Settori | Sanità privata Viaggio all’interno dei cinque ospedali privati modenesi specializzati in varie discipline mediche Una rete al servizio della dei cittadini salute 62 OUTLOOK Accreditamento definitivo: è la definizione con cui la Regione Emilia-Romagna ha «promosso» le cinque strutture ospedaliere a Modena, tutte aderenti all’Aiop. Che in questo modo entrano a far parte in modo definitivo delle strutture regionali in campo sanitario, al pari degli ospedali pubblici ve l’assessore regionale alla Salute Carlo Lusenti in apertura del volume dell’Aiop regionale «L’ospedalità privata in Emilia-Romagna», ritratto sintetico ma efficace dell’offerta disponibile sul territorio, «gli ospedali privati assumono un ruolo strutturale all’interno del servizio sanitario regionale, diventando così parte integrante del sistema socio-sanitario della nostra regione. Un sistema a responsabilità interamente pubblica, imperniato sulla cooperazione e sulla rete». di Arianna De Micheli Villa Igea Ed è la rete la parola chiave. «Noi siamo il braccio privato della rete», spiega Leo Lo Russo, direttore sanitario dell’ospedale privato accreditato Villa Igea, la cui attività prevalente è l’assistenza psichiatrica. «L’accreditamento definitivo sancisce che Villa Igea possiede tutti i titoli per poter lavorare per il sistema sanitario pubblico cui, peraltro, spetta la definizione del volume e della Hesperia Hospital, sala operatoria S ul piano operativo, l’accreditamento definitiPosti letto vo degli ospedali pripubblici 1.645 vati della provincia è privati 471 soprattutto una forTotale 2.116 Fonte: Regione Emilia-Romagna malità, perché tutte le cliniche sanitarie private da decenni operano in collegamento stretto con il servizio sanitario regionale. Ma è comunque un passo importante, perché è un riconoscimento ufficiale: la sanità privata gioca alla pari con quella pubblica. E se la prima ha l’obbligo di corrispondere ai severi requisiti di qualità, alla seconda spetta, a monte, una programmazione strutturata sul fabbisogno e, a valle, la definizione di un sistema di verifica e di controllo. Anche se l’Aiop (l’associazione italiana che riunisce le società ospedaliere private) sottolinea da tempo che sarebbe preferibile un soggetto terzo. Il tutto concorre a costruire un sistema pubblico a gestione mista. «Con l’accreditamento definitivo», scri- Gli ospedali a Modena tipologia delle attività commissionate. È l’Aiop infatti a trattare il budget complessivo definito dalla Regione. L’80 per cento della nostra attività è fatta per conto dell’Ausl di Modena, mentre il restante 20 per cento riguarda pazienti da fuori provincia. L’integrazione si pone quindi come diretta conseguenza di questo percorso. Dal nostro punto di vista, “essere integrati” significa proseguire sulla strada indicata dalla legge Basaglia». Ovvero? «Due sono le priorità», risponde Lo Russo. «Venire incontro alle esigenze dei pazienti e dunque curare il disturbo là dove sorge, evitando in tal modo lo sradicamento. Il che equivale a costruire sul territorio una rete di assistenza differenziata. Per questo, nel corso del tempo, i nostri 297 posti letto accreditati sono stati trasformati in strutture sempre più specializzate, funzionali tanto alle necessità del sistema sanitario quanto ai bisogni dei malati». Strutture pensate ad hoc (all’interno della casa di cura ma anche nelle “depandance” residenziali di San Donnino e di Sassuolo) integrate nella rete del sistema sanitario pubblico e in grado di far fronte a qualsiasi problema dei pazienti, dalle psicosi ai disturbi di personalità, dagli abusi di sostanze ai disagi profondi propri dell’età evolutiva: questo in estrema sintesi il volto attuale di Villa Igea. «La strategia è la continuità assistenziale che solo la rete è in grado di tutelare. Se non fossimo integrati con il territorio, una presa in carico globale del paziente risulterebbe impossibile». Nata nel 1937 come alternativa «illuminata» ai manicomi, Villa Igea ha una storia importante: quello è un periodo in cui chiunque abbia la sfortuna di varcare la soglia di un manicomio perde ogni diritto civile, una strada quindi a senso unico, senza ritorno. Il giudizio comune è che il paziente sia solo un individuo pericoloso che destabilizza l’equilibrio sociale. «I tre psichiatri che fondarono Villa Igea erano di altro avviso. Il loro scopo non era di rinchiudere le persone», racconta Lo Russo, «quanto piuttosto di accoglierle, offrendo loro le cure necessarie. Un’impresa pionieristica e, considerati i limiti terapeutici del periodo, a dir poco ardua». Basti solo ricordare che bisognerà aspettare la OUTLOOK 63 Settori | Sanità privata metà degli anni Cinquanta per i primi psicofarmaci, eletti poi a torto come soluzione a tutti i mali ma cui va comunque riconosciuto il merito di aver posto un freno alla costrizione fisica. Fedele alle proprie origini, Villa Igea è ancora per il 90 per cento di proprietà degli eredi Ponzoni, Delfini e Costa. Oggi la clinica di Saliceta San Giuliano vanta un giro di affari di 20 milioni di euro e metodologie diagnostiche e terapeutiche sicuramente all’avanguardia. Villa Rosa «Villa Igea svolge l’80 per cento dell’attività per conto dell’Ausl e il restante 20 per cento con pazienti da fuori provincia», spiega Leo Lo Russo, direttore sanitario dell’ospedale privato modenese. «Dal nostro punto di vista, essere “integrati” significa proseguire sulla strada indicata dalla legge Basaglia» Ben radicata nella città di Modena, Villa Rosa nell’ottobre 2010 è entrata a far parte del Gruppo Kos, uno dei principali operatori privati italiani nell’assistenza socio-sanitaria, controllato dalla CIR, holding che fa capo all’ingegner Carlo De Benedetti. La casa di cura, nata nel 1951, cura pazienti affetti da disturbi neurologici e psichiatrici; le patologie oggi più frequenti sono i disturbi dell’umore, le psicosi, i disturbi di perso- nalità, l’etilismo e i disturbi del comportamento alimentare. «La nostra struttura», spiega Maria Paola Barbieri, direttore sanitario di Villa Rosa, «ha ottenuto la certificazione di qualità nel 2000; negli anni successivi ha iniziato il percorso verso l’accreditamento definitivo. È un traguardo che sancisce un riconoscimento ufficiale del nostro lavoro. Integrati a tutti gli effetti nella rete dei servizi pubblici, oggi operiamo come se fossimo un presidio fisso dell’Ausl di Modena, con la quale è stato siglato un contratto di fornitura». «Il controllo da parte del Servizio sanitario nazionale», aggiunge l’amministratore delegato Stefano Baraldi, «è molto preciso e puntuale. Ogni due settimane le cartelle cliniche, informatizzate dal 1996, vengono infatti sottoposte a verifica per quanto riguarda l’appropriatezza dei ricoveri». «Villa Rosa ha sempre prestato la massima attenzione alla formazione», afferma Luca Pedretti, direttore clinico, «organizzando convegni ed eventi formativi di- L’intervento | Paolo Toselli, presidente Aiop: «Il risultato premia la nostra professionalità» e strutture private ospedaliere modenesi sono parte integrante della rete del servizio sanitario regionale. Non nasconde la propria soddisfazione Paolo Toselli, da nove anni alla guida dell’Associazione italiana ospedalità privata della provincia di Modena (Aiop), che rappresenta cinque cliniche, per un totale di 659 posti letto (di cui 471 strettamente ospedalieri) e 600 addetti, mentre a livello regionale l’associazione, di cui è presidente Mario Cotti, raggruppa 43 ospedali con una dotazione complessiva di circa 5.400 posti letto e 6.000 lavoratori del settore. L Presidente Toselli, ora il riconoscimento è ufficiale. «Il traguardo dell’accreditamento definitivo è stato raggiunto: un percorso lungo e non privo di ostacoli, iniziato su base convenzionale integrativa alla fine degli anni Settanta e definito con maggiore puntualità a partire dal 1996, anno in cui vennero stipulati i primi accordi tra il servizio sanitario regionale e gli ospedali privati. Ormai a pieno titolo parificati agli ospedali pubblici, possiamo lavorare per conto del servizio sanitario nazionale. Da sempre puntiamo all’integrazione. E dunque al completamento tra pubblico, cui spetta programmazione e controllo, e privato cui compete l’erogazione delle prestazioni nel rispetto dei requisiti richiesti. Requisiti che, al contrario di quanto si possa credere, non riguardano soltanto la qualità dell’offerta, ma anche la gestione e l’amministrazione». Siete in sintonia con la Regione? «Manteniamo buoni rapporti sia con la Regione sia con l’Ausl di Modena. Anche perché, rispetto al passato, entrambe dimostrano maggiore considerazione nei confronti della sanità privata. 64 OUTLOOK Che peraltro ora può dire la sua. Come Aiop il nostro primo auspicio è di evitare doppioni nelle prestazioni, proprio per soddisfare quel completamento reciproco cui accennavo prima». E in merito ai tetti di spesa stabiliti a livello regionale? «A dire il vero le tariffe stabilite dalla Regione non vengono neppure trattate con la nostra associazione. Al massimo è prerogativa dell’Aiop individuare alcune fattispecie. Rispetto all’acquisto delle prestazioni offerte dal privato, Modena è senza dubbio una delle migliori province dell’Emilia-Romagna, però sui bilanci degli ultimi anni pesano gli investimenti di cui hanno beneficiato gli ospedali di Sassuolo e Baggiovara: l’Ausl ha messo in conto un piano di rientro del valore di circa 22 milioni di euro, il che comporta non pochi sacrifici, e l’”accordo” tra l’azienda sanitaria locale e gli ospedali privati, ossia la famosa terza A (in coda dopo autorizzazione e accreditamento), inevitabilmente accusa il colpo. Esistono ancora pregiudizi nei confronti della sanità privata? «In parte sì. È un pregiudizio nato dal timore che la priorità del privato non sia il benessere del cittadino quanto piuttosto l’utile aziendale. Ma realizzare un utile è il dovere di ogni impresa ed è nel nostro Dna utilizzare al meglio le risorse, così come offrire il servizio migliore. Il privato accreditato, che agisce sotto il controllo pubblico e garantisce prestazioni di alta qualità, oggi di fatto rappresenta un’opportunità per i cittadini». Il settore della sanità privata trova difficoltà nel reperire personale? «Dal punto di vista infermieristico la tendenza è ancora quella di privilegiare l’ambito pubblico. È infatti convinzione diffusa che offra maggiori possibilità di scelta. Inoltre il numero dei neo infermieri è inferiore rispetto a chi opta per la pensione, dunque per noi assumere personale straniero il più delle volte si rivela l’unica alternativa. Ma non dimentichiamo che gli infermieri stranieri hanno l’obbligo di sostenere un esame integrativo, perché in Italia la loro qualifica non è considerata sufficiente: il rilascio del titolo equipollente spetta al ministero della Salute». «Per Villa Rosa l‘accreditamento definitivo è un traguardo importante, il riconoscimento ufficiale del nostro lavoro», afferma Maria Paola Barbieri, direttore sanitario di Villa Rosa, «Oggi operiamo a tutti gli effetti nella rete dei servizi pubblici, come un presidio dell’Ausl» A sinistra, Paolo Toselli. In alto, la sala controllo Tac di Villa Rosa e lo staff dirigenziale della struttura modenese: da sinistra, Stefano Baraldi, amministratore delegato, Luca Pedretti, direttore clinico, Maria Paolo Barbieri, direttore sanitario, ed Elisabetta Lugli, dirigente infermieristico OUTLOOK 65 Settori | Sanità privata Gli ospedali privati modenesi in cifre CASA DI CURA PROF. FOGLIANI ospedale privato accreditato con funzioni polispecialistiche e specializzazione chirurgica; - 2.000 ricoveri annui; - 25.000 prestazioni specialistiche; - 50 posti letto accreditati, 44 medici, 49 addetti; - 7 milioni di euro di fatturato nel 2010 HESPERIA HOSPITAL ospedale accreditato di alta specialità: - comparto operatorio con 7 sale, di cui 3 dedicate alla cardiochirurgia; - apparecchiature di diagnostica (Rmn, Tac spirale e scintigrafia) - 2 laboratori di emodinamica-elettrofisiologia. - 125 posti letto di cui 25 di area critica, 152 medici strutturati e consulenti, 274 dipendenti; - 48 milioni di euro di fatturato nel 2010 VILLA IGEA Hesperia Hospital ospedale privato accreditato specializzato nell’assistenza psichiatrica, offre strutture differenziate in provincia di Modena in grado di trattare diverse tipologie di pazienti; - 297 posti letto accreditati, 41 medici, 235 addetti; - 23.013 giornate di degenza psichiatriche; - 10.775 giornate di degenza riabilitative; - 20 milioni di euro di fatturato nel 2010 Non teme certo defezione di personale Michele Malena («nonostante il contratto nazionale bloccato, da noi gli infermieri raggiungono una retribuzione ordinaria mensile superiore a qualsiasi struttura pubblica»), fisico cibernetico alla guida dell’Hesperia Hospital sin dalle sue origini. «Nuova casa di cura Villa Laura: così era stato chiamato l’ospedale nel 1983, anno della sua fondazione», ricorda il direttore generale. «Sono stato io a optare poi per il nome Hesperia. Che, orfano dell’acca, significa Italia». L’aggiunta dell’acca mostra l’ambizione della struttura di via Arquà, ospedale privato accreditato di «alta specialità», che con un gruppo di 152 medici, mira oltre i confini modenesi e nazionali. Tanto dal diventare, un decennio più tardi, la sede europea dell’Arizona Heart Institute, creatura partorita da uno dei pionieri della chirurgia cardiovascolare, Edward B. Diethrich. Un approccio, quello di Malena and company, teso dunque al riconoscimento internazionale che in questi decenni non è mancato. «Nel nostro campo, sono gli Stati Uniti ad avere accelerato il passo. Di conseguenza, abbiamo trasferito qui il loro know-how. E se in VILLA ROSA ospedale privato accreditato specializzato nell’assistenza e cura di pazienti affetti da disturbi psichiatrici, in integrazione con i servizi territoriali; - 87 posti letto accreditati, 20 medici, 5 psicologi e 30 infermieri; - 8,5 milioni di euro di fatturato nel 2010 VILLA PINETA ospedale privato accreditato specializzato nel recupero e nella riabilitazione di patologie respiratorie, cardiologiche, neuromotorie-ortopediche e metaboliche nutrizionali. - dotata di un’unità di terapia intensiva respiratoria e di un centro del sonno - ambulatorio a Modena, in via Scaglia Est - 100 posti letto accreditati, 32 medici, 150 addetti 66 OUTLOOK retti al proprio personale, ma aperti anche all’esterno. Un impegno che ora con l’accreditamento risulterà maggiormente rafforzato». «Accanto ai due reparti psichiatrici residenziali e al Day hospital e Centro diurno semiresidenziali», riprende Baraldi, «Villa Rosa vanta un laboratorio diagnostico di eccellenza dove, oltre a Rx, elettromiografie ed ecografie, si eseguono risonanze magnetiche nucleari aperte». La struttura conta 81 posti letto accreditati di degenza ordinaria, un posto letto in Day hospital e cinque posti in centro diurno. Tra dipendenti e collaboratori lavorano 110 persone tra cui 20 medici, cinque psicologhe e una trentina di infermieri. Villa Rosa non sembra subire troppo l’endemica penuria di personale che affligge e preoccupa la sanità locale: «Da noi il turnover è limitato. Anzi, direi che esista una sostanziale stabilità», aggiunge Elisabetta Lugli, dirigente infermieristico e responsabile della qualità. termini di cardiochirurgia e di chirurgia del rachide non siamo secondi a nessuno, da sempre puntiamo all’eccellenza in ogni ambito. Facciamo tutto e nel migliore modo possibile. Anche perché il criterio di scelta degli ospedali privati premia il merito: da noi lavorano solo professionisti qualificati e di alto livello. E lo dimostra il fatto che arrivino da noi pazienti da tutto il territorio nazionale». Risultato? Un giro di affari che supera del 170 per cento il budget attribuito dalla Regione Emilia-Romagna per i pazienti residenti, precisa Malena. «Il resto proviene da tutte le altre regioni, nessuna esclusa e ciò è possibile grazie al fatto di essere riconosciuto come centro di eccellenza e di richiamo. Per fatturazione nell’ambito sanitario privato siamo al ventisettesimo posto in Europa. Il dipartimento di chirurgia cardiovascolare dell’Hesperia è stato il primo a essere accreditato definitivamente sin dal 2005. Essere accreditati significa possedere requisiti ulteriori rispetto a quelli autorizzativi e rientrare così nella rete composta da tutte quelle strutture che possono fornire i propri servizi al sistema sanitario na- zionale. La valutazione della rete sanitaria nazionale passa attraverso tre step, le «tre A»: autorizzazione, accreditamento e accordo, ossia acquisto delle prestazioni. Con l’ultima A, l’accordo, si definiscono i tetti di spesa e le tipologie di prestazioni che la Regione è disposta ad acquistare. L’EmiliaRomagna è una regione seria, le regole sono precise e, al pari degli orientamenti di programmazione, vengono rispettate». L’Hesperia (oggi di proprietà del gruppo Garofalo, 16 ospedali nel centro nord) rappresenta la più importante struttura sanitaria polispecialistica privata della provincia. «L’Hesperia Hospital è la sede europea dell’Arizona Heart Institute, fondato da uno dei pionieri della chirurgia cardiovascolare, Edward B. Diethrich», ricorda il direttore generale Michele Malena. «Ma da sempre puntiamo all’eccellenza e alla completezza in ogni ambito» Villa Pineta «L’attività riabilitativa è ancora poco riconosciuta», sottolinea Maria Teresa Nobile, direttore sanitario nonché titolare di Villa Pineta. «Nonostante la richiesta di prestazioni riabilitative di elevato livello sia particolarmente consistente, i costi per una erogazione corretta e di eccellenza sono spesso superiori a quanto la tariffa nazionale e regionale preveda come rimborso. Oltre a questo, Villa Pineta è costretta a confrontarsi In alto, da sinistra; una sala operatoria dell’Hesperia Hospital, Michele Malena, direttore generale dell’ospedale privato di alta specialità OUTLOOK 67 Software? Outsourcing? Con Inaz, l’azienda fa sempre la cosa giusta. Volete gestire direttamente il personale della vostra azienda? Inaz vi offre i sistemi software per affrontare in modo semplice e sicuro l’amministrazione e la gestione delle risorse umane. Volete delegare la routine HR e concentrarvi sul core business? Inaz vi garantisce un sistema di outsourcing sicuro e competitivo nei costi. Le decisioni restano vostre, fatica e rischi no. Ma, software o outsourcing,una cosa non cambia. Avete al vostro fianco un’azienda tutta italiana che guarda al futuro. Da 60 anni, le imprese che fanno crescere le persone, crescono con Inaz. Per fare la cosa giusta: www.inaz.it Soluzioni per la gestione delle risorse umane. Settori | Sanità privata con una progressiva riduzione del budget massimo raggiungibile nella contrattazione con la committenza locale. Ciò nonostante il nostro ospedale privato è riuscito a mantenere uno standard qualitativo elevato e riconosciuto all’interno e all’esterno dell’Emilia-Romagna, tale da consentire anche una significativa attrazione di pazienti provenienti da fuori regione (oltre il 20 per cento del totale nell’anno 2010)». Costruito a Gaiato nel 1932, chiuso durante la II guerra mondiale e completamente ristrutturato negli anni Settanta «quando cioè la tubercolosi iniziò a non essere più trattata in isolamento», l’ex sanatorio Villa Pineta può contare su 32 medici, 150 addetti e 100 posti letto accreditati ed è diventato un punto di riferimento non solo locale per quanto riguarda la riabilitazione specialistica di pazienti affetti da patologie respiratorie, cardiache, neuromotorie e metabolico-nutrizionali. Villa Pineta è dunque una struttura polispecialistica, che ha la sua vocazione nell’accogliere e riabilitare la persona nella sua globalità, con trattamenti e cure finalizzati al recupero parziale o totale delle funzioni multiorganiche compromesse da cause invalidanti o degenerative. «Oltre a ciò», spiega la dottoressa Nobile, «la nostra struttura si occupa di patologie acute in ambito pneumologico, e si è particolarmente attrezzata e distinta per il trattamento in regime di degenza di quelle condizioni che fanno capo alla sindrome clinica detta “insufficienza respiratoria”. In questo ambito gestisce da circa due anni la gran parte dei ricoveri territoriali dedicati ai pazienti che, affetti da disturbi respiratori complessi del sonno, sono destinati alla cura cronica di queste sindromi attraverso l’utilizzo di presidi quali i ventilatori polmonari domiciliari». Pur avendo lavorato sempre in collaborazione con il servizio sanitario pubblico, l’accreditamento definitivo rilasciato di recente dalla Regione Emilia-Romagna è considerato da Maria Teresa Nobile «un passaggio storico e vincolante», che conferma «lo sforzo qualitativo verso l’eccellenza che la struttura ha sempre perseguito. Villa Pineta si conferma pienamente come parte «La Casa di cura Fogliani è un punto di riferimento per il territorio», commenta il responsabile della struttura Roberto Giusti. «Trovarsi in un contesto sanitario come quello emiliano rappresenta un indubbio valore aggiunto. E incentiva una continua innovazione» In alto, da sinistra: Roberto Giusti, responsabile della Casa di cura prof. Fogliani; un momento di fisioterapia presso la struttura integrante del sevizio sanitario nazionale». Casa di cura prof. Fogliani Il tiepido entusiasmo con cui saluta l’accreditamento definitivo non intende togliergli rilevanza. «È senza dubbio importante. Ma di fatto rappresenta soltanto uno dei passaggi fondamentali di un percorso iniziato a metà degli anni Novanta», è il commento di Roberto Giusti. Nipote del professore Umberto Fogliani, medico chirurgo che nel lontano 1940 pose la prima pietra dell’omonima casa di cura, Giusti oggi regge le sorti di una struttura polispecialistica a vocazione chirurgica da sette milioni di fatturato l’anno. Il suo «soltanto» sembra suggerire che, all’atto pratico, l’attributo «definitivo» non sposti di molto l’agire attuale. La Fogliani è da decenni un punto di riferimento per il territorio. «Trovarsi in un contesto sanitario come quello emiliano rappresenta un indubbio valore aggiunto. E incentiva una continua innovazione», conferma Roberto Giusti. «La costante revisione dei processi aziendali, resa possibile anche dallo sfruttamento tecnologico di un ricco patrimonio informativo sanitario, è per noi conditio sine qua non per restare al passo con i tempi. Tre sono i pilastri su cui, sin dalle origini, si fonda la nostra attività: l’affidabilità dei percorsi diagnostici, chirurgici e terapeutici, l’alta qualità professionale, la capacità di interagire con tutte le componenti dei servizi, siano pubbliche o private». La struttura di via Lana, a due passi dal centro di Mo- OUTLOOK 69 Settori | Sanità privata «Da sanatorio Villa Pineta è stata trasformata in una struttura specializzata nella riabilitazione di pazienti affetti da patologie respiratorie, cardiache, neuromotorie-ortopediche e metaboliche nutrizionali», spiega il direttore sanitario Maria Teresa Nobile, «E recentemente abbiamo aperto un ambulatorio a Modena per offrire i nostri servizi in modo più efficace sul territorio» dena, offre 50 posti letto accreditati, 44 medici, 49 addetti e un sistema informatico all’avanguardia. E, dal 1998, la certificazione di qualità. «Il nuovo modo di pensare l’azienda secondo criteri innovativi è anche conseguenza di questo importante percorso. Oggi infatti, al pari dell’attenzione nei confronti del paziente», aggiunge l’erede di Fogliani, «la qualità dei processi gioca un ruolo fondamentale». Avere tagliato il traguardo dell’accreditamento definitivo pone l’ospedalità privata sullo stesso piano della sanità pubblica, e questo contribuisce a scalzare la diffidenza verso le strutture private che esiste ancora. Il problema Giusti lo spiega così: «Spesso leggo stupore sul volto delle persone: “Ma come, non si paga?”, chiedono quasi incredule. Domanda che mette in evidenza un’informazione piuttosto carente sull’accreditamento delle prestazioni e sui rapporti sinergici tra pubblico e privato in sanità». Urge forse una campagna pubblicitaria ad hoc? il successo della personalità Dal opera nel settore Industriale e dei Servizi con un nucleo di esperti che ha maturato significative professionalità nel campo manageriale. • Consulenza direzionale ed organizzativa • Soluzioni semplici (applicazione del buon senso con rigore metodologico) • Consulenza per lo sviluppo di sistemi qualità con check-up aziendali, interventi completi o mirati ad aree specifiche per il loro miglioramento • Realizzazione e supporto alla certificazione di sistemi integrati (qualità - sicurezza - ambiente - etica) • Realizzazione e supporto alla certificazione etica SA • Igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro (D.Lgs. / e successive modifiche) sistemi di gestione della sicurezza (OHSAS ) • Igiene alimentare: assistenza per gli adempimenti previsti dalla metodologia HACCP • Rapidità • Concretezza (soluzione dei problemi nel rispetto degli obiettivi) • Professionalità (l’uomo giusto per il problema del cliente) • Innovazione • Qualità totale: miglioramento continuo, customer satisfaction, razionalizzazione dell’organizzazione, B.P.R., partecipazione ai premi qualità. 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