Be supportive, not violent! Positive parenting for happy children! Opuscolo per i responsabili politici Ref. N. Just/2010/DAP3/AG/1059-30-CE-0396518/00-42. Con approvazione e supporto finanziario del Programma della Unione Europea Daphne III. Questo materiale rappresenta il punto di vista dell’autore, la Commissione Europea non può essere ritenuta responsabile per l’uso che potrebbe essere fatto delle informazioni qui contenute BE supportive, NOT violent! Positive parenting for happy children! Titolo: Be supportive, not violent! Positive parenting for happy children! Sottotitolo: Opuscolo per i responsabili politici Autori: Il Consorzio del progetto: Jorge Garcés, Choni Doñate, Francisco Ródenas, Centro di Ricerca Polibienestar, Università di Valencia, Spagna Lucia Ghiddi, Patrizia Intravaia, Comune di Sassuolo, Italia Emilia Saulescu, Simona Musteata, Società romena per l’apprendimento durante tutta la vita “Lifelong Learning”, Romania Laura Kornete Marija Morozova, Centro contro il maltrattamento “Dardedze", Lettonia Daria Drab, Alicja Teodorowicz, La fondazione per i Bambini di Nessuno, Polonia Ulla Mortensen, Mia Hed, Comune di Åmål, Svezia Victor Dudau, Claudia Maciuca, Organizzazione “Salvare i bambini” Dolj, Romania Pubblicato da: Consorzio del progetto "Be supportive” Gennaio 2012 2 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici Caro lettore, Questo opuscolo si rivolge ai responsabili politici e sociali che si occupano, in particolare, di politiche e buone pratiche inerenti i minori. Questo opuscolo è stato sviluppato nel quadro del progetto europeo "BE supportive, NOT violent! Positive parenting for happy children", finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Daphne III. Gli obiettivi del presente opuscolo sono i seguenti: Presentare il progetto "BE Supportive, NOT violent! Positive parenting for happy children!" Fornire informazioni sulla disciplina positiva e sulla sua importanza nell’educare i figli. Presentare i principali risultati ottenuti dalla ricerca e dall’analisi condotte nelle nazioni partecipanti, il cui obiettivo era di avere un quadro aggiornato e dettagliato sulla violenza contro i bambini secondo diversi punti di vista: fonti dirette, legislazione, programmi e buone pratiche. Fornire alcune raccomandazioni e una guida, sulla base dell’analisi dell’attuale contesto europeo. Speriamo che troverai questo opuscolo utile e interessante nel tuo lavoro relativo alle politiche che hanno come oggetto i minori. 3 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! Indice 1. Il progetto ..............................................................................................5 • • • • 2. Obiettivi ..............................................................................................5 Partner .................................................................................................6 Principali obiettivi.................................................................................7 Pubblicazioni nate all’interno del progetto.........................................7 Che cos’è l’educazione positiva?..........................................................9 • • 3. Definizione..........................................................................................9 Ruolo e scopo .....................................................................................10 Situazione negli Stati partner europei...................................................13 • Ricerca su genitori e figli in merito al concetto di violenza e a episodi violenti…..........................................................................................14 • • Legislazioni nazionali...........................................................................16 4. Programmi e buone pratiche........... ......................................................17 Raccomandazioni ai responsabili politici.................................................18 • • • Il ruolo dei responsabili politici............................................................18 Abuso sul bambino e violenza in famiglia..........................................19 Cosa fare? …......................................................................................19 5. Bibliografia .................................................................................................25 4 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici 1. Il progetto "BE supportive, NOT violent! Positive parenting for happy children!" è un progetto finanziato dall’Unione Europea nel quadro del programma Daphne III. Obiettivi Il progetto mira ad accrescere la consapevolezza in merito agli effetti negativi che punizioni corporali e verbali hanno sui bambini, così come a promuovere un’educazione positiva e non violenta dei figli in tutti gli ambienti (scuola, casa o qualunque altro ambiente, istituzionale o non-istituzionale). 5 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! Il target group del progetto sono: i genitori, i bambini, gli insegnanti e il personale educativo, i professionisti, i responsabili politici, le ONG, le istituzioni, le comunità religiose, etc. Partner Il consorzio del progetto coinvolge 7 partner : 1. Società romena per l’apprendimento durante tutta la vita “Lifelong Learning” (Societatea Romana pentru Educatie Permanenta) - Coordinatore – Romania http://www.srep.ro/ 2. Organizzazione “Salvare i bambini”, Dolj - Romania http://www.salvaticopiii.ro 3 . Centro di ricerca Polibienestar - Università di Valencia - Spagna www.polibienestar.org 4. Fundacja Dziec i Niczyje (la Fondazione per i Bambini di Nessuno) Polonia www.fdn.pl 5. Centro contro il maltrattamento “Dardedze" - Lettonia http://www.centrsdardedze.lv 6. Comune di Sassuolo - Italia www.comune.sassuolo.mo.it 7 . Comune di Åmål, Ministero dell’educazione e della cura dell’infanzia – Svezia www.amal.se 6 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici Principali obiettivi Effettuare una ricerca sui programmi e sulle legislazioni nazionali che esistono nei paesi partner europei contro la punizione corporale dei bambini, ma anche una ricerca sulle esperienze di violenza contro i bambini e i genitori a casa, a scuola o in altri ambienti, in modo da ottenere un quadro aggiornato della situazione europea. Basandosi sulle buone pratiche di educazione positiva esistenti a livello europeo, creare un nuovo modello di educazione dei figli che promuova la disciplina positiva e non violenta, basata sulla gestione e il riconoscimento dello stress e della rabbia e sul rafforzamento dei comportamenti, dei risultati e delle abilità dei bambini. Nel corso del progetto, i genitori del target group riceveranno una specifica formazione sulla base del nuovo progetto educativo, al fine di migliorare le proprie abilità e di riuscire a crescere i propri figli in maniera positiva e non-violenta. Sviluppare del materiale educativo e informativo, rivolto a bambini, genitori, insegnanti ed educatori, responsabili politici e altri soggetti coinvolti, sui diritti dei bambini, sugli effetti negativi della violenza e sul sostegno esistente a disposizione per assistere e proteggere i bambini maltrattati. Parallelamente, organizzare una serie di attività di sensibilizzazione sotto forma di seminari e conferenze nazionali e internazionali. Pubblicazioni nate all’interno del progetto Il progetto sta realizzando interessanti pubblicazioni per genitori, bambini, insegnanti/educatori e altri professionisti che lavorano a contatto con i bambini. Tutto il materiale promozionale è disponibile sul sito web del progetto. (http://www.besupportive.eu/). 7 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! Resoconto analitico della situazione della violenza sui bambini in Europa che permette di ottenere un quadro aggiornato. Nuovo modello educativo per i genitori, “Be supportive, not violent!”, sulla disciplina positiva che promuove una crescita positiva e non violenta dei bambini. Opuscolo con raccomandazioni per i responsabili politici sulla base dei risultati dell’analisi contestuale (in tutte le lingue degli stati partner). Opuscolo per i genitori con la spiegazione dei diritti dei bambini, degli effetti negativi della violenza e del sostegno esistente a disposizione per dare assistenza e protezione ai bambini che hanno subito abusi (in tutte le lingue dei partner). Opuscolo per i bambini con i diritti dei minori e il sostegno esistente per assistere e proteggere i bambini maltrattati (in tutte le lingue dei partner) DVD del progetto (formato dall’insieme di tutti i prodotti e le esperienze positive del progetto, con lo scopo di condividere le buone pratiche connesse al tema e alle attività del progetto stesso). Contatti Per maggiori informazioni, contattare: Emilia Saulescu Email: [email protected] Sito web: http://www.besupportive.eu/ 8 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici 2. Che cos’è La genitorialità positiva? Definizione La Convenzione sui Diritti del Bambino promulgata nel 1989 stabilisce i diritti umani fondamentali di ogni bambino, e sancisce il diritto di protezione dalla violenza e dal maltrattamento. 9 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! La genitorialità positiva è un approccio educativo che favorisce una relazione fra genitori e figli, basata sul rispetto reciproco, sulla capacità dei genitori di promuovere lo sviluppo delle potenzialità dei figli e sull’abilità di negoziare interessi diversi in modo non violento e costruttivo. E’ un metodo educativo basato sulla risoluzione non violenta dei conflitti, orientata al rispetto dei diritti e della dignità del bambino. Cosa è la genitorialità positiva: • La genitorialità positiva è trovare soluzioni a lungo termine per sviluppare l’auto-disciplina nei figli • La genitorialità positiva è la comunicazione chiara di richieste, aspettative, regole e limiti • La genitorialità positiva è costruire un rapporto reciprocamente rispettoso con i figli • • La genitorialità positiva è insegnare ai figli life skills La genitorialità positiva è aumentare le competenze dei figli e la fiducia bambini nelle proprie capacità di gestire le situazioni difficili • La genitorialità positiva è insegnare l’educazione, la non violenza, l’empatia, il rispetto per se stessi, i diritti umani e il rispetto per gli altri. Cosa non è la genitorialità positiva • La genitorialità positiva è non avere reazioni impulsive, dare punizioni o picchiare. • La genitorialità positiva non è essere un genitore permissivo. • La genitorialità positiva non è lasciar che i bambini facciano quello che vogliono • La genitorialità positiva non è assenza di limiti o regole. Ruolo e scopo La disciplina positiva è un insieme di principi utili che possono guidare le interazioni dei genitori con i loro figli, nella cura quotidiana dei bambini e in particolare nelle situazioni di conflitto. ⇒ Principi fondamentali della disciplina positiva: 10 ess e Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Dare regole e confini. Insegnare ai bambini l’autoregolazione del comportamento: dare limiti, regole, feedback ai comportamenti. È molto importante che i genitori stabiliscano regole chiare ed esplicite per gestire la vita familiare e stabilire limiti nell’interazione con i figli. Tali norme e limiti devono essere accompagnati da conseguenze che devono essere ben conosciute dai bambini. Le conseguenze devono essere logiche, ragionevoli, proporzionate, e devono essere applicate in modo coerente e costante Insegnare a cambiare. Aiutare i bambini a modificare i propri comportamenti inadeguati. E’ molto importante spiegare ai bambino dove ha sbagliato, cosa dovrebbe cambiare e come potrebbe modificare il proprio comportamento. Indicare conseguenze chiare. Stabilire conseguenze chiare in caso di mancato rispetto delle regole. Le conseguenze e le punizioni devono esse applicate immediatamente, e con coerenza. Dare coerenza. Essere coerenti nell’applicazione delle regole. In questo modo i bambini si sentono più sicuri, perché riescono a prevedere il comportamento dei propri genitori, al contrario, i bambini sentono l’ansia in quanto non sono in grado di prevedere le reazioni dei loro genitori. Rinforzare i comportamenti positivi. Premiare i comportamenti adeguati dei bambini, attraverso premi che possono variare a seconda dell’età del bambino, applicati in un contesto positivo, con affetto e calore. Manifestare affetto e valore. Dare affetto, riconoscimento personale, complimenti, attenzione sono risorse valide per rafforzare l’autostima del bambino e migliorare il rapporto di rispetto con i genitori. Offrire dialogo e ascolto. Promuovere la prospettiva del dialogo e della comunicazione per insegnare l’ascolto delle esigenze altrui, la comprensione e l’ empatia. Insegnare il problem solving. Insegnare le abilità di problem solving e la negoziazione, processi per giungere ad un accordo, che aiutano bambini e genitori a capire che ognuno ha i propri punti di vista su una stessa situazione/e, problema, a comprendere e rispettare le esigenze altrui. 11 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! 9. 10. 11. 12 13. 14. 12 Comunicare in modo assertivo. Nella comunicazione con i bambini è molto importante prestare attenzione alle proprie emozioni e a come comunicare i propri sentimenti riguardo a situazioni specifiche o di contesto. Rispettare. Parlare ai bambini con tranquillità, rispetto, con un tono sicuro e convincente. In questo modo, i genitori trasmettono ai loro figli rispetto e credibilità. Dare messaggi in prima persona. Usare messaggi in prima persona per comunicare ai bambini le proprie emozioni. Questo tipo di messaggi aiuta i bambini a riflettere sul proprio comportamento e provare empatia. Mantenere il controllo. I bambini hanno il diritto di essere trattati in un modo positivo, con rispetto e senza violenza. Dare tempo e attenzione. I bambini hanno bisogno di trascorrere tempo e avere attenzioni dai genitori. I genitori devono dare attenzione ai figli soprattutto quando si stanno comportando bene. “Curarsi di sé” Prendersi cura di sé, riposarsi, farsi aiutare, rende il genitore più sereno ed in grado di occuparsi del figlio in modo adeguato.. Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici 3. Situazione negli Stati partner europei Nella prima fase del progetto è stata elaborata una relazione analitica che fornisce uno sguardo d’insieme sul problema della violenza contro i bambini nelle nazioni europee che partecipano al progetto. In questo modo, l’analisi ha permesso di delineare un quadro generale: 13 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! 1. Una ricerca incentrata sul concetto e sugli episodi di violenza da parte di bambini e genitori, al fine di avere un quadro aggiornato della situazione europea. 2. Il quadro delle legislazioni, dei programmi nazionali e delle buone pratiche esistenti a livello delle nazioni europee contro le punizioni corporali rivolte ai bambini. Ricerca su genitori e figli in merito al concetto di violenza e a episodi violenti Nel corso del progetto, sono stati svolti 14 seminari con genitori e bambini e ne sono risultati i seguenti elementi comuni: Genitori: I genitori ritengono di non trascorrere abbastanza tempo con i figli, dedicando molte ore della giornata al lavoro, per guadagnare soldi utili al mantenimento della famiglia;specie in questi tempi di crisi economica. Secondo loro, i problemi con i figli sono soprattutto legati alla mancanza di tempo trascorso assieme e alla scarsa comunicazione. I partecipanti ai seminari ritengono che l’immagine stereotipata del genitore violento contro i figli sia caratterizzata da: basso livello di educazione, problemi di alcool/droga, situazione economica precaria, violenza nell’infanzia del genitore stesso, disagi psicologici, totale ignoranza per quanto riguarda i metodi di disciplina positiva, etc. Inoltre, le ragioni che potrebbero spiegare l’uso di violenza contro i bambini sono: stress, lavoro, 14 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici problemi personali e scarsità di tempo per instaurare una relazione più intima con i loro figli. Tutti i genitori credono che la violenza contro i figli sia un problema reale in tutte le nazioni partecipanti al progetto. In varie nazioni bisogna “rimuovere” alcuni ostacoli legati al modo tradizionale di concepire l’educazione dei bambini. Seguendo questa tendenza, è quindi necessario che i genitori trattino i bambini come una persona che ha diritti, dignità, etc.; ed è molto importante che gli adulti promuovano e salvaguardino tali diritti. I genitori intervistati ritengono che, per lottare contro la violenza sui bambini, ci dovrebbero essere più iniziative: leggi più severe, formazione mirata dei genitori per sviluppare modelli educativi positivi, campagne informative e di sensibilizzazione, maggiore cooperazione tra le varie istituzioni e più interesse nelle scuole. Bambini: I bambini ritengono di trascorrere tempo di scarsa qualità con i genitori, dato che vorrebbero fare più cose e attività assieme e sviluppare con loro una comunicazione semplice e sciolta che serva da sostegno alla crescita. La maggior parte di loro ritiene che la punizione corporale, sotto forma di sculacciate o schiaffoni, sia un metodo efficiente per far sì che i bambini si comportino bene ed eseguano le regole dei genitori. Queste opinioni sono in realtà prese dai genitori stessi, i quali fanno vivere i bambini in una società che crede che la punizione corporale sia un metodo educativo efficiente. In particolare, gli adolescenti ritengono che comunicare e discutere siano i metodi migliori per andare d’accordo con i genitori, ma è difficile farlo se i genitori non considerano i figli come loro pari e non si mettono al loro stesso livello. In questo senso, la ricerca sul target group” rivela la necessità di ulteriori iniziative che forniscano adeguate informazioni sui diritti dei bambini, rivolte soprattutto ai minori, ma anche ai genitori. 15 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! Legislazioni nazionali Il modo in cui uno Stato protegge i bambini che si trovano in situazioni di vulnerabilità e il modo in cui combatte gli abusi possono essere un importanti indicatori di come la società ritiene di dover agire nei confronti della violenza sui bambini. In tutte le nazioni del consorzio (Italia, Lettonia, Polonia, Romania, Spagna e Svezia) è presente una base giuridica sui diritti dei bambini; in particolare, sono state considerate rilevanti per un’analisi 47 norme. Ecco un riassunto generale di queste norme: o o o o 16 Nelle norme ci sono articoli concreti che ribadiscono diritti generali o quadri di riferimento istituzionali per la prevenzione, l’intervento e l’interruzione di ogni tipo di violenza contro i bambini e nei quali si promuovono e si salvaguardano i diritti dei bambini. Abbiamo trovato norme specifiche che stabiliscono regolamentazioni quadro e che proteggono bambini e adolescenti attraverso la promozione e lo sviluppo dei loro diritti basilari in contesti differenti Ci sono anche leggi che combattono forme specifiche di abuso sui bambini, come ad esempio quello inerente la violenza domestica Queste leggi hanno lo scopo generale di proteggere vittime e/o minori dall’aggressore, che di solito è un membro stretto della famiglia. Infine, abbiamo trovato articoli specifici nei Codici Penali o Civili che regolamentano diversi aspetti legati a crimini di violenza contro i bambini. Ad esempio, queste norme stabiliscono pene per chi perpetra questo tipo di crimini e impongono come dovere civico quello di informare le istituzioni competenti del reato. Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici Programmi e buone pratiche Nel corso della ricerca condotta dai partner, sono stati analizzati 36 programmi e buone pratiche nazionali e internazionali, i cui obiettivi sono la prevenzione, l’informazione e la sensibilizzazione in merito alla violenza, così come l’interruzione e l’intervento in casi di maltrattamento di minore. Queste iniziative sono rivolte a diversi target group: bambini e/o adolescenti, genitori, professionisti e tutti i cittadini. Dall’analisi svolta, possiamo ricavare le seguenti conclusioni: Le iniziative dovrebbero essere sufficientemente flessibili per andare incontro alle necessità dei diversi target group nelle varie nazioni, tenendo presente le differenze culturali e i problemi sociali. Le iniziative rivolte ai bambini dovrebbero fare una distinzione tra i bambini più piccoli (per esempio, fino ai 10 anni di età) e i preadolescenti (dagli 11 ai 12 anni di età). In questo senso, sarebbe inoltre interessante se i programmi rivolti all’educazione dei genitori distinguessero tra genitori di bambini piccoli e di preadolescenti. La maggior parte dei progetti è incentrata sulla prevenzione e sull’informazione in merito al maltrattamento di bambini, e sull’educazione dei genitori a metodi educativi positivi. Tuttavia, si registra una mancanza di contenuti rivolti ai genitori nel fermare la violenza contro i bambini. Si registra la necessità di ulteriori iniziative rivolte in maniera specifica ai bambini con l’obiettivo, in particolare, di prevenire, agire e interrompere il maltrattamento. 17 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! 4. Raccomandazioni ai responsabili politici Il ruolo dei legislatori Abuso di minore e violenza domestica Cosa fare? 1. Approvare leggi e regolamentazioni e assicurare la loro applicazione 2. Promuovere educazione/disciplina positiva 3. Attuare programmi di sostegno alle famiglie 4. Attuare programmi di sostegno ai bambini 5. Politiche di sostegno per la protezione dei bambini 6. Sostenere programmi di intervento contro maltrattamenti e abusi 7. Promuovere politiche di integrazione Il ruolo dei responsabili politici I decisori politici, sono coloro che hanno il dovere, attraverso le loro azioni e decisioni, di garantire l’applicazione degli accordi internazionali, delle leggi, della Convenzione ONU sui diritti dei bambini, e di vigilare affinchè i bambini siano protetti, rispettati e possano crescere in un ambiente senza alcun tipo di violenza fisica o psicologica. 18 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici Essi altresì, devono esercitare la dovuta vigilanza al fine di contrastare, prevenire, indagare e punire atti di violenza che siano esercitati a danno dei bambini, e di fornire protezione alle vittime. Il maltrattamento e la violenza in famiglia Il maltrattamento, la violenza, l’abuso sessuale, l’uso delle punizioni fisiche come mezzo di educazione, sono un problema che deve essere affrontato dai Governi con molta attenzione. Il maltrattamento è diffuso fra tutti i gruppi sociali indipendentemente dall’origine economica, etnica, culturale, dai livelli di istruzione o qualifica professionale e di orientamento sessuale. Molti bambini hanno subito una qualche forma di violenza, spesso all'interno della propria famiglia o da una persona che conoscevano. Qualsiasi azione che compromette mentalmente, fisicamente o emotivamente i bambini deve essere vista come una violazione dei loro diritti, della loro dignità, della loro libertà. I bambini cresciuti in famiglie violente hanno un rischio più alto di problemi comportamentali, incluso il suicidio, l’abuso di sostanze, il bullismo e altre attività criminali. I bambini e ragazzi che assistono a violenza, ricorreranno maggiormente all’uso della violenza, e, da adulti, useranno violenza a loro volta sui propri figli. Cosa fare? 1. Promulgare leggi e norme e vigilare sulla loro applicazione È molto importante che i diritti dei minori non rimangano soltanto delle complesse leggi cartacee, ma che possano essere diffuse in modo semplice, essere comprese da chiunque ed attuate quotidianamente nella realtà familiare. 19 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! Linee guida: Elaborare campagne di comunicazione sui diritti dei minori, per renderli più noti ai minori stessi e ai loro genitori. 2. Promuovere i metodi di educazione positiva E’ importante promuovere programmi per sensibilizzare i genitori ad una educazione non-violenta dei propri figli, e diffondere la conoscenza e la pratica del positive parenting. Linee guida: Favorire l’accesso delle famiglie alle informazioni sulle opportunità istituzionali e informali, educative, sociali, scolastiche, sanitarie, del tempo libero, rivolte ai bambini e alle famiglie. Sostenere azioni di promozione culturale e di supporto alle competenze genitoriali attraverso parent training, positive parenting, sensibilizzazione, diffusione della conoscenza dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Facilitare l’accesso ai servizi di counseling attraverso figure professionali come psicologi, pedagogisti, consulenti che possano aiutare le famiglie ad accompagnare i bambini nelle diverse fasi della crescita. Promuovere servizi di mediazione familiare per superare i conflitti nella separazione. Collegare i servizi educativi e la scuola con la dimensione sociale, sanitaria, sportiva, culturale, ricreativa, allo scopo di costruire realtà che possano sempre più diventare punti di diffusione di una cultura dell'educazione e di sostegno alla genitorialità positiva. 3. Attuare Programmi di sostegno alle famiglie Il sostegno alle famiglie deve essere parte integrante delle politiche sociali dei Governi: la famiglia è intesa come soggetto di cambiamento, di crescita della partecipazione dei cittadini nella costruzione della comunità locale. E'necessario sostenere il ruolo sociale essenziale della famiglia nella formazione e cura dei bambini e adolescenti e nello sviluppo della coesione sociale, promuovendo le condizioni per la realizzazione dei compiti delle famiglie 20 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici sia nella vita quotidiana, sia nei momenti di difficoltà e disagio legati all’assunzione di responsabilità di cura. Linee guida: Le Politiche sociali devono essere assunte, al pari di altre Politiche (economiche, ambientali, fiscali), come fattore produttivo di crescita economica e di sviluppo dell’occupazione. Sostenere lo sviluppo e la diffusione dei servizi socio-educativi per l’infanzia (nido, centri bambini e genitori, educatrici familiari) per sostenere concretamente le famiglie nella conciliazione dei tempi di vita, di lavoro e di cura, e per rispondere ad un’offerta differenziata volta a sostenere concretamente i diritti dei bambini. Promuovere servizi volti al superamento della solitudine che spesso accompagna la famiglia, al momento della nascita e nei primi mesi di vita dei bambini, e sostenere la costruzione di reti sociali. Favorire l’attivazione di specifici programmi multidisciplinari e interistituzionali che diano attuazione alle strategie previste dall’OMS, per la preparazione e l’assitenza al parto, al fine di realizzare gli obiettivi di sostegno alla famiglia e alla coppia, di promozione e tutela della procreazione responsabile. Sostenere i centri di accoglienza per donne che subiscono violenza e per i loro figli che assistono a forme di violenza in famiglia, e sostenere interventi di formazione, sensibilizzazione e di prevenzione della violenza. 4. Attuare Programmi di sostegno ai bambini Gli interventi per l’infanzia e l’adolescenza devono integrare la valenza giuridica di difesa e salvaguardia dei loro diritti e della loro dignità, con una connotazione più estesa e dinamica di benessere sociale, e di responsabilità educativa della comunità nel suo complesso. Linee guida: Promuovere politiche educative e scolastiche volte a garantire un sistema educativo e formativo in grado di realizzare i diritti dei bambini e degli adolescenti allo studio, alla cultura, alla crescita personale e migliorare la qualità delle loro relazioni con i coetanei e con gli adulti. 21 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! Istituire servizi destinati ad adolescenti finalizzati alla promozione dell’agio e del benessere, alla valorizzazione delle forme di partecipazione e di cittadinanza attiva, attraverso l’aggregazione extrascolastica. Promuovere programmi di educazione alla salute, per proteggere i bambini dall’abuso di sostanze, dall’alcol, dal gioco d’azzardo, dalla sessualità promiscua, dalla pedopornografia, dai disturbi psichiatrici in adolescenza, dal bullismo e cyberbullismo. Sostenere politiche per l’accoglienza dei bambini e degli adolescenti che necessitano di essere allontanati dalla propria famiglia a causa di violenza intrafamiliare. 5. Sostenere Politiche di protezione dei bambini Lo scopo è quello di promuovere i dispositivi di protezione individuale e di potenziare l’efficacia degli interventi volti a garantire la sicurezza dei bambini. Linee guida: Garantire la tutela del bambino e dell’adolescente da forme gravi di disagio e violenza dovute a situazioni familiari, sociali, relazionali, rafforzando programmi specificamente dedicati ai bambini e agli adolescenti sia per prevenire queste situazioni, sia per intervenire sui bambini e gli adolescenti vittima di violenza e abuso. Rafforzare il sistema dei servizi che si occupano di tutela e di recupero di coloro che agiscono violenze, anche attraverso percorsi di formazione degli operatori e di adozione di strumenti operativi e metodologici condivisi. Sostenere la costituzione di équipe multiprofessionali ad alta qualificazione, ramificate sul territorio ed integrate per l’intervento sociale e sanitario, al fine di garantire la correttezza della diagnosi, assicurare la tempestiva risposta in caso d’urgenza e realizzare un articolato progetto di presa in carico e riparazione. Estendere e consolidare i presidi e le strutture nel percorso riparativo per i bambini vittime di violenze (spazi per audizioni e incontri protetti, comunità specializzate per l’accoglienza, percorsi terapeutici). 6. Sostenere programmi di intervento sui maltrattanti e gli abusanti La comunità ha la responsabilità di punire i comportamenti violenti applicando la legge e assicurando giustizia alle vittime e conseguenze ai maltrattanti per i reati commessi. 22 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici I programmi di cambiamento per maltrattanti e abusanti rappresentano un anello di un insieme di interventi differenziati e multidisciplinari, che devono far parte di una risposta sociale complessiva volta a porre fine alla spirale di violenza contro i bambini Linee guida: Introdurre nuove misure volte a contrastare in maniera incisiva i casi di violenza all'interno delle mura domestiche. L'introduzione di una simile legge ha il duplice scopo di prevenire il pericolo di episodi di violenze fisiche e morali in famiglia e di recuperare i rapporti all'interno della stessa. Essa rappresenta un importante strumento di tutela per i soggetti vittime di violenza e può avere come obiettivo quello di rafforzare siffatta tutela attraverso una duplice tipologia di interventi: in ambito penale e civile. Soggetti destinatari devono essere tutti coloro (marito/moglie, convivente, figlio/a, genitore) che nell'ambito del nucleo familiare subiscono sottomissioni e violenze, non solo fisiche ma anche morali quali minacce, intimidazioni, pressioni e molestie psicologiche. Un'importante misura cautelare da sostenere è quella dell' "allontanamento dalla casa familiare" del soggetto "violento", con la prescrizione al soggetto violento di lasciare immediatamente la casa familiare (anche se di proprietà dello stesso) o di non farvi ritorno senza autorizzazione giudiziaria. In Italia la Legge 154/2001 disciplina tale materia. Organizzare interventi e programmi volti ad incoraggiare gli autori della violenza ad adottare un comportamento non violento, aiutandoli a diventare consapevoli delle loro azioni e ad assumersi le loro responsabilità. Dare la possibilità agli autori di violenza di seguire un programma di trattamento, non come alternativa alla sentenza di condanna, ma come misura aggiuntiva volta a prevenire futura violenza. Alcool e droga non sono le cause del maltrattamento. Tuttavia i problemi del maltrattante rispetto alla violenza non possono essere adeguatamente affrontati se non si trattano anche i problemi legati all’abuso di alcol e droghe. 23 BE Supportive, NOT Violent! Positive parenting for happy children! 7. Promuovere l'integrazione delle politiche I vari interventi elencati nei punti precedenti afferiscono in generale a diversi sistemi istituzionali / organizzativi dello Stato e della comunità: sistema sociale, sistema sanitario, sistema educativo, sistema della sicurezza e giudiziario. Tali interventi risulteranno tanto più qualificati quanto più alta sarà l'integrazione dei sistemi di appartenenza. La promozione del benessere per i bambini e per le famiglie, saranno più efficaci se le diverse dimensioni della persona: biologica, psicologica, sociale, saranno trattate con un approccio integrato. Linee guida Definire norme, protocolli e accordi per l’integrazione istituzionale, organizzativa, professionale tra i sistemi del welfare dell'area sociale, sanitaria, educativa, della sicurezza e giudiziaria. 24 Opuscolo per i responsabili politici Opuscolo per i responsabili politici 5. Bibliografia Alcuni riferimenti utili: Aquilino, W.S. & Supple, A.J. (2001). Long term Effects of Parenting Practices During Adolescence on Well-Being Outcomes in Young Adulthood. Journal of Family Issues, 22(3): 289-308, April 2001 Baumrind, D. (1991). The influence of parenting style on adolescent competence and substance use. Journal of Early Adolescence, 11(1): 56-95. Bowlby, J. (1989). 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