Aggiornamenti in campo ambientale:
- punto sul SISTRI
- MUD 2011
- 231 e reati ambientali
Ing. Alessio Figini
23 febbraio 2012
Programma dell’intervento
 Il punto sul SISTRI – da un rinvio all’altro
 ll MUD 2011 – modalità di presentazione e scadenze
 D.Lgs. 121/2011 – inserimento reati ambientali nel campo di
applicazione del D.Lgs. 231/2001
 Quesiti dei partecipanti
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SISTRI: il punto della situazione
…da un rinvio all’altro…
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Cos’è il SISTRI? Rinfreschiamoci le idee
Sistema di tracciabilità dei rifiuti per l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali
nazionali e dei rifiuti urbani della Regione Campania.
Principali innovazioni:
 dispositivi elettronici per sostituire i documenti cartacei e MUD;
 gestione informatica della documentazione;
 conoscenza, in tempo reale, della movimentazione dei rifiuti sul territorio nazionale,
anche per quelli che provengono da altri Paesi o che vengono trasportati verso altri
Paesi;
 inserimento informatico nella Scheda SISTRI dei certificati analitici, ove richiesto dalla
vigente normativa;
 possibilità di gestire il tutto anche mediante software gestionali accreditati per
l’interoperabilità.
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Riferimenti Normativi
 D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.: norme in materia ambientale.
 L. 102/2009: affida al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
la realizzazione del SISTRI attraverso uno o più decreti.
 D.M. 52 del 18/02/2011, “Testo Unico” SISTRI: istituzione del sistema di controllo
della tracciabilità dei rifiuti; testo coordinato che racchiude e abroga i decreti ministeriali
precedenti (17/12/2009 e s.m.i.).
 Decreto 26 maggio 2011: proroga e scaglionamento delle date di partenza del
Sistri, dal 1° settembre 2011 al 1° gennaio 2012 in base alla tipologia di attività, al
numero di dipendenti ed alla tipologia di rifiuti prodotti.
 D.Lgs. 121 del 8 luglio 2011: alleggerimento sanzioni nel caso di irregolarità
multiple (doppio della più grave) e nel primo periodo di applicazione del SISTRI
(Sanzioni ridotte a 1/10 per violazioni compiute entro 8 mesi dall’entrata in
operatività e a 1/5 entro i successivi 4 mesi).
 D.Lgs. 138 del 13 agosto 2011: abrogazione del SISTRI.
 Legge 14 settembre 2011 n° 148: ripristino del Sistri e nuova proroga dei termini
di operatività (partenza dal prossimo 9 febbraio 2012) (non prima del 1° giugno per
produttori fino a 10 dipendenti).
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SISTRI – Quando parte? E prossimi passi
 D.M. Ambiente 10 novembre 2011, n. 219 (Modifiche e integrazioni al D.M. del
18 febbraio 2011, n. 52): nuova definizione di Unità locale e Unità operativa,
custodia chiavetta al legale rappresentante, introduzione della chiavetta USB per
l’interoperabilità.
 Decreto Legge del 29 dicembre 2011, n. 216 "Milleproroghe“: rinvio operatività
SISTRI al 2 aprile 2012 (sempre non prima del 1° giugno per produttori fino a 10
dipendenti).
 Legge di conversione del Decreto Legge 216/2011 (cd. "Milleproroghe")
licenziata dalla Camera dei Deputati in 26 gennaio 2012 ed approvata anche dal
Senato in data 15 febbraio 2012 … ulteriore rinvio al 30 giugno 2012..in attesa di
pubblicazione sulla GU
Ad oggi quindi…
Sistema doppio binario:
fino al 29 giugno 2012
Solo SISTRI (sanzioni ridotte):
partenza dal 30 giugno 2012
Pagamento contributo 2012:
30 aprile 2012
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SISTRI – a chi interessa? iscrizione
Obbligatoria per:
 Produttori di rifiuti pericolosi
 Produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali e
artigianali, con più di 10 dipendenti
 Smaltitori
 …
Facoltativa per:
 Produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali e
artigianali, con meno di 10 dipendenti
 Trasporto in conto proprio di non pericolosi
 Altri produttori di non pericolosi
 …
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Obbligo
Registro C/S
di
SISTRI – a chi interessa? Iscrizione
Se l’iscrizione non è ancora stata effettuata o al momento non è necessaria, è
possibile iscriversi entro 3 giorni dal verificarsi delle caratteristiche che
comportano l’obbligo di iscrizione.
Es. Le vostre aziende con meno di 10 dipendenti e che non producono rifiuti
pericolosi ad oggi non hanno obbligo di iscrizione; se producono un rifiuto
pericoloso (es. devono smaltire computer portatili di proprietà) devono iscriversi al
SISTRI entro 3 giorni dalla produzione del rifiuto.
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Casi particolari - Rifiuti da manutenzione
La gestione dei rifiuti da manutenzione è in carico al manutentore.
I rifiuti da attività di manutenzione possono essere
costituiti da:
 neon;
 filtri dei condizionatori;
 olio esausto;
 pulizia delle reti fognarie.
Tali rifiuti devono essere gestiti dal manutentore in quanto produttore del rifiuto
stesso.
Se tra questi ci sono gli unici rifiuti pericolosi che producete potreste appaltare la
manutenzione e non essere più tenuti all’iscrizione al SISTRI.
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SISTRI - Sanzioni (art. 260-bis D.Lgs. 152/06)
Sanzioni per chi, tra i soggetti obbligati, omette l’iscrizione al SISTRI oppure
omette il pagamento del contributo SISTRI (e altre inadempienze)
Sanzioni per chi omette di compilare il Registro Cronologico o la Scheda Area
Movimentazione secondo i tempi, le procedure e le modalità stabilite o fornisce
informazioni incomplete, inesatte o insufficienti, altera o impedisce il
funzionamento dei dispositivi tecnologici.
Sanzioni da 260 € fino a 93.000 € e sanzioni penali nel caso di rifiuti pericolosi.
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Sanzioni ridotte (art. 4 c. 2 D.Lgs. 121/2011)
Art. 4 c. 2 D.Lgs. 121/2011
Sanzioni per mancata iscrizione o mancato versamento dei contributi nei termini
previsti
a) pari al 5% dell'importo annuale dovuto per l'iscrizione se l'inadempimento si verifica
nei primi 8 mesi successivi alla decorrenza degli obblighi di operatività;
b) pari al 50% dell'importo annuale dovuto per l'iscrizione se l'inadempimento si verifica
o si protrae dal nono al dodicesimo mese.
Art. 4 c. 2 quater D.Lgs. 121/2011
Le sanzioni amministrative collegate ad inottemperanze nei confronti del SISTRI,
sono ridotte, …, a 1/10 per le violazioni compiute negli 8 mesi successivi alla
decorrenza degli obblighi di operatività e a 1/5 per le violazioni compiute dalla
scadenza dal nono al dodicesimo mese.
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Il MUD 2011 e la dichiarazione
SISTRI (il mudino)
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La dichiarazione SISTRI – modalità
DM 52 del 18 febbraio 2011(+ parte vigente dell’art. 12, comma 116 del DM 17 dicembre 2009, come modificato
dall’art. 117 del DM 12 novembre 2011):
 Dichiarazione SISTRI relativa ai rifiuti prodotti nell’anno precedente e nel periodo del
cosiddetto “doppio binario”.
Circolare del Ministero dell’Ambiente del 2 marzo 2011, n. 6774
“La presentazione della dichiarazione Sistri potrà avvenire con le seguenti modalità
alternative, a scelta dell'interessato:
 Compilando in via telematica gli appositi modelli pubblicati sul portale www.sistri.it;
 Compilando le schede del Capitolo 1 — Rifiuti del Dpcm 27 aprile 2010 relative alla
specifica attività svolta.
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La dichiarazione SISTRI ed il MUD – scadenze
Decreto 12 Novembre 2011 – Effettuazione dichiarazione SISTRI:
 entro il 30 aprile 2012, relativamente ai dati del 2011;
 entro sei mesi dalla data di entrata in operatività del SISTRI, con riferimento al periodo
del doppio binario (attualmente 30 dicembre 2012).
DPCM 23 Dicembre 2011 – Nuova modulistica dichiarazione MUD:
 entro il 30 aprile 2012, relativamente ai dati del 2011.
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La dichiarazione SISTRI ed il MUD –
soggetti obbligati
SOGGETTI TENUTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MUD SULLA BASE
DELLA VIGENTE NORMATIVA
ADEMPIMENTO
Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e
trasporto di rifiuti
Nessuna
dichiarazione
Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione
Nessuna
dichiarazione
Consorzi istituiti per il recupero o il riciclaggio di particolari tipologie
di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei
consorziati
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Nessuna
dichiarazione
La dichiarazione SISTRI ed il MUD –
soggetti obbligati
SOGGETTI TENUTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MUD
SULLA BASE DELLA VIGENTE NORMATIVA
ADEMPIMENTO
MODALITÀ PER LA
PRESENTAZIONE
Consorzio nazionale degli imballaggi di cui all'articolo
224 del d.lgs. n. 152/2006 e sistemi riconosciuti di cui Dichiarazione DPCM 23 dicembre
all'articolo 221, comma 3, lettere a) e c) del
MUD
2011 – Cap. 2
medesimo decreto legislativo
Soggetti che effettuano la raccolta, il trasporto, il
trattamento ed il recupero dei veicoli fuori uso di cui
Dichiarazione DPCM 23 dicembre
all'articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 24
MUD
2011 – Cap. 4
giugno 2003, n. 209.
Soggetti di cui all'articolo 13, commi 6 e 7, del
decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, iscritti al
DPCM 23
Dichiarazione
Registro Nazionale dei produttori di
dicembre 2011 –
MUD
apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui
Cap. 3
all'articolo 14 del medesimo decreto legislativo
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La dichiarazione SISTRI ed il MUD –
soggetti obbligati
SOGGETTI TENUTI ALLA PRESENTAZIONE
DEL MUD SULLA BASE DELLA VIGENTE
NORMATIVA
ADEMPIMENTO
TERMINE E MODALITÀ PER
LA PRESENTAZIONE
Imprese ed enti che effettuano operazioni di Dichiarazione a) DPCM 27 aprile 2010 –
recupero e di smaltimento dei rifiuti
SISTRI
Cap. 1 (solita modulistica)
b) Portale www.sistri.it
Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti
pericolosi tranne imprenditori agricoli con Dichiarazione a) DPCM 27 aprile 2010 –
volume annuo di affari non superiore a
SISTRI
Cap. 1(solita modulistica)
8000 euro
b) Portale www.sistri.it
Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti
non pericolosi di cui all'articolo 184,
a) DPCM 27 aprile 2010 –
Dichiarazione
comma 3, lettere c), d) e g) (industriali,
Cap. 1(solita modulistica)
SISTRI
artigianali o impianti trattamento rifiuti) del
b) Portale www.sistri.it
D.Lgs. n. 152/2006 con più di 10 dipendenti
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La dichiarazione MUD per i RAEE – modalità
DPCM 23 dicembre 2011 – Cap. 3
Il nuovo DPCM conferma le modalità di compilazione e presentazione già utilizzate negli
anni passati.
È tenuto alla presentazione della Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche
ed Elettroniche, entro il 30 aprile 2012:
1. chiunque fabbrica e vende apparecchiature elettriche ed elettroniche recanti il suo
marchio;
2. chiunque rivende con il proprio marchio apparecchiature prodotte da altri fornitori; il
rivenditore non è considerato «produttore» se l'apparecchiatura reca il marchio del
produttore;
3. chiunque importa o immette per primo, nel territorio nazionale, apparecchiature
elettriche ed elettroniche nell'ambito di un'attività professionale e ne opera la
commercializzazione, anche mediante vendita a distanza.
Inoltre sono tenuti alla presentazione della Comunicazione i sistemi collettivi di
finanziamento che comunicano, per conto dei produttori loro aderenti, i dati relativi al peso
delle apparecchiature elettriche ed elettroniche raccolte attraverso tutti i canali,
reimpiegate, riciclate e recuperate nell'anno solare precedente ai sensi dell’art 7 comma 3
del DM 185/2007.
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La dichiarazione MUD per i RAEE – modalità
DPCM 23 dicembre 2011 – Cap. 3
Il nuovo DPCM conferma le modalità di compilazione e presentazione già utilizzate negli
anni passati.
Come va compilato:
I produttori di AEE e i sistemi collettivi di finanziamento devono compilare la
comunicazione apparecchiature elettriche ed elettroniche esclusivamente via telematica,
tramite il sito www.impresa.gov.it , accessibile anche tramite www.registroaee.it
Come va trasmesso alla Camera di commercio:
La trasmissione deve avvenire esclusivamente via telematica, a conclusione della
compilazione, dalla scrivania personale accessibile tramite il sito www.impresa.gov.it .
I dichiaranti debbono essere in possesso di un dispositivo contenente il certificato di firma
digitale valido al momento dell'invio, intestato al legale rappresentante o a soggetto da
questi delegato.
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D.Lgs. 121/2011 – introduzione
reati ambientali nel campo di
applicazione del D.Lgs. 231/2001
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D.Lgs. 231/2001 – aspetti generali
Il D.Lgs. 8 giugno 2011 n° 231 ha introdotto la responsabilità amministrativa a carico
degli enti per alcuni tipo di reati commessi:

nell’interesse o a vantaggio della società;

da soggetti che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione
della società;

da soggetti sottoposti alla direzione o alla vigilanza di persone che rivestono
posizioni apicali nell’ente;

non sono pertanto sanzionabili ai sensi del D.Lgs. 231/2001 i reati commessi
esclusivamente nell’interesse o a vantaggio del loro autore materiale o di un
soggetto terzo.
Superamento del principio “societas delinquere non potest”
ex art. 27 della costituzione
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D.Lgs. 231/2001: reati di natura colposa
Introduzione nel campo di applicazione del D.Lgs. 231/2001
dei reati di natura colposa:
REATI IN MATERIA DI
SALUTE E SICUREZZA
SUL LAVORO
D.Lgs. 123/2007
art. 25-septies
REATI IN MATERIA
AMBIENTALE
D.Lgs. 121/2011
art. 25-undecies
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Reati in materia di salute e sicurezza
 reato di OMICIDIO COLPOSO;
 reato di LESIONI COLPOSE GRAVI O GRAVISSIME.
commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Riferimento normativo: D.Lgs. 81/2008
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Macroaree di reati in materia ambientale
 distruzione di specie animali o vegetali protette; deterioramento di habitat protetti;
tratta di specie in estinzione;
 SCARICO ACQUE REFLUE;
 RIFIUTI;
 INQUINAMENTO DI SUOLO, SOTTOSUOLO, ACQUE;
 EMISSIONI IN ATMOSFERA;
 sostanze lesive dell’ozono;
 inquinamento doloso e colposo provocato dalle navi alla qualità delle acque.
Riferimento normativo: D.Lgs. 152/2006
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Esempi di reati in materia ambientale
SCARICO DI ACQUE REFLUE:
 scarichi industriali contenenti sostanze pericolose in concentrazione superiori ai
limiti di legge o senza osservare le prescrizioni presenti in autorizzazione;
 scarichi non autorizzati sul suolo o nel sottosuolo.
RIFIUTI:
 gestione di un deposito temporaneo di rifiuti che
sfori i limiti temporali o volumetrici;
 sversamento di rifiuti liquidi in un tombino;
 miscelazione di diversi rifiuti al fine di ottimizzare il trasporto degli stessi o
attribuzione di codici CER errati al fine di risparmiare sullo smaltimento degli stessi;
 smaltimento illecito di rifiuti utilizzando trasportatori o impianti non autorizzati.
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Esempi di reati ambientali
INQUINAMENTO DI SUOLO, SOTTOSUOLO, ACQUE:
 mancato rispetto dell’obbligo di bonifica scaturito ad esempio da eventuali
sversamenti di sostanze chimiche, soprattutto nelle zone di carico e scarico dei
prodotti stessi;
 mancata comunicazione agli enti competenti nei tempi previsti dalla normativa,
dell’accadimento di un fatto che possa generare inquinamento di acqua o suolo.
EMISSIONI IN ATMOSFERA:
 esercizio di un’attività che generi emissioni in atmosfera senza la prevista
autorizzazione;
 esercizio di un’attività che generi emissioni in atmosfera in violazione dei valori
limite di emissione o anche semplicemente delle prescrizioni contenute
nell’autorizzazione stessa.
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Sanzioni
L’accertamento del reato comporta le seguenti tipologie di sanzioni:

PECUNIARIE;

INTERDITTIVE;

CONFISCA;

PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA.
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Esenzione della responsabilità
In caso di commissione di un reato presupposto, per escludere la responsabilità
dell’azienda si deve dimostrare:

l’efficace adozione di un modello organizzativo e gestionale atto a prevenire la
commissione del reato stesso;

che il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il modello
organizzativo da parte dell’autore del reato;

che l’Organismo di Vigilanza (ODV) sia stato dotato di autonomi poteri di
iniziativa e controllo e che abbia svolto correttamente i propri compiti di controllo.
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Caratteristiche del modello organizzativo
Il modello organizzativo deve avere le seguenti caratteristiche:

individuare le attività nello svolgimento delle quali possono essere
commessi i reati;

prevedere protocolli volti a garantire l’azienda in relazione ai reati da prevenire;

indicare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la
commissione di tali reati;

prevedere obblighi di informazione nei confronti dell’ODV;

introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle
misure previste dal modello.
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Supporto all’ODV: fasi di intervento
1.RISK ASSESSMENT
Individuazione delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati
ambientali presupposto.
2.GAP ANALYSIS
Analisi degli scostamenti tra modello di organizzazione ideale e l’esistente sistema di
controlli e procedure aziendali.
3.INTEGRAZIONE DEL MODELLO ORGANIZZATIVO
Integrazione del modello relativa ai reati previsti dal D.Lgs. 231/2001 con focus sui
reati introdotti dal D.Lgs. 123/2007 e 121/2011.
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Risk assessment
INPUT
 Esame della documentazione rilevante e interviste mirate con soggetti chiave della
struttura societaria al fine di inventariare le aree potenzialmente a rischio di
commissione di un reato ambientale presupposto;
 Esame del sistema di controlli già esistenti;
 Analisi delle possibili modalità attuative dei reati nelle diverse aree aziendali.
OUTPUT
Mappatura delle attività e processi sensibili e delle potenziali modalità attuative degli
illeciti rilevanti.
(valutazione della probabilità di accadimento dei reati presupposto)
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Gap analysis
INPUT
Documento di mappatura processi e attività aziendali a rischio di commissione
reato
OUTPUT
Documento riepilogativo che scaturisce dal confronto tra la situazione ideale a
cui tendere e la situazione reale riscontrata in azienda, nel quale vengono
descritti in dettaglio i singoli componenti del sistema e gli adeguamenti
eventualmente necessari.
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Integrazione del modello organizzativo
Stesura dei protocolli che supportino l’azienda a tutelarsi nei confronti dei reati
presupposto, facendo in modo che possano essere commessi esclusivamente per
via fraudolenta (rischio accettabile) mediante:
Definizione ruoli
e responsabilità
Stesura o integrazione
di procedure operative
Formazione e
comunicazione
al personale
Proposta di un
Piano di Verifiche
interne
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Grazie per
l’attenzione
Grazie per l’attenzione!
www.campoverde-group.com
www.campoverde-group.com
[email protected]
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Scarica

La dichiarazione SISTRI