1 Pietro Canepa ONORE AI CADUTI CUCCARESI DELLA GUERRA 1915-1918 3 3 PREMESSA Scrivere della prima guerra mondiale, significa intingere la penna in un lago di sangue, costituito con il sacrificio di 600.000 giovani italiani, fra i quali dobbiamo annoverare ben 32 nostri concittadini. Con grande passione abbiamo cercato di ricostruire la loro storia, affinché del loro sacrificio venga tramandato un perenne ricordo. Di dodici di loro abbiamo trovato fotografie e documenti, e li abbiamo seguiti, finché li abbiamo visti cadere nelle battaglie più cruente; gli altri 20, dei quali non abbiamo trovato traccia (anche per la scomparsa di varie famiglie), restano delle vittime ignote che immaginiamo travolte nel turbinio di battaglie fra migliaia di caduti. Molti di loro, la Patria li aveva chiamati appena 17enni: dopo qualche mese di addestramento, erano già al fronte, accucciati nelle trincee fangose, rintanati nelle gallerie scavate nella montagna, condannati a passare le notti in una buca a 20 gradi sotto zero, affamati se il rancio non arriva, terrorizzati quando commilitoni colpiti ti si accasciano addosso, costretti a sparare senza sapere a chi, lanciarsi nell’assalto alla baionetta quasi certi di non tornare. Vivere per mesi, e forse anni, in un inferno di paure e di stenti, fra rimbombi assordanti, fra le grida e il 4 5 4 sangue di feriti morenti, forse è meglio tuffarsi nel silenzio della morte. E allora diventi un eroe, frastornato corri all’assalto e crolli trafitto in una trincea del nemico. Là più nessuno ti potrà ricuperare, forse ti daranno sepoltura in un burrone della montagna, e il tuo nome figurerà fra la maggioranza dei militi ignoti che popolano il Sacrario di Redipuglia. E’ la storia della follia umana, da millenni sempre la stessa, deprecata da tutti, ma inesorabilmente recidiva per saziare la sete dei potenti. I Romani dicevano: “Si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra). Il saggio invece dovrebbe dire: “Se non vuoi la guerra, prepara la pace”. Ma la saggezza è un pregio di pochi, e allora la storia “maestra di vita” continuerà ad essere una vana illusione. Ma che almeno sia oggetto di una nostra meditazione… PRESENTE! E’ il grido che i soldati lanciano al momento dell’appello, per confermare la presenza di un commilitone assente, non più presente perché ormai caduto. E’ questo il significato della sala convegni Comunale dedicata, il 7 novembre 2010, al Col. Pietro Mazza e a tutti i Caduti cuccaresi: tramandare ufficialmente, ai posteri, il ricordo degli uomini che hanno sacrificato la loro giovane vita per gli imperscrutabili destini della Patria. Non li abbiamo ritrovati tutti, come non si ritrovano, né si ricuperano, coloro che cadono nella mischia, ma anche per loro noi rispondiamo, unanimi e in coro: PRESENTE! Il Sindaco Fabio Bellinaso 6 7 ELENCO CADUTI classe 1890 1-Ten Evasio Mazza di Luigi 1895 2-Ten. Alerici Germano 3-Serg. M. Zavattaro Ernesto di Pietro 1883 4-Serg. Raimondo Pietro di Secondino 1894 1893 5-Bisoglio Egidio di Paolo 1898 6-Boccalatte Alberto di Ilario 1899 7-Brusasco Giovanni di Bartolomeo 1890 8-Buscaglia Secondo di Cristiano 1894 9-Cap. le Capra Luigi di Igino 1892 10-Dall’Oste Pietro di Camillo 1892 11-Ferrero Francesco di Felice 1898 12-Nano Paolo di Felice 1885 13-Nano Paolo Ernesto di Francesco 1897 14-Novelli Pietro di Guglielmo 1899 15-Novelli Vincenzo di Evasio 1883 16-Piccio Candido di Luigi 1890 17-Poggi Giuseppe di Luigi 1880 18-Quartero Alfredo di Pasquale 1897 19-Raimondo Ernesto di Luigi 1883 20-Raimondo Eugenio di Luigi 1896 21-Riva Carlo di Stefano 1898 22-Riva Francesco di Giuseppe 1898 23-Riva Vincenzo di Ernesto 1896 24-Saglio Erminio di Federico 1886 25-Scamuzzi Longino di Alessandro 1897 26-Scamuzzi Mario Luigi fu Clemente 1889 27-Cap.le Scamuzzi Pietro di Mario 1894 28-Scarrone Francesco di Pietro 29-Scarrone Gennaro Giovanni di Evasio 1883 1890 30-Scarrone Leone di Natalino 1893 31-Varese Mario di Giuseppe 1893 32-Zavattaro Francesco di Felice 7 7 Il Sacrario di Redipuglia custodisce le spoglie di 100.187 Caduti, di cui 39.857 identificati. 8 9 8 Questo il teatro delle battaglie della guerra mondiale 1915-1918, con evidenziati i punti cruciali che hanno visto scorrere fiumi di sangue. Da sinistra: Cortina d’Ampezzo (nel Cadore), il monte Grappa, la linea del Piave con Vittorio Veneto e Fagarè, la linea del Tagliamento, il fiume Isonzo con Caporetto, il Sabotino, Redipuglia, Monfalcone e il Carso. 9 ONORE AI CADUTI CUCCARESI DELLA GUERRA 1915-1918 Dopo l’assassinio (per mano serba) dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, a Sarajevo il 28 giugno 1914, l’Austria dichiara guerra alla Serbia, a fianco della quale si schierano: Russia, Francia, Belgio, Inghilterra e infine l’Italia il 24 maggio 1915. (Il 6 aprile 1917 si uniranno anche gli USA). Il 29 maggio 1915 gli italiani occupano Cortina d’Ampezzo (nel Cadore), ed è qui che il 2 agosto 1916 cade il nostro Ten. Mazza Evasio, “fulminato da una fucilata alla fronte durante una ricognizione davanti alle linee nemiche”. I nostri passano l’Isonzo, fino al monte Nero. E qui cominciano le logoranti dodici battaglie dell’Isonzo. Durante la prima, l’8 giugno 1915 gli italiani prendono Monfalcone, ed è proprio in questa battaglia che cadono i nostri Nano Paolo Ernesto di Francesco e Zavattaro Francesco di Felice. Nella sesta battaglia dell’Isonzo, il 6 agosto 1916 gli italiani conquistano “l’imprendibile Sabotino”, ad opera della 45° Divisione comandata dal col. Pietro Badoglio (poi nominato dal Re “Marchese del Sabotino”). Le ultime resistenze nemiche, annidate nelle 10 11 10 caverne della montagna, erano state snidate o annientate con petrolio incendiato alla imboccatura delle caverne. Il 9 agosto i nostri occupano anche Gorizia, dopo averla distrutta con un pesante bombardamento d’artiglieria. Particolare menzione merita il sacrificio dell’eroico Enrico Toti. Volontario, quantunque privo della gamba sinistra, nel combattimento del 6 agosto 1916 che condusse all’occupazione di quota 85 (a est di Monfalcone), si lanciava sulla trincea nemica e, quantunque già due volte ferito, colpito a morte da un terzo proiettile lanciava al nemico la sua gruccia, accasciandosi esanime fra un cumulo di morti. Sulle rocce del Carso, il 23 maggio 1917 trova la morte il nostro Scarrone Gennaro Giovanni di Evasio, ricordato in una lapide del Sacrario di Redipuglia. Pochi giorni dopo, il 29 maggio, muore, nell’ospedale da campo n. 231, Scamuzzi Mario Luigi fu Clemente, dopo essere stato gravemente ferito nella battaglia di Cormòns (Gorizia). La dodicesima battaglia dell’Isonzo, iniziata alle 2 del mattino del 24 ottobre 1917, culmina con la “disfatta” italiana di Caporetto.. Gli austriaci (rinforzati da reparti germanici 11 prelevati dal fronte russo), dopo quattro ore di bombardamento a base di proiettili tossici, avevano travolto le nostre linee, per cui gli italiani dovettero arretrare per ben 150 km, oltre il Tagliamento, fino al Piave, perdendo oltre 500.000 uomini, fra caduti (12.000), feriti (30.000), prigionieri (265.000) , disertori e sbandati (oltre 200.000). Fra i caduti, troviamo il diciannovenne concittadino Riva Francesco (ricordato in una lettera del commilitone Nano Paolo di Felice, scritta il 19-12-1917). La sconfitta porta alla sostituzione del Comandante Supremo, il Generale Luigi Cadorna, con il Generale Armando Diaz. Ora gli italiani, riorganizzati e rinforzati con truppe fresche, si distinguono sul Grappa e sul Piave, dall’ottobre 1917 al gennaio1918. Nel giugno 1918, gli austro-ungarici scatenano la “battaglia del solstizio”, in due settori: sull’altipiano del Grappa e nella pianura del Montello (fino al mare). Ma, quella che doveva essere la sconfitta definitiva dell’Italia, si tramuta in una gloriosa vittoria, che a Fagarè ricaccia gli austriaci sull’altra sponda del Piave. Proprio qui a Fagarè cadono Nano Paolo di Felice e Boccalatte Alberto, quest’ultimo decorato di medaglia al valore militare, come 12 13 12 vari altri commilitoni del 163° Fanteria, che durante la battaglia del solstizio si era meritato la citazione nel bollettino di guerra N. 1120 del 18 giugno 1918. Abbiamo le fotografie ma non notizie precise sulla loro fine, dei Caduti Riva Carlo di Stefano, Riva Vincenzo di Ernesto e di Zavattaro Ernesto di Pietro. Sul Piave si passa ora dalla tattica difensiva a quella offensiva, contro un nemico ormai stremato per mancanza di viveri e carenza di munizioni. L’attacco decisivo viene sferrato il 24 ottobre 1918, anniversario dell’attacco di Caporetto. Sul fronte del Grappa, la reazione austroungarica si fa furiosa: molte cime vengono più volte prese e perdute, finché il 31 ottobre il Grappa cade nella mani degli italiani, che lasciano sul terreno molte migliaia di morti. Sul fronte del Piave, il fiume ingrossato dalle piogge rallenta la gettata dei ponti, ma il giorno 28 ben nove corpi d’armata riescono a raggiungere l’altra sponda, pronte a scatenare l’offensiva. Quello stesso giorno, dopo la notizia che la Cecoslovacchia si era resa indipendente, che l’Ungheria stava per fare altrettanto, con conseguente diserzione da parte di cechi, slovacchi e ungheresi, il Comando generale 13 austriaco trasmette l’ordine di ritirarsi, e chiede l’armistizio. Il giorno 30, un colonna di cavalleria italiana occupa Vittorio Veneto: l’esercito austro-ungarico in fuga lascia nelle mani italiane 300.000 uomini e 5.000 cannoni. Il trattato di armistizio viene firmato il 4 novembre 1918. Ecco il comunicato diramato dal Comando Supremo dell’esercito italiano : “La guerra contro l’Austria-Ungheria, che sotto l’alta guida di S. M. il Re, l’Esercito italiano, inferiore per numero e mezzi, iniziò il 24 maggio 1915, e con fede incrollabile e tenace valore condusse, ininterrotta ed asprissima, per 41 mesi, è vinta… I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. Gen. A. Diaz”. 14 15 14 15 Per le soldataglie austro-ungariche le motivazioni erano il vino e le belle donne d’Italia. Per gli eroi italiani la motivazione era la cacciata degli invasori di casa nostra. ZAVATTARO ZAVATTARO FRANCESCO FRANCESCO di di Felice, Felice, classe classe 1893. 1893. Caduto Caduto in in una una delle delle prime battaglie prime battaglie del del fiume Isonzo, nel fiume Isonzo, nel 1915. 1915. Era lo Era lo zio zio della della Zavattaro ZavattaroFederica Federica di di Via Marconi. Via Dante. 16 17 16 17 NANO PAOLO ERNESTO di Francesco, classe 1885. Era lo zio del nostro Nano Ernesto, di Via C. Colombo. Caduto durante la battaglia di Monfalcone, conquistata dagli italiani l’8 giugno 1915. La loro casa, di giorno, di notte, nella pioggia, nel gelo, e letto di morte dopo un assalto alla baionetta. 18 19 18 Ten. MAZZA EVASIO di Luigi Classe 1890 (cugino del Col. Pietro Mazza) (foto ricavata da un quadro ritrovato alla cascina Pezzine, già dimora dei Mazza). Caduto nel Cadore il 2 agosto 1916, “fulminato da una fucilata alla fronte durante una ricognizione in prima linea sulla quota 2056”, e sepolto nel cimitero di Cortina d’Ampezzo, come scritto dal Generale Nassi alla famiglia Mazza. All’ultimo minuto apprendiamo che i resti del Ten. Mazza furono traslati a Cuccaro e sono tuttora conservati nella cappella Novelli Angela. La lettera del Generale Nassi termina con le parole: “…Lo piange il Reggimento, lo piange la Brigata, lo piango anch’io mentre muovo per la montagna ad incontrarlo cadavere”. 20 21 20 “L’IMPRENDIBILE SABOTINO” Nella sesta battaglia dell’Isonzo, il 6 agosto 1916, viene conquistato “l’imprendibile Sabotino”, ad opera della 45° Divisione comandata dal Col. Pietro Badoglio (poi nominato dal Re “Marchese del Sabotino”). Le ultime resistenze nemiche, annidate nelle caverne della montagna, erano state snidate o annientate con petrolio incendiato all’imboccatura delle grotte. In questa foto sono numerate ben 12 caverne, raggiungibili attraverso una gradinata ricavata nella pietra della montagna. 21 L’EROE ENRICO TOTI Nello stesso giorno della presa del Sabotino, 6 agosto 1916, cade l’eroe Enrico Toti. Privo di una gamba (perduta durante un incidente quando era fuochista delle ferrovie), si era arruolato volontario: colpito due volte, prima di cadere dopo la terza pallottola scaglia la sua gruccia contro il nemico e si accascia esanime fra un cumulo di morti. Il 9 agosto i nostri occupano anche Gorizia, dopo averla distrutta con un pesante bombardamento di artiglieria. 22 23 22 SCARRONE GENNARO GIOVANNI di Evasio, classe 1883, 78° Fanteria. Caduto sul Carso il 23-5-1917Era il nonno dei Bisoglio Luigi e Luciano di Via Castello 34 (detti Maciòn), cugini di Aldo Gilardi (perché la vedova del caduto sposò poi Gilardi Giovanni, nonno dell’ attuale viceSindaco). La lapide, che viene indicata dal piccolo Daniele (figlio di Aldo Gilardi), è una delle 100.187 lapidi che figurano nel Sacrario di Redipuglia, e reca il n. 34.017. 23 L’altopiano roccioso del Carso, teatro di aspri combattimenti nella guerra 1915-1918, si estende dalle Alpi Giulie al mare, ed è ricco di grotte (famose quelle di Postumia). Queste grotte naturali (come quelle nella foto) venivano sfruttate dalle nostre truppe come sicuri baluardi difensivi. Più sopra abbiamo già citato l’imprendibile baluardo del Sabotino, conquistato dal grazzanese Col. Pietro Badoglio il 6 agosto 1916. 24 25 24 SCAMUZZI MARIO LUIGI fu Clemente, classe 1897. Nonostante le lunghe ricerche compiute fra le numerose famiglie Scamuzzi cuccaresi (anche fuori Comune), non siamo riusciti ad individuare la sua famiglia di provenienza. Ferito gravemente durante la battaglia di Cormòns (Gorizia), decedeva il 29 maggio 1917 nell’ospedale militare da campo n. 231. Dal Commissariato Onoranze Caduti di Roma abbiamo appreso che il suo nome figura a Redipuglia sulla lapide n. 33.891, che un fotografo locale ha per noi fotografato. Due splendide inquadrature del gradone 18 di Redipuglia. 26 27 27 26 RIVA FRANCESCO di Giuseppe, classe 1898. 27 Il commilitone cuccarese Nano Paolo di Felice, in una lettera del 19-12-1917 alla famiglia dice di essere nello stesso Reggimento (271) in cui c’era il mio caro amico Riva Francesco, con ciò lasciando supporre che fosse già morto. Sarebbe quindi caduto a 19 anni, molto probabilmente durante la rotta di Caporetto. La rotta di Caporetto, iniziata alle 2 del mattino del 24 ottobre 1917 durante la 12° battaglia dell’Isonzo, ha visto il nostro esercito indietreggiare di oltre 150 km., dal fiume Isonzo, oltre il Tagliamento e fino al Piave, subendo la perdita di circa 400.000 uomini (fra morti, feriti, prigionieri, disertori e sbandati) e oltre mille cannoni. La grave disfatta portò alla sostituzione del Generale Luigi Cadorna con il Generale Armando Diaz, che procedette ad una rapida riorganizzazione delle nostre forze. 28 29 28 NANO PAOLO di Felice, classe 1898. 29 Era lo zio del nostro Nano Felice di Via C. Colombo. Caduto sul Piave, a Fagarè, durante la famosa “battaglia del solstizio”, del giugno 1918. Scrivendo alla famiglia aveva detto che era dello stesso Reggimento in cui si trovava il caro amico Riva Francesco (caduto a 19 anni). Sacrario di Fagarè Nel giugno 1918, gli austro-ungarici scatenarono la cosiddetta “Battaglia del solstizio”, in una duplice direzione: sull’altopiano del Grappa e nella pianura dal Montello fino al mare. L’attacco fu estremamente violento, ma si risolse in una grande vittoria per gli italiani, che a Fagarè ricacciarono gli austriaci sull’altra sponda del Piave. Era un nemico ormai logoro: affamato, senza vettovaglie, carente di munizioni, grazie alla nostra artiglieria che aveva tagliato tutti i rifornimenti. Si calcola che sul Piave gli austriaci abbiano lasciato 100.000 morti ed altrettanti fra feriti e prigionieri. 30 31 30 BOCCALATTE ALBERTO di Ilario, classe 1898 . La “Battaglia del solstizio” si svolse anche sul Grappa. La reazione nemica si fece furiosa, finché, il 31 ottobre, il Grappa crollò. Era lo zio del nostro Boccalatte Ilario, che ha prodotto questo attestato di “Croce al Merito di guerra”, firmato dal Ministro I. Bonomi. Il Faceva parte del 163° Regg. Fant. che venne menzionato nel bollettino di guerra n. 1120, del 18 giugno 1918, per l’eroico comportamento nella famosa “Battaglia del solstizio”. Questi i colombari del Sacrario che custodiscono i resti di 22.910 caduti del Grappa. 32 33 32 CADUTI SENZA DATI DI RIFERIMENTO Per quattro dei nostri Caduti non abbiamo precisi dati di riferimento, circa il luogo e la data di morte, anche se abbiamo le loro fotografie e informazioni circa le famiglie di appartenenza. Bersagliere Bersagliere BISOGLIO BISOGLIO EGIDIO EGIDIO di Paolo, classe 1893. Era Era loloziozio dei dei Bisoglio di Via Bisoglio Dante. Marconi. SiSi ritiene ritiene che sia caduto nel 1918, forse nelle nelle battaglie del battaglie o Piave di Vittorio Veneto, dove ii reparti reparti dove Bersaglieri erano erano Bersaglieri stati ampiamente ampiamente stati impiegati. impiegati. 33 Serg.M. ZAVATTARO ERNESTO Di Pietro, classe 1883. Era lo zio del nostro ex-sindaco Zavattaro Sergio. RIVA CARLO di Stefano, classe 1896. Ha una grande somiglianza con D. Carlo Riva (già parroco di Mirabello), originario della nota famiglia Riva abitante in regione castello. 34 35 34 35 RIVA VINCENZO di Ernesto. Non sappiamo dove sia caduto, e quando. Fra le molte fotografie e cartoline in possesso della sig.ra Rita Saglio (di Lidia), c’è anche una cartolina con la foto di Vincenzo, scritta il 28-11-1915 da Novara, dove il militare si trovava, probabilmente per un periodo di riposo, come si usava dopo il logorio di dure battaglie. La cartolina è indirizzata al suocero Saglio Ermenegildo, noto titolare del negozio di commestibili che si trovava in Via Pragelato (ora Via A. Moro). Dove accenna alla partenza di Giovanni, probabilmente si tratta del militare (poi caduto) Brusasco Giovanni di Bartolomeo, classe 1899, del quale non abbiamo avuto alcun riscontro. 36 37 CADUTI NON IDENTIFICATI ---Ten. Alerici Germano classe 1895 ---Serg. Raimondo Pietro di Secondino-cl.1894 ---Brusasco Giovanni di Bartolomeo-cl.1899 ---Buscaglia Secondo di Cristiano-cl.1890 ---Cap.le Capra Luigi di Igino-cl.1894 ---Poggi Giuseppe di Luigi-cl.1890 ---Dall’Oste Pietro di Camillo-cl.1892 ---Quartero Alfredo di Pasquale-cl.1880 ---Raimondo Ernesto di Luigi-cl.1897 ---Raimondo Eugenio di Luigi-classe 1883 ---Saglio Erminio di Federico-classe 1896 ---Scamuzzi Longino di Alessandro-cl.1886 ---Cap.le Scamuzzi Pietro di Mario-cl. 1889 ---Scarrone Francesco di Pietro-cl.1894 ---Scarrone Leone di Natalino-cl.1890 ---Varese Mario di Giuseppe-cl.1893 ---Ferrero Francesco di Felice-cl.1892 ---Novelli Pietro di Guglielmo-cl.1897 ---Novelli Vincenzo di Evasio-cl.1899 ---Piccio Candido di Luigi-cl.1883 38 39 38 GLORIA! Termina qui la nostra rassegna, non ravvisando alcuna possibilità di poter rintracciare altri Caduti, fra i venti ancora non identificati. Alcune famiglie non esistono più (i Dall’Oste, i Ferrero, i Poggi), senza contare le molte famiglie trasferitesi altrove o comunque prive di discendenza. Ciò che siamo riusciti a raccogliere è già un ottimo risultato: le foto e i documenti dei Caduti ritrovati resteranno per sempre nella sala-convegni Comunale a loro dedicata, a perenne ricordo di coloro che hanno dato la loro giovane vita alla Patria, e di quell’esercito che da solo ha saputo fermare e distruggere quello che era considerato uno dei più potenti imperi del mondo. E Cuccaro vi ha contribuito con ben 32 morti.