RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA
in collaborazione con
MINISTERO
PER I
BENI
E LE
ATTIVITÀ CULTURALI
Le Mostre impossibili
Rai
www.mostreimpossibili.rai.it
le possibili
im
Le Mostre impossibili
L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale
L’idea di allestire un insieme di
“mostre impossibili” nasce da
un’attenta riflessione sulla crisi
strutturale che investe i musei di
tutto il mondo e dalla considerazione che, nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, la riproduzione dev’essere tutelata e valorizzata quanto l’originale, non solo per motivi economici ma, prima di tutto, perché
una diffusione veramente capillare e di massa delle opere d’arte
può essere garantita soltanto dalle riproduzioni: un’istanza di democrazia culturale che ha in Walter Benjamin e André Malraux i
suoi precursori.
L’idea nasce, inoltre, dalla banale constatazione che con il passare del tempo è sempre più diffu-
so il rifiuto dei direttori dei musei, pubblici e privati, di cedere
ad altri musei, sebbene temporaneamente, le loro opere, anche
per i costi sempre più proibitivi
delle assicurazioni.
Nessuna riproduzione, per
quanto tecnicamente perfetta,
può essere più avvincente e toccante dell’opera originale. Tuttavia, la riproduzione fotografica
delle opere d’arte ha consentito a
decine di milioni di persone di conoscere e apprezzare i capolavori
dei grandi artisti di tutti i tempi,
invogliandoli, al tempo stesso, a
visitare i luoghi che li ospitano
per poterli ammirare nello splendore della loro autenticità.
Renato Parascandolo
Riproduzione in altissima definizione dell’Ultima cena
di Leonardo, nelle sue dimensioni reali (8,80 × 4,60 m).
Foto qui sopra: ripresa fotografica.
In alto a destra: dopo la scansione digitale e la calibrazione del colore, la riproduzione dell’affresco viene
stampata mediante plotter a getto d’inchiostro su un
supporto omogeneo a grana finissima, delle stesse dimensioni dell’originale.
Accanto: allestimento nel Palazzo della Gran Guardia,
Verona, in occasione del PRIX ITALIA 2007.
Nella pagina a fronte: allestimento nella Chiesa di
Santa Croce, Vinci, in occasione della mostra “L’impossibile Leonardo” (2008). La riproduzione, montata
su un telaio rigido, è retroilluminata.
“Le Mostre impossibili” in breve
• Le “mostre impossibili” presentano i capolavori dell’arte in riproduzioni ad altissima definizione, in scala 1:1.
• Consentono di raccogliere in un unico ambiente espositivo opere
disperse nei musei di
tutto il mondo, negli
edifici pubblici, nelle
collezioni private, nelle chiese, ecc. (oltre alle tele e alle tavole, anche gli affreschi).
• Sono sovente l’unica
soluzione praticabile
per presentare l’opera
omnia di un artista.
• La riproduzione è realizzata a partire da una
matrice ad altissima risoluzione, poi digitalizzata, calibrata nei valori di luminosità e cromaticità, quindi trasferita su un supporto
omogeneo e trasparente a grana finissima
delle stesse dimensioni
dell’originale.
• Le riproduzioni sono
“certificate”, nel senso
che la loro fedeltà all’originale è comprovata da autorevoli storici dell’arte italiani e
stranieri.
• Le mostre impossibili
comprendono un insieme di moduli facilmente assemblabili: le riproduzioni stesse, corredate dei pannelli
esplicativi; un sito Internet, approntato appositamente (la moderna versione dei tradizionali cataloghi), dove è possibile leggere,
vedere e ascoltare numerosi approfondimenti; un insieme di
sussidi
audiovisivi
(multivisioni, documentari, fiction, Dvd,
ecc.); audioguide realizzate con il contributo di autorevoli critici
e storici dell’arte.
• Gli allestimenti sono facili ed economici: non
richiedono particolari
costi di assicurazione,
speciali cautele, né illuminazione d’ambiente
(le opere sono retroilluminate). I “quadri da
camera” sono montati,
come i quadri origina-
li, su una cornice della
profondità di 6-8 cm.
Le riproduzioni delle
tele e degli affreschi di
grandi dimensioni sono
montate su strutture
autoportanti.
• Dopo la prima grande
mostra del Caravaggio
a Napoli (2003), nuove
mostre sono state finora allestite a Salerno,
Roma, Malta, Chicago,
Santa Cruz, Porto Ercole, Catania, Torino,
Avellino, Vigevano, ecc.
Tali mostre, dedicate a
Caravaggio, Raffaello
e Leonardo, hanno registrato un’affluenza
complessiva di oltre
800.000 persone.
• La Rai sta creando,
d’intesa con le Regioni
e gli Enti locali, un circuito nazionale di sale
per l’esposizione delle
mostre impossibili, in
permanenza e a rotazione, nei palazzi storici delle città italiane.
• Allestire una mostra
impossibile è facile: infatti, la Rai dispone di
14.000 riproduzioni in
alta definizione dei capolavori d’arte conservati in 150 musei di 39
città d’Italia.
Il confronto di due opere non è più il confronto di un’opera e un ricordo
Che cosa avevano visto, fino al 1900, co-
e di un quadro visto a Madrid o a Roma
un museo immaginario, che spingerà al-
loro le cui riflessioni sull’arte rimangono
era il confronto tra un quadro e un ricor-
l’estremo l’incompleto confronto imposto
per noi rivelatrici o significative? Soltan-
do. La memoria visiva non è infallibile e,
dai musei veri: rispondendo all’appello
to due o tre musei, e le fotografie, le inci-
spesso, intere settimane separavano
di questi, le arti figurative hanno inven-
sioni o le copie di piccola parte dei capo-
l’esame delle due tele. […] Oggi disponia-
tato la riproduzione seriale dell’opera
lavori d’Europa; la maggioranza dei loro
mo, per supplire alle lacune della nostra
d’arte. […]
lettori aveva visto ancor meno.
memoria, di un numero d’opere significa-
La storia dell’arte, da cent’anni a que-
C’era allora, nelle conoscenze artisti-
tive che supera largamente il numero di
sta parte, non appena sfugge agli specia-
che, una zona incerta, dovuta al fatto
quelle che potrebbero essere raccolte nel
listi, è storia di quanto è fotografabile.
che il confronto di un quadro del Louvre
più grande dei musei. S’è aperto, infatti,
André Malraux,
Les voix du silence, 1947
Accanto e nella pagina a fronte, mostra di Raffaello
allestita nel Palazzo Reale di Napoli, 2006. Nelle altre
pagine di questo opuscolo si trovano esempi di allestimenti realizzati in sedi storiche del patrimonio monumentale italiano, castelli, chiese e centri culturali.
www.caravaggio.rai.it
Tratto da Caravaggio, di Silverio Blasi (1967)
10-La Buona Ventura
(1593-1594)
99 x 131 Parigi Musée du Louvre
Ricerca analitica
Sito dedicato alla mostra impossibile dell’opera del Caravaggio. Il sito presenta: le riproduzioni di 69 dipinti, con possibilità di ingrandimento progressivo (zoom) dei dettagli di ciascuno di essi; un esempio di allestimento (a Castel Sant’Elmo, Napoli, 2003), con
visione panoramica delle sale di esposizione; il commento audio delle singole opere da parte di tre storici dell’arte; approfondimenti
testuali, iconografici e audiovisivi; la lezione-spettacolo di Dario Fo, “Caravaggio al tempo del Caravaggio”. Qui sopra, “La buona
ventura” e – nel riquadro – l’approfondimento costituito dallo sceneggiato sulla vita del Caravaggio, realizzato dalla Rai nel 1967,
interpretato, fra gli altri, da Gian Maria Volonté e Ottavia Piccolo (qui nella parte della zingara della buona ventura).
Un sistema integrato di comunicazione: pannelli esplicativi, cataloghi, inviti, locandine,
manifesti, siti Web, documentari, audioguide, Dvd, programmi televisivi
Regione
Campania
Rai
CARAVAGGIO
Malta, Caraffa Stores • 2004, May 1st - June 30th
una mostra impossibile
www.caravaggio.rai.it
Ciascuna “mostra impossibile” è un sistema di comunicazione, comprendente non solo le riproduzioni in scala 1 : 1
(nonché le loro didascalie
e i pannelli illustrativi),
ma anche un sito Web e,
inoltre, un libretto di sala, libri, trasmissioni televisive, Dvd, performance teatrali, film e sceneggiati sulla vita e l’opera dei grandi artisti.
Qui accanto: mostra
del Caravaggio a Napoli,
2003 (questa è stata la
prima delle “mostre impossibili” della Rai).
In basso: a sinistra, foto di scena della lezionespettacolo “Caravaggio al
tempo del Caravaggio”,
scritta e interpretata da
Dario Fo, con Franca Rame, in occasione della mostra del Caravaggio a Castel Sant’Angelo, Roma,
2004. Al centro: rappresentazione studentesca
presso il Loyola University Museum of Art (2005),
Chicago, dove la mostra è
stata allestita. Accanto:
stendardo per la mostra
allestita a Malta (2004).
Il parere di alcuni illustri storici dell’arte sulle “Mostre impossibili”
Salvatore Settis
A me piacciono le copie. Mi piacciono perché diffondono la conoscenza delle opere d’arte. Qualche volta servono per sostituirle. Servono anche a salvare alcuni monumenti importanti dall’aggressione degli agenti inquinanti. Pensiamo alla Porta del Paradiso del Battistero di Firenze, trasportata in un museo e sostituita in loco da una copia.
In questo caso la copia salva l’originale.
In Giappone si conservano – nell’isola di Shikoku – moltissime copie di arte occidentale, per la maggior parte italiana. Per i giapponesi, che vivono così lontano dai luoghi dove si trovano gli originali, una visita all’isola costituisce un’occasione straordinaria di conoscenza. Fra i 200.000 visitatori che ogni anno si recano in quel museo, non
c’è dubbio che molti vorranno poi vedere gli originali. La copia vale in quanto rimanda all’originale, non per sé.
Ferdinando Bologna
Le “mostre impossibili” consentono una più approfondita conoscenza delle opere e un accostamento, per confronto, di opere che sono normalmente lontanissime fra di loro. Soprattutto, questa nuova generazione di riproduzioni d’arte, ad altissima definizione e a grandezza naturale, consente un approccio agli originali che gli originali stessi, nelle condizioni in cui normalmente si trovano, sia nei musei sia nelle sedi proprie, non consentono. Anche per questo considero geniale il progetto delle “mostre impossibili” ideato e sviluppato, con perseveranza e rigore, da Renato Parascandolo.
Claudio Strinati
Numerosi sono gli studiosi e gli appassionati di musica che conoscono certe composizioni ed esecuzioni quasi esclusivamente attraverso la riproduzione discografica. La riproduzione di un’opera pittorica – purché di qualità, sia nell’esecuzione, sia nella rappresentazione – presenta qualche analogia con la riproduzione musicale. Il che non
vuol dire che la riproduzione è equivalente all’originale: cionondimeno un’ottima riproduzione di un’opera d’arte può dare una serie di cognizioni, stimoli e intuizioni molto importanti e interessanti. Di qui il mio apprezzamento per il progetto delle “Mostre impossibili”.
Nicola Spinosa
A Castel Sant’Elmo, a Napoli, è stata allestita – nel 2003 – la prima “mostra impossibile”, quella del Caravaggio. Quando mi è stato proposto dalla Rai di ospitare la mostra, avendo constatato la straordinaria qualità delle riproduzioni, ho accolto la richiesta con grande favore. Mi entusiasmava, soprattutto, l’idea di poter vedere, contemporaneamente e nello stesso luogo, l’intera opera del Caravaggio. Abbiamo così una chiave di lettura sintetica, ma anche analitica, grazie alla scala delle riproduzioni realizzate in grandezza naturale e alla loro qualità. Oggi è il momento di Caravaggio, speriamo però che vi siano altre iniziative del genere in futuro, che in ultima analisi non
possono non giovare a una più corretta e adeguata conservazione del nostro patrimonio artistico.
Denis Mahon
Normalmente non è possibile raccogliere tutti gli originali di un singolo artista in un’unica esposizione: pensiamo alla Morte della Vergine al Louvre, che non si sposta mai dal
suo museo. Questa impossibilità viene rimossa, per così dire, dalle mostre che, per antifrasi, prendono il nome di “impossibili”. Una caratteristica assolutamente degna di nota è che le riproduzioni sono tutte rigorosamente in scala naturale. Questa riproduzione della Decollazione di san Giovanni Battista è assolutamente fedele alla tela originale,
di grandi dimensioni, conservata nella cattedrale di Malta. Le possibilità aperte dalle “mostre impossibili” sono meravigliose.
Maurizio Calvesi
L’effetto delle riproduzioni di questa “mostra impossibile” è di straordinaria drammaticità. Per esempio, fa quasi rabbrividire il corpo del San Giovanni caduto a terra,
mentre dal collo sgorga il sangue nel cui rosso il Caravaggio ha apposto la propria firma: un particolare che si può quasi toccare con mano nella riproduzione, mentre nell’originale non sarebbe possibile avvicinarsi tanto.
Allestimento della mostra del Caravaggio nell’ex convento di Santa Sofia, Salerno (2003). È possibile prendere visione di altri esempi di allestimento della mostra dell’opera del Caravaggio visitando il sito www.mostreimpossibili.rai.it.
La progettazione di una “mostra impossibile”, in qualunque città d’Italia, è pressoché immediata. Infatti, nell’archivio delle Mostre impossibili, presso il Centro di Produzione Rai di Napoli, sono conservate e catalogate le riproduzioni delle opere più importanti del patrimonio artistico italiano, con tutte le informazioni accessorie. In
particolare, l’archivio comprende 14.000 immagini digitalizzate con tecnologie d’avanguardia, decine di documentari realizzati con telecamere ad altissima definizione,
pannelli traslucidi per le realizzazioni degli ambienti virtuali.
Per la realizzazione delle Mostre impossibili la Rai ha costituito un gruppo di lavoro, operante in questo settore innovativo ormai dal 2003, con il compito di fornire soluzioni collaudate sotto il profilo tecnico e rigorose nella veste culturale: dallo sviluppo dell’idea iniziale, con la scelta delle opere da mostrare e dei sussidi da installare,
alle verifiche ambientali, alla fornitura e messa in opera delle riproduzioni, fino alla realizzazione dei supporti di comunicazione.
Scheda 1
Gli artisti dell’archivio Rai
⎧
⎪
⎪
⎨
⎪
⎪⎩
L’archivio Rai comprende le riproduzioni in alta definizione digitale
di 14.000 opere, conservate in 150 musei di 39 città d’Italia.
Le 14.000 riproduzioni – immediatamente disponibili – sono opera
di 2500 artisti.
I 2500 artisti le cui opere sono catalogate e registrate nell’archivio
Rai comprendono non soltanto i grandi maestri dell’arte italiana,
ma anche gli artisti minori, nonché quelli stranieri le cui opere sono
conservate in Italia.
Le “mostre impossibili” possono essere ordinate in base agli autori,
ai luoghi, ai temi, ecc.
A titolo di esempio si veda qui sotto un elenco parziale (appena un ventesimo del totale) degli artisti delle cui opere è disponibile la riproduzione in alta definizione.
Andrea del Castagno
Mosè Bianchi
Canaletto
Carlo Crivelli
Andrea del Sarto
Beato Angelico
Caravaggio
Giorgio de Chirico
Angelo Bronzino
Giovanni Bellini
Carpaccio
Fortunato Depero
Pietro Annigoni
Ambrogio Bergognone
Carlo Carrà
Domenico di Bartolo
Antonello da Messina
Benozzo Gozzoli
Annibale Carracci
Antoon van Dyck
Andrea Appiani
Umberto Boccioni
Felice Casorati
Domenico Veneziano
Giuseppe Arcimboldi
Giovanni Boldini
Marc Chagall
Domenichino
Francis Bacon
Giovanni Antonio Boltraffio
Cima da Conegliano
Pietro Dorazio
Baccio d’Agnolo
Hieronymus Bosch
Gustave Courbet
Dosso Dossi
Giacomo Balla
Sandro Botticelli
Cimabue
Duccio di Buoninsegna
Amerigo Bartoli
Georges Braque
Correggio
Albrecht Dürer
Evaristo Baschenis
Bruegel il Giovane
Lucas Cranach
Gentile da Fabriano
Jacopo Bellini
Massimo Campigli
Tranquillo Cremona
Giovanni Fattori
Lucio Fontana
Carlo Levi
G. Pellizza da Volpedo
Rosso Fiorentino
Vincenzo Foppa
Filippo Lippi
Perugino
Pieter Paul Rubens
Giulio Romano
Pietro Longhi
Giovanni Battista Piazzetta
Lorenzo Salimbeni
Ghirlandaio
Ambrogio Lorenzetti
Piccio
Sassetta
Luca Giordano
Lorenzo Lotto
Piero della Francesca
Toti Scialoja
Giorgione
Bernardino Luini
Piero di Cosimo
Giovanni Segantini
Giotto
Mantegna
Pietro da Cortona
Gino Severini
Benozzo Gozzoli
Simone Martini
Pinturicchio
Luca Signorelli
Grechetto
Masaccio
Pisanello
Francesco Solimena
El Greco
Masolino da Panicale
Filippo de Pisis
Giovanni Battista Tiepolo
Francesco Guardi
Melozzo da Forlì
Pollaiolo
Tintoretto
Guercino
Michelangelo Buonarrotti
Pontormo
Tiziano
Renato Guttuso
Joan Mirò
Francesco Primaticcio
Giorgio Vasari
Holbein il Giovane
Moretto da Brescia
Raffaello
Emilio Vedova
Vasilij Kandinski
Murillo
Rembrandt
Diego Velázquez
Gustav Klimt
Palma il Giovane
Guido Reni
Paolo Veneziano
Silvestro Lega
Paolo Uccello
Cosimo Rosselli
Paolo Veronese
Leonardo da Vinci
Parmigianino
Dante Gabriel Rossetti
Andrea Verrocchio
Scheda 2
Musei italiani le cui opere sono digitalizzate e catalogate nell’archivio Rai
ANCONA
BARI
ERCOLANO
Museo archeologico nazionale
delle Marche
Castello Svevo
Scavi e Teatro Antico di Ercolano
BOLOGNA
FERRARA
Pinacoteca Nazionale
Museo Statale di Palazzo Taglieschi
Biblioteca Universitaria
Gabinetto dei disegni e delle stampe
Museo di Palazzo Pepoli Campogrande
Pinacoteca Nazionale
AREZZO
CAGLIARI
Casa Vasari
Museo statale di Arte Medievale
e Moderna
Sottochiesa di San Francesco
CALCI
ANDRIA
Castel Del Monte
ANGHIARI
ASCOLI PICENO
Area archeologica Palazzo
dei Capitani
Pinacoteca Nazionale
Certosa Monumentale
CODIGORO
Museo Pomposiano
FIRENZE
Biblioteca Medicea Laurenziana
Cenacolo del Perugino
Cenacolo di Andrea del Sarto a San
Salvi
Cenacolo di Ognissanti
Chiostro dello Scalzo
Complesso monumentale
di Orsammichele
Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi
Galleria dell’Accademia
Galleria Palatina e appartamenti
di Palazzo Pitti
Galleria d’Arte Modena
Galleria degli Uffizi
Galleria del costume di Palazzo Pitti
Giardino di Boboli
Laboratorio degli Arazzi
Museo della Casa fiorentina antica
(palazzo Davanzati)
Museo delle carrozze di Palazzo Pitti
Museo delle porcellane
Museo degli argenti
Museo San Marco
Museo delle Cappelle Medicee
Museo nazionale del Bargello
Opificio delle pietre dure
GENOVA
PADULA
ROMA
SIENA
Galleria di Palazzo Reale
Galleria Nazionale - Palazzo Spinola
Certosa di San Lorenzo
LUCCA
Museo ed Area Archeologica
di Paestum
Chiesa di Santa Maria delle Nevi
Musei della Provincia di Siena
Pinacoteca Nazionale
Scavi di Pompei
Area Archeologica del Foro Romano
Archivio Fotografico
per la Documentazione dei Restauri
Basilica dei Santi Ireneo e Achilleo
Basilica sotterranea di Porta Maggiore
Domus Aurea
Galleria Borghese
Galleria Corsini
Galleria Nazionale d’Arte Antica
di Palazzo Barberini
Galleria Nazionale d’Arte Moderna
e Contemporanea
Galleria Spada
Istituto nazionale per la grafica
Museo Boncompagni Ludovisi
per le Arti decorative
Museo degli strumenti musicali
Museo Nazionale di Castel
Sant’Angelo
Museo Nazionale di Palazzo Venezia
Museo Nazionale Etrusco
Museo Nazionale Romano
Pantheon - Chiesa di Santa Maria
ad Martires
Tomba di Cecilia Metella
RAVENNA
SALERNO
Museo Diocesano
PADOVA
Basilica di Sant’Apollinare in Classe
Mausoleo di Teodorico
Museo Nazionale
Palazzo di Teodorico
Basilica di S. Antonio
Cappella degli Scrovegni
REGGIO CALABRIA
Museo Nazionale e Pinacoteca
di Palazzo Mansi
Museo Nazionale di Villa Guinigi
MANTOVA
Museo di Palazzo Ducale
MILANO
Pinacoteca di Brera
Cenacolo Vinciano
MODENA
Biblioteca Estense Universitaria
Galleria Estense
Museo Lapidario Estense
NAPOLI
Castel Sant’Elmo
Complesso di San Lorenzo Maggiore
Museo Archeologico Nazionale
Museo di Capodimonte
Museo di San Martino
Museo Nazionale della ceramica
Duca di Martina
Palazzo Reale
Parco e Tomba di Virgilio
PAESTUM
PARMA
Galleria Nazionale
Teatro Farnese
Museo Bodoniano
Biblioteca Palatina
PERUGIA
Galleria Nazionale dell’Umbria
Ipogeo dei Volumni
Museo Archeologico Nazionale
Necropoli del Palazzone
PISA
Arsenale Mediceo
Biblioteca Universitaria
Museo Nazionale di Palazzo Reale
Museo Nazionale di San Matteo
POMPEI
Museo Archeologico Nazionale
SANSEPOLCRO
Casa di Piero della Francesca
SASSARI
Museo del restauro
STILO
Chiesa bizantina “La Cattolica”
TORINO
Armeria Reale
Galleria Sabauda
Museo Egizio
Palazzo Reale
TRANI
Castello di Trani
TRIESTE
Galleria Nazionale d’Arte Antica
Museo Storico del Castello
di Miramare
URBINO
Galleria Nazionale delle Marche
VENEZIA
Biblioteca Nazionale Marciana
Gallerie dell’Accademia
Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro
Museo Correr
Palazzo ducale
Procuratie Nuove ex Palazzo Reale
www.mostreimpossibili.rai.it
Scheda 3
Aspetti tecnici e organizzativi
• L’installazione di una
“mostra impossibile”
non richiede una particolare illuminazione
d’ambiente, essendo
tutte le opere dotate di
dispositivo retroilluminante.
• L’impegno di potenza
elettrica per l’alimentazione solitamente è
dell’ordine dei 20 kW.
Costi - Il contributo richiesto dalla Rai per la
realizzazione di una
“mostra impossibile”
– escluso il costo relativo alla sede espositiva,
messa a disposizione
dall’istituzione che ospita la mostra e i costi accessori di assicurazio-
• Le riproduzioni sono
spedite in casse d’imballaggio singole.
• Le opere di superficie
inferiore a 2 m2 sono
fornite di una cornice di
6 cm di bordo (profondità: 6-8 cm). Queste
opere possono essere
appese sulle pareti, o
montate su pannelli e
supporti di vario tipo,
esattamente come i quadri originali.
• Le riproduzioni delle
tele e degli affreschi di
grande dimensione sono montate da persona-
ne, ecc. – varia in relazione al numero delle riproduzioni, alla durata
dell’evento, alla lontananza del paese ospitante nonché alla complessità dell’allestimento.
le specializzato su
strutture autoportanti
(profondità: 20-40 cm).
• Il montaggio di una
mostra di media grandezza (comprendente
30-35 opere) richiede,
secondo la complessità
dell’allestimento, 3-5
giorni di lavoro. Per lo
smontaggio è necessario un tempo più o meno equivalente.
• Lo spazio necessario
per la realizzazione di
una “mostra impossibile” di media grandezza
presenta tipicamente
uno sviluppo lineare
tra i 130 e i 200 metri,
considerando una distanza media di 2 m
circa tra un’opera e
l’altra, la presenza di
una dozzina di pannelli
illustrativi e di 2-3 tele-
I costi di assicurazione,
trasporto, custodia, sicurezza, ecc. di queste
mostre sono comunque
visori da 50 pollici: uno
è dedicato alla presentazione del sito Internet della mostra, gli altri alla proiezione di
documentari, fiction e
film sulla vita e l’opera
degli artisti in mostra.
• La convenzione tra la
Rai, le istituzioni e gli
enti, pubblici o privati
che intendono realizzare una “mostra impossibile” prevede sia
la consegna “chiavi in
mano”, comprensiva
di trasporto, montaggio e allestimento, sia il
particolarmente contenuti, dal momento che
prevedono l’esposizione delle riproduzioni e
non degli originali.
Contatti - Regioni, Enti
locali e Istituti pubblici
semplice “noleggio” (in
questo caso il trasporto e l’installazione sono a carico del partner).
• La Rai assume in ogni
caso la responsabilità
editoriale e scientifica
della mostra, affidata
a un autorevole storico
dell’arte di livello internazionale.
o privati possono chiedere un preventivo e
prenotare l’allestimento di una “mostra impossibile” scrivendo a:
[email protected]
Oppure telefonare ai
numeri:
06 - 3686.4602
06 - 3686.9575
Rai
Le Mostre impossibili
www.mostreimpossibili.rai.it
un progetto ideato e diretto da
Renato Parascandolo
Capoprogetto
Mario Nutile
copy & art: Claudio Piga
Coordinamento
Gianni Monacelli
Convenzioni con le Pubbliche Amministrazioni
Eleonora Villanti
Responsabile degli archivi
Luigi Di Martino
Il progetto delle “Mostre impossibili” è realizzato
presso il Centro di Produzione TV della Rai di Napoli
in collaborazione con la Direzione Sviluppo e Coordinamento Commerciale
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