PREFAZIONE Nell’ambito della programmazione dei percorsi formativi della scuola, l’educazione ambientale non poteva non trovare il necessario riconoscimento sia nel modulare le azioni al rispetto dei vincoli politici e normativi in campo ambientale, sia, soprattutto, nel sottolineare le indicazioni della Commissione Europea “sull’importanza della formazione ambientale come garanzia di un più efficace approccio occupazionale e di una maggiore coesione sociale”. L’educazione ambientale “rappresenta uno degli indirizzi trasversali più importanti nella programmazione delle attività della nostra scuola e rispetto ai quali sta intraprendendo un percorso di radicale rinnovamento, mirando a recuperare un notevole ritardo nei confronti di più mature tradizioni formative europee”. L’opuscolo o guida verde, sintetizza efficacemente il lavoro realizzato nel progetto “Arte, Storia e Natura: Percorsi di Educazione Ambientale”, finanziato dal FSE nell’ambito dell’iniziativa “Le(g)ali al Sud: un progetto per la legalità in ogni scuola” del PON 2010/2011, in partenariato con la Bioazienda didattica “Casa laboratorio S. Giacomo” centro di esperienze per l’educazione ambientale e l’intercultura. L'iniziativa rientra nel “Percorso di Educazione alla Legalità” promosso da Giovanni e Francesca Falcone, in tutte le scuole d’Italia, per sensibilizzare i giovani al rispetto dei valori in cui i magistrati Falcone e Borsellino hanno creduto: il valore delle regole, il rispetto delle leggi, l’importanza della giustizia, il senso della cittadinanza e l’amore verso la Costituzione. Il progetto, partendo dalla convinzione che è necessario educare i giovani alla corretta conoscenza dell’ambiente e ad un uso civico delle risorse disponibili per assumere comportamenti ispirati al rispetto delle norme di convivenza civile in prospettiva del bene comune, ha offerto agli alunni la possibilità di acquisire maggiore consapevolezza per la tutela dell’ambiente con attività formative parte in aula e parte “sul campo” facendo vivere e “immergere” gli alunni nelle attività finalizzate alla valorizzazione e tutela dell’ambiente attraverso il “semplice” vivere quotidiano. Gli alunni hanno partecipato ad un campo scuola “full immersion” in natura di tre giorni presso la Bio-azienda didattica “Casa laboratorio S. Giacomo” e ad alcune viste guidate nei dintorni del territorio di Sambuca di Sicilia. In occasione del convegno di chiusura delle attività verrà inaugurato il “MUSEO VERDE” della scuola che enfatizza il percorso laboratoriale proposto e raccoglie i piccoli lavori manuali realizzati dagli alunni. Il Dirigente Scolastico Prof. Antonino Giacalone ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 1 Tutor aula maestra Cicio Franca ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 2 Ente partner: Bioazienda didattica “Casa laboratorio S. Giacomo” centro di esperienze per lʼeducazione ambientale e lʼintercultura www.scuolanatura.it Il progetto “Arte, Storia e Natura” è stato realizzato trattando il tema dell’ ambiente in modo interdisciplinare coinvolgendo le materie curriculari quali italiano, storia, geografia, matematica, geometria etc.. Siamo partiti dalle parole di chi ha narrato il territorio per cercare i segni tra passato, presente e futuro e ri-scoprire i racconti dei luoghi che a Sambuca hanno una risonanza storica ed ambientale non indifferente, per un viaggio didattico dalle montagne circostanti Sambuca di Sicilia al lago Arancio. Da diversi anni l'equipe di lavoro della bioazienda didattica “Casa laboratorio S. Giacomo”, propone ai bambini delle scuole di ogni ordine e grado laboratori di educazione all’ambiente e progetti territoriali tra arte, storia e natura. Per programmare e strutturare una proposta didattica attingiamo a tecniche e strumenti di lavoro educativo quali narrazione, astronomia, manipolazione creativa, arte degli elementi naturali e della terra, per aprire domande sulla relazione tra ambiente e uomo e giocare tra terra, cielo e sostenibilità. La casa laboratorio S. Giacomo è un centro di esperienze per l’educazione ambientale e l’intercultura tra i monti Sicani e presso le campagne di Sambuca di Sicilia. La struttura è oggi un Agriturismo all’interno di una BioAzienda Didattica, accreditata dalla Regione Sicilia ed attrezzata per fare attività educative, culturali e formative in natura, residenziali e giornaliere, rivolte a bambini, famiglie e operatori del settore. Obiettivi del progetto che abbiamo voluto realizzare sono: leggere e ri-scoprire il contesto territoriale tra arte, storia e natura; valorizzare il territorio di appartenenza; sensibilizzare alle tematiche ecologiche, storico-culturali ed ambientali; stimolare la creatività con l’uso di elementi naturali; sensibilizzare ad una civica convivenza per un approccio educativo alla legalità. L’articolazione progetto è stata organizzata in 12 incontri laboratoriali in aula 3 visite nel territorio e in natura 1 campo scuola in natura di 3giorni e 2 notti Metodologia scelta per il progetto è stata la forma di lavoro laboratoriale. Il laboratorio è un cantiere che, come un artigiano, costruisce il suo “sapere fare” a poco a poco. Il lavoro educativo è stato realizzato in sinergia tra esperti esterni e docenti della scuola, al fine di garantire un efficace ricaduta delle proposte laboratoriali nelle ore curriculari e soprattutto per creare un ponte tra scuola e natura. Tutte le attività didattiche proposte sono state incentrate sul “fare” e sull’agire concreto. L’esperienza diretta ed empirica hanno creato i presupposti vitali per stimolare la partecipazione attiva e la creatività del singolo. Abbiamo imparato a ri-conoscere il territorio attraverso le sue memorie per ricordare e valorizzare le storie dei luoghi; abbiamo utilizzato la narrazione dei miti antichi e della tradizione, scritta e orale; i canti hanno custodito l’armonia del gruppo di lavoro; gli elementi naturali sono state le nostre scoperte. ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 3 Come nasce una proposta laboratoriale Lʼinizio di un lavoro educativo è sempre molto teorico, in quanto cominci ad avere i primi dati, quali elenco partecipanti, spazi laboratoriali della scuola, lʼinsegnante tutor, numero di incontri, tempi ed orari e cerchi di assemblare al meglio le informazioni che progressivamente accumuli. Lentamente cerchiamo di sistemare, di orientare il percorso educativo da proporre e in questo progetto la nostra rotta era già segnata: incontri in aula, uscite nel territorio e campo scuola in natura. Una delle azioni che aiuta molto a strutturare una proposta laboratoriale è sicuramente legata allʼidea di un inizio, un centro e una fine. Obiettivi, contenuti e strumenti lentamente trovano spazio nel percorso. I primi sono spazi di quotidianità fecondi dove ogni bambino comunica se stesso e contengono informazioni e spunti stimolanti per le attività laboratoriali. Lʼaccoglienza rappresenta la “fondazione” di ogni incontro: lʼinizio di ogni azione didattica per costruire un clima educativo positivo. La figura che meglio descrive questa prassi è il cerchio, luogo da dove originano domande e temi che saranno proposti durante le attività didattiche. Ogni azione o prassi educativa contiene sempre una riflessione continua costruita su tre domande: cosa, perché e come. Altro aspetto educativo è la motivazione, intesa come capacità di partecipare alle attività laboratoriali proposte. Compito dellʼeducatore è costruire un contesto educativo armonico, sano e legato alla convivenza pacifica dove tutti possono partecipare in modo attivo. In questo opuscolo o guida verde abbiamo voluto raccontare le attività realizzate tra arte, storia e natura. Mai dimenticare che andremo a lavorare con bambini che non disdegnano affatto il gioco come linguaggio trasversale. I momenti di un percorso laboratoriale da non sottovalutare sono: ➡ tutte quelle situazioni informali di incontro con i bambini. ➡ lʼaccoglienza rituale e il cerchio ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 4 Storia e territorio: dalla mappa al diario di bordo Conoscere un territorio è un processo lungo e complesso che in classe insieme ai bambini abbiamo scelto di mappare. Abbiamo cantato per cercare le storie dei luoghi e ricostruire le memorie del nostro territorio naturale e urbano. La bussola e le mappe ci hanno orientato. Ogni luogo o strada ha un nome che racconta una storia e così per non perdere la memoria abbiamo cominciato ad utilizzare il diario di bordo. Come abili artigiani ci siamo costruiti il nostro taccuino di viaggio. Nel nostro diario abbiamo annotato pensieri, frasi e poesie senza dimenticare le storie dei luoghi. ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 5 Dott. Inno del Navarro splendere i r ì u q e Oh, com natura Si vede la ardo gira u g l i o t n Per qua onte mira z z i r o ’ l l e Qu ha ! n o n e n i Che term o i scorgon s à t t i c e Borghi ntano ! o l i d e o s Di pres ernano t l a i s à t l be Con qual il piano ! , e l l o c l i , La valle lle Rose e d e t n o V’è il m ’ascose s i u c a o Lì press di un dì. l a b i n i S La ’Alcamo d o l l u i C Vedi da monti ! i t a t u l a Is ripido ! o d r a u en V’è il G fonti e r e t l a e Vedi l mille ! e i h g o i g Di mille alli ... v e i t a r p Campi e e quì. d i r r o s Tutto rtice e v l a e l l dal co , ... E quì umento n o m o n Con deg Calvario l e b n u e Or s’erg ontento c o l o p o Dal p itettura h c r A ’ l Dove Natura a l e o t s Il Giu pien... p a i s o t s fe Brillan ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 6 Proposta didattica: costruiamo un piccolo quaderno della memoria Durante il Pon mi è piaciuto quando abbiamo costruito il diario di bordo. Maria Adele Cacioppo classe III B Al corso "Arte, Storia e Natura" di educazione ambientale abbiamo costruito il nostro diario di bordo, ascoltato storie e miti della terra e imparato tanti canti e una ninna nanna africana. Ci siamo divertiti a prendere le impronte degli alberi con l'argilla durante l'escursione nel bosco e a raccogliere elementi naturali. Durante i laboratori abbiamo realizzato con l'argilla impronte e oggetti, disegnato alcuni cartelloni con i fiori raccolti, seminato i girasoli nei nostri vasetti e con il grano abbiamo creato "le pigne sorpresa". Morena Lamanno classe III C Materiali occorrenti: fogli di carta, cartoncini, forbici, fili e cordini ed elementi naturali. Costruzione di un quaderno. • assemblare uno sopra l’altro almeno 4 fogli • piegare esattamente a metà • praticare dei fori lunga la piega • prendere fili di lana, spago o altro e cucire il quaderno • adesso il nostro quaderno è pronto per essere decorato Durata: da mezzora ad 1 ora Difficoltà: facile ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 7 Territorio e tradizione: memorie, storie e miti del grano Dalla spiga al chicco per giocare con il grano e le sue storie. C’era una volta una fanciulla bellissima che adorava i fiori e passeggiare per i campi della terra che sua madre Demetra rendeva fecondi e meravigliosamente belli. Un giorno... Narrare i miti e le storie legati al grano e ai luoghi per valorizzare la tradizione di un territorio fortemente segnato dalla coltivazione del cereale più antico: il grano. La “pigna sorpresa” è stato lo strumento con cui i bambini hanno costruito un ponte tra il laboratorio e il curriculare in classe. Ogni pigna seminata è stata portata nella propria aula. I bambini hanno coinvolto i loro compagni nella cura e nell’osservazione di come in pochi giorni è avvenuta la crescita dei germogli. ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 8 Immagina i grano, d o p m a c n u Immagina e spighe ll e d e r ia g g e l’ond vento. al respiro del are sereno, m n u a in g a Imm dei solchi, i t n e u fl e h g le pie rofonda. p , a it n fi in e c la vo usignolo e lc o d n u e r Oppu ve le ali quando muo ido volo. im t o im r p o al su monioso r a o n o u s n u Immagina i, di mille violin anzano e le note che d come farfalle. ico... Immagina, am ta, vedrai una fa iosa una madre gio suo che dondola il more. tenerissimo a Poesia di S ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale no ia alvino Trub 9 Proposta didattica: la “pigna sorpresa” Materiali occorrenti: pigne secche, chicchi di grano, ciotola alta 1/3 rispetto la pigna e acqua. La “pigna sorpresa”. • prendere una pigna secca • riporre i semi all’interno degli spazi aperti • poggiare la pigna nella ciotola in modo stabile • mettere dell’acqua nella ciotola • controllare giornalmente l’acqua nella ciotola • aspettare e mantenendo sempre la pigna umida Durata attività: da mezzora ad 1 ora Difficoltà: facile ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 10 Arte e natura: coloriamo con i fiori Aprile gran pittore: da dove viene il colore? Raccogliere i fiori tra gioco e studio e poi la scoperta magica: ogni fiore è anche un meraviglioso colore naturale. I “bozzetti” realizzati ci hanno permesso di creare una scala cromatica. In aula ci siamo trasformati in piccoli pittori e abbiamo realizzato le nostre opere. Giocare con la natura ed osservarla è sempre un’azione concreta. All’inizio, in natura, da bravi esploratori abbiamo selezionato la varietà dei colori presenti tra i fiori. ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 11 ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 12 Proposta didattica: i fiori, l’origine del colore Materiali occorrenti: carta per acquerelli e fiori “Coloriamo con i fiori”. • raccogliere fiori di diverso colore • tagliare la carta in formati 10 cm x 15 cm • cominciare a provare e a sperimentare i colori dei fiori • scegliere il fiore e strofinare sulla carta • dopo avere sperimentato le possibilità, adesso disegniamo con i nostri fiori Durata attività: da 1 ora a 2 ore Difficoltà: facile ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 13 Natura e ambiente: arte della terra L’arte della terra è una mescolanza di estetica e conoscenza pratica fra le più antiche. La ricerca del bello e dell’utile ci hanno permesso di esplorare la relazione tra argilla e arte. L’argilla, materiale che contiene terra e acqua è impronte della natura: stato lo strumento con il segni e disegni. quale abbiamo cercato le Ma l’argilla è anche manipolazione e così il lavoro del laboratorio si è spostato sulla costruzione di piccole case per le nostre mappe e di vasetti per contenere la terra nella quale abbiamo seminato piante e fiori. Abbiamo connesso la terra come materia di sostegno per le piante e la terra come materia per manipolare. Piccoli contadini custodi ma anche artigiani ed artisti ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 14 Un viaggio tra arte della terra storia dei luoghi natura madre ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 15 Proposta didattica: percorsi interculturali tra narrazione e semina In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, piccoli contadini custodi, la biodiversità una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era né più nè meno una erbaccia e non le rivolgevano la parola. Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre. La pianta senza nome, invece, non si perdeva un solo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l'altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri e linfa. Tanto che, dopo un po', il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, La danza del germoglio diritto, alto più di due metri. Le piante del giardino cominciarono a considerarlo, e anche con un po' di invidia. "Quello spilungone è un pò matto", bisbigliavano dalie e margherite. La pianta senza nome non ci badava. Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nel cielo, lei l'avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante. Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all'unisono con il sole. Così non si sarebbero lasciati mai. Le prime ad accorgersene furono le margherite che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. "Si è innamorato del sole", cominciarono a propagare ai quattro venti. “Lo spilungone è innamorato del sole", dicevano ridacchiando i tulipani. "Ooooh, Il cerchio dei girasoli com'è romantico!!", sussurravano pudicamente le viole mammole. La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo. Così i garofani gli misero nome "girasole". Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato. Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: "Mi chiamo girasole". Rose, ortensie e dalie non cessavano di bisbigliare su quella che, nascondeva troppo orgoglio o, peggio, Cresciamo tutti insieme qualche sentimento molto disordinato. Furono le bocche di leone, i fiori più coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole. "Perché guardi sempre in aria? Perché non ci degni di uno sguardo? Eppure siamo piante come te", gridarono le bocche di leone per farsi sentire. "Amici", rispose il girasole, "Sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un pò. Che ci volete fare? Il sole è la mia vita e io vivo per lui!!...". Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l'udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una La spirale dei fiori grande ammirazione per "l'innamorato del sole". ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 16 Gite in natura: esploriamo l’ambiente, dalla montagna al lago Rispetto alla scuola ci stiamo muovendo in direzione sud. Guardandomi intorno vedo: il lago Arancio, i tori, le pecore, i cavalli, gli ulivi, le viti, la chiesa di S. Giovanni, i prati verdi e fioriti, la cantina di Planeta, il parco della Risinata, il castello di Mazzalakkar, gli aironi e i gabbiani, le rondini, bellissime diverse dalla vita di ogni giorno. Un'altra gita l'abbiamo fatta a monte Adranone, dove abbiamo ascoltato la storia di Cocalo, re dei Sicani, raccolto i fiori, visto la tomba della regina e disegnato l’orizzonte. le anatre selvatiche. Non dimenticherò gli odori e i profumi, il paesaggio con i bei colori di primavera, gli uccelli che volavano e cinguettavano sull’acqua. Il pomeriggio trascorso in mezzo alla natura mi ha data sensazioni ed emozioni ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 17 Tanya Rinaldo 3C ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 18 Proposta didattica: terra e cielo, disegniamo l’orizzonte “...Poi Mauro ha fatto una domanda: cosa è l'orizzonte? E noi abbiamo risposto che l’orizzonte è quella linea che unisce il cielo e la terra”. Materiali occorrenti: cartoncini, matite, gomme, temperamatite, scotch carta, tavolette rigide in formato A3. “Disegniamo l’orizzonte”. • osservazione della linea che separa/ unisce il cielo e la terra. • guardiamo l’orizzonte in cerchio con le spalle rivolte al centro. • • • • • • • • • alziamo le nostre braccia e miriamo con il dito indice la linea dell’orizzonte uniamo il dorso delle mani con i compagni accanto e spezziamo la linea dell’orizzonte in parti uguali. adesso ogni partecipante avrà due punti in comune scelti sulla linea dell’orizzonte con i compagni accanto. memorizzare il nostro punto di inizio e fine prendere i cartoncini di forma uguale, insieme al compagno vicino a destra e a sinistra, segnare il punto in comune ad una stessa altezza del foglio adesso individualmente disegnare la linea che unisce i nostri due punti controllare se le linee di tutti disegni coincidono ed eventualmente correggere a questo punto possiamo decorare la porzione di cielo e di terra del nostro foglio unire tutte le tessere disegnate dai partecipanti in modo circolare per ricostruire l’orizzonte. Durata attività: da 1 ora a 2 ore Difficoltà: media ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 19 Natura e scuola: la scuola in natura Il campo scuola è una proposta di educazione all’ambiente che si svolge interamente in un luogo in natura. L’idea di de-contestualizzare le nostre abitudini, provando ad ascoltare ed incontrare altri luoghi ci sembra essere un modo interessante per aprire gli orizzonti delle esperienze e confrontare i diversi modi di stare nell’ambiente. Secondo una visione che trova le sue origini nella lezione di Rousseau, il miglior modo di conoscere la geografia è fare la geografia come farebbe un geografo, nella sapienza di un mestiere c’è l’essenza della disciplina, e questo vale per tutti i campi della conoscenza. In quest’insegnamento c’è il senso più profondo dei campi scuola in natura. Le attività proposte sono finalizzate a indagare insieme ai partecipanti sul processo del conoscere, che passa per l’uso diretto dei sensi, come strumento primario di relazione con l’esterno, incoraggiando una curiosità attiva e creativa che spazia in diversi campi, portando inevitabilmente all’interdisciplinarietà. Così il racconto orale e la letteratura, i miti di diverse culture e le tradizioni legate da sempre ai cicli biologici della campagna possono diventare esperienze concrete. I vari laboratori sono, quindi, dei percorsi didattici basati sull’azione e il fare, sull’adattamento al contesto e alle sue specificità. Le proposte, pertanto, non sono fini a se stesse ma fanno parte di un più ampio processo che si snoda per tutta la durata del campo e che comprende ogni aspetto dell’abitare nel luogo, dal mangiare agli eventuali spostamenti, dalla cura del corpo ai momenti di convivialità. Il carattere residenziale dei campi permette infatti di stimolare importanti riflessioni sul nostro stile di vita individuale e collettivo e sulla nostra relazione profonda con la natura. In tal modo il campo scuola si propone di offrire a studenti e insegnanti spunti per la didattica che possono anche essere sviluppati nelle classi nell’arco dell’anno scolastico. ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 20 ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 21 Proposta didattica: alimentazione e sostenibilità, dal chicco al pane Dal lavoro della “pigna sorpresa” realizzato in aula siamo arrivati ad affondare le mani nel grano durante il campo scuola. Lo abbiamo studiato dettagliatamente e pulito minuziosamente. Poi finalmente nel mulinetto in pietra per macinarlo e con sorpresa abbiamo visto che ancora di farina non se ne vedeva. Così, di setaccio in setaccio, dal grosso al fine, finalmente abbiamo ottenuto la farina. Alla fine abbiamo scoperto la differenza tra lavoro e lavorio e apprezzato il bene prezioso che è il pane. Materiali occorrenti: grano, mulino familiare, setacci di diverse misure, recipienti. “Come si fa la farina”. • pulire il grano con il crive e a mano • macinarlo con il mulinetto • il macinato grossolano va setacciato più volte con diversi crivi, separando così il cruscone dalla semola e la semola dalla farina Durata attività: 2 ore Difficoltà: medio - facile ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale 22 ARTE, STORIA E NATURA: COCKTAIL DI CULTURA Della fine del Progetto ormai a ridosso, se ne parla a più non posso e nell’aula FRANCESCHINI creano frasi i suoi bambini. Dice a tutti MELISSETTA: - E’ da tanto che si aspetta! A parer dell’ADELINA:- E’ stata un’esperienza assai carina! Durante l’uscita per il Calvario andare, tante cose si sono volute immortalare. Le foto e le riprese, con mano ferma e con coraggio, sono state curate da SOFIA e ALESSIO MAGGIO. Al Calvario “dunni c’è bedda visuali” e aria fina è rimasta sbalordita ILENIA FERINA. Mentre prendendo a volo le notizie date, come un leopardo, ha relazionato TANYA RINALDO. In aula FRANCESCO PECORARO la piantina di girasole ha trapiantato e con tanta pazienza ad un’altezza rara ha portato. Lavorare l’argilla lo hanno fatto con passione GASPARE, SOFIA e SIMONE; Si intrufolavano ogni tanto DAVIDE MELI e MORENA LAMANNO combinando qualche danno. Nel colorare i cartelloni con i fiori, si sono dilettati MARGHERITA ZINNA e VINCENZO MIGLIORE. Al momento della merenda tutti lasciavano quello che avevano in mano e seguivano ANTONINO MONTALBANO. I reperti osservati al Monte Adranone a SALVATO MICHELE non hanno fatto impressione. Il pranzo consumato alla masseria “RUVETTU” ha fatto molto effetto, anche se è mancato il gelato con la panna come ha detto ROSSELLA D’ANNA. Stanca al Bosco del Pomo, ILENIA CACIOPPO ha sostato vicino ad un pioppo, mentre con passo lesto il prof. GIUSEPPE CANNOVA ha messo tutti alla prova, ed è stata una continua gara e lotta tra lui e il prof. VINCENZO GULOTTA. Quest’ultimo ha provato tante volte a cinguettare per gli uccelli del bosco imitare, intanto, ha cercato di percepire con il suo orecchio fino il sibilo del vento STEFANO CIANCIMINO. Che dire del Campo-scuola? - E’ stata una festa! Da far girar a tutti la testa. Con le canzoni cantate in compagnia molta è stata la baldoria e l’allegria, tanto che per tre giorni sono stati spazzati via tristezza e malinconia. Il progetto è stato realizzato perché in tanti abbiamo collaborato - per primi i bambini che sono stati tutti birichini; - le mamme disponibili e premurose con le loro torte sfiziose, ma gustose; - l’esperta MARCELLINA che ha spiegato tutto con la sua parlantina; - l’esperto PRIANINO che per la gioia di ogni bambino ha risolto tutto con un giochino; - le tutor molto ligie al dovere hanno organizzato e collaborato con piacere; - la presenza del facilitatore che è stata apprezzata per disponibilità e amore; - non sono mancati i Coordinatori del Progetto che anche a distanza hanno dato indicazioni a oltranza. Ci è doveroso ringraziare per l’amministrata collaborazione il segretario, i collaboratori, il preside e tutta la direzione. Infine possiamo dire che la cosa bella di questo Progetto è stata l’ESPERIENZA che i bambini hanno ampiamente vissuta e gustata. I bambini durante il Progetto sono stati insieme felici e noi tutti auguriamo loro di rimanere per sempre BUONI AMICI Alla fine si è inserita ANNA DI PRIMA che ci ha permesso di chiudere la rima. Tutor aula maestra Cicio Franca 23 ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale Indice 1. 2. 3. 5. 7. Prefazione del Dirigente Scolastico Presentazione del corso a cura della maestra Cicio Franca Premessa dell’ente partner: Casa laboratorio S. Giacomo Storia e territorio: dalla mappa al diario di bordo I Proposta didattica: costruiamo un piccolo quaderno della memoria 8. Territorio e tradizione: memorie, storie e miti del grano 10. II Proposta didattica: la “pigna sorpresa” 11. Arte e natura: coloriamo con i fiori 13. III Proposta didattica: i fiori, l’origine del colore 14. Natura e ambiente: arte della terra 16. IV Proposta didattica: percorsi interculturali tra narrazione e semina - piccoli contadini custodi, la biodiversità 17. Gite in natura: esploriamo l’ambiente, dalla montagna al lago 19. V Proposta didattica: terra e cielo, disegniamo l’orizzonte 20. Natura e scuola: la scuola in natura 22. VI Proposta didattica: alimentazione e sostenibilità, dal chicco al pane 23. Arte, storia e natura - cocktail di cultura a cura della maestra Cicio Franca ARTE, STORIA e NATURA: percorsi di educazione ambientale