IN PREGHIERA CON SAN GIOVANNI DI DIO ELIA TRIPALDI o.h. Cop_in preg_con s.giovanni_Layout 1 21/02/11 09:44 Pagina 1 ELIA TRIPALDI o.h. IN PREGHIERA CON SAN GIOVANNI DI DIO Novena, Transito e primi Vespri della solennità EDIZIONI FATEBENEFRATELLI in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 1 ELIA TRIPALDI o.h. IN PREGHIERA CON SAN GIOVANNI DI DIO Novena, Transito e primi Vespri della solennità BIBLIOTECA OSPEDALIERA in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 2 Centro Studi “San Giovanni di Dio” Via Cassia, 600 - 00189 Roma Provincia Romana S. Pietro Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio © 2a Edizione aprile 2011 Finito di stampare nell’anno 2011 Tipografia: MILIGRAF - Formello (Rm) in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 3 Ai Confratelli, agli Ospiti e ai Collaboratori e Collaboratrici che hanno ricevuto il dono dell’ospitalità, uniti ai religiosi nella stessa missione e membri della stessa famiglia, la “Famiglia di San Giovanni di Dio”, perché lo spirito di amore del Santo della carità sia presente nella vita di ciascuno di noi. L’Autore 3 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 4 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 5 SAN GIOVANNI DI DIO Fondatore dell'Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli Giovanni Ciudad nasce in P ortogallo v erso il 1495, nella città di Montemor-o-Novo a 110 Km da Lisbona. A otto anni lascia la casa all'insaputa dei genitori e finisce a Oropesa, in Spagna dove viene adottato presso la casa di F rancesco Mayoral dove cresce facendo il pastore. La sua vita è tutta un'avventura: spirito irrequieto, per due volte, Giovanni si arruola volontario, prima in una compagnia di fanteria nella guerra tra Francesco I e Carlo V per la conquista di F uenterabía, poi per la difesa di Vienna assediata dai Turchi. Diviene bracciante a Ceuta, città situata nel Nord Africa, vicino allo stretto di Gibilterra, e con il suo lavoro aiuta la famiglia di un signorotto caduto in disgrazia e in miseria. Venuto a sapere dallo zio che la mamma era morta dal dolore per la sua fuga e che il padre si era ritirato in un convento di francescani dove morirà qualche anno dopo, a 46 anni si reca a Granada, ridente città dell'Andalusia, dove fa il venditore ambulante di libri e dove, successivamente, aprirà una propria libreria. Nel 1538, sconvolto da una predica del santo maestro Giovanni d'Avila, dà segni di conversione e, rasentando la follia, si batte il petto pubblicamente, urla e chiede perdono dei suoi peccati. Viene preso per 5 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 6 pazzo e ricoverato nell'Ospedale reale di Granada dove sperimenta sulla sua pelle le "cure" di allora consistenti in frustate, manette e altre atrocità che gli fanno capire quali sofferenze vengano inflitte ai poveri malati. Dopo aver sperimentato il ricovero duro e umiliante nell'ospedale psichiatrico della città sente nascere e maturare quella vocazione che lo porterà ad aprire lui stesso un ospedale dove dare ospitalità ed assistenza dignitosa e umana a tanti poveri e infelici. Giovanni, infatti, non conduce una vita isolata e solitaria ma inizia la sua opera a favore di tanti poveri, bisognosi e sofferenti che egli raccoglie in mezzo alle strade della città e, con l'aiuto di alcuni benefattori, fonda prima un ospizio, poi un vero e proprio ospedale in cui dà sfogo alla sua carità e alla sua saggezza nel servire i poveri e gli infermi con un'assistenza degna della persona umana. Dopo aver intrapreso un estenuante pellegrinaggio al santuario della Madonna di Guadalupe, distante oltre 300 Km da G ranada, a piedi nudi ed in pieno inverno, per impetrarne la protezione sul progetto che sta per realizzare, nel 1539 si dà completamente a Dio nel servizio dei bisognosi; accoglie i primi discepoli, attratti dal suo esempio e dalla sua carità, primo nucleo del futuro Ordine Ospedaliero di san Giovanni di Dio che in Italia verrà chiamato popolarmente dei Fate-benefratelli. Questa invocazione era solito pronunciare il Santo e i suoi discepoli la ripetev ano per 6 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 7 chiedere l'elemosina alla gente in favore dei bisognosi ricoverati nell'ospedale. Il 3 luglio del 1549, durante un incendio scoppiato nell'Ospedale reale di Granada è l'unico ad affrontare le fiamme e a condurre in salvo tutti i malati. Giovanni di D io muor e a G ranada l'8 M arzo 1550, martire della carità. Infatti pochi giorni prima si era tuffato nelle gelide acque di un fiume per salvare un ragazzo che stava annegando, ma -contratta una brutta polmonite - pagherà con la vita il suo eroico gesto. La morte lo coglie il mattino del sabato restando dritto in ginocchio anche dopo essere spirato. Nel 1552, poco dopo la sua morte, il suo successore Antonio Martín aprirà un ospedale a Madrid ed altri ne seguiranno in breve tempo. Nel 1630 Urbano VIII lo proclama Beato e nel 1690 è dichiarato Santo Alessandro VIII. Nel 1886 Leone XIII dichiara Giovanni di Dio Patrono Universale degli ammalati e degli ospedali; nel 1930 Pio XI lo elegge a Patrono Universale degli infermieri e delle loro associazioni. Giovanni di Dio conobbe e amò Cristo nei poveri; fu profeta dell'ospitalità perché si mise al servizio del povero, del malato e del sofferente con stile nuovo, con sensibilità nuova, con metodi moderni e con la carità che viene dal messaggio ev angelico, ossia dall'esempio di Cristo che passò facendo del bene e risanando ogni sorta di infermità. Il Santo, dopo molte e svariate esperienze di vita, 7 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 8 scelse di vivere in perfetta unità l'amore a Dio e al prossimo così che i Fatebenefratelli, suoi figli spirituali e quanti desiderano vivere lo spirito del Santo, non possono realizzare la nuova ospitalità distanziandosi dall'esempio di chi fu definito "il Fondatore dell'ospedale moderno", ma incarnando lo spirito e gli atteggiamenti di Giovanni di Dio. L'ospitalità, l’accoglienza e il prodigarsi per gli altri diventa così identificazione con Cristo compassionevole e misericordioso, è luce che illumina i tratti fondamentali di san G iovanni di Dio e della tradizione dell'Ordine Ospedaliero da lui voluto e fondato. I religiosi ospedalieri e tutti quelli che con essi si prodigano con gesti di misericordia nel servizio dei poveri e dei malati, partecipano del carisma dell'ospitalità e rendono presente nel tempo l'amore del Padre verso i più deboli. E.T. 8 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 9 La seguente novena, inserita nella celebrazione dei Vespri si articola sulle aggettivazioni del carisma dell'ospitalità che troviamo nella Carta di Identità dell'Ordine Ospedaliero. La celebrazione di ogni giornata si apre con la benedizione con cui Giovanni di Dio era solito iniziare le sue lettere. 9 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 10 1° Giorno Ospitalità misericordiosa 10 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 11 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! L'ospitalità misericordiosa di san Giovanni di Dio è quella che più ci colpisce per le sue straordinarie azioni in favore dei bisognosi e dei sofferenti e per averla lui stesso per primo sperimentata da parte di Dio che da peccatore lo h a t rasformato i n u n g rande S anto d ella c arità ospedaliera. Inno e Salmodia del giorno corrente Lettura P. Ascoltiamo questa pagina del vangelo di Luca per imparare a non giudicare gli altri per non essere giudicati da Dio, ma al contrario – ad imitazione di Cristo e di Giovanni di Dio – ad aver sempre grande misericordia e comprensione verso tutti. 11 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 12 L. Dal Vangelo secondo Luca (6, 36-38) “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati; date e vi sarà dato; una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misu rate, sarà misurato a v oi in cambio". Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo. Meditazione Giovanni di Dio non si riteneva diverso dagli altri e tanto meno si ergeva a giudice del proprio fratello. Egli si stimava un peccatore e riconosceva nella sua esperienza di vita la grande misericordia usata da Dio nella sua persona tanto che poteva scrivere alla "molto nobile e virtuosa signora", donna Maria de Mendoza, sua benefattrice e confidente: "Se considerassimo quanto è grande la misericordia di Dio non cesseremmo di fare il bene mentre possiamo farlo" (1DS 13). Le opere di bene, l'ospitalità da lui praticata scaturiva dalla misericordia compassionevole del Padre celeste usata verso il Santo che da peccatore lo trasformava in un testimone della carità e dell'accoglienza verso tanti poveri infelici. 12 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 13 Egli non è il fariseo che prega ritto in piedi e compatisce il povero pubblicano che, in fondo al tempio, si batte il petto. Giovanni non giudica gli altri per non essere giudicato da Dio e non stabilisce differenze con l'altro, col peccator e ma si identifica con esso, meritevole di misericordia. "Gesù Cristo usa con noi tanta misericordia – egli scriveva in una sua lettera – dandoci da mangiare, da bere, da vestire e tutte le altre cose senza che le meritiamo" (2DS 18). Ad una donna che lo av eva ingiustamente ingiuriato ad alta v oce, Giovanni le disse: "Prima o dopo io ti devo perdonare, perciò ti perdono subito" (Castro XV). Essendo stato accusato presso l'arcivescovo di Granada di ospitare uomini e do nne di cattivo esempio ed avendo avuto l'or dine di licenziarli immediatamente, Giovanni, con umiltà e mitezza, rispose: "Padre mio e buon pr elato, io solo sono il cattiv o, l'incorreggibile ed inutile, che merito di essere scacciato dalla casa di Dio. I poveri che stanno nell'ospedale sono buoni, e di nessuno di essi io conosco alcun vizio. E poi, giacché Dio tollera i cattivi e i buoni, ed ogni giorno fa sorgere sopra di tutti il suo sole, non è ragionevole scacciare gli abbandonati e gli afflitti dalla loro propria casa" (Castro XX). La misericordia che Giovanni riceve da Dio, la riversa sugli altri, come segno della presenza di Dio in lui e come dono e partecipazione alla misericordia del Padre. Questo atteggiamento ci sprona a non rispar13 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 14 miarci nella continua verifica dei nostri atteggiamenti: la misericordia che noi abbiamo ricevuta da Dio deve aprirci il cuore a donare il perdono. Pausa Antifona al Magnificat Intercessioni P. Supplichiamo Dio Padre, sorgente di ogni santità, perché spronati dall'esempio di san Giovanni di Dio, ci conceda di vivere in conformità con il nostro battesimo. Diciamo insieme: T. Santifica il tuo popolo, Signore. Tu che hai trasformato Giovanni di Dio in ospedaliero misericordioso verso tutti, – fa' che anche noi apriamo il nostro cuore per donare il perdono ai nostri fratelli. Tu che guidasti alla santità Giovanni di Dio attraverso una vita di amore misericordioso, – aiuta anche noi ad amarti attraverso gesti quotidiani verso i bisognosi. Proteggi quanti si sono consacrati al servizio dei fratelli, 14 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 15 fa che compiano la loro missione nella libertà e nella pace. Rendi anche noi degni della tua gloria. Padre santo, ammetti i nostri fratelli defunti alla contemplazione del tuo volto, Padre nostro Orazione (del giorno) 15 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 16 2° Giorno Ospitalità solidale 16 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 17 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! Giovanni di Dio si è realmente incarnato nei poveri e negli infermi. La sua ospitalità solidale rivela in lui l'annichilimento, l'umiliazione e la risposta pronta verso tutti i bisognosi, sofferenti e peccatori. Inno e salmodia del giorno Lettura P. Dio ha reso Cristo solidale con l'umanità per rendere gli uomini solidali tra di lor o con la sua povertà, vivendo l’esperienza della nostra condizione. Nello sfondo del pensiero di Paolo vediamo la figura del servo di JHWH che D io, per la legge della solidarietà, unisce alla natura umana identificandolo in certo qual modo con il peccato che gli era estraneo. 17 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 18 L. Dalla seconda Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5,21; 8,7-9) “Fratelli, Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. E come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi a bbiamo i nsegnato, c osì s iate l arghi a nche i n quest’opera generosa. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.” Parola di Dio. T. Rendiamo grazie a Dio. Meditazione Francesco de Castro racconta come Giovanni di Dio, dopo la sua conv ersione, da modesto libraio si sia distaccato da tutto ciò che aveva per seguire Gesù Cristo sulla via della kénosis ossia dell'annichilimento e dell'umiliazione. Giovanni "Andava sempre scalzo, sia in città che in tutti i suoi viaggi, col capo scoperto e la barba e i capelli tagliati col rasoio, senza camicia, né altro vestito che un cappotto di ruvido panno cenerino e calzoni di tela di lana. Camminava sempre a piedi, senza 18 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 19 mai servirsi di alcuna cavalcatura, anche nei viaggi, per quanto stanco fosse e malconci avesse i piedi. Né per quanto imperversassero intemperie di pioggia o neve, si coprì la testa dal giorno in cui cominciò a servire nostro Signore fino a quando lo chiamò a sé. Eppure sentiva compassione delle più lievi sofferenze dei suoi simili, e procurava di aiutarli, come se egli vivesse in molta agiatezza" (Castro XVII). La sua solidarietà con i poveri lo identifica con essi che raccoglie dalle strade e dalle piazze di Granada e li porta nel suo primo ricovero: "Deciso di procurare realmente il conforto e il rimedio ai poveri, – prosegue de Castro – Giovanni di Dio parlò con alcune pie persone che durante i suoi travagli l'avevano confortato e, con il lor o aiuto e il suo fer vore, prese in affitto una casa alla pescheria della città, perché era nei pressi di piazza Bibarrambla, da dove e da altre parti raccoglieva i poveri abbandonati, infermi e storpi, che trovava; e comprò alcune stuoie di giunco ed alcune coperte vecchie in cui potessero dormire, non avendo ancora né danaro per far di più, né altra cura da prestar loro" (cap. XII). Il b iografo, r iferisce a nche ( trent'anni d opo l a morte del Santo) che l'ospedale di G iovanni di Dio "ebbe ed ha sempre, fin dall'inizio, una cosa ereditata dal beato Giovanni, ed è che non si rifiuta mai povero che viene, e non vi è limite di letti, ma si ricevono tutti quelli che vengono. Anche se non c'è letto, i fratelli preferiscono metterli a giacere sopra una stuoia, fino a che ve ne sia uno libero, nutrirli e dar loro i sa19 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 20 cramenti, anziché, senza nulla di questo, lasciarli morire per strada" (Castro XXIII). Giovanni di Dio, con la sua ospitalità misericordiosa, si è davvero incarnato e identificato nei poveri e negli infermi che aiutava e curava con tutti i mezzi che aveva a disposizione perché anche noi potessimo imitarlo nella sua solidale ospitalità. Pausa Antifona al Magnificat Intercessioni P. Innalziamo la nostra preghiera a Cristo che con l'umiliazione della sua passione e morte in croce ci ha liberati dalla schiavitù del peccato: T. Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di noi. Cristo, che ti sei immolato per la tua Chiesa, purificandola mediante il lavacro dell'acqua nella parola di vita, – conservala sempre pura e santa per mezzo dell'orazione e della penitenza. Maestro buono, fa' conoscere ai giovani la via che hai tracciata per ciascuno di loro, – perché realizzando la loro vocazione siano realmente felici a servizio solidale dei fratelli. 20 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 21 Tu c he i n s an G iovanni d i D io h ai d imostrato compassione per tutte le sofferenze umane, – rianima la speranza dei malati e dona loro serenità e salute, e rendi anche noi solleciti nell'alleviare le loro sofferenze. Dona il riposo eterno ai nostri morti, – e fa' che un giorno possiamo ritrovarci insieme nella gloria del tuo regno. Padre nostro Orazione (del giorno) 21 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 22 3° Giorno Ospitalità di comunione 22 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 23 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! L'elemosina, la preghiera e il digiuno diventano parole vuote e prive di senso se non sono vivificate dalla carità e dalla giustizia. L'ospitalità di comunione praticata da Giovanni di Dio consiste nel dividere il pane con l'affamato – come si legge nel libro del profeta Isaia – e nell'introdurre nella propria casa i poveri, senza tetto in cui tutti si sentano fratelli, amati e aiutati, e nel vestire chi è nudo. Inno e salmodia del giorno Lettura Il tempo sacro della Quaresima si apre con un piccolo programma di vita quaresimale che ruota attorno a tre temi: l'elemosina, la preghiera e il digiuno. Ci 23 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 24 fermeremo a considerare il primo: l'elemosina, quale gesto concreto del nostro operare senza ostentazione per ristabilire i nostri rapporti con Dio e con il prossimo. L. Dal Vangelo secondo Matteo (6, 1-4; 19 -21) “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: State attenti a non praticare la vostra giustizia per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi davanti al P adre vostro che è nei cieli. D unque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, per ché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma, né ruggine consumano; e dove ladri non scassinano e non r ubano. Perché dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.” Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo. 24 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 25 Meditazione Tutto ciò che siamo e abbiamo ha origine dalla gratuita iniziativa di Dio; ogni realtà buona per la nostra vita, è un dono di Dio, il quale ci ha creato per la felicità ed orienta ogni cosa verso il nostro vero bene. I beni che possediamo, in tanto sono utili alla nostra vita in quanto siamo in grado di condividerli con chi non ne ha. Il grido di notte, per le vie di Granada, con cui Giovanni di Dio scuoteva le coscienz e delle persone e destava loro la compassione e la generosità: "Fate bene fratelli a voi stessi per amore di Dio", voleva essere un richiamo forte e improcrastinabile a dare del proprio per i suoi po veri. La sua carità av eva la por tata di un piccolo ruscello che riceve l'acqua e la distribuisce, in una dinamica di r eciprocità, ai propri fratelli più bisognosi. Egli raccomandava: "Sopra tutto abbiate sempre carità, poiché questa è la madre di tutte le virtù (2DS 16). Giovanni di Dio era anche solito ringraziare i suoi benefattori e le sue benefattrici: "Per il molto che vi devo e così la ricompensa per avermi sempre aiutato e soccorso nei miei impegni e nelle mie necessità con la vostra benedetta elemosina e carità" (3DS3). Il gesto di solidarietà è un segno verso una profonda conversione che deve toccare il nostro stile di vita e la nostra apertura alla fraternità. La condivisione con chi, per qualunque motivo, si trova in difficoltà, 25 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 26 ci porterà a riconoscere Cristo in ogni fratello per essere da Lui riconosciuti al suo ritorno definitivo. Nel nostro mondo in cui sembra spesso trionfar e la logica del profitto e del guadagno ad ogni costo, occorre riscoprire il bisogno profondo del valore della gratuità, proprio perché Dio che ci ha creati per amore ci ha anche destinati alla comunione con sé e con i fratelli attraverso una risposta generosa di solidarietà. La persona sofferente e bisognosa – come lo fu per san Giovanni di Dio – sia per tutti noi, religiosi e collaboratori, centro unificante di tutti gli sforzi tendenti a superare la malattia, la povertà e qualunque forma di emarginazione; richiamo alla solidarietà e al superamento di ogni egoismo e discriminazione. Pausa Antifona al magnificat Intercessioni P. Adoriamo il Salvatore del genere umano, che morendo distrusse la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. I n comunione con san Giovanni di D io la cui vita fu segnata dalla preghiera e dalla penitenza, chiediamo umilmente: T. Santifica il popolo redento con il tuo sangue. 26 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 27 Gesù Salvatore, fa' che completiamo in noi con la penitenza e le opere buone ciò che manca alla tua passione, – per condividere la gloria della tua risurrezione. Per intercessione di san G iovanni di Dio, consolatore degli afflitti, consolaci della tua consolazione divina – perché, da te consolati, diffondiamo la gioia in quelli che sono nel dolore. Guida quanti si dedicano al carisma dell'ospitalità, – perché facciano risplendere il tuo amore misericordioso. Trasfigura i corpi dei nostri defunti a immagine del tuo corpo glorioso, – ammetti un giorno anche noi nella Gerusalemme del cielo. Padre nostro Orazione (del giorno) 27 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 28 4° Giorno Ospitalità creativa 28 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 29 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! In una città come Granada, con quasi una decina di ospedali e case per i poveri, Giovani di Dio riesce a scoprire tanti bisognosi e malati abbandonati e a creare una nuova ospitalità che rispondesse ai nuovi bisogni sconosciuti da altri responsabili, come ad esempio: le sofferenze dovute alle colpe, all'odio e alle vendette. Inno e salmodia del giorno Lettura P. Il saper essere e il saper fare sono due aspetti della nostra persona egualmente importanti quando il nostro operare, la nostra creatività sono guidati dalla coscienza di mettere le nostre risorse fisiche e spirituali a vantaggio degli altri, dei più bisognosi, secondo l'esempio di Giovanni di Dio. Ecco la descrizione 29 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 30 di una giornata-tipo trascorsa da G esù a Cafarnao mentre opera guarigioni. L. Dal Vangelo secondo Marco (1, 32-39) “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da v arie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: "Tutti ti cercano!". Egli disse loro: "Andiamocene altrove nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!". E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.” Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo. Meditazione P. Gesù, nella sua vita, si è continuamente chinato sulle miserie e le necessità, anche fisiche e materiali, delle persone che credevano in lui e nella sua attività 30 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 31 taumaturgica. Anche per questo la gente accorreva a lui. Ma Gesù rifiuta la "pubblicità" cr eatasi attorno ai suoi miracoli, ritirandosi nel deserto a pregare. Egli non ha bisogno dell'entusiasmo delle folle di Cafarnao, ma vuole andare anche nei luoghi sperduti della Galilea, a cercare la gente lontana dalla città. La preghiera è uno dei pilastri su cui si poggia la spiritualità di Giovanni di Dio. Il suo primo biografo attesta che Giovanni, prima di intraprendere la sua missione a favore dei poveri e dei sofferenti, "giunto che fu a G uadalupe, entrò in ginocchio nella chiesa e, con molta dev ozione e lacrime, pr esentò a nostro Signore le proprie necessità e gli rese grazie per quanto aveva ricevuto, e si confessò e comunicò; e stette ivi alcuni giorni, dedito all'orazione, fino a quando gli parve tempo di ritornarsene" (Castro X). La testimonianza del Castro continua quando afferma che "sebbene il fratello G iovanni di Dio fosse stato chiamato da nostro Signore specialmente alle opere di Marta (nelle quali occupava la maggior parte del tempo), tuttavia non tralasciava quelle di Maria. Tutto il tempo, infatti, che gli avanzava, lo spendeva nell'orazione e nella meditazione, tanto che molte volte trascorreva le notti intere piangendo e gemendo, e chiedendo a nostro Signore perdono ed aiuto per le necessità che vedeva, con sì profondi gemiti e sospiri, che ben faceva capire di conoscere che la preghiera è l'àncora ed il fondamento di tutta la vita spirituale, e quella che risolve bene tutte le questioni dinanzi a 31 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 32 Dio, e senza la quale tutto il resto ha poco fondamento. E per ciò non intrapr endeva cosa alcuna, senza averla prima raccomandata e fatta raccomandare molto a nostro Signore" (Castro XVIII). Egli la raccomanda anche ad una sua benefattrice, scrivendo: "Quando andate a letto, buona duchessa, segnatevi con il segno della croce e confermatevi nella fede recitando il Credo, il Pater Noster, l'Ave Maria e la Salve Regina" (1DS 8).Anche la sua vicenda terrena si concluderà in ginocchio, in preghiera. La preghiera, la contemplazione (oltre all'azione) è per noi mezzo indispensabile perché la nostra ospitalità sia sempre aperta ai nuovi bisogni della società. Pausa Antifona Al Magnificat Intercessioni P. Esaltiamo la Provvidenza di Dio, che conosce le nostre necessità, ma che, dietro l'esempio di san Giovanni di Dio vuole che cerchiamo anzitutto il suo regno. Perciò rinnoviamo la nostra adesione alla divina paternità e diciamo: T. Venga il tuo regno e la tua giustizia, Signore. Ispiraci un fraterno amore verso i malati del corpo e dello spirito, 32 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 33 – perché in essi riconosciamo e serviamo il Cristo tuo Figlio. Tu che ci hai resi partecipi della missione salvifica e misericordiosa del tuo Figlio, – fa' che molti giovani rispondano alla tua chiamata per far fronte ai nuovi bisogni della società. Tu che hai guidato san Giovanni di Dio sul sentiero dell'ospitalità, guida quanti assistono i malati a seguirne le orme. perché vivano sempre con te nella pace della tua casa. Accogli in cielo i defunti bisognosi della tua misericordia, Padre nostro Orazione (del giorno) 33 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 34 5° Giorno Ospitalità integrale (olistica) 34 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 35 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! Giovanni di Dio vedeva ogni sofferenza, sia del corpo che dello spirito. Egli si lamentava con un suo amico e benefattore poiché vedeva "soffrire tanti poveri miei fratelli e mio prossimo, che si trovano in così grandi necessità sia per il corpo che per l'anima, non potendoli soccorrere" per mancanza di mezzi materiali. Inno e salmodia del giorno Lettura P. Giovanni di Dio, con la sua particolare sensibilità, scopriva le sofferenze non solo fisiche ma anche psichiche e morali del prossimo. Per questo, curava le ferite del corpo, prendendosi, nel medesimo tempo, 35 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 36 cura di tutta la persona sofferente. Egli guariva i curabili e accompagnava gli incurabili. Il miracolo della guarigione del paralitico ci offre una chiave interpretativa di come non sia sufficiente la "parola predicata" ma occorre anche la "parola operante". L. Dal Vangelo secondo Marco (2, 1-12) “Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla por ta; ed egli annunziava loro la P arola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: "Figlio, ti sono perdonati tutti i peccati". Erano seduti là alcuni scribi che pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? B estemmia! Chi può perdonare i peccati se non Dio solo?". E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: "Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dir e al paralitico: “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”? O ra, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati sulla terra, dico a te - disse al paralitico -al36 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 37 zati, prendi la tua barella e va' a casa tua". Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti, se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!". Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo. Meditazione P. Gesù si presenta come il medico non solo del corpo, ma anche dello spirito, come liberatore dell'uomo nella sua totalità: egli salva l'uomo dal peccato. Il Figlio dell'uomo ha sulla terra il potere di rimettere i peccati a chi, spin to dalla fede, si rivolge a lui. Il suo richiamo: "Conv ertitevi e cr edete al v angelo" (Mc 1,15) era rivolto a tutti, ma in modo speciale ai peccatori che egli cercava con particolare amore. I vangeli, infatti, ci presentano Gesù come l'inviato di Dio che porta a compimento le speranze messianiche: gran moltitudine di gente accorreva a lui "per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri, venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti" (Lc 6 18-19). Ma più che come prove di messianicità, le guarigioni dei malati sono presentate nel vangelo co37 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 38 me eventi di salvezza di Dio, come segni dell'onnipotenza di Dio che abita in Cristo. L'ospitalità di Giovanni di Dio ha una dimensione "pastorale", ossia che reca la luce e la grazia del Signore a coloro che soffrono e a quanti, come lui, se ne prendono cura attraverso l'accoglienza, l'incontro e l'accompagnamento per sviluppare i essi la fede nel Cristo. Egli, nel suo primo ospedale, – racconta il suo biografo– "raccoglieva i poveri abbandonati, infermi e storpi, che trovava; e comprò alcune stuoie di giunco ed alcune coperte vecchie in cui potessero dormire, non avendo ancora danaro per far di più, né altra cura da prestar loro. E diceva ad essi: 'Fratelli, rendete molte grazie a Dio, che vi ha atteso tanto tempo perché facciate penitenza. Pensate in che cosa lo avete offeso, ché io voglio condurvi un medico spirituale che vi curi le anime, e per il corpo poi non mancherà il rimedio. Confidate nel Signore, perché egli pro vvederà a tutto, come si suol fare con quelli che da parte loro fanno quel che possono'. Quindi usciva e conduceva loro un sacerdote e li faceva confessare tutti. Vista la sua gran carità infatti, qualunque sacerdote, al quale si rivolgeva, andava molto volentieri a fare quest'opera buona" (Castro XII). La dimensione pastorale della nostra ospitalità deve esprimersi nella evangelizzazione del mondo della salute e della malattia, della vita e della morte, mediante la celebrazione dei sacramenti, “leiturgía” segni 38 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 39 efficaci della grazia vivificante di Dio, la testimonianza del servizio (diakonía), la comunità ospedaliera (koinonía) e la forza terapeutica della carità. Curare integralmente l'uomo significa percepire tutta la sua fragilità che non è solo semplice corporeità malata, ma una globale esistenza inferma. Pausa Antifona al Magnificat Intercessioni P. Celebriamo la misericordia del Padre che ci ha illuminati con la grazia dello Spirito Santo perché sull'esempio di san Giovanni di Dio, anche la nostra vita risplenda con la luce della fede e delle opere. Preghiamo insieme e diciamo: T. Santifica, Padre, il popolo redento da Cristo. Fa' che rispettiamo la dignità di tutti gli uomini che Cristo ha redenti a prezzo del suo sangue, – e rispettiamo la libertà di coscienza dei nostri fratelli. Fa' che gli uomini imparino a frenare la cupidigia, – e si aprano generosamente alla comprensione e all'aiuto del prossimo. 39 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 40 Tu che hai dato a san Giovanni di Dio il dono dell'ospitalità per soccorrere i sofferenti e i bisognosi, – concedi a quanti lo vogliono imitare di mettersi a servizio dell'uomo che soffre nel corpo e nello spirito. Abbi pietà dei fedeli, che oggi hai chiamato a te da questa vita, – concedi loro l'eredità eterna nel tuo regno. Padre nostro. Orazione (del giorno) 40 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 41 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 42 6° Giorno Ospitalità riconciliante 42 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 43 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! Giovanni di Dio era un uomo di motivata indulgenza nei confronti del prossimo, e trattava tutti, peccatori, oppressori e oppressi, come Dio trattava lui: perdonava e aiutava, assisteva e guariva le ferite fisiche e morali. Spesso, prima di ottenere dal Signore l'armonia e la guarigione delle malattie del corpo, esigeva la cura di quelle morali e spirituali mediante il sacramento della riconciliazione. Inno e salmodia del giorno Lettura P. Giovanni desiderava vedere Dio onorato in tutte le creature. Perciò in tutte le sue oper e si prefiggeva di glorificare il Signore così che la cura del corpo fosse un mezzo per la salvezza delle anime. Egli non aiutò 43 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 44 materialmente alcuno senza procurare allo stesso tempo rimedio all'anima mediante santi ammonimenti e avviando tutti sul cammino della salvezza. Se avesse ravvisato la necessità di riconciliazione, Giovanni usciva in cerca di un "medico spirituale", di un sacerdote per amministrare il sacramento della riconciliazione, secondo l'esortazione di Paolo. L. Dalla seconda Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5, 18-21). “Fratelli, tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le lor o colpe e affidando a noi la par ola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.” Parola di Dio. T. Rendiamo grazie a Dio. Meditazione 44 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 45 P. L'opera di salvezza realizzata da Cristo, ci è presentata da Paolo come riconciliazione, come cambiamento di relazioni ostili in relazioni amichevoli tra gli uomini e Dio. Paolo e gli altri apostoli nell'eser cizio di questo ministero apostolico, ricoprono il r uolo di ambasciatori, ossia di legati, di strumenti di Dio per realizzare di fatto la riconciliazione avvenuta per opera di Cristo. Perciò egli coglie subito l'occasione per rivolgere una pr essante esortazione alla comunità di Corinto: "Vi supplichiamo, in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio". Queste stesse parole o simili, pronunciò Giovanni di Dio, quale apostolo inviato da D io, per por tare Antonio Martín a perdonare e a riconciliarsi con Pietro Velasco e ambedue a divenire collaboratori diretti della sua ospitalità, come primi fratelli e compagni. Il Celi, secondo biografo del S anto, racconta che: "Giovanni incontrò Antonio Martín in via della Colcha e appena vedutolo, gli si pose ginocchioni davanti, additandogli il crocifisso che usava portare con sé e dicendogli: – Fratello Antonio Martín, perdona a quel pover'uomo, affinché questo Signore perdoni a te. Ricordati che devi morire e che la legge di Dio ci insegna a far del bene a chi ci fa del male. Antonio Martín, confuso da quella richiesta, lo alzò da terra e gli disse: – I o lo perdono, affinché Dio perdoni a me i miei peccati. Inoltre da oggi voglio essere vostro fratello e compagno, impegnandomi che finché avrò vita, seguirò il vostro santo modo di vivere. 45 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 46 Andarono tutti e due nel Carcere dov'era in prigione quel pover'uomo, senza più speranza di tornar libero. Quando Giovanni arrivò con Antonio Martín, i due s'abbracciarono e tornarono amici, chiedendosi perdono l'un l'altro. Pietro Velasco, questo era il nome del debitore, appena liberato dal carcere venne dov'era Giovanni e i due nemici, ormai tornati amici, si fecero fratelli e compagni del Santo. Alla sera uscivano anch'essi a questuare scalzi; e chiunque li aveva conosciuti, nel vederli in tal modo restava stupito di un così improvviso cambiamento. Dopo quest'episodio, Giovanni acquistò gran credito in tutta Granada. E questi suoi due compagni mostravano assai grande umiltà e carità con i poveri. Antonio Martín aveva trentanove anni quando decise di farsi povero per servire i poveri" (Castro X). In un mondo lacerato da tanti odi, da tante vendette e da tante divisioni, Giovanni di Dio è l'esempio di vera fraternità, di profondo guaritore di ferite, odi e conflitti. Per questo, egli raccomandava al giovane Luigi Battista, e raccomanda ancora oggi a c iascuno di noi: "Abbiate sempre carità, perché dove non c'è carità non c'è Dio, anche se Dio è in ogni luogo" (LB 15). Pausa Antifona al Magnificat 46 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 47 Intercessioni P. Il Cristo Signore ci ha dato il comandamento nuovo di amarci gli uni gli altri come egli ci ha amato. Chiediamo la grazia di essere fedeli a questa legge fondamentale della vita cristiana: T. Accresci nel tuo popolo la carità cristiana, o Signore. Maestro buono, insegnaci ad amare te nei nostri fratelli, – e a far loro del bene nel tuo nome. Fa' che in mezzo alle lotte e alle prove della vita, ci sentiamo partecipi della tua passione, – per sperimentare in noi, come lo fu per G iovanni di Dio, la forza della tua redenzione. Aiuta i figli di san Giovanni di Dio a manifestare sempre la tua carità, – al di là di ogni barriera di fede, di razza o di politica. Sazia i nostri fratelli defunti con il tuo eterno amore, – ammetti un giorno anche noi nell'assemblea gioiosa degli eletti. Padre nostro Orazione (del giorno) 47 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 48 7° Giorno Ospitalità generatrice di volontari e collaboratori 48 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 49 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! La forza dell'amore misericordioso che Dio ha trasmesso a G iovanni è stata così forte che il Santo ha irradiato attorno a sé un fuoco di carità con cui ha attirato numerosi volontari e collaboratori nel l'aiutare i poveri e i malati. Alla conversione dei due primi compagni, Antonio Martín e Pietro Velasco, seguì non solo la scelta di alcune persone per collaborare nella sua impresa caritativa, ma anche quella di tanta gente animata da buona volontà e trainata dal suo esempio a servire il prossimo nel suo ospedale. Inno e salmodia del giorno Lettura P. Nella comunità cristiana il volontariato rappresenta la concreta espressione della carità che è il segno 49 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 50 di riconoscimento tra coloro che si proclamano discepoli di Cristo. Il Signore manda i discepoli a due a due perché siano testimoni dell'amore fraterno e testimonino colui di cui sono gli annunciatori. P. Dal Vangelo secondo Luca (10, 1-9). “Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai per la sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutar e nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. N on passate d a una casa all’altra. Quando e ntrerete i n u na c ittà e v i a ccoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “E’ vicino a voi il regno di Dio". Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo. 50 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 51 Meditazione P. Gesù non manda in missione solo i Dodici, ma anche altri settantadue perché c'è penuria di operai che testimonino la mitezza, la povertà, la pace e l'interesse per i bisognosi e per annunciare il regno. Così Gesù prepara i discepoli per il ministero che dovranno compiere dopo che egli li avrà lasciati. Anche Giovanni di Dio, convinto che la sua opera sarebbe continuata a che molti avrebbero seguito il suo esempio, prima di uscire di casa per chiedere l'elemosina, dava disposizione ai suoi compagni sul come do vevano adempiere il proprio ufficio verso i poveri. "Fu così grande l'esempio di vita lasciato da Giovanni di Dio - testimonia il Castro - e piacque tanto a tutti, che molti si sentirono e si sentono mossi ad imitarlo e a seguire il suo cammino, servendo nostro Signore nei suoi poveri ed esercitando l'ufficio dell'ospitalità solo per Dio, in cui non occorrono lettere e studio, bensì molto disprezzo del mondo e di se stessi, molta carità e molto amor di Dio. Ed è per questo che si sentirono e si sentono animate ad abbracciare la loro vita persone di ogni età e condizione. Vengono esaminati circa la loro retta intenzione di servire nostro Signore. Se risulta tale, li accettano e, vestiti d'un modesto abito di coloro bigio, li occupano nel servire i poveri e nell'ufficio che viene loro assegnato. E rimangono così ancora per molti anni, fino a quando vengono ritenuti meritevoli di essere 51 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 52 ammessi alla professione. Tutti quelli che entrano qui è per servire, servono con carità e per amore di Dio, senza che nessuno riceva salario. E così la casa è ser vita meglio che qualsiasi altra casa del mondo, perché tutti vi entrano per salvare la propria anima esercitandosi nella carità, e ciascuno fa più che può, senza che sia necessaria alcuna reprensione"(Castro XXIII). Questa identità di appartenenza alla Famiglia di san Giovanni di Dio resta per noi un modello valido per il presente e per il futuro nell'esercizio della nostra ospitalità. Pausa Antifona al Magnificat Intercessioni P. Glorifichiamo la Provvidenza di Dio Padre, che ha cura di tutte le sue creature, e diciamo con umiltà e fiducia: T. Salva, Signore, tutti i tuoi figli. Unisci nella carità color o che mangiano lo stesso pane della vita, – perché la Chiesa, tuo mistico corpo, si edifichi nell'unità e nella pace. 52 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 53 Tu che in san Giovanni di Dio hai irradiato il carisma dell'ospitalità, – fa' che i nostri collaboratori generino amore e carità cristiana. Tu che continui a suscitare discepoli per seguire l'esempio di san Giovanni di Dio, – aiutali ad amare e realizzare la propria vocazione ospedaliera. Fa' che i fratelli defunti ti lodino senza fine nella gloria del Paradiso, – dove anche noi un giorno speriamo di cantare le tue misericordie. Padre nostro. Orazione (del giorno) 53 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 54 8° Giorno Ospitalità profetica 54 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 55 Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la Vergine Maria sempre intatta. Dio, prima di tutto e di tutte le cose del mondo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! Giovanni di Dio, "sotto l'impulso dello Spirito Santo e trasformato interiormente dall'amore misericordioso del Padre, visse in perfetta unità l'amore a Dio e al prossimo… si donò interamente al servizio dei poveri e dei malati nella città di Granada, in Spagna, da dove ritornò al Padre nell'anno 1550" (Cost 1).Anche noi, partecipi di questo dono, dobbiamo annunciare e collaborare alla realizzazione del regno di Dio tra i poveri e i malati. Inno e salmodia del giorno Lettura P. Giovanni di D io fu pr ofeta dell'o spitalità in quanto chiamato a partecipare al ruolo e alla missione profetica di Cristo, ordinando la sua attività umana 55 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 56 al servizio di Dio e dell'uomo. Egli parlò con il linguaggio semplice e compr ensibile dell'amore, sostenendo e consolando le umane sofferenze. La forza dirompente del regno di Dio è tale che arriva a trasformare l'intera vita dell'uomo. L. Dal Vangelo secondo Matteo (13, 31-33) In quel tempo, Gesù espose loro un'altra parabola, dicendo: "Il regno dei cieli è simile ad un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altr e piante dell’or to e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. Disse loro un’altra parabola: "Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata”. Parola del Signore. T. Lode a te, o Cristo. Meditazione P. Le due parabole indicano, con immagini simili e diverse la presenza quasi impercettibile del regno di Dio, ma anche la sua dinamicità. Tutto è già presente nel seme, nel lievito: ma questo da solo non cr esce e 56 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 57 il seme non fruttifica. Gesù utilizza queste immagini per indicare l'effetto sorprendente che un piccolo movimento può avere su tutta la società, mentre Dio agisce quasi invisibilmente per por tare avanti i suoi disegni. Dio, però, vuole la collaborazione dell'uomo per far crescere e trasformare i suoi progetti di amore. Egli trova in Giovanni di Dio lo strumento idoneo per realizzarli, e nei suoi seguaci, i testimoni dell'amore misericordioso del Padre mentre si dedicano al servizio dei malati e dei bisognosi. Essi, come Giovanni di Dio, rappresentano nella Chiesa i profeti dell'ospitalità quando si rendono testimoni della presenza di Dio in mezzo al popolo sofferente; segno e sacramento di salvezza attraverso la consacrazione della loro vita al servizio degli altri; servitori e difensori della salute e della vita. L'ospitalità di Giovanni di Dio è stata profetica per i suoi tempi e lievito di rinno vamento nell'assistenza e nella Chiesa. Anche oggi, nelle nuove e difficili problematiche della medicina, occorre essere non solo presenza profetica, cioè testimoni dell'amore misericordioso del Padre, che si dedicano al ser vizio dei poveri e dei malati, ma anche coscienza critica e guide morali in una società secolarizzata le cui ricerche scientifiche e tecniche tendono continuamente a manipolare l'uomo e non tengono conto dei diritti fondamentali della persona. Come Giovanni di Dio, dobbiamo stare sempre più vicini all'uomo e assisterlo di fronte alle ansietà che lo investono soprattutto nei momenti più critici della malattia; saper creare una 57 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 58 cultura diretta a umanizzare l'assistenza e tutte le realtà ospedaliere. E, infine, tener presente quanto il Vangelo ci insegna e che Giovanni di Dio nelle sue lettere ripete: "Né fare del male, né danno al prossimo, ma desiderare per il prossimo ciò che vorremmo facessero a noi" (2DS 15). Pausa. Antifona al Magnificat Intercessioni P. Il Cristo, nostro Capo e Maestro, è venuto per servire l'umanità e far del bene a tutti. Uniti nella lode, chiediamo il suo aiuto: T. Visita la tua famiglia, Signore. Insegnaci a servire con umiltà e amore i fratelli, – imitando te che non sei venuto per essere servito, ma per servire. Donaci un cuore generoso, – perché diventiamo segno e testimonianza della tua bontà. Fa' che molti seguano la via della perfetta carità, dandosi totalmente a Gesù e ai sofferenti sull'esempio 58 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 59 di san Giovanni di Dio. Sii misericordioso verso tutti i defunti, ammettili a godere la luce del tuo volto. Padre nostro. Orazione (del giorno) 59 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 60 T R A N S I T O DEL NOSTRO PADRE SAN GIOVANNI DI DIO con i Primi Vespri della Solennità 60 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 61 Introduzione L. Giovanni di Dio muore nella città di Granada (Spagna) l'8 marzo 1550. Egli, durante la sua vita, aveva manifestato alcune volte ad una persona che gli era devota che sarebbe morto tra il venerdì e il sabato, due giorni che ci ricordano la passione e morte di Cristo e la materna protezione di Maria. In effetti, Giovanni morì all’alba di un sabato, dopo essersi aggravato il giorno prima, ossia il 7 marzo 1550 che era il venerdì. Un testimone, al processo di Beatificazione, così descrive il Santo subito dopo la sua morte: "Vidi il benedetto Giovanni di Dio un sabato, alle quattro e mezza della mattina, in una camera della Casa di Los Pisa, inginocchiato sul pavimento, morto, vestito con l'abito e con un Crocefisso nelle mani, con la testa appena inclinata ai piedi del Crocefisso, come se lo stesse baciando e con un odore meraviglioso che emanava. Ma quello che più destava l'attenzione di tutti era il fatto di vederlo inginocchiato senza cadere e tenere con le mani il Crocefisso". Saluto P. Nel nome di nostro Signore Gesù Cristo e di nostra Signora la vergine Maria sempre intatta. Dio prima di tutto e di tutte le cose del mondo sia con tutti voi. 61 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 62 T. E con il tuo spirito. Monizione P. Carissimi fratelli e sorelle in Cristo! In questo momento, vigilia della festa del nostro santo Padre Giovanni di Dio, ci siamo radunati in assemblea per celebrare e riviv ere come un memoriale, ossia come un evento salvifico, il transito del nostro santo F ondatore. La morte segna il momento più impor tante della nostra vita, segna il fine oltre che la fine della nostra esistenza terrena. P. Preghiamo O Dio nostro Padre, concedi che il memoriale del transito del nostro santo padre Giovanni di Dio che ora stiamo per celebrare diventi evento salvifico che ci impegni nel ser vizio dei nostri fratelli per esser e pronti alla tua chiamata. Per Cristo nostro Signore. T. Amen. 62 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 63 Primi Vespri Inno Celebriamo con canti di lode la bontà e l'amore del Padre che accolse nel gaudio dei santi il suo servo Giovanni di Dio. Celebriamo l'amore divino che ferì come lancia il suo cuore per plasmarlo al suo servizio come vittima grata al Signore. Aderendo al volere del cielo camminò tra le insidie del mondo, e con spirito ardente di fede superò vittorioso ogni prova. Custodisca dal cielo i suoi figli nella grande missione d'amore, e li sproni con l'alto suo esempio nel servizio dei poveri infermi. A te, Cristo, salvezza del mondo, a te, Padre Signore del cielo, a te, Spirito Santo amore sia gloria nei secoli eterni. Amen. 63 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 64 1ª ant. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente e con tutta la forza. Salmo 112 Lodate, servi del Signore, * lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, * ora e sempre. Dal sorgere del sole al suo tramonto * sia lodato il nome del Signore. Su tutti i popoli eccelso è il Signore, * più alta dei cieli è la sua gloria. Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto * e si china a guardare nei cieli e sulla terra? Solleva l'indigente dalla polvere, * dall'immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, * tra i principi del suo popolo. Fa abitare la sterile nella sua casa * quale madre gioiosa di figli. 64 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 65 1 ant. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la mente e con tutta la forza. 2 ant. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Salmo 145 Loda il signore, anima mia: † loderò il Signore per tutta la mia vita, * finché vivo canterò inni al mio Dio. Non confidate nei potenti, * in un uomo che non può salvare. Esala lo spirito e ritorna alla terra; * in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, * chi spera nel Signore suo Dio, creatore del cielo e della terra, * del mare e di quanto contiene. Egli è fedele per sempre, † rende giustizia agli oppressi, * dà il pane agli affamati. 65 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 66 Il Signore libera i prigionieri, * il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, * il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero, † egli sostiene l'orfano e la vedova, * ma sconvolge le vie degli empi. Il Signore regna per sempre, * il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione. 2 ant. Amerai il prossimo tuo come te stesso. 3 ant. Questo è il comandamento che abbiamo da Dio: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. Cantico (Cfr. Ef 1, 3-10) Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, * che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. 66 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 67 In lui ci ha scelti * prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, * santi e immacolati nell'amore. Ci ha predestinati * a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, * secondo il beneplacito del suo volere, a lode e gloria della sua grazia, * che ci ha dato nel suo figlio diletto. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, * la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, * poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere, il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, * quelle del cielo come quelle della terra. Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito * per realizzarlo nella pienezza dei tempi. 67 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 68 3 ant. Questo è il comandamento che abbiamo da Dio: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. Prima Lettura P. Giovanni di Dio, nella sua travagliata esistenza, vive con il pensiero dell'eternità, cosciente che "questa vita non è altra cosa se non una assai incessante guerra, nella quale sempre viviamo finché siamo in questo esilio e valle di lacrime" (2DS 25). Nelle Lettere, che egli termina sempre con le parole: "Il vostro disobbediente fratello minore Giovanni, di Dio se a Dio piacerà in morte", traspare evidente il riferimento che il Santo fa alla morte che per i santi rappresenta il "dies natalis", il giorno della nascita al cielo e che lo consacrerà definitivamente "uomo di Dio". L. Dalle "Lettere" di S. Giovanni di Dio "Sorella mia, molto amata in Gesù Cristo, mai riusciamo a liberarci dagli inganni del demonio, fino a che viene l'ora della morte e allora risulta falso tutto ciò che il mondo e il diav olo promettono; pertanto, siccome il Signore ci giudicherà quali ci troverà, sarà bene emendarci per tempo e non fare come quelli che dicono domani, domani, e no cominciano mai" (2DS 12). 68 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 69 "Sorella mia amatissima e stimatissima, vi prego per amore di G esù Cristo, che abbiate in mente tr e cose, e sono queste: la prima l'ora della mor te alla quale nessuno può sfuggire, le pene dell'inferno e la gloria e la beatitudine del Paradiso. Quanto alla prima: pensate come la morte consuma e distrugge tutto ciò che questo mirabile mondo ci dà e non ci consente di portare con noi se non un pezzo di tela stracciata e malcucita; quanto alla seconda: pensare come e per così brevi piaceri e passatempi che trascorr ono che trascorr ono in un momento, dobbiamo andare a scontarli, se moriamo in peccato mortale, nel fuoco dell’inferno che dura sempre; quanto alla terza: considerare la gloria e la beatitudine che Gesù Cristo ha riservato a quelli che Lo servono, che nessun occhio vide, né orecchio udì, né cuore ha mai potuto immaginare. Pertanto, sorella mia in Gesù Cristo, sforziamoci tutti, per amore di Gesù Cristo, a non lasciarci vincere dai nostri nemici: il mondo, il diavolo e la carne; soprattutto, sorella mia, abbiate sempr e carità, poiché questa è la madre di tutte le virtù. Sorella mia in Gesù Cristo, questo dolore mi affligge molto e non mi lascia scriver e, perciò voglio riposarmi un poco, perché vi voglio scrivere a lungo, e non so se ci vedremo più. Gesù Cristo sia con v oi e con tutta la v ostra compagnia, ecc..." (3DS 15; 16-17). Questa è l'ultima frase scritta da Giovanni di Dio 69 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 70 prima che la morte lo cogliesse ed è anche l'unica sua lettera non firmata perché il Santo pensava di completarla una volta ristabilitosi. Ma sorella morte lo coglie senza poterla portare a termine. Pausa. (Canto) Seconda lettura P. Giovanni di Dio, morirà all'inizio del sabato, mezz'ora dopo il canto del Mattutino, come aveva predetto molto tempo prima della sua mor te, dopo che le sue condizioni si sono aggravate il vener dì quando gli portano il Viatico, la piccola ostia bianca che Giovanni può solo adorare con lo sguardo ormai vitreo e sussurrare con le labbra arse dalla febbre il suo ultimo anelito: "G esù, Gesù, nelle tue mani mi affido"; e Gesù ancora una volta risponde con la promessa: "In verità ti dico: oggi con me sarai in paradiso" (Lc 23, 43). Pur non alienandosi dalle realtà terrene, che vive con impegno e responsabilità, Giovanni di Dio pensa all'incontro finale con il Signore che ha quotidianamente incontrato in questa vita nei fratelli sofferenti e bisognosi. Egli ci insegna non solo a morire, ma a vivere nella pienezza e nell'autenticità la nostra vita al servizio del prossimo. 70 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 71 L. Dalla biografia di Francesco De Castro. "Vedendo che il male gli si andava aggravando (giacché di lì a poco fu colto da brividi e febbre, e sospettò di che poteva trattarsi), Donna Anna Osorio, moglie del Ventiquattro Garcìa de Pisa, signora di molta pietà ed esemplarità (alla quale il fratello Giovanni di Dio voleva molto bene per questo motivo), avendo saputo della sua infermità, andò a fargli visita e, vedendo la sua sofferenza e il poco sollievo che ivi riceveva, e i tanti poveri che gli stavano attorno e non gli davano possibilità di riposare un poco (senza che lui li contraddicesse in nulla), lo pr egò con molta istanza di acconsentire che lo portassero a casa sua per curarlo, dove gli avrebbero preparato un letto e dato ciò che era necessario, perché fino allora stava solo gettato su tavole, con la sporta per capezzale. E così presero una seggiola per portarlo via. Quando vi fu adagiato sopra, avendo i poveri saputo che lo volevano portar via, tutti quelli che potevano alzarsi, si alzarono e lo circondarono, ed avrebbero voluto opporvisi per il grande amore che gli portavano, cominciarono tutti, uomini e donne, ad emettere sì alti gridi e gemiti, che qualunque cuore, per quanto duro, si sarebbe sciolto in lacrime. Egli, sentendoli piangere e vedendoli afflitti, alzò sospirando gli occhi al cielo, e disse lor o: 'Fratelli miei, lo sa Dio che vorrei morire in mezzo a voi. Ma poiché Dio vuole che io muoia senza vedervi, sia fatta la sua volontà'. Poi, dando la sua benedizione a cia71 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 72 scuno singolarmente, disse: 'Rimanete in pace, figli miei, e, se non ci vedremo più, pregate nostro Signore per me'. A queste parole, i poveri ripresero a dar gridi e a far lamenti in tal modo che penetrarono sì profondamente nell'animo di Giovanni di Dio (e bastava anche di meno, perché egli li amava), che rimase svenuto sulla seggiola. Tornato in sé, per non prolungargli di più la pena, lo condussero a casa di quella signora e così gli misero una camicia e lo adagiarono a letto, e lo curarono con molta carità e diligenza, procurandogli sia medici e medicine, come ogni altra cosa necessaria" (Castro XX). Canto Rit. Dov'è carità e amore, qui c'è Dio. 1. Ci ha riuniti tutti insieme Cristo amore: godiamo esultanti nel Signore! Temiamo e amiamo il Dio vivente e amiamoci tra noi con cuore sincero. Rit. 2. Noi formiamo, qui riuniti, un solo corpo: evitiamo di dividerci tra noi: via le lotte maligne, via le liti! e regni in mezzo a noi Cristo Dio. Rit. 3. Chi non ama resta sempre nella notte e dall'ombra della morte non risorge: ma se noi camminiamo nell'amore, saremo veri figli della luce. Rit. 72 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 73 4. Fa' che un giorno contempliamo il tuo volto nella gloria dei beati, Cristo Dio, e sarà gioia immensa, gioia vera: durerà per tutti i secoli, senza fine! Rit. P. Giovanni di Dio, dopo aver ricevuto la visita dell'Arcivescovo al quale raccomanda i poveri del suo ospedale e manifesta la sua preoccupazione per i debiti che deve ancora pagare, chiama il suo primo compagno Antonio Martìn al quale raccomanda i poveri, gli orfani e i vergognosi e lo esorta a continuare la sua opera a favore di questi bisognosi. Quindi, rimasto solo con la signora Osorio, medita la Passione di nostro Signore Gesù Cristo della quale era molto devoto. Terza lettura Primo lettore: Da "Il Santo della carità ospedaliera" di Igino Giordani. "Partiti i fratelli, egli volle ringraziare sua 'sorella', la signora Osorio, entrata per porgergli un ristor o: e le ricordò l'agonia di Nostro Signore dissetato invece con fiele e aceto. Quindi si raccolse in preghiera e poi pregò la sua ospite a leggergli la Passione di Gesù Cristo dal Vangelo di san Giovanni" (Cap. XI). "I Giudei allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, 73 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 74 uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: 'Gesù il Nazareno, il re dei Giudei'. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a P ilato: 'Non scrivere il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei'. Rispose Pilato: 'Ciò che ho scritto, ho scritto'. I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva a scrittura: Si son divise tra loro le mie v esti e sulla mia tunica han gettato la sorte. E i soldati fecero proprio così. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: 'Donna, ecco il tuo figlio!'. Poi disse al discepolo: 'Ecco la tua madre!'. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempier e la Scrittura: 'Ho sete'. Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una can74 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 75 na e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: 'Tutto è compiuto!'. E, chinato il capo, spirò". (Gv 19, 17-30) Secondo lettore: Giovanni "l'aveva letta tante volte quella narrazione e l'aveva ascoltata tante volte e la sapeva a memoria: ma non finiva di ripetersela, ripetendo con essa i discorsi e i passi di Gesù Cristo. Quasi ogni giorno prima d'uscir da casa era stato solito leggerla, sì che usciva poi con C risto, avviandosi al Calv ario: per quelle stradette stipate di miseria e di nequizia, come quelle per cui era passato il corteo avviato alla collina del Teschio. Via via che donna Osorio leggeva la Passione di Gesù Cristo, il volto del santo si trascolorava assumendo una vivezza insolita; e in quella eccitazione, dopo la lettura egli prese a parlare della Passione del Signore con un trasporto che parve condensare in una suprema tenerezza l'amore con cui l'aveva meditata per tanti anni. Gli astanti sopravvenuti videro che il suo spirito era unito con la Passione di Cristo e quindi non si stupirono quando al termine del suo dire cadde in estasi. Riavutosi dall'estasi, Giovanni chiese d'essere lasciato solo del tutto. La sua camera entrò nel silenzio e nella penombra, rotta da un lume davanti all'altare. Qualcuno che era restato presso l'uscio pronto ad accorrere, sentì per un pezzo il santo effondersi in pre75 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 76 ghiere, con gemiti, invocando e offrendo la vita, come raccolto in un purissimo anelito d'amore. Aveva vissuto per il Signore e bramava spegnersi in lui. E a un certo momento sentì l'invito: sentì la terra distaccarsi e il cielo venire. Rápido s'alzò; si vestì e andò incontro al divino Re dell'Amore che veniva a lui con i passi di luce; e str etto un crocifisso tra le mani s'appressò all'altare e ai suoi piedi cadde in ginocchio; e in quella positura, dopo una breve effusione d'affetti, alzando la voce, invocò: – Gesù! Gesù! Nelle tue mani raccomando il mio spirito. – E così dicendo emise lo spirito nelle mani dell'Ospite divino. Spirò in ginocchio; nella posizione del combattente quale era stato. Se aveva valicato sierre e pianori e mari e fiumi era stato perché l'aveva sorretto una forza sovrumana attinta nella preghiera. Egli era Giovanni di Dio: e morì come aveva sempre interiormente vissuto, ai piedi di D io, in adorazione e contemplazione". "Alla sua morte erano presenti molte distinte signore e quattro sacerdoti, e tutti rimasero meravigliati e rendevano grazie a nostro Signore di come avvenne quella morte e quanto bene fosse in consonanza con quella vita. La quale mor te avvenne all'inizio del sabato, mezz'ora dopo il mattutino, l'8 mar zo del 1550" (Castro XX). 76 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 77 Pausa. (Canto) Responsorio breve Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare. Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. Chi fa la carità al povero fa un prestito al Signore. E mi avete dato da mangiare. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. Antifona al Magnificat In verità vi dico: quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l'avete fatto a me. Venite benedetti dal Padre mio, ricevete il regno preparato per voi dall'inizio del mondo. Intercessioni Preghiamo con animo sincero Cristo Signore, che passò beneficando e risanando tutti. Diciamo insieme: Insegnaci, Signore, la tua carità. Signore, che hai detto: "Io sono la vite e voi i tralci", – fa' che rimaniamo nel tuo amore, per portare molto frutto nelle opere di misericordia. Signore, che hai inviato i tuoi apostoli a predicare il regno di Dio e a guarire gli infermi, 77 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 78 – fa' che abbiamo un cuor solo e un'anima sola nella carità per camminare degnamente nella vocazione alla quale siamo stati chiamati. Signore, che sei il medico dei corpi e delle anime, – aiuta i medici, gli infermieri e tutti i nostri collaboratori nel ministero ospedaliero. Signore, che imponevi le mani agli infermi, e nella tua misericordia li guarivi, – solleva tutti i sofferenti, risana le loro ferite e guariscili dalle loro malattie. Signore Gesù, che sei la nostra vita, salv ezza e resurrezione, – accogli benigno nella patria celeste le anime dei nostri genitori, parenti, benefattori defunti e degli infermi che hanno lasciato questa vita nelle nostre opere ospedaliere. Padre nostro. Orazione Signore, che nel nostro padre san Giovanni di Dio hai fatto risplendere la tua misericordia verso i poveri e i malati, concedi anche a noi di esprimere con le opere la stessa carità, per essere accolti fra gli eletti nel tuo regno. Per il nostro Signore. P. Il Signore sia con voi. 78 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 79 Ass. E con il tuo spirito. P. Dio nostro Padre, che ci ha riuniti per celebrare il memoriale del transito nella festa di san Giovanni di Dio, vi benedica e vi protegga, e vi confermi nella sua pace. Ass. Amen. Cristo Signore, che ha manifestato in san Giovanni di Dio la forza rinnovatrice della sua carità, vi renda autentici testimoni del suo Vangelo. Ass. Amen. Lo Spirito Santo che in san Giovanni di Dio ci ha offerto un segno di solidarietà fraterna, vi renda capaci di attuare una vera comunione di fede e di amore nella sua Chiesa. Ass. Amen. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio † e S pirito Santo, discenda su di v oi, e con v oi rimanga sempre. Ass. Amen. P. Andate in pace. Ass. Rendiamo grazie a Dio. 79 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 80 Inni a san Giovanni di Dio A TE SI VOLGONO 80 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 81 81 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 82 A TE SI VOLGONO A te si volgono chiedendo aita quanti dolorano in questa vita. L'infermo e il povero ricorre a te con prece fervida, con grande fe’. Fiamme ardentissime Gesù ti accende, fervente apostolo di amor ti rende. Al vivo incendio di carità si desta e sfolgora la tua pietà. Corri nel turbine di morbi e pene; e gridi agli uomini: "Oprate il bene"! Ebbro nell'estasi di santo amor, gli infermi miseri stringi al tuo cor. 82 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 83 Li adduci rapido in tua dimora, che in porto mutasi di chi dolora. Appresti i farmachi, curi con fe’; gli infermi un angelo mirano in te. E tu nei pallidi egri rimiri Gesù, cui fervido sempre t'ispiri. Mentre ad un povero tu lavi i piè, di luce adornasi: Gesù egli è. Dai morbi languidi corpi risani, risani l'anime dai morbi arcani. L'empio, lo scettico torna per te all'ombra mistica della pia fe’. Trasformi in tempio tu l'ospedale 83 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 84 dove discioglie la prece l'ale. Preghi nel florido di vita fior, preghi negli ultimi moti di cuor. Esali l'anima mentre in ginocchio preghi, e la Vergine volge a te l'occhio: ti assiste, e amabile scorta fedel, per man fra gli angeli ti guida in ciel. Ora dal fulgido soglio beato versa i tuoi balsami sull'ammalato. Impetra grazia al mesto cor, che prega supplice nel suo dolor. 84 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 85 LODIAM LA TUA CARITÀ Elia Tripaldi Giuseppe Liberto 85 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 86 86 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 87 LODIAM LA TUA CARITÀ Elia Tripaldi 1. Lodiam la tua carità, o Padre nostro santo; dal cielo tu proteggici e accogli il nostro canto. Rit. Giovanni sei di Dio, il buon samaritano; le orme tue seguir vogliamo la mano nella mano. 2. Sia sempre nostra guida l’immenso tuo amore e nei fratelli noi vediamo il Cristo Signore. Rit. 3. Mediante la tua carità unito sei a Cristo: Dio è di Giovanni Giovanni è di Dio. Rit. Mauro Visconti 4. Se avessi incontrato un angelo ed un povero, lasciato avresti l’angelo e abbracciato il povero. Rit. 5. Mirabile sei tu, Signor, datore della vita; sia sempre guida fulgida l’esempio dei tuoi santi. Rit. 6. Sia gloria a Te, o Trinità, delizia dei beati; su questa terra guidaci coi poveri e i malati. Rit. 87 in preg_con s_giovanni interno_Layout 1 21/02/11 10:40 Pagina 88 IN PREGHIERA CON SAN GIOVANNI DI DIO ELIA TRIPALDI o.h. Cop_in preg_con s.giovanni_Layout 1 21/02/11 09:44 Pagina 1 ELIA TRIPALDI o.h. IN PREGHIERA CON SAN GIOVANNI DI DIO Novena, Transito e primi Vespri della solennità EDIZIONI FATEBENEFRATELLI