ANNO LV - N. 4 Giovedì 16 Aprile 2015 € 2,00 Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB IMPERIA Eccovi Alassio che innamora il sole (A. Graf) Mensile di attualità, vita cittadina e tradizione dell'Associazione «VECCHIA ALASSIO». Membro effettivo della Consulta Ligure. O.d.V-O.N.L.U.S. Socio Effettivo € 25,00 - Socio Aderente € 22,00 - Socio Aderente estero € 27,00 ABBONAMENTI - INSERZIONI: Conto Corrente Postale N. 10530186 - A.V.A. Via XX Settembre, 7 - 17021 ALASSIO - Tel. e Fax 0182 64.39.37 E-mail: [email protected] - Sito internet: www.vecchiaalassio.it La mia Turismo d’élite o turismo di massa parte… S G li auguri di Buona Pasqua ce li siamo già scambiati tutti, PASQUA =PASSAGGIO=CAMBIAMENTO… allora BUON CAMBIAMENTO! Vi anticipo qui una leggenda dei nativi Americani che ritroverete all’interno del giornale: Un giorno, ci fu un enorme incendio boschivo. Tutti gli animali terrorizzati, atterriti, restavano a guardare impotenti il disastro. Solo il piccolo colibrì era occupato ad andare a prendere qualche goccia d’acqua con il suo becco a gettarla sul fuoco. Dopo un attimo, l’armadillo, infastidito da questa agitazione ridicola, esclamò: “Colibri! Sei pazzo? E non è con queste gocce d’acqua spegnerai il fuoco!” E il colibrì rispose: “Lo so, ma io faccio la mia parte”. Mi sembra che questa piccola storia possa indicare la via per cercare di attuare il CAMBIAMENTO che ogni stagione ci propone, che questa estiva in particolare ci spingerà ad attuare. Per quanto potremo proseguire sulla strada dell’immobilismo? Davvero noi Alassini vogliamo continuare sfiduciati, a lamentarci senza agire? Lo so, state pensando: «cosa può mai fare il singolo cittadino di fronte ai problemi immani della nostra povera Alassio?» Beh… una risposta posso darvela… ma perché non si può vestire l’abito della più semplice SEMPLICITÀ e provare a dire (e a fare) con convinta consapevolezza: «… Lo so, ma io faccio la mia parte»?!? Sono convinta che condividerete le parole del piccolo colibrì perché noi tutti vogliamo che… FLOREAT ALAXIUM… SEMPER!! CMR E nosce Seirone Venerdì 8 maggio Prof. Giovanni Puerari “Quande i se ratellovan” Venerdì 15 maggio Serata con Gibba… in allegria Venerdì 22 maggio Prof. Bruno Schivo Impronta inglese ad Alassio Venerdì 28 maggio Serata musicale a cura del tenore Andrea Elena ono ormai anni o forse decenni che assistiamo alla diffusione periodica di pieghevoli, che contengono le solite e ormai anacronistiche proposte di spettacoli e manifestazioni, utili solo a gettare molto fumo negli occhi, Di fronte a queste realtà e prospettive è opportuno essere meno superficiali e “tantaleisti” e magari ripercorrere brevemente anche il nostro passato. Nei secoli scorsi gli Alassini sono sempre stati capaci di conoscere le fonti di Primi anni del Novecento - Turismo d’élite. ma prive di valide e durature iniziative. Si ha la sensazione che ormai sia scomparso negli Alassini il desiderio ma anche l’impegno di conoscere nuove frontiere, di uscire da un circolo purtroppo vizioso che irrimediabilmente si restringe sempre di più fino ad essere privo di contenuti. Spesso ci chiediamo in quale veste o con quali slogan si proponga la nostra bella Alassio agli Italiani e agli stranieri e anche alle agenzie turistiche. Non crediamo che si organizzino pullman per visitare il celebre muretto o per frequentare il centro talassoterapico o il pur caratteristico carruggio. Non pensiamo che il Caffè Roma, un tempo celebre per i suoi illustri frequentatori, oggi possa ringraziare l’antistante muretto; non sembra che la clientela sia aumentata per la vicina presenza di firme di prestigio. Il sontuoso palazzo del Grand Hotel con il suo centro terapeutico non attira la clientela sperata, anzi corre voce che le sue proposte di soggiorno suscitino le proteste delle modeste pensioni e non degli alberghi a quattro/cinque stelle. E la zona storica, per fortuna non ancora raggiunta da progetti di modernizzazione, per troppi mesi dell’anno è scarsamente frequentata. Ormai le piccole attività, che sono il cuore della vita del cosiddetto “budello”, stanno scomparendo. ASSOCIAZIONE VECCHIA ALASSIO Floreat Alaxium giovedì 30 aprile 2015 presso Il giorno la Sede sociale di Via XX Settembre 7, Alassio guadagno. Ora pescavano corallo e tonno, ora commerciavano con i porti del Mediterraneo ora avevano rapporti di convenienza con la Sardegna, con la Francia, la Spagna e tutta l’Italia. Era un popolo vivo quello alassino a tal punto che la demografia segnava un costante e sensibile aumento. Oggi è sufficiente consultare la statistica dello stato civile per constatare come nel giro di un mese in media muoiano sette-otto persone e ne nascano forse due o tre. Qualcuno potrebbe dire che Alassio può contare più di dodicimila residenti. Il dato, lo sappiamo bene, non tiene conto delle case e degli appartamenti vuoti per molti mesi dell’anno. Si riempiono solo d’estate quando Milanesi, Torinesi e anche Bergamaschi giungono ad occupare le loro case e non gli alberghi. Sempre la storia locale ci insegna che gli Inglesi, come gli Hanbury e i Gibb, hanno salvato la città da una profonda stagnazione, hanno costruito ville splendide che con i loro parchi abbellivano e impreziosivano la collina, hanno indicato all’attenzione degli europei la salubrità e la mitezza del clima alassino, la bellezza della spiaggia e il valore terapeutico di equilibrati bagni di sole sulla sabbia. Hanno, in poche parole, aperto la strada al turismo moderno, hanno intuito il futuro. Oggi le ville circondate da parchi, se in mano a privati, costituiscono un patrimonio culturale immenso, se invece comunali subiscono lo scempio della speculazione, della cattiva gestione. Basti pensare a villa Fiske, a villa Bice, al Piccolo Principe... Qual è allora la strada da percorrere perché Alassio possa essere identificata come un luogo di eccellenza, al pari di Cortina, Capri, della Costa Smeralda, di Positano, Portofino, Taormina e Cernobbio, e perché si riesca a creare strutture di rilievo adatte ad ospitare eventi di risonanza internazionale? Come si può impedire che la nostra città sia “viva” in determinati periodi dell’anno e cada in “letargo” nei mesi di bassa stagione? Se pensiamo al turismo d’élite, al cosiddetto “gran turismo”, dicitura che spesso si legge sugli autobus a noleggio, ci riferiamo a quelle finalità ricreativeculturali proprie nel sette/ottocento dell’aristocrazia e delle classi più abbienti. L’Alassio degli Inglesi, ma anche in generale l’Italia e la stessa Roma, in particolare, erano le mete più agognate perché coniugavano la bellezza paesaggistica e il lusso delle strutture d’accoglienza con proposte culturali sia legate alle memorie storiche sia al fervore culturale d’avanguardia. Pensiamo all’Alassio degli anni 50/60, Alassio a Ponente oggi - Turismo di massa. quella del caffè Roma, alla genialità di Berrino nel trovare escamotage per far si che la nostra città diventasse crocevia di artisti, letterati, sportivi, personaggi dello spettacolo. Oggi quella iniziativa, come si è det- Società Operaia Mutuo Soccorso ALASSIO è convocata “PRANZO SOCIALE” L’ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI Domenica 3 maggio 2015 - ore 12.45 alle ore 20.30 in prima convocazione e alle ore 21.00 in seconda convocazione con il seguente ORDINE DEL GIORNO 1) Relazione del Presidente; 2) Varie ed eventuali. Per i Soci è un dovere morale partecipare all’Assemblea Il Presidente A.V.A. Caterina Maggi to, ha bisogno di essere rivitalizzata in una prospettiva che possa valorizzare ospiti raffinati e colti, presenti, anche se in numero ristretto, nel corso di tutto l’anno. Non vorremmo che Alassio offrisse l’aspetto di una comune località balneare che, vivendo ancora un po’ di rendita, richiama sciami di turisti per caso, fino a scoppiare, d’estate; e non vogliamo il proliferare di brutte strutture, lo spopolamento per nove mesi all’anno e la conseguente crisi economica degli addetti al settore balneare. Le strutture d’accoglienza alassine, purtroppo, spesso legate alla speculazione edilizia, spiegano la trasformazione del fenomeno turistico, ormai divenuto di massa, con tutte le conseguenze. È necessario impegnarsi in maxi-progetti volti a individuare strategie e strumenti per uno sviluppo turistico che riduca l’impatto sul territorio sia dal punto di vista ambientale e naturale sia da quello sociale; infatti solo così si valorizzerebbero, da parte dei turisti, i rapporti con la cultura della comunità ospitante. Soprattutto si stabilirebbero con essa rapporti continuativi e di lunga durata perché questa forma di turismo privilegia tempi lunghi di permanenza, spalmati nell’arco di tutto l’anno. Per la riuscita di un simile progetto, già avviato per altro in Italia, ad esempio a Rimini anche con fondi europei, è necessaria la partecipazione di tutti gli interessati a questo settore economico, pubblici e privati e, più in generale, delle amministrazioni, regionale e locale. Un progetto di turismo responsabile deve puntare sulla conservazione del patrimonio locale, limitando gli scempi edilizi, e offrire ai turisti strutture residenziali in armonia con l’ambiente e sempre nuovi stimoli per una cultura vivace e all’avanguardia. A.V.A. MOSTRE D’ARTE Sala Carletti Sede A.V.A. - Via XX Settembre, 7 - Alassio presso il Ristorante Hotel Toscana, via F. Gioia, 4 Sono invitati i Signori Soci e simpatizzanti. Dal 17 aprile 2015 al 3 maggio 2015 Prenotazioni Hotel Toscana: tel. 0182 640657 e/o presso A.V.A.: tel. 0182 643937 entro il giorno 2 maggio 2015 Loredana Boccardo 2 «L'ALASSINO» Giovedì 16 Aprile 2015 CONCORSO “UN ARTICOLO DI CRONACA” L’Associazione Amici del Borgo Coscia e Borgo Passo in collaborazione con il Lions Club Alassio “Baia del Sole”, con il contributo dell’Associazione Bagni Marini e dell’Associazione Vecchia Alassio e con il patrocinio e contributo del Comune di Alassio Assessorato al Turismo indice un concorso per il Miglior articolo di cronaca 2014. Riservato a tutti gli studenti delle medie inferiori di Alassio sia pubbliche che private nonché le classi quinte delle scuole primarie di Alassio sia pubbliche che private, alle quali è riservato un premio speciale per la categoria “esordienti” che sarà dedicato all’illustre giornalista Alfredo Provenzali Regolamento L’articolo dovrà riferirsi ad un fatto di cronaca accaduto nell’anno 2014, sia nell’ambito scolastico, sia in Alassio o nell’ambito del comprensorio e dovrà essere corredato da una foto attinente al fatto, scattata o di repertorio; gli elaborati (intestati con nome e cognome dell’alunno in stampatello nonché la classe di appartenenza) dovranno essere consegnati alla Presidenza della scuola di appartenenza entro il 31 dicembre 2014; la Presidenza della scuola interessata provvederà a trasmetterli all’Associazione “Amici del Borgo Coscia e del Borgo Passo” non oltre il 10 Gennaio 2015; la graduatoria di merito per assegnare i premi verrà stabilita da apposita Commissione Giudicatrice formata dal Gruppo Cronisti Liguri. Premi I premi consistono: 1° premio: 2° premio: 3° premio: 4° premio: 5°/6°/7°/8°/9°/10° premio: € 550,00 € 405,00 € 255,00 € 205,00 € 130,00 contributo studi contributo studi contributo studi contributo studi Premio categoria esordienti in ricordo di Alfredo Provenzali offerto dai Lions Club Alassio “Baia del Sole” € 500,00 Premio speciale in ricordo di Milla e Nello Aicardi offerto dalle nipoti Piera e Antonella € 500,00 Premiazione, mercoledì 15 Aprile 2015, ore 17.30, presso l’Auditorium della Biblioteca Civica “Renzo Deaglio”. Il Presidente dell’Associazione Amici del Borgo Coscia e Borgo Passo Domenico Bogliolo È bello pensare che in un momento di particolare crisi dell’editoria vi siano giovani che hanno la voglia e l’entusiasmo per raccontare una notizia che li ha particolarmente colpiti durante l’anno. Eccoci ad una nuova edizione di “Un articolo di Cronaca” nato nel lontano 1995 da un’idea dell’allora Presidente dell’Associazione “Amici del Borgo Coscia” Emanuele “Nello” Aicardi di concerto con i Cronisti Liguri e riservato agli allievi delle Scuole Medie. Per il terzo anno la selezione è stata aperta anche agli alunni della quinta elementare; l’intuizione dell’allora Presidente Dott. Rocco Invernizzi si era rivelata una splendida idea e questi ragazzini hanno confermato la loro grande capacità ed attenzione nei confronti dei fatti di cronaca. Anche l’attuale edizione si avvale del patrocinio del Comune di Alassio e della collaborazione del Lions Club Alassio Baia del Sole, Pienone di Pasqua, per grazia ricevuta I motivi che hanno indotto i turisti ad invadere Alassio durante le feste pasquali sono molteplici, ma nessuno può essere messo in relazione con particolari promozioni o offerte organizzate dalla nostra amministrazione. Non risulta che in questo felice periodo prestagionale siano stati diffusi a vasto raggio pacchetti-incentivo di permanenza nella nostra città o che siano stati organizzati eventi tali da catturare Piemontesi, Lombardi o stranieri. La nostra bella baia, perfetta nello splendore del suo mare e della sua spiaggia, è la prima e fondamentale ragione dell’assalto massiccio di questi giorni. Il clima per lo più mite con lunghe ore di sole, contrapposto alle nevicate e piogge fastidiose delle altre parti d’Italia, ha convinto moltissimi ad occupare il nostro paese. I bar, gli alberghi, i ristoranti hanno ricevuto non una boccata d’ossigeno, ma un’ancora di salvataggio da una situazione economica dell’Associazione Bagni Marini, dell’Associazione Vecchia Alassio e dell’importante e fattiva collaborazione del Gruppo dei Cronisti Liguri. Difficile il compito della Giuria dei Cronisti Liguri, che tra i numerosissimi elaborati pervenuti ha scelto i dieci finalisti cui si sono aggiunti il premio speciale dedicato a “Milla e Nello Aicardi” offerto dalle nipoti Piera e Antonella ed il premio speciale esordienti in ricordo del Dott. Alfredo Provenzali, che anche quest’anno vede due premi ex aequo perché a modo di vedere della giuria rappresentativi di espressioni diverse, ma altrettanto genuine, della sensibilità dei ragazzi di quinta elementare. Al concorso hanno partecipato gli allievi della scuola Secondaria di Primo Grado della città di Alassio e le classi quinte della scuola Primaria Statale e dell’istituto Maria Ausiliatrice. L’obbiettivo dell’iniziativa è di avvicinare i ragazzi alla scrittura giornalistica e all’osservazione critica degli eventi che accadono quotidianamente. Gli alunni delle scuole Media Ollandini, della scuola Primaria Statale e dell’istituto Maria Ausiliatrice hanno scritto articoli ispirandosi agli eventi di cronaca a loro più vicini. Mercoledì 15 aprile 2015 alle ore 17,00 presso la Biblioteca “Renzo Deaglio” ad Alassio si terrà la premiazione del Concorso. G.P. Via Adelasia Spett.le redazione de “l’Alassino”. Evidentemente saranno già arrivate in redazione le dovute segnalazioni. Se così è, mi piace reiterarle. In via Adelasia, il tratto di strada che immediatamente scorre dopo il vecchio ospedale e fino alla via privata S. Ambrogio, è nelle condizioni di provocare seri danni a chi giornalmente lo percorre. Sarebbe inutile elencare quali... Forse grazie al vostro puntuale e preciso intervento si potrebbe sollecitare il presidente della provincia “VACCAREZZA”, il quale è già in giro per Alassio, evidentemente per cercare consensi per la prossima campagna, e approfittare (trovo il sistema piuttosto meschino) per invocare il suo intervento. Sono certo che produrrete ulteriore interesse e per questo Vi ringrazio in anticipo. Lettera firmata Civiltà perduta Ecco l’elenco dei vincitori: 1° Giada Di Salvo “Luci, sipario… si va in scena” 3 A OLLANDINI contributo studi € 550,00 2° Rebecca Cardi “Nuovo, dolce Hobby” 2 A OLLANDINI contributo studi € 405,00 3° Julia Annunziata “Nuovo arrivo in famiglia” 2 A OLLANDINI contributo studi € 255,00 4° Maria Amelia Pelle “È bello vivere liberi” 3 A OLLANDINI contributo studi € 205,00 5° Valeria Laguardia “La maratona di Sant’Ambrogio” 1 C OLLANDINI contributo studi € 130,00 6° Giulia Maglietti “I Carmina Burana” 1 C OLLANDINI contributo studi € 130,00 7° Rebecca Rinaldi “La compagna di classe straniera” 1 A OLLANDINI contributo studi € 130,00 8° Andrea Bologna “Il sabato sport” 3 A OLLANDINI contributo studi € 130,00 9° Marta Schimmenti “Cronache del 2014” 3 C OLLANDINI contributo studi € 130,00 10° Luana Garelli “Il presepe risorto” 2 C OLLANDINI contributo studi € 130,00 Premio speciale Milla e Nello Aicardi offerto dalle nipoti Piera ed Antonella Marta Giudici “Una strana volpe?” 1 B OLLANDINI contributo studi € 500,00 Premio speciale esordienti ex aequo in ricordo del Dott. Alfredo Provenzali offerto dai Lions Club Alassio Maria Giraldi “Vola oltre il guard-rail” 5 MARIA AUSILIATRICE contributo studi € 250,00 Matteo Manfredi “I nemici del futuro” contributo studi € 250,00 5 C SCUOLA PRIMARIA STATALE Il Presidente dell’Associazione Domenico Bogliolo Pasqua superaffollata nella città del Muretto. Indubbiamente dà soddisfazione vedere la nostra città viva e colma di Gente. Si riesce ad accettare senza provar fastidio il dovere chiedere permesso per transitare nel “carruggio” colmo di turisti e vacanzieri, come in estate. Ed anche la spiaggia ha la sua Pasqua, risorgendo e prendendo vita, colorandosi ed avendo voce delle grida di gioia dei bambini che, riempendosi le scarpe di sabbia, corrono liberi e sicuri sulla battigia accarezzata dal mare, mentre il caldo sole regala a tutti un piacevole tepore. Ovunque è fermento, la nostra Alassio, dopo il riposo invernale, si è finalmente risvegliata. Le giornate di festa, però, passano in fretta e l’ora del rientro puntualmente svuota la città. Ma ci rimane il ricordo del piacevole soggiorno… alla sera nel carruggio, ormai semideserto, come affettuoso ringraziamento, in molti ci hanno lasciato il ricordo di una sigaretta fumata sotto il sole, di un gelato gustato lungo il mare, di una bibita bevuta sulla spiaggia e soprattutto di quel morbido tovagliolino che ha forbito le labbra dal pomodoro di quella gustosa pizza sbocconcellata passeggiando nei giardinetti. Varrebbe forse la pena far notare ai nostri amati Turisti che non è poi così faticoso cercare il luogo adatto per eliminare cartacce, bottiglie e lattine, piatti di plastica, coppette per il gelato, mozziconi di sigarette e quelle tante altre cose che nella serata di Pasquetta “abbellivano ed infioravano” le vie della città. Forse una sorveglianza sul rispetto delle norme dettate da un minimo di buona educazione dovrebbe accompagnarsi alla sorveglianza dei tickets dei posteggi… anche se quello come questo non porta guadagno! Lettera firmata ALASSIO E ZIMBABWE SI INCONTRANO IN CUCINA Visita ad Alassio del pluripremiato chef Johnson B. Maruma In questi giorni, la Città del Muretto ha ospitato sul proprio territorio il pluripremiato chef africano Johnson B. Maruma, Chief Technical Instructor, protagonista di una serie di incontri dedicati alle tipicità dei due Paesi, per un’iniziativa che ha visto coinvolti il Comune di Alassio, l’Istituto Alberghiero “Giancardi- 26 aprile 2015 disastrosa. Per alcuni turisti è preferibile una vacanza al mare che in montagna, dove si registrano continue sciagure per una neve “intrattabile”. Non mancano quelli che hanno preferito Alassio perché, a parità di servizi, di clima e di bellezze naturali, offre sicurezza e tranquillità. Le recenti notizie di attentati e di azioni terroristiche hanno determinato un radicale cambiamento nei programmi non solo degli Italiani, ma anche degli europei. Sono ricomparsi i Tedeschi e gli Svizzeri, che forse prima amavano le mete del Medio Oriente o dell’Africa. La stagione, quindi, si preannuncia positiva, a condizione che il clima, il mare e la salubrità della baia abbiano un occhio di riguardo per noi e che i gusti dei turisti si orientino decisamente verso la nostra bella Alassio non solo perché da altre parti si rischia la vita. IN BREVE, AI NOSTRI AMMINISTRATORI SEGNALIAMO CHE… Sagra delle Biscette con camminata realizzato con farina di mais, di cui lo Zimbabwe è grande produttore. L’appuntamento è servito anche come occasione per dare vita a nuove ricette che hanno visto sposarsi prodotti tipici del territorio ligure e dello stato africano, nell’ambito del progetto “Italian Food Rivera Class”, svolto in part- sulla collina di Solva Ore 9.15 ritrovo Piazza Parrocchia S.S. Annunziata GE.S.CO. Si sono conclusi in data 22 marzo 2015 i pomeriggi danzanti “Alassio Danza” con musica, ballo e tanto divertimento rivolti sia ai cittadini che agli ospiti degli alberghi alassini che nel periodo invernale vengono a visitare la nostra bellissima cittadina. Alassio Danza rientra nel progetto delle iniziative ricreative dedicate alla terza età, progetto che comprende anche gite giornaliere ed escursioni ed animazione presso il Centro Socio-Recreativo per anziani. Tale progetto è patrocinato dall’Assessorato alla Politiche Sociali del Chef Maruma e il sindaco Enzo Canepa all’Alberghiero. Comune di Alassio e realizzato dalla Gesco srl, società che dal 1998 gestisce questo tipo di attività. Ringraziamo per la preziosa collaborazione l’Hotel Bristo, l’Hotel Curtis, Hotel Corso, Hotel Al Mare, Hotel Rosa, Hotel Danio Lungomare, Hotel Al Saraceno e l’Hotel Adler. La prossima iniziativa è prevista il 19 maggio con la gita all’Expo di Milano. Per informazioni contattare la Segreteria della Piscina al n. 0182.471278 Alassio, 27 marzo 2015 Gesco srl Galilei-Aicardi” e i ristoranti “Macramé” di Alassio. All’Istituto Alberghiero di via Petrarca ad Alassio, Maruma, che lavora per il Ministero del Turismo in Zimbabwe in qualità di docente capo tecnico e si occupa di supervisionare tutte le strutture ricettive presenti nel Paese e di formare tutti gli chef dello Zimbabwe, oltre a ricoprire l’incarico di Segretario Esecutivo per l’Associazione Chef del suo Paese, ha partecipato alla cosiddetta “sfida del pane di grano turco”, pane nership tra gli Istituti Alberghieri della Liguria e le associazioni nazionali delle professioni legate all’hotellerie, finalizzato alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti DOP e iGP liguri in occasione di EXPO 2015. All’incontro erano presenti il Presidente dell’Istituto, Prof. Tommaso Berruti, il Prof. Franco Laureri e il Sindaco di Alassio Enzo Canepa. Ufficio Stampa Comune di Alassio Giovedì 16 Aprile 2015 3 «L'ALASSINO» “A TUTTO SCHERMO” CRONACA DI ANDATE il meglio del Cinema MESE DI APRILE 2015 RASSEGNA CINEMATOGRAFICA 2014-2015 Programmazione dal 4 al 25 maggio 2015 Biblioteca Comunale Alassio Avanti piano, quasi indietro Lunedì 4 maggio Lunedì 18 maggio “QUESTIONE DI TEMPO” “SCRIVIMI FERMO POSTA” Di Richard Curtis – con Domhnall Gleeson, Rachel McAdams – USA 2013 – Commedia fantastica – durata 123 minuti. Di Ernst Lubitsch – con James Stewart, Margareth Sullivan – USA 1940 – Commedia - durata 97 minuti. La facoltà di viaggiare a ritroso nei momenti della propria vita, si rileva come un mezzo che permette al giovane Tim di scoprire quello che poi è il reale messaggio del film, ossia che per godere del dono della vita bisogna vivere ogni momento del presente con serenità, senza perdersi nelle angosce dell’imminente futuro. Lubitsch ambientò la vicenda a Budapest, una commedia degli equivoci realizzato quando la seconda guerra mondiale era già iniziata. Contraddistinta da un memorabile equilibrio di ironia e romanticismo, Lubitsch è capace di scovare una brillante sceneggiatura teatrale e riportarla sullo schermo con grande senso humor. Lunedì 11 maggio Lunedì 25 maggio 2015 “LA RAGAZZA DEL DIPINTO” “VOGLIAMO VIVERE” Di Amma Asante – con Gugu Mbatha Raw, Tom Wilkinson – USA 2013 – Biografico – durata 105 minuti. Di Ernst Lubitsch – con Robert Stack, Carole Lombard – USA 1942 – Commedia – durata 99 minuti. La regista londinese di origine ghanese ha la capacità di innervare il sottotetto di cinema dei sentimenti con riflessioni originali. È un film sulla schiavitù femminile, un’opera ben costruita e architettata, raffinata ma graffiante. Splendide scene, bei costumi, ottimi attori. Pungente satira verso il nazismo, verso i suoi ideali e le sue barbarie, il film, come il contemporaneo “Il grande dittatore” di Chaplin, combatte la sua guerra con le armi della finzione e della comicità. Commedia nella tragedia, quindi, e Lubitsch confeziona una satira coraggiosa e particolarmente divertente sulla follia del nazismo. Confesso che mi sento un po’ in imbarazzo a scrivere articoli saggi ed equilibrati in una nazione dove, fino a ieri per un reato (facciamo finta che si tratti del falso in bilancio) la pena era una multa di duecento euro, e da domani invece rischi fino a otto anni di galera. Il tutto, ovviamente, sancito dalle leggi dello Stato. Ed allora, per consolarmi, mi rifugio nella piccola cronaca del mio felice paese di Andate, dove tutto va bene, tutto è perfetto e sicuro. Per questo i miei concittadini sono così sereni e felici: perché basta poco per i loro sogni. Infatti, dopo Natale, affrontano i primi tre mesi del nuovo anno con gioia e speranza, benché non vedano l’ombra di un turista neppure alla domenica o nelle feste comandate, e i pochi che girano nel vicolo lungo siano di Tramontenga o di Lo Didietro, che da noi si sentono come in America. E invece gli Andatini sono felici perché, lanciando il cuore oltre l’ostacolo, sono certi che nelle vacanze di Pasqua ci sarà un pieno di gente come a Ferragosto e generosa come Mecenate. Poi, magari, dopo Pasqua, si accorgono che il tempo non è stato così perfetto, che la folla non è stata così affol- lata, e che se la gente veniva dalle grandi città “Con quella faccia un po’ così” come diceva Conte nella famosa canzone, e col portafoglio “un po’ così”, anche quello. Ma presto riprenderanno entusiasmo pensando al grande meraviglioso ponte del Primo Maggio, quando arriverà ad Andate il mondo. Salvo poi ricordarsi che in quella data aprirà, se trovano la chiave giusta, l’Expo di Milano e magari qualcuno va anche la’. Insomma questa nostra cittadina è come il Forte de “Il deserto dei Tartari” o come “Aspettando Godot”. E, nel frattempo, presi dalla gioia dell’attesa, non troviamo ovviamente il tempo per organizzarci, e per capire che il turismo non è un caso e neppure manna dal cielo, ma è un’industria, e come tale ha bisogno di programmazione, di realizzazione e di bilanci periodici (non falsi se no per otto anni i nostri operatori saranno senza problemi di vitto) ma realistici. Per cui da un confronto sereno fra tutti coloro che vivono di turismo e i pubblici amministratori, possiamo capire quante persone vengono ad Andate, quanti soldi portano compresi quelli che arrivano con le scorte di carta igienica e di acqua minerale (sulle bottiglie della quale, per beffa, c’è scritto: prodotta a chilometri zero). E soprattutto dove vadano a finire gli eventuali guadagni e quanto ne venga impiegato per la promozione turistica, e cioè per assicurarci un futuro. È certo che se le uniche attività immaginate sono la sfilata dei carri funebri di lusso o lo spostamento delle orchestre giovanili nei prati al di là della Madonna del Carabiniere, e si continua a discutere sulle teorie astrali per riportare la sabbia sulle spiagge o sul sesso degli angeli, allora è sicuro che tanta strada non la faremo, come diceva quell’operaio della Salerno-Reggio Calabria. Io però sono sicuro di una cosa: che le idee stavolta ci saranno e le promesse di realizzazione pure. Il tutto perché fra un paio di mesi ci saranno le Elezioni Regionali, e vedrete quanti si dichiareranno pronti ad occuparsi di noi, del nostro paese che è il più bello del mondo e va difeso, curato, rilanciato. Bravi! Perché quando voi candidati parlate così, col cuore in mano, io ci credo. Luca Caravella PIERRE RABHI: “MENO PETROLIO, PIU AGRICOLTURA” Incontro col filosofo-contadino: “Ritorniamo alla terra l’orto è un atto di resistenza” di CARLO PETRINI P ierre Rabhi e Carlo Petrini CONTADINO, filosofo e scrittore francese d’origine algerina, Pierre Rabhi è uno dei pionieri dell’agroecologia. Ha fondato diversi movimenti come Terre et Humanisme e Colibris ed è creatore del concetto “Un’oasi in ogni luogo”. Promuove un paradigma basato sul rispetto dell’uomo e della terra, e lo fa attraverso libri, conferenze e iniziative che hanno toccato l’Africa, l’Europa e la sua vita stessa, votata alla campagna e all’agricoltura sin dal 1961. Una scelta che ha influenzato notevolmente il suo percorso. Un grande pensatore, che andava interpellato per imparare meglio a “voler bene alla terra”. Cosa pensi del futuro dell’agricoltura, soprattutto rispetto all’urbanizzazione crescente e con il numero degli abitanti delle città che nel mondo ha già superato quello delle zone rurali? “Il processo di urbanizzazione mi preoccupa tantissimo, da molto tempo. Noi, nel 1961 abbiamo deciso di tornare a vivere in campagna come scelta politica, perché non volevamo sottostare all’evidente alienazione di chi baratta la propria vita con un salario. È un’esistenza che sa di carcere, nel nome del mito di un progresso che rinuncia alla natura. Questa in realtà è una contraddizione del progresso. Ciò che in teoria dovrebbe liberarci, non fa altro che imprigionarci”. Mentre negli anni ’60 tutti pensavano che la vera liberazione fosse quella dalla storica fatica contadina, tu sostenevi il contrario... “L’Europa ci proponeva un modello glorioso, grandioso. Qualcosa che prometteva di cambiare in meglio le nostre vite. Il problema è che era tutto fondato sull’uso del petrolio e, in realtà, il bilancio tra lo sfruttamento delle risorse e ciò che si è prodotto è stato negativo. Su questo paradigma illusorio si è costruito poi un grande malinteso, perché ora tutti i popoli dei Paesi emergenti vogliono fare come noi, ma non ce la potranno fare”. Il paradigma illusorio nel 1961 si iniziava però anche ad applicare all’agricoltura. Il modello industriale e produttivista invadeva anche le campagne. L’economia di sussistenza dei contadini era considerata miserabile, vecchia, legata a una terra che non può dare orgoglio e gratificazione. “Il modello funziona in maniera molto potente anche a livello terra riesca a creare energia per la vita, ma non il perché ci riesce. Coltivo una parte molto razionale ma c’è momento in cui la razionalità non può più darci delle risposte. Sono molto affascinato dal mistero della vita, ma se mi chiedono, l’unica cosa a cui non potrei mai rinunciare è il mio orto”. La razionalità ha un limite, l’orto è un universo illimitato. comprende più”. Se giochiamo una partita contro un gigante non abbiamo nessuna possibilità, allora dobbiamo cambiare il campo di gioco e le regole del gioco. “È quello che si chiama l’uscita dal paradigma. Nel 2002 mi hanno chiesto di presentarmi alle presidenziali. Mi sono detto che sarebbe stato interessante donare uno spazio di espressio- “La bellezza che salverà il mondo è la generosità, la condivisione, la compassione, tutti questi valori che portano una energia favolosa che è quella dell’amore”. (Pierre Rabhi) psicologico. Abbiamo sempre sostenuto che i contadini sono l’ultima ruota del carro, e che se l’urbanizzazione era il progresso, nelle campagne non poteva esserci. Ma poi, quando c’è una crisi grave, tutti si ricordano della campagna. È il contadino che tiene in vita gli elementi, che detiene la vita e ciò che è fondamentale per essa”. Questa è anche una visione spirituale, l’ultimo degli ultimi che sarà primo, e appartiene alla visione cristiana. È questa la tua formazione? “All’epoca sì. Ora resto dell’idea che l’amore sia la forza più grande in grado di cambiare il mondo, ma non ho appartenenze formali. Ora credo in quello che faccio: il contadino. Posso spiegarvi come fare affinché la “L’urbanizzazione ha creato un universo limitato e tutti si sono dovuti adattare, ma in quell’universo non c’è più il fondamento della vita. Abbiamo creato un mondo parallelo senza natura e ora la gente non la ne della gente e allora ho dato vita a un luogo per raggrupparsi e riflettere, per ricercare la creatività della società civile. Da lì è uscito un programma che apparentemente non aveva nulla a che fare con la politica, tutto ba- sato sull’amore, sulle utopie, sull’agricoltura ecologica, sul ruolo della donna e sull’educazione. Tenemmo 40 conferenze in giro per la Francia ed erano sempre piene: significa che si può avere fiducia nel futuro”. Che pensi della situazione in Africa? “Disastrosa, gli asiatici depredano le risorse, i capi di Stato sono corrotti. Guarda l’Algeria, non produce ma esporta, si è addormentata sullo sfruttamento petrolifero. Non si produce cibo, i settori vitali sono morti. Se l’Algeria smette di esportare petrolio muore. Ci sono caste che si prendono tutta questa ricchezza, come in altri Paesi, e lasciano il popolo nella povertà”. Noi abbiamo scelto di fare 10.000 orti in Africa, e credo che sia il momento per costruire qualcosa nel continente. Una dimensione umana e di organizzazione, per ricreare una classe dirigente che abbia a cuore la comunità e non il commercio, la salvaguardia della biodiversità, la lotta alla fame e alla malnutrizione. “È una cosa straordinaria. Quando mi hanno domandato di intervenire in Burkina Faso, io non conoscevo quella parte dell’Africa. Ma ho analizzato la situazione. L’agricoltura chimica non si poteva fare, le persone dicevano “io sono talmente povero che non posso acquistare fertilizzanti e diserbanti”. È un sistema insostenibile per loro, perché è un sistema fatto per vendere e non per nutrirsi. È il sistema che produce la fame. Ora questo meccanismo sta ro- vinando anche i contadini europei, perché per fare agricoltura industriale gli strumenti sono troppo cari e la crisi peggiora la situazione. Si impoveriscono e sono diventati, almeno in Francia, la categoria di lavoratori che subisce più suicidi. Se c’è gente che fa piccoli orti, io dico “bene!” Un orto è un atto politico, di resistenza”. Carlo Petrini Come sostiene Rabhi: “L’orto è un gesto rivoluzionario” Quando fondò il suo movimento per la terra, Colibris, scelse il nome grazie ad una leggenda dei nativi Americani: Un giorno, ci fu un enorme incendio boschivo. Tutti gli animali terrorizzati, atterriti, restavano a guardare impotenti il disastro. Solo il piccolo colibrì era occupato, andare a prendere qualche goccia d’acqua con il suo becco a gettarla sul fuoco. Dopo un attimo, l’armadillo, infastidito da questa agitazione ridicola, esclamò: “Colibrì! Sei pazzo? E non è con queste gocce d’acqua che spegnerai il fuoco!” E il colibrì rispose: “Lo so, ma io faccio la mia parte”. Pierre Rabhi è l’inventore del concetto di “Oasi in tutto il mondo”, ed è questo che si dovrebbe insegnare ai bambini, il mondo è tutta una grande oasi, la terra è ricca basta saperla accudire, fare la propria parte e prendere parte alla vita, e alla nascita della vita e non essere solo meri consumatori, insaziabili, stanchi e tristi. 4 «L'ALASSINO» Lettere del pubblico Alassino all’estero A proposito di alassini che si fanno onore ne l mondo, vorrei raccontarvi la storia professionale di un caro amico che, testardo come un mulo non si è accontentato di vivere “dau spassagaggìn au cantarettu”, ha saputo rischiare in gioventù ed ha vinto. Oreste Leone, di lui sto parlandovi, classe ’46, vivida promessa del calcio alassino, nell’estate del ’69 conosce Gudrun, giovane tedesca, si innamorano e a fine estate lui la segue in Germania iniziando a lavorare come cameriere in un ristorante a Duisburg. Dopo alcuni anni il suo forte interesse per la cucina ha il sopravvento e rileva la gestione di un ristorante con un amico di Bolzano. Nel ’79 non si lascia sfuggire l’occasione della vita, che almeno una volta a tutti noi capita: compra un ristorante vicino alla Stazione di Duisburg e con il sostegno della sua Gudrun e del primo figlio Martin in pochi anni il suo “Mamma Leone” diventa un locale frequentatissimo. Passano gli anni, pieni di soddisfazioni, nascono altri due figli, Claudio nel ’75 e Oreste nel ’79. Ed ecco che il calcio, la sua grande passione, ritorna prepotente nella sua vita e diventa la molla che lo sospingerà ancora più in alto. Claudio molto bravo come giocatore viene tesserato dalla Società del Borussia di Dortmund, città a circa 60 km da Duisburg, e inizia a giocare nella La vita in dieci minuti Si avvicina la data fatidica del 25 aprile, meraviglioso periodo che ci liberava finalmente da una guerra terribile e ad un certo momento fratricida. L’incubo di non potersi più fidare del tuo prossimo, il dover misurare le parole per paura di essere fraintesi. Io era una bambina, ma ricordo lucidamente ogni attimo di quel periodo tremendo. Un ricordo particolarmente toccante mi riguarda personalmente. Penso che da una parte e dall’altra c’era una gran paura che rendeva tutti diffidenti. Era una sera di coprifuoco, non si poteva circolare dopo una certa ora. Io ero nel tabacchino dei miei nonni con la mamma. Mio padre si trovava nel laboratorio di panetteria e si apprestava a preparare il lievito per il pane dell’indomani (era il fornaio del paese). Ad un certo punto si accorse che non aveva abbastanza sale. Che fare? Si affacciò timoroso alla porta e guardò verso la piazza dove si trovava il tabacchino. Non c’era anima viva e lui si affrettò ad attraversare quei pochi metri che lo separavano dal negozio. Appena arrivato fu circondato da due tedeschi armati di tutto punto. Entrarono nel negozio, provocando in noi terrore. Lo fecero sedere e puntandogli la pistola alla tempia, per loro poteva trattarsi di una spia che doveva incontrare dei compagni, lo minacciarono di morte. È inimmaginabile quello che provammo in quei momenti. Ricordo i miei nonni e la mia mamma con il terrore e le lacrime. Io mi aggrappavo alle gonne terrorizzata senza capire realmente quanto grande era il rischio in quei momenti. Mai dieci minuti furono tanto lunghi. Ci trovavamo in un’osteria/tabacchino e chiunque poteva trasgredire come fece mio padre. Fortunatamente non fu così e con la misericordia di Dio tutto fini. Ci rimase la paura e la consapevolezza di quanto è precaria è la vita, tanto da perderla in dieci minuti. Luisa Cassani giovanile “under 19”. A Oreste viene offerta l’opportunità di cucinare per la squadra durante le trasferte; cosa che lui accetta di buon grado. La sua preparazione culinaria, la sua serietà, colpiscono a tal punto i dirigenti della Società che gli chiedono di occuparsi della prima squadra durante le trasferte internazionali. Pensate, una delle più importanti Società di calcio della Germania, che affida i suoi gioielli ad uno chef italiano! Dopo anni di duro lavoro, la consacrazione!! Inizia così per Oreste una seconda sfida professionale: egli dovrà precedere la squadra di alcuni giorni nell’albergo dalla Società prenotato, controllare e integrare eventualmente le derrate necessarie, cucinare per la squadra al suo arrivo. Dal ’97 ad oggi, sempre sostenuto dalla fiducia incondizionata della Società, Oreste conosce e cucina per numerosi campioni di calcio, nei migliori alberghi d’Europa, in cucine messe a sua disposizione. E, cosa che gli fa ancor più onore, senza mai vantarsi con alcuno di questo suo impegno durante i suoi ritorni in Alassio per ritemprarsi e respirare l’aria di casa. Questo volevo raccontarvi: l’esperienza, la bravura, la modestia del nostro concittadino Oreste Leone, sperando che tutti noi si sia felici ed orgogliosi del suo successo. G.C. Giovedì 16 Aprile 2015 In merito alle lettere inviate alla redazione, con richiesta di pubblicazione, si precisa che devono essere firmate con nome e cognome (leggibile) ed il firmatario deve poter essere identificato. È facoltà dello stesso richiedere l’anonimato in caso di pubblicazione. riceviamo e pubblichiamo (le lettere anonime non vengono pubblicate) I RAGAZZI DELLE SCUOLE A LEZIONE DALLA PROTEZIONE CIVILE Fa tappa ad Alassio il progetto “Prevenzione e Sicurezza” Le scuole di Alassio a lezione di Protezione Civile con gli Alpini. La mattina di Martedì 24 e Lunedì 30 Marzo ha fatto tappa in città il progetto “Prevenzione e Sicurezza”, a cura della Unità di Protezione Civile della Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Savona, con la collaborazione del Comune di Alassio - Ufficio Protezione Civile. Affinché i concetti di “pericolo” e di “sicurezza” vengano affrontati in modo sistematico e secondo approcci adeguati, l’Assessorato alle Attività Educative e Diritto allo Studio ha aderito, in collaborazione con la Protezione Civile di Alassio, il Corpo Forestale di Andora, l’ANA Sezione di Savona e la ASSODIMA (Associazione Nazionale Disaster Manager), a un progetto di sensibilizzazione per le classi della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado degli Istituti Scolastici di Alassio finalizzato a informare i bambini, senza traumatizzare, sulle tematiche della sicurezza, i rischi sul territorio, gli incendi boschivi, i terremoti, le alluvioni, i comportamenti da tenere in caso di emergenza e le attività della Protezione Civile: non solo sapere come comportarsi per difendere la propria sicurezza, ma quali atteggiamenti adottare per limitare gli effetti degli eventi ca- lamitosi. Obiettivo dell’iniziativa, “incentivare la creazione di una moderna coscienza di protezione civile nei futuri cittadini”. “È fondamentale che i concetti di sicurezza e prevenzione entrino a far parte del bagaglio culturale di ogni cittadino, a cominciare dall’infanzia, affinché sin da piccoli, i cittadini siano resi consapevoli delle situazioni di pericolo e conoscano i comportamenti basilari corretti da tenere per proteggere se stessi e gli altri, o, come nel caso degli incendi boschivi, anche il territorio”, spiegano gli organizzatori. Sono state coinvolte le classi primarie Il, III e IV (“Conoscere l’ambiente naturale, i diversi rischi incombenti sul territorio regionale ed i relativi comportamenti corretti da adottare”), le classi V primarie e I secondaria di primo grado (“I principi di prevenzione degli eventi calamitosi; sisma, incendio e alluvione: il ruolo della protezione civile in tali ambiti ed i relativi comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza; Imparare a controllare gli stati emotivi - cause ed effetti del panico; il piano di emergenza comunale; il sistema regionale e nazionale di protezione civile, i vari tipi di rischio naturale e i relativi interventi. Artisti russi nella sede dell’A.V.A. RINGRAZIAMENTI È ormai tradizione che alcuni artisti di origine e di scuola russa espongano presso la sala Carletti, sede dell’A.V.A. Le loro opere sono la testimonianza di qualità cromatica di notevole livello; le tonalità calde e fredde, i verdi, gli azzurri e i rossi, sono avvicinati e mescolati con la sapienza tipica dei grandi maestri. I paesaggi, le figure, gli ambienti suggeriscono di volta in volta emozioni estetiche profonde e lo studio costante di una efficace tonalità espressiva conferiscono alle opere valore indiscutibile. Lo studio di impasti cromatiLa pittrice Buzhurina con le opere esposte. ci efficaci, ben al di là dell’oggettiindirizzi pittorici vari, in parte vità del segno, colloca questi arinfluenzati dalle correnti artisti- tisti in una corrente nuova, che del passato e in parte indi- nell’ambito soprattutto del linrizzati alla ricerca di nuove pro- guaggio tipico della pittura che è poste. Osservando le opere quello del colore. esposte alle pareti si nota una G.P. Ringraziamo sentitamente l’Assessore Simone Rossi per l’avvenuta sistemazione di un corrimano in via Leon Pancaldo a Moglio. Ciò ha dato maggior sicurezza e tranquillità a quanti abitano in quella zona. Gli Abitanti di via Leon Pancaldo ERRATA CORRIGE Amici di San Bernardo Nell’articolo “Amici di San Bernardo” pubblicato il 18/03/2015 è stato indicato erroneamente nei “Sindaci” il nome di Marco Maurizio, anziché, Andrea Maurizio. Ci scusiamo per il disguido. C.C. Ricordi del mio papà Ho ritrovato questa bellissima foto del 2001, un anno prima che mancasse il mio grande te- nero e forte papà. Angelo Faccenda, qui con il comandante Giancarlo Cerutti, quando gli diede un encomio solenne come combattente e reduce di Capo Matapan… In alto a destra si intravede anche Lei, in tutta la sua attenzione e simpatia, insieme alla cara Marilena di “Madonna delle Grazie”… alla quale avevamo donato una chitarra del nonno per ricordo. Era così felice…ricordo che mi disse che ad Alassio non l’aveva capito nessuno… eppure aveva dimostrato di essere un grande lavoratore, un emigrante, un fedele servitore della Patria. Da giovanissimo, avrà avuto 10-12 anni salvò perfino un bambino che rischiava di rimanere schiacciato da un piccolo camion da muratore che, inavvertitamente scese all’improvviso dalla discesa di p.za Sant’Ambrogio. Proprio lì dai Salesiani saltando sul camioncino e innestando il freno a mano… (me lo raccontò il caro Gregorio Grollero della Fenarina). Mi manca tantissimo il suo coraggio, la sua allegria, la sua chitarra. Un caro saluto Patrizia Faccenda Per chi ama Alassio Albenga, 18/2/2015. Egregio Consiglio Direttivo de “l’Alassino”. Mi scuso innanzi tutto per l’utilizzo della matita, ma sono anche le 3 e 40 di notte e mi ritrovo senza una biro in casa. Ho le cuffie e sto ascoltando concerti dell’allora, ora non so, “Corale Alassina”. Vi cantava ancora mio marito, era l’84 ed ancora in vita il caro Ambrosito, il M° Arnaud, i poeti Pessò e Tomschi (Pezzuolo e Schivo) e forse altri. Quanti anni, caro Alassino, da che donavo a te i miei sentimenti che tu mi onoravi sempre, o quasi, di pubblicare! Mia amata Alassio del tempo che fu… In te sono nata, cresciuta, sposata, vissuta, sino a non troppi anni fa. Mai avrei pensato di lasciarti, quando allontanandomi da te per poco tempo, già pregustavo il ritorno. Ti amavo tanto, sai? Tanto davvero. E con te tutti gli Alassini con i quali io e tutti i miei familiari sempre e reciprocamente ci siamo stimati e voluti nel tempo un gran bene! Un bene fra tutti di un tempo che fu? Vorrei che il mio paese rispondesse e dimostrasse no!… Anche se il progresso è in taluni casi apprezzato e in altri meno; detto da me, povera ignorante. Un po’ ho esagerato, in tutti i casi, comunque, i sentimenti, i veri onesti valori non dovremmo permettere vengano con esso confusi e intaccati. Forse io con la mia famiglia non sarei dovuta andar via, nonostante in fondo al cuore quel mio vecchio amore. Ti penso sai…la grande spiaggia d’inverno, le passeggiate, il mare spesso calmo con un caldo sole che lo riscalda quasi come in primavera o d’estate, eppure siamo d’inverno… La chiesetta di Sant’Anna, la palma di quando ero bambina, il molo. La Cappelletta, la mia casa natia da molti anni ristrutturata nel “budello”. Di fronte al bar “Tokaj” dove prima c’era il negozio di frutta e verdura della Lina e tanto amore per noi portato avanti e dimostrato negli anni, senza che mancassero aranci, peonie, mandarini, fiori, cachi e tutto quello che raccoglieva nella sua campagna. Quella era amicizia semplice, ma vera. Quella che a me è mancata tanto, quella delle mie buone, vere amiche, fra noi sempre sincere; diglielo tu, Alassio, che le aspetterò per sempre…ciao. “E chi continua a bere l’acqua di Sant’Anna, torna sempre”, come l’antico detto ha sempre raccontato. Egregio Consiglio Direttivo de “l’Alassino”, non l’ho poi spedito prima questo scritto pensando di fare bene, ma aver provato del vero sentimento nel raccontarmi, non volevo tenerlo in un cassetto, così ho deciso di inviarlo e che venga pubblicato da voi cari dell’Alassino. Ciao Luciana, amica, compagna fra le più grandi di Oratorio. Lettera firmata LAIGUEGLIA Sci di fondo on the beach 2015 6a EDIZIONE SABATO 25 APRILE nella Baia del Sole l’originale manifestazione ludico-sportiva “Sci di Fondo On The Beach 2015”. La location di questa 6° edizione sarà l’arenile di Laigueglia. Il campo gara sarà posizionato fronte piazza Marconi/ Piazza Garibaldi. Madrina della manifestazione, è stata sin dall’inizio, la pluri-campionessa mondiale ed olimpionica STEFANIA BELMONDO. Per questa edizione è prevista la partecipazione ufficiale del Team del Corpo Forestale dello Stato capitanato dal mezzofondista vice campione europeo Angelo Carosi e composto dagli sportivi Dino Dionisi, Marco Finizii, Massimiliano Putignani e Alessandro Mazzilli. Confermata inoltre la presenza dell’ex nazionale femminile di sci alpino (discesista) nonché campionessa mondiale di Carving Alessandra Merlin. Si attende la conferma della nazionale sci femminile Federica Brignone e della campionessa mondiale juniores di slalom gigante femminile nonché attuale nazionale Marta Bassino e oltre che a Mattia Casse sci maschile e numerosi campioni juniores di sci di fondo facenti parte delle squadre in gara. Il programma prevede mattina: ore 9.30 apertura villaggio, ore 10.30 partenza percorso nordic walking collinare, ore 11.00 iscrizione squadre “sci di fondo on the beach” e presentazione dei protagonisti, ore 11.30 gare squadre sci di fondo on the beach, ore 13 “tuffo” in mare benvenuta esta- te - pomeriggio: ore 14.30 gara di gozzi non competitiva, partenza percorso nordic walking spiaggia, ore 15.10 gara di slittino, ore 15.40 gara di ciaspole, ore 16.10 gara di sci di fondo turisti e gruppi goliardici a favore dell’AIRC (Associazione Italiana Ricerca Cancro) e ore 17.00 premiazione vincitori in Piazza Marconi Laigueglia. Durante la giornata prove libere di sci di fondo, nordic waiking, e shuttle bike (bici in mare)… a disposizione materiale tecnico gratuito. La manifestazione è organizzata dalla Eccoci Eventi di Alassio e Bottero SKJ di Limone Piemonte in co-partecipazione con il Comune di Laigueglia ed in collaborazione con la Società Nazionale di Salvamento. Ricordi e auguri Sono Giuseppina Gatto e vorrei ricordare queste persone attraverso le vostre pagine; con immenso affetto ricordo insieme ai figli e parenti Cosimo e Lucia Calò, Tommaso Gatto e Filippa Dolcemascolo. Le loro dipartite avvennero in anni diversi ma nel periodo di marzo- maggio. Ringrazio l’Alassino. Vorrei, inoltre, attraverso le vostre pagine, inviare un caro augurio a un nostro concittadino che vive, ormai da anni, a Berlino con la sua famiglia: Gian Carlo, auguri da Giuseppina e Rosi Gatto. Giuseppina Gatto Giovedì 16 Aprile 2015 ESTATE MARE 2015 GNAM-GNAM! Non di solo pane «Mamma, che buono! Non ci posso credere, anche questa volta era deliziosa!». Ogni anno arriva il compleanno, e con questa data anche la consueta torta. Una tradizione che non annoia, il sapore si rinnova, il gusto è sempre migliore. Mani che creano, mani che donano: donano tempo, donano cibo. Quel qualcuno segue la ricetta, cuoce la pietanza, prepara qualcosa di speciale. Quello è per te, parla di te, racchiude ed esprime la gioia per te, che sei vivo, che sei nato. Ogni compleanno il gusto aumenta, perché aumentano gli anni in cui quel qualcuno ha continuato a donarti il suo dono. Anche l’Estate Mare 2015 vuole offrirvi una bella torta (anche se non è il vostro compleanno), sperando che, di anno in anno, sia sempre più gustosa. Così, eccoci qui, anche questo mese, a presentarvi la nostra proposta, la nostra torta 2015: PRIMA FETTA: il mese di Giugno... TEA TIME! Avventure incredibili vi attendono, tutte avvolte dal mistero... e dalla lingua inglese! SECONDA FETTA: una fetta bella abbondante, il mese di Luglio! Saremo coinvolti da TUTTI A TAVOLA! Non di solo pane vivrà l’uomo. Prossimamente tutte le news scoppiettanti su questo tema! TERZA FETTA: Agosto riserva molte sorprese. Mentre vi lasciamo il languorino sul periodo 1-22 Agosto, vi forniamo tutti gli ingredienti per la vacanza in montagna di fine agosto: Titolo? GOLOSI PER NATURA Dove? A Claviere, piccolo comune del Piemonte, collocato 5 «L'ALASSINO» nella Val di Susa (1760 m) al confine. Quando? 24-31 Agosto 2015 Per chi? Ragazzi dalla seconda primaria alla terza media attività? Diventeremo golosi, scoprendo le bellezze dalle natura e ritrovando la ricchezza nella semplicità. Vi attendono giochi, serate di festa ed escursioni (dalle semplici passeggiate al trekking di una giornata intera accompagnati da una guida naturalistica). Una nuova avvincente storia, con i protagonisti di Ratatouille, guiderà le nostre giornate e le nostre attività, tra cui Petit Chef e GNAM-GNAM! Farina, acqua e... lievito madre: ecco il pane!... E molto altro ancora! Per maggiori informazioni seguite la pagina Facebook Estate Mare 2015 e per ogni dubbio, contattateci! Le iscrizioni per la vacanza sono già aperte! Per aderire contattate il 3284862179 o effettuate la vostra iscrizione presso l’Oratorio Maria Ausiliatrice, tutti i giorni dalle 16 alle 18. Riproporremo una presentazione della vacanza nel prossimo mese. Tuttavia, ricordiamo che il numero dei partecipanti è limitato (massimo 35 posti) e le iscrizioni chiuderanno il 4 maggio: dunque, affrettatevi! Dopo avervi illustrato le proprietà di questa pietanza estiva, ecco la data in cui il prodotto sarà disponibile. Da Lunedì 4 maggio saranno aperte le iscrizioni per l’Estate Mare 2015 presso l’Oratorio FMA Alassio, in orario 8,30-9,30 e 16.00-18.00. Concludiamo lasciandovi una Gnam-Gnam Missione. Scrivete sulla nostra pagina Facebook il vostro piatto preferito. Il piatto che vi rende proprio felici, che è un regalo per voi, che qualcuno vi cucina per farvi sentire speciali; quel cibo che vi riempie non solo la pancia, ma anche il cuore. Ricordate? Non di Mara Ghiringhelli Animatrice Estate Mare Rubrichetta mensile Un ricordo per... Alassini (e non) classe 1910 – (La fotografia risale al 1970 nel 60° anno di età) In piedi: Crisafulli – Cavedini - N. Sala – Semini (cementi) – Averame – Bonifai – Sanlorenzo – Pietro Villani – Ino Benvenuto – O. Conte (fiorista) – Cav. Bogliolo – Nello Nattero – Pippo Marchiano – Romolo Torre – Daniele Schivo – A. Nattero. Accosciati: G. Airaldi – Pelle – GB Vena – Pippo Berrino – Nattero (Agnassin orafo) – Testa – Angiulin Bottelli – ? ? ? LA BATTAGLIA DI CAPO MATAPAN 28 MARZO 1941 Con questo articolo interrompiamo la sequenza abituale di avvenimenti relativi al porto di Genova o la descrizione di Canali o altro per riprendere, in quanto richiesto da molti amici Alassini, un articolo pubblicato nel lontano 2001 sul nostro Alassino, riguardante la battaglia di Capo Matapan L’ episodio che in forma sintetica illustreremo tra poco, non ha molto a che fare con la serata in corso ,ma riveste un’importanza fondamentale per descrivere i fatti e le vicissitudini di un nostro Concittadino: Angelo Faccenda a quel tempo imbarcato sull’ incrociatore “Fiume” in qualità di Sottocapo Furiere S.Si era nel lontano 1941. Le sorti dell’Italia in guerra erano alterne. La nostra Marina la notte dell’11 Novembre 1940 aveva subito un duro attacco alla base navale di Taranto ad opera di una forza aeronavale Inglese. Il prestigio della Marina ne aveva subito in quanto gli Inglesi erano riusciti a penetrare con aerosiluranti imbarcati, causando molti danni alle nostre navi, in una delle nostre più munite basi navali. Veniamo ora all’episodio che ci interessa e che vede tra i tanti protagonisti l’Alassino Angelo Faccenda. Per riscattarsi la Marina decise di effettuare una missione complessa nel Mediterraneo Orientale, dove agivano indisturbati convogli Inglesi dall’ Egitto alla Grecia e viceversa. La sera del 26 Marzo 1941 salpò dalle nostre basi navali una flotta composta da una corazzata, sei Incrociatori pesanti, due incrociatori leggeri e tredici cacciatorpediniere con rotta Levante. Solo a fine conflitto, dopo molti anni, si venne a sapere che il Comando della Marina Inglese di Alessandria, tramite una macchina decodificatrice chiamata “Ultra” era a conoscenza di tutti i movimenti della nostra flotta. Per questo motivo la missione della flotta Italiana non raggiunse gli obbiettivi sperati e quando ormai le navi si accingevano ad assumere le rotte di rientro verso le nostre basi navali, cominciarono ad essere pesantemente attaccate dall’aviazione imbarcata Inglese. Le navi Italiane respinsero tutti gli attacchi e non subirono danni, ma quando ormai stava calando la notte, il fortunoso lancio di un siluro da parte di un aerosilurante Inglese, colpì l’incrociatore “Pola “che litico. “Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddirestò immobilizzato, con tutto l’impianto o provenienza geografica, hanno il to elettrico fuori uso ed impossibilitato diritto ad un ambiente sano, equilibraquindi a manovrare. Chi è andato per to e sostenibile”. mare o chi anche solo conosce bene il Nel corso degli anni la partecipamare, sa che vi è un detto famoso tra i zione internazionale all’Earth Day è naviganti: cresciuta superando oltre il miliardo “Per stare sempre a galla ci vuole di persone in tutto il mondo: è l’afferesperienza, professionalità, coraggio mazione della “Green Generation”, ma anche tanta fortuna .“ In quella trache guarda ad un futuro libero gica notte alle navi Italiane non mancadall’energia da combustibili fossili, in rono la professionalità, l’esperienza ed favore di fonti rinnovabili, alla reil coraggio, ma la fortuna che arrise agli sponsabilizzazione individuale verso Inglesi. In aiuto del un consumo sostenibile, allo sviluppo “Pola” furono inviati due incrociatori di una green economy e a un sistema pesanti “lo Zara ed il Fiume” sul quale educativo ispirato alle tematiche amera imbarcato il S. Capo Faccenda, e bientali In pochi anni di presenza in quattro cacciatorpediniere. La notte Italia, l’Earth Day è diventato un moera ormai calata. Le nostre navi non eramento importante ed uno strumento no ancora provviste di impianti radar e significativo di sensibilizzazione nei la navigazione notturna era affidata alle confronti delle tematiche ambientali. sole vedette in plancia. Non cosi le navi Attraverso l’organizzazione dei conInglesi che, grazie al radar, incrociavacerti, l’Earth Day si propone non solo no a poca distanza dal “Pola” in attesa di offrire un momento musicale con di avere sotto il tiro dei cannoni di grosartisti di grande livello ma anche di so calibro, tutte le navi mandate in socrealizzare uno spazio di approfondicorso all’incrociatore immobilizzato. mento educativo e formativo. Alle 22.27 le nostre navi furono a tiro dei Sarà il 22 APRILE il giorno in cui i cannoni Inglesi e da quel momento sino media (giornali - radio - televisione) ci alle ore 23.07 si compi la tragedia. parleranno a lungo della GIORNATA Furono affondati tre nostri grandi inDELLA TERRA. crociatori: “Zara-Pola-Fiume” ed i cacL’ALASSINO vi propone un momencia “Carducci-Alfieri”. Si salvarono solo to di riflessione con la lettura dell’ini due caccia “Gioberti-Oriani”. tervista di CARLIN PETRINI a PIERRE Ma la vera tragedia per numero di vitRABHIT che troverete a pagina 3. time seconda solo all’attacco Buona GIORNATA DELLA TERRA a Giapponese di Pearl Harbour, fu la mortutti noi!! te di 2033 Marinai, Sottufficiali ed Giornata internazionale della Terra È un grande evento che non può rimanere in secondo piano per la drammaticità delle varie situazioni che ci coinvolgono come abitanti del pianeta. Sono convinta che anche l’ALASSINO debba essere partecipe con un momento di riflessione poiché quello che avviene nel PICCOLO si ripropone nel GRANDE, e anche noi, piccolo punto, apparteniamo alla grande TERRA. Come sapete tra poco aprirà il grande EXPO’ 2015 e molti hanno avvicinato, forse anche giustamente, la GIORNATA DELLA TERRA, a questa manifestazione che temo esclusivamente commerciale. Per questo per illustrare l’argomento, uso la definizione di WIKIPEDIA (nota Enciclopedia Libera del Web): La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. La celebrazione che vuole coinvolgere più nazioni possibili, ad oggi coinvolge precisamente 175 paesi. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate. L’idea della creazione di una «Giornata per la Terra» fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed il senatore Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali. L’Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo po- Ufficiali Italiani imbarcati sulle nostre unità affondate. Indescrivibili furono quei momenti anche per quegli uomini che, pur incolumi, furono sbalzati in mare in mezzo alla nafta infuocata, ai colpi di mitragliera, ai feriti che chiedevano aiuto e tutto ciò al buio in una notte scura senza luna. Questo capitò ad Angelo Faccenda sbalzato in mare dalla sua nave che affondava, l’incrociatore “Fiume”. Egli, benché ferito, fu L’incrociatore Fiume. in grado di nuotare, di dare aiuto ad altri suoi compagni e si prodigò tanto da essere menzionato come fulgido esempio di altruismo e professionalità marinara. Questo risulta dai rapporti compilati in sede Ministeriale. Dopo varie ore trascorse in mare in quelle condizioni, fu tratto in salvo da una nave Inglese. Assieme ad altri naufraghi fu curato, rifocillato e trattato con tutto il rispetto dovuto ad un nemico vinto ma non umiliato. Tuttavia, rifacendoci a quel detto famoso tra i naviganti che senza fortuna non si sta a galla, aerei Tedeschi, inconsapevoli, mitragliarono la nave Inglese con i naufraghi Italiani a bordo. Costretto da ciò il Comandante della nave sbarcò in mare i marinai Italiani su zattere Carley rifornendoli di viveri ed acqua. La fortuna questa volta ci mise lo zampino nel senso giusto e, dopo vari giorni in mare senza speranza, senza meta, ormai senza più provviste, un peschereccio Greco avvistò la zattera. Trasse in salvo gli occupanti compreso il nostro Concittadino Faccenda, e li sbarcò sull’isola di Lero, ancora occupata dalle forze Italiane terminò cosi l’odissea dei marinai Italiani. Vi furono pochi superstiti, ed ogni piccolo o grande paese in cui essi vivono, è orgoglioso di annoverare tra i suoi concittadini queste persone. Essi si prodigarono per aiutare i compagni feriti e tenere alto l’onore del Marinaio Italiano e dell’Italia. Questa sera Alassio, in particolare l’Associazione “Vecchia Alassio” è orgogliosa ed onorata di festeggiare Uno di Essi: Il nostro concittadino, l’allora “Sottocapo Furiere S. Angelo Faccenda”. GianCarlo Cerutti 6 «L'ALASSINO» La corale “San Francesco” a Scagnello Adagiato a settecento metri, in prov. di Cuneo, il paese di Scagnello gode di una impareggiabile vista sulle Langhe. L’otto marzo u. sc. questa località è stata vivacizzata dalla “Sagra Una veduta di Scagnello. del Tartufo” e per l’occasione, il Sindaco sig. Ivo Borgna ha invitato la corale “San Francesco” della parrocchia dei Padri Cappuccini di Alassio ad animare la Santa Messa delle ore 10.30. Hanno accompagnato i coristi numerosi parrocchiani, il parroco Padre J. Riccardo, il direttore del coro Fra Remo e il maestro organista sig. Giorgio Piovano. Durante la Santa Messa, oltre alla corale, si sono esibiti anche il tenore alassino Andrea Elena e la Soprano Melissa Briozzo. Un lungo applauso ha evidenziato l’apprezzamento della popolazione presente. Il Sindaco poi ha offerto un signorile pranzo a tutti i coristi di Alassio. Nel pomeriggio si è potuto assistere all’esibizione di numerosi cani da tartufo all’opera. Banchetti vari e ricchi di manufatti artigianali e di leccornie e un gruppetto di musicisti hanno rallegrato le ore pomeridiane. La gita si è conclusa con una visita al Santuario di Vicoforte, noto per la suntuosità dell’interno e per la famosa grande cupola ovale. SEPOLCRI Mantica Margherita Parrocchia San Vincenzo. Il M° Andrea Elena, il soprano Melissa Briozzo e il coro della Parrocchia Padri Cappuccini di Alassio. Collettiva di pittori russi alla Carletti Karine Makartichan, Nora Patchouachvili ed Ylena Yazerskaya. Nell’ambito della mostra, è stata organizzata anche sabato 11 aprile (alle ore 17) una presentazione dei pittori, che fanno parte della collettiva, accompa- Salesiani. Il Circolo Nautico Alassino compie 90 anni Oltre 40 le imbarcazioni che hanno festeggiato il 90° compleanno del CNAM di Alassio. Il sodalizio alassino, presieduto da Ennio Pogliano, quest’anno ha festeggiato infatti il novantesimo anno della sua fondazione, e come da tradizione, ha iniziato la sua stagione di vela Il sindaco con il console russo e gli artisti. organizzata dalla pittrice Elena Buzhurina e dall’Associazione Culturale no-profit Proxima di Cervo insieme alla Galleria D’Arte “Art-Dresden” con il patrocinio del Comune di Alassio, assessorato alla cultura. L’evento si è offerto anche quale interessante proposta culturale per tutti coloro che, durante il periodo delle festività pasquali, hanno scelto di visitare la “Città del muretto”. Alla collettiva hanno partecipato artisti provenienti da alcune ex-repubbliche sovietiche (Bielorussia, Armenia, Georgia) e già noti al pubblico ligure come Elena Buzhurina, David Babunadze, Andrei Klimak ed Anna Seven. A questi artisti se ne sono aggiunti dei nuovi come Aram Akopyan, Ashot Hachkalyan, gnata dallo spettacolo comico eseguito dal clown Andrey Klimak, con aperitvo a seguire. Nata il 4 gennaio del 1961 l’AVA (Associazione Vecchia Alassio) è uno dei più attivi e noti sodalizi culturali della Liguria, che edita anche un giornale (“L’Alassino”, dal dicembre del 1961, che rappresenta una delle più longeve testate periodiche realizzate da associazioni culturali regionali). Nella Sala Carletti l’ Ava ospita da anni interessanti mostre personali e collettive che richiamano sempre migliaia di amanti dell’arte ed appassionati visitatori, residenti e turisti. Paolo Almanzi (Da “Liguria 2000 news”) Il Primo Commissario Giovanni Rattalino è andato in pensione Dallo scorso 1 aprile, uno dei “vigili” storici di Alassio, Giovanni Rattalino, ha lasciato la divisa per la sospirata pensione. Andorese, classe 1952, era entrato nella polizia municipale il lontano 1 luglio 1976, sotto la guida del comandante storico Tindaro Taranto, scalando negli anni la pianta organica fino ad assumere alcuni anni fa il grado scia il lavoro in grande forma, fisica e psicologica e, almeno moralmente, saprà esserci di ausilio quando ci verrà a fare visita. È stato inoltre molto bello ricordare la sua carriera nell’appuntamento pubblico di dicembre “Alassio e la sua polizia locale – storie di tutti i giorni” quando gli abbiamo consegnato una targa, nella recente festa di san Sebastiano, di Primo Commissario. Un’autentica memoria storica non solo per il comando di via Canata, ma in generale per il comune di Alassio: sempre affabile nei modi, ha visto alternarsi numerose amministrazioni, moltissimi colleghi e 5 diversi comandanti. L’ultimo dei quali, Francesco Parrella, nato quando Rattalino vestiva già la divisa, vuole ricordarne la professionalità in questo modo: “È stato un piacere per me, ma soprattutto una grande fortuna, avere avuto la possibilità di avvalerimi, in questo mio primo anno e mezzo ad Alassio, della preziosa collaborazione di Giovanni Rattalino. L’ho confermato a capo della segreteria comando e della sezione amministrativa ed è stato fondamentale per garantirmi un inserimento rapido e positivo. L’esperienza immensa maturata negli anni, ne ha fatto per generazioni di agenti ed ufficiali un autentico punto di riferimento. Ha sempre associato alla semplicità dei modi ed alla profonda umanità una grande professionalità. Merita senz’altro di godersi la pensione, anche se mancherà molto il suo pragmatismo e la sua capacità di trovare una soluzione anche alle vicende apparentemente più ingarbugliate. Sono soprattutto felicissimo di una cosa, e so di interpretare il pensiero di tutto il personale: la- quando il Sindaco gli ha conferito un encomio solenne e, da ultimo, nel suo ultimo giorno di servizio quando, prima in Comando e poi in comune, tutti i colleghi gli hanno tributato un sincero e commosso abbraccio.” Con l’uscita di Rattalino, la Polizia Municipale alassina scende ad un organico di 17 unità, uno dei minimi storici. Ancora il Comandante Parrella: “Soltanto nel 1991 l’organico è stato inferiore, ed è indiscutibile che, fatto salvo l’ausilio estivo di alcuni agenti stagionali, auspico che si possa tornare ad assumere per garantire l’efficienza dei numerosi servizi a cui siamo chiamati. Purtroppo sappiamo bene che non è un periodo roseo, a livello generale, e le limitazioni sono stringenti. Siamo comunque un gruppo affiatato e valido, e dovremo fare tutti un passo in più per mantenere i risultati che abbiamo conseguito nel tempo, e di recente ancora incrementato. Solo così riusciremo anche a sopportare con maggiore serenità l’assenza del neopensionato Rattalino.” L’A.V.A. saluta il neo pensionato Giovanni Rattalino e gli augura ogni bene, auspicando che la Polizia Municipale di Alassio possa contare su nuovo personale per il controllo del territorio. Parrocchia Sant’Ambrogio. Parrocchia Frati Cappuccini. Presso la Sala Carletti (sede dell’AVA, in via XX Settembre 7), è stata aperta ufficialmente la terza edizione della mostra d’ arte contemporanea, quest’ anno intitolata: “Sogni a colori”. La mostra, dedicata a pittori provenienti dalla Russia, è stata Giovedì 16 Aprile 2015 d’altura con la tradizionale Settimana Velica Internazionale. Un bel vento che ha oscillato dagli 8 ai 12 nodi, proveniente dai quadranti meridionali ha permesso lo svolgimento di due prove tecniche a bastone sul campo di regata posizionato davanti al lungomare di Alassio. Com.te Francesco Parrella Giovedì 16 Aprile 2015 7 «L'ALASSINO» E NOSCE SEIRONE Via Crucis I PARMURÉI Tea con gli Inglesi Nella serata di mercoledì primo aprile, nella Sala Carletti, che ospita in questi giorni una pregevole raccolta di opere pittoriche di artisti russi, commozione ed emozione palpabili hanno sottolineato un apprezzato abbinamento tra parola e musica. Le quattordici Stazioni della Via Crucis descritte nel nostro dialetto da Antonio Boscione, intervallate dai dieci movimenti dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, hanno evidenziato il valore di una commistione più che adeguata alla circostanza. A dire i versi di Boscione, lo stesso Autore che, oltre ad esser tale, è quel che una volta si definiva “fine dicitore”; con lui la sempre brava Lina Nattero che nei suoi interventi recitati è riuscita a trasmettere commozione e simpatia in egual misura. Andrea Elena ha detto i preamboli in italiano di ogni Stazione, curando altresì l’ascol- Durante l’incontro-conversazione di martedì 17 marzo presso la sede dell’A.V.A. alle ore 17.00, il prof. Bruno Schivo ha sensibilizzato l’opinione e le conoscenze dei presenti un’occupazione razionale dell’entroterra e della collina. Le più belle ville che fanno onore ad Alassio sono opera loro, sono la testimonianza di un inter- I numerosi interventi degli uditori hanno confermato che l’argomento suscita grande interesse e che merita approfondimenti per il ruolo che le ville degli Inglesi ancor og- Tradizione ligure e leggenda La pratica dell’intreccio di foglie di palma è una tradizione molto antica, diffusa con modalità e simbologie diverse in molti paesi del bacino del Mediterraneo. In Liguria e, in particolare, nel tistici (reliquiario, ostensorio, rosario, calice, ecc.). Anche in Sardegna questa pratica, risale al medioevo sardo (sec. XI – XV) ed è legata in particolare ai riti della “Setti- Manualità. Il Prof. Bruno Schivo al centro della scena dialoga con i presenti. Lina Nattero, Antonio Boscione, Andrea Elena. to dei brani tratti dallo Stabat Mater rossiniano, di cui ha riferito notizie storiografiche ad inizio serata. Il professor Andrea Gallea, sempre presente nelle nostre serate, ha introdotto il Lavoro di Boscione con un appassionato elogio allo stesso, cui va il nostro grato apprezzamento per il valore artistico che la sua Opera ha dato a questa nostra ennesima e gradita “seirona”. AVA su una parte di storia locale, quella degli Inglesi ad Alassio, fondamentale e decisiva per la vita futura della cittadina. Dall’analisi coscienziosa e meticolosa dello studioso è balzato evidente il ruolo svolto dagli Hanbury e dai Gibb nel lancio di una fase ad indirizzo turistico, accompagnata da vento raffinato sull’ambiente, di un arricchimento delle bellezze naturali della baia. La stessa villa Pergola, oggi rinomata per il suo giardino botanico così ricco e rigoglioso, è nata da un progetto degli Inglesi che hanno visto in Alassio un luogo di soggiorno e di cura insostituibile. gi possono svolgere nell’ambito di un progetto culturale durevole nel tempo. Il tea con dolci, preparato con cura dalle signore Eliana, Vanna, Tina e Rachele ha concluso la piacevole e utile conversazione. Ponente Ligure, la tradizione dei “palmureli” è fatta risalire al 1586 e collegata alla figura del marinaio sanremese Capitan Bresca, è proseguita fino ai nostri giorni e porta ogni anno alla realizzazione delle elaboratissi- mana Santa”. Nella sede dell’Associazione Vecchia Alassio, per il secondo anno consecutivo, nello spirito della tradizione Ligure e nella ricorrenza della settimana della “Domenica delle Palme”, si fa me palme utilizzate dai Vescovi e dal Pontefice durante la benedizione della Domenica delle Palme. Nel tempo, ha portato, alla creazione di vere e proprie opere d’arte: gli elementi decorativi degli intrecci riprendono non solo simboli religiosi (es. la croce, simbolo di redenzione; ma anche elementi di ambiente naturale (es. la spiga simbolo del pane). Grande è la varietà di tecniche di intreccio utilizzate: a incrocio, tubulare, a mazzetti, a treccia, spirale, incastro, ripiegamento, ecc. e di manufatti ar- scuola per la realizzazione dei “Parmuréi”. Mani esperte, insegnano come trattare le foglie di palma; e piano piano, sono create vere e proprie opere d’arte dalle più variegate forme di simboli religiosi da far benedire nell’occasione della Domenica imminente. La nostra Luciana, da anni, prepara per il prevosto della parrocchia di Sant’Ambrogio “Il Parmuréo”, vera e propria opera d’arte, che viene mostrata e benedetta nella p.za antistante il Duomo. G.P. 29 marzo, Domenica delle Palme Il parroco, Mons. Angelo De Canis, nella Piazza S. Ambrogio benedice le palme che i fedeli alzano festanti al cielo. Fal/. Pasqua in musica - Cavalleria Rusticana Cavalleria Rusticana, opera di Pietro Mascagni, tratta dall’omonima novella di Giovanni Verga, vede la propria tragica vicenda svolgersi nella giornata di Pasqua. E nella serata di questa Pasqua l’A.V.A. ha proposto l’ascolto dell’Opera mascagnana affidandone la conduzione, come sempre nelle nostre serate operistiche, al maestro Andrea Elena. Solitamente i dopocena delle giornate festive si passano tranquillamente a casa a smaltire l’eccesso calorico dovuto ai lauti pranzi, ma quelli che ormai possiamo definire “fans” delle noscie seirone non hanno deluso le nostre aspettative, portando, con la loro presenza, anche in questa occasione, la propria simpatia, la volontà di esserci…e ciò per noi rappresenta non solo una gioia ma anche un vanto. La serata vuoi per la scrupolosa ed appassionata narrazione del nostro Andrea che ha più volte vestito i panni di compar Turiddu, interpretando l’Opera di Mascagni, vuoi per l’ascolto delle appassio- nate melodie che corredano la stessa, ha suscitato un bell’entusiasmo che molti hanno evidenziato col chie- venta passione, dell’Opera lirica a chi non conosceva o non apprezzava questo patrimonio culturale tipica- sempre sulle ali della musica, quelle ali che permettono alla nostra fantasia di volare verso il Paradiso dei Il tenore Andrea Elena illustra i momenti significativi della Cavalleria Rusticana. dere quale Titolo sarà analizzato la prossima volta. È una piccola grande soddisfazione riuscire a trasmettere la conoscenza, che poi inevitabilmente di- mente italiano. Va quindi ascritto nell’Attivo dell’A.V.A. anche questa voce… ed un bilancio in attivo è pur sempre una buona cosa. Alla prossima, Poeti e dei veri Musicisti. Un volo che fa bene allo spirito e che tutti prima o poi dovrebbero provare. A.V.A. 8 «L'ALASSINO» Giovedì 16 Aprile 2015 Don Bosco e i Salesiani ad Alassio (SEDICESIMA PUNTATA) Alassio fascista, ma poco fascista. Il periodo che arriva fino agli inizi degli anni ’30 è per Alassio un periodo tranquillo; l’onda fascista la sfiora soltanto: si può lavorare, i giovani possono crescere bene e studiare; nascono nuovi alberghi per un turismo che comincia a svilupparsi; qualche nuova villa sulla collina.Dal 1927 al 1929 è podestà l’avv. Santino Durante di Albenga. Uomo di buona e colta parola, a lui il merito di aver aperto la Via Dante, larga strada che darà respiro a tutta la città. Nel Collegio salesiano nel 1929 ritorna ad Alassio don Luigi Oldano: nel 1923 era partito da Alassio per andare a Parma a sostituire don Lingueglia e don Besnate parte da Alassio con destinazione Par- ma. Tra Alassio e Parma un continuo scambio. L’arrivo di don Oldano coincide con la ripresa della cronaca della casa. Nella scuola si nota un notevole incremento degli iscritti esterni. C’è una possibile ragione: don Muzio e don Boccalatte hanno uno splendido rapporto con la cittadinanza; i giovani del posto frequentano l’Oratorio e attraverso l’Oratorio si iscrivono alla scuola, che va dalla quarta elementare fino all’ultimo anno del liceo classico. Grande importanza nel periodo si dà all’educazione fisica: ricordiamo a tal proposito due Maestri, Raimondo Rapetti al liceo e Pietro Quartara, exallievo, al ginnasio; entrambi stipendiati dall’Opera Nazionale Balilla. Il 1929 è l’anno del Concordato: per la scuola di Alassio è più vicina la parificazione. È un traguardo importante che premia la serietà dell’insegnamento. Don Oldano si affretta a raccogliere tutta la documentazione e il 17 dicembre la invia al Provveditorato agli Sudi della Liguria: il Provveditore aggiunge una relazione assai favorevole alla nostra scuola. Ma il 1930 è l’anno della beatificazione di Don Bosco: viene nominato un comitato per i festeggiamenti formato da tutte le autorità religiose, civili e militare del paese. Solenne triduo di preparazione e conclusione con una solenne processione per le vie della città con la reliquia del Beato. Da quello che leggiamo nella cronaca abbiamo l’anteprima di ciò che avremo 83 anni dopo con il passaggio dell’Urna di Don Bosco: è il trionfo della fe- de alassina nei confronti di questo suo illustre benefattore. Non si sono ancora spenti gli echi dei festeggiamenti che il 4 giugno arriva il tanto atteso telegramma: “Veduti i risultati ispezione Ministero concede codesto Liceo Ginnasio parificazione sensi Regio Decreto 25 aprile 1929 numero 647 con effetto dalla imminente sessione esami. Concessione est subordinata pronto adempimento condizioni indicate lettera successiva. Ministro Educazione nazionale Balbino Giuliano”. Il podestà Novaro convoca don Oldano. Si deve organizzare la festa della scuola. Devono partecipare tutti i ragazzi e le ragazze che studiano ad Alassio, Balilla e Piccole Italiane, tutti con le loro divise. Compaiono i primi pantaloni alla zuava. Bisogna esercitarsi coi fucili; viene indicata una radura a Capo Mele, ma don Oldano si rifiuta: è troppo pericoloso arrivarci; preferisce la tenuta del barone Celesia a Vegliasco (che offrirà a tutti il the); li accompagnano don Muzio e don Giordano. Partita la folla estiva delle vacanze, a ottobre cominciano a tornare gli inglesi, cui si aggiungono irlandesi e americani. Si riconoscono facilmente mentre girano per la città, entrano nei negozi e incrementano il commercio. Ora ad Alassio c’è anche un istituto tecnico, il Morteo Ollandini: è preside il prof. Carmelo Lamboglia. È subito chiaro che nasce un po’ di competizione tra le due scuole, con qualche calunnia nei confronti della scuola salesiana. Ma don Oldano vuole troncare ogni polemica: i titoli conseguiti presso la scuola salesiana hanno valore legale e sono identici a quelli conseguiti presso la scuola statale; i liceisti del Corso Paramilitare si sono classificati primi in tutta la provincia. Le famiglie affidando i figli ai Salesiani li affidano in buone mani e non avranno sgradite sorprese. Queste precisazioni faranno sì che il numero degli alassini iscritti al Don Bosco saranno più di 60! Intanto ad Alassio arriva don Giuseppe Bistolfi: una delle menti più colte della Congregazione Salesiana; insegnante di lettere a Valsalice; ha contribuito all’organizzazione della Società Editrice Internazionale, SEI; antifascista. Ora ad Alassio valente predicatore, grande educatore di gio- vani. Amico di don Orione: conserviamo nell’archivio storico una vasta corrispondenza tra i due. E don Bistolfi si unisce a Boselli, Piccagli, Muzio, Grusovin: una equipe educativa di tutto rispetto. Ma non dimentichiamo don Giovanni Boccalatte: ora si occupa anche dell’Osservatorio Meteorologico. Non è un esperto di fisica e di matematica, ma è estremamente preciso e puntuale nella rilevazione dei dati (in archivio lettere di nomina a Direttore dell’Osservatorio da parte del Ministero e congratulazioni per i dati trasmessi puntualmente a Roma. Una curiosità che farà sicuramente sorridere: arriva l’ordine di inviare al Capo dello Stato un telegramma con la quantità di pioggia caduta nel giorno pre- cedente. Chissà che interesse poteva avere Mussolini per la pioggia caduta ad Alassio!). Nel 1930/31 sono 4 le forze che animano la Casa Salesiana di Alassio: il Circolo Giosuè Borsi dei liceisti e il Circolo Auxilium dell’Oratorio, entrambi animati da don Muzio; il Comitato delle Dame Patronesse, con la Bianca Zappa; l’Unione degli Exallievi, con delegato don Boccalatte e Presidente il conte Della Lengueglia. Il 20 settembre 1931, esattamente 60 anni dopo la fondazione del Collegio, don Pietro Giordano celebra il 50° di ordinazione sacerdotale: è il decano della Casa; è arrivato nel 1877 ed è rimasto sempre ad Alassio, salvo una breve parentesi, era stato accolto da Don Bosco. Possediamo una lettera in cui il Rettor maggiore, don Filippo Rinaldi gli scrive: “Cinquant’anni fa il nostro buon Padre ti assisteva. Oggi dal cielo ti contempla con compiacenza. La sua paterna bontà ti ha sostenuto, ti sosterrà ancora”. Dal 1930 al 1933: l’Oratorio, l’Istituto, gli Exallievi. Nell’anno sociale ’30-’31 nel Circolo Auxilium troviamo presidente Antonio Negro, vice presidente Angelo Molle, segretario Nino Maurizio. Don Muzio è sempre l’assistente ecclesiastico. Continua l’attività della filodrammatica: animatore Angelo Molle. Antonio Negro, che diventerà docente universitario, benemerito della Congregazione Salesiana, fondatore in Italia della scuola di Omeopatia, è figlio di Francesco, priore della Chiesa di S. Vincenzo Ferreri, che verrà demolita nel 1934: quante battaglie per salvarla! Oggi ci si meraviglia che i laici siano chiamati ad essere corresponsabili delle Case salesiane, ma questo succedeva già 80 anni fa. E Antonio Negro ne è stato un classico esempio. A don Magnani successe don Gaggero; con lui la filodrammatica raggiunse livelli eccezionali: ad Alassio esisteva una sola sala cinematografica; ma quando c’era la recita della filodrammatica restava vuota: la città correva in massa alle rappresentazioni messe in scena con la regia di don Gaggero. Aveva scritto e sceneggiato “La Passione di Gesù Cristo”. Nel ’33 ci furono le Missioni; i padri predicatori ci dissero che avevamo fatto più bene noi con la nostra recita che loro con le loro prediche. Chi non ricorda Borasi, Zappieri, Barilaro, Garassino, Santi, Boscione, Signorini, Falco, Grollero? Per citarne solo alcuni. Quando don Magnani venne trasferito, l’Oratorio rimase per alcuni mesi senza Direttore; Antonio Negro, quale presidente del Circolo Auxilium, scrisse a don Rinaldi. Questi rispose al Negro: “Tu sei un salesiano, tu sei un exallievo, sei il presidente del circolo. Fa’ tu il direttore dell’Oratorio”. E così fu fino all’arrivo di don Gaggero. Con don Magnani, in quegli anni erano nati gli esploratori; sull’esempio del dott. Nocelli a Varazze, anche ad Alassio avevamo 60 esploratori e 80 lupetti. Erano l’orgoglio dell’Oratorio. Il Negro, che morirà nel 2010 alla veneranda età di 102 anni, rilasciò sul finire del secolo scorso un’intervista sui suoi ricordi della casa salesiana. Viveva allora a Roma, dove insegnava ed esercitava la professione medica, ma periodicamente tornava nella sua Alassio e nel suo Collegio: ritrovava gli amici di un tempo, rivedeva don Boccalatte e don Cazzola. “ Quando torno vado in quella chiesa; quanti ricordi! Ai nostri tempi la chiesa era il centro, sempre animata; era un luogo di raduno di incontro. Ora la trovo vuota. Provo un dispiacere. C’è meno anima meno entusiasmo. Si è orientati altrove. Per noi la Chiesa era il centro, come se tutto dovesse andare a finire nella chiesa. Era una direzione costante per tutto quello che facevamo. Legava l’Oratorio col Collegio, i Salesiani con il paese”. Ma nell’ottobre del 1931, don Magnani riceve l’obbedienza per andare a Vallecrosia. Si radunano tutti i giovani all’Oratorio: sembra una giornata di lutto. E parte anche don Muzio per Frascati. Ma per ogni salesiano che parte, si trova la sostituzione. Arriva don Vincenzo Sinistrero; è di Diano d’Alba; ha tre sorelle Figlie di Maria Ausiliatrice. Si è laureato splendidamente in filosofia all’Università Cattolica di Milano e sembrerebbe destinato alla carriera accademica. Fino al 1931 a Frascati e poi ad Alassio dal ’31 al ’45. Grande animatore della scuola, fondatore della FIDAE, organizzatore della Scuola Media Unica Italiana. Il 5 dicembre 1931 muore don Filippo Rinaldi. Solenne funzione di suffragio nella Chiesa Parrocchiale presenti tutte le autorità religiose civili e militari. L’elogio funebre viene tenuto dal teologo don Marco Brunello; le musiche sono dirette da don Vittorio Grusovin. Il 20 gennaio 1932 viene nominato il primo podestà alassino nella persona di Andrea Quartino, già attore politico nel passato. A Torino viene convocato il Capitolo Generale dei Salesiani per la nomina del nuovo Rettor Maggiore; ogni casa invia un suo delegato: per Alassio andrà don Giovanni Boselli. Ne uscirà eletto don Pietro Ricaldone. È presidente degli exallievi dal 1921 Divizia Pio Luigi: dopo 11 anni di prezioso servizio, chiede di essere sostituto. Dopo grande titubanza verrà accontentato e lo sostituirà il Conte avv. Edoardo della Lengueglia, vice presidente Marco Brunello, segretario l’avv. Ambrogio Guido. Il Divizia diventerà uno dei consiglieri. Durante il convegno annuale viene lanciata l’idea di erigere un busto a don Cerruti per il prossimo anno. Il 7 maggio 1933, in occasione del Convegno annuale degli Exallievi, si svolge una solenne cerimonia per l’inaugurazione del medaglione che ancora oggi, 70 anni dopo, ricorda, all’ingresso dell’Istituto, la figura di don Cerruti. L’opera in bronzo è un pregevolissimo manufatto dello scultore Gaetano Cellini, autore del Monumento a Don Bosco in Piazza Maria Ausiliatrice a Torino. Al mattino, dopo l’Adunanza, alla quale presero parte anche Don Bartolomeo Fascie, Consigliere Scolastico Generale della Congregazione Salesiana e don G. B. Antoniol, Ispettore, viene celebrata una solenne santa Messa, con l’assistenza pontificale di mons. Angelo Cambiaso, Vescovo di Albenga. A seguire, Agape fraterna, nel corso della quale ci sono saluti del Direttore don Luigi Oldano e del presidente degli exallievi conte Della Lengueglia. Nel pomeriggio, alle 14,30, presenti le massime autorità civili e religiose, viene scoperto il busto di don Cerruti, dopo la commemorazione ufficiale tenuta da don Fascie. Concluderà la cerimonia il Comm. Avv. Andrea Quartino, Podestà di Alassio, che ricordando di essere stato allievo di don Cerruti, citerà tutte le benemerenze di questo direttore salesiano verso la città, menzionando in particolare la sua chiaroveggenza sul destino brillantissimo della spiaggia alassina. In una riunione della Compagnia San Giuseppe del 1933, troviamo insieme due nomi, che diventeranno un po’ la storia di tutta l’exallievità alassina: Don Giovanni Boccalatte e don Giovanni Cazzola. Il primo, che all’epoca era assistente della Compagnia, aveva invitato il secondo a trattare l’ideale missionario; questi l’aveva fatto prendendo lo spunto dal fratello don Luigi, all’epoca missionario in Cina. Alla fine dell’adunanza insieme avevano ricordato l’exallievo Achille Romersi, medaglia d’argento al valor militare, caduto durante la Grande Guerra. Prof. Antonio Tassara IL NUOVO ROMANZO DI DANIELE LA CORTE È uscito nel mese di marzo scorso e sarà presentato nell’Auditorium della Biblioteca Comunale di Alassio, il 24 aprile prossimo alle ore 21, il nuovo romanzo scritto da Daniele La Corte e intitolato: “La casa di Geppe”. Il sottotitolo “un percorso nella Resistenza” potrebbe risultare limitativo nella presentazione dell’opera, come nota Giuseppe a Conte, che scrive: “Questo è un vero romanzo epico e corale, che trae linfa dai luoghi, così ben restituiti, anche nei dettagli, nei sapori e nei colori e da personaggi molto vivi”. Infatti lo storico della Resistenza ha qui ceduto il posto al La Corte giornalista e soprattutto al romanziere, che, mantenendo ben precisi i tempi, gli ambienti e l’atmosfera degli anni fra il ‘43 e il ‘45, ha costruito un romanzo interessante ed avvincente, che cattura il lettore come un libro giallo. Nella accurata e attenta prefazione, il magistrato Gian Carlo Caselli scrive che “l’obiettivo del libro è di rendere viva la memoria di quelle vicende senza mai lasciarsi tentare dalla retorica”. Infatti La Corte affronta il tema della Resistenza “come un fenomeno variegato, talvolta contraddittorio, anche con episodi duri, ma alimentato da idealità nobili e forti, diverse tra lo- ro, ma capaci di unità e convivenza” come scrive acutamente Domenico Gaia nella prima di copertina. Io vorrei aggiungere che, seguendo la preziosa lezione del Naturalismo Francese si è ricor- dato delle parole di Zola: “Nel romanzo anche i personaggi minori, anche quelli presentati in poche righe, devono essere descritti e sentiti come i protagonisti”. Ed è questa caratteristica che concorre a rendere il romanzo di La Corte interessante ed avvincente fino all’ultima pagina. L.C. Giovedì 16 Aprile 2015 C R U C I ■A L A S S I NO■ 1 2 3 4 5 6 15 19 18 22 20 23 LE POSTURE SCORRETTE PIÙ COMUNI DELLA REGIONE PELVICA E LOMBARE 8 12 9 13 16 17 21 24 25 26 27 28 34 ALASSIO IN SALUTE 7 11 10 14 29 30 31 32 35 36 39 38 41 42 44 9 «L'ALASSINO» 45 33 37 40 43 46 48 49 47 50 Nel precedente articolo abbiamo visto che le ossa, i muscoli, le articolazioni e gli arti inferiori sono progettati per l’appoggio del peso, il sostegno e l’equilibrio del tronco. Le curve fisiologiche della colonna sono pertanto benefiche e conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni. Proprio l’alternanza tra curvature più mobili (lordosi) e più rigide (cifosi) ci permette la struttura eretta e, allo stesso tempo, la grande flessibilità e mobilità, distribuendo in maniera corretta gli stress meccanici. A livello lombare e sacrale le alterazioni delle curve fisiologiche dovute a scorrette posture possono essere distinte in: • Posizione lordotica • Posizione rilassata o scomposta • Posizione di appiattimento della curvatura lombare CruciAlassino – A.V.A. Da un’idea di G.C. & L.F. – Aprile 2015 Orizzontali 1. Prelibato pesce di mare detto “Luassu” – 8. Particolare del Borgo Coscia relativa a “Vico del Cantiere” – 10. Dirupo che dal ponte di Santa Croce dà sul porto – 11. Rapita da Paride per causa di una mitica guerra – 14. Ente americano simile all’italiano U.N.I. – 15. Studio sulla coltivazione piante fruttifere – 18. In data sono dispari – 19. Sigla d’auto piemontese – 21. Russare… fortemente – 22. Vende un prodigioso “Elisir” al 6 verticale – 25. Numi domestici per gli antichi romani – 26. Pungente, aspro – 27. Scopo, punto di arrivo – 28. Targa di Avellino – 29. Debolezza, languore degli organi – 32. L’orecchio nei prefissi – 34. Il Santo Patrono della fraz. Caso di Alassio – 37. Giro… senza inizio né fine – 38. Luoghi per agricoltori – 39. Sgradevole, disgustoso – 41. Stuolo, massa – 42. L’indimenticato Brancaleoni, gloria sportiva alassina – 43. La “Pieve di”… da noi detta “Ceve”– 44. Ancestrale, ereditario – 46. Segue sempre “hip hip” – 48. Prefisso per “vino” – 49. Termine cinese per “Isola” – 50. Dario, premio Nobel italiano Verticali 1. La sella dell’asino in alassino – 2. Larva di “cavolaia” con in mezzo la ü (alassina) – 3. Associazione Sportiva – 4. Nell’anice sono pari – 5. Chiusura lampo, cerniera – 6. L’innamorato che comprò l’elisir del 22 orizzontale – 7. Bagna Milano – 8. È artistico davanti alla parrocchia di Sant’Ambrogio – 9. Dà vita a un gioco con i dadi – 10. L’Alassino “gratis” – 12. Così si dice fiume in Scandinavia – 13. Città in provincia di Venezia – 16. 60 minuti… – 17. Sacerdotale, celestiale – 19. Abbreviazione di un caso “latino” – 20. Bilancia messa a punto – 23. Odorosa pianta da noi detta “Busommu” – 24. Procede secondo precise regole – 27. La troviamo alle elementari – 28. Parto immaturo – 30. Pianta che abbonda nelle nostre colline – 31. Basso, infimo – 33 il suo simbolo è “AU” – 35. Sostegno per tetti… anagrammato – 36. Una “bella” del tempu che fu – 38. Fiume portoghese affluente del Douro – 39. Pari… in giacca – 45. Dentro – 46. Antico… do – 47. Andare a Londra Mezza maratona ad Alassio EDIZIONE 3 16 MAGGIO Half Marathon 17 MAGGIO Baby Marathon Quasi tutto pronto per l’Edizione TRE de La Mezza della Baia del Sole. Le iscrizioni hanno già superato i primi due “gradini” e siamo in vista del terzo, quello di quota 400. Il sito da cui possono ricavarsi tutte le notizie: www.lamezza.it che quotidianamente pubblica le news. Ecco quelle delle ultime ore. I premi. Sono ufficializzati. Per i primi assoluti Maschile e Femminile, l’ambitissimo autografo sulla piastrella del “Muretto dei Runners” oltre al Trofeo Baia del Sole Alassio-Laigueglia e gli immancabili Baci di Alassio. In arrivo anche una sorpresa che, in quanto tale, ci riserviamo di svelare tra qualche giorno. Premiate tutte le categorie a partire dai giovanissimi sino ad arrivare ad i “meno giovani”. Premi speciali per il gruppo più numeroso e per quello più “originale” (quindi invitiamo i più estrosi a darsi da fare). Cesti di prodotti tipici locali forniti dal Frantoio Armato, buoni acquisto da utilizzarsi presso Ottica Ottobelli e la squisitezza dei Baci. Ma La Mezza della Baia del Sole sarà anche divertimento. Piazza Partigiani per tre giorni sarà teatro di una esposizione di articoli legati al mondo dello sport di grande interesse. Sarà possibile effettuare prove cardio grazie allo stand della GE, avere consigli qualificati su postura e tecniche di corsa, utilizzo di integratori e sali e tanto altro ancora. Un posto importante verrà dedicato alla filosofia “green” grazie alle isole ecologiche per differenziare con cognizione di causa bottigliette, bicchieri, carta grazie alla BASECO. Animazione e spettacolo garantirà agli Atleti ed ai loro accompagnatori la possibilità di non annoiarsi in attesa dello start della gara che avverrà, come di consueto, alle ore 20.00. La mattina seguente correranno anche i più piccoli: Baby Run per tutti gli Atleti in erba che potranno divertirsi e divertirci con tutta la loro freschezza e spontaneità. Anche quest’anno le manifestazioni verranno seguite e filmate da TG Events mentre la conduzione verrà garantita da tre professionisti molto apprezzati: Roberto Giordano, Marco Dottore e Franco Branco Dj. Insomma, ci sarà da divertirsi perché nella Baia del Sole… SI CORRE! Iscrizioni e info: www.lamezza.it POSIZIONE LORDOTICA È determinata da un aumento dell’angolo lombosacrale, della lordosi lombare, dell’inclinazione pelvica e della flessione dell’anca. Si accompagna ad un aumento della cifosi toracica e ad una inclinazione verso avanti del capo. Le cause sono da attribuirsi a posture scorrette prolunga- te, gravidanza, obesità e diminuzione di forza della muscolatura addominale. I muscoli interessati sono i flessori dell’anca (ileopsoas, tensore della fascia lata e retto femorale) e gli estensori lombari (erettore spinale) che presentano problemi di mobilità e gli addominali (retto dell’addome) che possono dare una prestazione ridotta. Il dolore può di conseguenza essere avvertito per un avvicinamento delle faccette articolari, per uno stress del legamento longitudinale anteriore , per riduzione dello spazio posteriore del disco e del forame intervertebrale. POSIZIONE RILASSATA O SCOMPOSTA In questa posizione i muscoli non riescono a dare sostegno agli effetti della forza di gravità. È causata da uno spostamento in avanti dell’intero segmento pelvico anteriormente, con aumento della lordosi lombare, della cifosi toracica e spostamento del la testa in avanti.L’anca è completamente in estensione. Le cause possono essere attribuite o solo ad un ’attitudine,ad affaticamento o a debolezza muscolare. I muscoli interessati sono gli addominali superiori, l’intercostale interno, l’estensore dell’anca e gli estensori lombari che perdono la loro mobilità e gli addominali inferiori, gli estensori del torace ed i fles- sori dell’anca che invece possono presentare debolezza. Il dolore si manifesta per la riduzione del forame intervertebrale del rachide lombare, la degenerazione delle faccette articolari lombari, la tensione del legamento longitudinale anteriore e posteriore. POSIZIONE DI APPIATTIMENTO DELLA CURVA LOMBARE In questo caso si ha una diminuzione dell’angolo lombo sacrale e della lordosi lombare con inclinazione posteriore del bacino. Le cause sono da imputarsi ad una posizione permanente in flessione quando viene mantenuta la postura eretta. I muscoli che possono presentare problemi in questo caso sono i flessori del tronco (retto addominale e intercostale) e gli estensori dell’anca con perdita di mobilità e ipostenia degli estensori lombari e dei flessori dell’anca. Il dolore in questo caso è da attribuirsi a stress del legamento longitudinale posteriore, ad un aumento posteriore dello spazio del disco ed alla perdita dell’effetto ammortizzatore della regione lombare. CONTINUA… Il Team di FKT e Palestra di AlassioSalute La responsabile Dott.ssa Angela Gatta CURIOSANDO NEI NOSTRI ORTI PREZZEMOLO (Petroselinum Hortense) - Termine dialettale: “Prensemmu” Rubrica mensile a cura di Gianni Croce Di notizie e curiosità anche su questa piantina, appartenente alla famiglia delle Ombrellifere, ce ne sono a iosa che riportarle, seppur brevemente, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Di origine Orientale, deve il suo nome scientifico “Petroselinum” al termine greco Pétra (pietra) e “Sélinon” (pianta) ossia “ Pianta delle pietre” in quanto, oltre che coltivata negli orti (Hortense), cresce allo stato naturale anche nelle pietraie. Da questa sua specifica proprietà da sempre risale il detto “è come il prezzemolo” per indicare qualcuno che possiamo trovare sempre dappertutto. Ricco di vitamine A,C,K, di sali minerali, di calcio e ferro, fin dall’antichità ne sono state decantate le sue virtù terapeutiche usandolo come tonico, antianemico, anti rachitico, antireumatico, digestivo, ideale per la cura della congiuntivite e persino per curare i morsi dei serpenti. Nell’antica Grecia era pure convinzione radicata che il suo intenso odore stimolasse le funzioni cerebrali, la creatività e la stessa fantasia dei poeti al punto, che volendosi stimolare l’estro (forse in quei momenti un po’ languente...) si cingevano le tempie con corone di prezzemolo. Ma nonostante le sue tante benefiche proprietà, anche il nostro bravo prezzemolo ha avuto nell’arco della storia le sue peripezie. Andando a ritroso nella notte dei tempi, pare che la sua coltivazione fosse riservata alle sacerdotesse che con esso preparavano infusi e decotti dalle virtù oltre che magiche anche mortifere. Quest’ultima nefaste fama pare sia legata all’erba Aglina molto velenosa che, crescendo anch’essa spontanea, vicina e somigliantissima al prezzemolo, talora veniva scambiata nella raccolta con effetti deleteri. Assai tardi e raramente avverrà il suo uso in cucina, ciò forse dovuto alle molte superstizioni spesso istruite ad hoc da coloro che, sapendolo usare, preferivano tenersi 1’esclusiva della coltivazione. Ai tempi dei Romani correva voce che “chi seminava prezzemolo non avrebbe visto la luna: successiva” non vivendo sino al mese dopo ... o che (volendo precluderne ulteriormente l’uso domestico alle donne) “onde non cadere in preda a Mortifere febbri” nessuna donna, giovane, anziana o peggio ancora, se incinta dovesse avvicinarsi alla pianta. Tali credenze morirono con l’Impero ma anche nel Medio Evo il nostro prezzemolo non ebbe miglior fortuna. In quel periodo, pregno di ben altri pregiudizi fu definito “erba delle streghe” (da noi “de bazüre”) come tale rischioso per chi lo coltivava e poiché essendo il suo uso molto comune presso gli Arabi e quindi “ Infedeli” non tardò a scomparire quasi completamente nelle poche preparazioni gastronomiche del popolino ma, come spesso succede, non lo fu per tutti in quanto, con la scusa che si trattava di “erba medicinale” destinata alle preparazioni in alambicco, la sua coltivazione fu privilegio degli abati cluniacensi per poi, da lì e quasi di nascosto comparire pian piano sulle mense dei Signori. Si arrivò, infine, al Rinascimento si fece ancora una volta e proprio grazie alla più volte già citata Caterina de Medici, moglie di Enrico re di Francia, se anche il prezzemolo, coltivato negli orti regali, avesse finalmente la sua rivincita anche in virtù della raffinatezza e fantasia dei cuochi francesi. Da allora il suo impiego anche nella cucina italiana fu costante. Moltissime sono le varietà di prezzemolo coltivate nei nostri orti e praticamente per tutto l’anno. Erbetta dalle poche esigenze, è ormai indispensabile, preziosa, e onnipresente per salse o vari tipici piatti regionali. Nel suo uso, poiché il suo sapore è piuttosto energico, occorre dosarlo con parsimonia avendo cura di inserirlo solo verso la fine cottura. COME SI COLTIVA: Si semina per lo più in primavera in piccoli spazi di terreno da noi detti “curinò” e il raccolto si inizia circa 70 giorni dopo e si continua in quanto dalle radici rinascono i nuovi steli. Può essere seminato anche in altre stagioni ricordando, però che predilige sempre climi miti e teme il freddo. Gianni Croce Attività motoria Alassio Prosegue l’attività motoria organizzata dal Comune di Alassio, servizio Politiche Sociali e Ge.s.co. SRL - Piscina di Alassio, riservata ai cittadini che abbiano superato i 60 anni. Nella foto un gruppo di “giovani” atleti che partecipano ai corsi, con inizio il 29 settembre 2014 al 31 maggio 2015. 10 «L'ALASSINO» Giovedì 16 Aprile 2015 UN MARZO DI GRANDE CICLISMO CLASSICISSIMA D’EPOCA GRAN FONDO SU STRADA Gran fondo del Muretto 21/22 MARZO 2015 Due eventi in uno hanno caratterizzato la terza edizione della Classicissima d’Epoca “Memorial Girardengo” che ha riscosso un successo mediatico oltre le più rosee previsioni. Nella collaudata versione a di mountain bike 8 MARZO 2015 Museo del cinema, fianco a fianco dei professionisti, di tanti ex a partire da Francesco Moser e dei giornalisti sportivi, tutti incuriositi da questi strani personaggi apparentemente usciti da un museo e accompagnati co- Appena alla seconda edizione e già maggiorenne, la Gran Fondo Internazionale Città di Alassio, promossa dal GS Alpi, può vantare un parterre di 1300 partenti. Ad arricchire il gruppo dei partecipanti i ragazzi della nazionale azzurra di Mountain Bike che, per il quarto anno, svolgono ad Alassio parte della loro preparazione invernale e l’ex professionista Mirko Celestino. Decisamente impegnativo, per questo scorcio di stagione, il percorso che prevede su una distanza di 105 chilometri ben 1990 metri di dislivello. Rispetto sul mare sicuramente non hanno modo di notare i nostri che, ad una andatura che nulla ha da invidiare ai professionisti, affrontano successivamente il colle di San Bartolomeo. Qui prende il largo un gruppo di otto battistrada dal quale poi evaderà solitario il veneziano Igor Zanetti sulla successiva salita di Gazzo d’Arroscia, per essere rivisto solo dopo l’arrivo posto ai 586 metri del Santuario della Madonna della Guardia dopo l’ennesima arrampicata di giornata. La bergamasca Simona Bonomi celebra la festa delle donne prevalendo nettamente In programma per il 15 marzo, poi rimandata a domenica 29 causa allerta meteo, la ormai consolidata “GF del MURETTO” di Mountain Bike, 37 km con un tecnici ma mai pericolosi e spesso con una posizione a picco sul mare in un panorama davvero unico. Più volte sia lui che il CT della nazionale Palhuber hanno Premiazione femminile. Milano: Piazza Duomo - Partenza. tappe partenza il sabato mattina dal prestigioso Museo dei Campionissimi per la tappa Novi Ligure-Alassio con rifornimenti a Rossiglione, Arenzano e Finale Ligure e la sera, dopo aver percorso 132 km, cena all’Hotel Garden con premiazione a tutti i partecipanti dalle mani della Signora Costanza Girardengo, nipote del primo campionissimo. La novità però che ha destato grande interesse da parte di stampa e Tv è stata la prima Milano-Sanremo con biciclette 29 MARZO 2015 me “ammiraglia” da una Chevrolet del 1927. Anche il meteo ha deciso di rendere più vera questa rievocazione e così esattamente come nel 1907, pioggia battente per tredici ore nei 260 km per arrivare fino ad Imperia da dove, dopo l’incontro con i protagonisti della versione a tappe, i nostri eroi percorrono gli ultimi 24 km che li separano dal magico traguardo di via Roma finalmente con la comparsa di un pallido sole. A Sanremo un’accoglienza Pronti al via in via Dante. alla prova di Laigueglia di febbraio che poteva essere affrontata con una condizione ancora approssimativa, arrivare qui non al top significa abbandonare i sogni di gloria già prima di metà percorso. Pronti via e prendendo la direzione di Imperia ecco immediatamente i tre capi resi famosi dalla Milano Sanremo: Mele, Cervo, Berta i cui bellissimi panorami a picco su un lotto di qualificate avversarie nella prova femminile. Questa edizione decisamente di successo ripaga gli sforzi di un’organizzazione che nulla ha lasciato al caso e che ha previsto persino la trasmissione più volte replicata in TV (canale Sky214) delle fasi della corsa, grazie alla presenza delle telecamere di Bike Channel. dislivello di 1250 mt, è stata baciata da uno splendido sole registrando la presenza di ben 700 partenti nonostante la concomitanza di altre importanti gare. Purtroppo il cambio di data ha impedito la partecipazione della nazionale MTB Marathon che, come negli anni passati avrebbe dovuto concludere il proprio ritiro invernale proprio con il “Muretto” di Alassio. Tuttavia diversi azzurri, pur con la maglia delle rispettive società, l’hanno onorata al meglio figurando ai primi posti della graduatoria: Samuele Porro che partiva con il numero uno destinato al vincitore dell’anno precedente concede il bis dopo una lotta serrata con il russo Medvedev; terzo l’ottimo Luca sollecitato l’idea di organizzare ad Alassio il campionato nazionale Marathon unendo per l’occasione i sentieri del “Muretto” con quelli della GF Mirko Celestino che si correrà ad Andora il prossimo 3 maggio. L’entusiasmo con cui ogni anno sia il tecnico che i ragazzi della nazionale accolgono la possibilità di svolgere la loro preparazione sulle colline di Alassio è espressa non solo nell’ufficialità delle interviste, ma con una certa frequenza anche a tavola o la sera durante l’immancabile partita a carte, non frasi di circostanza quindi ma espressioni sincere di ammirazione per il luogo. Ritengo questo non solo un importante fatto sportivo ma un RB Ciclismo professionistico: 106a Milano-Sanremo Sanremo - Arrivo. anni ’20 (peso medio 16 kg!) e abbigliamento ad hoc, percorsa in tratta unica sui classici 284 km con il via nel luogo storico della Conca Fallata, all’inizio del naviglio Pavese, esattamente allo scoccare della mezzanotte. Nel gruppo degli ardimentosi anche Mirko Celestino che di Milano Sanremo in carriera ne ha corse ben 11. A rendere il tutto più filologicamente aderente alla storia, sabato 21 al pomeriggio, grazie ad RCS Gazzetta dello Sport, la punzonatura nei saloni del Premiazione maschile. davvero grandiosa da parte di RCS e della Rai che effettua diverse interviste andate poi in onda nei telegiornali di Rai 3 e un servizio in coda alla telecronaca diretta. Pagine intere dedicate all’evento anche sulla Gazzetta dello Sport sul Corriere della Sera oltre a diversi servizi sui giornali on line. La Classicissima d’Epoca al terzo tentativo ha trovato la formula vincente. Arrivederci all’edizione 2016. RB Da sempre, la corsa ciclistica conosciuta come “Di primavera” transita ad Alassio nelle ore pomeridiane, tra le 15 e le 15,30. Anche quest’anno, nonostante un meteo di certo non favorevole, la “carovana” non ha disilluso l’attesa degli appassionati e amanti delle due ruote. Alassio ha accolto i corridori con un po’ di sole, confermando un clima decisamente particolare e unico della nostra Riviera. (Nella foto il gruppo transita sull’Aurelia nel centro di Alassio) Ronchi davanti al compagno di colori Pietro Sarai. In campo femminile, assente l’azzurra Veronesi campionessa tricolore Marathon e vincitrice lo scorso anno, bel successo della lecchese Costanza Fasolis. Samuele Porro, campione d’Italia in carica nella specialità Marathon (80-130 km), spesso ad Alassio per allenarsi anche privatamente, ad ogni incontro ribadisce che difficilmente gli capita di gareggiare in ambienti suggestivi come quello delle nostre colline con sentieri molto ottimo viatico per una futura migliore valorizzazione del nostro entroterra. Se opportunamente allestito, la sua unicità insieme alla mitezza del nostro clima possono rappresentare un’offerta estremamente attraente per chi proviene dal gelido inverno del centro o nord Europa. Potrebbe essere questo un significativo passo verso la tanto auspicata destagionalizzazione turistica di cui da troppo tempo si parla ma che finora è rimasta solo nelle intenzioni. RB Giovedì 16 Aprile 2015 11 «L'ALASSINO» LUTTI CITTADINI, NECROLOGI, ANNIVERSARI LUISA SIRI VED. FERRARESI MARIA TOZZI DI ANNI 94 Mamma, ci hai lasciato, ma il tuo ricordo sarà sempre con noi. Siamo rimasti io e te quando papà non è più tornato dalla guerra. Mi hai fatto da madre e da padre e sei stata un esempio che spero di seguire. Una lavoratrice, donna onesta e generosa che ha fatto del bene e che ha voluto tanto bene alla famiglia ed agli amici. Mi manchi e ti voglio bene. Graziella L’A.V.A. addolorata per la perdita di un’altra alassina “DOC”, si unisce al dolore della figlia Graziella. Qualche giorno fa, in Australia è mancata la Signora Maria Tozzi, moglie di Remo e mamma di Nicola, Antonello, Roberto e Danilo, famiglia alassina trasferitasi a Sydney circa 25 anni fa. Maria portava sempre nel cuore la sua Alassio, parlandone sempre bene. Anche noi, ragazzi di un tempo, ricordiamo tutta la famiglia con grande affetto e le siamo vicini in questo momento di grande dolore. questo mi gratificava. Quando mi vedevi i tuoi occhietti si illuminavano e ti passavano tutti i disturbi che avevi fino a pochi minuti prima. Cara mamma, credimi, ho cercato di fare il possibile per renderti questi ultimi anni sereni, e ti chiedo scusa se non ne sono stata in grado completamente. Tu non vorresti vedermi piangere, lo so, mi ricordo ancora quando lo facevo da piccola. Mi dicevi: “Su non piangere, che diventi brutta”. Smettevo subito e sorridendo ci univamo in un abbraccio senza parole. Ora sono sola, mi devo fare forza per te, perché diversamente ti faccio soffrire e non voglio. Ciao mamma, quante volte, avendo problemi di udito, ti gridavo “mammaaaa, la mia bella mammaaa, la mamma più bella del mondo, ti voglio beneeee” e tu, con un filo di voce mi rispondevi: “Anch’io… tanto…”, e sarà così per sempre. L’A.V.A. si unisce al dolore di tutti i famigliare per la perdita della cara Maria. ANNA IACONO VED. PASQUALOTTO GIOVANNI VALDORA (U DIDU) DI ANNI 91 CARLO CIGNA 15/4/2011 - 15/4/2015 Il tuo ricordo vivrà per sempre con noi. La moglie, il figlio, la nuora e le care nipotine GIULIANO NATTERO MADDALENA SALARIS “LENA” VED. GROLLERO DI ANNI 84 2014 - 2015 È mancato il 4 marzo, ormai alle porte della primavera, all’età di 84 anni, al termine di una vita dedicata alla famiglia e al lavoro. Dopo essere stato dipendente della Società l’Ortofrutticola di Albenga per quasi mezzo secolo, raggiunta l’età della pensione, si era dedicato alla cura del suo orto e della sua vigna ad Albenga. Ha lasciato un grande vuoto intorno ai suoi cari: la moglie Lina, i figli Piero e Gianni, la sorella Maria. L’A.V.A. porge le più sentite condoglianze alla moglie, ai figli, alla sorella ed ai parenti tutti. Alassio ha avuto la fortuna di averti come sua Cittadina per più di 70 anni. Ti sei addormentata in silenzio nel tuo letto, in casa tua con noi al tuo fianco. Siamo sicuri che tu sia felice di averci visto lì con te, sino all’ultimo! Ma prima del silenzio, hai combattuto anche l’ultima battaglia in maniera esemplare, non mollavi. Davvero mai e sempre con il tuo sorriso contagioso; sicuramente una donna immensa, la migliore mamma e nonna che chiunque possa desiderare ed avere gioiosa, felice, solare. Semplicemente unica. Grazie di tutto, ti vorremmo sempre un bene infinito. La moglie Huguette, sentitamente ringrazia tutti gli amici che hanno preso parte al suo dolore. ANNIVERSARI CLAUDIO BOTTELLI 31/3/2014 - 31/3/2015 I tuoi cari figli Maria Teresa e Vittorio e il tuo nipote adorato Alessandro LÜTTI DU PAISE A cüra dell’Assuciassiùn Veggia Arasce MÒRSU 2015 17/7/1918 - 24/3/2015 Ciao Claudio è già passato un anno, ma tu sei sempre qui con me. Sandra La Resistenza dell’avvocato Claudio Bottelli ‘pescatore e capobarca’ ALBERTINA NEPOTE VED. VENA DI ANNI 95 Improvvisamente il 18/2/15 è mancata all’affetto dei suoi cari, nonna Albertina, la ricordano con affetto e rimpianto. I figli, la nuora, i generi e i nipoti L’A.V.A. partecipa al dolore dei famigliari e porge le più sentite condoglianze. È già passato un anno, ma sembra ieri. Ti ricordiamo sempre con amore. Daniela e Luciana ANITA ARNICA VED. LINO PROFUMO Cara mamma, te ne sei andata in silenzio tra le mie braccia. Hai alzato gli occhi quasi a cercare il mio sguardo e poi, consapevole della mia presenza, ti sei abbandonata agli ultimi respiri con molta serenità. Forse sentivi ancora la mia voce che ti chiamava “mamma, mamma, mamma bella” e contemporaneamente accarazzevo il tuo viso e ti davo gli ultimi baci come fossero ossigeno per far sì che quei respiri durassero il più a lungo possibile. Mi hai lasciata facendomi questo bel regalo e credi, mi da tanta serenità. La tua vita è stata tutto un donare nei miei confronti. Noi eravamo una famiglia umile, ma tu, col papà, avete fatto l’impossibile per farmi sentire uguale a tutte le altre ragazze, e ci siete riusciti. Ti vedo fino a tardi cucire per fami indossare il vestito nuovo il giorno di Pasqua, perché un tempo usava così. Come giro lo sguardo, ci sei sempre. Presente in ogni occasione e pronta, nella tua semplicità ma saggezza di pensiero, a darmi consigli senza stancarti mai. Di anni insieme ne abbiamo trascorso tanti, ed ecco arrivare l’avanzarsi dell’età. Tu eri serena solo quando sapevi che ero a casa con te, la tua fiducia nei miei confronti, era illimitata e Ad un anno dalla scoparsa di Claudio Bottelli, la sua città, Alassio, ha voluto ricordarlo nell’ex chiesa anglicana, il 2 aprile, invitando Paolo Rivello, amico, presidente del tribunale militare di Sorveglianza di Roma, Pm nel processo della strage di Piazzale Loreto, scrittore di un «Questo periodico è aperto a tutti quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così dispone: “Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione”. La pubblicazione degli scritti è subordinata all’insindacabile giudizio della Redazione; in ogni caso, non costituisce alcun rapporto di collaborazione con le testate e, quindi, deve intendersi prestata a titolo gratuito. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti». NO LIBRI SCOLASTICI/ENCICLOPEDIE Gettarli dispiace, però il posto che occupano serve. Che fare? Lasciali sui tavoli posti nella “Galleria C. Chaplin”. Chi li prenderà lascerà un’offerta a favore A.I.R.C. dell’ Recuperi spazio, procuri piacere ad altri e aiuti la ricerca sul cancro. Associazione Volontari Baia del Sole Tua figlia L’A.V.A. ricordandola agli alassini ed in particolare agli amici di via Torino e Via Veneto, ove ha vissuto col il compianto marito Lino, porge ai famigliari le più sentite condoglianze. Angela Gallo volume in cui ha raccolto anche le inedite testimonianze di Bottelli promotore del processo a Gerhard Dosse responsabile con il ‘Boia di Albenga’, Luciano Luberti, di atroci delitti. Durante la serata i giovani musicisti dell’Orchestra Carlo Tomagnini della scuola Ollandini hanno interpretato con la solita loro bravura musiche di circostanza, tra cui l’Inno d’Italia e canzoni partigiane (Bella ciao). LIBRI-VHS-CD ARNICA Anita anni 96 CECCO Tarcisio anni 80 CLERICO Teresa ved. De Maria (Gina) BIELLI Franca ved. Strata anni 93 DRAGHI Antonio MANTELLO Giuseppina anni 78 MARINO Vincenzo anni 84 NATTERO Giuliano anni 80 GIRAUDO Costanzo anni 82 RAVA Fausto anni 79 RINA Onofrio anni 87 ROLANDO Iole ved. Maffone anni 94 SECHI Giuseppe anni 89 SIRI Luisa ved. Ferraresi anni 94 L’A.V.A., con il suo giornale “l’Alassino”, porge le più sentite condoglianze a tutti i famigliari. DIRETTORE RESPONSABILE: Roberto Pizzorno Direttore Editoriale Presidente protempore A.V.A. EDITORE: A.V.A. TIPOLITOGRAFIA: F.lli Stalla Viale Martiri della Libertà, 30-40 Tel. 0182 50.412/3 - Albenga Telefax 0182 50.412 REGISTRAZIONE: Trib. Civ. Pen. di Savona n. 149 del 30-5-1962 ISCRIZIONE R.O.C. n. 6975 (già R.N.S. n. 9806) LEGGE 5/8/1981 n. 416 art. 11 Foto della testata: A.V.A. Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana 12 «L'ALASSINO» Giovedì 16 Aprile 2015 NOZZE D’ORO Meteorologia Alassina a cura dell’Osservatorio Don Bosco I Fiori di Bach MARZO 2015 a cura di Caterina Maggi BFRP Carissimi Amici, continuando il discorso intrapreso il mese scorso, vorrei approfondire la conoscenza di CHERRY PLUM (Prunus Cerasifera) chiamato sentinella della primavera in arrivo.. Che spettacolo la fioritura del Mirabolano, la pianta da cui si deriva il fiore di Bach Cherry Plum! Alla fine di febbraio, quando gli altri alberi sono ancora spogli, sui rami di questa pianticella cespugliosa compare improvvisamente una fitta nuvola di fiori bianchissimi, quasi ad annunciare il risveglio della natura dopo il lungo letargo invernale. Con queste corolle dal profumo intenso si prepara Cherry Plum, un fiore di Bach dalla potente azione tranquillizzante,utile per calmare gli stati di forte ansia, angoscia e iperemotività. Il rimedio è indicato per le persone impulsive, che tendono a perdere il controllo delle proprie emozioni Vi riporto le indicazioni del Dott.Bach tratte dal suo I Dodici Guaritori e altri Rimedi “Paura di avere la mente in sovraccarico, di perdere la ragione, di fare cose spaventose e terribili che non si vogliono fare perché si sa che sono sbagliate, ma che nonostante tutto vengono alla mente e si ha l’impulso di fare.” Cherry Plum è uno dei Rimedi del gruppo che il dr. Bach ha definito per la ‘Paura’. La paura di tipo Cherry Plum è molto specifica ed è la paura che si stia perdendo il controllo di se stessi e che si possa fare qualcosa di orribile, come far del male ad altri o a se stessi. Cherry Plum è anche il Rimedio utile qualora si sia già perso il controllo, proprio per la paura e il panico deliranti associati a questo stato. Anche la paura di impazzire e di agire irrazionalmente fanno parte Fiori pronti per la bollitura. delle paure di tipo Cherry Plum…. Testo tratto da www.bachcentre.it, pubblicazione autorizzata dal Bach Centre” Il Cherry Plum è uno dei 5 ingredienti del RESCUE REMEDY, il rimedio di emergenza di cui abbiamo parlato il mese scorso. Continueremo l’approfondimento con i rimanenti 4 fiori: STAR OF BETLEHEM-CLEMATIS-IMPATIENS-ROCK ROSE. Speriamo presto di prendere di nuovo un tea insieme e chiacchierare ancora sul Cherry Plum! A presto carissimi e… come sempre… BUON VENTO! Il 1° maggio 1965 Augusto ed Emanuelita coronavano il loro “sogno d’amore” ed oggi, a distanza di 50 anni, le figlie Francesca e Chiara, Pietro e Lorenzo ed Elena, nel constatare la devozione e l’amorevolezza con cui si prendono cura l’un l’altra, desiderano augurare loro Buon Anniversario!!! Vi vogliamo bene L’Associazione Vecchia Alassio, si unisce alla gioia di tutti i familiari, augurando ad Augusto (nostro Socio) e Emanuelita i migliori sentimenti per una lunga vita insieme. Il Direttore dell’osservatorio Prof. Don Natale Tedoldi Il 3 aprile Domenico (Carlo) Gagliolo e Ivana Bonavia hanno festeggiato il loro 50° anniversario di matrimonio. Tanti auguri dalle figlie Giovanna e Patrizia, dai generi Paolo e Mauro e dai nipoti Alessia, Davide e Giada. I Famigliari L’A.V.A. si unisce alla gioia dei famigliari di Domenico e Ivana. CMR BFRP LAUREE il u. sc. presso Il 27 febbraio d i G iu ri sp ru to D ip ar ti m en ni ve rs it à d eg li d en za d el l’U a, ha conseguito Studi di Genovnnale in Scienze la Laurea Trie stro concittadiGiuridiche il noSCHIVO, sosteno Emanuele te m en te la se ne nd o b ri ll an ccupazione senguente Tesi: “Ola del privato”. za titolo e tutestato il chiar.mo Relatore è ignone. M Prof. Claudio ore vanno i comAl neo dott lic it az io ne d i fe p lim en ti e la ici. am ed i nt io re ap A.V.A. l’augur Da parte dell’ fattivo proseun più fervido di i studi con la lauguimento negl e quinquennale rea magistralgale, come è aspinel campo le anuele. razione di Em Il giorno 16 marzo 201 presso l’Università de 5 Studi di Genova – Scuolagli Scienze Sociali – si è di reata Arianna DANI inlauconomia Aziendale co En la tesi: “Il caso Mickey Mo se allo scadere della meuzanotte”. Relatrice: Sim zonetta Ronco. Alla neo-dottoressa gli auguri e i complimenti del papà Marino, la mamm Nadia, il fratello Luca a e la nonna Maria. L’Associazione Vecch Ala ssi o, si co mp lim en ia con la neo laureata Ari ta na Dani, augurandogli anfuturo ricco di sodd un isfazioni. Quante cose in questo mese! Fenomeni che pur essendo puramente atmosferici hanno più o meno provate ripercussioni sui fenomeni atmosferici. Ricordiamoli brevemente: la bella eclissi di Sole che ha attenuato per parecchi minuti e in modo evidente l’intensità luminosa della nostra stella, tutti con il naso in su! Maggiormente legato alla meteo di tutta la Terra è il passaggio del Sole dall’emisfero australe al nostro emisfero; il passaggio è avvenuto alle ore 22,45 del giorno 20 Marzo, istante in cui il Sole era allo zenit sull’equatore. Gli astronomi ci dicono: solo ora inizia la primavera, non come dicono i meteorologi per i quali tutto Marzo è primavera. Note le motivazioni, tutti e due hanno delle valide ragioni. L’ultimo fenomeno offertoci da questo mese è il cambio di ora: dall’ora solare all’ora legale o estiva. Anche qui vantaggi e svantaggi; luminosità prolungata alla sera, disturbi “circadiani” per alcune categorie di età e di abitudini. Penso che basti così; ora le nostre notizie meteo raccolte nel nostro osservatorio. PRESSIONE MEDIA MENSILE: 759,6 mmHg; buone le prime due decadi con 762,4 mmHg la prima e 762,5 mmHg la seconda; collasso nella terza con una media di 754,5 mmHg ed un picco negativo con 743,9 mm di mercurio il giorno 25. UMIDITÀ MEDIA: 58%; le medie decadali sono: 43% nella prima, 65% nella seconda, 66% nell’ultima. PRECIPITAZIONI TOTALI: 101,8 mm di sola pioggia concentrata nelle due ultime decadi con 61,4 mm nella secona e 40,4 mm nella terza. Indicativo è il numero di sereno nelle tre decadi: 9 giorni sereni nella prima, 5 nella seconda, 4 nell’ultima. Complessivamente i giorni coperti sono stati 8 (quattro nella seconda e quattro nella terza decade). TEMPERATURA MEDIA MENSILE: 14,0 °C. il giorno più fresco il 16 con una media di 9,3 °C (la minima nella notte è di 7,4 °C); il più mite tra i tanti è in data 28 con quasi 18 °C di media. ELIOFANIA TOTALE: 196,5 ore di limpido sole così distribuiti nelle tre decadi: 90,1 ore nella prima, 51,0 ore nella seconda, 55,4 ore nell’ultima. La media mensile ci offre un valore ancora accettabile, anche se non rilevante, con 6,3 ore di limpido sole ogni giorno. Il mese di Marzo è sempre atteso e gradito perché con tutti i suoi fenomeni astro e meteo ci assicura che ormai arriva con prepotenza la bella stagione, e noi ce lo auguriamo di tutto cuore. Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano unicamente la responsabilità dei rispettivi Autori. La Redazione si riserva la facoltà di pubblicare o meno gli articoli che le pervengono e di apportare correzioni e tagli agli articoli stessi, firmati o non firmati; nessun manoscritto si restituisce. 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