RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA in collaborazione con MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI Le Mostre impossibili Rai www.mostreimpossibili.rai.it le possibili im Le Mostre impossibili L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale L’idea di allestire un insieme di “mostre impossibili” nasce da un’attenta riflessione sulla crisi strutturale che investe i musei di tutto il mondo e dalla considerazione che, nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, la riproduzione dev’essere tutelata e valorizzata quanto l’originale, non solo per motivi economici ma, prima di tutto, perché una diffusione veramente capillare e di massa delle opere d’arte può essere garantita soltanto dalle riproduzioni: un’istanza di democrazia culturale che ha in Walter Benjamin e André Malraux i suoi precursori. L’idea nasce, inoltre, dalla banale constatazione che con il passare del tempo è sempre più diffu- so il rifiuto dei direttori dei musei, pubblici e privati, di cedere ad altri musei, sebbene temporaneamente, le loro opere, anche per i costi sempre più proibitivi delle assicurazioni. Nessuna riproduzione, per quanto tecnicamente perfetta, può essere più avvincente e toccante dell’opera originale. Tuttavia, la riproduzione fotografica delle opere d’arte ha consentito a decine di milioni di persone di conoscere e apprezzare i capolavori dei grandi artisti di tutti i tempi, invogliandoli, al tempo stesso, a visitare i luoghi che li ospitano per poterli ammirare nello splendore della loro autenticità. Renato Parascandolo Riproduzione in altissima definizione dell’Ultima cena di Leonardo, nelle sue dimensioni reali (8,80 × 4,60 m). Foto qui sopra: ripresa fotografica. In alto a destra: dopo la scansione digitale e la calibrazione del colore, la riproduzione dell’affresco viene stampata mediante plotter a getto d’inchiostro su un supporto omogeneo a grana finissima, delle stesse dimensioni dell’originale. Accanto: allestimento nel Palazzo della Gran Guardia, Verona, in occasione del PRIX ITALIA 2007. Nella pagina a fronte: allestimento nella Chiesa di Santa Croce, Vinci, in occasione della mostra “L’impossibile Leonardo” (2008). La riproduzione, montata su un telaio rigido, è retroilluminata. “Le Mostre impossibili” in breve • Le “mostre impossibili” presentano i capolavori dell’arte in riproduzioni ad altissima definizione, in scala 1:1. • Consentono di raccogliere in un unico ambiente espositivo opere disperse nei musei di tutto il mondo, negli edifici pubblici, nelle collezioni private, nelle chiese, ecc. (oltre alle tele e alle tavole, anche gli affreschi). • Sono sovente l’unica soluzione praticabile per presentare l’opera omnia di un artista. • La riproduzione è realizzata a partire da una matrice ad altissima risoluzione, poi digitalizzata, calibrata nei valori di luminosità e cromaticità, quindi trasferita su un supporto omogeneo e trasparente a grana finissima delle stesse dimensioni dell’originale. • Le riproduzioni sono “certificate”, nel senso che la loro fedeltà all’originale è comprovata da autorevoli storici dell’arte italiani e stranieri. • Le mostre impossibili comprendono un insieme di moduli facilmente assemblabili: le riproduzioni stesse, corredate dei pannelli esplicativi; un sito Internet, approntato appositamente (la moderna versione dei tradizionali cataloghi), dove è possibile leggere, vedere e ascoltare numerosi approfondimenti; un insieme di sussidi audiovisivi (multivisioni, documentari, fiction, Dvd, ecc.); audioguide realizzate con il contributo di autorevoli critici e storici dell’arte. • Gli allestimenti sono facili ed economici: non richiedono particolari costi di assicurazione, speciali cautele, né illuminazione d’ambiente (le opere sono retroilluminate). I “quadri da camera” sono montati, come i quadri origina- li, su una cornice della profondità di 6-8 cm. Le riproduzioni delle tele e degli affreschi di grandi dimensioni sono montate su strutture autoportanti. • Dopo la prima grande mostra del Caravaggio a Napoli (2003), nuove mostre sono state finora allestite a Salerno, Roma, Malta, Chicago, Santa Cruz, Porto Ercole, Catania, Torino, Avellino, Vigevano, ecc. Tali mostre, dedicate a Caravaggio, Raffaello e Leonardo, hanno registrato un’affluenza complessiva di oltre 800.000 persone. • La Rai sta creando, d’intesa con le Regioni e gli Enti locali, un circuito nazionale di sale per l’esposizione delle mostre impossibili, in permanenza e a rotazione, nei palazzi storici delle città italiane. • Allestire una mostra impossibile è facile: infatti, la Rai dispone di 14.000 riproduzioni in alta definizione dei capolavori d’arte conservati in 150 musei di 39 città d’Italia. Il confronto di due opere non è più il confronto di un’opera e un ricordo Che cosa avevano visto, fino al 1900, co- e di un quadro visto a Madrid o a Roma un museo immaginario, che spingerà al- loro le cui riflessioni sull’arte rimangono era il confronto tra un quadro e un ricor- l’estremo l’incompleto confronto imposto per noi rivelatrici o significative? Soltan- do. La memoria visiva non è infallibile e, dai musei veri: rispondendo all’appello to due o tre musei, e le fotografie, le inci- spesso, intere settimane separavano di questi, le arti figurative hanno inven- sioni o le copie di piccola parte dei capo- l’esame delle due tele. […] Oggi disponia- tato la riproduzione seriale dell’opera lavori d’Europa; la maggioranza dei loro mo, per supplire alle lacune della nostra d’arte. […] lettori aveva visto ancor meno. memoria, di un numero d’opere significa- La storia dell’arte, da cent’anni a que- C’era allora, nelle conoscenze artisti- tive che supera largamente il numero di sta parte, non appena sfugge agli specia- che, una zona incerta, dovuta al fatto quelle che potrebbero essere raccolte nel listi, è storia di quanto è fotografabile. che il confronto di un quadro del Louvre più grande dei musei. S’è aperto, infatti, André Malraux, Les voix du silence, 1947 Accanto e nella pagina a fronte, mostra di Raffaello allestita nel Palazzo Reale di Napoli, 2006. Nelle altre pagine di questo opuscolo si trovano esempi di allestimenti realizzati in sedi storiche del patrimonio monumentale italiano, castelli, chiese e centri culturali. www.caravaggio.rai.it Tratto da Caravaggio, di Silverio Blasi (1967) 10-La Buona Ventura (1593-1594) 99 x 131 Parigi Musée du Louvre Ricerca analitica Sito dedicato alla mostra impossibile dell’opera del Caravaggio. Il sito presenta: le riproduzioni di 69 dipinti, con possibilità di ingrandimento progressivo (zoom) dei dettagli di ciascuno di essi; un esempio di allestimento (a Castel Sant’Elmo, Napoli, 2003), con visione panoramica delle sale di esposizione; il commento audio delle singole opere da parte di tre storici dell’arte; approfondimenti testuali, iconografici e audiovisivi; la lezione-spettacolo di Dario Fo, “Caravaggio al tempo del Caravaggio”. Qui sopra, “La buona ventura” e – nel riquadro – l’approfondimento costituito dallo sceneggiato sulla vita del Caravaggio, realizzato dalla Rai nel 1967, interpretato, fra gli altri, da Gian Maria Volonté e Ottavia Piccolo (qui nella parte della zingara della buona ventura). Un sistema integrato di comunicazione: pannelli esplicativi, cataloghi, inviti, locandine, manifesti, siti Web, documentari, audioguide, Dvd, programmi televisivi Regione Campania Rai CARAVAGGIO Malta, Caraffa Stores • 2004, May 1st - June 30th una mostra impossibile www.caravaggio.rai.it Ciascuna “mostra impossibile” è un sistema di comunicazione, comprendente non solo le riproduzioni in scala 1 : 1 (nonché le loro didascalie e i pannelli illustrativi), ma anche un sito Web e, inoltre, un libretto di sala, libri, trasmissioni televisive, Dvd, performance teatrali, film e sceneggiati sulla vita e l’opera dei grandi artisti. Qui accanto: mostra del Caravaggio a Napoli, 2003 (questa è stata la prima delle “mostre impossibili” della Rai). In basso: a sinistra, foto di scena della lezionespettacolo “Caravaggio al tempo del Caravaggio”, scritta e interpretata da Dario Fo, con Franca Rame, in occasione della mostra del Caravaggio a Castel Sant’Angelo, Roma, 2004. Al centro: rappresentazione studentesca presso il Loyola University Museum of Art (2005), Chicago, dove la mostra è stata allestita. Accanto: stendardo per la mostra allestita a Malta (2004). Il parere di alcuni illustri storici dell’arte sulle “Mostre impossibili” Salvatore Settis A me piacciono le copie. Mi piacciono perché diffondono la conoscenza delle opere d’arte. Qualche volta servono per sostituirle. Servono anche a salvare alcuni monumenti importanti dall’aggressione degli agenti inquinanti. Pensiamo alla Porta del Paradiso del Battistero di Firenze, trasportata in un museo e sostituita in loco da una copia. In questo caso la copia salva l’originale. In Giappone si conservano – nell’isola di Shikoku – moltissime copie di arte occidentale, per la maggior parte italiana. Per i giapponesi, che vivono così lontano dai luoghi dove si trovano gli originali, una visita all’isola costituisce un’occasione straordinaria di conoscenza. Fra i 200.000 visitatori che ogni anno si recano in quel museo, non c’è dubbio che molti vorranno poi vedere gli originali. La copia vale in quanto rimanda all’originale, non per sé. Ferdinando Bologna Le “mostre impossibili” consentono una più approfondita conoscenza delle opere e un accostamento, per confronto, di opere che sono normalmente lontanissime fra di loro. Soprattutto, questa nuova generazione di riproduzioni d’arte, ad altissima definizione e a grandezza naturale, consente un approccio agli originali che gli originali stessi, nelle condizioni in cui normalmente si trovano, sia nei musei sia nelle sedi proprie, non consentono. Anche per questo considero geniale il progetto delle “mostre impossibili” ideato e sviluppato, con perseveranza e rigore, da Renato Parascandolo. Claudio Strinati Numerosi sono gli studiosi e gli appassionati di musica che conoscono certe composizioni ed esecuzioni quasi esclusivamente attraverso la riproduzione discografica. La riproduzione di un’opera pittorica – purché di qualità, sia nell’esecuzione, sia nella rappresentazione – presenta qualche analogia con la riproduzione musicale. Il che non vuol dire che la riproduzione è equivalente all’originale: cionondimeno un’ottima riproduzione di un’opera d’arte può dare una serie di cognizioni, stimoli e intuizioni molto importanti e interessanti. Di qui il mio apprezzamento per il progetto delle “Mostre impossibili”. Nicola Spinosa A Castel Sant’Elmo, a Napoli, è stata allestita – nel 2003 – la prima “mostra impossibile”, quella del Caravaggio. Quando mi è stato proposto dalla Rai di ospitare la mostra, avendo constatato la straordinaria qualità delle riproduzioni, ho accolto la richiesta con grande favore. Mi entusiasmava, soprattutto, l’idea di poter vedere, contemporaneamente e nello stesso luogo, l’intera opera del Caravaggio. Abbiamo così una chiave di lettura sintetica, ma anche analitica, grazie alla scala delle riproduzioni realizzate in grandezza naturale e alla loro qualità. Oggi è il momento di Caravaggio, speriamo però che vi siano altre iniziative del genere in futuro, che in ultima analisi non possono non giovare a una più corretta e adeguata conservazione del nostro patrimonio artistico. Denis Mahon Normalmente non è possibile raccogliere tutti gli originali di un singolo artista in un’unica esposizione: pensiamo alla Morte della Vergine al Louvre, che non si sposta mai dal suo museo. Questa impossibilità viene rimossa, per così dire, dalle mostre che, per antifrasi, prendono il nome di “impossibili”. Una caratteristica assolutamente degna di nota è che le riproduzioni sono tutte rigorosamente in scala naturale. Questa riproduzione della Decollazione di san Giovanni Battista è assolutamente fedele alla tela originale, di grandi dimensioni, conservata nella cattedrale di Malta. Le possibilità aperte dalle “mostre impossibili” sono meravigliose. Maurizio Calvesi L’effetto delle riproduzioni di questa “mostra impossibile” è di straordinaria drammaticità. Per esempio, fa quasi rabbrividire il corpo del San Giovanni caduto a terra, mentre dal collo sgorga il sangue nel cui rosso il Caravaggio ha apposto la propria firma: un particolare che si può quasi toccare con mano nella riproduzione, mentre nell’originale non sarebbe possibile avvicinarsi tanto. Allestimento della mostra del Caravaggio nell’ex convento di Santa Sofia, Salerno (2003). È possibile prendere visione di altri esempi di allestimento della mostra dell’opera del Caravaggio visitando il sito www.mostreimpossibili.rai.it. La progettazione di una “mostra impossibile”, in qualunque città d’Italia, è pressoché immediata. Infatti, nell’archivio delle Mostre impossibili, presso il Centro di Produzione Rai di Napoli, sono conservate e catalogate le riproduzioni delle opere più importanti del patrimonio artistico italiano, con tutte le informazioni accessorie. In particolare, l’archivio comprende 14.000 immagini digitalizzate con tecnologie d’avanguardia, decine di documentari realizzati con telecamere ad altissima definizione, pannelli traslucidi per le realizzazioni degli ambienti virtuali. Per la realizzazione delle Mostre impossibili la Rai ha costituito un gruppo di lavoro, operante in questo settore innovativo ormai dal 2003, con il compito di fornire soluzioni collaudate sotto il profilo tecnico e rigorose nella veste culturale: dallo sviluppo dell’idea iniziale, con la scelta delle opere da mostrare e dei sussidi da installare, alle verifiche ambientali, alla fornitura e messa in opera delle riproduzioni, fino alla realizzazione dei supporti di comunicazione. Scheda 1 Gli artisti dell’archivio Rai ⎧ ⎪ ⎪ ⎨ ⎪ ⎪⎩ L’archivio Rai comprende le riproduzioni in alta definizione digitale di 14.000 opere, conservate in 150 musei di 39 città d’Italia. Le 14.000 riproduzioni – immediatamente disponibili – sono opera di 2500 artisti. I 2500 artisti le cui opere sono catalogate e registrate nell’archivio Rai comprendono non soltanto i grandi maestri dell’arte italiana, ma anche gli artisti minori, nonché quelli stranieri le cui opere sono conservate in Italia. Le “mostre impossibili” possono essere ordinate in base agli autori, ai luoghi, ai temi, ecc. A titolo di esempio si veda qui sotto un elenco parziale (appena un ventesimo del totale) degli artisti delle cui opere è disponibile la riproduzione in alta definizione. Andrea del Castagno Mosè Bianchi Canaletto Carlo Crivelli Andrea del Sarto Beato Angelico Caravaggio Giorgio de Chirico Angelo Bronzino Giovanni Bellini Carpaccio Fortunato Depero Pietro Annigoni Ambrogio Bergognone Carlo Carrà Domenico di Bartolo Antonello da Messina Benozzo Gozzoli Annibale Carracci Antoon van Dyck Andrea Appiani Umberto Boccioni Felice Casorati Domenico Veneziano Giuseppe Arcimboldi Giovanni Boldini Marc Chagall Domenichino Francis Bacon Giovanni Antonio Boltraffio Cima da Conegliano Pietro Dorazio Baccio d’Agnolo Hieronymus Bosch Gustave Courbet Dosso Dossi Giacomo Balla Sandro Botticelli Cimabue Duccio di Buoninsegna Amerigo Bartoli Georges Braque Correggio Albrecht Dürer Evaristo Baschenis Bruegel il Giovane Lucas Cranach Gentile da Fabriano Jacopo Bellini Massimo Campigli Tranquillo Cremona Giovanni Fattori Lucio Fontana Carlo Levi G. Pellizza da Volpedo Rosso Fiorentino Vincenzo Foppa Filippo Lippi Perugino Pieter Paul Rubens Giulio Romano Pietro Longhi Giovanni Battista Piazzetta Lorenzo Salimbeni Ghirlandaio Ambrogio Lorenzetti Piccio Sassetta Luca Giordano Lorenzo Lotto Piero della Francesca Toti Scialoja Giorgione Bernardino Luini Piero di Cosimo Giovanni Segantini Giotto Mantegna Pietro da Cortona Gino Severini Benozzo Gozzoli Simone Martini Pinturicchio Luca Signorelli Grechetto Masaccio Pisanello Francesco Solimena El Greco Masolino da Panicale Filippo de Pisis Giovanni Battista Tiepolo Francesco Guardi Melozzo da Forlì Pollaiolo Tintoretto Guercino Michelangelo Buonarrotti Pontormo Tiziano Renato Guttuso Joan Mirò Francesco Primaticcio Giorgio Vasari Holbein il Giovane Moretto da Brescia Raffaello Emilio Vedova Vasilij Kandinski Murillo Rembrandt Diego Velázquez Gustav Klimt Palma il Giovane Guido Reni Paolo Veneziano Silvestro Lega Paolo Uccello Cosimo Rosselli Paolo Veronese Leonardo da Vinci Parmigianino Dante Gabriel Rossetti Andrea Verrocchio Scheda 2 Musei italiani le cui opere sono digitalizzate e catalogate nell’archivio Rai ANCONA BARI ERCOLANO Museo archeologico nazionale delle Marche Castello Svevo Scavi e Teatro Antico di Ercolano BOLOGNA FERRARA Pinacoteca Nazionale Museo Statale di Palazzo Taglieschi Biblioteca Universitaria Gabinetto dei disegni e delle stampe Museo di Palazzo Pepoli Campogrande Pinacoteca Nazionale AREZZO CAGLIARI Casa Vasari Museo statale di Arte Medievale e Moderna Sottochiesa di San Francesco CALCI ANDRIA Castel Del Monte ANGHIARI ASCOLI PICENO Area archeologica Palazzo dei Capitani Pinacoteca Nazionale Certosa Monumentale CODIGORO Museo Pomposiano FIRENZE Biblioteca Medicea Laurenziana Cenacolo del Perugino Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi Cenacolo di Ognissanti Chiostro dello Scalzo Complesso monumentale di Orsammichele Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi Galleria dell’Accademia Galleria Palatina e appartamenti di Palazzo Pitti Galleria d’Arte Modena Galleria degli Uffizi Galleria del costume di Palazzo Pitti Giardino di Boboli Laboratorio degli Arazzi Museo della Casa fiorentina antica (palazzo Davanzati) Museo delle carrozze di Palazzo Pitti Museo delle porcellane Museo degli argenti Museo San Marco Museo delle Cappelle Medicee Museo nazionale del Bargello Opificio delle pietre dure GENOVA PADULA ROMA SIENA Galleria di Palazzo Reale Galleria Nazionale - Palazzo Spinola Certosa di San Lorenzo LUCCA Museo ed Area Archeologica di Paestum Chiesa di Santa Maria delle Nevi Musei della Provincia di Siena Pinacoteca Nazionale Scavi di Pompei Area Archeologica del Foro Romano Archivio Fotografico per la Documentazione dei Restauri Basilica dei Santi Ireneo e Achilleo Basilica sotterranea di Porta Maggiore Domus Aurea Galleria Borghese Galleria Corsini Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Galleria Spada Istituto nazionale per la grafica Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative Museo degli strumenti musicali Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo Museo Nazionale di Palazzo Venezia Museo Nazionale Etrusco Museo Nazionale Romano Pantheon - Chiesa di Santa Maria ad Martires Tomba di Cecilia Metella RAVENNA SALERNO Museo Diocesano PADOVA Basilica di Sant’Apollinare in Classe Mausoleo di Teodorico Museo Nazionale Palazzo di Teodorico Basilica di S. Antonio Cappella degli Scrovegni REGGIO CALABRIA Museo Nazionale e Pinacoteca di Palazzo Mansi Museo Nazionale di Villa Guinigi MANTOVA Museo di Palazzo Ducale MILANO Pinacoteca di Brera Cenacolo Vinciano MODENA Biblioteca Estense Universitaria Galleria Estense Museo Lapidario Estense NAPOLI Castel Sant’Elmo Complesso di San Lorenzo Maggiore Museo Archeologico Nazionale Museo di Capodimonte Museo di San Martino Museo Nazionale della ceramica Duca di Martina Palazzo Reale Parco e Tomba di Virgilio PAESTUM PARMA Galleria Nazionale Teatro Farnese Museo Bodoniano Biblioteca Palatina PERUGIA Galleria Nazionale dell’Umbria Ipogeo dei Volumni Museo Archeologico Nazionale Necropoli del Palazzone PISA Arsenale Mediceo Biblioteca Universitaria Museo Nazionale di Palazzo Reale Museo Nazionale di San Matteo POMPEI Museo Archeologico Nazionale SANSEPOLCRO Casa di Piero della Francesca SASSARI Museo del restauro STILO Chiesa bizantina “La Cattolica” TORINO Armeria Reale Galleria Sabauda Museo Egizio Palazzo Reale TRANI Castello di Trani TRIESTE Galleria Nazionale d’Arte Antica Museo Storico del Castello di Miramare URBINO Galleria Nazionale delle Marche VENEZIA Biblioteca Nazionale Marciana Gallerie dell’Accademia Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro Museo Correr Palazzo ducale Procuratie Nuove ex Palazzo Reale www.mostreimpossibili.rai.it Scheda 3 Aspetti tecnici e organizzativi • L’installazione di una “mostra impossibile” non richiede una particolare illuminazione d’ambiente, essendo tutte le opere dotate di dispositivo retroilluminante. • L’impegno di potenza elettrica per l’alimentazione solitamente è dell’ordine dei 20 kW. Costi - Il contributo richiesto dalla Rai per la realizzazione di una “mostra impossibile” – escluso il costo relativo alla sede espositiva, messa a disposizione dall’istituzione che ospita la mostra e i costi accessori di assicurazio- • Le riproduzioni sono spedite in casse d’imballaggio singole. • Le opere di superficie inferiore a 2 m2 sono fornite di una cornice di 6 cm di bordo (profondità: 6-8 cm). Queste opere possono essere appese sulle pareti, o montate su pannelli e supporti di vario tipo, esattamente come i quadri originali. • Le riproduzioni delle tele e degli affreschi di grande dimensione sono montate da persona- ne, ecc. – varia in relazione al numero delle riproduzioni, alla durata dell’evento, alla lontananza del paese ospitante nonché alla complessità dell’allestimento. le specializzato su strutture autoportanti (profondità: 20-40 cm). • Il montaggio di una mostra di media grandezza (comprendente 30-35 opere) richiede, secondo la complessità dell’allestimento, 3-5 giorni di lavoro. Per lo smontaggio è necessario un tempo più o meno equivalente. • Lo spazio necessario per la realizzazione di una “mostra impossibile” di media grandezza presenta tipicamente uno sviluppo lineare tra i 130 e i 200 metri, considerando una distanza media di 2 m circa tra un’opera e l’altra, la presenza di una dozzina di pannelli illustrativi e di 2-3 tele- I costi di assicurazione, trasporto, custodia, sicurezza, ecc. di queste mostre sono comunque visori da 50 pollici: uno è dedicato alla presentazione del sito Internet della mostra, gli altri alla proiezione di documentari, fiction e film sulla vita e l’opera degli artisti in mostra. • La convenzione tra la Rai, le istituzioni e gli enti, pubblici o privati che intendono realizzare una “mostra impossibile” prevede sia la consegna “chiavi in mano”, comprensiva di trasporto, montaggio e allestimento, sia il particolarmente contenuti, dal momento che prevedono l’esposizione delle riproduzioni e non degli originali. Contatti - Regioni, Enti locali e Istituti pubblici semplice “noleggio” (in questo caso il trasporto e l’installazione sono a carico del partner). • La Rai assume in ogni caso la responsabilità editoriale e scientifica della mostra, affidata a un autorevole storico dell’arte di livello internazionale. o privati possono chiedere un preventivo e prenotare l’allestimento di una “mostra impossibile” scrivendo a: [email protected] Oppure telefonare ai numeri: 06 - 3686.4602 06 - 3686.9575 Rai Le Mostre impossibili www.mostreimpossibili.rai.it un progetto ideato e diretto da Renato Parascandolo Capoprogetto Mario Nutile copy & art: Claudio Piga Coordinamento Gianni Monacelli Convenzioni con le Pubbliche Amministrazioni Eleonora Villanti Responsabile degli archivi Luigi Di Martino Il progetto delle “Mostre impossibili” è realizzato presso il Centro di Produzione TV della Rai di Napoli in collaborazione con la Direzione Sviluppo e Coordinamento Commerciale