GRAZIE, O MARIA! CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA Vergine Maria, Madre di Dio, noi ci consacriamo al tuo Cuore Immacolato, in atto di totale abbandono al Signore. Da Te saremo portati a Cristo tuo Figlio e Figlio unigenito di Dio e per Lui e con Lui al suo Eterno Padre. Cammineremo alla luce della fede, della speranza e dell’amore perché il mondo creda che Cristo è l’inviato del Padre per trasmetterci la Sua Parola e noi saremo i suoi inviati allo scopo di portare la sua conoscenza e il suo amore fino ai confini del mondo. Così sotto la materna protezione del tuo Cuore Immacolato saremo un solo popolo con Cristo, conquista della sua morte e testimoni della sua Resurrezione, e da Lui portati al Padre per la gloria della Santissima Trinità, che adoriamo, lodiamo e benediciamo. Così sia. PREGHIERE DI FATIMA “Mio Dio, credo, adoro, spero e ti amo. Domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano.” “O Gesù è per nostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”. “O Gesù, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia”. “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, ti adoro profondamente e ti offro il preziossimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del Mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi, indifferenza con cui Egli è offeso. E per i meriti infiniti del suo sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, ti domando la conversione dei peccatori”. 2 GRAZIE, O MARIA! Gli atteggiamenti di Maria Dal 29 maggio al 3 giugno abbiamo accolto per la seconda volta la Madonna di Fatima Pellegrina di pace nel mondo, nelle Frazioni della nostra comunità. La visita è stata un momento di forte evangelizzazione. Infatti, la presenza della statua della Madonna ha portato in chiesa tanta gente, giovani, ragazzi, adulti, ammalati, venuti anche dai paesi vicini. “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore…”. Con il Magnificat vorrei ringraziare il Signore e la Vergine stessa per la presenza della statua della Madonna Pellegrina di Fatima nel nostro Paese. 1° atteggiamento di Maria: accoglienza. All’annuncio dell’angelo Maria rispose: “Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia di me quello che hai detto”. Maria rispose di sì all’accoglienza del Signore. Lo accolse nel suo corpo, nella sua vita. Lo accoglie e Lo dona al mondo. Lo accolse nel suo corpo, sentì cioè il peso fisico di un altro essere che prendeva dimora nel suo grembo di madre. Adattò quindi i suoi ritmi a quelli dell’ospite, Gesù. Lo accolse nel cuore. Il cuore sede dell’Amore dell’Eterno Padre. Santa Maria, donna accogliente, aiutaci ad accogliere la Parola nell’ animo del cuore. Aiutaci a capire, cioè, come hai saputo fare Tue le irruzioni di Dio nella nostra vita. Egli non bussa alla porta per intimarci lo sfratto, ma per riempire di luce la nostra solitudine. Egli non entra in casa per metterci le manette, ma per restituirci il gusto della vera libertà. 2° atteggiamento di Maria: il servizio. Maria va a servire la cugina Elisabetta che aspettava anche lei un bambino. “…..Maria si mise in viaggio e raggiunse in fretta un villaggio, che si trovava nella parte montuosa della Giudea…” La parola servizio può essere tradotta in volontariato. Oggi, sia la Chiesa che lo Stato non possono più camminare senza il volontariato di cittadini e di credenti. Per ben due volte, infatti, nel Vangelo di Luca, Lei si autodefinisce serva. La prima volta quando rispondendo all’angelo, gli offre il suo biglietto di visita “Eccomi, sono la serva del Signore”. La seconda, quando nel Magnificat afferma che Dio “Ha guardato l’umiltà della sua serva”. Maria, donna di servizio a pieno titolo. Ecco quindi, il mio grazie riconoscente ai Massari delle Frazioni, ai comitati frazionali, al Gruppo Alpini, agli Amici della Rocca, a Monsignor Guerrini Vescovo di Saluzzo, ai sacerdoti con celebranti, alla Cavourese nella persona del suo titolare Antonio Fenoglio, all’avvocato Alberto Novarese e a tutti coloro che hanno contribuito al buon esito della settimana. La Vergine Santa Vi colmi delle Sue benedizioni e dei favori celesti. Don Mario 3 GRAZIE, O MARIA! IL RITORNO DELLA MADONNA DI FATIMA Il ritorno nella Parrocchia di Cavour dell’Effigie della Madonna di Fatima a distanza di meno di un anno dal precedente pellegrinaggio è stata una notizia molto gradita quanto inaspettata. L’eccezionalità dell’evento dello scorso anno si è fatta familiarità ed è bello pensare che sia avvenuto per iniziativa della Madonna che ha voluto essere più vicina alla comunità parrocchiale Cavourese, alle famiglie, a ciascuno di noi. Conforta constatare con quanta facilità e semplicità la Madonna entra nelle nostre vite ed è presente nel quotidiano, guidandoci a suo figlio Gesù. Encomiabile è stata l’attività profusa dai frazionisti che si sono impegnati con tanto entusiasmo, fervore, spirito di sacrificio e soprattutto con profonda fede cristiana, manifestando una sentita devozione a Maria che ha consentito una accoglienza molto dignitosa e, allo stesso tempo, calorosa, vera, genuina. Ringrazio tutti quanti hanno contribuito ad accogliere l’Effigie Mariana con la preghiera e con il servizio gratuito personale, nella certezza che la Madonna saprà ricompensare ciascuno singolarmente per la propria fede e dedizione. L’augurio più bello per tutta la comunità è quello di avere ancora l’occasione di vivere altri momenti così intensi e ricchi di contenuto umano e spirituale, animati dalla voglia di lavorare insieme per un fine comune e superiore, sotto la guida del nostro Pastore. Alberto Maria Novarese Segretario del Consiglio Pastorale Parrocchiale 4 LA DEVOZIONE ALLA MADONNA Tutta la storia della pratica cristiana del popolo di Cavour si riassume in una grande devozione alla Madonna; infatti, tutte le Cappelle se non furono subito dedicate alla Vergine, certamente ebbero la loro Icona principale all’altare maggiore con l’immagine della Vergine Maria al centro, accompagnata dal Santo titolare della dedicazione della Cappella ed eventualmente con gli altri Santi. ORIGINE DEL TERMINE CAPPELLA CAPPELLA è il diminutivo di cappa ed è voce che deriva dalla famosa “cappa” di San Martino di Tours (morto nel 397) – apostolo della Gallia – che egli donò – la metà – ad un mendicante infreddolito incontrato ad Amiens (Francia). In un frammento della “cappa – reliquia di San Martino” fu costruito un oratorio detto poi “La Cappella”. Il nome “Cappella” si diffuse nel IX secolo. Tra il 1600 e il 1700 vennero erette, poco per volta, numerose Cappelle campestri poiché gli abitanti della campagna andavano gradatamente crescendo. L’ACCOGLIENZA TRIONFALE DELLA MADONNA PELLEGRINA NELLE FRAZIONI Giorni di fede e di preghiera 5 Cappella Nuova DOMENICA 27 MAGGIO Cenni storici. Si narra che nel 1770, sorgeva in località Gasparino una cappella destinata al servizio religioso per le frazioni di S. Anna e delle Cursaglie. Essendo troppo angusta per le due frazioni ne avveniva ogni festa una corsa degli abitanti per assicurarsi un posticino in chiesa e non solo, ma anche una serie di bisticci fra le due frazioni. Per evitare sconvenienti litigi, si decise che ogni frazione avrebbe provveduto a costruirsi una cappella. Venne così abbattuta l’esistente cappella, lasciando solo a ricordo un pilone all’incrocio tra le due strade che portano a S. Anna e Cursaglie. Nel 1772 venne eretta la Cappella di S. 6 Anna. Anche gli abitanti delle Cursaglie dovettero procurarsi una Chiesa: ciò avvenne tra il 1772 e il 1780 e dedicarono la Cappella Nuova alla figlia di S. Anna, a Maria Immacolata e a S. Gregorio VII; forse con l’intenzione che S. Gregorio fosse il patrono degli abitanti appartenenti al Comune e alla Parrocchia di Cavour, e la Vergine Immacolata fosse invece la Patrona dei frazionisti appartenenti al Comune e Parrocchia di AssartiBarge. Dall’anno 1783 in poi non esistono né notizie, né documenti fino all’anno 1833, data in cui venne redatto il testamento olografo del Vicario di Cavour G. Pollani,insigne benefattore della Parrocchia nonché della Cappella di S. Gregorio, il quale fece edificare una casa adiacente alla chiesa per dimora di un sacerdote. Nel 1856, la Chiesa venne ampliata, prolungata di dieci metri portandola così da 12 metri a 22 interni. Durante la reggenza del rev. don Mozzi, la chiesa venne dotata di un bel quadro del Morgari, raffigurante la Madonna Immaco- lata, S. Gregorio e S. Giuseppe; provvedeva a far costruire una balaustra in marmo bianco e dotava il coro e il presbiterio di piastrelle di cemento. Nel 1875 faceva costruire un muretto di cinta per il campo adiacente alla casa del Cappellano. Nel luglio 1920 viene nominato Cappellano un frazionista, il teologo Biagio Cerutti. La chiesa era troppo piccola per la popolazione di allora, circa 900 abitanti fra le due parti: Cavour e Assarti, ma non si poteva pensare per il momento ad affrontare le spese per un ampliamento. Si fece allora il possibile allargando i banchi e supplendo con panchette. Nell’anno seguente sorse l’idea di costruire l’ala sinistra della Cappella, con l’altare dedicato a S. Antonio. Nel 1956, in occasione delle nozze d’oro sacerdotali del teologo Biagio Cerutti, venne offerta in dono al Cappellano festeggiato la costruzione della seconda ala della Cappella. Il 26 agosto 1956, grandi festeggiamenti. Una targa di marmo commemorativa, murata nel nuovo ampliamento della cappella ricorda il grande avvenimento. Terminate le costruzioni era necessaria la decorazione; ed eccola, nel 1958 ad opera del decoratore Annibale Cappa di Pinerolo. Una folla numerosa ha accolto la Vergine di Fatima, Pellegrina di Pace, a Frazione Cappella Nuova domenica 27 maggio. Dopo una breve Processione, dalla casa della fam. Pagliano alla Cappella Frazionale, è stata ce- lebrata alle ore 21,00 la S. Messa presieduta dal Vescovo di Saluzzo Monsignor Giuseppe Guerrini e concelebrata da don Vittorio de’ Paoli, don Mario e don Marco. La riflessione di don Vittorio A nome mio e dell’Apostolato Mondiale di Fatima affido questa effigie della Madonna Pellegrina di Fatima. La Madonna Pellegrina di Fatima è già venuta lo scorso anno e tutti conservate nel cuore la gioia e il calore per quella visita. La Madonna Pellegrina di Fatima ritorna quest’anno per una visita tutta diversa, non solenne nella grande Chiesa parrocchiale, ma per una visita più famigliare alle Frazioni e alle Chiese delle Frazioni della vostra Parrocchia. Con questa visita vogliamo chiedere alla Mamma del Cielo di intercedere per noi presso Gesù, soprattutto per le vostre famiglie che avvicinerà in maniera particolare in questi giorni. 7 Preghiamo. Maria, Tu che hai avuto occhi e cuore a Cana di Galilea per la festa e la gioia di quegli sposi, Tu che ti sei accorta che nel frattempo era venuto a mancare il vino, Tu che hai affidato al cuore di Gesù con la materna insistenza la richiesta di intervenire, intercedi per le nostre famiglie perché non venga mai a mancare il vino buono dell’amore, della speranza, del rispetto reciproco e della fedeltà. Abbiamo accolto con fede e con gioia nelle nostre case la sacra immagine della Vergine di Fatima Pellegrina di Pace. Ringraziamo Dio che ci ha donato Gesù e ringraziamo anche la Vergine Maria perché con il suo “eccomi” alle parole dell’Angelo, per opera dello Spirito Santo, è divenuta la Madre di Dio e nella notte di Betlemme ha 8 irradiato sul mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore. Invochiamo Maria Santissima, esempio di disponibilità e di conversione perché i nostri cuori siano sempre tempio dell’Altissimo e in particolare, nella Missione Mariana di quest’anno affidiamo al cuore della Mamma del Cielo tutte le nostre famiglie. AVE MARIA Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno: Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. San Giacomo LUNEDÌ 28 MAGGIO Cenni storici Non si hanno notizie riguardanti l’anno dell’edificazione della chiesa frazionale, ma è presente già nell’elenco delle cappelle campestri della zona di Cavour del lontano 1.752, anno della Visita Apostolica dell’Arcivescovo di Torino, Monsignor Giovanni B. Roero, quando era Vicario di Cavour don Giorgio Calvi. Nel verbale dell’esclusiva Visita Pastorale ( riservata alle quindici Cappelle allora esistenti nella zona di Cavour) e redatto dall’Arcivescovo viene fatta notare la forte devozione alla Madonna: ne è testimone il fatto che la Cappella, pur essendo intitolata a San Giacomo, l’immagine principale dell’altare maggiore è sempre quella della Beata Vergine con a fianco il santo titolare. Da questo momento non si hanno più notizie riguardanti la Chiesa frazionale fino al 1.929, anno in cui viene richiesta una relazione sullo stato economico della Cappella. Dal questionario compilato, la Chiesa risulta essere insufficiente ai bisogni della popolazione, troppo piccola per accogliere tutti gli abitanti della Frazione: l’amministrazione dei beni temporali della chiesa è tenuta da due priori nominati dai borghigiani. Il Cappellano aveva l’incarico di: - celebrare ogni domenica e festa di precetto la S. Messa, a cui fa seguito la lezione di catechismo per i fanciulli; - celebrare le due novene in onore di San Giacomo e di S. Antonio; - recitare il Passio dal 10 aprile alla metà di settembre. I Massari si obbligavano a: - retribuire il Cappellano con l’onorario di 3.000 £ annue; - preparare le provviste per la Cappella (ostie, vino…); - provvedere a circa 20 quintali di letame per il giardino e ai sostegni per le viti. Il ricordo dei frazionisti Maria, Ti ringraziamo per il grande onore che ci hai fatto venendoci a trovare Pellegrina nella nostra Frazione. Ti abbiamo accolta con fede nella nostra piccola Cappella addobbata con i nostri fiori e Ti abbiamo accompagnata in processione nei nostri campi, pregando e cantando con fervore le Tue lodi. Ma soprattutto, Ti abbiamo accolta con immensa gioia nei nostri cuori, dove rimarrai per sempre e dove Ti ritroveremo quando ci rivolgeremo a Te con le nostre preghiere e per le nostre richieste di aiuto e conforto. Un grazie particolare a don Mario ed agli organizzatori per la stupenda opportunità offertaci. I frazionisti di San Giacomo 9 Gemerello LUNEDÌ 28 MAGGIO Cenni storici Della Cappella della Frazione di Gemerello, dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta, non si conosce la data effettiva della sua fondazione. Si sa però che, nel 1752 tra le altre regioni visitate dall’Arcivescovo di Torino Monsignor Giovanni Battista Roero, figura anche la chiesa dell’Assunta di Gemerello, curata dal Cappellano don Stefano Belmondi. Nella relazione viene citata per la prima volta la Cappella di San Grato, poco distante. Curiosa la sua storia: si racconta infatti che essa venne costruita per esprimere un perenne ricordo di riconoscenza al Signore quando il fiume Pellice straripò fino a minacciare le terre di Gemerello, ma fece poi il bel gesto di fermarsi depositando, senza versarlo, un tino ripieno di mosto nel luogo dove ora sorge la 10 Cappella. Tale “bel gesto” diede alla chiesetta il soprannome di Cappella del “bon doit”. La cappella dell’Assunta viene nominata nei registri del 1776. Nel 1791, considerata la vetustità di questa Cappella e le condizioni non più adatte ad ospitare gli oltre 700 abitanti della Frazione, l’Arcivescovo di Torino Cardinale Costa consentì l’abbattimento della medesima e la costruzione di un’altra più grande con lavoro eseguito anche nei giorni di festa, ma non nelle ore delle funzioni parrocchiali; un lavoro fatto per carità e quindi senza alcuna retribuzione perché eseguito nel dì di festa. La Cappella dell’Assunta, di forma ovale, in stile barocco, è composta da una sola navata centrale con l’altare maggiore dedicato a Maria Santissima Assunta in Cielo, un altro a destra dedicato all’Immacolata Concezione ed il terzo, a sinistra dedicato a S. Antonio abate e a san Grato. Questi quadri furono restaurati nel 1961 ad opera del pittore Cappa Annibale. Nel 1994 sono stati ultimati i lavori di restauro alle decorazioni interne ed esterne ed inaugurati il giorno dell’Assunta, patrona di Gemerello. La visita della Madonna Pellegrina Rimane nella nostra mente, ma soprattutto nel nostro cuore la grande esperienza di fede vissuta nella settimana della Peregrinazione della Madonna di Fatima nelle nostre Frazioni. Con grande entusiasmo è stata accolta nelle nostre chiesette, ed è stato bello vedere anche la partecipazione di fedeli di altri paesi vicini. La Madonna certamente tocca sempre il cuore di noi cristiani che con fede ci rivolgiamo a Lei in ogni momento della nostra vita. Un grazie a don Mario e ai collaboratori che per la seconda volta ci hanno fatto vivere questa intensa emozione. Sarà un bellissimo ricordo che porteremo sempre nei nostri cuori. I frazionisti di Gemerello 11 San Michele MARTEDÌ 29 MAGGIO Cenni storici Non si conosce la data effettiva della sua fondazione, ma si presume che sia stata edificata verso il 1750, in quanto è presente nell’elenco delle Cappelle campestri visitate dall’Arcivescovo di Torino durante la Sua Visita Pastorale, avvenuta nel 1752. Anche per questa Cappella, di stile romanico, viene sottolineata dall’allora Arcivescovo la forte devozione alla Vergine Santissima, in quanto pur essendo dedicata a San Michele Arcangelo, all’altare maggiore è presente una tela della Beata Vergine Maria, con a fianco a destra San Michele e a sinistra San Grato e San Marco. La Cappella fu ampliata negli anni 1831-33 perché insufficiente alle necessità della popolazione. Visita della Madonna di Fatima a San Michele Anche se nella Cappella di San Michele l’Ef- 12 fige della Madonna di Fatima ha sostato per poche ore, siamo stati contenti di aprire le porte della Chiesa per accogliere la Statua della Madonna Pellegrina, e felici di poter pregare sotto il suo dolce sguardo. La presenza della Statua nella chiesetta, anche se la frazione è piccola, ha richiamato un gran numero di fedeli , che hanno partecipato alle funzioni o hanno sostato in preghiera silenziosa davanti alla sua immagine. Avere un motivo per fermarsi e riflettere sui valori importanti della vita è un grande dono e sicuramente questa visita è stata l’occasione per rinnovare e rinvigorire la nostra fede. La Madonna sa davvero richiamare tante persone, perché in tanti hanno avuto modo di partecipare e soprattutto anche fedeli che abitualmente non partecipano alle poche funzioni proposte nella Cappella di San Michele. Alcuni frazionisti di San Michele Babano MARTEDÌ 29 MAGGIO Cenni storici La fondazione della Cappella di Babano risale all’anno 1711. Era evidentemente una semplice chiesetta campestre, senza campanile e senza casa di abitazione, poiché si legge in un documento del 1785 che, in quell’anno, vennero aggiunti campanile, campana ed un locale di abitazione per il Cappellano. Primo Cappellano fu don Vaglienti, anno 1795. Nell’anno 1804 un terribile terremoto rovinò parecchie case della Borgata; nel 1808 un’altra forte scossa danneggiò gravemente la chiesa e il campanile che vennero riparati negli anni seguenti. Venne anche costruito un orologio solare, ampliato il giardino e nel 1840 la Chiesa venne dotata di un nuovo pavimento in piastrelle di Barge. Nel 1857 venne nominato Cappellano don Tommaso Rossi. In questo periodo venne sistemata la piazzetta della chiesa ed eretta l’artistica croce in pietra di Luserna a ricordo del Giubileo della Redenzione. Nel 1878 veniva costruito l’artistico pilone sulla strada per Cappella del Bosco a cura delle famiglie Martini e Buffa di Perrero che chiamarono ad affrescarlo il celebre pittore Luigi Morgari. In questa circostanza il Morgari ebbe occasione di conoscere la contessa Teresa Buffa che poi sposò nel 1879 e nei suoi soggiorni a Babano arricchì la Cappella di preziosi dipinti tra cui l’affresco della facciata ed i quadri di S. Antonio da Padova, S. Grato, S. Giuseppe, SS. Giacomo e Filippo e S. Antonio abate. Nel 1909 il Cappellano, Teologo Domenico Fianchetti, trasformò completamente la Cappella: la chiesa venne prolungata verso nord, spostato l’altare (costruito nel 1875) e costruito il nuovo coro; vennero costruiti due altari laterali e l’attigua sacrestia. La chiesa venne artisticamente decorata, affrescata ed ornata di stucchi e fregi. Un nuovo dipinto del pittore Federico Siffredi raffigurante la Madonna della Pace venne a decorare il coro; inoltre, venne acquistata una nuova Via Crucis. Nel 1925 il Teologo Antonio Bocco, preoccupato di avere un Cappellano suo successore, con i suoi risparmi e con il contributo dei frazionisti, dotò la Cappella di un beneficio, riservandosi la nomina del successore. Resse la Cappellania fino alla sua morte avvenuta nel 1950; a lui succedeva don Natale Falco, borghigiano, designato dal teologo Bocco a succedergli nel beneficio da lui costituito e fondato. E vi rimarrà fino alla morte avvenuta nel 1998. 13 Madonna Pellegrina di Fatima a Babano La visita della Madonna Pellegrina di Fatima è sempre una occasione per vivere momenti di fede profonda, per riscoprire grandi valori, attorno ad una immagine che ci ricorda l’Amore incondizionato, la dedizione, il servizio e l’abbandono alla volontà di Dio. Quando a Babano è arrivata la proposta di Don Mario di accogliere la Madonna nelle cappelle di Cavour, tutti i frazionisti si sono dati da fare per riceverla con il dovuto rispetto ed entusiasmo, si sono prestati ad addobbare la piccola Chiesa e stabilire dei turni per la sorveglianza e la preghiera. E’ stata una occasione speciale per ritrovarsi riuniti e tutti i borghigiani che lo hanno desiderato, hanno potuto dedicare un pò di tempo alla Mamma di Gesù e dell’umanità intera che ancora oggi soffre, lotta e soprattutto spera. Molti fedeli hanno avuto l’opportunità di sostare davanti alla Statua della Madonna , che è stata esposta per un giorno intero nella Cappella dedicata proprio alla natività di Maria. Numerosi sono stati i partecipanti alle S. Messe e ai Rosari recitati in Suo onore, e anche molti sono stati i pellegrini di passaggio , magari occasionali ma che hanno approfittato dell’opportunità di entrare nella Chiesa aperta e incontrare lo sguardo amoroso di Maria, recitare una preghiera e ritornare alle occupazioni di sempre con la consapevolezza di non essere comunque mai da soli, perchè questo sguardo di comprensione e di amore ci accompagna sempre. 14 Anche i ragazzi delle Medie hanno avuto un momento riservato a loro, per un incontro speciale con la Madonna. Sono venuti numerosi nel pomeriggio per recitare una preghiera e riflettere, guidati da Don Mario, su questa figura così importante nella vita di ogni persona. Il bel tempo ha fatto da cornice a questo avvenimento che si è svolto in modo semplice, ordinato e tranquillo. Ringraziamo tutte le persone che hanno collaborato perché la Madonna sia potuta entrare in tutte le Cappelle di Cavour, che hanno seguito il suo pellegrinaggio e dato ancora una volta la possibilità a chi lo ha desiderato di fermarsi a riflettere su quale sia l’essenza di un’esistenza. I frazionisti SOTTO LA TUA PROTEZIONE Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta. Cappella del Bosco MERCOLEDÌ 30 MAGGIO GIOVEDÌ 31 MAGGIO La visita della Madonna Pellegrina La Signora in Bianco ha raggiunto il nostro centro comunitario mercoledì sera 30/05/2012 accolta con gioia da una folla commossa di adulti e bambini, è poi stata accompagnata portata a spalle dagli alpini della frazione nella processione con canti e preghiere attraverso la verde campagna che in quel momento sembrava essere investita da un cupo temporale; pare proprio che la presenza della Madonna di Fatima abbia mitigato il tempo trasformando il cielo plumbeo in una volta celeste soave e facendo tacere i tuoni ed il vento. Foto Tevino - Revello Cenni storici La Chiesa della Frazione Cappella del Bosco fu la prima Cappella campestre dedicata alla Natività di Maria Vergine. Ebbe la sua prima pietra di fondazione a cura di Giovanni Michele Peverengo il 5 giugno 1.560 (così scrive Giovanni Peyron in “Cavour – Parrocchie e Chiese campestri”). Fu eretta però nell’anno 1750 (come si può constatare da una lapide murata sul fianco esterno della Cappella). Dedicata alla Natività di Maria Vergine è in stile romano a forma di croce latina e possiede tre altari: - l’altare maggiore dedicato alla Beata Vergine Maria - altare in cornu evangelii dedicato a San Giorgio M.; - altare in cornu epistolae dedicato a S. Antonio abate. Nel 1959 furono ultimati e inaugurati a Natale i lavori di restauro eseguiti dal pittore Annibale Cappa: decorazione del presbiterio, abside e nicchia della Madonna. Sempre in questo anno venne costruito un nuovo altare e il pavimento del presbiterio venne sostituito con piastrelle di marmo. 15 Foto Tevino - Revello Giunta nella chiesetta è stata celebrata la S. Messa da parte di Don Mario ed è rimasta fino all’indomani sera, avvolta dalle preghiere dei fedeli che hanno continuato ad affluire numerosi donando preghiere, chiedendo protezione e invocando grazie. Il giovedì 31/05 nel pomeriggio si sono ritrovati i bambini delle scuole elementari: è stato un bel momento di preghiera guidato da Don Mario, al quale è poi seguita la merenda presso il centro comunitario dove i bambini hanno dato sfogo alla loro vivacità con corse e giochi. Alla sera c’è stato il saluto conclusivo alla Vergine di Fatima che con il suo dolce sguardo ha lasciato nel cuore consolazione e speranza per le nostre famiglie; quando è partita con il nostro applauso le abbiamo detto “arrivederci”, la sua partenza dalla Cappella ci ha rattristato un po’: abbiamo provato un senso di vuoto in noi però nello stesso tempo il suo ricordo ci ha arricchiti 16 l’animo facendoci sentire spiritualmente più protetti da questa grande figura di Madre che mai ci abbandona. Per questo ringraziamo che ci ha dato la possibilità di averla tra noi e di aver potuto godere delle Sua dolce e solenne presenza. Nicoletta G. e i frazionisti AVE REGINA DEI CIELI Ave, Regina dei cieli, ave, signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. godi, Vergine gloriosa, bella fra tutte le donne; salve, o tutta santa, prega per noi Cristo Signore. S. ANTONIO GIOVEDÌ 31 MAGGIO Cenni storici La Cappella campestre dedicata a S. Antonio, viene elencata tra quelle visitate da Monsignor Beggiano, Arcivescovo di Torino, durante la Visita Pastorale compiuta a Cavour nell’anno 1670. Non si hanno però notizie riguardanti l’anno esatto dell’edificazione della chiesa frazionale. È dedicata a S. Antonio abate, invocato soprattutto come protettore del mondo rurale e si festeggia il 17 gennaio con una solenne S. Messa, la distribuzione del pane speciale detto “caritun” e la benedizione degli animali domestici e dei prodotti della terra. Negli anni 1950-52 la chiesetta venne abbellita: dopo il tabernacolo e l’artistico altare in marmo con relativa balaustra, venne collocato un artistico ed originale Crocifisso, opera del pittore triestino Batoli. L’artista raffigurò ai piedi del Crocifisso i due Santi protettori d’Italia: San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena. Distribuiti all’estremità dei bracci della Croce, i simboli dei quattro evangelisti. Nella faccia posteriore della Croce s’erge maestosa la figura di S. Antonio abate titolare della Chiesa, recante uno scritto latino nel quale s’invoca la sua paterna protezione. All’altare maggiore della Cappella si trova una tela della Beata Vergine Maria con il Bambino Gesù, con a destra San Giovanni Battista e San Giuseppe; a sinistra S. Anna e S. Antonio abate. Anche in questa Frazione è molto diffusa la devozione alla Madonna, venerata sotto il titolo di Nostra Signora e ricordata la prima domenica di maggio. Le impressioni dei frazionisti di S. Antonio Sapere che la Madonna di Fatima veniva nella mia piccola frazione di S. Antonio è stata subito una gioia che mi ha toccato il cuore, mai avrei pensato di essere così tanto fortunati. Lei così dolce, piccolina tutta bianca, ma immensamente grande nel portare speranza, grazie e gioia. Le sono grata di aver avuto la possibilità di pregare con Lei presente e sen- 17 tirLa tanto Vicina e Vera. Ho notato, la gente della mia Frazione molto affiatata fra di loro per i lavori di preparazione nella Chiesetta, per ospitarla, alcuni frazionisti facevano discorsi fra di loro di testimonianza a Maria. Mi ha colpita, in particolare, un giovane ragazzo che tanto era orgoglioso di poter suonare la campana quando Essa stava per arrivare. Bellissima la processione, la S. Messa cantata, l’omelia, le preghiere rivolte a Gesù ed a Maria con sincerità. Penso che la nostra Madonnina di Fatima sia stata contenta di noi, almeno in quei giorni. È stata tanta l’emozione nel vederLa partire. Bellissimi giorni che sono passati in fretta, ma nel mio cuore hanno lasciato tanta dolcezza. Una mamma di S. Antonio 18 Noi bambini della frazione di S. Antonio, ben vestiti ed un po’ emozionati, abbiamo preceduto la processione e gettavamo petali di rose. La piccola statua che avevamo visto arrivare con l’elicottero l’anno scorso, ora ci sembrava più grande. Durante la S. Messa, noi bambini, anche se non riuscivamo a mantenere un perfetto silenzio, sapevamo che la cara Madonnina ci avrebbe perdonato. È stata una bella esperienza. I bambini di S. Antonio O VERGINE SANTISSIMA O Vergine Santissima del Rosario di Fatima, prega per noi. S. AGOSTINO VENERDÌ 1 GIUGNO Cenni storici Una prima Cappella dedicata a S. Agostino di cui abbiamo notizie certe risale al 1692, quando divenne Vicario don Saussa, il quale fra i luoghi di culto nelle diverse borgate trovò anche quello dedicato a S. Agostino. Nella frazione la più antica Cappella dedicata al Santo nella quale fino al 1953 si celebrava la S. Messa nei giorni festivi si trovava a circa 500 metri dalla chiesa attuale, a S. Agustin gros. Mentre nella chiesetta di S. Agustinet, fatta costruire dalla famiglia Allaix di Casteldelfino, veniva celebrata la S. Messa nei giorni feriali. La domenica 12 aprile 1953 ebbe inizio la costruzione della nuova Cappella di S. Agostino e il 27 agosto, festa di S. Agostino, patrono della borgata e della chiesa, venne solennemente inaugurata. La nuova chiesa fu affrescata dal pittore Annibale Cappa e in seguito di arricchì delle vetrate raffiguranti S. Monica e S. Mario (1959) e di quelle dedicate a S. Giovanni Battista e S. Domenica (1961). Momento significativo della storia della Cappella fu la Visita Pa- storale del Cardinale di Torino Michele Pellegrino il 6 settembre 1973, in occasione del ventesimo anniversario dell’inaugurazione. Anticamente in Cavour esisteva già una Chiesa di S. Agostino, detta degli Eremitani, nel luogo dove sorgeva la chiesa del Collegio e vi rimase fino all’anno 1924, quando il locale venne ceduto dal Comune per la costruzione delle scuole. Ma la devozione a S. Agostino restò nel cuore dei cavouresi, i quali vollero dedicare al Santo una Chiesa. La visita della Madonna Pellegrina È stato molto bello preparare ed addobbare la Frazione per l’arrivo della Madonna di Fatima. Sin dalla prima riunione, i frazionisti hanno aderito con tanto entusiasmo e dando molto della loro disponibilità. Nella nostra Frazione, S. Agostino, non c’è la Messa domenicale; infatti, vedere così 19 tante persone qui, è stato emozionante! Un’altra cosa molto bella è stato vedere come la Frazione si sia unita; eravamo tutti lì a dare un aiuto perché il tutto andasse per il meglio, iniziando con la scelta dei fiori fino ad arrivare agli addobbi. Molto bello è stato vedere la gente che ha rincontrato vecchie amicizie che risalgono anche a sessant’anni fa, ovvero ai tempi della scuola! Ancora una volta Lei, la Madonna di Fatima, ha fatto sentire la Sua presenza e ha così suscitato la voglia di pregare e confidarsi con Lei. La Frazione S. Agostino 20 A Te ricorriamo, Maria, nostra salvezza: Tu sei conforto ai nostri cuori stanchi, a te la nostra lode, vera Madre di Dio. Amen. ABBAZIA SANTA MARIA SABATO 2 e DOMENICA 3 GIUGNO Cenni storici Il complesso abbaziale di Santa Maria risale all’undicesimo secolo; la sua costruzione, voluta dal Vescovo Landolfo è datata 1037. Rappresenta uno dei principali patrimoni artistici e storici di Cavour ed è situata nel luogo in cui sorgeva un tempio pagano e il centro dell’antica città romana Forum Vibii. Dopo secoli di fasti, con la nascita e la crescita del monastero benedettino, la presenza di 40 abati, subisce la lenta decadenza fino allo stato di quasi totale abbandono. La chiesa ha un impianto a croce greca. Esami- nando la chiesa dalla base alla sommità di possono distinguere quattro principali momenti costruttivi: - chiesa landolfiana a tre navate (1037 – 1600); - campanile (1433 – 1499); - chiesa a navata unica con cappelle laterali (1600 – 1780); - chiesa settecentesca croce greca (1780). Al suo interno si cela un’antica e suggestiva cripta, con il più antico altare del Piemonte. Negli ultimi decenni l’abbazia è stata oggetto di diversi interventi di recupero. Riportata la chiesa al suo antico splendore, l’amministrazione comunale ha concentrato i suoi sforzi nel recupero del complesso benedettino, ricavando un salone polivalente, sale per esposizioni, mostre, convegni e un ampio vano al pian terreno (i locali dell’ex tiraggio) destinato ad ospitare un piccolo museo archeologico, per l’esposizione dei 21 numerosi resti romani rinvenuti a Cavour. Il sito è tutelato dalle tre Soprintendenze del Piemonte per i beni Archeologici, Ambientali e Architettonici, Artistici e Storici. Foto Ruo Roch Sabato 2 giugno, a distanza di quasi un anno dall’accoglienza trionfale che aveva ricevuto al Suo atterraggio dall’elicottero, la Madonna Pellegrina di Fatima è ritornata all’Abbazia di S. Maria. Sono stati due giorni intensi di preghiera personale e comunitaria; notevole è stata la partecipazione, soprattutto dei giovani, alla S. Messa delle ore 21,00 di sabato 2giugno celebrata da don Carlo Zanotti, Maestro dei Novizi di Pinerolo. Anche domenica 3 giugno tutte le S. Messe sono state celebrate all’Abbazia. Durante la S. Messa delle ore 10,45, quattro bambini sono entrati a far parte della comunità cristiana ricevendo il dono del Battesimo. Al termine della funzione, dopo l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, la sacra effigie della Bianca Signora è partita per Abbiategrasso. Che Maria “Instancabile pellegrina” guidi i nostri passi sempre verso Gesù, perché “grandi cose ha fatto in Lei l’Onnipotente e santo è il suo nome”. 22 O Maria! È bello camminare con te! Anche se io, affaticato, resto in silenzio, so che Tu mi senti. Anche se tante cose vorrei dirti, so che Tu già le conosci. Tu sai che nel dolore ti ho tanto pregato. Ma nel benessere non sempre ti ho ringraziato. Non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te. Non allontanarti da me, quando io allontano da Te. Attirami se ti resisto, rialzami se cado. Ma soprattutto: STAMMI SEMPRE ACCANTO, CAMMINA SEMPRE VICINO A ME! Si ringrazia per le notizie storiche sulle Frazioni il Gruppo di Ricerca Storica della Pro Cavour. GRAZIE, O MARIA! Preghiera del Beato Giovanni Paolo II A Te, Madre, affidiamo l’umanità intera Madre del Redentore, in quest’anno a Te dedicato esultanti ti proclamiamo beata. Dio Padre ti ha scelta prima della creazione del mondo per attuare il suo provvidenziale disegno di salvezza. Tu hai creduto al suo amore e obbedito alla sua parola. Il Figlio di Dio ti ha voluta sua Madre, quando si fece uomo per salvare l’uomo. Tu l’hai accolto con pronta obbedienza e cuore indiviso. Lo Spirito Santo ti ha amata come sua mistica sposa e ti ha colmata di doni singolari. Tu ti sei lasciata docilmente plasmare dalla sua azione nascosta e potente. Alla vigilia del terzo Millennio cristiano, a Te affidiamo la Chiesa, che ti riconosce e ti invoca come Madre. Tu, che sulla terra l’hai preceduta nella peregrinazione della fede, confortala nelle difficoltà e nelle prove, e fa’ che nel mondo sia sempre più efficacemente segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano. A Te, Madre dei cristiani, affidiamo in modo speciale i popoli. La loro storia è segnata profondamente dalla devozione verso di Te. Volgi ad essi il tuo sguardo amorevole; dà forza a quanti soffrono per la fede. A Te, Madre degli uomini e delle nazioni, fiduciosi affidiamo l’umanità intera con i suoi timori e le sue speranze. Non lasciarle mancare la luce della vera sapienza. Guidala nella ricerca della libertà e della giustizia per tutti. Indirizza i suoi passi sulle vie della pace. Fa’ che tutti incontrino Cristo, via, verità e vita. Sostieni, o Vergine Maria, il nostro cammino di fede e ottienici la grazia della salvezza eterna. O Clemente, o pia, o dolce Madre di Dio e Madre nostra, Maria! Beato Giovanni Paolo II 23 AVE MARIA DI FATIMA 1. Il tredici maggio apparve Maria a tre pastorelli in Cova d’Iria. Rit.: Ave, Ave, Ave Maria 2. “Miei cari fanciulli, niun fugga mai più io sono la mamma del dolce Gesù”. 3. Splendente di luce un sole apparia il volto suo bello veniva Maria. 4. “Dal ciel son discesa a chieder preghiera pei gran peccatori con fede sincera!” 5. Ed ei spaventati di tanto splendore, si dettero in fuga con grande timore! 6. In mano un rosario portava Maria che addita ai fedeli del cielo la via! 7. Ma dolce la Madre allora l’invita, con questa parola al cuor si gradita! 8. Madonna di Fatima la stella sei tu, che al cielo ci guidi, ci guidi a Gesù!