Anno XI n° 62 Giugn 2012
ASSOCIAZIONE
del SS.mo CUORE di GESU’
N° 62 - giugno 2012
“Se l’uomo non agisce, Dio non
guarisce”.
(Cosetta Magherini)
NELL’ INSERTO LA CATECHESI SUI SEMINARI
DELLA FEDE SUL TEMA:
“La sincerità dell’uomo verso
il prossimo è fedeltà a Cristo”
APPUNTAMENTI del PERIODO ESTIVO ........................... pag
LA REGOLA di VITA................................................................ pag
DAL CONSIGLIERE SPIRITUALE ....................................... pag
STAMPA DIOCESANA ............................................................ pag
MARCIA NAZIONALE per la VITA ....................................... pag
NOTIZIE dalle ZONE ............................................................... pag
CURIOSITA’: La torta degli Addobbi ........................................ pag
AUGURI a EMANUELE e BENEDETTA ............................ pag
L’IMPORTANZA dei GRUPPI ................................................ pag
LETTURE delle DOMENICHE................................................ pag
QUANDO TROVERO’ il TEMPO di PENSARE a DIO?........ pag
I RECAPITI dell’ASSOCIAZIONE .......................................... pag
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APPUNTAMENTI del PERIODO ESTIVO
Feste e ricorrenze di Luglio
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Luglio
Luglio
Luglio
Luglio
Luglio
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10
11
Agosto
Agosto
Agosto
Agosto
Luglio e Agosto 2012
S. Maria Goretti
S. Benedetto Patrono d’Europa
S. Brigida Copatrona d’Europa
S. Giacomo Apostolo
SS. Gioacchino e Anna
Feste e ricorrenze di Agosto
S. Alfonso M. Dé Luguori
Trasfigurazione del Signore
S. Lorenzo
S. Chiara d’Assisi
S. Rosario della Madonnina
2 / 13 / 24 Luglio
4 / 15 / 26 Agosto
15
18
24
27
28
Agosto
Agosto
Agosto
Agosto
Agosto
Assunzione di Maria
S. Elena
S. Bartolomeo
S. Monica
S. Agostino
Origine dell’infiorata del Corpus Domini
L
a tradizione delle decorazioni floreali è nata a Roma nella prima metà
del XVII secolo come espressione della cosiddetta festa barocca. Si ritiene,
infatti, che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori fosse nata nella
basilica vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro, i quali avevano usato "fiori frondati e minuzzati
ad emulazione dell'opere del mosaico" il 29 giugno 1625, festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. Pochi anni dopo, nel 1633, un altro quadro floreale venne realizzata da Stefano Speranza, uno stretto collaboratore del Bernini. Oreste Raggi informa che, morto Benedetto Drei, fu proprio Bernini a
succedergli, e che "da Roma quest'arte si divulgò".
La prima infiorata allestita per la festività del Corpus Domini risale al 1778
(anno in cui vennero allestiti alcuni quadri floreali nella via Sforza di Genzano) oppure al 1782 (anno in cui un tappeto coprì l'intera via senza soluzione
di continuo). Da allora le località in cui si allestiscono infiorate in occasione
nella ricorrenza del Corpus Domini sono numerose, specialmente dell'Italia
centrale, ma anche dell'estero.
A Camaiore, il tappeto di fiori negli anni Trenta è stato sostituito con un tappeto di segatura. Nel 1826 è realizzata la prima infiorata a Cannara, un piccolo centro rurale ai piedi di Assisi, in occasione del solenne arrivo in questa
terra del famoso simulacro della Madonna Nera di Loreto. Da allora Cannara continua l'arte dell'infiorata in occasione della festività del Corpus Domini
insieme alla vicina località di Spello (di più recente tradizione). Cfr «La statua
della Vergine Lauretana di Cannara. Storia, Tradizione e Culto. Il Restauro» a cura
di Ottaviano Turrioni, Spello 2005. (www.wikipedia.it)
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DALL’ASSISTENTE SPIRITUALE
“L
a sincerità dell’uomo verso il prossimo è fedeltà a Cristo”. Così si enuncia il tema della catechesi che verrà riproposto a Grosseto il 17 giugno 2012; ma forse più opportunamente si potrebbe enunciare così: “La sincerità
dell’uomo verso se stesso e verso il prossimo, è fedeltà a Cristo”. Non è possibile infatti essere sinceri con gli altri quando si è ambigui con se stessi; non è possibile guardare gli altri negli occhi quando non si ha il coraggio di guardare gli
occhi della propria coscienza e si danno le spalle a se stessi, come con felice immagine diceva S. Agostino parlando di sé. E ovviamente quando manca la sincerità, va tutto in corto circuito: vengono compromesse le relazioni con gli altri e
con Dio, si perde la fiducia con tutti e di conseguenza anche la fedeltà viene tradita. Cosetta fa una precisa diagnosi: «Vediamo che, purtroppo, oggi la sincerità
dell'uomo verso i fratelli è una virtù molto poco frequentata, dominano piuttosto,
al contrario, l'egoismo, la dissimulazione e l'ipocrisia. Questa nostra civiltà moderna prospera sotto il segno di Pilato che si domandava: "Che cos'è la verità?"
Davanti a Pilato Gesù si è chiuso in un riservato silenzio; per noi però il Vangelo dà la risposta: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv. 14,6). Perché Cristo, il
Verbo, si è fatto carne per inserirci nel circolo della vi-ta divina; di conseguenza
noi cristiani dobbiamo amare tutti gli uomini per reinserire Dio in Cristo Gesù,
sorgente di carità, nel circolo della vita». Per questo Cosetta ribadisce con forza: «Vogliamo essere vivi? Siamo sinceri! Vogliamo avere spazio nel mondo?
Siamo sinceri! Vogliamo essere e dare onore a Dio? Siamo sinceri! Saremo allora amore con tutti! Essere sinceri vuol dire duplicare l'amore».
In sintesi, mi piace esprimere l’insieme delle riflessioni di Cosetta con il riferimento biblico all’episodio della visitazione di Maria alla cugina Elisabetta.
L’incontro sincero, rispettoso e cordiale delle due mamme fu incontro di grazia dei figli che portavano nel grembo; e perciò fu un incontro non a due ma
a quattro. Così sarà per noi se incontrandoci non ci fermiamo alle formalità
esteriori, ma andiamo oltre e facciamo incontrare i nostri cuori abitati da Dio. Anche per noi sarà un incontro di grazia a quattro in quanto lasceremo ai
nostri cuori mettersi sulla stessa lunghezza d’onda di condivisione e di amore. Non saremo due semplici “tu” umani a incontrarci superficialmente, ma
due “tu” che si incontrano in Cristo Gesù, l’Emanuele, il Dio con noi, entrato
nel vivo della nostra storia per darci la sua vita e la sua gioia. Davvero “la
sincerità dell’uomo verso il prossimo è fedeltà a Cristo”!
Padre Gabriele Ferlisi
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STAMPA DIOCESANA
I piccoli amici di Gesù? Vanno alla «Ludomessa»
U
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na delle ultime iniziative nella realtà parrocchiale del Sacro Cuore di Livorno (salesiani), porta il nome di «Ludomessa». Nata durante il periodo
di Avvento del 2010, ha cominciato ben presto a riscuotere un discreto successo. Il piccolo gruppo di bambini compresi tra i 2 e i 6 anni, a cui è destinata
l’iniziativa, si è decisamente ingrandito nel giro di pochi incontri, fino ad arrivare alla cifra attuale di 30 partecipanti.
Ma cos’è più precisamente la Ludomessa? Per sgombrare il campo da eventuali dubbi, non è un servizio di baby sitteraggio con il compito di custodire i
bambini durante la Messa, onde evitare che la naturale vivacità dei pargoli disturbi i partecipanti alla funzione.
No, la Ludomessa è decisamente tutt’altra cosa. È un’iniziativa nata soprattutto per coinvolgere i più piccoli in un cammino di fede che sia alla loro portata,
al fine di farli diventare parte attiva della comunità. Inoltre rappresenta la prima tappa di un percorso che la parrocchia mira a far diventare continuativo:
dopo la ludomessa abbiamo infatti la pre catechesi, indirizzata ai bambini di
sette anni; successivamente troviamo il percorso catechistico tradizionale che
sfocia, nella maggior parte dei casi, nel post-cresima e nella successiva professione di fede, fatta da ragazzi diciottenni che manifestano così la loro voglia di
continuare ad impegnarsi nell’ambito parrocchiale.
I bambini, che notoriamente hanno un cuore grande, hanno risposto
all’iniziativa con generosità ed entusiasmo. La domenica, prima della messa
delle 10.30, vengono accompagnati dai genitori nella sala della biblioteca, dove
trovano un ambiente accogliente, fatto di musica, cuscini colorati e giochi.
Lì, guidati da un gruppo di quattro catechiste, ascoltano delle storie inerenti al
periodo liturgico, a volte guardano dei brevi film e quindi cominciano ad interagire. Spesso vengono fatte delle piccole drammatizzazioni nelle quali ognuno ha un ruolo, come è stato ad esempio per la storia del quarto re magio, Artabano, che ha accompagnato i bambini durate il periodo d’Avvento.
Sempre, quando viene introdotta una storia, vengono anche dati dei disegni
da colorare e da attaccare su un cartellone, simbolo del pezzo di strada percorso.
Così è stato per la storia iniziale, quella del granello di senape e dell’albero generoso. Un seme piccolo e deriso da tutti gli altri, a cui i bambini avevano dato
il nome «Bumba», che però è stato in grado di dar vita all’albero più grande
che si fosse mai visto. Un albero speciale, che ha donato tutto se stesso al bambino protagonista del racconto. Un albero speciale, che rappresenta la figura di
chi ci ama più di ogni altro: non solo i genitori e i nonni, ma soprattutto Gesù.
Non a caso le foglie di questo albero portano i nomi dei bambini, a significare
la loro importanza agli occhi di Dio, importanza paragonabile a quella dei santi.
Così è stato anche per il cartellone su don Bosco, santo fondatore della Congregazione Salesiana, che per ovvie ragioni occupa uno spazio di rilievo. Durante
il mese di gennaio, per prepararsi alla sua
festa che si celebra il 31, i bambini hanno
preparato un cartellone riguardante il sogno che Giovannino fece a 9 anni e che segnò la sua vita. Hanno così riflettuto sul
tema non facile della vocazione, raffigurata
nel cartellone con una strada da percorrere
che, in quel caso terminava con una chiesa,
simbolo della vita di quel sacerdote. Inoltre
i bambini hanno aggiunto anche la foto di don Marco Cimini, neo direttore
dell’oratorio, che sarebbe stato ordinato sacerdote di lì a pochi giorni, per poter portare orgogliosamente quel cartellone all’altare, come dono per la
sua prima messa.
Così, tra canzoni, giochi e mani sporche di pennarello, Gesù si fa strada in quei
piccoli cuori. I bambini sono attenti e sensibili alle storie raccontate, spesso
rapportano quelle storie alla loro vita di tutti i giorni, immedesimandosi nei
protagonisti. Inoltre partecipano con entusiasmo alla costruzione dei cartelloni, impegnandosi a colorare, ritagliare ed incollare «con le loro mani» i lavori
fatti.
Infine, arriva il momento della benedizione, durante il quale abitualmente i
bimbi vengono portati davanti all’altare, formando un cordone di piccoli
«amici di Gesù» che compitamente fa il segno della croce, magari non sempre
in modo ortodosso ma, c’è da crederci, sicuramente gradito agli occhi di Dio.
Nostro Signore diceva che bisogna farsi piccoli come bambini per entrare nel
Regno dei Cieli: l’esperienza della Ludomessa insegna proprio questo. Accompagnare i bambini in questo cammino fa imparare a chi li segue che la fede è
semplice e pura come i loro occhi. La fede ha il chiasso delle loro voci e
l’entusiasmo dei loro giochi, la fede è persino le domande, spesso tenere e
strampalate, dei più piccoli. Per chi sa guardare, è facile vedere Gesù giocare
in mezzo a loro. (www.toscanaoggi.it)
Il Consiglio Direttivo nazionale “uscente” Vi augura di trascorrere liete vacanze estive
approfittando del tempo libero per incontrarci, riflettere e ricaricare le energie.
Visitate il sito dell’associazione www.assomnibus.it che è stato recentemente aggiornato
e inviateci il Vostro materiale.
Vi lasciamo con gli appuntamenti estivi in attesa dei nuovi incontri di catechesi che ripartiranno a settembre.
17 luglio: ROMA processione delle Associazioni
10 Agosto: ROMA festa della Madonnina
18 agosto: ROMA celebrazione della S.Messa in occasione della festa di Sant’Elena
Le modalità di partecipazione verranno comunicate dai Capi Zona come di consueto.
Partecipiamo numerosi.
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MARCIA NAZIONALE per la VITA
Marcia nazionale per la vita. 15000 sorrisi spezzano le catene
della morte
G
li attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi
strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc. Da oltre trent’anni una legge
dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel
grembo materno e i morti si contano a milioni. La Marcia per la Vita è il segno
dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di
chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte. Dal Colosseo a Castel Sant’Angelo: in quindicimila, secondo gli organizzatori, hanno partecipato domenica alla marcia nazionale per la vita. Un’iniziativa nata per affermare che «la vita è un dono indisponibile di Dio» e per dire nuovamente «no alla legge 194», approvata 34
anni fa. L’appuntamento promosso dall’associazione Famiglia domani e dal
Movimento europeo per la difesa della vita e della dignità umana(Mevd), con
l’adesione di circa 150 gruppi e organizzazioni, ha dichiarato Virginia Coda
Nunziante, portavoce della marcia, «segna una svolta storica in Italia, perché dimostra l’esistenza di un movimento pro- life deciso ad affermare pubblicamente i propri convincimenti». L’incontro si è aperto con gli interventi
delle delegazioni straniere prolife provenienti da diversi Paesi europei,tra cui
Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Di particolare rilievo
l’intervento di XavierDor, pioniere della battaglia perla vita in Francia e presidente dell’associazione “Sos Tout-Petits”, che ha sottolineato
l’importanza del ruolo paterno nell’accompagnare la donna nella sua scelta
per la vita. Particolarmente significativa anche la testimonianza di Gianna Emanuela Molla, figlia di Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004 da Giovanni
Paolo II, che, come noto, preferì morire piuttosto che accettare delle cure che
avrebbero arrecato danno alla figlia che portava in grembo. Tra le presenze,
quella del cardinale Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo Tribunale
della Segnatura Apostolica, del sindaco di Roma e di numerosi parlamentari
di diversi schieramenti. Tra i partecipanti— hanno reso noto gli organizzatori— anche esponenti della comunità evangelica italiana, alcuni buddisti e non
credenti. «La marcia per la vita è volutamente laica, interconfessionale e apartitica». Per questo, i promotori hanno tenuto a precisare che «ogni simbolo
politico è stato espressamente vietato e i parlamentari hanno partecipato a titolo personale». Al termine del corteo, e prima della messa celebrata nella basilica Vaticana dal cardinale arciprete Angelo Comastri, è stato dato appuntamento al
prossimo anno.
(Tratto dall’Osservatore Romano edizione del 14 Maggio 2012)
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NOTIZIE dalle ZONE
La Diocesi di Grosseto fortemente impegnata sul fronte delle
scuole cattoliche.
I
l nostro Vescovo Mons. Agostinelli sostiene la Fondazione Giovanni Chelli che si occupa di promuovere la cultura cristiana attraverso varie iniziative e, soprattutto, gestisce tre scuole cattoliche a Grosseto: Scuola dell'Infanzia, Scuola Secondaria di Primo grado, Liceo Classico e Scientifico: è un
grande sforzo economico sia della Diocesi che delle famiglie che le scelgono
per i loro figli e devono pagare una retta.
In questi tempi duri per tutti, è importante unire le forze per poter
continuare ad offrire la possibilità di scegliere una scuola cattolica, un
luogo in cui l'educazione diventa occasione per una formazione cristiana
della persona che impara a farsi domande sul senso della vita, delle situazioni, delle cose e trova degli adulti che lo hanno scoperto in una persona: Gesù
Cristo, l'unico Maestro.
Testimonianza riguardo il nostro giornalino
S
alve a tutti,
qualche giorno fa sono venuta a conoscenza di una cosa molto bella che
mi ha fatto tanto felice; prima di Pasqua sono andata a parlare con il sacerdote della mia parrocchia per concordare la data nella quale sarebbe venuto a benedire casa; con l'occasione gli ho portato alcuni numeri del nostro
giornalino che avevo in più a casa, dei mesi precedenti. Con grande stupore
alcune persone che leggono mensilmente il nostro giornalino mi hanno fatto
notare che in due uscite de 'La Voce' (foglio che esce settimanalmente in parrocchia con il calendario degli incontri) in prima pagina c'erano 2 articoli nostri, uno era la 'Lettera di un padre al figlio' pubblicata da Emanuele Chiuchiù e l'altra la nostra 'Regola di Vita', raccontandomi che il sacerdote in
chiesa ha fatto presente da dove venivano questi scritti.
In conclusione possiamo gioire del fatto che il nostro piccolo ma GRANDE
giornalino può arrivare molto molto lontano!
Con affetto, vi abbraccio
Sara Gattini
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CURIOSITA’
La torta degli Addobbi o Corpus Domini
L
a torta degli addobbi, più conosciuta
come torta di riso dolce è un tipico dolce della tradizione bolognese. È chiamata
anche torta degli addobbi, in quanto veniva
tradizionalmente preparata in occasione
della festa decennale della parrocchia
d’appartenenza. In questa ricorrenza le famiglie esponevano drappi colorati alle finestre (da cui gli “addobbi”) ed amici e conoscenti erano soliti fare visita ai residenti della parrocchia festeggiata e veniva
offerta loro questa torta. Si preparava allora la "torta di riso" che veniva offerta tagliata in piccoli rombi, ciascuno sormontato da uno stuzzicadenti.
Negli Addobbi o Corpus Domini si portava in processione l'immagine del Corpus Domini: questa festa veniva celebrata ogni 10 anni nelle parrocchie in
città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni
quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione.
Ingredienti:
1litro di latte
100 gr di riso
200 gr di zucchero
100 gr di mandorle pelate
100 gr di cedro candito
6 uova
20 gr di burro
20 gr di pangrattato
0,80 dl di liquore nocino
2 cucchiai di zucchero a velo
Preparazione: portate a bollore il latte e cuocetevi il riso per 15 minuti su
fuoco basso: alla fine dovrà essere ben cotto; quindi mescolatevi lo zucchero
fino a farlo sciogliere e poi lasciate raffreddare. Nel frattempo tritate finemente le mandorle e, separatamente, il cedro candito. Incorporate al riso cotto nel latte 1 uovo alla volta, mescolando con un cucchiaio. Aggiungete le
mandorle e il cedro tritati e mescolate bene. Imburrate e cospargete di pangrattato una teglia di circa 22 cm di diametro, versatevi il composto e cuocete in forno caldo a 140 °C per 40 minuti. Sfornate, versate sopra il nocino e
lasciate raffreddare del tutto. Sformate il dolce, tagliatelo a losanghe e cospargete con lo zucchero al velo poco prima di servire.
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EMANUELE e BENEDETTA SPOSI
Auguri e felicitazioni a
Emanuele e Benedetta
26 maggio 2012
Perugia
[…] e alle nuove leve che si dovranno unire in
matrimonio, prima o dopo, il consiglio è questo:
“Nell’amore del Padre ci uniremo in matrimonio;
nell’amore del Figlio progrediremo in questo amore
e nel nome dello Spirito Santo
porteremo al Cielo la nostra felicità […]
Cosetta Magherini
Di nuovo auguri ai novelli sposi Emanuele e Benedetta: eccoli
mentre tagliano la torta nunziale.
L’associazione OMNIBUS vi stringe in un grande abbraccio.
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L’IMPORTANZA dei GRUPPI
La forza insita nei piccoli gruppi
C
he cosa hanno di speciale i piccoli gruppi? Perché generano tanta forza? Il miglior modo per rispondere alla domanda è esaminarla dal
punto di vista della fisica. Tutti conoscono bene il potere di una calamita,
ma da dove proviene? Benché i principi fisici implicati siano tuttora piuttosto misteriosi, sappiamo che il magnetismo è il risultato dell'allineamento
delle polarità elettriche di ciascun atomo. In un pezzo di ferro smagnetizzato, le cariche elettriche si allineano con lo stesso orientamento, le proprietà
magnetiche appaiono all'istante. Allo stesso modo, i piccoli gruppi di individui che allineano i loro propositi lungo un ideale comune, generano un
campo di forza. L'intensità del campo è direttamente proporzionale alla sincerità di ciascun membro. Non si ottiene alcun vero allineamento con la devozione puramente verbale: è necessario un vero impegno.
Un piccolo gruppo può essere molto efficace se gli scopi e gli ideali dei suoi
membri sono pienamente all'unisono. Se, però, c'è dissenso, quella forza si
dissolve.
Il principio è noto come legge di sinergia; in altre parole, l'intero è maggiore
della somma delle sue parti. I membri di un gruppo che, collaborando tra
loro, fondono le loro intenzioni, i loro scopi e le loro azioni, possono dar vita a qualcosa di più determinante di quanto sarebbe logico aspettarsi. E' come se al totale degli sforzi umani si aggiungesse qualcosa che deriva da una
fonte superiore. L'analogia migliore per dimostrare la validità di questa legge spirituale la troviamo nella musica. Quando su un pianoforte suoniamo
tre note in armonia tra loro, creiamo una fusione particolare. L'orecchio sensibile è ancora in grado di distinguere le singole note, a cui però si aggiunge
il suono di un accordo.
Chiunque abbia fatto parte di un gruppo (ad esempio di ricerca) conosce il
tipo di creatività mentale che può prodursi in un piccolo gruppo che discuta
di certe idee esaminandole da ogni lato. L'intuizione di uno fa scattare quella di un altro. La creatività è destinata a essere molto più viva, nel caso di
una collaborazione, di quanto lo sarebbe se i membri del gruppo si isolassero in stanze separate e poi si limitassero a mettere insieme i pensieri di ciascuno.
Per concludere, nei gruppi non solo troviamo la forza risanatrice ma dei
gruppi abbiamo bisogno perché abbiamo bisogno l'uno dell'altro.
Da 'Il Manuale di Edgar Cayce'
Sara Gattini
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LETTURE delle DOMENICHE
17 GIUGNO 2012 Tempo Ordinario: 11a Domenica Come un granellino di
senapa
Le letture: Ez 17,22‑24  Al popolo sfiduciato Dio promette un intervento che trasformerà il tenero germoglio in un albero
maestoso.
2Cor 5,6‑10 Sia nel corpo che lontani da esso, siamo pieni
di fiducia e ci sforziamo di essere graditi al Signore.
Mc 4,26‑34 Il regno di Dio è come il più piccolo di tutti i
semi, ma nasconde una vitalità sorprendente.
COMMENTO
Il Dio della Bibbia è sempre vicino all’uomo: anche se il popolo è debole e sfiduciato,
egli gli promette un futuro di prosperità (I lettura). Il suo regno sembra fragile, insignificante: ma, alla prova dei fatti, risulta quello che maggiormente contribuisce al
futuro dell’uomo (vangelo). Sarà perciò nostro impegno lasciarci coinvolgere da queste realtà, «camminare nella fede», «abitare presso il Signore» ed «essere a lui graditi» sia in vita che in morte (II lettura).
24 GIUGNO 2012 Tempo Ordinario: 12a Domenica — Natività di S. Giovanni
Battista Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda
Le letture: Is 49,1-6 Io ti renderò luce delle nazioni
Sal 138 Dal grembo di mia madre tu mi hai chiamato
At 13,22-26  Giovanni aveva predicato prima della venuta
di Cristo
Lc 1,57-66.80 Giovanni è il suo nome
COMMENTO
La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere
sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una
donna avanzata in età e già sfiorita. Cristo nasce da una giovinetta vergine. Il padre
non presta fede all'annunzio sulla nascita futura di Giovanni e diventa muto. La
Vergine crede che Cristo nascerà da lei e lo concepisce nella fede.
Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l'Antico e il Nuovo.
Infatti, per quanto riguarda l'Antico, nasce da due vecchi.
Segue
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1 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 13a Domenica Dio ha creato l’uomo per
l’immortalità
Le letture: Sap 1,13‑15; 2,23‑24 La morte non viene da Dio: egli ha creato l’uomo per l’immortalità.
2Cor 8,7.9.13‑115 Il Cristo si è fatto povero, perché voi
diventaste ricchi.
Me 5,21‑43 Non temere, continua solo ad aver fede: la bambina non è morta, ma dorme.
COMMENTO
Oggi la parola di Dio ci invita a celebrare la vita. Il libro della Sapienza ci ribadisce
che Dio è per la vita: egli ha creato per la vita e solo per invidia del diavolo la morte è
entrata nel mondo. Gesù nel vangelo opera per la vita: due guarigioni in un unico
racconto; e la vita in lui è così prorompente da operare all’esterno a sua insaputa.Paolo infine, nella seconda lettura, ci dice che vivere è anche «indebitarsi», creare
cioè dei legami di dovere, che ti è esigenza sciogliere col dono. La colletta che egli sollecita per la chiesta di Gerusalemme è più che un impegno morale in aiuto ai bisognosi; è la vita che fa osmosi tra il bisogno e la sovrabbondanza, al fine, come dice
lui, «di fare uguaglianza».
8 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 14a Domenica I nostri occhi sono rivolti al
Signore
Le letture: Ez 2,2-5 Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un
profeta si trova in mezzo a loro
Sal 122 I nostri occhi sono rivolti al Signore
2Cor 12,7-10 Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo
Mc 6,1-6  Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria
COMMENTO
Un tema domina oggi tutta la liturgia: il mistero del profeta rifiutato dal suo popolo.
Un mistero che si ripete in Gesù, nella sua stessa patria, da parte dei suoi parenti e
concittadini. Un mistero che si ripete ancora oggi nella Chiesa, perseguitata e rifiu14
tata in molte parti del mondo. Ma Dio non abbandona il suo popolo, nonostante la
sua incredulità. E noi, siamo increduli o credenti in Gesù, il Figlio di Dio?
15 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 15a Domenica Vocazione e missione
Le letture: Am 7,12‑15 Amos pastore è chiamato da Dio e inviato come profeta del suo popolo.
Ef 1,3‑14 Dio ci ha scelti in Cristo, predestinandoci a essere suoi figli adottivi.
Mc 6,7‑13 Gesù manda i dodici ad annunciare la salvezza
definitiva con segni efficaci.
COMMENTO
Il Signore chiama, il Signore manda, il Signore
chiama per mandare. Ecco il tema di fondo della
parola di Dio di questa domenica. Nell’antico
Israele, come nel nuovo, il Signore prende
l’iniziativa e sceglie i suoi uomini. Amos si era
già scelto un suo mestiere, aveva un lavoro preciso e ciò dimostra che le idee e i progetti che
aveva sul suo futuro erano di tutt’altro genere;
ma Dio «lo prese di dietro al bestiame» e gli
disse: «Va’, profetizza al mio popolo». Gesù è
in piena attività apostolica; infatti «percorreva
i villaggi all’interno, insegnando» (6,6). Ora
giudica arrivato il momento di associare a sé i
dodici nella predicazione del vangelo: li chiama,
li manda e conferisce loro lo stesso potere che ha
lui.
Questa dinamica continua nella chiesa sotto il velo del mistero: lo Spirito di Cristo
continua ad agire nella comunità dei suoi discepoli: egli «elegge» e dà un futuro ad
ognuno, redime e svela il mistero redentivo.
Paolo nella seconda lettura riassume i dinamismi dello Spirito. Ora seguiamo le singole letture per capire fino in fondo tutte le varianti su questo tema.
Segue
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22 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 16a Domenica Gesù maestro e pastore
Le letture: Ger 23,1‑6  Eliminati i pastori indegni, Dio stesso radunerà il resto del suo gregge e gli darà pastori nuovi, secondo
il suo cuore.
Ef 2,13‑18  Cristo è la nostra pace: egli ha fatto dei due un
popolo solo.
Mc 6,30‑34  La preghiera e lo zelo di Gesù per le folle, che
erano come pecore senza pastore.
I Quattro Evangelisti
COMMENTO
Anche se con sfumature diverse e con
significative varianti sul te ma, balza
chiaramente all’occhio il filo conduttore del tema di questa domenica:
l’immagine del pastore. Gesù è il pastore vero e autentico che vuol salvare
le sue pecore; egli realizza l’attesa del
popolo che cerca una guida e che ha
avuto attraverso i secoli pastori
tutt’altro che degni di questo nome.
L’immagine di Gesù‑pastore si propone nel brano del vangelo, si contrappone ai falsi pastori nella prima lettura, e
viene descritta negli effetti della sua
azione pastorale nel brano di Paolo.
29 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 17a Domenica Cinque pani e due pesci
Le letture: 2Re 4,42‑44  Il profeta Eliseo, con pochi pani riesce a sfamare una folla di affamati.
Ef 4,1‑6  Una sola fede e un solo Signore.
Gv 6,11‑15  Gesù, con cinque pani e due pesci, sfamò una
grande folla che lo seguiva.
COMMENTO
Una via di soluzione, per l’eterno problema della fame, viene indicata oggi nel segno
di pochi pani, condivisi fra molti (I lettura, vangelo). La prima lettura ci ricorda il
16
miracolo compiuto dal profeta Eliseo. Ancor
più solenne la scena descritta dal vangelo di
Giovanni: Gesù che sale la montagna, seguito dalla folla e circondato dai suoi discepoli.
Anche oggi la parola di Dio, proclamata
nella chiesa, può divenire salvezza per tutti
nella misura in cui riesce a ottenere la condivisione dei beni: solo così potrà contribuire a vincere sia la fame di pane che la fame
di valori e di ideali. Gesù è «pane di vita»
per l’uomo perché stimola a quella solidarietà e unità nell’amore (II lettura) che sola
può salvare gli individui e i popoli.
I Quattro Evangelisti
5 AGOSTO 2012 Tempo Ordinario: 18a Domenica
Nel segno del pane il mistero di Cristo
Le letture: Es 16,2‑4.12‑15 Dal segno dei pane «saprete che io sono il
Signore vostro Dio».
Ef 4,17.20‑24 Dovete rinnovarvi e rivestire l’uomo nuovo,
creato secondo Dio nella giustizia e nella santità.
Gv 6,24‑35 Col segno dei pane Gesù ci fa capire che è lui il
pane vero, disceso dal cielo, e ci invita al banchetto di un
pane condiviso nella comunione con Dio e con i fratelli.
COMMENTO
L’uomo non può vivere senza un progetto per il suo futuro. Per questo è sempre alla
ricerca di realtà e di valori che diano un senso al suo vivere quotidiano; è alla ricerca
di un pane non solo per la fame del corpo, ma anche per la fame del suo spirito. Per
liberare dall’incertezza quotidiana i figli d’Israele che vagavano nel deserto, Dio procurò loro un cibo misterioso: la manna, che però si deteriorava rapidamente (I lettura). Gesù invece si presenta ai suoi discepoli come «il pane di vita» che sazia per
sempre (vangelo). t lui «l’uomo nuovo» che siamo invitati a rivestire (II lettura); lui
il «pane di vita» che garantisce il nostro futuro; lui che dobbiamo cercare se vogliamo «saziare la fame di verità e di vita che Dio ha posto nel nostro cuore».
[da www.dehoniane.it]
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