L’Amministrazione Comunale e la Comunità di Tavagnacco ringraziano la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia per aver donato all’Università degli Studi di Udine un densitometro ad ultrasuoni utile per la ricerca. Comune di Tavagnacco Assessorato alle Pari Opportunità UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE Dipartimento di Scienze Chirurgiche Clinica di Ginecologia e Ostetricia PROGETTO SALUTE DONNA Diamo un Calcio all’Osteoporosi Comune di Tavagnacco Assessorato alle Pari Opportunità “Diamo un Calcio all’Osteoporosi” è un ulteriore tassello “realizzativo” del concreto percorso di servizi e progetti mirati alle donne, intrapreso in questi anni dall’Assessorato alle Pari Opportunità. L’impegno progettuale in termini di prevenzione ed informazione è finalizzato alla salute ed in generale alla percezione del proprio benessere psico–fisico da parte dell’universo femminile. Il percorso “educativo” alla salute volto quindi alla nostra comunità, attuato in sinergia con il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università degli Studi di Udine, viene intrapreso da circa settecento donne di Tavagnacco: donne che hanno condiviso il fine della “sfida” ovvero il saperne di più sul proprio sé. La pubblicazione che Vi proponiamo va oltre alla semplice rappresentazione ed elaborazione dei dati raccolti in questi quattro anni di attività: volutamente va oltre! Suggerimenti ed informazioni su come e perché “adottare” uno stile di vita sano qui descritti intendono essere spunti di riflessione sul “come e perchè” condividere nel futuro prossimo altre “sfide” in termini di servizi e formazione permanente sempre proposti dall’Amministrazione per la popolazione femminile. E ottobre, mese indicato come “mese della prevenzione” a livello nazionale, è il momento giusto! Mario Pezzetta Chiara Comuzzo Sindaco Assessore alle Pari Opportunità e all’Ambiente L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Tavagnacco promuove numerosi progetti rivolti alla popolazione femminile, tra cui il Centro di Ascolto e Consulenza delle donne, iniziativa realizzata con il contributo regionale L.R. 17/2000. Il Centro di Ascolto e Consulenza delle donne è attivo dal 14 dicembre 1998. E’ un servizio comunale, pubblico e laico, istituito dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Tavagnacco. Tutte le prestazioni sono completamente gratuite e su appuntamento: consulenza psicologica per affrontare il disagio e superare i momenti critici; psicoterapia individuale e di gruppo per elaborare un nuovo progetto di vita, acquisire fiducia e sicurezza; consulenza legale per assistere la donna nella denuncia di abusi e maltrattamenti, per fornire informazioni sul diritto civile e penale, in particolare sul diritto di famiglia: separazioni, divorzi, affidamento minori; mediazione per le donne immigrate: una consulenza personalizzata per migliorare l’integrazione; terapia di gruppo contro l’iperfagia per promuovere un sano rapporto con sé, con il cibo e migliorare la qualità della vita; training autogeno: attività corporea di rilassamento per affrontare le ansie e i condizionamenti da stress; formazione permanente: legale, psicologica, alimentare, sanitaria per il benessere psico-fisico delle donne; spazio di lettura: una biblioteca dedicata all’universo femminile, spazio di informazione e approfondimento, di incontro e confronto. Le consulenze sono anonime e prestate da professioniste non residenti nel Comune di Tavagnacco. Ogni anno il Centro effettua oltre 700 consulenze, svolge attività di gruppo a cadenza settimanale e attua percorsi di formazione permanente. Il servizio è aperto a tutte le donne, anche provenienti da fuori regione. Per informazioni: Sede Municipale, Piazza Indipendenza 1 Feletto Umberto - Tel. 0432 575538 e-mail: [email protected] sito internet: www.comune.tavagnacco.ud.it/centro.donne Orario di apertura al pubblico: Lunedì 14.30-16.30 Martedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì 10.00-12.00 Indice Perché questo opuscolo ............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 9 Il progetto “Diamo un calcio all’osteoporosi”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 10 Com’è il nostro scheletro? ......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 12 Cos’è l’osteoporosi? ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 13 Cause e fattori di rischio dell’osteoporosi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 14 Come si diagnostica?.................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 15 Come si cura? .............................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 16 Come si previene? ....................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 17 La giusta attività fisica ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 21 La giusta alimentazione.............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 27 Le regole per invecchiare bene ................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 30 Ricette gustose e ricche di calcio .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 35 Diamo un Calcio all’Osteoporosi La figura del ginecologo riveste un importante ruolo nell’attività di prevenzione della salute della donna, dall’adolescenza alla terza età. Il Comune di Tavagnacco ha da tempo sottolineato l’importanza della prevenzione nel mondo femminile, con il “Progetto Salute Donna” di qualche anno fa e ultimamente con il progetto “Diamo un calcio all’osteoporosi” finalizzato alle donne tra i 45-75 anni in collaborazione con la Clinica di Ginecologia e Ostetricia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine, che è sempre aperta alla promozione della salute con un’attiva azione sul territorio. L’osteoporosi è una malattia rilevante nelle donne dopo la menopausa e nella terza età, soprattutto in presenza di fattori di rischio, identificabili con un’adeguata anamnesi. Con l’allungarsi della vita media delle donne è sempre maggiore il tempo trascorso dopo la menopausa, per cui è un dovere sociale delle Istituzioni e del Mondo Sanitario poter garantire una buona qualità della vita in questo periodo. Il progetto “Diamo un calcio all’osteoporosi” ha selezionato il rischio osteoporotico tramite un questionario postale inviato a 2759 residenti di sesso femminile del comune di Tavagnacco e successivamente le donne, che hanno aderito, sono state sottoposte a ultrasonometria delle falangi. L’obiettivo del progetto è stato, oltre all’individuazione delle donne già affette da osteoporosi, soprattutto quello di identificare le donne a rischio per questo tipo di patologia. Ne deriva peraltro la proposta di un corretto stile di vita, fondamentale fattore di protezione nella logica di promuovere un’azione preventiva su questa patologia di grosso impatto e talvolta notevolmente invalidante nella terza età. In questo opuscolo vengono presentati i risultati del progetto e viene proposto un breve vademecum sull’osteoporosi. Particolare attenzione è stata rivolta, come già ribadito, alla prevenzione inserendo consigli, suggerimenti, informazioni con l’obiettivo di propagandare un corretto stile di vita come proposto alle pazienti che hanno aderito all’iniziativa. Prof. Diego Marchesoni Direttore della Clinica di Ginecologia e Ostetricia Università degli Studi di Udine 9 Perché questo opuscolo Diamo un Calcio all’Osteoporosi Il progetto “Diamo un calcio all’osteoporosi” 10 L’osteoporosi è definita la malattia “in rosa” perché colpisce più frequentemente le donne rispetto ai maschi (una donna su tre si ammala di osteoporosi dopo la menopausa). È anche definita “killer silenzioso” perché non manifesta sintomi di alcun tipo fino a quando non compare il dolore legato alla frattura ossea. E’ una malattia caratterizzata da progressiva perdita di calcio da parte dell’osso, che per questo motivo diventa sempre più fragile e a rischio di fratture, anche per traumi di lieve entità. Le sedi più frequenti di frattura sono il polso, le vertebre e il femore: quest’ultima sede è la più grave e invalidante. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 1990 si sono verificate circa 1.700.000 fratture di femore nel mondo; ne sono previste 6.300.000 per il 2050. In Italia se ne contano circa duecento al giorno. Ma l’aspetto più grave è che, per i più anziani, una frattura al femore equivale alla perdita dell’autonomia individuale e sociale. Questi numeri impongono alle organizzazioni sanitarie un’attenzione maggiore per identificare i soggetti a rischio e le terapie più appropriate. Contemporaneamente richiedono a ogni persona un’attenta prevenzione. Proprio con lo scopo di prevenire e curare meglio alcune malattie frequenti nella popolazione femminile, l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Tavagnacco ha condotto uno studio sull’osteoporosi. Perciò è nato, a partire dal 2004, il programma “Diamo un Calcio all’Osteoporosi” con la collaborazione della Clinica Ginecologica dell’Università degli Studi di Udine. Il programma è articolato in 5 fasi: 1. spedizione di un questionario alla popolazione femminile residente, di età compresa tra i 45 e i 75 anni, al fine di valutare il rischio di osteoporosi; 2. analisi dei questionari pervenuti e valutazione dei fattori di rischio presenti nella popolazione; 3. esecuzione dell’esame densitometrico a tutte le pazienti che hanno risposto e spedito il questionario; 4. proposta terapeutica e controllo ambulatoriale per le pazienti risultate osteoporotiche; 5. studio del rapporto tra i fattori di rischio e la comparsa di osteoporosi per individuare precocemente le pazienti a rischio, per proporre uno stile di vita e consigli dietetici che prevengono e controllano l’insorgere della malattia. I questionari sono stati spediti a 2.759 donne del comune di Tavagnacco, di età Diamo un Calcio all’Osteoporosi • stile di vita: che comprende attività fisica e appropriata esposizione al sole • corretta alimentazione: che consenta un giusto apporto di calcio • integrazione di calcio e vitamine • trattamento farmacologico Abbiamo consigliato un trattamento farmacologico in 125 casi: per 80 pazienti si è trattato di integrazione calcio-vitaminica; le rimanenti 45 pazienti sono state sottoposte a trattamento ormonale sostitutivo e con bifosfonati, che sono farmaci in grado di bloccare il riassorbimento osseo. L’analisi ha dimostrato che i fattori di rischio significativi sono: - la menopausa precoce - la familiarità per osteoporosi - la dieta povera di calcio . - la scarsa attività fisica anche se la loro quantificazione risulta difficile da valutare. La terapia ormonale sostitutiva è risultata protettiva nei confronti della malattia: questo conferma il ruolo importante degli estrogeni nel diminuire l’insorgenza dell’osteoporosi. 11 compresa tra i 45 e i 75 anni, e a questi ha risposto il 21,7%, per 600 questionari. Contattate, 559 donne hanno accettato di sottoporsi a una densitometria ossea con densitometro a ultrasuoni delle falangi. In seguito sono state selezionate le persone con maggiori fattori di rischio. Ne è derivato che 86 donne sono risultate osteoporotiche (15,4%), 92 osteopeniche (16,45%) (l’osteopenia è lo stadio che precede l’osteoporosi), e le restanti presentavano un quadro normale. Più del 30% delle pazienti ha quindi presentato un’importante perdita di calcio, di cui alcune con osteoporosi manifesta. Alle pazienti risultate osteoporotiche con il metodo ad ultrasuoni è stato proposto un approfondimento diagnostico con indagine DEXA a livello di colonna e femore, eseguita presso l’Istituto di Medicina Nucleare. Su 60 casi a cui era stata suggerita questa indagine, a 28 è stata confermata l’osteoporosi (questo dato fa riferimento alle donne che ci hanno fatto visionare l’esame eseguito). A queste pazienti è stata proposta la radiografia rachide lombosacrale in proiezione latero-laterale per essere inserite nella nota 79, che prevede il rimborso del farmaco per il trattamento dell’osteoporosi. Ad ogni paziente, secondo il grado di demineralizzazione ossea, è stato proposto un intervento articolato in più fasi: Diamo un Calcio all’Osteoporosi Com’è il nostro scheletro? Anche se non sembra, il nostro scheletro con le sue 203 ossa è una parte “viva” del nostro corpo. Infatti il tessuto osseo, che contiene minerali quali calcio e fosfati, è dinamico e si modella di continuo formando e riassorbendo il tessuto stesso per tutto il corso della vita, anche dopo la fase di crescita. Dalla nascita fino ai 20 anni circa lo scheletro cresce e si sviluppa. Le ossa aumentano di peso e di volume. Segue una fase di consolidamento, che può arrivare fino ai 25-30 anni di età, raggiungendo il cosiddetto “picco di massa ossea”, cioè il livello massimo di contenuto di minerali. Più avanti l’osso perde lo smalto della giovinezza e inizia una lenta perdita di massa, già a partire dalla quarta decade di vita con una evoluzione progressiva, accelerata nella donna dalla menopausa (soprattutto durante i primi 4 – 8 anni) e sostenuta, nell’età più avanzata, dall’invecchiamento. Il picco di massa ossea è un valore fondamentale per determinare il rischio di osteoporosi: più alto è il picco raggiunto, più difficile è scendere fino al livello dell’osteoporosi e quindi al livello di rischio di fratture. La vera prevenzione dell’osteoporosi consiste perciò nell’aumentare il picco di massa ossea. Chi al termine dello sviluppo ha raggiunto un elevato picco di massa ossea avrà per tutta la vita un minor rischio di osteoporosi. Quindi la prevenzione deve iniziare fin da giovanissimi. ����������� ����������������������������������������������� � �� �� 12 ���������� �� �� �� �� ������ �� �� �� ����� Diamo un Calcio all’Osteoporosi L’osteoporosi è definita “una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture”. In parole più semplici, l’osteoporosi è una malattia dell’osso che provoca la progressiva perdita di calcio. Se la perdita legata all’invecchiamento è eccessiva e la massa ossea scende al di sotto di determinati livelli, allora ci si può ammalare di osteoporosi. Con l’osteoporosi le ossa diventano poco a poco più porose e fragili tanto da essere a rischio di fratture anche per traumi di lieve entità. Solitamente le fratture si verificano al polso, alla colonna vertebrale e al femore. Per le donne, il momento critico giunge con la menopausa, tanto più se precoce o chirurgica. Si calcola che nel mondo circa 200 milioni di persone siano attualmente affette da osteoporosi e che ogni anno, in Europa e negli Stati Uniti, si verificano più di 2.3 milioni di fratture da osteoporosi. La tendenza all’allungamento della vita media e all’invecchiamento delle popolazioni determinerà nei prossimi decenni un significativo aumento dei casi in mancanza di una seria prevenzione. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, l’osteoporosi non dà nessun segnale premonitore: la perdita di osso avviene silenziosamente e non dà quindi segni fino a quando l’osso, diventato molto fragile, si rompe anche per traumi molto lievi. Ecco perché nella vita di certe persone compaiono più o meno improvvisamente il dolore e la deformità, persino l’invalidità e la perdita di autonomia. Per evitare brutte sorprese di questo genere, in età matura è bene valutare la propensione individuale all’osteoporosi analizzando i propri “fattori di rischio”. In particolare, è importantissimo che questa valutazione venga fatta con l’aiuto del medico da tutte le donne che si avvicinano alla menopausa, specie se non si sono mai preoccupate di prevenire l’osteoporosi. Osso sano Osteoporosi 13 Cos’è l’Osteoporosi Diamo un Calcio all’Osteoporosi Cause e fattori di rischio dell’osteoporosi L’osteoporosi classica è una malattia della terza età e soprattutto delle donne in menopausa. Si parla quindi di osteoporosi senile o meglio, nella donna, di osteoporosi post-menopausale. Inoltre, esistono anche forme di osteoporosi secondarie ad altre cause, che possono colpire a tutte le età. Queste forme sono decisamente meno frequenti dell’osteoporosi senile. Solo in casi limitati, l’osteoporosi può essere provocata da una sola causa e si tratta in genere di osteoporosi secondaria ad altre malattie. Nella maggior parte dei pazienti è invece possibile riconoscere la presenza di uno o più fattori che influenzano negativamente il metabolismo osseo e che giocano quindi un ruolo determinante nell’osteoporosi. Inoltre, non tutti i fattori di rischio sono uguali in quanto alcuni vengono definiti “principali” o “forti”, altri “secondari” perché hanno un ruolo marginale o addirittura incerto. I fattori di rischio che maggiormente propendono verso l’osteoporosi sono i seguenti: Fattori anagrafici e genetici: • • • • età sesso femminile razza bianca o asiatica familiarità per osteoporosi o fratture da fragilità ossea Fattori ambientali modificabili • • • • • • dieta carente di calcio vita sedentaria eccessiva magrezza alimentazione iperproteica eccesso di fumo, alcool, caffè immobilizzazione protratta Fattori ormonali e malattie endocrine • menopausa precoce (prima dei 45 anni) • periodi prolungati di amenorrea (> di 1 anno) • menopausa chirurgica (ovariectomia) • malattie endocrine: iperparatiroidismo, ipertiroidismo, morbo di Cushing, ipogonadismi, iperprolattinemia Malattie diverse • malassorbimento intestinale (Crohn, celiachia, ecc.) • insufficienza renale cronica • artrite reumatoide • epatopatie croniche • malattie ostruttive respiratorie croniche • mieloma multiplo Uso di farmaci 14 • • • • corticosteroidi eparina anticonvulsivanti antiacidi Diamo un Calcio all’Osteoporosi Per molti anni l’osteoporosi si è diagnosticata sulla base di un riscontro clinico di una frattura patologica e di un’intensa perdita del tono calcico. Questa diagnosi è comunque tardiva giacchè la certezza della sua riduzione poteva risultare solamente quando almeno il 30% della massa ossea fosse andata perduta. Ora invece il primo passo per accertare la presenza di osteoporosi nei soggetti a rischio è sottoporsi ad un esame che indichi la densità minerale ossea: • La Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) con tecnica DXA (Dual X-ray Absorptiometry) misura la massa ossea (o densità minerale ossea), cioè la quantità di minerali (espressa in grammi) contenuti nel nostro scheletro. Questo esame può essere eseguito a livello del- l’avambraccio, della colonna lombare, del femore o dell’intero scheletro. La MOCDXA utilizza i raggi X, ma la dose di radiazione utilizzata per l’esame è bassissima, molto minore di quella di una normale radiografia e infinitamente minore di quella di una TAC. Pertanto, non ci sono assolutamente problemi a ripetere la MOC nel tempo. Solo questo esame permette di diagnosticare con precisione l’osteopenia (una modesta demineralizzazione ossea) o l’osteoporosi. • L’ultrasonografia quantitativa o QUS valuta la mineralizzazione ossea per mezzo di apparecchi a ultrasuoni. È rapida e facile da eseguire. È utile per individuare i pazienti “a rischio di osteoporosi” da sottoporre successivamente a indagine DXA. • La TAC quantitativa ossea (qCT) va riservata a casi particolari dato il costo e l’alta dose di radiazioni. 15 Come si diagnostica? Diamo un Calcio all’Osteoporosi Come si cura? esempio nelle persone anziane. Gli integratori di calcio 16 In caso di osteoporosi accertata, è necessaria una terapia. Da alcuni anni, sono disponibili diversi farmaci che arrestano la malattia e riducono il rischio di fratture. Non esiste una terapia che vada bene per tutti i pazienti. La scelta di un farmaco invece di un altro è fatta sulla base di una valutazione generale del paziente, del suo stato di salute, delle sue abitudini di vita e di eventuali altre terapie in corso. I principali farmaci utilizzati contro l’osteoporosi appartengono a queste categorie: • estrogeni (è la tipica terapia ormonale sostitutiva dopo la menopausa) • bisfosfonati (i più usati sono il clodronato, l’alendronato, il risedronato) • SERM (prodotti “simili” agli estrogeni: il primo SERM attivo solo sull’osso è il raloxifene) • calcitonina (ormone prodotto dalla tiroide) • derivati della vitamina D (calcifediolo, calcitriolo, alfa-calcidiolo) • teriparatide (derivato sintetico del paratormone capace di stimolare la formazione di osso) • ranelato di stronzio (rallenta il riassorbimento dell’osso e stimola la sua formazione) I primi quattro gruppi sono sostanze chimicamente molto diverse, che però agiscono sull’osso in modo simile. Rallentano infatti il processo di “riassorbimento osseo”, quello che fa perdere calcio. L’osso si distrugge (riassorbimento) e si rigenera (neodeposizione) continuamente. L’osteoporosi fa sì che l’osso si riassorba più di quanto si ricostruisca. Questi farmaci, rallentando la distruzione, riportano i due processi all’equilibrio: ecco perché riescono in genere a rallentare o anche bloccare l’evoluzione della malattia. I derivati attivi della vitamina D sono utili in condizioni particolari, per Anche se non si tratta di farmaci in senso stretto, è bene ricordare nell’ambito della “terapia” gli integratori a base di calcio, con o senza vitamina D, che per molte persone, soprattutto anziane, costituiscono un complemento obbligatorio della terapia farmacologica. Sono utili o addirittura essenziali, quando la dieta quotidiana non può fornire il calcio necessario, per esempio per chi non vuole o non può mangiare latte e latticini. Sono “integratori”, cioè supplementi e vanno presi per completare la dieta quotidiana quando è necessario. Quindi, è inutile prendere un integratore di calcio quando si è mangiato ad esempio un etto di parmigiano. Senza diventare fanatici dei milligrammi, l’ideale sarebbe fare una valutazione del calcio assunto con i cibi e poi prendere la dose mancante attraverso un integratore. L’integrazione con i sali di calcio può tuttavia presentare effetti collaterali quali stipsi, acidità gastrica, ipercalcemia, ipercalciuria, maggiore rischio di calcolosi renale, (soprattutto nei soggetti predisposti). Gli effetti collaterali sembrano minori se gli integratori vengono assunti con i pasti e in dosi frazionate. Il citrato di calcio sembra provocare minori effetti collaterali. Diamo un Calcio all’Osteoporosi L’osteoporosi è una malattia che in molti casi si può e si deve prevenire. La prevenzione inizia dall’informazione. Bisogna infatti far conoscere a tutti, soprattutto ai giovani, i fattori di rischio per l’osteoporosi e quali misure possono aiutarci ad evitarla. Come abbiamo visto, la “qualità” del nostro osso si determina soprattutto nei primi 25-30 anni di vita, il periodo della crescita e dello sviluppo. Quindi la vera prevenzione dell’osteoporosi deve iniziare fin da giovanissimi. Chi al termine dello sviluppo ha raggiunto un elevato picco di massa ossea avrà per tutta la vita un minor rischio di osteoporosi. Ma in ogni caso, meglio tardi che mai. A qualunque età possiamo fare qualcosa per il nostro osso ed evitare che la nostra situazione peggiori in futuro. Quindi, le buone regole della prevenzione si possono mettere in opera a qualunque età. La prevenzione dell’osteoporosi ha tre cardini: 1. Alimentazione ricca di calcio, adeguata all’età (latte, yogurt, formaggio e, se necessario, un integratore alimentare a base di calcio). 2. Moderata ma regolare attività fisica (la cosa più semplice è camminare di buon passo mezz’ora al giorno). 3. Normale disponibilità di vitamina D, che serve ad assorbire il calcio nell’intestino. La vitamina D si forma nella pelle per azione della luce del sole. Perciò basta un po’ di vita all’aria aperta per avere quella che ci serve. Per gli anziani può essere indicato un supplemento di vitamina D. Ci sono poi altre cose da fare. Se osserviamo i “fattori di rischio”, su molti non possiamo agire, ma altri dipendono almeno in parte da noi e dal nostro stile di vita. Possiamo, per esempio, ridurre l’uso di alcool e tabacco a limiti ragionevoli; possiamo evitare un’alimentazione troppo ricca di proteine e moderare il consumo di alimenti integrali ricchi di fibre. 17 Come si previene? Diamo un Calcio all’Osteoporosi Prevenzione IL MEDICO DI FIDUCIA Prendere contatto con il proprio medico e informarlo della storia personale e della propria famiglia: fidarsi dei suggerimenti e lasciare che scelga il meglio per la specifica situazione. Le linee guida, indicate dai National Institutes of Health, propongono una traccia di ciò che ogni medico di base o specialista può consigliare per la prevenzione e il controllo di ogni paziente. Controlli periodici per le donne dopo i 40 anni OGNI MESE • Auto-palpazione del seno: valutazione di modificazioni cutanee, del capezzolo e presenza di noduli. OGNI ANNO • Peso e altezza (Body Mass Index, BMI: 20-24 normale, 25-29.9 sovrappeso, > 30 obesità) • Pressione arteriosa • Palpazione medica del seno • Mammografia: annuale fino alla menopausa e in menopausa con terapia ormonale sostitutiva; biennale dopo la menopausa • Visita ginecologica e pap test: valutazione di vagina, cervice, utero e ovaie. Controlli meno frequenti del pap-test in post-menopausa sono possibili dopo tre controlli annuali negativi. • Ricerca del sangue occulto nelle feci su tre campioni (sopra i 50 anni) 18 OGNI TRE ANNI • Profilo lipidico: colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi • Glicemia: dopo i 45 anni ogni tre anni. Più frequentemente e in età più giovane in caso di storia familiare o fattori di rischio personali • Emocromo • Esame urine (ogni anno oltre i 65 anni) • Funzionalità tiroidea OGNI CINQUE ANNI • Rettosigmoidoscopia (sopra i 50 anni) ALLA MENOPAUSA • Densitometria minerale ossea: è consigliabile prima della menopausa se ci sono fattori di rischio aggiuntivi. I controlli successivi dipendono dalla valutazione basale: se nella norma, ogni tre anni; in caso di prescrizioni farmacologiche, ogni anno. Diamo un Calcio all’Osteoporosi 1 2 3 4 5 È NECESSARIO CHE OGNI DONNA ESEGUA CONTROLLI PERIODICI 19 1. Autopalpazione e mammografia 2. Pressione 3. Colonscopia 4. Paptest 5. Test del sangue occulto nelle feci Diamo un Calcio all’Osteoporosi TEST - ESAME - VISITA 18 - 39 ANNI 40- 64 ANNI DOPO 65 ANNI Test funzionalità tiroide da 35 anni ripetere ogni 5 anni ripetere ogni 5 anni ripetere ogni 5 anni Salute del cuore, controllo pressione sanguigna da 21 anni in condizione di normalità ripetere ogni 1-2 anni ripetere ogni 1-2 anni ripetere ogni 1-2 anni Livello del colesterolo da 20 anni ripetere ogni 5 anni ripetere ogni 5 anni ripetere ogni 5 anni Salute delle ossa, Mineralometria Ossea Computerizzata da pianificare con il medico da pianificare con il medico Diabete, livello di glucosio nel sangue da 45 anni ripetere ogni 3 anni ripetere ogni 3 anni Autopalpazione mensile, visita specialistica ogni anno Autopalpazione mensile, visita specialistica ogni anno Ripetere ogni 1-2 anni Ripetere ogni anno Controllo del seno Autopalpazione mensile, visita specialistica ogni anno 20 Mammografia PAP test e visita ginecologica Ripetere ogni 1-3 anni Ripetere ogni 1-3 anni Ripetere ogni anno Esame della vista Almeno una volta Ripetere ogni 2-4 anni Ripetere ogni 2-4 anni Esame dell’udito Una volta a 18 anni, ripetere ogni 10 anni Ripetere ogni 10 anni Controllo dei nei Autoesame mensile, dai 20 anni ripetere controllo medico ogni 3 anni Autoesame mensile, ripetere controllo ogni anno Autoesame mensile, ripetere controllo ogni anno Colonscopia Ripetere ogni 5-10 anni Ripetere ogni 5-10 anni Sigmoidoscopia Ripetere ogni 5 anni Ripetere ogni 5 anni Esame rettale Ripetere ogni 5-10 anni contemporaneamente ai test colon-rettali Ripetere ogni 5-10 anni contemporaneamente ai test colon-rettali Analisi feci (eventuali tracce di sangue non visibili) ripetere ogni anno ripetere ogni anno Diamo un Calcio all’Osteoporosi La giusta attività fisica Quale attività fisica? La marcia. Trenta minuti al giorno di marcia a passo veloce sono più che suf- ficienti. Basta anche saltellare 10 volte, due volte al giorno. L’attività fisica spesa per le faccende domestiche non è rilevante ai fini della protezione ossea. L’utilizzo delle pedane vibranti, anche se efficace a livello muscolo scheletrico, potrebbe rappresentare soprattutto nella tarda età uno stimolo per la crescita dei tumori. È importante rispettare alcune semplici regole: • Gradualità. Non fare una maratona dopo anni di inattività!!! Meglio cominciare con una camminata a passo sostenuto per 10-15 minuti incrementando lentamente ogni settimana. Altrimenti si rischiano strappi, distorsioni e inutile scoraggiamento. • Costanza. L’esercizio è utile solamente se è svolto almeno 2 - 3 volte la 21 L’attività fisica svolge un ruolo benefico e protettivo nell’organismo agendo a molteplici livelli: • dona un senso di benessere, favorendo la liberazione di endorfine, che sono i mediatori chimici dell‘ “ottimismo”, della soddisfazione, della resistenza alla fatica • previene le malattie cardiache e vascolari • aiuta a mantenere il peso forma • preserva l’organismo dai tumori, anche quello della mammella • previene la perdita di calcio dall’osso: l’osteoporosi • mantiene un buon tono muscolare e tiene in attività le articolazioni ossee rendendo meno probabile la caduta accidentale che è il fattore determinante la frattura. L’anziano si frattura in quanto osteoporotico, ma anche perché cade accidentalmente con più frequenza, perché con il passare degli anni la vista diminuisce, perché spesso fa uso di farmaci che possono alterare l’equilibrio (per esempio quelli utilizzati contro l’insonnia), perché abita in ambienti con scale, tappeti e spigoli. L’attività fisica è quindi importante per la prevenzione e il controllo dell’osteoporosi, ed è consigliata ad ogni età: • durante la crescita perché determina la qualità dell’osso dell’adulto; • durante l’età matura perché riduce la perdita di calcio da parte dell’osso; • nella tarda età perché riduce il rischio di cadute. Diamo un Calcio all’Osteoporosi settimana per 30 - 60 min. Camminare tutti i giorni per 20 - 30 min è molto più salutare che fare uno sport intensivo ma saltuariamente. E inoltre: • Riscaldarsi prima di iniziare, con una camminata o stretching per 10 minuti. • Fare stretching dopo l’allenamento per 5 - 10 minuti. • Usare i dispositivi di sicurezza (per esempio il caschetto in bicicletta). • Usare un abbigliamento idoneo. • Bere a sufficienza. • Non fare attività fisica intensa entro due ore dai pasti. • Non fare una doccia bollente o una sauna subito dopo un’attività intensa. La presenza di osteoporosi conclamata non è una controindicazione all’attività fisica. Se però ci sono altri problemi di salute, è bene parlarne con il proprio medico per valutare le attività più idonee. Attività fisica e prevenzione dell’osteoporosi 22 Fare esercizio fisico serve a irrobustire le ossa così come la muscolatura. Alcune attività sono più efficaci per contrastare l’osteoporosi. Ad esempio, tutti gli esercizi condotti contro gravità stimolano il metabolismo osseo: è quindi ottimo saltellare, correre, camminare, fare le scale, ballare. Al contrario il nuoto, pur essendo uno sport salutare, non sollecita le articolazioni e quindi non è utile contro l’osteoporosi. Fare attività fisica all’aperto garantisce anche una buona esposizione alla luce solare e quindi ai raggi ultravioletti, che servono alla nostra pelle per sintetizzare la vitamina D. Naturalmente, l’attività fisica da sola non basta se le “materie prime” che derivano dall’alimentazione sono carenti. Attività fisica e peso corporeo L’attività fisica aiuta ad incrementare la quantità di massa magra, ovvero il muscolo, che con l’età tende fisiologicamente a diminuire. Per lavorare, il muscolo necessita di energia, che ricava consumando i depositi di grasso. L’attività aerobica (camminare, andare in bicicletta, correre, fare scale, danzare, nuotare, fare tennis, fare pesistica) è la più idonea per consumare calorie. Bisogna però ricordare che anche le attività domestiche possono essere considerate esercizio fisico. Ad esempio, lavare i pavimenti per 45 min consuma circa 150 calorie: meno rilassante di una camminata ma efficace. Attività fisica e prevenzione delle cadute L’osteoporosi conclamata si manifesta con una maggiore predisposizione alle fratture per traumi anche minimi. L’attività fisica riduce il rischio di caduta in quanto: • migliora la sicurezza e la disinvoltura nei movimenti Diamo un Calcio all’Osteoporosi Esercizi Questi sono alcuni semplici esercizi che possono migliorare la postura e il tono muscolare del tronco e degli arti: 1. Corsa sul posto lenta e dolce 2. Continua a correre alzando maggiormente le ginocchia 3. Aumenta la velocità 4. Continua per alcuni minuti 5. Diminuisci la velocità progressivamente 6. Cammina nella stanza per alcuni secondi Per prevenire le cadute e quindi le fratture sono inoltre utili alcuni semplici accorgimenti: • correggere eventuali disturbi visivi ed uditivi • usare scarpe comode • utilizzare eventuali supporti come bastoni se si cammina con difficoltà • evitare tappeti e cera sui pavimenti utilizzare invece tappeti antisdrucciolo • avere l’illuminazione di sicurezza notturna • fare attenzione all’utilizzo di farmaci che interferiscono con la postura, l’equilibrio e i riflessi (sedativi, antidepressivi...) • non alzarsi troppo rapidamente dal letto ma rimanere qualche secondo seduti • utilizzare maniglie di sostegno nella vasca da bagno e nella doccia • evitare l’alcool • ricordarsi che la fretta non aiuta. Esercizi di stretching In piedi a gambe lievemente divaricate, tendi le braccia in avanti intrecciando le mani. Senza spostare i piedi ruota le spalle, le braccia ed il corpo verso destra. Rimani in questa posizione per alcuni secondi. Piega leggermente le ginocchia, ruota ancora più verso destra, guarda dietro le spalle. Ripeti la sequenza 10 volte a destra e 10 volte a sinistra. 23 • migliora l’equilibrio • rafforza la muscolatura posturale • incrementa l’elasticità del sistema muscolo-scheletrico-articolare. Diamo un Calcio all’Osteoporosi Siediti con la schiena contro il muro, le ginocchia piegate e piedi uniti. Tieni in mano due pesi. Siediti con le braccia rilassate e la schiena appoggiata allo schienale Piega il busto verso destra e fai rotolare il peso allontanandolo da te senza staccare i glutei dal pavimento. Resta fermo per qualche secondo. Torna lentamente nella posizione di partenza. 10 volte. Piegati di lato cercando di toccare con la mano a terra. Ripeti l’esercizio a destra e a sinistra per 10 volte. 24 Cerca di toccare a terra con entrambe le mani senza sollevare i glutei. Ripeti la sequenza a destra e a sinistra per 10 volte. Diamo un Calcio all’Osteoporosi Metti un cuscino contro lo schienale della sedia. Siediti nella metà anteriore. Tieni le mani incrociate sul petto. Alzati e siediti per 8 - 15 volte, lentamente. Fermati e ripeti la serie. Poggiati allo schienale di una sedia, in posizione eretta. Solleva una gamba posteriormente e mantieni la posizione per alcuni secondi. Ripeti per 8 - 15 volte per ogni gamba. Puoi aggiungere un peso sulle caviglie. Prendi un asciugamano dietro la schiena tenendolo per le estremità con le mani. Lentamente cerca di avvicinare le due mani, salendo dal basso e scendendo dall’alto. Inverti la posizione. Ripeti 5 - 10 volte. 25 Piegati a 90 gradi, con la colonna parallela al pavimento. Mantieni le gambe e la colonna diritte. Mantieni la posizione per 10 - 30 sec. Ripeti 3 - 5 volte. Diamo un Calcio all’Osteoporosi Altri esercizi • Mobilizzazione della colonna Braccia lungo i fianchi. Flettere il collo e il busto in avanti facendo penzolare le braccia in basso. Espirando tornare lentamente alla posizione eretta facendo aderire la colonna al muro con movimento lento e graduale. Ripetere 2 - 3 volte. • Tonificazione delle cosce e stabilizzazone del ginocchio Portare le braccia in avanti. Scendere con il busto mantenendolo aderente al muro, flettendo le ginocchia fino ad un max di 90° (posizione seduta). Mantenere la posizione per almeno 5 secondi. Risalire lentamente espirando e mantenendo sempre la colonna attaccata al muro (se fate difficoltà scendete di meno e poi gradualmente incrementate l’angolo di flessione). Ripetere 5 volte al giorno. Inoltre, se il tempo per la palestra non c’è, si può fare attività fisica quasi senza accorgersene: 26 • fare le scale al posto dell’ascensore. Richiede poco tempo e con un poco di allenamento il fiatone scompare; • andare a lavorare a piedi o in bicicletta oppure parcheggiare l’auto non troppo vicina al posto di lavoro; • portare a passeggio un nipotino. 150 calorie equivalgono a: • 8 Km di bicicletta in 30 min • 3 Km a piedi in 30 min • 30 min di ballo a ritmo veloce • 20 min di nuoto • salto con la corda per 15 min • scale in salita per 15 min ma anche: • giardinaggio per 45 min • lavare finestre o pavimenti per 45 min • rastrellare per 60 min Diamo un Calcio all’Osteoporosi La giusta alimentazione Per mantenersi in salute, l’osso ha bisogno di calcio. E il calcio non può crearsi dal nulla: deve arrivare ogni giorno “dall’esterno” con i cibi. I principali componenti minerali dell’osso sono due: il calcio e il fosforo. Mentre il fosforo è contenuto in una grande varietà di alimenti, per cui una sua carenza è praticamente impossibile, il calcio è contenuto solamente in alcuni cibi. Se introduciamo una quantità sufficiente di calcio con la nostra alimentazione quotidiana non rischiamo di sottrarlo al nostro scheletro. Consumare cibi ricchi di calcio (almeno 1 g al giorno) è consigliabile a tutte le età per arrivare alla menopausa con una buona massa ossea. Dopo la menopausa il fabbisogno di calcio aumenta (1,2-1,5 g). Latte e latticini rappresentano le fonti di calcio per eccellenza ed è importante perciò che non manchino dalla dieta. Alcuni alimenti, pur avendo un elevato contenuto di calcio, ne forniscono solo una piccola parte all’organismo. Per migliorare l’assorbimento di calcio, i latticini non devono essere consumati assieme a verdure ricche di fibra, come finocchi e spinaci, o assieme alla crusca. Nel latte è contenuta anche la vitamina D, una sostanza che facilita l’assorbimento del calcio dagli alimenti. Cibi ricchi di calcio Alcuni dei cibi più ricchi di calcio sono elencati nella tabella (i valori si riferiscono a 100 g di prodotto). calcio (mg) Latte intero 119 Latte parzialmente scremato 120 Latte magro 122 Yogurt intero 111 Formaggi stagionati (grana, pecorino) Formaggi freschi 860-1340 270-430 Alici 148 Calamari 144 Gamberi 110 Latterini 888 Polpi 144 Sardine sott’olio 354 Sgombri in salamoia 185 Broccoletti di rapa 97 Carciofi 86 Cardi 96 Cavolo cappuccio verde Cicoria da taglio Indivia Radicchio verde Spinaci Cioccolata al latte 60 150 93 115 78 262 Dose quotidiana di calcio raccomandata (RDA) mg/giorno da 11 a 24 anni da 25 a 50 anni donne oltre i 50 anni 800 1200 1000 1200-1500 27 da 1 a 10 anni Diamo un Calcio all’Osteoporosi Sta a ciascuno di noi scegliere il miglior regime quotidiano per assumere la quantità di calcio raccomandata per la nostra età o per le nostre particolari esigenze. Sarebbe bene assumere un po’ di calcio a ogni pasto (un bicchiere di latte, un vasetto di yogurt, un po’ di formaggio). A piccole dosi per volta, lo assorbiamo molto meglio. (colesterolo e sodio), è meglio mangiare i formaggi stagionati come grana, parmigiano, pecorino: 100 g di formaggio grana contengono la stessa quantità di calcio di 1 litro di latte: ne basta una piccola quantità per assumerne una dose considerevole. Per chi è intollerante al lattosio o allergico alle proteine del latte Il latte privo di lattosio e tutti gli alimenti a base di soia contengono elevate quote di calcio, comunque riportate sulle etichette dei prodotti. Piccoli consigli: • Da poco anche nel nostro paese sono disponibili cibi arricchiti di calcio. Sono in genere prodotti per l’infanzia (latte, yogurt, pasta, pastina, biscotti), ma nulla vieta di usarli, se graditi, a qualunque età. • I piccoli pesci che si mangiano con tutta la lisca (alici) sono molto ricchi di calcio. Lo stesso vale per pesci in scatola: sardine, sgombri o salmone in scatola, marinati con la lisca (che, essendo ammorbidita, si può mangiare). Polpi, calamari e gamberi sono poco calorici e ricchi di calcio. 28 Per chi ha problemi di peso o di colesterolo Il calcio è disciolto nell’acqua, non nei grassi. Perciò il latte magro o parzialmente scremato e lo yogurt magro contengono in proporzione più calcio di latte e yogurt interi. Viceversa, la panna contiene pochissimo calcio e il burro non ne contiene affatto. Tra i formaggi, alimenti molto ricchi di grassi saturi • Arachidi, pistacchi, noci, mandorle, nocciole e fichi secchi contengono molto calcio: se dovete proprio fare degli spuntini, mangiate frutta secca invece delle patatine fritte! • Molti vegetali verdi (indivia, radicchio, carciofi ecc.) ma anche broccoli, cavoli, rape e legumi in genere contengono una buona quantità di calcio. Tuttavia, il calcio delle verdure è molto meno assimilabile di quello dei latticini. Diamo un Calcio all’Osteoporosi nelle urine. Sodio Il sale da cucina (cloruro di sodio) aggiunto ai cibi aumenta enormemente la perdita di calcio dal rene. Caffeina La caffeina contenuta nel caffè, nel tè, nella cioccolata e nelle bevande a base di cola aumenta l’eliminazione di calcio attraverso il rene e l’intestino. 2 - 3 tazzine al giorno hanno un effetto dannoso minimo. Un alleato prezioso: l’acqua Gran parte delle acque potabili e delle acque minerali non hanno un contenuto di calcio particolarmente elevato. Tuttavia ci sono acque minerali, disponibili anche nella grande distribuzione, che contengono oltre 300 mg/litro (quasi un terzo del fabbisogno giornaliero di un adulto) di calcio altamente assimilabile, come quello contenuto nel latte. Scelte opportunamente, queste acque possono integrare la quantità giornaliera di calcio raccomandata con il vantaggio di non apportare anche grassi saturi, colesterolo, proteine animali e sodio. Sono acque povere di calcio: • le acque oligominerali: contengono un quantitativo di calcio trascurabile • le acque minerali ricche di sodio e solfati che favoriscono l’eliminazione del calcio con le urine • le acque gassate che rendono il calcio meno assimilabile Alcool L’eccesso di bevande alcoliche aumenta il rischio di cadute e incidenti, con traumi e conseguenti fratture ossee. Fumo Il fumo, oltre che rappresentare un fattore aggravante per l’osteoporosi, aumenta anche l’incidenza di malattie cardiovascolari e di tumori. È bene quindi fare il possibile per eliminare questa dannosa abitudine. Dannose associazioni 29 Proteine L’assunzione di molte proteine determina una maggiore espulsione di calcio Diamo un Calcio all’Osteoporosi Le regole per invecchiare bene Promuovere la salute • Peso forma • Alimentazione corretta • Attività fisica • Abolizione del fumo • Riduzione/controllo dello stress Prevenire le malattie • Cardio-vascolari • Tumori • Osteoporosi • Problemi urologici • Tiroide/diabete 30 La regola del buon invecchiamento è data dal mantenere un buono stato di salute e prevenire le malattie. Mantenerci in buona salute significa adottare uno stile di vita protettivo, mantenendo il peso forma corporeo attraverso un’alimentazione corretta e un’appropriata attività fisica, evitando il fumo e riducendo lo stress. Prevenire le malattie significa adottare tutta una serie di provvedimenti previsti per età e situazione, come eseguire uno screening ma anche un check-up, in grado di diagnosticare precocemente e rendere più facilmente curabili i tumori, le patologie cardiovascolari, le alterazioni della tiroide, l’osteoporosi, il diabete, i problemi urologici e la depressione. Il problema emergente nei paesi sviluppati è legato al sovrappeso e all’obesità, che non sono da considerare solo come inestetismi, ma vere e proprie malattie. Infatti, aumentano il rischio cardiovascolare, oncologico e di disabilità. D’altra parte, l’uso sempre maggiore delle tecnologie determina un minor consumo di calorie. Inoltre, l’impegno crescente delle donne nel lavoro provoca un aumento del consumo di cibi pre-confezionati, spesso ipercalorici, che vengono utilizzati in maniera sempre più sistematica anche nell’alimentazione in età pediatrica (merendine, snacks ecc.). Il cibo diventa troppo spesso una componente esclusiva e irrinunciabile della vita sociale. L’obesità sta così assumendo proporzioni quasi epidemiche tanto da indurre le assicurazioni ma anche la stessa medicina pubblica a prendere in considerazione misure restrittive nei confronti delle persone obese. Molti paesi europei e soprattutto gli Stati Uniti stanno cercando di correre ai ripari. La lotta si preannuncia comunque impegnativa e di lunga durata, anche perché i mass media non si sono limitati nella loro martellante pubblicità del cibo “fast”. Alimentazione e peso corporeo La dieta risponde al fabbisogno sostanziale e energetico, oltre che alle condizioni di vita e alle abitudini alimentari di ogni persona e, assieme ad altre caratteristiche metaboliche individuali, determina il peso corporeo. La dieta è influenzata da numerosi fattori: • dalla possibilità di reperire le sostanze nutritive nel proprio ambiente di vita (es. le popolazioni che vivono in prossimità del mare hanno una dieta ricca di pesce...) • da regole igieniche, culturali e religiose (es. divieto di mangiare carne di maiale ai mussulmani e agli ebrei, o di mangiare carne bovina agli indiani) • dalle condizioni economiche, le abitudini, le preferenze, le ideologie (es. es- Diamo un Calcio all’Osteoporosi Tabella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS (1998) Valutazione Body Mass Index - BMI (peso kg/altezza m2) Sottopeso < 18,5 Normale Da 18,5 a 24,9 Sovrappeso Da 25 a 29,9 Obeso > 30 Sovrappeso o obesità? Quando si parla di obesità si pensa sempre agli americani, che sono il simbolo della popolazione occidentale obesa. Ma anche in Italia il numero di obesi sta aumentando: è pari al 9,8% (dati Istat in “Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari”, 2 Marzo 2007). Le punte più alte di obesità sono nel meridione e nelle isole, rispettivamente con l’11,6 e 11%. La percentuale decresce nelle altre zone della penisola: i dati Istat del 2007 indicano il 9% di obesi nel centro, 8,4% nel nord ovest e 9,6% nel nord est. La regione più in linea è la Valle d’Aosta che, sempre secondo i dati Istat, presenta una percentuale di obesi pari al 7,9%. La regione più fuori forma d’Italia è la Basilicata con il 13,3% di obesi. La percentuale delle persone in soprappeso è grossomodo costante e in tutta Italia superiore al 30%. Per quanto riguarda il grado di istruzione si nota una correlazione inversa in base al titolo di studio: sono obesi il 4,6% di laureati, il 5,8% di diplomati, il 9,4% di quanti hanno la licenza media inferiore e il 15,8% di chi ha la licenza elementare. Gli uomini sono più obesi rispetto alle donne: la percentuale maschile si attesta al 10,5% mentre quella femminile è al 9,1%. Il picco dell’obesità maschile si presenta nella fascia di età tra i 65 e 69 anni mentre per le donne il picco si manifesta tra i 70 e i 74. L’alimentazione nell’infanzia e nell’adolescenza Nel primo periodo di vita di un bambino, l’alimentazione segue regole piuttosto precise. Invece in età prescolare e scolare, le idee sulla corretta alimentazione sono meno chiare: ci si lascia, infatti, abbandonare al liberismo alimentare poiché i bambini possono consumare gli alimenti mangiati abitualmente dagli adulti. Tra i 3 ed i 9 anni, le necessità energetiche sono costanti, con lievi differenze tra maschi e femmine. La distribuzione calorica giornaliera dovrebbe essere la seguente: • proteine: 10-15% • lipidi: 28-30% (17-22% insaturi, 8-10% saturi) • glucidi: 55-60% (10-15% come monosaccaridi) con un apporto calorico bilanciato e frazionato. 31 sere vegetariani ...). Il peso corporeo di ciascuna persona, ovvero il peso della massa di tessuti, di organi e di liquidi è determinato da: • la genetica: peso dei genitori • la gestazione, peso alla nascita • la costituzione fisica e il metabolismo individuale • malattie e disfunzioni ormonali • l’età, l’ambiente psicosociale, lo stile di vita Non è del tutto chiaro il ruolo svolto dai vari fattori sul peso. Da alcuni anni si sostiene che il ruolo principale è giocato da fattori ormonali, ma la maggioranza dei ricercatori è propensa a credere che una cattiva alimentazione e la mancanza di attività fisica siano i maggiori responsabili dell’incremento di peso. Diamo un Calcio all’Osteoporosi Fabbisogno energetico dei bambini di età compresa tra i 3 ed i 9 anni: Stima fabbisogni energetici LARN 1996 Età Maschi Femmine Anni Kcal/Kg Kj/Kg Kcal/Kg Kj/Kg 3,5 94 395 90 375 4,5 90 375 87 365 5,5 87 365 84 350 6,5 84 350 79 330 7,5 79 330 73 305 8,5 73 305 66 275 9,5 68 285 59 245 Le raccomandazioni generali per la dieta dell’infanzia sono comuni a quelle date, in genere, per una corretta alimentazione: 32 • evitare un uso eccessivo di glucidi semplici che potrebbero causare, ad esempio, carie, dislipidemie, sindrome metabolica; • non eccedere con le proteine, soprattutto quelle di origine animale, perché contengono quote elevate di colesterolo e grassi saturi; • almeno il 30% della quota proteica dovrebbe essere di origine vegetale perché priva di grassi saturi e con discrete quantità di ferro, zinco, rame, magnesio, manganese e fosforo; • evitare di eccedere con il sale per il rischio di ipertensione; • consumare abitualmente frutta e verdura per garantire il giusto apporto di fibra e minerali (sono consigliati 10 gr/1000Kcal). Soprattutto in questa età risulta fondamentale l’apporto di ferro, calcio e zinco. L’adolescenza, che è quel periodo della vita compreso tra la pubertà e l’età adulta (dai 12 ai 18 anni circa), è caratterizzata da importanti mutamenti fisiologici e da un accelerato sviluppo della statura. In particolare l’alimentazione delle adolescenti deve rispondere al fabbisogno crescente di ferro e calcio. Infatti, uno scarso apporto di ferro può causare un’anemia ferrocarenziale sostenuta anche dalla comparsa del flusso mestruale, che fa raddoppiare la richiesta quotidiana di ferro. L’adeguata mineralizzazione dello scheletro in età adulta dipende molto dall’alimentazione seguita in età adolescenziale. L’osteoporosi è una delle conseguenze più serie dell’anoressia nervosa e dei dimagrimenti esasperati nelle adolescenti, che spesso non raggiungono il picco di massa ossea. Recenti studi indicano che la ridotta formazione dell’osso e l’aumento del riassorbimento osseo coesistono nelle anoressiche, tanto da giustificare fratture vertebrali dello sterno e delle ossa lunghe dopo un periodo di tempo di circa 1 anno dall’insorgenza di amenorrea. L’alimentazione nell’età matura Le “Linee guida per una sana alimentazione italiana”, elaborate dal gruppo di esperti costituito presso l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), delinea le direttive che meglio rispondono ad una sana alimentazione: • Più cereali, legumi e frutta; • Grassi: scegli la qualità e limita la quantità; • Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti; • Bevi ogni giorno acqua in abbondanza; Diamo un Calcio all’Osteoporosi Queste indicazioni valgono per l’intera popolazione adulta, indipendentemente dal sesso. Per le donne, specifica attenzione va fatta in due periodi particolari della loro vita: il climaterio e la menopausa. Il climaterio è la fase del ciclo vitale della donna che precede e segue la menopausa (generalmente tra i 45 e i 55 anni). La menopausa è la fine del periodo fertile e dei flussi mestruali (media 50,5 anni). L’allungamento della vita media fa sì che le donne trascorrano un lungo periodo di vita (30 anni e oltre) in post menopausa; questo giustifica particolari attenzioni in considerazione dei mutamenti ormonali, metabolici e psicologici a cui sono sottoposte. Infatti, la mancanza di estrogeni può provocare: • minore protezione del cuore e dei vasi nei confronti dell’arteriosclerosi e delle trombosi; • maggiore perdita di calcio da parte del tessuto osseo; • riduzione dei bisogni di energia (per riduzione del metabolismo basale, maggiore sedentarietà ecc.); • disturbi del tono dell’umore (fenomeni ansiosi e/o depressivi); • diversa distribuzione del grasso con prevalenza di quello addominale. I due aspetti più evidenti di queste modificazioni sono l’aumento di peso e l’accumulo di grasso in sede addominale. Questi cambiamenti costituiscono fattori di rischio per le malattie neoplastiche (carcinoma della mammella), metaboliche (diabete e sindrome metabolica) e cardiovascolari (trombosi, ischemie cardiache, ictus). Il climaterio e la menopausa possono indurre la donna ad instaurare un rapporto conflittuale con il cibo fino ad arrivare a veri e propri disturbi del comportamento alimentare. Se da una parte il cibo può sembrare un sedativo del disagio menopausale, dall’altra peggiora la condizione di disagio, aggravata dall’aumento di peso e dalle modificazioni della figura femminile per la nuova disposizione del grasso. Spesso, inoltre, questo periodo coincide con l’uscita dal mondo del lavoro per andare in pensione: un ulteriore stress psicologico che comporta sia una riduzione del dispendio energetico, reale ma non valutata, sia un aumento del tempo trascorso in casa. A fronte di questi cambiamenti nella propria vita quotidiana, è necessario ridurre il consumo degli alimenti più ricchi in grassi e calorie. Bisogna tuttavia stare attenti di non ridurre l’introito di calcio e vitamina D. Una alimentazione povera di sodio e ricca di potassio (frutta e verdura) favorisce la conservazione del calcio nello scheletro, contribuendo alla prevenzione dell’osteoporosi. Altre volte, alla menopausa può sommarsi la comparsa di un ipotiroidismo (riduzione della funzionalità della tiroide), responsabile di un ulteriore aumento di peso corporeo (oltre a quello fisiologico che può accompagnare la menopausa) e di un ulteriore peggioramento delle condizioni umorali e psichiche (apatia, ideazione rallentata, depressione). Si può aggiungere un peggioramento del quadro lipidico plasmatico, con un innalzamento dei livelli di colesterolo (ed 33 • Il sale? Meglio poco; • Bevande alcoliche: se sì, solo in quantità controllata; • Varia spesso le tue scelte a tavola; • La sicurezza dei cibi dipende anche da te; • Controlla il peso e mantieniti sempre attivo. Diamo un Calcio all’Osteoporosi eventualmente di trigliceridi). Fino alla menopausa, gli estrogeni possiedono una funzione “protettiva” nei confronti dell’arteriosclerosi, dell’infarto miocardico e dell’ictus. Invece in postmenopausa questa protezione cessa bruscamente e le lesioni vascolari arteriosclerotiche procedono con un’evoluzione più rapida, simile a quella che avviene nel maschio. Inoltre, è in menopausa che possono comparire per la prima volta l’ipertensione arteriosa e il diabete. Nelle donne in cui si manifestano queste condizioni patologiche, il rischio di arteriosclerosi, infarto miocardico e ictus cerebrale risulta moltiplicato. Infine, una condizione clinica rilevante, ma che a volte viene trascurata in quanto può restare asintomatica per lungo tempo, è l’osteoporosi, cioè una carenza di minerale nelle ossa che procede inesorabilmente con l’età, come abbiamo ampiamente descritto. Compare soprattutto dopo la menopausa perché fino a quel momento gli estrogeni ovarici avevano avuto il ruolo di promuovere la mineralizzazione ossea e di impedirne il riassorbimento. La demineralizzazione ossea comporta a più tarda età un elevato rischio di fratture spontanee delle ossa, che possono obbligare la malata a letto, esponendola a ulteriori rischi cadiovascolari e infettivi, o comunque al peggioramento della qualità della vita. Diete dimagranti 34 Secondo alcuni studiosi, il tentativo di cambiare l’indice di massa corporea in età matura non ha senso perché, biologicamente, il numero di cellule lipidiche può solo aumentare nel tempo e mai diminuire; secondo altri è fondamentale che il riempimento delle cellule lipidiche (e quindi il grasso corporeo) resti limitato per evitare patologie vascolari, ortopediche e metaboliche. La definizione di dieta dimagrante è molto complessa di fronte al riscontro che alcuni soggetti reagiscono diminuendo il loro peso e restando magri per il resto della loro vita, mentre altri dimagriscono e ingrassano nuovamente (effetto yo-yo) con grave danno per la salute. Nel gergo comune il termine “dieta” viene spesso usato per indicare le diete dimagranti. Le diete dimagranti sono uno specifico regime alimentare per diminuire il peso corporeo. Solitamente sono consigliate da un dietista, ma spesso sono frutto del “fai da te” per cercare di corrispondere a un determinato canone estetico. Le diete dimagranti si basano generalmente sulla riduzione dell’apporto di calorie coi cibi, in genere privilegiando gli alimenti meno calorici come i lipidi e gli zuccheri. Altre diete si basano su una generale riduzione dell’assunzione di cibo, indipendentemente dal tipo di alimento. I dietisti ritengono che per controllare il peso corporeo non è sufficiente un regime alimentare controllato, ma è necessario anche svolgere attività fisica regolare (come ad esempio praticare una attività sportiva). Diamo un Calcio all’Osteoporosi Ricette gustose e ricche di calcio Dosi per 1 persona. Tipi diversi di colazione • 1 spremuta di arancia (200 ml); 1⁄2 panino integrale (40 g) o all’uvetta o al germe di grano; 1 cucchiaino di malto o di marmellata senza zucchero. Contenuto di calcio: 255 mg. • 1 tazza di latte di soia fortificato (200 ml); cereali in fiocchi al naturale o muesli (30 g); 150 g di frutti di bosco. Contenuto di calcio: 345 mg. • 1 yogurt magro (125 g) con aggiunta di frutta disidratata (uvette, prugne, albicocche, fichi) a pezzetti (50 g); 2 o 3 gallette di riso; 1 cucchiaino di malto. Contenuto di calcio: 215 mg. • 1 o 2 fette di pane di grano duro (60 g) con pomodoro fresco (200 g), 1 cucchiaino di erbe aromatiche (rosmarino, salvia) e un filo di olio extra vergine di oliva. Contenuto di calcio: 48 mg. 20 minuti). Unire al couscous il carciofo e il prezzemolo sminuzzato, mescolare e servire. Contenuto di calcio: 160 mg. • Maltagliati con noci e pinoli (Maltagliati 80 g, noci 30 g, pinoli 20 g, 1 spicchio di aglio, prezzemolo 25 g, olio extra vergine d’oliva): schiacciare le noci e pestarle insieme ai pinoli in un mortaio. Mettere in una pentola il prezzemolo e l’aglio tritati, unirvi il pesto di noci e pinoli e cuocere per qualche minuto. Stemperare con qualche cucchiaio di acqua bollente. Usare la salsa per condire i maltagliati. Contenuto di calcio: 94 mg. • Minestra di orzo e radicchio verde (Orzo perlato 30 g, radicchio verde 100 g, carote 20 g, sedano q.b., cipolla q.b., brodo di verdure 300 ml, olio extra vergine d’oliva): lessare l’orzo. Tritare la carota, il sedano e la cipolla e farli rosolare con l’olio in una padella antiaderente a fuoco moderato. Sminuzzare il radicchio ed unirlo alle altre verdure. Cuocere per 5 minuti. Unire il brodo di • 1 tazza di tè verde; 4 fette biscottate; 1 macedonia di frutti di bosco (150 g) e 1 cucchiaino di granella di mandorle. Contenuto di calcio: 127 mg. Primi piatti 35 • Couscous con carciofi (Couscous precotto 60 g, 1 carciofo, olio extra vergine d’oliva, prezzemolo 25 g): preparare il couscous seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Pulire il carciofo, tagliarlo a pezzetti e metterlo in una padella antiaderente con poco olio; cucinarlo a fuoco basso per Diamo un Calcio all’Osteoporosi verdure, cuocere per 10 minuti e aggiungere l’orzo. Far bollire per 1-2 minuti e servire. Contenuto di calcio: 110 mg. Verdure • Insalata dello scapolo (Lattuga 30 g, patate 200 g, succo di limone, uvette 25 g, olio extra vergine d’oliva, prezzemolo 25 g): tagliare a fette sottili le patate precedentemente lessate. Mettere in ammollo le uvette. Lavare la lattuga e tagliarla a pezzetti. Unire nell’insalatiera le patate, la lattuga, le uvette strizzate, il succo di limone, il prezzemolo e l’olio; mescolare bene. Contenuto di calcio: 103 mg. 36 • Insalata di broccoletti, melograno, rucola e carote (Broccoletti 150 g, 1/2 melograno, rucola 50 g, carote 50 g, succo di limone, olio extra vergine d’oliva): mondare e lavare la rucola e il melograno. Far sbollentare per qualche minuto i broccoletti in acqua già calda e salata; tagliare a fettine le carote e unirle alla rucola e ai broccoletti in un’insalatiera. Condire con l’olio e il succo di limone, aggiungere i chicchi di melograno, mescolare e servire. Contenuto di calcio: 320 mg. • Germogli di soia al rosmarino e mandorle dolci (Germogli di soia 150 g, 2 mandorle, aghi di rosmarino secco o fresco 5 g, limone q.b., olio extra vergine d’oliva): lavare i germogli di soia e condirli con olio, limone, una manciata di aghi di rosmarino e mandorle sminuzzate. Contenuto di calcio: 104 mg. Diamo un Calcio all’Osteoporosi • Orecchiette con lenticchie rosse e spinaci (Orecchiette 70 g, lenticchie 30 g, spinaci 150 g, pomodori 40 g, cipolla, olio extra vergine d’oliva): lessare le lenticchie in poca acqua. Metterle in una padella antiaderente insieme a cipolla, pomodoro, olio ed ultimare la cottura. Lessare la pasta insieme agli spinaci, scolarli, unirli alle lenticchie e servire. Contenuto di calcio: 290 mg. • Orzo e fagioli (Orzo 30 g, fagioli secchi 30 g, 1 patata piccola, olio extra vergine d’oliva, 1-2 spicchi di aglio, semi di sesamo 20 g, prezzemolo q.b.): mettere a bagno i fagioli la sera prima. Scottarli. Preparare un trito di aglio e prezzemolo e farlo rosolare in una padella antiaderente con 1 cucchiaino di olio. Aggiungere la patata tagliata a cubetti e far cuocere per 10 minuti. Aggiungere i fagioli, l’orzo e circa 200-300 di brodo di verdure fresche. Ultimare la cottura e servire spolverizzando con i semi di sesamo. Contenuto di calcio: 430 mg. • Insalata di miglio, soia rossa, gialla e verde (Miglio 60 g, soia gialla 20 g, soia rossa 15 g, soia verde 15 g, pomodori 100 g, olio extra vergine d’oliva, cipolla): mettere a bagno la soia la sera prima. Bollirla in acqua con 2-3 cm di alga kombu per qualche ora. Cuocere il miglio in 2 parti di acqua per 15-20 minuti. Tritare la cipolla e rosolarla con 1⁄2 cucchiaio d’olio. Aggiungere i pomodori tagliati a cubetti, lasciar cuocere per qualche minuto e spegnere. Unire la soia e mescolare delicatamente. Mettere il miglio in un piatto e disporre la soia a fianco. Accompagnare con insalata mista di rucola, tarassaco e indivia (100 g). Contenuto di calcio: 250 mg. 37 Piatti unici Diamo un Calcio all’Osteoporosi Secondi vegetali • Tofu alla mediterranea (Tofu 100 g, zucchine 50 g, melanzane 50 g, semi di sesamo 15 g, olio extra vergine d’oliva): tagliare a dadini le zucchine e le melanzane. Metterle in una padella con 1 cucchiaino di olio e il tofu tagliato a cubetti. Cuocere per 5 minuti e servire spolverizzando con i semi di sesamo tostati (questa preparazione può essere utilizzata anche per condire la pasta). Contenuto di calcio: 220 mg. • Parmigiana di tofu (Melanzane 100 g, zucchine 100 g, peperone giallo 100 g, 2 cucchiai di passata di pomodoro, 70 g di tofu, olio extra vergine d’oliva): tagliare a fette spesse le zucchine e le melanzane e a falde il peperone. Farle grigliare su entrambi i lati. Accendere il forno a 200° C. Distribuire a strati le verdure in una teglia inframmezzando ogni strato con fettine di tofu e passata di pomodoro. Aggiungere l’olio ed infornare per 30 minuti. Contenuto di calcio: 130 mg. 38 • Insalata di tofu e sesamo (Insalata mista 70 g, rucola 25 g, tofu 30 g, sesamo 20 g, olio extra vergine d’oliva): mettere in una padella antiaderente il sesamo e farlo tostare per qualche minuto insieme ad un pizzico di sale. Mondare e lavare l’insalata e disporla in un’insalatiera. Aggiungere il tofu tagliato a dadini, unire poco olio e i semi di sesamo. Mescolare e servire. Contenuto di calcio: 230 mg. Diamo un Calcio all’Osteoporosi farina, il malto e l’olio e mescolare. Stemperare il lievito nel latte e aggiungerlo all’impasto. Mescolare bene e disporre in una teglia precedentemente cosparsa con un velo di farina. Adagiare uniformemente la crema di mandorle sull’impasto e spolverare con 1 cucchiaio di polvere di carruba. Mettere in forno per 30 minuti a fuoco medio. Servire. Contenuto di calcio di tutto il dolce: 410 mg. Dolci Combinando adeguatamente le portate ed organizzando il menù della giornata con colazione, pranzo e cena, 1 o 2 spuntini e almeno 1,5 litri di acqua ad elevato tenore di calcio (>150 mg/litro), è possibile coprire il proprio fabbisogno quotidiano di calcio senza ricorrere a cibi di origine animale o ad integrazione farmacologica. • Crostata di mele ai pinoli e allo zenzero (Farina integrale 300 g, malto 50 g, 4 cucchiai di marmellata di arance amare senza zucchero, 2 mele, 1 cucchiaio di uvetta, 1 cucchiaio di pinoli, 1 pizzico di zenzero grattugiato, olio extra vergine d’oliva 50 g): in un contenitore versare l’olio e il malto e mescolare. Aggiungere la farina. Formare una palla e lasciare in frigorifero per 1 ora. Stendere la pasta e foderare una teglia. Disporre sul fondo uno strato di marmellata e sopra di mele. Cospargere con l’uvetta e lo zenzero ed infornate a forno caldo per 40 minuti a 180° C. Contenuto di calcio di tutto il dolce: 135 mg. 39 • Torta con crema di mandorle e polvere di carruba (Farina integrale 300 g, malto 50 g, olio extra vergine d’oliva 50 g, crema di mandorle 100 g, latte di soia 100 g, 1 bustina di lievito naturale - cremor tartaro, 1 cucchiaino di carruba in polvere): unire la Diamo un Calcio all’Osteoporosi 40 CENTRI DI PREVENZIONE E CURA DELLA DONNA Città Centro di riferimento Udine Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di rilievo nazionale e di alta specializzazione Piazzale Santa Maria della Misericordia, 15 33100 Udine CUP prenotazione tel 800-423445 - S.O.C. Endocrinologia e Malattie Metaboliche Centro Prevenzione Diagnosi e Cura dell’Osteoporosi e Osteopatie Endocrino Metaboliche - Clinica di Ginecologia ed Ostetricia, ambulatorio menopausa - Clinica di Reumatologia Casa di Cura “Città di Udine” Viale Venezia, 410 33100 Udine Tel. 0432 239111 - Divisione di Ostetricia e Ginecologia, ambulatorio menopausa Trieste Istituto per l’Infanzia “Burlo Garofolo” - Centro Menopausa Via dell’Istria 65/1 34137 Trieste Tel. 040/3785370 Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti” di Trieste Struttura Complessa III Medica Centro per lo Studio delle Malattie Metaboliche dell’Osso e dell’Osteoporosi Ospedale di Cattinara Strada di Fiume, 447 - 34149 Trieste Tel. 040 3994527 - Fax 040 3994586 Ospedale Civile Reparto Malattie Reumatiche Via Oriani, 4 - 34129 Trieste Tel. 040-7606100 Pordenone Ospedale “Santa Maria degli Angeli” ambulatorio interdipartimentale dell’osteoporosi Via Montereale, 24 33170 Pordenone Tel. 0434 399478 Diamo un Calcio all’Osteoporosi Città Centro di riferimento San Vito al Tagliamento Ospedale San Vito al Tagliamento U.O. di Medicina Interna Via Savorgnano 33078 San Vito al Tagliamento Tel. 0434 8411 Palmanova Ospedale Civile Via Natisone Jalmicco 33057 Palmanova (UD) - Reparto Ortopedia e Traumatologia Tel. 0432 921239 - Reparto di Ginecologia ed Ostetricia Tel. 0432 921405 Gorizia Ospedale Civile U.O. di Medicina Generale Via Vittorio Veneto 171 34170, Gorizia - Centro per le Malattie Metaboliche dell’Osso Tel: 0481 592256 - Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, ambulatorio menopausa Tel. 0481 592073 Gemona del Friuli Ospedale S.Michele Reparto di Ginecologia ed Ostetricia Via Battiferro 33013 Gemona del Friuli Tel. 0432 9891 Tolmezzo Ospedale “Sant’Antonio Abate” U.O. di Medicina Interna, ambulatorio malattie reumatologiche Via Morgagni 18 33028 Tolmezzo Tel. 0433 488389 41 CENTRI DI PREVENZIONE E CURA DELLA DONNA Diamo un Calcio all’Osteoporosi 42 ELENCO DEI CONSULTORI PRESENTI IN REGIONE DOVE È POSSIBILE OTTENERE INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE ED ORIENTATIVO IN MERITO ALLE PROBLEMATICHE LEGATE ALLA MENOPAUSA. Comune Consultorio Indirizzo Telefono AVIANO CONSULT. MAT. INF. AVIANO VIA CESARE BATTISTI 8 0434 / 651110 AZZANO DECIMO CONSULTORIO MAT. INF. AZZANO X VIA APRILE 40 0434 / 423350 CERVIGNANO DEL FRIULI CONSULTORIO FAMILIARE CERVIGNANO VIA TRIESTE 75 0431 / 387715 CIVIDALE DEL FRIULI CONSULTORIO FAMILIARE CIVIDALE VIA CAVALIERI DI V. V. 6 0432 / 708618 CODROIPO CONSULTORIO FAMILIARE CODROIPO VIALE DUODO 0432 / 909186 CORDENONS CONSULTORIO MAT. INF. CORDENONS VIA DEL MAKO 10 0434 / 545034 GEMONA DEL FRIULI CONSULTORIO FAM. DI GEMONA VIA BALDISSERA 0432 / 989515 GORIZIA CONSULTORIO FAM. GORIZIA VIA VITT. VENETO 174 0481 / 592715 LATISANA CONSULTORIO FAMILIARE LATISANA VIA SABBIONERA 45 0431 / 529366 MANIAGO CONSULTORIO MAT. INF. MANIAGO VIA UNITÀ D’ ITALIA 7 0427 / 735340 MANZANO CONSULTORIO FAMILIARE MANZANO VIA DRUSIN 25 0432 / 750403 MONFALCONE CONSULTORIO FAMILIARE MONFALCONE VIA GALVANI 1 0481 / 487611 MUGGIA CONSULTORIO FAMILIARE DIST. 3 - MUGGIA VIA BATTISTI 6 040 / 3995926 PONTEBBA CONSULTORIO FAMILIARE PONTEBBA VIA ZARDINI 0428 / 90576 PORDENONE CONSULTORIO FAMILIARE “NONCELLO” VIA F.LLI BANDIERA 40 0434 / 28027 PORDENONE CONSULTORIO FAMILIARE A.I.E.D. VIA MONTEREALE 10/B 0434 / 366114 PORDENONE CONSULTORIO MAT. INF. PORDENONE VIA MONTEREALE 28 0434 / 383911 PRATA DI PORDENONE CONSULTORIO MAT. INF. PRATA DI PORDENONE VIA R. SANZIO 2 0434 / 621690 RESIUTTA CONSULTORIO FAMILIARE RESIUTTA VIA UDINE 0433 / 51341 SACILE CONSULTORIO MAT. INF. SACILE VIA ETTOREO 4 0434 / 736376 SAN DANIELE DEL FRIULI CONSULTORIO FAMILIARE SAN DANIELE VIA CARDUCCI 6 0432 / 949455 SAN DORLIGO DELLA VALLE CONSULTORIO FAMILIARE DIST. 3 - S. DORLIGO SAN DORLIGO DELLA VALLE 507 040 / 228884 SAN GIORGIO DI NOGARO CONSULTORIO FAMILIARE S.GIORGIO DI NOGARO VIA PALMANOVA 1 0431 / 624830 SAN VITO AL TAGLIAMENTO CONSULTORIO MATERNO INFANTILE S.VITO AL TAGLIAMENTO P. LE LINTERIS 7 0434 / 841730 SPILIMBERGO CONSULTORIO MAT. INF. SPILIMBERGO VIA RAFFELLO 1 0427 / 595710 TARVISIO CONSULTORIO FAMIL. TARVISIO VIA V. VENETO 154 0428 / 2931 TOLMEZZO CONSULTORIO DI TOLMEZZO VIA CARNIA LIBERA 29 0433 / 488828 0433 / 488865 TRIESTE CONSULTORIO FAMILIARE DIST. 3 - VALMAURA VIA VALMAURA 59 040 / 3995800 TRIESTE CONSULTORIO PED. DIST. 4 - PASTEUR VIA SAI 7 040 / 3997445 UDINE CONSULTORIO FAMILIARE UDINE VIA SAN VALENTINO 0432 / 553743 0432 / 553746 PROGETTO E TESTI Università degli Studi di Udine - Dipartimento di Scienze Chirurgiche Piazzale Santa Maria della Misericordia - Udine Hanno collaborato: Giuliano Fabiani, Monica della Martina, Anna Biasioli e Lisa Vascotto SUPERVISIONE Elisabeth Och PROGETTO GRAFICO Espressione srl - Comunicazione e Immagine - Udine STAMPA Graphic Linea - Tavagnacco (UD) Finito di stampare ottobre 2008