Meno
rifiuti,
più
riciclo.
Impariamo a conoscere i rifiuti,
separarli, riciclarli, evitarli.
CITTA’
DI CASERTA
Introduzione
Indice
I rifiuti sono un peso
5
In natura non ci sono rifiuti
6
Che cosa significa riciclare
7
I rifiuti sono risorse
8
Come si fa a riciclare: separare i rifiuti
9
Conoscere i materiali. Per separarli
10
Questo opuscolo stampato dal Comune di Caserta, As-
La natura che ci circonda e che rappresenta il bene mag-
sessorato alla Pubblica Istruzione, e realizzato dall’Asso-
giore a disposizione di tutti e di ciascuno, così come gli
ciazione Fare Verde Onlus, vuole essere uno strumento
insediamenti abitativi nei quali siamo inseriti, sono ormai
d’educazione civile di fronte ad uno dei problemi nuovi e
letteralmente aggrediti da una marea di rifiuti di ogni tipo
preoccupanti della nostra società.
che noi produciamo e che è sempre più difficile tenere
sotto controllo.
Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili
Per maggiori informazioni, contatta:
Non si possono riciclare, ma è meglio separarli. Per non inquinare 14
Fare Verde Campania
Via F. Marchesiello p.zo Panorama - 81100 Caserta
email: [email protected]
Nei rifiuti c’è nutrimento per la terra
17
sito internet nazionale: www.fareverde.it
E se comprassimo meno immondizia?
18
Testi:Giuseppe Solla, Massimo De Maio
Fare Verde
Progetto grafico: ecomunicazioni - Milano
www.ecomunicazioni.it
Illustrazioni: Sergio Pescatore - Opera (MI)
www.pescatoresergio.com
Stampato con il contributo del Comune di Caserta
Assessorato alla Pubblica Istruzione
urbani rappresenta, infatti, nella dimensione che ha as-
L’Assessorato alla Pubblica Istruzione ha voluto offrire con
sunto oggi, un enorme impegno per ogni Amministrazione
questo opuscolo uno strumento di sensibilizzazione sociale e
Pubblica ormai costretta ad operare in territori ad elevato
di utilità pratica.
sviluppo e ad elevatissimi consumi.
Per secoli gli uomini e le loro forme di organizzazione so-
Il nostro intento è di vedere crescere sempre più nelle
ciale hanno tenuto nei confronti dell’ambiente naturale,
nuove generazioni una coscienza civile attenta a questi
e di quello che andavano essi stessi costruendo in base alle
problemi. Proprio per questo abbiamo ritenuto necessario
esigenze proprie dell’urbanizzazione e della complessità
mettere in distribuzione una pubblicazione indirizzata so-
crescente dello sviluppo economico e tecnologico, un at-
prattutto ai giovani, perché capiscano quanto sia possibile
teggiamento di trascurato disinteresse. Un simile compor-
fare attraverso la vigilanza e la responsabilità di tutti per
tamento oggi non è più né possibile, né pensabile.
risolvere questo grande problema.
Per stampare questo opuscolo non è stato abbattuto
nessun albero. Carta ecologica al 100%
Tutti i diritti riservati. Per la riproduzione di tutto o
di parti di questo opuscolo in qualsiasi forma e con
ogni mezzo contattare Fare Verde.
CITTA’
DI CASERTA
Dott. Stefano Fabrocile
Assessore alla Pubblica Istruzione
3
I rifiuti sono un peso,
per noi e per l’ambiente.
I rifiuti sono
un problema:
impariamo
a conoscerli,
per riciclarli
o evitarli.
Il problema dei rifiuti in Italia,
e soprattutto in Campania, ha
assunto negli ultimi tempi una
proporzione tale da diventare
uno dei maggiori problemi che
affliggono le nostre città: i rifiuti sono diventati non solo una
emergenza di tipo ecologico e
sanitario, ma anche una fonte di preoccupazione sociale.
Basti pensare a quello che
abbiamo visto negli ultimi
giorni: strade invase da rifiuti, cassonetti bruciati, ed
in alcuni casi scuole chiuse e
linee ferroviarie occupate da
cittadini esasperati.
Segui i consigli di quest’opuscolo: avremo bisogno di meno discariche
e risparmieremo risorse
preziose.
Nel 1979 ogni italiano produceva 650 grammi di rifiuti.
Nel 2.000 ne produceva 1 kilo e 400 grammi: più del doppio!
Quando l’uomo è comparso sulla terra produceva pochi rifiuti e quelli che produceva erano riciclati completamente:
il cibo avanzato era mangiato dagli animali, le pelli degli
animali cacciati erano utilizzati per fabbricare vestiti, le
ossa erano utilizzate per fabbricare utensili, e così via.
Oggi viviamo certamente meglio, ma sprechiamo e inquiniamo più del necessario!
Anche i nostri nonni vivevano meglio dei primi uomini
comparsi sulla terra o degli antichi romani, ma erano
certamente meno spreconi di noi. Pensate che nel giro
di vent’anni, in Italia, abbiamo più che raddoppiato i
rifiuti che produciamo!
Ora, tutti questi rifiuti cominciano ad essere un peso,
per noi e per l’ambiente.
Ci sono posti dove abbiamo portato per anni i nostri
rifiuti. Ora lì ci sono vere e proprie montagne di immondizia. Immaginate che puzza! Questi posti si chiamano
discariche e sono tutte pienissime dei nostri rifiuti. Tanto
che in molte discariche non ce ne vanno più.
Così, l’enorme quantità di rifiuti che produciamo ogni
giorno, non sappiamo più dove metterla. D’altra parte, non
possiamo riempire di discariche tutta la terra: così facendo,
copriremmo di immondizia prati, fiumi, laghi, montagne, campi di calcio e giardini.
Qualcuno ha pensato che i rifiuti si potrebbero bruciare. Però, ci
vuole un po’ di buon senso: perché bruciare carta che può essere
utilizzata per fare altra carta, vetro che può essere utilizzato per fare
altro vetro, e così via?
Forse hai già capito: una soluzione è riciclare i rifiuti, invece di
gettarli via o bruciarli.
4
5
Cosa significa
riciclare?
In natura non ci sono rifiuti: tutto
si trasforma in qualcosa di utile.
In natura, il “rifiuto” e la risorsa rappresentano aspetti e momenti
diversi della continua e lenta trasformazione della materia e della
vita sul nostro pianeta.
Ad esempio, il petrolio, che consideriamo una risorsa indispensabile per la nostra civiltà, non è altro che una grande
massa di “rifiuti organici” (ad esempio, alberi caduti e
animali morti) che nelle viscere della terra, ad una certa
temperatura e pressione, si è trasformato in un liquido
denso ed oleoso. La trasformazione di questi “rifiuti organici” in petrolio si è realizzata in un
tempo lunghissimo, nell’ordine di milioni di anni, mentre l’uomo negli ultimi
50 anni sta esaurendo risorse preziose
che trasforma prima in merci e poi
in rifiuti. In Natura non si producono rifiuti, perché tutto ciò che
non serve più viene trasformato in
qualcos’altro di utile agli esseri viventi.
Sembra incredibile ma ciò che paghiamo a caro prezzo al
supermercato, diventa rifiuto in pochi giorni, spesso in
poche ore. Scatole, bottiglie, pellicole, contenitori, buste,
vaschette in polistirolo riempiono sempre più in fretta il
nostro secchio della spazzatura.
Gran parte di questi rifiuti possono tornare ad una
nuova vita, attraverso il riciclaggio, per tornare ad
essere lo stesso oggetto o altri oggetti comunque
utilizzabili.
Pensate ad una rivista: è fatta di carta sulla quale
sono state stampate immagini, fotografie, parole.
Dopo aver acquistato e letto una rivista, possiamo riutilizzare la carta di cui è fatta per produrre
altra carta sulla quale stampare nuove riviste.
Allo stesso modo possiamo trasformare una vecchia lattina in alluminio per produrre lattine nuove
oppure possiamo trasformare un bicchiere rotto in
vetro per produrre nuovi bicchieri, nuove bottiglie,
nuovi barattoli.
Cosa sono i rifiuti?
L’uomo, invece, produce oggetti che usa e poi butta via senza trasformarli in qualcos’altro di utile. Gli oggetti che l’uomo
butta via sono rifiuti. Un rifiuto è qualsiasi oggetto derivante
dall’attività umana che viene abbandonato oppure è destinato all’abbandono o alla distruzione: una lattina vuota, un sacchetto di
plastica, una sedia vecchia.
Dunque, i rifiuti sono una invenzione dell’uomo. E con il tempo l’uomo ha inventato diversi tipi di rifiuti:
- i rifiuti pericolosi, definiti così perchè contengono sostanze tossiche
o nocive;
- i rifiuti speciali, che vengono prodotti da attività industriali o agricole, dagli ospedali;
- i rifiuti urbani, che produciamo nelle nostre case.
6
Infine, pochi sanno che possiamo addirittura trasformare gli avanzi di cucina in sostanze nutrienti per le
piante!
Riciclare significa imitare la natura trasformando ciò che
non ci serve più in qualcos’altro di utile.
Senza trasformare
i rifiuti in qualcosa di utile,
stiamo riempendo
il mondo di discariche!
Riciclare significa anche essere meno spreconi, imparare che ogni
oggetto è fatto impiegando risorse naturali preziose e spesso scarse
e, infine, riciclare significa aver bisogno di meno discariche dove
buttar via i nostri rifiuti.
SEPA-
RARE E RICICLARE
Riciclare significa
utilizzare materiali
che non servono più
per produrre
oggetti nuovi.
7
Con il riciclaggio,
risparmiamo la Terra!
Nei rifiuti ci sono risorse naturali preziose: alberi, energia, minerali. Riciclando i nostri rifiuti possiamo risparmiare queste
risorse. Facciamo alcuni esempi:
1 tonnellata di carta:
Carta nuova
Alberi 15
Acqua 440.000 litri
Elettricità 76 Mw
Carta riciclata
Alberi 0
Acqua 1.800 litri
Elettricità 2,7 Mw
1 tonnellata di vetro:
Vetro nuovo
Sabbia 700 kg
Soda 150 kg
Calcare 150 kg
Energia 200 kg
equivalenti di petrolio
Vetro riciclato
Sabbia 0
Soda 0
Calcare 0
Energia 20 kg
equivalenti di petrolio
1 kg di alluminio:
Alluminio nuovo
Alluminio riciclato
Bauxite 500 kg
Elettricità 17 Mw
Bauxite 0
Elettricità 0,85 Mw
8
Nei rifiuti ci sono risorse preziose.
Non buttiamole via.
Tutti noi sappiamo che bottiglie, scatole, sacchetti, lattine, giocattoli sono fatti di carta, vetro, plastica, metallo.
Ma, non tutti pensano al fatto che ogni materiale viene fatto
utilizzando delle risorse naturali. Ad esempio:
per fare la carta, usiamo gli alberi.
per fare l’alluminio delle lattine usiamo un minerale che si
chiama bauxite.
per fare la plastica usiamo il petrolio.
Per fare tanta carta avremo bisogno di tagliare molti alberi.
Per fare tante lattine dovremo scavare molte miniere.
Infine, il petrolio che usiamo per fare la plastica, prima
o poi finirà.
Quindi, invece di tagliare alberi, scavare miniere e
consumare petrolio, perché non utilizzare gli oggetti di carta, vetro, plastica e metallo che non ci
servono più per fare nuova carta, vetro, plastica
e metallo?
Lo zaino ecologico
E’ il carico di “natura” che ogni prodotto o servizio si porta sulle spalle in un invisibile zaino; cioè
il quantitativo di materiali, anche nascosti, che abbiamo prelevato dalla natura per realizzare un prodotto
o un servizio. Lo zaino ecologico viene espresso in kg di
natura / kg di prodotto.
I componenti che distinguono e determinano il peso dello zaino
ecologico sono:
1.materiale grezzo non rinnovabile (combustibili fossili, sabbia,
minerali,ecc);
2. materiale grezzo rinnovabile;
3. suolo di cultura (quantità di terreno fertile perso per erosione);
4. acqua prelevata per usi industriali o agricoli;
5.aria prelevata per trasformazioni fisiche chimiche (es.ossigeno
per la combustione)
Per riciclare occorre separare.
Impariamo a fare
la raccolta differenziata.
Per riciclare carta, vetro, metalli, plastica e avanzi di
cucina è necessario che non sia tutto mischiato insieme, altrimenti sarà difficile e costoso separare
ogni materiale per riciclarlo.
Così, se raccogliamo tutta la carta che non ci
serve più in un unico posto separandola da tutto il resto, possiamo riciclarla, cioè trasformarla in carta nuova, in modo semplice ed economico. Lo stesso accade con gli altri materiali:
vetro, metalli, plastica, avanzi di cucina.
La raccolta differenziata dei rifiuti consiste nel
separare i diversi tipi di materiali prima di consegnarli a chi si occuperà di prenderli e portarli
alle aziende che effettuano il riciclaggio.
C’è chi pensa che la raccolta differenziata sia più
faticosa: buttare via tutto insieme è più semplice e
meno faticoso. Forse è vero, ma facendo così non si
possono riciclare i materiali e non si possono trasformare i rifiuti in qualcos’altro di utile.
Per molti decenni non abbiamo fatto la raccolta differenziata. Abbiamo fatto meno fatica, ma qual’è il risultato? Una montagna di rifiuti che non sappiamo più
dove mettere!
La raccolta differenziata è importantissima perchè è il primo
passo verso il riciclaggio: nelle nostre case noi siamo quelli che effettuando o meno la raccolta differenziata decidono se sarà possibile
o meno riutilizzare materiali preziosi.
Chi fa la raccolta differenziata butta via meno rifiuti, perchè permette il riutilizzo di materiali preziosi!
9
Da dove vengono tutti questi rifiuti?
Ti sei mai chiesto cosa c’è nella pattumiera e da dove arriva? Per capire
come e perché separare i rifiuti, e per evitare di produrne troppi, è opportuno sapere che il nostro secchio dell’immondizia contiene mediamente:
28% di scarti alimentari e verde
23% di carta e cartoni
11% di plastica
7% di vetro
5% di tessili
5% di legno
3% di metalli
17,5% altro (materiali pericolosi ed altri non meglio definiti)
Frazione organica
Gli scarti alimentari, vengono anche definiti “frazione umida” per l’alto contenuto di acqua che li compone, provenienti
dalla nostra cucina cosi come gli sfalci e le potature del giardino possono diventare, se separati dal resto dei rifiuti, un ottimo concime per il terreno restituendo la fertilità senza dover
ricorrere a concimi chimici. Infatti questi materiali vengono
“aggrediti” dai microrganismi decompositori (batteri, funghi)
che li trasformano in sostanze nutritive per le piante. Questo
è lo stesso ciclo che avviene in natura; infatti in natura non si
producono rifiuti perché tutto quello che non serve più viene
trasformato in qualcos’altro di utile alle piante ed agli altri
esseri viventi
.
Carta e cartoni
Scarti di cucina
e scarti verdi
Avanzi di cibo e scarti
verdi (potature)
rappresentano la maggior
parte dei nostri rifiuti.
E’ importante separarli
perchè possono essere
trasformati in nutrimento
per la terra.
10
In questa categoria di rifiuti ritroviamo giornali, riviste, cartoni d’imballaggio, scatole alimentari,
ecc. (l’elenco potrebbe continuare a lungo).
Il processo di base della fabbricazione della
carta non è cambiato in più di duemila
anni. Si compone di due stadi: la macerazione della materia prima in acqua,
per formare una sospensione di fibre
singole, e la formazione di fogli di
fibre, ottenuta stendendo questa
sospensione su una superficie
porosa, attraverso la quale può
scolare l’acqua in eccesso.
La più antica “carta” conosciuta di cui ci sia pervenuto
un campione fu fabbricata
con stracci intorno al 150
a.c. in Cina. Mentre in
Egitto comparve all’incirca nell’800 a.c. ed era ricavata dal
papiro. L’uso della carta fu introdotto in Europa dagli arabi,
e la prima cartiera europea fu costruita in Spagna intorno al 1150. Solo alla fine del 1700 si sono cominciati
ad utilizzare il legno o le paste vegetali per la sua
fabbricazione. Il processo di riciclaggio di questo
materiale presenta notevoli vantaggi nell’ambito
del risparmio e nella difesa dell’ambiente.
Plastica
In questa categoria di rifiuti troviamo bottiglie per bevande, flaconi per detersivi,
confezioni per alimenti, ecc. Quella che
comunemente chiamiamo “plastica” è
l’insieme di tutti i materiali ottenuti
chimicamente dalla raffinazione del
petrolio ed i suoi derivati. La plastica
ha cominciato a popolare la nostra vita
quotidiana solo da pochi decenni, ma
ha cambiato la nostra vita quotidiana,
riempiendola di oggetti leggeri, colorati, plasmabili in ogni forma, infrangibili
ed a basso costo. Il suo pregio principale
è la resistenza, ma è anche il suo maggior difetto. In acqua o sul terreno resiste a lungo (secoli) e se viene bruciata
produce sostanze tossiche ed inquinanti.
Esistono diversi tipi di plastica, differenti
chimicamente e fisicamente:
PE, Usato per fabbricare sacchetti, taniche,
cassette, ecc.
PET, Usato per produrre bottiglie per bevande (è in grado di trattenere l’anidride carboni-
Carta e cartone
Plastica
La plastica molto più leggera
di carta e cartoni. Quindi,
rispetto alla carta, nelle
campane della raccolta
differenziata a parità di
peso occupa più spazio.
Anche per questo, è
più coveniente usare e
riciclare la carta.
11
ca delle bevande gassate).
PVC, Usato per produrre bottiglie e flaconi per detersivi, pellicole dei film, corde (non può contenere alimenti perché è
tossico),PP, Usato per le siringhe, pennarelli,ecc.
Tutti i contenitori di plastica (termoplastica) vanno recuperati perché possono tornare a nuova vita sotto forma di
altri prodotti di plastica.
Vetro
Vetro
Poliaccoppiati
In questa categoria di rifiuti troviamo bottiglie e barattoli. I reperti archeologici rivelano che il vetro
fece la sua comparsa in Medio Oriente fra il 3500 e
il 3000 a.C. Il vetro è realizzato da una miscela di
varie sostanze, che assume una consistenza pastosa
se riscaldata a una temperatura variabile fra i 1300
e i 1400 °C e che diventa lavorabile intorno ai
1500 °C. Componente essenziale della miscela è
la silice, impiegata nella forma di sabbia, mentre
le altre sostanze vengono aggiunte per facilitare la
fusione (fondenti), per rendere stabile la struttura
del vetro e per conferire particolari caratteristiche
al materiale stesso (coloranti). È il materiale ideale
sia per l’edilizia che per la realizzazione d’imballaggi
per le sue caratteristiche di resistere agli agenti chimici ed atmosferici. Il recupero del vetro consente di
risparmiare sull’utilizzo di materie prime e dell’energia
per la produzione di nuovo vetro. Nonostante le sue caratteristiche il vetro entra sempre di meno nelle nostre
case, perché sugli scaffali dei supermercati il suo posto è
stato preso dalla plastica.
Poliaccoppiati (CA)
Di questi materiali accoppiati, cioè formati da più tipi di materiali, sono sempre più frequenti contenitori per liquidi alimentari
(latte, succhi di frutta, di pomodoro, ecc.) composti da strati di
carta più strati di plastica e nel caso di bevande a lunga conservazione, anche di alluminio.
12
Tessili
L’abbigliamento vecchio, gli stracci costituiscono circa il 5% dei nostri rifiuti. Le mode che
cambiano e la maggior frequenza del cambio
di abiti rispetto al passato hanno come conseguenza una maggiore produzione di questo
tipo di scarti ( che spesso non è in cattive
condizioni e si cerca di donare ad enti
caritatevoli) che vedono la possibilità di
essere rigenerati in impianti industriali.
Legno
Legno
Un altro 5% circa dei rifiuti è costituito
da legno, in particolare si tratta di’imballaggi e soprattutto di cassette per frutta e
verdura.
Metalli
In questa categoria di rifiuti ritroviamo le
lattine per bevande (di solito in alluminio)
e scatolette in banda stagnata. L’utilizzo
dell’alluminio a livello industriale è piuttosto recente; è presente in grandi quantità
negli strati profondi del nostro pianeta, viene
estratto dalla bauxite, minerale che di cui l’Italia è priva e che deve importare. L’alluminio è un
buon conduttore termico ed elettrico, è resistente,
estremamente leggero, inossidabile e non tossico.
È quindi molto utile quando occorre limitare i pesi
(macchinari, motori per auto ed aerei), per gli usi edilizi
e per la conservazione degli alimenti; oltre il 70% delle
lattine per bevande ed alimenti è in alluminio. Le lattine
riciclabili hanno il contrassegno AL.
Tessili
Metalli
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Non si possono riciclare, ma è meglio separarli.
Esistono rifiuti che non sono non riciclabili, perchè sono fatti con materiali
che non possono essere recuperati e riciclati con le attuali tecnologie.
Sono rifiuti che contengono sostanze tossiche o nocive per l’ambiente, gli
animali e le persone. La raccolta di questi rifiuti va effettuata separatamente per evitare che essi possano inquinare acqua, prati, fiumi e perché
ciascun tipo di rifiuto richiede particolari tecniche di smaltimento.
Farmaci scaduti
Questi tipi di rifiuti contengono sostanze che se disperse nell’ambiente
o nelle discariche insieme agli altri rifiuti possono essere molto pericolose, per questo vanno depositati in appositi contenitori ubicati nei
pressi delle farmacie, in modo da poter essere successivamente trattati
e resi innocui in appositi centri.
Pile e batterie
Farmaci scaduti
Farmaci scaduti, pile
e batterie contengono
sostanze molto pericolose:
un grammo di mercurio
contenuto in una pila
scarica può inquinare
1.000 litri d’acqua!
Pile e batterie
14
La storia dell’energia elettrica inizia proprio con una pila elettrica,
costruita alla fine del settecento da Alessandro Volta. Oggi le
pile danno energia a strumenti usati per lo studio, il lavoro, il
tempo libero. In un anno ciascuno di noi getta in media 400
g. di pile usate. Le pile contengono acidi e metalli pesanti
(cromo, cadmio, rame e zingo ma soprattutto il mercurio
il più pericoloso). Una pila contiene circa un grammo di
mercurio, una quantità sufficiente ad inquinare 1.000
litri d’acqua. Le pile non possono essere riciclate o bruciate: una volta raccolte sono destinate ad impianti appositi dove subiscono un trattamento che le rende inerti.
Le batterie usate delle auto vanno obbligatoriamente
consegnate agli appositi consorzi o al proprio meccanico per essere smaltite in sicurezza: per la metà del
peso, contengono piombo un metallo molto pericoloso
perché si accumula negli organismi viventi, causando
intossicazioni ed avvelenamenti.
Per non inquinare.
Lampadine e neon
Lampadine e neon
Le lampadine elettriche ed i neon non vanno depositate
nei contenitori della raccolta del vetro o disperse nell’ambiente; in quanto, ad esempio i neon, contengono sostanze
nocive per l’ambiente.
Oli usati
Gli oli di origine minerale/sintetica usati per motori e macchinari o di origine vegetale usati in cucina sono molto inquinanti se dispersi nell’ambiente; infatti si infiltrano nel
terreno e possono inquinare le falde acquifere. Un solo
chilo d’olio, versato in uno specchio d’acqua, forma
una pellicola impermeabile di 1.000 metri quadrati,
in grado di impedire la vita alla flora ed alla fauna
sottostante; basti pensare che un cambio medio di
olio per un motore di un automobile è di 5 litri. Gli
oli vanno smaltiti in centri specializzati dove vengono
recuperati: da un 1,5 litri di olio usato si ricava circa 1
litro di lubrificante di ottima qualità.
Oli usati
Rifiuti tossici e nocivi
Data la pericolosità delle sostanze contenute, la raccolta non è finalizzata al recupero, ma alla riduzione dei
possibili effetti inquinanti causati dalle sostanze contenute in taluni prodotti. Le confezioni di questi prodotti
sono identificate da sigle o simboli di pericolo:
sigla T (sostanze Tossiche) - per diserbanti, disinfettanti,
topicidi, ecc
sigla F (sostanze Infiammabili) - alcool, solventi, ecc
simbolo del teschio per le sostanze tossiche
simbolo della fiamma per quelle infiammabili
simbolo della provetta per quelle corrosive
simbolo della croce per quelle nocive.
Rifiuti tossici e nocivi
15
Non gettare rifiuti
in giro: potrebbero
inquinare
per centinaia di anni.
Qualsiasi materiale lasciato all’aria aperta dopo un po’
di anni si “degrada” naturalmente. Ma ti sei mai chiesto
quanto “dura” un rifiuto abbandonato in un bosco? Lo sai
che una lattina vuota gettata su un prato può restarci da
10 a 100 anni prima di “scomparire per cause naturali”?
Quanto dura un rifiuto gettato nel prato?
Tipologia
di rifiuto
Fazzoletti di carta
Giornali e riviste
Sigarette con filtro
Torsolo di mela
Fiammiferi e cerini
Gomme da masticare
Lattine in alluminio
Plastica in genere
Schede telefoniche
Polistirolo
Vetro
16
Tempi naturali
di degradazione
3 mesi
da1 a 10 anni
da 1 a 2 anni
3 mesi
6 mesi
5 anni
da 10 a 100 anni
da 100 a 1.000 anni
1.000 anni
1.000 anni
oltre 4.000 anni
Ci sono rifiuti che ingombrano
e rovinano il paesaggio.
Wow, nei rifiuti c’è
nutrimento per la terra.
Lavatrici, frigoriferi, materassi, pneumatici e televisori non è possibile infilarli nella pattumiera.
Così, quando bisogna buttarli via c’è chi pensa che basta abbandonarli per strada. Magari sulla sponda di un fiume.
Così facendo riempiamo di rifiuti non solo le sponde dei fiumi e dei
laghi, ma anche le spiagge, le pinete, i boschi.
Sono Umidi?
Per buttare via rifiuti ingombranti che non entrano nella pattumiera occorre telefonare a chi
si occupa della raccolta dei
rifiuti affinché vengano a casa tua per
ritirarli e portarli via.
Le ossicine del pollo, i gusci delle uova, gli avanzi di carne o di pasta e il fondo di caffè quando si pulisce la caffettiera. Cosa hanno
in comune? Vengono da piante o animali: le ossicine del pollo e
gli scarti della carne vengono da animali, le uova le fanno le galline, la pasta si fa con il grano e il caffè si fa con i semi di una pianta
dell’America del Sud.
Prova a toccare una buccia di banana, una foglia di lattuga
o un pomodoro troppo maturo per essere mangiato. Sono
tutti rifiuti umidi. Ora prova a toccare una bottiglia di plastica
o una lattina: non sono umide!
Vengono da piante o animali?
I rifiuti umidi o che vengono da scarti di piante o animali si
chiamano “rifiuti organici” e hanno la caratteristica di essere
biodegradabili, cioè possono essere trasformati in altre sostanze da piccolissimi esseri viventi: i batteri “decompostori” presenti naturalmente nel terreno.
Grazie a questi batteri, i rifiuti organici possono essere
trasformati in compost, un terriccio umido capace di
dare nutrimento alle piante, rendendo la terra in cui
crescono più ricca di sostanze nutritive. La trasformazione di materiali organici in sostanze nutritive per
la terra avviene spontaneamente in Natura. Con il
compostaggio noi possiamo imitare la Natura riproducendo in modo controllato e accellerato questo processo!
Raccogliere in maniera differenziata i rifiuti organici per trasformarli in compost è importantissimo: quelli organici sono la
maggior parte dei rifiuti che produciamo. Allo stesso tempo, i terreni agricoli italiani hanno urgente bisogno di sostanze nutritive
naturali come il compost.
17
Qualche
consiglio
per mamma
e papà.
E se comprassimo
meno immondizia?
È al supermercato, al momento dell’acquisto, che noi già
decidiamo quanti rifiuti produrremo pochi giorni o spesso poche
ore dopo.
Quando fai una festa di compleanno usi piatti, bicchieri e
posate di plastica, tovaglioli di carta, bibite in bottiglie
di plastica, salatini e patatine in vaschette e buste di
plastica.
Hai mai pensato a quanti rifiuti ci sono da buttare via
dopo la festa?
Pensa a quanti oggetti usiamo una volta sola e poi
li buttiamo via: pile, accendini, rasoi per la barba,
fazzoletti di carta, stoviglie, sacchetti e contenitori
di ogni genere.
Tutti gli oggetti “usa e getta” sono da evitare il più
possibile!
Restituiamo i rifiuti a chi li vende.
Con il vuoto a rendere.
Un sistema molto efficace per ridurre i rifiuti e riutilizzare
i contenitori è il cosiddetto “vuoto a rendere”.
Con questo sistema, ogni volta che si compra una bibita,
il latte, l’acqua, il vino o la birra, si paga una “cauzione”,
cioè una somma di denaro che sarà restituita solo se viene
restituita la bottiglia o il contenitore vuoto.
In questo modo, le persone, per avere indietro i loro soldi,
restituiranno al supermercato bottiglie e contenitori vuoti che
saranno lavati, sterilizzati e riutilizzati molte volte.
In Germania ed in molti altri paesi del Nord Europa questo
sistema è molto usato: immagina quanti rifiuti in meno producono
i bambini tedeschi!
18
Imballaggi, contenitori e oggetti “usa
e getta” producono una montagna
di rifiuti. Tu puoi chiedere ai tuoi
genitori di:
Portare al supermercato delle borse della
spesa in tessuto invece di acquistare ogni
volta nuovi sacchetti di plastica.
1
prodotti in confezioni grandi,
2 Comprare
“formato famiglia”, invece di acquistare
prodotti in confezioni singole
moltiplicano imballaggi e rifiuti.
3
4
che
Usare stoviglie vere e tovaglioli di stoffa
invece di piatti, bicchieri e posate di
plastica e tovaglioli di carta: sono comodi
ma ci riempiono di discariche!
pile ricaricabili invece di quelle “usa e getta” per i tuoi
5 Usare
giocattoli e per tutti gli apparecchi a batteria che ci sono in
Se è possibile, bere l’acqua del rubinetto
invece di comprare l’acqua minerale in
bottiglie di plastica. Molte ricerche hanno
dimostrato che in alcune città l’acqua del
rubinetto è migliore di quella in bottiglia!
6
7
casa. Se l’apparecchio può essere usato sia con le pile che con
il filo, preferire il filo elettrico.
Acquistare frutta e verdura sfusi venduti a peso invece di quelli
confezionati in plastica e polistirolo.
Per tutti i rifiuti che non si riescono ad evitare, fare una
corretta raccolta differenziata.
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Scrivi a Fare Verde.
I rifiuti sono una invenzione dell’uomo: in Natura non ci sono
rifiuti perchè ciò che non serve più viene trasformato in qualcos’altro di utile agli esseri viventi.
Con la raccolta differenziata e il riciclaggio possiamo imitare
Vuoi saperne di più sulle attività dell’associazione Fare Verde
oppure hai qualche domanda da fare? Fatti aiutare da mamma o papà a compilare e inviare il modulo riportato sotto:
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la natura trasformando materiali e oggetti che non servono
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più in materiali e oggetti nuovi.
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Messaggio:
Questo opuscolo spiega cosa sono i rifiuti, da dove vengono,
che fine fanno e insegna a riconoscerli per separarli, riciclarli o
addirittura evitarli. Segui i consigli di quest’ opuscolo: avremo
bisogno di meno discariche e risparmieremo risorse preziose.
Fare Verde associazione ambientalista ONLUS
via Iside,8 - 00184 Roma
Telefono e fax 06 700 5726 - www.fareverde.it
Inviare in busta chiusa o via fax a:
Fare Verde ONLUS - via Iside 8 - 00185 Roma
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opuscolo “Meno rifiuti. più riciclo”