Il Teatro Continuo
di Alberto Burri
Alberto Burri
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preciso
tempo
esterno
processo
totale
fluido
programma
trasformazione
forma
proporzioni
vita
Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
fine art ink jet print su carta baritata,
30 x 40 cm
Il Teatro Continuo
di Alberto Burri
Alberto Burri’s
Teatro Continuo
“Caro Macchi, ecco il disegno per il “teatro continuo”.
La piattaforma in cemento, le quinte in ferro, colore
naturale delle lamiere da un lato, dall’altro dipinte di
bianco (il colore può essere cambiato quando si voglia)
saranno girevoli comandate a distanza, indipendenti.
L’amico Enrico Castelli che è un fenomeno per la
meccanica, studierà il meccanismo. È uno scheletro
di teatro ma penso che sia l’essenziale.”
Con questo appunto, chiaro e sintetico, Alberto
Burri accompagnava uno schizzo assonometrico di
un’opera da costruirsi, nel 1973, al centro del Parco
Sempione di Milano.
Il progetto era destinato a Giulio Macchi, curatore della
mostra Contatto Arte Città organizzata nell’ambito
della XV Triennale. Se quell’edizione della Triennale è
dedicata al rapporto tra progettazione e città, la mostra
Contatto Arte Città comprende opere che muovono al
confine tra arte, design, architettura, teatro e azione
e che costituiscono una sintesi tra oggetto, forma
ambientale, dimensione sociale.
“Dear Macchi, here is my design for a “teatro continuo”.
The concrete platform, the iron curtains, which will
be the natural colour of sheet metal on one side and
painted white and the other (the colour can be changed if
required), rotate by remote control and are self-contained.
My friend Enrico Castelli, who is a whiz kid in mechanics,
will design the workings. It is just a skeleton of a theatre,
but I think the basics are all there.”
With this clear, brief note, Alberto Burri sent an
axonometric sketch of a work that was going to be built in
the midst of Parco Sempione, in Milan, in 1973.
The project was for Giulio Macchi, curator of the
exhibition Contatto Arte Città at the XV Triennale. While
that year the Triennale was focussed on the relationship
between design and the city, the exhibition Contatto
Arte Città includes works that are poised between
art, design, architecture, theatre and action, and are a
perfect combination of object, environmental form, social
dimension.
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Teatro Continuo,
Particolare del Teatro Continuo a Milano
durante il montaggio, 1973,
alla presenza di Alberto Burri
Disegno del Teatro Continuo
dal catalogo della mostra Contatto Arte Città, Milano,
La nuova foglio editrice, Pollenza (MC), 1973
Macchi ambisce infatti a fare il punto sulla tendenza
degli artisti a riflettere sulla città come territorio da
agire e sull’idea di arte come attivatore nell’interazione
tra individuo e ambiente urbano; e nel catalogo della
mostra argomenta il proprio invito a Burri dichiarandosi
convinto del ruolo sociale e politico del teatro quale
spazio rappresentativo del rapporto dell’individuo
con la città: “Il teatro nella città antica aveva una sua
collocazione urbanistica ben evidente e calcolata così
come altri edifici sociali essenziali: il granaio, il tempio,
l’arena, il granaio era presente controllabile da tutti i
cittadini all’incrocio fra cardini e i decumani, il teatro
era oggetto-scultura sempre presente sia se usato
dagli artisti che vuoto. Ho pensato di inserire l’ideateatro fra quelle da proporre agli artisti e ai cittadini.”
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Actually, Macchi is trying to take stock of the artists’ bent
for reflecting on the city as a territory to be acted upon
and the idea of art as a catalyst, in the interaction between
the individual and the urban environment; and, in the
exhibition catalogue, he accounts for his invitation to
Burri by saying he believes in the social and political role
of theatre as the embodiment of the relation between the
individual and the city: “In ancient cities the theatre had its
own clearly marked and calculated innercity location, just
like other essential social buildings: the barn, temple and
arena, the barn was there for all the local citizens to see at
the crossroads between various cardo and decumanus,
the theatre was an ever present object-sculpture,
regardless of whether it was used by artists or left empty.
I decided to include this theatre-idea among those to be
proposed to both artists and city folks.”
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Bambini al Parco Sempione, 1984
Maria Mulas,
Teatro Continuo,
Parco Sempione, 1976
XV Triennale di Milano:
esposizione internazionale delle arti decorative e
industriali moderne e dell’architettura moderna.
Crespi e Occhipinti, Milano, 1973
Contatto Arte Città catalogo della
mostra, Milano, La nuova foglio
editrice, Pollenza (MC), 1973
Teatro Continuo,1985
Teatro Continuo,1985
Demolizione del Teatro Continuo, 1989
Demolizione del Teatro Continuo, 1989
Il lavoro di Alberto Burri è caratterizzato da una
comprensione profonda della materia e del colore
e da un rinnovamento di mezzi della pittura e
della scultura.
L’artista manifesta quello che sarebbe rimasto il suo
orientamento decisivo dopo un esordio figurativo
da autodidatta avvenuto nel 1949, in condizioni di
prigionia, nel campo di Hereford in Texas.
Grazie ad una forte interpretazione personale del
linguaggio pittorico tradizionale, egli introduce
nei propri quadri materiali extra-pittorici, per lo
più quotidiani, spesso usurati, o di provenienza
industriale: catrame, pietra pomice, colla, stoffa e
sacchi di iuta. Questi materiali vengono adottati non
in funzione di metafore, ma come entità a sé, in nome
delle proprietà espressive intrinseche che hanno.
Il suo percorso, impregnato di una drammaticità
profonda filtrata da un temperamento estetico e da
un deciso senso dello spazio, delle proporzioni e del
ritmo, vedeva da un lato la rottura delle convenzioni
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Alberto Burri’s work is outstanding in its deep
understanding of colours and materials and the use of
unprecedented painting and sculpting tools.
The artist gave glimpses of what would become his
final focus, after a debut as a self-taught figurative
painter in 1949 as a prisoner in the Hereford camp,
in Texas.
Through a powerful personal view of the traditional
language of painting, in his paintings he experiments
with non-pictorial materials, most of them ordinary,
worn out or industrial materials: tar, pumice, glue,
fabric and jute bags. Those materials were not
adopted as metaphors but as entities in their own
right, for the inherent expressive potential they had.
Imbued with a deeply dramatic character filtered
through an aesthetic temperament and a definite
sense of space, proportion and rhythm, his journey
involved, on one hand, breaking with the formal
conventions of the time, and on the other hand a deep
understanding of Italy’s historical-artistic history: the
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Paola Di Bello
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
fine art ink jet print su carta baritata,
100 x 150 cm
formali del momento, dall’altro una profonda
comprensione della vicenda storico-artistica italiana:
l’espressività della materia, esaltata nelle opere, si
coniugava infatti con un continuo richiamo alla cultura
umanistica e rinascimentale sia nell’uso del colore,
sia nella ricerca di equilibrio interno allo spazio del
quadro, qualunque ne fossero le dimensioni.
Il linguaggio dell’artista si va sviluppando per
variazioni sul tema, articolandosi in cicli successivi:
i Neri e le Muffe, i Sacchi, i Legni, le Combustioni, i
Ferri, le Plastiche, i Cretti e i Cellotex.
A partire dagli anni Settanta, pur con grande
coerenza, il suo linguaggio artistico va subendo una
trasformazione: Burri manifesta una forte sensibilità
stereometrica e la sua opera comincia a “farsi spazio”.
Parallelamente all’attività di studio, si moltiplicano gli
interventi all’esterno nel segno dell’idea di opera
d’arte totale.
Il Teatro Continuo è uno degli esiti maggiori di questo
sviluppo.
expressiveness of the matter, enhanced by his works,
was relentlessly moving back to humanistic and
Renaissance culture, in the way he used colour and
in his pursuit of balance within his paintings, whatever
the size.
The artist’s language grew by variants on the subject,
in cycles: Neri and Muffe, Sacchi, Legni, Combustioni,
Ferri, Plastiche,Cretti and Cellotex.
As from the Seventies, even if consistently, his artistic
language began to change: Burri proved to have a
great eye for volumes and dimensions, and his works
began to “turn into space”. While still studying, he
began to produce more outdoor works to pursue his
idea of a ‘total work of art”.
Teatro Continuo is one of the greatest outcomes of
such journey.
Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
fine art ink jet print su carta baritata,
30 x 40 cm
Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
fine art ink jet print su carta baritata,
30 x 40 cm
Ambiente e opera:
il Parco Sempione e il Teatro Continuo
Nel momento in cui si trova a pensare un’opera per
il contesto, già splendidamente ordinato, del Parco
Sempione, Burri assume un atteggiamento di rispetto:
parte da un’analisi della situazione esistente e vi
iscrive un’opera sobria e rigorosa nella forma, e site
specific nella concezione, nella collocazione e nelle
proporzioni: un teatro realizzato per sottrazione, ridotto
all’indispensabile; una vera e propria sintesi di forma,
senso e funzione.
L’opera si presenta infatti come una struttura
palcoscenico composta da una struttura sollevata
da terra e da sei vele laterali rotanti, che fungono da
quinte e ritmano la profondità della piattaforma.
I suoi volumi geometrici del Teatro Continuo si
innestano sullo scenario del Parco del Sempione, e più
in particolare sul suo spettacolare asse prospettico,
facendo leva sui suoi punti di forza: collocato sull’asse
ideale che collega il centro di Milano con Corso
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The environment and the work of art:
Parco Sempione and Teatro Continuo
As he is thinking of a work for the magnificently arranged
environment that was Parco Sempione, Burri’s attitude
is one of respect: first he looks into the existing situation,
then he writes a formally restrained, sleek work into it, a
work that is site-specific in its conception, placement
and proportions: a theatre made by subtraction, whittled
down to the bare essentials; a genuine synthesis of form,
meaning and purpose.
Actually, the work looks like a structure, with a raised
board and six revolving sails at the sides, acting as the
wings that set the pace for the depth of the board.
The geometrical volumes of Teatro Continuo are grafted
into the stage of Parco del Sempione, and precisely in
its spectacular perspective, staking on its strengths:
standing on the ideal line that connects downtown
Milan with Corso Sempione, it frames and enhances the
Filarete Tower of the Sforza Castle on the south, and
the Arch of Peace on the north. On the other two sides,
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Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
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30 x 40 cm
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Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
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30 x 40 cm
Sempione, esso inquadra e mette in risalto la Torre
del Filarete del Castello Sforzesco verso sud e l’Arco
della Pace verso nord. Agli altri due lati, tra le vele, si
intravvedono da una parte l’Arena, dall’altra il Palazzo
dell’Arte, sede della Triennale, centro propulsore
dell’operazione Contatto Arte Città.
In un punto in cui il terreno si avvalla leggermente,
Il Teatro Continuo si inserisce così nel parco
rispettandone la regola compositiva, quella di uno
sviluppo simmetrico intorno a un vuoto centrale; e
fornendo un punto di vista soprelevato da cui godere
una visione perfetta del rettifilo, ne evidenzia il carattere
di rappresentazione scenico-prospettica unitaria.
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amidst the sails, one can see the Arena on one side, and
Palazzo dell’Arte, home to the Triennale, the propeller of
the Contatto Arte Città project, on the other side.
On a slightly dipping spot, the Teatro Continuo thus fits in
with the Park without infringing on its even composition,
symmetrically growing around a central void; and
offering a raised perspective from where one can enjoy
a perfect view of the straight stretch, which enhances
its character as a consistent theatrical-perspectival
performance.
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Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori,
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150 x 100 cm
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Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
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30 x 40 cm
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La vita in scena
Il Teatro Continuo coniuga in sé le caratteristiche di
una scultura, di un’architettura, di un teatro.
Con quest’opera Burri esprimeva infatti il proprio
interesse per il teatro allargando la nozione di scena allo
spazio urbano; e manifestava una decisa consonanza
rispetto alla temperie culturale del momento,
caratterizzata da una domanda di socialità e di
condivisione e dalla tendenza a spostare l’operatività
artistica dallo spazio deputato al contesto pubblico.
Divenendo parte integrante del Parco Sempione, il
Teatro si offre infatti come macchina scenica sempre
predisposta per l’uso, libera sede, nel cuore di Milano,
sia per attività e spettacoli artistici, sia per un utilizzo
indipendente da parte di ognuno; e il paesaggio del
parco, inquadrato dalle quinte, diventa scenario per
l’attività di coloro che lo utilizzeranno. D’altra parte si
tratta di ben altro che un mero contenitore; cornice
destinata a sostanziarsi degli accadimenti che accoglie,
quindi luogo di esperienza attiva, incessantemente
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A life on stage
Teatro Continuo is like a sculpture, an architecture
and a theatre, rolled into one.
In this work, Burri expressed his penchant for theatre
by extending the notion of stage to the urban space;
and he proved to be perfectly in tune with the cultural
climate of the time, which was asking for sociality and
sharing and tended to move art out of its designated
space and into the public arena.
By becoming an integral part of Parco Sempione, the
Teatro stands out as a décor that is always ready for
use, a free venue in the heart of Milan for artistic shows
and events or for anyone to use it as they like; and the
landscape of the park, framed by the wings, acts as a
stage for those who will be using it. After all, it is quite
different from a mere holdall: a framing to be made
concrete by the events it plays host to, a place, then,
for active experiences, incessantly unfinished and in
progress. By encircling the actions of those who tread
its boards turns anyone into a theatrical subject and
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incompleto e in fase di svolgimento. Circoscrivendo
l’azione di chi lo calca, esso trasforma ogni persona
in figura scenica e ogni semplice azione in gesto
esemplare, destinato a drammatizzare lo spazio. In
questo modo il Teatro Continuo, oltre ad si offrirsi nel
Parco come significativa esperienza visiva, avvalora
il protagonismo individuale e sociale e consente una
riscoperta del significato dei ruoli e dei gesti di ognuno.
the simplest action into an exemplary gesture, bound
to dramatize the space. In this way, as well as standing
in the park as a major visual experience, the Teatro
Continuo bears out a certain individual and social
self-promotion and enables people to rediscover the
meaning of everyone’s roles and gestures.
Alberto Burri, Grande Cretto, Gibellina,1981
Foto: Ruderi di Gibellina, Boobax, opera propria
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Burri e il teatro
Il rapporto di Alberto Burri con il teatro è sempre stato
vivo. Ma solo nel 1973, stimolato dall’invito della Triennale,
l’artista si confronta per la prima volta con l’architettura
scenica, allarga la nozione di scena allo spazio pubblico
e coniuga l’idea di intervento artistico con quella di
animazione urbana basata sulla spontaneità d’azione.
Il Teatro Continuo nasce dunque da un confronto con il
tema del parco urbano, ma anche con il contesto culturale
di Milano, la città della Scala: proprio alla Scala, dieci
anni prima, nel 1963, l’artista aveva compiuto il proprio
debutto come scenografo firmando scene e costumi per
il balletto Spirituals per orchestra di Morton Gould. Con
quest’opera Burri ribadisce dunque il proprio interesse
per il teatro, sfrondato però di ogni accessorio e di ogni
possibile sovrastruttura e inteso nel suo senso profondo,
come specchio e catalizzatore dello spazio e del contesto
sociale di riferimento. Di lì a poco Burri comincerà a
progettare altri importanti interventi di “arte totale” tra i
quali lo straordinario Cretto di Gibellina del 1981.
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Burri and the theatre
Alberto Burri’s relationship with theatre has always
been lively. But it was not until 1973 that, intrigued
by the invitation of the Triennale, the artist first tried
his hand at theatre set design, extends the notion of
stage to the public space, and combines the idea of
artistic project with the idea of urban entertainment
based on spontaneous action. So, Teatro Continuo
was born when he tackled the idea of an urban park
but was also born of the cultural scene of Milan, the
city of La Scala: it was actually at La Scala that ten
years earlier, in 1963, the artist had made his debut
as a set and a costume designer for Morton Gould’s
Spirituals for orchestra ballet. So, in this work, Burri
reiterates his interest in theatre, but stripped of all its
frills and potential trappings, in its deepest sense as
a mirror and catalyst of its space and social context.
Soon afterwards, Burri would start to plan other
major “total art” projects, such as the outstanding
Cretto di Gibellina, 1981.
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Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
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Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
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Il Teatro Continuo nel tempo
Nel 1973, dopo la conclusione della XV Triennale di
Milano, della mostra Contatto Arte Città rimangono
in situ, oltre al Teatro Continuo di Alberto Burri, anche
l’Accumulazione musicale e seduta di Arman, i Bagni
misteriosi di Giorgio de Chirico, il Chiosco scultura di
Giorgio Roccamonte. L’opera fa dunque parte di un
nucleo di notevole significato urbanistico e di grande
valore storico-artistico.
Negli anni successivi la notorietà di Alberto Burri
cresce ampiamente, sia in Italia sia fuori dal
paese.
Eppure negli stessi anni viene a mancare, da
parte della città, una presa in carico responsabile
capace di assicurare al Teatro Continuo la cura
necessaria. Nel 1989 l’opera viene demolita.
Il fatto interrompe drasticamente il rapporto tra Burri
e la città di Milano. Il ricordo dell’opera rimane però
impresso nella mente dei cittadini.
Nel 2015, a ventisei anni di distanza dallo
smantellamento, il Teatro Continuo viene reintegrato
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The Teatro Continuo down the years
In 1973, after the end of the XV Triennale di Milano, the
exhibition Contatto Arte Città left behind Alberto Burri’s
Teatro Continuo, Arman’s Accumulazione musicale
e seduta, Giorgio de Chirico’s Bagni misteriosi and
Giorgio Roccamonte’s Chiosco Scultura. So, that work
is now part of a group of sculptures of remarkable
urban relevance and great historical-artistic value.
Over the following years, Alberto Burri’s fame remarkably
grew both in Italy and abroad.
Yet, in those years, the city seemed to lack that sense
of responsibility that would have ensured the Teatro
Continuo would be properly looked after. In 1989, that
work was demolished.
After that, all relations between Burri and Milan were
cut off, once and for all.
However, the memory of that work is still deeply
engraved in the citizens’ minds.
In 2015, twenty-six years after that demolition, the
Teatro Continuo is brought back to its original place
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Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
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30 x 40 cm
nella collocazione originaria e restituito alla città
grazie a un gesto coordinato di responsabilità civica.
L’intervento, che ha il carattere di un recupero
filologico e ha richiesto circa quattro anni, si è svolto
nella convinzione che recuperare il Teatro Continuo,
oltre ad essere un importante atto di conservazione,
significhi restituire alla città un’opera significativa del
ruolo che l’arte può avere per i cittadini.
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and given back to the city, in a coordinated gesture
of civic responsibility. Designed as a philological
restoration which took about four years to complete,
the project took place in the belief that bringing the
Teatro Continuo back to life is not just an important
restoration project, it also means giving back to the
city a work that epitomises the role art can play in the
residents’ life.
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Paola Di Bello,
Teatro Continuo di Alberto Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
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NCTM Studio Legale, insieme alla Fondazione Palazzo
Albizzini Collezione Burri, ha promosso il rifacimento del
Teatro Continuo di Alberto Burri sulla base dei disegni
originali e ha donato il rinato teatro al Comune di Milano
e alla Fondazione La Triennale di Milano. Il progetto è a
cura di Gabi Scardi. L’Architetto Tiziano Sarteanesi ha
definito il progetto e diretto i lavori. La realizzazione, la
cantierizzazione e la posa del Teatro Continuo sono stati
affidati a Leggeri S.r.l., società impegnata da decenni
nella esecuzione di opere di artisti internazionali.
Chiara Sarteanesi ha collaborato alle ricerche storico
artistiche d’archivio. Una documentazione fotografica
del processo di ricostruzione dell’opera è stata
realizzata dall’artista Paola Di Bello. Il progetto è stato
esaminato e autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni
Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Milano.
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NCTM Studio Legale, together with Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, has supported the remaking of the work based on the original sketches and has
donated the reborn Teatro Continuo to the Municipality of Milan and to Triennale di Milano. The project has
been curated by Gabi Scardi. Architect Tiziano Sarteanesi defined the project and supervised the works.
The design, building and installation of the Teatro Continuo were contracted out to Leggeri S.r.l., a company
with decades of experience in the production of works
by international artists. Chiara Sarteanesi contributed
to historical and artistic archival research. A photo gallery of the making of the work was shot by artist Paola
Di Bello. The project was reviewed and authorised by
the Provincial Fine Arts Service of Milan.
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Maria Mulas, Teatro Continuo,
Parco Sempione, 1976
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BIOGRAFIA
BIOGRAPHY
Alberto Burri (Città di Castello 1915 - Nizza 1995) è stato tra i
Alberto Burri (Città di Castello, Italy 1915 – Nice, France 1995) was
one of the greatest artists of the XX century.
He graduated in medicine in 1940; as a medical officer he was
captured by the allies in Tunisia and sent to the Hereford camp, in
Texas. Here, he started to paint.
Back in Italy in 1946, he decided to take up painting and in 1947 he
began to exhibit his works on a regular basis.
His works went on in cycles: Neri e Muffe, Sacchi, Legni, Combustioni,
Ferri, Plastiche, Cretti and Cellotex.
During his career, Burri would also approach the theatre on several
occasions.
In the Seventies, while still studying, he pursued the idea of a ‘total
work of art’ and made a number of outdoor works. One of the most
important results is Teatro Continuo, 1973, and Grande Cretto di
Gibellina, 1981.
As from 1956, he took part in several Venice Biennales while some
of his solo exhibitions were held in the most important Italian and
international museums. Two of the most significant ones were hosted
in Milan, one a tribute in Palazzo Citterio in 1984, the other Alberto
Burri at Triennale di Milano in 2008.
In October 2015, the Guggenheim Museum in New York set up the
exhibition Alberto Burri: The Trauma of Painting.
maggiori artisti del XX secolo.
Si laurea in medicina nel 1940; quale ufficiale medico è fatto
prigioniero degli alleati in Tunisia e inviato nel campo di Hereford,
Texas. Qui comincia a dipingere.
Tornato in Italia nel 1946, decide di dedicarsi alla pittura.
A partire dal 1947 comincia a esporre regolarmente.
Il suo lavoro procede per cicli successivi: Neri e Muffe, Sacchi,
Legni, le Combustioni, i Ferri, Plastiche, Cretti e Cellotex.
Nell’ambito del suo percorso Burri si accosterà ripetutamente al
teatro.
A partire dagli anni Settanta, parallelamente all’attività di studio,
persegue l’idea
di opera totale e realizza diversi interventi per
l’esterno. Tra gli esiti più significativi in questo senso il Teatro
Continuo del 1973 e il Grande Cretto di Gibellina del 1981.
A partire dall’edizione del 1956, partecipa a diverse edizioni della
Biennale di Venezia e sue mostre personali si tengono nei maggiori
musei italiani e internazionali. Due tra le più significative gli vengono
dedicate a Milano; si tratta dell’antologica presso Palazzo Citterio
nel 1984 e della retrospettiva Alberto Burri presso la Triennale di
Milano nel 2008.
Nell’ottobre del 2015, il Guggenheim di New York gli dedicherà
un’importante retrospettiva dal titolo, Alberto Burri: The Trauma of
Painting.
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nctm e l’arte
a cura di Gabi Scardi
Comitato Arte
Lorenzo Attolico
Raffaele Caldarone
Alberto Toffoletto
Federico Trutalli
a cura di Gabi Scardi
Immagini
Crediti fotografici
Pag. 1 / 20-21 / 24-25 / 28-29 / 32 / 35 / 42-43 / 44-45 / 48 / 52-53
Courtesy ntcm e l’arte © Paola Di Bello
pag. 4 / 10 / 13 Courtesy Biblioteca del Progetto,
La Triennale di Milano.
pag. 11 / 56-57 © Maria Mulas
pag. 38-39 Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
in copertina:
Paola Di Bello, Teatro Continuo di Burri,
Parco Sempione, Milano, 2015,
serie di fotografie a colori, fine art ink jet print su carta baritata,
100 x 150 cm. Courtesy ntcm e l’arte © Paola Di Bello
Progetto grafico
jekyll & hyde - jeh.it
Impaginazione
Samuele Menin
© 2015 NCTM Studio Legale
Tutti i diritti riservati.
nctm e l’arte:
Carlos Garaicoa
Salvatore Arancio
e Claudia Losi
Kiki Smith
Zineb Sedira
Adrian Paci
Emma Ciceri
Anri Sala
Pieter Hugo
Rä di Martino
Adelita Husni-Bey
Paola Di Bello
Alberto Burri
Milano
via Agnello, 12
20121 Milano
t +39 02 72551 1
f +39 02 72551 501
Roma
via delle Quattro Fontane, 161
00184 Roma
t +39 06 6784977
f +39 06 6790966
Verona
Stradone Porta Palio, 76
37122 Verona
t +39 045 8097000
f +39 045 8097010
London
St Michael’s House
1 George Yard, Lombard St.
EC3V 9DF London
t +44 (0) 20 73759900
f +44 (0) 20 79296468
Brussels
Avenue de la Joyeuse Entrée, 1
1040 Brussels
t +32 (0) 2 285 4685
f +32 (0) 2 285 4690
Shanghai
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200021 Shanghai
t +86 137 6108 5647
f +86 21 5116 2905
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nctm e l’arte è un progetto indipendente di supporto
all’arte del presente.
Attivato nel 2011, comprende la creazione di una
collezione, il sostegno agli artisti, I’interazione con
istituzioni pubbliche e realtà culturali italiane.
Nato dalla fiducia nell’arte come punto di vista
privilegiato sulla contemporaneità, nctm e l’arte
coltiva sensibilità critica e testimonia l’importanza
che NCTM Studio Legale ripone nella ricerca, nel
pensiero e nella progettualità.
nctm e l’arte is an independent project supporting
contemporary art.
Started in 2011, it involves creating a collection of
artworks, supporting artists as well as interacting with
Italian public institutions and cultural contexts.
Arising from confidence in art as a privileged
viewpoint on the present, nctm e l’arte cultivates
critical sensitivity and shows the importance that
NCTM Studio Legale attaches to research, thought
and forward thinking.
è un progetto
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