FONDAZIONE TEATRO
COMUNALE CITTÀ DI
VICENZA
PIANO DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Rev.
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DELLA CORRUZIONE
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INDICE DEL P.T.P.C.
1. PREMESSA................................................................................................................................ 3
2. REDAZIONE E CONTENUTO DEL P.P.C. ................................................................................. 3
3. IL RESPONSABILE PER L’ATTUAZIONE e la VIGILANZA DEL PIANO ................................. 4
4. IDENTIFICAZIONE delle AREE a RISCHIO CORRUZIONE ...................................................... 5
5. PRINCIPI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO ........................................................................... 6
6. PROCEDURE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO ............................................................. 8
7. FLUSSI INFORMATIVI VERSO L’AUTORITA’ DI CONTROLLO............................................... 9
8. PROGRAMMAZIONE DELLA FORMAZIONE ......................................................................... 10
9. AGGIORNAMENTO DEL PIANO ............................................................................................. 10
10. SISTEMA DISCIPLINARE ...................................................................................................... 11
11. TRASPARENZA ..................................................................................................................... 11
12. INCONFERIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ PER POSIZIONI DIRIGENZIALI ........................ 12
13. VERIFICHE IN MERITO ALLA SUSSISTENZA DI EVENTUALI PRECEDENTI PENALI A
CARICO DEI DIPENDENTI E/O DEI SOGGETTI CUI CONFERIRE INCARICHI ......................... 13
14. CRONOPROGRAMMA .......................................................................................................... 13
Allegato 1 – Piano Prevenzione della Corruzione - Identificazione e Valutazione del Rischio
Corruzione ................................................................................................................................... 14
Allegato 2 – Programma triennale per la trasparenza e l’integrità .......................................... 14
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1. PREMESSA
Nata nel 2007, la FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ
DI
VICENZA ha quale scopo
principale, anche attraverso la gestione dell’omonimo Teatro, la diffusione delle arti
teatrali, della prosa, della musica e della danza e, più in generale, di tutte le forme dello
spettacolo, favorendo la crescita culturale della comunità cittadina.
Costituita inizialmente dalla Regione Veneto, dal Comune di Vicenza, dall’Associazione
Industriali della Provincia di Vicenza e dalla Banca Popolare di Vicenza s.c.p.a., dal 2012
anche la Fondazione CARIVERONA rientra tra i soci della FONDAZIONE TEATRO COMUNALE
CITTÀ DI VICENZA.
FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTA
DI
VICENZA è stata chiamata dal socio REGIONE
VENETO a trasmettere, entro il 30 giugno 2015, il Piano di Prevenzione della Corruzione
con individuazione del Responsabile dell’attuazione del Piano medesimo, secondo le
indicazioni previste per gli enti di diritto privato in controllo pubblico, nel PIANO NAZIONALE
ANTICORRUZIONE (P.N.A.), diramato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della Funzione Pubblica – CIVIT e reperibile sul sito della Autorità Nazionale
Anti Corruzione (ANAC).
In conformità a quanto previsto della Legge 6 Novembre 2012 n.190 e al Piano Nazionale
Anti Corruzione (P.N.A.), la Fondazione ha adottato il presente Piano per la prevenzione
della corruzione (P.P.C.), con riferimento in particolare alle attività di pubblico interesse
esercitate.
Secondo le indicazioni del P.N.A., avendo la Fondazione adottato un proprio Modello
di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi degli artt. 6 e 7 del D.Lgs. 231/2001
(“Modello 231”), il presente Piano per la prevenzione della corruzione fa perno sul
Modello 231, estendendone l’ambito di applicazione anche a tutti i reati considerati
dalla L. 190/2012, dal lato attivo e passivo.
2. REDAZIONE E CONTENUTO DEL P.P.C.
Il presente Piano, che si integra nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex
D.Lgs. 231/2001, si articola secondo le indicazioni contenute nel P.N.A., oltre che nella
individuazione del Responsabile per l’attuazione e la vigilanza del Piano, in:
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analisi delle aree a maggior rischio di corruzione valutate in relazione al contesto
dell’attività e alle funzioni dell’ente;
-
programmazione delle attività di formazione, con particolare attenzione alle aree a
maggior rischio di corruzione;
-
procedure per l’attuazione delle decisioni in relazione al rischio di fenomeni
corruttivi;
-
modalità di gestione delle risorse umane e finanziarie idonee ad impedire la
commissione dei reati;
-
codice di comportamento per i dipendenti ed i collaboratori, che include la
regolazione dei casi di conflitto di interesse;
-
procedure per l’aggiornamento;
-
flussi informativi nei confronti del Responsabile per l’attuazione del Piano e verso
l’amministrazione vigilante;
-
sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate
nel Piano attività volte a garantire il rispetto del principio di trasparenza delle
informazioni e dei dati richiesti dalla legge.
3. IL RESPONSABILE PER L’ATTUAZIONE e la VIGILANZA DEL PIANO
Con delibera del CdA del 10 giugno 2015 è stato individuato e nominato il sig. Pier
Giacomo Cirella
quale Responsabile per l’attuazione e la vigilanza del Piano della
Prevenzione della Corruzione per la FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ DI VICENZA. Allo
stesso compete l’attuazione e la vigilanza del Piano di Prevenzione della corruzione per
l’intera vigenza del medesimo e fino a diversa decisione dell’Organo amministrativo,
nonché l’attuazione e vigilanza del Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità,
rivestendo altresì la qualifica di Responsabile per la Trasparenza.
Al Responsabile del Piano vengono riconosciuti poteri di vigilanza sull’attuazione effettiva
delle misure nonché di proposta delle integrazioni e delle modifiche del Piano ritenute più
opportune.
L’omessa vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza del Piano, nonché sul controllo in
caso di ripetute violazioni del Piano, comporta responsabilità, non solamente di tipo
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disciplinare, in capo al Responsabile per l’attuazione e la vigilanza del Piano della
Prevenzione della Corruzione.
Nel rispetto di quanto consentito dall’articolo 6, comma 4 bis del D.Lgs. 231/2001, la
Fondazione, con delibera del CdA del 10 giugno 2015 ha istituito un proprio Organismo di
Vigilanza, attualmente composto dai Signori ………………, ………….. L’Organismo di
Vigilanza è incaricato di effettuare controlli in relazione alla aree di rischio reato individuate
nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, tra cui rientrano anche quelli
concernenti reati contro la Pubblica Amministrazione. Dell’esito dei suddetti controlli
l’Organismo di Vigilanza riferirà non solo al Consiglio di Amministrazione, ma anche al
Responsabile per l’attuazione e la vigilanza del Piano della Prevenzione della Corruzione.
4. IDENTIFICAZIONE delle AREE a RISCHIO CORRUZIONE
In relazione alla tipologia di attività svolte dalla Fondazione, si ritiene che le aree di rischio
più significative siano già state articolate e analizzate nell’ambito della fase di costruzione
e redazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001. In
particolare, la Parte Speciale A del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo
deve intendersi richiamata integralmente nel presente piano.
Ad integrazione della suddetta Parte Speciale A del Modello di Organizzazione, Gestione
e Controllo, con riferimento a quanto previsto dal P.N.A. e con specifico riferimento alle
aree di rischio obbligatorie applicabili anche agli enti privati sottoposti a controllo pubblico
(cfr. Allegato 2 P.N.A.), si sono considerate le seguenti:
A)
Area acquisizione e progressione del personale
1. Reclutamento personale
2. Progressioni di carriera
3. Conferimento di incarichi di collaborazione (incluse consulenze e incarichi libero
professionali)
B)
Area affidamento di lavori, servizi e forniture
1. Definizione dell’oggetto dell’affidamento
2. Individuazione dello strumento/istituto per l’affidamento
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3. Requisiti di qualificazione
4. Requisiti di aggiudicazione
5. Valutazione delle offerte
6. Verifica dell’eventuale anomalia delle offerte
7. Affidamenti diretti
8. Revoca del bando
9. Redazione del cronoprogramma
10. Varianti in corso di esecuzione del contratto
11. Subappalto
12. Utilizzo di rimedi di risoluzione delle controversie alternativi a quelli
giurisdizionali durante la fase di esecuzione del contratto
13. Controversie durante l’esecuzione del contratto
C)
Area Produzione e Offerta culturale
1. Erogazione servizi culturali nei diversi ambiti di attività
2. Gestione finanziamenti
L’individuazione di dettaglio dei rischi, l’analisi degli stessi con valutazione della intensità
sulla base degli Indici di Valutazione raccomandati nell’allegato 5 al P.N.A., nonché
l’individuazione delle azioni aggiuntive specifiche pianificate, della relativa tempistica di
implementazione e delle azioni trasversali continue e pianificate, sono rappresentati nella
Tabella che si allega quale parte integrante del presente Piano Triennale sub Allegato 1.
5. PRINCIPI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO
Come raccomandato dal P.N.A. nel proprio allegato 6, affinché la gestione del rischio sia
efficace, essa va condotta seguendo i principi per la gestione del rischio riportati di
seguito e che tutti i soggetti operanti quali apicali o sottoposti della Fondazione sono tenuti
a rispettare per prevenire la corruzione; i seguenti principi si integrano ed armonizzano
con il Codice Etico, complessivamente costituendo i protocolli generali di prevenzione del
rischio corruzione.
a) La gestione del rischio crea e protegge il valore.
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La gestione del rischio contribuisce in maniera dimostrabile al raggiungimento degli
obiettivi ed al miglioramento della prestazione, per esempio in termini di salute e sicurezza
delle persone, security1, rispetto dei requisiti cogenti, consenso presso l’opinione pubblica,
protezione dell’ambiente, qualità del prodotto gestione dei progetti, efficienza nelle
operazioni, governance e reputazione.
b) La gestione del rischio
parte integrante di tutti i processi dell’organizzazione.
La gestione del rischio non
un’attività indipendente, separata dalle attività e dai processi
principali dell’organizzazione. La gestione del rischio fa parte delle responsabilità della
direzione ed
parte integrante di tutti i processi dell’organizzazione, inclusi la
pianificazione strategica e tutti i processi di gestione dei progetti e del cambiamento.
c) La gestione del rischio
parte del processo decisionale.
La gestione del rischio aiuta i responsabili delle decisioni ad effettuare scelte consapevoli,
determinare la scala di priorità delle azioni e distinguere tra linee di azione alternative.
d) La gestione del rischio tratta esplicitamente l’incertezza.
La gestione del rischio tiene conto esplicitamente dell’incertezza, della natura di tale
incertezza e di come pu essere affrontata.
e) La gestione del rischio
sistematica, strutturata e tempestiva.
Un approccio sistematico, tempestivo e strutturato alla gestione del rischio contribuisce
all’efficienza ed a risultati coerenti, confrontabili ed affidabili.
f) La gestione del rischio si basa sulle migliori informazioni disponibili.
Gli elementi in ingresso al processo per gestire il rischio si basano su fonti di informazione
quali dati storici, esperienza, informazioni di ritorno dai portatori d’interesse, osservazioni,
previsioni e parere di specialisti. Tuttavia, i responsabili delle decisioni dovrebbero
informarsi, e tenerne conto, di qualsiasi limitazione dei dati o del modello utilizzati o delle
possibilità di divergenza di opinione tra gli specialisti.
g) La gestione del rischio
La gestione del rischio
“su misura”.
in linea con il contesto esterno ed interno e con il profilo di rischio
dell’organizzazione.
h) La gestione del rischio tiene conto dei fattori umani e culturali.
1
Per “security” si intende la prevenzione e protezione per eventi in prevalenza di natura dolosa e/o colposa che possono danneggiare
le risorse materiali, immateriali, organizzative e umane di cui un’organizzazione dispone o di cui necessità per garantirsi un’adeguata
capacità operativa nel breve, nel medio e nel lungo termine.
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Nell’ambito della gestione del rischio individua capacità, percezioni e aspettative delle
persone esterne ed interne che possono facilitare o impedire il raggiungimento degli
obiettivi dell’organizzazione.
i) La gestione del rischio è trasparente ed inclusiva.
Il coinvolgimento appropriato e tempestivo dei portatori d’interesse e, in particolare, dei
responsabili delle decisioni, a tutti i livelli dell’organizzazione, assicura che la gestione del
rischio rimanga pertinente ed aggiornata. Il coinvolgimento, inoltre, permette che i portatori
d’interesse siano opportunamente rappresentati e che i loro punti di vista siano presi in
considerazione nel definire i criteri di rischio.
j) La gestione del rischio è dinamica.
La gestione del rischio
sensibile e risponde al cambiamento continuamente. Ogni qual
volta accadono eventi esterni ed interni, cambiano il contesto e la conoscenza, si attuano
il monitoraggio ed il riesame, emergono nuovi rischi, alcuni rischi si modificano e d altri
scompaiono.
k) La gestione del rischio favorisce il miglioramento continuo dell’organizzazione.
Le organizzazioni dovrebbero sviluppare ed attuare strategie per migliorare la maturità
della propria gestione del rischio insieme a tutti gli altri aspetti della propria
organizzazione.
6. PROCEDURE PER LA PREVENZIONE DEL RISCHIO
I Protocolli e le Procedure, utili per la prevenzione del rischio di corruzione, attualmente in
atto e adeguatamente formalizzati nell’ambito del Modello di Organizzazione, Gestione e
Controllo ex D.Lgs. 231/2001, sono le seguenti:
AREA
PROCEDURA
DATA
ULTIMA
REVISIONE
GENERALE
CODICE ETICO AZIENDALE
GENERALE
MODELLO
GESTIONE
DI
E
01/2015
ORGANIZZAZIONE, 01/2015
CONTROLLO
-
PARTE
GENERALE
RAPPORTI CON LA PA
MODELLO
DI
ORGANIZZAZIONE, 01/2015
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GESTIONE
E
CONTROLLO
-
PARTE
SPECIALE A
AMMINISTRATIVA
MODELLO
CONTABILE
GESTIONE
DI
E
ORGANIZZAZIONE, 01/2015
CONTROLLO
-
PARTE
SPECIALE B
Le Procedure aggiuntive che la Fondazione ha in programma di formalizzare nell’ambito
del presente Piano, ad integrazione del Modello Organizzativo ex D.Lgs.231/2001, per la
parte relativa al contrasto e prevenzione della corruzione, sono indicate nel prospetto
Allegato 1 e qui riportate:
AREA
PROCEDURA
SELEZIONE
PERSONALE
DEL PROCEDURA PER LA SELEZIONE DEL PERSONALE E
E
DEI DEI COLLABORATORI
COLLABORATORI
SELEZIONE
DEI PROCEDURA PER LA SELEZIONE DEI FORNITORI
FORNITORI
FINANZIAMENTI
CONTRIBUTI
E PROCEDURA PER LA GESTIONE DELLE ATTIVITA’
CONNESSE ALLA PARTECIPAZIONE, EROGAZIONE E
RENDICONTAZIONE
DI
FINANZIAMENTI
E
ALTRI
CONTRIBUTI
7. FLUSSI INFORMATIVI VERSO L’AUTORITA’ DI CONTROLLO
Il Responsabile della attuazione del Piano della Prevenzione della Corruzione provvede
con cadenza annuale a redigere una relazione sullo stato di attuazione del Piano e sulle
attività di Vigilanza svolte; detta relazione è trasmessa al Consiglio di Amministrazione e,
suo tramite, all’Assemblea dei soci, e viene quindi pubblicata sul sito Web della
Fondazione secondo le indicazioni di volta in volta diramate dalla ANAC e dalla
Amministrazione Pubblica di controllo.
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8. PROGRAMMAZIONE DELLA FORMAZIONE
Nell’ambito del presente Piano, sono programmati, quali azioni trasversali continue e
pianificate, i seguenti interventi formativi rivolti a tutti i soggetti destinatari interni:
-
Anno 2015: due interventi formativi di circa complessive due ore aventi carattere
generale in materia di prevenzione dei reati corruttivi attraverso il Piano Triennale e il
Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 adottati, nonché un intervento formativo di
circa un’ora, avente a tema i protocolli e le procedure specifiche anti corruzione;
-
Anno 2016: due interventi formativi di circa complessive due ore, dei quali uno avente
carattere generale in materia di prevenzione dei reati corruttivi attraverso esame delle
risultanze di attuazione del Piano Triennale e del Modello Organizzativo ex D.Lgs.
231/2001 adottati, ed uno avente carattere specifico per aree aziendali a rischio, sulle
procedure di prevenzione della corruzione;
-
Anno 2017: due interventi formativi di circa complessive due ore, dei quali uno avente
carattere generale in materia di prevenzione dei reati corruttivi attraverso esame delle
risultanze di attuazione del Piano Triennale e del Modello Organizzativo ex D.Lgs.
231/2001 adottati, ed uno avente carattere specifico per aree aziendali a rischio, sulle
procedure di prevenzione della corruzione.
Detti interventi formativi saranno integrati nel piano formativo annuale della Fondazione e
saranno svolti a cura del Responsabile della attuazione del Piano Prevenzione della
Corruzione ovvero dall’Organismo di Vigilanza o mediante utilizzo di docenti esterni scelti
tra soggetti con adeguato curriculum nelle materie di cui si tratta.
Ciascun intervento formativo, nonché gli esiti di apprendimento conseguenti, verranno
adeguatamente rendicontati su apposito verbale.
9. AGGIORNAMENTO DEL PIANO
Il Responsabile della attuazione del Piano di Prevenzione della Corruzione verificherà, con
cadenza annuale, se il Piano debba essere aggiornato, anche alla luce delle attività poste
in essere e delle verifiche e relazioni svolte dall’Organismo di Vigilanza del Modello di
Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001.
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L’aggiornamento si rende inoltre indispensabile ogni qualvolta, anche all’interno della
cadenza annuale, intervengano eventi o modifiche normative od organizzative
significative, particolarmente nelle aree già individuate come a rischio.
10. SISTEMA DISCIPLINARE
Il sistema disciplinare è contenuto nel Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex
D.Lgs. 231/2001 - Parte Generale, al quale si rinvia anche per l’eventuale intervento
sanzionatorio in caso di mancato rispetto delle procedure integrative previste dal presente
Piano. Tale sistema disciplinare, che tiene conto dei vincoli legali previsti sia dallo Statuto
dei Lavoratori, che dai Contratti Collettivi applicabili (CCNL per i lavoratori dipendenti del
settore turistico), nonché dei limiti stabiliti dal codice civile.
L’applicazione delle sanzioni disciplinari prescinde dall’esito (o dall’avvio stesso) di un
procedimento penale in capo ai soggetti, in quanto le tali violazioni ledono il rapporto di
fiducia instaurato con la FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ
DI
VICENZA, la quale, si
ricorda, con l’adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs.
231/2001e del Piano, persegue l’obiettivo di assicurare condizioni di correttezza e
trasparenza nella conduzione degli affari e delle attività aziendali, a tutela del patrimonio
aziendale e della propria immagine presso il pubblico.
11. TRASPARENZA
In adempimento all’art. 11, secondo comma, del D.Lgs. 14 Marzo 2013 n. 33, la
FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ
DI
VICENZA pubblica sul proprio sito web le
informazioni richieste di natura organizzativa e finanziaria, con particolare riferimento ai
servizi di pubblico interesse espletati.
Nell’ambito della Trasparenza, sul sito della Fondazione è in corso di pubblicazione
integrale il presente Piano, comprensivo del Programma Triennale della Trasparenza e
l’Integrità, di cui Allegato 2.
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12. INCONFERIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ PER POSIZIONI DIRIGENZIALI
Ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. 39/2013:
-
per “inconferibilità” si intende “la preclusione, permanente o temporanea, a
conferire gli incarichi previsti dal presente decreto a coloro che abbiano riportato
condanne penali per i reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del
codice penale, a coloro che abbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di
diritto privato regolati o finanziati da pubbliche amministrazioni o svolto attività
professionali a favore di questi ultimi, a coloro che siano stati componenti di organi
di indirizzo politico” (cfr. lett. g);
-
per “incompatibilità” si intende “l’obbligo per il soggetto cui viene conferito l’incarico
di scegliere, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di 15 giorni, tra la
permanenza nell’incarico e l’assunzione e lo svolgimento di incarichi e cariche in
enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione che
conferisce l’incarico, lo svolgimento di attivit
professionali ovvero l’assunzione
della carica di componente di organi di indirizzo politico” (cfr. lett. h).
Nell’ambito degli obblighi facenti capo agli enti privati in controllo pubblico in materia di
inconferibilità ed incompatibilità, e nell’ambito del presente Piano, la Fondazione ha
pianificato di impartire direttive interne:
-
affinché negli interpelli per l’attribuzione degli incarichi siano inserite espressamente
le condizioni ostative al conferimento e le cause di incompatibilità;
-
affinché i soggetti interessati rendano la dichiarazione di insussistenza delle cause
di inconferibilità e di incompatibilità all’atto del conferimento dell’incarico;
-
volte a verificare la sussistenza di eventuali situazioni di incompatibilità nei confronti
dei titolari di incarichi previsti nei Capi V e VI del D.Lgs. 39/2013 per le situazioni
contemplate nei medesimi Capi, e ci sia all’atto del conferimento dell’incarico, che
annualmente e su richiesta, nel corso del rapporto.
Laddove la situazione di inconferibilità o di incompatibilità emergano al momento del
conferimento dell’incarico, nel primo caso la Società non procede al conferimento
dell’incarico2, nel caso invece di incompatibilità, essa deve essere rimossa prima del
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Conferimento altrimenti nullo, con le conseguenze di legge.
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conferimento3. Se la situazione di incompatibilità emerge nel corso del rapporto, il
Responsabile della prevenzione contesta la circostanza all’interessato ai sensi degli artt.
15 e 19 del D.Lgs. 39/
1 e vigila affinch siano prese le misure conseguenti.
13. VERIFICHE IN MERITO ALLA SUSSISTENZA DI EVENTUALI PRECEDENTI
PENALI A CARICO DEI DIPENDENTI E/O DEI SOGGETTI CUI CONFERIRE
INCARICHI
La FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ
DI
VICENZA ha pianificato di procedere con la
verifica della sussistenza di eventuali precedenti penali a carico dei dipendenti e/o dei
soggetti cui conferire incarichi:
i. all’atto della formazione delle commissioni per l’affidamento di commesse o di
commissioni di concorso;
ii. all’atto del conferimento di incarichi dirigenziali e degli altri incarichi previsti dall’art.
del
D.Lgs. 39/2013;
iii. all’atto dell’assegnazione di dipendenti dell’area direttiva agli uffici che presentano le
caratteristiche indicate dall’art. 5 bis del D.Lgs. n. 165/2001;
iv. in relazione agli incarichi già conferiti e al personale già assegnato.
In caso di esito positivo, la Fondazione si asterrà dal conferire l’incarico o dall’effettuare
l’assegnazione, provvedendo a conferire l’incarico o a disporre l’assegnazione nei
confronti di altro soggetto.
Sono state pertanto impartire direttive per effettuare i controlli sui precedenti penali e per
le determinazioni conseguenti in caso di esito positivo del controllo.
14. CRONOPROGRAMMA
Vedasi le sezioni Azioni specifiche aggiuntive pianificate e Calendario attuativo contenute
nell’Allegato 1 al presente Piano, al quale si rinvia.
3
A differenza che nel caso di inconferibilità, la causa di incompatibilità può essere rimossa mediante rinuncia dell’interessato ad uno
degli incarichi che la legge ha considerato incompatibili tra di loro.
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Valutazione del Rischio Corruzione
Allegato 2 – Programma triennale per la trasparenza e l’integrità
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