ECO DE LE NOVE Questo opuscolo non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene pubblicato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge sulla stampa. RM9 Il saluto di Don Stefano Mi è gradita questa nuova occasione (che non sia addirittura la prima!?) per entrare in tutte le case delle famiglie di Nove e recarvi un cordiale e amichevole saluto. Il messaggio arriva a ridosso della Pasqua, quindi non voglio sottrarmi alla possibilità di raggiungervi con un augurio che formulo per tutti e ciascuno dal cuore. Possa essere la Pasqua fermento nuovo gettato nei solchi di ogni quotidianità. Nella forza del Risorto germogli ogni buona speranza, ogni giusto anelito, ogni sofferta attesa. Auguri! E che ciascuno possa anche contare su qualcuno che, compagno in umanità, sostenga e incoraggi i passi verso un oltre che è la nostra Pasqua. A questo punto ringrazio, e di cuore, quanti, ormai qualche mese fa, hanno solleticato la mia iniziativa perché proponessi attraverso il foglietto settimanale di ricostituire un gruppo che potesse mettersi quanto prima al lavoro per riproporre alla Parrocchia l’ECO DE LE NOVE sulle cui pagine scrivo per la prima volta. riflessioni, da proporre con frutto alla comunità tutta, religiosa e civile. A loro auguro di lavorare serenamente, di formare un gruppo dove serenamente si collabora per un servizio che ritengo prezioso perché queste pagine possano diventare un ottimo collante, uno strumento propizio per creare comunione, per tessere una rete, pur virtuale, di rapporti. Sostenuti dalla collaborazione e dall’apprezzamento di tanti possano trovare gli stimoli sufficienti per perseverare nell’intento. Mi viene spontaneo dire grazie anche a quanti, ormai un sacco di anni fa, hanno voluto dar vita a L’eco de le Nove. Riproporne la pubblicazione dopo alcuni anni di pausa permette di rimettere in dialogo l’oggi con un recente o lontano passato. Sia poi, pur umile ponte, gettato oltre, nella viva speranza che promuova altri benefici incontri, maturi altre feconde esperienze. Buon cammino a tutti. È bastato che il messaggio passasse un paio di volte e si è costituito nel giro di poco un gruppetto eterogeneo di uomini e donne che si son subito messi al lavoro di buona lena. Ringrazio allora ancor più vivamente quanti hanno accettato, consapevoli o inconsapevoli di quanto si andava ad iniziare, di far parte di questo gruppo per raccogliere idee, stimolare interventi e Eco de le Nove pag. Don Stefano Caichiolo nel giorno del suo ingresso a Nove il 27 settembre 2009 3 [email protected] GRAZIE DON SANTE d i D an ie le Co m p os t e lla Se è abbastanza facile scrivere qualcosa, per la mancanza di contradditorio, su una persona cara, che ci ha lasciato o se ne è andata lontano, tanto è difficile scrivere qualcosa su di una persona che è ancora in mezzo a noi, per quanto onesto sia il nostro intendimento; ma se la persona in questione è il nostro don Sante, tutto mi sembra, allora, diventato facile. Dell’uomo, di cui mi onoro di essere amico, posso dire di avere apprezzato la sua semplicità ed il suo decisionismo. La sua voglia di fare traspare dal suo atteggiamento, sicuro del fatto che se attorniato da validi collaboratori, tutto diventi possibile; e possibile, infatti, è diventato ciò che per anni sembrava irraggiungibile: la sistemazione del Patronato. A lui tutto dobbiamo se il vuoto assoluto si è trasformato in qualcosa che parrocchie ci invidiano, che gruppi sportivi dei paesi limitrofi sognano ed agognano di avere. Chi non ricorda il Patronato completamente in balia del tempo e della disaffezione dei parrocchiani? Ora non sembra certamente il Patronato dei due campetti da calcio di un tempo, ed un tempo non molto lontano. Nel lontano 1984 mi trovavo ogni pomeriggio, o quasi, per diverse ore, a stazionare in canonica leggendo qualcosa per passare il tempo, per sopperire alla mancanza di personale che rappresentasse il nuovo cappellano arrivato da poco a Nove. Il parroco di allora, don Raffaele era stato trasferito ad altra parrocchia ed aveva portato con sé tutto il proprio personale mobilio svuotando completamente la canonica anche della cucina, tanto che per diverse settimane, don Luigi Bonollo, nuovo cappellano, era costretto, per pranzare, essere ospitato da varie famiglie che con grande gioia se lo contendevano l’un l’altra. A lui dobbiamo se ora i giovani possono giocare su addirittura due campi da tennis; a lui dobbiamo se una pista da rolley o pattini a rotelle è lì in attesa di appassionati; a lui dobbiamo se un campo da pallacanestro e palla volo è disponibile ad accogliere ragazzi, giovani, gruppi che si cimentano giorno per giorno in questo sport. Una particolare attenzione ha rivolto alle persone anziane ed ammalate, bisognose di aiuto e di conforto; e proprio per gli anziani e le persone adulte fortemente ha voluto e sostenuto l’idea del campo da bocce, e per giunta coperto in modo che, in caso di maltempo, si potesse giocare ugualmente. E proprio in uno di quei giorni ebbi l’occasione di conoscere il nuovo parroco: don Sante. Di primo acchito, uomo duro e un po’ burbero, di poche parole, si capiva immediatamente che la bontà era, come lo è ancora tutt’ora, il suo forte; prima di essere prete, probabilmente, è uomo di poche parole ma di molti fatti. La sostanza, per lui, è ciò che conta e lo ha dimostrato in questi suoi 25 anni di permanenza a Nove quale parroco. Eco de le Nove pag. Lo abbiamo festeggiato il giorno del suo trasferimento ad altri incarichi, ad altre parrocchie per il naturale, periodico, avvi- 4 [email protected] p gg cendamento curiale, ma forse non abbiamo saputo festeggiare abbastanza, ringraziare abbastanza, capire abbastanza questa presenza importante, necessaria, rimasta accanto a noi, e per noi, un quarto di secolo, ben cinque lustri; una presenza che ha cambiato in modo tangibile, grazie al suo impegno ed alla sua volontà il Patronato, in uno spazio pieno di vita, di sport, di gioia di vivere, di presenza viva che è diventato luogo importante della vita parrocchiale del paese. E che dire del suo amore per la banda parrocchiale? Oh io l’ho visto quell’amore, quell’ attenzione particolare di chi sa di avere una cosa bella, importante (che anche il vescovo di Vicenza, Mons, Nonis ci invidiava); io l’ho vista quella gioia nei suoi occhi, quando alla fine delle funzioni religiose, delle processioni, alzava lo sguardo sorridente quasi a dire e confermare che tutto era andato per il verso giusto e che forse anche Dio era felice di essere stato in mezzo a noi. Ohhh, caro don Sante. Sarai sempre nel mio cuore, nei nostri cuori, e non ci stancheremo mai di dirti, ripeterti sorridendo, il nostro grande Grazie. Messa di commiato di don Sante Grego, Nove 20 settembre 2009 In ordine dal fondo: don Adriano Barbiero, don Sante Grego, don Guido Randon Eco de le Nove pag. 5 [email protected] PERCHE’ UN DIO UOMO? Nel Vangelo di s. Giovanni (3,14 – 21) troviamo scritto: - in quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui. Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”. In prossimità della festività della santa Pasqua, festa della resurrezione che segna la vittoria di Dio sulla morte e sul peccato, la domanda che ci poniamo è più che lecita: ma perché Dio ha mandato suo figlio a salvare il mondo e solamente con la croce tale salvezza è resa possibile? Non poteva Dio, che tutto può, perdonare a tutta l’umanità il primo peccato? Perché Dio ha “voluto e dovuto” mandare suo figlio a nascere in terra per poi morire sulla croce? Gesù stesso dice ai suoi apostoli, scandalizzati nel sapere da Gesù stesso che dovrà morire, di essere venuto nel mondo, di essere nato, proprio per morire, e morire di croce. Il dubbio che ci assale può trovare spiegazione ed appagamento nella filosofia Scolastica di uno dei grandi pensatori e scrittori della chiesa: san Anselmo d’Aosta (1033-1109). Tempo fa, ho avuto modo, e l’occasione, di leggere uno dei tanti Eco de le Nove pag. d i D a n ie le C o m p os t e l la suoi scritti: Cur Deus Homo, cioè, Perché un Dio uomo. Accessibile a tutti, tanta è la semplicità nell’esposizione ed usando un linguaggio piacevole, a volte persino infantile, questo scritto spiega, quasi una summa, il perché Dio ha “dovuto” mandare il Figlio in espiazione del peccato originale e salvare così, l’umanità, altrimenti condannata a rimanere esclusa, estranea per l’eternità, al grande disegno di Dio, pensato ancora all’inizio del tempo, di avere in Paradiso tutti gli uomini. Qui si aprirebbe un altro grande tema che riguarda il perché Dio ha creato l’uomo, che ora esula dal nostro ragionamento e che, aiutandoci con gli scritti di san Anselmo, cercheremo di spiegare in altra occasione. Il peccato commesso dai nostri antenati (Adamo ed Eva) è stato un peccato di disobbedienza e la sua gravità non consiste nella disobbedienza in sé, non considerato un grave peccato, bensì nell’avere fatto offesa ad un dio, ed in questo caso, a Dio. Ora, per forza della maestà e della sacralità di Dio, tale offesa non poteva essere lavata da un uomo; l’uomo, fatto da Dio si era ribellato, e dunque, aveva rifiutato di riconoscere la superiorità infinita del suo creatore, e quindi, essendo diventato nulla di fronte al suo fattore, non poteva in alcun modo espiare la colpa del peccato commesso. L’uomo non può espiare un peccato commesso da altri uomini, poiché la colpa del peccato è personale. Biso6 [email protected] p gnava trovare quindi una persona, un individuo, che uguale a Dio potesse “trattare” con un suo pari (cosa di per sé assurda ma necessaria ed indispensabile). Solo un altro Dio, uguale in tutto e per tutto al Dio, fattore di tutte le cose, poteva “permettersi” di lavare ed espiare il peccato di altri. Ecco quindi la necessità di trovare un Dio che al posto dell’uomo pagasse per l’onta fatta a Dio, dall’uomo stesso, diventando capro espiatorio dell’umanità. Ma Dio non poteva scendere in terra come Dio, poiché il suo sacrificio sarebbe stato vanificato dall’essere Dio. Egli, per dirla in breve, non poteva, e non avrebbe potuto, né soffrire, né tanto meno, morire. Ecco che allora, in un attimo, tutto si spiega. Come la luce del sole che trapassa le nuvole, scioglie le nebbie, così la nostra mente si illumina e chiaro ci appare il significato di quel “si è fatto uomo”; unico modo per un Dio di discendere nel nostro mondo prendendo su di sé la natura umana per espiare, da uomo, ciò che l’uomo aveva commesso. La BONTA’ di Dio verso il mondo consiste proprio in questo atto, in questa azione. Pur rimanendo Dio (non poteva Egli snaturare la sua sostanza, ma poteva solamente tramutarla) si fa creatura terrena, diventa ciò che Lui stesso ha creato; si abbassa a diventare in tutto e per tutto la creatura che lo ha offeso, per potere come Dio chiedere scusa e perdono al creatore Eco de le Nove pag. offrendo se stesso in olocausto per tutta l’umanità La BONTA’ di Dio verso il mondo sta nell’essersi offerto, tramite il Figlio, a morire come Dio fatto uomo, rinunciando, in quell’atto estremo, alla sua divinità. Ma mentre il primo atto, cioè il diventare uomo, nascendo e vivendo in mezzo a noi, diventando parte dell’umanità che lo ha offeso, è quasi una necessità a cui nemmeno Dio può sfuggire, essendo Lui che lo impone a se stesso, il secondo atto, la donazione di se stesso alla sofferenza ed alla morte (ed alla morte di croce) dimostra, in modo tangibile ed innegabile, la sua immensa BONTA’; Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo figlio unigenito…. Immagine dal:Gesù di Nazareth di Zeffirelli 7 [email protected] Nove, 40 anni di ACR e tanti ricordi Correva l'anno 1969 quando l'Azione Cattolica nazionale decise di dare un nome ed un carattere preciso alla formazione dei ragazzi: nel giro di qualche anno sarebbero state poste le basi con il sussidio Metodologia dell'ACR. Fu il presidente nazionale dell'AC Vittorio Bachelet ad intervenire ai lavori dell'Assemblea indicando la novità dell'ACR come “una pagina di speranza non solo nella vita dell’AC ma nella vita della Chiesa”. Il testo del 1972 venne rielaborato e nel 1981 nacque il Progetto ACR, arricchito di novità e necessari approfondimenti: una catechesi più a misura di ragazzi e della loro realtà, una visibilità maggiore nell'ambiente parrocchiale e sociale e l'Iniziativa Annuale per aiutare i ragazzi ad aprirsi alla comunità per diventare missionari nel proprio ambiente (parrocchia, scuola, quartiere, territorio). Anche il Paese della ceramica ebbe persone volenterose che si dedicarono ai giovani e ai ragazzi per aiutarli nella loro crescita spirituale e di fede. I nomi sono tanti ed è impossibile qui ricordarli tutti. Eco de le Nove pag. d i M a rc o P o llo n ia t o Durante la mostra che ha preso posto nell'oratorio dall'8 al 15 dicembre scorso gli animatori ACR e ACG, coordinati in quest'occasione da Carlo Fantin, hanno esposto cimeli, foto e ricordi di tante persone che si sono impegnate con l'esempio e una vita vissuta appieno insieme con il resto della comunità. Per coloro che non conoscessero nulla dell'Azione Cattolica dei Ragazzi (ACR): essa è un'articolazione dell'Azione Cattolica che traduce l'attenzione dell'Associazione verso i ragazzi dai 6 ai 14 anni (suddivisa in archi di età: i 6-8, i 9-11 e i 12-14), aiutandoli ad essere protagonisti del loro cammino di fede. Il Responsabile Nazionale attualmente è Mirko Campoli della Diocesi di Tivoli, all'interno della nostra parrocchia la responsabile è Giada Rossi che, assieme a una dozzina di animatori, ogni sabato dopo il catechismo incontra i ragazzi per farli vivere insieme incontrando in maniera semplice e diretta il messaggio di Gesù Cristo 8 [email protected] A.C.R. Festa della Pace d i M a rc o P o llo n ia t o Bassano del Grappa – Rosà. L'ACR e la Festa della Pace intervicariale di domenica 7 febbraio 2010 Oltre trecento ragazzi dell'ACR, accompagnati da oltre un centinaio di animatori provenienti dai due vicariati di Bassano del Grappa e Rosà si sono dati appuntamento domenica 7 febbraio, nella palestra del Centro Giovanile di santa Maria in Colle, per festeggiare assieme la Festa della Pace. L'Azione Cattolica Ragazzi (ACR), è una delle associazioni più attive nell'ambito educativo: da oltre 40 anni propone un cammino di condivisione e rispetto, con percorsi specifici per i vari archi d'età che vanno dalla prima elementare alla terza media. Articolazione della più grande Azione Cattolica, la più numerosa associazione laica di stampo cattolico in Italia, l'ACR è presente in quasi tutte le parrocchie del bassanese e, come l'AGESCI, fonda sugli insegnamenti cristiani il proprio credo. La Festa di domenica 7 è stato uno dei momenti chiave che accompagnano i ragazzi durante l'anno: in particolare per il fatto che permette loro di muoversi dal ristretto ambito parrocchiale e conoscere e confron- momento assieme tra due vicariati vicini: Bassano del Grappa e Rosà. Così, guidati dai presentatori Valeria Bizzotto e Denis Pasin, gli oltre trecento acierrini hanno dato il massimo nelle attività della mattina, volte a prepararli al meglio al momento conclusivo, la Santa Messa con i genitori. Dopo un veloce pranzo al sacco, i ragazzi si sono divertiti con i canti e i bans proposti dalla commissione animazione capitanata da Chiara Berno ed hanno cercato e trovato significati nuovi da associare alla parola PACE. Anche nel pomeriggio infatti, con il coordinamento dei responsabili vicariali Chiara Zanetti e Giacomo De Marchi, sono state proposte attività e giochi nei quali sia i più piccoli che i più grandicelli, hanno scoperto che vivere la pace in tutte le sue sfumature di convivenza e condivisione non è un modo di dire, ma è realmente un compito importante da tenere a mente ogni giorno. Durante la Santa Messa finale, presieduta da don Alberto Dinello e don Stefano Piccolo, sono state raccolte le impressioni e i messaggi sui quali i ragazzi avevano lavorato nella mattina e nelle settimane precedenti. E al canto dell'inno di quest'anno “Siamo in onda” si sono dati appuntamen- to per la grande festa dell'ACRissimo diocesano del 25 aprile prossimo. tarsi con altri ragazzi di altre parrocchie. Quest'anno poi la Festa della Pace ha allargato i propri orizzonti proponendo un Eco de le Nove pag. 9 [email protected] Per informazioni rivolgersi a: PIGATO MARIO ROSSI CIPRIANO VILLANOVA URBANO LUISETTO CATERINA MAROSTICA GINA 0424-828381 337-488003 0424-590070 0424-828364 0424-590134 UNITALSI Gruppo di Nove Si avvicinano ormai i vent’anni dalla costituzione del gruppo Unitalsi di Nove (unione nazionale italiana trasporto ammalati Lourdes e santuari italiani). Il gruppo svolge diverse attività in parrocchia sempre con un occhio di riguardo a persone ammalate e non autosufficienti. d i C ip r ia n o R os s i c’è tempo e modo di parlare e respirare un bel clima di armonia. Lourdes è un luogo in cui l’ammalato è sempre al primo posto. Altri impegni del gruppo riguardano le visite e l’assistenza agli ammalati, il portare loro la comunione, la Giornata dell’ammalato, il ricordo a febbraio dell’apparizione e non ultimo la ricorrenza della “Madona dei oto” a novembre. L’appuntamento più importante riguarda il pellegrinaggio a Lourdes, che si svolgerà come di consueto a fine maggio, con iscrizioni aperte a marzo. Nel 2009 siamo riusciti a organizzare un bel gruppo di pellegrini, circa sessanta con una decina di ammalati, e questo per gli unitalsiani è il più bel regalo che la Madonna possa fare. Ciò che si prova davanti alla grotta lo può raccontare solo chi ci è stato: l’emozione non ha voce, non è possibile descriverla, bisogna provare per credere. A livello provinciale seguiamo le numerose uscite per le visite dei santuari provinciali e il Santo Rosario su per le scalette della basilica di Monte Berico. In caso di bisogno mettersi in contatto con il capogruppo Mario Pigato: organizziamo anche assistenza in ospedale. Un augurio e un saluto speciale a Don Sante che ha incoraggiato la creazione del gruppo e un augurio per il suo nuovo incarico di assistente Unitalsi per il comprensorio di Bassano Un consiglio personale: andate in treno perché si prova il vero senso del pellegrinaggio, si arriva più preparati, Eco de le Nove pag. 11 [email protected] Riflessioni su OTTORINO PIGATTO Sorella morte, il 9 novembre 2009 non ha trovato impreparato il nostro Ottorino. Con atteggiamento umilmente aperto, sereno, tipico delle persone anziane che hanno attivamente e onestamente vissuto, egli l’attendeva, conscio che il suo ruolo in questo mondo, per il mondo, era quasi ormai solo ricordi, affetti e il senso del vivere stava soprattutto nella preghiera e nell’attesa dell’altra vita. Lo ricordo sempre attivo, disponibile e aperto, perennemente in moto per tante iniziative semplici o complesse, che affrontava con intuizioni che richiedevano spesso capacità, buona preparazione generale e potevano comportare rischi di gestione; ma la sua vitalità gli permetteva di superare difficoltà, ostiche anche a persone con competenze specifiche. Tale atteggiamento era dettato da spirito di servizio generoso che lo induceva a mettersi in gioco per un altruistico senso della socialità. Profondamente cristiano, proprio in questa realtà si spendeva maggiormente, non dimenticando di rapportarEco de le Nove d i P ie r g ius e p p e Z a n o ll i si con la politica, la cultura, l’arte e la socialità in genere. La visione cattolico-francescana, traspariva da tutte le sue iniziative senza farle pesare. Nelle frequenti gite culturali che organizzava come presidente degli Amici dell’Arte, si preoccupava di lasciare spazio affinché i partecipanti potessero, ad esempio, adempiere al precetto della Messa domenicale ed evitava appuntamenti culturali in periodi non adatti ai consueti impegni di vita interiore. Ricordo inoltre quand’egli, come primo responsabile della locale sezione della Democrazia Cristiana, impegnato nella formazione della lista elettorale per le amministrative (ed era difficile avere disponibilità di persone rappresentative), oltre alla sua tenace ricerca umana, ricorreva fiduciosamente alla preghiera. Quante iniziative, per impegnare ragazzi a capire mediante l’illustrazione e il disegno, per ceramisti alla ricerca di risultati personali, paesani desiderosi di momenti socializzanti, tempi di formazione cristiana, politico, morale, culturale, vissuti non con atteggiamento verticalistico, per emergere, bensì come iniziative di base che non escludevano nessuno. Sapeva rapportarsi con tante persone, dalle semplici a quelle preparate e diverse per pensiero e scelte di vita, perché anche quando non si trovava in sintonia, sapeva avere rispetto delle idee, delle personalità e dei ruoli. Rifletteva in maniera efficace l’anima e la bonomia veneta, pronta all’impegno, pag. 12 [email protected] Riflessioni su OTTORINO PIGATTO allo stare insieme in maniera costruttiva e simpatica. Tenace lavoratore, aclista impegnato, conoscitore di tutta la filiera del lavoro ceramico, è stato operaio, imprenditore e direttore tecnico, ma eccelleva nella pittura che interpretò nel segno della tradizione, dimostrando apertura alle nuove forme espressive. Nelle molteplici esposizioni organizzate, che hanno spaziato dalla ceramica alla pittura con tecniche varie, si confrontavano linguaggi diversi in una sorta di transavanguardia aperta dagli esiti naif a quelli più sofisticati ed ermetici. Certo poi, chi voleva esprimersi in contesti più impegnati trovava in queste iniziative un punto di partenza che l’avrebbe coinvolto in realtà espositive più selettive. i Ottorino è nato in una tipica famiglia numerosa d’altri tempi, ceramista dall’età di 12 anni, pittore esperto in varie tecniche, tra cui l’olio e l’affresco, era anche memoria di una Nove ormai rintracciabile sempre più flebilmente ed i semi che ha sparso sono stati nel segno della positività. Queste riflessioni, che spero di non aver sovraccaricato, nascono soprattutto da una conoscenza diretta, da una lunga amicizia e stima affettuosa che sempre mi porterò dentro. Mostre varie, esposizioni di presepi fatte in paese o esportate in centri lontani (Assisi, Mirano, ecc.) attraverso gruppi e organizzazioni con cui aveva stabilito contatti, talvolta operando con pochi aiuti e superando varie difficoltà; tante iniziative allargate che hanno portato a diffondere, conoscere ed amare l’arte dal livello popolare a quello più specialistico. Amava anche poetare con filastrocche (come egli stesso considerava) per varie occasioni, scritte in rime semplici, ma ricche di spunti, osservazioni e pennellate ironiche calate dentro la nostra realtà quotidiana vista dal versante popolare e religioso. Eco de le Nove Ottorino Pigatto mentre realizza, nel 1998 una grande tela per la parrocchia di Santo Angelo in Brasile: Madonna con il Bambino, 210x180. pag. 13 [email protected] DUE NUOVI SACERDOTI PER NOVE Sono rimasto sorpreso quando il gruppo de “L’Eco de le Nove” mi ha chiesto un profilo dei due sacerdoti, che dalla fine di settembre prestano il loro servizio nella Parrocchia di Nove: ripensandoci però ho trovato almeno due buoni motivi (accanto a quello di non dire di no a dei cari amici) per dare una risposta positiva. Innanzitutto sia don Stefano che don Aldo sono stati miei studenti in Seminario; in secondo luogo nell’ufficio di cui sono responsabile in Curia (la Cancelleria Vescovile) è conservato il “curriculum vitae” di ogni sacerdote con i dati essenziali della sua vita e gli incarichi che gli sono stati affidati. Riporto qui di seguito quello che ho trovato nel “librone” della Curia e aggiungo qualche mia annotazione personale. Comincio da don Stefano Caichiolo: è nato a Montecchio Maggiore il 7.9.1970. E’ cresciuto a Valdimolino, una frazione di Montecchio Maggiore, dove tuttora abita la sua famiglia. Dopo la maturità, è entrato nella Comunità Vocazionale “Il Mandorlo” e quindi nel Seminario Teologico di Vicenza. E’ stato ordinato sacerdote in Cattedrale di Vicenza l’08.06.1997. Dopo l’ordinazione è stato vicario parrocchiale (“cappellano”) ad Alte Ceccato dal 1997 al 2004 e poi a San Clemente di Valdagno dal 2004 al 2009. Dal 2007 al 2009 è stato assiEco de le Nove d i d o n P ie r a nt o n io P av an e l lo stente dell’Agesci (scout) per la zona “Piccole Dolomiti”. Il 1° settembre del 2009 è stato nominato Arciprete di Nove. Fin da quando ho conosciuto don Stefano, al tempo giovane seminarista, sono stato colpito dalla sua amabilità e dalla sua vivacità: anche se non mi sembra avesse molta simpatia per la materia che io insegno (il diritto canonico) ha lasciato in me un ricordo molto positivo. Ho avuto modo di incontrarlo soprattutto nel periodo in cui è stato a Valdagno, perché anch’io in precedenza ero stato cappellano nella stessa parrocchia. Mi ha stupito come è riuscito a portare serenità e giovinezza in canonica, dove viveva con due sacerdoti anziani. Mi è piaciuto sentire che una delle sue prime iniziative a Valdagno è stata quella di sistemare la cappella dell’Oratorio e di invitare i giovani a pregare nei tempi forti dell’anno liturgico. Don Aldo Martin è nato a Bassano del Grappa il 26.12.1969. Proviene dalla Parrocchia di San Marco di Bassano. E’ stato alunno del Seminario di Vicenza dove ha frequentato la scuola media, il liceo e poi i corsi teologici. E’ stato ordinato in Cattedrale a Vicenza il 4.6.1994. Dal 1994 al 1996 è stato vicario parrocchiale (“cappellano”) ad Alte Ceccato. Dal 1996 al 2003 ha studiato Sa- pag. 14 [email protected] cra Scrittura a Roma al Pontificio Istituto Biblico, dove ha conseguito la Laurea con una tesi, pubblicata nella prestigiosa collana “Analecta Biblica”, dal titolo “La tipologia adamica nella lettera agli Efesini”. Rientrato in Diocesi, ha iniziato ad insegnare Sacra Scrittura nello Studio Teologico del Seminario e a svolgere il compito di animatore nel Seminario Teologico, compiti che svolge tuttora. Dal 2008 è stato nominato Direttore dello Studio Teologico del Seminario. Prima di essere assegnato alla Parrocchia di Nove, come “collaboratore pastorale”, svolgeva lo stesso servizio a San Pietro in Gu’. Ho conosciuto don Aldo nel 1993 quando ho iniziato ad insegnare in Seminario. Lui frequentava l’ultimo anno e ho notato subito la sua intelli- genza e la sua maturità. Si vedeva che prendeva sul serio le cose che faceva ed era molto esigente con se stesso. Ha dato prova di queste qualità sia nei due anni trascorsi in parrocchia, sia poi a Roma nello studio della Sacra Scrittura, che tra tutte le discipline teologiche è senz’altro quella più impegnativa. Pur avendo una grande preparazione, don Aldo ha la capacità di spiegare la Bibbia in modo semplice e attraente in modo che tutti possano gustare la bellezza della Parola di Dio. Spero che queste brevi note siano di stimolo per i parrocchiani di Nove ad andare alla scoperta delle tante qualità che il Signore ha dato a questi due sacerdoti perché possano arricchire la comunità cristiana che è stata loro affidata. Foto Bordignon – Nove Da sinistra, don Aldo Martin e don Stefano Caichiolo concelebrano a Nove il 27 settembre 2009. Eco de le Nove pag. 15 [email protected] IL CRUCIPASQUALE 1 2 3 4 5 18 22 6 19 23 24 29 7 8 25 26 47 52 57 58 99 36 16 37 49 67 68 50 56 61 62 69 70 76 81 85 86 87 88 93 94 100 89 90 95 91 96 101 104 17 38 55 75 105 106 107 112 117 102 108 113 118 109 114 119 115 110 116 120 3. Le croci sul Calvario4. Si festeggia a Pasqua 5. Il primo Papa 6. Narnia…con scambio al centro 7. Tradizioni in breve 8. Inizio della parola ebraica “Dio con Noi” 9. Inizio della casa 10. Lodi senza capo né coda 11. La contiene il cellulare 12. L’animale a strisce senza la prima 13. L’ha patita Cristo 14. Dentro in inglese 15. Centro di teca 16. Metà del topo 17. Noè ne costruì una 19. Imparala e mettila da parte 23. Un tempo nel volley 25. Prima e ultima di torta 26. Negazione 28. Il “piatto” dei cani 31. Rima senza la prima 32. Il monte della crocifissione 33. Istituto Ricerche di Gruppo 35. Consonanti in auspicio 36. Preposizione articolata 37. “Prima che il … canti, tu mi rinnegherai tre volte” 38. Comuni in gite e gatto 40. Anagramma senza senso di ciao 43. Le prime tre vocali in ordine inverso 44. Come in inglese 48. Né no né si 50. Ha detto “Questi era veramente il Figlio di Dio” 52. Nome di uomo 53. Inizio di mamma 55. Articolo romanesco 58. Mare senza consonanti 59. Le vocali di Pisa 60. Maria è quella del Signore 61. Luca, Anna ed Emanuele 64. Prima e ultima dell’alfabeto 66. Iniziale del nome di due apostoli 67. Emma per metà 68. Don Stefano 69. Cosa senza consonanti 70. Tipi di nuvole 71. Nome del Cireneo 72. Ultima e prima tra le vocali 73. Tomba di Gesù 74. Il contrario del lino 75. Gesù lo è dei cieli 76. Nè me né lei 77. Calura 78. Abele senza vocali 79. L’unicorno ne ha solo uno 84. Sommi Sacerdoti 85. Consonanti in nodo 86. Erode Antipa 87. Iniziale del nome dei figli di Abramo 88. Si beve il cappuccino 89. Servono per fare tisane 90. Semplice 93. Torino sulle targhe 95. Ha scritto la Divina Commedia 96. Solca i mari 97. Cambridge Institute for Medical Research 98. La respiriamo 99. Non 100. Ovest Est 101. Baci senza centro 102. Lo chiediamo a Dio nel Padre Nostro 103. Tagliare in inglese 104. Il te inglese allo specchio 105. L’inizio e la fine di un quadro 106. Articolo indeterminativo 107. Cortile rurale 108. Un inglese triste 112. Consonanti in vino 113. Cuneo 114. Articolo femminile 115. Ente comunale ORIZZONTALI: 1. Numero degli evangelisti 5. I 40 giorni dopo Pasqua 13. Chiudeva il sepolcro di Gesù 18. Consonanti in sera 19. Vocali delle mani 20. Ci riponiamo i vestiti 21. Il colore dei paramenti del sacerdote a Pasqua 22. Possono essere di beneficenza o per collezionisti 24. Dono 27. Mosè attraverso quello “rosso” 28. Ceci senza vocali 29. Lo sono i colpevoli 30. Le stazioni della via crucis 34. Prova, gusta 39. Il più alto vulcano italiano 41. Fine di Mister 42. Gesù la incontra mentre sale sul monte 45. Si lava le mani della sorte di Gesù 46. Contrario di croce 47. Antidolorifico 49. Consonanti nel contenitore per l’ostia consacrata 51. Canto religioso o patriottico 54. Preposizione articolata 56. Vocali in sole 57. Nel vangelo è un’erba cattiva 60. Ha chioma e fusto 61. Consonanti in luna 62. Consonanti di Lino 63. Precede alcuni annunci 65. Animale che ride 66. “Padre, …loro perché non sanno quello che fanno” 70. Gatto inglese 71. Né mio né tuo 73. Incitarono la folla perché condannasse Gesù 78. Il colore della vita e della purezza 80. Provincia siciliana 81. Centro di sera 82. C’è n’è anche uno sulla passione 83. Vocali nella candela pasquale 84. Materiale della corona posta sul capo di Gesù 87. Metà Gilberto 89. Esempio 91. Radio Televisione Italiana 92. Quelli romani scortarono Gesù sul monte della crocifissione 94. Insieme a Gesù sulla croce ce n’erano due 97.Lo è la donna di De Gregori 101. Liberato dalla folla al posto di Gesù 102. Pordenone 103. Costretto dai soldati ad aiutare Gesù a portare la croce 104. Sgorgò col sangue dal costato di Cristo 108. Risposta affermativa 109. Nervo senza fine 110. Vocali in sale 111. Unione Matematica Italiana 112. Asciuga la fronte a Gesù 114. Centro di paletta 116. Metà di ieri 117. Lo fa Giuda a Gesù 118. E in inglese 119. I soldati lo danno da bere a Gesù 120. Il pronome per Maria VERTICALI: 1. Nome del periodo prima di Pasqua 2. I venerdì di quaresima va fatta dalle carni Eco de le Nove 15 45 74 84 103 111 35 54 92 98 44 80 83 97 34 43 60 73 14 48 66 79 82 13 28 33 59 72 78 12 53 65 71 77 32 42 46 64 11 27 41 51 10 21 31 40 9 20 30 39 63 d i P a o la & K a t ia pag. 16 [email protected] IL CRUCIPUZZLE d i P a o la & K a t ia Quale nuovo comandamento ha dato Gesù ai suoi discepoli durante l’ultima cena? (Soluzione 7 3 3 3 5 4 2 2 5 3) …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… U L I V O B O I O G S O R E C E E N A Q R A S A U I O T U O A N I S O U I R D R R U L O A U V O T O M A A A C T T D U N Eco de le Nove Q I E I O N R R L B I E Q A O C C C N Z I U O E M B S I V R A A E E O E P I A S A A I P O B G G N L E R C G P I M T S C A L L Z S I E R I I A M N O E M I I A T N M O U R D M A L N C A L V A R I O I S N A C D E O T N E M I D A R T E I R A R A U A G O L G O T A A R E T I pag. 17 C R O C E C O T A L I P M I I T E N I P S E H I N O R D A L ACETO ACQUA ASTINENZA BACIO BARABBA CALVARIO CENERI CERO CORONA CROCE DIGIUNO GIUDA GOLGOTA INRI LADRONI MARIA MERCANTI PASQUA PIETRA PILATO QUARESIMA RESURREZIONE SEPOLCRO SIMONE SOLDATI SPINE SUDARIO TRADIMENTO ULIVO ULTIMACENA [email protected] A.G.E.S.C.I. G r up p o Sc o u t – N ov e 1 ° Esiste ancora nel terzo millennio, in un'epoca contraddistinta dall’usa e getta, dal "tutto pronto", dal consumismo incalzante, un'esperienza educativa che racchiude in sé i valori e la pratica dell'osservare, del costruire, del giocare, del pregare! E' un esperienza, quella scout, che più che un'occupazione del tempo libero, vuole essere uno stile di vita, un impegno per costruire insieme un mondo migliore, una scelta per aiutare i ragazzi, guardare con il sorriso e con fiducia al domani. Il metodo educativo utilizzato dall'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani (A.G.E.S.C.I.) è quello dello scautismo, i cui principi fondamentali si trovano nell'opera di BadenPowell il fondatore. Lo scopo è quello di sviluppare la persona a 360° facendo attenzione alle diverse caratteristiche di ciascun ragazzo. I famosi quattro punti di B.P. (formazione del carattere, il servizio verso gli altri, l'abilità manuale, il rispetto della salute e del corpo) sono la sostanza della nostra azione educativa. In relazione all’età dei ragazzi e delle ragazze, il metodo scout si articola in tre momenti specifici, coordinati e successivi di educazione denominati: -branca Lupetti/Coccinelle (si rivolge ai bambini/e di età compresa tra gli 8 e 11/12 anni); -branca Esploratori/Guide (si rivolge ai ragazzi/e di età compresa tra gli 11/12 ed i 16 anni); -branca Rover/Scolte (si rivolge ai giovani di età compresa tra i 16 ei 20/21 anni). scuola media che, assieme ad un loro insegnante, affrontarono le prime avventure negli anni ottanta. La nascita del gruppo scout “Nove 1” risale al 1994 anno in cui furono fatte le prime promesse. Da allora molti sono stati i capi ed i ragazzi passati nel nostro gruppo, tanti volti e tante storie diverse che sarebbe impossibile ricordare qui. Attualmente il nostro gruppo conta 58 persone tra adulti e ragazzi, divisi nelle varie branche. Inoltre è di questi mesi la nascita di un gruppo genitori, circa una decina, che hanno accettato di condividere i valori dello scautismo per viverli al meglio assieme ai figli per essere di aiuto pratico ai capi nelle loro attività. Lo scautismo vuole essere piacere nel giocare, passione per l'avventura, amore per la natura, fiducia negli altri, sfida verso sé stessi, senso del limite, responsabilità e competenza. Provare per credere! Buona strada a tutti! Per informazioni rivolgersi a : il nostro assistente ecclesiastico Don Stefano; i capi in servizio il sabato pomeriggio in patronato Tutte le attività sono proposte dai capi nella semplicità e si fondano sull'uso di mezzi poveri perché ogni bambino/ragazzo si senta libero di mettersi in gioco, indipendentemente dalle condizioni economiche. A Nove i primi passi verso lo scautismo sono stati mossi da un gruppo di ragazzi di Eco de le Nove pag. 18 Don Stefano con il gruppo Scout di Nove [email protected] VITA DA SCOUT… Eco de le Nove pag. 19 [email protected] HANNO RICEVUTO LA CRESIMA Foto Bordignon – Nove I ragazzi che hanno ricevuto il Sacramento della Cresima il 17 Maggio 2009 con il Vicario Don Giuseppe Bonato e Don Sante Grego Agostini Elisabetta, Alberti Vanessa, Alessi Alessandro, Bertazzo Domenico,Bertazzo Riccardo, Bertolin Luca, Bertolin Sofia, Boci Sara, Bonotto Matteo, Bordignon Luca, Boscardin Ilaria, Bressan Anna, Bucco Marco, Carollo Giulia, Caron Gabriele, Caron Mirko, Cerantola Michele, Compostella Sonia, Daldin Sara, Dalla Gassa Alessia, Dalla Gassa Davide, Dalla Gassa Giulia, Dalla Gassa Luca, Dalla Gassa Matteo, Dinale Michael, Drago Vittorio, Fabris Diletta, Ferraro Diletta, Gandolfi Bertilla, Gobbo Anna, Greco Alessandra, Guidolin Valeria Maria, Lucietti Edoardo, Lunardon Veronica, Marcolin Erika, Pigato Giulia, Pistore Davide, Polo Andrea, Rigo Giulia, Rigoni Andrea, Rossi Gianmaria, Rossi Giody, Scalco Matteo, Sguario Tommaso, Stragliotto Ismaele, Tapparello Andrea, Tasca Sharon Maria, Tolio Eleonora, Toniolo Cristiano, Vivian Marco, Zanolli Riccardo, Zanon Giulia, Zonta Luca. Eco de le Nove pag. 20 [email protected] HANNO RICEVUTO LA PRIMA COMUNIONE Foto Bordignon – Nove I ragazzi che hanno ricevuto la Prima Comunione il 3 Maggio 2009 con Don Sante Grego e le Catechiste. Alberti Marco, Alberti Nicola, Baggio Jessica, Barausse Nicola, Benetti Isabel Lucia,Bordignon Francesca, Bortoli Francesca, Bortoli Giovanni, Bresolin Arianna, Campagnolo Enrico, Cappozzo Sharon, Cecchetto Sofia, Comacchio Giada, Corriero Marco, Costa Valentina, Crestani Martina, Da Ross Ivan, De Bortoli Adelaide, De Martini Giorgia, Del Fiacco Leonardo, Distefano Mirko, Fabris Eleonora, Fabris Gabriele, Fantinato Sofia, Fasan Gabriele, Ferraro Nicholas, Ferretto Filippo, Fietta Stefano, Fontana Maddalena, Frello Luca Marco, Giacobbo Asia, Gusson Giacomo, Iamarino Vittorio, Luisetto Federico, Lunardon Alberto, Mazzoleni Giulia, Mottin Francesco, Parise Simone, Pigato Maria Diletta, Piotto Angela, Pistore Elisabetta, Piva Alberto, Pizzato Giulia, Poli Andrea, Pozza Maria Sole, Rausse Nicola, Rigoni Carlo, Rossi Anna, Rossi Filippo, Scalco Marco, Tolio Marco, Vettorello Luca, Vivian Letizia, Zaminato Nicola, Zanolli Giacomo. Eco de le Nove pag. 21 [email protected] INCONTRI PER FIDANZATI Il nostro Vescovo ha più volte ricordato che il fidanzamento è un tempo di grazia, perché l’amore dell’uomo e della donna esprime già un cammino di fede e un tempo favorevole all’interrogarsi e all’aprirsi. Da più di dieci anni nella nostra Parrocchia, nel periodo gennaio-marzo, vengono organizzati alcuni Incontri di Formazione per Fidanzati. Durante questo percorso di preparazione alla vita di coppia, i fidanzati vengono accompagnati da alcune coppie dei gruppi sposi della parrocchia e dal Parroco. Negli incontri di quest’anno sono stati affrontati questi argomenti: COME COSTRUIRE LA CASA DELL’AMORE Relatore Prof. Stefano Pellegrini (Psicologo) DALLA COMUNICAZIONE AL DIALOGO Relatore Prof. Stefano Pellegrini (Psicologo) APERTI AL TU G r u p p o S p os i Le relazioni hanno dato spunto per il confronto, la condivisione e l’approfondimento nella coppia e tra le coppie, grazie anche ai momenti di lavoro di gruppo. Una novità nel programma di quest’anno è la proiezione del film Revolutionary road con successiva discussione. Il percorso si è concluso con la celebrazione comunitaria dell’Eucaristica seguita da un momento di festa e convivialità. Come sposi suggeriamo ai fidanzati di partecipare a questi momenti non solo in vista del matrimonio, ma anche per valorizzare il “tempo di grazia” che è il fidanzamento. Dopo questo percorso c’è la possibilità di continuare con altri incontri di approfondimento perché … ….l’Amore è esigente e richiede tanto impegno ogni giorno!... Relatore Don Giuseppe Pellizzaro (Moralista) LA SESSUALITA’ DONO E COMPITO Relatore Don Giuseppe Pellizzaro (Moralista) ASPETTI MEDICI DELLA VITA DI COPPIA Relatori Dr. Bonadiman e Dr. Rulli IMPARARE IL PERDONO Relatore Don Aldo Martin (Biblista) DAL BATTESIMO AL MATRIMONIO Relatore Don Dario Vivian (Teologo) TI AMO TANTO DA SPOSARTI Relatore Don Pierantonio Pavanello (Giurista) Il ricco programma è stato trattato di volta in volta da validi relatori. Eco de le Nove pag. 22 [email protected] NADIR PIGATO: Sacerdote Il 28 giugno 2009 ad Aquileia Nadir Pigato è fatto Sacerdote. Il 29 giugno 2009 il novello Sacerdote celebra la sua prima Messa solenne a Nove. Avvenimento straordinario per la comunità di Nove perché dopo più di venti anni finalmente un giovane ha realizzato un sogno che lo sosteneva fin da ragazzo: quello di poter diventare Sacerdote. Tante persone si sono chieste chi l’abbia aiutato a superare le molte difficoltà per raggiungere la meta. L’amore a Cristo, la devozione alla Vergine, la fedeltà alla chiamata sostenuta dalla preghiera personale e dalla preghiera delle persone che hanno pregato e pregano per le vocazioni. Ma quanti ragazzi e giovani si son chiesti, assistendo alla celebrazione della Messa di Don Nadir: posso anch’io percorrere la stessa strada, raggiungere la stessa meta? Ho mai pensato che fra tanti ideali che mi si presentano, c’è anche quello di diventare sacerdote? Sono molti gli ideali che vengono presentati ai ragazzi e ai giovani, ma credo che il primo a essere messo in disparte sia quello di seguire la via del sacerdozio di don Sante Grego Messa quotidianamente prima di iniziare il lavoro. Non escludeva l’amicizia con i coetanei e con loro partecipava “alle feste”, non era quindi estraneo alla vita quotidiana dei giovani. Dopo dieci anni dal diploma di terza media, finalmente ha potuto riprendere gli studi e possiamo comprendere con quante difficoltà. Ha conseguito il diploma di maturità in una scuola statale di Udine. Ha intrapreso lo studio della teologia presso il seminario interregionale di Gorizia, Udine e Trieste, facendo parte della diocesi di Gorizia. Adesso svolge il suo ministero sacerdotale come cappellano a Gorizia. Noi dobbiamo sempre ringraziare il Signore di questo dono alla comunità, ma dobbiamo anche accompagnare il suo ministero con la nostra preghiera. Diciamo e ripetiamo ai ragazzi e ai giovani di non rifiutare la chiamata al sacerdozio se Dio chiama, perché fra tanti ideali proposti dalla società, c’è anche quello proposto da Cristo di diventare suo ministro: ”Vieni e seguimi”. Anche Don Nadir non ha trovato la via facile da percorrere. Dopo il diploma di terza media ha lavorato come ceramista per dieci anni, ha prestato il servizio militare, ha sofferto per la morte del padre, ha dovuto lavorare per aiutare economicamente la famiglia. Ma una forza lo sosteneva: la sua vocazione, il suo desiderio di diventare Sacerdote. Coltivava questa chiamata con la preghiera quotidiana, prestando servizio liturgico in chiesa con generosità, dedizione e competenza, frequentando la Santa Don Nadir Pigato nel giorno della sua prima messa: 28.06.09 Eco de le Nove pag. 23 [email protected] Il Capitello di S.Antonio e Padre Franco Vialetto Come molte persone hanno potuto osservare, gli amici del capitello hanno svolto un lavoro di manutenzione, lucidatura dei marmi e sostituzione della teca che protegge un’opera del Professor Petucco, che meritava un risalto maggiore: essa raffigura il Santo nell’atto di donare il pane ai poveri. Non ultimo il restauro della statua del Santo realizzata da Pivato GianPietro. Uno sforzo finanziario notevole per le esigue casse degli animatori, un ringraziamento particolare va a Nicola Guerra e Franca Rossi e a tutta la contrada per aver sostenuto questo impegno. In particolare va segnalato il sostegno a Padre Vialetto Franco, nato nella nostra contrà, e sempre devoto al Santo, per le opere che lui svolge in Brasile, nel paese di cui è diventato sindaco, dando il via all’ospedale San Daniele Comboni. Quest’ospedale supplisce la mancanza di assistenza per i malati di cancro e di cardiologia, infatti, il più vicino dista 3.000 Km da dove loro vivono. Nelle lettere che lui regolarmente ci spedisce, oltre a ringraziaci e con noi tutto il paese, ci racconta degli sviluppi dell’ospedale oramai costruito con l’aiuto di tecnici italiani e molte di associazioni di volontariato. Nella scuola vicino all’ospedale ci sono molti bambini che vanno a scuola e possono così mangiare quello che la provvidenza manda, ci dice che molte volte non sa proprio come fare a provvedere, però va avanti con tanta fede. Impegno che non si ferma solo alla S. Messa del 13 giugno con la benedizione del pane, ma prosegue duIl Capitello di S.Antonio in Via A. Munari rante l’anno con Credo che oltre le opere di aiuto ai missionari e alle nostre preghiere, necessiti quando l’adozione di un bambino in India. si può, di una mano in modo che senta Eco de le Nove pag. 24 [email protected] d i C ip r ia n o Ros s i TTORINO PIGATTO d i P ie r g ius e p p e Z a n o ll i la nostra comunità vicino alla sua opera. Alcuni numeri: sul pronto soccorso gravitano 100.000 persone, 30.000 gravate di tumore con un incremento di 3.000 casi all’anno, un piccolo reparto materno infantile. 1 2 3 1 – Padre Franco Vialetto 2 - i lavori per la costruzione dell'ospedale di Cacoal (Brasile) 3 – Lavori quasi ultimati 4 - le apparecchiature di una sala operatoria per l'ospedale Eco de le Nove 4 pag. 25 [email protected] ATTIVITA’ ESTIVE PER RAGAZZI Campi Scuola per ragazzi durante il periodo estivo Per la scuola elementare, classi: Terza, Quarta e Quinta dal 10 al 17 luglio a Castelvecchio (Casa Nove Montagna). Per la scuola media, classi: Prima, Seconda e Terza dal 1 al 8 agosto ad Asiago (Casa Saveriani) Campo terza media dal 7 al 10 luglio al SERMIG di Torino Per la scuola superiore, classi: Prima, Seconda, Terza e Quarta dal 8 al 15 agosto in Val Daone (Campeggio Marostica) … Le iscrizioni si raccolgono in canonica Costo di 130,00 € Attività Scouts già programmate Scuola Materna Danieli GREST 2010 Campo Clan Nove 1 dal 21 al 30 agosto a Santiago di Compostela Dal 28 Giugno al Campo Reparto dal 24.07 al 04.08 23 luglio dalle ore 15.00 alle 18.00 Campo Lupetti dal 24.07 al 31.07 Costo di 15,00 € Iscrizioni presso la Scuola Materna Eco de le Nove pag. 26 [email protected] Un Libro per… d i P ao la L u is e tt o UN LIBRO PER RIFLETTERE… PERCHE’ E’ SANTO ed. Rizzoli Da seminarista, studente a Cracovia, Karol Wojtyla trovò appeso alla porta della sua stanza un foglietto con le parole "Futuro Santo". Era un gioco scherzoso dei suoi compagni, che oggi si colora però di una luce profetica. Nel 2005 Benedetto XVI ha aperto il processo di canonizzazione di Giovanni Paolo II affidando il ruolo di postulatore a monsignor Slawomir Oder, che in questo libro racconta gli esiti inediti del suo immane lavoro di raccolta di documenti e testimonianze, che fanno luce su aspetti della vita di Wojtyla prima ignoti e che apportano al suo ritratto nuovi essenziali elementi. Si ridisegna così non soltanto l'immagine di un protagonista della storia del Novecento, ma anche e soprattutto quella di un credente capace di vivere nella propria carne il messaggio evangelico. Densa di episodi finora sconosciuti, questa ricostruzione rivela un Giovanni Paolo II essenziale ai limiti della povertà, umile, generosamente sensibile ai bisogni del prossimo ma anche spiritoso e gioviale. Un mistico devotissimo a Maria, che passava ore steso a terra a pregare e si flagellava con una cinghia. Un uomo capace di perdonare e di riconoscere la grandezza nel prossimo, come attestano l'inedita lettera ad Ali Agca e quella a Padre Pio da Pietrelcina, che lascia intuire un rapporto fra i due assai più radicato di quanto si supponesse. QUARESIMA: IN CAMMINO VERSO LA PASQUA ed. Qiqajon Possiamo oggi riscoprire la quaresima, farne di nuovo una forza spirituale nella realtà della nostra esistenza? È ciò che si propone questo commento alla quaresima ortodossa, divenuto ormai un classico della spiritualità. L'autore si rivolge a qualsiasi cristiano che aspiri a una più profonda comprensione della tradizione liturgica della chiesa e a una partecipazione più cosciente alla sua vita. Ogni anno, la quaresima si offre a noi quale scuola di pentimento e conversione, quale occasione per approfondire la propria fede e riconsiderare la propria vita, fino a cambiarla, nonché come vero e proprio pellegrinaggio alle sorgenti stesse della fede. UN LIBRO PER CONOSCERE… L’ANGELO E LA COLOMBA ed. Il Pozzo di Giacobbe La colomba era tanto sicura di essere in primavera finché il suo luminoso mondo non si mutò in gelida tristezza. Ma stava per accadere il più grande di tutti i miracoli… Un delizioso racconto per la Pasqua. GESU’ aut. Enzo Bianchi ed. Marietti “...voglio farti conoscere come Gesù raccontava Dio ai suoi discepoli… Gesù sapeva che Dio è amore e voleva che noi capissimo proprio e soprattutto questo: che Dio ci ama! Per questo Gesù ha radunato degli amici per vivere insieme con loro e li ha amati sempre, in ogni situazione: cercava di capirli e di servirli, guariva chi era malato, perdonava chi era cattivo, consolava chi era triste… voleva che anche noi ci sentissimo amati, perdonati, mai abbandonati da lui. (di Enzo Bianchi) IL CANTICO DI SAN FRANCESCO ed. Paoline In questo libro l'autore commenta il Cantico di Francesco versetto per versetto e lo fa con un linguaggio semplice non limitandosi al solo commento, ma arricchendo il testo di informazioni che riguardano la vita di Francesco. Molte anche le citazioni dal Vangelo e dai Salmi che rendono gioiosa la narrazione sottolineando e amplificando la bellezza del Cantico. Eco de le Nove pag. 27 [email protected] SONO DIVENTATI FIGLI DI DIO Alberti Luce Angela Battaglin Filippo Bonato Tommaso Campagnolo Noemi Costa Maria Destro Elia Faggion Leonardo Fina Ilaria Mazzocco Jacopo Passuello Manuel Pigato Martina Rossi Cristina Sasso Cristian Tshiaba Katumba Girehel c o n i l s ac r a me n t o d e l B at t es im o Ardini Martino Berton Igor Bonazza Davide Cecchin Andrea Crestani Eleonora Dinale Silvio Ferretto Marco Ippolito Vittorio Antonio Muraro Gianmarco Passuello Matteo Pozzato Giada Rossi Davide Tolio James Vivian Matteo Ave Thomas Bigolin Pietro Bragagnolo Chiara Chiminello Giulia Dalla Costa Emma Fabris Riccardo Ferronato Elis Landi Isabella Paoluzzi Vanni Pigato Francesco Rizzolo Nicola Rossi Marta Tosin Angelo Zanon Alberto HANNO CELEBRATO IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO Strazzari Giovanni Lidio e Kedrierska Grazyna Canuta Alessi Massimo e Trento Elisa Caicchiolo Sergio Alessandro e Rebellato Ivana Vardanega Simone e Volpato Sara Tasca Devis e Carlesso Manuela Baron Christian e Bianchi Elisa Postal Igor e Furlani Maria Letizia Aguggiaro Daniele e Santini Alessia Cuman Luca e Parise Katia Lovato Pierluigi e Suelotto Romina Didonè Omar e Costa Laura Eco de le Nove pag. 28 [email protected] HANNO RAGGIUNTO LA CASA DEL PADRE Lanza Luigia di anni 84 Zanardello Antonella di anni 50 Moresco Severino di anni 72 Maran Maria Orsola di anni 100 Cantele Giovanni di anni 93 Ghersini Angela di anni 86 Poli Rinaldo di anni 70 Cipresso Silvana di anni 70 Fiorese Giuditta di anni 83 Orsato Maria Lucia di anni 87 Perozzo Rosa di anni 86 Taravan Cesira di anni 90 Berati Giovanna di anni 86 Fabris Luigia Serafina di anni 77 Cogo Stella di anni 84 Cogo Luigia di anni 83 Costa Maria di anni 72 Dalla Costa Floriano di anni 82 Carlesso Teresa di anni 79 Barbieri Girolamo di anni 67 Tellatin Luigi di anni 96 Tessarolo Giovannina di anni 84 Clavello Dialma di anni 95 Volpato Giuseppe di anni 66 Costa Nadir di anni 45 Cogo Giuseppe di anni 71 Dalla Gassa Giovanni di anni 79 Bozzetto Lucia di anni 74 Bonato Maria di anni 92 Zanardello Albino di anni 89 Sericati Adalinda di anni 94 Meneghini Francesco di anni 63 Chen Lishun di anni 71 Bertoncello Gaspare di anni 79 Merlo Angelina di anni 94 Ceccato Ginevra di anni 89 Zilio Maurizio di anni 45 Spigarolo Francesco di anni 83 Compostella Terenzio di anni 55 Pigatto Ottorino Augusto di anni 93 Carlesso Antonio di anni 81 Caron Luigi di anni 68 Sartori Brunetta di anni 83 Battistella Rosa di anni 87 Zanardello Lucia di anni 66 Costa Francesca di anni 86 Corezzola Lorenza di anni 74 Toniolo Plinio di anni 60 Scodro Elisa di anni 91 Eco de le Nove pag. 29 [email protected] SOMMARIO Saluto di don Stefano Caichiolo pag. 03 Grazie a don Sante Grego pag 04 Perché un Dio uomo? pag. 06 pag. 08 Festa dell’A.C.R. pag. 09 UNITALSI a Nove pag. 11 Riflessioni su Ottorino Pigatto pag. 12 Due nuovi Sacerdoti a Nove pag. 14 Le pagine dei giochi pag. 16 AGESCI: Gruppo Scouts di Nove pag. 18 La Cresima pag. 20 La Prima Comunione pag. 21 Corsi per fidanzati pag. 22 Don Nadir Pigato: Sacerdote pag. 23 Il Capitello di S.Antonio e Padre Vialetto pag. 24 Attività estive per ragazzi pag 26 Un libro per… pag. 27 Battesimi pag. 28 Matrimoni pag. 28 Sono tornati alla casa del Padre pag. 29 40 anni di A.C.R. Eco de le Nove . pag. 30 [email protected] E’ stato possibile realizzare questo opuscolo grazie al contributo della Foto Bordignon – Nove Crocifisso presso la Chiesa Arcipretale di Nove