FORMARE PER COMPETENZE
Sperimentare una attività didattica secondo il modello di ciclo di apprendimento
esperienziale di Pfeiffer e Jones
dal libro: «Costruire, valutare, certificare competenze» Roberto Trinchero
PROGETTAZIONE E
COSTRUZIONE DI UNA PIRAMIDE
ALIMENTARE
•L’attività presentata è reperibile sul sito WWW.edurete.org/mat/esp.htm in forma
completa
DOCENTI: Actis Oreglia Luigina, Praolini Cristiana
ANALISI DELLA SITUAZIONE INIZIALE
La classe
• classe prima B del plesso di Caluso (a.s.
2013/14)
• N. alunni 17
• 1 alunno disabile
Perché una piramide alimentare?
• Unità di apprendimento inserita in un progetto pluriennale e articolato di
educazione alimentare denominato: «IL GUSTO DELLA SALUTE»
• L’occasione per contestualizzare la proposta -problema fornita da una
canzoncina che conteneva nel ritornello « piramide alimentare» e da un
disegno di piramide da ricostruire con cartoncino assegnato agli alunni
dall’insegnante di musica
Relazione e coerenza della proposta
con il messaggio delle IN12
• Valorizzare l’esperienza e le
conoscenze degli alunni, per
ancorarvi nuovi
contenuti…l’alunno…si
presenta con una dotazione di
informazioni, abilità, modalità
di apprendere che l’azione
didattica dovrà
opportunamente richiamare,
esplorare, problematizzare. ..
• Favorire l’esplorazione e la
scoperta, al fine di
promuovere il gusto per la
ricerca di nuove conoscenze.
• …la problematizzazione svolge
una funzione insostituibile:
sollecita gli alunni a
individuare problemi, a
sollevare domande, a mettere
in discussione le conoscenze
già elaborate, a trovare
appropriate piste d’indagine, a
cercare soluzioni originali.
• Incoraggiare l’apprendimento
collaborativo.
Traguardi della proposta per
lo sviluppo di competenze
OBIETTIVI TRASVERSALI
dalle NI12
•
…Riesce a risolvere facili
• Argomentare, congetturare, ipotizzare…
• Rappresentare oggetti e figure tridimensionali in
vario modo
• Visualizzare oggetti tridimensionali a partire da
rappresentazioni bidimensionali.
• Misurare in contesti concreti
• Prendere la parola negli scambi comunicativi
(dialogo, conversazione, discussione) rispettando
i turni di parola.
• Ricostruire verbalmente le fasi di un’esperienza
• Ampliare il patrimonio lessicale
• Trasformare immagini e materiali ricercando
soluzioni originali
• Pianificare la fabbricazione di un semplice
oggetto elencando gli strumenti e i materiali
necessari.
• Realizzare un oggetto descrivendo e
documentando la sequenza delle operazioni.
problemi in tutti gli ambiti di
contenuto, mantenendo il controllo sia
sul processo risolutivo, sia sui risultati.
Descrive il procedimento seguito e
riconosce strategie di soluzione diverse
dalla propria.
•Costruisce ragionamenti formulando
ipotesi, sostenendo le proprie idee e
confrontandosi con il punto di vista di
altri.
CLASSE SECONDA
PRIMI GIORNI DI
SCUOLA…
PROBLEMA
ESPERIENZA
COMPETENZE
COMUNICAZIONE
APPLICAZIONE
EVENTO SCIENZE IN
PIAZZA
GENERALIZZAZIONE
OSSERVAZIONI DELLE INSEGNANTI
ANALISI
•
secondo voi, è possibile costruire «una grande piramide alimentare
da esporre alla manifestazione SCIENZE IN PIAZZA?
(Gli alunni avevano già costruito una piccola piramide con il
cartoncino,piegando semplicemente il foglio secondo un disegno già
predisposto)
• COSA NE PENSATE? SE SIETE D’ACCORDO, COME SI POTREBBE
FARE?
Il problema è aperto,sfidante da risolvere dividendo la classe in
gruppi di lavoro; all’interno di ogni gruppo viene individuato un
responsabile della comunicazione.
L’aula è organizzata come una «officina», la cattedra è un bancone di
lavoro posto in un angolo, la disposizione dei banchi non è fissa:
dipende dal tipo di lavoro che si sta svolgendo.
CHE DIFFERENZA NOTATE TRA LA PIRAMIDE
CHE AVETE IN MANO E IL FOGLIO DOVE E’
DISEGNATA?
Nel linguaggio quotidiano i bambini usano il
termine «a 3 D», ma non riescono a «vederlo»
nell’oggetto che hanno in mano.
COSA SONO LE DIMENSIONI?
…termine usato, ma «vuoto»
FASE INIZIALE DOVE EMERGONO
Preconoscenze e misconcezioni
OCCORRE CAPIRE COSA SI INTENDE PER
DIMENSIONE, QUINDI SI TORNA AL PROBLEMA
INIZIALE: TROVARE LA DIFFERENZA TRA LA
PIRAMIDE «OGGETTO» E LA PIRAMIDE
«FOGLIO»
OCCORRE RICERCARE IL SIGNIFICATO DI
DIMENSIONE ( ASTRAZIONE) attraverso
un’attività di esplorazione dell’ambiente
circostante.
SI ARRIVA A CONDIVIDERE IL TERMINE
DIMENSIONE E VENGONO INDIVIDUATE
LARGHEZZA, LUNGHEZZA, SPESSORE,
PROFONDITA’
•
•
•
•
•
•
la piramide è diversa dal foglio perché il foglio è solo un triangolo…
La piramide è rigida, il foglio no…
Il foglio è piatto, la piramide è alta…
La piramide non si può piegare, il foglio sì..
La piramide sta in piedi, il foglio no…
EPLORAZIONE NELL’AMBIENTE, RICERCA DI COSE COME IL FOGLIO E COME
LA PIRAMIDE
COLLEGAMENTO CON ESPERIENZE PREGRESSE: GLI OCCHIALINI A TRE D …
…se non hai gli occhiali vedi raddoppiato, per me la D vuol dire doppio…
Con gli occhiali vedi che ti viene addosso, viene fuori dallo schermo….viene su di te…ti
abbraccia…
QUANDO IL FILM NON E’ IN 3D come lo vedi?…lo vedo piatto…
ALLORA 3 D COSA VORRÀ DIRE?
…per me vuol dire 3 dimensioni
• «Allora la piramide che abbiamo costruito ha tre
dimensioni!»
• «…una piramide grande a tre dimensioni occupa
tanto spazio ed è difficile da trasportare!...»
• Bisogna costruirne una, grande, con una faccia
sola e gli spazi per mettere gli alimenti.
Consegna: immaginate, disegnate un modello di piramide «con una
faccia sola» come si può vedere da davanti, dietro, di fianco, sopra,
sotto…
GRUPPI AL LAVORO
Questo gruppo ha richiesto il
metro per visualizzare meglio la
larghezza della piramide
• Tutti i gruppi hanno l’idea di un davanti e un
dietro dell’oggetto, qualcuno disegna anche il
profilo, trovano espedienti per «tenerla su»:
• ….come il portafoto che ha una cosa dietro…
• ….un bastone…però rimane «storta», bisogna
tenerla diritta…
• …si può fare come una scala…
• Tutti formulano soluzioni possibili, utilizzando
anche esperienze extrascolastiche, vissuti di gioco
DAL PROGETTO DISEGNATO A 2 D, SI PASSA ALLA REALIZZAZIONE DI UN
MODELLO A 3D…
SU DI UN TAVOLO VENGONO POSTI MATERIALI DIVERSI: QUADRATI DI SPUGNA
DURA, CARTONI, PEZZI DI LEGNO…..I GRUPPI SONO INVITATI A SCEGLIERE
QUELLO CHE RITENGONO ADATTO E PROVANO…
I MODELLI TRIDIMENSIONALI
«abbiamo trasformato
una idea in una cosa vera!»
Comunicazione ai compagni dei passaggi
seguiti per la costruzione del proprio
modello:
GRUPPO 1
«Prima ho preso un foglio e un quadrato di
plastica, ho piegato il foglio e disegnato
mezzo triangolo, se la disegnavi normale
non ti veniva preciso. Per sostenere la forma
ho provato tante volte a usare un pezzo, non
riuscivo a trovare la posizione giusta e ho
dovuto girarlo in tutti i modi.»
Gruppo 2
«Anche noi prima abbiamo disegnato un triangolo con la piegatura della
carta, lo abbiamo messo sulla spugna dura e abbiamo ritagliato…per tenere
su il triangolo abbiamo tagliato dei pezzi come i cavalletti dei quadri o i
portafoto e incollati e abbiamo visto che funzionava. Per sostenere i ripiani
abbiamo usato chiodi infilati nella spugna e messi alla stessa distanza, ma
abbiamo dovuti girarli verso l’alto perché gli scaffali scivolavano…»
ANALISI
• I gruppi presentano i loro modelli, li
confrontano con quelli dei compagni e li
discutono: vengono evidenziati i punti
«BUONI» e le cose che «non funzionano».
Alla LIM si annotano le osservazioni.
Gruppo 2
• Ha un bel sostegno
dietro
• Non occupa troppo
spazio
• Nel progetto sono
indicate le dimensioni
• I chiodi non tengono su i
ripiani che scivolano, ci
vorrebbero delle punte
più lunghe
Gruppo 5
• È il solo modello che ha
una specie di piano
davanti che lo tiene su
come un piede
• …i ripiani sono appiccicati con
la colla e non stanno su, ma si
piegano…
SECONDO VOI C’È UN MODELLO CHE «VINCE»?
….sì, forse quello del gruppo 1, è perfetto…
…no, perché non ha messo le misure…
…le misure le hanno messe i bambini del gruppo 2…
…il gruppo 5 ha trovato un modo diverso e comodo per tenere in piedi la
piramide…
…il gruppo 6 ha trovato un sistema per sostenere i ripiani, con i cartoncini
piegati ad elle…
…ma allora possiamo prendere tutte le buone idee dei vari modelli per
costruire la nostra piramide…
Sintesi dei punti di forza per produrre soluzione ottimale
CARATTERISTICHE DEL NUOVO
MODELLO:
• Mettiamo un «piede» davanti che bilanci
• Per sicurezza anche un pezzo dietro, magari a
triangolo
• Per i ripiani usiamo cartoncini piegati a elle
• Usiamo le dimensioni trovate dal gruppo n. 2
Nuovi problemi che i bambini si pongono
IL NUOVO MODELLO:
• CON QUALE MATERIALE COSTRUIRLO?
• LE DIMENSIONI INDICATE SONO 140 CM DI LARGHEZZA E 180 CM DI ALTEZZA…
ABBIAMO A DISPOSIZIONE LA CARTA NECESSARIA PER TRACCIARE IL modello di
TRIANGOLO?
Il materiale NON DEVE ESSERE MOLTO PESANTE PERCHE’ BISOGNA TRASPORTARLA
DEVE ESSERE ABBASTANZA RESISTENTE PERCHE’ DOBBIAMO APPOGGIARE ALIMENTI
VERI…
PROVIAMO CON IL CARTONE COME QUELLO GIÀ USATO PER I FUMETTI!
Considerazione di una alunna:
«Ogni
gruppo ha trovato una soluzione diversa per la
costruzione e non ci siamo copiati!!!»
La costruzione del modello che unisce
tutte le buone idee
• In che modo possiamo lavorare? Da dove si
comincia?
Ci si divide nuovamente in
gruppi: chi ritaglia la sagoma
del triangolo, chi controlla i
grandi cartoni ….si decide di
unire i due cartoni per stabilire
la lunghezza del piano di
sostegno
IL LAVORO PRINCIPALE DIVENTA
LA MISURA…
«…uniamo i cartoni dalla
BASE e vediamo di quanto
fare lungo il «piede»»
…»si ribalta o sta in
equilibrio?»
E IL CARTONE? CONTROLLIAMO LE MISURE….è alto 190 cm bastano?
No, perché avanzano…ma se avanzano vuol dire che bastano…
In realtà questo problema linguistico non è ancora del tutto risolto: basta
solo se la quantità è giusta, se supera non basta…
Ecco la piramide che sta in
piedi . I bambini hanno
individuato la necessità di
aggiungere rinforzi alla
base per renderla più
STABILE.
Ora si tratta di preparare i
ripiani: quanto devono
misurare?
Tornano le dimensioni, i
bambini parlano di
profondità …
IL PROBLEMA DEI RIPIANI: COME TRACCIARE LINEE
DIRITTE E RISPETTARE LA MISURA DI 20 CM?
…bisogna fare la tacche alle estremità
alla stessa distanza..
E poi con la riga unirle…si ma la
riga è troppo corta…trovate un
modo per riuscire a unire le due
tacche
IL LAVORO è STATO DI NOTEVOLE
IMPEGNO: HANNO AGGIUNTO DUE
RIGHE, MA IL RISULTATO NON ERA
SODDISFACENTE, LA RIGA ERA
STORTA, HANNO RIPORTATO LA
LUNGHEZZA, SEGNATO CON TACCA,
MA IL RISULTATO ANCORA
DELUDENTE…
Dopo numerosi tentativi sono riusciti a capire che se prendevano anche una
misura «di mezzo» era più facile tracciare una linea abbastanza diritta.
IL PROBLEMA di come fissare i ripiani
In modo autonomo, come
già era successo per i
modelli, hanno prima
misurato, fatto le tacche e
poi posizionato i ripiani…
COME FISSARLI ALLA
FACCIA DEL TRIANGOLO?
Questo è stato il lavoro più
difficile, i bambini hanno
tentato numerose soluzioni,
ma non si raggiungeva lo
scopo…
Dopo infiniti tentativi si è
arrivati ad una soluzione
abbastanza stabile….ma
quando abbiamo appoggiato le
scatolette di alimenti, i
biscotti, le arance …I RIPIANI
HANNO CEDUTO!
«Il modello come idea funziona….ma forse non abbiamo usato i materiali
adatti! Ci vorrebbe il legno…»
PROPOSTA
Perché non portare il modello da un falegname e farci dare i pezzi che
servono per ottenere quello che abbiamo progettato?
La maestra ha portato il modello «buone idee» dal falegname e un giorno…
arriva il falegname con i singoli pezzi che vengono montati con l’aiuto dei bambini
Sono tutti molto attenti e controllano stupiti che è proprio il modello che
loro avevano costruito in cartone…
Collaborano al montaggio e intanto osservano ….ci sono chiodi lunghi che
sembrano viti, il falegname usa un avvitatore
Naturalmente la piramide di legno viene misurata, accarezzata, annusata :
si scoprono gli ANGOLI, sono SMUSSATI, gli angoli dei banchi no ( infatti se
ci sbatti ti fai male)
Si controllano le misure: altezza 158
cm, larghezza 137 cm, profondità
mensole 25 cm ( verificano che la
piramide ha quasi le stesse misure
del loro modello.
COSA CAMBIA?
La lunghezza: seconda mensola 117
cm, terza 96 cm, quarta 78, quinta
55, sesta 36. Perché la mensola n.1
non la misurate? «Ma perché
corrisponde alla base!»
FASE DI RIELABORAZIONE DEL PERCORSO SVOLTO ATTRAVERSO LE
IMMAGINI…obiettivo focalizzare l’attenzione sui processi che hanno portato
proprio a quella soluzione
In questa occasione anche gli alunni
che durante il lavoro talvolta
apparivano «gregari» rispetto al
gruppo, intervengono con buone
descrizioni e rivelano di aver acquisito
conoscenze…
Entrano in gioco contemporaneamente
risorse conoscitive e strutture di
pensiero
allora provate a scrivere «COSA AVETE IMPARATO»
Il lavoro viene svolto
individualmente: riportiamo alcuni
esempi senza correzioni ortografiche
( scrittura spontanea)
…tutte le dimensioni, a
misurare, a fare un progetto, a
disegnare un triangolo senza la
simmetria, risolvere problemi,
realizzare un progetto, cosa
sono le dimensioni la lunghezza,
altezza,profondità, spessore il
vertice e la base.
Andrea
…o imparato dimensioni, se devo misurare
appogio il rigello e lo sposto,o imparato le
forme giometriche, a fare un triangolo sensa
la simmetria, o imparato il vertice e il lato e la
base, non sapevo il 3D che vuol dire 3
dimensioni cioè altezza lunghezza spessore
Alessandro L.
…ho imparato le dimensioni, a misurare con il
metro, a riconoscere a fare la
piramide…parole nuove come dimensioni,
scaffali,ripiani, ho fatto su un foglio un
triangolo…
Gli alunni simulano una spesa e
sistemano gli alimenti nel ripiano
giusto….perchè le patate con la
pasta?
Verificare quanto appreso
attraverso il gioco
Comprendere quali cibi si devono consumare in maggiore
quantità e perché….
Il riconoscimento della scuola come BENE COMUNE
• Un aspetto importante dell’intero Progetto di educazione alimentare è rappresentato
dalla apertura alla comunità locale: uscire dalle aule per incontrare il cibo presso chi
produce, elabora, trasforma sul nostro territorio
• Far conoscere le iniziative poste in atto dalla scuola, partecipando ad eventi e
manifestazioni , coinvolgendo le famiglie
Un genitore ci ha scritto:»Quello che un genitore si aspetta dalla scuola è la capacità di
accendere la mente ed essere in grado di domandare tanti PERCHE’ e di fornire gli
strumenti per creare con entusiasmo il tentativo di dare una risposta.
Questo intento, che alle volte sembra pura utopia nella scuola italiana, si e’ palesato in
una calda giornata di sole nel chiostro di Caluso in un vociare entusiasta, dove i bambini
facevano a gara per spiegare ai grandi la meraviglia della scienza.»
MESSA ALLA PROVA DELLE NUOVE RISORSE , SVILUPPO DI
MECCANISMI DI ANALOGIA
• SITUAZIONE PROBLEMA NUOVA:
• «FRUTTA E VERDURA AI BATTERI FAN PAURA»
• Dobbiamo trovare un modo efficace per far
capire cosa abbiamo imparato sull’importanza
delle vitamine contenute in frutta e verdura.
• Dobbiamo comunicarlo attraverso una
fotografia che sarà pubblicata sull’opuscolo
che raccoglierà le nostre esperienze.
Il progetto
Proposte di
alunni nella
fase di
discussione:
•«ora possiamo fare come per la piramide»
•Ci serve la carta per i modellini, perché nel
progetto c’è scritto che servono due pezzi che
vanno incollati insieme, ma non è chiaro…
•«intendevo non incollati appiccicati, ma
collegati quello davanti con il pezzo
dietro….come si vede qualche volta in giro che
ci sono persone con un cartello davanti e uno
dietro»
PROGETTARE….FARE
Le buone idee si concretizzano
Consumando frutta e verdura,
ingeriamo vitamine che aiutano a
«combattere» i batteri nocivi!
Riflessione docenti (osservazione comportamenti ):
• Nella fase esperienziale gli alunni hanno proceduto per tentativi ed errori
• Nella fase di comunicazione sono riusciti ad esplicitare le idee che li hanno
portati ad una determinata scelta, il confronto ha permesso loro di
apprendere strategie diverse
• Nella fase di analisi sono riusciti , con la mediazione dell’insegnante, ad
identificare di ogni modello le strutture adeguate e quelle poco efficaci
• Nella fase di generalizzazione hanno organizzato le nuove conoscenze e
riflettuto su «come» si lavora in situazioni «difficili»
• Nella fase di applicazione hanno rivelato capacità organizzative e sviluppo
di meccanismi di analogia, migliore pianificazione delle azioni,
indipendenza nella ricerca di materiali
• Proporre situazioni da affrontare secondo il ciclo esperienziale, permette
anche agli alunni più insicuri e restii ad esporsi in prima persona di
partecipare in modo attivo ( inclusione)
•
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Punti di forza dell’esperienza
Il lavoro laboratoriale ha permesso di evidenziare misconcetti , ma anche
preconoscenze spesso non sufficientemente valorizzate .
Usare un linguaggio idoneo per esprimere ragionamenti( se….allora….quindi), per
descrivere procedimenti seguiti.
Conoscere/usare strumenti e termini geometrici in situazioni reali
Arricchire il patrimonio lessicale
Saper pianificare più azioni in sequenza temporale per ottenere un risultato concreto
Saper giustificare le scelte effettuate
Comprendere che, rispetto ad un problema, le soluzioni possono essere diverse
VALUTAZIONE
Se la competenza non è un semplice insieme di abilità, ma un processo in cui le risorse
di un soggetto vengono mobilitate per produrre soluzioni efficaci ad una situazioneproblema, l’osservazione dei comportamenti, degli atteggiamenti di fronte ad attività
diverse offre la possibilità di cogliere, anche in bambini piccoli:
Iniziativa
progettazione
Soluzioni con punti di forza/debolezza
A fine anno, in autonomia, gli alunni hanno deciso di costruire la famiglia «Cipì»:
A nostro avviso questi progetti, a livelli diversi, dimostrano l’acquisizione
della capacità di sapere analizzare una situazione, stabilire i materiali
occorrenti e organizzare una procedura risolutiva.
UN ORTO A SCUOLA
1. Perché un orto a scuola?....
2. PROBLEMA: DOVE realizzare l’orto?
18/09/2015 classe seconda
Verifica, a distanza di tempo, di come mettono
in atto risorse…
Gli alunni, appena tornati dalle vacanze estive,
non hanno avuto difficoltà nell’affrontare il
problema
COSA FA L’INSEGNANTE
COSA FANNO GLI ALLIEVI
ESPERIENZA
Forma i gruppi in modo mirato.
Fornisce una mappa del cortile a ciascun gruppo
e richiede di posizionare lo «spazio orto»
Ciascun gruppo, prima riconosce gli
elementi raffigurati sulla mappa e
successivamente disegna dove
realizzare l’orto
COMUNICAZIONE
Invita ciascun gruppo a presentare la propria
soluzione ed esplicitare i motivi della scelta
Presentano la soluzione ed espongono
«le buone ragioni» alla base della
scelta. Segnano sulla mappa le
soluzioni dei vari gruppi
ANALISI
Scrive alla lavagna, già durante la fase di
comunicazione , le «buone idee» e quelle
«discutibili». Sulla base dei criteri emersi, chiede
agli allievi di trovare i punti di forza
Valutano le soluzioni e nel cortile della
scuola si evidenziano gli aspetti che
funzionano e quelli che vanno
modificati
GENERALIZZAZIONE
Chiede agli allievi di progettare la soluzione
scelta anche per quanto le dimensioni .
Successivamente ne richiede una
rappresentazione rimpicciolita.
Fa riflettere su quanto appreso che potrà essere
applicato a situazioni simili
Misurano con strumenti convenzionali
e non e propongono le dimensioni
reali tenendo in considerazione il
numero di classi coinvolte
APPLICAZIONE
Conduce gli alunni a lavorare «sul
campo»
Delimitano con striscione lo
spazio-orto
Sulla mappa sono
disegnate e
numerate le
localizzazioni , le
forme degli orti che
vengono man mano
cancellate in base ai
criteri adottati
ESPERIENZA
COMUNICAZIONE
I buoni
motivi
Quello che non va
bene
ANALISI
I CRITERI SCELTI CHE
CONSENTONO DI RISOLVERE
IL PROBLEMA INIZIALE:
ORA ABBIAMO INDIVIDUATO
LA ZONA !
Ed ora le
misure,
tenendo
conto del
numero di
classi
coinvolte
RIMPICCIOLIRE…PER TENTATIVI
APPLICAZIONE
TTEMBRE
APRILE 2015
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LA COSTRUZIONE DI UNA PIRAMIDE ALIMENTARE