Fattori che influiscono sulla moltiplicazione 1) temperatura 2) nutrimento 3) ossigeno 4) acqua 5) acidità 6) tempo LA TEMPERATURA I vari tipi di microrganismi gradiscono temperature diverse per il proprio habitat ottimale prediligono intervallo di crescita temperatura ottimale Psicrofili Mesofili Termofili il freddo temperatura intermedia il caldo 0-25°C 10°C 2045°C 3037°C 45-70°C 50-55°C La maggior parte dei batteri che si trovano negli alimenti si sviluppano tra i 20°C ed i 45°C. Gli alimenti non dovrebbero mai essere tenuti a temperature vicine a quella ambiente per più di una o due ore Al freddo i microrganismi crescono lentamente Alcuni possono moltiplicarsi in condizioni di refrigerazione (310°C); nel congelatore la maggior parte sopravvive ma non si moltiplica L’ebollizione e la pastorizzazione uccidono i batteri in qualche minuto, ma non uccidono le spore termoresistenti né distruggono le tossine termoresistenti Ecco perché gli alimenti cotti dovrebbero essere consumati immediatamente TEMPERATURA Punto di ebollizione 100° Zona di sicurezza Temperatura di pastorizzazione Temperatura corporea 72° 60° 36.5 ° Refrigerazione 10° Congelamento 0 ° I MICRORGANISMI PATOGENI CRESCONO TRA +4°C E +60°C, IL COSIDDETTO INTERVALLO CRITICO PERICOLO Zona di sicurezza Temperatura È necessario cuocere carni rosse, carne tritata e pollame finché all’interno non siano più di colore rosso (la temperatura interna dovrebbe raggiungere 72°C per qualche minuto) Un concetto importante: in presenza di un’elevata carica di patogeni, il cibo, anche se viene sottoposto a cottura, potrebbe non essere sicuro! Con la cottura i microrganismi potrebbero non essere eliminati del tutto ma solo ridotti NUTRIMENTO I microrganismi crescono meglio negli alimenti che contengono proteine: •Carne •Pollame •Uova •Latte •Pesce •Molluschi freschi OSSIGENO In funzione della capacità di crescere in presenza di ossigeno, i microrganismi si distinguono in: • Aerobi obbligati vivono in presenza di ossigeno (Listeria monocytogenes) • Anaerobi facoltativi sopravvivono sia in presenza che in assenza di ossigeno (Staphylococcus aureus) • Anaerobi obbligati vivono in assenza di ossigeno (Clostridium botulinum) UMIDITÀ Indica il contenuto di acqua negli alimenti Ogni alimento possiede uno specifico contenuto d’acqua L’acqua è un elemento necessario per la crescita dei batteri • I microrganismi si moltiplicano meglio in alimenti con un contenuto di acqua maggiore dell’ 80% (pesce, latte, carne) • I microrganismi non si moltiplicano in alimenti con un contenuto di acqua inferiore al 20% (biscotti, farina) pH Il pH si riferisce alla concentrazione di idrogeno in una sostanza pH acido 123456 pH neutro 7 pH basico 8 9 10 11 12 La maggior parte dei microrganismi cresce meglio in alimenti con pH tra 6,5 e 7,5 In generale, un pH acido inferiore a 4,2 è in grado di impedire la moltiplicazione dei microrganismi TEMPO In condizioni favorevoli di nutrimento temperatura umidità acidità LA MOLTIPLICAZIONE È SOLO QUESTIONE DI TEMPO Indice importante: TEMPO/TEMPERATURA IN CONDIZIONI FAVOREVOLI, I MICROBI RADDOPPIANO OGNI 20 MINUTI . . . in 8 ore e 30’, da 1 microbo, si ottiene la popolazione della Lombardia . . . . dopo soltanto 9 ore 20’, da 1 microbo si ottiene la popolazione dell’Italia Tempo intercorso tra preparazione e consumo In condizioni ideali un batterio può produrre un numero elevato di batteri Il consumo immediato degli alimenti e/o l’attenta modalità di conservazione sono la migliore forma di PREVENZIONE delle M.T.A Tempo intercorso tra preparazione e consumo Dopo la cottura gli alimenti vanno “fatti raffreddare rapidamente” se non consumati subito DOSE MINIMA INFETTANTE carica microbica negli alimenti tale da permettere a un numero sufficiente di microrganismi di superare la barriera gastrica. •EPEC 106 •ETEC 106 •Shigella, EIEC 10-100 •EHEC 100 •Listeria monocytogenes sconosciuta - probabilmente bassa in individui a rischio •Salmonella (esclusa typhi) 106 (un numero più basso - 10 / 1000 - può causare infezione con alimenti grassi come cioccolata e formaggio) •Campylobacter ca. 500 •Salmonella typhi 10-100 •Vibrio cholerae 106 Fattori condizionanti la DOSE INFETTANTE Ospite Alimento • Età • Presenza di grasso (cioccolato • Stato immunitario e formaggi potenziano azione infettante) • Acidità gastrica • Immuno-competenza • Natura della flora intestinale • Gravidanza • Acidità (uso farmaci antiacidi) MALATTIE TRASMESSE DAGLI ALIMENTI INTOSSICAZIONE TOSSINE TOSSINFEZIONE TOSSINE + MICRORGANISMI INFEZIONE MICRORGANISMI CHE COS'È UNA TOSSINA? Un veleno prodotto da alcuni animali, vegetali e microrganismi Ad esempio, la tossina botulinica viene prodotta quando il C.botulinum si moltiplica ed è una PROTEINA Circa 500 g di tossina sarebbero sufficienti a distruggere la razza umana! INTOSSICAZIONE TOSSINFEZIONE INFEZIONE • salmonellosi • stafilococcica • listeriosi • botulismo • colite enteroemorragica da E.coli O 157 • avvelenamento da micotossine • infezioni virali Gastroenterite • da Clostridium perfringens • da E.coli enterotossigeno Alimenti più frequentemente responsabili di M.T.A. 26% uova e derivati 22% carne e derivati 17% dolci, gelati e pasticceria 4% pesce TOSSINFEZIONI ALIMENTARI Malattie che si manifestano in seguito all’ingestione di alimenti contaminati da microrganismi e/o dalle loro tossine lievi durata di qualche ora gravi durata di più giorni Sintomi solitamente gastroenterici • • • Vomito nausea diarrea bambini Le malattie alimentari si manifestano con maggiore gravità nelle popolazioni più sensibili anziani … alcuni dati sulle tossinfezioni alimentari Negli Stati Uniti d’America •70.000.000 di casi di malattia •300.000 ospedalizzazioni •5.000 morti In Africa, Asia (esclusa la Cina) e in America Latina •1.000.000.000 di casi di malattia •5.000.000 di morti tra i bambini al di sotto di 5 anni d’età IN EUROPA La morbosità relativa alle malattie trasmesse dagli alimenti è seconda solo a quella delle malattie respiratorie. Le malattie trasmesse da alimenti rappresentano uno dei più rilevanti problemi di sanità pubbl nel mondo contemporaneo In Italia si stima che l’incidenza delle malattie trasmesse dagli alimenti sia di circa 900 casi di tossinfezione al giorno, 300.000 casi all’anno QUESTA È, COMUNQUE, UNA SOTTOSTIMA In caso di lievi tossinfezioni solo una piccola percentuale della popolazione si rivolge al medico (510%) ma dove si contraggono le M.T.A.? • A casa nel 69% dei casi • Ristoranti, pasticcerie, gastronomie, mense collettive ed altri esercizi di preparazione e vendita di alimenti nei rimanenti casi… Nell’ambito delle aziende alimentari Mense ospedaliere 6% Mense scolastiche 5% Effetti diretti ed… indiretti delle M.T.A. Danni alla salute Sanzioni Perdita immagine Danno economico COSTI CONSEGUENTI ALLE EPIDEMIE Analisi di laboratorio Visite mediche Spese ospedaliere Acquisto di medicine Perdite di giornate lavorative Indagini epidemiologiche Danni agli allevamenti Ritiro dal mercato degli alimenti coinvolti Spese legali Riacquisto della fiducia dei consumatori Fattori che influenzano l’incidenza delle malattie trasmesse da alimenti sistema di approvvigionamento delle derrate situazione sanitaria e demografica situazione sociale, comportamenti e stili di vita sistema sanitario e infrastrutture condizioni ambientali FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) Cambiamenti dell’ecosistema a seguito del degrado ambientale inquinamento ambientale condizioni e mutamenti climatici deterioramento di sistemi ecologici, con conseguente diminuzione dell’acqua potabile e della disponibilità di adeguate risorse alimentari FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) Aumentata resistenza dei patogeni a diversi fattori Commercio internazionale e importazione di derrate potenzialmente contaminate Allevamenti intensivi e maggiore consumo di carni FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) CATENE ALIMENTARI PIÙ LUNGHE Quando si fa fa la spesa, non si è completamente consapevoli della complessa catena alimentare che ha prodotto l'alimento appena acquistato La distanza tra il consumatore e l’origine della catena alimentare è ormai sempre più lunga FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) TRASFORMAZIONE E SVILUPPO DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE VIAGGI IN PAESI A BASSO TENORE IGIENICO FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) AUMENTO DELLA POPOLAZIONE AUMENTO DELLA POPOLAZIONE SUSCETTIBILE URBANIZZAZIONE • rapida urbanizzazione, non accompagnata in alcune aree da adeguate infrastrutture in rapporto alle risorse idriche e alla bonifica ambientale FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) AUMENTO DELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA • In Italia, circa 12 milioni di pasti sono consumati fuori casa (scuole, ospedali, aziende…) RISTORAZIONE COLLETTIVA RISTORAZIONE DI SERVIZIO RISTORAZIONE PUBBLICA Alberghi — Ristoranti Mense scolastiche Mense aziendali Mense ospedaliere Mense di altre collettività Trattorie-bar Pizzerie Fast-food Paninoteche Gastronomie FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) GLOBALIZZAZIONE DEL MERCATO GLOBALIZZAZIONE ALIMENTARE 6 CIBI E 2 BEVANDE SAREBBERO PRESENTI ORMAI IN TUTTO IL MONDO sushi pastasciutta chili con carne pizza couscous hamburger coca cola caffè FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) MODIFICAZIONI ALIMENTARI (cibi esotici, dieta vegetariana, consumo di cibi cotti o precotti, maggiore tendenza al consumo di carne e pesce crudi) Cosa cucinerò di esotico oggi? CUCINA ETNICA I ristoranti di cucina cinese, poi quelli di cucina africana e centro-sud Americana e più recentemente, quelli di cucina giapponese hanno contribuito notevolmente alla conoscenza ed al consumo di cibi e specialità dei vari paesi del mondo. FATTORI IN GRADO DI MODIFICARE IL QUADRO EPIDEMIOLOGICO DELLE MTA (OMS 1999) Carenze formative di operatori del settore alimentare e consumatori rispetto al tema della sicurezza alimentare LA SICUREZZA E LA QUALITÀ ALIMENTARE • Sicurezza alimentare: la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato e/o consumato secondo l'uso a cui esso è destinato. In altre parole, é qualcosa che noi tentiamo di raggiungere garantendo l'igiene degli alimenti e la • Qualità alimentare: preparare un cibo con caratteristiche ottimali La qualità e la sicurezza igienica degli alimenti è un problema che coinvolge tutti gli operatori del settore alimentare, dagli organi direttivi ai singoli lavoratori che a qualsiasi titolo vengano a contatto con gli alimenti PER GARANTIRE LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI occorre considerare tutti gli aspetti della catena di produzione alimentare come un unico processo, a partire dalla produzione primaria, includendo la produzione di mangimi, fino alla vendita o erogazione di alimenti al consumatore, in quanto ciascun elemento di essa presenta un potenziale impatto sulla sicurezza alimentare Per proteggere i consumatori, è necessario un intervento attivo lungo tutto il processo di produzione, distribuzione e commercializzazione del prodotto alimentare Metodo universalmente accettato per la garanzia della sicurezza degli alimenti IL SISTEMA HACCP Sviluppato negli anni 60, inizialmente come metodo per garantire la sicurezza microbiologica degli alimenti destinati alle missioni NASA, dal 1985 la sua adozione si è diffusa rapidamente in molte industrie alimentari Oggi, in molti Paesi, l’implementazione di un piano HACCP è un obbligo legale per tutte le aziende che trattano prodotti alimentari La normativa vigente pone l’obbligo per tutte le aziende di individuare ogni fase potenzialmente critica per la sicurezza degli alimenti, con la prescrizione che siano individuate, applicate, aggiornate le procedure basate sui principi del sistema HACCP NASA Strumento che consente di costruire la garanzia di qualità di un alimento Metodo in quanto applicato in un percorso operativo che si sviluppa attraverso passi logicamente concatenati Sistema economicamente sostenibile, caratterizzato dal positivo rapporto costi/benefici per l’azienda che lo adotta Recepimento della direttiva 93/43/CEE • art. 2 comma a del D.Lgs. 155/1997, per “igiene dei prodotti alimentari” si intendono “ …tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti alimentari”... • Tali misure interessano tutte le fasi successive alla produzione primaria e precisamente: la preparazione, la trasformazione, la fabbricazione, il confezionamento, il deposito, il trasporto, la distribuzione, la manipolazione, la vendita o la fornitura, compresa la somministrazione al consumatore NORMATIVA SULLA SICUREZZA ALIMENTARE E SUA EVOLUZIONE Innovazione = “Pacchetto Igiene” Reg. n. 852/2004 (Igiene dei prodotti alimentari) Reg. n. 853/2004 (Igiene degli alimenti di origine animale) Reg. n. 854/2004 (Controlli ufficiali sui prodotti di origine animale) Reg. n. 882/2004 (Controlli ufficiali su mangimi, alimenti, salute e benessere animali) Reg. n. 183/2005 ( Requisiti per l’igiene dei mangimi) Dir. 2002/41 In vigore dal 1° gennaio 2006 Reg. CE 852/2004 Igiene dei prodotti alimentari Abroga la direttiva 93/43/CEE (D. Leg.vo 155/97) a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento (1° gennaio 2006) Continuità tra la precedente e la nuova normativa Sia nel D.Lgs.155/97 sia nel Reg. CE 852/04, è disposto l’obbligo, per gli operatori del settore, di adottare, nelle imprese da loro condotte, procedure di AUTOCONTROLLO atte a garantire che le diverse fasi di produzione vengano effettuate in modo igienico È il Sistema che consente l’applicazione dell’Autocontrollo Autocontrollo L’insieme delle procedure di controllo che ogni operatore della filiera è tenuto a porre in essere per garantire la conformità delle produzioni alle specifiche aziendali e alle disposizioni normative vigenti in materia …autocontrollo • non più, quindi, un sistema di controllo (dal carattere preventivo, repressivo e sanzionatorio) esercitato dal personale di vigilanza delle A.S.L. e da personale di altre Autorità, ma un controllo esercitato direttamente dal responsabile o esercente dell’attività • un sistema che, oltre a controllare la salubrità del prodotto in quanto tale, estende la sua valenza a tutto il processo di commercializzazione, fino al consumatore Come si effettua l’attività di autocontrollo? Valutazione delle procedure in materia di buona prassi di fabbricazione (GMP) buona prassi igienica (GHP) HACCP Controllo delle condizioni igieniche GMP GHP SANIFICAZIONE PROGRAMMA PRELIMINARE ALL’APPLICAZIONE DELL’HACCP Ai fini di una corretta valutazione dei pericoli, per ridurre al minimo i fattori imprevedibili e l’effetto sfavorevole di condizioni estreme, occorre prima di tutto determinare e, se necessario, predisporre la conformità dei processi in esame alle buone pratiche di produzione e buone pratiche igieniche (GMP e GHP) Queste pratiche sono considerate un prerequisito all’applicazione dei principi HACCP GMP - Buone Pratiche di Produzione GHP - Buone pratiche Igieniche Rappresentano tutte le prassi di base d’igiene necessarie per la produzione di alimenti salubri. Tutte le pratiche riguardanti le condizioni e le misure necessarie per garantire la sicurezza e la idoneità del prodotto in tutte le fasi della catena alimentare Interessano: • Personale • Strutture • Attrezzature ed utensili IGIENE DEL PERSONALE IGIENE DEL PERSONALE garantire che coloro che entrano in contatto diretto o indiretto con gli alimenti non li contaminino PERTANTO che sia assicurato e mantenuto un elevato grado di pulizia personale che siano assicurati comportamenti e modi di operare adeguati IGIENE DEL PERSONALE • Stato di salute • Malattia e lesioni • Pulizia personale • Comportamento personale IGIENE DEL PERSONALE Il personale direttamente interessato alla lavorazione degli alimenti DEVE: Indossare sempre abiti (divisa, camice) puliti e in ordine, di colore chiaro* per permettere che le macchie siano evidenziate con facilità Indossare l’idoneo copricapo che deve contenere tutta la capigliatura Calzare scarpe idonee, sempre pulite, diverse da quelle civili e riservate alle aree di lavoro * “bianco, tendente al bianco, facilmente sporchevole che protegga l’alimento e non gli indumenti dell’addetto”. Art.42 DPR 327/80 NO IGIENE DEL PERSONALE Non indossare orecchini, collane, spille, orologi e anelli Curare attentamente la propria igiene personale ed in particolare quella del cavo orale e dei denti e quella di eventuali barba e baffi (preferibile barba rasata) Tenere le unghie corte, pulite e non smaltate Non uscire dai locali indossando gli abiti di lavoro IGIENE DEL PERSONALE Utilizzare correttamente gli armadietti a doppio scomparto, separando gli abiti di lavoro da quelli civili Gli armadietti devono essere tenuti sempre puliti e ben ventilati, periodicamente lavati e disinfettati Conservare l’abbigliamento pulito separatamente da quello di utilizzato di ricambio IGIENE DEL PERSONALE Nelle aree di stoccaggio, di lavorazione e di distribuzione degli alimenti deve essere vietato tutto ciò che può contaminare gli alimenti stessi: tossire, starnutire o soffiare sugli alimenti, in particolare su quelli cotti (in caso di tosse o raffreddore adoperare mascherine/coprinaso) mangiare e bere durante il lavoro masticare chewing-gum IGIENE DEL PERSONALE vietato assaggiare cibi con le mani e non usare lo stesso cucchiaio d’assaggio fumare durante il lavoro Inoltre tagli, ferite e scorticature devono essere coperti, dopo medicazione, da una protezione resistente utilizzare i guanti per proteggere le medicazioni Comportamenti frequenti che si discostano dalle GHP