UNIONE COMUNI DEL RUBICONE Lunedì, 11 maggio 2015 UNIONE COMUNI DEL RUBICONE Lunedì, 11 maggio 2015 Comune di Gatteo 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 5 MORELLI PAOLO Banca di Cesena, pronti per la fusione con Gatteo 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 5 2 L' accordo con Cesena trova consensi tra i soci 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 26 1 GIANNONI MARIANNA Stock 1000, trionfo di SavadoriTamburini sempre più staccato 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 27 3 5 Mozzato il più veloce di tuttiCasadei si difende: quarto 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 32 6 Cantoni e Buda, che doppietta La Fiumicinese fa il colpo a Fano 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 35 7 Abbonamenti e permessi: uffici aperti 11/05/2015 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 32 8 Coppa Grandi, vince Mozzato Comune di Savignano 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 4 9 A Savignano il mercatino dei bambini 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 7 PASOLINI ERMANNO «Il cervello delle donne? E' diverso» 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 16 11 Bakia Cesenatico 3 Cervia 4 (ai rigori 11 d.t.s. 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 27 12 Fiumicinese, altro centro: vince Cantoni 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Pagina 28 10 MASSIMO LUOTTO Dominio africano sui laghi' Facciani sul podio femminile 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 26 13 15 È il Cervia a prendersi l' Eccellenza ai rigori 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 26 17 Sangiorgi è euforico Sarpieri: «È mancata l'... 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 28 18 Ciukkino: «La gara che avevo in mente» 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 32 19 Cantoni e Buda, che doppietta La Fiumicinese fa il colpo a Fano 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 35 20 Lezioni dell' Avis per 360 studenti 11/05/2015 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Pagina 35 21 In breve 11/05/2015 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 25 22 Bakia battuto ai rigori il Cervia è in Eccellenza 11/05/2015 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 37 24 Savignano Sangue in dono 360 ragazzi a scuola con Avis 11/05/2015 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 49 25 Furto alle profumerie Douglas e La Gardenia. Un arresto Comune di San Mauro 11/05/2015 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Pagina 6 26 Export, i maturandi dialogano con le imprese 11/05/2015 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Pagina 25 27 Sammaurese Sfuma il triplete: al Lentigione la prima Supercoppa Pubblica Amministrazione 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2 Pagine a cura diNicola Forte Tornano Imu e Tasi tra aliquote 2014 e test... 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 4 30 Pensioni, patenti e pratiche catastali ancora «al buio» 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 4 Pagina a cura diValeria Uva Tempi d' attesa a singhiozzo per i servizi dei 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5 Michela Finizio Un esercito di 50enni nel pubblico impiego 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 15 Chiara Bussi Record di rate e bollette non pagate 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 18 Paola Springhetti Centri di servizio verso la riforma 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Stefano Usai Acquisti Consip, decide il dirigente 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Diritti di rogito ai segretari in convenzione 28 Arturo Bianco 31 33 34 36 38 39 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Tiziano GrandelliMirco Zamberlan Mobilità, tabelle subito applicabili 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Ettore Jorio Prove di riequilibrio anche per le Regioni 11/05/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 32 Alberto Barbiero Segnalazioni «anticorruzione» anche nelle società 11/05/2015 Italia Oggi Sette Pagina 6 Tutti tartassati dal federalismo PAGINE A CURA DI MATTEO BARBERO 41 43 45 47 11 maggio 2015 Pagina 5 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Comune di Gatteo CREDITO COOPERATIVO LE GRANDI MANOVRE' IN ROMAGNA. Banca di Cesena, pronti per la fusione con Gatteo di PAOLO MORELLI SCONTATA conferma nelle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali della Banca di Cesena nell' assemblea che si è svolta ieri mattina nell' Aula Magna di Psicologia. Il numero dei consiglieri d' amministrazione è stato ridotto da dieci a nove con la rinuncia di Italo Macori. Confermati tutti gli altri consiglieri uscenti: Valter Baraghini, Romeo Dell' Amore, Luca Bettini, Silvano Bettini, Loris Golinucci, Graziano Gozi, Massenzio Montalti, Roberto Romagnoli e Adamo Zoffoli. Confermato anche il collegio sindacale composto da Stefano Lucchi (presidente), Jacopo Casanova e Marco Vicini. Nella prima riunione del consiglio d' amministrazione saranno confermati il presidente Valter Baraghini (nella foto il suo intervento durante l' assemblea di ieri) e il vice Romeo Dell' Amore. D' altronde il mandato sarà breve: salvo gravi imprevisti, prima della fine di giugno dovrebbe arrivare il via libera' della Banca d' Italia al progetto di fusione con l a B c c Gatteo e t u t t o l ' i t e r p o t r e b b e concludersi entro il 2015. LA MOSSA tra Banca di Cesena e Bcc Gatteo non è l' unica nel panorama delle banche di credito cooperativo della nostra regione. Ieri mattina il presidente della Federazione regionale Giulio Magagni ha spiegato la necessità di procedere rapidamente ad aggregazioni e ristrutturazioni della rete per tenere il passo con una normativa europea che impone limiti e incombenze sempre più stringenti e onerose. IN ROMAGNA, dove c' è una forte polverizzazione delle banche di credito cooperativo, si va verso una razionalizzazione che dovrebbe iniziare con la fusione tra Cesena e Gatteo e poi della nuova Bcc con quella di Forlì, in modo da creare una forte realtà provinciale capace di affrontare il risanamento di Banca Romagna Cooperativa, se andrà in porto il salvataggio da parte di Banca Sviluppo (braccio operativo del movimento del credito cooperativo a livello nazionale, dopo l' inevitabile passaggio della liquidazione dovuta all' erosione totale del patrimonio. ANCHE nel mondo del credito cooperativo del Riminese ci sono forti movimenti: la Banca di Rimini e quella della Valmarecchia hanno già fatto i primi passi concreti verso la fusione, e sono avviati su questa strada anche Romagna Est e Banca Malatestiana. L' obiettivo è arrivare anche qui, nel giro di alcuni anni, a una sola banca di credito cooperativo a livello provinciale. MORELLI PAOLO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 1 11 maggio 2015 Pagina 5 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Comune di Gatteo BCC GATTEO. L' accordo con Cesena trova consensi tra i soci È STATO approvato con una sola astensione il bilancio dell' esercizio 2014 della Banca di Credito Cooperativo di Gatteo, chiuso con una perdita di 8,2 milioni di euro dovuta ai forti accantonamenti decisi per far fronte alle difficoltà di rimborso dei crediti erogati negli anni passati soprattutto alle imprese operanti nel settore dell' edilizia. Il risultato del voto sul bilancio è stato un po' a sorpresa poiché in precedenza c' erano stati alcuni interventi critici di soci che avevano contestato il presidente Gabriele Galassi chiedendogli di fare un passo indietro, avendo collezionato ben tre bilanci consecutivi chiusi in perdina (prima dei 8,2 milioni con cui si è chiuso l' esercizio 2014, c' erano stati il 2,4 milioni per l' esercizio 2013 e 3,9 milioni per l' esercizio 2012). Evidentemente le spiegazioni fornite dal presidente, la presenza del presidente della Federazione Regionale delle Banca di Credito Cooperativo Giulio Magagni, e la prospettiva di fusione con la Banca di Cesena (che ha trovato consensi tra gli intervenuti nel dibattito) hanno continto anche tutti i dubbiosi, tranne uno, al momento del voto. Nonostante le perdite registrate, l' appuntamento per gli oltre duemila soci della Bcc di Gatteo è per la Festa d' estate in programma domenica 31 maggio a pèartire dalle 16 sempre alla Colonia Agip di Cesenatico. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 11 maggio 2015 Pagina 26 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Gatteo SPETTACOLO A IMOLA. Stock 1000, trionfo di SavadoriTamburini sempre più staccato Emozioni In pista si replica davanti a un grande pubblico il duello della classifica. Imola I PILOTI romagnoli hanno acceso l' entusiasmo del pubblico di Imola. Gli appassionati non hanno seguito solo gli assi della Superbike ma sono rimasti in tribuna anche per le gare della Supersport e Superstock galvanizzando i piloti di casa. Il cesenate Lorenzo Savadori, su Aprilia, ha trionfato in Stock 1000 dopo avere dominato dal primo all' ultimo giro. Grazie a questo successo ha rafforzato la sua leadership in campionato con 70 punti contro i 45 del riminese Roberto Tamburini. «Sono felicissimo ha commentato Savadori dedico la vittoria a Elio che ci ha lasciato la settimana scorsa. Era il babbo di un mio carissimo amico. Ringrazio la mia famiglia, la squadra, l' Aprilia e quanti mi sostengono. Questi 25 punti sono importanti, ma il campionato è lungo». Alle sue spalle sia a Imola che in classifica generale il riminese Roberto Tamburini, alla sua prima stagione nella Stock 1000. Ieri è partito male poi si è lanciato in un' entusiasmante rimonta dall' ottavo posto finendo secondo in sella alla BMW del team Moto X Racing. «È stato un week end positivo. Non sono partito bene, dopo i primi sorpassi ci ho impiegato un po' troppo a passare il ceko Jezek che in quel momento era secondo su Aprilia. Intanto Savadori ha guadagnato terreno, io ho provato a raggiungerlo ma negli ultimi giri, a gomme finite, ho preferito non rischiare. Il mio obiettivo è salire sul podio in tutte le gare, i conti si fanno alla fine». IN SUPERSPORT miglior risultato in questa categoria per il ravennate Marco Faccani, 5° su Kawasaki: «Mi sarebbe piaciuto salire sul podio dopo il terzo posto in qualifica ma Zanetti, terzo classificato, aveva un altro passo». Dodicesimo Fabio Menghi di San Clemente. Nella gare dell' Europeo Stock 600 che si è svolto sabato ci si attendeva un derby romagnolo tra il ravennate Federico Caricasulo e il riminese Micheal Ruben Rinaldi ma entrambi sono caduti mentre lottavano con il fuoriclasse turco Razgatlioglu, che a oggi ha vinto tutte le gare di Stock a cui ha partecipato. Il primo dei romagnoli è stato il riminese Luca Vitali 6° dopo una bellissima rimonta dal 19° posto in sella alla Kawasaki del G.A.S. Racing Team. «Sono partito indietro ma già alla prima curva ho passato molti piloti ha detto ho commesso poi un errorino in un sorpasso e i primi hanno preso un buon vantaggio. Ho perso un' occasione per salire sul podio, ma ho fatto una bella gara». Settimo il pilota di Gatteo Christopher Gobbi che ha conquistato il miglior risultato in carriera su Yamaha VRT e 12° il cattolichino Massimiliano Spedale. Marianna Giannoni. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 11 maggio 2015 Pagina 26 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Gatteo GIANNONI MARIANNA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 11 maggio 2015 Pagina 27 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Gatteo Ciclismo Juniores A Sant' Angelo la coppa Grandi. Mozzato il più veloce di tuttiCasadei si difende: quarto Sant' Angelo d i Gatteo ANCORA un dominio dei corridori extraregionali nella Coppa Achille Grandi, classica per Juniores giunta alla 29ª edizione (al via erano in 150), conclusasi con un testa a testa fra il veronese Luca Mozzato, primo classificato, e il toscano Filippo Mori. Mozzato è riuscito a prevalere con mezza bicicletta, conquistando il terzo successo stagionale. Questo corridore veneto inoltre è al 1° anno nella categoria e nella passata stagione ha indossato la maglia «tricolore» fra gli Allievi. E' inoltre questa è stata la settima vittoria di squadra per la Contri Autozai. C' era molta attesa per i romagnoli e per la compagine di casa della Sidermec F.lli Vitali ma nel momento decisivo, all' ultimo degli undici giri del circuito collinare di Felloniche, i corridori di Gianluca Maffi e Simone Righi non sono riusciti a ricucire il piccolo divario sui due attaccanti, usciti dal gruppo all' inizio dell' ultima tornata. Alla fine la squadra si è dovuta accontentare del quarto posto conseguito da Davide Casadei e d e l n o n o d i F e d e r i c o Orlandi, che da domani sarà in ritiro a Gabicce con la Nazionale per uno stage di tre giorni. Recriminazioni? «Non siamo riusciti a chiudere il buco, peccato. Ma i primi due sono andati molto forte ha dichiarato Maffi , e recriminare conta poco». ANCHE la Elite Service Campedelli di Cesenatico ha fatto del proprio meglio piazzando Michael Galuzzi al settimo posto. Nel complesso la gara non ha visto fughe con vantaggi rilevanti e inoltre il team del vincitore è stato assiduo controllore Per la prima vittoria di un romagnolo bisognerà attendere la prossima gara il 24 maggio a Forlì, nel trofeo «Mauro Valli». Ordine d' arrivo: 1° Luca Mozzato (Contri Autozai) 106,800 in 2h 35' media 41,342; 2° Filippo Mori (Romagnano), 3° Gregorio Ferri (Noceto Nial) a 5», 4° Davide Casadei (Sidermec F.lli Vitali), 5° Mattia Benedetti (Calderara Stm), 6° Matteo Donegà (Sancarlese), 7° Michael Galuzzi (Elite Service Campedelli), 8° Matteo Baldasseroni (Monsummanese), 9° Federico Orlandi (Sidermec F.lli Vitali), 10° Klidi Jaku (Romagnano). Br. Ach. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 5 11 maggio 2015 Pagina 32 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Gatteo Ciclismo. A Sant' Angelo la spunta il veneto Mozzato. Cantoni e Buda, che doppietta La Fiumicinese fa il colpo a Fano SANT' ANGELO D I GATTEO. S u l l a 2 9 ª edizione della coppa Achille Grandi sventola nuovamente la bandiera veneta. Luca Mozzato (Contri Autozai) vince la corsa romagnola che nel 2014 fu colta da Verza. Mozzato, al terzo alloro stagionale, ha anticipato allo sprint Filippo Mori: la coppia ben affiatata, aveva piantato in asso un plotone di una sessantina salutandololo definitivamente sul decimo valico del Montalbano. Il duetto filava verso il traguardo con soli 7" che diventavano 17 poi ridotti a pochi metri, ma bastanti per la vittoria e la piazza d' onore. La corsa. Juniores a valanga, dopo i tre giri locali, lasciano Sant' Angelo in ben 150 virando verso le colline savignanesi per inanellare giri su circuito ondulato con "vetta Montalbano" e la lotta sempre accesa. Sull' altura provano in molti, anche Orlandi e Melloni, il tentativo decisivo è di Mozzato e Mori che si staccano, si bevono la lunga discesa, reggono la fuga a due, rintuzzano un avvicinamento degli inseguitori per battersi in volata in cui Mozzato fredda Mori. L' ordine d' arrivo. 1. Luca Mozzato (Contri Autozai) che ha coperto i 106.8 km in 2h35' alla media di 41.342 km/h; 2. Filippo Mori (Romagnano Guerciotti); 3. Gregorio Ferri (Gs Noceto) a 5"; 4. Davide Casadei (Sidermec F.lli Vitali); 5. Mattia Benedetti (Up Calderara); 6. Matteo Donegà (Sancarlese); 7. Michael Galuzzi (Elite Service); 8. Matteo Baldassaroni (Monsummanese); 9. Federico Orlandi (Sidermec F.lli Vitali); 10. Jaku Klidi (Romagnano). Fiumicinese sbanca a Fano. Nella 41ª coppa della Città, strepitoso successo con Andrea Cantoni e Simone Buda sul primo e secondo gradino. Medardo Bartolotti. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 11 maggio 2015 Pagina 35 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Gatteo Gatteo Mare. Strisce blu. Abbonamenti e permessi: uffici aperti GATTEO MARE. Da domenica 17 maggio fino a domenica 13 settembre è prevista la sosta a pagamento nelle strisce blu. L' apertura dell' Ufficio Atr per il rilascio di permessi e abbonamenti di sosta proseguirà anche nelle giornate di oggi, domani, giovedì 14 e venerdì 15 maggio sempre dalle 9 alle 12.30 all' Ufficio Iat Ufficio del Turismo, in piazza della Libertà 10. Ulteriori informazioni, così come la modulistica per la richiesta del permesso di sosta sono consultabili sul sito internet del Comune di Gatteo e in quello di Atr. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 7 11 maggio 2015 Pagina 32 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Comune di Gatteo JUNIORES Nella gara di Sant' Angelo di Gatteo successo allo sprint sul compagno di fuga Filippo Mori. Nella top ten i romagnoli Ferri e Orlandi Coppa Grandi, vince Mozzato GATTEO A Sant' Angelo di Gatteo è andata in scena la 29esima edizione della Coppa Achille Grandi riservata alla categoria Juniores. Ha vinto Luca Mozzato (GCD Contri Autozai Patos) in volata su Filippo Mori (Romagnano Guerciotti Luini), entrambi protagonisti di una fuga a 20 chilometri dall' arrivo. A cinque secondi il gruppone regolato da Gregorio Ferri (Noceto Nial Cycling Team). Nella top ten due r o m a g n o l i , D a v i d e Casadei e F e d e r i c o Orlandi, entrambi della Sidermec Vitali, rispettivamente quarto e nono. La gara, che vedeva al via 190 corridori, si è articolata su un percorso di 108 chilometri formulato in cinque giri su un circuito cittadino e 11 nella località con un Gran Premio della Montagna Alberto Zannoni (Contri). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 11 maggio 2015 Pagina 4 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Comune di Savignano A Savignano il mercatino dei bambini A SAVIGNANO è tornata la Piazza Affari' dei più piccoli: da ieri e fino al 31 maggio, tutte le domeniche saranno dedicate al mercatino dei bambini proposto dalla Consulta del centro storico. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 9 11 maggio 2015 Pagina 7 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Comune di Savignano «Il cervello delle donne? E' diverso» Singolare relazione di Roberta Fabbri al Rotary Rubicone. di ERMANNO PASOLINI «IL CERVELLO delle donne e quello degli uomini». E' la curiosa, ma interessante relazione organizzata dal Rotary Club Valle del Rubicone presso la locanda Antiche Macine sulle colline di Savignano. Relatrice è stata Roberta Fabbri di Cesena, commercialista ed esperta contabile. Con l' avvento della crisi ha iniziato a lavorare come relatore anche per gli ordini professionali dei commercialisti ed esperti contabili e per gli ordini dei consulenti del lavoro in modo autonomo e per conto di importanti società italiane di formazione. Nelle sue lezioni introduce argomenti innovativi traendo ispirazione da studi multidisciplinari che si riveleranno adeguati per professionisti e imprenditori, circa la comprensione dei cambiamenti in atto e l' interpretazione delle complessità e delle mutevolezze dei mercati. «Solo di recente è iniziato lo studio del cervello femminile e maschile che sono totalmente diversi dice Roberta Fabbri L' uomo elabora tutti i comportamenti, il proprio pensiero e le proprie azioni non in sinergia. Le donne invece sono diverse, svolgono tutt' altre funzioni, ma abbiamo raggiunto risultati soddisfacenti. Tutti, uomini e donne, dobbiamo lavorare di più sulle relazioni interpersonali, in quanto il cervello è un organo pigro. La differenza fra i due cervelli è anche ormonale perché gli ormoni incidono moltissimo sul comportamento. L' uomo pensa molto di più delle donne al settore sessuale anche se nelle ultime generazioni questo interesse è fortemente calato. Da una ricerca effettuata l' uomo ha un pensiero sessuale ben 52 volte al giorno». «Il cervello va sollecitato ed educato prosegue Fino a pochi anni fa il cervello delle donne era poco considerato. Poi le cose sono cambiate e oggi si è scoperto che le capacità del cervello delle donne è superiore a quello dell' uomo. Fino agli anni '80 non si è mai studiato il cervello delle donne. Quello dell' uomo pesa circa un chilogrammo e quello delle donne è un 10% più piccolo». Secondo Roberta Fabbri la donna capisce e intuisce cose che l' uomo non riesce a vedere: «Il problema è che lui non ascolta». Ma è il genere maschile che dopo i 30 anni perde gradualmente la capacità di ascolto del 30% a crescere. «L' uomo conclude Roberta Fabbri ritiene importante il potere, il successo e i risultati, noi l' amore, le relazioni, la bellezza, l' amore per i figli. Per l' uomo l' importante è che la donna non interferisca. Noi invece per cercare di capire cosa è successo, interroghiamo. Non è nel dna dell' uomo consultarsi con le donne per le problematiche di lavoro. Chiede consigli solo quando non c' è più una via di uscita al problema. Le donne non si vergognano mai di dire i loro problemi». PASOLINI ERMANNO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 11 maggio 2015 Pagina 16 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Savignano Bakia Cesenatico 3 Cervia 4 (ai rigori 11 d.t.s. Bakia Cesenatico 3 Cervia 4 (ai rigori 11 d.t.s. ) BAKIA CESENATICO: Lasagni, Neri (117' Abbondanza), Pagan, Morigi, Agrusti, Guagneli, A. Mazzarini (73' Mamini) , Candoli C., Ronchi (88' F. Mazzarini), Farabegoli, Candoli M. All. Sarpieri. CERVIA 1920: Montalti, Valdifiori, Gasperoni, Godoli (84' Balducci), Fabbri, Olivieri, Calandra, Braschi, Burioli (66' Scortichini), Bondi, Fidone (58' Altieri). All. Sangiorgi. Arbitro: Del Rio di Reggio Emilia Reti: 14 Bondi (C), 49' A.Mazzarini (B). Note Rigori: Abbondanza gol, Calandra gol, Agrusti fuori, Altieri parato, Morigi fuori, Balducci gol, Pagan parato, Olivieri parato, Farabegoli gol, Bondi gol. Spettatori: 800 circa. Ammoniti: Pagan, Morigi, Guagneli, Neri, Montalti, Fabbri, Bondi, Fidone, Balducci, Scortichini. Savignano sul Rubicone IL CERVIA vola in Eccellenza dopo i rigori, davanti a un folto pubblico e dopo una gara estenuante. Le due formazioni avrebbero meritato di andare entrambe, ora il Bakia dovrà affrontare lo spareggio contro il Classe. Al 14' Cervia in vantaggio, da una rimessa laterale la palla giunge in area a Bondi che si gira e batte Lasagni con un preciso rasoterra. Al 38' Burioli entra in area dribblando l' avversario e serve Bondi, che colpisce il palo esterno. Nella ripresa al 1' Farabegoli tira nello sette ma Olivieri di testa devia in corner. Al 4' pareggio del Bakia per merito di A. Mazzarini che anticipa tutti di testa sul primo palo e insacca. Al 12' corner per il Cervia, Bondi di testa impegna Lasagni e Olivieri colpisce la base del palo. Al 39' Farabegoli colpisce l' esterno del palo. Al 48' Pagan perde palla ingenuamente e Calandra sbaglia il gol con Lasagni fuori dai pali. Al 49' Pagan solo davanti a Montalti si fa deviare il tiro. Nei supplementari al 7' Montalti blocca una conclusione di Farabegoli poi Bondi sfiora il palo alla destra di Lasagni. Si va ai rigori: per il Bakia segnano Abbondanza e Farabegoli ma calciano fuori Agrusti e Morigi mentre Pagan si fa parare il tiro da Montalti. Nel Cervia reti di Calandra, Balducci e Bondi (rigore decisivo) mentre Altieri e Olivieri si fanno ipnotizzare da Lasagni. Passa il Cervia e poi inizia la festa. Giuseppe Del Bianco. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 11 11 maggio 2015 Pagina 27 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Savignano Ciclismo Allievi Terza vittoria consecutiva per il team romagnolo. Fiumicinese, altro centro: vince Cantoni Fano (Pesaro Urbino) NUOVA performance di squadra per la Fiumicinese Fait. L' ha realizzata ieri nella 41ª Coppa Città di Fano per Allievi. I canarini' di Oscar Zamagni sono andati a segno con il cesenate Andrea Cantoni, che nelle ultime gare aveva mostrato di avere un buon colpo di pedale. E nella occasione è riuscito a concretizzare il suo bel momento di forma vincendo in volata sul compagno di scuderia Simone Buda, questa importante corsa marchigiana. E' il terzo successo per il team di Fiumicino di Savignano c h e h a i n i z i a t o a v i n c e r e t r e settimane fa. A rompere il ghiaccio a Bologna è stato Simone Buda poi il 1° maggio Lorenzo Casadei si è imposto a Poggio Berni. Ovviamente c' è soddisfazione per queste vittorie. A cominciare dal presidente Tonino Buda che ha rimarcato «il ritrovato spirito combattivo dei ragazzi e che ha premiato nuovamente tutta la squadra». La corsa si è disputata in un circuito pianeggiante alla periferia della città. L' azione decisiva si è sviluppata a quindici chilometri dalla conclusione. Dentro c' erano anche due atleti della Juvenes Banca Cis di Serravalle, Alex Mina e Michael Antonelli che si sono piazzati alle spalle dei primi due. Sono guidati dal direttore sportivo Raul Bracci che quest' anno conta su una pattuglia di otto corridori molto bravi. Alla gara hanno preso parte 70 concorrenti in rappresentanza di tre regioni. C' erano da percorrere 48 chilometri coperti in 1h 12' alla media di 40,833. b. a. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 12 11 maggio 2015 Pagina 28 Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Savignano Dominio africano sui laghi' Facciani sul podio femminile Igea Marina Stupisce l' ugandese Joshua Mongusho con un super tempo: 1.03'45'' Igea Marina UN TERZETTO di africani velocissimi, due keniani e un ugandese, hanno animato la 43ª Maratonina dei laghi, podistica gettonata da oltre duemila atleti (2048 per i pignoli), di cui ben 570 competitivi, nuovo record. Al via si forma subito un gruppetto con i keniani Kosgei e Ndiritu, l' ugandese Mongusho, e un marocchino, Choukri, che è l' unico ad aver corso in Romagna diverse volte. Ad inseguire il quartetto di testa una coppia con i marocchini Zitouni e Benhamdane, conosciuto da tutti i podisti di casa nostra perché da anni vive a Savignano, e ancora dietro un gruppetto con Del Priore, Raiti e D' Asaro. Al 10° km Joshua Mongusho e Ndiritu prendono il largo, mentre la vittoria si decide ad un paio di chilometri scarsi dall' arrivo, con l' ugandese che semina l' avversario per vincere la sua prima 21 km in Italia in 1.03'45». Un tempone, roba che non si vedeva in Romagna da qualche anno, e uno dei migliori crono registrati in regione nella stagione. Alle spalle del 21enne, arrivato in Italia il 28 aprile e che si sta allenando al Tuscany camp, una struttura per atleti africani che si trova vicino a Siena, finiscono nell' ordine Ndiritu (a 20»), Kosgei (a 2'29»), Choukri (a 2'42»), Zitouni (a 3'33»), Benhamdane (a 4'57») e per la Romagna che corre Raiti (a 9'15»), Del Priore (a 9'33»), D' Asaro (a 9'52») e Perazzini, decimo in 1.15'13». FRA LE DONNE la più veloce è la marchigiana Laura Giordano, che copre i 21 km e spicci in 1.17'58», davanti a Santini (a 42»), la marchigiana che ha vinto la Valli e Pinete, e alle romagnole Martina Facciani (a 3'28»), Spagnoli (a 5'46») e Nanu, quinta in 1.25'33». Nelle categorie successi di Benhamdane, Raiti, Perazzini, Valeri (1.19'53»), Giordani (1.25'55») e fra le donne Smacchia (1.33'37»), Cimmarusti (1.30'22») e Gabellini (1.32'49»). PAOLO MAGLIONI, excalciatore che ha scoperto il podismo da un anno, s' è invece aggiudicato la seconda Maratonina da Port a Port, che ha totalizzato un migliaio di presenze, di cui 150 competitivi nella maratonina. Sul podio col modiglianese, primo in 1.18'49», Barzanti (a 17») e Baratta (a 37»), mentre fra le donne s' impone l' inglese Rachel Burgess in 1.28'11» su Marzocchi (a 13»), forlivese, e Furini (a 11'47»). Un' ottantina di competitivi si sono ritrovati infine sabato sera a Castel Raniero, nel faentino, su un percorso di 11 km vinto da Andrea Bernabei in 40'53» su De Paola (a 1'26») e Lupo (a 1'58»). Sul podio femminile sono salite Gigliola Borghini (49'17), Savorana (a 1'47) e Bernardelli (a 2'55). Massimo Luotto. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 13 11 maggio 2015 Pagina 28 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Forlì) Comune di Savignano MASSIMO LUOTTO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 14 11 maggio 2015 Pagina 26 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano PROMOZIONE GIRONE D SPAREGGIO. È il Cervia a prendersi l' Eccellenza ai rigori Il Bakia pareggia ma non basta e ora è atteso dalla finale playoff con il Classe. SAVIGNANO S U L RUBICONE. Più che una partita di calcio è stata una maratona. Centoventi minuti non sono bastati a stabilire una vincente tra le prime della classe, tanto che si è dovuti aspettare fino all' ultimo calcio di rigore per decretare finalmente chi, tra Cervia e Bakia, salirà nel campionato di Eccellenza. Nel primo tempo entrambe le squadre sentono il peso della finale e le emozioni latitano. Nonostante questo il Cervia riesce a passare in vantaggio al 13' grazie ad un' ottima giocata di Bondi il quale, servito in area, aggancia il pallone spalle alla porta e piazza un diagonale sul quale Lasagni non può arrivare. Il Bakia accusa il colpo ma non si scompone, anzi, si fa vivo in area avversaria con un colpo di testa alto di Farabegoli al 16' e con M. Candoli il quale, servito al 34' Ronchi, si fa anticipare da Montalti. Sul finire del primo tempo, in ogni caso, è sempre Bondi a sfiorare raddoppio e traversa con una girata al volo. Nella ripresa il Bakia entra in campo con più convinzione e, dopo neppure un giro di lancetta, sfiora il gol con Farabegoli il cui tiro, deviato da un difensore, finisce sopra la traversa. Il pareggio, in ogni caso, non tarda ad arrivare: al 50' C. Candoli compie una bella discesa sulla fascia destra, crossa in mezzo per A. Mazzarini che di testa mette in porta. Passano pochi minuti e il Cervia arriva ad un passo dal nuovo vantaggio: al 57' Bondi colpisce di testa, il portiere respinge su Olivieri il quale, colpendo in scivolata, si vede negare il gol dal palo. È un secondo tempo decisamente più vivace, lo testimoniano i tentativi del solito Bondi (palla fuori di poco dopo una girata al volo al 70') e di CERVIA: Montalti, Valdifiori, Gasperoni, Godoli (40' st Balducci), Fabbri, Olivieri, Calandra, Braschi, Burioli (21' st Scortichini), Bondi, Fidone (13' st Altieri). All.: Sangiorgi. BAKIA: Lasagni, Neri (8' pts Abbondanza), Pagan, Moriggi, Augusti, Guagneli, A. Mazzarini (30 st Mamini), C. Candoli, Ronchi (43' st F. Mazzarini), Farabegoli, M. Candoli. All.: Sarpieri. ARBITRO: Del Rio di Reggio Emilia. RETI: 14' Bondi, 5' st A. Mazzarini. SEQUENZA RIGORI: Abbondanza (gol), Calandra (gol), Agrusti (fuori), Altieri (parato), Moriggi (fuori), Balducci (gol), Pagan (parato), Olivieri (parato), Farabegoli (gol), Bondi (gol). Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 15 11 maggio 2015 Pagina 26 < Segue Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano Farabegoli che all' 80' colpisce il palo esterno con un tiro da fuori. Addirittura gli ultimi istanti vedono sfumare due clamorose occasioni da entrambe le parti: al 2' di recupero il difensore del Bakia A grusti si lancia in un temerario dribling su Calandra il quale, recuperato il pallone, cerca di sorprendere il portiere avversario posizionato fuori dai pali, ma senza successo. Un minuto più tardi è, invece, F. Mazzarini a trovarsi completamente solo davanti al portiere ma il suo tiro viene respinto. A questo punto i supplementari non diventano niente di più che una mera formalità: i giocatori continuano a corre re ma le idee appaiono sempre più confuse. Saranno quindi i rigori a decretare la vincente, con l' uomo partita Bondi a trasformare in oro la sua ultima rete stagionale. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 11 maggio 2015 Pagina 26 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano IL DOPOPARTITA. Sangiorgi è euforico Sarpieri: «È mancata l' esperienza» SAVIGNANO S U L RUBICONE. È u n Sangiorgi tanto euforico quanto stremato quello che risponde alle domande a fine partita: «Direi che la partita ha rispecchiato bene i valori espressi dalle due formazioni in tutto il campionato. Il pareggio è un risultato quasi scontato per due squadre che arrivano prime a pari punti dopo così tante giornate, per questo eravamo già psicologicamente preparati all' eventualità dei tempi supplementari e poi dei calci di rigore». E dire che gli obbiettivi prefissati all' inizio del campionato erano ben diversi: «La società aveva come primo scopo quello di raggiungere il più in fretta possibile una salvezza tranquilla, in modo da portare avanti il progetto Cervia con serenità spiega devo dire che, col senno di poi, questa è stata la nostra arma vincente. Tante squadre non hanno retto la pressione e, alla lunga, si sono deteriorate, mentre noi abbiamo sempre giocato con tranquillità». Di tutt' altro umore è il tecnico del Bakia, Gianni Sarpieri: «Purtroppo c' è mancata un pizzico di malizia. Abbiamo fatto una buona partita, ma abbiamo pagato caro qualche errore frutto, probabilmente, di un po' di inesperienza. In ogni caso abbiamo ancora la possibilità di giocarci la promozione domenica, ospitando il Classe nella finale playoff e di sicuro faremo di tutto per riuscire a vincere». (f.z. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 17 11 maggio 2015 Pagina 28 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano Tamburini accetta il verdetto: «Ho spinto forte ma alla fine Savadori era imprendibile» Ciukkino: «La gara che avevo in mente» Calia: «La delusione è tanta». Marconi e quella lente "maledetta" IMOLA. La Coppa del Mondo Stock 1000 regala grandi soddisfazioni ma anche qualche amarezza ai piloti romagnoli. Il cesenate Lorenzo Savadori è al settimo cielo, il riminese Roberto Tamburini lo sfiora, mentre l' imolese Kevin Ca lia ha sul volto quel velo di tristezza di chi ha visto sfuggire la possibilità del podio sul tracciato di casa. Soddisfazione e delusione si mischiano, invece, per il savignanese Luca Marconi, che ha sfiorato un buon 12° posto al debutto e lo ha perso per una lente a contatto "ballerina". Ciukkino, numero 1. «E andato tutto benissimo racconta Savadori abbiamo fatto la gara che avevamo in mente. Ho spinto quando è servito poi ho controllato senza prendere rischi. Potevo anche andare più forte. Insieme alla squadra abbiamo fatto un grandissimo lavoro». Tamburini secondo con record. «Sono contento anche se la parten za ha complicato tutto afferma Tambu ho spinto forte (suo il nuovo record della pista, ndr) ma nel finale ho visto che Savadori non si poteva prendere e ho rallentato per portare a casa punti importanti. Certo che quello su cui dovevo recuperare è davanti, ma sono soddisfatto». Calia, da secondo a ultimo. Delusione profonda dall' altra parte del box Aprilia: l' imolese Kevin Calia ha avuto una gara sfortunata: prima a causa di un lungo ha tagliato una variante e i commissari hanno fatto sfilare il gruppo prima di ripartire, poi è scivolato alla Tosa, ripartendo ultimo. Ha recuperato con decisione fino al 15°, ma un solo punto è poco. «Le gare sono queste ma la delusione è tanta spiega Calia ero dietro a Savadori, quando sono arrivato lungo in staccata e ho tagliato la chicane. Son ripartito ultimo e son caduto mentre cercavo di recuperare terreno». Marconi, lente poco a contatto. «Ero 12° proprio all' ultimo giro racconta Marconi quando mi è uscita una lente a contatto e ho perso concentrazione. Sono stato costretto a rallentare e così ho perso quattro posizioni. Certo essere già così competitivi con il mille è bello, ma che rabbia». (m.m. ) Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 18 11 maggio 2015 Pagina 32 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano Ciclismo. A Sant' Angelo la spunta il veneto Mozzato. Cantoni e Buda, che doppietta La Fiumicinese fa il colpo a Fano SANT' ANGELO DI GATTEO. Sulla 29ª edizione della coppa Achille Grandi sventola nuovamente la bandiera veneta. Luca Mozzato (Contri Autozai) vince la corsa romagnola che nel 2014 fu colta da Verza. Mozzato, al terzo alloro stagionale, ha anticipato allo sprint Filippo Mori: la coppia ben affiatata, aveva piantato in asso un plotone di una sessantina salutandololo definitivamente sul decimo valico del Montalbano. Il duetto filava verso il traguardo con soli 7" che diventavano 17 poi ridotti a pochi metri, ma bastanti per la vittoria e la piazza d' onore. La corsa. Juniores a valanga, dopo i tre giri locali, lasciano Sant' Angelo in ben 150 v i r a n d o v e r s o l e c o l l i n e savignanesi p e r inanellare giri su circuito ondulato con "vetta Montalbano" e la lotta sempre accesa. Sull' altura provano in molti, anche Orlandi e Melloni, il tentativo decisivo è di Mozzato e Mori che si staccano, si bevono la lunga discesa, reggono la fuga a due, rintuzzano un avvicinamento degli inseguitori per battersi in volata in cui Mozzato fredda Mori. L' ordine d' arrivo. 1. Luca Mozzato (Contri Autozai) che ha coperto i 106.8 km in 2h35' alla media di 41.342 km/h; 2. Filippo Mori (Romagnano Guerciotti); 3. Gregorio Ferri (Gs Noceto) a 5"; 4. Davide Casadei (Sidermec F.lli Vitali); 5. Mattia Benedetti (Up Calderara); 6. Matteo Donegà (Sancarlese); 7. Michael Galuzzi (Elite Service); 8. Matteo Baldassaroni (Monsummanese); 9. Federico Orlandi (Sidermec F.lli Vitali); 10. Jaku Klidi (Romagnano). Fiumicinese sbanca a Fano. Nella 41ª coppa della Città, strepitoso successo con Andrea Cantoni e Simone Buda sul primo e secondo gradino. Medardo Bartolotti. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 19 11 maggio 2015 Pagina 35 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano Lezioni dell' Avis per 360 studenti Alle elementari di Savignano e di Borghi, alle medie di Savignano e al Marie Curie. alunni delle quinte elementari di Savignano e di Borghi, mentre per il secondo anno le terze d e l l a s c u o l a m e d i a d i Savignano h a n n o partecipato a "L' Avis sale in cattedra: volontariato, donazione, stili di vita". Gli interventi, condotti dal responsabile dell' area scuola dell' Avis provinciale di Forlì Cesena, hanno interessato 168 alunni di 8 classi delle elementari di Savignano, 2 3 d i Borghi e 169 delle 7 terze della scuola media savignanese, per un totale di 360 studenti. Alle elementari gli interventi si sono concentrati sulla funzione del sangue e della circolazione: gli studenti hanno approfondito quanto la donazione di sangue sia un fondamentale atto di solidarietà sociale. «I ragazzi raccontano gli organizzatori si dimostrano davvero attenti e curiosi, a 10 anni sono già molto interessati all' argomento "donazioni" e ci fanno mille domande. La nostra speranza è che possano trasmettere questo entusiasmo anche agli adulti con cui vivono, permettendo un' espansione della cultura della donazione come gesto di altruismo e solidarietà». Alle medie, invece, gli insegnanti hanno richiesto all' Avis di progettare un intervento informativo su volontariato, sangue e corretto stile di vita: tramite l' utilizzo di immagini i ragazzi hanno visto gli effetti deleteri di fumo, abuso di alcol e droghe. Infine, a cura dell' Ausl, il progetto "Salute e Donazione" si è sviluppato in 4 incontri per classe anche all' istituto "Marie Curie", per parlare di stili di vita, sicurezza stradale, donazione di organi e sangue: dei quasi 140 studenti delle quinte, ben 25 nei giorni successivi si sono presentati al punto di raccolta per iniziare l' iter che porta a diventare donatori. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 20 11 maggio 2015 Pagina 35 Corriere di Romagna (ed. ForlìCesena) Comune di Savignano In breve SAVIGNANO Cinema d'essai Per la rassegna del cinema d'essai, questa sera alla multisala Uci in programma il film Hungry Hearts di Saverio Costanzo. Biglietto 5 euro. SAVIGNANO S p o r t e l l o i n s e t t i E s o r d i s c e domani mattina dalle 9.30 alle 12.30 in municipio lo Sportello insetti indesiderati che fornisce gratis i consigli su come difendersi e liberarsi dei fastidiosi animaletti che danneggiano le piante o invadono le abitazioni. Presenti le biologhe Simona Macchini e Alice Maffi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 21 11 maggio 2015 Pagina 25 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Comune di Savignano Bakia battuto ai rigori il Cervia è in Eccellenza SPAREGGIO PROMOZIONE La squadra di Sangiorgi passa in vantaggio al 14' con l' esperto Bondi ma non trova il raddoppio. Il team di Cesenatico pareggia poco dopo l' intervallo e il risultato non si sblocca nemmeno dopo i tempi supplementari dove vince la stanchezza Ai tiri decisivi dagli undici metri ha la meglio la freddezza di Calandra, Balducci e Bondi. (11 dopo i calci di rigore e tempi supplementari) BAKIA CESENATICO: Lasagni (9' sts Abbondanza), Neri, Pagan, Morigi, Agrusti, Guagneli, Mazzarini A. (30' st Mamini) Candoli C. Ronchi (42' st Mazzarini F.), Farabegoli, Can doli M.. A disposizione: Giunchi, Pirini, Magnani, Bocchini. All.: Sarpieri. CERVIA: Montalti, Valdifiori, Gasperoni, Go doli (40' st Balducci), Fabbri, Olivieri, Calandra, Braschi , Burioli (21' st Scortichini), Bondi, Fidone (13' st Altieri) A disposizione: Rinaldi, Miecchi, Balducci, Marino, Lazzari. All. : Sangiorgi. ARBITRO: Delrio di Reggio Emilia. RETI: 14' pt Bondi, 4' st Mazzarini A. NOTE Ammoniti.: Fidone, Pagan, Bondi, Morigi, Scortichini, Balducci, GuagnelI, Fabbri. SAVIGNANO S U L RUBICONE I l C e r v i a corona un campionato condotto al di sopra delle aspettative, aggiudicandosi lo spareggio con il Bakia Cesenatico e conquistando l' accesso all' Eccellenza. Le squadre, entrambe schierate con il 442, si sono preoccupate prima di tutto di non scoprirsi. Il primo tiro verso la porta è di Braschi al 6', ma la conclusione è a lato. Al 14' Bondi riceve palla dal limite, si gira abilmente e di destro indirizza nell' angolino alla destra dell' esterrefatto Lasagni per il vantaggio gialloblù. La reazione dei bianchi si limita a tre angoli e ad una conclusione di Farabegoli dalla distanza che Montalti neutralizza con facilità alla mezz' ora e con Ronchi anticipato in extremis 1' dopo. Sul finire del primo tempo un' azione sulla sinistra di Ronchi è bloccata dalla provvidenziale chiusura di Gasperoni. Ad inizio ripresa Farabegoli crossa sul secondo palo ed Olivieri alza in extremis la palla indirizzata all' incrocio. Ma al 4' pareggio del Bakia è cosa fatta con Mazzarini A., pronto a deviare di testa un cross di Claudio Candoli. La reazione del Cervia si fa attendere ma al 13' su angolo Bondi di testa mette in porta, Lasagni respinge ed Olivieri colpisce il palo. Al 21' Altieri obbliga Lasagni alla respinta a terra. Due minuti dopo Calandra innesca Bondi in area la cui girata però è imprecisa ed al 39' Farabegoli scaglia un bolide dal limite che coglie il palo destro di Montalti. In tempo di recupero, un errore di Pagan mette sui piedi di Calandra la palla buona, ma il suo pallonetto da 30 metri sorvola la traversa e si va quindi ai Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 22 11 maggio 2015 Pagina 25 < Segue La Voce di Romagna (ed. Forlì) Comune di Savignano supplementari. La stanchezza si fa sentire nelle gambe e l' uscita di Ronchi diminuisce l' aggressività del Bakia. A fine primo tempo supplementare Bondi non sfrutta una punizione dai 30 metri. L' ultimo brivido è per un tiro di Bondi che sfiora il montante, ma gli ultimi minuti non cambiano il risultato e si va ai rigori. E qui la maggiore freddezza dei cervesi ha la meglio con i centri di Calandra, Balducci e Bondi. Beppe Grilli. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 23 11 maggio 2015 Pagina 37 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Comune di Savignano Savignano Sangue in dono 360 ragazzi a scuola con Avis Perché donare il sangue?: per il nono anno la sezione Avis di Savignano ha scelto di portare questa domanda in classe, facendo visita alle scuole del territorio per incontrare le generazioni più giovani. Il progetto L'Avis nella scuola primaria: il sangue e la donazione ha quindi coinvolto gli alunni delle classi quinte delle scuola primarie di Savignano e di Borghi, mentre per il secondo anno le terze della scuola media di Savignano hanno partecipato a L'Avis sale in cattedra: volontariato, donazione, stili di vita. Gli interventi, condotti dal responsabile dell'area Scuola dell'Avis di ForlìCesena, hanno interessato 168 alunni di 8 classi delle elementari di Savignano, 23 di Borghi e 169 delle sette terze della scuola media savignanese, per un totale di 360 studenti. Nelle classi della elementare gli interventi si sono concentrati sulla funzione del sangue e della circolazione. I ragazzi raccontano gli organizzatori si dimostrano attenti e curiosi, a 10 anni sono già interessati all'argomento donazioni e ci fanno mille domande. La nostra speranza è che possano trasmettere questo entusiasmo anche agli adulti con cui vivono, permettendo un'espansione della cultura della donazione come gesto di altruismo e solidarietà. Alla scuola media, invece, gli insegnanti hanno richiesto ad Avis di progettare un intervento informativo su volontariato, sangue e corretto stile di vita. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 24 11 maggio 2015 Pagina 49 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Comune di Savignano MILANO MARITTIMA. Furto alle profumerie Douglas e La Gardenia. Un arresto Un furto da 700 euro alla profumeria Douglas, in viale Matteotti a Milano Marittima. Ieri, intorno alle 13, i carabinieri dell' Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cervia Milano Marittima hanno arrestato, per furto aggravato, Florin Pop, 33enne, rumeno e disoccupato. Dopo un lungo inseguimento, da parte delle forze dell' ordine, sono state strette le manette ai polsi del rumeno. Successivamente, i carabinieri hanno perquisito l' auto del rumeno, posteggiata poco lontano da viale Matteotti. All' interno sono stati rinvenuti altri prodotti di profumeria rubati la stessa mat tina nel negozio La Gardenia, sempre in viale Matteotti, e al centro commerciale I per di Savignano sul Rubicone, del valore di 1.500 euro. Inoltre i militari hanno anche rinvenuto una carta d' indentità recante generalità diverse da quelle dichiarate dal rumeno all' atto del controllo e riportate nei documenti falsi (patente e carta d' identità rumene) esibiti ai militari. La refurtiva è stata restituita ai negozianti. L' arrestato si trova nelle camere di sicurezza del Comando a disposizione del Pubblico Ministero. Il processo per direttissima è fissato per domani. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 25 11 maggio 2015 Pagina 6 Il Resto del Carlino (ed. Cesena) Comune di San Mauro INCONTRO ALL' ISTITUTO SERRA. Export, i maturandi dialogano con le imprese QUESTA mattina alle 9.45 nell' aula polivalente dell' istituto tecnico economico Serra si terrà una tavola rotonda Strategie commerciali di internazionalizzazione in piccole e medie imprese del nostro territorio», approfondimento di economia aziendale in preparazione all' esame di Stato per gli studenti delle classi quinte. Nel corso dell' incontro verranno presentati casi di aziende radicate nel nostro territorio, che hanno scelto di scommettere sul mantenimento delle produzioni in loco, cercando di sviluppare le vendite fuori dal mercato interno sia in ambito europeo che extraeuropeo). Parteciperanno dirigenti di medie imprese industriali che esportano da anni prodotti legati al giardinaggio e all' agricoltura: Giorgio Giovannini (Grillo spa di Cesena ), Daniele Prati (Celli spa di Forlì) e Romina Urbinati (Urbinati srl di San Mauro Pascoli). «LA NOSTRA scuola ha intensificato in questi anni i rapporti con le imprese, introducendo fra l' altro anche le visite aziendali nelle prime classi, per ammodernare la didattica e renderla sempre più orientata a un felice ingresso nel mondo del lavoro rimarca il dirigente scolastico dell' istituto tecnico economico Susi Olivetti : i relatori presenteranno la loro azienda, i punti di forza e debolezza, le opportunità che hanno incontrato nei Paesi in cui hanno espanso l' attività di marketing, gli obiettivi e le strategie perseguite e gli studenti maturandi' potranno porre domande e interloquire. Si tratta prosegue Susi Olivetti di un' occasione importante per gli allievi per approfondire la loro preparazione anche in vista dell' esame ma anche per la scuola, per rafforzare i suoi legami col territorio e il sistema imprenditoriale». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 26 11 maggio 2015 Pagina 25 La Voce di Romagna (ed. Forlì) Comune di San Mauro ECCELLENZA Sammaurese Sfuma il triplete: al Lentigione la prima Supercoppa Castrocaro 0 Classe 1. CASTROCARO: Lolli, Babini (1' st Aruci), Barducci, Ravaglioli (29' st Oliva), Fariselli, De Luca, Gardenghi, Balestra, Bonavita, Monti, Piani. A disp.: Fiorini, Camporesi, Satanassi, Valli M., Pellino. All. : Capanni. CLASSE: Bovo, Cibelli, Valenza, Facciani, Casto, Poggi, Piretto (25' st Buonavoglia), Guardigli, Dall' Agata, Urbinati, Callegari. A disp. : Rampino, Mengozzi, Casadio, Seck, Chelini, Savelli. All.: Evangelisti. RETI: 4' pt Guardigli. ARBITRO: Righi di Bologna. NOTE Ammoniti: Gardenghi, Casto, Urbinati. CASTROCARO TERME Vince chi fa gol, questa è la dura legge del calcio. Avviene così che nella semifinale dei playoff di Promozione il Classe espugna il "Battanini" con un solo tiro in porta in 90 minuti e ringrazia la dea bendata che la assiste e spegne ogni tentativo di raddrizzare il risultato del Castrocaro, che registra un totale di 5 fra pali e traverse colpite. Nel primo tempo le emozioni sono concentrate nei primi 5 minuti di gioco e già al 4' su corner battuto basso diretto al limite dell' area, Guardigli si avventa e batte al volo, la palla attraversa una selva di gambe e termina in rete. Per tutto il resto del tempo la squadra di Capanni non riesce a combinare nulla di concreto e si va all' intervallo. Nella ripresa giocando esclusivamente palla a terra il Castrocaro cambia marcia e il fortino di Evangelisti scricchiola non poco, ma il Classe regge e domenica prossima affronterà il Cervia nella finale dei playoff. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 27 11 maggio 2015 Pagina 2 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Tornano Imu e Tasi tra aliquote 2014 e test sulle variazioni Attenzione a cessioni o acquisti in corso d' anno Alla seconda rata la verifica delle percentuali. Possiedo un unico immobile ove dimoro e dove sono residente anagraficamente. Inoltre, ho due pertinenze (due box auto). Posso evitare di pagare l' Imu anche sulle due pertinenze? Le due unità immobiliari, aventi categoria catastale C/6, sono state acquistate con atto separato rispetto all' immobile principale, ma in sede di acquisto, come risulta dal rogito notarile, ho costituito il relativo vincolo pertinenziale. a.t BISCEGLIE Il prossimo 16 giugno scade il termine per il pagamento dell' acconto 2015 dell' Imu (l' imposta municipale propria) e della Tasi (il tributo sui servizi indivisibili). In attesa dell' approvazione delle aliquote definitive 2015 da parte dei singoli Comuni adempimento che potrà avvenire soltanto nei prossimi mesi ai fini del calcolo delle imposte dovute per la prima rata (l' acconto) si applicano al momento le medesime aliquote già utilizzate per il versamento del saldo dello scorso anno, ferma restando la necessità di procedere successivamente, in occasione del pagamento della seconda rata 2015, al conguaglio di quanto dovuto qualora dovesse esserci la variazione delle nuove aliquote. Il calcolo Ai fini del calcolo dell' acconto si applicano le aliquote relative allo scorso anno. È necessario, però, tenere conto delle variazioni. Ad esempio, potrebbe essere variata la rendita catastale dell' immobile (il riferimento è al 1° gennaio 2015); potrebbe essere diversa la modalità di utilizzo del fabbricato (in precedenza abitazione principale e nel 2015 tenuto a disposizione); l' area potrebbe essere nel frattempo divenuta edificabile in base al piano regolatore generale; il contribuente potrebbe aver acquistato o venduto un immobile nel corso dell' anno. Le due rate (acconto e saldo) devono essere di pari importo. Pertanto, se il contribuente avrà acquistato un immobile il 1° marzo 2015, sarà necessario calcolare il tributo per il periodo dal 1° marzo al 31 dicembre dello stesso anno e dividere l' importo così calcolato per due (due rate di pari importo). Non sarebbe corretto calcolare l' acconto relativo al primo semestre versando il tributo solo con riferimento ai mesi da marzo a giugno 2015). In ogni caso, al fine di determinare il saldo, sarà necessario riliquidare il tributo per l' intera annualità, applicando le aliquote deliberate e sottraendo quanto versato entro il 16 giugno a titolo di acconto. L' abitazione principale L' Imu non è dovuta sull' abitazione principale e sulle relative pertinenze. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 28 11 maggio 2015 Pagina 2 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione Si considera abitazione principale l' immobile utilizzato come dimora del possessore e del proprio nucleo familiare a condizione che vi risiedano anagraficamente. Per pertinenze dell' abitazione principale si intendono quelle classificate esclusivamente nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7. Si considera tale una sola unità immobiliare per ciascuna categoria. Ad esempio, se oltre all' abitazione principale, il contribuente possiede due box auto (C/6), potrà considerare come pertinenza (ai fini dell' Imu) un solo box auto che, di conseguenza, sarà escluso dal tributo. Per il secondo box auto dovrà essere pagata sia l' Imu, che la Tasi. Le abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) continuano a pagare l' Imu, sia pure in misura ridotta. L' aliquota applicabile per il calcolo dell' acconto è la medesima dello scorso anno (variabile a seconda del Comune in cui è ubicato l' immobile). La misura base è del 4 per mille, ma i Comuni possono aver aumentato o diminuito la predetta aliquota fino a 6 per mille o fino al 2 per mille. Si applica, in questo caso, la detrazione fissa di 200 euro rapportata al periodo durante il quale si protrae la destinazione ad abitazione principale. Il periodo La disciplina dell' Imu prevede che l' imposta è dovuta per anni solari in proporzione alla quota posseduta e ai mesi dell' anno nei quali si è protratto il possesso. In questo caso, deve essere considerato per intero il mese in cui il possesso si è protratto per almeno quindici giorni (articolo 9, comma 2 del Dlgs n. 23/2011). Inizialmente si dubitava del fatto che la medesima disposizione fosse applicabile anche alla Tasi. Il dubbio è stato chiarito da una delle faq pubblicate dal ministero dell' Economia e delle finanze del 4 giugno 2014. Il Mef ha ritenuto che in mancanza di un' espressa previsione normativa si possono applicare le medesime regole dell' Imu. Pertanto, anche ai fini del calcolo dell' acconto del tributo sui servizi indivisibili si computa per intero il mese in cui il possesso dell' immobile si è prolungato per almeno quindici giorni. La base imponibile La base imponibile Imu dei fabbricati è pari alla rendita catastale (risultante dal certificato catastale), rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per 160 (per gli immobili abitativi). Sono previsti diversi moltiplicatori a seconda della diversa tipologia di immobili. Sono previste in alcuni casi regole particolari per la determinazione della base imponibile come, ad esempio, per i fabbricati di interesse storico ed artistico (base imponibile ridotta del 50 per cento). La medesima riduzione riguarda i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili. Per i terreni agricoli la base imponibile si determina partendo dal reddito dominicale (al 1° gennaio) applicando il coefficiente di rivalutazione del 25 per cento e al risultato così ottenuto si applica ancora il moltiplicatore 135. Per le aree edificabili, la base imponibile è data dal valore edificabile. La Tasi, invece, si applica solo sulle aree edificabili. L' Imu viene versata autonomamente da ciascun comproprietario in base alla quota di possesso. Ogni possessore è responsabile della propria obbligazione tributaria. Invece, ai fini della Tasi, i possessori sono responsabili solidalmente. L' aliquota L' aliquota di base ai fini Imu è pari al 7,6 per mille. I Comuni possono ridurla fino al 4,6 per mille o aumentarla fino al 10,6 per mille.È possibile anche per il 2015 prevedere un' addizionale dello 0,8 per mille, quindi si può arrivare fino all' 11,4 per mille. In ogni caso, l' acconto deve essere calcolato in base alle aliquote definitive del 2014. L' aliquota base della Tasi è l' 1 per mille. La misura massima non può superare il 2,5 per mille. L' addizionale dello 0,8 per mille si può aggiungere alla Tasi anziché all' Imu. Si può quindi arrivare fino al 3,3 per mille. L' Imu non si applica agli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa ed assegnati ai soci; agli alloggi sociali; alla casa coniugale assegnata al coniuge nell' ipotesi di separazione legale o divorzio; all' unico immobile posseduto dalle Forze armate. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Pagine a cura diNicola Forte Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 29 11 maggio 2015 Pagina 4 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione L' adempimento. Ministeri e Agenzie. Pensioni, patenti e pratiche catastali ancora «al buio» Non sono solo i grandi Comuni a restare indietro con la trasparenza sui tempi di attesa per i servizi. Anche le amministrazioni centrali (ministeri e Agenzie) trascurano questo aspetto importante del rapporto con i cittadini utenti. Già, perché nelle intenzioni del legislatore dovrebbe essere possibile da almeno due anni conoscere per ogni amministrazione i tempi di attesa medi dell' anno precedente. Di fatto, però, sapere, per esempio, quanto si aspetta per una pensione di vecchiaia a Milano o a Bari è impossibile online. Così come capire quanto tempo prima occorre presentarsi se vogliamo rinnovare il passaporto in vista di un viaggio all' estero. E questi sono solo due dei tanti esempi. In teoria, secondo i dati della Bussola della trasparenza, la casella dei «Tempi medi di erogazione dei servizi» è attiva nel 76% delle amministrazioni pubbliche soggette a questo obbligo dal 20 aprile 2013. Nei fatti, però, non è così. Perché i casi in cui la voce risulta sì presente all' interno della sezione «Amministrazione trasparente» dei siti pubblici, ma di fatto è vuota, sono tantissimi. È così per l' agenzia delle Entrate, che non riporta tempi e costi dei propri servizi, comprese, per esempio, le pratiche catastali. Impossibile sapere online quanto ci vuole per ottenere un duplicato della patente: la pagina del ministero Infrastrutture e trasporti risulta in aggiornamento da giugno 2013. Cliccando su quella dei servizi, però, si apprende che i tempi sono rispettati nel 100% dei casi (ma non si dice quali). Per quanto riguarda le pensioni, a questa voce l' Inps nella difficoltà di stimare tempi variabili su tutto il territorio nazionale ha pensato di inserire l' elenco dei tempi massimi indicati nel regolamento interno, senza riuscire a valutare le attese reali. Ma anche tra le Pa centrali c' è chi è riuscito a misurare la propria efficienza e pubblica regolarmente online: è il caso, tra gli altri, dell' Inail, che stima con precisione da decimali le attese per lavoratori e aziende (anche se i dati sono del 2013): così per il rilascio di un certificato di cessazione ditta sono serviti 6,89 giorni, mentre per il Durc si è arrivati a 14,99. Ricco di informazioni anche il sito dell' agenzia del Demanio, che non nasconde l' amara scoperta: per l' ok alla Pa ad affittare un immobile nel 2013 ci sono voluti, in media, ben 182 giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 30 11 maggio 2015 Pagina 4 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Tempi d' attesa a singhiozzo per i servizi dei Comuni Poche informazioni nei siti dei capoluoghi di regione. I palermitani sono fortunati in fatto di mobilità urbana, i napoletani in materia di lavori edilizi su immobili vincolati, mentre a Cagliari i disabili hanno una corsia preferenziale per ottenere il pass. È un mosaico dalle poche e discordanti tessere quello della trasparenza sui servizi e r o g a t i d a i g r a n d i Comuni capoluogo. Nonostante il decreto sulla trasparenza (Dlgs 33/2013) imponga a tutte le amministrazioni pubbliche (enti locali compresi) da due anni di rendere noti sul sito una serie di dati, compresi i tempi di attesa medi per i servizi erogati, soltanto la metà dei capoluoghi di regione (11 su 21, si veda la scheda a fianco) informa i cittadini sull' efficienza della macchina comunale. E anche chi lo fa a volte pubblica informazioni parziali o non aggiornate. Ma ci sono anche enti che in questo hanno brillato: è il caso di Firenze, che ha documentato con precisione certosina in 108 pagine tutti i tempi di attesa (aggiornati al 2014) indicando sia i tempi massimi di legge che quelli medi registrati, o di Napoli, che compie il monitoraggio addirittura due volte l' anno anziché una come esige il decreto. La norma Il punto di riferimento per tutta la Pa è l' articolo 32 del Dlgs 33/2013, che prescrive di pubblicare sui siti nella sezione «Amministrazione trasparente» alcune informazioni sui servizi: sia i costi contabilizzati, sia i tempi medi di esecuzione «con riferimento all' esercizio finanziario precedente». Ebbene, tra i Comuni all' appello mancano centri importanti come Roma, dove bisogna accontentarsi di una promessa: «I dati e le informazioni mancanti verranno pubblicati appena disponibili». Stessa impostazione per Trieste. Assente anche Bologna, che alla stessa voce ha inserito il «Consuntivo di contabilità analitica 2012», il quale, oltre a essere datato, elenca solo i costi e non i tempi dei servizi. E se Potenza si limita a rimandare ai tempi da regolamento, Trento, in virtù della sua autonomia, promette di adeguarsi entro il 18 maggio. Le performance Nonostante la grande disomogeneità dei dati resi pubblici d a i Comuni che hanno rispettato l' obbligo qualche confronto è possibile. Con risultati, in alcuni casi, che smentiscono luoghi comuni classici. Il più veloce per il lasciapassare delle Ztl tra gli unici tre che hanno reso noto il dato è il Comune di Palermo, che dichiara di farcela in soli dieci minuti, contro i cinque giorni di Milano per le autorizzazioni alla Zona C (domande via mail o fax) o i sette giorni medi di Cagliari (che possono però arrivare anche a 30). Tempi estremamente variabili accompagnati anche da qualche discrepanza sui metodi di misurazione per assegnare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Venezia (dati 2013) dichiara un tempo massimo di 180 giorni per la «pubblicazione della graduatoria definitiva 2010», mentre a Palermo servono in media 11 giorni, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 31 11 maggio 2015 Pagina 4 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione ma «tramite scorrimento della graduatoria approvata nel 2006». L' assenza di modelli Per mettersi in regola con la trasparenza i Comuni si sono dovuti arrangiare: non esiste infatti un modello unico che riepiloga i servizi erogati da amministrazioni analoghe da monitorare e le modalità per i conteggi. Così Firenze ha reso note centinaia di prestazioni: dall' autorizzazione paesaggistica per le alberature (60 giorni), al certificato di collaudo (105 giorni), mentre Milano ha puntato su altri servizi, per esempio dal commercio (autorizzazione medie strutture di vendita: 70 giorni) a quelli per anziani e bambini (dalle residenze assistite agli asili nido). Sforzi comunque lodevoli rispetto a chi ha lasciato "al buio" i cittadini. Dimenticando che proprio la pubblicazione dei dati sui servizi è uno dei pochi obblighi (su oltre cento) in materia di trasparenza su cui l' Autorità anticorruzione ha raccomandato fin dal 2013 di concentrarsi e di intensificare la vigilanza interna degli organismi di valutazione (delibera 71/2013). Evidentemente la minaccia di sanzioni su premi e trattamenti accessori dei dirigenti non spaventa abbastanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Pagina a cura diValeria Uva Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 32 11 maggio 2015 Pagina 5 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Un esercito di 50enni nel pubblico impiego L' impiegato pubblico in Italia ha circa 49 anni e lavora nell' amministrazione da 18. In media fa 51 giorni di assenza all' anno, e porta a casa una retribuzione tracciando una linea tra i vari settori di circa 34.500 euro. È questo l' identikit del dipendente della Pa che si desume dai dati (riferiti al 2013) del Conto annuale della Tesoreria dello Stato, elaborati nell' Infodata del Lunedì. Proprio su questo target di lavoratori impatterà la riforma del Governo, approvata lo scorso 30 aprile in prima lettura: il disegno di legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione(Ddl Madia) prevede importanti novità per il pubblico impiego. Al centro il nodo delle nuove assunzioni, la staffetta generazionale e il turn over, oltre che una maggiore flessibilità sugli orari di lavoro (si parla di job sharing e di telelavoro). Ora è atteso il via libera della Camera, ma intanto i dati parlano chiaro: tra i diversi settori della pubblica amministrazione ci sono delle differenze abissali. Da un lato ci sono gli insegnanti e i dipendenti della scuola, con una retribuzione media di 29.488 euro all' anno (la più bassa tra tutte), dall' altro i magistrati con 142mila euro di reddito da lavoro dipendente oppure i prefetti che toccano i 91mila euro. In tutto sono oltre 3,2 milioni i dipendenti pubblici, più della metà donne, a cui vanno aggiunti oltre 597mila precari (contratti a tempo determinato, interinali, soggetti a turnazione, reperibili oppure impiegati con il telelavoro). Il lavoro flessibile si concentra, però, solo nella sanità (circa 389mila lavoratori), oppure presso Regioni e ministeri dove si contano circa 186mila precari. A fare più giorni di assenza durante l' anno sono i dipendenti della Presidenza del Consiglio dei ministri (86 giorni all' anno), seguiti dal Corpo di polizia (57) e dalle Agenzie fiscali (56). È solo una, invece, la giornata di formazione che in media viene seguita ogni anno. Ben sotto la media, in questo senso, i dipendenti della scuola. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Michela Finizio Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 33 11 maggio 2015 Pagina 15 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Recupero crediti. Secondo il rapporto Unirec nel 2015 le masse gestite registreranno un ulteriore aumento tra il 7 e il 10% Record di rate e bollette non pagate Negli ultimi sette anni il valore (56 miliardi) è quadruplicato: l' 88% pesa sulle famiglie. Ha raggiunto la cifra record di 56,2 miliardi e non accenna a diminuire il totale di bollette e rate non pagate nel 2014. Un ammontare comparabile a quello di una manovra economica quasi quadruplicato dal 2007 a oggi e in crescita del 16% rispetto al 2013. In tutto sono 40,6 milioni le pratiche affidate alle società di recupero, in aumento del 4% rispetto all' anno precedente, come dimostra la f o t o g r a f i a s c a t t a t a d a U n i r e c , l ' Unione nazionale delle imprese a tutela del credito, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che verrà presentata giovedì a Roma. Recuperare quelle somme diventa di anno in anno sempre più difficile: nel 2014 solo il 17,2% dei debiti arretrati, pari a 9,6 miliardi, è stato saldato, con un tasso medio di successo in calo di 14 punti rispetto al 2007. «Ancora una volta spiega Gianni Amprino, presidente di Unirec i dati sono lo specchio dell' economia del Paese: raccontano la difficoltà delle famiglie a onorare gli impegni e delle aziende a corto di liquidità. Recuperando quelle somme il nostro settore contribuisce alla tenuta del sistemaItalia e impedisce che il costo del mancato incasso si trasferisca sui consumatori con un aumento delle tariffe o dei costi». La tendenza dovrebbe proseguire anche quest' anno, con un aumento delle masse gestite, stimato tra il 7 e il 10%, oltre i 60 miliardi e un numero di pratiche intorno ai 44 milioni. Il tasso di recupero dovrebbe invece invertire il trend attestandosi al 19% circa. Nel 2014 i debiti si accumulano sempre di più, tanto che il ticket medio è cresciuto dell' 11% in un anno a quota 1.385 euro. Nove pratiche su dieci (88%) riguardano rate e bollette non saldate dalle famiglie, che hanno lasciato in arretrato ben 44,8 miliardi. Il restante 12% sono invece i debiti "dimenticati" delle imprese, che nel 2014 ammontano a 11,4 miliardi. Le rate non saldate del mutuo e di prestiti contratti da banche, finanziarie e società di leasing rappresentano il 72% delle somme da recuperare con un importo medio che supera i 2mila euro. Le somme più difficili da recuperare sono quelle del settore bancariofinanziario: sui 39 miliardi di debiti scaduti (e 16,9 milioni di pratiche), infatti, il 67% è rappresentato da crediti molto datati per i quali è scaduto il cosiddetto "beneficio del termine". Questo significa che i debitori sono tenuti a rimborsare l' intero ammontare del prestito in un' unica soluzione. Qui il ticket medio è pesante e ammonta a 6mila euro. È rimasto invece stabile come numero Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 34 11 maggio 2015 Pagina 15 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione di pratiche (19,1 milioni), ma ha registrato una riduzione degli importi affidati, il settore delle utilities e delle tlc. Qui spicca, però, un aumento del 13% del numero di utenze cessate e non pagate. Come nel 2013 circa la metà dei crediti affidati si concentra in quattro regioni: Sicilia, Campania, Lombardia e Lazio. A sorpresa, però, la maglia nera del recupero spetta alla Valle d' Aosta, dove solo il 12% dei debiti arretrati viene saldato. Tra le regioni con maggiori volumi da gestire e un tasso di recupero al di sotto della media spiccano invece Calabria (14,1%), Sardegna (14,6%) ed Emilia Romagna (15,9%). A registrare la migliore performance di recupero (28,5%) è invece il Friuli Venezia Giulia, seguito da Lazio e Lombardia. Le difficoltà di recupero si riflettono anche nella performance del settore che conta oltre 19mila addetti. Nel 2014 i ricavi sono cresciuti a 573 milioni (+0,3%), mentre gli utili hanno subìto un' ulteriore erosione del 5 per cento. Il futuro del comparto si gioca ora su due sfide: «Da un lato sottolinea Amprino puntiamo a un riconoscimento della figura professionale dell' agente domiciliare, dall' altro intendiamo continuare a importare il nostro modello di recupero, già ampiamente testato dai committenti privati, anche alla Pubblica amministrazione». Negli ultimi anni sono infatti oltre 400 i Comuni che hanno avviato una collaborazione con Unirec. Il margine di manovra resta ampio: secondo uno studio di Kpmg una razionalizzazione nella gestione del credito porterebbe benefici pari a 5,2 miliardi all' anno. Un "tesoretto" non di poco conto in tempi di casse sempre più vuote. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Chiara Bussi Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 35 11 maggio 2015 Pagina 18 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Volontariato. Il disegno di legge delega governativo amplia sia le funzioni sia gli ambiti di intervento. Centri di servizio verso la riforma L' attività si estenderà a tutto il Terzo settore Il nodo della gestione. Il dibattito sulla riforma del Terzo settore sta portando in primo piano anche il tema dei Centri di servizio per il volontariato (Csv), per i quali il disegno di legge delega prevede un considerevole ampliamento delle funzioni, lasciando però ampi margini interpretativi sulla reale portata del cambiamento. Per comprendere meglio la questione è stato illustrato nei giorni scorsi un documento di ricerca commissionato da CSVnet, il coordinamento dei Centri, e realizzato dall' istituto di ricerca Euricse. Lo studio riguarda la natura giuridica e i modelli organizzativi dei Centri di servizio stessi che, pur essendo una delle poche infrastrutture sociali di livello nazionale, presente in tutte le regioni, sono però una realtà fortemente differenziata al proprio interno I Csv sono stati istituiti dall' articolo 15 della legge n.266/91, per sostenere il volontariato attraverso servizi gratuiti, attivati grazie a risorse provenienti dalle fondazioni di origine bancaria. Dunque, sintetizza il responsabile scientifico dell' indagine, Antonio Fici, per la legge i Csv sono istituiti «tramite gli enti locali», grazie a «fondi speciali presso le Regioni (quelli delle Fondazioni, appunto) a disposizione delle organizzazioni di volontariato per sostenerne e qualificarne l' attività» e, aspetto non secondario, sono «gestiti dalle organizzazioni di volontariato». Il disegno di legge delega, già approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, si occupa dei Csv all' articolo 5, dove si prevede che "gli stessi siano promossi da organizzazioni di volontariato per finalità di supporto tecnico, formativo e informativo degli enti del Terzo settore e per il sostegno di iniziative territoriali solidali". Il che significa che i Csv devono essere promossi, ma non necessariamente gestiti, dalle organizzazioni di volontariato, e i loro servizi dovrebbero essere rivolti non più solo al volontariato, ma a tutto il Terzo Settore, oltre che a non precisate "iniziative territoriali solidali", espressione che sembra allargare l' ambito di intervento. Una prospettiva che a molti Centri sembra decisamente problematica. Alla legislazione nazionale si è poi sovrapposta quella delle Regioni, ognuna delle quali ha norme che regolamentano il volontariato e che in alcuni casi non si occupano dei Csv o lo fanno modo limitato, in altri invece intervengono in modo incisivo. Spesso i Csv sono coinvolti nelle politiche regionali, in alcuni casi anche come partner dell' Amministrazione, per erogare servizi non solo alle organizzazioni, ma anche alle associazioni di promozione sociale. In alcuni casi, poi, le leggi regionali arrivano a regolare la Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 36 11 maggio 2015 Pagina 18 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione modalità di gestione dei fondi, contraddicendo la legislazione nazionale. Il risultato è che sono oggi riconoscibili "modelli organizzativi regionali" diversi, non solo per la legislazione, ma anche per le scelte fatte dai Coge, i Comitati di gestione dei fondi, istituiti da un decreto (dm 8 ottobre 1997) successivo alla legge n.266/91. Il loro ruolo resta comunque un nodo irrisolto, che si somma al fatto che rappresentano per il sistema un costo non indifferente, tant' è vero che c' è chi propone di abolirli. I Comitati, infatti, non dovrebbero avere potere "normativo", in quanto né il decreto né tantomeno la legge glielo attribuiscono. Ma, nella prassi, "hanno di fatto notevolmente influito sulla configurazione dei Csv". Il disegno di legge delega prevede che "al controllo delle attività e della gestione provvedano organismi regionali e nazionali, la cui costituzione sia ispirata a criteri di efficienza e di contenimento dei costi di funzionamento, i quali non possono essere posti a carico delle risorse di cui all' articolo 15 della legge", cioé quelle con cui sono finanziati i centri. Una dicitura che lascia spazio ad ampi interventi per i futuri decreti. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Paola Springhetti Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 37 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Appalti. Consiglio di Stato. Acquisti Consip, decide il dirigente L' adesione alla convenzione Consip esplica poteri gestionali di esclusiva competenza del dirigente/responsabile del servizio s e n z a intermediazione politica. È questo il concetto e s p r e s s o d a l Consiglio d i S t a t o c o n l a sentenza 2194/2015. Nel caso trattato, l' appellante ha impugnato gli atti di adesione alla convenzione Consip per l' affidamento del servizio d ' illuminazione pubblica, per due ragioni: il responsabile del servizio sarebbe stato carente di competenza ad aderire alla convenzione Consip, e l' atto si contrapponeva con un indirizzo della Giunta che prevedeva l' esternalizzazione del servizio con gara. Sulla competenza, i giudici respingono l' obiezione con la considerazione che l' adesione alla convenzione Consip rientra nell' attività gestionale della dirigenza comunale in base all' articolo 107 del Tuel. Sulla supposta esigenza di un' intermediazione politica per valutare se aderire o meno alla convenzione Consip, in sentenza è chiarito che «si può comunque osservare che tra le competenze dell' organo giuntale non rientra quella della stipulazione di contratti o il che è lo stesso di adesione a convenzioni quadro. Dinanzi all' alternativa, inoltre, tra l' adesione ad una convenzione Consip e l' indizione di una gara ad hoc, la relativa opzione costituisce una scelta gestionale, e non certo un atto di indirizzo di competenza degli organi di governo locale». Importanti sono anche le considerazioni dei giudici sulla valutazione economica dell' adesione alla convenzione L' assunto di base della ricorrente era la normativa impone alle Pa di acquisire beni e servizi «con la minore spesa possibile (...)anche sulla base delle convenzioni Consip, l' adesione alle quali andrebbe analiticamente motivata». La sentenza ribatte che le norme vigenti esprimono per le convenzioni Consip un sicuro favore, come mostra il fatto che queste rilevano comunque come parametri di prezzoqualità fungenti da limiti massimi per la stipulazione dei contratti. In definitiva, quindi, la motivazione appare necessaria non tanto quando si decida di aderire alle convenzioni ma, piuttosto, quando si esprime una diversa valutazione e «l' amministrazione si determini in concreto nel senso di fare nuovamente ricorso al mercato, in quanto l' ente pubblico dovrà in tal caso far constare l' utilità della propria iniziativa rispetto ai parametri della convenzione Consip di settore». © RIPRODUZIONE RISERVATA. Stefano Usai Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 38 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Corte dei conti. Compenso legittimo anche se uno dei Comuni ha dirigenti in organico. Diritti di rogito ai segretari in convenzione I segretari in convenzione tra Comuni con i dirigenti e a amministrazioni che ne sono prive possono percepire i compensi per il rogito negli enti privi di dirigente, e questi compensi vanno commisurati sul trattamento economico complessivo del segretario. Sono queste le principali indicazioni offerte dalla Corte dei conti Lombardia nel parere 171/2015. I giudici scrivono espressamente che «il segretario comunale titolare del servizio di segreteria in convenzione ha diritto alla quota prevista di diritti di segreteria per l' attività svolta quale ufficiale rogante presso il Comune convenzionato non provvisto di dipendenti con qualifica dirigenziale; la misura del quinto dello stipendio, su cui parametrare il tetto massimo dei diritti di rogito erogabili, deve essere calcolata sul trattamento economico complessivamente fruito da parte del singolo segretario comunale». La lettura è coerente con il dettato e la logica del Dl 90/2014, una norma che vieta la percezione dei diritti di rogito ai segretari che possono già usufruire di un salario accessorio elevato, in quanto commisurato con il trattamento economico più elevato percepito dai dirigenti dell' ente. Il parere interviene con una lettura estensiva della possibilità per i segretari di ricevere i compensi per le attività di rogito, e con un' interpretazione nuova e ancora più estensiva del tetto dei compensi che possono essere percepiti annualmente, ovviamente entro la soglia massima del 20% del trattamento economico annuo, soglia fissata direttamente dal legislatore . Si deve ricordare che su questa materia si attende il parere della sezione Autonomie che deve sciogliere i due nodi di fondo: i compensi per il rogito possono essere percepiti dai segretari assimilati ai dirigenti e che operano in Comuni privi di dirigenti? Qual è la misura di questi compensi, entro il tetto di 1/5 del trattamento economico annuo, e chi deve fissarne la misura? Il parere richiama in premessa le indicazioni già formulate dalla stessa sezione Lombardia nella deliberazione n. 275/2014, con la quale è stato espresso un orientamento positivo per la percezione di questo compenso da parte di tutti i segretari nei Comuni privi di dirigente. In quella delibera era stato chiarito che nelle convenzioni tra Comuni privi di dirigente questo compenso spetta. Su tale base si deve trarre la prima conclusione che i diritti di rogito, in caso di convenzione tra Comuni che hanno la dirigenza e Comuni che ne sono sprovvisti, spettano per le attività svolte negli enti privi di dirigenti. Il fatto che uno dei Comuni aderenti abbia i dirigenti non influisce sulla condizione dell' altro ente che ne è privo. Si devono sviluppare considerazioni per molti versi analoghe a quelle sostenute per consentire ai segretari assimilati ai dirigenti di ricevere questi compensi nelle amministrazioni prive di Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 39 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione dirigenti: «Rimane irrilevante la circostanza che tale qualifica dirigenziale sia aliunde rivestita dall' interessato». Il parere dà una lettura estensiva del tetto dei compensi che possono essere percepiti dai segretari: il compenso non va calcolato sulla sola quota a carico dell' ente privo di dirigenti, ma sul totale complessivo. Il dettato legislativo non contiene indicazioni né espresse né tacite in favore dell' una o dell' altra soluzione, e il parere si limita a giudicare come «maggiormente conforme al dato letterale della norma, che si riferisce allo stipendio in godimento» la lettura riferita al trattamento economico complessivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Arturo Bianco Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 40 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Personale. Dopo l' ok in Unificata restano le incognite sulle garanzie per tutto il trattamento accessorio. Mobilità, tabelle subito applicabili I parametri del decreto sono utilizzabili in attesa del via libera di Corte conti. In dirittura di arrivo il decreto che equipara gli inquadramenti dei dipendenti dei diversi comparti della Pa. Giovedì ha visto il vaglio della conferenza Unificata, che ha però formulato una serie di osservazioni sul nodo più delicato, cioè sulle garanzie di mantenimento del trattamento accessorio per i lavoratori interessati. Il Governo, dal canto suo, ha detto che "valuterà" le osservazioni, ma ha rilanciato l' urgenza di arrivare a un traguardo per il quale manca solo l' esame della Corte dei Conti. L' obiettivo del provvedimento è di fornire uno strumento tecnicooperativo che consenta di individuare, in modo uniforme, l' inquadramento giuridico ed economico dei dipendenti che transitano da un comparto all' altro dell' amministrazione pubblica. In ogni caso, anche nelle more della definitiva approvazione, nulla vieta di far riferimento alle tabelle di raccordo allegate, in quanto, comunque, le amministrazioni sono tuttora chiamate a dare una risposta al problema. A questo proposito, si evidenzia che, anche a regime, è onere dell' ente decidere il corretto inquadramento del dipendente che proviene per mobilità, poiché il decreto rappresenta un supporto normativo che non esclude un' attività istruttoria da parte dell' ente ricevente e la relativa responsabilità della decisione finale. L' articolo 2 del provvedimento, nello stabilire i criteri di inquadramento, specifica che gli elementi da considerare nell' equiparazione sono individuati nelle mansioni e i compiti da svolgere, le responsabilità affidate e i titoli professionali previsti nelle declaratorie dei contratti dei diversi comparti per l' accesso al profilo. Un' attenzione particolare va prestata nei confronti della posizione economica maturata nell' amministrazione di partenza: questa non può, in nessun caso, dare origine a un inquadramento superiore di tipo giuridico, non potendo prescindere, per le progressioni di carriera, dal concorso pubblico in ossequio alla riforma Brunetta. Se è pur vero che il processo decisionale spetta al dirigente, l' applicazione pedissequa delle tabelle di correlazione non potrà esporre quest' ultimo, in caso di errore, alla colpa grave o, peggio, al dolo, salvandolo quanto meno dalla responsabilità erariale. L' astrattezza della previsione del decreto fa venir meno, sempre in capo al responsabile, anche eventuali critiche di comportamenti di particolare favore o sfavore nei confronti del soggetto in mobilità. Peraltro, non è detto che il ricorso alle tabelle del provvedimento escluda automaticamente un giudizio di merito, nel caso in cui il lavoratore si ritenga danneggiato dal nuovo inquadramento. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 41 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione Nessun problema viene in evidenza nella mobilità volontaria, in quanto al dipendente si applica il trattamento giuridico ed economico dell' ente di destinazione. Più contestata dalla parte sindacale è il meccanismo che regola il trattamento economico in caso di mobilità non volontaria e, quindi, quella che si verifica per accordo fra enti e quella disposta per riassorbire gli esuberi. Infatti, in questi casi, vengono garantite solo le voci fisse e continuative, indipendentemente dal fatto che costituiscano elementi fondamentali o accessori dello stipendio. Purtroppo nell' ordinamento non vi è una definizione di «fisso e continuativo», mentre la distinzione è ben chiara in ambito previdenziale. Ma anche in questo contesto, i ricorsi sulla natura della voce sono molto frequenti e non sempre le decisioni dei giudici vanno nella medesima direzione. Il trattamento di miglior favore in godimento nell' ente di partenza viene garantito al dipendente con un assegno ad personam, che, però, ha natura riassorbibile con qualsiasi futuro aumento stipendiale. Questo significa che il dipendente si vedrà bloccata la sua retribuzione per anni, stante l' andamento dei rinnovi contrattuali e dei fondi per le risorse decentrate. Una disposizione particolare è prevista per i segretari comunali e provinciali di fascia C, che dovranno essere collocati nella categoria o nell' area professionale più elevata presente nell' amministrazione di destinazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Tiziano GrandelliMirco Zamberlan Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 42 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Contabilità. Gli effetti della riforma. Prove di riequilibrio anche per le Regioni Si legge tanto dell' armonizzazione contabile nei Comuni e poco per quel che riguarda le Regioni, tenute anch' esse ad applicare le nuove regole. Tra gli aspetti trascurati c' è quindi il loro adempimento, appena scaduto, del riaccertamento straordinario dei residui. Il saldo verosimilmente negativo (quel disavanzo di amministrazione al 1° gennaio 2015 definito con delibera consiliare, da adottare entro il 14 giugno, e da ripianare come indicato dall' articolo 42, comma 12 del Dlgs 118/2011 e dal Dm del 2 aprile scorso)produce il fondo pluriennale vincolato, a recupero costante, del quale tenere conto nel bilancio di previsione dell' anno successivo. L' esordio dei nuovi obblighi non poteva che essere sofferto, tant' è che il legislatore ha affidato il loro riaccertamento straordinario a una complessa procedura da concludersi con un provvedimento giuntale da adottare entro il 30 aprile. Un modo per responsabilizzare la politica in relazione alla certezza dello stock dei residui, attraverso i quali anche le Regioni hanno sistematicamente celato disavanzi di amministrazione c h e c o n t r i b u i s c o n o p e r miliardi di euro al debito pubblico. Dunque, anche per le Regioni ci sono due tipologie di riaccertamento. Quella ordinaria, funzionale a rendicontare il saldo di gestione dei residui al 31 dicembre 2014 ordinariamente rappresentativo di quello iniziale per il 2015, e quella straordinaria, indispensabile per partire bene nel corrente esercizio e garantire la verità "rettificata" con il nuovo regime contabile. Una metodologia che condiziona, quanto ai residui attivi e passivi, il perfezionamento dell' accertamento e dell' impegno all' atto del formarsi delle obbligazioni pertinenti, salvo rinviare la relativa imputazione in bilancio all' atto della loro corrispondente esigibilità. Si è preteso quindi, da tutte le Regioni, un notevole sforzo nel verificare l' attualità delle obbligazioni sotto il profilo civilistico per iscriverle o cancellarle in base all' esistenza di un titolo giuridico che ne giustifichi la permanenza. I maggiori problemi sono stati quelli della corretta cancellazione dei residui attivi "vintage" e di quelli a qualunque titolo inesigibili e della reimputazione di quelli passivi nell' obbligo di rimediare alla frequente abitudine del passato di definanziare i residui caduti in mera perenzione amministrativa senza avere proceduto, così come si doveva, al loro riaccertamento in relazione alle cause contrattuali che ne avevano determinato l' imputazione. Due fenomeni che hanno messo a rischio il reale equilibrio di bilancio, quasi sempre "aggiustato". © RIPRODUZIONE RISERVATA. Ettore Jorio Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 43 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 44 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore Pubblica Amministrazione Anac. Le istruzioni sul whistleblowing. Segnalazioni «anticorruzione» anche nelle società Le amministrazioni pubbliche devono tutelare i propri dipendenti che segnalano illeciti commessi da colleghi, adottando misure che garantiscano la riservatezza dell' identità del segnalante e consentano la corretta gestione istruttoria delle problematiche segnalate. L' Autorità nazionale anticorruzione ha fornito con la determinazione n. 6/2015 (su cui si veda anche Il Sole 24 Ore del 7 maggio) una serie di importanti elementi interpretativi e di profili operativi per la corretta applicazione dell' articolo 54bis del Dlgs 165/2001, introdotto dalla legge 190/2012 per garantire tutela ai dipendenti pubblici che segnalano atti, fatti e comportamenti costituenti illeciti commessi da propri colleghi, introducendo così nell' ordinamento la disciplina del whistleblowing. Con la determinazione 6/2015 l' Autorità detta una disciplina volta a incoraggiare i dipendenti pubblici a denunciare gli illeciti di cui vengano a conoscenza nell' ambito del rapporto di lavoro e, al contempo, a garantirne un' efficace tutela, proponendo un modello procedurale per la gestione delle segnalazioni che ogni amministrazione potrà adattare sulla base delle proprie esigenze organizzative. L' Anac precisa anzitutto che la normativa si applica solo ai dipendenti pubblici, indipendentemente dalla configurazione del loro rapporto di lavoro (a tempo determinato o indeterminato, con contratto di diritto privato o di diritto pubblico). Tuttavia l' Anac ha ritenuto opportuno estendere l' applicazione delle lineeguida di tutela anche ad altri soggetti operanti nel sistema pubblico allargato, come i dipendenti degli enti di diritto privato in controllo pubblico (ad esempio le società partecipate) e degli enti pubblici non economici (come le aziende speciali), individuando addirittura margini applicativi per i collaboratori, i consulenti e i dipendenti di soggetti appaltatori di amministrazioni pubbliche. In relazione all' oggetto delle segnalazioni, secondo l' Anac, le condotte illecite sottoponibili alla procedura comprendono non solo l' intera gamma dei delitti contro la Pubblica amministrazione previsti dal codice penale, ma anche le situazioni in cui, nel corso dell' attività amministrativa, si riscontri l' abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato per ottenere vantaggi privati, e i fatti in cui venga in evidenza un mal funzionamento dell' amministrazione a causa dell' uso a fini privati delle funzioni attribuite, ivi compreso l' inquinamento dell' azione amministrativa dall' esterno a prescindere dalla rilevanza penale. Secondo l' Anac, le condotte illecite segnalate, comunque, devono riguardare situazioni di cui il soggetto sia venuto direttamente a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro e, quindi, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 45 11 maggio 2015 Pagina 32 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica Amministrazione ricomprendono certamente quanto si è appreso in virtù dell' ufficio rivestito ma anche le notizie acquisite in altre attività lavorative. Non sono invece meritevoli di tutela le segnalazioni fondate su meri sospetti o voci. Sul sistema di garanzia, il dipendente che segnala condotte illecite deve essere tenuto esente da conseguenze pregiudizievoli in ambito disciplinare e tutelato in caso di adozione di misure discriminatorie, dirette o indirette, aventi effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. L' Autorità invita le amministrazioni e gli enti a prevedere che le segnalazioni vengano inviate direttamente al Responsabile della prevenzione della corruzione, al fine di consentire una gestione omogenea con le altre problematiche legate alla prevenzione della corruzione. La gestione delle segnalazioni deve avvenire in maniera trasparente, secondo regole certe per l' istruttoria, volte soprattutto a tutelare la riservatezza dell' identità del dipendente che effettua la segnalazione e a tutelare il soggetto che gestisce le segnalazioni da pressioni e discriminazioni, dirette e indirette. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Alberto Barbiero Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 46 11 maggio 2015 Pagina 6 Italia Oggi Sette Pubblica Amministrazione La mappa delle addizionali: resta sulla carta l' invarianza del prelievo fiscale complessivo. Tutti tartassati dal federalismo Irpef oltre il 4%. Aliquota standard solo in 5 regioni. Cresce ancora l' addizionale regionale Irpef, a causa degli aumenti di aliquota decisi dalla maggioranza dei governatori. Considerando anche l' analogo balzello dovuto ai comuni, in non pochi casi quest' anno il conto dell' imposta sui redditi a livello locale supererà la soglia del 4%. Si potrebbe dire: è il federalismo fiscale, bellezza! Peccato che, nella logica del decentramento, l' incremento del prelievo in periferia avrebbe dovuto essere compensato da una simmetrica riduzione di quello imposto a livello centrale, che però non si è ancora vista. La cosiddetta invarianza del prelievo fiscale complessivo, in tal caso, non è solo una promessa elettorale, ma è prevista da una precisa norma di legge. Si tratta dell' art. 2, comma 1, del dlgs 68/2011, uno degli otto decreti attuativi della l 42/2009 che disciplinava proprio il federalismo fiscale. La logica di tali provvedimenti era chiara e lineare: più tasse regionali e comunali, meno tasse statali, nessun aggravio per i contribuenti, che anzi avrebbero tratto benefici dal decentramento dei poteri di spesa verso istituzioni a loro più vicine e quindi più facilmente controllabili («voto, vedo, pago»). Fra queste, le regioni, cui il dlgs 68 ha consentito di alzare progressivamente le aliquote della propria addizionale Irpef. Per il 2011 e il 2012, il ritocco poteva essere al massimo dello 0,5%; per il 2014 dell' 1,1%; mentre dal 2015 può arrivare fino a 2,1 punti percentuali rispetto al livello base (1,23%). Quasi tutti governatori, in questi anni, ne hanno approfittato. Come emerge dalla tabella nella pagina seguente (elaborata sui dati raccolti dal Dipartimento delle finanze nel sito www.finanze.it), solo 5 regioni (e province autonome) sono ferme all' aliquota standard: 4 di esse sono a statuto speciale (Trento, Bolzano, Valle d' Aosta e Sardegna), una sola a statuto ordinario (il Veneto). In tutti gli altri casi, il prelievo è più alto, a volte per tutti gli scaglioni di reddito, in altri casi solo per alcuni. I più tartassati sono i cittadini del Lazio, dove si paga l' aliquota massima del 3,33% già sopra i 15 mila euro; seguono a ruota quelli del Piemonte, per i quali si raggiunge il picco solo oltre i 75 mila euro (ma da 55 mila in su lo sconto è appena dello 0,01%). Se poi il comune di Roma e quello di Torino confermeranno (come probabile) il loro 0,8% di addizionale comunale (che rappresenta il tetto per i sindaci), ecco che, come detto, il conto complessivo dell' Irpef locale sfonderà la soglia del 4%. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 47 11 maggio 2015 Pagina 6 < Segue Italia Oggi Sette Pubblica Amministrazione Come sono lontani i tempi in cui le addizionali passavano quali inosservate: oggi, invece spesso presentano cifre a tre zeri. E qui che entra in ballo l' art. 2, comma 2, del dlgs 68. Tale norma ha previsto espressamente che, con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, venissero ridotte le aliquote dell' Irpef d i competenza statale, «mantenendo inalterato il prelievo fiscale complessivo a carico del contribuente». Ciò, in teoria, «a decorrere dall' anno di imposta 2013»: ma finora i diversi inquilini di Palazzo Chigi non hanno trovato il tempo (anzi, le coperture) per effettuare tale manovra. Ma (purtroppo per chi paga le tasse) non è l' unica disposizione del dlgs 68 a essere rimasta inattuata. Un altro triste caso riguarda l' art. 6, comma 1, che testualmente recita: «A decorrere dall' anno 2012 ciascuna regione a statuto ordinario può, con propria legge, aumentare o diminuire l' aliquota dell' addizionale regionale all' Irpef di base. Quindi non solo aumentare, ma anche diminuire l' aliquota standard dell' 1,23%. Chi l' ha fatto? In via generale, una sola regione, per di più a statuto speciale, ossia il Friuli VeneziaGiulia, che fino a 15 mila euro di reddito «si accontenta» dello 0,70% (ma sopra i 15 mila chiede l' 1,23% su tutto l' imponibile, in barba alla progressività). In altri (limitati) casi, lo sconto riguarda fattispecie specifiche, come in provincia di Trento, dove l' aliquota è azzerata per i titolari di reddito da pensione con un imponibile non superiore a 15 mila euro o in Veneto, dove paga lo 0,9% chi ha un reddito non superiore a 45 mila euro e un familiare disabile a carico (e i disabili con lo stesso livello di reddito). Molto poco gettonate anche le detrazioni (previste solo in tre casi, Trento, Piemonte, e Puglia), ancora meno le misure di sostegno economico diretto a favore dei soggetti con un reddito talmente basso da non consentire loro di usufruire degli sconti (le prevede solo la Puglia). © Riproduzione riservata. PAGINE A CURA DI MATTEO BARBERO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 48