TEMI SPECIALI DI BILANCIO
MODULO II
Lezione 5
IAS 36 - Riduzione di Valore delle attività
Impairment test
Marco Rossi
Senior Manager Deloitte & Touche S.p.A.
[email protected]
Facoltà di Economia – anno 2011 2012
23 aprile 2012
Il ‘PERCORSO’ TEMI SPECIALI DI BILANCIO – II Modulo
Quadro
normativo
Informativa
e nuovo set
di principi
Documenti
finali di
transizione
e IAS 7
IAS 1
IFRS 1
IAS 38
IAS 16
IAS 17
IAS 2
IAS 32, 39,
IFRS 7
IAS 18
IFRS 5
IFRS 3
IAS 37
IAS 21 e 24
IAS 8 e 10
IAS 12
IFRS 8
IAS 19
IAS 36
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Agenda
1. Principio: milestones
2. Esempi di applicazione
3. Transizione Vela S.p.A.
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Struttura del Principio IAS 36
• Finalità, Ambito di applicazione e definizioni
• Identificazione degli assets che possono avere subito
perdite di valore
• Determinazione del valore di realizzo
• Rilevazione di perdita di valore
• Definizione di “Unità Generatrice di flussi di cassa”
• Ripristino del valore
• Informativa integrativa
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Finalità
• (§ Finalità) Definire i metodi che un’impresa deve
applicare per essere sicura che i suoi “assets” siano
iscritti ad un valore non superiore al valore di realizzo
• Armonizzare le metodologie di calcolo del valore di
realizzo
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Ambito di Applicazione
• (§ 2 – 3 - 5) Lo IAS 36 si riferisce a tutte le attività ad
esclusione di:
– rimanenze (IAS 2)
– attività derivanti da commesse a lungo termine (IAS
11)
– attività fiscali differite (IAS 12)
– attività derivanti da benefici per i lavoratori dipendenti
(IAS 19)
– attività finanziarie (IAS 39)
– investimenti immobiliari valutati al “fair value” (IAS 40)
– biological assets (IAS 41)
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Definizioni
• (§ 5) Un “asset” subisce una perdita di valore (impaired)
quando il valore contabile eccede il suo valore di realizzo
• (§ 6) Valore contabile: è il valore a cui un’attività è
iscritta in bilancio, al netto di svalutazioni, ammortamenti
e di ogni perdita di valore accumulata
• (§ 8) Un’attività ha subito una riduzione di valore
quando il suo valore contabile supera il suo valore
recuperabile. I paragrafi da 12 a 14 descrivono alcune
situazioni indicative del fatto che può essersi verificata
una riduzione di valore. Se qualcuna di queste
indicazioni è presente, l’entità effettua una stima formale
7 del valore recuperabile
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Identificazione di eventuali perdite di valore
• (§ 9) Ad ogni chiusura di bilancio, deve essere
effettuata la verifica dell’esistenza di indicatori di
perdita di valore delle attività
– Indicatori esterni & interni (§ 12- 13)
FONTI INFORMATIVE ESTERNE
FONTI INFORMATIVE INTERNE
- significativa diminuzione del valore di
mercato di un asset durante l’esercizio;
- significative variazioni negative nella
tecnologia, nel mercato, nella
legislazione, nell'ambiente economico;
- incremento dei tassi di interesse di
mercato;
- valore contabile superiore alla
capitalizzazione di mercato.
- obsolescenza o deterioramento fisico
evidente di un asset;
- significativi cambiamenti con effetto
negativo per la società nell’utilizzo di un
asset;
- andamento economico di un’attività
peggiore di quanto previsto (peggiori
flussi finanziari netti o di risultato, ecc.).
• In presenza di un indicatore di perdita di valore
calcolare il valore di realizzo dell’attività
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Test obbligatori di perdita di valore
• (§ 10) Prescindendo dalla presenza di indicatori,
un’impresa deve anche:
• (§ 10 - a) valutare alla fine di ogni esercizio il valore
recuperabile di attività immateriali con vita utile
indefinita o non ancora disponibili per l’uso, e
• (§ 10 - b) testare per “impairment” il goodwill acquisito
in un’operazione di business combination
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Indicatori di perdita di valore
• (§ 15) Si applica il concetto di significatività
• (§ 17) La presenza di una perdita di valore può indicare
che
– vita utile residua
– criterio di ammortamento
– valore residuo dell’attività
devono essere rivisti e modificati
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Valore recuperabile
• (§ 18) È il maggiore tra fair value dedotti i costi di vendita
e valore d’uso di un’attività
• (§ 19 - 20) Fair value dedotti i costi di vendita:
Ammontare ottenibile dalla vendita di un’attività, o di
un’unità generatrice di cassa, in una transazione a valori
di mercato tra parti consapevoli e interessate, dedotti i
costi della dismissione
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Fair value dedotti i costi di vendita
• (§ 25) Se esiste un accordo vincolante di vendita fair
value = prezzo che scaturisce dall’accordo (migliore evidenza)
• (§ 26) Se non esiste un accordo, ma l’attività è
commercializzata in un mercato attivo di riferimento fair value = valore di mercato al netto dei costi di
dismissione (prezzo dell’offerta attuale, prezzo dell’operazione più
recente)
• (§ 27) Se non esiste un accordo vincolante, né un
mercato attivo di riferimento fair value = la migliore
stima del prezzo di vendita al netto dei costi di
dismissione (desunto anche da recenti transazioni per attività
similari all’interno dello stesso settore)
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Valore d’ uso
(§ 30) Valore attuale dei …
• … flussi di cassa futuri stimati che si suppone di ricavare
dall’utilizzo di un’attività …
• … e dalla sua cessione alla fine della sua vita utile
13
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Valore recuperabile
(§ 18 - 23)
• Se fair value dedotti i costi di vendita o valore d’uso sono > al
valore contabile
non è necessario effettuare alcuna considerazione
• Se il fair value dedotti i costi di vendita non può essere determinato
valore di realizzo = valore d’uso
• Attività da cedere valore di realizzo = valore netto di vendita
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Valore d’uso (VIU value in use)
- Principali problematiche da trattare nel
calcolare il valore in uso
•
•
•
•
•
- presupposti di stima dei flussi di cassa
futuri
- composizione dei flussi di cassa futuri
stimati
- tasso di attualizzazione
15
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Valore d’uso (VIU)
(§ 30) – in dettaglio:
Elementi da considerare nel calcolo del valore in uso:
1.
2.
3.
4.
5.
stima dei futuri flussi di cassa
aspettative su possibili variazioni negli ammontari e/o nei tempi
di tali flussi
time value del denaro
valutazione dell’incertezza insita nell’attività
altri fattori (ad es. illiquidità dei flussi di cassa)
Gli elementi rappresentati dai punti 2, 4 e 5 possono essere
considerati sia come rettifica diretta dei flussi di cassa
(preferibilmente), sia come rettifica del tasso di attualizzazione
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Presupposti di stima dei flussi finanziari futuri
(§ 31 - 33)
• Le proiezioni dei flussi di cassa devono basarsi
– sulla migliore stima possibile delle condizioni economiche
lungo la vita utile residua dell’asset
• presupposti ragionevoli e sostenibili
• maggior peso alle evidenze esterne
– sui più recenti budgets/forecasts relativi ad un periodo =< a 5
anni..
• ..per i periodi non coperti dai budgets / forecasts, devono essere
estrapolate proiezioni dei flussi di cassa utilizzando:
– un tasso di crescita stabile o in diminuzione
– un tasso di crescita < al tasso di crescita medio di lungo periodo
per prodotti, settori industriali, o nazioni in cui l’impresa è
operativa, o dei mercati nei quali l’attività è inserita
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Composizione della stima dei flussi finanziari
(§ 39)
• Le stime dei flussi finanziari futuri devono includere:
– le proiezioni dei flussi finanziari in entrata derivanti dall’uso
continuativo dell’attività
– le proiezioni dei flussi finanziari in uscita che necessariamente si
verificano per generare i flussi finanziari in entrata
• direttamente attribuibili & allocabili all’asset con un criterio
ragionevole e coerente
– eventuali flussi finanziari netti realizzati per la dismissione
dell’asset alla fine della sua vita utile
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Composizione della stima dei flussi finanziari
• La stima dei flussi finanziari futuri deve includere:
– (§ 41) spese generali future attribuibili all’asset (dirette e
attribuite per ripartizione)
– (§ 40) gli effetti dell’inflazione (qualora inclusi nel tasso di
attualizzazione)
– (§ 42) flussi finanziari in uscita necessari per predisporre
l’attività per l’utilizzo o cessione
• (§ 44) I flussi finanziari futuri devono essere stimati sulla base delle
condizioni correnti dell’asset
– I flussi finanziari futuri devono escludere flussi in entrata e in
uscita derivanti da
• ristrutturazioni future in cui un’impresa non è ancora
impegnata
• investimenti futuri in cespiti
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Composizione della stima dei flussi finanziari
(§ 43 - 44 – 45 - 50)
• La stima dei flussi finanziari futuri non deve includere:
– flussi di cassa derivanti da attività di finanziamento
– rimborsi o pagamenti di imposte e tasse
– flussi finanziari in uscita relativi a obbligazioni che
sono già iscritte tra le passività
– flussi finanziari in entrata generati da altre attività, se
sostanzialmente indipendenti dai flussi generati
dall’attività considerata
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Composizione della stima dei flussi finanziari
• Considerazioni sulla fiscalità nella stima dei flussi di cassa
– (§ 51) Il principio indica che i flussi di cassa siano espressi al
lordo dell’effetto fiscale e conseguentemente anche il tasso di
attualizzazione
– Nella prassi desunta dalle valutazioni d’azienda tuttavia, tanto i
flussi operativi che i tassi di attualizzazione vengono espressi al
netto dell’effetto fiscale
– In teoria dovrebbe esserci corrispondenza tra “flussi lordi – tassi
lordi” – “flussi netti – tassi netti”, ma nella pratica i due approcci
potrebbero condurre a risultati differenti
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Composizione della stima dei flussi finanziari
Flusso di cassa terminale
• Il flusso di perpetuity generalmente viene stimato in ipotesi
steady state:
• ammortamenti = investimenti;
• variazione del capitale circolante = 0;
• fattore “g” di crescita nullo o prudenzialmente pari al
tasso di inflazione
attesa incorporata
nel tasso di
attualizzazione utilizzato. La prima opzione viene seguita
nel momento in cui si è in presenza di rischi specifici (es.
futuro ruolo delle tecnologie alternative, minaccia di prodotti
sostitutivi, possibile ingresso di nuovi competitors).
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Composizione della stima dei flussi finanziari
– Un tasso di crescita g pari al 2%
– Il tasso utilizzato, pari a 2%, può essere considerato
accettabile alla luce dell’andamento del tasso di inflazione
attesa e alla luce degli andamenti storici di crescita
dell’impresa.
– Terminal value
– Il calcolo del terminal value dovrebbe considerare un
analisi fondamentale dei flussi e del tasso. Il risultato da
considerare per il terminal value deve essere un flusso
di cassa normalizzato e spesso non coincide con il
flusso di cassa dell’ultimo periodo.
– Piani che portino ad attribuire un eccessivo valore al
terminal value diventano poco credibili per l’azionista (Cfr.
Guatri-Bini). Tali piani sono infatti molto sensibili a
leggere variazioni alle ipotesi sottostanti.
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Tasso di attualizzazione
(§ 55 - 57)
• Due diversi approcci
– Quello basato sull’interpretazione letterale del principio
secondo la quale il tasso di attualizzazione deve essere
determinato prescindendo dalla struttura finanziara
dell’impresa tasso rappresentativo del costo
opportunità del capitale di rischio = KeU
– Quello basato su una interpretazione in senso lato del
principio secondo la quale occorre considerare la
struttura finanziaria dell’impresa tasso WACC
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Tasso di attualizzazione
– Il tasso deve essere coerente con la configurazione dei
flussi di cassa utilizzati (“flussi netti – tassi netti”, “flussi
lordi – tassi lordi”)
– (§ 51) Il principio, pur indicando come preferibile la
configurazione del tipo “flussi lordi – tassi lordi”,
persegue la strada del tipo “flussi netti – tassi netti”
precisando che il “tasso lordo” è da intendersi come un
“tasso di rendimento lordo”, individuato dopo aver
determinato il valore d’uso di un CGU
– Il rapporto Debt/Equity da utilizzare deve far riferimento
ai valori di mercato, sia del debito sia dell’equity;
correntemente per il debito si utilizza il valore nominale
(puntuale o medio in funzione del ciclo finanziario
dell’azienda). Per l’equity, se la società è quotata, si
assume la capitalizzazione di borsa
25
25
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Tasso di attualizzazione
(§ 57 – Appendice A)
• Qualora il tasso di attualizzazione non sia reperibile sul mercato
• utilizzare come punto di partenza
• WACC
• tasso di finanziamento marginale dell’impresa
• altri tassi di finanziamento reperibili sul mercato...
• rettificare tali tassi
• per riflettere i rischi specifici relativi all’asset
• per escludere rischi non significativi per i flussi finanziari proiettati
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Tasso di attualizzazione – esempio 1
• “Risk free rate” dei titoli di stato
4%
• Valutazione del mercato del rischio specifico
connesso all’attività
10%
Tasso di attualizzazione
___
14%
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Tasso di attualizzazione esempio 2
DISCOUNT RATE CALCULATION (Wacc)
Risk free rate (1)
Market premium(2)
Beta (3)
Risk premium
Rf
(Rm - Rf)
β
Rp
4,0%
5,0%
1,34
6,7%
Cost of Equity: Ke = Rf + b(Rm-Rf)
Ke
10,7%
Cost of debt (Kd)
Tax rate (t)
Kd
t
3,20%
33%
Ne t cost of de bt
Kd*(1-t)
2,1%
Debt/Equity ratio
D/E
0,53
D/E mkt ratio
Percentage of Equity (We)
E/(D+E)
65,3%
Percentage of Debt (Wd)
D/(D+E)
34,7%
Debt
345
0,35
Equity
650
0,65
Total
995
D/E mkt ratio
We ighte d ave rage cost of capital
Wacc = Ke *E/(D+E) + [Kd*(1-t)*D/(D+E)]
0,53
Wacc
7,74%
=34,7%*2,1%+65,3%*10,7%
(1) Euro Swap's 10 year return as at 31 December 2004, source: Bloomberg.
(2) Mark et premium applicable to the European context, source: "Valuation", Damodaran.
(3) Calculated on the basis of international comparable listed companies, source:Bloomberg.
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Rilevazione di eventuali perdite di valore
• (§ 59) Una perdita di valore deve essere rilevata qualora
il valore di realizzo è < al valore contabile
– Se la perdita di valore è > al valore contabile, la
passività deve essere rilevata solo se sono soddisfatti i
criteri di riconoscimento delle passività (secondo le
regole dello IAS 37)
• (§ 60) La perdita di valore costo a Conto Economico
• (§ 60) Se l’asset è rivalutato diminuzione della
rivalutazione
• (§ 63) L’ammortamento degli esercizi successivi deve
essere riadeguato
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• Case study 01
– Determinazione del valore d’uso e rilevazione di una perdita di
valore
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Unità generatrice di flussi finanziari (CGU)
• (§ 66) Il valore recuperabile deve essere determinato per
ogni singola attività
• Se non è possibile determinare il valore recuperabile per
uno specifico asset
determinare il valore recuperabile dell’unità
generatrice di flussi finanziari (CGU) a cui l’asset
appartiene
31
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31
Unità generatrice di flussi finanziari (CGU)
(§ 68)
• CGU (“cash generating unit”): è il più piccolo gruppo di
attività identificabile …
• … che genera flussi finanziari in entrata…
• … derivanti dall’uso permanente dell’asset…
• … largamente indipendenti dai…
• … flussi finanziari in entrata…
• … derivanti dalle altre attività o gruppi di attività
32
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32
Unità generatrice di flussi finanziari (CGU)
• (§ 69) Capire come il management controlla l’operatività
dell’impresa
– la dimensione della CGU sarà spesso ampia
• (§ 70) Se un esiste un mercato attivo per l’output prodotto
dall’asset (o di un gruppo di assets) questo asset (o gruppo di
assets) è una CGU
• (§ 72) Una CGU deve essere identificata secondo criteri coerenti di
esercizio in esercizio
• (§ 75) Il valore contabile di una CGU deve essere determinato
con gli stessi criteri di determinazione del valore recuperabile
della CGU
– includendo tutti gli assets che generano flussi finanziari futuri
in entrata (es. avviamento...)
– escludendo le passività rilevate contabilmente (a meno che
condizionino la determinazione del valore recuperabile)
33
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33
Impairment Test della CGU inclusiva del goodwill
• Se il valore di carico eccede il valore recuperabile,
l’impresa deve:
• prima svalutare interamente o fino a concorrenza
dell’eccedenza il goodwill;
• imputare l’eventuale eccedenza del valore di carico
della CGU rispetto al valore recuperabile in modo prorata sulle altre attività costituenti la CGU
• In base alle disposizioni dell’IFRS 3, l’avviamento iscritto a
seguito di una business combination rappresenta solo
l’avviamento acquisito dall’entità acquirente non viene
esposto l’avviamento riferito alle minoranze
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34
• Case study 02
– Impairment testing CGU con GW e Minority
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Quando effettuare il test di impairment
• (§ 96) Il test annuale di impairment del goodwill può
essere effettuato in ogni momento durante l’esercizio,
purché tale momento sia lo stesso nei diversi esercizi
• (§ 96) Ciò non vale per il goodwill derivante da
un’acquisizione effettuata nell’esercizio corrente: in tal
caso il test va fatto a fine anno
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36
Corporate assets
• (§ 100-101) Corporate assets: attività aziendali che non
generano
flussi
finanziari
futuri
in
entrata
indipendentemente dalle altre attività o da altri gruppi di
attività
– Attività di gruppo o divisionali quali la sede aziendale,
i macchinari EDP, i centri di ricerca...
• (§ 102) La determinazione del valore recuperabile dei “corporate
assets” avviene dopo avere ripartito le stesse, secondo un criterio di
allocazione ragionevole, alle CGU cui si riferiscono
• (§ 102) Se non sono allocabili alle CGU, la recuperabilità del valore
va considerata con riferimento ad una CGU più elevato, che
comprenda anche questi “assets”
37
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37
Perdita di valore di una CGU
• (§ 104) Rilevare una perdita di valore se il valore recuperabile della
CGU è < al suo valore contabile
• (§ 104) Imputare la perdita di valore di una CGU
1. prioritariamente all’avviamento,
2. per la parte residuale, alle altre attività in base ad un criterio
proporzionale, basato sul valore contabile di ciascuna attività che
fa parte dell’unità
• (§ 105) Il valore contabile di un’attività deve essere diminuito non al di
sotto del più alto valore tra:
– il prezzo netto di vendita
– il valore d’uso
– zero
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38
Ripristino di valore
• (§ 110) Si utilizza il medesimo approccio applicato per
identificare perdite di valore di attività
– ad ogni chiusura di bilancio verificare l’esistenza di indicatori
che attestino il venir meno della perdita di valore di un asset
– in tal caso, calcolare il valore di realizzo
• (§ 114-115-116) Una perdita di valore deve essere stornata ed il
valore dell’asset deve essere ripristinato se, e solo se, vi è
stato un cambiamento delle stime utilizzate per calcolare il
valore recuperabile dopo l’ultima rilevazione della perdita di
valore
– il valore non deve essere ripristinato nel caso in cui il
tasso di attualizzazione porti ad un valore di realizzo >
del valore contabile
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Ripristino di valore per un’attività singola (o CGU)
• (§ 117) Il valore contabile incrementato per effetto del ripristino
di valore deve risultare < al valore storico dell’attività (o
CGU) al netto dell’ammortamento effettuato
• (§ 118) Ripristino di valore di un’attività (o CGU secondo un
criterio pro-rata rispetto ai valori di carico, ad eccezione per il
GW allocato che non può essere “ripristinato”)
va rilevato come ricavo a Conto Economico
• (§ 119) Il ripristino di un asset rivalutato deve essere trattato
come un incremento derivante da rivalutazione
• (§ 121) L’ammortamento deve essere riadeguato per gli esercizi
futuri
40
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40
Ripristino di valore dell’avviamento
• (§ 124) La perdita
ripristinata
di valore dell’avviamento non può essere
• Ratio (§ 125):
– Lo IAS 38 Attività immateriali vieta la rilevazione dell’avviamento
generato internamente
– Qualunque incremento del valore recuperabile dell’avviamento in
esercizi successivi alla rilevazione di una perdita per riduzione di
valore per tale avviamento è probabile che costituisca un
aumento generato nell’avviamento internamente, piuttosto
che una eliminazione della perdita per riduzione di valore rilevata
per l’avviamento acquisito.
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IFRIC 10 – Interim financial reporting & impairment
– Le svalutazioni per impairment rilevate nel bilancio
intermedio (i.e. semestrale) relative ad avviamenti,
partecipazioni (al costo o AFS) o attività finanziarie
valutate al costo, non possono essere ripristinate
nel bilancio annuale
– Ciò significa che:
• la rettifica di valore (i.e. impairment dell’avviamento
o di partecipazioni al costo) rimane a conto
economico;
• analogamente, l’eventuale differenza dovuta ad
una ripresa di valore di una attività AFS (impaired
nella semestrale) sarà invece rilevata come
incremento di valore nel PN nel bilancio annuale
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Ripristino e ristrutturazioni futura
• Case study 03
– Ripristino di valore
• Case study 04
– Ristrutturazione futura
43
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43
Informativa integrativa
(§ 126) Per tipologia di attività
• Perdite di valore rilevate a
– a Conto Economico
– direttamente ad Equity
• Ripristini di valore rilevati a
– a Conto Economico
– direttamente ad Equity
• Relative Voci di Conto Economico
(§ 129) Per settore
• Per ogni settore (IFRS 8)
– perdite di valore rilevate
– ripristini di valore rilevati
44
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44
Informativa integrativa
• (§ 130) Qualora una perdita di valore (o il ripristino di valore)
sia significativa per il bilancio d’esercizio nel suo complesso
indicare
– fatti e circostanze che hanno portato alla rilevazione della
perdita (o al ripristino del valore), ammontare
– se l’attività è individuale: natura e settore cui appartiene
– se l’attività è una CGU: descrizione, ammontare della
perdita (o del valore ripristinato) per ogni categoria di
attività e settore
– se il valore di realizzo = Fair value criterio per
determinare Fair value (al netto dei costi di vendita)
– se il valore di realizzo = VIU tasso di attualizzazione
– le principali categorie di attività interessate
– gli eventi e le circostanze principali
45
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45
IAS 36 DIAGNOSI – RISULTATI
VOCE DI BILANCIO
ITA GAAP
11) Test di
impairment sulle
attività fisse
IFRS/IAS
IAS 36
RISULTATI
Alla data di transizione il Gruppo VELA presenta
attività materiali fisse per complessivi Euro 2.730
mila e attività immateriali per Euro 130 mila.
Tali valori delle attività fisse vanno sottoposti a test
di impairment al fine di verificare se i flussi di
reddito operativo previsti per il futuro consentono il
mantenimento in bilancio di tali valori significativi.
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FTA SCRITTURA N. 11: IMPAIRMENT TEST (1/4)
IL PRINCIPIO CONTABILE
Secondo lo IAS 36, ad ogni chiusura dell’esercizio e in fase di FTA, è necessario verificare
l’eventuale esistenza di indicatori di perdita durevole di valore delle attività fisse (tipicamente
immobilizzazioni materiali e immateriali);in sostanza, è necessario verificare se il valore di
iscrizione di tali attività non sia superiore al VALORE RECUPERABILE.
Nella definizione dello IAS 36, il valore recuperabile è il maggiore tra il FAIR VALUE (al
netto dei costi di vendita) e il valore d’uso di un’attività.
Il valore recuperabile deve essere determinato per ciascuna attività o per ciascuno dei più
piccoli raggruppamenti di attività fisse (CGU) generatrici di flussi di cassa.
SCENARIO
Con riferimento al Gruppo VELA, sono state identificate 2 CGU facenti capo alle due società
operative VELA e BETA. Alla data di transizione non sono disponibili dati più disaggregati
per entrambe le società. La tabella che segue illustra la suddivisione del valore IFRS delle
attività fisse consolidate tra le due società:
VELA SpA
al 31.12.08
Costi di ricerca e sviluppo
Altre attività immateriali
Immobilizzazioni Materiali
Totale
BETA CZR
Totale
1.088
1.088
100
100
3.825
5.013
1.000
4.825
1.000
6.013
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CGU N. 1 BETA CZECH REPUBLIC (2/4)
Anni
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
(-) costi operativi:
acquisti
(+-) variazione rimanenze
prestazioni di servizi
costo del lavoro
ammortamenti
altri costi operativi
(+) altri ricavi e proventi
Totale costi operativi
EBIT
(-) Imposte
Risultato netto imposte (NOPLAT)
(+) ammortamenti
Gross cash-flow
(-) Investimenti netti
(+-) Variazioni capitale circolante netto
Free Cash Flow
Expected inflation
Growth rate
Perpertual growth rate
Sum of present values
Terminal value (t.v.)
Present value of t.v.
Total present value (or enterprise value)
Net financial position
Non operating net assets
Equity value
present value incidence
Terminal value incidence
2.008
2009
2010
2011
2012
2013
Perpetuity
13.000
15.000
17.000
19.000
21.000
23.000
23.000
(10.725)
(11.725)
0
(650)
(919)
(55)
(40)
0
(13.389)
1.611
(12.725)
0
(650)
(919)
(55)
(40)
0
(14.389)
2.611
(13.725)
0
(650)
(919)
(55)
(40)
0
(15.389)
3.611
(14.725)
0
(650)
(919)
(55)
(40)
0
(16.389)
4.611
(15.725)
0
(650)
(919)
(55)
(40)
0
(17.389)
5.611
(15.725)
0
(650)
(919)
(55)
(40)
0
(17.389)
5.611
611
55
666
1.611
55
1.666
2.611
55
2.666
3.611
55
3.666
4.611
55
4.666
5.611
55
5.666
5.611
55
5.666
666
1.666
2.666
3.666
4.666
5.666
5.666
(650)
(919)
(55)
(40)
(12.389)
611
1,5%
0,0%
1,5%
13.926
57.655
71.581
(720)
70.861
19,5%
80,5%
100,0%
Calcolo WACC
Risk free rate
Market premium
Beta levered
Coefficiente di rischio specifico
Costo dell'equity (Ke)
4,00%
5,63%
1,00
9,63%
Aliquota fiscale
Costo del debito
Scudo fiscale
Costo del debito (Kd)
Debt/(Debt+Equity)
WACC
27,50%
4,00%
1,10%
2,90%
21,01%
8,22%
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CGU N. 2 VELA SpA (3/4)
CALCOLO DEL FREE CASH-FLOW
Anni
Ricavi delle vendite e delle prestazioni
(-) costi operativi:
acquisti
(+-) variazione rimanenze
prestazioni di servizi
costo del lavoro
ammortamenti
altri costi operativi
(+) altri ricavi e proventi
Totale costi operativi
EBIT
(-) Imposte
Risultato netto imposte (NOPLAT)
(+) ammortamenti
Gross cash-flow
(-) Investimenti netti
(+-) Variazioni capitale circolante netto
Free Cash Flow
Expected inflation
Growth rate
Perpertual growth rate
Sum of present values
Terminal value (t.v.)
Present value of t.v.
Total present value (or enterprise value)
Net financial position
Non operating net assets
Equity value
present value incidence
Terminal value incidence
Dati Actual
2.008
Dati previsionali da piano approvato dal CDA
2009
2010
2011
2012
2013
Perpetuity
30.000
32.000
34.000
36.000
38.000
40.000
40.000
(24.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(30.081)
(81)
(25.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(31.081)
919
(26.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(32.081)
1.919
(27.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(33.081)
2.919
(28.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(34.081)
3.919
(29.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(35.081)
4.919
(29.000)
1.000
(5.015)
(1.000)
(1.266)
(100)
300
(35.081)
4.919
(81)
1.266
1.185
919
1.266
2.185
1.919
1.266
3.185
2.919
1.266
4.185
3.919
1.266
5.185
4.919
1.266
6.185
4.919
1.266
6.185
1.185
2.185
3.185
4.185
5.185
6.185
6.185
1,5%
0,0%
1,5%
15.988
62.938
78.926
(2.000)
76.926
20,3%
79,7%
100,0%
Calcolo WACC
Risk free rate
Market premium
Beta levered
Coefficiente di rischio specifico
Costo dell'equity (Ke)
4,00%
5,63%
1,00
9,63%
Aliquota fiscale
Costo del debito
Scudo fiscale
Costo del debito (Kd)
Debt/(Debt+Equity)
WACC
27,50%
4,00%
1,10%
2,90%
21,01%
8,22%
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FTA SCRITTURA N. 11: IMPAIRMENT TEST (4/4)
CONCLUSIONI
Sulla base dei risultati del test di impairment, alla data di
transizione non sono necessarie svalutazioni delle
attività fisse in quanto il loro valore di carico nello stato
patrimoniale di apertura risulta inferiore al loro valore
recuperabile tramite l’uso.
Si sottolineano i seguenti aspetti rilevanti:
– Le previsioni sui flussi di cassa devono derivare da business plan
approvati dal CDA che riflettano i flussi di cassa ottenibili dall’attuale
stato dei beni aziendali. Non devono essere riflessi nei flussi di cassa
gli effetti attesi da operazioni straordinarie che modifichino la struttura e
l’organizzazione dell’attività.
– I flussi di cassa sono quelli generati dall’attività caratteristica e
operativa; essi non devono essere influenzati dalla struttura finanziaria
dell’azienda, da cui il valore delle attività prescinde. Inoltre, di solito, i
flussi di cassa sono considerati al lordo delle tasse. Diversamente,
anche il tasso di sconto dovrà scontare l’effetto fiscale.
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LIBRO DI TESTO
RIFERIMENTI
• IAS 36: Riduzione di valore delle attività
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Lezione 5 - Dipartimento di Economia