L’Amministrazione Comunale e la Comunità di Tavagnacco
ringraziano la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo
del Friuli Venezia Giulia per aver donato all’Università degli Studi di Udine
un densitometro ad ultrasuoni utile per la ricerca.
Comune di Tavagnacco
Assessorato alle Pari Opportunità
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE
Dipartimento di Scienze Chirurgiche
Clinica di Ginecologia e Ostetricia
PROGETTO SALUTE DONNA
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Comune di Tavagnacco
Assessorato alle Pari Opportunità
“Diamo un Calcio all’Osteoporosi” è un ulteriore tassello
“realizzativo” del concreto percorso di servizi e progetti mirati
alle donne, intrapreso in questi anni dall’Assessorato alle Pari
Opportunità.
L’impegno progettuale in termini di prevenzione ed informazione è finalizzato alla salute ed in generale alla percezione
del proprio benessere psico–fisico da parte dell’universo femminile.
Il percorso “educativo” alla salute volto quindi alla nostra
comunità, attuato in sinergia con il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università degli Studi di Udine, viene intrapreso da
circa settecento donne di Tavagnacco: donne che hanno condiviso il fine della “sfida” ovvero il saperne di più sul proprio sé.
La pubblicazione che Vi proponiamo va oltre alla semplice
rappresentazione ed elaborazione dei dati raccolti in questi
quattro anni di attività: volutamente va oltre!
Suggerimenti ed informazioni su come e perché “adottare”
uno stile di vita sano qui descritti intendono essere spunti di
riflessione sul “come e perchè” condividere nel futuro prossimo altre “sfide” in termini di servizi e formazione permanente
sempre proposti dall’Amministrazione per la popolazione femminile.
E ottobre, mese indicato come “mese della prevenzione” a
livello nazionale, è il momento giusto!
Mario Pezzetta
Chiara Comuzzo
Sindaco
Assessore alle Pari Opportunità
e all’Ambiente
L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Tavagnacco promuove numerosi progetti rivolti alla popolazione femminile, tra cui il Centro di
Ascolto e Consulenza delle donne,
iniziativa realizzata con il contributo regionale L.R. 17/2000.
Il Centro di Ascolto e Consulenza delle
donne è attivo dal 14 dicembre 1998.
E’ un servizio comunale, pubblico e
laico, istituito dall’Assessorato alle Pari
Opportunità del Comune di Tavagnacco.
Tutte le prestazioni sono completamente gratuite e su appuntamento:
consulenza psicologica per affrontare il disagio e superare i momenti critici;
psicoterapia individuale e di gruppo
per elaborare un nuovo progetto di vita,
acquisire fiducia e sicurezza;
consulenza legale per assistere la
donna nella denuncia di abusi e maltrattamenti, per fornire informazioni sul diritto
civile e penale, in particolare sul diritto di
famiglia: separazioni, divorzi, affidamento minori;
mediazione per le donne immigrate:
una consulenza personalizzata per migliorare l’integrazione;
terapia di gruppo contro l’iperfagia per promuovere un sano rapporto
con sé, con il cibo e migliorare la qualità
della vita;
training autogeno: attività corporea
di rilassamento per affrontare le ansie e i
condizionamenti da stress;
formazione permanente: legale,
psicologica, alimentare, sanitaria per il
benessere psico-fisico delle donne;
spazio di lettura: una biblioteca dedicata all’universo femminile, spazio di
informazione e approfondimento, di incontro e confronto.
Le consulenze sono anonime e prestate da professioniste non residenti nel
Comune di Tavagnacco.
Ogni anno il Centro effettua oltre
700 consulenze, svolge attività di gruppo a cadenza settimanale e attua percorsi
di formazione permanente.
Il servizio è aperto a tutte le donne,
anche provenienti da fuori regione.
Per informazioni:
Sede Municipale, Piazza Indipendenza 1
Feletto Umberto - Tel. 0432 575538
e-mail:
[email protected]
sito internet:
www.comune.tavagnacco.ud.it/centro.donne
Orario di apertura al pubblico:
Lunedì 14.30-16.30
Martedì, Mercoledì,
Giovedì e Venerdì 10.00-12.00
Indice
Perché questo opuscolo ............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.
9
Il progetto “Diamo un calcio all’osteoporosi”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 10
Com’è il nostro scheletro? ......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 12
Cos’è l’osteoporosi? ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13
Cause e fattori di rischio dell’osteoporosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 14
Come si diagnostica?.................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 15
Come si cura? .............................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16
Come si previene? ....................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 17
La giusta attività fisica ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 21
La giusta alimentazione.............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 27
Le regole per invecchiare bene ................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 30
Ricette gustose e ricche di calcio .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 35
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
La figura del ginecologo riveste un importante ruolo nell’attività di prevenzione
della salute della donna, dall’adolescenza
alla terza età.
Il Comune di Tavagnacco ha da tempo
sottolineato l’importanza della prevenzione nel mondo femminile, con il “Progetto Salute Donna” di qualche anno fa
e ultimamente con il progetto “Diamo
un calcio all’osteoporosi” finalizzato alle
donne tra i 45-75 anni in collaborazione
con la Clinica di Ginecologia e Ostetricia
dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di
Udine, che è sempre aperta alla promozione della salute con un’attiva azione sul
territorio.
L’osteoporosi è una malattia rilevante
nelle donne dopo la menopausa e nella
terza età, soprattutto in presenza di fattori di rischio, identificabili con un’adeguata anamnesi. Con l’allungarsi della
vita media delle donne è sempre maggiore il tempo trascorso dopo la menopausa,
per cui è un dovere sociale delle Istituzioni e del Mondo Sanitario poter garantire
una buona qualità della vita in questo
periodo. Il progetto “Diamo un calcio
all’osteoporosi” ha selezionato il rischio
osteoporotico tramite un questionario
postale inviato a 2759 residenti di sesso femminile del comune di Tavagnacco
e successivamente le donne, che hanno
aderito, sono state sottoposte a ultrasonometria delle falangi. L’obiettivo del
progetto è stato, oltre all’individuazione
delle donne già affette da osteoporosi,
soprattutto quello di identificare le donne a rischio per questo tipo di patologia.
Ne deriva peraltro la proposta di un corretto stile di vita, fondamentale fattore
di protezione nella logica di promuovere
un’azione preventiva su questa patologia
di grosso impatto e talvolta notevolmente invalidante nella terza età.
In questo opuscolo vengono presentati i risultati del progetto e viene proposto un breve vademecum sull’osteoporosi. Particolare attenzione è stata rivolta,
come già ribadito, alla prevenzione inserendo consigli, suggerimenti, informazioni con l’obiettivo di propagandare un
corretto stile di vita come proposto alle
pazienti che hanno aderito all’iniziativa.
Prof. Diego Marchesoni
Direttore della Clinica
di Ginecologia e Ostetricia
Università degli Studi di Udine
9
Perché questo opuscolo
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Il progetto “Diamo
un calcio all’osteoporosi”
10
L’osteoporosi è definita la malattia “in
rosa” perché colpisce più frequentemente le donne rispetto ai maschi (una donna
su tre si ammala di osteoporosi dopo la
menopausa). È anche definita “killer silenzioso” perché non manifesta sintomi
di alcun tipo fino a quando non compare
il dolore legato alla frattura ossea.
E’ una malattia caratterizzata da progressiva perdita di calcio da parte dell’osso, che per questo motivo diventa
sempre più fragile e a rischio di fratture,
anche per traumi di lieve entità. Le sedi
più frequenti di frattura sono il polso, le
vertebre e il femore: quest’ultima sede è
la più grave e invalidante.
Secondo i dati dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS), nel 1990
si sono verificate circa 1.700.000 fratture
di femore nel mondo; ne sono previste
6.300.000 per il 2050. In Italia se ne contano circa duecento al giorno. Ma l’aspetto più grave è che, per i più anziani, una
frattura al femore equivale alla perdita
dell’autonomia individuale e sociale.
Questi numeri impongono alle organizzazioni sanitarie un’attenzione maggiore per identificare i soggetti a rischio
e le terapie più appropriate. Contemporaneamente richiedono a ogni persona
un’attenta prevenzione.
Proprio con lo scopo di prevenire e
curare meglio alcune malattie frequenti
nella popolazione femminile, l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune
di Tavagnacco ha condotto uno studio
sull’osteoporosi. Perciò è nato, a partire
dal 2004, il programma “Diamo un Calcio all’Osteoporosi” con la collaborazione
della Clinica Ginecologica dell’Università
degli Studi di Udine.
Il programma è articolato in 5 fasi:
1. spedizione di un questionario alla
popolazione femminile residente, di età
compresa tra i 45 e i 75 anni, al fine di
valutare il rischio di osteoporosi;
2. analisi dei questionari pervenuti e
valutazione dei fattori di rischio presenti
nella popolazione;
3. esecuzione dell’esame densitometrico a tutte le pazienti che hanno risposto e spedito il questionario;
4. proposta terapeutica e controllo
ambulatoriale per le pazienti risultate
osteoporotiche;
5. studio del rapporto tra i fattori di
rischio e la comparsa di osteoporosi per
individuare precocemente le pazienti a
rischio, per proporre uno stile di vita e
consigli dietetici che prevengono e controllano l’insorgere della malattia.
I questionari sono stati spediti a 2.759
donne del comune di Tavagnacco, di età
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
• stile di vita: che comprende attività
fisica e appropriata esposizione al sole
• corretta alimentazione: che consenta
un giusto apporto di calcio
• integrazione di calcio e vitamine
• trattamento farmacologico
Abbiamo consigliato un trattamento farmacologico in 125 casi: per
80 pazienti si è trattato di integrazione
calcio-vitaminica; le rimanenti 45 pazienti
sono state sottoposte a trattamento ormonale sostitutivo e con bifosfonati, che
sono farmaci in grado di bloccare il riassorbimento osseo.
L’analisi ha dimostrato che i fattori di
rischio significativi sono:
- la menopausa precoce
- la familiarità per osteoporosi
- la dieta povera di calcio
.
- la scarsa attività fisica
anche se la loro quantificazione risulta
difficile da valutare.
La terapia ormonale sostitutiva è risultata protettiva nei confronti della malattia: questo conferma il ruolo importante
degli estrogeni nel diminuire l’insorgenza
dell’osteoporosi.
11
compresa tra i 45 e i 75 anni, e a questi
ha risposto il 21,7%, per 600 questionari. Contattate, 559 donne hanno accettato di sottoporsi a una densitometria
ossea con densitometro a ultrasuoni delle
falangi. In seguito sono state selezionate
le persone con maggiori fattori di rischio.
Ne è derivato che 86 donne sono risultate
osteoporotiche (15,4%), 92 osteopeniche (16,45%) (l’osteopenia è lo stadio
che precede l’osteoporosi), e le restanti
presentavano un quadro normale. Più del
30% delle pazienti ha quindi presentato
un’importante perdita di calcio, di cui alcune con osteoporosi manifesta.
Alle pazienti risultate osteoporotiche
con il metodo ad ultrasuoni è stato proposto un approfondimento diagnostico
con indagine DEXA a livello di colonna e
femore, eseguita presso l’Istituto di Medicina Nucleare. Su 60 casi a cui era stata
suggerita questa indagine, a 28 è stata
confermata l’osteoporosi (questo dato
fa riferimento alle donne che ci hanno
fatto visionare l’esame eseguito). A queste pazienti è stata proposta la radiografia rachide lombosacrale in proiezione latero-laterale per essere inserite nella nota
79, che prevede il rimborso del farmaco
per il trattamento dell’osteoporosi.
Ad ogni paziente, secondo il grado di
demineralizzazione ossea, è stato proposto un intervento articolato in più fasi:
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Com’è il nostro scheletro?
Anche se non sembra, il nostro scheletro con le sue 203 ossa è una parte “viva”
del nostro corpo. Infatti il tessuto osseo, che
contiene minerali quali calcio e fosfati, è dinamico e si modella di continuo formando e
riassorbendo il tessuto stesso per tutto il corso della vita, anche dopo la fase di crescita.
Dalla nascita fino ai 20 anni circa lo scheletro cresce e si sviluppa. Le ossa aumentano
di peso e di volume. Segue una fase di consolidamento, che può arrivare fino ai 25-30
anni di età, raggiungendo il cosiddetto “picco di massa ossea”, cioè il livello massimo di
contenuto di minerali.
Più avanti l’osso perde lo smalto della
giovinezza e inizia una lenta perdita di massa, già a partire dalla quarta decade di vita
con una evoluzione progressiva, accelerata
nella donna dalla menopausa (soprattutto
durante i primi 4 – 8 anni) e sostenuta, nell’età più avanzata, dall’invecchiamento.
Il picco di massa ossea è un valore fondamentale per determinare il rischio di
osteoporosi: più alto è il picco raggiunto,
più difficile è scendere fino al livello dell’osteoporosi e quindi al livello di rischio di
fratture. La vera prevenzione dell’osteoporosi consiste perciò nell’aumentare il picco di
massa ossea. Chi al termine dello sviluppo
ha raggiunto un elevato picco di massa ossea avrà per tutta la vita un minor rischio di
osteoporosi. Quindi la prevenzione deve iniziare fin da giovanissimi.
�����������
�����������������������������������������������
�
��
��
12
����������
��
��
��
��
������
��
��
��
�����
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
L’osteoporosi è definita “una malattia
sistemica dello scheletro, caratterizzata
da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo,
con conseguente aumento della fragilità
dell’osso e maggior rischio di fratture”.
In parole più semplici, l’osteoporosi è una
malattia dell’osso che provoca la progressiva perdita di calcio. Se la perdita
legata all’invecchiamento è eccessiva e la
massa ossea scende al di sotto di determinati livelli, allora ci si può ammalare di
osteoporosi.
Con l’osteoporosi le ossa diventano
poco a poco più porose e fragili tanto da
essere a rischio di fratture anche per traumi di lieve entità. Solitamente le fratture
si verificano al polso, alla colonna vertebrale e al femore.
Per le donne, il momento critico giunge con la menopausa, tanto più se precoce o chirurgica.
Si calcola che nel mondo circa 200
milioni di persone siano attualmente affette da osteoporosi e che ogni anno, in
Europa e negli Stati Uniti, si verificano più
di 2.3 milioni di fratture da osteoporosi.
La tendenza all’allungamento della vita
media e all’invecchiamento delle popolazioni determinerà nei prossimi decenni
un significativo aumento dei casi in mancanza di una seria prevenzione.
Purtroppo, nella maggior parte dei
casi, l’osteoporosi non dà nessun segnale
premonitore: la perdita di osso avviene silenziosamente e non dà quindi segni fino
a quando l’osso, diventato molto fragile,
si rompe anche per traumi molto lievi.
Ecco perché nella vita di certe persone
compaiono più o meno improvvisamente
il dolore e la deformità, persino l’invalidità e la perdita di autonomia. Per evitare
brutte sorprese di questo genere, in età
matura è bene valutare la propensione
individuale all’osteoporosi analizzando i
propri “fattori di rischio”. In particolare,
è importantissimo che questa valutazione
venga fatta con l’aiuto del medico da tutte le donne che si avvicinano alla menopausa, specie se non si sono mai preoccupate di prevenire l’osteoporosi.
Osso sano
Osteoporosi
13
Cos’è l’Osteoporosi
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Cause e fattori di rischio
dell’osteoporosi
L’osteoporosi classica è una malattia
della terza età e soprattutto delle donne in
menopausa. Si parla quindi di osteoporosi
senile o meglio, nella donna, di osteoporosi
post-menopausale.
Inoltre, esistono anche forme di osteoporosi
secondarie ad altre cause, che possono
colpire a tutte le età. Queste forme sono
decisamente meno frequenti dell’osteoporosi senile.
Solo in casi limitati, l’osteoporosi può
essere provocata da una sola causa e si
tratta in genere di osteoporosi secondaria
ad altre malattie.
Nella maggior parte dei pazienti è
invece possibile riconoscere la presenza
di uno o più fattori che influenzano negativamente il metabolismo osseo e che
giocano quindi un ruolo determinante
nell’osteoporosi.
Inoltre, non tutti i fattori di rischio sono
uguali in quanto alcuni vengono definiti
“principali” o “forti”, altri “secondari”
perché hanno un ruolo marginale o addirittura incerto.
I fattori di rischio che maggiormente propendono verso l’osteoporosi sono i seguenti:
Fattori anagrafici e genetici:
•
•
•
•
età
sesso femminile
razza bianca o asiatica
familiarità per osteoporosi o fratture
da fragilità ossea
Fattori ambientali modificabili
•
•
•
•
•
•
dieta carente di calcio
vita sedentaria
eccessiva magrezza
alimentazione iperproteica
eccesso di fumo, alcool, caffè
immobilizzazione protratta
Fattori ormonali e malattie endocrine
• menopausa precoce (prima dei 45 anni)
• periodi prolungati di amenorrea
(> di 1 anno)
• menopausa chirurgica (ovariectomia)
• malattie endocrine: iperparatiroidismo,
ipertiroidismo, morbo di Cushing,
ipogonadismi, iperprolattinemia
Malattie diverse
• malassorbimento intestinale
(Crohn, celiachia, ecc.)
• insufficienza renale cronica
• artrite reumatoide
• epatopatie croniche
• malattie ostruttive respiratorie croniche
• mieloma multiplo
Uso di farmaci
14
•
•
•
•
corticosteroidi
eparina
anticonvulsivanti
antiacidi
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Per molti anni l’osteoporosi si è diagnosticata sulla base di un riscontro clinico di una frattura patologica e di un’intensa perdita del tono calcico.
Questa diagnosi è comunque tardiva
giacchè la certezza della sua riduzione poteva
risultare solamente quando almeno il 30%
della massa ossea fosse andata perduta.
Ora invece il primo passo per accertare la presenza di osteoporosi nei soggetti
a rischio è sottoporsi ad un esame che
indichi la densità minerale ossea:
• La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) con tecnica DXA (Dual
X-ray Absorptiometry) misura la massa
ossea (o densità minerale ossea), cioè la
quantità di minerali (espressa in grammi)
contenuti nel nostro scheletro. Questo
esame può essere eseguito a livello del-
l’avambraccio, della colonna lombare, del
femore o dell’intero scheletro. La MOCDXA utilizza i raggi X, ma la dose di radiazione utilizzata per l’esame è bassissima,
molto minore di quella di una normale radiografia e infinitamente minore di quella
di una TAC. Pertanto, non ci sono assolutamente problemi a ripetere la MOC nel
tempo. Solo questo esame permette di
diagnosticare con precisione l’osteopenia
(una modesta demineralizzazione ossea)
o l’osteoporosi.
• L’ultrasonografia quantitativa o
QUS valuta la mineralizzazione ossea per
mezzo di apparecchi a ultrasuoni. È rapida e facile da eseguire. È utile per individuare i pazienti “a rischio di osteoporosi”
da sottoporre successivamente a indagine DXA.
• La TAC quantitativa ossea (qCT) va
riservata a casi particolari dato il costo e
l’alta dose di radiazioni.
15
Come si diagnostica?
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Come si cura?
esempio nelle persone anziane.
Gli integratori di calcio
16
In caso di osteoporosi accertata, è necessaria una terapia. Da alcuni anni, sono
disponibili diversi farmaci che arrestano la
malattia e riducono il rischio di fratture.
Non esiste una terapia che vada bene
per tutti i pazienti. La scelta di un farmaco
invece di un altro è fatta sulla base di una
valutazione generale del paziente, del suo
stato di salute, delle sue abitudini di vita e
di eventuali altre terapie in corso.
I principali farmaci utilizzati contro l’osteoporosi appartengono a queste categorie:
• estrogeni (è la tipica terapia ormonale sostitutiva dopo la menopausa)
• bisfosfonati (i più usati sono il clodronato, l’alendronato, il risedronato)
• SERM (prodotti “simili” agli estrogeni: il primo SERM attivo solo sull’osso
è il raloxifene)
• calcitonina (ormone prodotto dalla
tiroide)
• derivati della vitamina D (calcifediolo, calcitriolo, alfa-calcidiolo)
• teriparatide (derivato sintetico del
paratormone capace di stimolare la formazione di osso)
• ranelato di stronzio (rallenta il riassorbimento dell’osso e stimola la sua formazione)
I primi quattro gruppi sono sostanze
chimicamente molto diverse, che però agiscono sull’osso in modo simile. Rallentano
infatti il processo di “riassorbimento osseo”,
quello che fa perdere calcio. L’osso si distrugge (riassorbimento) e si rigenera (neodeposizione) continuamente. L’osteoporosi
fa sì che l’osso si riassorba più di quanto
si ricostruisca. Questi farmaci, rallentando
la distruzione, riportano i due processi all’equilibrio: ecco perché riescono in genere
a rallentare o anche bloccare l’evoluzione
della malattia. I derivati attivi della vitamina D sono utili in condizioni particolari, per
Anche se non si tratta di farmaci in
senso stretto, è bene ricordare nell’ambito
della “terapia” gli integratori a base di calcio, con o senza vitamina D, che per molte
persone, soprattutto anziane, costituiscono
un complemento obbligatorio della terapia farmacologica. Sono utili o addirittura
essenziali, quando la dieta quotidiana non
può fornire il calcio necessario, per esempio
per chi non vuole o non può mangiare latte
e latticini. Sono “integratori”, cioè supplementi e vanno presi per completare la dieta
quotidiana quando è necessario. Quindi,
è inutile prendere un integratore di calcio
quando si è mangiato ad esempio un etto
di parmigiano. Senza diventare fanatici dei
milligrammi, l’ideale sarebbe fare una valutazione del calcio assunto con i cibi e poi
prendere la dose mancante attraverso un
integratore.
L’integrazione con i sali di calcio può
tuttavia presentare effetti collaterali quali
stipsi, acidità gastrica, ipercalcemia, ipercalciuria, maggiore rischio di calcolosi renale,
(soprattutto nei soggetti predisposti). Gli
effetti collaterali sembrano minori se gli integratori vengono assunti con i pasti e in
dosi frazionate. Il citrato di calcio sembra
provocare minori effetti collaterali.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
L’osteoporosi è una malattia che in molti
casi si può e si deve prevenire.
La prevenzione inizia dall’informazione.
Bisogna infatti far conoscere a tutti, soprattutto ai giovani, i fattori di rischio per
l’osteoporosi e quali misure possono aiutarci ad evitarla.
Come abbiamo visto, la “qualità” del
nostro osso si determina soprattutto nei
primi 25-30 anni di vita, il periodo della
crescita e dello sviluppo. Quindi la vera
prevenzione dell’osteoporosi deve iniziare fin da giovanissimi. Chi al termine dello
sviluppo ha raggiunto un elevato picco di
massa ossea avrà per tutta la vita un minor rischio di osteoporosi.
Ma in ogni caso, meglio tardi che mai.
A qualunque età possiamo fare qualcosa
per il nostro osso ed evitare che la nostra
situazione peggiori in futuro. Quindi, le
buone regole della prevenzione si possono mettere in opera a qualunque età.
La prevenzione dell’osteoporosi ha tre
cardini:
1. Alimentazione ricca di calcio, adeguata all’età (latte, yogurt, formaggio e,
se necessario, un integratore alimentare
a base di calcio).
2. Moderata ma regolare attività fisica (la cosa più semplice è camminare di
buon passo mezz’ora al giorno).
3. Normale disponibilità di vitamina D,
che serve ad assorbire il calcio nell’intestino. La vitamina D si forma nella pelle per
azione della luce del sole. Perciò basta un
po’ di vita all’aria aperta per avere quella
che ci serve. Per gli anziani può essere indicato un supplemento di vitamina D.
Ci sono poi altre cose da fare. Se osserviamo i “fattori di rischio”, su molti
non possiamo agire, ma altri dipendono
almeno in parte da noi e dal nostro stile di
vita. Possiamo, per esempio, ridurre l’uso
di alcool e tabacco a limiti ragionevoli;
possiamo evitare un’alimentazione troppo ricca di proteine e moderare il consumo di alimenti integrali ricchi di fibre.
17
Come si previene?
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Prevenzione
IL MEDICO DI FIDUCIA
Prendere contatto con il proprio medico e informarlo della storia personale e
della propria famiglia: fidarsi dei suggerimenti e lasciare che scelga il meglio per la
specifica situazione.
Le linee guida, indicate dai National
Institutes of Health, propongono una
traccia di ciò che ogni medico di base o
specialista può consigliare per la prevenzione e il controllo di ogni paziente.
Controlli periodici per le donne
dopo i 40 anni
OGNI MESE
• Auto-palpazione del seno:
valutazione di modificazioni cutanee,
del capezzolo e presenza di noduli.
OGNI ANNO
• Peso e altezza
(Body Mass Index, BMI: 20-24 normale,
25-29.9 sovrappeso, > 30 obesità)
• Pressione arteriosa
• Palpazione medica del seno
• Mammografia:
annuale fino alla menopausa e in
menopausa con terapia ormonale
sostitutiva; biennale dopo la menopausa
• Visita ginecologica e pap test:
valutazione di vagina, cervice, utero
e ovaie. Controlli meno frequenti del
pap-test in post-menopausa sono
possibili dopo tre controlli annuali
negativi.
• Ricerca del sangue occulto nelle
feci su tre campioni (sopra i 50 anni)
18
OGNI TRE ANNI
• Profilo lipidico:
colesterolo totale, colesterolo HDL,
trigliceridi
• Glicemia:
dopo i 45 anni ogni tre anni. Più
frequentemente e in età più giovane
in caso di storia familiare o fattori di
rischio personali
• Emocromo
• Esame urine (ogni anno oltre i 65 anni)
• Funzionalità tiroidea
OGNI CINQUE ANNI
• Rettosigmoidoscopia (sopra i 50 anni)
ALLA MENOPAUSA
• Densitometria minerale ossea:
è consigliabile prima della menopausa
se ci sono fattori di rischio aggiuntivi.
I controlli successivi dipendono
dalla valutazione basale: se nella norma,
ogni tre anni; in caso di prescrizioni
farmacologiche, ogni anno.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
1
2
3
4
5
È NECESSARIO CHE OGNI DONNA ESEGUA
CONTROLLI PERIODICI
19
1. Autopalpazione e mammografia
2. Pressione
3. Colonscopia
4. Paptest
5. Test del sangue occulto nelle feci
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
TEST - ESAME - VISITA
18 - 39 ANNI
40- 64 ANNI
DOPO 65 ANNI
Test
funzionalità tiroide
da 35 anni ripetere ogni
5 anni
ripetere ogni 5 anni
ripetere ogni 5 anni
Salute del cuore, controllo
pressione sanguigna
da 21 anni in condizione di
normalità
ripetere ogni 1-2 anni
ripetere ogni 1-2 anni
ripetere ogni 1-2 anni
Livello del colesterolo
da 20 anni ripetere ogni
5 anni
ripetere ogni 5 anni
ripetere ogni 5 anni
Salute delle ossa,
Mineralometria Ossea
Computerizzata
da pianificare con il
medico
da pianificare con il
medico
Diabete, livello di glucosio
nel sangue
da 45 anni ripetere ogni
3 anni
ripetere ogni 3 anni
Autopalpazione mensile,
visita specialistica
ogni anno
Autopalpazione mensile,
visita specialistica
ogni anno
Ripetere ogni 1-2 anni
Ripetere ogni anno
Controllo del seno
Autopalpazione mensile,
visita specialistica
ogni anno
20
Mammografia
PAP test e visita ginecologica
Ripetere ogni 1-3 anni
Ripetere ogni 1-3 anni
Ripetere ogni anno
Esame della vista
Almeno una volta
Ripetere ogni 2-4 anni
Ripetere ogni 2-4 anni
Esame
dell’udito
Una volta a 18 anni, ripetere
ogni 10 anni
Ripetere ogni 10 anni
Controllo dei nei
Autoesame mensile,
dai 20 anni
ripetere controllo
medico ogni 3 anni
Autoesame mensile,
ripetere controllo
ogni anno
Autoesame mensile,
ripetere controllo
ogni anno
Colonscopia
Ripetere ogni 5-10 anni
Ripetere ogni 5-10 anni
Sigmoidoscopia
Ripetere ogni 5 anni
Ripetere ogni 5 anni
Esame rettale
Ripetere ogni 5-10 anni
contemporaneamente
ai test colon-rettali
Ripetere ogni 5-10 anni
contemporaneamente
ai test colon-rettali
Analisi feci
(eventuali tracce di sangue
non visibili)
ripetere ogni anno
ripetere ogni anno
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
La giusta attività fisica
Quale attività fisica?
La marcia. Trenta minuti al giorno di
marcia a passo veloce sono più che suf-
ficienti. Basta anche saltellare 10 volte,
due volte al giorno. L’attività fisica spesa per le faccende domestiche non è
rilevante ai fini della protezione ossea.
L’utilizzo delle pedane vibranti, anche
se efficace a livello muscolo scheletrico, potrebbe rappresentare soprattutto
nella tarda età uno stimolo per la crescita dei tumori.
È importante rispettare alcune
semplici regole:
• Gradualità. Non fare una maratona
dopo anni di inattività!!! Meglio cominciare con una camminata a passo sostenuto per 10-15 minuti incrementando
lentamente ogni settimana. Altrimenti si
rischiano strappi, distorsioni e inutile scoraggiamento.
• Costanza. L’esercizio è utile solamente se è svolto almeno 2 - 3 volte la
21
L’attività fisica svolge un ruolo benefico e protettivo nell’organismo agendo a
molteplici livelli:
• dona un senso di benessere, favorendo la liberazione di endorfine, che sono i
mediatori chimici dell‘ “ottimismo”, della
soddisfazione, della resistenza alla fatica
• previene le malattie cardiache e vascolari
• aiuta a mantenere il peso forma
• preserva l’organismo dai tumori, anche quello della mammella
• previene la perdita di calcio dall’osso: l’osteoporosi
• mantiene un buon tono muscolare
e tiene in attività le articolazioni ossee
rendendo meno probabile la caduta accidentale che è il fattore determinante la
frattura.
L’anziano si frattura in quanto osteoporotico, ma anche perché cade accidentalmente con più frequenza, perché
con il passare degli anni la vista diminuisce, perché spesso fa uso di farmaci che
possono alterare l’equilibrio (per esempio quelli utilizzati contro l’insonnia),
perché abita in ambienti con scale, tappeti e spigoli.
L’attività fisica è quindi importante per
la prevenzione e il controllo dell’osteoporosi, ed è consigliata ad ogni età:
• durante la crescita perché determina la qualità dell’osso dell’adulto;
• durante l’età matura perché riduce
la perdita di calcio da parte dell’osso;
• nella tarda età perché riduce il rischio di cadute.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
settimana per 30 - 60 min. Camminare
tutti i giorni per 20 - 30 min è molto più
salutare che fare uno sport intensivo ma
saltuariamente.
E inoltre:
• Riscaldarsi prima di iniziare, con una
camminata o stretching per 10 minuti.
• Fare stretching dopo l’allenamento
per 5 - 10 minuti.
• Usare i dispositivi di sicurezza (per
esempio il caschetto in bicicletta).
• Usare un abbigliamento idoneo.
• Bere a sufficienza.
• Non fare attività fisica intensa entro
due ore dai pasti.
• Non fare una doccia bollente o una
sauna subito dopo un’attività intensa.
La presenza di osteoporosi conclamata non è una controindicazione all’attività
fisica. Se però ci sono altri problemi di salute, è bene parlarne con il proprio medico per valutare le attività più idonee.
Attività fisica e prevenzione
dell’osteoporosi
22
Fare esercizio fisico serve a irrobustire le
ossa così come la muscolatura.
Alcune attività sono più efficaci per contrastare l’osteoporosi. Ad esempio, tutti gli
esercizi condotti contro gravità stimolano il
metabolismo osseo: è quindi ottimo saltellare, correre, camminare, fare le scale, ballare. Al contrario il nuoto, pur essendo uno
sport salutare, non sollecita le articolazioni
e quindi non è utile contro l’osteoporosi.
Fare attività fisica all’aperto garantisce
anche una buona esposizione alla luce solare e quindi ai raggi ultravioletti, che servono alla nostra pelle per sintetizzare la
vitamina D.
Naturalmente, l’attività fisica da sola
non basta se le “materie prime” che derivano dall’alimentazione sono carenti.
Attività fisica e peso corporeo
L’attività fisica aiuta ad incrementare la
quantità di massa magra, ovvero il muscolo, che con l’età tende fisiologicamente a
diminuire. Per lavorare, il muscolo necessita
di energia, che ricava consumando i depositi di grasso. L’attività aerobica (camminare,
andare in bicicletta, correre, fare scale, danzare, nuotare, fare tennis, fare pesistica) è la
più idonea per consumare calorie. Bisogna
però ricordare che anche le attività domestiche possono essere considerate esercizio
fisico. Ad esempio, lavare i pavimenti per
45 min consuma circa 150 calorie: meno
rilassante di una camminata ma efficace.
Attività fisica e prevenzione
delle cadute
L’osteoporosi conclamata si manifesta
con una maggiore predisposizione alle
fratture per traumi anche minimi. L’attività
fisica riduce il rischio di caduta in quanto:
• migliora la sicurezza e la disinvoltura
nei movimenti
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Esercizi
Questi sono alcuni semplici esercizi
che possono migliorare la postura e il
tono muscolare del tronco e degli arti:
1. Corsa sul posto lenta
e dolce
2. Continua a correre alzando
maggiormente le ginocchia
3. Aumenta la velocità
4. Continua per alcuni minuti
5. Diminuisci la velocità
progressivamente
6. Cammina nella stanza per
alcuni secondi
Per prevenire le cadute e quindi le
fratture sono inoltre utili alcuni semplici
accorgimenti:
• correggere eventuali disturbi visivi
ed uditivi
• usare scarpe comode
• utilizzare eventuali supporti come
bastoni se si cammina con difficoltà
• evitare tappeti e cera sui pavimenti
utilizzare invece tappeti antisdrucciolo
• avere l’illuminazione di sicurezza
notturna
• fare attenzione all’utilizzo di farmaci
che interferiscono con la postura, l’equilibrio e i riflessi (sedativi, antidepressivi...)
• non alzarsi troppo rapidamente dal
letto ma rimanere qualche secondo seduti
• utilizzare maniglie di sostegno nella
vasca da bagno e nella doccia
• evitare l’alcool
• ricordarsi che la fretta non aiuta.
Esercizi di stretching
In piedi a gambe lievemente
divaricate, tendi le braccia in
avanti intrecciando le mani.
Senza spostare i piedi ruota
le spalle, le braccia ed il corpo
verso destra.
Rimani in questa posizione
per alcuni secondi.
Piega leggermente
le ginocchia, ruota ancora
più verso destra, guarda
dietro le spalle.
Ripeti la sequenza 10 volte
a destra e 10 volte a sinistra.
23
• migliora l’equilibrio
• rafforza la muscolatura posturale
• incrementa l’elasticità del sistema
muscolo-scheletrico-articolare.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Siediti con la schiena contro il muro,
le ginocchia piegate e piedi uniti.
Tieni in mano due pesi.
Siediti con le braccia rilassate e la schiena
appoggiata allo schienale
Piega il busto verso destra e fai rotolare
il peso allontanandolo da te senza staccare
i glutei dal pavimento.
Resta fermo per qualche secondo.
Torna lentamente nella posizione di partenza.
10 volte.
Piegati di lato cercando di toccare con la
mano a terra. Ripeti l’esercizio a destra
e a sinistra per 10 volte.
24
Cerca di toccare a terra con entrambe
le mani senza sollevare i glutei.
Ripeti la sequenza a destra e a sinistra per
10 volte.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Metti un cuscino contro lo schienale
della sedia.
Siediti nella metà anteriore.
Tieni le mani incrociate sul petto.
Alzati e siediti per 8 - 15 volte, lentamente.
Fermati e ripeti la serie.
Poggiati allo schienale di una sedia,
in posizione eretta.
Solleva una gamba posteriormente
e mantieni la posizione per alcuni secondi.
Ripeti per 8 - 15 volte per ogni gamba.
Puoi aggiungere un peso sulle caviglie.
Prendi un
asciugamano dietro
la schiena tenendolo
per le estremità con
le mani.
Lentamente cerca
di avvicinare le due
mani, salendo dal
basso e scendendo
dall’alto.
Inverti la posizione.
Ripeti 5 - 10 volte.
25
Piegati a 90 gradi, con la colonna parallela al pavimento. Mantieni le gambe e la
colonna diritte.
Mantieni la posizione per 10 - 30 sec.
Ripeti 3 - 5 volte.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Altri esercizi
• Mobilizzazione della colonna
Braccia lungo i fianchi.
Flettere il collo e il busto in avanti facendo penzolare le braccia in basso.
Espirando tornare lentamente alla posizione eretta facendo aderire la colonna
al muro con movimento lento e graduale.
Ripetere 2 - 3 volte.
• Tonificazione delle cosce e stabilizzazone del ginocchio
Portare le braccia in avanti.
Scendere con il busto mantenendolo
aderente al muro, flettendo le ginocchia
fino ad un max di 90° (posizione seduta).
Mantenere la posizione per almeno 5
secondi. Risalire lentamente espirando e
mantenendo sempre la colonna attaccata
al muro (se fate difficoltà scendete di meno
e poi gradualmente incrementate l’angolo
di flessione). Ripetere 5 volte al giorno.
Inoltre, se il tempo per la palestra
non c’è, si può fare attività fisica quasi senza accorgersene:
26
• fare le scale al posto dell’ascensore.
Richiede poco tempo e con un poco di
allenamento il fiatone scompare;
• andare a lavorare a piedi o in bicicletta oppure parcheggiare l’auto non
troppo vicina al posto di lavoro;
• portare a passeggio un nipotino.
150 calorie equivalgono a:
• 8 Km di bicicletta in 30 min
• 3 Km a piedi in 30 min
• 30 min di ballo a ritmo veloce
• 20 min di nuoto
• salto con la corda per 15 min
• scale in salita per 15 min
ma anche:
• giardinaggio per 45 min
• lavare finestre o pavimenti per 45 min
• rastrellare per 60 min
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
La giusta alimentazione
Per mantenersi in salute, l’osso ha bisogno di calcio. E il calcio non può crearsi
dal nulla: deve arrivare ogni giorno “dall’esterno” con i cibi.
I principali componenti minerali dell’osso sono due: il calcio e il fosforo. Mentre il fosforo è contenuto in una grande
varietà di alimenti, per cui una sua carenza è praticamente impossibile, il calcio è
contenuto solamente in alcuni cibi.
Se introduciamo una quantità sufficiente di calcio con la nostra alimentazione quotidiana non rischiamo di sottrarlo
al nostro scheletro. Consumare cibi ricchi
di calcio (almeno 1 g al giorno) è consigliabile a tutte le età per arrivare alla
menopausa con una buona massa ossea.
Dopo la menopausa il fabbisogno di calcio aumenta (1,2-1,5 g).
Latte e latticini rappresentano le fonti
di calcio per eccellenza ed è importante
perciò che non manchino dalla dieta. Alcuni alimenti, pur avendo un elevato contenuto di calcio, ne forniscono solo una
piccola parte all’organismo.
Per migliorare l’assorbimento di calcio,
i latticini non devono essere consumati
assieme a verdure ricche di fibra, come
finocchi e spinaci, o assieme alla crusca.
Nel latte è contenuta anche la vitamina
D, una sostanza che facilita l’assorbimento del calcio dagli alimenti.
Cibi ricchi di calcio
Alcuni dei cibi più ricchi di calcio sono
elencati nella tabella (i valori si riferiscono
a 100 g di prodotto).
calcio (mg)
Latte intero
119
Latte parzialmente scremato
120
Latte magro
122
Yogurt intero
111
Formaggi stagionati
(grana, pecorino)
Formaggi freschi
860-1340
270-430
Alici
148
Calamari
144
Gamberi
110
Latterini
888
Polpi
144
Sardine sott’olio
354
Sgombri in salamoia
185
Broccoletti di rapa
97
Carciofi
86
Cardi
96
Cavolo cappuccio verde
Cicoria da taglio
Indivia
Radicchio verde
Spinaci
Cioccolata al latte
60
150
93
115
78
262
Dose quotidiana di calcio
raccomandata (RDA)
mg/giorno
da 11 a 24 anni
da 25 a 50 anni
donne oltre i 50 anni
800
1200
1000
1200-1500
27
da 1 a 10 anni
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Sta a ciascuno di noi scegliere il miglior regime quotidiano per assumere la
quantità di calcio raccomandata per la
nostra età o per le nostre particolari esigenze. Sarebbe bene assumere un po’ di
calcio a ogni pasto (un bicchiere di latte,
un vasetto di yogurt, un po’ di formaggio). A piccole dosi per volta, lo assorbiamo molto meglio.
(colesterolo e sodio), è meglio mangiare
i formaggi stagionati come grana, parmigiano, pecorino: 100 g di formaggio
grana contengono la stessa quantità di
calcio di 1 litro di latte: ne basta una piccola quantità per assumerne una dose
considerevole.
Per chi è intollerante al lattosio o
allergico alle proteine del latte
Il latte privo di lattosio e tutti gli alimenti a base di soia contengono elevate
quote di calcio, comunque riportate sulle
etichette dei prodotti.
Piccoli consigli:
• Da poco anche nel nostro paese sono
disponibili cibi arricchiti di calcio. Sono in
genere prodotti per l’infanzia (latte, yogurt, pasta, pastina, biscotti), ma nulla vieta di usarli, se graditi, a qualunque età.
• I piccoli pesci che si mangiano con tutta la lisca (alici) sono molto ricchi di calcio.
Lo stesso vale per pesci in scatola: sardine,
sgombri o salmone in scatola, marinati
con la lisca (che, essendo ammorbidita, si
può mangiare). Polpi, calamari e gamberi
sono poco calorici e ricchi di calcio.
28
Per chi ha problemi di peso o di
colesterolo
Il calcio è disciolto nell’acqua, non
nei grassi. Perciò il latte magro o parzialmente scremato e lo yogurt magro
contengono in proporzione più calcio di
latte e yogurt interi. Viceversa, la panna contiene pochissimo calcio e il burro
non ne contiene affatto. Tra i formaggi, alimenti molto ricchi di grassi saturi
• Arachidi, pistacchi, noci, mandorle,
nocciole e fichi secchi contengono molto
calcio: se dovete proprio fare degli spuntini, mangiate frutta secca invece delle
patatine fritte!
• Molti vegetali verdi (indivia, radicchio,
carciofi ecc.) ma anche broccoli, cavoli,
rape e legumi in genere contengono una
buona quantità di calcio. Tuttavia, il calcio delle verdure è molto meno assimilabile di quello dei latticini.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
nelle urine.
Sodio
Il sale da cucina (cloruro di sodio) aggiunto ai cibi aumenta enormemente la
perdita di calcio dal rene.
Caffeina
La caffeina contenuta nel caffè, nel
tè, nella cioccolata e nelle bevande a base
di cola aumenta l’eliminazione di calcio
attraverso il rene e l’intestino.
2 - 3 tazzine al giorno hanno un effetto
dannoso minimo.
Un alleato prezioso: l’acqua
Gran parte delle acque potabili e delle
acque minerali non hanno un contenuto
di calcio particolarmente elevato.
Tuttavia ci sono acque minerali, disponibili anche nella grande distribuzione, che
contengono oltre 300 mg/litro (quasi un
terzo del fabbisogno giornaliero di un
adulto) di calcio altamente assimilabile,
come quello contenuto nel latte.
Scelte opportunamente, queste acque
possono integrare la quantità giornaliera
di calcio raccomandata con il vantaggio
di non apportare anche grassi saturi, colesterolo, proteine animali e sodio.
Sono acque povere di calcio:
• le acque oligominerali: contengono
un quantitativo di calcio trascurabile
• le acque minerali ricche di sodio e
solfati che favoriscono l’eliminazione
del calcio con le urine
• le acque gassate che rendono il
calcio meno assimilabile
Alcool
L’eccesso di bevande alcoliche aumenta il rischio di cadute e incidenti, con
traumi e conseguenti fratture ossee.
Fumo
Il fumo, oltre che rappresentare un
fattore aggravante per l’osteoporosi, aumenta anche l’incidenza di malattie cardiovascolari e di tumori. È bene quindi
fare il possibile per eliminare questa dannosa abitudine.
Dannose associazioni
29
Proteine
L’assunzione di molte proteine determina una maggiore espulsione di calcio
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Le regole per invecchiare
bene
Promuovere la salute
• Peso forma
• Alimentazione corretta
• Attività fisica
• Abolizione del fumo
• Riduzione/controllo dello stress
Prevenire le malattie
• Cardio-vascolari
• Tumori
• Osteoporosi
• Problemi urologici
• Tiroide/diabete
30
La regola del buon invecchiamento è
data dal mantenere un buono stato di salute e prevenire le malattie.
Mantenerci in buona salute significa
adottare uno stile di vita protettivo, mantenendo il peso forma corporeo attraverso un’alimentazione corretta e un’appropriata attività fisica, evitando il fumo e
riducendo lo stress.
Prevenire le malattie significa adottare tutta una serie di provvedimenti previsti per età e situazione, come eseguire
uno screening ma anche un check-up, in
grado di diagnosticare precocemente e
rendere più facilmente curabili i tumori,
le patologie cardiovascolari, le alterazioni della tiroide, l’osteoporosi, il diabete, i
problemi urologici e la depressione.
Il problema emergente nei paesi sviluppati è legato al sovrappeso e all’obesità, che non sono da considerare solo
come inestetismi, ma vere e proprie malattie. Infatti, aumentano il rischio cardiovascolare, oncologico e di disabilità.
D’altra parte, l’uso sempre maggiore
delle tecnologie determina un minor consumo di calorie. Inoltre, l’impegno crescente delle donne nel lavoro provoca un
aumento del consumo di cibi pre-confezionati, spesso ipercalorici, che vengono
utilizzati in maniera sempre più sistematica anche nell’alimentazione in età pediatrica (merendine, snacks ecc.).
Il cibo diventa troppo spesso una
componente esclusiva e irrinunciabile
della vita sociale.
L’obesità sta così assumendo proporzioni quasi epidemiche tanto da indurre le
assicurazioni ma anche la stessa medicina
pubblica a prendere in considerazione misure restrittive nei confronti delle persone
obese. Molti paesi europei e soprattutto gli
Stati Uniti stanno cercando di correre ai ripari. La lotta si preannuncia comunque impegnativa e di lunga durata, anche perché
i mass media non si sono limitati nella loro
martellante pubblicità del cibo “fast”.
Alimentazione e peso corporeo
La dieta risponde al fabbisogno sostanziale e energetico, oltre che alle condizioni di vita e alle abitudini alimentari di
ogni persona e, assieme ad altre caratteristiche metaboliche individuali, determina il peso corporeo.
La dieta è influenzata da numerosi
fattori:
• dalla possibilità di reperire le sostanze nutritive nel proprio ambiente di vita
(es. le popolazioni che vivono in prossimità del mare hanno una dieta ricca di
pesce...)
• da regole igieniche, culturali e religiose (es. divieto di mangiare carne di
maiale ai mussulmani e agli ebrei, o di
mangiare carne bovina agli indiani)
• dalle condizioni economiche, le abitudini, le preferenze, le ideologie (es. es-
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Tabella dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità - OMS (1998)
Valutazione
Body Mass Index - BMI
(peso kg/altezza m2)
Sottopeso
< 18,5
Normale
Da 18,5 a 24,9
Sovrappeso
Da 25 a 29,9
Obeso
> 30
Sovrappeso o obesità?
Quando si parla di obesità si pensa
sempre agli americani, che sono il simbolo della popolazione occidentale obesa.
Ma anche in Italia il numero di obesi
sta aumentando: è pari al 9,8% (dati Istat
in “Condizioni di salute, fattori di rischio e
ricorso ai servizi sanitari”, 2 Marzo 2007).
Le punte più alte di obesità sono nel
meridione e nelle isole, rispettivamente
con l’11,6 e 11%. La percentuale decresce nelle altre zone della penisola: i dati
Istat del 2007 indicano il 9% di obesi nel
centro, 8,4% nel nord ovest e 9,6% nel
nord est. La regione più in linea è la Valle
d’Aosta che, sempre secondo i dati Istat,
presenta una percentuale di obesi pari al
7,9%. La regione più fuori forma d’Italia
è la Basilicata con il 13,3% di obesi.
La percentuale delle persone in soprappeso è grossomodo costante e in tutta Italia
superiore al 30%.
Per quanto riguarda il grado di istruzione si nota una correlazione inversa in base
al titolo di studio: sono obesi il 4,6% di laureati, il 5,8% di diplomati, il 9,4% di quanti
hanno la licenza media inferiore e il 15,8%
di chi ha la licenza elementare.
Gli uomini sono più obesi rispetto alle
donne: la percentuale maschile si attesta al
10,5% mentre quella femminile è al 9,1%.
Il picco dell’obesità maschile si presenta nella
fascia di età tra i 65 e 69 anni mentre per le
donne il picco si manifesta tra i 70 e i 74.
L’alimentazione nell’infanzia
e nell’adolescenza
Nel primo periodo di vita di un bambino, l’alimentazione segue regole piuttosto
precise. Invece in età prescolare e scolare,
le idee sulla corretta alimentazione sono
meno chiare: ci si lascia, infatti, abbandonare al liberismo alimentare poiché i bambini
possono consumare gli alimenti mangiati
abitualmente dagli adulti. Tra i 3 ed i 9 anni,
le necessità energetiche sono costanti, con
lievi differenze tra maschi e femmine.
La distribuzione calorica giornaliera dovrebbe essere la seguente:
• proteine: 10-15%
• lipidi: 28-30% (17-22% insaturi,
8-10% saturi)
• glucidi: 55-60% (10-15% come monosaccaridi) con un apporto calorico bilanciato e frazionato.
31
sere vegetariani ...).
Il peso corporeo di ciascuna persona,
ovvero il peso della massa di tessuti, di
organi e di liquidi è determinato da:
• la genetica: peso dei genitori
• la gestazione, peso alla nascita
• la costituzione fisica e il metabolismo individuale
• malattie e disfunzioni ormonali
• l’età, l’ambiente psicosociale, lo stile
di vita
Non è del tutto chiaro il ruolo svolto
dai vari fattori sul peso. Da alcuni anni si
sostiene che il ruolo principale è giocato
da fattori ormonali, ma la maggioranza
dei ricercatori è propensa a credere che
una cattiva alimentazione e la mancanza
di attività fisica siano i maggiori responsabili dell’incremento di peso.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Fabbisogno energetico dei bambini
di età compresa tra i 3 ed i 9 anni:
Stima fabbisogni energetici LARN 1996
Età
Maschi
Femmine
Anni
Kcal/Kg
Kj/Kg
Kcal/Kg
Kj/Kg
3,5
94
395
90
375
4,5
90
375
87
365
5,5
87
365
84
350
6,5
84
350
79
330
7,5
79
330
73
305
8,5
73
305
66
275
9,5
68
285
59
245
Le raccomandazioni generali per la dieta dell’infanzia sono comuni a quelle date,
in genere, per una corretta alimentazione:
32
• evitare un uso eccessivo di glucidi semplici che potrebbero causare, ad
esempio, carie, dislipidemie, sindrome
metabolica;
• non eccedere con le proteine, soprattutto quelle di origine animale, perché contengono quote elevate di colesterolo e grassi saturi;
• almeno il 30% della quota proteica
dovrebbe essere di origine vegetale perché priva di grassi saturi e con discrete
quantità di ferro, zinco, rame, magnesio,
manganese e fosforo;
• evitare di eccedere con il sale per il
rischio di ipertensione;
• consumare abitualmente frutta e verdura per garantire il giusto apporto di fibra e
minerali (sono consigliati 10 gr/1000Kcal).
Soprattutto in questa età risulta
fondamentale l’apporto di ferro, calcio
e zinco. L’adolescenza, che è quel periodo della vita compreso tra la pubertà
e l’età adulta (dai 12 ai 18 anni circa), è
caratterizzata da importanti mutamenti
fisiologici e da un accelerato sviluppo
della statura.
In particolare l’alimentazione delle
adolescenti deve rispondere al fabbisogno crescente di ferro e calcio. Infatti,
uno scarso apporto di ferro può causare un’anemia ferrocarenziale sostenuta
anche dalla comparsa del flusso mestruale, che fa raddoppiare la richiesta
quotidiana di ferro.
L’adeguata mineralizzazione dello
scheletro in età adulta dipende molto
dall’alimentazione seguita in età adolescenziale. L’osteoporosi è una delle conseguenze più serie dell’anoressia nervosa e dei dimagrimenti esasperati nelle
adolescenti, che spesso non raggiungono il picco di massa ossea. Recenti studi indicano che la ridotta formazione
dell’osso e l’aumento del riassorbimento osseo coesistono nelle anoressiche,
tanto da giustificare fratture vertebrali
dello sterno e delle ossa lunghe dopo
un periodo di tempo di circa 1 anno
dall’insorgenza di amenorrea.
L’alimentazione nell’età matura
Le “Linee guida per una sana alimentazione italiana”, elaborate dal gruppo di
esperti costituito presso l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
(INRAN), delinea le direttive che meglio rispondono ad una sana alimentazione:
• Più cereali, legumi e frutta;
• Grassi: scegli la qualità e limita la
quantità;
• Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti;
• Bevi ogni giorno acqua in abbondanza;
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Queste indicazioni valgono per l’intera popolazione adulta, indipendentemente dal sesso.
Per le donne, specifica attenzione
va fatta in due periodi particolari della
loro vita: il climaterio e la menopausa.
Il climaterio è la fase del ciclo vitale della donna che precede e segue la menopausa (generalmente tra i 45 e i 55
anni). La menopausa è la fine del periodo fertile e dei flussi mestruali (media
50,5 anni).
L’allungamento della vita media fa
sì che le donne trascorrano un lungo
periodo di vita (30 anni e oltre) in post
menopausa; questo giustifica particolari attenzioni in considerazione dei
mutamenti ormonali, metabolici e psicologici a cui sono sottoposte. Infatti, la
mancanza di estrogeni può provocare:
• minore protezione del cuore e dei
vasi nei confronti dell’arteriosclerosi e
delle trombosi;
• maggiore perdita di calcio da parte
del tessuto osseo;
• riduzione dei bisogni di energia (per
riduzione del metabolismo basale, maggiore sedentarietà ecc.);
• disturbi del tono dell’umore (fenomeni ansiosi e/o depressivi);
• diversa distribuzione del grasso con
prevalenza di quello addominale.
I due aspetti più evidenti di queste
modificazioni sono l’aumento di peso e
l’accumulo di grasso in sede addominale.
Questi cambiamenti costituiscono fattori di rischio per le malattie neoplastiche
(carcinoma della mammella), metaboliche
(diabete e sindrome metabolica) e cardiovascolari (trombosi, ischemie cardiache,
ictus).
Il climaterio e la menopausa possono
indurre la donna ad instaurare un rapporto conflittuale con il cibo fino ad arrivare
a veri e propri disturbi del comportamento alimentare. Se da una parte il cibo può
sembrare un sedativo del disagio menopausale, dall’altra peggiora la condizione
di disagio, aggravata dall’aumento di peso
e dalle modificazioni della figura femminile per la nuova disposizione del grasso.
Spesso, inoltre, questo periodo coincide
con l’uscita dal mondo del lavoro per andare in pensione: un ulteriore stress psicologico che comporta sia una riduzione del
dispendio energetico, reale ma non valutata, sia un aumento del tempo trascorso
in casa.
A fronte di questi cambiamenti nella
propria vita quotidiana, è necessario ridurre il consumo degli alimenti più ricchi
in grassi e calorie. Bisogna tuttavia stare
attenti di non ridurre l’introito di calcio e
vitamina D. Una alimentazione povera di
sodio e ricca di potassio (frutta e verdura)
favorisce la conservazione del calcio nello
scheletro, contribuendo alla prevenzione
dell’osteoporosi.
Altre volte, alla menopausa può sommarsi la comparsa di un ipotiroidismo (riduzione della funzionalità della tiroide),
responsabile di un ulteriore aumento di
peso corporeo (oltre a quello fisiologico
che può accompagnare la menopausa) e
di un ulteriore peggioramento delle condizioni umorali e psichiche (apatia, ideazione rallentata, depressione).
Si può aggiungere un peggioramento del quadro lipidico plasmatico, con un
innalzamento dei livelli di colesterolo (ed
33
• Il sale? Meglio poco;
• Bevande alcoliche: se sì, solo in
quantità controllata;
• Varia spesso le tue scelte a tavola;
• La sicurezza dei cibi dipende anche
da te;
• Controlla il peso e mantieniti sempre attivo.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
eventualmente di trigliceridi). Fino alla
menopausa, gli estrogeni possiedono una
funzione “protettiva” nei confronti dell’arteriosclerosi, dell’infarto miocardico e dell’ictus. Invece in postmenopausa questa
protezione cessa bruscamente e le lesioni
vascolari arteriosclerotiche procedono con
un’evoluzione più rapida, simile a quella
che avviene nel maschio.
Inoltre, è in menopausa che possono
comparire per la prima volta l’ipertensione
arteriosa e il diabete. Nelle donne in cui si
manifestano queste condizioni patologiche,
il rischio di arteriosclerosi, infarto miocardico e ictus cerebrale risulta moltiplicato.
Infine, una condizione clinica rilevante,
ma che a volte viene trascurata in quanto
può restare asintomatica per lungo tempo,
è l’osteoporosi, cioè una carenza di minerale nelle ossa che procede inesorabilmente con l’età, come abbiamo ampiamente
descritto. Compare soprattutto dopo la
menopausa perché fino a quel momento
gli estrogeni ovarici avevano avuto il ruolo
di promuovere la mineralizzazione ossea
e di impedirne il riassorbimento. La demineralizzazione ossea comporta a più tarda
età un elevato rischio di fratture spontanee delle ossa, che possono obbligare la
malata a letto, esponendola a ulteriori rischi cadiovascolari e infettivi, o comunque
al peggioramento della qualità della vita.
Diete dimagranti
34
Secondo alcuni studiosi, il tentativo
di cambiare l’indice di massa corporea in
età matura non ha senso perché, biologicamente, il numero di cellule lipidiche
può solo aumentare nel tempo e mai
diminuire; secondo altri è fondamentale
che il riempimento delle cellule lipidiche
(e quindi il grasso corporeo) resti limitato
per evitare patologie vascolari, ortopediche e metaboliche.
La definizione di dieta dimagrante è
molto complessa di fronte al riscontro che
alcuni soggetti reagiscono diminuendo il
loro peso e restando magri per il resto
della loro vita, mentre altri dimagriscono
e ingrassano nuovamente (effetto yo-yo)
con grave danno per la salute.
Nel gergo comune il termine “dieta”
viene spesso usato per indicare le diete
dimagranti. Le diete dimagranti sono uno
specifico regime alimentare per diminuire
il peso corporeo. Solitamente sono consigliate da un dietista, ma spesso sono frutto del “fai da te” per cercare di corrispondere a un determinato canone estetico.
Le diete dimagranti si basano generalmente sulla riduzione dell’apporto di
calorie coi cibi, in genere privilegiando gli
alimenti meno calorici come i lipidi e gli
zuccheri. Altre diete si basano su una generale riduzione dell’assunzione di cibo,
indipendentemente dal tipo di alimento.
I dietisti ritengono che per controllare
il peso corporeo non è sufficiente un regime alimentare controllato, ma è necessario anche svolgere attività fisica regolare
(come ad esempio praticare una attività
sportiva).
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Ricette gustose e ricche
di calcio
Dosi per 1 persona.
Tipi diversi di colazione
• 1 spremuta di arancia (200 ml); 1⁄2 panino integrale (40 g) o all’uvetta o al germe di grano; 1 cucchiaino di malto o di
marmellata senza zucchero.
Contenuto di calcio: 255 mg.
• 1 tazza di latte di soia fortificato (200
ml); cereali in fiocchi al naturale o muesli
(30 g); 150 g di frutti di bosco.
Contenuto di calcio: 345 mg.
• 1 yogurt magro (125 g) con aggiunta
di frutta disidratata (uvette, prugne, albicocche, fichi) a pezzetti (50 g); 2 o 3
gallette di riso; 1 cucchiaino di malto.
Contenuto di calcio: 215 mg.
• 1 o 2 fette di pane di grano duro (60 g)
con pomodoro fresco (200 g), 1 cucchiaino di erbe aromatiche (rosmarino, salvia)
e un filo di olio extra vergine di oliva.
Contenuto di calcio: 48 mg.
20 minuti). Unire al couscous il carciofo
e il prezzemolo sminuzzato, mescolare e
servire.
Contenuto di calcio: 160 mg.
• Maltagliati con noci e pinoli
(Maltagliati 80 g, noci 30 g, pinoli 20 g,
1 spicchio di aglio, prezzemolo 25 g, olio
extra vergine d’oliva): schiacciare le noci
e pestarle insieme ai pinoli in un mortaio.
Mettere in una pentola il prezzemolo e
l’aglio tritati, unirvi il pesto di noci e pinoli
e cuocere per qualche minuto. Stemperare con qualche cucchiaio di acqua bollente. Usare la salsa per condire i maltagliati.
Contenuto di calcio: 94 mg.
• Minestra di orzo e radicchio verde
(Orzo perlato 30 g, radicchio verde 100
g, carote 20 g, sedano q.b., cipolla q.b.,
brodo di verdure 300 ml, olio extra vergine d’oliva): lessare l’orzo. Tritare la
carota, il sedano e la cipolla e farli rosolare con l’olio in una padella antiaderente a fuoco moderato. Sminuzzare
il radicchio ed unirlo alle altre verdure.
Cuocere per 5 minuti. Unire il brodo di
• 1 tazza di tè verde; 4 fette biscottate; 1
macedonia di frutti di bosco (150 g) e 1
cucchiaino di granella di mandorle.
Contenuto di calcio: 127 mg.
Primi piatti
35
• Couscous con carciofi
(Couscous precotto 60 g, 1 carciofo, olio
extra vergine d’oliva, prezzemolo 25 g):
preparare il couscous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Pulire
il carciofo, tagliarlo a pezzetti e metterlo in una padella antiaderente con
poco olio; cucinarlo a fuoco basso per
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
verdure, cuocere per 10 minuti e aggiungere l’orzo. Far bollire per 1-2 minuti e servire.
Contenuto di calcio: 110 mg.
Verdure
• Insalata dello scapolo
(Lattuga 30 g, patate 200 g, succo di
limone, uvette 25 g, olio extra vergine
d’oliva, prezzemolo 25 g): tagliare a fette
sottili le patate precedentemente lessate.
Mettere in ammollo le uvette. Lavare la
lattuga e tagliarla a pezzetti. Unire nell’insalatiera le patate, la lattuga, le uvette
strizzate, il succo di limone, il prezzemolo
e l’olio; mescolare bene.
Contenuto di calcio: 103 mg.
36
• Insalata di broccoletti, melograno,
rucola e carote
(Broccoletti 150 g, 1/2 melograno, rucola
50 g, carote 50 g, succo di limone, olio
extra vergine d’oliva): mondare e lavare
la rucola e il melograno. Far sbollentare
per qualche minuto i broccoletti in acqua
già calda e salata; tagliare a fettine le carote e unirle alla rucola e ai broccoletti
in un’insalatiera. Condire con l’olio e il
succo di limone, aggiungere i chicchi di
melograno, mescolare e servire.
Contenuto di calcio: 320 mg.
• Germogli di soia al rosmarino e
mandorle dolci
(Germogli di soia 150 g, 2 mandorle, aghi
di rosmarino secco o fresco 5 g, limone
q.b., olio extra vergine d’oliva): lavare i
germogli di soia e condirli con olio, limone, una manciata di aghi di rosmarino e
mandorle sminuzzate.
Contenuto di calcio: 104 mg.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
• Orecchiette con lenticchie rosse
e spinaci
(Orecchiette 70 g, lenticchie 30 g, spinaci
150 g, pomodori 40 g, cipolla, olio extra vergine d’oliva): lessare le lenticchie
in poca acqua. Metterle in una padella
antiaderente insieme a cipolla, pomodoro, olio ed ultimare la cottura. Lessare la
pasta insieme agli spinaci, scolarli, unirli
alle lenticchie e servire.
Contenuto di calcio: 290 mg.
• Orzo e fagioli
(Orzo 30 g, fagioli secchi 30 g, 1 patata piccola, olio extra vergine d’oliva,
1-2 spicchi di aglio, semi di sesamo 20
g, prezzemolo q.b.): mettere a bagno i
fagioli la sera prima. Scottarli. Preparare
un trito di aglio e prezzemolo e farlo rosolare in una padella antiaderente con
1 cucchiaino di olio. Aggiungere la patata tagliata a cubetti e far cuocere per
10 minuti. Aggiungere i fagioli, l’orzo e
circa 200-300 di brodo di verdure fresche. Ultimare la cottura e servire spolverizzando con i semi di sesamo.
Contenuto di calcio: 430 mg.
• Insalata di miglio, soia rossa,
gialla e verde
(Miglio 60 g, soia gialla 20 g, soia rossa
15 g, soia verde 15 g, pomodori 100 g,
olio extra vergine d’oliva, cipolla): mettere a bagno la soia la sera prima. Bollirla
in acqua con 2-3 cm di alga kombu per
qualche ora. Cuocere il miglio in 2 parti
di acqua per 15-20 minuti. Tritare la cipolla e rosolarla con 1⁄2 cucchiaio d’olio.
Aggiungere i pomodori tagliati a cubetti,
lasciar cuocere per qualche minuto e spegnere. Unire la soia e mescolare delicatamente. Mettere il miglio in un piatto e
disporre la soia a fianco. Accompagnare
con insalata mista di rucola, tarassaco e
indivia (100 g).
Contenuto di calcio: 250 mg.
37
Piatti unici
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Secondi vegetali
• Tofu alla mediterranea
(Tofu 100 g, zucchine 50 g, melanzane
50 g, semi di sesamo 15 g, olio extra vergine d’oliva): tagliare a dadini le zucchine
e le melanzane. Metterle in una padella
con 1 cucchiaino di olio e il tofu tagliato
a cubetti. Cuocere per 5 minuti e servire
spolverizzando con i semi di sesamo tostati (questa preparazione può essere utilizzata anche per condire la pasta).
Contenuto di calcio: 220 mg.
• Parmigiana di tofu
(Melanzane 100 g, zucchine 100 g, peperone giallo 100 g, 2 cucchiai di passata di pomodoro, 70 g di tofu, olio extra
vergine d’oliva): tagliare a fette spesse le
zucchine e le melanzane e a falde il peperone. Farle grigliare su entrambi i lati.
Accendere il forno a 200° C. Distribuire
a strati le verdure in una teglia inframmezzando ogni strato con fettine di tofu
e passata di pomodoro. Aggiungere l’olio
ed infornare per 30 minuti.
Contenuto di calcio: 130 mg.
38
• Insalata di tofu e sesamo
(Insalata mista 70 g, rucola 25 g, tofu 30
g, sesamo 20 g, olio extra vergine d’oliva): mettere in una padella antiaderente il
sesamo e farlo tostare per qualche minuto insieme ad un pizzico di sale. Mondare
e lavare l’insalata e disporla in un’insalatiera. Aggiungere il tofu tagliato a dadini,
unire poco olio e i semi di sesamo. Mescolare e servire.
Contenuto di calcio: 230 mg.
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
farina, il malto e l’olio e mescolare. Stemperare il lievito nel latte e aggiungerlo
all’impasto. Mescolare bene e disporre
in una teglia precedentemente cosparsa
con un velo di farina. Adagiare uniformemente la crema di mandorle sull’impasto
e spolverare con 1 cucchiaio di polvere di
carruba. Mettere in forno per 30 minuti a
fuoco medio. Servire.
Contenuto di calcio di tutto il dolce:
410 mg.
Dolci
Combinando adeguatamente le portate
ed organizzando il menù della giornata
con colazione, pranzo e cena, 1 o 2 spuntini e almeno 1,5 litri di acqua ad elevato
tenore di calcio (>150 mg/litro), è possibile
coprire il proprio fabbisogno quotidiano di
calcio senza ricorrere a cibi di origine animale o ad integrazione farmacologica.
• Crostata di mele ai pinoli
e allo zenzero
(Farina integrale 300 g, malto 50 g, 4 cucchiai di marmellata di arance amare senza
zucchero, 2 mele, 1 cucchiaio di uvetta,
1 cucchiaio di pinoli, 1 pizzico di zenzero grattugiato, olio extra vergine d’oliva
50 g): in un contenitore versare l’olio e il
malto e mescolare. Aggiungere la farina.
Formare una palla e lasciare in frigorifero
per 1 ora. Stendere la pasta e foderare
una teglia. Disporre sul fondo uno strato
di marmellata e sopra di mele. Cospargere
con l’uvetta e lo zenzero ed infornate a
forno caldo per 40 minuti a 180° C.
Contenuto di calcio di tutto il dolce:
135 mg.
39
• Torta con crema di mandorle
e polvere di carruba
(Farina integrale 300 g, malto 50 g, olio
extra vergine d’oliva 50 g, crema di mandorle 100 g, latte di soia 100 g, 1 bustina di lievito naturale - cremor tartaro, 1
cucchiaino di carruba in polvere): unire la
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
40
CENTRI DI PREVENZIONE E CURA DELLA DONNA
Città
Centro di riferimento
Udine
Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia
di rilievo nazionale e di alta specializzazione
Piazzale Santa Maria della Misericordia, 15
33100 Udine
CUP prenotazione tel 800-423445
- S.O.C. Endocrinologia e Malattie Metaboliche
Centro Prevenzione Diagnosi e Cura dell’Osteoporosi e
Osteopatie Endocrino Metaboliche
- Clinica di Ginecologia ed Ostetricia, ambulatorio menopausa
- Clinica di Reumatologia
Casa di Cura “Città di Udine”
Viale Venezia, 410
33100 Udine
Tel. 0432 239111
- Divisione di Ostetricia e Ginecologia, ambulatorio menopausa
Trieste
Istituto per l’Infanzia “Burlo Garofolo”
- Centro Menopausa
Via dell’Istria 65/1
34137 Trieste
Tel. 040/3785370
Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Trieste
Struttura Complessa III Medica
Centro per lo Studio delle Malattie Metaboliche dell’Osso e dell’Osteoporosi
Ospedale di Cattinara
Strada di Fiume, 447 - 34149 Trieste
Tel. 040 3994527 - Fax 040 3994586
Ospedale Civile
Reparto Malattie Reumatiche
Via Oriani, 4 - 34129 Trieste
Tel. 040-7606100
Pordenone
Ospedale “Santa Maria degli Angeli”
ambulatorio interdipartimentale dell’osteoporosi
Via Montereale, 24
33170 Pordenone
Tel. 0434 399478
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
Città
Centro di riferimento
San Vito al Tagliamento
Ospedale San Vito al Tagliamento
U.O. di Medicina Interna
Via Savorgnano
33078 San Vito al Tagliamento
Tel. 0434 8411
Palmanova
Ospedale Civile
Via Natisone
Jalmicco
33057 Palmanova (UD)
- Reparto Ortopedia e Traumatologia
Tel. 0432 921239
- Reparto di Ginecologia ed Ostetricia
Tel. 0432 921405
Gorizia
Ospedale Civile
U.O. di Medicina Generale
Via Vittorio Veneto 171
34170, Gorizia
- Centro per le Malattie Metaboliche dell’Osso
Tel: 0481 592256
- Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia,
ambulatorio menopausa
Tel. 0481 592073
Gemona del Friuli
Ospedale S.Michele
Reparto di Ginecologia ed Ostetricia
Via Battiferro
33013 Gemona del Friuli
Tel. 0432 9891
Tolmezzo
Ospedale “Sant’Antonio Abate”
U.O. di Medicina Interna,
ambulatorio malattie reumatologiche
Via Morgagni 18
33028 Tolmezzo
Tel. 0433 488389
41
CENTRI DI PREVENZIONE E CURA DELLA DONNA
Diamo un Calcio all’Osteoporosi
42
ELENCO DEI CONSULTORI PRESENTI IN REGIONE DOVE È POSSIBILE
OTTENERE INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE ED ORIENTATIVO
IN MERITO ALLE PROBLEMATICHE LEGATE ALLA MENOPAUSA.
Comune
Consultorio
Indirizzo
Telefono
AVIANO
CONSULT. MAT. INF. AVIANO
VIA CESARE BATTISTI 8
0434 / 651110
AZZANO DECIMO
CONSULTORIO MAT. INF. AZZANO X
VIA APRILE 40
0434 / 423350
CERVIGNANO DEL FRIULI
CONSULTORIO FAMILIARE CERVIGNANO
VIA TRIESTE 75
0431 / 387715
CIVIDALE DEL FRIULI
CONSULTORIO FAMILIARE CIVIDALE
VIA CAVALIERI DI V. V. 6
0432 / 708618
CODROIPO
CONSULTORIO FAMILIARE CODROIPO
VIALE DUODO
0432 / 909186
CORDENONS
CONSULTORIO MAT. INF. CORDENONS
VIA DEL MAKO 10
0434 / 545034
GEMONA DEL FRIULI
CONSULTORIO FAM. DI GEMONA
VIA BALDISSERA
0432 / 989515
GORIZIA
CONSULTORIO FAM. GORIZIA
VIA VITT. VENETO 174
0481 / 592715
LATISANA
CONSULTORIO FAMILIARE LATISANA
VIA SABBIONERA 45
0431 / 529366
MANIAGO
CONSULTORIO MAT. INF. MANIAGO
VIA UNITÀ D’ ITALIA 7
0427 / 735340
MANZANO
CONSULTORIO FAMILIARE MANZANO
VIA DRUSIN 25
0432 / 750403
MONFALCONE
CONSULTORIO FAMILIARE MONFALCONE
VIA GALVANI 1
0481 / 487611
MUGGIA
CONSULTORIO FAMILIARE DIST. 3 - MUGGIA
VIA BATTISTI 6
040 / 3995926
PONTEBBA
CONSULTORIO FAMILIARE PONTEBBA
VIA ZARDINI
0428 / 90576
PORDENONE
CONSULTORIO FAMILIARE “NONCELLO”
VIA F.LLI BANDIERA 40
0434 / 28027
PORDENONE
CONSULTORIO FAMILIARE A.I.E.D.
VIA MONTEREALE 10/B
0434 / 366114
PORDENONE
CONSULTORIO MAT. INF. PORDENONE
VIA MONTEREALE 28
0434 / 383911
PRATA DI PORDENONE
CONSULTORIO MAT. INF.
PRATA DI PORDENONE
VIA R. SANZIO 2
0434 / 621690
RESIUTTA
CONSULTORIO FAMILIARE RESIUTTA
VIA UDINE
0433 / 51341
SACILE
CONSULTORIO MAT. INF. SACILE
VIA ETTOREO 4
0434 / 736376
SAN DANIELE DEL FRIULI
CONSULTORIO FAMILIARE SAN DANIELE
VIA CARDUCCI 6
0432 / 949455
SAN DORLIGO DELLA VALLE
CONSULTORIO FAMILIARE
DIST. 3 - S. DORLIGO
SAN DORLIGO
DELLA VALLE 507
040 / 228884
SAN GIORGIO DI NOGARO
CONSULTORIO FAMILIARE
S.GIORGIO DI NOGARO
VIA PALMANOVA 1
0431 / 624830
SAN VITO AL TAGLIAMENTO
CONSULTORIO MATERNO INFANTILE
S.VITO AL TAGLIAMENTO
P. LE LINTERIS 7
0434 / 841730
SPILIMBERGO
CONSULTORIO MAT. INF. SPILIMBERGO
VIA RAFFELLO 1
0427 / 595710
TARVISIO
CONSULTORIO FAMIL. TARVISIO
VIA V. VENETO 154
0428 / 2931
TOLMEZZO
CONSULTORIO DI TOLMEZZO
VIA CARNIA LIBERA 29
0433 / 488828
0433 / 488865
TRIESTE
CONSULTORIO FAMILIARE
DIST. 3 - VALMAURA
VIA VALMAURA 59
040 / 3995800
TRIESTE
CONSULTORIO PED. DIST. 4 - PASTEUR
VIA SAI 7
040 / 3997445
UDINE
CONSULTORIO FAMILIARE UDINE
VIA SAN VALENTINO
0432 / 553743
0432 / 553746
PROGETTO E TESTI
Università degli Studi di Udine - Dipartimento di Scienze Chirurgiche
Piazzale Santa Maria della Misericordia - Udine
Hanno collaborato:
Giuliano Fabiani, Monica della Martina, Anna Biasioli e Lisa Vascotto
SUPERVISIONE
Elisabeth Och
PROGETTO GRAFICO
Espressione srl - Comunicazione e Immagine - Udine
STAMPA
Graphic Linea - Tavagnacco (UD)
Finito di stampare ottobre 2008
Scarica

Diamo un Calcio all`Osteoporosi