Anno XI n° 62 Giugn 2012 ASSOCIAZIONE del SS.mo CUORE di GESU’ N° 62 - giugno 2012 “Se l’uomo non agisce, Dio non guarisce”. (Cosetta Magherini) NELL’ INSERTO LA CATECHESI SUI SEMINARI DELLA FEDE SUL TEMA: “La sincerità dell’uomo verso il prossimo è fedeltà a Cristo” APPUNTAMENTI del PERIODO ESTIVO ........................... pag LA REGOLA di VITA................................................................ pag DAL CONSIGLIERE SPIRITUALE ....................................... pag STAMPA DIOCESANA ............................................................ pag MARCIA NAZIONALE per la VITA ....................................... pag NOTIZIE dalle ZONE ............................................................... pag CURIOSITA’: La torta degli Addobbi ........................................ pag AUGURI a EMANUELE e BENEDETTA ............................ pag L’IMPORTANZA dei GRUPPI ................................................ pag LETTURE delle DOMENICHE................................................ pag QUANDO TROVERO’ il TEMPO di PENSARE a DIO?........ pag I RECAPITI dell’ASSOCIAZIONE .......................................... pag 3 4 5 6 8 9 10 11 12 13 18 19 APPUNTAMENTI del PERIODO ESTIVO Feste e ricorrenze di Luglio 6 11 23 25 26 Luglio Luglio Luglio Luglio Luglio 1 6 10 11 Agosto Agosto Agosto Agosto Luglio e Agosto 2012 S. Maria Goretti S. Benedetto Patrono d’Europa S. Brigida Copatrona d’Europa S. Giacomo Apostolo SS. Gioacchino e Anna Feste e ricorrenze di Agosto S. Alfonso M. Dé Luguori Trasfigurazione del Signore S. Lorenzo S. Chiara d’Assisi S. Rosario della Madonnina 2 / 13 / 24 Luglio 4 / 15 / 26 Agosto 15 18 24 27 28 Agosto Agosto Agosto Agosto Agosto Assunzione di Maria S. Elena S. Bartolomeo S. Monica S. Agostino Origine dell’infiorata del Corpus Domini L a tradizione delle decorazioni floreali è nata a Roma nella prima metà del XVII secolo come espressione della cosiddetta festa barocca. Si ritiene, infatti, che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori fosse nata nella basilica vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro, i quali avevano usato "fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell'opere del mosaico" il 29 giugno 1625, festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma. Pochi anni dopo, nel 1633, un altro quadro floreale venne realizzata da Stefano Speranza, uno stretto collaboratore del Bernini. Oreste Raggi informa che, morto Benedetto Drei, fu proprio Bernini a succedergli, e che "da Roma quest'arte si divulgò". La prima infiorata allestita per la festività del Corpus Domini risale al 1778 (anno in cui vennero allestiti alcuni quadri floreali nella via Sforza di Genzano) oppure al 1782 (anno in cui un tappeto coprì l'intera via senza soluzione di continuo). Da allora le località in cui si allestiscono infiorate in occasione nella ricorrenza del Corpus Domini sono numerose, specialmente dell'Italia centrale, ma anche dell'estero. A Camaiore, il tappeto di fiori negli anni Trenta è stato sostituito con un tappeto di segatura. Nel 1826 è realizzata la prima infiorata a Cannara, un piccolo centro rurale ai piedi di Assisi, in occasione del solenne arrivo in questa terra del famoso simulacro della Madonna Nera di Loreto. Da allora Cannara continua l'arte dell'infiorata in occasione della festività del Corpus Domini insieme alla vicina località di Spello (di più recente tradizione). Cfr «La statua della Vergine Lauretana di Cannara. Storia, Tradizione e Culto. Il Restauro» a cura di Ottaviano Turrioni, Spello 2005. (www.wikipedia.it) 3 4 DALL’ASSISTENTE SPIRITUALE “L a sincerità dell’uomo verso il prossimo è fedeltà a Cristo”. Così si enuncia il tema della catechesi che verrà riproposto a Grosseto il 17 giugno 2012; ma forse più opportunamente si potrebbe enunciare così: “La sincerità dell’uomo verso se stesso e verso il prossimo, è fedeltà a Cristo”. Non è possibile infatti essere sinceri con gli altri quando si è ambigui con se stessi; non è possibile guardare gli altri negli occhi quando non si ha il coraggio di guardare gli occhi della propria coscienza e si danno le spalle a se stessi, come con felice immagine diceva S. Agostino parlando di sé. E ovviamente quando manca la sincerità, va tutto in corto circuito: vengono compromesse le relazioni con gli altri e con Dio, si perde la fiducia con tutti e di conseguenza anche la fedeltà viene tradita. Cosetta fa una precisa diagnosi: «Vediamo che, purtroppo, oggi la sincerità dell'uomo verso i fratelli è una virtù molto poco frequentata, dominano piuttosto, al contrario, l'egoismo, la dissimulazione e l'ipocrisia. Questa nostra civiltà moderna prospera sotto il segno di Pilato che si domandava: "Che cos'è la verità?" Davanti a Pilato Gesù si è chiuso in un riservato silenzio; per noi però il Vangelo dà la risposta: "Io sono la via, la verità e la vita" (Gv. 14,6). Perché Cristo, il Verbo, si è fatto carne per inserirci nel circolo della vi-ta divina; di conseguenza noi cristiani dobbiamo amare tutti gli uomini per reinserire Dio in Cristo Gesù, sorgente di carità, nel circolo della vita». Per questo Cosetta ribadisce con forza: «Vogliamo essere vivi? Siamo sinceri! Vogliamo avere spazio nel mondo? Siamo sinceri! Vogliamo essere e dare onore a Dio? Siamo sinceri! Saremo allora amore con tutti! Essere sinceri vuol dire duplicare l'amore». In sintesi, mi piace esprimere l’insieme delle riflessioni di Cosetta con il riferimento biblico all’episodio della visitazione di Maria alla cugina Elisabetta. L’incontro sincero, rispettoso e cordiale delle due mamme fu incontro di grazia dei figli che portavano nel grembo; e perciò fu un incontro non a due ma a quattro. Così sarà per noi se incontrandoci non ci fermiamo alle formalità esteriori, ma andiamo oltre e facciamo incontrare i nostri cuori abitati da Dio. Anche per noi sarà un incontro di grazia a quattro in quanto lasceremo ai nostri cuori mettersi sulla stessa lunghezza d’onda di condivisione e di amore. Non saremo due semplici “tu” umani a incontrarci superficialmente, ma due “tu” che si incontrano in Cristo Gesù, l’Emanuele, il Dio con noi, entrato nel vivo della nostra storia per darci la sua vita e la sua gioia. Davvero “la sincerità dell’uomo verso il prossimo è fedeltà a Cristo”! Padre Gabriele Ferlisi 5 STAMPA DIOCESANA I piccoli amici di Gesù? Vanno alla «Ludomessa» U 6 na delle ultime iniziative nella realtà parrocchiale del Sacro Cuore di Livorno (salesiani), porta il nome di «Ludomessa». Nata durante il periodo di Avvento del 2010, ha cominciato ben presto a riscuotere un discreto successo. Il piccolo gruppo di bambini compresi tra i 2 e i 6 anni, a cui è destinata l’iniziativa, si è decisamente ingrandito nel giro di pochi incontri, fino ad arrivare alla cifra attuale di 30 partecipanti. Ma cos’è più precisamente la Ludomessa? Per sgombrare il campo da eventuali dubbi, non è un servizio di baby sitteraggio con il compito di custodire i bambini durante la Messa, onde evitare che la naturale vivacità dei pargoli disturbi i partecipanti alla funzione. No, la Ludomessa è decisamente tutt’altra cosa. È un’iniziativa nata soprattutto per coinvolgere i più piccoli in un cammino di fede che sia alla loro portata, al fine di farli diventare parte attiva della comunità. Inoltre rappresenta la prima tappa di un percorso che la parrocchia mira a far diventare continuativo: dopo la ludomessa abbiamo infatti la pre catechesi, indirizzata ai bambini di sette anni; successivamente troviamo il percorso catechistico tradizionale che sfocia, nella maggior parte dei casi, nel post-cresima e nella successiva professione di fede, fatta da ragazzi diciottenni che manifestano così la loro voglia di continuare ad impegnarsi nell’ambito parrocchiale. I bambini, che notoriamente hanno un cuore grande, hanno risposto all’iniziativa con generosità ed entusiasmo. La domenica, prima della messa delle 10.30, vengono accompagnati dai genitori nella sala della biblioteca, dove trovano un ambiente accogliente, fatto di musica, cuscini colorati e giochi. Lì, guidati da un gruppo di quattro catechiste, ascoltano delle storie inerenti al periodo liturgico, a volte guardano dei brevi film e quindi cominciano ad interagire. Spesso vengono fatte delle piccole drammatizzazioni nelle quali ognuno ha un ruolo, come è stato ad esempio per la storia del quarto re magio, Artabano, che ha accompagnato i bambini durate il periodo d’Avvento. Sempre, quando viene introdotta una storia, vengono anche dati dei disegni da colorare e da attaccare su un cartellone, simbolo del pezzo di strada percorso. Così è stato per la storia iniziale, quella del granello di senape e dell’albero generoso. Un seme piccolo e deriso da tutti gli altri, a cui i bambini avevano dato il nome «Bumba», che però è stato in grado di dar vita all’albero più grande che si fosse mai visto. Un albero speciale, che ha donato tutto se stesso al bambino protagonista del racconto. Un albero speciale, che rappresenta la figura di chi ci ama più di ogni altro: non solo i genitori e i nonni, ma soprattutto Gesù. Non a caso le foglie di questo albero portano i nomi dei bambini, a significare la loro importanza agli occhi di Dio, importanza paragonabile a quella dei santi. Così è stato anche per il cartellone su don Bosco, santo fondatore della Congregazione Salesiana, che per ovvie ragioni occupa uno spazio di rilievo. Durante il mese di gennaio, per prepararsi alla sua festa che si celebra il 31, i bambini hanno preparato un cartellone riguardante il sogno che Giovannino fece a 9 anni e che segnò la sua vita. Hanno così riflettuto sul tema non facile della vocazione, raffigurata nel cartellone con una strada da percorrere che, in quel caso terminava con una chiesa, simbolo della vita di quel sacerdote. Inoltre i bambini hanno aggiunto anche la foto di don Marco Cimini, neo direttore dell’oratorio, che sarebbe stato ordinato sacerdote di lì a pochi giorni, per poter portare orgogliosamente quel cartellone all’altare, come dono per la sua prima messa. Così, tra canzoni, giochi e mani sporche di pennarello, Gesù si fa strada in quei piccoli cuori. I bambini sono attenti e sensibili alle storie raccontate, spesso rapportano quelle storie alla loro vita di tutti i giorni, immedesimandosi nei protagonisti. Inoltre partecipano con entusiasmo alla costruzione dei cartelloni, impegnandosi a colorare, ritagliare ed incollare «con le loro mani» i lavori fatti. Infine, arriva il momento della benedizione, durante il quale abitualmente i bimbi vengono portati davanti all’altare, formando un cordone di piccoli «amici di Gesù» che compitamente fa il segno della croce, magari non sempre in modo ortodosso ma, c’è da crederci, sicuramente gradito agli occhi di Dio. Nostro Signore diceva che bisogna farsi piccoli come bambini per entrare nel Regno dei Cieli: l’esperienza della Ludomessa insegna proprio questo. Accompagnare i bambini in questo cammino fa imparare a chi li segue che la fede è semplice e pura come i loro occhi. La fede ha il chiasso delle loro voci e l’entusiasmo dei loro giochi, la fede è persino le domande, spesso tenere e strampalate, dei più piccoli. Per chi sa guardare, è facile vedere Gesù giocare in mezzo a loro. (www.toscanaoggi.it) Il Consiglio Direttivo nazionale “uscente” Vi augura di trascorrere liete vacanze estive approfittando del tempo libero per incontrarci, riflettere e ricaricare le energie. Visitate il sito dell’associazione www.assomnibus.it che è stato recentemente aggiornato e inviateci il Vostro materiale. Vi lasciamo con gli appuntamenti estivi in attesa dei nuovi incontri di catechesi che ripartiranno a settembre. 17 luglio: ROMA processione delle Associazioni 10 Agosto: ROMA festa della Madonnina 18 agosto: ROMA celebrazione della S.Messa in occasione della festa di Sant’Elena Le modalità di partecipazione verranno comunicate dai Capi Zona come di consueto. Partecipiamo numerosi. 7 MARCIA NAZIONALE per la VITA Marcia nazionale per la vita. 15000 sorrisi spezzano le catene della morte G li attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc. Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni. La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte. Dal Colosseo a Castel Sant’Angelo: in quindicimila, secondo gli organizzatori, hanno partecipato domenica alla marcia nazionale per la vita. Un’iniziativa nata per affermare che «la vita è un dono indisponibile di Dio» e per dire nuovamente «no alla legge 194», approvata 34 anni fa. L’appuntamento promosso dall’associazione Famiglia domani e dal Movimento europeo per la difesa della vita e della dignità umana(Mevd), con l’adesione di circa 150 gruppi e organizzazioni, ha dichiarato Virginia Coda Nunziante, portavoce della marcia, «segna una svolta storica in Italia, perché dimostra l’esistenza di un movimento pro- life deciso ad affermare pubblicamente i propri convincimenti». L’incontro si è aperto con gli interventi delle delegazioni straniere prolife provenienti da diversi Paesi europei,tra cui Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Di particolare rilievo l’intervento di XavierDor, pioniere della battaglia perla vita in Francia e presidente dell’associazione “Sos Tout-Petits”, che ha sottolineato l’importanza del ruolo paterno nell’accompagnare la donna nella sua scelta per la vita. Particolarmente significativa anche la testimonianza di Gianna Emanuela Molla, figlia di Gianna Beretta Molla, canonizzata nel 2004 da Giovanni Paolo II, che, come noto, preferì morire piuttosto che accettare delle cure che avrebbero arrecato danno alla figlia che portava in grembo. Tra le presenze, quella del cardinale Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, del sindaco di Roma e di numerosi parlamentari di diversi schieramenti. Tra i partecipanti— hanno reso noto gli organizzatori— anche esponenti della comunità evangelica italiana, alcuni buddisti e non credenti. «La marcia per la vita è volutamente laica, interconfessionale e apartitica». Per questo, i promotori hanno tenuto a precisare che «ogni simbolo politico è stato espressamente vietato e i parlamentari hanno partecipato a titolo personale». Al termine del corteo, e prima della messa celebrata nella basilica Vaticana dal cardinale arciprete Angelo Comastri, è stato dato appuntamento al prossimo anno. (Tratto dall’Osservatore Romano edizione del 14 Maggio 2012) 8 NOTIZIE dalle ZONE La Diocesi di Grosseto fortemente impegnata sul fronte delle scuole cattoliche. I l nostro Vescovo Mons. Agostinelli sostiene la Fondazione Giovanni Chelli che si occupa di promuovere la cultura cristiana attraverso varie iniziative e, soprattutto, gestisce tre scuole cattoliche a Grosseto: Scuola dell'Infanzia, Scuola Secondaria di Primo grado, Liceo Classico e Scientifico: è un grande sforzo economico sia della Diocesi che delle famiglie che le scelgono per i loro figli e devono pagare una retta. In questi tempi duri per tutti, è importante unire le forze per poter continuare ad offrire la possibilità di scegliere una scuola cattolica, un luogo in cui l'educazione diventa occasione per una formazione cristiana della persona che impara a farsi domande sul senso della vita, delle situazioni, delle cose e trova degli adulti che lo hanno scoperto in una persona: Gesù Cristo, l'unico Maestro. Testimonianza riguardo il nostro giornalino S alve a tutti, qualche giorno fa sono venuta a conoscenza di una cosa molto bella che mi ha fatto tanto felice; prima di Pasqua sono andata a parlare con il sacerdote della mia parrocchia per concordare la data nella quale sarebbe venuto a benedire casa; con l'occasione gli ho portato alcuni numeri del nostro giornalino che avevo in più a casa, dei mesi precedenti. Con grande stupore alcune persone che leggono mensilmente il nostro giornalino mi hanno fatto notare che in due uscite de 'La Voce' (foglio che esce settimanalmente in parrocchia con il calendario degli incontri) in prima pagina c'erano 2 articoli nostri, uno era la 'Lettera di un padre al figlio' pubblicata da Emanuele Chiuchiù e l'altra la nostra 'Regola di Vita', raccontandomi che il sacerdote in chiesa ha fatto presente da dove venivano questi scritti. In conclusione possiamo gioire del fatto che il nostro piccolo ma GRANDE giornalino può arrivare molto molto lontano! Con affetto, vi abbraccio Sara Gattini 9 CURIOSITA’ La torta degli Addobbi o Corpus Domini L a torta degli addobbi, più conosciuta come torta di riso dolce è un tipico dolce della tradizione bolognese. È chiamata anche torta degli addobbi, in quanto veniva tradizionalmente preparata in occasione della festa decennale della parrocchia d’appartenenza. In questa ricorrenza le famiglie esponevano drappi colorati alle finestre (da cui gli “addobbi”) ed amici e conoscenti erano soliti fare visita ai residenti della parrocchia festeggiata e veniva offerta loro questa torta. Si preparava allora la "torta di riso" che veniva offerta tagliata in piccoli rombi, ciascuno sormontato da uno stuzzicadenti. Negli Addobbi o Corpus Domini si portava in processione l'immagine del Corpus Domini: questa festa veniva celebrata ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione. Ingredienti: 1litro di latte 100 gr di riso 200 gr di zucchero 100 gr di mandorle pelate 100 gr di cedro candito 6 uova 20 gr di burro 20 gr di pangrattato 0,80 dl di liquore nocino 2 cucchiai di zucchero a velo Preparazione: portate a bollore il latte e cuocetevi il riso per 15 minuti su fuoco basso: alla fine dovrà essere ben cotto; quindi mescolatevi lo zucchero fino a farlo sciogliere e poi lasciate raffreddare. Nel frattempo tritate finemente le mandorle e, separatamente, il cedro candito. Incorporate al riso cotto nel latte 1 uovo alla volta, mescolando con un cucchiaio. Aggiungete le mandorle e il cedro tritati e mescolate bene. Imburrate e cospargete di pangrattato una teglia di circa 22 cm di diametro, versatevi il composto e cuocete in forno caldo a 140 °C per 40 minuti. Sfornate, versate sopra il nocino e lasciate raffreddare del tutto. Sformate il dolce, tagliatelo a losanghe e cospargete con lo zucchero al velo poco prima di servire. 10 EMANUELE e BENEDETTA SPOSI Auguri e felicitazioni a Emanuele e Benedetta 26 maggio 2012 Perugia […] e alle nuove leve che si dovranno unire in matrimonio, prima o dopo, il consiglio è questo: “Nell’amore del Padre ci uniremo in matrimonio; nell’amore del Figlio progrediremo in questo amore e nel nome dello Spirito Santo porteremo al Cielo la nostra felicità […] Cosetta Magherini Di nuovo auguri ai novelli sposi Emanuele e Benedetta: eccoli mentre tagliano la torta nunziale. L’associazione OMNIBUS vi stringe in un grande abbraccio. 11 L’IMPORTANZA dei GRUPPI La forza insita nei piccoli gruppi C he cosa hanno di speciale i piccoli gruppi? Perché generano tanta forza? Il miglior modo per rispondere alla domanda è esaminarla dal punto di vista della fisica. Tutti conoscono bene il potere di una calamita, ma da dove proviene? Benché i principi fisici implicati siano tuttora piuttosto misteriosi, sappiamo che il magnetismo è il risultato dell'allineamento delle polarità elettriche di ciascun atomo. In un pezzo di ferro smagnetizzato, le cariche elettriche si allineano con lo stesso orientamento, le proprietà magnetiche appaiono all'istante. Allo stesso modo, i piccoli gruppi di individui che allineano i loro propositi lungo un ideale comune, generano un campo di forza. L'intensità del campo è direttamente proporzionale alla sincerità di ciascun membro. Non si ottiene alcun vero allineamento con la devozione puramente verbale: è necessario un vero impegno. Un piccolo gruppo può essere molto efficace se gli scopi e gli ideali dei suoi membri sono pienamente all'unisono. Se, però, c'è dissenso, quella forza si dissolve. Il principio è noto come legge di sinergia; in altre parole, l'intero è maggiore della somma delle sue parti. I membri di un gruppo che, collaborando tra loro, fondono le loro intenzioni, i loro scopi e le loro azioni, possono dar vita a qualcosa di più determinante di quanto sarebbe logico aspettarsi. E' come se al totale degli sforzi umani si aggiungesse qualcosa che deriva da una fonte superiore. L'analogia migliore per dimostrare la validità di questa legge spirituale la troviamo nella musica. Quando su un pianoforte suoniamo tre note in armonia tra loro, creiamo una fusione particolare. L'orecchio sensibile è ancora in grado di distinguere le singole note, a cui però si aggiunge il suono di un accordo. Chiunque abbia fatto parte di un gruppo (ad esempio di ricerca) conosce il tipo di creatività mentale che può prodursi in un piccolo gruppo che discuta di certe idee esaminandole da ogni lato. L'intuizione di uno fa scattare quella di un altro. La creatività è destinata a essere molto più viva, nel caso di una collaborazione, di quanto lo sarebbe se i membri del gruppo si isolassero in stanze separate e poi si limitassero a mettere insieme i pensieri di ciascuno. Per concludere, nei gruppi non solo troviamo la forza risanatrice ma dei gruppi abbiamo bisogno perché abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Da 'Il Manuale di Edgar Cayce' Sara Gattini 12 LETTURE delle DOMENICHE 17 GIUGNO 2012 Tempo Ordinario: 11a Domenica Come un granellino di senapa Le letture: Ez 17,22‑24 Al popolo sfiduciato Dio promette un intervento che trasformerà il tenero germoglio in un albero maestoso. 2Cor 5,6‑10 Sia nel corpo che lontani da esso, siamo pieni di fiducia e ci sforziamo di essere graditi al Signore. Mc 4,26‑34 Il regno di Dio è come il più piccolo di tutti i semi, ma nasconde una vitalità sorprendente. COMMENTO Il Dio della Bibbia è sempre vicino all’uomo: anche se il popolo è debole e sfiduciato, egli gli promette un futuro di prosperità (I lettura). Il suo regno sembra fragile, insignificante: ma, alla prova dei fatti, risulta quello che maggiormente contribuisce al futuro dell’uomo (vangelo). Sarà perciò nostro impegno lasciarci coinvolgere da queste realtà, «camminare nella fede», «abitare presso il Signore» ed «essere a lui graditi» sia in vita che in morte (II lettura). 24 GIUGNO 2012 Tempo Ordinario: 12a Domenica — Natività di S. Giovanni Battista Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda Le letture: Is 49,1-6 Io ti renderò luce delle nazioni Sal 138 Dal grembo di mia madre tu mi hai chiamato At 13,22-26 Giovanni aveva predicato prima della venuta di Cristo Lc 1,57-66.80 Giovanni è il suo nome COMMENTO La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una donna avanzata in età e già sfiorita. Cristo nasce da una giovinetta vergine. Il padre non presta fede all'annunzio sulla nascita futura di Giovanni e diventa muto. La Vergine crede che Cristo nascerà da lei e lo concepisce nella fede. Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l'Antico e il Nuovo. Infatti, per quanto riguarda l'Antico, nasce da due vecchi. Segue 13 1 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 13a Domenica Dio ha creato l’uomo per l’immortalità Le letture: Sap 1,13‑15; 2,23‑24 La morte non viene da Dio: egli ha creato l’uomo per l’immortalità. 2Cor 8,7.9.13‑115 Il Cristo si è fatto povero, perché voi diventaste ricchi. Me 5,21‑43 Non temere, continua solo ad aver fede: la bambina non è morta, ma dorme. COMMENTO Oggi la parola di Dio ci invita a celebrare la vita. Il libro della Sapienza ci ribadisce che Dio è per la vita: egli ha creato per la vita e solo per invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo. Gesù nel vangelo opera per la vita: due guarigioni in un unico racconto; e la vita in lui è così prorompente da operare all’esterno a sua insaputa.Paolo infine, nella seconda lettura, ci dice che vivere è anche «indebitarsi», creare cioè dei legami di dovere, che ti è esigenza sciogliere col dono. La colletta che egli sollecita per la chiesta di Gerusalemme è più che un impegno morale in aiuto ai bisognosi; è la vita che fa osmosi tra il bisogno e la sovrabbondanza, al fine, come dice lui, «di fare uguaglianza». 8 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 14a Domenica I nostri occhi sono rivolti al Signore Le letture: Ez 2,2-5 Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro Sal 122 I nostri occhi sono rivolti al Signore 2Cor 12,7-10 Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo Mc 6,1-6 Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria COMMENTO Un tema domina oggi tutta la liturgia: il mistero del profeta rifiutato dal suo popolo. Un mistero che si ripete in Gesù, nella sua stessa patria, da parte dei suoi parenti e concittadini. Un mistero che si ripete ancora oggi nella Chiesa, perseguitata e rifiu14 tata in molte parti del mondo. Ma Dio non abbandona il suo popolo, nonostante la sua incredulità. E noi, siamo increduli o credenti in Gesù, il Figlio di Dio? 15 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 15a Domenica Vocazione e missione Le letture: Am 7,12‑15 Amos pastore è chiamato da Dio e inviato come profeta del suo popolo. Ef 1,3‑14 Dio ci ha scelti in Cristo, predestinandoci a essere suoi figli adottivi. Mc 6,7‑13 Gesù manda i dodici ad annunciare la salvezza definitiva con segni efficaci. COMMENTO Il Signore chiama, il Signore manda, il Signore chiama per mandare. Ecco il tema di fondo della parola di Dio di questa domenica. Nell’antico Israele, come nel nuovo, il Signore prende l’iniziativa e sceglie i suoi uomini. Amos si era già scelto un suo mestiere, aveva un lavoro preciso e ciò dimostra che le idee e i progetti che aveva sul suo futuro erano di tutt’altro genere; ma Dio «lo prese di dietro al bestiame» e gli disse: «Va’, profetizza al mio popolo». Gesù è in piena attività apostolica; infatti «percorreva i villaggi all’interno, insegnando» (6,6). Ora giudica arrivato il momento di associare a sé i dodici nella predicazione del vangelo: li chiama, li manda e conferisce loro lo stesso potere che ha lui. Questa dinamica continua nella chiesa sotto il velo del mistero: lo Spirito di Cristo continua ad agire nella comunità dei suoi discepoli: egli «elegge» e dà un futuro ad ognuno, redime e svela il mistero redentivo. Paolo nella seconda lettura riassume i dinamismi dello Spirito. Ora seguiamo le singole letture per capire fino in fondo tutte le varianti su questo tema. Segue 15 22 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 16a Domenica Gesù maestro e pastore Le letture: Ger 23,1‑6 Eliminati i pastori indegni, Dio stesso radunerà il resto del suo gregge e gli darà pastori nuovi, secondo il suo cuore. Ef 2,13‑18 Cristo è la nostra pace: egli ha fatto dei due un popolo solo. Mc 6,30‑34 La preghiera e lo zelo di Gesù per le folle, che erano come pecore senza pastore. I Quattro Evangelisti COMMENTO Anche se con sfumature diverse e con significative varianti sul te ma, balza chiaramente all’occhio il filo conduttore del tema di questa domenica: l’immagine del pastore. Gesù è il pastore vero e autentico che vuol salvare le sue pecore; egli realizza l’attesa del popolo che cerca una guida e che ha avuto attraverso i secoli pastori tutt’altro che degni di questo nome. L’immagine di Gesù‑pastore si propone nel brano del vangelo, si contrappone ai falsi pastori nella prima lettura, e viene descritta negli effetti della sua azione pastorale nel brano di Paolo. 29 LUGLIO 2012 Tempo Ordinario: 17a Domenica Cinque pani e due pesci Le letture: 2Re 4,42‑44 Il profeta Eliseo, con pochi pani riesce a sfamare una folla di affamati. Ef 4,1‑6 Una sola fede e un solo Signore. Gv 6,11‑15 Gesù, con cinque pani e due pesci, sfamò una grande folla che lo seguiva. COMMENTO Una via di soluzione, per l’eterno problema della fame, viene indicata oggi nel segno di pochi pani, condivisi fra molti (I lettura, vangelo). La prima lettura ci ricorda il 16 miracolo compiuto dal profeta Eliseo. Ancor più solenne la scena descritta dal vangelo di Giovanni: Gesù che sale la montagna, seguito dalla folla e circondato dai suoi discepoli. Anche oggi la parola di Dio, proclamata nella chiesa, può divenire salvezza per tutti nella misura in cui riesce a ottenere la condivisione dei beni: solo così potrà contribuire a vincere sia la fame di pane che la fame di valori e di ideali. Gesù è «pane di vita» per l’uomo perché stimola a quella solidarietà e unità nell’amore (II lettura) che sola può salvare gli individui e i popoli. I Quattro Evangelisti 5 AGOSTO 2012 Tempo Ordinario: 18a Domenica Nel segno del pane il mistero di Cristo Le letture: Es 16,2‑4.12‑15 Dal segno dei pane «saprete che io sono il Signore vostro Dio». Ef 4,17.20‑24 Dovete rinnovarvi e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità. Gv 6,24‑35 Col segno dei pane Gesù ci fa capire che è lui il pane vero, disceso dal cielo, e ci invita al banchetto di un pane condiviso nella comunione con Dio e con i fratelli. COMMENTO L’uomo non può vivere senza un progetto per il suo futuro. Per questo è sempre alla ricerca di realtà e di valori che diano un senso al suo vivere quotidiano; è alla ricerca di un pane non solo per la fame del corpo, ma anche per la fame del suo spirito. Per liberare dall’incertezza quotidiana i figli d’Israele che vagavano nel deserto, Dio procurò loro un cibo misterioso: la manna, che però si deteriorava rapidamente (I lettura). Gesù invece si presenta ai suoi discepoli come «il pane di vita» che sazia per sempre (vangelo). t lui «l’uomo nuovo» che siamo invitati a rivestire (II lettura); lui il «pane di vita» che garantisce il nostro futuro; lui che dobbiamo cercare se vogliamo «saziare la fame di verità e di vita che Dio ha posto nel nostro cuore». [da www.dehoniane.it] 17 18 I RECAPITI DELL’ASSOCIAZIONE Se sei interessato a ricevere il nostro giornalino mensile, vuoi mandarci le tue segnalazioni o vuoi ricevere maggiori notizie sull'Associazione o sul calendario degli eventi, questi sono i nostri recapiti: Scrivici a: Associazione OMNIBUS del SS.mo Cuore di Gesù via Ferrucci, n 11—58100 Grosseto (GR) www.assomnibus.it oppure contatta: PRESIDENTE Stefano Boso via Roma, 11 30020 Eraclea (VE) Cell. 348-6554784 Fax: 0421-231579 e-mail: [email protected] ASSISTENTE SPIRITUALE Padre Gabriele Ferlisi piazza Ottavilla, 1 00152 Roma (RM) Cell. 328-6797476 e-mail: [email protected] RESPONSABILI di ZONA Grosseto Paola Biondo via Stato di Israele, 85 58100 Grosseto (GR) Tel. 0564-458249 Cell. 329-2273659 Perugia-Todi Benedetta Cipolletti via XXIV Maggio, 2 06052 Cerqueto (PG) Tel. 075-879100 Cell. 349-8052010 Roma Andrea Biancalana via Belmonte, 5 00040 Rocca Priora (RM) Tel. 06-9406782 Cell. 335-5389794 Castrovillari Antonietta Annicchiarico via Roma, 42 87012 Castrovillari (CS) Cell. 339-9153350 Parma Stefano Davoli via Rossini, 130 41100 Modena (MO) Cell. 347-9017358 Trieste Sara Gattini via Puia, 28 33070 Maron di Brugnera (PN) Cell. 347-9373653 Consigliere alle Pubbliche Relazioni Manuela Cozzali via Tiberina, 44— 06050 Collepepe (PG) Cell. 328-4521019 Fax: 075-8789337 (specificare all'attenzione di Manuela) e-mail: [email protected] Chi volesse inviare un contributo può utilizzare il seguente Conto Corrente Postale n.000088933833 Intestato a: Associazione Omnibus del SS.mo Cuore di Gesù ASSOCIAZIONE del SS.mo CUORE di GESU’ (Pubblicazione gratuita a cura dell’Associazione “OMNIBUS” del SS.mo Cuore di Gesù Via F. 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