SCRITTORI D'ITALIA OPUSCOLI E LETTERE DI RIFORMATORI DEL ITALIANI CINQUECENTO A CURA GIUSEPPE DI PALADINO VOLUME PRIMO BARI GIUS. LATERZA TIPOGRAFI-KDITORI-LIBRA 1913 " FIGLI I D'ITALIA SCRITTORI OPUSCOLI E LETTERE DI ITALIANI RIFORMATORI DEL CINQUECENTO I E LETTERE OPUSCOLI DI ITALIANI RIFORMATORI CINQUECENTO DEL CURA A GIUSEPPE DI PALADINO PRIMO VOLUME BARI GIUS;. " LATERZA TIPOGRAFI-EDITORI-LIBRAI 1913 FIGLI 390 PROPRIETÀ OTTOBRE LETTERARIA MCMXIIJ 36458 - I TRATTATO UTILISSIMO GIESÙ DEL BENEFICIO CRISTO DI VERSO I CRISTIANI CROCIFISSO Essendoci alle venuta nostri che CRISTIANI LETTORI ALLI delle un'opera mani più dotte, pie e si tempi siano il fatte, titolo della quale Del è: a beneficio di Giesù Cristo i consolazione utilità e scrittore, acciocché darla vostra in è paruto il istampa, e più vi la cosa dell'autore. ci cristiani, verso a dello crocifisso che muova nome senza l'autorità Capitolo Del Scrittura La iusto, vinto proibito da diventò e simile in perciocché, e crudele, impio passibile simile, gli ma nostri primi beno lasciato, cosi, essendo eredità modo come a nostri, quello, che, ci né corruppe, e cio il e, divenne della del male la si come bene, e si prima a tutte, perdette, alle e le cominciossi cose e false per di Dio: amar inimici, siamo punisce li peccati misericordia. a dello dire vere somma In- Adamo tutta le tutte peccato inferno. il le iudi- Il male bene e si creature, del dimonio, per santità; verso di a avereb- lasciato li peccato miserie se come, possiamo sua del si iustizia giudice, serva solamente né hanno anzi superiore era diventò ci nostre della lo per condennata stimandosi fidar mendace Dio, loro forze giusto natura ci volontà, sua mai loro l'odio le nato: ingan- corpo, E, a Dio, e esser per la a con la suggetta morte, tutto che possiamo nostra bruti. ubbidienti impietà con questa cosi disubbidienti conformarci e stati al infirmità, animali agli pomo divina, ingiusto, quanto e ereditaria, impossibile è in incomodi cosa iniustizia, che Dio come e, quel l'avea che divenne ché poi- Ma, similitudine e e quanto e, di mangiò demonio, Dio; fussero padri stati la mille inferiore ancora al immagine santo. e sapere, all'animo, di a ad impassibile, corpo, immagine e quanto suggetto e bestie inimico e al quella alle l'uomo creò del cupidità perdette dell'omo. misericordioso pio, dalla Dio, Dio quanto verace, miseria della e che facendolo, sua, egli, dice santa similitudine all'animo, originale peccato I vere e false; 6 I che e pacificamente, demonio del mondo, questo Non divenuti siamo con cosa noi volendo grave^ dalla grazia e noi dal li vizi tutti dalli la immagine non la esser medico delli abbiamo suoi che gli e anime può dee deve la conosce mortale: se non e contagione niun cosi la se se non quali discende della infirmità de' nostri di iniustizia con ha e di fonte e vogliamo se ricuperando seria mi- prima la il medico, cerca la eccellenzia non conosce del che Cristo, conosce l'anima conosce eccellenzia quando dell'ira; cagione mai peccato portiamo conosciamo avere, conoscer peccati per né è ogni innocenzia, niuno nostre, avere, è ser es- per privazione quale dalle che come il fiutando ri- e farlo, a ad ed prima infermo, che gravissimi contratta si pestifera né gli quella e, figliuoli padri, necessario esser delle inferma; l'obbligo è », commettiamo; a è l'obbligo infirmità unico Dio, di né sua nascendo Perciocché, conosce medico, madre, che dispiace; prontezza originale primi vuole, non e sima mede- una esso Questa impediti. e e pronto le con immagine spirito, sia non peccato ritornar di nostra. se e noi della Dio da divina lui a maligno siamo nostri iniquità e liberati, esser « della origine avuto di inclinazione chiama ventre cosi a non questa si impietà Dio di e preda ciascun che tanto giustizia in che quello tutto creati che cioè parte connaturali quello il signore. e millesima quella tutto dace men- palagio, suo principe stati fatti diavolo, lui, dati cosi perduta al parimente noi essendo simili il la è uomo signoriggiando bene, divenne ne abbiamo ogni armato, esprimere potesse mani, proprie sue esso perché, calamità, nostra quale che lingua è forte come che il operi che alcuno è non CRISTIANI I dice profeta il considerando, ciò onde, VERSO CRISTO DI BENEFICIO - di nella Cristo, né cognizione pestifera, primi sua che parenti. I BENEFICIO - DI CRISTO Capitolo la Che fu Legge di poterci di Volendo e farli Egitto amiamo le in Dio, vita di condizione siamo de fatto medesimi, uomini, specchio, in impotenza dovuto di onore che fa se a fare e amare ubbidire la san non è Paulo; la le altrui risguardando, tosto comandamenti suo Creatore. questo: e altrove Legge di ». che dice: e il Il secondo Io non che un lucido sua e rendere il primo ficio, uf- il peccato, conoscere « ogni » le nostre l'infirmità Dio tezza pron- desideramo Adunque fa nostro volendo in conosce metter com- e come come per il nostro che quello cose al prossimo nemici, quanto bra, mem- di che amiamo « stra no- onori e allegrezza per sia la piaccia che Legge l'anima nelle morire ogni manda co- e speranza tormento non ognuno tutte al Legge, per amici ad alli amore la mezzo abbandonar di che con Legge, santa questa ad intendendo cosi adunque, e afferma il peccato noi, a L'uomo proprie. cose poi nostra facultà, dignità picciola, titi par- per tutta con la prima popolo concupiscenzia patire ogni eleggendo seme fumo diede cuore, tutta nostre queste apparecchiati sia le tutte noi il che di Comanda come la cui che i prima suo per Faraone, apparecchiati Dio, tutte cuore. prossimo modo quantunque facendo Iddio, di Dio, di liberar a nel quali, dopo tutto con ricordia mise- bontà bisognava accettò e alli servitù siamo di il nostro cosa, come che privarci onorar Dio forze, genti, lui, alla Figliuolo Abramo, quale proibisse il nostro per di dalla la Legge, tutte riposta che liberati e la che con di li discendenti particolare e le tutte sperando di- e infinita sua che elesse miseria, benedire di Moisé loro la per conoscendo e ricorressimo opere, unigenito suo peccato fede. Iddio, il Adamo, le con il nostro il noi, conoscendo della giustizia mandare della capaci di giustificare adunque II acciocché Dio, alla e figliolidi promise di Dio misericordia, miseri da data CRISTIANI I VERSO ho conosciuto ufficio della Legge 8 è I fa che affetti Dio, di la concupiscenzia, Onde risuscitò Legge, eterna Legge». Perciò di e morte peccato il si adira di esser che è la il è parli alla noi, e faremo E e non fra la porrò cose parole ch'io mie, mia profeta parola quali altro si Dio. Signor essi e che E perciò del mezzo delli nella sua bocca, e punirò egli parlerà tu lodati, il ad avea Dio mio Dio, noi, « Hanno quale che e tati, spavennon remo ubbidi- e parlato mandarono do- Moisé. era avvocato esser non della perché non parlerà nome». perché Signor a se san ufficio Il a fratelli chiunque a dice disse loro e come « rispose: Dio, temendo li ebrei, come parla potendo. necessario, e dicendo: furon Cristo, li comanderò, le il tra e Cristo: satisfare quinto eccellente Moisé E per l'uomo un a spaventando di Il può. moriamo: ». Iesù represeniava gli susciterò cosa mediatore un mediatore andar non ogni più e dimandar a acciocché ottimamente». che di né di fusse, lui, inimica è carne Dio, fine, suo sforzati a di Legge all'uomo furono della prudenzia da perto sco- furor e non e, Egli che acerbamente punito e può. non vorrebbe non e ira vorrebbe e della Legge ufficio, disperazione che libro la la quarto Legge, administrazion adunque il chiaramente proprio necessità in Dio, a suggetta Legge dà contro fa e osserverà non è dimostrato e che è sua nel Legge Avendo morte, viene castigato Paulo non la vede ma chela ira. chi la morte la scritte sono accresciutolo e quale Legge; Paulo san Legge minaccia Maledetto « che cose opera minaccia che l'uomo, alla le dice ch'ella dice: Il peccato venendo della qual la proibita. « ma, pienamente osservano santa tutte constantemente il Dio, è peccante. ufficio viciosi di proibisca più morto; era terzo di non la Scrittura perciocché il che quelli a Il ci quanto divenne — iudicio il e medesimo Dio dalla separati pieni e che cresce modo sopra crebbe». e l'ira manifesta Dio, il più noi diavolo, tollerare tanto che dice come — pena dice Paulo san quale essendo del servi possiamo appetiti, non e fatti e CRISTIANI I VERSO perché, il peccato, crescere ubbidienzia CRISTO DI BENEFICIO - e Moisé: «Io simile loro ubbiderà tutte a te. le alle DI BENEFICIO CRISTO Capitolo Che la ci che liberi Dio, abbiamo perduta noi conoscendo nel uomini, Cristo: ii corriamo ci quale in allegrezza qual, peccati, ode firmità miseria e me E peccatore e pensare adunque simo, del abrogando sanando ha non sia di e tutte e Battista « il Ecco ci qual, dico, annichilando le nostre che, della imitar di ci libera le sue dito Dio, dal che da cosi la può non il grave maledizioni infirmità, riformando l'ufficio della e Se Legge, benignis- lieva giogo suave vita. il medico qual sce cono- gustare sia quanto ha venga si non in- non sete, santissima sua per col mostra l'uomo Cristo, la Dio, chi ha il suoi dadovero alcuno se colui, degli di il bene fannati af- quale liberarlo e giustizia, nostra l'agnello Figliuol Se « siete di quella a gusta Iesù la infirmità Gioan », lui del Giesù braccia, che intollerabile non dire nostro voi agli di nome e ; nome lui nelle conosciamo Cristo: la sete questo parlar dicendo: mondo dice perciò conoscemo che ecco e dolce quanto perché parenti consolazione, ricrearlo che quasi voglia beva», e consiste nostra, il male. sentito a il tutto Ma peso? di primi '1 a Qual parole opere, immagine, tutti me gravezza benignamente tanto fede bone altro che assimigliare può suavi e a ricreare»». dalla dolci cosi gli promette grave vi oppresso fuori lo con divina dato è viva Venite « si vita questa sentendosi io e della alle nostri non salvar, passi gridando: aggravati, e li con invita cielo possiamo riconcilii e quella de' colpa profeta gran Figlio, acciocché suo volontà nostra al sotto ci quale la quel Legge, ci restituisca e Cristo. mandato della la per che da l'unigenito è abile arbitrio, il libero sanando che faccia e Dio maledizion dalla iustificazione, la e depende nostra che CRISTIANI III peccati, il nostro promesso, avea nostro delli salute adunque ci esso la tutta e Avendo remission I VERSO li della aspere il libero peccati Legge, minacce, arbitrio, I IO BENEFICIO - non il quale abbiamo dolere potesse in peccato la morte in è bellissimo la morte, tutti la e in molti sono dono, che da molti delitti la il dono, la vita per lo peccato loro molto da la in vita. siano molti diventeranno viene molti; qual e il si non dono, per di fu si Iesù in tutti come la Ma cosi la uomini alla inubbidienzia per Legge la si Dio il e uomo, che il dono da di quelli, che della giustizia, si Adunque, in uno il peccato per tutti giustificazione gli per peccatori, giusti. la per Cristo. di condenna- ma dono il male propagato cosi il bene divenuti solo per del e come uno, maggiormente grazia della uno molto uno, ricazione preva- un la perciocché se, di per condennazione, a cora an- non da come giustificazione; perciocché, Perciò, molti ci la Moisé peccato grazia, cato pec- ci essendo ma grazia si il peccato della lo per un ché percioc- a la procedette regneranno diffonde se lo per non futuro; per ciò legge maggiormente cosi morte, condennazione, e perciocché, e Perciò, « insino del venuta sopra similitudine figura è alla Adamo alla quale l'abbondanzia per da è e imputato, è non lamento, la morte, venne sino peccorno il regnò morte uomini gli morte non delitto alia tutti fa mondo, nel regnava Cristo, scrivere: sotto entrò il peccato che la voglio si concetto ogni per Paulo san qual la e cagione eterna conciossiacosaché abbondò un ricevono della a procede zione a cosi morti, venne la uomo cosi è Cristo, uno, un Adamo, il peccato, peccò, per regnò quelli di Iesù qual ma anzi legge, Onde morte. il peccarono, mondo; nel era la vita la e Adamo, quali via nostra senza i per per l'uomo nato tolto è ora di che fosse la come Cristo, Pareva parenti, ma noi, a discorso, il peccato come suoi modo istesso occisa stata dei di giustizia noi vivificati, il peccato cagione, sua senza Cristo la ereditata. gli uomini; quello di fede iniquità tutti giustizia esso che, che si siamo tutti efficacia maggior per nella in poiché di in Paulo, san Cristo per ereditato, abbiamo parimente la sia crediamo e cosi moriamo, tutti Adamo instaurando e secondo perciocché, Dio: di immagine CRISTIANI I VERSO innocenzia pristina nella ritornandoci CRISTO DI di gli uno come uomini si propaga giustificazione di uno uomo ubbidienzia di interpose, acciocché uno I dagli uomini, schiffato l'innrmità nostre, da Dio; le battiture le per errammo noi; egli fatto stato bocca abbominevole ch'el i quali di le di le da tosto dai Dio fa san predicatori, non che menacce fede fusse Cristo legge; il bastante ancora voi fede la la cercare aspettiamo giustizia della diede sua, che nel vuol dare la noi a il di Dio de' Iddio quale è le e e che giungerne agprio, pro- più ingannati quali, dice: loro leggi e diano poi lo lo gloria la per di e la osservanzie? alla e se servazione os- parato ap- grazia volersi giudizio: rito spi- E, ». gloria Cristo la per con giustizia tanta con per volersi di Paulo noi pretendono questa vi pensiamo non peccati perder un stizia, giu- amore giustificati della remissione con onore vi speranza quelli paragone, questo la la abbiamo san grazia, perciocché Sinai, monte appresso non la e Legge, diremo costoro dalla de' giustificazione quali che voi, a la E i tendiamo pre- non pretendevano Alli legge. se quali galati, che tutti gli peccati di premio. stessa, se niente caduti séte alli credendo la per che Paulo le per cosa dendo inten- e meriti, i macchiate e oh remissione la basti, non vanità, perdono per giova non per mille a giustificare « di e far cosi nondimeno che Quasi giustizie sozze domandare falsi la nostre ciò condotto, preciosissimo suo impetrare opere. a col ha muta, sé in croce, noi e sta di tutti di non cristiani, sopra core pe- rivolto, è ingratitudine! scanzellati per nostre Cristo di interesse tutti ha tolto si sera di e come iniquità suoi grande ha giustificare con il sangue Die via macello al per nostra, nondimeno professione gastigare volerci peccati nostri noi di esso Oh ». noi e tonsori li a facendo lasciandosi sangue, agnello sua Figliuolo nostri, alle Come Tutti le afflitto percosso pace lui ingiuriato, innanzi ! se, di e noi E e la propria sopra e la bocca aprirà non concorrere che alla noi provato percosso per sani. ha sostenuto. e castigato di che e iniquità nostre divenuti siamo sua. piagato le stato oppresso pecora come egli è la aperto e ha lui è ha esso stato per ciascuno e Signor il e egli di nostri sia ferito stato scelerità: nostre dolori i dolori, di pieno CRISTIANI I VERSO uomo ch'esso è ma è e creduto abbiamo CRISTO DI BENEFICIO - stificare giuciano Fac- se Legge Dio sua, I dà si onore dia la al noi e la giustizia Onde dice secondo Ma « le sia ogni cosa Iesù signor danno Cristo, fede nella giustizia lui nelle di della Oh ». nel suo Ecco in fida che nelle né si sia con la tutto rifiuta nella che Cristo egli osservazione dona egli ha Dio della per gastigato la con Cristo, il fanno sog- sto Cri- Legge, a si chiunque non dagna gua- E, perciocché fede, dire, tutti i in esse lui. in fede Legge guadagnare acciocché glio me- soggionge giustificazione esteriore, ogni che sentenzia, che della voleva gustar della e sua, per giustificarsi lo misterio dovrebbe fiducia questa sterco, di chiaramente salute la cognizione le opere incorporato che quello giustizia, in trova consiste fondata che mai dico Dio, gliele facesse lui, dinotando di pretende e intendessimo che in consiste cristiano dalla la tutta un di alla giudica l'uomo cosa dono cosa giustizia, che quella che essagerando incorporato opere ch'egli Ed, ogni giudica verità questa sviano constituire stesso. se Cristo, in deve ritrovarsi e elle quanto in Cristo per la mia dimostra Paulo san veramente quale egli confidare come guadagnar pervenga Dio Cristo di sterco quali ogni le pregando cuore, conosce dannose gionge io che giudico ogni ma è dicato giu- giudicato avendo non quale giustizia la fede, acciocché perfettamente. chiunque lui; che ho cognizione di luogo a presso io anzi ho Legge, parole notabilissime, scolpire nel in della opere Cristo, in peccati, detto guadagno, della amore ho cosa ritrovato essere per consiste che ogni cui dei irreprensibile, sog- dannose, esser la eccellenzia lo per di erano Cristo per mio, dannosa, essere di vivuto era che all'anima giusti e agli volta Cristo filippensi, avendo Legge mi ogni remissione buoni agli che cose, rispetto per della i nostri Paulo san di solo esso tutti per dimostra come sto Que- Figliuolo; soddisfatto diventiamo della constituzioni? e soddisfazione questa Paulo san 13 prima epistola; onde, sua lui giustizia la gionge: di CRISTIANI leggi ha indubitatamente godemo per Dio. nella I unigenito suo futuri, e applichiamo fede per nostra, e Giovanni san loro passione sua peccati passati, presenti ebrei VERSO alle solamente della sacrificio col che questi vogliono CRISTO DI BENEFICIO - ogni e culca in- giustizia abbracciandosi coloro che peccati nostri, dono cre- e che I Cristo, sapienzia acciocché, e e Scrittura della contradicano attribuiscano che alle giustizia ottimamente che l'hanno stolta la quale e dalla col per donarci eterna della insegna e cioè tutti a donato ha i veri sicuramente del ci in noi nel ci della peccato della sendo della stata da vinta san con vittoria, o del è la da noi, che siamo Paulo e Ove ». Inferno? Lo è la è Cristo aculeo Legge; liberati ma della di morte sia liberati dalla rio dall'impe- tirannide o è La Morte? e che possiamo ove Dio, seguente con- per morte il peccato, ringraziato del oppressi, tener modo « il annullato e resurrezione, aculeo, della stizia giu- chirografo, Cristo più può profeta: il tuo della maledizione ch'el da suoi; Osea con rere compa- aumentare la membri possono bri, mem- né ci per i suoi gli adpetiti, ci ha Cristo superata spirito condennare, Paulo non berati li- o il nostro quale lo vestiti dalla scanzellato stato ci ha accusare san consequente morte, peccato dice e condotti che tutti essendo più può affetti Avendoci per destrutta e gli ha Legge perfettamente che lui per ci donato a modo Dio, ci non però croce. Legge, e Legge contrario, era di liberati e e soddisfazione cazione giustifiFigliuolo, Dico ha segna c'in- della soddisfatto ha e cristiani, di irritare più il peccato; legno dire la cotal tribunale Cristo Adunque può quale al suo verità, non che suo e felicità. tamente aper- nostra del chiarate di- già seguitiamo non imperio ci peccati senso, verità morte, perché Legge, ogni dallo Paulo san de' della meriti della di questo la tese, in- male dimostrato ma gloria cune al- state dilettissimi, liberati di Legge, né ci ha e ci in agli e peccato che Legge. Dio del dall'imperio alla di suo Dio intese Signore sono sono hanno la tutta se stra no- trovano remissione o quali fratelli si santa autorità i nel glori che dottrina tirannide regno suo, quali, hanno diamo sangue le galati insensati, misericordia alla il le che e santa, alcuni, delli Paulo, vero queste adunque, openione san nel Noi intese. il lui redenzione, e si gloria, questa ma da quelli, si che da fatto stato santificazione e giustificazione carità; alla e opere è ben a la CRISTIANI I Paulo, san proprie. È opere che pare VERSO scritto, colui è autorità stesso nostra e come nelle non lo dice come CRISTO DI BENEFICIO - è stata è la tua la e il tenzia po- quale I ci è la cioè serpente, Cristo, Dio il la peccato, maledizione: forze di a sopportarla. mosso che fratelli facciamola nostra suo di le Figliuolo Dio. ma Figliuolo sicuri e Il la per opere quale, fede, non figliuoli come di tutte le del giustizia della ingiustizie nostre di cospetto Adamo, per allegri le tutte la ha nostre, che del e ci ci suoi, ricchezze ci i e vede considera e per sue. fa Cristo, fermo di Cristo eredi giusti sto, Cri- santi e nel figliuoli come con di chila anni- incorporati più ci Abrac- meriti di buoni quando tiamo, l'accet- Iesù per suo serpente, esteriori. giustizia fa il purché nostro ma la bastanti donato teniamo fede, le che misericordie, veleno giustificazioni nostre mezzo per non viviamo e le tutte dilettissimi, giusti, esser nel a delle giustificazione, e stesso se erano ci dal tamente separa- grave, non padre liberati ha tanto Questo promesso liberasse miserie, nostre benedizione nostra rinonciando ciamo, ci Dio, nostro delle figliuolo, fatta è il Adunque ciascuno insieme, raccolte mondo, che era vincono inferno. avea e impresa questa compassione a unigenito ed il serpente, credono lui, quale Bisognava velenoso che di lo e nel orribil quel al capo grazia diavolo sto Que- nostro. quelli nella il genti. il tutti fiducia 15 Signor percosso Abraamo, le ma tutto ha morte, di seme percotesse dalla loro la tutte Cristo Iesù che CRISTIANI I perciocché tutta benedire di VERSO per diavolo, al benedetto quel vittoria seme, ponendo Cristo CRISTO DI felicissimo quel è con BENEFICIO conceduto ha in - il suo gittimo le- 16 I CRISTO DI BENEFICIO - Capitolo effetti Degli Tanto simile inferno. E fidele, anima è medesima amendue è sposa altramente fusse che si non santissimo matrimonio, Cristo dice i suoi peccati, di e lei, l'audacia tutti gli mia in mi più e altri suoi perciò peccati croce; cielo similmente a è dell'uno della ed dice lo terra con lo e suo morte collocandolo mia questo di cioè cara, Dio contro dell'inferno mio di e sono essa della come mia Figliuolo croce tutto grandissima ed destra allegrezza: — brattato im- sopra ubbi- vita, dandogli alla la con in dilettissimo a di Figliuol flagellò uccidendolo era da suo cosa dell'altro. poter fuoco il Dio sposa, suscitò nel tissimo dilet- suo ancora negoziare a gettarla perché ma, in sta Scrittura ch'è carcere in e casa sposa l'ira lei, lo devenuti la il sposa Legge, a adunque sua è la avendo non unione dell'anima, me voglio della Figliuolo, in e Vedendo — della dientissimo e ciie dote la il diletta la di veramente; sono sposato per per sono che dice qual una tutte che il peccato, non contro mali piace, legno sposa diavolo facultà, annichilarla. podestà del la e, transgressioni propria de' al le cosi ha pigliarla dote dice come Noi lei. facultà le lo e ciascuna di dice E diventa divengono sposo Dio se cioè due quaie diavolo sposo e lo fidele, di La — è carne, modo quello adunque: Chiesa, de carne, il peccato; ch'è dote, propria il sue. una disdegnato è morte, che sono propria sua la similmente l'anima con peccati, la onde sposo medesimo questo li suoi Cristo e una sposa sarebbono Figliuolo alcuna la e dello non In santa. in communi, sua, le ricchezze Dio due divengono della Cristo, il colui, sé che matrimonio, del sendo cosa, peccato, ragione di sposa il costume sappiamo tutte la è questa di Cristo. con che viva, e sopra il dell'anima unione santa tolto vince e IV della e fede abbia Cristo Cristo, a fede viva questa opera che crede della CRISTIANI I VERSO ogni sua. Gli La reami I BENEFICIO - la perciò in mio, tutto quelle sancte sono La puerizia la vita amata del l'anima di amendue « ha Cristo sono communi lui si dice fisso stato le figliuolo Dall'altro lato di ed la con allegra virtù siano del suo Oh immensa a Dio! è è amore Onde cristiano. di Riformatori italiani Dio Dio, diletta sua vuol cosa che quale diletto sposa, - I. e sono si natura. che amò offerse di opere sono perfette im- alcuna, stia sempre le quantunque Dio, per rispetto risguarda. ha il cristiano si dell'anima Cristo e divina sposa a è in cielo, asceso perché e, per cristiano continuamente grande, che cristiano: il obbligazione tanto dice che sua mòni, de- dalli imperfetta grate egli ! quanta Cinquecento la dal medesime Perciocché, però sono sposo Paulo del fine sue; si dice: queste cristiano, cose tema. umano san anima non non il di fa il l'opere in cielo »; della partecipe ha asceso del resuscitato, e come e dire che che uomini fatto della essaudito stato opere può che perfette,a sopra bontà Non vuole defettuose, Figliuolo, si opere, l'unione, resuscitato, sono ficato giusti- quando gli ha in peccato. ha Cristo, è quella imperfette Onde, ed ciando Comin- con sposo e liberato fatto e che sposo orato Cristo perfetto e all'amor ciascuna le le fa contenta e sue opere egli sua le suo '1 cristiano sepolto, Dio, l'amore perché e, ». ha sendo e, concetta dello è morto, di e tutte Cristo, perciocché ha pura sua, amendue. Veramente croce, fatto e è che opere tutte. in il i morti, gli infermi, fatte l'ha Cristo e l'operazioni e con sancta sposa simo dilettis- mie, sono natività, egli tanto ad suscitato perché opere, giovenile perciocché medesimamente divento innocente e e cose gioventù cristiano sanati sue della vero ha le imbrattata digiunato, Padre, suo e puerile sposa, bello, innocentissima la natività santificato formoso ma e macula il mio e sua facultà; bella, perciocché io pure, dalla adunque sua e mie sono e marito, giustizia, la alcuna tutte conseguente per mio divina; giusta e regina son del sua potenzie e maculato, è non sposo virtù sue formosa son me; le ricchezze la 17 io miei, innocenzia, sua CRISTIANI I sono terra, innocente, sancta, son è non le tutte con VERSO sposo della e santità, la sua divinità diletto cielo del imperatrice cioè mio del gli imperi e CRISTO DI possa di la per ogni Chiesa, quella parare com- fidel cioè alla 2 l8 I della morte croce, che chiesa, simile, Dio. Il l'unigenito perisca, suo figliuol il mondo nel mia unita onore gloria; e grazie, tante credito in e il usato la crede della Dio, si e fa unigenito Figliuolo di Dio dono la dona e Questa è che e io Dio, quelli, a glorificarli « di e dar la i volontà di ne la l'ultimo di questa più volte eterna, Colui e crede giorno ». sé Cristo mi in ha è stata che Dio nova la diventa nel regno col quale Paolo. san de' d'ira entra è suo opera E Dio giuscificarli per e testifica,dicendo: mandato, lui, abbia Similmente in castigando l'anima fede, a come che Dio, sposa chiama esso come la remissione figliuolo dice la che buona questa di qual cioè gode di e il Dio, Figliuolo e immagine come vita il Dio, mezzo quali accetta seria mi- mia che Cristo, a doni Dio consiste nova contro questo quale, fede il mondo, fede, vera con loro vede il suscitarò per tutto la di tempio per la con felice fatto rispondo Questa Chiunque ricupera e alla secu- ha la conosco fede, i cuori. giustizia sua riconciliato è viva e sposa l'anima quali ti cuno Al- questo ricevano ai quei, io di sopra altri fratello, cioè Dio ha veramente, figliuoldi grazia, di de parte peccati nostri. ed peccati, vera purifica Dio rigore tutt'i lui Dilettissimo — all'Evangelio, da di si salvi potrò di gli persuadere: posso il io che come come che uno mandò giudicato. avere sua? sue, sia io lui, dell'anima copula sposa credere me nella consiste pubblicata ha mei Pietro, san a fetta in si fa l'unione potrò diede che perché è di figliuola non ma se a crede Dio cuna al- cosa simile che lui, non questa ricchezze che ma non certezza dice è fa certezza e delle imperfezione. e che cioè Cristo, giudichi, maniera che si dice in né legittima e Perché lo gloriosa alcuna, ciascuno, crede In — Cristo cosa che eterna. che come con Facil sposa? dar dire: gloriarmi ramente tua colui, vera l'acqua del- lavacro stesso: se crespa come perché Cristo? sposo sia la lui: divino? suo vita mondo, potrebbe matrimonio col abbia ma per mi e mondo, il amò a col irrepreensibile, e Figliolo, affine suo non santa né innocenzia, e cosi quale macchia, fosse ma CRISTIANI I congiungerla per avesse santità in stesso parola, non VERSO santificarla, purificandola per la per CRISTO DI BENEFICIO - che vita dice: « scuno, cia- eterna, Si come 1 20 che e more del Re in far possiamo non il ingannatore, Oh sue. quale, è quanto oltra perfezione, vero lui nella senza quello, lodando vita esso Dio, di ci per il e né Dio, lo e in andiamo che non gettar di premio. santo, divino; che e Dio, di con via della dei animosa incita, la Questa qui fiducia della nel cuore, e con lasciando suoi alcuni al trono fiducia procede per che la da noi, di Dio Paulo quale ha grande nel né questa e viva ci evacua verso tutto modo questa dilata verso esorta conforta a retribuzione dallo cuore mai ci ha paura E morte. grazia fede, in abbiamo della è generata la di san di viva del affetti lo indrizza Perciò gli Dio noi misericordia carità. fiducia, nostra santa della a gloria una qual non della né gloria quale di cura Dio, dolcissimi ardentissima fiducia la tutto Figliuolo genera la per di che alla il misericordia di ministri, fiducia fede lui a benivolenzia ci è comunicato di santissima con allegrezza, del il sangue misera promesse eletto cioè tinuo con- Dio a certo l'ha certissimo, dilettissimo, questa la vita continua che la sua del e per in e Dio, il pegno della e costui, dico, dà pace e incredulità, alle tenendo zia disgra- promesse accosta credendo conseguirà; operando né fede, e bugiardo alle questa si sua perciocché dannazione che la in gloria sua in sente sempre suo E e l'empie che continua constante e della propria della avendo diavolo, il core, in securi ferma della questo diavolo, farlo peccato suspizione, cuore. una sendo tanto della mente, sposo repossiamo del danno vive noi, vivendo che, al che fede Dio priva promette, eterna, inebriato speranza sé, ringraziando e della in del dando non questo certezza Dio costui Dio, grave minima una che è Dio a è governato a morendo e quale per ma meritatamente, e all'opposito colui Ma cuore facciamo ed fede tirannide vivendo offesa maggiore dà non dal Dio, generale; alla terra; di regno Chi que adun- Chiunque suo. primi parenti, Dio. sotto della e della cruciato conscienzia. perdono esilio che quanto nostri miseria, cielo al questo estrema del ritorna di in rimane incredulità vive di CRISTIANI I regno spirito dallo gode non al colpa de' la per felicemente bando bando, questo a scacciati fummo VERSO tutti ritorniamo securamente crede CRISTO DI BENEFICIO - Spirito dell'amor efficacia siamo I incitati a al ciò ogni bene il Dio, e Questa vera fede da spinto frutti quale fuori mandi la che tutti santi i del dice: Abraamo « E credette dice perciò giustificarsiper dice: Cosi « la adunque Legge iusto chi E E e opere dottori bocca Paulo V la confesserai nel salvo, tuo perché che Né con col alla la dietro e la salute. solamente a rebbe sa- per '1 ma detta per giustificare fede di Iesù giustificare può agli romani, parando com- consiste questa bocca Dio si cuore fede non giustizia dell'Evangelio, che cuore si confessa vennero E morto. si sono fede; può la per liquie re- perciocché nella si le che viverà l'uomo se con grazia Dio, non nell'operare, giusto. che è Legge dimostra uomo santi, tu l'uomo altrove grazia manifesta comanda, che, indarno la consiste solamente dice poi se che l'uomo E la per a non essa ma consiste sarai la con fa Legge, crederai e tu san dice giustizia della Cristo Legge che sopra Cristo perché, morte, la e se appresso zia». giusti- a salvate sono cosa esser quale Scrittura la legge». perché opere, la adunque si e, quale salvati, imputato della grazia, giustifica fu non la sono quale Crediamo tempo per si del opere dice galati cose, da quella credere, da di Legge, che Iesù le vive, puoco la dice non della opere la della quelle osserverà Cristo. per elezione si la fede per le questo nessuno osservazione. per in ahi E le per e si ch'egli senza Dio, a rendere a albero: legna, fede, gli « e ottimo di ch'egli all'uomo, opere santa e innanti: senza adunque grazia». la fede Dio, figliuoli. carissimi come Abraamo, a puoco la secondo salvate, di abbondante cosi Testamento novo e di tosto piacer tollerare e benignissimo nostro buone quella è possa Paulo cosi fascio un alcuno san Dio inclinazione fare a nemici, prossimo, Questa vecchio testifica come al e del arricchiti alle accendere luce. impossibile da amore Dio a impossibile è donata è violento un ci ha fattici, de e non dolcissimi come Cristo per gloria e 21 tanta e paratissimi amor per CRISTIANI I potenzia, siamo benevolenzia, grazia è che VERSO tanta e operare, intollerabile cosa CRISTO DI consequiamo, Patre è BENEFICIO - lui, hanno Signor suscitato crede alla stizia giu- mente chiara- come alcuno san ha lo Ecco senza il tua nel aiuto Paulo, ma confirmata delle gli e 22 1 fede, fede quali tra' delle e delle Trattato nel sentenzia, questa aiuto senza cagione, di parole libro Sopra la che la fede voglia che sola abbia fatto alcuna giustificato ricercò quello che alcuna operasse giustificato per entrare tuoi fede confessione in paradiso. di luoghi dell'Evangelio che la fede l'uomo è della opere è giustifica il credente, comanda la Legge, non è sarà a de il colui Dio una per il si Della umiltà '1 la fede salute fede, che Ogni benché le della croce espressamente de vuole modo, che que Adun- ». giovano è Dio. che come San che buone, la un solamente Cristo. qual edificate mancandoli è la opere giustizia, udendo sua Adunque molti siano da tua In sono vista giustizia nostra ». in La « « le giustificati sono udì: fede, la non fa, Cristo niente abbia esse vendo dobrata cele- di è che cosi credente non non avendolo poi: quale dove che gloriare della fusse Signor Origine: del al perché colui quelli « che aspettò Iesù Signor parlò l'uomo fede, menstruata? della che quantunque possa profeta: femina gloriazione omilia che modo tutto ma, da puoco soggiunge All'incontro, della di segnacolo Paulo compagno, di piedi E della cagione giustificare possono eh' vede né per Poi nondimeno, fondamento al sopra san quella femina, ai Luca, ». '1 creduto; eziandio E giustificato per Legge. quarto il ladrone sola, l'accettò pace si nel giusto, operato, ebbe rimessi». in le contrarie che diventa avesse che san sono va' salvata, mostrava le ti peccati t'ha poi la non che Origine legge: perciocché adietro da cosa nell'Evangelio «Li lo per ficati giusti- . delia le opere senza siamo sono conciossiacosaché opera fende di- giustificazione, di alla creder lo luoghi mostra e affirmando romani, per nifacio, Bo- esse non difende quello papa a altri la fede per intese, bastante sia molti giustificazione, ancora ai scrive Della in e conciossiacosaché opere, quale in e che della Epistola solamente 31, sanamente La l'uomo non salmo Giacomo, santo lettera, e !a per libro nel e quello ch'egli in buone effetto ma spirito mostrando delle sentenzia. questa del giustificazione Agostino: Dello quello CRISTIANI I della santo q?iestioni, e Ottantatré sono in e VERSO verità principale è opere, e a santissima questa approvata CRISTO DI BENEFICIO - fede, Echi dire panno giusta Basilio '1 cristiano la nella si tenga I solamente giusto « Cristo è in gloriazione Dio, giustizia, ma la per sola la disprezzare la giustizia, nel canone dice da Cristo solamente come Legge remettere non Santo Ambrosio, che crede sua a in la giustizia in Cristo, ad come di al a stato essere l'ingiusto grazia di la per Dio, dice come detto con dell'uomo, al quale Dio che, fede che senza sola, siano la beatitudine coloro fatica il dimanda sua imputa la tempo sua i senza nel quale alcuna a è fede la come cora an- imputa crede giustizia,si giudei la sola grazia c nato Cristo, di fede la non stificato giu- è la le per Legge Dio. Legge, della conferma la beatitudine le opere'. Dio ha osservazione, Adunque le per giustificazione apostolo Dio. cosi che cessando quali la colui, giustificato profeta: delli che A Dio a giustizia senza beati, sono e del Lo Iesù « Dio, solamente esempio che giustifica». colui della che, David. ancora lo Dio Cristo Matteo, san la fede per proposito da in quale a di gloria quello Adunque l'empio che e dico, scrive fu la fede? per giustificatipresso del al giustificarsi nella determinato salute di fede non propria imputata è adunque Abraamo la Paulo: grazia la intiera fede sola san che maniera secondo ha David che solo che quello riputata è che Dio, dice ed perturbavano Ambrosio, Paulo gloria consideravano l'uomo, Santo »; conciossiacosaché presso dice de pensavano ma della proposito San In Legge, necessaria, Cosi « vedendo della si la fede di si si rimesso quelle parole gentile, Legge la avea perciocché opere' Abraamo. Abraamo, opere è cioè per I scribi ch'egli e beatitudine parole: della opere il cLa Paulo giustifical'impio, gli che le senza queste sopra « E Ilario, Sopra « ficazione santi- e giustizia perciocché uomo, isponendo David: Santo per vera cercare parole: poteva, giustizia, secondo dice di e uomo quello la Dicendo ». perfetta si innalza non manca Dio. un la è queste: sono scritto, chi è come sue giustizia sapienzia, si 23 Signore' giustificato. è queste rimesso sia li da viene nel questa che giustizia che glori l'uomo Cristo parole Le noi a Perciocché in nono '1 peccato Dio quando sua si CRISTIANI I in Cristo. acciocché, conosce fede VERSO gloria da fatto Signore. nel glori si redenzione, e si la fede per stato CRISTO DI l'apostolo: fChi Dice che BENEFICIO - tende In- minato deterper la egli predica si come dice 24 X esso Signore: che voi vedete fede la sola ad ha la la fede beato, E san al la queste con che libera ci qual servitù fa del la Ma, beata dice del fratello suavissimo cosi per è la con fratello di senza o, degni di della santi quella per Dio. E la e di dubbio ogni coloro, osservanza vestiamo di della che Dio Cristo, non dubbio senza pretendono degli comandamenti E di ci di Dio, i nostro giustizia tutti ci grande alla del se accetterà è Cristo di perciocché, Dio certamente pervenire persona; nel della vestiti per giusti per il vero, all'incontro, se, eterna. purità un padre giustizia giudicati saremo al ricevuti è l'abito mandava l'altrui la vita avendo non sotto qual preziosa essere questo alcuno vita la vogliamo a de alle della e occultò sotto delle sentenzia s'appresentò sotto supplicio. Ma, giustizia degni ci si e fine farò Iacob, lui, la benedizione la certamente innanzi di modo questo noi se genitura, dalla merito Iacob come grazia, l'anima bellissima Di il alcuna libera alcun una si alla sposa lungo, intitola veste occultiamo compariremo Crisi e ci primogenito, cospetto noi che e prima utilità necessario si che, della in e sua fede, la detto che uomo ornò odore, ricevere libro santo si e averò parte ci Cristo molto perdono». attribuire intervenendo non colui conferma hanno modo che Adunque il xxvn, non questo giusto è Cristo, perché tutta esser prima meritato stesso se in e non Nel questo per fede, per Ambrosio. san dee chi Cristo. sermone in delle glori ma donato e nostri si quale nel soggionge la allegazioni, quando di i meriti e per nostre. opere che giusti giatis, di per afferma si opere; sangue Cristo in stesso Niuno sue prima ricevendo alcuno, rimesso è Cantica, la peccato; lo della crede giustificatoper la Sopra unisce le cose le udirno». non chiunque « le vedere capitolo primo parole: è per il peccato quale giustificazione, seco perché dono, e peccati. Questo giustificatoper è di udite, merito senza Ireneo affermando medesimo, e de' Bernardo, nella che quella è è apertissimamente remissione in giustizia voi che cose opere CRISTIANI I profeti desiderano e il niuno perché opere, le VERSO esponendo senza la epistola una udir e dice giustificato è giusti Ambrosio, corinzi, CRISTO DI «Molti Il medesimo alli BENEFICIO - di ingiusti vedrà per e nati or- giusti temerità giustificazione quali tutti si com- I nell'amar prendono con Dio tutte le forze, cosi arrogante il prossimo e mentecatto, e di Legge richiedendo Dio, in quali si debbono tosto voci perché tuo, E Salomone E Iob suoi cospetto Signor con il di servi fatto Legge Ora, molo altri? di essendo tutti meriti alla consideri, immondo, dico, che sono possono di al gloriarsi pretende tutte anco alcune di né grate e a la perfetta vazione, osser- da nel da né tanto donare cu- agli il peccatore conspetto del di Dio; cospetto impure, Dio, abbiamo inutili. consideri vengono immonde esse esser n'abbia opere che siamo servi aggiunto giustificarsi al le opere, Noi fare, questa proposito, nostro averete perfettamente avere che eziandio — chiamare da di misura, facendo quale, laudevoli, lontanissimi di stultizia presumendo dite: osservassimo e Dimetti « la il E Quando a il dice: ma « obbligati giudicare nel Giovanni opere, comandate, eravamo giusta ritornando il che fra che inganniamo». dicesse: non state sono li uomini alcuno Ma, Signor lato, immacu- l'uomo, inutile medesimi, se »? mondi oravamo: loro ». — sia sono raccogliere può pur ci doveremmo ardirà de non vi ci tuo Ecco san che delle non il E ». volta si qui che, quantunque Dio, arrogante, mondo che Quello, Ecco ». se cose inutili. — salvare come le tutte ogni Di femina? peccato, senza egli e servo mondo è sonano ri- qui cospetto non più santa, col giudicio mio i cieli iniquità! Legge in cuor razioni, ope- ch'esse Di nel danna con- sue imperfette. e della e mercatanzia poter prossimo, fatte e nostri». fanno che la dicessimo che i debiti esse esser della abbominabile è più "" perché l'uomo, è l'acqua, di Il le la che veda non troverà intrare — di credere a e e que dun- sarà ognuno giustificato immutabile, è diremo impure il nasciuto giusto come buone, dire: cosa che e adunque Non « può Quanto insegnò coloro : sarà Chi Che « suo. noi noi « niuno bee, quale a dice: apparisca i santi «Se vivente esclama: e David niun darsi transgressioni « Chi perfetta dilezione, una operazioni di ardisca l'anima tutta con precetti? gli paiano parte sono quelle due Consideri chiamare conciossiacosaché che 25 medesimo. se dall'uomo ogni imperfezione? le il cuore, come questi CRISTIANI I VERSO tutto con intieramente osservare CRISTO DI BENEFICIO - impuro e guente conse- per efficaci cuore a giusti- 26 I ficare. nostre fede, Non bisogna le dire buoni ci fa le nostre a Sua di diventa sue come non fragilità la immondizie nostre la purità al della fede, nostra siamo ancora ha la per ci ha e giustizia, nostra grato nostre tanto dona dono quella quale E e che tesoro grazia che riceve e con la la giustizia può quanto è cotal e Cristo ? dono, e ci fa noi remo sa- che eterno, del misericordia, sua dell'Evangelio, col genito uni- suo santificazione, vogliono non far l'uomo che giusto ci offerisce e della delle meriti si tesoro di Dio, fessare con- merito senz'alcun godere noi fede benevolenzia Questo misericordia Cristo creazione l'uomo, operare pure im- che regno nostra a paterna sua sua cosa favore stessa opere testimonio la sempiterno e né avendo per grazia quelli, che se per per in e la sotto da e dalla per nostro, di già bastante Cristo opere. per è il Dio, a e sia Signor non ma ma alle stesse se Perché, del genito primo- suo le nostre per Cristo, alla imputate, frutto alla glorificarci dioso misericor- approvate e infino chiamati e Cristo Iesù ch'ella e eletti figliuoli chiaramente di meriti, i nostri per giustificatiper Figliuolo siano Dio nostro piacciano coperte che salviamo. fratelli che sopplisse sono avviene perfetta possessione il ci ha qual ci dimostraremo e del stando saranno ci quale fedeli nella già non la quanto peccati, compassione quali, lodate ma fa patre perfezione non qui saranno Cristo, apparecchiato mondo, Di in per stati introdotti e tuttavia di li fratelli amato le tutti diventati membro fede, quantunque vera imperfette, la fede come e Dio; defettuose, avendo Cristo, Dio. giudicio universale, nel ci di giudicio dalla precedenti e di l'innocenzia e vengono giustizia cui peccatore a da Paulo. conseguente e come imperfezioni, e cuori per giudice, consiste san e grato e opere considerandoci Figliuolo, e per nostre severo e ingiusto li nostri noi di bocca buono e vogliamo se purificazione per imperfette le considera il cuore, la e santo Dio, a essendo Perché, Egli e grati e CRISTIANI l'uomo purifica quantunque opere, Dio, che giusto fede giusti e Maiestà. nostra la che Dio; a Spirito dire adunque opere bisogna lo I purificare prima affirma come VERSO piacciano opere nella per adunque Bisogna le che CRISTO DI BENEFICIO - dà un mente sola- la fede remessione sola 28 I BENEFICIO - di figliuoli carissimi nella inserisce scenzie, morti che alli membri attendiamo Evangelio, coscienzia mantiene e abita nei cuori nostri alle cose, quali dico gli uomini, di alla Dio, la di esser star e che di e noi perciò quasi chiamiamo sono e, se hanno dovemo può fa di le opere Dio, di e il vero, non si più cosi le di quali, Cristo, essi, quantunque sola, diventino può è dalle può non giustificato per giustificarsiche imbratta la fede la fede siamo dello amore non per spirito stiani; cri- governa, di essere buone nelle la e buone amore quelli » sono e regge carità, la giusti lo hanno non mai Cristo «santi conoscano di può come per che buisce attri- beatitudine E chiama se riamo recupe- se pigri spirito cessare l'uomo ubbidienzia Cristo conseguentemente e spirito conosce per Paulo san Cristo né dire per e con quali santità. la e Adunque i le proprio Dio innanzi e di se opere, Per e non anzi, buone fede. di opere. carità opere; far e medesime inspirata, la qual santo, »: stesso, conversava alla per la egli che se meritamente sia non Cristo, che fede oziosa, prima opere sempre lo la spirito essere vogliamo se di dubitare giustificatiper lo buone cristiani « non Perché fede fa quelle ch'egli perfezioni, pacifica spirituale di a tissima san- pubblica ci e mansuetudine, questa '1 cristiano Cristo, non le Dio muove Adunque santificazione? sua santi, a senza che vero diventa Dio. che e nostra mentre alla altre alle carità, beatitudine può non Cristo, all'umiltà, l'immagine si suo Dio, con quella a Questa allegrezza unisce Cristo, con generale di regno l'anima veste spirito moveva perdon ci dell'animo resurrezione. perpetua una e lo conseguente per del fede medesima Questa l'ultima care mortifi- di simile e fede, mondo, col e santa, e concupi- della resuscitati spirituale seguente con- per le con gli affetti viziosi nel in e appartiene conoscendoci introduce ci e Cristo cioè godere e medesimi noi con vita Cristo, ci che quella è efficacia la per con cielo, dopo in fede, facendoci santa. noi, e, una di gli affetti con morti carne; vivere a viveremo lo carne terrestri, della fede risurrezione Cristo, ci risolviamo con gli appetiti che la CRISTIANI I divina Questa nella e VERSO conoscendoci perché, i loro e morte intendiamo e Dio. mortifica ci CRISTO DI gloria proprio I la per né di cioè cristiano, colui domanda commosso bene ch'abbiamo che detto ha non che incredulità! dicendo: s'inganni, buone io tisca Giacomo. falsa l'hai. non di bisogno e Dio Tu dici: alcuna. affocato oro di acciocché opere, cioè innocenzia vergogna della tua Adunque la la qual fiamma la fede sola abbrucia E opere. luce, vedendo se come, conosciamo in legno può e alcuno bruttura è come i fede luce può non vedendo la peccati noi esser delle una dipinta buone e da di buone fuoco, vero che luce, e esser senza e è dimeno non- che aiuto delle le buone di vana, la vero è lo fiamma la peccati. di cosi opere, chi, bian- appara senza e bile misera- e tuoi della e ho non vestimenti è luce, senza in giustifica, fiamma come dice comprare delli l'aiuto esser quella e, avver- conoscere non una senza abbrucia questa si la a di quale paradiso? misero acciocché risplendere; non non nondimeno noi cioè in affocata ti vesti e Cristo, di il estingue perché, opere; non sola ricco nelle Al arricchito, fede vera mia come che persuado zione ora- la che fratello, sei la — ma essi fede conosca affatichi con che ti la giustifica, che può fiamma cioè nudità, non la Io divenghi della sai non nudo. e fuoco, tu fede, E mi temono, e effetti, giustifica, non e la aver ricco sono — cieco e povero Io — di dal cessa con paradiso. puoi, tu ma, risce s'offe- aiuta paradiso, insieme pensi tu in credono tu io in manda sola conclusione sii; cosa mandarmi a no, inspirata, sola che è o instanzia fede la vero Cristo, i mirabili Signore, — bisogno andrai tua tu errore che ancora Oh! questa quanto fede la gli demòni che san Da che respondo Che la fede Basta opere? dire — faccia di mai né sente la fede e '1 divino, amor non dicendo: dia, udendo E, — cristiana, la gli fede che precetto di opera proprio, amor giustizia cristiane, e fede, avviene la li meriti per la per di cristiano nel la fede ancora Dio a fa che non per sono sua 29 per qui giusto sante la per e Di violenzia opere chi E operare. tiene una sua Cristo, opere da alle prontissimo si fa quale di CRISTIANI giustificato stesso. se I conosce la e buone incitato e si Dio che le se che di giustificazione VERSO CRISTO Cristo, di amore per per non colui, giustizia solamente DI dove là interesse; e BENEFICIO - fuoco cosi, segno che non che ! quel tale suoi eletti BENEFICIO - Giacomo Cede dalle Intendendo piaceri del mondo, in peccato, i Figliuolo Dio, esser gli ma viva è non buono, diventar per la per fede, non fanno che egli Cristo buone diceva tali di Cristo: alla dato uomo, Verbo da podestà ogni aveva, divino la fu morte, e per la si del opere il Dio in cielo questo unione merito per Cristo: che ha divinità operando E, di lezione, di- per si si come la cosi dissimo gran- dogli essen- quale innanzi, unione fa la l'anima, — ubbidiente resurrezione, la con di ancora essendo quale, terra, di fa Dio, dimostrano la furono in e cristiano quest'altro miracolo; e nella premiato giusto, era ma come queste operazioni cristiano. glorificano Dio, com'uomo, è buone la fede, cosi fatto quello ha l'umanità con qual, miracoli, che Cristo Adunque, rabilmente mi- necessario, era buono, e fede opera cioè queste fosse vera cristiano, divinità, la per giusto buone Egli oltra a non suoi delle — miracoli, onore insino di cagione sia qual egli, perché ma onde la Ma non e Dio, era opere. lui a opere; giusto. e sia E uomo, '1 cristiano cagione era cotali operazioni: buono è Dio. a Cristo come che è e tale, far quelle tutte gratissimo santo, il buone cristiano che'l cagione dalle Dio Cristo Cosi cristiano, stanco egli che Dio. fosse necessario, era perché vero del nell'animo gli Ma Cristo egli era facevano era illuminando che non senza i morti. cose ma non egli si truova mai sono miracoli; che divinità una e divinità ma suscitando queste di Dio, miracoli questi dimostravano né opere cotali di ché poi- ancora uomo, cagione alcuna unigenito e operare onde operava: Dio, gl'infermi, operasse legittimo Possiamo sanando erano e crede, non stupende, non fede all'ambizione vero e tua la giustifica,alla all'acque che la mie opere essendo sopra che che alti fermo Mostrami « fede. della dona per qual, il miracolose Innanzi per cose tengo credere, di fede, Dio qual attende quale effetti santissima Cristo, opere Dio. la dalle dica gli camminando ciechi, queste sé questa operava il colui, CRISTIANI dicea: ti mostrerò quantunque in Iesù quando io e che mostra ch'era I inspirata, questo, tue, mia». assimigliare fede vera intese opere non VERSO giustificarlie glorificarli. E per san la ha non CRISTO DI che fede come ha nel quello, il stiano, criche I è dell'uno, buone opere Cristo abbraccia Cristo l'anima per i suoi per le apostoli, loro: parole ancora creda che ho data cosa ». essendo una fede la per può la siamo che buone opere; quelli, che In lo senza perché la e diciamo le delle la per santità giustizia fede, questo aiuto noi giustizia la e di differenzia, noi che giustifica, che siamo differenti, che fede sua, Cristo, ed non vestiamo essendo è di vero possiamo essere le la opere, senza fede che è la fede tanto in sono chiamare possono diciamo per quelli opere: essere per ragione e le Cristo, facendo che qual al noi tra può noi la il Cristo cose, delle e si giustifica; e ci eh' non veramente per per ineffabili gli giustificati che dicavano pre- Cristo, stabiliamo ancora opere opere quali cristiano, fede che una questi ragionamenti Da della i ancora quelle vedere! giustificazione fanno «buone». di la conformi, affermando posseder conoscer siamo con del in désti, resuscitato e siamo mi tu noi cosa una io il mondo e che nostri lui essi, e me parlare degli apostoli, Dio, in parlar loro, cosa, come Padre per in gloria, cosa, con di al lo per gloria stupenda gli angeli chiaramente questo Oh conceduto è defendano che sola Dio. la diventiamo cosa con io questa credere una dice testimonianza Padre siano quello Di orazione me fede, la però e solamente tu gli peccati per cioè che rende — in una al nostra, desiderano quali si sola cosa siano che una dice — e fede dovevano che noi mandato; santissima suoi. facendo come cosa, fuoco, tre, i doni fede crederanno in morto giustificazione quale, priego credendo Cristo la quelli ancora Adunque, la per per una affine noi in fede del merita, il e Non tutt'e e sue, della fiamma questa santa opere istessa; di modo Giovanni, abbi mi loro, cosa san « essi tu una in siano tutti acciocché te, l'anima, corona quelli che per acciocché con Cristo con Cristo il medesimo ma Dio dell'anima unione dalla E sopra. buone testimonio e medesimamente che Agostino le per 31 la Scrittura talora la luce di CRISTIANI I frutti come diventano Cristo, merita lei lo unisce e l'anima, e santo da eterna sono già detto abbiamo come vita la procedono e VERSO CRISTO all'altro; onde cristiano le perciocché DI s'attribuisce e al promette viva, BENEFICIO - in la fede pronto, nostra la ci è donato ingrati, ciechi I 32 bastante farci a della della lo spirito Ora sia opinioni la o più l'arroganzia gloria di stessa non giustificata gratis È — si fa le buone sua liberalità le quelle quali le l'albero non è giustificatiper la se Dio, esequita buone opere, in fatte buono, a meriti fare la volontà proprio amor bene che operare li peccati Padre legno gli il quale croce il quale, e e sempre per al amor stino, Agoperché, Oltre la per Dio da lui la del da soddisfatto intercede del suo lui per per per dono ca- di considerando razione incorpo- i membri essi unigenito allo disiosi la loro tutti i studio quando più Dio, suo di contro E, tanto stificazi giu- tutti ogni con di delle desiderosi e i che, giustizia con diavolo. per che san virilmente imputati ha ch'egli fede; la attendono risurgono innamorati sono noi diciamo ma Dio l'uomo giustificati, donandogli mondo carne, più non Cristo, eterno, della tanto della al di essere ancora e comprar combattono e che mercanzia di che buoni. giusti ricchezze, Dio, diranno: mi ancora per frutti amore ha gli sue contro e e in sul di far esse dello qual le fragilità per con infiammati tutte e giustificati fanno non dice come può non Cristo, il li paradiso; conoscendosi fede, glorificare Cristo, suoi da pretendendo ma, in opere, Oh Dio a Cristo di il dire grate se per di Rispondo — sono opere buone sono Dio. a la contra patire può opere abbassa e beneficio nostro. buone alle cata: predi- la fede che non Signor remunererà veramente sono opere il e quale Cristo appresso che confessiamo mera giusto sue dicendo gloria la incitamento grande pur esse per la Iesù Cristo a due queste essere di Dio, servire di di qual a per qual le nere ce- alla il Cristo, di più degna e quale, umana, per cristiano esaltar l'altra, la superbia pio la e quanto morte il beneficio giustifica,oscura la opere santa becchi, immaculato stesso dalle il diciamo e santificava il sangue se Dio, di sia non opere degli e maculati vuole che umana, o tori più illustra che Cristo; innalza e più vera, nostra, dei nostra giudichi nostre conspetto offerto ha le nel quanto carne, CRISTIANI I senza gli sparta eterno vivente?». Dio ella sangue conscienza la purgherà VERSO giusti e S'el « giuvenca purificazione per grati apostolo: lo con che crediamo che impii, e CRISTO DI BENEFICIO - appresso suoi al Figliuolo, gli 1 risguarda BENEFICIO - carissimi come volto con sempre facendoli conformi Questi incitamenti amorosi bone la fede per dallo conviene a studio ogni facendo del lui tutti Dio del desidèri e de' giustificati,e in parte al mondo, questi divini tenga Cristo, conseguente non è per cristiano. l 'oppugnare gloria ci della vestiamo Riformatori la Adunque giustizia italiani ch'egli la di è non cessi della Cinquecento la santissima - 1. ai e chi animi lo prudenzia meriti nelli di tutto o carne e fede la non e viviamo simili alla ha fede, ogni altri in ancora non Cristo; ormai fede. dei ha non e cuore debito è ma Paulo: san l'apparizione e suo Cristo, perché giustificazione nostra per effetti, e conspetto inspirata nel sente non di membro fede senza pietà e Questi ». nella annegata speranza la nel con santità salvatore e opera affetti è beata in Zaccaria: acciocché Dicono ». Iesù e con giustizia sobrietà, la fermo per ignominie nemici, in e mettono gli fratelli, per dicono nostri nostra Iddio chi E di cercando apparita, acciocché, è affetti e giustifica,né e vita aspettando pensieri suoi dei disii,con grande nelle Cristo. santità in Signore l'anima si come fratello mansuetudine, e sono vergognano primogenito gloriandosi mani divina, si e stiani cri- diventati vivere a del Cristo. nobiltà, e però ponendo Iesù della giorni secolo, gloria Dio, dalle i mondani e questo della di a del grazia impietà in i umiltà nemici, liberati loro di sono natura essi, celeste del Signore nostro serviamo timore La alli siamo Noi loro somma gloria bene croce di in la cosa della eredità i veri che Signore, tanto un imitazione nella vivendo Cristo, « il decoro abita che la movono partecipi della e difende e immagine quali, considerando santo, figliuoli di servare ogni « Spirito 'i regge e che quelli 33 donerà gli gloriosa sono figliuoli di Dio incitati non alla i opere, fine alla CRISTIANI I VERSO placidissimo, figliuoli,e mondo, alle CRISTO DI che spirito è di Cristo dal- umana diamo Cristo, di tutta del la qual I 34 CRISTO DI BENEFICIO - VERSO Capitolo benché, E, le per intendere e doni delli né Dio, fa certamente che nel di sia che per sua cristiano è mio il che crede, tutte le ogni può le con ciò avere grazie cosa dire fratello, io Dio con con son e proprie forze ci senza fede Cristo di donato'^Cristo,come lui? Se verità: signore questo — Io del sono cielo è vero, e della sia di riarci, glo- acquistato fallo sono verissimo Adunque che di terra ciocché, per- che è come tutti sue, essere figliuolo ogni operato lecito può e come che persuasione e e accetti egli, dimostrato. abbiamo ricchezze ha sia è fermo e vuole l'avessimo troverà ferma e che crediamo), che e fede veste; grati può e che sopra le è La per il siamo Figliuolo, suo modo una noi di guito conse- propria certissimo è crede di come deve noi e tenere se della quello tutto spetto con- meriti nei sua è, vero una appresenta meritato. che è di al meritato la non ch'egli di si confidandosi e sua coperto e perfezioni, veste quello noi avendoci doni donato ornato '1 la si veste appresentarsi e che tutta con avesse lungo Dico vuole sue Perciocché Chiunque il cristiano ci celeste volte. Cristo né alcuno Cristo nel di parer fede possedè (come mai conseguito altro nondimeno ragionar mille mente chiara- assai come esso ha Cristo ha se se noi giurisdizione: operato. i beni, di tutto e le '1 per possediamo Dio. ci Padre, nostra quello noi questa di che può si e, Cristo nostro conspetto come e Cristo, suo tinte che di il vestirsi giustizia di dell'universo, ciascun come ottimo di e che che Cristo creder si veste il cristiano, cosi signor quello tutto perciò possa quando veste, altramente non lui, si non essere Cristo. sopra, replicato innocenzia; e Cristo di a Cristo di Cristo signore, un innocenzia innanzi fosse preziosa e di di cristiano pio quantunque santità bellissima di veste il cristiano al conosce giustizia, dette cose come suoi molesto, cristiano si parlare alquanto, sapendo vogliamo ne V il cristiano Come CRISTIANI I vero, Dio, e non Cristo dell'in- il 36 I armi della lascivie, e luce, contenzioni; della conto avendo dare voglio si e, ha mie io facultà. E, — cristiano, perciocché Cristo, se — amiamo suo il non alla noi a possiede. In donare le prossimi che che consistono le li nemici nostra per Cristo, come come suoi orare sempre cosa i falsi per la e nostra san con loro. mondo cristiani in e questo le sue e croce, ponere è ricchezze loro fu biamo dob- tudine, mansue- non meno che quelle le tutte gloria le ignominie di coloro secuzioni per- Dio, che volentieri sua la vita vestigia conosciamo (il che gliono vo- debbiamo noi le le e l'anima puose seguitar quando i noi nella e e e ahi la tutti Cristo Pietro; perché, tutte a che Cristo cosi tollerò per se dei tutti dispute, sostenere nostri E nelle e loro per li nemici salute dice orò umilità fino in- offerire e come contenzioni, Cristo. in Si Cristo debbiamo piamente le e come del fanno nella parole Si confusioni che vivere per fatti. allegramente persecuzioni, risse nelle nei contenzioni, amiamo quello in dalle studio le tutte consistono noi il nostro tutto e cosi remotissimo il medesimi servendoli Cristo. non abbondanti noi altro amo donando Dio, e vero al Padre e a è sparso che tutto con nostra cosa un e delle noi ha dire noi, ricchi Cristo, in quasi e fuggendo quelle nostri essendoli metter ogni e opere Se lo e Io — redenti, e ubbidienti essere dica: fu ubbidiente opere modo dobbiamo mansueto sue medesimo fratelli ed bisogni le non Cristo. mi per me ancora di simo; pros- che di Cristo amati del Cristo, in verità Dio, a io amore vesta amore con ci ha e tutte con nostre e eguale croce, questo Cristo, di umile, della morte medesimo beni possiamo non sangue, lo cui per lo alcuno fratelli proprio suo salute per maniera, che vero Cristo, Poiché e Cristo, si gli e nostro, quale, essendo il Cristo, i membri ama amore prossimo questa il medesimamente di Cristo bisogna non prossimo proprio fa in Cristo, Onde col nelle e Iesu ». — me, per di amore per non se arricchir letti signor stesso: se '1 mio che nel ricuperato vestito io li porto fra propria sono voglio cosi che mi ne' non concupiscenzie per la vita e io come portato, umore povero la roba ebrietà, m'ha me, CRISTIANI vestitevi nelle di ed è divenuto sangue, ed Cristo, dice di bisogno VERSO ma carne cristiano, innamorato non CRISTO banchetti in non nelle non fate non DI BENEFICIO - di Cristo è vestirci I di Cristo, resta se di membri veri ch'Egli gode del « opera vita la esso disse: e tolga « ogni principale vuol Se ciò vuole la sua, che e vasi e di da non noi; in soffocati; siamo non periamo, che tutte siamo persecuzioni, ma tribulazioni san affine risplenda ma sempre e le non « siamo portando ma la incorporazione per laude tanto potenzia la sta, robu- si fa questo della potenzia sia non tribulazioni, siamo abbandonati; attorno la quando divenne più oltre e sua; noi, in l'oro, Abbiamo patiamo bisognosi, zione, quella perfe- illustriamo oppressa, sublimità cose gli appetiti della persecuzioni, e dice: Paulo la a dispetto vede suo esercizio affinata, come nostra, infirmità abbattuta è Onde terra, la fede stesso cagione La Cristo da di tribolazioni come se questo con tazione imi- conformarci me». e cui la croce, medesimi noi compresi nostre al le per più quanto constante. le con Dio dell'animo in tribulazioni, il mondo qual affetti che séguiti e che piena disprezzi me, '1 nostro stati vuole delle fragilitànostra, e gli siamo lui; e fornace che è noi sua della croce continuo dopo comprendiamo quale in venire croce croce in acciocché nella la di portare vorrà giorno di questa nella a alcuno mortificare carne, bisogna ci sua, Paulo vogliamo se finta non san Cristo, perpetua una persecuzioni, e di Questo fede dice quale membri sono dalla la vita perché vestire, fu ignominie con eletti, della lezione di- per il capo. è nasce Cristo ch'abbiamo cura, Cristo alli quanto veste loro, i quali Iesù qual Ma, debbiamo si di in come esser medesima quella carità, che e la carità». per debbiamo aver alli suoi Dio inspira che amore Adunque, stiani cri- male Cristo, a accetta li veri né a tutto lo Egli bene né male o suoi. noi cosi del nostro, corpo bene membri nelli debbiamo quello divino è facciamo fratelli, e nostro, far possiamo fatto che essendo dubbio, Cristo, ha esso, nostri, e senza non fede, per E di ci non di Cristo che parole suoi altro imitazione la con le 37 macula), fratelli fratelli lui. a patisce e veste corpo veri alli non a' nostri del per Cristo, ciistiani, che nostra sapendo CRISTIANI 1 d'ogni Dio nostri fatto beneficio come netti e alli facciamo che quello, VERSO glorificar non massimamente noi, è puri medesimo quello CRISTO DI diventar e fare, a far e BENEFICIO - forte di ma distituti; siamo in tesoro Dio, non tiamo pa- vilipesi, la mortificazione del 38 I signore BENEFICIO - nel Iesù discepoli suoi cari abbracciamole « Dio Cristo! Iesù nostro grado suo dello E coloro Evangelio; roba, e la le Dio santo per adversa lodandolo simo padre sapendo mamente pazienzia la confonde. Dio Dico che la lui, il conosciamo forze '1 che e di favore, sapere che immagine di perciocché, Cristo abbiamo Ma Cristo vestiremo si abbondarà insieme come poi regnaremo. tante cristiani crocifisso. della abbondano ancora ha promesso la per nelli passioni consolazione di stanti, co- nostre troppo quello trovato ci deve lentieri, vo- glorioso; Cristo, e, stare ba- si vestono Cristo nostra, aiuto tanto porteremo se di e bisogni, sarebbe Assai qual immagine le le con le tribulazioni La avendo esperimentiamo esperienzia parole? non forti innanzi lo per la confidano che perciocché la per perché li veri pazienzia maxi- speranza perché, la speranza; aspettar non che che pazienzia, fare il che e patir principalment la stiamo che Dio; per l'aiuto, la nostra constante. ci di mano il Cristo, coloro lui giusto, di la prova, mentre di benignis- e la e soli prospera cosa Iddio speranza, opera prova per opera tribulazioni Adunque ingratitudine quel della la porge si conferma grande certo da Signore donde nelle per potremmo. non pazienzia d'aiutare promesso la prova buono, di corpo essi mani imitazione la per del ottimo dono della perdita delle ogni come tribulazione la la e prova, sostentati e che e in e gran per Evangelio lo fa, quanta come veggano grazia con le infirmità per ringraziandolo e riconoscendo e per in quello ch'Egli tutto la la mal a effetti, che mondo sopportano tenendo e '1 mondo stupendi del gli e Signore abbracciano cristiani; gli avviene, che i nel Paulo: san del che occhi gli Iesù tribulazioni, con verità, accettando e Cristo croce maniera cristiani falsi spirito in quello tutto e dei persecuzioni adorano nella non figliuoli,le ignominie, dei che dicendo dico, gli uomini i veri di le loro con sinceramente veggano, morte Dio di con che tranquillità d'animo se facciamo vegga e in glori vita vedendo allegramente, mi ». conosca Iddio opera ch'io la ancora glorificato noi CRISTIANI I Adunque, hanno ancora guardi mi acciocché corpo, manifesti». si nostro corpo VERSO CRISTO DI se cosi per tiamo, soppor- I BENEFICIO - VERSO CRISTO DI Capitolo Alcuni di che di spogliarci che e il demonio perché Ma, da l'anima della abbia vita. sua le orazioni, nione, Nelle diremo orazioni incredulità nostra la fede fede, in ordina che di la alle crederà giustizia sua sima noi né a' coperti quali ! Beato e nel tutti quella sono beatitudine remesse l'uomo, al Dio, del le quale nostra come che Signor i non vente fer- battesimo Pietro san nell'arca battesimo l'ira delil Cristo, di E salvo». Cristo di si gionevolmente ra- come fatti partecipi della la salmo ci un salvò sarà sotto iniquità, e il che parola E e, scere cre- Adunque, nel siamo commette di la come del ci vestiamo beni. da taci aumen- si Dio, nella battesimo imputati sono Signore, battesimo. battezzato, suoi « perché salviamo conseguente li che del fondata sarà e per peccati, ci tocca di e li veste coperti, a Paulo, san è ci aiuta altro Dio, di fede la fede perché afferma figura commu- desiderio è tentissime po- Signore, la memoria promesse per qual «Chi fu siano oraremo non Con Dio. che privar « continuo pacificati con Noè noi cosi di di fendersi di- predestinazione. continuo un orazione la in credendo Dio, dice: qual di gli apostoli: carità, e fondato l'arca diluvio, dal regnerà d'esser Noè, come noi perché confermeremo dice con in lunatico: di cerca santissima della e del patre diremo speranza desiderio ci E se Paulo; san battesimo col ». E, ». frequente del memoria la e qual della Dio, con l'armi giudico armi questi l'uso e la diamo cre- peccati reconciliati tentazione, cano cer- qual li nostri apparecchiate sempre Fra la per tutti siamo sangue pessima questa fede, castigati stati sempremai umana santissima siano '1 cristiano che bisogna dimdenzia. la prudenzia la e preciosissimo suo VI contra questa Cristo in lo per remedi CRISTIANI I preciosis- questa fragilità,stanno dice dice: peccati imputa san « de' Paulo, Beati loro co- quali sono il peccato ! ». I 40 Ma BENEFICIO - il cristiano guardasi del licenzia i coloro Cristo e col mondo costretti A dire a noi costoro ci da mondi dei a nostra conscienzia di fu morte della il velame sotto e afflitte conscienzie Cristo è il corpo mio, il molti mio, quale in ma nel dopo col dice è sua la testamento, suo che Cristo Perciocché, è valido con questo la erano ricevano è mediatore morte sotto la il testamento, di Cristo, grazia la promissione è necessario vita e l' ha san di eterna; Paulo quelle Testamento, che be- la Testamento, nuovo della e confirmato Onde morte. primo sopraggionge adunque alla redenzione il meno, nondi- morte, valido, del mento, testa- la misericordia propria e '1 uomo, o per sparge innanzi peccati, promette Questo il sangue che di disprezza la quali dov'è sia fosse per chiamati, e si quale stre no- con « è sappiamo, dico, acciocché intervenendo le sono Padre, le disse: il de' quale della rendessimo Il testamento remissione precioso sangue il Noi nessuno il questo e quantunque validissimo. del e ». testamento nessuno e promette acciocché, che autenticato, sarà nivolenzia peccati Paulo, san voi, per tima nell'ul- memoria quando per bitamente, su- reconciliazione Testamento, dei la morte qual dato è nuovo dice cosa, questo quale del è come alcuna il la Cristo, Iesù la nostra testamento, che e sacramento; visibile della sol- distribuito celebrassimo sacramento fece remissione se santissimo la e ricorriamo di a' fideli e ». non saremo peccati, croce, sicure benedetto nostri sangue del questo con quando precioso instituito, perché sua, Dio. al ornati, nostri l'advocato perturbare, a sono Cristo di sia non de* carne e debiti gli '1 sangue Adunque, remissione giorno, veri sostentarli, acciocché e Egli cominciarà l'altare su suoi. della si che noi che quasi e membri fede Cristo da consolarli per ogni a la con a parole alli tocca ma cadono le con virilmente Remetti « peccato, dubitare cena pur disperazione, licitati sparso diavolo, continuo: ogni propiziazione noi combattino parliamo in cadano non di appartiene non negano; la parole queste per cristiano, nome che tutto CRISTIANI dottrina questa fatti il i I pigliarsi del con col e VERSO non onorandosi quali, cristiani, i quali, e di perché peccare, confessano CRISTO DI eterna vi varicazioni pre- coloro, eredità. intervenga I la BENEFICIO - del morte la nel vale, salute eterna, nostra carne, divenne fede, ella partecipe. gli se viziosi, esso la in Paulo: la mangia del bee Signore questo Figliuolo profana, i Dio, lo avendo Cristo, fa cosa: e quel del sarà e punito questa la fiducia di accusa per vita se se eterna, Cristo della la qual sia ficata santi- dice come di san questo del lice ca- Signore, del il Signore, Signore, vita sua e tiene fa e quale perché la pur- conculca come il cosa ingiuria allo spirito da giustificazione sua questo la ed si perché è testimonio condanna Dio li sua a promette non nella santissimo fiducia in pasmento, sacra- nessuna della morte di Dio ippocrisia. Perché, metter medesimo d'infideltà, acerbissimamente medesimo, rituale, spi- il corpo testamento ricevendo non umori ma bugiardo, scelerata il come discernendo la santificato, stato di sia fede, cibo sua, beve del cena corpo il sangue non questa da e sangue il corpo la usurpa nondimeno, onde la discerne fa è del e propria, si benché e pane corpo peccati suoi, professione iniquità, e rifutando che quale egli posto di non e grazia, del reo carità infideltà questa altra di colui crede tutti questo dannazione senza per della sion e non di gazion E di mangia malizia Perché, essa questa questo colpa Signore. quella per senza monda, è della di carne cosi per cosa del sarà la ». fede senza in e niuna benedizione che non della da occupato di ha il nostre Perché, nuoce; viziosa ruina, infideli indegnamente, e anima divina stomaco e ci ciò, immortalità partecipa lo corrompe una e Colui, « si di vivificata veleno. truova siamo immortalità della ne '1 testamento anime è di questa per sacramento, della modo mortifero maggior immondi per in fede alle ella mato, confir- è iniquità,e divinissimo ora chi ma che e securi da partecipa ancora precipita agli Chi quando truova se fa certo un converte corporale, cibo in in eterno; perirà non ci infino perché e segno fiducia certa morti Adunque le nostre tutte in 41 ne' certissimi e E, ancora ma immortale carne dà CRISTIANI il testatore. sigillo questo solamente non securi eterna. di luoco vive rimesse sono I il testamento mentre siamo vita della in lasciato quale ci quale eredi fatti Cristo di morte vale non VERSO perché testatore, poiché CRISTO DI pria pro- eterna, in questo I 42 santissimo della l'accusazione che maniera l'abbia da alli rispondendo la nissimo remissione Dio. che io mi non miei Cristo averla nel la mentire salvo e mie e di Non ha egli morte per mortale le per sue far noi in cielo, è farci seco anima ti ha ha suo in pigliato immortali, divenuto figliuoli la con di è Dio. ti tutte contristi? che, amore, il disceso la di Adunque è chi sé venuto di- perché terra dell'uomo genito uninostra sopra in per suo fortezza, sua io li peccati per stesso vento di- dato mondare tolto figliuolo io Egli ha mora ha ricchezze, non quale la per Non se di fede perché che nelle il patto, per voluto fo, io simo sicuris- son sangue tanto la mia certissimo peccatori porta dubbio il sangue per Cristo, mia, certo che de' mani il mai fatto tranquilla. confirmarci per ascendiamo per qual quale donarci infirmità o eterna, il Figliuolo, si sparso il Signore, di né constante questa giustizia è quanto e divie non sono sua, mille risguardo io tanto e riconciliazione opere, se promesso per sicuro promette grazia nelle corpo iniquità? Adunque, dalla noi la è mi peccati, ha fa le per cuore questo della e Ma, qual conscienzia suo liberarti nostra che E mi fanni, af- santissimo merito ma condennato, credendo la io miei, ghiottire innon suo operazioni, e ingannare. questa mie il nel lui, di questi questo a e che debbia sente che iniquità peccatore che eternalmente peccati perdonati. Colui, Dio, ricevo, alle avere noi confesso mie Dio, l'inferno dico, non e di contra dicendo ora de' di e mia la nel povertà le tutte patto né Confidati con quale siano che certo nostri? noi il mi l'innocentissimo la li remissione giusto, le per quieta, impetrata e son eterna tentazioni, sue fiducia di Cristo, prevale di con «Io conosca peccati e e risguardo sarà promesse può io per quando, suoi: di Se conscienzia di morte peccati divotamente, nemici sacramento, della con animo ricevalo suoi che che sente dubita le l'ira per il cristiano quando dubbia uccidere; buon e e morte, e con sacramento, gli la CRISTIANI cioè con dubitare a vincere vada inferni conscienzia comincia che e delli il diavolo sopportar poter non remissione la I quando soverchiare, vogliono conseguito avere di il VERSO Adunque, sacramento. nemici li suoi CRISTO DI BENEFICIO - insieme sarà colui I 44 divino cosi l'anima e di vincolo costuma di di » il misterio riceve carità della abbiamo solo ancora e e il Signore in partecipar del corpo suo, noi, noi e del corpo, tutti noi unità di uniti egli la pane e Questo pane ». della siamo corpo Adunque, considerare membra che di maniera alcuno delli e tutti avemo siamo del fratelli,i quali nostro sono corpo, membra amiamo tanta del corpo ne noi che Un di tutti di o siamo Cristo, miamo infa- Cristo; fratelli. debbiamo nostro. discordia aver con avere Si di disprezzare offendiamo, nelli un debbiamo dico, non è non Cristo? Cristo, l'abbiamo lo quando partecipiamo possiamo non non non lui e intervenire di infamare offendere, parimente che in si congiunti pane, corpo membra, Cristo; non comunione, incorporati in l'uno Paulo, il e tutti perché parimente Iesù Cristo, amare del corpo; fratelli, che disprezziamo Cristo? fatto è benediciamo, noi che qual La come ci possa san uno ancora corpo. esser dimostra con che che si fa ci cosa che non la santissima possiamo gli fratelli, che possiamo molti, ricevendo non ci comunione medesimo un che la egli è non che di sangue modo, ma fraterna, altro qual, debbiamo benedizione, del il di noi cosi divisione. comunione un confusi d'animo, 11 calice un sacramento; concordia tanta rompiamo, cura dall'altro, minima « e peccati, medesima diventiamo que Adun- sacramento necessario è non maniera tal Egli riceve sé». carità e di san pace, a de' unione una partecipi, del della questo avendo non partecipazione il pane discernere dice: tutti mescolati grani alcuna con cotale rappresenta con fa alla diventa che Adunque, ci qual per molti può lui. con ordinò Chi « contro sacramento questo dice: e », remissione pace, che a sacramento il vincolo della alla perciocché unità Signore sicuri infiammarci per '1 fine metta il cristiano la testimonianza ma io che mente inebria liquore divinissimo questo conserva che renderci per salutifero avvertire di la pasce innanzi Ma, scienzia della e sempre e prima non sapere che misterio « sé, per a Dio! CRISTIANI sapienzia dolce chiamare unità il misterio colui, voglio I VERSO della si con ragionamento, Agostino non dico, dell'amor sua questo « cibo CRISTO li tesori tutti e reposti! Felice, sono di grazie le tutte DI KENEFICIO " come non Quanta delli niuna I del parte BENEFICIO - nostro in le noi ancora incitare può allo tutti che ancora noi desiderare solo un cuore in e pensieri, nelle parole ogni volta che che, ci obblighiamo offendiamo alcuna alienati dalli indegnamente e loro per essendo la Cristo. e a finalmente per la Cristo battesimo ottimo della peccati nostri, e nutrire remedio unione nostro. all'uso contro per la mutua che Oltre alla sangue del di della diffidenzia la gli e e animi nel alla santissima e timore, di cevendo ri- credere che di unione e pane, per sostentare per della certezza del tutti orazione membri celeste e Cristo, di li testificarla abbiamo Signore, nondimeno, Signore, e divisi mangiano del da bontà carità, alcuni se il corpo Cristo, eccitare cosa Conciossiacosaché questo infinita alla frequente del la fede la predicare strettissima e e E, partecipazione passione fare che certo monstrano ricevere non essendo per in nella memoria questa di necessità. fratelli, cioè comunione, a lasciamo lacerare e alcuna parte adunque lodare e che maniera dannazione. li consiste salute con Signor da l'odio per loro per corpo dividere la memoria nostre del sacramento, Signore, tengano di santissima dei del rimane avendo fortificare loro propria Andiamo celebrare nelle nelli cristiano ogni carità, di anima, uniti e santissimo né mensa rei sono non la tutta celeste concordi alcuna la non e, della bevendo divisi Cristo; cosa fratelli, questi e mangiando uffici biamo deb- sola una fa noi, onde cosa; nando do- donarci a tutti avvertisca E maggiore invita sia uno Cristo, a noi essendo nostri che comune questo aiutarli e questa a vengono e giovarli per in stimolo medesima opere? riceviamo gli qual muova debbiamo ci animi ci in tutti lingua, ci non nelli vedere fa una che nelle e noi fratelli i lui siamo tutti a si quanto sola qual solamente non procurare una e noi, in ma, che fonda si dif- non comportare pensieri Perché prossimo. mutuo, a l'altro, a questi eccitando amor medesimo se l'uno il verso il alcuno, sacramento, ardente amore ci tanto a preparare qual debbiamo non Con compassione. a 45 il alcuno, cosi male senta nostro CRISTIANI I dolore parti, altre VERSO CRISTO sente corpo tutte '1 fratello che DI e le missione re- lingue nostro Dio, l'uno all'altro di corpo memoria Iesù del comunione, che non e è amico è 4/i I della elezione ed nemici: nostri in vita, che in e qualche la e di libro essere conformi di fa alla che, dice sempre nel alla gloria de' noi per a fine che abbiamo che Dio mantiene il Accresce in lui mai Dio. l'ha un del chi vilissimo mondo, Questi cielo? Padre pio, giusto del non Non suo temono sanno Dio e la che le in del e cose le della né morte, sia '1 peccato, l'ira di Dio, delli sericordia mi- sua di tutto in dalla come del spirito padre predestinazione, '1 diavolo, né in non Dio e del mano Questi, innamorati loro perché Chi le ricchezze Dio sue. della l'amore del- cittadino ringraziandolo né noi, giudichi non tutte adverse e per arda non Dio veramente operazioni notizia da fatto e sempre il peccato. che pusillanime, prospere che siamo Dio che figliuolo, stato mandato L'infiamma opere. sapendo ch'adorano tutte armati cosa e Anzi, ». allegrezza spirituale. mondo suo essere lodandolo santo e del Dio predestinazione santa le delizie, tutti li onori, quelli Dio, buone vile cosi di tutte delle noi? Evangelio, continova aeterno tutte sono verità, ricevendo loro ab sapendo dello costui «Se — ha noi, l'ha qual predestinato e sicurissimo pegno Questa una nimico sarà fango è ferreo, che, e fatto divino? amor fa Il fiero cosi in in qual la sua; di contro adimpita qual il mano eletto ad fabile inef- per impedire? sarà eterna. studio lo chi grazia vita a cristiano vero di sarà eletti ha Dio continovo di Dio, la mi sono consolazione rivolge potrà sia la accettato figliuoli di Dio — il Oh sostenta Se Paulo, da eletti Padre suo figlioli,chimi san quali predestinazione, il sente precaduto o dei nomi che e nomi questa tentato i predestinazione, sua ». quale uccidere in e stati sono la i vostri che — afflitto i Dio, possiamo allegrezza fede, — dilettissimo, Figliuol suo Signor, sempre predestinazione la il di Cristo questa cuore: suoi dice — quale che e eterna, suo la quelli, egli cada, vita a di della dolcissima quantunque predestinato è vita questa cuore di uno ha parola memoria immagine che nella maggior la esser della colui suo che predestinazione, il cristiano più CRISTIANI nostra dice — 1 della con è non consoli certezza nel nel cielo; peccato, scritti santo, Rallegratevi « scritti sono fondata eterna Spirito dello spada la è vita a VERSO memoria la cristiana, carità CRISTO DI BENEFICIO - l'inferno. veggono I che altro BENEFICIO - le tribulazioni, pericolo, il o tutto il tutte queste non senza i dovere la loro ad elezione loro animi eletti. nomi cui Ma forse allegrezza io s'io so non dalla peccare, quasi violenza afflitto spesso occhi gli con l'ira rispondendo, fermo che di preziosa fa alle peccati la e Dico persuade e da lui Dio, di parole sa che ferma fede di che è per Dio fiducia per per ogni qual Dio. Di se questa del l'anima non di di Dio, indulgente eredità dalla nasce promesse la veggo tenga dello aspetta che, tu grazia e che tuoi la accettò al questi remissione gli sia propizio non frale A fidele veramente queste il il diavolo Ma aggionge che di petua per- difendere, si i perpetuo e fiducia, che la in opere. in vivo diavolo, promette chiunque e flagella ». della spogliare quale a e vivere tribulazioni, benevolenzia niuno chiunque, certamente con il sua pace che del quelli, debole carissimo, pendo sa- edificazione parole diverse mi che fratello della sicuri perciocché Dio, della s'ingegna veste da tentazioni sono spogliarci ci che e di di questo a medesima la che tanto posso E vessato e dico, queste cerca vinto. negli opere conosco molto mi esorta efficacissima alla essa perciò numero: non rimanga non dubbi fede questo fiducia predestinazione, le con conoscendomi cui giorno vedendomi via in sia Dio cristiani commemorare per cagione cielo, hanno glorificar massimamente timore, ogni mi in di e Io — in ma veri buone santa dirai: morti Adunque cosa benedetto di siamo quando di come cognizione la nudità, questa Paulo, bulazioni, tri- Le o te per delle questa mi tu scritti sono di Dio? gli costuma Cristo E gridano ci amò». che san studio lo e delle macello; che santa, e e la importa quanto degli Dio pubblico in parlava cagione che E santo. pia cristiani. veramente di predestinazione, e di l'amor eccitare è vita alla pecore gloriosi, e e Cristo Per Giovanni san Dio, la fame, o Colui per hanno di scritto? come salvi essere discepoli suoi dice come è se E, carità la 47 loro del da come superiamo cagione loro. persecuzione, tenuti siamo cose santificano si la o di favori separerà il coltello, o giorno, di sanno ci «Chi CRISTIANI I verso come l'angustia, o VERSO paterna accettano Paulo: san con carità e amore CRISTO DI del stiano, cri- crede tutti i gelio. Evannon si padre, regno 4b I celeste, di dice Onde Dio. purché mantegniamo insino al fine. ha qual la Dio attendiamo buoni come più possiamo; dallo del Spirito il Agostino, la santità. della di parole debbiamo della il autentica delle stabilirle e santo della Ecco come santo Spirito santo più che come da lo è una dato da il quale gli cuori è della dell'Evangelio, nuova, — l'arra di che ci tempio e fare Spirito divine, nelle menti, d'arra. della che dallo lo autentica abbiamo la ». chiama perché come a e Spinto impressi maniera la eredità nostra sono che Dopo « lo per santo, promesse sigillati in promette diletta, sigillo, fideii qual, che un vece sete ceve ri- debbiamo possono come in — Evangelio, Dio dello promissione», il dello Cristo impresse Dio anzi conoscendo si non è delli sigillo, un Salomone di quelle ha l'apostolo «Spirito felice ed diamo cre- dice e, doni cuori ci è dice mostra promissione volte, ci promissione, Spirito la — fede nostri innanzi confirmarle creduto avete la con non nemico, grazia vita sono e figliuolo ch'egli Dio, cose ma per nei quali queste ritenga ci sia figliuolidi siamo umana, noi sigilla e della san peccato, senza figliuolo,non per di che perché prudenzia in Dio imitazione fermo per la li per di tribulati, — flagella ogni benevolenza e è purché Signor accettato da giusto perché Il « e ama, noi la e santo, certezza che grazia abita quale egli è ricevuto Dio Spirito padre. appresso sentenzia quella afflitti e siamo se quanto propiziazione santo, e le tabulazioni avendo tenere opera perciò, qual l'uomo qual dubitare dello il e giusto esser ci mandi Adunque, ». la E santo volontà abbandonati nostro la tello fra- fragilità,non d'essere è fratelli, di niuno clementissimo colui castiga le Dio ci è perché di quale la peccati nostra o fiducia la far a l'avvocato il giusto, che resta non che per dice d'ira abbiamo perché Ricordiamoci, qual nondimeno vasi speranza via dai la per Dio, Adunque, studio guardiamoci zia gra- di casa della gettar non ogni peccamo essere Cristo nostri. l'affetto di la retribuzione. con pur santo, Iesù Padre, peccati se e, a di figliuoli,e crediamo questo per esorta premio gran dilettissimo, di ci siamo gloriazione e della indegno tutto noi che la fiducia altrove CRISTIANI I è si del Paulo san ferma E VERSO fedele: è veramente non nostra, CRISTO DI BENEFICIO - remissione detto dei 1 peccati BENEFICIO - la vita e eterna castigati tutti stati i siamo figliuoli di perché siamo figliuoli,ha cuori « che Quelli, di Dio». giudicati sono voi Perché un'altra adozione, noi figliuoli di siamo eredi. Ed da è tutti ha predestinati, noi? Se adunque a adunque io o mortificazione la scienzia, in tutto o predestinato? in cristiani, cioè non lo ae la per da donate ab spirito niuno cui Dio: debba di di misericordia d'essere di cosi arrogante dicono del avuto Dio, cristiano, Riformatori vita Questo averlo e è donato essere Cristo. gloriasse meraviglia e che come alcuno Cinquecento*!. mi le che cose adunque eterna? se Ma si che fosse possa non esser che tutti e arroganzia essere da state sono che Dio dicono di che lo aver rito Spi- '1 cristiano non per si mera il confessare cristiano, i ricevono sappiamo se rito, spi- viene loro glori con- dello che alcuni suoi ha contra della di Spirito lo ha chiamato, ha Paulo san i meriti se sarà la pace questi tali, come per Dio all'Evangelio, ma fanno inspirazione noi, chi Dio con di chiamati, io dubitare credono eredi vivificazione la debbio mondo, questo che e que adun- glorificati».Che fede, cioè diciamo che quelli li abbia terno noi Se che ha ancora che ma predestinazione? che è per carne perché parte, di Dio della della Appresso, veri Dio, effetti gli e Se Paulo a figliuolied quelli, cora an- comunamente nostra chiaramente conosco la fede donandomi cose? queste nostro, san Evangelio. giustificati,ha ha desimo me- speciale, epistola: « Quelli, e il spirito luoghi santo della chiamati; ancora lo vitù ser- spirito della alcuna siamo dubitare della perciocché due dello che medesima giustificati ; e quelli,che diremo certi noi nella dice stesso fa ci santo Spirito figliuoli figliuoli,siamo questi grazia lo con siamo se romani: sono spirito »: rivelazione lo la debbiamo perché Dio, fa accettano Spirito lo Lo che quelli in di che testimonianza, pater insieme che Dio, e, Figliolo alli ricevuto Abba, « e, non di Iesù Paulo, san E lo avete ma Dio, notare parla chiarissimamente della timore, in spirito del pater». ricevuto siano crediamo dice lo Spirito testimonianza Spirito rende che dallo qual gridiamo lo per Abba, « avete non in volta Dio Cristo in che che mandato 49 che noi, secondo grida: che nostri, Dio, CRISTIANI credono Tutti loro. peccati I VERSO quelli che a Cristo, nei CRISTO DI non avendo 4 I 50 Cristo Signore « il muove cuore Dio ci dona ci e la Spirito Se comanda perché in è i loro? Ma Cristo è i appresso che e cristiani, depongano grazia dell'Evangelio, santo e che e sapere d'essere in sapere d'essere predestinato, quelle parole chiaramente, openione per due queste si di sentenzia che, comune leggendo chiaramente questa vita A deeno intendere benché Salomone, transazione, tutto ch'egli presente le sopra vuol dire in di è s'alcuno per sia che ella amato data, fon- è alla Quanto tradotta cosi uomo non che sopra quella che fedelmente Salomone, giudicare non brevemente senso. non che, di santa, non io questo dimostrato sia degno è «Io principalmente non può non alli corinzi: questo ella può non s'egli sa avere nondimeno il discorso vuol in forse potrebbe il mostrare quali lo allegare principalmente Scrittura solamente la hanno rivelazione nondimeno della parole veri costoro dadovero Ma Paulo di è suo conosciuto, è i cristiani non san pare me resta autorità, non nella falsa: è di alcuna: cosa le L'uomo « santo, consistere. conseguente per potrebbe e 'arroganzia Spirito abbraccino particolare e lo la Cristo Spirito adunque averlo. Dio, quelle giustificato». son di Salomon: e coloro che senza grazia di consapevole son mi '1 cristiano d'amore» o da ebrei, di d noi, hanno se può che in che non Diventino conoscono sia dello dice conosceranno dire di quale dallo propria? Cristo incolpare lo ce fede conoscono presenzia solamente alcuno d'odio che il animi gli non non santo tentino il cristianesimo dimora. Egli quali di che che ma la separare cecità della mentire, mondo al se gran gloriarsi può non incognito Spirito reprobi, noster, Spirito corinzi dimeno non- solamente Pater esso E diciamo perché Spirito lo alli quale glorificazione la Ma che certamente osano di ci non voce. non giorno opera sono dolce santo, possibile è Paulo che cristiani, che senza ella san affirmando fede, ogni il credere arroganzia è Spirito Spinto lo se », arroganti, come essendo santo, lo diciamo dicami: Ma Padre profferire cosi a dire ippocrisia, possiamo « tengono fede la che proibiscono ci CRISTIANI I mera Dio lingua che VERSO senza chiamare o con comandano. che, o » costoro, CRISTO DI Cristo, di Spirito lo BENEFICIO - possa rozzo vedere li accidenti o odiato di da I 52 egli fede la corona dallo giustizia, né non acerrimamente, Paulo, san i santa, potrebbono si quali contrario oltra Ma, Signore. alla tutti particolarmente dico vecchio lo spirito della lo spirito dell'adozione E quello ma e dice Timoteo a servitù fatte per che noi fatto simili della penale per la qual Paulo san pace e entra fede, e produce e nel Da lo il dalla da e del allegrezza della E nello grazia gode padre ». timore, le messe pro- Cristo, nostri presenzia molti altri mici, ne- sua, luoghi '1 timore che che ci conferma allegrezza spirituale, che dimostra '1 regno di santo, evangelica pace del donato in alla Spirito la ricevuto de' secondo dicendo ricevuto secondo questo è contrario cristiano, testifica spirito mano Ma Testamento cAbba, ci ha sia rare dichia- avete ma giustizia, questi che avete quale, profeti, Scrittura come raccoglie apertamente alli romani, regno dato con del di e lungo. troppo non ravano misu- di Cristo volessi si Voi al cristiano. conseguentemente una e timore propria giustizia la si quale S'io timore; liberati conviene non è suoi nostra. questo chiaramente chiunque vita pare proprio « amore, santità perciocché la dello timore, in quale gridiamo ci ha delli Scrittura santa servile e ancora, e della giorni li : quale non bocca lui a e della nuovo, nel lo Dio senza serviamo tutti che la romani novamente potenzia della del proprio per e egli Salomone di sarei è che luoghi il timore, che la fede con altri penale alli dice quando se fede, quello autorità questi luoghi, è la coloro predestinazione. '1 timore filiale l'amor e Paulo, san che generale in non alcuni al della certezza e due queste l'omo false, per anzi riprendendo allegare esortano dico di certo sarebbono mai, le opere a separarlo a fratelli dilettissimi, di far dire pensò non giustificazione con la nostro egli creatura sapendo tutte giusto, esser niuna bastante morire, e apparicchiato era che era cose adunque, che gli certo di l'intera conservando cielo era quali di Cessiamo oppugnò sempre le certo quello Paulo ed desiderava e stato in infernale né Cristo: con l'opere. per san Dio, fusse non sapeva terrestre, di essere egli a di amore dover che e CRISTIANI 1 giustificato, cristiana, celeste, né d'essere questa VERSO CRISTO DI certissimo era pura BENEFICIO - è della perfetta allegrezza spirituale e cioè Dio che giustificato coscienzia, santa. Onde I il medesimo allegri; inenarrabile allegrezza figliuoli di infin timore, fede faccia in filiale, che perché, che rende ha chiamati ed misericordia onde Egli collocati. servile offendere la il decoro delli che dimora nostra nell'animo mortali farci che la Scrittura che noi; stiamo noi quale avari Scrittura la esorta è quanto all'imitazione di quale è nimico, buoni si con chiaramente di spogliarsi della lei può che '1 pio carne di cristiano le non di questa ci non e nemici come il di si questo timore si da hanno vanno al stato gu- studio gliando spo- deeno mai filiale, il il servile come dette timore, ogni con Non ha santo, nostra vecchio. cose non contro mai è tanto cristiana, Per di s'ingegnano e Questo timore tutto carità stare. al timore Spirito nella attendono questo del quale alcuna e insidie dell'uomo spogliano amicissimo né e medesima costoro cristiani, i quali già e per felicità, nella lo gli non e la per vigilanti sensuali. e Dio depravazione abitano Signore, Cristo, e dannarli, con- per che cosa la fanno i veri il soave quanto i cristiani ci sia sanno gli affetti, i quali, e debbiano testimonianza la per stiana cri- tura Scrit- che egli contristare di perché superbi, ambiziosi, medesima la amore figliuoliguardiamo attenti spirito, sempre la commettere e gli appetiti nostro dello di sempre medesimi, pietà esorta non conoscendo che, e della nella buoni come e decoro che punto mantenerli figliuoli di Dio, in di dubitano per di misericordia, mera che e tanto che in tenuti e Signore, spirito loro, sua per pietà cristiana, natura, fidiamo ciò sia non Si già detto, allo santo quasi Dio, servi intende non il decoro abbino Quando timore, di ira non filiale,cioè ma al abbiamo e nel tura Scrit- intendere servando il che e Cristo. di come eletti; loro: suoi d'una la debbano come soave conservarli a la Spirito lo li meriti effetti veri e è Cristo, quando non trattati quanto imitazioni giudicio il ha quali, i cristiani esorta gli li esser sempre in esultano tentazioni, licenziosi, gli vivano credono che cristiani, bastante sia diverse 53 che i gustino loro nelle e temere che coloro che deeno Dio, cristiani spaventa e alli cristiani parla i CRISTIANI I glorificata.Adunque, e menaccia santa delli dice afflitti da siano VERSO esorta Pietro san quantunque che volte più e CRISTO DI BENEFICIO - si può dubitare dere inten- della 1 54 suoi dei remissione DI BENEFICIO " peccati, del più soddisfazione per Ilario, Sopra noi, che Dio la d'impetrarla; dubita venti, da' nel quale ci che tu? ottenere? è verace e può la Il la fare il mio merito, meriti sicuro ». se che l'infinite Il per mia noi per desidero ma quella questi due che è del luoghi Tutta « nel la nostra venire tuo a per i non precioso salvare, salute. te, Padre, Iesù chiaramente grandi non che il non cherà. man- son molto son io suoi quale In la mia Santo di più dice e per E poi la certezza tutta respiro. ». mia. incarnato. suo, avendo Cristo merito il Dio, con peccati si fusse lui io tanto speranza, In tutta povero son altrove sangue peccati resurrezione misericordie parlando la mia Figliuolo dimostra a promette, è molte, so che so Signore: Non sei doverla miei sua la sono potente s'il Verbo sue, è posta e più disperare parole: queste delle che del Signore. Signore Agostino, potuto fiducia sparso del è medesimo negligenzie soggionse della egli del e chi creduto, dei morte vita la Signore quel le misericordie quanto : salute, di tu ho ciò morte La sua. E — figliuolo, suo dare nel alla penso morte la fatto cui moltitudine La la misericordia è s'avrebbe che mio, mentre E, nella ha possente s'io paura, è mi vuole. ch'Egli mia refugio merito carità So Mormori « dicendo: — stolto, pensier speri cevere ri- dover Agostino, santa: meriti quali con che agitata e santo e agitazione, rispondo: promissione, fare può gloria? pia dubitatam in- colui di il non crede non sbattuta è scacciare certezza a la stolta gran quel speranza nei sua nella mio, quel se adunque insegna confidatamente Io per mi non di quella è — ch'egli e' vuole quanto quanto e manuale s'impetra, quell'uomo Ascoltiamo vuole speriamo, perché quale pensi non Dio. privare — cosa da suo vuol dice — qual alcuna cosa il la per Santo Dio non peccati, la mare, rità auto- Ilario, l'uomo meritamente, e del all'onda simile è fede secondo suoi che volontà, la per dei remissione alcune verità. dice quinto, che, nondimeno, questa d'incerta Ecco Dio; scrivere sotto canone giustificazione ambigua. di grazia confermano dubbietà la è da impetra nel alcuna senza fede essa se della né CRISTIANI I lettore, voglio Matteo, san altrimenti perché VERSO santi, li quali dottori de' CRISTO è stato lui dandomi, confi- giustizia, Agostino '1 cristiano non in dee 1 temere, da ci monda Bernardo, dice i tutti della sua basta né credere s'anche credere tu essa (dice creda remissione te a è in ragione i meriti di sono di la di della non Dio per per Bernardo, peccati, fede. indubitatamente e in Dio, della s'intende e Cristo, giusto i quali e in credere darai ti di che ti non a dico che, la certezza mercede, ma tue: ti ma il peccato diventano e consiglio di san di remissione la le tue tutte e nel santo fede e perle cose della conspetto confessione, al tornando Ora, quità; iniricordioso mise- confessandolo Dio, questa Cristo. la particolare, credendo tuo giusto bito du- che imputa donati sono per credo ma verace, perdonate sono per Iesù predestinazione, chiaramente al diventerai e la fai Io — opere generale gloria comunicata, delle E rispondo il santo seguendo Cristo modo ti è grazia, e dignità solamente per la santità dono colare parti- conseguente Ti — in giustificazione dirai: Dio che generale giustificato per Mi dono. la per e tu come Cristo. la essere sua. so sarebbe non questo verace, e tanto Adunque, questo essendoti giustizia di per di che e liberalità e ti accetta applica bugiardo, Ecco in per Dio di che creda tu iniquità credi non peccati creder non ma Dio concedesse i meriti la fai degno peccati Dio che replico tuoi la te tu de' esser de' se grazia remissione remissione se tu che tue cose, necessario credere promettendoti perché, Cristo, indignissimo le opere, giudicare peccati. basta non bisogna ma remesse Cristo, i basta queste a di derio, desi- né debbono è rimessi sono che peccati, pronto: i meriti ti buon le tue oltre si puoi non indulgenzia con fede, della tu la dona, eterna tosto primo, alcun non ma, più quali confessa dei che bene le dono: la quale Santo sermone avere la vita in ancora uomo puoi il Dio. con che per non non fondamento e lui per santo questo data Bernardo), che tu al credere se meritare ti è principio Signore, questo Cristo, pacifica operazione, s'Egli puoi non san incerto per bona non peccati che ci basta non delli alcuna che del annunciazione di sangue e 55 fondando giustificazione, nostri che CRISTIANI 1 VERSO precioso nel peccati remissione né la CRISTO ma sue, Della la Dio, di DI apertissimamente avere te certo esser ma nell'opere non la BENEFICIO - dette mento ragionadi sopra, predestinazione 56 I alli BENEFICIO - cristiani veri reprobi falsi e perché, di darsi non lo delli sono de' mi salverò. mai già per per l'opere suoi gli industria dottrina S'io per l'amore salverò Dio, forse di conspetto più la discopre il vorrei salvo, ammalati, perché non quello, — Perché che dicono: predestinato, dicono: che Io — ha non non perché onde che voglio opere dicendo: operava non sue opere Dio bevono? di si sanare. può perché destinazion pre; Ma bene, affatichi, quando né non arano ché per- nascosa operare medico e della sta me, nel ma malvage mentre perché, la per uomini, mi ci buone erano io né non delle le voglio non non quale alli falsi cristiani dicessero determinato mangiano? 'Io fermo quale la dottrina quale, nelle per bene, degli che senza mi che dico, — lenti dipendesse che intenzione, esteriori, opere farli buone la fatica senza la per il il operar noccia ippocrisia, che son vorrei, — loro di cogliere potrà giova tosto costoro s'io perché, si delle manto che qui la quale sua colui, Ma conspetto guarda che Di nel sante il salvare, alle proprio, amor Dio, ar- misericordia, sua chiaramente per ma e Dio, abbominevoli. sotto dimostra opere, loro tiene salute la se mi di buone erano come S'io quei non Dio, attende cosi rimane costui, dico, — di la predestinazione predestinato, sono opere, Cristo, e doversi la elezione lato di lato un di e diligenzia propria. e della da monstrare per buone con pronti S'io — opere? predestinazione, Dio, eterna per dall'altro di imitazion ma ma e di vita alla nostre, della quale stinazione prede- dire: nelle l'ira sé la della buone che rispondo cristiano vero meriti, predestinati; dalla la notizia predestinati, sogliono le di si sforzassero dottrina m'affatichi contro il predestinato esser ti nell'amore Onde perché io che cere, nuo- possa conscienzia, la giovano mi aumentano freddi non opere. alla che a la dei loro che coloro, a che numero alla Agli sommamente. fatti uomini cosi bene par alli cristiani e buone Ma CRISTIANI pare nel essere brievemente Io diabolici serventi non persuadere reprobati, rivelato — di I giova ma questi nuocere — VERSO me predestinati, senza gumenti e a riclamarebbe. sono ha cristiani quantunque possa di nuoce, potrebbono sempre ha non credere a CRISTO DI sarò sono medicine, può care. man- la terra, I le piantano BENEFICIO - vigne del fatiche nostre possibile li fa non li avvenga? non negligenti fare doverà Ma, La quale perché nelli magnificare, e che stupendo e dimostrare che giusti per soddisfatto avere separabile opere dalla si non abbassa la cristiani che imitando vestito, terra, gli altra comparere quale fu lui la col suo sia abbruscia, si sarà animi di spoglia giustizia Ma tutte che quella sicurissimamente benedizione e unigenito gloria in di Iesù buone stifica. giu- Cristo Iesù Amen. e dagli il quale, zioni, giustificadella di cielo Cristo è non sola conspetto del ceve ri- Cristo le se Cristo, l'eredità sempiterno. Dio luce proprie sue nel Figliolo crocifisso, colui, beato le brare cele- oppugnata sempre ebrei. namenti, ragio- che per di è il beneficio cosi esalta quale ella Iesù come che fede, dalo scan- di la sola la e cioè Dio stinazione prede- stato Cristo si dottrina, lo nostri forze, benché, portuna opdi la credono dalla verità che è Iesù Paulo per questi giustifica, se per umana, Paulo, insieme al che da veramente peccati; santissima da riceverà che di che san predicare picciole stessa se noi intento cristiano nobile la veduto fine al nostre separare hanno potrà per lor possono vuole né il fiamma superbia san le quegli, alli Questa e tutti di zione perfe- Figliuolo né croce; principal nostro fede la né il abbiamo giunti ricevuto ha in poiché secondo Cristo Dio perché alla più è di corpo, predicare restare siamo il quali al è eletti, essendo che non provvidenzia Iesù di dobbiamo Noi nostra, pertinenti né morto e cristiani, veri edificazione. tanta uomo la queste quello, morte e cose restorno Tutte — comparazione degli cristiani a' nelle opportune cose pertinenti cose che reprobi fatto falsi de' se veggiamo de' loro amor per Adunque senza edificazione alla vita nelle le perciocché della ociosi e scandalo lo per — ociosi e ignavi cristiana? '1 corpo. Dio 57 dicono: non soverchie, sono CRISTIANI diligenzia Perché deliberato e che corpo? I VERSO tanta con industrie e anteveduto ha fanno e sostentazione alla CRISTO DI e nostro qual Dio, della gnore, Si- ÓO I BENEFICIO - IV. Capitolo DI L' fidele l'anima tutti i del tesori suo fatte l'opere, Tutte fatta Dio di CRISTIANI la come sposa Cristo, ricuperiamo. fatta è di padrona Cristo. sposo s'attribuiscono Cristo, di I VERSO di immagine — Essendo CRISTO fidele, all'anima sua sposa. L'anima si come che Evangelio Ouello fideli, che La della cagione Come il s'intende la genera Capitolo coi meriti da umani. Dio. a della e opere cono di- Ilario e fede. imitarlo. fideli. detto Paulo di che Iacobo san e la pazienzia pruova. remedi Quattro di croce fare cristiano al esempio Cristo Bernardo piacciono delle intenda — che avere imperfette, Iacomo V. Cristo. Origine, non ancorché santo Capitolo Ambrosio, giustificazione de' di sposa sia. Agostino, la L'opere d'esser certa cosa Basilio, San fa diffidenzia. alla Memoria Orazione. VI. battesimo. del — Uso del d'essere Sapere Chi riceve predestinato. l'Evangelio adversità Che le Che l'uomo può Le autorità, che levano La la Scrittura filiale dell'Eucaristia. sacramento non ne certo segno certo della timore al esortano predestinato. d'esser certo sono essere della grazia di di Dio reprobazione. Dio. menacce, con non predestinazione. col santa esorta è li buoni timore servile cristiani. Finis. menaccia li tristi, e con il II LETTERE DI VALDESIANI I Lettera di i quelli, quali di carità vi molti, alcuni meglio degli divinamente abbi hanno libri, inconvenienti io dico da' altri. libri, Poi In prima questi gran fra vero, si adunque, di ne fuggir scrittori e hanno ne hanno eziandio di ne hanno le scritto le menzogne, tutta fatto la una a accademia, portanza, imdi pieni mille si perché convenienti in- quei giudizio follie di poca di de' Scrittura stoli apo- alcuni E, alcuni più vare. ritro- quali sono. far essi gli ma dalle agevolmente puotrà perché potuto molti, qui proporrò di e dopo necessari, nati fra e e disputazioni, Cristo Hanno diffìcile operosi cristiano le saldamente forse molti quelli del Valdesso dechiararvi. più sarebbe filosofiche quali disputazioni, la e novelle Valdesso, ed vivere Chiesa il hanno non e di nella che Giovanni certamente, al e chiamati pace Cento cristiane, cose meglio, chi ma che ma molto inutili questioni tutti a e la del a vengo evangelisti, lasciati; né veda altri; le non delle nuovi, e ed grandi De' salvati e co7isiderazio7ti siano, scritto Signore del loro antiqui qui dieci e importanza e Cristo, Giesù misericordia, la diamo Cento le quanta scritto vi noi ma di derazioni consi- moltiplicata. sia fratelli: Boccaccio, divine dieci e Padre Dio da Signore, nostro di servo santificati sono Dio Ecco, quai Curione, Cristo Giesù da Cento Valdés. Giovanni Secondo Celio alle Curione Secondo Celio da preposta dedicatoria degli grandissimi le e tirata vanità. a dubitando stioni que- 64 II di quasi ogni dottrina la dirò uomini e dalla de alienati e venuti eterni dottrina la a i e La ha della il dono cosi gusto, che alcuni altri vi pochi puri, ma virtù e ragionato né Venatorio; Tomaso ne con veramente cristiani, il libro né grazia, tanta degno delle speculazioni. ha di cristiane Egli di ma tanta con come esser ha di pochi scritti pochi, bene, come Ambrosio e, ne ha torità, au- degli offici il libro delle di ha Questo, nostro. e ne tanta con ma delle molti costoro né ed derar consi- a efficacemente, il Valdesso movimento, vero già ma da e maestà, chiamato che ben scritto niun demonstrazioni ogni che non cioè spero date e cristiani, si suavi e siderazioni Hanno dimostrato chiari Co ìi è verdeggianti e piccioli, fra" e, vita hanno savio uomo Cristo, Cristo Egli ma divini. Cicerone, e piede. Dio il talento, cristiano, il uno puri, considerate dell'uomo di dolcemente, è divine offici a' divine sue ben veramente ma altamente, si queste di di gli occhi, loro pare, dottrina scartafacci, e me cazione, edifi- propria secondo a plice sem- la è Giesù a' siano alla signor sue mano si chia- non che aperto ed Ma avanti volumi e età, si trattato questo gli uffici Panezio questa ed ognuno cosi mettere costumi Aristotele, in suoi la siamo che Chiesa che cara sante della che quei nella pecorelle affaticato. è nostro, chiari, le Qui scritti, ha grandi più Scritture quei possano cotanto Chiesa Dio. si tutti noi a in di questo suoi il nostro fatti, atalché a gli sante hannogli Chiesa), volumi vedendo delle tutti a immensi che ritirati utilità, questa la è riducessero ricevuto, si dà risvegliato alcuni, piano parola parrà Questa che veramente uomini; della maestri e hanno gli apostoli e libile infal- questo, verità, ed fede la e inconvenienti: volumi degli Cristo se altri suoi Ma scritture maggior sua e pascoli salubri discepoli cosa della escitato quali pian fonti semplice quelli da qual salute la stata, della Cristo. quale ridondata. cui delle dottori di vita. studio (come » eterna delli dubbiosa tutta apostoli della e renduta delli infiniti più che dottori ed i veri Cristo, tanto, a « è dallo di e quasi e contemplazione discepoli hanno importante meno amplissimi suoi con Dio speranza è non ora, che di Pigliuol del VALDKSIANI DI talmente cosa, certissima e LETTERE - veramente ogni azione, II di ogni dall'uomo o i tanto e definizioni, che debbe sia e la talmente Cristo, la con tesoro della tutti da d'Italia qual al composizioni, della casa dove ognuno si più quelle tesori più rari o Signor le i si terreni, excellenti tanto più a Cristo, cosa recò ne servir poi seco de' più uno sapendo egli belli che le megliori e e lasciommi comunicate, acciocché che cose, avendo maggiori sono persone città, qualche portossene è molte incendio per non e E, stolato, apo- di allargarla ne sono dieci considerazioni e ed immaginare. potesse vero seco o Giesù divini, fra' quali questo e al più preziose nostro venendo Egli, di Vergerio, illustrarla tesori stampare, fare, e care ste cele- e farlo venir esterminio e io le facessi pare; stam- , potuto una ad quali adunque il che, forono più del gloria ed Cento le il nostro più lodevoli, quanto queste ed suol grandi Vergerio, posseduto. per si sacco per in intenderai Paolo Cristo, portò come cosi che buone cose da fece e Pietro vescovato, in casa; cose, celesti grande con Lasciò teano. si scampa la che cara seco e propria trova questo chiamato belle egli Or provvidenza, tificazione mor- e coi e la chiaramente, che messer cosa e santa a essere reprobazione, Scrittura di belli infirmità sia, la e dubitati in- si grandezza, elezione veduto il finto era la e gione, ca- prossimo; suo meglio molti. esser lasciando e al utile la Che libro divina potesse cui questo tutti debitori stromento acciò della di siamo ne di pratica commentari che dal divisioni e consentirvi. a sua la di vogliamo non pur o ed certi chiari, comparazioni e a bassezza Dio origine, luoghi qui s'imparano necessarie cose ponderosi come utili sé e vivificazione, ed da comune) Cristo, la mostra e a da o accompagnati (se cosa la facci, ciò sante, senso di che le tutte del il beneficio belli impio, è necessario che e si tutto e 65 VALDESIANI similitudini Dio, nostra altri fine; e egli di dall' o Scritture delle a potenzia mille il cielo il e fuori e l'uomo quanto sotto esempi propri e ostentati DI pio progressi principi più LETTERE che evento, diavolo, - e come fare. saputo Queste dall'autore prima certa persona Riformatori del ho vedete, pia Cinquecento degna - 1. con quanta Considerazioni, scritte e fatto in in lengua lengua come sanno spagnola, italiana ho diligenza ma molti, da poi tradotte; 5 e 66 II però della che in hanno non parole, Giovanni perciocché vie però onorato egli seguitò molto se sua in in Napoli, dove vita della santità gentiluomini di egli di era rozza si ogni ad l'anno quanto Ha per comunicate. novi Dio nel e tesoro, e nell'uso ma belle ma per esecuzione. di ogni vertù novelle ed vertù arte del la cosa frutto che se ne cose, non ciò, arte dar che avea scienzia consiste E ed altri nella voi, che simili tutti a mente sola- non più famosi né desimi. me- attendeva nella e pie e nella nella e alla perciocché e ginazione, imma- risolto, scienzia tutta nelle lezione spendete derate consi- ha sola considerato pratica carità possederlo, e alla ma saran- pigliate questo l'averlo si, sizioni, compo- spero, sorelle pasto circa Napoli belle com'io per giusti, de' raccoglie. Egli pratica insieme; convenienti. Boccaccio la aver la per ne e coi in Cristo, Giesù sta non Bisogna e fratelli di sangue mandar accompagnar Vergerlo, adunque, che nel queste del E bassa mortificato, Morse altre alcune anco Dio e resurrezione Signore. nostro da piccola de' perfettamente nella maniera mortificazione, vera la Benché continentissimo, alla vita con conversato aver Non illustri. Cristo. alcuni sare, Ce- massime e debitore, a ad per vivificato opera precioso e fu ma fu Orsù pensate so, morte, lasciato talento lume che Cristo quali io ogni a guadagnar poteva, la con 1540. le in il che che suo dato ha poi perfettamente godersene del moglie, trovandolo esser di ebbe altro, per quale e egli ma carità, e fosse ed di Cristo, ogni costui nobili persone tutti per d'Italia, Non che rendeva cosa questo, predicatori Pareva in rentado pa- della Cristo, a grandi. e rivelato dottrina discepoli di Cristo. parte della signore di anco dell'autore; di maggior alcune pastore sono cavaliere li fu e benignità tanta persona faceva si e parlar spagnuolo, che la molti di vi cavaliere soavità la ciò splendido dopo fece e di nazione e la corte con e di maniere lenguaggio splendido e cavalieri e del onorato guadagnò dottore per fu le oltre però, Italia lodatissime lode dato e stette ne ma fra grado più ma Ed Valdesso di nobile, lasciar sono. poche ma VALDESiAM potuto tutto proprie Spagna qualche DI LETTERE - tutto la azioni delle '1 sogna bilode alla Cento vostro 68 II DI 1.I.T1HRE - VALDESIANI II Flaminio Marcantonio Dell'orazione L'affezione, porta io che è tanto lettera, ch'io imitare la tre mia. tre fervente cose facciamo. di giustizia del ed di nel entra di figliuolo di regno governato conscienza; Dio, carnale, grazia; dallo crede nuova, si Spirito attende a santo, mortificare di gli una affetti a tutte gelio L'Evan- cata pubbli- satisfatto alla nostri. Chi dando fede e, del regno mondo generale; venta, di- figliuolo d'ira, di giocondissima e la l'unigenito figliuolo Adamo, sente credito ha di quali Paolo san hanno perdono derio desi- rare, deside- sempre che spirituale; creatura figliuolo di del godendo Dio, peccati dal rituale. spistiana cri- un Cristo. di i vita sono Evangelio, parte rienza espe- da dar carne, lo qualche le affermando tutti per parte, le cose, che nostra all'Evangelio, creatura di della Padre eterno Dio nel ad in ci esorta nuova gli apostoli, felicissima questa felicissima vestitosi suo consiste meglio intendo può come orare, che della e cosa; l'uomo sua l'adorazione » particolare all'Evangelio la per d'impetrare E, perché cristiana che Dio, alcuna sempre il mondo tutto Figliuolo in e altro è dono fede La Dio, di non per può conseguente so mentale desiderare la carità. e Dio farei mentale, orazione « da debbiamo fede, la speranza parole Per nella fondamento edificazione l'orazione sono: Vostra ubbidire per quali alla sommamente quello arrogante, ch'io nondimeno, le scrivere quel conosca brevemente, ch'Ella pregandomi, sopra benché d'impetrare principalmente per edificare a l'amore fece e modesta, tacendo, cose mi Sauli meditazione. per presontuoso e della e Signoria Signore, fui E, la meditazione. e per umile giovano Queste crede più umiltà sua che le s'io nella proporrò che ma, cristiana Vostra a nostro insegni le si contiene porto Cristo scrissi; le Signoria le ch'io Giesù a dell'adorazione mentale, Teodorina sigxora alla appetiti della Dio; e, pace di carne. II conoscendosi spirito fa la fede l 'aspettare che Dio del veniat regnimi al regno le La e chi cosa ogni e tutte il cristiano gli figliuolo di Dio la e è e La L'anima, celesti nella viva e dolcissimi, la della bontà, che è come si frutti, tengo la la vita per del fermo gli forte carità, il e e che non La che fedeltà l'uomo fa nelle Cristo, quale pace, e di questi ha in sé carità che conseguente in la il tutto con paziente il giusti; eterna per gaudio, la fatto la speranza, cristiano vero sterile tutto Dio vita Cristo, del Dio che de' fa incorporati di que Adun- peccato. presente, spirito Evangelo accresca ami della e Maestà. desiderio l'amore speranza mansuetudine, sente eterna. d'ogni perché nell'animo perciò vita la resurrezione fonte il pensieri, giustificato e quale Ad- Dio divina all' Dio ne' e « i crede della che la per mantiene dallo non desiderio prosperità ci vivificati fecondissimo, La quando, nell'amar Sua conosca Cristo; speranza; cura umile fede conseguente frutti si non modesto la si proprio, facilmente. spera '1 cristiano e con di formi con- consegnerà tutti continovo uno carità, la l'amor fede di chi i beni quale li meriti accresca odiando sostenta la quale aspetti gli cuore, crede per in vivere fede, per Dio la per che dee la accresca la speranza fargli perfettamente, consiste gloria a tutti a cuore: verrà drizzando Dio, fare mai col universale carità l'operazioni con allora giudicio per di adempito, sempre regno La cosa potrà gusta non Padre. e non grida il continova fatto ha e nel- glorificati nell'anime saremo qual dopo eterno parole qual il consiste allegrezza sarà doni la ce promettendo lui: il che speranza, Cristo suo di che ch'Egli promesse, debbiamo perciò e cristiana e suscitat ri- stupendi altri e Dio Signor Figliuolo, giusti, tuum»; stesso se tutte questa Giesù quando per ha de' cristiano; desiderio quelle gloriosa Questi speranza con diletto suo la resurrezione Chi e in noi immagine corpi. al La pazienza adempia alla fatta l'orazione l'abbiamo. con i membri del ficare vivi- a conoscendosi celeste, Cristo. nell'anima con se vita attende Cristo; Giesù una Giesu 69 VALDESIANI capo vivere a viva instare l'accresca, ce e DI suo medesimo col sempre col morto lo effetti LETTERE - la e lo è e versità. av- per spirito produce gnità, la benisperanza. altri simili spirito di II 70 Cristo; dice chi e verità, e santo il cristiano sotto la potente gli in nome cosi avversa avviene diventa vengano di vuol il le anime paradiso Giesù Figliuolo e alle tutte consiste e nel Cristo Giesù nel cristiano vero il cristiano del e suo mondo, per la pigliare le della Signore. In da esaltato che pontefice, è sopra paziente ogni croce Giesù una ogni perciocché suo ubbidiente esser ad il Cristo e constante intercede per e impassibile altissima altro per la ognora per umile, tribolazioni, ha cato glorifi- e è stato acquistato ch'Egli noi il arditamente obbedienza considera nome; giorno la vergogna immortale e la minie igno- diventare seguire sublimità, passibile ogni vincere sua a mente acerbissima- nelle e ; e le continove maestro, Dio, mortale mansuetudine, considera per e cristiani Cristo cose giorno, mamente liberalissi- l'uccisero a ch'Egli e a potenza, onni- sua a' veri la umiltà, suo pensare dalla Giesù povertà Queste croce. nel quali In del l'unigenito passibile finalmente quali il cristiano Dio la l'estrema imitare per sua considera nome Dio, a amorevole, mansueto, immortale. e zioni tabula- felicità comunicati Cristo che quel delle consiste sono lontà vo- per alla particolarmente e Giesù a impassibile legno bontà le riceve tutto fornace i e povertà, egli volendo a' benefici, e la vengono condusse che Dio, Perciocché, che che meditazione La pensare persecuzioni, e via volontà tranquillissima mondo. nella cosa cosa con persecuzioni, sua, suo niuna quale una eletti, conducendogli le creature, considera mortale unirsi avversità, fatto ha infinita e carità, l'obbedienza il suoi ad del le purificare di usa perfezioni sapienza e egli la sapendo serena, Cristo. sue a e quella medesima per errori l'altre tutte quale de' ed con gode e lui le infirmità, di quale ; viene lui, esso i tumulti allegra la Dio ogni che e quando il per certo per di cristiano figliuoli e Dio, ringraziandolo e spirito verità, e come benedicendo Dio, tenendo con tutti sopra de' Dio, Dio da faccia la con spirito pur perdita il in consiste spinto di volontà sua, in mano tempo, la la sicuro adora Cristo, di è non cristiana prospera, senza uno quiete, ogni come conformando la L'adorazione ANI Cristo, di spirito lo VALDESI DI allora umilia si ha non Paolo. san LETTERE - ; che è è nostro nostro un II perché Signore, che sangue; cosi nostro capo, virtù, vivifica gli ne' d'una vita spirituali finalmente che ad queste che della ricchezze consacri non Cristo? rete farete vita ogni cosa tenga e tutti cosa Ma siami mio ad Prego e Sua di Napoli, divina mi errare Egli giorno e xu che gloria di questa Signor parla vi ogni sua. kdxLII. divino? Cristo? Giesù tutti del gli onori, Dio suo al e Cristo: a e che mondo? Dio cosa e suo vive- Cristo, e ogni amerete in mia Cristo servandissima, os- presentuosamente conosco Dio sempre esperto. poco volta: secretamente faccia considerando di Cristo, impresa, tanta febraro mi quali il Dio condotto per a al Signora son nelle di e Cristo. di Maestà in Dio pregando che onore il di sufficienti quello a vedrete terra, glorificandoci fango suo corpo nostre, d'amor e piaceri e sempre ubbidirvi, silenzio, ad il e e vilissimo contenti spirituali, cose udir meditare In Dio persone nel i Dio le tutte anime che, abbrusci non un nelle colui, sarà noi sua paradiso, di per gloria conceduto cercherete me in per di delle parlare fede, pensate celeste per a con sua mia, amor per e l'anima Signora una Chi nito infi- uno abbiamo perfezione in seco che menti senti- e porta non spirito suo sua. che e ardentissimamente giudichi le col abitar gloria s'innamori non tutte farà noi purità abita stupendissime cose non che che ci immagine la con copre di doni ci Egli che cura di gli empie e Cristo divina, virtù una una da cosi è che discende il corpo, mistici Spirito suo spirituali; umano capo considera ; col governa tutto a preziosissimo suo nelle dal come membri più imperfezioni, nostre e ha che medesimi, ci sempiterna celesti e che amore, suoi col come sentimento e discende glorioso si 71 comperati e temporali cose vita VALDES1ANI perciocché re, perciocché, dà che DI redenti nostro nelle santo, ha ci è LETTERE - per e che l'avvenire Iascierete mi al orare, stare dia mio chie orec- core. adorare II 72 DI LETTERE - VALDESIANI III Marcantonio Flaminio Consiglia Ho avuto la mia, invero di è vedere sollevata Vostra ch'ella sopporta volentieri che dimandate mi vi forse mia la alcuno libro di coscienzia, libretto quel curiosità, ma né per cristiano nella accettato la È che o di e Cristo futuri, giudicio santità di è di noi Dio, di facciano se per ch'io sia diventata essere vero al fare i miei temendo alcuna cosa s'io tema s'io mia per cristiano. che di indegna la per si spesso biasimi quale è da credo ogni segno dovero, credo la condannato esser che fede, la debbo il timor conveniente che viva li suoi della nel giustizia come Adunque il cristiano sempre ha libro, cioè egli io il viver peccati passati, presenti cristiano, essendo è conveniente stesso, penale, Perché, tutti massimamente conveniente bene debolissima. possibile è Cristo filiale. Ma timore fede del l'uomo detto che per cristiane, cose quale già il timor non pratica in utile più giustificazione la Non secondo vero come della timore, che cosa leggere le alla desidero cosa del voi somma cioè avvertito. satisfatto voglio se non abbia non via biasimo ma di o la tutta consiglio fosse che disputare grave, saprei proporvi non santa) attendere e una esserne timore, d'infedeltà che la basta ma sorte che vero appruovo serve; vostra al il per peso una dire Io l'utilità ancora del dirò volendo e dell'Evangelio, grazia il dica. la Scrittura consiste quale bene non l'anima io Vostra per Quanto volendo ma, ragionare saper mio. Christi, imitatìone edificare per fede. De dato ma parte una Hbrorum, della parlo (non di ch'io forza è m'ha solamente non amor sciocca; e che importanza, qualche per Lhristi. imitalìone bolle, genere strana Gualteruzzi dell'avviso Signoria de parerà De delle spedizione quale del lettura piacere gran della Signoria la Carlo a a in affetti professione la dere, cre- penale lui un e l'amor perpetuo e e appetiti dignità II la sua, buon contristi quale figliuolo, di guarda dee Dio, in non è in Cristo; che e tengo tutti coloro cristiano per dello e più hanno mia conscienzia, danno dire che altro, e a alli xxvm eli febraro vi ho meriti vi mondo; non Signoria mdxi.ii. attenzione il E io dottrina ha Scrittura con tutto bro li- più del santa, molti parlerei vi il seculare, che Non errare. trovano quanto nominare che insegna, massimamente alla fermo per la Cristo. di come detto. ma egli perché egli quello potrei non fidare con- che con che e simile più è raccomando. [Napoli], ciò come questo Vostra li e eloquenzia Io nel in che non se ed tengo credo io letto, perfetto. perché santo, circostanzie, della autorità grande utile, che spirituale, conseguente che nevo esser e il considera quello utilissimo, queste di il per si che dee quale tutti pratica con pompa di degno più è tanto del dalla lontano più leggono il di troverete Si sempre e assiduamente in vel Dio, giusto partecipe mettere avvertito voi fa più sempre ma è libretto che il che essendo è di fermo per il di un tanto temendo sé, cristiano come dispiacere. stesso, se si lui; padre, padre, in il dal figliuoli è prefato desiderio il con io il leggerete voi egli Cristo in incorporazione Se de' Cristo in e di in è possa indulgentissimo suo quello per gli sopra indegna cosa che trattato che stare 73 santo, meglio alcuna sempre commettere Spirito è cosa VALDESIANI DI lo quanto fare cristiano LETTERE - contra farebbono mi e libri la più a occorre il cuore mi li 74 VALDESIANI DI LETTERE - IV Flaminio Marcantonio Del dell'uso e AUi mesi Sacramento santissimo l'abbominevol seguendo d' e del coloro impietà che della nostra cose, che fede noi dicemmo noi, avendo possiamo che pii, occorrendoci la falsità nostri i soddisfatto molto e ch'Ella tal lezione, giudico essere gli consideri si Cristo nel creduto Pighio della messa predetta non si insieme contra il medesimo (capitolo v); opera può libro riprendere quella di tutti la i dove Chiesa tempi libro del La dimostra del e, oltre a di cora an- sacrificio libro questa non clesiastica ec- sangue Del in gnoria Si- Chiesa la dimostra secondo che certo obbiezioni, che che moderna, antichi, i medesmi hierarchia cosa nel visarne d'av- Vostra l'Ecolampadio. Pighio mio le e qual rimaso rendo De corpo dono rispon- son mi chiaramente la realità dell'altare. nel vegga vedrà che Adunque primo nel i confutare legga tutte niera, ma- verità debito a contrario. dove sempre Sacramento il Rossense in di nella facendo, dissima gran- Chiesa, della perché Essa rispondere fare vogliono (capitolo vi), ha il che bene; Alberto vegga catolica eh 'anco gagliardamente potrà oggidì affine persona sono quello E, dette Signoria, Vostra scrittori di veder le che di eziandio ma materie. nelle ogni confermare voluto ragione informarcene occasione, ho avversari, ad dottrina debbiamo dere rispon- paia materie nella Vostra deve me bastare solamente non a queste la messa, render a molti, e cosa si quantunque ozio, opportuna degli loro che E, essenzialissima e qual apparecchiati esser perché tutto, come sapere perché comodità la del messa, d'idolatria allora, possano ed importanza e noi pia; nondimeno, veramente per Per di ciascune. a crescendo l'ascoltano. dovendo costoro, della condannano desidera insieme volte dell'uso e va Lutero, meritamente Signoria a zuingliana l'opinion alcune parlammo dell'altare setta gli zuingliani. contro messa, noi passati dell'altare Sacramento della Carnesecchi Pietro a si ciò, della materia riprenda risponde 76 II E autem sententiam Nostra spiritus. Dei, rebus duabus sententiam iam gratias Il medesimo Quando nel tur capacem replica appresso Christi, nutritur, sentenzie dalla usava d'offerire specie del fu « introdotta quando suum, et creduto, mondo e pane usano del di vino. dicens credendo secolo offerir verbuvt quibus ex auge- negant cameni sanguine quae La in ha secolo tuttavia Cristo. che terza, et i gratias esse offerto infino di e greci, gli armeni, cose Ireneo tempo instituita in hoc gli e la da Cristo, esse corpus ». le tutte nostri; sotto d'oblazione sorte suum ci ch'ella Cristo egit, dicens tempi tre seconda, La questa la Chiesa accecato nell'Eucarestia sanguinem ai cui se per è non nel il sangue e Queste conoscere che certo dagli apostoli hunc » può esse sangui* bastanti sono chiunque di est eius, augetur-». primitiva, il corpo Chiesa nella « sed modo: calice, qui parere, per ipse accepit panem e resur- panis percipit de corpus per il sangue e Dio a e calicem, nostra creaturam. aeterna, « perché ; teneva il corpo carne il mio la Chiesa Lione, di realmente sia che prima vescovo est invo- indigenti, quomodo vita et ex corpora questo fractus est demonio dal o la qui pane, gli avversari passione La che secondo d'Ireneo, notabili. fu de e confutare a et quasi in scrive qui carnis nutritur? Christi poco sic non substantia, Dei, eius, sunt quae Eucharistia corporis Christi, et uostrae donationis esse corpore E carnis consistit et sed sanctificantis sa?iguinis Eucharistia corruptibilia spem ci, et sunt. et enint panis, sunt calix predieta panis, percipiens coelesti; libro Ergo praedieantes terra a non Eius, mixtus et ergo est autem quinto fit Eucharistia Dei, sole iam donationi agentes offerimus et offerimus : Eucharistiae, communis terrena Eucharistiam habentia rectionis qui est non constans percipientia et enint quae et alitar? sanguine et imitatevi et devenire corruptionem offerendo nostrani: Quemadmodum cationem Domini sententia est communicationem congruenter i?i cameni abstineant, ani consona confirmat VAI.DF.SIANI corpore quae mutent, autem rursus dicunt rursus percipere vitam, aut DI soggiunge: appresso poco Quomodo 71011 LETTERE - E cosi parti del credono cosi indiani ha e tutti gli II fedeli altri secoli si e sparsi divisi vedere può la dal Benché avete materia dotis dice né ad tantum la vedrete, De' nefanda illa, missaiu sacerdotis, mereatur remissionem ritrovarsi mai questo senso, Quid Item il tale per de' Bucero dell'altare, nondimeno atti e potrebbono è e attri- rato openobis afferma antico non moderno né Chiesa la in molti uno de' poi, colloquio devono Or E di molti conosciuto il smnus Deo suo ratisponense, E, ». ciossiacosaché con- siano del giori pegche '1 Sacramento del più stampati non perché manifesta errore, il tale se Signore, quanto cosa ». se po- malizia, per del nociuto ha lui, ciusdem condannare; vedete discepoli. servi anliquissimum mutare principali impugnatori giudicio da sii o nostri. unusquisque « pudoris memoriam corpus reconciliati l'orazione condannare ob et nos, offerimusque medesimo, «Suscipe, Uomini unde ignoranza si dicimus: Christi aucioritate per maestri egli del messa abusano. per cuius propria molti stato il potest, la ella mali falso sacerdos offerinius Iesu sacrificium dice Ecclesiae questo libro opere cosa missae Ubi guaiti Christi, union come abusa parimenti negli quod existimare tolius morem che nel ex Chrisli commemorationem, passionis per ipsius canone et ascensionis tneam certamente, facile o in facile sangui?iem, ?iobis quod né crede non gli autori, qual autore oblationem, nane venerandae Ma in resurrectionis hoc memores alcuno Nonne plura? passionis, La ». sacer- soggiunge: e Trinitas, sancta da cosa Contareno sacrifica peccalorum detta operaio sacrificium esse aemulo luti ve quo scilicet questa calunnie, mere qual il cardinal « del d'essa. in opere la superbia l'oblazion sono ex « avversari gli la cosa la realità dimostrano come eziando accusando che cose peccalorum: afferma come qual appongono vaglia messa la d'impugnare delle universale, sacramenti, buant et la che per Per e tanti già grande sia avversari gli remissione™, chiesa e che e latina. nell'Eucaristia universale dir 77 quanto ch'ardiscono sapere a DESIAMI AI. Chiesa mano Cristo di Chiesa sarebbe come con coloro, a alla della toccar sangue \ parti dell'Oriente, le commerzio di del e corpo DI tutte per e temerità LETTERE - s'è in Zuinglio; ritratto, Argentina, e ;S II afferma che dottrina esso farsi si dalla di usasse esse in de' suoi buona, dalla accecati delle fatte novità la vita: dalla ganzia e fa e di molti che Dio da noi, signor E questi pericolosissimi ne ci lasciando paresse, con edoce David: me, a « quia e a mio, indurre separarci Vias tu tuas, es Deus quello Dio cari; scogli, da ragione Domine, demonstra salvator meus con a tenuti per superba credere idolatri nimico preson- di verisimile Cattolica, senza sono in naufragio cospetto mìhi, e vera essi, far chiesa »; che contrario, loro che della l'usanze e e nel della Iddio, umiltà, tanta vogliamo dall'unione arro- Signore è, per alcuna, Chiesa questa credono umiliamoci nando condan- comincino che questa non se Da quelli e nelle della uso e ingannati s'indurano condannati sono seguita chiunque zione. non essi credono religiosi, pii odiato seguitano; e cosi la roba prossimo, e sono l'onore, dogmi tutti rigidamente da non i facilmente inganni Nostro spirito, nimica e per opinioni. liberi di le riveriscono impii, perché loro temerariamente si coloro, del hanno la imparar- d'esser più e persone perpetuo e gli dolcezza giudicar cuore di zeli le perder censori delle servo i suoi ognora senso amari carità dal veramente e si condannando Chiesa, che l'universal allora immaginar cosi e loro novità nasconde di pericolo Bucero immaginazioni, si quando si possono non questi s'astengano in acerbissimi non loro scoprire, diavolo; impietà da e doni dal e da loro delle superbia religione, da allora diventano e chiunque umiltà della nelle non observatum vogliono non ciò egli del quelli, che amatrice qual mettono e carne d' e si perché falsità, e La difficili sommamente di medesimi umana, antica Varie « che e afferma e ritrattazione ostinatissimi stanno zelo la molti dai adorare, dice: è Signore, chiesa nel si comunica, che nostro nella solamente Questa superbia il falso sotto che niega, ma comuni. vie Né dottrina, si ma Cristo, si dee nondimeno ; e falsa la di la che noi, con colui, a esaminar ad protestanti d'accordo sacramento veleria. aderenti stati sangue osservare, Ecclesìa imparata vero loro. parte da' si esibisce santissimo in questo Egli il e corpo eletti sono dell'Eucaristia vero VALDESIANI DI gli altri, e religione, della sacramento il LETTERE - et Dio, ch'ella dicendo semitas dubbio saremo tnas II esauditi. le in e giudicio tenebre « la qual al Di Trento, scienza sia il dimanderemo primo d'esser per lo di in gennaro non spirito sempiterno. mdxliii. saper di ci accosteremo del perderemo la luce ricchi tenebre « e Amen. beati, tutto » non si e le saremo preciosum separar Cristo dicar giu- abbandonati talmente che mcw- volendo dove, saremo l'altra, senza gloria Là suas». persuadendoci diriget propterea contenzioso miserabili, e qual e 79 ANI umano, odiaremo e e, », miseri poveri, vili', luce vias discorso col carità, la e mìtes secolo parti VALDESI Dominus, rectus docebit questo delle DI LETTERE et divine cose Dio, all'una il bonus iudicio, in suetos da Nani « - può a parare, im- So 11 LETTURE - VALDESIAN1 DI Y Flaminio Marcantonio all' Gode Galeazzo illustre egli abbia che felice La il Signoria Vostra diede reverendissimo al confermare di vedete, molti sono non nobili; molto confondere i savi, confondere per mondo che sono mi vili »; dico di pare molto particolare quanto da Dio, è figliuoli di Dio, grazia in '1 è e stato Signor, la sono, Signore il qual la per Dio abbia che seminato quale a che le a ha vivere spine, nel cor cominciato perfezione in voi un a animo nobiltà suoi figliuoli. ha ricevuto i piaceri il gloria laude tanto della e ai ganni gl'in- l'Evangelo, del- seme Benché a nel si conviene come suo. sia d'una Ella cioè favor un Ella soffochino non parole, fatto che del quelle notabili fede, viva il favore mondo ignobili orna non per del che egli e vera l'ambizione, crearà queste voi mondo distruggere per san potenti, del volendo nobili, di fra che cose io Signoria, guardando voi, la condurrà sua, non più obbligata ricchezze che buona il Vostra la veggo delle che che le ficazione rati- una scritto. deboli cose per Signoria parole molto stolte eletto più particolare stato tanto ha ora, quasi quelle non le considerando che a eletto Dio e facendogli, incomparabile, E ha e Vostra vocazione; cose ancora m'avevano io la carne, quelli pochissimi di numero certo che, signori le ma signori: è di Francesco, me, quale vostra eletto quelle vedere predetti ha sorti, e altri considerando Dio e le le e Dio ma a allegrezza, nostra secondo savi, Giovan solamente fratelli, la vocazione santa signor lettera, la i colendissimo, «Voi Paolo: il questi a sua che quello mio Signor e d'una degno della e non questa accrescere e fatto m'ha legato gli indica e percorrere. Ferrante allegrezza luce alla diedero mi signor grandissima da via che nuova, gli occhi aperti) la Caracciolo mi sua rendo l'opera gloria generoso, della che, Il si come l'addietro per de' il decoro la vostra a' quali conviene santa la in e in Giesù per e le tutte Cristo di Dio: è perciocché, che egli David, figliuolidi il occulti sarebbe piacere che una che biasimo ad e naturai croce, le infamie perché santa membri le del non le di e dei Cristo, italiani del nemici derisioni che la altrui Dio? loro Cinquecento loro - Se i. quel tutti ma que dunche Dio a al piacere più Cristo, unigenito patire acerbissimo della di Si sposo, suo solamente non Cristo che, tollerare signor mio, armiamoci derisioni; di i il Dio. mondo vorrà mondo, compassione doni che ella gloria di dovendo vergognosissima sposo? del delle abbiamo Dio per cosa Essendo cosa se è dispiacere il tormento ma noi ridendoci di a dice giudicio del e tre men- come operazioni, voluto ha mondo, derisioni il nostro Rìfoi~mat"yri Dio, il uomini piacere Dio, laonde cuore. agli nostra, vorremo calunnie superbia, di piacere, Giovanni, san giudicio, nostro stimiamo tosto gna inde- appresso quali, gli occhi dilettissimo suo Figliuolo e se l'anima Cristo, a allegramente contra più meriterà che noi E, voglia loro eleggessimo se mondo? sposa Dio a il nostro, al altri per piacere ci non cosa in i le nostre del in vanità; a tutte Cristo, veramente del innanzi governata vogliamo Cristo medesima profondi pensieri e per credere solamente non impossibile furore possa .fare stima parole diventati gloriosi esser per della vandissimo, osser- vostre alcuna noi se vita dispiacere agli uomini, a Giesù sempre aver vede quale gli Dio quale mondo di pensare dimostra vani vilissima e Al né mio memoria, spirito loro quella siamo che gloria degli uomini, la più dire né alcuno cerca sono stoltissima del come che dallo le tutte questa e disponiamo ci gloria impossibile Dio: Cristo. di che la fare in ricordatevi nostra né imitazione disprezzare Signor figliuolidi leggieri necessario in cielo. tutta del perfezione in terra pensieri, vare conser- figliuolidi Dio, rappresentando operazioni nell'anima della è i vostri vostre conservata lascerà tutti e la in porrete ora de' studio ogni viveremo quale cosi il decoro con esprimendo divina, e mondo, conservare imitare Padre, del studio il vostro tutto ponevate in Si VALDHSIANI Di cavallieri diligenza celeste LETTERK - alla suo anzi, loro santo d'una come cecità, lume, veri gando pre- che 6 82 II donato ha la resiste della e che ella vita eterna; essendo certi ella viva, ma non che umana della preciosissimo santissimo la Sua la il dole fa quale Adoriamo Giesù spirituali per di nostra carne, nostro Cristo mortificandola Moriamo, anzi, la siamo se Cristo con viviamo acciocché mondo, nostra e risuscitati ritratto bello e più sia e potente. de' veri gli angeli, vedere un fragilità della natura umana il voi, Oh noi la vanità di séte le al Cristo; noi morti un signor insaziabile cose un cellentissimo ec- più tanto di Dio quale, considerando tutte in e già sarà occhi il piscenze, concu- Cristo di in anzi agli della lui, acciocché esso e vostro, sue Giesu a si vegga voi veri medesimi giocondo cristiani, e spirito ritratto quanto che pari e vittime come le con con qual le conosciamoci cielo celeste tutta in occhi agli in Cristo; di maraviglioso ricco tutti ascesi e conversazione Cristo, di consecran- sacrificio un nignità, bei rei. sopra esso e suo ineffabile Anzi, Dio a noi '1 che e in lo a felicemente membra vere viva volentieri mio, pegno verità, e facciamo noi, morta che i buoni a buone non sua crucifiggendola e morendo signor la Signore. nostro di sempre offerendo e predestinati Mostriamo spirito pontefice celeste, questo acciocché, noi. core frutti, conseguente per sopra in Maestà i vera, ma imitando e il sole nascere divina del tempio membri glorificato sia nome la faccia e feconda desiderando Dio, giorno felicissimi di tutti felicità. eterna nostra mondo preghiamo fede e destinati pre- del diavolo, e finta è de* questa la fede, nostra divina, legittimi figliuoli di siamo la salute veramente accresca terra non ma del dolcissimi buona acciocché, siamo opere, ci quei nella ha colendissimo, che nostra produrre suol mio eterno nell'anima produrre Chiunque suoi essendo Cristo, per persecuzioni signor Padre il nostro notte patire in e sto: Cri- de* e Cristo quale di demonio di il membra le e del gloria di alle Però, carne. in Cristo. con facilmente Cristo luce, siano tenebre, delle prencipe malgrado quali godono regnare a e i suoi, figliuoli della perseguita finalmente ridonda membri del persecuzione, qual ministri, fede ministri VAI.DESIANI diventando servitù misera suoi questi con DI noi, acciocché, a dalla liberati LETTERE - bilissimo, no- tacolo spete di la temporali, Ni II Tua è, Signore, vittoria, cielo terra, tutti sopra sei in e di tua qual cosa inclito. tutte i nostri; se tua giorni fuggono ne insieme che sotto la potente tutta la gloria, della grazia si glori io e la dice nelle del in ricchezze e colui '1 simo bontà, servo facendovi del finalmente cosa con le lui; di di peccato il suo maniera vive nel séte entrato abbia usato vostre vili Si figliuolo d'ira unigenito che, come nelle piacciono vi di la del dice Giesù san cose carne Dio, e riatevi glo- cordia, miseri- sua la conoscere figliuolo Figliuolo queste regno cittadino », vogliate, della voi ciocché per- misericordia in facendovi tenebre, nobilissimo il ricco plebei, gloriar e regno con presso apsua, me glori nel doni sapienza la a Dio a Signor gloriare, non animi dovero conoscermi; cose di agli umili, glori nel carnale. che che Dio vostro illuminando sua nobiltà voi, ma volete della i beati il esercito queste gli Dio nella si glori quale hanno nella vanissime peccato: che che e il vi adunque coloro si gloria, pregate da dice parole né terra lasciando da il savio padri potenza solamente fortezza, perciocché terra, Se glori sua si comunica i mio, umiliate Maestà, Queste Signore, il Signore. vilissime chi vi siamo cognizione ricevere per si Non nella sono fanno come superbi. « il forte giustizia il i ma divina egli signor tanta re dalla che della incomprensibile gran Sua quale Gieremia: ricchezze; sue la sua, dia vi della e O tuo possiamo tutti sopra dimora». che ti come la nome perciocché un'ombra come la potenza tutta vacui a né di mano dato: Per quello, e forestieri, si e questo con tue, t'abbiamo Dio che mio, sono il Tu potenza; ciascuno. lodiamo sei gloria. la e di e popolo Tutte temporale Dio, lasciandone il alcuna Signor bassezza vostra è sono senza il continovo di ringraziamo presenza nostri l'imperio e ti ricevuto, virtù la in tu e è la tua la e sono il regno, ricchezze, è quali le cose, gloria, la e Signore, mano cose? queste nella le tua chi e le è, sono nostro, abbiamo peregrini e Dio potenza, tutte grandezza son'io tua mano la è Che promettere tue la e Tuo tue. tutti; nella ora, VALDESIANI perciocché sono mano DI magnificenza, principi, i Signor nella la laude; la e LETTERE - di suo, cielo, Cristo Paulo, vilis- dovi donane ogni il mondo,. II la vita, la Questa esalta la quale di modesti immoderato di il tutto mettere volendo Dio conosco abbia che la mia e deliberazione, ogni sima pregando mano, di faccia diventare, spirito acciocché e Di ch'Ella la la con non povertà signora il è grazia ricca la faccia e Viterbo, il giorno xiv di febraro del xliii. gnoria Si- Vostra ama e gratis- avrà di Iddio, Signoria rendissima reve- le basciano la Signore Iddio lunga di ricchissima sempiterni. che la gran castella voluto ho Pescara meco nostro di sua, di spirituale con parlare, di marchesa il cuore Sua cienza, insuffi- non Signore il di Signoria Cristo, suo. gentiluomini tutto con in mia e fatto favore volta legato l'amor la Vostra manderà gli e udire di ho per questa spetto ri- colendissimo, Signoria, fratello effetti altri studio, Vostra desiderio illustrissima la ogn'altro mio per mente final- e Signor reverendissimo che gli questi e il dilettissimo con e salutano, 11 occasione, mostrare poter la forza dell'amore dobbiamo conoscendo Ma venti fer- imitazione conviene me a forti speranza, mondo, imperfezione maestro. non suo di grande che maggior come vano. perciocché, ancora discepolo esser quale nelle avversità, del cose umana, umili vacui Dio, riputando lettera mia la di nella e alla instituto; più ognora Cristo; superfluo mio al nella delle e studio, ubbidire io contro di nostro questo, a medesimi imitatori veri stabili dell'amore pieni noi nelle quale gloriarsi fa ci pazienti ognuno, la per volendo Dio, gloriazione prosperità, verso nell'orazione, di nostra. superbia la è cosa dell'anima annichila cognizione ogni e cristiani, ai Questa nella benefici pericoli, si e medesima. se felicità conviene Dio la contro in si gloriazione future le e unica Cristo, per s'innalza grandezze, presenti cose misericordia la confidare nei e di sorte si e Cristo in vostra le morte, 85 VAI.DESIANI DI LETTERE - 'beni più che povera temporali, de' beni vini di- 86 II LETTERE - DI VALDESIANI VI Flaminio Marcantonio Lo esorta perdonare a carissimo, Cugino della parte vi dato sia da' facilmente; in se ancor risolviate vi volete esser de' e perciocché cristiano, mondo v'ingannate, nella lui di morte lo per da lui è di vedervi in In verità mostrate che di quelli che vita. far di pericolo d'aver la fede ella l'Evangelo. adiraste contro a i vostri nimici non del nelle Vorrei voi vi in fare molto in possono voi coloro adunque medesimo cosi e mai che non far vi con tanta questo altramente noi morto come Giesù, la o esso scitò risu- niamo cammi- sto, Cri- con confessate che vendicarvi? per poco che in Cristo ancora male poco volete Cristo come séte gran Se sepolti con ingiurie, qualche fatto in gli de- medesimo, Perciocché, si adunque gustato abbia suol padre, Se Dio; a verete tro- dati vivere siamo acciocché, voi Se non stesso. battezzato perciocché sensitivo tanto voi vivo è mondo. saranno da cristiano. che morte, della séte noi, gloria la novità perché e nella per nella di vi dovete come vero battezzato, battesimo morte e d'esser ciascuno di mette bisogna, che certo più che sapere mondo al pensate se Paolo, san bisogna morto come dice vi del sarete, nimico mi che che uomo ma sione, compas- più distesamente, anco per mondo, maggior avrete non tenete credere fragilità. Nondimeno o ovunque dal travagli d'avervi carissimo, cugino mondo, quello travaglio quello parlerei cristiano quiete: né vi e Dio. l'ultima potrei ciò non liberamente o del che mia in molestia niego non della dico, d'essere pace affanni esser Vi uomo mai dirvi Dio; più tempo. sia, fiducia aver fermo padroni conscio di Signor nostro avessi che io rimanere cuore si Flaminio grande per de' che ad e con tengo e comunque ma, debbo letto servidori, essendo non ho lettera, vostra ricevute ingiurie le Cesare messer a dottrina effetto nessuno mente sincera- accettano vergognaste altrui; stiana, cri- e vi perciocché ingiuria né tanto II danno, se Cristo, di Spirito dar vorrete non Dio e vero è come tutte non infamare cristiano, dovereste danno che e dalla infinita sua niuna manda benignità esercitar per la vostra assiduamente grande vostra con non che si in cosi voi Creatore, Dio usati da per purgare E imitereste si volse in furore; aspro infamato offeso e di Sua Maestà l'anima il il maledicesse. quale, dicendo E dalla Iob, superbia essendo che essendo di vi Dio strani che percosso tutte volte non di ture, crea- il stro vo- peggio, e istrumenti come e le volte tante la sieri pen- pieno da vostra dalla maledetto avea la umiltà quella prometto mille mortificare rere ricor- arroganzia, cosi tuttavia perseguitassero, per vostra David, vendicare, vi che cioè siacosaché, superbia. Concios- perseguitato meritare vi non di conoscendovi offendendo per scoprirvi per parte ma, e come necessità verrebbono cristiana, spere pro- giovarvi, notabile minima una siderando con- le dovete che per suo, una faranno cose tutte credere gran voi vi ne confessareste coloro, amereste la vostra e professione d'esser peccati, degno avendo all'aiuto aveste alla conviene entrareste l'orazione le padre, darvi come vedendo voi a Dio, ma per non quali, Tutte dovete per cristiano, vostro pazienza, regnasse Se cuore. è secuzione per- Cristo, odio, che di sostenne paragonata a' non ; veretto, po- volontà, sua vero nuocervi, per impaziente, cosi sareste nel non Dio essere, imperfezione se a volontà se degna tribul azioni queste voi a caso. e, sua; la e viene per voi vostra di fratelli? da vengono mano far vostri non la amore governarvi vi cosa vi che d'acqua, per per e saperete avverse ricevere loro a in crocifisso, salute vostra compassione portare se la voi de' Cristo cruciati, nome, ingiurie le utilità, grande santo suo abiterà non di picciolissima goccia e contra pensieri. Risvegliatevi, per tanti dell'oceano; il fanno si quale vitupèri, che membro séte il una sostener vorrete vi affermo, fieri signoreggiare spirito maligno lo cuore cosi a che tanti l'acque con che luogo uomo, ingiurie, tante vostro quale, considerate e vero il lasciando medesimo, voi nel vituperosamente cosi lo fate vi quanto 87 VALDESIANI DI LETTERE - vivezza e presonzione. da comandato dal di Semei, che diavolo, non stui conon 8t" II dice il diavolo che m'ha Signore ogni cheti stanno che fa Dio che prevagliano impii che tocca la giudei i e i affliggono ci che afflitti,consolazione siamo purché il aspettando Deuteronomio che Dio di superbamente, da rigidamente e difeso, bene a se Sua io vi dire, a confesso la senza loro ogni virtù dico, che nel e fondando che può Ma non noi le non agli amici, il che è cosa la Padre volte ricorriamo parenti; e facciamo a Dio, ci nel ogni ma suo dal cosa il ricorriamo disperiamo, bene Giesù che Cristo queste cose pratica. Anzi natura corrotta che, il diffidando solo quale fedeli; ai concederà a dà Colui, benigna Dimandiamo nome. Padre di Cristo, impetreremo. contrario: alla punito favorito promissioni nelle tutto l'ufficio facendo in possibile che maniera lei, rendendo e coloro, ci mente, viril- e a Colui a mentanee, mo- nel lo averebbe nostra a derà ren- siamo usurpa direte alla suo fede nostra si mettere a fede dimanderemo mentire; più a' ogni mi facili con di comanda ci pii, espressamente operare forse sono ricorrono che adunque, ma quale portiamo persecutori impossibili quale ci quale difficili il abbandonato come Ma molto Dio, promette cosa li suoi i tocca tribulazioni le ingiurie la Saul noi, che a vendetta; lasciato odio, sono di virtù, ogni mente che grazia della per ma che e cose guai agli Ma Signore, dice d'esser Maestà, Matteo. san il la proprie avesse orando in espressamente facili divina gli portano che coloro «colui, quale merita e pazienza con male, per sono le Non gli Iacob, santi. per appartiene vendicare vuol chiunque de' pazienti, purché lui a che e alle e contra afflizione, Il pendo sa- che vuole carne Esaù eterna Signore. stimolo, Dio dice », vita la e si conseguente persecuzioni, alla pii! perciocché affliggono, dico, allo il Santo mio pii: ricevono, per mondo Abel, dell'occhio pupilla dei figliuoli gli flagella. pii, quanto contra mano nelle e come contra e contro questo i Cairn quelli, a in contra come David, contra il calcitrare favore, quando ancora temporali? Signore, ingiurie nelle cosa gran voi impii dura è gli uomini del «La dice: ma fanno mano pazienti VALDESIANI percosso, Cosi ». santa e loro sapete l'abbia tócco... dalla cosa DI LETTERE - nelle nostra ci lamentiamo, zioni tribula- prudenza, minacciamo II chi fa ci siamo oltraggio, con mora fede in la Dio, essendo cristiano, quasi e viviamo ci gli come santissimo suo vi mi Io deliberato; mie del insino d'ogni dignissimo possiate a darà fortezza al Signore. Di Roma, alti XV di febraro del più mdxliv. Dio Dio, il vostro giudei : acciocché il etnici che fine Signore, cuore. non che e avea le per parole non considerate vituperio; darà Aspettate sostenere. Esso Dio e nome vituperiamo cristiano, d'ogni de' come forse Pregate e umile, e dover qui. ingiuria paziente mansueto, che il Evangelo, scrivere pento, sione profes- e vituperosamente ne nostra usurpare perché e nello la nostra turchi suo mondo disteso me avuto de' al vivendo sentimento più darà acciocché del sono di e nimico nostro la vergogniamo chiamati uomini non ma d'aver séte abbia Cristo, peggiori e nome, pubblicani. ci non simili Cristo che poi '1 orazioni, nostre di vendetta, la purché le sono fare del morire, imitazione nostra evangelica; di Queste noi. esso modo il contenti »9 VALDESIANI DI pensiamo volte spesse LETTERE - e alla strate mo- che rete divente- tentazione, portatevi Aspettate lorosamente. va- il li 90 LETTERE - DI VALDESIANI VII Marcantonio Flaminio Della penitenza del Per dico vi mio, fanno che mondo profession della factis appartiene non avendo mentre fede, né sia riconoscer santificato, orazione la con d'orare è Deum mettendo nella Dio, misericordia riconoscono divina in Maestà, cielo. nell'ultimo resurgere niteat vos molti remission da igitur altri de' il Dio, se Luca: san si non « in peccatorum convertimi luoghi peccati, si /ti, ut della comincia hi omnes in, dice deleantur Scrittura, dalla in quando fede, terra Sua come peccatore però nomine non scritto è pati eius gentes al storo co- della Christum Oportebat degli apostoli, capitolo et '1 A con gloria pente: die. et praedicari tertia confidando e orano cosi che damenti coman- Signore. la volere suo cristiani, dei perché considerare a remissionem Atti fatto avete mortuis ac negli in sia la modo qual buoni e nostro desiderano e fatta santissima il peccati, Cristo nome factis confitentur et loro con suo sia questa pii dominicale, padre, di de' volo, dia- orar che cuore; storo co- del ma '1 nell'osservazion Giesù per per che e capitolo Pietro E Dio perdono a nitentiam di Appresso impetrar può pentendosi Dio col veramente e l'orazion dir «verbis studio che A perché, possono né ben Altri sono né suo, già non Cristo, di con- Paulo. san desiderar possono verbis dominicale, vita, il regno principale appartiene e né ma che quanto di padre, simulato. e il loro e costoro bocca, vano in », che pensieri venga dice sono non d'uomini, Alcuni « come Ulisse messer maniere l'orazion Cristo, per che né Si volontà. sua Jiegaut», di Dio due religion cristiana. mutano non magnifico si ritrovano propriamente Spirito lo noster. richiesta, autem Bassiano interpetrazione retta Pater vostra al che jitentur Deum, non alla rispondere della e Ulisse messer a ». popolo: peccata si penitenzia. poe- E san Poe- « vestra parla et ». della Appresso è II 92 misericordie, lo perdono, dimandò che noi vogliamo fronte che Dio, ci il Adunque suoi Cristo, Dimitte bìtoribus Figliuolo dal ricevute hai Tu : la A da me adunque che dal altri, non v'ho le ingiurie con esso Cristo, tuo cosi tu difficultà, vi dette che molesteranno di sopra. per noi e, la si mera più, lo i nostri misericordia, tua noi voi. se che mediante fatte perdona vorrete e Le condo se- debito per schietta proponete quelle noi, grazia semplice, genito uni- l'offese noi hanno come de- il tuo mio, Signor ci che cendo: di- dimittimus nos mio, alla sua perdonerai noi a Signor Ecco, esposizione questa m'inganno, cose noi. usa promessa quelle Tu dimanda perdonando che, fatta ricorre fede, et « perdono l'orazione la sicut dicesse: promesso perdoniamo pare tutte ha da agli si come talenti? il con fonda nostra, prossimo, nostro tuo, prossimi è orare simo, pros- dimandare dimandare d'essa sopra debita ed ci ricevute spirito e »; poter per al diecimila che Dio di amor noi di volendo perdono, danari possiamo debito un al per cento considerando e nobis nostris noi Dio, a di fede penitente, infruttuosa, di « con a peccatore è promessa e se l'odio e s'oppone perché, che che l'impenitenzia debito il rimetta peccati fede senza Dio: a che l'impedimento, dirittamente rimettere che con de' peccatore all'uomo peccati via cioè odio qual i toglia perdono, Il il non egli d'esso prossimo. il VALDESIANI rimettere a purché incapace fa verso a prontissimo è dimanda DI LETTERE - doniamo per- noi». a vera quali, considerar libera e se non le II LETTKRE - VAI. DI ANI DESI 93 Vili Colonna Vittoria La invita recarsi a del e Illustrissima cortesia trovai a umanità per di di malissima ser Luigi causa Priuli carità, senza Si che, che obbligata, un io se la per può averia si troppo: lo ho lo ho fusse per visto messer se Dio dico scusato; ma non Luigi la per solo due Priuli ottimo volte ed il poi signor cosa. spirito che mi che e del mal corpo governo or E, Carnesecchi, che di la se che, gnora siche or avendo imparare comunicato, rarli deside- occupatissimo Flaminio messer venne; vire, ser- spero bisogna è piacerli. com- Signoria cortesia, li ha Che loro. monsignor, il nostro ed massime mezzi dato posserlo lei, anzi con ottimi di per qui, qui? esser zione affe- averneli quella cristiana sua conferire necessità gran non ragionevol potessi di che cosi con Dio di sin della tanta Sua a desidero se mes- onorarla l'altra concesso a tanto grazia quel veramente non iìexibile di di accettare cose vedendo e Signoria mai consolazione mia dell'anima Vostra le sono superstizione, per stato più poco assente sarà, è che di com- mattina preso di gior mag- che tiene, desiderio ed partecipato causa Signoria io, zione consola- un'altra questa ha Sua mia, salute che piacere, continuo signora l'una mi non e sarà col periculo,-pensi in era che a parere della reverendissima detto sia perché presente, ha che altro, consuetudine, ogni ho ne non cardinale abbia ne Signoria Vostra grandissimo con io che che molta signor al fecv mi sa dato ha cose oltre Fundi reverendissimo, che me Signoria in mi or suo rivederla. viddi buone si certa voglia con lei, ed desiderio il vivo Vostra la perché, una Vostra Signoria e e cioè perdere a tante di sempre che monsignor satisfazione, mensi in signori, altri quelli non se mandare a volta prima Polo mia, Gonzaga manifesta le e cardinal signora Dalla grazia. Viterbo a Giulia a si che, e non se io starei non male- II 94 E saria certo di sua patria ben informata, qui, se a di me lei, ha Viterbo, S. sopra n'ho vedrò, da la questa San Paulo, bisogno: piacendo a 8 di Signoria ch'era Dio. di e molto più ne li ha ed verso il bacio tutti che di piacer la mano. 1541. mandato desiderata, la che dicembre di satisfarli, di monsignor longa, si sione occa- pensando, di è passando monsignor ha E, più troppo, a Vostra però che voluntà lettera patria e, ; a servirla. ottima pur che dando desiderio, di e assai pure la poco un celeste vera mesi, Caterina, Santa inceso più lei transportato in Ho far della di il revedesse signora che par Signoria di la giovare effetto grazie mi P. un in ardirò non potria firmare Vostra a Di la or ricevere scriverli che Lombardia, li VALDESIANI DI che mostrarli scrivano LETTERE conveniente che potria di " ringrazio, la e e zione Esposi- più da più quando me, II DI LETTERE - VAl.DESIANI 95 IX Iacopo Bonfadio di Bellezze inteso Ho ha sia alla morte, del fuor di ordine i romani cosi E terra lo dunque con un intimo affetto Chiaia col rive, quella cellenzia; nel e rida. tanto quei Ora, lodata, cuore. mare, Mi bella la da tutta mille ricordo o mi di mostrano e ogni la vitali che Ella fusse spiritise volte per le la lo si imperio della d'ogn' seno Vostra e, allegri torre intorno moltiplicherebbono sua d'ec- grado con spaziato può sito, quelle alto fenestre partita cordare ripure non quel più la vista volgesse innanzi fuori, Napoli, alle Cosi vederla piacevolissimamente parte stendesse di or spesse signoreggi natura con confessiamo e un vivere Napoli. par in Signoria e in paese, dentro e Signoria quando lieti giardini, ridente che pare E di estingua Vostra Pusillipo. Monsignor, Vostra se quel si eravamo cielo, beneficio per non come dal loro ristorarsi compagnia. primavera eterna là felice quando delle Iddio, Toscana. a quell'amenità signoreggiare, noi al e soleva, tutta nondimeno negare; attenda sospirare è di regolato complessione; cadde tempo per vissimo gra- causa Doveria Signoria virtù Dio bel Fiorenza vero: di la con ora della che con Vostra cosi lumi presidio allegria fussimo di nobile che statua, letto, Vostra quanto altra troppo del come con divino. suo farà, acciocché col ci vita di l'ha debbo, come trovare so è e stra Vo- quale fuor è stesso me che la non sentito, fra che non quella primi ho non l'animo la de' uno quella se conservavano conservare molti. governi, dimostra ben il che Ne ancora temperatissima cosa sue, che e Flaminio acutissima, considerando e, si vivere febbre Valdés. del morte Marcantonio pericolo. ogni infirmità tante il in è la per messer una dispiacere, Signoria di avuto appresso benché Rimpianto lettere per Signoria condotta Napoli. Carnesecchi Pietro a di da per quel intorno Signoria 96 II più di disse volte Iddio ci che certo, Y sopra i tutti suoi divine. che beni tanti facciano di Però al insieme a volta un tante guerra salire me che non Dal lago lettere e corpo e faccia. di Le alla di Garda. vita, unite perché mi io ch'Ella la mano. desidera. : cosi Nostro stava cose egli signor, più più quando che animo, un tosto egli dubiterei lasciassero potessi maggior perché in ticella par- delle e in e corpo, verità onde stanza, poche: bacio del par, quanto e se me sono cerchino, averne vivere, A virtù l'animo incresce prosperità quella ammirava. faranno una la con Marcantonio, sciato la- parole con fuor come ha ne nelle magro; delle messer e con Vorrei che quasi s'ammutinassero non goffo. con l'amava e e Valdés ch'egli David, e questa, signor Reggeva contemplazione alla di fatti ne' debole suo il a parte, stata scritti, uomo. intelletto, puro altro ogni dubbio corpo que' i Salmi e È perché e compiuto un condoglio Mi mondo; Paolo san senza il sollevato sempre di Era col e al e d'Europa, consigli poi noi dall'altra morto? è Piacesse volte. più pensando Valdés signor a Epistole dell'animo parte '1 uomini fede. pienissima invitò m' e Benché, e rari VALDESIANI tornare, che poi dei un era volervi perdita gran DI tornassimo!... noi, andremo LETTERE - possano, è sceso. qualche interra come gnoria Si- Vostra esorto Signore le dia II LETTE - RK 97 VALDKS1ANI DI X Gonzaga Giulia la Smentisce conoscendo pur Mi le detto ha il papa. ed fare per uomini neria tanto più mi voluntà torto conto detto di Sua se dubbio, al Ed parer Riformatori 21 maggio del 1558. Cinquecento - I. paesi riformati, Paolo è IV nei e poi piace, perché una son cosa Dio proprio più tempo mio, non molti lei Carafa lassare ed cosi son sa come E la il papa di te- e opinione, l'aspirasse. è non diversi; ch'essa lei. Morone che ; per di riguardi seguire per immaginazioni il cardinal nullo. Napoli, che eh' è non Santità. li seguire quello contra altro, senza ingannarsi, mai che sopra conveniente di che quello fondate ad un'altra ha Giulia Dio mutazioni gli farne donna nei fuga sua intenzioni buone poco Faccia facili della voce Carnesecchi Pietro a scrivere non poca hanno per 98 II LETTERE - VALDESIANI DI XI La medesima Chiede Signoria Isabella Signoria che volere simil suo, tante crede poi giovare, per Napoli, [7 Giulia, febbraio il forse hanno Ricordesi che donna che forse che che furono più si baie, la togliere 1565. viceré me di lui abbi il che quel l'animo levare maraviglia detto cosi essere: gli fare, delle a me. lei che temevano già a Vostra come non di diceva per l'ha può né perché scritto ha quello vero qua Vostra Mario. mondo, voglia che che del gnoria Si- attendevano signor fu, non mi che sia che persone sarà causa basti. cose, volesse la la questo le Credesi quello per di triste peccato. utile; detto, stato tanto nullo di Vostra che Saluto del bolle che quello modo, certo che so San verità la quella inteso ho in intendere sia abbate cose conto a esserli fussero molto e crede farmi che stare non Galeota. di signor le valdesiani, alcuni Mario patriarca il ma pagasse non scrive di Del sa; ch'el Signoria non pò remediate erano mi che pensa. ne di di manchi non Brisegna, non notizie specialmente e Vostra dà e medesimo al persone. fuor è fatto saper altro; per cardinale a chi Cosi li li IOO da che si egli sia, si ed pio un in da avvisamela; di detto più che e né col altri che nociuto aria Dio lo similmente di suoi Priuli che quale si ordinato che stava del fallito a Sua che fussino bene La li saria aveva e un di che l'onore perdonarli si ormai può del e Rullo potria ma nuovo, dubbio con Priuli il chiudere essere dovendo questa, suol portare dato trovava scrive li Rullo quivi ed aveva ed alcuno. cavati con dei sempre certi non lui. del 12 essendo sato pas- della meglio stava Roma, disturbo Del che termine di Maestà Priuli signor regina l'usanza pagati. si del quali le per solito. ben di avanti lettere cardinale non nulla e secondo Del tere permet- senza bisogna pur persona. d'Augusta, avendoli del Orsù, dal abbia non voluto spada, sua di mente che qual quella ritenuto stato né la mente, onorata- di in bia ab- 1559. son qui, la lui egli d'Inghilterra. e Ci quartana, l'esequie dire cosa gennaio - minor della l'ordinario Poscritto.. sua da Fiandra Venezia, che armi, dell'animo, men di vedendo sarò mancherò più penna, che più che fusse fusse le la con di venuto non con cristianità. non qualche oggi alli e ho non intendessi lettere della se altro intenda che era collera, il papa molto dall'opere, giudicare arrivare lui al nemico piccirillo a in son li nova- alcuno non più degna che effetto, castigasse beneficio e come quale castigar saputo scrive in fatta aria cattolico, re mi sono intendere giudizio da e quando Signoria, finalmente né santa, mio a E dovere spero che cosa, Signoria Vostra fare, che fatto che d'Inghilterra, Vostra come d'amici inteso ultimamente. di non ho non cardinale amor per benché né né che del curioso quali bene E, stesso. se quelli a dubito Ma coppia rara comparare li scrissi notabile più ancora una Inghilterra, di che di troppo sono modo l'amico. verso poco che poi alcuna cosa dire in particolare un certo un morti mente di prometta a VALIJESIANI DI affetto amorevole torno potersi LETTERE - stato timo l'ul- promesso di frare assecurato il detto eredità Nella argenti, dice però aveva altro, del se non H LETTERE - VALDES1ANI Di IO! XIII Il debba estasi Quaie di allontanarsi quella cielo, e sorte dice esso, scrivendo quivi parlare parlare quasi mi che quello li vien buoni non ed poi, esso giudizio di Sua forzato son innanzi ch'io stato casa, fusse non interpreti mie delle nelle che sia stato Ed, balordaggine. di causa errore, nella sua fare che tale ho penultima per estasi affinché Vostra protestazione, di commesso di 7, avendo che di nando tor- li confessarò nuovo inteso da mò che quel son errore cifra della sarà non proceduto intenda ho che spontaneamente circa lui però qualche forse Signoria a mò l'Inquisizione costume, quel cose da esser interpretazione nella il mio a fatto venendomi o le acciocché, scriverli nel Pur, altre, che, obbligato essere accurato lettere lui. a fra spasso, a ch'io guarderò mi cosi se di retractazione, bisogno e al obbietto, suo prigione. Protestandomi in secondo sue, molte cervello questo più e intendo, vero, messo per cauto data sarà per sia l'addietro, acciocché, per che che il mio intendo più nella credere oltre partorire simili notato in andare eccellenzia ed di e immaginare possa visto hanno medesima, essere di militudi si- la per né col qual provato perché, concetti e averlo secondo sono, mandare non innanzi ne Santità a di a un che e dice dico, mente degnità della li pare, che la pensieri di Signoria vedere quella talvolta pensare non so ha proibito, unisce di riempie la pioibite, non faccia; modo, qual al pensiero a di di intenda l'ali del che della pericolare si dell'altro, a quanto essendo Vostra poiché bene, effetti, in presuppongo, o niuno che quanto fusse che strano potersi costringere non 11 angelo. un parrebbe in Giulia, ringrazio potuto faccia Gonzaga. avvertirmi in con a immaginazione e con salire quella, esser la verso credere angeli Carnesecchi amore altrimenti posso li donna a io suo carità sua talvolta con Carnesecchi dell'uno estasi fa del colendissima, mia della non ne pel patrona e benché che buona, in atto messo l'estasi, avendo colpa: medesima proibita. Proposito illustrissima de mia senza non signora Signoria proibizione alla essere dall'Italia, Illustrissima Vostra .medesimo la in cifra, luogo che di era donna 103 II Isabella; del quale Signoria, a lettere. E, altrimenti aver come se de in mettere mio nel la dubitando qualche esecuzione del forza ed mi quale ch'io che tanto, è perché che veemente, massime umani presto è grafia che di questo Signoria avendo che, se ne tenere e so donna più ultimamente, per chiariremo. che sia ch'io Venezia, mi non 8 nel la 11 che istarsi Di in che nascano, sia inganno. 1559. se ogni per della Caracciolo tutto quello impossibil ma Giulia, di liberazion de- occasione. basti solo e Dio a non resisterli, pensiero vacilli non non che qualverbi saria Vostra che di conferma nuovo credere, massime tornare in Italia, là donde si figliuola. Ma Vostra che cosa; e rispettipiù per quel a a gagliarda come torni ne per in questa tanto che mi forte par compagnia burla prima gennaio che è verificandosi e è non donna a questo animo, mi Galeazzo sia che mio luogo, verisimile che di restare vero per quella banda; da giudizio penultima, però mutare a esser per È modo dissimulassi lo questo anzi stesso me Isabella, per che certo per del li accidenti pur molto leggieri, paura fisso e quest'ultima. per verità, che e comodo generasse niun'altra ho posito, pro- si fussino che maggiore in che celata questo ogni porto molto casione, oc- di considerazione, ch'io già mai a in li prometto nuovo tale ch'Ella non bene si rori, er- più prima fussi pensiero, altrimenti. scrisse ne ch'io con debile conscio secondo volta il dirlo inclinazione, fondato talmente dir in tempo a miei di tenerli piaciuto rispetti degni talvolta essendo che sentissi sia ho io osservanzia posso questa fosse si fa sentire la ogni contrappesare dirglielo a con mente Dio di molti la faccia curavo intendessi per suspetto Il che l'amore che a tale ritenendomi tutto Dico riserbarò mi non che ne altri avendoli, ora passata quando scrivere. seguire, sopra già me degli stra Vo- causa numeri a Ella fare penitenzia, Non mi insieme, suo la simili che solita è parte gran più accadrà non mio. cioè l'animo ne li caratteri come fusse in stato per perché opportuno, è che mi che ma ritrovati sia, VALDESIANI quello l'animo alcuna ed fatto fatta ho ne scoperto cosa però rabbuffo, poiché DI errore con un sapesse LETTERE - sendo es- parti tosto Signoria può li è stato che di detto, questo Il LETTERE - VALDKSIANi Di I03 XIV Il dei Ancora Illustrissima che donna casi di dal stato sono piglia istantissimamente de potuto cavarne l'animo altro, sia ch'egli ben al è lui che il terzo, secchi, luntà lui ho e volere dubitare è il a di per più volte forte il animo, pigliare essa; debba e per essere mai di di tale necessità sforzato tre più avuto legami, terra, Inghilresta da Giulia per a di di con Carnesua resoluzione o nesecchi Car- possente con perché un perché, Morone, dire sua sia di donna consolare buon ci non sentito ed di morte ruina forme con- medesimo uno ragionamento di stare ch'egli più potrà del retratto la Giulia pensare Giulia; la per per ho adunque Carnesecchi è Signoria, gravi si essendo che donna dubita rompersi, stesso, credere a può non egli e donna a Il che disse tenevano, secondo Signoria mi Vostra lo per quale, esortandola non da sta che che egli che tanti porta pensiero. tutto quel che tal passati dice dire che giudizio s'ha li di di parole, sue che come da tutti. Vostra alle del che prire sco- mente final- ho vero da e ciò a non ben gnoria, Si- pregato intorno è sua, Vostra averlo contrappesata l'amore eseguire mondo l'altro quel dà che carità sa Carnesecchi, e gentiluomo e come volesse non è da per rotto, e dirli che ma resolvere soleva e però fa mi pericolo se mai quello a bocca, che se scritto consenso quel dopo di gelosia aveva bontà quale, mi detto di liberare E, che principalmente credito dal il di li vedendo e, senza troppa Carnesecchi. di il segreto rispetti,e la per Carnesecchi, quella inclinazione, ha il ciò l'anima scongiurato di 12, egli niuna cosa atto. poco che quel desideroso trovare a è e di che del sua qualche con farebbe come sua; la in porrà non recevuto ostante non che fuga, ancora non che grazia fastidio ho stava Carnesecchi, buona di propositi Giulia medesima alla signora, assicurarlo per medesimo timore vo- contra non farlo, potendo II 104 piacerà, li che per fare che poiché si ha risposto del suo Patrone, parendoli servirlo, stando non li con e in che suoi parole Signoria, Vostra disse si che credeva Imperò donna che alcun che di di Giulia dubbio Dio, e di cosa non lui, esso non alla importanza tanta sia salute guidato e derazione consi- dal retto vedere facendo non d'altri. e sai. as- il lassato esser sua lui, mi e e bande, queste da sia credere movesse momento manco da tocca di lo diversamente ancora mi che persuasioni; sue retinerlo per conseguente per di nuo conti- disonorarlo che quell'esempio era oltre mostrando dalle e onore di tasto, Galeazzo, che l'intendesse che che lui ed servizio altro quel tirare ancor appresso di sua, alcuna; conversare fanno di gravemente, e anche lassasse sapeva vivere non Toccai del troppo a desiderare necessità zelo altri Carnesecchi a da per sta quali la per Carnesecchi che dove molti scrissi, movesse d'offenderlo fatti. in si solo li che tempo interrogato cacciato è muove nemici, e egli non mi al l'altra Ho quel tutto sta, per bisognando. pensava mutazione, dove come retirarsi, causa VALDESIANI là, avendo, poi e dove luochi DI sicuramente intertenersi prima LETTERE - spirito in errare Or di sto que- basta. Il donna consiglio, che Isabella, proposito Venezia, e di conforme 25 febbraio ha dato retirarsi alla 1559. Vostra con sua la solita Signoria figlia, mi prudenzia. alli è parso parenti molto di a II LETTERE - VALDESIANI !H IO5 XV Il liberazione Della e dell'incendio e che larmente del della Ma affezione, debbe che avere di che che di è certo fare la della mill'anni di di delti già adunque di Firenze, averlo 2 il Fiorenza, dato potrà desidera, a settembre di si alcun conveniente vedere 1559. tosto voglia in quanto quelle in pontefici passati un'ora pare il ma mettere può Vostra a bande. questa per come sua, li se sia non molti, di signor Quanto adesso. che caparra. e procedi mi che E pare austerità innocenzia stato. li altri, piaccia anche come quale promette morta grandemente e saranno in che quale si Sonmi la è non dalli dubbio per che buona dal tanta Bartolomeo, ritornare e assai stare ricerca. si intercessori, aiutarlo per avendone sperare di fo non si tiene morire che ma rallegrato prima son fare con instituito abbracciarlo, e si avanti stato di don come il duca è dalla nasca clemenzia passato; liberazione Carnesecchi, l'autorità cavalli che di lui mi tutto passare il per credo di divina mò negozio vederlo benché da del qualità rallegrato fatto fatto è quella carità, che Mario, exerciti in Montepulciano notabilissimo, alla ranze, spe- trovato Inquisizione solita era li se che ho Medici, la santa caso che Qui e elezione. cotale che stato giudizio, si come con di istessa, meritamente principe, quale come parra ca- degnità desiderio il mondo. una similmente quella a tutti; il che in quasi abbia i buoni, nostro inteso ara quell'ufficiosi e e parte E si possa essa per poca morte foco. rigore, al questo Signoria quella cioè li porta non Vostra di mi signore Carpi, Puteo, maggior liberazione rallegrai particu- ne maggior felice papato il terzo e me papa, assoluzione. propria la onorata ch'io tutti assai troppo nella reputandola quel di ho questo di e Dio a di giudizio saria grand'opinione Cesis, piaccia per di perché e Morone, vedere vorrebbe intesi Bologna, esaltazione che, conviene. che Carnesecchi, Cosi sua. grandezza, di di della rallegrare medesima Morone, cardinale amor per cardinal del partissi assoluzione alla palazzo dell'Inquisizione. Spera del Avanti medesimo il cipale prinarme credere, Signoria parte, e IOÓ li LETTERE - DI VALDESIANI XVI Il Si s'era so di inteso che duo che è v'era la liberamente un inganno già tanto di ha I generazione. fumo credere che di sia e piacerà pastore. Di fare, un della attendendo a il qual pascoli quelle quelle che che staremo pregare sia atto ne che non fussine a Sua a vedere divina sono uscite. Per il che e suo ed un che si risolvino che noi siano Dio che a minate ter- cristiani circa vorrà ci conceda che riunire nelli ancora grano ovile quello e tra tempo non tra da è poco, un Maestà congregare stati intendendosi, che introducendole vi sia esser listi evange- qualche aspettare veggono ed ammirazione al il tempo, vogliono figliuolo essendo durasse ma come dell'umana apostoli che dicare pre- essere popoli, popolo, tutto e vero rimasto che illuminati, smarrite, pecorelle fare i fruttificherà quale perché Ora fede. dal modo ogni s'avvicini sono controversie, pastore, povere di che il battesimo, le cose pare giudei molti pigliare le che veri frutto manco in il Dio a anzi popol dicendo redentore e il esclamare crucifisso vergine, di stata seme, quando anche Cristo cioè moschea, quando sedurre per del e nella a che religione, andati che, quantunque vi sia che buon questo Cosa di Mahumet, fatti martiri arsi. e non quelle gente, diavolo quali, dico, turchi, presi, lapidati veneziano materia di legge sempre incontinente bailo erano fatto, essendo madonna Signoria quel cominciato la del cristianità. Costantinopoli, avevano espresso di e e in fine metter Vostra del conto, di contro tempo Dio di chiesa frequente, sappia la a lettere per uomini principal più l'ultima conformità, in che papa, travagliano per Levante, turchi, un che scrissi fiorentino nostro di discordie mi se medesima alla l'elezione augura alle Non medesimo insieme buoni e le feri saluti- dovi riducen- entrate, e fare saprei ben io IOS II DI LETTERE - VALDESIANI XVII Il Spera il che il d'allora in l'autorità usar ferma bisognando. che Ma il fine reverendissimo la tutta a l'autorità mi avanti non che so di bene e si non nel di e nel che questo tutto se inclinato ed nel del che loro particulare quiete de' gran bisogna Sua giustizia con si che da stima adesso notte, di che parte stare si la natura a tori, consul- dimando, corte, questa vedere si ognuno il papa ed fra ovvero i miei alla giusto però Im- pace. solendosi tare mu- diversi spesso quel non Io ch'io papi, bene esser anche perché universalmente giudizio pontificato avendo li governano, di non proposito alla per conoscere. licenzia, che del causa dove pontificato, mostrandosi gli accidenti, fine se a la al qual mi non casa cosi non far cosi di pigliare presto può principio; coloro altro, sopra secondo mezzo dir di quanto la strada la mia ordine, dato modo, ogni a con terminarsi aprir col suo ha bene della debba per Santità, condizione, aiutar simula Quanto data. sia mi benigno, di di farlo papa, del giudicando se signori altro, almeno allora uscendo mostrare mi che promette e cocchio, non duca per mini ter- essendosi non Sua loro, ch'ella al altro quasi e alla sia non appresso bocca in per suo ritirato, non sto se volendo espedizione che e medesimi reverendissimi meglior total potrà più d'ogni aprir giorno di favor e poter tanto mia, reverendissima Signoria ardisce della del tanto la e nei scrissi, questi derogare a settimana, l'espedizione li lui, Verdura. ancora sperandosi Morone, prossima debba però son vicino più è sono l'ambasciator a di di essi, né di parer assolvere vescovo congregati d'alcuni sua, intenzione mie faccia ultimamente altrimenti qua IV il e cose quando l'indisposizione per Galeota le medesima Pio papa il ecc., erano alla nuovo Morone, Illustrissima, che medesimo mostrati sono e nel condizione che riuscita II faranno suoi questi del conto sarà si come li non respirare, lassi sia qualsivoglia Io porto. siamo e ho stati è non insieme Ho de' anche fu non già mio, il ch'io strettamente fede potendo altro, Con che, cordialmente posso Roma, si 4 febbraio è le grato del ben facendo mi 1560. medesimo delle cose l'animo che ha raccomando, della riveder a da e Signoria recevuto Vostra per in benché gusto può ginare, imma- conferir e futura. vita povero scovo, ve- Signoria Vostra grado e non tanto quei sue; Vostra a con fine, desegni beneficato nel mani si ragionar di e trova baci che con sua. carezzato qual de' e causa, e, con di sete a che, Mario, Signoria la conforto poco tanto noi passati all'espedizione quanto facendoli in scemata travagli preso amor Mario però al felicemente insieme, Vostra quanto se Signoria barca, signor volta sua Sua condursi Ma, pressa della che per mano tanta questa il per in dia dubitare per volte ore amendue nostri che per due almeno di sia due già da ha altri. timone effetto talmente borrasca, visto satisfazione si non il l'espedizione per governare per dare questo a inquisitori reverendissima ostante che delli più potere a voglia che e reverendissimi questi che dice, quali, incappellati, abbino Morone, reverendissimo I')y nuovamente crede si VALDESIANI DI parenti sangue, vero, LETTKRK - il che mi ha in signor pregato nome suo, l'orazioni, con dalla Signoria pregarli non carità e più quanto sanità tesia cor- e tentezza. con- I II IO LETTERE - VALDESIANI DI XVIII II. eseguite Ha le pando Io mi non da quanto dolsi che poi ieri comparsa servizio di testimonio ch'Ella virtù Ma, di sua. farli poter ad amendue da me in del cosi di con mandarli che Vostra insieme Sua protezione del che mostrai il che mi che si o o farebbe potrà le per per non ?con signore occupazioni altro qualche favorire a per altro mezzo. persone molto Ora successo. via, questa quando e partita, che della potesse per E questo già ho o sarà volesse l'animo, pensato, per mandare in che la e più, dessi quanto egli meritano: il staremo a monsignor e vedere sia qual disse quel Morone, pochissimi giorni, intraprendere né cura tanto graziosamente fra l'altro e ch'io ordinato di quella brevità, l'una prender a di polizza, di però a cose una extratto informata le come encarezzirglielo avesse accettò il rispetto, non ci mancherà mi avanti simo occupatis- è di presentar e modo giorno scriverli uno ed bontà parlarli delle a il per conoscere Ispagna rispetto a per ben come intendere fare quale, il ridotta me, in mi ogni fare egli in ed illustrissima lui, di che risolvetti a ad stato ebbi di 23, adoperarmi singular spero sua pregandolo del della fatto, per scritta Signoria Vostra gita il cardinale per Seri- libertà, Signoria di almeno o mia affezionato sapendo e al affettuosamente Essendo mi Però negozio; predetto sono, arci Signoria a come Lombardia, ha inclinato natura carigo in ho tanto fatto la per sustanzia, particolar carigo per cosi Vostra che m'ha Gerio, Surrento. di mirabilmente animo. buon Signoria a volte in essere Ella qual già altrimenti la non giovamento, la lettera alterar il affidarsi da Polo, rento. Sor- Milano. la lettera impedito qualche come di di dell'arcivescovo del il desiderio più cardinale monsignor per son monsignor chiamarlo, senza cui espedirsi Morone ricevuta per il mio qui quella ho a scritti tanto signore, ed raccomanda, mai solo, quel degli del partenza MEDESIMA nell'interesse pubblicazione della e ALLA raccomandazioni sue Della MEDESIMO il modo in tal caso, presa, l'im- di aiutarci di ricorrere II istrumento delli da venire a ducati; 200 lui da o debba Mi tratto. di retirarsi ed di esser perché, parti, posso fo tanto che sommamente a non ad il resto a e disse che aveva e li sarà che e dal sua che Seripanto; si dalla quale farlo che che sarà loro in gotta, sostituire comunicare con Vostra questa di fare esecutore Sua in Santità comprobazione pio di e se e non fusse del testamento tale Per signatura venga testamento, quanto gnoria Si- Sua ora subito ed a desiderio sancto a assoluta, averanno lui a signatura per si panto, Seri- altri che manderanno dire da di mano far perché camera, si potrà Il papa, parte. disegnato privatamente la ii ad altri li scritti. avuti Signoria fatta autorità Priuli, sarà d' Inghilterra scritti si darà in Santità sarà. delli con pinqua, pro- riserbando l'oblazione e causa quali quando sa del ed de' due, che quello Sua Annibale, sono eredi exaudito tosto aveva vuol non Lombardia, il cardinale atto autentica a delli cosi non mezzi ma sia cardinal li debiti Gerio, la non quel Sopra per Dio con di Seripanto conte provincia quelle manco di al in vien numero gratissima tal mi essendosi che vita insieme. benché del predica, l'amenità passati, parlato avuta data in il il fratello medesimo all'andata di ora per aver illustrissima, Giulia Signoria; d'avere senz'obbligo ritrassi Vostra occasione, promettendo lui, monsignor l'altro mi che quanto questi la mia sua a quel spirito aver godermi conversazione dimanda Signoria far a a sopra passare un'altra Il Gerio venire talvolta della si pensava Francesco, don d'avere fatto scritta come di io che spero prelato disegni di Vostra che più l'altra buon mostra che Morone e quel pensione Morone a l'una perché santità e fondamento, già volte si di anche né passione dalla non opera che disegnando maggior risoluto bontà è buono essere dalla se l'ottenere chiesa, sua dolcezza avevo altre piace sperare la e impresa quella come paese facile alla invero questa potrà almeno Roma, a altro, benché alcun essere un che conto essendo quello, che, come l'arcivescovo tal per III Carafl, de' causa liberar per d'avere nella assistenti delli uno Cicala, reverendissimo monsignor a VALDESIANI DI LETTERE - stato questa d' a donna di bedue am- impedito mattina e Inghilterra, il pubblica, potendo ad e essere per tanto conseguente più II 112 apparisca il testatore della di un principalmente ed avendoli di ritorno cosi si Io ho che mio parta, in tal alli suoi dalli bene questa corte stima di che da lui. per la persona achinea e o, Il se meglio, mi di che badia, dare solo. tutta quanta di grazia Dio non papa, a proposito mia una piacere dal vescovato vescovato lui e maggior avuto per a li dessi non un per dependo dal sperar ho che, bocca ami cavalcatura che fatto avesse una per io per mostrerà quanto se che solo in tutte mi viaggio, questo innanzi non illustrissima avrebbe non che speranze potessi sima illustris- aprir non Dio, ancora ch'io bonissima; e di papa io pigliarei non e ognisanti. a ostante non non quel signore; istando giustificato, sarò sa tanto in sua che dir per niun fra qual bellissima contento, non quello tutto poco mi mie Signoria ma me; farà, sia di Signoria mia, di sua che patto con Santità, causa lo dove partita qui Sua ringrazio le io Sua quanto faccia stimi fondato quando che, Io esso. avendo uomini, Dice io faccia Sua deliberato rispetti, avesse Ma causa. supplichi che promesso la di modo della raccomandazione Milano, professione ogni a tirà par- ottuagenaria, innanzi licenzia, motto di essendo compagnia ad un vòlta aperta la che dire a M'ha dato essere Gerio il nome l 'espedizione. madre, grazia senza debba piegato in servire vivere sapere la reprobato e illustrissima .Signoria facendo ottobre, calunniato per la li ha Santità tutto spera Sua quest'ultima Sua per né potere si chiesto mondo. questo visitar per ha settimana prossima va chi ragione. ogni contra VAJUDESIANI di l'iniquità più tanto DI LETTERE - a modo. Roma, agosto 31 Poscritto.. mia, che con dalla rone, che fu per fare Ho avuto qual da lettera elli me, di polizza una accompagnai scritta la 1560. potrà ed la lettera Gerio dal di Vostra comprendere il quella. frutto che parte si può in risposta Signoria de della per l'affetto, sperare che Mocon sia 11 LETTERE - VALDESIAN1 DI JI5 XIX Il Delle difficoltà Cosi di duca farla mia solamente si se avessino sia che permette non molto Ora dice, il cosa da ch'io pelo attaccarsi, fatto debba, volendo alcune tamente, che non da approvate sciute altro di bottega invero, che dal concilio. da possono offendere, dirà: comporta espressi /iiformai ori fa bontà torti? e e In — ben se Che — e dunque non mi dell' altro, quantunque italiani del Cinquecento - 1. che poca e sopra secre- erronee, pure siano che fusse ciò sopra uscite cose state della e per tali, poco prudentemente secondo a e che Araceli posso se questo poi ricogno- richiedeva me, alcune queste travaglio. non gnoria Si- Vostra non ti aiuta, che si non altre false, che apertamente Trento, di si come Merenda, fastidio simplicità verità sono bene danno che frati dal tanto ma insin come, Aggiungono più gravi, la dell'uno prima da però ma provare questi pretendendo siano non queste Carnesecchi cristiano. ancora che in so Dio ancorché di effetto; abiurare, cioè E non me, Ma trova schiamazzo, anche tanto, vendute calunnie oltra né sinceramente, pur del quali, possono Valdés, ma l'ufficio le beato di trovar, che grande causa, consulti trovato absoluto, esser molti apparenza un più approvate e fanno e non me determinato più ma cose, eretice, di cupare preoc- della vorriano, vedere per finalmente l'ovo, hanno ne far fetto; l'ef- con l'animo. si ciò, seguito mal a chi per fatto diabolicissimi, e che quel bisognerebbe aver sia che correspondenti sandrino, Ales- e essendosi segua, me, mezzo Carpi ne non l'espe- giudici, con impressione di contro tutto questi, dopo hanno questo farli sinistra nuocere non sottilissimi teologi che che causa. per dei rispetti,ed impedito possano che più termini. di le forze ottenere, numero innanzi loro irritati talmente sono il diversi per e papa di causa, sua abbreviare per inquisitori,escludendo hanno del della spedizione tentato, restringere da saputo l'animo io delli sospetti come, non ma dui a come so di medesima sollecita benedetta Fiorenza, commettere non alla avendo che, questa di alla si oppongono li dico dizione del che medesimo e facciano come cosi dare lo- grandemente secondo non cono- S ] II 14 sca pure di vista non Giulia; ma donna a che giovare, oltre che l'amore in e alcuni mi sia loro che in però fatto Ma, con alla malignità donna Giulia duca che di perché Ora, verrò dirli a trovai tale mi non vecchio di È stato al che non mi ed forze soliti m'abboccai Signoria il dimane. che voluntà 2 e amore per foglia, una la terrà mano mi è e che che depinto, un parso benché più poco li potriano più danza abbon- giornata darli lo e bisognerebbe non alla con fastidioso, e Seripando, aveva dicembre del le re cose 1560. ara inteso da sua casa, il papa tanto da è insin stato me; abbia mi pure Carafa circa e dal negozi. persevera qui ha tanto promesso l'ultima portato cattolico di suoi per Signoria, Vostra l'altro quello, perché perché egli già l'uno di loro: venire potuto circa Roma, carichi, mandato niuno Credesi e Solo l'aiuterà, Gerio; l'aveva ha come causa, tetrico lo immaginato come rispetti;questo, non che disse 11 papa che con me nuovo. Dio mobile però finalmente li assicura rispetto suo, più non di Fiorenza. della giudice ragionamento avevo qui Carnesecchi. a tutto insin Carnesecchi questo Morone, veduto ancora è duchessa indegnità. per come La duca è sue, spirituali. appresso dove torto eseguire pure e bene se giustiziaprevalerà la e promettere con Vostra sia tornato poco mente come imposti; esser che di come portare per fatto uscendo poi, del caso lui il esser temo nelle ; ma cura alcuna patire per ma ritirato, sia non todo Carnesecchi, Fiorenza; sia di aiutarmi in e fuoco e lava, s'amma- non freddezza. alla la innocenzia voleva di di quelli non difncultà; che, le alla in contrappeso Fiorenza essendo intenta che è di supplisce nuocere bilancia; onde tutte intenzione non che il duca d'altri, cose all'odio, e alla superato dato l'onore che pare arei assai danno servitore l'odio più potente e sia facilmente più si può bene se essendotutta questi giorni del E, ciò, spero tutto casi tuttavolta da torto. ha niente, de Pur ch'io egli sappia più grande è autorità, che mi VAI.DKSIANI altro, né questi questi. nelle la ha zelante che fatto tanta Fiorenza a in quest'ora di che DI altri uomini freddissimo è I.KTTKRE - molte compagni. re Io lico, cattonon ho nelli suoi occupato, di resoluzione cose, e ma venire della colarmente parti- Il6 11 VALDESIAN1 DI LETTERE - XXI Il medesimo alla del Ancora ricevuto Ho degnata, passata fatto lei ha E certo che che dove si di che i dei che quello poi di stessi noi pura, come non giungerà a solo Trento, a 28 sola che faccia sua lui, ma luglio seguirà Sua gli ci 1561. ve resta, a nella il suo è al resto del mondo. possa ora a e fare si trova felicità. con e e sia schietta si presto cosi tra e dimenticare sua quale onoratissimo, avvia benedetto farci illustrissimo, Eccellenza tre, Ferrara viaggio ci sono gloria la mandato racco- tuttavia vanno Dio glio so- ancora stato era ne insieme occhi segno cattolico re illustrissimo legazione ancora il non simulate, né qua Varmiense. tutti via mi di cose che legato Monsignore credo questa il che Portugallo di e qualche detto certezza avanti tenere questa benedetto è dato quella veramente, parso comuni, che mediocri, overo non ho volta io, che che è Ho sua. averli mostrato mi Le condotti ara speranza. Ferrara; Dio regni; ci e perché qualche a vi giorni ci ha stà Mae- ch'io ogni ma a quell'offizio, modo, perché io l'opera miglior rare, divina tutto volta, ha Eccellenza. Vostra Mantova forma, ne avendo far hanno e questo Teano, di suoi vere di E poiché pochi parole si sia far grazia per la Sua mostrato; satisfattissimo, riscaldandosi, prelati di signore l'ha trovano. da tocca questa lei, questo le condizioni monsignore ancor quello meritamente rimasto conosce sempre con solo Dio, pregar lei a non di contentarmi sono e Eccellenza dell'indisposizione Signore illustrissimo che parlar affezione, tocca Vostra avvisarmi Nostro me sana, che sua, comandato, mi accascato ne e monsignore con saputo. è conservi la che che restituita, l' ha molti, mano che sanità della e di lettera con concilio. grandissimo favore a medesima noi, che, sia in sf salute Ili PREDICHE DALLE DJ BERNARDINO OCHINO DA SIENA PROEMIO Cristo In fratello Bernardino Cristo AU'impii divino, da predicare e si più Cristo, doverebbe, sforzavo di fare, mi Cristo, né con e in Egitto fece mi mi carnai Cristo sarà la mia altri santi. So e ch'el certo né vita anco ho dove da sono che, lassato demonstrarà; s'el imo si sa l'ora ed pio a da Dio anco quante che tima ul- umana spero come mia, mia questa nacque volte nascose. Italia, in sensualità, per Cristo si verrà in non morte, fuggi più volte andato partirmi negar insegnato lui più tali, revelazione alla Quando bene che mio e stiziosi, super- mostrarmi speziale anco i volendo m'ha che Galilea, quello esposto sono imo come in pertutto. prudenzia, che ed considerarà età, che e e Paulo trovare si l'esemplo, Samaria anche saprà prudente calunnie in e tacere, volontariamente partirmi, con a non mi termini venuto io, Padre parte offendere avendo non d'andare elessi e e Ed el in già come Italia in 'I donò ce non Italia, lassandoli potuto come per fece gli satis- non Però, avessi ero morire. o spirito dottrina Ma in dovevo, non Dio, la che Dio el come tentare e Il si particulare non stando io. strò demo- gli se Cristo velato, e partito. dell'Evangelio si fine, buon sarei bisognava, inimico vestito manco a Se satisfare nudo, non più quanto quando che, se pur mi non ch'el al imo perseguitorno. dirò pii candidi pii, salute. gli potrei manco alli parte, el più molto lui, satisfece; non tanto lettori sinceri e alli senese la in mia III 120 sensualità dolta se Italia adunque, predicarti, più più sia io da essa Cristo che nel abbi viva la scrivere è nome e che respetto principio di alla della Giesù SIENA in possuto voce Cristo che pensare Cristo DA tanto con sforzarò altro per minciarò mia, e abbi OCHINO che mi comune, non BERNARDINO - in non posso verità. vita Cristo, acciò chì* accioc- voluto, cosi E, cristiana, nostro ora per volgare, lingua abbi Dapoi me. perché però stificazione giu- la inco- Signore. PREDICA Che Perché il volte un delli suoi che quanto tenuto essendo « el ci Né ci essendoli uomo e cosi In da trovano anco eriustifica potenzia, Né el fatte satisfare usi con de' signori, Dio, a a l'hanno e che non determinato ha un essa la peccato, minima perché imo né misericordia, errato la sé. siamo loro un gli perdonano, Dio Ma cosi non sua assoluta satisfazione. solo non che come biamo ab- può degna essere si in non senza non verità, la all'ingiurie, creatura quale giusto è con perdonarci che, el con avendo satisfacciamo imperocché una calunnie potesse fa come suddito, giusto. che, ». satisfazione, per falsa, principe, come sia disse, si noi, suo si quali, non non perché minimo mondo, li è peccatore, buon un un false senz'altra pente, grazia, in giustifica, ci peccati. verità David in giustificarci, può di peccatore; ma il non si perché ricevono e dalle appresso pieni tristo per el giustifica che in è vero vuole peccatori fa che sia el come peccato essendo modo nel defende Dio ma gentiluomo, Dio el bene, modo innocenti, sé giusti, si retto, el per accusato giustifica el giudicio giustifica giustifica cosi stante ha giustificazione Tal non suo imo molte perché che cosi e doverebbe, grazia, falsamente questo Si ci né anco il in riceve tiranno, è ed vuole non ribaldissimo, come Dio Ma Dio a fa che ribaldo, un defende, è giustissimo. giusto non bene punisce tirannica. e cosa grazie modo nel accusato el scusa, se noi uomo per impia lo tristo, un l'uomo essendoli che, favoriti, che dono. giustifica non tiranno, sia che Dio prima stiano cri- grazie, e vediamo rendere possiamo al virtù doni, voglio parlare, acciò Cristo, per essenzialissima è nostri altri gli a singularissimo tanto In tutti di Cristo. per Cristo per incominciando giustificarsi d'un in fonte primo d'essa però, è giustificazione la e giustificarsi il è cosa I si da che legge III 122 nel Genesi compassioni tue nostri, Sarebbe scandalo in può minima la Acciò ad Tito: « dell'immondi, si però del vedi Cristo io giustizia noi siamo in vuoi el peccato, Pilato che lo el Paulo fé' Adam, se non tu che ce solamente ringraziava: per niente ma meno, — non de' ebrei in perché Or ». noi. da in parte Credi ci — stifica giula el crucie augumenta fariseo parte cato pec- morte, Paulo, El el Imo nostre. vergognosa secondo sé, di che nelli liberi? ne mondissime im- sono tu disse: ma — Cristo, legge, La né tutto per Opera — e stificati giu- fussemo prova aspra l'opere in né giustizie né cosi e siano satisfacciamo romani, morali, patire più e non ; perseguitò giustifichi? vuoi mancarai alli virtù la giusto però che che non predestinazione modo alcun romani: tutte in perirno all'archisinagogo: scrivendo in umana in Della come secondo giustizie nostre e ferme scrisse, inanti una eiezione, per profeta libro nostri che fatto satisfattone «le legge in alli Ed dice. senza Acciò « Dio». peccatori nel « contaminate e che galati sarebbeno Paulo: Dio essere quello né di Paulo, pendesse non di morti, disse legge, tu Dio; li meriti Dio Ageo i in « Paulo, né d'essere sono in supplirò e come possono non solamente. fixe, immonde dice Alli alli romani Contra, come Sono possibile è come Però ed quale di supplisca Contra, ». giustificazione promessa si Agustino che dice, ed », proposito poi, Isaia ». santi la il non Ed parte». fede Cristo, perché noi. gloria e genti. evacuato manchiamo di si invano. morto quello riti me- Dio, delle galati, giustificatiper onore proposito. saldo Di sarebbe promesse stabilita alli la se alli di vocazione gloriarci nostra le noi, Della le tutte Cristo, dono non scrisse in e per la divin el stesse Paulo in Dio libro siamo che e opera, Paulo noi, se da l'opere». per chi solo fusse grazia s'attribuisse A Imo, stabili, né grazia, potremmo « parte per Cristo giustificarsi solo opere». fa in parte disse: l'uomo di nel e dire anco perché quale ed croce di redenzione che satisfacciamo parte il « della si Cristo, e secondo anco, Non in minore sono la di mercé scrisse Ambrosio come « fusse e Io « vile si che SIENA DA Dio: a Sarebbe ». giustificazione, nostra lo dice Iacob che OCH1NO BERNARDINO - per non pensava favore de' di tutta 'II 124 ed peccati, e' non sarebbe nostra impii, saremmo impietà, giustifica Cristo ci anco noi, per in ma Imperocché Cristo se gli somma si come è con Isaia sé a el e anzi una Dio benché le computasse ce virtù a onde l'accessorie, inanti Dio a in i inanti virtù, giustizie, meriti, doni ed fede dire? giustificati essi onde ; Talch'el Dio Dio». chi alli e grazie, el Vivo « non stare spirito Al «Si romani: virtù; cosi d'accusare ardisca però, essi si sotto quale sia gli come sempre Cristo onore esser rimpro- a el che benedetto santità e di gloria. si Cristo in ». giustizia membro, Paulo come la sotto Cristo, Amen. più vive quale suo con con bisogna della Dio, Cristo fu e di sue rire ricompa- vive me le tutte che essendo eletti Iacob l'innocenzia senza E in ma sima puris- sua comparire Cristo, vestiti sono la il tribunale inanti carci giustifi- per più, quanto di già io, avesseno possiamo nostro. per comparire donato acciò tanto e quell'ardita faccia, che, con scrisse d' Esaù, hanno giustificato può sarà non e ha cenzia l'inno- mai mai anche con gli donato donato d'aver ha Cristo abbracciamo Paulo: ci ornatissimi, maggior Cristo che, securamente anco cenzia l'inno- con se ci ha timore imo come anco tutto possano Cristo, a solo non senza alcuno; ricchissimi Cristo doci donan- dona donato ci ha buti attri- è donato innocenti sicurtà e talché gli ha ha perché questo di peccato siamo possiamo e ci non anco noi, principali cose giustificatiper perati Li ma Padre, Dio, peccati, dapoiché tutto Dio le solo non acciò a nostri, ci cuor eletti, del se perché gare pre- degno. e suoi per Cristo anco come quella faccia innocenzia, peccati perché ne' perfetto modo, più satisfatto solo senza bastato è felice volontà per ha E satisfatto; e sé, ma col peccati delli essi dona « perché con Né peccato. chi che, talché sua; in Paulo: propria, suoi a li a satisfatto, ha modo In suoi per non che intercessore come attributi ed Cristo di sua; per presi carità essi per l'innocenzia presi ha solo più ricco, alto, divino, innocenti, Spirito Cristo?». modo scrisse, restati siamo di la caso premiasse. Né di SIENA DA tal verità in le nostre imputasse In premii? giustizia, dapoiché bella e li anco OCHINO BERNARDINO - sua cenzia innola veste Figliuolo PREDICA el credere Come Considerando la per nostra, Cristo, fede, questa Cristo In Cristo da potrebbe E, gran perché la Cristo, in somma troppo amare non lui, imo imo e siamo non fede, ci di ritraggono m'è da parso per possiamo confidare forza in a si e sperare confidarci porre in alcuna. dal sentire tutte Dio sentita prima verità E, perché da tenebre in errare amarlo, confidarci le verità. Cristo, né cosi in troppo Né ogn'altra in per di poco daci men- parte non quella poco. essendo Dio noi se in in o possiamo manchiamo Dio, tutto falsità, non lago pe- inganno Però carità da o come infinito giustificati gran nascere Dio. essere che verità; può gli in può ficazione, giusti- l'inganni, in nasce rità ca- alcuna, quello da non dalla in creatura da sua e sua non gione ra- per la creatura Dio d'essere non della da buone; non in solo ha da che che in manchiamo obbligati né che misericordia pensassemo sempre errare confida da inganno Dipoi, imo Dio, si sia nascere luce. che uomini, se se forza lume, ia e giustificato crede e sé, fede, è bontà, cose Dio, nasce è è abbiamo che né sempre chi ficati giusti- giustificati tutto lume perché quello, Ma immediate quella anco sarebbe, bontà però può non imo dagli noi. fondata, è E, solamente e da la non si e questa in gran nasce Cristo. nascono in ha quel non per essere giustificarci Cristo siamo siamo che dalla Però emanino falsità crede solo inganno, né bontà e necessaria tanto che che inganno sente, fede Dio falso di rissima. sec» pericolosissimo, credere chi Cristo. quella e lume cosa cosa fuggono scoglio sua, pende per solo è credere molti essere perché giustificazione ma può non questa: Dio ch'el uno ch'el senz'opera di è non che da Cristo per securissima. cosa prima è visto e mostrare è mondo quanto come espediente giustificati al che salute per siamo che II può vanità; cosa nostre speranze colui, narsi ingan- che crede T2Ó III lui solo in la fede sua hanno da Dio; che, confusa, può troppo al che quello giorno buono tanto miserie sue e può anichilarsi di tutto gloria: in credessi darsi dove vuole « Séte e non salvati dirai: Forse però Se lui fusse Lui cosi: «Se l'uomo tutta Paulo, modo quali di tu come tutta si di la giustifica, di fede si contra sono per quell'opere, fatte in virtù di e efesii riarsi glo- disse: di si Dio, glori ». stificazi giu- sua virtù di l'operare) del- virtù la tutta Dio. a l'opere; non la gloria Io gloria che io — conchiuderebbe. non essere». la Se può non per dare l'opere, che la romani, alla facciamo giustifica e me, perché opere Paulo debba come le a e qualche dono è nissuno s'ha in A/li alli l'essere al onore lui. già Paulo, sue ogni a acciò dà gloria ragione la Dio, Dio, la tutta però esinanirsi l'onore me, è le ci che giustificasse si dici con modo che provare vostre, quello Dio a le sé, desperarsi debba da E quell'opere è ogni dici, come vuol in darla e fede, la quale concorre perché (imperocché in Dio. la per è non di e giustificazione a opere L'uomo — ma, Dio per si sua appresso grazia, né solo contrario della solo per In Dio Dio? umiliarsi, confusione, errare me. che, forse dannati, perché diffidarsi giustificarmi Abraam voi, per di si meglio ci fa umilmente troppo in Dio a parte potrei gloriarmi ma in non che qualche sé, se Non remo promette- ne Pensi di sentire Dio? adunque può che in di ce Sete — bontà fu — impotenzia? parte in credeste? l'uomo dice si della non alcuna». non in spera la speranza « na- opere, chi non pensare. dire: a che sue corresponda, non o e nelle e imo Dio, abbi me voi non Paulo non più conspetto sé, in gloria? e di sua in molto a sé persona a di errare la e in dire forza è Dio, dapoiché però, ingannati, bontà Cristo quanto Appresso confidano domandare giudizio, confidaste vi troppo lui Dio, da pende e salvarsi, in vergogna della sappiamo del crede relassa più luoghi Paulo, mai che tanto, solo posta si in fece né confida, si trovaranno scrisse sperare mai di che come mai che SIENA DA si è tutta Quelli, temere lui per speranza e securo. vega e spera, OCHINO Cristo, giustificatoper essere e BERNARDINO - fa Dio; direi sarebbe l'uomo, e cosi e dice non rebbe sa- contra in ogni le per la sua ragione sarebbe l'opere nostre quelle per modo di dare tutta Ma a ci non gloria falsità. che è giustificare assai sforzarsi di credere chi alli in si sente più bontà gran che tutti per gloria, quali ad cosi e non li l'opere, timore per servi, dal portano, più resta bene curissima Lasso V croce, di Epistole s'el si per grazia predicasse in che di di Dio ad eredi, pertanto vita d'amarlo, rarlo, ono- obbedirgli, suo a onore mirabilissime, della di Dio che e ne tutti per piene sarebbe mondo in parte siamo per noi premio, si e el per stificazi giu- del per per fanno come li amore perché, tutto, fede dendosi ve- gli non possedendo Cristo per credono fatte figliali, grande anco e in Cristo ch'el parte e eredi ed Paulo, che sincere giusti sono Già e fede viva operare, siamo modi Paulo. scrisse e solo non benefizio con pure, d'acquistare, gli poi stare come figlioli credere che speranza mossi sono tutti o sono gloria per alcuno in per satisfare farci opere el gran quelli Cristo, pena Cristo Però tutto. di quale per el fanno che solo ma Dio, ringraziarlo, la fare e sente non di sforzato a tutta prossimo chi giustificati per essere ordinare questo, per e e Cristo. per Dipoi mai E bisogni, adorarlo, e el Cristo. croce è insieme, suoi lui inganno Padre che dell'opere questo figlioli e Dio, nelli amare farà non di benefizi altri da governare al s'avesse fare Figliolo in morto suoi ma carità invocarlo temerlo, lassarsi Dio, e gli è reconciliarci di conspetto per Cristo, che nostre, per di giustificato vivamente nostri, servirsi un chiaro è come a sé. fusse l'uomo bisognasse però e d'essere crede peccati giusti le sue, carità, senz'opere mera e l'opere si bene se alcun deprimere e Cristo essere, modo: ogni giustificarsi, doverebbe per perché in può in ingannarsi grazia giustificato per modo ogni l'uomo la bene se possiamo non adunque non che, in che Dio, magnificare Il che ditto per di acciò può l'essere una quello virtù Non Dio, a che poniamo in dire necessario è giustifichiamo, gloriarci. la e Però fatte sono noi inganno per invalida. 127 II PRKDICA è cosa se- gli versi. le Scritture sime mas- lo scandalo evacuato non sacre, della si scandalezzarebbe giustificati per l'opere nostre, Cristo né impu- e 128 III gnarebbe è e, se più BERNARDINO adunque umiliandoci cessiamo a bene ne nare felici, (il che Dio, siamo che è se in di più bene con impossibile), giustificati perseguitare ci che indegni, fede questa e gloria. che ci Figliolo dannati di Dio. Amen. gli in ; — Cristo, viva Al stati dan a questa perché quale fede, siamo avessemo almanco Siamo opinione, questa quanto Cristo per questa doni — onore SIENA siamo saremmo dire: potremmo confidammo UÀ che preghiamo tanto Che, contrari. credere ch'el securissima, cosa OCH1NO opinione. questa Dapoi - parte troppo sia sempre ci PREDICA la Come giustificazione santa, piena libera da dall'altra parte benché che in larmente ogni In che abbi non credere salvato cosi Paulo che una E in stoltizia mondo, Mi poiché elesse dirai: che — siamo Respondo: Riformatori Si E giudica sia savi la per si del Per con salvarci stoltizia, somma come è giustificati come è italiani del e è la mondo sia salvati per -I. Dio aveva come a da la d'un mezzo a una la l'altra è sapienzia cognosciuto dal reputato sapienzia gran del Dio, soprallegato nel persuadere si sapienzia, somma crocifisso, cosi ch'el sapienzia appresso adunque scrisse pace ca- eterna pensato della non è non stoltizia; dove pare un per morte hanno pazzia d'un che Cinquecento seppellire sapienzia, sapienzia impossibile lunnie, ca- imperocché che dalla somma infatuare vero del Però suprema Paulo come false restandone Dio, stolta sapienzia mezzo e Dio, di gloria mondo mondo sua particu- e scusarla. cosi, e cosa el vede è Dio. a appresso mondo che alli che si è desiderarla, di sapienzia ed Gli « crucifiggerlo. temporale. questo mondo quello, parte, dalla la una salvato carità l'impie a onore per novo parso stoltizia; quello, del sapienzia è abbi sé sia scrisse. mondo: gentili di e »), doverebbono offuscare Cristo crocifisso un più un di diabolica, e giustificati. La siamo crocifisso Dio, di ai prima, è terra beneficio gran molto ma fede Paulo: setta visto e calunniata, e a debito dove torto, a ebrei ci che felicità, questa parso pestifera cosa per gli prestando date quella, è somma a m'è che innocente, è perseguitata stata disseno nostri; molti, dannano; cosi è Cristo per e a si contraddice loco sono virtù, e conduce (onde perseguitata calunniata. sempre come si gittarla del e tempi gli fuggono privi, e ci perché che el male come nelli questo, la carità ingiustamente noto E spirito, di ingiustamente è giustificazione la come ogni Cristo per falsamente e Considerando III loco. el dere cre- crocifisso? formica — quanto 9 III 130 grande è impossibile persuadere salvo che renascesse fede tanto è quanto che diletto in Figlio s'intende se viva da fede chi intenderete non di lume con l'anima, amata ha voluto sofferisca ha spirito. Non che suoi satisfacci per Cristo crocifisso al terzio stato era Cristo che tutti si tesori gli della L'ebrei dicendo ricca, e che lui proprio scrisse, calunniata ignominiosa; ch'el Messia magnifico però offesi è scandalo, Di qui dalla grande si che nacque che, se era poi bassezza, come già i Giudei una non sapere ascosti adunque Cristo per che i divina, misera, mondo, Giesù gli cosi gentili, potente, vile, abietta ricco, potente, umile, ma gli Isaia. segni scoprisse e povero creduto; hanno preditto domandavano che altro Dio. più cosa al aveva el Messia, Hanno che giustificare. Espettavano possuto di molto e povera, quanto Visto sua è umana, ma di sapienzia non ci ha non glorioso. abietto, stato crocifisso venisse e alta è sono giustificazione perseguitata, gloriosa, e si la poi saper imo Cristo Dio. sapere di di poco, in di scienzia e El Dio? etiam, è li divini fratelli, imo per di croce tutti con giudicava non questo sapienzia Cristo felice che sapere l'hanno anco disse presi Paulo tanto in nostri, sé eredi che cosa, essendo stolta, cosa ha ha proprio Figliolo, peccati figlied Dio alto, che Né gli gentili ingiustamente come li con vedere, a sapere el non crederete, non gran donato l'unico non se ha ci si alta, che Se donandoci e, per cielo, come un allora e dato gusta « e meriti, ci e gran crocifisso. perché, tutto; si sia ci ha noi, virtù è che pigliando adottandoci membri, per Isaia: Disse salvarla per tesori, grazie, si non e viva con Dio ha sapienzia soprannaturale per che che felicità una gusta, ti pare chiaro, che, e la è capace, Cristo; di tende in- non fusse ne credere el somma Questa chi ». fede con da non acciò benefizio gran d'essere animale spirituale,e uomo sapienzia croce. L'uomo « grande è sentire e cosi capace, quanto credere Bisognarebbe, salvarci per n'è non carnale disse: el gran SIENA perché in un gustasse DA uomo Paulo diventasse e amato, un spirito ». e sentisse saprebbe Onde dello cose a cristiano vero Cristo. per le e del sapienzia la l'uomo, de sapienzia è la OCHINO BERNARDINO - dal sideravano cielo, de- quella grandezza III 132 cati. Paulo Però Cristo. salvi credere per benché uomini la per paradiso fare non ogni male, ogni modo a che in Pensano questi gitti terra per viva la fede che, conserte, tali la bone operare È mirabili cose ben che vero gli ociosi, imo tepidi, negligenti, salvarsi acquistata io parlo mediante di della dov'è tal lume forza dilezione». sieno si non non c'è disse cosa, di la Cristo per imperocché uomini gli venti, fer- virtù, Paulo: « svegli e sta a Fede più umana ogni con Mahumeth. dove che l'uomo bontà gran necessario e, dono cre- soprannaturale, la core ardore; senza quando quale viva è e pigri, opinione e i turchi col — Dio. fede Cristo, ogni Cristo. in ribaldi, e hanno che Cristo, sterili, infruttuosi, sentimento, essere in pieni d'ogni gloria vivamente vivo Però che posso fare contrario, infusa, divina, sente può di fede fede questo opere. Imo alla vera quale hanno me, Possiamo e più: ociosi, imo e credendo certa una creda fa el acquistato pigri — licenziosi avere che simile e, Dio; perché è la per morta, peccato, gran Ma e solo nostri gli per ch'io di lo provano: m'affatighi Cristo diventano uomini E per sufficienzia dere cre- persone giustificazione per per alle fa la via io perfetti solo e fare un morto il che tutt'il giustificazione che ha pure è solliciti, diligenti, assidui, fa a della ed è e che ci salveremo, fede dire ch'el dicono: perché che è diventano cosi ci l'opere della E — e patito e blasfemia, dire con giusti licenziosamente. e bisogna non operato salvarmi. licenziosi male, ha con occasione noi, per Adunque opinione, Cristo che cristiani, è siamo una giustifichiamo male dire falsi sia dare un di vivere mani per e satisfatto — le basta larga, la giustificazione che tristi,e e ci dire che par questa Cristo sente Cristo con in e ha dice: dappoiché fede chi che e paradiso, e gli torto, buone, opere peccati, mi Cristo: a facile perché starmi sentire Giesù crocifisso. la dalli mai, ociosi, pigri, negligenti che del che più Cristo e di croce perseguitato avuto sempre possono in nella non fede nostra ha forse Non tutte. calunniano, gli ha ora di maggiore e e SIENA ingiustamente la che persecuzione, Cristo, per hanno Cristo, per DA gloriarsi se adunque giustificazione la OCHINO voleva non L'ebrei Ma BERNARDINO - sia amore, è amore, opera e per che '1 III PREDICA facci di l'opere tutte di frutto fede], Se in io lui subito lo farà al Però Dio. le virtù più fede fede predica poi predica Di cristiane, le credere in abbiamo del l'amore fanno Però, Signore, — el e cristiane, matrimonio imo siamo di carne e in «Quello, Colui, ha fare che che è alto a rapisce imo figliolo l'uomo al li la fede delle le quali cercare di opere, figlioli,imo legittime, agli uomini, si viva e per tu fin opere lustrano di dicevi essere non cosa tutto che fuori appresso vòlto sono e Cristo: Dio». a figliolo di conveniente la fede non frutto dice quelli respetti che senza sono Però e toglie non tanto le nostre triste. come dove sante; regenerato d'avere E Cristo, è abbominazione fare a Si fargli nascere a e in adunque, assai. di cristiane sono vede cendo: di- Cristo, predica per mezzo perché, esistenzia in è sposa Cristo, Colui — farne a spirito. Sebbene Dio, Similmente doveremmo induce e in padre. in noi fa l'anima che sforzato è che remissione la giustificazione della e peccare tutte e gli apostoli domandare, con in inserti fede con questo e questo, di opera fede, viva buone sante, opere E apparenzia, stato, el e non vergogna alto fa regenerati buone si fede, le più toglie la è pazienzia Cristo. per l'altre e che cosa dalla l'elemosina, magnifica immonde. sono di fede le non legittimi, cosi fede e farisaiche, e umiltà, giustificati augumenta viva la predica l'opere, immaculate fede. fede, in sempre opere di una nascono penitenzia la prima in tutte prossimo, ogni fare per crescere che massime la speranza. ne diaboliche carità, speranza, quali impeto per predica d'essere ingiurie, l'orazione, si immonde, sono che opere l'amor, sincere, pure, ». nefizio, be- gran più el timore è per frutti suo di Perché non [cioè fa molti un buon ogni me del in fede. molte, e in sta costui or lui, farà che potente Chi piena sempre parturisce sentimento e senza mirabili senza chi predica di è filosofiche. più di Cristo in quale e « grazia], per mill'anni opere dove sante, e in spirituale, è Però [cioè innamorato farebbe non possi, Cristo: disse fede viva ha fede, la purché sante, spirito. Però e uno l'innamorata che fervente, 133 fa con al a Dio, peccare! l'amore Dio, suo che Imo a HI 134 lui; e paradiso ch'el Ma uomini gli el anco e predica fa la via del paradiso del cosa mondo. le tutte altra si che Però umiltà Sai chi si che credono in senza si ogni credono dall'onore adunque, difficilissima, imo « dovrebbe morta del non di che Cristo, predica scrisse: né orare, né infin le difficultà la che carità, pazienza, predica i ribaldo, perseverando gran Cristo e esperienza quali, benché sieno dallo timore, qualche di Cristo di interesse proprio trari, con- seche estrin- opere Dio, speranza messe d' innumerabili a quelle spirito carità senza orazioni, per per i miseri ingannano e senza salvarsi senza opere essere per dalla premio, gogna, ver- dalla e loro prudenzia. Colui per da e diffidi passato dolce vede non dal ma né tutte ingannato si come modo fede, ha non pazienza, digiuni, elemosine, cristiani, viva eccel- più fede è predica spirito, senza mossi, gli Chi ogni hanno falsi fanno, la avere predica cielo? da i loro opere, e del Questi con che carnale difficile imo ed giustifica più né more, ti- per buona. fare fede, senza impii via Cristo figli. figli sono dignità viva perché opera la vita. loro Dio, possono salvarsi altre di e allarga mala sua populi, e virtù ogni fede; perché nella via loro sto, Cri- hanno e dei questa è fede de' predica elemosina, viva predica nella e fare eredità mercé per in gli possi intervenire; chi truovano gli non né ha per l'opere viva chi erede quelli che come facile, imo e Imperocché ingiurie, cosa morte. larga ma alla fede la difficultà, talché perdonare dove ed Dio servi, convenienti che di solo umili, e SIENA regenerati, non magnifiche, chi de' vile, operano abiette e DA figliolo è mercé e e e lenzia; è carnali opere alte, divine che non basso cor OCHINO vede che più, tanto BERNARDINO - La fede ogni volta perché necessità dono è che trovano viva le buone in chi perché ha viva predica forze, che, nostre ». giustificazione opere, È ben sono anco che questo, basta, gloria cosa Paulo come vero non predicarsi ma della fede morta opera dovrebbero in Dio fede non giustifichino, si di la che e alle impossibile Però prossimo. le virtù tutte predicarsi la predica che e Dio di salute e buone, l'opere frutti fede; però di chi l'è spirito, e è privo IH PREDICA di è buone opere può croce per in morto siamo Dio come Paulo Non allarga spirito, dal ha io Ma della ogni hanno che a si chi danna fede. in che dire a alla vivamente visto e, che Ma, una se Cristo, non sola volta fanno basta e sero provas- ebbero predicar non morta fede fede fede gustata quella quella la Dio. la mai gli fede di volontà che con fa viva perseguita fede altra ha l'hanno si buone». fede, né alla non dere ren- opere, opere che e stificand giu- e per ma buone viva colui obbedire trovi sforzati la predica Perché Cristo; l'opere di in a Cristo. di sono credere poi se fede. dirai: Forse Però la per chi perseguitare predicare sarebbe dire: un Da è ferma in e Dio, si sé la fede che divina stabilisce da avemmo a calunniarla al mondo gloria, per Cristo quando la gran Giesù nella membri si deve non anime? non Questo demonio, venne e mettere a gratuita giustificazione dà non Cristo; in rispetto e che seppellire l'Evangelio, un i suoi el gran che peccati stificazi gratuita giu- adunque mondo disse loro della e povere bontà Cristo noi ; fa ci non cessi torto, a la mori di Dio. Signor felici e quel noi in Al stimoli nostro. a croce, dirne sia Amen. benefizio ed è sempre gloria di ognuno gran quale ferventi, ma imperocch'el per imo peccare, oziosi, adunque grazia, per di occasione ricchi, nobili, potenti con senza perseguitarla Dio: nel i per eccita ma quelle Cristo — che El Respondo: — coltello. ci fa operare di di parola regnare sua. adunque poi Cristo ci el pazienza, aiutare né Lassa — la pace ma pace, la predica quelli, dell'Evangelio ha non l'Evangelio, turbare non predicazione discordie giustifica,suscita predicare. di privarsi Cristo, per la fede che si dovrebbe non vede che possiede, Predicare — dissensioni. demonio, e indotto è tristi, e non nostri peccati settatore imperocché credono non aggiungere non e chi compassione peccato, a a male, al oziosi Cristo fede. camminassimo cielo giustificazione per opinione ad acciò del quale ho sentita, né E « via licenziosi uomini e scrisse: la alli poltroni, accettabile, popolo un viva ha non noi, soddisfacendo perché a che sapere 135 un più male è che dere ascon- onore PREDICA S'el credere Sono molti, da da sé, che, e di ch'ella come fare vedere In nel el è divina, cosa della mortificazione d'uomini imperocché cosi non regna esperimentano zione, i quali apostoli questo Ma, di questa e a vengono Cristo, fine: essi in sé però parlando verità. fine i con E della pii e Legge, veri gì' impii, dico questo, perché nostro Dio fetti ef- della scienza, co- è vero la della la spirituali, si giustiffcaè falsa una che vedono nel I prima, come non del salute vera le però core: profeti, Moisé, tutte sono el stizia giu- gli sé pace e sentono ordinano che che e in sentono che vero. cristiani pii gli certifica Appresso, nel confirmarsi Alli sentono diventati effetti quello con siderano, de- espediente perché proprio, amor divinissima. la divinissima. perfetta di certificano che mendo te- impugnano parso che sono altri dove, spirituale rigenerazione, gloria più gli confrontano sacre più tanto la in verità ma erano, core tali, sono immaginazione, scritture che di la stessi, Dio, a non e salvatore la che gì' impii. Dipoi sentono se solo divina, santo, scrisse. di carnali cercano prossimo; e Paulo come non con Giesù è grazia, ma cosa Spirito Cristo che è e m'è dipoi e diventano conoscessero fuggono però giustificarsi umiliandosi umana, gli giustificazione, vera la che, che dello e si cosa gli pii, credere la loro; è con testimonio nostra, e el salute non parlarò difficile core gli ch'ella prima è non alla imo ficarsi giusti- Cristo, tali umana, Dio, a di per lume invenzione sforzano cercare divina, cosa questo sia contraria cosa in questi se è domandano la né el Cristo non si securo, che, perché, per divina. cosa sul Cristo per giustificazione vera gli domanderebbero core o in stare E impii. giustificazione la giustificati s'accorgono dalla più siamo umana per non cascano di ogni sé, che invenzione è IV certi le loro che impossibile modo di gli parole è Dio. da farli chiari conoscere a che giustificazione la gl'impii, però Cristo, che avendo né colui avendo non in sentito i divini non che Dio lume con « Colui, la fare e Cristo che mia ben de è sentire persuadere, in prima, divina bontà, carità nascendo la perché giustificati per divina. Padre mio, disse: spirituale divina e tanto fede quelli, che non sono pos- verità: che vive, che conoscerà carnali, sono ragioni con zione giustifica- Cristo, quando mentre questa e essere che, Ma, farebbe la gli se prudenzia convinta. resta umana del animo gli della la dottrina nefizio be- gran con Dio mandassero do- gli el Cristo, in verità. core fede allora espresse la volontà ». E che Il che Dio di volontà. sua sentire fare vorrà dottrina E la di viva con mezzo per divina. è vivamente può ricevuto soprannaturale per sentire fede della certi che e peccati, viva questa fede Dio vivamente alli nostri fa per a di grazia, abbiamo d'onorare essere l'esperienza: è credere a effetti, che s'umiliassero questa divina cosa soddisfatto ha croce, possono che Bisognerebbe è esperimentato morendo crede, che Cristo per 137 IV PREDICA Cristo, ha non altro di misericordia e lume questo da Imperocché di fede e Dio in fondamento Dio, dalla di bontà tutto la che dire forza è però immediate può non credono Dio, sia cosa se non nascere divine. cose Di Paulo: non Onde ». che è come spirito di Cristo: « mi dire, che volta ritorna corre ascende per a canali, quanto era gloria della si suo nelli giustificazione della e onore quali descesa, vien gloria. non el simile può su Si da gloria la È come di Dio, si que adun- forza Cristo Dio, dottrina sua gloria di mio del quella ma Cristo. per de' scrisse come la giustificazione per tutta come alla tutta si che provò adunque (parlando cerca gloria, Cristo ordinata uomini che quello Dio; a proprie, la mia Però è gli cose è cerco ». la dottrina imperocché, e Non perché divina, ogni le non Cristo mandò la dottrina dà Imperocché se Cristo, sbattendo giustificazione per terra, a umana. divina, tutta della cercano Lo « Padre era carnale invenzione è carnali) Dio fede questa l'uomo tutto non poi sia tutta cosi tutta si l'acqua, quando penetrare fa la dottrina l'aere, di Dio. tanto Il che 138 III Cristo, espresse disse: quando fonte Dio, è viva, Va', vede quali che danno in la la poi Dio el proprio vita della eterna in esso da tutta nasce dire forza per un poi adunque Da ». Cristo per dottrina, sua fatta sarà bisogna onore, che la croce cosi una eccessiva abietto basso: e sapienza, magnifica misericordia poi, la se di opinione l'uomo quella avrebbe promesso, che pensato finalmente Dio si concetti di è non verità, lui più in ingannato che in è Dio di migliore Dio di sarebbe che Dio vedi troppo confidenza, e amore ha, non alti più se loro. zione immagina- falsa ne Or verità. si ima verso una di avere vile, l'animo speranza mostrato uman carità, incomprensibile se troppa ogni passa avere e Questa immaginato di saputo in morisse eredi. hanno fosse Cristo in avesse quello e mai bontà mandasse che figli ed Dio sarebbero per in avuto sarebbe volesse e peccatori avrebbe che gli e immaginata salvarlo, per transcende inestimabile e trovarai e l'uomo mai liberalità, eccessiva giustificazione d'uomini, i si non di che perché però che, farci e carità, massime Dio, sarebbe salvarci, volesse salvarci, per si non el peccatore, e da non magnificano parte umana tanto e Dio. a prudenza Figlio, essi da qualche gloria l'impie religioni delli uomini, considera origine in amasse pensiero, Di suo e poco, almanco che alta in giustificazione avuto tutta Di fu samaritana gli darò, salirà della un hanno tutte su ch'io SIENA DA divina. tutta le che ritorna tutta e la con L'acqua, fede questa OCHINO parlando « d'acqua che BERNARDINO - vini di- e questi e sono inconvenienti. Appresso, visto carnale da creduto questa imo ogni è la mimicissima, che di Dio verità, pena, gli sarebbero Dio e tormento stati tanto, e con si si si come come lor avrebbero ferma fede, hanno' sempre E, favorita. non esposto avessero cruciato, contrari, e e l'uomo tutto terra spaventati dalli giustizia, sua tutto, per predicata gli uomini, dalla l'amasse lassando sbatte perché carnali, gli uomini umana, l'avrebbero non predicata, stata l'ira invenzione fosse l'annichila, e fusse ben ad gli che se la sono cati, pecmai che propria fatto se i per vita martiri; stati. Però PREDICA Donde procede che Perché Cristo quasi s'accetta, mento verità, e donde parte la uomini che gli Dio per farò un'opra sarà narrata». A che carità di per volontà più c'è ad la e per poi, misura servo morto quando pieni perché noi, nostre, el di proprio perché non e ci tanto liberale peccatore, vili, dato, avendo con sarà eccessiva cioè croce? che, E tanto de' peccato c'è primi difficile e sua offeso Dio misurando e, ch'el la che giusti. chi »; che vi Dio. la credere abbia si amore, possiamo stato el metteremmo non la per di bontà è siamo cosi una su vostri grande «Signore, in diventati predisse quando Figliolo? noi amore, giorni lui vare sal- per alto nelli per suo che, quanto si si predicata per croce, crederete Isaia: morto della pensiero che umana Il che opra e disse del siamo gli nostri, inimico, senz'opere peccati sarà prudenza in Io la questa umiltà crederlo, a siamo per gli sia Padre, propria, e i ché imperoc- credere. non in mostrare misterio, di « figni- un verità. Figlio disse: la essendo la eccesso che Paulo, profonda alto si mirabile, si del possono proposito e del uno quando perdonati creda, Dio avere Di sieno difficile parenti el secondo medesimo questo quello alta, si crede, proprio che falsità, espediente che difficultà con persona una si alta, fu non profeta, E, ci el giustificazione e qualche si quale del la e pochi l'altezza è peccatori, si da e difficilmente desse carnali noi, sparso Cristo Dio Abacuch Cristo per m'è cosi per che da invenzione, difficilmente crede nel dell'intelletto, pensare umana che vilissimi cibo però giustificazione noi Cristo. questo una ma si v'attinge; non per accettarsi per nasce prima, In giustificati l'impugna, chimera: una è esser per ognuno potrebbe fosse non che dovrebbe facilmente pasce, per verità, la credere difficultà, la siamo V vita Figliolo pieno morte, Dio, nostro un per di di Dio carità, vita. pensa con E sia che, sime, mas- d'essere odiato: carità tanta di le sono difficile è Cristo. E a almanco in credere che particolarmente, magnificare lo grande sbatte in in tutto in l'uomo dove terra da però sé: superbissimo, giustificazione l'annichila: e portanza, im- sua giustificato stato è la la né aiutarsi sia che, quali e quante né spirituali, tutto perché stesso, se di Dio, potere persuadere può dell'uomo, cecità la bontà parte si non gran infirmità proprie miserie, sue peccati, dalla anco è quanto pensa gli Nasce Dio. conoscendo non dalli suoi però, spaventato 141 V PREDICA rebbe vor- e Cristo per impugna però per questa opinione. Di vorrebbe si importanza, tanta voglio in stare troverei mi quanto se l'uomo poi è dannato. giustificato che, Però in e in volersi giustificazione vera Si può giustizie lustrano mondo; Impugnano avendone credono la non non giusti nuovi ancora non fa gli per e dà falsi e cristiani, fa e fede è laudate, facevano d'altra di Dio, ma che sforzati gitta per spirito, terra annichila scuopre i simoniaci, e pensare molto le le nostre Le ficate magnificarci giusti- a contraria. perché, morta, in peccati, la loro fede non ogni e ché per- e ché per- solo con essa fanno dire che la fede religioni l'autorità la ficazione giusti- trovate e zioni, supersti- l'alchimie a per zioni, giustifica- proprie manifesta toglie nostre e l'ipocrisie tutte dalla scrisse. più, perché tutte indulgenzie, all'umane fallire anco a dono ve- cascano che sorte la lor sono non Cristo, molti che conspetto E l'opinione benché m'ha più tratti giustificazione per viva che, approvate impugnare fede, me; per questa. siamo piace, facci Paulo visto satisfazioni, bando ed opinione, perseguitano Cristo diabolico meriti in ragione, ci mio canto sé, ne cosi, securo. come me fosse molto esperimentata, peccati, giustifica. La umano qualche si trovi hanno a la quell'opinione stante in tutto, di cosa non non supplirà si sono e dal essere pare Dio, perché molti già di e nostre, anco avuto non fuore poi giustificarsida un'altra il che l'opere per modo, di gli parte grazia e Cristo una mia, se giustificato cosi in addurre anco dal E — In — ch'io meglio manco, m'abbia parte. nel imperocché, sarà che quel Cristo che vero Cristo; a dice: e dell'anima la salute è come tutto posso, securarsi, quelli de' che III 142 impiamente e la se d'Antecristo. che il defendere da via della parli totalmente dicessi t'odano, pure Gli A santo, occorre anco non gì' impugna necessarie, segni della edificano el si trario, con- sempre se e si se debba. E non in sieno quelli magnificarono i volontà, e ci quali confirmano in in buone come viva doni fede di di Chiesa si di necessario è come fede, nione, opi- libertà hanno la ornano perché morta vizi che gnificato ma- sempre l'opere anche questo: vero perché ma chi e fosse non questo, alli dandosi già certa una sia che Cristo; ben hanno magnificare a È santi giustifichino, spirito prossimo altri l'opere. alcuno, dannatissimo, come sforzati di mai sarà per Cristo di sua Cristo se e, el magnificate gli apostoli. perché non gli ombrano, tiene di hanno scritto giustificati. Le e e che ascoltare; giustificazione licenziosamente, frutti come sono Dio; nutriti subito la Chiesa è buone, furono però vogliano crede gli apostoli avendo non e di stati sono Chiesa la né della hanno vivevano che cano s'affati- fede, subito che santi fu, non la che ti mente molti che non l'opere carne: a fede. mezzo o quel molti, fosse favorisce tollera, talché, della pur imperocché per Cristo, Paulo, che ben se Però perché o non nella che dico se falso viene gli questa questo Cristo per un'eresia, avrà e si contraria, questa a s'ingannano, e ebbe quello nuisse dimi- non dell'onore zelo per crederla, a giustificazione se come e, non vede difficultà anco una chi a la se curarebbero. ne stato, che, all'entrate, se falsi cristiani dalli se essi. Hanno in danno el regno distrugge perseguitata; non el loro manifesto è opera gì' impii SIENA finalmente e è facesse né DA meravigliarsi, d'Antecristo contraria, per da è non l'autorità, Cristo OCHINO usurpata, sono Però membri dalli BERNARDINO - Dio Cristo, scrisse come Pietro. A ma, molti se avessero tendono nota cosi anche a agli sarà vero sempre. lume fine, questo eletti una pare di Dio Gli dottrina delle vedrebbero dal è anche Scritture che principio ed nova, è del sacre, dottrina mondo difficile, perché è vero le a quali essi; tutte antichissima, fino vedono a che ora, molti e PREDICA di sono secondo Cristo che Né dubbi come come è impresso stato hanno non atteso solo ma fatto ha difficile più di stare chi alle verità fantasie, loro gli sacre, ch'elle modo dicano, ch'elle si cosi e sono Scritture quello in ci ma falsamente le interpretarle, a le con né li non periscono, adunque, Dio che non sono se per noi, hanno la le attese doni, e onore aumenti, e acciò gloria, non Giesù Dio. difficoltà, l'abbiamo; preghiamolo dove laudare Cristo e bene di e domandiamo Dio. Signore la Al secondo moci Umilia- sentiamo nostro. cuore viva preservi, quale la avere di la el core verità. se né rebbe bisogne- però, alla è l'abbiamo che mutarsi: che gli non E, e, ché tal- mortificarsi, né star amore possiamo per pensando hanno Dio, ringraziandone di di sue se vivamente, desiderato non difficile, cosa s'umiliassero persone cristiani, perché e, ce le sé impossibile è dono è in prossimo, Imo perché falsi pure '1 né è credere di cristiana. averlo, domandassero, Paulo, Dio, amare per fede questa passo forze, nostre viva, che opera che, fede poi questo alcun'altra fare in in di parola ingannati. Lasso a studiando considerare servino ma che quello Scritture alla giudice, per sia Però, intenti eletti, gli le andati averla vero mente. a stati sono repugnino, stessi nella tirato sono per ch'el hanno non verità, resoluti andati molti se perché della che pensare pochi. sono admirare, proposito, loro a 143 dovrebbero ma disse, dovrebbero si sacre Dio, opinione; contraria V sia fermi con- pre sem- Amen. PREDICA Come ci Bench'el Cristo non nientedimeno, fede, che In morali. l'infermità, di ci vorrà E, secondo Cristo di E, ». del polizia la si vede in conspetto la di vedono la e el peccato può, senza Però Dio. Cristo, spirituale, perché L'uomo Gli Legge s'ingannano, de' di e ebrei Cristo, imperocché, parenti, la osservare ricerca el non core e regenerato alla lo si Moisé gelio, Evancome giusti essere l'uomo spirito, forze « Cristo per infermo sue e la velato giustificarsi Paulo: per dell' luce le di gloria Cristo, essere Onde Legge. sopra ché per- in tutte con sta in abbominabili, pensano per crede Dio possono avendo Cristo. nella la non anche, non primi adunque Cristo quale risplendano crucifiggere novo senza e offuscare al non principalmente con alli Cristo: senza di lume scritto colui e che sono el disse essendo virtù neanche è Però l'ira Cristo l'opere tutto come «Colui e sato pen- Cristo. per l'uomo, Figliolo civili di l'uomo grazia Pilato. Legge, per è in loro quella magnificano negare le sé basta si Dio, senza risguardano né de Non el non condannato, con in miserie Giovanni: e bene se sono san iudicato mondo, imo faccia, in se ho l'impotenza, soprannaturale. Padre Imo servono non Dio, el Cristo è lume e rivelare». già lui fede da conoscono sufficienza, a Cristo, per a prudenza, giustificati per bontà. gran Dio conobbe lui sua conoscere bisogna Nissuno la scrisse, eccitarli carnale la non e ed per vivo e Paulo eletti gli siamo perché giusto come giustificarsi malignità né si più che pensano questo, Dio, per galati; E Cristo, il e giustificazione provare ignoranza, grazia naturale « vano gli filosofi prima, virtù la giustificati siamo confondere e l'opere. per che tanto impugna sarà non di convincere e non l'esperienza confirmare per contraddice che la e sia benefizio per e chiarirsi per gran Cristo per l'opere per del sentimento e modo vero e questa giustifichiamo VI io non La son non Legge nale». car- amara VI PRKDICA mai Dio V'annunciamo disse: « quali non vi in e Cristo altri più solo Potevano innanzi Paulo, cielo, in e scrisse come voltarsi nel s'impania. avrai Giobbe, fango, parte con le conspetto astuzia, da si s'intrica donna Quella innuire «Con la sotto Giesù è l'altro si divina è scritto I in Stefano negli Cristo, fu al tatto fede si purificano pubblicano salvatore penti; della nel del Giuda italiani del mondo. più Cinquecento del ci chi gli fu Pietro santi; confessò il suo e sempre si di Cristo, negli Atti: giustificato, perché salvare. possiamo loro è sita in lui. Onde altri mondo, gli santi fimbria salviamo. tenza, po- giustificarsi tutti della Zacheo sua laberinto, religione vera Peccò -1. vuole d'un l'opere nella compresi dove E, si core. I savi non sentate pre- Dio, al la tutti essere di che i cori». e a prova ci laverò, alla Però al tatto fede quale di che sanata che il e ti liquefanno sono uscire Atti non col spaniarsi, cosi spaventa. erano è scritto sole, si volendo vuole del si Giobbe. più risguarda monti sapienza, che, uno, il cielo Riformatori Dio. si e che mondarsi quello a ma d'entrare giustificarsi, si hanno nostre come senza come vuole «S'io conspetto ognuno immonda credette; nome in della a più. Dio giustificatiper sono a di come è simile sé di conspetto all' ira e in s'offuscano stelle in nostre deferto si sé quanto degli uomini, e da ». si legge nel dirò più che Pietro: san essere come di Dio, colui a giustizie immundizia dispiace ogni come tribunale al non a Le ». E vuole l'uccello, che, a me chi si ma, meritavano non Legge che estrinse- opere (per E, si promissione. simile Cristo Disse solo Però è e Dio. della La « ». el peccato delle amore mani ro- e Legge l'osservanza per fare in conspetto Luca. la degli uomini; a galati alli romani: da non di terra san occhi alli fa abbondare e Cristo appresso abbominazione e Isaia in in né ira, peccati, dalli giustifica per lui, nascevano quelle per imo immonde non invalide Deuteronomio, in si senza opera agli perché Cristo), erano se senza de' e Però stesso. se Legge»; Nessuno « invano, gli ebrei lustrare scrisse luoghi: come la remissione imo potuti giustificare; bene e Cristo giustifica,ma non prossimo giustificarenella morto ci fossimo el né per poteste sarebbe Legge, non el core, tutto con 145 né c'è Cristo Solo Giuda; peccato altro l'uno e rendè io e 146 la III Pietro perché della nudi di quello fu benedetto di Cristo. tutte Dio. I a Cristo, del l'opere proprie, della della la bontà giusto, epistola giusto e in è E ciascuno a ci mondo; ma ci giustizia nostra. non per fa fatto in L'opere quelle fu fu giusto, però sante, nientedimeno più ci verità di in Cristo per opere nessuna di conspetto furono che santissime. di Dio derà ren- più sincere. del è nostro, Dio: lui Paulo fu la è meno nientedi- grazia mera per quelle tutto cospetto santissime, imo in avuto per è giustizia più in abbracciato giustificato: fece avrà giusti sua giustizia la e è fetti ef- nella giuste chi fanno per fa maggiori mostrano l'uomo del- perché scritto, che è opere fede viva con giusti che bontà come Chi si sono bontà giustificarené l'opere, perché avrà Cristo, « possono quello vero dalla Giacobo dall'opere non giustificano, cioè che Padre è secondo più fede, e L'opere opere cosi che non l'uomo, san disse: adunque dire forza dire non quali dalla l'opere per volle i l'opere giuste ma per frutti come cosi per parte e sante e si non parte; quando nascendo parte. spirito Giovanni, Non ». Il che conosca. giuste benché giuste, stificare giu- possibile è effetti, per ma Però in né per può non li buon buoni, opere. tutto opere san dell'uomo, quello si frutti e in né fa però delle sempre giustificarsiparte effetti: imo, sono giustizia gittò opinione, opere ma la adunque morta nostre ci Iacob come diventerai Imperocché i frutti che l'uomo, giusto le fede Nicodemo pensano una si agli uomini, dell'arbore, bontà, nasce nasce solo cosi nostra dell'arbore cristiani bontà in giustizia per sotto Cristo Legge s'ingannano. e l'arbore; causa falsi noi cosi impossibile è hanno quale causa conosce eh' quello, appresso del giustizie? La allora, e la che e bero ch'eb- bastano non e se Siamo desperò. pelle la Cristo come si Giesù, senza altro per vergogne, Paulo; fai, che ricordi l'umane nostre d'Esaù, veste non parenti, dipoi primi Cristo esorta quanto ti ma né la pur Non peggiore. sono ci sotto Fa' le agnello lui, come in i come e imo no, giustizie. Bisogna nostre immaculato vestiamo si SIENA Pietro, Giuda e ricoprire per delle frasche terra credette; e, DA si salvò giustizia, vera peccato, le OCHINO nientedimeno pecunia: non BERNARDINO - fece tante giusto in 148 è III che quello, gustare dirai: Forse la a non di e come giovane di avergli osservati hai, dallo Cristo Se el delle « grazia; di e la grazia credesse in esso Etiam in anche i uomo, abbia una col gentili questo potuto i col in inficere loro minima cosi dannare colpa, come sé, per e che carcere: che la Legge sogna bi- insuperbire. non Ma, opere. Cristo l'umana ti sarà possibile, è im- l'Evangelio Dio: ringraziava di gustare tutta non gli disse: che della vide che e però in difficile;perché, solo l'Evangelio giustificarsi per e e giustificarci adunque, lui e che e stesso se predicato perché anche di trovarai ma pubblicano, sacrifizi peccato e vecchio: Per Legge, da al custode parte parere un otre ti sia offizio. persi in tutto, con fare salvo, fariseo, che per poter miserie, sue innanzi messo disse in tutto ti dovrebbe Adamo, suo pensavano Dio, siamo nostra il disperazione fatto avesse la a non medesimo. le osservare che volse però Legge a pareva non se scoperte che tempo perché come la puoi salvare; sarebbe e che già in Paulo san ci umiliamo parte di Né fatto aveva che Adamo Cristo in ti sarà quello Il è cetto pre- tutto avesse nuovo minimo vende e prossimo credeva che il che Legge; ch'el ma quel che gli l'avrebbe caso frutti vedde per e sarie neces- necessità, inordinatamente: esso condotto vino Però ». el già gli osservare, allora e tal metter gli può' Se e vide ma né impotenza e in roba sono trare en- dove ». la in che cioè umiliato forze, sue tempo era visto Cristo vuoi osservato, Va' « seguimi el core, malizia già e amava tutto avesse l'avesse la che offizio, che suo anche aveva poveri, con ignoranza, e non Se come di mostrargli e farci a « l'opere nascono l'opere tutti, gli disse: ai Dio amava quale scoprirlo mezzo necessarie sono giustificazione. Dipoi per vedere fare, potè adunque che è quel giovane: a giustificarsiper Legge fede fisso, croci- Cristo. di »: fede, dalla viva impossibile. Però, e precetti Cristo di mezzo per Cristo Respondo — cercava della i SIENA giustifica:la pur serva causa DA benefizio Disse — vita, spirito ci il gran salvarci. per di fede, per godere e OCHINO misericordia, sua per appreso BERNARDINO - si cordia miseri- credi salvati. che proibito generazione difficile a in come tutto se un la imo credere un pomo, senza che Cristo, noi per tante con del tenebre mondo, e anche m'abbia mia in commessi avesse prima innocenza, già come più altri Dio ha che di Cristo che a essi ogni credere viva che fede anni: modo, mera mai grazia avuto scoprendo ch'el lume con Dio la sua per in bene. di si magnifica all'infinita sé lei Dio, se non in modo supremo affetti in tutto, se pati fu tutto Né cosi divino, ed eccessivo. altro per d'Adamo, peccato sentire l'anima, al- trentatré salvarci Figlio. Non suo con porta e con non tu se che Dio. el credere difficile ti sarebbe di e loro, imperocché operò per si faceva spirito, carnali liberalità dell'unigenito morte carità sufficienza, a virtù, gloria tanto l'amore carità insensati e di attuali, nelli quali non Dio, Ma concupiscenze, benefizio per peccasse, difficile el dalli Ma quella l'originale. di giustificato Figliolo suo di di la per bontà ciechi, stolidi noi eletti,è Se commetteresti dato ha essere anche fussi gran conveniente dar poteva la atto un e a Cristo per a tutto coopera cosa quello imo proprio i suoi vedessi e in che non peso t'ha non liberato gran dalli in restituto parve ci che liberato esercizio a incorsi credere el fonte queste quale si con Però cadere lassa quando Dio carne. t'abbia il Cristo, a noi appetiti immoderati e camminiamo di in del mia quale innanzi d'essi essere per scacciato Respondo. credere; a Cristo senza nel satisfazione Adamo era bedienza l'ob- deboli. Cristo l'originale, e te facile restino che trionfo e da esserti Adamo volontariamente. quale peccati attuali, ribellione a detto hai affetti Dio tolto tutto per difficile mia io nella voluto sfrenati di in che che più malizia la ben m'è ha vinto originale, peccato ma Cristo di credere senz'alcuna e ho Cristo si dal colpa; tutto che attuali, difficile el liberato senza forti più sia imo ha bontà sua abbia Dio a contrario; la luce vare sal- nostra gli piacque non è in romani, siamo m'è m'abbia opera la Cristo Non — che morire d'Adamo che giovato? imperocché peccato, per Dirai: Ai Paulo col e senz'opera peccato d'Adamo, el peccato, superato ch'el Cristo patire tanto potuto forse che Cristo? di le con l' inobbedienza dispiaciuta ha mondo al nociuto più santissime, Credi eletti? suoi VI carità, abbia somma con i opere 149 PREDICA per aremmo in E, Cristo, se bene 150 III giustificazione la l'annichila e in salvi, che il per non Giesù sua si non torre grazia può Cristo el abbia cerchiamo confusi, al Signor Ma sentire a Dio nostro. che di Amen. per solo quale volerci quelli come a che ogni la con onore da Dio, se le con gloria: vera abbia salvarci Paulo voleva giustificare da ficare edi- vòlseno che umiliamoci quello rendiamo è fussero sé per che croce, santi i amati questa più si cielo. facendoci provare, nella adunque siamo infino E se e magnifica el Talché tanto in amato, croce, Cristo che stati terra, per salvasse. Cristo, cielo. tanto in Figlio si Figlio in in e d'essere proprio l'uomo grazia per gloriarsi saliti ci Dio Non la da dato proprio acciò salvi SIENA tutto solo se per essere DA sbatte per se fussero che gloriarsi. noi, in ha forze gloriarci che più essi per proprie dato felici hanno e Cristo nientedimeno più, più sono OCHINO per sé, ingrandisce BERNARDINO - acciocché, Dio, ragioni e umane gloria per PREDICA modo Del Si non Cristo, in se i dotti il male e hai. ma senti non andarai infermità, tue relevarti che in se in bisogna Cristo, meretrici si impii. sono le male desidèri tempo che e della E in dai quali, devi s' come sapere immaginano, alla salute. si alla e i mali attuali, più da ch'el se a te per pestifere a de' sentire esso tu non disse, l'ipocriti; peccati, lor fuori con i dentro e non in tutt'il bisogna ma peccati tuoi gli non solo sentimenti, quali nascono originale potenza, im- imperocché satisfare, radici, peccato per solo un tua pubblicani, conosci pensieri dentro, già di vivamente che aiutarti. speranze e i sentire perbo, su- Cristo, Cristo scribi a tanto la e come lustrano tua tue i le senta puoi grazia, e che né a Però gli farisei, gli potresti te tue conoscere sanità, core miserie Dio tue, non le tu, sei le porre stidio, fa- cosi che non mondo, adunque tua per la di stesso prossimi peccati penetri anche molti tuoi vita anche originali, come altri te, dà Or peccati, del a estrinseche opere di d'Anticristo, Bisogna te dente l'impotenza i tuoi per un mi — basta t'umiliaresti più sono Né senta non core senta sentirai difficultà santi necessario. che di di cercarai che ha barbiere. una hanno cioè che a basta come che poi al che si pratica, in se peccatore Né sue. colui, andare prossimo regno sia Da tutti il né infermità, — oltre, peccatori tanta i come non più perché come farai dice: meglio gran hanno non la disperi ti nel questo, più sentissi sarai precederanno che sentisse quanto e sue è modo che e delle aiuto, per miserie le non come ben non tanto e si ogni a prima Però male, tuo se cosi né cavare, bisogna che, ; infermità, e giustificarsi. per medico conosce gli duole, el peccatore al bisogna ma Cristo, a mai sua non voglio lo va Altrimenti non non el speculativa pii, che guasto, se la prima non tenere non conosce cognizione certa debba l'infermo come prima che VII è intendessi un attuali. solo, tutt'il III 152 la e corpo che della il donde sentire Dio di alle in del de uno che non bisogna ma è talché, che Dio, nelle del l'apprezzi non Sono disse molti. E senta peccati, che e ch'el nota benefizio che la di bontà e suo per i suoi aiuto. Dio sé non gli per Cristo proprio è il parenti, in dolore Cristo, disonorato de' contrizione, è e sente mosso create, del nello si basta ad penitenza sente non dei suoi ma le danni, inanti el gran senta Dio, andare ha di rilevarsi. si duole i suoi che pieno anche ingiuriato in ma benché e giustifichie non psalmo senta, solo perché core. solo, immondo peccati, che né cose peccato un tua sull'altre distintamente, da nella di e peccatore tutto hai amici Davide un vedrai e te, interni crocifisso, quali in atti che Adamo che altri pur interesse: in quale confidi per e resuscitare, le fuori inanti infermità, sé per da simo vives- se grazia per delle pure Sono poco conosca può né qualche degli di non ricevuto offeso, quel e peccatore, inferni, dai Però ami entriamo diffidenza non roba, cosi che in ha perché duole ha certa giustificarsi,ch'el per per una concetto dentro è con nella affetti l'esperienza, prova te non stato necessario gli può non alquanto e Cristo, per peccati originali: però d'essere che Ma da che molti bisogna, sia non tór stimi, e adunque non vero, irreverenza e medesimi, il peccatore, né el che e non non i tristi frutti forze. nostre il morto forze, tue mondo, se cosi potrai fare non prudenza, cose mai le noi el come quando con per originali sarebbe discrezione: mai tutte come sia che potrai non si miracolo, E morto. della liberarci curarsi noi scuoprino vero immoderati e con o l'amiamo non passioni anni usassimo e possono miracolo, si agli potremmo sempre i el come che quali portiamo non insino essi si nasce altre i mondo, opere, infra diffidenza, disperazione, odio vita, benché questa male noi ne parlò Paulo, figliolidell'ira»; origine, Donde natura, per ne come intendessi tu hanno innumerabili con cose Dio. in è Dio, altri si natura per SIENA nell'uomo sono Adamo) originale gli per imo in DA che peccati, «Eravamo peccato primo, OCHINO corrotta disse: per Dio; dei massa (parlando quando BERNARDINO - cati pecse sue pene Cristo a alla cristiana ne per cazione, giustififatta per PREDICA Dio di amore sana, ma «Pentitevi Legge, gustato che sé, perché ma che, ebreo, la e nelle quali la sei ch'el delle della potè vizi, delle puoi la per sua ti farà nei cascato, quello sei a e viva Cristo, allora fede che di sarà visto te la i peccati gran che bontà e legge delli Moisé hai perso, te stesso andando Dio aprendoti carità virtù, di per che e, la te Legge disperato, la mente, delle niente conve- belle la il tempo non bruttezza delle anche fu e in la tuoi naturale assai, anche stesso venuto t' illustrare sentire cosi lungo un legge grazia, l'onestà per entrato; liberarti, allora, aiuto e e ché imperoc- per cosi, quando — dispera allora, secondo e offizio, mostrandoti suo spogliato; quali della rarsi, libe- disperasse si Dio; a tempo Cristo: sei vedere grazia, con il quali ti trovi fatto l'inferni core nei quali ti avrà non fatto avrà del pienezza mandasse Dio andasse mente tal- umiliarsi sbattesse ch'el bisognò sé: si allora si Cristo: a della tempo pene Dio li, ma il mondo ch'el ben aiuto per la venne naturale e da al e E di cosi e respirare e d'Adamo, il peccato giustificarsida sé, forze che tuoi aiuto le cercando già fermarsi domandare cato, pec- della e dell'ira ansietà e del più. tanto medesimo, se per dovrebbe giustificarsi però Paulo, timore con serve l'onestà i danni terrori e come t'hanno cognizione dispiaccino que adun- questo a e ti mostra spaventi Non dopo come ti scritta; nientedimeno, proprie e forze. cercò tempo acciò può non imo vizio, peccatore, core, si — e del che ti mostra che per peccati veda ti dà non Bisogna i tuoi fetto ef- è si pente, uno duole, si che solo non disse: penitenza dannato; sei fede, bontà. prima cioè naturale, certi che di la incorso, proprie Dio in essi Dio: tanta e fatto, quale fa bruttezza vede di Dio, di Cristo quando è non parlando alla Questa come tale una per la nell'uomo vengono a che e anche virtù si bontà t'hanno Moisé, come inanti la offeso mali paradiso di penitenza però gloria per penitenza giustificarti, senta i non questa grazia, Cristo ha per Legge di bontà: sua all'Evangelio». non in ha per il tolto e Cristo, di E, la credete e di bene. 153 della a ponendo Marco, san andare ad proprio tuo per in t'eccita ma sentimento vivo e VII di di ti doni el core, Dio in 154 IH Cristo. Sentirai diletto Figlio erede. ed quale de tuoi Amen. Dio, sentita abbraccerai che in nascerà in Cristo. prima, non Al la perché quale in tua, sia di altro interessi, sempre onore figlio suo la Cristo, ti dorrai cero sin- cristiano ma te per modo dolore con tuoi per giustizia suo essi a t'adottasse per da' acciò tuoi, acciò per nell'unigenito che, peccati e croce, fede che i SIENA DA amato, giustificato allora, peccati puro, in pose tanto tutti ponendo viva con e di Or t'ha come el satisfacesse, OCHINO BERNARDINO - dalla e bontà gloria. 156 III in d'onorarlo, quelli respetti tanto che Dio perché psalmo), in di predicano loro, quanto di è grazia; si né si ch'el di impeto e pure, fanno non di da che sanno d'avere in periranno eterno, nientedimeno grande di si de più che amore Dio, figliolidi i l'amore è Dio, a far anche e quello che gli fa premio, loro: Dio è grato per si però risguardare premio a Cristo come della tórre dall' disse, di mano vedendosi non Dio: al decoro peccano, che operare:^ però non batte Dio che sanno per figlioli condecenti non e fede per ingiuriare Dio, perché, opere come operano Imperocché perché figlioliquando di Dio. è e e rito, spi- mirabilissime di di peccare di ma figliolo speranza si essa, cristianissime, sincere opere l'eredità. gli portano, vergognarebbero acerbamente Ma dal s'astengono sentono gli precetti opere gli può nessuno e Legge, buon a degli eletti,i quali, sono Si amore. de e senza perdere a la fede Paulo, di paradiso d'amore, gran benefizio in imperio gloria il già la giustificarsiper e o pena cercano tutti a operano per fanno figli,per Cristo per timore senza poi Dio secondo come spirito, timore ma che Di e superabbondanzia per il carità per i servi, Sanno si di pensano Legge imo comandi. fede, per della più servi, i gli e opera non operano degnano padre che Legge, e tano si vol- loro. tutti, a nel scrisse contenersi, sentire sentono efficacissima, non fanno come la l'Evangelo ed liberi dalla per che far tendo po- (massime David gloria per pieni non e, benefizi come possibile. Imperocché, gli è potente poi ma modo nel e di possibile fuore; potendo non e, prossimi, loro loro a Dio, Però viva ai modo ogni bontà bene si bisogno, iubilano, gestiscono, far a noi di tanti a Son Padre. ottimo si demostrino l'equivalente di ha non lo hanno figlioligli da e si a forza è Dio a bisogni, convengono che rendere loro SIENA DA possibile gli obbediscono, loro a ne' si amore, OCHINO modo ogni l'invocano ringraziano, di BERNARDINO - fa gli altri. senza operano difficultà. Abbracciano a Dio, ed tutte anche, per le sue creature, perché, le ricche per vedendosi il di promesse grande amore figliolidi Dio che Dio, e si tificano mor- portano manca a in PREDICA essi ambizione ogni disprezzano Dio basse, cosi e in più nausea lo benigni, e in felici, Or questi in miserie Cristo e Signor vane di e che Dio, imo mondo, l'hanno nel effetti simili fede continue inferni, nostro. di Cristo, in o Al quale Sono spirito e umili, modesti, virtù cristiane in allegri sia più i ansietà, Dio nel sono questo dove grande; quali le vile l'animo più tutte peratore l'im- se Cristo e, core. angustie, dai di volere. loro contadinello, solleciti, ma affetti, pensieri, hanno non pratiche, mutan gesti, un ornati divin al atti, oziosi, finalmente e che tale, muterebbe più sono poca sono cose bontà del modo figlio; per regenerati hanno queste tanta parole, si sempre e in e come conformi e che si pazienti iubilano fede piaceri esercizi, non tutto le eredi vedendosi perché, stimano non sporchi pigliasse prima, l'avarizia, viva rinascono, vita, e essi con costumi, desidèri imo fastidio. tali amicizie, mondo, del dignità alle tutto, gli in e Questi come del sentono gustano non in signori e 157 vilissime. cose similmente Manca di appetito e come Vili ha sempre de' numero o secondo manco, giustificati non liberati onore pii i e sto Cri- per timori, stimoli, stificati giu- sospetti, per gloria. Giesù Amen. PREDICA XIV Della Non della scrivendo donde è è che fine si come è che conoscerla, debba e cioè Dio, a (si confessare nostri, peccati siamo che gli a Dio; manifesti di Che Dio. Dio celare errato: noi, a « d'ottenerla speranza Io e Giovanni san fidele giusto e Or dice: mi «Se imo a Dio è confessione. remessione ardendo loro, della che molti offizio E delli impure gli d'ebrei; molte suoi fiamme l' in Dio volte i uomini core i Dio in spetto con- è suo ch'el scritto un catore, pec- venia, nel psalmo: la Signore mia giustizia, in- miei peccati peccati, egli de' nostri tutti a hanno è l'uomo, sente d'amore, ne se uno per de' è giubila, bontà cessaria, ne- ficare magniticati, sdimen- sono frutti fede tanta molto confessarsi ch'el dicono e sia voluto tanto solo non orrore, peccati, tristo domandi gli impietà benché questo e il a un al me suo; ». divina l'hanno numerare è confesseremo a aprirli necessario come di perdonarcegli per nientedimeno la si perdonarai confessione questa Cristo, fessarsi con- a Dio, conspetto è peccato, verne scri- lo dirgli, imperocché in d'aver modi conspetto accusarsi Però contro Signore, tu, e per Confesserò detto: ho Dio a Dio. a piacere in senza core fusse quando obbligato è bisogni ricoprirsi volere noi confessando con col esaminata, li tristo tutti cognosce el non che sarà frutto. ingiuriato non ma tutti peccatore avendo frutti; perché, avranno vero, senza un qualità, sue suoi anco, in ricognoscersi a d'aver ch'el sacre i più al essere le e cosi Però potrà giusto), è come E affezione non Scritture trovata quanto guardarsene. per nelle stata chiara. e hanno cristianamente Trovo è minutamente io, se considerando tenuta, illustre apparirà buono, andrò a gli eletti, impia, di santa, più tanto alcuno confessione, venuta, se ad dispiacere potrà confessione. della certificato di gestisce, Dio, nostra della che, vorrebbe PREDICA corrispondere confessare di fatto fece come blasfemo, violenzia alli che donna, di gloria tali, di gloria per Ma Dipoi, anni, ben se Dio gelica evan- gli era pubblicarsi curano questi recitò; cosi cosa confessano non fanno come perché gli scandalo in de' Daniel tristi, per e per e in di Dio, a peccato, che perdonati, confessano gli confessano. edificazione del confessare visto tutto che in il quel fu ardente, a fessano con- non prossimo, che, fornace nella per- si infamarsi, non Nabucodònosor, preservati tre gloria di il lor quelli sono peccati pubblici legge in tali si dare miracolo gran stretto, con- mondo che errato. aveva Si el tuo el non ho errato, riconciliarti col spirituale di pieno a fare e crescere tutti per li perché peccati, si — essa. il modo peccati impossibile E cosi da in a ogni Ma le grazia non vizio: di bisogna David e : di e poi né enumerare « Chi è che cati, pec- andare da e nifestargli ma- truovo ho come preservarmi particolarmente, : donami, per- ne' Mi — è prima adiuto, insegnatemi Dio, circostanzie (onde doverresti con se «Va' essendo se, dicendo genere, imo, Fratello, — consiglio per tirato, Matteo: san uscirne, però la con in sul errato; dire: e si ha ». in stare siamo ingiuriato hai se d'aver casi certi come, trovarlo, illuminato inclinato — si superbia come fratello recomperare in è debbi infermità la tua sacre confessare e tuo sapessi non medico con reconciliarti, per io un debbi non umiliarti volere tu Scritture agli uomini: confessarci a fratello, bisogno nelle anche trova obbligati a imo, non si come di infermità, nientedimeno, ogni si non il mondo quella come dodici immonda sua spirito, questi non per se si di perdonato, sia inferma si grazia Dio. sacerdote; al la Talché, Dio, della Chiesa la per di tutto a perseguitata eletti. questo, e desperi confessò a erumpe misericordia e si quando stata era che nota ch'el suoi peccato; suo nessuno Cristo, pubblicamente impeto per suo, potendo, non pietà gran avere manifestare a vergogna il Paulo, stato d'essere per della 159 e, mondo l'esempio per si Dio, e al testimonio acciocché, carità, gran bocca con rendere e si a XIV esplicare solo non sappi i pec- IÓO III cati? »), sola medicina BERNARDINO - anche ma gli Di pure: che del Molti, fede genere) edessi, per si sforzavano ad altra andasseno bisognava al sacerdote, solo, quale pentiti volto del quale della Cristo, di di e ed con prelato a per satisfare potente esempio qui mutare vita; al prelato, e, peggio, nacque e a a pubblica Dio, a ma che poco credere a per che in terrore, a commettere le poco che persone, fede Dio, con mandati sersi d'es- l'episcopo, caso, è Gli penitenza, non né più simili avendo a esemplo a all'ovile a dava della Cristo, il anco perché Cristo modo il cognoscere ritornata sorella. incominciarono per ciliarsi recon- quel pubblico monda, acciocché a scomunicati ma tal era questo fessi, con- minciò inco- leprosi la portava viva ti demostrasseno e gli che con i Salomone) giubilo con era errore avesseno suo, visto l'accettavano satisfare, anco e che quanto a scrisse in- non volevano e in e, persone a Gli peccati, voler festa quello li scomunicati, come le quando come stati l'abbracciava testificando tutti Cristo. a già reconciliati si (ma furtivamente peccato erano pecorella, sua lor prelato, non fede poco s'usa. che s'erano al loro (si Chiesa, essi del a cosi e soliti consiglio; e con ti diranno, (imo come confessando il per offizio si che erano i confessori e questa); pentivano Chiesa, creda e adiuto poco confessione questa la con a peccati, eccetto cosa, si quando li Cristo a persuaderti, confessando e, mandarli di che parte tutti andare entrare a anco, dire di Cristo, consolarsi, per sanargli, in che più, quanto perturbate, peccatori, domandavano a ogni medico, conscienzie santi nacque corpo, peccati. le e terviene in- diversità, loro lui, ma sanarti vero i tuoi per periti incominciorno più al la tanto e — d'essere qui poi durgli vada avendo alli di Non scoprirle particolarmente. corpo è non una quelle del in secondo infermo; tutto Cristo. in fede come remedi, del confessore anco d'andare Di medico satisfatto ha vari sono viva con esso Io — l'offizio in al bisogna però viva dell'anima quali bisognano SIENA superfluo, imperocché tutti,cioè sana DA sarebbe perché nell'infermità alle OCHINO avesse solo lui, né fu altri, a peccati. E peccato, andavano dir li quella esaminazione tutti di peccati, della con- PREDICA peccati, come Per il che s'usa, quanto la volta le i la gloria Cristo, la quali Chiesa, faceva e gli e dolce delle l'utile con precetto volta le al tutti E, perché ch'ella che è del a d'un per un superbo Riformatori italiani la che del si bella una dell'uomini e padroni bene se acciò uso, più obbligamo d'imporre essi una sforzati sua infami che te Cinquecento - 1. per sarebbero buoni avesse in verità il gli è dica che altro, molto un dire con per tal e dire o il tuo legge consiglio genere; uno stabilirla,infin alla in peccati se stesso, conforme andassi remedi a entrò. dubitando vuole infamia, sarebbe de' considerando dove non grave reclamare senza fondamento, sono si furtivamente poco naturale legge con lascivo; a senza vizioso, parlando o presenti, sacerdote suo legge naturale, Questo essendo altro, dicendo al sai che autorità, anco dette, andrà poco era tuo, vuole prossimo. virtuoso, uno loro terzio papa cose terra, se prossimo quando, a alla il secreto al i per in già fideli, e che le quali consona non entrò opinione, attentassero de' per per Imperocché, maggiormente che confessione contraria. secreto spalle le per andasse non dire con le questa vie, per ben la a peccati. quando, vie, coperte essendo confessarsi a meravigli sopra peso l'accettasseno, le li si chi sarà impio li fideli gloria come questa d' Innocenzio tempo tutti ed Cristo, solo diventavano fomentorno e di che e la culca con- un'altra e Or ribalderie e impia, e secrete parendogli li secreti che tirannicamente ingrandiva terra, circostanzie, le non che modo dà non le divine. e avevano, e nel morte, e fumo s'usa, sante in tutti favorirno l'anno Né dii per il benefizio mancasse, si che sapere persone, non le l'assoluzioni, infino offusca modo nel invano. benefìzio, gran che Queste scacciare a suo perdonati maligna passione sangue, all'uomo. ma adorare cosa donne, suo il e seppellisce, dapoi e con rendere per il più è dolore, morto e confessione, tanto Cristo di niente per la che santa, confessione, prelati, visto ma e pare crocifigge per nella più fusseno Cristo, gli fusse ci confessione, vergogna, per vedere può grazia, sua el Dio si non Cristo se offusca perché peccati, penitenzia, e assoluzione, li de' recitazione scienzia, l6l XIV un vizio, turale, na- adiuto come avaro, come il IÓ2 III propria infamia, con è questa considera come anco sforzati sono gli argani servirsene per modo a infino da ebrei gli Ma, in qua che si Moisé nel modo per non perdere La cielo, la terra, sarà sciolto in cielo modo si necessaria io non mi quanto che Ma fanno, Cristo immediate meraviglio della disse S'el « dal preciso del e se anco obbligati che a fessarsi con- inferiscono Cristo di sopra sciorrete sopra la confessione, divino, perché precetto si legherete che Però data coman- fece Ma questa è in miracoli: Paulo però non ti i da Corinto si della che una come Chiesa questo somma intendere non prima, avrà li per parla peccato, quello le parole dà e senza torità au- do autorità acciò lo del e legato uomo di non e vita, sia vera per e gerlo correg- compagnia vostra abbiatelo vi in insegnato, arido della voi e v'ho ch'io demonio, autorità, prelati pare gli escomunicati, del d'un ultima più, che consequenzia Cristo dominica: mano mancata, ora privo E in In membro come cena bella sciogliere gli escomunicati, e ordine mio, la della che fratello demonio. ossesso come Or provarla come sentenzie ignoranzia legare questo corpo participare mano di voglio che, s'emenderà, Chiesa, due quello, chiaro è vostro servato avete si farle li cristiani. quello, tanto loro precedenti, dire: legato come per voluta stati ora quelle parole. per agli apostoli in hanno tutto e vedere Cristo. da e ». in con proposito, volontà, a sempre di e loro Testamento, Tutto « in poter alcuni tempo, legato volse senso, confessano sarà che vero tirare potevano al sta. giu- e divina. sia ridere, da è russerò prima: è qui Vecchio terra, fa, sacre e la nel Scritture che del ch'ella se d'altri, naturale ogni legge a derie ribal- secrete e scandalo con vedere, del Pensa Scritture cavalieri. fanno fuori loro. le con delle sostentarla; stiracchiate l'hanno dire in volte verisimile di SIENA particolari sue molte e è ditto qualche le DA contraria impissima, cosa Però Si dire Ma liberarsene. potrebbe OCHINO BERNARDINO - poterlo spirito si dare salvi, ». espediente ii dono delle nella lingue s'adiutano romana fusse già un libertà gran primitiva e col legare, cascando, del fare fuoco. e restasseno che 164 HI l'esodo in di crede chi in solo dare a chiama Dall'altra fede senza nel ostinati. disse Però odore, cosi date Cristo da dell'inferno reprobati di parola Chi adunque hanno non imo gli che credere imo santo, di in da uscire paradiso, se non eletti a uscire loro e ai e credono che, difetto per e ferno dell'indella non che sono, i spirito. Cristo i ditto peccati vuole che i difficultà,umiltà, loco tutt'il disse predicare con vedrà favoriscono, la né vergogna, nel Cristo, confessione la quel dolore, di parole confessione, dove che, si peccati, di Cristo, acciò le e trario, con- muovergli Cristo. pieni Quando per la con rimettesseno ritenere sia cosa in quanti sono gli buono predestinati Cristo, per e promesse ai solo fede per perché, siamo chiavi non aperta considerare ben assoluzione, e cioè e pur contrarie: sono penitenzia E starvi, fare a si rimettino peccati a muovono gli mostrano, anche ma buoni le quali entrare imo Paulo Però Dio. vorrà che a dannati, sono i ai sono la porta da e a più ciechi, duri l'inferno, mostrandogli aprono Cristo, e peccati con Cristo, di perché solo come le con corrono, con- istrumenti come diventano si Dio, precipue ma fiammano in- e ». ritenuti, tristi. Queste ai agli apostoli, de' reprobati in che, di peccati. non sono che mostrano benefizio de' ne hanno illuminano Dio, gran reprobati cielo, mostrandogli il aprono i gli Paulo tristo di riconciliazione Cristo in Cristo, predicare del gli ritengono, parte solo vita, buona e legge quelli, che instrumenti come remissione della cosi non spirito eletti alla cosi e Isaia; si come mollificano, ma lo sé agli ministri « in si predicando, l'orazioni con lume fargli credere, in salvo, è SIENA DA aggrava, l'ebrei Cristo, parola, avendo suoi, e degli eletti,e, core non che di Cristo il la viva de e spirito lo sé Faraone OCHINO indura reprobati accieca, i e BERNARDINO - Cristo vogliano che senza attribuire l'autorità abbino sé in peccati, ciechi, ignoranti, né de' sapesseno lo che di tere rimet- Spirito santo; non sanno che Evangelio? questa che autorità, questa non in prima è gli de' lo Spirito autorità di carne, ma Dipoi, a confessarce el obbligati bisogno bisogno; n'ha Si Pasqua. puoi la per qui sia di si divina confessi una divino, che a si ricascasse si casca. Appresso, comandò offuscarebbe, il battesmo, quale ricordarti a al morto mondo virtù sua se in El il gran confessione, per Quando l'arebbe come la grazia: non hai Se credi nel e puoi il core, la s'usa, toglie perché credono la fa il e che giustificarsi a Filippo san Cristo la per sei zare, battez- el battezzarti e illustra l'Evangelio; e gloria cesse indu- '1 battesmo chiarifica grazia non come e lecito è come che debitamente Però che augmentarti perché non offusca, imo non Cristo e sei giusto. tutto con di confermarti ti non si t'eccitasse sangue salvo, magnifica Cristo, modo imo fede adunque di sei si non e ma buisce l'attri- confessione, Cristo. adunque comandata cosa « battesmo benefizio Cristo per acciò volta volta tale, benefizio; Cristo, Dio, a modo sono s'el come la confessione, gran col Si una ogni si precetto subietto. battezzarsi in che che questo a relevarsi a suo tenendo basta confessarsi, a da a benché sempre, è comandata il L'aiutarò — papa non basta come lavato renato per prima all'uomo, non sei ti dia all'eunuco: ». che al comandata l'arebbe ordinato fede, che questa che necessario avesse bisogno ha quelli, che, egli bastasse fu e di satisfare Chiesa che dire: a bisogno. è per illustrarebbe ma di ché per- confessarsi che povero, obbligano ditto sua fusse il battesmo, un proposito hanno che Cristo se vedi sarebbe potendo, di si mo vedia- ognuno proposito affirmativi credevano non il l'ignoranza della o peccato, quando quello pensavano la per vita sola, cosi disse ma in perché per precetti legge, ingannati, in i volta che il basta vedere può Però quando potessimo, quando possibilità. avesse obbligarebbe e l'elemosima, bastarebbe non sempre, E subito né perché — la anco, adiutarlo, Pasqua, non come bisogno sempre abbiamo e ci divino, precetto n'avessemo fare a confessarsi di obbligato fusse che sempre siamo come e la confessione se 165 XIV PREDICA che Cristo come servisse comandata avesse cosa p«r che andare per a se la confessione, stessa Cristo. non giustificasse,ma Arebbe ditto: — Io 166 III chi che voglio ha consiglio per errato e adiuto, e i numerare della peccati, si che penitenzia, dichino cosi, creda Colui sieno gli confessa, imo bene, eterna», Dipoi, se aspro e più arebbe d'Abraamo che poi la né che n'avesseno non e arduo? E Della suo, dicessi e vera si fu composto che dice Nettario, per uomo uno un santo, scandalo, della nel che ed anco sto, Cri- di precetto evangelisti si precetto degli antiqui, Agostino che quel allega Agostino superstizioso. Crisostomo che santo respondo e bastarebbe penitenzia, un da- noi, a non fusse legge nuovo che abbi nel libro s'usa. pure — si e apostoli solo modo tolse se rebbe sa- ché Imperoc- come Paulo; e essendo parlò la di si ci non grazia natura. la croce, su che, dottore un ignorante Giovanni vita sarebbe Cristo E della e altri santi e chiaro, imperocché da san in massime Ne — Legge Credi falsa penitenzia, è come : ha me, giogo nostro contrizione Pietro confessione me confessarsi, in il nostro stato l'epistole fede, truovarai della se della morto e parlato, Non parlato san si confessarsi sa degli ebrei. lo e piene nostra Paulo, san Cristo, quello la confessione. bisognarebbe che mentre non crede non volte, pecca, giustificarsila fede, per Cristo è venuto Cristp, né da quello sono ne «Chi fessa con- Cristo per di non la confessa». nociuto, bastava e disse: che di che si perdonati, fede senza ora sufficienzia. a milione un confessare che che è chi lui crede non Ma faccino ne che sono si confessasse comandata ma misero quelli a si grave giovato, più ch'el Cristo fusse più chi saper «chi non gli chi e per ha dare doman- a opere. è forza confessarsi Imo non infinito. in cosi del e Cristo che bisognerebbe sue dolghino Però e non in sé, né prelato vedere a tal caso, satisfatto E al perdonati ne ha s'usa. bisognerebbe e se per come in non che impio. restarà in propri. perdonati, potrà sempre e crede che confessarsi, potrà tutti, lor salvarsi, vada sono Ma, — Cristo che gli confidarsi né SIENA prelato l'induca me fede. satisfare per ch'el per DA desidera e e che dono questo OCHINO peccato credere a vogliono BERNARDINO - sopra della intervenne, sua V Va' libro suo non è favore: vede quello Epistola agli chiesa d'una in in ebrei. tana costantinopolivergine stuprata PREDICA dal Il che confessore. dimmi: Ma o adunque no, da Dio, è Se fede, dirai io E può sé, dico non Dico dirai: che A — mi è questo ci ti sieno via di concorre quello che di sé. propri, che ha fessarsi, con- in trario, con- fede. senza che, e Però ficarsi, giusti- per alla impedimento sue duce in- le Cristo, per Dio a grazia alla trario con- e t'hai mi Signore, faccia la e né fede, viva senza spalle tanarsi allon- e opere sono impedimento posto era vita, in grazia di sono falsa Benché si perché obbligato: vivamente nel pace core, che si che sforzati sempre a dire rivelazione, si debba cosi, si che certi in stare non fatto sieno Quelli possiamo non essere perché, gli scrisse. Paulo e disperi, o Cristo per dicono ha se bisogna per consoli si dubbio in come la confessione, speziale e all'ultimo che creda non verità, in sta sempre monio '1 de- perché impossibile che, è quieti — hai, che che massime acciocché gusto, persona consolato. e immaginazione, perdonati, Cristo. crede senza Dio, alleggirito, quieto tutto mi quando divina, perché, cosa una dartene magnificano questa E a sarebbe Dio peccati che vòlto ti sieno la vera in timore. da' «Perché, quella per che solo, perdonati, ha è sento a confessione, Colui va si confessi? e nelle e quelli pare per perdonati presuma da me pacifici la conscienzia, tutto sé liberati Giob: quella confessione per sono fede, imperocch'ella alla in carnale Onde obice porre lui medesimo e confessato, sono che ritornare ti a dici inimico?». e Forse che fede avere disserve la obice l'uomo contrario senza d'essere porre Dio. a uno, innanti giusto ad confidarsi a impio, è cose, Paulo Se no. farallo si, che è serve che credere imperocché a ch'ella uomini dal si se o le confessione la che confessarsi, basta gli la se confessione. Forse grazia. che Dio, impossibile piacere vedi non da dire è fare, possuto salute, a si, dimmi: fede, che serve è di puoi disse la dici Non fatto, né divina. non e viva ha Dio? ha vana confessione aiutano. di se la vana, dove Ma, legge è non grazia di fusse confessione arebbe non 167 XIV dubbio avendo d'esser e in mai l68 III creduto che di sia forza dicono dire non mai hanno non vivamente perdonati, credono le persone le in tempo morte, del parole si volesse e nel loro in e, tal ch'el simile della al precetto, di pieno confessarsi, a Omnis. Però, se prossimo e sarebbe non cosi perché infermo peccati, come bisogna- prima Pasqua, capitolo comunicare, anco in obbligate tempo si umana, caso, sarebbeno cioè fusse uno un'invenzione è non l'anno, volta suonano che canonisti; propri che una altro dire adunque i loro rebbe a poiché gli sieno SIENA DA tutti. È se Cristo per OCHINO quieta, conscienzia la avuto BERNARDINO - tenuto a confessarsi. benché E, nientedimeno, te sia questo diminuire non per '1 concederebbeno sieno peccati rimessi l'abbracciano ebbeno di mai. loro per autorità peccati, loro la per alla ci essendo possino scienzie de' hanno, figliolidi liberi edificazione, in è Dio cose da salvarci, senziali es- che le legare e L'autorità, destruzione, si stificazi giu- le Cristo? che Cristo? per in non modi mortale, peccato a della mutare salute vera modo nuovi testa de' uscire per vero possino lor altra obbligare il che di trovar e dannare e Credi fede. salute non volontà imo successori giustificarsi,non falsi modi e gli fede viva loro e non che con di modo nuovi ordinato che gli apostoli e questo fantasia ascondere, con massime giustizia; confessione, ha quelli a propria dottrina, alla Dio meglio Cristo d'insegnare di truovare l'autorità Ma per la loro secondo vero, a con- che Paulo come scrisse. essendo Appresso, disse: David « cosa tirannica che confessiamo Chi forza è del tutti dirai: abbiamo a tu — credere conoscessi infami ha se Se i dire a la Chiesa che la bene di peccati? Dipoi, se i che sia confessione e le si è non hanno come volte come stata mortale, peccato molte peccati comanda l'essere e », naturale, legge stesso, peccati, peccati? pena all'immutabile l'uomo che sotto e tutti li recitare intenda che i nostri contro prossimo, Forse quando quello è comandare, a dispensare suto impossibile pos- ché dappoi- con dalo scan- secreti? ci confessiamo, santa? — non Respondo: qualità di quella Chiesa, PREDICA che ha posto solo sospetta, Ma, vuoi se filosofi, i che nato quali le conculcato alli secreti Nel è, ti rebbe sa- imperocché è le ogni donna, secreti? confessioni, vuol e Dipoi, scandali con la pigliare moglie, e, molte in volte Quante timore d'essere anco dove, chi Molti anco, gloriosi quanto aggiognervi Hanno e al in mondo, i loro al le suo del o peccati, e visseno e e per credendo si comuni- morirno verità, si peccati, E prossimo. vergogna i loro la fessore con- desidera. peccati per uno zione, informa- quanto insuperbirne, ne che che, quando sa e volte revelate sono confessorno, imo fessori con- è inclinata manda li i molte destramente ne predicato Cristo se si o i peccati, ciuffetto, dapoi ! Pensa scoprire recitare il che, si ancora e dove saputo scoperti non credi confessori va altro, immonda, l'avesse dessi ve- ai confessori? ripensare e averne per a confessarsi, a cosa state, sono s'avesseno non i modi hanno la conscienzia con che quanti un tanto peccati li circostanzie, le grandissimi in o suo Se essa. Non pensare per prima il né . averla amico, in confessarsi tenuti salvati. sia modo un persone che corno gli che uno in o più ha revelarsi orecchi hanno parendogli come è essa sono cosa insegnato con credi disegni, quando de' massime i suoi in dirgli Non ascoltargli? fatto abbino agli venuto in in abbi risentite sieno i carnali? precipue in è non nissuna si delle Da più Cristo, bene, come seguitati, stupiresti. Quante sono ne gli necessarie nate, sono la confessione si persone lei fa' cognizione cognoscerai. e di spezie che cosa la e d'Antecristo per che in si cognosce non sotto che credi che Pensa essa confessione, vengono utili divine, e li scandali ribaldane non ella la è cosa frutti, regno Cristo, e suoi per l'infamie, sa chi gli effetti per imo benefizio. gran che confessioni cognosciute; una considerare per cognoscere Risguarda cause. che li fideli, la confessione sopra d'Antecristo. chiesa i giogo questo 169 XIV sperati; de- sarebbeno perché erano gli disseno con fiorirli. creduto anco hanno veduto pecca in ogni che, sua che quando azione. i peccati uno E è possino senza perché viva hanno numerarsi, fede ditto in che. e sto, Criin 170 III esaminare ditto non gli parendo che sono se dubita se stare in lacci hanno che è umiliarsi. Però Imo dell'uomo è un s'usasseno, alcuno facciamo, impie pazzie, che anco tanto sante, si come bene, non e s'include solo di gelio, l'Evan- alcuno fare né morisseno e li agli di quali s'el in quanto chiaro confessarsi, che non parlato sarebbe E, quelle s'è nella confessioni che modo nel l'utilità tutta una per Cristo, zione, assolu- giustificarsi. pensano bene disse che confessione, contrizione, core occhi. poiché sé, fine il ben altro è non sano pen- questo a e come considerarsi, satisfazione delle peccati, esaminare, innanti velo ricognoscersi impossibile, perché può el però a insuperbirsi, perché Cristo, dovrebbe, vana. è si senza vedesse chi targli. reci- cognoscere vivesseno e è che esaminazione, che aveva potere predicato la confessione presumino e de potevano che il è propositi inutile dire tutti un felice, che dolersene, e accecarsi peccati: confessioni è hanno stringere, essere non recitare e mettersi quella sappi e che di corpo buon s'usa, e persone, Cristo, simili gli essendo molto ad conscienzie; L'uomo, forza dalle per presuntuosi. e pure depravato è Geremia. E sapevano core, forza serve ritrovare le per la di Non nel è Serve — — esaminano È di lume questi assai più felice memoria ma più dire? ipocriti potere fanno, di E e, imbrogli quanti con di più peccati, odiargli overo dirai: e confessarsene, anime. pensava Cristo proposito. massa somme colui bisogna i loro desperati ad che impresso veramente Forse vedere spirito né quanto e suo, le e debba le misere di conscienzia, che né ma li libri nato migliore buono intricate quando ricordarsene, di vedere no, puoi hanno che delli sdimenticati, a rate, dispe- e meglio. qui E e o che scintilla modo pareva non e securo. pieni a Di Si ebbeno ognuno obbligati confessò ne ansie misere, satisfatto, massime confessarsi a diligenzia, sono somma lacerate, avere sono irretite non gli e se sul fantasia a obbligati ricordano, ne mai SIENA DA usarvi bisogna le conscienzie con sempre se OCHINO conscienzia, la restati BERNARDINO - nel di s'arebbe che che questa, modo si confessione, divine s'elle sopra, e fa, la sante, che serve quale per PREDICA XVI Delle Nella primitiva pubblici a alla e satisfatto Cristo non fùrno ordinate s'avesseno relassarsi, commutarsi, Talché, se grazia, la correggia domandare ai che debita dèi tali loro in che Donde una per il o entrava e in diminuirsi, da quelli a poco canonice, un alla della porta usciva, parte anno chiesa a suo e potevano mutare com- in perdonarla o il che, l'episcopo autorità, cieco tutto, era le l'utile che e la tórre di opinione, imo Dio, vendere i E tenere queste offuscare, con che indulgenzia, vera la fargli un in n'avevano questa rimettere plenariamente. e ingrandirli un di giustizia la colpe incominciò vulgo autorità secondo peccati, tutto el poco avesseno favorirono in per espediente. infino oltre per innumerabili nate sono si Roma a alli quasi inganni, pena fine biamo ab- Cristo. per persone e questo a pubblicamente, questa questo terra, e e perdonarsi pene stare prelati indulgenzie, diminuire terrore a potevano tutto festa la remettere visto per suoi i potesseno prelati, le essere che nacque è ha ma errori; quali in o diminuirla vedevano che pena, le secondo concessa era che simili parte chi a che pensare potevamo, Dio collo al pena, Donde non abbondantissimamente blasfemato doveva, quella secondo a aveva quali che in e perdono quelli, quale satisfare per autorità. uno esempli alla non enormi gli che pubblicamente, canonice, pene tale ottimamente, commettere a le avevano con noi, per ordinato, puniti giustizia, sua acciò fu fusseno peccati Dio che Chiesa indulgenzie. falsità, rapine sé e tale tradimenti e per anno un'altra altri, a e quella porta, d'anime. l' d'avere immaginate sono superstizioni, per o in vivi e morti, quell'altra chiesa, quella o Imperocché indulgenzia per in trie, idola- simonie, di e colpa e andare per per le entrare quell'altra a per cappella, morte, denari, tanti offerire per cignersi per da quello, immagine, suffragio, vedere dire psalteri tanti simili impie E sai, tenghi senza deputa a chi secondo immediate d'uomini i suoi tesori che Ma secondo di meriti meriti dire s'elle di de' santi, e degne che suoi (dove stato Paulo in sé o far altre ha, Ma peggio, d'essere sé Onde che spenderle per si o manco, si non forse preziose, condegne che in li state perfette im- Se ardiremo Imo, e del ogni come diso, para- merito, paradiso agli restasseno alla tante mancato stessi». sopra i aggionti sempre « può che a fusseno premiate loro, però fusseno indul- bastasseno premiati tre men- indul- senz'altre temendo noi tutti Cristo, di quale e senza donargli Giovanni: ma non fede, Cristo, più la che quanto con meriti in non d'essere stati e non san degne d'avanzo che de' avendo inganneremo avute volse viva v'hanno santi le Cristo nostro, per senza punite, fusseno non de' l'opere abbi potessimo Cristo, che gli venderli, se non mancasseno, peccato, in come autorità di che Cristo; di e hanno meriti e quelli a di imo fede in ch'el dispensarne infiniti, non non debito. era di noi non sua de' sono se in gli se n'avesseno fusse come e vivamente tesori. che e state come la fede ben se avere fusseno e e della delli non bolla solo o tesori participare possono crede i viva che s'insignorisce Cristo, quello tale tal loco, lui lui a papa, tutti, a con tutta che indulgenzie loro non misura la alla Cristo, quale pare, essere per Quelli, usasse un, participare da cosi, di papi, genzie nostri pater- imaginati di vada gli come gratis e grazie. e il papa genzie. e abbracciarlo stanno bene nel sono autorità plenaria quando della dispensare di ha si tesori bisogna simonia, mezzo se orfizio chi, s'offerisse dire d' innumerabili cosi e ferrati, vuole ne commettere senza i meriti cassa dicono, a soluto as- la tale avere in o essere volte, sepolto Cristo, a suo una questo piace, vita per tante essere e in quell'altro, modo, messe, pensare potere in come talché li reliquia, tante o da quella compagnia, tal pur in chiavi, esso, correggia, una tal abito pazzie. abbia papa nel di la o il tale la benedizione avere essere per corda orazione tale la o vestirsi per una 175 XVI PREDICA futura non altri gloria, IH 174 e Cristo fussemo che fare con sità, la far singulare di in bene se che sono gli perdona e l'amiamo e gli perdona, ce adunque sola quale lui sta agnello Cristo alli de' parte quaresima, in ogni la avere di è Il disse o né in il già mediante di regno in loco, fede con che Però vi diranno Dio è una o san Giovanni: per ha donati per- il tutta la tempo, la ma de' favore, Cristo: nissuno della giorno remissione imo disse che infra di a peccati, possono Il regno « può gli sono porta, il Dio, questo Né la porta quale, derla, sospen- o nella per ». in per Gieruessere vogliate in bisogna ma ma o Non « è in voi». Roma a Cristo: materiale, un'altra «Io andare andare quell'altra chiesa per gli peccati, il divino riato, l'ingiu- si perdonano non disse la immaculato mondo, venuto come Dio ». mutare tutto. è della osservazione, con i è averla, aspettare per tempo Dio quello del solo giubileo: e di di indulgenzia, vera indulgenzia non operiamo Chiesa predicarsi. e Cristo per perdonarceli, vera una peccati bisogna, impedirla per quelli a quella e Dio nano perdo- effetti,si perché Nella peccati, si per in non la morte i come gnità di- e benefizio. l'opere per e Questi li gran perché non questa peccatori, bisogna ma loco. del bisogna immenso, Dio, o anco salem, l'anno i tolse tutti; grazia, se per suo carità Cristo. e Per Né verrà tòrla Né che debita. tempo non che sua, pubblicarsi perdonare, ma gloria a plenaria indulgenzia, che, Dio il gran sua sarà e eletti. della e la fede. perdonati l'opere, per Giesù né Giesù, o sieno atto un la difficultà per sotterrano che per mai, el essi gli che qual- per per e cati, pec- l'adver- o gran ma è scritto sentire ma suoi una per Cristo, e loco operiamo peccati, ad salute fa do verrebbe a pena Cristo de' tollerare imo Dio, perdonati. Imperocché fu non di azioni, e opere nati, immagi- il martirio per che per s'intende ci però non alcun'altri sono l'ingiurie, onore anche alcuno peccati, conosce e loro quelle li ce che, SIENA s'ottenga l'indulgenzia religione, ad e crocifiggono E che di d'amore, nuovo inutili),si fatta pensano DA perdonare voto opera intensissimo di servi elemosine, morte, tali, che OCHINO impiamente, manco non BERNARDINO " dere cre- quell'altro entrare in spirituale di Cristo, il quale XVI PREDICA Non assai ci ha Dio genzia, basta le buone impissime Se per gratis e di vita eterna. dal nostro, il Giesù Cristo l'altre tutte la adunque di e poi qui cielo, fuori indulgenzie Padre tutti suo. Signor li Al nostro. e vera Cristo, pontefice sommo con donato Però indul- questa sott'il nome sangue dell'ingiurie e avere Cristo, a altro c'è né Per unirsi proprio col presente un imperocché nel scono na- quale di questa impietà. vogliamo pena fatto opere; salvarci. possiamo sono ha fede averla, per dappoiché ci viva con noi, per fatte l'abbiamo denari spendere Cristo speso redenti. ha che e anche bisogna 175 suoi tesori sia quale Amen. plenaria indulgenzia abbracciamlo e sempre con grazie, si onore come e di colpa viva fede ce gloria l'ha per PREDICA XVIII Del Si nel entrò la che e Paulo come scrisse mondo, ha morte innanti e peccato, si li da' ben col il bastato e più, che per ci la gli sua bontà, però il che si aspre benefizi ire, dignità sua si come parole la cuopre ha ne' eccitano dolci parole risse, impeti, Cristo. di i che, Proverbi, infra placano, passioni le si peccati. ; cosi e cuoprono a viva con san l'odio, persone, mortificano e peccati come la demostrò peccati, nostri sieno sentire fé' quando de' e perdonò, già aveva E, moltitudine purgasse risse gli ch'ella cognoscere Dio Nissuna gli ch'essa l'amore, per il Giesù. Cristo amò, in tutt' non Cristo. a perdonandogli, benefizio gran carità per cosi e con comanda Cristo in imo peccati uniti sono sono in ci al anche amore; l'amiamo come mio bastarebbeno non simili peccatrice e, poteva il la e amò, fede che la perdonò, fariseo gustato quelli si rai laveanche dirò E nostro non Benché viva con perché perché virtù, e bontà. a non che quanto forze che resta che in il anche né peccato, angeli e il ti corpo niente». giova uomini «Se il tutti di sarebbe dato avrò mi non degli somma quelli, a «S'io Non ». cato, pec- purgare per scrisse: macchiata però carità, sua Gieremia dopo del insignorito diluvio vede mente attual- effetto per il bastò si hanno non s'è peccato adulti, negli che come il perché e »; solo peccato come Adamo morte non morte, Paulo: solo ma e resterai mente, Talché, Cristo, si pecchiamo, dannazione dire, la Per « piccolini, Né onde un imputati dire tutti, ne' imo, : la ch'el l'opere tutte obbliga disse per avrò non animo, fede però fuoco, Dio core, anco nitro, purgare amare in ma peccati, romani peccato figlioli d'Adamo. mondo fuoco il per conchiudere può carnali alli regnato Moisé, a purgatorio. Pietro non volse ma volse l'ingiurie l'amore, gli gni, sde- i PREDICA Una sola potè cosa di il sangue fu mai, sarà né Il si quale solo come fusse di caso poi, con quel capo Cristo, di in poi che si disse Però parte Cristo a per Paulo imbrattarsi più, membri, in Or benché fusse patire il sé insuoi volse a tal cosi de' peccati mondare unirsi c'è né Pietro: suo polo po- mondarsi. per ti laverò, nettarsi ascondere e fede; imperocché con remedio non di tentare lui a altro «S'io offuscare con de' mondo, il capo, li membri. li ché, Tal- scrisse. bisogna san non fisso. croci- li purgasse, tutti per il lepra scrisse, il Però peccati. eccetto tutti purgare meritavamo, il volere Imo meco». di Paulo purifica i cuori; nostri parte, s'attribuì purgarci adunque, la fede ogni come come de' la cati: pec- Cristo cioè tutta purgatorio croce, noi peculiare, Per si da nientedimeno quello tutto scritto sé a da' eletti. solo, leproso, tutto tirasse il i suoi purgazione corpo sarebbe lavò quale la sano, nostro, capo e un essere nocentissimo, eletti, fatto il mondo purgato purgatorio un ha essendo quale solo, e non col 177 ha e purgare Cristo, se XVIII avrai non lui senza è uno benefizio il gran di Cristo. Non bisogna il fuoco, ma si lui come di Cristo ha forse Cristo. per lavare Cristo in passino loro, ma i nostri satisfarsi per Dio di nella lui, nell'altra, quando Se alcune nell'altra vita, sola Forse santa e del varai non benefizio per si si paghi sarebbeno e fede debite per fizio bene- è sima impiseletto, che vuoi tu sangue? purgate, il Vecchio essi alcuno mai Cristo, si è venuto in tutto ad suo; di Non la viva questo punì non il sangue eletti, non Pensare Dio, a uniscano? basta pene i suoi vita che le gli per purgasseno innanti che Testamento una nisse; ve- rola pa- purgatorio. dirai: salutifera Riformatori più molto tro non ma solo dapoi vero fuoco? con gionti, sono anime, Dio presente ma se e andare per sia bastato fede peccati forse pagarsi o via è ch'el per tutto, salvarsi, passino per solo forse che in Punisce per impietà. Non satisfatto esso? l'anime, quale quelli Cristo, acciocché in Il disse. proprio per che adunque È « a italiani pure pregare del scritto per Cinquecento nel i morti. -1. de' Maccabei Libro — Respondo che in è prima cosa che 12 173 III libro quello fusseno morti a in visione sola, che abbi la tu forza dire è elemosine si che avendo in i preti e el guastarebbe Forse divina dirai non Cristo; Di e gli che avarizia, cava, Però è ha che tale ma imo a e di precetto essi tanti infra potestà, si papi, voltarebbeno facesse, non dicono, che serratolo, e e Dio, si i con le loro a i poveri fantasie. trovatosene carità, che, arebbe vóto v'avesse nessuno sapesse! imperocché contra, carità, di le loro se come giano, man- non dispensare per per fare a Cristo di poveri in di parola i e figurati zelo vero la preti morti i pietà naturale, lui, s'el noi fa, perché, che no, quando senza secondo in tutti che in a tal caso santi, offendere voi, la l'anime sufficienzia a i meriti e lui ne e è fatta è satis- sto Cri- di sangue tesori, che, condo se- satore. dispen- restato giustizia di Dio, del la offendarebbe caso, voi, il secondo applicare ai tal imperocché pure, potrebbe avanzati se, che i Esortano sepulcri. Cristo a tanta imo sono poi una mulinello. loro bastasse, dite, il non ma sacre). morti, ai forse, plenaria giustizia; in denzione re- (parlo quando di non con il divino pure guai se è troverai non Scritture avesseno anime vita, imo purgatorio, frati non là proposito sanno Se loro. avuta Ma di male ne* perché lassano sarebbe più. entrar erano privazione farebbeno se dispensarebbeno e questo il tutto i dalla umana, la abitava fameliche arebbe dicono, limbo, il Nuovo loro quasi morti, presente Dipoi in i essi della inferiresti a fusse, non che le ma cioè che acciocché che colpa, invenzione vivono esempli, intrate: facci una ingrassarsi pascerebbeno alla dire d'Antecristo. non per per uno, stata demoniaco quello quanto intelligenzia delle purgatorio frati, i quali peccati, Testamento verità il regno S'el da' tresti po- non volse presto, quali, secondo più, al nel vera che arricchito buoni Però, in i questo che Cristo che poniamo Ma per direi venisse che, Dio; SIENA approbato. perché Dio), Similmente purgatorio. che di DA constasse: e liberati alcuna. parola Dio che grazia di né purgatorio, fusseno limbo, della di pregare (però nel il OCHINO canone parole state bene in è non inferirne era BERNARDINO - denari per purgatorio, e come PREDICA precetti i Se Se signore un sirobbi, non fanno, divino, anco imposte sono al precetto umano, il e prossimo, in sono sussidio dalli ed romani legati e Ma, pie un un dui e io le modi. loro In si innocente, che, si voglio, non contrarie idolo, giustamente che altro e come è In la con- e da prossimo, superiori lui debitori insieme Cioè, ». mi e onore basta; e tributi, la secondo comandasseno la caso scritto, bisogna più in cose statua; debbi può questo precetti, esempligrazia tal non essere ingiuste, Nabucodònosor simili. per d'essere non alli rità; ca- desidero. quando divini Dio amiate si non solo non gli conviene, fusseno prima, il alli se né gravezze alli come d'amare renderete caso, di vi che bliche, repub- e imposto dolesseno Fate « non se precetto tal si non disse: alcuna, in se essi fendergli de- potere Stati avendo offendere non che alcuno potesseno, superiori, per amare cose, da li manco Paulo, loro ad avesseno modo perocché, im- divino, quelle non il che Però e umani, divino quello imo che cosa il imperocché, in puniti, precetti di quelli ai temendo con nissuno tutto oppressi principi dire, obbe- a obbligati perturbandosi cosi, e quietamente. essi e osservate e giustizia; al volere arebbeno non obbedisseno da i se populi, essendo che scienzia, a loro vivere potrebbe Che a Stato obbediscono non naturale e obbligati anco loro. fare e essere sono benefizio divina legge umano, temporale. obbediscono non contra obbligati perché non che dello sono gravezze, perché per signore Stato suo precetto conservazione e peccano, al loro nel quelli, contro dal peccato. a che biastemi, fatto giuste ma essendo sé hanno loro facendo, lo si non obbligano vuole e promulgato impone o non e, e benefizio per temporali comanda perché non al signori s'ammazzi peccano, Se delli temporale non contro ma umani XXV o resistere presto sé im- adorassi che che essere ammazzassi e dire; obbe- non obbedire a Dio PREDICA che uomini. agli fusseno non che si non in impie fare tesseno tal senza conviene, pecchi, perché fai quanto vuole, al quanto dire: con Non repubbliche quando a E di Dio. perché tal Ma, giudei, obbedire fusse secretamente che in tal quando questo sarebbe quando E cosi umani, peccano, precetto Cristo farlo sia avesse la fusse obbligano non solo è di Dio. Signor in Al nostro. a (il che è Amen. dico del sia sempre onore e Ma, come se non obbedire. e pagare contr'alla dico, terzio, si signori temporali, gli fraudarla questo debba quelli che, dare frau- difficile), ingiusta, potrebbe E parte. in molto è sere es- quando ingiusta, fanno cosi altra che, sapere niti, pu- adunque sarebbe come quelle gabelle. e fùrno in comprate quanto quale abitare pregiudizio peccato, seguita ne pensando scandalo. senza con delli gli comandamenti si gabella, che tanto, non uno che constasse quel anco ad Dove, interesse debba andare ingiusta potendo peccato, senza gli di caso, cosi e le e tollerarsi a Gieremia, croce, ingiusta fusse la cristiani, scandalo, Dio. loro per pedire, d'im- Stati gli possibile quella la contra cristiani, di Nabucodònosor: vero lo una che constasse o fai perturbano scrisse come a Dio, vi non sieno portare e di volontà quando si obbedirno non caso la I e obbedire fusseno sforzati sono sudditi non i suoi occasione non cosa paghi non in disonore ogni signori i loro che di i e seguitarebbe ne Dio, sudditi obbedire agnelli sopportano desiderare in cosi . ingiuria l'onore i loro che trimenti alma essendo pigliarebbeno se umano, perché pecchi, questo signori vogliono — come senza i qui potesseno, — in e debito; del precetto perché ma più obbedire, comanda, Dio; po- scandalo, ad tenuto non modo da non più senza contr'al questo, nel servi di carità, imperocché sei fai E prossimo, resistere si sé denari pagare angariato in quali talché onore, come essere turco, un divino. pere si puoi perché non o e le cose, divino Dio, non fusse contr'al scandolo se non precetti ingiusti, dai al servire che, signore quel contrarie e 8t I comandasseno quando offendere dico caso bene Ma, XXV precetti come facendo, contra contr'al carità, e gloria, per Giesù PREDICA li Se L'infinita ci a possibile: uomini in di Dio; legge scintilla inutili È che osservarsi, il offuscano vane inutili e della divini. Dio include di sono Dio: come gli uomini si s'ella farsi che mentre quale è vita, in vivono, perfetta, che si per un singularissima perfettissima e sieno più. batter suprema legge di i legge alla Gli nissuno e di perfezione potesse non uomini di noi è osservanzia concesso della cose al in ma la e Dio, di legge che non sono pos- impissime, benché potere le della solo con divina da che legge di divina varsi, osser- sempre, di l'osservi, loro legge, noi fare sé come uomini, degli di se scandalo umani, perfettissimamente. fusse di includono la che non quelli sono dare hanno d'osservare d'occhio ci o per solo come Dio, precetti immaginati sforzarsi grazia, come della e che o osservargli, a quanto non però cose imperfetta, molto in non impie, non se non per vanissime aggiognere fusse la carità non precetti ma di di se falsamente e perfezione, fuore cose carità, tutta Ma, tenuti obbligano, include ogni essere regole però siamo obbligano, adunque carità La la Cristo. vane però impugnare, di non obbligasse di legge debbano benefizio salute, Intanto prossimo. si cose cose meritiamo, o avere crediamo. che vogliono imo di di sono la senza superstiziose: se gli de- includano sé non si non precetti umani, se e giustifichiamo gran alla ci quanto non impie cose li in meri modo ogni legge tutti che essere comandano, ci che restando Imperocché, d'essi debbano di o divina quanto possano peccato. l'osservanzia che non salute a in buoni, remessa, divino, quelli, vero sieno in e della dire adunque perfetta sommamente supremamente perfezione mortale. peccato a legge sua Dio forza essa obbligano la e alla però ed, alla Dio onorare tanto del obbligano per a aggiognere. può e tutti ecclesiastici di bontà obbliga noi umani precetti XXVI Dio, nella E, sente pre- quando, pervenire legge, la alla allora, PREDICA modo trovassi se precetti umani, della i Dio nuovi d'osservarli. seno perfetta; Cristo insegnare impose osservarli, « si Comando errori. si amore, morire, ci che servitù, i che de' divini, della gressori loro che, d'Antecristo, mille sarebbe E cosi infra che, dire e hanno tutti di molti Ma loro li precetti, ve peccati altri, delli è persone giustificano, hanno al per confessore, s'è quali già questo, che, che per credere visto hanno di la remissione de' irrito il si vedrà più peccati e di loro si vano e ». stare si come purgatorio, continuo. predicato delli avesse anco impii, sia regno tradizioni e sé che e l'osservanzia in si vede se Lasso scorza. alcuni sono ne fatto trans- nel che truovati la i come moglie Avete « i vostri per la mednlla lassato peggio alle Dio si atrocemente disse: ticati sdimen- punito Dio; avesse precetti quasi sono di quella più Cristo di il comandamento di punito Onde concubine. si sacerdote un se numerabil in- maggiore i loro più rigidamente che legge volse precetti in magnificato e l'umani per hanno cosi solo redatti e in- tanti degli ebrei. quella molti e esperienzia per relegati, ma reducendo non i loro con mini. uo- non da liberò core, essi santo, più predicato talché nel agli numero legati gli ebrei, erano nuovo mai hanno divini, Spirito di fu quali ci cetti pre- precetti, il ma questi gati obbli- pare pochi con Cristo imprimercelo per hanno Appresso uomini corinzi: siamo che quello non a persone nuovi che è come tutti aggionti s'osservano, non fatto è scritto si Al/i e si i prelati però le hanno legge legati gli lo non divina comanda, dalli e, mandò ma Essi Dio, precetti, più luoghi, ». dotti; e, dove loro precetti, ad Signore solo non in nientedimeno e hanno dalli sa Paulo di indurre e sforzas- si legge i divini che contento perfezione: esortare e alla Dio che non che numerabili tutto hanno quello tanti, il ma fantasia, Dipoi, pure io, prima loro fare con faceva la sua osservare apostoli, come non In a agli a perfezione gli uomini e osservi alla aggiognere può dovevano chi è non alla sarei impossibile), è de' l'osservanzia per aggiognesseno precetti umani, Ma si né migliore che (il che desseno prelati quelli come di legge diventare da 183 XXVI suaso per- e precetti, si merita; e cosi l84 I" Cristo e è fusse loro per altra ogni mortale; si obbligare punire premi salvare, temporali, cosi e né salvarci se non precetti, fede, serra; serra, Forse dirai: dicesse: a nissuno e te, infino mortale. divino, a' in di essere l'umano; rebbe l'obbligo se dicessi: obbligano, — si Si, quando l'Evangelio, le non Ma loro è possuto si se Cristo gli i in tal Chi « è debito; si come che prelati avesseno peccato e e parla mortale carci pecbligare ob- i medici la me in con spirituali. », legge a adunque respondo: — quando quando facessi ti mostra- il medico ode condo se- precetto perché comandasse; non, mi peccato a contr'al non voi, anco quello a fare predicano e non — d'obbligarci caso ode d'autorità corporale può fare proprio suoi, organi obbligare ci spirituale.Adunque, per doverebbeno disse: che solo, nissuno e apre, medico lo caso, come Cristo già Cristo s'el omicidiale, stesso invenzioni, poniamo osservassi l'infidelità sei morto, autorità quel cosi si .pome danni, Cristo medico un non, più aranno te tuo, come sono molto in imo, se Or, si. medici Peccaresti, — contra E medicina: mortale, peccato a che scritto) precetti mi gli cosi e possono i loro ben può gli umani bisogna. salva, è non ch'io se ci infermo, Certo obbedire? non altro essendo Piglia questa — E, nel solo con con giusto umani? come essi con e quale obbligarci sia potestà. polizia e il tesse po- apre. Se, — possono che quello quello (si è non loro conscienzia come né che precetti è si cosi imperocché salvo, per Lui Parti regno Dio, Però, uomini i loro mi appreso danna. Gli dannarci. né non solamente regna loro la se in nella già peccato a infinita, però sono loro pra so- falsamente) come ma non nel non divini osservo tutti, ma l'anima. mortale. peccato Dio, a quali le importa che obbligano umani) temporale, perdere dalli scioglierci meri bisogno, (benché persuaso premiare e n'avesseno quello, equali e eterne, pene SIENA non Ma fatti limitata DA se hanno sono spirituale, dove regno a a ben e pene che è fusse non Possono come invano. morto cosa, cosi e volontà parte, precetti (parlo delli li loro che da restato OCHINO BERNARDINO - di Dio fantasia blasfemano: e dicano prelora al- essi. li loro (il che è umani cetti pre- falso), in ogni PREDICA modo lume in tanto di Dio, di tanti irretire San Che tentate il poli, quale O Pietro, di spirito, di di timore, di servitù al precetti, si ebrei i grazia, servi ma di catene in terra mai miseri disse: e disci- de' portare?». di legge carità, legge una ceremonie, piene schiavi, grave, aspro nostri, in simile cattività, fede, quali frenetici la sotto e rebbe. di- che nel come la carità, la che sericordia mi- figlioli furiosi, con Legge, gno re- sbandita è liberi non di rabile. intolle- e quello speranza, sono e come più e duro, tempi bene; legati, e ai la leggiero suave dalli si dolse Ianuario, a giogo cristiani, ogni e precetti umani, infino che Pensa obbligasseno che della di mille innanzi che Cristo. venisse e papa, disse subietto a Ma, avesse se Essi secondo loro e giogo l'Evangelio, Cristo Dio, del che fùrno non scrivendo suo, un fusse se d' Antecristo la tempo fatto Pensa, libertà, Dio, fatto farisaiche e passo ! possuto hanno un un collo sopr'il d'una si suave, carnali disse e avevano Gli figlioli di che ora non il peso imposto hanno se quasi precetti giogo padri e di e liberi vedessi se loro precetto tere promet- altro, fare fusse imporre dolce libertà, dei i nostri né delli facile n'osservaremmo stato può che spalle diresti, infino Agostino Cristo volendo voi, si parenti presunzione? e tanti Dio, che d'avarizia di le né Non tollerare sopra è primi potevano miseri e non i lacci sono potè non circuncisione « l'anime. tanti Pietro Il che si come fragili,maligni illaqueare cadere, senza e i solo un pomo; difficili? e che atteso osservarono un ciechi, ardui e non gustare non si e grazia e noi che, fare; perché, dovevano lo non 185 XXVI a propri quanto penda fece peccati, avuto abbi il mio la per ingannandosi perché causa degli trasgressione e spirito, avrebbe che i precetti umani chi di comanda. fondamento in sé peccare Il delle o no, credere fu eletto lo non precetti. che benché lasso o no, sia una tedimeno nien- sacre, dalla altri. gli obbligano Scritture più era umani liberati che verisimile, del in festa, quando gran carità dicono senza una la precipua essere l'intenzione invenzione, quinto, peccato, questa tanti Urbano loro giudicare a tenzione inchi l86 III ha uomini, che di farci fu loro padri, e peccare lo perdere, cosi hanno loro ed che visto hanno liberati mortalmente, Forse dirai peccato mortale, dimmi: e perché perché peccare si peccano, innumerabili peccati? si predicasse, che che alla si salute, precetti, gli sono quali a Bastano i per poco la vita precetti civili; o, libertà, E e da di Cristo a è loro Paulo noi tante comprata essi? che pec- la resima. qua- Imo che non dono cre- gli osservando, non far di causa tollerasseno, temendo che gli Cristo non ch'el e Cristo, esorta e di a ma dolcemente vita ini loro osservano diverse 'fatto hanno minuisse di- si non de' fare E atrocissimamente. varie Ma semplici i a cosi. intenzione? che precetti ci non obblighino che sono quella, dipoi da faceva predicare mortale, a che più, e pende perché cosi usanze i aves- prelati, che loro sai, dove e malignità intendere tutto puniscono divina perché non quelli, che liti, discordie a non pensare minacciano escomunicano nate poco essi chi e, non la loro volevano ad per non Paulo, te, non osservasseno usurpati. sono per s'osservano, secondo massime loro, però i questa e e non che fanno Paulo; Ma non salvare, a mortale, come si danno obbligano non l'autorità quella gli volse come e intenzione mortale, non se dichiarare e venne secondo che esplicano non peccato a vedono semplici dichiarano non obbligano i ma peccati, peccato a autorità; loro la nuovi ignoranzia esempligrazia, che Però destruzione. diabolica e essere contrario. Lui come peccati, poiché, da' tiranni, dovette non fare che, d'obbligare disobbligarli casseno si in non continuo quelli precetti. massime questa di e Dovevano qui essi, per avuto farci Cristo, di pia condo (se- tutti fùrno non se tutt'il e nuovi edificazione, anco imo è che certo intenzione Dapoiché cosi. precetti, e dannarci, intenzione avuto loro sia precetto, regole spirito poniamo avesseno gli in è Ma seno de' ebbeno autorità del SIENA DA che d'illaquearci l'inosservanzia a la di e intenzione Se è fine dato hanno pastori OCHINO poniamo la carità Paulo) non Ma giudizio. sano ma BERNARDINO - di sètte, le legge. Dio, e per l'umana non perdere la acquistata col stra no- prezioso PREDICA XXXII De' Per si promette, la promessa la che ci fa in divina impii, sono vani o Dio, però fittizi Dipoi suo l'oblazione, retrattare battesmo; sacro modo a non spirito, i però invalidi; di d'aver virtù carità, essenziali di alla Dio, è prometterle Similmente è piovere, illuminar cosa al In è donarle, e grazie promettere far miracoli, al e nostro, e libertà di alla battesmo, e onore; cosa sono superflui, derare consi- promettere vana e cosi siamo di far obbligati Dio, o voto d'avere dell'altre d'osservare domandarle ma nel contrari promettere questo doni in umiltà vero tutto a facemmo come e e secondariamente prima o vuole revocare un modo a divino pazienzia, essere ciechi, fede Bisogna salute. è tutto, Dio a indifferenti, gli serviamo alla cristiana, vana di commessi e sono indifferenti, speranza, né li voti governarci sé a che cose promette. per legge per consacrati lui in al contrarie vita z'altro sen- tutti e a Dio in servire imperocché Dipoi, voto. non si di renunziando cose che obbedienzia dedicati quell'altra a vuole, alla che fede, legge di se o cristiana, essenziali cose quello la libertà farla che per donati che cosa delle di ogni possiamo gloria, seguita tutto spirito cose, Cristo voti impii, siamo volere un suo. spirituale vera se è ci che, in non e non bontà, sempre, obbligati fatti in lo questa a e Donde siamo nelle infinita una voto grati. tutto, però è onore siamo non perché e, voto con suo invalidi, ci al libero, legarsi a non Dio battesmo governo; essere cosa però a renunziando Dio; al nel e Dio nel prima In chi a sapere possibili, però indispensabile. naturale e noi a noi voto e promessa chi. supremamente li modi alcuna da e perché onorarlo a fare E, bisogna no, o fine, che Dio. tutti di promettere validi sono a a obbliga stato, e voti cosa, si quale loco i se sapere voti. offizio e di z'altro sen- nostro riceverle. profetare, simili far grazie PREDICA i doni, e bene possono in giorno Promettere di influsso andare al tal Dio o Offizio nella sempre a viva tu vuole la grazia alla queste Legge fare a ad secondo ogni modo il voto la per Sono che Immaginarsi più opere sante stolta cosa e nissuno non che la esso: e nel « Udite necessario che ho udito di è stando e, domani impia a Cristo parte, una nare ritor- giudeo, voti libero, di quando di voto, contrari sono essere mi vorrà dove voto con simili di non ordinasse. cose le divine vivere in Benché, questo a usare e seguitare se le per Dio cosa, dapoiché bligato ob- sono naturale. i voti si Dio, si che di molti quelle presente che come come imperocché nella opere estrinseche cose potestà altro invalidi, anco, impia; che mia giorno e perfette e alta, Dio divina l'onore nelle però, vano, impii, però contra sono sarebbe modo, simili volontà, simili Però in in è volontariamente fare giorno legge anco simili. e di è suo: fusse vorrei non Dio che e tal quelle strade, spirito vuole arbitrio voto, ispirazioni, farsi Lo nel che e forse Però un speziale senza ché per- per voto illaquearsi. e esterne cose è lontà. vo- a male, libere, obbligarsi all'Evangelio. e avessi io Questo voto opere la divina perché modo. sieno cose peccato. sotto altro un simili che farle in Dio l' inspirare. con massime vivere, che dire liberi con legarci senza di modo un che e chiama, ci quali ben cibi, digiunare, simili camminare vocazione, sua Lui che quali se e, con vestire tali e conformarci è nostro de figliolisieno suoi le come elemosine secondo no, legarci usarsi e spirito,secondo non mangiare tante ch'e' vuole faccino si fare psalmi, e farsi, si non potestà, estrinseche, cose possono loco, di tristi, né e nostra in libertà c'inspirasse, anco grazia in sono usarli doveremmo giorno tanti non buoni né essere perché male, e fusseno, di quali 189 XXXII fare le che Dio di vita, che cose fare poter comanda, ci Dio di vendette sue di fanno, legge la fanno si è si pervenghi è perfetta e alla cima, passi. Tabor monte », e per dal per Lui la salute Padre approbò ci ha nostra. mio, ve la dottrina revelato tutto di Cristo, dicendo quello Però disse Cristo: l'ho manifestato». « che è Ogni Però utile cosa, è luce III igo del via mondo, nuovi di ogni ben se sarebbeno fanno, le Se è anche ci Dio, d'essere chi siamo contrari in sono ogni facciamo voto, l'offizio che nostro grandi; si promesse prometteremmo bene. proprio non doni l'opere senza debba si sando las- superstiziose. nostro se Imo potestà. spirito lo e ad e e impii, e solo noi, a promettere nostra peccati, sono Dio a possiamo non non di fare fusse promettono che e Cristo, voto sono noi, presumeremmo trovando far che dove malizia, e vogliono contra Se quello Cristo, risguardando sempre Santamente fede non imo Cristo. fare essi fantasia l'accidentali, frivole considerassemo a Ed a Cristo, sopra e per conoscessemo, quelli sieno ignoranzia, impotenzia resistere Padre, senza più perfetti di essenziali cose nostra se vivere SIENA verità. e del cosi che DA Padre il promettere cosi e al e di pensano perfezione la Cristo, modi loro OCHINO andare per di più saperne BERNARDINO - di Dio, e spirito domandare Dio, a e non promettersi. È Dio, cosi e noi per dire né di dottrina scrisse che le buone non «Giesù». Tutt'el e perseveraremo in e daracci che grazia Se vocazione. restaremmo cosa, ferme. Contra, i voti doverremo Possiamo Se che è chiaro pur Con Dio cel farà fare sapere tanti e né e Cristo perché Lasso considerare giovani, si che che a le Dio la alcuna scrisse, sarebbero non propositi che faremo puoi vedere Dio, persone stare di quello che vanno ci inspirare e non con ». promettere fare, non buone, Paulo come di come seguitiamo ma si imo se opere lume, suo buoni e si promettessimo le promesse gli uomini impii. il però, la fede in solo considerassi in Legge: stabilirci invalidi sono « possano anco senza Paulo: se promesse la Dio, faremo nostro canto grazia, adunque assai, però che dalla ci darà che e esse, promettere, che da sono pensiero, da repugniamo, non dal sotto caduti saremmo noi noi possiamo Dio se esse, alto su desidèri, e in buon un avere non pensieri volontà perseveranzia viene bene Però buoni la e buone nostre possiamo Giacobo. san le opere medesimi avremo sua che Paulo, ad e del che quanto fanno quelli bene voti e validi. sono voti, vedresti che fanno si promettano, ordinarsi, e voti come pertanto PREDICA (secondo loro) molte e Ma e Cristo, per creduto ?d'osservarle molti E, imo mossi fusse il tutto, far nostri ed supremamente quando fatti di non quelli uomini sere es- avesseno voti lor secondo Dio, di voto fare come cosi Paulo, i voti e fare fatti ridicule cose idoli loro voti dalla o e gini imma- vero e noi, si da' anche voti, per non via l'impio bisogna come secondo e sa!ui.e la dottrina molti, di di agli uomini, che pensano donato nel la tal di fare cosa. — Dio. sieno che fùrno perché s'el che, già — mossi chiaro, è quali cono- da Dio gli osservando, non agli uomini scoprisseno liberati l'abbiamo nostre a ma a essere cercare per le i non si come dannati, gli disse a cosi Cristo, quali è si chiaro, peccano Dio, Legge, obbligati essere Paulo, dalla promesse, s'osservino, credono perché li siamo d' Antecristo regno mentiscono sono la nostra non relevarsi. a Cristo per vuoi acciocché, cioè farò benefizio; gran Dio Dicono il vero, sia non Cristo dall'onore tu e voti, Legge, d'osservanzia parlarne; suo Vecchio, impotenzia e che simili della V E il né farebbeno l'oflìzio Ma gloria? sua voti invalidi. sono Dio, se in io fare.voti a come avesse grazia, fare a grazie. sue modi, cognoscono e ci non la tal li che amore, le mossi Testamento peccati e tutti Cristo, non facesseno in sono cognoscono nel proprio farai mi se non vedrai barattasse e voti, che scesseno, Imo si mercatante, Molti — permessi dal un Signore, — Respondo però, voti, peccati, l'indulgenzia degli considerando, vendesse ma i sotto fanno impie, e non ma Dirai: Non se Dio, loro regole le che andrai bene se sono non de' legge more, ti- per loro quelli per perché, la alcune e simili. e Però che anche, superstiziose, voti: Se molte giustifichino? Sono e credi giustifica, non pensano arebbeno non cose, invalidi. sono E perfetti? preditte le impii, però a più anche necessità. per meritare giusti e santi, altri degli tutti la remissione avere diventare plenaria, quasi che volontà, religioni nulle Sono castità. loro contro entrano 191 perpetua a voto diremo, che non fanno che monache, obbligarsi a XXXII come che non osservarli, osservando. san morendo Pietro. senza III 192 satisfare fede al che cristo voto, dia ogni onore Cristo. e del vero e gloria sai E li dispense, Dio, che alli suoi per Giesù DA e ce che voti, per n'ha eletti, Cristo SIENA Si potesseno. non magnificato hanno ringraziamo lume bene in commutazioni Ma OCHINO BERNARDINO se hanno non - forse per nel assai la ingrandire acciocché Signor ferte, nell'ofautorità? loro che preghiamlo e a lui nostro. la d'Ante- regno guadagnare liberati, vedere puoi che solo Amen. dieno PREDICA Del II cristiano vero oneste cose carità, vivere delle da lui, e come parcamente, gloria sua. Or perfezione di Nientedimeno gli perfetta hanno fatto e uomini sé bene né el cosi non per nella cosi Il che né non sia somma molti di loro satisfare el in che l'avere in sé fede robba credono, tutti gli sua umano per o grande ricchezze vizio, di in è però loro ed a essi E, voto. Dio. sano pen- peggio, alcuna possedere Cristo in è dissiparle; ed supremamente se fezione. per- sarle dispen- piace virtù, non meritare in il quanto sé si e non ma vero fanno ne quello o mamente som- impiamente; o né no perfetti, come altri consista delle carità, e alla robba, santamente non peccati, loro voto a nuti te- alla avere non virtù né perfezione: ai che aggiognere questo il contentarsi dunque avere siamo quale 'altro ogn cristiana spirito, povertà sua sopra fusse per sere es- loro invano. morto Il il che voto in adunque sé stesso, debba s'è loro già in nel tutto dipoi legarsi Riformatori italiani del con è poiché vano, bene né è non cristiano vero se di però con l'inspira Dio alla Dio, in perfetta, è voluto come è non impeto si mandò co- ricognoscerla non che povertà, l'acquistarle ma averne che cosa, si male, secondo hanno pensando Nientedimeno, se della il peccato robba, senz'amarla, in vano. povertà voto, l'ordine dopo della e esercitarsi ma secondo Dio dà aggiungere: può superfluo è gli naturale, e ozio, come evangelica vera si si dispensarla divina non povertà Dio se in potendo, e, possederla la legge per Dio, povertà. stare fatiche, e è questa di e, sua usarla debba sue all'uomo; della voto non gloria a XXXIII né male: battesmo, Cinquecento all'avere -I. di è non governo ricchezze imperocch'el al di o robba; avere impio, renonziando al commesso voti imo è mondo Dio. al non e Però non averne; 13 a HI 194 di debba in giorno spirarà, talché, li suoi, E come l'avere vogliono l'Evangelio; sia che in vuole Dio che siamo di onore fare Dio l'Evangelio, amore. proprio del l'amore di il Dio, bontà di E — io mondo, Dio, che, c'è altro non scoperta essi, toccare. servare d'os- gliono Vo- dannarsi e quelle che cose è necessario volere robba dico s'accende quale in nel ed per volare sopra dell'inferno. dell'avere priviamo l'amore della baratro gelio L'Evan- credergli. volse, volte cosi, e pra so- Evangelio, è di non molte libertà professione cosa legarsi e che e contrario; nel mettervi non liberi il Ci — male, è non cascano Diranno: per sé contrario. vogliono ma Cristo che debba denari, che d'osservarlo, l'insario neces- gli pare. fanno sapesseno quello precetto che quello per se professione farebbeno non benché, che ne e al totale e non per voti il toccare né evangelici, tenuti essere quello Dio altri, non mille Cristo, di ad pienissima fare che n'avesse con robba, più secondo no, dispensarle una poter SIENA che legato vuole sapesseno o per fusse vuole ne e ne pure Dio DA volesse o si proibisce non si sua bene spirito di Lo averne domane vita se repugnare, OCHINO giorno se della uso BERNARDINO - in denari toccar mortificare per il vivo per se non sentimento benefizio gran in noi rimedio, vero noi nel noi a del e di Cristo crocifisso. dico Non mondo, di può in tanto come per per di causa, le E, cosi, vani dispensarla, si privano amargli, non avere mai delle fanno sarei sforzato a e impii, son loro che però certo donne, nelle giorno santo; si non a del come la la di dove loro infine voti responderei loro. contrario. Ma, Si la che, fanno medesima Imo a sentire circostanzie. mossi per nari, de- pericolo? alle sono perché, toccare confessioni, impie se volesse e E per maggiore è E, superstizione non anche, privano dal e sempre. robba, che voto con disonestà, fare per repugnarebbeno. loro bene: dire che e amare chiaro son loro, non dicesseno non di sempre spurcizie se di imo ricchezze, l'obbligarsi grazia molti tutt'il staranno tutte in te dalle tempo a danno ma ti desse Dio servirsi si serva; non domane ritrarsi ch'el dallo quando esser rito Spifusse i lor frati, monaci voti e 196 III Se fusseno fu mai talché fusseno l'escusarei; sai? E Se poltrone! Si essi. della che essenzialissimo alla quelli sia che mondo, del utili colonne della al visto di e questo, d'essere È umile, da il se come loro strade manifesto per manifesti per hanno mente onesta- I fatiche ricchi di del dicare, men- ozio. si povertà, de' E cose. vede signori che pure d' Antecristo sollicita, grata, lo le e e di i calici e come santa, coro hanno e e gli e ladri, sacrilegi in loro trionfando scintilla gli a' poveri, dosi moren- monasteri i poveri, abbondando, desseno un non paramenti e nientedimeno, l'abito lassato pia, perfetta duto, ven- i steri mona- con tutto omicidiali, credevano e per di poco carità, avrebbeno i ritare me- pare carestie, che, de' che imo che bene, dispensino delle provvedergli; cantare adunque grazia, porte il solo non per pietà, tenuti, medesimi santi, loro, avuto avesseno Dio alle e e che tempo naturale erano essendo conviene sue palazzi membri superfluo nel essi, in tanta dove, si le Cristo in nell'altre sono lavora, che delle e i che e Va', i furfanti, e dicando, men- potendo stieno e belli andare possono. d'entrate, ingrati, anco per avevano pane: modo particolarmente imo pure in Come fame che cendo: di- via, quello ozio, mandare do- a sua. lo riconoscono non in di ma ad è il vivere più lo imo reprensione frugilità, parcità sono chiesa molto. s'è loro non il tempo, monasterio estremo lavorare prossimo! anche hanno, simile vestire, mangiare nel fusseno Sono la che vivono quali io gagliardo? e quelli Dio, gloria di Dio, vergogni sano zelo da cacciarebbeno essendo possino anche monasteri, ne' che che quando Qual povertà loro lo stanno il pane, guadagnarsi sono si dapoiché povertà, mondo che in non Dio. a ti non giovane, vedere puoi di i carità, gittano che parole s'accorgono non di che ritirasse e più andasse aspre cosi E — esercizi disonore gaglioffo! essendo SIENA contemplazione, fusseno e sano con Furfante! — in giovane pane, alta il contrario, sempre un del a lavorare, è tutto quasi spendono altri in DA gli distraesse il lavorare col ma più alla occupati compatisseno si OCHINO elevati sempre (Paulo), vero o BERNARDINO - e che la vera, divina portavano. essenziale, povertà, per PREDICA falsa, la oziosa, vana, quale la quanti E stando in che, bene se non trionfano ozio, il in avere secondo la ch'el de' a sua povertà, Alcuni ben ma al sai loro per frati, credono che tengono secondo rendino Signor nostro. per essere per a Ame?i. Dio è possibile cosi è bile impossi- Spende Oh povero. ! bate l'ab- può non Gli e che gli Dio, tutti, spendono senz'essere utili rendere senza altro canti. dia lume acciocché, onore che signori, servono da denari; toccare non per da' Pigliano ogni è poveri, procuratori di non poveri. che che ricco. incenso bontà gran monaci, altro è non come monaci dice vogliono. Cristo preghiamo poveri, i si i i e essere disutili. benedetta, la dannarà, che non e è che acqua sentire ricco l'uso se imo Ma dicendo poveri, sono si Imo, e riccamente, e prossimo, che povertà, povertà, loro convento, essi? non e sia altri e che tavano, sten- di voto della convento il disonesto convento posta essere dannarsi sia convento ch'el ricco, affaticarsi con fatto gloriano il loro, potrà come comunità bolica, dia- e essi. non ma Ma è convento secolo hanno si e impia particulare? Adunque, ricco, nel dove religioni, profana, l'inerzie. dove quali, 197 ingrata, nutrire a i nelle ora superba, serve sono, XXXIII e del vero e essendo gloria, per gli facci veramente Giesu Cristo PREDICA Del Per noi impeccabile, in E in non il tanto essa, e però ad imperatrice, in doveremmo fusse fare per del quella ma norma rette sono lici, fe- e compiacciono si modo che volontà la lui come solo Dio prio pro- regnasse repugnanzia senza ognuno si sua, acciocché e da esemplo nientedimeno Dio, di figliolo Padre, tale, pigliare alcuna obbedisse. Siamo obbligati conformarci a divini precetti: essendo nelli la divini serve però siamo mal che per essere naturale: legge e obbedisce della seguita o si far nelli o d'obbedire all'onore di forza in Dio; e tutti questa è e ti sarà gelica, l'evanumane: o comandato voto, impietà vano per è far voto impio. quelle cosa legge salute, vole fri- certe che il che cosa imperfetti, l'altre è alla però ogni in dire tutte contrarie che fetta, per- prelati d'obbedienzia cose dire in novizi precetti; perché, possibile, a evacua senz'altro forza è adunque quando E ne' sommamente suoi alli divini obbligato, questo È voto obbedire, contengono a solo regola. è de' è perfetta, che intendi che l'umana, che obbedisce allegra, sommamente Imperocché cose dove osservarli. perfezione quella, inspirazioni demostrata perfetta, ogni come e volentieri, come ne s'include c'è quale ad obbligati sommamente spontanea constituzioni donde Dio divine alle la volontà, evangelica giusta; e di precetti libera, onesta divina obbedire ad adunque alla legge l'obbedienzia e a regola, conformarci a in quali conforme benché mondo al mondo e tutto regina, le particolarmente quale, disse, gli in obbligati maestra, sono prima e beneplacito. venne al che questo Cristo, suprema volontà, nostre quanto divino nel siamo madre, a delle regola e volontà altri che come essa, dell'obbedienzia. voto divina la essere XXXIV alla vana, divina divina d'obbedire XXXIV PREDICA a impertinenti, cose a di fare guardiano, un a' e ogni la naturale, e principi, infino creatura, di legge Dio. gli angeli, seno alli demòni, Ma, si debba non d'obbedienzia: voti Nientedimeno, i ciechi cristiana in ai quali episcopi madre, si prima quali ai naturale; e estranei, la volte legge divina remessione la quale però la chiama « nunziando alla sono Cristo ministra fatti servi non ci di obbedire del padre piacere Dio a in della e uomini vando osser- non sia fanta- loro a gli dae a E, e divina legge andati sono quella frivole, certe Cristo; per da liberati ha morte e desiderabile uomini, ai imo ogni (si e, quali servitù di Paulo »), libertà, essi hanno a legge, scrisse, volontariamente contr'al la avere sommamente e come dannazione precetti umani, sangue, obbedienzia loro il peccato prezioso degli si ad ignoranti. e rocché Impe- principi de' obbedire a bedienzia l'ob- lassata cerimonie. per sommamente col ogni d' Antecristo, per obbligati di aumenta innumerabili a da modi e obbedire indiscreti pensato e mille fatto diabolica. e obbligati ad sono impie e l'umana sono naturale, e Cristo ira opera soggiogati si impii, peccati, dove e, fus- include regno più dall'obbedienzia si nuovi de' meritare, di e fantasia hanno bene avessi dall 'obbedienzia obbligati superstiziose ad imo se frati hanno e per a' turchi erano molte E, peggio, monache fatti esenti infino loro a a secondo cristiana tirannico e divinissima sono immaginando vane, l'impio ordinari, e ben obbedienzia vera madre, il contrario, se e agli episcopi, ma ci comandano, quando obbedire, monaci, e alla e Dio a possibile. sotto ignoranti e signori, la però d'obbedienzia perfezione padre comandasseno se obbligati, per abbate, o voto peccati, sé solamente priore legge far in siamo Dipoi la vana sono non al signori, vuole cosa tutte Dio. ministro, e che quello adunque obbedire ad vicario, fare di vanità, perfetta ci obbliga dapoiché legge Sarebbe salute. sommamente Sarebbe peccare. la alla è forza però secondo divina legge Dio impertinenti, opere essendo non cosi e mancare, di legge perfezione: suprema o la perché massime indifferenti o 199 noi precetto promesso di si sono re- stata acquiPaulo bedire. d'ob- 111 200 sai E mettersi a fare a vivo Ma, dove, che, vedere impiamente diventano Si che e vede un Se Cristo) di ambiziosi: talché che novizio, simili il fatti che eccetto umile molti stati buoni della di agli Si loro. superbi obbedirà religione. nella perfezione, tanta Apostoli sforzano più sono stato e d'ogni sacre vere facilmente sarà e mortificate fusseno religioni più anni Cristo Scritture nelle lontà, vo- persone, assai umili, più quale quelle sono le (se offizio insegnati e dono cre- propria la sempre principio sarebbono un fusseno Nientedimeno, parla, in uno voti l'arebbe di ogni guarda Cristo, senza quasi dove e tilla scin- una superbi. nel obbedire; rubriche, ingannati, mortificare che monasteri, ad preparate scole e ne' entrano nazione, l'incli- pure sono obbedienzia più esperienzia per che presuntuosamente di fare le aver censo, l'in- Cristo. esecrabile ogni dare a sapere e senza apertamente e messa, l'Offizio di loro la con alla cerimonie, lume vero e vuoi se belle loro servire a A insegnano? e ordinare a quelle di cotta, cantare, a e la SIENA DA comandano gli che quello OCHINO BERNARDINO - altra volontà a certo santi veri suoi. si obbedienzia tirarle a loro proposito. adunque, Dapoi, nientedimeno spirito gloria, per gli apri servino Giesù i impii, sono che di che gli a lor però occhi, Dio. Cristo voti, vista Signor quale nostro. sia la sempre Amen. specie di verità, ogni pietà, il preghiamo obbligano; non acciocché, Al hanno bene se in onore gnore Si- libertà e PREDICA Del La della Sapìeuzta, l'altra fa adunque voto, È facesse se un gli abbi già a questo dire che ciascheduno, Cristo è sperano contrario. che Dio nelle di che ad della Basta essi. — sacre vita Ma dimmi doni la fanno in voto, fondano che di promessa che trova tutt' per sono pos- imperocché che : e si preservargliela e Dio nostra, quelli, Dio Non quale la che non ne come che sanno? ne parola nella già Non Sentono di sta Dio, abbi Dio il della tempo dal certa perché salvi, ed per fede dicono essi ia bontà bisogna stare di di vita Dio scesse na- potrebbeno non Dio; in la sentimento e bontà modo ogni d'essere certi che in della noi mamente supre- perché carità speranza, sentimento castità, senta uno timento sen- in nasca matrimonio, in fede, vivo di sia sentono non sarebbeno tisseno, e che che sta dal che loro, necessario imperocché Dio di gli certifica, che Dio, contra è non somma bene se speranza sperarla, con direi, — Dio castità, bontà matrimoniale E, di bontà della certezza Dio. grazia, di bontà tanta — questa avranno la e che si Sperano — grazia, una tempo Scritture dicessi: se della di sia darà dargliela invalido, è — Dirai: speranza? E chi loro. E, la direi: e potestà. sua dicessi: se — imperocché vita E libro l'una Però spirito. loro voto nel ha verginale; di in si come la è non volare. tutt'il la si frutto e ch'el dono, per in promesso che questa e loro questa di voto Dio, eli Dio dire fare a di quello adunque castità. maggiormente dono è promette forza dono è molto e della voto coniugale castità XXXV che, di grazia Dio, dubbio in sempre la se sen- eletti e in timore. È falso anche rivelazione, immonda si lo che come dimostra, d'avere essi a propri se già casti essere confessaranno; tu non speciale n'abbino volessi e la dire loro vita che Dio 202 III gli Dio che dà mi come per tutta in Dirai: alla salute. che la è nostra in più saranno l'orazione. con fede esaudire, d'ottenerla: necessaria né dare né grazia, condurti vorrà che Respondo — cristiano, al ti vorrà non quanti e che sono d'osservarla, poniamo offizio forse ad ordinarsi, pensano quello vanno non pure sei quanto di vero di delle insuperbisci Dio come proprie doni sono Di e come santità che di grazie che volare poi tu imo al non e si che non legata Nell'uno, perfettissimo, in non dal nella si debba Dio verginità, da noi e e essere stato eleggere quello che lassati virginale una preditte glori non tevano, po- cadere in la né niugale. co- fezione, per- può e essere spirito. Imperocché cosi può una e guarda sia gran persona o servarla pre- immonda cosa come che ti Ma te? e che empio. ha la da le vergine l'essere fede nell'altro gli né ti dico ed sei se maligno, e tutte di promettendo che senza che non cogno- custodirla prometti? osservano io e e sai matrimonio matrimonio adunque, e dove, pessima consiste Non Vedi Dio, d'averla di o grazia Se misero forse sempre: divina tua. carnale, sopr'al cielo, peccato; e Dio? t'immagini aborrisci fosse se vergine, Però della cosa d'accettarla tue? spurcizie, talché le fosse promettere forze Dio? puniti, gli ha volseno tutte Vuoi per ringraziarne tutto s'ella averla? per le di e come voti. disporti sua, l'aiuto con fragile, imbecille, simili con cose gloria e d'ottenerla certo e domandarla, offerirla, e faresti fossi chiaro tu in usarla prometterla scessi che sarebbe tuo riceverla, essere anno, ? Ma non vita La tentazioni le un per cesse fa- ne strada. altra animo fanno forse con dimmi: hanno mese, un posso, che bisognava per essenziale grazia Dio domandi Ma che che trovato d'osservarla. ottenerla sé Però per non voto forse spero in è non cielo fanno ch'el innanzi Feci — gioventù. Io — e ho e dico, — SIENA dicesse: castamente, sempre, sempre che senettù, questa per DA qualcuno se grazia, provazione; una E, vivere la esperienzia si di esperienzia al voto e il falso. revelato avesse OCH1NO BERNARDINO - la persona ottima. si può l'uno essere o pessimo l'altro, secondo e IH 204 nel d' Antecristo regno nostro, potere e Diranno: si chiaro è come vedove fede la marito. che figli, nepoti a pigliava ed santi, per alcuna volta qualche tempo fede, alcuna, fusse di loco al e di espedite regno di erano se nel Paulo, ed né dodici altro in età e seconde la castità avesseno della E di ai santi fanno mente, di più voto e, non e fanno di che volesse servirsi che avesseno stare per ma contr'al tal voto di dove mente, promettono peggio, più ammessa della gravi manco però che ciechi; che, Imperocché, ch'el e mondo; Dio cercano rimaritarsi: perfezione, navano ritor- marito, sapendo sono prima non chiesa poi, rompendo sia E le ! castità non e della anni, castità, la spese del più. sua ! giovane, altro non sessanta pensasseno somma della che d'Antecristo regno marito, servire anni. scandalo rimaritarsi voti perché e con è contrariissimo d'Antecristo corpo e promettevano fusseno Dio pigliare dottrina la impii a alle delle di e non ha per i loro non culto ne servivano bene se alle di ordina non osservata pigliare anni, senza tenute Dio a potestà, godere, a nozze, manco non voto, non promettere loro sé, e più tornare non spirito, e provvedere, guarda favorire da state vita, la Chiesa accettavano senza data, seconde stata Ma in fusseno se ministravano senza e attendevano alle età di pigliare debitamente buona esse chiese erano avevano se quella alcune che volendo Paulo, ed era non di certe a vivere fusseno sempre voto, quale in perché quali quali state da Paulo, anni. ottanta Or ai parenti, ritornavano avesseno non di castità, rompendo di voto Dio, a gli provedeva, la mente, avuto che senz'altro in sono danna dove Timoteo, fatto quali promettevano Però della la ai che al tempo pure primitiva Chiesa, nella erano e cura, nozze. del altri o governarle, alli che era Ad data vedove, povere castità prima avevano Respondo — alcune della quali, avendo le negli altri, quelli. nella giovane, poi in non SIENA DA dispenseranno Il voto — OCHINO BERNARDINO - vano face- sessanta lo più chiesa. a Dio precetto per di solo ma tevano, prometfusse marito essere alla questo non questo senza per essere libere Ora e nel la castità di Paulo, espe- PREDICA dite servire a Il d' che che è propria, proibito, precetto e santi di della Dio e in vogliono e e tale, impio: tutta ha e, e E monache, pernicioso lume Cristo del sai che Signor acciò nostro. sono stanno inganno? vero, che che Preghiamo gli rendino Amen. si cieco il gli i pochi onore parenti non che, fede presta gloria, e se sacerdoti, Dio e fa- ne mondo, impia questa lo precetto moglie, adunque ogni loro avesseno forse sotto donna, divino, vita, sporca questo, monache, precetto crilegi, sa- defendono, la un concubine, e stupri, pigliasse contro è donna, tutto imo con- diaconi avevano con monio matri- voluto l'episcopi, E, ha questo e incesti, sacerdote Imo il hanno quali legge, fatto vedesse se i mondo. contr'al impia che adultèri, loro taciani), mentre Cristo, tenesse se loro scandalezzarebbe. si avrebbe alcuna. devozione, monaci loro un facesse questa cosi, imo scrisse), sacri; perfetti del impia se demostrazione rebbeno gli si ma, benché cinedi, di spurcizie che, E fornicazioni, perché si con Chiesa i ordini loro più essere le tutte bruciarebbeno, umano Dio. arrogare modo in di ed soddomie non i approvato e Paulo come fecero come pigliano primitiva caduti sono (si volontà e più saperne dannato che quelli a tr'al dico anche inconvenienti, (si santa salve. chiesa tollerato innumerabili fezione, per- saranno La ha rare ono- a somma Cristo, Cristo. tempo nati sono monstrarsi per non tanto per consista per nuovo mezzo per vi non e di donde voti, impii essa solo non credono voto, crocifiggere un 205 servirsene per li, quel per Antecristo simili e fermandosi ma, e prossimo al Dio; XXXV ne frati, tirannide, che gli per in dia Giesù PREDICA Delli Laudo vizi, divina legge vivere si e seguita impii sono o siamo il comanda in giusto; tale, seguita ne Se ». Offizio della Dio vuole loro a esperienzia, sotto pretesto freno tutte a E e, Chiesa anche misera figliolidi Dio essere giogo quattro ne sono la legge, sua cibi, ogni o cetto pre- rati, tempe- nuovi si se cetti pre- vede per digiunano, pur lassando e, più di quello e scancellare digiuni loro che il corpo, sono tal a dare come e, empiono Chiesa gl'incontinenti non si non giorno tal vivere e per infermità. varie digiunano, né la più dovevano come non i solo esortare era voti Legge obbligati a perché, di per condizione solamente prelati digiunio, loro pensano Oh de' La « fussemo noi perati tem- essere in sono esporci massime sensualità digiunando, impio per gl'incontinenti non e noi fantasia; le ed mostrandogli da del che vita e non astinenzie libero, è carne perato, tem- senz'altri Paulo: mangiare però naturale, e a el cedere l'ec- che e digiuni cosa Disse temperanti la divina gl'incontinenti per volesse non temperati, essere che la già i che perfetto naturale, e vizio mangiare; troppo per perché è dapoiché divina non talché di tificare mor- obbligati E, legge per virtù. se il e siamo spirito ogni della abbreviarci con a digiuno con più eccedono, se ha però, che, essere precetti e legge chi li termini al posta A gola, voti per quella, in come obbligati Impii, umani. eccede questo è vani. obbligati precetti o alla li e temperatamente. poco essendo tutti carne, imo virtù; simili. mangiar perfetto, in quanto che come vivere a cosi questo a non sommamente suoi potendo, le tutte a è digiunare, sobrietà, naturale e temperato non di la serve i limiti ne fanno, approbo e i si che voti, XXXVI rati. intempei peccati, dannati. di d' Antecristo giorni imposti ! I giudei digiuni, tanti, vivono che quelli con ed erano in rabile l'intolle- sotto tutto l'anno servi; proibirgli quei e vano ave- ai liberi cibi che XXXVI PREDICA sani sono al Cristo imo vivere temperatamente, alcuni, Sono fusseno bene stessi, infermi di l'ignoranzia Oh crudeltà naturale ! Oh innanzi Dio, noi a La si non in sapere da loro di Dio, che casi, so non la parte eleggere tr'al Qui e gli con infermi e sia il vero, e dove , cibi abbondanzia. dipoi a che consta rei vor- la per etiam la con in necessaria molti si debba dubbie cose con io e facendo occiderla. d'usare loro essi per quelli è non con- di non è domare Paulo in più luoghi questo infra gli cibo pare ma mangiare Il che e stizione; superbuc- un sensuali e la ne ma carne, danna cibo, essere lenti, equiva- questi? non e sobrietà, preziosi, delicati discernono cibi si trovasseno scrupolo aranno altri degli superstizione » impia stata carne; l'ignoranzia, dicono, come la in nelle scusa che carne, alla sia non pure apertamente ingrassarla « sappino: vede di che crudele, prossimo, il ch'ella ma voto mangeranno che adiutare per che tempi restaurarsi e Questo sanno. promettono e cone ne perché si figliolidi Dio. fusse bene se poste certi sia preservarsi equivalenti che né in si stata cezione ec- ! sangue che sua divina sono de' essi; benché come possono debbano secura; di precetto Ma, quello è la senza vi libertà proibito non sostanzia e s'el come essi impietà. tale glie necessaria; se carne, ha nientedimeno gl'infermi virtù cibi, in loro in alla quale che cose prezioso col bene si il spirituale vera se tollerare che di può però Cristo, quelle Cristo da all'infermi, e Diranno legge alla anco carne, proibita se carne, carità, per alla però a e Mangiate « d'Antecristo, approbare altri regola, repugnante santa acquistata mangi l'abbi che disse: chiesa Tanto contraria contraria »; Dio. a religione, all'Evangelio legge, alcuna sacrifizio un vuole. omicidiali cosi, essendo e fare non mai mangiare zarsi sfornon e Dio che non uomini comanda, più non pure superstizione! cristiana che impia e la e fare fare di morte; a di apostoli, e gli Dio come e voto comandò, non doverebbeno si fanno che pensano Si temperati che più digiuno dell'anime. zelo d'essere voto di minor ebbeno di giorno solo un Gli è conveniente. che quell'ora e corpo 207 e quelli, li chiama perfetti . 2oS III Dirai la loro santi? de' più le alla Essi fare regole volgo può dicessi: derei fusse se che, non loro, etiam peggio, Cristo, e altri. in credere cosi e destrutta la loro infermi Dapoi, ma un che dia gloria e in sarebbe reformare loro per trario con- stato lume Giesù E, più altri di in Gli lassiti. religione, se ne E, il prossimo, Ma essi mangiasse ne la più rigidamente di legge e non tale mondo ganni s'in- reputazione mangiassero, per hanno non che Dio. più giusti essere ch'el parrebbe gli non punito maggiore bene se tutt' il mondo loro caro del n'edi- se mangiarne, di hanno essere pii uno di tutta alcuni Non respon- quando sarebbe non in statuto — questo peccati, meritare, bene se lo li ma se e, quel dal impietà. giusti respetti. trasgressore de' simili intese, si sapesse, per santi, ignoranti. e scandalezzasse bene se con bene del contrario. per e cosi, per al e tutto dico non dito, cre- fosse sani, necessità. adunque, cosa e de' se togliesse farisei; eterno; nientedimeno avere si mangiarne; pensano opinione, erronea ma fusse che perfetti degli in morire, infermo, quale approba carne, mangiarne la remissione avere da' mangiando che santi scandalezzarebbeno; ne mangerebbe il se se più impii che li certosini però prima che E, sacre, dotti, nientedimeno e si scandalezzano scandalezzasse, di da ora ne lassarebbeno infra m'ha che Cristo, di nel stati quella vero: se, necessario ne saperne impio e più essere santi sono Cristo molti dove disse Cristo Quando sarebbe ed fantasia, reputati di di saperne d'Antecristo, stati — ficherebbeno, che ap- Scritture vóto è tu quello nelle statuto volendo loro carne, ch'el Paulo forse sapere contiene quello regno chiesa mangiar non si il regno essere se si vita, hanno e Vuoi — basta me che che a sono nel e A SIENA parole con la Chiesa: e quelli, che, ampliato verità E, vede DA carità. nuove cieco imo quello e si sono hanno santi, e Respondo: — quali OCH1NO dotti regola, Cristo insegnato per molti che probata BERNARDINO - questi che via; tórli la Cristo questo religione. vera del e loro vero, acciocché Signor nostro. dell' voti hanno non sarebbe Preghiamo a lui Amen. sia un impio, relassare, adunque ogni tima ot- onore Dio e PREDICA Del La nel di beneplacito delle mente chi abita alle col conversazione nostra lo con Il cor Serrato il e sentendo si monte, elevarla spirito. dello E Questa di molte Riformatori lacci : però loco rimoto, Marta con tempio al altri; le di se e, si di persone, nuovo se non serra, riempi, la mente di fede, per dall'impeto al scende de- prossimo, care comuni- e raffreddare sente si tempo a al ascende spargere si nuovo volta carità per l'umano del- mondo. si anco muovere effundere, a del raccogliere per si sente e gode. alcuna Maria Dio, imo entrare quale sei Dio, con lassa del Cristo con di vi del secreto pensieri e non di nel sentimenti, ombre constato carità ministrare vita mista e è veri Però vane che del perfetta imitatori alla impie, e più di si della fanno Cinquecento dagli trovate come per dal separa - 1. fatta E di uomini clausura, Cristo, da tima è l'ot- questa quale quelle sono voto tutte, Cristo. di perfezione l'altre, tutte monache, italiani la santi, cristiana, clausura sono di La « mondo. apostoli aggiognere. pieno su » suoi varie nel pieno con del dei acciocché ad quali elevarsi dicendo: cubicolo, suo sanctorum, qualche Cristo conversare dagli in a grazie tumulto le corpo, quando, con il tutte Cristo, Dio, a spirito le fenestre al ritira nel le l'ardente quanto alto ed la con Paulo è lontà, vo- nelle mondo, con sua uscire cosi Cristo, Il mondo in entra sancta pontefice Dipoi, ed in come sommo li, a e la . cristiano intelletto cieli. elevarsi serrando e suo, sole serrato sempre con del cieli, ne' star e caverne il divino ne' è spirito bisogna perfetto volere; suo vede serrandosi è conformarsi tutto dal non divine, cose cristiano tenebrose e core in e mai miserie clausura. perfetto Dio, partirsi senza della voto del clausura vera XXXVII non a de' si loro può tasia, fan- certosini e imperocché 14 III 2IO nelli adiutarlo e Né che basta ed dilata Né monasterio, molte e essi, si tradizioni vostre Cristo sté non infino discese Ed essi, Cristo? fede viva tenuti d'essere se ch'el vero ce serrato, la si fare ne' mille precetto nel mondo di tutto al ». simo, prosed pregare per Cristo dire: Dio, le per al monte: orava la per salute uscirebbeno dapoi essi ed monaci. molto ma con pensano Gli di quel uscirebbeno nasterio. mo- stoli, apo- più serrati; stenno non de l'anime. del- cognobbe che tutti, a gli cavarebbe, coperchio, tutti quelli beni, le per non che rio. monaste- più e loro c'è stanno fantasie chi abbi dipinto può e li e accende il divino, in casa fuore, sepolti e morti, invenzioni bisogno E ». d'adiuto? bene stare altrimenti acciocché quanti sarebbeno lassando umane? carcere, la lucerna, il candelliere, uscisseno se si mostri, Nissuno sopra sono in cosi stanno fuoco « ma che che, che svampi Cristo: il monasteri, Il spirito. Disse spegne. a quelli, bisogna vero sott' lume serrati a il ma pone rendi a di Padre santo, non che scintilla soffocato e come naturale; con quelli venticinque Spirito ne manifesto segno hanno non di e sempre serrato, il mondo, fuoco può non debitore a lo si fusse. ne È il mondo, vedeva ebbeno ruinasse se È Si né del seno stesse solamente poiché edessi, dal e Paulo E servire comandamento deserto, ruinasse se che Parti nel cielo si esortarli, reo divina minarli illu- ». sempre dal si può del ad anco monirli, sola, cioè una fuori sono è fatto legge talché il vano e trovati e a l'altre: che possibile. uno quali per ristretti tutte in nelle obbligati irrito fatto offende pie, essi a si all'inimici. correggerli, modo sono clausura, obbligati sono spirituali. e in sta quelli prossimo quelli, che a non per il corporali carità, infìno a ogni Chi « sono lassare con Avete in siamo voto con carità potendo, l'opere tutte a la parole, e Giacobo: san d'amare solamente preghino adiutarli e Sono essi che vita la consolarli carità tutti, s'ell'è a imperocché, con scrisse la SIENA Cristo bisogni temporali, imperocché anco DA di precetto faccino estende basta OCHINO e suoi monasterio, nel « carità alla repugnano BERNARDINO - sono atti il divino Forse È proprietà che della III 212 io Ma voglio in dire anco la mondo nel di ogni cervello vero e a alla Mi è — come in ti legarsi simili tagliassi bossolino. che Ma vuol Disse salvare con voto, farisei, l'anima è Cristo, che dire: per varlo, preser- Cristo ben ma quale dito, per un ventano di- di dell'evangelica verità, se un benefizio con sempre lume vero il gran Sai ora. per espediente. è il corpo, con miglia Sentire stare a Colui, che, non in E a sto que- la sua, per- hanno in essi fanno né loro clausura tutti gli meglio nel Dirai: bene. — quella vogliono né solo col superbo dentro, cosi Respondo e fuora stare Sono a si la legge spelonca, una e preservare, chi è quali in d'udire fare e tutti tali non voti, Maria Cristo da cano pec- di parola gliene sappi Maria, eletta elesse Dio, parlare, in el pensano tempio fariseo. e è stare atti alla da inspirati dubbio ch'el l'umile con Lasso sono non Talché sarebbe che, Dio, della Però non quella essere sopra sarebbe molto pubblicano, che molti si contemplazione. Dio: se parte; per ed paradiso impiissimi. del di clausura. nientedimeno e l'ottima l'ottima parola la serrarsi per chiamati che con avere, peggiore. perfetti,essendo li vita privano Maria, né tempio — Si d'udire privi, essi marciscono Si giustificarsi,meritare altri per la eleggere Marta, salva. gli pare non eletto sono de' re, securi, s'ascosero Cristo, sia quelli a ceremonie. forse e quale che in che questo, voti. cosa tutto sai parte, man simili che sanno posti a come essere per presi fare tali questi a li fùrno in a mille giori, mag- starvi, nel e, gnità, di- ». Giosuè, e ; « Interviene e di serrassi lo proposito: in carità, preservare e darà di preservarsi? scintilla hanno li incarcerati sono più puri, spirito tanto e tu se loro le cupidità, e vari, ha non dentro li sono tanti con chi V'entrano ritrarsi, quando repugnante — peggiori; da tempo vi varsi preser- a cervelli, che A famiglia. serrate. camminano modo non più difficultà contrari affezioni, passioni che quanto volta tua SIENA praticare a inferno; e ambizioni, il avendo la con DA maggiore è qualche e mondo è clausura col che quelli monasteri, fantastici, eterocliti, stessi OCHINO BERNARDINO - Dio necessario però fanno li chiamasse di dire che PREDICA facesseno bene; del mondo, per necessità; vede si hanno non la Dio sopremamente, e che salvi. la Non È per quelli essi che farisaiche, di trave) voti, e e spirito gloria, i al per suoi legati validi, essere di ahi vero loro Giesù che in diaboliche e e clausura. ad e fusseno altri se clausura celeste Cristo che, come Padre. figlioli Al Signor quale nostro. di sia brusca si servino sempre Amen. gli stolte, tante leghino impii, Dio, le che preghiamlo non essendo e che vedere ogni tali di l'orazioni. fatto ha e acciocché serrarsi certi con da fede, bisogno non superstizioni; eletti, carità, anche ci siamo più avere (dove oppressi e conoschino cosi, che carità, quale hanno ad Dio, il a quisti s'ac- e alla alla avesseno a sepolti stanno in monasterio, grazia quelli, impie mai giovare adunque del lume simili mai potranno una del che piacci peccati per contraria stultizia, se fuori sono miserie dia come ai santi, stati sono impiissima Rendiamo pare tempo più legate. che e quello senza impiamente, contraria è è sono sono e satisfacci come Cristo ma quelli più sempre, che non gran che si essa nano me- nozze; a trovano santissima vedono Non si e fatte sono andare falsamente cosa per clausura, adunque cosi una la »: senso; cosi e una padre gli un del moti pensando, sé che sanno quelli in sia paradiso. non non ingannati, clausura il li del dove sia monaca esperienza; senza e v'entrano che farsi esperimentati giudizio Altri ch'el Sarà marito lassano, forza, per volontà voglio Io la pace, desperati. la è « ivi e loro stanno dota; dire: monasterio, anco perfetto si la a Credono assai. carezze v'è non vergogna al spesso volte i fastidi fuggire per nella quieti molte che 213 V'entrano cosi. più cosi e madre; è non vivere per fanciulla; della ma XXXVII non in ogni con sono pos- libertà onore PREDICA quelli, Se debbano partirsi voto, sebbene tarlo, se credano Dimmi: la la in divina che, adiutare se spirituali, quelli e le carità, né sue, sono non ad osservare le quale prossimo Cristo? nel battesmo Come vuoi Iacobo) regola ti non adunque sua, donasti, ch'el sia e alla carità alla repugna sare las- non san la mini, uo- lassare per scrisse osservare per dapoiché voto, loro, come degli Cristo? di regole (si e Dimmi: a li prelati la è questa e uomini e bisogna scritto, è la l'abito è e l'abito più obbedienza, vera Dio che più grata che obbedire presto andare, debbi repugnasseno, Dio a a vittima. E, ad quelle, il Per sono in spogliarsi che uomini carità? tutti come d'Anticristo. naturale? e agli uomini; la il impio tuo bene seno; jd' uscis- caso religioni avere giusto sia Cristo, di consacrasti legge ad imo tenuti; tal il adiu- potesseno in se fatto e essere che e parenti. sono e non professe carità, dagli e il che chiesa eli 'è alli fame, male della che la trovate tutta valido di persone pare è dedicasti religione, loro, che presto quale Se ti religione consiste massime Dio. religioni, le le non più di chiesa secondo di precetti morisse dottrina che essere per obbligate, più i vedere può poiché, la religioni, professi farebbeno che è questa e prossimo, al si della nelle voto pensano, padre uscisseno impiamente si sovvenire per il fatto hanno ingannandosi, Molti, che che XXXVIII dicessi si sono osservare singolarmente ch'el come i i sono veri i si padri divini al debba prelati, padre e alla ai che spirituali, precetti, più avere che però madre, carnali; ed sovvenire quando padri respondo insegnano a ai respetto al è che esortano prossimo, necessario; e PREDICA i l'elemosine figli desseno Cristo madre, la presto, all'ozio diaboliche, e che spirito una donna verità, e hanno alli e mandamento co- repreendeche ordinato robba, la voluto hanno il sprezzato aspramente ma ceremoniuzze certe non di dico non a più quali i e trovati». molto d'Antecristo, più monasteri Cristo Avete « che padre il lassasseno e disse: e ordinato farisei i chiese i vostri per se i farisei dieno e Dio pensare rebbe alle gli riprese di Puoi Avendo t'impediscono. che quelli non 215 XXXVIII stessi se e ne' loro a Dio in cerità sin- prossimi in ofnzi di servino parenti vani gio- superstiziose umane, che i carità . Se fusse bene mille ad obbligato divina legge massime Paulo tenerlo, venuti rimandò quel bene n'aveva puoi se alli padroni, Essi forse sieno suoi fratelli, che buoni, essere che, quale E, padre obbligati caso cosi in benché morisse che è tal Cristo e per ne' sono andare, e venire a crudeli, quelli forse i gran Respondo: coli periQuesto poiché aiutarlo. potendo a solo erano frati? per impii, anche quelli che sperare sono Sono Dio (il adiutarà. comanda) dicesse o ». e i servi e possono peccati padre il similmente che Non secolo, al de' che Padre, drone: pa- Dio? a monache tornassimo suo dato, riman- a' mariti, disse monasteri. monachi, volse non del perché servino del patire dipoi che volontà faremmo caso il adiutarli, l'avrebbe moglie Cristo stanno ad le e perché la Se anche e la volontà figlio. E bene andando, non carità, lassando tal mogli, sono « forse vi sono, certo, senza in non dire: Potrebbeno che se la seconda ad Onesimo, senza ma alle facevano era figlio, il quale maggiormente servo, che, pensano prima come obbligato è chiamato molto non dire con fratelli,che suoi è stato e se necessità? bisogno, i mariti togliamo non il cavarne servo, se pensare gli fosse in in però tiene; non indispensabile essendo se matrimonio, potranno naturale e monasterio, perché questo, e contraria, non del marito suo il contratto prima madre la e professo, per alla il cavare volte essa obbligazione, padre può colui, che a voleva seguitarlo : « aspettare Lassa alli ch'el morti 2l6 III seppellire i BERNARDINO - morti loro OCHINO », non per padre non era imperocché quel Cristo, s'obbligavano non cristiana pietà, imo che in alla carità. tal Dirai: caso Cristo — risguarda e dove E, che che il vero; è questo s'ha il il ci ad essi Paulo: domestici, Sono ha e e, loro a sia quando né obbedienzie di debba solo bisogno, ad preporsi abito, e a volontà Respondo s'abbi dire: a — : che daresti, Né se carità, religioni ad tare aggiuporali cor- mici; agl'ini- umane, imo né ad la rità ca- entrare ma l'umane, volontà, la buona e e si debba non lassare con de' ». tutti, infino esequissi non come temporali è apostatare, basta cose massime professioni fatte; non quali, nelle ma dell' infideli ma cristiana, impie. Sarebbe — è lassare Non o Imo nelle suoi, cose o parenti. imperocché, la regole a glio vo- potessi, non dove rebbe sa- buona. dirai Forse e effetti; imo, essere secondo Il che tutto. farisaiche, superstiziose possono e voti a in parenti, né di lui disse. di necessità, caso e de' cose, salute; peggio i religione vera è simo, pros- responderei Cristo de' cura possibile, prelati,né perfetta ed el carità. carnale quelle dalla ha che degno era mancargli, non Dico — offizi di come in obbligati, in spirituali,non respetto nella tutti si madre fede la negato modo ogni che ». all'aratro, spirituale di Cristo Dio, debbi Dio vive non aggiutare quel impedire non Colui, « adunque in avere volesseno necessarie scrisse la colui, più d'esso; non di cose e e Però mano non l'amore religione, padre che madre la o tal caso, nelle essere carnali, come dalla odiare ad in disse alla la non fanno si quando padre e, ti cavi indrieto, Cristo che amava disse che E adducessi se colui innanti, va di seguire repugnasse dapoiché mette al regno atto risguardare un si è non che in più pii. morto, carità; dalla Dipoi, vita, che a è Colui, « necessità. diventavano muove, disse: indrieto, sarebbe questo si non in voti di ogni ti disobbligo questo con SIENA DA vero, la tal caso, de' ma carità, voglio che in scandalo, tanto i farisei a non se farisei. essenziale se ne al mondo. tornassimo Parti alla che sia bene Imo che vita cristiana, per piglino scandalo? andare. — per questo — dalo Scananche PREDICA debbi andare, che quello, illuminare per anche loro Diranno: Se ch'elle triste. Lo giovare senza che quello Sono al ruina cristiana. stimolo Tutti impie occhi, Giesù in diaboliche Cristo se Signor ne Dio. nostro. servino Al quale Amen. per sia debba, divina è e il e impeto sempre libertà alla debba prossimo suo. d'Antecristo sono che, farisai- stolte, Dio felice l'apri che libertà, di che spirito, ogni turale na- e ognuno preghino spirituale cose non e dell'umane, superstizioni, la può imo regno giogo rità ca- superstizioni, e grazia adiutare tirannico se alla alla per la te, religione. obbligano, nel visto di si contrari voti, l'intollerabile Cristo, onore loro non che acciocché, per carità, e quello cristiana massime adunque, sotto ozio si segno ruina in gioni. reli- le evidente non all'Evangelio, uscirne, quelli, angariati i solo non la e carità, alla Però senza carità caso. secondo carità tutto simil ruinarebbeno per sepolti in impii adunque legge, gli la come la prossimo si monstrargli e in dapoiché, monasteri, ne' vero, fare cosi, impie, imperocché stare del a questo, per sono ruinarebbe, le altri facesse ch'è Respondo 217 obbligati sono — vedere, gli ognuno — può XXXVIII gloria, biamo ab- fede e per PREDICA Del Per il peccato sbanditi Dio della ribenedetti, che, col divino sforzarsi Dio, essere cristiano obbligato perfezione sua d'ogni altra li che voti, E si il il superstiziosi e del cielo quello andando di da ogni Dio, tutto, perché Dio il patria nelle e e dalla la mondo creature, zione perfe- la sé altra ogni impia. o alla che regrinazione pe- E cosi le vede si di Dio fiducie in dalle e santi di Dio, Cristo, col da core, onori, stessi se come a cosa quanto a lassare Dove i carnali, lio dell'esi- facendo imo partono, speranze, in stando dignità, mondo, che, si non e e partono, perfettissimo. è bontà al Dio, vivendo mondo, dal patria, qui E si robba, di bontà chiamati, sono i con carnali. patriarchi create, gì' inspira, dalla de' figlioli tanta cose quale paradiso, con sentono sieme in- comparare spirituali, i con un'occhiata peregrinaggio del ch'el notare in Cristo le al e speranza, via. sentono non vita loro perfetto, vana tadini cit- come da però tale, modo in diabolici, per vita, Dio danno passano loro piace parenti, creatura, e è volta ombre che fiducia amici, piaceri, e vanissime a è delli che presente secondo l'amore, con nella che stato alcuna conoscendo e per Ed fummo la vogliamo se vedendosi spirituali, eredi, avendo che, tutta si peregrinaggio imo umani, peregrini sono e li prima, In cristiana, manifesto, divino e e e possibile; della è vero, sincero Cristo di regno d'esse. fanno sia che fuori è per Include aggiognere. può peregrinazione che cielo, peregrinaggio un del debbano, peregrinazione. fare si non al fummo Dio, cielo, e possano d'andare a del porte di privi dipoi ma le eletti continua una è celeste; gli rebelli paradiso, aperte favore, peregrinaggio. come terrestre furono in parenti, patria ci e di debba dal nostra d'andare fanno, primi de' scacciati e e che voto, XXXIX col core si e mano fercon III 220 a beati, imo Però già non i tanto quali Non eccitino la per via i con piedi) carnali delle basta, quanto delle creature di condurre patria. Se fervore di restano non li passi, quando litigare o della recrearsi; se e, gio, propria hanno qualche e della per può in mondo se in le pazienzia Cristo, e ne pensano negli tanto or non che lassato hanno Cristo per questo fanno o doverebbe a voti, d'essere uomini del molestie nel la e divino vi di a partirsi Dio, e molto che non Se la gli più li veri peregrinag- loro Però il loro col core ne dal vanno Ma mondo girando l'offizi lassando de' per desiderio; in aggiognere. se a spirito, in l'osservanzia salvi. carnali, se può quell'altro loco, per cora an- fermarsi senza morte si tano affret- tempo beneplacito. non perso; che è buon longo vera maggiore il tempo cantando vanno sibile pos- loro con apprezzando non ne perfetto, spirito a carità; invano, si è carnali d'andare il vita giornate, gran ; al e ; loro alla allora imo venti, i peregrini a si sforzano e più tribulati patria, la Cristo, reicomperare e per si riposano afflitti, sono uomini per né fanno volta, per peregrinaggio gli compagni vendicarsi volere a fratelli in quale servendosi modo ogni il solamente Dio; a anche, dove i veri dormono e non spirito (non buone; vanno in subito, sono prosperità ne pere- santi via lo opere camminare a li loro piogge, per delle beni i rigiognere Se e e Cristo. La con cercano si rilevano cascano, di quelli luoghi mangiano fine, tutti che carità forze questo a chiese, reliquie le in d'Antecri- i santi camminano e mondo, avere che una andare che superstizione. strade. le del per bisogna dicono ne gli apostoli speranza, per cose ci dire, la Padre, fede, per pure quelli luoghi è Cristo, peregrini spirituali,. i al vagabondi, leggieri danno ma da non altro pensi non camminano andare per che E quelle reliquie. partono magnificato ch'io già quale imo li, gli parrebbe di sé si più perfetti che devozione, a santi, volessi hanno fusseno dico tu morisseno con reliquie, dire se grinaggi, si erano SIENA DA se e, hanno pure bisogna Gierusalem, sto, santi, portare senza parola. se che gli apostoli, devoti, OCHINO quelli luoghi visitare essere è BERNARDINO - quali, e non superstizione adunque fa durare potere tante in noi fadiche la vera XXXIX PREDICA E religione? mossi a è grazia di per Cristo la fervore; quali, impeto laude ombre per essere e gloria Signor Dio di spirito sua. nostro. Al Paulo come furono patria, loro con adunque sommo a Giesù in gran ai si Testamento, Preghiamo con peregrinaggio onore, longa noi, prossima. fare Vecchio si con camminare salute ogni del dalla camminare doveremmo e santi li risguardando scrisse, la se 221 molto in che il quale Amen. maggiore luce e ci nostro sia dia verità, lume tuale spirisempre PREDICA Della Si non vede sanno utile è se che nel mondo che cosa è però m'è fu mai, Non Tutti potrebbeno ogni santi li in che, si è divina, che sia il Dio, solo un religione, vera E solo un sia, lo nel stolto Dio questo tristi nelli che di suo. un i se Nientedimeno, del le parole sola fede, tutti gli E sé sono in modo Legge cosi turale na- è uomini una è turalmente na- ha ognuno David: ognuno mondo, nione opiDisse « che pensa i punisca però le e Dio, chi per non c'è se e a non di modi ebbeno non immaginate sono culto quell'ocdi fantasia, una vera qui vivere. lume core. Dio è mendo te- e di cercorno di E altro. un revelazione da non bisogni, e ingiuriato giudice, riti ceremonie, pericoli sforzati d'avere giusto in ne' negato, raccomandarsegli a persone di l'abbino furono truovorno, come modo molti scopri e di tutte quali le tanto sola una Onde ». — cura avevano religioni, quelli, religione, si giudizio, in chi Dio è vedde si vi cognoscendo suo in questa, Dio; stolto. uno abbi con che quali, quando il varietà il core; in buoni. questo lume, Però, e di notizia Non — giusto, li benché col suo: sia premii e E, però cor in che notare fusse non una non avere religioni Cristo, stiana. cri- Cristo, e per di della cristiana. certa una già se da imo bontà solo un la è vero, impressa che della battesmo, cioè religione angeli, l'altre Talché partecipano quanto come e sola possibile. gere, eleg- cristianamente. perfezione, sua migliore, la doverebbe si perfetta gli e alla aggiognere perfezione buone, insieme sia parlarne più molti perché e tante qual e il la sarà di esse, necessario degl'ipocriti. religioni, quale in entrare anco false molte religione, parso né delle e sono necessario o cristiana religione vera XL carlo platanta nata ché Imperocdella ognuno religione, a vera modo cioè la la cristiana, quale a però ha non che quello, chi opera Gli che ebrei non si Cristo, in figura; adorare può sé della invocarlo, delli che in ha che delle suo fine. non nel di a cercando, posta lume Allora si spoglia rinasce, diventa rare spe- e patire operare e in modo a la sura mi- ogni cosi, secondo E Dio, è confidarsi a in Tempio, rinnuova, onorarlo, fratelli. Cristo, si se creature maggior con cose, sua, suoi fatto Talché, Cristo, Tempio Cristo, l'altre gloria utile, piacere, Cristo, Dio. per veste sopra a salute fede ! avessi se Cristo, perfetto verità nella sono religione Ma in le tutte declinare, delle a umane, compagni, quella osservare Feceno anche servivano dipoi, a poco non di e gli cosi fare nuove stoli, apo- religione e nascere, visti ri- aresti virtù nati, or- monache, fare che niente della colla Chiesa di pii. questi Benedetto, a cristiani religione vistola per fede e hanno semplici la poco monachi non impii e, alla mirabile, frati, I delli Basilio, venne religioni alcuni a poco degli al tempo spirituali, santi, d'ogni d'Antecristo, sono veniva mutazione religiosi. quelli dipoi, gentile un una perfezione e o diventare chiesa imo Cristo; visto carnali primitiva Chiesa, nella ebreo uno di in e visto aresti e che intenti la quando a Dio e, tutto religione adunque vera fine; cristiane. Oh di si adorarlo, retti possibile, in più religione, e amare lui, ad con virtù Adamo ad solamente lo ultimo per interessi. se si non Imperocché ha Dio, la e ultimo per Cristo, cognosce il vecchio tutto ha che adorare Tutta colui soprannaturale in che il Padre. talché incomincia l'ha e potevano in Gierusalcm, suoi per troverai l'adora, e Dio commodo, suo finalmente e Dio: senza idolatra. è per è suo per imo è paté, e considerando, ben Dio, uno l'ha non Imperocché, Cristo. in Cristo, senza religione, vera gloria, satisfazione, anderai è sufficienzia, cognosce collocata tutta scrisse, Paulo come è 223 XL PREDICA di Cristo incominciando Agostino declinata, gli e altri si ritrassero religioni, ma per capi con meglio Cristo. alquante a preservarsi a poco, ordinazioni e a e più vivere incominciorno statuti a infra di loro, cristianamente; legarsi con voti, ma e a IH 224 e salvi cosi anche gli altri secolari, gli dicesse, sei che religioso cristianità Si Dio, santi Ma chiama avesseno non solo imo degli apostoli molto però massime, io littere, o sano tu, trovarai che i capi ha la mancato bene di e ma, tutti savi e Dio, e più, le i seculari, monachi né fatto loro legge più fùrno non ch'el che delle alla come Dio, dapoiché dicono Fanne perfetti di e» senza mutare Cristo è voto per precetti, Non di è che colui vedere prima, padre, la del l'amore loco è stato, che di chi Cristo, con quelle entra e con e in perocché perfetti.Im- e li osserva le virtù. tutte che fede. cristiana e più voti, con opera Ma, vuoi se l'imperfezione insieme. lassano le robba, in quella la presenzia secondo o di povertà, che la con la ricchezze piace, fede la viva meglio tanto senza perfettissimo, essere maggior religione fratelli,amici, Dio colui nell'umane, per a di ornato compararle dove mondo; è impeto della entrando fede, o femmina, o religiosi, cristiani più grato con opera madre, con miserie, Dio a bisogna dell'umane, più tanto maschio perché questo, maggior ha perfezione la In poi E ci fa veri uno e voti. far o che quanto divini grazia che stato onesto ignobile, dotto o divina la abito nobile vecchio, può con qualunche o giovane quella è ricco, o infermo, libero, o in cristiano, ogni sia povero o servo cose Cristo, perché che dico truova, ma di e santi più essere monaco ». essi, di legge un aggionto che pochi più meritorio. E si la osservare e abbino quello a se — che imperfetta, ed tutti d'Antecristo religione statuti supplito regole; frati. E fosse chiesa immaginati plici sem- religiosi, e erano Giacobo, « Inco- quella de' sopra direbbeno: è) Cristo. per religiosi. E, san e l'osservavano, non non soli bene, come e vita d'essere regole s'ella loro né nella legge (si loro Dio, credono che impiamente le con come di va' la loro essi del SIENA se quelli che pensino anche sono modo facesseno — la religioni di in che sono, di dire a DA peccare, magnificare a cristiani, imo cristiani di e l'osservanzia per minciorno OCHINO dannati d'essere pensare BERNARDINO " è presenzia dignità Cristo va e l'altre e lassa sta tutto in quel dignità, felicità mosso dal il divino e PREDICA onore capelli, dove i tagliano da tolgono tutti sé dove i vecchio e carnale le sua chiama con fede, tutti, e vanno desidèri. Mutano si e il Cristo vestono Paulo. nati, servi, maritati, infermi, che quelli né alcuno lui, sebbene a vizi, ricevono scaccia non Cristo di vita, si spogliano di hanno quelli,che, nella pentendosi fatti tutti li avesseno debiti, Cristo dove peccatori pubblici ; e si umane quella e mutando esorta non infami ricevono in entrano li suoi legittimamente non religioni pensieri, affetti con come nelle che Cristo, religioni umane vecchi, non di uomo virtù, si sue Nelle li tristi 225 entrano quelli religiosi panni, con che inspirato. Quelli e XL peccati del mondo. Nell'umane, via l'abbraccia «Non dico anche infame; Dio primi intendere Cristo se ne o Cristo san se o i monaci tutte le » ; i « avere del », « di diviso, altri capi delle italiani san o al che loro hanno da fratelli grazia, dove i come - suo volte in orano il mondo per religiosi di onore e gloria, e san i loro solamente e sorelle in « d'altri loro Francesco, per frati Cristo fratelli si chiamano stati crocifissi 1. Cristo i secondi primi » se molte i veri fratelli chiamano Domenico Cinquecento vita, e, Cristo. per Si vero della e peregrini spirito a Dio, religionifusseno dui volte in dove », pre sem- alcuno. maggior gustare senza indulgenzie; mondo. sarebbe libro in e i secondi molte per Dio riceve della libro offizio più del bile, nota- relevino. dove indulgenzia figliolidi fosse Riformatori lo i secondi persone e gli dato quando peccato nel imo Pietro: a sempre carcere) mai chiesa, primi avere con primi dove Francesco Cristo Vanne altra Pensano in dicono; che vanno vogliono né si psalmi reliquie e trovare per fede cioè scancellarlo; a scancella gli disse qualche in gli fusse che non cantano verità. spirito e facesse fa cosi, non esso sette», redenzione pentendosi, quello Onde settanta pensare maggiore con si pente. professo più peccano, purché Cristo ma cacciarebbeno lo errore, un (oltr'almetterlo eletti i suoi sebbene I non più; ma un ci sarebbe né morte, E volte, sette scriverebbeno lo facesse quando sempre, pentirà. Se si novizio un riceverebbeno lo non e se « santi frati di ; come Domenico loro di monaci 15 226 III frati, e sètte essi e infamie vuoi se sappi che nel e potenzie umane imo li serrarsi bene dipoi per la con giognere); d'andare vagando, il il la si quale quell'ora d' Antecristo di la sanità morire gli che altri cibi La che Dio fatiche, ha il loro e de' e non riconoscerla salute essere da e tal voto, e senza è sostentare già stato mangiare a infermarsi immaginarsi nel Ma cibo, per quello non aggionto alcuni Imo impio in cristiana. e curano essendo cosi e può non il tale né convenienti. posti, non Dio Dio, superstiziosamente talora si necessarie sono mortificarsi con L'uomo regno fatto e sebbene si lassaranno dall'altra parte in quello voto per prima degli intemperatamente. mangiaranno anco di ag- Dio. prossimo, più perfetta della a rompere povertà gli che gli del pie, opere religiosi cristiani del volontà fine. hanno fusseno ne gloria di robba, ci mangiare non e per quel a temperanzia, vera sue Dio in dare an- un'altra poco fare, e già può fare poter fermi e che salute si per salute per la mente con di veri quelle forze, truovano più servono uniti tiene quelli cibi, e e cieli», Dio, immaginati altrimenti possono ci di onore a Dio, temperanzia con corpo vivere né quale solo Similmente da con opera, di non sono privarsi di con chiamati fusseno sebbene si o approbando chiama e ne' Signore clausura fantasia a desidèri dall'onore l'inspira sentimenti è ch'el sempre con cielo, acciocché beneplacito, quello Signore d'incarcerarsi, clausura Cristo, divino mossi de' pensieri, in religioni, e è serrarsi conversazione tutto nientedimeno — cristiani tristi e (alla perfezione di questa prossimo a il de' voti le fenestre nostra in presenzia, loro spirito abitare nel sempre dove stare e li vani «La compiacendosi e nel dire: possiamo Paulo varie queste odii, persecuzioni, sieno serrando lo con Da emulazioni, clausura core, tutti a salvati. quali perfetta del segreto consentimenti; e la SIENA innumerabili. sono vedere meglio dove — che DA gli avesse discordie, tante detrazioni, e Cristo Cristo non nate sono Ma, e OCHINO BERNARDINO - veri cristiani in stare del ozio, prossimo, grave lui e e ad religiosiè potendo, ma, e stato, afiadicarsi vivere, potendo, delle se Dio della e cosi altri,e, ringraziarlo, ci dà possederla 228 III di ogni più è per Giesù OCHINO superstiziosi, impii, offizio la gnoscere BERNARDINO DA SIENA ambiziosi, ingrati, ostinati, perbi su- infedeli. e Ma - verità, Cristo nostro pregare acciocché Signor Cristo rendino nostro. a Amen. che gli Dio ogni dia onore grazia e di co- gloria, PREDICA da Perché molti inganno, vedere verità questa ch'el tal ch'ella sorte, episcopi congregati dire non si, perché e massime se contrario spirito e non le di degli Dio, altri sebbene necessario Scritture tirano tutti che sacre cosa mente santi; e a e imo tutte è le qualche avesse fusse delle o chi con non che rizia ava- acciecati, quali a in offuscare, cupidità, ottimamente, vere loro, non se ad dalli possibile tizia no- regno l'interpetrano, volontà, leggi avesse al pertanto affetti, l' intendesseno sieno a ogni svergognarli. dell'ambizione, immoderati giochi, cacce, l'intendono, Cristo; quello con loro di in essere mondo, del cose affezionati e scienzia; per divinare, non tutti potremmo gran chi vi grandezza, gloria e cardinali, scuso, poi trovasse sapere che di e non nelle là, che può fusseno loro la di tanto Cristo, la ma il vero, per sono loro seppellire vedono Ma, è e di si loro s'ella suoi i gli e più poniamo Ma alla servano diminuire di sacre: quello a più d'astrologia Scritture delle molto andare infra pure benché per- smascarassi cosa, per corteggiare, non litigare. sapere quanto in e una molta, questo Ma, quando che, errare e per sarebbe scienzia, lo liti Finirò Dipoi, hanno ceremonie nelle banchetti. per n' non nelle occupati possuto avesseno E con papa prima che mondo. il il di errare, può la nicioso per- e resoluto son grato. purch'io determinasseno e mi resplende. più in dico grande un non sarà più intendo E insieme che s'ella agitato, romana prelati. e però ingannasse non Chiesa la Per mali; gli imo dispiacerli, curo sarebbe possi non romana vero, dispiacerà, più è mi molti errare. Chiesa la fusse discussa, sia non errare, Né quanto vero che non di può romana tiene causa cosi. è se si quando il che, errare, Chiesa la Se XLII loro proposito. non per uno esposizioni questo abbi e tutte interpe- III 230 trazioni, Non scritto: Se « animale sa, ne non intende quanto per ascosti caso, adunque, savi ma la viva Però non non tristi,e di gli perché vita la che faccino per miracolo o loro '1 poniamo ne' cosi miracoli, la con che Cristo. Se né possano un'umana non dire che sia in figliolisenz'aver falsa loro saranno male, Paulo, la del se e acciò già mali non demonio, fede nostra bene ma loro, moglie, dottrina opere se miracoli, peri determinano; adunque sarebbe non il testimonio con anche che non dubbia e anco miracoli. facesseno che sapessemo ma e quello, minazioni deter- modo santità, che Né trario con- essere loro ogni se può gran il contrario. molti a si il far le umana essendo loro di in che il per debbano, non Non la che stabilita propri intendessi paradiso predisse, fondata sente quello morta, essendo e non per grida non gli credessemo, ce essi dubbia. e fede pare, dottrina, confirmazione tu Ma essempli. tal umana chi ha tu In opinione credere certi gli che sapere, fede loro in il serrare mondo, al come se Confesso « pronunziare loro confirmata né Imo prestare a si in fussemo loro certa, acquistata abbi tanto piccolini ». una loro la con secondo santo. di sebbene della quello opinione ai potrebbeno credono che e Spirito fidarsi perché perché, anco infusa dello revelati L'uomo quali revelati chiarezza, fidarci si e fidarci non ho cornee « Cristo: n'arebbeno certa doveremo quello doveremo Onde che e divine una fusseno e prudenti Paulo: E spirito, delle sente». secreti, fede, si per ». divine, cose fede. determinasseno, di dello ne cose non se con coscienzia. delle intenderete cose se e delle verità, non i divini ai acquistata, le fede che l'hai con crederete, non Padre, te, in trista sentimento e spirito, senza ma con ma spiritual gusto SIENA Iitere memoria s'intendono non DA di pieno ottima e arebbeno quali le OCHINO ribaldo, un bell'ingegno un a sia e BERNARDINO - fusse il credere ad Antecristo. So che siamo dirai : obbligati Cristo perché i capi Nelle — a ha della credere promesso Chiesa che cose spettano nostri ai di romana alla prelati e lassarla non sono fede alla errare: e alli costumi Chiesa, nostra però, tristi, nientedimeno bene sebLui PREDICA non d'osservare manca dove ha alla consumazione che quelli in loco de' veri sono in fede, senza Dio), senza massime fede che, Cristo ti Parla vedi se puoi che grazia, gli non Se quali eletti adunque (però possino non e cognosca Cristo senza alle cedono suc- eletti, sono parole? che persuadere li che succederanno loro, e infin che suoi questi le con non soprannaturali, cose delli l'opere per veda quelli, lui, però in non spirito, carità, come nelle essi? di non e In — giorni non e : Dirai: tutti li che possibile apostoli, ma ; errare? voi con crederanno possibile E È sono apostoli credono non come viva con d'Antecristo? che si veri son dimmi Ma promesso. lassargli io secolo». 231 ha non Ecco de' Giuda, che di « del successori de' a di Cristo all'ultimo: Matteo, parla quello promesso san XL1I errare, al sono tutto ciechi? E « E dicessi: se espediente perisca non sebbene lo Spirito la «Non tutti tutti non figlioli li promissione; i veri lo d' Abramo successori priori, abbati, e solenni preziose nientedimeno, estrinseche, essa che bisogna gli vedessi dire? Sono lor vita, a di Dio. è abbominazione sepulcri vederesti appresso scialbati di mati chiaaltri monie, ceri- tante dignità,' e morte opere demòni come disse Però fede, né con e reverenzie e sono sono con quelli titoli gli la pontefici apparati, della e non ben se seme; Dio hanno non Paulo, suo cosi », resplendano sebbene dentro, appresso che patriarchi, gli spogliassi agli uomini, più E, la anco vesti, ricchezze, abbominazione è alto né del fede prima israeliti;né sono figliolidi in in disse come sono sono l'imitano episcopi, nomi. se e che degli apostoli quelli, spirito degli apostoli, superbi che che, d'Israel, quelli d'Abramo quelli ma discesi sono figlicarnali loro, a Cristo, errare: respondo — zia disgra- determinazioni, lassa gli non bocca, in sono loro le mancare; fatta è che quelli, che può non non fanno nella santo essi, sebbene quando acciocché populo, Spirito lo cosi core; lingua, promesso, tutti sono nel nella promessa ebbe gente», il per dicendo: profetò, quando muoia uomo nientedimeno, chegliel'ha che la Caifas, come un l'ebbe Dio, hanno che tutta non di Si — Cristo: a Dio fuore, ed Quello, « ». e E che dentro III 232 di pieni virtù, che il che modo ogni Cristo al giorno E che che sia cadde il come suo medesimo ed ed fusse gli disse loco sarò sempre in si infin errare. altrimenti Paulo, E riprenderlo. l'opere e costregnere non sto, Cri- per in quello alla verità Paulo come andava non né d'importanzia: era perocché Im- voi cadere errato in errare. con Pietro: esso invano, che stoli, apo- demostrano, potesseno arebbe morto vita non giustificarsiper a né degli apostoli, vi lassato non non Cristo episcopi, né la con Io errò errore Cristo se io imitano e il cristiane l'altre successori che « apostolo, giudaizare a propri cioè ». i veri dire: che e stoli? apo- hanno sieno. non dire volse giudizio forse gentili verità degli Cristo, chiamati sono loro lui in sinceramente fusseno come non anche che in essi il vero, era sai i del non si potrebbe non successori carità, umiltà, pazienza che falso, si è SIENA i veri sono l'Evangelio che poniamo DA vivamente sebbene : però è non Ma hanno predicano negli apostoli quali credono che spirito, che suo Sai spurcizia. Quelli OCHINO BERNARDINO - rettamente dell'Evangelio. Forse dirai venuti. erano scandalo verità Pietro — si suttrasse ma a : ai dimmi: Ma — gentili, dell'Evangelio basta me nelle che parole, di e che, cristiano può mangiare avevano per immondi, i con gentili di e potuto errare s'el che di ditto la Però domandato quelli cibi similmente arebbe Cristo? di arebbe cosi anche seppellire con l'avesseno ebrei quelli se dava non benefizio E suttrarsi. che quelli ebrei, a suttrarsi, il gran fica, giusti- che quello importanzia, maggiore nel errò nel offuscare e è scandalo dare non per Cristo che sapeva no, gli ebrei per non scandalezzargli. Se che importavano i errare con voi voi talché prelati », non i vostri né ed che, Pietro adunque errare non sebbene alla di poteva fede volse dire: suoi, ; Cristo, in tempo, per dire: — dire: « cadere e Io benefizio non fatti e anche se né dipoi e in cose potranno Sarò Cristo volte molte a volse sarà lassare imo — benché periscano: però cadranno, pensa Non — parole salute, Però successori i alla e Roma. nelle errare sempre errare lassa né dere ca- gli releva, gli abbandonerò, loro, gli relevarò e PREDICA redurrò che maggior a Dirai : Dio che quando essi di che moltitudine sia il mondo degli oscura, d' Elia, cosi e fossero vi v'erano tanti chiamato: leviti, vecchi mostravano adororno il vitello ingannavano cosi al con tanti Achab, crocifisse dare negli occhi ma né grado alla Bisogna, parola un spaventarsi Dio da e pure che profeti, Dio. di E Dio di Chiesa farisei, sacrifizi* Satana, re Dio per di Cristo, e impia, tanto e ella che la si Chiesa viva il nome considerare della in Cristo. Chiesa, molti, fanno spirituale fede perché al prelati, al titolo, come le Cristo di sia se Non titudine, moldove loco polizia una di Chiesa l'Evangelio bisogna imperocché è nati, quali, ingan- sia nella ha i sue non alla risguardare anche all'altro, cosi succeda e i tengono è sempre non considerare ornato, e risguar- bisogna non debbi Non debbi cognoscerla, per di deserto Dio, Chiesa pareva dignità, grandezza successione, che come la pure leviti, scribi, uomini. spirituale. Non pensano che, di la Chiesa di benché più Aaron, splendore, imperocché degli mondana, abitano, nel d'Aaron sinagoga d'Achaz, tempo quasi estinta, di occhi negli e quelli quaranta la Chiesa suo potenzia, al fu e sinagoga era cognoscere per ricchezze, e la Al quasi Cristo. all'estrinseco florida sacerdoti, representavano Cristo, rata ono- e imperocché vile. tempo Similmente nientedimeno Però, Al pontefici, sacerdoti, ceremonie: che di tempo quella Melchisedech oppressa, e d'essere pure d'oro. era d' Isaia e e e maggiore con di Noè, angusta; abietta assai. sacerdoti di era Gieremia sia magnifica e da che Respondo — romana cerimonie Egitto in povera, Eliseo, de' Dio idolatra; massime quanto gli altri. potente, d'Abel, di niente conve- credono. gli al tempo Chiesa era uomini che vero la belle più più la Chiesa ricca, più di persone, d'Abramo, tutt'il vedi la tutti salute. alla Chiesa, della tanto e che pensare ornata di che insieme, cura, par'anco questo, capi riguardano in t'inganni dell'altre, e essi i errare serviranno gli tutto con specialissima si sempre ma, lassi ad Cristo, perché E è vero; congregati e 233 l'interverranno, non sono pendono dico che Questo — n'avrò grazia, le cose, tutte XLH dicono Dio. e la adunque essere HI 234 Chiesa di Cristo falso di nome Dio, le ma impii loro secondo che fanno rapaci in nelli dimmi Ma le epicurei non di nel destrurre a nostri, fede precetti e spezie Chiesa, satisfazioni i se Cristo loro a a imo nel si in terra. bino ab- romana fantasia, tanti l'una sotto Lui in e della l'uso Cristo spirituale di satisfatto avesse che volere e contra regno come introdurre a e che e sacrifizi, espiazioni, indulgenzie non lupi sua fede Chiesa Cristo di ce che, quando comunicare non introdurre a umane, come umani Cristo prodigi, quasi della capi i e la Chiesa Chiesa e coscienzia, l'instituzione contro primitiva in mortale, peccato a li che demostra d'Antecristo, truovarà non se si trasformarebbeno Dio; il regno i casi reservare di loro. Roma, idolatri. e segni tempio da sono nella darebbeno ti pare non a obblighino l'altra verrà tempi : errato articoli che e vita approvati, entrarebbeno che starebbe spirito venuto suoi, Paulo, d'apostoli, in essi lor la come spezie d'agnelli, falsi profeti, e sotto Cristo da inimici cosi si dicono e di prelati i volontà, a pendesseno e imo mondo, contrario, s'elle come di l'onore le Scritture al e quel sotto non del gloria e cardinali, episcopi abusi e ma e forma sua adesse, E defendere, proposito spirito, l'abbominazione è loro a senza e Cristo, n'adverti, di lascivie, dignità starsene decreti impii SIENA d' Antecristo. e cercano » pontefici adunque, loro Satana DA prodigiosi errori; interpretano e impii di Chiesa entrate, bisogna sono OCHINO di quella « sue che I BERNARDINO - e croce gatori, pursuf- a ficienzia? Sarei E la a chiesa Già orientali in non per dividere per episcopo in Paulo: « romana escomunicò È Asia, che, Nissuno per Ireneo, osservanzia vi giudichi che repugnanti l'inconsutile e quasi chiaro pur veste episcopo di in di tutte la errorno sincera di Cristo. e in e in vedì gio- nicargli scomu- fede e a Policrate, ripreseno Leone, poto bene le Chiese a alla errare mai Pasqua l' escomunicò, tempi, cibo può se faranno se celebrare volevano non frasche dubbio: errori. li loro quanto errare, m'è domenica. ceremonie può tutti recitare Questo australi, perché e pontefice, Chiesa la volessi s'ella d'Antecristo. alcuno. e dubbio è tanto me s' io longo troppo quel dicendo giorni di 236 III Chiesa Cristo. di tristi, i quali hanno sia romana, Gli e eletti li Forse e ladro martiri? in dici un loco; abbi in e in stia basta che i suoi cosi al Non dice: la nel o le tali tal tali o di Dio in vesta ceremonie; Dio questo o bisogna ma Dio di non di la Chiesa loco, Spinto lo residenzia facci che e Cristo? di morte Il regno è necessario tale Cristo, quando Cristo « lui amico degli apostoli tempo di pochi? solo di doppo tempo d'Isaia, essendo essere passione figlioliabbino Nascono — sia chi fede in Lui, essere per Paulo: Cristo non scienza Saranno dalli dimmi: In ». esso di Dio. E tutti insegnati da Dio ». più la santi tanti anni Chiesa dotti, ch'el romana e non cieco sia di e ciechi mondo, sua infra pure li tesori li fideli nati illumi- d'essere cercare da la se e impii farisei. ingannandosi, madre, di voi predisse Isaia: anco Ma, salute. infra tutti pur Cristo sa alla sapere ascosti come doverebbeno chi che necessario è sono sapienzia dubbio, che giudicato ho non e già che Io li cristiani infra Respondo — quello tutto crocifisso qualche nascesse « dubbi , gli risolva. sa de' volta qualche che diceva della e sua. la viva Però della la Chiesa facci determinare Chiesa, credeva e nel che resplenda che d' Abramo, Noè, della contrario ». quell'altro modo, bisogna, « Cristo e di tutte, resolvere, a di d'Abel, che madre sieme, in- — tempo bisogna il tal nome, Dirai: se che cristiani particolari. longo si mondo, il per particolare, e abbi Elia, dapoiché per porta. im- non sinceri Chiesa, una splendore osservazione con Chiesa e e o errare, questo dispersi quelli per può non francese: loco chiese al con Cristo. sia il confessava? imo Tu verrà d' che sono di cioè modo, si truovano essa tempo similmente solo sia un ed questo tempo Dio? un nel dov'era al cosi di l'altre dimmi: o Dio che in primo quella Chiese Bisogna tutte mista essere per è lupi : dove autorità, governare Ieremia, figlioli di vere — somma Ma Dio, facci residenzia e abbi i e errare, nel presa veneziana, le : può SIENA DA prevalgono. di infra sono dirai si veda e sia agnelli come volte spirito o OCHINO questa adunque, lo che E molte Chiesa La BERNARDINO - che ha frutto Ma sato pen- n'ha PREDICA cavato? che di che se n'hanno lume annate, a crocifiggere scandalo A non Credi che le ciechi, sono quella quella e tanto si Amen. renda solvere dieno abbino la che d'Antecristo, più ogni Apra onore decime pigliare a i usurparsi l'altre del- beni relassazioni, offizi sacramenti, nefizi, be- e fratelli i suoi perseguitare a lissima crude- stata assoluzioni, Chiesa più, mentre lume al errare, sua e a imo dal tirannide gloria, per falso è Giesù occhi, gli chi più suo eli' è abbi nome pessima, Cristo che quelli, essi essendo che, che mentre loro. per che ognuno sia non fanno mondo; liti, loro delle che che Dio; Cristo, di la dubbi adunque ingannato quanto non a altri guidarci a può non di ogni tenebre solamente se Cristo, nuovo è Dio? mondo? edifichino? scandalo, atteso di figlioli e sempre ordinazioni, sanno intricarle con che indulgenzie, di al Roma però che vendere a eletti gli gravezze, consecrazioni, a dare ha non 22,7 vedi intollerabili porre benedizioni, e che e chiese, Non avuto? inimica, e serviti sono ne XLII di per e visto e, Cristo, è madre apparenzia, acciocché Signor a nostro. Dio PREDICA Se è bene stato e Hanno creda, dalle si non ma non inquiete: bene si io restano fede che dico molto e manco gati obbli- perturbate vediamo siamo si d'essere conscienzie che che tale, determinato pensano le se e fede, modo dottori, molti quietargli, voglio in hanno dalli con moltiplicargli, a della perché di articoli credergli. quello sa, E, tutti, per male o obbligati tutto persone. però, tanti gli articoli crede credergli a se pure semplici moltiplicare siamo moltiplicato solo non il XLIII fatto hanno se obbligati e credergli a tutti. Cipriano Ruffino e beno ricevuto seno predicando da lo tutti insieme, si Spirito predicasse Ma articoli. Spirito gli tutti e stati Ma romana cosi la a quelli dapoiché aggionti, vien' abbino qua: e avuto e, come e è loro, possibile più lume, il contengono, che come il che che i tutto alla in forse sieno prelati gli apostoli, non ricevuto e articoli, necessari son vero, Pensi predicare tanti imo sapesseno si più molti fatto, sia fus- se ebbeno non pertanto credetteno secondo che cristiano? gli sentirno che non E Cristo, da credersi anco ben dapoiché di sufficienzia, deva, cre- chiama aggionti stato male. massime Madre si esso hanno sia che fatto apostoli, lume l'Evangelio, sono hanno si noi d'Antecristo, apostoli, dire in che fede viva d'essi. chiesa degli da ché accioc- s'adunasseno con che articoli, della necessario era avesseno essi e che quello andas- mondo, dottrina, ciascheduno posso che santo, che quello ed dire che tu prelati del parti simbolo, quegli mondo non diverse eb- dapoiché separandosi, che, medesima nel illuminati più a credi non i Il che sforzato cosi il per stati seno lo E dipoi, in dicendo tutti minore. predicorno innanzi una ciascheduno e, gli apostoli, che santo, l'Evangelio convenneno Credo vogliono che dannati accettorno che di poi salute? della vedere Chiesa tanti PREDICA apostoli articoli e Paulo, san Forse i bene, o modo ogni o era i (benché della capi fatto grande essendo errato, se il ma impertinenti, erano saperli, a gli apostoli che ci nuovi più e in cargli, espli- non questi zelanti arebbeno parte alla molto e era arebbeno necessari come più salute, arebbeno solamente il credergli, avendogli essi espressi non salute, alla serviva non rato er- quello dall'altra talché qua: se cosi in revelarci necessari; non e Vien necessari. come dirai: Forse dapoiché A utili solamente articoli. hanno tacere gravemente) esplicarecegli a nostri gli apostoli benché nostre, errore de' pili perfetti degli apostoli stati dell'anime salute si non scrisseno. adunque a cosi e Giovanni, san l'esplicargli,e d'Antecristo, chiesa articoli, sarebbeno della utile, cosa peccato o alla salute stoli apo- le Scritture esplicargli. Ma, a gravissimamente peccato le male, d'Antecristo necessario necessario; Se male. o che gli esplicorno? non gli e inteso lume ebbeno perché chiesa caso arebbeno era cosi, che gli visto sacre, avesseno altri gli dapoiché avesseno Scritture l'epistole e che e salute, di Roma prelati meglio gli apostoli è della era che gli Evangeli esplicargli, capi i alla nelle dire, che se bene era Se Pietro, dirai, dimmi: Ma cosi sacre, 239 necessari contenersi bisognarebbe no, san loro veddeno? gli non nuovi questi o secondo articoli, altri XLUI quel tempo che non Dio E io delle la imo Si della infino tim'ora debbi divine cose t'inganni. truova grazia, », Né di lume ha che i giudizio, e la Dio, più giorni sono che più. al la al ch'el Chiesa già abbi degli apostoli, che la ché per- degli tempo Non secolo l'« ultimo s'ha più Chiesa sua nostro giorno ad apostoli, di tenebre. è il tempo da incomminciando Messia, chiamati illuminata. stava ba- basta non che volesse ebbe sacre del lume. — Dio che ma tempo però, salvarsi per moltiplicato gli articoli,è piena Scritture nelle cioè di però admirarti articoli: n'ebbeno non articoli: primi dico Chiesa, al quelli ogni che revelati; anco l'illumina quel avesse erano revelati. lume tutti li nostri credere revelati, gli apostoli credere sono più ora necessario stati sono allora ora È — » aspettare e Cristo l'« ulche ci III 240 sia altre revelato ci ha di persona parlato disse: proprio Padre». gli revelò forse: essere uomini parlare molte grossi ma cose, illuminarli? i si celebrasse immersi Esso ci ha alla che salute. ho udito articoli, che i cecità o Non l'altra spezie, prelati Roma? o filosofia, densissime si Pasqua o gli apostoli Scoto, però divine? cose che non e più occupati vero delle tenebre, gli apostoli la visto né a aggionti, fermentato, che ture Scrit- le promesse? forse e santo, potente che forse erano di fu da ganni, T'in- — e articoli erano in ». Spirito non per v' ho Io « mente alti si consecrasse logica, e la quello di apostoli lo santo intelligenzia perfetta avevano stolta Spirito capirno, portare anco osservò e Gli studiato non si l'una mondo avevano lo incapaci non li non Cristo: aprirgli con non domenica? nel quanta come mezzo per per di mandare promesse che essi per capacissimi? sotto in però : le potete fusseno che comunicasse forse si nuovi questi sapeva disse tutto, d' Antecristo intendere non cosi e quello tutto idioti Cristo gli apostoli a noto ma non forse che o prelati atti Figlio, necessario e glielirevelò, Cristo Credi sacre. e e gì'insegnerebbe che utile non il per parlarci, c'era fatto Cristo — imperocché o che SIHNA salute, imperocché, ma poteva Cristo o alla profeti, «V'ho Però, DA agli apostoli. Dirai che i per quello tutto dal e necessarie cose non OCHINO più perfetta non revelato Lui BERNARDINO - Oh nella sono mana ro- Babillonia! Sai che le gare, e, per che ora di l'alti degli apostoli. fare scisme, l'anime, È moltiplicare romana da articolo fede la coli? arti- chiese, di dividere che infin curata maravigliarsi, di tanti l'altre con s'è non sopra, e articoli moltiplicati tanti anco illuminati credere di fatto anco fatto la Chiesa Cristo. di veste ha che concezione a della Cristo. di Hanno e preso restare e abbi non Madre ha vincerle l'inconsutile quella è cosa tutti li secreti E sètte farle sai e e a contengono nel misteri si hanno divisioni, vivere fusse pareva che e a morire servito tuibare più che passati; gli che mostrarsi per le loro tanti conscienzie, desperate. santi poco a Simbolo articoli? a illaqueare PREDICA Quanti moltiplicati tanti avesse dell'anima, L'Evangelio è solo una rete tanti che Ma Cristo il gran essendo se s'ha da giognere de' oblivione e non cosi la soggetta, fatto la apostolici sia che forse non in sbandito, E sai dicono, ed scienzia, Già per in di per articolo dal figliolo. E gli sai sanno; Riformatori di che poco, già articoli non agin in modo, ogni instituirno nuovo lo che l'hanno parendogli santo troppo Cinquecento - I. aperta in fusse con- Paulo. moltiplicare non si tenesse dal essi minazione, deter- loro ch'el pazzia che quello Contra, procede moltiplicati,che tanto una ordinorno Spirito L'arebbeno quella contra e quello degli credere fede. di il che spirituale della determinorno concilio e «. sai e tutto s'el loro E scoprirsi troppo. creda della cose diabolici. silenzio. come nel gli articoli fede; pareva si ha come chiamano lo e dre; Pa- sposa, si e chiese, in gli forza, nelle umani le del come sotterrati un'altra che autorità signori del e quella ma Credo non che si per e se vogliono avesseno italiani a mettere con Cristo, a li loro tutte fusse amore, fede in come credere, Dio, hanno fantasia dica, non articoli, si tutto, a e altro si non loro un loro tirannicamente, un per ci fusseno e nuovi più essi ognuno esplicare gli di sua Essi cantare se forse che non volontà, volontà loro a vogliono non potestà, sposa fatto hanno apostoli chino di- non credendo il regno stato sua magnificati e fanno lo tutto è a trovando non la che divini, maggiore», fare in precetto d' Antecristo. il vero, care moltipli- volendo s' hanno fare comanda e mondo quelli degli apostoli. a Chiesa, chiesa tutt'il che redutto mancarà come contr'al venne non sapersi. parlare, peggio, sarebbe monstrare nuovi, che, e già loro antiquare Cristo hanno presto Offizio e colo peri- non pezzi, con quasi Dio, ereticissimi che sperare degli apostoli, di giudizio parole, a Paulo. predisse potrai mille non senza ma pigliare a fatto non essi non atta n'hanno che, credersi, non se romana, eretico. sei tu guarda eretico, potevano articoli, che la Chiesa sai, di cose, e, grande, cora 241 conciliati articoli! non rompersi; senza e si sarebbe popoli XLIII Padre propri dire che e non tutti, 16 III 242 i etiam semplici molti simeché i che ditto hanno manco si la pure de' il quale e Cristo. verità dotti è dà lo lume un semplici fusse se credere che, credessi se fede, senza Puoi stolta perché adunque e impia chiari le per e apostolici, a loro Ma Al Cristo Signor è cosa le fede, essi presto quale nostro. sia i ciechi, i dove articoli i ditte e ogni senza romana, di in pure esplicatamassime- contiene, prelati in chiesa primi sacre si sterebbe ba- non saresti Roma, Cristo, si come manifesta. assai della articoli, bisognerebbe credono cose non cosa d'Antecristo, cieca, che, dove dovevano principi si molti, la vedere parte confuso, i sono come con essere veri moltiplicargli avarizia. pessima che essi come hanno e Dio, Paulo e Cristo, Chiesa ma credono che non Scritture volontà spero in presunzione della articoli gli che per di dono piccolini, in e semplici; volse i loro la crede; essi che credere crede che quello demostra vita la il ch'ella quello i come perseguitorno. quello quello sapere che ne' come credetteno samaritani lo si semplici, e e un'umana che infuso non credergli a e dotti né per apostolici, sapere ne' esperienzia necessario credere mente i e un più gl'idioti, degli vede fede, obbligati soprannaturale per farisei e Dipoi, fusse alli che Ma hanno che alti fusse quale vedde si scribi pur la espli- basta principali. non sono più cristiani singolarmente E l'idioti, veri i che non fusseno se altri degli hanno tutti credergli e dicono articoli, come opinione, acquistata in loro mas- s'intendono, a sieno mostrato e e, romana. quali dappoiché de' credere dove resoluto cognoscono, esplicatamente, s'el Chiesa crederli; a dotti principali, la scoperti sono capaci essere i crede che lor obbligati sono solamente ma qui se non SIENA DA obbligati dai etiam pure non quello Né OCHINO idioti, fusseno o semplici catamente, credino BERNARDINO - Dio sempre Amen. rimediarà, ogni onore si come e ha gloria già per minciato. inco- Giesù HI 244 l'altre Tutte cazione essendo data agli eletti, debbano contentarsi i e d'ogni lei e lei ai pena nissuno solo divine parole i redurre e fare e Cristo in e della due o una non bastasse, per modi nel esporgli salvare a male, salvarlo, nicazione, loro non salute. Imo del dolersi per non loro peccati. la quale vedrebbe orrore, è che della non in colpa, e cosi è di di la croce, su di persone e, la Chiesa, avendo doverebbe possibile; più con quando e, escomunicarlo e che averlo store pa- tarla esor- doverebbe l'ultimo suo e come se sforzo altri negli perseverasse quello che quello e, cristiana, compagnia questo, la per correggerla; esortazioni fatto tutto e vero giovasse, non Cristo, da tutto remedio peccato del admonirla, con l'orazioni, avendo muoversi quel per blico, pub- è peccato quell'anima, facci con correggerlo, essemplo a nuovo ognuno quando altro di chiesa sua acciocché possibili; e, Dio di ch'el sapesse prelato salvare qualità s'el suo insegnato la fratello il loro secreto Ma, questo, e l'ordine e suo sé a di in pecorella, sforzarsi possibile, in offeso di l'esempio, orazioni, un o due d' Antecristo. quella loro suo. questa e con debba cercare modo il tutto, allora alla gli dà, se di quando e, l'episcopo congregare il a beneficio persa in modo con ed in Cristo, mori il l'altra modo sentendosi ogn'altro servando per eletti, aversi e il loro Dio de' dolersi secretamente, carità, dell'anime quale pena cristiani, Cristo; a doverebbe il danno per Cristo, buoni e quello può di giusta dagli uomini, è ogn'altro peccasse tutto zelo in e allora per veri peccatori fratello suo Dio agli fuggirsi di Chiesa alli debito serve ma contristarci. della una da che giustamente escomunicazione L'altra fatto, hanno doverebbeno remedio avendo Però, dall' escomunicazione, e temersi, doveremmo sola È debba debba per colpa reprobati né può sorti: la separasse ma nale medici- e loro. che cosa quello tutto buona hanno ogni L'escomuni- Dio. santa, peccato, agli eletti, come chi giusta di contentarsi e remedio, Però hanno da male, che eletti agli SIENA salute del punizione, che è e dolersi reprobati, poiché peccato Dio, rimedio per DA perché da bene sapendo peccato, buone, sono cose adunque, peccato, OCHINO BERNARDINO " può per dell'escomueretico e pub- PREDICA dichiararlo blicano, della domenica del e massime dono delle che nella lingue pubblicava demonio, de' e miracoli. Vero Di fare può fideli. dalla è che poi, come offizio è il anco che Chiesa, la Questo si si salvasse, autorità, escomunicato non se spirito questa è cessata, cena si dava, già lo vite vera della Imo acciocché enormi. escommunicato. per altri primitiva Chiesa, fare, né poteva non peccati per già concessa del tagliato e Cristo, privandolo gli con in potere al corpo, quanto vite vera conversare 245 arido membro per Cristo, privandolo XLIV il era, l'episcopo l'esco- non suo, lo municare. Ma non servare l'ha, che I principi loro perché però fare non l'avesse intento solo di Si la bene, la in terra usurpata sono di E servirsene e quello sia che piena santa, corrompino la mano che li buoni. e Se tagliarsi; ad a ma e, d'essere quale, Dio e ha spirito e fratelli. mostrarsi per meglio, potere ingrandirsi, usa prelati, adorare proposito, gello fla- Cristo altri loro la farsi municato, esco- pio e di piena li suoi carità, giustamente sposo agli e e sé, per loro a anco i per però al quali dii trario con- farsi. la prima carità, Chiesa di Cristo, innocente, i tristi, acciò escomunica scandalizza, l'occhio allora di le persone lei, in giusto suo essi Figliolo doverebbe spirito col d'Antecristo, volontà in e guardarsi Cristo di perdere, far bene non a le imo pene, merita che quale attribuita e il vero, di la ingannare Imo secondo fondata di come di del sposa d'escomunicare. se cosi di specie sotto lei legittima vera è tale se non la chiesa anche truova e figli,per i suoi carità, batte là. più doverebbe Chiesa la Chiesa, salvare, altre e e nicato Escomu- andare più oltre, ognuno contentarsene, madre sua Cristo. è tutta imo Ma, doverebbe della debbano giudice, n'è giustamente se espediente. quale escomunicare. a Dio solo incarcerare con la per escomunicare, insegnato può e temersi, cosa, ha escomunicazione questa doverebbe non né sia quando secreti gli possono leggi, punire occidere, E, debba non de' che magistrati e giuste con di l'ordine sempre doverebbe non che pubblici, peccati per Chiesa la che nota si glorifica nella debba sua non cavarsi, e Chiesa il 246 III Figliolo Ma dell'uomo. c'è non BERNARDINO - chi conversa con carità, doverebbeno i conversasseno da acciocché fecero vedere ritratto bel un divino è scribi loro; più tanto in ogni da è chi accioché el mondo che la Chiesa un gentile, nel è di atto di si a e se un tristo pure allora in respetto che i loro è nicare escomu- in verità impii di infra connumerato che quanto cando escomuni- guadagnare, propri superstiziosi non che, vederebbe canoni, ognuno bino s'ab- dall' vergognarsene, essi mossa le cadute e Roma, essere frasca, che è quella confusione, escomunicato per carità, si sia chi escomunicato, il per la Chiesa quale minciando incoin un scandalezzi, ribaldo un visto che tollerato. e escomunica-, cristiano, un qui Di non cosi proibisce la conversazione con un falso cristiano. Imperocché con i corrompere, stanno sopra e Or di di Cristo Cristo come l'escomunicasseno Cristo pur non conversare cosi Cristo di santo, essere se e, si altro. un respetto debba s'ave- più vecchi, di questo prelati è leggesse Il terzo che che quali potresti cadere, non alcuno essi, quasi in nelli Ma con moltiplicate più. Chi le stimano di i debba minima volesseno se seguitare, da' respetto per vergogna non modo per e imo E, mana, ro- bisognarebbe non la Chiesa quale avere l'essere farisei, l'hanno modo già vergogna e dal relevare. a meretrice paradiso. guardare a possono e del acciocché, è più presto non non or quelli che lapidare l'adultera; pochi, respetto, s'abbino persone tanto corrotti. di zelo fetente e che quella avesseno se E, volendo volevano sarebbeno escomunicare, le medesimi? è corrotta, escomunicare pubblici ribaldi, che quelli L'altro a Roma fusseno non loro restasseno, ne ce talché, tutta lei partire quasi tutti,incominciando a come li da di è imo immondissima essa tutti incominciasseno rebbeno SIENA d'Antecristo essa: prelati la loro con escomunicare chiesa la DA pericolo d'imbrattarla; questo corrompe OCHINO pratica che le di sé. respetto nella Chiesa dà non Di del non romana, sebbene poi, con lui, non scandalo dare non con el gentile, scandalo, tanto l'hanno persone praticasseno non questo cristiani, nasce può per i se né inimico cristiani ne gognerebbe. ver- al mondo, muoverla a PRKDICA escomunicare, che ora, stessa peccati Altri ciò a del Paulo, lor la chi Cristo non osserva essi la le quelli possiede la che, mossi i da non tristo. vede quali che sinceramente grazia dicano pre- il gran e nefizio be- Agostino e vorrebbeno troppo; fredde e pure Cristo credono disgrazia E di un l'archibusi e vol- non Ha giovedi. l'una sotto e e molte infamia sua sebbene volte blicano pub- lo sano pos- non quella escomunicazione per vivono e le ammazzare robba, che, è ed d'importanzia; con pur modo cosi e di poco peggio ogni Dio, in cose per rendere, in tradizioni. e ma Dio; di legge comunicarsi per escomunica può la institui. frasca, per non che qual- commettono ceremonie domenica, popoli, come che l'orientali, perché in escomunicato. con che trasgredire romana molti si in loro Pasqua minima rendere, dire forza sieno quelli peccato di Cristo per vedere care, escomuni- a quelli magnificano Chiesa la anco Vogliono è escomunica pubblico già in però spirito, che ed Cristo, e ogni essere di: escomunica Cristo, i suoi che nome. di Chiesa chi muovere scoprirsi specie, per poter non escomunicati essi buono Cristo ad rando tutti, tolle- lassano non da di celebrare La sono temono Escomunicò l'altra che Escomunicarebbeno enorme seno atteso Dio. Chiesa essi massime di del La tollerare Figliolo ma servirsi Può infino escomunicazioni. ogni di confessano e le non da da separati sono ed divini la Chiesa poi fanno mossi scandalezzato grandi, e escomunicano pure essendo si quali respetti e si i per in modo scandalo, senza e tanti, si enormi sono quelli, eli' ha 247 scandalezzarlo. più può non se Di imperocché XL1V desperati. muoiono in faccia essi per mosche alle persone. Chiesa La a intricare anco a sorte da di e le di quelle È ben medesimi, vero borse, delle vendere, loro l'usa perturbare votare che Cristo che le misere ne fanno minori le che queste e sono che ed remedio; conscienzie; mercanzia, delle vendono, diaboliche, tanto per mandano carissime: e servono di di tante le cognoscono. nel ne n'hanno e maggiori, non se centro bisognano lacci più sorte, Vi sono dell'abisso. scudi assai 24S III averle, per e più o ingiusta vogliono, altrimenti sai, giusta che molti e OCH1NO BERNARDINO - ti avessi tu farebbeno puoi salvare, sei non ed Sarà fa ed ragione di è Perché — peccato. che che Dio. e che da loro l'ha imo o e della credono intricati, non cosi pubblicare quello di colui che secreto, scandali. e, che è Alcuni secreto, pensando desperate, restano pure di ne non e e forse di che la molte nati escomunicati. certo possiede; volte sta, ingiuquello tacere non restano se- doverebbeno non pubblicarlo lo qualche colui sono Dipoi, ma sanno in insino robba, temono e sia desperate? non obbligati, d'essere loro, mersi te- gnificare ma- Dio. anco infedeli donde d'essere pensando che quella di da autorità sia infamia, con essendo pubblicano, altri sia hanno colui caso turbate Alcuni poi guadagnare, temere si fare; e, dove che possiede, lo vita. ch'ella sanno per scoprire, a di essi Ma hanno ha mo- secreto prima; quel robba chi sanno propria in conscienzie stimolo hanno altri no; che più si fulgure, più un che la gli altri,perché in loro quella le con quelli però scandalo, che E Non essendo secreto. elicmi essere ch'el sarà come sia anco che restano di cretamente; farsi con già secreto. scandalo, loro creti, se- è che certo sa: debba allora peccato peccati la tal robba. si corrompa mostrare e pensano pure anco è non escomunicarlo? a essi, con Però, autorità loro sono sanno, non i peccato suo l'escomunicano Dio, da le conscienzie, quanti che loro, se sapesse non imo dia col prossimo di quella la e, e per non move perché perché ma ma — l'escomunicazione escomunicato se mani o il ti praticarà al nuocere Dio; vergogni: anco modo avesse essendo Né Né medesimo persuaso da che si il Sono Sono fuoco. escomunicato, loro ingiustamente, Dimmi: questa. innocentissimo. può chi dagli uomini, strarà sopra quello sai, secondo E escomunica non escomunicato è dire: non Cristo tiene la escomunicato nel facci e col sei se le per escomunicaranno che male suo puniti. mondo, passi non anco essi uno puoi se del guardi all'ultimo i tristi liberarsi; per ribenedetto. Chiesa La fede la tutta ti sia, bisogna più gl'innocenti illaqueati che se SIENA all' escomunicato poi che DA innumerabili umani per con le spetti, re- scienzie con- PREDICA Chiesa La modo possibile ha giudicato), che possi ha né nel molte volte che Dirai Però, : che Se — secondo giudici fare E sai sono l'anima in da cosa ridersene al bene loro obbedire, a fuggirsi, temersi speranza la propria volontà, nuocere, Se se escomunicarti, ti peccato con participi pure che de' e in tesori dipoi reconciliarti con Dio. nostro. li tuoi Al fratelli quale Amen. la da sia Cristo: in la sei Chiesa e ogni cato, escomuni- può vivo. acciò sua, comunicarti per possi con Giesù in è il essi verità in che voglio peccato, membro gloria, ci autorità Hanno ti comunica suo con Nissuno reconciliazione vera Dio e Cristo, sempre la viva per possono non hai se « che quello sta, è Cristo medesimi noi non Dio, ». Dio. a è essere Paulo: san insieme, allora Cristo, se di fece chi può non è conscienzia); come che medesimi Ma, che alla si dare un consideri, peccato orrore, Dio, unito cano. scomuni- il disonore Il Dio, a discreti, e è bene se — la carità. e essi come tirannide, in noi stia si v'è Pilato. e a l'anime l'escomunicare non loro pontefici con mente tirannica- pii, giusti più dove, scrisse sappi di chiese e d' Antecristo. (parlo quanto dove destruzione. dolgia, fede viva li in non beffe unito amici Cristo, demonio; come tutti senza avesseno prelati il regno che aversi e si siamo fusseno dicono separarci può Se propri facilmente, Erode carità, e nissuno e volte cosi Caifas, debba fede, mille tollerare d'Anna, imo, s'usurparebbeno non e perisca gran quella ai tempo quel viaggio, procuratori; e che esteriore, e avvocati tanto fare può non correzioni farsene e dargli pure li e corretto esso citato, l'escomunicano. non del mano quanto ma, forse dovrebbe cosi, fallirebbe uno che Francia ~ meglio temporali in è uno ogni usa conviene. gli amazzarebbeno non in le si facesse te, è se senza Cristo, se ammonisce, chiesa volte d'essere ordinò essi, Roma, spendere lassarebbeno modo ed molte e 249 corregge, propria a comparire, quello I citano lo a carità, prima li dalla il modo sapere in salvarlo, per (però peccato e Cristo di XLIV cazione, edifidel relevarsi spirito, suo Debbi anco conversare a Cristo onore di Signore PREDICA XLV Delle Perché ch'eli' quasi calunniata sia scusarla peccato, E i doni sia del mago, alli il vero, si doni i medesima hai dappoiché » in che questo defenderla, carità imo vedendo Spirito ha danari La altro ogn' stimato di e agli sia possedere davano d'avere lendo vo- rigidamente in te con san perdizione, il pecunia con quella averla, per riprese pecunia Simon da gli apostoli apostoli lo comprare «simonia» desiderando cosa tua vendere che santo, qual « — in si chiama e che, della dicendogli: consiste di Dio, offerse potestà, Pietro, di cosi; è non simonia legge dello comprarla; Dio la spirituali quale fedeli che dicendo romana, questo. grazie e debito parso chiaro mostrare Chiesa la prelati, parendomi m'è torto, eccetto che li suoi con a e danna ognuno simoniaca è simonie. di dono — . E è certo, un gran chi pittori, potevano di Dio, Dio, più ad scrisse. ci premio Dio che altri. Come ha particolare Dio donato di le con avendo Dio. ci dona, ha figure, dicendo fatti Di anco Naaman legge Cristo tutto, siro, delle si che, le perché si chiamo comuniPaulo come Eliseo sono nostre, vuole venderci liberalità? farsi come e non grazie le grazia per essere che più venderle gli uomini magnifica sanato poi, dispensatori, in donato possono si loro debba in averle Si tanto non contratto. non vilipende. degne. cosi tal ogni mostra giustamente n'ha ce inapreziabili; le Questo più sono le ce adunque alcuno, cosi possiamo non grazia per e comprarle volere o ingiusto è però Dio sono comprarle, pagarsi. quanto perché o donavano denari però tanto dovrebbe, di grazie prima, venderle quali con grazie come i le danari, con che stati Dio In di conto e peccato. pensa quel di rendere pagarsi possono E volere quello, non fu che volse grazia III 252 denari, per paradiso del brevi dulgenzie, viva avere nel manto falsa Dirai: Sono le loro e umana essendo non Dirai: che, sai le Se e mi si farle chiamasi « Spirito quell'aspersione E sono di alli i loro v'ero sono lume legate di con Cristo? hanno donne, se impii voti E tu e vuoi nargli, do- se stessi. nando do- giusto che, è in o rito, Spi- Paulo, ma delle no, non se già tu quel velo, o cosi e forse l'altre del- che sia l'ambizione vero invidie carnali. monasterio un di pensi vi entrano, fusa? in- desiderano imo quelli chiostri, Tu fede la quell'abito carcere, di monasteri scimmia? sua Direi — tutta vendono, con entra è avendovi la se adiutati e simonia? quali sofia, filo- teologia, abbino corinzi, cerimonie. le con una fanciulla benedetta, morte ma gli odii, passioni, discordie, quelle poverine scintilla e pompe vi truovano, che quella » è l'Evangelio, sovvenuti è non d'acqua fredde Spirito quelle che dota, la male prediche, solo una che, predi- Però, vorrebbeno, e scrisse Quando — scuole. questi, perché ma le non Paulo come dicessi: loro Dio, vendere predicano quelli,che vendesseno spirituali,sieno cose bisogna non di onore per suo. vendono soprannaturale, e che di l'ascolti spirito per volta spirituale, rari; sono dello nelle e sieno chi trovare sommamente infusa libri che che pensare suo Si, dell'inferno. poesie, istorie, leggi, impararla, che Respondo e il sotto predicatori, che qualche pure teologia credi i vendono su' a vera Non non Ben fatica la — — in Bisogna ingrandirsi, per Si, quando, Cristo, divina, durato e hanno come simoniaci ma se ; e, acquistata e speso visioni di quella è si pur Spirito; in- L'indulgenzie Respondo: ' — responderei: — ingannato. robbare per e quelle con pietà. Giuda, Sono prediche, sogni non le chiavi? là truovato grazia, sua fusse assoluzioni, loro salvare. loro hanno — vendessero la di poi un di a dicessi: se è fa, nelle ti vuoi spezie Non — successori E si e ti fidi fare, per il cosi e Si, quando truovata, ti truovarai se Cristo con Se Cristo, modo offuscare con in SIENA Respondo: — essi oro. bolle, e fede l'assolvere da piombo, DA l'indulgenzie plenarie, letizie? sue un'alchimia è ma bolle, loro le tutte OCHINO vendono quando e con il vero; BERNARDINO - e malignità? inferni, dove superstizioni, senza che sia simonia, PREDICA si se paga denari dimmi: Spirito, poniamo lo però non necessario, che, simoniaci. il le che più sacre di qualità doni diventava cristiani, siamo di scrisse san chiama tutt' i cristiani cristiani, membri sommo sacerdote sacerdote fusse soli solenni, sebbene Lucifero dèi in Spirito modo l'hanno calice vi ma si un mente una vano sogno che, per di molti ordinazioni di più grazie non ornati, né frenetici. diventano le orazioni, di si si chi che non titoli e di e quelle come templi in Dio, sé per nomi vende, del sebbene adorati simoniaco, E siamo se di indegni o come Agostino santi, vivi doni con- Spirito Dio, soli Chi è non che e Sai figlioli di sacre. per per dedicati tanti con altro, per Spirito, uomini ordinarsi, vendono cose offizi, usurpati sono essere e era non cristiano, sono nonché loio vi si vende né compra, delle loro quelle né sebbene o e, ma proprio Spirito per Cristo di profani, per di cristiani, sebbene membri santo, Si sacre, questo, e vari a Apocalisse. buon è scintilla hanno che sacerdoti, il volte. persone mani, sacerdoti? non di già figliolidi Dio, saremo non colui, che altri gli e dello compra e in abbondanzia; terra: un Abbiamo milione non nz\Y legge Cristo. d'essere nome si Siamo di un siamo «sacerdoti». verità? ordinato questo tutti anco cosi Imperocché, Dio: però Or Dio; altri. degli sacro condo se- deputati deputati, Cristo, in delle offizi solo ma quelli offizi. da officiali, quelli per erano, avevano fermieri, gl'in- altri e tutti sacratissimi, il che Pietro, veri o più uno servizio che grazie e che i cristiani erano s'eleggono quelli offizi,né a sono pagano, priori l'imposizione con Dio, a i deputati sono è cosi ma vivere. fraternità quelle di piene tutte ordinarsi camerlengo, persone al di il da per una a secrati si in idonei i vari essere spendere dell'altre, accettare che più presentargli questo simonia fusseno abbino sono loro secondo monache per quelli, se primitiva Chiesa, nella le moltiplicando, sacrestano, che diventano è che Respondo secondo sarebbe presto vendono dubitarai Forse un Più 253 uscirne. per Ma entrarvi? per XLV ogni care toc- adunque, perché non grazie spirituali, sia il vero, pon' rituali, più illuminati, più spifusseno psalmi, rosari prima. e corone, E cosi, non I" 254 vendono questo per imperocché, Dirai: invalida sacrifizio, peccati, ma benefizio, gran inganni, sono di maggiore Sono molti che frati giovino stolto più a pregare E, perché dicono, ch'el fanno veriti, e anco in poi vòlseno cosa poi in essi verità più non mettere sia Spirito, Al in tempo corbona bisogna non i preti, che sia per scolpare sia dalla torto a le loro si chi eretico più care, loro le con pensano di Cristo il prezzo i simonia, pensi e Cristo, re- di e più tanto più. E anco Spirito quello principi de' sacerdoti di per- onorati simonie, sia se copertamente, ma avvilupparli ogni che simonia, el mondo più i maravigli è cose, sieno cosi e tanto ignoranzia, tanta è. In con di onore si sapesse, prima, acciocché cause. estricarli in calunniata si vendono ognuno in però ditto ho più. Né venderle per guadagnino di estendermi presso. ap- agli inimici, più è diranno che quello chiesa naci preti, mo- l'ingannarti! cosa tutti, infino Però un sepolti più questo se in o contrario. sarà basti allacciando acciocché, è che, de' il manco o loco un sono dannati: o infino più in è facile a male. gli che, quando per gli altro, quanto un Vero la loro e che quanto farebbeno penso loro ogni Però apparenzia orazioni e messe gionti, salvi loro. voglio essi li del fede. simonia sotterrati sono quelli a a questo prelati romani non hanno fusseno l'anime psalmi, mondo, che sono in che ognuno in sia che sicura, s'estende uno frati la e più è per corpi i cieco e i morti ma monaci che se Pensano tanto però come sepulture, carità, quando più pensano, i loro O Dio; che che e e ricordarci crescere che vana perdonati a e peccati; sacramento fusseno avessemo più impii quanto molti secondo altro. quel volta una fare volere un fizio? sacri- gran li nostri institui quale si offrirsi con ci chiaro, esser un per è confirmarci cosi e puoi pietà. le sante, la venderebbeno. esso per per tanto e anche vendere La cena, per lo Cristo, Cristo acciocché ne messe, sacrifizio in E satisfatto Cristo. di passione le che ha croce, più offerire la per suo la su non vendere Paulo, con SIENA DA voci. ma spirito, è simonia in volerlo non Spirito, Respondo, noi OCHINO avesseno Non per però e se — — sola BERNARDINO " ed essi che non pigliano PREDICA periuri, d'usure, ed Ma si vede da' peccati, Offizio e si è nostro eletti, acciò Giesù Cristo gli nostro. sempre Amen. che volendo che, loro, ogni del peccati li lume onore dere ven- le vendere con secondo dia baldarla, ri- corbona. volere, per tutti Roma Dio per loro liberare, a pregare rendino Signor e senza, tirati di nella altra d'ogni e esperienzia, per assoluzioni, sono rapine tutto questo restati sono indulgenze loro mettere bene Cristo, omicidii, sacrilegi, lecito è 255 XLV del l'anime mondo. vero e gloria a' suoi per PREDICA Dell'inganni nelle Paulo, cioè d' Antecristo carnali, spirituali, celesti, d'Adamo, l'imitano di mondo, questo fine i tesori, avendo per Cristo, come se non cercano chiaro lume di le cielo, in Cristo giubilano, che della che al il santo, E possedono sé e come gli altri Gustando conviene. nelle loco e stato Dove i sempre sitorii quanto la di Dio in adversità, sono Dio, Spirito del simo. pros- non a Dio, sostentare onorati, sono ogni di in se tutta gran ficarla testi- regno per danno onori e sangue senz'amarla se tenersi, con- alla salute e di a si Dio, creatura non come solo non in sempre e ogni allegri. carnali, miseri, piaceri, più bontà nelle e Die ed carità piaceri gaudio e pace figliuoli potendo spirituale di ma con e proprio Similmente, sé, per la imo prosperità, Dio. perché gustano non servendosene sua, di gloria quella accettano cosa onore a nello robba, non Cristo, tesori, col onore della beni, Cristo correspondere giustizia, a dà li vani desiderano vivendo E, sentono, letizia potendo è con misericordia per standosi corruttibili per tutto, tutti Dio, cosi, gli Dio se e, ultimo per Padre. salvi bontà, non Paulo, felici, la si di mondo. sono E, imo, sentono secondo quale, del tanta cioè pomo, hanno Dio, celeste vedono signori disprezzano vita, presente bontà si figlioli come gli spirituali, regenerati figlioli di loro terni, dell'in- e d'un gli altri e Dove gestiscono, solo non del gloria primi, e d'uomini, umani, stima adorano e sorti e I e onori fratelli del conto Dio. a soprannaturale e esperimentano Dio, Dio; spalle la eredi Dio, di due di divini. e più suoi. animali terreni, dignità, suoi menzione fare che membri e angelici in piaceri, voltate fa Epistole, sue esteriori, degli XLVII non tesori n'hanno, dall'altra cercano e se onori più parte, sono non del essendo vani, caduchi, Dio, labili senz'accorgersi mondo, infelici. senza E, perché vedono sono e tran- che che PREDICA eletti gli nel la robba è l'usano la non comune in di stessi se onorati delle però nel esso non d'esservi servirsi voluto non zia, quanto di ora di tutto scimmie loro, e è andati di Cristo Cristo e che necessario Riformatori dii, per in ma apparenesistenzia sott' il Scritture di le spezie e spurcizie ed crocifiggere con nome della sacre, santità tutte per Antecristo in acciocché a dano, mon- impossibile simile darsi robbare, adorati questo, adunque regno in meglio di manto Cristo un resolvette pretesto avere per Arebbeno sott'il era delle sotto vita. fare in desiderano solo Cristo, questo, voglia a ogni Cristo. nuovo Sono E finalmente e di la truovando presente che imo persecuzioni, non imo non mondo, religione, regno dell'Evangelio, potesseno con di Dio, un croce fuggita Ma loro, si quello a del cuna al- cosa la su ma voluto instituire a sualità, sen- fisso, croci- vedesseno in della di nostre Cristo ignominie, visto infra alle quel Cristo, ma, contrariissimo. concili, bene, essere, e è possibile, era Cristo, Chiesa, di membri carnale tutto Arebbeno che noi, onori né delia più. contrarietà per Cristo, e per cristiano; mondo li suoi Cristo il mondo molto goderlo pigliaremmo venuta, altri beni e remmo sa- contrarie. senso di onori lassare un loro regno, Cristo in è in quel bene, spirituale per al cose gli che cono allegri e felici, di- in se povertà, infamie, non che e — ogni truovano regno piaceri, con pii però robba, gran felici. la Dio, a satisfare per considerando cioè suo per o quella gloria benché assai, visto noi anco piaceri, tesori, favori, morte, e d'essere la i contrario, Cristo fussemo molto diano sempre serviremmo ne andati visto se e la lassata sono gli piacesse. E, perché v'hanno cruciati Se — saremmo quale che tutt'il ce anco nel : onorati, sono ma glien'è e che e ricchi, e ricchezze Sono Dio sé, per tutti a onore infra e piglino 257 Cristo di spirituale regno quella gloria XLVII e tutti la lor italiani col dei e quello buoni apostolici fede proprio Cinquecento non sangue. - I. e nello vivamente divini solo che tuale spiri- cristiani, per credono che visto articoli confessano imo i veri fanno hanno gli speculando con Ed necessari le essere col core alla lute, sa- parole, quando essi, non credendo 17 258 III solo Cristo, in verità in si ognuno che credere Cristo, che de' aggionti più articoli, con voci e che Dio, onore, sincere a il gran magnificano la nostri, essi, Ed di pieni in voluto modo debba che meritarsi il E l'Evangelio. è tutto d'arricchirsi in dèi adorati come questa diabolica mulinelli dell' sacrifizio della zelanti più santo, e che, mostrarsi il quale salvi sebbene tale tenersi, occasione sola per né di vivere nel ma rati figu- Dio a ogni filiali, appresso le che sia Cristo, al meriti, indulgenze, dell'assoluzioni, simonie, altre e (sebben d'essi grazia di Dio fusse sapersi, perché licenziosamente e dà di sopra spirituale, del scandalo voti impietà. che doverrebbe pigliarla Spirito sti giu- siamo nostre, scandalo mondo) lo che e al in e sazioni, dispen- del senz'opere non casione oc- tutti li loro impiissime pronunziato vera, che purgatorio, Cristo che ha loro e sieno acciò conmutazioni, lo sono avere guarda fòro suoi grazia la per fondati sono dire debiti autorità, il vero, hanno con sue, alli Dio astuzia, loro Cristo, gloria, l'opere sepolto diabolica esaltare ogni di cati pec- assai, essendo volere e e d'amore. impeto buone l'uomo di regno l'opere e fatti per di dell'opere opinione anco fede, quelle che Dio hanno E de' bocca come canti dare imo a gli apostoli, imo per e conspetto con terra. anco che Cristo come spirito d'ingrandire cosi e lor organi, sono satisfazioni, quanto benedizioni, Per stato messa, religioni umane, non dare in opinione impie hanno non, la che fede, parole che e che fantasia per con di la e magnificare paradiso, e quelli volere satisfare può e di tale lume confessione, dell'opere con e mostrare per loro a Credo di Dio, facesseno la fede e che frutti di se e non ché accioc- ma, satisfattone degli obblighi, debiti vizi, mostrando grazia la e come e Cristo il parole maggior avuto testa per grazia o come ma fede gran benefizio gloria a meritorie sieno Dio fatte pure, e necessari, fanno ne le con cielo. visto esaltare con loro chiese al vanno similmente Hanno vita le tutte per di quali la esporre cantare con loro soprannaturali cose gli apostoli, imo i martiri, della SIENA beffe, gli articoli maravigli delle hanno DA facendosene imo di mostrano OCHINO BERNARDINO - dicono carsi, pubblimondo occasione e 2Óo 111 dalla esenti de' madre, della altri nelle a frivole, superstiziose cose Dio i suoi hanno nelli nientedimeno, i corvi mille miglia Hanno fede, che mondo ad carità con la più a i loro solo non pervertiti, regno Cristo, imo di de' monasteri, inutilmente cerati, incar- desidèri, e gno re- zando svolaz- camminano più i suoi cristiane ed fratelli di s' hanno spirito camminando, lo con si virtù, essi, fermandosi in vagando vanno Cristo che ed di eletti profanati e, li loro che degli imo nel col diverse per sforzano nel core del parti idoli. visto e Cristo di Dio; instituzione; sua sempre santi, mondo, l'altre santi, sacramenti, secondo loro nel pensieri del regno e similmente dui santi di ogni adorare Hanno bolico dia- e beneplacito, stanno mente, peregrini, mostrarsi per quasi clausura corpo, carogne nel per speranza, approssimarsi de' santi dinari, or- ora. per mondo mondo, le per visto in questo la con divino e sopra stolto uno cosi, dove E nel al quanto degli tenuti comanda quale più padre e essere tecristo An- cieco, superstizioso la perpetua approbata e quali sebbene, con serrati mostrarsi per ordinata il imo fatto avere diaboliche. e figli stanno d'Antecristo, religioni da del mondo, estraneo, un d' Antecristo, membro e del perfetti,per d'obbedire voto impie fare farsi con obbedienzia signori e SIENA Dio, naturale e loro obbedienzia in prelato divina DA di volontà principi vogliono gli OCH1NO dalla essi, rebellandosi ed di BERNARDINO - nel fratelli essi, Dio, li duo, gli e nato ordi- semplicemente usano Cristo, di a ha regno mostrarsi per ma suo hanno loro fantasia luce del savi più e mutati, aggiontone cinque. Vedono essendo e lumi E, veste, abbiano vestiti gli eletti che tenebre, per del regno vestiti di mille sono mondo- accendono chiari, candidi di fede, Dio carnale ambizioni, e i suoi carità, parti dell' vecchio concupiscenzie, mostrarsi mostrarsi per nel perché fatto Dio ed molte essi, lampade chiese. le sono di imo inconsutile Adamo, cupidità perfetti, si vestono con e eletti hanno Cristo; essi, di di veste Cristo benché e nientedimeno, càmici sieno passioni, odii, molte vizi, nuziale la e rocchetti per con PREDICA belle ricche e carnali paiono in eletti, loco del l'incenso infino chiese, imo sé, Gli eletti per mediatore dire d'avere di Dio verità 'mediatore di fanno dagli esce sebbene danno solo le vesti, Cristo di una gli organi, liquie re- Dio. sebbene che ongendosi della col Cristo, con l'olio a pieni core di regno in cantano materiale e coro (secondo dello onzione spirituale vera danno nel sono in della Cristo, sono e in hanno non loco di (col gli angeli e In Cristo volendo Dio, Madre li membri allegri scambio loro solo Dio, degli altri, spirito quelli mostrarsi solo non nelle e di la e a tavoletta, in Dio di parola Dio infra è stelle. idoli. appresso in in santi, imo essi, grazia dicono gli credendo, non d'adorare e più alle vanno essi, contra pace loro) benedetto, Dio, ed e mostrarsi mutoli, core che la quale sonare voci Madre alcuno essi, per col e secondo Giubilano ed Dio hanno, la la mente, Simil- Dio, non essi, per tanti in più ed adorano pace, rancore. Dio; nella advocati per mostrarsi baciare di conspetto mostrando advocato; e di solo un Cristo, santi) spirituale che odoriferi, profumano con santissimi, immagini, e molti cantano adorano pii in ma in spirito e tenuti essere per in li mostrarsi figlioli di Dio; senza assai, dove i spirito perfetti, essendo E, virtù e occhi impietà. essa spirito agli che letti. in parole di per imo modo sono abbominazione le a' Orano sebbene d'Antecristo, per 261 VII piviali, in e odore suave fetente essa manti santità, essa i membri sono ma pianete, XI. Spirito santo. Cosi di hanno per croce si e i in quali Si core. lavano lassano di terra, Dio. fede di nel in dove di ricognoscersi Pigliano la E mostrarsi per sangue delli il petto. l'acqua con nel sono contrizione al collo; bagnano per e e s'annichilano l'Evangelio che quelli santi, si battono baciano cristiani, che pentimento core mostrarsi superbo) in visto hanno cosi umili lo Cristo. impii, comunione, Si si simili Dio. dove senz'essere (però alli veri la per spirito i veri santi confessano come essi, Portano portano benedetta; ed animo con e di conspetto gli eletti peccati; loro Cristo di regno agli sono, per in mini, uo- spetto con- fede in 262 verità uniti purgati Dio di Cristo, e carità. E Chiesa, Cristo, di impiamente i quali dalle loro Non inimico, principio, Amen. sempre Cristo, zelo talché di e di strarsi mo- Cristo, di Dio modi, più sotto della crocifiggono perfetti, maraviglia è li se nali, car- della splendore santità, apparente e mostrandosi bene, all'estrinseco d'una mascarata insegnò dell'Evangelio, non risguardano regno che mill'altri e d'essi imo santi, solamente presi restano reti. fu del ai In ha nel l'ordine santità, di sempre zelanti più dire? pietà, religione, di ogni ipocrisia, loro di simili apparenzia di per ingrandirsi contra e più offerendosi sono per ma frasche, per immagine e essi, culato imma- sola l'ordine apostoli, bisogna che spezie pretesto, agli di ogni scomunicano sia simili solo che nelle divino mondo, servando d'importanzia; sacrifizi quello quelli anco di volta una del peccati Dove di quale, scomunicano, cose per non della suoi. volte rare il li per eletti gli SIENA ogni sacrifizio vero Giesù, Padre al croce DA fantasia loro a il Cristo agnello in Fanno sentono non OCHINO - Dio. a e messe, in BERNARDINO III mai, loro. né Vero cosi è da sarà maggior con ogni sarà anco onore che, si Cristo trionfo e laude gli come è e per gloria Giesù ed stato destrutto, suo di quello a regno si Cristo è Cristo trario con- ha dato sommamente già come del più Padre. Signor Al quale nostro. PREDICA modo Del di liberarsi sètte Vedo la quali due consiste credersi, tanti la ogni sanzioni, modi di lauda né vedere s'el ci securarsi molti impossibile credere io E vita di bisognano credere talché ogn' Basta una a la tutta Dio, idiota sola cosa a e sé, al a dere, cre- di espediente della verità, in e si che è del da ha credere quello e esplicare può con può ne persona e a tutte operare, il che poche essere cristiano, ottimo essere le pere sa- sapere per e facilissima cosa cristiano prossimo che, a parole. molte tengo essere difficultà piccola e quasi il cristiano particolare bisognarebbe e e bisognarebbe questo sarebbe semplice per sai: Talché hanno obbligato è scienzia, si tutto e e E difficilissima sapere Imo vita che chiarirsi e decretali, vivere. parso che opinione, quello operare; e tutto, di cosa quello non scienzie. tante consiste da anco tutto e sia per più avere contraria cristiana che o esplicare sono in che all'operare, confusione. tanta tutto e dipoi e potere e non dotto resolversi che sapere operare, e teologo; gran da pensano poter molto essere la che a da vuol ognuno il cervello. m'è Però e al riti, ceremonie quello né sanno nelle cati moltipli- decreti, modo suo gran quanto quanto perderci il e modo religioni, precetti, un vivere. liberarsi e tanti non fosse prima, Hanno Similmente, proprio a In suo. e una all'operarsi, tradizioni, regola sua hanno come Sono a la è confusissime persone con che fedi in nostri, modo umane fedi, tante quanto e al con statuti, vivere, tempi cristiana. suo. confusione di vivere. ai vita modo a regole, ognuno le in è cosa di eresie, sètte, fede modi crede ognuno articoli, maneggiare la tutta quasi confusione credersi, al quanto e e dalla massime cristianità, confusione, XLVIII creature, sapere s'ha role, papace. ca- nalissimo ordicioè 264 III viva in fede si necessaria, il quale, chiaro, tutti E di lui santo, nostri alla col la sentire gli che gran bontà testifica che Chiesa col de' di gli E che altri peccati, cosi crede Cristo, suscitaranno eterna, bene Vede vivi ha santi, tutt'il proprio. Dio, di gli gli sangue comunione Dio, crederai di anco sentendo la capo anco dappoiché Sente lavati e di fede ch'el di viva resurrezione de' E essere la Spirito fratelli simile fede ultimamente salvo per core, trovarsi Cristo che crede si Cristo, la piace com- del come di fanno tutti lui remissione la perdonati. sono bisogna fatto nel imperocché, morti, che e ch'el sé gli che della sente cosi e e l'abbi morte anco Crede Cristo. morte, Dio crede in non mente, Crede in dendo Cre- saremmo santo tutti ; resuscitato, li membri. alla perché creò la che e Dio. Dio, suoi è core che e sia concetto perché santo, lo altri con nostro, include altramenti che infino santificati corpo ch'el resuscitato, esperimenta perché crede il aperto di del membri è articolo. credere anco Spirito eletti per che amore superato fosse non figliolo degli è Padre, è primo avrebbe se Dio. è cosi, lui in croce, suo resuscitato; né nello degli santa suo il sia ha Dio crederai Bisogna Spirito gli suo cosi imo, crede Similmente croce. sia quello per per destra, poiché gli obbedì sua del che perfetto, che che perocché ch'el peccati. crede Dio, Figliolo il peccato; manco è tandoci adot- e, secondo che tutto si Figlio, signori e E tanto vergine, nostri, morendo Cristo, che di prima ha salute. cura, cosi fede. articolo un Maria perfetto, minor in Dio eredi suoi tanto cosa proprio peccati manco o è e Figliolo stato ne' Dio e o" crede figlio di sia alli fatti più di nato e ha alla mondo; Spirito esaltato ci crede per che santo satisfare questo chi anco anco il tale necessari il conserva molto mandato singolarissima ha sarebbe salvarla, ha maggiore perché adottato l'ha che cristiano prima, in crederai Dio, questo altri Se per con quella è questa disse. Spirito croce perché gli per SIENA DA imperocché di buon necessario, de' che, crederai questo la Cristo figli di sarai tutto; di come la su per e ; concetto in morto OCHINO Cristo l'anima, amato BERNARDINO - se creda crede Cristo, crede che che sia e già rivita con PREDICA Paulo possiede, per siamo salvi Cristo per necessaria; necessario alla Cristo. Da la Cristo salute, sua desperarsi né Cristo e in sente in porre padre; lui è constretto di spirito che noi suo tutti onore E chi cosi, tutti Cristo in È è Dio che amore sforzato le tutte ha Cristo, scrisse come in in Paulo: quale è da dilezione non alla importano abbi in al anco che prossimo, come Dio il gran Dio, ama, amate, tanto e del membri e amando modo tutti che, alcuno; l'aiuta imo male, opera Dio a Dio. Però, capo. mai gli offende non di al la vita. più quanto amando, tanto Cristo voltare che spirituali fratelli, imo per «La che cose Però, laudarlo, spiritualmente gusta che ottimo tutta sua tanto cosi non Dio, in reverirlo, bontà e sfemare, bla- amare come bisogna gran l'anime, ad gloria e prima Dio, di reverenziale, in Dio, a all'anima. del corpo, fratelli la crocifisso amare gli che medesimo da ad fiducie convengano, vivamente porta anco più quanto gli se Cristo in e benefizio, gran ordinalissimo adunque imperocché che più sente sforzato ordinare e perocché im- disprezzare; è timore con intenti, quel quelli respetti speranze temerlo li suoi sente imo tuti; sta- o maledire, bontà gran per in E odiare, disobbedire, si stiano. cri- pedagogi, o la fizio bene- gran d'amore. e ringraziarlo, onorarlo, invocarlo, obbedirgli, che può d'una sue a del maestri dottori, Cristo: le al necessaria lume di per precetti diffidarsi tutte abbiamo leggi, regole, dottrine, Dio, per articolo necessario disgraziare, disonorare, può fede benefizio gran cosa e altra è impeto di ogni che quello tutto d'altri per altra sentimento operi bisogno bontà tanta d'ogni che alcuno il salute fede viva credere crede la la include che si per vivo forza opera sente ha senz'altre ha non fede Però fede non fede la è viva se viva chi perfetta, si con salute, pende Similmente di può questa morte sua si né il cielo. speranza, è 265 XLVIII gli salute, quanto è sibile pos- ». Visto nasce che anco in lui ogni e di dalla suo core fede bene, domanda e vivo di sentimento desidera questa ogni di grazia Dio sentirlo con in Cristo più fettamente, per- gli apostoli, 266 III - BERNARDINO Signore, dicendo: OCHINO in aumenta DA noi SIENA fede, la la — — che suoi in noi vizi, ordinalissimo delle onore, si cresce, e vien per Dio, per Giesù in crescendo a creature mortifica al gloria Cristo in di Signor le tutte prossimo il noi e Dio. a Al nostro. cristiane; quale Amen. sia sempre li con essendo si medesimo, se secondo Adamo vecchio virtù quale serve ogni 268 III Dio si dimostrava figure e chiamava n'ha fatte noi da servi, salute gli che Cristo disse si luce: Cristo; la gloria sacrifizi gentili ma noi a l'uso tutori fu del libero e pedagogi di i gentili arbitrio; gli ebrei e noi, in Dio, si noi si come più è sima, pros- ombre, di scoperta Dio in tabernacoli, spirito verità. e ebrei agli ; figlioliniinnanzi gli attori, figliolisotto figlioliliberi come in ma faccia la come i i come la tiamo esperimen- ci più ma a e come la faccia con come Cristo, per ed in adoriamo Non il regno Erano ; noi estrinseche, promesso donato. è Signore. si velata già noi fùrno non gli ebrei, più di veddeno non adunque Era ». scrisse, ceremonie e non verità Ma longa, siamo con e agli ebrei; gustiamo salute Non « Paulo del dalla veddeno nostra in ma gentili noi ma bene gli però vita gentili si ma i longa scrisse: come ora, beati; servi: presente figli.Ai fede per La figure, ma vediamo Ai ma dalla già Paulo in né si, d'Abraamo. come suoi si salvasseno generazione. quarta Talché tutto. ebrei della testamenti; la felicità de' quello beni e di come gli fusseno; però non gentili i Osea in però se che cura, terzia spirito e internamente. come ebrei in ombre, ebrei agli ; curasse; ne n'ebbe né SIENA in aveva gli spirituali osservato vediamo ora gli se dargli patti, loro; imo in di come stato non con rigidamente promesse, è Dio degli ebrei E cura, alli cristiani e s'admirorno tanto premiava punirgli sua», DA effetti naturali per che pareva Cristo. per non se «plebe Atti negli OCHINO estrinseche; cose gentili De' BERNARDINO - gnori si- e . E che cosa inestricabile un Egitto illuminato nel non fendé manna, ma con ma in cielo; mar di sé; e dandoci di nube di dal ma l'ha e prezioso fuoco, ma del che c'introdusse, vittoria, misero servitù suo non lo con in contra quello che ha felice, dall'inferno; peccati, sangue; e, Spirito terra nebroso te- un fatto de' favore; suo non Babillonia, è serto, de- arido un non Cristo mondo diabolica del rosso altra inferno? e se confusa una il mondo dalla ma colonna con non misero un d'Egitto, non faraonica, sommerse e Cristo, senza laberinto, arricchito e liberandoci, dalla il mondo era populi i quali doci, preceden- santo, ci pascè, di non ci de- non di promissione, del mondo, PREDICA tutti contra ma si come Forse che più visse quelli, ch'el veddeno praticorno, ci parla, ribile, ter- non dolce, si come tempo è più ma felici Spirito in nel Cristo felice veddeno gli apostoli santo, revelò anime, età Ma il peccato; dopo peccasseno s'inganarebbe essendo stato tutte sopra potrebbe pieni potestà tanta con le qualcuno credendo li chi con e che grazie di di le udito far miracoli. di disse: dello primizie di dal gli come nel si quelli gli missione di in dello già messo; pro- Cristo mandavano, dotante fu quella lo e convertire Però rito Spi- grazia. Padre, aveva nome spirituale letizia cissima feli- l'altre. pensare però che primi parenti, avesse che fera, frutti- corporale abbondanzia aveva Cristo sime degli apostoli, mase molta e carne, però Ebbeno tutte. ricco Beati « umano: verità, si ogni tutte essendo di più in Cristo: Cristo più dello godere e udirlo adunque di fu presenzia la amore L'età ». quello tutto ottenevano un scrisse, l'insegnò santo a felice più Paulo come gli Spirito la Imo molto deliziosa, e disse la morte missione el mondo secura, Però la morte doppo pare Spirito, si vada ch'io el tempo per farisei. e fùrno ne doppo la per sono odono e fùrno e stati perché fùrno e « udire, e vederlo credetteno». e espediente Cristo scribi parlorno, Beati possedere continua, tutti, Cristo: che ed che li di sieno Pentecoste, udire, gloriosa, e gli eccitava V'è intima, felici trenta- gli apostoli, vedere quelli, vedere, più l'orecchie, e felice quelli sentirne, disse passione, e i e abbondanzia, tanta più feceno non morte lo gli della giorno Imperocché ricca, che il esibita cosa che respondo doppo felice. come Però desiderorno la è mondo. profeti questo fusseno Madre molti santo spirito la che pare terra, vedono, e per in come del mi terra, perché A — Cristo più si in nostro ma vostri, che privi». ch'el Cristo; a felici uomini quello che Sinai, Confesso — innanti gli occhi « spirituali; e monte Cristo lui di nel inimici che anni, con i fece dirai: quello che e nostri Sion. monte tré gli 269 L questa l'età fusse innanzi dell' innocenzia, di opinione, perfettissimo Redentore, dell'età cosi, parlando essere ha tutte la più felice. Cristo, imperocché restituito E el mondo III 270 solo non ma in al mondo è più come e bella sua preziose in grazie, Cristo di bisogno hanno però, ch'el se medico. di altro bene vero Ma, (non essendo fusse venuto questa abbiamo in in dell'altre si si sue di Dio massime tore, fu come doni rebbeno state Cristo E c'è la e non che a. grazie ragione: non persa corella: pe- mondo condo se- caso, vederai come ci sia non di si ha che è non tutti: tesori il che rebbe sa- molto. importa Cristo per possibile abbondanzia negli della per di e fisso crocial via- spirito, il giorno della tutte l'altre virtù apostoli degli eletti,come ora che sapienzia, giustizia Talché somma il però grazie, e se persa) la pecora né sentimento e che, quell'infinitopelago dolcezza, lume Cristo, che non sa- il peccato. era nello che Cristo; aperse più perfette ebbe tutti, diciamo meriti, perfezioni. carità di concordano tanti visibilmente la sono crocifisso, virtù E' Cristo per dirai Forse i sani tal beati, assai questo passione supremo se in e nel infermo, farci e quelli divine cosi grazie, e che pare non bisognava non mondo, opinione in croce manifesto E me misericordia, che Pentecoste. e la su tutte ha di e carità, bontà, sua toglie, è e croce; la morte Imperocché Or il peccato per privo per truovarla. dal se la perdeva, Cristo che, cercare a si preservarci per sarebbe mondo venne perfetto. perché mondo, croce, tissime abbondan- sue ditto non non l'uomo morto Cristo A legami con più è il per Cristo. che perché al questi, misero. e povero per quale in delle hanno veniva il peccato per l'opinione restarà non venisse pastore molti che la peccato, sopremamente il mondo ora grazia al relegò e giovato sua innanzi margarite e ha e La cristallo, mostrata che prima Adamo. di al peccato, glorioso, e reintegrò gemme modo in stare il peccato, era carità, gran le la innanzi Il mondo, colpa. Cristo e SIENA era noce integra palla e rompe; con Lasso DA quale gli non della potente della l'ornò nel stato che più una si d'oro felice quel molto peccato OCHINO bello, ricco, allegro, felice più stata era in BERNARDINO - dato ora, perché stato di e agli dell' innocenzia sé Dio, agli uomini per amici altre si vie fa senza più lume, a noi meglio dore, ar- incognite. che agli PREDICA inimici. Ma la gli di bontà che te, fai ami vedi non dalla volte si agli amici, lor in malizia, sarebbe spegne, ma da Cosi valoroso. mondo, le si assaltato si demostrò grazie. udi la di voce mostrare Paulo: nel « In non quale che già chi Cristo rende al mondo inimici. Tabor monte molta e la carità gran la di Dove Però disse grazia. Dio in san Giovanni: al mondo lerci vo- gior magE carità, che, volse per se d'amore, eccesso adunque noi, in mandare ha Elia e noi noi del Moisé. Paulo d'amore. eccesso carità. a carità, insieme parlavano peccato, amici». sua inimici, preme su- con Nissuno i suoi più come muovere la un divine si ritrasse, non fece « suo cosi delle ebbe somma fu el impugnato, che per suoi suo bisognava peccato lo mostrare Il infidelità, s'allargò e conmendabile e lizia ma- è scritto; nostra peccati, sua più dalla estinguere Cristo: l'anima vento scuopre come l'esercito dipoi Onde come più potentemente. fu Il peccato peccatori stati soprabbondò apparve Adamo, mette eravamo del una che si e assaltata la vigore impeto quanto più debile; imo, sommo saltata, as- essa potente un potè nostri come andava. poteva nel de' e s'accende tutta non fusse superarla, la carità, si talché potente, maggiore. questo fussemo All'eccesso chiama Dio che Non ». gli legge che tempo morire Si con sopremamente con amore dilezione pati s'ascose, non forze, si scoperse peccati, dall'esercito ristrinse, potente, imo i come scoperse da onnipotente, Cristo si più lendo, preva- bontà nutrimento, estinguere poterno imo, amore, si Dio s'estinse, quanto e sommamente non tanto ha molte e tua, tua da di bontà, tua ingiurie per piccolo venti, ingiurie, tutti ingratitudine, perfezioni, fuoco validi non nostre grande Un di con benefizi che non molte L'acque fargli fuoco, la carità la pigliarebbe a la malizia se rato supe- intimi, più s'asconde, e r misura più la Ma, gran un combattuto del ch'ella con sono e fusse la inimici, carità, tua quando i romani. Paulo ti ritira, ristrigne vendetta. gli scoprirebbe se esortava tutte a della allora è far Dio quanto arebbe peccato ti diventano la tutto scuopre maggiore si el misurare e se ma, malizia, spegne si vuoi 27 fusse, cosi se Tu accarezzi; vinta si Dio? bene e grande che, L abbondò « la il delitto, In questo l'unigenito III 272 Figliolo fu BERNARDINO - Cristo ». Cristo disse Chiesa dice ci ha adunque d'essere in venuto dice molto che Dio mirabile più del cero: « scancellato per che d'avere meritò Dirai: fu Dio, la fa che sue promesse s'è più è felice colpa, fa che abbondanzia l'altre e che in Paulo lustra il- divine sue vero, Paulo e di la bontà Ma punisce. è non commendabile, rende l'antecedente giudica e come assai. ben mero male, non dal data; però perché, mandare la Cristo fezioni, perla nega il consequente male non la male. Ma Dio, di «felice» Dio stato, e per croce, di e cosi gli sia «necessario», al dimostrava non bene, che senza per essere per bontà, sua che male, occasione il peccato il adunque del peccato, bene, il per come far la nel d'osservare bontà; e dà non occasione colpa in ch'el adunque imo fusse non morire Dio di essendo mancato si do verrebbe Però bene, pigliano si chiama ha non a la verità imperocché, fideltà, verità sua causa Se — sua, Dio Respondo — se quando gloria peccatore? non essere i santi, in questo per loro: persona abbonda demostrata avere mondo amore. Fu anco necessario, David Dio quale Respondo — quelle a che dizione bene- sua il Oh ma felice, adunque Adamo. misericordia in arguisce pessimo, tanto nella « in e l'uomo, creare più: e maggiore Dio nifestata ma- ». iniquità con imperocché mendacio per simili ha misericordia, d'Adamo, di punire a mia iniquo è anco necessario sono giustizia, carità, nuovo mondo mi ingiusto si scuopre Canta peccato fu peccato la in Redentore! tanto Se mirabile e come La onnipotenzia sua far » si più abbondante. e e Cristo! di non eretico. e mio necessario carnali. consequenzia, Di Oh fu adunque falso reformarlo. suo la perdonare in un perdemmo; vita Dio mostrò consequenzie de' e si morte Dio e tue persona la S'el — peccato, queste in più felice vita, che Adamo dar che massimamente un'altra in per un'orazione SIENA DA renduta che innocente, prima quella OCHINO d'usar con degli ebrei dal peccato suo esso prese la stante gran anco divina prese misericordia; occasione prescienzia occasione si di come fare e nazione. determi- d'umiliarsi, dalle e lità incredu- misericordia ai PREDICA Ambrosio gentili. Però fruttuosa agli eletti che un ogni cosa in quanto adunque, santi ora che felice il da per Cristo hanno; innanzi rusalem in hanno dal dolce peccato non diminuito el in periranno del Padre hanno il trionfo il patire a maggior d'oro, vasi in Cristo di gloria di argento, d'ira. Dio Faraone, eletti, i quali, per è scritto populo che si E, sebben Dio per tutti più perfetto ordine, Ri/ormatori italiani di di quello tutto il del in tutti nel mondo più bello, è i disordini, in divino con che quanto Cinquecento in - 1. volere, ricco mirabile ogni la cosa e gli da- essi si tentano concome vendetta. Faraone vedde sono vasi si come Dio; si vuole i modi anco misericordia potenzia, sua che grazia e sieno casa vedendo giusto, Però ora ficato più magni- perfezioni, gustate al eletti agli dono di vasi la mani filippensi.Fa gran festa, quando suo. ai Cristo, reprobati fatte è che d'Adamo dalle tanto e gli felici più rapire quali sua mostra conformi essere ai terra, divine sue Dio scrisse nella reprobati il mondo Cristo Paulo e di santi, il peccato doppo nientedimeno de' che tanta l'esercito con gloria rallegrerà fece ebreo la nato risa- cosi disse persecuzioni Gie- ferito, gli uomini che vero tornò ri- da e come fu poiché peccato gli può le come compiacciono e ch'el grandi perdesse, prima; perfettie pensi con e legno l'altre e ben Dio nelli che padre che più persa descendendo beato cati, pec- i per si spogliato più nissuno È ma Cristo, si per più sono e illustrata di fu e e pecorella del degli eletti, che, eterno, più tanto bontà ai virtù, grazie, innanzi che colui, che, era numero stati ; per quella la e voglio onnipotenti. sarebbeno non Né era. Cristo ladri Cristo, per trionfi cosi eletti gli e E Il mondo, bene. ardore, più ne' di ricco, e pastore partisse, freddo. o occasione come Apocalissi scrisse, infino Paulo e del nell' più lume, si samaritano, eletti, regenerati non palme Ierico, si de' caldo più stata esser l'angelo più felice è senti si fine pigliano spalle d'Adamo colpa come talché, le 273 diventasse si essi figliolo prodigo abbia questo che sopra che s'el A serve, felici,perché e inimici e la tiepido tesori, vittorie, corone, più disse dell' innocenzia. desiderava L Il merso som- felici. sono più molti disordini, e felice, perché modo, serve reduce alla a gloria 18 ln 274 Dio di fusse stato. innanzi, e non de prima creati avesse Adamo Dio che mondo, al al la sia nostra diabolica età, fùrno mai tanti come nella e corrotto credere io che la più ebrei hanno tutte le come esso, vecchio divino nei verità e il in si vedono state sono giudizio. Talché, tré della anni in operare del si vita di terra, in giudizio. Però, Vergine per Cristo; si Spirito santo; cosi, militante in asceso e fu al in infino un da minciando inco- giorno del fùrno stando Cristo figure utili Chiesa, concetto fu nel come in come e asceso Chiesa che si Testamento carne, carne nostra sapienza che, vita, vecchio quello, che, Cristo della militante in la l'ombre infino alcuni Cristo, mondo cielo ai come contengono per necessarie Cristo sua si cose del cosi che sua in cose tutto nella come le sappi nella nella ascese le figurò anco si tutte è da — felice, i tesori vedono saranno o come spirito si infi- Talché contiene del si il mondo Dio, necessari tutti non maliziosi, Moisé si impia vendetta. vero, e luce tutte Cristo dacché figura modo cosi Testamento; che di noi più cioè svergognati, abituati. di vi ascosi verità, e il utili perché in è luce specchio, sapersi, secreti sono ed Dio, contrario, e lume la è libri cinque che imperocché di sia sebbene mondo, male eletti sono misera, contra che vero, Paulo, di scienzia E che disseno secondo quale, agli misera. ditto E gridi creatura ora innanzi o el pubblici nel delle tenebrosa, si poco e nostra e felice, più pare rito Spi- reprobati. ciechi, fragili, infermi, questa scienzie, salute. del si mai la future Cristo, di al enormi, fu in me sarà o si Non età. dico reprobati in peccati, ogni che E e stata stupidi, ostinati, perversi deli, A — dello che ai lici fe- venne, agli eletti, che crearli dirai: sia che gli uomini e tale più ferrea, dura, la nostra modo Cristo delle e cato pec- più sono dico miserrima degli apostoli, Forse io E s'el missione e tutte, e che dapoiché morte poteva non tempo peccasse. che in doppo di modo il peccato apostoli. agli eletti, SIENA più alto sua misera felicissima è la degli più Felicissima passate. In la e DA quella esse quella felice più la è infra doppo cioè santo, l'età Però, immediate massime OCHINO degli eletti in salute alla e BERNARDINO " trenta- cielo, veva do- al giorno da Maria in cielo, 2/6 III quando, rari le gran die si per erano quando persecuzioni scoprisseno tempo di quelli, Predicò; al tempo al che quelli resuscitò al dei tempo remonie di (però ai quale venduto e i rabam e lavati sono Non gl'ipocriti Cristo; le avari mani, le re quelli che come Paulo crocifisso odio, tengono di scrisse, che impiantente volta una l'hanno volte il mondo era morendo Cristo, l'umana pietre, le Ai sola occiso; pieno sporche tempi non i loro talché cori; loro; era e flagellato, e el costato Cristo, servi, il di Cristo, benché, fede. non però in non essi; si spezzorno s'aperseno sepolto i modo s'oscurò sepulcri, e i morti, in E, essi e che cro- rabili innume- e più spirito i cristiani e malizia; spirito più e di resuscitorno stato in essi in parziali. Talché, per lume senza la terra, essi di sputato battuto erano c'era non il sole, indurati Cristo ed carne, tenebre Tremò conscienzie nostri in s'oscurasse prudenzia. e di essi ed ignoranzia, fatti beffe; agli occhi crocifisso hanno ch'el Dio sono i se ditto: core lanciato vesti le Bar- Pilato, con gli hanno spine; l'ingrati a a altro innanzi persone divise orfani, Erode da col ne i con nelli e hanno velo nella abbandonato principi, se ce- Pietro, con postponendo Erode, e il pane Antecristo; abbiamo imperocché e peccati delle menato I non un nuovo per tepidi i blasfematori, e gli ebrei, figli;peccorno cifisseno di vano anda- che contemplativi. gli ebrei; buoni. lascive e incoronato spogliato, i l'hanno con porre disoneste vane, illuminando negato i falsi cristiani mondo, deserti. frasche d' chiesa con Cesare, voluto de' condennato, sopra' e che del hanno faccia; i superbi gli i tristi ne' sporchi le l'hanno persone e loro con e Giuda, con accusato I savi — tradito deserto; gli eretici, tempo dalla prelati povere abbiamo mondo. pietà) i al palme superstiziosi legato esaltare con le al spiritual vita; moltiplicò transfigurò vera stenno miracoli, da' leprosi senza con senza falsamente Pilato, — poi vedove pupilli, si e nostri gli apostoli, i erano tempi simoniaci ne pii ricevuto Fu che Fé' cristiani, si battezzò; poi Andò persecuzioni sanando Mondò quelli Di cristiani. predicatori. de' spirito Cristo. i cognoscevano; claudicando. SIENA debile per le per de' lo non che DA e moltiplicavano tutto per OCHINO BERNARDINO - le non essi. non non ce PREDICA n'era memoria, più cosi non ora possono si come, Cristo (e cosi se «Pregarò infin alla di Cristo si resusciti in mostrato maschi incominciato al ai in femine, e dotti e nostre perfettamente Spirito santo, della in e in Cristo più impia cosa reformare a più perfetto mondo bisogna Cristo, di che che stato Cristo più Spirito. i quali fu non nella «Si disse: nella in cifigger cro- età) cosi, adunque, è per e di ripieni e lo giorno il carne, il mondo predicare il nostra saranno primitiva quasi quanto Verranno convertiranno e eletti fece imperocché crocifiggerlo il occhi le menti suoi non fatto e ciechi li che s'è come molti, elevare sopra s'è e già tanto redurranno Chiesa, e si verifi- pertutt'il l'Evangelio ». Dimmi: ab era Chiesa valorosi tu che e cosi che prodotti ha anco visto a nella Ebrei ha Però, la divina sua d'età e visto dovevano capitani degli apostoli, mente, in età espediente dato gli uomini? produca caso essere gli necessario. gli Dio scegliendoli, è andato secondo eletti, credi aeterno pienzia che fu non spirito, che quello carà che e bisogno, ed cosi regno gli n'erano cielo al abbondanzia è talché aperto prima ». Cristo il loro mondo; mandare e spirito (si apostoli ardore lume, Dio, cosi il mondo, venuti, sono salire maggiore E Pentecoste. in che resuscitato, è hanno voi con resusciti impedire già del dove a a tempi son possibile, ruinarebbe semplici, e molto d' che parti Cristo, starà né tutto, sforzano nostri diverse veder a si sarebbe né la resurrezione fu gli disse: gli che dispiacque quanto spirito, sapendo molti a ebrei Io « fede ch'ella pregò fede»), : la al tutto forza è però celarla membri la tua agli apostoli secolo: dimeno, Niente- quando promesse, manchi agli di Nientedimeno carnale. quando disse molto i suoi e esaudito, non del come periva Pietro san resuscitasse, si reformi. resuscitato, stato Cristo cercorno e Antecristo non la Chiesa consumazione è che, Vero che a che quello vero credere te, Pietro, acciò per stato pensavano fusse come che non sarebbe si 277 come non non mancasse, non si e, I. con per la che principio perseguitare, che se e grazie, mandò gliopposeno; sa- al mondo, salute lume doli aven- somma mandandoli Spirito, nel imo, de' suoi secondo primitiva della quelli cosi suoi al tempo 278 de' III mandò tiranni Ma di domestici reforma, la gli prestarà incominciati Però nati reformargli; quando che liberare tante d'esse Non infino vedi Cristo, quasi ci una volta che mi tuoi '1 sola, Dio questo inferno, ma Ora sarà. mille è il Siamo modi la e ti non le Lucifero, la su la che di fusse Dio? cosi Cristo di e tato, trat- potè quanto il vedi di continuo innanzi porre imo proprio tu gli angeli Non doveremmo in del capitano nostro paradiso, l'onore di di ma Cristo. Cristo, terra per fendere de- al cielo, in stare questo terra, dover- Questo e non la croce, su d'andare eleggere arbitrio, nostro in venghino non in lo tieni e crocifigge e cercò, far e croce, gloria turco muovi; e province impresa, in umano, o troncasse difenderlo; a croce delle vitupera un persi fanciulletto, e e tu, cristiano, e imo che ponesse suo Se avuto reacquistargli gli mori si come in di Cristo nuovo Pilato, Stati bella man muoveremmo tante, il nostro il sono crocifiggi,ed essendogli figlioe scientemente, l'onore essere ci i loro che quali di hanno essendo più in muove? si su e le di Cristo; Signore. relevare rebbe in meraviglio il lor per nissuno difendere sei quello che Dio essere per che vittorie qual l'onore di ogni Infìn occhi si e Dio a gloriosi delle Ma per sangue trovati parendogli prigioni curiamo. di questa perfetta. mondo tenuti piangeva, padre, glorioso. pietà seppe, agli in il naturai per poco col che e al santità. che più signori, farsi festa Cristo, a I magno anime acquisto relevare di faceva farsi per o occasione gli acquistava siamo d'aver rallegrorno la corte tutta nati tempo. Alessandro e maestre se si avere per la fatta di massime essere la esser per spezie sotto e sono quanto felicissimo questo minati, e considerare grande, animo già che demostrare. a puoi in grazia: sua eretici. degli tempo valorosi, da ha al maggiore, tutte più l'ultima, SIENA cavalieri, quanto apparenzia cavalieri essere per in Cristo, bisognano ora valenti di è DA i dottori e più tanto d'Antecristo persecuzione Però OCHINO martiri, i bisognano ora dai BERNARDINO - il nostro disonore. più accomodato viatori, adiutare tempo possiamo i nostri di far crescere fratelli,e bene, in mai che lume relevare e fusse grazie, l'onore e di PREDICA Cristo. I morti, diceva Paulo: tutti; verrà a in se' è venuto ha creati amici al un che in età questa fidelissimi e cioè tempo, Essendo che lui e alii fine suoi di sé che non al tempo di eletti cosi ai reprobati in il seppelliscono, più E terra. e, lo sono cospicui, peggio, pessima si sono cavalli, cani, e mondo, dando e forze, e il sole, si come mici gl'ini- espugnare quanto felice; di gli di pascono mondo, stessi, biastemando e impia superstiziosa di e l'Evangelio, si sforzano d'impedire essere e nel e tanto de' sangue di crocifiggono, fare questo, più il l'impio e gratitudi in- loro spezie sotto nuovo possibile, insensati del del di Cristo, tutte. avute impugnano Cristo tucto con la hanno nientedimeno, e ruini stupidi, scandalo è non manto e, che di età imperocché scientemente gloria felice più la è falconi, parenti, adulatori, se vita maggiore, acciò scelerità, e misera, quanto e, sott'il robbare più la resusciti, non la furore, sommo grazia, offuscano sebben a il animo fermasse tempo avessemo nostra più età la in si che regnare sime abbondantis- e pigliar vigore, la è tanto nati e con che acciò adunque è bene, Dio pregare Giosuè, Agli grazie, eccitarci, e età, aurea fare ben resuscitare, vuol innovare questa intimi Cristo. di E in ci e servire di Antecristo con poi tempi. particolare favore lume, singolare altro, eletti creati doveremo grazie, e, avendoci Cristo inimico suoi nelli suoi più tempo perché ». Di si debba ai che spirito, di Paulo, respetto grande in come accomodarsi ogni suo grazie somme questo a del noi, secondo e, debba di parti d'acqua accettabile. resuscitare servirsi ti stolte, goccia tempo vuole Se vergini una bene operiamo operare. delle salute, singolarmente il regno con di per per potrà però Im- gionti. sono tempo, l'epulone né Cristo ognuno mai, destrurre abbiamo l'essemplo cavalieri, adunque fussi hai luce, il tempo, sieno, nissuno d'olio, della 279 che che quando poco il tempo è Mentre « espedito; truovorno Ora dannati o la notte, peccato, non salvi o L loro, per regno giustizia tristizia, in- ogni adorati più poveri, quanto che, sono di imo dii come abituati, male tere po- Cristo, istrioni, parassiti, cinedi, continuo diabolica Dio con dottrina, la con loro per- 280 III Cristo seguitar se non e, in Ma maggiore sé, acciò Signor ne nelli suoi perseguitar Cristo, nostro. è nostro trionfo gli se di rendino Cristo, ogni Amen. ne al di imo e laude, fargli Dio pregare agli onore SIENA che eletti dia e nientedimeno sangue; vergognano, pensano di DA infino membri né accorgono offizio OCHINO BERNARDINO - un si se gran gloria, di per servizio. d'essi serva ogni gloriano, ne più Giesù per lume Cristo di 284 NOTA quando, volumetto, 1552, Bell Deighton, Il testo, data 1543, il Contro della Beneficio dottrina esclusione Caterino mai and delle al Politi, pubblicata Bell in un del francese and Daldy; bridge, Cam- e Co.). è la riproduzione fac-simile di Cristo, opere dal che Valdés quale Babington raccolte traduzione la (London, in del Churchill rev. ripubblicò, 1855 veneta, 1548 qui ristampato, del veneta senza del quella inglese e nel e il scorso, edizione prima la secolo copie, alcune rinvenne ne del la metà verso giustificazione loc. Carnesecchi, (Eslr. proc. con e nuina ge- la per confutazione una il Flaminio rispose fedele l'espressione è scrisse », Babington. sulla « dell'edizione appunto fede Ambrogio Difesa una non cit.). IL Celio I. tuttavia ho Curione creduto precede che le Secondo le Cento spagnuolo, le Basilea del da race, Dalle L. nella Lettere Venezia, Dolce, Valdés, di idee, Bòhmer luogo nell'ediz. di (Halle, 1860). diversi 1559, matore rifor- diedero Vedila Napoli. a cui a per del sull'opera principale dal di del ma la lettera, raccolta considerazioni casa sua valdesiano; un in questa movimento riprodotta 1550, iv-vn. II, sul e divine contiene che svoltesi discussioni, dieci e fu non inserire opportuno notizie, importanti (1503-69) pp. eccellentissimi huomini 275-80, 280-8, 240-7, ecc., 288-92, 269-72. da ristamp. 1, Dalle ix. in, volgari Lettere ed Paolo di Antonio diversi nobilissimi Manuzio, liuomini Venezia, 1558, ecc. 11, 59; 28-30. 496-8, 529, lett. vili blic. da Nella del e 22. x dottrine xxi. e e seguenti e segnato Seripando valdesiane, G. la amico un Carteggio Napoli, Il anche Ferrerò E. Estratto di del processo Pietro 287-9, 304-6. 372-5.396-8, 271-3, riprodotta è Carnesecchi, di fol. 531-2, lett. xx citato Dal x-xix. vili, di xm nel del Carnesecchi 59-60, non innegabilmente fu voi. certo ebbe C. V. scrivere alla fol. un delle a La — e pub- xcix. un — amico Gonzaga. ms. 1, race, lett. 1889, Seripando, Girolamo Aa di finge Gonzaga 442-7,462-4. di Torino, Muller, (1493-1563) ma Carteggio Carnesecchi della 156; nale Naziovoi. seguace simpatie 11, delle per 285 NOTA movimento quel della periodo un fede la per e vi vita, in cui sua non che coloro per ritenuta era parteciparono, l'opinione contraria almeno in giustificazione della all'ortodossia della Chiesa cattolica. Ili Bernardino Moravia il Per annos; K. Benrath, mation, C. Leipzig, sull'eresia voi. in Bull. sen. di e P. luogo i dati, stampata fornisce, che appartenga la prima Ginevra nel 1542 ai anni primi la chi concezione a p. con questo titolo delle 43 (Benrath, e e legga più queste esposta della del di prediche op. frate e Trattato giustificazione le per le del rivedute beneficio senza con di a 318). Siamo già hanno scere ricono- può come produce ri- resto stampata idee sue 1549, usato, me del e 315 di plare, l'esem- che da e O. B. nel Basilea a confronti la fede di raccolta una dell'Ochino, cit., pp. della senz'al- edita, quale evoluzione, prediche, nel La in menti docu- e Prediche Napoli, senese: importante Note ritenere farmi di XVI, sec. diligenza descrive patr., (19 12). titolo 318) a secondo O. O., in Alti xlvii grande con edizione. quella parte dell'esilio prima dottrina e nell'Universitaria appunto il raccolta, col di senese Archivio Negri, voi. anno, sufficienti sono P. di rom. di stor. R. durante nella sono (op. cit., Il Benrath conservato della Torino, di e del Ase; 2*e vaticani B. seri, in Italia, II. B. ristampate novellamente corrette. subita di di Bull. (1910); xvn Refor- Arch. Ballettino fuga in citta questa prediche, qui ristampate, Siena, La Solmi, der Documenti in voi.; 11 1892, in 0.\ XVI, Riforma scienze prediche dell'Ochino, e in della di B. Documenti patr., voi. delle di sec. E. 1866, Gesch. zur Pjccolomini, Piccolomini, storia la P. capucinorum, Braunschweig, di Mantova, Gonzaga indicazione cuna in Schlackau a ordinis Beitrag e il (1908); xv stor. Accademia Le m. — Italia, Torino, ined. durante sull'eresia Siena per R. voi. Ase isle (1905); Siena d' Ein lettere xxvm (1908); Stalo da 1875, dell' Arch. xv il 1487 Annales eretici Siena. v. Due in patria, i docc. Siena a Boverius, Gli O. B. patr., voi. stor. vedi: Cantù, Pjccolomini, stor. (n. 1564). biografia la ad P. Ochino la sostanza Cristo. esclusione Dalla delle 286 NOTA buone confessione, della come il indulgenze, le clausura, si pratico già, sente Dialogo del usurpala nel 1549); Londra scioccheze, abusi, del sinagoga pubblicati a criteri vòlte di nelli dei suoi o (composta li scuoprano impieta et monaci preti, quello Tragedia si quali dienza, obbe- tere combat- a Roma idolatrie errori, tolica, cat- in della vescovo Apologi, della et frati, prediche, che 1554. la conservata numerazione delle necessario pochissimi modo essendomi cenno, giatura, puntegai attenuto che davano non ho senso, il testo corretto segue: 132, r. 3: 132, r. 8: le persecuzioni con dire fede in e la per ci far alla raccolta. punti, che ed all'ortografia apportate della generali In la che Cristo persecuzione dire con e fede in che Cristo il credere ci giustifichiamo giustifichiamo... » 14T, r. 3: » 207, r. 32: 208, r. 35: » 243, r. 12: » 276, r. 31: » ho credo non » nel Ginevra teoria: l'autore del Chiesa castità, prediche, clero, spetialmenle modificazioni, Delle pag. degli della lità l'uti- negare dalla povertà, campo ultime primazia e di a nell'originale. trovasi nel del e et scelta, Nella i voti nelle specie passa praticata è nel superstitioni, Papa ed purgatorio, papa siili' l'Ochino era Questo ecc. abusi gli a valdesiana, puramente opere, cono non dia lume essere il • scrupolo stimolo dia conoscendo non mondo punito pieno loro essere a il mondo lume punito era pieno. che per la INDICE viceré (d') duca, Alcalà DEI di Flaminio Napoli, 98. V, (card.), poi 86, papa Galeota Giovan Aracoeli 80. Francesco, (card.), Gonzaga Brancaccio 95. Isabella, Brisena Caracciolo card. Carlo, Carnesecchi 108, 97, Pietro, 101, 99, no, (card.) Cesis (card.), 102. 114. 74, 95, 93, 104, 103, 105, 104, 113, 114, 105, Vittoria, Curione Celio Medici (dei) (1) ni, renze, Fi- 114. 105. 98, 97, 109, di duca 113. 103, 105, ni, 112, ir4. 117, 119. no, Bernardino, Ochino Secondo, card, 63. di IV Pavesi Ferrara, (Carafa), Giulio, 97, arciv. 99. di Sorrento, no. 99, 116. fatta IV (Medici), 105, 108, in, 112. 86. Cesare, Eccezion no, 101, IV. (card.), 108, 107, 116. II, 113, Giovanni, Pio Flaminio Pio Cosimo, Montepulciano Morone 99, 108, 72. v. 105, 93. (d') Ippolito, Filippo Mantova, 98, 97, Apollonio, Paolo 115, di 109. ni. Colonna Este 114. 116. 115, (card.), Merenda 113. in, 106, 105, Medici 105. (mons.), 93, Carlo, 97, 106, 114. 113, Carpi Cicala 80, 108, card, Giulia, Gualteruzzi 104. 102, Galeazzo, Carafa 98, 98, 105, no, Ercole, 103, 80. Ferrante, 74, 116. Gonzaga 90. Iacopo, 98, (mons.), 115, Bonfadio 72, 96. 95, 90, Mario, Gerio 113. Ulisse, Bassiano 68, Pio 113. Alois Marcantonio, 80, Alessandrino (I) NOMI Polo di quelli ricorrenti in citazioni Reginaldo, tratte 99, dalla 100, Sacra no, Scrittura. in. 288 INDICE Priuli Luigi, Puteo Giacomo, 93, NOMI Teano hi. 100, 99, DEI Toledo 105. (di) Firenze, Rullo San Donato, 99, (abate Saluto Teodorina, Sauli Seripando 115, Spadafora Girolamo, Trento 100. di), Valdés 98. 116. 115, Eleonora, duchessa di 114. (card.), Giovanni, 113. 63, 64, 66, 95, 96, 68. no, in, 116. 114, Verdura Vergerio Bartolomeo, di) (mons. 105. (vesc), Pietro 108, Paolo, 109. 65, 66, 67. INDICE I. Trattato utilissimo crocifisso Alli verso lettori I. Capitolo Del pag. cristiani i Che II. la la tutta V. Capitolo VI. la alla da dell'omo acciocché Dio, di poterci noi, delli peccati, depende effetti » 5 Dio e » 7 » 9 stizia giu- della da iustificazione, Cristo fede viva la e e della unione l'anima del16 » il Alcuni 3 con alla Cristo Come » scendo cono- giustificare di misericordia remission nostra Degli con Capitolo data disperando e salute IV. miseria fede Che III. Capitolo fu legge ricorressimo della della e i . peccato opere, Capitolo originale peccato il e Cristo Giesvj di cristiani Capitolo le beneficio del si cristiano remedi di veste la contra Cristo 34 » diffidenzia » 39 » 59 .... d'alcuni Tavola II. Lettere I. più Marcantonio da preposta divine dieci e della presente opera . Celio Secondo considerazioni Flaminio alla di Curione Giovanni Teodorina signora alle Valdés Sauli . III. Marcantonio Flaminio IV. Marcantonio Flaminio V. VI. Flaminio Marcantonio Gualteruzzi a Carlo a Pietro a Galeazzo Cesare messer » 63 » 68 . 72 » Carnesecchi all' illustre Flaminio Marcantonio 61 " dedicatoria Cento principali valdesiani di Lettera II. luoghi 74 » Caracciolo Flaminio » 80 » 86 ... VII. Flaminio Marcantonio a Ulisse messer Bassiano » 90 » 93 » 95 » 97 ... Vittoria Vili. IX. X. XI. XII. Iacopo Giulia La a Gonzaga a al Carnesecchi italiani Giulia a Bonfadio medesima Pietro Riformatori Colonna Pietro Pietro Carnesecchi Carnesecchi medesimo a del Gonzaga 98 » Giulia Cinqufcento Gonzaga - 1. 99 » I; INDICE 290 XIII. Il medesimo alla medesima XIV. Il medesimo alla medesima Il medesimo XV. alla Girolamo XX. Dalle medesima medesima Seripando Il medesimo XXI. medesima alla medesimo Il XIX. medesima alla Il medesimo XVIII. III. alla Il medesimo XVII. medesima alla Il medesimo XVI. Pag. alla prediche Giulia a Gonzaga medesima Bernardino di Ochino Siena da Proemio Predica I. Predica II. è Che Come Come III. la Cristo per siamo che giustificazione falsamente e S'el IV. invenzione Predica giustificarsi credere el perseguitata Predica il giustificati credere umana Donde V. Predica VI. Predica VII. ci Come Del siamo è per che per debba tenere » no » 113 » 115 » 116 » 117 » 119 » 121 » 125 » 129 » 136 credere nel » 140 » 144 che non l'opere per peccatore per stificarsi giu» 151 Vili. Degli effetti » 155 XIV. Della confessione » 158 Predica XVI. Delle indulgenzie » 172 Predica XVIII. purgatorio » 176 Predica XXV. » 180 » 182 » 1S8 » 193 » 198 » 201 » 206 » 209 obbligano Predica li Se umani delli per signori Cristo temporali umani precetti ecclesiastici obbligano a mortale Predica XXXII. Predica XXXIII. Predica XXXIV. Predica XXXV. Predica XXXVI. mangiar De' voti Del voto Delli XXXVII. Predica XXXVIII. debbano e Del Se povertà dell'obbedienzia voto Del carne, della voto Del l'redica Predica precetti giustificazione peccato a XXVI. peccato alli i la e 108 Predica Se fa el » Predica Del che Cristo 106 è Cristo giustifichiamo modo Cristo giustificati per difficultà, che la 105 » ingiustamente divina cosa procede giustificati siamo per è calunniata che o Cristo 103 » Cristo per securissima cosa Predica è cosa 101 » della voti, castità si che fanno, di digiunare, non simili voto della quelli, che partirsi per clausura hanno sovvenire fatto al nelle voto prossimo, ligioni, re- massime parenti XXXIX. naggio «214 Del voto, che fanno, d'andare in peregri» 218 D'ITALIA SCRITTORI A ELEGANTE RACCOLTA La il III Emanuele in a italiana, studiosi degli di e le tutte mano il solamente non voi. I, di gliori mi- e quindi volumi seicento meglio sare interes- possono colte, anche ma quello di strumento solo non mancare, nelle il fiore curate oltre indispensabile I II e BANDELLO detta di raccolte nelle libri tura cul- blioteche bi- private, Le 460 delle libro lettere) a cura di Fausto (11.53). Storia d'Italia, a di cura Fausto Nicolini, 60). (n. 50, M., (Il primo pp. Sommario C, 17, in persone nemmeno Carteggio. P., Nicolini, 9, le pubblicati: ARETINO voli. ma raduna Casa giunto rag- Vittorio Maestà criticamente più delle dovrebbe non Croce, col più modeste. Volumi BALBO che opere pubblicata Sua a questa comprenderà e III patria. specialisti.Siffatto studio nelle quale edizioni pubblico pubbliche, anche in VOLUMI Benedetto dedicata stata della SEICENTO d'Italia, senatore nella raccoglie letteratura carta è servigio collezione La del OLTRE EMANUELE Scrittori degli l'opera in DI VITTORIO vigilanza come forze COMPORRÀ. M. volume, 500 suo sue la sotto e SI collezione grande consiglio S. a NICOLINI FAUSTO di CHE dedicata della cura novelle, a di cura G. voli. Brognoligo, (mi. 2, 5, 5 23). BARETTI Prefazioni G., e polemiche a di cura L. di pp. 408 Piccioni, di pp. 460 I: di 438 Piccioni, , (n. 13)— La scelta delle lettere familiari, a di cura Luigi (n. 26). BERCHET G., Opere, a di cura voi. Bellorini, E. Poesie, pp. (n. 18). Voi. BLANCH II: critici Scritti L., Della scienza letterari, di e militare, a 254 pp. di cura A. (n. 27). Giannini, di pp. 296 (n. 7). BOCCALINI a cura T., di G. Ragguagli Rua, voli. dì I e Parnaso II e Pietra (n. 6, 39). del paragone politico, CARO Opere, A., COCAI M. voli. Commedie del (n. G. SANCTIS (n. 31, Poesie, G., FOLENGO T., U., Prose, GIOBERTI V., Del di // LORENZO (n. a di cura voli. I Spampanato, italiana, di a di B. cura e II Croce, Graziani, Augusto voi. Lazzeri, di cura di Umberto volume 480 (n. 48). pp. voli. Renda, Mazza, Alessandro di cura di del di G. II e di cura a (n. F. Cornelia di Ortiz, Brognoligo, volume e voli. Prezzolini, compendio I II e 57). 42, Nicolini, di (n. 3, 8). 356 (n. 22). tragicomica, a (n. 61). 312 pp. 2 pp. poesia della BECCUTI F., Rime, a di cura Ezio (11. 35). di Angelo a B. di Croce, Opere, Borzelli di cura 560 (n. 1). pp. di cura a Simioni, Attilio voli. I e a — G. Parabosco di Bondi, di di Fiorentino, pp. pp. pp. voli. e 450 pp. 2 e II (n. a cura 46). di 40). pp. Paradisi, Cerretti 384 (n. 55). ed altri), (n. ^3)- Cassoli, 356 (n. 45). (n. 44, 5. Erizzo, voi. 1, di 354 (n. 20, 29). (n. 51). 430 voli. I Bellorini, Donati, Donati, Nicolini, (Savioli, Pompei, Alessandro di F. Nicolini, di Egidio Settecento Rezzonico, di cura Fausto cura Nicolini, Croce, Benedetto a di altri scrittori del Seicento, lettere Fausto e Cinquecento del Opere, minori d'Italia, il cura Gigli G., voli. I Cian, civile a fido 364 pp. minori cura Vittorio cura a P., Opere, Giuseppe — a 59). varie, Novellieri a G. di cura MAGNIFICO, METASTASIO Poeti di B., Epistolario, seguito da di cura PARINI di V. cura cura a COPPETTA - a 54, G. Poesie — cura inutili, di IL MARINO a Pastor marinisti, a seguilo 1799, Lomonaco, 16, 24). G. Chiorboli, II Seicento, Gioachino GUIDICCIONI e a letteratura e bizzarra, G., GUARINI Lirici commedie, della a Memorie Marfisa cura Francesco (n. 25, 38). 396 (ti.43). pp. rinnovamento 3 (n. 14, C, La di italiane, Opere FOSCOLO — di del napoletana II e 2S). 15. GOZZI rivoluzione Carnot, voli. I Sanesi, (n. 47). 400 FANTONI voli. di Alessandro cura a 360 (n. 41). 32). Cinque del pp. (n- di Ireneo sulla B., Le F., Storia 2 Economisti di maccheronee, I, di pp. 21). 4, voli. Le cura voi. Nicolini, PORTA DELLA a cittadino al voi. Turri, 19). io, storico Saggio Fausto DE (n. 2 Rapporto Vittorio Folengo), Cinquecento, V., dal di cura (Teofilo Luzio, CUOCO a Mascheroni), a cura di POLO Milione, // M., Relazioni di cura a italiani Ri/ormatori del di Fiorilli, G. STAMPA 416 pp. pp. XVI, XVII, (n. 36, 49). II e (n. 30). di) di cura a seppe Giu- dottrina divina provvidenza, divina cura a mente volgar- di Matilde (11. 34). FRANCO e Rime, V., di cura a di Salza, Abdelkader (n. 52). d'amore Trattati 476 secoli lettere e della Libro SIENA, I 318 pp. (n. 58). 292 pp. della Dialogo detto di I DA CATERINA SANTA voli. (opuscoli Cinquecento voi. Paladino, dei Senato, al Segarizzi, Arnaldo di Olivieri, Dante veneti ambasciatori degli XVIII, di cura a del Cinquecento, di Giuseppe cura a di pp. Zonta, 372 (n. 37)Trattali G. VICO B., di Croce, I., Poesie, VTTTORELLI Prezzo di serie a dieci L. e Si paga di prima Chi io in ciascuna e L. 20, Per L. 25 per a di cura di pp. (n. 392 5,50 L. brochure . . A. , - 7, , tela in 12). . — ,, ABBONAMENTI fanno volumi "SCRITTORI degli D'ITALIA,, dell'acquirente. scelta l'Italia, per in l' Italia L. legati in sola una di e L. grado di fornirci serie in brochure, all'estero, se ogni per di 40 tela i volumi per e oro; in brochure l'estero per L. e 45 in legati. anticipato, L. è 60 varie, poesie Simioni, in I " quelli elegantemente per le e ( legati d'abbonamento: Prezzo A. , a brochure voi. Zonta, Giuseppe (n. 11). di cura volume ogni " di 356 pp. a Si 55 di cura a carteggio il atitobiografia, L' Benedetto L. donna, (n. 56). 412 pp. sulla Cinquecento del serie l'estero; e le rate 15 la o in ^pCÀ mesi le altre sei di solvibilità L. anticipata di e sette anticipatamente di rate quota in rate referenze pagando mensili a l'estero, per buone il resto rilegata volta, L. 7 0" di L. 5 ognuna. potrà ricevere L. 15, se in bito su- Italia, ciascuna. 5 è di ciascuna. ~7 la consecutivi, L. 20 per l' Italia, e di