L’Unione Sarda 27 marzo 2014
Quartu Sant’ Elena
Degrado e discariche più frequenti in periferia
Dopo l'Aliga Tour del M5S un reportage dal centro città al litorale
Incivile, ma con un suo buon gusto. Perché, il divano in vellutino beige (completo di granfoulard verdone),
avrebbe potuto consegnarlo all'ecocentro. Invece no, il cittadino frettoloso l'ha scaricato in cima alla strada
comunale di Pitz'e Serra. Ma in posizione panoramica. È un belvedere meraviglioso, se lo sguardo spazia.
Una discarica, quando l'occhio cade sullo slargo vicino. Sul divano, appunto, ma anche su buste straripanti,
cartacce, lattine che ornano i cespugli, anche al di là della transenna sistemata invano dal Comune per
tutelare una strada privata.
È questo uno dei nervi scoperti della gestione rifiuti in città e sul litorale, documentata nel reportage
fotografico che ha completato il progetto Aliga Tour, condotto dagli attivisti quartesi del Movimento 5
stelle e ufficializzato nei giorni scorsi.
IN CITTÀ Di buon mattino l'esercito di netturbini batte a tappeto il centro storico e i quartieri di cerniera. La
raccolta differenziata funziona ovunque ma qualcuno non attende il turno del calendario di zona, come
dimostra la montagna di cassette in plastica nera, scaraventate in una piccola area verde all'angolo, tra le
vie D'Azeglio e Salandra. I casi di sporcizia diventano via via più frequenti verso le periferie.
La strada sterrata, parallela alla 554 lato Pitz' e Serra, è un fiorire di elettrodomestici, rifiuti organici, abiti e
scarpe. Un gatto finge riposo su un sedile d'auto. In realtà prepara l'assalto al primo ratto ingenuo di una
robusta colonia. Piccoli e frequenti cumuli di spazzatura negano la promozione piena alla zona Pirastu,
comunque più decorosa rispetto al passato. La mappa del degrado, irregolare, ha un suo punto critico
anche al confine con Quartucciu: un tratto della recinzione delle fornaci Picci, di fronte al cimitero, si
schiude in una pattumiera a cielo aperto.
SUL LITORALE In via delle Edere, a Flumini, materassi e tappeti giacciono abbandonati tra i fichi d'India. In
via San Martino, lunga arteria che conduce a Niu Crobu, gli abitanti aspettano con fiducia l'inizio della
raccolta porta a porta, annunciata dall'amministrazione comunale. Nel frattempo, allargano le braccia di
fronte ai cassonetti, insufficienti e sempre stracolmi senza rispetto della differenziata, alle carcasse d'auto
bruciate («già due volte, quest'anno», spiega una giovane residente), ai cumuli di materassi e ai rifiuti
scaricati con i camion durante la notte.
Clara Mulas
Le insidie nascoste nella strada della morte
Poca luce e segnaletica inesistente in via dell'Autonomia
Attorno ci abitano non meno di tremila persone che nei prossimi anni sono destinate a raddoppiare.
Attività commerciali, impianti sportivi, centri d'aggregazione, una miriade di vicoli secondari e ben 130 passi
carrai di case private si affacciano direttamente su via dell'Autonomia regionale sarda, teatro domenica
scorsa dell'ennesima tragedia costata la vita a due persone.
LA PETIZIONE Oggi si terrà un vertice tra Comune e Provincia. Dei lavori necessari a eliminare le insidie
lungo i cinque chilometri della strada se ne parla da oltre dieci anni. Per questo motivo gli abitanti di
Flumini sono pronti alla mobilitazione per ottenere gli interventi in tempi rapidi. «Promuoveremo
nuovamente una raccolta di firme», spiega Angelo Caredda, ex presidente della commissione Viabilità della
Circoscrizione di Flumini. «Fino a oggi i nostri appelli sono rimasti inascoltati: la strada continua a richiedere
il suo tributo di sangue».
LA PARROCCHIA Le insidie si incontrano già nel primo mezzo chilometro di via dell'Autonomia regionale
nonostante sia l'unico illuminato. I marciapiedi, però, sono in condizioni disastrose mentre la segnaletica
L’Unione Sarda 27 marzo 2014
orizzontale è quasi inesistente. Ne sanno qualcosa le famiglie che portano i propri bambini nel centro
catechistico che si affaccia sulla strada o che ogni domenica frequentano la vicina chiesa di Santa Maria
degli Angeli.
IL MERCATINO Proseguendo lungo la strada, tra qualche mese la situazione rischia di essere critica
all'altezza della lottizzazione di Tanca Fiorita. Di recente è stata aperta la nuova palestra: gli atleti che la
frequentano di sera non possono contare su un minimo d'illuminazione all'esterno. Quest'estate sarà
inaugurato, proprio di fronte alla palestra, il nuovo mercato contadino.
NUOVE CASE Nulla in confronto allo scenario che si prospetta da qui a qualche anno. All'altezza delle
vecchie cave di sabbia e delle serre, in località Separassiu, sono previste una decina di nuove lottizzazioni
per circa tremila abitanti, ma anche un ipermercato. Le condizioni attuali della strada sono già pessime
adesso, figurarsi con il doppio del traffico. Persino l'incrocio con la nuova 554 è incompleto: per terra c'è
ancora la scritta dello stop che un tempo regolava il traffico della bretella provvisoria. Le cunette sono
scomparse: ieri, dopo la pioggia, l'acqua invadeva quasi metà della carreggiata.
Giovanni Manca di Nissa
Passaggio tra Provincia e Comune
La proprietà degli svincoli
Prima il lungomare del Poetto, seguito dal tratto di Margine Rosso della litoranea per Villasimius ,e a breve,
la consegna della cantoniera di Flumini: è un costante passaggio di consegne tra Provincia, titolare della
viabilità principale della fascia costiera, e il Comune che man mano sta acquisendo la proprietà di tratti di
strada.
Sarà uno dei punti che verranno affrontati oggi nella riunione tra il sindaco Mauro Contini e il commissario
dell'ente intermedio, Pietro Cadau. Le “dismissioni” da parte della Provincia erano già state avviate con la
Giunta Milia. L'amministrazione di via Porcu è diventata titolare delle quattro corsie del Poetto e del primo
tratto di litoranea. Una presa d'atto, in quest'ultimo caso, di una situazione che era ormai realtà da parecchi
anni: la strada non è più un collegamento tra centri della Provincia ma una via urbana a tutti gli effetti. Con
l'apertura della nuova 125 sono cadute anche le ultime resistenze da parte del Comune di Villasimius: si era
sempre opposto al declassamento di quella che era fino all'anno scorso l'unica strada di collegamento tra
l'importante centro costiero e il capoluogo.
Diventeranno di proprietà del Comune gli altri sei chilometri di litoranea sino a Flumini. Stesso discorso per
il primo tratto di via dell'Autonomia regionale. L'amministrazione di via Porcu ha ottenuto in concessione
gratuita, invece, la cantoniera di Flumini: il passaggio, però, non si è ancora concretizzato a causa di
lungaggini burocratiche. (g. mdn.)
L’Unione Sarda 27 marzo 2014
Assemini
«È più importante la salute, la laveria non deve riaprire»
- Il sindaco Mario Puddu contrario alla ripresa dell'attività industriale
Andrea Artizzu
Inviato
ASSEMINI Dal canale sul ponte di via Coghe lo spettacolo è da terzo mondo. Le canne del fiumiciattolo
trattengono una schiuma gialla puzzolente mentre i residui degli scarichi fognari corrono veloci verso lo
stagno. Di fronte la laveria della fluorite ridotta a un residuato di archeologia industriale che, almeno in
questo caso, non ha responsabilità di quello che è a tutti gli effetti un disastro ambientale. Poco distante, a
Santa Maria, le polveri della lavorazione del minerale che, quelle sì, con il levante raggiungono il quartiere.
Ora che emergono voci su un'imminente riapertura dell'impianto che tratta i minerali estratti nella miniera
di Silius salta di nuovo fuori il conflitto tra posti di lavoro e salute di chi abita e lavora nella zona.
NO AI RICATTI Il sindaco grillino Mario Puddu, dal suo ufficio con foto di Gigi Riva al posto del Capo dello
Stato, non ha dubbi. «Sull'apertura non abbiamo avuto alcuna comunicazione ufficiale. Gli interventi in
programmazione (ed eventualmente in corso di esecuzione nell'impianto pertinenziale di arricchimento di
Assemini) sono funzionali al mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti». Tutto tace
all'orizzonte? «Sì. Ma sia ben chiaro che i posti di lavoro non devono essere usati come ricatto. Il benessere
ambientale va tutelato». Parole sante, ma non è necessario essere degli specialisti per capire che quella
zona è a rischio ambientale. «I problemi esistono. Abbiamo letto il caso delle pecore con i denti giganti a
causa dell'inquinamento». I problemi maggiori - secondo quanto denunciano gli abitanti - sono causati dalle
polveri di scarto di Santa Maria che col vento arrivano in paese. «È un dilemma, la quantità di materiale è
enorme, praticamente una montagna. È necessario trovare una soluzione, anche perché lasciando le cose
come sono, le polveri sono dannose. Mi sono sempre chiesto perché fare tutti quei chilometri e non
lavorare il minerale a Silius?». Avevate promesso di bonificare e mettere in sicurezza l'area, come
intendente procedere? «Non ne ho la più pallida idea». Quale sarà il futuro dell'impianto? «Siamo contrari
alla riapertura dell'impianto. Sono più i danni che i benefici».
LAVORO Benigno Farris da 40 anni sforna rosette da un panificio di via Coghe. «nei tempi d'oro in laveria
lavoravano 150 operai. Ora nessuno. Gli affari sono precipitati. Le polveri in certi giorni rendono l'aria
irrespirabile, ma ci lamentiamo per la crisi e non per l'inquinamento».
L’Unione Sarda 27 marzo 2014
Monserrato
«Così il paese affonda»
Badas: il sindaco ostacolato dal suo partito (Pd) - Lettera aperta, nel mirino Consiglio comunale e Giunta
«La ricreazione è finita, è tempo di agire per tutelare l'economia e l'occupazione». Marco Badas, fiduciario
di Confcommercio, indirizza una lettera aperta a sindaco e consiglieri e condanna la politica del non fare e
l'immobilismo che sta costando caro ai cittadini.
COMMERCIO E PUC «Mentre le attività commerciali e artigianali chiudono i battenti, in Consiglio si assiste a
diatribe sterili. Quella sul piano urbanistico comunale è la dimostrazione lampante: dopo 20 anni di
autonomia, si continua ad affossare il piano e, vista l'impossibilità d'intervento, le facciate vengono
transennate per tutelare i cittadini dal rischio crolli. Considerata la situazione, le transenne andrebbero
messe anche in consiglio comunale. Ieri, dipendendo da Cagliari non si poteva mettere neanche un chiodo,
oggi con l'autonomia, lo stesso chiodo non lo si può più togliere e Monserrato cade a pezzi in attesa del
Puc».
LE RESPONSABILITÀ «Il sindaco, cui si riconoscono le responsabilità, è vittima di una forma di ostruzionismo
da parte del suo stesso partito, il Pd, che lo induce a falli di reazione. La coalizione non lo segue in maniera
compatta e il primo cittadino è un generale senza esercito».
I PROCLAMI «Basta con la politica fatta solo a mezzo stampa, pubblicizzando idee che non hanno gambe».
Poi elenca le promesse disattese: «La Guardia medica, mai istituita; la facoltà di odontoiatria che avrebbe
dovuto essere ospitata nell'ex Cries; gli studi sul mercato civico, teatro di tante proposte ma di fatto è
ancora un plesso che su 22 box disponibili ne ha uno solo occupato». Comunità in ginocchio: «Se si blocca
l'edilizia, si uccidono il commercio e le attività artigianali. Tutti i settori attendono il rilancio economico e
mentre si disertano le botteghe e si abbassano le serrande, si affolla la Caritas». Conclude «Se il programma
per cui i cittadini hanno dato fiducia non è condiviso, allora mandino a casa chi non lo condivide più e
trovino i rimedi».
Federico Zucca
Quartucciu
Un progetto per rilanciare il parco di Pill'e Mata
Rilanciare il parco archeologico di Pill'e Mata e incentivare il turismo a Quartucciu. È questo lo scopo del
progetto PìeZèses - Sonorità del Mediterraneo e sapori dell'antichità , presentato alla Regione per ottenere i
finanziamenti nell'ambito dei bandi per manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico. L'intento
principale è di rendere fruibile al pubblico un sito di grande interesse storico, inaugurato più di tre anni fa
ma rimasto sempre chiuso. Il titolo del progetto ha origine da un'iscrizione che orna una coppa di vetro
ritrovata in una tomba, significa bevi e vivi e sembra riferirsi al banchetto funebre che si svolgeva in età
cristiana in prossimità delle sepolture. Prevede l'apertura della necropoli con visite guidate e percorsi
didattici, la realizzazione della mostra archeologica Luce sul tempo con l'esposizione dei reperti della
necropoli, laboratori e convegni e inoltre la ricostruzione e preparazione dei piatti tipici del periodo punicoromano, con degustazioni di cibi e vini. (g. da.)
L’Unione Sarda 27 marzo 2014
Selargius
I rifiuti a Villaservice
Il sindaco: «Col risparmio abbatteremo le tasse» - Anche l'umido di Sinnai e Monserrato andrà a
Villacidro
Il comune di Selargius cerca di fare economia con i rifiuti. Niente più umido al Tecnocasic, a Villaservice si
risparmia. Da una parte Macchiareddu con i suoi 122,36 euro, Iva esclusa, a tonnellata per il conferimento
dei rifiuti organici; dall'altra le tariffe concorrenziali dell'impianto di Villacidro: a parità di quantità la spesa
scende sino a 92 euro, al netto dell'Iva, al dieci per cento.
LA CONVENIENZA Poco più di trenta euro di differenza, cifra non trascurabile in tempi di crisi. E anche
sommando la maggiorazione per il trasporto la convenienza rimane. Ogni viaggio costerà 8 euro e 27 in più
ai mezzi selargini. Ma la convenienza resta. Il cambio di rotta dell'amministrazione di via Istria è imminente,
può già contare anche sull'ok della Regione. «Partiremo lunedì», annuncia il sindaco Gianfranco Cappai.
«Secondo i nostri calcoli dovremmo risparmiare circa 65 mila euro da qui a fine anno». Le previsioni sono
rosee: «Le risorse saranno utilizzate per abbattere i costi della tassa sui rifiuti che gravano pesantemente su
cittadini e commercianti».
QUI MONSERRATO Selargius fa da apripista, l'amministrazione di Monserrato è pronta a seguire la stessa
strada. «È solo questione di giorni», rivela il primo cittadino Gianni Argiolas. «Considerando i prezzi di
Villaservice, abbiamo ipotizzato un risparmio tra i 60 e i 90 mila euro all'anno», sottolinea l'assessore
all'Ambiente e all'Urbanistica Antonio Sarigu. Oro colato per il bilancio comunale, e una boccata d'ossigeno
per le famiglie alle prese con la Tares schizzata alle stelle. «Utilizzeremo le risorse per ridurre la tassa»,
garantisce Cappai. «I cittadini potranno godere dei benefici già dall'anno prossimo». Resta il problema del
secco. «La Regione ci obbliga a smaltirlo al Tecnocasic, dove i prezzi aumentano ogni anno», polemizza. «È
una spesa eccessiva che da sola copre un quarto dell'importo speso ogni anno per garantire il servizio di
igiene urbana». Poi lancia un appello: «Bisognerebbe trovare un'alternativa più economica e dare ai
Comuni la possibilità di scegliere con quale stabilimento trattare».
QUI SINNAI Neanche Sinnai resiste al richiamo della struttura di Villacidro. «Mancano solo le ultime
formalità», precisa il sindaco Barbara Pusceddu. Ma il capitolo Tecnocasic è pronto a essere archiviato.
«Una decisione doverosa, visto il risparmio importante che ci consente Villaservice. È nostro dovere trovare
tutti gli strumenti disponibili per far gravare il meno possibile la crisi sui cittadini». E trenta euro di
differenza sono un buon inizio.
Sara Marci
Elmas
Piscedda: «Forse dovrò dimettermi da sindaco»
Il sindaco Valter Piscedda resta o sarà costretto alle dimissioni dall'incarico? Dopo aver giurato la scorsa
settimana per il nuovo incarico di consigliere regionale, adesso appare incerto se i due ruoli istituzionali che
ricopre possano essere compatibili.
«Secondo un recente orientamento giurisprudenziale», spiega Piscedda, «sembra ci sia una possibile
incompatibilità tra il ruolo di sindaco e quello di consigliere regionale». Una questione non ancora definita.
«Tutti i pareri che stiamo acquisendo in questi giorni», sottolinea ancora il primo cittadino di Elmas,
«convergono nella direzione dell'incompatibilità tra i ruoli e io avrei l'obbligo di dover scegliere». Una
eventualità e uno scrupolo che il primo cittadino di Elmas sta valutando prima ancora che dai banchi
L’Unione Sarda 27 marzo 2014
dell'opposizione qualcuno sollevi obiezioni o riserve. «Conto di convocare quanto prima il Consiglio
comunale», annuncia ancora Piscedda, «così da valutare tutti assieme questo argomento». (g.l.p.)
Senorbì
L'Unione dei Comuni ancora senza presidente
Alla terza assemblea ancora una fumata nera. Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione del consiglio
dell'Unione dei Comuni Trexenta che ieri mattina doveva decidere la nomina del nuovo organo direttivo.
L'ente intercomunale che mette insieme le amministrazioni di Ortacesus, Pimentel, Gesico, Guamaggiore,
Guasila, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala e Suelli è senza una guida da oltre un mese a causa delle
dimissioni di Alessandra Corongiu, sindaco di Pimentel. L'incontro si è concluso ancora prima di iniziare.
«Dopo aver constatato che alcuni colleghi non avevano ricevuto in tempo la comunicazione dell'incontro
per via di un banale inconveniente tecnico legato al funzionamento della Posta elettronica certificata ho
preferito rinviare la seduta», precisa Fabrizio Mereu, sindaco di Ortacesus e vicepresidente facente funzioni
dell'Unione. La prossima assemblea si terrà mercoledì 2 aprile. Sarà la volta buona per eleggere il
presidente? (sev. sir.)
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