se
ogni
per
della
Caracciolo
tutto
quello
impossibil
ma
Giulia,
di
liberazion
de-
occasione.
basti
solo
e
Dio
a
non
resisterli,
pensiero
vacilli
non
non
che
qualverbi
saria
Vostra
che
di
conferma
nuovo
credere,
massime
tornare
in
Italia,
là
donde
si
figliuola. Ma
Vostra
che
cosa;
e
rispettipiù
per
quel
a
a
gagliarda
come
torni
ne
per
in questa
tanto
che
mi
forte
par
compagnia
burla
prima
gennaio
che
è
verificandosi
e
è
non
donna
a
questo
animo,
mi
Galeazzo
sia
che
mio
luogo,
verisimile
che
di restare
vero
per
quella banda;
da
giudizio
penultima,
però
mutare
a
esser
per
È
modo
dissimulassi
lo
questo
anzi
stesso
me
Isabella,
per
che
certo
per
del
li accidenti
pur
molto
leggieri,
paura
fisso
e
quest'ultima.
per
verità, che
e
comodo
generasse
niun'altra
ho
posito,
pro-
si fussino
che
maggiore
in
che
celata
questo
ogni
porto
molto
casione,
oc-
di considerazione,
ch'io
già mai
a
in
li prometto
nuovo
tale
ch'Ella
non
bene
si
rori,
er-
più
prima
fussi
pensiero,
altrimenti.
scrisse
ne
ch'io
con
debile
conscio
secondo
volta
il dirlo
inclinazione,
fondato
talmente
dir
in
tempo
a
miei
di tenerli
piaciuto
rispetti degni
talvolta
essendo
che
sentissi
sia
ho
io
osservanzia
posso
questa
fosse
si fa sentire
la
ogni
contrappesare
dirglielo
a
con
mente
Dio
di
molti
la
faccia
curavo
intendessi
per
suspetto
Il che
l'amore
che
a
tale
ritenendomi
tutto
Dico
riserbarò
mi
non
che
ne
altri
avendoli,
ora
passata
quando
scrivere.
seguire,
sopra
già
me
degli
stra
Vo-
causa
numeri
a
Ella
fare
penitenzia,
Non
mi
insieme,
suo
la
simili
che
solita
è
parte
gran
più
accadrà
non
mio.
cioè
l'animo
ne
li caratteri
come
fusse
in
stato
per
perché
opportuno,
è
che
mi
che
ma
ritrovati
sia,
VALDESIANI
quello
l'animo
alcuna
ed
fatto
fatta
ho
ne
scoperto
cosa
però
rabbuffo,
poiché
DI
errore
con
un
sapesse
LETTERE
-
sendo
es-
parti
tosto
Signoria può
li è stato
che
di
detto,
questo
Il
LETTERE
-
VALDKSIANi
Di
I03
XIV
Il
dei
Ancora
Illustrissima
che
donna
casi
di
dal
stato
sono
piglia
istantissimamente
de
potuto
cavarne
l'animo
altro,
sia
ch'egli
ben
al
è
lui
che
il terzo,
secchi,
luntà
lui
ho
e
volere
dubitare
è
il
a
di
per
più
volte
forte
il
animo,
pigliare
essa;
debba
e
per
essere
mai
di
di
tale
necessità
sforzato
tre
più
avuto
legami,
terra,
Inghilresta
da
Giulia
per
a
di
di
con
Carnesua
resoluzione
o
nesecchi
Car-
possente
con
perché
un
perché,
Morone,
dire
sua
sia
di
donna
consolare
buon
ci
non
sentito
ed
di
morte
ruina
forme
con-
medesimo
uno
ragionamento
di
stare
ch'egli
più
potrà
del
retratto
la
Giulia
pensare
Giulia;
la
per
per
ho
adunque
Carnesecchi
è
Signoria,
gravi
si
essendo
che
donna
dubita
rompersi,
stesso,
credere
a
può
non
egli
e
donna
a
Il che
disse
tenevano,
secondo
Signoria
mi
Vostra
lo
per
quale,
esortandola
non
da
sta
che
che
egli
che
tanti
porta
pensiero.
tutto
quel
che
tal
passati
dice
dire
che
giudizio
s'ha
li di
di
parole,
sue
che
come
da
tutti. Vostra
alle
del
che
prire
sco-
mente
final-
ho
vero
da
e
ciò
a
non
ben
gnoria,
Si-
pregato
intorno
è
sua,
Vostra
averlo
contrappesata
l'amore
eseguire
mondo
l'altro
quel
dà
che
carità
sa
Carnesecchi,
e
gentiluomo
e
come
volesse
non
è
da
per
rotto,
e
dirli
che
ma
resolvere
soleva
e
però
fa
mi
pericolo
se
mai
quello
a
bocca,
che
se
scritto
consenso
quel
dopo
di
gelosia
aveva
bontà
quale,
mi
detto
di
liberare
E,
che
principalmente
credito
dal
il
di
li
vedendo
e,
senza
troppa
Carnesecchi.
di
il segreto
rispetti,e
la
per
Carnesecchi,
quella inclinazione,
ha
il
ciò
l'anima
scongiurato
di
12,
egli
niuna
cosa
atto.
poco
che
quel
desideroso
trovare
a
è
e
di
che
del
sua
qualche
con
farebbe
come
sua;
la
in
porrà
non
recevuto
ostante
non
che
fuga,
ancora
non
che
grazia
fastidio
ho
stava
Carnesecchi,
buona
di
propositi
Giulia
medesima
alla
signora,
assicurarlo
per
medesimo
timore
vo-
contra
non
farlo, potendo
II
104
piacerà,
li
che
per
fare
che
poiché
si
ha
risposto
del
suo
Patrone,
parendoli
servirlo,
stando
non
li
con
e
in
che
suoi
parole
Signoria,
Vostra
disse
si
che
credeva
Imperò
donna
che
alcun
che
di
di
Giulia
dubbio
Dio,
e
di
cosa
non
lui,
esso
non
alla
importanza
tanta
sia
salute
guidato
e
derazione
consi-
dal
retto
vedere
facendo
non
d'altri.
e
sai.
as-
il
lassato
esser
sua
lui,
mi
e
e
bande,
queste
da
sia
credere
movesse
momento
manco
da
tocca
di
lo
diversamente
ancora
mi
che
persuasioni;
sue
retinerlo
per
conseguente
per
di
nuo
conti-
disonorarlo
che
quell'esempio
era
oltre
mostrando
dalle
e
onore
di
tasto,
Galeazzo,
che
l'intendesse
che
che
lui
ed
servizio
altro
quel
tirare
ancor
appresso
di
sua,
alcuna;
conversare
fanno
di
gravemente,
e
anche
lassasse
sapeva
vivere
non
Toccai
del
troppo
a
desiderare
necessità
zelo
altri
Carnesecchi
a
da
per
sta
quali
la
per
Carnesecchi
che
dove
molti
scrissi,
movesse
d'offenderlo
fatti.
in
si
solo
li
che
tempo
interrogato
cacciato
è
muove
nemici,
e
egli
non
mi
al
l'altra
Ho
quel
tutto
sta,
per
bisognando.
pensava
mutazione,
dove
come
retirarsi,
causa
VALDESIANI
là,
avendo,
poi
e
dove
luochi
DI
sicuramente
intertenersi
prima
LETTERE
-
spirito
in
errare
Or
di
sto
que-
basta.
Il
donna
consiglio,
che
Isabella,
proposito
Venezia,
e
di
conforme
25
febbraio
ha
dato
retirarsi
alla
1559.
Vostra
con
sua
la
solita
Signoria
figlia,
mi
prudenzia.
alli
è
parso
parenti
molto
di
a
II
LETTERE
-
VALDESIANI
!H
IO5
XV
Il
liberazione
Della
e
dell'incendio
e
che
larmente
del
della
Ma
affezione,
debbe
che
avere
di
che
che
di
è
certo
fare
la
della
mill'anni
di
di
delti
già
adunque
di
Firenze,
averlo
2
il
Fiorenza,
dato
potrà
desidera,
a
settembre
di
si
alcun
conveniente
vedere
1559.
tosto
voglia
in
quanto
quelle
in
pontefici passati
un'ora
pare
il
ma
mettere
può
Vostra
a
bande.
questa
per
come
sua,
li
se
sia
non
molti,
di
signor
Quanto
adesso.
che
caparra.
e
procedi
mi
che
E
pare
austerità
innocenzia
stato.
li altri,
piaccia
anche
come
quale promette
morta
grandemente
e
saranno
in
che
quale
si
Sonmi
la
è
non
dalli
dubbio
per
che
buona
dal
tanta
Bartolomeo,
ritornare
e
assai
stare
ricerca.
si
intercessori,
aiutarlo
per
avendone
sperare
di
fo
non
si tiene
morire
che
ma
rallegrato prima
son
fare
con
instituito
abbracciarlo,
e
si
avanti
stato
di don
come
il duca
è
dalla
nasca
clemenzia
passato;
liberazione
Carnesecchi,
l'autorità
cavalli
che
di lui mi
tutto
passare
il
per
credo
di
divina
mò
negozio
vederlo
benché
da
del
qualità
rallegrato
fatto
fatto
è
quella carità,
che
Mario,
exerciti
in
Montepulciano
notabilissimo,
alla
ranze,
spe-
trovato
Inquisizione
solita
era
li
se
che
ho
Medici,
la santa
caso
che
Qui
e
elezione.
cotale
che
stato
giudizio,
si
come
con
di
istessa,
meritamente
principe, quale
come
parra
ca-
degnità
desiderio
il mondo.
una
similmente
quella
a
tutti; il che
in
quasi
abbia
i buoni,
nostro
inteso
ara
quell'ufficiosi
e
e
parte
E
si possa
essa
per
poca
morte
foco.
rigore,
al
questo
Signoria
quella
cioè
li porta
non
Vostra
di
mi
signore
Carpi, Puteo,
maggior
liberazione
rallegrai particu-
ne
maggior
felice
papato
il terzo
e
me
papa,
assoluzione.
propria
la onorata
ch'io
tutti
assai
troppo
nella
reputandola
quel
di
ho
questo
di
e
Dio
a
di
giudizio
saria
grand'opinione
Cesis,
piaccia
per
di
perché
e
Morone,
vedere
vorrebbe
intesi
Bologna,
esaltazione
che,
conviene.
che
Carnesecchi,
Cosi
sua.
grandezza,
di
di
della
rallegrare
medesima
Morone,
cardinale
amor
per
cardinal
del
partissi
assoluzione
alla
palazzo dell'Inquisizione. Spera
del
Avanti
medesimo
il
cipale
prinarme
credere,
Signoria
parte,
e
IOÓ
li
LETTERE
-
DI
VALDESIANI
XVI
Il
Si
s'era
so
di
inteso
che
duo
che
è
v'era
la
liberamente
un
inganno
già
tanto
di
ha
I
generazione.
fumo
credere
che
di
sia
e
piacerà
pastore.
Di
fare,
un
della
attendendo
a
il
qual
pascoli
quelle
quelle
che
che
staremo
pregare
sia
atto
ne
che
non
fussine
a
Sua
a
vedere
divina
sono
uscite.
Per
il che
e
suo
ed
un
che
si risolvino
che
noi
siano
Dio
che
a
minate
ter-
cristiani
circa
vorrà
ci conceda
che
riunire
nelli
ancora
grano
ovile
quello
e
tra
tempo
non
tra
da
è
poco,
un
Maestà
congregare
stati
intendendosi,
che
introducendole
vi
sia
esser
listi
evange-
qualche
aspettare
veggono
ed
ammirazione
al
il tempo,
vogliono
figliuolo
essendo
durasse
ma
come
dell'umana
apostoli
che
dicare
pre-
essere
popoli,
popolo,
tutto
e
vero
rimasto
che
illuminati,
smarrite,
pecorelle
fare
i
fruttificherà
quale
perché
Ora
fede.
dal
modo
ogni
s'avvicini
sono
controversie,
pastore,
povere
di
che
il battesimo,
le
cose
pare
giudei
molti
pigliare
le
che
veri
frutto
manco
in
il
Dio
a
anzi
popol
dicendo
redentore
e
il
esclamare
crucifisso
vergine,
di
stata
seme,
quando
anche
Cristo
cioè
moschea,
quando
sedurre
per
del
e
nella
a
che
religione,
andati
che, quantunque
vi sia
che
buon
questo
Cosa
di
Mahumet,
fatti martiri
arsi.
e
non
quelle gente,
diavolo
quali, dico, turchi,
presi, lapidati
veneziano
materia
di
legge
sempre
incontinente
bailo
erano
fatto, essendo
madonna
Signoria quel
cominciato
la
del
cristianità.
Costantinopoli,
avevano
espresso
di
e
e
in
fine
metter
Vostra
del
conto,
di
contro
tempo
Dio
di
chiesa
frequente,
sappia
la
a
lettere
per
uomini
principal
più
l'ultima
conformità,
in
che
papa,
travagliano
per
Levante,
turchi,
un
che
scrissi
fiorentino
nostro
di
discordie
mi
se
medesima
alla
l'elezione
augura
alle
Non
medesimo
insieme
buoni
e
le
feri
saluti-
dovi
riducen-
entrate,
e
fare
saprei
ben
io
IOS
II
DI
LETTERE
-
VALDESIANI
XVII
Il
Spera
il
che
il
d'allora
in
l'autorità
usar
ferma
bisognando.
che
Ma
il fine
reverendissimo
la
tutta
a
l'autorità
mi
avanti
non
che
so
di
bene
e
si
non
nel
di
e
nel
che
questo
tutto
se
inclinato
ed
nel
del
che
loro
particulare
quiete
de'
gran
bisogna
Sua
giustizia
con
si
che
da
stima
adesso
notte,
di
che
parte
stare
si
la natura
a
tori,
consul-
dimando,
corte,
questa
vedere
si
ognuno
il papa
ed
fra
ovvero
i miei
alla
giusto
però
Im-
pace.
solendosi
tare
mu-
diversi
spesso
quel
non
Io
ch'io
papi,
bene
esser
anche
perché
universalmente
giudizio
pontificato
avendo
li governano,
di
non
proposito
alla
per
conoscere.
licenzia,
che
del
causa
dove
pontificato, mostrandosi
gli accidenti,
fine
se
a
la
al
qual
mi
non
casa
cosi
non
far
cosi
di
pigliare
presto
può
principio;
coloro
altro,
sopra
secondo
mezzo
dir
di
quanto
la strada
la mia
ordine,
dato
modo,
ogni
a
con
terminarsi
aprir
col
suo
ha
bene
della
debba
per
Santità,
condizione,
aiutar
simula
Quanto
data.
sia
mi
benigno,
di
di farlo
papa,
del
giudicando
se
signori
altro, almeno
allora
uscendo
mostrare
mi
che
promette
e
cocchio,
non
duca
per
mini
ter-
essendosi
non
Sua
loro,
ch'ella
al
altro
quasi
e
alla
sia
non
appresso
bocca
in
per
suo
ritirato, non
sto
se
volendo
espedizione
che
e
medesimi
reverendissimi
meglior
total
potrà
più d'ogni
aprir
giorno
di
favor
e
poter
tanto
mia,
reverendissima
Signoria
ardisce
della
del
tanto
la
e
nei
scrissi,
questi
derogare
a
settimana,
l'espedizione
li
lui,
Verdura.
ancora
sperandosi
Morone,
prossima
debba
però
son
vicino
più
è
sono
l'ambasciator
a
di
di essi, né
di
parer
assolvere
vescovo
congregati
d'alcuni
sua,
intenzione
mie
faccia
ultimamente
altrimenti
qua
IV
il
e
cose
quando
l'indisposizione
per
Galeota
le
medesima
Pio
papa
il
ecc.,
erano
alla
nuovo
Morone,
Illustrissima,
che
medesimo
mostrati
sono
e
nel
condizione
che
riuscita
II
faranno
suoi
questi
del
conto
sarà
si
come
li
non
respirare,
lassi
sia
qualsivoglia
Io
porto.
siamo
e
ho
stati
è
non
insieme
Ho
de'
anche
fu
non
già
mio,
il
ch'io
strettamente
fede
potendo
altro,
Con
che,
cordialmente
posso
Roma,
si
4
febbraio
è
le
grato
del
ben
facendo
mi
1560.
medesimo
delle
cose
l'animo
che
ha
raccomando,
della
riveder
a
da
e
Signoria
recevuto
Vostra
per
in
benché
gusto
può
ginare,
imma-
conferir
e
futura.
vita
povero
scovo,
ve-
Signoria
Vostra
grado
e
non
tanto
quei
sue;
Vostra
a
con
fine,
desegni
beneficato
nel
mani
si
ragionar
di
e
trova
baci
che
con
sua.
carezzato
qual
de'
e
causa,
e,
con
di
sete
a
che,
Mario,
Signoria
la
conforto
poco
tanto
noi
passati
all'espedizione
quanto
facendoli
in
scemata
travagli
preso
amor
Mario
però
al
felicemente
insieme,
Vostra
quanto
se
Signoria
barca,
signor
volta
sua
Sua
condursi
Ma,
pressa
della
che
per
mano
tanta
questa
il
per
in
dia
dubitare
per
volte
ore
amendue
nostri
che
per
due
almeno
di
sia
due
già
da
ha
altri.
timone
effetto
talmente
borrasca,
visto
satisfazione
si
non
il
l'espedizione
per
governare
per
dare
questo
a
inquisitori
reverendissima
ostante
che
delli
più
potere
a
voglia
che
e
reverendissimi
questi
che
dice,
quali,
incappellati,
abbino
Morone,
reverendissimo
I')y
nuovamente
crede
si
VALDESIANI
DI
parenti
sangue,
vero,
LETTKRK
-
il
che
mi
ha
in
signor
pregato
nome
suo,
l'orazioni,
con
dalla
Signoria
pregarli
non
carità
e
più
quanto
sanità
tesia
cor-
e
tentezza.
con-
I
II
IO
LETTERE
-
VALDESIANI
DI
XVIII
II.
eseguite
Ha
le
pando
Io
mi
non
da
quanto
dolsi
che
poi
ieri
comparsa
servizio
di
testimonio
ch'Ella
virtù
Ma,
di
sua.
farli
poter
ad
amendue
da
me
in
del
cosi
di
con
mandarli
che
Vostra
insieme
Sua
protezione
del
che
mostrai
il
che
mi
che
si
o
o
farebbe
potrà
le
per
per
non
?con
signore
occupazioni
altro
qualche
favorire
a
per
altro
mezzo.
persone
molto
Ora
successo.
via,
questa
quando
e
partita, che
della
potesse
per
E
questo
già
ho
o
sarà
volesse
l'animo,
pensato,
per
mandare
in
che
la
e
più,
dessi
quanto
egli
meritano:
il
staremo
a
monsignor
e
vedere
sia
qual
disse
quel
Morone,
pochissimi giorni,
intraprendere
né
cura
tanto
graziosamente
fra
l'altro
e
ch'io
ordinato
di
quella
brevità,
l'una
prender
a
di
polizza,
di
però
a
cose
una
extratto
informata
le
come
encarezzirglielo
avesse
accettò
il
rispetto, non
ci mancherà
mi
avanti
simo
occupatis-
è
di
presentar
e
modo
giorno
scriverli
uno
ed
bontà
parlarli delle
a
il
per
conoscere
Ispagna
rispetto
a
per
ben
come
intendere
fare
quale,
il
ridotta
me,
in
mi
ogni
fare
egli
in
ed
illustrissima
lui,
di
che
risolvetti
a
ad
stato
ebbi
di 23,
adoperarmi
singular
spero
sua
pregandolo
del
della
fatto, per
scritta
Signoria
Vostra
gita
il cardinale
per
Seri-
libertà,
Signoria
di
almeno
o
mia
affezionato
sapendo
e
al
affettuosamente
Essendo
mi
Però
negozio;
predetto
sono,
arci
Signoria
a
come
Lombardia,
ha
inclinato
natura
carigo
in
ho
tanto
fatto
la
per
sustanzia,
particolar carigo
per
cosi
Vostra
che
m'ha
Gerio,
Surrento.
di
mirabilmente
animo.
buon
Signoria
a
volte
in
essere
Ella
qual
già
altrimenti
la
non
giovamento,
la lettera
alterar
il
affidarsi
da
Polo,
rento.
Sor-
Milano.
la lettera
impedito
qualche
come
di
di
dell'arcivescovo
del
il desiderio
più
cardinale
monsignor
per
son
monsignor
chiamarlo,
senza
cui
espedirsi
Morone
ricevuta
per
il mio
qui
quella
ho
a
scritti
tanto
signore,
ed
raccomanda,
mai
solo,
quel
degli
del
partenza
MEDESIMA
nell'interesse
pubblicazione
della
e
ALLA
raccomandazioni
sue
Della
MEDESIMO
il modo
in tal caso,
presa,
l'im-
di aiutarci
di ricorrere
II
istrumento
delli
da
venire
a
ducati;
200
lui
da
o
debba
Mi
tratto.
di
retirarsi
ed
di
esser
perché,
parti,
posso
fo tanto
che
sommamente
a
non
ad
il resto
a
e
disse
che
aveva
e
li sarà
che
e
dal
sua
che
Seripanto;
si
dalla
quale
farlo
che
che
sarà
loro
in
gotta,
sostituire
comunicare
con
Vostra
questa
di
fare
esecutore
Sua
in
Santità
comprobazione
pio
di
e
se
e
non
fusse
del
testamento
tale
Per
signatura
venga
testamento,
quanto
gnoria
Si-
Sua
ora
subito
ed
a
desiderio
sancto
a
assoluta,
averanno
lui
a
signatura
per
si
panto,
Seri-
altri che
manderanno
dire
da
di
mano
far
perché
camera,
si
potrà
Il papa,
parte.
disegnato
privatamente
la
ii
ad
altri li scritti.
avuti
Signoria
fatta
autorità
Priuli,
sarà
d' Inghilterra
scritti
si darà
in
Santità
sarà.
delli
con
pinqua,
pro-
riserbando
l'oblazione
e
causa
quali
quando
sa
del
ed
de'
due,
che
quello
Sua
Annibale,
sono
eredi
exaudito
tosto
aveva
vuol
non
Lombardia,
il cardinale
atto
autentica
a
delli
cosi
non
mezzi
ma
sia
cardinal
li debiti
Gerio,
la
non
quel
Sopra
per
Dio
con
di
Seripanto
conte
provincia
quelle
manco
di
al
in
vien
numero
gratissima
tal
mi
essendosi
che
vita
insieme.
benché
del
predica,
l'amenità
passati,
parlato
avuta
data
in
il
il fratello
medesimo
all'andata
di
ora
per
aver
illustrissima,
Giulia
Signoria;
d'avere
senz'obbligo
ritrassi
Vostra
occasione,
promettendo
lui,
monsignor
l'altro
mi
che
quanto
questi
la mia
sua
a
quel spirito
aver
godermi
conversazione
dimanda
Signoria
far
a
a
sopra
passare
un'altra
Il Gerio
venire
talvolta
della
si pensava
Francesco,
don
d'avere
fatto
scritta
come
di
io
che
spero
prelato disegni
di
Vostra
che
più
l'altra
buon
mostra
che
Morone
e
quel
pensione
Morone
a
l'una
perché
santità
e
fondamento,
già
volte
si
di
anche
né
passione
dalla
non
opera
che
disegnando
maggior
risoluto
bontà
è
buono
essere
dalla
se
l'ottenere
chiesa,
sua
dolcezza
avevo
altre
piace
sperare
la
e
impresa
quella
come
paese
facile
alla
invero
questa
potrà
almeno
Roma,
a
altro, benché
alcun
essere
un
che
conto
essendo
quello, che,
come
l'arcivescovo
tal
per
III
Carafl,
de'
causa
liberar
per
d'avere
nella
assistenti
delli
uno
Cicala,
reverendissimo
monsignor
a
VALDESIANI
DI
LETTERE
-
stato
questa
d'
a
donna
di
bedue
am-
impedito
mattina
e
Inghilterra,
il
pubblica, potendo
ad
e
essere
per
tanto
conseguente
più
II
112
apparisca
il testatore
della
di
un
principalmente
ed
avendoli
di
ritorno
cosi
si
Io
ho
che
mio
parta,
in
tal
alli suoi
dalli
bene
questa
corte
stima
di
che
da
lui.
per
la
persona
achinea
e
o,
Il
se
meglio,
mi
di
che
badia,
dare
solo.
tutta
quanta
di
grazia
Dio
non
papa,
a
proposito
mia
una
piacere
dal
vescovato
vescovato
lui
e
maggior
avuto
per
a
li dessi
non
un
per
dependo
dal
sperar
ho
che,
bocca
ami
cavalcatura
che
fatto
avesse
una
per
io
per
mostrerà
quanto
se
che
solo
in
tutte
mi
viaggio,
questo
innanzi
non
illustrissima
avrebbe
non
che
speranze
potessi
sima
illustris-
aprir
non
Dio,
ancora
ch'io
bonissima;
e
di
papa
io
pigliarei
non
e
ognisanti.
a
ostante
non
non
quel signore;
istando
giustificato,
sarò
sa
tanto
in
sua
che
dir
per
niun
fra
qual
bellissima
contento,
non
quello
tutto
poco
mi
mie
Signoria
ma
me;
farà,
sia
di
Signoria
mia,
di
sua
che
patto
con
Santità,
causa
lo
dove
partita
qui
Sua
ringrazio
le
io
Sua
quanto
faccia
stimi
fondato
quando
che,
Io
esso.
avendo
uomini,
Dice
io
faccia
Sua
deliberato
rispetti, avesse
Ma
causa.
supplichi
che
promesso
la
di
modo
della
raccomandazione
Milano,
professione
ogni
a
tirà
par-
ottuagenaria,
innanzi
licenzia,
motto
di
essendo
compagnia
ad
un
vòlta
aperta
la
che
dire
a
M'ha
dato
essere
Gerio
il
nome
l 'espedizione.
madre,
grazia
senza
debba
piegato
in
servire
vivere
sapere
la
reprobato
e
illustrissima
.Signoria
facendo
ottobre,
calunniato
per
la
li ha
Santità
tutto
spera
Sua
quest'ultima
Sua
per
né
potere
si
chiesto
mondo.
questo
visitar
per
ha
settimana
prossima
va
chi
ragione.
ogni
contra
VAJUDESIANI
di
l'iniquità
più
tanto
DI
LETTERE
-
a
modo.
Roma,
agosto
31
Poscritto..
mia,
che
con
dalla
rone,
che
fu
per
fare
Ho
avuto
qual
da
lettera
elli
me,
di
polizza
una
accompagnai
scritta
la
1560.
potrà
ed
la
lettera
Gerio
dal
di
Vostra
comprendere
il
quella.
frutto
che
parte
si
può
in
risposta
Signoria
de
della
per
l'affetto,
sperare
che
Mocon
sia
11
LETTERE
-
VALDESIAN1
DI
JI5
XIX
Il
Delle
difficoltà
Cosi
di
duca
farla
mia
solamente
si
se
avessino
sia
che
permette
non
molto
Ora
dice,
il
cosa
da
ch'io
pelo
attaccarsi,
fatto
debba,
volendo
alcune
tamente,
che
non
da
approvate
sciute
altro
di
bottega
invero,
che
dal
concilio.
da
possono
offendere,
dirà:
comporta
espressi
/iiformai
ori
fa
bontà
torti?
e
e
In
—
ben
se
Che
—
e
dunque
non
mi
dell' altro, quantunque
italiani
del
Cinquecento
-
1.
che
poca
e
sopra
secre-
erronee,
pure
siano
che
fusse
ciò
sopra
uscite
cose
state
della
e
per
tali, poco
prudentemente
secondo
a
e
che
Araceli
posso
se
questo
poi ricogno-
richiedeva
me,
alcune
queste
travaglio.
non
gnoria
Si-
Vostra
non
ti aiuta,
che
si
non
altre
false, che
apertamente
Trento,
di
si
come
Merenda,
fastidio
simplicità
verità
sono
bene
danno
che
frati
dal
tanto
ma
insin
come,
Aggiungono
più gravi,
la
dell'uno
prima
da
però
ma
provare
questi
pretendendo
siano
non
queste
Carnesecchi
cristiano.
ancora
che
in
so
Dio
ancorché
di effetto;
abiurare,
cioè
E
non
me,
Ma
trova
schiamazzo,
anche
tanto,
vendute
calunnie
oltra
né
sinceramente,
pur
del
quali,
possono
Valdés,
ma
l'ufficio
le
beato
di trovar,
che
grande
causa,
consulti
trovato
absoluto,
esser
molti
apparenza
un
più
approvate
e
fanno
e
non
me
determinato
più
ma
cose,
eretice,
di
cupare
preoc-
della
vorriano,
vedere
per
finalmente
l'ovo, hanno
ne
far
fetto;
l'ef-
con
l'animo.
si
ciò,
seguito
mal
a
chi
per
fatto
diabolicissimi,
e
che
quel
bisognerebbe
aver
sia
che
correspondenti
sandrino,
Ales-
e
essendosi
segua,
me,
mezzo
Carpi
ne
non
l'espe-
giudici, con
impressione
di
contro
tutto
questi, dopo
hanno
questo
farli sinistra
nuocere
non
sottilissimi
teologi
che
che
causa.
per
dei
rispetti,ed
impedito
possano
che
più
termini.
di
le forze
ottenere,
numero
innanzi
loro
irritati
talmente
sono
il
diversi
per
e
papa
di
causa,
sua
abbreviare
per
inquisitori,escludendo
hanno
del
della
spedizione
tentato,
restringere
da
saputo
l'animo
io
delli
sospetti
come,
non
ma
dui
a
come
so
di
medesima
sollecita
benedetta
Fiorenza,
commettere
non
alla
avendo
che,
questa
di
alla
si oppongono
li dico
dizione
del
che
medesimo
e
facciano
come
cosi
dare
lo-
grandemente
secondo
non
cono-
S
]
II
14
sca
pure
di vista
non
Giulia;
ma
donna
a
che
giovare,
oltre
che
l'amore
in
e
alcuni
mi
sia
loro
che
in
però
fatto
Ma,
con
alla
malignità
donna
Giulia
duca
che
di
perché
Ora,
verrò
dirli
a
trovai
tale
mi
non
vecchio
di
È
stato
al
che
non
mi
ed
forze
soliti
m'abboccai
Signoria
il
dimane.
che
voluntà
2
e
amore
per
foglia,
una
la
terrà
mano
mi
è
e
che
che
depinto,
un
parso
benché
più
poco
li
potriano
più
danza
abbon-
giornata
darli
lo
e
bisognerebbe
non
alla
con
fastidioso,
e
Seripando,
aveva
dicembre
del
le
re
cose
1560.
ara
inteso
da
sua
casa,
il papa
tanto
da
è
insin
stato
me;
abbia
mi
pure
Carafa
circa
e
dal
negozi.
persevera
qui
ha
tanto
promesso
l'ultima
portato
cattolico
di
suoi
per
Signoria,
Vostra
l'altro
quello, perché
perché
egli
già
l'uno
di loro:
venire
potuto
circa
Roma,
carichi,
mandato
niuno
Credesi
e
Solo
l'aiuterà,
Gerio;
l'aveva
ha
come
causa,
tetrico
lo
immaginato
come
rispetti;questo,
non
che
disse
11 papa
che
con
me
nuovo.
Dio
mobile
però
finalmente
li
assicura
rispetto suo,
più
non
di Fiorenza.
della
giudice
ragionamento
avevo
qui
Carnesecchi.
a
tutto
insin
Carnesecchi
questo
Morone,
veduto
ancora
è
duchessa
indegnità.
per
come
La
duca
è
sue,
spirituali.
appresso
dove
torto
eseguire
pure
e
bene
se
giustiziaprevalerà
la
e
promettere
con
Vostra
sia
tornato
poco
mente
come
imposti;
esser
che
di
come
portare
per
fatto
uscendo
poi,
del
caso
lui il
esser
temo
nelle
; ma
cura
alcuna
patire
per
ma
ritirato,
sia
non
todo
Carnesecchi,
Fiorenza;
sia
di aiutarmi
in
e
fuoco
e
lava,
s'amma-
non
freddezza.
alla
la innocenzia
voleva
di
di
quelli
non
difncultà; che,
le
alla
in
contrappeso
Fiorenza
essendo
intenta
che
è
di
supplisce
nuocere
bilancia; onde
tutte
intenzione
non
che
il duca
d'altri,
cose
all'odio,
e
alla
superato
dato
l'onore
che
pare
arei
assai
danno
servitore
l'odio
più potente
e
sia
facilmente
più
si può
bene
se
essendotutta
questi giorni
del
E,
ciò, spero
tutto
casi
tuttavolta
da
torto.
ha
niente,
de
Pur
ch'io
egli sappia
più grande
è
autorità, che
mi
VAI.DKSIANI
altro, né
questi
questi.
nelle
la
ha
zelante
che
fatto
tanta
Fiorenza
a
in
quest'ora
di
che
DI
altri uomini
freddissimo
è
I.KTTKRE
-
molte
compagni.
re
Io
lico,
cattonon
ho
nelli
suoi
occupato,
di
resoluzione
cose,
e
ma
venire
della
colarmente
parti-
Il6
11
VALDESIAN1
DI
LETTERE
-
XXI
Il
medesimo
alla
del
Ancora
ricevuto
Ho
degnata,
passata
fatto
lei
ha
E
certo
che
che
dove
si
di
che
i
dei
che
quello
poi
di
stessi
noi
pura,
come
non
giungerà
a
solo
Trento,
a
28
sola
che
faccia
sua
lui,
ma
luglio
seguirà
Sua
gli
ci
1561.
ve
resta,
a
nella
il
suo
è
al
resto
del
mondo.
possa
ora
a
e
fare
si trova
felicità.
con
e
e
sia
schietta
si
presto
cosi
tra
e
dimenticare
sua
quale
onoratissimo,
avvia
benedetto
farci
illustrissimo,
Eccellenza
tre,
Ferrara
viaggio
ci
sono
gloria
la
mandato
racco-
tuttavia
vanno
Dio
glio
so-
ancora
stato
era
ne
insieme
occhi
segno
cattolico
re
illustrissimo
legazione
ancora
il
non
simulate,
né
qua
Varmiense.
tutti
via
mi
di
cose
che
legato
Monsignore
credo
questa
il
che
Portugallo
di
e
qualche
detto
certezza
avanti
tenere
questa
benedetto
è
dato
quella
veramente,
parso
comuni,
che
mediocri,
overo
non
ho
volta
io, che
che
è
Ho
sua.
averli
mostrato
mi
Le
condotti
ara
speranza.
Ferrara;
Dio
regni;
ci
e
perché
qualche
a
vi
giorni
ci
ha
stà
Mae-
ch'io
ogni
ma
a
quell'offizio,
modo,
perché
io
l'opera
miglior
rare,
divina
tutto
volta,
ha
Eccellenza.
Vostra
Mantova
forma,
ne
avendo
far
hanno
e
questo
Teano,
di
suoi
vere
di
E
poiché
pochi
parole
si sia
far grazia
per
la Sua
mostrato;
satisfattissimo,
riscaldandosi,
prelati
di
signore
l'ha
trovano.
da
tocca
questa
lei, questo
le condizioni
monsignore
ancor
quello
meritamente
rimasto
conosce
sempre
con
solo
Dio,
pregar
lei
a
non
di
contentarmi
sono
e
Eccellenza
dell'indisposizione
Signore
illustrissimo
che
parlar
affezione,
tocca
Vostra
avvisarmi
Nostro
me
sana,
che
sua,
comandato,
mi
accascato
ne
e
monsignore
con
saputo.
è
conservi
la
che
che
restituita,
l' ha
molti,
mano
che
sanità
della
e
di
lettera
con
concilio.
grandissimo
favore
a
medesima
noi, che,
sia
in
sf
salute
Ili
PREDICHE
DALLE
DJ
BERNARDINO
OCHINO
DA
SIENA
PROEMIO
Cristo
In
fratello
Bernardino
Cristo
AU'impii
divino,
da
predicare
e
si
più Cristo,
doverebbe,
sforzavo
di
fare,
mi
Cristo,
né
con
e
in
Egitto
fece
mi
mi
carnai
Cristo
sarà
la
mia
altri
santi.
So
e
ch'el
certo
né
vita
anco
ho
dove
da
sono
che,
lassato
demonstrarà;
s'el
imo
si
sa
l'ora
ed
pio
a
da
Dio
anco
quante
che
tima
ul-
umana
spero
come
mia,
mia
questa
nacque
volte
nascose.
Italia,
in
sensualità,
per
Cristo
si
verrà
in
non
morte,
fuggi più
volte
andato
partirmi
negar
insegnato
lui
più
tali,
revelazione
alla
Quando
bene
che
mio
e
stiziosi,
super-
mostrarmi
speziale
anco
i
volendo
m'ha
che
Galilea,
quello
esposto
sono
imo
come
in
pertutto.
prudenzia,
che
ed
considerarà
età, che
e
e
Paulo
trovare
si
l'esemplo,
Samaria
anche
saprà
prudente
calunnie
in
e
tacere,
volontariamente
partirmi,
con
a
non
mi
termini
venuto
io,
Padre
parte
offendere
avendo
non
d'andare
elessi
e
e
Ed
el
in
già
come
Italia
in
'I donò
ce
non
Italia,
lassandoli
potuto
come
per
fece
gli satis-
non
Però,
avessi
ero
morire.
o
spirito
dottrina
Ma
in
dovevo,
non
Dio,
la
che
Dio
el
come
tentare
e
Il
si
particulare
non
stando
io.
strò
demo-
gli
se
Cristo
velato,
e
partito.
dell'Evangelio
si
fine,
buon
sarei
bisognava,
inimico
vestito
manco
a
Se
satisfare
nudo,
non
più
quanto
quando
che,
se
pur
mi
non
ch'el
al
imo
perseguitorno.
dirò
pii
candidi
pii,
salute.
gli potrei
manco
alli
parte,
el
più
molto
lui,
satisfece;
non
tanto
lettori
sinceri
e
alli
senese
la
in
mia
III
120
sensualità
dolta
se
Italia
adunque,
predicarti,
più
più
sia
io
da
essa
Cristo
che
nel
abbi
viva
la
scrivere
è
nome
e
che
respetto
principio
di
alla
della
Giesù
SIENA
in
possuto
voce
Cristo
che
pensare
Cristo
DA
tanto
con
sforzarò
altro
per
minciarò
mia,
e
abbi
OCHINO
che
mi
comune,
non
BERNARDINO
-
in
non
posso
verità.
vita
Cristo,
acciò
chì*
accioc-
voluto,
cosi
E,
cristiana,
nostro
ora
per
volgare,
lingua
abbi
Dapoi
me.
perché
però
stificazione
giu-
la
inco-
Signore.
PREDICA
Che
Perché
il
volte
un
delli
suoi
che
quanto
tenuto
essendo
«
el
ci
Né
ci
essendoli
uomo
e
cosi
In
da
trovano
anco
eriustifica
potenzia,
Né
el
fatte
satisfare
usi
con
de'
signori,
Dio,
a
a
l'hanno
e
che
non
determinato
ha
un
essa
la
peccato,
minima
perché
imo
né
misericordia,
errato
la
sé.
siamo
loro
un
gli perdonano,
Dio
Ma
cosi
non
sua
assoluta
satisfazione.
solo
non
che
come
biamo
ab-
può
degna
essere
si
in
non
senza
non
verità,
la
all'ingiurie,
creatura
quale
giusto
è
con
perdonarci
che,
el
con
avendo
satisfacciamo
imperocché
una
calunnie
potesse
fa
come
suddito,
giusto.
che,
».
satisfazione,
per
falsa,
principe,
come
sia
disse,
si
noi,
suo
si
quali,
non
non
perché
minimo
mondo,
li
è
peccatore,
buon
un
un
false
senz'altra
pente,
grazia,
in
giustifica,
ci
peccati.
verità
David
in
giustificarci,
può
di
peccatore;
ma
il
non
si
perché
ricevono
e
dalle
appresso
pieni
tristo
per
el
giustifica
che
in
è
vero
vuole
peccatori
fa
che
sia
el
come
peccato
essendo
modo
nel
defende
Dio
ma
gentiluomo,
Dio
el
bene,
modo
innocenti,
sé
giusti,
si
retto,
el
per
accusato
giustifica
el
giudicio
giustifica
giustifica
cosi
stante
ha
giustificazione
Tal
non
suo
imo
molte
perché
che
cosi
e
doverebbe,
grazia,
falsamente
questo
Si
ci
né
anco
il
in
riceve
tiranno,
è
ed
vuole
non
ribaldissimo,
come
Dio
Ma
Dio
a
fa
che
ribaldo,
un
defende,
è
giustissimo.
giusto
non
bene
punisce
tirannica.
e
cosa
grazie
modo
nel
accusato
el
scusa,
se
noi
uomo
per
impia
lo
tristo,
un
l'uomo
essendoli
che,
favoriti,
che
dono.
giustifica
non
tiranno,
sia
che
Dio
prima
stiano
cri-
grazie,
e
vediamo
rendere
possiamo
al
virtù
doni,
voglio
parlare,
acciò
Cristo,
per
essenzialissima
è
nostri
altri
gli
a
singularissimo
tanto
In
tutti
di
Cristo.
per
Cristo
per
incominciando
giustificarsi
d'un
in
fonte
primo
d'essa
però,
è
giustificazione
la
e
giustificarsi
il
è
cosa
I
si
da
che
legge
III
122
nel
Genesi
compassioni
tue
nostri,
Sarebbe
scandalo
in
può
minima
la
Acciò
ad
Tito:
«
dell'immondi,
si
però
del
vedi
Cristo
io
giustizia
noi
siamo
in
vuoi
el
peccato,
Pilato
che
lo
el
Paulo
fé'
Adam,
se
non
tu
che
ce
solamente
ringraziava:
per
niente
ma
meno,
—
non
de'
ebrei
in
perché
Or
».
noi.
da
in
parte
Credi
ci
—
stifica
giula
el crucie
augumenta
fariseo
parte
cato
pec-
morte,
Paulo,
El
el
Imo
nostre.
vergognosa
secondo
sé,
di
che
nelli
liberi?
ne
mondissime
im-
sono
tu
disse:
ma
—
Cristo,
legge,
La
né
tutto
per
Opera
—
e
stificati
giu-
fussemo
prova
aspra
l'opere
in
né
giustizie
né
cosi
e
siano
satisfacciamo
romani,
morali,
patire più
e
non
;
perseguitò
giustifichi?
vuoi
mancarai
alli
virtù
la
giusto
però
che
che
non
predestinazione
modo
alcun
romani:
tutte
in
perirno
all'archisinagogo:
scrivendo
in
umana
in
Della
come
secondo
giustizie
nostre
e
ferme
scrisse,
inanti
una
eiezione,
per
profeta
libro
nostri
che
fatto
satisfattone
«le
legge
in
alli
Ed
dice.
senza
Acciò
«
Dio».
peccatori
nel
«
contaminate
e
che
galati
sarebbeno
Paulo:
Dio
essere
quello
né
di
Paulo,
pendesse
non
di
morti,
disse
legge,
tu
Dio;
li meriti
Dio
Ageo
i
in
«
Paulo,
né
d'essere
sono
in
supplirò
e
come
possono
non
solamente.
fixe,
immonde
dice
Alli
alli romani
Contra,
come
Sono
possibile
è
come
Però
ed
quale
di
supplisca
Contra,
».
giustificazione
promessa
si
Agustino
che
dice,
ed
»,
proposito
poi,
Isaia
».
santi
la
il
non
Ed
parte».
fede
Cristo, perché
noi.
gloria
e
genti.
evacuato
manchiamo
di
si
invano.
morto
quello
riti
me-
Dio,
delle
galati,
giustificatiper
onore
proposito.
saldo
Di
sarebbe
promesse
stabilita
alli
la
se
alli
di
vocazione
gloriarci
nostra
le
noi,
Della
le
tutte
Cristo,
dono
non
scrisse
in
e
per
la
divin
el
stesse
Paulo
in
Dio
libro
siamo
che
e
opera,
Paulo
noi,
se
da
l'opere».
per
chi
solo
fusse
grazia
s'attribuisse
A
Imo,
stabili, né
grazia,
potremmo
«
parte
per
Cristo
giustificarsi solo
opere».
fa
in parte
disse:
l'uomo
di
nel
e
dire
anco
perché
quale
ed
croce
di
redenzione
che
satisfacciamo
parte
il
«
della
si
Cristo,
e
secondo
anco,
Non
in
minore
sono
la
di
mercé
scrisse
Ambrosio
come
«
fusse
e
Io
«
vile
si
che
SIENA
DA
Dio:
a
Sarebbe
».
giustificazione,
nostra
lo
dice
Iacob
che
OCH1NO
BERNARDINO
-
per
non
pensava
favore
de'
di
tutta
'II
124
ed
peccati,
e'
non
sarebbe
nostra
impii,
saremmo
impietà,
giustifica Cristo
ci
anco
noi,
per
in
ma
Imperocché
Cristo
se
gli
somma
si
come
è
con
Isaia
sé
a
el
e
anzi
una
Dio
benché
le computasse
ce
virtù
a
onde
l'accessorie,
inanti
Dio
a
in
i
inanti
virtù,
giustizie, meriti, doni
ed
fede
dire?
giustificati
essi
onde
;
Talch'el
Dio
Dio».
chi
alli
e
grazie,
el
Vivo
«
non
stare
spirito
Al
«Si
romani:
virtù;
cosi
d'accusare
ardisca
però,
essi
si
sotto
quale
sia
gli
come
sempre
Cristo
onore
esser
rimpro-
a
el
che
benedetto
santità
e
di
gloria.
si
Cristo
in
».
giustizia
membro,
Paulo
come
la
sotto
Cristo,
Amen.
più
vive
quale
suo
con
con
bisogna
della
Dio,
Cristo
fu
e
di
sue
rire
ricompa-
vive
me
le
tutte
che
essendo
eletti
Iacob
l'innocenzia
senza
E
in
ma
sima
puris-
sua
comparire
Cristo,
vestiti
sono
la
il tribunale
inanti
carci
giustifi-
per
più, quanto
di
già io,
avesseno
possiamo
nostro.
per
comparire
donato
acciò
tanto
e
quell'ardita faccia, che,
con
scrisse
d' Esaù,
hanno
giustificato può
sarà
non
e
ha
cenzia
l'inno-
mai
mai
anche
con
gli
donato
donato
d'aver
ha
Cristo
abbracciamo
Paulo:
ci
ornatissimi,
maggior
Cristo
che,
securamente
anco
cenzia
l'inno-
con
se
ci ha
timore
imo
come
anco
tutto
possano
Cristo,
a
solo
non
senza
alcuno;
ricchissimi
Cristo
doci
donan-
dona
donato
ci ha
buti
attri-
è
donato
innocenti
sicurtà
e
talché
gli
ha
ha
perché
questo
di
peccato
siamo
possiamo
e
ci
non
anco
noi,
principali
cose
giustificatiper
perati
Li
ma
Padre,
Dio,
peccati, dapoiché
tutto
Dio
le
solo
non
acciò
a
nostri, ci
cuor
eletti,
del
se
perché
gare
pre-
degno.
e
suoi
per
Cristo
anco
come
quella faccia
innocenzia,
peccati
perché
ne'
perfetto modo,
più
satisfatto
solo
senza
bastato
è
felice
volontà
per
ha
E
satisfatto;
e
sé,
ma
col
peccati delli
essi
dona
«
perché
con
Né
peccato.
chi
che,
talché
sua;
in
Paulo:
propria,
suoi
a
li
a
satisfatto,
ha
modo
In
suoi
per
non
che
intercessore
come
attributi
ed
Cristo
di
sua;
per
presi
carità
essi
per
l'innocenzia
presi
ha
solo
più ricco, alto, divino,
innocenti,
Spirito
Cristo?».
modo
scrisse,
restati
siamo
di
la
caso
premiasse.
Né
di
SIENA
DA
tal
verità
in
le nostre
imputasse
In
premii?
giustizia, dapoiché
bella
e
li
anco
OCHINO
BERNARDINO
-
sua
cenzia
innola veste
Figliuolo
PREDICA
el credere
Come
Considerando
la
per
nostra,
Cristo,
fede,
questa
Cristo
In
Cristo
da
potrebbe
E,
gran
perché
la
Cristo,
in
somma
troppo
amare
non
lui,
imo
imo
e
siamo
non
fede,
ci
di
ritraggono
m'è
da
parso
per
possiamo
confidare
forza
in
a
si
e
sperare
confidarci
porre
in
alcuna.
dal
sentire
tutte
Dio
sentita
prima
verità
E,
perché
da
tenebre
in
errare
amarlo,
confidarci
le
verità.
Cristo,
né
cosi
in
troppo
Né
ogn'altra
in
per
di
poco
daci
men-
parte
non
quella
poco.
essendo
Dio
noi
se
in
in
o
possiamo
manchiamo
Dio,
tutto
falsità,
non
lago
pe-
inganno
Però
carità
da
o
come
infinito
giustificati
gran
nascere
Dio.
essere
che
verità;
può
gli
in
può
ficazione,
giusti-
l'inganni,
in
nasce
rità
ca-
alcuna,
quello
da
non
dalla
in
creatura
da
sua
e
sua
non
gione
ra-
per
la
creatura
Dio
d'essere
non
della
da
buone;
non
in
solo
ha
da
che
che
in
manchiamo
obbligati
né
che
misericordia
pensassemo
sempre
errare
confida
da
inganno
Dipoi,
imo
Dio,
si
sia
nascere
luce.
che
uomini,
se
se
forza
lume,
ia
e
giustificato
crede
e
sé,
fede,
è
bontà,
cose
Dio,
nasce
è
è
abbiamo
che
né
sempre
chi
ficati
giusti-
giustificati
tutto
lume
perché
quello,
Ma
immediate
quella
anco
sarebbe,
bontà
però
può
non
imo
dagli
noi.
fondata,
è
E,
solamente
e
da
la
non
si
e
questa
in
gran
nasce
Cristo.
nascono
in
ha
quel
non
per
essere
giustificarci
Cristo
siamo
siamo
che
dalla
Però
emanino
falsità
crede
solo
inganno,
né
bontà
e
necessaria
tanto
che
che
inganno
sente,
fede
Dio
falso
di
rissima.
sec»
pericolosissimo,
credere
chi
Cristo.
quella
e
lume
cosa
cosa
fuggono
scoglio
sua,
pende
per
solo
è
credere
molti
essere
perché
giustificazione
ma
può
non
questa:
Dio
ch'el
uno
ch'el
senz'opera
di
è
non
che
da
Cristo
per
securissima.
cosa
prima
è
visto
e
mostrare
è
mondo
quanto
come
espediente
giustificati
al
che
salute
per
siamo
che
II
può
vanità;
cosa
nostre
speranze
colui,
narsi
ingan-
che
crede
T2Ó
III
lui solo
in
la
fede
sua
hanno
da
Dio;
che,
confusa,
può
troppo
al
che
quello
giorno
buono
tanto
miserie
sue
e
può
anichilarsi
di
tutto
gloria:
in
credessi
darsi
dove
vuole
«
Séte
e
non
salvati
dirai:
Forse
però
Se
lui
fusse
Lui
cosi:
«Se
l'uomo
tutta
Paulo,
modo
quali
di
tu
come
tutta
si
di
la
giustifica,
di
fede
si
contra
sono
per
quell'opere,
fatte
in
virtù
di
e
efesii
riarsi
glo-
disse:
di
si
Dio,
glori
».
stificazi
giu-
sua
virtù
di
l'operare)
del-
virtù
la
tutta
Dio.
a
l'opere;
non
la
gloria
Io
gloria
che
io
—
conchiuderebbe.
non
essere».
la
Se
può
non
per
dare
l'opere,
che
la
romani,
alla
facciamo
giustifica e
me,
perché
opere
Paulo
debba
come
le
a
e
qualche
dono
è
nissuno
s'ha
in
A/li
alli
l'essere
al
onore
lui.
già
Paulo,
sue
ogni
a
acciò
dà
gloria
ragione
la
Dio,
Dio,
la
tutta
però
esinanirsi
l'onore
me,
è
le
ci
che
giustificasse
si
dici
con
modo
che
provare
vostre,
quello
Dio
a
le
sé,
desperarsi
debba
da
E
quell'opere
è
ogni
dici,
come
vuol
in
darla
e
fede, la quale
concorre
perché
(imperocché
in
Dio.
la
per
è
non
di
e
giustificazione
a
opere
L'uomo
—
ma,
Dio
per
si
sua
appresso
grazia,
né
solo
contrario
della
solo
per
In
Dio
Dio?
umiliarsi,
confusione,
errare
me.
che,
forse
dannati, perché
diffidarsi
giustificarmi
Abraam
voi,
per
di
si
meglio
ci fa
umilmente
troppo
in
Dio
a
parte
potrei gloriarmi
ma
in
non
che
qualche
sé,
se
Non
remo
promette-
ne
Pensi
di
sentire
Dio?
adunque
può
che
in
di
ce
Sete
—
bontà
fu
—
impotenzia?
parte
in
credeste?
l'uomo
dice
si
della
non
alcuna».
non
in
spera
la speranza
«
na-
opere,
chi
non
pensare.
dire:
a
che
sue
corresponda,
non
o
e
nelle
e
imo
Dio,
abbi
me
voi
non
Paulo
non
più
conspetto
sé, in
gloria?
e
di
sua
in
molto
a
sé
persona
a
di
errare
la
e
in
dire
forza
è
Dio,
dapoiché
però,
ingannati,
bontà
Cristo
quanto
Appresso
confidano
domandare
giudizio,
confidaste
vi
troppo
lui
Dio,
da
pende
e
salvarsi,
in
vergogna
della
sappiamo
del
crede
relassa
più luoghi Paulo,
mai
che
tanto,
solo
posta
si
in
fece
né
confida,
si trovaranno
scrisse
sperare
mai
di
che
come
mai
che
SIENA
DA
si
è tutta
Quelli,
temere
lui
per
speranza
e
securo.
vega
e
spera,
OCHINO
Cristo,
giustificatoper
essere
e
BERNARDINO
-
fa
Dio;
direi
sarebbe
l'uomo,
e
cosi
e
dice
non
rebbe
sa-
contra
in
ogni
le
per
la
sua
ragione
sarebbe
l'opere
nostre
quelle
per
modo
di
dare
tutta
Ma
a
ci
non
gloria
falsità.
che
è
giustificare
assai
sforzarsi
di
credere
chi
alli
in
si
sente
più
bontà
gran
che
tutti
per
gloria,
quali
ad
cosi
e
non
li
l'opere,
timore
per
servi,
dal
portano,
più
resta
bene
curissima
Lasso
V
croce,
di
Epistole
s'el
si
per
grazia
predicasse
in
che
di
di
Dio
ad
eredi,
pertanto
vita
d'amarlo,
rarlo,
ono-
obbedirgli,
suo
a
onore
mirabilissime,
della
di
Dio
che
e
ne
tutti
per
piene
sarebbe
mondo
in
parte
siamo
per
noi
premio,
si
e
el
per
stificazi
giu-
del
per
per
fanno
come
li
amore
perché,
tutto,
fede
dendosi
ve-
gli
non
possedendo
Cristo
per
credono
fatte
figliali,
grande
anco
e
in Cristo
ch'el
parte
e
eredi
ed
Paulo,
che
sincere
giusti
sono
Già
e
fede
viva
operare,
siamo
modi
Paulo.
scrisse
e
solo
non
benefizio
con
pure,
d'acquistare,
gli
poi
stare
come
figlioli
credere
che
speranza
mossi
sono
tutti
o
sono
gloria
per
alcuno
in
per
satisfare
farci
opere
el gran
quelli
Cristo,
pena
Cristo
Però
tutto.
di
quale
per
el
fanno
che
solo
ma
Dio,
ringraziarlo,
la
fare
e
sente
non
di
sforzato
a
tutta
prossimo
chi
giustificati per
essere
ordinare
questo,
per
e
e
Cristo.
per
Dipoi
mai
E
bisogni, adorarlo,
e
el
Cristo.
croce
è
insieme,
suoi
lui
inganno
Padre
che
dell'opere
questo
figlioli e
Dio,
nelli
amare
farà
non
di
benefizi
altri
da
governare
al
s'avesse
fare
Figliolo
in
morto
suoi
ma
carità
invocarlo
temerlo,
lassarsi
Dio,
e
gli
è
reconciliarci
di
conspetto
per
Cristo,
che
nostre,
per
di
giustificato
vivamente
nostri,
servirsi
un
chiaro
è
come
a
sé.
fusse
l'uomo
bisognasse
però
e
d'essere
crede
peccati
giusti
le
sue,
carità, senz'opere
mera
e
l'opere
si
bene
se
alcun
deprimere
e
Cristo
essere,
modo:
ogni
giustificarsi, doverebbe
per
perché
in
può
in
ingannarsi
grazia
giustificato per
modo
ogni
l'uomo
la
bene
se
possiamo
non
adunque
non
che,
in
che
Dio,
magnificare
Il che
ditto
per
di
acciò
può
l'essere
una
quello
virtù
Non
Dio,
a
che
poniamo
in
dire
necessario
è
giustifichiamo,
gloriarci.
la
e
Però
fatte
sono
noi
inganno
per
invalida.
127
II
PRKDICA
è
cosa
se-
gli versi.
le
Scritture
sime
mas-
lo scandalo
evacuato
non
sacre,
della
si scandalezzarebbe
giustificati per
l'opere
nostre,
Cristo
né
impu-
e
128
III
gnarebbe
è
e,
se
più
BERNARDINO
adunque
umiliandoci
cessiamo
a
bene
ne
nare
felici,
(il
che
Dio,
siamo
che
è
se
in
di
più
bene
con
impossibile),
giustificati
perseguitare
ci
che
indegni,
fede
questa
e
gloria.
che
ci
Figliolo
dannati
di
Dio.
Amen.
gli
in
;
—
Cristo,
viva
Al
stati
dan
a
questa
perché
quale
fede,
siamo
avessemo
almanco
Siamo
opinione,
questa
quanto
Cristo
per
questa
doni
—
onore
SIENA
siamo
saremmo
dire:
potremmo
confidammo
UÀ
che
preghiamo
tanto
Che,
contrari.
credere
ch'el
securissima,
cosa
OCH1NO
opinione.
questa
Dapoi
-
parte
troppo
sia
sempre
ci
PREDICA
la
Come
giustificazione
santa,
piena
libera
da
dall'altra
parte
benché
che
in
larmente
ogni
In
che
abbi
non
credere
salvato
cosi
Paulo
che
una
E
in
stoltizia
mondo,
Mi
poiché
elesse
dirai:
che
—
siamo
Respondo:
Riformatori
Si
E
giudica
sia
savi
la
per
si
del
Per
con
salvarci
stoltizia,
somma
come
è
giustificati
come
è
italiani
del
e
è
la
mondo
sia
salvati
per
-I.
Dio
aveva
come
a
da
la
d'un
mezzo
a
una
la
l'altra
è
sapienzia
cognosciuto
dal
reputato
sapienzia
gran
del
Dio,
soprallegato
nel
persuadere
si
sapienzia,
somma
crocifisso,
cosi
ch'el
sapienzia
appresso
adunque
scrisse
pace
ca-
eterna
pensato
della
non
è
non
stoltizia; dove
pare
un
per
morte
hanno
pazzia
d'un
che
Cinquecento
seppellire
sapienzia,
sapienzia
impossibile
lunnie,
ca-
imperocché
che
dalla
somma
infatuare
vero
del
Però
suprema
Paulo
come
false
restandone
Dio,
stolta
sapienzia
mezzo
e
Dio,
di
gloria
mondo
mondo
sua
particu-
e
scusarla.
cosi,
e
cosa
el
vede
è
Dio.
a
appresso
mondo
che
alli
che
si
è
desiderarla,
di
sapienzia
ed
Gli
«
crucifiggerlo.
temporale.
questo
mondo
quello,
parte,
dalla
la
una
salvato
carità
l'impie
a
onore
per
novo
parso
stoltizia;
quello,
del
sapienzia
è
abbi
sé
sia
scrisse.
mondo:
gentili
di
e
»),
doverebbono
offuscare
Cristo
crocifisso
un
più
un
di
diabolica,
e
giustificati. La
siamo
crocifisso
Dio,
di
ai
prima,
è
terra
beneficio
gran
molto
ma
fede
Paulo:
setta
visto
e
calunniata,
e
a
debito
dove
torto,
a
ebrei
ci
che
felicità,
questa
parso
pestifera
cosa
per
gli
prestando
date
quella,
è
somma
a
m'è
che
innocente,
è
perseguitata
stata
disseno
nostri;
molti,
dannano;
cosi
è
Cristo
per
e
a
si contraddice
loco
sono
virtù,
e
conduce
(onde
perseguitata
calunniata.
sempre
come
si
gittarla
del
e
tempi
gli
fuggono
privi,
e
ci
perché
che
el
male
come
nelli
questo,
la
carità
ingiustamente
noto
E
spirito,
di
ingiustamente
è
giustificazione
la
come
ogni
Cristo
per
falsamente
e
Considerando
III
loco.
el
dere
cre-
crocifisso?
formica
—
quanto
9
III
130
grande
è
impossibile persuadere
salvo
che
renascesse
fede
tanto
è
quanto
che
diletto
in
Figlio
s'intende
se
viva
da
fede
chi
intenderete
non
di
lume
con
l'anima,
amata
ha
voluto
sofferisca
ha
spirito.
Non
che
suoi
satisfacci
per
Cristo
crocifisso
al terzio
stato
era
Cristo
che
tutti
si
tesori
gli
della
L'ebrei
dicendo
ricca,
e
che
lui
proprio
scrisse,
calunniata
ignominiosa;
ch'el
Messia
magnifico
però
offesi
è
scandalo,
Di
qui
dalla
grande
si
che
nacque
che,
se
era
poi
bassezza,
come
già
i Giudei
una
non
sapere
ascosti
adunque
Cristo
per
che
i
divina,
misera,
mondo,
Giesù
gli
cosi
gentili,
potente,
vile,
abietta
ricco, potente,
umile,
ma
gli
Isaia.
segni
scoprisse
e
povero
creduto;
hanno
preditto
domandavano
che
altro
Dio.
più
cosa
al
aveva
el Messia,
Hanno
che
giustificare. Espettavano
possuto
di
molto
e
povera,
quanto
Visto
sua
è
umana,
ma
di
sapienzia
non
ci ha
non
glorioso.
abietto,
stato
crocifisso
venisse
e
alta
è
sono
giustificazione
perseguitata,
gloriosa,
e
si
la
poi
saper
imo
Cristo
Dio.
sapere
di
di
poco,
in
di
scienzia
e
El
Dio?
etiam,
è
li divini
fratelli, imo
per
di
croce
tutti
con
giudicava
non
questo
sapienzia
Cristo
felice
che
sapere
l'hanno
anco
disse
presi
Paulo
tanto
in
nostri,
sé
eredi
che
cosa,
essendo
stolta,
cosa
ha
ha
proprio Figliolo,
peccati
figlied
Dio
alto, che
Né
gli gentili ingiustamente
come
li
con
vedere,
a
sapere
el
non
crederete,
non
gran
donato
l'unico
non
se
ha
ci
si alta, che
Se
donandoci
e,
per
cielo,
come
un
allora
e
dato
gusta
«
e
meriti, ci
e
gran
crocifisso.
perché,
tutto;
si
sia
ci ha
noi,
virtù
è
che
pigliando
adottandoci
membri,
per
Isaia:
Disse
salvarla
per
tesori, grazie,
si
non
e
viva
con
Dio
ha
sapienzia
soprannaturale
per
che
che
felicità
una
gusta,
ti pare
chiaro,
che,
e
la
è
capace,
Cristo;
di
tende
in-
non
fusse
ne
credere
el
somma
Questa
chi
».
fede
con
da
non
acciò
benefizio
gran
d'essere
animale
spirituale,e
uomo
sapienzia
croce.
L'uomo
«
grande
è
sentire
e
cosi
capace,
quanto
credere
Bisognarebbe,
salvarci
per
n'è
non
carnale
disse:
el
gran
SIENA
perché
in
un
gustasse
DA
uomo
Paulo
diventasse
e
amato,
un
spirito ».
e
sentisse
saprebbe
Onde
dello
cose
a
cristiano
vero
Cristo.
per
le
e
del
sapienzia
la
l'uomo,
de
sapienzia
è
la
OCHINO
BERNARDINO
-
dal
sideravano
cielo, de-
quella grandezza
III
132
cati.
Paulo
Però
Cristo.
salvi
credere
per
benché
uomini
la
per
paradiso
fare
non
ogni
male,
ogni
modo
a
che
in
Pensano
questi
gitti
terra
per
viva
la
fede
che,
conserte,
tali
la
bone
operare
È
mirabili
cose
ben
che
vero
gli
ociosi, imo
tepidi, negligenti,
salvarsi
acquistata
io
parlo
mediante
di
della
dov'è
tal
lume
forza
dilezione».
sieno
si
non
non
c'è
disse
cosa,
di
la
Cristo
per
imperocché
uomini
gli
venti,
fer-
virtù,
Paulo:
«
svegli
e
sta
a
Fede
più
umana
ogni
con
Mahumeth.
dove
che
l'uomo
bontà
gran
necessario
e,
dono
cre-
soprannaturale,
la
core
ardore;
senza
quando
quale
viva
è
e
pigri,
opinione
e
i turchi
col
—
Dio.
fede
Cristo,
ogni
Cristo.
in
ribaldi,
e
hanno
che
Cristo,
sterili, infruttuosi,
sentimento,
essere
in
pieni d'ogni
gloria
vivamente
vivo
Però
che
posso
fare
contrario,
infusa, divina,
sente
può
di
fede
fede
questo
opere.
Imo
alla
vera
quale
hanno
me,
Possiamo
e
più:
ociosi, imo
e
credendo
certa
una
creda
fa
el
acquistato
pigri
—
licenziosi
avere
che
simile
e,
Dio;
perché
è
la
per
morta,
peccato,
gran
Ma
e
solo
nostri
gli
per
ch'io
di
lo provano:
m'affatighi
Cristo
diventano
uomini
E
per
sufficienzia
dere
cre-
persone
giustificazione
per
per
alle
fa
la via
io
perfetti
solo
e
fare
un
morto
il
che
tutt'il
giustificazione
che
ha
pure
è
solliciti, diligenti, assidui,
fa
a
della
ed
è
e
che
ci
salveremo,
fede
dire
ch'el
dicono:
perché
che
è
diventano
cosi
ci
l'opere
della
E
—
e
patito
e
blasfemia,
dire
con
giusti
licenziosamente.
e
bisogna
non
operato
salvarmi.
licenziosi
male,
ha
con
occasione
noi,
per
Adunque
opinione,
Cristo
che
cristiani, è
siamo
una
giustifichiamo
male
dire
falsi
sia
dare
un
di vivere
mani
per
e
satisfatto
—
le
basta
larga,
la
giustificazione
che
tristi,e
e
ci
dire
che
par
questa
Cristo
sente
Cristo
con
in
e
ha
dice:
dappoiché
fede
chi
che
e
paradiso,
e
gli
torto,
buone,
opere
peccati,
mi
Cristo:
a
facile
perché
starmi
sentire
Giesù
crocifisso.
la
dalli
mai,
ociosi, pigri, negligenti
che
del
che
più
Cristo
e
di
croce
perseguitato
avuto
sempre
possono
in
nella
non
fede
nostra
ha
forse
Non
tutte.
calunniano,
gli
ha
ora
di
maggiore
e
e
SIENA
ingiustamente
la
che
persecuzione,
Cristo,
per
hanno
Cristo,
per
DA
gloriarsi se
adunque
giustificazione
la
OCHINO
voleva
non
L'ebrei
Ma
BERNARDINO
-
sia
amore,
è
amore,
opera
e
per
che
'1
III
PREDICA
facci
di
l'opere
tutte
di
frutto
fede],
Se
in
io
lui
subito
lo
farà
al
Però
Dio.
le
virtù
più
fede
fede
predica
poi predica
Di
cristiane,
le
credere
in
abbiamo
del
l'amore
fanno
Però,
Signore,
—
el
e
cristiane,
matrimonio
imo
siamo
di
carne
e
in
«Quello,
Colui,
ha
fare
che
che
è alto
a
rapisce
imo
figliolo
l'uomo
al
li
la fede
delle
le
quali
cercare
di
opere,
figlioli,imo
legittime,
agli uomini,
si
viva
e
per
tu
fin
opere
lustrano
di
dicevi
essere
non
cosa
tutto
che
fuori
appresso
vòlto
sono
e
Cristo:
Dio».
a
figliolo di
conveniente
la fede
non
frutto
dice
quelli respetti
che
senza
sono
Però
e
toglie
non
tanto
le nostre
triste.
come
dove
sante;
regenerato
d'avere
E
Cristo,
è abbominazione
fare
a
Si
fargli nascere
a
e
in
adunque,
assai.
di
cristiane
sono
vede
cendo:
di-
Cristo, predica
per
mezzo
perché,
esistenzia
in
è
sposa
Cristo,
Colui
—
farne
a
spirito. Sebbene
Dio,
Similmente
doveremmo
induce
e
in
padre.
in
noi
fa l'anima
che
sforzato
è
che
remissione
la
giustificazione
della
e
peccare
tutte
e
gli apostoli domandare,
con
in
inserti
fede
con
questo
e
questo,
di
opera
fede,
viva
buone
sante,
opere
E
apparenzia,
stato,
el
e
non
vergogna
alto
fa
regenerati
buone
si
fede,
le
più
toglie
la
è
pazienzia
Cristo.
per
l'altre
e
che
cosa
dalla
l'elemosina,
magnifica
immonde.
sono
di
fede
le
non
legittimi, cosi
fede
e
farisaiche,
e
umiltà,
giustificati
augumenta
viva
la
predica
l'opere,
immaculate
fede.
fede,
in
sempre
opere
di
una
nascono
penitenzia
la
prima
in
tutte
prossimo,
ogni
fare
per
crescere
che
massime
la speranza.
ne
diaboliche
carità, speranza,
quali
impeto
per
predica
d'essere
ingiurie, l'orazione,
si
immonde,
sono
che
opere
l'amor,
sincere,
pure,
».
nefizio,
be-
gran
più
el timore
è
per
frutti
suo
di
Perché
non
[cioè
fa molti
un
buon
ogni
me
del
in
fede.
molte,
e
in
sta
costui
or
lui, farà
che
potente
Chi
piena
sempre
parturisce
sentimento
e
senza
mirabili
senza
chi
predica
di
è
filosofiche.
più
di
Cristo
in
quale
e
«
grazia],
per
mill'anni
opere
dove
sante,
e
in
spirituale, è
Però
[cioè
innamorato
farebbe
non
possi,
Cristo:
disse
fede
viva
ha
fede, la
purché
sante,
spirito. Però
e
uno
l'innamorata
che
fervente,
133
fa
con
al
a
Dio,
peccare!
l'amore
Dio,
suo
che
Imo
a
HI
134
lui; e
paradiso
ch'el
Ma
uomini
gli
el
anco
e
predica
fa
la
via
del
paradiso
del
cosa
mondo.
le
tutte
altra
si
che
Però
umiltà
Sai
chi
si
che
credono
in
senza
si
ogni
credono
dall'onore
adunque,
difficilissima, imo
«
dovrebbe
morta
del
non
di
che
Cristo, predica
scrisse:
né
orare,
né
infin
le difficultà
la
che
carità, pazienza,
predica
i
ribaldo, perseverando
gran
Cristo
e
esperienza
quali,
benché
sieno
dallo
timore,
qualche
di
Cristo
di
interesse
proprio
trari,
con-
seche
estrin-
opere
Dio,
speranza
messe
d' innumerabili
a
quelle
spirito
carità
senza
orazioni,
per
per
i miseri
ingannano
e
senza
salvarsi
senza
opere
essere
per
dalla
premio,
gogna,
ver-
dalla
e
loro
prudenzia.
Colui
per
da
e
diffidi
passato
dolce
vede
non
dal
ma
né
tutte
ingannato
si
come
modo
fede,
ha
non
pazienza,
digiuni, elemosine,
cristiani,
viva
eccel-
più
fede
è
predica
spirito,
senza
mossi,
gli
Chi
ogni
hanno
falsi
fanno,
la
avere
predica
cielo?
da
i loro
opere,
e
del
Questi
con
che
carnale
difficile
imo
ed
giustifica
più
né
more,
ti-
per
buona.
fare
fede,
senza
impii
via
Cristo
figli.
figli sono
dignità
viva
perché
opera
la
vita.
loro
Dio,
possono
salvarsi
altre
di
e
allarga
mala
sua
populi,
e
virtù
ogni
fede; perché
nella
via
loro
sto,
Cri-
hanno
e
dei
questa
è
fede
de'
predica
elemosina,
viva
predica
nella
e
fare
eredità
mercé
per
in
gli possi intervenire;
chi
truovano
gli
non
né
ha
per
l'opere
viva
chi
erede
quelli che
come
facile, imo
e
Imperocché
ingiurie,
cosa
morte.
larga
ma
alla
fede
la
difficultà, talché
perdonare
dove
ed
Dio
servi,
convenienti
che
di
solo
umili,
e
SIENA
regenerati,
non
magnifiche,
chi
de'
vile, operano
abiette
e
DA
figliolo
è
mercé
e
e
e
lenzia;
è
carnali
opere
alte, divine
che
non
basso
cor
OCHINO
vede
che
più,
tanto
BERNARDINO
-
La
fede
ogni
volta
perché
necessità
dono
è
che
trovano
viva
le buone
in
chi
perché
ha
viva
predica
forze, che,
nostre
».
giustificazione
opere,
È
ben
sono
anco
che
questo,
basta,
gloria
cosa
Paulo
come
vero
non
predicarsi
ma
della
fede
morta
opera
dovrebbero
in
Dio
fede
non
giustifichino,
si
di
la
che
e
alle
impossibile
Però
prossimo.
le virtù
tutte
predicarsi
la
predica
che
e
Dio
di
salute
e
buone,
l'opere
frutti
fede; però
di
chi
l'è
spirito, e
è
privo
IH
PREDICA
di
è
buone
opere
può
croce
per
in
morto
siamo
Dio
come
Paulo
Non
allarga
spirito, dal
ha
io
Ma
della
ogni
hanno
che
a
si
chi
danna
fede.
in
che
dire
a
alla
vivamente
visto
e,
che
Ma,
una
se
Cristo,
non
sola
volta
fanno
basta
e
sero
provas-
ebbero
predicar
non
morta
fede
fede
fede
gustata
quella
quella
la
Dio.
la
mai
gli
fede
di
volontà
che
con
fa
viva
perseguita
fede
altra
ha
l'hanno
si
buone».
fede, né
alla
non
dere
ren-
opere,
opere
che
e
stificand
giu-
e
per
ma
buone
viva
colui
obbedire
trovi
sforzati
la
predica
Perché
Cristo;
l'opere
di
in
a
Cristo.
di
sono
credere
poi
se
fede.
dirai:
Forse
Però
la
per
chi
perseguitare
predicare
sarebbe
dire:
un
Da
è
ferma
in
e
Dio,
si
sé
la fede
che
divina
stabilisce
da
avemmo
a
calunniarla
al mondo
gloria,
per
Cristo
quando
la gran
Giesù
nella
membri
si deve
non
anime?
non
Questo
demonio,
venne
e
mettere
a
gratuita giustificazione
dà
non
Cristo;
in
rispetto
e
che
seppellire l'Evangelio,
un
i suoi
el gran
che
peccati
stificazi
gratuita giu-
adunque
mondo
disse
loro
della
e
povere
bontà
Cristo
noi
;
fa
ci
non
cessi
torto,
a
la
mori
di
Dio.
Signor
felici
e
quel
noi
in
Al
stimoli
nostro.
a
croce,
dirne
sia
Amen.
benefizio
ed
è
sempre
gloria
di
ognuno
gran
quale
ferventi,
ma
imperocch'el
per
imo
peccare,
oziosi,
adunque
grazia,
per
di
occasione
ricchi, nobili, potenti
con
senza
perseguitarla
Dio:
nel
i
per
eccita
ma
quelle
Cristo
—
che
El
Respondo:
—
coltello.
ci fa operare
di
di
parola
regnare
sua.
adunque
poi
Cristo
ci
el
pazienza,
aiutare
né
Lassa
—
la pace
ma
pace,
la
predica
quelli,
dell'Evangelio
ha
non
l'Evangelio,
turbare
non
predicazione
discordie
giustifica,suscita
predicare.
di
privarsi
Cristo,
per
la fede
che
si dovrebbe
non
vede
che
possiede,
Predicare
—
dissensioni.
demonio,
e
indotto
è
tristi,
e
non
nostri
peccati
settatore
imperocché
credono
non
aggiungere
non
e
chi
compassione
peccato,
a
a
male,
al
oziosi
Cristo
fede.
camminassimo
cielo
giustificazione per
opinione
ad
acciò
del
quale
ho
sentita,
né
E
«
via
licenziosi
uomini
e
scrisse:
la
alli
poltroni,
accettabile,
popolo
un
viva
ha
non
noi, soddisfacendo
perché
a
che
sapere
135
un
più
male
è
che
dere
ascon-
onore
PREDICA
S'el
credere
Sono
molti,
da
da
sé,
che,
e
di
ch'ella
come
fare
vedere
In
nel
el
è
divina,
cosa
della
mortificazione
d'uomini
imperocché
cosi
non
regna
esperimentano
zione,
i
quali
apostoli
questo
Ma,
di
questa
e
a
vengono
Cristo,
fine:
essi
in
sé
però
parlando
verità.
fine
i
con
E
della
pii
e
Legge,
veri
gì' impii, dico
questo,
perché
nostro
Dio
fetti
ef-
della
scienza,
co-
è
vero
la
della
la
spirituali,
si
giustiffcaè
falsa
una
che
vedono
nel
I
prima,
come
non
del
salute
vera
le
però
core:
profeti, Moisé,
tutte
sono
el
stizia
giu-
gli
sé
pace
e
sentono
ordinano
che
che
e
in
sentono
che
vero.
cristiani
pii
gli certifica
Appresso,
nel
confirmarsi
Alli
sentono
diventati
effetti
quello
con
siderano,
de-
espediente
perché
proprio,
amor
divinissima.
la
divinissima.
perfetta
di
certificano
che
mendo
te-
impugnano
parso
che
sono
altri
dove,
spirituale rigenerazione,
gloria
più
gli
confrontano
sacre
più
tanto
la
in
verità
ma
erano,
core
tali,
sono
immaginazione,
scritture
che
di
la
stessi,
Dio,
a
non
e
salvatore
la
che
gì' impii.
Dipoi
sentono
se
solo
divina,
santo,
scrisse.
di
carnali
cercano
prossimo;
e
Paulo
come
non
con
Giesù
è
grazia,
ma
cosa
Spirito
Cristo
che
è
e
m'è
dipoi
e
diventano
conoscessero
fuggono
però
giustificarsi
umiliandosi
umana,
gli
giustificazione,
vera
la
che,
che
dello
e
si
cosa
gli pii,
credere
la
loro;
è
con
testimonio
nostra,
e
el
salute
non
parlarò
difficile
core
gli
ch'ella
prima
è
non
alla
imo
ficarsi
giusti-
Cristo,
tali
umana,
Dio,
a
di
per
lume
invenzione
sforzano
cercare
divina,
cosa
questo
sia
contraria
cosa
in
questi
se
è
domandano
la
né
el
Cristo
non
si
securo,
che,
perché,
per
divina.
cosa
sul
Cristo
per
giustificazione
vera
gli domanderebbero
core
o
in
stare
E
impii.
giustificazione
la
giustificati
s'accorgono
dalla
più
siamo
umana
per
non
cascano
di
ogni
sé,
che
invenzione
è
IV
certi
le loro
che
impossibile
modo
di
gli
parole
è
Dio.
da
farli
chiari
conoscere
a
che
giustificazione
la
gl'impii,
però
Cristo,
che
avendo
né
colui
avendo
non
in
sentito
i divini
non
che
Dio
lume
con
«
Colui,
la
fare
e
Cristo
che
mia
ben
de
è
sentire
persuadere,
in
prima,
divina
bontà,
carità
nascendo
la
perché
giustificati per
divina.
Padre
mio,
disse:
spirituale
divina
e
tanto
fede
quelli, che
non
sono
pos-
verità:
che
vive,
che
conoscerà
carnali,
sono
ragioni
con
zione
giustifica-
Cristo, quando
mentre
questa
e
essere
che,
Ma,
farebbe
la
gli
se
prudenzia
convinta.
resta
umana
del
animo
gli
della
la dottrina
nefizio
be-
gran
con
Dio
mandassero
do-
gli
el
Cristo,
in
verità.
core
fede
allora
espresse
la volontà
».
E
che
Il che
Dio
di
volontà.
sua
sentire
fare
vorrà
dottrina
E
la
di
viva
con
mezzo
per
divina.
è
vivamente
può
ricevuto
soprannaturale
per
sentire
fede
della
certi
che
e
peccati,
viva
questa
fede
Dio
vivamente
alli nostri
fa
per
a
di
grazia,
abbiamo
d'onorare
essere
l'esperienza:
è
credere
a
effetti, che
s'umiliassero
questa
divina
cosa
soddisfatto
ha
croce,
possono
che
Bisognerebbe
è
esperimentato
morendo
crede,
che
Cristo
per
137
IV
PREDICA
Cristo,
ha
non
altro
di
misericordia
e
lume
questo
da
Imperocché
di
fede
e
Dio
in
fondamento
Dio,
dalla
di
bontà
tutto
la
che
dire
forza
è
però
immediate
può
non
credono
Dio,
sia
cosa
se
non
nascere
divine.
cose
Di
Paulo:
non
Onde
».
che
è
come
spirito
di
Cristo:
«
mi
dire,
che
volta
ritorna
corre
ascende
per
a
canali,
quanto
era
gloria
della
si
suo
nelli
giustificazione
della
e
onore
quali
descesa,
vien
gloria.
non
el simile
può
su
Si
da
gloria
la
È
come
di
Dio,
si
que
adun-
forza
Cristo
Dio,
dottrina
sua
gloria
di
mio
del
quella
ma
Cristo.
per
de'
scrisse
come
la
giustificazione per
tutta
come
alla
tutta
si
che
provò
adunque
(parlando
cerca
gloria,
Cristo
ordinata
uomini
che
quello
Dio;
a
proprie,
la mia
Però
è
gli
cose
è
cerco
».
la dottrina
imperocché,
e
Non
perché
divina,
ogni
le
non
Cristo
mandò
la dottrina
dà
Imperocché
se
Cristo, sbattendo
giustificazione per
terra,
a
umana.
divina,
tutta
della
cercano
Lo
«
Padre
era
carnale
invenzione
è
carnali)
Dio
fede
questa
l'uomo
tutto
non
poi
sia tutta
cosi
tutta
si
l'acqua, quando
penetrare
fa la dottrina
l'aere,
di Dio.
tanto
Il che
138
III
Cristo,
espresse
disse:
quando
fonte
Dio,
è
viva,
Va', vede
quali
che
danno
in
la
la
poi
Dio
el
proprio
vita
della
eterna
in
esso
da
tutta
nasce
dire
forza
per
un
poi adunque
Da
».
Cristo
per
dottrina,
sua
fatta
sarà
bisogna
onore,
che
la
croce
cosi
una
eccessiva
abietto
basso:
e
sapienza,
magnifica
misericordia
poi,
la
se
di
opinione
l'uomo
quella
avrebbe
promesso,
che
pensato
finalmente
Dio
si
concetti
di
è
non
verità,
lui
più
in
ingannato
che
in
è
Dio
di
migliore
Dio
di
sarebbe
che
Dio
vedi
troppo
confidenza,
e
amore
ha,
non
alti
più
se
loro.
zione
immagina-
falsa
ne
Or
verità.
si
ima
verso
una
di
avere
vile,
l'animo
speranza
mostrato
uman
carità, incomprensibile
se
troppa
ogni
passa
avere
e
Questa
immaginato
di
saputo
in
morisse
eredi.
hanno
fosse
Cristo
in
avesse
quello
e
mai
bontà
mandasse
che
figli ed
Dio
sarebbero
per
in
avuto
sarebbe
volesse
e
peccatori
avrebbe
che
gli
e
immaginata
salvarlo,
per
transcende
inestimabile
e
trovarai
e
l'uomo
mai
liberalità, eccessiva
giustificazione
d'uomini,
i
si
non
di
che
perché
però
che,
farci
e
carità,
massime
Dio,
sarebbe
salvarci,
volesse
salvarci,
per
si
non
el peccatore,
e
da
non
magnificano
parte
umana
tanto
e
Dio.
a
prudenza
Figlio,
essi
da
qualche
gloria
l'impie religioni delli uomini,
considera
origine
in
amasse
pensiero,
Di
suo
e
poco,
almanco
che
alta
in
giustificazione
avuto
tutta
Di
fu
samaritana
gli darò,
salirà
della
un
hanno
tutte
su
ch'io
SIENA
DA
divina.
tutta
le
che
ritorna
tutta
e
la
con
L'acqua,
fede
questa
OCHINO
parlando
«
d'acqua
che
BERNARDINO
-
vini
di-
e
questi
e
sono
inconvenienti.
Appresso,
visto
carnale
da
creduto
questa
imo
ogni
è
la
mimicissima,
che
di
Dio
verità,
pena,
gli sarebbero
Dio
e
tormento
stati
tanto,
e
con
si
si
si
come
come
lor
avrebbero
ferma
fede,
hanno'
sempre
E,
favorita.
non
esposto
avessero
cruciato,
contrari,
e
e
l'uomo
tutto
terra
spaventati dalli
giustizia,
sua
tutto,
per
predicata
gli uomini,
dalla
l'amasse
lassando
sbatte
perché
carnali,
gli uomini
umana,
l'avrebbero
non
predicata,
stata
l'ira
invenzione
fosse
l'annichila,
e
fusse
ben
ad
gli
che
se
la
sono
cati,
pecmai
che
propria
fatto
se
i
per
vita
martiri;
stati.
Però
PREDICA
Donde
procede
che
Perché
Cristo
quasi
s'accetta,
mento
verità,
e
donde
parte
la
uomini
che
gli
Dio
per
farò
un'opra
sarà
narrata».
A
che
carità
di
per
volontà
più
c'è
ad
la
e
per
poi,
misura
servo
morto
quando
pieni
perché
noi,
nostre,
el
di
proprio
perché
non
e
ci
tanto
liberale
peccatore,
vili,
dato,
avendo
con
sarà
eccessiva
cioè
croce?
che,
E
tanto
de'
peccato
c'è
primi
difficile
e
sua
offeso
Dio
misurando
e,
ch'el
la
che
giusti.
chi
»;
che
vi
Dio.
la
credere
abbia
si
amore,
possiamo
stato
el
metteremmo
non
la
per
di
bontà
è
siamo
cosi
una
su
vostri
grande
«Signore,
in
diventati
predisse
quando
Figliolo?
noi
amore,
giorni
lui
vare
sal-
per
alto
nelli
per
suo
che,
quanto
si
si
predicata
per
croce,
crederete
Isaia:
morto
della
pensiero
che
umana
Il che
opra
e
disse
del
siamo
gli nostri,
inimico,
senz'opere
peccati
sarà
prudenza
in
Io
la
questa
umiltà
crederlo,
a
siamo
per
gli
sia
Padre,
propria,
e
i
ché
imperoc-
credere.
non
in
mostrare
misterio,
di
«
figni-
un
verità.
Figlio
disse:
la
essendo
la
eccesso
che
Paulo,
profonda
alto
si
mirabile,
si
del
possono
proposito
e
del
uno
quando
perdonati
creda,
Dio
avere
Di
sieno
difficile
parenti
el
secondo
medesimo
questo
quello
alta,
si crede,
proprio
che
falsità,
espediente
che
difficultà
con
persona
una
si alta,
fu
non
profeta,
E,
ci
el
giustificazione
e
qualche
si
quale
del
la
e
pochi
l'altezza
è
peccatori,
si
da
e
difficilmente
desse
carnali
noi,
sparso
Cristo
Dio
Abacuch
Cristo
per
m'è
cosi
per
che
da
invenzione,
difficilmente
crede
nel
dell'intelletto,
pensare
umana
che
vilissimi
cibo
però
giustificazione
noi
Cristo.
questo
una
ma
si
v'attinge;
non
per
accettarsi
per
nasce
prima,
In
giustificati
l'impugna,
chimera:
una
è
esser
per
ognuno
potrebbe
fosse
non
che
dovrebbe
facilmente
pasce,
per
verità,
la
credere
difficultà,
la
siamo
V
vita
Figliolo
pieno
morte,
Dio,
nostro
un
per
di
di
Dio
carità,
vita.
pensa
con
E
sia
che,
sime,
mas-
d'essere
odiato:
carità
tanta
di
le
sono
difficile
è
Cristo.
E
a
almanco
in
credere
che
particolarmente,
magnificare
lo
grande
sbatte
in
in
tutto
in
l'uomo
dove
terra
da
però
sé:
superbissimo,
giustificazione
l'annichila:
e
portanza,
im-
sua
giustificato
stato
è
la
la
né
aiutarsi
sia
che,
quali e quante
né
spirituali,
tutto
perché
stesso,
se
di Dio,
potere
persuadere
può
dell'uomo,
cecità
la bontà
parte
si
non
gran
infirmità
proprie miserie,
sue
peccati,
dalla
anco
è
quanto
pensa
gli
Nasce
Dio.
conoscendo
non
dalli suoi
però, spaventato
141
V
PREDICA
rebbe
vor-
e
Cristo
per
impugna
però
per
questa
opinione.
Di
vorrebbe
si
importanza,
tanta
voglio
in
stare
troverei
mi
quanto
se
l'uomo
poi
è
dannato.
giustificato
che,
Però
in
e
in
volersi
giustificazione
vera
Si
può
giustizie
lustrano
mondo;
Impugnano
avendone
credono
la
non
non
giusti
nuovi
ancora
non
fa
gli
per
e
dà
falsi
e
cristiani, fa
e
fede
è
laudate,
facevano
d'altra
di
Dio,
ma
che
sforzati
gitta
per
spirito,
terra
annichila
scuopre
i
simoniaci,
e
pensare
molto
le
le nostre
Le
ficate
magnificarci
giusti-
a
contraria.
perché,
morta,
in
peccati,
la loro
fede
non
ogni
e
ché
per-
e
ché
per-
solo
con
essa
fanno
dire
che
la fede
religioni
l'autorità
la
ficazione
giusti-
trovate
e
zioni,
supersti-
l'alchimie
a
per
zioni,
giustifica-
proprie
manifesta
toglie
nostre
e
l'ipocrisie
tutte
dalla
scrisse.
più, perché
tutte
indulgenzie,
all'umane
fallire
anco
a
dono
ve-
cascano
che
sorte
la lor
sono
non
Cristo,
molti
che
conspetto
E
l'opinione
benché
m'ha
più
tratti
giustificazione per
viva
che,
approvate
impugnare
fede,
me;
per
questa.
siamo
piace,
facci
Paulo
visto
satisfazioni,
bando
ed
opinione,
perseguitano
Cristo
diabolico
meriti
in
ragione,
ci
mio
canto
sé,
ne
cosi,
securo.
come
me
fosse
molto
esperimentata,
peccati,
giustifica. La
umano
qualche
si trovi
hanno
a
la
quell'opinione
stante
in tutto,
di
cosa
non
non
supplirà
si
sono
e
dal
essere
pare
Dio,
perché
molti
già
di
e
nostre,
anco
avuto
non
fuore
poi
giustificarsida
un'altra
il che
l'opere
per
modo,
di
gli
parte
grazia
e
Cristo
una
mia,
se
giustificato
cosi
in
addurre
anco
dal
E
—
In
—
ch'io
meglio
manco,
m'abbia
parte.
nel
imperocché,
sarà
che
quel
Cristo
che
vero
Cristo;
a
dice:
e
dell'anima
la salute
è
come
tutto
posso,
securarsi,
quelli
de'
che
III
142
impiamente
e
la
se
d'Antecristo.
che
il
defendere
da
via
della
parli
totalmente
dicessi
t'odano,
pure
Gli
A
santo,
occorre
anco
non
gì' impugna
necessarie,
segni
della
edificano
el
si
trario,
con-
sempre
se
e
si
se
debba.
E
non
in
sieno
quelli
magnificarono
i
volontà,
e
ci
quali
confirmano
in
in
buone
come
viva
doni
fede
di
di
Chiesa
si
di
necessario
è
come
fede,
nione,
opi-
libertà
hanno
la
ornano
perché
morta
vizi
che
gnificato
ma-
sempre
l'opere
anche
questo:
vero
perché
ma
chi
e
fosse
non
questo,
alli
dandosi
già
certa
una
sia
che
Cristo;
ben
hanno
magnificare
a
È
santi
giustifichino,
spirito
prossimo
altri
l'opere.
alcuno,
dannatissimo,
come
sforzati
di
mai
sarà
per
Cristo
di
sua
Cristo
se
e,
el
magnificate
gli apostoli.
perché
non
gli
ombrano,
tiene
di
hanno
scritto
giustificati. Le
e
e
che
ascoltare;
giustificazione
licenziosamente,
frutti
come
sono
Dio;
nutriti
subito
la Chiesa
è
buone,
furono
però
vogliano
crede
gli apostoli
avendo
non
e
di
stati
sono
Chiesa
la
né
della
hanno
vivevano
che
cano
s'affati-
fede, subito
che
santi
fu,
non
la
che
ti
mente
molti
che
non
l'opere
carne:
a
fede.
mezzo
o
quel
molti,
fosse
favorisce
tollera,
talché,
della
pur
imperocché
per
Cristo, Paulo,
che
ben
se
Però
perché
o
non
nella
che
dico
se
falso
viene
gli
questa
questo
Cristo
per
un'eresia,
avrà
e
si
contraria,
questa
a
s'ingannano,
e
ebbe
quello
nuisse
dimi-
non
dell'onore
zelo
per
crederla,
a
giustificazione
se
come
e,
non
vede
difficultà
anco
una
chi
a
la
se
curarebbero.
ne
stato,
che,
all'entrate,
se
falsi cristiani
dalli
se
essi.
Hanno
in
danno
el regno
distrugge
perseguitata;
non
el loro
manifesto
è
opera
gì' impii
SIENA
finalmente
e
è
facesse
né
DA
meravigliarsi,
d'Antecristo
contraria,
per
da
è
non
l'autorità,
Cristo
OCHINO
usurpata,
sono
Però
membri
dalli
BERNARDINO
-
Dio
Cristo,
scrisse
come
Pietro.
A
ma,
molti
se
avessero
tendono
nota
cosi
anche
a
agli
sarà
vero
sempre.
lume
fine,
questo
eletti
una
pare
di
Dio
Gli
dottrina
delle
vedrebbero
dal
è anche
Scritture
che
principio
ed
nova,
è
del
sacre,
dottrina
mondo
difficile, perché
è
vero
le
a
quali
essi;
tutte
antichissima,
fino
vedono
a
che
ora,
molti
e
PREDICA
di
sono
secondo
Cristo
che
Né
dubbi
come
come
è
impresso
stato
hanno
non
atteso
solo
ma
fatto
ha
difficile
più
di
stare
chi
alle
verità
fantasie,
loro
gli
sacre,
ch'elle
modo
dicano,
ch'elle
si
cosi
e
sono
Scritture
quello
in
ci
ma
falsamente
le
interpretarle,
a
le
con
né
li
non
periscono,
adunque,
Dio
che
non
sono
se
per
noi,
hanno
la
le
attese
doni,
e
onore
aumenti,
e
acciò
gloria,
non
Giesù
Dio.
difficoltà,
l'abbiamo;
preghiamolo
dove
laudare
Cristo
e
bene
di
e
domandiamo
Dio.
Signore
la
Al
secondo
moci
Umilia-
sentiamo
nostro.
cuore
viva
preservi,
quale
la
avere
di
la
el
core
verità.
se
né
rebbe
bisogne-
però,
alla
è
l'abbiamo
che
mutarsi:
che
gli
non
E,
e,
ché
tal-
mortificarsi,
né
star
amore
possiamo
per
pensando
hanno
Dio,
ringraziandone
di
di
sue
se
vivamente,
desiderato
non
difficile,
cosa
s'umiliassero
persone
cristiani,
perché
e,
ce
le
sé
impossibile
è
dono
è
in
prossimo,
Imo
perché
falsi
pure
'1
né
è
credere
di
cristiana.
averlo,
domandassero,
Paulo,
Dio,
amare
per
fede
questa
passo
forze,
nostre
viva,
che
opera
che,
fede
poi
questo
alcun'altra
fare
in
in
di
parola
ingannati.
Lasso
a
studiando
considerare
servino
ma
che
quello
Scritture
alla
giudice,
per
sia
Però,
intenti
eletti,
gli
le
andati
averla
vero
mente.
a
stati
sono
repugnino,
stessi
nella
tirato
sono
per
ch'el
hanno
non
verità,
resoluti
andati
molti
se
perché
della
che
pensare
pochi.
sono
admirare,
proposito,
loro
a
143
dovrebbero
ma
disse,
dovrebbero
si
sacre
Dio,
opinione;
contraria
V
sia
fermi
con-
pre
sem-
Amen.
PREDICA
Come
ci
Bench'el
Cristo
non
nientedimeno,
fede,
che
In
morali.
l'infermità,
di
ci
vorrà
E,
secondo
Cristo
di
E,
».
del
polizia
la
si
vede
in
conspetto
la
di
vedono
la
e
el
peccato
può,
senza
Però
Dio.
Cristo,
spirituale, perché
L'uomo
Gli
Legge
s'ingannano,
de'
di
e
ebrei
Cristo,
imperocché,
parenti,
la
osservare
ricerca
el
non
core
e
regenerato
alla
lo
si
Moisé
gelio,
Evancome
giusti
essere
l'uomo
spirito,
forze
«
Cristo
per
infermo
sue
e
la
velato
giustificarsi
Paulo:
per
dell'
luce
le
di
gloria
Cristo,
essere
Onde
Legge.
sopra
ché
per-
in
tutte
con
sta
in
abbominabili,
pensano
per
crede
Dio
possono
avendo
Cristo.
nella
la
non
anche,
non
primi
adunque
Cristo
quale
risplendano
crucifiggere
novo
senza
e
offuscare
al
non
principalmente
con
alli
Cristo:
senza
di
lume
scritto
colui
e
che
sono
el
disse
essendo
virtù
neanche
è
Però
l'ira
Cristo
l'opere
tutto
come
«Colui
e
sato
pen-
Cristo.
per
l'uomo,
Figliolo
civili
di
l'uomo
grazia
Pilato.
Legge,
per
è
in
loro
quella
magnificano
negare
le
sé
basta
si
Dio,
senza
risguardano
né
de
Non
el
non
condannato,
con
in
miserie
Giovanni:
e
bene
se
sono
san
iudicato
mondo,
imo
faccia,
in
se
ho
l'impotenza,
soprannaturale.
Padre
Imo
servono
non
Dio,
el
Cristo
è
lume
e
rivelare».
già
lui
fede
da
conoscono
sufficienza,
a
Cristo,
per
a
prudenza,
giustificati per
bontà.
gran
Dio
conobbe
lui
sua
conoscere
bisogna
Nissuno
la
scrisse,
eccitarli
carnale
la
non
e
ed
per
vivo
e
Paulo
eletti
gli
siamo
perché
giusto
come
giustificarsi
malignità
né
si
più
che
pensano
questo,
Dio,
per
galati;
E
Cristo,
il
e
giustificazione
provare
ignoranza,
grazia
naturale
«
vano
gli filosofi
prima,
virtù
la
giustificati
siamo
confondere
e
l'opere.
per
che
tanto
impugna
sarà
non
di
convincere
e
non
l'esperienza
confirmare
per
contraddice
che
la
e
sia
benefizio
per
e
chiarirsi
per
gran
Cristo
per
l'opere
per
del
sentimento
e
modo
vero
e
questa
giustifichiamo
VI
io
non
La
son
non
Legge
nale».
car-
amara
VI
PRKDICA
mai
Dio
V'annunciamo
disse:
«
quali
non
vi
in
e
Cristo
altri
più
solo
Potevano
innanzi
Paulo,
cielo,
in
e
scrisse
come
voltarsi
nel
s'impania.
avrai
Giobbe,
fango,
parte
con
le
conspetto
astuzia,
da
si
s'intrica
donna
Quella
innuire
«Con
la
sotto
Giesù
è
l'altro
si
divina
è
scritto
I
in
Stefano
negli
Cristo,
fu
al
tatto
fede
si
purificano
pubblicano
salvatore
penti;
della
nel
del
Giuda
italiani
del
mondo.
più
Cinquecento
del
ci
chi
gli
fu
Pietro
santi;
confessò
il
suo
e
sempre
si
di
Cristo,
negli
Atti:
giustificato,
perché
salvare.
possiamo
loro
è sita in lui.
Onde
altri
mondo,
gli santi
fimbria
salviamo.
tenza,
po-
giustificarsi
tutti
della
Zacheo
sua
laberinto,
religione
vera
Peccò
-1.
vuole
d'un
l'opere
nella
compresi
dove
E, si
core.
I savi
non
sentate
pre-
Dio,
al
la
tutti
essere
di
che
i cori».
e
a
prova
ci
laverò,
alla
Però
al tatto
fede
quale
di
che
sanata
che
il
e
ti
liquefanno
sono
uscire
Atti
non
col
spaniarsi,
cosi
spaventa.
erano
è scritto
sole,
si
volendo
vuole
del
si
Giobbe.
più
risguarda
monti
sapienza,
che,
uno,
il cielo
Riformatori
Dio.
si
e
che
mondarsi
quello
a
ma
d'entrare
giustificarsi, si
hanno
nostre
come
senza
come
vuole
«S'io
conspetto
ognuno
immonda
credette;
nome
in
della
a
più.
Dio
giustificatiper
sono
a
di
come
è simile
sé
di
conspetto
all' ira
e
in
s'offuscano
stelle
in
nostre
deferto
si
sé
quanto
degli uomini,
e
da
».
si legge nel
dirò
più
che
Pietro:
san
essere
come
di Dio,
colui
a
giustizie
immundizia
dispiace ogni
come
tribunale
al
non
a
Le
».
E
vuole
l'uccello, che,
a
me
chi
si
ma,
meritavano
non
Legge
che
estrinse-
opere
(per
E, si
promissione.
simile
Cristo
Disse
solo
Però
è
e
Dio.
della
La
«
».
el peccato
delle
amore
mani
ro-
e
Legge
l'osservanza
per
fare
in conspetto
Luca.
la
degli uomini;
a
galati
alli romani:
da
non
di
terra
san
occhi
alli
fa abbondare
e
Cristo
appresso
abbominazione
e
Isaia
in
in
né
ira,
peccati, dalli
giustifica per
lui,
nascevano
quelle
per
imo
immonde
non
invalide
Deuteronomio,
in
si
senza
opera
agli
perché
Cristo), erano
se
senza
de'
e
Però
stesso.
se
Legge»;
Nessuno
«
invano,
gli ebrei
lustrare
scrisse
luoghi:
come
la remissione
imo
potuti giustificare;
bene
e
Cristo
giustifica,ma
non
prossimo
giustificarenella
morto
ci fossimo
el
né
per
poteste
sarebbe
Legge,
non
el core,
tutto
con
145
né
c'è
Cristo
Solo
Giuda;
peccato
altro
l'uno
e
rendè
io
e
146
la
III
Pietro
perché
della
nudi
di
quello
fu
benedetto
di
Cristo.
tutte
Dio.
I
a
Cristo,
del
l'opere
proprie,
della
della
la bontà
giusto,
epistola
giusto
e
in
è
E
ciascuno
a
ci
mondo;
ma
ci
giustizia
nostra.
non
per
fa
fatto
in
L'opere
quelle
fu
fu giusto, però
sante,
nientedimeno
più
ci
verità
di
in
Cristo
per
opere
nessuna
di
conspetto
furono
che
santissime.
di
Dio
derà
ren-
più
sincere.
del
è
nostro,
Dio:
lui
Paulo
fu
la
è
meno
nientedi-
grazia
mera
per
quelle
tutto
cospetto
santissime,
imo
in
avuto
per
è
giustizia
più
in
abbracciato
giustificato:
fece
avrà
giusti
sua
giustizia
la
e
è
fetti
ef-
nella
giuste
chi
fanno
per
fa
maggiori
mostrano
l'uomo
del-
perché
scritto, che
è
opere
fede
viva
con
giusti
che
bontà
come
Chi
si
sono
bontà
giustificarené
l'opere, perché
avrà
Cristo,
«
possono
quello
vero
dalla
Giacobo
dall'opere
non
giustificano, cioè
che
Padre
è
secondo
più fede,
e
L'opere
opere
cosi
che
non
l'uomo,
san
disse:
adunque
dire
forza
dire
non
quali
dalla
l'opere
per
volle
i
l'opere giuste
ma
per
frutti
come
cosi
per
parte
e
sante
e
si
non
parte;
quando
nascendo
parte.
spirito
Giovanni,
Non
».
Il che
conosca.
giuste
benché
giuste,
stificare
giu-
possibile
è
effetti, per
ma
Però
in
né
per
può
non
li buon
buoni,
opere.
tutto
opere
san
dell'uomo,
quello
si
frutti
e
in
né
fa
però
delle
sempre
giustificarsiparte
effetti: imo,
sono
giustizia
gittò
opinione,
opere
ma
la
adunque
morta
nostre
ci
Iacob
come
diventerai
Imperocché
i frutti
che
l'uomo,
giusto
le
fede
Nicodemo
pensano
una
si
agli uomini,
dell'arbore,
bontà,
nasce
nasce
solo
cosi
nostra
dell'arbore
cristiani
bontà
in
giustizia
per
sotto
Cristo
Legge
s'ingannano.
e
l'arbore;
causa
falsi
noi
cosi
impossibile
è
hanno
quale
causa
conosce
eh'
quello,
appresso
del
giustizie?
La
allora,
e
la
che
e
bero
ch'eb-
bastano
non
e
se
Siamo
desperò.
pelle
la
Cristo
come
si
Giesù,
senza
altro
per
vergogne,
Paulo;
fai, che
ricordi
l'umane
nostre
d'Esaù,
veste
non
parenti, dipoi
primi
Cristo
esorta
quanto
ti
ma
né
la
pur
Non
peggiore.
sono
ci
sotto
Fa'
le
agnello
lui, come
in
i
come
e
imo
no,
giustizie. Bisogna
nostre
immaculato
vestiamo
si
SIENA
Pietro,
Giuda
e
ricoprire
per
delle
frasche
terra
credette;
e,
DA
si salvò
giustizia,
vera
peccato,
le
OCHINO
nientedimeno
pecunia:
non
BERNARDINO
-
fece
tante
giusto
in
148
è
III
che
quello,
gustare
dirai:
Forse
la
a
non
di
e
come
giovane
di
avergli
osservati
hai,
dallo
Cristo
Se
el
delle
«
grazia;
di
e
la
grazia
credesse
in
esso
Etiam
in
anche
i
uomo,
abbia
una
col
gentili
questo
potuto
i
col
in
inficere
loro
minima
cosi
dannare
colpa,
come
sé,
per
e
che
carcere:
che
la
Legge
sogna
bi-
insuperbire.
non
Ma,
opere.
Cristo
l'umana
ti sarà
possibile,
è im-
l'Evangelio
Dio:
ringraziava
di gustare
tutta
non
gli disse:
che
della
vide
che
e
però
in
difficile;perché,
solo
l'Evangelio
giustificarsi per
e
e
giustificarci adunque,
lui
e
che
e
stesso
se
predicato
perché
anche
di
trovarai
ma
pubblicano,
sacrifizi
peccato
e
vecchio:
Per
Legge,
da
al custode
parte
parere
un
otre
ti sia
offizio.
persi in tutto,
con
fare
salvo,
fariseo, che
per
poter
miserie,
sue
innanzi
messo
disse
in tutto
ti dovrebbe
Adamo,
suo
pensavano
Dio,
siamo
nostra
il
disperazione
fatto
avesse
la
a
non
medesimo.
le
osservare
che
volse
però
Legge
a
pareva
non
se
scoperte
che
tempo
perché
come
la
puoi salvare;
sarebbe
e
che
già
in
Paulo
san
ci umiliamo
parte
di
Né
fatto
aveva
che
Adamo
Cristo
in
ti
sarà
quello
Il
è
cetto
pre-
tutto
avesse
nuovo
minimo
vende
e
prossimo
credeva
che
il che
Legge;
ch'el
ma
quel
che
gli
l'avrebbe
caso
frutti
vedde
per
e
sarie
neces-
necessità,
inordinatamente:
esso
condotto
vino
Però
».
el
già gli
osservare,
allora
e
tal
metter
gli può'
Se
e
vide
ma
né
impotenza
e
in
roba
sono
trare
en-
dove
».
la
in
che
cioè
umiliato
forze,
sue
tempo
era
visto
Cristo
vuoi
osservato,
Va'
«
seguimi
el core,
malizia
già
e
amava
tutto
avesse
l'avesse
la
che
offizio, che
suo
anche
aveva
poveri,
con
ignoranza,
e
non
Se
come
di
mostrargli
e
farci
a
«
l'opere
nascono
l'opere
tutti, gli disse:
ai
Dio
amava
quale
scoprirlo
mezzo
necessarie
sono
giustificazione. Dipoi
per
vedere
fare, potè
adunque
che
è
quel giovane:
a
giustificarsiper
Legge
fede
fisso,
croci-
Cristo.
di
»:
fede, dalla
viva
impossibile. Però,
e
precetti
Cristo
di
mezzo
per
Cristo
Respondo
—
cercava
della
i
SIENA
giustifica:la
pur
serva
causa
DA
benefizio
Disse
—
vita,
spirito
ci
il gran
salvarci.
per
di
fede,
per
godere
e
OCHINO
misericordia,
sua
per
appreso
BERNARDINO
-
si
cordia
miseri-
credi
salvati.
che
proibito
generazione
difficile
a
in
come
tutto
se
un
la
imo
credere
un
pomo,
senza
che
Cristo,
noi
per
tante
con
del
tenebre
mondo,
e
anche
m'abbia
mia
in
commessi
avesse
prima
innocenza,
già
come
più
altri
Dio
ha
che
di
Cristo
che
a
essi
ogni
credere
viva
che
fede
anni:
modo,
mera
mai
grazia
avuto
scoprendo
ch'el
lume
con
Dio
la
sua
per
in
bene.
di
si
magnifica
all'infinita
sé
lei
Dio,
se
non
in modo
supremo
affetti
in
tutto,
se
pati
fu
tutto
Né
cosi
divino,
ed
eccessivo.
altro
per
d'Adamo,
peccato
sentire
l'anima,
al-
trentatré
salvarci
Figlio. Non
suo
con
porta
e
con
non
tu
se
che
Dio.
el
credere
difficile
ti sarebbe
di
e
loro, imperocché
operò
per
si faceva
spirito,
carnali
liberalità
dell'unigenito
morte
carità
sufficienza,
a
virtù, gloria
tanto
l'amore
carità
insensati
e
di
attuali, nelli quali
non
Dio,
Ma
concupiscenze,
benefizio
per
peccasse,
difficile el
dalli
Ma
quella
l'originale.
di
giustificato
Figliolo
suo
di
di
la
per
bontà
ciechi, stolidi
noi
eletti,è
Se
commetteresti
dato
ha
essere
anche
fussi
gran
conveniente
dar
poteva
la
atto
un
e
a
Cristo
per
a
tutto
coopera
cosa
quello
imo
proprio
i suoi
vedessi
e
in
che
non
peso
t'ha
non
liberato
gran
dalli
in
restituto
parve
ci
che
liberato
esercizio
a
incorsi
credere
el
fonte
queste
quale
si
con
Però
cadere
lassa
quando
Dio
carne.
t'abbia
il
Cristo,
a
noi
appetiti
immoderati
e
camminiamo
di
in
del
mia
quale
innanzi
d'essi
essere
per
scacciato
Respondo.
credere;
a
Cristo
senza
nel
satisfazione
Adamo
era
bedienza
l'ob-
deboli.
Cristo
l'originale, e
te
facile
restino
che
trionfo
e
da
esserti
Adamo
volontariamente.
quale
peccati attuali,
ribellione
a
detto
hai
affetti
Dio
tolto
tutto
per
difficile
mia
io
nella
voluto
sfrenati
di
in
che
che
più
malizia
la
ben
m'è
ha
vinto
originale,
peccato
ma
Cristo
di
credere
senz'alcuna
e
ho
Cristo
si
dal
colpa;
tutto
che
attuali,
difficile el
liberato
senza
forti
più
sia
imo
ha
bontà
sua
abbia
Dio
a
contrario;
la luce
vare
sal-
nostra
gli piacque
non
è in
romani,
siamo
m'è
m'abbia
opera
la
Cristo
Non
—
che
morire
d'Adamo
che
giovato?
imperocché
peccato,
per
Dirai:
Ai
Paulo
col
e
senz'opera
peccato
d'Adamo,
el peccato,
superato
ch'el
Cristo
patire
tanto
potuto
forse
che
Cristo?
di
le
con
l' inobbedienza
dispiaciuta
ha
mondo
al
nociuto
più
santissime,
Credi
eletti?
suoi
VI
carità, abbia
somma
con
i
opere
149
PREDICA
per
aremmo
in
E,
Cristo,
se
bene
150
III
giustificazione
la
l'annichila
e
in
salvi,
che
il
per
non
Giesù
sua
si
non
torre
grazia
può
Cristo
el
abbia
cerchiamo
confusi,
al
Signor
Ma
sentire
a
Dio
nostro.
che
di
Amen.
per
solo
quale
volerci
quelli
come
a
che
ogni
la
con
onore
da
Dio,
se
le
con
gloria:
vera
abbia
salvarci
Paulo
voleva
giustificare
da
ficare
edi-
vòlseno
che
umiliamoci
quello
rendiamo
è
fussero
sé
per
che
croce,
santi
i
amati
questa
più
si
cielo.
facendoci
provare,
nella
adunque
siamo
infino
E
se
e
magnifica
el
Talché
tanto
in
amato,
croce,
Cristo
che
stati
terra,
per
salvasse.
Cristo,
cielo.
tanto
in
Figlio
si
Figlio
in
in
e
d'essere
proprio
l'uomo
grazia
per
gloriarsi
saliti
ci
Dio
Non
la
da
dato
proprio
acciò
salvi
SIENA
tutto
solo
se
per
essere
DA
sbatte
per
se
fussero
che
gloriarsi.
noi,
in
ha
forze
gloriarci
che
più
essi
per
proprie
dato
felici
hanno
e
Cristo
nientedimeno
più,
più
sono
OCHINO
per
sé,
ingrandisce
BERNARDINO
-
acciocché,
Dio,
ragioni
e
umane
gloria
per
PREDICA
modo
Del
Si
non
Cristo,
in
se
i
dotti
il
male
e
hai.
ma
senti
non
andarai
infermità,
tue
relevarti
che
in
se
in
bisogna
Cristo,
meretrici
si
impii.
sono
le
male
desidèri
tempo
che
e
della
E
in
dai
quali,
devi
s'
come
sapere
immaginano,
alla
salute.
si
alla
e
i mali
attuali,
più
da
ch'el
se
a
te
per
pestifere
a
de'
sentire
esso
tu
non
disse,
l'ipocriti;
peccati,
lor
fuori
con
i
dentro
e
non
in
tutt'il
bisogna
ma
peccati
tuoi
gli
non
solo
sentimenti,
quali
nascono
originale
potenza,
im-
imperocché
satisfare,
radici,
peccato
per
solo
un
tua
pubblicani,
conosci
pensieri
dentro,
già
di
vivamente
che
aiutarti.
speranze
e
i
sentire
perbo,
su-
Cristo,
Cristo
scribi
a
tanto
la
e
come
lustrano
tua
tue
i
le
senta
puoi
grazia,
e
che
né
a
Però
gli farisei, gli
potresti
te
tue
conoscere
sanità,
core
miserie
Dio
tue,
non
le
tu,
sei
le
porre
stidio,
fa-
cosi
che
non
mondo,
adunque
tua
per
la
di
stesso
prossimi
peccati
penetri
anche
molti
tuoi
vita
anche
originali,
come
altri
te,
dà
Or
peccati,
del
a
estrinseche
opere
di
d'Anticristo,
Bisogna
te
dente
l'impotenza
i tuoi
per
un
mi
—
basta
t'umiliaresti
più
sono
Né
senta
non
core
senta
sentirai
difficultà
santi
necessario.
che
di
di
cercarai
che
ha
barbiere.
una
hanno
cioè
che
a
basta
come
che
poi
al
che
si
pratica,
in
se
peccatore
Né
sue.
colui,
andare
prossimo
regno
sia
Da
tutti
il
né
infermità,
—
oltre,
peccatori
tanta
i
come
non
più
perché
come
farai
dice:
meglio
gran
hanno
non
la
disperi
ti
nel
questo,
più
sentissi
sarai
precederanno
che
sentisse
quanto
e
sue
è
modo
che
e
delle
aiuto,
per
miserie
le
non
come
ben
non
tanto
e
si
ogni
a
prima
Però
male,
tuo
se
cosi
né
cavare,
bisogna
che,
;
infermità,
e
giustificarsi.
per
medico
conosce
gli duole,
el
peccatore
al
bisogna
ma
Cristo,
a
mai
sua
non
voglio
lo
va
Altrimenti
non
non
el
speculativa
pii,
che
guasto,
se
la
prima
non
tenere
non
conosce
cognizione
certa
debba
l'infermo
come
prima
che
VII
è
intendessi
un
attuali.
solo,
tutt'il
III
152
la
e
corpo
che
della
il
donde
sentire
Dio
di
alle
in
del
de
uno
che
non
bisogna
ma
è
talché,
che
Dio,
nelle
del
l'apprezzi
non
Sono
disse
molti.
E
senta
peccati,
che
e
ch'el
nota
benefizio
che
la
di
bontà
e
suo
per
i suoi
aiuto.
Dio
sé
non
gli
per
Cristo
proprio
è
il
parenti,
in
dolore
Cristo,
disonorato
de'
contrizione,
è
e
sente
mosso
create,
del
nello
si
basta
ad
penitenza
sente
non
dei
suoi
ma
le
danni,
inanti
el gran
senta
Dio,
andare
ha
di
rilevarsi.
si duole
i suoi
che
pieno
anche
ingiuriato
in
ma
benché
e
giustifichie
non
psalmo
senta,
solo
perché
core.
solo,
immondo
peccati, che
né
cose
peccato
un
tua
sull'altre
distintamente,
da
nella
di
e
peccatore
tutto
hai
amici
Davide
un
vedrai
e
te,
interni
crocifisso,
quali
in
atti
che
Adamo
che
altri
pur
interesse:
in
quale
confidi
per
e
resuscitare,
le
fuori
inanti
infermità,
sé
per
da
simo
vives-
se
grazia
per
delle
pure
Sono
poco
conosca
può
né
qualche
degli
di
non
ricevuto
offeso,
quel
e
peccatore,
inferni, dai
Però
ami
entriamo
diffidenza
non
roba,
cosi
che
in
ha
perché
duole
ha
certa
giustificarsi,ch'el
per
per
una
concetto
dentro
è
con
nella
affetti
l'esperienza,
prova
te
non
stato
necessario
gli
può
non
alquanto
e
Cristo,
per
peccati originali: però
d'essere
che
Ma
da
che
molti
bisogna,
sia
non
tór
stimi,
e
adunque
non
vero,
irreverenza
e
medesimi,
il peccatore,
né
el
che
e
non
non
i tristi frutti
forze.
nostre
il morto
forze,
tue
mondo,
se
cosi
potrai fare
non
prudenza,
cose
mai
le
noi
el
come
quando
con
per
originali
sarebbe
discrezione:
mai
tutte
come
sia
che
potrai
non
si
miracolo,
E
morto.
della
liberarci
curarsi
noi
scuoprino
vero
immoderati
e
con
o
l'amiamo
non
passioni
anni
usassimo
e
possono
miracolo,
si
agli
potremmo
sempre
i
el
come
che
quali portiamo
non
insino
essi
si
nasce
altre
i
mondo,
opere,
infra
diffidenza, disperazione, odio
vita, benché
questa
male
noi
ne
parlò Paulo,
figliolidell'ira»;
origine,
Donde
natura,
per
ne
come
intendessi
tu
hanno
innumerabili
con
cose
Dio.
in
è
Dio,
altri
si
natura
per
SIENA
nell'uomo
sono
Adamo)
originale
gli
per
imo
in
DA
che
peccati,
«Eravamo
peccato
primo,
OCHINO
corrotta
disse:
per
Dio;
dei
massa
(parlando
quando
BERNARDINO
-
cati
pecse
sue
pene
Cristo
a
alla
cristiana
ne
per
cazione,
giustififatta
per
PREDICA
Dio
di
amore
sana,
ma
«Pentitevi
Legge,
gustato
che
sé,
perché
ma
che,
ebreo,
la
e
nelle
quali
la
sei
ch'el
delle
della
potè
vizi,
delle
puoi
la
per
sua
ti farà
nei
cascato,
quello
sei
a
e
viva
Cristo,
allora
fede
che
di
sarà
visto
te
la
i
peccati
gran
che
bontà
e
legge
delli
Moisé
hai
perso,
te
stesso
andando
Dio
aprendoti
carità
virtù,
di
per
che
e,
la
te
Legge
disperato,
la mente,
delle
niente
conve-
belle
la
il tempo
non
bruttezza
delle
anche
fu
e
in
la
tuoi
naturale
assai,
anche
stesso
venuto
t' illustrare
sentire
cosi
lungo
un
legge
grazia,
l'onestà
per
entrato;
liberarti, allora,
aiuto
e
e
ché
imperoc-
per
cosi, quando
—
dispera
allora, secondo
e
offizio, mostrandoti
suo
spogliato;
quali
della
rarsi,
libe-
disperasse
si
Dio;
a
tempo
Cristo:
sei
vedere
grazia,
con
il
quali
ti trovi
fatto
l'inferni
core
nei
quali
ti avrà
non
fatto
avrà
del
pienezza
mandasse
Dio
andasse
mente
tal-
umiliarsi
sbattesse
ch'el
bisognò
sé:
si
allora
si
Cristo:
a
della
tempo
pene
Dio
li, ma
il mondo
ch'el
ben
aiuto
per
la
venne
naturale
e
da
al
e
E
di
cosi
e
respirare
e
d'Adamo,
il peccato
giustificarsida sé,
forze
che
tuoi
aiuto
le
cercando
già fermarsi
domandare
cato,
pec-
della
e
dell'ira
ansietà
e
del
più.
tanto
medesimo,
se
per
dovrebbe
giustificarsi
però
Paulo,
timore
con
serve
l'onestà
i danni
terrori
e
come
t'hanno
cognizione
dispiaccino
que
adun-
questo
a
e
ti mostra
spaventi
Non
dopo
come
ti
scritta; nientedimeno,
proprie
e
forze.
cercò
tempo
acciò
può
non
imo
vizio,
peccatore,
core,
si
—
e
del
che
ti mostra
che
per
peccati
veda
ti dà
non
Bisogna
i tuoi
fetto
ef-
è
si pente,
uno
duole,
si
che
solo
non
disse:
penitenza
dannato;
sei
fede,
bontà.
prima
cioè
naturale,
certi
che
di
la
incorso,
proprie
Dio
in
essi
Dio:
tanta
e
fatto,
quale
fa
bruttezza
vede
di
Dio,
di
Cristo
quando
è
non
parlando
alla
Questa
come
tale
una
per
la
nell'uomo
vengono
a
che
e
anche
virtù
si
bontà
t'hanno
Moisé,
come
inanti
la
offeso
mali
paradiso
di
penitenza
però
gloria
per
penitenza
giustificarti, senta
i
non
questa
grazia,
Cristo
ha
per
Legge
di
bontà:
sua
all'Evangelio».
non
in
ha
per
il
tolto
e
Cristo,
di
E,
la
credete
e
di
bene.
153
della
a
ponendo
Marco,
san
andare
ad
proprio
tuo
per
in
t'eccita
ma
sentimento
vivo
e
VII
di
di
ti doni
el core,
Dio
in
154
IH
Cristo.
Sentirai
diletto
Figlio
erede.
ed
quale
de
tuoi
Amen.
Dio,
sentita
abbraccerai
che
in
nascerà
in
Cristo.
prima,
non
Al
la
perché
quale
in
tua,
sia
di
altro
interessi,
sempre
onore
figlio
suo
la
Cristo,
ti
dorrai
cero
sin-
cristiano
ma
te
per
modo
dolore
con
tuoi
per
giustizia
suo
essi
a
t'adottasse
per
da'
acciò
tuoi,
acciò
per
nell'unigenito
che,
peccati
e
croce,
fede
che
i
SIENA
DA
amato,
giustificato
allora,
peccati
puro,
in
pose
tanto
tutti
ponendo
viva
con
e
di
Or
t'ha
come
el
satisfacesse,
OCHINO
BERNARDINO
-
dalla
e
bontà
gloria.
156
III
in
d'onorarlo,
quelli respetti
tanto
che
Dio
perché
psalmo),
in
di
predicano
loro, quanto
di
è
grazia;
si
né
si
ch'el
di
impeto
e
pure,
fanno
non
di
da
che
sanno
d'avere
in
periranno
eterno,
nientedimeno
grande
di
si
de
più
che
amore
Dio,
figliolidi
i
l'amore
è
Dio,
a
far
anche
e
quello
che
gli
fa
premio,
loro:
Dio
è
grato
per
si
però
risguardare
premio
a
Cristo
come
della
tórre
dall'
disse,
di
mano
vedendosi
non
Dio:
al decoro
peccano,
che
operare:^
però
non
batte
Dio
che
sanno
per
figlioli
condecenti
non
e
fede
per
ingiuriare Dio,
perché,
opere
come
operano
Imperocché
perché
figlioliquando
di
Dio.
è
e
e
rito,
spi-
mirabilissime
di
di
peccare
di
ma
figliolo
speranza
si
essa,
cristianissime, sincere
opere
l'eredità.
gli portano,
vergognarebbero
acerbamente
Ma
dal
s'astengono
sentono
gli precetti
opere
gli può
nessuno
e
Legge,
buon
a
degli eletti,i quali,
sono
Si
amore.
de
e
senza
perdere
a
la fede
Paulo,
di
paradiso
d'amore,
gran
benefizio
in
imperio
gloria
il
già
la
giustificarsiper
e
o
pena
cercano
tutti
a
operano
per
fanno
figli,per
Cristo
per
timore
senza
poi
Dio
secondo
come
spirito,
timore
ma
che
Di
e
superabbondanzia
per
il
carità
per
i servi,
Sanno
si
di
pensano
Legge
imo
comandi.
fede,
per
della
più
servi,
i
gli
e
opera
non
operano
degnano
padre
che
Legge,
e
tano
si vol-
loro.
tutti,
a
nel
scrisse
contenersi,
sentire
sentono
efficacissima,
non
fanno
come
la
l'Evangelo
ed
liberi dalla
per
che
far
tendo
po-
(massime
David
gloria
per
pieni
non
e,
benefizi
come
possibile. Imperocché,
gli è
potente
poi
ma
modo
nel
e
di
possibile
fuore;
potendo
non
e,
prossimi,
loro
loro
a
Dio,
Però
viva
ai
modo
ogni
bontà
bene
si
bisogno,
iubilano,
gestiscono,
far
a
noi
di
tanti
a
Son
Padre.
ottimo
si demostrino
l'equivalente
di
ha
non
lo
hanno
figlioligli
da
e
si
a
forza
è
Dio
a
bisogni,
convengono
che
rendere
loro
SIENA
DA
possibile gli obbediscono,
loro
a
ne'
si
amore,
OCHINO
modo
ogni
l'invocano
ringraziano,
di
BERNARDINO
-
fa
gli
altri.
senza
operano
difficultà.
Abbracciano
a
Dio,
ed
tutte
anche,
per
le
sue
creature,
perché,
le
ricche
per
vedendosi
il
di
promesse
grande
amore
figliolidi
Dio
che
Dio,
e
si
tificano
mor-
portano
manca
a
in
PREDICA
essi
ambizione
ogni
disprezzano
Dio
basse,
cosi
e
in
più
nausea
lo
benigni,
e
in
felici,
Or
questi
in
miserie
Cristo
e
Signor
vane
di
e
che
Dio,
imo
mondo,
l'hanno
nel
effetti
simili
fede
continue
inferni,
nostro.
di
Cristo,
in
o
Al
quale
Sono
spirito
e
umili,
modesti,
virtù
cristiane
in
allegri
sia
più
i
ansietà,
Dio
nel
sono
questo
dove
grande;
quali
le
vile
l'animo
più
tutte
peratore
l'im-
se
Cristo
e,
core.
angustie,
dai
di
volere.
loro
contadinello,
solleciti,
ma
affetti,
pensieri,
hanno
non
pratiche,
mutan
gesti,
un
ornati
divin
al
atti,
oziosi,
finalmente
e
che
tale,
muterebbe
più
sono
poca
sono
cose
bontà
del
modo
figlio;
per
regenerati
hanno
queste
tanta
parole,
si
sempre
e
in
e
come
conformi
e
che
si
pazienti
iubilano
fede
piaceri
esercizi,
non
tutto
le
eredi
vedendosi
perché,
stimano
non
sporchi
pigliasse
prima,
l'avarizia,
viva
rinascono,
vita,
e
essi
con
costumi,
desidèri
imo
fastidio.
tali
amicizie,
mondo,
del
dignità
alle
tutto,
gli
in
e
Questi
come
del
sentono
gustano
non
in
signori
e
157
vilissime.
cose
similmente
Manca
di
appetito
e
come
Vili
ha
sempre
de'
numero
o
secondo
manco,
giustificati
non
liberati
onore
pii
i
e
sto
Cri-
per
timori,
stimoli,
stificati
giu-
sospetti,
per
gloria.
Giesù
Amen.
PREDICA
XIV
Della
Non
della
scrivendo
donde
è
è
che
fine
si
come
è
che
conoscerla,
debba
e
cioè
Dio,
a
(si
confessare
nostri,
peccati
siamo
che
gli
a
Dio;
manifesti
di
Che
Dio.
Dio
celare
errato:
noi,
a
«
d'ottenerla
speranza
Io
e
Giovanni
san
fidele
giusto
e
Or
dice:
mi
«Se
imo
a
Dio
è
confessione.
remessione
ardendo
loro,
della
che
molti
offizio
E
delli
impure
gli
d'ebrei;
molte
suoi
fiamme
l'
in
Dio
volte
i
uomini
core
i
Dio
in
spetto
con-
è
suo
ch'el
scritto
un
catore,
pec-
venia,
nel
psalmo:
la
Signore
mia
giustizia,
in-
miei
peccati
peccati,
egli
de'
nostri
tutti
a
hanno
è
l'uomo,
sente
d'amore,
ne
se
uno
per
de'
è
giubila,
bontà
cessaria,
ne-
ficare
magniticati,
sdimen-
sono
frutti
fede
tanta
molto
confessarsi
ch'el
dicono
e
sia
voluto
tanto
solo
non
orrore,
peccati,
tristo
domandi
gli
impietà
benché
questo
e
il
a
un
al
me
suo;
».
divina
l'hanno
numerare
è
confesseremo
a
aprirli
necessario
come
di
perdonarcegli
per
nientedimeno
la
si
perdonarai
confessione
questa
Cristo,
fessarsi
con-
a
Dio,
conspetto
è
peccato,
verne
scri-
lo
dirgli, imperocché
in
d'aver
modi
conspetto
accusarsi
Però
contro
Signore,
tu,
e
per
Confesserò
detto:
ho
Dio
a
Dio.
a
piacere
in
senza
core
fusse
quando
obbligato
è
bisogni
ricoprirsi
volere
noi
confessando
con
col
esaminata,
li
tristo
tutti
cognosce
el
non
che
sarà
frutto.
ingiuriato
non
ma
tutti
peccatore
avendo
frutti; perché,
avranno
vero,
senza
un
qualità,
sue
suoi
anco,
in
ricognoscersi
a
d'aver
ch'el
sacre
i
più
al
essere
le
e
cosi
Però
potrà
giusto),
è
come
E
affezione
non
Scritture
trovata
quanto
guardarsene.
per
nelle
stata
chiara.
e
hanno
cristianamente
Trovo
è
minutamente
io,
se
considerando
tenuta,
illustre
apparirà
buono,
andrò
a
gli eletti,
impia,
di
santa,
più
tanto
alcuno
confessione,
venuta,
se
ad
dispiacere
potrà
confessione.
della
certificato
di
gestisce,
Dio,
nostra
della
che,
vorrebbe
PREDICA
corrispondere
confessare
di
fatto
fece
come
blasfemo,
violenzia
alli
che
donna,
di
gloria
tali,
di
gloria
per
Ma
Dipoi,
anni,
ben
se
Dio
gelica
evan-
gli
era
pubblicarsi
curano
questi
recitò; cosi
cosa
confessano
non
fanno
come
perché
gli
scandalo
in
de'
Daniel
tristi,
per
e
per
e
in
di
Dio,
a
peccato,
che
perdonati,
confessano
gli
confessano.
edificazione
del
confessare
visto
tutto
che
in
il
quel
fu
ardente,
a
fessano
con-
non
prossimo,
che,
fornace
nella
per-
si
infamarsi,
non
Nabucodònosor,
preservati
tre
gloria
di
il lor
quelli
sono
peccati pubblici
legge
in
tali
si
dare
miracolo
gran
stretto,
con-
mondo
che
errato.
aveva
Si
el
tuo
el
non
ho
errato,
riconciliarti
col
spirituale
di
pieno
a
fare
e
crescere
tutti
per
li
perché
peccati,
si
—
essa.
il modo
peccati
impossibile
E
cosi
da
in
a
ogni
Ma
le
grazia
non
vizio:
di
bisogna
David
e
:
di
e
poi
né
enumerare
«
Chi
è
che
cati,
pec-
andare
da
e
nifestargli
ma-
truovo
ho
come
preservarmi
particolarmente,
:
donami,
per-
ne'
Mi
—
è
prima
adiuto,
insegnatemi
Dio,
circostanzie
(onde
doverresti
con
se
«Va'
essendo
se,
dicendo
genere,
imo,
Fratello,
—
consiglio
per
tirato,
Matteo:
san
uscirne,
però
la
con
in
sul
errato;
dire:
e
si ha
».
in
stare
siamo
ingiuriato
hai
se
d'aver
casi
certi
come,
trovarlo,
illuminato
inclinato
—
si
superbia
come
fratello
recomperare
in
è
debbi
infermità
la tua
sacre
confessare
e
tuo
sapessi
non
medico
con
reconciliarti,
per
io
un
debbi
non
umiliarti
volere
tu
Scritture
agli uomini:
confessarci
a
fratello,
bisogno
nelle
anche
trova
obbligati
a
imo,
non
si
come
di
infermità, nientedimeno,
ogni
si
non
il mondo
quella
come
dodici
immonda
sua
spirito,
questi
non
per
se
si
di
perdonato,
sia
inferma
si
grazia
Dio.
sacerdote;
al
la
Talché,
Dio,
della
Chiesa
la
per
di
tutto
a
perseguitata
eletti.
questo,
e
desperi
confessò
a
erumpe
misericordia
e
si
quando
stata
era
che
nota
ch'el
suoi
peccato;
suo
nessuno
Cristo, pubblicamente
impeto
per
suo,
potendo,
non
pietà
gran
avere
manifestare
a
vergogna
il
Paulo,
stato
d'essere
per
della
159
e,
mondo
l'esempio
per
si
Dio,
e
al
testimonio
acciocché,
carità,
gran
bocca
con
rendere
e
si
a
XIV
esplicare
solo
non
sappi
i
pec-
IÓO
III
cati?
»),
sola
medicina
BERNARDINO
-
anche
ma
gli
Di
pure:
che
del
Molti,
fede
genere)
edessi,
per
si sforzavano
ad
altra
andasseno
bisognava
al
sacerdote,
solo,
quale
pentiti
volto
del
quale
della
Cristo,
di
di
e
ed
con
prelato
a
per
satisfare
potente
esempio
qui
mutare
vita;
al
prelato,
e,
peggio,
nacque
e
a
a
pubblica
Dio,
a
ma
che
poco
credere
a
per
che
in
terrore,
a
commettere
le
poco
che
persone,
fede
Dio,
con
mandati
sersi
d'es-
l'episcopo,
caso,
è
Gli
penitenza,
non
né
più simili
avendo
a
esemplo
a
all'ovile
a
dava
della
Cristo,
il
anco
perché
Cristo
modo
il
cognoscere
ritornata
sorella.
incominciarono
per
ciliarsi
recon-
quel pubblico
monda,
acciocché
a
scomunicati
ma
tal
era
questo
fessi,
con-
minciò
inco-
leprosi
la portava
viva
ti
demostrasseno
e
gli
che
con
i
Salomone)
giubilo
con
era
errore
avesseno
suo,
visto
l'accettavano
satisfare,
anco
e
che
quanto
a
scrisse
in-
non
volevano
e
in
e,
persone
a
Gli
peccati,
voler
festa
quello
li
scomunicati,
come
le
quando
come
stati
l'abbracciava
testificando
tutti
Cristo.
a
già reconciliati
si
(ma
furtivamente
peccato
erano
pecorella,
sua
lor
prelato,
non
fede
poco
s'usa.
che
s'erano
al loro
(si
Chiesa,
essi
del
a
cosi
e
soliti
consiglio;
e
con
ti diranno,
(imo
come
confessando
il
per
offizio
si
che
erano
i confessori
e
questa);
pentivano
Chiesa,
creda
e
adiuto
poco
confessione
questa
la
con
a
peccati,
eccetto
cosa,
si
quando
li
Cristo
a
persuaderti,
confessando
e,
mandarli
di
che
parte
tutti
andare
entrare
a
anco,
dire
di
Cristo,
consolarsi,
per
sanargli,
in
che
più, quanto
perturbate,
peccatori, domandavano
a
ogni
medico,
conscienzie
santi
nacque
corpo,
peccati.
le
e
terviene
in-
diversità,
loro
lui, ma
sanarti
vero
i tuoi
per
periti
incominciorno
più
al
la
tanto
e
—
d'essere
qui poi
durgli
vada
avendo
alli
di
Non
scoprirle particolarmente.
corpo
è
non
una
quelle del
in
secondo
infermo;
tutto
Cristo.
in
fede
come
remedi,
del
confessore
anco
d'andare
Di
medico
satisfatto
ha
vari
sono
viva
con
esso
Io
—
l'offizio
in
al
bisogna
però
viva
dell'anima
quali bisognano
SIENA
superfluo, imperocché
tutti,cioè
sana
DA
sarebbe
perché
nell'infermità
alle
OCHINO
avesse
solo
lui, né
fu
altri, a
peccati.
E
peccato,
andavano
dir
li
quella esaminazione
tutti
di
peccati,
della
con-
PREDICA
peccati,
come
Per
il che
s'usa,
quanto
la
volta
le
i
la
gloria
Cristo,
la
quali
Chiesa,
faceva
e
gli
e
dolce
delle
l'utile
con
precetto
volta
le
al
tutti
E, perché
ch'ella
che
è
del
a
d'un
per
un
superbo
Riformatori
italiani
la
che
del
si
bella
una
dell'uomini
e
padroni
bene
se
acciò
uso,
più
obbligamo
d'imporre
essi
una
sforzati
sua
infami
che
te
Cinquecento
-
1.
per
sarebbero
buoni
avesse
in verità
il
gli è
dica
che
altro, molto
un
dire
con
per
tal
e
dire
o
il tuo
legge
consiglio
genere;
uno
stabilirla,infin
alla
in
peccati
se
stesso,
conforme
andassi
remedi
a
entrò.
dubitando
vuole
infamia,
sarebbe
de'
considerando
dove
non
grave
reclamare
senza
fondamento,
sono
si
furtivamente
poco
naturale
legge
con
lascivo;
a
senza
vizioso,
parlando
o
presenti,
sacerdote
suo
legge naturale,
Questo
essendo
altro, dicendo
al
sai che
autorità,
anco
dette, andrà
poco
era
tuo,
vuole
prossimo.
virtuoso,
uno
loro
terzio
papa
cose
terra,
se
prossimo
quando,
a
alla
il secreto
al
i
per
in
già
fideli, e che
le
quali
consona
non
entrò
opinione,
attentassero
de'
per
per
Imperocché,
maggiormente
che
confessione
contraria.
secreto
spalle
le
per
andasse
non
dire
con
le
questa
vie, per
ben
la
a
peccati.
quando,
vie,
coperte
essendo
confessarsi
a
meravigli
sopra
peso
l'accettasseno,
le
li
si
chi
sarà
impio
li fideli
gloria
come
questa
d' Innocenzio
tempo
tutti
ed
Cristo,
solo
diventavano
fomentorno
e
di
che
e
la
culca
con-
un'altra
e
Or
ribalderie
e
impia,
e
secrete
parendogli
li secreti
che
tirannicamente
ingrandiva
terra,
circostanzie,
le
non
che
modo
dà
non
le divine.
e
avevano,
e
nel
morte,
e
fumo
s'usa,
sante
in
tutti
favorirno
l'anno
Né
dii
per
il benefizio
mancasse,
si
che
sapere
persone,
non
le
l'assoluzioni,
infino
offusca
modo
nel
invano.
benefìzio,
gran
che
Queste
scacciare
a
suo
perdonati
maligna
passione
sangue,
all'uomo.
ma
adorare
cosa
donne,
suo
il
e
seppellisce, dapoi
e
con
rendere
per
il
più
è
dolore,
morto
e
confessione,
tanto
Cristo
di
niente
per
la
che
santa,
confessione,
prelati, visto
ma
e
pare
crocifigge
per
nella
più
fusseno
Cristo, gli
fusse
ci
confessione,
vergogna,
per
vedere
può
grazia,
sua
el
Dio
si
non
Cristo
se
offusca
perché
peccati,
penitenzia, e
assoluzione,
li
de'
recitazione
scienzia,
l6l
XIV
un
vizio,
turale,
na-
adiuto
come
avaro,
come
il
IÓ2
III
propria infamia,
con
è
questa
considera
come
anco
sforzati
sono
gli argani
servirsene
per
modo
a
infino
da
ebrei
gli
Ma,
in
qua
che
si
Moisé
nel
modo
per
non
perdere
La
cielo,
la
terra,
sarà
sciolto
in
cielo
modo
si
necessaria
io
non
mi
quanto
che
Ma
fanno,
Cristo
immediate
meraviglio
della
disse
S'el
«
dal
preciso
del
e
se
anco
obbligati
che
a
fessarsi
con-
inferiscono
Cristo
di
sopra
sciorrete
sopra
la confessione,
divino, perché
precetto
si
legherete
che
Però
data
coman-
fece
Ma
questa
è
in
miracoli:
Paulo
però
non
ti
i
da
Corinto
si
della
che
una
come
Chiesa
questo
somma
intendere
non
prima,
avrà
li
per
parla
peccato,
quello
le
parole
dà
e
senza
torità
au-
do
autorità
acciò
lo
del
e
legato
uomo
di
non
e
vita, sia
vera
per
e
gerlo
correg-
compagnia
vostra
abbiatelo
vi
in
insegnato,
arido
della
voi
e
v'ho
ch'io
demonio,
autorità,
prelati
pare
gli escomunicati,
del
d'un
ultima
più,
che
consequenzia
Cristo
dominica:
mano
mancata,
ora
privo
E
in
In
membro
come
cena
bella
sciogliere gli escomunicati,
e
ordine
mio,
la
della
che
fratello
demonio.
ossesso
come
Or
provarla
come
sentenzie
ignoranzia
legare
questo
corpo
participare
mano
di
voglio che,
s'emenderà,
Chiesa,
due
quello,
chiaro
è
vostro
servato
avete
si
farle
li cristiani.
quello,
tanto
loro
precedenti,
dire:
legato
come
per
voluta
stati
ora
quelle parole.
per
agli apostoli
in
hanno
tutto
e
vedere
Cristo.
da
e
».
in
con
proposito,
volontà,
a
sempre
di
e
loro
Testamento,
Tutto
«
in
poter
alcuni
tempo,
legato
volse
senso,
confessano
sarà
che
vero
tirare
potevano
al
sta.
giu-
e
divina.
sia
ridere,
da
è
russerò
prima:
è
qui
Vecchio
terra,
fa,
sacre
e
la
nel
Scritture
che
del
ch'ella
se
d'altri,
naturale
ogni legge
a
derie
ribal-
secrete
e
scandalo
con
vedere,
del
Pensa
Scritture
cavalieri.
fanno
fuori
loro.
le
con
delle
sostentarla;
stiracchiate
l'hanno
dire
in
volte
verisimile
di
SIENA
particolari
sue
molte
e
è
ditto
qualche
le
DA
contraria
impissima,
cosa
Però
Si
dire
Ma
liberarsene.
potrebbe
OCHINO
BERNARDINO
-
poterlo
spirito
si
dare
salvi,
».
espediente
ii dono
delle
nella
lingue
s'adiutano
romana
fusse
già
un
libertà
gran
primitiva
e
col
legare,
cascando,
del
fare
fuoco.
e
restasseno
che
164
HI
l'esodo
in
di
crede
chi
in
solo
dare
a
chiama
Dall'altra
fede
senza
nel
ostinati.
disse
Però
odore,
cosi
date
Cristo
da
dell'inferno
reprobati
di
parola
Chi
adunque
hanno
non
imo
gli
che
credere
imo
santo,
di
in
da
uscire
paradiso,
se
non
eletti
a
uscire
loro
e
ai
e
credono
che,
difetto
per
e
ferno
dell'indella
non
che
sono,
i
spirito.
Cristo
i
ditto
peccati
vuole
che
i
difficultà,umiltà,
loco
tutt'il
disse
predicare
con
vedrà
favoriscono,
la
né
vergogna,
nel
Cristo,
confessione
la
quel dolore,
di
parole
confessione,
dove
che,
si
peccati,
di
Cristo,
acciò
le
e
trario,
con-
muovergli
Cristo.
pieni
Quando
per
la
con
rimettesseno
ritenere
sia
cosa
in
quanti
sono
gli
buono
predestinati
Cristo,
per
e
promesse
ai
solo
fede
per
perché,
siamo
chiavi
non
aperta
considerare
ben
assoluzione,
e
cioè
e
pur
contrarie:
sono
penitenzia
E
starvi,
fare
a
si rimettino
peccati
a
muovono
gli
mostrano,
anche
ma
buoni
le
quali
entrare
imo
Paulo
Però
Dio.
vorrà
che
a
dannati,
sono
i
ai
sono
la porta
da
e
a
più ciechi, duri
l'inferno, mostrandogli
aprono
Cristo,
e
peccati
con
Cristo,
di
perché
solo
come
le
con
corrono,
con-
istrumenti
come
diventano
si
Dio,
precipue
ma
fiammano
in-
e
».
ritenuti,
tristi. Queste
ai
agli apostoli,
de'
reprobati
in
che,
di
peccati.
non
sono
che
mostrano
benefizio
de'
ne
hanno
illuminano
Dio,
gran
reprobati
cielo, mostrandogli
il
aprono
i
gli
Paulo
tristo
di
riconciliazione
Cristo
in
Cristo,
predicare
del
gli ritengono,
parte
solo
vita,
buona
e
legge
quelli, che
instrumenti
come
remissione
della
cosi
non
spirito
eletti
alla
cosi
e
Isaia;
si
come
mollificano,
ma
lo
sé
agli
ministri
«
in
si
predicando,
l'orazioni
con
lume
fargli credere,
in
salvo,
è
SIENA
DA
aggrava,
l'ebrei
Cristo,
parola, avendo
suoi,
e
degli eletti,e,
core
non
che
di
Cristo
il
la viva
de
e
spirito
lo
sé
Faraone
OCHINO
indura
reprobati accieca,
i
e
BERNARDINO
-
Cristo
vogliano
che
senza
attribuire
l'autorità
abbino
sé
in
peccati, ciechi, ignoranti,
né
de'
sapesseno
lo
che
di
tere
rimet-
Spirito santo;
non
sanno
che
Evangelio?
questa
che
autorità,
questa
non
in
prima
è
gli de' lo Spirito
autorità
di
carne,
ma
Dipoi,
a
confessarce
el
obbligati
bisogno
bisogno;
n'ha
Si
Pasqua.
puoi
la
per
qui
sia
di
si
divina
confessi
una
divino,
che
a
si
ricascasse
si
casca.
Appresso,
comandò
offuscarebbe,
il
battesmo,
quale
ricordarti
a
al
morto
mondo
virtù
sua
se
in
El
il gran
confessione,
per
Quando
l'arebbe
come
la
grazia:
non
hai
Se
credi
nel
e
puoi
il core,
la
s'usa, toglie
perché credono
la
fa il
e
che
giustificarsi
a
Filippo
san
Cristo
la
per
sei
zare,
battez-
el battezzarti
e
illustra
l'Evangelio;
e
gloria
cesse
indu-
'1 battesmo
chiarifica
grazia
non
come
e
lecito
è
come
che
debitamente
Però
che
augmentarti
perché
non
offusca, imo
non
Cristo
e
sei giusto.
tutto
con
di
confermarti
ti
non
si
t'eccitasse
sangue
salvo,
magnifica
Cristo,
modo
imo
fede
adunque
di
sei
si
non
e
ma
buisce
l'attri-
confessione,
Cristo.
adunque
comandata
cosa
«
battesmo
benefizio
Cristo
per
acciò
volta
volta
tale,
benefizio;
Cristo,
Dio,
a
modo
sono
s'el
come
la confessione,
gran
col
Si
una
ogni
si
precetto
subietto.
battezzarsi
in
che
che
questo
a
relevarsi
a
suo
tenendo
basta
confessarsi,
a
da
a
benché
sempre,
è
comandata
il
L'aiutarò
—
papa
non
basta
come
lavato
renato
per
prima
all'uomo,
non
sei
ti dia
all'eunuco:
».
che
al
comandata
l'arebbe
ordinato
fede, che
questa
che
necessario
avesse
bisogno
ha
quelli, che,
egli
bastasse
fu
e
di
satisfare
Chiesa
che
dire:
a
bisogno.
è
per
illustrarebbe
ma
di
ché
per-
confessarsi
che
povero,
obbligano
ditto
sua
fusse
il battesmo,
un
proposito
hanno
che
Cristo
se
vedi
sarebbe
potendo,
di
si
mo
vedia-
ognuno
proposito
affirmativi
credevano
non
il
l'ignoranza
della
o
peccato,
quando
quello
pensavano
la
per
vita
sola, cosi
disse
ma
in
perché
per
precetti
legge,
ingannati,
in
i
volta
che
il
basta
vedere
può
Però
quando
potessimo,
quando
possibilità.
avesse
obbligarebbe
e
l'elemosima,
bastarebbe
non
sempre,
E
subito
né
perché
—
la
anco,
adiutarlo,
Pasqua,
non
come
bisogno
sempre
abbiamo
e
ci
divino,
precetto
n'avessemo
fare
a
confessarsi
di
obbligato
fusse
che
sempre
siamo
come
e
la confessione
se
165
XIV
PREDICA
che
Cristo
come
servisse
comandata
avesse
cosa
p«r
che
andare
per
a
se
la confessione,
stessa
Cristo.
non
giustificasse,ma
Arebbe
ditto:
—
Io
166
III
chi
che
voglio
ha
consiglio
per
errato
e
adiuto,
e
i
numerare
della
peccati,
si
che
penitenzia,
dichino
cosi, creda
Colui
sieno
gli
confessa,
imo
bene,
eterna»,
Dipoi,
se
aspro
e
più
arebbe
d'Abraamo
che
poi
la
né
che
n'avesseno
non
e
arduo?
E
Della
suo,
dicessi
e
vera
si
fu
composto
che
dice
Nettario,
per
uomo
uno
un
santo,
scandalo,
della
nel
che
ed
anco
sto,
Cri-
di
precetto
evangelisti
si
precetto
degli antiqui,
Agostino
che
quel
allega Agostino
superstizioso.
Crisostomo
che
santo
respondo
e
bastarebbe
penitenzia,
un
da-
noi,
a
non
fusse
legge
nuovo
che
abbi
nel
libro
s'usa.
pure
—
si
e
apostoli
solo
modo
tolse
se
rebbe
sa-
ché
Imperoc-
come
Paulo;
e
essendo
parlò
la
di
si
ci
non
grazia
natura.
la croce,
su
che,
dottore
un
ignorante
Giovanni
vita
sarebbe
Cristo
E
della
e
altri santi
e
chiaro, imperocché
da
san
in
massime
Ne
—
Legge
Credi
falsa penitenzia,
è
come
:
ha
me,
giogo
nostro
contrizione
Pietro
confessione
me
confessarsi,
in
il nostro
stato
l'epistole
fede,
truovarai
della
se
della
morto
e
parlato,
Non
parlato
san
si
confessarsi
sa
degli ebrei.
lo
e
piene
nostra
Paulo,
san
Cristo,
quello
la confessione.
bisognarebbe
che
mentre
non
crede
non
volte,
pecca,
giustificarsila fede,
per
Cristo
è venuto
Cristp,
né
da
quello
sono
ne
«Chi
fessa
con-
Cristo
per
di
non
la
confessa».
nociuto,
bastava
e
disse:
che
di
che
si
perdonati,
fede
senza
ora
sufficienzia.
a
milione
un
confessare
che
che
è
chi
lui
crede
non
Ma
faccino
ne
che
sono
si confessasse
comandata
ma
misero
quelli
a
si
grave
giovato,
più
ch'el
Cristo
fusse
più
chi
saper
«chi
non
gli
chi
e
per
ha
dare
doman-
a
opere.
è forza
confessarsi
Imo
non
infinito.
in
cosi
del
e
Cristo
che
bisognerebbe
sue
dolghino
Però
e
non
in
sé, né
prelato
vedere
a
tal caso,
satisfatto
E
al
perdonati
ne
ha
s'usa.
bisognerebbe
e
se
per
come
in
non
che
impio.
restarà
in
propri.
perdonati, potrà
sempre
e
crede
che
confessarsi,
potrà
tutti,
lor
salvarsi, vada
sono
Ma,
—
Cristo
che
gli
confidarsi
né
SIENA
prelato l'induca
me
fede.
satisfare
per
ch'el
per
DA
desidera
e
e
che
dono
questo
OCHINO
peccato
credere
a
vogliono
BERNARDINO
-
sopra
della
intervenne,
sua
V
Va'
libro
suo
non
è
favore:
vede
quello
Epistola agli
chiesa
d'una
in
in
ebrei.
tana
costantinopolivergine
stuprata
PREDICA
dal
Il che
confessore.
dimmi:
Ma
o
adunque
no,
da
Dio,
è
Se
fede,
dirai
io
E
può
sé,
dico
non
Dico
dirai:
che
A
—
mi
è
questo
ci
ti sieno
via
di
concorre
quello
che
di
sé.
propri,
che
ha
fessarsi,
con-
in
trario,
con-
fede.
senza
che,
e
Però
ficarsi,
giusti-
per
alla
impedimento
sue
duce
in-
le
Cristo,
per
Dio
a
grazia
alla
trario
con-
e
t'hai
mi
Signore,
faccia
la
e
né
fede,
viva
senza
spalle
tanarsi
allon-
e
opere
sono
impedimento
posto
era
vita,
in
grazia
di
sono
falsa
Benché
si
perché
obbligato:
vivamente
nel
pace
core,
che
si
che
sforzati
sempre
a
dire
rivelazione,
si debba
cosi,
si
che
certi
in
stare
non
fatto
sieno
Quelli
possiamo
non
essere
perché,
gli
scrisse.
Paulo
e
disperi, o
Cristo
per
dicono
ha
se
bisogna
per
consoli
si
dubbio
in
come
la confessione,
speziale
e
all'ultimo
che
creda
non
verità,
in
sta
sempre
monio
'1 de-
perché
impossibile che,
è
quieti
—
hai, che
che
massime
acciocché
gusto,
persona
consolato.
e
immaginazione,
perdonati,
Cristo.
crede
senza
Dio,
alleggirito, quieto
tutto
mi
quando
divina, perché,
cosa
una
dartene
magnificano
questa
E
a
sarebbe
Dio
peccati
che
vòlto
ti sieno
la
vera
in
timore.
da'
«Perché,
quella
per
che
solo,
perdonati,
ha
è
sento
a
confessione,
Colui
va
si confessi?
e
nelle
e
quelli
pare
per
perdonati
presuma
da
me
pacifici la conscienzia,
tutto
sé
liberati
Giob:
quella confessione
per
sono
fede, imperocch'ella
alla
in
carnale
Onde
obice
porre
lui medesimo
e
confessato,
sono
che
ritornare
ti
a
dici
inimico?».
e
Forse
che
fede
avere
disserve
la
obice
l'uomo
contrario
senza
d'essere
porre
Dio.
a
uno,
innanti
giusto
ad
confidarsi
a
impio,
è
cose,
Paulo
Se
no.
farallo
si, che
è
serve
che
credere
imperocché
a
ch'ella
uomini
dal
si
se
o
le
confessione
la
che
confessarsi,
basta
gli
la
se
confessione.
Forse
grazia.
che
Dio,
impossibile piacere
vedi
non
da
dire
è
fare,
possuto
salute,
a
si, dimmi:
fede,
che
serve
è
di
puoi
disse
la
dici
Non
fatto, né
divina.
non
e
viva
ha
Dio?
ha
vana
confessione
aiutano.
di
se
la
vana,
dove
Ma,
legge
è
non
grazia
di
fusse
confessione
arebbe
non
167
XIV
dubbio
avendo
d'esser
e
in
mai
l68
III
creduto
che
di
sia
forza
dicono
dire
non
mai
hanno
non
vivamente
perdonati, credono
le persone
le
in
tempo
morte,
del
parole
si volesse
e
nel
loro
in
e,
tal
ch'el
simile
della
al
precetto,
di
pieno
confessarsi,
a
Omnis.
Però,
se
prossimo
e
sarebbe
non
cosi
perché
infermo
peccati,
come
bisogna-
prima
Pasqua,
capitolo
comunicare,
anco
in
obbligate
tempo
si
umana,
caso,
sarebbeno
cioè
fusse
uno
un'invenzione
è
non
l'anno,
volta
suonano
che
canonisti;
propri
che
una
altro
dire
adunque
i loro
rebbe
a
poiché
gli sieno
SIENA
DA
tutti.
È
se
Cristo
per
OCHINO
quieta,
conscienzia
la
avuto
BERNARDINO
-
tenuto
a
confessarsi.
benché
E,
nientedimeno,
te
sia
questo
diminuire
non
per
'1 concederebbeno
sieno
peccati
rimessi
l'abbracciano
ebbeno
di
mai.
loro
per
autorità
peccati,
loro
la
per
alla
ci
essendo
possino
scienzie
de'
hanno,
figliolidi
liberi
edificazione,
in
è
Dio
cose
da
salvarci,
senziali
es-
che
le
legare
e
L'autorità,
destruzione,
si
stificazi
giu-
le
Cristo?
che
Cristo?
per
in
non
modi
mortale,
peccato
a
della
mutare
salute
vera
modo
nuovi
testa
de'
uscire
per
vero
possino
lor
altra
obbligare
il
che
di
trovar
e
dannare
e
Credi
fede.
salute
non
volontà
imo
successori
giustificarsi,non
falsi modi
e
gli
fede
viva
loro
e
non
che
con
di
modo
nuovi
ordinato
che
gli apostoli
e
questo
fantasia
ascondere,
con
massime
giustizia;
confessione,
ha
quelli
a
propria dottrina,
alla
Dio
meglio
Cristo
d'insegnare
di
truovare
l'autorità
Ma
per
la loro
secondo
vero,
a
con-
che
Paulo
come
scrisse.
essendo
Appresso,
disse:
David
«
cosa
tirannica
che
confessiamo
Chi
forza
è
del
tutti
dirai:
abbiamo
a
tu
—
credere
conoscessi
infami
ha
se
Se
i
dire
a
la Chiesa
che
la
bene
di
peccati? Dipoi,
se
i
che
sia
confessione
e
le
si
è
non
hanno
come
volte
come
stata
mortale,
peccato
molte
peccati
comanda
l'essere
e
»,
naturale,
legge
stesso,
peccati,
peccati?
pena
all'immutabile
l'uomo
che
sotto
e
tutti li
recitare
intenda
che
i nostri
contro
prossimo,
Forse
quando
quello
è
comandare,
a
dispensare
suto
impossibile
pos-
ché
dappoi-
con
dalo
scan-
secreti?
ci confessiamo,
santa?
—
non
Respondo:
qualità di quella Chiesa,
PREDICA
che
ha
posto
solo
sospetta,
Ma,
vuoi
se
filosofi, i
che
nato
quali
le
conculcato
alli
secreti
Nel
è,
ti
rebbe
sa-
imperocché
è
le
ogni
donna,
secreti?
confessioni,
vuol
e
Dipoi,
scandali
con
la
pigliare moglie,
e,
molte
in
volte
Quante
timore
d'essere
anco
dove,
chi
Molti
anco,
gloriosi quanto
aggiognervi
Hanno
e
al
in
mondo,
i
loro
al
le
suo
del
o
peccati,
e
visseno
e
e
per
credendo
si
comuni-
morirno
verità, si
peccati,
E
prossimo.
vergogna
i loro
la
fessore
con-
desidera.
peccati
per
uno
zione,
informa-
quanto
insuperbirne,
ne
che
che, quando
sa
e
volte
revelate
sono
confessorno,
imo
fessori
con-
è inclinata
manda
li
i
molte
destramente
ne
predicato Cristo
se
si
o
i peccati,
ciuffetto, dapoi
! Pensa
scoprire
recitare
il
che,
si
ancora
e
dove
saputo
scoperti
non
credi
confessori
va
altro,
immonda,
l'avesse
dessi
ve-
ai confessori?
ripensare
e
averne
per
a
confessarsi,
a
cosa
state,
sono
s'avesseno
non
i
modi
hanno
la conscienzia
con
che
quanti
un
tanto
peccati
li
circostanzie,
le
grandissimi
in
o
suo
Se
essa.
Non
pensare
per
prima
il
né
.
averla
amico,
in confessarsi
tenuti
salvati.
sia
modo
un
persone
che
corno
gli
che
uno
in
o
più
ha
revelarsi
orecchi
hanno
parendogli
come
è
essa
sono
cosa
insegnato
con
credi
disegni, quando
de'
massime
i suoi
in
dirgli
Non
ascoltargli?
fatto
abbino
agli
venuto
in
in
abbi
risentite
sieno
i carnali?
precipue
in
è
non
nissuna
si
delle
Da
più Cristo,
bene,
come
seguitati, stupiresti. Quante
sono
ne
gli
necessarie
nate,
sono
la confessione
si
persone
lei
fa'
cognizione
cognoscerai.
e
di
spezie
che
cosa
la
e
d'Antecristo
per
che
in
si cognosce
non
sotto
che
credi
che
Pensa
essa
confessione,
vengono
utili
divine,
e
li scandali
ribaldane
non
ella
la
è
cosa
frutti,
regno
Cristo,
e
suoi
per
l'infamie,
sa
chi
gli effetti
per
imo
benefizio.
gran
che
confessioni
cognosciute;
una
considerare
per
cognoscere
Risguarda
cause.
che
li fideli, la confessione
sopra
d'Antecristo.
chiesa
i
giogo
questo
169
XIV
sperati;
de-
sarebbeno
perché
erano
gli disseno
con
fiorirli.
creduto
anco
hanno
veduto
pecca
in
ogni
che,
sua
che
quando
azione.
i
peccati
uno
E
è
possino
senza
perché
viva
hanno
numerarsi,
fede
ditto
in
che.
e
sto,
Criin
170
III
esaminare
ditto
non
gli parendo
che
sono
se
dubita
se
stare
in
lacci
hanno
che
è
umiliarsi.
Però
Imo
dell'uomo
è
un
s'usasseno,
alcuno
facciamo,
impie pazzie,
che
anco
tanto
sante,
si
come
bene,
non
e
s'include
solo
di
gelio,
l'Evan-
alcuno
fare
né
morisseno
e
li
agli
di
quali
s'el
in
quanto
chiaro
confessarsi,
che
non
parlato
sarebbe
E,
quelle
s'è
nella
confessioni
che
modo
nel
l'utilità
tutta
una
per
Cristo,
zione,
assolu-
giustificarsi.
pensano
bene
disse
che
confessione,
contrizione,
core
occhi.
poiché
sé,
fine
il
ben
altro
è
non
sano
pen-
questo
a
e
come
considerarsi,
satisfazione
delle
peccati,
esaminare,
innanti
velo
ricognoscersi
impossibile, perché
può
el
però
a
insuperbirsi, perché
Cristo,
dovrebbe,
vana.
è
si
senza
vedesse
chi
targli.
reci-
cognoscere
vivesseno
e
è
che
esaminazione,
che
aveva
potere
predicato
la confessione
presumino
e
de
potevano
che
il
è
propositi
inutile
dire
tutti
un
felice, che
dolersene,
e
accecarsi
peccati:
confessioni
è
hanno
stringere,
essere
non
recitare
e
mettersi
quella
sappi
e
che
di
corpo
buon
s'usa,
e
persone,
Cristo,
simili
gli essendo
molto
ad
conscienzie;
L'uomo,
forza
dalle
per
presuntuosi.
e
pure
depravato
è
Geremia.
E
sapevano
core,
forza
serve
ritrovare
le
per
la
di
Non
nel
è
Serve
—
—
esaminano
È
di
lume
questi
assai
più felice memoria
ma
più dire?
ipocriti
potere
fanno,
di
E
e,
imbrogli
quanti
con
di
più
peccati, odiargli
overo
dirai:
e
confessarsene,
anime.
pensava
Cristo
proposito.
massa
somme
colui
bisogna
i loro
desperati
ad
che
impresso
veramente
Forse
vedere
spirito né
quanto
e
suo,
le
e
debba
le misere
di
conscienzia,
che
né
ma
li libri
nato
migliore
buono
intricate
quando
ricordarsene,
di
vedere
no,
puoi
hanno
che
delli sdimenticati,
a
rate,
dispe-
e
meglio.
qui
E
e
o
che
scintilla
modo
pareva
non
e
securo.
pieni
a
Di
Si
ebbeno
ognuno
obbligati
confessò
ne
ansie
misere,
satisfatto, massime
confessarsi
a
diligenzia, sono
somma
lacerate,
avere
sono
irretite
non
gli
e
se
sul
fantasia
a
obbligati
ricordano,
ne
mai
SIENA
DA
usarvi
bisogna
le conscienzie
con
sempre
se
OCHINO
conscienzia,
la
restati
BERNARDINO
-
nel
di
s'arebbe
che
che
questa,
modo
si
confessione,
divine
s'elle
sopra,
e
fa,
la
sante,
che
serve
quale
per
PREDICA
XVI
Delle
Nella
primitiva
pubblici
a
alla
e
satisfatto
Cristo
non
fùrno
ordinate
s'avesseno
relassarsi,
commutarsi,
Talché,
se
grazia,
la
correggia
domandare
ai
che
debita
dèi
tali
loro
in
che
Donde
una
per
il
o
entrava
e
in
diminuirsi,
da
quelli
a
poco
canonice,
un
alla
della
porta
usciva,
parte
anno
chiesa
a
suo
e
potevano
mutare
com-
in
perdonarla
o
il che,
l'episcopo
autorità,
cieco
tutto,
era
le
l'utile
che
e
la
tórre
di
opinione,
imo
Dio,
vendere
i
E
tenere
queste
offuscare,
con
che
indulgenzia,
vera
la
fargli
un
in
n'avevano
questa
rimettere
plenariamente.
e
ingrandirli
un
di
giustizia
la
colpe
incominciò
vulgo
autorità
secondo
peccati,
tutto
el
poco
avesseno
favorirono
in
per
espediente.
infino
oltre
per
innumerabili
nate
sono
si
Roma
a
alli
quasi
inganni,
pena
fine
biamo
ab-
Cristo.
per
persone
e
questo
a
pubblicamente,
questa
questo
terra,
e
e
perdonarsi
pene
stare
prelati
indulgenzie,
diminuire
terrore
a
potevano
tutto
festa
la
remettere
visto
per
suoi
i
potesseno
prelati,
le
essere
che
nacque
è
ha
ma
errori;
quali
in
o
diminuirla
vedevano
che
pena,
le
secondo
concessa
era
che
simili
parte
chi
a
che
pensare
potevamo,
Dio
collo
al
pena,
Donde
non
abbondantissimamente
blasfemato
doveva,
quella
secondo
a
aveva
quali
che
in
e
perdono
quelli,
quale
satisfare
per
autorità.
uno
esempli
alla
non
enormi
gli
che
pubblicamente,
canonice,
pene
tale
ottimamente,
commettere
a
le
avevano
con
noi,
per
ordinato,
puniti
giustizia,
sua
acciò
fu
fusseno
peccati
Dio
che
Chiesa
indulgenzie.
falsità, rapine
sé
e
tale
tradimenti
e
per
anno
un'altra
altri,
a
e
quella
porta,
d'anime.
l'
d'avere
immaginate
sono
superstizioni,
per
o
in
vivi
e
morti,
quell'altra chiesa,
quella
o
Imperocché
indulgenzia
per
in
trie,
idola-
simonie,
di
e
colpa
e
andare
per
per
le
entrare
quell'altra
a
per
cappella,
morte,
denari,
tanti
offerire
per
cignersi
per
da
quello,
immagine,
suffragio,
vedere
dire
psalteri
tanti
simili
impie
E
sai,
tenghi
senza
deputa
a
chi
secondo
immediate
d'uomini
i suoi
tesori
che
Ma
secondo
di
meriti
meriti
dire
s'elle
di
de'
santi,
e
degne
che
suoi
(dove
stato
Paulo
in
sé
o
far
altre
ha,
Ma
peggio,
d'essere
sé
Onde
che
spenderle
per
si
o
manco,
si
non
forse
preziose,
condegne
che
in
li
state
perfette
im-
Se
ardiremo
Imo,
e
del
ogni
come
diso,
para-
merito,
paradiso
agli
restasseno
alla
tante
mancato
stessi».
sopra
i
aggionti
sempre
«
può
che
a
fusseno
premiate
loro, però
fusseno
indul-
bastasseno
premiati
tre
men-
indul-
senz'altre
temendo
noi
tutti
Cristo,
di
quale
e
senza
donargli
Giovanni:
ma
non
fede,
Cristo, più
la
che
quanto
con
meriti
in
non
d'essere
stati
e
non
san
degne
d'avanzo
che
de'
avendo
inganneremo
avute
volse
viva
v'hanno
santi
le
Cristo
nostro,
per
senza
punite,
fusseno
non
de'
l'opere
abbi
potessimo
Cristo,
che
gli
venderli,
se
non
mancasseno,
peccato,
in
come
autorità
di
che
Cristo;
di
e
hanno
meriti
e
quelli
a
di
imo
fede
in
ch'el
dispensarne
infiniti, non
non
debito.
era
di
noi
non
sua
de'
sono
se
in
gli
se
n'avesseno
fusse
come
e
vivamente
tesori.
che
e
state
come
la
fede
ben
se
avere
fusseno
e
e
della
delli
non
bolla
solo
o
tesori
participare
possono
crede
i
viva
che
s'insignorisce
Cristo,
quello
tale
tal loco,
lui
lui
a
papa,
tutti,
a
con
tutta
che
indulgenzie
loro
non
misura
la
alla
Cristo,
quale
pare,
essere
per
Quelli,
usasse
un,
participare
da
cosi,
di papi,
genzie
nostri
pater-
imaginati
di
vada
gli
come
gratis
e
grazie.
e
il papa
genzie.
e
abbracciarlo
stanno
bene
nel
sono
autorità
plenaria
quando
della
dispensare
di
ha
si
tesori
bisogna
simonia,
mezzo
se
orfizio
chi,
s'offerisse
dire
d' innumerabili
cosi
e
ferrati,
vuole
ne
commettere
senza
i meriti
cassa
dicono,
a
soluto
as-
la tale
avere
in
o
essere
volte,
sepolto
Cristo,
a
suo
una
questo
piace,
vita
per
tante
essere
e
in
quell'altro,
modo,
messe,
pensare
potere
in
come
talché
li
reliquia,
tante
o
da
quella compagnia,
tal
pur
in
chiavi,
esso,
correggia,
una
tal
abito
pazzie.
abbia
papa
nel
di
la
o
il tale
la benedizione
avere
essere
per
corda
orazione
tale
la
o
vestirsi
per
una
175
XVI
PREDICA
futura
non
altri
gloria,
IH
174
e
Cristo
fussemo
che
fare
con
sità, la
far
singulare
di
in
bene
se
che
sono
gli perdona
e
l'amiamo
e
gli perdona,
ce
adunque
sola
quale
lui sta
agnello
Cristo
alli
de'
parte
quaresima,
in
ogni
la
avere
di
è
Il
disse
o
né
in
il
già
mediante
di
regno
in
loco,
fede
con
che
Però
vi
diranno
Dio
è
una
o
san
Giovanni:
per
ha
donati
per-
il
tutta
la
tempo,
la
ma
de'
favore,
Cristo:
nissuno
della
giorno
remissione
imo
disse
che
infra
di
a
peccati,
possono
Il regno
«
può
gli
sono
porta,
il
Dio,
questo
Né
la porta
quale,
derla,
sospen-
o
nella
per
».
in
per
Gieruessere
vogliate
in
bisogna
ma
ma
o
Non
«
è in
voi».
Roma
a
Cristo:
materiale,
un'altra
«Io
andare
andare
quell'altra chiesa
per
gli
peccati,
il divino
riato,
l'ingiu-
si perdonano
non
disse
la
immaculato
mondo,
venuto
come
Dio
».
mutare
tutto.
è
della
osservazione,
con
i
è
averla, aspettare
per
tempo
Dio
quello
del
solo
giubileo:
e
di
di
indulgenzia,
vera
indulgenzia
non
operiamo
Chiesa
predicarsi.
e
Cristo
per
perdonarceli,
vera
una
peccati
bisogna,
impedirla
per
quelli
a
quella
e
Dio
nano
perdo-
effetti,si
perché
Nella
peccati,
si
per
in
non
la morte
i
come
gnità
di-
e
benefizio.
l'opere
per
e
Questi
li
gran
perché
non
questa
peccatori,
bisogna
ma
loco.
del
bisogna
immenso,
Dio,
o
anco
salem,
l'anno
i
tolse
tutti;
grazia,
se
per
suo
carità
Cristo.
e
Per
Né
verrà
tòrla
Né
che
debita.
tempo
non
che
sua,
pubblicarsi
perdonare,
ma
gloria
a
plenaria indulgenzia, che,
Dio
il
gran
sua
sarà
e
eletti.
della
e
la
fede.
perdonati
l'opere,
per
Giesù
né
Giesù,
o
sieno
atto
un
la difficultà
per
sotterrano
che
per
mai,
el
essi
gli
che
qual-
per
per
e
cati,
pec-
l'adver-
o
gran
ma
è scritto
sentire
ma
suoi
una
per
Cristo,
e
loco
operiamo
peccati,
ad
salute
fa
do verrebbe
a
pena
Cristo
de'
tollerare
imo
Dio,
perdonati. Imperocché
fu
non
di
azioni,
e
opere
nati,
immagi-
il martirio
per
che
per
s'intende
ci
però
non
alcun'altri
sono
l'ingiurie,
onore
anche
alcuno
peccati,
conosce
e
loro
quelle
li
ce
che,
SIENA
s'ottenga l'indulgenzia
religione,
ad
e
crocifiggono
E
che
di
d'amore,
nuovo
inutili),si
fatta
pensano
DA
perdonare
voto
opera
intensissimo
di
servi
elemosine,
morte,
tali, che
OCHINO
impiamente,
manco
non
BERNARDINO
"
dere
cre-
quell'altro
entrare
in
spirituale
di
Cristo,
il
quale
XVI
PREDICA
Non
assai
ci
ha
Dio
genzia,
basta
le
buone
impissime
Se
per
gratis
e
di
vita
eterna.
dal
nostro,
il
Giesù
Cristo
l'altre
tutte
la
adunque
di
e
poi
qui
cielo,
fuori
indulgenzie
Padre
tutti
suo.
Signor
li
Al
nostro.
e
vera
Cristo,
pontefice
sommo
con
donato
Però
indul-
questa
sott'il
nome
sangue
dell'ingiurie
e
avere
Cristo,
a
altro
c'è
né
Per
unirsi
proprio
col
presente
un
imperocché
nel
scono
na-
quale
di
questa
impietà.
vogliamo
pena
fatto
opere;
salvarci.
possiamo
sono
ha
fede
averla,
per
dappoiché
ci
viva
con
noi,
per
fatte
l'abbiamo
denari
spendere
Cristo
speso
redenti.
ha
che
e
anche
bisogna
175
suoi
tesori
sia
quale
Amen.
plenaria
indulgenzia
abbracciamlo
e
sempre
con
grazie,
si
onore
come
e
di
colpa
viva
fede
ce
gloria
l'ha
per
PREDICA
XVIII
Del
Si
nel
entrò
la
che
e
Paulo
come
scrisse
mondo,
ha
morte
innanti
e
peccato,
si
li
da'
ben
col
il
bastato
e
più,
che
per
ci
la
gli
sua
bontà,
però
il
che
si
aspre
benefizi
ire,
dignità
sua
si
come
parole
la
cuopre
ha
ne'
eccitano
dolci
parole
risse,
impeti,
Cristo.
di
i
che,
Proverbi,
infra
placano,
passioni
le
si
peccati.
;
cosi
e
cuoprono
a
viva
con
san
l'odio,
persone,
mortificano
e
peccati
come
la
demostrò
peccati,
nostri
sieno
sentire
fé'
quando
de'
e
perdonò,
già
aveva
E,
moltitudine
purgasse
risse
gli
ch'ella
cognoscere
Dio
Nissuna
gli
ch'essa
l'amore,
per
il
Giesù.
Cristo
amò,
in
tutt'
non
Cristo.
a
perdonandogli,
benefizio
gran
carità
per
cosi
e
con
comanda
Cristo
in
imo
peccati
uniti
sono
sono
in
ci
al
anche
amore;
l'amiamo
come
mio
bastarebbeno
non
simili
peccatrice
e,
poteva
il
la
e
amò,
fede
che
la
perdonò,
fariseo
gustato
quelli
si
rai
laveanche
dirò
E
nostro
non
Benché
viva
con
perché
perché
virtù,
e
bontà.
a
non
che
quanto
forze
che
resta
che
in
il
anche
né
peccato,
angeli
e
il
ti
corpo
niente».
giova
uomini
«Se
il
tutti
di
sarebbe
dato
avrò
mi
non
degli
somma
quelli,
a
«S'io
Non
».
cato,
pec-
purgare
per
scrisse:
macchiata
però
carità,
sua
Gieremia
dopo
del
insignorito
diluvio
vede
mente
attual-
effetto
per
il
bastò
si
hanno
non
s'è
peccato
adulti,
negli
che
come
il
perché
e
»;
solo
peccato
come
Adamo
morte
non
morte,
Paulo:
solo
ma
e
resterai
mente,
Talché,
Cristo,
si
pecchiamo,
dannazione
dire,
la
Per
«
piccolini,
Né
onde
un
imputati
dire
tutti,
ne'
imo,
:
la
ch'el
l'opere
tutte
obbliga
disse
per
avrò
non
animo,
fede
però
fuoco,
Dio
core,
anco
nitro,
purgare
amare
in
ma
peccati,
romani
peccato
figlioli d'Adamo.
mondo
fuoco
il
per
conchiudere
può
carnali
alli
regnato
Moisé,
a
purgatorio.
Pietro
non
volse
ma
volse
l'ingiurie
l'amore,
gli
gni,
sde-
i
PREDICA
Una
sola
potè
cosa
di
il sangue
fu
mai,
sarà
né
Il
si
quale
solo
come
fusse
di
caso
poi,
con
quel
capo
Cristo,
di
in
poi
che
si
disse
Però
parte
Cristo
a
per
Paulo
imbrattarsi
più,
membri,
in
Or
benché
fusse
patire
il
sé
insuoi
volse
a
tal
cosi
de'
peccati
mondare
unirsi
c'è
né
Pietro:
suo
polo
po-
mondarsi.
per
ti laverò,
nettarsi
ascondere
e
fede; imperocché
con
remedio
non
di
tentare
lui
a
altro
«S'io
offuscare
con
de'
mondo,
il
capo,
li membri.
li
ché,
Tal-
scrisse.
bisogna
san
non
fisso.
croci-
li purgasse,
tutti
per
il
lepra
scrisse,
il
Però
peccati.
eccetto
tutti
purgare
meritavamo,
il volere
Imo
meco».
di
Paulo
purifica i cuori;
nostri
parte,
s'attribuì
purgarci adunque,
la fede
ogni
come
come
de'
la
cati:
pec-
Cristo
cioè
tutta
purgatorio
croce,
noi
peculiare,
Per
si
da
nientedimeno
quello
tutto
scritto
sé
a
da'
eletti.
solo,
leproso,
tutto
tirasse
il
i suoi
purgazione
corpo
sarebbe
lavò
quale
la
sano,
nostro,
capo
e
un
essere
nocentissimo,
eletti,
fatto
il mondo
purgato
purgatorio
un
ha
essendo
quale solo,
e
non
col
177
ha
e
purgare
Cristo,
se
XVIII
avrai
non
lui
senza
è
uno
benefizio
il gran
di
Cristo.
Non
bisogna
il fuoco,
ma
si
lui
come
di
Cristo
ha
forse
Cristo.
per
lavare
Cristo
in
passino
loro,
ma
i nostri
satisfarsi
per
Dio
di
nella
lui,
nell'altra, quando
Se
alcune
nell'altra
vita,
sola
Forse
santa
e
del
varai
non
benefizio
per
si
si
paghi
sarebbeno
e
fede
debite
per
fizio
bene-
è
sima
impiseletto,
che
vuoi
tu
sangue?
purgate,
il Vecchio
essi
alcuno
mai
Cristo, si
è venuto
in tutto
ad
suo;
di
Non
la viva
questo
punì
non
il sangue
eletti, non
Pensare
Dio,
a
uniscano?
basta
pene
i suoi
vita
che
le
gli
per
purgasseno
innanti
che
Testamento
una
nisse;
ve-
rola
pa-
purgatorio.
dirai:
salutifera
Riformatori
più
molto
tro
non
ma
solo
dapoi
vero
fuoco?
con
gionti,
sono
anime,
Dio
presente
ma
se
e
andare
per
sia bastato
fede
peccati
forse
pagarsi
o
via
è
ch'el
per
tutto,
salvarsi, passino
per
solo
forse
che
in
Punisce
per
impietà.
Non
satisfatto
esso?
l'anime,
quale
quelli
Cristo, acciocché
in
Il
disse.
proprio
per
che
adunque
È
«
a
italiani
pure
pregare
del
scritto
per
Cinquecento
nel
i morti.
-1.
de' Maccabei
Libro
—
Respondo
che
in
è
prima
cosa
che
12
173
III
libro
quello
fusseno
morti
a
in
visione
sola,
che
abbi
la
tu
forza
dire
è
elemosine
si
che
avendo
in
i
preti
e
el
guastarebbe
Forse
divina
dirai
non
Cristo;
Di
e
gli
che
avarizia,
cava,
Però
è
ha
che
tale
ma
imo
a
e
di
precetto
essi
tanti
infra
potestà,
si
papi,
voltarebbeno
facesse,
non
dicono,
che
serratolo,
e
e
Dio,
si
i
con
le
loro
a
i poveri
fantasie.
trovatosene
carità, che,
arebbe
vóto
v'avesse
nessuno
sapesse!
imperocché
contra,
carità,
di
le loro
se
come
giano,
man-
non
dispensare
per
per
fare
a
Cristo
di
poveri
in
di
parola
i
e
figurati
zelo
vero
la
preti
morti
i
pietà naturale,
lui, s'el
noi
fa, perché,
che
no,
quando
senza
secondo
in
tutti
che
in
a
tal
caso
santi,
offendere
voi,
la
l'anime
sufficienzia
a
i meriti
e
lui
ne
e
è
fatta
è satis-
sto
Cri-
di
sangue
tesori, che,
condo
se-
satore.
dispen-
restato
giustizia di Dio,
del
la
offendarebbe
caso,
voi, il
secondo
applicare
ai
tal
imperocché
pure,
potrebbe
avanzati
se,
che
i
Esortano
sepulcri.
Cristo
a
tanta
imo
sono
poi
una
mulinello.
loro
bastasse,
dite,
il
non
ma
sacre).
morti,
ai
forse,
plenaria
giustizia;
in
denzione
re-
(parlo quando
di
non
con
il divino
pure
guai
se
è
troverai
non
Scritture
avesseno
anime
vita, imo
purgatorio,
frati
non
là
proposito
sanno
Se
loro.
avuta
Ma
di
male
ne*
perché
lassano
sarebbe
più.
entrar
erano
privazione
farebbeno
se
dispensarebbeno
e
questo
il
tutto
i
dalla
umana,
la
abitava
fameliche
arebbe
dicono,
limbo,
il
Nuovo
loro
quasi
morti,
presente
Dipoi
in
i
essi
della
inferiresti
a
fusse,
non
che
le
ma
cioè
che
acciocché
che
colpa,
invenzione
vivono
esempli,
intrate:
facci
una
ingrassarsi
pascerebbeno
alla
dire
d'Antecristo.
non
per
per
uno,
stata
demoniaco
quello
quanto
intelligenzia delle
purgatorio
frati, i quali
peccati,
Testamento
verità
il regno
S'el
da'
tresti
po-
non
volse
presto,
quali, secondo
più,
al
nel
vera
che
arricchito
buoni
Però,
in
i
questo
che
Cristo
che
poniamo
Ma
per
direi
venisse
che,
Dio;
SIENA
approbato.
perché
Dio),
Similmente
purgatorio.
che
di
DA
constasse:
e
liberati
alcuna.
parola
Dio
che
grazia
di
né
purgatorio,
fusseno
limbo,
della
di
pregare
(però
nel
il
OCHINO
canone
parole
state
bene
in
è
non
inferirne
era
BERNARDINO
-
denari
per
purgatorio,
e
come
PREDICA
precetti
i
Se
Se
signore
un
sirobbi,
non
fanno,
divino,
anco
imposte
sono
al
precetto
umano,
il
e
prossimo,
in
sono
sussidio
dalli
ed
romani
legati
e
Ma,
pie
un
un
dui
e
io
le
modi.
loro
In
si
innocente,
che,
si
voglio,
non
contrarie
idolo,
giustamente
che
altro
e
come
è
In
la
con-
e
da
prossimo,
superiori
lui
debitori
insieme
Cioè,
».
mi
e
onore
basta;
e
tributi,
la
secondo
comandasseno
la
caso
scritto, bisogna
più
in
cose
statua;
debbi
può
questo
precetti, esempligrazia
tal
non
essere
ingiuste,
Nabucodònosor
simili.
per
d'essere
non
alli
rità;
ca-
desidero.
quando
divini
Dio
amiate
si
non
solo
non
gli conviene,
fusseno
prima,
il
alli
se
né
gravezze
alli
come
d'amare
renderete
caso,
di
vi
che
bliche,
repub-
e
imposto
dolesseno
Fate
«
non
se
precetto
tal
si
non
disse:
alcuna,
in
se
essi
fendergli
de-
potere
Stati
avendo
offendere
non
che
alcuno
potesseno,
superiori,
per
amare
cose,
da
li
manco
Paulo,
loro
ad
avesseno
modo
perocché,
im-
divino,
quelle
non
il
che
Però
e
umani,
divino
quello
imo
che
cosa
il
imperocché,
in
puniti,
precetti
di
quelli
ai
temendo
con
nissuno
tutto
oppressi
principi
dire,
obbe-
a
obbligati
perturbandosi
cosi,
e
quietamente.
essi
e
osservate
e
giustizia;
al
volere
arebbeno
non
obbedisseno
da
i
se
populi,
essendo
che
scienzia,
a
loro
vivere
potrebbe
Che
a
Stato
obbediscono
non
naturale
e
obbligati
anco
loro.
fare
e
essere
sono
benefizio
divina
legge
umano,
temporale.
obbediscono
non
contra
obbligati
perché
non
che
dello
sono
gravezze,
perché
per
signore
Stato
suo
precetto
conservazione
e
peccano,
al
loro
nel
quelli,
contro
dal
peccato.
a
che
biastemi,
fatto
giuste
ma
essendo
sé
hanno
loro
facendo,
lo
si
non
obbligano
vuole
e
promulgato
impone
o
non
e,
e
benefizio
per
temporali
comanda
perché
non
al
signori
s'ammazzi
peccano,
Se
delli
temporale
non
contro
ma
umani
XXV
o
resistere
presto
sé
im-
adorassi
che
che
essere
ammazzassi
e
dire;
obbe-
non
obbedire
a
Dio
PREDICA
che
uomini.
agli
fusseno
non
che
si
non
in
impie
fare
tesseno
tal
senza
conviene,
pecchi,
perché
fai
quanto
vuole,
al
quanto
dire:
con
Non
repubbliche
quando
a
E
di
Dio.
perché
tal
Ma,
giudei,
obbedire
fusse
secretamente
che
in
tal
quando
questo
sarebbe
quando
E
cosi
umani,
peccano,
precetto
Cristo
farlo
sia
avesse
la
fusse
obbligano
non
solo
è
di
Dio.
Signor
in
Al
nostro.
a
(il che
è
Amen.
dico
del
sia
sempre
onore
e
Ma,
come
se
non
obbedire.
e
pagare
contr'alla
dico,
terzio, si
signori temporali,
gli
fraudarla
questo
debba
quelli che,
dare
frau-
difficile),
ingiusta, potrebbe
E
parte.
in
molto
è
sere
es-
quando
ingiusta,
fanno
cosi
altra
che,
sapere
niti,
pu-
adunque
sarebbe
come
quelle gabelle.
e
fùrno
in
comprate
quanto
quale
abitare
pregiudizio
peccato,
seguita
ne
pensando
scandalo.
senza
con
delli
gli comandamenti
si
gabella,
che
tanto,
non
uno
che
constasse
quel
anco
ad
Dove,
interesse
debba
andare
ingiusta
potendo
peccato,
senza
gli
di
caso,
cosi
e
le
e
tollerarsi
a
Gieremia,
croce,
ingiusta
fusse
la
cristiani,
scandalo,
Dio.
loro
per
pedire,
d'im-
Stati
gli
possibile
quella
la
contra
cristiani,
di
Nabucodònosor:
vero
lo
una
che
constasse
o
fai
perturbano
scrisse
come
a
Dio,
vi
non
sieno
portare
e
di
volontà
quando
si
obbedirno
non
caso
la
I
e
obbedire
fusseno
sforzati
sono
sudditi
non
i suoi
occasione
non
cosa
paghi
non
in
disonore
ogni
signori
i loro
che
di
i
e
seguitarebbe
ne
Dio,
sudditi
obbedire
agnelli sopportano
desiderare
in
cosi
.
ingiuria
l'onore
i loro
che
trimenti
alma
essendo
pigliarebbeno
se
umano,
perché
pecchi,
questo
signori
vogliono
—
come
senza
i
qui
potesseno,
—
in
e
debito;
del
precetto
perché
ma
più
obbedire,
comanda,
Dio;
po-
scandalo,
ad
tenuto
non
modo
da
non
più
senza
contr'al
questo,
nel
servi
di
carità, imperocché
sei
fai
E
prossimo,
resistere
si
sé
denari
pagare
angariato
in
quali
talché
onore,
come
essere
turco,
un
divino.
pere
si
puoi
perché
non
o
e
le
cose,
divino
Dio,
non
fusse
contr'al
scandolo
se
non
precetti ingiusti,
dai
al
servire
che,
signore
quel
contrarie
e
8t
I
comandasseno
quando
offendere
dico
caso
bene
Ma,
XXV
precetti
come
facendo,
contra
contr'al
carità,
e
gloria,
per
Giesù
PREDICA
li
Se
L'infinita
ci
a
possibile:
uomini
in
di
Dio;
legge
scintilla
inutili
È
che
osservarsi,
il
offuscano
vane
inutili
e
della
divini.
Dio
include
di
sono
Dio:
come
gli uomini
si
s'ella
farsi
che
mentre
quale
è
vita,
in
vivono,
perfetta, che
si
per
un
singularissima
perfettissima
e
sieno
più.
batter
suprema
legge
di
i
legge
alla
Gli
nissuno
e
di
perfezione
potesse
non
uomini
di
noi
è
osservanzia
concesso
della
cose
al
in
ma
la
e
Dio,
di
legge
che
non
sono
pos-
impissime,
benché
potere
le
della
solo
con
divina
da
che
legge
di
divina
varsi,
osser-
sempre,
di
l'osservi,
loro
legge,
noi
fare
sé
come
uomini,
degli
di
se
scandalo
umani,
perfettissimamente.
fusse
di
includono
la
che
non
quelli
sono
dare
hanno
d'osservare
d'occhio
ci
o
per
solo
come
Dio,
precetti
immaginati
sforzarsi
grazia,
come
della
e
che
o
osservargli,
a
quanto
non
però
cose
imperfetta,
molto
in
non
impie,
non
se
non
per
vanissime
aggiognere
fusse
la
carità
non
precetti
ma
di
di
se
falsamente
e
perfezione,
fuore
cose
carità,
tutta
Ma,
tenuti
obbligano,
include
ogni
essere
regole
però
siamo
obbligano,
adunque
carità
La
la
Cristo.
vane
però
impugnare,
di
non
obbligasse
di
legge
debbano
benefizio
salute,
Intanto
prossimo.
si
cose
cose
meritiamo,
o
avere
crediamo.
che
vogliono
imo
di
di
sono
la
senza
superstiziose:
se
gli
de-
includano
sé
non
si
non
precetti
umani,
se
e
giustifichiamo
gran
alla
ci
quanto
non
impie
cose
li
in
meri
modo
ogni
legge
tutti
che
essere
comandano,
ci
che
restando
Imperocché,
d'essi
debbano
di
o
divina
quanto
possano
peccato.
l'osservanzia
che
non
salute
a
in
buoni,
remessa,
divino,
quelli,
vero
sieno
in
e
della
dire
adunque
perfetta
sommamente
supremamente
perfezione
mortale.
peccato
a
legge
sua
Dio
forza
essa
obbligano
la
e
alla
però
ed,
alla
Dio
onorare
tanto
del
obbligano
per
a
aggiognere.
può
e
tutti
ecclesiastici
di
bontà
obbliga
noi
umani
precetti
XXVI
Dio,
nella
E,
sente
pre-
quando,
pervenire
legge,
la
alla
allora,
PREDICA
modo
trovassi
se
precetti umani,
della
i
Dio
nuovi
d'osservarli.
seno
perfetta;
Cristo
insegnare
impose
osservarli,
«
si
Comando
errori.
si
amore,
morire,
ci
che
servitù,
i
che
de'
divini,
della
gressori
loro
che,
d'Antecristo,
mille
sarebbe
E
cosi
infra
che,
dire
e
hanno
tutti
di
molti
Ma
loro
li
precetti, ve
peccati
altri, delli
è
persone
giustificano,
hanno
al
per
confessore,
s'è
quali già
questo,
che,
che
per
credere
visto
hanno
di
la remissione
de'
irrito
il
si vedrà
più
peccati
e
di
loro
si
vano
e
».
stare
si
come
purgatorio,
continuo.
predicato
delli
avesse
anco
impii,
sia
regno
tradizioni
e
sé
che
e
l'osservanzia
in
si vede
se
Lasso
scorza.
alcuni
sono
ne
fatto
trans-
nel
che
truovati
la
i
come
moglie
Avete
«
i vostri
per
la mednlla
lassato
peggio
alle
Dio
si
atrocemente
disse:
ticati
sdimen-
punito
Dio;
avesse
precetti
quasi
sono
di
quella
più
Cristo
di
il comandamento
di
punito
Onde
concubine.
si
sacerdote
un
se
numerabil
in-
maggiore
i loro
più rigidamente
che
legge
volse
precetti
in
magnificato
e
l'umani
per
hanno
cosi
solo
redatti
e
in-
tanti
degli ebrei.
quella
molti
e
esperienzia
per
relegati,
ma
reducendo
non
i loro
con
mini.
uo-
non
da
liberò
core,
essi
santo,
più predicato
talché
nel
agli
numero
legati gli ebrei,
erano
nuovo
mai
hanno
divini,
Spirito
di
fu
quali
ci
cetti
pre-
precetti,
il
ma
questi
gati
obbli-
pare
pochi
con
Cristo
imprimercelo
per
hanno
Appresso
uomini
corinzi:
siamo
che
quello
non
a
persone
nuovi
che
è
come
tutti
aggionti
s'osservano,
non
fatto
è scritto
si
Al/i
e
si
i prelati
però
le
hanno
legge
legati gli
lo
non
divina
comanda,
dalli
e,
mandò
ma
Essi
Dio,
precetti,
più luoghi,
».
dotti; e, dove
loro
precetti,
ad
Signore
solo
non
in
nientedimeno
e
hanno
dalli
sa
Paulo
di
indurre
e
sforzas-
si
legge
i divini
che
contento
perfezione:
esortare
e
alla
Dio
che
non
che
numerabili
tutto
hanno
quello
tanti,
il
ma
fantasia,
Dipoi,
pure
io,
prima
loro
fare
con
faceva
la
sua
osservare
apostoli,
come
non
In
a
agli
a
perfezione
gli uomini
e
osservi
alla
aggiognere
può
dovevano
chi
è
non
alla
sarei
impossibile),
è
de'
l'osservanzia
per
aggiognesseno
precetti umani,
Ma
si
né
migliore
che
(il che
desseno
prelati
quelli
come
di
legge
diventare
da
183
XXVI
suaso
per-
e
precetti, si
merita;
e
cosi
l84
I"
Cristo
e
è
fusse
loro
per
altra
ogni
mortale;
si
obbligare
punire
premi
salvare,
temporali,
cosi
e
né
salvarci
se
non
precetti,
fede,
serra;
serra,
Forse
dirai:
dicesse:
a
nissuno
e
te, infino
mortale.
divino,
a'
in
di
essere
l'umano;
rebbe
l'obbligo
se
dicessi:
obbligano,
—
si
Si, quando
l'Evangelio,
le
non
Ma
loro
è
possuto
si
se
Cristo
gli
i
in
tal
Chi
«
è
debito;
si
come
che
prelati
avesseno
peccato
e
e
parla
mortale
carci
pecbligare
ob-
i medici
la
me
in
con
spirituali.
»,
legge
a
adunque
respondo:
—
quando
quando
facessi
ti mostra-
il medico
ode
condo
se-
precetto
perché
comandasse;
non,
mi
peccato
a
contr'al
non
voi,
anco
quello
a
fare
predicano
e
non
—
d'obbligarci
caso
ode
d'autorità
corporale può
fare
proprio
suoi,
organi
obbligare
ci
spirituale.Adunque,
per
doverebbeno
disse:
che
solo,
nissuno
e
apre,
medico
lo
caso,
come
Cristo
già Cristo
s'el
omicidiale,
stesso
invenzioni,
poniamo
osservassi
l'infidelità
sei morto,
autorità
quel
cosi
si .pome
danni,
Cristo
medico
un
non,
più
aranno
te
tuo,
come
sono
molto
in
imo,
se
Or,
si.
medici
Peccaresti,
—
contra
E
medicina:
mortale,
peccato
a
che
scritto)
precetti
mi
gli
cosi
e
possono
i loro
ben
può
gli umani
bisogna.
salva,
è
non
ch'io
se
ci
infermo,
Certo
obbedire?
non
altro
essendo
Piglia questa
—
E,
nel
solo
con
con
giusto
umani?
come
essi
con
e
quale
obbligarci
sia
potestà.
polizia
e
il
tesse
po-
apre.
Se,
—
possono
che
quello
quello (si
è
non
loro
conscienzia
come
né
che
precetti
è
si
cosi
imperocché
salvo,
per
Lui
Parti
regno
Dio,
Però,
uomini
i loro
mi
appreso
danna.
Gli
dannarci.
né
non
solamente
regna
loro
la
se
in
nella
già
peccato
a
infinita, però
sono
loro
pra
so-
falsamente)
come
ma
non
nel
non
divini
osservo
tutti,
ma
l'anima.
mortale.
peccato
Dio,
a
quali
le
importa
che
obbligano
umani)
temporale,
perdere
dalli
scioglierci
meri
bisogno,
(benché
persuaso
premiare
e
n'avesseno
quello,
equali
e
eterne,
pene
SIENA
non
Ma
fatti
limitata
DA
se
hanno
sono
spirituale, dove
regno
a
a
ben
e
pene
che
è
fusse
non
Possono
come
invano.
morto
cosa,
cosi
e
volontà
parte,
precetti (parlo delli
li loro
che
da
restato
OCHINO
BERNARDINO
-
di
Dio
fantasia
blasfemano:
e
dicano
prelora
al-
essi.
li loro
(il che
è
umani
cetti
pre-
falso), in
ogni
PREDICA
modo
lume
in
tanto
di
Dio,
di
tanti
irretire
San
Che
tentate
il
poli,
quale
O
Pietro,
di
spirito,
di
di
timore,
di
servitù
al
precetti,
si
ebrei
i
grazia,
servi
ma
di
catene
in
terra
mai
miseri
disse:
e
disci-
de'
portare?».
di
legge
carità,
legge
una
ceremonie,
piene
schiavi,
grave,
aspro
nostri,
in
simile
cattività,
fede,
quali
frenetici
la
sotto
e
rebbe.
di-
che
nel
come
la
carità, la
che
sericordia
mi-
figlioli
furiosi, con
Legge,
gno
re-
sbandita
è
liberi
non
di
rabile.
intolle-
e
quello
speranza,
sono
e
come
più
e
duro,
tempi
bene;
legati,
e
ai
la
leggiero
suave
dalli
si dolse
Ianuario,
a
giogo
cristiani,
ogni
e
precetti umani,
infino
che
Pensa
obbligasseno
che
della
di
mille
innanzi
che
Cristo.
venisse
e
papa,
disse
subietto
a
Ma,
avesse
se
Essi
secondo
loro
e
giogo
l'Evangelio,
Cristo
Dio,
del
che
fùrno
non
scrivendo
suo,
un
fusse
se
d' Antecristo
la
tempo
fatto
Pensa,
libertà,
Dio,
fatto
farisaiche
e
passo
!
possuto
hanno
un
un
collo
sopr'il
d'una
si
suave,
carnali
disse
e
avevano
Gli
figlioli di
che
ora
non
il peso
imposto
hanno
se
quasi
precetti
giogo
padri
e
di
e
liberi
vedessi
se
loro
precetto
tere
promet-
altro,
fare
fusse
imporre
dolce
libertà,
dei
i nostri
né
delli
facile
n'osservaremmo
stato
può
che
spalle
diresti,
infino
Agostino
Cristo
volendo
voi,
si
parenti
presunzione?
e
tanti
Dio,
che
d'avarizia
di
le
né
Non
tollerare
sopra
è
primi
potevano
miseri
e
non
i lacci
sono
potè
non
circuncisione
«
l'anime.
tanti
Pietro
Il che
si
come
fragili,maligni
illaqueare
cadere,
senza
e
i
solo
un
pomo;
difficili?
e
che
atteso
osservarono
un
ciechi,
ardui
e
non
gustare
non
si
e
grazia
e
noi
che,
fare; perché,
dovevano
lo
non
185
XXVI
a
propri
quanto
penda
fece
peccati,
avuto
abbi
il mio
la
per
ingannandosi
perché
causa
degli
trasgressione
e
spirito,
avrebbe
che
i
precetti
umani
chi
di
comanda.
fondamento
in
sé
peccare
Il
delle
o
no,
credere
fu eletto
lo
non
precetti.
che
benché
lasso
o
no,
sia
una
tedimeno
nien-
sacre,
dalla
altri.
gli
obbligano
Scritture
più
era
umani
liberati
che
verisimile,
del
in
festa, quando
gran
carità
dicono
senza
una
la precipua
essere
l'intenzione
invenzione,
quinto,
peccato,
questa
tanti
Urbano
loro
giudicare
a
tenzione
inchi
l86
III
ha
uomini,
che
di
farci
fu
loro
padri,
e
peccare
lo
perdere,
cosi
hanno
loro
ed
che
visto
hanno
liberati
mortalmente,
Forse
dirai
peccato
mortale,
dimmi:
e
perché
perché
peccare
si
peccano,
innumerabili
peccati?
si predicasse,
che
che
alla
si
salute,
precetti, gli
sono
quali
a
Bastano
i
per
poco
la vita
precetti civili; o,
libertà,
E
e
da
di
Cristo
a
è
loro
Paulo
noi
tante
comprata
essi?
che
pec-
la
resima.
qua-
Imo
che
non
dono
cre-
gli osservando,
non
far
di
causa
tollerasseno,
temendo
che
gli
Cristo
non
ch'el
e
Cristo,
esorta
e
di
a
ma
dolcemente
vita
ini loro
osservano
diverse
'fatto
hanno
minuisse
di-
si
non
de'
fare
E
atrocissimamente.
varie
Ma
semplici
i
a
cosi.
intenzione?
che
precetti
ci
non
obblighino
che
sono
quella,
dipoi
da
faceva
predicare
mortale,
a
che
più,
e
pende
perché
cosi
usanze
i
aves-
prelati, che
loro
sai, dove
e
malignità
intendere
tutto
puniscono
divina
perché
non
quelli, che
liti, discordie
a
non
pensare
minacciano
escomunicano
nate
poco
essi
chi
e,
non
la loro
volevano
ad
per
non
Paulo,
te,
non
osservasseno
usurpati.
sono
per
s'osservano,
secondo
massime
loro, però
i
questa
e
e
non
che
fanno
Paulo;
Ma
non
salvare,
a
mortale,
come
si danno
obbligano
non
l'autorità
quella
gli
volse
come
e
intenzione
mortale,
non
se
dichiarare
e
venne
secondo
che
esplicano
non
peccato
a
vedono
semplici
dichiarano
non
obbligano
i
ma
peccati,
peccato
a
autorità;
loro
la
nuovi
ignoranzia
esempligrazia,
che
Però
destruzione.
diabolica
e
essere
contrario.
Lui
come
peccati, poiché,
da'
tiranni,
dovette
non
fare
che,
d'obbligare
disobbligarli
casseno
si
in
non
continuo
quelli
precetti.
massime
questa
di
e
Dovevano
qui
essi,
per
avuto
farci
Cristo,
di
pia
condo
(se-
tutti
fùrno
non
se
tutt'il
e
nuovi
edificazione,
anco
imo
è che
certo
intenzione
Dapoiché
cosi.
precetti,
e
dannarci,
intenzione
avuto
loro
sia
precetto,
regole
spirito
poniamo
avesseno
gli
in
è
Ma
seno
de'
ebbeno
autorità
del
SIENA
DA
che
d'illaquearci
l'inosservanzia
a
la
di
e
intenzione
Se
è fine
dato
hanno
pastori
OCHINO
poniamo
la carità
Paulo)
non
Ma
giudizio.
sano
ma
BERNARDINO
-
di
sètte,
le
legge.
Dio,
e
per
l'umana
non
perdere
la
acquistata
col
stra
no-
prezioso
PREDICA
XXXII
De'
Per
si
promette,
la
promessa
la
che
ci
fa
in
divina
impii,
sono
vani
o
Dio,
però
fittizi
Dipoi
suo
l'oblazione,
retrattare
battesmo;
sacro
modo
a
non
spirito,
i
però
invalidi;
di
d'aver
virtù
carità,
essenziali
di
alla
Dio,
è
prometterle
Similmente
è
piovere,
illuminar
cosa
al
In
è
donarle,
e
grazie
promettere
far
miracoli,
al
e
nostro,
e
libertà
di
alla
battesmo,
e
onore;
cosa
sono
superflui,
derare
consi-
promettere
vana
e
cosi
siamo
di
far
obbligati
Dio,
o
voto
d'avere
dell'altre
d'osservare
domandarle
ma
nel
contrari
promettere
questo
doni
in
umiltà
vero
tutto
a
facemmo
come
e
e
secondariamente
prima
o
vuole
revocare
un
modo
a
divino
pazienzia,
essere
ciechi,
fede
Bisogna
salute.
è
tutto,
Dio
a
indifferenti,
gli serviamo
alla
cristiana,
vana
di
commessi
e
sono
indifferenti,
speranza,
né
li voti
governarci
sé
a
che
cose
promette.
per
legge
per
consacrati
lui
in
al
contrarie
vita
z'altro
sen-
tutti
e
a
Dio
in
servire
imperocché
Dipoi,
voto.
non
si
di
renunziando
cose
che
obbedienzia
dedicati
quell'altra
a
vuole,
alla
che
fede,
legge
di
se
o
cristiana,
essenziali
cose
quello
la
libertà
farla
che
per
donati
che
cosa
delle
di
ogni
possiamo
gloria,
seguita
tutto
spirito
cose,
Cristo
voti
impii,
siamo
volere
un
suo.
spirituale
vera
se
è
ci
che,
in
non
e
non
bontà,
sempre,
obbligati
fatti
in
lo
questa
a
e
Donde
siamo
nelle
infinita
una
voto
grati.
tutto,
però
è
onore
siamo
non
perché
e,
voto
con
suo
invalidi,
ci
al
libero,
legarsi
a
non
Dio
battesmo
governo;
essere
cosa
però
a
renunziando
Dio;
al
nel
e
Dio
nel
prima
In
chi
a
sapere
possibili, però
indispensabile.
naturale
e
noi
a
noi
voto
e
promessa
chi.
supremamente
li modi
alcuna
da
e
perché
onorarlo
a
fare
E,
bisogna
no,
o
fine,
che
Dio.
tutti
di
promettere
validi
sono
a
a
obbliga
stato,
e
voti
cosa,
si
quale
loco
i
se
sapere
voti.
offizio
e
di
z'altro
sen-
nostro
riceverle.
profetare,
simili
far
grazie
PREDICA
i
doni,
e
bene
possono
in
giorno
Promettere
di
influsso
andare
al
tal
Dio
o
Offizio
nella
sempre
a
viva
tu
vuole
la
grazia
alla
queste
Legge
fare
a
ad
secondo
ogni
modo
il voto
la
per
Sono
che
Immaginarsi
più
opere
sante
stolta
cosa
e
nissuno
non
che
la
esso:
e
nel
«
Udite
necessario
che
ho
udito
di
è
stando
e,
domani
impia
a
Cristo
parte,
una
nare
ritor-
giudeo,
voti
libero,
di
quando
di
voto,
contrari
sono
essere
mi
vorrà
dove
voto
con
simili
di
non
ordinasse.
cose
le divine
vivere
in
Benché,
questo
a
usare
e
seguitare
se
le
per
Dio
cosa,
dapoiché
bligato
ob-
sono
naturale.
i voti
si
Dio,
si
che
di
molti
quelle
presente
che
come
come
imperocché
nella
opere
estrinseche
cose
potestà
altro
invalidi,
anco,
impia;
che
mia
giorno
e
perfette
e
alta,
Dio
divina
l'onore
nelle
però,
vano,
impii, però
contra
sono
sarebbe
modo,
simili
volontà,
simili
Però
in
in
è
volontariamente
fare
giorno
legge
anco
simili.
e
di
è
suo:
fusse
vorrei
non
Dio
che
e
tal
quelle strade,
spirito vuole
arbitrio
voto,
ispirazioni,
farsi
Lo
nel
che
e
forse
Però
un
speziale
senza
ché
per-
per
voto
illaquearsi.
e
esterne
cose
è
lontà.
vo-
a
male,
libere, obbligarsi
all'Evangelio.
e
avessi
io
Questo
voto
opere
la divina
perché
modo.
sieno
cose
peccato.
sotto
altro
un
simili
che
farle
in
Dio
l' inspirare.
con
massime
vivere,
che
dire
liberi
con
legarci
senza
di
modo
un
che
e
chiama,
ci
quali
ben
cibi, digiunare,
simili
camminare
vocazione,
sua
Lui
che
quali
se
e,
con
vestire
tali
e
conformarci
è
nostro
de
figliolisieno
suoi
le
come
elemosine
secondo
no,
legarci
usarsi
e
spirito,secondo
non
mangiare
tante
ch'e'
vuole
faccino
si
fare
psalmi,
e
farsi, si
non
potestà,
estrinseche,
cose
possono
loco,
di
tristi,
né
e
nostra
in libertà
c'inspirasse,
anco
grazia
in
sono
usarli
doveremmo
giorno
tanti
non
buoni
né
essere
perché
male,
e
fusseno,
di
quali
189
XXXII
fare
le
che
Dio
di
vita, che
cose
fare
poter
comanda,
ci
Dio
di
vendette
sue
di
fanno,
legge
la
fanno
si
è si
pervenghi
è
perfetta e
alla
cima,
passi.
Tabor
monte
»,
e
per
dal
per
Lui
la salute
Padre
approbò
ci
ha
nostra.
mio,
ve
la dottrina
revelato
tutto
di
Cristo, dicendo
quello
Però
disse
Cristo:
l'ho
manifestato».
«
che
è
Ogni
Però
utile
cosa,
è
luce
III
igo
del
via
mondo,
nuovi
di
ogni
ben
se
sarebbeno
fanno,
le
Se
è
anche
ci
Dio,
d'essere
chi
siamo
contrari
in
sono
ogni
facciamo
voto,
l'offizio
che
nostro
grandi;
si
promesse
prometteremmo
bene.
proprio
non
doni
l'opere
senza
debba
si
sando
las-
superstiziose.
nostro
se
Imo
potestà.
spirito
lo
e
ad
e
e
impii,
e
solo
noi,
a
promettere
nostra
peccati,
sono
Dio
a
possiamo
non
non
di fare
fusse
promettono
che
e
Cristo,
voto
sono
noi,
presumeremmo
trovando
far
che
dove
malizia,
e
vogliono
contra
Se
quello
Cristo,
risguardando
sempre
Santamente
fede
non
imo
Cristo.
fare
essi
fantasia
l'accidentali, frivole
considerassemo
a
Ed
a
Cristo,
sopra
e
per
conoscessemo,
quelli
sieno
ignoranzia, impotenzia
resistere
Padre,
senza
più perfetti di
essenziali
cose
nostra
se
vivere
SIENA
verità.
e
del
cosi
che
DA
Padre
il promettere
cosi
e
al
e
di
pensano
perfezione
la
Cristo,
modi
loro
OCHINO
andare
per
di
più
saperne
BERNARDINO
-
di
Dio,
e
spirito
domandare
Dio,
a
e
non
promettersi.
È
Dio,
cosi
e
noi
per
dire
né
di
dottrina
scrisse
che
le
buone
non
«Giesù».
Tutt'el
e
perseveraremo
in
e
daracci
che
grazia
Se
vocazione.
restaremmo
cosa,
ferme.
Contra,
i voti
doverremo
Possiamo
Se
che
è
chiaro
pur
Con
Dio
cel
farà
fare
sapere
tanti
e
né
e
Cristo
perché
Lasso
considerare
giovani,
si
che
che
a
le
Dio
la
alcuna
scrisse,
sarebbero
non
propositi
che
faremo
puoi
vedere
Dio,
persone
stare
di
quello
che
vanno
ci inspirare
e
non
con
».
promettere
fare,
non
buone,
Paulo
come
di
come
seguitiamo
ma
si
imo
se
opere
lume,
suo
buoni
e
si
promettessimo
le promesse
gli uomini
impii.
il
però,
la fede
in
solo
considerassi
in
Legge:
stabilirci
invalidi
sono
«
possano
anco
senza
Paulo:
se
promesse
la
Dio,
faremo
nostro
canto
grazia,
adunque
assai, però
che
dalla
ci darà
che
e
esse,
promettere,
che
da
sono
pensiero,
da
repugniamo,
non
dal
sotto
caduti
saremmo
noi
noi
possiamo
Dio
se
esse,
alto
su
desidèri,
e
in
buon
un
avere
non
pensieri
volontà
perseveranzia
viene
bene
Però
buoni
la
e
buone
nostre
possiamo
Giacobo.
san
le
opere
medesimi
avremo
sua
che
Paulo,
ad
e
del
che
quanto
fanno
quelli
bene
voti
e
validi.
sono
voti, vedresti
che
fanno
si
promettano,
ordinarsi,
e
voti
come
pertanto
PREDICA
(secondo
loro)
molte
e
Ma
e
Cristo,
per
creduto
?d'osservarle
molti
E,
imo
mossi
fusse
il tutto,
far
nostri
ed
supremamente
quando
fatti
di
non
quelli
uomini
sere
es-
avesseno
voti
lor
secondo
Dio,
di
voto
fare
come
cosi
Paulo,
i voti
e
fare
fatti
ridicule
cose
idoli
loro
voti
dalla
o
e
gini
imma-
vero
e
noi, si
da'
anche
voti,
per
non
via
l'impio
bisogna
come
secondo
e
sa!ui.e
la dottrina
molti,
di
di
agli uomini,
che
pensano
donato
nel
la tal
di
fare
cosa.
—
Dio.
sieno
che
fùrno
perché
s'el
che,
già
—
mossi
chiaro,
è
quali
cono-
da
Dio
gli osservando,
non
agli uomini
scoprisseno
liberati
l'abbiamo
nostre
a
ma
a
essere
cercare
per
le
i
non
si
come
dannati,
gli
disse
a
cosi
Cristo,
quali
è si chiaro,
peccano
Dio,
Legge,
obbligati
essere
Paulo,
dalla
promesse,
s'osservino,
credono
perché
li
siamo
d' Antecristo
regno
mentiscono
sono
la nostra
non
relevarsi.
a
Cristo
per
vuoi
acciocché,
cioè
farò
benefizio;
gran
Dio
Dicono
il vero,
sia
non
Cristo
dall'onore
tu
e
voti,
Legge,
d'osservanzia
parlarne;
suo
Vecchio,
impotenzia
e
che
simili
della
V
E
il
né
farebbeno
l'oflìzio
Ma
gloria?
sua
voti
invalidi.
sono
Dio,
se
in
io
fare.voti
a
come
avesse
grazia,
fare
a
grazie.
sue
modi,
cognoscono
e
ci
non
la tal
li
che
amore,
le
mossi
Testamento
peccati
e
tutti
Cristo,
non
facesseno
in
sono
cognoscono
nel
proprio
farai
mi
se
non
vedrai
barattasse
e
voti,
che
scesseno,
Imo
si
mercatante,
Molti
—
permessi
dal
un
Signore,
—
Respondo
però,
voti,
peccati, l'indulgenzia
degli
considerando,
vendesse
ma
i
sotto
fanno
impie,
e
non
ma
Dirai:
Non
se
Dio,
loro
regole
le
che
andrai
bene
se
sono
non
de'
legge
more,
ti-
per
loro
quelli
per
perché,
la
alcune
e
simili.
e
Però
che
anche,
superstiziose,
voti:
Se
molte
giustifichino?
Sono
e
credi
giustifica,
non
pensano
arebbeno
non
cose,
invalidi.
sono
E
perfetti?
preditte
le
impii, però
a
più
anche
necessità.
per
meritare
giusti e santi,
altri
degli
tutti
la remissione
avere
diventare
plenaria,
quasi
che
volontà,
religioni
nulle
Sono
castità.
loro
contro
entrano
191
perpetua
a
voto
diremo,
che
non
fanno
che
monache,
obbligarsi
a
XXXII
come
che
non
osservarli,
osservando.
san
morendo
Pietro.
senza
III
192
satisfare
fede
al
che
cristo
voto,
dia
ogni
onore
Cristo.
e
del
vero
e
gloria
sai
E
li
dispense,
Dio,
che
alli
suoi
per
Giesù
DA
e
ce
che
voti,
per
n'ha
eletti,
Cristo
SIENA
Si
potesseno.
non
magnificato
hanno
ringraziamo
lume
bene
in
commutazioni
Ma
OCHINO
BERNARDINO
se
hanno
non
-
forse
per
nel
assai
la
ingrandire
acciocché
Signor
ferte,
nell'ofautorità?
loro
che
preghiamlo
e
a
lui
nostro.
la
d'Ante-
regno
guadagnare
liberati,
vedere
puoi
che
solo
Amen.
dieno
PREDICA
Del
II
cristiano
vero
oneste
cose
carità,
vivere
delle
da
lui, e
come
parcamente,
gloria
sua.
Or
perfezione
di
Nientedimeno
gli
perfetta
hanno
fatto
e
uomini
sé
bene
né
el
cosi
non
per
nella
cosi
Il
che
né
non
sia
somma
molti
di
loro
satisfare
el
in
che
l'avere
in
sé
fede
robba
credono,
tutti
gli
sua
umano
per
o
grande
ricchezze
vizio,
di
in
è
però
loro
ed
a
essi
E,
voto.
Dio.
sano
pen-
peggio,
alcuna
possedere
Cristo
in
è
dissiparle;
ed
supremamente
se
fezione.
per-
sarle
dispen-
piace
virtù,
non
meritare
in
il
quanto
sé
si
e
non
ma
vero
fanno
ne
quello
o
mamente
som-
impiamente;
o
né
no
perfetti, come
altri
consista
delle
carità,
e
alla
robba,
santamente
non
peccati,
loro
voto
a
nuti
te-
alla
avere
non
virtù
né
perfezione:
ai
che
aggiognere
questo
il contentarsi
dunque
avere
siamo
quale
'altro
ogn
cristiana
spirito,
povertà
sua
sopra
fusse
per
sere
es-
loro
invano.
morto
Il
il che
voto
in
adunque
sé
stesso,
debba
s'è
loro
già
in
nel
tutto
dipoi legarsi
Riformatori
italiani
del
con
è
poiché
vano,
bene
né
è
non
cristiano
vero
se
di
però
con
l'inspira
Dio
alla
Dio,
in
perfetta,
è
voluto
come
è
non
impeto
si
mandò
co-
ricognoscerla
non
che
povertà,
l'acquistarle
ma
averne
che
cosa,
si
male,
secondo
hanno
pensando
Nientedimeno,
se
della
il peccato
robba,
senz'amarla,
in
vano.
povertà
voto,
l'ordine
dopo
della
e
esercitarsi
ma
secondo
Dio
dà
aggiungere:
può
superfluo
è
gli
naturale,
e
ozio,
come
evangelica
vera
si
si
dispensarla
divina
non
povertà
Dio
se
in
potendo,
e,
possederla
la
legge
per
Dio,
povertà.
stare
fatiche,
e
è
questa
di
e,
sua
usarla
debba
sue
all'uomo;
della
voto
non
gloria
a
XXXIII
né
male:
battesmo,
Cinquecento
all'avere
-I.
di
è
non
governo
ricchezze
imperocch'el
al
di
o
robba;
avere
impio,
renonziando
al
commesso
voti
imo
è
mondo
Dio.
al
non
e
Però
non
averne;
13
a
HI
194
di
debba
in
giorno
spirarà, talché,
li suoi,
E
come
l'avere
vogliono
l'Evangelio;
sia
che
in
vuole
Dio
che
siamo
di
onore
fare
Dio
l'Evangelio,
amore.
proprio
del
l'amore
di
il
Dio,
bontà
di
E
—
io
mondo,
Dio,
che,
c'è
altro
non
scoperta
essi,
toccare.
servare
d'os-
gliono
Vo-
dannarsi
e
quelle
che
cose
è necessario
volere
robba
dico
s'accende
quale
in
nel
ed
per
volare
sopra
dell'inferno.
dell'avere
priviamo
l'amore
della
baratro
gelio
L'Evan-
credergli.
volse,
volte
cosi,
e
pra
so-
Evangelio,
è
di
non
molte
libertà
professione
cosa
legarsi
e
che
e
contrario;
nel
mettervi
non
liberi
il
Ci
—
male,
è
non
cascano
Diranno:
per
sé
contrario.
vogliono
ma
Cristo
che
debba
denari,
che
d'osservarlo,
l'insario
neces-
gli pare.
fanno
sapesseno
quello
precetto
che
quello
per
se
professione
farebbeno
non
benché,
che
ne
e
al
totale
e
non
per
voti
il toccare
né
evangelici,
tenuti
essere
quello
Dio
altri, non
mille
Cristo,
di
ad
pienissima
fare
che
n'avesse
con
robba,
più
secondo
no,
dispensarle
una
poter
SIENA
che
legato
vuole
sapesseno
o
per
fusse
vuole
ne
e
ne
pure
Dio
DA
volesse
o
si
proibisce
non
si
sua
bene
spirito di
Lo
averne
domane
vita
se
repugnare,
OCHINO
giorno
se
della
uso
BERNARDINO
-
in
denari
toccar
mortificare
per
il vivo
per
se
non
sentimento
benefizio
gran
in noi
rimedio,
vero
noi
nel
noi
a
del
e
di
Cristo
crocifisso.
dico
Non
mondo,
di
può
in
tanto
come
per
per
di
causa,
le
E,
cosi,
vani
dispensarla,
si
privano
amargli,
non
avere
mai
delle
fanno
sarei
sforzato
a
e
impii,
son
loro
che
però
certo
donne,
nelle
giorno
santo;
si
non
a
del
come
la
la
di
dove
loro
infine
voti
responderei
loro.
contrario.
Ma,
Si
la
che,
fanno
medesima
Imo
a
sentire
circostanzie.
mossi
per
nari,
de-
pericolo?
alle
sono
perché,
toccare
confessioni,
impie
se
volesse
e
E
per
maggiore
è
E,
superstizione
non
anche,
privano
dal
e
sempre.
robba,
che
voto
con
disonestà,
fare
per
repugnarebbeno.
loro
bene:
dire
che
e
amare
chiaro
son
loro,
non
dicesseno
non
di
sempre
spurcizie
se
di
imo
ricchezze,
l'obbligarsi
grazia
molti
tutt'il
staranno
tutte
in
te
dalle
tempo
a
danno
ma
ti desse
Dio
servirsi
si
serva;
non
domane
ritrarsi
ch'el
dallo
quando
esser
rito
Spifusse
i lor
frati, monaci
voti
e
196
III
Se
fusseno
fu mai
talché
fusseno
l'escusarei;
sai?
E
Se
poltrone!
Si
essi.
della
che
essenzialissimo
alla
quelli
sia
che
mondo,
del
utili
colonne
della
al
visto
di
e
questo,
d'essere
È
umile,
da
il
se
come
loro
strade
manifesto
per
manifesti
per
hanno
mente
onesta-
I
fatiche
ricchi
di
del
dicare,
men-
ozio.
si
povertà,
de'
E
cose.
vede
signori
che
pure
d' Antecristo
sollicita, grata,
lo
le
e
e
di
i calici
e
come
santa,
coro
hanno
e
e
gli
e
ladri, sacrilegi
in
loro
trionfando
scintilla
gli
a'
poveri,
dosi
moren-
monasteri
i poveri,
abbondando,
desseno
un
non
paramenti
e
nientedimeno,
l'abito
lassato
pia, perfetta
duto,
ven-
i
steri
mona-
con
tutto
omicidiali, credevano
e
per
di
poco
carità, avrebbeno
i
ritare
me-
pare
carestie, che,
de'
che
imo
che
bene,
dispensino
delle
provvedergli;
cantare
adunque
grazia,
porte
il
solo
non
per
pietà,
tenuti,
medesimi
santi,
loro,
avuto
avesseno
Dio
alle
e
e
che
tempo
naturale
erano
essendo
conviene
sue
palazzi
membri
superfluo
nel
essi,
in
tanta
dove,
si
le
Cristo
in
nell'altre
sono
lavora,
che
delle
e
i
che
e
Va',
i furfanti,
e
dicando,
men-
potendo
stieno
e
belli
andare
possono.
d'entrate,
ingrati,
anco
per
avevano
pane:
modo
particolarmente
imo
pure
in
Come
fame
che
cendo:
di-
via,
quello
ozio,
mandare
do-
a
sua.
lo riconoscono
non
in
di
ma
ad
è
il vivere
più
lo
imo
reprensione
frugilità, parcità
sono
chiesa
molto.
s'è
loro
non
il tempo,
monasterio
estremo
lavorare
prossimo!
anche
hanno,
simile
vestire, mangiare
nel
fusseno
Sono
la
che
vivono
quali
io
gagliardo?
e
quelli
Dio,
gloria di Dio,
vergogni
sano
zelo
da
cacciarebbeno
essendo
possino
anche
monasteri,
ne'
che
che
quando
Qual
povertà
loro
lo
stanno
il pane,
guadagnarsi
sono
si
dapoiché
povertà,
mondo
che
in
non
Dio.
a
ti
non
giovane,
vedere
puoi
di
i
carità,
gittano
che
parole
s'accorgono
non
di
che
ritirasse
e
più
andasse
aspre
cosi
E
—
esercizi
disonore
gaglioffo!
essendo
SIENA
contemplazione,
fusseno
e
sano
con
Furfante!
—
in
giovane
pane,
alta
il contrario,
sempre
un
del
a
lavorare,
è tutto
quasi
spendono
altri
in
DA
gli distraesse
il lavorare
col
ma
più
alla
occupati
compatisseno
si
OCHINO
elevati
sempre
(Paulo),
vero
o
BERNARDINO
-
e
che
la vera,
divina
portavano.
essenziale,
povertà,
per
PREDICA
falsa,
la
oziosa,
vana,
quale
la
quanti
E
stando
in
che,
bene
se
non
trionfano
ozio,
il
in
avere
secondo
la
ch'el
de'
a
sua
povertà,
Alcuni
ben
ma
al
sai
loro
per
frati,
credono
che
tengono
secondo
rendino
Signor
nostro.
per
essere
per
a
Ame?i.
Dio
è
possibile
cosi
è
bile
impossi-
Spende
Oh
povero.
!
bate
l'ab-
può
non
Gli
e
che
gli
Dio,
tutti,
spendono
senz'essere
utili
rendere
senza
altro
canti.
dia
lume
acciocché,
onore
che
signori,
servono
da
denari;
toccare
non
per
da'
Pigliano
ogni
è
poveri,
procuratori
di
non
poveri.
che
che
ricco.
incenso
bontà
gran
monaci,
altro
è
non
come
monaci
dice
vogliono.
Cristo
preghiamo
poveri,
i
si
i
i
e
essere
disutili.
benedetta,
la
dannarà,
che
non
e
è
che
acqua
sentire
ricco
l'uso
se
imo
Ma
dicendo
poveri,
sono
si
Imo,
e
riccamente,
e
prossimo,
che
povertà,
povertà,
loro
convento,
essi?
non
e
sia
altri
e
che
tavano,
sten-
di
voto
della
convento
il
disonesto
convento
posta
essere
dannarsi
sia
convento
ch'el
ricco,
affaticarsi
con
fatto
gloriano
il
loro,
potrà
come
comunità
bolica,
dia-
e
essi.
non
ma
Ma
è
convento
secolo
hanno
si
e
impia
particulare?
Adunque,
ricco,
nel
dove
religioni,
profana,
l'inerzie.
dove
quali,
197
ingrata,
nutrire
a
i
nelle
ora
superba,
serve
sono,
XXXIII
e
del
vero
e
essendo
gloria,
per
gli
facci
veramente
Giesu
Cristo
PREDICA
Del
Per
noi
impeccabile,
in
E
in
non
il
tanto
essa,
e
però
ad
imperatrice,
in
doveremmo
fusse
fare
per
del
quella
ma
norma
rette
sono
lici,
fe-
e
compiacciono
si
modo
che
volontà
la
lui
come
solo
Dio
prio
pro-
regnasse
repugnanzia
senza
ognuno
si
sua,
acciocché
e
da
esemplo
nientedimeno
Dio,
di
figliolo
Padre,
tale,
pigliare
alcuna
obbedisse.
Siamo
obbligati
conformarci
a
divini
precetti:
essendo
nelli
la
divini
serve
però
siamo
mal
che
per
essere
naturale:
legge
e
obbedisce
della
seguita
o
si
far
nelli
o
d'obbedire
all'onore
di
forza
in
Dio;
e
tutti
questa
è
e
ti sarà
gelica,
l'evanumane:
o
comandato
voto,
impietà
vano
per
è
far
voto
impio.
quelle
cosa
legge
salute,
vole
fri-
certe
che
il che
cosa
imperfetti,
l'altre
è
alla
però
ogni
in
dire
tutte
contrarie
che
fetta,
per-
prelati
d'obbedienzia
cose
dire
in
novizi
precetti;
perché,
possibile,
a
evacua
senz'altro
forza
è
adunque
quando
E
ne'
sommamente
suoi
alli
divini
obbligato,
questo
È
voto
obbedire,
contengono
a
solo
regola.
è
de'
è
perfetta,
che
intendi
che
l'umana,
che
obbedisce
allegra,
sommamente
Imperocché
cose
dove
osservarli.
perfezione
quella,
inspirazioni
demostrata
perfetta,
ogni
come
e
volentieri,
come
ne
s'include
c'è
quale
ad
obbligati
sommamente
spontanea
constituzioni
donde
Dio
divine
alle
la
volontà,
evangelica
giusta;
e
di
precetti
libera,
onesta
divina
obbedire
ad
adunque
alla
legge
l'obbedienzia
e
a
regola,
conformarci
a
in
quali
conforme
benché
mondo
al
mondo
e
tutto
regina,
le
particolarmente
quale,
disse,
gli
in
obbligati
maestra,
sono
prima
e
beneplacito.
venne
al
che
questo
Cristo,
suprema
volontà,
nostre
quanto
divino
nel
siamo
madre,
a
delle
regola
e
volontà
altri
che
come
essa,
dell'obbedienzia.
voto
divina
la
essere
XXXIV
alla
vana,
divina
divina
d'obbedire
XXXIV
PREDICA
a
impertinenti,
cose
a
di
fare
guardiano,
un
a'
e
ogni
la
naturale,
e
principi,
infino
creatura,
di
legge
Dio.
gli angeli,
seno
alli demòni,
Ma,
si debba
non
d'obbedienzia:
voti
Nientedimeno,
i ciechi
cristiana
in
ai
quali
episcopi
madre,
si
prima
quali
ai
naturale;
e
estranei,
la
volte
legge
divina
remessione
la
quale
però
la
chiama
«
nunziando
alla
sono
Cristo
ministra
fatti servi
non
ci
di
obbedire
del
padre
piacere
Dio
a
in
della
e
uomini
vando
osser-
non
sia
fanta-
loro
a
gli
dae
a
E,
e
divina
legge
andati
sono
quella
frivole,
certe
Cristo;
per
da
liberati
ha
morte
e
desiderabile
uomini,
ai
imo
ogni
(si
e,
quali
servitù
di
Paulo
»),
libertà,
essi
hanno
a
legge,
scrisse,
volontariamente
contr'al
la
avere
sommamente
e
come
dannazione
precetti umani,
sangue,
obbedienzia
loro
il peccato
prezioso
degli
si
ad
ignoranti.
e
rocché
Impe-
principi
de'
obbedire
a
bedienzia
l'ob-
lassata
cerimonie.
per
sommamente
col
ogni
d' Antecristo,
per
obbligati
di
aumenta
innumerabili
a
da
modi
e
obbedire
indiscreti
pensato
e
mille
fatto
diabolica.
e
obbligati
ad
sono
impie
e
l'umana
sono
naturale,
e
Cristo
ira
opera
soggiogati
si
impii,
peccati,
dove
e,
fus-
include
regno
più dall'obbedienzia
si
nuovi
de'
meritare,
di
e
fantasia
hanno
bene
avessi
dall 'obbedienzia
obbligati
superstiziose
ad
imo
se
frati hanno
e
per
a' turchi
erano
molte
E, peggio,
monache
fatti esenti
infino
loro
a
a
secondo
cristiana
tirannico
e
divinissima
sono
immaginando
vane,
l'impio
ordinari,
e
ben
obbedienzia
vera
madre,
il contrario,
se
e
agli episcopi,
ma
ci comandano,
quando
obbedire,
monaci,
e
alla
e
Dio
a
possibile.
sotto
ignoranti
e
signori,
la
però
d'obbedienzia
perfezione
padre
comandasseno
se
obbligati, per
abbate,
o
voto
peccati,
sé
solamente
priore
legge
far
in
siamo
Dipoi
la
vana
sono
non
al
signori,
vuole
cosa
tutte
Dio.
ministro,
e
che
quello
adunque
obbedire
ad
vicario,
fare
di
vanità,
perfetta ci obbliga
dapoiché
legge
Sarebbe
salute.
sommamente
Sarebbe
peccare.
la
alla
è forza
però
secondo
divina
legge
Dio
impertinenti,
opere
essendo
non
cosi
e
mancare,
di
legge
perfezione:
suprema
o
la
perché
massime
indifferenti
o
199
noi
precetto
promesso
di
si
sono
re-
stata
acquiPaulo
bedire.
d'ob-
111
200
sai
E
mettersi
a
fare
a
vivo
Ma,
dove,
che,
vedere
impiamente
diventano
Si
che
e
vede
un
Se
Cristo)
di
ambiziosi:
talché
che
novizio,
simili
il
fatti
che
eccetto
umile
molti
stati
buoni
della
di
agli
Si
loro.
superbi
obbedirà
religione.
nella
perfezione,
tanta
Apostoli
sforzano
più
sono
stato
e
d'ogni
sacre
vere
facilmente
sarà
e
mortificate
fusseno
religioni
più
anni
Cristo
Scritture
nelle
lontà,
vo-
persone,
assai
umili,
più
quale
quelle
sono
le
(se
offizio
insegnati
e
dono
cre-
propria
la
sempre
principio
sarebbono
un
fusseno
Nientedimeno,
parla,
in
uno
voti
l'arebbe
di
ogni
guarda
Cristo,
senza
quasi
dove
e
tilla
scin-
una
superbi.
nel
obbedire;
rubriche,
ingannati,
mortificare
che
monasteri,
ad
preparate
scole
e
ne'
entrano
nazione,
l'incli-
pure
sono
obbedienzia
più
esperienzia
per
che
presuntuosamente
di
fare
le
aver
censo,
l'in-
Cristo.
esecrabile
ogni
dare
a
sapere
e
senza
apertamente
e
messa,
l'Offizio
di
loro
la
con
alla
cerimonie,
lume
vero
e
vuoi
se
belle
loro
servire
a
A
insegnano?
e
ordinare
a
quelle
di
cotta,
cantare,
a
e
la
SIENA
DA
comandano
gli
che
quello
OCHINO
BERNARDINO
-
altra
volontà
a
certo
santi
veri
suoi.
si
obbedienzia
tirarle
a
loro
proposito.
adunque,
Dapoi,
nientedimeno
spirito
gloria,
per
gli
apri
servino
Giesù
i
impii,
sono
che
di
che
gli
a
lor
però
occhi,
Dio.
Cristo
voti,
vista
Signor
quale
nostro.
sia
la
sempre
Amen.
specie
di
verità,
ogni
pietà,
il
preghiamo
obbligano;
non
acciocché,
Al
hanno
bene
se
in
onore
gnore
Si-
libertà
e
PREDICA
Del
La
della
Sapìeuzta,
l'altra
fa
adunque
voto,
È
facesse
se
un
gli
abbi
già
a
questo
dire
che
ciascheduno,
Cristo
è
sperano
contrario.
che
Dio
nelle
di
che
ad
della
Basta
essi.
—
sacre
vita
Ma
dimmi
doni
la
fanno
in
voto,
fondano
che
di
promessa
che
trova
tutt'
per
sono
pos-
imperocché
che
:
e
si
preservargliela
e
Dio
nostra,
quelli,
Dio
Non
quale
la
che
non
ne
come
che
sanno?
ne
parola
nella
già
Non
Sentono
di
sta
Dio,
abbi
Dio
il
della
tempo
dal
certa
perché
salvi,
ed
per
fede
dicono
essi
ia
bontà
bisogna
stare
di
di
vita
Dio
scesse
na-
potrebbeno
non
Dio;
in
la
sentimento
e
bontà
modo
ogni
d'essere
certi
che
in
della
noi
mamente
supre-
perché
carità
speranza,
sentimento
castità,
senta
uno
timento
sen-
in
nasca
matrimonio,
in
fede,
vivo
di
sia
sentono
non
sarebbeno
tisseno,
e
che
che
sta
dal
che
loro,
necessario
imperocché
Dio
di
gli certifica,
che
Dio,
contra
è
non
somma
bene
se
speranza
sperarla,
con
direi,
—
Dio
castità,
bontà
matrimoniale
E,
di
bontà
della
certezza
Dio.
grazia,
di
bontà
tanta
—
questa
avranno
la
e
che
si
Sperano
—
grazia,
una
tempo
Scritture
dicessi:
se
della
di
sia
darà
dargliela
invalido,
è
—
Dirai:
speranza?
E
chi
loro.
E,
la
direi:
e
potestà.
sua
dicessi:
se
—
imperocché
vita
E
libro
l'una
Però
spirito.
loro
voto
nel
ha
verginale;
di
in
si
come
la
è
non
volare.
tutt'il
la
si
frutto
e
ch'el
dono,
per
in
promesso
che
questa
e
loro
questa
di
voto
Dio,
eli
Dio
dire
fare
a
di
quello
adunque
castità.
maggiormente
dono
è
promette
forza
dono
è
molto
e
della
voto
coniugale
castità
XXXV
che,
di
grazia
Dio,
dubbio
in
sempre
la
se
sen-
eletti
e
in
timore.
È
falso
anche
rivelazione,
immonda
si
lo
che
come
dimostra,
d'avere
essi
a
propri
se
già
casti
essere
confessaranno;
tu
non
speciale
n'abbino
volessi
e
la
dire
loro
vita
che
Dio
202
III
gli
Dio
che
dà
mi
come
per
tutta
in
Dirai:
alla
salute.
che
la
è
nostra
in
più
saranno
l'orazione.
con
fede
esaudire,
d'ottenerla:
necessaria
né
dare
né
grazia,
condurti
vorrà
che
Respondo
—
cristiano,
al
ti vorrà
non
quanti
e
che
sono
d'osservarla,
poniamo
offizio
forse
ad
ordinarsi,
pensano
quello
vanno
non
pure
sei
quanto
di
vero
di
delle
insuperbisci
Dio
come
proprie
doni
sono
Di
e
come
santità
che
di
grazie
che
volare
poi
tu
imo
al
non
e
si
che
non
legata
Nell'uno,
perfettissimo,
in
non
dal
nella
si debba
Dio
verginità,
da
noi
e
e
essere
stato
eleggere
quello
che
lassati
virginale
una
preditte
glori
non
tevano,
po-
cadere
in
la
né
niugale.
co-
fezione,
per-
può
e
essere
spirito. Imperocché
cosi
può
una
e
guarda
sia gran
persona
o
servarla
pre-
immonda
cosa
come
che
ti
Ma
te?
e
che
empio.
ha
la
da
le
vergine
l'essere
fede
nell'altro
gli
né
ti dico
ed
sei
se
maligno,
e
tutte
di
promettendo
che
senza
che
non
cogno-
custodirla
prometti?
osservano
io
e
e
sai
matrimonio
matrimonio
adunque,
e
dove,
pessima
consiste
Non
Vedi
Dio,
d'averla
di
o
grazia
Se
misero
forse
sempre:
divina
tua.
carnale,
sopr'al cielo,
peccato;
e
Dio?
t'immagini
aborrisci
fosse
se
vergine,
Però
della
cosa
d'accettarla
tue?
spurcizie, talché
le
fosse
promettere
forze
Dio?
puniti,
gli ha
volseno
tutte
Vuoi
per
ringraziarne
tutto
s'ella
averla?
per
le
di
e
come
voti.
disporti
sua,
l'aiuto
con
fragile, imbecille,
simili
con
cose
gloria
e
d'ottenerla
certo
e
domandarla,
offerirla,
e
faresti
fossi chiaro
tu
in
usarla
prometterla
scessi
che
sarebbe
tuo
riceverla,
essere
anno,
?
Ma
non
vita
La
tentazioni
le
un
per
cesse
fa-
ne
strada.
altra
animo
fanno
forse
con
dimmi:
hanno
mese,
un
posso,
che
bisognava
per
essenziale
grazia
Dio
domandi
Ma
che
che
trovato
d'osservarla.
ottenerla
sé
Però
per
non
voto
forse
spero
in
è
non
cielo
fanno
ch'el
innanzi
Feci
—
gioventù.
Io
—
e
ho
e
dico,
—
SIENA
dicesse:
castamente,
sempre,
sempre
che
senettù,
questa
per
DA
qualcuno
se
grazia,
provazione;
una
E,
vivere
la
esperienzia
si
di
esperienzia
al voto
e
il falso.
revelato
avesse
OCH1NO
BERNARDINO
-
la
persona
ottima.
si
può
l'uno
essere
o
pessimo
l'altro, secondo
e
IH
204
nel
d' Antecristo
regno
nostro,
potere
e
Diranno:
si
chiaro
è
come
vedove
fede
la
marito.
che
figli, nepoti
a
pigliava
ed
santi,
per
alcuna
volta
qualche
tempo
fede,
alcuna,
fusse
di
loco
al
e
di
espedite
regno
di
erano
se
nel
Paulo,
ed
né
dodici
altro
in
età
e
seconde
la castità
avesseno
della
E
di
ai
santi
fanno
mente,
di
più
voto
e,
non
e
fanno
di
che
volesse
servirsi
che
avesseno
stare
per
ma
contr'al
tal
voto
di
dove
mente,
promettono
peggio,
più
ammessa
della
gravi
manco
però
che
ciechi; che,
Imperocché,
ch'el
e
mondo;
Dio
cercano
rimaritarsi:
perfezione,
navano
ritor-
marito,
sapendo
sono
prima
non
chiesa
poi, rompendo
sia
E
le
!
castità
non
e
della
anni,
castità,
la
spese
del
più.
sua
!
giovane,
altro
non
sessanta
pensasseno
somma
della
che
d'Antecristo
regno
marito,
servire
anni.
scandalo
rimaritarsi
voti
perché
e
con
è contrariissimo
d'Antecristo
corpo
e
promettevano
fusseno
Dio
pigliare
dottrina
la
impii
a
alle
delle
di
e
non
ha
per
i loro
non
culto
ne
servivano
bene
se
alle
di
ordina
non
osservata
pigliare
anni,
senza
tenute
Dio
a
potestà,
godere,
a
nozze,
manco
non
voto,
non
promettere
loro
sé,
e
più
tornare
non
spirito, e
provvedere,
guarda
favorire
da
state
vita, la Chiesa
accettavano
senza
data,
seconde
stata
Ma
in
fusseno
se
ministravano
senza
e
attendevano
alle
età
di
pigliare
debitamente
buona
esse
chiese
erano
avevano
se
quella
alcune
che
volendo
Paulo,
ed
era
non
di
certe
a
vivere
fusseno
sempre
voto,
quale
in
perché
quali
quali
state
da
Paulo,
anni.
ottanta
Or
ai
parenti,
ritornavano
avesseno
non
di
castità, rompendo
di
voto
Dio,
a
gli provedeva,
la
mente,
avuto
che
senz'altro
in
sono
danna
dove
Timoteo,
fatto
quali promettevano
Però
della
la
ai
che
al tempo
pure
primitiva Chiesa,
nella
erano
e
cura,
nozze.
del
altri
o
governarle,
alli
che
era
Ad
data
vedove,
povere
castità
prima
avevano
Respondo
—
alcune
della
quali, avendo
le
negli altri,
quelli.
nella
giovane,
poi
in
non
SIENA
DA
dispenseranno
Il voto
—
OCHINO
BERNARDINO
-
vano
face-
sessanta
lo
più
chiesa.
a
Dio
precetto
per
di
solo
ma
tevano,
prometfusse
marito
essere
alla
questo
non
questo
senza
per
essere
libere
Ora
e
nel
la
castità
di
Paulo,
espe-
PREDICA
dite
servire
a
Il
d'
che
che
è
propria,
proibito,
precetto
e
santi
di
della
Dio
e
in
vogliono
e
e
tale,
impio:
tutta
ha
e,
e
E
monache,
pernicioso
lume
Cristo
del
sai
che
Signor
acciò
nostro.
sono
stanno
inganno?
vero,
che
che
Preghiamo
gli
rendino
Amen.
si
cieco
il
gli
i
pochi
onore
parenti
non
che,
fede
presta
gloria,
e
se
sacerdoti,
Dio
e
fa-
ne
mondo,
impia
questa
lo
precetto
moglie,
adunque
ogni
loro
avesseno
forse
sotto
donna,
divino,
vita,
sporca
questo,
monache,
precetto
crilegi,
sa-
defendono,
la
un
concubine,
e
stupri,
pigliasse
contro
è
donna,
tutto
imo
con-
diaconi
avevano
con
monio
matri-
voluto
l'episcopi,
E,
ha
questo
e
incesti,
sacerdote
Imo
il
hanno
quali
legge,
fatto
vedesse
se
i
mondo.
contr'al
impia
che
adultèri,
loro
taciani),
mentre
Cristo,
tenesse
se
loro
scandalezzarebbe.
si
avrebbe
alcuna.
devozione,
monaci
loro
un
facesse
questa
cosi,
imo
scrisse),
sacri;
perfetti
del
impia
se
demostrazione
rebbeno
gli
si
ma,
benché
cinedi,
di
spurcizie
che,
E
fornicazioni,
perché
si
con
Chiesa
i
ordini
loro
più
essere
le
tutte
bruciarebbeno,
umano
Dio.
arrogare
modo
in
di
ed
soddomie
non
i
approvato
e
Paulo
come
fecero
come
pigliano
primitiva
caduti
sono
(si
volontà
e
più
saperne
dannato
che
quelli
a
tr'al
dico
anche
inconvenienti,
(si
santa
salve.
chiesa
tollerato
innumerabili
fezione,
per-
saranno
La
ha
rare
ono-
a
somma
Cristo,
Cristo.
tempo
nati
sono
monstrarsi
per
non
tanto
per
consista
per
nuovo
mezzo
per
vi
non
e
di
donde
voti,
impii
essa
solo
non
credono
voto,
crocifiggere
un
205
servirsene
per
li,
quel
per
Antecristo
simili
e
fermandosi
ma,
e
prossimo
al
Dio;
XXXV
ne
frati,
tirannide,
che
gli
per
in
dia
Giesù
PREDICA
Delli
Laudo
vizi,
divina
legge
vivere
si
e
seguita
impii
sono
o
siamo
il
comanda
in
giusto;
tale,
seguita
ne
Se
».
Offizio
della
Dio
vuole
loro
a
esperienzia,
sotto
pretesto
freno
tutte
a
E
e,
Chiesa
anche
misera
figliolidi
Dio
essere
giogo
quattro
ne
sono
la
legge,
sua
cibi,
ogni
o
cetto
pre-
rati,
tempe-
nuovi
si
se
cetti
pre-
vede
per
digiunano,
pur
lassando
e,
più
di
quello
e
scancellare
digiuni
loro
che
il corpo,
sono
tal
a
dare
come
e,
empiono
Chiesa
gl'incontinenti
non
si
non
giorno
tal
vivere
e
per
infermità.
varie
digiunano,
né
la
più
dovevano
come
non
i
solo
esortare
era
voti
Legge
obbligati
a
perché,
di
per
condizione
solamente
prelati
digiunio,
loro
pensano
Oh
de'
La
«
fussemo
noi
perati
tem-
essere
in
sono
esporci
massime
sensualità
digiunando,
impio
per
gl'incontinenti
non
e
noi
fantasia;
le
ed
mostrandogli
da
del
che
vita
e
non
astinenzie
libero,
è
carne
perato,
tem-
senz'altri
Paulo:
mangiare
però
naturale,
e
a
el
cedere
l'ec-
che
e
digiuni
cosa
Disse
temperanti
la
divina
gl'incontinenti
per
volesse
non
temperati,
essere
che
la
già
i
che
perfetto
naturale,
e
vizio
mangiare;
troppo
per
perché
è
dapoiché
divina
non
talché
di
tificare
mor-
obbligati
E,
legge
per
virtù.
se
il
e
siamo
spirito ogni
della
abbreviarci
con
a
digiuno
con
più
eccedono,
se
ha
però,
che,
essere
precetti
e
legge
chi
li termini
al
posta
A
gola,
voti
per
quella,
in
come
obbligati
Impii,
umani.
eccede
questo
è
vani.
obbligati
precetti
o
alla
li
e
temperatamente.
poco
essendo
tutti
carne,
imo
virtù;
simili.
mangiar
perfetto,
in
quanto
che
come
vivere
a
cosi
questo
a
non
sommamente
suoi
potendo,
le
tutte
a
è
digiunare,
sobrietà,
naturale
e
temperato
non
di
la
serve
i limiti
ne
fanno,
approbo
e
i
si
che
voti,
XXXVI
rati.
intempei
peccati,
dannati.
di
d' Antecristo
giorni
imposti
!
I
giudei
digiuni,
tanti,
vivono
che
quelli
con
ed
erano
in
rabile
l'intolle-
sotto
tutto
l'anno
servi;
proibirgli quei
e
vano
ave-
ai liberi
cibi
che
XXXVI
PREDICA
sani
sono
al
Cristo
imo
vivere
temperatamente,
alcuni,
Sono
fusseno
bene
stessi,
infermi
di
l'ignoranzia
Oh
crudeltà
naturale
! Oh
innanzi
Dio,
noi
a
La
si
non
in
sapere
da
loro
di
Dio,
che
casi,
so
non
la parte
eleggere
tr'al
Qui
e
gli
con
infermi
e
sia il vero,
e
dove
,
cibi
abbondanzia.
dipoi
a
che
consta
rei
vor-
la
per
etiam
la
con
in
necessaria
molti
si debba
dubbie
cose
con
io
e
facendo
occiderla.
d'usare
loro
essi
per
quelli
è
non
con-
di
non
è domare
Paulo
in
più luoghi
questo
infra
gli
cibo
pare
ma
mangiare
Il che
e
stizione;
superbuc-
un
sensuali
e
la
ne
ma
carne,
danna
cibo,
essere
lenti,
equiva-
questi?
non
e
sobrietà,
preziosi, delicati
discernono
cibi
si trovasseno
scrupolo
aranno
altri
degli
superstizione
»
impia
stata
carne;
l'ignoranzia,
dicono,
come
la
in
nelle
scusa
che
carne,
alla
sia
non
pure
apertamente
ingrassarla
«
sappino:
vede
di
che
crudele,
prossimo,
il
ch'ella
ma
voto
mangeranno
che
adiutare
per
che
tempi
restaurarsi
e
Questo
sanno.
promettono
e
cone
ne
perché
si
figliolidi
Dio.
fusse
bene
se
poste
certi
sia
preservarsi
equivalenti
che
né
in
si
stata
cezione
ec-
!
sangue
che
sua
divina
sono
de'
essi; benché
come
possono
debbano
secura;
di
precetto
Ma,
quello
è
la
senza
vi
libertà
proibito
non
sostanzia
e
s'el
come
essi
impietà.
tale
glie necessaria;
se
carne,
ha
nientedimeno
gl'infermi
virtù
cibi, in
loro
in
alla
quale
che
cose
prezioso
col
bene
si
il
spirituale
vera
se
tollerare
che
di
può
però
Cristo,
quelle
Cristo
da
all'infermi,
e
Diranno
legge
alla
anco
carne,
proibita
se
carne,
carità, per
alla
però
a
e
Mangiate
«
d'Antecristo,
approbare
altri
regola, repugnante
santa
acquistata
mangi
l'abbi
che
disse:
chiesa
Tanto
contraria
contraria
»;
Dio.
a
religione,
all'Evangelio
legge,
alcuna
sacrifizio
un
vuole.
omicidiali
cosi, essendo
e
fare
non
mai
mangiare
zarsi
sfornon
e
Dio
che
non
uomini
comanda,
più
non
pure
superstizione!
cristiana
che
impia
e
la
e
fare
fare
di
morte;
a
di
apostoli,
e
gli
Dio
come
e
voto
comandò,
non
doverebbeno
si
fanno
che
pensano
Si
temperati
che
più
digiuno
dell'anime.
zelo
d'essere
voto
di
minor
ebbeno
di
giorno
solo
un
Gli
è conveniente.
che
quell'ora
e
corpo
207
e
quelli,
li chiama
perfetti
.
2oS
III
Dirai
la loro
santi?
de'
più
le
alla
Essi
fare
regole
volgo
può
dicessi:
derei
fusse
se
che,
non
loro, etiam
peggio,
Cristo,
e
altri.
in
credere
cosi
e
destrutta
la
loro
infermi
Dapoi,
ma
un
che
dia
gloria
e
in
sarebbe
reformare
loro
per
trario
con-
stato
lume
Giesù
E,
più
altri
di
in
Gli
lassiti.
religione,
se
ne
E,
il prossimo,
Ma
essi
mangiasse
ne
la
più rigidamente
di
legge
e
non
tale
mondo
ganni
s'in-
reputazione
mangiassero,
per
hanno
non
che
Dio.
più giusti
essere
ch'el
parrebbe
gli
non
punito
maggiore
bene
se
tutt' il mondo
loro
caro
del
n'edi-
se
mangiarne,
di
hanno
essere
pii
uno
di tutta
alcuni
Non
respon-
quando
sarebbe
non
in
statuto
—
questo
peccati, meritare,
bene
se
lo
li
ma
se
e,
quel
dal
impietà.
giusti respetti.
trasgressore
de'
simili
intese,
si sapesse,
per
santi,
ignoranti.
e
scandalezzasse
bene
se
con
bene
del contrario.
per
e
cosi, per
al
e
tutto
dico
non
dito,
cre-
fosse
sani,
necessità.
adunque,
cosa
e
de'
se
togliesse
farisei;
eterno;
nientedimeno
avere
si
mangiarne;
pensano
opinione,
erronea
ma
fusse
che
perfetti degli
in
morire,
infermo,
quale
approba
carne,
mangiarne
la remissione
avere
da'
mangiando
che
santi
scandalezzarebbeno;
ne
mangerebbe
il
se
se
più
impii
che
li certosini
però
prima
che
E,
sacre,
dotti, nientedimeno
e
si scandalezzano
scandalezzasse,
di
da
ora
ne
lassarebbeno
infra
m'ha
che
Cristo,
di
nel
stati
quella
vero:
se,
necessario
ne
saperne
impio
e
più
essere
santi
sono
Cristo
molti
dove
disse
Cristo
Quando
sarebbe
ed
fantasia,
reputati
di
di
saperne
d'Antecristo,
stati
—
ficherebbeno,
che
ap-
Scritture
vóto
è
tu
quello
nelle
statuto
volendo
loro
carne,
ch'el
Paulo
forse
sapere
contiene
quello
regno
chiesa
mangiar
non
si
il
regno
essere
se
si
vita, hanno
e
Vuoi
—
basta
me
che
che
a
sono
nel
e
A
SIENA
parole
con
la Chiesa:
e
quelli, che,
ampliato
verità
E,
vede
DA
carità.
nuove
cieco
imo
quello
e
si
sono
hanno
santi,
e
Respondo:
—
quali
OCH1NO
dotti
regola,
Cristo
insegnato
per
molti
che
probata
BERNARDINO
-
questi
che
via;
tórli
la
Cristo
questo
religione.
vera
del
e
loro
vero,
acciocché
Signor
nostro.
dell'
voti
hanno
non
sarebbe
Preghiamo
a
lui
Amen.
sia
un
impio,
relassare,
adunque
ogni
tima
ot-
onore
Dio
e
PREDICA
Del
La
nel
di
beneplacito
delle
mente
chi
abita
alle
col
conversazione
nostra
lo
con
Il
cor
Serrato
il
e
sentendo
si
monte,
elevarla
spirito.
dello
E
Questa
di
molte
Riformatori
lacci
:
però
loco
rimoto,
Marta
con
tempio
al
altri;
le
di
se
e,
si
di
persone,
nuovo
se
non
serra,
riempi,
la
mente
di
fede,
per
dall'impeto
al
scende
de-
prossimo,
care
comuni-
e
raffreddare
sente
si
tempo
a
al
ascende
spargere
si
nuovo
volta
carità
per
l'umano
del-
mondo.
si
anco
muovere
effundere,
a
del
raccogliere
per
si sente
e
gode.
alcuna
Maria
Dio,
imo
entrare
quale
sei
Dio,
con
lassa
del
Cristo
con
di
vi
del
secreto
pensieri
e
non
di
nel
sentimenti,
ombre
constato
carità
ministrare
vita
mista
e
è
veri
Però
vane
che
del
perfetta
imitatori
alla
impie,
e
più
di
si
della
fanno
Cinquecento
dagli
trovate
come
per
dal
separa
-
1.
fatta
E
di
uomini
clausura,
Cristo,
da
tima
è l'ot-
questa
quale
quelle
sono
voto
tutte,
Cristo.
di
perfezione
l'altre,
tutte
monache,
italiani
la
santi,
cristiana,
clausura
sono
di
La
«
mondo.
apostoli
aggiognere.
pieno
su
»
suoi
varie
nel
pieno
con
del
dei
acciocché
ad
quali
elevarsi
dicendo:
cubicolo,
suo
sanctorum,
qualche
Cristo
conversare
dagli
in
a
grazie
tumulto
le
corpo,
quando,
con
il
tutte
Cristo,
Dio,
a
spirito
le
fenestre
al
ritira
nel
le
l'ardente
quanto
alto
ed
la
con
Paulo
è
lontà,
vo-
nelle
mondo,
con
sua
uscire
cosi
Cristo,
Il mondo
in
entra
sancta
pontefice
Dipoi,
ed
in
come
sommo
li,
a
e
la
.
cristiano
intelletto
cieli.
elevarsi
serrando
e
suo,
sole
serrato
sempre
con
del
cieli,
ne'
star
e
caverne
il divino
ne'
è
spirito bisogna
perfetto
volere;
suo
vede
serrandosi
è
conformarsi
tutto
dal
non
divine,
cose
cristiano
tenebrose
e
core
in
e
mai
miserie
clausura.
perfetto
Dio,
partirsi
senza
della
voto
del
clausura
vera
XXXVII
non
a
de'
si
loro
può
tasia,
fan-
certosini
e
imperocché
14
III
2IO
nelli
adiutarlo
e
Né
che
basta
ed
dilata
Né
monasterio,
molte
e
essi,
si
tradizioni
vostre
Cristo
sté
non
infino
discese
Ed
essi,
Cristo?
fede
viva
tenuti
d'essere
se
ch'el
vero
ce
serrato,
la
si
fare
ne'
mille
precetto
nel
mondo
di
tutto
al
».
simo,
prosed
pregare
per
Cristo
dire:
Dio,
le
per
al monte:
orava
la
per
salute
uscirebbeno
dapoi
essi
ed
monaci.
molto
ma
con
pensano
Gli
di quel
uscirebbeno
nasterio.
mo-
stoli,
apo-
più serrati;
stenno
non
de
l'anime.
del-
cognobbe
che
tutti,
a
gli cavarebbe,
coperchio,
tutti
quelli
beni,
le
per
non
che
rio.
monaste-
più
e
loro
c'è
stanno
fantasie
chi
abbi
dipinto può
e
li
e
accende
il divino,
in
casa
fuore,
sepolti e morti,
invenzioni
bisogno
E
».
d'adiuto?
bene
stare
altrimenti
acciocché
quanti
sarebbeno
lassando
umane?
carcere,
la lucerna,
il candelliere,
uscisseno
se
si mostri,
Nissuno
sopra
sono
in
cosi
stanno
fuoco
«
ma
che
che,
che
svampi
Cristo:
il
monasteri,
Il
spirito.
Disse
spegne.
a
quelli,
bisogna
vero
sott'
lume
serrati
a
il
ma
pone
rendi
a
di
Padre
santo,
non
che
scintilla
soffocato
e
come
naturale;
con
quelli venticinque
Spirito
ne
manifesto
segno
hanno
non
di
e
sempre
serrato,
il mondo,
fuoco
può
non
debitore
a
lo
si
fusse.
ne
È
il mondo,
vedeva
ebbeno
ruinasse
se
È
Si
né
del
seno
stesse
solamente
poiché
edessi,
dal
e
Paulo
E
servire
comandamento
deserto,
ruinasse
se
che
Parti
nel
cielo
si
esortarli,
reo
divina
minarli
illu-
».
sempre
dal
si può
del
ad
anco
monirli,
sola, cioè
una
fuori
sono
è fatto
legge
talché
il
vano
e
trovati
e
a
l'altre:
che
possibile.
uno
quali
per
ristretti
tutte
in
nelle
obbligati
irrito
fatto
offende
pie,
essi
a
si
all'inimici.
correggerli,
modo
sono
clausura,
obbligati
sono
spirituali.
e
in
sta
quelli
prossimo
quelli, che
a
non
per
il
corporali
carità, infìno
a
ogni
Chi
«
sono
lassare
con
Avete
in
siamo
voto
con
carità
potendo,
l'opere
tutte
a
la
parole,
e
Giacobo:
san
d'amare
solamente
preghino
adiutarli
e
Sono
essi
che
vita
la
consolarli
carità
tutti, s'ell'è
a
imperocché,
con
scrisse
la
SIENA
Cristo
bisogni temporali,
imperocché
anco
DA
di
precetto
faccino
estende
basta
OCHINO
e
suoi
monasterio,
nel
«
carità
alla
repugnano
BERNARDINO
-
sono
atti
il divino
Forse
È proprietà
che
della
III
212
io
Ma
voglio
in
dire
anco
la
mondo
nel
di
ogni
cervello
vero
e
a
alla
Mi
è
—
come
in
ti
legarsi
simili
tagliassi
bossolino.
che
Ma
vuol
Disse
salvare
con
voto,
farisei,
l'anima
è
Cristo,
che
dire:
per
varlo,
preser-
Cristo
ben
ma
quale
dito, per
un
ventano
di-
di
dell'evangelica verità,
se
un
benefizio
con
sempre
lume
vero
il gran
Sai
ora.
per
espediente.
è
il corpo,
con
miglia
Sentire
stare
a
Colui,
che,
non
in
E
a
sto
que-
la
sua,
per-
hanno
in
essi
fanno
né
loro
clausura
tutti
gli
meglio
nel
Dirai:
bene.
—
quella
vogliono
né
solo
col
superbo
dentro,
cosi
Respondo
e
fuora
stare
Sono
a
si
la
legge
spelonca,
una
e
preservare,
chi
è
quali
in
d'udire
fare
e
tutti
tali
non
voti,
Maria
Cristo
da
cano
pec-
di
parola
gliene
sappi
Maria,
eletta
elesse
Dio,
parlare,
in
el
pensano
tempio
fariseo.
e
è
stare
atti alla
da
inspirati
dubbio
ch'el
l'umile
con
Lasso
sono
non
Talché
sarebbe
che,
Dio,
della
Però
non
quella
essere
sopra
sarebbe
molto
pubblicano,
che
molti
si
contemplazione.
Dio:
se
parte;
per
ed
paradiso
impiissimi.
del
di
clausura.
nientedimeno
e
l'ottima
l'ottima
parola
la
serrarsi
per
chiamati
che
con
avere,
peggiore.
perfetti,essendo
li
vita
privano
Maria,
né
tempio
—
Si
d'udire
privi,
essi
marciscono
Si
giustificarsi,meritare
altri
per
la
eleggere
Marta,
salva.
gli pare
non
eletto
sono
de'
re,
securi, s'ascosero
Cristo,
sia
quelli
a
ceremonie.
forse
e
quale
che
in
che
questo,
voti.
cosa
tutto
sai
parte,
man
simili
che
sanno
posti
a
come
essere
per
presi
fare
tali
questi
a
li fùrno
in
a
mille
giori,
mag-
starvi,
nel
e,
gnità,
di-
».
Giosuè,
e
;
«
Interviene
e
di
serrassi
lo
proposito:
in
carità,
preservare
e
darà
di
preservarsi?
scintilla
hanno
li incarcerati
sono
più
puri,
spirito
tanto
e
tu
se
loro
le
cupidità,
e
vari,
ha
non
dentro
li
sono
tanti
con
chi
V'entrano
ritrarsi, quando
repugnante
—
peggiori;
da
tempo
vi
varsi
preser-
a
cervelli, che
A
famiglia.
serrate.
camminano
modo
non
più
difficultà
contrari
affezioni, passioni
che
quanto
volta
tua
SIENA
praticare
a
inferno;
e
ambizioni,
il
avendo
la
con
DA
maggiore
è
qualche
e
mondo
è
clausura
col
che
quelli monasteri,
fantastici, eterocliti,
stessi
OCHINO
BERNARDINO
-
Dio
necessario
però
fanno
li chiamasse
di
dire
che
PREDICA
facesseno
bene;
del
mondo,
per
necessità;
vede
si
hanno
non
la
Dio
sopremamente,
e
che
salvi.
la
Non
È
per
quelli
essi
che
farisaiche,
di
trave)
voti,
e
e
spirito
gloria,
i
al
per
suoi
legati
validi,
essere
di
ahi
vero
loro
Giesù
che
in
diaboliche
e
e
clausura.
ad
e
fusseno
altri
se
clausura
celeste
Cristo
che,
come
Padre.
figlioli
Al
Signor
quale
nostro.
di
sia
brusca
si
servino
sempre
Amen.
gli
stolte,
tante
leghino
impii,
Dio,
le
che
preghiamlo
non
essendo
e
che
vedere
ogni
tali
di
l'orazioni.
fatto
ha
e
acciocché
serrarsi
certi
con
da
fede,
bisogno
non
superstizioni;
eletti,
carità,
anche
ci
siamo
più
avere
(dove
oppressi
e
conoschino
cosi,
che
carità,
quale
hanno
ad
Dio,
il
a
quisti
s'ac-
e
alla
alla
avesseno
a
sepolti
stanno
in
monasterio,
grazia
quelli,
impie
mai
giovare
adunque
del
lume
simili
mai
potranno
una
del
che
piacci
peccati
per
contraria
stultizia,
se
fuori
sono
miserie
dia
come
ai
santi,
stati
sono
impiissima
Rendiamo
pare
tempo
più
legate.
che
e
quello
senza
impiamente,
contraria
è
è
sono
sono
e
satisfacci
come
Cristo
ma
quelli
più
sempre,
che
non
gran
che
si
essa
nano
me-
nozze;
a
trovano
santissima
vedono
Non
si
e
fatte
sono
andare
falsamente
cosa
per
clausura,
adunque
cosi
una
la
»:
senso;
cosi
e
una
padre
gli
un
del
moti
pensando,
sé
che
sanno
quelli
in
sia
paradiso.
non
non
ingannati,
clausura
il
li
del
dove
sia
monaca
esperienza;
senza
e
v'entrano
che
farsi
esperimentati
giudizio
Altri
ch'el
Sarà
marito
lassano,
forza,
per
volontà
voglio
Io
la
pace,
desperati.
la
è
«
ivi
e
loro
stanno
dota;
dire:
monasterio,
anco
perfetto
si
la
a
Credono
assai.
carezze
v'è
non
vergogna
al
spesso
volte
i fastidi
fuggire
per
nella
quieti
molte
che
213
V'entrano
cosi.
più
cosi
e
madre;
è
non
vivere
per
fanciulla;
della
ma
XXXVII
non
in
ogni
con
sono
pos-
libertà
onore
PREDICA
quelli,
Se
debbano
partirsi
voto,
sebbene
tarlo,
se
credano
Dimmi:
la
la
in
divina
che,
adiutare
se
spirituali,
quelli
e
le
carità,
né
sue,
sono
non
ad
osservare
le
quale
prossimo
Cristo?
nel
battesmo
Come
vuoi
Iacobo)
regola
ti
non
adunque
sua,
donasti,
ch'el
sia
e
alla
carità
alla
repugna
sare
las-
non
san
la
mini,
uo-
lassare
per
scrisse
osservare
per
dapoiché
voto,
loro,
come
degli
Cristo?
di
regole
(si
e
Dimmi:
a
li
prelati
la
è
questa
e
uomini
e
bisogna
scritto,
è
la
l'abito
è
e
l'abito
più
obbedienza,
vera
Dio
che
più grata
che
obbedire
presto
andare,
debbi
repugnasseno,
Dio
a
a
vittima.
E,
ad
quelle,
il
Per
sono
in
spogliarsi
che
uomini
carità?
tutti
come
d'Anticristo.
naturale?
e
agli uomini;
la
il
impio
tuo
bene
seno;
jd' uscis-
caso
religioni
avere
giusto
sia
Cristo,
di
consacrasti
legge
ad
imo
tenuti;
tal
il
adiu-
potesseno
in
se
fatto
e
essere
che
e
parenti.
sono
e
non
professe
carità,
dagli
e
il
che
chiesa
eli 'è
alli
fame,
male
della
che
la
trovate
tutta
valido
di
persone
pare
è
dedicasti
religione,
loro,
che
presto
quale
Se
ti
religione
consiste
massime
Dio.
religioni,
le
le
non
più
di
chiesa
secondo
di
precetti
morisse
dottrina
che
essere
per
obbligate,
più
i
vedere
può
poiché,
la
religioni,
professi
farebbeno
che
è
questa
e
prossimo,
al
si
della
nelle
voto
pensano,
padre
uscisseno
impiamente
si
sovvenire
per
il
fatto
hanno
ingannandosi,
Molti,
che
che
XXXVIII
dicessi
si
sono
osservare
singolarmente
ch'el
come
i
i
sono
veri
i
si
padri
divini
al
debba
prelati,
padre
e
alla
ai
che
spirituali,
precetti,
più
avere
che
però
madre,
carnali;
ed
sovvenire
quando
padri
respondo
insegnano
a
ai
respetto
al
è
che
esortano
prossimo,
necessario;
e
PREDICA
i
l'elemosine
figli desseno
Cristo
madre,
la
presto,
all'ozio
diaboliche,
e
che
spirito
una
donna
verità,
e
hanno
alli
e
mandamento
co-
repreendeche
ordinato
robba,
la
voluto
hanno
il
sprezzato
aspramente
ma
ceremoniuzze
certe
non
di
dico
non
a
più
quali
i
e
trovati».
molto
d'Antecristo,
più
monasteri
Cristo
Avete
«
che
padre
il
lassasseno
e
disse:
e
ordinato
farisei
i
chiese
i vostri
per
se
i farisei
dieno
e
Dio
pensare
rebbe
alle
gli riprese
di
Puoi
Avendo
t'impediscono.
che
quelli
non
215
XXXVIII
stessi
se
e
ne'
loro
a
Dio
in
cerità
sin-
prossimi
in
ofnzi
di
servino
parenti
vani
gio-
superstiziose
umane,
che
i
carità
.
Se
fusse
bene
mille
ad
obbligato
divina
legge
massime
Paulo
tenerlo,
venuti
rimandò
quel
bene
n'aveva
puoi
se
alli
padroni,
Essi
forse
sieno
suoi
fratelli, che
buoni,
essere
che,
quale
E,
padre
obbligati
caso
cosi
in
benché
morisse
che
è
tal
Cristo
e
per
ne'
sono
andare,
e
venire
a
crudeli,
quelli
forse
i gran
Respondo:
coli
periQuesto
poiché
aiutarlo.
potendo
a
solo
erano
frati?
per
impii,
anche
quelli
che
sperare
sono
Sono
Dio
(il
adiutarà.
comanda)
dicesse
o
».
e
i servi
e
possono
peccati
padre
il
similmente
che
Non
secolo,
al
de'
che
Padre,
drone:
pa-
Dio?
a
monache
tornassimo
suo
dato,
riman-
a' mariti,
disse
monasteri.
monachi,
volse
non
del
perché
servino
del
patire
dipoi
che
volontà
faremmo
caso
il
adiutarli,
l'avrebbe
moglie
Cristo
stanno
ad
le
e
perché
la
Se
anche
e
la volontà
figlio. E
bene
andando,
non
carità, lassando
tal
mogli,
sono
«
forse
vi sono,
certo,
senza
in
non
dire:
Potrebbeno
che
se
la seconda
ad
Onesimo,
senza
ma
alle
facevano
era
figlio, il quale
maggiormente
servo,
che,
pensano
prima
come
obbligato
è
chiamato
molto
non
dire
con
fratelli,che
suoi
è
stato
e
se
necessità?
bisogno,
i mariti
togliamo
non
il
cavarne
servo,
se
pensare
gli fosse
in
in
però
tiene;
non
indispensabile
essendo
se
matrimonio,
potranno
naturale
e
monasterio,
perché
questo,
e
contraria,
non
del
marito
suo
il contratto
prima
madre
la
e
professo,
per
alla
il
cavare
volte
essa
obbligazione,
padre
può
colui, che
a
voleva
seguitarlo
:
«
aspettare
Lassa
alli
ch'el
morti
2l6
III
seppellire i
BERNARDINO
-
morti
loro
OCHINO
»,
non
per
padre
non
era
imperocché
quel
Cristo,
s'obbligavano
non
cristiana
pietà, imo
che
in
alla
carità.
tal
Dirai:
caso
Cristo
—
risguarda
e
dove
E,
che
che
il vero;
è
questo
s'ha
il
il
ci
ad
essi
Paulo:
domestici,
Sono
ha
e
e,
loro
a
sia
quando
né
obbedienzie
di
debba
solo
bisogno,
ad
preporsi
abito,
e
a
volontà
Respondo
s'abbi
dire:
a
—
:
che
daresti,
Né
se
carità,
religioni
ad
tare
aggiuporali
cor-
mici;
agl'ini-
umane,
imo
né
ad
la
rità
ca-
entrare
ma
l'umane,
volontà,
la buona
e
e
si debba
non
lassare
con
de'
».
tutti, infino
esequissi
non
come
temporali
è apostatare,
basta
cose
massime
professioni fatte;
non
quali,
nelle
ma
dell' infideli
ma
cristiana,
impie.
Sarebbe
—
è
lassare
Non
o
Imo
nelle
suoi,
cose
o
parenti.
imperocché,
la
regole
a
glio
vo-
potessi,
non
dove
rebbe
sa-
buona.
dirai
Forse
e
effetti; imo,
essere
secondo
Il che
tutto.
farisaiche, superstiziose
possono
e
voti
a
in
parenti,
né
di lui
disse.
di necessità,
caso
e
de'
cose,
salute;
peggio
i
religione
vera
è
simo,
pros-
responderei
Cristo
de'
cura
possibile,
prelati,né
perfetta
ed
el
carità.
carnale
quelle
dalla
ha
che
degno
era
mancargli,
non
Dico
—
offizi di
come
in
obbligati, in
spirituali,non
respetto
nella
tutti
si
madre
fede
la
negato
modo
ogni
che
».
all'aratro,
spirituale di Cristo
Dio,
debbi
Dio
vive
non
aggiutare
quel
impedire
non
Colui,
«
adunque
in
avere
volesseno
necessarie
scrisse
la
colui,
più d'esso;
non
di
cose
e
e
Però
mano
non
l'amore
religione,
padre
che
madre
la
o
tal caso,
nelle
essere
carnali,
come
dalla
odiare
ad
in
disse
alla
la
non
fanno
si
quando
padre
e,
ti cavi
indrieto,
Cristo
che
amava
disse
che
E
adducessi
se
colui
innanti,
va
di
seguire
repugnasse
dapoiché
mette
al regno
atto
risguardare
un
si
è
non
che
in
più pii.
morto,
carità;
dalla
Dipoi,
vita, che
a
è
Colui,
«
necessità.
diventavano
muove,
disse:
indrieto,
sarebbe
questo
si
non
in
voti
di
ogni
ti disobbligo
questo
con
SIENA
DA
vero,
la
tal
caso,
de'
ma
carità,
voglio che
in
scandalo,
tanto
i farisei
a
non
se
farisei.
essenziale
se
ne
al mondo.
tornassimo
Parti
alla
che
sia
bene
Imo
che
vita cristiana, per
piglino scandalo?
andare.
—
per
questo
—
dalo
Scananche
PREDICA
debbi
andare,
che
quello,
illuminare
per
anche
loro
Diranno:
Se
ch'elle
triste.
Lo
giovare
senza
che
quello
Sono
al
ruina
cristiana.
stimolo
Tutti
impie
occhi,
Giesù
in
diaboliche
Cristo
se
Signor
ne
Dio.
nostro.
servino
Al
quale
Amen.
per
sia
debba,
divina
è
e
il
e
impeto
sempre
libertà
alla
debba
prossimo
suo.
d'Antecristo
sono
che,
farisai-
stolte,
Dio
felice
l'apri
che
libertà,
di
che
spirito,
ogni
turale
na-
e
ognuno
preghino
spirituale
cose
non
e
dell'umane,
superstizioni,
la
può
imo
regno
giogo
rità
ca-
superstizioni,
e
grazia
adiutare
tirannico
se
alla
alla
per
la
te,
religione.
obbligano,
nel
visto
di
si
contrari
voti,
l'intollerabile
Cristo,
onore
loro
non
che
acciocché,
per
carità,
e
quello
cristiana
massime
adunque,
sotto
ozio
si
segno
ruina
in
gioni.
reli-
le
evidente
non
all'Evangelio,
uscirne,
quelli,
angariati
i
solo
non
la
e
carità,
alla
Però
senza
carità
caso.
secondo
carità
tutto
simil
ruinarebbeno
per
sepolti
in
impii
adunque
legge,
gli
la
come
la
prossimo
si
monstrargli
e
in
dapoiché,
monasteri,
ne'
vero,
fare
cosi,
impie,
imperocché
stare
del
a
questo,
per
sono
ruinarebbe,
le
altri
facesse
ch'è
Respondo
217
obbligati
sono
—
vedere,
gli
ognuno
—
può
XXXVIII
gloria,
biamo
ab-
fede
e
per
PREDICA
Del
Per
il peccato
sbanditi
Dio
della
ribenedetti,
che,
col
divino
sforzarsi
Dio,
essere
cristiano
obbligato
perfezione
sua
d'ogni
altra
li
che
voti,
E
si
il
il
superstiziosi
e
del
cielo
quello
andando
di
da
ogni
Dio,
tutto,
perché
Dio
il
patria
nelle
e
e
dalla
la
mondo
creature,
zione
perfe-
la
sé
altra
ogni
impia.
o
alla
che
regrinazione
pe-
E
cosi
le
vede
si
di
Dio
fiducie
in
dalle
e
santi
di
Dio,
Cristo,
col
da
core,
onori,
stessi
se
come
a
cosa
quanto
a
lassare
Dove
i
carnali,
lio
dell'esi-
facendo
imo
partono,
speranze,
in
stando
dignità,
mondo,
che,
si
non
e
e
partono,
perfettissimo.
è
bontà
al
Dio,
vivendo
mondo,
dal
patria,
qui
E
si
robba,
di
bontà
chiamati,
sono
i
con
carnali.
patriarchi
create,
gì' inspira,
dalla
de'
figlioli
tanta
cose
quale
paradiso,
con
sentono
sieme
in-
comparare
spirituali,
i
con
un'occhiata
peregrinaggio
del
ch'el
notare
in
Cristo
le
al
e
speranza,
via.
sentono
non
vita
loro
perfetto,
vana
tadini
cit-
come
da
però
tale,
modo
in
diabolici,
per
vita,
Dio
danno
passano
loro
piace
parenti,
creatura,
e
è
volta
ombre
che
fiducia
amici,
piaceri,
e
vanissime
a
è
delli
che
presente
secondo
l'amore,
con
nella
che
stato
alcuna
conoscendo
e
per
Ed
fummo
la
vogliamo
se
vedendosi
spirituali,
eredi,
avendo
che,
tutta
si
peregrinaggio
imo
umani,
peregrini
sono
e
li
prima,
In
cristiana,
manifesto,
divino
e
e
e
possibile;
della
è
vero,
sincero
Cristo
di
regno
d'esse.
fanno
sia
che
fuori
è
per
Include
aggiognere.
può
peregrinazione
che
cielo,
peregrinaggio
un
del
debbano,
peregrinazione.
fare
si
non
al
fummo
Dio,
cielo,
e
possano
d'andare
a
del
porte
di
privi
dipoi
ma
le
eletti
continua
una
è
celeste;
gli
rebelli
paradiso,
aperte
favore,
peregrinaggio.
come
terrestre
furono
in
parenti,
patria
ci
e
di
debba
dal
nostra
d'andare
fanno,
primi
de'
scacciati
e
e
che
voto,
XXXIX
col
core
si
e
mano
fercon
III
220
a
beati, imo
Però
già
non
i
tanto
quali
Non
eccitino
la
per
via
i
con
piedi)
carnali
delle
basta,
quanto
delle
creature
di
condurre
patria. Se
fervore
di
restano
non
li
passi, quando
litigare o
della
recrearsi;
se
e,
gio,
propria
hanno
qualche
e
della
per
può
in
mondo
se
in
le
pazienzia
Cristo,
e
ne
pensano
negli
tanto
or
non
che
lassato
hanno
Cristo
per
questo
fanno
o
doverebbe
a
voti,
d'essere
uomini
del
molestie
nel
la
e
divino
vi
di
a
partirsi
Dio,
e
molto
che
non
Se
la
gli
più
li veri
peregrinag-
loro
Però
il loro
col
core
ne
dal
vanno
Ma
mondo
girando
l'offizi
lassando
de'
per
desiderio;
in
aggiognere.
se
a
spirito,
in
l'osservanzia
salvi.
carnali,
se
può
quell'altro loco,
per
cora
an-
fermarsi
senza
morte
si
tano
affret-
tempo
beneplacito.
non
perso;
che
è
buon
longo
vera
maggiore
il tempo
cantando
vanno
sibile
pos-
loro
con
apprezzando
non
ne
perfetto,
spirito
a
carità;
invano,
si
è
carnali
d'andare
il
vita
giornate,
gran
;
al
e
;
loro
alla
allora
imo
venti,
i
peregrini
a
si sforzano
e
più tribulati
patria,
la
Cristo,
reicomperare
e
per
si riposano
afflitti,
sono
uomini
per
né
fanno
volta, per
peregrinaggio
gli
compagni
vendicarsi
volere
a
fratelli in
quale
servendosi
modo
ogni
il
solamente
Dio;
a
anche,
dove
i veri
dormono
e
non
spirito (non
buone;
vanno
in
subito,
sono
prosperità
ne
pere-
santi
via
lo
opere
camminare
a
li loro
piogge,
per
delle
beni
i
rigiognere
Se
e
e
Cristo.
La
con
cercano
si rilevano
cascano,
di
quelli luoghi
mangiano
fine,
tutti
che
carità
forze
questo
a
chiese, reliquie
le
in
d'Antecri-
i santi
camminano
e
mondo,
avere
che
una
andare
che
superstizione.
strade.
le
del
per
bisogna
dicono
ne
gli apostoli
speranza,
per
cose
ci
dire,
la
Padre,
fede,
per
pure
quelli luoghi
è Cristo,
peregrini spirituali,.
i
al
vagabondi,
leggieri
danno
ma
da
non
altro
pensi
non
camminano
andare
per
che
E
quelle reliquie.
partono
magnificato
ch'io
già
quale
imo
li, gli parrebbe
di
sé
si
più perfetti che
devozione,
a
santi,
volessi
hanno
fusseno
dico
tu
morisseno
con
reliquie,
dire
se
grinaggi,
si
erano
SIENA
DA
se
e,
hanno
pure
bisogna
Gierusalem,
sto,
santi,
portare
senza
parola.
se
che
gli apostoli,
devoti,
OCHINO
quelli luoghi
visitare
essere
è
BERNARDINO
-
quali,
e
non
superstizione adunque
fa
durare
potere
tante
in
noi
fadiche
la
vera
XXXIX
PREDICA
E
religione?
mossi
a
è
grazia
di
per
Cristo
la
fervore;
quali,
impeto
laude
ombre
per
essere
e
gloria
Signor
Dio
di
spirito
sua.
nostro.
Al
Paulo
come
furono
patria,
loro
con
adunque
sommo
a
Giesù
in
gran
ai
si
Testamento,
Preghiamo
con
peregrinaggio
onore,
longa
noi,
prossima.
fare
Vecchio
si
con
camminare
salute
ogni
del
dalla
camminare
doveremmo
e
santi
li
risguardando
scrisse,
la
se
221
molto
in
che
il
quale
Amen.
maggiore
luce
e
ci
nostro
sia
dia
verità,
lume
tuale
spirisempre
PREDICA
Della
Si
non
vede
sanno
utile
è
se
che
nel
mondo
che
cosa
è
però
m'è
fu
mai,
Non
Tutti
potrebbeno
ogni
santi
li
in
che,
si
è
divina,
che
sia
il
Dio,
solo
un
religione,
vera
E
solo
un
sia,
lo
nel
stolto
Dio
questo
tristi
nelli
che
di
suo.
un
i
se
Nientedimeno,
del
le
parole
sola
fede,
tutti
gli
E
sé
sono
in
modo
Legge
cosi
turale
na-
è
uomini
una
è
turalmente
na-
ha
ognuno
David:
ognuno
mondo,
nione
opiDisse
«
che
pensa
i
punisca
però
le
e
Dio,
chi
per
non
c'è
se
e
a
non
di
modi
ebbeno
non
immaginate
sono
culto
quell'ocdi
fantasia,
una
vera
qui
vivere.
lume
core.
Dio
è
mendo
te-
e
di
cercorno
di
E
altro.
un
revelazione
da
non
bisogni,
e
ingiuriato
giudice,
riti
ceremonie,
pericoli
sforzati
d'avere
giusto
in
ne'
negato,
raccomandarsegli
a
persone
di
l'abbino
furono
truovorno,
come
modo
molti
scopri
e
di
tutte
quali
le
tanto
sola
una
Onde
».
—
cura
avevano
religioni,
quelli,
religione,
si
giudizio,
in
chi
Dio
è
vedde
si
vi
cognoscendo
suo
in
questa,
Dio;
stolto.
uno
abbi
con
che
quali, quando
il
varietà
il
core;
in
buoni.
questo
lume,
Però,
e
di
notizia
Non
—
giusto,
li
benché
col
suo:
sia
premii
e
E,
però
cor
in
che
notare
fusse
non
una
non
avere
religioni
Cristo,
stiana.
cri-
Cristo,
e
per
di
della
cristiana.
certa
una
già
se
da
imo
bontà
solo
un
la
è
vero,
impressa
che
della
battesmo,
cioè
religione
angeli,
l'altre
Talché
partecipano
quanto
come
e
sola
possibile.
gere,
eleg-
cristianamente.
perfezione,
sua
migliore,
la
doverebbe
si
perfetta
gli
e
alla
aggiognere
perfezione
buone,
insieme
sia
parlarne
più
molti
perché
e
tante
qual
e
il
la
sarà
di
esse,
necessario
degl'ipocriti.
religioni,
quale
in
entrare
anco
false
molte
religione,
parso
né
delle
e
sono
necessario
o
cristiana
religione
vera
XL
carlo
platanta
nata
ché
Imperocdella
ognuno
religione,
a
vera
modo
cioè
la
la
cristiana,
quale
a
però
ha
non
che
quello,
chi
opera
Gli
che
ebrei
non
si
Cristo,
in
figura;
adorare
può
sé
della
invocarlo,
delli
che
in
ha
che
delle
suo
fine.
non
nel
di
a
cercando,
posta
lume
Allora
si spoglia
rinasce,
diventa
rare
spe-
e
patire
operare
e
in
modo
a
la
sura
mi-
ogni
cosi, secondo
E
Dio,
è
confidarsi
a
in
Tempio,
rinnuova,
onorarlo,
fratelli.
Cristo,
si
se
creature
maggior
con
cose,
sua,
suoi
fatto
Talché,
Cristo, Tempio
Cristo,
l'altre
gloria
utile, piacere,
Cristo, Dio.
per
veste
sopra
a
salute
fede
!
avessi
se
Cristo,
perfetto
verità
nella
sono
religione
Ma
in
le
tutte
declinare,
delle
a
umane,
compagni,
quella
osservare
Feceno
anche
servivano
dipoi,
a
poco
non
di
e
gli
cosi
fare
nuove
stoli,
apo-
religione
e
nascere,
visti ri-
aresti
virtù
nati,
or-
monache,
fare
che
niente
della
colla
Chiesa
di
pii.
questi
Benedetto,
a
cristiani
religione
vistola
per
fede
e
hanno
semplici
la
poco
monachi
non
impii
e,
alla
mirabile,
frati,
I
delli
Basilio,
venne
religioni
alcuni
a
poco
degli
al tempo
spirituali, santi, d'ogni
d'Antecristo,
sono
veniva
mutazione
religiosi.
quelli
dipoi,
gentile
un
una
perfezione
e
o
diventare
chiesa
imo
Cristo;
visto
carnali
primitiva Chiesa,
nella
ebreo
uno
di
in
e
visto
aresti
e
che
intenti
la
quando
a
Dio
e,
tutto
religione adunque
vera
fine;
cristiane.
Oh
di
si
adorarlo,
retti
possibile,
in
più religione,
e
amare
lui, ad
con
virtù
Adamo
ad
solamente
lo
ultimo
per
interessi.
se
si
non
Imperocché
ha
Dio,
la
e
ultimo
per
Cristo,
cognosce
il vecchio
tutto
ha
che
adorare
Tutta
colui
soprannaturale
in
che
il Padre.
talché
incomincia
l'ha
e
potevano
in
Gierusalcm,
suoi
per
troverai
l'adora,
e
Dio
commodo,
suo
finalmente
e
Dio:
senza
idolatra.
è
per
è
suo
per
imo
è
paté,
e
considerando,
ben
Dio,
uno
l'ha
non
Imperocché,
Cristo.
in
Cristo,
senza
religione,
vera
gloria, satisfazione,
anderai
è
sufficienzia,
cognosce
collocata
tutta
scrisse,
Paulo
come
è
223
XL
PREDICA
di
Cristo
incominciando
Agostino
declinata,
gli
e
altri
si ritrassero
religioni,
ma
per
capi
con
meglio
Cristo.
alquante
a
preservarsi
a
poco,
ordinazioni
e
a
e
più
vivere
incominciorno
statuti
a
infra
di
loro,
cristianamente;
legarsi
con
voti,
ma
e
a
IH
224
e
salvi
cosi
anche
gli altri secolari,
gli dicesse,
sei
che
religioso
cristianità
Si
Dio,
santi
Ma
chiama
avesseno
non
solo
imo
degli apostoli
molto
però
massime,
io
littere,
o
sano
tu,
trovarai
che
i
capi
ha
la
mancato
bene
di
e
ma,
tutti
savi
e
Dio,
e
più,
le
i seculari,
monachi
né
fatto
loro
legge
più
fùrno
non
ch'el
che
delle
alla
come
Dio,
dapoiché
dicono
Fanne
perfetti di
e»
senza
mutare
Cristo
è
voto
per
precetti,
Non
di
è
che
colui
vedere
prima,
padre,
la
del
l'amore
loco
è
stato,
che
di
chi
Cristo,
con
quelle
entra
e
con
e
in
perocché
perfetti.Im-
e
li
osserva
le virtù.
tutte
che
fede.
cristiana
e
più voti,
con
opera
Ma,
vuoi
se
l'imperfezione
insieme.
lassano
le
robba,
in
quella
la
presenzia
secondo
o
di
povertà,
che
la
con
la
ricchezze
piace,
fede
la viva
meglio
tanto
senza
perfettissimo,
essere
maggior
religione
fratelli,amici,
Dio
colui
nell'umane,
per
a
di
ornato
compararle
dove
mondo;
è
impeto
della
entrando
fede,
o
femmina,
o
religiosi, cristiani
più grato
con
opera
madre,
con
miserie,
Dio
a
bisogna
dell'umane,
più
tanto
maschio
perché
questo,
maggior
ha
perfezione
la
In
poi
E
ci fa veri
uno
e
voti.
far
o
che
quanto
divini
grazia
che
stato
onesto
ignobile, dotto
o
divina
la
abito
nobile
vecchio,
può
con
qualunche
o
giovane
quella
è
ricco,
o
infermo,
libero,
o
in
cristiano,
ogni
sia povero
o
servo
cose
Cristo,
perché
che
dico
truova,
ma
di
e
santi
più
essere
monaco
».
essi,
di
legge
un
aggionto
che
pochi
più meritorio.
E
si
la
osservare
e
abbino
quello
a
se
—
che
imperfetta, ed
tutti
d'Antecristo
religione
statuti
supplito
regole;
frati. E
fosse
chiesa
immaginati
plici
sem-
religiosi, e
erano
Giacobo,
«
Inco-
quella de'
sopra
direbbeno:
è)
Cristo.
per
religiosi. E,
san
e
l'osservavano,
non
non
soli
bene,
come
e
vita
d'essere
regole
s'ella
loro
né
nella
legge
(si
loro
Dio,
credono
che
impiamente
le
con
come
di
va'
la loro
essi
del
SIENA
se
quelli
che
pensino
anche
sono
modo
facesseno
—
la
religioni
di
in
che
sono,
di
dire
a
DA
peccare,
magnificare
a
cristiani, imo
cristiani
di
e
l'osservanzia
per
minciorno
OCHINO
dannati
d'essere
pensare
BERNARDINO
"
è
presenzia
dignità
Cristo
va
e
l'altre
e
lassa
sta
tutto
in
quel
dignità, felicità
mosso
dal
il
divino
e
PREDICA
onore
capelli, dove
i
tagliano
da
tolgono
tutti
sé
dove
i
vecchio
e
carnale
le
sua
chiama
con
fede,
tutti, e
vanno
desidèri.
Mutano
si
e
il
Cristo
vestono
Paulo.
nati,
servi, maritati, infermi,
che
quelli
né
alcuno
lui, sebbene
a
vizi,
ricevono
scaccia
non
Cristo
di
vita, si spogliano
di
hanno
quelli,che,
nella
pentendosi
fatti tutti li
avesseno
debiti,
Cristo
dove
peccatori pubblici ;
e
si
umane
quella
e
mutando
esorta
non
infami
ricevono
in
entrano
li suoi
legittimamente
non
religioni
pensieri, affetti
con
come
nelle
che
Cristo,
religioni umane
vecchi,
non
di
uomo
virtù, si
sue
Nelle
li tristi
225
entrano
quelli
religiosi
panni,
con
che
inspirato. Quelli
e
XL
peccati
del
mondo.
Nell'umane,
via
l'abbraccia
«Non
dico
anche
infame;
Dio
primi
intendere
Cristo
se
ne
o
Cristo
san
se
o
i
monaci
tutte
le
»
;
i
«
avere
del
»,
«
di
diviso,
altri capi delle
italiani
san
o
al
che
loro
hanno
da
fratelli
grazia,
dove
i
come
-
suo
volte
in
orano
il mondo
per
religiosi di
onore
e
gloria,
e
san
i loro
solamente
e
sorelle
in
«
d'altri loro
Francesco,
per
frati
Cristo
fratelli
si chiamano
stati crocifissi
1.
Cristo
i secondi
primi
»
se
molte
i veri
fratelli
chiamano
Domenico
Cinquecento
vita, e,
Cristo.
per
Si
vero
della
e
peregrini
spirito a Dio,
religionifusseno
dui
volte
in
dove
»,
pre
sem-
alcuno.
maggior
gustare
senza
indulgenzie;
mondo.
sarebbe
libro
in
e
i secondi
molte
per
Dio
riceve
della
libro
offizio
più
del
bile,
nota-
relevino.
dove
indulgenzia
figliolidi
fosse
Riformatori
lo
i secondi
persone
e
gli
dato
quando
peccato
nel
imo
Pietro:
a
sempre
carcere)
mai
chiesa,
primi
avere
con
primi
dove
Francesco
Cristo
Vanne
altra
Pensano
in
dicono;
che
vanno
vogliono
né
si
psalmi
reliquie e
trovare
per
fede
cioè
scancellarlo;
a
scancella
gli
disse
qualche
in
gli fusse
che
non
cantano
verità.
spirito e
facesse
fa cosi,
non
esso
sette»,
redenzione
pentendosi,
quello
Onde
settanta
pensare
maggiore
con
si pente.
professo
più
peccano,
purché
Cristo
ma
cacciarebbeno
lo
errore,
un
(oltr'almetterlo
eletti
i suoi
sebbene
I
non
più;
ma
un
ci sarebbe
né
morte,
E
volte,
sette
scriverebbeno
lo
facesse
quando
sempre,
pentirà. Se
si
novizio
un
riceverebbeno
lo
non
e
se
«
santi
frati di
; come
Domenico
loro
di
monaci
15
226
III
frati,
e
sètte
essi
e
infamie
vuoi
se
sappi che
nel
e
potenzie
umane
imo
li serrarsi
bene
dipoi
per
la
con
giognere);
d'andare
vagando,
il
il
la
si
quale
quell'ora
d' Antecristo
di
la sanità
morire
gli
che
altri cibi
La
che
Dio
fatiche,
ha
il loro
e
de'
e
non
riconoscerla
salute
essere
da
e
tal
voto,
e
senza
è sostentare
già
stato
mangiare
a
infermarsi
immaginarsi
nel
Ma
cibo,
per
quello
non
aggionto
alcuni
Imo
impio
in
cristiana.
e
curano
essendo
cosi
e
può
non
il tale
né
convenienti.
posti, non
Dio
Dio,
superstiziosamente
talora
si
necessarie
sono
mortificarsi
con
L'uomo
regno
fatto
e
sebbene
si lassaranno
dall'altra
parte
in
quello
voto
per
prima
degli
intemperatamente.
mangiaranno
anco
di
ag-
Dio.
prossimo,
più perfetta della
a
rompere
povertà
gli
che
gli
del
pie,
opere
religiosi cristiani
del
volontà
fine.
hanno
fusseno
ne
gloria di
robba,
ci
mangiare
non
e
per
quel
a
temperanzia,
vera
sue
Dio
in
dare
an-
un'altra
poco
fare,
e
già
può
fare
poter
fermi
e
che
salute
si
per
salute
per
la mente
con
di veri
quelle forze,
truovano
più
servono
uniti
tiene
quelli cibi,
e
e
cieli»,
Dio,
immaginati
altrimenti
possono
ci
di
onore
a
Dio,
temperanzia
con
corpo
vivere
né
quale solo
Similmente
da
con
opera,
di
non
sono
privarsi di
con
chiamati
fusseno
sebbene
si
o
approbando
chiama
e
ne'
Signore
clausura
fantasia
a
desidèri
dall'onore
l'inspira
sentimenti
è
ch'el
sempre
con
cielo, acciocché
beneplacito,
quello
Signore
d'incarcerarsi,
clausura
Cristo,
divino
mossi
de'
pensieri,
in
religioni,
e
è serrarsi
conversazione
tutto
nientedimeno
—
cristiani
tristi
e
(alla perfezione di questa
prossimo
a
il
de'
voti
le fenestre
nostra
in
presenzia,
loro
spirito abitare
nel
sempre
dove
stare
e
li vani
«La
compiacendosi
e
nel
dire:
possiamo
Paulo
varie
queste
odii, persecuzioni,
sieno
serrando
lo
con
Da
emulazioni,
clausura
core,
tutti
a
salvati.
quali
perfetta
del
segreto
consentimenti;
e
la
SIENA
innumerabili.
sono
vedere
meglio
dove
—
che
DA
gli avesse
discordie,
tante
detrazioni,
e
Cristo
Cristo
non
nate
sono
Ma,
e
OCHINO
BERNARDINO
-
veri
cristiani
in
stare
del
ozio,
prossimo,
grave
lui
e
e
ad
religiosiè
potendo,
ma,
e
stato,
afiadicarsi
vivere, potendo,
delle
se
Dio
della
e
cosi
altri,e,
ringraziarlo,
ci dà
possederla
228
III
di
ogni
più
è
per
Giesù
OCHINO
superstiziosi,
impii,
offizio
la
gnoscere
BERNARDINO
DA
SIENA
ambiziosi,
ingrati,
ostinati,
perbi
su-
infedeli.
e
Ma
-
verità,
Cristo
nostro
pregare
acciocché
Signor
Cristo
rendino
nostro.
a
Amen.
che
gli
Dio
ogni
dia
onore
grazia
e
di
co-
gloria,
PREDICA
da
Perché
molti
inganno,
vedere
verità
questa
ch'el
tal
ch'ella
sorte,
episcopi
congregati
dire
non
si, perché
e
massime
se
contrario
spirito
e
non
le
di
degli
Dio,
altri
sebbene
necessario
Scritture
tirano
tutti
che
sacre
cosa
mente
santi;
e
a
e
imo
tutte
è
le
qualche
avesse
fusse
delle
o
chi
con
non
che
rizia
ava-
acciecati,
quali
a
in
offuscare,
cupidità,
ottimamente,
vere
loro,
non
se
ad
dalli
possibile
tizia
no-
regno
l'interpetrano,
volontà,
leggi
avesse
al
pertanto
affetti,
l' intendesseno
sieno
a
ogni
svergognarli.
dell'ambizione,
immoderati
giochi,
cacce,
l'intendono,
Cristo;
quello
con
loro
di
in
essere
mondo,
del
cose
affezionati
e
scienzia;
per
divinare,
non
tutti
potremmo
gran
chi
vi
grandezza,
gloria
e
cardinali,
scuso,
poi
trovasse
sapere
che
di
e
non
nelle
là,
che
può
fusseno
loro
la
di
tanto
Cristo,
la
ma
il vero,
per
sono
loro
seppellire
vedono
Ma,
è
e
di
si
loro
s'ella
suoi
i
gli
e
più
poniamo
Ma
alla
servano
diminuire
di
sacre:
quello
a
più
d'astrologia
Scritture
delle
molto
andare
infra
pure
benché
per-
smascarassi
cosa,
per
corteggiare,
non
litigare.
sapere
quanto
in
e
una
molta,
questo
Ma,
quando
che,
errare
e
per
sarebbe
scienzia,
lo
liti
Finirò
Dipoi,
hanno
ceremonie
nelle
banchetti.
per
n'
non
nelle
occupati
possuto
avesseno
E
con
papa
prima
che
mondo.
il
il
di
errare,
può
la
nicioso
per-
e
resoluto
son
grato.
purch'io
determinasseno
e
mi
resplende.
più
in
dico
grande
un
non
sarà
più
intendo
E
insieme
che
s'ella
agitato,
romana
prelati.
e
però
ingannasse
non
Chiesa
la
Per
mali;
gli
imo
dispiacerli,
curo
sarebbe
possi
non
romana
vero,
dispiacerà,
più
è
mi
molti
errare.
Chiesa
la
fusse
discussa,
sia
non
errare,
Né
quanto
vero
che
non
di
può
romana
tiene
causa
cosi.
è
se
si
quando
il che,
errare,
Chiesa
la
Se
XLII
loro
proposito.
non
per
uno
esposizioni
questo
abbi
e
tutte
interpe-
III
230
trazioni,
Non
scritto:
Se
«
animale
sa,
ne
non
intende
quanto
per
ascosti
caso,
adunque,
savi
ma
la
viva
Però
non
non
tristi,e
di
gli
perché
vita
la
che
faccino
per
miracolo
o
loro
'1
poniamo
ne'
cosi
miracoli,
la
con
che
Cristo.
Se
né
possano
un'umana
non
dire
che
sia
in
figliolisenz'aver
falsa
loro
saranno
male,
Paulo,
la
del
se
e
acciò
già
mali
non
demonio,
fede
nostra
bene
ma
loro,
moglie,
dottrina
opere
se
miracoli,
peri
determinano;
adunque
sarebbe
non
il testimonio
con
anche
che
non
dubbia
e
anco
miracoli.
facesseno
che
sapessemo
ma
e
quello,
minazioni
deter-
modo
santità, che
Né
trario
con-
essere
loro
ogni
se
può
gran
il contrario.
molti
a
si
il far
le
umana
essendo
loro
di
in
che
il
per
debbano,
non
Non
la
che
stabilita
propri
intendessi
paradiso
predisse,
fondata
sente
quello
morta,
essendo
e
non
per
grida
non
gli credessemo,
ce
essi
dubbia.
e
fede
pare,
dottrina,
confirmazione
tu
Ma
essempli.
tal
umana
chi
ha
tu
In
opinione
credere
certi
gli
che
sapere,
fede
loro
in
il
serrare
mondo,
al
come
se
Confesso
«
pronunziare
loro
confirmata
né
Imo
prestare
a
si
in
fussemo
loro
certa,
acquistata
abbi
tanto
piccolini ».
una
loro
la
con
secondo
santo.
di
sebbene
della
quello
opinione
ai
potrebbeno
credono
che
e
Spirito
fidarsi
perché
perché,
anco
infusa
dello
revelati
L'uomo
quali
revelati
chiarezza,
fidarci
si
e
fidarci
non
ho
cornee
«
Cristo:
n'arebbeno
certa
doveremo
quello
doveremo
Onde
che
e
divine
una
fusseno
e
prudenti
Paulo:
E
spirito, delle
sente».
secreti,
fede, si
per
».
divine,
cose
fede.
determinasseno,
di
dello
ne
cose
non
se
con
coscienzia.
delle
intenderete
cose
se
e
delle
verità,
non
i divini
ai
acquistata,
le
fede
che
l'hai
con
crederete,
non
Padre,
te,
in
trista
sentimento
e
spirito,
senza
ma
con
ma
spiritual gusto
SIENA
Iitere
memoria
s'intendono
non
DA
di
pieno
ottima
e
arebbeno
quali
le
OCHINO
ribaldo,
un
bell'ingegno
un
a
sia
e
BERNARDINO
-
fusse
il credere
ad
Antecristo.
So
che
siamo
dirai
:
obbligati
Cristo
perché
i
capi
Nelle
—
a
ha
della
credere
promesso
Chiesa
che
cose
spettano
nostri
ai
di
romana
alla
prelati e
lassarla
non
sono
fede
alla
errare:
e
alli costumi
Chiesa,
nostra
però,
tristi, nientedimeno
bene
sebLui
PREDICA
non
d'osservare
manca
dove
ha
alla
consumazione
che
quelli
in
loco
de'
veri
sono
in
fede,
senza
Dio),
senza
massime
fede
che,
Cristo
ti
Parla
vedi
se
puoi
che
grazia,
gli
non
Se
quali
eletti
adunque
(però
possino
non
e
cognosca
Cristo
senza
alle
cedono
suc-
eletti,
sono
parole?
che
persuadere
li
che
succederanno
loro,
e
infin
che
suoi
questi
le
con
non
soprannaturali,
cose
delli
l'opere
per
veda
quelli,
lui, però
in
non
spirito, carità,
come
nelle
essi?
di
non
e
In
—
giorni
non
e
:
Dirai:
tutti li
che
possibile
apostoli,
ma
;
errare?
voi
con
crederanno
possibile
E
È
sono
apostoli
credono
non
come
viva
con
d'Antecristo?
che
si
veri
son
dimmi
Ma
promesso.
lassargli
io
secolo».
231
ha
non
Ecco
de'
Giuda,
che
di
«
del
successori
de'
a
di
Cristo
all'ultimo:
Matteo,
parla
quello
promesso
san
XL1I
errare,
al
sono
tutto
ciechi?
E
«
E
dicessi:
se
espediente
perisca
non
sebbene
lo
Spirito
la
«Non
tutti
tutti
non
figlioli
li
promissione;
i veri
lo
d' Abramo
successori
priori, abbati,
e
solenni
preziose
nientedimeno,
estrinseche,
essa
che
bisogna
gli
vedessi
dire?
Sono
lor
vita,
a
di
Dio.
è abbominazione
sepulcri
vederesti
appresso
scialbati
di
mati
chiaaltri
monie,
ceri-
tante
dignità,'
e
morte
opere
demòni
come
disse
Però
fede, né
con
e
reverenzie
e
sono
sono
con
quelli titoli
gli
la
pontefici
apparati,
della
e
non
ben
se
seme;
Dio
hanno
non
Paulo,
suo
cosi
»,
resplendano
sebbene
dentro,
appresso
che
patriarchi,
gli spogliassi
agli uomini,
più
E,
la
anco
vesti, ricchezze,
abbominazione
è alto
né
del
fede
prima
israeliti;né
sono
figliolidi
in
in
disse
come
sono
sono
l'imitano
episcopi,
nomi.
se
e
che
degli apostoli quelli,
spirito degli apostoli,
superbi
che
che,
d'Israel,
quelli
d'Abramo
quelli
ma
discesi
sono
figlicarnali
loro,
a
Cristo,
errare:
respondo
—
zia
disgra-
determinazioni,
lassa
gli
non
bocca,
in
sono
loro
le
mancare;
fatta
è
che
quelli,
che
può
non
non
fanno
nella
santo
essi, sebbene
quando
acciocché
populo,
Spirito
lo
cosi
core;
lingua,
promesso,
tutti
sono
nel
nella
promessa
ebbe
gente»,
il
per
dicendo:
profetò,
quando
muoia
uomo
nientedimeno,
chegliel'ha
che
la
Caifas,
come
un
l'ebbe
Dio,
hanno
che
tutta
non
di
Si
—
Cristo:
a
Dio
fuore,
ed
Quello,
«
».
e
E
che
dentro
III
232
di
pieni
virtù, che
il che
modo
ogni
Cristo
al
giorno
E
che
che
sia
cadde
il
come
suo
medesimo
ed
ed
fusse
gli disse
loco
sarò
sempre
in
si
infin
errare.
altrimenti
Paulo,
E
riprenderlo.
l'opere
e
costregnere
non
sto,
Cri-
per
in
quello
alla
verità
Paulo
come
andava
non
né
d'importanzia:
era
perocché
Im-
voi
cadere
errato
in
errare.
con
Pietro:
esso
invano,
che
stoli,
apo-
demostrano,
potesseno
arebbe
morto
vita
non
giustificarsiper
a
né
degli apostoli,
vi lassato
non
non
Cristo
episcopi,
né
la
con
Io
errò
errore
Cristo
se
io
imitano
e
il
cristiane
l'altre
successori
che
«
apostolo,
giudaizare
a
propri
cioè
».
i veri
dire:
che
e
stoli?
apo-
hanno
sieno.
non
dire
volse
giudizio
forse
gentili
verità
degli
Cristo,
chiamati
sono
loro
lui
in
sinceramente
fusseno
come
non
anche
che
in
essi
il vero,
era
sai
i
del
non
si potrebbe
non
successori
carità, umiltà, pazienza
che
falso, si
è
SIENA
i veri
sono
l'Evangelio
che
poniamo
DA
vivamente
sebbene
:
però
è
non
Ma
hanno
predicano
negli apostoli
quali
credono
che
spirito, che
suo
Sai
spurcizia.
Quelli
OCHINO
BERNARDINO
-
rettamente
dell'Evangelio.
Forse
dirai
venuti.
erano
scandalo
verità
Pietro
—
si suttrasse
ma
a
:
ai
dimmi:
Ma
—
gentili,
dell'Evangelio
basta
me
nelle
che
parole,
di
e
che,
cristiano
può
mangiare
avevano
per
immondi,
i
con
gentili
di
e
potuto
errare
s'el
che
di
ditto
la
Però
domandato
quelli cibi
similmente
arebbe
Cristo?
di
arebbe
cosi
anche
seppellire
con
l'avesseno
ebrei
quelli
se
dava
non
benefizio
E
suttrarsi.
che
quelli ebrei,
a
suttrarsi,
il gran
fica,
giusti-
che
quello
importanzia,
maggiore
nel
errò
nel
offuscare
e
è
scandalo
dare
non
per
Cristo
che
sapeva
no,
gli
ebrei
per
non
scandalezzargli.
Se
che
importavano
i
errare
con
voi
voi
talché
prelati
»,
non
i vostri
né
ed
che,
Pietro
adunque
errare
non
sebbene
alla
di
poteva
fede
volse
dire:
suoi,
;
Cristo,
in
tempo,
per
dire:
—
dire:
«
cadere
e
Io
benefizio
non
fatti
e
anche
se
né
dipoi
e
in
cose
potranno
Sarò
Cristo
volte
molte
a
volse
sarà
lassare
imo
—
benché
periscano: però
cadranno,
pensa
Non
—
parole
salute,
Però
successori
i
alla
e
Roma.
nelle
errare
sempre
errare
lassa
né
dere
ca-
gli releva,
gli abbandonerò,
loro,
gli
relevarò
e
PREDICA
redurrò
che
maggior
a
Dirai
:
Dio
che
quando
essi
di
che
moltitudine
sia
il
mondo
degli
oscura,
d' Elia,
cosi
e
fossero
vi
v'erano
tanti
chiamato:
leviti, vecchi
mostravano
adororno
il vitello
ingannavano
cosi
al
con
tanti
Achab,
crocifisse
dare
negli
occhi
ma
né
grado
alla
Bisogna,
parola
un
spaventarsi
Dio
da
e
pure
che
profeti,
Dio.
di
E
Dio
di
Chiesa
farisei, sacrifizi*
Satana,
re
Dio
per
di Cristo,
e
impia,
tanto
e
ella
che
la
si
Chiesa
viva
il
nome
considerare
della
in
Cristo.
Chiesa,
molti,
fanno
spirituale
fede
perché
al
prelati, al titolo,
come
le
Cristo
di
sia
se
Non
titudine,
moldove
loco
polizia
una
di
Chiesa
l'Evangelio
bisogna
imperocché
è
nati,
quali, ingan-
sia
nella
ha
i
sue
non
alla
risguardare
anche
all'altro, cosi
succeda
e
i
tengono
è sempre
non
considerare
ornato,
e
risguar-
bisogna
non
debbi
Non
debbi
cognoscerla,
per
di
deserto
Dio,
Chiesa
pareva
dignità, grandezza
successione,
che
come
la
pure
leviti, scribi,
uomini.
spirituale. Non
pensano
che,
di
la Chiesa
di
benché
più Aaron,
splendore, imperocché
degli
mondana,
abitano,
nel
d'Aaron
sinagoga
d'Achaz,
tempo
quasi estinta,
di
occhi
negli
e
quelli quaranta
la Chiesa
suo
potenzia,
al
fu
e
sinagoga
era
cognoscere
per
ricchezze,
e
la
Al
quasi
Cristo.
all'estrinseco
florida
sacerdoti,
representavano
Cristo,
rata
ono-
e
imperocché
vile.
tempo
Similmente
nientedimeno
Però,
Al
pontefici, sacerdoti,
ceremonie:
che
di
tempo
quella
Melchisedech
oppressa,
e
d'essere
pure
d'oro.
era
d' Isaia
e
e
e
maggiore
con
di
Noè,
angusta;
abietta
assai.
sacerdoti
di
era
Gieremia
sia
magnifica
e
da
che
Respondo
—
romana
cerimonie
Egitto
in
povera,
Eliseo,
de'
Dio
idolatra;
massime
quanto
gli altri.
potente,
d'Abel,
di
niente
conve-
credono.
gli
al tempo
Chiesa
era
uomini
che
vero
la
belle
più
più
la Chiesa
ricca,
più
di
persone,
d'Abramo,
tutt'il
vedi
la
tutti
salute.
alla
Chiesa,
della
tanto
e
che
pensare
ornata
di
che
insieme,
cura,
par'anco
questo,
capi
riguardano
in
t'inganni
dell'altre,
e
essi
i
errare
serviranno
gli
tutto
con
specialissima
si
sempre
ma,
lassi
ad
Cristo, perché
E
è vero;
congregati
e
233
l'interverranno,
non
sono
pendono
dico
che
Questo
—
n'avrò
grazia,
le cose,
tutte
XLH
dicono
Dio.
e
la
adunque
essere
HI
234
Chiesa
di Cristo
falso
di
nome
Dio,
le
ma
impii
loro
secondo
che
fanno
rapaci
in
nelli
dimmi
Ma
le
epicurei
non
di
nel
destrurre
a
nostri,
fede
precetti
e
spezie
Chiesa,
satisfazioni
i
se
Cristo
loro
a
a
imo
nel
si
in
terra.
bino
ab-
romana
fantasia,
tanti
l'una
sotto
Lui
in
e
della
l'uso
Cristo
spirituale di
satisfatto
avesse
che
volere
e
contra
regno
come
introdurre
a
e
che
e
sacrifizi, espiazioni, indulgenzie
non
lupi
sua
fede
Chiesa
Cristo
di
ce
che, quando
comunicare
non
introdurre
a
umane,
come
umani
Cristo
prodigi,
quasi
della
capi
i
e
la Chiesa
Chiesa
e
coscienzia,
l'instituzione
contro
primitiva
in
mortale,
peccato
a
li
che
demostra
d'Antecristo,
truovarà
non
se
si trasformarebbeno
Dio;
il regno
i casi
reservare
di
loro.
Roma,
idolatri.
e
segni
tempio
da
sono
nella
darebbeno
ti pare
non
a
obblighino
l'altra
verrà
tempi
:
errato
articoli
che
e
vita
approvati,
entrarebbeno
che
starebbe
spirito
venuto
suoi,
Paulo,
d'apostoli,
in
essi
lor
la
come
spezie d'agnelli, falsi profeti, e
sotto
Cristo
da
inimici
cosi
si
dicono
e
di
prelati
i
volontà,
a
pendesseno
e
imo
mondo,
contrario,
s'elle
come
di
l'onore
le Scritture
al
e
quel
sotto
non
del
gloria
e
cardinali, episcopi
abusi
e
ma
e
forma
sua
adesse,
E
defendere,
proposito
spirito,
l'abbominazione
è
loro
a
senza
e
Cristo,
n'adverti,
di
lascivie, dignità
starsene
decreti
impii
SIENA
d' Antecristo.
e
cercano
»
pontefici adunque,
loro
Satana
DA
prodigiosi errori; interpretano
e
impii
di
Chiesa
entrate,
bisogna
sono
OCHINO
di
quella
«
sue
che
I
BERNARDINO
-
e
croce
gatori,
pursuf-
a
ficienzia?
Sarei
E
la
a
chiesa
Già
orientali
in
non
per
dividere
per
episcopo
in
Paulo:
«
romana
escomunicò
È
Asia,
che,
Nissuno
per
Ireneo,
osservanzia
vi
giudichi
che
repugnanti
l'inconsutile
e
quasi
chiaro
pur
veste
episcopo
di
in
di
tutte
la
errorno
sincera
di
Cristo.
e
in
e
in
vedì
gio-
nicargli
scomu-
fede
e
a
Policrate,
ripreseno
Leone,
poto
bene
le Chiese
a
alla
errare
mai
Pasqua
l' escomunicò,
tempi,
cibo
può
se
faranno
se
celebrare
volevano
non
frasche
dubbio:
errori.
li loro
quanto
errare,
m'è
domenica.
ceremonie
può
tutti
recitare
Questo
australi, perché
e
pontefice,
Chiesa
la
volessi
s'ella
d'Antecristo.
alcuno.
e
dubbio
è tanto
me
s' io
longo
troppo
quel
dicendo
giorni
di
236
III
Chiesa
Cristo.
di
tristi, i quali
hanno
sia
romana,
Gli
e
eletti
li
Forse
e
ladro
martiri?
in
dici
un
loco;
abbi
in
e
in
stia
basta
che
i suoi
cosi
al
Non
dice:
la
nel
o
le
tali
tal
tali
o
di
Dio
in
vesta
ceremonie;
Dio
questo
o
bisogna
ma
Dio
di
non
di
la Chiesa
loco,
Spinto
lo
residenzia
facci
che
e
Cristo?
di
morte
Il regno
è necessario
tale
Cristo, quando
Cristo
«
lui amico
degli apostoli
tempo
di
pochi?
solo
di
doppo
tempo
d'Isaia,
essendo
essere
passione
figlioliabbino
Nascono
—
sia
chi
fede
in
Lui,
essere
per
Paulo:
Cristo
non
scienza
Saranno
dalli
dimmi:
In
».
esso
di
Dio.
E
tutti
insegnati
da
Dio
».
più
la
santi
tanti
anni
Chiesa
dotti,
ch'el
romana
e
non
cieco
sia
di
e
ciechi
mondo,
sua
infra
pure
li tesori
li fideli
nati
illumi-
d'essere
cercare
da
la
se
e
impii
farisei.
ingannandosi,
madre,
di voi
predisse Isaia:
anco
Ma,
salute.
infra
tutti
pur
Cristo
sa
alla
sapere
ascosti
come
doverebbeno
chi
che
necessario
è
sono
sapienzia
dubbio,
che
giudicato
ho
non
e
già
che
Io
li cristiani
infra
Respondo
—
quello
tutto
crocifisso
qualche
nascesse
«
dubbi
,
gli risolva.
sa
de'
volta
qualche
che
diceva
della
e
sua.
la viva
Però
della
la Chiesa
facci
determinare
Chiesa,
credeva
e
nel
che
resplenda
che
d' Abramo,
Noè,
della
contrario
».
quell'altro modo,
bisogna,
«
Cristo
e
di tutte,
resolvere,
a
di
d'Abel,
che
madre
sieme,
in-
—
tempo
bisogna
il tal nome,
Dirai:
se
che
cristiani
particolari.
longo
si
mondo,
il
per
particolare, e
abbi
Elia, dapoiché
per
porta.
im-
non
sinceri
Chiesa,
una
splendore
osservazione
con
Chiesa
e
e
o
errare,
questo
dispersi
quelli
per
può
non
francese:
loco
chiese
al
con
Cristo.
sia
il confessava?
imo
Tu
verrà
d'
che
sono
di
cioè
modo,
si truovano
essa
tempo
similmente
solo
sia
un
ed
questo
tempo
Dio?
un
nel
dov'era
al
cosi
di
l'altre
dimmi:
o
Dio
che
in
primo
quella
Chiese
Bisogna
tutte
mista
essere
per
è
lupi : dove
autorità,
governare
Ieremia,
figlioli di
vere
—
somma
Ma
Dio,
facci residenzia
e
abbi
i
e
errare,
nel
presa
veneziana,
le
:
può
SIENA
DA
prevalgono.
di
infra
sono
dirai
si veda
e
sia
agnelli
come
volte
spirito
o
OCHINO
questa
adunque,
lo
che
E
molte
Chiesa
La
BERNARDINO
-
che
ha
frutto
Ma
sato
pen-
n'ha
PREDICA
cavato?
che
di
che
se
n'hanno
lume
annate,
a
crocifiggere
scandalo
A
non
Credi
che
le
ciechi,
sono
quella
quella
e
tanto
si
Amen.
renda
solvere
dieno
abbino
la
che
d'Antecristo,
più
ogni
Apra
onore
decime
pigliare
a
i
usurparsi
l'altre
del-
beni
relassazioni,
offizi
sacramenti,
nefizi,
be-
e
fratelli
i suoi
perseguitare
a
lissima
crude-
stata
assoluzioni,
Chiesa
più,
mentre
lume
al
errare,
sua
e
a
imo
dal
tirannide
gloria,
per
falso
è
Giesù
occhi,
gli
chi
più
suo
eli'
è
abbi
nome
pessima,
Cristo
che
quelli,
essi
essendo
che,
che
mentre
loro.
per
che
ognuno
sia
non
fanno
mondo;
liti,
loro
delle
che
che
Dio;
Cristo,
di
la
dubbi
adunque
ingannato
quanto
non
a
altri
guidarci
a
può
non
di
ogni
tenebre
solamente
se
Cristo,
nuovo
è
Dio?
mondo?
edifichino?
scandalo,
atteso
di
figlioli
e
sempre
ordinazioni,
sanno
intricarle
con
che
indulgenzie,
di
al
Roma
però
che
vendere
a
eletti
gli
gravezze,
consecrazioni,
a
dare
ha
non
22,7
vedi
intollerabili
porre
benedizioni,
e
che
e
chiese,
Non
avuto?
inimica,
e
serviti
sono
ne
XLII
di
per
e
visto
e,
Cristo,
è
madre
apparenzia,
acciocché
Signor
a
nostro.
Dio
PREDICA
Se
è
bene
stato
e
Hanno
creda,
dalle
si
non
ma
non
inquiete:
bene
si
io
restano
fede
che
dico
molto
e
manco
gati
obbli-
perturbate
vediamo
siamo
si
d'essere
conscienzie
che
che
tale,
determinato
pensano
le
se
e
fede,
modo
dottori,
molti
quietargli, voglio
in
hanno
dalli
con
moltiplicargli,
a
della
perché
di
articoli
credergli.
quello
sa,
E,
tutti,
per
male
o
obbligati
tutto
persone.
però,
tanti
gli articoli
crede
credergli
a
se
pure
semplici
moltiplicare
siamo
moltiplicato
solo
non
il
XLIII
fatto
hanno
se
obbligati
e
credergli
a
tutti.
Cipriano
Ruffino
e
beno
ricevuto
seno
predicando
da
lo
tutti
insieme,
si
Spirito
predicasse
Ma
articoli.
Spirito
gli
tutti
e
stati
Ma
romana
cosi
la
a
quelli
dapoiché
aggionti,
vien'
abbino
qua:
e
avuto
e,
come
e
è
loro,
possibile
più lume,
il
contengono,
che
come
il
che
che
i
tutto
alla
in
forse
sieno
prelati
gli apostoli,
non
ricevuto
e
articoli,
necessari
son
vero,
Pensi
predicare
tanti
imo
sapesseno
si
più
molti
fatto,
sia
fus-
se
ebbeno
non
pertanto
credetteno
secondo
che
cristiano?
gli sentirno
che
non
E
Cristo,
da
credersi
anco
ben
dapoiché
di
sufficienzia,
deva,
cre-
chiama
aggionti
stato
male.
massime
Madre
si
esso
hanno
sia
che
fatto
apostoli,
lume
l'Evangelio,
sono
hanno
si
noi
d'Antecristo,
apostoli,
dire
in
che
fede
viva
d'essi.
chiesa
degli
da
ché
accioc-
s'adunasseno
con
che
articoli,
della
necessario
era
avesseno
essi
e
che
quello
andas-
mondo,
dottrina,
ciascheduno
posso
che
santo,
che
quello
ed
dire
che
tu
prelati
del
parti
simbolo,
quegli
mondo
non
diverse
eb-
dapoiché
separandosi,
che,
medesima
nel
illuminati
più
a
credi
non
i
Il che
sforzato
cosi
il
per
stati
seno
lo
E
dipoi,
in
dicendo
tutti
minore.
predicorno
innanzi
una
ciascheduno
e,
gli apostoli,
che
santo,
l'Evangelio
convenneno
Credo
vogliono
che
dannati
accettorno
che
di
poi
salute?
della
vedere
Chiesa
tanti
PREDICA
apostoli
articoli
e
Paulo,
san
Forse
i
bene,
o
modo
ogni
o
era
i
(benché
della
capi
fatto
grande
essendo
errato,
se
il
ma
impertinenti,
erano
saperli,
a
gli apostoli
che
ci
nuovi
più
e
in
cargli,
espli-
non
questi
zelanti
arebbeno
parte
alla
molto
e
era
arebbeno
necessari
come
più
salute,
arebbeno
solamente
il
credergli,
avendogli
essi
espressi
non
salute,
alla
serviva
non
rato
er-
quello
dall'altra
talché
qua:
se
cosi
in revelarci
necessari;
non
e
Vien
necessari.
come
dirai:
Forse
dapoiché
A
utili
solamente
articoli.
hanno
tacere
gravemente)
esplicarecegli
a
nostri
gli apostoli
benché
nostre,
errore
de'
pili perfetti degli apostoli
stati
dell'anime
salute
si
non
scrisseno.
adunque
a
cosi
e
Giovanni,
san
l'esplicargli,e
d'Antecristo,
chiesa
articoli, sarebbeno
della
utile,
cosa
peccato
o
alla salute
stoli
apo-
le Scritture
esplicargli. Ma,
a
gravissimamente
peccato
le
male,
d'Antecristo
necessario
necessario;
Se
male.
o
che
gli esplicorno?
non
gli
e
inteso
lume
ebbeno
perché
chiesa
caso
arebbeno
era
cosi,
che
gli
visto
sacre,
avesseno
altri
gli
dapoiché
avesseno
Scritture
l'epistole
e
che
e
salute,
di Roma
prelati
meglio
gli apostoli
è
della
era
che
gli Evangeli
esplicargli,
capi
i
alla
nelle
dire,
che
se
bene
era
Se
Pietro,
dirai,
dimmi:
Ma
cosi
sacre,
239
necessari
contenersi
bisognarebbe
no,
san
loro
veddeno?
gli
non
nuovi
questi
o
secondo
articoli,
altri
XLUI
quel
tempo
che
non
Dio
E
io
delle
la
imo
Si
della
infino
tim'ora
debbi
divine
cose
t'inganni.
truova
grazia,
»,
Né
di
lume
ha
che
i
giudizio,
e
la
Dio,
più
giorni
sono
che
più.
al
la
al
ch'el
Chiesa
già
abbi
degli apostoli,
che
la
ché
per-
degli
tempo
Non
secolo
l'«
ultimo
s'ha
più
Chiesa
sua
nostro
giorno
ad
apostoli,
di tenebre.
è il tempo
da
incomminciando
Messia,
chiamati
illuminata.
stava
ba-
basta
non
che
volesse
ebbe
sacre
del
lume.
—
Dio
che
ma
tempo
però,
salvarsi
per
moltiplicato gli articoli,è piena
Scritture
nelle
cioè
di
però
admirarti
articoli:
n'ebbeno
non
articoli:
primi
dico
Chiesa,
al
quelli
ogni
che
revelati;
anco
l'illumina
quel
avesse
erano
revelati.
lume
tutti li nostri
credere
revelati, gli apostoli
credere
sono
più
ora
necessario
stati
sono
allora
ora
È
—
»
aspettare
e
Cristo
l'« ulche
ci
III
240
sia
altre
revelato
ci
ha
di
persona
parlato
disse:
proprio
Padre».
gli
revelò
forse:
essere
uomini
parlare
molte
grossi
ma
cose,
illuminarli?
i
si
celebrasse
immersi
Esso
ci ha
alla
che
salute.
ho
udito
articoli,
che
i
cecità
o
Non
l'altra
spezie,
prelati
Roma?
o
filosofia,
densissime
si
Pasqua
o
gli apostoli
Scoto,
però
divine?
cose
che
non
e
più occupati
vero
delle
tenebre,
gli apostoli
la
visto
né
a
aggionti,
fermentato,
che
ture
Scrit-
le
promesse?
forse
e
santo,
potente
che
forse
erano
di
fu
da
ganni,
T'in-
—
e
articoli
erano
in
».
Spirito
non
per
v' ho
Io
«
mente
alti
si
consecrasse
logica,
e
la
quello
di
apostoli
lo
santo
intelligenzia perfetta
avevano
stolta
Spirito
capirno,
portare
anco
osservò
e
Gli
studiato
non
si
l'una
mondo
avevano
lo
incapaci
non
li
non
Cristo:
aprirgli
con
non
domenica?
nel
quanta
come
mezzo
per
per
di mandare
promesse
che
essi
per
capacissimi?
sotto
in
però
:
le potete
fusseno
che
comunicasse
forse
si
nuovi
questi
sapeva
disse
tutto,
d' Antecristo
intendere
non
cosi
e
quello
tutto
idioti
Cristo
gli apostoli
a
noto
ma
non
forse
che
o
prelati
atti
Figlio,
necessario
e
glielirevelò,
Cristo
Credi
sacre.
e
e
gì'insegnerebbe
che
utile
non
il
per
parlarci,
c'era
fatto
Cristo
—
imperocché
o
che
SIHNA
salute, imperocché,
ma
poteva
Cristo
o
alla
profeti,
«V'ho
Però,
DA
agli apostoli.
Dirai
che
i
per
quello
tutto
dal
e
necessarie
cose
non
OCHINO
più perfetta non
revelato
Lui
BERNARDINO
-
Oh
nella
sono
mana
ro-
Babillonia!
Sai
che
le gare,
e,
per
che
ora
di
l'alti
degli apostoli.
fare
scisme,
l'anime,
È
moltiplicare
romana
da
articolo
fede
la
coli?
arti-
chiese,
di
dividere
che
infin
curata
maravigliarsi,
di
tanti
l'altre
con
s'è
non
sopra,
e
articoli
moltiplicati tanti
anco
illuminati
credere
di
fatto
anco
fatto
la Chiesa
Cristo.
di
veste
ha
che
concezione
a
della
Cristo.
di
Hanno
e
preso
restare
e
abbi
non
Madre
ha
vincerle
l'inconsutile
quella
è
cosa
tutti
li
secreti
E
sètte
farle
sai
e
e
a
contengono
nel
misteri
si
hanno
divisioni,
vivere
fusse
pareva
che
e
a
morire
servito
tuibare
più
che
passati; gli
che
mostrarsi
per
le
loro
tanti
conscienzie,
desperate.
santi
poco
a
Simbolo
articoli?
a
illaqueare
PREDICA
Quanti
moltiplicati tanti
avesse
dell'anima,
L'Evangelio
è
solo
una
rete
tanti
che
Ma
Cristo
il gran
essendo
se
s'ha
da
giognere
de'
oblivione
e
non
cosi
la
soggetta,
fatto
la
apostolici
sia
che
forse
non
in
sbandito,
E
sai
dicono,
ed
scienzia,
Già
per
in
di
per
articolo
dal
figliolo.
E
gli
sai
sanno;
Riformatori
di
che
poco,
già
articoli
non
agin
in
modo,
ogni
instituirno
nuovo
lo
che
l'hanno
parendogli
santo
troppo
Cinquecento
-
I.
aperta
in
fusse
con-
Paulo.
moltiplicare
non
si tenesse
dal
essi
minazione,
deter-
loro
ch'el
pazzia
che
quello
Contra,
procede
moltiplicati,che
tanto
una
ordinorno
Spirito
L'arebbeno
quella
contra
e
quello degli
credere
fede.
di
il
che
spirituale della
determinorno
concilio
e
«.
sai
e
tutto
s'el
loro
E
scoprirsi troppo.
creda
della
cose
diabolici.
silenzio.
come
nel
gli articoli
fede;
pareva
si
ha
come
chiamano
lo
e
dre;
Pa-
sposa,
si
e
chiese,
in
gli
forza,
nelle
umani
le
del
come
sotterrati
un'altra
che
autorità
signori
del
e
quella
ma
Credo
non
che
si per
e
se
vogliono
avesseno
italiani
a
mettere
con
Cristo,
a
li loro
tutte
fusse
amore,
fede
in
come
credere,
Dio,
hanno
fantasia
dica,
non
articoli,
si
tutto,
a
e
altro
si
non
loro
un
loro
tirannicamente,
un
per
ci fusseno
e
nuovi
più
essi
ognuno
esplicare gli
di
sua
Essi
cantare
se
forse
che
non
volontà,
volontà
loro
a
vogliono
non
potestà,
sposa
fatto
hanno
apostoli
chino
di-
non
credendo
il regno
stato
sua
magnificati
e
fanno
lo
tutto
è
a
trovando
non
la
che
divini,
maggiore»,
fare
in
precetto
d' Antecristo.
il vero,
care
moltipli-
volendo
s' hanno
fare
comanda
e
mondo
quelli degli apostoli.
a
Chiesa,
chiesa
tutt'il
che
redutto
mancarà
come
contr'al
venne
non
sapersi.
parlare,
peggio,
sarebbe
monstrare
nuovi,
che,
e
già
loro
antiquare
Cristo
hanno
presto
Offizio
e
colo
peri-
non
pezzi, con
quasi
Dio,
ereticissimi
che
sperare
degli apostoli,
di
giudizio
parole,
a
Paulo.
predisse
potrai
mille
non
senza
ma
pigliare
a
fatto
non
essi
non
atta
n'hanno
che,
credersi,
non
se
romana,
eretico.
sei
tu
guarda
eretico,
potevano
articoli, che
la Chiesa
sai, di cose,
e,
grande,
cora
241
conciliati
articoli!
non
rompersi;
senza
e
si sarebbe
popoli
XLIII
Padre
propri
dire
che
e
non
tutti,
16
III
242
i
etiam
semplici
molti
simeché
i
che
ditto
hanno
manco
si
la
pure
de'
il
quale
e
Cristo.
verità
dotti
è
dà
lo
lume
un
semplici
fusse
se
credere
che,
credessi
se
fede,
senza
Puoi
stolta
perché
adunque
e
impia
chiari
le
per
e
apostolici,
a
loro
Ma
Al
Cristo
Signor
è
cosa
le
fede,
essi
presto
quale
nostro.
sia
i ciechi,
i
dove
articoli
i
ditte
e
ogni
senza
romana,
di
in
pure
esplicatamassime-
contiene,
prelati
in
chiesa
primi
sacre
si
sterebbe
ba-
non
saresti
Roma,
Cristo,
si
come
manifesta.
assai
della
articoli,
bisognerebbe
credono
cose
non
cosa
d'Antecristo,
cieca,
che,
dove
dovevano
principi
si
molti,
la
vedere
parte
confuso,
i
sono
come
con
essere
veri
moltiplicargli
avarizia.
pessima
che
essi
come
hanno
e
Dio,
Paulo
e
Cristo,
Chiesa
ma
credono
che
non
Scritture
volontà
spero
in
presunzione
della
articoli
gli
che
per
di
dono
piccolini,
in
e
semplici;
volse
i loro
la
crede;
essi
che
credere
crede
che
quello
demostra
vita
la
il
ch'ella
quello
i
come
perseguitorno.
quello
quello
sapere
che
ne'
come
credetteno
samaritani
lo
si
semplici,
e
e
un'umana
che
infuso
non
credergli
a
e
dotti
né
per
apostolici,
sapere
ne'
esperienzia
necessario
credere
mente
i
e
un
più
gl'idioti,
degli
vede
fede,
obbligati
soprannaturale
per
farisei
e
Dipoi,
fusse
alli
che
Ma
hanno
che
alti
fusse
quale
vedde
si
scribi
pur
la
espli-
basta
principali.
non
sono
più
cristiani
singolarmente
E
l'idioti,
veri
i
che
non
fusseno
se
altri
degli
hanno
tutti
credergli
e
dicono
articoli,
come
opinione,
acquistata
in
loro
mas-
s'intendono,
a
sieno
mostrato
e
e,
romana.
quali
dappoiché
de'
credere
dove
resoluto
cognoscono,
esplicatamente,
s'el
Chiesa
crederli;
a
dotti
principali,
la
scoperti
sono
capaci
essere
i
crede
che
lor
obbligati
sono
solamente
ma
qui
se
non
SIENA
DA
obbligati
dai
etiam
pure
non
quello
Né
OCHINO
idioti, fusseno
o
semplici
catamente,
credino
BERNARDINO
-
Dio
sempre
Amen.
rimediarà,
ogni
onore
si
come
e
ha
gloria
già
per
minciato.
inco-
Giesù
HI
244
l'altre
Tutte
cazione
essendo
data
agli eletti,
debbano
contentarsi
i
e
d'ogni
lei
e
lei
ai
pena
nissuno
solo
divine
parole
i
redurre
e
fare
e
Cristo
in
e
della
due
o
una
non
bastasse,
per
modi
nel
esporgli
salvare
a
male,
salvarlo,
nicazione,
loro
non
salute.
Imo
del
dolersi
per
non
loro
peccati.
la
quale
vedrebbe
orrore,
è
che
della
non
in
colpa,
e
cosi
è
di
di
la croce,
su
di
persone
e,
la Chiesa,
avendo
doverebbe
possibile;
più
con
quando
e,
escomunicarlo
e
che
averlo
store
pa-
tarla
esor-
doverebbe
l'ultimo
suo
e
come
se
sforzo
altri
negli
perseverasse
quello che
quello
e,
cristiana,
compagnia
questo,
la
per
correggerla;
esortazioni
fatto tutto
e
vero
giovasse,
non
Cristo,
da
tutto
remedio
peccato
del
admonirla,
con
l'orazioni,
avendo
muoversi
quel
per
blico,
pub-
è
peccato
quell'anima,
facci
con
correggerlo,
essemplo
a
nuovo
ognuno
quando
altro
di
chiesa
sua
acciocché
possibili;
e,
Dio
di
ch'el
sapesse
prelato
salvare
qualità
s'el
suo
insegnato
la
fratello
il
loro
secreto
Ma,
questo,
e
l'ordine
e
suo
sé
a
di
in
pecorella,
sforzarsi
possibile,
in
offeso
di
l'esempio, orazioni,
un
o
due
d' Antecristo.
quella
loro
suo.
questa
e
con
debba
cercare
modo
il tutto,
allora
alla
gli dà,
se
di
quando
e,
l'episcopo
congregare
il
a
beneficio
persa
in
modo
con
ed
in
Cristo,
mori
il
l'altra
modo
sentendosi
ogn'altro
servando
per
eletti,
aversi
e
il loro
Dio
de'
dolersi
secretamente,
carità,
dell'anime
quale
pena
cristiani,
Cristo;
a
doverebbe
il danno
per
Cristo,
buoni
e
quello può
di
giusta
dagli uomini,
è
ogn'altro
peccasse
tutto
zelo
in
e
allora
per
veri
peccatori
fratello
suo
Dio
agli
fuggirsi
di
Chiesa
alli
debito
serve
ma
contristarci.
della
una
da
che
giustamente
escomunicazione
L'altra
fatto,
hanno
doverebbeno
remedio
avendo
Però,
dall' escomunicazione,
e
temersi,
doveremmo
sola
È
debba
debba
per
colpa
reprobati
né
può
sorti:
la
separasse
ma
nale
medici-
e
loro.
che
cosa
quello
tutto
buona
hanno
ogni
L'escomuni-
Dio.
santa,
peccato,
agli eletti,
come
chi
giusta
di
contentarsi
e
remedio,
Però
hanno
da
male,
che
eletti
agli
SIENA
salute
del
punizione,
che
è
e
dolersi
reprobati, poiché
peccato
Dio,
rimedio
per
DA
perché
da
bene
sapendo
peccato,
buone,
sono
cose
adunque,
peccato,
OCHINO
BERNARDINO
"
può
per
dell'escomueretico
e
pub-
PREDICA
dichiararlo
blicano,
della
domenica
del
e
massime
dono
delle
che
nella
lingue
pubblicava
demonio,
de'
e
miracoli.
Vero
Di
fare
può
fideli.
dalla
è che
poi,
come
offizio
è
il
anco
che
Chiesa,
la
Questo
si
si salvasse,
autorità,
escomunicato
non
se
spirito
questa
è cessata,
cena
si dava,
già
lo
vite
vera
della
Imo
acciocché
enormi.
escommunicato.
per
altri
primitiva Chiesa,
fare, né
poteva
non
peccati
per
già
concessa
del
tagliato
e
Cristo, privandolo
gli
con
in potere
al corpo,
quanto
vite
vera
conversare
245
arido
membro
per
Cristo, privandolo
XLIV
il
era,
l'episcopo
l'esco-
non
suo,
lo
municare.
Ma
non
servare
l'ha,
che
I
principi
loro
perché
però
fare
non
l'avesse
intento
solo
di
Si
la
bene,
la
in
terra
usurpata
sono
di
E
servirsene
e
quello
sia
che
piena
santa,
corrompino
la
mano
che
li buoni.
e
Se
tagliarsi;
ad
a
ma
e,
d'essere
quale,
Dio
e
ha
spirito
e
fratelli.
mostrarsi
per
meglio,
potere
ingrandirsi,
usa
prelati,
adorare
proposito,
gello
fla-
Cristo
altri loro
la
farsi
municato,
esco-
pio
e
di
piena
li suoi
carità,
giustamente
sposo
agli
e
e
sé, per
loro
a
anco
i
per
però
al
quali
dii
trario
con-
farsi.
la
prima
carità,
Chiesa
di
Cristo, innocente,
i tristi, acciò
escomunica
scandalizza,
l'occhio
allora
di
le persone
lei,
in
giusto
suo
essi
Figliolo
doverebbe
spirito
col
d'Antecristo,
volontà
in
e
guardarsi
Cristo
di
perdere,
far bene
non
a
le
imo
pene,
merita
che
quale
attribuita
e
il vero,
di
la
ingannare
Imo
secondo
fondata
di
come
di
del
sposa
d'escomunicare.
se
cosi
di
specie
sotto
lei
legittima
vera
è tale
se
non
la chiesa
anche
truova
e
figli,per
i suoi
carità, batte
là.
più
doverebbe
Chiesa
la
Chiesa,
salvare,
altre
e
e
nicato
Escomu-
andare
più oltre,
ognuno
contentarsene,
madre
sua
Cristo.
è tutta
imo
Ma,
doverebbe
della
debbano
giudice,
n'è
giustamente
se
espediente.
quale
escomunicare.
a
Dio
solo
incarcerare
con
la
per
escomunicare,
insegnato
può
e
temersi,
cosa,
ha
escomunicazione
questa
doverebbe
non
né
sia
quando
secreti
gli
possono
leggi, punire
occidere,
E,
debba
non
de'
che
magistrati
e
giuste
con
di
l'ordine
sempre
doverebbe
non
che
pubblici,
peccati
per
Chiesa
la
che
nota
si
glorifica
nella
debba
sua
non
cavarsi,
e
Chiesa
il
246
III
Figliolo
Ma
dell'uomo.
c'è
non
BERNARDINO
-
chi
conversa
con
carità, doverebbeno
i
conversasseno
da
acciocché
fecero
vedere
ritratto
bel
un
divino
è
scribi
loro;
più
tanto
in
ogni
da
è
chi
accioché
el mondo
che
la Chiesa
un
gentile,
nel
è
di
atto
di
si
a
e
se
un
tristo
pure
allora
in
respetto
che
i loro
è
nicare
escomu-
in
verità
impii
di
infra
connumerato
che
quanto
cando
escomuni-
guadagnare,
propri superstiziosi non
che,
vederebbe
canoni,
ognuno
bino
s'ab-
dall'
vergognarsene,
essi
mossa
le cadute
e
Roma,
essere
frasca, che
è
quella confusione,
escomunicato
per
carità,
si
sia
chi
escomunicato,
il
per
la Chiesa
quale
minciando
incoin
un
scandalezzi,
ribaldo
un
visto
che
tollerato.
e
escomunica-,
cristiano,
un
qui
Di
non
cosi
proibisce
la conversazione
con
un
falso
cristiano.
Imperocché
con
i
corrompere,
stanno
sopra
e
Or
di
di
Cristo
Cristo
come
l'escomunicasseno
Cristo
pur
non
conversare
cosi
Cristo
di
santo,
essere
se
e,
si
altro.
un
respetto
debba
s'ave-
più vecchi,
di
questo
prelati
è
leggesse
Il terzo
che
che
quali potresti
cadere,
non
alcuno
essi, quasi
in
nelli
Ma
con
moltiplicate
più. Chi
le stimano
di
i
debba
minima
volesseno
se
seguitare,
da'
respetto
per
vergogna
non
modo
per
e
imo
E,
mana,
ro-
bisognarebbe
non
la Chiesa
quale
avere
l'essere
farisei,
l'hanno
modo
già
vergogna
e
dal
relevare.
a
meretrice
paradiso.
guardare
a
possono
e
del
acciocché,
è
più presto
non
non
or
quelli che
lapidare l'adultera;
pochi,
respetto,
s'abbino
persone
tanto
corrotti.
di
zelo
fetente
e
che
quella
avesseno
se
E, volendo
volevano
sarebbeno
escomunicare,
le
medesimi?
è
corrotta,
escomunicare
pubblici ribaldi,
che
quelli
L'altro
a
Roma
fusseno
non
loro
restasseno,
ne
ce
talché,
tutta
lei
partire quasi tutti,incominciando
a
come
li
da
di
è
imo
immondissima
essa
tutti
incominciasseno
rebbeno
SIENA
d'Antecristo
essa:
prelati
la loro
con
escomunicare
chiesa
la
DA
pericolo d'imbrattarla;
questo
corrompe
OCHINO
pratica
che
le
di
sé.
respetto
nella
Chiesa
dà
non
Di
del
non
romana,
sebbene
poi,
con
lui,
non
scandalo
dare
non
con
el gentile,
scandalo,
tanto
l'hanno
persone
praticasseno
non
questo
cristiani,
nasce
può
per
i
se
né
inimico
cristiani
ne
gognerebbe.
ver-
al mondo,
muoverla
a
PRKDICA
escomunicare,
che
ora,
stessa
peccati
Altri
ciò
a
del
Paulo,
lor
la
chi
Cristo
non
osserva
essi
la
le
quelli
possiede
la
che,
mossi
i
da
non
tristo.
vede
quali
che
sinceramente
grazia
dicano
pre-
il gran
e
nefizio
be-
Agostino
e
vorrebbeno
troppo;
fredde
e
pure
Cristo
credono
disgrazia
E
di
un
l'archibusi
e
vol-
non
Ha
giovedi.
l'una
sotto
e
e
molte
infamia
sua
sebbene
volte
blicano
pub-
lo
sano
pos-
non
quella escomunicazione
per
vivono
e
le
ammazzare
robba,
che,
è
ed
d'importanzia;
con
pur
modo
cosi
e
di
poco
peggio
ogni
Dio,
in
cose
per
rendere,
in
tradizioni.
e
ma
Dio;
di
legge
comunicarsi
per
escomunica
può
la
institui.
frasca, per
non
che
qual-
commettono
ceremonie
domenica,
popoli,
come
che
l'orientali, perché
in
escomunicato.
con
che
trasgredire
romana
molti
si
in
loro
Pasqua
minima
rendere,
dire
forza
sieno
quelli
peccato
di Cristo
per
vedere
care,
escomuni-
a
quelli
magnificano
Chiesa
la
anco
Vogliono
è
escomunica
pubblico
già
in
però
spirito, che
ed
Cristo,
e
ogni
essere
di:
escomunica
Cristo,
i suoi
che
nome.
di
Chiesa
chi
muovere
scoprirsi
specie,
per
poter
non
escomunicati
essi
buono
Cristo
ad
rando
tutti, tolle-
lassano
non
da
di
celebrare
La
sono
temono
Escomunicò
l'altra
che
Escomunicarebbeno
enorme
seno
atteso
Dio.
Chiesa
essi
massime
di
del
La
tollerare
Figliolo
ma
servirsi
Può
infino
escomunicazioni.
ogni
di
confessano
e
le
non
da
da
separati
sono
ed
divini
la Chiesa
poi
fanno
mossi
scandalezzato
grandi,
e
escomunicano
pure
essendo
si
quali
respetti
e
si
i
per
in modo
scandalo,
senza
e
tanti, si enormi
sono
quelli,
eli' ha
247
scandalezzarlo.
più
può
non
se
Di
imperocché
XL1V
desperati.
muoiono
in
faccia
essi
per
mosche
alle
persone.
Chiesa
La
a
intricare
anco
a
sorte
da
di
e
le
di
quelle
È
ben
medesimi,
vero
borse,
delle
vendere,
loro
l'usa
perturbare
votare
che
Cristo
che
le
misere
ne
fanno
minori
le
che
queste
e
sono
che
ed
remedio;
conscienzie;
mercanzia,
delle
vendono,
diaboliche,
tanto
per
mandano
carissime:
e
servono
di
di tante
le cognoscono.
nel
ne
n'hanno
e
maggiori,
non
se
centro
bisognano
lacci
più
sorte,
Vi
sono
dell'abisso.
scudi
assai
24S
III
averle,
per
e
più
o
ingiusta
vogliono,
altrimenti
sai, giusta
che
molti
e
OCH1NO
BERNARDINO
-
ti
avessi
tu
farebbeno
puoi
salvare,
sei
non
ed
Sarà
fa
ed
ragione
di
è
Perché
—
peccato.
che
che
Dio.
e
che
da
loro
l'ha
imo
o
e
della
credono
intricati, non
cosi
pubblicare
quello
di colui
che
secreto,
scandali.
e,
che
è
Alcuni
secreto,
pensando
desperate,
restano
pure
di
ne
non
e
e
forse
di
che
la
molte
nati
escomunicati.
certo
possiede;
volte
sta,
ingiuquello
tacere
non
restano
se-
doverebbeno
non
pubblicarlo
lo
qualche
colui
sono
Dipoi,
ma
sanno
in
insino
robba,
temono
e
sia
desperate?
non
obbligati,
d'essere
loro,
mersi
te-
gnificare
ma-
Dio.
anco
infedeli
donde
d'essere
pensando
che
quella
di
da
autorità
sia
infamia,
con
essendo
pubblicano,
altri
sia
hanno
colui
caso
turbate
Alcuni
poi
guadagnare,
temere
si fare; e, dove
che
possiede,
lo
vita.
ch'ella
sanno
per
scoprire,
a
di
essi
Ma
hanno
ha
mo-
secreto
prima;
quel
robba
chi
sanno
propria
in
conscienzie
stimolo
hanno
altri
no;
che
più
si
fulgure, più
un
che
la
gli altri,perché
in
loro
quella
le
con
quelli
però
scandalo,
che
E
Non
essendo
secreto.
elicmi
essere
ch'el
sarà
come
sia
anco
che
restano
di
cretamente;
farsi
con
già
secreto.
scandalo,
loro
creti,
se-
è che
certo
sa:
debba
allora
peccato
peccati
la tal robba.
si
corrompa
mostrare
e
pensano
pure
anco
è
non
escomunicarlo?
a
essi,
con
Però,
autorità
loro
sono
sanno,
non
i
peccato
suo
l'escomunicano
Dio,
da
le conscienzie,
quanti
che
loro,
se
sapesse
non
imo
dia
col
prossimo
di
quella
la
e,
e
per
non
move
perché
perché
ma
ma
—
l'escomunicazione
escomunicato
se
mani
o
il
ti
praticarà
al
nuocere
Dio;
vergogni:
anco
modo
avesse
essendo
Né
Né
medesimo
persuaso
da
che
si
il
Sono
Sono
fuoco.
escomunicato,
loro
ingiustamente,
Dimmi:
questa.
innocentissimo.
può
chi
dagli uomini,
strarà
sopra
quello
sai, secondo
E
escomunica
non
escomunicato
è
dire:
non
Cristo
tiene
la
escomunicato
nel
facci
e
col
sei
se
le
per
escomunicaranno
che
male
suo
puniti.
mondo,
passi
non
anco
essi
uno
puoi
se
del
guardi
all'ultimo
i tristi
liberarsi;
per
ribenedetto.
Chiesa
La
fede
la
tutta
ti
sia, bisogna
più gl'innocenti illaqueati che
se
SIENA
all' escomunicato
poi
che
DA
innumerabili
umani
per
con
le
spetti,
re-
scienzie
con-
PREDICA
Chiesa
La
modo
possibile
ha
giudicato),
che
possi
ha
né
nel
molte
volte
che
Dirai
Però,
:
che
Se
—
secondo
giudici
fare
E
sai
sono
l'anima
in
da
cosa
ridersene
al
bene
loro
obbedire,
a
fuggirsi, temersi
speranza
la
propria
volontà,
nuocere,
Se
se
escomunicarti,
ti
peccato
con
participi
pure
che
de'
e
in
tesori
dipoi reconciliarti
con
Dio.
nostro.
li tuoi
Al
fratelli
quale
Amen.
la
da
sia
Cristo:
in
la
sei
Chiesa
e
ogni
cato,
escomuni-
può
vivo.
acciò
sua,
comunicarti
per
possi
con
Giesù
in
è
il
essi
verità
in
che
voglio
peccato,
membro
gloria,
ci
autorità
Hanno
ti comunica
suo
con
Nissuno
reconciliazione
vera
Dio
e
Cristo,
sempre
la
viva
per
possono
non
hai
se
«
che
quello
sta,
è
Cristo
medesimi
noi
non
Dio,
».
Dio.
a
è
essere
Paulo:
san
insieme,
allora
Cristo,
se
di
fece
chi
può
non
è
conscienzia);
come
che
medesimi
Ma,
che
alla
si
dare
un
consideri,
peccato
orrore,
Dio,
unito
cano.
scomuni-
il disonore
Il
Dio,
a
discreti,
e
è
bene
se
—
la carità.
e
essi
come
tirannide,
in
noi
stia
si
v'è
Pilato.
e
a
l'anime
l'escomunicare
non
loro
pontefici
con
mente
tirannica-
pii, giusti
più
dove,
scrisse
sappi
di
chiese
e
d' Antecristo.
(parlo quanto
dove
destruzione.
dolgia,
fede
viva
li
in
non
beffe
unito
amici
Cristo,
demonio;
come
tutti
senza
avesseno
prelati
il regno
che
aversi
e
si
siamo
fusseno
dicono
separarci
può
Se
propri
facilmente,
Erode
carità,
e
nissuno
e
volte
cosi
Caifas,
debba
fede,
mille
tollerare
d'Anna,
imo,
s'usurparebbeno
non
e
perisca
gran
quella
ai
tempo
quel viaggio,
procuratori;
e
che
esteriore,
e
avvocati
tanto
fare
può
non
correzioni
farsene
e
dargli
pure
li
e
corretto
esso
citato, l'escomunicano.
non
del
mano
quanto
ma,
forse
dovrebbe
cosi, fallirebbe
uno
che
Francia
~
meglio
temporali
in
è
uno
ogni
usa
conviene.
gli
amazzarebbeno
non
in
le
si facesse
te, è
se
senza
Cristo,
se
ammonisce,
chiesa
volte
d'essere
ordinò
essi,
Roma,
spendere
lassarebbeno
modo
ed
molte
e
249
corregge,
propria
a
comparire,
quello
I
citano
lo
a
carità,
prima
li dalla
il modo
sapere
in
salvarlo,
per
(però
peccato
e
Cristo
di
XLIV
cazione,
edifidel
relevarsi
spirito,
suo
Debbi
anco
conversare
a
Cristo
onore
di
Signore
PREDICA
XLV
Delle
Perché
ch'eli'
quasi
calunniata
sia
scusarla
peccato,
E
i doni
sia
del
mago,
alli
il vero,
si
doni
i
medesima
hai
dappoiché
»
in
che
questo
defenderla,
carità
imo
vedendo
Spirito
ha
danari
La
altro
ogn'
stimato
di
e
agli
sia
possedere
davano
d'avere
lendo
vo-
rigidamente
in
te
con
san
perdizione,
il
pecunia
con
quella
averla,
per
riprese
pecunia
Simon
da
gli apostoli
apostoli
lo
comprare
«simonia»
desiderando
cosa
tua
vendere
che
santo,
qual
«
—
in
si chiama
e
che,
della
dicendogli:
consiste
di Dio,
offerse
potestà,
Pietro,
di
cosi;
è
non
simonia
legge
dello
comprarla;
Dio
la
spirituali
quale
fedeli
che
dicendo
romana,
questo.
grazie
e
debito
parso
chiaro
mostrare
Chiesa
la
prelati, parendomi
m'è
torto,
eccetto
che
li suoi
con
a
e
danna
ognuno
simoniaca
è
simonie.
di
dono
—
.
E
è
certo,
un
gran
chi
pittori,
potevano
di
Dio,
Dio,
più
ad
scrisse.
ci
premio
Dio
che
altri.
Come
ha
particolare
Dio
donato
di
le
con
avendo
Dio.
ci
dona,
ha
figure,
dicendo
fatti
Di
anco
Naaman
legge
Cristo
tutto,
siro,
delle
si
che,
le
perché
si
chiamo
comuniPaulo
come
Eliseo
sono
nostre,
vuole
venderci
liberalità?
farsi
come
e
non
grazie
le
grazia
per
essere
che
più
venderle
gli uomini
magnifica
sanato
poi,
dispensatori,
in
donato
possono
si
loro
debba
in
averle
Si
tanto
non
contratto.
non
vilipende.
degne.
cosi
tal
ogni
mostra
giustamente
n'ha
ce
inapreziabili;
le
Questo
più
sono
le
ce
adunque
alcuno,
cosi
possiamo
non
grazia
per
e
comprarle
volere
o
ingiusto
è
però
Dio
sono
comprarle,
pagarsi.
quanto
perché
o
donavano
denari
però
tanto
dovrebbe,
di
grazie
prima,
venderle
quali
con
grazie
come
i
le
danari,
con
che
stati
Dio
In
di
conto
e
peccato.
pensa
quel
di
rendere
pagarsi
possono
E
volere
quello,
non
fu
che
volse
grazia
III
252
denari,
per
paradiso
del
brevi
dulgenzie,
viva
avere
nel
manto
falsa
Dirai:
Sono
le loro
e
umana
essendo
non
Dirai:
che,
sai
le
Se
e
mi
si
farle
chiamasi
«
Spirito
quell'aspersione
E
sono
di
alli
i loro
v'ero
sono
lume
legate
di
con
Cristo?
hanno
donne,
se
impii voti
E
tu
e
vuoi
nargli,
do-
se
stessi.
nando
do-
giusto che,
è
in
o
rito,
Spi-
Paulo,
ma
delle
no,
non
se
già
tu
quel velo,
o
cosi
e
forse
l'altre
del-
che
sia
l'ambizione
vero
invidie
carnali.
monasterio
un
di
pensi
vi entrano,
fusa?
in-
desiderano
imo
quelli chiostri,
Tu
fede
la
quell'abito
carcere,
di
monasteri
scimmia?
sua
Direi
—
tutta
vendono,
con
entra
è
avendovi
la
se
adiutati
e
simonia?
quali
sofia,
filo-
teologia,
abbino
corinzi,
cerimonie.
le
con
una
fanciulla
benedetta,
morte
ma
gli odii, passioni, discordie,
quelle poverine
scintilla
e
pompe
vi truovano,
che
quella
»
è
l'Evangelio,
sovvenuti
è
non
d'acqua
fredde
Spirito quelle
che
dota,
la
male
prediche,
solo
una
che,
predi-
Però,
vorrebbeno,
e
scrisse
Quando
—
scuole.
questi, perché
ma
le
non
Paulo
come
dicessi:
loro
Dio,
vendere
predicano
quelli,che
vendesseno
spirituali,sieno
cose
bisogna
non
di
onore
per
suo.
vendono
soprannaturale,
e
che
di
l'ascolti
spirito
per
volta
spirituale,
rari;
sono
dello
nelle
e
sieno
chi
trovare
sommamente
infusa
libri
che
che
pensare
suo
Si, dell'inferno.
poesie, istorie, leggi,
impararla,
che
Respondo
e
il
sotto
predicatori, che
qualche
pure
teologia
credi
i
vendono
su'
a
vera
Non
non
Ben
fatica
la
—
—
in
Bisogna
ingrandirsi,
per
Si, quando,
Cristo, divina,
durato
e
hanno
come
simoniaci
ma
se
; e,
acquistata
e
speso
visioni
di
quella
è
si
pur
Spirito;
in-
L'indulgenzie
Respondo:
'
—
responderei:
—
ingannato.
robbare
per
e
quelle
con
pietà.
Giuda,
Sono
prediche,
sogni
non
le chiavi?
là
truovato
grazia,
sua
fusse
assoluzioni,
loro
salvare.
loro
hanno
—
vendessero
la
di
poi
un
di
a
dicessi:
se
è
fa,
nelle
ti vuoi
spezie
Non
—
successori
E
si
e
ti fidi
fare,
per
il
cosi
e
Si, quando
truovata,
ti truovarai
se
Cristo
con
Se
Cristo,
modo
offuscare
con
in
SIENA
Respondo:
—
essi
oro.
bolle,
e
fede
l'assolvere
da
piombo,
DA
l'indulgenzie plenarie,
letizie?
sue
un'alchimia
è
ma
bolle,
loro
le
tutte
OCHINO
vendono
quando
e
con
il vero;
BERNARDINO
-
e
malignità?
inferni,
dove
superstizioni, senza
che
sia
simonia,
PREDICA
si
se
paga
denari
dimmi:
Spirito,
poniamo
lo
però
non
necessario,
che,
simoniaci.
il
le
che
più
sacre
di
qualità
doni
diventava
cristiani, siamo
di
scrisse
san
chiama
tutt' i cristiani
cristiani, membri
sommo
sacerdote
sacerdote
fusse
soli
solenni,
sebbene
Lucifero
dèi
in
Spirito
modo
l'hanno
calice
vi
ma
si
un
mente
una
vano
sogno
che,
per
di
molti
ordinazioni
di
più grazie
non
ornati,
né
frenetici.
diventano
le orazioni,
di
si
si
chi
che
non
titoli
e
di
e
quelle
come
templi
in
Dio,
sé
per
nomi
vende,
del
sebbene
adorati
simoniaco,
E
siamo
se
di
indegni
o
come
Agostino
santi, vivi
doni
con-
Spirito
Dio,
soli
Chi
è
non
che
e
Sai
figlioli di
sacre.
per
per
dedicati
tanti
con
altro, per
Spirito,
uomini
ordinarsi,
vendono
cose
offizi,
usurpati
sono
essere
e
era
non
cristiano,
sono
nonché
loio
vi si vende
né
compra,
delle
loro
quelle
né
sebbene
o
e,
ma
proprio
Spirito
per
Cristo
di
profani,
per
di
cristiani, sebbene
membri
santo,
Si
sacre,
questo,
e
vari
a
Apocalisse.
buon
è
scintilla
hanno
che
sacerdoti,
il
volte.
persone
mani,
sacerdoti?
non
di
già
figliolidi Dio,
saremo
non
colui, che
altri
gli
e
dello
compra
e
in abbondanzia;
terra:
un
Abbiamo
milione
non
nz\Y
legge
Cristo.
d'essere
nome
si
Siamo
di
un
siamo
«sacerdoti».
verità?
ordinato
questo
tutti
anco
cosi
Imperocché,
Dio:
però
Or
Dio;
altri.
degli
sacro
condo
se-
deputati
deputati,
Cristo,
in
delle
offizi
solo
ma
quelli offizi.
da
officiali,
quelli
per
erano,
avevano
fermieri,
gl'in-
altri
e
tutti sacratissimi,
il che
Pietro,
veri
o
più
uno
servizio
che
grazie
e
che
i cristiani
erano
s'eleggono
quelli offizi,né
a
sono
pagano,
priori
l'imposizione
con
Dio,
a
i
deputati
sono
è cosi
ma
vivere.
fraternità
quelle
di
piene
tutte
ordinarsi
camerlengo,
persone
al
di
il
da
per
una
a
secrati
si
in
idonei
i vari
essere
spendere
dell'altre,
accettare
che
più
presentargli
questo
simonia
fusseno
abbino
sono
loro
secondo
monache
per
quelli,
se
primitiva Chiesa,
nella
le
moltiplicando,
sacrestano,
che
diventano
è
che
Respondo
secondo
sarebbe
presto
vendono
dubitarai
Forse
un
Più
253
uscirne.
per
Ma
entrarvi?
per
XLV
ogni
care
toc-
adunque,
perché
non
grazie spirituali,
sia
il vero,
pon'
rituali,
più illuminati, più spifusseno
psalmi,
rosari
prima.
e
corone,
E
cosi,
non
I"
254
vendono
questo
per
imperocché,
Dirai:
invalida
sacrifizio,
peccati,
ma
benefizio,
gran
inganni,
sono
di
maggiore
Sono
molti
che
frati
giovino
stolto
più
a
pregare
E,
perché
dicono,
ch'el
fanno
veriti,
e
anco
in
poi
vòlseno
cosa
poi
in essi
verità
più
non
mettere
sia
Spirito,
Al
in
tempo
corbona
bisogna
non
i
preti,
che
sia
per
scolpare
sia
dalla
torto
a
le loro
si
chi
eretico
più
care,
loro
le
con
pensano
di Cristo
il prezzo
i
simonia,
pensi
e
Cristo,
re-
di
e
più
tanto
più.
E
anco
Spirito quello
principi de' sacerdoti
di
per-
onorati
simonie,
sia
se
copertamente,
ma
avvilupparli ogni
che
simonia,
el mondo
più
i
maravigli
è
cose,
sieno
cosi
e
tanto
ignoranzia,
tanta
è.
In
con
di
onore
si sapesse,
prima, acciocché
cause.
estricarli
in
calunniata
si vendono
ognuno
in
però
ditto
ho
più. Né
venderle
per
guadagnino
di
estendermi
presso.
ap-
agli inimici,
più
è
diranno
che
quello
chiesa
naci
preti, mo-
l'ingannarti!
cosa
tutti, infino
Però
un
sepolti più
questo
se
in
o
contrario.
sarà
basti
allacciando
acciocché,
è che,
de'
il
manco
o
loco
un
sono
dannati:
o
infino
più
in
è facile
a
male.
gli
che, quando
per
gli
altro, quanto
un
Vero
la loro
e
che
quanto
farebbeno
penso
loro
ogni
Però
apparenzia
orazioni
e
messe
gionti, salvi
loro.
voglio
essi
li
del
fede.
simonia
sotterrati
sono
quelli
a
a
questo
prelati romani
non
hanno
fusseno
l'anime
psalmi,
mondo,
che
sono
in
che
ognuno
in
sia
che
sicura, s'estende
uno
frati la
e
più
è
per
corpi
i
cieco
e
i morti
ma
monaci
che
se
Pensano
tanto
però
come
sepulture,
carità, quando
più
pensano,
i loro
O
Dio;
che
che
e
e
ricordarci
crescere
che
vana
perdonati
a
e
peccati;
sacramento
fusseno
avessemo
più impii quanto
molti
secondo
altro.
quel
volta
una
fare
volere
un
fizio?
sacri-
gran
li nostri
institui
quale
si
offrirsi
con
ci
chiaro,
esser
un
per
è
confirmarci
cosi
e
puoi
pietà.
le
sante,
la
venderebbeno.
esso
per
per
tanto
e
anche
vendere
La
cena,
per
lo
Cristo,
Cristo
acciocché
ne
messe,
sacrifizio
in
E
satisfatto
Cristo.
di
passione
le
che
ha
croce,
più offerire
la
per
suo
la
su
non
vendere
Paulo,
con
SIENA
DA
voci.
ma
spirito,
è simonia
in
volerlo
non
Spirito,
Respondo,
noi
OCHINO
avesseno
Non
per
però
e
se
—
—
sola
BERNARDINO
"
ed
essi
che
non
pigliano
PREDICA
periuri,
d'usure,
ed
Ma
si
vede
da'
peccati,
Offizio
e
si
è
nostro
eletti,
acciò
Giesù
Cristo
gli
nostro.
sempre
Amen.
che
volendo
che,
loro,
ogni
del
peccati
li
lume
onore
dere
ven-
le
vendere
con
secondo
dia
baldarla,
ri-
corbona.
volere,
per
tutti
Roma
Dio
per
loro
liberare,
a
pregare
rendino
Signor
e
senza,
tirati
di
nella
altra
d'ogni
e
esperienzia,
per
assoluzioni,
sono
rapine
tutto
questo
restati
sono
indulgenze
loro
mettere
bene
Cristo,
omicidii,
sacrilegi,
lecito
è
255
XLV
del
l'anime
mondo.
vero
e
gloria
a'
suoi
per
PREDICA
Dell'inganni
nelle
Paulo,
cioè
d' Antecristo
carnali,
spirituali, celesti,
d'Adamo,
l'imitano
di
mondo,
questo
fine
i
tesori,
avendo
per
Cristo,
come
se
non
cercano
chiaro
lume
di
le
cielo,
in
Cristo
giubilano,
che
della
che
al
il
santo,
E
possedono
sé
e
come
gli altri
Gustando
conviene.
nelle
loco
e
stato
Dove
i
sempre
sitorii
quanto
la
di
Dio
in
adversità,
sono
Dio,
Spirito
del
simo.
pros-
non
a
Dio,
sostentare
onorati,
sono
ogni
di
in
se
tutta
gran
ficarla
testi-
regno
per
danno
onori
e
sangue
senz'amarla
se
tenersi,
con-
alla
salute
e
di
a
si
Dio,
creatura
non
come
solo
non
in
sempre
e
ogni
allegri.
carnali,
miseri,
piaceri,
più
bontà
nelle
e
Die
ed
carità
piaceri
gaudio
e
pace
figliuoli
potendo
spirituale
di
ma
con
e
proprio
Similmente,
sé,
per
la
imo
prosperità,
Dio.
perché
gustano
non
servendosene
sua,
di
gloria
quella
accettano
cosa
onore
a
nello
robba,
non
Cristo,
tesori,
col
onore
della
beni,
Cristo
correspondere
giustizia,
a
dà
li vani
desiderano
vivendo
E,
sentono,
letizia
potendo
è
con
misericordia
per
standosi
corruttibili
per
tutto,
tutti
Dio,
cosi,
gli
Dio
se
e,
ultimo
per
Padre.
salvi
bontà,
non
Paulo,
felici,
la
si
di
mondo.
sono
E,
imo,
sentono
secondo
quale,
del
tanta
cioè
pomo,
hanno
Dio,
celeste
vedono
signori
disprezzano
vita,
presente
bontà
si
figlioli
come
gli spirituali, regenerati
figlioli di
loro
terni,
dell'in-
e
d'un
gli altri
e
Dove
gestiscono,
solo
non
del
gloria
primi,
e
d'uomini,
umani,
stima
adorano
e
sorti
e
I
e
onori
fratelli
del
conto
Dio.
a
soprannaturale
e
esperimentano
Dio,
Dio;
spalle
la
eredi
Dio,
di
due
di
divini.
e
più
suoi.
animali
terreni,
dignità,
suoi
menzione
fare
che
membri
e
angelici
in
piaceri,
voltate
fa
Epistole,
sue
esteriori,
degli
XLVII
non
tesori
n'hanno,
dall'altra
cercano
e
se
onori
più
parte,
sono
non
del
essendo
vani,
caduchi,
Dio,
labili
senz'accorgersi
mondo,
infelici.
senza
E,
perché
vedono
sono
e
tran-
che
che
PREDICA
eletti
gli
nel
la
robba
è
l'usano
la
non
comune
in
di
stessi
se
onorati
delle
però
nel
esso
non
d'esservi
servirsi
voluto
non
zia, quanto
di
ora
di
tutto
scimmie
loro,
e
è
andati
di Cristo
Cristo
e
che
necessario
Riformatori
dii,
per
in
ma
apparenesistenzia
sott' il
Scritture
di
le
spezie
e
spurcizie ed
crocifiggere
con
nome
della
sacre,
santità
tutte
per
Antecristo
in
acciocché
a
dano,
mon-
impossibile
simile
darsi
robbare,
adorati
questo,
adunque
regno
in
meglio
di
manto
Cristo
un
resolvette
pretesto
avere
per
Arebbeno
sott'il
era
delle
sotto
vita.
fare
in
desiderano
solo
Cristo,
questo,
voglia
a
ogni
Cristo.
nuovo
Sono
E
finalmente
e
di
la
truovando
presente
che
imo
persecuzioni,
non
imo
non
mondo,
religione,
regno
dell'Evangelio,
potesseno
con
di
Dio,
un
croce
fuggita
Ma
loro, si
quello
a
del
cuna
al-
cosa
la
su
ma
voluto
instituire
a
sualità,
sen-
fisso,
croci-
vedesseno
in
della
di
nostre
Cristo
ignominie,
visto
infra
alle
quel
Cristo,
ma,
contrariissimo.
concili,
bene,
essere,
e
è
possibile,
era
Cristo,
Chiesa,
di
membri
carnale
tutto
Arebbeno
che
noi,
onori
né
delia
più.
contrarietà
per
Cristo,
e
per
cristiano;
mondo
li suoi
Cristo
il mondo
molto
goderlo
pigliaremmo
venuta,
altri beni
e
remmo
sa-
contrarie.
senso
di
onori
lassare
un
loro
regno,
Cristo
in
è
in
quel
bene,
spirituale per
al
cose
gli
che
cono
allegri e felici, di-
in
se
povertà, infamie,
non
che
e
—
ogni
truovano
regno
piaceri,
con
pii
però
robba,
gran
felici.
la
Dio,
a
satisfare
per
considerando
cioè
suo
per
o
quella gloria
benché
assai, visto
noi
anco
piaceri, tesori, favori,
morte,
e
d'essere
la
i
contrario,
Cristo
fussemo
molto
diano
sempre
serviremmo
ne
andati
visto
se
e
la
lassata
sono
gli piacesse. E, perché
v'hanno
cruciati
Se
—
saremmo
quale
che
tutt'il
ce
anco
nel
:
onorati,
sono
ma
glien'è
e
che
e
ricchi,
e
ricchezze
Sono
Dio
sé,
per
tutti
a
onore
infra
e
piglino
257
Cristo
di
spirituale
regno
quella gloria
XLVII
e
tutti
la lor
italiani
col
dei
e
quello
buoni
apostolici
fede
proprio
Cinquecento
non
sangue.
-
I.
e
nello
vivamente
divini
solo
che
tuale
spiri-
cristiani, per
credono
che
visto
articoli
confessano
imo
i veri
fanno
hanno
gli
speculando
con
Ed
necessari
le
essere
col
core
alla
lute,
sa-
parole, quando
essi,
non
credendo
17
258
III
solo
Cristo,
in
verità
in
si
ognuno
che
credere
Cristo,
che
de'
aggionti più articoli,
con
voci
e
che
Dio,
onore,
sincere
a
il gran
magnificano
la
nostri,
essi,
Ed
di
pieni
in
voluto
modo
debba
che
meritarsi
il
E
l'Evangelio.
è
tutto
d'arricchirsi
in
dèi
adorati
come
questa
diabolica
mulinelli
dell'
sacrifizio
della
zelanti
più
santo,
e
che,
mostrarsi
il
quale
salvi
sebbene
tale
tenersi,
occasione
sola
per
né
di vivere
nel
ma
rati
figu-
Dio
a
ogni
filiali,
appresso
le
che
sia
Cristo,
al
meriti, indulgenze,
dell'assoluzioni,
simonie,
altre
e
(sebben
d'essi
grazia
di
Dio
fusse
sapersi, perché
licenziosamente
e
dà
di
sopra
spirituale, del
scandalo
voti
impietà.
che
doverrebbe
pigliarla
Spirito
sti
giu-
siamo
nostre,
scandalo
mondo)
lo
che
e
al
in
e
sazioni,
dispen-
del
senz'opere
non
casione
oc-
tutti li loro
impiissime
pronunziato
vera,
che
purgatorio,
Cristo
che
ha
loro
e
sieno
acciò
conmutazioni,
lo
sono
avere
guarda
fòro
suoi
grazia
la
per
fondati
sono
dire
debiti
autorità,
il vero,
hanno
con
sue,
alli
Dio
astuzia,
loro
Cristo,
gloria,
l'opere
sepolto
diabolica
esaltare
ogni
di
cati
pec-
assai, essendo
volere
e
e
d'amore.
impeto
buone
l'uomo
di
regno
l'opere
e
fatti per
di
dell'opere
opinione
anco
fede,
quelle che
Dio
hanno
E
de'
bocca
come
canti
dare
imo
a
gli apostoli, imo
per
e
conspetto
con
terra.
anco
che
Cristo
come
spirito
d'ingrandire
cosi
e
lor
organi,
sono
satisfazioni, quanto
benedizioni,
Per
stato
messa,
religioni umane,
non
dare
in
opinione
impie
hanno
non,
la
che
fede,
parole
che
e
che
fantasia
per
con
di
la
e
magnificare
paradiso,
e
quelli
volere
satisfare
può
e
di
tale
lume
confessione,
dell'opere
con
e
mostrare
per
loro
a
Credo
di Dio,
facesseno
la fede
e
che
frutti di
se
e
non
ché
accioc-
ma,
satisfattone degli obblighi, debiti
vizi, mostrando
grazia
la
e
come
e
Cristo
il
parole
maggior
avuto
testa
per
grazia
o
come
ma
fede
gran
benefizio
gloria
a
meritorie
sieno
Dio
fatte
pure,
e
necessari,
fanno
ne
le
con
cielo.
visto
esaltare
con
loro
chiese
al
vanno
similmente
Hanno
vita
le
tutte
per
di
quali
la
esporre
cantare
con
loro
soprannaturali
cose
gli apostoli, imo
i martiri,
della
SIENA
beffe,
gli articoli
maravigli
delle
hanno
DA
facendosene
imo
di
mostrano
OCHINO
BERNARDINO
-
dicono
carsi,
pubblimondo
occasione
e
2Óo
111
dalla
esenti
de'
madre,
della
altri
nelle
a
frivole, superstiziose
cose
Dio
i suoi
hanno
nelli
nientedimeno,
i corvi
mille
miglia
Hanno
fede,
che
mondo
ad
carità
con
la
più
a
i loro
solo
non
pervertiti,
regno
Cristo,
imo
di
de'
monasteri,
inutilmente
cerati,
incar-
desidèri,
e
gno
re-
zando
svolaz-
camminano
più
i suoi
cristiane
ed
fratelli
di
s' hanno
spirito camminando,
lo
con
si
virtù,
essi, fermandosi
in
vagando
vanno
Cristo
che
ed
di
eletti
profanati
e,
li loro
che
degli
imo
nel
col
diverse
per
sforzano
nel
core
del
parti
idoli.
visto
e
Cristo
di
Dio;
instituzione;
sua
sempre
santi,
mondo,
l'altre
santi,
sacramenti,
secondo
loro
nel
pensieri
del
regno
e
similmente
dui
santi
di
ogni
adorare
Hanno
bolico
dia-
e
beneplacito,
stanno
mente,
peregrini,
mostrarsi
per
quasi
clausura
corpo,
carogne
nel
per
speranza,
approssimarsi
de'
santi
dinari,
or-
ora.
per
mondo
mondo,
le
per
visto
in questo
la
con
divino
e
sopra
stolto
uno
cosi, dove
E
nel
al
quanto
degli
tenuti
comanda
quale
più
padre
e
essere
tecristo
An-
cieco, superstizioso
la perpetua
approbata
e
quali sebbene,
con
serrati
mostrarsi
per
ordinata
il
imo
fatto
avere
diaboliche.
e
figli stanno
d'Antecristo,
religioni
da
del
mondo,
estraneo,
un
d' Antecristo,
membro
e
del
perfetti,per
d'obbedire
voto
impie
fare
farsi
con
obbedienzia
signori
e
SIENA
Dio,
naturale
e
loro
obbedienzia
in
prelato
divina
DA
di
volontà
principi
vogliono
gli
OCH1NO
dalla
essi, rebellandosi
ed
di
BERNARDINO
-
nel
fratelli
essi,
Dio,
li duo,
gli
e
nato
ordi-
semplicemente
usano
Cristo,
di
a
ha
regno
mostrarsi
per
ma
suo
hanno
loro
fantasia
luce
del
savi
più
e
mutati,
aggiontone
cinque.
Vedono
essendo
e
lumi
E,
veste,
abbiano
vestiti
gli eletti
che
tenebre,
per
del
regno
vestiti
di
mille
sono
mondo-
accendono
chiari,
candidi
di
fede,
Dio
carnale
ambizioni,
e
i suoi
carità,
parti dell'
vecchio
concupiscenzie,
mostrarsi
mostrarsi
per
nel
perché
fatto
Dio
ed
molte
essi,
lampade
chiese.
le
sono
di
imo
inconsutile
Adamo,
cupidità
perfetti,
si
vestono
con
e
eletti
hanno
Cristo; essi,
di
di
veste
Cristo
benché
e
nientedimeno,
càmici
sieno
passioni, odii,
molte
vizi,
nuziale
la
e
rocchetti
per
con
PREDICA
belle
ricche
e
carnali
paiono
in
eletti,
loco
del
l'incenso
infino
chiese,
imo
sé,
Gli
eletti
per
mediatore
dire
d'avere
di
Dio
verità
'mediatore
di
fanno
dagli
esce
sebbene
danno
solo
le vesti,
Cristo
di
una
gli organi,
liquie
re-
Dio.
sebbene
che
ongendosi
della
col
Cristo,
con
l'olio
a
pieni
core
di
regno
in
cantano
materiale
e
coro
(secondo
dello
onzione
spirituale
vera
danno
nel
sono
in
della
Cristo,
sono
e
in
hanno
non
loco
di
(col
gli angeli
e
In
Cristo
volendo
Dio,
Madre
li membri
allegri
scambio
loro
solo
Dio,
degli altri,
spirito quelli
mostrarsi
solo
non
nelle
e
di
la
e
a
tavoletta,
in
Dio
di
parola
Dio
infra
è
stelle.
idoli.
appresso
in
in
santi, imo
essi,
grazia
dicono
gli credendo,
non
d'adorare
e
più
alle
vanno
essi,
contra
pace
loro) benedetto,
Dio,
ed
e
mostrarsi
mutoli,
core
che
la
quale
sonare
voci
Madre
alcuno
essi, per
col
e
secondo
Giubilano
ed
Dio
hanno,
la
la
mente,
Simil-
Dio,
non
essi, per
tanti
in
più
ed
adorano
pace,
rancore.
Dio;
nella
advocati
per
mostrarsi
baciare
di
conspetto
mostrando
advocato;
e
di
solo
un
Cristo,
santi)
spirituale
che
odoriferi,
profumano
con
santissimi,
immagini,
e
molti
cantano
adorano
pii
in
ma
in
spirito
e
tenuti
essere
per
in
li
mostrarsi
figlioli di Dio;
senza
assai,
dove
i
spirito
perfetti, essendo
E,
virtù
e
occhi
impietà.
essa
spirito
agli
che
letti.
in
parole
di
per
imo
modo
sono
abbominazione
le
a'
Orano
sebbene
d'Antecristo,
per
261
VII
piviali, in
e
odore
suave
fetente
essa
manti
santità,
essa
i membri
sono
ma
pianete,
XI.
Spirito
santo.
Cosi
di
hanno
per
croce
si
e
i
in
quali
Si
core.
lavano
lassano
di
terra,
Dio.
fede
di
nel
in
dove
di
ricognoscersi
Pigliano
la
E
mostrarsi
per
sangue
delli
il petto.
l'acqua
con
nel
sono
contrizione
al collo;
bagnano
per
e
e
s'annichilano
l'Evangelio
che
quelli
santi, si battono
baciano
cristiani,
che
pentimento
core
mostrarsi
superbo)
in
visto
hanno
cosi
umili
lo
Cristo.
impii,
comunione,
Si
si
simili
Dio.
dove
senz'essere
(però
alli
veri
la
per
spirito
i veri
santi
confessano
come
essi,
Portano
portano
benedetta;
ed
animo
con
e
di
conspetto
gli eletti
peccati;
loro
Cristo
di
regno
agli
sono,
per
in
mini,
uo-
spetto
con-
fede
in
262
verità
uniti
purgati
Dio
di
Cristo,
e
carità.
E
Chiesa,
Cristo,
di
impiamente
i
quali
dalle
loro
Non
inimico,
principio,
Amen.
sempre
Cristo,
zelo
talché
di
e
di
strarsi
mo-
Cristo,
di
Dio
modi,
più
sotto
della
crocifiggono
perfetti,
maraviglia
è
li
se
nali,
car-
della
splendore
santità,
apparente
e
mostrandosi
bene,
all'estrinseco
d'una
mascarata
insegnò
dell'Evangelio,
non
risguardano
regno
che
mill'altri
e
d'essi
imo
santi,
solamente
presi
restano
reti.
fu
del
ai
In
ha
nel
l'ordine
santità,
di
sempre
zelanti
più
dire?
pietà,
religione,
di
ogni
ipocrisia,
loro
di
simili
apparenzia
di
per
ingrandirsi
contra
e
più
offerendosi
sono
per
ma
frasche,
per
immagine
e
essi,
culato
imma-
sola
l'ordine
apostoli,
bisogna
che
spezie
pretesto,
agli
di
ogni
scomunicano
sia
simili
solo
che
nelle
divino
mondo,
servando
d'importanzia;
sacrifizi
quello
quelli
anco
di
volta
una
del
peccati
Dove
di
quale,
scomunicano,
cose
per
non
della
suoi.
volte
rare
il
li
per
eletti
gli
SIENA
ogni
sacrifizio
vero
Giesù,
Padre
al
croce
DA
fantasia
loro
a
il
Cristo
agnello
in
Fanno
sentono
non
OCHINO
-
Dio.
a
e
messe,
in
BERNARDINO
III
mai,
loro.
né
Vero
cosi
è
da
sarà
maggior
con
ogni
sarà
anco
onore
che,
si
Cristo
trionfo
e
laude
gli
come
è
e
per
gloria
Giesù
ed
stato
destrutto,
suo
di
quello
a
regno
si
Cristo
è
Cristo
trario
con-
ha
dato
sommamente
già
come
del
più
Padre.
Signor
Al
quale
nostro.
PREDICA
modo
Del
di
liberarsi
sètte
Vedo
la
quali
due
consiste
credersi,
tanti
la
ogni
sanzioni,
modi
di
lauda
né
vedere
s'el
ci
securarsi
molti
impossibile
credere
io
E
vita
di
bisognano
credere
talché
ogn'
Basta
una
a
la
tutta
Dio,
idiota
sola
cosa
a
e
sé,
al
a
dere,
cre-
di
espediente
della
verità,
in
e
si
che
è
del
da
ha
credere
quello
e
esplicare
può
con
può
ne
persona
e
a
tutte
operare,
il
che
poche
essere
cristiano,
ottimo
essere
le
pere
sa-
sapere
per
e
facilissima
cosa
cristiano
prossimo
che,
a
parole.
molte
tengo
essere
difficultà
piccola
e
quasi
il cristiano
particolare
bisognarebbe
e
e
bisognarebbe
questo
sarebbe
semplice
per
sai:
Talché
hanno
obbligato
è
scienzia,
si
tutto
e
e
E
difficilissima
sapere
Imo
vita
che
chiarirsi
e
decretali,
vivere.
parso
che
opinione,
quello
operare;
e
tutto,
di
cosa
quello
non
scienzie.
tante
consiste
da
anco
tutto
e
sia
per
più
avere
contraria
cristiana
che
o
esplicare
sono
in
che
all'operare,
confusione.
tanta
tutto
e
dipoi
e
potere
e
non
dotto
resolversi
che
sapere
operare,
e
teologo;
gran
da
pensano
poter
molto
essere
la
che
a
da
vuol
ognuno
il cervello.
m'è
Però
e
al
riti, ceremonie
quello
né
sanno
nelle
cati
moltipli-
decreti,
modo
suo
gran
quanto
quanto
perderci
il
e
modo
religioni,
precetti,
un
vivere.
liberarsi
e
tanti
non
fosse
prima,
Hanno
Similmente,
proprio
a
In
suo.
e
una
all'operarsi,
tradizioni,
regola
sua
hanno
come
Sono
a
la
è
confusissime
persone
con
che
fedi
in
nostri,
modo
umane
fedi,
tante
quanto
e
al
con
statuti,
vivere,
tempi
cristiana.
suo.
confusione
di
vivere.
ai
vita
modo
a
regole,
ognuno
le
in
è
cosa
di
eresie,
sètte,
fede
modi
crede
ognuno
articoli,
maneggiare
la
tutta
quasi
confusione
credersi,
al
quanto
e
e
dalla
massime
cristianità,
confusione,
XLVIII
creature,
sapere
s'ha
role,
papace.
ca-
nalissimo
ordicioè
264
III
viva
in
fede
si
necessaria,
il
quale,
chiaro,
tutti
E
di
lui
santo,
nostri
alla
col
la
sentire
gli
che
gran
bontà
testifica
che
Chiesa
col
de'
di
gli
E
che
altri
peccati,
cosi
crede
Cristo,
suscitaranno
eterna,
bene
Vede
vivi
ha
santi,
tutt'il
proprio.
Dio,
di
gli
gli
sangue
comunione
Dio,
crederai
di
anco
sentendo
la
capo
anco
dappoiché
Sente
lavati
e
di
fede
ch'el
di
viva
resurrezione
de'
E
essere
la
Spirito
fratelli
simile
fede
ultimamente
salvo
per
core,
trovarsi
Cristo
che
crede
si
Cristo,
la
piace
com-
del
come
di
fanno
tutti
lui
remissione
la
perdonati.
sono
bisogna
fatto
nel
imperocché,
morti,
che
e
ch'el
sé
gli
che
della
sente
cosi
e
e
l'abbi
morte
anco
Crede
Cristo.
morte,
Dio
crede
in
non
mente,
Crede
in
dendo
Cre-
saremmo
santo
tutti ;
resuscitato,
li membri.
alla
perché
creò
la
che
e
Dio.
Dio,
suoi
è
core
che
e
sia concetto
perché
santo,
lo
altri
con
nostro,
include
altramenti
che
infino
santificati
corpo
ch'el
resuscitato,
esperimenta
perché
crede
il
aperto
di
del
membri
è
articolo.
credere
anco
Spirito
eletti
per
che
amore
superato
fosse
non
figliolo
degli
è
Padre,
è
primo
avrebbe
se
Dio.
è
cosi,
lui in croce,
suo
resuscitato;
né
nello
degli
santa
suo
il
sia
ha
Dio
crederai
Bisogna
Spirito gli
suo
cosi
imo,
crede
Similmente
croce.
sia
quello
per
per
destra, poiché gli obbedì
sua
del
che
perfetto, che
che
perocché
ch'el
peccati.
crede
Dio,
Figliolo
il peccato;
manco
è
tandoci
adot-
e,
secondo
che
tutto
si
Figlio,
signori
e
E
tanto
vergine,
nostri,
morendo
Cristo,
che
di
prima
ha
salute.
cura,
cosi
fede.
articolo
un
Maria
perfetto,
minor
in
Dio
eredi
suoi
tanto
cosa
proprio
peccati
manco
o
è
e
Figliolo
stato
ne'
Dio
e
o"
crede
figlio di
sia
alli
fatti
più
di
nato
e
ha
alla
mondo;
Spirito
esaltato
ci
crede
per
che
santo
satisfare
questo
chi
anco
anco
il
tale
necessari
il
conserva
molto
mandato
singolarissima
ha
sarebbe
salvarla, ha
maggiore
perché
adottato
l'ha
che
cristiano
prima,
in
crederai
Dio,
questo
altri
Se
per
con
quella
è
questa
disse.
Spirito
croce
perché
gli
per
SIENA
DA
imperocché
di
buon
necessario,
de'
che,
crederai
questo
la
Cristo
figli di
sarai
tutto;
di
come
la
su
per
e
;
concetto
in
morto
OCHINO
Cristo
l'anima,
amato
BERNARDINO
-
se
creda
crede
Cristo,
crede
che
che
sia
e
già
rivita
con
PREDICA
Paulo
possiede,
per
siamo
salvi
Cristo
per
necessaria;
necessario
alla
Cristo.
Da
la
Cristo
salute,
sua
desperarsi
né
Cristo
e
in
sente
in
porre
padre;
lui
è
constretto
di
spirito
che
noi
suo
tutti
onore
E
chi
cosi,
tutti
Cristo
in
È
è
Dio
che
amore
sforzato
le
tutte
ha
Cristo,
scrisse
come
in
in
Paulo:
quale
è
da
dilezione
non
alla
importano
abbi
in
al
anco
che
prossimo,
come
Dio
il
gran
Dio,
ama,
amate,
tanto
e
del
membri
e
amando
modo
tutti
che,
alcuno;
l'aiuta
imo
male,
opera
Dio
a
Dio.
Però,
capo.
mai
gli offende
non
di
al
la vita.
più quanto
amando,
tanto
Cristo
voltare
che
spirituali fratelli, imo
per
«La
che
cose
Però,
laudarlo,
spiritualmente
gusta
che
ottimo
tutta
sua
tanto
cosi
non
Dio,
in
reverirlo,
bontà
e
sfemare,
bla-
amare
come
bisogna
gran
l'anime,
ad
gloria
e
prima
Dio,
di
reverenziale,
in
Dio,
a
all'anima.
del
corpo,
fratelli
la
crocifisso
amare
gli
che
medesimo
da
ad
fiducie
convengano,
vivamente
porta
anco
più quanto
gli
se
Cristo
in
e
benefizio,
gran
ordinalissimo
adunque
imperocché
che
più
sente
sforzato
ordinare
e
perocché
im-
disprezzare;
è
timore
con
intenti,
quel
quelli respetti
speranze
temerlo
li suoi
sente
imo
tuti;
sta-
o
maledire,
bontà
gran
per
in
E
odiare,
disobbedire,
si
stiano.
cri-
pedagogi,
o
la
fizio
bene-
gran
d'amore.
e
ringraziarlo, onorarlo,
invocarlo,
obbedirgli,
che
può
d'una
sue
a
del
maestri
dottori,
Cristo:
le
al
necessaria
lume
di
per
precetti
diffidarsi
tutte
abbiamo
leggi, regole, dottrine,
Dio,
per
articolo
necessario
disgraziare, disonorare,
può
fede
benefizio
gran
cosa
e
altra
è
impeto
di
ogni
che
quello
tutto
d'altri
per
altra
sentimento
operi
bisogno
bontà
tanta
d'ogni
che
alcuno
il
salute
fede
viva
credere
crede
la
la
include
che
si
per
vivo
forza
opera
sente
ha
senz'altre
ha
non
fede
Però
fede
non
fede
la
è
viva
se
viva
chi
perfetta,
si
con
salute,
pende
Similmente
di
può
questa
morte
sua
si
né
il cielo.
speranza,
è
265
XLVIII
gli
salute, quanto
è
sibile
pos-
».
Visto
nasce
che
anco
in
lui
ogni
e
di
dalla
suo
core
fede
bene,
domanda
e
vivo
di
sentimento
desidera
questa
ogni
di
grazia
Dio
sentirlo
con
in
Cristo
più
fettamente,
per-
gli apostoli,
266
III
-
BERNARDINO
Signore,
dicendo:
OCHINO
in
aumenta
DA
noi
SIENA
fede,
la
la
—
—
che
suoi
in
noi
vizi,
ordinalissimo
delle
onore,
si
cresce,
e
vien
per
Dio,
per
Giesù
in
crescendo
a
creature
mortifica
al
gloria
Cristo
in
di
Signor
le
tutte
prossimo
il
noi
e
Dio.
a
Al
nostro.
cristiane;
quale
Amen.
sia
sempre
li
con
essendo
si
medesimo,
se
secondo
Adamo
vecchio
virtù
quale
serve
ogni
268
III
Dio
si dimostrava
figure
e
chiamava
n'ha
fatte
noi
da
servi,
salute
gli
che
Cristo
disse
si
luce:
Cristo;
la
gloria
sacrifizi
gentili
ma
noi
a
l'uso
tutori
fu
del
libero
e
pedagogi
di
i
gentili
arbitrio; gli ebrei
e
noi,
in
Dio,
si
noi
si
come
più
è
sima,
pros-
ombre,
di
scoperta
Dio
in tabernacoli,
spirito
verità.
e
ebrei
agli
;
figlioliniinnanzi
gli attori,
figliolisotto
figlioliliberi
come
in
ma
faccia
la
come
i
i
come
la
tiamo
esperimen-
ci
più
ma
a
e
come
la faccia
con
come
Cristo,
per
ed
in
adoriamo
Non
il regno
Erano
;
noi
estrinseche,
promesso
donato.
è
Signore.
si
velata
già
noi
fùrno
non
gli ebrei,
più
di
veddeno
non
adunque
Era
».
scrisse,
ceremonie
e
non
verità
Ma
longa,
siamo
con
e
agli ebrei;
gustiamo
salute
Non
«
Paulo
del
dalla
veddeno
nostra
in
ma
gentili
noi
ma
bene
gli
però
vita
gentili
si
ma
i
longa
scrisse:
come
ora,
beati;
servi:
presente
figli.Ai
fede
per
La
figure,
ma
vediamo
Ai
ma
dalla
già
Paulo
in
né
si,
d'Abraamo.
come
suoi
si salvasseno
generazione.
quarta
Talché
tutto.
ebrei
della
testamenti;
la felicità de'
quello
beni
e
di
come
gli
fusseno; però
non
gentili
i
Osea
in
però
se
che
cura,
terzia
spirito e internamente.
come
ebrei
in ombre,
ebrei
agli
;
curasse;
ne
n'ebbe
né
SIENA
in
aveva
gli
spirituali
osservato
vediamo
ora
gli
se
dargli
patti,
loro;
imo
in
di
come
stato
non
con
rigidamente
promesse,
è
Dio
degli ebrei
E
cura,
alli cristiani
e
s'admirorno
tanto
premiava
punirgli
sua»,
DA
effetti naturali
per
che
pareva
Cristo.
per
non
se
«plebe
Atti
negli
OCHINO
estrinseche;
cose
gentili
De'
BERNARDINO
-
gnori
si-
e
.
E
che
cosa
inestricabile
un
Egitto
illuminato
nel
non
fendé
manna,
ma
con
ma
in
cielo;
mar
di
sé;
e
dandoci
di
nube
di
dal
ma
l'ha
e
prezioso
fuoco,
ma
del
che
c'introdusse,
vittoria,
misero
servitù
suo
non
lo
con
in
contra
quello
che
ha
felice,
dall'inferno;
peccati,
sangue;
e,
Spirito
terra
nebroso
te-
un
fatto
de'
favore;
suo
non
Babillonia,
è
serto,
de-
arido
un
non
Cristo
mondo
diabolica
del
rosso
altra
inferno?
e
se
confusa
una
il mondo
dalla
ma
colonna
con
non
misero
un
d'Egitto,
non
faraonica,
sommerse
e
Cristo,
senza
laberinto,
arricchito
e
liberandoci,
dalla
il mondo
era
populi
i
quali
doci,
preceden-
santo,
ci pascè,
di
non
ci
de-
non
di
promissione,
del
mondo,
PREDICA
tutti
contra
ma
si
come
Forse
che
più
visse
quelli,
ch'el
veddeno
praticorno,
ci
parla,
ribile,
ter-
non
dolce,
si
come
tempo
è
più
ma
felici
Spirito
in
nel
Cristo
felice
veddeno
gli apostoli
santo,
revelò
anime,
età
Ma
il peccato;
dopo
peccasseno
s'inganarebbe
essendo
stato
tutte
sopra
potrebbe
pieni
potestà
tanta
con
le
qualcuno
credendo
li
chi
con
e
che
grazie
di
di
le
udito
far
miracoli.
di
disse:
dello
primizie
di
dal
gli
come
nel
si
quelli
gli
missione
di
in
dello
già
messo;
pro-
Cristo
mandavano,
dotante
fu
quella
lo
e
convertire
Però
rito
Spi-
grazia.
Padre,
aveva
nome
spirituale letizia
cissima
feli-
l'altre.
pensare
però
che
primi parenti,
avesse
che
fera,
frutti-
corporale
abbondanzia
aveva
Cristo
sime
degli apostoli, mase
molta
e
carne,
però
Ebbeno
tutte.
ricco
Beati
«
umano:
verità, si
ogni
tutte
essendo
di
più
in
Cristo:
Cristo
più
dello
godere
e
udirlo
adunque
di
fu
presenzia
la
amore
L'età
».
quello
tutto
ottenevano
un
scrisse,
l'insegnò
santo
a
felice
più
Paulo
come
gli
Spirito
la
Imo
molto
deliziosa,
e
disse
la morte
missione
el mondo
secura,
Però
la morte
doppo
pare
Spirito, si
vada
ch'io
el tempo
per
farisei.
e
fùrno
ne
doppo
la
per
sono
odono
e
fùrno
e
stati
perché
fùrno
e
«
udire,
e
vederlo
credetteno».
e
espediente
Cristo
scribi
parlorno,
Beati
possedere
continua,
tutti,
Cristo:
che
ed
che
li
di
sieno
Pentecoste,
udire,
gloriosa,
e
gli
eccitava
V'è
intima,
felici
trenta-
gli apostoli,
vedere
quelli,
vedere,
più
l'orecchie,
e
felice
quelli
sentirne,
disse
passione,
e
i
e
abbondanzia,
tanta
più
feceno
non
morte
lo
gli
della
giorno
Imperocché
ricca,
che
il
esibita
cosa
che
respondo
doppo
felice.
come
Però
desiderorno
la
è
mondo.
profeti
questo
fusseno
Madre
molti
santo
spirito
la
che
pare
terra,
vedono,
e
per
in
come
del
mi
terra,
perché
A
—
Cristo
più
si
in
nostro
ma
vostri,
che
privi».
ch'el
Cristo;
a
felici uomini
quello
che
Sinai,
Confesso
—
innanti
gli occhi
«
spirituali; e
monte
Cristo
lui
di
nel
inimici
che
anni,
con
i
fece
dirai:
quello
che
e
nostri
Sion.
monte
tré
gli
269
L
questa
l'età
fusse
innanzi
dell' innocenzia,
di
opinione,
perfettissimo Redentore,
dell'età
cosi, parlando
essere
ha
tutte
la
più
felice.
Cristo,
imperocché
restituito
E
el
mondo
III
270
solo
non
ma
in
al
mondo
è
più
come
e
bella
sua
preziose
in
grazie,
Cristo
di
bisogno
hanno
però,
ch'el
se
medico.
di
altro
bene
vero
Ma,
(non
essendo
fusse
venuto
questa
abbiamo
in
in
dell'altre
si
si
sue
di
Dio
massime
tore,
fu
come
doni
rebbeno
state
Cristo
E
c'è
la
e
non
che
a.
grazie
ragione:
non
persa
corella:
pe-
mondo
condo
se-
caso,
vederai
come
ci sia
non
di
si ha
che
è
non
tutti:
tesori
il che
rebbe
sa-
molto.
importa
Cristo
per
possibile
abbondanzia
negli
della
per
di
e
fisso
crocial
via-
spirito,
il
giorno
della
tutte
l'altre
virtù
apostoli
degli eletti,come
ora
che
sapienzia, giustizia
Talché
somma
il
però
grazie,
e
se
persa)
la pecora
né
sentimento
e
che,
quell'infinitopelago
dolcezza,
lume
Cristo,
che
non
sa-
il peccato.
era
nello
che
Cristo;
aperse
più perfette
ebbe
tutti, diciamo
meriti,
perfezioni.
carità
di
concordano
tanti
visibilmente
la
sono
crocifisso,
virtù
E'
Cristo
per
dirai
Forse
i sani
tal
beati, assai
questo
passione
supremo
se
in
e
nel
infermo,
farci
e
quelli
divine
cosi
grazie,
e
che
pare
non
bisognava
non
mondo,
opinione
in
croce
manifesto
E
me
misericordia,
che
Pentecoste.
e
la
su
tutte
ha
di
e
carità,
bontà,
sua
toglie,
è
e
croce;
la morte
Imperocché
Or
il peccato
per
privo
per
truovarla.
dal
se
la
perdeva,
Cristo
che,
cercare
a
si
preservarci
per
sarebbe
mondo
venne
perfetto.
perché
mondo,
croce,
tissime
abbondan-
sue
ditto
non
non
l'uomo
morto
Cristo
A
legami
con
più
è
il
per
Cristo.
che
perché
al
questi,
misero.
e
povero
per
quale
in
delle
hanno
veniva
il peccato
per
l'opinione
restarà
non
venisse
pastore
molti
che
la
peccato,
sopremamente
il mondo
ora
grazia
al
relegò
e
giovato
sua
innanzi
margarite
e
ha
e
La
cristallo,
mostrata
che
prima
Adamo.
di
al peccato,
glorioso,
e
reintegrò
gemme
modo
in
stare
il peccato,
era
carità,
gran
le
la
innanzi
Il mondo,
colpa.
Cristo
e
SIENA
era
noce
integra palla
e
rompe;
con
Lasso
DA
quale
gli
non
della
potente
della
l'ornò
nel
stato
che
più
una
si
d'oro
felice
quel
molto
peccato
OCHINO
bello, ricco, allegro, felice
più
stata
era
in
BERNARDINO
-
dato
ora,
perché
stato
di
e
agli
dell' innocenzia
sé
Dio,
agli uomini
per
amici
altre
si
vie
fa
senza
più lume,
a
noi
meglio
dore,
ar-
incognite.
che
agli
PREDICA
inimici.
Ma
la
gli
di
bontà
che
te,
fai
ami
vedi
non
dalla
volte
si
agli amici,
lor
in
malizia,
sarebbe
spegne,
ma
da
Cosi
valoroso.
mondo,
le
si
assaltato
si
demostrò
grazie.
udi
la
di
voce
mostrare
Paulo:
nel
«
In
non
quale
che
già
chi
Cristo
rende
al mondo
inimici.
Tabor
monte
molta
e
la carità
gran
la
di
Dove
Però
disse
grazia.
Dio
in
san
Giovanni:
al mondo
lerci
vo-
gior
magE
carità, che,
volse
per
se
d'amore,
eccesso
adunque
noi, in mandare
ha
Elia
e
noi
noi
del
Moisé.
Paulo
d'amore.
eccesso
carità.
a
carità,
insieme
parlavano
peccato,
amici».
sua
inimici,
preme
su-
con
Nissuno
i suoi
più
come
muovere
la
un
divine
si ritrasse,
non
fece
«
suo
cosi
delle
ebbe
somma
fu
el
impugnato,
che
per
suoi
suo
bisognava
peccato
lo
mostrare
Il
infidelità,
s'allargò
e
conmendabile
e
lizia
ma-
è scritto;
nostra
peccati,
sua
più
dalla
estinguere
Cristo:
l'anima
vento
scuopre
come
l'esercito
dipoi
Onde
come
più potentemente.
fu
Il peccato
peccatori
stati
soprabbondò
apparve
Adamo,
mette
eravamo
del
una
che
si
e
assaltata
la
vigore
impeto
quanto
più debile; imo,
sommo
saltata,
as-
essa
potente
un
potè
nostri
come
andava.
poteva
nel
de'
e
s'accende
tutta
non
fusse
superarla,
la carità, si
talché
potente,
maggiore.
questo
fussemo
All'eccesso
chiama
Dio
che
Non
».
gli
legge
che
tempo
morire
Si
con
sopremamente
con
amore
dilezione
pati
s'ascose,
non
forze,
si scoperse
peccati,
dall'esercito
ristrinse,
potente,
imo
i
come
scoperse
da
onnipotente,
Cristo
si
più
lendo,
preva-
bontà
nutrimento,
estinguere
poterno
imo,
amore,
si
Dio
s'estinse,
quanto
e
sommamente
non
tanto
ha
molte
e
tua,
tua
da
di
bontà,
tua
ingiurie
per
piccolo
venti,
ingiurie, tutti
ingratitudine,
perfezioni,
fuoco
validi
non
nostre
grande
Un
di
con
benefizi
che
non
molte
L'acque
fargli
fuoco,
la carità
la
pigliarebbe
a
la
malizia
se
rato
supe-
intimi, più
s'asconde,
e
r
misura
più
la
Ma,
gran
un
combattuto
del
ch'ella
con
sono
e
fusse
la
inimici,
carità,
tua
quando
i romani.
Paulo
ti
ritira, ristrigne
vendetta.
gli scoprirebbe
se
esortava
tutte
a
della
allora
è
far
Dio
quanto
arebbe
peccato
ti diventano
la
tutto
scuopre
maggiore
si
el
misurare
e
se
ma,
malizia,
spegne
si
vuoi
27
fusse,
cosi
se
Tu
accarezzi;
vinta
si
Dio?
bene
e
grande
che,
L
abbondò
«
la
il delitto,
In questo
l'unigenito
III
272
Figliolo
fu
BERNARDINO
-
Cristo
».
Cristo
disse
Chiesa
dice
ci ha
adunque
d'essere
in
venuto
dice
molto
che
Dio
mirabile
più
del
cero:
«
scancellato
per
che
d'avere
meritò
Dirai:
fu
Dio,
la
fa che
sue
promesse
s'è
più
è
felice colpa,
fa
che
abbondanzia
l'altre
e
che
in
Paulo
lustra
il-
divine
sue
vero,
Paulo
e
di
la bontà
Ma
punisce.
è
non
commendabile,
rende
l'antecedente
giudica
e
come
assai.
ben
mero
male,
non
dal
data; però
perché,
mandare
la
Cristo
fezioni,
perla
nega
il consequente
male
non
la
male.
Ma
Dio,
di
«felice»
Dio
stato,
e
per
croce,
di
e
cosi
gli
sia
«necessario»,
al
dimostrava
non
bene,
che
senza
per
essere
per
bontà,
sua
che
male,
occasione
il peccato
il
adunque
del
peccato,
bene,
il
per
come
far
la
nel
d'osservare
bontà;
e
dà
non
occasione
colpa
in
ch'el
adunque
imo
fusse
non
morire
Dio
di
essendo
mancato
si do verrebbe
Però
bene,
pigliano
si chiama
ha
non
a
la verità
imperocché,
fideltà, verità
sua
causa
Se
—
sua,
Dio
Respondo
—
se
quando
gloria
peccatore?
non
essere
i santi,
in
questo
per
loro:
persona
abbonda
demostrata
avere
mondo
amore.
Fu
anco
necessario,
David
Dio
quale
Respondo
—
quelle
a
che
dizione
bene-
sua
il
Oh
ma
felice, adunque
Adamo.
misericordia
in
arguisce
pessimo,
tanto
nella
«
in
e
l'uomo,
creare
più:
e
maggiore
Dio
nifestata
ma-
».
iniquità
con
imperocché
mendacio
per
simili
ha
misericordia,
d'Adamo,
di
punire
a
mia
iniquo
è
anco
necessario
sono
giustizia, carità,
nuovo
mondo
mi
ingiusto
si scuopre
Canta
peccato
fu
peccato
la
in
Redentore!
tanto
Se
mirabile
e
come
La
onnipotenzia
sua
far
»
si
più abbondante.
e
e
Cristo!
di
non
eretico.
e
mio
necessario
carnali.
consequenzia,
Di
Oh
fu
adunque
falso
reformarlo.
suo
la
perdonare
in
un
perdemmo;
vita
Dio
mostrò
consequenzie
de'
e
si
morte
Dio
e
tue
persona
la
S'el
—
peccato,
queste
in
più felice vita, che
Adamo
dar
che
massimamente
un'altra
in
per
un'orazione
SIENA
DA
renduta
che
innocente,
prima
quella
OCHINO
d'usar
con
degli
ebrei
dal
peccato
suo
esso
prese
la
stante
gran
anco
divina
prese
misericordia;
occasione
prescienzia
occasione
si
di
come
fare
e
nazione.
determi-
d'umiliarsi,
dalle
e
lità
incredu-
misericordia
ai
PREDICA
Ambrosio
gentili. Però
fruttuosa
agli
eletti
che
un
ogni
cosa
in quanto
adunque,
santi
ora
che
felice
il
da
per
Cristo
hanno;
innanzi
rusalem
in
hanno
dal
dolce
peccato
non
diminuito
el
in
periranno
del
Padre
hanno
il trionfo
il
patire
a
maggior
d'oro,
vasi
in
Cristo
di
gloria
di
argento,
d'ira.
Dio
Faraone,
eletti, i quali, per
è
scritto
populo
che
si
E, sebben
Dio
per
tutti
più perfetto ordine,
Ri/ormatori
italiani
di
di
quello
tutto
il
del
in
tutti
nel
mondo
più bello,
è
i disordini,
in
divino
con
che
quanto
Cinquecento
in
-
1.
volere,
ricco
mirabile
ogni
la
cosa
e
gli
da-
essi
si
tentano
concome
vendetta.
Faraone
vedde
sono
vasi
si come
Dio; si
vuole
i modi
anco
misericordia
potenzia,
sua
che
grazia
e
sieno
casa
vedendo
giusto,
Però
ora
ficato
più magni-
perfezioni, gustate
al
eletti
agli
dono
di
vasi
la
mani
filippensi.Fa
gran
festa, quando
suo.
ai
Cristo,
reprobati
fatte
è
che
d'Adamo
dalle
tanto
e
gli
felici
più
rapire
quali
sua
mostra
conformi
essere
ai
terra,
divine
sue
Dio
scrisse
nella
reprobati
il mondo
Cristo
Paulo
e
di
santi,
il peccato
doppo
nientedimeno
de'
che
tanta
l'esercito
con
gloria
rallegrerà
fece
ebreo
la
nato
risa-
cosi
disse
persecuzioni
Gie-
ferito,
gli uomini
che
vero
tornò
ri-
da
e
come
fu
poiché
peccato
gli può
le
come
compiacciono
e
ch'el
grandi
perdesse,
prima;
perfettie
pensi
con
e
legno
l'altre
e
ben
Dio
nelli
che
padre
che
più
persa
descendendo
beato
cati,
pec-
i
per
si
spogliato
più
nissuno
È
ma
Cristo, si
per
più
sono
e
illustrata
di
fu
e
e
pecorella
del
degli eletti, che,
eterno,
più
tanto
bontà
ai
virtù, grazie,
innanzi
che
colui, che,
era
numero
stati ;
per
quella
la
e
voglio
onnipotenti.
sarebbeno
non
Né
era.
Cristo
ladri
Cristo,
per
trionfi
cosi
eletti
gli
e
E
Il mondo,
bene.
ardore,
più
ne'
di
ricco,
e
pastore
partisse,
freddo.
o
occasione
come
Apocalissi
scrisse, infino
Paulo
e
del
nell'
più lume,
si
samaritano,
eletti, regenerati
non
palme
Ierico, si de'
caldo
più
stata
esser
l'angelo
più felice
è
senti
si
fine
pigliano
spalle
d'Adamo
colpa
come
talché,
le
273
diventasse
si
essi
figliolo prodigo
abbia
questo
che
sopra
che
s'el
A
serve,
felici,perché
e
inimici
e
la
tiepido
tesori, vittorie, corone,
più
disse
dell' innocenzia.
desiderava
L
Il
merso
som-
felici.
sono
più
molti
disordini,
e
felice, perché
modo,
serve
reduce
alla
a
gloria
18
ln
274
Dio
di
fusse
stato.
innanzi,
e
non
de
prima
creati
avesse
Adamo
Dio
che
mondo,
al
al
la
sia
nostra
diabolica
età,
fùrno
mai
tanti
come
nella
e
corrotto
credere
io
che
la
più
ebrei
hanno
tutte
le
come
esso,
vecchio
divino
nei
verità
e
il
in
si vedono
state
sono
giudizio. Talché,
tré
della
anni
in
operare
del
si
vita
di
terra,
in
giudizio. Però,
Vergine
per
Cristo;
si
Spirito
santo;
cosi,
militante
in
asceso
e
fu
al
in
infino
un
da
minciando
inco-
giorno
del
fùrno
stando
Cristo
figure
utili
Chiesa,
concetto
fu
nel
come
in
come
e
asceso
Chiesa
che
si
Testamento
carne,
carne
nostra
sapienza
che,
vita,
vecchio
quello, che,
Cristo
della
militante
in
la
l'ombre
infino
alcuni
Cristo,
mondo
cielo
ai
come
contengono
per
necessarie
Cristo
sua
si
cose
del
cosi
che
sua
in
cose
tutto
nella
come
le
sappi
nella
nella
ascese
le
figurò
anco
si
tutte
è da
—
felice,
i tesori
vedono
saranno
o
come
spirito
si
infi-
Talché
contiene
del
si
il mondo
Dio,
necessari
tutti
non
maliziosi,
Moisé
si
impia
vendetta.
vero,
e
luce
tutte
Cristo
dacché
figura
modo
cosi
Testamento;
che
di
noi
più
cioè
svergognati,
abituati.
di
vi
ascosi
verità,
e
il
utili
perché
in
è
luce
specchio,
sapersi,
secreti
sono
ed
Dio,
contrario,
e
lume
la
è
libri
cinque
che
imperocché
di
sia
sebbene
mondo,
male
eletti
sono
misera,
contra
che
vero,
Paulo,
di
scienzia
E
che
disseno
secondo
quale,
agli
misera.
ditto
E
gridi
creatura
ora
innanzi
o
el
pubblici
nel
delle
tenebrosa,
si poco
e
nostra
e
felice,
più
pare
rito
Spi-
reprobati.
ciechi, fragili, infermi,
questa
scienzie,
salute.
del
si
mai
la
future
Cristo,
di
al
enormi,
fu
in
me
sarà
o
si
Non
età.
dico
reprobati
in
peccati,
ogni
che
E
e
stata
stupidi, ostinati, perversi
deli,
A
—
dello
che
ai
lici
fe-
venne,
agli eletti, che
crearli
dirai:
sia
che
gli uomini
e
tale
più ferrea, dura,
la
nostra
modo
Cristo
delle
e
cato
pec-
più
sono
dico
miserrima
degli apostoli,
Forse
io
E
s'el
missione
e
tutte,
e
che
dapoiché
morte
poteva
non
tempo
peccasse.
che
in
doppo
di
modo
il peccato
apostoli.
agli eletti,
SIENA
più alto
sua
misera
felicissima
è
la
degli
più
Felicissima
passate.
In
la
e
DA
quella
esse
quella
felice
più
la
è
infra
doppo
cioè
santo,
l'età
Però,
immediate
massime
OCHINO
degli eletti in
salute
alla
e
BERNARDINO
"
trenta-
cielo,
veva
do-
al
giorno
da
Maria
in
cielo,
2/6
III
quando,
rari
le
gran
die
si
per
erano
quando
persecuzioni
scoprisseno
tempo
di
quelli,
Predicò;
al
tempo
al
che
quelli
resuscitò
al
dei
tempo
remonie
di
(però
ai
quale
venduto
e
i
rabam
e
lavati
sono
Non
gl'ipocriti
Cristo;
le
avari
mani,
le
re
quelli
che
come
Paulo
crocifisso
odio,
tengono
di
scrisse,
che
impiantente
volta
una
l'hanno
volte
il mondo
era
morendo
Cristo,
l'umana
pietre,
le
Ai
sola
occiso;
pieno
sporche
tempi
non
i loro
talché
cori;
loro;
era
e
flagellato,
e
el
costato
Cristo,
servi,
il
di Cristo,
benché,
fede.
non
però
in
non
essi; si spezzorno
s'aperseno
sepolto
i
modo
s'oscurò
sepulcri, e
i morti,
in
E,
essi
e
che
cro-
rabili
innume-
e
più spirito
i cristiani
e
malizia;
spirito
più
e
di
resuscitorno
stato
in
essi
in
parziali. Talché,
per
lume
senza
la terra,
essi
di
sputato
battuto
erano
c'era
non
il sole,
indurati
Cristo
ed
carne,
tenebre
Tremò
conscienzie
nostri
in
s'oscurasse
prudenzia.
e
di
essi
ed
ignoranzia,
fatti beffe;
agli occhi
crocifisso
hanno
ch'el
Dio
sono
i
se
ditto:
core
lanciato
vesti
le
Bar-
Pilato,
con
gli hanno
spine; l'ingrati
a
a
altro
innanzi
persone
divise
orfani,
Erode
da
col
ne
i
con
nelli
e
hanno
velo
nella
abbandonato
principi,
se
ce-
Pietro,
con
postponendo
Erode,
e
il pane
Antecristo;
abbiamo
imperocché
e
peccati
delle
menato
I
non
un
nuovo
per
tepidi
i blasfematori,
e
gli ebrei,
figli;peccorno
cifisseno
di
vano
anda-
che
contemplativi.
gli ebrei;
buoni.
lascive
e
incoronato
spogliato,
i
l'hanno
con
porre
disoneste
vane,
illuminando
negato
i falsi cristiani
mondo,
deserti.
frasche
d'
chiesa
con
Cesare,
voluto
de'
condennato,
sopra'
e
che
del
hanno
faccia; i superbi
gli
i tristi
ne'
sporchi
le
l'hanno
persone
e
loro
con
e
Giuda,
con
accusato
I savi
—
tradito
deserto;
gli eretici,
tempo
dalla
prelati
povere
abbiamo
mondo.
pietà)
i
al
palme
superstiziosi legato
esaltare
con
le
al
spiritual vita; moltiplicò
transfigurò
vera
stenno
miracoli,
da'
leprosi
senza
con
senza
falsamente
Pilato,
—
poi
vedove
pupilli,
si
e
nostri
gli apostoli,
i
erano
tempi
simoniaci
ne
pii
ricevuto
Fu
che
Fé'
cristiani,
si battezzò;
poi
Andò
persecuzioni
sanando
Mondò
quelli
Di
cristiani.
predicatori.
de'
spirito
Cristo.
i
cognoscevano;
claudicando.
SIENA
debile
per
le
per
de'
lo
non
che
DA
e
moltiplicavano
tutto
per
OCHINO
BERNARDINO
-
le
non
essi.
non
non
ce
PREDICA
n'era
memoria,
più
cosi
non
ora
possono
si come,
Cristo
(e cosi
se
«Pregarò
infin
alla
di
Cristo
si
resusciti
in
mostrato
maschi
incominciato
al
ai
in
femine,
e
dotti
e
nostre
perfettamente
Spirito
santo,
della
in
e
in
Cristo
più impia
cosa
reformare
a
più perfetto
mondo
bisogna
Cristo,
di
che
che
stato
Cristo
più Spirito.
i
quali
fu
non
nella
«Si
disse:
nella
in
cifigger
cro-
età)
cosi,
adunque,
è
per
e
di
ripieni
e
lo
giorno
il
carne,
il mondo
predicare
il
nostra
saranno
primitiva
quasi
quanto
Verranno
convertiranno
e
eletti
fece
imperocché
crocifiggerlo
il
occhi
le menti
suoi
non
fatto
e
ciechi
li
che
s'è
come
molti,
elevare
sopra
s'è
e
già
tanto
redurranno
Chiesa,
e
si verifi-
pertutt'il
l'Evangelio
».
Dimmi:
ab
era
Chiesa
valorosi
tu
che
e
cosi
che
prodotti
ha
anco
visto
a
nella
Ebrei
ha
Però,
la
divina
sua
d'età
e
visto
dovevano
capitani degli apostoli,
mente,
in età
espediente
dato
gli uomini?
produca
caso
essere
gli
necessario.
gli
Dio
scegliendoli,
è andato
secondo
eletti,
credi
aeterno
pienzia
che
fu
non
spirito,
che
quello
carà
che
e
bisogno,
ed
cosi
regno
gli
n'erano
cielo
al
abbondanzia
è
talché
aperto
prima
».
Cristo
il loro
mondo;
mandare
e
spirito (si
apostoli
ardore
lume,
Dio,
cosi
il mondo,
venuti,
sono
salire
maggiore
E
Pentecoste.
in
che
resuscitato,
è
hanno
voi
con
resusciti
impedire
già
del
dove
a
a
tempi
son
possibile,
ruinarebbe
semplici,
e
molto
d'
che
parti
Cristo,
starà
né
tutto,
sforzano
nostri
diverse
veder
a
si
sarebbe
né
la resurrezione
fu
gli
disse:
gli
che
dispiacque
quanto
spirito, sapendo
molti
a
ebrei
Io
«
fede
ch'ella
pregò
fede»),
:
la
al tutto
forza
è
però
celarla
membri
la tua
agli apostoli
secolo:
dimeno,
Niente-
quando
promesse,
manchi
agli
di
Nientedimeno
carnale.
quando
disse
molto
i suoi
e
esaudito,
non
del
come
periva
Pietro
san
resuscitasse,
si reformi.
resuscitato,
stato
Cristo
cercorno
e
Antecristo
non
la Chiesa
consumazione
è che,
Vero
che
a
che
quello
vero
credere
te, Pietro, acciò
per
stato
pensavano
fusse
come
che
non
sarebbe
si
277
come
non
non
mancasse,
non
si
e,
I.
con
per
la
che
principio
perseguitare,
che
se
e
grazie,
mandò
gliopposeno;
sa-
al mondo,
salute
lume
doli
aven-
somma
mandandoli
Spirito,
nel
imo,
de'
suoi
secondo
primitiva
della
quelli
cosi
suoi
al tempo
278
de'
III
mandò
tiranni
Ma
di
domestici
reforma,
la
gli prestarà
incominciati
Però
nati
reformargli;
quando
che
liberare
tante
d'esse
Non
infino
vedi
Cristo,
quasi
ci
una
volta
che
mi
tuoi
'1
sola,
Dio
questo
inferno,
ma
Ora
sarà.
mille
è
il
Siamo
modi
la
e
ti
non
le
Lucifero,
la
su
la
che
di
fusse
Dio?
cosi
Cristo
di
e
tato,
trat-
potè
quanto
il vedi
di continuo
innanzi
porre
imo
proprio
tu
gli angeli
Non
doveremmo
in
del
capitano
nostro
paradiso,
l'onore
di
di
ma
Cristo.
Cristo,
terra
per
fendere
de-
al cielo,
in
stare
questo
terra,
dover-
Questo
e
non
la croce,
su
d'andare
eleggere
arbitrio,
nostro
in
venghino
non
in
lo tieni
e
crocifigge
e
cercò,
far
e
croce,
gloria
turco
muovi;
e
province
impresa,
in
umano,
o
troncasse
difenderlo;
a
croce
delle
vitupera
un
persi
fanciulletto,
e
e
tu, cristiano,
e
imo
che
ponesse
suo
Se
avuto
reacquistargli
gli
mori
si
come
in
di
Cristo
nuovo
Pilato,
Stati
bella
man
muoveremmo
tante,
il nostro
il
sono
crocifiggi,ed essendogli figlioe scientemente,
l'onore
essere
ci
i loro
che
quali
di
hanno
essendo
più
in
muove?
si
su
e
le
di
Cristo;
Signore.
relevare
rebbe
in
meraviglio
il lor
per
nissuno
difendere
sei quello che
Dio
essere
per
che
vittorie
qual
l'onore
di
ogni
Infìn
occhi
si
e
Dio
a
gloriosi
delle
Ma
per
sangue
trovati
parendogli
prigioni
curiamo.
di
questa
perfetta.
mondo
tenuti
piangeva,
padre,
glorioso.
pietà
seppe,
agli
in
il
naturai
per
poco
col
che
e
al
santità.
che
più
signori,
farsi
festa
Cristo,
a
I
magno
anime
acquisto
relevare
di
faceva
farsi
per
o
occasione
gli acquistava
siamo
d'aver
rallegrorno
la corte
tutta
nati
tempo.
Alessandro
e
maestre
se
si
avere
per
la
fatta
di
massime
essere
la
esser
per
spezie
sotto
e
sono
quanto
felicissimo
questo
minati,
e
considerare
grande,
animo
già
che
demostrare.
a
puoi
in
grazia:
sua
eretici.
degli
tempo
valorosi,
da
ha
al
maggiore,
tutte
più
l'ultima,
SIENA
cavalieri, quanto
apparenzia
cavalieri
essere
per
in
Cristo,
bisognano
ora
valenti
di
è
DA
i dottori
e
più
tanto
d'Antecristo
persecuzione
Però
OCHINO
martiri,
i
bisognano
ora
dai
BERNARDINO
-
il nostro
disonore.
più accomodato
viatori,
adiutare
tempo
possiamo
i
nostri
di
far
crescere
fratelli,e
bene,
in
mai
che
lume
relevare
e
fusse
grazie,
l'onore
e
di
PREDICA
Cristo.
I morti,
diceva
Paulo:
tutti; verrà
a
in
se'
è
venuto
ha
creati
amici
al
un
che
in
età
questa
fidelissimi
e
cioè
tempo,
Essendo
che
lui
e
alii
fine
suoi
di
sé
che
non
al
tempo
di
eletti
cosi
ai
reprobati
in
il
seppelliscono,
più
E
terra.
e,
lo
sono
cospicui,
peggio,
pessima
si
sono
cavalli, cani,
e
mondo,
dando
e
forze,
e
il sole, si
come
mici
gl'ini-
espugnare
quanto
felice;
di
gli
di
pascono
mondo,
stessi, biastemando
e
impia
superstiziosa
di
e
l'Evangelio,
si sforzano
d'impedire
essere
e
nel
e
tanto
de'
sangue
di
crocifiggono,
fare
questo,
più
il
l'impio
e
gratitudi
in-
loro
spezie
sotto
nuovo
possibile,
insensati
del
del
di
Cristo,
tutte.
avute
impugnano
Cristo
tucto
con
la
hanno
nientedimeno,
e
ruini
stupidi,
scandalo
è
non
manto
e,
che
di
età
imperocché
scientemente
gloria
felice
più
la
è
falconi, parenti, adulatori,
se
vita
maggiore,
acciò
scelerità,
e
misera,
quanto
e,
sott'il
robbare
più
la
resusciti,
non
la
furore,
sommo
grazia, offuscano
sebben
a
il
animo
fermasse
tempo
avessemo
nostra
più
età
la
in
si
che
regnare
sime
abbondantis-
e
pigliar vigore,
la
è
tanto
nati
e
con
che
acciò
adunque
è
bene,
Dio
pregare
Giosuè,
Agli
grazie,
eccitarci,
e
età,
aurea
fare
ben
resuscitare,
vuol
innovare
questa
intimi
Cristo.
di
E
in
ci
e
servire
di
Antecristo
con
poi
tempi.
particolare favore
lume,
singolare
altro,
eletti
creati
doveremo
grazie,
e,
avendoci
Cristo
inimico
suoi
nelli
suoi
più tempo
perché
».
Di
si debba
ai
che
spirito,
di
Paulo,
respetto
grande
in
come
accomodarsi
ogni
suo
grazie
somme
questo
a
del
noi,
secondo
e,
debba
di
parti
d'acqua
accettabile.
resuscitare
servirsi
ti
stolte,
goccia
tempo
vuole
Se
vergini
una
bene
operiamo
operare.
delle
salute,
singolarmente
il regno
con
di
per
per
potrà
però
Im-
gionti.
sono
tempo,
l'epulone
né
Cristo
ognuno
mai,
destrurre
abbiamo
l'essemplo
cavalieri,
adunque
fussi
hai
luce,
il tempo,
sieno,
nissuno
d'olio,
della
279
che
che
quando
poco
il tempo
è
Mentre
«
espedito;
truovorno
Ora
dannati
o
la notte,
peccato,
non
salvi
o
L
loro, per
regno
giustizia
tristizia, in-
ogni
adorati
più
poveri,
quanto
che,
sono
di
imo
dii
come
abituati,
male
tere
po-
Cristo,
istrioni, parassiti, cinedi,
continuo
diabolica
Dio
con
dottrina,
la
con
loro
per-
280
III
Cristo
seguitar
se
non
e,
in
Ma
maggiore
sé,
acciò
Signor
ne
nelli
suoi
perseguitar
Cristo,
nostro.
è
nostro
trionfo
gli
se
di
rendino
Cristo,
ogni
Amen.
ne
al
di
imo
e
laude,
fargli
Dio
pregare
agli
onore
SIENA
che
eletti
dia
e
nientedimeno
sangue;
vergognano,
pensano
di
DA
infino
membri
né
accorgono
offizio
OCHINO
BERNARDINO
-
un
si
se
gran
gloria,
di
per
servizio.
d'essi
serva
ogni
gloriano,
ne
più
Giesù
per
lume
Cristo
di
284
NOTA
quando,
volumetto,
1552,
Bell
Deighton,
Il testo,
data
1543,
il
Contro
della
Beneficio
dottrina
esclusione
Caterino
mai
and
delle
al
Politi,
pubblicata
Bell
in
un
del
francese
and
Daldy;
bridge,
Cam-
e
Co.).
è la
riproduzione
fac-simile
di
Cristo,
opere
dal
che
Valdés
quale
Babington
raccolte
traduzione
la
(London,
in
del
Churchill
rev.
ripubblicò,
1855
veneta,
1548
qui ristampato,
del
veneta
senza
del
quella inglese
e
nel
e
il
scorso,
edizione
prima
la
secolo
copie,
alcune
rinvenne
ne
del
la metà
verso
giustificazione
loc.
Carnesecchi,
(Eslr. proc.
con
e
nuina
ge-
la
per
confutazione
una
il Flaminio
rispose
fedele
l'espressione
è
scrisse
»,
Babington.
sulla
«
dell'edizione
appunto
fede
Ambrogio
Difesa
una
non
cit.).
IL
Celio
I.
tuttavia
ho
Curione
creduto
precede
che
le
Secondo
le
Cento
spagnuolo,
le
Basilea
del
da
race,
Dalle
L.
nella
Lettere
Venezia,
Dolce,
Valdés,
di
idee,
Bòhmer
luogo
nell'ediz.
di
(Halle, 1860).
diversi
1559,
matore
rifor-
diedero
Vedila
Napoli.
a
cui
a
per
del
sull'opera principale
dal
di
del
ma
la lettera,
raccolta
considerazioni
casa
sua
valdesiano;
un
in questa
movimento
riprodotta
1550,
iv-vn.
II,
sul
e
divine
contiene
che
svoltesi
discussioni,
dieci
e
fu
non
inserire
opportuno
notizie,
importanti
(1503-69)
pp.
eccellentissimi
huomini
275-80,
280-8,
240-7,
ecc.,
288-92,
269-72.
da
ristamp.
1,
Dalle
ix.
in,
volgari
Lettere
ed
Paolo
di
Antonio
diversi
nobilissimi
Manuzio,
liuomini
Venezia,
1558,
ecc.
11,
59;
28-30.
496-8,
529,
lett.
vili
blic.
da
Nella
del
e
22.
x
dottrine
xxi.
e
e
seguenti
e
segnato
Seripando
valdesiane,
G.
la
amico
un
Carteggio
Napoli,
Il
anche
Ferrerò
E.
Estratto
di
del processo
Pietro
287-9, 304-6. 372-5.396-8,
271-3,
riprodotta
è
Carnesecchi,
di
fol.
531-2,
lett.
xx
citato
Dal
x-xix.
vili,
di
xm
nel
del
Carnesecchi
59-60,
non
innegabilmente
fu
voi.
certo
ebbe
C.
V.
scrivere
alla
fol.
un
delle
a
La
—
e
pub-
xcix.
un
—
amico
Gonzaga.
ms.
1,
race,
lett.
1889,
Seripando,
Girolamo
Aa
di
finge
Gonzaga
442-7,462-4.
di
Torino,
Muller,
(1493-1563)
ma
Carteggio
Carnesecchi
della
156;
nale
Naziovoi.
seguace
simpatie
11,
delle
per
285
NOTA
movimento
quel
della
periodo
un
fede
la
per
e
vi
vita, in cui
sua
non
che
coloro
per
ritenuta
era
parteciparono,
l'opinione
contraria
almeno
in
giustificazione
della
all'ortodossia
della
Chiesa
cattolica.
Ili
Bernardino
Moravia
il
Per
annos;
K.
Benrath,
mation,
C.
Leipzig,
sull'eresia
voi.
in
Bull.
sen.
di
e
P.
luogo
i dati,
stampata
fornisce,
che
appartenga
la
prima
Ginevra
nel
1542
ai
anni
primi
la
chi
concezione
a
p.
con
questo
titolo
delle
43
(Benrath,
e
e
legga
più
queste
esposta
della
del
di
prediche
op.
frate
e
Trattato
giustificazione
le
per
le
del
rivedute
beneficio
senza
con
di
a
318). Siamo
già
hanno
scere
ricono-
può
come
produce
ri-
resto
stampata
idee
sue
1549,
usato,
me
del
e
315
di
plare,
l'esem-
che
da
e
O.
B.
nel
Basilea
a
confronti
la fede
di
raccolta
una
dell'Ochino,
cit., pp.
della
senz'al-
edita,
quale
evoluzione,
prediche,
nel
La
in
menti
docu-
e
Prediche
Napoli,
senese:
importante
Note
ritenere
farmi
di
XVI,
sec.
diligenza
descrive
patr.,
(19 12).
titolo
318)
a
secondo
O.
O., in Alti
xlvii
grande
con
edizione.
quella
parte
dell'esilio
prima
dottrina
e
nell'Universitaria
appunto
il
raccolta,
col
di
senese
Archivio
Negri,
voi.
anno,
sufficienti
sono
P.
di
rom.
di stor.
R.
durante
nella
sono
(op. cit.,
Il Benrath
conservato
della
Torino,
di
e
del
Ase;
2*e
vaticani
B.
seri,
in Italia, II. B.
ristampate
novellamente
corrette.
subita
di
di
Bull.
(1910);
xvn
Refor-
Arch.
Ballettino
fuga
in
citta
questa
prediche, qui ristampate,
Siena,
La
Solmi,
der
Documenti
in
voi.;
11
1892,
in
0.\
XVI,
Riforma
scienze
prediche dell'Ochino,
e
in
della
di
B.
Documenti
patr., voi.
delle
di
sec.
E.
1866,
Gesch.
zur
Pjccolomini,
Piccolomini,
storia
la
P.
capucinorum,
Braunschweig,
di Mantova,
Gonzaga
indicazione
cuna
in
Schlackau
a
ordinis
Beitrag
e
il
(1908);
xv
stor.
Accademia
Le
m.
—
Italia, Torino,
ined.
durante
sull'eresia
Siena
per
R.
voi.
Ase
isle
(1905);
Siena
d'
Ein
lettere
xxvm
(1908);
Stalo
da
1875,
dell' Arch.
xv
il 1487
Annales
eretici
Siena.
v.
Due
in
patria,
i docc.
Siena
a
Boverius,
Gli
O.
B.
patr., voi.
stor.
vedi:
Cantù,
Pjccolomini,
stor.
(n.
1564).
biografia
la
ad
P.
Ochino
la
sostanza
Cristo.
esclusione
Dalla
delle
286
NOTA
buone
confessione,
della
come
il
indulgenze,
le
clausura,
si
pratico
già,
sente
Dialogo
del
usurpala
nel
1549);
Londra
scioccheze,
abusi,
del
sinagoga
pubblicati
a
criteri
vòlte
di
nelli
dei
suoi
o
(composta
li
scuoprano
impieta
et
monaci
preti,
quello
Tragedia
si
quali
dienza,
obbe-
tere
combat-
a
Roma
idolatrie
errori,
tolica,
cat-
in
della
vescovo
Apologi,
della
et
frati,
prediche,
che
1554.
la
conservata
numerazione
delle
necessario
pochissimi
modo
essendomi
cenno,
giatura,
puntegai
attenuto
che
davano
non
ho
senso,
il testo
corretto
segue:
132,
r.
3:
132,
r.
8:
le
persecuzioni
con
dire
fede
in
e
la
per
ci
far
alla
raccolta.
punti,
che
ed
all'ortografia
apportate
della
generali
In
la
che
Cristo
persecuzione
dire
con
e
fede
in
che
Cristo
il
credere
ci
giustifichiamo
giustifichiamo...
»
14T,
r.
3:
»
207,
r.
32:
208,
r.
35:
»
243,
r.
12:
»
276,
r.
31:
»
ho
credo
non
»
nel
Ginevra
teoria:
l'autore
del
Chiesa
castità,
prediche,
clero,
spetialmenle
modificazioni,
Delle
pag.
degli
della
lità
l'uti-
negare
dalla
povertà,
campo
ultime
primazia
e
di
a
nell'originale.
trovasi
nel
del
e
et
scelta,
Nella
i voti
nelle
specie
passa
praticata
è
nel
superstitioni,
Papa
ed
purgatorio,
papa
siili'
l'Ochino
era
Questo
ecc.
abusi
gli
a
valdesiana,
puramente
opere,
cono
non
dia
lume
essere
il
•
scrupolo
stimolo
dia
conoscendo
non
mondo
punito
pieno
loro
essere
a
il
mondo
lume
punito
era
pieno.
che
per
la
INDICE
viceré
(d') duca,
Alcalà
DEI
di
Flaminio
Napoli,
98.
V,
(card.),
poi
86,
papa
Galeota
Giovan
Aracoeli
80.
Francesco,
(card.),
Gonzaga
Brancaccio
95.
Isabella,
Brisena
Caracciolo
card.
Carlo,
Carnesecchi
108,
97,
Pietro,
101,
99,
no,
(card.)
Cesis
(card.),
102.
114.
74,
95,
93,
104,
103,
105,
104,
113,
114,
105,
Vittoria,
Curione
Celio
Medici
(dei)
(1)
ni,
renze,
Fi-
114.
105.
98,
97,
109,
di
duca
113.
103,
105,
ni,
112,
ir4.
117,
119.
no,
Bernardino,
Ochino
Secondo,
card,
63.
di
IV
Pavesi
Ferrara,
(Carafa),
Giulio,
97,
arciv.
99.
di
Sorrento,
no.
99,
116.
fatta
IV
(Medici),
105,
108,
in,
112.
86.
Cesare,
Eccezion
no,
101,
IV.
(card.),
108,
107,
116.
II,
113,
Giovanni,
Pio
Flaminio
Pio
Cosimo,
Montepulciano
Morone
99,
108,
72.
v.
105,
93.
(d') Ippolito,
Filippo
Mantova,
98,
97,
Apollonio,
Paolo
115,
di
109.
ni.
Colonna
Este
114.
116.
115,
(card.),
Merenda
113.
in,
106,
105,
Medici
105.
(mons.),
93,
Carlo,
97,
106,
114.
113,
Carpi
Cicala
80,
108,
card,
Giulia,
Gualteruzzi
104.
102,
Galeazzo,
Carafa
98,
98,
105,
no,
Ercole,
103,
80.
Ferrante,
74,
116.
Gonzaga
90.
Iacopo,
98,
(mons.),
115,
Bonfadio
72,
96.
95,
90,
Mario,
Gerio
113.
Ulisse,
Bassiano
68,
Pio
113.
Alois
Marcantonio,
80,
Alessandrino
(I)
NOMI
Polo
di
quelli
ricorrenti
in
citazioni
Reginaldo,
tratte
99,
dalla
100,
Sacra
no,
Scrittura.
in.
288
INDICE
Priuli
Luigi,
Puteo
Giacomo,
93,
NOMI
Teano
hi.
100,
99,
DEI
Toledo
105.
(di)
Firenze,
Rullo
San
Donato,
99,
(abate
Saluto
Teodorina,
Sauli
Seripando
115,
Spadafora
Girolamo,
Trento
100.
di),
Valdés
98.
116.
115,
Eleonora,
duchessa
di
114.
(card.),
Giovanni,
113.
63,
64,
66,
95,
96,
68.
no,
in,
116.
114,
Verdura
Vergerio
Bartolomeo,
di)
(mons.
105.
(vesc),
Pietro
108,
Paolo,
109.
65,
66,
67.
INDICE
I.
Trattato
utilissimo
crocifisso
Alli
verso
lettori
I.
Capitolo
Del
pag.
cristiani
i
Che
II.
la
la
tutta
V.
Capitolo
VI.
la
alla
da
dell'omo
acciocché
Dio,
di
poterci
noi,
delli
peccati,
depende
effetti
»
5
Dio
e
»
7
»
9
stizia
giu-
della
da
iustificazione,
Cristo
fede
viva
la
e
e
della
unione
l'anima
del16
»
il
Alcuni
3
con
alla
Cristo
Come
»
scendo
cono-
giustificare
di
misericordia
remission
nostra
Degli
con
Capitolo
data
disperando
e
salute
IV.
miseria
fede
Che
III.
Capitolo
fu
legge
ricorressimo
della
della
e
i
.
peccato
opere,
Capitolo
originale
peccato
il
e
Cristo
Giesvj
di
cristiani
Capitolo
le
beneficio
del
si
cristiano
remedi
di
veste
la
contra
Cristo
34
»
diffidenzia
»
39
»
59
....
d'alcuni
Tavola
II.
Lettere
I.
più
Marcantonio
da
preposta
divine
dieci
e
della
presente
opera
.
Celio
Secondo
considerazioni
Flaminio
alla
di
Curione
Giovanni
Teodorina
signora
alle
Valdés
Sauli
.
III.
Marcantonio
Flaminio
IV.
Marcantonio
Flaminio
V.
VI.
Flaminio
Marcantonio
Gualteruzzi
a
Carlo
a
Pietro
a
Galeazzo
Cesare
messer
»
63
»
68
.
72
»
Carnesecchi
all' illustre
Flaminio
Marcantonio
61
"
dedicatoria
Cento
principali
valdesiani
di
Lettera
II.
luoghi
74
»
Caracciolo
Flaminio
»
80
»
86
...
VII.
Flaminio
Marcantonio
a
Ulisse
messer
Bassiano
»
90
»
93
»
95
»
97
...
Vittoria
Vili.
IX.
X.
XI.
XII.
Iacopo
Giulia
La
a
Gonzaga
a
al
Carnesecchi
italiani
Giulia
a
Bonfadio
medesima
Pietro
Riformatori
Colonna
Pietro
Pietro
Carnesecchi
Carnesecchi
medesimo
a
del
Gonzaga
98
»
Giulia
Cinqufcento
Gonzaga
-
1.
99
»
I;
INDICE
290
XIII.
Il medesimo
alla
medesima
XIV.
Il medesimo
alla
medesima
Il medesimo
XV.
alla
Girolamo
XX.
Dalle
medesima
medesima
Seripando
Il medesimo
XXI.
medesima
alla
medesimo
Il
XIX.
medesima
alla
Il medesimo
XVIII.
III.
alla
Il medesimo
XVII.
medesima
alla
Il medesimo
XVI.
Pag.
alla
prediche
Giulia
a
Gonzaga
medesima
Bernardino
di
Ochino
Siena
da
Proemio
Predica
I.
Predica
II.
è
Che
Come
Come
III.
la
Cristo
per
siamo
che
giustificazione
falsamente
e
S'el
IV.
invenzione
Predica
giustificarsi
credere
el
perseguitata
Predica
il
giustificati
credere
umana
Donde
V.
Predica
VI.
Predica
VII.
ci
Come
Del
siamo
è
per
che
per
debba
tenere
»
no
»
113
»
115
»
116
»
117
»
119
»
121
»
125
»
129
»
136
credere
nel
»
140
»
144
che
non
l'opere
per
peccatore
per
stificarsi
giu»
151
Vili.
Degli
effetti
»
155
XIV.
Della
confessione
»
158
Predica
XVI.
Delle
indulgenzie
»
172
Predica
XVIII.
purgatorio
»
176
Predica
XXV.
»
180
»
182
»
1S8
»
193
»
198
»
201
»
206
»
209
obbligano
Predica
li
Se
umani
delli
per
signori
Cristo
temporali
umani
precetti
ecclesiastici
obbligano
a
mortale
Predica
XXXII.
Predica
XXXIII.
Predica
XXXIV.
Predica
XXXV.
Predica
XXXVI.
mangiar
De'
voti
Del
voto
Delli
XXXVII.
Predica
XXXVIII.
debbano
e
Del
Se
povertà
dell'obbedienzia
voto
Del
carne,
della
voto
Del
l'redica
Predica
precetti
giustificazione
peccato
a
XXVI.
peccato
alli
i
la
e
108
Predica
Se
fa
el
»
Predica
Del
che
Cristo
106
è
Cristo
giustifichiamo
modo
Cristo
giustificati per
difficultà, che
la
105
»
ingiustamente
divina
cosa
procede
giustificati
siamo
per
è
calunniata
che
o
Cristo
103
»
Cristo
per
securissima
cosa
Predica
è
cosa
101
»
della
voti,
castità
si
che
fanno,
di
digiunare,
non
simili
voto
della
quelli, che
partirsi
per
clausura
hanno
sovvenire
fatto
al
nelle
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prossimo,
ligioni,
re-
massime
parenti
XXXIX.
naggio
«214
Del
voto,
che
fanno,
d'andare
in
peregri»
218
D'ITALIA
SCRITTORI
A
ELEGANTE
RACCOLTA
La
il
III
Emanuele
in
a
italiana,
studiosi
degli
di
e
le
tutte
mano
il
solamente
non
voi.
I, di
gliori
mi-
e
quindi
volumi
seicento
meglio
sare
interes-
possono
colte,
anche
ma
quello
di
strumento
solo
non
mancare,
nelle
il fiore
curate
oltre
indispensabile
I
II
e
BANDELLO
detta
di
raccolte
nelle
libri
tura
cul-
blioteche
bi-
private,
Le
460
delle
libro
lettere) a
cura
di
Fausto
(11.53).
Storia
d'Italia,
a
di
cura
Fausto
Nicolini,
60).
(n. 50,
M.,
(Il primo
pp.
Sommario
C,
17,
in
persone
nemmeno
Carteggio.
P.,
Nicolini,
9,
le
pubblicati:
ARETINO
voli.
ma
raduna
Casa
giunto
rag-
Vittorio
Maestà
criticamente
più
delle
dovrebbe
non
Croce,
col
più modeste.
Volumi
BALBO
che
opere
pubblicata
Sua
a
questa
comprenderà
e
III
patria.
specialisti.Siffatto
studio
nelle
quale
edizioni
pubblico
pubbliche,
anche
in
VOLUMI
Benedetto
dedicata
stata
della
SEICENTO
d'Italia,
senatore
nella
raccoglie
letteratura
carta
è
servigio
collezione
La
del
OLTRE
EMANUELE
Scrittori
degli
l'opera
in
DI
VITTORIO
vigilanza
come
forze
COMPORRÀ.
M.
volume,
500
suo
sue
la
sotto
e
SI
collezione
grande
consiglio
S.
a
NICOLINI
FAUSTO
di
CHE
dedicata
della
cura
novelle,
a
di
cura
G.
voli.
Brognoligo,
(mi. 2, 5,
5
23).
BARETTI
Prefazioni
G.,
e
polemiche
a
di
cura
L.
di
pp.
408
Piccioni,
di pp.
460
I:
di
438
Piccioni,
,
(n. 13)—
La
scelta
delle
lettere
familiari,
a
di
cura
Luigi
(n. 26).
BERCHET
G.,
Opere,
a
di
cura
voi.
Bellorini,
E.
Poesie,
pp.
(n. 18).
Voi.
BLANCH
II:
critici
Scritti
L., Della
scienza
letterari, di
e
militare,
a
254
pp.
di
cura
A.
(n. 27).
Giannini,
di
pp.
296
(n. 7).
BOCCALINI
a
cura
T.,
di
G.
Ragguagli
Rua,
voli.
dì
I
e
Parnaso
II
e
Pietra
(n. 6, 39).
del
paragone
politico,
CARO
Opere,
A.,
COCAI
M.
voli.
Commedie
del
(n.
G.
SANCTIS
(n. 31,
Poesie,
G.,
FOLENGO
T.,
U.,
Prose,
GIOBERTI
V.,
Del
di
//
LORENZO
(n.
a
di
cura
voli. I
Spampanato,
italiana,
di
a
di B.
cura
e
II
Croce,
Graziani,
Augusto
voi.
Lazzeri,
di
cura
di
Umberto
volume
480 (n. 48).
pp.
voli.
Renda,
Mazza,
Alessandro
di
cura
di
del
di
G.
II
e
di
cura
a
(n.
F.
Cornelia
di
Ortiz,
Brognoligo,
volume
e
voli.
Prezzolini,
compendio
I
II
e
57).
42,
Nicolini,
di
(n. 3, 8).
356 (n. 22).
tragicomica,
a
(n. 61).
312
pp.
2
pp.
poesia
della
BECCUTI
F., Rime,
a
di
cura
Ezio
(11. 35).
di
Angelo
a
B.
di
Croce,
Opere,
Borzelli
di
cura
560 (n. 1).
pp.
di
cura
a
Simioni,
Attilio
voli.
I
e
a
—
G.
Parabosco
di
Bondi,
di
di
Fiorentino,
pp.
pp.
pp.
voli.
e
450
pp.
2
e
II
(n.
a
cura
46).
di
40).
pp.
Paradisi, Cerretti
384 (n. 55).
ed
altri),
(n. ^3)-
Cassoli,
356 (n. 45).
(n. 44,
5. Erizzo,
voi. 1, di
354
(n. 20, 29).
(n. 51).
430
voli. I
Bellorini,
Donati,
Donati,
Nicolini,
(Savioli, Pompei,
Alessandro
di
F.
Nicolini,
di Egidio
Settecento
Rezzonico,
di
cura
Fausto
cura
Nicolini,
Croce,
Benedetto
a
di altri scrittori del Seicento,
lettere
Fausto
e
Cinquecento
del
Opere,
minori
d'Italia,
il
cura
Gigli
G.,
voli. I
Cian,
civile
a
fido
364
pp.
minori
cura
Vittorio
cura
a
P., Opere,
Giuseppe
—
a
59).
varie,
Novellieri
a
G.
di
cura
MAGNIFICO,
METASTASIO
Poeti
di
B., Epistolario, seguito da
di
cura
PARINI
di V.
cura
cura
a
COPPETTA
-
a
54,
G.
Poesie
—
cura
inutili,
di
IL
MARINO
a
Pastor
marinisti,
a
seguilo
1799,
Lomonaco,
16, 24).
G.
Chiorboli,
II
Seicento,
Gioachino
GUIDICCIONI
e
a
letteratura
e
bizzarra,
G.,
GUARINI
Lirici
commedie,
della
a
Memorie
Marfisa
cura
Francesco
(n. 25, 38).
396 (ti.43).
pp.
rinnovamento
3 (n. 14,
C,
La
di
italiane,
Opere
FOSCOLO
—
di
del
napoletana
II
e
2S).
15.
GOZZI
rivoluzione
Carnot,
voli. I
Sanesi,
(n. 47).
400
FANTONI
voli.
di Alessandro
cura
a
360 (n. 41).
32).
Cinque
del
pp.
(n-
di Ireneo
sulla
B., Le
F., Storia
2
Economisti
di
maccheronee,
I, di pp.
21).
4,
voli.
Le
cura
voi.
Nicolini,
PORTA
DELLA
a
cittadino
al
voi.
Turri,
19).
io,
storico
Saggio
Fausto
DE
(n.
2
Rapporto
Vittorio
Folengo),
Cinquecento,
V.,
dal
di
cura
(Teofilo
Luzio,
CUOCO
a
Mascheroni),
a
cura
di
POLO
Milione,
//
M.,
Relazioni
di
cura
a
italiani
Ri/ormatori
del
di
Fiorilli,
G.
STAMPA
416
pp.
pp.
XVI,
XVII,
(n. 36, 49).
II
e
(n. 30).
di)
di
cura
a
seppe
Giu-
dottrina
divina
provvidenza,
divina
cura
a
mente
volgar-
di
Matilde
(11. 34).
FRANCO
e
Rime,
V.,
di
cura
a
di
Salza,
Abdelkader
(n. 52).
d'amore
Trattati
476
secoli
lettere
e
della
Libro
SIENA,
I
318
pp.
(n. 58).
292
pp.
della
Dialogo
detto
di
I
DA
CATERINA
SANTA
voli.
(opuscoli
Cinquecento
voi.
Paladino,
dei
Senato,
al
Segarizzi,
Arnaldo
di
Olivieri,
Dante
veneti
ambasciatori
degli
XVIII,
di
cura
a
del
Cinquecento,
di Giuseppe
cura
a
di pp.
Zonta,
372
(n. 37)Trattali
G.
VICO
B.,
di
Croce,
I., Poesie,
VTTTORELLI
Prezzo
di
serie
a
dieci
L.
e
Si paga
di
prima
Chi
io
in
ciascuna
e
L.
20,
Per
L.
25
per
a
di
cura
di
pp.
(n.
392
5,50
L.
brochure
.
.
A.
,
-
7,
,
tela
in
12).
.
—
,,
ABBONAMENTI
fanno
volumi
"SCRITTORI
degli
D'ITALIA,,
dell'acquirente.
scelta
l'Italia,
per
in
l' Italia
L.
legati in
sola
una
di
e
L.
grado
di
fornirci
serie
in
brochure,
all'estero,
se
ogni
per
di
40
tela
i volumi
per
e
oro;
in
brochure
l'estero
per
L.
e
45
in
legati.
anticipato,
L.
è
60
varie,
poesie
Simioni,
in
I
"
quelli elegantemente
per
le
e
( legati
d'abbonamento:
Prezzo
A.
,
a
brochure
voi.
Zonta,
Giuseppe
(n. 11).
di
cura
volume
ogni
"
di
356
pp.
a
Si
55
di
cura
a
carteggio
il
atitobiografia,
L'
Benedetto
L.
donna,
(n. 56).
412
pp.
sulla
Cinquecento
del
serie
l'estero;
e
le
rate
15
la
o
in
^pCÀ
mesi
le altre
sei
di solvibilità
L.
anticipata
di
e
sette
anticipatamente
di
rate
quota
in
rate
referenze
pagando
mensili
a
l'estero,
per
buone
il resto
rilegata
volta,
L.
7
0"
di
L.
5 ognuna.
potrà ricevere
L.
15,
se
in
bito
su-
Italia,
ciascuna.
5
è
di
ciascuna.
~7
la
consecutivi,
L.
20
per
l' Italia,
e
di
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Opuscoli e Lettere DI Riformatori Italiani del Cinquecento