Associazione Italiana Maestri Cattolici Cittadinanza e Costituzione Anna Maria Bianchi Firenze, 31 gennaio2009 Decreto 137/08 (convertito in Legge 169/08) Art. 1. Cittadinanza e Costituzione 1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storicosociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia. 2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Le azioni/strategie messe in campo 1. 2. 3. 4. Affidamento all’ANSAS della promozione di azioni di sensibilizzazione e aggiornamento dei docenti (2 settembre 2008) Atto di indirizzo all’Ansas (15 settembre 2008): il tema di Cittadinanza e Costituzione fra gli impegni prioritari Predisposizione di uno schema di progetto di sperimentazione (parere favorevole del Cnpi) Continui rimandi fra Cittadinanza e Costituzione, lotta al bullismo, valutazione del comportamento Il Sole 24 ore 1 agosto 2008 «Cittadinanza e Costituzione». Così verrà chiamata la nuova materia che dal prossimo anno gli studenti delle scuole secondarie troveranno accanto a quelle «classiche». In realtà, al di là della denominazione, non è altro che la «vecchia» educazione civica. L'insegnamento avrà un voto finale come le altre, e occuperà 33 ore annuali di lezione. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al termine del Cdm che ha approvato l'innovazione insieme alla reintroduzione del 7 in condotta come elemento sufficiente per la bocciatura. Il ministro ha in qualche modo messo insieme le due cose. «Non è casuale - ha sottolineato - che l'inserimento della valutazione del comportamento si affianchi all'introduzione della disciplina "Cittadinanza e Costituzione", in quanto la diffusione della cultura della cittadinanza e della conoscenza delle Istituzioni tra i giovani deve essere inserita a pieno titolo nell'offerta formativa». Circolare n. 100 dell’11.12.2008 IL SENSO Non è rivisitazione dell’educazione civica Mira a un compiuto e partecipato esercizio dei diritti e dei doveri a fondamento della convivenza civile Tiene conto dei fenomeni di bullismo L’INSERIMENTO NEL CURRICOLO Da impartire nell’ambito del monte ore delle aree storico-geografica e storico-sociale (vedi schema di regolamento In itinere: - significativi argomenti nelle due aree - argomenti a valenza trasversale in tutte le discipline L’ITINERARIO Dalle esperienze già in atto nelle scuole… … alla prime prove sperimentali… … alla sperimentazione diffusa a.s. 2009-10 Un po’ di storia (con riferimento al Progetto di sperimentazione nazionale) Educazione civica Decreto Moro 1958 Integrata con storia Due ore al mese Non valutazione a sè Educazione alla convivenza civile Legge delega 53/2000 Sei ambiti di interesse, tra cui ed. alla Decreto 59/2004 sul cittadinanza primo ciclo Attività didattica integrata con altri insegnamenti Cittadinanza e costituzione Decreto Gelmini 1 ora a settimana Disciplina autonoma Quali “pensieri” a base della scelta? Dal Progetto di sperimentazione nazionale E’ necessario che gli italiani conoscano e “imparino” la Costituzione (richiamo del Presidente Napoletano per il 60° della Costituzione) Nel testo costituzionale sono radicate le competenze di cittadinanza necessarie per lo sviluppo dei singoli e della collettività La disciplina deve avere pari dignità con le altre (indicatori: spazio occupato nell’orario scolastico, influenza sulla carriera scolastica degli alunni, rilevanza sul piano culturale, considerazione sociale) Nella sua relazione ha lanciato un allarme: si registrano diffuso disinteresse e molta ignoranza circa principi e valori della nostra Costituzione. Alcuni interrogativi Costituzione e cittadinanza sono sullo stesso piano? Che senso ha l’ora di cittadinanza o l’ora di legalità? E’ possibile “studiare” la cittadinanza o non si tratta piuttosto di far respirare e vivere un clima, un’atmosfera educativa? (Pof, curricolo implicito, patto educativo, esperienze dirette e indirette…) Se un alunno dimostra di conoscere le regole e di sapere che vanno rispettate, basta per avere la garanzia che le rispetti? Quale rapporto fra verifica delle conoscenze e valutazione dei comportamenti? CN - CPR– 11-12 ottobre 2008 100 Aumentano i favorevoli, scompaiono gli insecisi Risposte 80 60 40 POSITIVE 61 NEUTRE 12 NEGAT 15 non risp 6 TOTALE 94 20 0 POSITIVE NEUTRE NEGATIVE non risponde TOTALE 200 Risposte 150 100 50 POSITIVE 156 NEUTRE 0 NEGAT 36 non risp 2 TOTALE 194 0 POSITIVE NEUTRE NEGATIVE non risponde TOTALE Potrebbe avere un senso se usato come DICONO… deterrente nella scuola secondaria di secondo grado. Da solo temo non restituirà autorità …forse puntualizzare il discorso delle regoleale del rispetto di unaprirà contratto formativo una corpo docente, contenziosi concon alcune certa chiarezza può essere d’aiuto aidel nostri famiglie, non arginerà il fenomeno ragazzi; bullismocertamente tutto non si risolve con un numero, se non vi è un progetto educativo… …questo voto importante è segno della responsabilità delle La riflessione dovrà essere proprie azioni riservata al come e perché si valuta anche in questo settore il voto non è lo Sì dopo unvalido buon progetto di cittadinanza da strumento Non è certamente conconcreti il voto in condotta che si attivare con esempi risolvono i problemi Va bene se serveperché per impostare Sono favorevole incide sulun buon piano per il rispetto delle regole comportamento No perché il bullo non può avere un numero Può essere come voto un deterrente in situazioni comunque controllabili In casi limite non È un deterrente contro il. bullismo servescuola primaria ha poca importanza e non Nella influisce sul comportamento dei bambini… Parlare di voto in condotta nella scuola primaria mi fa tornare indietro nel tempo. Lo ritengo veramente poco pedagogico Qualche considerazione… Il comportamento dei ragazzi specie nell’età adolescenziale a volte crea forti interrogativi e la scuola spesso si sente senza strumenti per arginare fenomeni che sono da stigmatizzare. Nasce però il dubbio se il voto in condotta possa, da solo, essere una risposta. Se questo fosse (e non ce lo auguriamo) sarebbe una dichiarazione implicita che la scuola abdica al suo compito, l’educare, per un giudicare che è ben altra cosa. Educare ad alcuni comportamenti richiede una scuola esemplare come relazioni umane, etica, rispetto delle regole condivise e comprese. CN - CPR– 11-12 ottobre 2008 200 Risposte 150 100 50 POSITIVE 43 NEUTRE 36 NEGAT 13 non risp 2 TOTALE 94 0 POSITIVE NEUTRE NEGATIVE non risponde TOTALE Risposte POSITIVE 114 NEUTRE 0 NEGAT 76 non risp 4 TOTALE 194 Emergono posizioni più nette: scompaiono gli indecisi, aumentano i favorevoli ma anche i contrari DICONO… …L’educazione alla cittadinanza non era il cuore del curricolo? E se l’insegnante di ..advaoccuparsene potenziata sarà e valorizzata nella lettere, niente di nuovo, l’ha sempre scuola secondaria fatto, ma è giusto deresponsabilizzare gli altri? Va benissimo si possono fare molti Una ripresa è necessaria in quanto collegamenti interdisciplinari sembra che ormai tutti abbiano perso il senso civile del rispetto verso persone e cose Esisteva già ( con valutazione specifica di riferimento) Non è una novità di questo governo Positivo perché i ragazzi non conoscono neanche com’è organizzata la giunta comunale … Qualche considerazione… L’attenzione alla Costituzione e alla sua conoscenza è certamente cosa buona e urgente, anzi avrebbe bisogno di testimoni adulti e che la applicassero e la rispettassero. Lascia perplessi “l’ora” di cittadinanza; ricorda un po’ l’ora di legalità del precedente Ministro. Soluzioni semplicistiche per situazioni complesse. Le competenze di cittadinanza del quadro europeo e quelle previste per il biennio della secondaria di secondo grado vanno nella direzione di un curricolo di cittadinanza che chiama in causa l’apporto di tutte le aree e discipline e che non è certamente riducibile a un’ora affidata a un docente ben preciso. Le due logiche ALTRO OLTRE Un altro progetto… Il progetto di scuola Scuola 113 Genitorialità diffusa Pof “a sommatoria” Un fine condiviso Chiusura nel presente Sguardo al futuro Parcellizzazione della cultura Unitarietà della cultura Al centro il rispetto Delle regole dell’altro di sè dell’ambiente IL DISAGIO Contrario di benessere Collasso momentaneo di un progetto esistenziale: Il mondo mi diventa ostile Io divento ostile a me stesso Star male con se stessi e con gli altri: Vivere in modo frustrante rapporti e situazioni Essere al livello di guardia nel rapporto io-ambiente Dove il dialogo non esiste più, entra in funzione il linguaggio punitivo della violenza -verso gli altri - verso se stessi Per prevenire -imparare a riconoscere, denominare, accettare emozioni e sentimenti anche socialmente riprovati (rabbia, avversione…) -Imparare a rispettarsi (i jeans a vita bassa, alcool, droghe…) -Imparare ad esigere rispetto dagli altri ed a chiedere aiuto in situazioni difficili (bullismo, molestie, abusi) Ascoltare le emozioni Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Ascoltare le emozioni Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Ascoltare le emozioni Insegnate a riconoscere e ad esprimere le emozioni Fate in modo che non si vergogni di raccontarvi una cosa spiacevole che gli è capitata Non ridete delle sue paure. Non minimizzate. Prendete sul serio le sue emozioni Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Da un’indagine fra gli alunni del biennio della secondaria Abusare degli alcolici per voi significa drogarsi? 90 80 70 60 50 Anno 1994 40 Anno 2004 30 20 10 0 Si No Non so Affrontare il disagio Disagio ≠ sintomo Informare ≠ formare Persuadere ≠ dissuadere L’immagine in sé è efficace. Ma se l’abuso di alcol non è percepito come dipendenza, potrà mai far presa? Esempio: • Stefano è un bambino di 9 anni che frequenta la 3° elementare. Esile di corporatura, ha un carattere timido e riservato. Quasi tutti i giorni durante la ricreazione, Stefano viene avvicinato e spintonato da due o tre bambini più grandi che frequentano la 5 °, i quali regolarmente lo costringono con la forza a dare loro la merenda. Stefano non riesce a difendersi e si vergogna a parlare di questi episodi. • Arshad è un ragazzino pakistano di 12 anni. Inserito da poche settimane in seconda media, nella scuola del paese in cui si appena trasferito insieme ai genitori. Parole pronunciate in modo scorretto, a causa della scarsa conoscenza della lingua italiana, suscitano spesso l’ilarità dell’intera classe, istigata dall’atteggiamento provocatorio di un compagno che si rivolge ad Arshad dicendo: “Ma come parli? Non sai parlare!”. Gli insegnanti si accorgono che anche durante i momenti di gioco il ragazzino viene preso in giro. Esempio • Elena è una bambina di 10 anni che frequenta la 5° elementare. Da qualche tempo un gruppetto di compagne diffonde pettegolezzi sul suo conto e sostiene che non si vesta alla moda, per allontanarla da Sofia, l’unica sua amica all’interno della classe. In seguito a ciò, Elena è spesso sola ed esclusa dal gruppo anche nei momenti di gioco. MIGLIORA LO STAR BENE FAVORISCE ATTEGGIAMENTI COLLABORATIVI E COOPERATIVI CONTRIBISCE ALLA CREAZIONE DI UN CLIMA SCOLASTICO FAVOREVOLE ALL’APPRENDIMENTO LA RIDUZIONE DEL BULLISMO RAFFORZA LE VITTIME E LE TOGLIE DALL’ISOLAMENTO COINVOLGE I GENITORI SU ASPETTI EDUCATVI COSTITUISCE IL TERRENO SOCIALE PER L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’ CONTRIBUISCE ALLA PREVENZIONE DELLA DELINQUENZA Che cosa significa e che cosa richiede educare ed educarsi ad evitare il baratto? Molestie Una situazione in cui tutti i ragazzini possono trovarsi Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Molestie Come reagirà? Dipende da se e come è stato preparato a riconoscere le molestie e il tentativo di abuso Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Molestie Come reagiremo? Dipende da se e come siamo preparati a riconoscere le molestie e siamo disponibili a intervenire Immagine tratta da G. Franchini, G. Maiolo, “Attenti al lupo cattivo” Combattere il drago Il drago della violenza immobilizza Ci vuole un cavaliere che combatta il drago L’insegnante appartiene all’ordine dei cavalieri Cosa suCCede se… … la scuola da luogo dell’accoglienza e della formazione diventa luogo di conflitti? La crescita del disadattamento Diminuzione dell’interesse sociale UTILE Attivocostruttivo successo Scoraggiamento sociale INUTILE Passivocostruttivo fascino Meccanismo per richiamare l’attenzione fastidioso pigro ribelle ostinato POTERE dispettoso passivo violento VENDETTA Senza speranza INCAPACITA’ da R. Dreikurs, Psicologia in classe, Ed. Giunti Barbera Domande guida PER I DOCENTI Cosa vedo? Cosa sento? Come “accolgo” dentro di me la violenza del gesto, della parola, dell’atteggiamento…? Quali sono le parole che uso? Quali sono le mie modalità comunicative? Accoglienza Empatia Congruenza e autenticità Sono gli elementi che aiutano a creare un clima facilitante Per gestire il conflitto Imparare a gestire un conflitto significa imparare a stimolare: il pensiero analitico, le capacità comunicative, nuove conoscenze sulla realtà delle persone, relazioni sociali, permettendoci di vedere il valore dell’altro. Comunicazione educativa Valore aggiunto Non fermarsi al piano dei significati, ma arrivare al piano del senso, coinvolgendo l’allievo sui versanti psicologico, sociale, morale, umano Conseguenze Riferimento a comportamenti, atteggiamenti, valori Coinvolgimento del docente come persona Coinvolgimento dell’alunno come protagonista Il lavoro dell’insegnante… Manovrare vela e timone… Ma è il ragazzo che ha tra le mani la propria formazione e crescita Scala di Hart Iniziativa e gestione Decisioni condivise Consultati ed informati Subordinati ma ben informati Rinforzi Marginali Manipolazione Non partecipazione A quale gradino ci troviamo abitualmente nella pratica d’aula? Gradi di partecipazione Processo concertato R. Hart – Unicef Usa 1992 Cosa si aspettano gli alunni Ambienti di apprendimento attivi e passivi Nella classe da turista a cittadino Disciplina e apprendimento tridimensionale Studenti manager Autodisciplina Exit Ticket “Go – Round” Formulare regole in positivo Cosa gli alunni si aspettano dalla scuola L’alunno si aspetta Quando, dove, come Di essere degno di fiducia e rispettato • Nel prendere decisioni sull’apprendimento • Nel fare al meglio il proprio lavoro • Nel parlare con i propri educatori senza essere trattato dall’alto al basso Di assumere responsabilità •parlando e votando nelle assemblee scolastiche • partecipando alla conduzione della classe Di avere delle scelte • poter dire cosa pensano di ciò che imparano • rendendosi utili alla comunità ….. …. Ambienti di apprendimento attivi e passivi Turista passivo Cittadino attivo Eseguono compiti di basso livello Eseguono progetti in piccolo gruppo Lavorano per i fatti loro Lavorano in gruppo di apprendimento cooperativo di 2 o 4 elementi Lavorano su ciò che l’insegnante ha fornito Creano nuove idee e materiali attraverso progetti Raramente discutono le ragioni delle loro risposte Di solito pensano/parlano a voce alta di come hanno ricavato una risposta …. … Una proposta Un curricolo strutturato sulle competenze chiave di cittadinanza Riferimenti europei Raccomandazione relativa alle competenze chiave del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE per l’apprendimento permanente così definite: Comunicazione nella madrelingua 2. Comunicazione nelle lingue straniere 3. Competenza matematica e di base in scienza e tecnologia 4. Competenza digitale 5. Imparare ad imparare 6. Competenze sociali e civiche 7. Spirito di iniziativa ed imprenditorialità 8. Consapevolezza ed espressione culturale 1. competenze chiave di cittadinanza L’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni intende favorire il pieno sviluppo della persona nella costruzione del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà naturale e sociale. Le otto competenze chiave di cittadinanza Imparare ad imparare Progettare Comunicare Collaborare e partecipare Agire in modo autonomo e responsabile Risolvere problemi Individuare collegamenti e relazioni Acquisire ed interpretare l’informazione 1. Imparare ad imparare organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro. 1. Imparare a imparare Definizione: Imparare a imparare è l’abilità di perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello individuale che in gruppo. Questa competenza comprende la consapevolezza del proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni, l'identificazione delle opportunità disponibili e la capacità di sormontare gli ostacoli per apprendere in modo efficace. Questa competenza comporta l’acquisizione, l’elaborazione e l’assimilazione di nuove conoscenze e abilità come anche la ricerca e l’uso delle opportunità di orientamento. Il fatto di imparare a imparare fa sì che i discenti prendano le mosse da quanto hanno appreso in precedenza e dalle loro esperienze di vita per usare e applicare conoscenze e abilità in tutta una serie di contesti: a casa, sul lavoro, nell'istruzione e nella formazione. La motivazione e la fiducia sono elementi essenziali perché una persona possa acquisire tale competenza. Conoscenze, abilità e attitudini essenziali legate a tale competenza Laddove l’apprendimento è finalizzato a particolari obiettivi lavorativi o di carriera, una persona dovrebbe essere a conoscenza delle competenze, conoscenze, abilità e qualifiche richieste. In tutti i casi imparare a imparare comporta che una persona conosca e comprenda le proprie strategie di apprendimento preferite, i punti di forza e i punti deboli delle proprie abilità e qualifiche e sia in grado di cercare le opportunità di istruzione e formazione e gli strumenti di orientamento e/o sostegno disponibili Le abilità per imparare a imparare richiedono anzitutto l’acquisizione delle abilità di base come la lettura, la scrittura e il calcolo e l’uso delle competenze TIC necessarie per un apprendimento ulteriore. A partire da tali competenze una persona dovrebbe essere in grado di acquisire, procurarsi, elaborare e assimilare nuove conoscenze e abilità. Ciò comporta una gestione efficace del proprio apprendimento, della propria carriera e dei propri schemi lavorativi e, in particolare, la capacità di perseverare nell’apprendimento, di concentrarsi per periodi prolungati e di riflettere in modo critico sugli obiettivi e le finalità dell’apprendimento. Una persona dovrebbe essere in grado di consacrare del tempo per apprendere autonomamente e con autodisciplina, ma anche per lavorare in modo collaborativo quale parte del processo di apprendimento, di cogliere i vantaggi che possono derivare da un gruppo eterogeneo e di condividere ciò che ha appreso. Le persone dovrebbero inoltre essere in grado di organizzare il proprio apprendimento, di valutare il proprio lavoro e di cercare consigli, informazioni e sostegno, ove necessario Un’attitudine positiva comprende la motivazione e la fiducia per perseverare e riuscire nell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Un’attitudine ad affrontare i problemi per risolverli serve sia per il processo di apprendimento stesso sia per poter gestire gli ostacoli e il cambiamento. Il desiderio di applicare quanto si è appreso in precedenza e le proprie esperienze di vita nonché la curiosità di cercare nuove opportunità di apprendere e di applicare l’apprendimento in una gamma di contesti della vita sono elementi essenziali di un’attitudine positiva “imparare ad imparare” (curvatura sull’apprendimento) 1. Perseverare e organizzare il proprio apprendimento sia a livello individuale che in gruppo 2. Consapevolezza del proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni 3. Capacità di identificare le opportunità e di sormontare gli ostacoli per apprendere in modo efficace 4. Conoscere e comprendere le proprie strategie di apprendimento preferite, i propri punti di forza e di debolezza. 5. Valutare il proprio operato … “imparare ad imparare” (curvatura sull’insegnamento) 1. Come facilitare l’acquisizione, elaborazione, l’assimilazione di nuove conoscenze e abilità utilizzando l’ottica della ricerca e dell’orientamento? 2. Come incentivare l’uso delle conoscenze e abilità nei diversi contesti? 3. Come favorire la motivazione e la fiducia, elementi essenziali per apprendere ad apprendere? 4. Come alimentare l’attitudine ad affrontare i problemi per risolverli? Concetti chiave Indicazioni per il curricolo Cosa dicono a riguardo? “Imparare ad imparare” (curvatura sull’insegnamento) 1. Come facilitare l’acquisizione, l’elaborazione e l’assimilazione di nuove conoscenze e abilità utilizzando l’ottica della ricerca e dell’orientamento? 2. Come incentivare l’uso delle conoscenze e abilità nei diversi contesti? 3. Come favorire la motivazione e la fiducia, elementi essenziali per apprendere ad apprendere? 4. Come alimentare l’attitudine ad affrontare i problemi per risolverli? Cosa dice l’esperienza conservare/ rafforzare modificare/ eliminare Competenza come mobilitazione Esempio: Imparare ad imparare Come concorrere? a) affiancando l’alunno nel processo già in atto; b) offrendo la possibilità di: Scoprirsi (META-COGNI-EMOZIONE) Scoprire gli strumenti, i linguaggi, i saperi; Scoprire gli altri e con gli altri c) … LINEE PORTANTI DELLA PROPOSTA 1.Riflettere sulle singole competenze per vederne la declinazione (trovare per ognuna gli “indicatori” essenziali sull’esempio fatto nel percorso per “imparare ad imparare”) LINEE PORTANTI DELLA PROPOSTA 2. Costruire sugli indicatori essenziali “moduli” da condividere che costituiscono tratti del curricolo. CAUTELA DA PRENDERE andare per avvicinamenti successivi e graduali (non prendere in carico l’intero subito ) Quali vantaggi per l’alunno? a) interviene come soggetto attivo del processo di costruzione dell’essere persona; b) acquista consapevolezza di intervenire sempre con tutto se stesso; c) si sente accolto nella sua singolarità e totalità. d) attiva autovalutazione Quali vantaggi per l’insegnante? a) Ha elementi condivisi per “osservare” lo sviluppo del processo messo in atto dagli alunni b) Trova strumenti per mettere in dialogo campi, areee, discipline c) È facilitato nella valutazione Quali vantaggi per la scuola? 1. Mettere realmente l’alunno al centro. 2. Adottare un orientamento didattico che lo consenta. 3. Dare l’attrezzatura perché l’alunno, autonomamente, dal suo punto di vista/ dalla sua singolarità, possa vivere pienamente nella società complessa. 4. Considerare che l’incremento di condizioni motivanti all’apprendimento facilita anche le condizioni dell’insegnamento. Quindi… Non è tanto questione di tematiche, quanto questione di modalità, che fanno lo “stile”, il clima di una scuola Lo “stile” cooperativo, di collegialità, di continuità, è la “marca” che la scuola potrebbe assumere in ogni iniziativa/attività in qualsiasi dimensione E adesso tocca a voi continuare….. Decisioni da assumere nel Collegio dei Docenti