Storytelling & Visual Design “Storie che spostano le montagne” Progettare e realizzare presentazioni di successo Martin Sykes, A. Nicklas Malik, Mark D. West ® A John Wiley and Sons, Ltd, Publication MODELLI DI BUSINESS Storytelling & Visual Design Titolo originale: Stories That Move Mountains - Storytelling and Visual Design for PERSUASIVE PRESENTATIONS ISBN: 978-1-118-42399-8 Published by John Wiley & Sons Ltd, The Atrium, Southern Gate, Chichester, West Sussex, PO19 8SQ, United Kingdom © 2013 Martin Sykes, A. Nicklas Malik, and Mark D. West Trademarks: Wiley and the Wiley logo are trademarks or registered trademarks of John Wiley & Sons, Inc. and/or its affiliates in the United States and/or other countries, and may not be used without written permission. All other trademarks are the property of their respective owners. John Wiley & Sons, Ltd is not associated with any product or vendor mentioned in the book. Edizione italiana: Storytelling & Visual Design “Storie che spostano le montagne” Progettare e realizzare presentazioni di successo Traduzione: Barbara Aleotti Adattamento grafico della versione italiana: Roberta Venturieri Cura dell’edizione italiana: escom - Milano Collana: MDB - Modelli di Business Publisher: Fabrizio Comolli Editor: Marco Aleotti Coordinamento editoriale, prestampa e stampa: escom - Milano ISBN: 978-88-6604-331-7 Copyright © 2013 Edizioni FAG Milano Via G. Garibaldi 5 – 20090 Assago (MI) - www.fag.it Finito di stampare in Italia nel mese di luglio 2013 Nessuna parte del presente libro può essere riprodotta, memorizzata in un sistema che ne permetta l’elaborazione, né trasmessa in qualsivoglia forma e con qualsivoglia mezzo elettronico o meccanico, né può essere fotocopiata, riprodotta o registrata altrimenti, senza previo consenso scritto dell’editore, tranne nel caso di brevi citazioni contenute in articoli di critica o recensioni. La presente pubblicazione contiene le opinioni dell’autore e ha lo scopo di fornire informazioni precise e accurate. L’elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può comportare specifiche responsabilità in capo all’autore e/o all’editore per eventuali errori o inesattezze. Nomi e marchi citati nel testo sono generalmente depositati o registrati dalle rispettive aziende. All rights reserved. This translation published under license. Siamo animali solitari. Passiamo tutta la nostra vita cercando di essere meno soli. Uno dei metodi più antichi è raccontare una storia pregando l’ascoltatore di dire – e di sentire – “Sì, è proprio così, o almeno è così che mi sento. Non sei così solo come pensavi.” —John Steinbeck Lo storytelling è oggi il modo più potente per far nascere nuove idee. —Robert McKee Ci sono state grandi civiltà che non hanno usato la ruota, ma non è mai esistita una civiltà che non abbia raccontato storie. —Ursula K. LeGuin Il modo più efficace per migliorare una presentazione è preparare un contenuto migliore. —Edward Tufte Ringraziamenti dell’editore Tra coloro che hanno contribuito a realizzare questo libro citiamo: Settore editoriale e produzione VP Consumer and Technology Publishing Director: Michelle Leete Associate Director–Book Content Management: Martin Tribe Associate Publisher: Chris Webb Executive Commissioning Editor: Birgit Gruber Assistant Editor: Ellie Scott Senior Project Editor: Sara Shlaer Copy Editor: Melba Hopper Technical Editor: David Stewart Editorial Manager: Jodi Jensen Editorial Assistant: Leslie Saxman Marketing Associate Marketing Director: Louise Breinholt Marketing Manager: Lorna Mein Senior Marketing Executive: Kate Parrett Servizi di composizione Composizione: Indianapolis Composition Services Progetto grafico e impaginazione: Jennifer Mayberry Correzione delle bozze: Wordsmith Editorial Compilazione degli indici: BIM Indexing & Proofreading Services Ringraziamenti degli autori Gran parte di ciò che viene trattato in questo libro è frutto degli ultimi 50 anni di studi e riflessioni; alcune parti risalgono addirittura ad Aristotele. Abbiamo cercato di riunire questa saggezza, queste conoscenze e queste intuizioni in un approccio operativo, ma ciò non sarebbe stato possibile senza i contributi, i consigli e il supporto di molte persone. Vogliamo ringraziare le persone che hanno contribuito in modo diretto alla creazione di questo libro, coloro che sono stati coinvolti nell’evoluzione di questo approccio negli ultimi 12 anni, che se ne siano resi conto o meno, e coloro che hanno tracciato questo percorso prima di noi, dai quali abbiamo saputo imparare. Pensare di scrivere un libro e farlo realmente sono due cose completamente diverse. Un sentito grazie deve essere rivolto al team di John Wiley & Sons, e in particolare alla nostra editor Sara Shlaer, per aver fatto della nostra visione una realtà. Sally Tickner e David Stewart meritano un ringraziamento per averci aiutati a costruire un progetto editoriale in grado di aggiudicarsi un contratto di pubblicazione. L’aspetto del libro era per noi importante quanto il contenuto. Volevamo che fosse interessante e memorabile, e senza Mark come coautore questo non sarebbe stato possibile. Mark desidera, in particolare, ringraziare Farouk Seif, professore emerito alla Antioch University di Seattle, per il suo contributo all’apparato infografico e la sua visione “olistica” dei sistemi di soluzione di problemi complessi, ed Erik Knutson, amministratore delegato di Design Laboratory Inc. per il continuo affiancamento e le preziose riunioni, e per aver riconosciuto le reali potenzialità di Mark – “Il modo in cui definisco qualcosa ‘sorprendente’ è dovuto interamente a te”. Grazie a Al Noel. Alistair Lowe-Norris. Aristotle. Bob Anderson. Brad Clayton. Brian Burke. Chandru Shankar. Chris Haynes. Edward Tufte. Fabio Salvador. Gabriel Morgan. J.D. Meier. Jeremy Hall. John Hearn. Prof. Joe Peppard. John Dalton. Harvey Webb. Kim Schulze. Mike Manisty. Oskar Göschl. Parker Lee. Philip French. Rick Maguire. Rob Lambert. Robert Fritz. Robin RayHowett. Robert McKee. Sally Bean. Sally Buswell. Scott Adams. Steve Fletcher. Steve Metcalfe. Steve Thomas. Tim Linsdell. Tom Farmer. Warwick Holder. William Barry. Tutti gli studenti di Mark e tutti coloro che hanno frequentato i seminari di Martin sullo storytelling. Sommario 1 2 3 4 Il potere delle storie 2 Storie visuali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5 Dovremmo prendercela con gli strumenti?. . . . . . . . . 6 Trovare lo strumento adatto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Per essere efficaci bisogna colpire le persone. . . . . . . 7 Prove convincenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 CAST e la Mappa delle storie visuali 12 5 Cosa48 6 Come62 7 se76 La Mappa delle storie visuali. . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Usare CAST per raccontare storie 22 L’uso della Mappa delle storie visuali . . . . . . . . . . . 23 Imparate dalla nostra esperienza . . . . . . . . . . . . . . . 24 Esempi dell’uso di CAST. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Costruite il vostro esempio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Esempio 1: il personal trainer. . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Esempio 2: il City University Hospital. . . . . . . . . . 27 Raccontare la storia giusta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Raccontare la storia nel modo giusto. . . . . . . . . . . . 29 Perché34 I tre grandi Perché. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35 Primo, focalizzarsi sul “Perché”. . . . . . . . . . . . . . . . 36 Ogni motivazione è personale. . . . . . . . . . . . . . . . . . 37 Tecniche per scoprire i Perché. . . . . . . . . . . . . . . . . 37 I Cinque Perché. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 Catena critica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40 Mappatura dei risultati. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 8 9 Elementi di cambiamento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50 Idee che ispirano i cambiamenti. . . . . . . . . . . . . . . . 52 Filtrare e focalizzare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56 Tracciabilità e tappe intermedie. . . . . . . . . . . . . . . . 64 Trovare il “Come” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66 Comprendere le relazioni di dipendenza. . . . . . . . . 68 Cum hoc ergo propter hoc. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70 Percorrere la storia a ritroso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78 Scenari alternativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80 Pensieri conclusivi sul contenuto delle storie. . . . . . 89 Chi92 Trovare un terreno comune . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 96 Creare una Mappa del potere. . . . . . . . . . . . . . . . . . 98 Stili di apprendimento e decisionali Classificare il pubblico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Preferenze. Non prescrizioni . . . . . . . . . . . . . . . . . Stili di apprendimento. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Stili decisionali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108 109 109 110 112 10 Struttura122 11 Personaggi148 12 Senso di urgenza 13 Struttura della trama. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124 Visualizzare la storia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136 Incorporazione e integrazione (o come raccontare molte storie contemporaneamente) . . . . . . . . . . 139 Utilizzare realtà e finzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 140 Storia di Hope. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141 Mettere insieme tutte le parti. . . . . . . . . . . . . . . . . 142 Avete fretta?. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143 L’eroe e il cattivo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Associazioni di personaggi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Credibilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il cast dei personaggi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Personificazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I nemici del cambiamento: compiacimento e distrazione. . . . . . . . . . . . . . . . Fattori comuni che creano un senso di urgenza. . . Il successo è una decisione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il successo è un impegno. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Il piano di esposizione Le decisioni richiedono tempo. . . . . . . . . . . . . . . . Programmare in scala . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Amo, lenza e piombo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . City University Hospital. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Consigli per l’esposizione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 150 152 153 154 156 164 165 166 168 168 174 176 178 179 180 186 14 Design192 15 VERIFICA222 16 17 Design intenzionale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Molti formati, una radice. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’infografica. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ideazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Composizione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Codifica dei contenuti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Scrivere. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Test e prove di esposizione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Apertura, conclusione e tempistica. . . . . . . . . . . . . Ripetizione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ricordo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I sei test chiave. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 193 196 197 198 200 209 214 223 224 225 225 226 Esempio di CAST: In che modo un giorno può fare la differenza 232 Postfazione: Migliorare il proprio storytelling visuale 242 La pratica rende perfetti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 242 Usate i vostri strumenti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 243 Riferimenti bibliografici 246 INDICE ANALITICO 252 Gli autori Martin Martin Sykes ha cominciato a scrivere di software 31 anni fa e ha passato gli ultimi 24 anni lavorando in organizzazioni di IT nel settore pubblico e in quello privato. Dal 1999 si è focalizzato sul settore della strategia IT e architettura d’impresa. Mentre sviluppava il processo e i modelli dello storytelling visuale, ha lavorato in varie organizzazioni, dalla GlaxoSmithKline al Servizio penitenziario di Sua Maestà, a Microsoft, su progetti che andavano dalla gestione del ciclo di vita del prodotto ai sistemi di gestione dei detenuti. Ha constatato di persona la differenza che una storia visuale può fare per ottenere l’impegno e ha formato molte persone nelle tecniche relative. Dopo essere entrato, nel 2006, in Microsoft Services, Martin ha cominciato a sviluppare molti dei metodi e delle pratiche che oggi vengono utilizzate in tutto il mondo dagli architetti d’impresa di Microsoft. Martin vive vicino a Cambridge, nel Regno Unito, con sua moglie Jules, i gatti Solo e Tom e una sempre più vasta collezione di robot. Sviluppo di sistemi robotici Impara a vendere —Nick Responsabile dei sistemi informatici presso il Servizio penitenziario di Sua Maestà Storia visuale #1 Nick Architettura del software, descritta attraverso poster Dà avvio al Lizard Tracks Art Studio Mark 1990 Dà avvio alla modellizzazione di processo Insegna design presso l’Istituto d’arte Architetto di strategia di impresa presso Microsoft Services Training in storytelling per il team IT EA di Microsoft Cofondatore e CTO di Acadio.com. Comincia a utilizzare descrizioni di una pagina per le comunicazioni Insegna allo IADT (Institute of Art, Design and Technology). Comincia a focalizzarsi sul racconto di storie Architetto di impresa per Microsoft IT Insegna progettazione di loghi, simboli e icone, con una conoscenza della cultura, del significato e della simbologia correlati Dovremmo scrivere un libro su questo! Martin Architetto di impresa presso la GlaxoWellcome (in seguito GSK) Martin è un meraviglioso oratore e storyteller. Nessun altro riesce, come lui, a far sembrare lo storytelling facile, ma senza ingannarvi. Come nessun altro ha lavorato sodo per comprendere i metodi e i meccanismi della comunicazione. È anche un discreto fotografo, e diverse sue foto sono disseminate in questo libro. Mi ritengo fortunato per il fatto di conoscerlo e di lavorare con lui a questa grande impresa. 2010 Mark Nick A. Nicklas Malik è uno dei leader della community di architettura di impresa alla Microsoft, un ruolo interamente dedicato alla promozione dei cambiamenti. Gran parte delle persone non conoscono il significato del ruolo di architetto di impresa, così, quando Nick incontrò Martin e apprese del suo singolare approccio allo storytelling, comprese di trovarsi di fronte all’occasione giusta per sfruttare queste idee. Alcune delle storie visuali che Nick ha sviluppato sono state utilizzate per dare supporto a una governance coerente, a metodi di design e a progetti per costruire un approccio completamente integrato ai problemi di business complessi. Oltre a essere un veterano di 32 anni dell’alta tecnologia, Nick è un attore e cantante dilettante e un padre a tempo pieno per Maxwell, Andrew e Katrina. Ama fare passeggiate nella natura, respirare aria pulita, leggere storie ben scritte e tenere per mano Marina, di cui è innamorato da 22 anni. Una delle cose che amo di più in Nick è la sua risata. È una vera gioia sapere di essere ispirati a dire qualcosa in grado di suscitare una risata, ma è ancora più stimolante sapere di progettare questo stesso effetto. Sebbene questo sia talvolta un approccio pericoloso, ritengo che il suo atteggiamento gioviale infonda energia e offra sostegno. Ancora oggi non capisco bene quale sia il suo ruolo in Microsoft, ma spero che si rendano conto di essere fortunati ad averlo qui! —Mark Mark D. West ha una formazione in arte, design, musica, educazione e formazione. Ha cominciato a lavorare per Microsoft nel 1997, realizzando soluzioni di design grafico e produzione per MSN come fornitore esterno. Dopo molti altri contratti e aziende, nel 2010 si è ritrovato a lavorare sulla progettazione di presentazioni e sulla visualizzazione dei dati per il team di strategia d’impresa di Microsoft Services, dove si è imbattuto in Martin. Mark ha alle spalle un Master of Arts in progettazione integrata di sistemi e dieci anni di esperienza in diversi ambiti: direzione artistica, insegnamento, consulenza, formazione e sviluppo di curriculum per programmi di progettazione in cinque college differenti. Ha ricevuto il riconoscimento di Educatore insigne dell’anno presso l’Accademia internazionale di design e tecnologia (IADT) di Seattle ed è stato nominato al Comitato consultivo professionale per l’Istituto d’arte della stessa città. Attualmente è impegnato in progetti di formazione presso i punti vendita al dettaglio di Microsoft, contribuendo a creare le storie e le esperienze che vorremmo condividere con i clienti dei negozi. Durante la lavorazione di questo libro, ha festeggiato il suo primo anniversario di matrimonio. Mark è anche ossessionato dall’idea di entrare a far parte dell’ultima rock band di successo, ma se non dovesse riuscirci, concretizzerà i suoi progetti di illustrare un libro per bambini. Mark ha un modo di fare estremamente sobrio e rilassato, che risulta ancora più stupefacente se si considerano il suo lavoro di progettazione e la sua abilità nell’insegnarlo agli altri. È capace, inoltre, di infondere humor e divertimento nel lavoro, per far sì che tutti restino interessati. —Martin Alla mia amata moglie Jules, per il suo supporto e la sua pazienza durante la realizzazione di questo libro. Ai miei genitori, John e Janice, che nel 1982 mi hanno regalato il mio primo computer. Non avevano idea di cosa esso fosse in grado di fare o di dove questo viaggio mi avrebbe condotto. —Martin A mia moglie Marina per la sua pazienza e il suo amore costante. Ai miei figli Max, Andy e Katrina, per il loro entusiasmo, la loro gioia e la loro ispirazione. E ai miei genitori, che mi hanno sempre stupito e ispirato con l’arte, hanno instillato in me la ragione e mi hanno insegnato con amore. —Nick A Chrissy, la mia paziente moglie… per il suo supporto e la sua tolleranza per tutte le teleconferenze della domenica mattina, dopo sabati sera affaccendati, e per aver creduto nella mia capacità di realizzare questo libro. Ai miei genitori Joan e Hubert, per aver coltivato i miei sfoghi creativi fin dalla più tenera età. Guardando al passato, la loro capacità di sopportazione quando suonavo la batteria nel seminterrato per ore andava ben oltre ciò che potrei aspettarmi da chiunque. —Mark Prefazione Ho sviluppato e utilizzato le idee illustrate in questo libro per cinque anni prima di presentarle per la prima volta in pubblico alla settima conferenza annuale europea di Architettura d’impresa, nel 2006. Tra questa prima dimostrazione pubblica e la scrittura di questo libro, i contenuti sono stati raffinati, sottoposti a verifica e utilizzati per formare centinaia di impiegati Microsoft e di altre grandi organizzazioni in tutto il mondo. Nel 2010 Nick si è offerto di lavorare al libro insieme a me, e presto abbiamo chiesto a Mark di unirsi a noi. Fino a quel momento, questo progetto non si era pressoché ancora materializzato. Mentre facevamo ricerche di mercato, trovai un numero talmente elevato di libri con un contenuto simile che quasi rinunciai. Tuttavia, dopo aver parlato con persone che avevano partecipato ai miei corsi di formazione, compresi che avevamo due buoni motivi per scrivere un libro. Molti libri si focalizzavano su un obiettivo ristretto, su un particolare insieme di competenze; pochi coprivano l’ampia gamma delle tecniche o spiegavano come mettere insieme tutte queste competenze in un processo ripetibile; quasi nessuno si focalizzava sugli aspetti pratici, con esempi operativi per illustrare come applicare i concetti. Il nostro scopo è tenere la teoria a un livello minimo e focalizzarci sulla pratica. Col tempo potreste avere bisogno di libri che approfondiscano i dettagli e gli aspetti teorici, ma quando la presentazione deve essere fatta e la vostra carriera è in gioco, crediamo sia necessaria una guida per “risolvere i problemi”. Storytelling & Visual Design è incentrato su una delle più comuni ragioni alla base delle presentazioni: la necessità di ottenere l’impegno da parte di altre persone per un cambiamento, una proposta o una decisione. Ogni giorno molte presentazioni e comunicazioni vengono fatte semplicemente per istruire un pubblico, ma, dopo tanti anni di tentativi di influenzare la gente, ho capito che, quando si vuole che il pubblico prenda una decisione o cambi il proprio comportamento, bisogna lavorare molto più duramente. Questo manuale è per coloro che sono pronti ad andare oltre l’approccio usuale delle presentazioni con slide a elenchi puntati. Questo libro riguarda i contenuti e si focalizza su ciò che il pubblico ha bisogno di capire. Riguarda la comprensione del vostro pubblico e le ragioni che lo spingeranno a comportarsi secondo la vostra proposta. Riguarda l’impiego di storie per confezionare il vostro messaggio conferendogli influenza e impatto. E riguarda la creazione dei vostri contenuti in un formato adeguato alla situazione. Dai dirigenti di alto livello, responsabili delle decisioni, agli operatori dei call center e ai seguaci dei programmi di attualità 24 ore su 24, le persone sono oggi sopraffatte dai dati e dalle informazioni. Sempre più constatiamo che la gente non ha tempo per leggere lunghi documenti di testo ed è stanca delle solite presentazioni. Allo stesso tempo, troppi progetti falliscono perché le persone coinvolte non si sono impegnate nei cambiamenti richiesti. In questo libro illustreremo un processo che focalizza il vostro messaggio su una singola pagina, a partire dalla quale sviluppare il mix appropriato di formati per esporre una storia visuale avvincente. So che questo processo ha già avuto successo per molte centinaia di persone, e noi autori speriamo che lo troverete utile e interessante. Nel caso vogliate sottoporci domande, feedback o esempi, possiamo essere contattati attraverso il sito web del libro o la nostra pagina Facebook. —Martin Sykes www.storiesthatmovemountains.com www.facebook.com/storiesthatmovemountains Il potere delle storie L’arte della comunicazione ha bisogno di un Reset di sistema Nel business, come nella vita, spesso ripetiamo lo stesso pattern: apprendiamo idee difettose, le utilizziamo, quindi le insegniamo agli altri. In genere questo avviene a causa del fatto che i nostri presupposti sono sbagliati e, poiché non amiamo metterli in discussione, ripetiamo frequentemente i nostri errori. 1 Cosa è peggio: eseguire ripetutamente un processo difettoso, apprenderlo senza porre domande o insegnarlo agli altri? Quella che segue è una storia vera, che mostra come una buona idea possa essere affossata da una comunicazione carente e con quanta tenacia le persone possano lottare per respingere una buona idea. Nel XIX secolo, in tutta Europa furono istituite cliniche di maternità gratuite o a basso costo per ridurre l’infanticidio e migliorare la pratica medica. Questo incontrò grande favore da parte delle donne povere. In una stessa istituzione, l’Ospedale generale di Vienna, vi erano ben due cliniche specializzate nelle nascite. Nella Clinica Uno lavoravano medici, la Clinica Due ricorreva a ostetriche. In quest’ultima il 4% circa delle donne moriva durante il parto. Nella clinica dei medici, il tasso di mortalità era almeno due volte più elevato, arrivando a superare, in alcuni anni, il 10%. Qualcosa non andava. Il dottor Ignaz Semmelweis, all’epoca giovane assistente presso l’ospedale, mise a confronto le pratiche in uso nelle due cliniche e nel 1847 suggerì una spiegazione della differenza tra di esse. I medici della Clinica Uno studiavano l’anatomia sezionando cadaveri in decomposizione; si dirigevano poi nel reparto maternità dove facevano nascere i bambini senza lavarsi le mani. Le levatrici della Clinica Due non seguivano questa prassi. Il dottor Semmelweis ipotizzò che qualcosa venisse trasportato sulle mani dei medici. Per dimostrare la sua teoria, egli introdusse nella Clinica Uno il lavaggio antisettico delle mani. Il risultato fu che i tassi di infezione e di mortalità diminuirono bruscamente. medicina in tutta Europa, facendo infuriare i suoi colleghi. Nel 1865 due di essi cospirarono per affidarlo a un manicomio, dove venne percosso e dove morì, ironia della sorte, dopo due settimane a causa di un’infezione. Dopo la sua morte, il suo sostituto a capo dell’ospedale di Pest, in Ungheria, eliminò il lavaggio delle mani. I tassi di mortalità decuplicarono. Nessuno protestò. I medici che esercitavano la professione continuarono per altri 75 anni a opporre resistenza all’idea di doversi lavare le mani prima di effettuare qualsiasi procedura. Nonostante l’evidenza dei fatti, il cambiamento era lento a venire. Cosa mancava? I colleghi di Semmelweis cominciarono a diffondere i loro risultati nella comunità medica, nella speranza di salvare migliaia di vite. Dopo tutto, si trattava di una grande novità! La comunità medica reagì ridicolizzando l’idea o fraintendendola. Non potevano di certo essere i medici a causare la malattia nelle donne! Secondo gli storici, Semmelweis pensava che le sue idee sarebbero state afferrate al volo dagli altri, risultando ovvie. Per questo, solo nel 1858 egli scrisse una relazione sull’argomento, e si dovette arrivare fino al 1861 perché pubblicasse il libro dedicato alla sua scoperta. Gli studi e i libri concorrenti respinsero le sue idee. Le cattive pratiche vennero diffuse, e le buone idee furono messe da parte. Era semplicemente inconcepibile che i medici potessero far ammalare le persone. Alcuni studiosi hanno affermato che Semmelweis era un buon scienziato ma un cattivo comunicatore. Forse, se egli avesse utilizzato un modo semplice e chiaro per comunicare l’efficacia del lavaggio delle mani, molte vite avrebbero potuto essere salvate. M TODO DI COMUNICAZIONE DIF TTOSO Tutte le nuove idee, grandi o piccole, incontrano un certo grado di resistenza, specialmente se la nuova idea richiede un nuovo comportamento. Se volete cambiare il modo in cui le persone si comportano, ricordatevi che le idee comode non si arrendono facilmente, nemmeno di fronte all’evidenza e all’autorità. Per cambiare i cuori e le menti, dobbiamo concentrarci su come migliorare il modo in cui comunichiamo. Dobbiamo essere chiari, convincenti e accurati. Credete davvero che si possano cambiare le mentalità con un susseguirsi di punti in una serie di slide? Se i metodi di comunicazione esistenti non funzionano bene, allora dobbiamo capire cosa manca. In seguito alle critiche negative ricevute dal suo libro, Semmelweis scrisse lettere dure ai leader della 3 Storie Nel corso degli anni abbiamo condiviso il contenuto di questo libro con centinaia di persone. Al Noel, uno dei principali consulenti di Microsoft, ha affermato quanto segue a proposito della necessità di cambiare approccio nelle presentazioni. Dovete liberare le vostre menti! Basta con queste noiose liste di punti elenco! Questa roba non funziona. Dovete adottare un approccio completamente differente. Le persone assorbono continuamente storie in maniera visuale con le nostre moderne tecnologie di comunicazione. Molti anni fa, quand’ero nell’esercito, fui assegnato alla 101a Divisione aerotrasportata. A quel tempo, l’idea di una divisione di assalto aerotrasportata che facesse un uso estensivo di elicotteri era nuova e non sempre accettata da tutti. Un’immagine nella presentazione riguardante le capacità della divisione ricapitolava tutto ciò. Era l’immagine di un elicottero che sorvolava un terreno difficile. Ogni soldato di fanteria può guardare quella foto e coglierne il messaggio: adottare un approccio completamente diverso nei confronti dell’ostacolo e superarlo. Non ci si può immaginare nessun modo migliore per superare l’ostacolo più velocemente e con maggior sicurezza; bisogna adottare un approccio completamente differente al problema. È sufficiente essersi imbattuti in una cosa del genere una sola volta nella vita, come può essere capitato a un soldato di fanteria, per afferrare l’idea e apprezzarla. Lo stesso succede con l’approccio visuale alla creazione e al racconto di storie. —Al Noel visuali Nel loro libro Made to Stick, Chip e Dan Keath parlano del corso annuale che hanno frequentato all’Università di Stanford. Agli studenti è richiesto di tenere un discorso persuasivo di un minuto ai loro colleghi. A tutti gli studenti sono forniti gli stessi dati. Metà degli studenti devono argomentare a favore di un punto di vista, l’altra metà a favore di quello opposto. Come potete immaginare riguardo agli studenti di Stanford, si tratta generalmente di presentazioni di buona qualità, che comunicano con chiarezza dati e argomenti. Dopo le presentazioni, il pubblico viene distratto per alcuni minuti con il video di una commedia; gli viene quindi chiesto di scrivere i punti chiave di ogni discorso ascoltato, utilizzando la propria memoria poiché non vi sono appunti a cui fare riferimento. Gli studenti sono sorpresi nel constatare quanto poco i loro spettatori siano in grado di ricordare. Questo malgrado non ci fosse molto da ricordare, solo otto discorsi da un minuto. Si tratta di persone molto preparate, che assistono a presentazioni fatte da alcuni degli studenti più brillanti del mondo. Benché solo uno studente su dieci faccia uso di una presentazione per raccontare una storia, per fare leva sulle emozioni o focalizzarsi realmente su pochi messaggi chiave, l’evidenza mostra che il 63% del pubblico è in grado di ricordare i fatti a partire da presentazioni basate su storie, mentre solo il 5% basandosi su altri metodi. Questa evidenza era, a mio parere, uno dei punti critici. L’uso di storie può far sì che le vostre idee si imprimano nelle menti dei vostri ascoltatori. 5 Dovremmo prendercela con gli strumenti? Trovare lo strumento adatto Facciamo presentazioni ogni giorno. Questo è vero, in particolare, negli ambienti professionali, dove si presentano idee, accordi e aggiornamenti ai colleghi, ai superiori, ai clienti, ai partner e agli investitori. Facciamo presentazioni anche a casa e presso le nostre comunità. In più, non tutte le presentazioni sono uguali. Talvolta, una presentazione conduce a decisioni, azioni, impegni e cambiamenti. Tuttavia, troppo spesso una presentazione fallisce nel produrre un qualsivoglia effetto. Il pubblico può aver appreso qualcosa, ma le sue azioni non cambiano. La domanda, quindi, è: è stato tempo ben speso? Come strumento per convincere le persone circa la validità di grandi idee, una tipica presentazione costruita con schemi di elenchi puntati fallisce sotto molti aspetti. I motivi sono numerosi. Persone diverse partono da presupposti diversi, apprendono in modi differenti e hanno bisogno di informazioni differenti per prendere decisioni. Alcuni si focalizzano sui dettagli, altri preferiscono il quadro generale. Alcuni necessitano di un’argomentazione logica, altri vogliono capire l’impatto sulle persone e sui processi. Non potete contemplare tutte le possibili declinazioni delle informazioni necessarie, e allo stesso tempo facilitare la navigazione e la comprensione usando un modello standard di elenco puntato. Tuttavia la gente ci prova e, come risultato, i membri del pubblico diventano confusi o arrabbiati a causa della vostra presentazione, o finiscono per ignorarla. Cosa può essere meno efficace di questo? Se, come noi, siete stati seduti con fatica durante presentazioni noiose, forse avete pensato o sentito altri dire: “Non ci tornerò più” o “Abbiamo fatto qualche progresso?”. Ma dovremmo prendercela con gli strumenti? Dopo tutto, PowerPoint di Microsoft è diventato onnipresente nel business e negli ambienti governativi. Nelle più importanti conferenze ci si aspetta che gli oratori utilizzino PowerPoint per le loro presentazioni. I comandanti militari utilizzano PowerPoint per fornire aggiornamenti ai loro superiori e gli insegnanti di tutti i livelli, dalla scuola elementare alle scuole di specializzazione post-laurea, usano PowerPoint per tenere le loro lezioni. È chiaro che PowerPoint è stato accolto largamente come meccanismo per l’educazione e la condivisione di informazioni e di idee. Se l’approccio standard del modello di presentazione non è un modo efficace per convincere le persone, perché lo usiamo? Einstein diceva: “Follia è fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi”, affermazione che può essere applicata a ciò di cui stiamo parlando. La maggior parte delle presentazioni create con PowerPoint per convincere le persone della bontà di un’idea ha più o meno la stessa efficacia che avrebbero un martello e uno scalpello per affettare il pane. Funzioneranno, talvolta, ma non molto spesso e non molto bene. Questo è un processo di reset. Stiamo ricominciando da capo, mettendo in discussione l’idea di base della presentazione stessa. Noi non riteniamo che la colpa sia da attribuire agli strumenti. Sotto un certo aspetto, PowerPoint e altri pacchetti simili per presentazioni sono strumenti relativamente nuovi. La comunicazione carente ha luogo da molto tempo. D’altra parte, molte delle nostre storie sono state create usando PowerPoint come semplice strumento di progettazione. Questo libro riguarda il modo di comunicare efficacemente la necessità di un cambiamento, così che le persone siano motivate ad agire. L’approccio che vi presenteremo nei seguenti capitoli produrrà una comunicazione chiara che chiamiamo storia visuale. storia visuale storia visuale 6 Per essere efficaci bisogna colpire le persone Una storia visuale è un nuovo punto di partenza da cui si possono poi creare presentazioni, animazioni, o anche solo fermarsi a parlare. È una tecnica collaudata, semplice, efficace per comunicare un’idea in un modo così convincente che il vostro pubblico vorrà agire sulla base di essa. Storia visuale n. 1. il racconto di un evento o di una serie di eventi in una forma che sia, o possa essere, vista; 2. una semplice e chiara visualizzazione di un’idea, presentata su un singolo “foglio di carta”, allo scopo di guidare un gruppo di persone verso una conclusione specifica. Una storia visuale fa di più che comunicare un’idea. Combina tecniche di storytelling con il design visuale per comunicare un messaggio che è stato messo a punto per il vostro particolare pubblico. Una storia visuale dà al vostro pubblico l’ispirazione ad agire. Questo è importante perché un’idea che non sappia ispirare il cambiamento o che non sia in grado di motivare le persone all’azione è debole e priva di energia. Anche un’idea meravigliosamente buona, come “lavarsi le mani prima di un intervento chirurgico”, può passare inosservata se non viene comunicata in modo adeguato. Sebbene milioni di presentazioni vengano fatte ogni giorno, gran parte di esse ricade sotto tre categorie generali. Le presentazioni sono utilizzate per CONVINCERE, ISTRUIRE o FORNIRE RAPPORTI. Le storie visuali sono utili soprattutto nelle situazioni in cui lo scopo è quello di convincere altre persone. Le presentazioni finalizzate a istruire il pubblico o a fornire un rapporto sull’avanzamento di un progetto possono trarre vantaggio da molto di ciò che dobbiamo dire, ma il processo che abbiamo sviluppato pone l’accento sulla riduzione del messaggio al minimo necessario per indurre il pubblico a intraprendere un’azione. Una storia visuale fornisce un insieme selezionato di informazioni, in una singola immagine completa, progettata con cura per trascinare il vostro pubblico dal punto di partenza alla conclusione desiderata. In alcuni casi la storia visuale può essere semplice come uno schizzo fatto a mano, in altri è la fusione di un’immagine ricca di elementi e di una mappa mentale, in altri ancora è un’infografica di alta qualità. Il fattore chiave è che si tratta di una storia su una singola pagina con lo scopo di persuadere qualcuno ad agire e a far sì che un cambiamento avvenga. Benché, in definitiva, sia possibile creare la propria storia visuale in molti formati differenti, ci concentreremo, come prima cosa, sulla realizzazione di una pagina di visualizzazione, poiché abbiamo constatato che la concentrazione e lo sforzo per ottenere il messaggio a questo livello favoriscono un risultato migliore per una vasta gamma di altri formati: dalle presentazioni ai video e al semplice abbozzo dell’idea su una lavagna. Nelle due pagine seguenti illustriamo il concetto di storia visuale con una storia riguardante l’uso del processo per migliorare rapidamente una presentazione esistente. Poiché questa è una situazione comune, abbiamo dedicato il Capitolo 16 a un esempio operativo basato sugli ultimi due giorni di questa storia. 7 Un giorno può fare la differenza Un giorno può fare la differenza Bob e il suo team hanno passato molti mesi a sviluppare idee per un nuovo prodotto. Possono descrivere le sue funzioni, come realizzarlo e quanto costerà. Ciao Bob. Venerdì abbiamo un’opportunità per presentare al business team la nuova proposta di prodotto. La porti avanti tu, per favore? Avete lavorato per mesi su questo progetto. Mettete insieme alcuni dei contenuti e fate una prova domani. Il team ha fatto numerose presentazioni sul suo prodotto e dispone di un contenuto standard che ne illustra le caratteristiche e i vantaggi. So che avete lavorato molto, ma la presentazione ha più di 90 slide e dura 40 minuti. Abbiamo bisogno di qualcosa di più breve. Era troppo complessa e confusa! Troppe parole e diagrammi complicati. Ho fatto fatica ad ascoltarti mentre leggevo tutte le slide. nco o o ele lenc ! Punt o punto eelenco A volte le presentazioni vanno bene; talvolta, invece, il pubblico sembra distratto. Il pubblico più importante, quello che può fornire i finanziamenti rimanenti, deve ancora venire. Ci ho lavorato stanotte, affinando il testo, eliminando un sacco di diagrammi e aggiungendo alcune immagini di persone che usano il nuovo sistema. Oggi ho visto la vostra presentazione. Il vostro messaggio è ancora confuso. Alla fine, mi chiedevo che cosa avreste voluto che facessimo. Penso che dovreste dare un’occhiata a questo libro. nco o ele Punt Altr punto o Altr che orie le e h c ovono ne mu ntag mo St Lunedì Ogni giorno, le persone fanno l’errore di presentare ciò che sanno, anziché ciò che il pubblico ha bisogno di ascoltare. Martedì Una semplificazione può contribuire notevolmente a migliorare l’esperienza del pubblico. 8 Mercoledì Ma se volete davvero coinvolgere la gente e ottenere una reazione, è il momento di pensare in modo diverso. È il momento di raccontare una storia. Ho letto questo libro stanotte e voglio vedere se possiamo fare qualcosa di diverso. Abbiamo i contenuti; ci manca solamente una storia avvincente. (Pubblico) AUDIENCE Chi Stili di apprendimento e decisionali Definire il conflitto. (Storia) STORY Piano S Struttura Personaggi Senso di urgenza di esposizione Design Verifica TELL T autore: obiettivo: date: / / © Martin Sykes, Nick Malik Mark West 2013 Raccontare Riuniamo il team in una stanza. È sempre più facile fare progressi quando possiamo creare e rivedere le cose insieme. Raggiungere l’obiettivo. Valutare i membri del pubblico per determinare che cosa hanno bisogno di sapere. . Se visualmente la storia. Seguiremo il processo CAST per trasformare i nostri contenuti in una storia visuale. Questo ci aiuterà a mettere al primo posto le persone del pubblico e a raccontare una storia che abbia per loro un significato reale. Non importa che tu abbia portato a casa il lavoro. La storia rende più facile seguire le tue idee. Sai che non capisco gran parte delle tecnologie che usi, ma con la storia e il volantino non ce n’è bisogno. lotta Come re la A Cosa Mos tra CONTENT (Contenuto) www.storiesthatmovemountains.com Perché (Raccontare) Tradurre i contenuti in azione. Trasformarli in una storia con personaggi motivati a raggiungere l’obiettivo. LA MAPPA DELLE STORIE VISUALI C È stato un modo grandioso di spiegare le idee. Mi sento davvero come se sapessi in quale direzione stiamo andando e perché. Puoi contare su di me. Un giorno dovrai raccontarmi i tuoi segreti sulle presentazioni. Tornare a chiedere supporto al pubblico. Aiutare Storie che spostano montagne le he o e c tan ori os e St e sp tagn ch mon le Giovedì Molte storie visuali richiedono più di una giornata per essere create, ma se avete già pronti i contenuti i tempi possono accorciarsi di molto. Venerdì Il Capitolo 16 illustra ciò che Bob e il suo team hanno fatto giovedì e venerdì. Se siete ansiosi di saperne di più potete andare direttamente lì, ma fate attenzione: nei capitoli precedenti vengono trattate moltissime idee e tecniche. 9 Un giorno può fare la differenza Chiarire gli obiettivi e i risultati che devono essere raggiunti. Preparare una traccia dei contenuti per eliminare le parti in eccesso e mettere in evidenza il focus. Prove convincenti All’inizio dello sviluppo del processo di storia visuale, ben prima che esso avesse il nome e la struttura che utilizziamo in questo libro, Martin ha impiegato questa tecnica per contribuire al cambiamento delle relazioni tra il dipartimento IT e il resto dell’organizzazione, presso il Servizio penitenziario di Sua Maestà. Ogni anno i dirigenti di alto livello si riunivano per esaminare le strategie di differenti parti dell’organizzazione. Ogni anno il direttore IT presentava all’ufficio la nuova strategia IT. Solitamente nel programma gli erano assegnati 15 minuti. Per molti anni il direttore IT ha presentato un documento di circa otto pagine e ogni anno il gruppo di dirigenti applaudiva. Non c’era una vera discussione e il dipartimento IT non era considerato strategico per la performance dell’organizzazione. Ogni anno reali opportunità di cambiamento andavano perdute perché i cambiamenti tecnologici e Internet non erano considerati una priorità da parte dello staff dirigenziale. business sarebbero andate perdute se non ci fossimo assicurati il necessario coinvolgimento di tutta l’organizzazione. A mano a mano che la data della presentazione della strategia annuale si avvicinava, sapevamo di avere un’opportunità d’oro per cambiare il modo in cui il servizio carcerario lavorava con il suo team tecnologico. Era un’opportunità rara e, poiché eravamo entrambi nuovi, potevamo tentare di fare qualcosa di diverso. All’inizio di un importante periodo di cambiamenti venne nominato un nuovo direttore IT. Non si trattava una riorganizzazione di piccola entità. Interi dipartimenti erano sottoposti a cambiamenti; allo stesso tempo, venne programmato un profondo aggiornamento dell’infrastruttura IT e dei sistemi dei vari settori di attività. Si trattava di un programma ambizioso, che avrebbe avuto un impatto su tutte le principali funzioni aziendali e che, nel giro di due anni, avrebbe portato alla sostituzione di decine di migliaia di computer, all’aggiornamento della rete e dei centri di elaborazione dati e alla sostituzione dei sistemi del core business. Il giorno del meeting arrivò e, al momento stabilito, spegnemmo il proiettore. Invece di mostrare uno slide show in PowerPoint o un documento di otto pagine, distribuimmo una copia stampata in grande formato di una storia visuale, su una pagina, e trattenemmo il respiro. Ciò che il pubblico stava guardando era un’immagine familiare di un centro di rieducazione con una serie di piccole storie lungo i margini, ciascuna significativa per membri differenti dello staff dirigenziale nel contesto dell’attività complessiva dell’organizzazione. Le storie coglievano l’impatto e i dettagli dei cambiamenti nel corso dei successivi tre anni. Se non fossimo riusciti a convincere lo staff dirigenziale della necessità di questo cambiamento strategico e costoso, le persone che avevamo bisogno di coinvolgere avrebbero potuto non essere pronte, ritardando in modo significativo il programma e aumentando realmente i costi. Vi era anche il forte rischio che le opportunità di miglioramento dei processi di Questa originale storia visuale di una pagina si trova probabilmente da qualche parte negli archivi del servizio carcerario, ma avrebbe avuto molti più particolari interessanti di quelli che possiamo condividere qui. Questo cenno fornisce un’idea di come appariva la storia visuale e degli argomenti usati nelle piccole storie. 10 Il processo di storia visuale Questo libro è per visionari ed educatori, agenti del cambiamento e rivoluzionari, motivatori e timonieri. Se preferite lo status quo, o non volete che il vostro business cambi, probabilmente questo libro non vi serve. Ma se volete influenzare gli altri nel prendere una decisione, migliorare qualcosa o siete favorevoli al cambiamento, leggetelo. Possiamo aiutarvi. Abbiamo fatto per anni esperimenti con la produzione di storie visuali. Abbiamo utilizzato ricerche provenienti da un’ampia gamma di settori, alcune delle quali condotte da noi in prima persona, e considerato il lavoro di molti altri gruppi che si sforzavano di realizzare comunicazioni efficaci. Il numero di fallimenti è stato pari a quello dei successi. Esaminando i motivi alla base dei nostri fallimenti, era chiaro che avevamo trascurato alcune parti dell’analisi, o avevamo affrettato la creazione di una visualizzazione senza prima fare chiarezza su ciò che interessava al pubblico. Quando avevamo successo, era chiaro che avevamo creato per prima cosa una buona storia visuale di una pagina per chiarire l’obiettivo del messaggio prima di sviluppare altri formati per comunicare la storia. La differenza fu immediata. Nessuno parlò. Tutti gli occhi erano puntati sulla storia visuale. Dopo qualche minuto, il direttore IT cominciò a parlare, passando in rassegna tutti i principali cambiamenti tecnologici dalla prospettiva del carcere, utilizzando parti differenti dell’immagine centrale come punto di partenza per una serie di piccole storie. Dopo 30 minuti, le domande cominciarono ad accumularsi. Dopo 45 minuti, l’assemblea fu interrotta. Avevamo superato il tempo a nostra disposizione, ma il risultato era molto diverso rispetto agli anni precedenti. Ora tutti i capi dipartimento avevano l’incarico di stabilire dei briefing da tenersi regolarmente con i loro rappresentanti IT. Ci volle pochissimo tempo perché la strategia IT venisse approvata. Molte domande ora avevano bisogno di una risposta, ma il cambiamento nelle relazioni tra l’IT e i team dei dipartimenti era cominciato. La storia visuale sembra semplice e, nella sua semplicità, è potente. I messaggi semplici e chiari sono facili da consumare, usare e seguire. Ma la chiarezza e la semplicità non sono facili da produrre su richiesta. Abbiamo reso la creazione di una storia visuale la più semplice possibile, tuttavia fare questo richiede lavoro, più di quello che normalmente è richiesto per la preparazione di una presentazione. Realizzare il cambiamento è difficile. Comunicare il cambiamento è difficile. Con le storie visuali è possibile, almeno, migliorare il proprio tasso di successo. Cosa devi ottenere? Dipende da te. Dove vuoi portare il mondo oggi? 11 CAST e la Mappa delle storie visuali Nel corso delle prossime pagine tratteremo numerosi contenuti. Il Capitolo 1 ha spiegato perché la storia visuale è importante. In questo capitolo offriremo una visione d’insieme di ciò che imparerete e nel Capitolo 3 illustreremo in che modo ottenere il massimo da questo libro. Poiché vi mostreremo come mettere insieme una vasta gamma di tecniche differenti, abbiamo pensato che sarebbe stato molto importante offrirne una visione d’insieme, in modo che possiate vedere come esse si integrino fra loro, e cominciare a dare un’idea della loro provenienza. Ogni capitolo fornirà un gran numero di dettagli sulle fonti delle varie tecniche, mentre nell’Appendice si trova un elenco, in ordine di priorità, di riferimenti bibliografici. La Mappa delle storie visuali Il diagramma qui sotto è chiamato Mappa delle storie visuali. Lo abbiamo sviluppato per illustrare il processo di creazione di una storia visuale e per mostrare come le fasi del processo siano in relazione una con l’altra. Abbiamo chiamato il processo CAST dai nomi delle quattro fasi principali mostrate verticalmente sul lato sinistro del diagramma: Content (Contenuto), Audience (Pubblico), Story (Storia), Tell (Raccontare). (Contenuto) CONTENT C Perché Cosa Come A (Pubblico) AUDIENCE (Storia) STORY S T Se Chi Stili di apprendimento e decisionali Struttura Personaggi Senso Piano di urgenza di esposizione Design (Raccontare) —Rudyard Kipling, premio Nobel per la letteratura, romanziere famoso per le sue storie brevi. LA MAPPA DELLE STORIE VISUALI TELL 2 Ho sei onesti servitori (mi hanno insegnato tutto ciò che so); I loro nomi sono Cosa e Dove e Quando E Come e Perché e Chi. Verifica Il mio compito è scoprire il modo più semplice di risolvere problemi relativi a software e tecnologie che presentano difficoltà. Spesso devo creare una soluzione e poi spiegarla a decine di persone differenti, ciascuna con i propri quesiti e interessi. RIGA DEL CONTENUTO Molte presentazioni hanno troppi contenuti non attinenti alla decisione o al cambiamento oggetto della proposta. Se volete che il vostro team addetto alle vendite cerchi nuovi clienti, o che il vostro gruppo IT implementi un nuovo sistema di gestione dei contenuti, il vostro contenuto deve condurre il pubblico a capire il motivo per cui volete che agisca, e cosa deve fare. Prima di riuscire a capire come creare una storia visuale, ero solito creare una lunga serie di diagrammi per spiegare le mie idee, usando immagini diverse per scopi differenti o scorrendo i diagrammi nel corso di una presentazione. In più di un’occasione, dopo aver messo davanti ai miei clienti un’immagine dopo un’altra, mi rilassavo meravigliandomi per la mia abilità e aspettavo, pazientemente, che essi concordassero con me. Dopo tutto, avevo dato loro tutte le prove necessarie del fatto che il mio progetto era valido, solido e realizzato con abilità. RIGA DEL PUBBLICO Dovete comprendere le persone a cui raccontate la vostra storia. Che cosa hanno bisogno di sapere? Come potete motivarle a rispondere come volete voi? Sia che vogliate che il vostro team di design sviluppi un nuovo logo, sia che desideriate che il vostro amministratore delegato approvi un nuovo progetto, dovete prendere in considerazione le diverse persone che compongono il pubblico. RIGA DELLA STORIA Una volta fatta chiarezza sui contenuti e sul pubblico, potete concentrarvi sulla struttura della storia. Abbiamo attinto da centinaia di esperienze pratiche riguardanti il modo in cui raccontare una storia convincente e interessante. Utilizzando il formato di una storia, anziché presentando semplici informazioni, il vostro pubblico si identificherà più facilmente con i vostri obiettivi, ricorderà le vostre idee e accetterà i vostri suggerimenti. RIGA DEL RACCONTO Ora create le parole e le immagini per concentrarvi sul racconto della storia. Elaborate i modi in cui la storia sarà comunicata in formati diversi e verificate che abbia l’impatto desiderato. Dedicare una particolare attenzione ai differenti modi in cui una storia visuale può essere raccontata può fare la differenza tra una storia chiara e un messaggio confuso. Di solito, questo approccio falliva, talvolta miseramente. Per molto tempo ho tentato di capire perché. Certamente, io capivo ciò che tentavo di dire. Perché loro no? Ero forse un’aquila che aveva a che fare con dei tacchini? Ero uno “smanettone” borioso e presuntuoso tutto preso dalla mia stessa complessità? Parlavo in hawaiano con uno spagnolo? Dopo che Martin ebbe condiviso con me le tecniche per creare storie visuali, tutto questo cambiò. Mi mostrò come una storia visuale realizzata ad arte utilizzi metodi scientifici, sviluppati attraverso decenni di ricerche in ambito psicologico, linguistico, pedagogico e del design, al fine di motivare il pubblico ad agire. Dopo un po’ di pratica ero un uomo diverso. Ora una singola pagina da me creata era in grado di raccontare un’intera storia, non solo per aiutare le persone a capire ciò che tentavo di dire, ma anche per motivarle a interessarsi ai cambiamenti che proponevo. Le mie idee divennero convincenti e anche, cosa per me sorprendente, facili da ricordare. Alcune delle mie storie visuali cominciarono a diventare “virali”, dal momento che, quando presentavo una storia a qualcuno, questi presentava poi queste stesse idee ad altri. 13 Un buon contenuto favorisce le buone storie LA MAPPA DELLE STORIE VISUALI La riga del Contenuto include quattro elementi: Perché, Cosa, Come e Se. (Contenuto) CONTENT Perché Cosa Come A (Pubblico) AUDIENCE (Storia) STORY S T Se Chi Stili di apprendimento e decisionali Struttura Personaggi Senso Piano di urgenza di esposizione Design (Raccontare) Ci è voluto più di un decennio per diventare abili nelle tecniche CAST; la lezione più difficile da imparare è consistita nell’accettare l’importanza di lavorare prima sul contenuto e poi sulla costruzione della storia e sui materiali della presentazione. Ogni minuto dedicato a comprendere la pertinenza del contenuto rispetto al pubblico vi verrà restituito decuplicato quando realizzerete la vostra storia nel modo giusto. C TELL Prima di creare una storia, dovete chiarirne molto bene l’argomento. Nel Capitolo 1 abbiamo detto che lo scopo della maggior parte delle storie è motivare il pubblico a prendere una decisione, ad agire in un certo modo o a realizzare un cambiamento nel proprio business o nella propria vita in generale. I capitoli che vanno dal 4 al 7 trattano la riga relativa al Contenuto della Mappa delle storie visuali. In questi capitoli vi mostreremo una serie di tecniche per affinare il vostro contenuto in modo che si focalizzi sul risultato prefissato e per filtrarlo drasticamente al fine di eliminare tutto ciò che non sia direttamente pertinente all’azione desiderata. Verifica PERCHÉ Le persone non amano cambiare e la maggior parte di esse, quando possibile, evita di prendere decisioni. La vostra storia deve fornire una motivazione chiara per agire. Noi pensiamo che il modo migliore per essere e rimanere chiari consista nel rendere più esplicita possibile la ragione del cambiamento. Ciò include l’identificazione di tutte le influenze esterne a cui il vostro pubblico dovrebbe reagire e degli obiettivi personali dei vostri ascoltatori che sono collegati con la vostra storia. COSA Se il vostro pubblico conosce già le ragioni del cambiamento, potete essere sicuri che alcuni membri hanno già pensato alle cose “rotte” che hanno bisogno di essere aggiustate. Tuttavia, dovete prendere in considerazione anche tutte le cose “funzionanti” che potrebbero dover cambiare, e le cose che potrebbero essere influenzate ma che dovrebbero essere lasciate come sono. In un ambito di business, le cose a cui potreste dover pensare includono processi, costruzioni, macchinari, sistemi, persone, esperienza dei clienti e informazioni che cambieranno o saranno condizionate dal cambiamento. 14 COME Fate cenni con le mani, dite qualche parola e tutto sarà diverso. Questo approccio funziona solo per Harry Potter. In gran parte delle situazioni ci vuole del tempo per implementare le decisioni e il processo di cambiamento richiede un’accurata pianificazione. Le storie valide includono molte azioni, nel corso delle quali qualcosa accade, e il contenuto che identificate ora formerà gran parte della storia visuale. Potete dare inizio a qualcosa di nuovo, porre fine a qualcosa, cambiare un’attività esistente, e magari garantire che alcune cose rimangano le stesse mentre tutto il resto cambia intorno a esse. Una fase importante che tratteremo nel capitolo dedicato al “Come” consiste nel mostrare la chiara connessione con “Cosa” deve essere cambiato e “Perché”. Collegando il vostro piano con le ragioni che rendono la storia importante per il pubblico, riuscirete a convincere tutti del fatto che voi comprendete le loro preoccupazioni. SE Ci sono sempre delle alternative, delle idee in competizione e delle ragioni per cui il vostro pubblico potrebbe non essere così favorevole alla vostra idea come voi vorreste che fosse. Dovrete spiegare perché questo cambiamento dovrebbe essere appoggiato, anche quando ci sono molte altre necessità ed esigenze. Perché altre cause valide dovrebbero avere una priorità più bassa? Perché questa direzione e non un’altra? Attraverso lo sviluppo della riga del Contenuto vi aiuteremo a collocare il vostro cambiamento in un contesto più ampio, in modo che possiate convincere il vostro pubblico a seguirvi ora e a non aspettare un altro giorno che non arriverà mai. La riga del Contenuto si basa su domande o sugli interrogativi comuni “Perché”, “Cosa”, “Come” e “Se”. Utilizzati frequentemente dai giornalisti, essi sono impiegati anche come struttura per l’analisi dei problemi di business e dei differenti modi in cui le persone apprendono. Nel corso dell’ultimo decennio, molte organizzazioni hanno ottenuto importanti risultati con un approccio strutturato chiamato Benefits Dependency Network, sviluppato al Cranfield University Business School Centre for IS Research. Questo approccio aiuta le organizzazioni a comprendere i vantaggi dei programmi di cambiamento del business. Abbiamo semplificato questo approccio, adattandolo alla creazione di tecniche per strutturare il contenuto di una storia visuale e integrandolo inoltre con idee tratte dalle attuali ricerche sul modo in cui le persone imparano e prendono decisioni, al fine di aiutare a mettere a fuoco ciò che è necessario che il pubblico comprenda. 15 Le celle “Perché”, “Cosa” e “Come” costruiscono una sequenza logica con una forte connettività che contribuisce a sottolineare il ragionamento e la motivazione all’interno della storia. Molte storie non riescono nel loro intento perché i personaggi mostrano cambiamenti improvvisi poco credibili o le azioni sembrano non avere giustificazioni. Il lavoro, in questa riga della Mappa, aiuta il vostro pubblico a capire perché c’è bisogno di un cambiamento, cosa deve essere cambiato e in che modo. Sviluppando tutto questo in una storia visuale fornirete una sequenza convincente di attività. La cella “Se” prende in considerazione le sfide, le conseguenze e le alternative. Le informazioni riunite in questo punto possono imprimere una svolta alla storia, contribuendo a far sì che essa faccia presa nella mente del pubblico. La nostra comprensione dei fattori che influenzano la capacità delle idee di fare presa proviene dal libro Made to Stick, di Chip e Dan Heath, basato sul lavoro che gli autori svolgono da molti anni. In questo libro, i fratelli Heath descrivono come rendere un’idea “adesiva”: essa deve essere semplice, inaspettata, concreta, credibile, suscitare emozioni ed essere raccontata come una storia. Perché abbiamo fatto tutto questo lavoro? Perché crediamo che l’applicazione delle ricerche più recenti vi aiuterà a creare la storia più convincente. Abbiamo reso facile questo approccio trasformando la ricerca in un processo graduale e comprensibile nelle sue varie fasi. Motivate il vostro pubblico ad agire LA MAPPA DELLE STORIE VISUALI STILI DI APPRENDIMENTO E DECISIONALI Il modo di presentare i contenuti, dalla selezione dei formati all’ordine in cui li proponete ai differenti membri del pubblico, dovrebbe essere determinato dalla comprensione di come il pubblico reagirà a essi. Alcuni si aspetteranno che forniate loro dei particolari, altri vorranno sapere quale sarà l’impatto della vostra proposta sulle persone che lavorano nell’organizzazione. Questa sezione utilizza la ricerca sui differenti stili di apprendimento e decisionali per aiutarvi a focalizzare la vostra storia in modo da produrre i risultati sperati, senza tralasciare alcun suggerimento. (Contenuto) CONTENT Cosa Come (Pubblico) AUDIENCE S (Storia) T Se Chi STORY scoprire di chi si tratta. Se sapete chi ci sarà fra il pubblico, potete arrivare a conoscere i loro interessi, la loro propensione a sostenere le vostre idee, il loro grado di conoscenza di ciò che voi volete che facciano e il modo in cui ciascuno di loro potrebbe influenzare gli altri. In alcuni casi potreste non aver mai incontrato il vostro pubblico; tutto ciò che ne sapete consiste in caratterizzazioni generiche. Per queste situazioni ricorreremo all’uso delle personas per aiutare a sviluppare un obiettivo sulle motivazioni che guidano il gruppo. Perché A Stili di apprendimento e decisionali Struttura Personaggi Senso Piano di urgenza di esposizione Design (Raccontare) CHI Per convincere un pubblico, come prima cosa dovete C TELL La comprensione del pubblico è la chiave per selezionare adeguatamente la struttura e i formati della storia, e per decidere come rappresentare i contenuti in modo che conducano efficacemente le persone alla decisione di agire. La riga del Pubblico, trattata nei Capitoli 8 e 9, consiste di due elementi: Chi e Stili di apprendimento e decisionali. Verifica Come scoprirete apprendendo il processo CAST, crediamo che dobbiate essere drastici nell’eliminare i dettagli estranei. Decidere cosa conservare e cosa buttar via può essere difficile. Il modo migliore per cominciare, secondo noi, consiste nel considerare attentamente le persone che volete influenzare e nel costruire la storia specificamente per loro. Che cosa li motiva? Come apprendono? Che tipo di informazioni richiedono allo scopo di prendere una decisione? Se volete che la vostra storia abbia successo, assicuratevi che essa rivolga l’importante domanda che raramente viene espressa: “Che cosa ci guadagno?” 16 I nostri metodi per l’analisi del pubblico sono costruiti sulle migliori pratiche di tre professioni molto diverse: project manager che usano tecniche di stakeholder management, addetti alle vendite con i loro metodi e le loro mappe di influenza per convincere le persone a investire in un sogno, e professionisti della gestione del cambiamento che conoscono il processo seguito dalle persone quando adottano un cambiamento. Martin ha acquisito la consapevolezza, molti anni fa, del fatto che le storie visuali devono essere create basandosi sulle stesse conoscenze del pubblico che gli agenti di vendita utilizzano quando creano i loro discorsi per convincere la clientela. Quando usate una storia per produrre un cambiamento, spesso chiedete al vostro pubblico di assolvere due compiti differenti e difficili. Chiedete loro di apprendere e chiedete loro di decidere. Gli stili di apprendimento e decisionali che attraversano tutti gli aspetti della riga del Pubblico sono tratti dalle tecniche usate da psicologi, sociologi, agenti di vendita ed educatori. Una tecnica che si è rivelata particolarmente efficace per i nostri scopi si basa su una ricerca compiuta negli anni Settanta da Bernice McCarthy sul modo in cui i bambini apprendono; tale lavoro è stato sviluppato nelle tecniche ora impiegate dagli educatori di tutto il mondo. È semplice da applicare e può essere utilizzata rapidamente sia come filtro sia come struttura guida per prendere il contenuto della riga in alto della Mappa e assicurarsi che si adatti alla gamma di stili di apprendimento e decisionali del pubblico. Chiedere a qualcuno di apprendere è differente rispetto a chiedergli di decidere. Conducevo diversi progetti per implementare nuove soluzioni IT nella nostra attività. Gran parte delle possibili soluzioni venivano da alcune delle maggiori aziende del settore IT e cercavamo di scegliere la migliore combinazione basata sulle nostre necessità aziendali e sulle risorse in termini di software. Pensavamo di avere un buon piano, ma avevamo dei competitor con progetti differenti. Essi non si limitavano ad altro personale interno con idee alternative alle nostre, ma includevano agenti di vendita delle grandi aziende IT che cercavano di venderci le loro soluzioni, senza considerare l’adeguatezza rispetto agli altri fornitori o alle nostre risorse interne. L’approccio dei rappresentanti delle vendite delle grandi aziende IT aveva sui nostri dirigenti di alto livello un’influenza molto maggiore rispetto al nostro. Ogni volta che ci riunivamo con i nostri dirigenti, capivamo che i team esterni li avevano già incontrati e che avevano preparato il terreno per la successiva discussione. Avevano una storia migliore e un approccio migliore per presentarla, che si basava su una conoscenza dei nostri dirigenti migliore di quella che avevamo noi. Finalmente trovammo una soluzione per soddisfare le nostre esigenze, ma solo perché riuscimmo a esprimere un voto per il progetto sull’ufficio approvvigionamenti. I venditori stavano solo facendo il loro lavoro, e lo facevano bene. Basandomi su questa esperienza, conclusi che dovevamo scoprire in che modo essi vendevano un’idea e poi incorporare il loro approccio nel processo di creazione di storie sul cambiamento. 17 Offrite al vostro pubblico una STORIA da ricordare LA MAPPA DELLE STORIE VISUALI PERSONAGGI Il vostro pubblico deve essere interessato per poter essere davvero coinvolto. I personaggi hanno un’importanza fondamentale per umanizzare il vostro messaggio e permettere ai membri del pubblico di vedere se stessi e il proprio successo connessi con la lotta dei personaggi nella storia. I personaggi della vostra storia devono essere significativi per il pubblico, ma questo non vuol dire che essi debbano essere necessariamente delle persone. Nel Capitolo 11 vedremo come creare personaggi per persone, oggetti inanimati e concetti: in breve, per tutto ciò che deve cambiare. (Contenuto) CONTENT Cosa Come (Pubblico) AUDIENCE S (Storia) T Se Chi STORY centrale e una fine. Esse conducono il pubblico lungo un viaggio, e usano idiomi, metafore, artifici retorici e trame archetipiche per aiutare il pubblico a connettersi con le vostre idee. Scegliendo in modo appropriato il formato e la struttura di una storia, si contribuisce a renderla memorabile e pertinente al contesto. Perché A Stili di apprendimento e decisionali Struttura Personaggi Senso Piano di urgenza di esposizione Design (Raccontare) STRUTTURA Le storie hanno un inizio, una parte C TELL Nella Mappa la riga della Storia vi guida attraverso il processo di costruzione di una storia efficace, interessante e convincente. In questa riga ci sono quattro elementi: Struttura, Personaggi, Senso di urgenza, Piano di esposizione. Verifica SENSO DI URGENZA Ci sono molti tipi di storie, ma tutte hanno una cosa in comune: i personaggi sono collocati in una situazione nella quale devono reagire. Il senso di urgenza nella vostra storia vi aiuterà a focalizzarvi sugli elementi che guidano i vostri personaggi, e il vostro pubblico, verso la conclusione da voi desiderata. C’è un conflitto da sanare, un enigma da risolvere o un ostacolo da superare? Ci basiamo sulle lezioni apprese dai più brillanti venditori per catturare l’urgenza, per rendere la storia convincente e far sì che il pubblico scelga di agire ora. PIANO DI ESPOSIZIONE Siamo abituati al fatto che le storie siano raccontate in molti modi differenti. Talvolta una storia viene condivisa tra colleghi in una riunione di team, talvolta in un ufficio e altre volte in una mensa aziendale. Tutte le storie di business potrebbero essere presentate come film o raccontate intorno a un fuoco durante un ritiro fuori sede. In questa parte del processo CAST tratteremo i numerosi e differenti modi in cui si può raccontare una storia e spiegheremo in che modo la disponibilità di diversi canali possa moltiplicare l’efficacia del messaggio. 18 Nei Capitoli 10-13 tratteremo la riga della Storia, attingendo a diverse fonti per stabilire la struttura e il campo d’azione della storia visuale. Il nostro mix di fonti inizia con Aristotele e si estende nei secoli fino a includere l’opera di Robert McKee, docente di sceneggiatura famoso in tutto il mondo; attinge alle sette trame fondamentali delle storie individuate da Christopher Booker e alla struttura della narrazione e dei personaggi identificata da Vladimir Propp oltre un secolo fa. Si tratta di un mix variegato volto a fornire ispirazione e idee piuttosto che regole prescrittive. chiarire e a definire i possibili personaggi di una storia visuale. In molti casi, sapete che la storia avrà un eroe e un cattivo, e qualcuno che metterà l’eroe sul cammino giusto; con trame diverse, però, l’eroe può diventare il cattivo, e viceversa. Le storie visuali non sono create per l’intrattenimento, ma la loro finalità è fare sì che qualcuno prenda una decisione e agisca di conseguenza. Perché questo avvenga, spesso è necessario suscitare un senso di urgenza. Quest’ultimo è spesso un concetto chiave nella formazione del personale addetto alle vendite, il cui scopo è indurre il cliente ad acquistare oggi piuttosto che aspettare fino a domani per prendere una decisione. Story, di Robert McKee, è un libro per sceneggiatori, per coloro le cui storie vediamo messe in scena ogni giorno, nei film e in televisione. Vi è una grande quantità di prove riguardo a ciò che è alla base di un grande film o di uno show televisivo memorabile. Ciò che McKee sottolinea energicamente durante le sue lezioni e i suoi corsi di formazione è che non esiste una formula magica in grado di vincere sempre. Attingiamo all’esperienza di McKee per creare le strutture generali della storia e ai suoi suggerimenti riguardo a come e quando usarle. Come nella storia di Martin riguardante la competizione con i team di vendita esterni, potreste avere dei competitor (sia esterni sia interni) che cercano di vendere le loro idee, e il pubblico che sta per prendere una decisione. La lezione fondamentale non consiste nell’ignorare le loro tattiche di vendita, ma piuttosto nell’usarle a proprio vantaggio. Abbiamo costruito il processo CAST per sfruttare le tecniche che i venditori utilizzano per vendere un’idea. In questo modo, la vostra presentazione può essere tanto convincente quanto la vostra competizione e, di conseguenza, altrettanto efficace. A partire dall’opera di Propp e da un’analisi delle trame più comuni, stabiliamo una serie di personaggi archetipici che possono contribuire a Guidate il vostro pubblico verso la conclusione che volete fargli raggiungere. 19 Le storie visuali sono progettate e verificate perché qualcuno le racconti LA MAPPA DELLE STORIE VISUALI Il design è un elemento fondamentale per influenzare il pubblico. (Contenuto) CONTENT Perché Cosa Come A (Pubblico) AUDIENCE (Storia) STORY S T Se Chi Stili di apprendimento e decisionali Struttura Personaggi Senso di urgenza Piano di esposizione Design TELL Il Capitolo 14 esamina la progettazione e il Capitolo 15 mostra come sottoporre a verifica la vostra storia. C (Raccontare) Infine, è arrivato il momento di mettere insieme le parti per raccontare la storia. Tratteremo la riga Raccontare nei Capitoli 14 e 15, dove vedremo come creare gli elementi visuali per la storia, i personaggi e i contenuti di supporto, come combinare questi elementi in modi convincenti, come costruire, nello spazio di una pagina, un’immagine vivida della storia e come verificare che la storia possa essere raccontata e compresa in una varietà di formati. DESIGN Che si tratti di parole dette, scritte o di immagini, è l’immagine mentale da voi creata che contribuisce a influenzare il pubblico. Il design è un elemento fondamentale in un processo di persuasione efficace. Anche una storia meditata, creativa, ricca di dati e potenzialmente di successo può fare fiasco se gli elementi visuali e gli approcci più convincenti non sono identificati e scelti con attenzione. Per esempio, se presentate due opzioni differenti, una in testo rosso e l’altra in testo verde, la vostra immagine potrebbe comunicare un messaggio riguardo ciò che deve proseguire e ciò a cui invece bisogna porre fine, ma se vi sono nel pubblico dei daltonici, questi potrebbero non cogliere il messaggio. 20 Verifica VERIFICA Avete considerato tutte le vostre basi? Avete incluso tutte le informazioni che vi servono al fine di rendere la vostra storia convincente? Avete evitato di usare troppo rosso? (Scherziamo!) Vi siete esercitati nel raccontare la vostra storia e avete messo a punto la storia visuale per supportare sia il racconto sia il percorso verso la decisione? In poche parole, come sapete che la vostra storia visuale è abbastanza buona da influenzare la vostra audience? Non ci sono garanzie, ma sappiamo che ci sono problemi comuni che fanno deragliare le storie confondendo il pubblico. In questa ultima parte del processo CAST metteremo insieme una serie di sei test che ridurranno il rischio di fallimento. Con il processo CAST, potete fare realmente chiarezza sul contenuto e sulla giustificazione di ogni elemento che avete deciso di includere. Chiamiamo questo obiettivo design intenzionale. Ogni parte della storia visuale è focalizzata in modo da condurre al messaggio fondamentale; così non dedicate tempo alla creazione di contenuti che in seguito potreste trovare non pertinenti o causa di distrazione. Il design è una capacità che si continua a sviluppare nel corso di una vita di pratica. Tuttavia, volta dopo volta, abbiamo visto come l’utilizzo di poche tecniche appropriate possa avere rapidamente un impatto notevole sulla qualità del risultato. La sorpresa, per molte persone, consiste nel fatto di compiere tutto il percorso fino alla quarta riga prima di cominciare a creare le immagini. Quando Mark acconsentì a essere coautore, questo cambiò in modo significativo le nostre capacità di scrivere il libro e di fornire suggerimenti riguardo le tecniche di design. Mark prese l’iniziativa di scrivere il capitolo dedicato al design (Capitolo 14), che tratta le tecniche per l’ideazione, la composizione e la codifica dei contenuti per supportare lo sviluppo della storia in diversi formati, che si tratti di poster di una pagina o di animazioni. Veramente, è il caso di dire “vedere per credere”. La sezione dedicata al design è stata realizzata con la consulenza di designer grafici ed esperti nell’analisi del visual design, tra i quali Edwar Tufte, che nel suo libro epocale Beautiful Evidence individua molti segreti per un’efficace visualizzazione dei dati. Infine, esaminammo le storie che avevamo creato e la vasta gamma di esempi che avevamo visto negli ultimi dieci anni per identificare sei test che, pur non essendo una garanzia di successo, almeno vi aiuteranno a individuare rapidamente i problemi comuni. Mettere alla prova la vostra storia visuale significa compiere i passi necessari per assicurarsi di aver incluso o escluso in modo corretto le cose, e anche esaminare le possibili conseguenze non intenzionali delle vostre indicazioni. con le proprie parole. In questo modo il significato della conversazione è confermato attivamente da entrambe le parti. Pensiamo che la verifica sia un processo attivo di questo tipo, nel quale si chiede alle persone del pubblico di fornirci un feedback riguardo la storia che hanno ascoltato, spiegandoci come questa li ha fatti sentire e che cosa vorrebbero fare dopo aver sentito e visto la nostra storia visuale. Abbiamo scoperto per caso, un giorno, l’acronimo CAST per il processo e l’attuale formato della Mappa delle storie visuali, mentre esaminavamo il raggruppamento delle note su una pagina. Fino a questo punto il processo era stato rappresentato dall’immagine di una macchina che riceve gli input per la storia, con leve e comandi per selezionare la storia e le combinazioni di caratteri. Oggi usiamo la Mappa delle storie visuali per catturare gli appunti fondamentali per costruire una storia visuale, e come promemoria degli elementi chiave che devono essere considerati. Esamineremo il modo d’uso della Mappa nel prossimo capitolo. La verifica è più di una semplice prova. Una tecnica di comunicazione chiamata “Ascolto attivo” incoraggia la persona in ascolto a fornire all’oratore un feedback su ciò che ha sentito, parafrasandolo o riformulandolo 21 Usare CAST per raccontare storie Raccontami qualcosa e io lo dimenticherò Mostramelo e forse lo ricorderò; coinvolgimi e io capirò. —Proverbio cinese 3 Molto tempo dopo che il pubblico si darà dimenticato del vostro nome e del titolo della vostra presentazione, si ricorderà delle vostre storie, motivo per cui i presentatori esperti sono bravi narratori di storie. —Chip e Dan Heath, autori di bestseller riguardanti il cambiamento e i modi in cui le idee sopravvivono. L’uso della Mappa delle storie visuali Il processo CAST e la Mappa delle storie visuali si sono evoluti insieme. Ci siamo resi conto della necessità di un formato visuale semplice per ricordare le differenti attività e catturare le informazioni chiave e le decisioni riguardo al modo in cui strutturare e progettare la storia. La Mappa delle storie visuali si è evoluta in una semplice tabella per facilitarne l’utilizzo nei formati stampati e la riproduzione su lavagne a pennarelli e a fogli mobili durante i workshop. È possibile scaricare un modello della Mappa delle storie visuali dal sito web www.storiechespostanolemontagne.it. Usiamo la Mappa delle storie visuali in vari modi, come supponiamo farete anche voi. Ci siamo trovati, molte volte, con una scadenza imminente e una grande mole di contenuti, idee, informazioni sul pubblico e materiali solo in parte completi. Una volta appreso il processo CAST, comprenderete che è possibile limitarsi ad afferrare tutto ciò che avete a disposizione e sistemarlo su una versione a grande formato della Mappa, quindi cominciare a lavorarci sopra. In altre occasioni, abbiamo avuto gruppi di persone coinvolte nello sviluppo di una storia, talvolta membri fondamentali del pubblico vi hanno preso parte. Spesso suggeriamo di cominciare con un brainstorming e di coinvolgere tutti coloro che sono interessati alla creazione della storia. Nella sessione di brainstorming, un facilitatore traccia sulla lavagna una Mappa delle storie visuali vuota, distribuisce un pacchetto di bigliettini adesivi a tutti i partecipanti e lascia che essi scrivano ciò che vogliono sui biglietti e li appiccichino ovunque sulla lavagna. Dopo 15 minuti, il facilitatore percorre la Mappa, condividendo con i partecipanti le osservazioni raccolte sui biglietti. Dopo che tutti hanno ricevuto i semi delle idee dei propri colleghi, ha luogo una seconda sessione di brainstorming e di divisione in gruppi. In soli 30 minuti, questo processo può garantire che le idee di ciascuno dei partecipanti siano ascoltate, e questo dà origine a un ricchissimo archivio di dati per dare avvio a una solida storia visuale. Gran parte delle storie visuali sono create nel corso di alcune settimane, piuttosto che in giorni o ore. La Mappa delle storie visuali è utile per tenere traccia dei progressi e per sottolineare le informazioni chiave a mano a mano che la storia si sviluppa. Spesso vediamo persone che usano una versione elettronica della Mappa per condividere le note all’interno di un team, o che ne tengono una copia attaccata alla parete nella stanza dove il team si riunisce. 23 Imparate dalla nostra esperienza Ripensando alle storie visuali che abITERARE INTEGRARE Abbiamo creato il processo INNOVARE Il processo CAST riunisce un’ambiamo creato negli ultimi dieci anni, nessuna di CAST e la Mappa delle storie visuali per fornire pia gamma di tecniche molto potenti, che però esse è andata bene la prima volta. Mai. Non ci siamo neanche andati vicino. Talvolta bastano pochi giorni, talvolta ci vogliono dei mesi di lavoro con le persone, raccontando le storie e rilavorandoci sopra per ottenere un buon risultato. Ci sono numerose verifiche da fare, molti feedback da ascoltare, ed è necessario reiterare il proprio progetto. Ciascuna delle sezioni della Mappa delle storie visuali corrisponde a un capitolo del libro. Alla fine di ogni capitolo troverete una checklist di punti chiave da ricordare e da realizzare nel corso di quella determinata parte del processo CAST. Tutte le checklist sono disposte nello stesso modo, per permettervi di trovarle rapidamente e di passare da una all’altra per avere una visione semplice di tutte le fasi. Quando reiterate nel corso dello sviluppo della vostra storia visuale, continuate a tornare alle checklist per riuscire a imboccare la strada giusta. una struttura che sappiamo essere funzionante. Uno dei punti di forza è rappresentato dall’integrazione di tutte le parti per sviluppare una storia convincente e un design visuale entrambi focalizzati esattamente su ciò che il pubblico deve conoscere. Se scoprite di aver saltato una parte del processo, o che il contenuto di una parte della Mappa non si integra con il resto dei vostri contenuti, dovete fermarvi e capire cosa manca. In ogni capitolo vedrete l’evoluzione di due storie visuali esemplari. Le pagine dedicate a questi esempi hanno un margine colorato per permettervi di muovervi rapidamente attraverso il libro, seguendo lo sviluppo del contenuto. Attraverso questi esempi abbiamo provato a mostrarvi come funziona l’integrazione. 24 non sono le sole che potete usare. In alcuni capitoli indichiamo delle tecniche alternative che potreste adoperare. Molti di voi, inoltre, sperimenteranno altre metodiche in grado di ottenere gli stessi obiettivi che consigliamo in questo libro. Il nostro suggerimento è quello, in primo luogo, di comprendere quale sia il risultato desiderato di ogni fase del processo CAST, quindi di aggiungere la vostra esperienza e le vostre competenze specifiche alle tecniche che abbiamo individuato. Infine, dovreste avere la vostra particolare versione del CAST, adattata al modo in cui lavorate e alla cultura dell’organizzazione in cui operate. Esempi dell’uso di CAST Quando abbiamo deciso di scrivere su CAST, abbiamo esaminato molti altri libri perché ci aiutassero a scegliere lo stile da usare. La maggior parte dei libri fa uso di esempi per illustrare ciascun punto, ma abbiamo constatato che gli esempi sono o indipendenti l’uno dall’altro, teorici e ipersemplificati, o mostrano solo il risultato finale. Abbiamo deciso di procedere in modo differente e di creare due esempi che si costruiscono, pezzo dopo pezzo, in ogni capitolo, per mostrarvi cosa è realmente necessario per creare una buona storia visuale. Questi esempi si basano su situazioni reali, in cui solo alcuni nomi e particolari sono stati cambiati, per permetterci di mostrarvi quanto più possibile il funzionamento delle differenti tecniche. Prima della fine del libro avremo completato gli esempi, e avrete visto come usare il processo CAST. Nelle due pagine successive introdurremo i due esempi di storie visuali e daremo qualche spiegazione sulle situazioni affrontate da Marina e Tom. Nel Capitolo 16 si trova un terzo esempio, di fantasia, costruito combinando tra loro elementi provenienti da diverse storie visuali che abbiamo creato, nel corso degli anni, per varie organizzazioni e gruppi di interesse. Avete già visto l’inizio di questo terzo esempio con la storia visuale di due pagine presentata nel Capitolo 1. Nel Capitolo 16 svilupperemo gli ultimi due giorni di questa storia in un esempio di come si possa usare il processo CAST per preparare un’importante presentazione avendo a disposizione un lasso di tempo estremamente ridotto. Per contro, gli esempi del personal trainer e del City University Hospital abbracciano ciascuno diverse settimane, nel corso delle quali i contenuti sono sviluppati, messi alla prova e portati a completamento. La prima storia è quella di Marina, che vuole avviare un’attività di supporto per personal trainer. Le sfide e l’approccio adottato nella storia di Marina potrebbero essere applicati a chiunque voglia influenzare un piccolo gruppo di persone con un background e con problemi simili. La storia di Marina rappresenta, inoltre, una situazione in cui il processo CAST è utilizzato per contribuire a sviluppare le idee e i contenuti presenti nella storia. Costruite il vostro esempio Gli esempi prodotti vi aiuteranno a comprendere il processo CAST e numerose altre tecniche. Vi consigliamo di provare a creare il vostro esempio personale per mettere alla prova le idee a mano mano che leggete ogni capitolo, anziché aspettare di essere arrivati alla fine del libro. La seconda storia è quella di Tom, a capo del gruppo IT di un grande ospedale, che vuole ottenere supporto per un significativo progetto di trasformazione. La situazione di Tom sarà avvertita come familiare da molte persone che devono occuparsi di progetti di business complessi, con molti investitori e obiettivi differenti. Questa storia, inoltre, fa vedere come costruire una storia in un programma esistente, e come pianificare processi di realizzazione complessi quali quelli spesso richiesti nelle grandi organizzazioni. Se, durante la lettura, lavorerete sulla sequenza con il vostro esempio, crediamo che vi farete un’idea molto più chiara dei punti su cui è necessario focalizzarsi nel caso dobbiate creare in poco tempo una storia visuale. 25 Esempio 1: il personal trainer Mi chiamo Marina. Dopo vari anni nei quali ho lavorato come tecnico farmaceutico e amministratore sanitario, volevo una nuova prospettiva nella mia vita. Mi guardavo attorno per trovare qualcosa a cui appassionarmi e decisi di tornare all’università per conseguire una laurea biennale come personal trainer accreditato. Ho scoperto, tuttavia, che la passione talvolta non è abbastanza redditizia. Ho fatto colloqui con diverse palestre, ma ho scoperto che lavorare per loro può rappresentare solo un’ultima opzione. Se il guadagno della palestra per un’ora del mio tempo fosse di 50 $, il mio equivarrebbe a solo circa 15 $, dovendo inoltre coprire i costi di spostamento e altri costi relativi all’attività, e pagare le tasse. Potete seguire l’esempio del personal trainer sfogliando le pagine bordate di giallo. Così ho deciso di prendere in considerazione l’apertura di un piccolo studio di training, a cui i clienti si rivolgerebbero solo per il personal training. Avevo una buona conoscenza di come condurre un’attività, e mio marito, in possesso di una grande esperienza nel business, poteva aiutarmi. Aprire uno studio è una cosa molto complessa. Attivare account, organizzare il marketing e le vendite, fare pubblicità online e offline, e aggiornare tutti i mesi la fatturazione: tutto questo era scoraggiante. Spesso mi chiedevo ad alta voce se c’era qualche azienda che avrebbe svolto per me una parte di questo lavoro di routine. Ogni giorno trascorso a cercare di mettere in piedi uno studio era un altro giorno in cui non avevo potuto concentrarmi sulla ragione per cui stavo facendo tutto questo: essere una personal fitness trainer. 26 Così, insieme a mio marito, ho cominciato a considerare un’idea completamente nuova: perché non creare un servizio per permettere ai personal trainer di avviare i loro studi come parte di una rete? I clienti possono trovare il servizio online e iscriversi a uno studio di training posto nelle vicinanze, apprendere la filosofia del loro trainer e condividere i feedback con altri clienti in un social forum online. Il servizio gestirebbe l’amministrazione della raccolta delle adesioni e le spese di formazione attraverso pagamenti elettronici per l’iscrizione, quindi pagherebbe i trainer direttamente attraverso i rispettivi conti bancari. Il servizio gestirebbe anche le spese legali, nasconderebbe la complessità delle attività bancarie, fornirebbe marketing online e istruzioni passo passo ai trainer per avviare il proprio business. Per raggiungere i miei obiettivi ho bisogno che i trainer, in particolare coloro che hanno già uno studio proprio, siano interessati a unirsi alla rete. Abbiamo creato un nome e un’identità del marchio, “Equilibrio Ottimale”, e abbiamo cominciato a creare alcuni dei servizi, insieme al sito web, per poter lavorare con i nostri investitori. La storia visuale deve convincere i titolari di studi e i personal trainer che esiste un business attuabile. Potrebbero essere necessarie numerose presentazioni per avere un numero sufficiente di titolari di studi iscritti, ma tutto ciò che ci serve perché la nostra attività sia sostenibile sono dieci clienti paganti. Questa storia deve essere adattata alle esigenze molto specifiche di questi personaggi chiave, per spingerli a decidere di entrare a far parte di qualcosa di nuovo. Esempio 2: il City University Hospital Il City University Hospital è uno dei primi cinque ospedali del Paese. È un centro di ricerca e di formazione ospedaliera di primo livello, che con più di mezzo milione di pazienti ogni anno ha il ruolo di principale ospedale dell’area. È un luogo meraviglioso in cui lavorare, dove posso andare fiero di quello che faccio. Mi chiamo Tom. Conduco il gruppo IT che fornisce sistemi per far funzionare tutto, dalle informazioni sui pazienti alla programmazione delle camere. Potete seguire l’esempio del City University Hospital sfogliando le pagine bordate di blu. Gli amministratori dell’ospedale hanno recentemente approvato un piano triennale di espansione e trasformazione. Questo prevede un nuovo edificio per la rianimazione di fianco all’unità di Incidenti ed Emergenza. In grado di gestire 70.000 visite all’anno, questa struttura aprirà la strada all’adozione di nuove tecnologie e processi per migliorare la cura dei pazienti. Sfortunatamente, i sistemi IT non hanno ricevuto, negli ultimi cinque anni, il coordinamento o gli investimenti necessari a supportare questo piano. Mi sono unito al team dell’ospedale nel momento in cui il consiglio di amministrazione ha deciso di porre sotto il proprio controllo i servizi IT, dopo un lungo periodo di gestione da parte di un’azienda esterna. Il piano di trasformazione è la prima grande opportunità che ha il mio team per cambiare le cose e mostrare come l’IT dovrebbe lavorare. È meraviglioso avere questa occasione, ma 27 dobbiamo convincere molta gente che siamo in grado di occuparcene. I dati riguardanti i pazienti sono attualmente registrati in parte su sistemi elettronici, in parte su carta. Abbiamo isole di informazioni sparse attraverso l’ospedale e processi complessi che si sono evoluti negli anni per riuscire a superare i problemi causati da questa situazione. Per introdurre i cambiamenti dell’IT necessari a fare della nuova struttura per la rianimazione un successo, abbiamo bisogno di un supporto notevole da parte del team clinico, dello staff infermieristico e degli amministratori, e del sostegno finanziario da parte del consiglio direttivo del programma di trasformazione. Tutti sono collaborativi nei confronti degli obiettivi stabiliti dal piano di espansione e trasformazione, ma c’è molto lavoro da fare per convincere il management e lo staff dell’importanza della trasformazione dell’IT. Da anni lavorano sui problemi esistenti e non capiscono quanto ciò comprometta la loro capacità di migliorare nel futuro. Mi serve una storia visuale per descrivere il cambiamento che stiamo per fare. Questo significa spiegare la nostra visione del futuro, come intendiamo realizzarla, e in quale misura il successo dipenda da una larga partecipazione. Ho avuto a che fare con un numero abbastanza grande di programmi di cambiamento per sapere che questo sarà uno sforzo di squadra che attraverserà tutti i reparti, e che la chiarezza nella comunicazione è fondamentale per unire il gruppo. “Puoi dirmi, per favore, da che parte devo andare?” “Dipende molto da dove vuoi arrivare”, disse il Gatto. “Non mi importa dove”, disse Alice. “Allora non importa neanche quale strada prendere”, disse il Gatto. “… mi basta arrivare da qualche parte”, aggiunse Alice come spiegazione. “Beh, sicuramente arriverai da qualche parte”, disse il Gatto, “se camminerai abbastanza”. Makari, tigre amur maschio. Foto scattata nel 2009 presso la Wildlife Heritage Foundation, Regno Unito. —Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie Raccontare la storia giusta Raccontare la storia nel modo giusto Il problema più comune in cui ci imbattiamo, quello che provoca il maggiore spreco di tempo nel processo di creazione di una storia visuale, è una mancanza di chiarezza sul senso della storia stessa. Il secondo problema più comune è la creazione di una storia visuale senza avere un piano chiaro su come esporla al pubblico che dovrà supportare il cambiamento. Molte volte abbiamo visto persone profondere grandi sforzi nella creazione di una storia solo per comunicare informazioni preliminari senza cogliere il punto essenziale. Se non siete sicuri al 100% di aver definito chiaramente l’obiettivo della storia, dedicate il tempo richiesto a lavorare sulle righe dei Contenuti e del Pubblico per fare chiarezza. Abbiamo visto grandi storie ed elementi visivi poco considerati dalle persone che avrebbero dovuto farlo, a causa del fatto che gli autori non hanno capito come presentare il messaggio al pubblico. Le righe della Storia e del Racconto sono progettate per garantire che la storia visuale raggiunga i membri del pubblico designato, mettendoli in grado di agire in base a essa. Chi fallisce la pianificazione sta pianificando il proprio fallimento. L’organizzazione è ciò che fai prima di fare qualcosa, così, quando lo farai, non sarà tutto confuso. —Winston Churchill —Christopher Robin, in Winnie the Pooh, di A.A. Milne Immaginatevi come potrebbe apparire diverso il Gatto del Cheshire nelle avventure di Alice, se fosse stato rappresentato come una tigre. Makari è una tigre bellissima, ma non ha le caratteristiche che ci aspettiamo per il gatto del Cheshire. Pensate a questo quando sviluppate la vostra storia visuale. Le storie visuali create in modo appropriato bilanciano tutti i differenti elementi per garantire che si incastrino perfettamente tra loro. Vale la pena di fare questo sforzo perché così si possono influenzare in modo significativo e positivo la percezione e l’aspettativa del pubblico. Se ci sono elementi della storia visuale che non si accordano con il resto, il messaggio che il vostro pubblico riceverà potrebbe essere che voi non sapete realmente cosa volete fare. 29