agricoltura
trentina
MENSILE DELLA CIA DEL TRENTINO
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv in L. 27/02/2004 n.46) art.1, comma 1, DCB Trento
Confederazione italiana agricoltori
Come vincere in Europa
2012
ANNO
INTERNAZIONALE
DELLA COOPERAZIONE
Nel pianeta ci sono 1 miliardo di
soci di cooperative. 10 milioni
sono i lavoratori. Il patrimonio
complessivo è di 1.500 miliardi.
Il Sait deve essere diverso
Novità sulla gestione della sicurezza nelle aziende agricole
Anno XXXI - Numero 4/2012
Lotte Contadine - Sped. in A.P. - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96
Filiale di Trento - Direttore Responsabile: Michele Zacchi
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STUDIO BI QUATTRO
I lavori, la cultura, le tradizioni
che hanno segnato il nostro passato
Direttore
Massimo Tomasi
Direzione e Redazione
Michele Zacchi
Trento - Via Maccani, 199
Tel. 0461 420969 - Fax 0461 422259
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In Redazione:
Ivonne Chistè, Gabriele Dalprà, Francesca
Eccher, Stefano Gasperi, Sabrina Grillo,
Nicola Guella, Francesca Tonetti,
Gianluca Turrina, Andrea Tondini
Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento
30 ottobre 1970
A cura della
T.C.S. srl - Trento - Via Maccani 199
Realizzazione grafica e stampa:
Studio Bi Quattro - Trento
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SOMMARIO
È INIZIATA LA
CAMPAGNA
FISCALE 730
5 Notizie dal Tavolo Verde
6 Come vincere in Europa
2012
7 Cooperare è di moda
11 Il Sait deve essere diverso
12 CAF
14 Manifestazione “Ti senti bio?”
19 CAA
22 Le novità sulla gestione della sicurezza
nelle aziende agricole
24 Itinerario etnografico del Trentino
25 Rete degli Ecomusei del Trentino
26 Giovani imprenditori agricoli
27 CIA DIXIT
28 Fondazione Edmund Mach
29 Notizie brevi
30 Vendo&Compro
Le nostre sedi
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editoriale
NOTIZIE DAL
TAVOLO VERDE
di Massimo Tomasi
Massimo Tomasi
L
a riunione del tavolo
Verde del 18 aprile ha
esaminato, sostanzialmente, tre questioni:
• presentazione del nuovo dirigente generale Paolo Nicoletti e
riorganizzazione dell’ex dipartimento agricoltura;
• interpretazioni del titolo di possesso da parte di Agea per le
particelle dichiarate nel fascicolo aziendale
• il programma dei finanziamenti
agricoli del 2012
Riorganizzazione dell’ex dipartimento agricoltura e presentazione del nuovo dirigente generale
Paolo Nicoletti
L’assessore Mellarini ha presentato
la nuova organizzazione del sistema
agricoltura con l’accorpamento del
dipartimento a quello del turismo,
commercio, cooperazione coordinato dal dott. Paolo Nicoletti.
L’assessore ha poi ringraziato il
dott. Mauro Fezzi, il quale, a sua
volta, ha ringraziato per la collaborazione ricevuta. Presto sarà
reso noto il nuovo incarico del dott.
Fezzi, un ruolo che, come ha detto
l’assessore, valorizzerà la sua professionalità.
Il dott. Nicoletti ha sostenuto la correttezza della decisione della Giunta Provinciale (nonostante la critica
espresse dalla Cia), ha ricordato che
sarà necessario individuare a breve
le strategie per il prossimo PSR ed
arrivare una semplificazione dei
processi normativi che in agricoltura sono enormi (provinciali, nazionali, comunitari).
Interpretazioni del titolo di possesso da parte di Agea per le
particelle dichiarate nel fascicolo
aziendale
Il dott Giacomoni ha presentato la
deroga che Agea ha concesso alla
provincia di Trento in merito alla circolare che stabilisce i nuovi criteri
che regolamentano i titoli di possesso delle superfici inserite nei fascicoli aziendali.
Tutte le superfici coltivate in modo
estensivo (prati, pascolo, arativo
eccetera) possono essere inserite in
fascicolo aziendale con una rivista
dichiarazione sostitutiva da parte
del solo conduttore.
Tale deroga è stata concessa esclusivamente perché attraverso la tessera
sanitaria sarà possibile verificare chi
coltiva quella proprietà permettendo quindi un controllo diretto. Inoltre
saranno esercitati controlli molto più
precisi sulle dichiarazioni allegate a
fascicolo.
Diventa indispensabile quindi garantire la coerenza tra il possesso
autorizzato da parte della proprietà
e chi esercita la coltivazione.
Nel caso di incoerenza Appag procederà ad indagini con conseguenze pesanti per chi dichiara il falso in
quanto la dichiarazione sostitutiva implica, nel caso di dichiarazioni false,
conseguenze estremamente pesanti.
Programma dei finanziamenti
agricoli del 2012
Il dott. Dagostin ha affermato che a
breve verrà aperto il bando relativo
alle misure 125.2 (irrigazione= sostituzione impianti irrigui vetusti con
quelli a goccia) e 321 (Servizi essenziali per economia e popolazione
5
rurale = acquedotti su richiesta dei
comuni). Si attiveranno anche gli articoli 34 e 35 della L.P. 04/03 per gli
interventi di viabilità agricola. Questi
bandi dovrebbero essere aperti dal
15 maggio al 10 giugno. Queste richieste di finanziamento sono esclusive per gli enti o i consorzi.
Tutte le istanze fatte da consorzi o da
enti dovranno presentare la certificazione dei bilanci da parte della Federazione Trentina della Cooperazione.
Per quanto riguarda i finanziamenti
alle imprese i fondi PSR relativi alle
misure 121, 123, 311 e 125 sono esauriti e quindi potranno potenzialmente
essere riaperti con le sole risorse
provinciali. In merito alle misure 121 e
311 del bando 2011, entro fine mese
(aprile) si avrà l’esatta definizione delle disponibilità economiche e quindi
nel mese di maggio si potranno ammettere a finanziamento le domande
in posizione utile delle graduatorie
approvate a fine gennaio.
Sempre in base alle risorse a disposizione saranno aperti i bandi relativi
ai seguenti articoli della L.P. 04/03:
• art. 7 (realizzazione di agriturismi
nel solo comune amministrativo di
Trento escluso dalla misura 311)
• art. 15 Ter (realizzazione di impianti di biogas)
• art. 42 (agevolazioni per la zootecnia)
Anche queste domande dovrebbero essere presentate a partire dal 15
maggio al 10 giugno prossimo.
Tutti i finanziamenti sono comunque
subordinati alla messa a disposizione di risorse dirette della Provincia
di Trento.
intervista
COME VINCERE
IN EUROPA
Parte il dibattito sulla politica agricola comunitaria.
Ce ne parla l’eurodeputato Salvatore Caronna,
membro della commissione agricoltura
di Michele Zacchi
È stato a Trento, su invito della
Cia del Trentino, l’eurodeputato
Salvatore Caronna. Questo invito non è affatto casuale: l’Europa gioca un ruolo importantissimo per l’agricoltura e comincia
a delinearsi la nuova Pac (Politica agricola comunitaria).
Bisogna inoltre tener conto che
oggi le aree che riceveranno i
maggiori contributi, oltre allo storico asse Germania-Francia, sono
quelle dell’Est europeo recentemente entrate a far parte della
Comunità europea.
Al termine dell’incontro abbiamo
posto un paio di domande al nostro
ospite.
ta entrando nel vivo
la preparazione della nuova Pac. Quali
sono le novità più evidenti e come verranno dislocate le risorse?
“Si, le trattative per la riforma della
PAC ormai sono entrate nel vivo e
l’Italia ci arriva con il fiato corto non
avendo potuto contare negli anni
passati su ministri dell’agricoltura
competenti e capaci di promuovere
e difendere gli interessi nazionali in
questo campo.
Le novità poste sul tavolo sono molte,
ed alcune, come l’introduzione della
“superficie coltivabile” come criterio
per la ripartizione delle risorse tra i
vari stati, tendono a penalizzare fortemente il nostro Paese. Per questo
motivo sarà ancora più importante
S
riuscire a “fare sistema” in sede contrattuale (anche e soprattutto nella
delineazione delle alleanze) e strappare il miglior accordo possibile.
Per fare questo, credo che si dovranno presto delineare tre -quattro
priorità per il nostro paese e concentrarsi su quelle.
Spero che la rinnovata credibilità a livello internazionale dell’Italia, arrivata
con il nuovo governo, possa aiutare.”
Quali sono i vantaggi ed i rischi per
l’Italia, e per le aree di montagna?
“Ovviamente la riforma ha anche
degli aspetti positivi e che vanno a
vantaggio dell’agricoltura italiana,
come la difesa e la promozione della qualità.
Le aree di montagna, per la loro
struttura, non potranno mai competere con le pianure sui grandi numeri, ma la crescente fortuna del made
in Italy gastronomico dimostra che
un prodotto di alto livello ha un ampio mercato e merita tutto il sostegno dell’Europa.
A mio avviso questo è uno dei punti
su cui l’Italia e le aree di montagna
devono impostare la propria strategia
nei prossimi anni: puntare e proteggere i nostri prodotti di alta qualità.
Solo in questo modo infatti potremo
difenderci dalla competizione delle
grandissime imprese agricole, europee e non.”
L’eurodeputato Salvatore Caronna con il presidente CIA Flavio Pezzi
“La direzione e tutti i collaboratori
della Confederazione Italiana
Agricoltori del Trentino
sono vicini ai famigliari
per la perdita di EMILIO RESS,
da sempre appartente alla nostra
organizzazione”
6
cooperazione
COOPERARE
È DI MODA
di Michele Zacchi e Paolo Tonelli
a Cooperazione trentina
si è assunta un compito
gravoso, peraltro ripagato da una partecipazione massiccia e attenta,
quando ha organizzato il convegno internazionale di Riva del Garda; due giorni (9 e 10 marzo) molto
intensi, dedicati ad un tema tornato d’attualità dopo l’esplodere
della crisi economica globale: “La
cooperazione per un mondo migliore” che implica il ragionamento
intorno ai modelli economici “altri”
rispetto a quello rigidamente capitalista.
Se fino a tre anni fa sembrava che
l’intero pianeta fosse ormai dominato dal pensiero unico liberista,
ora quella ricetta non funziona più
e milioni di persone sono costrette
L
a fare i conti con modelli di sviluppo che non trasformino le persone
in variabili dipendenti del ciclo economico.
La cooperazione, che negli anni
scorsi era considerata, dai più, la
cenerentola dei possibili modelli
societari, torna dunque di attualità
perché, nel caso italiano, è il settore
produttivo che ha meglio tutelato i
soci e i dipendenti.
Diego Schelfi ha richiamato con
efficacia le tre parole chiave della
nuova primavera del movimento
cooperativo: ha parlato di etica, di
efficacia, di risultati.
E si è capito molto bene, nel corso dei due giorni di dibattito, che
questi tre elementi si devono svùiluppare contemporaneamente perché l’obbiettivo finale delle coop è
7
Il presidente della Cooperazione
Trentina Diego Schelfi
creare un profitto sociale.
Per raggiungere questo scopo
l’azienda cooperativa ha bisogno
di una forte partecipazione dei soci.
Deve riconfermare un “governo
dell’impresa” che non può ridursi
a consegnare la guida della cooperativa nelle mani dei manager,
magari anche poco consapevoli dei
princìpi e del modello cooperativo.
La formula purtroppo ampiamente
abusata del “un uomo solo al comando” ha prodotto guasti notevoli
anche in Trentino, seppure meno
che in altre parti del mondo.
E allora l’esperienza dell’Ecuador ci
ha insegnato che la partecipazione
cooperativa permette una crescita
cooperazione
che non è solo economica, ma anche scuola di democrazia e di confronto culturale.
Perfino in Inghilterra, la patria del
modello cooperativo, il nuovo interesse verso questo tipo d’impresa
ha permesso una forte crescita di
aziende e di associati.
Che, come in Ecuador, pongono un
problema molto serio di democrazia: come si costruisce un consenso collettivo quando sono coinvolte
centinaia di migliaia di persone?
E qui sta forse la domanda più politica che emergeva dal convegno:
un capitalismo senza briglie vive
come un impiccio il processo democratico, perché considera una
perdita di tempo la discussione
sulle scelte da fare e sui metodi
per raggiungere gli obbiettivi prefissati.
La cooperazione può trovare una
strada nuova? Può indicare un sentiero, almeno in questa fase, che
permetta a nuove forme aziendali di
essere vincenti sul campo e non solo
nel mondo dei modelli economici?
Tutti gli autorevoli intervenuti nel
convegno hanno sostanzialmente
concordato sul punto che sempre
di più viene riportato in evidenza
da filoni di pensiero fra loro anche molto diversi ma che hanno
al centro la preoccupazione intorno alla libertà degli uomini e delle
donne, sulla attenzione da focalizzare circa i bisogni della persona,
sull’impegno per la non emarginazione e la povertà di ampie fasce
della popolazione mondiale. Oggi
le grandi religioni e quelle minori, il
pensiero sociale laico, l’economia
e la politica alta, convergono sulla
convinzione che o riusciamo ad
apportare sostanziali riforme alla
logica della accumulazione, alle
modalità della crescita e cerchiamo di ragionare e concretizzare
forme di sviluppo che effettivamente vadano a beneficio della
maggioranza, oppure, se la strada
è unicamente questa che conosciamo, la certezza è che, prima
o poi, si va a sbattere e violentemente.
La forma cooperativa assieme ad
altre modalità come l’economia di
comunione o le imprese sociali di comunità sono state indicate come piste
da percorrere convintamente e proposte alternative o diverse per realizzare
economie e quindi società più giuste.
Altre risposte sono emerse, come
quella che riflette sull’esperienza di
Banca Etica unitamente alla presenza delle Casse Rurali (o banche di
credito cooperativo) le quali dimostrano che non ci sono solo le banche dei titoli tossici. Esse portano
benefici a chi vuole investire eticamente e/o chiede prestiti (i numeri
esposti, in questo caso, sono stati
chiarissimi e parecchio illuminanti).
Un’altra questione è uscita con forza
e trova conferma anche nella “Cari-
tas in Veritate” di Benedetto XVI. Dice
l’enciclica:…….Va tuttavia sottolineato come non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico. Bisogna che lo
sviluppo sia anzitutto vero e integrale.
L’uscita dalla arretratezza economica, un dato in sé positivo, non risolve
la complessa problematica della promozione dell’uomo………..
Il perseguimento, da parte del movimento cooperativo, del pensiero
globale come “superiore” e necessario rispetto al pensiero tecnologico e specialistico, è anch’esso
un modo per affrontare la realtà
non solo dal punto di vista del desiderio dei mercati, che sono persone in carne e ossa con precise
ideologie e strategie di accumulazione, ma da quello delle persone
e delle loro legittime aspirazioni
ed esigenze.
Questa è stata, è e sarà la Cooperazione. La Cooperazione Trentina
ha dimostrato di voler vivere l’anno
internazionale della cooperazione
proclamato dalle Nazioni Unite, non
come una celebrazione ma come
riflessione doverosa e obbligatoria
intorno ai compiti vitali che essa ha
assolto nel passato ma che vanno
ripensati, per certi versi rispolverati e
assolti per il futuro.
Da ricordare
Erogazione in contanti
di somme superiori
a 1.000 `
In applicazione dell’art. 12 del DL 201/2011 anche i cittadini
percettori di prestazioni al sostegno del reddito il cui
importo supera la predetta quota limite non potranno
più riscuoterla allo sportello. Per maggiori informazioni
contatta il Patronato INAC allo 0461.421230.
8
Si avvisano tutti gli associati
che hanno pagato la quota
associativa per l’anno 2012
con bonifico bancario di passare presso le proprie sedi di
riferimento (Trento oppure
Cles) per la consegna materiale della tessera e per la
sua sottoscrizione.
Il resp. amm.vo
Nicola Guella
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intervista
o credo che il Sait
debba rivedere il proprio approccio sia a
livello commerciale che
a quello organizzativo.
Forse negli ultimi ci siamo fatti coinvolgere dalle politiche commerciale delle
altre catene di consumo, e siamo entrati in competizioni sul loro territorio.
La riflessione che faccio è che sul quel
terreno noi siamo perdenti in partenza. La nostra organizzazione, che per
sua natura coinvolge un numero molto
“I
Renato Dalpalù,
presidente del SAIT
IL SAIT DEVE
ESSERE DIVERSO
Intervista al presidente Renato Dalpalù
di Michele Zacchi
Incontriamo Renato Dalpalù, presidente del Sait, durante il convegno organizzato dalla Cooperazione a Riva del Garda e durante
il quale sono state ribadite, in
maniera nuova e originale, i valori fondanti della cooperazione,
quelli che fanno riferimento alla
solidarietà, alla giustizia e alla
valorizzazione delle persone.
E, condizionati da queste problematiche, abbiamo subito chiesto al nostro interlocutore in che
maniera il Sait intende rilanciare,
nel proprio ambito, queste proposizioni.
Insomma, non solo sconti ai soci
(e non), ma attenzione ai nuovi
prodotti (da quelli bio a quelli equi
e solidali) e al ruolo che questa
coop può spingere i consumatori
a diventare maggiormente consapevoli del loro ruolo.
ampio di soggetti, rende i tempi decisionali lentissimi (in tempi che chiedono estrema velocità): insistere, quindi,
su questo terreno è inutile e perdente.
Dobbiamo, invece, trasmettere ai consumatori, ai nostri consumatori i valori
di cui stiamo parlando a Riva. Certo,
non possiamo rivolgersi ad una nicchia di mercato perché sarebbe economicamente fallimentare, ma dobbiamo guardare soprattutto verso un
certo tipo di consumatori, ad esempio
quelli più sensibili e attivi nel mondo
del volontariato.
È questo il terreno sui cui dobbiamo
puntare, e magari costringere le altre
catene ad inseguirsi su questo strada.
Per il “nostro” pubblico, quello che ho
appena delineato, non sono più le rapidissime decisioni a fare la differenza,
ma proposte che vedano ad esempio
una grande attenzione verso le aree
del mondo in maggiore difficoltà.
Se non facciamo crescere una nuova
consapevolezza dei problemi del pianeta, è evidente che la concorrenza si
riduce poi ad uno sfruttamento di risorse che sono caratterizzate da un costo
del lavoro irrisorio rispetto al nostro.
A mio avviso, proporre ai cittadini una
11
riflessione di questa tipo può aiutare
ad uscire da una crisi che non è soltanto economica, ma coinvolge tutto
il senso del nostro agire.”
Quindi, se abbiamo capito bene,
bisogna cercare di tenere insieme
la qualità e la salubrità del prodotto con l’apertura di orizzonti davvero globali per il consumatore.
“Si, e la dimensione globale ha un suo
aspetto locale che non va perso di vista. Noi forniamo, ad esempio, un prodotto che ha lo stesso prezzo indipendentemente dalla distanza da Trento e
dalle dimensioni di chi lo riceve (per cui
la Coop Alto Garda e la Famiglia Cooperativa del Vanoi)e questa è la dimostrazione che cerchiamo di garantire
lo stesso sviluppo a tutto il territorio, in
particolare per quelle zone che, senza
la cooperazione, vedrebbero a rischio
sia la presenza delle persone che, di
conseguenza, la tutela del territorio.
Quindi abbiamo bisogno di riflessioni
planetarie e, allo stesso tempo, ragionamenti per il nostro territorio.
Dobbiamo poi riflettere su un altro
aspetto. I pannelli alle spalle degli oratori del convegno ci dicevano una cosa
precisa: non c’era un solo marchio, dei
consorzi di secondo grado, che contenesse il richiamo alla cooperazione.
Forse è ora di mostrare alla società
l’orgoglio di appartenere ad una associazione d’imprese che sono diverse
per gli obbiettivi che si pongono e il
modo in cui intendono raggiungerli”.
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Informiamo i gentili lettori che la
Confederazione Italiana Agricoltori
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CAF
PROROGA CONTRATTI
CESSIONE AGRICOLA
a cura di Gabriele Dalprà
operatività del contratto
scritto per la cessione
di prodotti agricoli e alimentari (escluse le vendite al minuto), prevista
dall’art. 62 del D.L. n. 1/2012 (D.L.
Liberalizzazioni), viene rinviata: decorsi 7 mesi dalla data di pubblicazione della legge di conversione.
Ricordiamo che obiettivo del provvedimento è quello di salvaguardare la produzione agroalimentare e le
piccole-medie industrie rispetto alle
pratiche commerciali scorrette da
parte della grande distribuzione. A
tutela del settore agricolo vengono
quindi introdotte alcune nuove regole che riguardano:
• la forma obbligatoria del contratto.
• divieto di pratiche commerciali
condotte in modo sleale.
• tempi di pagamento certi e relative sanzioni.
La forma del contratto. I contratti che
hanno ad oggetto la cessione dei
prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di quelli conclusi con il
consumatore finale, sono stipulati
obbligatoriamente in forma scritta e
indicano a pena di nullità la durata,
la quantità e le caratteristiche del
prodotto venduto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento.
I contratti devono essere informati a
principi di trasparenza, correttezza,
proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti. La nullità del
contratto può anche essere rilevata
d’ufficio dal giudice.
Non saranno più ammessi gli accordi
o ordini verbali tra imprenditori; si sottolinea che tale regola non sussiste
nella fase di vendita diretta al consu-
L’
matore finale e non deve perciò essere applicata da parte delle rivendite
dirette di prodotti agricoli che hanno
tale tipologia di clientela; viceversa
dovrà essere applicata, a titolo di
esempio, dalle cantine vitivinicole che
riforniscono grossisti, ristoranti, grande distribuzione, piuttosto che aziende che vendono sementi o foraggi ad
altri imprenditori, mulini, etc.
Divieto di pratiche commerciali scorrette. Nelle relazioni e transazioni
commerciali tra operatori, compresi
quindi i contratti che hanno ad oggetto la cessione dei beni appena
menzionati, è vietato:
• imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di
vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose,
nonché condizioni extracontrattuali (ovvero non dipendenti direttamente dal contratto medesimo) e retroattive;
• applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni
equivalenti;
• subordinare la conclusione, l’esecuzione dei contratti e la continuità e regolarità delle medesime
relazioni commerciali alla esecuzione di prestazioni da parte dei
contraenti che, per loro natura e
secondo gli usi commerciali, non
abbiano alcuna connessione con
l’oggetto degli uni e delle altre;
• conseguire indebite prestazioni
unilaterali, non giustificate dalla
natura o dal contenuto delle relazioni commerciali;
• adottare ogni ulteriore condotta
commerciale sleale che risulti tale
anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali
12
che caratterizzano le condizioni di
approvvigionamento.
Tempi di pagamento. Per i soli contratti di vendita di prodotti agricoli
sopra menzionati, il pagamento del
corrispettivo deve essere effettuato:
a) per le merci deteriorabili entro
il termine legale di 30 giorni dalla
consegna o dal ritiro dei prodotti
medesimi o delle relative fatture;
b) entro il termine di 60 giorni per
tutte le altre merci.
Gli interessi decorrono automaticamente dal giorno successivo alla
scadenza del termine, senza necessità di costituzione in mora. Il saggio da applicare è quello legale (dal
1/1/2012 pari a 2,5%) maggiorato inderogabilmente di ulteriori due punti
percentuali. La norma in questione
abroga espressamente i commi 3
e 4 del D.Lgs 231/2002 relativi agli
interessi di mora sulle transazioni
commerciali tra imprenditori. Giova
rilevare che ai fini della normativa in
esame sono considerati prodotti o
merci deteriorabili:
• prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano
una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non
superiore a sessanta giorni;
• prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe e piante
aromatiche, anche se posti in
involucro protettivo o refrigerati,
non sottoposti a trattamenti atti
a prolungare la durabilità degli
stessi per un periodo superiore a
sessanta giorni;
• prodotti a base di carne con determinate caratteristiche fisicochimiche previste dal decreto;
• tutti i tipi di latte.
CAF
Sanzioni per il mancato rispetto
della normativa e controlli. Il decreto demanda alla Autorità garante
per la concorrenza ed il mercato
(Antitrust) la vigilanza in merito al
rispetto della normativa nonché
il potere di irrogare sanzioni. Tale
organismo vede quindi ampliate
le proprie competenze anche alle
pratiche commerciali scorrette tra
imprese, con il potere di intervenire “d’ufficio o su segnalazione di
qualunque soggetto interessato”.
Salvo che il fatto non costituisca
reato, sono previste le seguenti
sanzioni:
• Il contraente (ad eccezione del
consumatore finale), che contravviene all’obbligo di stipula
del contratto nelle forme previste, è sottoposto alla sanzione
amministrativa pecuniaria da
euro 516 a euro 20.000. L’entità
della sanzione è determinata facendo riferimento al valore dei
beni oggetto di cessione.
• Il contraente (ad eccezione del
consumatore finale), che attui
pratiche commerciali scorrette
come sopra delineate, è punito
con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro 516 a euro
3.000. La misura della sanzione è determinata facendo riferimento al beneficio ricevuto dal
soggetto che non ha rispettato i
divieti.
• Il mancato rispetto dei termini di
pagamento da parte del debitore, è punito con sanzione ammi-
nistrativa pecuniaria da 500 euro
a euro 500.000. L’entità della
sanzione viene determinata in
ragione del fatturato dell’azienda, della ricorrenza e della misura dei ritardi. A ciò ovviamente si
sommano gli interessi di mora a
favore del creditore.
ACCATASTAMENTO DELLE CASE FANTASMA
L’agenzia del territorio ha recentemente presentato i risultati del lungo iter di
accertamento degli immobili “ fantasma ” presenti sul territorio. Il processo di
controllo è stato fatto incrociando foto aeree ad alta definizione con le mappe
catastali.
Il primo sorprendente risultato parla di 2.228.143 particelle che presentato
fabbricati completamente sconosciuti o ampliamenti non denunciati. Metà di
queste erano già state scoperte al 31 aprile dell’anno scorso. Da maggio a
dicembre si è provveduto all’assegnazione di una rendita a tali edifici in base
alla loro destinazione d’uso e ad altri strumenti tecnico-estimali.
Al primo lotto di 1.816.9 immobili “ fantasma “ scovati è stata assegnata una
rendita complessiva, definitiva o presunta, di 817 milioni di euro circa che
permetterà di recuperare un’ingente somma di sommerso.
Il dipartimento delle finanze stima una rendita ai soli fini I.M.U. Di
circa 356 milioni di euro, un’imposta I.R.P.E.F. Che si aggira sui
110 milioni e 6 verranno recuperati dalla registrazione di contratti
d’affitto finora non denunciati. Tutto questo solo per l’anno d’imposta corrente. La normativa prevede però che i proprietari di tali
immobili sconosciuti al fisco regolarizzino anche la posizione per
gli anni precedenti portando così un altro considerevole gettito alle
casse dello stato.
Assistenza legale
Ricordiamo ai gentili lettori che la
Confederazione Italiana Agricoltori
mette gratuitamente a disposizione
dei propri associati (in regola con il
pagamento delle tessera associativa)
un consulente legale secondo i seguenti orari e previo appuntamento:
TRENTO - Via Maccani, 199
tutti i giovedì dalle 16.30 alle 18.00
Avv. Andrea Callegari
CLES - Via Dallafior, 40
il primo lunedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Piergiorgio Sandri
il secondo giovedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann
13
mercatino
14
Cicli di vita
e rapporti tra
generazioni
I
l Festival dell'Economia è giunto alla sua settima edizione, si
conferma come l'appuntamento dell'anno per il dibattito e
la discussione delle grandi questioni del nostro tempo. Dal
31 maggio al 3 giugno economisti, giuristi, imprenditori,
politici, sociologi, filosofi si confrontano su un tema cruciale
per le scelte di politica economica: “Cicli di vita e rapporti tra
generazioni”. Anche quest'anno anteprima fuori casa. Il 19 maggio il
Festival si trasferirà per un giorno a Bari dove ci saranno due
appuntamenti sul tema Giovani, creatività e impresa.
“La crisi - scrive Tito Boeri, responsabile scientifico del Festival - è
destinata a lasciare cicatrici profonde nelle generazioni che si sono
trovate, loro malgrado, ad entrare nel mondo del lavoro in questi
frangenti. Gli eventi negativi lasciano spesso tracce persistenti nei
comportamenti degli individui, ne pregiudicano carriere, i tempi con
cui costruiscono una famiglia, li espongono a futuri rischi di
disoccupazione, possono avere effetti anche a molti anni di distanza
sulla loro salute. Il rischio è di avere intere generazioni di perdenti
anche perché la crisi ci lascerà in eredità anche un alto debito
pubblico i cui oneri finiranno per gravare come un macigno sulle
generazioni che iniziano oggi a lavorare.” Il tema cruciale dei rapporti
tra generazioni si traduce nella ricerca di un sistema che sappia da un
lato valorizzare la longevità e dall'altro offrire opportunità ai giovani.
Insomma - riflette ancora Boeri - “la Grande Recessione e poi la crisi
del debito hanno aperto, non solo in Italia, una grande questione
giovanile e una grande questione degli anziani. I primi hanno seri
problemi ad entrare nel mercato del lavoro e a iniziare il loro ciclo di
vita. I secondi faticano a chiuderlo serenamente perché hanno seri
problemi di liquidità verso la fine della loro esistenza.”
È davanti agli occhi di tutti la delicatezza di questo particolare
momento storico, non solo per il nostro Paese, ma per tutta
l'economia mondiale. E Trento si conferma un appuntamento
irrinunciabile dove mettere a confronto, analisi, prospettive e possibili
soluzioni. La qualità del dibattito è come sempre testimoniata
dall'altissimo livello degli ospiti del Festival, che vede anche
quest'anno un ricco calendario di incontri. I premi Nobel sono di
casa, quest'anno tre: Christopher Pissarides e Dale T. Mortensen,
Premi Nobel per l'Economia 2010 che illustreranno gli effetti della
recessione sul mercato del lavoro; Eric S. Maskin Premio Nobel per
l'Economia nel 2007 che spiegherà perché tendiamo a scaricare sulle
generazioni future decisioni rilevanti di natura economica. Tanti gli
economisti internazionali, tra gli altri Barry Eichengreen, tra i massimi
esperti del sistema monetario; Olivia S. Mitchell tra le maggiori
esperte di sistemi pensionistici e assicurativi; Thomas Piketty, docente
di Economia alla Paris School of Economics, tra i più esperti analisti
dell'interazione tra sviluppo economico e distribuzione del reddito e
della ricchezza; Adair Turner, presidente della Financial Services
Authority del Regno Unito, un'economista che si divide tra business,
politica economica e ricerca universitaria.
Numerosi gli ospiti protagonisti del dibattito economico e politico
nazionale. Parteciperanno ai diversi incontri fra gli altri: Susanna
Camusso, Segretario generale della CGIL, Corrado Clini ministro
dell'Ambiente, Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche
sociali Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, delle
Infrastrutture e Trasporti, Michel Martone, viceministro del Lavoro e
delle Politiche sociali, Marco Rossi Doria e Elena Ugolini, sottosegretari
al Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca.
Come ha sottolineato Boeri “si parlerà molto anche di ingresso nel
mondo del lavoro e di formazione sul posto di lavoro. Verranno
esaminati inoltre i patti intergenerazionali informali, così importanti
nel campo dell'assistenza alle persone non autosufficienti, dai genitori
che aiutano i figli nella cura dei nipoti soprattutto quando mancano gli
asili nido, ai figli che assistono i loro genitori. Perché c'è un patto
intergenerazionale anche in molte scelte all'interno della famiglia. E
sono quasi sempre le donne che si devono prendere cura dei genitori
e dei suoceri, sottraendo tempo al proprio lavoro, alla propria
realizzazione professionale e, dunque, ritoccando all'ingiù le loro
pensioni future”.
Come Testimone del tempo giovedì 31 maggio apre Carlo De Benedetti
che ci racconterà come si è trasformato il mercato del lavoro in Italia
negli ultimi cinquant'anni e come sono mutati meccanismi di selezione
della classe dirigente, a partire dal management delle grandi imprese.
Venerdì 1 giugno Testimone del tempo sarà la figura del maestro di
scuola, da sempre cerniera fra diverse generazioni. Non solo. La scuola
tutta riceverà una particolare attenzione in questa edizione del
Festival. Sabato 2 giugno sarà, invece, la volta di due magistrati in
prima fila nella lotta al crimine organizzato. Giuseppe Pignatone,
procuratore capo di Roma, e Michele Prestipino, procuratore aggiunto
presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria,
risponderanno alle domande di Gaetano Savatteri sui rapporti tra
generazioni all'interno delle cosche mafiose. Come ogni anno tante le
voci di autorevoli economisti, tra gli altri Orazio Attanasio, Alberto
Bisin, Pietro Garibaldi, Andrea Ichino, Annamaria Lusardi, Michele
Polo, Lucrezia Reichlin, Salvatore Rossi, Pier Luigi Sacco, Michele
Salvati.
Il Festival ha la sua forza anche per la partecipazione di personalità
che vengono da esperienze diverse e portano il loro punto di vista nel
dibattito economico. Per citare solo qualche nome: Andrea Beltratti,
Paolo Bertoluzzo, Remo Bodei, Andrea Carandini, Gianluca Comin, Ilvo
Diamanti, Oscar Giannino, Gustavo Pietropolli Charmet, Alessandro
Profumo, Federico Rampini, Chiara Saraceno, Pierluigi Stefanini, Silvia
Vegetti Finzi, Pierluigi Stefanini.
Confermati tutti format: Pro e contro, Parole chiave, Alla frontiera,
Visioni, Focus, Dialoghi, Intersezioni. Lo stesso vale per gli “Incontri con
l'autore” a cura di Tonia Mastrobuoni, dove partendo dai libri si
affrontano grandi temi dell' economia e della politica con intellettuali e
protagonisti del dibattito pubblico.
E poi il Festival continua nelle piazze che propongono al “popolo dello
scoiattolo” innumerevoli stimoli per conoscere, imparare, riflettere e,
perché no, svagarsi ragionando su un tema che pone al centro il
confronto fra generazioni. Piazza Duomo, Cesare Battisti, Pasi e Fiera
sono gli spazi dedicati all'informazione, agli approfondimenti per i
giovani, ai lavoratori e alle imprese, ai laboratori creativi, alla satira e a
molto altro ancora.
Foto: Archvio ufficio stampa Festival dell'economia - Giovanni Cavulli - Daniele Mosna - Romano Magrone
Cicli di vita
e rapporti tra
generazioni
Trento•Rovereto
31 maggio/3 giugno 2012
La “squadra” del Festival dell'Economia
Responsabile scientifico:
Comitato Promotore:
Progettazione:
Partner:
Main sponsor:
Tito Boeri
Provincia autonoma, Comune e Università degli Studi di Trento
Editori Laterza, in collaborazione con Gruppo 24 Ore
e Comune di Rovereto
Intesa Sanpaolo
Gruppo Dolomiti Energia, Fiat S.p.A.,Vodafone Italia
Per maggiori informazioni:
CAA
NOTIZIE DAL CAA
a cura di Stefano Gasperi
OBBLIGO DI COMUNICAZIONE
DEI CARBURANTI USO AUTOTRAZIONE AD ACCISA NON
AGEVOLATA
C’è ancora possibilità di comunicare senza applicazione di
sanzioni
“Per disporre di strumenti di quantificazione delle entrate della Provincia relative al gettito delle accise sui carburanti per autotrazione,
ferme restando le comunicazioni
previste dalla vigente legislazione
statale e provinciale, i gestori degli impianti stradali e autostradali,
degli impianti per unità da diporto
e per aeromobili e degli impianti a
uso privato, compresi gli imprenditori agricoli, comunicano alla
Provincia la quantità di prodotto
erogata.”
Il prelievo di carburanti in recipienti mobili presso gli impianti stradali e presso i rivenditori all’ingrosso
da parte di operatori economici o
altri utenti che hanno la necessità
di rifornire i propri mezzi diret-
tamente sul posto di lavoro, per
quantitativi superiori a cento litri
e inferiori ai limiti previsti dalla normativa vigente in materia di trasporti
pericolosi, è soggetto a comunicazione alla struttura provinciale competente in materia di commercio. Il rifornimento è consentito
esclusivamente ai soggetti muniti di
comunicazione.
Le funzioni di vigilanza sul rispetto di
questa legge, dei regolamenti di esecuzione e dei provvedimenti attuativi
sono svolte dai dipendenti dei comuni e dai dipendenti della Provincia
assegnati alla struttura provinciale
competente in materia di commercio, autorizzati rispettivamente dal
comune o dalla Provincia.
SANZIONI
È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da 1.000 a 6.000 euro
chi: installa ed esercita un’attività di distribuzione di carburante
per autotrazione a uso privato o
ristruttura totalmente in assenza
della prescritta autorizzazione o
della dichiarazione di inizio attività se prevista dal regolamento di
esecuzione.
È soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 100 a 600 euro chi:in caso di
19
autorizzazione per l’installazione e
l’esercizio di impianti di distribuzione di carburante per autotrazione a
uso privato, rifornisce mezzi appartenenti a soggetti diversi.
La violazione dell’obbligo di comunicazione prevista dall’articolo 42
è punita, per i rivenditori all’ingrosso, con la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da
1.500 a 9.000 euro e, per i gestori
degli impianti, con la sanzione
amministrativa del pagamento
di una somma da 1.000 a 6.000
euro.
Al coordinamento
dei responsabili regionali
del Caa Cia del 5 marzo scorso
POCO FUNZIONALE, MAL GESTITO,
RISSOSO, DISCREPATO,
DISCORDATO, INCOESO:
MEGLIO ABBATTERLO?
Il sistema di gestione degli aiuti
all’agricoltura funziona di cacca.
Dubbi sulla possibilità di riforma.
Forse sarebbe meglio abbatterlo.
emblema di quell’Italia decadente
che ottusamente persevera nell’evidenza di una demezialità tanto nociva quanto irritante potrebbe a buona
ragione essere rappresentato dal
sistema AGEA/SIN.
Il sistema che gestisce l’informatizzazione dei dati delle aziende
agricole italiane e provvede alle
erogazioni finanziarie a loro destinate è diventata un scassata utilitaria che per farla camminare ti costa
più che prendere il taxi. Non fosse
di recente introduzione nessuno
dubiterebbe che, il mitico Bartali,
proprio a questo pensasse quando pronunciò la famosissima frase
“Tutto sbagliato , tutto da rifare”. Il
problema è aggravato da una impossibilità di controllo dal basso.
Le imprese sono sconcertate, ma
ovviamente faticano a capire, i Caa
non sono ascoltati, sono pagati
CAA
poco e male, contano poco e marciano in ordine sparso, gli organismi
pagatori da buoni enti pubblici si
adeguano acriticamente ai dettami
di un sistema AGEA/SIN che trova
il modo di annodare il fil di ferro con
le dita dei piedi pur di perpetrarsi a
caviale & champagne.
Il coordinamento nazionale dei responsabili ha finalmente preso una
posizione chiara sulla questione,
che riportiamo di seguito.
Il Coordinamento del 5 Marzo dei Responsabili Regionali del CAA ha visto
la partecipazione di tutte le Regioni
ad esclusione di Veneto, Molise e Lazio (Veneto assenza annunciata).
Il Coordinamento ha espresso ad
unanimità l’esigenza di portare all’attenzione degli Organi Confederali la situazione in cui versa il sistema
pubblico AGEA/SIN che evidenzia,
all’avvio della Campagna PAC 2012,
i consueti elementi di criticità funzionale e di management, aggravati da
un quadro dirigenziale caratterizzato da rissosità e totale assenza di
coesione tra Presidenza, Direzione
Generale e Direzione degli Organismi Pagatori primi tra tutti, AGEA,
che impedisce tra l’altro, di avviare
una seria politica di ristrutturazione
dell’intero sistema ed in particolare
del SIN e delle sue croniche disfunzioni e nel complesso, dell’intero
sistema pubblico di gestione degli
aiuti e dei controlli.
Appare non più rinviabile l’esigenza
di individuare e perseguire, da parte
della nostra Confederazione, una
strategia che consenta di definire
un nuovo modello di gestione degli
aiuti comunitari e nazionali destinati
agli agricoltori italiani: più efficiente
e meno costoso, improntato su una
semplificazione che premi i percorsi virtuosi dell’Amministrazione Pubblica, ma anche semplifichi la vita
del cittadino agricoltore; un modello
scevro da criticità funzionali alimentate da vecchie logiche politiche e
sterili guerre di posizioni dei suoi dirigenti storici.
Tale quadro di inefficienza da noi
già denunziato fin dal 2011 con due
lettere indirizzate all’ex Direttore del
SIN, una inefficienza costosa per il
settore agricolo del nostro Paese, ha
determinato negli ultimi anni, una costante e significativa marginalizzazione dei CAA nel loro ruolo di garanti
di una sussidiarietà funzionale ed essenziale per le aziende agricole.
Dobbiamo rappresentare una insostenibile assenza, da parte di AGEA
di un confronto fattivo che consenta
di definire regole e procedure. Da alcuni anni ormai AGEA non concorda
attraverso un opportuno e tempestivo
confronto con i CAA, le Circolari applicative e le metodologie di governo
dell’intero sistema, esempio anche
recente quello delle circolari di apertura della Campagna 2012 per PSR
e Domanda Unica. Dobbiamo anche
sottolineare come la modulistica che
regola l’uso degli strumenti (es. fascicolo aziendale) è ferma ormai dal
2005. I sistemi di controllo gestiti da
AGECONTROL e da Società private,
vengono effettuati senza un manuale tecnico di riferimento, discusso
ed analizzato preventivamente con
i CAA, un documento comune che
definisca in piena trasparenza la giustezza della documentazione da acquisire e detenere.
Un sistema che genera mancati pagamenti su cui non riesce a predisporre strumenti efficaci di correzione, con evidenti danni alle aziende e
una generale dispersione di risorse
generate da un sistema informativo
spesso caratterizzato da livelli di efficienza “imbarazzanti”. Dal 2005 ad
oggi sono alcune decine di migliaia
le domande non pagate o pagate
parzialmente su cui solo in parte si
è potuto intervenire per una correzione positiva e comunque tardiva.
Ben oltre 40 i milioni di euro dispersi
in 6 anni di applicazione della Riforma per le nostre aziende agricole,
numeri percentualmente piccoli (34%) ma che per molte aziende hanno significato una perdita importa-
20
te di risorse e per il nostro CAA un
molto spesso inutile ed affannoso
lavoro di recupero.
Si avvia la nuova Campagna PAC
2012, senza il pagamento della Convenzione 2011. Senza una Convenzione 2012 e quindi senza certezze
per i CAA e per i loro bilanci. Siamo
stati categorici nel pretendere una
Convenzione che desse certezze
nei primi tre mesi di esercizio.
Si avvia una Campagna PAC senza
una selezione dei CAA in chiave di
efficienza e di rispetto delle regole,
da noi fortemente auspicato.
Il Coordinamento denuncia inoltre
una preoccupante situazione della
capacità di dialogo funzionale tra
Regioni ed AGEA nella gestione
dei PSR e non solo (l’esempio del
settore vino è emblematico).
Il Coordinamento quindi affida alla
Confederazione queste sue riflessioni, confermando comunque un
impegno straordinario di tutto il
Sistema CAA della Cia per questa
Campagna PAC 2012, un impegno
se possibile ancora più determinato,
orientato ad una maggiore professionalità e puntualità di assistenza e
attento all’introduzione di strumenti
che favoriscano lo sviluppo.
Con la stessa determinazione vogliamo sottoporre alla Confederazione,
attraverso il suo Presidente Nazionale, l’esigenza di rappresentare al
Ministro l’opportunità di costituire un
tavolo di confronto con AGEA con le
Organizzazioni Professionali Agricole e i loro CAA, così come previsto
anche dalla convenzione 2011, al
fine di avviare un confronto franco ed
efficace per un presidio più fattivo e
per definire un modello più efficiente
di gestione del processo amministrativo connesso all’erogazione degli aiuti che valorizzi a pieno semplificazione, efficienza e confronto.
Crediamo necessario rappresentare al Ministro di attivarsi affinché
ripristini, come da sua esclusiva
prerogativa, il Consiglio di Rappresentanza, organo di verifica e tutela
CAA
previsto dall’articolo 8 dello Statuto
di AGEA, dove le Organizzazioni
Agricole trovano la propria naturale
collocazione.
Ovviamente il Sistema CAA-CIA
conferma la sua vocazione di strut-
tura di Sistema e rafforza il suo
Coordinamento attraverso un più
intenso lavoro di raccordo e di confronto sulle questioni più importanti.
Il contenzioso legale, applicato con
sistematica puntualità e sempre a
tutela degli interessi dei nostri agricoltori, rappresenta uno degli strumenti di presidio a cui dovrà sempre
affiancarsi una politica di gestione
dei rapporti, ma anche di denuncia
dei disservizi e delle inefficienze.
Retribuzioni dirigenti AGEA di prima fascia (dati Agea)
Retribuzioni dirigenti AGEA di seconda fascia (dati Agea)
Solo di pure retribuzioni lorde dei
soli dirigenti di prima e seconda fascia (esclusi benefit, viaggi, rimborsi,
costi diretti per la ditta, costo degli
uffici ecc. acc.) Agea spende oltre 1,
5 milioni di `. pari a quello che riconosce ai CAA per la gestione di oltre
91.000 fascicoli aziendali. È cioè stimabile con buona approsimazione
che il 10% di tutto quanto distribui-
to ai CAA per creare e gestire tutti i
fascicoli aziendali italiani necessi ti
solo per mantenere 11 dirigenti della sola Agea. Nel 2009 sono stati
erogati “premi e performance” circa
4.735.000 `. paria a quanto riconosciuto ai CAA per la gestione di
284.000 fascicoli aziendali. Quindi
solo per le voci retibuzioni lorde dei
dirigenti + premi e performance di
21
Agea si spende quanto a creare e gestire ¼ di tutti i fascicoli aziendali italiani. Vorremmo tanto sapere quanto
costa l’intera Agea, compresi le società collegate (SIN, AGECONTROL,
ecc.) e i costi aggiuntivi degli Organismi Pagatori regionali o provinciali
e dei loro fornitori specie di sistemi
informatici. Vorremmo, ma sappaimo
che non sarà mai possibile.
sicurezza
tive svolte nell’azienda. Detti corsi,
rivolti in modo mirato al settore dell’agricoltura, fino ad alcuni mesi fa
si articolavano su una durata minima di 16 ore di frequenza, mentre
da ora in poi i citati corsi devono
svolgersi per una durata minima
di 32 ore, sulla base dell’entrata in
vigore dell’Accordo tra il Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali,
il Ministero della Salute, le Regioni e
le Province Autonome di Trento e di
LE NOVITÀ SULLA
GESTIONE DELLA
SICUREZZA NELLE
AZIENDE AGRICOLE
Unità Consulenza Qualità, sicurezza e certificazioni
Dipartimento Sperimentazione e Servizi Tecnologici
Centro Trasferimento Tecnologico
Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di San Michele all’Adige (TN)
a normativa vigente prevede che il titolare di
qualsiasi tipo di azienda
agricola (a vocazione viticola, frutticola, orticola,
zootecnica ecc.) possa svolgere direttamente i compiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e di
Protezione (RSPP), come citato all’
articolo 34, commi 2 e 3 del decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni.
Questo è possibile solo nel caso in
cui l’azienda agricola non superi il
numero di 30 lavoratori.
Per svolgere questa mansione è
necessario avere frequentato un
idoneo percorso formativo, comprendente contenuti generali normativi sugli aspetti inerenti la salute
e la sicurezza, ma anche specifici in
base alla tipologia di attività lavora-
L
Bolzano, siglato il 21 dicembre 2011
e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
n. 8 dell’11/1/2012,. Questo perché il
settore dell’agricoltura è stato classificato a “Rischio medio”.
Sono stati fatti salvi i percorsi di formazione in precedenza già avviati,
oppure già programmati, entro la
data del 26 gennaio 2012, i quali
possono ancora essere tenuti con
durata di 16 ore. In questo caso,
tuttavia, essi debbono essere ultimati entro e non oltre il 26 luglio di
quest’anno. Va fatto presente, onde
evitare equivoci, che i corsi devono essere tarati sul settore in cui si
opera in quanto vi sono diversità tra
quelli relativi all’agricoltura e quelli
rivolti ad artigianato, edilizia, varie
tipologie di industria ecc.
I contenuti dei corsi sono basati su
4 moduli, e, più specificatamente:
22
1. Modulo Normativo - Giuridico,
comprendente la trattazione del
sistema legislativo in materia di
salute e di sicurezza dei lavoratori, la responsabilità civile e
penale, la tutela assicurativa, la
responsabilità amministrativa, il
sistema ed i soggetti della prevenzione.
2. Modulo di gestione ed organizzazione della sicurezza, nel quale ci si addentra verso i criteri e
gli strumenti necessari per l’individuazione e la valutazione dei
rischi, la considerazione degli
infortuni mancati e le modalità di
accadimento degli stessi, le attività di partecipazione dei lavoratori, il documento di valutazione
dei rischi (DVR), l’organizzazione
e la gestione della sicurezza, gli
obblighi connessi ai vari contratti
(appalto, opera, somministrazione), eventuali documenti unici di
valutazione dei rischi interferenziali (DUVRI), gestione della documentazione, organizzazione
della prevenzione incendi, del
primo soccorso e coordinamento delle emergenze.
3. Modulo Tecnico - Individuazione e valutazione dei rischi.
In questa parte vengono presi
in considerazione i principali fattori di rischio e le relative
misure di prevenzione e di protezione, contemplando anche
gli aspetti attinenti i dispositivi
di protezione individuale (DPI),
l’utilizzo dei quali può risultare
necessario dagli esiti della valutazione dei rischi effettuata,
divenendo conseguentemente obbligatorio per svolgere in
sicurezza determinate attività
lavorative.
4. Modulo Relazionale, rivolto alla
formazione ed alla consultazione
dei lavoratori. Aspetto importante
e fondamentale in quanto vengono trattate le modalità che deve
adottare il Datore di Lavoro per
attivare i processi di informazione, formazione ed addestramento dei lavoratori.
sicurezza
Al termine di questi corsi di formazione il partecipante ottiene l’ attestato di frequenza. Sono comunque
richiesti, in seguito, momenti di aggiornamento, dedicati ad argomenti specifici del settore, della durata
complessiva di 10 ore, da svolgersi
entro 5 anni dall’effettuazione del
primo corso. Preferibilmente, questo
totale di ore, deve essere spalmato
nel quinquennio. Per chiarezza di
informazione va detto che la valutazione dei rischi non è derivata dall’accordo del 21 dicembre 2011, ma
era prevista già dall’entrata in vigore
del D. Lgs. 81/2008. Infatti, l’articolo
29 del Testo Unico cita che il Datore
di Lavoro effettua la valutazione ed
elabora il documento “…comunque,
non oltre il 30 giugno 2012”.
LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
ED IL DOCUMENTO DI
VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR)
Parlando di sicurezza sui luoghi di
lavoro non ci si può esimere dal
concetto di valutazione preventiva dei rischi. Ad essa, infatti, si
collega una serie di adempimenti,
come la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione
e Protezione (RSPP), la formazione
e l’informazione, l’addestramento
dei lavoratori, la nomina del medico competente nei casi previsti,
la fornitura dei necessari ed idonei
dispositivi di protezione individuale ecc.
Il cardine fondamentale, quindi, da
cui partire per rendere il più possibile sicura ogni azienda, è proprio
tale valutazione. Questa deve essere intesa come la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per
la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti in azienda e all’interno
della quale essi prestano la propria
attività. Tale documento ha come
fine l’individuazione delle adeguate
misure di prevenzione e di protezione necessarie a ridurre al minimo
i rischi individuati all’interno della
propria azienda. Il DVR (Documento
Valutazione dei Rischi) è quindi uno
strumento programmatico attraverso il quale l’azienda pianifica i propri interventi, in modo sistematico,
in materia di salute e di sicurezza.
Nella logica delle cose, però, aver
redatto una attenta e completa valutazione dei rischi non significa
essere arrivati al capolinea ed aver
messo in sicurezza l’azienda. La
valutazione dei rischi è uno strumento imprescindibile, che deve
essere poi seguito da una serie di
interventi, qualora necessari, volti
alla prevenzione ed alla protezione
dai rischi individuati. In quest’ottica, la valutazione è solo il punto di
partenza per una serie di considerazioni indispensabili per la messa
in sicurezza di tutte le attività che si
svolgono nei luoghi di lavoro.
Questo aspetto è di fondamentale
importanza ed è uno dei concetti
base che vengono analizzati durante gli specifici corsi di formazione,
tenuti anche dal personale della
Fondazione E. Mach - Unità Consulenza, Qualità, sicurezza e certificazioni, qualificato per lo svolgimento
di questa mansione.
È doveroso evidenziare che l’attività formativa in merito alla salute
ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dei tecnici di FEM,
iniziato ancora prima dell’entrata
in vigore del D. Lgs. 81/2008, ed
ora comprendente anche l’aspetto
inerente la valutazione dei rischi,
è strettamente correlato a specifiche richieste da parte delle principali Organizzazioni di Produttori
attive sul territorio provinciale ed è
derivato, evolvendosi conseguentemente, nell’ambito di specifiche
attività in precedenza già avviate,
nel contesto e nel rispetto di convenzioni professionali operative
concordate.
La valutazione dei rischi deve
essere effettuata da tutte quelle
aziende che, a diverso titolo, assumono lavoratori (fissi, stagionali, collaboratori ecc.) e deve essere
compiuta dal Datore di Lavoro il
quale, per l’analisi e la stesura del-
23
la stessa, può avvalersi di consulenze professionali esterne. Nella
maggior parte dei casi, nella realtà agricola trentina, il Datore di Lavoro riveste e si configura anche
nel ruolo di RSPP in quanto, nella
maggioranza dei casi, ha partecipato ad idonei corsi di formazione
e quindi risulta l’unica figura all’interno dell’azienda che può effettuare detta valutazione. Se fino al
30/6/2012 il datore di lavoro che
occupa fino a 10 lavoratori può
autocertificare di aver effettuato
la valutazione dei rischi, a partire
dal 1 /7/2012 deve uniformarsi alle
nuove disposizioni le quali prevedono che tutti gli agricoltori che a
vario titolo assumono dipendenti,
debbano produrre un documento
di valutazione dei rischi (DVR) in
forma scritta. Il DVR non è un documento statico in quanto, a fronte di mutamenti in seno all’azienda
(nuove macchine, nuove attrezzature ecc.) che possano comportare variazioni riguardo la tipologia
dei rischi, o a fronte del grado di
evoluzione della tecnologia di prevenzione o della protezione oppure, nel caso in cui siano accaduti
gravi infortuni, risultati significativi
ed emersi in sorveglianza sanitaria (quando prevista), è necessario
effettuare una revisione che prenda in considerazione il mutato assetto aziendale.
I rischi che devono essere presi in
considerazione sono quelli tipici del
settore e la loro quantificazione è
legata alle singole realtà aziendali.
Ciò che ne deve uscire, pena l’inefficacia delle misure intraprese, è un
vestito cucito su misura dell’azienda, un documento non generico,
ma personalizzato e dettagliato.
Le tipologie di rischi principali che
un’azienda agricola dovrà analizzare, prendendoli in considerazione,
sono ad esempio: rischio meccanico, chimico, vibrazioni e rumore,
movimentazione manuale dei carichi, elettrico, microbiologico, cadute dall’alto, incendio, stress da lavoro correlato.
itinerari
G
Mulino Zeni (località Sorne, Brentonico)
anglio fondamentale dell’economia cerealicola contadina, il mulino «vitruviano» a palmenti si trovava un po’ ovunque nelle valli del Trentino, presso piccoli e grandi corsi d’acqua di cui
la regione abbonda. Tuttavia, dei quasi mille mulini che si potevano contare su questo territorio intorno all’Ottocento, il Mulino Zeni, eretto nel
1806, è uno dei pochi ancora in funzione, essendo stato impiegato fino
a tempi recenti per lo spezzettamento del mais per i mangimi destinati all’avicoltura. È dotato di una grande ruota a cassette e di una più
piccola in ferro, di grandi strutture molitorie con francesi mole in smeriglio, e di grandi congegni per l’abburattamento della farina. Mantenuto sempre in funzione, è oggi utilizzato a scopo didattico e dimostrativo.
Per informazioni:
contattare i proprietari, signori Zeni
Tel. 0464 / 395905, 338 / 4281362
ITINERARIO
ETNOGRAFICO
DEL TRENTINO
MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA
www.museosanmichele.it
a cura di Antonella Mott
N
Mulini di Ronco Cainari (Ronco Cainari)
ella valle del Vanoi sono stati ristrutturati due mulini adiacenti.
Nel mulìn de sóra, risalente al 1779, girano due ruote: una mette
in azione l’apparato molitorio per la produzione di farina di granoturco, l’altra il pestìn per decorticare l’orzo. Ai mulini, che hanno funzionato
fino al 1966, giungevano grani da tutta la zona di Ronco, talvolta da Caoria. Il
progetto di recupero, condotto dal Comune di Castel Tesino con il supporto
dell’Ecomuseo del Vanoi e del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, ha messo di nuovo in moto gli ingranaggi e ha avviato la coltivazione di
una varietà locale di granoturco denominata Dorotèa distribuendo le sementi
e facendo assistenza ai coltivatori. Il mulìn de sót è oggi uno spazio espositivo
per approfondimenti culturali sul funzionamento delle macchine ad acqua e la
valorizzazione di testimonianze legate al mulino e alla figura del mugnaio.
Apertura nel periodo estivo. Per informazioni:
Ecomuseo del Vanoi
Tel. 0439 / 719106 - www.ecomuseo.vanoi.it
24
ecomusei
Rete degli Ecomusei del Trentino
L’UOMO, LA TERRA, IL TEMPO
UN PATRIMONIO RURALE E CULTURALE DEL CUORE E DELLA MENTE
Nell’ambito del Progetto di cooperazione transnazionale SY_CULTour “Sinergia fra cultura e turismo:
utilizzo dei potenziali culturali nelle zone rurali” (http://www.sycultour.eu/), nei giorni 28, 29 e 30
marzo 2012 presso il Palace Hotel - Casa Raphael di Roncegno Terme si è tenuto il secondo convegno
con i partner transnazionali del progetto.
Il progetto, di durata triennale (marzo 2011- febbraio 2014), è coordinato per la Provincia autonoma di Trento dal Servizio vigilanza e promozione delle attività agricole e attuato in collaborazione con il Servizio attività culturali e la Rete degli ecomusei del Trentino, coinvolge
partner provenienti da Slovenia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Grecia
ed Italia, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale delle aree
rurali svantaggiate ricercando sinergie con il settore turistico.
SY_CULTour persegue un percorso di riscoperta del patrimonio culturale dei territori mediante il coinvolgimento degli attori locali (amministrazioni comunali, associazioni, popolazione, operatori economici) per
l’avvio di azioni coordinate (progetti pilota) che possano favorire la nascita di attività economiche legate al territorio, al suo patrimonio culturale e
contrastare la tendenza allo spopolamento che spesso affligge tali aree.
In Trentino il territorio individuato per l’attuazione del progetto coincide
con i sette Ecomusei provinciali e i progetti pilota saranno focalizzati sulle
conoscenze ed esperienze locali legate all’utilizzo delle piante officinali,
coltivate e spontanee. Il tema delle piante officinali rappresenta un elemento-ponte tra la cultura popolare locale, ricca di tradizioni legate alla
raccolta e l’utilizzo delle erbe spontanee e il progetto di valorizzazione
economica TRENTINERBE, promosso dalla Provincia autonoma di Trento, mediante il relativo disciplinare di produzione e marchio.
Nella prima giornata del convegno gli ospiti sono stati impegnati in attività di monitoraggio
e coordinamento delle azioni previste dal progetto. La giornata di giovedì 29 marzo è stata
dedicata all’illustrazione e sperimentazione di tecniche partecipative quale momento di formazione per i partecipanti per l’apprendimento delle metodologie base per l’avvio di processi
partecipativi e l’elaborazione dei progetti pilota nei rispettivi territori. Infine, venerdì 30 marzo, è
stata organizzata una visita al territorio e ai siti dell’Ecomuseo del Lagorai e l’incontro con le realtà agricole dell’Associazione Montagna & Benessere di Roncegno Terme che riunisce piccoli produttori di erbe officinali associati al
marchio Trentinerbe e di altri prodotti d’eccellenza.
Le soleggiate giornate primaverili e la variopinta cornice floreale offerta da Roncegno Terme hanno favorito
lo svolgimento dei lavori e allietato il soggiorno degli ospiti.
Ecomuseo del Vanoi
www.ecomuseo.vanoi.it
ecomuseo@vanoi
Ecomuseo dell’Argentario
www.ecoarge.net
[email protected]
Ecomuseo della Judicaria
“Dalle Dolomiti al Garda”
www.dolomiti-garda.it
[email protected]
Ecomuseo del Lagorai
www.ecomuseolagorai.eu
[email protected]
Ecomuseo Valle del Chiese
“Porta del Trentino”
www.ecomuseovalledelchiese.it
[email protected]
Ecomuseo Val di Peio
“Piccolo Mondo Alpino”
www.linumpeio.it
[email protected]
25
Ecomuseo del Viaggio
www.ecovalsugana.net
[email protected]
[email protected]
giovani
GIOVANI
IMPRENDITORI
AGRICOLI
SARA GRASSI MONTI
Mi chiamo Sara Grassi Monti ho 19 anni e dopo aver finito
la formazione professionale all’Istituto Agrario di San Michele
all’Adige, entro a far parte dell’azienda famigliare al fianco
di mia mamma in qualità di tecnico imprenditore agricolo,
specializzata nelle lavorazioni zootecniche.
La nostra azienda agricola biologica “La Fonte” si trova
in località Gruim di Mezzomonte Folgaria - www.la-fonte.org
Q
uali sono le ragioni che ti hanno
spinto a scegliere
la professione di
agricoltore?
I motivi principali per cui ho scelto
questa professione sono sicuramente l’amore per la natura, gli animali
e la vita all’aria aperta, valori che mi
ha sempre trasmesso la mia mamma; poi questa passione si è fortificata durante i quattro anni di studio
presso la formazione professionale
dell’Istituto agrario, durante i quali,
oltre alla scuola in sè, che di sicuro
mi ha fruttato molto, mi ha motivato
conoscere tanti altri giovani che condividono le mie stesse passioni.
prendere anche questa parte “meno
agricola” dell’azienda.
Quali sono gli aspetti di questa
professione che ti danno maggiori soddisfazioni?
Le maggiori soddisfazioni me le
danno sicuramente i miei animali, specialmente in questo periodo
con le nascite, è vero che aumenta
il lavoro, ma aumentano notevolmente anche le “felicità”, sia perché
ci sono in giro un sacco di agnellini
e caprettini “traballanti” sia perché
con il latte posso sbizzarrirmi a pro-
Quali sono i maggiori problemi
che hai incontrato nell’avvio della tua attività?
I maggiori problemi che finora ho
incontrato sono legati quasi sempre
all’inesperienza, perché tante volte,
specialmente a livello burocratico,
scopro complicazioni che non mi
sarei mai nemmeno immaginata,
ma sono sicura che riuscirò a com-
26
durre vari tipi di formaggi; inoltre le
soddisfazioni in questo lavoro sono
date da tanti piccoli dettagli, come
i complimenti di un cliente che apprezza i nostri prodotti o il riuscire
a dare un buon consiglio dettato
dall’esperienza ad un’ altro allevatore o ancora vedere la sorpresa e
la gioia di grandi e piccini che vengono in azienda e scoprono le meraviglie della natura, inoltre forse la
più grande soddisfazione la sento
nelle frasi di mia mamma che è felice che io abbia deciso di lavorare
accanto a lei in questa azienda.
CIA DIXIT
BENZINA:
IL “CARO GASOLIO”
MANDA “IN ROSSO”
LE IMPRESE AGRICOLE.
Serve subito un azzeramento delle accise.
Altrimenti sarà il tracolla
a cura di Massimo Tomasi
La Cia lancia l’allarme: è ormai
una situazione insostenibile. Negli
“sconti carburante” che il governo
sta studiando per alcune categorie
è indispensabile inserire anche
l’agricoltura, che negli ultimi anni
ha subito un gravoso aumento
dei costi. La misura non deve riguardare solo le serre, ma tutte le
aziende del settore primario.
l “caro gasolio” sta mandando “in rosso” i bilanci delle
imprese agricole. I continui
record del prezzo del carburante (quello agricolo ha
superato abbondantemente l’euro a
I
litro) hanno effetti devastanti sul settore. E sono le serre che in questi mesi
hanno subito i danni più pesanti. Ma
per tutte le aziende è emergenza piena. Secondo le prime stime, nel 2012
l’intero mondo agricolo sarà costretto
a sostenere un costo aggiuntivo che
supera i 2 miliardi di euro, determinato
proprio dai rialzi dei prodotti petroliferi. Ecco perché è indispensabile che il
governo azzeri al più presto le accise
in modo da permettere una riduzione
dei costi. E’ quanto chiede la CiaConfederazione italiana agricoltori.
Di fronte alle notizie che parlano di
uno “sconto benzina” negli studi di
settore, da parte del governo verso
i lavoratori autonomi e le piccole imprese (dove appaiono, però, esclusi
gli agricoltori), la Cia ribadisce l’esigenza di un provvedimento tempestivo nei confronti dell’agricoltura,
che in questi ultimi anni, dopo l’abolizione nel 2009 delle agevolazioni
(l’accisa zero) sull’acquisto di gasolio per le serre, ha subito pesanti
contraccolpi dal “caro carburante”.
Ecco perché -rileva la Cia- diventa
fondamentale un azzeramento delle
imposte che, oltre alle serre, venga
esteso a tutte le aziende agricole,
proprio in considerazione dei gravosi
oneri che sono costrette a sostenere.
D’altronde, la stagione invernale ha
fatto crescere il ricorso al riscaldamento e ciò -avverte la Cia- ha determinato un incremento dei consumi
di carburante, con il relativo aggravio
nella gestione delle imprese.
L’importante, comunque, è che si
proceda con un intervento -rimarca
la Cia- che sia compatibile con le
norme Ue, evitando così un’ulteriore
querelle come quella che, sotto la
spinta della Commissione europea,
ha provocato l’abolizione dell’agevolazione. Una misura, quindi, che
sia in grado di garantire un futuro
alle aziende agricole italiane.
D’altra parte, in passato l’agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per
contenere i pesanti effetti del “carogasolio”, le cui quotazioni stanno
attualmente registrando una drammatica impennata e vanno a incidere
pesantemente non solo sulla gestione
delle serre, ma anche su quella delle
altre imprese agricole.
Erasmus per giovani imprenditori
È un progetto promosso dalla Commissione Europea allo scopo di stimolare l’imprenditorialità,
la competitività e l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese in Europa.
L’obiettivo è quello di facilitare lo scambio di esperienze, l’apprendimento e il networking tra giovani/nuovi
imprenditori (NE) e imprenditori di successo (HE).
Il programma offre:
• da 1 a 6 mesi di esperienza tra due realtà imprenditoriali;
• un contributo economico mensile per i NE che decidono di partire
(in media 800 ` mensili ma la somma varia in base al paese di destinazione);
• il supporto di un’organizzazione intermediaria, come la CIA, che servirà
da collegamento e offrirà ai NE italiani l’opportunità di conoscere l’agricoltura europea;
• visibilità su scala europea per entrambe le categorie di imprenditori.
Per maggiori informazioni: www.erasmus-entrepreneurs.eu oppure tel. 0461.421214.
27
Edmund Mach
FONDAZIONE MACH E LAIMBURG,
AL VIA I TAVOLI TECNICI
Prosegue a grandi passi la collaborazione tra la Fondazione Edmund Mach e il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale
Laimburg avviata con la recente
sottoscrizione dell’accordo quadro per favorire la collaborazione
scientifica, nel trasferimento tecnologico, nella formazione superiore e nella divulgazione nei
settori agricoli, agroalimentare forestale e ambientale. Oggi a San
Michele si sono insediati i tavoli
tecnici, primo atto del neocostituto
nite le modalità di lavoro dei tavoli
e l’organizzazione di una serie di
eventi congiunti che si svolgeranno già a partire dalla primavera.
RICONOSCIMENTO ACCADEMICO
ALLA RICERCA ENOLOGICA
TRENTINA
Nel corso della tornata del 2
marzo prossimo, nella sede dei
Georgofili a Firenze, Giorgio Nicolini, ricercatore del Centro di
Trasferimento Tecnologico della
Fondazione Edmund Mach di San
Michele all’Adige, verrà nomina-
NOTIZIE
DALLA FONDAZIONE
EDMUND MACH
ISTITUTO AGRARIO DI SAN MICHELE ALL’ADIGE
a cura di Silvia Ceschini (Ufficio Stampa)
comitato di indirizzo coordinato da
Roberto Viola, dirigente del Centro
ricerca e innovazione della Fondazione Mach.
I tavoli tecnici operano sue tre
principali tematiche di importanza
strategica per i due territori di riferimento: miglioramento genetico,
organismi invasivi e malattie emergenti, agricoltura sostenibile. Nell’incontro di oggi sono state defi-
to “accademico corrispondente”
della prestigiosa Accademia Italiana della Vite e del Vino.
28
L’Accademia accoglie al proprio
interno personalità nazionali e internazionali di riconosciuto valore
nei diversi contesti della vitienologia. Nella sua ormai più che venticinquennale carriera, Giorgio Nicolini è stato responsabile di varie
Unità operative del Dipartimento
Laboratorio della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, docente di enologia in corsi
universitari, autore di 300 lavori
pubblicati e insignito di premi per
la ricerca sia in ambito nazionale
che internazionale. Nutritissima
anche la sua attività di relatore
A LEZIONE DI BRUNELLO
CON RICCARDO ILLY
Docente d’eccezione oggi alla
Fondazione Edmund Mach di San
Michele all’Adige. Per parlare di
vino agli studenti del corso enotecnici nell’ambito di un ciclo di
lezioni dedicate alla scoperta delle più importanti zone vitivinicole
italiane è intervenuto Riccardo Illy,
presidente dell’omonimo gruppo
che recentemente ha acquisito
l’azienda agricola Mastrojanni a
Montalcino.
Agli studenti della quinta e sesta
classe del corso “esse” seguiti
dal docente Salvatore Maule, Riccardo Illy ha parlato della propria
esperienza imprenditoriale, delle
differenze tra mondo del caffè e
del vino, illustrando storia e caratteristiche del vitigno Sangiovese
e del vino Brunello di Montalcino,
a cui è seguita una approfondita
degustazione di Rosso di Montalcino 2009 e Brunello di Montalcino
2007.
brevi pat
NOTIZIE BREVI
tratte dal sito www.trentinoagricoltura.it
IL CONSORZIO VAL DI GRESTA
HA ESAURITO LE SCORTE
In cella rimangono le quantità sufficienti per le forniture concordate con
le mense scolastiche.
Il consorzio ortofrutticolo Val di Gresta ha esaurito le scorte di ortaggi
conferiti nella stagione 2011 ancora a metà aprile. La presidente del
consorzio Vanda Rosà è soddisfatta
del quantitativo di ortaggi conferiti lo
scorso anno. Sono stati infatti superati i 18 mila quintali con un incremento di 2000 quintali rispetto alla
stagione 2010. Senza la devastante
grandinata dei primi di luglio che
ha colpito fortemente l´alta valle, la
quantità conferita avrebbe raggiunto i 20 mila quintali. A questa va aggiunta la produzione degli orticoltori
non associati al consorzio stimata in
circa 15.000 quintali di ortaggi, venduti direttamente o tramite commercianti locali.
MERCATO RIFLESSIVO
PER IL GRANA TRENTINO
Il mercato del Grana trentino attraversa un periodo di riflessione con
prezzi inferiori a quelli del 2011. Il calo
è conseguente alla situazione critica
del Grana padano e del Parmigiano
reggiano causata dall´aumento di
produzione e conseguente eccedenza di offerta. In Trentino la produzione di Grana marchiato è stata
di 80 mila forme nel 2010 e di 92
mila forme nel 2011. L´incremento è
dovuto alla ripresa dell´attività produttiva di Grana trentino da parte
del caseificio SAV di Villalagarina.
Nel 2012 si dovrebbe raggiungere il
tetto di 98 mila forme.
MONITORAGGIO EUROPEO
SULLA MORIA DELLE API
Franco Gatti, medico veterinario
dell´Azienda per i servizi sanitari
della Provincia di Trento, esperto di
patologie e parassitosi delle api, è
stato incaricato di seguire sul territorio trentino il progetto europeo
denominato BEE-NET. Il protocollo
ha assegnato al Trentino un unico
modulo costituito da 5 apiari composti da un minimo di 10 famiglie di
api stanziali allocati nei comuni di
Trambileno, Predazzo, Cles, Levico
Terme e Lisignago. Il dr. Gatti dovrà
eseguire 4 sopralluoghi durante la
stagione 2012 e trasmettere i dati al
SIN, sistema informatico nazionale che ha sede a Teramo. Oggetto
dei controlli saranno tutte le cause
che provocano moria nelle famiglie
di api.
rischio comprensiva dei danni da
Drosophila suzukii ha raggiunto finora i 5 milioni di euro. La direzione del Codipra informa però che
l´ISMEA ha bloccato la sottoscrizione di ulteriori contratti di questo
tipo in attesa di conoscere, seppure approssimativamente, l´entità del
danno della gelata dell´8-9 aprile
su piante di ciliegio in differenti fasi
di fioritura.
INIZIATO IL VOLO DI RITORNO
DEI MAGGIOLINI
Il mercato delle mele in Trentino è
attivo e fa realizzare prezzi ritenuti
remunerativi solo per le varietà rosse: Red, Dallago e Fuji. E´ invece
ferma la domanda di Golden sul
mercato nazionale per le cooperative trentine di fondovalle. Riesce
a vendere Golden solo Melinda,
perché offre merce più o meno fortemente grandinata qualificata di
seconda categoria, ma buona da
consumare e soprattutto ceduta a
prezzo scontato.
Nella Piana Rotaliana infestata da
maggiolini è finito il primo volo di
adulti verso i boschi di latifoglie.
Entro la fine di aprile i tecnici prevedono che inizierà il volo di ritorno
delle femmine per deporre le uova
mature nei terreni liberi da reti protettive. Quest´anno, dice Mauro
Varner capo tecnico del Gruppo
Mezzacorona, il volo è stato più intenso nelle zone situate a sud della Piana Rotaliana. Il fenomeno di
andata e ritorno dai terreni infestati
ai boschi di latifoglie si può ripetere
anche più volte.
ANNO DI ELEZIONI PER
IL CONSORZIO DI BONIFICA
Il commissario del Consorzio atesino di bonifica ha indetto ufficialmente le elezioni degli organi statutari il 16 aprile 2012. Le elezioni si
terranno il 15 novembre. Si tratta di
un fatto amministrativo che non si
ripete da 40 anni. Sindacati agricoli, enti ed organizzazioni pubbliche
interessati all’attività del consorzio
hanno tempo fino al 15 giugno per
presentare proprie liste di candidati.
Il 15 luglio sarà pubblicato l´elenco
provvisorio degli aventi diritto al
voto.
DANNI DA DROSOPHILA:
SOSPESE NUOVE POLIZZE
Il valore delle ciliegie e dei piccoli
frutti assicurati con polizza multi-
29
MERCATO ATTIVO
PER LE MELE ROSSE
FIORI DI CILIEGIO
DANNEGGIATI DALLA GELATA
Le piante di ciliegio che si trovavano in fasi diverse di fioritura secondo le zone e l´altitudine hanno subito danni dalla gelata della notte
fra l´8 e il 9 aprile 2012 più di altri
fruttiferi quali melo, actinidia e vite.
Il perito agrario Sergio Franchini,
tecnico del Servizio di consulenza di S. Michele che segue direttamente la cerasicoltura in tutto il
Trentino, riconosce l´esistenza di
danni sotto forma di annerimento dei petali o degli organi fiorali
nella misura compresa fra il 30 e il
70%. Ma con una precisazione da
tenere presente per non commettere errori di previsione. La percentuale sta ad indicare il numero
di fiori variamente danneggiati su
100 fiori esaminati. Non va assolutamente correlata con una eguale
percentuale di mancata produzione di ciliegie.
MACCHINE
AGRICOLE
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