Introduzione Dopo circa vent’anni il bagnun torna a proporre un ricordo di se. La prima pubblicazione era stata realizzata da Evaldo Chiappara e Franco Po, oggi quest’ultimo con un manipolo di giovani (Luca Monego, Leyla Stagnaro, Elisa Delucchi) ed un meno giovane Vittorio Ravaglia ha deciso di riproporre una sorta di viaggio a ritroso tra il bianco e nero ed il colore. Immagini di ieri e immagini di oggi non per un confronto ambientale ma per la conferma che Riva Trigoso è sempre vicina alla sua sagra e molti sono i giovani che in questi ultimi anni si sono avvicinati per la prima volta ad un appuntamento, come il Bagnun, che è diventato punto di riferimento per 365 giorni. Ed è proprio questa la novità nel borgo di Ponente: un folto gruppo di volontari amanti delle tradizioni e dell’enogastronomia ha deciso di dedicare parte del proprio tempo libero per organizzare mostre, spettacoli,appuntamenti gastronomici aprendo la sede, data in gestione dal Comune, a decine di appuntamenti con le scuole, con scrittori e poeti e per valorizzare il territorio. Nessuna ambizione editoriale ma solo il desiderio di inserire un nuovo tassello nella storia del bagnun: un piatto, un lembo di storia, un veicolo di promozione del pesce azzurro. Il leudo della famiglia Castagnola con le vele e le sartie ad asciugare. (tratto dal libro “Sestri Levante, com’eravamo” vol 1 di Franco Po) La storia di Riva Trigoso I ripetuti sbarchi dei Saraceni sono gli unici eventi che, a partire dal 1600, hanno interrotto la quiete del Borgo marinaro, poche case di pescatori con alle spalle S. Bartolomeo e Trigoso. Nel 1605 e nel 1607 i due sbarchi più significativi: il primo vide la razzia dei tesori della Basilica di San Bartolomeo della Ginestra e dell’Abbazia di Sant’Adriano a Trigoso; il secondo avvenuto il 26 giugno capeggiato da Amurat Bey di Biserta, si caratterizzò per l’arrivo di seicento uomini armati che distrussero le piantagioni dell’entroterra, alcune abitazioni e ridussero 22 uomini in schiavitù. Riva è un borgo marinaro diviso in Riva Ponente e Riva Levante dal torrente Petronio. Riva Trigoso, 26 aprile 1968 - Rievocazione dello sbarco dei Saraceni Il borgo di Ponente si sviluppò circa trecento anni fa come un piccolo agglomerato di case abitate da pescatori. Tipica era la costruzione dei famosi leudi, imbarcazioni a vela latina, utilizzati per il trasporto di vino e formaggio con le principali isole del Mediterraneo. Leudi vinaccieri e formaggeri sulla spiaggia di Borgo Ponente Riva Trigoso - La foce del Petronio anno 1960 Riva Trigoso, 16 agosto 1981 - Partenza della Madonna del Buon Viaggio per Punta Baffe Come nasce il Bagnun “Pescatori di Riva” di Francesco Dario Rossi Nella piana plasmata dal torrente con sabbia e sassi levigati vibran di luci e di colori case di pescatori lungo il mare Han costruito barriere e muretti a contenere furie di maestrali e ondate che si infrangono rabbiose con incessante cavalcar di spume Legni possenti d’ardue traversate riposano reclini sulla spiaggia – son léudi impregnati di salino, di sudore versato a gocce amare su pesci guizzanti nelle reti Nutrito di fatiche e di speranze scorre il fluire della vita su solchi incisi come rughe che i tempi del mare hanno scavato Il Bagnun è un piatto a base di acciughe, gallette e pomodoro che per molti decenni rappresentò un elemento basilare nel menù di molti pescatori che, stando lontani dalla costa per giorni, si alimentavano con una zuppetta a base di questi prodotti. Nel 1960 Edoardo Bo decise di dar vita con il supporto della CRI ad una serata particolare nel Borgo di Riva Ponente, una serata in cui distribuire gratuitamente il Bagnun. Fu così che con l’aiuto di pescatori, ex cuochi di bordo e operai della Fincantieri l’evento ebbe un riscontro inaspettato tanto da suscitare l’interesse dell’Azienda di Soggiorno di Sestri Levante che lo introdusse nell’elenco delle più importanti manifestazioni e che si interessò di trovare i finanziamenti perché l’evento potesse ripetersi ogni anno. Il Bagnun è diventato la più grande distribuzione gratuita di pesce azzurro in Italia. Prima Sagra del Bagnun del 1960 - Capitan La Grix ia e Gildo Fazzeri cuociono il Bagnun nel pentolone dov e si tingev ano le reti Rottura delle gallette (foto di Edoardo Bo) La distribuzione del primo Bagnun (foto di Edoardo Bo) il Bagnun ieri... Il Bagnun anno 1972 In occasione della 33A edizione della Sagra Sagra del Bagnun anni settanta Carnevale del Bagnun del 1984 Sagra del Bagnun anni settanta In occasione della 33A edizione della Sagra Bagnun anno 1972 - Luigi Zolezzi il Bagnun oggi... Il bagnun è cambiato, non certo nei suoi ingredienti ma come impostazione generale della sagra. Intanto è sfatata la leggenda che il bagnun è un piatto povero di ingredienti ma ricco di sapori come si diceva negli anni 80, oggi il prezzo delle acciughe è andato alle stelle, seguito da tutti gli ingredienti, pomidoro e gallette compresi e poi il programma delle manifestazioni si è fatto ricco sia in termini di comunicazione che di spettacoli. Eppure il bagnun è rimasto sempre gratuito, perché? “E’ nato come una forma semplice di ospitalità – dicono al Comitato organizzatore - e come tale deve restare, se in un paese che si definisce turistico non si è in grado di offrire una volta all’anno una festa popolare allora è meglio cambiare indirizzi ed obiettivi. In seconda battuta appare logico che facendo pagare il bagnun verrebbero meno i presupposti dei contributi degli Enti Pubblici che sono invece determinanti per l’intera festa, dai fuochi d’artificio agli spettacoli musicali all’illuminazione e cosi via”. 7 La Ricetta Per preparare in casa il Bagnun originale rivano vi consigliamo questa ricetta (per 4 persone): - un chilogrammo di acciughe freschissime, un chilogrammo di pomidori, una cipolla, due spicchi d’aglio, un bicchiere d’olio, un bicchiere di vino bianco, 4 gallette, un po’ di prezzemolo sale q.b. La preparazione prevede innanzitutto il soffritto: appena ha preso un buon colore si aggiungono i pomidori, quindi a seguire le acciughe (che hanno una cottura di cinque o sei minuti) e infine si versa il tutto in una terrina, dove sono state spezzate le gallette di pane. Le acciughe Le acciughe, dette anche alici, sono molto comuni nei mari italiani, però in numero variabilissimo a seconda delle annate e delle stagioni. Si tratta di un pesce azzurro, che vive a profondità superiori a cento metri, ma che all’epoca della riproduzione (primavera ed estate) compare in folti branchi nelle acque superficiali in vicinanza delle coste. Misura da 10 a 20 cm, si ciba comunemente di plancton. La carne delle acciughe differisce sensibilmente da zona a zona. Infatti, il pesce, risente di ciò che mangia e delle acque in cui vive. I Presidenti Edoardo Bo (presidente dal 1960 al 1975) Inventa la sagra del bagnun nel 1960: un’idea brillante che mette in mostra lo spirito organizzativo e aperto al turismo di Edoardo Bo. La manifestazione trova il consenso dell’allora Azienda di Soggiorno che la inserisce nei suoi appuntamenti annuali e diventa alla fine degli anni ’60 un messaggio di storia e cultura della frazione rivana dei suoi pescatori dei suoi leudi. Edoardo Bo ha scritto diversi libri per esaltare il valore dei rivani, la loro vita sul mare e immortalare ogni angolo dei centri storici, ed è l’ideatore di alcune importanti manifestazioni quali il Timone d’Oro ed il Leudo d’Oro che purtroppo si sono perse nel tempo e che avevano visto premiare tanti lupi di mare, valorosi militari, politici, artisti. Claudio Albanio (presidente dal 1976 al 1987) Personaggio schivo alle cronache ma super attivo nell’inventare e studiare nella sua officina di via Palermo ogni particolare per il bagnun, dal pentolone ai fornelli, dalla macchinetta spacca gallette alla realizzazione dell’intelaiatura della sede. Durante la sua gestione la sagra del bagnun ha iniziato a dare vita anche a iniziative collaterali quali mostra di pittura, la lucciolata (marcia notturna), il palio remiero, la Bambineide ecc. Giacomo Ghio (presidente dal 1988 al 1990) Meglio noto come Mino è stato un grande personaggio di Riva Trigoso, amato e benvoluto da tutti tanto da consentirgli per dieci anni di ricoprire la carica di sindaco, per decenni quella di consigliere provinciale e ancora prima di assessore. Dipendente dei Cantieri Navali Mino prese in mano il Comitato del Bagnun dopo le dimissioni dell’amico Claudio Albanio per salvare questo sodalizio che stava attraversando una crisi d’identità mancando forze giovani e finanziamenti. Con l’entusiasmo che ha sempre contraddistinto il suo operato Giacomo Ghio ha fatto ripartire il Comitato del Bagnun con Franco Po al quale poi ha lasciato onori e oneri. Franco Po (presidente dal 1991 ad oggi) Nel 1990 l’Amministrazione Comunale propone il nome del giornalista rivano che il comitato all’unanimità accetta. Da allora il percorso è stato lungo con un aumento dei membri del comitato, la nascita dell’associazione del bagnun che conta oltre cento soci e la realizzazione della nuova sede da parte del Comune. Franco Po autore di diversi libri dedicati alle immagini, volti e storie del Comprensorio da 25 anni opera nell’ufficio stampa dell’Azienda di Promozione Turistica e del comune di Sestri Levante. “I risultati ottenuti in questi anni - spiega il Presidente - sono dovuti al lavoro dello splendido gruppo di volontari ed al fatto che il Bagnun ha saputo adeguarsi ai tempi in tema di look: inviti, manifesti, qualità negli spettacoli e capacità di portare i valori dell’iniziativa a livello nazionale attraverso giornali e televisioni senza tuttavia mai dimenticare le radici della tradizione”. I personaggi I primi cuochi del Bagnun Si controlla l’ancora del leudo Fratelli Castagnola Il Palio del Bagnun in due edizioni distanti venticinque anni Le trasferte Il bagnun ambasciatore dell’enogastronomia e del turismo ligure, un ruolo certamente impegnativo ma che grazie allo sforzo qualitativo del Comitato è stato assolto “alla grande”. Una convinzione che è stata consacrata alcuni anni fa in Germania quando i responsabili del Boot di Dusseldorf (Salone Nautico Internazionale) decisero che ad aprire il rinfresco per le Il sindaco di Stradella con la divisa del Bagnun massime autorità internazionali fosse il bagnun di Riva Trigoso. Una grande emozione soprattutto per le rigide regole tedesche, per le condizioni meteo avverse, per l’orario di entrata nelle cucine (cinque e mezza di mattina) per il viaggio estenuante con tanto di acciughe e pomidoro al seguito. Da allora la strada è stata lunga dalla Corsica alla Svizzera, dalla Germania alla Francia ed in tante tappe italiane per distribuire migliaia di piatti di acciughe e gallette. Il Comitato ospite della Regione a San Gallo in Svizzera Il Bagnun nello stand di Livigno alla Bit di Milano Un momento della distribuzione a Bastia in Corsica Il Comitato rivano ospite del Boot di Düsseldorf Eventi collegati Da diversi anni il bagnun si è trasformato da una semplice sagra ad un comitato in grado di spaziare dalla cultura alla storia, dallo sport all’intrattenimento. È quindi nata un’associazione che oggi conta oltre cento iscritti residenti nel comune sestrese, che grazie alla sede comunale riesce ad organizzare appuntamenti tutto l’anno. Nello sport sono stati organizzati tornei di calcio, pedalate nel verde, gare di nuoto, trofei di parapendio, palio remiero, gara di pesca in mare, e da tre anni il cimento invernale che sta ottenendo sempre più successo di parImmagini del Concorso presepi tecipanti e di visibilità sui media nazionali; nella cultura da segnalare gli incontri con le scuole, le mostre e concorsi fotografici, la valorizzazione Per la Coop settecento persone della tradizione attravera tavola so immagini e video, la presentazione di libri, proiezioni di diapositive sul territorio, rappresentazioni teatrali e musicali. Quando si parla di attività collaterali è bene anche ricordare il concorso dei presepi, la befana ed il carnevale ed infine l’opera Passeggiata in moutain bike sociale che con i giovani del Bagnun l’Associazione del Bagnun s v o l g e quale le Commedia in dialetto genovese della Raduno della Vespa cene beneCompagnia “I senza pretese” 2003 fiche per aiutare i bambini di Chernobyl e l’opera di don Nando Negri. Il Presidente con prete Rinaldo dopo la cena per Don Nando al Villaggio del Ragazzo Pentolaccia 2004 Cimento invernale 2004 ripreso da Canale 5 Eventi televisivi La qualità premia il Bagnun con la presenza nelle principali trasmissioni televisive nazionali quali Linea Blu, Linea Verde, la Domenica del Villaggio, Uno Mattina, Pianeta Mare, Sereno Variabile, Fornelli d’Italia, Paolo Brosio nella trasmissione “Linea Verde” di Rai Uno Fornelli d’Italia: Davide Mengacci di Rete 4 tanto per citarne alcune e poi una valanga di servizi sulle televisioni regionali che hanno intuito come il bagnun sia diventato un vero e proprio ambasciatore dei sapori e delle tradizioni della Liguria. “Sereno Variabile” su Rai Due con Osvaldo Bevilacqua