Associazione Italiana Maestri Cattolici
Cittadinanza e Costituzione
Anna Maria Bianchi
Firenze, 31 gennaio2009
Decreto 137/08
(convertito in Legge 169/08)
Art. 1.
Cittadinanza e Costituzione
1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad una
sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni
di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate
all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle
conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e
Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storicosociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative
analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.
2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle
risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente.
Le azioni/strategie messe in campo
1.
2.
3.
4.
Affidamento all’ANSAS della promozione di azioni di
sensibilizzazione e aggiornamento dei docenti (2
settembre 2008)
Atto di indirizzo all’Ansas (15 settembre 2008): il tema di
Cittadinanza e Costituzione fra gli impegni prioritari
Predisposizione di uno schema di progetto di
sperimentazione (parere favorevole del Cnpi)
Continui rimandi fra Cittadinanza e Costituzione, lotta
al bullismo, valutazione del comportamento
Il Sole 24 ore 1 agosto 2008
«Cittadinanza e Costituzione». Così verrà chiamata la nuova
materia che dal prossimo anno gli studenti delle scuole
secondarie troveranno accanto a quelle «classiche». In realtà, al
di là della denominazione, non è altro che la «vecchia»
educazione civica. L'insegnamento avrà un voto finale come le
altre, e occuperà 33 ore annuali di lezione.
Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,
al termine del Cdm che ha approvato l'innovazione insieme alla
reintroduzione del 7 in condotta come elemento sufficiente per la
bocciatura. Il ministro ha in qualche modo messo insieme le due
cose. «Non è casuale - ha sottolineato - che l'inserimento della
valutazione del comportamento si affianchi all'introduzione della
disciplina "Cittadinanza e Costituzione", in quanto la diffusione
della cultura della cittadinanza e della conoscenza delle
Istituzioni tra i giovani deve essere inserita a pieno titolo
nell'offerta formativa».
Circolare n. 100 dell’11.12.2008
IL SENSO
Non è rivisitazione dell’educazione civica
Mira a un compiuto e partecipato esercizio dei diritti e dei doveri a
fondamento della convivenza civile
Tiene conto dei fenomeni di bullismo
L’INSERIMENTO NEL CURRICOLO
Da impartire nell’ambito del monte ore delle aree storico-geografica e
storico-sociale (vedi schema di regolamento
In itinere:
- significativi argomenti nelle due aree
- argomenti a valenza trasversale in tutte le discipline
L’ITINERARIO
Dalle esperienze già in atto nelle scuole…
… alla prime prove sperimentali…
… alla sperimentazione diffusa a.s. 2009-10
Un po’ di storia
(con riferimento al Progetto di sperimentazione nazionale)
Educazione civica
Decreto Moro 1958
Integrata con storia
Due ore al mese
Non valutazione a sè
Educazione alla
convivenza civile
Legge delega 53/2000 Sei ambiti di interesse,
tra cui ed. alla
Decreto 59/2004 sul
cittadinanza
primo ciclo
Attività didattica
integrata con altri
insegnamenti
Cittadinanza e
costituzione
Decreto Gelmini
1 ora a settimana
Disciplina autonoma
Quali “pensieri” a base della scelta?
Dal Progetto di sperimentazione nazionale
E’ necessario che gli italiani conoscano e “imparino” la
Costituzione (richiamo del Presidente Napoletano per il
60° della Costituzione)
Nel testo costituzionale sono radicate le competenze di
cittadinanza necessarie per lo sviluppo dei singoli e della
collettività
La disciplina deve avere pari dignità con le altre
(indicatori: spazio occupato nell’orario scolastico,
influenza sulla carriera scolastica degli alunni, rilevanza
sul piano culturale, considerazione sociale)
Nella sua relazione
ha lanciato un
allarme:
si registrano diffuso
disinteresse e molta
ignoranza circa
principi e valori
della nostra
Costituzione.
Alcuni interrogativi
Costituzione e cittadinanza sono sullo stesso piano?
Che senso ha l’ora di cittadinanza o l’ora di legalità? E’
possibile “studiare” la cittadinanza o non si tratta
piuttosto di far respirare e vivere un clima, un’atmosfera
educativa? (Pof, curricolo implicito, patto educativo,
esperienze dirette e indirette…)
Se un alunno dimostra di conoscere le regole e di sapere
che vanno rispettate, basta per avere la garanzia che le
rispetti? Quale rapporto fra verifica delle conoscenze e
valutazione dei comportamenti?
CN - CPR– 11-12 ottobre 2008
100
Aumentano i favorevoli, scompaiono gli
insecisi
Risposte
80
60
40
POSITIVE
61
NEUTRE
12
NEGAT
15
non risp
6
TOTALE
94
20
0
POSITIVE
NEUTRE
NEGATIVE
non risponde
TOTALE
200
Risposte
150
100
50
POSITIVE
156
NEUTRE
0
NEGAT
36
non risp
2
TOTALE
194
0
POSITIVE
NEUTRE
NEGATIVE
non risponde
TOTALE
Potrebbe avere un senso se usato come
DICONO…
deterrente nella scuola secondaria di secondo
grado. Da
solo temo non
restituirà
autorità
…forse
puntualizzare
il discorso
delle
regoleale
del
rispetto
di unaprirà
contratto
formativo
una
corpo
docente,
contenziosi
concon
alcune
certa
chiarezza
può essere
d’aiuto aidel
nostri
famiglie,
non arginerà
il fenomeno
ragazzi;
bullismocertamente tutto non si risolve con un
numero, se non vi è un progetto educativo…
…questo
voto importante
è segno della
responsabilità
delle
La riflessione
dovrà
essere
proprie
azioni
riservata
al come e perché si valuta
anche in questo settore il voto non è lo
Sì dopo unvalido
buon progetto di cittadinanza da
strumento
Non
è certamente
conconcreti
il voto in condotta che si
attivare
con esempi
risolvono i problemi
Va bene
se serveperché
per impostare
Sono
favorevole
incide sulun buon
piano per il rispetto delle regole
comportamento
No perché il bullo non può avere un numero
Può essere
come
voto un deterrente in situazioni
comunque
controllabili
In casi limite non
È
un deterrente
contro il. bullismo
servescuola primaria ha poca importanza e non
Nella
influisce sul comportamento dei bambini…
Parlare di voto in condotta nella scuola primaria
mi fa tornare indietro nel tempo. Lo ritengo
veramente poco pedagogico
Qualche considerazione…
Il comportamento dei ragazzi specie nell’età adolescenziale a volte
crea forti interrogativi e la scuola spesso si sente senza strumenti
per arginare fenomeni che sono da stigmatizzare.
Nasce però il dubbio se il voto in condotta possa, da solo, essere
una risposta. Se questo fosse (e non ce lo auguriamo) sarebbe una
dichiarazione implicita che la scuola abdica al suo compito,
l’educare, per un giudicare che è ben altra cosa.
Educare ad alcuni comportamenti richiede una scuola esemplare
come relazioni umane, etica, rispetto delle regole condivise e
comprese.
CN - CPR– 11-12 ottobre 2008
200
Risposte
150
100
50
POSITIVE
43
NEUTRE
36
NEGAT
13
non risp
2
TOTALE
94
0
POSITIVE
NEUTRE
NEGATIVE
non risponde
TOTALE
Risposte
POSITIVE
114
NEUTRE
0
NEGAT
76
non risp
4
TOTALE
194
Emergono posizioni più nette:
scompaiono gli indecisi, aumentano i
favorevoli ma anche i contrari
DICONO…
…L’educazione alla cittadinanza
non era il cuore del curricolo? E se
l’insegnante
di
..advaoccuparsene
potenziata sarà
e valorizzata
nella
lettere, niente di nuovo, l’ha sempre
scuola
secondaria
fatto, ma è giusto
deresponsabilizzare
gli altri?
Va benissimo si possono
fare molti
Una ripresa è necessaria in quanto
collegamenti
interdisciplinari
sembra che ormai
tutti abbiano
perso il senso civile del rispetto
verso persone e cose
Esisteva già ( con valutazione
specifica di riferimento)
Non è una novità di questo governo
Positivo perché i ragazzi non
conoscono neanche com’è
organizzata la giunta comunale …
Qualche considerazione…
L’attenzione alla Costituzione e alla sua conoscenza è
certamente cosa buona e urgente, anzi avrebbe bisogno di
testimoni adulti e che la applicassero e la rispettassero.
Lascia perplessi “l’ora” di cittadinanza; ricorda un po’ l’ora di
legalità del precedente Ministro. Soluzioni semplicistiche per
situazioni complesse.
Le competenze di cittadinanza del quadro europeo e quelle
previste per il biennio della secondaria di secondo grado
vanno nella direzione di un curricolo di cittadinanza che
chiama in causa l’apporto di tutte le aree e discipline e che
non è certamente riducibile a un’ora affidata a un docente ben
preciso.
Le due logiche
ALTRO
OLTRE
Un altro progetto…
Il progetto di scuola
Scuola 113
Genitorialità diffusa
Pof “a sommatoria”
Un fine condiviso
Chiusura nel presente
Sguardo al futuro
Parcellizzazione della
cultura
Unitarietà della
cultura
Al centro il rispetto
Delle regole
dell’altro
di sè
dell’ambiente
IL DISAGIO
Contrario di benessere
Collasso momentaneo di un progetto esistenziale:
Il mondo mi diventa ostile
Io divento ostile a me stesso
Star male con se stessi e con gli altri:
Vivere in modo frustrante rapporti e situazioni
Essere al livello di guardia nel rapporto io-ambiente
Dove il dialogo non esiste più, entra in
funzione il linguaggio punitivo della
violenza
-verso gli altri
- verso se stessi
Per prevenire
-imparare a riconoscere, denominare,
accettare emozioni e sentimenti anche
socialmente riprovati (rabbia, avversione…)
-Imparare a rispettarsi (i jeans a vita
bassa, alcool, droghe…)
-Imparare ad esigere rispetto dagli
altri ed a chiedere aiuto in situazioni
difficili (bullismo, molestie, abusi)
Ascoltare le emozioni
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Ascoltare le emozioni
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Ascoltare le emozioni
Insegnate a riconoscere e
ad esprimere le emozioni
Fate in modo che non si
vergogni di raccontarvi una
cosa spiacevole che gli è
capitata
Non ridete delle sue paure.
Non minimizzate.
Prendete sul serio le sue
emozioni
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Da un’indagine fra gli alunni del biennio della secondaria
Abusare degli alcolici per voi significa drogarsi?
90
80
70
60
50
Anno 1994
40
Anno 2004
30
20
10
0
Si
No
Non so
Affrontare il disagio
Disagio ≠ sintomo
Informare ≠ formare
Persuadere ≠ dissuadere
L’immagine in sé
è efficace.
Ma se l’abuso di
alcol non è
percepito come
dipendenza,
potrà mai far
presa?
Esempio:
• Stefano è un bambino di 9 anni che
frequenta la 3° elementare. Esile di
corporatura, ha un carattere timido e
riservato. Quasi tutti i giorni durante la
ricreazione, Stefano viene avvicinato e
spintonato da due o tre bambini più
grandi che frequentano la 5 °, i quali
regolarmente lo costringono con la forza a
dare loro la merenda. Stefano non riesce a
difendersi e si vergogna a parlare di questi
episodi.
• Arshad è un ragazzino pakistano di 12
anni.
Inserito
da
poche
settimane
in
seconda media, nella scuola del paese in
cui si appena trasferito insieme ai
genitori. Parole pronunciate in modo
scorretto, a causa della scarsa conoscenza
della lingua italiana, suscitano spesso
l’ilarità
dell’intera
classe,
istigata
dall’atteggiamento provocatorio di un
compagno che si rivolge ad Arshad
dicendo: “Ma come parli? Non sai
parlare!”. Gli insegnanti si accorgono che
anche durante i momenti di gioco il
ragazzino viene preso in giro.
Esempio
• Elena è una bambina di 10 anni che
frequenta
la
5°
elementare.
Da qualche tempo un gruppetto di
compagne diffonde pettegolezzi sul
suo conto e sostiene che non si vesta
alla moda, per allontanarla da Sofia,
l’unica sua amica all’interno della
classe. In seguito a ciò, Elena è
spesso sola ed esclusa dal gruppo
anche nei momenti di gioco.
MIGLIORA LO
STAR BENE
FAVORISCE
ATTEGGIAMENTI
COLLABORATIVI
E COOPERATIVI
CONTRIBISCE ALLA
CREAZIONE DI
UN CLIMA
SCOLASTICO
FAVOREVOLE
ALL’APPRENDIMENTO
LA RIDUZIONE
DEL BULLISMO
RAFFORZA LE VITTIME
E LE TOGLIE
DALL’ISOLAMENTO
COINVOLGE
I GENITORI
SU ASPETTI
EDUCATVI
COSTITUISCE
IL TERRENO
SOCIALE
PER
L’EDUCAZIONE
ALLA
LEGALITA’
CONTRIBUISCE
ALLA
PREVENZIONE
DELLA
DELINQUENZA
Che cosa significa
e che cosa
richiede
educare
ed educarsi
ad evitare
il baratto?
Molestie
Una situazione in cui
tutti i ragazzini
possono trovarsi
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Molestie
Come reagirà?
Dipende da se e come
è stato preparato
a riconoscere
le molestie e il tentativo
di abuso
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Molestie
Come reagiremo?
Dipende da se e come
siamo preparati a
riconoscere le molestie
e siamo disponibili a
intervenire
Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo”
Combattere il drago
Il drago della violenza
immobilizza
Ci vuole un cavaliere che
combatta il drago
L’insegnante appartiene
all’ordine dei cavalieri
Cosa suCCede se…
… la scuola
da luogo
dell’accoglienza e della formazione
diventa
luogo di conflitti?
La crescita del disadattamento
Diminuzione dell’interesse sociale
UTILE
Attivocostruttivo
successo
Scoraggiamento
sociale
INUTILE
Passivocostruttivo
fascino
Meccanismo
per
richiamare
l’attenzione
fastidioso
pigro
ribelle
ostinato
POTERE
dispettoso
passivo
violento
VENDETTA
Senza
speranza
INCAPACITA’
da R. Dreikurs, Psicologia in classe, Ed. Giunti Barbera
Domande guida PER I DOCENTI
Cosa vedo? Cosa sento?
Come “accolgo” dentro di me
la violenza del gesto, della parola,
dell’atteggiamento…?
Quali sono le parole che uso?
Quali sono le mie modalità comunicative?
Accoglienza
Empatia
Congruenza e autenticità
Sono gli elementi che
aiutano a creare un
clima facilitante
Per gestire il conflitto
Imparare a gestire un conflitto significa imparare a
stimolare:
il pensiero analitico,
le capacità comunicative,
nuove conoscenze sulla realtà delle persone,
relazioni sociali,
permettendoci di vedere il valore dell’altro.
Comunicazione educativa
Valore aggiunto
Non fermarsi al piano dei significati, ma arrivare al
piano del senso, coinvolgendo l’allievo sui
versanti psicologico, sociale, morale, umano
Conseguenze
Riferimento a comportamenti, atteggiamenti, valori
Coinvolgimento del docente come persona
Coinvolgimento dell’alunno come protagonista
Il lavoro dell’insegnante…
Manovrare vela e
timone…
Ma è il ragazzo
che ha tra le mani
la propria
formazione e
crescita
Scala di Hart
Iniziativa e
gestione
Decisioni
condivise
Consultati
ed informati
Subordinati ma
ben informati
Rinforzi
Marginali
Manipolazione
Non partecipazione
A quale gradino
ci troviamo
abitualmente
nella pratica
d’aula?
Gradi di partecipazione
Processo
concertato
R. Hart – Unicef Usa 1992
Cosa si
aspettano gli
alunni
Ambienti di
apprendimento
attivi e passivi
Nella classe da turista
a cittadino
Disciplina e
apprendimento
tridimensionale
Studenti
manager
Autodisciplina
Exit Ticket
“Go – Round”
Formulare
regole in
positivo
Cosa gli alunni si aspettano dalla
scuola
L’alunno si aspetta
Quando, dove, come
Di essere degno di
fiducia e rispettato
• Nel prendere decisioni sull’apprendimento
• Nel fare al meglio il proprio lavoro
• Nel parlare con i propri educatori senza
essere trattato dall’alto al basso
Di assumere
responsabilità
•parlando e votando nelle assemblee
scolastiche
• partecipando alla conduzione della classe
Di avere delle scelte
• poter dire cosa pensano di ciò che
imparano
• rendendosi utili alla comunità
…..
….
Ambienti di apprendimento
attivi e passivi
Turista passivo
Cittadino attivo
Eseguono compiti di basso livello
Eseguono progetti in piccolo
gruppo
Lavorano per i fatti loro
Lavorano in gruppo di
apprendimento cooperativo di 2 o
4 elementi
Lavorano su ciò che l’insegnante
ha fornito
Creano nuove idee e materiali
attraverso progetti
Raramente discutono le ragioni
delle loro risposte
Di solito pensano/parlano a voce
alta di come hanno ricavato una
risposta
….
…
Una proposta
Un curricolo
strutturato sulle
competenze
chiave di
cittadinanza
Riferimenti europei

Raccomandazione relativa alle competenze chiave del
Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE per
l’apprendimento permanente così definite:
Comunicazione nella madrelingua
2. Comunicazione nelle lingue straniere
3. Competenza matematica e di base in scienza e
tecnologia
4. Competenza digitale
5. Imparare ad imparare
6. Competenze sociali e civiche
7. Spirito di iniziativa ed imprenditorialità
8. Consapevolezza ed espressione culturale
1.
competenze chiave di
cittadinanza
L’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni
intende favorire il pieno sviluppo della persona
nella costruzione del sé, di corrette e significative
relazioni con gli altri e di una positiva interazione
con la realtà naturale e sociale.
Le otto competenze chiave di cittadinanza








Imparare ad imparare
Progettare
Comunicare
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e responsabile
Risolvere problemi
Individuare collegamenti e relazioni
Acquisire ed interpretare l’informazione
1. Imparare ad imparare

organizzare il proprio apprendimento,
individuando, scegliendo ed utilizzando varie
fonti e varie modalità di informazione e di
formazione (formale, non formale ed
informale), anche in funzione dei tempi
disponibili, delle proprie strategie e del
proprio metodo di studio e di lavoro.
1. Imparare a imparare


Definizione:
Imparare a imparare è l’abilità di perseverare
nell’apprendimento, di organizzare il proprio
apprendimento anche mediante una gestione
efficace del tempo e delle informazioni, sia a
livello individuale che in gruppo.

Questa competenza comprende la
consapevolezza del proprio processo di
apprendimento e dei propri bisogni,
l'identificazione delle opportunità disponibili e
la capacità di sormontare gli ostacoli per
apprendere in modo efficace.

Questa competenza comporta l’acquisizione,
l’elaborazione e l’assimilazione di nuove
conoscenze e abilità come anche la ricerca e
l’uso delle opportunità di orientamento.


Il fatto di imparare a imparare fa sì che i
discenti prendano le mosse da quanto hanno
appreso in precedenza e dalle loro
esperienze di vita per usare e applicare
conoscenze e abilità in tutta una serie di
contesti: a casa, sul lavoro, nell'istruzione e
nella formazione.
La motivazione e la fiducia sono elementi
essenziali perché una persona possa
acquisire tale competenza.
Conoscenze, abilità e attitudini
essenziali legate a tale competenza


Laddove l’apprendimento è finalizzato a particolari
obiettivi lavorativi o di carriera, una persona
dovrebbe essere a conoscenza delle competenze,
conoscenze, abilità e qualifiche richieste.
In tutti i casi imparare a imparare comporta che una
persona conosca e comprenda le proprie strategie
di apprendimento preferite, i punti di forza e i punti
deboli delle proprie abilità e qualifiche e sia in grado
di cercare le opportunità di istruzione e formazione e
gli strumenti di orientamento e/o sostegno disponibili

Le abilità per imparare a imparare richiedono
anzitutto l’acquisizione delle abilità di base come la
lettura, la scrittura e il calcolo e l’uso delle
competenze TIC necessarie per un apprendimento
ulteriore. A partire da tali competenze una persona
dovrebbe essere in grado di acquisire, procurarsi,
elaborare e assimilare nuove conoscenze e abilità.
Ciò comporta una gestione efficace del proprio
apprendimento, della propria carriera e dei propri
schemi lavorativi e, in particolare, la capacità di
perseverare nell’apprendimento, di concentrarsi per
periodi prolungati e di riflettere in modo critico sugli
obiettivi e le finalità dell’apprendimento.


Una persona dovrebbe essere in grado di
consacrare del tempo per apprendere
autonomamente e con autodisciplina, ma
anche per lavorare in modo collaborativo
quale parte del processo di apprendimento,
di cogliere i vantaggi che possono derivare
da un gruppo eterogeneo e di condividere ciò
che ha appreso.
Le persone dovrebbero inoltre essere in
grado di organizzare il proprio
apprendimento, di valutare il proprio lavoro e
di cercare consigli, informazioni e sostegno,
ove necessario

Un’attitudine positiva comprende la motivazione e la
fiducia per perseverare e riuscire nell’apprendimento
lungo tutto l’arco della vita.

Un’attitudine ad affrontare i problemi per risolverli
serve sia per il processo di apprendimento stesso
sia per poter gestire gli ostacoli e il cambiamento.

Il desiderio di applicare quanto si è appreso in
precedenza e le proprie esperienze di vita nonché la
curiosità di cercare nuove opportunità di apprendere
e di applicare l’apprendimento in una gamma di
contesti della vita sono elementi essenziali di
un’attitudine positiva
“imparare ad imparare”
(curvatura sull’apprendimento)
1. Perseverare e organizzare il proprio
apprendimento sia a livello
individuale che in gruppo
2. Consapevolezza del proprio
processo di apprendimento e dei
propri bisogni
3. Capacità di identificare le
opportunità e di sormontare gli
ostacoli per apprendere in modo
efficace
4. Conoscere e comprendere le proprie
strategie di apprendimento
preferite, i propri punti di forza e
di debolezza.
5. Valutare il proprio operato …
“imparare ad imparare”
(curvatura sull’insegnamento)
1. Come facilitare l’acquisizione,
elaborazione, l’assimilazione di
nuove conoscenze e abilità
utilizzando l’ottica della ricerca e
dell’orientamento?
2. Come incentivare l’uso delle
conoscenze e abilità nei diversi
contesti?
3. Come favorire la motivazione e la
fiducia, elementi essenziali per
apprendere ad apprendere?
4. Come alimentare l’attitudine ad
affrontare i problemi per risolverli?
Concetti chiave
Indicazioni per il curricolo
Cosa dicono a riguardo?
“Imparare ad imparare”
(curvatura sull’insegnamento)
1. Come facilitare
l’acquisizione, l’elaborazione e
l’assimilazione di nuove
conoscenze e abilità utilizzando
l’ottica della ricerca e
dell’orientamento?
2. Come incentivare l’uso delle
conoscenze e abilità nei diversi
contesti?
3. Come favorire la
motivazione e la fiducia,
elementi essenziali per
apprendere ad apprendere?
4. Come alimentare l’attitudine
ad affrontare i problemi per
risolverli?
Cosa dice l’esperienza
conservare/
rafforzare
modificare/
eliminare
Competenza come mobilitazione
Esempio: Imparare ad imparare
Come concorrere?
a)
affiancando l’alunno nel processo già in atto;
b) offrendo la possibilità di:

Scoprirsi (META-COGNI-EMOZIONE)

Scoprire gli strumenti, i linguaggi, i saperi;

Scoprire gli altri e con gli altri
c) …
LINEE PORTANTI DELLA PROPOSTA
1.Riflettere
sulle singole competenze
per vederne la declinazione
(trovare per ognuna gli
“indicatori” essenziali
sull’esempio fatto nel percorso
per “imparare ad imparare”)
LINEE PORTANTI DELLA PROPOSTA
2. Costruire
sugli indicatori essenziali
“moduli” da condividere
che costituiscono tratti del
curricolo.
CAUTELA DA PRENDERE
andare per avvicinamenti successivi
e graduali (non prendere in carico
l’intero subito )
Quali vantaggi per l’alunno?
a) interviene come soggetto attivo del processo di
costruzione dell’essere persona;
b) acquista consapevolezza di intervenire sempre
con tutto se stesso;
c) si sente accolto nella sua singolarità e totalità.
d) attiva autovalutazione
Quali vantaggi per l’insegnante?
a) Ha elementi condivisi per “osservare” lo
sviluppo del processo messo in atto dagli alunni
b) Trova strumenti per mettere in dialogo campi,
areee, discipline
c) È facilitato nella valutazione
Quali vantaggi per la scuola?
1. Mettere realmente l’alunno al centro.
2. Adottare un orientamento didattico che lo consenta.
3. Dare l’attrezzatura perché l’alunno, autonomamente,
dal suo punto di vista/ dalla sua singolarità, possa
vivere pienamente nella società complessa.
4. Considerare che l’incremento di condizioni motivanti
all’apprendimento facilita anche le condizioni
dell’insegnamento.
Quindi…


Non è tanto questione di tematiche,
quanto questione di modalità, che
fanno lo “stile”, il clima di una scuola
Lo “stile” cooperativo, di collegialità, di
continuità, è la “marca” che la scuola
potrebbe assumere in ogni
iniziativa/attività in qualsiasi dimensione
E adesso tocca a voi continuare…..
Decisioni da assumere nel Collegio dei Docenti
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Cittadinanza e Costituzione