Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
• Principio di precauzione
Articolo 174 Trattato UE
2. La politica della Comunità in materia ambientale mira a un elevato livello
di tutela, tenendo
conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa
è fondata sui principi della precauzione e dell'azione preventiva, sul
principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati
all'ambiente, nonché sul principio «chi inquina paga».
Il principio di precauzione può essere invocato quando è necessario un
intervento urgente di fronte a un possibile pericolo per la salute
umana, animale o vegetale, ovvero per la protezione dell'ambiente nel
caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa
del rischio. Esso non può essere utilizzato come pretesto per azioni
aventi fini protezionistici. (Commissione, del 2 febbraio 2000)
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
• VALUTAZIONE AMBIENTALE
STRATEGICA (V.A.S.),
• VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE
(V.I.A.)
• AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE
INTEGRATA (I.P.P.C.)
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
DIRETTIVA 2001/42/CE
(avrebbe dovuto essere recepita entro il 21 luglio 2004. L’Italia non l’ha
fatto ed è partita la procedura di infrazione)
ART. 1 - Obiettivi
• La presente direttiva ha l'obiettivo di garantire un elevato livello
• di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di
• considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione
• di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo
• sostenibile, assicurando che, ai sensi della presente direttiva,
• venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani
• e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA
TAR LAZIO, ROMA, SEZ. III – TER, 4 GENNAIO 2006, N. 82
Nega l’assoggettabilità della delibera CIPE alla VAS prevista dalla
direttiva in quanto la stessa non è self executing.
L’ottavo “considerando”
Occorre pertanto intervenire a livello comunitario in modo da fissare un
quadro minimo per la valutazione
ambientale che sancisca i principi generali del sistema di valutazione
ambientale e lasci agli Stati membri il compito di definire i dettagli
procedurali tenendo conto del principio della sussidiarietà. L'azione
della Comunità non va al di là di quanto necessario per il
raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel trattato.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
Prime applicazioni della VAS
i Programmi dei fondi strutturali 2000 –
2006 per i quali era obbligatoria
Olimpiadi di Torino (le Amm.ni pubbliche hanno ritenuto
applicarla per maggiore garanzia del proprio operato)
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
• Art. 5 del Codice dell’ambiente (in vigore dal 1° agosto 2007)
Il procedimento di valutazione ambientale strategica VAS:
1) elaborazione di un rapporto concernente l'impatto
sull'ambiente conseguente all'attuazione di un
determinato piano o programma da adottarsi o
approvarsi
2) svolgimento di consultazioni
3) valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle
consultazioni nell'iterdecisionale di approvazione di un
piano o programma
4) messa a disposizione delle informazioni sulla decisione
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
• Art. 4 del Codice dell’ambiente
1) garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente;
2) contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali nelle fasi di
elaborazione, di adozione e di approvazione di determinati piani e
programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile;
3) promuovere l'utilizzo della valutazione ambientale nella stesura dei
piani e dei programmi statali, regionali e sovracomunali;
4) assicurare che venga comunque effettuata la valutazione ambientale
dei piani e programmi che possono avere effetti significativi
sull'ambiente;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
• Art. 4 del Codice dell’ambiente
1) garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente;
2) contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali nelle fasi di
elaborazione, di adozione e di approvazione di determinati piani e
programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile;
3) promuovere l'utilizzo della valutazione ambientale nella stesura dei
piani e dei programmi statali, regionali e sovracomunali;
4) assicurare che venga comunque effettuata la valutazione ambientale
dei piani e programmi che possono avere effetti significativi
sull'ambiente;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
DIFFERENZE CON LA DIRETTIVA
85/337/CEE
1) La VAS ha lo scopo di semplificare le
procedure di valutazione di impatto
ambientale
2) Anticipare la procedura di valutazione
dell’impatto ambientale alla fase di
preparazione del piano o programma
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
LA VAS E’ PARTE INTEGRANTE DEL
PROCEDIMENTO AUTORIZZATORIO
I provvedimenti di approvazione adottati
senza la previa valutazione ambientale
strategica, ove prescritta, sono nulli
(ART. 4 COMMA 3)
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
IMPATTO AMBIENTALE
l'alterazione qualitativa e/o quantitativa dell'ambiente,
inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici,
fisici, chimici, naturalistici, climatici, paesaggistici,
architettonici, culturali ed economici, in conseguenza
dell'attuazione sul territorio di piani o programmi o
della realizzazione di progetti relativi a particolari
impianti, opere o interventi pubblici o privati, nonché
della messa in esercizio delle relative attività;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
PIANI E PROGRAMMI
tutti gli atti e provvedimenti di pianificazione e di programmazione
comunque denominati previsti da disposizioni legislative,
regolamentari o amministrative adottati o approvati da autorità
statali, regionali o locali, compresi quelli cofìnanziati dalla
Comunità europea, nonché le loro modifiche; salvi i casi in cui le
norme di settore vigenti dispongano altrimenti, la valutazione
ambientale strategica viene eseguita, prima dell'approvazione, sui
piani e programmi adottati oppure, ove non sia previsto un atto
formale di adozione, sulle proposte di piani o programmi giunte al
grado di elaborazione necessario e sufficiente per la loro
presentazione per l'approvazione;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
QUANDO VIENE ESEGUITA LA VALUTAZIONE ?
salvi i casi in cui le norme di settore vigenti dispongano
altrimenti, la valutazione ambientale strategica viene
eseguita, prima dell'approvazione, sui piani e
programmi adottati oppure, ove non sia previsto un
atto formale di adozione, sulle proposte di piani o
programmi giunte al grado di elaborazione necessario
e sufficiente per la loro presentazione per
l'approvazione;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
SONO SOTTOPOSTI OBBLIGATORIAMENTE A VAS I PIANI E
PROGRAMMI
che presentino entrambi i requisiti seguenti:
1) concernano i settori agricolo, forestale, della pesca,
energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e
delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione
territoriale o della destinazione dei suoli;
2) contengano la definizione del quadro di riferimento per
l'approvazione, l'autorizzazione, l'area di localizzazione o
comunque la realizzazione di opere ed interventi i cui progetti
sono sottoposti a valutazione di impatto ambientale in base
alla normativa vigente;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
SONO SOTTOPOSTI A VAS I PIANI E
PROGRAMMI
concernenti i siti designati come zone di
protezione speciale per la conservazione
degli uccelli selvatici e quelli classificati come
siti di importanza comunitaria per la protezione
degli habitat naturali e della flora e della fauna
selvatica. ;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
OBBLIGATORIA LA CONSULTAZIONE
DELLE AUTORITA’ INTERESSATE
DAGLI EFFETTI SULL’AMBIENTE
PRODOTTI DALL’APPLICAZIONE DEL
PIANO O PROGRAMMA
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
CONCLUSIONI DEVONO ESSERE MESSE
A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
SONO ESCLUSI DALLA VAS:
a) i piani e i programmi destinati esclusivamente a scopi di
difesa nazionale caratterizzati da somma urgenza o
coperti dal segreto di Stato;
b) i piani e i programmi finanziari o di bilancio;
c) i piani e i programmi relativi agli interventi di
telefonia mobile soggetti alle disposizioni di cui
all'articolo 87 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n.
259
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
RAPPORTO AMBIENTALE
costituisce parte integrante della documentazione del
piano o del programma proposto o adottato e da
approvarsi.
Individua, descrive e valuta gli effetti significativi
sull’ambiente
Fissa le ragionevoli alternative che possono adottarsi
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Trasmissione alle autorità interessate
•
Prima dell'approvazione, il piano o programma adottato, oppure, qualora non sia previsto un
atto formale di adozione, la proposta di piano o di programma ed il rapporto ambientale redatto
a norma dell'articolo 9 devono essere messi a disposizione delle altre autorità che, per le loro
specifiche competenze ambientali o paesaggistiche, esercitano funzioni amministrative
correlate agli effetti sull'ambiente dovuti all'applicazione del piano o del programma e del
pubblico. (art. 10)
•
•
Deposito e avviso del deposito (giornali e internet)
45 giorni per osservazioni
•
Entro il termine di quarantacinque giorni dalla pubblicazione della notizia di avvenuto deposito
e dell'eventuale pubblicazione in internet ai sensi del comma 3, chiunque ne abbia interesse
può prendere visione della proposta di piano o programma e del relativo rapporto ambientale
depositati e pubblicizzati a norma dei commi 1, 2 e 3. Entro lo stesso termine chiunque può
presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e
valutativi.
•
Entro 60 successivi giudizio di compatibilità ambientale
•
Che contiene un parere ambientale articolato e motivato che costituisce
presupposto per la prosecuzione del procedimento di approvazione del piano o del
programma
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Il giudizio di compatibilità ambientale può essere condizionato
all'adozione di specifiche modifiche ed integrazioni della proposta del
piano o programma valutato. In tali ipotesi, il giudizio è trasmesso al
proponente con invito a provvedere alle necessarie varianti prima di
ripresentare il piano o programma per l'approvazione
•
In caso di inerzia, decorsi 60 giorni, interviene il
Consiglio dei Ministri che diffida a provvedere entro 20
giorni
Decorsi i 20 giorni inutilmente, il parere è negativo,
cioè il giudizio di compatibilità ambientale è negativo.
•
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
COMPETENZA
STATALE se i piani e programmi di cui all'articolo 7 devono
essere approvati dallo Stato altrimenti sarà
REGIONALE O PROVINCIALE se l’approvazione
compete alle regioni o agli enti locali.
•
•
•
22. Procedure di vas in sede regionale o provinciale
1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e
14, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano con
proprie leggi e regolamenti le procedure per la valutazione ambientale strategica
dei piani e programmi di cui all'articolo 21.
2. Fino all'entrata in vigore delle discipline regionali e provinciali di cui al comma 1,
trovano applicazione le disposizioni di cui alla parte seconda del presente decreto.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
LEGGE REGIONALE 12/2005 – ART. 4
•
•
•
1. Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di
protezione dell’ambiente, la Regione e gli enti locali, nell’ambito dei procedimenti
di elaborazione ed approvazione dei piani e programmi di cui alla direttiva
2001/42/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001
concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi
sull’ambiente e successivi atti attuativi, provvedono alla valutazione ambientale
degli effetti derivanti dall’attuazione dei predetti piani e programmi.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Consiglio regionale,
su proposta della Giunta regionale, approva gli indirizzi generali per la
valutazione ambientale dei piani, in considerazione della natura, della forma e del
contenuto degli stessi.
La Giunta regionale provvede agli ulteriori adempimenti di disciplina, in particolare
definendo un sistema di indicatori di qualità che permettano la valutazione degli
atti di governo del territorio in chiave di sostenibilità ambientale e assicurando in
ogni caso le modalità di consultazione e monitoraggio, nonché l’utilizzazione del
SIT.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
LEGGE REGIONALE 12/2005 – ART. 4
•
•
•
•
•
2. Sono sottoposti alla valutazione di cui al comma 1 il piano territoriale regionale, i piani
territoriali regionali d'area e i piani territoriali di coordinamento provinciali, il
documento di piano di cui all’articolo 8, nonché le varianti agli stessi. La valutazione
ambientale di cui al presente articolo è effettuata durante la fase preparatoria del piano o del
programma ed anteriormente alla sua adozione o all’avvio della relativa procedura di
approvazione.
(comma così modificato dall'articolo 1, legge reg. n. 12 del 2006)
3. Per i piani di cui al comma 2, la valutazione evidenzia la congruità delle scelte rispetto agli
obiettivi di sostenibilità del piano e le possibili sinergie con gli altri strumenti di pianificazione e
programmazione; individua le alternative assunte nella elaborazione del piano o programma,
gli impatti potenziali, nonché le misure di mitigazione o di compensazione, anche
agroambientali, che devono essere recepite nel piano stesso.
4. Sino all’approvazione del provvedimento della Giunta regionale di cui al comma 1, l’ente
competente ad approvare il piano territoriale o il documento di piano, nonché i piani attuativi
che comportino variante, ne valuta la sostenibilità ambientale secondo criteri evidenziati nel
piano stesso.
D.c.r. 13 marzo 2007 - n. VIII/351 Indirizzi generali per la valutazione di piani e programmi
(articolo 4, comma 1, l.r. 11 marzo 2005, n. 12)
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Ambito di applicazione vas regionale
E` effettuata una valutazione ambientale per tutti i P/P:
a) elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico,
industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle
acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale
o della destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro
di riferimento per l’autorizzazione dei progetti elencati negli
allegati I e II della direttiva 85/337/CEE;
b) per i quali, in considerazione dei possibili effetti sui siti, si
ritiene necessaria una valutazione ai sensi degli articoli 6 e 7
della direttiva 92/43/CEE.
4.3 I P/P indicati alla lettera a) del precedente punto 4.2 individuati
nell’allegato A. Tale elenco e` meramente compilativo e non
esaustivo.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
•
4.5 L’ambito di applicazione, relativamente al settore della pianificazione
territoriale o della destinazione dei suoli, e` stato specificato
dal comma 2 dell’articolo 4 della legge per il governo
del territorio, precisando che sono sempre soggetti a valutazione
ambientale i seguenti piani e le loro varianti:
•
•
•
– piano territoriale regionale;
– piani territoriali regionali d’area;
– piani territoriali di coordinamento provinciali
•
– documento di piano
.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
g) proponente – la pubblica amministrazione o il soggetto privato,
secondo le competenze previste dalle vigenti disposizioni,
che elabora il piano od il programma da sottoporre alla valutazione
ambientale;
h) autorita` procedente – la pubblica amministrazione che attiva
le procedure di redazione e di valutazione del piano/programma;
nel caso in cui il proponente sia una pubblica amministrazione,
l’autorita` procedente coincide con il proponente; nel caso
in cui il proponente sia un soggetto privato, l’autorita` procedente
e` la pubblica amministrazione che recepisce il piano o il programma,
lo adotta e lo approva;
i) autorita` competente per la VAS – autorita` con compiti di
tutela e valorizzazione ambientale, individuata dalla pubblica
amministrazione, che collabora con l’autorita` procedente/proponente
nonche´ con i soggetti competenti in materia ambientale,
al fine di curare l’applicazione della direttiva e dei presenti indirizzi
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
VALUTAZIONE DI IMPATTO
AMBIENTALE
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Risponde ad esigenze di prevenzione da
realizzare mediante misure in grado di
tenere preventivamente conto di tutte le
eventuali ripercussioni sull’ambiente dei
principali interventi ad opera dell’uomo.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
Fino all’entrata in vigore del codice si applica
la direttiva 85/337 che definisce “progetto” la
realizzazione di lavori di costruzione o di altri
impianti di opere e ogni intervento
sull’ambiente naturale e sul paesaggio
compresi quelli destinati allo sfruttamento del
suolo
Per “committente” si intende colui che chiede
l’autorizzazione relativa ad un progetto privato
o la pubblica autorità che prende l’iniziativa
relativa ad un progetto
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
La regione Lombardia ha dato attuazione alla direttiva in base a quanto disposto con DPR 12
aprile 1996, con legge regionale n. 20 del 3 settembre 1999 (in vigore)
•
Art. 2. Progetti sottoposti a procedura di VIA e di verifica
•
1. Le procedure di VIA e di verifica, previste rispettivamente dagli artt. 5 e 10 del d.P.R. 12
aprile 1996, si applicano alle seguenti tipologie progettuali:
a) sono soggetti a procedura di VIA i progetti indicati nell’allegato A del d.P.R. 12 aprile
1996 nonché i progetti indicati nell'allegato I della direttiva del Consiglio 97/11/CE del 3 marzo
1997;
b) sono soggetti a procedura di VIA i progetti indicati nell’allegato B del d.P.R. 12 aprile
1996 che ricadano, anche parzialmente, all’interno delle aree naturali protette, come definite
dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette); per tali progetti le
soglie dimensionali sono ridotte del cinquanta per cento;
c) sono soggetti a procedura di VIA i progetti di ricerca e coltivazione di minerali solidi e
delle risorse geotermiche sulla terraferma, di cui all'art. 35 del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni
ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59);
d) sono soggetti a procedura di verifica, secondo le modalità dell’art. 10 del d.P.R. 12 aprile
1996, i progetti indicati nell’allegato B del d.P.R. medesimo che non ricadano nelle aree
naturali protette di cui alla lett. b);
e) sono soggetti alle procedure di VIA e di verifica i progetti riguardanti modifiche ad interventi
od opere, qualora da tali progetti derivi un intervento od un’opera con caratteristiche e
dimensioni rientranti fra quelli previsti dalle lettere a), b), c) e d) del presente comma.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
Art. 3. Autorità competente
1. La Regione è autorità competente in via generale per le
procedure di VIA e di verifica riguardanti i progetti indicati all’art. 2,
comma 1, fatte salve le disposizioni di cui ai commi successivi.
2. Relativamente alle opere per la cui approvazione o
autorizzazione sia competente la provincia territorialmente
interessata, quest’ultima è l’autorità competente anche per le
relative procedure di VIA e di verifica.
3. La giunta regionale approva appositi elenchi, predisposti e
periodicamente aggiornati dalle competenti direzioni generali
regionali, recanti la ricognizione delle opere e degli interventi
soggetti alla competenza provinciale ai sensi del comma 2.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
•
•
Alle regioni sono state poi trasferite procedure di valutazione prima affidate
allo stato in forza dell’art. 71 del dlgs 112/1998
71. Valutazione di impatto ambientale
1. In materia di valutazione di impatto ambientale (VIA) sono di competenza dello
Stato:
a) le opere ed impianti il cui impatto ambientale investe più regioni;
b) le opere e infrastrutture di rilievo internazionale e nazionale;
c) gli impianti industriali di particolare e rilevante impatto;
d) le opere la cui autorizzazione è di competenza dello Stato.
2. Con atto di indirizzo e coordinamento da adottare entro otto mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono individuate le specifiche
categorie di opere, interventi e attività attualmente sottoposti a valutazione statale
di impatto ambientale da trasferire alla competenza delle regioni.
3. Il trasferimento delle competenze attualmente in capo allo Stato è subordinato,
per ciascuna regione, alla vigenza della legge regionale della VIA, che provvede
alla individuazione dell'autorità competente nell'ambito del sistema delle regioni e
delle autonomie locali, ferma restando la distinzione tra autorità competente e
soggetto proponente.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
•
procedimento di valutazione di impatto ambientale
- VIA:
l'elaborazione di uno studio concernente l'impatto
sull'ambiente che può derivare dalla realizzazione e
dall'esercizio di un'opera il cui progetto è sottoposto
ad approvazione o autorizzazione,
lo svolgimento di consultazioni,
la valutazione dello studio ambientale e dei risultati
delle consultazioni nell'iter decisionale di approvazione
o autorizzazione del progetto dell'opera e
la messa a disposizione delle informazioni sulla
decisione;
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
A differenza della VAS ha ad oggetto la valutazione del progetto di un’opera o di un intervento o di un
impianto
•
Art. 23 del codice
•
•
1. Sono assoggettati alla procedura di valutazione di impatto ambientale:
a) i progetti di cui all'elenco A dell'Allegato III alla parte seconda del presente decreto, ovunque
ubicati;
•
b) i progetti di cui all'elenco B dell'Allegato III alla parte seconda del presente decreto che
ricadano, anche parzialmente, all'interno di aree naturali protette come definite dalla legge 6
dicembre 1991, n. 394;
•
c) i progetti elencati di cui all'elenco B dell'Allegato III alla parte seconda del presente decreto
che non ricadano in aree naturali protette, ma che, sulla base degli elementi indicati
nell'Allegato IV alla parte seconda del presente decreto, a giudizio dell'autorità competente
richiedano ugualmente lo svolgimento della procedura di valutazione d'impatto ambientale;
•
d) i progetti di specifiche opere o interventi per i quali la procedura di valutazione di impatto
ambientale sia espressamente prescritta dalle leggi speciali di settore che disciplinano dette
opere o interventi.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
4. Possono essere esclusi dal campo di applicazione del presente titolo
i progetti di seguito elencati che, a giudizio dell'autorità competente,
non richiedano lo svolgimento della procedura di valutazione di impatto
ambientale:
•
a) i progetti relativi ad opere ed interventi destinati esclusivamente a
scopi di difesa nazionale;
•
b) i progetti relativi ad opere ed interventi destinati esclusivamente a
scopi di protezione civile, oppure disposti in situazioni di necessità e
d'urgenza a scopi di salvaguardia dell'incolumità delle persone da un
pericolo imminente o a seguito di calamità;
•
c) i progetti relativi ad opere di carattere temporaneo, ivi comprese quelle
necessarie esclusivamente ai fini dell'esecuzione di interventi di bonifica
autorizzati.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
1. La valutazione di impatto ambientale compete:
•
a) per i progetti di opere ed interventi sottoposti ad autorizzazione
statale e per quelli aventi impatto ambientale interregionale o
internazionale, al Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali,
secondo le disposizioni di cui al presente capo I ed al capo II;
•
b) negli altri casi, all'autorità individuata dalla regione o dalla
provincia autonoma con propria legge, tenuto conto delle
attribuzioni della competenza al rilascio dell'autorizzazione alla
realizzazione delle varie opere ed interventi e secondo le
procedure dalla stessa stabilite sulla base dei criteri direttivi di cui
al capo III del presente titolo, ferme restando le disposizioni
comuni di cui al presente capo I.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
La valutazione di impatto ambientale
viene effettuata sul progetto preliminare.
•
E’ sufficiente il progetto preliminare ?
•
Per il TAR Lazio, Roma – sentenza n.
82 del 2006 SI
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
l’anticipazione della VIA al progetto preliminare NON comporta il venir meno
di una valutazione effettiva e realistica delle ripercussioni dell’opera
sull’ambiente, attesa la pienezza dei contenuti descritti dall’art. 19 e tenuto
conto che l’art. 20 (ora nel testo modificato dall’art. 2 del cit. D.Lgs. n. 189
del 2005) estende ogni opportuna garanzia al progetto definitivo, il quale,
oltre ad essere integrato da una relazione del progettista sulla rispondenza
al progetto preliminare ed alle prescrizioni apposte in sede di approvazione
(art. 4), è sottoposto alla verifica di ottemperanza da parte della stessa
Commissione speciale e, nel caso sia sensibilmente diverso da quello
preliminare, il Ministro dell’ambiente può richiedere l’aggiornamento dello
studio e la sua nuova pubblicazione anche ai fini dell’eventuale invio di
osservazioni da parte dei soggetti pubblici e privati interessati. Infine,
qualora si riscontrino violazioni degli impegni presi ovvero modifiche del
progetto che comportino significative variazioni dell’impatto ambientale, la
Commissione ne riferisce al Ministro, che ordina di adeguare l’opera e, se
necessario, chiede al CIPE la sospensione dei lavori ed il ripristino della
situazione ambientale a spese del responsabile, nonché l’adozione dei
provvedimenti cautelari in tema di misure provvisorie di salvaguardia, anche
a carattere inibitorio, previsti dagli artt. 8 e 9 della legge 8 luglio 1986 n. 349.
Deve pertanto concludersi nel senso della pienezza delle garanzie
approntate, pur nell’ottica dell’accelerazione delle procedure di realizzazione
delle grandi opere di preminente interesse nazionale.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
24. Finalità della via
1. La procedura di valutazione di impatto ambientale deve assicurare che:
a) nei processi di formazione delle decisioni relative alla realizzazione di progetti individuati
negli Allegati alla parte seconda del presente decreto siano considerati gli obiettivi di
proteggere la salute e di migliorare la qualità della vita umana, al fine di contribuire con un
migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento della varietà delle specie
e conservare la capacità di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale di vita,
nonché gli obiettivi di garantire l'uso plurimo delle risorse naturali, dei beni pubblici destinati
alla fruizione collettiva, e di assicurare lo sviluppo sostenibile;
•
b) per ciascun progetto siano valutati gli effetti diretti ed indiretti della sua realizzazione
sull'uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee,
sull'aria, sul clima, sul paesaggio e sull'interazione tra detti fattori, sui beni materiali e
sul patrimonio culturale ed ambientale;
•
c) per ciascun progetto siano esplicitate le principali ragioni della scelta fra le alternative
proposte dal committente;
•
d) in ogni fase della procedura siano garantiti lo scambio di informazioni e la consultazione
tra il soggetto proponente e l'autorità competente;
•
e) siano garantite l'informazione e la partecipazione del pubblico al procedimento;
•
f) siano conseguite la semplificazione, la razionalizzazione ed il coordinamento delle
valutazioni e degli atti autorizzativi in materia ambientale.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
LA VIA E’ UN PERCORSO SUB PROCEDIMENTALE
SFOCIA IN UN PARERE VINCOLANTE, CHE A SUA VOLTA SI AGGIUNGE AD ALTRI PARERI PER INTEGRARE IL
PROCEDIMENTO AUTORIZZATORIO
la VIA viene, infatti, considerata come una valutazione ampiamente discrezionale
Sentenza TAR Veneto n. 1350 del 2000
•
•
•
•
•
•
Le ricorrenti sostengono che la competenza ad emanare il decreto impugnato spettava al dirigente, non al Ministro.
La norma fondamentale sulle attribuzioni dirigenziali è contenuta nell'art. 3 del d. lgs. 29/93, che è intitolato "indirizzo politico-amministrativo; funzioni e
responsabilità". Tale norma è ispirata al principio della separazione tra indirizzo politico ed azione amministrativa, ed è concepita nei seguenti termini: a) gli organi di
governo fissano gli obiettivi ed i programmi e verificano i risultati della gestione amministrativa; b) ai dirigenti spetta la gestione complessiva dell'attività
amministrativa, il che si traduce nel potere di emanare atti che impegnano l'Amministrazione all'esterno nonché nei poteri autonomi di spesa e di organizzazione
delle risorse, umane e strumentali; i dirigenti sono responsabili dei risultati della gestione.
Questa regola sulla separazione delle attribuzioni è una
norma fondamentale di organizzazione dei poteri pubblici e costituisce perciò lo svolgimento del principio costituzionale dettato dall'art. 97 della Costituzione: essa è
stata ribadita e confermata dall'art. 45, co. 1, del d. lgs. 80/98, in forza della quale "a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, le disposizioni previgenti
che conferiscono agli organi di governo l'adozione di atti di gestione ... si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti".
Il caso all’esame, tuttavia, non è riconducibile ad un’attività semplicemente gestionale, ma rientra nell’ambito dell’indirizzo politico-amministrativo :
a) perché l’esercizio di poteri che danno luogo a pronunce di concerto tra due ministri appartiene all’indirizzo politico-amministrativo: si tratta infatti di pronunce che,
mediando interessi pubblici diversi ed incidendo reciprocamente sui poteri dell’altro Ministro, eccedono la semplice attività gestionale e sono invece espressione di
valutazioni anche politiche, proprie dei poteri governativi;
b) perché, nella fattispecie, l’esercizio di poteri eccedenti la semplice gestione emerge a fortiori, in quanto il giudizio di compatibilità ambientale è stato
eccezionalmente inserito in una sequenza procedimentale che è coordinata dal Comitato misto di indirizzo, coordinamento e controllo di cui all’art 4 della l. 798/84.
Questo è un organo collegiale, presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri che, secondo l’art. 95 Cost. “mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo
promovendo e coordinando l’attività dei ministri”, con una composizione di altissimo rilievo politico, cui sono demandate scelte strategiche di straordinaria
importanza, a garanzia dell’effettività della dichiarazione (recata dall’art. 1 l. 171/73) che la salvaguardia di Venezia e della sua laguna è “problema di preminente
interesse nazionale”. Invero, secondo tale disposizione “la Repubblica garantisce la salvaguardia dell'ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico della
città di Venezia e della sua laguna, ne tutela l'equilibrio idraulico, ne preserva l'ambiente dall'inquinamento atmosferico e delle acque e ne assicura la vitalità
socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e dell'assetto territoriale della Regione”.
È perciò naturale e legittimo che tale giudizio sottenda valutazioni eccedenti l’ordinaria gestione e sia stato sottoscritto dai ministri competenti.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
Sentenza TAR Veneto n. 1350 del 2000
•
Le ricorrenti sostengono che la competenza ad emanare il decreto impugnato
spettava al dirigente, non al Ministro.
•
La norma fondamentale sulle attribuzioni dirigenziali è contenuta nell'art. 3 del
d. lgs. 29/93, che è intitolato "indirizzo politico-amministrativo; funzioni e
responsabilità". Tale norma è ispirata al principio della separazione tra indirizzo
politico ed azione amministrativa, ed è concepita nei seguenti termini: a) gli organi
di governo fissano gli obiettivi ed i programmi e verificano i risultati della gestione
amministrativa; b) ai dirigenti spetta la gestione complessiva dell'attività
amministrativa, il che si traduce nel potere di emanare atti che impegnano
l'Amministrazione all'esterno nonché nei poteri autonomi di spesa e di
organizzazione delle risorse, umane e strumentali; i dirigenti sono responsabili dei
risultati della gestione. Questa regola sulla separazione delle attribuzioni è una
norma fondamentale di organizzazione dei poteri pubblici e costituisce perciò lo
svolgimento del principio costituzionale dettato dall'art. 97 della Costituzione: essa
è stata ribadita e confermata dall'art. 45, co. 1, del d. lgs. 80/98, in forza della
quale "a decorrere dall'entrata in vigore del presente decreto, le disposizioni
previgenti che conferiscono agli organi di governo l'adozione di atti di gestione ...
si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti".
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
Il caso all’esame, tuttavia, non è riconducibile ad un’attività semplicemente gestionale, ma
rientra nell’ambito dell’indirizzo politico-amministrativo :
a) perché l’esercizio di poteri che danno luogo a pronunce di concerto tra due ministri
appartiene all’indirizzo politico-amministrativo: si tratta infatti di pronunce che, mediando
interessi pubblici diversi ed incidendo reciprocamente sui poteri dell’altro Ministro, eccedono la
semplice attività gestionale e sono invece espressione di valutazioni anche politiche, proprie
dei poteri governativi;
b) perché, nella fattispecie, l’esercizio di poteri eccedenti la semplice gestione emerge a
fortiori, in quanto il giudizio di compatibilità ambientale è stato eccezionalmente inserito in una
sequenza procedimentale che è coordinata dal Comitato misto di indirizzo, coordinamento e
controllo di cui all’art 4 della l. 798/84. Questo è un organo collegiale, presieduto dal
Presidente del Consiglio dei Ministri che, secondo l’art. 95 Cost. “mantiene l’unità di indirizzo
politico ed amministrativo promovendo e coordinando l’attività dei ministri”, con una
composizione di altissimo rilievo politico, cui sono demandate scelte strategiche di
straordinaria importanza, a garanzia dell’effettività della dichiarazione (recata dall’art. 1 l.
171/73) che la salvaguardia di Venezia e della sua laguna è “problema di preminente interesse
nazionale”. Invero, secondo tale disposizione “la Repubblica garantisce la salvaguardia
dell'ambiente paesistico, storico, archeologico ed artistico della città di Venezia e della sua
laguna, ne tutela l'equilibrio idraulico, ne preserva l'ambiente dall'inquinamento atmosferico e
delle acque e ne assicura la vitalità socioeconomica nel quadro dello sviluppo generale e
dell'assetto territoriale della Regione”.
È perciò naturale e legittimo che tale giudizio sottenda valutazioni eccedenti l’ordinaria
gestione e sia stato sottoscritto dai ministri competenti.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Sentenza CDS 17 maggio 2006, n. 2851
•
, come già rilevato dalla Sezione in altra occasione, la valutazione
dell’impatto ambientale non costituisce un mero giudizio tecnico,
suscettibile, in quanto tale, di verificazione sulla base di oggettivi criteri di
misurazione, ma presenta profili particolarmente intensi di
discrezionalità amministrativa sul piano dell’apprezzamento degli
interessi pubblici in rilievo (Cons. St. Sez. VI, n. 548/2004);
apprezzamento che è sindacabile dal giudice amministrativo soltanto in
ipotesi in cui risulti evidente lo sconfinamento dal potere discrezionale
riconosciuto all’amministrazione.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Sentenza CDS 18 gennaio 2006, n. 129
•
Il procedimento di valutazione d’impatto ambientale, inoltre, anche se
finalizzato a migliorare la trasparenza della decisione finale, consentendo
di acquisire gli elementi necessari ad un corretto bilanciamento tra danni
e benefici derivanti dall’esecuzione dell’opera pubblica, costituisce,
tuttavia, mero strumento di supporto tecnico alla decisione finale, la
quale, nel caso in esame, ove sia assunta dalla collegialità dell’organo
competente (es Governo), oltre ad essere di tipo tecnico-discrezionale,
riguardando l’attuazione di profili di valutazione politica, implicava marcati
profili di valutazione politica che restringono la sindacabilità del giudice
amministrativo.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
•
•
•
36. Procedimento di valutazione
i progetti delle opere ed interventi devono essere inoltrati al Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio, al Ministero per i beni e le attività culturali, alla regione territorialmente
interessata, alla Commissione tecnico-consultiva per le valutazioni ambientali di cui
all'articolo 6 ed agli altri Ministeri eventualmente interessati. Al progetto deve essere allegato lo
studio di impatto ambientale di cui all'articolo 27 e la relativa sintesi non tecnica.
Qualora l'opera o intervento progettato interessi più regioni, a ciascuna regione deve essere
inviata una copia del progetto, cui vanno allegati lo studio di impatto ambientale di cui
all'articolo 27 e la relativa sintesi non tecnica.
Per le opere ed interventi che ricadano nel territorio di più enti locali, può essere
depositato presso ciascuna provincia e ciascun comune solo lo stralcio del progetto e
dello studio di impatto ambientale relativo alla porzione dell'opera o intervento che interessa il
relativo ambito territoriale,
l'annuncio dell'avvenuta presentazione deve essere comunque pubblicato, a cura del
committente o proponente, almeno in un quotidiano a diffusione nazionale e in un quotidiano a
diffusione regionale per ciascuna regione territorialmente interessata.
Resta ferma la facoltà per il committente o proponente di richiedere in via preventiva al
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio la definizione di modalità di divulgazione
più adeguate e praticabili in relazione alle specifiche caratteristiche del progetto.
Le regioni, le province ed i comuni interessati devono esprimere il loro parere entro
sessanta giorni dalla data della trasmissione di cui ai commi 1 e 2. Decorso tale termine, il
giudizio di compatibilità può essere emesso anche in assenza dei predetti pareri.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
Chiunque vi abbia interesse, ai sensi delle leggi vigenti, può presentare al Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio, oppure direttamente alla Commissione tecnicoconsultiva di cui all'articolo 6, e alla regione interessata istanze, osservazioni o pareri
scritti sull'opera soggetta a valutazione di impatto ambientale, nel termine di trenta giorni
dalla pubblicazione dell'avvenuta comunicazione del progetto.
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio si pronuncia sulla compatibilità
ambientale, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro
proponente, entro novanta giorni dalla data dell'ultima delle pubblicazioni di cui al
comma 5, e comunque non prima che siano decorsi sessanta giorni dall'ultima delle
trasmissioni di cui ai commi 1 e 2, salvo proroga deliberata dal Consiglio dei Ministri in casi di
particolare rilevanza.
L'inutile decorso dei termini da computarsi tenuto conto delle eventuali interruzioni e
sospensioni intervenute, implica l'esercizio del potere sostituivo da parte del Consiglio dei
Ministri, che provvede entro sessanta giorni, previa diffida all'organo competente ad
adempiere entro il termine di venti giorni, anche su istanza delle parti interessate.
In difetto, per progetti sottoposti a valutazione d'impatto ambientale in sede statale, si intende
emesso giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto. Per i progetti
sottoposti a valutazione d'impatto ambientale in sede non statale, si applicano le disposizioni
generali del codice fino all'entrata in vigore di apposite norme regionali e delle province
autonome, da adottarsi nel rispetto della disciplina comunitaria vigente in materia.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
La domanda di VIA deve essere corredata dallo studio di impatto ambientale che è predisposto
dal proponente e deve contenere almeno:
•
a) una descrizione del progetto con informazioni relative alle sue caratteristiche,
alla sua localizzazione ed alle sue dimensioni;
•
b) una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e possibilmente
compensare gli effetti negativi rilevanti;
•
c) i dati necessari per individuare e valutare i principali effetti sull'ambiente e sul
patrimonio culturale che il progetto può produrre, sia in fase di realizzazione che in
fase di esercizio;
•
d) una descrizione sommaria delle principali alternative prese in esame dal
committente, ivi compresa la cosiddetta «opzione zero», con indicazione delle
principali ragioni della scelta, sotto il profilo dell'impatto ambientale;
•
e) una valutazione del rapporto costi-benefici del progetto dal punto di vista
ambientale, economico e sociale.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
I rapporti con la legge n. 241/1990 e l’obbligo di avvio del procedimento
SENTENZA TAR LAZIO 5 luglio 2005, n. 5481
Può, ritenersi che l’art. 7 della L. n. 241/1990, nella parte in cui prevede
l’obbligo per l’amministrazione procedente di dare previa
comunicazione personale dell’avvio procedimentale al diretto
interessato, non si applichi alla fattispecie del procedimento di VIA,
attesa la specialità della disposizione di cui all’art. 6, co. 3, della l. n.
349/1986, nella parte in cui prevede la pubblicazione dell’avviso su
due quotidiani, nei confronti dei soggetti che non siano
direttamente destinatari dell’atto né siano agevolmente
individuabili.
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Misure di pubblicità
•
Le amministrazioni competenti assicurano l'individuazione degli uffici
presso i quali, in via permanente o per casi specifici, sono depositati e
consultabili dal pubblico i documenti e gli atti inerenti i procedimenti di
valutazione, pendenti o conclusi, concernenti opere ed interventi attinenti le
rispettive attribuzioni e competenze.
Contestualmente alla presentazione della domanda il committente o
proponente provvede a proprie spese:
a) al deposito del progetto dell'opera, dello studio di impatto ambientale e di
un congruo numero di copie
b) alla diffusione di un annuncio dell'avvenuto deposito a mezzo stampa,
secondo le modalità stabilite dall'autorità competente con apposito
regolamento che assicuri criteri uniformi di pubblicità per tutti i progetti
sottoposti a valutazione d'impatto ambientale, garantendo che il pubblico
interessato venga in tutti i casi adeguatamente informato.
Avverso le decisioni, gli atti o le omissioni soggetti alle isposizioni sulla
partecipazione del pubblico è sempre ammesso il ricorso secondo le norme
generali in materia di impugnazione degli atti amministrativi illegittimi.
•
•
•
•
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
•
•
•
Partecipazione al procedimento
Il soggetto interessato che intenda fornire elementi conoscitivi e valutativi
concernenti i possibili effetti dell'opera o intervento progettato può
presentare all'autorità competente osservazioni scritte su tale progetto,
soggetto alla procedura di valutazione d'impatto ambientale, nel termine di
quarantacinque giorni dalla pubblicazione sui quotidiani
Il giudizio di compatibilità ambientale considera, contestualmente,
singolarmente o per gruppi, tali osservazioni, i pareri forniti dalle pubbliche
amministrazioni e le altre eventuali osservazioni del pubblico.
Le osservazioni sui progetti di opere soggette a VIA configurandosi come un
apporto collaborativo fornito all’amministrazione da chiunque vi abia interesse non
richiedono, in caso di rigetto, una dettagliata confutazione essendo sufficiente che
dagli atti del procedimento risulti che sono state valutate e una sintetica
motivazione della valutazione negativa che non deve necessariamente investire
ogni singola argomentazione del proponente (TAR Lazio 5 luglio 2005 n. 5481)
Codice dell’Ambiente
S.S.P.A.L. - Milano 14 giugno 2007
•
Se il giudizio di compatibilità viene emesso l'amministrazione
competente all'autorizzazione definitiva alla realizzazione dell'opera
o dell'intervento progettato acquisisce il giudizio di compatibilità
ambientale comprendente le eventuali prescrizioni per la
mitigazione degli impatti, il monitoraggio delle opere e degli
impianti e le misure previste per evitare, ridurre o eventualmente
compensare rilevanti effetti negativi.
•
i progetti devono essere adeguati agli esiti del giudizio di
compatibilità ambientale prima del rilascio dell'autorizzazione alla
realizzazione.
•
Gli esiti della procedura di valutazione di impatto ambientale
devono essere comunicati ai soggetti del procedimento, a tutte le
amministrazioni pubbliche competenti, anche in materia di controlli
ambientali, e devono essere adeguatamente pubblicizzati.
Scarica

AMBIENTE2