ANNO LV - N. 4
Giovedì 16 Aprile 2015
€ 2,00
Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA
Eccovi Alassio che innamora il sole (A. Graf)
Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S.
Socio Effettivo € 25,00 - Socio Aderente € 22,00 - Socio Aderente estero € 27,00
ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37
E-mail: [email protected] - Sito internet: www.vecchiaalassio.it
La mia
Turismo
d’élite
o
turismo
di
massa
parte…
S
G
li auguri di Buona Pasqua ce li siamo già scambiati tutti, PASQUA
=PASSAGGIO=CAMBIAMENTO…
allora BUON CAMBIAMENTO!
Vi anticipo qui una leggenda dei nativi Americani che ritroverete all’interno
del giornale: Un giorno, ci fu un enorme
incendio boschivo. Tutti gli animali terrorizzati, atterriti, restavano a guardare
impotenti il disastro. Solo il piccolo colibrì era occupato ad andare a prendere
qualche goccia d’acqua con il suo becco
a gettarla sul fuoco. Dopo un attimo, l’armadillo, infastidito da questa agitazione
ridicola, esclamò: “Colibri! Sei pazzo? E
non è con queste gocce d’acqua spegnerai il fuoco!” E il colibrì rispose: “Lo so,
ma io faccio la mia parte”.
Mi sembra che questa piccola storia
possa indicare la via per cercare di attuare il CAMBIAMENTO che ogni stagione ci propone, che questa estiva in
particolare ci spingerà ad attuare.
Per quanto potremo proseguire sulla
strada dell’immobilismo? Davvero noi
Alassini vogliamo continuare sfiduciati, a lamentarci senza agire? Lo so, state pensando: «cosa può mai fare il singolo cittadino di fronte ai problemi immani della nostra povera Alassio?»
Beh… una risposta posso darvela…
ma perché non si può vestire l’abito
della più semplice SEMPLICITÀ e provare a dire (e a fare) con convinta consapevolezza: «… Lo so, ma io faccio la
mia parte»?!?
Sono convinta che condividerete le
parole del piccolo colibrì perché noi
tutti vogliamo che… FLOREAT
ALAXIUM… SEMPER!!
CMR
E nosce
Seirone
Venerdì 8 maggio
Prof. Giovanni Puerari
“Quande i se ratellovan”
Venerdì 15 maggio
Serata con Gibba… in allegria
Venerdì 22 maggio
Prof. Bruno Schivo
Impronta inglese ad Alassio
Venerdì 28 maggio
Serata musicale
a cura del tenore
Andrea Elena
ono ormai anni o forse decenni che
assistiamo alla diffusione periodica di pieghevoli, che contengono
le solite e ormai anacronistiche proposte di spettacoli e manifestazioni, utili
solo a gettare molto fumo negli occhi,
Di fronte a queste realtà e prospettive è opportuno essere meno superficiali e “tantaleisti” e magari ripercorrere brevemente anche il nostro passato.
Nei secoli scorsi gli Alassini sono sempre stati capaci di conoscere le fonti di
Primi anni del Novecento - Turismo d’élite.
ma prive di valide e durature iniziative.
Si ha la sensazione che ormai sia scomparso negli Alassini il desiderio ma anche l’impegno di conoscere nuove frontiere, di uscire da un circolo purtroppo
vizioso che irrimediabilmente si restringe sempre di più fino ad essere privo di contenuti. Spesso ci chiediamo in
quale veste o con quali slogan si proponga la nostra bella Alassio agli
Italiani e agli stranieri e anche alle agenzie turistiche. Non crediamo che si organizzino pullman per visitare il celebre muretto o per frequentare il centro
talassoterapico o il pur caratteristico
carruggio. Non pensiamo che il Caffè
Roma, un tempo celebre per i suoi illustri frequentatori, oggi possa ringraziare l’antistante muretto; non sembra che
la clientela sia aumentata per la vicina
presenza di firme di prestigio. Il sontuoso palazzo del Grand Hotel con il
suo centro terapeutico non attira la
clientela sperata, anzi corre voce che le
sue proposte di soggiorno suscitino le
proteste delle modeste pensioni e non
degli alberghi a quattro/cinque stelle.
E la zona storica, per fortuna non ancora raggiunta da progetti di modernizzazione, per troppi mesi dell’anno è
scarsamente frequentata. Ormai le
piccole attività, che sono il cuore della
vita del cosiddetto “budello”, stanno
scomparendo.
ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO
Floreat Alaxium
giovedì 30 aprile 2015 presso
Il giorno
la Sede sociale di Via XX Settembre 7, Alassio
guadagno. Ora pescavano corallo e tonno, ora commerciavano con i porti del
Mediterraneo ora avevano rapporti di
convenienza con la Sardegna, con la
Francia, la Spagna e tutta l’Italia. Era un
popolo vivo quello alassino a tal punto
che la demografia segnava un costante
e sensibile aumento. Oggi è sufficiente
consultare la statistica dello stato civile per constatare come nel giro di un
mese in media muoiano sette-otto persone e ne nascano forse due o tre.
Qualcuno potrebbe dire che Alassio
può contare più di dodicimila residenti. Il dato, lo sappiamo bene, non tiene
conto delle case e degli appartamenti
vuoti per molti mesi dell’anno.
Si riempiono solo d’estate quando
Milanesi, Torinesi e anche Bergamaschi giungono ad occupare le loro
case e non gli alberghi. Sempre la storia
locale ci insegna che gli Inglesi, come gli
Hanbury e i Gibb, hanno salvato la città
da una profonda stagnazione, hanno
costruito ville splendide che con i loro
parchi abbellivano e impreziosivano la
collina, hanno indicato all’attenzione
degli europei la salubrità e la mitezza
del clima alassino, la bellezza della
spiaggia e il valore terapeutico di equilibrati bagni di sole sulla sabbia. Hanno,
in poche parole, aperto la strada al turismo moderno, hanno intuito il futuro.
Oggi le ville circondate da parchi, se in
mano a privati, costituiscono un patrimonio culturale immenso, se invece comunali subiscono lo scempio della speculazione, della cattiva gestione. Basti
pensare a villa Fiske, a villa Bice, al
Piccolo Principe...
Qual è allora la strada da
percorrere perché Alassio
possa essere identificata
come un luogo di eccellenza, al pari di Cortina, Capri,
della Costa Smeralda, di
Positano, Portofino, Taormina e Cernobbio, e perché
si riesca a creare strutture
di rilievo adatte ad ospitare
eventi di risonanza internazionale? Come si può impedire che la nostra città sia
“viva” in determinati periodi dell’anno e cada in “letargo” nei mesi di bassa stagione?
Se pensiamo al turismo
d’élite, al cosiddetto “gran
turismo”, dicitura che spesso si legge sugli autobus a
noleggio, ci riferiamo a
quelle finalità ricreativeculturali proprie nel sette/ottocento dell’aristocrazia e delle classi più abbienti. L’Alassio degli Inglesi, ma anche in generale
l’Italia e la stessa Roma, in
particolare, erano le mete più agognate perché coniugavano la bellezza paesaggistica e il lusso delle strutture
d’accoglienza con proposte culturali
sia legate alle memorie storiche sia al
fervore culturale d’avanguardia. Pensiamo all’Alassio degli anni 50/60,
Alassio a Ponente oggi - Turismo di massa.
quella del caffè Roma, alla genialità di
Berrino nel trovare escamotage per far
si che la nostra città diventasse crocevia di artisti, letterati, sportivi, personaggi dello spettacolo.
Oggi quella iniziativa, come si è det-
Società Operaia Mutuo Soccorso
ALASSIO
è convocata
“PRANZO SOCIALE”
L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI
Domenica 3 maggio 2015 - ore 12.45
alle ore 20.30 in prima convocazione e
alle ore 21.00 in seconda convocazione
con il seguente
ORDINE DEL GIORNO
1) Relazione del Presidente;
2) Varie ed eventuali.
Per i Soci è un dovere morale partecipare all’Assemblea
Il Presidente A.V.A.
Caterina Maggi
to, ha bisogno di essere rivitalizzata in
una prospettiva che possa valorizzare
ospiti raffinati e colti, presenti, anche
se in numero ristretto, nel corso di tutto l’anno. Non vorremmo che Alassio
offrisse l’aspetto di una comune località balneare che, vivendo ancora un
po’ di rendita, richiama sciami di turisti per caso, fino a scoppiare, d’estate;
e non vogliamo il proliferare di brutte
strutture, lo spopolamento per nove
mesi all’anno e la conseguente crisi
economica degli addetti al settore balneare.
Le strutture d’accoglienza alassine,
purtroppo, spesso legate alla speculazione edilizia, spiegano la trasformazione del fenomeno turistico, ormai divenuto di massa, con tutte le conseguenze.
È necessario impegnarsi in maxi-progetti volti a individuare strategie e strumenti per uno sviluppo turistico che riduca l’impatto sul territorio sia dal punto di vista ambientale e naturale sia da
quello sociale; infatti solo così si valorizzerebbero, da parte dei turisti, i rapporti con la cultura della comunità ospitante. Soprattutto si stabilirebbero con
essa rapporti continuativi e di lunga durata perché questa forma di turismo
privilegia tempi lunghi di permanenza,
spalmati nell’arco di tutto l’anno.
Per la riuscita di un simile progetto,
già avviato per altro in Italia, ad esempio a Rimini anche con fondi europei, è
necessaria la partecipazione di tutti gli
interessati a questo settore economico,
pubblici e privati e, più in generale, delle amministrazioni, regionale e locale.
Un progetto di turismo responsabile
deve puntare sulla conservazione del
patrimonio locale, limitando gli scempi
edilizi, e offrire ai turisti strutture residenziali in armonia con l’ambiente e
sempre nuovi stimoli per una cultura vivace e all’avanguardia.
A.V.A.
MOSTRE D’ARTE
Sala Carletti
Sede A.V.A. - Via XX Settembre, 7 - Alassio
presso il Ristorante Hotel Toscana,
via F. Gioia, 4
Sono invitati i Signori Soci e simpatizzanti.
Dal 17 aprile 2015
al 3 maggio 2015
Prenotazioni Hotel Toscana: tel. 0182 640657
e/o presso A.V.A.: tel. 0182 643937
entro il giorno 2 maggio 2015
Loredana Boccardo
2
«L'ALASSINO»
Giovedì 16 Aprile 2015
CONCORSO “UN ARTICOLO DI CRONACA”
L’Associazione Amici del Borgo Coscia e Borgo Passo in collaborazione con il Lions Club Alassio “Baia del Sole”, con il contributo dell’Associazione Bagni Marini e dell’Associazione Vecchia
Alassio e con il patrocinio e contributo del Comune di Alassio
Assessorato al Turismo indice un concorso per il Miglior articolo
di cronaca 2014.
Riservato a tutti gli studenti delle medie inferiori di Alassio sia
pubbliche che private nonché le classi quinte delle scuole primarie
di Alassio sia pubbliche che private, alle quali è riservato un premio
speciale per la categoria “esordienti” che sarà dedicato all’illustre
giornalista Alfredo Provenzali
Regolamento
L’articolo dovrà riferirsi ad un fatto di cronaca accaduto nell’anno 2014, sia nell’ambito scolastico, sia in Alassio o nell’ambito del
comprensorio e dovrà essere corredato da una foto attinente al fatto, scattata o di repertorio; gli elaborati (intestati con nome e cognome dell’alunno in stampatello nonché la classe di appartenenza) dovranno essere consegnati alla Presidenza della scuola di appartenenza entro il 31 dicembre 2014; la Presidenza della scuola interessata provvederà a trasmetterli all’Associazione “Amici del
Borgo Coscia e del Borgo Passo” non oltre il 10 Gennaio 2015; la graduatoria di merito per assegnare i premi verrà stabilita da apposita
Commissione Giudicatrice formata dal Gruppo Cronisti Liguri.
Premi
I premi consistono:
1° premio:
2° premio:
3° premio:
4° premio:
5°/6°/7°/8°/9°/10° premio:
€ 550,00
€ 405,00
€ 255,00
€ 205,00
€ 130,00
contributo studi
contributo studi
contributo studi
contributo studi
Premio categoria esordienti in ricordo di Alfredo Provenzali offerto
dai Lions Club Alassio “Baia del Sole”
€ 500,00
Premio speciale in ricordo di Milla e Nello Aicardi
offerto dalle nipoti Piera e Antonella
€ 500,00
Premiazione, mercoledì 15 Aprile 2015, ore 17.30, presso
l’Auditorium della Biblioteca Civica “Renzo Deaglio”.
Il Presidente dell’Associazione
Amici del Borgo Coscia e Borgo Passo
Domenico Bogliolo
È bello pensare che in un momento di particolare crisi dell’editoria vi siano giovani che hanno la voglia e l’entusiasmo per raccontare una notizia che li ha particolarmente colpiti durante l’anno.
Eccoci ad una nuova edizione di “Un articolo di Cronaca” nato nel
lontano 1995 da un’idea dell’allora Presidente dell’Associazione
“Amici del Borgo Coscia” Emanuele “Nello” Aicardi di concerto con
i Cronisti Liguri e riservato agli allievi delle Scuole Medie.
Per il terzo anno la selezione è stata aperta anche agli alunni della quinta elementare; l’intuizione dell’allora Presidente Dott. Rocco
Invernizzi si era rivelata una splendida idea e questi ragazzini hanno confermato la loro grande capacità ed attenzione nei confronti
dei fatti di cronaca.
Anche l’attuale edizione si avvale del patrocinio del Comune di
Alassio e della collaborazione del Lions Club Alassio Baia del Sole,
Pienone di Pasqua,
per grazia ricevuta
I motivi che hanno indotto i turisti ad invadere
Alassio durante le feste pasquali sono molteplici, ma
nessuno può essere messo
in relazione con particolari
promozioni o offerte organizzate dalla nostra amministrazione. Non risulta che in
questo felice periodo prestagionale siano stati diffusi
a vasto raggio pacchetti-incentivo di permanenza nella nostra città o che siano
stati organizzati eventi tali
da catturare Piemontesi,
Lombardi o stranieri.
La nostra bella baia, perfetta nello splendore del
suo mare e della sua spiaggia, è la prima e fondamentale ragione dell’assalto
massiccio di questi giorni. Il
clima per lo più mite con
lunghe ore di sole, contrapposto alle nevicate e piogge
fastidiose delle altre parti
d’Italia, ha convinto moltissimi ad occupare il nostro
paese. I bar, gli alberghi, i ristoranti hanno ricevuto non
una boccata d’ossigeno, ma
un’ancora di salvataggio da
una situazione economica
dell’Associazione Bagni Marini, dell’Associazione Vecchia Alassio e
dell’importante e fattiva collaborazione del Gruppo dei Cronisti
Liguri.
Difficile il compito della Giuria dei Cronisti Liguri, che tra i numerosissimi elaborati pervenuti ha scelto i dieci finalisti cui si sono aggiunti il premio speciale dedicato a “Milla e Nello Aicardi” offerto
dalle nipoti Piera e Antonella ed il premio speciale esordienti in ricordo del Dott. Alfredo Provenzali, che anche quest’anno vede due
premi ex aequo perché a modo di vedere della giuria rappresentativi di espressioni diverse, ma altrettanto genuine, della sensibilità
dei ragazzi di quinta elementare.
Al concorso hanno partecipato gli allievi della scuola Secondaria
di Primo Grado della città di Alassio e le classi quinte della scuola
Primaria Statale e dell’istituto Maria Ausiliatrice. L’obbiettivo
dell’iniziativa è di avvicinare i ragazzi alla scrittura giornalistica e
all’osservazione critica degli eventi che accadono quotidianamente. Gli alunni delle scuole Media Ollandini, della scuola Primaria
Statale e dell’istituto Maria Ausiliatrice hanno scritto articoli ispirandosi agli eventi di cronaca a loro più vicini.
Mercoledì 15 aprile 2015 alle ore 17,00 presso la Biblioteca “Renzo
Deaglio” ad Alassio si terrà la premiazione del Concorso.
G.P.
Via Adelasia
Spett.le redazione de “l’Alassino”. Evidentemente saranno già arrivate in redazione le dovute segnalazioni. Se così è, mi piace reiterarle. In via Adelasia, il tratto di strada che immediatamente scorre
dopo il vecchio ospedale e fino alla via privata S. Ambrogio, è nelle
condizioni di provocare seri danni a chi giornalmente lo percorre.
Sarebbe inutile elencare quali... Forse grazie al vostro puntuale e
preciso intervento si potrebbe sollecitare il presidente della provincia “VACCAREZZA”, il quale è già in giro per Alassio, evidentemente per cercare consensi per la prossima campagna, e approfittare (trovo il sistema piuttosto meschino) per invocare il suo intervento. Sono certo che produrrete ulteriore interesse e per questo
Vi ringrazio in anticipo.
Lettera firmata
Civiltà perduta
Ecco l’elenco dei vincitori:
1° Giada Di Salvo
“Luci, sipario… si va in scena”
3 A OLLANDINI
contributo studi € 550,00
2° Rebecca Cardi
“Nuovo, dolce Hobby”
2 A OLLANDINI
contributo studi € 405,00
3° Julia Annunziata
“Nuovo arrivo in famiglia”
2 A OLLANDINI
contributo studi € 255,00
4° Maria Amelia Pelle “È bello vivere liberi”
3 A OLLANDINI
contributo studi € 205,00
5° Valeria Laguardia “La maratona di Sant’Ambrogio”
1 C OLLANDINI
contributo studi € 130,00
6° Giulia Maglietti
“I Carmina Burana”
1 C OLLANDINI
contributo studi € 130,00
7° Rebecca Rinaldi
“La compagna di classe straniera”
1 A OLLANDINI
contributo studi € 130,00
8° Andrea Bologna
“Il sabato sport”
3 A OLLANDINI
contributo studi € 130,00
9° Marta Schimmenti “Cronache del 2014”
3 C OLLANDINI
contributo studi € 130,00
10° Luana Garelli
“Il presepe risorto”
2 C OLLANDINI
contributo studi € 130,00
Premio speciale Milla e Nello Aicardi offerto dalle nipoti Piera ed
Antonella
Marta Giudici
“Una strana volpe?”
1 B OLLANDINI
contributo studi € 500,00
Premio speciale esordienti ex aequo in ricordo del Dott. Alfredo
Provenzali offerto dai Lions Club Alassio
Maria Giraldi
“Vola oltre il guard-rail”
5 MARIA AUSILIATRICE
contributo studi € 250,00
Matteo Manfredi “I nemici del futuro”
contributo studi € 250,00
5 C SCUOLA PRIMARIA STATALE
Il Presidente dell’Associazione
Domenico Bogliolo
Pasqua superaffollata nella città del Muretto. Indubbiamente dà
soddisfazione vedere la nostra città viva e colma di Gente. Si riesce
ad accettare senza provar fastidio il dovere chiedere permesso per
transitare nel “carruggio” colmo di turisti e vacanzieri, come in estate. Ed anche la spiaggia ha la sua Pasqua, risorgendo e prendendo
vita, colorandosi ed avendo voce delle grida di gioia dei bambini
che, riempendosi le scarpe di sabbia, corrono liberi e sicuri sulla
battigia accarezzata dal mare, mentre il caldo sole regala a tutti un
piacevole tepore. Ovunque è fermento, la nostra Alassio, dopo il riposo invernale, si è finalmente risvegliata.
Le giornate di festa, però, passano in fretta e l’ora del rientro puntualmente svuota la città. Ma ci rimane il ricordo del piacevole soggiorno… alla sera nel carruggio, ormai semideserto, come affettuoso ringraziamento, in molti ci hanno lasciato il ricordo di una sigaretta fumata sotto il sole, di un gelato gustato lungo il mare, di una
bibita bevuta sulla spiaggia e soprattutto di quel morbido tovagliolino che ha forbito le labbra dal pomodoro di quella gustosa pizza
sbocconcellata passeggiando nei giardinetti.
Varrebbe forse la pena far notare ai nostri amati Turisti che non
è poi così faticoso cercare il luogo adatto per eliminare cartacce,
bottiglie e lattine, piatti di plastica, coppette per il gelato, mozziconi di sigarette e quelle tante altre cose che nella serata di Pasquetta
“abbellivano ed infioravano” le vie della città. Forse una sorveglianza sul rispetto delle norme dettate da un minimo di buona educazione dovrebbe accompagnarsi alla sorveglianza dei tickets dei
posteggi… anche se quello come questo non porta guadagno!
Lettera firmata
ALASSIO E ZIMBABWE
SI INCONTRANO IN CUCINA
Visita ad Alassio del pluripremiato chef
Johnson B. Maruma
In questi giorni, la Città del
Muretto ha ospitato sul proprio
territorio il pluripremiato chef
africano Johnson B. Maruma,
Chief Technical Instructor, protagonista di una serie di incontri dedicati alle tipicità dei due Paesi,
per un’iniziativa che ha visto coinvolti il Comune di Alassio,
l’Istituto Alberghiero “Giancardi-
26 aprile 2015
disastrosa.
Per alcuni turisti è preferibile una vacanza al mare
che in montagna, dove si registrano continue sciagure
per una neve “intrattabile”.
Non mancano quelli che
hanno preferito Alassio perché, a parità di servizi, di clima e di bellezze naturali, offre sicurezza e tranquillità.
Le recenti notizie di attentati e di azioni terroristiche
hanno determinato un radicale cambiamento nei programmi non solo degli
Italiani, ma anche degli europei. Sono ricomparsi i
Tedeschi e gli Svizzeri, che
forse prima amavano le mete del Medio Oriente o
dell’Africa.
La stagione, quindi, si
preannuncia positiva, a
condizione che il clima, il
mare e la salubrità della
baia abbiano un occhio di
riguardo per noi e che i gusti dei turisti si orientino
decisamente verso la nostra bella Alassio non solo
perché da altre parti si rischia la vita.
IN BREVE, AI NOSTRI
AMMINISTRATORI
SEGNALIAMO CHE…
Sagra
delle Biscette
con camminata
realizzato con farina di mais, di
cui lo Zimbabwe è grande produttore.
L’appuntamento è servito anche come occasione per dare vita
a nuove ricette che hanno visto
sposarsi prodotti tipici del territorio ligure e dello stato africano,
nell’ambito del progetto “Italian
Food Rivera Class”, svolto in part-
sulla collina di Solva
Ore 9.15 ritrovo
Piazza Parrocchia
S.S. Annunziata
GE.S.CO.
Si sono conclusi in data 22 marzo 2015
i pomeriggi danzanti “Alassio Danza”
con musica, ballo e tanto divertimento
rivolti sia ai cittadini che agli ospiti degli
alberghi alassini che nel periodo invernale vengono a visitare la nostra bellissima cittadina.
Alassio Danza rientra nel progetto delle iniziative ricreative dedicate alla terza
età, progetto che comprende anche gite
giornaliere ed escursioni ed animazione
presso il Centro Socio-Recreativo per
anziani.
Tale progetto è patrocinato dall’Assessorato alla Politiche Sociali del
Chef Maruma e il sindaco Enzo Canepa all’Alberghiero.
Comune di Alassio e realizzato dalla
Gesco srl, società che dal 1998 gestisce
questo tipo di attività.
Ringraziamo per la preziosa collaborazione l’Hotel Bristo, l’Hotel Curtis,
Hotel Corso, Hotel Al Mare, Hotel Rosa,
Hotel Danio Lungomare, Hotel Al
Saraceno e l’Hotel Adler.
La prossima iniziativa è prevista il 19
maggio con la gita all’Expo di Milano.
Per informazioni contattare la Segreteria della Piscina al n. 0182.471278
Alassio, 27 marzo 2015
Gesco srl
Galilei-Aicardi” e i ristoranti
“Macramé” di Alassio.
All’Istituto Alberghiero di via
Petrarca ad Alassio, Maruma, che
lavora per il Ministero del Turismo in Zimbabwe in qualità di
docente capo tecnico e si occupa
di supervisionare tutte le strutture ricettive presenti nel Paese e di
formare tutti gli chef dello Zimbabwe, oltre a ricoprire l’incarico di
Segretario Esecutivo per l’Associazione Chef del suo Paese, ha
partecipato alla cosiddetta “sfida
del pane di grano turco”, pane
nership tra gli Istituti Alberghieri
della Liguria e le associazioni nazionali delle professioni legate
all’hotellerie, finalizzato alla valorizzazione e alla promozione dei
prodotti DOP e iGP liguri in occasione di EXPO 2015.
All’incontro erano presenti il
Presidente dell’Istituto, Prof.
Tommaso Berruti, il Prof. Franco
Laureri e il Sindaco di Alassio
Enzo Canepa.
Ufficio Stampa
Comune di Alassio
Giovedì 16 Aprile 2015
3
«L'ALASSINO»
“A TUTTO SCHERMO”
CRONACA DI ANDATE
il meglio del Cinema
MESE DI APRILE 2015
RASSEGNA CINEMATOGRAFICA
2014-2015
Programmazione dal 4 al 25 maggio 2015
Biblioteca Comunale Alassio
Avanti piano, quasi indietro
Lunedì 4 maggio
Lunedì 18 maggio
“QUESTIONE
DI TEMPO”
“SCRIVIMI
FERMO POSTA”
Di Richard Curtis – con Domhnall
Gleeson, Rachel McAdams – USA
2013 – Commedia fantastica – durata 123 minuti.
Di Ernst Lubitsch – con James
Stewart, Margareth Sullivan – USA
1940 – Commedia - durata 97 minuti.
La facoltà di viaggiare a ritroso nei
momenti della propria vita, si rileva come un mezzo che permette al
giovane Tim di scoprire quello che
poi è il reale messaggio del film, ossia che per godere del
dono della vita bisogna vivere ogni momento del presente con serenità, senza perdersi nelle angosce dell’imminente futuro.
Lubitsch ambientò la vicenda a
Budapest, una commedia degli
equivoci realizzato quando la seconda guerra mondiale era già iniziata. Contraddistinta da un memorabile equilibrio di ironia e romanticismo, Lubitsch è capace di scovare una brillante sceneggiatura teatrale e riportarla sullo schermo
con grande senso humor.
Lunedì 11 maggio
Lunedì 25 maggio 2015
“LA RAGAZZA
DEL DIPINTO”
“VOGLIAMO
VIVERE”
Di Amma Asante – con Gugu
Mbatha Raw, Tom Wilkinson – USA
2013 – Biografico – durata 105 minuti.
Di Ernst Lubitsch – con Robert
Stack, Carole Lombard – USA 1942 –
Commedia – durata 99 minuti.
La regista londinese di origine ghanese ha la capacità di innervare il
sottotetto di cinema dei sentimenti
con riflessioni originali. È un film sulla schiavitù femminile, un’opera ben costruita e architettata, raffinata ma
graffiante. Splendide scene, bei costumi, ottimi attori.
Pungente satira verso il nazismo,
verso i suoi ideali e le sue barbarie, il film, come il contemporaneo “Il grande dittatore” di
Chaplin, combatte la sua guerra con le armi della finzione e della comicità. Commedia nella tragedia, quindi, e Lubitsch confeziona una satira coraggiosa e particolarmente divertente sulla follia del nazismo.
Confesso che mi sento un po’
in imbarazzo a scrivere articoli
saggi ed equilibrati in una nazione dove, fino a ieri per un reato
(facciamo finta che si tratti del
falso in bilancio) la pena era una
multa di duecento euro, e da domani invece rischi fino a otto anni di galera. Il tutto, ovviamente,
sancito dalle leggi dello Stato.
Ed allora, per consolarmi, mi rifugio nella piccola cronaca del
mio felice paese di Andate, dove
tutto va bene, tutto è perfetto e
sicuro. Per questo i miei concittadini sono così sereni e felici:
perché basta poco per i loro sogni. Infatti, dopo Natale, affrontano i primi tre mesi del nuovo
anno con gioia e speranza, benché non vedano l’ombra di un turista neppure alla domenica o
nelle feste comandate, e i pochi
che girano nel vicolo lungo siano di Tramontenga o di Lo
Didietro, che da noi si sentono
come in America. E invece gli
Andatini sono felici perché, lanciando il cuore oltre l’ostacolo,
sono certi che nelle vacanze di
Pasqua ci sarà un pieno di gente
come a Ferragosto e generosa
come Mecenate. Poi, magari, dopo Pasqua, si accorgono che il
tempo non è stato così perfetto,
che la folla non è stata così affol-
lata, e che se la gente veniva dalle grandi città “Con quella faccia
un po’ così” come diceva Conte
nella famosa canzone, e col portafoglio “un po’ così”, anche
quello. Ma presto riprenderanno entusiasmo pensando al
grande meraviglioso ponte del
Primo Maggio, quando arriverà
ad Andate il mondo. Salvo poi ricordarsi che in quella data
aprirà, se trovano la chiave giusta, l’Expo di Milano e magari
qualcuno va anche la’. Insomma
questa nostra cittadina è come il
Forte de “Il deserto dei Tartari”
o come “Aspettando Godot”. E,
nel frattempo, presi dalla gioia
dell’attesa, non troviamo ovviamente il tempo per organizzarci,
e per capire che il turismo non è
un caso e neppure manna dal
cielo, ma è un’industria, e come
tale ha bisogno di programmazione, di realizzazione e di bilanci periodici (non falsi se no per
otto anni i nostri operatori saranno senza problemi di vitto)
ma realistici. Per cui da un confronto sereno fra tutti coloro
che vivono di turismo e i pubblici amministratori, possiamo capire quante persone vengono ad
Andate, quanti soldi portano
compresi quelli che arrivano
con le scorte di carta igienica e
di acqua minerale (sulle bottiglie della quale, per beffa, c’è
scritto: prodotta a chilometri zero). E soprattutto dove vadano a
finire gli eventuali guadagni e
quanto ne venga impiegato per
la promozione turistica, e cioè
per assicurarci un futuro. È certo che se le uniche attività immaginate sono la sfilata dei carri
funebri di lusso o lo spostamento delle orchestre giovanili nei
prati al di là della Madonna del
Carabiniere, e si continua a discutere sulle teorie astrali per riportare la sabbia sulle spiagge o
sul sesso degli angeli, allora è sicuro che tanta strada non la faremo, come diceva quell’operaio della Salerno-Reggio Calabria.
Io però sono sicuro di una cosa: che le idee stavolta ci saranno e le promesse di realizzazione pure. Il tutto perché fra un
paio di mesi ci saranno le
Elezioni Regionali, e vedrete
quanti si dichiareranno pronti
ad occuparsi di noi, del nostro
paese che è il più bello del mondo e va difeso, curato, rilanciato.
Bravi! Perché quando voi candidati parlate così, col cuore in
mano, io ci credo.
Luca Caravella
PIERRE RABHI: “MENO PETROLIO, PIU AGRICOLTURA”
Incontro col filosofo-contadino: “Ritorniamo alla terra l’orto è un atto di resistenza”
di CARLO PETRINI
P
ierre Rabhi e Carlo Petrini CONTADINO, filosofo e
scrittore francese d’origine
algerina, Pierre Rabhi è uno dei
pionieri dell’agroecologia. Ha
fondato diversi movimenti come Terre et Humanisme e Colibris ed è creatore del concetto
“Un’oasi in ogni luogo”.
Promuove un paradigma basato sul rispetto dell’uomo e della terra, e lo fa attraverso libri,
conferenze e iniziative che hanno toccato l’Africa, l’Europa e la
sua vita stessa, votata alla campagna e all’agricoltura sin dal
1961. Una scelta che ha influenzato notevolmente il suo percorso. Un grande pensatore, che andava interpellato per imparare
meglio a “voler bene alla terra”.
Cosa pensi del futuro
dell’agricoltura, soprattutto rispetto all’urbanizzazione crescente e con il numero degli
abitanti delle città che nel mondo ha già superato quello delle
zone rurali?
“Il processo di urbanizzazione
mi preoccupa tantissimo, da
molto tempo. Noi, nel 1961 abbiamo deciso di tornare a vivere
in campagna come scelta politica, perché non volevamo sottostare all’evidente alienazione di
chi baratta la propria vita con un
salario. È un’esistenza che sa di
carcere, nel nome del mito di un
progresso che rinuncia alla natura. Questa in realtà è una contraddizione del progresso. Ciò
che in teoria dovrebbe liberarci,
non fa altro che imprigionarci”.
Mentre negli anni ’60 tutti
pensavano che la vera liberazione fosse quella dalla storica
fatica contadina, tu sostenevi il
contrario...
“L’Europa ci proponeva un
modello glorioso, grandioso.
Qualcosa che prometteva di
cambiare in meglio le nostre vite. Il problema è che era tutto
fondato sull’uso del petrolio e,
in realtà, il bilancio tra lo sfruttamento delle risorse e ciò che
si è prodotto è stato negativo.
Su questo paradigma illusorio
si è costruito poi un grande malinteso, perché ora tutti i popoli dei Paesi emergenti vogliono
fare come noi, ma non ce la potranno fare”.
Il paradigma illusorio nel
1961 si iniziava però anche ad
applicare all’agricoltura. Il modello industriale e produttivista invadeva anche le campagne. L’economia di sussistenza
dei contadini era considerata
miserabile, vecchia, legata a
una terra che non può dare orgoglio e gratificazione.
“Il modello funziona in maniera molto potente anche a livello
terra riesca a creare energia per
la vita, ma non il perché ci riesce. Coltivo una parte molto razionale ma c’è momento in cui la
razionalità non può più darci
delle risposte. Sono molto affascinato dal mistero della vita,
ma se mi chiedono, l’unica cosa
a cui non potrei mai rinunciare è
il mio orto”.
La razionalità ha un limite,
l’orto è un universo illimitato.
comprende più”.
Se giochiamo una partita contro un gigante non abbiamo
nessuna possibilità, allora dobbiamo cambiare il campo di
gioco e le regole del gioco.
“È quello che si chiama l’uscita dal paradigma. Nel 2002 mi
hanno chiesto di presentarmi alle presidenziali. Mi sono detto
che sarebbe stato interessante
donare uno spazio di espressio-
“La bellezza che salverà il mondo è la generosità, la condivisione, la compassione, tutti questi valori che
portano una energia favolosa che è quella dell’amore”. (Pierre Rabhi)
psicologico. Abbiamo sempre
sostenuto che i contadini sono
l’ultima ruota del carro, e che se
l’urbanizzazione era il progresso, nelle campagne non poteva
esserci. Ma poi, quando c’è una
crisi grave, tutti si ricordano della campagna. È il contadino che
tiene in vita gli elementi, che detiene la vita e ciò che è fondamentale per essa”.
Questa è anche una visione
spirituale, l’ultimo degli ultimi
che sarà primo, e appartiene alla visione cristiana. È questa la
tua formazione?
“All’epoca sì. Ora resto
dell’idea che l’amore sia la forza
più grande in grado di cambiare
il mondo, ma non ho appartenenze formali. Ora credo in quello che faccio: il contadino. Posso
spiegarvi come fare affinché la
“L’urbanizzazione ha creato
un universo limitato e tutti si sono dovuti adattare, ma in
quell’universo non c’è più il fondamento della vita. Abbiamo
creato un mondo parallelo senza natura e ora la gente non la
ne della gente e allora ho dato vita a un luogo per raggrupparsi e
riflettere, per ricercare la creatività della società civile. Da lì è
uscito un programma che apparentemente non aveva nulla a
che fare con la politica, tutto ba-
sato sull’amore, sulle utopie,
sull’agricoltura ecologica, sul
ruolo della donna e sull’educazione. Tenemmo 40 conferenze
in giro per la Francia ed erano
sempre piene: significa che si
può avere fiducia nel futuro”.
Che pensi della situazione in
Africa?
“Disastrosa, gli asiatici depredano le risorse, i capi di Stato sono corrotti. Guarda l’Algeria,
non produce ma esporta, si è addormentata sullo sfruttamento
petrolifero. Non si produce cibo,
i settori vitali sono morti. Se
l’Algeria smette di esportare petrolio muore. Ci sono caste che
si prendono tutta questa ricchezza, come in altri Paesi, e lasciano il popolo nella povertà”.
Noi abbiamo scelto di fare
10.000 orti in Africa, e credo
che sia il momento per costruire qualcosa nel continente. Una
dimensione umana e di organizzazione, per ricreare una
classe dirigente che abbia a
cuore la comunità e non il commercio, la salvaguardia della
biodiversità, la lotta alla fame e
alla malnutrizione.
“È una cosa straordinaria.
Quando mi hanno domandato di
intervenire in Burkina Faso, io
non conoscevo quella parte
dell’Africa. Ma ho analizzato la
situazione. L’agricoltura chimica non si poteva fare, le persone
dicevano “io sono talmente povero che non posso acquistare
fertilizzanti e diserbanti”. È un
sistema insostenibile per loro,
perché è un sistema fatto
per vendere e non per nutrirsi. È
il sistema che produce la fame.
Ora questo meccanismo sta ro-
vinando anche i contadini europei, perché per fare agricoltura
industriale gli strumenti sono
troppo cari e la crisi peggiora la
situazione. Si impoveriscono e
sono diventati, almeno in
Francia, la categoria di lavoratori che subisce più suicidi. Se c’è
gente che fa piccoli orti, io dico
“bene!” Un orto è un atto politico, di resistenza”.
Carlo Petrini
Come sostiene Rabhi: “L’orto
è un gesto rivoluzionario”
Quando fondò il suo movimento
per la terra, Colibris, scelse il nome grazie ad una leggenda dei
nativi Americani: Un giorno, ci fu
un enorme incendio boschivo.
Tutti gli animali terrorizzati, atterriti, restavano a guardare impotenti il disastro. Solo il piccolo
colibrì era occupato, andare a
prendere qualche goccia d’acqua
con il suo becco a gettarla sul fuoco. Dopo un attimo, l’armadillo,
infastidito da questa agitazione
ridicola, esclamò: “Colibrì! Sei
pazzo? E non è con queste gocce
d’acqua che spegnerai il fuoco!” E
il colibrì rispose: “Lo so, ma io
faccio la mia parte”.
Pierre Rabhi è l’inventore del
concetto di “Oasi in tutto il mondo”, ed è questo che si dovrebbe
insegnare ai bambini, il mondo è
tutta una grande oasi, la terra è
ricca basta saperla accudire, fare la propria parte e prendere
parte alla vita, e alla nascita della vita e non essere solo meri
consumatori, insaziabili, stanchi e tristi.
4
«L'ALASSINO»
Lettere del pubblico
Alassino all’estero
A proposito di alassini che
si fanno onore ne l mondo,
vorrei raccontarvi la storia
professionale di un caro amico che, testardo come un mulo non si è accontentato di vivere “dau spassagaggìn au
cantarettu”, ha saputo rischiare in gioventù ed ha vinto.
Oreste Leone, di lui sto parlandovi, classe ’46, vivida promessa del calcio alassino,
nell’estate del ’69 conosce
Gudrun, giovane tedesca, si
innamorano e a fine estate lui
la segue in Germania iniziando a lavorare come cameriere
in un ristorante a Duisburg.
Dopo alcuni anni il suo forte
interesse per la cucina ha il sopravvento e rileva la gestione
di un ristorante con un amico
di Bolzano. Nel ’79 non si lascia sfuggire l’occasione della
vita, che almeno una volta a
tutti noi capita: compra un ristorante vicino alla Stazione
di Duisburg e con il sostegno
della sua Gudrun e del primo
figlio Martin in pochi anni il
suo “Mamma Leone” diventa
un locale frequentatissimo.
Passano gli anni, pieni di soddisfazioni, nascono altri due
figli, Claudio nel ’75 e Oreste
nel ’79.
Ed ecco che il calcio, la sua
grande passione, ritorna prepotente nella sua vita e diventa la molla che lo sospingerà
ancora più in alto. Claudio
molto bravo come giocatore
viene tesserato dalla Società
del Borussia di Dortmund,
città a circa 60 km da Duisburg, e inizia a giocare nella
La vita in
dieci minuti
Si avvicina la data fatidica del
25 aprile, meraviglioso periodo
che ci liberava finalmente da una
guerra terribile e ad un certo momento fratricida. L’incubo di non
potersi più fidare del tuo prossimo, il dover misurare le parole
per paura di essere fraintesi. Io
era una bambina, ma ricordo lucidamente ogni attimo di quel periodo tremendo. Un ricordo particolarmente toccante mi riguarda personalmente.
Penso che da una parte e
dall’altra c’era una gran paura
che rendeva tutti diffidenti. Era
una sera di coprifuoco, non si poteva circolare dopo una certa
ora. Io ero nel tabacchino dei miei
nonni con la mamma. Mio padre
si trovava nel laboratorio di panetteria e si apprestava a preparare il lievito per il pane dell’indomani (era il fornaio del paese).
Ad un certo punto si accorse
che non aveva abbastanza sale.
Che fare? Si affacciò timoroso alla porta e guardò verso la piazza
dove si trovava il tabacchino.
Non c’era anima viva e lui si affrettò ad attraversare quei pochi
metri che lo separavano dal negozio. Appena arrivato fu circondato da due tedeschi armati di
tutto punto. Entrarono nel negozio, provocando in noi terrore. Lo
fecero sedere e puntandogli la pistola alla tempia, per loro poteva
trattarsi di una spia che doveva
incontrare dei compagni, lo minacciarono di morte. È inimmaginabile quello che provammo in
quei momenti.
Ricordo i miei nonni e la mia
mamma con il terrore e le lacrime.
Io mi aggrappavo alle gonne terrorizzata senza capire realmente
quanto grande era il rischio in
quei momenti. Mai dieci minuti furono tanto lunghi. Ci trovavamo
in un’osteria/tabacchino e chiunque poteva trasgredire come fece
mio padre. Fortunatamente non
fu così e con la misericordia di Dio
tutto fini. Ci rimase la paura e la
consapevolezza di quanto è precaria è la vita, tanto da perderla in
dieci minuti.
Luisa Cassani
giovanile “under 19”. A Oreste
viene offerta l’opportunità di
cucinare per la squadra durante le trasferte; cosa che lui
accetta di buon grado. La sua
preparazione culinaria, la sua
serietà, colpiscono a tal punto
i dirigenti della Società che gli
chiedono di occuparsi della
prima squadra durante le trasferte internazionali.
Pensate, una delle più importanti Società di calcio della Germania, che affida i suoi
gioielli ad uno chef italiano!
Dopo anni di duro lavoro, la
consacrazione!! Inizia così per
Oreste una seconda sfida professionale: egli dovrà precedere la squadra di alcuni giorni nell’albergo dalla Società
prenotato, controllare e integrare eventualmente le derrate necessarie, cucinare per la
squadra al suo arrivo.
Dal ’97 ad oggi, sempre sostenuto dalla fiducia incondizionata della Società, Oreste
conosce e cucina per numerosi campioni di calcio, nei migliori alberghi d’Europa, in cucine messe a sua disposizione. E, cosa che gli fa ancor più
onore, senza mai vantarsi con
alcuno di questo suo impegno
durante i suoi ritorni in
Alassio per ritemprarsi e respirare l’aria di casa.
Questo volevo raccontarvi:
l’esperienza, la bravura, la
modestia del nostro concittadino Oreste Leone, sperando
che tutti noi si sia felici ed orgogliosi del suo successo.
G.C.
Giovedì 16 Aprile 2015
In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome
(leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione.
riceviamo e pubblichiamo
(le lettere anonime non vengono pubblicate)
I RAGAZZI DELLE SCUOLE A LEZIONE
DALLA PROTEZIONE CIVILE
Fa tappa ad Alassio il progetto
“Prevenzione e Sicurezza”
Le scuole di Alassio a lezione
di Protezione Civile con gli Alpini. La mattina di Martedì 24 e
Lunedì 30 Marzo ha fatto tappa
in città il progetto “Prevenzione
e Sicurezza”, a cura della Unità di
Protezione Civile della Associazione Nazionale Alpini - Sezione
di Savona, con la collaborazione
del Comune di Alassio - Ufficio
Protezione Civile.
Affinché i concetti di “pericolo” e di “sicurezza” vengano affrontati in modo sistematico e
secondo approcci adeguati,
l’Assessorato alle Attività Educative e Diritto allo Studio ha
aderito, in collaborazione con la
Protezione Civile di Alassio, il
Corpo Forestale di Andora,
l’ANA Sezione di Savona e la ASSODIMA (Associazione Nazionale Disaster Manager), a un progetto di sensibilizzazione per le
classi della Scuola Primaria e
Secondaria di primo grado degli
Istituti Scolastici di Alassio finalizzato a informare i bambini,
senza traumatizzare, sulle tematiche della sicurezza, i rischi sul
territorio, gli incendi boschivi, i
terremoti, le alluvioni, i comportamenti da tenere in caso di
emergenza e le attività della
Protezione Civile: non solo sapere come comportarsi per difendere la propria sicurezza, ma
quali atteggiamenti adottare per
limitare gli effetti degli eventi ca-
lamitosi.
Obiettivo dell’iniziativa, “incentivare la creazione di una moderna coscienza di protezione
civile nei futuri cittadini”. “È fondamentale che i concetti di sicurezza e prevenzione entrino a far
parte del bagaglio culturale di
ogni cittadino, a cominciare
dall’infanzia, affinché sin da piccoli, i cittadini siano resi consapevoli delle situazioni di pericolo e conoscano i comportamenti
basilari corretti da tenere per
proteggere se stessi e gli altri, o,
come nel caso degli incendi boschivi, anche il territorio”, spiegano gli organizzatori.
Sono state coinvolte le classi
primarie Il, III e IV (“Conoscere
l’ambiente naturale, i diversi rischi incombenti sul territorio regionale ed i relativi comportamenti corretti da adottare”), le
classi V primarie e I secondaria
di primo grado (“I principi di
prevenzione degli eventi calamitosi; sisma, incendio e alluvione:
il ruolo della protezione civile in
tali ambiti ed i relativi comportamenti corretti da adottare in
caso di emergenza; Imparare a
controllare gli stati emotivi - cause ed effetti del panico; il piano
di emergenza comunale; il sistema regionale e nazionale di protezione civile, i vari tipi di rischio naturale e i relativi interventi.
Artisti russi nella sede dell’A.V.A. RINGRAZIAMENTI
È ormai tradizione che alcuni
artisti di origine e di scuola russa espongano presso la sala
Carletti, sede dell’A.V.A. Le loro
opere sono la testimonianza di
qualità cromatica di notevole livello; le tonalità calde e fredde, i
verdi, gli azzurri e i rossi, sono
avvicinati e mescolati con la sapienza tipica dei grandi maestri.
I paesaggi, le figure, gli ambienti suggeriscono
di volta in volta
emozioni estetiche profonde e
lo studio costante di una efficace
tonalità espressiva conferiscono alle opere valore indiscutibile. Lo studio di
impasti cromatiLa pittrice Buzhurina con le opere esposte.
ci efficaci, ben al
di là dell’oggettiindirizzi pittorici vari, in parte vità del segno, colloca questi arinfluenzati dalle correnti artisti- tisti in una corrente nuova,
che del passato e in parte indi- nell’ambito soprattutto del linrizzati alla ricerca di nuove pro- guaggio tipico della pittura che è
poste. Osservando le opere quello del colore.
esposte alle pareti si nota una
G.P.
Ringraziamo sentitamente
l’Assessore Simone Rossi per
l’avvenuta sistemazione di un
corrimano in via Leon Pancaldo
a Moglio. Ciò ha dato maggior sicurezza e tranquillità a quanti
abitano in quella zona.
Gli Abitanti
di via Leon Pancaldo
ERRATA CORRIGE
Amici di San Bernardo
Nell’articolo “Amici di San
Bernardo”
pubblicato
il
18/03/2015 è stato indicato erroneamente nei “Sindaci” il nome di Marco Maurizio, anziché,
Andrea Maurizio.
Ci scusiamo per il disguido.
C.C.
Ricordi del mio papà
Ho ritrovato questa bellissima foto del 2001, un anno prima
che mancasse il mio grande te-
nero e forte papà. Angelo
Faccenda, qui con il comandante Giancarlo Cerutti, quando gli
diede un encomio solenne come combattente e reduce di
Capo Matapan…
In alto a destra si intravede
anche Lei, in tutta la sua attenzione e simpatia, insieme alla
cara Marilena di “Madonna delle Grazie”… alla quale avevamo
donato una chitarra del nonno
per ricordo.
Era così felice…ricordo che
mi disse che ad Alassio non
l’aveva capito nessuno… eppure aveva dimostrato di essere
un grande lavoratore, un emigrante, un fedele servitore della
Patria. Da giovanissimo, avrà
avuto 10-12 anni salvò perfino
un bambino che rischiava di rimanere schiacciato da un piccolo camion da muratore che,
inavvertitamente scese all’improvviso dalla discesa di p.za
Sant’Ambrogio. Proprio lì dai
Salesiani saltando sul camioncino e innestando il freno a mano… (me lo raccontò il caro
Gregorio Grollero della Fenarina). Mi manca tantissimo il
suo coraggio, la sua allegria, la
sua chitarra.
Un caro saluto
Patrizia Faccenda
Per chi ama Alassio
Albenga, 18/2/2015.
Egregio Consiglio Direttivo
de “l’Alassino”. Mi scuso innanzi tutto per l’utilizzo della matita, ma sono anche le 3 e 40 di
notte e mi ritrovo senza una biro in casa. Ho le cuffie e sto
ascoltando concerti dell’allora,
ora non so, “Corale Alassina”.
Vi cantava ancora mio marito,
era l’84 ed ancora in vita il caro
Ambrosito, il M° Arnaud, i poeti Pessò e Tomschi (Pezzuolo e
Schivo) e forse altri. Quanti anni, caro Alassino, da che donavo a te i miei sentimenti che tu
mi onoravi sempre, o quasi, di
pubblicare!
Mia amata Alassio del tempo
che fu… In te sono nata, cresciuta, sposata, vissuta, sino a
non troppi anni fa. Mai avrei
pensato di lasciarti, quando allontanandomi da te per poco
tempo, già pregustavo il ritorno.
Ti amavo tanto, sai? Tanto davvero. E con te tutti gli Alassini
con i quali io e tutti i miei familiari sempre e reciprocamente ci
siamo stimati e voluti nel tempo
un gran bene!
Un bene fra tutti di un tempo
che fu?
Vorrei che il mio paese rispondesse e dimostrasse no!…
Anche se il progresso è in taluni casi apprezzato e in altri meno; detto da me, povera ignorante. Un po’ ho esagerato, in
tutti i casi, comunque, i sentimenti, i veri onesti valori non
dovremmo permettere vengano
con esso confusi e intaccati.
Forse io con la mia famiglia non
sarei dovuta andar via, nonostante in fondo al cuore quel mio
vecchio amore. Ti penso sai…la
grande spiaggia d’inverno, le
passeggiate, il mare spesso calmo con un caldo sole che lo riscalda quasi come in primavera
o d’estate, eppure siamo d’inverno…
La chiesetta di Sant’Anna, la
palma di quando ero bambina, il
molo. La Cappelletta, la mia casa natia da molti anni ristrutturata nel “budello”. Di fronte al
bar “Tokaj” dove prima c’era il
negozio di frutta e verdura della
Lina e tanto amore per noi portato avanti e dimostrato negli
anni, senza che mancassero
aranci, peonie, mandarini, fiori,
cachi e tutto quello che raccoglieva nella sua campagna.
Quella era amicizia semplice,
ma vera. Quella che a me è mancata tanto, quella delle mie buone, vere amiche, fra noi sempre
sincere; diglielo tu, Alassio, che
le aspetterò per sempre…ciao.
“E chi continua a bere l’acqua
di Sant’Anna, torna sempre”, come l’antico detto ha sempre raccontato.
Egregio Consiglio Direttivo de
“l’Alassino”, non l’ho poi spedito prima questo scritto pensando di fare bene, ma aver provato
del vero sentimento nel raccontarmi, non volevo tenerlo in un
cassetto, così ho deciso di inviarlo e che venga pubblicato da
voi cari dell’Alassino.
Ciao Luciana, amica, compagna fra le più grandi di Oratorio.
Lettera firmata
LAIGUEGLIA
Sci di fondo on the beach 2015
6a EDIZIONE
SABATO 25 APRILE nella Baia
del Sole l’originale manifestazione ludico-sportiva “Sci di Fondo
On The Beach 2015”. La location
di questa 6° edizione sarà l’arenile di Laigueglia. Il campo gara
sarà posizionato fronte piazza
Marconi/ Piazza Garibaldi.
Madrina della manifestazione,
è stata sin dall’inizio, la pluri-campionessa mondiale ed olimpionica STEFANIA BELMONDO. Per
questa edizione è prevista la partecipazione ufficiale del Team del
Corpo Forestale dello Stato capitanato dal mezzofondista vice
campione europeo Angelo Carosi
e composto dagli sportivi Dino
Dionisi, Marco Finizii, Massimiliano Putignani e Alessandro
Mazzilli.
Confermata inoltre la presenza
dell’ex nazionale femminile di sci
alpino (discesista) nonché campionessa mondiale di Carving
Alessandra Merlin. Si attende la
conferma della nazionale sci femminile Federica Brignone e della
campionessa mondiale juniores
di slalom gigante femminile nonché attuale nazionale Marta
Bassino e oltre che a Mattia Casse
sci maschile e numerosi campioni juniores di sci di fondo facenti
parte delle squadre in gara.
Il programma prevede mattina:
ore 9.30 apertura villaggio, ore
10.30 partenza percorso nordic
walking collinare, ore 11.00 iscrizione squadre “sci di fondo on
the beach” e presentazione dei
protagonisti, ore 11.30 gare squadre sci di fondo on the beach, ore
13 “tuffo” in mare benvenuta esta-
te - pomeriggio: ore 14.30 gara di
gozzi non competitiva, partenza
percorso nordic walking spiaggia, ore 15.10 gara di slittino, ore
15.40 gara di ciaspole, ore 16.10
gara di sci di fondo turisti e gruppi goliardici a favore dell’AIRC
(Associazione Italiana Ricerca
Cancro) e ore 17.00 premiazione
vincitori in Piazza Marconi
Laigueglia. Durante la giornata
prove libere di sci di fondo, nordic waiking, e shuttle bike (bici in
mare)… a disposizione materiale
tecnico gratuito.
La manifestazione è organizzata dalla Eccoci Eventi di Alassio e
Bottero SKJ di Limone Piemonte
in co-partecipazione con il Comune di Laigueglia ed in collaborazione con la Società Nazionale
di Salvamento.
Ricordi e auguri
Sono Giuseppina Gatto e vorrei ricordare queste persone attraverso le vostre pagine; con
immenso affetto ricordo insieme ai figli e parenti Cosimo e
Lucia Calò, Tommaso Gatto e
Filippa Dolcemascolo. Le loro
dipartite avvennero in anni diversi ma nel periodo di marzo-
maggio. Ringrazio l’Alassino.
Vorrei, inoltre, attraverso le
vostre pagine, inviare un caro
augurio a un nostro concittadino che vive, ormai da anni, a
Berlino con la sua famiglia: Gian
Carlo, auguri da Giuseppina e
Rosi Gatto.
Giuseppina Gatto
Giovedì 16 Aprile 2015
ESTATE MARE 2015
GNAM-GNAM!
Non di solo pane
«Mamma, che buono! Non ci
posso credere, anche questa
volta era deliziosa!». Ogni anno
arriva il compleanno, e con questa data anche la consueta torta.
Una tradizione che non annoia,
il sapore si rinnova, il gusto è
sempre migliore. Mani che creano, mani che donano: donano
tempo, donano cibo. Quel qualcuno segue la ricetta, cuoce la
pietanza, prepara qualcosa di
speciale. Quello è per te, parla di
te, racchiude ed esprime la gioia
per te, che sei vivo, che sei nato.
Ogni compleanno il gusto aumenta, perché aumentano gli
anni in cui quel qualcuno ha
continuato a donarti il suo dono.
Anche l’Estate Mare 2015 vuole offrirvi una bella torta (anche
se non è il vostro compleanno),
sperando che, di anno in anno,
sia sempre più gustosa. Così, eccoci qui, anche questo mese, a
presentarvi la nostra proposta,
la nostra torta 2015:
PRIMA FETTA: il mese di
Giugno... TEA TIME!
Avventure incredibili vi attendono, tutte avvolte dal mistero... e dalla lingua inglese!
SECONDA FETTA: una fetta
bella abbondante, il mese di
Luglio!
Saremo coinvolti da TUTTI A
TAVOLA! Non di solo pane vivrà
l’uomo.
Prossimamente tutte le news
scoppiettanti su questo tema!
TERZA FETTA: Agosto riserva
molte sorprese. Mentre vi lasciamo il languorino sul periodo
1-22 Agosto, vi forniamo tutti gli
ingredienti per la vacanza in
montagna di fine agosto:
Titolo? GOLOSI PER NATURA
Dove? A Claviere, piccolo comune del Piemonte, collocato
5
«L'ALASSINO»
nella Val di Susa (1760 m) al confine.
Quando? 24-31 Agosto 2015
Per chi? Ragazzi dalla seconda primaria alla terza media attività? Diventeremo golosi, scoprendo le bellezze dalle natura e
ritrovando la ricchezza nella
semplicità. Vi attendono giochi,
serate di festa ed escursioni
(dalle semplici passeggiate al
trekking di una giornata intera
accompagnati da una guida naturalistica). Una nuova avvincente storia, con i protagonisti
di Ratatouille, guiderà le nostre
giornate e le nostre attività, tra
cui Petit Chef e GNAM-GNAM!
Farina, acqua e... lievito madre:
ecco il pane!... E molto altro ancora! Per maggiori informazioni
seguite la pagina Facebook
Estate Mare 2015 e per ogni dubbio, contattateci! Le iscrizioni
per la vacanza sono già aperte!
Per aderire contattate il
3284862179 o effettuate la vostra iscrizione
presso l’Oratorio Maria Ausiliatrice, tutti i
giorni dalle 16
alle 18. Riproporremo una
presentazione
della vacanza
nel prossimo
mese. Tuttavia,
ricordiamo che
il numero dei
partecipanti è
limitato (massimo 35 posti) e
le iscrizioni
chiuderanno il
4 maggio: dunque, affrettatevi!
Dopo avervi illustrato le proprietà di questa pietanza estiva,
ecco la data in cui il prodotto
sarà disponibile. Da Lunedì 4
maggio saranno aperte le iscrizioni per l’Estate Mare 2015
presso l’Oratorio FMA Alassio,
in orario 8,30-9,30 e 16.00-18.00.
Concludiamo lasciandovi una
Gnam-Gnam Missione. Scrivete
sulla nostra pagina Facebook il
vostro piatto preferito. Il piatto
che vi rende proprio felici, che è
un regalo per voi, che qualcuno
vi cucina per farvi sentire speciali; quel cibo che vi riempie
non solo la pancia, ma anche il
cuore. Ricordate? Non di Mara
Ghiringhelli
Animatrice Estate Mare
Rubrichetta mensile Un ricordo per...
Alassini (e non) classe 1910 – (La fotografia risale al 1970 nel 60° anno di età)
In piedi: Crisafulli – Cavedini - N. Sala – Semini (cementi) – Averame – Bonifai – Sanlorenzo – Pietro Villani – Ino Benvenuto –
O. Conte (fiorista) – Cav. Bogliolo – Nello Nattero – Pippo Marchiano – Romolo Torre – Daniele Schivo – A. Nattero.
Accosciati: G. Airaldi – Pelle – GB Vena – Pippo Berrino – Nattero (Agnassin orafo) – Testa – Angiulin Bottelli – ? ? ?
LA BATTAGLIA DI CAPO MATAPAN
28 MARZO 1941
Con questo articolo interrompiamo la sequenza abituale di avvenimenti relativi al porto di Genova o
la descrizione di Canali o altro per riprendere, in quanto richiesto da molti amici Alassini,
un articolo pubblicato nel lontano 2001 sul nostro Alassino, riguardante la battaglia di Capo Matapan
L’
episodio che in forma sintetica illustreremo tra poco, non ha molto a
che fare con la serata in corso ,ma riveste un’importanza fondamentale per descrivere i fatti e le vicissitudini di un nostro
Concittadino: Angelo Faccenda a quel tempo imbarcato sull’ incrociatore “Fiume” in
qualità di Sottocapo Furiere S.Si era nel lontano 1941. Le sorti dell’Italia in guerra erano
alterne. La nostra Marina la notte dell’11
Novembre 1940 aveva subito un duro attacco alla base navale di Taranto ad opera di
una forza aeronavale Inglese. Il prestigio della Marina ne aveva subito in quanto gli
Inglesi erano riusciti a penetrare con aerosiluranti imbarcati, causando molti danni alle
nostre navi, in una delle nostre più munite
basi navali. Veniamo ora all’episodio che ci
interessa e che vede tra i tanti protagonisti
l’Alassino Angelo
Faccenda. Per riscattarsi la Marina decise
di effettuare una missione complessa nel
Mediterraneo Orientale, dove agivano indisturbati convogli Inglesi dall’ Egitto alla
Grecia e viceversa. La sera del 26 Marzo 1941
salpò dalle nostre basi navali una flotta composta da una corazzata, sei Incrociatori pesanti, due incrociatori leggeri e tredici cacciatorpediniere con rotta Levante. Solo a fine conflitto, dopo molti anni, si venne a sapere che il Comando della Marina Inglese di
Alessandria, tramite una macchina decodificatrice chiamata “Ultra” era a conoscenza di
tutti i movimenti della nostra flotta. Per questo motivo la missione della flotta Italiana
non raggiunse gli obbiettivi sperati e quando ormai le navi si accingevano ad assumere le rotte di rientro verso le nostre basi navali, cominciarono ad essere pesantemente attaccate dall’aviazione imbarcata Inglese. Le navi Italiane respinsero tutti gli attacchi e non subirono danni, ma quando ormai stava calando la notte, il fortunoso lancio di un
siluro da parte di un aerosilurante
Inglese, colpì l’incrociatore “Pola “che
litico. “Tutte le persone, a prescindere
dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddirestò immobilizzato, con tutto l’impianto o provenienza geografica, hanno il
to elettrico fuori uso ed impossibilitato
diritto ad un ambiente sano, equilibraquindi a manovrare. Chi è andato per
to e sostenibile”.
mare o chi anche solo conosce bene il
Nel corso degli anni la partecipamare, sa che vi è un detto famoso tra i
zione internazionale all’Earth Day è
naviganti:
cresciuta superando oltre il miliardo
“Per stare sempre a galla ci vuole
di persone in tutto il mondo: è l’afferesperienza, professionalità, coraggio
mazione della “Green Generation”,
ma anche tanta fortuna .“ In quella trache guarda ad un futuro libero
gica notte alle navi Italiane non mancadall’energia da combustibili fossili, in
rono la professionalità, l’esperienza ed
favore di fonti rinnovabili, alla reil coraggio, ma la fortuna che arrise agli
sponsabilizzazione individuale verso
Inglesi. In aiuto del
un consumo sostenibile, allo sviluppo
“Pola” furono inviati due incrociatori
di una green economy e a un sistema
pesanti “lo Zara ed il Fiume” sul quale
educativo ispirato alle tematiche amera imbarcato il S. Capo Faccenda, e
bientali In pochi anni di presenza in
quattro cacciatorpediniere. La notte
Italia, l’Earth Day è diventato un moera ormai calata. Le nostre navi non eramento importante ed uno strumento
no ancora provviste di impianti radar e
significativo di sensibilizzazione nei
la navigazione notturna era affidata alle
confronti delle tematiche ambientali.
sole vedette in plancia. Non cosi le navi
Attraverso l’organizzazione dei conInglesi che, grazie al radar, incrociavacerti, l’Earth Day si propone non solo
no a poca distanza dal “Pola” in attesa
di offrire un momento musicale con
di avere sotto il tiro dei cannoni di grosartisti di grande livello ma anche di
so calibro, tutte le navi mandate in socrealizzare uno spazio di approfondicorso all’incrociatore immobilizzato.
mento educativo e formativo.
Alle 22.27 le nostre navi furono a tiro dei
Sarà il 22 APRILE il giorno in cui i
cannoni Inglesi e da quel momento sino
media (giornali - radio - televisione) ci
alle ore 23.07 si compi la tragedia.
parleranno a lungo della GIORNATA
Furono affondati tre nostri grandi inDELLA TERRA.
crociatori: “Zara-Pola-Fiume” ed i cacL’ALASSINO vi propone un momencia “Carducci-Alfieri”. Si salvarono solo
to di riflessione con la lettura dell’ini due caccia “Gioberti-Oriani”.
tervista di CARLIN PETRINI a PIERRE
Ma la vera tragedia per numero di vitRABHIT che troverete a pagina 3.
time seconda solo all’attacco
Buona GIORNATA DELLA TERRA a
Giapponese di Pearl Harbour, fu la mortutti noi!!
te di 2033 Marinai, Sottufficiali ed
Giornata internazionale della Terra
È un grande evento che non può rimanere in secondo piano per la
drammaticità delle varie situazioni
che ci coinvolgono come abitanti del
pianeta.
Sono convinta che anche l’ALASSINO debba essere partecipe con un
momento di riflessione poiché quello
che avviene nel PICCOLO si ripropone nel GRANDE, e anche noi, piccolo
punto, apparteniamo alla grande
TERRA.
Come sapete tra poco aprirà il grande EXPO’ 2015 e molti hanno avvicinato, forse anche giustamente, la
GIORNATA DELLA TERRA, a questa
manifestazione che temo esclusivamente commerciale.
Per questo per illustrare l’argomento, uso la definizione di WIKIPEDIA
(nota Enciclopedia Libera del Web):
La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano
questa festa ogni anno, un mese e due
giorni dopo l’equinozio di primavera,
il 22 aprile. La celebrazione che vuole coinvolgere più nazioni possibili,
ad oggi coinvolge precisamente
175 paesi.
Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra.
Come movimento universitario, nel
tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed
informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare
le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia
di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse
non rinnovabili. Si insiste in soluzioni
che permettano di eliminare gli effetti
negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei
materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas
fossili, il divieto di utilizzare prodotti
chimici dannosi, la cessazione della
distruzione di habitat fondamentali
come i boschi umidi e la protezione
delle specie minacciate.
L’idea della creazione di una
«Giornata per la Terra» fu discussa per
la prima volta nel 1962. In quegli anni
le proteste contro la guerra del
Vietnam erano in aumento, ed il senatore Nelson riuscì a coinvolgere anche
noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo
una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.
L’Earth Day prese definitivamente
forma nel 1969 a seguito del disastro
ambientale causato dalla fuoriuscita di
petrolio dal pozzo della Union Oil al
largo di Santa Barbara, in California, a
seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare
le questioni ambientali all’attenzione
dell’opinione pubblica e del mondo po-
Ufficiali Italiani imbarcati sulle nostre unità
affondate. Indescrivibili furono quei momenti anche per quegli uomini che, pur incolumi, furono sbalzati in mare in mezzo alla nafta infuocata, ai colpi di mitragliera, ai
feriti che chiedevano aiuto e tutto ciò al buio
in una notte scura senza luna.
Questo capitò ad Angelo Faccenda sbalzato in mare dalla sua nave che affondava,
l’incrociatore “Fiume”. Egli, benché ferito, fu
L’incrociatore Fiume.
in grado di nuotare, di dare aiuto ad altri
suoi compagni e si prodigò tanto da essere
menzionato come fulgido esempio di altruismo e professionalità marinara. Questo risulta dai rapporti compilati in sede
Ministeriale.
Dopo varie ore trascorse in mare in quelle condizioni, fu tratto in salvo da una nave
Inglese. Assieme ad altri naufraghi fu curato,
rifocillato e trattato con tutto il rispetto dovuto ad un nemico vinto ma non umiliato.
Tuttavia, rifacendoci a quel detto famoso tra
i naviganti che senza fortuna non si sta a galla, aerei Tedeschi, inconsapevoli, mitragliarono la nave Inglese con i naufraghi Italiani a
bordo.
Costretto da ciò il Comandante della nave sbarcò in mare i marinai Italiani su zattere Carley rifornendoli di viveri ed acqua.
La fortuna questa volta ci mise lo zampino
nel senso giusto e, dopo vari giorni in mare
senza speranza, senza meta, ormai senza
più provviste, un peschereccio Greco avvistò la zattera. Trasse in salvo gli occupanti
compreso il nostro Concittadino Faccenda,
e li sbarcò sull’isola di Lero, ancora occupata dalle forze Italiane terminò cosi l’odissea dei marinai Italiani. Vi furono pochi superstiti, ed ogni piccolo o grande paese in
cui essi vivono, è orgoglioso di annoverare
tra i suoi concittadini queste persone. Essi
si prodigarono per aiutare i compagni feriti e tenere alto l’onore del Marinaio Italiano
e dell’Italia.
Questa sera Alassio, in particolare
l’Associazione “Vecchia Alassio” è orgogliosa ed onorata di festeggiare Uno di Essi: Il nostro concittadino, l’allora “Sottocapo
Furiere S. Angelo Faccenda”.
GianCarlo Cerutti
6
«L'ALASSINO»
La corale “San Francesco”
a Scagnello
Adagiato a settecento metri,
in prov. di Cuneo, il paese di
Scagnello gode di una impareggiabile vista sulle Langhe. L’otto
marzo u. sc. questa località è
stata vivacizzata dalla “Sagra
Una veduta di Scagnello.
del Tartufo” e per l’occasione, il
Sindaco sig. Ivo Borgna ha invitato la corale “San Francesco”
della parrocchia dei Padri
Cappuccini di Alassio ad animare la Santa Messa delle ore 10.30.
Hanno accompagnato i coristi
numerosi parrocchiani, il parroco Padre J. Riccardo, il direttore
del coro Fra Remo e il maestro
organista sig. Giorgio Piovano.
Durante la Santa Messa, oltre
alla corale, si sono esibiti anche
il tenore alassino
Andrea Elena e la
Soprano
Melissa
Briozzo. Un lungo applauso ha evidenziato l’apprezzamento
della popolazione
presente.
Il Sindaco poi ha
offerto un signorile
pranzo a tutti i coristi di Alassio. Nel pomeriggio si è potuto
assistere all’esibizione di numerosi cani
da tartufo all’opera.
Banchetti vari e ricchi di manufatti artigianali e di leccornie
e un gruppetto di musicisti hanno rallegrato le ore pomeridiane.
La gita si è conclusa con una
visita al Santuario di Vicoforte,
noto per la suntuosità dell’interno e per la famosa grande cupola ovale.
SEPOLCRI
Mantica Margherita
Parrocchia San Vincenzo.
Il M° Andrea Elena, il soprano Melissa Briozzo e il coro della Parrocchia Padri
Cappuccini di Alassio.
Collettiva di pittori russi
alla Carletti
Karine Makartichan, Nora
Patchouachvili ed Ylena Yazerskaya.
Nell’ambito della mostra, è
stata organizzata anche sabato
11 aprile (alle ore 17) una presentazione dei pittori, che fanno
parte della collettiva, accompa-
Salesiani.
Il Circolo Nautico Alassino
compie 90 anni
Oltre 40 le imbarcazioni che
hanno festeggiato il 90° compleanno del CNAM di Alassio.
Il sodalizio alassino, presieduto da Ennio Pogliano, quest’anno ha festeggiato infatti il novantesimo anno della sua fondazione, e come da tradizione, ha
iniziato la sua stagione di vela
Il sindaco con il console russo e gli artisti.
organizzata dalla pittrice Elena
Buzhurina e dall’Associazione
Culturale no-profit Proxima di
Cervo insieme alla Galleria
D’Arte “Art-Dresden” con il patrocinio del Comune di Alassio,
assessorato alla cultura. L’evento si è offerto anche quale interessante proposta culturale per
tutti coloro che, durante il periodo delle festività pasquali,
hanno scelto di visitare la “Città
del muretto”.
Alla collettiva hanno partecipato
artisti provenienti da alcune ex-repubbliche sovietiche (Bielorussia,
Armenia, Georgia) e già noti al pubblico ligure come Elena Buzhurina,
David Babunadze, Andrei Klimak
ed Anna Seven. A questi artisti se
ne sono aggiunti dei nuovi come
Aram Akopyan, Ashot Hachkalyan,
gnata dallo spettacolo comico
eseguito dal clown Andrey
Klimak, con aperitvo a seguire.
Nata il 4 gennaio del 1961 l’AVA
(Associazione Vecchia Alassio)
è uno dei più attivi e noti sodalizi culturali della Liguria, che edita anche un giornale (“L’Alassino”, dal dicembre del 1961, che
rappresenta una delle più longeve testate periodiche realizzate
da associazioni culturali regionali). Nella Sala Carletti l’ Ava
ospita da anni interessanti mostre personali e collettive che richiamano sempre migliaia di
amanti dell’arte ed appassionati
visitatori, residenti e turisti.
Paolo Almanzi
(Da “Liguria 2000 news”)
Il Primo Commissario Giovanni
Rattalino è andato in pensione
Dallo scorso 1 aprile, uno dei
“vigili” storici di Alassio, Giovanni Rattalino, ha lasciato la divisa per la sospirata pensione.
Andorese, classe 1952, era entrato nella polizia municipale il
lontano 1 luglio 1976, sotto la
guida del comandante storico
Tindaro Taranto, scalando negli
anni la pianta organica fino ad
assumere alcuni anni fa il grado
scia il lavoro in grande forma, fisica e psicologica e, almeno moralmente, saprà esserci di ausilio
quando ci verrà a fare visita. È
stato inoltre molto bello ricordare
la sua carriera nell’appuntamento pubblico di dicembre “Alassio
e la sua polizia locale – storie di
tutti i giorni” quando gli abbiamo
consegnato una targa, nella recente festa di san Sebastiano,
di Primo Commissario. Un’autentica memoria storica non solo per il comando di via Canata,
ma in generale per il comune di
Alassio: sempre affabile nei modi, ha visto alternarsi numerose
amministrazioni, moltissimi colleghi e 5 diversi comandanti.
L’ultimo dei quali, Francesco
Parrella, nato quando Rattalino
vestiva già la divisa, vuole ricordarne la professionalità in questo modo:
“È stato un piacere per me, ma
soprattutto una grande fortuna,
avere avuto la possibilità di avvalerimi, in questo mio primo anno
e mezzo ad Alassio, della preziosa collaborazione di Giovanni
Rattalino. L’ho confermato a capo
della segreteria comando e della
sezione amministrativa ed è stato
fondamentale per garantirmi un
inserimento rapido e positivo.
L’esperienza immensa maturata
negli anni, ne ha fatto per generazioni di agenti ed ufficiali un autentico punto di riferimento. Ha
sempre associato alla semplicità
dei modi ed alla profonda umanità una grande professionalità.
Merita senz’altro di godersi la
pensione, anche se mancherà
molto il suo pragmatismo e la sua
capacità di trovare una soluzione
anche alle vicende apparentemente più ingarbugliate.
Sono soprattutto felicissimo di
una cosa, e so di interpretare il
pensiero di tutto il personale: la-
quando il Sindaco gli ha conferito
un encomio solenne e, da ultimo,
nel suo ultimo giorno di servizio
quando, prima in Comando e poi
in comune, tutti i colleghi gli hanno tributato un sincero e commosso abbraccio.”
Con l’uscita di Rattalino, la
Polizia Municipale alassina
scende ad un organico di 17
unità, uno dei minimi storici.
Ancora il Comandante Parrella:
“Soltanto nel 1991 l’organico è
stato inferiore, ed è indiscutibile
che, fatto salvo l’ausilio estivo di
alcuni agenti stagionali, auspico
che si possa tornare ad assumere
per garantire l’efficienza dei numerosi servizi a cui siamo chiamati. Purtroppo sappiamo bene
che non è un periodo roseo, a livello generale, e le limitazioni sono stringenti. Siamo comunque
un gruppo affiatato e valido, e dovremo fare tutti un passo in più
per mantenere i risultati che abbiamo conseguito nel tempo, e di
recente ancora incrementato.
Solo così riusciremo anche a sopportare con maggiore serenità
l’assenza del neopensionato Rattalino.”
L’A.V.A. saluta il neo pensionato Giovanni Rattalino e gli augura
ogni bene, auspicando che la
Polizia Municipale di Alassio possa contare su nuovo personale
per il controllo del territorio.
Parrocchia Sant’Ambrogio.
Parrocchia Frati Cappuccini.
Presso la Sala Carletti (sede
dell’AVA, in via XX Settembre 7),
è stata aperta ufficialmente la
terza edizione della mostra d’ arte contemporanea, quest’ anno
intitolata: “Sogni a colori”.
La mostra, dedicata a pittori
provenienti dalla Russia, è stata
Giovedì 16 Aprile 2015
d’altura con la tradizionale
Settimana Velica Internazionale.
Un bel vento che ha oscillato
dagli 8 ai 12 nodi, proveniente
dai quadranti meridionali ha
permesso lo svolgimento di due
prove tecniche a bastone sul
campo di regata posizionato davanti al lungomare di Alassio.
Com.te Francesco Parrella
Giovedì 16 Aprile 2015
7
«L'ALASSINO»
E NOSCE SEIRONE
Via Crucis
I PARMURÉI
Tea con gli Inglesi
Nella serata di mercoledì primo aprile, nella
Sala Carletti, che ospita in questi giorni una pregevole raccolta di opere pittoriche di artisti russi,
commozione ed emozione palpabili hanno sottolineato un apprezzato abbinamento tra parola e
musica. Le quattordici Stazioni della Via Crucis
descritte nel nostro dialetto da Antonio Boscione,
intervallate dai dieci movimenti dello Stabat
Mater di Gioachino Rossini, hanno evidenziato il
valore di una commistione più che adeguata alla
circostanza. A dire i versi di Boscione, lo stesso
Autore che, oltre ad esser tale, è quel che una volta si definiva “fine dicitore”; con lui la sempre brava Lina Nattero che nei suoi interventi recitati è
riuscita a trasmettere commozione e simpatia in
egual misura. Andrea Elena ha detto i preamboli
in italiano di ogni Stazione, curando altresì l’ascol-
Durante l’incontro-conversazione di martedì 17
marzo presso la sede
dell’A.V.A. alle ore 17.00, il
prof. Bruno Schivo ha sensibilizzato l’opinione e le
conoscenze dei presenti
un’occupazione razionale
dell’entroterra e della collina.
Le più belle ville che
fanno onore ad Alassio
sono opera loro, sono la
testimonianza di un inter-
I numerosi interventi
degli uditori hanno confermato che l’argomento
suscita grande interesse e
che merita approfondimenti per il ruolo che le
ville degli Inglesi ancor og-
Tradizione ligure e leggenda
La pratica dell’intreccio di foglie di palma è una tradizione molto antica, diffusa con modalità e
simbologie diverse in molti paesi
del bacino del Mediterraneo.
In Liguria e, in particolare, nel
tistici (reliquiario, ostensorio,
rosario, calice, ecc.).
Anche in Sardegna questa
pratica, risale al medioevo sardo (sec. XI – XV) ed è legata in
particolare ai riti della “Setti-
Manualità.
Il Prof. Bruno Schivo al centro della scena dialoga con i presenti.
Lina Nattero, Antonio Boscione, Andrea Elena.
to dei brani tratti dallo Stabat Mater rossiniano, di
cui ha riferito notizie storiografiche ad inizio serata. Il professor Andrea Gallea, sempre presente
nelle nostre serate, ha introdotto il Lavoro di
Boscione con un appassionato elogio allo stesso,
cui va il nostro grato apprezzamento per il valore
artistico che la sua Opera ha dato a questa nostra
ennesima e gradita “seirona”.
AVA
su una parte di storia locale, quella degli Inglesi
ad Alassio, fondamentale
e decisiva per la vita futura della cittadina.
Dall’analisi coscienziosa e meticolosa dello studioso è balzato evidente il
ruolo svolto dagli Hanbury e dai Gibb nel lancio
di una fase ad indirizzo turistico, accompagnata da
vento raffinato sull’ambiente, di un arricchimento delle bellezze naturali
della baia.
La stessa villa Pergola,
oggi rinomata per il suo
giardino botanico così ricco e rigoglioso, è nata da
un progetto degli Inglesi
che hanno visto in Alassio
un luogo di soggiorno e di
cura insostituibile.
gi possono svolgere
nell’ambito di un progetto
culturale durevole nel
tempo.
Il tea con dolci, preparato con cura dalle signore Eliana, Vanna, Tina e
Rachele ha concluso la
piacevole e utile conversazione.
Ponente Ligure, la tradizione dei
“palmureli” è fatta risalire al
1586 e collegata alla figura del
marinaio sanremese Capitan
Bresca, è proseguita fino ai nostri giorni e porta ogni anno alla
realizzazione delle elaboratissi-
mana Santa”.
Nella sede dell’Associazione
Vecchia Alassio, per il secondo
anno consecutivo, nello spirito
della tradizione Ligure e nella ricorrenza della settimana della
“Domenica delle Palme”, si fa
me palme utilizzate dai Vescovi
e dal Pontefice durante la benedizione della Domenica delle
Palme. Nel tempo, ha portato, alla creazione di vere e proprie
opere d’arte: gli elementi decorativi degli intrecci riprendono
non solo simboli religiosi (es. la
croce, simbolo di redenzione;
ma anche elementi di ambiente
naturale (es. la spiga simbolo
del pane). Grande è la varietà di
tecniche di intreccio utilizzate: a
incrocio, tubulare, a mazzetti, a
treccia, spirale, incastro, ripiegamento, ecc. e di manufatti ar-
scuola per la realizzazione dei
“Parmuréi”. Mani esperte, insegnano come trattare le foglie di
palma; e piano piano, sono create vere e proprie opere d’arte
dalle più variegate forme di simboli religiosi da far benedire
nell’occasione della Domenica
imminente. La nostra Luciana,
da anni, prepara per il prevosto
della parrocchia di Sant’Ambrogio “Il Parmuréo”, vera e propria opera d’arte, che viene mostrata e benedetta nella p.za antistante il Duomo.
G.P.
29 marzo, Domenica delle Palme
Il parroco, Mons. Angelo De Canis, nella Piazza S. Ambrogio
benedice le palme che i fedeli alzano festanti al cielo.
Fal/.
Pasqua in musica - Cavalleria Rusticana
Cavalleria Rusticana,
opera di Pietro Mascagni,
tratta dall’omonima novella
di Giovanni Verga, vede la
propria tragica vicenda
svolgersi nella giornata di
Pasqua.
E nella serata di questa
Pasqua l’A.V.A. ha proposto
l’ascolto dell’Opera mascagnana affidandone la conduzione, come sempre nelle
nostre serate operistiche, al
maestro Andrea Elena.
Solitamente i dopocena
delle giornate festive si passano tranquillamente a casa
a smaltire l’eccesso calorico
dovuto ai lauti pranzi, ma
quelli che ormai possiamo
definire “fans” delle noscie
seirone non hanno deluso le
nostre aspettative, portando, con la loro presenza, anche in questa occasione, la
propria simpatia, la volontà
di esserci…e ciò per noi rappresenta non solo una gioia
ma anche un vanto. La serata vuoi per la scrupolosa ed
appassionata narrazione del
nostro Andrea che ha più
volte vestito i panni di compar Turiddu, interpretando
l’Opera di Mascagni, vuoi
per l’ascolto delle appassio-
nate melodie che corredano
la stessa, ha suscitato un
bell’entusiasmo che molti
hanno evidenziato col chie-
venta passione, dell’Opera
lirica a chi non conosceva o
non apprezzava questo patrimonio culturale tipica-
sempre sulle ali della musica, quelle ali che permettono alla nostra fantasia di volare verso il Paradiso dei
Il tenore Andrea Elena illustra i momenti significativi della Cavalleria Rusticana.
dere quale Titolo sarà analizzato la prossima volta.
È una piccola grande soddisfazione riuscire a trasmettere la conoscenza,
che poi inevitabilmente di-
mente italiano.
Va quindi ascritto nell’Attivo dell’A.V.A. anche questa voce… ed un bilancio in
attivo è pur sempre una
buona cosa. Alla prossima,
Poeti e dei veri Musicisti.
Un volo che fa bene allo
spirito e che tutti prima o
poi dovrebbero provare.
A.V.A.
8
«L'ALASSINO»
Giovedì 16 Aprile 2015
Don Bosco e i Salesiani ad Alassio
(SEDICESIMA PUNTATA)
Alassio fascista, ma poco fascista.
Il periodo che arriva fino agli
inizi degli anni ’30 è per Alassio
un periodo tranquillo; l’onda fascista la sfiora soltanto: si può
lavorare, i giovani possono crescere bene e studiare; nascono
nuovi alberghi per un turismo
che comincia a svilupparsi;
qualche nuova villa sulla collina.Dal 1927 al 1929 è podestà
l’avv. Santino Durante di
Albenga. Uomo di buona e colta
parola, a lui il merito di aver
aperto la Via Dante, larga strada
che darà respiro a tutta la città.
Nel Collegio salesiano nel
1929 ritorna ad Alassio don
Luigi Oldano: nel 1923 era partito da Alassio per andare a
Parma a sostituire don Lingueglia e don Besnate parte da
Alassio con destinazione Par-
ma. Tra Alassio e Parma un continuo scambio. L’arrivo di don
Oldano coincide con la ripresa
della cronaca della casa.
Nella scuola si nota un notevole incremento degli iscritti
esterni. C’è una possibile ragione: don Muzio e don Boccalatte
hanno uno splendido rapporto
con la cittadinanza; i giovani del
posto frequentano l’Oratorio e
attraverso l’Oratorio si iscrivono alla scuola, che va dalla
quarta elementare fino all’ultimo anno del liceo classico.
Grande importanza nel periodo
si dà all’educazione fisica: ricordiamo a tal proposito due
Maestri, Raimondo Rapetti al liceo e Pietro Quartara, exallievo, al ginnasio; entrambi stipendiati dall’Opera Nazionale
Balilla. Il 1929 è l’anno del
Concordato: per la scuola di
Alassio è più vicina la parificazione. È un traguardo importante che premia la serietà dell’insegnamento. Don Oldano si affretta a raccogliere tutta la documentazione e il 17 dicembre
la invia al Provveditorato agli
Sudi della Liguria: il Provveditore aggiunge una relazione
assai favorevole alla nostra
scuola. Ma il 1930 è l’anno della
beatificazione di Don Bosco:
viene nominato un comitato
per i festeggiamenti formato da
tutte le autorità religiose, civili
e militare del paese. Solenne triduo di preparazione e conclusione con una solenne processione per le vie della città con la
reliquia del Beato.
Da quello che leggiamo nella
cronaca abbiamo l’anteprima
di ciò che avremo 83 anni dopo
con il passaggio dell’Urna di
Don Bosco: è il trionfo della fe-
de alassina nei confronti di questo suo illustre benefattore.
Non si sono ancora spenti gli
echi dei festeggiamenti che il 4
giugno arriva il tanto atteso telegramma: “Veduti i risultati
ispezione Ministero concede
codesto Liceo Ginnasio parificazione sensi Regio Decreto 25
aprile 1929 numero 647 con effetto dalla imminente sessione
esami. Concessione est subordinata pronto adempimento
condizioni indicate lettera successiva. Ministro Educazione
nazionale Balbino Giuliano”.
Il podestà Novaro convoca
don Oldano. Si deve organizzare la festa della scuola. Devono
partecipare tutti i ragazzi e le
ragazze che studiano ad Alassio, Balilla e Piccole Italiane,
tutti con le loro divise.
Compaiono i primi pantaloni
alla zuava. Bisogna esercitarsi
coi fucili; viene indicata una radura a Capo Mele, ma don Oldano si rifiuta: è troppo pericoloso arrivarci; preferisce la tenuta del barone Celesia a
Vegliasco (che offrirà a tutti il
the); li accompagnano don
Muzio e don Giordano. Partita
la folla estiva delle vacanze, a
ottobre cominciano a tornare
gli inglesi, cui si aggiungono irlandesi e americani. Si riconoscono facilmente mentre girano
per la città, entrano nei negozi e
incrementano il commercio.
Ora ad Alassio c’è anche un istituto tecnico, il Morteo Ollandini: è preside il prof. Carmelo
Lamboglia.
È subito chiaro che nasce un
po’ di competizione tra le due
scuole, con qualche calunnia
nei confronti della scuola salesiana. Ma don Oldano vuole
troncare ogni polemica: i titoli
conseguiti presso la scuola salesiana hanno valore legale e
sono identici a quelli conseguiti presso la scuola statale; i liceisti del Corso Paramilitare si
sono classificati primi in tutta la
provincia. Le famiglie affidando
i figli ai Salesiani li affidano in
buone mani e non avranno sgradite sorprese. Queste precisazioni faranno sì che il numero
degli alassini iscritti al Don
Bosco saranno più di 60! Intanto
ad Alassio arriva don Giuseppe
Bistolfi: una delle menti più colte della Congregazione Salesiana; insegnante di lettere a
Valsalice; ha contribuito all’organizzazione della Società Editrice Internazionale, SEI; antifascista.
Ora ad Alassio valente predicatore, grande educatore di gio-
vani. Amico di don Orione: conserviamo nell’archivio storico
una vasta corrispondenza tra i
due. E don Bistolfi si unisce a
Boselli, Piccagli, Muzio, Grusovin: una equipe educativa di tutto rispetto. Ma non dimentichiamo don Giovanni Boccalatte: ora si occupa anche dell’Osservatorio Meteorologico. Non
è un esperto di fisica e di matematica, ma è estremamente
preciso e puntuale nella rilevazione dei dati (in archivio lettere di nomina a Direttore dell’Osservatorio da parte del Ministero e congratulazioni per i dati
trasmessi puntualmente a Roma.
Una curiosità che farà sicuramente sorridere: arriva l’ordine
di inviare al Capo dello Stato un
telegramma con la quantità di
pioggia caduta nel giorno pre-
cedente. Chissà che interesse
poteva avere Mussolini per la
pioggia caduta ad Alassio!). Nel
1930/31 sono 4 le forze che animano la Casa Salesiana di
Alassio: il Circolo Giosuè Borsi
dei liceisti e il Circolo Auxilium
dell’Oratorio, entrambi animati
da don Muzio; il Comitato delle
Dame Patronesse, con la Bianca
Zappa; l’Unione degli Exallievi,
con delegato don Boccalatte e
Presidente il conte Della Lengueglia.
Il 20 settembre 1931, esattamente 60 anni dopo la fondazione del Collegio, don Pietro
Giordano celebra il 50° di ordinazione sacerdotale: è il decano della Casa; è arrivato nel
1877 ed è rimasto sempre ad
Alassio, salvo una breve parentesi, era stato accolto da Don
Bosco. Possediamo una lettera
in cui il Rettor maggiore, don
Filippo Rinaldi gli scrive: “Cinquant’anni fa il nostro buon
Padre ti assisteva. Oggi dal cielo ti contempla con compiacenza.
La sua paterna bontà ti ha sostenuto, ti sosterrà ancora”. Dal
1930 al 1933: l’Oratorio, l’Istituto, gli Exallievi. Nell’anno sociale ’30-’31 nel Circolo Auxilium troviamo presidente Antonio Negro, vice presidente Angelo Molle, segretario Nino
Maurizio. Don Muzio è sempre
l’assistente ecclesiastico.
Continua l’attività della filodrammatica: animatore Angelo
Molle. Antonio Negro, che diventerà docente universitario,
benemerito della Congregazione Salesiana, fondatore in Italia
della scuola di Omeopatia, è figlio di Francesco, priore della
Chiesa di S. Vincenzo Ferreri,
che verrà demolita nel 1934:
quante battaglie per salvarla!
Oggi ci si meraviglia che i laici siano chiamati ad essere corresponsabili delle Case salesiane, ma questo succedeva già 80
anni fa. E Antonio Negro ne è
stato un classico esempio. A
don Magnani successe don
Gaggero; con lui la filodrammatica raggiunse livelli eccezionali: ad Alassio esisteva una sola
sala cinematografica; ma quando c’era la recita della filodrammatica restava vuota: la città
correva in massa alle rappresentazioni messe in scena con
la regia di don Gaggero. Aveva
scritto e sceneggiato “La Passione di Gesù Cristo”.
Nel ’33 ci furono le Missioni; i
padri predicatori ci dissero che
avevamo fatto più bene noi con
la nostra recita che loro con le
loro prediche. Chi non ricorda
Borasi, Zappieri, Barilaro, Garassino, Santi, Boscione,
Signorini, Falco, Grollero?
Per citarne solo alcuni. Quando
don Magnani venne trasferito,
l’Oratorio rimase per alcuni mesi senza Direttore; Antonio Negro, quale presidente del Circolo Auxilium, scrisse a don
Rinaldi. Questi rispose al Negro: “Tu sei un salesiano, tu sei
un exallievo, sei il presidente
del circolo. Fa’ tu il direttore
dell’Oratorio”. E così fu fino
all’arrivo di don Gaggero.
Con don Magnani, in quegli anni erano nati gli esploratori;
sull’esempio del dott. Nocelli a
Varazze, anche ad Alassio avevamo 60 esploratori e 80 lupetti.
Erano l’orgoglio dell’Oratorio.
Il Negro, che morirà nel 2010
alla veneranda età di 102 anni,
rilasciò sul finire del secolo
scorso un’intervista sui suoi ricordi della casa salesiana.
Viveva allora a Roma, dove insegnava ed esercitava la professione medica, ma periodicamente tornava nella sua
Alassio e nel suo Collegio: ritrovava gli amici di un tempo,
rivedeva don Boccalatte e don
Cazzola. “
Quando torno vado in quella
chiesa; quanti ricordi! Ai nostri
tempi la chiesa era il centro,
sempre animata; era un luogo di
raduno di incontro. Ora la trovo
vuota. Provo un dispiacere. C’è
meno anima meno entusiasmo.
Si è orientati altrove. Per noi la
Chiesa era il centro, come se tutto dovesse andare a finire nella
chiesa. Era una direzione costante per tutto quello che facevamo. Legava l’Oratorio col
Collegio, i Salesiani con il paese”.
Ma nell’ottobre del 1931, don
Magnani riceve l’obbedienza
per andare a Vallecrosia. Si radunano tutti i giovani all’Oratorio: sembra una giornata di lutto. E parte anche don Muzio per
Frascati. Ma per ogni salesiano
che parte, si trova la sostituzione. Arriva don Vincenzo Sinistrero; è di Diano d’Alba; ha tre
sorelle Figlie di Maria Ausiliatrice. Si è laureato splendidamente in filosofia all’Università
Cattolica di Milano e sembrerebbe destinato alla carriera
accademica.
Fino al 1931 a Frascati e poi
ad Alassio dal ’31 al ’45. Grande
animatore della scuola, fondatore della FIDAE, organizzatore
della Scuola Media Unica Italiana. Il 5 dicembre 1931 muore
don Filippo Rinaldi. Solenne
funzione di suffragio nella
Chiesa Parrocchiale presenti
tutte le autorità religiose civili e
militari. L’elogio funebre viene
tenuto dal teologo don Marco
Brunello; le musiche sono dirette da don Vittorio Grusovin.
Il 20 gennaio 1932 viene nominato il primo podestà alassino
nella persona di Andrea
Quartino, già attore politico
nel passato. A Torino viene
convocato il Capitolo Generale
dei Salesiani per la nomina del
nuovo Rettor Maggiore; ogni
casa invia un suo delegato: per
Alassio andrà don Giovanni
Boselli. Ne uscirà eletto don
Pietro Ricaldone. È presidente
degli exallievi dal 1921 Divizia
Pio Luigi: dopo 11 anni di prezioso servizio, chiede di essere
sostituto. Dopo grande titubanza verrà accontentato e lo
sostituirà il Conte avv. Edoardo della Lengueglia, vice presidente Marco Brunello, segretario l’avv. Ambrogio Guido.
Il Divizia diventerà uno dei
consiglieri. Durante il convegno annuale viene lanciata
l’idea di erigere un busto a don
Cerruti per il prossimo anno. Il
7 maggio 1933, in occasione del
Convegno annuale degli Exallievi, si svolge una solenne cerimonia per l’inaugurazione del
medaglione che ancora oggi, 70
anni dopo, ricorda, all’ingresso
dell’Istituto, la figura di don
Cerruti. L’opera in bronzo è un
pregevolissimo manufatto dello scultore Gaetano Cellini, autore del Monumento a Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice
a Torino.
Al mattino, dopo l’Adunanza, alla quale presero parte
anche Don Bartolomeo Fascie,
Consigliere Scolastico Generale della Congregazione Salesiana e don G. B. Antoniol,
Ispettore, viene celebrata una
solenne santa Messa, con l’assistenza pontificale di mons.
Angelo Cambiaso, Vescovo di
Albenga. A seguire, Agape fraterna, nel corso della quale ci
sono saluti del Direttore don
Luigi Oldano e del presidente
degli exallievi conte Della
Lengueglia.
Nel pomeriggio, alle 14,30,
presenti le massime autorità
civili e religiose, viene scoperto il busto di don Cerruti, dopo
la commemorazione ufficiale
tenuta da don Fascie. Concluderà la cerimonia il Comm.
Avv. Andrea Quartino, Podestà
di Alassio, che ricordando di
essere stato allievo di don Cerruti, citerà tutte le benemerenze di questo direttore salesiano verso la città, menzionando
in particolare la sua chiaroveggenza sul destino brillantissimo della spiaggia alassina. In
una riunione della Compagnia
San Giuseppe del 1933, troviamo insieme due nomi, che diventeranno un po’ la storia di
tutta l’exallievità alassina: Don
Giovanni Boccalatte e don
Giovanni Cazzola.
Il primo, che all’epoca era assistente della Compagnia, aveva invitato il secondo a trattare l’ideale missionario; questi
l’aveva fatto prendendo lo
spunto dal fratello don Luigi,
all’epoca missionario in Cina.
Alla fine dell’adunanza insieme avevano ricordato l’exallievo Achille Romersi, medaglia
d’argento al valor militare, caduto durante la Grande Guerra.
Prof. Antonio Tassara
IL NUOVO ROMANZO
DI DANIELE LA CORTE
È uscito nel mese di marzo
scorso e sarà presentato
nell’Auditorium della Biblioteca Comunale di Alassio, il 24
aprile prossimo alle ore 21, il
nuovo romanzo scritto da Daniele La Corte e intitolato: “La
casa di Geppe”.
Il sottotitolo “un percorso nella Resistenza” potrebbe risultare
limitativo nella presentazione dell’opera, come nota Giuseppe a
Conte, che scrive:
“Questo è un vero romanzo epico e corale,
che trae linfa dai luoghi,
così ben restituiti, anche nei dettagli, nei sapori e nei colori e da personaggi molto vivi”.
Infatti lo storico della
Resistenza ha qui ceduto
il posto al La Corte giornalista e soprattutto al
romanziere, che, mantenendo ben precisi i tempi, gli ambienti e l’atmosfera degli anni fra il ‘43 e
il ‘45, ha costruito un romanzo interessante ed avvincente, che cattura il lettore come un libro giallo.
Nella accurata e attenta
prefazione, il magistrato Gian
Carlo Caselli scrive che “l’obiettivo del libro è di rendere viva la
memoria di quelle vicende senza mai lasciarsi tentare dalla retorica”. Infatti La Corte affronta
il tema della Resistenza “come
un fenomeno variegato, talvolta
contraddittorio, anche con episodi duri, ma alimentato da idealità nobili e forti, diverse tra lo-
ro, ma capaci di unità e convivenza” come scrive acutamente
Domenico Gaia nella prima di
copertina.
Io vorrei aggiungere che, seguendo la preziosa lezione del
Naturalismo Francese si è ricor-
dato delle parole di Zola: “Nel romanzo anche i personaggi minori, anche quelli presentati in poche righe, devono essere descritti e sentiti come i protagonisti”. Ed è questa caratteristica
che concorre a rendere il romanzo di La Corte interessante
ed avvincente fino all’ultima pagina.
L.C.
Giovedì 16 Aprile 2015
C R U C I
■A L A S
S I NO■
1
2
3
4
5
6
15
19
18
22
20
23
LE POSTURE SCORRETTE PIÙ COMUNI
DELLA REGIONE PELVICA E LOMBARE
8
12
9
13
16
17
21
24
25
26
27
28
34
ALASSIO IN SALUTE
7
11
10
14
29
30
31
32
35
36
39
38
41
42
44
9
«L'ALASSINO»
45
33
37
40
43
46
48
49
47
50
Nel precedente articolo
abbiamo visto che le ossa, i
muscoli, le articolazioni e gli
arti inferiori sono progettati
per l’appoggio del peso, il
sostegno e l’equilibrio del
tronco. Le curve fisiologiche
della colonna sono pertanto
benefiche e conferiscono
una maggiore capacità di
ammortizzare le pressioni e
le sollecitazioni. Proprio l’alternanza tra curvature più
mobili (lordosi) e più rigide
(cifosi) ci permette la struttura
eretta e, allo stesso tempo, la
grande flessibilità e mobilità,
distribuendo in maniera corretta gli stress meccanici.
A livello lombare e sacrale le alterazioni
delle curve fisiologiche dovute a scorrette posture possono essere distinte in:
• Posizione lordotica
• Posizione rilassata o scomposta
• Posizione di appiattimento
della curvatura lombare
CruciAlassino – A.V.A. Da un’idea di G.C. & L.F. – Aprile 2015
Orizzontali
1. Prelibato pesce di mare detto “Luassu” – 8. Particolare del Borgo
Coscia relativa a “Vico del Cantiere” – 10. Dirupo che dal ponte di Santa
Croce dà sul porto – 11. Rapita da Paride per causa di una mitica guerra –
14. Ente americano simile all’italiano U.N.I. – 15. Studio sulla coltivazione
piante fruttifere – 18. In data sono dispari – 19. Sigla d’auto piemontese –
21. Russare… fortemente – 22. Vende un prodigioso “Elisir” al 6 verticale –
25. Numi domestici per gli antichi romani – 26. Pungente, aspro – 27. Scopo,
punto di arrivo – 28. Targa di Avellino – 29. Debolezza, languore degli organi – 32. L’orecchio nei prefissi – 34. Il Santo Patrono della fraz. Caso di
Alassio – 37. Giro… senza inizio né fine – 38. Luoghi per agricoltori – 39.
Sgradevole, disgustoso – 41. Stuolo, massa – 42. L’indimenticato
Brancaleoni, gloria sportiva alassina – 43. La “Pieve di”… da noi detta
“Ceve”– 44. Ancestrale, ereditario – 46. Segue sempre “hip hip” – 48.
Prefisso per “vino” – 49. Termine cinese per “Isola” – 50. Dario, premio Nobel
italiano
Verticali
1. La sella dell’asino in alassino – 2. Larva di “cavolaia” con in mezzo la
ü (alassina) – 3. Associazione Sportiva – 4. Nell’anice sono pari – 5.
Chiusura lampo, cerniera – 6. L’innamorato che comprò l’elisir del 22 orizzontale – 7. Bagna Milano – 8. È artistico davanti alla parrocchia di
Sant’Ambrogio – 9. Dà vita a un gioco con i dadi – 10. L’Alassino “gratis”
– 12. Così si dice fiume in Scandinavia – 13. Città in provincia di Venezia –
16. 60 minuti… – 17. Sacerdotale, celestiale – 19. Abbreviazione di un caso
“latino” – 20. Bilancia messa a punto – 23. Odorosa pianta da noi detta
“Busommu” – 24. Procede secondo precise regole – 27. La troviamo alle
elementari – 28. Parto immaturo – 30. Pianta che abbonda nelle nostre
colline – 31. Basso, infimo – 33 il suo simbolo è “AU” – 35. Sostegno per tetti… anagrammato – 36. Una “bella” del tempu che fu – 38. Fiume portoghese affluente del Douro – 39. Pari… in giacca – 45. Dentro – 46. Antico… do
– 47. Andare a Londra
Mezza maratona ad Alassio
EDIZIONE 3
16 MAGGIO Half Marathon
17 MAGGIO Baby Marathon
Quasi tutto pronto per l’Edizione TRE de La Mezza della
Baia del Sole.
Le iscrizioni hanno già superato i primi due “gradini” e siamo in vista del terzo, quello di
quota 400.
Il sito da cui possono ricavarsi tutte le notizie: www.lamezza.it che quotidianamente pubblica le news.
Ecco quelle delle ultime ore.
I premi. Sono ufficializzati.
Per i primi assoluti Maschile e
Femminile, l’ambitissimo autografo sulla piastrella del “Muretto dei Runners” oltre al Trofeo
Baia del Sole Alassio-Laigueglia
e gli immancabili Baci di Alassio.
In arrivo anche una sorpresa
che, in quanto tale, ci riserviamo
di svelare tra qualche giorno.
Premiate tutte le categorie a partire dai giovanissimi sino ad arrivare ad i “meno giovani”. Premi
speciali per il gruppo più numeroso e per quello più “originale”
(quindi invitiamo i più estrosi a
darsi da fare). Cesti di prodotti tipici locali forniti dal Frantoio
Armato, buoni acquisto da utilizzarsi presso Ottica Ottobelli e la
squisitezza dei Baci.
Ma La Mezza della Baia del
Sole sarà anche divertimento.
Piazza Partigiani per tre giorni
sarà teatro di una esposizione di
articoli legati al mondo dello
sport di grande interesse.
Sarà possibile effettuare prove cardio grazie allo stand della
GE, avere consigli qualificati su
postura e tecniche di corsa, utilizzo di integratori e sali e tanto
altro ancora.
Un posto importante verrà dedicato alla filosofia “green” grazie alle isole ecologiche per differenziare con cognizione di
causa bottigliette, bicchieri, carta grazie alla BASECO.
Animazione e spettacolo garantirà agli Atleti ed ai loro accompagnatori la possibilità di
non annoiarsi in attesa dello
start della gara che avverrà, come di consueto, alle ore 20.00.
La mattina seguente correranno anche i più piccoli: Baby Run
per tutti gli Atleti in erba che potranno divertirsi e divertirci con
tutta la loro freschezza e spontaneità.
Anche quest’anno le manifestazioni verranno seguite e filmate da TG Events mentre la
conduzione verrà garantita da
tre professionisti molto apprezzati: Roberto Giordano, Marco
Dottore e Franco Branco Dj.
Insomma, ci sarà da divertirsi
perché nella Baia del Sole…
SI CORRE!
Iscrizioni e info:
www.lamezza.it
POSIZIONE LORDOTICA
È determinata da un aumento dell’angolo lombosacrale,
della lordosi lombare, dell’inclinazione pelvica e della
flessione dell’anca. Si accompagna ad un aumento della
cifosi toracica e ad una inclinazione verso avanti del capo.
Le cause sono da attribuirsi a
posture scorrette prolunga-
te, gravidanza, obesità e diminuzione di
forza della muscolatura addominale.
I muscoli interessati sono i flessori dell’anca (ileopsoas, tensore della fascia
lata e retto femorale) e gli estensori lombari (erettore spinale) che presentano
problemi di mobilità e gli addominali
(retto dell’addome) che possono dare
una prestazione ridotta.
Il dolore può di conseguenza essere
avvertito per un avvicinamento delle faccette articolari, per uno stress del legamento longitudinale anteriore , per riduzione dello spazio posteriore del disco e
del forame intervertebrale.
POSIZIONE RILASSATA
O SCOMPOSTA
In questa posizione i muscoli
non riescono a dare sostegno
agli effetti della forza di gravità. È causata da uno spostamento in avanti dell’intero
segmento pelvico anteriormente, con aumento della
lordosi lombare, della cifosi
toracica e spostamento del la
testa in avanti.L’anca è completamente in estensione.
Le cause possono essere attribuite o solo ad un ’attitudine,ad
affaticamento o a debolezza
muscolare.
I muscoli interessati sono gli
addominali superiori, l’intercostale interno, l’estensore
dell’anca e gli estensori lombari che perdono la loro mobilità e gli addominali
inferiori, gli estensori del torace ed i fles-
sori dell’anca che invece possono presentare debolezza.
Il dolore si manifesta per la riduzione del
forame intervertebrale del rachide lombare, la degenerazione delle faccette
articolari lombari, la tensione del legamento longitudinale anteriore e posteriore.
POSIZIONE DI APPIATTIMENTO
DELLA CURVA LOMBARE
In questo caso si ha una diminuzione dell’angolo lombo
sacrale e della lordosi lombare con inclinazione posteriore
del bacino.
Le cause sono da imputarsi
ad una posizione permanente
in flessione quando viene
mantenuta la postura eretta.
I muscoli che possono presentare problemi in questo
caso sono i flessori del tronco
(retto addominale e intercostale) e gli estensori dell’anca con
perdita di mobilità e ipostenia
degli estensori lombari e dei
flessori dell’anca.
Il dolore in questo caso è da
attribuirsi a stress del legamento longitudinale posteriore, ad un aumento
posteriore dello spazio del disco ed alla
perdita dell’effetto ammortizzatore della
regione lombare.
CONTINUA…
Il Team di FKT e Palestra di AlassioSalute
La responsabile Dott.ssa Angela Gatta
CURIOSANDO NEI NOSTRI ORTI
PREZZEMOLO (Petroselinum Hortense) - Termine dialettale: “Prensemmu”
Rubrica mensile a cura di Gianni Croce
Di notizie e curiosità anche su
questa piantina, appartenente
alla famiglia delle Ombrellifere,
ce ne sono a iosa che riportarle,
seppur brevemente, non c’è
che l’imbarazzo della scelta. Di
origine Orientale, deve il suo
nome scientifico “Petroselinum” al termine greco Pétra
(pietra) e “Sélinon” (pianta) ossia “ Pianta delle pietre” in
quanto, oltre che
coltivata
negli
orti (Hortense),
cresce allo stato naturale anche
nelle pietraie. Da questa sua
specifica proprietà da sempre
risale il detto “è come il prezzemolo” per indicare qualcuno
che possiamo trovare sempre
dappertutto. Ricco di vitamine
A,C,K, di sali minerali, di calcio
e ferro, fin dall’antichità ne sono state decantate le sue virtù
terapeutiche usandolo come
tonico, antianemico, anti rachitico, antireumatico, digestivo,
ideale per la cura della congiuntivite e persino per curare i
morsi dei serpenti.
Nell’antica Grecia era pure
convinzione radicata che il suo
intenso odore stimolasse le funzioni cerebrali, la creatività e la
stessa fantasia dei poeti al punto, che volendosi stimolare
l’estro (forse in quei momenti
un po’ languente...) si cingevano le tempie con corone di prezzemolo.
Ma nonostante le sue tante
benefiche proprietà, anche il
nostro bravo prezzemolo ha
avuto nell’arco della storia le
sue peripezie. Andando a ritroso nella notte dei tempi, pare
che la sua coltivazione fosse riservata alle sacerdotesse che
con esso preparavano infusi e
decotti dalle virtù oltre che magiche anche mortifere.
Quest’ultima nefaste fama pare sia legata all’erba Aglina molto velenosa che, crescendo
anch’essa spontanea, vicina e somigliantissima
al prezzemolo, talora veniva scambiata nella
raccolta con effetti
deleteri.
Assai tardi e raramente avverrà
il suo uso in cucina, ciò forse
dovuto
alle
molte superstizioni spesso istruite
ad hoc da coloro che, sapendolo usare, preferivano tenersi 1’esclusiva della coltivazione. Ai tempi dei Romani correva voce che “chi seminava
prezzemolo non avrebbe visto
la luna: successiva” non vivendo sino al mese dopo ... o che
(volendo precluderne ulteriormente l’uso domestico alle donne) “onde non cadere in preda a
Mortifere febbri” nessuna donna, giovane, anziana o peggio
ancora, se incinta dovesse avvicinarsi alla pianta. Tali credenze morirono con l’Impero ma
anche nel Medio Evo il nostro
prezzemolo non ebbe miglior
fortuna. In quel periodo, pregno di ben altri pregiudizi fu definito “erba delle streghe” (da
noi “de bazüre”) come tale rischioso per chi lo coltivava e
poiché essendo il suo uso molto comune presso gli Arabi e
quindi “ Infedeli” non tardò a
scomparire quasi completamente nelle poche preparazioni
gastronomiche del popolino
ma, come spesso succede, non
lo fu per tutti in quanto, con la
scusa che si trattava di “erba
medicinale” destinata alle preparazioni in alambicco, la sua
coltivazione fu privilegio degli
abati cluniacensi per poi, da lì e
quasi di nascosto comparire
pian piano sulle mense dei
Signori. Si arrivò, infine, al
Rinascimento si fece ancora
una volta e proprio grazie alla
più volte già citata Caterina de
Medici, moglie di Enrico re di
Francia, se anche il prezzemolo, coltivato negli orti regali,
avesse finalmente la sua rivincita anche in virtù della raffinatezza e fantasia dei cuochi francesi. Da allora il suo impiego anche nella cucina italiana fu costante.
Moltissime sono le varietà di
prezzemolo coltivate nei nostri orti e praticamente per tutto l’anno. Erbetta dalle poche
esigenze, è ormai indispensabile, preziosa, e onnipresente
per salse o vari tipici piatti regionali.
Nel suo uso, poiché il suo sapore è piuttosto energico, occorre dosarlo con parsimonia
avendo cura di inserirlo solo
verso la fine cottura.
COME SI COLTIVA: Si semina
per lo più in primavera in piccoli spazi di terreno da noi detti “curinò” e il raccolto si inizia
circa 70 giorni dopo e si continua in quanto dalle radici rinascono i nuovi steli. Può essere
seminato anche in altre stagioni ricordando, però che predilige sempre climi miti e teme il
freddo.
Gianni Croce
Attività motoria Alassio
Prosegue l’attività motoria organizzata dal Comune di Alassio, servizio
Politiche Sociali e Ge.s.co. SRL - Piscina di Alassio, riservata ai cittadini che
abbiano superato i 60 anni. Nella foto un gruppo di “giovani” atleti che partecipano ai corsi, con inizio il 29 settembre 2014 al 31 maggio 2015.
10
«L'ALASSINO»
Giovedì 16 Aprile 2015
UN MARZO DI GRANDE CICLISMO
CLASSICISSIMA D’EPOCA GRAN FONDO SU STRADA Gran fondo del Muretto
21/22 MARZO 2015
Due eventi in uno hanno caratterizzato la terza edizione
della Classicissima d’Epoca
“Memorial Girardengo” che ha
riscosso un successo mediatico oltre le più rosee previsioni.
Nella collaudata versione a
di mountain bike
8 MARZO 2015
Museo del cinema, fianco a fianco dei professionisti, di tanti ex
a partire da Francesco Moser e
dei giornalisti sportivi, tutti incuriositi da questi strani personaggi apparentemente usciti da
un museo e accompagnati co-
Appena alla seconda edizione
e già maggiorenne, la Gran
Fondo Internazionale Città di
Alassio, promossa dal GS Alpi,
può vantare un parterre di 1300
partenti. Ad arricchire il gruppo
dei partecipanti i ragazzi della
nazionale azzurra di Mountain
Bike che, per il quarto anno,
svolgono ad Alassio parte della
loro preparazione invernale e
l’ex professionista Mirko Celestino.
Decisamente impegnativo,
per questo scorcio di stagione, il
percorso che prevede su una distanza di 105 chilometri ben
1990 metri di dislivello. Rispetto
sul mare sicuramente non hanno modo di notare i nostri che,
ad una andatura che nulla ha da
invidiare ai professionisti, affrontano successivamente il colle di San Bartolomeo. Qui prende il largo un gruppo di otto battistrada dal quale poi evaderà
solitario il veneziano Igor Zanetti sulla successiva salita di
Gazzo d’Arroscia, per essere rivisto solo dopo l’arrivo posto ai
586 metri del Santuario della
Madonna della Guardia dopo
l’ennesima arrampicata di giornata. La bergamasca Simona
Bonomi celebra la festa delle
donne prevalendo nettamente
In programma per il 15 marzo,
poi rimandata a domenica 29
causa allerta meteo, la ormai
consolidata “GF del MURETTO”
di Mountain Bike, 37 km con un
tecnici ma mai pericolosi e spesso con una posizione a picco sul
mare in un panorama davvero
unico. Più volte sia lui che il CT
della nazionale Palhuber hanno
Premiazione femminile.
Milano: Piazza Duomo - Partenza.
tappe partenza il sabato mattina dal prestigioso Museo dei
Campionissimi per la tappa
Novi Ligure-Alassio con rifornimenti a Rossiglione, Arenzano
e Finale Ligure e la sera, dopo
aver percorso 132 km, cena
all’Hotel Garden con premiazione a tutti i partecipanti dalle
mani della Signora Costanza
Girardengo, nipote del primo
campionissimo.
La novità però che ha destato
grande interesse da parte di
stampa e Tv è stata la prima
Milano-Sanremo con biciclette
29 MARZO 2015
me “ammiraglia” da una Chevrolet del 1927.
Anche il meteo ha deciso di
rendere più vera questa rievocazione e così esattamente come nel 1907, pioggia battente
per tredici ore nei 260 km per
arrivare fino ad Imperia da dove, dopo l’incontro con i protagonisti della versione a tappe, i
nostri eroi percorrono gli ultimi
24 km che li separano dal magico traguardo di via Roma finalmente con la comparsa di un
pallido sole.
A Sanremo un’accoglienza
Pronti al via in via Dante.
alla prova di Laigueglia di febbraio che poteva essere affrontata con una condizione ancora
approssimativa, arrivare qui
non al top significa abbandonare i sogni di gloria già prima di
metà percorso. Pronti via e
prendendo la direzione di
Imperia ecco immediatamente i
tre capi resi famosi dalla Milano
Sanremo: Mele, Cervo, Berta i
cui bellissimi panorami a picco
su un lotto di qualificate avversarie nella prova femminile.
Questa edizione decisamente di
successo ripaga gli sforzi di
un’organizzazione che nulla ha
lasciato al caso e che ha previsto persino la trasmissione più
volte replicata in TV (canale
Sky214) delle fasi della corsa,
grazie alla presenza delle telecamere di Bike Channel.
dislivello di 1250 mt, è stata baciata da uno splendido sole registrando la presenza di ben 700
partenti nonostante la concomitanza di altre importanti gare.
Purtroppo il cambio di data
ha impedito la partecipazione
della nazionale MTB Marathon
che, come negli anni passati
avrebbe dovuto concludere il
proprio ritiro invernale proprio
con il “Muretto” di Alassio.
Tuttavia diversi azzurri, pur con
la maglia delle rispettive società, l’hanno onorata al meglio
figurando ai primi posti della
graduatoria: Samuele Porro che
partiva con il numero uno destinato al vincitore dell’anno precedente concede il bis dopo una
lotta serrata con il russo
Medvedev; terzo l’ottimo Luca
sollecitato l’idea di organizzare
ad Alassio il campionato nazionale Marathon unendo per l’occasione i sentieri del “Muretto”
con quelli della GF Mirko
Celestino che si correrà ad
Andora il prossimo 3 maggio.
L’entusiasmo con cui ogni anno sia il tecnico che i ragazzi della nazionale accolgono la possibilità di svolgere la loro preparazione sulle colline di Alassio è
espressa non solo nell’ufficialità
delle interviste, ma con una certa frequenza anche a tavola o la
sera durante l’immancabile partita a carte, non frasi di circostanza quindi ma espressioni
sincere di ammirazione per il
luogo.
Ritengo questo non solo un
importante fatto sportivo ma un
RB
Ciclismo professionistico:
106a Milano-Sanremo
Sanremo - Arrivo.
anni ’20 (peso medio 16 kg!) e
abbigliamento ad hoc, percorsa in tratta unica sui classici
284 km con il via nel luogo storico della Conca Fallata, all’inizio del naviglio Pavese, esattamente allo scoccare della mezzanotte. Nel gruppo degli ardimentosi anche Mirko Celestino
che di Milano Sanremo in carriera ne ha corse ben 11.
A rendere il tutto più filologicamente aderente alla storia,
sabato 21 al pomeriggio, grazie
ad RCS Gazzetta dello Sport, la
punzonatura nei saloni del
Premiazione maschile.
davvero grandiosa da parte di
RCS e della Rai che effettua diverse interviste andate poi in
onda nei telegiornali di Rai 3 e
un servizio in coda alla telecronaca diretta. Pagine intere dedicate all’evento anche sulla
Gazzetta dello Sport sul
Corriere della Sera oltre a diversi servizi sui giornali on line.
La Classicissima d’Epoca al
terzo tentativo ha trovato la
formula vincente. Arrivederci
all’edizione 2016.
RB
Da sempre, la corsa ciclistica
conosciuta come “Di primavera” transita ad Alassio nelle ore
pomeridiane, tra le 15 e le 15,30.
Anche quest’anno, nonostante
un meteo di certo non favorevole, la “carovana” non ha disilluso
l’attesa degli appassionati e
amanti delle due ruote. Alassio
ha accolto i corridori con un po’
di sole, confermando un clima
decisamente particolare e unico
della nostra Riviera.
(Nella foto il gruppo transita
sull’Aurelia nel centro di
Alassio)
Ronchi davanti al compagno di
colori Pietro Sarai. In campo
femminile, assente l’azzurra
Veronesi campionessa tricolore
Marathon e vincitrice lo scorso
anno, bel successo della lecchese Costanza Fasolis.
Samuele Porro, campione
d’Italia in carica nella specialità
Marathon (80-130 km), spesso
ad Alassio per allenarsi anche
privatamente, ad ogni incontro
ribadisce che difficilmente gli
capita di gareggiare in ambienti
suggestivi come quello delle nostre colline con sentieri molto
ottimo viatico per una futura migliore valorizzazione del nostro
entroterra. Se opportunamente
allestito, la sua unicità insieme
alla mitezza del nostro clima
possono rappresentare un’offerta estremamente attraente
per chi proviene dal gelido inverno del centro o nord Europa.
Potrebbe essere questo un significativo passo verso la tanto
auspicata destagionalizzazione
turistica di cui da troppo tempo
si parla ma che finora è rimasta
solo nelle intenzioni.
RB
Giovedì 16 Aprile 2015
11
«L'ALASSINO»
LUTTI CITTADINI, NECROLOGI, ANNIVERSARI
LUISA SIRI
VED.
FERRARESI
MARIA TOZZI
DI ANNI 94
Mamma, ci hai lasciato,
ma il tuo ricordo sarà sempre con noi. Siamo rimasti
io e te quando papà non è
più tornato dalla guerra. Mi
hai fatto da madre e da padre e sei stata un esempio
che spero di seguire. Una lavoratrice, donna onesta e
generosa che ha fatto del
bene e che ha voluto tanto
bene alla famiglia ed agli
amici. Mi manchi e ti voglio
bene.
Graziella
L’A.V.A. addolorata per
la perdita di un’altra alassina “DOC”, si unisce al dolore della figlia Graziella.
Qualche giorno fa, in Australia è mancata
la Signora Maria Tozzi, moglie di Remo e
mamma di Nicola, Antonello, Roberto e
Danilo, famiglia alassina trasferitasi a
Sydney circa 25 anni fa. Maria portava sempre nel cuore la sua Alassio, parlandone
sempre bene. Anche noi, ragazzi di un tempo, ricordiamo tutta la famiglia con grande
affetto e le siamo vicini in questo momento
di grande dolore.
questo mi gratificava. Quando mi
vedevi i tuoi occhietti si illuminavano e ti passavano tutti i disturbi che
avevi fino a pochi minuti prima.
Cara mamma, credimi, ho cercato di
fare il possibile per renderti questi
ultimi anni sereni, e ti chiedo scusa
se non ne sono stata in grado completamente. Tu non vorresti vedermi piangere, lo so, mi ricordo ancora quando lo facevo da piccola. Mi
dicevi: “Su non piangere, che diventi brutta”. Smettevo subito e sorridendo ci univamo in un abbraccio
senza parole. Ora sono sola, mi devo fare forza per te, perché diversamente ti faccio soffrire e non voglio.
Ciao mamma, quante volte, avendo
problemi di udito, ti gridavo “mammaaaa, la mia bella mammaaa, la
mamma più bella del mondo, ti voglio beneeee” e tu, con un filo di voce mi rispondevi: “Anch’io… tanto…”, e sarà così per sempre.
L’A.V.A. si unisce al dolore di tutti i famigliare per la perdita della cara Maria.
ANNA IACONO
VED. PASQUALOTTO
GIOVANNI VALDORA
(U DIDU)
DI ANNI 91
CARLO CIGNA
15/4/2011 - 15/4/2015
Il tuo ricordo vivrà per sempre
con noi.
La moglie, il figlio, la nuora
e le care nipotine
GIULIANO
NATTERO
MADDALENA SALARIS
“LENA”
VED. GROLLERO
DI ANNI 84
2014 - 2015
È mancato il 4 marzo, ormai alle porte della primavera, all’età di 84 anni, al termine di una vita dedicata alla famiglia e al lavoro. Dopo
essere stato dipendente
della Società l’Ortofrutticola di Albenga per quasi
mezzo secolo, raggiunta
l’età della pensione, si era
dedicato alla cura del suo
orto e della sua vigna ad
Albenga.
Ha lasciato un grande
vuoto intorno ai suoi cari: la
moglie Lina, i figli Piero e
Gianni, la sorella Maria.
L’A.V.A. porge le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli, alla sorella ed ai
parenti tutti.
Alassio ha avuto la fortuna di averti come
sua Cittadina per più di 70 anni.
Ti sei addormentata in silenzio nel tuo letto, in casa tua con noi al tuo fianco. Siamo sicuri che tu sia felice di averci visto lì con te,
sino all’ultimo!
Ma prima del silenzio, hai combattuto anche l’ultima battaglia in maniera esemplare,
non mollavi. Davvero mai e sempre con il
tuo sorriso contagioso; sicuramente una
donna immensa, la migliore mamma e nonna che chiunque possa desiderare ed avere
gioiosa, felice, solare. Semplicemente unica.
Grazie di tutto, ti vorremmo sempre un
bene infinito.
La moglie Huguette, sentitamente
ringrazia tutti gli amici che hanno
preso parte al suo dolore.
ANNIVERSARI
CLAUDIO BOTTELLI
31/3/2014 - 31/3/2015
I tuoi cari figli Maria Teresa e
Vittorio e il tuo nipote
adorato Alessandro
LÜTTI DU PAISE
A cüra dell’Assuciassiùn
Veggia Arasce
MÒRSU 2015
17/7/1918 - 24/3/2015
Ciao Claudio è già passato un anno, ma tu sei sempre qui con me.
Sandra
La Resistenza dell’avvocato
Claudio Bottelli
‘pescatore e capobarca’
ALBERTINA
NEPOTE
VED. VENA
DI ANNI 95
Improvvisamente
il
18/2/15 è mancata all’affetto dei suoi cari, nonna
Albertina, la ricordano con
affetto e rimpianto.
I figli, la nuora,
i generi
e i nipoti
L’A.V.A. partecipa al dolore dei famigliari e porge le
più sentite condoglianze.
È già passato un anno, ma sembra ieri. Ti ricordiamo sempre
con amore.
Daniela e Luciana
ANITA ARNICA
VED. LINO PROFUMO
Cara mamma, te ne sei andata in silenzio
tra le mie braccia.
Hai alzato gli occhi quasi a cercare il mio
sguardo e poi, consapevole della mia presenza, ti sei abbandonata agli ultimi respiri
con molta serenità. Forse sentivi ancora la
mia voce che ti chiamava “mamma, mamma, mamma bella” e contemporaneamente
accarazzevo il tuo viso e ti davo gli ultimi baci come fossero ossigeno per far sì che quei
respiri durassero il più a lungo possibile. Mi
hai lasciata facendomi questo bel regalo e
credi, mi da tanta serenità. La tua vita è stata tutto un donare nei miei confronti.
Noi eravamo una famiglia umile, ma tu,
col papà, avete fatto l’impossibile per farmi
sentire uguale a tutte le altre ragazze, e ci
siete riusciti.
Ti vedo fino a tardi cucire per fami indossare il vestito nuovo il giorno di Pasqua, perché un tempo usava così. Come giro lo
sguardo, ci sei sempre.
Presente in ogni occasione e pronta, nella tua semplicità ma saggezza di pensiero, a
darmi consigli senza stancarti mai. Di anni
insieme ne abbiamo trascorso tanti, ed ecco
arrivare l’avanzarsi dell’età. Tu eri serena
solo quando sapevi che ero a casa con te, la
tua fiducia nei miei confronti, era illimitata e
Ad un anno dalla scoparsa di
Claudio Bottelli, la sua città, Alassio,
ha voluto ricordarlo nell’ex chiesa
anglicana, il 2 aprile, invitando
Paolo Rivello, amico, presidente del
tribunale militare di Sorveglianza di
Roma, Pm nel processo della strage
di Piazzale Loreto, scrittore di un
«Questo periodico è aperto a tutti quanti desiderino collaborarvi ai
sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno
diritto di manifestare il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e
ogni mezzo di diffusione”.
La pubblicazione degli scritti è
subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con le testate e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito.
Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche
se non pubblicati, non vengono
restituiti».
NO LIBRI SCOLASTICI/ENCICLOPEDIE
Gettarli dispiace, però il posto che occupano serve.
Che fare?
Lasciali sui tavoli posti nella “Galleria C. Chaplin”.
Chi li prenderà lascerà un’offerta a favore
A.I.R.C.
dell’
Recuperi spazio, procuri piacere ad altri
e aiuti la ricerca sul cancro.
Associazione Volontari Baia del Sole
Tua figlia
L’A.V.A. ricordandola agli alassini
ed in particolare agli amici di via
Torino e Via Veneto, ove ha vissuto
col il compianto marito Lino, porge
ai famigliari le più sentite condoglianze.
Angela Gallo
volume in cui ha raccolto anche le
inedite testimonianze di Bottelli
promotore del processo a Gerhard
Dosse responsabile con il ‘Boia di
Albenga’, Luciano Luberti, di atroci
delitti.
Durante la serata i giovani musicisti dell’Orchestra Carlo Tomagnini della scuola Ollandini hanno
interpretato con la solita loro bravura musiche di circostanza, tra cui
l’Inno d’Italia e canzoni partigiane
(Bella ciao).
LIBRI-VHS-CD
ARNICA Anita
anni 96
CECCO Tarcisio
anni 80
CLERICO Teresa ved. De Maria
(Gina)
BIELLI Franca
ved. Strata
anni 93
DRAGHI Antonio
MANTELLO Giuseppina anni 78
MARINO Vincenzo
anni 84
NATTERO Giuliano
anni 80
GIRAUDO Costanzo
anni 82
RAVA Fausto
anni 79
RINA Onofrio
anni 87
ROLANDO Iole
ved. Maffone
anni 94
SECHI Giuseppe
anni 89
SIRI Luisa ved. Ferraresi anni 94
L’A.V.A., con il suo giornale
“l’Alassino”, porge le più sentite
condoglianze a tutti i famigliari.
DIRETTORE RESPONSABILE:
Roberto Pizzorno
Direttore Editoriale
Presidente protempore A.V.A.
EDITORE: A.V.A.
TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla
Viale Martiri della Libertà, 30-40
Tel. 0182 50.412/3 - Albenga
Telefax 0182 50.412
REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen.
di Savona n. 149 del 30-5-1962
ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975
(già R.N.S. n. 9806)
LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11
Foto della testata: A.V.A.
Associato all’USPI
Unione Stampa
Periodica Italiana
12
«L'ALASSINO»
Giovedì 16 Aprile 2015
NOZZE D’ORO
Meteorologia
Alassina
a cura dell’Osservatorio Don Bosco
I Fiori di Bach
MARZO 2015
a cura di Caterina Maggi BFRP
Carissimi Amici, continuando il discorso intrapreso il mese
scorso, vorrei approfondire la conoscenza di CHERRY PLUM
(Prunus Cerasifera) chiamato sentinella della primavera in arrivo..
Che spettacolo la fioritura del Mirabolano, la pianta da cui si deriva il fiore di Bach Cherry Plum!
Alla fine di febbraio, quando gli altri alberi sono ancora spogli,
sui rami di questa pianticella cespugliosa compare improvvisamente una fitta nuvola di fiori bianchissimi, quasi ad annunciare il
risveglio della natura dopo il lungo letargo invernale. Con queste
corolle dal profumo intenso si prepara Cherry Plum, un fiore di
Bach dalla potente azione tranquillizzante,utile per calmare gli
stati di forte
ansia, angoscia e iperemotività.
Il rimedio è
indicato per
le persone impulsive, che
tendono a perdere il controllo delle
proprie emozioni
Vi riporto le
indicazioni
del Dott.Bach
tratte dal suo
I Dodici Guaritori e altri Rimedi “Paura di avere la mente in sovraccarico, di perdere la ragione, di fare cose spaventose e terribili che non si vogliono fare perché si sa che sono sbagliate, ma
che nonostante tutto vengono alla mente e si ha l’impulso di fare.”
Cherry Plum è uno dei Rimedi del gruppo che il dr. Bach ha definito per la ‘Paura’.
La paura di tipo Cherry Plum è molto specifica ed è la paura che
si stia perdendo il controllo di se stessi e che si possa fare qualcosa
di orribile, come far
del male ad altri o a
se stessi.
Cherry Plum è anche il Rimedio utile
qualora si sia già
perso il controllo,
proprio per la paura
e il panico deliranti
associati a questo
stato.
Anche la paura
di impazzire e di
agire irrazionalmente fanno parte
Fiori pronti per la bollitura.
delle paure di tipo
Cherry Plum….
Testo tratto da www.bachcentre.it, pubblicazione autorizzata
dal Bach Centre”
Il Cherry Plum è uno dei 5 ingredienti del RESCUE REMEDY, il rimedio di emergenza di cui abbiamo parlato il mese scorso.
Continueremo l’approfondimento con i rimanenti 4 fiori: STAR
OF BETLEHEM-CLEMATIS-IMPATIENS-ROCK ROSE.
Speriamo presto di prendere di nuovo un tea insieme e chiacchierare ancora sul Cherry Plum!
A presto carissimi e… come sempre… BUON VENTO!
Il 1° maggio 1965 Augusto ed Emanuelita coronavano il loro “sogno d’amore” ed oggi, a distanza di 50 anni, le figlie Francesca e
Chiara, Pietro e Lorenzo ed Elena, nel constatare la devozione e
l’amorevolezza con cui si prendono cura l’un l’altra, desiderano augurare loro Buon Anniversario!!!
Vi vogliamo bene
L’Associazione Vecchia Alassio, si unisce alla gioia di tutti i familiari, augurando ad Augusto (nostro Socio) e Emanuelita i migliori
sentimenti per una lunga vita insieme.
Il Direttore dell’osservatorio
Prof. Don Natale Tedoldi
Il 3 aprile Domenico (Carlo) Gagliolo e Ivana Bonavia hanno festeggiato il loro 50° anniversario di matrimonio. Tanti auguri dalle figlie Giovanna e Patrizia, dai generi Paolo e Mauro e dai nipoti
Alessia, Davide e Giada.
I Famigliari
L’A.V.A. si unisce alla gioia dei famigliari di Domenico e Ivana.
CMR BFRP
LAUREE
il
u. sc. presso
Il 27 febbraio d i G iu ri sp ru to
D ip ar ti m en ni ve rs it à d eg li
d en za d el l’U a, ha conseguito
Studi di Genovnnale in Scienze
la Laurea Trie stro concittadiGiuridiche il noSCHIVO, sosteno Emanuele te m en te la se ne nd o b ri ll an ccupazione senguente Tesi: “Ola del privato”.
za titolo e tutestato il chiar.mo
Relatore è ignone.
M
Prof. Claudio ore vanno i comAl neo dott lic it az io ne d i
fe
p lim en ti e la ici.
am
ed
i
nt
io
re
ap
A.V.A. l’augur
Da parte dell’ fattivo proseun
più fervido di i studi con la lauguimento negl e quinquennale
rea magistralgale, come è aspinel campo le anuele.
razione di Em
Il giorno 16 marzo 201
presso l’Università de 5
Studi di Genova – Scuolagli
Scienze Sociali – si è di
reata Arianna DANI inlauconomia Aziendale co En la
tesi: “Il caso Mickey Mo
se allo scadere della meuzanotte”. Relatrice: Sim zonetta Ronco.
Alla neo-dottoressa gli
auguri e i complimenti
del
papà Marino, la mamm
Nadia, il fratello Luca a
e la
nonna Maria.
L’Associazione Vecch
Ala ssi o, si co mp lim en ia
con la neo laureata Ari ta
na Dani, augurandogli anfuturo ricco di sodd un
isfazioni.
Quante cose in questo mese! Fenomeni
che pur essendo puramente atmosferici
hanno più o meno provate ripercussioni
sui fenomeni atmosferici. Ricordiamoli brevemente: la bella eclissi di Sole che ha attenuato per parecchi minuti e in
modo evidente l’intensità luminosa della nostra stella, tutti
con il naso in su!
Maggiormente legato alla meteo di tutta la Terra è il passaggio del Sole dall’emisfero australe al nostro emisfero; il
passaggio è avvenuto alle ore 22,45 del giorno 20 Marzo,
istante in cui il Sole era allo zenit sull’equatore. Gli astronomi ci dicono: solo ora inizia la primavera, non come dicono
i meteorologi per i quali tutto Marzo è primavera.
Note le motivazioni, tutti e due hanno delle valide ragioni. L’ultimo fenomeno offertoci da questo mese è il cambio
di ora: dall’ora solare all’ora legale o estiva. Anche qui vantaggi e svantaggi; luminosità prolungata alla sera, disturbi
“circadiani” per alcune categorie di età e di abitudini.
Penso che basti così; ora le nostre notizie meteo raccolte
nel nostro osservatorio.
PRESSIONE MEDIA MENSILE: 759,6 mmHg; buone le prime due decadi con 762,4 mmHg la prima e 762,5 mmHg la seconda; collasso nella terza con una media di 754,5 mmHg ed
un picco negativo con 743,9 mm di mercurio il giorno 25.
UMIDITÀ MEDIA: 58%; le medie decadali sono: 43% nella
prima, 65% nella seconda, 66% nell’ultima.
PRECIPITAZIONI TOTALI: 101,8 mm di sola pioggia concentrata nelle due ultime decadi con 61,4 mm nella secona
e 40,4 mm nella terza. Indicativo è il numero di sereno nelle
tre decadi: 9 giorni sereni nella prima, 5 nella seconda, 4
nell’ultima. Complessivamente i giorni coperti sono stati 8
(quattro nella seconda e quattro nella terza decade).
TEMPERATURA MEDIA MENSILE: 14,0 °C. il giorno più
fresco il 16 con una media di 9,3 °C (la minima nella notte è
di 7,4 °C); il più mite tra i tanti è in data 28 con quasi 18 °C di
media.
ELIOFANIA TOTALE: 196,5 ore di limpido sole così distribuiti nelle tre decadi: 90,1 ore nella prima, 51,0 ore nella
seconda, 55,4 ore nell’ultima. La media mensile ci offre un
valore ancora accettabile, anche se non rilevante, con 6,3
ore di limpido sole ogni giorno.
Il mese di Marzo è sempre atteso e gradito perché con tutti i suoi fenomeni astro e meteo ci assicura che ormai arriva
con prepotenza la bella stagione, e noi ce lo auguriamo di
tutto cuore.
Le opinioni espresse negli articoli
firmati impegnano unicamente la
responsabilità dei rispettivi Autori.
La Redazione si riserva la facoltà
di pubblicare o meno gli articoli
che le pervengono e di apportare
correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun
manoscritto si restituisce.
Gli articoli e le lettere devono pervenire alla Redazione entro il 25 di
ogni mese per la pubblicazione
ne «L’Alassino» del mese successivo.
A.V.A.
Scarica

Turismo d`élite o turismo di massa