agricoltura trentina MENSILE DELLA CIA DEL TRENTINO Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv in L. 27/02/2004 n.46) art.1, comma 1, DCB Trento Confederazione italiana agricoltori Come vincere in Europa 2012 ANNO INTERNAZIONALE DELLA COOPERAZIONE Nel pianeta ci sono 1 miliardo di soci di cooperative. 10 milioni sono i lavoratori. Il patrimonio complessivo è di 1.500 miliardi. Il Sait deve essere diverso Novità sulla gestione della sicurezza nelle aziende agricole Anno XXXI - Numero 4/2012 Lotte Contadine - Sped. in A.P. - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Trento - Direttore Responsabile: Michele Zacchi IL TUO PAESE E’ANCORA SENZA LA BANDA LARGA? BEATI I TEMPI QUANDO C’ERAUNA BANDA DIETRO A OGNI ANGOLO. Museo degli USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA San Michele all’ Adige - Trento LE NOSTRE USANZE CAMBIANO RITROVIAMO QUELLE CHE ABBIAMO LASCIATO ALLE SPALLE via Mach, 2 - 38010 San Michele all’Adige (TN) - Tel. 0461 650314 - 650556 - Fax 0461 650703 - [email protected] Orario: 9.00-12.30; 14.30-18.00 - Chiuso il lunedì, il 1°novembre, il 25 dicembre, il 1°gennaio www.museosanmichele.it / www.carnivalkingofeurope.it STUDIO BI QUATTRO I lavori, la cultura, le tradizioni che hanno segnato il nostro passato Direttore Massimo Tomasi Direzione e Redazione Michele Zacchi Trento - Via Maccani, 199 Tel. 0461 420969 - Fax 0461 422259 e-mail: [email protected] In Redazione: Ivonne Chistè, Gabriele Dalprà, Francesca Eccher, Stefano Gasperi, Sabrina Grillo, Nicola Guella, Francesca Tonetti, Gianluca Turrina, Andrea Tondini Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento 30 ottobre 1970 A cura della T.C.S. srl - Trento - Via Maccani 199 Realizzazione grafica e stampa: Studio Bi Quattro - Trento Concessionaria esclusiva per la pubblicità Publimedia snc - Tel. 0461 238913 SOMMARIO È INIZIATA LA CAMPAGNA FISCALE 730 5 Notizie dal Tavolo Verde 6 Come vincere in Europa 2012 7 Cooperare è di moda 11 Il Sait deve essere diverso 12 CAF 14 Manifestazione “Ti senti bio?” 19 CAA 22 Le novità sulla gestione della sicurezza nelle aziende agricole 24 Itinerario etnografico del Trentino 25 Rete degli Ecomusei del Trentino 26 Giovani imprenditori agricoli 27 CIA DIXIT 28 Fondazione Edmund Mach 29 Notizie brevi 30 Vendo&Compro Le nostre sedi VAL D’ADIGE VAL DI NON TRENTO - UFFICIO PROVINCIALE via Maccani 199 Tel. 0461.420969 - 0461.421230 Fax 0461.422259 Da lunedì a giovedì dalle 8.00 alle 12.45 e dalle 14.00 alle 17.30, il venerdì dalle 8.00 alle 13.00 E-mail: [email protected] CLES - UFFICIO DI ZONA via Dallafior 40 - Tel. 0463.422140 Fax 0463.423205 Da lunedì a giovedì dalle 8.00 alle 12.15 e dalle 14.00 alle 18.00, il venerdì dalle 8.00 alle 12.15 E-mail: [email protected] ALDENO mercoledì dalle 8.15 alle 10.00 c/o Studio Maistri via Giacometti 9/2 Tel. 0461.842636 MALÈ Il 1° giovedì del mese dalle 10.00 alle 11.45, gli altri giovedì dalle ore 8.30 alle 9.30, presso il Municipio MEZZOLOMBARDO via Degasperi 41/b c/o Studio Degasperi Martinelli giovedì dalle 8.30 alle 10.30 Tel. 0461.211451 VERMIGLIO Il 1° giovedì del mese dalle 8.45 alle 9.30, presso il Municipio VALSUGANA ARCO martedì dalle 14.30 alle 16.00, via Galas, 13 VERLA DI GIOVO venerdì dalle 8.30 alle10.00 c/o Cassa Rurale di Giovo BORGO VALSUGANA Il mercoledì e il venerdì dalle 8.00 alle 13.00, via Gozzer, 6 TIONE mercoledì dalle 9.00 alle 12.00, via Roma, 53 - Tel. 0461.421230 VAL DI SOLE Tel. 0461.757417 E-mail: [email protected] FIEROZZO il 1° e il 3° mercoledì del mese dalle 14.30 alle 16.30 presso Municipio (Maso Ronca) VALLAGARINA ROVERETO martedì: 8.30-13.30, giovedì: 8.30-13.00 e 14.00-16.30, piazza Achille Leoni, 33 (Follone) c/o Confesercenti (3° piano). Tel. 0464.424931 - Fax 0464.400457 E-mail: [email protected] ALTO GARDA E GIUDICARIE Tieniti aggiornato sugli adempimenti e le scadenze consultando il nostro sito internet www.cia.tn.it STUDIO BI QUATTRO THE TASTE OF MOUNTAIN Largo Carducci Giosuè, 38 - 38100 Trento - tel. 0461 1740400 editoriale NOTIZIE DAL TAVOLO VERDE di Massimo Tomasi Massimo Tomasi L a riunione del tavolo Verde del 18 aprile ha esaminato, sostanzialmente, tre questioni: • presentazione del nuovo dirigente generale Paolo Nicoletti e riorganizzazione dell’ex dipartimento agricoltura; • interpretazioni del titolo di possesso da parte di Agea per le particelle dichiarate nel fascicolo aziendale • il programma dei finanziamenti agricoli del 2012 Riorganizzazione dell’ex dipartimento agricoltura e presentazione del nuovo dirigente generale Paolo Nicoletti L’assessore Mellarini ha presentato la nuova organizzazione del sistema agricoltura con l’accorpamento del dipartimento a quello del turismo, commercio, cooperazione coordinato dal dott. Paolo Nicoletti. L’assessore ha poi ringraziato il dott. Mauro Fezzi, il quale, a sua volta, ha ringraziato per la collaborazione ricevuta. Presto sarà reso noto il nuovo incarico del dott. Fezzi, un ruolo che, come ha detto l’assessore, valorizzerà la sua professionalità. Il dott. Nicoletti ha sostenuto la correttezza della decisione della Giunta Provinciale (nonostante la critica espresse dalla Cia), ha ricordato che sarà necessario individuare a breve le strategie per il prossimo PSR ed arrivare una semplificazione dei processi normativi che in agricoltura sono enormi (provinciali, nazionali, comunitari). Interpretazioni del titolo di possesso da parte di Agea per le particelle dichiarate nel fascicolo aziendale Il dott Giacomoni ha presentato la deroga che Agea ha concesso alla provincia di Trento in merito alla circolare che stabilisce i nuovi criteri che regolamentano i titoli di possesso delle superfici inserite nei fascicoli aziendali. Tutte le superfici coltivate in modo estensivo (prati, pascolo, arativo eccetera) possono essere inserite in fascicolo aziendale con una rivista dichiarazione sostitutiva da parte del solo conduttore. Tale deroga è stata concessa esclusivamente perché attraverso la tessera sanitaria sarà possibile verificare chi coltiva quella proprietà permettendo quindi un controllo diretto. Inoltre saranno esercitati controlli molto più precisi sulle dichiarazioni allegate a fascicolo. Diventa indispensabile quindi garantire la coerenza tra il possesso autorizzato da parte della proprietà e chi esercita la coltivazione. Nel caso di incoerenza Appag procederà ad indagini con conseguenze pesanti per chi dichiara il falso in quanto la dichiarazione sostitutiva implica, nel caso di dichiarazioni false, conseguenze estremamente pesanti. Programma dei finanziamenti agricoli del 2012 Il dott. Dagostin ha affermato che a breve verrà aperto il bando relativo alle misure 125.2 (irrigazione= sostituzione impianti irrigui vetusti con quelli a goccia) e 321 (Servizi essenziali per economia e popolazione 5 rurale = acquedotti su richiesta dei comuni). Si attiveranno anche gli articoli 34 e 35 della L.P. 04/03 per gli interventi di viabilità agricola. Questi bandi dovrebbero essere aperti dal 15 maggio al 10 giugno. Queste richieste di finanziamento sono esclusive per gli enti o i consorzi. Tutte le istanze fatte da consorzi o da enti dovranno presentare la certificazione dei bilanci da parte della Federazione Trentina della Cooperazione. Per quanto riguarda i finanziamenti alle imprese i fondi PSR relativi alle misure 121, 123, 311 e 125 sono esauriti e quindi potranno potenzialmente essere riaperti con le sole risorse provinciali. In merito alle misure 121 e 311 del bando 2011, entro fine mese (aprile) si avrà l’esatta definizione delle disponibilità economiche e quindi nel mese di maggio si potranno ammettere a finanziamento le domande in posizione utile delle graduatorie approvate a fine gennaio. Sempre in base alle risorse a disposizione saranno aperti i bandi relativi ai seguenti articoli della L.P. 04/03: • art. 7 (realizzazione di agriturismi nel solo comune amministrativo di Trento escluso dalla misura 311) • art. 15 Ter (realizzazione di impianti di biogas) • art. 42 (agevolazioni per la zootecnia) Anche queste domande dovrebbero essere presentate a partire dal 15 maggio al 10 giugno prossimo. Tutti i finanziamenti sono comunque subordinati alla messa a disposizione di risorse dirette della Provincia di Trento. intervista COME VINCERE IN EUROPA Parte il dibattito sulla politica agricola comunitaria. Ce ne parla l’eurodeputato Salvatore Caronna, membro della commissione agricoltura di Michele Zacchi È stato a Trento, su invito della Cia del Trentino, l’eurodeputato Salvatore Caronna. Questo invito non è affatto casuale: l’Europa gioca un ruolo importantissimo per l’agricoltura e comincia a delinearsi la nuova Pac (Politica agricola comunitaria). Bisogna inoltre tener conto che oggi le aree che riceveranno i maggiori contributi, oltre allo storico asse Germania-Francia, sono quelle dell’Est europeo recentemente entrate a far parte della Comunità europea. Al termine dell’incontro abbiamo posto un paio di domande al nostro ospite. ta entrando nel vivo la preparazione della nuova Pac. Quali sono le novità più evidenti e come verranno dislocate le risorse? “Si, le trattative per la riforma della PAC ormai sono entrate nel vivo e l’Italia ci arriva con il fiato corto non avendo potuto contare negli anni passati su ministri dell’agricoltura competenti e capaci di promuovere e difendere gli interessi nazionali in questo campo. Le novità poste sul tavolo sono molte, ed alcune, come l’introduzione della “superficie coltivabile” come criterio per la ripartizione delle risorse tra i vari stati, tendono a penalizzare fortemente il nostro Paese. Per questo motivo sarà ancora più importante S riuscire a “fare sistema” in sede contrattuale (anche e soprattutto nella delineazione delle alleanze) e strappare il miglior accordo possibile. Per fare questo, credo che si dovranno presto delineare tre -quattro priorità per il nostro paese e concentrarsi su quelle. Spero che la rinnovata credibilità a livello internazionale dell’Italia, arrivata con il nuovo governo, possa aiutare.” Quali sono i vantaggi ed i rischi per l’Italia, e per le aree di montagna? “Ovviamente la riforma ha anche degli aspetti positivi e che vanno a vantaggio dell’agricoltura italiana, come la difesa e la promozione della qualità. Le aree di montagna, per la loro struttura, non potranno mai competere con le pianure sui grandi numeri, ma la crescente fortuna del made in Italy gastronomico dimostra che un prodotto di alto livello ha un ampio mercato e merita tutto il sostegno dell’Europa. A mio avviso questo è uno dei punti su cui l’Italia e le aree di montagna devono impostare la propria strategia nei prossimi anni: puntare e proteggere i nostri prodotti di alta qualità. Solo in questo modo infatti potremo difenderci dalla competizione delle grandissime imprese agricole, europee e non.” L’eurodeputato Salvatore Caronna con il presidente CIA Flavio Pezzi “La direzione e tutti i collaboratori della Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino sono vicini ai famigliari per la perdita di EMILIO RESS, da sempre appartente alla nostra organizzazione” 6 cooperazione COOPERARE È DI MODA di Michele Zacchi e Paolo Tonelli a Cooperazione trentina si è assunta un compito gravoso, peraltro ripagato da una partecipazione massiccia e attenta, quando ha organizzato il convegno internazionale di Riva del Garda; due giorni (9 e 10 marzo) molto intensi, dedicati ad un tema tornato d’attualità dopo l’esplodere della crisi economica globale: “La cooperazione per un mondo migliore” che implica il ragionamento intorno ai modelli economici “altri” rispetto a quello rigidamente capitalista. Se fino a tre anni fa sembrava che l’intero pianeta fosse ormai dominato dal pensiero unico liberista, ora quella ricetta non funziona più e milioni di persone sono costrette L a fare i conti con modelli di sviluppo che non trasformino le persone in variabili dipendenti del ciclo economico. La cooperazione, che negli anni scorsi era considerata, dai più, la cenerentola dei possibili modelli societari, torna dunque di attualità perché, nel caso italiano, è il settore produttivo che ha meglio tutelato i soci e i dipendenti. Diego Schelfi ha richiamato con efficacia le tre parole chiave della nuova primavera del movimento cooperativo: ha parlato di etica, di efficacia, di risultati. E si è capito molto bene, nel corso dei due giorni di dibattito, che questi tre elementi si devono svùiluppare contemporaneamente perché l’obbiettivo finale delle coop è 7 Il presidente della Cooperazione Trentina Diego Schelfi creare un profitto sociale. Per raggiungere questo scopo l’azienda cooperativa ha bisogno di una forte partecipazione dei soci. Deve riconfermare un “governo dell’impresa” che non può ridursi a consegnare la guida della cooperativa nelle mani dei manager, magari anche poco consapevoli dei princìpi e del modello cooperativo. La formula purtroppo ampiamente abusata del “un uomo solo al comando” ha prodotto guasti notevoli anche in Trentino, seppure meno che in altre parti del mondo. E allora l’esperienza dell’Ecuador ci ha insegnato che la partecipazione cooperativa permette una crescita cooperazione che non è solo economica, ma anche scuola di democrazia e di confronto culturale. Perfino in Inghilterra, la patria del modello cooperativo, il nuovo interesse verso questo tipo d’impresa ha permesso una forte crescita di aziende e di associati. Che, come in Ecuador, pongono un problema molto serio di democrazia: come si costruisce un consenso collettivo quando sono coinvolte centinaia di migliaia di persone? E qui sta forse la domanda più politica che emergeva dal convegno: un capitalismo senza briglie vive come un impiccio il processo democratico, perché considera una perdita di tempo la discussione sulle scelte da fare e sui metodi per raggiungere gli obbiettivi prefissati. La cooperazione può trovare una strada nuova? Può indicare un sentiero, almeno in questa fase, che permetta a nuove forme aziendali di essere vincenti sul campo e non solo nel mondo dei modelli economici? Tutti gli autorevoli intervenuti nel convegno hanno sostanzialmente concordato sul punto che sempre di più viene riportato in evidenza da filoni di pensiero fra loro anche molto diversi ma che hanno al centro la preoccupazione intorno alla libertà degli uomini e delle donne, sulla attenzione da focalizzare circa i bisogni della persona, sull’impegno per la non emarginazione e la povertà di ampie fasce della popolazione mondiale. Oggi le grandi religioni e quelle minori, il pensiero sociale laico, l’economia e la politica alta, convergono sulla convinzione che o riusciamo ad apportare sostanziali riforme alla logica della accumulazione, alle modalità della crescita e cerchiamo di ragionare e concretizzare forme di sviluppo che effettivamente vadano a beneficio della maggioranza, oppure, se la strada è unicamente questa che conosciamo, la certezza è che, prima o poi, si va a sbattere e violentemente. La forma cooperativa assieme ad altre modalità come l’economia di comunione o le imprese sociali di comunità sono state indicate come piste da percorrere convintamente e proposte alternative o diverse per realizzare economie e quindi società più giuste. Altre risposte sono emerse, come quella che riflette sull’esperienza di Banca Etica unitamente alla presenza delle Casse Rurali (o banche di credito cooperativo) le quali dimostrano che non ci sono solo le banche dei titoli tossici. Esse portano benefici a chi vuole investire eticamente e/o chiede prestiti (i numeri esposti, in questo caso, sono stati chiarissimi e parecchio illuminanti). Un’altra questione è uscita con forza e trova conferma anche nella “Cari- tas in Veritate” di Benedetto XVI. Dice l’enciclica:…….Va tuttavia sottolineato come non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico. Bisogna che lo sviluppo sia anzitutto vero e integrale. L’uscita dalla arretratezza economica, un dato in sé positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell’uomo……….. Il perseguimento, da parte del movimento cooperativo, del pensiero globale come “superiore” e necessario rispetto al pensiero tecnologico e specialistico, è anch’esso un modo per affrontare la realtà non solo dal punto di vista del desiderio dei mercati, che sono persone in carne e ossa con precise ideologie e strategie di accumulazione, ma da quello delle persone e delle loro legittime aspirazioni ed esigenze. Questa è stata, è e sarà la Cooperazione. La Cooperazione Trentina ha dimostrato di voler vivere l’anno internazionale della cooperazione proclamato dalle Nazioni Unite, non come una celebrazione ma come riflessione doverosa e obbligatoria intorno ai compiti vitali che essa ha assolto nel passato ma che vanno ripensati, per certi versi rispolverati e assolti per il futuro. Da ricordare Erogazione in contanti di somme superiori a 1.000 ` In applicazione dell’art. 12 del DL 201/2011 anche i cittadini percettori di prestazioni al sostegno del reddito il cui importo supera la predetta quota limite non potranno più riscuoterla allo sportello. Per maggiori informazioni contatta il Patronato INAC allo 0461.421230. 8 Si avvisano tutti gli associati che hanno pagato la quota associativa per l’anno 2012 con bonifico bancario di passare presso le proprie sedi di riferimento (Trento oppure Cles) per la consegna materiale della tessera e per la sua sottoscrizione. Il resp. amm.vo Nicola Guella Edizioni Curcu & Genovese Edizioni Curcu & Genovese Dal 22 febbraio fino al 16 maggio 2012 (per 13 settimane) acquistando potrai avere un coupon del valore di 3 Euro valido per l’acquisto di un libro Curcu & Genovese a tua scelta. 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La nostra organizzazione, che per sua natura coinvolge un numero molto “I Renato Dalpalù, presidente del SAIT IL SAIT DEVE ESSERE DIVERSO Intervista al presidente Renato Dalpalù di Michele Zacchi Incontriamo Renato Dalpalù, presidente del Sait, durante il convegno organizzato dalla Cooperazione a Riva del Garda e durante il quale sono state ribadite, in maniera nuova e originale, i valori fondanti della cooperazione, quelli che fanno riferimento alla solidarietà, alla giustizia e alla valorizzazione delle persone. E, condizionati da queste problematiche, abbiamo subito chiesto al nostro interlocutore in che maniera il Sait intende rilanciare, nel proprio ambito, queste proposizioni. Insomma, non solo sconti ai soci (e non), ma attenzione ai nuovi prodotti (da quelli bio a quelli equi e solidali) e al ruolo che questa coop può spingere i consumatori a diventare maggiormente consapevoli del loro ruolo. ampio di soggetti, rende i tempi decisionali lentissimi (in tempi che chiedono estrema velocità): insistere, quindi, su questo terreno è inutile e perdente. Dobbiamo, invece, trasmettere ai consumatori, ai nostri consumatori i valori di cui stiamo parlando a Riva. Certo, non possiamo rivolgersi ad una nicchia di mercato perché sarebbe economicamente fallimentare, ma dobbiamo guardare soprattutto verso un certo tipo di consumatori, ad esempio quelli più sensibili e attivi nel mondo del volontariato. È questo il terreno sui cui dobbiamo puntare, e magari costringere le altre catene ad inseguirsi su questo strada. Per il “nostro” pubblico, quello che ho appena delineato, non sono più le rapidissime decisioni a fare la differenza, ma proposte che vedano ad esempio una grande attenzione verso le aree del mondo in maggiore difficoltà. Se non facciamo crescere una nuova consapevolezza dei problemi del pianeta, è evidente che la concorrenza si riduce poi ad uno sfruttamento di risorse che sono caratterizzate da un costo del lavoro irrisorio rispetto al nostro. A mio avviso, proporre ai cittadini una 11 riflessione di questa tipo può aiutare ad uscire da una crisi che non è soltanto economica, ma coinvolge tutto il senso del nostro agire.” Quindi, se abbiamo capito bene, bisogna cercare di tenere insieme la qualità e la salubrità del prodotto con l’apertura di orizzonti davvero globali per il consumatore. “Si, e la dimensione globale ha un suo aspetto locale che non va perso di vista. Noi forniamo, ad esempio, un prodotto che ha lo stesso prezzo indipendentemente dalla distanza da Trento e dalle dimensioni di chi lo riceve (per cui la Coop Alto Garda e la Famiglia Cooperativa del Vanoi)e questa è la dimostrazione che cerchiamo di garantire lo stesso sviluppo a tutto il territorio, in particolare per quelle zone che, senza la cooperazione, vedrebbero a rischio sia la presenza delle persone che, di conseguenza, la tutela del territorio. Quindi abbiamo bisogno di riflessioni planetarie e, allo stesso tempo, ragionamenti per il nostro territorio. Dobbiamo poi riflettere su un altro aspetto. I pannelli alle spalle degli oratori del convegno ci dicevano una cosa precisa: non c’era un solo marchio, dei consorzi di secondo grado, che contenesse il richiamo alla cooperazione. Forse è ora di mostrare alla società l’orgoglio di appartenere ad una associazione d’imprese che sono diverse per gli obbiettivi che si pongono e il modo in cui intendono raggiungerli”. Assistenza notarile Informiamo i gentili lettori che la Confederazione Italiana Agricoltori mette gratuitamente a disposizione dei propri associati (in regola con il pagamento della tessera associativa) un consulente notarile per atti immobiliari, successioni, testamenti, ecc. TRENTO - Via Maccani 199 su appuntamento Dott. Arcadio Vangelisti CAF PROROGA CONTRATTI CESSIONE AGRICOLA a cura di Gabriele Dalprà operatività del contratto scritto per la cessione di prodotti agricoli e alimentari (escluse le vendite al minuto), prevista dall’art. 62 del D.L. n. 1/2012 (D.L. Liberalizzazioni), viene rinviata: decorsi 7 mesi dalla data di pubblicazione della legge di conversione. Ricordiamo che obiettivo del provvedimento è quello di salvaguardare la produzione agroalimentare e le piccole-medie industrie rispetto alle pratiche commerciali scorrette da parte della grande distribuzione. A tutela del settore agricolo vengono quindi introdotte alcune nuove regole che riguardano: • la forma obbligatoria del contratto. • divieto di pratiche commerciali condotte in modo sleale. • tempi di pagamento certi e relative sanzioni. La forma del contratto. I contratti che hanno ad oggetto la cessione dei prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli conclusi con il consumatore finale, sono stipulati obbligatoriamente in forma scritta e indicano a pena di nullità la durata, la quantità e le caratteristiche del prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento. I contratti devono essere informati a principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti. La nullità del contratto può anche essere rilevata d’ufficio dal giudice. Non saranno più ammessi gli accordi o ordini verbali tra imprenditori; si sottolinea che tale regola non sussiste nella fase di vendita diretta al consu- L’ matore finale e non deve perciò essere applicata da parte delle rivendite dirette di prodotti agricoli che hanno tale tipologia di clientela; viceversa dovrà essere applicata, a titolo di esempio, dalle cantine vitivinicole che riforniscono grossisti, ristoranti, grande distribuzione, piuttosto che aziende che vendono sementi o foraggi ad altri imprenditori, mulini, etc. Divieto di pratiche commerciali scorrette. Nelle relazioni e transazioni commerciali tra operatori, compresi quindi i contratti che hanno ad oggetto la cessione dei beni appena menzionati, è vietato: • imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, nonché condizioni extracontrattuali (ovvero non dipendenti direttamente dal contratto medesimo) e retroattive; • applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti; • subordinare la conclusione, l’esecuzione dei contratti e la continuità e regolarità delle medesime relazioni commerciali alla esecuzione di prestazioni da parte dei contraenti che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto degli uni e delle altre; • conseguire indebite prestazioni unilaterali, non giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali; • adottare ogni ulteriore condotta commerciale sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali 12 che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento. Tempi di pagamento. Per i soli contratti di vendita di prodotti agricoli sopra menzionati, il pagamento del corrispettivo deve essere effettuato: a) per le merci deteriorabili entro il termine legale di 30 giorni dalla consegna o dal ritiro dei prodotti medesimi o delle relative fatture; b) entro il termine di 60 giorni per tutte le altre merci. Gli interessi decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine, senza necessità di costituzione in mora. Il saggio da applicare è quello legale (dal 1/1/2012 pari a 2,5%) maggiorato inderogabilmente di ulteriori due punti percentuali. La norma in questione abroga espressamente i commi 3 e 4 del D.Lgs 231/2002 relativi agli interessi di mora sulle transazioni commerciali tra imprenditori. Giova rilevare che ai fini della normativa in esame sono considerati prodotti o merci deteriorabili: • prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non superiore a sessanta giorni; • prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe e piante aromatiche, anche se posti in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a sessanta giorni; • prodotti a base di carne con determinate caratteristiche fisicochimiche previste dal decreto; • tutti i tipi di latte. CAF Sanzioni per il mancato rispetto della normativa e controlli. Il decreto demanda alla Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (Antitrust) la vigilanza in merito al rispetto della normativa nonché il potere di irrogare sanzioni. Tale organismo vede quindi ampliate le proprie competenze anche alle pratiche commerciali scorrette tra imprese, con il potere di intervenire “d’ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato”. Salvo che il fatto non costituisca reato, sono previste le seguenti sanzioni: • Il contraente (ad eccezione del consumatore finale), che contravviene all’obbligo di stipula del contratto nelle forme previste, è sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516 a euro 20.000. L’entità della sanzione è determinata facendo riferimento al valore dei beni oggetto di cessione. • Il contraente (ad eccezione del consumatore finale), che attui pratiche commerciali scorrette come sopra delineate, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 516 a euro 3.000. La misura della sanzione è determinata facendo riferimento al beneficio ricevuto dal soggetto che non ha rispettato i divieti. • Il mancato rispetto dei termini di pagamento da parte del debitore, è punito con sanzione ammi- nistrativa pecuniaria da 500 euro a euro 500.000. L’entità della sanzione viene determinata in ragione del fatturato dell’azienda, della ricorrenza e della misura dei ritardi. A ciò ovviamente si sommano gli interessi di mora a favore del creditore. ACCATASTAMENTO DELLE CASE FANTASMA L’agenzia del territorio ha recentemente presentato i risultati del lungo iter di accertamento degli immobili “ fantasma ” presenti sul territorio. Il processo di controllo è stato fatto incrociando foto aeree ad alta definizione con le mappe catastali. Il primo sorprendente risultato parla di 2.228.143 particelle che presentato fabbricati completamente sconosciuti o ampliamenti non denunciati. Metà di queste erano già state scoperte al 31 aprile dell’anno scorso. Da maggio a dicembre si è provveduto all’assegnazione di una rendita a tali edifici in base alla loro destinazione d’uso e ad altri strumenti tecnico-estimali. Al primo lotto di 1.816.9 immobili “ fantasma “ scovati è stata assegnata una rendita complessiva, definitiva o presunta, di 817 milioni di euro circa che permetterà di recuperare un’ingente somma di sommerso. Il dipartimento delle finanze stima una rendita ai soli fini I.M.U. Di circa 356 milioni di euro, un’imposta I.R.P.E.F. Che si aggira sui 110 milioni e 6 verranno recuperati dalla registrazione di contratti d’affitto finora non denunciati. Tutto questo solo per l’anno d’imposta corrente. La normativa prevede però che i proprietari di tali immobili sconosciuti al fisco regolarizzino anche la posizione per gli anni precedenti portando così un altro considerevole gettito alle casse dello stato. Assistenza legale Ricordiamo ai gentili lettori che la Confederazione Italiana Agricoltori mette gratuitamente a disposizione dei propri associati (in regola con il pagamento delle tessera associativa) un consulente legale secondo i seguenti orari e previo appuntamento: TRENTO - Via Maccani, 199 tutti i giovedì dalle 16.30 alle 18.00 Avv. Andrea Callegari CLES - Via Dallafior, 40 il primo lunedì del mese dalle 14.00 alle 15.30 - Avv. Piergiorgio Sandri il secondo giovedì del mese dalle 14.00 alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann 13 mercatino 14 Cicli di vita e rapporti tra generazioni I l Festival dell'Economia è giunto alla sua settima edizione, si conferma come l'appuntamento dell'anno per il dibattito e la discussione delle grandi questioni del nostro tempo. Dal 31 maggio al 3 giugno economisti, giuristi, imprenditori, politici, sociologi, filosofi si confrontano su un tema cruciale per le scelte di politica economica: “Cicli di vita e rapporti tra generazioni”. Anche quest'anno anteprima fuori casa. Il 19 maggio il Festival si trasferirà per un giorno a Bari dove ci saranno due appuntamenti sul tema Giovani, creatività e impresa. “La crisi - scrive Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival - è destinata a lasciare cicatrici profonde nelle generazioni che si sono trovate, loro malgrado, ad entrare nel mondo del lavoro in questi frangenti. Gli eventi negativi lasciano spesso tracce persistenti nei comportamenti degli individui, ne pregiudicano carriere, i tempi con cui costruiscono una famiglia, li espongono a futuri rischi di disoccupazione, possono avere effetti anche a molti anni di distanza sulla loro salute. Il rischio è di avere intere generazioni di perdenti anche perché la crisi ci lascerà in eredità anche un alto debito pubblico i cui oneri finiranno per gravare come un macigno sulle generazioni che iniziano oggi a lavorare.” Il tema cruciale dei rapporti tra generazioni si traduce nella ricerca di un sistema che sappia da un lato valorizzare la longevità e dall'altro offrire opportunità ai giovani. Insomma - riflette ancora Boeri - “la Grande Recessione e poi la crisi del debito hanno aperto, non solo in Italia, una grande questione giovanile e una grande questione degli anziani. I primi hanno seri problemi ad entrare nel mercato del lavoro e a iniziare il loro ciclo di vita. I secondi faticano a chiuderlo serenamente perché hanno seri problemi di liquidità verso la fine della loro esistenza.” È davanti agli occhi di tutti la delicatezza di questo particolare momento storico, non solo per il nostro Paese, ma per tutta l'economia mondiale. E Trento si conferma un appuntamento irrinunciabile dove mettere a confronto, analisi, prospettive e possibili soluzioni. La qualità del dibattito è come sempre testimoniata dall'altissimo livello degli ospiti del Festival, che vede anche quest'anno un ricco calendario di incontri. I premi Nobel sono di casa, quest'anno tre: Christopher Pissarides e Dale T. Mortensen, Premi Nobel per l'Economia 2010 che illustreranno gli effetti della recessione sul mercato del lavoro; Eric S. Maskin Premio Nobel per l'Economia nel 2007 che spiegherà perché tendiamo a scaricare sulle generazioni future decisioni rilevanti di natura economica. Tanti gli economisti internazionali, tra gli altri Barry Eichengreen, tra i massimi esperti del sistema monetario; Olivia S. Mitchell tra le maggiori esperte di sistemi pensionistici e assicurativi; Thomas Piketty, docente di Economia alla Paris School of Economics, tra i più esperti analisti dell'interazione tra sviluppo economico e distribuzione del reddito e della ricchezza; Adair Turner, presidente della Financial Services Authority del Regno Unito, un'economista che si divide tra business, politica economica e ricerca universitaria. Numerosi gli ospiti protagonisti del dibattito economico e politico nazionale. Parteciperanno ai diversi incontri fra gli altri: Susanna Camusso, Segretario generale della CGIL, Corrado Clini ministro dell'Ambiente, Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e Trasporti, Michel Martone, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marco Rossi Doria e Elena Ugolini, sottosegretari al Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. Come ha sottolineato Boeri “si parlerà molto anche di ingresso nel mondo del lavoro e di formazione sul posto di lavoro. Verranno esaminati inoltre i patti intergenerazionali informali, così importanti nel campo dell'assistenza alle persone non autosufficienti, dai genitori che aiutano i figli nella cura dei nipoti soprattutto quando mancano gli asili nido, ai figli che assistono i loro genitori. Perché c'è un patto intergenerazionale anche in molte scelte all'interno della famiglia. E sono quasi sempre le donne che si devono prendere cura dei genitori e dei suoceri, sottraendo tempo al proprio lavoro, alla propria realizzazione professionale e, dunque, ritoccando all'ingiù le loro pensioni future”. Come Testimone del tempo giovedì 31 maggio apre Carlo De Benedetti che ci racconterà come si è trasformato il mercato del lavoro in Italia negli ultimi cinquant'anni e come sono mutati meccanismi di selezione della classe dirigente, a partire dal management delle grandi imprese. Venerdì 1 giugno Testimone del tempo sarà la figura del maestro di scuola, da sempre cerniera fra diverse generazioni. Non solo. La scuola tutta riceverà una particolare attenzione in questa edizione del Festival. Sabato 2 giugno sarà, invece, la volta di due magistrati in prima fila nella lotta al crimine organizzato. Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, e Michele Prestipino, procuratore aggiunto presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, risponderanno alle domande di Gaetano Savatteri sui rapporti tra generazioni all'interno delle cosche mafiose. Come ogni anno tante le voci di autorevoli economisti, tra gli altri Orazio Attanasio, Alberto Bisin, Pietro Garibaldi, Andrea Ichino, Annamaria Lusardi, Michele Polo, Lucrezia Reichlin, Salvatore Rossi, Pier Luigi Sacco, Michele Salvati. Il Festival ha la sua forza anche per la partecipazione di personalità che vengono da esperienze diverse e portano il loro punto di vista nel dibattito economico. Per citare solo qualche nome: Andrea Beltratti, Paolo Bertoluzzo, Remo Bodei, Andrea Carandini, Gianluca Comin, Ilvo Diamanti, Oscar Giannino, Gustavo Pietropolli Charmet, Alessandro Profumo, Federico Rampini, Chiara Saraceno, Pierluigi Stefanini, Silvia Vegetti Finzi, Pierluigi Stefanini. Confermati tutti format: Pro e contro, Parole chiave, Alla frontiera, Visioni, Focus, Dialoghi, Intersezioni. Lo stesso vale per gli “Incontri con l'autore” a cura di Tonia Mastrobuoni, dove partendo dai libri si affrontano grandi temi dell' economia e della politica con intellettuali e protagonisti del dibattito pubblico. E poi il Festival continua nelle piazze che propongono al “popolo dello scoiattolo” innumerevoli stimoli per conoscere, imparare, riflettere e, perché no, svagarsi ragionando su un tema che pone al centro il confronto fra generazioni. Piazza Duomo, Cesare Battisti, Pasi e Fiera sono gli spazi dedicati all'informazione, agli approfondimenti per i giovani, ai lavoratori e alle imprese, ai laboratori creativi, alla satira e a molto altro ancora. Foto: Archvio ufficio stampa Festival dell'economia - Giovanni Cavulli - Daniele Mosna - Romano Magrone Cicli di vita e rapporti tra generazioni Trento•Rovereto 31 maggio/3 giugno 2012 La “squadra” del Festival dell'Economia Responsabile scientifico: Comitato Promotore: Progettazione: Partner: Main sponsor: Tito Boeri Provincia autonoma, Comune e Università degli Studi di Trento Editori Laterza, in collaborazione con Gruppo 24 Ore e Comune di Rovereto Intesa Sanpaolo Gruppo Dolomiti Energia, Fiat S.p.A.,Vodafone Italia Per maggiori informazioni: CAA NOTIZIE DAL CAA a cura di Stefano Gasperi OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DEI CARBURANTI USO AUTOTRAZIONE AD ACCISA NON AGEVOLATA C’è ancora possibilità di comunicare senza applicazione di sanzioni “Per disporre di strumenti di quantificazione delle entrate della Provincia relative al gettito delle accise sui carburanti per autotrazione, ferme restando le comunicazioni previste dalla vigente legislazione statale e provinciale, i gestori degli impianti stradali e autostradali, degli impianti per unità da diporto e per aeromobili e degli impianti a uso privato, compresi gli imprenditori agricoli, comunicano alla Provincia la quantità di prodotto erogata.” Il prelievo di carburanti in recipienti mobili presso gli impianti stradali e presso i rivenditori all’ingrosso da parte di operatori economici o altri utenti che hanno la necessità di rifornire i propri mezzi diret- tamente sul posto di lavoro, per quantitativi superiori a cento litri e inferiori ai limiti previsti dalla normativa vigente in materia di trasporti pericolosi, è soggetto a comunicazione alla struttura provinciale competente in materia di commercio. Il rifornimento è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di comunicazione. Le funzioni di vigilanza sul rispetto di questa legge, dei regolamenti di esecuzione e dei provvedimenti attuativi sono svolte dai dipendenti dei comuni e dai dipendenti della Provincia assegnati alla struttura provinciale competente in materia di commercio, autorizzati rispettivamente dal comune o dalla Provincia. SANZIONI È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 a 6.000 euro chi: installa ed esercita un’attività di distribuzione di carburante per autotrazione a uso privato o ristruttura totalmente in assenza della prescritta autorizzazione o della dichiarazione di inizio attività se prevista dal regolamento di esecuzione. È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100 a 600 euro chi:in caso di 19 autorizzazione per l’installazione e l’esercizio di impianti di distribuzione di carburante per autotrazione a uso privato, rifornisce mezzi appartenenti a soggetti diversi. La violazione dell’obbligo di comunicazione prevista dall’articolo 42 è punita, per i rivenditori all’ingrosso, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.500 a 9.000 euro e, per i gestori degli impianti, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 a 6.000 euro. Al coordinamento dei responsabili regionali del Caa Cia del 5 marzo scorso POCO FUNZIONALE, MAL GESTITO, RISSOSO, DISCREPATO, DISCORDATO, INCOESO: MEGLIO ABBATTERLO? Il sistema di gestione degli aiuti all’agricoltura funziona di cacca. Dubbi sulla possibilità di riforma. Forse sarebbe meglio abbatterlo. emblema di quell’Italia decadente che ottusamente persevera nell’evidenza di una demezialità tanto nociva quanto irritante potrebbe a buona ragione essere rappresentato dal sistema AGEA/SIN. Il sistema che gestisce l’informatizzazione dei dati delle aziende agricole italiane e provvede alle erogazioni finanziarie a loro destinate è diventata un scassata utilitaria che per farla camminare ti costa più che prendere il taxi. Non fosse di recente introduzione nessuno dubiterebbe che, il mitico Bartali, proprio a questo pensasse quando pronunciò la famosissima frase “Tutto sbagliato , tutto da rifare”. Il problema è aggravato da una impossibilità di controllo dal basso. Le imprese sono sconcertate, ma ovviamente faticano a capire, i Caa non sono ascoltati, sono pagati CAA poco e male, contano poco e marciano in ordine sparso, gli organismi pagatori da buoni enti pubblici si adeguano acriticamente ai dettami di un sistema AGEA/SIN che trova il modo di annodare il fil di ferro con le dita dei piedi pur di perpetrarsi a caviale & champagne. Il coordinamento nazionale dei responsabili ha finalmente preso una posizione chiara sulla questione, che riportiamo di seguito. Il Coordinamento del 5 Marzo dei Responsabili Regionali del CAA ha visto la partecipazione di tutte le Regioni ad esclusione di Veneto, Molise e Lazio (Veneto assenza annunciata). Il Coordinamento ha espresso ad unanimità l’esigenza di portare all’attenzione degli Organi Confederali la situazione in cui versa il sistema pubblico AGEA/SIN che evidenzia, all’avvio della Campagna PAC 2012, i consueti elementi di criticità funzionale e di management, aggravati da un quadro dirigenziale caratterizzato da rissosità e totale assenza di coesione tra Presidenza, Direzione Generale e Direzione degli Organismi Pagatori primi tra tutti, AGEA, che impedisce tra l’altro, di avviare una seria politica di ristrutturazione dell’intero sistema ed in particolare del SIN e delle sue croniche disfunzioni e nel complesso, dell’intero sistema pubblico di gestione degli aiuti e dei controlli. Appare non più rinviabile l’esigenza di individuare e perseguire, da parte della nostra Confederazione, una strategia che consenta di definire un nuovo modello di gestione degli aiuti comunitari e nazionali destinati agli agricoltori italiani: più efficiente e meno costoso, improntato su una semplificazione che premi i percorsi virtuosi dell’Amministrazione Pubblica, ma anche semplifichi la vita del cittadino agricoltore; un modello scevro da criticità funzionali alimentate da vecchie logiche politiche e sterili guerre di posizioni dei suoi dirigenti storici. Tale quadro di inefficienza da noi già denunziato fin dal 2011 con due lettere indirizzate all’ex Direttore del SIN, una inefficienza costosa per il settore agricolo del nostro Paese, ha determinato negli ultimi anni, una costante e significativa marginalizzazione dei CAA nel loro ruolo di garanti di una sussidiarietà funzionale ed essenziale per le aziende agricole. Dobbiamo rappresentare una insostenibile assenza, da parte di AGEA di un confronto fattivo che consenta di definire regole e procedure. Da alcuni anni ormai AGEA non concorda attraverso un opportuno e tempestivo confronto con i CAA, le Circolari applicative e le metodologie di governo dell’intero sistema, esempio anche recente quello delle circolari di apertura della Campagna 2012 per PSR e Domanda Unica. Dobbiamo anche sottolineare come la modulistica che regola l’uso degli strumenti (es. fascicolo aziendale) è ferma ormai dal 2005. I sistemi di controllo gestiti da AGECONTROL e da Società private, vengono effettuati senza un manuale tecnico di riferimento, discusso ed analizzato preventivamente con i CAA, un documento comune che definisca in piena trasparenza la giustezza della documentazione da acquisire e detenere. Un sistema che genera mancati pagamenti su cui non riesce a predisporre strumenti efficaci di correzione, con evidenti danni alle aziende e una generale dispersione di risorse generate da un sistema informativo spesso caratterizzato da livelli di efficienza “imbarazzanti”. Dal 2005 ad oggi sono alcune decine di migliaia le domande non pagate o pagate parzialmente su cui solo in parte si è potuto intervenire per una correzione positiva e comunque tardiva. Ben oltre 40 i milioni di euro dispersi in 6 anni di applicazione della Riforma per le nostre aziende agricole, numeri percentualmente piccoli (34%) ma che per molte aziende hanno significato una perdita importa- 20 te di risorse e per il nostro CAA un molto spesso inutile ed affannoso lavoro di recupero. Si avvia la nuova Campagna PAC 2012, senza il pagamento della Convenzione 2011. Senza una Convenzione 2012 e quindi senza certezze per i CAA e per i loro bilanci. Siamo stati categorici nel pretendere una Convenzione che desse certezze nei primi tre mesi di esercizio. Si avvia una Campagna PAC senza una selezione dei CAA in chiave di efficienza e di rispetto delle regole, da noi fortemente auspicato. Il Coordinamento denuncia inoltre una preoccupante situazione della capacità di dialogo funzionale tra Regioni ed AGEA nella gestione dei PSR e non solo (l’esempio del settore vino è emblematico). Il Coordinamento quindi affida alla Confederazione queste sue riflessioni, confermando comunque un impegno straordinario di tutto il Sistema CAA della Cia per questa Campagna PAC 2012, un impegno se possibile ancora più determinato, orientato ad una maggiore professionalità e puntualità di assistenza e attento all’introduzione di strumenti che favoriscano lo sviluppo. Con la stessa determinazione vogliamo sottoporre alla Confederazione, attraverso il suo Presidente Nazionale, l’esigenza di rappresentare al Ministro l’opportunità di costituire un tavolo di confronto con AGEA con le Organizzazioni Professionali Agricole e i loro CAA, così come previsto anche dalla convenzione 2011, al fine di avviare un confronto franco ed efficace per un presidio più fattivo e per definire un modello più efficiente di gestione del processo amministrativo connesso all’erogazione degli aiuti che valorizzi a pieno semplificazione, efficienza e confronto. Crediamo necessario rappresentare al Ministro di attivarsi affinché ripristini, come da sua esclusiva prerogativa, il Consiglio di Rappresentanza, organo di verifica e tutela CAA previsto dall’articolo 8 dello Statuto di AGEA, dove le Organizzazioni Agricole trovano la propria naturale collocazione. Ovviamente il Sistema CAA-CIA conferma la sua vocazione di strut- tura di Sistema e rafforza il suo Coordinamento attraverso un più intenso lavoro di raccordo e di confronto sulle questioni più importanti. Il contenzioso legale, applicato con sistematica puntualità e sempre a tutela degli interessi dei nostri agricoltori, rappresenta uno degli strumenti di presidio a cui dovrà sempre affiancarsi una politica di gestione dei rapporti, ma anche di denuncia dei disservizi e delle inefficienze. Retribuzioni dirigenti AGEA di prima fascia (dati Agea) Retribuzioni dirigenti AGEA di seconda fascia (dati Agea) Solo di pure retribuzioni lorde dei soli dirigenti di prima e seconda fascia (esclusi benefit, viaggi, rimborsi, costi diretti per la ditta, costo degli uffici ecc. acc.) Agea spende oltre 1, 5 milioni di `. pari a quello che riconosce ai CAA per la gestione di oltre 91.000 fascicoli aziendali. È cioè stimabile con buona approsimazione che il 10% di tutto quanto distribui- to ai CAA per creare e gestire tutti i fascicoli aziendali italiani necessi ti solo per mantenere 11 dirigenti della sola Agea. Nel 2009 sono stati erogati “premi e performance” circa 4.735.000 `. paria a quanto riconosciuto ai CAA per la gestione di 284.000 fascicoli aziendali. Quindi solo per le voci retibuzioni lorde dei dirigenti + premi e performance di 21 Agea si spende quanto a creare e gestire ¼ di tutti i fascicoli aziendali italiani. Vorremmo tanto sapere quanto costa l’intera Agea, compresi le società collegate (SIN, AGECONTROL, ecc.) e i costi aggiuntivi degli Organismi Pagatori regionali o provinciali e dei loro fornitori specie di sistemi informatici. Vorremmo, ma sappaimo che non sarà mai possibile. sicurezza tive svolte nell’azienda. Detti corsi, rivolti in modo mirato al settore dell’agricoltura, fino ad alcuni mesi fa si articolavano su una durata minima di 16 ore di frequenza, mentre da ora in poi i citati corsi devono svolgersi per una durata minima di 32 ore, sulla base dell’entrata in vigore dell’Accordo tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di LE NOVITÀ SULLA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE AZIENDE AGRICOLE Unità Consulenza Qualità, sicurezza e certificazioni Dipartimento Sperimentazione e Servizi Tecnologici Centro Trasferimento Tecnologico Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all’Adige (TN) a normativa vigente prevede che il titolare di qualsiasi tipo di azienda agricola (a vocazione viticola, frutticola, orticola, zootecnica ecc.) possa svolgere direttamente i compiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e di Protezione (RSPP), come citato all’ articolo 34, commi 2 e 3 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. Questo è possibile solo nel caso in cui l’azienda agricola non superi il numero di 30 lavoratori. Per svolgere questa mansione è necessario avere frequentato un idoneo percorso formativo, comprendente contenuti generali normativi sugli aspetti inerenti la salute e la sicurezza, ma anche specifici in base alla tipologia di attività lavora- L Bolzano, siglato il 21 dicembre 2011 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11/1/2012,. Questo perché il settore dell’agricoltura è stato classificato a “Rischio medio”. Sono stati fatti salvi i percorsi di formazione in precedenza già avviati, oppure già programmati, entro la data del 26 gennaio 2012, i quali possono ancora essere tenuti con durata di 16 ore. In questo caso, tuttavia, essi debbono essere ultimati entro e non oltre il 26 luglio di quest’anno. Va fatto presente, onde evitare equivoci, che i corsi devono essere tarati sul settore in cui si opera in quanto vi sono diversità tra quelli relativi all’agricoltura e quelli rivolti ad artigianato, edilizia, varie tipologie di industria ecc. I contenuti dei corsi sono basati su 4 moduli, e, più specificatamente: 22 1. Modulo Normativo - Giuridico, comprendente la trattazione del sistema legislativo in materia di salute e di sicurezza dei lavoratori, la responsabilità civile e penale, la tutela assicurativa, la responsabilità amministrativa, il sistema ed i soggetti della prevenzione. 2. Modulo di gestione ed organizzazione della sicurezza, nel quale ci si addentra verso i criteri e gli strumenti necessari per l’individuazione e la valutazione dei rischi, la considerazione degli infortuni mancati e le modalità di accadimento degli stessi, le attività di partecipazione dei lavoratori, il documento di valutazione dei rischi (DVR), l’organizzazione e la gestione della sicurezza, gli obblighi connessi ai vari contratti (appalto, opera, somministrazione), eventuali documenti unici di valutazione dei rischi interferenziali (DUVRI), gestione della documentazione, organizzazione della prevenzione incendi, del primo soccorso e coordinamento delle emergenze. 3. Modulo Tecnico - Individuazione e valutazione dei rischi. In questa parte vengono presi in considerazione i principali fattori di rischio e le relative misure di prevenzione e di protezione, contemplando anche gli aspetti attinenti i dispositivi di protezione individuale (DPI), l’utilizzo dei quali può risultare necessario dagli esiti della valutazione dei rischi effettuata, divenendo conseguentemente obbligatorio per svolgere in sicurezza determinate attività lavorative. 4. Modulo Relazionale, rivolto alla formazione ed alla consultazione dei lavoratori. Aspetto importante e fondamentale in quanto vengono trattate le modalità che deve adottare il Datore di Lavoro per attivare i processi di informazione, formazione ed addestramento dei lavoratori. sicurezza Al termine di questi corsi di formazione il partecipante ottiene l’ attestato di frequenza. Sono comunque richiesti, in seguito, momenti di aggiornamento, dedicati ad argomenti specifici del settore, della durata complessiva di 10 ore, da svolgersi entro 5 anni dall’effettuazione del primo corso. Preferibilmente, questo totale di ore, deve essere spalmato nel quinquennio. Per chiarezza di informazione va detto che la valutazione dei rischi non è derivata dall’accordo del 21 dicembre 2011, ma era prevista già dall’entrata in vigore del D. Lgs. 81/2008. Infatti, l’articolo 29 del Testo Unico cita che il Datore di Lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento “…comunque, non oltre il 30 giugno 2012”. LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ED IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR) Parlando di sicurezza sui luoghi di lavoro non ci si può esimere dal concetto di valutazione preventiva dei rischi. Ad essa, infatti, si collega una serie di adempimenti, come la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), la formazione e l’informazione, l’addestramento dei lavoratori, la nomina del medico competente nei casi previsti, la fornitura dei necessari ed idonei dispositivi di protezione individuale ecc. Il cardine fondamentale, quindi, da cui partire per rendere il più possibile sicura ogni azienda, è proprio tale valutazione. Questa deve essere intesa come la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti in azienda e all’interno della quale essi prestano la propria attività. Tale documento ha come fine l’individuazione delle adeguate misure di prevenzione e di protezione necessarie a ridurre al minimo i rischi individuati all’interno della propria azienda. Il DVR (Documento Valutazione dei Rischi) è quindi uno strumento programmatico attraverso il quale l’azienda pianifica i propri interventi, in modo sistematico, in materia di salute e di sicurezza. Nella logica delle cose, però, aver redatto una attenta e completa valutazione dei rischi non significa essere arrivati al capolinea ed aver messo in sicurezza l’azienda. La valutazione dei rischi è uno strumento imprescindibile, che deve essere poi seguito da una serie di interventi, qualora necessari, volti alla prevenzione ed alla protezione dai rischi individuati. In quest’ottica, la valutazione è solo il punto di partenza per una serie di considerazioni indispensabili per la messa in sicurezza di tutte le attività che si svolgono nei luoghi di lavoro. Questo aspetto è di fondamentale importanza ed è uno dei concetti base che vengono analizzati durante gli specifici corsi di formazione, tenuti anche dal personale della Fondazione E. Mach - Unità Consulenza, Qualità, sicurezza e certificazioni, qualificato per lo svolgimento di questa mansione. È doveroso evidenziare che l’attività formativa in merito alla salute ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dei tecnici di FEM, iniziato ancora prima dell’entrata in vigore del D. Lgs. 81/2008, ed ora comprendente anche l’aspetto inerente la valutazione dei rischi, è strettamente correlato a specifiche richieste da parte delle principali Organizzazioni di Produttori attive sul territorio provinciale ed è derivato, evolvendosi conseguentemente, nell’ambito di specifiche attività in precedenza già avviate, nel contesto e nel rispetto di convenzioni professionali operative concordate. La valutazione dei rischi deve essere effettuata da tutte quelle aziende che, a diverso titolo, assumono lavoratori (fissi, stagionali, collaboratori ecc.) e deve essere compiuta dal Datore di Lavoro il quale, per l’analisi e la stesura del- 23 la stessa, può avvalersi di consulenze professionali esterne. Nella maggior parte dei casi, nella realtà agricola trentina, il Datore di Lavoro riveste e si configura anche nel ruolo di RSPP in quanto, nella maggioranza dei casi, ha partecipato ad idonei corsi di formazione e quindi risulta l’unica figura all’interno dell’azienda che può effettuare detta valutazione. Se fino al 30/6/2012 il datore di lavoro che occupa fino a 10 lavoratori può autocertificare di aver effettuato la valutazione dei rischi, a partire dal 1 /7/2012 deve uniformarsi alle nuove disposizioni le quali prevedono che tutti gli agricoltori che a vario titolo assumono dipendenti, debbano produrre un documento di valutazione dei rischi (DVR) in forma scritta. Il DVR non è un documento statico in quanto, a fronte di mutamenti in seno all’azienda (nuove macchine, nuove attrezzature ecc.) che possano comportare variazioni riguardo la tipologia dei rischi, o a fronte del grado di evoluzione della tecnologia di prevenzione o della protezione oppure, nel caso in cui siano accaduti gravi infortuni, risultati significativi ed emersi in sorveglianza sanitaria (quando prevista), è necessario effettuare una revisione che prenda in considerazione il mutato assetto aziendale. I rischi che devono essere presi in considerazione sono quelli tipici del settore e la loro quantificazione è legata alle singole realtà aziendali. Ciò che ne deve uscire, pena l’inefficacia delle misure intraprese, è un vestito cucito su misura dell’azienda, un documento non generico, ma personalizzato e dettagliato. Le tipologie di rischi principali che un’azienda agricola dovrà analizzare, prendendoli in considerazione, sono ad esempio: rischio meccanico, chimico, vibrazioni e rumore, movimentazione manuale dei carichi, elettrico, microbiologico, cadute dall’alto, incendio, stress da lavoro correlato. itinerari G Mulino Zeni (località Sorne, Brentonico) anglio fondamentale dell’economia cerealicola contadina, il mulino «vitruviano» a palmenti si trovava un po’ ovunque nelle valli del Trentino, presso piccoli e grandi corsi d’acqua di cui la regione abbonda. Tuttavia, dei quasi mille mulini che si potevano contare su questo territorio intorno all’Ottocento, il Mulino Zeni, eretto nel 1806, è uno dei pochi ancora in funzione, essendo stato impiegato fino a tempi recenti per lo spezzettamento del mais per i mangimi destinati all’avicoltura. È dotato di una grande ruota a cassette e di una più piccola in ferro, di grandi strutture molitorie con francesi mole in smeriglio, e di grandi congegni per l’abburattamento della farina. Mantenuto sempre in funzione, è oggi utilizzato a scopo didattico e dimostrativo. Per informazioni: contattare i proprietari, signori Zeni Tel. 0464 / 395905, 338 / 4281362 ITINERARIO ETNOGRAFICO DEL TRENTINO MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA www.museosanmichele.it a cura di Antonella Mott N Mulini di Ronco Cainari (Ronco Cainari) ella valle del Vanoi sono stati ristrutturati due mulini adiacenti. Nel mulìn de sóra, risalente al 1779, girano due ruote: una mette in azione l’apparato molitorio per la produzione di farina di granoturco, l’altra il pestìn per decorticare l’orzo. Ai mulini, che hanno funzionato fino al 1966, giungevano grani da tutta la zona di Ronco, talvolta da Caoria. Il progetto di recupero, condotto dal Comune di Castel Tesino con il supporto dell’Ecomuseo del Vanoi e del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, ha messo di nuovo in moto gli ingranaggi e ha avviato la coltivazione di una varietà locale di granoturco denominata Dorotèa distribuendo le sementi e facendo assistenza ai coltivatori. Il mulìn de sót è oggi uno spazio espositivo per approfondimenti culturali sul funzionamento delle macchine ad acqua e la valorizzazione di testimonianze legate al mulino e alla figura del mugnaio. Apertura nel periodo estivo. Per informazioni: Ecomuseo del Vanoi Tel. 0439 / 719106 - www.ecomuseo.vanoi.it 24 ecomusei Rete degli Ecomusei del Trentino L’UOMO, LA TERRA, IL TEMPO UN PATRIMONIO RURALE E CULTURALE DEL CUORE E DELLA MENTE Nell’ambito del Progetto di cooperazione transnazionale SY_CULTour “Sinergia fra cultura e turismo: utilizzo dei potenziali culturali nelle zone rurali” (http://www.sycultour.eu/), nei giorni 28, 29 e 30 marzo 2012 presso il Palace Hotel - Casa Raphael di Roncegno Terme si è tenuto il secondo convegno con i partner transnazionali del progetto. Il progetto, di durata triennale (marzo 2011- febbraio 2014), è coordinato per la Provincia autonoma di Trento dal Servizio vigilanza e promozione delle attività agricole e attuato in collaborazione con il Servizio attività culturali e la Rete degli ecomusei del Trentino, coinvolge partner provenienti da Slovenia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Grecia ed Italia, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale delle aree rurali svantaggiate ricercando sinergie con il settore turistico. SY_CULTour persegue un percorso di riscoperta del patrimonio culturale dei territori mediante il coinvolgimento degli attori locali (amministrazioni comunali, associazioni, popolazione, operatori economici) per l’avvio di azioni coordinate (progetti pilota) che possano favorire la nascita di attività economiche legate al territorio, al suo patrimonio culturale e contrastare la tendenza allo spopolamento che spesso affligge tali aree. In Trentino il territorio individuato per l’attuazione del progetto coincide con i sette Ecomusei provinciali e i progetti pilota saranno focalizzati sulle conoscenze ed esperienze locali legate all’utilizzo delle piante officinali, coltivate e spontanee. Il tema delle piante officinali rappresenta un elemento-ponte tra la cultura popolare locale, ricca di tradizioni legate alla raccolta e l’utilizzo delle erbe spontanee e il progetto di valorizzazione economica TRENTINERBE, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, mediante il relativo disciplinare di produzione e marchio. Nella prima giornata del convegno gli ospiti sono stati impegnati in attività di monitoraggio e coordinamento delle azioni previste dal progetto. La giornata di giovedì 29 marzo è stata dedicata all’illustrazione e sperimentazione di tecniche partecipative quale momento di formazione per i partecipanti per l’apprendimento delle metodologie base per l’avvio di processi partecipativi e l’elaborazione dei progetti pilota nei rispettivi territori. Infine, venerdì 30 marzo, è stata organizzata una visita al territorio e ai siti dell’Ecomuseo del Lagorai e l’incontro con le realtà agricole dell’Associazione Montagna & Benessere di Roncegno Terme che riunisce piccoli produttori di erbe officinali associati al marchio Trentinerbe e di altri prodotti d’eccellenza. Le soleggiate giornate primaverili e la variopinta cornice floreale offerta da Roncegno Terme hanno favorito lo svolgimento dei lavori e allietato il soggiorno degli ospiti. Ecomuseo del Vanoi www.ecomuseo.vanoi.it ecomuseo@vanoi Ecomuseo dell’Argentario www.ecoarge.net [email protected] Ecomuseo della Judicaria “Dalle Dolomiti al Garda” www.dolomiti-garda.it [email protected] Ecomuseo del Lagorai www.ecomuseolagorai.eu [email protected] Ecomuseo Valle del Chiese “Porta del Trentino” www.ecomuseovalledelchiese.it [email protected] Ecomuseo Val di Peio “Piccolo Mondo Alpino” www.linumpeio.it [email protected] 25 Ecomuseo del Viaggio www.ecovalsugana.net [email protected] [email protected] giovani GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI SARA GRASSI MONTI Mi chiamo Sara Grassi Monti ho 19 anni e dopo aver finito la formazione professionale all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, entro a far parte dell’azienda famigliare al fianco di mia mamma in qualità di tecnico imprenditore agricolo, specializzata nelle lavorazioni zootecniche. La nostra azienda agricola biologica “La Fonte” si trova in località Gruim di Mezzomonte Folgaria - www.la-fonte.org Q uali sono le ragioni che ti hanno spinto a scegliere la professione di agricoltore? I motivi principali per cui ho scelto questa professione sono sicuramente l’amore per la natura, gli animali e la vita all’aria aperta, valori che mi ha sempre trasmesso la mia mamma; poi questa passione si è fortificata durante i quattro anni di studio presso la formazione professionale dell’Istituto agrario, durante i quali, oltre alla scuola in sè, che di sicuro mi ha fruttato molto, mi ha motivato conoscere tanti altri giovani che condividono le mie stesse passioni. prendere anche questa parte “meno agricola” dell’azienda. Quali sono gli aspetti di questa professione che ti danno maggiori soddisfazioni? Le maggiori soddisfazioni me le danno sicuramente i miei animali, specialmente in questo periodo con le nascite, è vero che aumenta il lavoro, ma aumentano notevolmente anche le “felicità”, sia perché ci sono in giro un sacco di agnellini e caprettini “traballanti” sia perché con il latte posso sbizzarrirmi a pro- Quali sono i maggiori problemi che hai incontrato nell’avvio della tua attività? I maggiori problemi che finora ho incontrato sono legati quasi sempre all’inesperienza, perché tante volte, specialmente a livello burocratico, scopro complicazioni che non mi sarei mai nemmeno immaginata, ma sono sicura che riuscirò a com- 26 durre vari tipi di formaggi; inoltre le soddisfazioni in questo lavoro sono date da tanti piccoli dettagli, come i complimenti di un cliente che apprezza i nostri prodotti o il riuscire a dare un buon consiglio dettato dall’esperienza ad un’ altro allevatore o ancora vedere la sorpresa e la gioia di grandi e piccini che vengono in azienda e scoprono le meraviglie della natura, inoltre forse la più grande soddisfazione la sento nelle frasi di mia mamma che è felice che io abbia deciso di lavorare accanto a lei in questa azienda. CIA DIXIT BENZINA: IL “CARO GASOLIO” MANDA “IN ROSSO” LE IMPRESE AGRICOLE. Serve subito un azzeramento delle accise. Altrimenti sarà il tracolla a cura di Massimo Tomasi La Cia lancia l’allarme: è ormai una situazione insostenibile. Negli “sconti carburante” che il governo sta studiando per alcune categorie è indispensabile inserire anche l’agricoltura, che negli ultimi anni ha subito un gravoso aumento dei costi. La misura non deve riguardare solo le serre, ma tutte le aziende del settore primario. l “caro gasolio” sta mandando “in rosso” i bilanci delle imprese agricole. I continui record del prezzo del carburante (quello agricolo ha superato abbondantemente l’euro a I litro) hanno effetti devastanti sul settore. E sono le serre che in questi mesi hanno subito i danni più pesanti. Ma per tutte le aziende è emergenza piena. Secondo le prime stime, nel 2012 l’intero mondo agricolo sarà costretto a sostenere un costo aggiuntivo che supera i 2 miliardi di euro, determinato proprio dai rialzi dei prodotti petroliferi. Ecco perché è indispensabile che il governo azzeri al più presto le accise in modo da permettere una riduzione dei costi. E’ quanto chiede la CiaConfederazione italiana agricoltori. Di fronte alle notizie che parlano di uno “sconto benzina” negli studi di settore, da parte del governo verso i lavoratori autonomi e le piccole imprese (dove appaiono, però, esclusi gli agricoltori), la Cia ribadisce l’esigenza di un provvedimento tempestivo nei confronti dell’agricoltura, che in questi ultimi anni, dopo l’abolizione nel 2009 delle agevolazioni (l’accisa zero) sull’acquisto di gasolio per le serre, ha subito pesanti contraccolpi dal “caro carburante”. Ecco perché -rileva la Cia- diventa fondamentale un azzeramento delle imposte che, oltre alle serre, venga esteso a tutte le aziende agricole, proprio in considerazione dei gravosi oneri che sono costrette a sostenere. D’altronde, la stagione invernale ha fatto crescere il ricorso al riscaldamento e ciò -avverte la Cia- ha determinato un incremento dei consumi di carburante, con il relativo aggravio nella gestione delle imprese. L’importante, comunque, è che si proceda con un intervento -rimarca la Cia- che sia compatibile con le norme Ue, evitando così un’ulteriore querelle come quella che, sotto la spinta della Commissione europea, ha provocato l’abolizione dell’agevolazione. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende agricole italiane. D’altra parte, in passato l’agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “carogasolio”, le cui quotazioni stanno attualmente registrando una drammatica impennata e vanno a incidere pesantemente non solo sulla gestione delle serre, ma anche su quella delle altre imprese agricole. Erasmus per giovani imprenditori È un progetto promosso dalla Commissione Europea allo scopo di stimolare l’imprenditorialità, la competitività e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese in Europa. L’obiettivo è quello di facilitare lo scambio di esperienze, l’apprendimento e il networking tra giovani/nuovi imprenditori (NE) e imprenditori di successo (HE). Il programma offre: • da 1 a 6 mesi di esperienza tra due realtà imprenditoriali; • un contributo economico mensile per i NE che decidono di partire (in media 800 ` mensili ma la somma varia in base al paese di destinazione); • il supporto di un’organizzazione intermediaria, come la CIA, che servirà da collegamento e offrirà ai NE italiani l’opportunità di conoscere l’agricoltura europea; • visibilità su scala europea per entrambe le categorie di imprenditori. Per maggiori informazioni: www.erasmus-entrepreneurs.eu oppure tel. 0461.421214. 27 Edmund Mach FONDAZIONE MACH E LAIMBURG, AL VIA I TAVOLI TECNICI Prosegue a grandi passi la collaborazione tra la Fondazione Edmund Mach e il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg avviata con la recente sottoscrizione dell’accordo quadro per favorire la collaborazione scientifica, nel trasferimento tecnologico, nella formazione superiore e nella divulgazione nei settori agricoli, agroalimentare forestale e ambientale. Oggi a San Michele si sono insediati i tavoli tecnici, primo atto del neocostituto nite le modalità di lavoro dei tavoli e l’organizzazione di una serie di eventi congiunti che si svolgeranno già a partire dalla primavera. RICONOSCIMENTO ACCADEMICO ALLA RICERCA ENOLOGICA TRENTINA Nel corso della tornata del 2 marzo prossimo, nella sede dei Georgofili a Firenze, Giorgio Nicolini, ricercatore del Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, verrà nomina- NOTIZIE DALLA FONDAZIONE EDMUND MACH ISTITUTO AGRARIO DI SAN MICHELE ALL’ADIGE a cura di Silvia Ceschini (Ufficio Stampa) comitato di indirizzo coordinato da Roberto Viola, dirigente del Centro ricerca e innovazione della Fondazione Mach. I tavoli tecnici operano sue tre principali tematiche di importanza strategica per i due territori di riferimento: miglioramento genetico, organismi invasivi e malattie emergenti, agricoltura sostenibile. Nell’incontro di oggi sono state defi- to “accademico corrispondente” della prestigiosa Accademia Italiana della Vite e del Vino. 28 L’Accademia accoglie al proprio interno personalità nazionali e internazionali di riconosciuto valore nei diversi contesti della vitienologia. Nella sua ormai più che venticinquennale carriera, Giorgio Nicolini è stato responsabile di varie Unità operative del Dipartimento Laboratorio della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, docente di enologia in corsi universitari, autore di 300 lavori pubblicati e insignito di premi per la ricerca sia in ambito nazionale che internazionale. Nutritissima anche la sua attività di relatore A LEZIONE DI BRUNELLO CON RICCARDO ILLY Docente d’eccezione oggi alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Per parlare di vino agli studenti del corso enotecnici nell’ambito di un ciclo di lezioni dedicate alla scoperta delle più importanti zone vitivinicole italiane è intervenuto Riccardo Illy, presidente dell’omonimo gruppo che recentemente ha acquisito l’azienda agricola Mastrojanni a Montalcino. Agli studenti della quinta e sesta classe del corso “esse” seguiti dal docente Salvatore Maule, Riccardo Illy ha parlato della propria esperienza imprenditoriale, delle differenze tra mondo del caffè e del vino, illustrando storia e caratteristiche del vitigno Sangiovese e del vino Brunello di Montalcino, a cui è seguita una approfondita degustazione di Rosso di Montalcino 2009 e Brunello di Montalcino 2007. brevi pat NOTIZIE BREVI tratte dal sito www.trentinoagricoltura.it IL CONSORZIO VAL DI GRESTA HA ESAURITO LE SCORTE In cella rimangono le quantità sufficienti per le forniture concordate con le mense scolastiche. Il consorzio ortofrutticolo Val di Gresta ha esaurito le scorte di ortaggi conferiti nella stagione 2011 ancora a metà aprile. La presidente del consorzio Vanda Rosà è soddisfatta del quantitativo di ortaggi conferiti lo scorso anno. Sono stati infatti superati i 18 mila quintali con un incremento di 2000 quintali rispetto alla stagione 2010. Senza la devastante grandinata dei primi di luglio che ha colpito fortemente l´alta valle, la quantità conferita avrebbe raggiunto i 20 mila quintali. A questa va aggiunta la produzione degli orticoltori non associati al consorzio stimata in circa 15.000 quintali di ortaggi, venduti direttamente o tramite commercianti locali. MERCATO RIFLESSIVO PER IL GRANA TRENTINO Il mercato del Grana trentino attraversa un periodo di riflessione con prezzi inferiori a quelli del 2011. Il calo è conseguente alla situazione critica del Grana padano e del Parmigiano reggiano causata dall´aumento di produzione e conseguente eccedenza di offerta. In Trentino la produzione di Grana marchiato è stata di 80 mila forme nel 2010 e di 92 mila forme nel 2011. L´incremento è dovuto alla ripresa dell´attività produttiva di Grana trentino da parte del caseificio SAV di Villalagarina. Nel 2012 si dovrebbe raggiungere il tetto di 98 mila forme. MONITORAGGIO EUROPEO SULLA MORIA DELLE API Franco Gatti, medico veterinario dell´Azienda per i servizi sanitari della Provincia di Trento, esperto di patologie e parassitosi delle api, è stato incaricato di seguire sul territorio trentino il progetto europeo denominato BEE-NET. Il protocollo ha assegnato al Trentino un unico modulo costituito da 5 apiari composti da un minimo di 10 famiglie di api stanziali allocati nei comuni di Trambileno, Predazzo, Cles, Levico Terme e Lisignago. Il dr. Gatti dovrà eseguire 4 sopralluoghi durante la stagione 2012 e trasmettere i dati al SIN, sistema informatico nazionale che ha sede a Teramo. Oggetto dei controlli saranno tutte le cause che provocano moria nelle famiglie di api. rischio comprensiva dei danni da Drosophila suzukii ha raggiunto finora i 5 milioni di euro. La direzione del Codipra informa però che l´ISMEA ha bloccato la sottoscrizione di ulteriori contratti di questo tipo in attesa di conoscere, seppure approssimativamente, l´entità del danno della gelata dell´8-9 aprile su piante di ciliegio in differenti fasi di fioritura. INIZIATO IL VOLO DI RITORNO DEI MAGGIOLINI Il mercato delle mele in Trentino è attivo e fa realizzare prezzi ritenuti remunerativi solo per le varietà rosse: Red, Dallago e Fuji. E´ invece ferma la domanda di Golden sul mercato nazionale per le cooperative trentine di fondovalle. Riesce a vendere Golden solo Melinda, perché offre merce più o meno fortemente grandinata qualificata di seconda categoria, ma buona da consumare e soprattutto ceduta a prezzo scontato. Nella Piana Rotaliana infestata da maggiolini è finito il primo volo di adulti verso i boschi di latifoglie. Entro la fine di aprile i tecnici prevedono che inizierà il volo di ritorno delle femmine per deporre le uova mature nei terreni liberi da reti protettive. Quest´anno, dice Mauro Varner capo tecnico del Gruppo Mezzacorona, il volo è stato più intenso nelle zone situate a sud della Piana Rotaliana. Il fenomeno di andata e ritorno dai terreni infestati ai boschi di latifoglie si può ripetere anche più volte. ANNO DI ELEZIONI PER IL CONSORZIO DI BONIFICA Il commissario del Consorzio atesino di bonifica ha indetto ufficialmente le elezioni degli organi statutari il 16 aprile 2012. Le elezioni si terranno il 15 novembre. Si tratta di un fatto amministrativo che non si ripete da 40 anni. Sindacati agricoli, enti ed organizzazioni pubbliche interessati all’attività del consorzio hanno tempo fino al 15 giugno per presentare proprie liste di candidati. Il 15 luglio sarà pubblicato l´elenco provvisorio degli aventi diritto al voto. DANNI DA DROSOPHILA: SOSPESE NUOVE POLIZZE Il valore delle ciliegie e dei piccoli frutti assicurati con polizza multi- 29 MERCATO ATTIVO PER LE MELE ROSSE FIORI DI CILIEGIO DANNEGGIATI DALLA GELATA Le piante di ciliegio che si trovavano in fasi diverse di fioritura secondo le zone e l´altitudine hanno subito danni dalla gelata della notte fra l´8 e il 9 aprile 2012 più di altri fruttiferi quali melo, actinidia e vite. Il perito agrario Sergio Franchini, tecnico del Servizio di consulenza di S. Michele che segue direttamente la cerasicoltura in tutto il Trentino, riconosce l´esistenza di danni sotto forma di annerimento dei petali o degli organi fiorali nella misura compresa fra il 30 e il 70%. Ma con una precisazione da tenere presente per non commettere errori di previsione. La percentuale sta ad indicare il numero di fiori variamente danneggiati su 100 fiori esaminati. Non va assolutamente correlata con una eguale percentuale di mancata produzione di ciliegie. 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