lll ASSEMBLEA MEETUP DELLA PROVINCIA DI CASERTA GIUSEPPE MESSINA COME FUNZIONA LA POLITICA COME FUNZIONANO LE ISTITUZIONI: VERSO UN NUOVO GRUPPO DIRIGENTE IN TERRA DI LAVORO 1 GIUSEPPE MESSINA INIZIAMO SUBITO DAL COME NON SI FA ANALISI DI UN TESTO POLITICO PROPOSTO DA UN ATTIVISTA DI NAPOLI In attesa che i sordi al governo muovano qualcosa, è potere dei sindaci fare la loro parte (cambiare il metodo di raccolta rifiuti e premere sul governo) La seguente petizione dovrebbe essere diffusa in tutti i comuni della provincia di Napoli, in quanto contiene gli elementi essenziali per cambiare la situazione. Invito al Sindaco di ... La invitiamo a sottoscrivere il seguente documento, oppure a motivarne l'eventuale rifiuto: "Il sottoscritto Nome e Cognome sindaco di ... si impegna a presentare al Comune di ... una proposta di delibera dal seguente contenuto: 1) Sono esclusi dal pagamento del 50% delle tasse sui rifiuti coloro che non graveranno sul Comune con i propri rifiuti organici, e cioè: a) coloro che avranno conferito i propri rifiuti organici ad una ditta agricola campana che ne faccia uso per compostaggio. b) coloro che effettuino in proprio il compostaggio domestico al fine di mantenere in essere giardini anche pensili. 2) E' istituito un sistema di controllo e penalizzazione di chi conferisca rifiuto organico non puro, anche tramite l'uso di sacchetti personalizzati con teleripresa del relativo svuotamento. 3) In ogni isola ecologica è istituita un'area espositiva per oggetti prelevabili da chi li voglia ri-usare. 4) Il prelievo di oggetti riusabili o riciclabili dalle strade è consentito a chiunque in quanto pur essendo di proprietà comunale, il Comune ne fa dono a chi li desideri. Le ditte private possono effettuare raccolta differenziata. 2 GIUSEPPE MESSINA 5) Il Comune si impegna: a) a destinare al lavaggio delle strade e dei cassonetti le risorse necessarie, b) a destinare i prodotti della raccolta differenziata ai soli impianti di riciclo, escludendo ogni combustione c) ad effettuare il ritiro dei rottami di eternit eventualmente individuati nei fabbricati d) ad eliminare la norma che obbliga a sversare in discarica gli sfalci di potatura, che invece vanno compostati. 6) E' vietata la realizzazione impianti di bio-digestione anaerobica all'interno della città (che va abbellita, non imbruttita e inquinata). 7) Il Comune di ... insisterà settimanalmente presso il Governo al fine di ottenere: a) Un controllo interforze del territorio per impedire ulteriori sversamenti illegali e roghi (da parte di militari addestrati a non aggredire la gente ma gli inquinatori, ed equipaggiati con giubbino personalizzato con codice di riconoscimento). b) La cancellazione della norma che vieta ai liberi raccoglitori di ripulire le strade dai rifiuti riciclabili. c) La cancellazione della norma che legalizza lo sversamento di rifiuti tossici nella sola Campania (DL 90/08 art. 9) d) La abolizione della prescrizione, causa di tutte le impunità, per i reati gravi quali furto di danaro pubblico, mafia, inquinamento territoriale, corruzione (non serve aumentare le pene se la prescrizione le rende inapplicabili) e la perdita della patria potestà per colpire l'educazione criminale dei giovani nelle famiglie devianti. e) La fissazione di un tetto massimo a 150.000 euro annui per gli stipendi più elevati e il dimezzamento delle retribuzioni per i dirigenti responsabili di mancata sorveglianza ambientale. 3 GIUSEPPE MESSINA f) Non c’è! g) L'obbligo per le banche di effettuare accantonamenti per gli investimenti in titoli in misura doppia di quella prescritta per i mutui h) Il divieto per le banche di accettare in garanzia discariche e rifiuti e di investire in inceneritori. La legislazione vigente contiene norme dannose, antieconomiche e criminogene che, se non eliminate, continueranno a colpire duramente la popolazione. Sperando che Ella desideri contribuire alla rimozione di tali storture, cordiali saluti. Data... Sottoscriviamo quanto sopra e acconsentiamo al trattamento dei dati a fini organizzativi. Seguono firme: 4 GIUSEPPE MESSINA L’INTERVENTO È ARTICOLATO ATTORNO A 3 QUESTIONI - CHIAVE: 1^ POLITICA. DI COSA STIAMO PARLANDO? 2^ CONOSCENZA DEL TERRITORIO INTERMEZZO: COME FARE 3^ PIANIFICAZIONE DELLE RISORSE 5 GIUSEPPE MESINA 1^ POLITICA DI COSA STIAMO PARLANDO? 6 GIUSEPPE MESSINA IL TERMINE UTOPIA È LA MANIERA PIÙ COMODA PER LIQUIDARE QUELLO CHE NON SI HA VOGLIA, CAPACITÀ, O CORAGGIO DI FARE. UN SOGNO SEMBRA UN SOGNO FINO A QUANDO NON SI COMINCIA DA QUALCHE PARTE, SOLO ALLORA DIVENTA UN PROPOSITO, CIOÈ QUALCOSA DI INFINITAMENTE PIÙ GRANDE Adriano Olivetti 7 GIUSEPPE MESSINA POLITICA. UNA DEFINIZIONE LA PLURALITA’ E’ IL DATO CHE VA TENUTO FERMO NELLA POLITICA E DUNQUE CHE NON L’UOMO MA GLI UOMINI ABITANO LA TERRA SI PUO’ DEFINIRE POLITICA LA FORMA ORGANIZZATA DELLA COESISTENZA DELLA PLURALITA’ DEGLI UOMINI GLI UOMINI SONO MOLTI, SONO DIVERSI, INFLUENZANO CON DIVERSO POTERE LA RELAZIONE RECIPROCA IN CUI NECESSARIAMENTE VIVONO E QUESTO IMPLICA DISORDINE, FORSE CONFLITTO, MA SI AUTORAPPRESENTANO LA PROPRIA CO-ESISTENZA COME ORDINE, COME FORMA Laura Bazzicalupo – filosofa politica - racconta Hannah Arendt 8 GIUSEPPE MESSINA ANCORA SULLA POLITICA. COME FARE 5 PASSAGGI «MENTALI» OBBLIGATORI 1.DALLA SUGGESTIONE 2.ALL’IDEA 3.DAL PROGRAMMA 4. AL PROGETTO 5. ALL’ATTO AMMINISTRATIVO UN’IDEA DI «GOVERNO DELLA COSA PUBBLICA» E’ CREDIBILE SOLO SE PUO’ DIVENTARE UN ATTO AMMINISTRATIVO 9 GIUSEPPE MESSINA OCCORRE PORSI COSTANTEMENTE LA SEGUENTE DOMANDA: SE IO FOSSI…IL SINDACO, IL CONSIGLIERE, ECC. CHE FAREI? IN ALTRI TERMINI OCCORRE RAGIONARE SEMPRE IN TERMINI DI GOVERNO E MAI DI OPPOSIZIONE, DI MINORANZA. SIAMO PER… NO CONTRO… SEMPRE MARTELLO MAI INCUDINE DEVE DIVENTARE UN HABITUS MENTALE: LA MODALITA’ POLITICA DEL MOVIMENTO E DI 10 CIASCUNO DI NOI GIUSEPPE MESSINA SE LA CONOSCENZA DEL PROGRAMMA POLITICO DEL MOVIMENTO CI SERVE PER CAPIRE LA VISIONE DEL PAESE E IL SUO FUTURO LA CONOSCENZA DEL TERRITORIO E DELLE SUE RISORSE DOVE SI OPERA COSTITUISCE LA PRE-CONDIZIONE PER PENSARE DI AMMINISTRARLO OCCORRE PENSARE GLOBALMENTE AGIRE LOCALMENTE 11 GIUSEPPE MESSINA 2^ CONOSCENZA DEL TERRITORIO 12 GIUSEPPE MESSINA L’AGRICOLTURA CAMPANA GIUSEPPE MESSINA LA VOCAZIONE PRODUTTIVA DEL SETTORE AGRICOLO CAMPANO E’ QUELLA TIPICA DI UN SISTEMA AD AVANZATO LIVELLO DI SPECIALIZZAZIONE PRODUTTIVA -MODELLO DI AGRICOLTURA INTENSIVA -ELEVATA PRODUTTIVITA’ DELLA TERRA IN TERMINI DI VALORE AGGIUNTO PER ETTARO DI SAU CON APPENA IL 3,18% DELLA SAU ESSA PRODUCE UNA PLV PARI AL 7 % DI QUELLA NAZIONALE, PER UN AMMONTARE DI CIRCA 3 MILIARDI DI EURO GIUSEPPE MESSINA GLI ORIENTAMENTI PRODUTTIVI CHE MAGGIORMENTE CARATTERIZZANO L’AGRICOLTURA CAMPANA SONO : • L’ORTOFRUTTICOLTURA • LA FRUTTA • LE COLTURE INDUSTRIALI l’INCIDENZA DEL SETTORE AGRICOLO CAMPANO SULL’ECONOMIA REGIONALE E’ PARI AL 2,3% MEDIA NAZIONALE 1,8%; MEZZOGIORNO 2,9% GIUSEPPE MESSINA LA SOLA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA CON UNA PRODUZIONE DI CIRCA 37.056 MILA TONNELLATE (al 2012), GENERA UN FATTURATO ALLA PRODUZIONE DI 500 MILIONI DI EURO (al consumo ) con oltre 15.000 occupati dei 62.000 occupati nel settore In controtendenza rispetto agli altri tipi di allevamento, il settore bufalino registra un incremento sia di aziende allevatrici sia di capi allevati rispetto al 2000. • AZIENDE DA 2.246 A 2.435 (+8,4%) • I CAPI RADDOPPIANO, PASSANDO DA 182 MILA A 360 MILA Gli allevamenti sono concentrati in Campania e Lazio (che insieme detengono l’82,2% delle aziende e il 90% dei capi) GIUSEPPE MESSINA AD UNA SERIE DI CARATTERISTICHE STRUTTURALI ED ECONOMICHE DEBOLI DEL SUO APPARATO PRODUTTIVO, IL SETTORE AGROALIMENTARE CAMPANO CONTRAPPONE ALCUNI ELEMENTI DISTINTIVI BASATI SU UN AMPIO PANIERE DI PRODOTTI, DI CUI MOLTI OGGETTO DI TUTELA CON MARCHIO COMUNITARIO O NAZIONALE GIUSEPPE MESSINA L’AGRICOLTURA CAMPANA SI CARATTERIZZA • Per un sistema complessivamente debole ma molto differenziato • Per forti carenze strutturali • Per squilibri territoriali • Per una componente industriale relativamente forte e strutturata in ritardo rispetto al Centro Nord del paese • Per una buona performance commerciale • Sul piano del commercio estero: a fronte di un saldo complessivo stabilmente negativo del commercio estero campano, l’agroalimentare mostra un saldo attivo, anch’esso piuttosto stabile nel tempo • Più specializzata nel comparto agroalimentare rispetto al Mezzogiorno • PER UNA NOTEVOLE PRESENZA DI PRODOTTI TRADIZIONALI REGIONALI GIUSEPPE MESSINA IN CAMPANIA VI SONO (Fonte: Regione Campania) 273 PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI (CIRCA L’6,75% RISPETTO ALL’ITALIA) DI CUI 54 CERTIFICATI CE • 25 PRODOTTI CERTIFICATI DOP 13 IGP 9 STG 2 • 1 RICHIESTA ANCORA IN FASE ISTRUTTORIA 29 VINI • DOCG 4 • DOC 15 • IGT 10 (vini compresi) GIUSEPPE MESSINA ALCUNI DATI SIGNIFICATIVI GIUSEPPE MESSINA • Al 2010 in Campania risultano attive 136.867 aziende agricole e zootecniche di cui 9.336 con allevamento di bestiame destinato alla vendita • La Superficie Agricola Totale (SAT) risulta pari a 723.215,48 ettari, e la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) pari ad ettari 547.464,53 il 41% della superficie territoriale • Rispetto al Censimento del 2000 il numero di aziende si è ridotto del 41,7% (-32,2% in Italia) la SAT è diminuita del 13,6% (-8% in Italia) e la SAU del 6,6% (-2,3% in Italia) • In Campania sono presenti rispettivamente il 4,2% della SAU nazionale e l’8,4% delle aziende agricole italiane 21 GIUSEPPE MESSINA Salerno è la provincia campana con il più alto valore di SAU (33,9%) e di aziende (35,6%) Avellino (22,9 % di SAU e 18,9% di aziende) Benevento (19,6 % di SAU e 17,8% di aziende) Caserta (19,5 % di SAU e 17,3% di aziende) Napoli (4,2% di SAU e 10,5% di aziende) Rispetto al Censimento 2000 la variazione in termini di aziende e di SAU ha riguardato principalmente la provincia di Napoli, (-65,9% di aziende e -34,4% di SAU) La provincia con la minore riduzione in termini di aziende è stata Benevento Caserta nel corso del decennio ha visto diminuire del 10% la SAT ma non la SAU (+0,5%) 22 GIUSEPPE MESSINA LA CAMPANIA FA REGISTRARE LA DIMENSIONE AZIENDALE PIU’ BASSA IN ITALIA: 4 Ha (da 2,5 Ha nel 2000) su 7,9 UN’ELEVATA PRODUTTIVITA’ PER ETTARO (+15,91%), OLTRE 4000 EURO, QUASI DOPPIA RISPETTO ALLA MEDIA NAZIONALE (€ 2.140,00) GIUSEPPE MESSINA • IL SETTORE AGRICOLO HA FATTO REGISTRARE NELL’ULTIMO DECENNIO UNA CONSISTENTE PRODUTTIVITA’ DELLA TERRA • AD UN AUMENTO DELLA PRODUTTIVITA’ PER ETTARO SI E’ ACCOMPAGNATO ANCHE UN PROCESSO DI AGGREGAZIONE DELLE SUPERFICI CHE HANNO CONTRIBUITO A RENDERE IL SISTEMA MAGGIORMENTE ELASTICO • L’INCIDENZA % DEL VA DELL’AGR. CAMPANA SUL PIL 2011 E’ STATO DEL 2,3% (MEZZOGIORNO 2,9 – ITALIA 1,8) • L’INCIDENZA % DEGLI OCCUPATI IN AGRICOLTURA SUL TOTALE OCCUPATI NEL 2011 E’ STATO DEL 4,4% (MEZZOGIORNO 7,5 – Italia 3,9) GIUSEPPE MESSINA L’INDUSTRIA ALIMENTARE CAMPANA PRODUTTIVITA’ PER UNITA’ LOCALE 58% DELLA MEDIA NAZIONALE Cause: - contenuta produttività per occupato - debolezza strutturale in termini dimensionali GIUSEPPE MESSINA PROBLEMA A FRONTE DI UNA SUPERFICIE TERRITORIALE DI 0,24 ETTARI PRO CAPITE E UNA CAPACITÀ BIOLOGICA DI 0,96 ETTARI PRO CAPITE AVENDO UN’IMPRONTA ECOLOGICA DI 3,80 ETTARI PRO CAPITE SI HA UN DEFICIT DI 2,84 ETTARI PRO CAPITE GIUSEPPE MESSINA LE RISORSE NATURALI DELLA CAMPANIA NON RIESCONO A RIGENERARSI CON LO STESSO RITMO CON CUI SONO CONSUMATE: TROPPO PESANTE LA PRESSIONE UMANA PER LA CAPACITÀ BIOLOGICA DELLA REGIONE PER SOSTENERE I RITMI E GLI STILI DI VITA DEI 5.764 539 ABITANTI DELLA CAMPANIA OCCORREREBBE UNA SUPERFICIE REGIONALE PARI A 21.905.248 ETTARI circa CONTRO 1.359.502 Ha REALMENTE DISPONIBILI UNA REGIONE SEDICI VOLTE PIÙ GRANDE DELLA REALE, CON UN’IMPRONTA ECOLOGICA PARI A 3,80 ETTARI PRO CAPITE GIUSEPPE MESSINA IN CAMPANIA IL COMPARTO AGRICOLO SI CONCENTRA SI CONSOLIDA E CRESCE 28 GIUSEPPE MESSINA LA NOSTRA TERRA TERRA DI LAVORO E LE SUE RISORSE 29 Isernia Frosinone LT Benevento 30 Napoli GIUSEPPE MESSINA I PRODOTTI TIPICI DELLA CULTURA RURALE IN PROVINCIA DI CASERTA SUPERFICIE AGRARIA UTILIZZATA (SAU) ETTARI 107.360 (+ 499) (pari al 40,70% della sup. territoriale. Media reg. 44 %) AZIENDE AGRICOLE: OLTRE 23.692 (-13.777) – 36,8% (estensione media aziendale Ha 4,54 (da 2,67). Media reg. 4,00 (da 3,6). Italia 7,4) I PRINCIPALI PRODOTTI • • • • • • • • • • • • • 17 Vini di cui 3 DOC (Den. Origine Controllata) e 3 IGT (Indicazione Geografica Tipica) Mozzarella di Bufala campana DOP (Denominazione di Origine Protetta) + Ricotta di Bufala Campana DOP + Caciocavallo Silano (del Matese) DOP + 23 tipi di formaggio fra cui il Casoperuto, il Conciato Romano, Provola affumicata, ecc. Mela Annurca Campana IGP (Indicaz. Geograf. Protetta) pari al 5% della produzione naz. 13 Prodotti agroalimentari tradizionali (nocillo, birre, carne ovina Laticauda, salsicce,…) Castagna tempestiva del vulcano di Roccamonfina; miele + altri 17 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati N. 2 olii extravergine di cui 1 con marchio DOP (Terre Aurunche) N. 5 marchi di acque minerali di cui 2 famosi a livello mondiale Fra i primi in Italia per la produzione di fragole, ciliegie, pesche e nettarine (il 25% della prod. naz.) Il patrimonio bufalino è costituito da 172.353 capi (da 94.278 nel 2000) pari al 65,91% del patrimonio regionale Il patrimonio bovino è pari a 43.348 capi (52.647 nel 2000); le aziende bov. da 2.374 sono passate a 1.620 Il patrimonio ovino da 39.429 capi a 39.287 nel 2010. Le aziende ovine da 786 a 296 nel 2010 Si produce il 60% della quota nazionale di tabacco Burley N. 1 Centro di ricerca in frutticoltura; n. 1 centro nel settore equino. Per le bufale? 31 GIUSEPPE MESSINA IL VALORE AGGIUNTO DELL'AGRICOLTURA DI TERRA DI LAVORO TOCCA IL 9,3%, CONTRO IL 5,6% DEL MEZZOGIORNO E IL 3,3% DELL'ITALIA QUELLO DELL'INDUSTRIA È DEL 24,5%, CONTRO IL 20,3% DEL MEZZOGIORNO 32 GIUSEPPE MESSINA IL DEGRADO IN TERRA DI LAVORO COME SI MODIFICA IL TERRITORIO E SI DISTRUGGE IL FUTURO 33 Isernia Frosinone LT Benevento 34 Napoli GIUSEPPE MESSINA DEGRADO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO IN PROVINCIA DI CASERTA RIFIUTI 8 PIATTAFORME CONAI (Bellona, Casapulla, Caserta, Gricignano, Marcianise, Pastorano, San Nicola L.S, S.Felice a c., Pastorano) 1 DISCARICA ATTIVA (San Tammaro) 1 GASSIFICATORE IN PROGRAMMA A CAPUA 1 INCENERITORE A MARCIANISE A SERVIZIO DELL’IMPIANTO DI DEPURAZIONE (mai usato) 1 STABILIMENTO DI TRITOVAGLIATURA E IMBALLAGGIO RIFIUTI (EX CDR) A SANTA MARIA C.V. 1 SITO DI STOCCAGGIO RIFIUTI TAL QUALE A FERRANDELLE DI SANTA MARIA LA FOSSA 1 IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO ANCORA IN COSTRUZIONE A SAN TAMMARO 4 IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO SEQUESTRATI E CHIUSI 39 DISCARICHE CHIUSE E DA BONIFICARE DI CUI 36 SITI PUBBLICI 851 SITI DI ABBANDONO INCONTROLLATO DI RIFIUTI (discariche illegali) solo 13 bonificate 347 IMPIANTI PER ATTIVITA’ PRODUTTIVE 120 IMPIANTI DI TRATTAMENTO RIFIUTI DI CUI 8 IMPIANTI PER TRATT. RIF. INDUSTRIALI 2 CEMENTIFICI sui 3 in Campania stanno a Caserta 458 CAVE (PRESENTI IN 75 CONUNI SU 104) 376 ABBANDONATE O CHIUSE 46 AUTORIZZATE 36 ABUSIVE DI CUI: IN PROVINCIA DI CASERTA SI E’ COSTRUITO PER IL 400% IN PIU’ RISPETTO SUO FABBISOGNO. SOLO A CASERTA AD ESEMPIO CI SONO CIRCA 5.000 APPARTAMENTI DISPONIBILI. EPPURE SI VOGLIONO COSTRUIRE IN PROVINCIA ALTRI 70.000 ALLOGGI IN 15 COMUNI FRA CUI MARCIANISE. A Villa Literno il Commissario di governo per la bonifica e tutela delle acque della Campania - tra il 5 e il 24 nov. 2009 - ha sancito il divieto assoluto di coltivazione e di commercializzazione dei prodotti agroalimentari e di pascolo per oltre 100 aziende risultate contaminate da metalli pesanti (piombo, vanadio, zinco, arsenico, berillo) e da pericolosi pesticidi. Stesso discorso nell’agro di Marcianise e Macerata C. 35 Nell’agro liternese sono desertificati oltre 150 ettari di terra a causa del fenomeno della salinizzazione GIUSEPPE MESSINA INTERMEZZO: COME FARE 36 GIUSEPPE MESSINA COME FARE UNA RICHIESTA ATTI OBIETTIVI: - ACCERTARE LA VERITA’ - PRECOSTITUIRSI UNA PROVA - SVILUPPARE UN’AZIONE POLITICA 37 GIUSEPPE MESSINA Movimento 5 Stelle di Caserta presso Maurizio Longo (portavoce del Meetup cittadino) Via Ricciardelli, 52 – 81100 Caserta [email protected] Caserta, 09/10/2013 Al sig. Presidente della Provincia E, p.c. Alla Stampa Loro Sedi Oggetto: bilancio Settembre al Borgo 2013. Richiesta atti Il sottoscritto, per la presente, in qualità di portavoce del gruppo Meetup cittadino, chiede il bilancio consuntivo della manifestazione Settembre al Borgo, 43^ stagione. Si ricorda che codesta Amministrazione ha ricevuto un contributo dalla Regione di circa 400.000 euro, mentre per la vendita dei biglietti, da notizie di stampa e dichiarazioni dei responsabili, pare che siano stati venduti biglietti per circa 105.000 euro. A queste cifre vanno aggiunte quelle degli eventuali sponsor, ecc. Appare del tutto evidente che la popolazione sia messa al corrente di come viene speso il denaro pubblico a maggior ragione quando si ha la pretesa di segnalare determinati eventi come leve di uno sviluppo dell’intero territorio. A tale proposito vale la pena sottolineare che, a differenza delle altre manifestazioni distribuite in tutto il Paese (si contano circa 12.000 festival in Italia ogni anno), quello di Casertavecchia si potrebbe definire “Il Festival di non so che cos’è”. Non ci riferiamo certamente alla manifestazione rabberciata di quest’anno ma alla totale mancanza di prospettiva e programmazione che una manifestazione così importante deve avere. Basti guardare ai numeri per capire il tramonto di Settembre al Borgo: Anno 2011 41^ edizione: stanziati 500.000,00 euro + sponsor + biglietti venduti per 28.000 di cui 22.000 presenze agli spettacoli, per 9 giorni di manifestazioni; Anno 2012 42^ edizione: stanziati ben 560.000,00 euro + sponsor + biglietti venduti per circa 15.000 presenze per 7 giorni per 60 “eventi”; Anno 2013 43^ edizione: stanziati 400.000,00 euro + sponsor + biglietti venduti per 7.000 presenze (fra teatro della Torre e piazza Vescovado) per otto spettacoli per 7 giorni per 15 “eventi”! Come appare in modo inequivocabile non risulta al vero quanto da lei affermato “di un crescendo rispetto agli altri anni”. E’ evidente che lei gioca sulla memoria corta dei casertani e dei cosiddetti osservatori e intellettuali de noantri. Le cose stanno esattamente all’opposto di quanto conclamato e il territorio e l’economia di Terra di Lavoro avrebbe bisogno di ben altre capacità e amministratori per sviluppare un serio progetto di rilancio dell’economia verso la valorizzazione dei beni culturali, ambientali, paesaggistiche ed eno-gastronomiche, anziché autocelebrare clamorosi fallimenti in cui i soliti noti ne ricavano vantaggi a tutto danno della cittadinanza e degli operatori economici stretti fra una crisi strutturale e di un personale politico e amministrativo inadeguato. Per quanto sopra e in considerazione che a distanza di un mese codesta Amministrazione non ha ritenuto informare la popolazione circa il risultato economico della manifestazione, ai sensi e per gli effetti della Legge 241/90, si richiedono gli atti di cui alla presente nota. Distinti saluti 38 Gruppo Meetup cittadino del Movimento 5 Stelle Riferimento: Maurizio Longo (portavoce) GIUSEPPE MESSINA AZIONI SUCCESSIVE DUE LIVELLI DI INTERVENTO: - GIUDIZIARIO Corte dei Conti, Magistratura penale con l’obiettivo di • Individuare e punire i responsabili - POLITICO informazione, iniziative varie tese a far conoscere: • i fatti • la proposta politica e amministrativa 39 GIUSEPPE MESSINA 3^ PIANIFICAZIONE DELLE RISORSE 40 GIUSEPPE MESSINA PIANIFICAZIONE. UNA POSSIBILE DEFINIZIONE È L’ATTIVITÀ ATTRAVERSO LA QUALE SI DEFINISCONO GLI ASSETTI COMPLESSIVI DEL TERRITORIO 41 Giuseppe Messina DUE SONO LE POSSIBILI LINEE DI INTERVENTO 1) IL TERRITORIO COME MARCA (Es. Colline del Chianti, Colline del Barolo, Le vacanze del Salento, ecc.) L’azione tecnica e amministrativa, la pianificazione e il supporto finanziario pubblico saranno rivolti verso il turismo, il paesaggio, le emergenze naturali, monumentali, ecc. E’ NECESSARIO COSTRUIRE IL VALORE DEL TERRITORIO (fattorie didattiche e sociali, percorsi enogastronomici, formazione, agriturismo, ecc.). Parole chiave: natura, cultura, identità. OCCORRE LEGARE IL TERRITORIO ALLE AZIENDE E QUESTE AI PRODOTTI 42 Giuseppe Messina 2) IL TERRITORIO COME PRODOTTO (Es. l’Arancia Rossa di Scordia, le lenticchie di Castelluccio da Norcia, i carciofi romani, la mela Annurca campana, la mortadella di Bologna, la mostarda di Cremona, lo Speck dell'Alto Adige, il cappero di Pantelleria, l’agnello di Sardegna, la pera dell’Emilia Romagna, ecc.) OCCORRE RICORDARE E NON DIMENTICARE CHE UN PRODOTTO HA BISOGNO DI DIFFERENZIARSI ATTRAVERSO UN ALTO LIVELLO DI QUALITA’ E CHE IL TERRITORIO IN CUI TALE PRODOTTO NASCE SIA IN GRADO DI ESPORTARNE L’IMMAGINE ATTRAVERSO I MECCANISMI DEL MERCATO L’azione tecnica e amministrativa, la pianificazione e il supporto finanziario pubblico saranno rivolti verso le infrastrutture, la formazione di filiere, la creazione di servizi all’impresa, ecc. UN PRODOTTO DEVE COMUNICARE LA SUA SPECIALITA’ LA SUA UNICITA’ 43 GIUSEPPE MESSIN A IN CONCLUSIONE LA DOMANDA E’: SI STA ANDANDO NELLA GIUSTA DIREZIONE? 44 GIUSEPPE MESSINA GRAZIE 45