e terapeutiche.
Il suo accudimento promuove la
responsabilizzazione del partner umano,
catalizzando la sua attenzione e questo
interesse può essere proiettato al mondo
circostante. La sua presenza riempie vuoti,
la sua naturale gioia di vivere invita al
buon umore anche la persona più triste.
Alle persone che hanno perso la propria
funzione sociale, l’accudimento offre
l’opportunità di ricoprire di nuovo il ruolo
dell’autorità
parentale
perso
con
l’allontanamento dei figli ed avendo in
cambio una gratitudine illimitata.
I cani possono migliorare la qualità della
vita dell’anziano, aprendo nuovi scenari,
offrendo ulteriori prospettive per il futuro.
Quali sono le prospettive che derivano
da questa nuova relazione?
Sappiamo che il problema del
randagismo rappresenta una piaga sociale,
comporta inconvenienti igienico-sanitari,
oltre a rappresentare un pericolo per la
sicurezza dei cittadini. Con la Legge
281/91 i cani vaganti che vengono
accalappiati e ricoverati nei canili, non
possono più essere soppressi.
Come conseguenza si hanno canili
pullulanti di cani costretti a vivere dentro
spazi angusti, senza avere commesso reati,
nella speranza che un giorno possano
essere adottati.
Purtroppo le prospettive di vita di questi
animali non sono sempre favorevoli,
soprattutto per quelli meno giovani, spesso
non di razza, magari di taglia mediogrande. Purtroppo il canile dovrebbe essere
concertato come un centro di servizi per la
comunità, come una struttura formativa
nella quale i cani transitano per essere poi
adottati. Ancora oggi, il fenomeno del
randagismo accompagna il progresso e la
civiltà e quando si parla di cani
abbandonati, si pensa a loro come entità
che devono essere ospitate, dimenticandoci
che hanno segnato la storia della nostra
specie. L’anziano è il partner d’elezione
per il cane del canile perché, scegliendo
quello più adatto a sé, può contare su un
amico che gli sarà sempre riconoscente e
fedele per averlo scelto, offrendogli una
nuova prospettiva di vita. L’anziano
troverà nel cane un compagno affettuoso e
comunicativo e questo nuovo legame
rappresenta sicuramente una opportunità
per entrambi di incontrarsi, relazionarsi e
farsi del bene.
Una nuova prospettiva
di vita per l’anziano
A cura di: dott.ssa Francesca Bellini
ELISABETH CHAPLIN, Ida con Bucchi. Olio su
tela, Firenze Palazzo Pitti, Galleria d’Arte Moderna
Perché è importante un animale per
l’anziano?
Gli animali domestici e soprattutto i cani,
sono degli ottimi compagni di vita
dell’uomo, in particolare dell’anziano,
perché questo ha più tempo da dedicare ai
nostri amici a quattro zampe e può
impiegarlo uscendo e interagendo con
persone ed animali, anziché restando
sempre in casa, magari davanti alla
televisione.
E’ opportuno adottare un animale
quando non si è più giovani?
Alcuni si pongono il problema della
propria età e si domandano che ne sarà del
cane quando non ci saranno più o chi si
prenderà cura dell’animale se non saranno
in grado di occuparsene. La risposta sta
nell’età del cane che viene scelto: infatti,
un anziano può adottare un cane adulto,
magari non più tanto giovane e già
educato, che richiede meno attenzioni
rispetto ad un cucciolo. Inoltre, esiste una
fitta rete di volontari che gravitano nei
canili e possono “seguire” l’animale una
volta a casa.
Perché un cane?
L’adozione di un cane può incidere
positivamente sulla socializzazione e sulla
comunicazione, riducendo l’agitazione,
stimolando la capacità d’osservazione e
l’affettività, migliorando la depressione e
l’ansia. Inoltre, accarezzarlo riduce la
pressione arteriosa e concorre nel regolare
la frequenza cardiaca. Infatti è dimostrato
che il cane ha proprietà terapeutiche ed
arricchisce la qualità della vita della
persona che lo prende con sé, regalando
affetto e compagnia. E’ un ottimo amico,
con cui condividere le proprie giornate;
non
ci
giudica,
ci
ama
incondizionatamente, indipendentemente
dallo status sociale, dall’età e dall’aspetto
fisico. La presenza di un cane è un
deterrente alla depressione e all’apatia in
cui si può cadere per la partenza di un
figlio o la perdita del proprio partner. Il
sapere di avere qualcuno che dipende da
noi, ci fa sentire vivi ed utili, anche una
volta persa la propria funzione sociale e
lavorativa, ci aiuta a ritrovare fiducia in noi
stessi, non ci fa inaridire sentimentalmente
ed evita di farci sprofondare nel baratro
della solitudine.
Conosciamo il cane?
Possiamo dire che niente al mondo è
stato “provato” dall’uomo quanto il cane.
Infatti la sua domesticazione risale ad
epoche assai remote: reperti paleontologici
ne fanno datare l’origine a circa 15.000
anni fa, mentre studi compiuti da altri
scienziati la fanno risalire addirittura ad
oltre 100.000 anni or sono. Il motivo per
cui l’uomo si è avvicinato al cane è stato
sicuramente di utilità: lo impiegava per la
caccia, la guardia e la difesa, potendosi
così dedicare all’agricoltura e alla
lavorazione di legno, terrecotte e metalli.
In tal modo si è venuto a creare un
gruppo eterogeneo che ha avuto maggiori
gruppo eterogeneo che ha avuto maggiori
probabilità di sopravvivenza rispetto al
gruppo costituito da una singola specie. I
sapiens, giunti in Europa, hanno intuito per
primi i vantaggi derivanti da questa
alleanza e questo processo, durato migliaia
di anni, ha portato alla prevalenza dei
sapiens sui Neanderthal, segnando la storia
dell’umanità.
Come comunica il cane?
Si relaziona immediatamente con
l’uomo,
senza
mediazioni
e
condizionamenti, materializza il suo
desiderio di socializzazione e funge da
ammortizzatore negli stati di stress. Gli
animali non si approcciano all’essere
umano utilizzando il linguaggio verbale,
ma comunicano utilizzando un linguaggio
molto schematico e semplice, fatto di
mimica facciale, posture, cinetica e
l’uomo ha imparato ad osservare il suo
beniamino, così da comprenderne le
disposizioni e decodificarne i messaggi.
Anche il cane è molto attento ai nostri
movimenti e riesce a capire l’uomo (ad
esempio, quando si alza per prendere il
guinzaglio, inconsapevolmente compie dei
gesti ripetitivi) ed a comunicare con lui
con il corpo e le espressioni del muso.
Cha rapporto esiste tra uomo e cane?
Oggi il rapporto con il cane è molto
cambiato rispetto al passato ed investe
valenze affettive, ludiche, relazionali,
comunicative, psicologiche, collaborative
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